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* Shuzo Murakami
Il contesto di sviluppo del sistema
CASBEE (Comprehensive Assessment
System for Building Environmental
Efficiency)
DOI: 10.14609/Ti_1_14_2i
Parole chiave: questioni connesse all’ambiente globale, le tre fasi della valutazione ambientale,
confine dello spazio virtuale chiuso, efficienza ambientale edilizia, struttura stratificata di una
scala, visualizzazione della performance.
Abstract Nel comparto dell’edilizia, si assiste a un enorme dispendio di energie e risorse. Ciononostante,
a fronte di una crescente sensibilizzazione ai problemi dell’ambiente globale, gli operatori di questo comparto hanno individuato anche la necessità di fornire qualche contributo volto ad attenuare concretamente
le problematiche ambientali. In un simile contesto, è scaturita l’esigenza di sviluppare BREEAM. L’aspetto
innovativo, che caratterizza il suo approccio e il suo campo di applicazione, sono apparsi subito interessanti
agli occhi del mondo, al punto da indurre una spinta globale tesa allo sviluppo degli strumenti di valutazione. Sulla scia di BREEAM, sono stati sviluppati altri strumenti per la valutazione della performance ambientale degli edifici, come ad esempio LEED. Tali strumenti vengono ormai utilizzati in ogni angolo del
pianeta (BRE, 2013; USGBC, 2013), contribuendo in misura significativa alla riduzione dei carichi ambientali
degli edifici. La Figura 1 indica gli strumenti di valutazione sviluppati nel mondo.
In Giappone, sotto la direzione del Ministero del Territorio, delle Infrastrutture, dei Trasporti e del Turismo
(MLIT), è stato istituito un comitato all’interno dell’IBEC che, nel 2001, ha avviato lo sviluppo degli strumenti
per la valutazione della performance ambientale degli edifici. L’espressione Comprehensive Assessment
System for Built Environment Efficiency CASBEE [Sistema Completo di Valutazione per l’Efficienza Ambientale Edilizia] è stata coniata alla luce delle attività svolte da questo comitato.
CRONISTORIA DELLE QUESTIONI CONNESSE ALL’AMBIENTE GLOBALE
Il fondamentale libro – “The Limit to Growth” (Meadows, et al., 1972) – in cui vengono illustrate le potenziali conseguenze per le risorse della Terra, a cui l’uomo attinge senza scrupoli, è stato pubblicato
nel 1972 dal Club di Roma. Dalla crisi petrolifera che esploderà l’anno seguente, Amory Lovins, et al.
traggono spunto per il saggio “Soft Energy Paths” edito nel 1979 anche con l’intento di far leva sui
sentimenti dell’opinione pubblica. Sul finire del XX secolo, il concetto di civiltà e consumi di massa
ha iniziato a essere seriamente messo in discussione. Al tempo stesso, si è fatta strada una percezione
via via più tangibile delle problematiche emergenti in tema di ambiente globale. In quello scenario,
la Commissione Brundtland delle Nazioni Unite ha pubblicato “Our Common Future” (WECD, 1987)
che ha introdotto il concetto di “Sviluppo Sostenibile”. In seguito, tale concetto sarebbe divenuto un
importante paradigma per la società, l’economia e la politica.
Nel comparto dell’edilizia, si assiste a un enorme dispendio di energie e risorse. Ciononostante, a
* Presidente dell’Istituto per l’Edilizia ambientale e conservazione energetica (Institute for Building Environment and Energy
Conservation - IBEC), Giappone.
