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CICLOVACANZA: LE TRE VALLI TIROLESI

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CICLOVACANZA: LE TRE VALLI TIROLESI
31/05 - 02/06
DESCRIZIONE:
Percorreremo le valli delle mele ”Adige e Venosta” e la Passiria, tra castelli, borghi
storici, belle piste ciclabili, tutto assaporando piatti tipici Altoatesini.
ITINERARIO:
Bolzano, Postal, Sinigo e Merano
(1° giorno); Malles, Glorenza, Prato allo Stelvio, Lasa, Covelano, Laces, Naturno, Tel,
Lagundo e Merano
(2° giorno); Merano Val Passiria, Merano, Sinigo, Postal e Bolzano.
INTERESSE:
Storico, naturalistico e gastronomico.
MEZZI USATI:
PERSORSO:
caratteristica:
fondo:
DIFFICOLTA’:
TIPO BICI:
Treno + bici + treno Venosta
Il percorso totale è di 140/150 Km circa (35 + 65 + 40/50)
75% pianeggiante, 20 % collinare (25% collinare con Val Passiria).
85% asfalto, 15% sterrato
Media
Tutte con cambio
RITROVO:
ANDATA:
RITORNO:
Milano centrale h 7,30 (del 31/05).
Partenza treno h 8,25 (cambio a Verona) arrivo a Bolzano h 13,22
Rientro da Bolzano h 17,37, con arrivo a Milano centrale h 22,35 (cambio treno a Verona).
Possibilità di rientrare da Bolzano h 15,37 con arrivo a Milano h 20,35 (in
caso di brutto tempo e non fare la val Passiria)
PRANZO:
PORTARE:
NOTE:
Al sacco 1° giorno, le cene in locale tipico di Merano
Obbligo portare camera d’aria di scorta
Non comprese nei costi: le due cene e l’asciugamano dell’ostello.
Max 9 partecipanti, verrà fatta anche con maltempo. La val Passiria è facoltativa.
QUOTA:
115 € (comprende treno A/R + trasporti bici per 3 giorni + treno Val Venosta + Ostello compresa colazione) – Salva variazioni tariffe.
50 €
Entro 01/05/2014 versando la caparra
CAPARRA:
ISCRIZIONE:
CAPOGITA:
RECAPITI:
POZZOLI STEFANO
e-mail: [email protected]
Sito:
www.biciescursioniconstefano.it
Dopo le 18,00 – 02.66804796 – 338.2164248
LE TRE VALLI TIROLESI
FERROVIA DEL BRENNERO: La ferrovia del Brennero congiunge Innsbruck a Verona risalendo la Valle Vipitena, scavalcando il passo del
Brennero, discendendo la val Isarco fino a Bolzano, proseguendo quindi lungo la valle dell’Adige da Bolzano a Rovereto, e da qui, lungo il
tratto di valle chiamato Vallagarina fino Verona. Ricordo i principali
luoghi toccati dalla ferrovia: Avio, per il castello di Sabbionara; Ala,poiché il paese anticamente aveva la forma di un ala); Rovereto, per
Castel Dante e il museo della 1° guerra mondiale; Trento, per il castello
del Buonconsiglio; Mezzacorona importante per il vino prodotto dalla
piana Rotaliana (il Teroldego); Bolzano, famosa per le sue ciclabili e per l’esposizione di “Otzi” l’uomo venuta dal ghiaccio (il ritrovamento è avvenuto in val Senales); Chiusa, per il convento di Sabbiona ed infine
Bressanone per la sua cattedrale.
I treni passeggeri lungo questa ferrovia sono composti generalmente da locomotive E 464 elettriche leggere
sviluppate per l’utilizzo sui treni navetta a corto e medio raggio.
Solitamente queste in direzione del Brennero si trovano in coda quindi spingono il convoglio, mentre, verso
Verona sono in testa e tirano il convoglio. La carrozza adibita al trasporto bici sui treni R e RV la troviamo
sempre in testa (direzione Brennero), in coda (verso Verona).
