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23 maggio 2014 - Comunità del Garda

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Dal 17 al 23 maggio 2014
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da BRESCIA OGGI
da L’ARENA
da L’ADIGE
dal TRENTINO
dal CORRIERE DELLA SERA
da BRESCIA OGGI
giovedì 22 maggio 2014 – PROVINCIA – Pagina 17
TIGNALE. Eccellenze del territorio: verso un marchio comprensoriale
Valsabbia e Alto Garda: la qualità turistica è griffata
L´idea è di riunire la Valsabbia e il Parco alto Garda bresciano sotto l´egida di un unico marchio di qualità. Il fine è di
tutelare e valorizzare le eccellenze del territorio nel comparto enogastronomico e turistico-ricettivo. Un logo insomma
destinato a creare il sistema «Terra dei due laghi». Il progetto, insieme alla bozza del logo, sono stati presentati ieri
sera in un incontro ospitato nelle sale del museo del Parco di Tignale, a Prabione, alla presenza dei rappresentanti dei
Comuni del bacino della Comunità Montana e delle aziende che ad ogni livello compongono il network di attività
turistiche del Parco alto Garda bresciano. Il marchio non è una mera operazione di marketing ma punta a migliorare,
promuovere e sostenere tecniche produttive e operative rispettose dell´ambiente. Il marchio avrà positivi riflessi
d´immagine sul territorio, che diventerà una sorta di modello del «turismo green».
Il marchio si rivolge a tutti gli operatori del bacino dei due laghi: dai ristoranti agli agriturismo, dagli alberghi ai
produttori di agroalimentare tipici, passando per musei, spazi di interesse storico naturalistico e le associazioni che a
vario titolo contribuiscono all´offerta turistica.
Le organizzazioni già aderenti ai marchi di qualità delle singole comunità montane acquisiscono automaticamente
l´autorizzazione all´uso del logo senza dover presentare la richiesta di assegnazione. In definitiva, un marchio di area
territoriale che sarà rilasciato a tutte le aziende e le realtà turistico-ricettive in regola con i parametri disciplinari delle
due Comunità Montane.L.SCA.
giovedì 22 maggio 2014 – PROVINCIA – Pagina 27
AMBIENTE. Ieri sera la presentazione ufficiale del nuovo strumento sovracomunale di salvaguardia: una svolta
storica dopo decenni di aggressiva cementificazione
Parco della Valtenesi, 1400 ettari di bellezza
Alessandro Gatta
Sotto tutela le «oasi» verdi e 4 chilometri di costa del lago tra Padenghe, Moniga, Manerba, Soiano e Polpenazze
«Non solo vincoli, ma la base di un turismo sostenibile»
Il Parco locale d´interesse sovracomunale raccontato alla popolazione, nella sala consiliare di Moniga: c´è stata ieri
sera la presentazione pubblica per il «Plis della Valtenesi», 1400 ettari tutelati a parco nei cinque Comuni dell´Unione:
Padenghe, Moniga, Manerba, Soiano e Polpenazze.
Un atto importantissimo, che mette sotto tutela tutto ciò che di più bello e prezioso, nel paesaggio agricolo e naturale,
collinare e lacustre, è uscito indenne (o quasi) da decenni di aggressiva cementificazione della Valtènesi.
Ecco dunque tra i 41 ettari i canneti di Padenghe e Moniga, la zona umida delle Balosse al confine tra i due paesi, i
monumenti come i castelli o le antiche chiese, il lago Lucone a Polpenazze (patrimonio Unesco), la sorgente del Vaso
Rì, la grande e magnifica Riserva naturale della Rocca di Manerba. Ma ne fanno parte pure 4 chilometri di spiagge, che
attraversano i tre paesi costieri.
MA COSA SIGNIFICA «Parco», in questo caso? Non tanto limiti e divieti, anzi: lo chiariscono subito i sindaci, gli obiettivi
sono altri. Promuovere politiche territoriali diverse rispetto al passato; ragionare su una gestione del territorio non
confinata alla risoluzione di esigenze momentanee e contingenti; superare una pianificazione che privilegi la crescita
dello «sviluppo» urbano.
C´è voluto un percorso anche burocratico lungo e faticoso, inaugurato un paio di anni fa e a cui manca davvero
pochissimo (questione di giorni) per il riconoscimento provinciale del cosiddetto «Interesse sovracomunale».
I COMUNI intanto sono già pronti: Padenghe e Manerba hanno già adottato la variante al Piano di governo del
territorio, che dichiara «?arco» le aree interessate. Moniga, Polpenazze e Soiano hanno avviato la variante.
«Un formidabile strumento di sviluppo - spiegano unanimi i cinque sindaci - con cui cominciare a promuovere il
turismo in una forma veramente sostenibile. Il motore potenziale di nuove attività economiche dal respiro «green»,
legate all´enogastronomia, all´agricoltura biologica, alle colture meno globalizzate».
Il potenziale in tutte le sue forme: i percorsi a piedi, in bici o a cavallo (già si cavalca dal Lucone alla Rocca), l´interesse
scientifico con l´ormai prossimo Centro studi geologici, o lo studio sulla salute delle acque, sulla flora e sulla fauna.
In questo, la «punta di diamante»: la Riserva della Rocca di Manerba, in cui sono già state classificate più di 90 specie
di volatili, mentre Pisenze è tornata ad essere la riva preferita dei coregoni. Un´occasione per «fare sistema»,
coinvolgendo anche privati e associazioni. Il futuro è qui.
mercoledì 21 maggio 2014 – PROVINCIA – Pagina 16
TREMOSINE. Ieri mattina l´atteso arrivo della Guardia di Finanza, in attuazione del verdetto del Tribunale del
riesame: un triste «replay» dell´estate scorsa
Campione, mezzo paese è sotto sequestro
Luciano Scarpetta
Eseguita in un clima spettrale la sentenza dei giudici: sigilli alle proprietà «Coopsette» per i presunti abusi ma
colpite anche attività di operatori nautici e turistici
È un film già visto nella scorsa estate, ma fa sempre il suo effetto, nonostante tutti sapessero già da giorni dell´arrivo
della Finanza a Campione.
Sono tornati ieri mattina, per rimettere i sigilli di vincolo cautelare sui beni di proprietà delle società Coopsette e
Campione del Garda spa, dopo la decisione del Tribunale del Riesame che ha riconfermato il sequestro di numerosi
immobili della frazione di Tremosine, gli stessi sequestrati e dissequestrati un anno fa.
LE FIAMME GIALLE sono arrivate alle 9, sparpagliandosi nel borgo, «armatr» di fettucce bianche e rosse. Servono a
delimitare le zone off limits per chissà quanto tempo ancora.
Tra queste anche il nuovo lungolago che dalla foce del torrente arriva sino all´estremità sud della frazione e la zona
verde adiacente, una porzione di oliveto che nel piano di riqualificazione urbana avrebbe dovuto ospitare un chiosco:
«Immobile sottoposto a sequestro preventivo – Ordinanza del Tribunale di Brescia - sezione riesame - datata
13.05.2014». Così c´è scritto sui fogli plastificati, affissi a macchia di leopardo in paese.
