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Bringing Light N°3 - Giugno 2014

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le
idee
del
futuro
Settori
Disegnare il futuro
nell’economia e nella società
Da pagina 6
Aziende
Protagonisti dell’oggi
e del domani
Da pagina 8
Il Gruppo Sme.UP:
offerta e struttura
#3
Da pagina 10
BRINGING LIGHT
“The past
is always tense,
the future perfect”
Recita una frase di una giovane novellista inglese1, a metà tra il gioco
di parole e la riflessione sulla vita.
Senza essere pienamente d’accordo sulla visione del passato, che
spesso è carico di dolci ricordi, di certo noi vediamo il futuro come una
palestra bellissima per estendere il pensiero e le speranze e gettare
in avanti gli ingredienti più puri di cui sono composte le nostre
capacità: voglia di cambiare le cose, ingegnosità, immaginazione e
Massimo Facchinetti
forza d’animo.
Direttore Marketing e Vendite - Sme.UP
Le idee del futuro nascono da questa ginnastica mentale, quando
gli esercizi diventano allenamenti costanti e vengono svolti con
capacità, motivazione e attitudine. Le idee del futuro nascono da
una visione estrema di cose che non ci sono e realizzano sogni
trasformandoli in valore. Le idee del futuro sono quelle degli
imprenditori nostri clienti che creano la realtà immaginata e la
migliorano costantemente per il beneficio quotidiano di tutti.
Altre idee del futuro vengono e sono venute nel passato da
donne e uomini straordinari che hanno immaginato come
sarebbe stata la realtà a distanza di molti anni, senza essere
protagonisti materiali delle realizzazioni stesse. Scrivendo su
New York Times nel 1964 a proposito del suo disappunto sulla
poco visionaria World Fair che si stava tenendo negli Stati Uniti,
Isaac Asimov2 provò ad immaginare come sarebbe stata la
stessa esposizione dopo cinquanta anni, cioè oggi. La previsione
da parte di Asimov di fenomeni come Google Translator, del
Mobile Computing, degli schermi 3D così come dei dronipostino di Amazon e delle automobili senza guidatore è uno
stupefacente esempio di come la nostra mente possa colpire nel
segno quando debitamente guidata dalle capacità di astrazione
e modellazione della realtà.
Sme.UP investe su queste capacità e le mette a disposizione dei
propri clienti, consegnando prodotti che danno sostegno anche
ad idee non ancora realizzate e spesso contribuiscono con le loro
caratteristiche di astrazione e per le loro abilità di modellazione a
far nascere nuove idee del futuro.
1) Zadie Smith, pagina Facebook ufficiale www.facebook.com/zadiesmithauthor - traduzione: il passato è sempre foriero
di ansie, il futuro è sempre perfetto
2) Articolo di Isaac Asimov disponibile online all’indirizzo http://www.nytimes.com/books/97/03/23/lifetimes/asi-v-fair.html
1
sommario
BRING
Settori
Settore Vitivinicolo:
rispetto della tradizione
e dialogo con il Cliente ............... Pag. 6
Settore Packaging:
I contenitori che
cambiano il mondo .......................... Pag. 12
Automotive:
Il futuro dell’auto?
Cambia tutto! ............................................ Pag. 20
Distribuzione e Retail:
l’importanza del dato
e dell’online .................................................. Pag. 26
GING LIGHT
Aziende
Il Gruppo Sme.UP
Guido Berlucchi & C. ..... Pag. 8
I sistemi gestionali
di domani ............................................. Pag. 10
Gualapack ..................................... Pag. 14
Come useremo i dati .......... Pag. 18
Palladio Zannini ................... Pag. 16
Gli albori
del Cloud Computing .......... Pag. 24
Gruppo Agrati ......................... Pag. 22
Consulenza
aziendale .............................................. Pag. 32
Bluespirit ....................................... Pag. 28
Web
& Mobile ................................................ Pag. 34
Rexel Italia ................................... Pag. 30
N° 3 n GIUGNO 2014
BRINGING LIGHT TO YOUR BUSINESS
3
I dati dell’economia
in Italia
In cerca di
stabilità
dopo la
recessione
I dati dell’economia italiana lasciano intravedere che il peggio è passato ma anche che la stabilità
che il resto del mondo ha raggiunto, pur in un contesto di variabilità, non è ancora patrimonio del
nostro paese. L’economia è prevalentemente trainata dalla domanda estera, la quale subisce
le tensioni che vengono descritte alla pagina seguente e non ha ancora assunto i caratteri di
un forte flusso in stabile crescita. Questo spiega parzialmente le variazioni della produzione
industriale che sono anche causate da tendenze non uniformi all’interno dei differenti settori
che compongono l’economia. Le banche continuano il processo di ottimizzazione dei loro bilanci
e questo dovrebbe consentire un miglioramento complessivo delle condizioni del credito nel
prossimo anno per le aziende e per le famiglie. In generale, l’indice di fiducia delle imprese è
ai massimi da oltre due anni, anche se è soggetto agli stessi fenomeni di instabilità della
produzione industriale e subisce correzioni improvvise ma non di forte intensità” come accadde
in ottobre 2013. Sul fronte delle notizie negative, il quadro di debole tendenza alla crescita
comporta che il tasso di disoccupazione continui a salire, sebbene su ritmi molto più blandi
rispetto all’anno passato. L’indicatore del tasso di occupazione del mercato del lavoro tornerà
a salire solo durante il 2015 sotto gli effetti combinati di una maggiore stabilità della crescita
e del rinnovo di alcuni importanti contratti nazionali. L’indice dei prezzi al consumo rimarrà su
livelli minimi nel 2014 per risalire leggermente nel 2015, quando è altresì prevista una forte ed
ulteriore ripresa non solo delle esportazioni (+4.9%) ma anche delle importazioni (+5.5%).
Produzione industriale Italia
2012
2013
4
Indice fiducia delle imprese Italia
2014
2012
2013
www.smeup.com
2014
LE IDEE DEL FUTURO
I dati dell’economia
nel resto del mondo
L’economia europea sta continuando nel percorso di
lento recupero iniziato nella seconda metà del 2013 ma
rimane fragile, come è normale dopo una profonda crisi
finanziaria. Il tasso di disoccupazione è atteso in lieve
ribasso (10.7%) dal picco del 2013 (10.9% a livello EU) e
l’inflazione rimarrà a livelli storicamente minimi durante
l’anno in corso ed il prossimo, pur manifestando una
leggera tendenza al rialzo. In generale, gli aggiustamenti
finanziari operati nell’Unione cominciano a dare frutto:
solo due paesi termineranno il 2014 con il segno
negativo nelle cifre della crescita (Cipro e la Slovenia),
mentre nel 2015 tutte le economie torneranno a
crescere sostenute da esportazioni, domanda interna
e investimenti. A livello globale permane un quadro di
estrema variabilità: continuerà la crescita dell’economia
USA nonostante il graduale allentamento della politica
espansiva della Fed, mentre i segnali di debolezza di
Russia e Brasile sono destinati a mantenersi immutati
così come le tensioni finanziarie che impattano su
paesi come Argentina, Turchia e Sud Africa. Il quadro
suesposto e la frammentazione dei mercati finanziari
specialmente nell’Unione Europea che ridurrà l’impatto
delle politiche monetarie espansive conducono a
ritenere che lo scenario più probabile allo stato attuale
sia quello di un lungo periodo di crescita debole e fragile
su scala internazionale.
N° 3 n GIUGNO 2014
BRINGING LIGHT TO YOUR BUSINESS
Una lenta
e stabile
crescita
prende piede
Previsioni di crescita
2014
2015
Unione europea
1,52,0
Stati Uniti d’America
2,93,2
Cina
7,47,4
Giappone
1,61,3
Russia
1,11,3
Brasile
2,32,8
India
5,46,4
Canada
2,22,4
Australia
2,53,0
Turchia
2,33,1
5
SETTORI
Settore
Vitivinicolo
L’idea
del futuro:
rispetto della
tradizione e
dialogo con
il Cliente
uando si ha a che fare con un prodotto naturale che fa del rispetto
della tradizione e dei disciplinari il criterio principe della qualità pare
fuori luogo parlare di idee del futuro.
In realtà il settore del vino è arrivato agli splendori attuali grazie ad
un sapiente lavoro di innovazione svolto a vari livelli dai produttori e
dalle istituzioni.
L’Italia ha saputo restare ai vertici della produzione mondiale anzitutto per
quantità. Produrre milioni di ettolitri di vino non significa solo impiegare tecniche
industriali per la trasformazione e l’imbottigliamento. L’industria del vino impegna
il territorio e la vita di centinaia di migliaia di persone che sono i primi artefici della
qualità delle loro produzioni.
Produrre il vino è stato negli ultimi trenta anni un’attività che si è alimentata
fortemente di idee del futuro. Il sistema vitivinicolo italiano ha saputo fare
sistema e fare crescere la qualità della produzione e la comunicazione attorno al
vino riuscendo allo stesso modo a sviluppare l’export, sostenere i consumi interni
e consentire ai produttori di mantenere volumi elevatissimi che fanno ancora
oggi dell’Italia di gran lunga il primo produttore mondiale di vino, con una quota
mondiale pari al 16%.
La cultura della qualità della produzione, migliorando i procedimenti senza modificarli
drasticamente, ha fatto passi molto importanti ed è oggi data praticamente per
scontata quando si guarda l’etichetta di un prodotto. Il legame con la tradizione
è fondamentale anche per il rispetto per il prodotto stesso e gli elementi di vera
innovazione vengono cercati nella creatività degli uvaggi, nella qualità del processo
produttivo stesso e anche altrove.
www.smeup.com
LE IDEE DEL FUTURO
Inizia allora il vero meccanismo di dialogo con il Cliente, che viene tutelato
sul piano della qualità dalla presenza di un numero ormai elevatissimo
di proposte ad alto valore industriale sulla base di standard di tipo
internazionale.
Oggi realizzare idee del futuro per il settore vitivinicolo è allo stesso modo
un esercizio sfidante e un lavoro creativo basato sulla capacità dei viticoltori,
dei produttori di vino e di chi realizza la comunicazione attorno a queste
competenze.
