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Congiuntura economica (febbraio 2014) (1111K)

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ICE - Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane
BOSNIA ERZEGOVINA
CONGIUNTURA ECONOMICA
II SEMESTRE 2013
-1Sarajevo, febbraio 2014
ICE - Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane
I) QUADRO MACROECONOMICO
a) Principali indicatori economici
Fonte: Raiffeisen Bank, FIC 2013.
b) Quadro politico, andamento congiunturale e rischio Paese
Obiettivo strategico della politica bosniaca rimane l’integrazione nelle
strutture europee ed euro-atlantiche. Con riguardo all’Unione Europea, a seguito
della firma nel giugno 2008 dell’Accordo di Stabilizzazione ed Associazione (ASA), il 1°
luglio dello stesso anno è entrato in vigore l’Accordo Interinale. L’entrata in vigore
dell’ASA – ratificato da tutti gli Stati membri dell’UE - è condizionata dall’adeguamento
della Costituzione alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (sentenza SejdicFinci, sull’eleggibilità di rappresentanti delle minoranze alle più alte cariche
istituzionali).
Quanto alla NATO, la BiH partecipa dal 2006 al programma Partnership for
Peace (PfP); inoltre, nel Vertice di Tallinn dell’aprile 2010 la BiH è stata invitata a
partecipare al Membership Action Plan (MAP), anticamera dell’adesione all’Alleanza.
L’avvio operativo del MAP era condizionato da alcuni adempimenti relativi allo status
del patrimonio immobiliare della Difesa, questa condizione è stata raggiunta nel marzo
del 2012, ma continui arresti politici in Bosnia Erzegovina hanno impedito ulteriori
progressi in quest’area. Nonostante ciò l’accesso alla NATO rimane una prospettiva
realistica nel prossimo periodo, dato che è stato raggiunto un consenso in Bosnia
-2Sarajevo, febbraio 2014
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Erzegovina riguardo alla volontà di parteciparvi e dato che tutte le riforme richieste
dalla NATO sono state introdotte.
Gli importanti progressi realizzati nel corso degli ultimi 15 anni nel processo di
stabilizzazione del Paese fanno sì che la BiH si trovi ora ad un crocevia fondamentale
lungo il proprio percorso di consolidamento istituzionale e, di riflesso, di avvicinamento
all’Unione Europea ed alla NATO.
La necessità di porre mano a riforme costituzionali che permettano di
semplificare la complessa struttura amministrativa del Paese, retaggio degli Accordi di
Dayton del 1995, è riconosciuta dall’intero spettro istituzionale del Paese, sebbene con
sfumature e sensibilità diverse a seconda dei partiti e del gruppo etnico di riferimento
(bosniacchi, croati, serbi).
Un ulteriore, rilevante traguardo è stato raggiunto con la liberalizzazione dei
visti Schengen, entrata in vigore nel dicembre 2010. Tale sviluppo era molto atteso
anche da parte degli operatori economici, in ragione dei suoi evidenti benefici nel
facilitare gli scambi commerciali ed i contatti d’affari con i partner comunitari.
Sotto il profilo economico, la BiH rimane impegnata in una delicata
transizione verso un’economia di mercato pienamente auto-sostenibile. Il PIL ha
registrato negli anni precedenti il 2009 una crescita reale media del 5%. Gli effetti
negativi della crisi economica e finanziaria hanno conosciuto un picco negativo in BiH
nel corso del 2009. Il PIL della BiH nel 2009 ha registrato un valore nominale di 12,4
miliardi di Euro. Il PIL reale in rapporto al 2008 ha registrato una variazione del -2.8%.
Un leggero progresso si è raggiunto nel 2010, e il tasso di crescita del PIL è stato dello
0,7%. Durante il 2012 il tasso di crescita del PIL ha avuto un segno negativo, e nel
2013 il tasso di crescita del PIL è stato dello 0,2%.
In termini generali, la BiH persegue ancora un modello di crescita “export – led”,
nel cui contesto la domanda esterna continua a costituire il fattore più rilevante. Tale
circostanza risulta tuttavia piuttosto penalizzante in un periodo, quale quello attuale, di
crisi economica e volatilità finanziaria in gran parte d’Europa, principale mercato di
sbocco dei prodotti bosniaci. Le prospettive economiche della BiH risentono quindi
fortemente delle dinamiche dei principali partner commerciali, in particolare Croazia e
Serbia e, in ambito UE, Germania e Italia. Il Paese ha inoltre necessità di accrescere la
propria competitività attraverso un miglioramento delle infrastrutture, un più efficace
sistema di incentivazione degli IDE ed una riqualificazione del capitale umano.
Un divieto di importazione di molti prodotti di carne e di latte da parte della
Croazia, introdotti a seguito dell’accesso della Croazia all’Unione Europea il 1 luglio del
2013, hanno reso più complesse le relazioni della Bosnia Erzegovina con i propri vicini
occidentali.
L’inflazione è rallentata da una media del 2,1% nel 2012 ad un 1,5% nel 2013,
a causa di una diminuzione dei prezzi internazionali delle commodities e
dell’indebolimento della domanda interna. Tra i Paesi dell’aerea, la BiH presenta un
tasso di inflazione fra i più bassi.
La stabilità monetaria è assicurata dall’efficace funzionamento del locale
currency board: la valuta bosniaca (Marco bosniaco o BAM) è ancorata all’Euro con
rapporto di cambio fisso (1 € = 1,95583 BAM).
-3Sarajevo, febbraio 2014
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La disoccupazione permane elevata, in particolare quella giovanile ed è
diffuso il fenomeno del lavoro sommerso. Nel 2013 il tasso reale di disoccupazione si è
attestato intorno al 28,3%. Il tasso di disoccupazione della popolazione giovane (under
24) è del 60%.
Tra le criticità del sistema economico bosniaco figura l’eccessivo livello della
spesa per l’amministrazione pubblica nel suo complesso (Stato, Entità, Cantoni,
Distretto di Brčko, ecc.), che assorbe circa il 55 % del PIL.
Proprio la complessa architettura istituzionale, oltre a comportare ingenti
spese di funzionamento, costituisce spesso motivo di incertezza e di dissuasione per
l’operatore straniero che si affaccia in BiH, per via dei molteplici livelli amministrativi
esistenti, dotati di competenze spesso frammentate, quando non sovrapposte. Non a
caso, le problematiche lamentate dagli operatori sono molto spesso riconducibili
proprio alle difficoltà incontrate nell’individuare il corretto interlocutore
istituzionale.
Questi i principali livelli istituzionali nella Bosnia Erzegovina:
•
Presidenza centrale tripartita (composta da un membro per ognuno dei
popoli costituenti: bosniacchi, croati, serbi);
•
Parlamento e Governo dello Stato, composto da 9 dicasteri;
•
Parlamento e Governi delle due “Entità”: la Federazione di BiH (a
maggioranza croato-musulmana) e la Republika Srpska (a maggioranza
serba), cui sono devolute la maggior parte delle competenze - specie in
ambito economico, cui si aggiunge il Distretto di Brčko, che gode di una
sostanziale autonomia; all’interno della FBiH operano dieci Cantoni, con
propri Governi ed organi rappresentativi, a loro volta titolari di competenze
nel settore economico – commerciale.
Esiste poi, a livello centrale, un’Agenzia per la promozione degli investimenti esteri
(FIPA, Foreign Investment Promotion Agency).
