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Campi incolti, stop allo spreco. Decolla la Banca della terra

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Campi incolti, stop allo spreco.
Decolla la Banca della terra
La Regione Toscana fa da apripista in Italia e vara il censimento dei terreni abbandonati da prendere in
gestione e affittare ad agricoltori senza terra da coltivare. E a Milano nasce il portale per mettere in
contatto i contadini urbani (e non) con i proprietari di campi improduttivi
di ETTORE LIVINI
Lo leggo dopo
TAG
Banca della Terra, regione toscana, terreni
incolti
MILANO - L'Italia prova a far fruttare la
miniera d'oro dei terreni incolti per
combattere dissesto idrogeologico e
disoccupazione. A fare da apripista con un
progetto pilota destinato - si spera - a fare
proseliti, è la Regione Toscana che in questi
giorni ha messo a punto gli ultimi tasselli per il
lancio operativo della Banca della Terra. Il
progetto è semplice: censire le migliaia di
ettari di campi lasciati a gerbido o in pasto ai
rovi (pubblici e privati) per metterli poi a
disposizione a canoni concordati e con sussidi
ai tanti agricoltori senza terreni da coltivare.
Un modo non solo per creare posti di lavoro,
ma anche di "incrementare i livelli di sicurezza
idraulica e idrogeologica del territorio", come
ha spiegato l'assessore Gianni Salvadori uno
dei promotori della "Borsa" dei terreni incolti.
La materia prima, come è evidente a tutti, non manca. Stime vere e proprie
sull'estensione delle terre abbandonate nel Belpaese non esistono. Ma per dare un'idea
delle proporzioni, un'area attenta al territorio come l'Alto Adige ha calcolato che sul
territorio regionale ci sono 30mila ettari dedicati alla cultura intensiva e 100mila lasciati
a se stessi che non vedono da anni un aratro o un trattore in azione. Firenze si è mossa
unendo le forze di tutte le istituzioni locali: è stato messo a punto con l'Ente delle terre
regionali il regolamento tecnico per il censimento e l'inserimento dell'incolto nella Banca
della Terra. Una volta scattata
la fotografia del patrimonio a disposizione, la banca provvederà all'assegnazione.
Avranno priorità i coltivatori diretti più giovani e il canone d'affitto equo sarà stabilito
dall'Ente terre. In caso di campi di privati, il prezzo potrà pure essere negoziato tra le
parti. Il risultato sarà doppio: da una parte si rimetteranno in attività aree rimaste
improduttive a volte per decenni. Dall'altra si creeranno posti di lavoro e si curerà di più
senza troppa spesa pubblica (si sa in che condizioni sono i conti degli enti locali) la
stabilità dei terreni. Fatto che in un paese con i guai idrogeologici dell'Italia non è certo
un male.
L'iniziativa della Toscana potrebbe a breve trovare nuovi emuli. La Liguria (altra regione
di terre abbandonate e di dissesti geologici) ha già approvato il varo della sua Banca
della terra anche se allo stato non sono ancora stati attivati i decreti attuativi per
renderla operativa. E la LegaCoop ha preso a cuore la vicenda, iniziando a promuovere
la proposta in giro per l'Italia attraverso la rete dei suoi associati. Il mercato, del resto,
esiste se è vero che a Milano, non proprio un'area agricola d'elezione è nato di recente
il sito www.terraXchange.it. Una piazza virtuale privata e non a fine di lucro dove si
mettono in contatto i proprietari dei terreni abbandonati attorno alla città (molti più di
quanto si pensi) e le migliaia di agricoltori e di contadini urbani a caccia disperata di un
fazzoletto di terra da coltivare. L'affitto, in questo caso, si salda con i prodotti dei campi.
