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(D. LGS. N. 81/2008) Dr

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RISCHIO
CHIMICO
d.lgs. 81/2008
Il “Testo Unico”, più che innovare, raccoglie e coordina
gran parte della previgente e stratificata legislazione
in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
TITOLO IX SOSTANZE
PERICOLOSE
CAPO I PROTEZIONE DA AGENTI CHIMICI
CAPO II PROTEZIONE DA AGENTI
CANCEROGENI E MUTAGENI
Agenti chimici
tutti gli elementi o composti chimici, sia da
soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale
o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo
smaltimento come rifiuti, mediante
qualsiasi attività lavorativa, siano essi
prodotti intenzionalmente o no e siano
immessi o no sul mercato;
Agenti chimici pericolosi
Agente chimico pericoloso:
Cioè?
Sostanze
classificate
Preparati
classificati
pericolose
pericolosi
D.Lgs 52/97
D.Lgs 65/03
Ma non soltanto!
Agenti chimici pericolosi
agenti chimici che, pur non essendo classificabili
come pericolosi, in base ai D.Lgs 52 e 65, possono
comportare un rischio per la sicurezza e la salute
dei lavoratori a causa di loro proprietà chimicofisiche, chimiche o tossicologiche e del modo in cui
sono utilizzati o presenti sul luogo di lavoro,
compresi gli agenti chimici cui è stato assegnato un
valore limite di esposizione professionale.
Classificazione in base alle
proprietà chimico-fisiche secondo
le vecchie Direttive DSP(1967/548/CEE)
e DPP(1999/45/CE)
Esplosivi : agenti che anche senza l’azione dell’O2 atmosferico, possono
provocare una reazione esotermica con rapida formazione di gas e che, in
determinate condizioni di prova, deflagrano rapidamente;
Comburenti : le sostanze o i preparati che,a contatto con altre sostanze,
soprattutto se infiammabili, provocano una forte reazione esotermica;
Infiammabili : sostanze e preparati con basso punto d’infiammabilità tra i
21°C e 55°C;
Classificazione in base alle
proprietà fisico-chimiche secondo
le vecchie Direttive DSP e DPP
Facilmente infiammabili :
Le sostanze e i preparati che,a contatto con l’aria, a T ambiente e senza apporto
di energia, possono riscaldarsi e infiammarsi
Le sostanze e i preparati solidi che possono facilmente infiammarsi a causa di un
breve contatto con una sorgente di accensione e che continuano a bruciare o a
consumarsi anche dopo il ritiro della sorgente di accensione.
Le sostanze e i preparati liquidi il cui punto di infiammabilità è molto basso.
Le sostanze e i preparati che, a contatto con l’acqua o l’aria umida, sprigionano
gas estremamente infiammabili in quantità pericolose
Estremamente infiammabili : sostanze e preparati liquidi con punto
di’infiammabilità estremamente basso ed un punto di ebollizione basso e le
sostanze e preparati gassosi che a T e P ambiente si infiammano a contatto con
l’aria. Sono sostanze il cui punto di infiammabilità è inferiore a 0°C ed il cui punto
di ebollizione è inferiore o pari a 35°C;
Classificazione in base alle
proprietà tossicologiche secondo
le vecchie Direttive DSP e DPP



Irritanti: lettera Xi;
Sensibilizzanti: lettera Xi-Xn;
Nocivi: Le sostanze ed i preparati che in caso di inalazione,
ingestione o penetrazione cutanea possono essere mortali oppure
provocare lesioni acute o croniche; lettera Xn;



Tossici: se nocivi in piccole quantità; lettera T;
Molto tossici: se nocivi in piccolissime quantità; lettera T+;
Corrosivi: lettera C;
Classificazione in base agli
effetti specifici sulla salute
•
•
•
Cancerogeni
Mutageni
Tossici per il ciclo riproduttivo
•
Pericolosi per l’ambiente
Classificazione ed Etichettatura
secondo DSP e DPP
Le sostanze e i preparati devono essere
etichettati tenendo conto della loro
classificazione e vanno riportate le
loro pericolosità in sintesi.