COMPAIONO in quasi tutta la zona sud del paese dopo il torrente: nella zona di rimessaggio delle barche vicino al
porticciolo costruito da Coopsette (con gru per alaggio imbarcazioni utilizzata dal cantiere nautico Paghera e dal Vela
club locale), all´ingresso del cantiere nautico e dell´area di sosta dei camper, oltre ovviamente lungo tutti gli ingressi
del perimetro che delimita l´area dell´ex opificio, l´immenso cantiere a cielo aperto fermo ormai da tanto, troppo
tempo.
Residenti, turisti e curiosi sono assiepati nella piazzetta del paese davanti al Cuba Cafè. L´atmosfera sembra quella di
una normale, ventosa e soleggiata mattina d´inizio estate. Ma c´è l´impazienza di capire con precisione quanti e quali
immobili verranno blindati. «Hanno finito?», chiede qualcuno. «Sono ancora la in fondo», dice un altro. «E il
parcheggio, l´hanno chiuso o resta aperto?».
C´È QUALCHE MOMENTO di apprensione, perché a un paio di macchine di turisti è stato inibito l´ingresso dagli agenti.
Soltanto per qualche attimo però, il tempo necessario ai colleghi di collocare i divieti sui parcheggi di proprietà
Coopsette, e solo su quelli. Come anticipato ieri, i due piani dell´autosilo di proprietà del Comune, circa 500 posti auto
su 700 complessivi, rimarranno agibili.
Qualche altro agente continua a fare la spola con il «Sales office», l´ufficio vendite della Campione del Garda Spa. Di lì
a poco la stessa sorte toccherà anche agli appartamenti sfitti delle nuove palazzine sorte poco distanti dal parcheggio.
Le operazioni terminano solo nel primo pomeriggio, quando i kite surf stanno tornando sull´acqua a godersi le prime
raffiche di Ora.
Seduto ai tavoli della piazza, un residente scuote la testa, commentando laconicamente: «Ma se pöl?».
martedì 20 maggio 2014 – PROVINCIA – Pagina 18
TREMOSINE. Dal tribunale del Riesame una decisione favorevole a pochi giorni dalla «stangata» sulla cooperativa:
accolta la tesi difensiva dell´avvocato del Comune
Campione, parcheggio e spiaggia sono salvi
Franco Mondini
Niente sigilli per strutture balneari e autosilo nord «graziati» dai giudici dopo il sequestro di Coopsette E ora si
attende il verdetto per l´Università della vela
Doccia scozzese per Campione del Garda, ma dopo le brutte notizie ecco quelle buone: non torneranno sotto
sequestro i servizi della spiaggia, e nemmeno i due piani dell´autosilo di proprietà comunale.
Lo ha deciso il Tribunale del riesame, «graziando» gli immobili di proprietà demaniale e municipale. Un raggio di luce
dopo che gli stessi giudici, venerdì scorso, avevano invece ordinato il ripristino del vincolo cautelare su numerose
proprietà del costruttore Coopsette e della società concessionaria «Campione del Garda Spa»: ville, appartamenti,
strutture nautiche, parcheggi, tutto nuovamente sotto sequestro, come un anno fa, per presunto illecito urbanistico.
SORTE MIGLIORE, molto migliore invece, per spiaggia e parcheggio comunale interrato.
Ieri il tribunale del Riesame (composto sempre da Michele Mocciola, presidente, Elena Stefana e Andrea Guerrerio) ha
dunque disposto il dissequestro di una parte del parcheggio (il secondo e il terzo livello interrati) e dei bagni di
proprietà del Comune di Tremosine, indispensabili per la funzionalità della spiaggia. È stato così accolto il ricorso
presentato a suo tempo dall´avvocato Alessandro Asaro che rappresenta il Comune.
Si è invece in attesa delle decisioni del Riesame sulla questione ancora aperta, legata ad «Univela», il centro tecnico
legato alla Federazione italiana degli sport velici.
È soddisfatto l´avvocato Asaro. «Il Riesame ha accolto in pieno il mio ricorso. È stata quindi accertata la mancata
pericolosità idrogeologica della struttura, e si è riconosciuto che oltretutto, in caso di sequestro, il bene confiscato non
poteva tornare nelle mani del Comune che ha firmato le concessioni per le realizzazione».
Il Riesame ritiene che l´edificio Park Nord sia «struttura molto robusta con livello di rischio molto basso». I proprietari
dei posti auto che si son visti sequestrare gli spazi, dunque, «hanno facoltà di utilizzo». Il sequestro era scattato a
luglio dato che era stato ipotizzato dalla procura di Brescia il reato di «edificazione abusiva e di rischio idrogeologico»,
perché la parete di roccia soprastante configura un «livello 4» di pericolo, quello massimo, almeno formalmente.
L´AVVOCATO però spiega: «Abbiamo dimostrato che la copertura reggerebbe un´eventuale caduta massi. Non c´è
rischio alcuno per le persone».
Decisione quella di ieri che cade proprio nella settimana in cui la Guardia di finanza doveva tornare a Campione, per
apporre i sigilli alle proprietà che, invece, dovrebbero tornare sotto sequestro.
Per questi immobili, residenziali e non, tutti proprietà di Coopsette e Campione del Garda spa, si prospetta l´ipotesi di
confisca e addirittura demolizione per le abitazioni ancora in fase di costruzione. Ipotesi però, la demoliziomne, che gli
avvocati di Coopsette definiscono «fantascientifica».
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da L’ARENA
giovedì 22 maggio 2014 – PROVINCIA – Pagina 36
BRENZONE. Affollata la serata organizzata da un agricoltore di Campo, Simonetti, in prima linea per boicottare
l'opera
Funivia e porto fanno litigare
L'assemblea infuocata si divide
Emanuele Zanini
Contrari al progetto da 50 milioni Legambiente, Italia Nostra e il candidato sindaco Benedetti Favorevole invece
Bertoncelli
Assemblea pubblica infuocata martedì sera a Brenzone sul project financing, argomento sempre più caldo e discusso
in questi ultimi giorni di campagna elettorale. All'incontro, organizzato in un affollato hotel Rely da Oscar Simonetti,
agricoltore di Campo, da sempre apertamente contrario al progetto da oltre 50 milioni di euro che prevede la
realizzazione di un porto turistico ad Acquafresca e di una funivia tra Castelletto e Prada, hanno partecipato da una
parte le associazioni ambientaliste, Legambiente e Italia Nostra, in rappresentanza anche del Wwf Veneto, oltre ai due
circoli nautici del paese, quello di Castelletto e di Assenza, invitati all'evento, dall'altra i principali rappresentanti della
politica locale, a partire dall'attuale primo cittadino di Brenzone, Rinaldo Sartori, oltre ai due candidati sindaci,
Tommaso Bertoncelli per la lista civica «Tutti per Brenzone» e Davide Benedetti del gruppo «Brenzone prima di tutto».