(18 novembre 2013)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Corriere Della Sera > Milano > Cronaca > Vuoi Tornare Alla Terra? Accendi Il Computer
L’IDEA DI UN 25ENNE NEOLAUREATO IN AGRARIA
Vuoi tornare alla terra? Accendi il computer
La startup TerraXChange mette in contatto chi sogna un
orticello da coltivare e chi ha terreni incolti che non usa
Internet
62
100%
ALTRI 6 ARGOMENTI
Un social network per giovani che
tornano alla terra. E per meno giovani
che di terra (incolta) ne hanno da
offrire. Falce e tastiera: «Una specie di
mezzadria in versione 2.0». Marco
Tacconi, 25enne neolaureato in Agraria
alla Statale di Milano, spiega così
Marco Tacconi
TerraXChange, la startup da lui fondata
assieme a un paio di amici «per mettere
in contatto online domanda e offerta nel
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di Milano
OGGI | settimana | mese
mondo della nuova orticultura»: in altre
parole, chi sogna un orticello da coltivare (e non schifa la
condivisione) e chi il terreno per l’orticello ce l’avrebbe, ma non
sa che farsene. Un po’ come in un sito di incontri, dove anziché
Vigevano, lite tra
vicini: uomo ucciso
con un colpo di pistola
alla fronte
compimenti e numeri di telefono ci si scambia terreni in
usufrutto.
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«I proprietari pubblicano online i dettagli dei loro terreni
incolti e gli appassionati orticoltori si offrono per coltivarli. Alla
fine una parte del raccolto andrà al coltivatore, una parte al
proprietario», spiega Marco. E piace: sarà che è stata ritwittata
Il capitano paga per
tutti e la squadra
viene ritirata dal
torneo giovanile
dai Modena City Ramblers, ma gli iscritti alla versione demo di
TerraXChange (quella finale sarà online a giorni) sono già oltre
400 sparsi in tutta Italia. «In una città come Milano abbiamo
soprattutto aspiranti coltivatori, mentre i terreni si trovano in
periferia o in provincia – spiega Marco - starà poi a loro
organizzarsi sulle spartizioni e gli spostamenti».
Il guadagno? Al sito arriva dalla vendita di prodotti per
l’orto tramite l’e-commerce. Agli utenti invece dalla spartizione
degli ortaggi. Ma Marco non ha dubbi: «Prima di tutto viene il
piacere di riscoprire un’attività appaganti, e magari dei legami
sociali». Che è poi quello che lo ha spinto tra le braccia di Madre
Natura all’alba del 2013. «Non è un caso se sempre più giovani si
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Film in mandarino e
buoni omaggio Il
pullman che porta i
cinesi al casinò
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«Stanno abbattendo
la porta» Lettere dalla
città dimenticata
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iscrivono ad Agraria, come ho fatto io. Abbiamo scoperto che in
questo settore si può soddisfare una domanda crescente di
qualità, in Italia e non solo. C’è la crisi, è vero: ma soprattutto c’è
la soddisfazione di lavorare a un prodotto dall’inizio alla fine, dal
seme alla tavola». Alla faccia di chi diceva che la generazione di
Facebook è rubata all’agricoltura.