Nonostante i progressi registrati dalla BiH sia sul fronte della crescita
economica, sia su quello dell’armonizzazione dei propri standard giuridicoamministrativi con quelli europei, l’impegno della Comunità Internazionale, in termini
finanziari e di assistenza nella transizione, rimane cruciale nel traghettamento del
Paese verso la piena integrazione nei mercati internazionali. In tale contesto, i
principali attori sono l’Unione Europea e le IFI (in particolare, FMI, Banca Mondiale,
BERS).
Unione Europea (UE)
Il “Multi-annual Indicative Planning Document 2011 – 2013” della Commissione
Europea ha definito la strategia di sostegno dell’UE alla BiH nel triennio in parola. Per il
periodo in questione, il programma IPA (Instrument of Pre-Accession) ha previsto fondi
per la BiH pari a 328,7 milioni €. Di questi, circa 314,2 milioni sono stati destinati a
interventi di sostegno alla transizione e allo sviluppo istituzionale nel Paese (“institution
building”), con particolare riferimento alla riforma dell’amministrazione pubblica, alla
lotta alla corruzione, alla tutela dei diritti umani. I residui 14,5 milioni di Euro sono stati
destinati al rafforzamento della cooperazione transfrontaliera.
La Bosnia Erzegovina ha ricevuto il sostegno finanziario del programma IPA
(Instrument for Pre-Accession Assistance) dal 2007. La Delegazione dell’Unione
Europea in Bosnia Erzegovina è responsabile per l’implementazione dell’assistenza
-4Sarajevo, febbraio 2014
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finanziaria nel paese. Nell’ottobre del 2013 la Commissione Europea ha iniziato la
procedura per la diminuzione del 54% del programma IPA 2013 previsto per la BiH. Il
Consiglio dell’Unione Europea il 17 dicembre del 2013 ha constatato l’impotenza dei
leader della BiH nel raggiungere le condizioni dell’UE il che ha portato alla “perdita” dei
fondi IPA per il 2013 e la posticipazione della realizzazione dell’IPA II. Tuttavia si
continuano a implementare i progetti per cui sono stati approvati i finanziamenti UE in
precedenza e l’UE continuerà a finanziare le attività legate al Programma di servizio
alle piccole imprese (SBS) in BiH secondo il programma IPA 2013.
Fondo Monetario Internazionale (FMI)
Nel maggio 2009 la BiH ha concluso un Accordo stand-by con il FMI, per un
prestito di 1,2 miliardi di Euro in tre anni, al fine di sostenere la bilancia dei pagamenti
bosniaca nel quadro dell’avversa congiuntura internazionale. La piena attuazione
dell’Accordo era soggetta all’adozione di significative misure di contenimento della
spesa pubblica da parte delle Autorità bosniache, sia a livello centrale che di Entità.
Un nuovo Accordo stand-by con il FMI è stato approvato nel settembre del 2012.
L’Accordo stand-by del valore di 379,81 milioni di euro per un tempo di 24 mesi
rappresenta un argine per i colpi negativi causati dalla crisi dell’eurozona e il supporto
per le riforme strutturali previste dal programma economico del paese per il 2012-2014.
Questo nuovo accordo è stato firmato a seguito del termine dell’Accordo stand-by di 36
mesi, che è stato interrotto nel 2011 a causa dell’arresto politico che ha comportato
l’assenza di un governo centrale nel paese per 15 mesi dalle elezioni dell’ottobre del
2010. Il consiglio del FMI ha effettuato una prima revisione nel dicembre del 2012 e
una seconda nel maggio del 2013. Il programma economico prevede il proseguimento
della consolidazione fiscale con riforme fiscali strutturali al fine di garantire la
sostenibilità fiscale di medio periodo. La quinta analisi del FMI nel gennaio 2014 si e’
conclusa con l’approvazione di una nuova tranche di Diritti speciali di prelievo (SDR) di
42.275mil (48 mil di Euro), che ha portato l'erogazione totale in base allo Stand-by
Arrangement in vigore a 253,65 mil SDR (287.9mil Euro, paro al 150% della quota). Il
FMI ha inoltre approvato una proroga del programma di nove mesi, aumentando
l’accesso al credito di circa 153,6 mil Euro, per sostenere le esigenze finanziarie che
potrebbero emergere in vista delle elezioni generali previste per ottobre 2014. Il FMI ha
insistito sulla necessità di progressi sostanziali nell’attuazione delle riforme, soprattutto
in settori quali lotta alla corruzione, gare d’appalto, taglio della spesa pubblica,
miglioramento del clima d’investimento.
Banca Mondiale (BM)
Nell’ottobre del 2013, la Banca Mondiale (BM) stava contribuendo alla
realizzazione di 11 progetti, per un valore complessivo di 306,88 milioni di euro. Le
aree di intervento sono: agricoltura, ambiente, salute, sicurezza sociale ed
occupazione, gestione delle acque reflue e dei rifiuti, e sviluppo del settore privato.
Negli ultimi 15 anni di operatività in Bosnia Erzegovina, la Banca Mondiale ha
finanziato 66 progetti per un valore di 1,17 miliardi di euro.
Nel rapporto “Doing Business 2014” sulle opportunità di affari, redatto dalla
BM, la BiH si è classificata al 131° posto tra 189 Paesi esaminati.
Le direttive fondamentali dell’assistenza prestata dalla BM alla BiH sono
contenute nella “Country Partnership Strategy”, che copre il periodo 2012-2015, e
mirano a coadiuvare il Paese nel rilancio dello sviluppo economico. Tenuto conto del
quadro economico generale della BiH, l’azione della BM si articolerà lungo le seguenti
priorità:
-5Sarajevo, febbraio 2014
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•
•
•
Competitività: riforme nel sistema della spesa pubblica, investimenti in progetti di
ampliamento e ricostruzione di sistemi di irrigazione, revisione dei registri fondiari,
potenziamento delle reti di trasporto regionale. L’IFC – International Finance
Corporation stimolerà l’accesso delle piccole e medie imprese al capitale.
Inclusione sociale: la BM continuerà a promuovere e sostenere il miglioramento del
livello di vita, tramite - in particolare - l’espansione dell’accesso alla tutela sanitaria.
Sostenibilità ambientale: la BM continuerà a fornire il proprio sostegno a progetti
ispirati a modalità di sviluppo sostenibile, in particolare, tramite lo sfruttamento delle
risorse naturali, come l’acqua e le foreste, delle quali il Paese è ricco.
Banca Europea per la Riscostruzione e lo Sviluppo (BERS)
La BERS, il 15 gennaio del 2014, ha adottato la nuova “Strategia per la
Bosnia Erzegovina” per i prossimi quattro anni. La nuova Strategia sottolinea il ruolo
del settore privato nello sviluppo sociale ed economico del Paese, settore che la Banca
ha intenzione di supportare con i seguenti progetti: ristrutturazione ed espansione del
settore locale privato; sviluppo del mercato regionale; promozione di un uso più
efficace ed efficiente delle risorse.
La BERS ha individuato quali settori prioritari per il Paese, le infrastrutture e
l’energia. Per quel che riguarda le infrastrutture, l’azione della Banca ha favorito i
processi di riforma organizzativa dei competenti enti locali, nonché ha sostenuto le
aziende attive in loco. La BERS ha sostenuto quindi la costruzione di nuove
infrastrutture e la riabilitazione di quelle esistenti, con un maggiore coinvolgimento del
settore privato, attraverso progetti di public private partnership (PPP). La BERS
promuove, inoltre, investimenti nel campo dell’efficienza energetica e dell’energia
rinnovabile nella Regione dei Balcani Occidentali (tramite il Western Balkans
Investment Framework –WBIF-).