La bottiglia di vino entra nell’immaginario del produttore come oggetto che
comunica con il consumatore finale in un contesto di relazione tra produttore
e consumatore sempre più ravvicinato.
Allo stesso tempo, le conoscenze sulle tecniche produttive e sui valori
aggiunti che queste possono portare consentono al consumatore di elaborare
sistemi di valutazione del produttore e del prodotto molto sofisticati.
Il produttore di vino è oggi anzitutto un erogatore di competenze. Sapere
come si produce vino superiore è oggi motivo di grande interesse, che
il consumatore valuta per la sua profondità, differenza rispetto ad altri
produttori, capacità di indirizzo.
Il carattere del vino viene valutato poi anche sulla base degli elementi di
comunicazione messi a disposizione da parte del produttore in termini di
etichetta, sito web, Social Network, nonché strumenti per entrare in contatto
con il consumatore stesso.
Produzione vino 2013 (hl/m)
Il marketing del vino e lo studio dei migliori meccanismi di distribuzione
sono diventati elementi di qualità del prodotto, in quanto avvicinano le
competenze del produttore al mercato e le rendono fruibili, diminuendo le
barriere tra consumatori e wine-maker.
Il consumo di vino diventa quindi il punto di partenza per il produttore
per ottenere feedback da parte del consumatore finale. Arrivare ad una
interazione 1:1 di qualità è il sogno sia di ciascun produttore che dei
consumatori più appassionati. Il mix di elementi per realizzare questo
scenario è oggi oggetto di analisi da parte dei produttori, anche se già
affiorano alla superficie alcune idee del futuro sul come arrivarci.
N° 3 n GIUGNO 2014
BRINGING LIGHT TO YOUR BUSINESS
Italia
Spagna
Francia
USA
Argentina
Cile
Australia
Cina
Sud Africa
Germania
Portogallo
Romania
44,9
42,7
42,0
22,0
15,0
12,8
12,5
11,7
11,0
8,3
6,7
4,3
7
AZIENDE
Un’infrastruttura
solida per
andare oltre la
tradizione
Guido Berlucchi & C
on tutti sanno che gli spumanti di Franciacorta sono un prodotto
molto giovane, abilmente inserito in un contesto di grandi tra-
Le idee del futuro
di Guido Berlucchi
dizioni vitivinicole solo a partire dagli anni ’60 del secolo scorso.
Mentre la coltura della vite e la produzione di vino nelle “Curtes
Francae” risale almeno all’anno 1000, fu solo nel 1961 che le
prime bottiglie di Franciacorta videro la luce, grazie all’intuizione
di Guido Berlucchi e dell’enologo Franco Ziliani che, con l’amico Giorgio Lanciani,
avevano fondato qualche anno prima l’azienda denominandola con il nome di uno
dei tre fondatori.
Oggi la Guido Berlucchi & C. è il più noto produttore di Franciacorta con i suoi 4
milioni di bottiglie e i quasi 10 mila clienti sul territorio nazionale e in 33 paesi
del mondo. Grazie all’esperienza storica e alle sue dimensioni, l’azienda è fortemente attiva anche dal punto di vista del marketing, a livello di comunicazione e
di prodotto.
“Le frontiere della nostra attività da un lato sono ben ancorate nella tradizione e
dall’altro si muovono verso lo sviluppo di innovazione, che noi perseguiamo soprattutto con prodotti innovativi e carichi di contenuto” spiega a Bringing Light il Direttore Amministrazione e Finanza Roberto Sciolli”
I clienti di Guido Berlucchi & C. si suddividono infatti in due categorie, con i tradizionalisti da una parte che ricercano ripetutamente lo stesso spumante nella stessa enoteca o in distribuzione e chi invece è attento alla novità di prodotto e consulta canali
nuovi alla ricerca di contenuti informativi di vario genere.
www.smeup.com
LE IDEE DEL FUTURO
Il mondo digitale sta trasformando i grandi brand in ag-
futuro di Berlucchi consiste nell’instaurare un rapporto
gregatori di interessi e contenuti e anche il mercato del
sempre più diretto con il Cliente finale che prende tra le
vino non fa eccezione. Per il consumatore è piacevole che
sue mani la bottiglia e che un giorno potrà interagire con
un’azienda leader come Guido Berlucchi & C. comunichi
l’azienda inviando dati sulle sue preferenze ed i suoi in-
ricercando empatia e condivisione di sentimenti positivi
teressi al gestionale Sme.UP ERP. L’analisi di tali dati co-
attraverso Facebook, ambientando la propria comunica-
stituirà dunque un valore strategico importantissimo per
zione e vestendo le proprie bottiglie una volta nella Mille
poter sviluppare la relazione, ottenere fidelizzazione e
Miglia di auto d’epoca e qualche giorno dopo con i colori
costruire nuove offerte basate sulle preferenze.
della festa della mamma o le forme pure del Salone del
Mobile, nel frattempo dispensando consigli tecnici sul
L’azienda infatti già oggi ha conseguito un livello molto
come consumare il vino, sugli accostamenti più conve-
soddisfacente di automazione, grazie anche alle inter-
nienti o facendo leva sull’orgoglio italiano il 25 aprile.
facce EDI e alla raccolta ordini da agenti sviluppata da
Sme.UP, ed ha iniziato un percorso di ricerca dinamica e
Confezionare emozioni e contenuti ed incrociarli con i
creativa di meccanismi di interazione con il Cliente che
nuovi prodotti come la bottiglia di grande successo deno-
stanno dando già i loro frutti in termini di business, ad
minata “61” richiede sforzi e concentrazione, in un conte-
esempio con i successi dei nuovi prodotti presso i target
sto di sostanziale tranquillità sulla serena gestione delle
per cui erano stati originariamente pensati.
operazioni critiche per la qualità dei prodotti e la conduzione dell’azienda. Questo scenario di buon controllo sulle operazioni è garantito da oltre 20 anni dai prodotti di
Smea prima e di Sme.UP poi.
Guido Berlucchi & C. fu uno dei primi clienti del prodotto
Sme.UP ERP, addirittura un beta tester. Ed ora il prodotto
copre tutte le aree aziendali ed è focalizzato in particolare
sulla corretta gestione del magazzino che per l’azienda è
ovviamente un asset strategico di grande valore.
“Il sistema informativo è un aspetto essenziale e irrinunciabile per la nostra azienda e dobbiamo ottenere ulteriori
“La nostra idea
del futuro è
coniugare la
tradizione con il
dialogo diretto
con il Cliente
finale”
benefici sul piano della lettura del dato, per trasformare
il dato in informazione” aggiunge Sciolli. Infatti l’idea del
N° 3 n GIUGNO 2014
BRINGING LIGHT TO YOUR BUSINESS
9
OFFERTA
Le idee del futuro
I sistemi
gestionali
di domani
possibile pensare che i sistemi gestionali di domani siano radicalmente
diversi da quelli di oggi? Ed è possibile pensare che questa diversità
si possa realizzare senza stravolgere quanto già disponibile allo stato
attuale?
In teoria una prima risposta positiva potrebbe preludere ad un “no”
alla seconda domanda ma questo non è il caso quando si guarda a
sistemi costruiti per essere scalabili.
Quali sono le differenze ed i trend più importanti che riguardano l’evoluzione dei
sistemi gestionali? Ecco alcuni spunti presi dagli studi di ricerca internazionali più
quotati al momento.
Aumento dell’importanza della Business Intelligence
Con l’aumento delle tensioni sul business gli istituti di ricerca prevedono che
un numero maggiore di aziende si focalizzi sulla messa a fattor comune dei dati
aziendali in un’ottica di Business Intelligence, interna e/o esterna ai sistemi
ERP stessi, allo scopo di ottenere vantaggi competitivi dalle implementazioni
degli anni passati e anche di rivedere aspetti delle medesime che meritino di
essere ottimizzati.
Maggiore integrazione con il Cloud Computing
I sistemi ERP sono destinati ad essere maggiormente assistiti da modalità di
Cloud Computing a titolo vario, sia a fronte di decisioni di cambio di piattaforma
(da On-Premise a Cloud) sia per soluzioni ibride sia per piani di Disaster Recovery
basati su Cloud Computing.
Migliore User Experience
La crisi economica ha contribuito a cambiare le abitudini delle imprese e a cambiare
le priorità in favore di una maggiore usabilità, convenienza e facilità di collaborazione
tra reparti e dipendenti. I clienti richiederanno sempre di meno sistemi complessi e
sempre di più sistemi integrati che consentano di trovare clienti ed informazioni ad
essi connesse sempre più rapidamente, di scegliere prodotti, di allocare risorse e di
effettuare e verificare pagamenti.
GRUPPO
www.smeup.com
LE IDEE DEL FUTURO
Social ERP
Le necessità di collaborare rapidamente tra colleghi rendono più probabile l’integrazione
di tecnologie “social” all’interno di sistemi ERP allo scopo di favorire la comunicazione
contestuale e real-time, ridurre il numero di email e assicurare una collaborazione efficace ed
efficiente tra chi pone la domanda e chi ha titolo per rispondere su un determinato oggetto.
Two-tier ERP
Le implementazioni di sistemi gestionali dovranno sempre più fare i conti con la
necessità di possedere allo stesso tempo una piattaforma software solida e complessa
per la gestione dei processi “core” e una serie di processi supportati da sistemi
informativi facili da usare, disponibili ai gruppi di lavoro interni ed esterni e possibilmente
sviluppabili, integrabili e utilizzabili come sistemi di reporting anche mobili.
Consumerizzazione dell’ERP e mobilità
Per molte aziende, avere accesso in mobilità ai sistemi ERP e ai dati aziendali non sarà più
“nice to have” ma piuttosto una forma di necessità sia allo scopo di consultare dati sia per
permettere ai propri dipendenti e clienti di accedere in tempo reale alle risorse dell’azienda
e caricare ordini, validare transazioni, far progredire i flussi di workflow, eccetera.