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Il finanziere e i
biglietti gratis per le
giostre: scoppia il caso
sul web
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09 ottobre 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Marina Sogliani
«A Milano la
borghesia è morta
Brera è finta, io amo
via Padova»
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Restaurato
l’Ospedale spagnolo
Ecco la casa della
Pietà Rondanini
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Cocaina tra le tele e i
mobili d’epoca
L’antiquaria del
centro finisce in cella
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Filmato il writer che
ha imbrattato il
portone centrale del
Duomo
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Fanno saltare in aria
il bancomat e
scappano con 40mila
euro
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TerraXChange, la mezzadria
online che trasforma in orti i
terreni in disuso
di Alberto Magnani (http://food24.ilsole24ore.com/author/alberto-magnani/)
6 febbraio 2014
TWITTER
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(http://food24.ilsole24ore.com/2014/11/nascevino-niko-romito-pecorino-daltitudine-firmatofeudo-antico/)
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Nasce il vino di Niko Romito: un
Pecorino d’altitudine firmato
Feudo antico
(http://food24.ilsole24ore.com/2014/11/nascevino-niko-romito-pecorinodaltitudine-firmato-feudoantico/)
Prestiti a “tasso ortaggio”: i prodotti freschi come rimborso
di Nicoletta Morabito
(http://food24.ilsole24ore.com/author/nicolettamorabito/)
(http://food24.ilsole24ore.com/2014/11/ginpalace/)
VISTI DA LONTANO
(HTTP://FOOD24.ILSOLE24ORE.COM/VISTIDA-LONTANO/)
Nuove aperture londinesi:
l’opulento “Gin Palace” vittoriano
rinasce grazie alla cucina libanese
(http://food24.ilsole24ore.com/2014/11/ginpalace/)
LEGGI (http://food24.ilsole24ore.com/2014/11/g
>
Tacconi, laurea in agraria alla Statale di Milano, ha costruito “in garage” una
piattaforma che conta oltre 450 iscritti e una trentina di terreni in bacheca.
L’intuizione è semplice: ridare vita a terreni in stato di abbandono o semiabbandono, con prestiti a tasso zero o veri e propri contratti di collaborazione.
TerraXchange si limita a far da ponte tra le due sponde, con la sua strategia a
chilometro zero: il rimborso ideale, spiega Tacconi «è in ortaggi: l’agricoltore,
o chi per lui, avvia la sua attività. Il proprietario può sia affidare a qualcuno
un terreno che altrimenti resterebbe in disuso, sia riceverne un rimborso in
prodotti ortofrutticoli».
LEGGI (http://food24.ilsole24ore.com/2014/11/n
>
Fogne a cielo aperto, orti “riciclati” in discariche, cementificazione selvaggia…
Che fine fanno, gli ettari di terra senza valore commerciale? Ma soprattutto: e
se qualcuno volesse salvarli? Se lo è chiesto Marco Tacconi, giovanissimo
ideatore, fondatore e Ceo di TerraXChange: una “mezzadria online” che
pubblicizza domande e offerte di prestito tra proprietari e coltivatori. Il sito,
attivo da novembre 2013, ha incassato più i 1.700 like su Facebook e siede al
tavolo tematico dell’agroalimentare dell’Expo 2015.
La piattaforma
Il requisito dell’appezzamento è un’estensione inferiore all’ettaro, il confine
tra l’appeal per investimenti e il rischio abbandono. «Sotto quella misura –
precisa Tacconi – gli agricoltori professionali non si interesserebbero. E
di Nicol Degli Innocenti
(http://food24.ilsole24ore.com/author/nicoldegli-innocenti/)
l’industria non ne avrebbe motivo: troppo poco!». La piattaforma, realizzata
con l’assistenza della sorella di Marco e un team di tecnici che lavorano “per
volontariato”, è in piena fase d’espansione. Con meno di quattro mesi di vita, i
primi prestiti e il primo traffico sui social network è già un risultato. Ma in
futuro ci sono perfezionamenti in grafica, interattività e bersagli: il portale sta
partecipando ad alcune gare d’appalto, ed è in fase di stesura un business
plan: «Il principio è quello di un motore cerco-offro: questa è una versione
Beta, abbiamo in mente una versione molto più smart e interattiva – spiega
Tacconi -. Una cosa da migliorare: i feedback, per sapere anche cosa si coltiva,
come si sviluppano gli orti, che risposte danno ai coltivatori…».