Dopo gli interventi di Lorenzo Albi, presidente di Legambiente Verona e di Giorgio Massignan, presidente di Italia
Nostra, che hanno spiegato perché secondo loro il progetto presentato dalla società Technital debba essere bocciato
in toto, il clima, in un periodo in piena campagna elettorale, si è surriscaldato. Il dibattito è così sfociato in un duello
verbale tra i due schieramenti politici a cui ha partecipato in parte anche il pubblico con numerosi interventi. Nella
diatriba non sono mancate inoltre le polemiche per l'organizzazione della serata a pochi giorni dalle elezioni,
realizzata, secondo la maggioranza, con l'aiuto di alcuni rappresentanti dell'opposizione.
Dopo un discorso introduttivo di Simonetti che ha rimarcato la necessità di difendere l'ambiente del Garda e del Baldo
e i rischi di penali per il Comune in caso non venga conclusa l'opera, Albi ha ribadito che il project va fermato per
impedire la distruzione del territorio.
«Si tratta di un progetto basato sulla demagogia e la speculazione», ha sottolineato il presidente di Legambiente
Verona, «l'interesse di fondo dell'azienda proponente è poter costruire ancora attraverso opere compensative».
Sulla stessa lunghezza d'onda il punto di vista di Massignan che ha aggiunto come «questo progetto di finanza rischia
di togliere il vero valore aggiunto di questo meraviglioso territorio, che è la sua unicità. È per questo che così tanti
turisti visitano ogni anno il lago di Garda. È un gioiello che va tutelato».
Sartori ha sottolineato che «non ci sarà alcuna compensazione. Il project oltre le opere previste non contempla
nemmeno un metro cubo di altri edifici e non se ne potranno inserire nemmeno in futuro».
Il sindaco ha ricordato inoltre che inizialmente il project prevedeva una cremagliera con un trenino su rotaie al posto
della funivia, «l'impatto sull'ambiente sarebbe stato eccessivo. Abbiamo richiesto, e ottenuto, di cambiare il piano ed
è stata così inserita nel progetto la cabinovia aerea, meno impattante sul territorio. Per il porto turistico abbiamo
inoltre richiesto a Technital di ascoltare le richieste dei due circoli nautici (Circolo nautico Castelletto e Yacht Club
Acquafresca di Assenza, ndr). Si è arrivati alla scelta condivisa di fondere i due club. Poi Castelletto ha presentato un
altro progetto, cambiando forse idea».
Bertoncelli ha ribadito che non ci sarà alcuna opera compensativa e che Technital proprio martedì scorso ha inviato
una lettera in cui si precisa che le spese sostenute dal promotore del project per la proposta (che ammontano a oltre
un milione di euro) non graveranno sul Comune ma saranno a carico del proponente, così come le spese su
progettazione definitiva ed esecutiva.
Benedetti è intervenuto infine affermando come «il project è un'opera faraonica, non ha senso ed è sproporzionata
per il nostro bilancio. Se il piano finanziario inoltre non dovesse reggere il Comune rischia di dover pagare le spese di
progettazione».
La serata si è conclusa con altre frecciate e reciproche accuse tra i due schieramenti politici, che hanno confermato
come il tema caldissimo del project financing sia forse uno degli argomenti determinanti di questa combattuta
campagna elettorale.
giovedì 22 maggio 2014 – PROVINCIA – Pagina 36
CAPRINO. Presentazione oggi al Platano
Nuovo catalogo del Gal per il turismo rurale
Un nuovo catalogo per promuovere il turismo rurale nel Garda-Baldo, già consultabile su www.gardagreentourism.eu.
Questa ricca raccolta di informazioni, che punta a mettere in rete il turismo verde di cinque territori il cui comune
denominatore è il binomio lago-entroterra, sarà presentata oggi alle 17 all'Unione Montana del Baldo, in località
Platano. L'incontro è aperto a tutti coloro che sono interessati a tale genere di turismo e, specialmente, alle realtà
veronesi che figurano nel nuovo lavoro. Alla presentazione interverranno il direttore del Gal Baldo-Lessinia Fabio
Zuliani e i rappresentanti dell'Unione Montana del Baldo Garda presieduta da Virgilio Asileppi.
Si tratta del nuovo catalogo che contiene l'offerta rurale del progetto Green Line promosso da alcuni Gruppi di azione
locale per favorire lo sviluppo delle zone turistico-agricole. Capofila è il Gal GardaValsabbia con i Gal Colline moreniche
del Garda, Gölem, Baldo Lessinia, la Comunità Alto Garda e Ledro. B.B.
giovedì 22 maggio 2014 – PROVINCIA – Pagina 37
TURISMO
Bandiera Blu Nel Garda l'ha avuta solo Gardone
L'unica Bandiera Blu del Garda è stata assegnata a Gardone Rivera.
Il riconoscimento assegnato dalla Fondazione per l'educazione ambientale (Fee) è andato per il quarto anno
consecutivo alla località che ospita il Vittoriale degli italiani.
Il premio, assegnato a Roma nella Presidenza del Consiglio dei ministri, tiene conto non solo della qualità e della
limpidezza dell'acqua lacustre ma anche dei servizi e del rispetto dell'ambiente .
Oltre a Gardone Rivera sul Gsrda, in Veneto si possono fregiare di questo titolo Bibione, Caorle, Eraclea, Jesolo,
Cavallino Treporti, Lido di Venezia e Chioggia Sottomarina.
Sono sempre più restrittivi i parametri di valutazione stabiliti dalla Fee: vanno da un'alta efficienza della depurazione
delle acque e della rete fognaria, ad una sempre maggiore raccolta differenziata dei rifiuti, alla qualità delle acque di
balneazione, alle spiagge, con il loro servizi e il personale addetto, alla sicurezza, all'abbattimento delle barriere
architettoniche.
«Bandiera Blu» è un riconoscimento ad una cittadina che ha l'onore di aver reso famoso il Garda all'estero con il suo
clima e la sua bellezza e che oggi cerca di essere sempre più promotrice di un «turismo sostenibile». L.B.
mercoledì 21 maggio 2014 – PROVINCIA – Pagina 35
TURISMO SUL GARDA. Nuove opportunità
Vacanze in barca
a vela aperte
anche ai disabili
Stella: Godere della bellezza del lago è un diritto di tutti»
Sul Garda il diritto della vacanza a vela è garantito anche ai disabili. A Riva è possibile veleggiare con una barca a vela
cabinata di 41 piedi, dodici metri e mezzo.