Ecco dunque che le direzioni di sviluppo del Laboratorio di Sme.UP aggiungono questi trend
ai già presenti piani di evoluzione dei sistemi dal punto di vista dell’internazionalizzazione
verso i paesi remoti come la Cina e si preparano ad evolvere ogni giorno di più nella
direzione delle dinamiche sopra esposte.
Già da tempo in programma e giunto ormai alle fasi conclusive, il progetto di apertura di
Sme.UP ERP a tutte le piattaforme hardware vedrà la luce durante il 2015, semplificando
ulteriormente le opportunità di integrazione del prodotto con tutte le altre componenti
software esistenti in commercio che già oggi fanno dei progetti Sme.UP un esempio di
come integrare l’universo dei dati aziendali in un unico strumento di gestione e di analisi.
La migrazione verso la versione 4.1 di Sme.UP ERP e l’integrazione dell’applicazione
Sme.APP per dispositivi mobili consentono di essere in linea con le idee del futuro che
riguardano i sistemi gestionali.
N° 3 n GIUGNO 2014
BRINGING LIGHT TO YOUR BUSINESS
11
SETTORI
Settore Packaging
L’idea
del futuro:
i contenitori
che cambiano
il mondo
uò l’involucro di un prodotto di consumo cambiare la nostra vita
in meglio? E’ lecito parlare di idee del futuro quando si tratta di
materiali destinati a contenere i nostri cibi o altri prodotti di uso
quotinano?
La storia del packaging è una linea sostanzialmente piatta che dalla preistoria,
in cui i cibi si potevano consumare solo dove si trovavano o in contenitori naturali come zucche, conchiglie, noci di cocco e pezzi di legno cavo, passa con un salto
alle società antiche in cui i materiali sfusi venivano conservati e trasportati in giare,
bisacce, anfore, scatole, urne, bottiglie di vetro. Il packaging non cambia sostanzialmente per secoli, nonostante qualche contenitore si arricchisca con l’uso di metalli.
Poi con la rivoluzione industriale e dei trasporti qualcosa cambia radicalmente.
La merce diventa prodotto, gli imprenditori hanno bisogno di ammortizzare
gli investimenti aumentando la marginalità e guadagnando quote di mercato.
Già, perché nasce il mercato nella sua accezione moderna: un luogo diffuso di
collocazione del prodotto che viene reso disponibile da sistemi di trasporto “veloce”
e che viene reso noto ai consumatori tramite mezzi di comunicazione sempre più
di massa. Francesco Cirio comincia ad inscatolare cibi nelle latte nel 1856 a Torino.
Vent’anni dopo la sua fabbrica è un vero e proprio stabilimento industriale che dà
lavoro a oltre 200 persone.
A partire dagli anni ’50 del secolo scorso il packaging diventa protagonista, nel
bene e nel male. I prodotti diventano riconoscibili anzitutto per il loro involucro che
comunica, esprime, identifica. Il packaging deve essere anzitutto efficace, in quanto si
adatta alle caratteristiche del prodotto e ne comunica la storia, ergonomico in quanto
difende il prodotto adattandosi alle aspettative del consumatore ed economico, nel
senso letterale del termine nonché in ragione della sua capacità di essere smaltito
nell’ambiente in quanto biodegradabile o riciclabile. Le pietre miliari della storia del
packaging, le idee del futuro che hanno trasformato in meglio la nostra vita sono
davvero tante. Ricordiamo di seguito alcune delle più importanti.
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LE IDEE DEL FUTURO
La latta (o lattina) nasce oltre 200 anni fa e vive tutte le
tappe dell’evoluzione dell’utilizzo del packaging.
Da oggetto di ammirazione di Napoleone Bonaparte a
contenitore di carne, tonno, ortaggi, bevande e molte altre
cose ancora. Fino a diventare ai giorni nostri strumento di
comunicazione di marca oltre che di prodotto. Quante lattine girano in Europa ogni anno? Oltre 25 miliardi.
Il tubetto d’alluminio è oggi leggermente meno diffuso
della lattina ma ha penetrato in modo molto profondo alcuni mercati. Il settore cosmetico assorbe quasi la metà
degli oltre 11 miliardi di pezzi diffusi in Europa. Il tetrapack, come viene chiamato il tipo di packaging prodotto dalla svedese omonima azienda, venne introdotto
preistoria
per la prima volta durante gli anni ’50 per sostituire le
bottiglie di vetro destinate al trasporto del latte fresco. Il
grande successo ottenuto da subito fu dovuto alla capa-
Contenitori naturali
l Bassissime esigenze di trasporto
l
cità del nuovo contenitore di ridurre i rischi di rottura, di
società antiche
ridurre gli spazi ed i costi di trasporto e condusse rapidamente a dover diversificare l’invenzione sia per dimensioni che per tipologia di alimento, allo scopo ad esempio di
ospitare alimenti destinati alla lunga conservazione.
Oggi nel mondo circolano oltre 175 miliardi di esemplari di
Conservazione e trasporto di materiali sfusi
Varietà di contenitori
l Scarsa evoluzione tecnologica
l
l
1850 - 1950
Tetrapack all’anno e i risultati ottenuti in termini di riduzioni di emissioni di CO2 sono eccezionali.
La merce diventa prodotto
l Il prodotto assume l’identità
dell’imprenditore
l Crescono le necessità di trasporto
l Aumentano progressivamente le funzioni
di protezione e comunicazione
l
Le invenzioni non si limitano a nuovi formati rivoluzionari
di cui si legge anche alle due pagine successive.
La capacità di innovazione tecnologica delle aziende è tale
che oggi è possibile realizzare involucri, scatole e contenitori che funzionano come grandi dischi fissi per imma-
1950 - 2014
gazzinare dati, o seguire una confezione di medicinali in
tutto il percorso che svolge dalla fabbrica fino al paziente
e consumatore finale.
In questo senso il packaging può cambiare il mondo e rendere più facile la nostra vita grazie a continue introduzioni
di idee del futuro.
N° 3 n GIUGNO 2014
Il boom economico fa esplodere
la comunicazione
l Consumare diventa un fenomeno
di entertainment
l Il packaging influenza e determina
i comportamenti di acquisto
l
BRINGING LIGHT TO YOUR BUSINESS
13
AZIENDE
Gualapack
Inventare
packaging
che migliorano
la vita
le idee del futuro
di un’azienda
italiana
nel mondo
he la creatività e la capacità di fare impresa degli italiani non siano
una novità è quasi un luogo comune. Peraltro il caso di Gualapack ha
il merito di far riflettere sul come queste due caratteristiche siano davvero
ben presenti e radicate nei nostri territori e sul come siano in grado
di produrre esempi eccellenti e in qualche caso straordinari.
Gualapack si inserisce a tutti gli effetti nella storia del packaging di cui si può leggere alle due pagine precedenti, essendo essendo tra i primi a prendere licenza di
una nuova forma di packaging chiamato “Cheerpack” e diventato ormai un oggetto che viene prodotto nel mondo ogni anno in alcuni miliardi di esemplari, di cui
oltre 3 miliardi solo grazie agli stabilimenti di Gualapack nel mondo.
Il Cheerpack è tecnicamente un imballaggio flessibile preformato con tappo e sostanzialmente un’ottima idea che assicura un insieme di consistenti vantaggi ai
clienti di Gualapack e agli utilizzatori finali del prodotto.
La forma è “simpatica” in quanto tondeggiante, rigonfia e comprimibile, inducendo sensazioni positive quasi ancestrali, e di solito allietata dai colori del brand del
produttore del contenuto. Inoltre il packaging sta in piedi da solo, il che facilita
le operazioni di trasporto e lo rende un oggetto ancora più gradevole e dotato di
personalità. I mercati internazionali ne hanno apprezzato anche le caratteristiche
di sicurezza, igiene, capacità di conservare il prodotto contenuto e di leggerezza.
Oggi i più grandi brand a livello mondiale usano il Cheerpack nelle sue varianti di
forma e dimensione e soprattutto corredandolo con le tante tipologie di chiusura a
tappo che Gualapack ha inventato.
Sme.UP ha seguito l’evoluzione dell’azienda in quasi tutto il suo cammino di successi, avendo realizzato una implementazione di Sme.UP ERP dapprima presso la
società Safta che produce la materia prima di laminati multistrato e che fu acquistata da Gualapack nel 2002. Dopo tale acquisizione Sme.UP ERP divenne ben presto il
sistema informativo di tutto il gruppo, per le caratteristiche di grande flessibilità e di
capacità di modellazione dei processi già mostrate in Safta.
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LE IDEE DEL FUTURO
Ad oggi Sme.UP gestisce una complessità fatta di oltre
2 miliardi e 500 milioni di pezzi prodotti in un anno dagli
stabilimenti Gualapack e in via di evoluzione grazie alle
ambizioni del gruppo che sta espandendo la propria presenza internazionale già consolidata in Romania e Costa
Rica. In questo senso Sme.UP ERP è stato concepito da
Gualapack come un sistema in grado di aiutare l’azienda
a costruire un modello di gruppo da rodare in sede e da
far funzionare in modo efficace per poi essere esportato
nelle filiali straniere allo scopo di trasferire anche la conoscenza di processo e non solo il software, le misure della
qualità e non solo le istruzioni tecniche, i key performance
indicator in termini di numeri-obiettivo e non solo le raccomandazioni.