(http://food24.ilsole24ore.com/2014/11/re-deiprosciutti-sceglie-come-testimonial-chefitaliano/)
VIDEO
(HTTP://FOOD24.ILSOLE24ORE.COM/VIDEO/)
Joselito, il re dei prosciutti, sceglie
come testimonial uno chef
italiano
(http://food24.ilsole24ore.com/2014/11/redei-prosciutti-sceglie-cometestimonial-chef-italiano/)
TerraXChange all’Expo
>
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LEGGI (http://food24.ilsole24ore.com/2014/11/r
>
La collaborazione con Expo, spiega Tacconi, era uno «sbocco naturale» per un
sito con la vocazione di TerraXChange. Anche in vista dei dialoghi, già
intrapresi, con i partner dell’esposizione universale che rielaborano in chiave
green l’obiettivo di «Nutrire il pianeta»: «Siamo registrati al portale tavoli
Expo. L’argomento principale di Expo è proprio quello che trattiamo noi.
Dato che lo spot è Nutrire il pianeta, noi vogliamo fare la nostra parte e
riunire tutte le persone che vogliono mangiare sano, mangiare bio, e trovare
un quadro per ciascuno».
di Fernanda Roggero
(http://food24.ilsole24ore.com/author/fernandaroggero/)
FOOD BLOG
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Aziende in campo
(http://emanuelescarci.blog.ilsole24ore.com/)
il blog di Emanuele Scarci
← Courmayeur si scopre destinazione
gourmet, grazie a Blumenthal
(http://food24.ilsole24ore.com/2014/02/courmayeursi-scopre-destinazione-gourmet/)
Expo 2015, a BolognaFiere il
Le primizie per i ristoranti stellati →
Padiglione del biologico e il Parco
londinesi? Si coltivano nei tunnel
della biodiversità
sotto il metro
(http://emanuelescarci.blog.ilsole24ore.com/2014/11/07/exp
(http://food24.ilsole24ore.com/2014/02/londra- 2015-a-bolognafiere-il-padiglionedel-biologico-e-il-parco-dellatunnel/)
biodiversita/)
FOOD BLOG
Nel piatto
(http://fernandaroggero.blog.ilsole24ore.com/)
Il blog di Fernanda Roggero
Cosa ho imparato facendo una gara
di cucina
(http://fernandaroggero.blog.ilsole24ore.com/2014/11/09/co
ho-imparato-facendo-una-gara-dicucina/)
LA STAMPA
“Metto in rete terreni da coltivare. Scoprite quello più
vicino a casa”
Idea di un novarese sul web: il proprietario si paga con prodotti dell’orto
Cinzia Bovio – 28 Settembre 2013 – “La Stampa” Piemonte
Costruisce un portale internet per raggiungere tutto il mondo e condividere la crescente passione di molti: la terra.
Quattro milioni di persone in Italia sarebbero interessate a coltivarsi un piccolo appezzamento.
E’ questo il target quantificato da Marco Tacconi, 25 anni di Castelletto Ticino, una laurea in Agraria: il «pezzo di
carta» in mano, ma nessun pezzo di terreno di cui occuparsi. Da tempo, anche lui, desidera un’area incolta di cui
prendersi cura: «Ce ne sono tante abbandonate a se stesse nel Novarese come in qualsiasi altra provincia, basta
guardarsi attorno». Da qui è nata l’idea: realizzare «terraXchange», il primo portale internet al mondo attraverso cui la
domanda e l’offerta possano incontrarsi a costo zero. «In Italia – spiega - ci sono circa 150 associazioni a tema, ma sono
dispersive e confinate a se stesse. E’ necessario ormai un punto di riferimento che permetta il contatto tra proprietari di
terreni e gestori, favorendo la comunicazione anche tra le realtà già esistenti».
La presentazione del portale «terraXchange»« è già on line con ideazione grafica di Chiara Tacconi e supporto dei
social network: il progetto partirà a giorni. Il venticinquenne ha raccolto dati, informazioni, collaborazioni e consulenze
scoprendo un ampio e crescente interesse sull’argomento.
