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(Galante) - 3 Mb - Ordine degli Ingegneri della provincia di Cagliari

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IL REGOLAMENTO EDILIZIO COMUNALE COME STRUMENTO PER
GESTIRE LA SOSTENIBILITÀ A SCALA TERRITORIALE
Arch. Ph.D. Annalisa Galante
Research Associate e Adjunct Professor - Dipartimento ABC – Politecnico di Milano
1
2
PIANIFICAZIONE ENERGETICA E GESTIONE DEL TERRITORIO
Il RE è quello strumento per
l’attuazione delle regole del costruire
che può gestire e integrare
indicazioni puramente
architettoniche ed edilizie, con
quelle tecnico-operative legate
all’efficienza energetica.
Al’interno della Programmazione
Triennale trova una dimensione
strategica se visto come base
minima per la costruzione di
scenari di intervento sull’esistente.
I requisiti minimi inseriti RE,
possono determinare la scelta tra
alternative di intervento, in relazione
alla competitività degli operatori del
mercato sulla proposta di
prestazioni più elevate. La fattibilità
tecnico-economica di alcune
indicazioni tecniche e le priorità di
intervento, devono essere
condivise con tutti gli attori coinvolti.
GLI ATTORI DEL PROCESSO E CRITICITÀ
ATTORE
3
CRITICITÀ
SOSTENIBILITÀ
Amministratori Pubblici
Carenza organizzativa (incapacità di gestire il processo)
Complessità delle procedure (burocraticità)
 Avviare un processo di crescita (nuovi interventi) e sviluppo del territorio
riducendo in modo strutturale la dipendenza energetica
 Migliorare le condizioni ambientali (qualità dell’aria)
 Semplificare le procedure di gestione e controllo attraverso un approccio
condiviso con gli attori
Utenti (cittadini)
Carenza di informazione
Incapacità di valutare la qualità energetica del proprio edificio
Maggiore costo di acquisto
 Riduzione dei costi d gestione (stimata nel 42%) per la climatizzazione
invernale ed estiva
 Migliorare le condizioni ambientali (qualità dell’aria)
 Migliorare il comfort negli edifici
Professionisti
Formazione
Superamento di una barriera culturale
Interdisciplinarietà
Introduzione di nuove regole nel processo progettuale
 Migliorare le competenze tecniche
 Acquisire una maggiore libertà nelle scelte progettuali
 Migliorare la competitività
Costruttori
Introduzione di nuove regole nel processo costruttivo
Maggiore costo di costruzione (stimato nel 3%)
Carenza di know how
Maggiori garanzie da parte delle aziende
 Migliorare le competenze tecniche
 Acquisire una maggiore libertà nelle scelte progettuali
 Migliorare la competitività
Aziende
Carenza di informazione
Mancanza di una politica commerciale adeguata
Mancanza di innovazione tecnologica
 Migliorare il processo di innovazione
 Migliorare la competitività
 Esistenza di un mercato “sicuro”
Fornitori di energia
Riduzione della quantità di energia fornita
 Passaggio a fornitori di servizi
 Adeguamento ai Decreti sull’efficienza energetica
ESCo
Difficoltà a entrare nel mercato
 Investimenti garantiti con ammortamenti prevedibili
 Esistenza di una richiesta determinabile
Assicurazioni
Sicurezza degli investimenti in campo energetico
 Sicurezza degli investimenti in campo energetico
 Esistenza di un mercato “sicuro”
Banche
Sicurezza degli investimenti in campo energetico
 Sicurezza degli investimenti in campo energetico
 Esistenza di un mercato “sicuro”
ORGANIZZAZIONE STRUTTURA TECNICO-OPERATIVA
4
Il personale dell’Ufficio Tecnico dovrebbe essere coinvolto fin dall’inizio della fase di redazione
del testo del RE. In questa fase è necessaria un’attività formativa specifica per il personale
tecnico interno all’Amministrazione che deve riguardare:
una panoramica legislativa mirata sulla derivazione di determinate regole (per esempio
quelle sull’efficienza energetica) non specificamente di tradizionale competenza dell’Ufficio
Tecnico;
i contenuti e i casi di applicazione dei singoli articoli del RE;
le procedure di verifica dei progetti in relazione alle regole cogenti previste (che può
avvenire attraverso il controllo della Check List semplificata);
le procedure di controllo e verifica delle realizzazioni in coerenza con i progetti presentati
o al fine dell’erogazione di incentivi monetari o volumetrici.
ORGANIZZAZIONE STRUTTURA TECNICO-OPERATIVA
5
Per le tematiche relative alla qualità energetica e alla certificazione, all’Ufficio Tecnico non è
richiesta una verifica dei risultati del calcolo energetico, ma un controllo sulla coerenza
generale della documentazione presentata che può avvenire attraverso semplici verifiche di:
coerenza tra la volumetria indicata nella relazione tecnica (ex-legge 10/91) e quella indicata nella
richiesta del titolo abilitativo;
coerenza tra la relazione tecnica e gli elaborati grafici (ogni locale per il quale è stato eseguito il
calcolo termico deve poter essere individuato nella planimetria di supporto);
coerenza tra gli spessori dei materiali isolanti utilizzati e la trasmittanza delle diverse strutture
(questo è un controllo che andrà effettuato anche in cantiere);
presenza della certificazione relativa alle prestazioni termiche dei componenti edilizi e, in particolare,
dei materiali isolanti;
presenza di disegni di dettaglio relativamente ai ponti termici e alla loro soluzione.
Un supporto utile all’Ufficio Tecnico è rappresentato dalla Check-List che viene compilata dal
progettista.
Per quanto concerne l’applicazione delle regole inerenti l’efficienza energetica, la figura del
Certificatore Energetico, può essere un supporto utile, principalmente, nelle fasi di controllo in
corso d’opera.
REGOLAMENTO EDILIZIO SOSTENIBILE
6
Definire degli interventi obbligatori nel rispetto dello stato dell’arte della
tecnologia e della convenienza economica
Essere condiviso dai cittadini, ma anche dagli operatori quali costruttori,
progettisti, aziende, fornitori
Essere supportato da azioni di accompagnamento efficaci (formazione e
informazione a tutti i livelli, supporto tecnico, incentivi mirati)
Essere monitorato (verifica della realizzazione degli interventi, contabilità
energetica semplificata)
Essere un PROCESSO inteso come azione di miglioramento continua
7
MISURE DI ACCOMPAGNAMENTO
Misure di accompagnamento nella fase di start-up (primi 2 anni) per i soggetti
più deboli (case singole o doppie)
Concessione di agevolazioni per i soggetti che intendono proporre edifici di
qualità energetica superiore (riduzione sugli oneri di urbanizzazione, aumenti di
volumetria, ecc.)