Gualapack è un’azienda che funziona in base ad una grande integrazione delle funzioni e Sme.UP ERP garantisce il
flusso di dati che diventano informazioni e che consentono di legare le vendite alla produzione in modo diretto
e senza filtri. Quando le aziende si sviluppano molto dal
lato delle vendite, andando a sollecitare la domanda di
mercati in via di sviluppo con prodotti di grande successo,
riuscita o delle innovative coperture “Rattle” o dei tappi
le possibili sorprese negative possono venire dal lato del-
che diventano giocattoli e quindi non vengono dispersi
la produzione. Ma in Gualapack la distribuzione capillare
nell’ambiente o dei “Baby Clips” (acquistati da una startup
del dati fino all’operatore di produzione consente di agire
indipendente) che consentono alle mamme di imboccare
in profondità sulle opportunità di ottimizzazione, consen-
i loro bambini con minore dispersione di cibo, un’adeguata
tendo la massima visibilità dell’andamento della produ-
costificazione del prodotto e degli scenari di produzione
zione a chi opera a contatto con il Cliente.
all’interno del sistema Sme.UP ERP permette all’azienda
di realizzare innovazioni a volte rivoluzionarie con il minor
Il beneficio conseguito da Gualapack si trova quindi so-
investimento possibile, in termini di tempo delle proprie
prattutto nel supporto al Decision Making in un momento
risorse e dal punto di vista economico e finanziario.
in cui l’azienda stava e sta spingendo fortemente sull’acceleratore della crescita, costruendo le basi per un ulte-
I risultati sono impressionanti in tutta la storia del gruppo
riore sviluppo futuro a livello globale.
e se guardiamo agli anni recenti l’azienda è passata da
un fatturato di 135 milioni di euro nel 2010 ad oltre 185
Anche quando si tratta di innovare come Gualapack fa
milioni nel 2013, con una crescita dell’organico a livello
soprattutto con le coperture a tappo ma non solo, che si
mondiale da 650 a 1000 addetti, escluse le Joint Venture.
tratti di tappi anti-soffocamento o delle canne anti-fuo-
Evviva il packaging che cambia il mondo, allora…!
N° 3 n GIUGNO 2014
BRINGING LIGHT TO YOUR BUSINESS
15
AZIENDE
Palladio Zannini
uando le aziende italiane riescono a trasformare tecnologie
Tecnologie
d’avanguardia
per permettere
nuove idee
del futuro
mature che vengono dal passato in fattori produttivi di grande
competitività, ciò che può nascere è spesso straordinario.
È il caso di Palladio Zannini, azienda italiana con sede principale a
Dueville (VI) e che affonda le sue radici nella storia dalle tipolitografia
industriale italiana.
Oggi Palladio Zannini serve le aziende leader globali nei settori farmaceutico,
cosmetico ed healthcare tra gli altri, producendo ogni anno centinaia di milioni
di astucci-prodotto e fogli illustrativi interni che vengono stampati e distribuiti
nei mercati di tutto il mondo con tecnologie innovative, consentendo di limitare
i costi di produzione e conseguendo allo stesso tempo risultati un tempo
impensabili in termini di funzionalità.
Queste performance mettono Palladio Zannini in diretta concorrenza con i più
grandi attori mondiali del settore, che i grandi clienti dei mercati di riferimento
fanno gareggiare sul filo della reverse auction, cioè dell’asta alla rovescia per
definire grandi quantitativi di fornitura sulla base della capacità del fornitore di
calcolare il miglior rapporto qualità-prezzo con freddezza e competenza di processo.
Qualità che Palladio Zannini ha acquisito anche grazie ad anni di partnership con
Sme.UP, che oggi ha informatizzato tutti i gangli vitali dell’azienda partendo dalle
esigenze di produzione e trovando in Sme.UP una grande competenza in materia
di schedulazione. Oggi la schedulazione dei lotti di produzione in azienda si svolge
con il massimo dell’ordine e dell’efficienza e consente di minimizzare i tempi di
cambio delle lastre di stampa grazie agli algoritmi sviluppati insieme a Sme.UP nella
determinazione dei processi di produzione.
I clienti dell’azienda possono essere serviti da uno qual-
lotti e la sequenza delle lastre di stampa. Oltre il 50% del
siasi dei 6 stabilimenti di Palladio Zannini, in base ai ca-
fatturato è oggi basato sulla integrazione di questi siste-
richi di lavoro e alle efficienze calcolate.
mi B2B che consentono di soddisfare grandi clienti e di
Oggi l’azienda è in grado di prendere ordini grazie alla
ridurre drammaticamente la possibilità di essere attaccati
conoscenza di tali spazi di efficienza, dei costi e delle
da concorrenti. Oltre 1 milione e 200 mila astucci e più
rese ed è poi in grado di far funzionare i diversi stabi-
di 700 mila fogli illustrativi (o “bugiardini”) sono prodotti
limenti al meglio e ciascuno in base al proprio percor-
da Palladio Zannini ogni anno e le frontiere delle richieste
so di miglioramento della produttività. L’organizzazione
della Clientela si vanno spostando sulle funzionalità oltre
dell’azienda si è andata rafforzando grazie al percorso
che sulle quantità e sul prezzo. Oggi è infatti importante
realizzato con Sme.UP e alla strada decisa dalla Dire-
potere garantire tra le altre cose tracciabilità, serializza-
zione di Palladio dopo l’acquisto del concorrente Zannini
zione, anti-contraffazione e capacità di gestire supporti
avvenuto nel 2004. All’epoca la sensazione dell’azienda
speciali che immagazzinano dati che debbano essere letti
era di essere forte ma con una struttura da consolidare
da attrezzature specifiche. Questi servizi sono di parti-
e l’incontro con Sme.UP fece intuire quanto questo ma-
colare importanza per i settori farmaceutico, diagnostico
trimonio avrebbe prodotto in termini di beneficio.
e cosmetico e rispondono a necessità di osservanza di
normative e regolamenti di livello internazionale nonché
Svolgere i compiti onerosi che i clienti chiedono oggi non
di principi di qualità a tutela della salute dell’individuo e a
sarebbe possibile senza il livello di automazione assicu-
protezione degli investimenti dei grandi produttori.
rato da Sme.UP, in particolar modo pianificando le giacenze di magazzino per i grandi clienti al posto loro e di
Per questo i progressi nel senso dell’automazione non
fatto eliminando la necessità di fare la pianificazione dei
si possono fermare per Palladio Zannini ed è per affron-
componenti ai propri clienti, sulla base delle esigenze di
tare questo tipo di complessità che la partnership con
working capital espresse. I benefici sono esponenziali, il
Sme.UP prosegue sul filo della ricerca dell’ottimizza-
Cliente riduce il magazzino, Palladio Zannini aumenta il
zione e dell’integrazione dei diversi processi aziendali
fatturato ed aumenta la produttività delle produzioni in
all’interno di un unico modello dei dati complesso ma
quanto riesce a prevedere e a schedulare molto meglio i
estremamente efficace.
N° 3 n GIUGNO 2014
BRINGING LIGHT TO YOUR BUSINESS
17
OFFERTA
Le idee del futuro
Cosa sono
e come useremo
i “big data”
i tutti i dati mai archiviati nella storia dell’umanità, circa il
90% è stato prodotto negli ultimi due anni. Altre statistiche di
questo tipo possono essere enumerate ed altre continueremo
a raccontare per spiegare come la velocità di produzione di dati
e di contenuti stia costantemente aumentando, a ritmi davvero
difficili da prevedere.
In effetti ci si aspetta a livello mondiale che l’ammontare di dati attualmente
esistenti possa continuare a crescere almeno raddoppiando ogni due anni circa.
La definizione di Big Data viene data spesso in modo indiretto, cioè descrivendo
le proprietà dei dati di cui dobbiamo occuparci per poter ottenere informazioni
rilevanti per il nostro business. Velocità, varietà e volume sono le principali
caratteristiche dei dati che si creano ogni minuto e che devono essere analizzati.
Non solo le aziende che si confrontano con il mercato dei consumatori sono
soggette all’analisi di grandi moli di dati. E’ sempre più frequente che le aziende
B2B si trovino a porsi domande sulle relazioni tra ordini di vendita ed ordini di
produzione così come tra capacità produttiva delle macchine utilizzate, giacenza
di prodotti finiti e materie prime e capacità di ridurre il valore dello stock, il tutto
passando attraverso distinte base molto complesse che generano migliaia
di righe di dati ogni giorno a causa dei ritmi costanti della pianificazione degli
approvvigionamenti.
Che i dati siano tanti, sempre di più e sempre più complessi da analizzare non
vi è dubbio. Ma quali sono le caratteristiche critiche dei differenti strumenti a
disposizione per analizzarli? Vediamo quali tipi di strumenti abbiamo a disposizione
per estrarre informazioni dai dati e cerchiamo di capire per quali usi è più corretto
usare ciascuno di essi.
GRUPPO
www.smeup.com
LE IDEE DEL FUTURO
Analisi dei dati tramite gli strumenti ERP
Sme.UP ERP fornisce capacità molto estese di analisi dei
dati, grazie alla struttura ad oggetti e all’utilizzo di gerarchie, dimensioni e misure. Il sistema consente anche di
realizzare analisi multidimensionali tramite tavole pivotali che non sono sempre possibili in modo così flessibile
in altri sistemi ERP. Di fatto quindi Sme.UP ERP è anche
utilizzabile come strumento di business intelligence, per
una parte di ciò che questo significa.
Analisi dei dati tramite gli strumenti
di Business Intelligence
Quando si maneggia uno strumento evoluto di Business
Intelligence ci sono una serie di vantaggi che possono
essere ottenuti anche rispetto ad un ERP ad oggetti
come Sme.UP ERP. Anzitutto la velocità di aggregazione
associativa di dati, misure e variabili aumenta poiché lo
strumento è concepito appositamente per permettere
un’associazione veloce di dati e non mette in competizione
gli sforzi di analisi con le attività transazionali tipiche di un
ERP. La capacità di visualizzazione di complessi dashboard
fatti di grafici composti è inoltre di regola superiore,
sempre per gli stessi motivi. La flessibilità di creare
strumenti di analisi e di visualizzazione personalizzati è
inoltre molto superiore a quella di un ERP, in ragione delle
logiche architetturali con cui gli strumenti di Business
Intelligence sono costruiti.
Analisi dei dati tramite strumenti Mobile
Gli strumenti Mobile sono deputati a fornire informazioni
aggiornate, spesso in tempo reale, su variabili ed indicatori definiti altrove come critici e rilevanti per l’analisi.
In altri termini gli strumenti mobili e in special modo gli
smartphone sono fatti per una consultazione veloce di
dati che cambiano frequentemente sulla base di schemi
di visualizzazione non particolarmente complessi, considerando che i tablet consentono di simulare molto della
complessità dei desktop e di fatto costituiscono un livello
intermedio di fruizione del dato.