LE FRASI DI RISCHIO
R
Sono formate dalla lettera R seguita da un numero di
identificazione che indica un rischio specifico.
Esempio:
R 36
Irritante per gli occhi
R 45
Può provocare il cancro
Sono possibili anche combinazioni di frasi per rischi
simili
o concausa uno dell’altro.
Esempio:
R 36/38 Irritante per gli occhi e per la pelle
LE FRASI DI RISCHIO
R
R26 Molto tossico per inalazione.
NO guanti !!
R27 Molto tossico a contatto con la pelle.
NO facciale filtrante !!
R11 Facilmente infiammabile.
NO guanti o facciale filtrante !!
Attenzione a stockaggio !!
I CONSIGLI DI PRUDENZA
S
Sono formati dalla lettera S seguita da un numero
indicante il consiglio di prudenza specifico.
Esempio:
S 22 Non respirare le polveri.
S 45 In caso di incidente o di malessere consultare
immediatamente il medico (se possibile mostrargli l’etichetta).
Anche per le frasi S sono possibili combinazioni di più
consigli di prudenza.
Esempio:
S 20/21
l’impiego.
Non mangiare, né bere, né fumare durante
S 36/37
Usare indumenti protettivi e guanti adatti.
Valutazione dei rischi
Articolo 28 (Titolo I):
il Datore di Lavoro determina, preliminarmente,
l'eventuale presenza di agenti chimici
pericolosi sul luogo di lavoro
valuta anche i rischi per la sicurezza e la salute
dei Lavoratori derivanti dalla presenza di tali
agenti.
Documento di Valutazione
Rischi
Il ddl deve certificare nel Documento di
Valutazione Rischi che il rischio
nell’ambiente di lavoro è basso per la
sicurezza e irrilevante per la salute,
o adoperarsi perché lo diventi.
Rischio basso per la sicurezza
e irrilevante per la salute
Si ritiene corretto associare


il termine sicurezza alla salvaguardia
dell’integrità fisica del lavoratore da effetti
acuti e immediati, quali un infortunio, o le
conseguenze di una breve esposizione.
il concetto di “irrilevante per la salute” a
condizioni di lavoro nelle quali l’esposizione agli
agenti chimici pericolosi è ampiamente al di
sotto dei valori limite di esposizione individuati
dalla normativa.
Pericolo
Una situazione, una sostanza, un oggetto
che, per le sue proprietà o
caratteristiche, ha la capacità potenziale
di causare un danno alle persone.
Esempio: una bottiglia di Etere Etilico è
un pericolo poiché il liquido in essa
contenuto è facilmente infiammabile.
Rischio
E’ la probabilità che un pericolo possa
provocare un danno alle persone.
Esempio: il rischio che presenta una bottiglia di Etere Etilico è
più elevato quando la stessa è lasciata aperta, aumenta se
l’operatore sta fumando mentre la maneggia, e si incrementa
al massimo se nelle vicinanze vengono prodotte scintille o
addirittura fiamme.
Definizioni:
• Pericolo:proprietà intrinseca della sostanza
• Rischio: probabilità che si verifichi un danno per la
gravità del danno stesso
Rischio
Magnitudo
in genere
R= f(P,M)
Probabilità
Difficoltà di utilizzo della
formula per il rischio associato
all’esposizione ad agenti
chimici
R= P x M
Riduzione del rischio
F
r
e
q
u
e
n
z
a
Protezione
Prevenzione
R1
R2
Magnitudo
R= f(P,M)
Riduzione del rischio
PREVENZIONE
INTERVENTI POSSIBILI
PROTEZIONE
Esposizione ad ACP in
ambiente sanitario
- Laboratori: reattivi specifici
- Reparti e ambulatori: detergenti,
disinfettanti, sterilizzanti –
formaldeide, chemioterapici antiblastici.