Dopo il diploma all’istituto agrario «Cavallini» di Lesa e l’Università di Milano, la difficile ricerca di un terreno da
coltivare: «Ce ne sono tanti incolti anche nel mio paese: ma di chi sono? Come fare? Il portale andrà a coprire una fetta
di mercato a cui famosi portali come Casa.it e Immobiliari.it non sono assolutamente interessati: si tratta di aree non
edificabili, che non rendono e che hanno una superficie inferiore all’ettaro, ovvero ai 10 mila metri quadrati».
Da dove nasce l’offerta di terreni? «Mi riferisco,ad esempio, a quei proprietari che hanno ereditato un piccolo
appezzamento, sono obbligati a tenerlo in ordine, ma non vogliono o non possono occuparsene, magari perché troppo
distante». Le aziende agricole non ambiscono ad estensioni del genere: troppo piccole. E così si crea l’offerta a costo
zero, praticamente un baratto: il proprietario mette a disposizione la terra in cambio della manutenzione e di parte della
coltivazione che se ne ricava o del suo valore.
E la domanda? «I disoccupati, i pensionati, le associazioni che possono usare l’area anche per altre attività, gli studenti
di agraria, i padri di famiglia. A differenza degli orti urbani comunali, il portale non prevede delle graduatorie che, di
fatto, escludono alcune categorie avvantaggiando quelle meno agiate».
Il giovane ha fatto una vera e propria indagine di mercato: «Il target che ho identificato è quantificabile in 4 milioni di
italiani. Gli iscritti nei gruppi di Facebook a tema erano 700 mila a giugno con una crescita da gennaio del 23%. Le
statistiche dicono che 21 milioni di Italiani coltivano qualcosa. L’interesse è evidente: basti guardare le liste di attesa
per gli orti urbani o progetti cittadini come “Zappata romana”».
Il portale presenterà una visione totale di quello che c’è in Italia, e non solo. Sta già incontrando curiosità e sostegno («i
Modena City Ramblers ci hanno retwittato»). Con la mappa satellitare e la geolocalizzazione, sarà possibile visualizzare
in tempo reale i terreni in ogni parte del globo.
Intanto Tacconi, appena laureato e in cerca di occupazione, con il portale si è inventato quello che spera diventerà a tutti
gli effetti il suo lavoro futuro: «L’iscrizione sarà gratuita, il mio guadagno deriverà dai negozi online di attrezzi e
oggettistica da giardino con cui ho già siglato accordi su numero di accessi o provvigioni sulle vendite».
http://it.finance.yahoo.com/notizie/terraxchange-il-portale-che-mette-in-contatto-coltivatori-e-proprietari-di-terreni-incolti144600394.html
Il portale che mette in contatto coltivatori e
proprietari di terreni incolti
Terraxchange nasce dall'idea di Marco Tacconi, un 25enne
con la passione per l'agricoltura sostenibile
Scritto da Cristina Maccarrone | Yahoo! Finanza – 18/09/2013
Non fate altro che sentire che è possibile avere un orto in casa, sul balcone o addirittura negli spazi
condominiali e, sebbene avete tentato di piantare nella vostra abitazione aromi e frutti vari, quello
che sognate è un appezzamento di terreno tutto per voi. Ma nonostante i tanti terreni incolti e
abbandonati di cui sentite spesso parlare, non riuscite a realizzare il vostro desiderio perché non
sapete da che parte cominciare.
Potreste, ad esempio, provare a partire dal web e cercare Terraxchange (terraxchange.it), un sito
che è anche un social network e mette in contatto chi ha voglia di coltivare e chi di un terreno
non sa che farsene. L’idea è di un ragazzo di 25 anni che, con una laurea in Agricoltura in tasca,
una passione per le coltivazioni sostenibili e un’esperienza lavorativa in varie aziende agricole,
una mattina di qualche settimana fa ha deciso di dare vita a questo particolare scambio.