Coinvolgimento di attori terzi per il finanziamento dei sovraccosti (Banche,
ESCO, ecc.)
Promozione di campagne a fondo perduto per interventi sull’esistente
(sostituzione lampade, bandi solari, …)
Costituzione di “Gruppi d’acquisto” per ottenere vantaggi economici e non solo
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REGOLE COGENTI E FACOLTATIVE
Quando si parla di regole cogenti si possono distinguere due tipologie di norme:
quelle che impongono l’obbligatorietà di un sistema o di una caratteristica morfologica
(regola esplicita e diretta);
quelle che obbligano il rispetto di requisiti prestazionali minimi (ottenere, in relazione alla
sua applicazione la migliore prestazione energetica al minor costo possibile).
L’inserimento in un RE anche di misure facoltative, oltre a rendere il documento più completo
nell’affrontare le tematiche a 360 gradi, consente di dare comunque degli indirizzi operativi su
tecnologie non ancora di uso comune. In generale, la facoltatività di alcune regole dipende,
sostanzialmente, da tre fattori:
dalle leggi di libera concorrenza del mercato, ovvero, l’imposizione in un Comune di una
tecnologia potrebbe svantaggiarne un’altra a discapito delle imprese che in quel territorio
non potranno più operare;
da ragioni tecniche dovute alla fase ancora sperimentale di una tecnologia;
da ragioni economiche dovute alla sua non convenienza (per il costo ancora eccessivo e/o
per la mancanza di incentivi per la sua applicazione).
9
ORIENTAMENTO DELL’EDIFICIO
Per gli edifici a destinazione residenziale (classe E1)
a) lo sviluppo edilizio dei piani di lottizzazione deve disporre le tipologie edilizie
con unità abitative con doppio affaccio su lati opposti (quali le case a
schiera e i palazzi con unità abitative in linea) lungo le strade orientate
approssimativamente (con una tolleranza di ±30°) nella direzione est-ovest e
le tipologie a densità minore (case isolate) lungo quelle orientate Nord-Sud
(con una tolleranza di ± 30°);
b) spazi principali degli edifici (soggiorni, sale da pranzo, cucine ed
assimilabili), con almeno una finestra orientata entro un settore ± 30° dal
sud geografico;
c) spazi di servizio (box, ripostigli, lavanderie e corridoi) e quindi secondari o ad
uso discontinuo, disposti lungo il lato nord a protezione degli ambienti
principali.
Per gli edifici a destinazione residenziale (classe E1) e per gli edifici delle
classi da E2 a E7:
a) sulle facciate posizionate da Sud-Est a Sud-Ovest nelle peggiori condizioni
stagionali (21 dicembre) non più del 30% delle superfici trasparenti sia in
ombra dalle ore 10 alle ore 14;
b) la maggior parte delle superfici vetrate sia posizionata da Sud-Est a SudOvest e sia dotata di opportuni sistemi di protezione dal sole per
contenere il surriscaldamento in periodo estivo.
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ORIENTAMENTO DELL’EDIFICIO
Effetti diretti e indiretti
Ipotizzando un edificio residenziale a pianta
rettangolare, la condizione ottimale prevede
l'orientamento dell’asse principale lungo la
direzione Est-Ovest e il posizionamento delle
superfici vetrate su doppio affaccio Sud e
Nord, con maggior parte delle superfici vetrate
(riferite agli spazi della zona giorno) rivolte e Sud
(dotata di opportuni sistemi di protezione dal sole
per contenere il surriscaldamento in periodo
estivo). Con tale configurazione si ottiene in
massimo della raccolta degli apporti solari
nella stagione fredda.
Aspetti economici
Nessun sovraccosto poiché il posizionamento dell’edificio sul lotto si prevede nella fase progettuale.
Criticità applicative
L’applicazione di questa regola è, nella maggior parte dei casi, disattesa per motivi di natura urbanistica e
morfologica dei terreni edificabili liberi.
11
Fonte: Siamesi
PROTEZIONE DAL SOLE
Edifici delle classi E1(3), e da E2 a E7. Nuovi o Esistenti in caso di interventi di ristrutturazione o manutenzione
ordinaria o straordinaria che includano la sostituzione dei serramenti e con superficie >500 m2. Le parti
trasparenti delle pareti perimetrali esterne est-sud-ovest devono essere dotate di dispositivi che ne consentano
una schermatura e oscuramento efficace (frangisole, tende esterne, grigliati, tende alla veneziana, persiane
orientabili, ecc.) salvo presenza di vetri a controllo solare che soddisfino i requisiti previsti.
Fonte: Hunter Douglas
Schematizzazione
delle tipologie di
sistemi di
oscuramento
(fonte: AAEG,
2004).
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2. Prestazioni estive dei vetri
Negli edifici delle classi E1(3), e da E2 a E7, con superficie utile
superiore a 500 m2 il fattore di trasmissione dell’energia solare totale o
fattore solare delle superfici vetrate (“g” da norma UNI EN 410:2000)
non deve superare i valori riportati in Tabella. I vetri dovranno avere una
trasmittanza nel visibile TV > 0,5.
Effetti diretti e indiretti
La maggiore efficacia di questi sistemi si ottiene ponendoli all’esterno per evitare che la radiazione diretta
attraversi il vetro e generi all’interno l’effetto serra apportando maggiore calore all’ambiente interno. Le
schermature fisse devono essere congruenti con l’orientamento della facciata di riferimento (ad esempio
aggetti orizzontali per le facciate esposte a Sud e aggetti verticali per le facciate esposte a Est e a Ovest).
Aspetti economici
In linea di massima un componente finestrato (compreso di telaio) con Fattore Solare pari a 0,6 ha un
sovraccosto intorno al 10% rispetto a un componente tradizionale. Variazioni dipendono dal tipo di telaio.
Criticità applicative
Difficoltà di applicazione sugli edifici esistenti. Le criticità nell’applicazione sono di carattere pregiudiziale.
Fonte: Serisolar
PROTEZIONE DAL SOLE
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PRESTAZIONI DELL’INVOLUCRO
0,34 W/m2K
0,30 W/m2K
0,33 W/m2K
0,30 W/m2K
0,70 W/m2K
Nel caso in cui la copertura sia a falda e a diretto contatto con un
ambiente abitato (ad esempio sottotetto, mansarda, ecc.), la copertura,
oltre a garantire gli stessi valori di trasmittanza di cui sopra, deve
essere di tipo ventilato.