- Sale chirurgiche: gas anestetici
Vie principali di penetrazione delle sostanze e
preparati pericolosi sull’organismo umano
• Inalazione durante la respirazione (polmoni)
• Ingestione (bocca e apparato gastro-intestinale)
• Assorbimento cutaneo (pelle)
Possono provocare
Effetti acuti
sono effetti immediati a seguito di una esposizione di
breve durata con assorbimento rapido di una sostanza
tossica.
Effetti cronici
sono effetti tardivi e sono conseguenti alla esposizione
a dosi minime, ma frequenti per lunghi periodi.
Definizioni valori limite in ambiente di
lavoro
TLV (ACGIH)
TLV - TWA (Threshold Limit Value Time Weight Average):
Valore limite di soglia ( Media ponderata nel tempo):
concentrazione media ponderata nel tempo per una giornata
lavorativa di 8 ore e per 40 ore lavorative settimanali (per una vita
lavorativa)
TLV - STEL (Threshold Limit Value - Short Term Exposure Limit):
Valore limite di soglia- Limite per breve tempo di esposizione:
concentrazione a cui i lavoratori possono essere esposti continuativamente
per un breve periodo di tempo (15 minuti), non più di 4 volte/g, purché il
TLV - TWA giornaliero non venga superato)
TLV-C (Threshold Limit Value - Ceiling)
Concentrazione
che non deve essere superata durante l’esposizione lavorativa nemmeno
per un brevissimo periodo di tempo
Esempi di TLV
Etanolo:
TWA= 1000 ppm
Metanolo:
TWA= 200 ppm
KCN:
TWA=
5 ppm
LA TOSSICITA' SECONDO
PARACELSO
“Omnia venenum sunt: nec sine veneno quicquam existit. Dosis sola
facit, ut venenum non fit.”[
« Tutto è veleno, e nulla esiste senza veleno. Solo la dose
fa in modo che il veleno non faccia effetto. »
Tossicità
La tossicità è data dalla capacità di un agente chimico di
produrre un effetto negativo sull’organismo.
Essa può essere espressa con diversi indici, a seconda delle
modalità di penetrazione nell’organismo:
nel caso di penetrazione per ingestione o contatto cutaneo,
viene utilizzata la DL50 (Dose Letale 50%) che, per
definizione, esprime la dose che somministrata una sola
volta provoca la morte del 50% degli animali di laboratorio,
in un periodo di osservazione di 2 settimane.
La tossicità si esprime in mg di sostanza per Kg di peso
corporeo.
La tossicità di sostanze che penetrano nell’organismo per
inalazione è misurata dall’indice CL50 (concentrazione
letale 50%) espresso in mg/l e riferito ad una esposizione
di 4 ore.
Anche in questo caso si valuta la concentrazione in grado di
determinare la morte del 50% degli animali di laboratorio
esposti.
Dose letale del 50%
DL50 orale
mg/Kg
DL50 cutanea
mg/Kg
CL50
inalatoria
mg/l (4h)
Molto
tossiche
< 25
< 50
< 0,50
Tossiche
25 - 200
50 - 400
0,50 – 2,00
Nocive
200 - 400
400 - 2000
2,00 - 20,00
Categoria
Esempi DL50
DL50 orale (ratto)
mg/Kg
Cianuro di potassio
Nicotina
Solfato di rame
5
53
300
I PRINCIPI DELLA
PREVENZIONE

Etichettare accuratamente ogni recipiente
contenente prodotti pericolosi
 Predisporre una Scheda con i Dati sulla Sicurezza
e trasmetterla agli utilizzatori;
 Sostituire i prodotti pericolosi, dove possibile, con
altri meno pericolosi;
 Informare ogni lavoratore sui rischi che il prodotto
presenta per la sua salute o la sua sicurezza, sulle
modalità operative, sulle condizioni e precauzioni per
l’uso;
 Limitare il numero dei lavoratori esposti all’azione dei
prodotti pericolosi
I PRINCIPI DELLA
PROTEZIONE
Art. 15 e Art. 111
1) Sviluppare i mezzi di protezione collettiva con:
• sistemi di captazione alla fonte;
• aerazione e purificazione dei locali;
• sistemi di allarme e mezzi automatici di rilevamento;
2) Quando ciò non è possibile, utilizzare i mezzi di
protezione individuali;
I PRINCIPI DELLA
PROTEZIONE
D P I
e
D P C
NORMATIVE IN EUROPA
Direttiva Sostanze Pericolose – DSP
(1967/548/CEE)
Direttiva Preparati Pericolosi – DPP (1999/45/CE)
Regolamento REACH (2006) – entrata in vigore
1° giugno 2007 – registrazione … autorizzazione
di tutti gli agenti chimici importati in europa.