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fronte di una crescente sensibilizzazione ai problemi dell’ambiente globale, gli operatori di questo
comparto hanno individuato anche la necessità di fornire qualche contributo volto ad attenuare concretamente le problematiche ambientali. In un simile contesto, è scaturita l’esigenza di sviluppare
BREEAM. L’aspetto innovativo, che caratterizza il suo approccio e il suo campo di applicazione, è apparso subito interessante agli occhi del mondo, al punto da indurre una spinta globale tesa allo sviluppo degli strumenti di valutazione. Sulla scia di BREEAM, sono stati sviluppati altri strumenti per la
valutazione della performance ambientale degli edifici, come ad esempio LEED. Tali strumenti vengono ormai utilizzati in ogni angolo del pianeta (BRE, 2013; USGBC, 2013), contribuendo in misura significativa alla riduzione dei carichi ambientali degli edifici. La Figura 1 indica gli strumenti di
valutazione sviluppati nel mondo.
Figura 1 Strumenti di valutazione sviluppati nel mondo (situazione aggiornata al mese di Settembre 2012)
Norvegia: Ecoprofile
Finlandia: PromisE
Svezia: EcoEffect
Regno Unito: BREEAM
Olanda: Eco-Quantum
Francia: Haute Qualité
d’Environnement (HQE)
Germania: German Sustainable
Building Certificate (GSBC)
Portogallo: Lider A
Spagna: VERDE
Italia: LEED Italia, Protocollo Itaca
EAU: LEED Emirati Arabi Uniti
Sudafrica: Green Star SA, SBAT
Giappone: CASBEE
Corea: Eco-friendly Building
Cina: Valutazione Standard degli Edifici “Verdi” (Bioedilizia)
India: LEED India, TERI-GRIHA
Hong Kong: BEAM+
Taiwan: EEWH
Vietnam: LOTUS
Malesia: Green Building Index
Singapore: Green Mark
Filippine: BERDE
Indonesia: Greenship
Australia: Green Star, NABERS
Nuova Zelanda: Green Star NZ
Canada: LEED Canada
USA: LEED
Messico: LEED
Colombia: LEED
Brasile: (LEED)
Argentina: LEED
In Giappone, sotto la direzione del Ministero del Territorio, delle Infrastrutture, dei Trasporti e del Turismo (MLIT), è stato istituito un comitato all’interno dell’IBEC che, nel 2001, ha avviato lo sviluppo
degli strumenti per la valutazione della performance ambientale degli edifici. L’espressione Comprehensive Assessment System for Built Environment Efficiency CASBEE (Sistema Completo di Valutazione
per l’Efficienza Ambientale Edilizia) è stata coniata alla luce delle attività svolte da questo comitato
(Murakami, 2004).
SINTESI DEL PERCORSO COMPIUTO DALLA VALUTAZIONE AMBIENTALE E DALLA RICERCA NEL SETTORE EDILE,
ELABORATA PARTENDO DA UNA PROSPETTIVA STORICA
Le tre fasi della valutazione ambientale
A dispetto della sua apparente connotazione inedita, il tema della valutazione della perfomance ambientale degli edifici era stato già ampiamente dibattuto (ma anche attuato) già diversi anni prima
che affiorassero le problematiche associate all’ambiente globale. Ciononostante, le primissime valu-
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tazioni della performance ambientale degli edifici facevano perno sull’analisi della qualità del loro
ambiente indoor. Questo significa che la valutazione ambientale veniva effettuata nell’ottica di un
“miglioramento del livello di comfort per i fruitori degli edifici che vi abitano stabilmente”. Questo
tipo di valutazione aveva finito per prevalere sui tradizionali metodi di valutazione ambientale, ben
attagliandosi ai principi dell’ingegneria naturalistica applicata alle strutture architettoniche. La possiamo considerare a tutti gli effetti come la prima fase della valutazione della performance ambientale
degli edifici. All’epoca, le problematiche ambientali non erano diffuse su scala planetaria come oggi.
I carichi ambientali sui sistemi naturali associati alla struttura e all’operatività degli edifici erano a
malapena presi in considerazione per la valutazione della performance. Per inciso, sul finire degli
anni Cinquanta del secolo scorso, la disciplina detta “Principi di Programmazione Architettonica” fu
ribattezzata “Ingegneria del Controllo Ambientale” presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Tokyo, facendo sì che la ricerca sulla valutazione della performance ambientale indoor rimanesse un tema portante di questa disciplina.