CASTELLO DI AVIO: Il castello di Avio o di Sabbionara è tra i più noti ed antichi monumenti fortificati del
Trentino. Esso è situato nella frazione di Avio chiamata Sabbionara. Esso domina grazie al suo mastio la Vallagarina, che fu una delle principali vie di comunicazione tra il mediterraneo ed il nord Europa.
CASTEL BESENO: Castel Beseno situato nel paese di Besenello, è la più grande struttura fortificata del Trentino Alto Adige. La struttura, restaurata nella seconda metà del XX sec., ha una forma ellittica che copre tutta la sommità della collina, estendendosi per una lunghezza di 250 m.
CICLABILE VALLE ADIGE (Bolzano – Merano): La ciclabile Bolzano – Merano parte dal ponte del fiume Isarco vicino al centro di Bolzano, (Piazza Verdi) la si segue lungo i
cartelli ciclabili cittadini, fino a quando
vediamo la cima della Mendola, allora
prendiamo a destra e seguiamo il fiume
Adige che ci farà compagnia per tutti e
tre i giorni. Dopo pochi Km incontriamo il
ponte della ex ferrovia Bolzano – Caldaro ora tramutato in pista ciclabile, passiamo poi nei pressi della stazione ferroviaria di Ponte d’Adige, per seguire le sinuose serpentine del fiume e della ferrovia, ma soprattutto è l’occasione per poter vedere i numerosi campi di meleti ormai fioriti in questo periodo
di inizio estate. Passiamo Andriano, Terlano, Nalles, Vilpiano e Gargazzone.
Alla stazione di Postal troviamo la strada provinciale dove incontriamo
una breve ma dura salita. Proseguendo ad un incrocio incontriamo la
strada proveniente da Lana con più traffico ed entriamo nel paese di Sinigo, una volta famosa per la fabbrica della Montecatini.
Proseguendo pieghiamo a sinistra, seguendo il cartello “pista ciclabile” in
direzione MAIA BASSA, e qui giunti, all’altezza del suo ippodromo, ci portiamo sul ponte del fiume Passirio ed arriviamo all’ostello di Merano in via
Carducci, 77.
DATI: Lunghezza 34 Km circa, partenza/arrivo Bolzano e Merano, pianeggiante (tranne la salita breve a Postal, pista ciclabile 90%, strade 10% e asfalto 100%.
EX FERROVIA BOLZANO – CALDARO: La vecchia ferrovia Bolzano – Appiano – Caldaro era lunga 13 Km, fu
costruita per favorire i collegamenti tra il capoluogo e i centri dall’altopiano. Fu inaugurata nel 1898 e nel
1911 fu completata l’elettrificazione. La sua pendenza (superiore al 3%) era una delle più alte per convogli a
trazione libera senza cremagliera. Dalla Mendola una cremagliera consentiva di arrivare a Trento attraverso
la Val di Non, ora è stata trasformata in pista ciclabile e possiamo ancora ammirare un ponte ferroviario,
due gallerie e la vecchia stazione di Caldaro.
FIUME ADIGE: Il fiume Adige, il nostro compagno di viaggio in questa ciclovacanza nasce in alta Val Venosta, e più precisamente sopra il paese di Resia in
un fitto bosco da una piccola fontanella.
Il percorso del fiume Adige parte dal lago Resia passa nel lago della Muta e
percorre tutta la val Venosta, a Merano riceve l’affluente Passirio, a Bolzano
riceve le acque del fiume Isarco e percorre tutta la val Adige e val Lagarina
(valle a sud di Rovereto), passa Verona e va a sfociare appena sotto Chioggia.
MERANO: Merano medioevale e prima capitale del Tirolo, è un importante nodo stradale allo sbocco della val Passiria nella val Adige.