Lui si chiama Marco Tacconi e vive sul Lago Maggiore, ambiente che, come ci dice, ha avuto il
suo peso nel dare vita a questa iniziativa: “La zona in cui vivo ormai predilige il settore turistico
pertanto ci sono tanti terreni incolti. Così un giorno mentre ero a casa ho pensato che si poteva
creare un portale che venisse incontro a chi non ha un terreno, ma ha una voglia matta di prodursi le
cose da mettere nel piatto. Che è poi anche il mio sogno: coltivare non a km0 ma a cm0”.
Una sorta di portale immobiliare?
“No, i terreni vengono prestati ai gestori in cambio di raccolto o, nel caso questo raccolto non ci
fosse, attraverso il corrispettivo commerciale. In pratica, ci richiamiamo a un rapporto contrattuale
molto antico: la mezzadria. Sul portale sarà possibile scaricare dei contratti prestampati validi.
Questi contratti prevedono che, se appunto il proprietario terriero è distante dal luogo in cui si
coltiva la terra, anziché dargli degli ortaggi deperibili, il 'mezzadro' darà, in cambio del terreno, il
loro corrispettivo in denaro. Sul sito, poi, si troveranno anche modelli di ricevute e un
regolamento dettagliato per evitare ogni incomprensione”.
E ogni contratto quanto dura?
“La durata è facoltativa, la decideranno le parti. Idem per il prezzo. Comunque, il documento una
volta firmato ha validità contrattuale”.
E come si fa a trovare i terreni?
“Saranno tutti geolocalizzati tramite una mappa che permetterà al sistema di individuare terreni
incolti non solo in Italia, ma in tutto il mondo. La mappa indicherà i tempi disponibili per avere in
concessione il terreno e darà delle informazioni in merito. Oltre a un motore di ricerca, ci sarà un
forum dedicato in cui anche le associazioni orticole già esistenti, gli orticoltori e tutti gli
appassionati potranno conoscersi, organizzare eventi, e scambiarsi idee. L'idea di Terraxchange è
quella di creare una rete tra tutti i possibili attori in modo che insieme si possa recuperare zone
degradate e trasformarle in orti produttivi. L’inserimento degli annunci è gratuito”
Il sito è già attivo?
“E' online, ma non ancora al 100%. Se l’interesse continua ad esserci, come adesso, fra un mese o al
massimo un mese e mezzo, contiamo di mettere online il portale funzionante e perfezionato. Da
quel momento il sistema sarà automatico e tutti gli utenti potranno interagire liberamente”.
Finora che riscontri hai avuto?
“Tanti contatti, 450. Mentre il rapporto tra proprietari e coltivatori è di 1 a 10. Abbiamo pochi
terreni rispetto alla voglia di coltivare che c'è e che percepiamo”.
Sei da solo in questa avventura?
“Al momento mi ci sto dedicando a tutto spiano, sono l’ideatore e il fondatore, ma ci lavorano
anche altre persone. Le pagine social hanno vari amministratori, mentre la grafica è affidata a mia
sorella che è designer. Il sito è stato creato da me, ma per la collaborazione cerco di avvalermi
dell’aiuto degli amici”.
E come pensi di mantenerlo in futuro se gli inserimenti sono gratuiti?
“Al forum collegherò un’attività di e-commerce per vendere prodotti legati al giardinaggio e
alla coltivazione dell’orto”.
Interessati? Basta che andiate sul sito, descrivete il vostro terreno che non coltivate da tempo o non
avete coltivato mai o se invece siete degli aspirati agricoltori, fate sapere di più sulla vostra
passione. Terraxchange è anche su Facebook e Twitter.