Di fatto, dunque, l’accesso al dato tramite strumenti
molteplici non solo è consigliabile ma è praticamente
naturale. L’idea del futuro è essere in grado di togliere ogni
limite nella produzione, disponibilità e accessibilità del
dato, costruendo a vantaggio degli utenti un’architettura
intelligente di possibilità di accesso al dato che diventa
informazione.
Analisi dei dati tramite strumenti
dipartimentali (esempio: CRM)
Di regola, nel mondo Sme.UP, gli strumenti dipartimentali
sono concepiti come strettamente integrati con l’intero
strumento ERP e sono il luogo in cui risiedono i dati di
dettaglio che possono consentire l’elaborazione dei
KPI (=Key Performance Indicator) più precisi e capaci di
fornire indicazioni sull’operato di quel reparto o di quella
funzione. Allo stesso tempo, il sistema dipartimentale
necessita di essere confrontato con l’intero quadro di
insieme per fornire indicazioni esaustive. Ad esempio
un sistema CRM di solito fornisce informazioni sulla
performance di un venditore senza esibirne il costo in
termini di compensi o di spese di trasferta.
N° 3 n GIUGNO 2014
BRINGING LIGHT TO YOUR BUSINESS
19
SETTORI
Settore
Automotive
Il futuro
dell’auto?
Cambia
tutto!
l settore Automotive, dopo decenni di sostanziale stabilità pur nell’ambito di
un percorso evolutivo dinamico e improntato al miglioramento continuo, ha
ingranato da qualche anno una marcia più alta ed una velocità di crociera decisamente diversa.
A partire dal “carro di Cugnot”, trisnonno delle autovetture attualmente in
circolazione, fino alle mitiche auto tondeggianti degli anni ’50 e ’60, per arrivare
ai fenomeni della Formula 1 elettrica il cui circus comincerà ad esibirsi tra poche
settimane (www.fiaformulae.com), sono tante le novità a cui abbiamo assistito
ma paiono quasi nulla di fronte a quello che potrebbe accadere e forse sta già
accadendo nei prossimi anni e sotto i nostri occhi.
Vediamo alcuni di questi fenomeni, su alcuni dei quali rifletteremo anche sul rinnovato sito di Sme.UP (www.smeup.com).
Auto elettriche: una storia di decenni che entra nel vivo
Nonostante le perplessità che le auto elettriche ancora destano, sia per la limitata
autonomia che per la scarsa presenza di stazioni di ricarica che per il reale impatto sull’ambiente nonché per presunti effetti negativi futuri sulla conformazione
delle città, è fuori di dubbio che la storia dell’auto elettrica sia entrata finalmente
nella sua fase di hype. I grandi produttori, e non più solo Tesla (www.tesla.com),
stanno immettendo sul mercato modelli completamente elettrici che riescono a
guadagnare i favori del pubblico, anche con casi di particolare successo come quello
della BMW i3 che sta conquistando anche chi non aveva mai comprato una BMW
o con grandi classici della storia dell’auto a cui si affiancano i modelli 100% elettrici,
come la eGolf. Il problema dell’autonomia pare destinato un giorno a diventare un
ricordo e si intensificano gli annunci relativi a nuove tecnologie che moltiplicano i
chilometri percorribili con una sola ricarica così come ai nuovi studi destinati addirittura a sostituire un giorno le batterie con cavi che trasportano e immagazzinano
l’energia elettrica. A confermare la “febbre” per le macchine elettriche arrivano notizie
come quelle che provengono dalla Cina e dalla Norvegia, due stati che hanno varato
programmi per incentivare fortemente l’adozione di auto completamente elettriche,
www.smeup.com
LE IDEE DEL FUTURO
da un lato rendendo le stazioni di ricarica più accessibili
Auto senza guidatore: cambieranno tutto
e più economiche (tramite nuove leggi emanate dal go-
Le auto senza guidatore (o driverless cars) paiono a qual-
verno cinese) e dall’altro con politiche estremamente ag-
cuno una follia ma è ormai una previsione certa quella che
gressive che prevedono zero tasse per l’acquisto di nuove
vede i primi esemplari entrare nel mercato tra il 2020 ed
auto elettriche, zero costi di parking e zero costi di ricarica
il 2025. Altri studi dicono che nel 2025 la vendita di tale
in alcuni punti nelle città della Norvegia. Qualunque sia
tipologia di auto non supererà i 230 mila esemplari (cioè
la strada che prenderà il fenomeno dell’auto elettrica, le
meno dell’1% del totale del mercato che in quell’anno si
previsioni sono per una forte espansione delle dimensioni
attesterà sulla cifra di 115 milioni di autoveicoli) ma che
del mercato che arriverà tra dieci anni al ragguardevole
poi esploderà fino a raggiungere quasi il 10% del totale del
livello di 180 miliardi di dollari a livello mondiale.
mercato nel 2035 (11.8 milioni di veicoli su un totale di
129 milioni, secondo www.ihs.com). La presenza di auto
Auto connesse ad Internet: un’evoluzione naturale
driverless sarà resa possibile dalla connettività e potrà
Diversamente dalle auto elettriche, il diffondersi delle
sovvertire completamente il concetto di auto di proprietà.
auto connesse sarà molto più lineare e crescente, anche
se con ritmi non proprio esponenziali a causa dei costi
ancora significativi. Di fatto i clienti si aspettano una connettività continua in tutti gli strumenti utilizzati, la connettività aumenterà la sicurezza e i produttori la utilizzeranno per aumentare il servizio al Cliente e la percezione
del valore della marca. Le stime più recenti dicono che il
mercato dell’auto connessa sarà cresciuto tra il 2013 ed il
2014 del 68% in termini di tasso di crescita annuale composto (www.igr-inc.com).
1769
1802
1876
1883
1913
1960
1970
1990
2009
2025 2035
N° 3 n GIUGNO 2014
BRINGING LIGHT TO YOUR BUSINESS
primo carro di Cugnot, viaggia per circa 10 minuti a 10km/h
prima vettura con motore a combustione interna
primo motore a quattro tempi
nascono le prime fabbriche di automobili
nasce la produzione di automobili tramite catena di montaggio
il mercato dell’auto si globalizza, le tecnologie accelerano lo
sviluppo, il Giappone si afferma come produttore di auto
nascono le micro-car in risposta alle crisi energetiche
nasce la standardizzazione, il platform sharing,
la progettazione via CAD
la Cina diventa il paese con la più alta produzione di auto
le auto senza guidatore rappresentano l’1% delle auto vendute
le auto senza guidatore rappresentano il 10% del mercato
21
AZIENDE
Agrati Group
Le idee
del futuro
nascono
in Italia
ra i grandi nomi dell’industria italiana c’è certamente Agrati, azienda
che ha saputo crescere secondo una tradizione meccanica di ricerca,
innovazione e cura del Cliente fino a diventare uno dei primi produttori
europei di fasteners in grado di servire grandi clienti nel mondo automotive
su scala globale e con un fatturato in forte e continua evoluzione.
La storia di Agrati è la storia dell’azienda metalmeccanica italiana, in grado di
evolvere dalla dimensione artigianale dei primi anni 40, quando i dipendenti
si contavano a vista, alla soglia di impresa in grado di costruire propri brand
per sostenere il profilo aziendale rispetto ai grandi produttori di motociclette
dell’epoca (rimase famoso il marchio di selleria “Prestigio” mantenuto per quasi
quindici anni ai vertici della produzione) fino alla situazione attuale che la vede
fornitore e partner di grandi gruppi automobilistici in tutto il mondo, in grado di
acquistare aziende leader nel mondo nel campo dei fasteners, di sviluppare una
produzione nell’ordine delle centinaia di migliaia di tonnellate, di realizzare una
“Università Agrati” per la formazione del personale esistente e dei nuovi assunti
e di aprire unità produttive e commerciali in Cina, in Francia così come stipulare
rapporti di partnership negli Stati Uniti, per una presenza globale.
La complessità legata alla crescita delle dimensioni come fattore vitale di successo:
quando la crescita delle dimensioni aziendali diventa un obbligo legato all’aumento
continuo della competenza e del tasso di industrializzazione dei prodotti, la
gestione della complessità dei processi produttivi e gestionali è un fattore vitale di
competitività. Alla fine degli anni ’90 dello scorso millennio il Gruppo Agrati aveva
già raggiunto traguardi importantissimi come la centralizzazione degli acquisti di
materie prime a livello globale e il raggiungimento di standard di eccellenza assoluta
nei trattamenti termici e delle superfici. Tuttavia le società produttive non erano
ancora integrate ed i sistemi informativi esistenti erano di fatto incapaci di adeguarsi
facilmente alle dinamiche legate al business.
www.smeup.com
LE IDEE DEL FUTURO
I dilemmi non risiedevano unicamente nella scelta di
La scelta effettuata consentì di integrare ottimizzando
quale sistema informativo adottare, con quale modello di
localmente pensando in scala globale. Di fatto il processo
sviluppo e partendo da quale processo. Viste le dimensioni
di integrazione dei processi delle unità produttive e
del gruppo e la complessità delle scelte in gioco, ogni scelta
commerciali in Italia si è spinto ad abbracciare quasi tutte
organizzativa avrebbe avuto una conseguenza sui sistemi
le organizzazioni, fatta eccezione per l’Amministrazione
informativi e viceversa, in termini di processi di dettaglio
che è oggi oggetto di analisi, pensando ad una necessità
ma anche di modello di adozione. In questo processo, la
di standardizzazione guidata dalla direzione italiana e in
scelta di ERP di fama internazionale fu soggetta ad un
grado di essere esportata negli altri paesi. Tuttavia il roll-
rigoroso processo di analisi e successivamente non posta
out internazionale è avvenuto sinora con grande cautela
all’inizio delle priorità in quanto l’adozione del sistema
sia nei riguardi dei processi aziendali sia nei confronti del
informativo sarebbe stata affrontata nell’ambito di un
Management locale. La capacità di Agrati di pensare su
sistema di gestione più complesso.
scala globale, ottimizzando di volta in volta localmente,
ha permesso di adottare le soluzioni discusse con Sme.UP
Il modello analizzato prevedeva dunque la flessibilità
confrontandole costantemente con le altre realtà locali e
integrata di Sme.UP come framework per il Management.
avendo in mente che l’integrazione internazionale potrà
Il Gruppo Agrati durante gli anni 2000 decise di
essere affrontata a tempo debito avendo adeguatamente
attraversare un percorso di integrazione crescente delle
sperimentato i modelli implementati in Italia.
società e dei processi che si specchiò progressivamente
con le dinamiche dei sistemi informativi e della relazione
In questo senso il modello di implementazione realizzato
con il partner Sme.UP.