Una barca accessibile anche a chi è in carrozzina e attrezzata con pedana elettro-meccanica di accesso al sottocoperta
e pedana di accesso dal pontile alla barca, in alluminio omologata. La barca è dotata pure di bagno allargato e
pagliolato senza sbalzi. Con questo eccezionale scafo si può navigare su tutto il lago con un equipaggio di esperti velisti
che possono fungere anche da istruttori. Tutto questo è possibile grazie all'accordo stipulato tra Barcheyacht.it, il
portale specializzato nella prenotazione e creazione di vacanze in barca nato in Area Science Park dall'incubatore
Innovation Factory, con la Cooperativa Sociale Archè e Easy Action onlus dove vengono raccolte le migliori
opportunità di turismo nautico accessibile (www.barcheyacht.it/vacanze-disabili). Testimonial d'eccezione è Andrea
Stella, fondatore dell'associazione Lo Spirito di Stella. «A una prima impressione la barca sembra un mezzo
inaccessibile per un disabile eppure la ricerca e la tecnologia l'hanno resa usufruibile, comoda e funzionale». dice
Stella. «Non esistono barriere che non possano essere superate, il mare e i laghi non hanno gradini e navigarli e
godere delle loro bellezze deve essere un diritto garantito a tutti».
A Riva opera la cooperativa socio assistenziale Arché fondata nel 2005 per promuovere e sviluppare progetti e
iniziative che favoriscano l'inclusione sociale delle persone svantaggiate e contrastino ogni forma di emarginazione.
Arché a Riva ha base operativa al porto San Nicolò .
«L'accesso alla nostra barca è confortevole grazie al pontile galleggiante che la raggiunge e alla nostra pedana
omologata che permette l'imbarco in sicurezza e senza problemi anche per chi è in carrozzina», spiegano i soci di
Arché. «Il porto è molto fruibile, grazie ad un ampio parcheggio con posti riservati a disabili e un bagno pubblico senza
barriere architettoniche. L'area portuale non presenta particolari ostacoli, così come il bar che ha una zona ristoro
accessibile alle carrozzine». L.B.
domenica 18 maggio 2014 – PROVINCIA – Pagina 32
TURISMO CULTURALE. L'area si trova a Cavaion e si raggiunge attraverso il percorso del Sole anche da Verona
L'Archeoparco della Bastia
si sposa con la pista ciclabile
Camilla Madinelli
I sovrintendenti sono arrivati all'inaugurazione in bici insieme al gruppo Fiab. Tinè: «Connubio per promuovere il
territorio»
È nato sul monte San Michele, sopra Cavaion, l'Archeoparco Bastia San Michele. Il sito archeologico d'epoca
medioevale, in cui sono state trovate testimonianze risalenti anche all'Età del Bronzo, è pronto ad accogliere veronesi
e turisti, sportivi e amanti della natura dopo un decennio di restauri a cura della Soprintendenza Beni Archeologici del
Veneto e del Nucleo operativo di Verona. Aprirà al pubblico dopo l'accordo di convenzione tra amministrazione e
Associazione archeologica cavaionese, che ha dato la propria disponibilità per gestire l'area comunale.
Si può raggiungere a piedi, da un sentiero, oppure in bicicletta, tramite un allacciamento con la pista ciclabile Adige Sole. E tra i primi ad arrivare in sella, ieri direttamente da Verona, il sovrintendente veneto Vincenzo Tinè e la
responsabile del Nucleo di Verona Brunella Bruno.
Alla cerimonia inaugurale, infatti, i funzionari sono giunti sulle due ruote insieme a un gruppo di cicloamatori della
Fiab. Un arrivo originale, «che non ha precedenti in Italia», per ammissione dello stesso Tinè, in testa al gruppo di
ciclisti partiti da piazza Bra.
Erano attesi, alla Bastia, dal sindaco Lorenzo Sartori e dalla sua amministrazione, dall'assessore provinciale alla cultura
Marco Ambrosini, dalla dirigente regionale ai Beni culturali del Veneto Fausta Bressani, dalla direttrice del Museo
archeologico di Cavaion Alessandra Aspes, dall'ispettore della Sovrintendenza e presidente dell'Associazione
Archeologica Cavaionese Mario Parolotti, dal parroco don Daniele Granuzzo, da alcuni studenti del liceo Cotta di
Legnago che hanno partecipato in passato a campagne di scavo, da archeologi e da associazioni. «Le pietre parlano»,
avverte il parroco, «l'importante è saperle ascoltare».
Tinè e Bruno, appassionati ciclisti, hanno scelto un modo ecologico per partecipare all'inaugurazione. Ma non solo per
amore della bicicletta. Il sovrintendente veneto spiega: «L'archeologia deve essere solo una delle possibilità del
territorio per promuoversi, da unirsi in un contesto più ampio, che vada da arte e cultura a sport ed enogastronomia».
Questo Archeparco si rivolge dunque ai cultori della storia quanto ai ciclisti. E niente di meglio, allora, che dimostrarlo
dal primo giorno e in prima persona. «La tutela fine a se stessa non ha più senso», continua Tinè, «oggi le
Sovrintendenze puntano sulla valorizzazione dei beni culturali. Chiaro che bisogna trovare l'equilibrio tra diverse
esigenze».
Fondamentale, per Bruno, la collaborazione tra enti pubblici e volontari: «Questo sito è frutto soprattutto della loro
dedizione», afferma. L'integrazione tra istituzioni e società civile è stata sottolineata anche da Bressani: «Sono luoghi
come questi che rendono unica l'offerta culturale del Veneto, la prima regione turistica d'Italia», aggiunge. E ancora
Bruno: «Nel 2003 questo sito non esisteva, ma non abbiamo mai perso le speranze e l'abbiamo voluto fortemente,
nonostante vari problemi, sia di accessibilità che tecnici».
Il sindaco ricorda con soddisfazione la recente vittoria del Comune in tribunale, contro privati, proprio per riaffermare
il diritto di passaggio pubblico sulla stradina bianca che arriva alla Bastia.
«Devo ringraziare molte persone che hanno creduto in questo progetto, dai sindaci che mi hanno preceduto all'ex
segretario comunale Tamà fino al generale Gerardo De Meo, che ci sta aiutando a sbrigare la pratiche per acquisire
l'area militare adiacente agli scavi. Per Cavaion è un momento importante: il sito ha valenza europea e si presterà ad
attività sia culturali che turistiche».
L'Archeoparco dovrebbe aprire entro l'estate: si estende per cinquemila metri quadrati su due livelli, si potranno
vedere i resti di un villaggio e di una chiesa, di cui sono rimaste soltanto alcune parti in muratura. Imperdibile il
panorama, che spazia dal lago alla Valdadige.
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da L’ADIGE
Lungo il nostro fiume per capirne la bellezza
DRO - L'acqua è stata al centro della passeggiata promossa, domenica scorsa, dalla «Rete delle riserve» del Basso
Sarca. Punti centrali dell'attività didattica sono stati il fiume e la centrale di Fies, l'acquedotto di Dro e le tecniche
naturalistiche che consentono di valutare lo stato di salute di un corso d'acqua.