Negli anni Sessanta del secolo scorso, l’inquinamento è divenuto un problema in tutto il Giappone e
in altri Paesi industrializzati. Nelle aree urbane, il cosiddetto ambiente di prossimità è diventato una
questione sociale di vitale importanza, oltre che una prassi amministrativa volta a valutare l’influenza
sull’ambiente, che ha goduto degli ampi favori del pubblico, come nel caso di “Valutazione dell’Impatto Ambientale”. Possiamo considerarla come la seconda fase della valutazione ambientale, dove
solo i fattori negativi di un edificio in relazione all’ambiente circostante (ad esempio l’inquinamento)
sono stati inseriti nel metodo di valutazione come “influenza ambientale” (ad esempio il carico ambientale). Un esempio tipico in tal senso è dato dall’accelerazione del vento causata dall’interazione
con un edificio. La posizione assunta nella seconda fase è piuttosto esplicita e antitetica a quella
della prima fase, poiché sono stati valutati solo ed esclusivamente i carichi ambientali all’esterno. Gli
effetti della procedura amministrativa della valutazione sono rimasti immutati.
La terza fase è definita dalla valutazione ambientale che è stata avviata tra la fine degli anni Ottanta
e l’inizio degli anni Novanta del secolo scorso, quando le questioni ambientali a livello planetario divennero uno degli argomenti prioritari inseriti nell’agenda politica internazionale.
Questa fase è caratterizzata dall’inclusione esplicita della salute della “Terra” come aspetto avente
rilevanza ai fini della valutazione. Benché quella della riduzione dei “carichi ambientali” sia rimasta
una questione di primaria importanza, si è anche tenuto conto del confort ambientale ai fini di un miglioramento della qualità della vita (QOL). Due diversi aspetti rappresentati da un vettore incompatibile (riduzione del carico ambientale e miglioramento della qualità ambientale) sono stati utilizzati
per la valutazione che, entro una certa misura, ha generato minor chiarezza rispetto alla prima o alla
seconda fase.
Attualmente, la valutazione della terza fase riveste un interesse primario a livello mondiale; ormai,
l’espressione “valutazione della performance ambientale” designa semplicemente questo tipo di valutazione in relazione all’ambiente. Questo libro prende anche in esame gli strumenti per la terza
fase.
Il termine “ambiente” nella sua versatilità e ambiguità
Il termine “ambiente” si presta a una certa versatilità, al punto che attualmente lo si impiega in svariati
contesti. Come evidenziato nella sezione precedente di questa cronologia degli studi condotti sulle
tematiche ambientali, ciò che è comunemente noto come “ambiente vivibile” e “ambiente globale”
delineano due dimensioni di “ambiente” completamente diverse in termini di correlazione con le diseconomie esterne. Il concetto dei carichi ambientali e delle relative problematiche, innescate da
una profonda percezione a livello di opinione pubblica e di politica, basta e avanza per manifestare
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l’esigenza di un paradigma che prenda le distanze dalla cultura del XX secolo, quando le persone venivano incoraggiate a consumare sempre di più.
Quando l’attenzione si concentra sull’“ambiente vivibile”, occorre sapere che il suo obiettivo risiede
nel miglioramento della cosiddetta qualità della vita (QOL). Al contrario, l’espressione “ambiente globale” implica l’esigenza di ridurre i carichi ambientali. A dispetto della loro essenza fondamentalmente
diversa, ma obbedendo a una logica convenzionale, questi due ambienti giungono sovente a un compromesso. Individuare una soluzione al conflitto fra queste due dimensioni, rappresenta una sfida
decisiva nel settore dell’ingegneria ambientale. In CASBEE, come già evidenziato in precedenza, tale
problematica viene gestita associando ciascun fattore di valutazione a Q (Qualità: qualità ambientale)
o C (Carico: carico ambientale). Così facendo, queste due categorie vengono valutate separatamente.