Regolamento CLP (2008) - 20 gennaio 2009 – GHS
del 1992
INVERSIONE DELL'ONERE DI PROVA
Con l’avvento del REACH non sono più le autorità a
controllare il sistema di valutazione dei rischi, bensì
l’industria è tenuta a:
• dimostrare che la sostanza (come tale o in un
preparato o in un articolo) possiede o meno
caratteristiche di pericolosità;
• a effettuare una valutazione globale del rischio per
ogni specifico uso;
• a dimostrare che i rischi sono adeguatamente
controllati o che i benefici socio-economici
compensano o sono superiori ai possibili rischi.
CLP
Il sistema REACH è completato dal regolamento
(CE) n. 1272/2008, del Parlamento Europeo e del
Consiglio, relativo alla classificazione, alla
etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e
delle miscele (CLP). Questo regolamento integra i
criteri di classificazione e le norme di
etichettatura del Sistema mondiale armonizzato
(GHS / 1992) delle Nazioni Unite nella
legislazione comunitaria e riprende le disposizioni
del REACH che regolano l’inventario delle
classificazioni e delle etichettature.
IL CLP permette l’applicazione del sistema GHS
all’interno della Comunità Europea
Sostituirà progressivamente il sistema europeo
esistente:
DIRETTIVA SOSTANZE PERICOLOSE –
DSP (1967/548/CEE)
DIRETTIVA PREPARATI PERICOLOSI –
DPP (1999/45/CE)
che verranno abrogate completamente nel 2015
Classificazione delle Sostanze -
Applicazione
-Dal 1.12.2010 al 1.6.2015 è obbligatorio utilizzare
contestualmente sia il vecchio sistema sia il nuovo
sistema di cui al regolamento CLP;
- dopo il 1.6.2015 sarà obbligatorio adottare solo il
nuovo sistema di cui al regolamento CLP.
Classificazione delle Miscele -
Applicazione
- Dal 20.1.2009 sino al 1.6.2015: è obbligatorio adottare
il vecchio sistema e, in aggiunta, è facoltativo
adottare il nuovo sistema di cui al regolamento CLP;
- dal 1.6.2015 sarà obbligatorio adottare solo il nuovo
sistema di cui al regolamento CLP.
Le sostanze, in base alla natura del
pericolo, non sono più divise in categorie
di pericolo, ma in classi di pericolo.
Le classi di pericolo nel CLP vengono
suddivise in categorie che specificano la
gravità del pericolo. Queste differenze
fanno si che non vi sia sempre una
corrispondenza fra le vecchie indicazioni
(frasi R e S) e le nuove (frasi H e P).
Etichettatura
L'etichettatura deve riportare:
- la denominazione della sostanza o della miscela e/o il
numero d’identificazione;
- il nome, l’indirizzo e il numero di telefono del
fornitore;
- la quantità nominale della sostanza o della miscela.
Se del caso, l’etichettatura deve includere:
◊ i pittogrammi di pericolo ;
◊ le avvertenze «Pericolo» o «Attenzione»;
◊ indicazioni di pericolo quali «Pericolo di incendio o di
proiezione», «Letale se ingerito», ecc. ;
◊ consigli di prudenza quali «Conservare soltanto nel
contenitore originale», «Tenere fuori dalla portata dei
bambini», ecc.