Negli ultimi anni un focus speciale è stato riservato, nel settore dell’energia, alla
riabilitazione o sostituzione delle reti di trasmissione e di distribuzione, al fine di
incrementarne l’efficienza. Sempre in tale direzione sono stati promossi, tramite la
Western Balkans Sustainable Energy Credit Line Facility (WeBSECLF), il
sostegno ad ulteriori misure di efficienza energetica, per un migliore utilizzo degli
impianti esistenti, oltre a nuovi progetti rivolti allo sfruttamento delle fonti di energia
rinnovabile.
Durante questo periodo strategico, la Banca ha firmato 46 progetti per un valore
complessivo di 466,3 milioni di euro. Il portafoglio di progetti attivi nel dicembre del
2013 contava 61 progetti con un valore complessivo di 985 milioni di euro. La Banca
ha fatto notevoli passi avanti nella realizzazione dei grandi progetti infrastrutturali,
tuttavia l’implementazione di alcuni progetti nel settore pubblico continua a procedere a
rilento (come la ristrutturazione delle ferrovie e l’ammodernamento della rete fognaria e
dell’acquedotto di Sarajevo) ed il progetto riguardante l’ampliamento dell’aeroporto di
Sarajevo è stato sospeso a causa del negativo impatto della crisi economica
sull’operatività dell’aeroporto.
c) Grado di apertura del Paese al commercio internazionale ed agli
investimenti esteri
Il Paese ha realizzato una crescente apertura agli scambi internazionali, in
particolare attraverso la conclusione dell’Accordo di Libero Scambio con i Paesi
dell’Europa sud-orientale (CEFTA) e del citato Accordo di Stabilizzazione e
Associazione (ASA) - e connesso Accordo interinale - con l’UE.
-6Sarajevo, febbraio 2014
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L’accordo CEFTA, concluso nel dicembre 2006 a Bucarest e ratificato dal
Parlamento bosniaco nel settembre 2007 (firmatari, oltre alla BiH, anche Albania,
Croazia – non più membro a seguito dell’ingresso nell’UE, Macedonia-FYROM,
Moldova, Montenegro, Serbia e UNMIK-Kossovo), sostituisce e racchiude i 32 accordi
bilaterali già esistenti.
La firma dell’ASA (giugno 2008, in vigore dal 1° gennaio 2009) e l’ adozione del
relativo Accordo interinale (luglio 2008) hanno favorito abbattimenti e diminuzioni di
dazi e tariffe con l’UE.
1. Andamento dell’interscambio commerciale del Paese
Secondo i dati dell’Agenzia di Statistica della BiH, nel 2013 l’interscambio
commerciale della BiH ha registrato un incremento dell’1,9% rispetto al 2012. In
particolare, l’export ha raggiunto circa 4,28 miliardi di Euro (+6,6% rispetto all’anno
precedente), mentre l’import ha raggiunto i 7,75 miliardi di Euro (-0,5 %), con un saldo
negativo della bilancia commerciale pari a circa 3,50 miliardi di Euro.
Interscambio commerciale della BiH
Exp/Imp generele
Import
Export
SALDO
Tot. Int. Comm.
I –XII 2012
7.798.705
4.017.712
- 3.780.993
11.816.417
I – XII 2013
7.756.191
4.284.766
- 3.471.425
12.040.957
(000 €)
Variazione
- 0,5%
+ 6,6%
+1,9%
Fonte: Elaborazioni Ufficio ICE su dati dell’Agenzia Statistica della BiH
I principali partner commerciali della BiH, durante il 2013 sono stati: la Corazia
(1,6 miliardi di euro), la Germania (1,5 miliardi di euro), l’Italia (1,27 miliardi di euro) e la
Serbia (1,15 miliardi di euro).
In particolare i primi Paesi acquirenti di prodotti bosniaci sono risultati la
Germania (670,2 milioni di €, +8,3% rispetto al 2012), la Croazia (610,8 milioni di €,
+2,5%), l’Italia (512,9 milioni di €, +6,8%), la Serbia (392,0 milioni di €, +8%), e
l’Austria (351,5 milioni di €, +5,0%).
I primi fornitori della BiH sono stati la Croazia (1 miliardo €, -11,8% rispetto al
2012), la Germania (887,0 milioni €, +0,5%), la Russia (770,0 milioni €, +0,8%), la
Serbia (759,5 milioni €, +3,8%) e l’Italia (757,8 milioni €, +3,7%).
Import – export per paese
(000 €)
IMPORT
Croazia
Germania
Russia
Serbia
Italia
I –XII
2012
1.126.143
882.385
763.811
731.931
730.821
% del
totale
14,4%
11,3%
9,7%
9,38%
9,36%
I –XII
2013
1.000.267
887.010
770.003
759.579
757.865
% del
totale
12,8%
11,4%
9,92%
9,78%
9,76%
Fonte: Elaborazioni Ufficio ICE su dati dell’Agenzia Statistica della BiH
-7Sarajevo, febbraio 2014
Variazione
-11,2%
+0,5%
+0,8%
+3,8%
+3,7%
ICE - Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane
(000 €)
EXPORT
Germania
Croazia
Italia
Serbia
Austria
I –XII
2012
618.715
595.664
480.226
363.018
334.775
% del
totale
15,4%
14,8%
11,9%
9,0%
8,3%
I –XII
2013
670.223
610.808
512.976
392.030
351.546
% del
totale
15,6%
14,2%
12%
9,1%
8,1%
Variazione
+8,3%
+2,5%
+6,8%
+8,0%
+5,0%
Fonte: Elaborazioni Ufficio ICE su dati dell’Agenzia Statistica della BiH
Commercio estero, classificazione in base ai beni importati ed esportati
I principali beni Esportati nel 2013, classificati secondo il raggruppamento
dell’Agenzia delle Entrate della BiH:
•
Metalli e prodotti di metallo (20,9%),
•
Combustibili minerali (carbone, coke, gas, nafta) ed energia elettrica
(11,5%),
•
Tessuti, abbigliamento, scarpe (11,02%),
•
Arredamento, lenzuola, materassi (10,08%),
•
Macchinari, apparecchi meccanici, caldaie e componenti (6,9%),
•
Legno, sughero, paglia e loro prodotti (6,7%),
•
Prodotti chimici (5,0%),
•
Macchine elettriche e loro componenti (3,7%),
•
Automobili e componenti (3,57%),
•
Carta, cellulosa, derivati e libri stampati (2,7%),
•
Plastica e gomma e derivati (2,6%),
•
Pelli e derivati (2,0%),
•
Prodotti di origine animale (carne, pesce e latte) (1,97%),
•
Grassi, caco, loro derivati e altri prodotti per l’alimentazione (1,8%),
•
Frutta e verdura (1,2%),
•
Cereali (1,17%).