Fonte: Isover
strutture verticali opache esterne:
coperture (piane e a falde):
pavimenti verso locali a temperatura
non controllata:
pavimenti verso l’esterno:
pareti e solette verso altre unità e spazi
non riscaldati-strutture di separazione:
Fonte: Lape
Per gli edifici nuovi e per quelli soggetti a ristrutturazione con
demolizione e ricostruzione totale e per gli ampliamenti volumetrici che
interessano un volume maggiore o uguale al 20% del volume
dell'edificio preesistente, sono obbligatori:
Effetti diretti e indiretti
Progettare un involucro efficiente consente di dimezzare il fabbisogno energetico, indipendentemente dalle
scelte impiantistiche effettuate. La riduzione delle dispersioni attraverso le strutture edilizie, comporta anche
un dimensionamento contenuto dei generatori di calore e, quindi, un ulteriore contenimento dei costi.
La limitazione delle dispersioni verso ambienti non riscaldati, comporta anche la diminuzione del fenomeno
del cosiddetto “furto di calore”.
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PRESTAZIONI DELL’INVOLUCRO
I muri perimetrali portanti e di tamponamento, nonché i solai che costituiscono involucro esterno di
nuove costruzioni e di ristrutturazioni soggette al rispetto dei limiti di fabbisogno di energia primaria o di
trasmittanza termica, previsti dalle disposizioni regionali in materia di risparmio energetico, non sono
considerati nei computi per la determinazione della superficie lorda di pavimento (s.l.p.), dei volumi e dei
rapporti di copertura in presenza di riduzioni certificate dal progettista previsti dalle disposizioni della
D.D.G. 8554 del 19/08/09e s.m.i.
Criticità applicative
Il rispetto dei requisiti minimi non influenza minimamente il costo di costruzione degli
edifici nuovi, ma potrebbe incidere sugli interventi di ristrutturazione edilizia,
soprattutto in quei casi in cui tecnicamente non è possibile l’installazione di un
cappotto esterno o l’insufflaggio del materiale isolante all’interno delle intercapedini.
In questo caso, l’unica possibile soluzione è quella di un cappotto interno con la
conseguente riduzione della superficie calpestabile e il mantenimento dei ponti
termici.
[1] S. Zabot, G. Dall’O’, M. De Min, D. Montalbetti, L. Piterà, S. Mammi, V.Erba, “Criteri per Alta Qualità Energetica nell’Edilizia”, ARPA LOMBARDIA, 2004.
Fonte: Termolan
I risultati emersi da uno studio[1] condotto da Arpa Lombardia per conto della Regione
Lombardia dimostrano come i sovraccosti si attestino intorno all’1% (solo isolamento).
Fonte: Rockwool
Aspetti economici
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PRESTAZIONI DEI SERRAMENTI
Negli edifici nuovi e negli edifici esistenti in caso di interventi
edilizi nei quali sia prevista la sostituzione dei serramenti
dovranno essere rispettati i seguenti requisiti:
a) trasmittanza media (U) dei serramenti, riferita all’intero
sistema (telaio e vetro), non superiore a 2,2 W/m2K ad
eccezione che nelle parti comuni degli edifici residenziali
non climatizzate;
b) i cassonetti dovranno soddisfare i requisiti acustici ed
essere a tenuta e la trasmittanza media non potrà essere
superiore rispetto a quella dei serramenti
Fonte: Aluk
Fonte: Finstral
Effetti diretti e indiretti
Le superfici trasparenti sono responsabili di 1/3 delle dispersioni totali di calore nel
periodo invernale. Il contenimento di queste dispersioni diventa fondamentale se
l’involucro edilizio opaco presenta prestazioni molto elevate.
In realtà la trasmittanza imposta per le superfici trasparenti è considerata buona visto che,
nell’edilizia corrente, l’area dei serramenti è contenuta rispetto a quella dell’involucro
(mediamente intorno al 20-30%). Per gli edifici passivi e nelle tipologie edilizie diverse
dalla residenza si dovranno scegliere dei componenti trasparenti molto più efficienti (con
trasmittanze almeno intorno a 1,2÷1,7 W/m2K).
Fonte: Internorm
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PRESTAZIONI DEI SERRAMENTI
Aspetti economici
Il sovraccosto effettivo delle tipologie di serramenti imposti è passato, in circa 4 anni, dal
10% a qualche punto percentuale (1÷2%).
Per quanto riguarda i doppi vetri con insufflato Argon al posto dell’aria, il telaio dovrà avere
degli accorgimenti tecnici sulla tenuta più specifici per impedire al gas di fuoriuscire
dall’intercapedine, quindi il suo costo potrebbe oscillare leggermente in relazione al
fornitore scelto.
Per gli edifici esistenti, la sostituzione dei soli componenti trasparenti ha un investimento
iniziale notevole, con un ammortamento, compreso tra 5 e 10 anni, legato alla tipologia
di vetri sostituiti. Man mano che l’edificio su cui si interviene presenta serramenti più
prestanti, il risparmio ottenibile decresce intorno al 15÷20% annuo[1].
Criticità applicative
Le criticità applicative potrebbero eventualmente essere ricondotte a casi particolari in cui
diventa tecnicamente impossibile installare doppi vetri, ad esempio per scelte di recupero
vincolate al mantenimento dei telai originari.
[1] Elaborazioni su dati UNCSAAL (Unione Nazionale Costruttori Serramenti Alluminio Acciaio Leghe).
Fonte: ISI
Fonte: Albertini
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SOSTITUZIONE DEI SERRAMENTI ESISTENTI
In tutti i casi di sostituzione dei serramenti esistenti e installazione dei nuovi componenti, è necessario
prestare la massima attenzione alla realizzazione a regola d’arte dei giunti telaio-falso telaio e falso telaioparete.
Per quanto riguarda la realizzazione del giunto telaio - falso telaio e del giunto falso telaio - parete
(evidenziati in Fig. 1) deve essere effettuata per collegare il telaio con il vano sia dal lato verso l'ambiente
interno sia dal lato verso l'ambiente esterno. La realizzazione dei giunti deve essere effettuata per
separare l'ambiente interno da quello esterno nel modo più efficace per gli aspetti termici, acustici, di
tenuta all'acqua, di tenuta all'aria. Entrambi i giunti andranno pertanto riempiti e sigillati con materiali
idonei.
Effetti diretti e indiretti
La sostituzione dei serramenti è l’intervento che maggiormente ha richiesto la defiscalizzazione istituita
negli scorsi anni dal Ministero e gestita da ENEA, quindi un intervento molto sfruttato dai cittadini. Si ritiene,
quindi, che sia necessario un articolo specifico sul tema della sostituzione poiché spesso capita che installatori
non qualificati posino i serramenti e non tengano in considerazione il giunto tra il serramento e l’involucro. Ciò
comporta la creazione di un ponte termico notevole sul perimetro del serramento che vanifica le
prestazioni del serramento stesso, comportando uno spreco energetico ed economico.