Informazioni supplementari di
Classificazione
Inoltre, alcuni elementi fanno parte della DSP o della
DPP, ma non sono (ancora) inclusi nel GHS dell’ONU,
Tali elementi sono considerati informazioni
supplementari di etichettatura e figurano
nell’allegato I, parte 5 e nell’allegato II del
regolamento CLP. Per chiarire che non derivano da una
classificazione dell’ONU, tali elementi di
etichettatura supplementari sono codificati in
maniera diversa dalle indicazioni di pericolo del
regolamento CLP. Ad esempio, si usa EUH001, ma non
H001, per riflettere R1 della DSP.
Etichette CLP e DSP
Un raffronto fra i principali elementi dell’etichetta a norma del regolamento CLP e della DSD in
relazione a una sostanza esemplificativa (glutaraldeide):
Pittogrammi di pericolo ai sensi del CLP
Avvertenza:
Pericolo
Indicazioni di pericolo ai sensi del CLP
Tossicità acuta per ingestione, Cat.3 H301
Tossicità acuta per inalazione, Cat 3 H331
Corrosione cutanea, Cat.1B H314
Sensibilizzazione delle vie respiratorie,
Cat. 1 H334
Sensibilizzazione cutanea, Cat. 1 H317
Tossicità acuta per l'ambiente acquatico,
Cat. 1 H400
Simboli di pericolo ai sensi della DSP
Indicazioni di pericolo:
Tossico
Pericoloso per l'ambiente
Frasi di rischio ai sensi della DSP
R22 Nocivo per ingestione
R23 Tossico per inalazione
R34 Provoca ustioni
R42/43 Può provocare sensibilizzazione
per inalazione e contatto con la pelle
R50 Altamente tossico per gli organismi
acquatici
I PITTOGRAMMI
E
(esplosivo)
Xn ÷ Xi
(nocivo - irritante)
O
(comburente)
F ÷ F+
(facilmente/estremamente
infiammabile)
I PITTOGRAMMI
T ÷ T+
C
(Tossico/molto
tossico)
(Corrosivo)
Possono provocare il
cancro o alterazioni
genetiche
Gas compressi,
liquefatti o disciolti
N
(Pericoloso per
l’ambiente)
Indicazioni di pericolo
Le frasi di rischio ”R” sono sostituite dagli:
Indicatori di pericolo
– lettera H + numeri a tre cifre
questa volta sono codificati:
· Il primo numero indica il tipo di pericolo:
“2” per pericoli fisici;
“3” pericoli per la salute:
“4” pericoli per l’ambiente;
• Frasi supplementari per criteri solo UE e non GHS
– EU+ tre cifre (0 + il numero della vecchia frase R)
Indicazioni di pericolo
H221
H223
H318
H331
H332
H350
Gas infiammabile.
Aerosol infiammabile.
Provoca gravi lesioni oculari
Tossico se inalato.
Nocivo se inalato.
Può provocare il cancro <indicare la via di
esposizione se è accertato che nessun'altra via di esposizione
comporta il medesimo rischio>.