Di fatto l’azienda decise di
da Agrati, che ripropone gli stessi dilemmi ad ogni fase
adottare il modello di sistema informativo proposto
dell’integrazione (quali strumenti software, con quali
da Sme.UP in quanto questo avrebbe consentito di
modelli, con quali supporti interni/esterni, eccetera) allo
realizzare scelte allo stesso tempo legate ai processi
scopo di verificare l’attualità e la rilevanza delle risposte
locali, in grado di realizzare modelli standard da adottare
già fornite e li risolve costantemente aggiornando
ovunque e capaci di creare un dialogo quotidiano tra
il livello di informazioni sull’ecosistema interno, si è
sistemi di informazioni gestiti dal nuovo software in un
dimostrato un aspetto di eccellenza organizzativa che
luogo dell’universo Agrati ed altri sistemi completamente
l’azienda e Sme.UP hanno governato nell’ambito di una
diversi nelle altre location. Il processo di cambiamento dei
relazione allo stesso tempo di partnership e tra Cliente
sistemi informativi fu quindi gestito ed è tuttora gestito
e fornitore. Le sfide future, che prevedono certamente
in maniera molto graduale, dall’adozione dipartimentale
l’estensione su scala quasi globale dei processi gestiti da
del 2006 del sistema di magazzino in Agrati Italia che
Sme.UP, possono dunque essere affrontate con serena
consentì di aumentare molto il livello della precisione
riflessione, alla luce della capacità di Agrati di gestire la
delle transazioni ed una prima integrazione procedurale
propria crescita che dura ormai da oltre settanta anni e
tra le varie unità produttive, all’implementazione del
l’integrazione di competenze e capacità eccellenti come
ciclo attivo nel 2007 in Germania ed in Italia e del ciclo
quelle di Sme.UP.
passivo presso le medesime entità, passando attraverso
l’integrazione dei cicli e degli ordini di produzione gestiti
in maniera particolarmente personalizzata e con un
dialogo automatizzato con i processi di Product Data
Management e di CAD.
N° 3 n GIUGNO 2014
BRINGING LIGHT TO YOUR BUSINESS
23
OFFERTA
Gli albori
del CLOUD
L’idea del
futuro?
Una infrastruttura
“ibrida al 100%”
arlare di Cloud Computing e di infrastruttura tecnologica oggi è
davvero un’esperienza entusiasmante. Finalmente le offerte nei
due campi sono ad un livello paragonabile in termini di appetibilità per il Cliente. Finalmente la “competizione” tra molte virgolette
tra le due categorie di offerta (che in realtà dovrebbero essere sorelle
e non cugine) assume un contorno da campionato del mondo…
La sfida in realtà non è tra le due offerte “sorelle” ma con il mercato. Come approfittare della naturale competitività familiare per rendere più sexy ciascuna
delle due anime dell’IT moderno? La tecnologia per fortuna rende interessanti entrambe, IBM fa uscire la nuova serie di Power 8 e Sme.UP ottimizza la sua competenza per realizzare un’offerta proprietaria accattivante
di servizi Cloud senza mettere in secondo piano la propria capacità di
fornire valore sull’infrastruttura hardware ed altro ancora.
Che sia questa un’idea del futuro?
Di certo le aziende leader che si affidano a Sme.UP per gestire la propria infrastruttura tecnologica ragionano in termini di
Managed Services e cioè di un quadro complessivo di servizi
gestiti dall’interazione dei gruppi di lavoro Cliente – fornitore,
all’interno dei quali la commistione tra risorse on-premise e
risorse in Cloud è del tutto naturale.
Un esempio tra tutti è il Disaster Recovery Plan che non può essere considerato (senza correre grossi rischi in termini di performance
o di costi fissi) né un servizio da delegare al 100% a terze parti né
una responsabilità completamente interna e che in un’ottica “ibrida”
dal punto di vista di chi effettua il servizio può assumere i contorni di
un’attività di assemblaggio di competenze che vengono da punti di eccellenza diversi, in parte forniti in Cloud Computing ed in parte organizzati presso
il Cliente.
GRUPPO
www.smeup.com
LE IDEE DEL FUTURO
Altri aspetti del business, molto più “soft” come le tecnologie Social Enterprise, possono avere senso senza
un’approccio Cloud? E’ possibile affrontare rischi in termini di costi ed implementazioni nei confronti di tecnologie
che necessitano di processi di integrazione complicati?
STORIA DEL CLOUD COMPUTING
1950
Molteplici utenti accedono alla forza
di calcolo di un Mainframe
1970
1980
1990
Viene sviluppato il concetto di macchina virtuale
Ecco allora che l’interazione intelligente tra Cloud Computing e il classico acquisto di “ferro e servizi” può diventare una vera idea del futuro, in quanto consente di
mettere in atto esperienze che diversamente non sarebbero possibili.
Un esempio ritrovato sulla stampa internazionale. L’azienda SynapDX, una start-up del Massachussets che
si occupa di ricerca genetica per scongiurare nel futuro
fenomeni come l’autismo (www.synapdx.com), impiega
22 persone con una infrastruttura molto leggera fatta
di alcuni computer portatili e una connessione internet.
La stima fatta è che qualche anno fa, senza Cloud Computing, la stessa azienda avrebbe dovuto sborsare centinaia di migliaia di dollari in hardware, software e staff
tecnico solo per partire. Oggi invece i costi per i servizi
di computing sono tutti variabili e la potenza scalabile.
2000
2010 >
Decentralized PC-based Computing
Nascita delle architetture Client-server,
introduzione delle architetture ASP
Nascita dell’outsourcing infrastrutturale
Nasce il paradigma “as a service”
Sme.UP ha fatto di questo approccio una filosofia di
lavoro, che attraversa tutta l’offerta di Dynamic IT Management e che in ogni momento mette in discussione
gli approcci tradizionali ponendosi dal punto di vista del
beneficio del Cliente.
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BRINGING LIGHT TO YOUR BUSINESS
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SETTORI
Settori Distribuzione
e Retail
me.UP ha storicamente avuto storie di successo molto importanti e di
lungo periodo con i distributori B2B di ogni settore industriale. E’ si-
L’importanza
del dato
gnificativo che nel tempo a queste storie di successo si sia aggiunta
l’esperienza nel settore Retail con il prodotto Negoziando, che invece
traguarda aziende impegnate nel commercio a livello dei consumatori.
Cosa accomuna allora due storie così diverse in termini di mercato di indirizzo?
Sme.UP è stata in grado di servire distributori B2B così come aziende impegnate
nel commercio al dettaglio con grande capacità e successi che hanno attraversato
il tempo quasi trentennale della partnership tra Smea e Query che hanno poi dato
vita alla fusione del 2013.
L’importanza di una gestione integrata del dato che parte dalla produzione e arriva
alla vendita in un contesto che punta a ricostruire sul Cliente la stessa capacità di
gestire la realtà per oggetti tipica di Sme.UP, conduce a saper gestire in modo equivalente sia le esigenze di chi lavora per il mercato consumer sia quelle di chi lavora
per il mercato business.
963,0
820,5
680,6
572,5
2010
2011
2012
2013
Le vendite e-commerce a livello mondiale
crescono di quasi il 20% all’anno
Vendite in miliardi di dollari.
www.smeup.com
LE IDEE DEL FUTURO
68,7
2009
91,9
81,3
2010
2011
103,1
123,9
113,8
133,6
Vendite B2C online in Europa 2009-2015
Vendite in miliardi di dollari.
2012
2013
2014
2015
Peraltro la distribuzione B2B e quella B2C vivono in questo momento alcuni
fenomeni di convergenza che non possono essere trascurati.
ll gli acquisti online tendono ad aumentare sensibilmente, in risposta
ad un desiderio di efficienza che non vede riduzioni all’orizzonte
ll i sistemi B2B hanno un crescente impatto nei processi di interazione delle
aziende commerciali con i propri canali di distribuzione e clienti finali
ll questi fenomeni sono accompagnati e guidati da grandi investimenti
in tecnologia, marketing, comunicazione e logistica
In altri termini, gli acquisti via e-commerce stanno crescendo in modo molto importante a livello mondiale e stanno trascinando dietro di sé gli acquisti online in
contesti business-to-business. Da un recente sondaggio svolto su un campione
di produttori B2B negli Stati Uniti emergono fatti ed opinioni molto chiari:
ll 92% usano B2B online
ll 23% pensano di aumentare di più del 40% le vendite online nei prossimi 12 mesi
ll 52% dicono che il costo del customer service è più basso
ll 56% dicono che alcuni clienti possono essere trattati solo online
ll 44% dicono che gli ordini online hanno un valore medio più alto
ll 49% dicono che la performance finanziaria è migliore online
ll 43% dicono che i sistemi online aumentano la fedeltà
Avanti con l’online dunque, ma non prima di avere adottato un sistema informativo ad oggetti applicativi come Sme.UP!!!
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BRINGING LIGHT TO YOUR BUSINESS
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AZIENDE
Bluespirit
Governare
il futuro del
retail con
il presidio
dei dati
l settore Retail è spesso sinonimo di luci, colori, divertimento del fare shopping, vetrine brillanti e scale mobili che troneggiano all’interno di centri commerciali pieni di prodotti allettanti. Di fatto, negli ultimi anni, la vendita al dettaglio ha anche significato per gli operatori del settore il dover far fronte ad
un significativo calo dei consumi e ad una serie di comportamenti pressochè
abituali che sono stati messi in discussione e sono entrati in crisi.