Con la conduzione del naturalista Sandro Zanghellini di «Albatros» (cooperativa che opera nell'ambito dell'analisi
territoriale), il gruppo di interessati si è riunito al bar «Parete Zebrata» per quello che è il terzo appuntamento del
programma di iniziative promosso dalla Rete: in precedenza erano state organizzate una conferenza sul progetto e la
«giornata di pulizie».
Prima tappa del percorso di domenica, la Centrale di Fies. Costruita tra il 1905 e il 1910, il manufatto, oggi dedicato
principalmente a progetti artistici, dà l'opportunità di parlare di come l'acqua sia fonte di energia. Quella che fa
funzionare le turbine qui, viene captata dal Sarca a Pietramurata e condotta nel Lago di Cavedine. Dopo essere stata
«turbinata», l'acqua viene re-immessa in ambiente. Nei pressi di questa centrale, c'è poi un altro punto di captazione
e l'acqua così raccolta viene indirizzata alla centrale «Volta», nei pressi di Dro. Questo consente di ragionare su quante
volte l'acqua possa essere utilizzata lungo un solo fiume.
Captare e rilasciare l'acqua è un'operazione che, ovviamente, non è esente da conseguenze. Così Zanghellini ha
passato in rassegna tutti quelli che sono gli indicatori che il fiume stesso mette a disposizione per capire quale sia il
suo stato di salute. In primo luogo, molte considerazioni possono essere fatte circa la quantità d'acqua in transito.
Grandi volumi hanno ad esempio il potere di diluire eventuali inquinanti. Da qui il concetto di «deflusso minimo
vitale»: un parametro cui gli utilizzatori dell'acqua devono attenersi scrupolosamente per non lasciare il fiume a secco
o con portata troppo scarsa. Il parametro della quantità d'acqua è strettamente correlato a quello della costanza del
flusso: grandi sbalzi sarebbero fatali per la ricchissima fauna di invertebrati.
Proprio gli invertebrati sono fondamentali: con le loro varie specializzazioni, questi animaletti mangiano, sminuzzano,
filtrano tutto quanto la corrente porta. Si ancorano nei modi più fantasiosi: uncini, ventose, secrezioni appiccicose per
non farsi trascinare via e, costantemente, ripuliscono l'acqua. A completare il ciclo interverranno, per ultimi, i batteri. I
batteri sono gli stessi che lavorano - in questo caso completamente da soli - nei depuratori artificiali. Qui gli afflussi
sono determinati dall'uomo e non possono essere costanti, dunque gli invertebrati non potrebbero sopravvivere. I
batteri sono, per così dire, più obbedienti e «lavorano» a comando.
Rimboccati i calzoni, Zanghellini si è dunque inoltrato nell'alveo, ha spostato qualche sasso e con un retino ha
catturato, usando semplicemente la forza della corrente, un piccolo quantitativo di insetti. Molti sono stati gli
«efemerotteri» e i «plecotteri» che indicano una buona qualità dell'acqua, visto che sono piuttosto delicati. «Al
contrario - spiega Zanghellini - in fiumi molto inquinati avremmo trovato molti ditteri, larve di mosche e zanzare, che
possono sopravvivere in situazioni degradate».
E mentre le catture (con immediato rilascio dopo l'osservazione) portano a mettere nella vaschetta anche un
«portasassi» e una piccola trota, il gruppo raggiunge l'acquedotto comunale di Dro. Qui la conduzione della lezione
passa a Fabio Chemolli, dipendente del comune. Conduce gli interessati lungo un cunicolo fino a quando, sul fianco
sinistro, si vede l'acqua filtrare dalla roccia per scorrere poi verso uno stretto canale e accumularsi nelle vasche di
decantazione, dove subisce l'aggiunta di biossido di cloro e viene dunque potabilizzata per essere immessa nella rete.
La sorgente porta 15,7 litri al secondo, il momento di maggiore «richiesta» per l'acquedotto è sempre lo stesso: il
mezzogiorno di domenica. 21/05/14
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dal TRENTINO
Il Museo Alto Garda ha ideato varie proposte per portare la cultura in piazza
Primo appuntamento domani a Sant’Alessandro con le esperte Bassi e Mottes
Il Mag esce sul territorio per raccontare la storia
ARCO. Oggi, alle 21, si svolge a Palazzo Panni il concerto con i docenti del Conservatorio: protagonisti il violinista
Lorenzo Bertoldi e il pianista Marino Nicolini, con un programma di musica da camera che spazia da Michail Glinka a
Dmitrij Sostakovic passando per Franz Schubert. Il concerto è organizzato dalla Sezione staccata di Riva del
Conservatorio Bonporti di Trento, in collaborazione con il comune di Arco. L'ingresso è libero. (gl.m.)ALTO GARDA Il
Mag (Museo Alto Garda) vuole essere espressione del territorio, e quindi sta portando avanti da tempo una serie di
ricerche su aspetti diversi dell'ambiente altogardesano, spaziando lungo i secoli, dalla preistoria ai nostri giorni. Però –
aggiunge il responsabile della struttura, Gianni Pellegrini, per essere cultura dev'essere condivisa, spartita, consumata
al di fuori delle torri d'avorio degli specialisti. Ed allora, dal momento che le pubblicazioni - sia pure accompagnate da
presentazioni ripetute in svariate sedi - non bastano, la cultura esce in piazza. Per farlo ha scelto Sant'Alessandro,
ovvero un territorio che può ancora identificarsi in una comunità, nonostante l'espansione edilizia abbia immesso
nello zoccolo duro dei vecchi abitanti massicce dosi di “foresti”. Il Mag propone per questo fine settimana con
un'appendice al 7 giugno, una serie di proposte partendo dalle scuole ed allargandosi alla totalità dei residenti
finalizzate a restituire le testimonianze dell'identità culturale della frazione in possesso del museo. L'esordio è fissato a
domani sera: alle 21, nella sede della scuola, Cristina Bassi ed Elisabetta Mottes dell'ufficio Beni archeologici della
provincia presenteranno le recenti acquisizioni archeologiche alle pendici del monte Brione. Per sabato si passa al
centro sportivo: alle 15 verrà presentato un laboratorio sulle mappe storiche del territorio, ed alle 16 Alessandro Paris
guiderà un relative al paesaggio della frazione. Domenica, sempre al centro sportivo, dalle 10 alle 18 interviste e
raccolta di documenti fotografici: i curatori dell'iniziativa, Alessandro Paris ed Alessandro Riccadonna, raccoglieranno
dalla viva voce dei residenti testimonianze relative ad aspetti particolari della vita del centro - il periodo della
Resistenza, le attività economiche che garantivano la sussistenza fino ad una cinquantina di anni addietro, aspetti del
modo di vivere della gente - ed eventuali vecchie fotografie che i proprietari fossero disposti a prestare: il tutto per
poterlo inserire in un database, ordinato per segmenti, destinato a custodire per le generazioni future ulteriori
frammenti di esistenze. Infine sabato 7 giugno nella sede di Casa Mia ci sarà dalle 15 un laboratorio didattico a cura
del Museo delle palafitte di Ledro e del Muse, seguito alle 16,30 da un secondo laboratorio “Sant'Alessandro a pezzi”
per sperimentare mappe creative. Alle 18 l'evento si conclude con la presentazione da parte di Alessandro Riccadonna
della interviste e dei materiali raccolti. Quello di Sant'Alessandro è il primo esperimento: i responsabili del Mag
intendono proseguire nelle altre parti del territorio comunale questa “restituzione” alla gente della propria identità.