Consigli di Prudenza:
P seguita da tre numeri
Consigli di Prudenza:
P seguita da tre numeri di cui il primo è:
• 1: Consigli a carattere Generale
Es. P102: “Tenere fuori dalla portata dei bambini”
• 2: Consigli di Prevenzione. Es.P222:”Evitare contatto con
aria”
• 3: Consigli di Reazione: Es:P302+P352: “In caso di
contatto con la pelle lavare abbondantemente con acqua e
sapone”
• 4: Consigli di Conservazione: Es P404: “Conservare in un
recipiente chiuso”
SdS - ruolo ed utilizzo
Le schede di sicurezza sono lo STRUMENTO
PRINCIPALE per il trasferimento delle informazioni
relative a sostanze/preparati lungo tutta la catena di
approvvigianamento
Consentono:
- ai responsabili: di determinare se gli agenti chimici
pericolosi sono presenti sul luogo di lavoro e di valutare
ogni rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, ed
eventualmente degli utilizzatori a valle, derivanti dal loro
utilizzo
- agli utilizzatori: di adottare le misure necessarie in
materia di tutela della salute e della sicurezza sul luogo
di lavoro
PREMESSA
LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO
REGOLAMENTO CE 1907/2006
(REACh)
(Art. 31 - Allegato II)
Modificato e integrato dal Regolamento
CE n. 453 / 2010
Prevista una
CSR - Relazione sulla sicurezza chimica
allegata alla SDS con
Scenari di Esposizione (ES)
Un esempio di scheda di
sicurezza
versione aggiornata al
regolamento
CE 1907/2006 (REACH)
1. Che cos’è e chi la produce
2. Quanto è pericolosa
2. Quanto è pericolosa
3. Quali altre sostanze eventualmente sono presenti
4. Come intervenire in caso di incidente
5. Cosa fare in caso di incendio…
.. e 6. in caso di fuoriuscita accidentale
7. Come manipolare e dove conservare la sostanza
8. Esposizione….
Time Weighted Average: Conc. Media
Ponderata
per giornata lavorativa 8 ore e 40 settimanali
(esposizione cronica)
….e protezione
individuale
….ancora sulla protezione individuale
9. Aspetto e caratteristiche chimico-fisiche
10. Come e con cosa
reagisce
11. Quanto è tossica per l’uomo..
12 e 13. ...e per l’ambiente
Scheda di Sicurezza
SEZIONE 14: Informazioni sul trasporto
SEZIONE 15: Informazioni sulla regolamentazione
SEZIONE 16: Altre informazioni
Classi e categorie di pericolo
del regolamento CLP
Pericoli Fisici
Esplosivi (esplosivi instabili, divisioni 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5 e 1.6)
Gas infiammabili (categoria 1 e 2)
Aerosol infiammabili (categoria 1 e 2)
Gas comburenti (categoria 1)
Gas sotto pressione (gas compressi, gas liquefatti, gas liquefatti
refrigerati, gas disciolti)
Liquidi infiammabili (categoria 1, 2 e 3)
Pericoli Fisici
Liquidi piroforici (categoria 1)
Solidi piroforici (categoria 1)
Sostanze e miscele autoriscaldanti (categoria 1 e 2)
Sostanze e miscele che a contatto con l’acqua emettono gas
infiammabili (categoria 1, 2 e 3)
Liquidi comburenti (categoria 1, 2 e 3)
Solidi comburenti (categoria 1, 2 e 3)
Pericoli per la salute
Tossicità acuta (categoria 1, 2, 3 e 4)
Corrosione/irritazione cutanea (categoria 1A, 1B, 1C e 2)
Gravi lesioni oculari/irritazione oculare (categoria 1 e 2)
Sensibilizzazione delle vie respiratorie o cutanea
Mutagenicità sulle cellule germinali (categoria 1A, 1B e 2)
Cancerogenicità (categoria 1A, 1B e 2)
Pericoli per la salute
Tossicità specifica per organi bersaglio (STOT) –
esposizione singola ((categoria 1, 2) e categoria 3
soltanto per la narcosi e l’irritazione delle vie
respiratorie)
Tossicità specifica per organi bersaglio (STOT) –
esposizione ripetuta (categoria 1 e 2)
Pericolo in caso di aspirazione (categoria 1)
Pericoli per l’ambiente
Pericoloso per l’ambiente acquatico (pericolo acuto
categoria 1, pericolo cronico categoria 1, 2, 3, e 4)
Pericoloso per lo strato di ozono
Una sostanza che risponde ai criteri relativi alla
classificazione nelle categorie 1 e 2 stabilite ai
sensi del D.Lgs. 52/97;
Un preparato contenente una o più sostanze
cancerogene;
Una sostanza, un preparato o un processo di cui all’
allegato XLII del D.Lgs. 81/08
Titolo VII :
Agenti cancerogeni/mutageni
Si applica a:
Sostanze e/o preparati che rispondono ai
seguenti criteri di classificazione:
Cancerogeni di categoria 1 e 2
(Frasi di rischio R45 R49
– Indicazioni di Pericolo H350 H351)
Mutageni di categoria 1 e 2
(Frase di rischio R46
– Indicazioni di Pericolo H340 H341)
Un preparato si definisce cancerogeno quando
contiene una o più sostanze cancerogene
appartenenti alle categorie 1 o 2 in concentrazione
maggiore o uguale allo 0.1%
Rimangono valide le frasi di rischio e
indicazioni di pericolo
R45 – R49
H350 - H351
CATEGORIE CANCEROGENI
Categoria 1
• Sostanze note per gli effetti cancerogeni sull’uomo.