I principali beni Importati nel 2013, classificati secondo il raggruppamento
dell’Agenzia delle Entrate della BiH:
•
Combustibili minerali (carbone, coke, gas, nafta) ed energia elettrica
(19,8%),
•
Metalli e prodotti di metallo (9,4%),
•
Macchinari, apparecchi meccanici, caldaie e componenti (7,5%),
•
Tessuti, abbigliamento, scarpe (7,3%),
•
Prodotti chimici (6,1%),
•
Plastica e gomma e derivati (5,7%),
•
Automobili e componenti (5,5%),
•
Macchine elettriche e loro componenti (5,2%),
•
Grassi, caco, loro derivati e altri prodotti per l’alimentazione (4,7%),
•
Cereali (4,1%),
•
Prodotti di origine animale (carne, pesce e latte) (3,7%),
•
Pelli e derivati (2,8),
•
Carta, cellulosa, derivati e libri stampati (2,3%),
•
Bevande, alchol ed aceto (2,0%),
•
Prodotti farmaceutici (1,9%),
•
Prodotti di pietra, ceramica e vetro (1,8%).
-8Sarajevo, febbraio 2014
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2. Andamento generale degli Investimenti Esteri Diretti (IDE)
Flusso di IDE in Bosnia-Erzegovina annuo, in milioni di Euro
Fonte: Banca Centrale della Banca della Bosnia-Erzegovina, *stime FIPA
Secondo i dati della Banca Centrale della Bosnia Erzegovina, è stata registrata
una crescita degli investimenti diretti esteri nel 2010 e nel 2011. Il flusso di Investimenti
Diretti Esteri nel 2012 è stato di 285 milioni di euro, ovvero 19,6% in meno rispetto
all’anno precedente. Durante il primo semestre del 2013 si sono registrati investimenti
diretti esteri per un valore di 247 milioni di euro. I principali investitori sono stati la
Russia (92 milioni di euro), l’Austria (15,85 milioni di euro), la Germania (9,2 milioni di
euro), la Croazia (8,18 milioni di euro) e l’Olanda (8,18 milioni di euro).
I settori di destinazione degli IDE
Maggio 1994–Dicembre 2012 – Stock di IDE nel dicembre del 2012: 5,6 miliardi di euro
Fonte: Banca Centrale della Bosnia-Erzegovina
-9Sarajevo, febbraio 2014
ICE - Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane
L’afflusso di capitali stranieri ha interessato in specie i seguenti settori:
manifatturiero (35%), bancario (21%), telecomunicazioni (15%), commercio (12%),
servizi (6%), immobiliare (6%), turismo (2%), altri servizi finanziari (2%) e trasporti
(1%). Nel primo semestre del 2013 si è investito maggiormente nelle attività di
commercio all’ingrosso e di intermediazione commerciale (42,6% di tutti gli
investimenti).
Principali investitori
Graduatoria dei Paesi investitori
Stock di IDE nel Dicembre 2012
(Maggio 1994 – Dicembre 2012, milioni di Euro)
Ammontare totale: 5.605 milioni di Euro
Fonte: Banca Centrale della Bosnia-Erzegovina
Complessivamente, nel periodo maggio 1994 - 31 dicembre 2012 aziende di
89 paesi hanno investito in BiH, per un valore di 5,6 miliardi €.
I principali Paesi investitori diretti in tale periodo sono stati, secondo i dati della
FIPA: l’Austria (1.337 milioni €), la Serbia (959 milioni €), la Croazia (754 milioni €), la
Slovenia (524 milioni €), la Russia (471 milioni €), la Germania (309 milioni €), la
Svizzera (257 milioni €), l’Olanda (168 milioni €), la Turchia (149 milioni €), il
Lussemburgo (139 milioni di €). L’Italia, sino a tale data, si colloca all’undicesimo
posto, con circa 132 milioni di €.
-10Sarajevo, febbraio 2014
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Principali imprese investitrici in Bosnia – Erzegovina nel 2012
Impresa Straniera
Zott Holding International GmbH
Cividale S.P.A
EFT Holdings
IONIX (ELECTRONIC)
ASSEMBLIES LIMITED
Interenergo d.o.o. Ljubljana
Telekom Slovenije d.d. Ljubljana
Naftna industrije Srbije (NIS)
Vienna Insurance Group
Alfa Studio s.a.s.di Brugnera
M.L.&C e investitori
OAD Neftegazovaja Innovacionnaja
Korporacija
Stato
Germania
Italia
Danimarca
Gran Bretagna
Settore
Manifatturiero
Manifatturiero
Manifatturiero/Energia
Manifatturiero
Slovenia
Slovenia
Serbia
Austria
Italia
Energia
Telecomunicazioni
Commercio
Altri servizi finanziari
Turismo, immobili
Russia
Manifatturiero/Energia
L’Agenzia per la promozione degli investimenti stranieri della Bosnia
Erzegovina (FIPA) ha selezionato gli investitori stranieri più importanti in Bosnia
Erzegovina per il 2012. Nella categoria investimento greenfield è stata premiata
l’impresa Granmir&Co di Medjugorje (investimento italiano di 4,6 milioni di euro nella
costruzione di un albergo di lusso e l’assunzione di 44 lavoratori,
http://www.medjugorjehotelspa.com); nella categoria investimento più importante
realizzato tramite la privatizzazione è stata scelta l’impresa FL Wood di Foca
(lavorazione legno, http://www.flwood.net, Egitto); l’impresa che ha creato il maggior
numero di posti di lavoro nel 2012 è stata la Alpina Bromy di Tesanj (produzione di
scarpe, Slovenia); mentre per l’investimento congiunto più significativo è stata premiata
l’impresa Sisecam Soda di Lukavac (partner turco nel settore chimico della produzione
di soda).
Stock di Investimenti Diretti Esteri (al dicembre 2012)
Austria
Serbia
Croazia
Slovenia
Russia
Germania
Svizzera
Olanda
Turchia
Lussemburgo
Italia
Altri Paesi
Totale
Dicembre
2008
896
866
625
525
334
263
250
156
51
nd
100
292
4.358
Dicembre
2009
1.009
862
674
557
471
255
198
143
112
nd
110
332
4.723
Dicembre
2010
960
878
690
546
466
285
264
144
131
nd
120
396
4.880
Fonte: Agenzia per la promozione degli investimenti esteri FIPA
-11Sarajevo, febbraio 2014
Dicembre
2011
1.194
938
679
545
612
288
254
162
141
nd
124
457
5.394
(in milioni €)
Dicembre
2012
1.337
959
754
524
471
309
257
168
149
139
132
542
5.605
ICE - Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane
Flusso di Investimenti Diretti Esteri I semestre 2013
(in milioni €)
Gennaio - Giugno 2013
92,00
15,85
9,20
8,18
8,18
7,66
6,64
3,06
- 3,06
Russia
Austria
Germania
Croazia
Olanda
Slovenia
Serbia
Svizzera
Italia
Fonte: Banca Centrale della BiH, stime preliminari
d) Andamento dell’interscambio commerciale con l’Italia e degli IDE
bilaterali
1. Interscambio commerciale
L’Italia è stabilmente tra i primi partner commerciali della Bosnia Erzegovina.
Nel 2013, il nostro Paese è risultato il terzo partner - terzo tra i Paesi UE - con 1,27
miliardi € di interscambio, dopo la Croazia (1,6 miliardi €) e la Germania (1,5 miliardi
€). Le esportazioni italiane hanno raggiunto la cifra di 757,8 milioni € e le
importazioni 512,9 milioni €, per un saldo attivo della bilancia commerciale pari a
244,8 milioni di Euro.
In termini percentuali, rispetto all’anno precedente, l’Italia ha registrato un aumento
delle proprie esportazioni del 3,7%, come anche delle importazioni, del 6,8%.