22./05/14
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dal CORRIERE DELLA SERA
Giovedì 22 Maggio, 2014 - CORRIERE DEL VENETO - VERONA
Veneto Sviluppo, c'è l'intesa Sul Cda deroga «infinita»
Emendamento di Toniolo: ok a più di tre consiglieri
VENEZIA — Non l'esclusione di «Veneto Sviluppo» da quella parte della legge regionale n. 39/2013 che limita il
numero dei consiglieri di amministrazione per le società partecipate dalla Regione, ma la proroga a tempo
indeterminato alla deroga prevista dallo stesso provvedimento a favore della medesima società per la durata di due
anni. Il risultato non cambia e l'emendamento presentato ieri mattina in commissione consiliare da Costantino Toniolo
(Ncd), cioè il primo firmatario della «legge 39», risolve il tormentoso problema.
«Veneto Sviluppo», in sintesi, non sarà vincolata dalla nuova norma in tema di spending review sulla governance e
potrà conservare un numero di membri del Cda adeguato alle necessità di rappresentanza dei soci privati, cioè gli
istituti di credito, proprietari del 49% del capitale e che avrebbero probabilmente abbandonato la compagine qualora
la regola fosse rimasta tale e quale. Cioè un Cda con tre consiglieri di cui due già dipendenti della Regione. L'impasse,
poi, avrebbe facilmente fatto fallire il progetto di costituzione di una Sgr (Società di gestione del risparmio) partecipata
alla pari fra «Veneto Sviluppo» e «Friulia», la finanziaria della Regione Friuli Venezia Giulia.
Ma il pericolo è scongiurato. In commissione Affari istituzionali, presieduta dallo stesso Toniolo, ieri tutto è andato
liscio, nonostante l'astensione di Fsv e l'assenza dei consiglieri del Pd. Se l'emendamento non fosse stato avanzato in
questi termini, la discussione in aula - prevista per lunedì prossimo - sarebbe stata sul progetto di legge n. 431,
sottoscritto da Carlo Alberto Tesserin (Ncd), Federico Caner (Lega), Arianna Lazzarini (Lega), Piergiorgio Cortelazzo (Fi)
e Dario Bond (Fi), il quale prevede semplicemente di affrancare «Veneto Sviluppo» dalla disciplina della «legge 39»
nelle parti in cui si parla del numero di amministratori e del loro compenso.
Testo che, però, a detta di Toniolo, avrebbe presentato aspetti contrari alle leggi nazionali e costituzionali. La
«quadra» trovata ieri, a quanto pare, è invece al sicuro da simili pericoli, visto che una deroga all'infinito è
formalmente cosa diversa da un privilegio puntuale di esclusione. L'ultimo passaggio tocca ora all'assemblea, che ne
parlerà già da lunedì 26.
«L'importante è questo – è il commento di Roberto Ciambetti, assessore al Bilancio – e cioè riconoscere che le società
partecipate della Regione Veneto non sono proprio tutte uguali per il ruolo che hanno e le responsabilità dei propri
dirigenti. Il dato positivo, a prescindere da tutto, è che l'assemblea se ne occuperà in tempi brevi».
Nel dibattito di lunedì ci si attende comunque una posizione forte del Pd (ieri s'è astenuto Pietrangelo Pettenò di Fsv).
«Non abbiamo partecipato al voto in commissione – spiega il capogruppo, Lucio Tiozzo – perché le questioni che
l'emendamento intende risolvere le avevamo sollevate per tempo e con molta chiarezza. Avevamo evidenziato il fatto
che "Veneto Sviluppo" non è una società qualsiasi, che al suo interno ci sono soci privati che pesano per la metà e che
è vigilata da Bankitalia». E prosegue Tiozzo: «Purtroppo nella maggioranza si legifera a spot, quasi per vedere l'effetto
che fa e immaginare i riflessi in termini elettoralistici».
Giusto tagliare i costi inutili e risparmiare ovunque sia possibile, cioè, a patto di usare un po' più di raziocinio. «Nella
maggioranza c'è la gara a chi fa più il revisionista - conclude l'esponente dei Democratici - Ci irrita quando su materie
delicate come queste si lavora un po' alla carlona. La nostra protesta è insomma per il metodo. Poi è chiaro che
l'emendamento lo voteremo».
Mercoledì 21 Maggio, 2014 - CORRIERE DEL VENETO - VERONA
Passionelli, il sindaco che combatte l'abusivismo e difende l'ambiente
VERONA — L'anno scorso era in ballo per una candidatura in Parlamento, ma decise di rifutare: era infatti indagato
dalla procura di Verona per alcune beghe della polizia municipale del comune di cui è sindaco, Torri del Benaco. «Una
vicenda poco piacevole, è stato piuttosto diffiicle amministrare sempre in prima linea, avendo anche questo peso da
portare. Cinque anni sono tanti da passare in attesa di un giudizio». Qualche settimana fa, appena il pubblico
ministero ha chiesto la sua assoluzione con formula piena, ha sciolto la riserva: correrà, in quota Udc, nella lista del
Nuovo Centrodestra alle Europee.
Non poteva fare altrimenti, Passionelli: una questione di coerenza per uno che, da sindaco, ha fatto del rispetto della
legalità la cifra della sua amministrazione. La sua battaglia decennale contro gli abusivismi sul lago, ed in particolare
contro le mega-lottizzazioni alberghiere che poi, magicamente, cambiavano destinazione d'uso per diventare
residenze, ne ha fatto un simbolo anche al di fuori dei confini del suo Comune, dove ha appena adottato un Piano di
assetto del territorio (Pat) che riqualifica l'esistente e non prevede l'utilizzo di ulteriore superficie agricola. Oggi,
Passionelli sarà in piazza Bra accanto a Michele Croce, l'ex presidente Agec e fondatore di Verona Pulita. «Ci siamo
conosciuti in campagna elettorale, con il loro gruppo volevano sostenere candidato che si fosse distinto per delle
qualità nella sua esperienza amministrativa», spiega Passionelli, che tra qualche giorno smetterà la fascia di sindaco
ma conserverà la carica di presidente della Comunità del Garda, dove porta avanti progetti per il turismo ecosostenibile.
Non ce la farà ad essere eletto, Passionelli, ma il suo obiettivo è un altro: «Voglio dimostrare soltanto che fare politica
in modo onesto paga, anche in termini di consenso - spiega - Sto facendo una campagna un po' anomala per una
circoscrizione elettorale così grande. Parlo con le persone, vado a trovarle, faccio una sorta di porta e porta, un po' in
grande». Un bell'allenamento per le prossime regionali dell'anno prossimo.