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CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI
Certificazione come strumento per gestire il
Processo della Qualità Energetica in Edilizia
PROCESSO
EDILIZIO
PROCESSO
ATTUATIVO
PROCESSO
GESTIONALE
CONCEZIONE
Individuazione delle esigenze e dei requisiti
Programmazione delle fasi successive
Definizione degli obiettivi
di qualità energetica
(Classe A, B, C, ecc.)
PROGETTAZIONE
Progettazione preliminare
Progettazione definitiva
Progettazione esecutiva
Scelta delle soluzioni
PROGETTO
REALIZZAZIONE
Progettazione operativa
Costruzione
Controllo in corso d’opera
Consegna
Verifiche in cantiere
GESTIONE
Uso e gestione
Manutenzione
Adeguamento tecnologico e funzionale
Demolizione e riciclo
Certificato
Energetico
Gestione certificato
(limite 10 anni)
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SISTEMI DI PRODUZIONE DI CALORE AD ALTO RENDIMENTO
Negli edifici di nuova costruzione e in quelli in cui è prevista la
completa sostituzione dell'impianto di riscaldamento o del solo
generatore di calore, è obbligatorio l'impiego di sistemi di
produzione di calore ad alto rendimento.
Nel caso di utilizzo di pompe di calore, esse dovranno avere, in
condizioni nominali, i C.O.P. (Coefficiente di Prestazione)/G.U.E.
(Fattore di utilizzazione del gas) indicati.
Con generatori di calore che abbiano efficienza superiore con
temperatura di mandata del fluido termovettore bassa,
quest’ultima non deve essere superiore a 50°C.
La prescrizione si intende rispettata qualora la temperatura di
ritorno del fluido termovettore sia  35°C.
Pompe di
calore
Elettriche
Endotermic
he
Assorbiment
o
Caldaia ad alto rendimento
Caldaia a condensazione
Tipologia
Condizioni
nominali di
riferimento
[°C]
C.O.P./G.U.E.
Aria-acqua
7 - 35
≥ 3,00
Acquaacqua
10 – 35
≥ 4,50
Terra-acqua
0 – 35
≥ 4,00
Terra-aria
0 – 20
≥ 4,00
Acqua -aria
15 – 20
≥ 4,70
Aria-aria
7 – 20
≥ 4,00
Aria-acqua
7 – 30
≥ 1,38
Acquaacqua
10 – 30
≥ 1,56
Terra-acqua
0 – 30
≥ 1,47
Terra-aria
0 – 20
≥ 1,59
Acqua -aria
10 – 20
≥ 1,60
Aria-aria
7 – 20
≥ 1,46
Aria-acqua
7 – 50
≥ 1,30
Terra-acqua
0 – 50
≥ 1,25
Acquaacqua
10 - 50
≥ 1,40
20
SISTEMI DI PRODUZIONE DI CALORE AD ALTO RENDIMENTO
Effetti diretti e indiretti
I dati consuntivi 2006 pubblicati dall’ASSOTERMICA[1] nel 2008, confermano che
il settore degli impianti termici ha chiuso il 2007 con un calo dei volumi di vendita
sul mercato nazionale, ma con un aumento del fatturato del 6,6% favorito in
particolare dai buoni risultati sui mercati esteri e dalla crescita della quota di
mercato delle caldaie a condensazione.
Aspetti economici
Criticità applicative
Mancanza di coerenza tra la relazione di calcolo iniziale e il progetto (con le
sue varianti) archiviato in Comune, e tra la realizzazione e la Qualificazione o la
Certificazione Energetica finale.
[1] Associazione produttori di apparecchi e componenti per impianti termici.
Fonte: Viessmann
La promozione contestuale di regole restrittive sull’efficienza dell’involucro, ha
portato un ridimensionamento delle potenze degli impianti efficienti installati,
con un conseguente allineamento dei prezzi con quelli dei generatori tradizionali
(nel passato generalmente sovradimensionati).
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IMPIANTI CENTRALIZZATI
Negli edifici con più di quattro unità abitative nei casi di è obbligatorio l'impiego di impianti di
riscaldamento centralizzati dotati di un sistema di gestione e contabilizzazione individuale dei consumi.
Effetti diretti e indiretti
Nei condomini degli anni ’70 era consuetudine installare impianti di riscaldamento centralizzati dotati di
regolazione climatica centralizzata che ha generato un discomfort distribuito negli ambienti interni, sia nei
primi piani del condominio (che raggiungevano temperature anche intorno ai 25°C), sia negli attici (che,
invece, arrivano a malapena ai 18÷19°C). A fronte di questi problemi è iniziata, negli ultimi venti anni, una
rapida sostituzione degli impianti centralizzati a favore dei cosiddetti impianti “termoautonomi” questo
approccio ha consolidato una cultura dello spreco energetico autogestito.
Aspetti economici
Un condominio isolato termicamente necessiterà di un impianto di potenza minore e il risparmio effettivo
sui costi di costruzione si aggira intorno al 40÷50%. L’installazione di singoli generatori individuali di
potenza contenuta (tra i 6 e i 15 kW), non potrà mai avere un costo inferiore a quello di un’unica caldaia
centralizzata di potenza superiore
Criticità applicative
Le criticità applicative di questa regola sono dovute alle barriere culturali conseguenti al consolidamento
della prassi della gestione individuale dell’impianto.
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REGOLAZIONE LOCALE DELLA TEMPERATURA E CONTABILIZZAZIONE
È resa obbligatoria l’installazione di sistemi di regolazione locali
(valvole termostatiche, termostati collegati a sistemi locali o centrali
di attuazione, ecc.) che, agendo sui singoli elementi di diffusione del
calore, garantiscano il mantenimento della temperatura dei singoli
ambienti riscaldati o nelle singole zone aventi caratteristiche di uso
e di esposizione uniformi.
La regola si applica in tutti gli edifici di nuova costruzione dotati di
impianti di riscaldamento.
Negli edifici nuovi e per quelli oggetto di riqualificazione impiantistica globale gli
impianti di riscaldamento con produzione centralizzata del calore devono essere
dotati di sistemi di contabilizzazione individuale, che consentano una
regolazione autonoma indipendente e una contabilizzazione individuale dei
consumi di energia termica.
23
REGOLAZIONE LOCALE DELLA TEMPERATURA E CONTABILIZZAZIONE
Effetti diretti e indiretti
La valvola termostatica, installata su ciascun radiatore, regola automaticamente il flusso dell'acqua calda nel
radiatore, in modo da mantenere costante la temperatura in ogni stanza.