La quota dell’export italiano sul mercato bosniaco si è attestata attorno al 9,7%.
L’Italia è al terzo posto come Paese destinatario e al quinto come fornitore.
Interscambio fra la BiH e l’Italia
Importazioni dall’Italia
Esportazioni vs Italia
2009
635,1
359,1
2010
618,9
440,8
2011
706,4
492,6
2012
730,8
480,2
(milioni €)
2013
757,8
512,9
2012
7.798,8
730,8
9,3%
(milioni €)
2013
7.756,1
757,8
9,7%
2012
4.017,7
480,2
11,9%
(milioni €)
2013
4.284,7
512,9
12%
Fonte: Elaborazioni Ufficio ICE su dati dell’Agenzia Statistica della BiH
IMPORT TOTALE
Importazione dall’Italia
% italiana dell’import
2009
6.313,7
635,1
10,1%
2010
6.961,8
618,9
8,9%
2011
7.938,0
706,4
8,9%
Fonte: Elaborazioni Ufficio ICE su dati dell’Agenzia Statistica della BiH
EXPORT TOTALE
Esportazione in Italia
% italiana dell’export
2009
2.827,6
359,1
12,7%
2010
3.627,8
440,8
12,2%
2011
4.203,9
492,6
11,7%
Fonte: Elaborazioni Ufficio ICE su dati dell’Agenzia Statistica della BiH
-12Sarajevo, febbraio 2014
ICE - Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane
Esportazioni BiH verso l’Italia per macrosettore
(milioni €)
Gennaio - Dicembre 2013
Pelli, tessuti e prodotti
Miniere, metalli e prodotti
Legno, carta e arredamenti
Prodotti chimici e farmaceutici, plastica e gomma
Macchine, apparecchi, caldaie ed automobili
Settore agroindustriale
Combustibili minerali (carbone, coke, gas, nafta) ed energia elettrica
Pietra, cemento, ceramica e prodotti
Altri prodotti
218,85
105,56
85,1
38,8
35,6
21,7
7,3
1,1
0,3
Fonte: Elaborazione Ufficio ICE su dati dell’Agenzia Statistica della BiH
Importazioni BiH dall’Italia per macrosettore
(milioni €)
Gennaio - Dicembre 2013
Pelli, tessuti e prodotti
Macchine, apparecchi, caldaie ed automobili
Miniere, metalli e prodotti
Prodotti chimici e farmaceutici, plastica e gomma
Settore agroindustriale
Legno, carta e arredamenti
Pietra, cemento, ceramica e prodotti
Altri prodotti
Combustibili minerali (carbone, coke, gas, nafta) ed energia elettrica
Fonte: Elaborazione Ufficio ICE su dati dell’Agenzia Statistica della BiH
-13Sarajevo, febbraio 2014
188,3
114,2
113,9
88,9
61,1
48,2
24,6
7,8
1,2
ICE - Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane
2. IDE dell’Italia in BiH
Con riguardo agli investimenti diretti, si registra un crescente interesse degli
operatori italiani, attratti dalle prospettive di delocalizzazione produttiva, come pure
dalle finestre di opportunità che si stanno aprendo in settori strategici quali quelli delle
infrastrutture e dell’energia.
Nel periodo gennaio - giugno del 2013, secondo le stime preliminari della Banca
Centrale della BiH, gli investimenti italiani in BiH hanno risentito della crisi economica
globale, con un calo di 3,06 milioni di Euro, a fronte dei 7,15 milioni di Euro investiti nel
2012. Considerando lo stock di investimenti nel periodo maggio 1994 - 31 dicembre
2012 l’Italia si colloca all’undicesimo tra gli investitori esteri, con un volume di
investimenti pari a 132 milioni di euro.
In BiH si registrano circa 70 società italiane che hanno effettuato investimenti
diretti oppure hanno realizzato joint ventures con partner locali. Tra le principali si
ricordano:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Gruppo Metalleghe S.p.A. a Jajce (metalli);
Cividale S.p.A. a Zavidovici (metalli);
DKS Loversan a Cazin (medico);
Franzoni Filati a Kozarska Dubica (tessuti);
Earth Tec S.r.l. a Tuzla (energia rinnovabile);
PMP Jelsingrad di Gradiska (macchine/siderurgia),
Camiceria 2f srl a Lukavac (tessuti);
Corà SpA a Prijedor (lavorazione del legno);
LiquiGas a Usora (gas);
Olip Italia a Travnik (calzature);
Presal Extrusion a Široki Brijeg (metalli);
Colorificio S. Marco a Čitluk (vernici);
SIDERIMPES a Vares (metalli).
Significativa risulta la presenza nel settore bancario bosniaco di UniCredit e di
Intesa SanPaolo Banka Bosna i Hercegovina. I nostri due istituti di credito controllano
circa il 26 % del mercato bosniaco.
Alla fine del 2012, l’impresa “Mehanicke konstrukcije” di Kotor Varos
(investimento
italiano
nel
settore
della
lavorazione
del
metallo,
http://mehanickekonstrukcije.com/index.php?lang=it), ha firmato, con il sindaco della
città di Banja Luka, un contratto di affitto di un nuovo capannone nel Parco tecnologico
e business di Banja Luka. Il sindaco ha sottolineato che in questo modo è iniziato il
processo di rivitalizzazione del “Parco tecnologico e business” e che entro il marzo del
2013 sarà pubblicato il bando per la concessione di altre 4 zone nell’area del parco
stesso. I nuovi investitori potranno godere delle sovvenzioni della città di Banja Luka
nonché di una riduzione delle tasse amministrative per l’inizio del loro business.
-14Sarajevo, febbraio 2014
ICE - Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane
L’impresa italiana Metalleghe ed il suo partner finanziario UniCredit Leasing
stanno costruendo, nella città di Mrkonjic Grad in Bosnia Erzegovina, un nuovo
impianto nel quale verranno impiegati 100 lavoratori. Il nuovo investimento prevede la
costruzione di un forno industriale e di un laboratorio per la produzione di silicio
metallico e sarà ultimato entro 24 mesi. L’intera produzione sarà destinata
all’esportazione. Il progetto ha un valore di 30 milioni di euro, dei quali 16,5 milioni
saranno finanziati dall’UniCredit Leasing. L’impresa Metalleghe è stata fondata nel
1980 a Brescia, ed opera in Bosnia Erzegovina dal 2004 quando ha acquisito l’impresa
BSI d.o.o. di Jajce.
L’impresa Granmir&Co di Medjugorje (investimento italiano di 4,6 milioni di euro
nella costruzione di un albergo di lusso e nell’assunzione di 44 lavoratori,
http://www.medjugorjehotelspa.com); è stata premiata come miglior investimento
greenfield del 2012 dall’Agenzia per la promozione degli investimenti stranieri della
Bosnia Erzegovina (FIPA).
-15Sarajevo, febbraio 2014
ICE - Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane
II) INDIVIDUAZIONE DELLE AREE DI INTERVENTO
a) Valutazione della penetrazione commerciale dei prodotti italiani sul
mercato locale
L’Italia è tradizionalmente tra i primi partner commerciali della BiH. Molti dei
settori di punta dell’export italiano in BiH, sono quelli in cui si distingue il made in
Italy: tessile-abbigliamento-calzature, prodotti in cuoio, apparati meccanici, prodotti
alimentari.