Il perdurare delle difficoltà economiche ha poi trasformato in abitudini le esitazioni
al consumo che il pubblico aveva mostrato all’inizio del ciclo recessivo, obbligando le
aziende protagoniste del settore Retail ad inventare nuove forme di sollecitazione
dei consumatori e a guardare al proprio conto economico con maggiore reattività.
Movimenti altalenanti in termini di fiducia dei consumatori, che sono ancora oggi
un fenomeno sotto osservazione, hanno ulteriormente complicato il compito dei
marketers del settore Retail. Poter cambiare con facilità i mix di prodotto ed ottimizzare l’offerta per fasce di prezzo quando non addirittura per categoria merceologica all’interno di ciascuna fascia di prezzo è diventato un imperativo categorico
per chi volesse uscire non solo indenne ma vincente da un esercizio di vendita al
consumo in tempi di crisi.
Per questo le aziende impegnate nella vendita al consumo hanno preferito sempre
più affidarsi a soluzioni come Negoziando, che in passato avevano garantito l’automazione dei processi ed il controllo della catena organizzativa che porta dall’approvvigionamento all’assortimento dei punti vendita al controllo del listino e alla formulazione delle promozioni sia in-store che online (e ad altre funzioni) mentre oggi vivono
una seconda giovinezza legata all’avere già informatizzato tutta la filiera.
Il monitoraggio in tempo reale del dato di scontrino all’interno di un sistema di controllo di gestione costruito ad hoc per assicurare reattività e ottimizzazione dei mix
ha consentito e sta consentendo a Bluespirit di mantenere e far crescere il proprio ottimismo, pur navigando nelle tempeste che il Retail ha attraversato dal 2008 ad oggi.
L’azienda, che lavora con Negoziando dal 2005 e che ha esteso la copertura del software alle operazioni della controllante Morellato dall’anno dell’acquisizione nel 2009,
www.smeup.com
LE IDEE DEL FUTURO
è presente oggi in 8 paesi del mondo con la sua proposta
“La strada naturale per l’azienda è quella di stare molto
di “affordable jewelry” e prevede una crescita significativa
vicino al consumatore, intrattenere una relazione e sti-
grazie ad un piano triennale molto ambizioso. Il control-
molare l’engagement, per cogliere rapidamente le reazioni
lo della filiera assicurato dagli investimenti in software e
e saper accogliere i suoi gusti e le sue tendenze tramite
organizzazione ha consentito di operare con velocità per
la nostra offerta e i nostri team di vendita appassionati
contrastare la crisi e di fare grandi investimenti sul brand
di gioielleria” sostiene Dario Villa, Direttore Generale di
Bluespirit. Questo oggi apre opportunità che solo tempi di
Bluespirit. Poiché i dati di vendita sono disponibili e “dril-
difficoltà economica possono rendere disponibili, possibi-
labili” praticamente in tempo reale, la pianificazione degli
lità di innovazione e di ulteriore investimenti che l’azienda
acquisti dei prodotti commercializzati può essere influen-
affronterà con grande ottimismo.
zata con grande precisione evitando eccessi di stock di
prodotti preziosi e quindi di alto valore economico. Que-
Bluespirit è un esempio di come si possa fare gioielleria
sto aspetto è stato coperto negli ultimi anni proprio gra-
per il grande pubblico con alle spalle un solido modello
zie a Negoziando.
industriale. L’integrazione a monte della distribuzione con
la produzione di Morellato, che consente di internalizza-
La capacità dell’azienda di ottimizzare grazie a Negoziando
re le strutture di ideazione, design e industrializzazione
ha reso possibile un modello di demand planning molto
del prodotto, permette una differenziazione competitiva
sofisticato e basato sulle esigenze del mercato. Affron-
rispetto ai concorrenti pur mantenendo il contatto quoti-
tare la crisi con la tecnologia e la capacità imprenditoriale
diano con i consumatori reso fluido grazie a Negoziando.
può dunque essere fonte di business e di ulteriore spinta
La capacità di reazione e di test delle novità è alla base di
verso una nuova era di crescita. La gestione e l’evoluzio-
alcuni grandi successi come i prodotti della collezione In-
ne di Negoziando nel mondo Bluespirit e Morellato è oggi
finito Bluespirit che sono diventati una collezione iconica
assicurata dalla partnership tra Sme.UP e Tekio, azienda
a livello europeo.
nata nel 2014 da esperti del settore Retail, cresciuti in
Sme.UP e approdati alla nuova avventura imprenditoriale
I quasi 220 punti vendita in Italia e non solo, di cui oltre
con l’obiettivo di consolidare ed estendere le competenze
125 diretti, non sono l’unico modo per entrare in relazio-
e l’offerta mediante la costituzione di una società focaliz-
ne con i consumatori. L’utilizzo di mezzi digitali e social
zata esclusivamente sul mercato Retail.
sta crescendo, in ragione di uno spostamento del media
mix che ha inteso far crescere il peso dei mezzi digitali.
In collaborazione con
Tekio e Sme.UP oggi agiscono sulla base di un forte rapporto di partnership e con la stessa sinergia operativa che
consente a Bluespirit di proseguire nel raggiungimento
degli obiettivi prefissati e di affrontare con confidenza i
futuri ambiziosi progetti.
N° 3 n GIUGNO 2014
BRINGING LIGHT TO YOUR BUSINESS
29
AZIENDE
Rexel
Anticipare
le tendenze
insieme a
Sme.UP ERP
mercati della distribuzione di materiali sono spesso allo stesso tempo
sia interessati da dinamiche di tipo tradizionale (come le visite a volte
plurigiornaliere dei clienti ai punti vendita) sia i soggetti di trasformazioni
che avvengono senza clamori ma pur sempre nel quadro di meccanismi di
innovazione molto forte.
Rexel Italia è stata ed è interessata da questi fenomeni nei tanti anni di rapporto
con Query prima e con Sme.UP dal 2013. L’azienda si occupa sul territorio nazionale
di distribuzione di materiale elettrico essendo parte di uno dei primi gruppi a livello
mondiale nel settore, con filiali in 38 paesi, 2.300 punti vendita, 30mila addetti ed
un fatturato di 13 miliardi di euro per oltre il 50% sviluppato in Europa.
In Italia Rexel è presente al Centro-Nord e nel Lazio, servendo decine di migliaia
di clienti con centinaia di migliaia di documenti fiscali emessi e ricevuti ogni anno.
La complessità del mercato di Rexel è gestita grazie ai software di Sme.UP che
consentono tra le altre cose di realizzare efficienza grazie alle procedure di invoice
matching e ai meccanismi di accesso flessibile a listini e promozioni, per permettere
una gestione commerciale dell’azienda rapida ed efficace.
La capacità dei prodotti di Sme.UP di assicurare benefici nella gestione ordinaria
dell’azienda ha consentito a Rexel Italia di sviluppare progetti più complessi a
partire dai processi gestiti dall’ERP. Questo per venire incontro alle esigenze di
trasformazione rese possibili proprio dalle tecnologie informatiche, dal marketing
digitale e dalla crescente integrazione tra il mondo della distribuzione ed i differenti
produttori che utilizzano i canali distributivi per raggiungere mercati molto diffusi.
Il progetto Web.UP, ad esempio, ha riguardato la costruzione di un portale “Business
to business” per i clienti di Rexel Italia e costituisce una necessità per stare al passo
con i concorrenti e possibilmente fornire un contenuto innovativo alla propria Clientela
professionale, sostenendo i processi sottostanti al portale con le funzionalità dei
software Sme.UP.
30
www.smeup.com
LE IDEE DEL FUTURO
Di profilo anche più innovativo è il progetto Rexelonline che
l’azienda ha realizzato allo scopo di raggiungere la Clientela
finale tramite un portale disponibile al pubblico su Internet
per acquisti eseguibili da parte di privati e che rappresenta
un’anticipazione di quanto potrebbe essere realizzato sulla
base della medesima intuizione in futuro.
Gli sviluppi delle due idee di cui sopra, infatti, sono
destinate ad una evoluzione futura che consentirà
di mettere in relazione in modo efficace le
informazioni derivanti dai produttori con
le richieste di aggiornamento da parte
dei consumatori e dei clienti diretti di
Rexel Italia, tramite le integrazioni
che l’azienda sta costruendo con la
filiera dei produttori stessi allo scopo
di rendere disponibile un’interfaccia
“liquida” e aggiornata in tempo reale di
tutti i contenuti originali nel momento stesso
in cui questi vengono creati: schede tecniche, listini
commerciali, video e immagini di marketing, eccetera.
Tutto quanto disponibile all’interno di Sme.UP ERP, aggiornato da
parte dei produttori in tempo reale e messo a disposizione dei marketplace
B2B e B2C costruiti da Rexel Italia per i propri mercati professionali e di
clienti finali. Ma il futuro quanto è distante da questo scenario?
Non molto, in considerazione del fatto che già oggi l’azienda realizza insieme
a Sme.UP una integrazione completa dei propri cataloghi con i sistemi
informativi di grandi clienti che possono così effettuare richieste di acquisto
dai propri sistemi ERP come se dialogassero direttamente con Rexel Italia.
E che altri clienti invece si “accontentano” di avere il proprio sistema ERP
collegato con quello di Rexel Italia allo scopo di consultare direttamente i dati
di disponibilità di magazzino e di richiedere la prenotazione di materiali in caso di
interesse, come se si trattasse di un processo di workflow ma disponibile attraverso
sistemi di fatto appartenenti a domini diversi e di fatto estranei tra di loro.
Le idee del futuro di Rexel Italia nascono insieme ai sistemi di Sme.UP e si articolano
ogni giorno in modo diverso, per soddisfare mercati sempre più esigenti e concorrenti
altrettanto capaci e degni di attenzione.