• Esistono prove sufficienti per stabilire un nesso causale
tra l’esposizione dell’uomo ad una sostanza e lo sviluppo
di tumori.
Categoria 2
• Sostanze che dovrebbero considerarsi cancerogene per
l’uomo.
• Esistono elementi sufficienti per ritenere verosimile che
l’esposizione dell’uomo ad una sostanza possa
provocare lo sviluppo di tumori, in generale sulla base di:
– adeguati studi a lungo termine effettuati sugli animali,
– altre informazioni specifiche.
Classificazione
delle sostanze cancerogene
• Viene eseguita sulla base della letteratura scientifica
disponibile, valutando gli studi eseguiti e distinguendo
le sostanze in categorie diverse. Gli organismi
internazionali più importanti nella valutazione,
classificazione e stesura delle liste sono:
• IARC-International Agency for Research on Cancer;
• NIOSH-National Institute for Occupational Safety
and Health;
• OSHA-Occupational Safety and Health
Administration;
• NTP-National Toxicologic Program; Annual Report on
Carcinogens;
• UE- Unione Europea.
Art. 62. - Sostituzione e riduzione.
• 1. Il datore di lavoro evita o riduce l'utilizzazione
di un agente cancerogeno o mutageno sul luogo
di lavoro in particolare sostituendolo.
• 2. Se non è tecnicamente possibile sostituire
l'agente, il DdL provvede affinché la produzione o
l'utilizzazione dell'agente avvenga in un sistema
chiuso.
• 3. Se il sistema chiuso non è tecnicamente
possibile il DdL provvede affinché il livello di
esposizione dei lavoratori sia ridotto al più basso
valore tecnicamente possibile con limitazione al
minimo dei lavoratori esposti, informazione,
formazione e sorveglianza sanitaria (registro
degli esposti).
AGENTI CHIMICI
Vediamo ora alcuni agenti
chimici pericolosi presenti
nel posto di lavoro
Disinfettanti
GAS
A prescindere dalle caratteristiche
tossicologiche, i gas possono costituire
un pericolo solo per il loro stato fisico.
Infatti la particolarità di tendere a
occupare tutto lo spazio a disposizione,
azzera la concentrazione di tutti gli altri
gas (compresi quelli respirabili) presenti.
Negli ambienti di lavoro, possiamo trovarci
di fronte a gas portati per linea di
erogazione o compressi in bombola.
GAS in bombola
Colori ogive:
Azoto
Biossido di Carbonio
Elio
Idrogeno
Ossigeno
Protossido d'Azoto
Aria Respirabile
NERO
GRIGIO
MARRONE
ROSSO
BIANCO
AZZURRO
BIANCO+NERO
Biossido di carbonio
•
Più pesante dell'aria, per cui tende a stratificare
in basso
•
Nell'aria normalmente si ha circa lo 0,04% di CO2
•
Limite fissato dall'OSHA è del 0,5% = 5000 ppm
come TWA, e STEL di 3%
•
Atmosfera con il 5% è tossica per l'uomo perchè
si lega sino a saturazione con l'emoglobina del
sangue e provoca asfissia
•
Il legame è reversibile, al contrario del monossido
di carbonio (CO) che forma irreversibilmente la
carbossiemoglobina.