Il comparto dei beni di consumo, in particolare, appare offrire interessanti
potenzialità di sviluppo. Siamo ancora poco presenti nella grande distribuzione: i
prodotti in commercio sono prevalentemente di origine austriaca e tedesca, e si
registra una crescente influenza slovena e croata - nonostante il consumatore
bosniaco sia ancora attento alla qualità e sensibile al prodotto italiano. Una strategia
più “aggressiva” per la distribuzione e la commercializzazione dei prodotti italiani, a
partire dal settore agro-alimentare, potrebbe contribuire ad un rafforzamento del
nostro posizionamento in BiH, mercato di circa 4 milioni di consumatori.
I legami consolidati tra le imprese italiane e bosniache - che a volte risalgono al
periodo jugoslavo- si concretizzano spesso in quell’insieme di attività indicato come
traffico di perfezionamento passivo o TPP (lavorazione conto terzi, subfornitura
ecc.), che interessa in particolare i seguenti settori:
•
lavorazione del legno, particolarmente attraente per l’abbondanza di
legname nel Paese;
•
confezioni ed abbigliamento;
•
lavorazione nel settore calzaturiero;
•
lavorazione nel settore metalmeccanico.
Il successo di questo tipo di operazioni è testimoniato dalla circostanza che, in
base ai dati resi disponibili dagli enti di settore bosniaci, circa 100 società italiane
svolgono regolarmente in BiH attività di TPP su base contrattuale.
Inoltre, a seguito anche dell’ingresso nell’UE di molti Paesi dell’Europa centroorientale (Slovenia, Slovacchia, Ungheria, Bulgaria e Croazia), le PMI italiane
guardano con crescente interesse alle possibili opportunità che può offrire la BiH,
anche in ragione di un quadro normativo favorevole agli investimenti stranieri e non
ancora pienamente allineato ai vincoli regolamentari comunitari (benchè il Paese sia
impegnato in un processo di graduale adeguamento agli standard UE).
b) Valutazione degli investimenti diretti da e verso l’Italia
Si registra un crescente interesse da parte delle imprese italiane per le
possibilità di investimento e di delocalizzazione produttiva in BiH. Contribuiscono
a stimolare tale interesse i risultati positivi ottenuti dalle imprese che hanno già
trasferito parte della loro produzione in BiH, come pure la presenza, nel settore
creditizio, di UniCredit e Banca Intesa SanPaolo.
L’investimento in BiH appare vantaggioso non solo per la presenza di
manodopera qualificata, facilmente reperibile e a costi contenuti, ma anche in
considerazione dei significativi margini di sviluppo esistenti nel Paese in numerosi
settori e tenuto conto del processo di crescente integrazione del Paese nello spazio
-16Sarajevo, febbraio 2014
ICE - Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane
economico regionale (Accordo CEFTA) ed europeo (Accordo ASA con l’UE ed entrata
in vigore del relativo Accordo interinale). Un ulteriore vantaggio comparato che
presenta il Paese è il discreto grado di diffusione della conoscenza dell’italiano.
Le future iniziative di promozione degli investimenti italiani in BiH potrebbero
essere calibrate sulle possibilità offerte, in particolare, dalle aree della Republika
Srpska e dell’Erzegovina, nei cui confronti i nostri operatori hanno sinora mostrato
maggiore interesse, anche per motivi geografici (vicinanza rispettivamente al Triveneto
ed alle coste adriatiche del centro-sud); sulle opportunità che si potranno aprire
nell’ambito dell’atteso processo di privatizzazione di società bosniache
(telecomunicazioni, servizi, agro-alimentare) e sulle opportunità derivanti
dall’ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture energetiche (in particolare
centrali termo ed idroelettriche) e viarie (il citato Corridoio Vc).
Altre opportunità di investimento, sono riconducibili al processo di
ammodernamento e di adeguamento della capacità produttiva che la BiH sta
intraprendendo in diversi comparti: oltre al citato settore agroalimentare, interessanti
risultano i settori delle lavorazioni meccaniche, del mobile, delle calzature e tessile e i
settori, strategici per gli interessi italiani, dell’energia e delle infrastrutture.
Settore dell’Energia
La BiH, grazie alle sue cospicue risorse naturali, offre significative opportunità
di sviluppo nel settore energetico. Attualmente è utilizzato circa il 35% del potenziale
idroelettrico (stimato superiore a 6.000 MW) e sia in FBiH che in RS si presentano
interessanti prospettive per gli investimenti stranieri e si registra una rinnovata
attenzione verso il settore.
La BERS è coinvolta attivamente in progetti legati all’energia rinnovabile,
poiché in BiH esiste un grande potenziale non sfruttato in questo settore. La BERS si è
mostrata inoltre disposta ad offrire il proprio supporto ai governi nel processo di
privatizzazione delle imprese statali e nella fase di ingresso di nuovi investitori stranieri
strategici.
In Bosnia Erzegovina sono numerosi i progetti nel settore energetico: legati
all’ammodernamento delle centrali termo elettriche ed alla costruzione di nuove centrali
idroelettriche, parchi eolici e solari. Significativa, negli ultimi anni, anche la promozione
dell’efficienza energetica, soprattutto negli edifici pubblici.
Da parte italiana si segue con attenzione tale comparto, nel quadro della più
ampia strategia energetica condotta dal nostro Paese nei Balcani Occidentali, volta ad
una più efficiente diversificazione delle fonti di approvvigionamento nazionale, nel
rispetto dei vincoli comunitari e internazionali in materia (Strategia Europa 20-20-20;
Protocollo di Kyoto).
Settore delle Infrastrutture
La maggior parte dei progetti nel settore delle infrastrutture, anch’esso di
grande interesse per le imprese italiane, viene finanziata tramite il sostegno delle IFI, in
specie della BERS. Tra le priorità che si trova ad affrontare la BiH spicca
l’ammodernamento delle reti di collegamento (viaria e ferroviaria), soprattutto nel
quadro del cosiddetto Corridoio Vc, che corre lungo l’asse Ploce-Mostar-SarajevoDoboj-Samac (attraversando sia la FBiH che la RS), per ricongiungersi poi, in Croazia,
al Corridoio paneuropeo V. In tale ottica, durante gli ultimi anni sono stati pubblicati
numerosi bandi di gara per la realizzazione dei vari tratti del citato Corridoio Vc, a cui
hanno partecipato anche società italiane.
-17Sarajevo, febbraio 2014
ICE - Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane
Settore del Turismo
Infine, da segnalare anche le potenzialità del settore turismo, in particolare per
il nostro Paese, che si colloca tra i primi dieci Paesi di provenienza dei visitatori.
Contribuisce in larga misura al flusso turistico proveniente dall’Italia il turismo di
matrice religiosa, indirizzato al Santuario di Medjugorje, nei pressi di Mostar. Le
dimensioni considerevoli del c.d. “fenomeno Medjugorje” (alcune statistiche parlano di
circa un milione di visitatori all’anno) offrono interessanti margini di sviluppo per il
settore.
Un segnale incoraggiante in questa direzione si è registrato con l’introduzione,
a partire dal 17 settembre 2011, di una linea diretta di collegamento aereo tra Pescara
e Mostar.
Un “pacchetto” promozionale ben strutturato potrebbe incentivare una
permanenza prolungata nel Paese, ricco di località di interesse storico e naturalistico.