L’installazione di sistemi di contabilizzazione del calore individuale nel caso di impianti di riscaldamento
centralizzati era già previsto dal d.P.R. 551/99[1] per edifici con titolo abilitativo rilasciato dopo giugno del 2000,
Incentivando la gestione autonoma, si riducono i consumi.
Aspetti economici
L’installazione di sistemi di regolazione locali della temperatura consente un risparmio del 10-15%,
soprattutto nel caso di impianti centralizzati di produzione del calore. Ogni valvola termostatica installata ha
un costo indicativo di circa 40-60€.
Con la contabilizzazione del calore, associata alla regolazione locale della temperatura, si può ottenere un
risparmio sul consumo di combustibile stimato tra il 10% e il 30% l'anno.
Criticità applicative
Mentre per le valvole termostatiche il problema è la loro installazione in ciascun appartamento per gli edifici
esistenti, per la contabilizzazione sono dovute a barriere culturali legate al fatto che l’utente finale possa in
qualche modo manomettere i contabilizzatori o che questo tipo di apparecchi possa rompersi o smettere di
funzionare.
[1] www.nextville.it/normativa/316/
24
IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE ESTIVA
I nuovi edifici devono essere realizzati con tutti gli accorgimenti per limitare l’uso della climatizzazione
estiva. Le nuove installazioni degli impianti di climatizzazione o le sostituzioni di quelli esistenti è consentita
purché:
• la potenza dell’impianto sia calcolata sulla base di un calcolo di dimensionamento analitico;
• nei nuovi edifici si privilegino soluzioni di impianto centralizzate;
• i componenti esterni degli impianti non rechino disturbo dal punto di vista acustico, termico o non siano
visibili dal fronte stradale o affacciati su suolo pubblico, ovvero siano integrati a livello progettuale;
• realizzati in modo da consentire un’agevole manutenzione ai fini di prevenire il rischio di legionellosi.
È fatto d’obbligo integrare gli impianti di condizionamento agli elementi costruttivi degli edifici,
prevedendo appositi cavedi per il passaggio dei canali in caso di impianto centralizzato, o nicchie per
l’alloggiamento dei componenti esterni.
Effetti diretti e indiretti
L’applicazione ha un effetto diretto sul consumo di energia elettrica e sulla
riduzione dell’effetto “isola di calore” nelle città densamente costruite.
Aspetti economici
Nessun sovraccosto.
Criticità applicative
Riscontrabili negli edifici esistenti e pubblici.
25
Per le parti comuni di edifici a destinazione residenziale (classi E.1(1) e E.1(2)):
- installazione di interruttori a tempo e/o azionati da sensori di presenza;
- parzializzazione degli impianti con interruttori locali ove funzionale;
- utilizzo di sorgenti luminose di classe A (secondo quanto stabilito dalla Direttiva UE 98/11/CE)
Per edifici destinati a terziario (classi E.1(3) e da E.2 a E.7):
- installazione di interruttori a tempo e/o azionati da sensori di presenza;
- installazione di sensori di illuminazione naturale per gli ambienti utilizzati in modo continuativo;
Per edifici ad uso industriale o artigianale (classe E.8):
- installazione di interruttori azionati da sensori di presenza per l'illuminazione di magazzini e aree
interne utilizzate in modo non continuativo;
- progettare e posizionare i corpi illuminanti il più possibile in prossimità dei punti di utilizzo.
Illuminazione esterna agli edifici
Nelle parti comuni di edifici residenziali (classi E1.(1) e E1.(2)); per l'illuminazione esterna; per
l'illuminazione pubblicitaria:
- è obbligatoria l’installazione di interruttori crepuscolari;
- è obbligatorio utilizzare apparecchi illuminanti ad alto rendimento ottico >80%, preferibilmente con
sorgenti a vapori di sodio ad alta o bassa pressione o lampade a ioduri metallici;
- utilizzare apparecchi illuminanti che non consentano la dispersione dei flussi verso l’alto;
- prevedere dispositivi per la regolazione dell’intensità luminosa;
- orientare l’illuminazione di insegne non dotate di luce propria dall’alto verso il basso[1].
[1] EN12464 (ex UNI10380)
Fonte: Osram
EFFICIENZA DEGLI IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE
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EFFICIENZA DEGLI IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE
Effetti diretti e indiretti
L’efficienza dei sistemi di illuminazione riduce il carico interno, portando dei benefici nella stagione estiva;
razionalizza i consumi energetici riducendoli anche fino all’80%, nei casi di sostituzione di lampade ad
incandescenza con quelle fluorescenti.
Per gli alimentatori, è bene optare per quelli elettronici, che consentono di ridurre i consumi di energia
elettrica fra il 5 ed il 10%, (maggiori durate rispetto a quelli magnetici).
Aspetti economici
La sostituzione delle lampade a incandescemza
con quelle fluorescenti comporta un
ammortamento in 5-12 mesi e hanno una
durata di 15 volte superiore.
Criticità applicative
Controllo
Risparmio energetico
Controllo manuale
0 (Caso base)
Parzializzatore
10%
Interruttori a tempo
10%
Sensore di presenza
20%
Controllo in funzione della luce naturale
20-30%
Fase di controllo della sua applicazione ed esistenza di un progetto di illuminazione.
Fonte: Osram
27
FONTI RINNOVABILI PER LA PRODUZIONE DI ACS
Per gli edifici di nuova costruzione è obbligatorio soddisfare almeno il
60% del fabbisogno di acqua calda sanitaria attraverso il contributo di
impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile.
Nel caso di collettori solari termici, devono essere installati su tetti piani,
su falde e facciate esposte a Sud, Sud-est, Sud-ovest, Est e Ovest, fatte
salve le disposizioni indicate dalle norme vigenti per immobili e zone
sottoposte a vincoli.
Fonte: Costruzioni Solari - foto Palano
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FONTI RINNOVABILI PER LA PRODUZIONE DI ACS
Effetti diretti e indiretti
Nel calcolo del fabbisogno energetico degli
edifici efficienti, quello di ACS diventa
importante e, con il solare, viene abbattuto
del 60%.
Aspetti economici
Sugli edifici nuovi, mediamente, i pannelli solari termici hanno un costo medio intorno ai 700-800€/m2. Un
dimensionamento di massima per la copertura del 60% di ACS in un edificio con più di quattro appartamenti
è di 0,5 m2/persona di collettori; per un edificio isolato o comunque sotto le quattro unità abitative, si può
calcolare circa 1 m2/persona.
Per una villetta con 4 persone, sono necessari 4 m2 di collettori per un costo totale che si aggira intorno ai
2.800-3.000€. Mentre per un condominio di 6 appartamenti sono necessari circa 9 m2 con un costo indicativo
di circa 6.300-7.200€ (1.000-1.200€/appartamento).