Domenica 18 Maggio, 2014 - BRESCIA
Turismo e innovazione così le nuove generazioni fanno grande il Garda
«Il nostro segreto? Mai fermarsi»
La prima generazione crea, la seconda mantiene, la terza distrugge? Ma quando mai, chi l’ha detto? A volte la
saggezza popolare toppa clamorosamente e il sistema Famiglia e il sistema Impresa si sviluppano nella continuità di
una staffetta virtuosa. La gestione rimane in mani sicure, nessuno strappo da passaggio del testimone.
Il salodiano Paolo Rossi — un’identità anagrafica che annovera una folla di omonimi, salvo picchi di notorietà (l’attore
comico, ma soprattutto il calciatore del Mundial ’82): «Nessun imbarazzo, anzi — dice lui, sorridendo — a volte nelle
prenotazioni alberghiere all’estero ho giocato sull’equivoco per creare un po’ di suspense, almeno fino all’impatto con
la reception» — è un figlio d’arte. I nonni erano albergatori e ristoratori a Gardone Riviera. Suo padre aveva giurato a
se stesso che si sarebbe guadagnato da vivere in altro modo. E così fu: maestro di tennis al Rimbalzello, finché non
arrivò l’amore, che come sempre cambia le traiettorie del libero arbitrio. «Con le palline e una racchetta non andrai
lontano», gli disse il futuro suocero. «Se vuoi sposare mia figlia, trovati un lavoro sicuro». Correva l’anno 1960 e la
famiglia Rossi acquistò Villa Isabella, maestoso esempio di Liberty con affreschi di Bortolotti e Landi, il futuro Hotel
Laurin.
«Mia madre sognava di vedermi con il camice bianco e io mi iscrissi alla facoltà di medicina a Parma — rievoca Paolo
— Dopo l’improvvisa scomparsa di mio padre, nel 1980, ho fatto di necessità virtù. Col senno di poi posso dire che la
medicina non ha perso niente. Semmai ci ha guadagnato l’hotellerie, che si trova un buon albergatore». Alle
successioni però, per funzionare bene, non basta ereditare il «sapere di bottega», bisogna saper investire altre
competenze. E così il giovane Paolo Rossi partì per l’Inghilterra a fare gavetta nella catena dei Grand Metropolitan
Hotel. «Sono andato a imparare ed è lì che è nata la passione. Sul campo. È importante vedere cosa accade al di à del
proprio perimetro, fuori nel mondo c’è tutto un mondo di offerte. Il rischio è di rimanere prigionieri del
provincialismo. Ci si deve interfacciare con i clienti, coltivare la cultura di relazione, sapere cosa si aspettano. Il turismo
è contaminazione, presuppone modelli conoscitivi e strumenti di management avanzati in grado di rispondere con
efficacia crescente ad una domanda di accoglienza sempre più esigente, variegata e globale. Io, quando posso,
continuo a viaggiare, per aggiornarmi, non mi sono mai fermato».
Oggi Paolo Rossi ha ingrandito la sua azienda e ricopre incarichi istituzionali. Oltre al Laurin, dal 2004 amministra
anche il Bellerive, altra struttura ricettiva di alta qualità, è presidente della Federalberghi di Brescia e della Lombardia.
«Il Garda è una location unica, un angolo di Mediterraneo agganciato alla Mitteleuropa. Un lago tra i più belli in
assoluto, che però non riesce ancora a mettere del tutto a reddito le sue risorse e il suo valore. Quello di Como gode al
momento di un appeal migliore, soprattutto per gli americani. Sicuramente è anche un problema di comunicazione. Ci
vogliono opinion-makers che veicolino il messaggio».
Vero, ma la «locomotiva» tedesca non ha smesso di passare dalla rive del Benaco, dai tempi del Grand Tour fino a
quelli recenti, a testimonianza di una predilezione indefettibile. «È una tradizione storica che per fortuna non viene
meno. Per loro il Garda è la parte di felicità mancante. Ci possono raggiungere via gomma e noi siamo la meta di un
turismo di prossimità. Salò per esempio, una località deliziosa che occupa una posizione strategica, per chi ama
navigare per diporto, vicina alle città d’arte (Verona e Venezia), ai poli golfistici, alla Franciacorta, a Milano, che con la
moda costituisce una innegabile attrazione. La cucina è quella del territorio. Quanto al vino, noi offriamo il Chiaretto,
che è solo nostro, gli altri hanno i rosé. Dobbiamo essere consapevoli del rispetto che merita la nostra bellezza. Un
paese pensato per i turisti è migliore anche per i residenti».
Sono queste le premesse per guardare avanti nel perseguimento di una competitiva gestione dell’ospitalità,
soprattutto ora che la crisi lascia intravvedere i segni della frenata.
Nino Dolfo
Sabato 17 Maggio, 2014 - BRESCIA
D’Annunzio, tornano i passeggeri
Fermento alle 5.30 per il primo volo diretto sul Mar Rosso
Per poter parlare di «riscatto» ci vorrebbe ben altro. Ma per lo meno al D’Annunzio c’è qualche segnale di vita. La
chiusura di Orio al Serio infarcirà lo scalo di Montichiari di 500 voli in tre settimane. Ci sono i postali, l’unico volo
strutturale da queste parti. Ma soprattutto ci sono i voli merci di Dhl e una sessantina di charter. Dopo l’addio di
Ryanair, nel novembre del 2010, al D’Annunzio tornano i passeggeri, con una certa costanza. In media tre voli al
giorno. Ieri il primo è partito alle 5.30, destinazione mar Rosso. Un centinaio di persone pronte a godersi sole e mare.
All’alba gran fermento, porte d’ingresso, di solito immobili, che si aprono e chiudono, banconi del check in che si
rianimano, metal detector all’imbarco che tornano a suonare. Poi, va detto, la situazione torna alla desolante realtà:
sala d’attesa deserta, negozi chiusi, serrande abbassate. Alle 11.45, però, atterra un altro volo. Proviene da Lourdes e
trasporta pellegrini in transito. Giusto il tempo di fare tappa al D’Annunzio e l’aeromobile riparte, destinazione Bari. Il
pomeriggio trascorre lento. Verso sera le cose cambiano. Alle 19 sono infatti in programma due voli, uno in arrivo da
Palermo, un altro della compagnia belga Vlm Airlines, diretto ad Anversa. Il via vai si fa più intenso. Al tramonto il
D’Annunzio sembra quasi un aeroporto «normale», con aerei che atterrano e decollano. «Speriamo» sospira Lorenzo
Ferrari, titolare di Aviogrill, l’unico bar aperto. «Di solito i nostri clienti sono solo i dipendenti. Forniamo anche il
servizio mensa. Ma ogni tanto qualche aereo si vede». Niente voli di linea, ma charter, appunto, collegamenti una
tantum gestiti da tour operator. «Da dicembre a febbraio c’era un collegamento con Tel Aviv, due giorni a settimana».