Per ciò che attiene ai numerosi dibattiti sulle “questioni ambientali”, solo in rari casi è emersa una
chiara consapevolezza della diversità fra i due ambienti. Nella maggior parte dei casi, si genera confusione sugli approcci da adottare per gestire le questioni ambientali (Murakami, 2004).
L’IMPORTANZA E L’EFFETTO DEGLI STRUMENTI DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE AMBIENTALE
Visualizzazione della performance e del posizionamento della valutazione della performance
ambientale
Quando viaggiamo, i punteggi assegnati alle strutture alberghiere mediante un certo numero di stelle
(come nel caso della Guida Michelin) si rivelano utili per consentirci di scegliere un albergo che sia
in linea il più possibile con le nostre esigenze.
Questo tipo di classificazione è nota come visualizzazione della performance, dove le informazioni
specifiche vengono quantificate da esperti in un contesto di qualità di servizi nella società, e i risultati
vengono resi di pubblico dominio. Grazie a una maggiore accessibilità alle informazioni sotto forma
di visualizzazione della performance, il pubblico può fare la differenza in termini di riduzione dell’asimmetria delle informazioni a beneficio dei fruitori generici i quali, essendo isolati dal contesto, potrebbero faticare a comprendere le informazioni specialistiche. Oltre al metodo del punteggio introdotto
da Michelin per valutare la qualità offerta dall’industria dei servizi, esistono altri sistemi di valutazione
(o ranking) applicati a settori come le arti figurative, di intrattenimento piuttosto che le arti marziali
giapponesi (il cosiddetto metodo “dan”). Pensiamo anche agli handicap nel golf, che sono stati introdotti nel Regno Unito. Negli esempi appena evocati, vengono valutate le abilità dei singoli individui,
ma l’intento e l’effetto della visualizzazione sono gli stessi.
Anche gli strumenti per la valutazione della performance di un edificio o di una città intendono visualizzare la performance rilevata. Questo tipo di visualizzazione risulta particolarmente importante,
poiché gli edifici e le città in quanto tali rappresentano dei beni sociali. Fra gli obiettivi dello sviluppo
degli strumenti di valutazione, troviamo una riduzione dei carichi ambientali indotti dagli edifici e il
miglioramento della performance, nonché l’opportunità di rendere le informazioni sulla performance
degli edifici visibili e accessibili al pubblico, ove le problematiche legate all’ambiente diventino più
gravi a livello globale. Come evidenziato più sopra, questa forma di contributo è stata accolta in
modo più che favorevole in tutto il mondo. Attualmente, quasi tutti i Paesi, in cui l’edilizia rappresenta
un’attività industriale di primaria importanza, hanno sviluppato alcuni strumenti di valutazione o sono
in procinto di adottare una serie di strumenti già adottati altrove, riducendo sensibilmente i carichi
ambientali associati al settore edile.
La riforma del mercato e della condivisione delle informazioni a carattere ambientale attraverso la visualizzazione
La visualizzazione della performance non rappresenta solo un vantaggio per i fruitori, rendendo le
informazioni sulla performance accessibili al pubblico, ma anche un incentivo per i proprietari/pro-
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gettisti/costruttori o i membri delle amministrazioni locali a ottenere delle performance migliori. Seguendo l’evoluzione e la crescente popolarità dei metodi di valutazione o degli strumenti per l’assegnazione dei punteggi, la rivoluzione del mercato per le industrie, che operano nel comparto
edilizia/urbanistica, (rivoluzione che passa attraverso questo tipo di valutazione) rappresenta la prossima sfida che attende il settore edile e lo sviluppo urbanistico. La divulgazione pubblica dei risultati
incoraggia pertanto gli stakeholder, come i proprietari degli immobili, i progettisti e le amministrazioni
locali a progettare e a costruire una città o un edificio con una performance ambientale superiore. È
su questo effetto che fa perno la riforma del mercato. La Figura 2 indica la struttura del mercato
dopo averne attuato la riforma. È essenziale raccogliere i dati sugli edifici ‘verdi’ valutati dagli strumenti, per poter dimostrare i vantaggi degli edifici con una performance ambientale superiore, e incrementare di riflesso il numero delle commesse di costruzione o delle opportunità di investimento,
creando un’eccellente selezione di edifici qualitativamente elevati presenti sul mercato.