Criticità applicative
Diffidenza iniziale verso questo tipo di impianti e due problemi di ordine pratico: spazio per il
posizionamento dei pannelli e integrazione o semi-integrazione in copertura, comunque obbligatoria.
29
FONTI RINNOVABILI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA
Fonte: Mitsubishi
Fonte: Martifer
Per gli edifici di nuova costruzione e per quelli
soggetti a ristrutturazione con demolizione e
ricostruzione totale è obbligatorio prevedere
l’installazione di impianti per la produzione di
energia elettrica non inferiore alle quantità
minime previste per legge.
È resa obbligatoria la predisposizione per
l’installazione anche in fasi successive di un
impianto solare fotovoltaico dimensionato per coprire
una potenza di picco pari a 1 kW per unità
immobiliare comprendente:
• definizione di una superficie della copertura
dell’edificio, o di pertinenza dell’edificio
dimensionata per consentire l’installazione dei
moduli fotovoltaico;
• predisposizione di un vano tecnico,
• realizzazione dei collegamenti dei moduli
fotovoltaici al vano tecnico (corrugati)
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FONTI RINNOVABILI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA
La legge del 27 febbraio 2009 , n. 14 “Conversione in legge, con modificazioni, del decretolegge 30 dicembre 2008, n. 207, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e
disposizioni finanziarie urgenti” (pubblicata in G.U. n. 49 del 28 Febbraio 2009), proroga all’1
gennaio 2010 il termine entro il quale nei Regolamenti Edilizi Comunali deve essere
prevista per gli edifici di nuova costruzione, ai fini del rilascio del Permesso di Costruire
o D.I.A., l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti
rinnovabili.
L’installazione è stata resa obbligatoria dal comma 1-bis dell'Articolo 4
del d.P.R. del 6 giugno 2001, n. 380[1] “Testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia edilizia” che recita: “A decorrere
dal 1° gennaio 2009 (…omissis…) ai fini del rilascio del permesso di
costruire, deve essere prevista, per gli edifici di nuova costruzione,
l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti
rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non
inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la
realizzabilità tecnica dell'intervento. Per i fabbricati industriali, di
estensione superficiale non inferiore a 100 m2, la produzione
energetica minima è di 5 kW”.
[1] /www.nextville.it/normativa/626/
Fonte: Thermodynamik
Fonte: Ondulit
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FONTI RINNOVABILI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA
Effetti diretti e indiretti
Favorire la diffusione del concetto di “generazione
distribuita” di energia.
Ogni kWh prodotto dal sistema fotovoltaico evita
l'emissione di 0,53kg di CO2.
È possibile raggiungere l’autosufficienza con utilizzo di
pompe di calore.
Aspetti economici
Fonte: Conergy
Sugli edifici nuovi, mediamente, i pannelli solari fotovoltaici hanno un costo medio per 1 kWp (circa 8 m2)
che si aggira indicativamente intorno ai 2.500 -4.000€. Per i limiti imposti dal 2010, quindi:
• una villetta dovrà installare almeno 8 m2 (1 kWp) spendendo tra i 2.500€ e i 4.000€;
• un condominio di 6 unità abitative dovrà prevedere almeno 48 m2 (6 kWp) di pannelli spendendo circa tra
i 15.000€ e i 24.000€;
• un capannone industriale ne dovrà installare almeno 40 m2 (5 kWp) con una spesa indicativa di 12.50020.000€.
Criticità applicative
Dubbi interpretativi sulla legislazione in vigore (dlgs 28 in revisione).
32
SISTEMI SOLARI PASSIVI
Sia nelle nuove costruzioni che nell’esistente le serre e i sistemi
passivi per la captazione e lo sfruttamento dell’energia solare non
sono computati ai fini volumetrici.
Le serre possono essere applicate sui balconi o integrate
nell’organismo edilizio, purché rispettino tutte le seguenti
condizioni:
• siano approvate preventivamente dalla Commissione per il
Paesaggio;
• dimostrino, attraverso calcoli energetici che il progettista dovrà
allegare al progetto, la loro funzione di riduzione dei consumi di
combustibile per riscaldamento invernale, attraverso lo
sfruttamento passivo e/o attivo dell’energia solare e/o la funzione
di spazio intermedio;
• siano integrate nelle facciate esposte nell’angolo compreso tra
sud/est e sud/ovest;
• i locali retrostanti mantengano il prescritto rapporto aerante;
• deve essere apribile ed ombreggiabile (cioè dotata di opportune
schermature mobili o rimovibili) per evitare il surriscaldamento
estivo;
• la struttura di chiusura deve essere completamente trasparente,
fatto salvo l'ingombro della struttura di supporto.
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SISTEMI SOLARI PASSIVI
Effetti diretti e indiretti
La progettazione di serre solari per lo sfruttamento degli apporti solari gratuiti nella stagione invernale, ha un
effetto diretto sulla riduzione del fabbisogno energetico per la climatizzazione.
La serra solare è uno spazio chiuso, separato dall’ambiente esterno mediante pareti vetrate apribili e
collegato alla costruzione con eventuali aperture.
Aspetti economici
Il costo della serra solare dipende dalle sue dimensioni e
dalla tipologia di vetro e telaio scelta (comunque a elevate
prestazioni).
Criticità applicative
L’unica criticità rilevante riguarda l’attenzione che l’Ufficio
Tecnico dovrà avere sull’utilizzo della serra come abuso
edilizio. Essa è a tutti gli effetti un volume tecnico e, quindi,
scomputabile dalla volumetria, per questo motivo non dovrà
essere consentita la predisposizione di impianti o di arredo di
nessun tipo e dovrà essere garantita la totale apertura delle
parti vetrate durante il periodo estivo.
Fonte: Casa ecologica - Chieti
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GEOTERMIA E RAFFRESCAMENTO SOLARE
Pannelli radianti
Serbatoio di accumulo
Pompa di calore
Effetti diretti e indiretti
Sonda geotermica
Fonte: Geoklima
Schema generale
Per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo è
suggerito lo scambio termico con il terreno e/o con l’acqua di
falda mediante pompe di calore geotermiche e per il
preriscaldamento dell’aria in sistemi di ventilazione meccanica
controllata.
Nella stagione estiva, durante picchi giornalieri di maggior bisogno di raffrescamento
degli ambienti, il solar cooling, sfrutta l’energia solare per l’alimentazione delle
macchine ad assorbimento o ad adsorbimento.