/
Buonenotizie
di Corriere - @Corriereit
Braccia rubate all’agricoltura? Chiedetelo ai
contadini 2.0
12 NOVEMBRE 2013 | di Pensiero Solidale
COSA DICE IL PAESE
AGRARIA
10% si sente
(+7)

Completa l
di Marina Sogliani
Il contadino di nuova generazione, si sa, ha una laurea in economia (almeno), la zappa in una
mano nell’altra il mouse, parla le lingue e da oggi – lacuna colmata – ha pure un social
network. Non per chattare o postare foto di ortaggi, ma per procacciarsi terra (gratis) da
coltivare. Ce n’è tanta tra Bolzano e Siracusa: il problema è trovare braccia disposte a
coltivarla.
E’ nato così TerraXChange, il sito per chi sogna un orticello da coltivare (e non schifa la
“Il nostro paese è pieno di terreni agricoli incolti che nessuno
utilizza più ma anche di giovani che, come me, tornano alla
terra” spiega Marco Tacconi, 25enne neolaureato in Agraria alla
Statale di Milano. “Per questo mi sono detto: e se bastasse
mettere in contatto la domanda con l’offerta?”
condivisione) e chi il terreno per l’orticello ce l’avrebbe, ma non sa che farsene. Un vero e
proprio social network con tanto di profili, foto e mappa interattiva dell’Italia degli orti
incolti.
“I proprietari pubblicano online i dettagli dei loro terreni incolti e
gli appassionati orticoltori si offrono per coltivarli. Alla fine una
parte del raccolto andrà al coltivatore, una parte al
proprietario” spiega Marco, che la settimana scorsa ha lanciato il
sito assieme a un paio di amici.
Il guadagno? Al sito arriva dalla vendita di prodotti per l’orto tramite l’e-commerce. Agli
utenti invece dalla spartizione degli ortaggi. Ma Marco non ha dubbi:
“Prima di tutto viene il piacere di riscoprire un’attività appaganti,
e magari dei legami sociali”.
Che è poi quello che ha spinto Marco tra le braccia di
Madre Natura all’alba del 2013.
“Non è un caso se sempre più giovani si iscrivono ad Agraria,
come ho fatto io. Abbiamo scoperto che in questo settore si può
soddisfare una domanda crescente di qualità, in Italia e non solo.
C’è la crisi, è vero: ma soprattutto c’è la soddisfazione di lavorare
a un prodotto dall’inizio alla fine, dal seme alla tavola”.
E poi dicono che la generazione 2.0 è rubata all’agricoltura.
Tag: agraria, coltivazione, contadini, e-commerce, marco tacconi, orticello, social network, terraxchange.it
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FARO48
12 novembre 2013 | 15:41
Idea realizzata bellissima, bisogna sapere comunque che tipo di
contratti agrari possono essere stipulati fra proprieta’ e conduttore:CIOE’ andrebbe studiato
un contratto agrario ad hoc
per incentivare i giovani a coltivare.
fabio
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passare dall'uso di Facebook come Fabriq
all'uso di Facebook come Franci Nik.
Un giovane italiano ha inventato terraXchange, il social network che mette in
contatto proprietari di terre abbandonate e incolte con privati interessanti a
crearsi un orto, un sistema tutto made in Italy di ''mezzadria'' in salsa 2.0. Gli
iscritti sono già oltre 200, soprattutto donne. Ecco come funziona
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Vivete in città ma sognate un orto dove far crescere la lattuga e un cortile per allevare galline?
Date un'occhiata a terraXchange, il nuovo social network inventato da un giovane agronomo
italiano che mette in contatto chi ha terra ma non la usa con chi vorrebbe utilizzarla per
coltivazioni private. L'affitto? Si paga in prodotti. TerraXchange è il nuovo sistema made in Italy
di ''mezzadria'' in salsa 2.0. Lanciato a novembre, ha raccolto già una ventina di offerte di terre, da
Marsala a Trieste, e conta 220 iscritti. Oltre la metà sono donne. Iscriversi è gratuito: il social è
finanziato dal commercio online di prodotti per l'orto e oggettistica per esterni.