Il nucleo storico è protetto dalla fredda tramontana dal monte a cui
si addossa, e la conca aperta a sud gode di un insolazione ideale tutto l’anno, è anche famosa per le sue terme, scoperte nel 1836 ma
che ebbero uno sviluppo turistico eccezionale fin dal 1940 con la
scoperta delle sorgenti radioattive del Monte Virgilio.
Merano è percorsa dal fiume Passirio che divide in due la cittadina e
che sfocia a sud nel fiume Adige proveniente dalla val Venosta.
KURHAUS: Sontuoso edificio moderno il più vistoso di Merano, è una costruzione affascinante ed elegante
costruito in varie fasi fra il 1874 e il 1914 che si trova sulla passeggiata centrale lungo il fiume Passirio.
VIA dei PORTICI: questa collega la piazza della Parrocchiale alla piazza del Grano, i portici furono costruiti
nel 13° sec. ed è questo il centro storico più lungo (400 mt.) più lungo in Alto Adige.
Percorrendo la stretta via si scopre il fascino di queste antiche residenze, spesso
abbellite con finestre ad arco, piccoli balconi, tetti rossi.
L’animazione del passeggio ricorda quella passata legata ai commerci. Alla fine dei
portici di montagna nel 14° secolo c’era la zecca, dove
ora si trova la libreria Poetzelberger.
DUOMO: La spaziosa chiesa parrocchiale di San Nicolò costruita fra il 1310 ed il 1455 ha grandi finestroni e
portali Gotici, pregevoli affreschi e statue del 300 e
400 tra cui un gigantesco S. Cristoforo.
L’interno è a tre navate, due vetrate e una pala
d’altare intagliata, d’arte gotica del 400.
Il campanile alto 83 mt. del XVI secolo è uno degli emblemi della città.
CASTELLO PRINCIPESCO (di Sissi): Qui il conte
Trauttmansdorff fece erigere un castello, in stile gotico, sopra un’antica residenza nobiliare abbandonata.
Fu nell’ottobre del 1887 che qui arrivò l’imperatrice d’Austria Elisabetta I
(Sissi) con le due figlie minori per trascorrervi un periodo di cura.
Ora il parco è diventato un giardino botanico e il castello sede del Museo del
Turismo. E’ un muso “vivo” con arredamenti d’epoca, filmati, audio che fa percorrere un viaggio nel tempo
visto nell’ottica dei viaggiatori e della popolazione locale.
Sono celebri “le promenade meranesi” che si estendono dolcemente e senza salite lungo il Passirio abbellite, grazie alla posizione
soleggiata della città, da una flora subtropicale.
PASSEGGIATA LUNGO PASSIRIO: (dal Ponte della Posta al Ponte in
Ferro) si svolge sulla riva destra del fiume e parte dal Ponte della Posta fino al Ponte in ferro, passando davanti al Kurhaus. E’ adornata
con aiuole, palme e siepi tagliate artisticamente.
PASSEGGIATA D’INVERNO: (dal Ponte della Posta al ponte detto
Romano – impropriamente, ma in effetti del 17° sec) molto soleggiata e riparata dal vento, qui si trova la Wandelhall, un porticato che può riparare dal brutto tempo: nel
padiglione centrale vi sono busti scultorei e dipinti di paesaggi dell’alto atesino.
PASSEGGIATA D’ESTATE: Sulla sponda sinistra del Passirio gode di una vegetazione ricca con cedri, pioppi,
pini. All’inizio di essa si trova il “parco di Sissi” un’elegante scultura in marmo di Lasa che raffigura
l’imperatrice. Inizia al ponte della posta e risale tutto il torrente fino al ponte del fiume stesso.
PASSEGGIATA TAPPENIER: La passeggiata Tappenier è la più famosa e
attraente area verde di Merano. Il suo nome è dedicato al dottor Franz
Tappenier che esercitò la professione di medico nella cittadina del Passirio alla fine del 1800 e che fu anche un appassionato di botanica.