Aspetti economici
Le pompe di calore geotermiche hanno ancora un costo elevato legato, soprattutto, allo scavo per
l’installazione dei pali (a una profondità di circa 100 m). Gli impianti a scambio orizzontale sono meno costosi
rispetto ma il posizionamento delle tubazioni di scambio dovrà essere effettuata in fase di realizzazione delle
fondazioni. Il costo degli impianti di solar cooling, a parità di potenza erogata, è maggiore rispetto a quello di
un impianto di condizionamento con macchina frigorifera tradizionale
Criticità applicative
Dovute esclusivamente ai costi eccessivi dei componenti dell’impianto e all’ingombro delle macchine.
35
RECUPERO DELLE ACQUE PIOVANE
Ai fini della riduzione del consumo di acqua potabile, per gli edifici di nuova costruzione e quelli soggetti
a demolizione e ricostruzione totale in ristrutturazione, con proiezione sul piano orizzontale della
superficie in copertura superiore a 100 m2, è consigliato dotarsi di una cisterna per la raccolta
delle acque meteoriche di accumulo e dei relativi impianti per l'utilizzo:
- in edifici con una superficie destinata a verde pertinenziale e/o a cortile superiore a 100 m2
- in edifici residenziali con più di 3 unità abitative
-in edifici a destinazione non residenziale con superficie utile calpestabile superiore a 500 m2.
La cisterna deve essere dotata di un sistema di filtratura per l’acqua in entrata, di uno sfioratore
sifonato collegato al pozzo perdente per smaltire l’eventuale acqua in eccesso e di un adeguato
sistema di pompaggio per fornire l’acqua alla pressione necessaria agli usi suddetti. L’impianto idrico
così formato non può essere collegato alla normale rete idrica e le sue bocchette devono essere dotate
di dicitura “acqua non potabile”, secondo la normativa vigente.
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RIDUZIONE CONSUMO ACQUA POTABILE
Effetti diretti e indiretti
Gli effetti diretti dell’eventuale applicazione di questo Articolo dipendono dall’effettiva carenza di acqua di
un Comune. Nel caso di effettivi periodi di siccità o di erogazione “a tempo” dell’acqua per razionalizzare i
consumi, questo tipo di intervento consente, un’irrigazione continua delle aree a verde e un riciclo dell’acqua,
con un conseguente risparmio (nel periodo estivo) di almeno il 30-40% della risorsa idrica potabile.
Aspetti economici
Il costo della sola vasca di raccolta delle acque piovane, può incidere, in un edificio mono o bi-familiare
anche fino al 7-9% sui costi di costruzione, per questo la regola è solo suggerita.
Criticità applicative
L’utilizzo di acque grigie per lo scarico dei WC è, ancor oggi, considerato come “non igienico” e questo
frena un po’ lo sviluppo della rete duale in Italia.
Per quanto riguarda la cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, oltre al costo iniziale abbastanza
elevato, ha un ingombro nel sottosuolo che dipende dalla dimensione del giardino, dalla capacità di
raccolta della superficie di copertura e dalla piovosità del sito.
La reale necessità di installazione dell’accumulo, dipende dalla carenza di acqua che si ha effettivamente
all’interno del territorio comunale, in quei Comuni, infatti, dove la falda è sempre molto alta, non è
consigliato renderne l’applicazione cogente.
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CONTROLLO MICROCLIMA ESTERNO
Essenze arboree - Si consiglia l’utilizzo di essenze arboree con le seguenti finalità:
• protezione nel periodo invernale delle pareti dell'edificio esposte al vento;
• contenimento della dispersione notturna per irraggiamento dall'involucro;
• indirizzamento delle brezze estive verso l'edificio ai fini di limitarne il surriscaldamento;
• abbassamento della temperatura in prossimità dell'edificio nel periodo estivo;
• schermatura dell'edificio nei periodi estivi.
Parcheggi “verdi” -Si consiglia, al fine di aiutare il processo evaporativo nei periodi di maggior insolazione:
• utilizzo di pavimentazione verde permeabile nelle aree carraie;
• piantumazione di alberi adatti all'ombreggiamento del suolo nei parcheggi.
Pavimentazioni esterne - Si consiglia, al fine di produrre effetti positivi sul microclima attorno ai fabbricati:
• utilizzo, per le pavimentazioni esterne, di materiali superficiali di tipo "freddo", tra i quali: tappeto erboso,
prato armato, laterizio, pietra chiara, acciottolato, ghiaia, legno, calcestre;
• utilizzo di pavimentazioni di tipo "freddo" attorno al sedime del fabbricato per una profondità di 100 cm
sulle superfici esposte alla radiazione solare estiva dalle ore 12 alle ore 16 (ora solare).
Effetti diretti e indiretti
La gestione bioclimatica del microclima esterno, influenza le temperature
interne degli edifici, riducendo l’utilizzo della climatizzazione estiva.
Aspetti economici
Nessun sovraccosto
Criticità applicative
Nessuna riscontrata.
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EFFICIENZA IMPIANTI INDUSTRIALI
Negli edifici ad uso industriale o artigianale (classe E.8), sono da privilegiare, ove possibile, sistemi che
consentano di recuperare energia di processo e impianti solari termici per il soddisfacimento parziale
o totale dei fabbisogni energetici per il riscaldamento, il raffrescamento (tramite l’accoppiamento con
macchine ad assorbimento o adsorbimento) e la produzione di acqua calda sanitaria.
Sono inoltre da considerare i seguenti elementi:
• Edifici compatti (rapporto S/V < 0,45);
• bussole dotate di ingressi richiudibili adiacenti ai capannoni;
• utilizzo, in ambienti con altezze rilevanti, di sistemi di riscaldamento e ventilazione atti a contenere la
stratificazione termica dell'aria interna
• utilizzo di motori di classe di efficienza energetica EFF1 o superiori a velocità variabili o con inverter;
In tutti i nuovi edifici a destinazione industriale e/o artigianale (classe E8) e negli edifici esistenti a
destinazione industriale e/o artigianale (classe E8) in occasione di interventi di manutenzione
ordinaria o straordinaria, di ampliamento o di ristrutturazione edilizia che comportino la
realizzazione o il rifacimento del sistema di approvvigionamento, distribuzione
interna, utilizzo e scarico dell’acqua, devono essere rispettate le norme previste per:
• efficienza sistema di distribuzione
• Recupero acque piovane
• riuso acque di scarto processi industriali
• recupero di calore acque di scarico
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EFFICIENZA IMPIANTI INDUSTRIALI
Effetti diretti e indiretti
Nella progettazione sarà necessario optare per alcuni accorgimenti tecnici che riducono di molto gli sprechi:
• prevedere edifici compatti limita le dispersioni di calore;
• le bussole evitano dispersioni di calore dovute al contatto con l’esterno;
• Utilizzare sistemi di riscaldamento e ventilazione che riducano la stratificazione termica dell'aria interna;
• prevedere l’utilizzo di motori di classe di efficienza energetica EFF1 o superiori a velocità variabili o con
inverter, ottimizzano i consumi energetici.