L'inventore di terraXchange è Marco Tacconi, classe 1988, della provincia di Novara, laureato
in “Valorizzazione e tutela dell’ambiente e del territorio montano” con tesi sull’allevamento
caprino, alla facoltà di Agraria di Milano. A lui abbiamo chiesto di raccontare qualcosa in più su
terraXchange.
Come è nata l'idea?
All'università avevamo creato un orto didattico di erbe aromatiche in un terreno incolto. Ho
pensato di estendere questo modello a ogni terra abbandonata e un anno fa ho iniziato a sviluppare
l'idea di un social network che potesse far incontrare domanda e offerta. Per 6 mesi ho fatto
ricerche di mercato per verificare i numeri su cui stavo appoggiando il mio progetto. Da giugno a
novembre abbiamo sviluppato il portale. Il 1°novembre lo abbiamo lanciato.
Chi sono gli iscritti a terraXchange? I miei utenti sono molto attenti, attivi e informati. Più della
metà sono donne: 132 su 220. Non sappiamo l'età, ma stimiamo attorno ai 40 anni.
Cosa li spinge a coltivare?
Avere un passatempo che faccia bene a se stessi, ai cari e all’ambiente. Coltivare e mangiare i
frutti del proprio orto dà molta soddisfazione. E ci riavvicina al ritmo naturale delle cose.
TerraXchange è un modello replicabile? Certo, è nato per poter essere utilizzato in tutto il
mondo perché si basa su coordinate satellitari. Ogni terreno messo a disposizione ha coordinate
geografiche, quindi a livello pratico anche se si trova dall’altra parte del mondo non ci sarà alcun
problema ad inserirlo nel database.
Quanto impegno richiede un orto? Non è difficile coltivare, ma bisogna avere molta costanza e
pazienza. In inverno l'orto ha bisogno di meno attenzioni.
Quanto si risparmia, coltivando in proprio?
Da un lotto di 20 metri quadrati una famiglia può trarre grosse soddisfazioni. Un metro quadro di
orto produce da 0,5 kg a 3kg di ortaggi. Calcolando un prezzo medio di 2 euro al chilo, e
considerando che l’orto può avere più cicli produttivi in un anno, il risparmio è evidente.
Che vantaggi ha il proprietario? Il terreno è mantenuto gratuitamente da altri e non perde valore
nel tempo. Resta nelle mani del proprietario: niente occupazione abusiva o usucapione. Il
proprietario può sempre vendere il proprio terreno o dividerlo in più lotti da far gestire a più
TINDER: GRAFFI, LIVIDI,
LE FOTO CONTRO LA
TRATTA SESSUALE
La foto profilo è quella di una donna in
posa per attirare l'attenzione di un uomo.
Questa volta però l'immagine è diversa, in
mostra ci sono lividi, graffi, ferite. I segni
evidenti delle violenze subite dalle donne
vittime dello sfruttamento sessuale
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persone, raccogliendo ortaggi da ognuno.
Come funziona il contratto?
Il ruolo di terraXchange finisce quando noi scambiamo i contatti mail tra proprietario e gestore
interessato. Non ci occupiamo del rapporto contrattuale. Forniamo a chi lo desidera un contratto
d’affitto standard modificato: il canone è rappresentato da ortaggi.
Come sapere se il terreno è inquinato? Non possiamo garantire la salubrità del suolo, questo è il
compito di enti pubblici preposti. L’unico modo per sapere se è inquinato è un’analisi del terreno
ma i costi sono elevati e non possiamo obbligare il proprietario a sostenerli.
Un orto vicino a una strada trafficata, è da evitare?
Più importante verificare se ci sono venti dominanti. Gli inquinanti viaggiano per molti chilometri
se sospinti dal vento. Paradossalmente, un terreno vicino alla strada può essere meno inquinato
rispetto a uno lontano. Ciò che possiamo suggerire è di avviare una coltivazione sana, senza uso
di prodotti chimici.
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(05 FEBBRAIO 2014)
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