Azoto liquido
Anche se l'azoto è un gas inerte, inodore e
insapore, bisogna ricordare che i gas inerti sono
gas tossici che non supportano la respirazione
umana: il problema è legato al volume di gas che
si sviluppa da un litro di N2 liquido: 680 l !!

Questo significa che in un ambiente chiuso, la
percentuale di O2 crolla. Ricordiamoci che per
respirare è necessario averne circa il 20-21%.
E’ quindi necessario prevedere lo stoccaggio dei
contenitori di azoto esclusivamente in locali ben
areati o all’aperto.

Azoto liquido
Comunque, i rischi principali dell’azoto liquido sono
legati alla temperatura necessaria per mantenere
la sostanza allo stato liquefatto (-196°C).
Il contatto con il liquido può provocare gravi
ustioni da freddo e, se prolungato, può portare al
congelamento della parte interessata.
Guanti per la protezione contro i rischi termici da
freddo seguono la norma EN 511 (guanti di
protezione contro il freddo) e devono resistere al
freddo per contatto e per convezione, ma anche
avere caratteristiche di impermeabilità all’acqua.
Rischio chimico per la sicurezza e
la salute
Ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. il percorso di
valutazione dei rischi da agenti chimici pericolosi
deve, primariamente, essere in grado di
identificare e classificare gli agenti chimici che
possono costituire fattori di rischio per i
lavoratori tenendo conto delle proprietà
intrinseche delle sostanze e delle miscele che
possono rappresentare un pericolo all’atto della
normale manipolazione o utilizzazione.
Valutazione del rischio
chimico
Si devono considerare:
> le proprietà chimico-fisiche delle sostanze
>
le quantità che si utilizzano
>
la tipologia d'uso
>
i tipi di controllo esistenti
>
il tempo di esposizione
>
la distanza dal lavoratore esposto
>
il pericolo (le proprietà tossicologiche) delle
sostanze.
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Per ogni sostanza o miscela presente negli ambienti
di lavoro, devono essere noti la composizione
chimica e le caratteristiche chimico-fisiche nonché
quelle relative alla sicurezza nell’utilizzo, nella
manipolazione e nello stoccaggio (tensione di
vapore, limiti di infiammabilità, incompatibilità con
altri prodotti ecc).
Queste informazioni si possono ricavare dalla SDS
disciplinata dall’Art. 31 del Regolamento REACH e
dal Regolamento (UE) n. 453/2010 di aggiornamento
dell’Allegato II del REACH.
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Qualora la Valutazione dei Rischi dimostri che il
rischio connesso alla presenza/esposizione ad agenti
chimici pericolosi sia basso per la sicurezza e
irrilevante per la salute, non si applica quanto previsto
dagli
Artt. 225 (Misure specifiche di protezione e di
prevenzione):
rischio deve essere eliminato o ridotto mediante la
sostituzione, qualora la natura dell’attività lo
consenta, con altri agenti o processi che, nelle
condizioni di uso, non sono o sono meno pericolosi per
la salute dei lavoratori.
226 (Disposizioni in caso di incidenti o di
emergenze):
predisporre procedure di intervento adeguate da
attuarsi al verificarsi di tali eventi.
229 (Sorveglianza sanitaria):
i lavoratori esposti agli agenti chimici pericolosi per la
salute devono essere sottoposti a Sorveglianza
sanitaria.
230 (Cartelle sanitarie e di rischio):
il medico competente, per ciascuno dei lavoratori
esposti istituisce ed aggiorna la cartella sanitaria.
Nella cartella di rischio sono, tra l’altro, indicati i
livelli di esposizione professionale individuali forniti
dal Servizio di Prevenzione e Protezione.
Sanzioni
Datore di lavoro: arresto da tre a sei mesi o
ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la
violazione degli articoli 223, 236, 248,
DDL e Dirigente: per articoli 225, 226, 228,
229, 235, 238, 239…
Preposto: arresto sino a due mesi o
ammenda da 400 a 1.600 euro per la
violazione degli articoli 225, 226, 228,235,
236, 240, 242.
Grazie per l’attenzione
Fine
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