La passeggiata misura 3,184 Km e si trova ad un’altitudine di circa 380
mt., quindi 60 metri sopra il piano cittadino. Percorrendo il suo tracciato
è possibile ammirare, inserito nella flora l’incantevole vegetazione subtropicale e mediterranea delle passeggiate cittadine sottostanti. Inoltre
lo sguardo spazia sulla valle dell’Adige, con i suoi immensi frutteti.
PASSEGGIATA GILFT: Anche questa passeggiata offre splendide viste sulle gole del fiume Passirio, (le acque
del fiume precipitano strette fra due muri di roccia) accompagniandole con ricche varietà di vegetazione.
PORTE CITTADINE: Le quattro porte controllavano le strade convergenti nella città e prendevano il nome
dalle zone di provenienza delle medesime Porta Bolzano, Porta Passiria, Porta Venosta e Porta d’Ultimo,
oggi scomparsa. Porta PASSIRIA verso il paese di Tirolo e la val Passiria, Porta VENOSTA, più volte modificata ed infine Porta BOLZANO che arrivava alla zona termale, con importante stemma austriaco e quello cittadino.
GASTRONOMIA E VINI: Tutti conoscono i Canederli, una palla composta di mollica di pane, formaggio e
pezzi di speack) Frittatensuppe zuppa con striscioline di frittata; Gulasch di carne di manzo; Wurstel con
patate arrosto e, fra i dolci , ricordo lo Strudel e la torta Sacker. Fra le bevande la birra locale “Forst” fatta
poco lontano da Merano nel paese di Foresta da un imprenditore meranese.
FERROVIA DELLA VAL VENOSTA: Il 9 Giugno 1990 viene chiusa
la ferrovia della Val Venosta per mancanza di adeguati investimenti e interventi.
5 Maggio del 2005 la ferrovia della val Venosta è rinata, con
una cerimonia alla quale sono seguiti 3 giorni di festeggiamenti
che hanno coinvolto tutta la valle.
Le vecchie carrozze delle littorine “le bionde” non comparvero
più. Un progetto antico voleva la ferrovia parte di una avveniristica linea Basilea-Coira-Venezia. Fu riattivata ed ebbe così
lunghe rotaie saldate che nelle curve a ridotto raggio erano a
forma di Y.
La stazione di Malles riattivò così la “stella dei binari”, ebbe una nuova rimessa e una stazione di lavaggio.
La ferrovia ebbe 8 treni ATR 100 D elettriche, un binario semplice, con 18 stazioni.
Le fermate della ferrovia Venostana sono: Merano, Lagundo, Marlengo, Tel ponte, Rablà, Plaus, Naturno,
Stava, Ciardes, Castelbello, Laces, Coldrano, Silandro (capoluogo valle), Lasa, Oris, Spondignia, Sluderno e
Malles Venosta.
Treni ogni ora + corse RE (reg. exp) nelle mezzore con minori fermate.
CICLABILE VAL VENOSTA ( Malles – Merano): La soluzione più agevole per fare la val Venosta in bici è andare in treno da Merano a Malles, con il luminoso trenino dai grandi finestrini panoramici che ci permettono
di ammirare cittadine pittoresche, roccaforti, castelli ma anche le stazioncine ristrutturate e che ben armonizzano con il paesaggio circostante.
Dalla stazione di Malles comincia la pedalata e si scende verso “Glorenza”, dove, percorrendo le sue viuzze, si respira aria del tardo medioevo
alpino: mura, torri e camminamenti. E’ una cittadina piccolissima abbracciata da mura possenti e con palazzi nello stesso stile.
La ciclabile vera e propria incomincia dalla porta di Tubre di Glorenza,
che seguirà l’Adige, pedalando tra prati a pascoli e una vegetazione
composta, oltre che da magnifici meleti, anche da salici, robinie e betulle.