Aspetti economici
Più del 70% della bolletta elettrica degli edifici di tipo industriale, è
dovuta ai motori elettrici.
Nel caso di sostituzione di un motore di classe EFF2 con uno di
efficienza EFF1, si considera un ammortamento in circa 18 mesi.
Grazie alla legge Finanziaria 2008 è possibile anche detrarre a livello
fiscale il 20% del prezzo di acquisto e installazione di motori ad alta
efficienza e inverter
Criticità applicative
Nessuna riscontrata.
40
EDILIZIA CONVENZIONATA E COMMERCIALE A ENERGIA ZERO
1. Per tutti gli interventi di nuova realizzazione riguardanti edifici destinati a edilizia convenzionata, l’Amministrazione
Comunale si impegna a riconoscere, nei termini della convenzione, i maggiori costi opportunamente documentati
e sostenuti dall’operatore e non eccedenti il limite massimo del 15% rispetto al prezzo di vendita
preventivamente concordato per questo tipo di interventi, inerenti la realizzazione di edifici a energia zero.
2. Considerando la complessità realizzativa ed economica dell’edilizia commerciale, per tutti gli interventi di nuova
realizzazione e ampliamenti riguardanti edifici destinati a edilizia commerciale (classi E4.1 ed E.5),
l’Amministrazione Comunale si impegna a verificare con l’operatore la possibilità di riconoscere eventuali
incentivi di natura tecnico-urbanistica, a fronte della realizzazione di edifici a energia zero.
3. Per edificio a energia zero, citato nei commi 1 e 2, si intende un edificio ad alte prestazioni energetiche nel quale il
fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione invernale, per la produzione di acqua calda ad usi sanitari,
per la ventilazione e per gli usi elettrici delle parti comuni è completamente neutralizzato da una maggiore
prestazione dell’involucro, dall’uso di fonti energetiche rinnovabili e da acquisti di energia verde certificata. Si
richiede comunque che l’edificio venga realizzato con un fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione
invernale o riscaldamento dell’edificio, EPH, inferiore a 29 kWh/m2anno per classi E(1) e a 6 kWh/m3 anno per
tutte le altre classi di edifici.
4. Quanto previsto dai commi 1 e 2 del presente Articolo è subordinato a una certificazione effettuata da Ente
terzo o soggetto pubblico o privato o riconosciuto a livello regionale o nazionale, che controlli, verifichi e
attesti le caratteristiche richieste nel comma 3.
5. La documentazione prevista dall’Articolo 4 dovrà essere consegnata all’Ufficio Tecnico del Comune che
provvederà all’archiviazione. È facoltà dell’Amministrazione effettuare dei controlli, direttamente o affidandosi a
terzi, sia in fase progettuale che di cantiere, entro un tempo massimo di 5 anni dall’archiviazione della
certificazione.
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IMPIANTI PER LO SVILUPPO DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE
1. In tutti i nuovi edifici […] a destinazione industriale e/o artigianale (classe E8), in quelli delle classi
E1(3) e da E2 a E5 (solo centri commerciali e ipermercati) è obbligatoria l’installazione di stazioni
di ricarica per veicoli elettrici con posti dedicati e riservati (normalmente 2 per ogni stazione),
dimensionati per garantire almeno 1 parcheggio per veicolo elettrico ogni 20 posti destinati
parcheggio, comunque la superficie di parcheggio riservata ai veicoli elettrici dovrà coprire almeno il
5% della superficie totale destinata a parcheggio per tipologia di veicolo (auto, motocicli, ecc.).
2. In tutti i nuovi edifici […] nelle parti comuni esterne degli edifici a destinazione residenziale (classe
E1) destinate a parcheggio, è obbligatoria la predisposizione di stazioni per la ricarica dei
veicoli elettrici con posti dedicati e riservati […]
3. In adiacenza agli edifici pubblici quali il Municipio, i complessi sportivi, biblioteca e in tutti i luoghi a
forte permanenza di pubblico, si dovrà prevedere, con apposito “Piano per la mobilità sostenibile”,
l’installazione di stazioni per la ricarica dei veicoli elettrici […].
5. Ove possibile […] le stazioni dovranno preferibilmente essere alimentate con fonti di energia
rinnovabile collegate in rete.
42
CONTROLLI E VERIFICHE
Il proprietario
(o chi ne ha titolo)
deposita in Comune
la ex-relazione di
L.10/91 e la CLT
obbligatoria da RE
Rilascio del
titolo abilitativo
da parte del
Comune
Il certificatore
esegue i calcoli e
le necessarie
verifiche in
cantiere
Consegna della
documentazione
in Comune
per il rilascio
dell’agibilità
La Check List è un primo “filtro” di coerenza che il progettista è
chiamato a rispettare.
L’introduzione della Check-List tra i documenti da presentare ha
responsabilizzato maggiormente progettisti e costruttori che hanno così
compreso la volontà da parte del Comune di effettuare verifiche e
controlli su tutti i progetti e su tutte le realizzazioni.
Il Tecnico
competente
effettua i dovuti
controlli
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DA EMERGENZA A OPPORTUNITÀ
Le politiche locali per l’energia sono fondamentali per un reale sviluppo sostenibile del
territorio purché promosse in un programma di governo locale.
L’esperienza lombarda ha dimostrato l’efficacia dei Regolamenti Edilizi Comunali che non
hanno mostrato particolari criticità. Allargare il network con i Comuni che li hanno adottati è
fondamentale.
Nel settore edilizio non esiste la bacchetta magica: è fondamentale puntare su un mix di
soluzioni che portino all’efficienza energetica globale (involucro, impianti, fonti innovabili).
Intervenire sulla riduzione della domanda, anche sull’esistente, porta a risultati immediati:
le barriere non tecnologiche sono quelle più difficili da superare.
Le Amministrazioni Locali hanno tutti gli strumenti (a partire dai PAES) per promuovere un
concreto processo di miglioramento dell’efficienza che non può prescindere da un
coinvolgimento di tutti gli attori (cittadini, progettisti, costruttori, fornitori, banche).
La CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI costituisce una leva efficace e
indispensabile per promuovere un mercato di qualità nel settore edilizio: strumenti,
procedure e mezzi esistono e vanno applicati e controllati.
Arch. Ph.D. Annalisa Galante
Assistan Research e Adjunct Professor - Dipartimento ABC – Politecnico di Milano
[email protected]
44
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