Figura 2 Riformare il mercato immobiliare per incrementare la notorietà a livello di massa degli edifici ‘verdi’ e del ruolo degli
strumenti di valutazione (RICS, 2008)
La necessità di riformare il mercato attraverso la visualizzazione è riconducibile a un miglioramento
della performance, divulgando pubblicamente le informazioni e le successive decisioni autonome,
senza limitarsi a promulgare le leggi. Questa tendenza del mercato a intraprendere una svolta attraverso la valutazione delle performance, che è già emersa in Giappone e Nord America, sta dilagando
in tutto il mondo. Alcuni contributi significativi verso una riduzione dei carichi ambientali globali sono
in fase di attuazione nel settore dell’edilizia e dello sviluppo urbano.
LE CARATTERISTICHE DEL SISTEMA E DEI METODI DI VALUTAZIONE MEDIANTE APPOSITI STRUMENTI
Rispetto agli altri strumenti disponibili a livello mondiale, CASBEE possiede una struttura unica e semplice. Le caratteristiche salienti di CASBEE sono descritte di seguito:
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Definizione chiara dei confini spaziali da valutare
In buona parte degli strumenti utilizzati a livello mondiale, l’oggetto della valutazione viene spesso
vagamente definito come un edificio o un’ubicazione. Tuttavia, prima di procedere alla valutazione,
non si dovrebbe mai omettere di fornire una definizione chiara degli spazi da valutare. Sotto questo
profilo, di tutti gli strumenti disponibili nel mondo, solo CASBEE si esprime in modo esplicito. Grazie
a CASBEE, il confine virtuale viene presentato come una zona che circonda l’edificio interessato, e
gestito come confine del sito. L’interno e l’esterno del confine dello spazio virtuale vengono contestualizzati in modo specifico, per poter essere valutati distintamente. In questo caso, l’elementochiave è dato dal fatto che la zona circostante dell’edificio è esplicitamente inclusa per una
valutazione in situ. (Murakami, 2004) Tale concetto è descritto dalla Figura 3.
Figura 3 Delimitazione spaziale per la valutazione con CASBEE e definizione dell’Efficienza dell’Ambiente Costruito (BEE)
Ad eccezione di CASBEE, nessuno strumento è in grado di fornire una definizione chiara che descrive
il sito dalla prospettiva di un’area da valutare.
Definizione chiara degli ambienti da valutare
Come già evidenziato, vengono integrati alcuni aspetti diversi fra loro rappresentati da un vettore
incompatibile, vale a dire il miglioramento di Q (qualità ambientale) e riduzione di C (carico ambientale), ai fini di una valutazione ambientale dell’edificio all’interno di quest’area globale. Solo il sistema
CASBEE è stato progettato in quest’ottica. Con CASBEE, come indicato alla Figura 3, ciascun elemento
da valutare viene dapprima associato al Gruppo Q o al Gruppo C, per poi essere assegnato al rispettivo sottogruppo ai fini di una categorizzazione più dettagliata.