Nei pressi di Spondignia il tracciato gira intorno ai laghetti da pesca (sterrato), e punta verso Prato allo Stelvio (da dove ha inizio la famosa strada che porta al valico alpino ). La pedalata diventa una passeggiata bucolica tra i meleti: un geometrico mare di alberelli che ricopre il fondovalle. Infatti le mele della Val Venosta sono succose e dolci per tre motivi:
scarsa piovosità
ottima esposizione al sole
forte escursione termica (giorno/notte) che uccide insetti e parassiti.
Si ritrova poi il fiume Adige poco prima di Lasa famosa già dall’antichità per le cave di marmo “loro bianco
di Lasa”che fornivano le pietre miliari della strada valliva, l’antica via Augusta.
Come allora arriva dalla cava “dell’acqua bianca” e da quella di Covelano. E’ detto erroneamente marmo . .
ma in effetti è un ammasso roccioso che ha subito un fenomeno genetico diventando calcare cristallino resistente al gelo e perfettamente lucidabile a specchio.
Tre pareti rocciose sono oggi scavate a quota 2.200 sopra Covelano, la più alta cava in Europa, e con questo marmo è stato fatto.
Monumento regina Vittoria a Buckingham Palace.
Le 90.000 croci per i militari americani deceduti nella seconda guerra mondiale.
Un grande magazzino si trova a Silandro, sulla via provinciale.
La ciclabile dopo Covelano (Silandro) si lancia poi in un altro ampio
giro tra i meleti che solo a Laces ritrova la ferrovia e il fiume Adige.
Verso Castelbello la valle si stringe, compattando in poche decine di
metri statale, ciclabile, fiume e ferrovia.
A Tel–Ponte (fraz. Di Parcines) s’incrocia e si attraversa per la prima
e ultima volta la SS 38 dello Stelvio proprio vicino alle chiuse del
fiume Adige, sull’orlo del gradino vallivo (600 m).
La ciclopista regala una veloce visione (dopo i tornanti in discesa
verso l’Adige) di Lagundo e, arrivati alla fine della nostra meta vediamo avanzare le prime case di Merano.
DATI CICLABILE VAL VENOSTA (Malles – Merano): Lunghezza 65 Km, dislivello 1051 m (da Malles a Tel) e
600 m (da Tel a Merano), su pista ciclabile 90% e 10% su strade a basso traffico (tratto Males – Glorenza e
attraversamento statale a Tel) asfalto 90% e 10% sterrato (tra Spondignia – Prato allo Stelvio e Lasa – Covelano).
VAL VENOSTA i borghi e le stazioni
SLUDERNO CASTEL COIRA: Il castello, solitario sopra una roccia
imponente, è la residenza odierna dei conti Trap fin dal 1504. Esso costituisce uno dei più grandiosi impianti castellani dell’Alto
Adige, dove la sala d’armi è famosa in tutta Europa per le sue rarissime armi risalenti all’XI° secolo, equilibristi, mangiafuoco, animali addestrati.
E’ in questo castello che ogni estate si svolgono infatti i “giochi
medievali” con tornei cavallereschi, sfilate, falconieri , acrobati,
mangiafuoco, animali addestrati.
MALLES: Antichissimo villaggio preistorico che fu sempre terra di confine, e il cui fascino è sempre stato il mescolarsi di tradizioni, di lingue, di
aspetti storici, geografici, naturalistici. L’antica collina di Tarces ci ha regalato una sorprendente zona archeologica del periodo della pietra.
L’antica stazione ferroviaria di Malles ospitava, nel secolo scorso, le
marroni littorine, chiamate le bionde”, poi ci fu un periodo “oscuro”
ma la linea fu riattivata nell’anno 2000 e inaugurata il 5 maggio 2005
con 8 treni multicolori ATR 100D elettrici, con una nuova rimessa, una
torre cisterna ma soprattutto una Stella di binari che permette di invertire il verso di una locomotiva senza l’utilizzo di una piattaforma girevole.