N° 3 n GIUGNO 2014
BRINGING LIGHT TO YOUR BUSINESS
31
OFFERTA
Management
Consulting
Essere
consapevoli
del presente
con il Quick
Assessment
per
pensare
al futuro
l mercato della consulenza aziendale a livello mondiale ha subito un brusco
ridimensionamento dopo lo scoppio della crisi finanziaria ed economica del
2008 e soprattutto a seguito della perdita di credibilità di una serie di grandi operatori della consulenza coinvolti in scandali o accusati di scarsa capacità predittiva a fronte del perdurare dei fenomeni di instabilità dei mercati.
Oggi si sta assistendo ormai ovunque e da qualche anno ad un ritorno di
fiamma, prevedibile e certamente benefico, a fronte delle speranze di ripresa
dell’economia e anche a seguito di una ristrutturazione complessiva dell’offering
e del modo di fare delivery delle grandi e piccole società di consulenza.
Infatti, il mondo è fortemente cambiato e quello che si aspettano i clienti, nell’informatica così come in molte altre professioni e industrie, non può più essere lo stesso.
Nel passato i professionisti del Management Consulting inducevano i clienti a
scegliere soluzioni, nel futuro ma anche ormai nel presente Sme.UP si prefigge
di aiutare i clienti a generare opportunità, anzitutto tramite la scoperta delle
competenze e delle capacità interne che un modello dei dati basato sugli oggetti
applicativi può permettere.
La scelta statica di soluzioni, infatti, può condurre ad ignorare i macro-trend che
dominano i comportamenti nella nostra vita e nell’economia e che riassumiamo così:
- sostenibilità
- debolezza finanziaria permanente
- mercati nuovi, competenze nuove, nuovi territori che crescono e manifestano
capacità produttive, modelli di business e rapporti qualità/prezzo mai visti prima
- comportamenti mutevoli dei consumatori e degli acquirenti
-rivoluzione digitale
-tecnologia in velocissima evoluzione.
Per questo è fondamentale anche quando si sceglie un sistema informativo e quando lo si fa evolvere assumere un atteggiamento di consapevolezza, della propria
situazione aziendale, del proprio posizionamento, dell’impatto dei macro-trend sul
proprio business e dei punti di forza della propria organizzazione.
GRUPPO
www.smeup.com
LE IDEE DEL FUTURO
Ecco spiegato come mai Sme.UP ha aggiunto alle cinque offerte già presenti nel portafoglio una
sesta categoria di servizi ed in particolare un prodotto che chiamiamo Quick Assessment.
Cos’è il Quick Assessment?
- Un metodo di analisi strutturato e negoziabile con il Cliente
- Un’occasione di coinvolgere il Management dell’azienda
- Un’occasione per “mettere in discussione amichevolmente”
i sistemi informativi implementati e trovare margini di ottimizzazione
- Un progetto veloce ma adatto alla complessità del momento
A quali domande risponde il Quick Assessment?
- Quanto sono competitivi i miei processi di business?
- Quale posizionamento, opportunità e minacce?
- Quali sono i fattori critici di successo distintivi per la mia azienda?
- L’ organizzazione e i processi sono efficienti?
- Il modello di Supply Chain è sufficientemente integrato?
- I Sistemi Informativi sono adeguati al business della società?
- Come monitorare / controllare meglio la prestazione della società?
- Quali sono i principali gap che devo colmare?
- Quali iniziative prioritarie devo mettere in atto?
- Quali opportunità di “Quick-Win” cogliere?
Nell’illustrazione che segue viene descritto sommariamente con quale logica si svolge questo esercizio con il Cliente,
che può essere anche svolto all’interno di un progetto di implementazione o di rinnovamento di un sistema informativo allo scopo di meglio indirizzare l’individuazione delle opportunità e la modellizzazione degli strumenti adottati.
L’esercizio di Quick Assessment viene svolto in collaborazione con professionisti indipendenti selezionati appositamente
da Sme.UP che hanno competenze sia di Management Consulting che di Sistemi Informativi e che sono in grado di fornire
elementi di benchmarking della situazione del Cliente rispetto alle altre esperienze del settore o di settori analoghi.
LISTA INFORMAZIONI AZIENDALI
DI INQUADRAMENTO
ll
ll
ll
ll
ll
Organigramma
Conto economico ultimi anni
Schema supply chain
Schema architettura applicativa IT
Eccetera
MODELLO DI VALUTAZIONE DEL LIVELLO
DI MATURITÀ DELL’AZIENDA
ll
ll
ll
ll
Profili di maturità per processo / sotto processo
Approfondimenti / completamenti tramite interviste
Profilo corrente e profilo desiderato
Sintesi risultati per processo
QUESTIONARI INDICATORI
DI PERFORMANCE
ll KPI/PI per aree aziendali
ll
ll
ll
ll
Best practice di dettaglio
Dati di benchmarking
Competenze
Soluzioni ICT abilitanti
SCHEDE DI SINTESI DELL’ASSESSMENT
ll
ll
ll
ll
ll
N° 3 n GIUGNO 2014
DATABASE DI SUPPORTO
Radar chart
Swot analysis
Ambiti di opportunità
Azioni prioritarie
Eccetera
BRINGING LIGHT TO YOUR BUSINESS
33
OFFERTA
Web & Mobile
ualche anno fa nacque il concetto della “Second Screen Experience”,
legato al comportamento prevalentemente adolescenziale di
guardare la televisione con in mano un cellulare o un tablet per
“twittare” o “chattare” con gli amici. In realtà il fenomeno nasce e
si sviluppa con ben altri scopi, cioè per aumentare l’esperienza di
chi consuma un contenuto “lineare” come un programma televisivo
con contenuti di tipo interattivo e di comunità.
Di fatto quello che questo fenomeno ci dice è che le tecnologie e la rivoluzione
digitale stanno gradatamente migliorando le loro performance e stanno
trasformando le nostre esperienze aumentando le possibilità e la velocità con
cui facciamo cose, accediamo a dati, condividiamo i nostri stati d’animo.
Web e Mobile sono parti di un unico disegno che punta a togliere limiti al nostro
modo di fare, a superare i confini dei differenti linguaggi, ad andare oltre la
fisicità del luogo in cui ci troviamo e a liberare la nostra azione dai gravami della
materialità.
Questo è anche il disegno di Sme.UP nell’approcciare le soluzioni di questo
genere. Tutto deve poter vivere sul Web (tutto ciò che è rilevante) e molto deve
essere possibile via mobile.
L’approccio alle tecnologie Web di Sme.UP punta ad abilitare le esigenze di comunicazione all’interno e all’esterno di un’azienda partendo dalla vetta della piramide:
- comunicazione di marca tramite strumenti di Brand Development, di Web
Design e di Content Marketing;
- comunicazione di processo tramite strumenti come Web.APP che collega
processi di acquisto, vendita, customer service ed altri ad operatori esterni
all’azienda come clienti, fornitori, agenti, eccetera;
A cosa serve la Sme.APP?
GRUPPO
- Consultare statistiche in tempo reale
- Fare avanzare processi di workflow
- Fare formazione agli utenti (tramite glossari, video, feedback, questionari)
- Attivare processi di CRM (visite geolocalizzate, generazione di lead)
- Tracking indicatori e transazioni
www.smeup.com
LE IDEE DEL FUTURO
- comunicazione di comunità all’interno e all’estero dell’azienda tramite strumenti di Social Enterprise Management che
consentono tra l’altro di superare gli eccessi di email tramite messaggi instantanei e di costruire comunità di esperienza
che si occupano di argomenti specifici (ad esempio istruzioni e welcome pack per nuovi assunti).
Allo stesso modo con le tecnologie mobile è oggi possibile disporre di un ERP nelle proprie mani e velocizzare il
comportamento dell’organizzazione per fare fronte ad una realtà che cambia in tempo reale.
La applicazione mobile Sme.APP è stata infatti concepita per consentire agli utenti dell’ERP di svolgere attività
in completa autonomia dai sistemi informativi interni all’azienda, in tempo reale e se necessario anche con il
coinvolgimento di terze parti (clienti che inseriscono ordini, agenti che li confermano, fornitori che inseriscono date
di consegna, eccetera).
Soluzioni - Prodotti
Destinatari
Clienti, Agenti, Partner
Direzione,
Responsabili funzionali
BRAND DEVELOPMENT
WEB DESIGN
CONTENT MARKETING
Capi Progetto,
Responsabili area
PROCESSI B2B E B2C
Responsabili
di area e operativi
SOCIAL ENTERPRISE
SME.UP ERP
N° 3 n GIUGNO 2014
BRINGING LIGHT TO YOUR BUSINESS
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GRUPPO
Società del GRUPPO
SME.UP
SME.UP EMILIA
SME.UP VENETO
AGES
MOLTENI
INFORMATICA
Società partecipate
Partner
SBMind
ALMA PRO
SYNCRO
DOT.ITC
NETINTEGRA
ESC CONSULTING
SOFTRE
INFOMATH
NANOSOFT
TELNEXT
TORINO
MEDUSA INFORMATICA
Il laboratorio SME.UP
l
25 persone
l
20 anni uomo
l
Aree d’intervento:
Sme.UP ERP
Negoziando
Interfaccia client/server (Looc.UP)
Web e Mobile (Web.UP e Mob.UP)
Multipiattaforma (As.UP)
36
www.smeup.com
LE IDEE DEL FUTURO
LE SEDI Sme.UP
LECCO
BRESCIA
MILANO
REGGIO EMILIA
PADOVA
#3
GIUGNO 2014
ERBUSCO (BS)
25030 - Via Iseo, 43
Tel. 030.7724111
PADERNO DUGNANO (MI)
20037 - Via Varese, 6/a
Tel. 02.910871
REGGIO EMILIA (RE)
42124 - Via Danubio, 19
Tel. 0522.516121
LECCO
23900 - Corso Promessi Sposi, 23/G
Tel. 0341.496864
CALOLZIOCORTE (LC)
23801 - Via Mazzini, 42
Tel. 0341.643673
TORINO (TO)
10143 - Via Giacomo Medici, 1 1
Tel. 011.7412320
VIGONZA (PD)
35010 - Via Trevisan, 1
Tel. 049.8936173
[email protected]
www.smeup.com
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