Metodo di calcolo del punteggio
Molti strumenti di valutazione hanno adottato la semplice somma dei punti ottenuti dai rispettivi elementi analizzati. Tuttavia, come indicato nella Figura 3, l’originalità del metodo di valutazione CASBEE
scaturisce dall’impiego dei fattori Q e C evocati più sopra, per ottenere un indicatore scalare determinato da Q/C (in relazione all’Efficienza dell’Ambiente Costruito; BEE). BEE delinea un concetto simile
al Factor Four proposto da Weizsäcker in Germania come l’uso efficiente delle risorse. (von Weizsäcker, et al., 1998).
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Struttura stratificata di una scala o di aree definite per la valutazione
In un primo momento, tutti gli strumenti di valutazione, a cominciare da BREEAM, sono stati sviluppati
al fine di valutare gli immobili ad uso uffici e/o gli immobili residenziali multi-unità. L’applicabilità di
vari strumenti, come ad esempio BREEAM, LEED e CASBEE si è progressivamente diffusa rendendo
possibile la valutazione su scala di un distretto (o area locale o prossimità). (Cole, Brown & McKay,
2010) CASBEE for Cities, di recente pubblicazione, è l’unico strumento che permetta una valutazione
su scala cittadina. (Murakami, et al., 2011)
Figura 4 Struttura stratificata di una scala di aree definite per la valutazione con CASBEE
Inclusione della scala temporale ai fini della valutazione
Inizialmente, quasi tutti gli strumenti di valutazione venivano utilizzati per la costruzione di nuovi edifici. In seguito, è capitato spesso che siano stati sviluppati alcuni strumenti per la valutazione degli
edifici già esistenti. Nella fase di valutazione degli edifici già esistenti, non è semplice raccogliere i
dati necessari. Considerando l’alto numero degli edifici già esistenti e la loro performance ambientale
spesso bassa, la promozione della valutazione ambientale degli edifici già esistenti rappresenta una
sfida complessa ma importante.
In CASBEE for Cities, si può procedere alla valutazione dell’ambiente urbano in un contesto di passato,
presente e futuro. Lo sviluppo urbano viene di norma programmato ed eseguito per un lungo arco
temporale. I risultati della politica ambientale urbana possono essere presentati in modo più ottimale,
facendo un confronto fra com’era la città nel passato, com’è nel presente, e come potrebbe essere
nel futuro. Nel contesto della campagna per la politica ambientale urbana, è opportuno che le autorità
comunali rendano noti ai loro cittadini i risultati di questa valutazione. (Murakami, et al., 2011)
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Figura 5 Uso di CASBEE da parte delle amministrazioni locali per i nuovi edifici
CONCLUSIONI
Dopo il disastro della centrale nucleare di Fukushima, la necessità della conservazione dell’energia
nel settore edile è diventata una questione sempre più impellente. Il carico ambientale prodotto nel
settore edile è enorme al punto da essere responsabile del 30-40% del totale di energia consumata
o del totale delle emissioni di CO2. La riduzione del carico ambientale indotto dagli edifici rappresenta
dunque una delle maggiori sfide di questo settore. Trattandosi di un metodo prevedibilmente efficace
per migliorare l’attuale situazione, la valutazione della performance ambientale integrata ai sistemi
socio-amministrativi appare interessante agli occhi del mondo. In Giappone, come indicato nella Figura 5, molte amministrazioni locali hanno sancito l’obbligo di allegare i risultati della valutazione ef-
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fettuata con CASBEE alla domanda per il rilascio delle concessioni edilizie (IBEC, 2013). In Giappone,
questo è l’unico approccio volto a far conoscere a tutti i cittadini gli edifici ‘verdi’. Tale approccio è
attuato in collaborazione con le amministrazioni locali per quanto concerne l’impiego degli strumenti
per la valutazione degli edifici.
Gli esperti e gli specialisti del settore edile hanno una grande responsabilità, poiché sono chiamati
a migliorare i contenuti o l’applicabilità degli strumenti di valutazione, al fine di approdare a un maggior riconoscimento degli strumenti, fermo restando che è possibile fornire maggiori contributi orientati a un’attenuazione delle problematiche ambientali a livello planetario.
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