Ora sessanta movimenti in venti giorni. Giovedì tre voli, venerdì quattro. E forse, in autunno, il ritorno di Ryanair che
avrebbe già chiesto all’Enac alcuni slot per tornare a volare su Montichiari. «Speriamo...» ripete Ferrari.
Il bar chiude attorno alle 22.30. Gli ultimi caffè sono per i lavoratori dei postali e i dipendenti Dhl. Il D’Annunzio ha una
vocazione cargo, è un aeroporto che vive di notte. Qui c’è l’hub di Poste Italiane per il nord Italia, ma da lunedì e fino
al 1° giugno, c’è anche Dhl, che ha spostato a Montichiari il 60% dell’attività di Orio, stanziano 4 dei suoi aeromobili.
Ogni sera 8 movimenti, ogni mattina altrettanti. In tre settimane 264 voli. Dhl ha anche attrezzato il capannone per lo
smistamento merci. Un bell’investimento. Solo per tre settimane? Forse no, visto che il colosso tedesco vorrebbe
rafforzare la sua attività nel nord-est. Si vedrà. Anche in base ai risultati di queste tre settimane.
Davide Bacca
Sabato 17 Maggio, 2014 - BRESCIA
I suoni del Garda sposano cibi e paesaggi
«I Suoni del Garda», la manifestazione musicale che da anni tocca svariate realtà gardesane, allarga gli orizzonti e va a
coinvolgere sapori e paesaggi benacensi. Gli organizzatori, Massimo Cortesi, presidente della Brixia Symphony
Orchestra, e Giovanna Sorbi, direttore artistico e docente al Conservatorio «Verdi» di Milano, hanno illustrato il
programma che prende avvio stasera, alle 21.15 all’Auditorium del Vittoriale di Gardone Riviera con la stessa Brixia in
«Ottocento Mitteleuropeo».
Seguiranno altri undici appuntamenti estivi mentre la conclusione della rassegna è fissata per il 26 dicembre, per il
tradizionale «Concerto degli auguri». Coinvolti i Comuni di Toscolano Maderno, Tignale, Tremosine, Torri, Puegnago,
San Felice e Gardone Riviera che organizzano la manifestazione con la collaborazione della Comunità del Garda e il
sostegno della Provincia di Brescia.
I concerti presentano protagonisti di livello. Tra gli altri, la Brixia Simphony Orchestra, il quartetto d’arpe Arpe Diem,
gli ensemble La Rossignol e Triodance, i cantanti vincitori del Concorso Lirico Internazionale «Giacinto Prandelli»
(edizione 2014).
Ma, oltre agli aspetti musicali, che rappresentano il piatto forte dell’offerta, vi sono anche altri motivi di interesse. A
partire dal secondo appuntamento, quello di domani alle 18 a Villa Galnica (ex Palazzo Tebaldini) di Puegnago, con la
proposta di un concerto enogastronomico.
Non mancano altri singolari richiami come il concerto (8 giugno, ore 18) nel Museo della Valle delle Cartiere di
Toscolano Maderno, da raggiungere a piedi, camminando accompagnati dal rumore del fiume in mezzo a un verde
selvaggio tra reperti di archeologia industriale. O al Castello di Portese (12 luglio, ore 21.15) e al Santuario di
Montecastello di Tignale (22 agosto ore 21.15).
Tutte le sedi prescelte, comunque, presentano suggestivi richiami, che fanno intendere che l’obiettivo degli
organizzatori non si limita ad una pur elevata proposta musicale, ma va nella direzione della valorizzazione delle
bellezze artistiche (molte saranno le chiese sedi dei concerti) e paesaggistiche gardesane nell’ambito di un percorso
ideale attorno al lago a base di musica, arte e cultura in generale. Tutto ciò con ingresso libero. Anche per questo,
meglio arrivare presto agli appuntamenti: in alcuni siti, la capienza è limitata.
Bruno Festa
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Al via il secondo Festival d'area I Suoni del Garda
di Redazione
Sabato nell’auditorium del Vittoriale di Gardone Riviera il primo concerto della rassegna gardesana di grande musica
sull’acqua e nei luoghi dello spirito
Sabato 17 maggio, alle 21.15, all’Auditorium del Vittoriale di Gardone Riviera è in programma il Concerto di
Primavera V edizione che inaugura il secondo festival d’area “I Suoni del Garda”, organizzato dalla Comunità del
Garda e dell’Associazione Culturale Brixia Symphony Orchestra, in collaborazione con i Comuni di Gardone Riviera,
Toscolano Maderno, Tignale, Puegnago del Garda, San Felice del Benàco, Torri del Benàco, Tremosine sul Garda e la
Provincia di Brescia.
Si tratta di una rassegna che, attraverso tredici concerti, tutti diversi ed affidati a formazioni di diversa consistenza
numerica, ma sempre di assoluto valore artistico, accompagnerà sino a dicembre gli spettatori in un ideale itinerario di
musica ed arte, attraverso alcuni dei luoghi più belli dell’intero bacino gardesano, portandoli anche alla scoperta o alla
riscoperta anche di chiese e luoghi carichi di storia e collocati in posizioni geograficamente suggestive.
Il tema della serata di sabato è “Ottocento Mitteleuropeo”: attraverso un’antologia di autori e brani si viaggerà nella
musica mitteleuropea, lungo il Danubio e con tappe a Vienna e San Pietroburgo. Dalla Suite dal balletto “ Lo
Schiaccianoci op. 71” di Petr Ilic Cajkovskij verrano eseguite la Danse russe Trépak dal ritmo travolgente, tratta dagli
accesi colori d'un popolaresco inciso melodico, la Marche, ove l'impegno strumentale è di incredibile originalità, con
l’utilizzo di ottoni contrapposti a saltellanti violini e bassi pizzicati e il celebre Valse des fleurs, famosissima pagina da
concerto che unisce magistralmente l'atmosfera soffusa della miniatura con il clima sgargiante degli accesi colori di
una grande orchestra.
Altra citazione d’epoca è la miscellanea di temi tratti dall’operetta “La Vedova Allegra”: nel 1861 il commediografo
Henri Meilhac (lo stesso della Carmen di Bizet) scrisse un vaudeville, che divenne famosissimo, nel 1905, grazie alla
musica di Franz Lehár. “Non si offenda, ma questa non è musica”: questa frase fu dettata dallo stesso autore in
occasione della trecentesima replica. La Vedova Allegra non è musica, è molto di più: è un’emozione, un’esperienza
dei sensi che si stampa a lungo nella memoria di chi l’ascolta.
Completano il programma, la Suite da Carmen di Georges Bizet. A proporre questo affascinante itinerario musicale
nelle due capitali dell'impero asburgico e della Russia zarista sarà la Brixia Symphony Orchestra, diretta dal maestro
Giovanna Sorbi. Ingresso è libero, sino ad esaurimento dei posti.
In foto la Brixia Symphony Orchestra, diretta dal maestro Giovanna Sorbi
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