GLORENZA: Nasce come “piccole case lungo il guado” del fiume, con stalle e piccoli frutteti, ma poi poderose mura fortificarono la zona, nel rinascimento, furono costruite le porte turrite, case allora si abbellirono
con finestre e balconcini “ERKER”sporgenti sulla via e con diverse forme artistiche bombate di provenienza islamica.
Oggi la popolazione è di 850 persone che abitano il borgo fortificato più intatto in Alto Adige, con un unico
asse centrale “via dei portici” i cui passaggi sono ancora quelli medievali che portano alla piazza principale
e alla porta di Tubre, la principale, le altre due sono la porta di Malles e la porta di Sluderno.
PRATO ALLO STELVIO: Dai laghetti da pesca lungo la ciclabile nei
pressi del paese di Prato allo Stelvio possiamo vedere in lontananza la valle che porta al “passo dello Stelvio” (2758 m). Al di là si è
in Lombardia in provincia di Sondrio.Dalla Valtellina si risale con
34 tornanti, in discesa in Val Venosta ve ne sono 48.
E’ un piccolo, vivace paese che vive l’antico e il moderno armonicamente…si passeggia su vetusti acciottolati e si ammirano i cortili
interni delle case contadine, ma ci si delizia anche davanti ai moderni negozi, mentre sulle coste delle montagne fanno la guardia
due castelli, quello di Garitz visitabile mentre quello di Montechiaro è diroccato e quasi nascosto dalla vegetazione.
IL MARMO DI LASA: Lasa è abbastanza famosa e conosciuta anche all’estero
per l’alta qualità del suo marmo bianco, simile a quello più famoso di Carrara.
Nel 1928 venne costituita la società anonima Lasa per l’industria del marmo
(dal 1960 Lasa – Marmo) per riprendere lo sfruttamento della cava di acqua
Bianca (a 1526 m), per facilitare e velocizzare il trasporto a valle del marmo,
venne decisa la costruzione di due brevi ferrovie a scartamento metrico, con
un piano inclinato e una teleferica che collegava la cava con lo stabilimento di
lavorazione, adiacente alla stazione della ferrovia Merano – Malles.
Le due locomotive attualmente in esercizio costruite
dal TIBB di Milano nel 1930 sono la numero 3150 e
3151 a trazione diesel.
In centro paese la parrocchiale di S. Giovanni è interamente realizzata in marzo. Qui
vi è anche la scuola degli scalpellini e un laboratorio di scultura.
Per i turisti c’è la festa estiva “Marmo e albicocche” caratteristica produzione nella
frazione di Cengles.
MORTER (val Martello): Che un’alta valle
leghi il proprio nome a un delicato frutto
da giardino è un fatto quantomeno singolare. Eppure sui versanti
della val Martello (una valle laterale della val Venosta), superate le
prime curve della strada che la attraversa, non compaiono le solite
mucche al pascolo, bensì rigogliosi campi di “fragole”. L’altitudine
non sembra essere un problema, anzi ha il merito di conferire ai
rossi frutti un sapore particolarmente intenso.
CASTELBELLO: Il castello di Castelbello residenza medievale dei signori di Montalban, cambiò diversi proprietari finché nel 1531 fu acquistato dai conti Hendl ai quali appartenne fino al 1956. Oggi il complesso
ospita una mostra permanente sulla “via Claudia Augusta”,
l’antica strada romana lungo la val Venosta.
La produzione locale sono gli aspargi con una loro festa estiva.
SENALES (Stava): “5.300 anni fa un uomo cammina, proveniente dalla natia Val Camonica, attirato dagli uomini “rossi”
che hanno trovato il rame.
Sul gioco di Tisa, nell’Otztal viene colpito da una freccia, muore dissanguato. La neve lo ricopre.” Nel 1991 nei pressi del rifugio Similaum è stato ritrovato Ora lo si può ammirare nel museo di storia naturale a Bolzano.