Le risorse naturali sono, infatti, un altro perno su cui elaborare strategie mirate
all’attrazione turistica: molto diffusi sono il rafting, che si pratica d’estate lungo i molti
fiumi e corsi d’acqua che attraversano il Paese, e gli sporti invernali, grazie alla
presenza di strutture sportive di buon livello (in gran parte realizzate in occasione dei
Giochi olimpici invernali di Sarajevo del 1984).
c) Valutazione delle potenzialità di cooperazione commerciale ed
industriale nei settori ad alto contenuto tecnologico
Il perdurante processo di modernizzazione e riforma della struttura economica
bosniaca potrà verosimilmente contribuire a creare ulteriori possibilità di investimento
nei settori a più elevato contenuto tecnologico, quali quello della produzione e della
distribuzione di energia. Si può intravedere, nei prossimi anni, la tendenza alla
realizzazione di un sempre crescente numero di centrali idroelettriche e di reti di
distribuzione, anche di ultima generazione, oltre che ad un maggiore accento rivolto ad
iniziative di sviluppo di energie alternative.
d) Suggerimenti per l’attivazione degli strumenti di sostegno finanziario e
assicurativo pubblico per SACE e SIMEST
La BiH, in ragione dei predetti legami commerciali con l’Italia, risalenti talvolta al
periodo della Jugoslavia, potrebbe costituire una meta di investimento interessante,
anche nell’ottica delle operazioni sostenute dalla SIMEST per la costituzione di
imprese miste.
Quanto ad ulteriori strumenti di sostegno finanziario forniti dalla SIMEST, essi
potrebbero risultare utili con riferimento alla partecipazione a gare internazionali,
soprattutto per quanto riguarda i progetti infrastrutturali, finanziati dal Governo locale o
dalla BERS, così come per il finanziamento di studi di fattibilità. La specifica esperienza
maturata al riguardo da gruppi italiani potrebbe, infatti, rivelarsi pertinente
nell’elaborazione di studi di prefattibilità e di fattibilità, come anche nella realizzazione
di progetti relativi al potenziamento delle infrastrutture - strade e reti ferroviarie - ,
nell’ammodernamento e ricostruzione dei sistemi idrico - fognari, nella manutenzione e
riabilitazione delle centrali elettriche esistenti, nonché nel miglioramento del sistema di
telecomunicazioni.
La SACE ha inserito la Bosnia Erzegovina nella Categoria di rischio paese VII,
Categoria Consensus 2.
-18Sarajevo, febbraio 2014
ICE - Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane
III) POLITICA COMMERCIALE E DI ACCESSO AL MERCATO
a) Barriere tariffarie
Non si registrano dazi, contingenti o altre misure con effetti distorsivi sulle
importazioni di prodotti italiani. E’, al contrario, in atto una tendenza ad una graduale
ma costante liberalizzazione degli scambi commerciali.
b) Barriere non tariffarie
Alcune autorizzazioni sono richieste per l’importazione di specifiche categorie
merceologiche in BiH. In particolare, per l’introduzione di prodotti relativi al ciclo
riproduttivo o alla salute di animali e piante è richiesto uno speciale permesso rilasciato
dai Ministeri dell’Agricoltura delle Entità. Quanto all’importazione di narcotici, medicine
e prodotti ematologici, è richiesta la relativa approvazione dei Ministeri della Salute
delle Entità, nonché del Ministero per il Commercio con l’Estero, a livello statale. Simili
vincoli sono vigenti anche per l’importazione di esplosivi e materiale di armamento.
c) Violazioni delle norme sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale
La tutela dei diritti di proprietà intellettuale in BiH è possibile solo in presenza di
una registrazioni presso l'Istituto per gli Standard, l'ente operante nel settore. Non si
segnalano particolari fenomeni di contraffazione di prodotti italiani nei settori della
moda e dell’abbigliamento.
Da sottolineare comunque la diffusione di falsi e copie non autorizzate di
prodotti afferenti al settore audiovisivo, anche di provenienza italiana.
Il progressivo avvicinamento agli standard comunitari, tuttavia, comporterà
presumibilmente, anche in tale ambito, l’intensificazione dei controlli e l’adozione di
normative adeguate.
d) Problematiche relative agli investimenti esteri nel Paese
Come accennato, le difficoltà per gli operatori stranieri derivano in primo luogo
dalla complessa struttura istituzionale del Paese. Si lamentano, infatti, le vischiosità
derivanti dalla presenza di molteplici centri decisionali e, di conseguenza, da una
burocrazia complessa e spesso farraginosa. Passi avanti dovranno quindi essere
compiuti sul piano della semplificazione amministrativa e della riduzione della spesa
pubblica.
Da parte degli operatori italiani è stata in più di un’occasione rappresentata la
difficoltà di identificare gli interlocutori istituzionali competenti, data anche l’incertezza
che caratterizza il settore commerciale sotto il profilo normativo.
Si registrano ancora episodi di corruzione dei funzionari pubblici.
Un ulteriore elemento che risulta ancora fortemente disincentivante per gli
investitori italiani e stranieri è l’arretratezza delle infrastrutture esistenti, su cui, come
sopra accennato, si concentrano gli interventi dell’UE e delle principali IFI.
-19Sarajevo, febbraio 2014
ICE - Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane
e) Privatizzazioni
La legge quadro sulla privatizzazione delle imprese e delle banche in
Bosnia-Erzegovina ha riconosciuto il diritto di ciascuna Entità di privatizzare le imprese
e le banche con sede nel rispettivo territorio, che non siano di proprietà privata, e di
percepire i proventi della privatizzazione, in conformità con i regolamenti adottati dai
rispettivi Parlamenti. Le leggi di cui sopra non sono applicabili in caso di risorse
naturali, beni pubblici, siti di interesse storico e culturali o monumenti concessi in affitto
alle imprese per il loro utilizzo.
Nella FBiH, il processo di privatizzazione è gestito dall’Agenzia per la
Privatizzazione della FBiH e dalle Agenzie di Privatizzazione Cantonali, mentre nella
RS è di competenza della Banca per gli Investimenti e lo Sviluppo della
Repubblica Srpska.
Persone fisiche e giuridiche di nazionalità bosniaca o straniera possono essere
gli acquirenti nel processo di privatizzazione.
I metodi di privatizzazione sono i seguenti:
• Vendita delle azioni in borsa;
• Vendita per mezzo di una gara (il metodo più comune per la vendita di
aziende);
• Accettazione di un'offerta pubblica di acquisto;
• Selezione diretta di un acquirente;
• Vendita a dipendenti della società;
• Una combinazione dei metodi precedenti.
Secondo quanto riportato dalla FIPA (Foreign Investment Promotion Agency
della BiH), nel processo di privatizzazione lo strumento di pagamento sono i contanti.
Le Imprese
comprendenti:
predispongono
i
propri
programmi
di
privatizzazione,
• Informazioni generali sulla società e le sue attività;
• Proposta del modello di privatizzazione;
• Proposta del metodo di pagamento;
• Illustrazione del bilancio patrimoniale.
La privatizzazione di molte aziende strategiche è attualmente in corso. La
privatizzazione di monopoli di stato: telecomunicazioni, energia (utenze – elettricità),
etc è già cominciata.
-20Sarajevo, febbraio 2014
ICE - Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane
f) Zone franche
Le zone franche sono parti del territorio doganale della Bosnia-Erzegovina in
cui i beni doganali sono considerati come non importati purché essi non siano rilasciati
in libera circolazione a condizioni differenti rispetto a quelle previste dalla legislazione
sulle zone franche.