PLAUS / TEL: Parcines è conosciuta per la sua cascata: la sua massa d’acqua si riversa, con un salto di 98 mt.
da una parete rocciosa e precipita con rumore assordante. Giochi multicolori si
sprigiona da essa quando è illuminata dal sole questa è la cascata più alta di
tutto l’Alto Adige.
Il paese idilliaco è immerso nei frutteti: qui nacque Peter Mitterhofer
l’inventore della macchina da scrivere e il paese gli ha dedicato un museo che
raccoglie 2.000 soggetti, con le prime due macchine in legno.
VAL PASSIRIA: La val Passiria è cinta e protetta dal gruppo di montagne del
Tessa, dalle Alpi Venostane, Breonie e Sarrentine.
Da San Leonardo in Passiria due strade portano ad importanti valichi, uno sale
al passo Giovo (2100 m) da qui si scende in val Isarco a Vipiteno; mentre l’altra
strada sale al passo Rombo (2490 m) per scendere in Austria.
San Leonardo – nacque Andreas HOFER, oste, poi comandante, capo popolo, patriota, fucilato a Mantova
nel 1810. Il gruppo degli Schutzen locali avevano vinto su una guarnigione francese di Napoleone Buonaparte, e ancora oggi, sulle coste delle montagne, a ricordo della vittoria, si alzano falò e si suonano sirene, si
svolgono cortei storici, si sparano cannonate. Il paese è il cuore e il centro economico e politico della valle.
CICLABILE VAL PASSIRIA: Il dislivello da Merano a S. Leonardo è di 370 mt.; lunghezza 40 Km A/R; massima
quota S. Leonardo 370 mt.; il percorso per i primi 3/4 Km è sterrato poi pista ciclabile asfaltata lungo il torrente Passirio.
BOLZANO: In Tedesco BOZEN
1123
In italiano BOLGIANO 1223
In ladino
BULSAN
Bolzano giace nella conca dell’Isarco, dell’Adige e ai piedi della val Sarrentina: il primo villaggio è stato costruito tra il torrente Talvera e
l’Isarco, in zona paludosa e malsana. Un altro villaggio fu costruito sulla
costa della montagna nei pressi di S. Maurizio e qui infatti sono state trovate le rovine della necropoli.
Il villaggio fu poi costruito probabilmente nella piana nel periodo del ferro. Il generale romano Druso poi qui fece un accampamento militare e
qui è ora il centro storico della città.
La Bolzano medievale nacque negli ultimi decenni dell’XII sec., qui la
via dei Portici era il cuore pulsante della città mercantile ed aveva,
alle due estremità, due grandi porte di accesso. Le case, lungo questa
stretta via, fungevano da abitazione, da bottega, da magazzino.
Nella piazza delle erbe si svolgeva il mercato dei contadini di frutta e
verdura.
La grande Bolzano fascista divenne l’esempio perfetto
dell’italianizzazione del territorio, Mussolini volle una nuova città
monumentale che stravolse tutto e tutti.
Si costruirono vari quartieri industrializzati, per soli operai Italiani,
come il Littorio, (oggi si chiama Novacella), il Dux (oggi Don Bosco) e
il Venezia (oggi S. Quirino), creando una società che voleva sottomettere al massimo la minoranza Germanica.
Il Duomo, o cattedrale è dedicata a Santa Maria Assunta, si trova in
Piazza Walther, ed è “il gioiello cittadino” Fu bombardato pesantemente nel settembre del 1943, per la ristrutturazione si iniziarono dei lavori che portarono alla luce di altre due chiese antecedenti: una Paleocristiana (del V sec.) e le sole fondamenta di quella
romanica: per la ricostruzione esterna si seguì lo stile Gotico . . . e
la cattedrale potrebbe benissimo competere con Notre Dame de
Paris.
Sorprende il tetto maiolicato composto da tegole policrome nei colori nero, giallo, verde.
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