Il fondatore della zona franca può essere una o più persone fisiche o giuridiche
nazionali o straniere e l’utilizzatore può essere il fondatore o qualsiasi altra persona
fisica o giuridica.
La legislazione sulle zone franche della BiH ha come obiettivo principale lo
sviluppo economico del paese (export soprattutto) e in tale contesto offre una serie di
agevolazioni per lo svolgimento delle attività economiche (i beni prodotti, lavorati,
esportati, importati e trasportati non sono soggetti a nessun tipo di tassazione).
La creazione di una zona franca è giustificata economicamente se si può
prospettare che il valore dei beni che vengono esportati dalla zona franca supererà
come minimo il 50% del valore totale dei beni prodotti che escono dalla zona franca
nell’arco di 12 mesi.
Secondo i dati della FIPA (Foreign Investment Promotion Agency), in BiH vi
sono le seguenti zone franche, che beneficiano di particolari agevolazioni per gli
investimenti produttivi (esenzioni fiscali, libertà di trasferimento di capitali, esenzione
dalle imposte per l’importazione dei beni capitali utilizzati al loro interno):
•
ZONA FRANCA "VOGOŠĆA" Area totale: 85.000 m2;
•
ZONA FRANCA "VISOKO"Area totale:200.000m2;Area disponibile:18.000 m2;
•
ZONA FRANCA "HERCEGOVINA-MOSTAR" Area totale: 435.633 m2.
-21Sarajevo, febbraio 2014
ICE - Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane
IV) INIZIATIVE DI SOSTEGNO ALL’INTERNAZIONALIZZAZIONE
a) Mappatura delle iniziative di sostegno all’internazionalizzazione del
sistema produttivo svolte nel 2013 dall’ICE-Agenzia
•
Seminario “Balcani: nuove prospettive di collaborazione economica per le
imprese italiane”, 25 – 27 marzo 2013, Milano.
Seminario organizzato a Milano dall’ICE Agenzia per la promozione delle opportunità di
collaborazione per le imprese italiane nell’area balcanica. Durante gli incontri B2B
svoltisi il 26 marzo, è stata fornita assistenza e consulenza agli imprenditori che si sono
mostrati interessati al mercato della Bosnia Erzegovina, con un particolare focus sui
settori dell’energia, ambiente, agricoltura e trasporti, ma fornendo le prime indicazioni
di supporto anche in svariati altri settori tra cui quello medico/farmaceutico ed edile.
•
Seminario formativo “La tracciabilità e certificazione di qualità dei prodotti
alimentari”, 10 aprile 2013, Sarajevo.
E’ stato organizzato il 10 aprile 2013 il Seminario formativo, dedicato ad Istituzioni, Enti
ed imprese della Bosnia Erzegovina, per l’introduzione di sistemi di certificazione e
tracciabilità dei prodotti alimentari, con particolare riferimento a quelli lattiero-caseari.
La giornata del 10 aprile ha visto la partecipazione di esperti di Certificazione
Alimentare selezionati dall’ICE Sarajevo (CSQ e Istituti Zooprofilattici Sperimentali
delle Regioni Lazio e Toscana), rappresentanti degli Organismi Bosniaci dedicati al
settore alimentare, come l’Agenzia per la Sicurezza Alimentare della Bosnia
Erzegovina, ed aziende locali della filiera alimentare.
L’evento è stato realizzato al fine di fornire una giornata di formazione che potesse
facilitare l’integrazione delle aziende della Bosnia Erzegovina nel mercato comunitario
dei prodotti alimentari, esigenza particolarmente sentita dal Governo dato l’ingresso
della Croazia, uno dei principali partner commerciali del Paese, nella UE.
•
Seminario di assistenza tecnica sull’edilizia ecocompatibile, 14 novembre
2013, Sarajevo.
E’ stato organizzato il 14 novembre 2013 a Sarajevo il Seminario di assistenza tecnica
sull’Edilizia Ecocompatibile. Durante l’evento, due ricercatori dell'Enea ed un architetto
italiano ideatore di un progetto di ecocittà hanno effettuato le loro presentazioni
affrontando le seguenti tematiche:
-utilizzo di materiali speciali nell'edilizia ecosostenibile;
-restauro di palazzi governativi ed uso abitazione per ottimizzarne ecosostenibilità e
consumi energetici;
-green public procurement nell'ottica dell'edilizia ecocompatibile e dell'ecodesign.
I ricercatori Enea hanno tenuto anche una lezione all'Università di Sarajevo per gli
studenti di Ingegneria ed Architettura.
L'iniziativa era finalizzata a presentare le innovazioni nell’ambito dell’edilizia sostenibile
ed
ecocompatibile,
dalla
fase
di
progettazione
e
costruzione
fino
all'arredamento/allestimento incoraggiando e facilitando lo scambio di conoscenze,
risorse, tecnologie ed esperienze tra gli operatori/istituzioni del settore. Nel mercato
della Bosnia Erzegovina il settore edile è considerato di strategica importanza per lo
sviluppo economico e dovrebbe segnare una ripresa sia nell'edilizia pubblica (scuole,
edifici culturali e militari, prigioni) che in quella privata (turismo in primis).
-22Sarajevo, febbraio 2014
ICE - Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane
Al seminario hanno partecipato professionisti locali, architetti, ingegneri, rappresentanti
di agenzie di sviluppo e docenti della Facoltà di architettura nonché i rappresentanti
istituzionali bosniaci attualmente impegnati in progetti di ristrutturazione e
ammodernamento del patrimonio edilizio.
b) Mappatura delle iniziative di sostegno all’internazionalizzazione del
sistema produttivo programmate per il Primo semestre del 2014 dall’ICEAgenzia
•
Technology days dedicati ai parchi tecnologici, maggio 2014, Banja Luka.
Organizzazione dei Giorni della tecnologia in Bosnia Erzegovina, durante i quali si
prevede di far incontrare le istituzioni locali attive nella ricerca e sviluppo tecnologica
con i rappresentanti dei Parchi Tecnologici italiani, allo scopo di promuovere la
collaborazione e lo sviluppo nel campo dell’innovazione.
•
Technology days dedicati alla meccanica utensile, aprile 2014, Bosnia
Erzegovina.
Organizzazione dei Giorni della tecnologia in Bosnia Erzegovina dedicati alla
meccanica utensile, durante i quali si prevede di far incontrare le imprese locali attive
nella ricerca e sviluppo tecnologica nel settore meccanico con i rappresentanti delle
imprese o dei centri di ricerca italiani, allo scopo di promuovere la collaborazione e lo
sviluppo nel campo dell’innovazione meccanica. Le innovazioni in questo ambito sono
di immediata applicazione nell’industria meccanica e concretamente possono far fiorire
la produzione nei settori più importanti dell’economia della Bosnia Erzegovina:
produzione calzature, tessile, componenti per le automobili, lavorazione del legno ed
alimentare.
•
Seminario sul legno, maggio 2014, Sarajevo.
Organizzazione del seminario dedicato al design del legno a Sarajevo, durante il quale
gli esperti italiani mostreranno ai produttori locali gli ultimi trend nell’industria della
lavorazione del legno, allo scopo di migliorare l’offerta delle imprese locali già
apprezzata anche dai mercati stranieri (europei).
-23Sarajevo, febbraio 2014
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