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Cronache Economiche n. 3 (24 gennaio

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Ambasciata d’Italia ad Ankara
Ufficio Economico e Commerciale
Ultimi Sviluppi
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Italia-Turchia: Gul,in economia possiamo fare molto di più
Turisti in aumento nonostante la crisi del settore
La Turchia a caccia di nuovi accordi energetici con l’Iran
La scalata del bianco in Turchia
Il Doblò “made in Turkey” pronto alle vendite oltre atlantico
Same Deutz-Fahr acquisisce la totalità delle attività in Turchia
Si rafforzano le relazioni economiche tra Francia e Turchia
N.3
24-31/01/14
Prot. Nr. 294
Economia e Politica Economica
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Turchia: con una decisione straordinaria, la Banca centrale rialza i
tassi
Annunci e Gare
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Vai direttamente alla pagina
Indicatori Macroeconomici
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PIL, Inflazione, Interscambio, Borsa di Istanbul, Cambio
Ambasciata d’Italia in Ankara, Ufficio Commerciale, Atatürk Bulvarı 118, 06680, Ankara,
www.ambankara.esteri.it ; [email protected] ; tel. 0090-312-4574275; fax 0090-312-4574282
Responsabile: Dott. Francesco Varriale
Ultimi sviluppi
Italia-Turchia: Gul,in economia possiamo fare molto di più. Ottimi rapporti
politici. Con noi Ue avra' sicurezza energetica
Non abbiamo problemi politici da risolvere, ma tra Italia e Turchia c'e' ancora moltissimo da
sviluppare in economia, commercio, investimenti". E' il messaggio del presidente turco Abdullah
Gul alla platea di imprenditori italiani e turchi, riuniti oggi a Villa Miani a Roma, da Network
Globale, l'agenzia per l'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese. Dopo gli incontri
istituzionali di ieri - in primis con il presidente Giorgio Napolitano -, la ribadita amicizia tra Italia e
Turchia e le azioni comuni nel Mediterraneo, la seconda giornata della visita di Stato di Gul si
concentra sulla cooperazione economica, gia' importante, tra i due Paesi. L'Italia e' il quarto
partner commerciale della Turchia, ci sono piu' di 1000 aziende italiane sul Bosforo. Ma "con una
classe media dinamica e sempre piu' solida, un hinterland enorme", un Pil triplicato negli ultimi
dieci anni e una prospettiva di crescita del 5,2% per i prossimi tre anni, "20 miliardi di
interscambio sono pochi: in pochissimo tempo possiamo farli crescere", ha assicurato Gul.
Accompagnato da 180 imprenditori del suo paese, il presidente turco si dimostra convincente
nell'illustrare le opportunita' della Turchia, anche alla luce dell'agognata adesione all'Unione
europea. "Il maggior contributo che possiamo portare all'Europa e' l'energia" e la sicurezza
energetica con "gas e petrolio del Caucaso e del Medio Oriente che arriveranno in Ue attraverso
la Turchia", ha spiegato sottolineando che l'energia, le infrastrutture e il turismo sono i settori in
maggiore sviluppo nei prossimi anni. Ma Bruxelles e' ancora lontana: i negoziati con l'Ue sono
appena ricominciati, dopo anni di stallo che il ministro degli Esteri Emma Bonino ha definito
"inutile" sia per l'Europa che per la Turchia che, al contrario, rappresenta "un arricchimento del
progetto europeo". E come ieri Napolitano, anche il capo della diplomazia italiana ha assicurato
che la presidenza di turno italiana dell'Ue, nel secondo semestre del 2014, sosterra' il rilancio del
negoziato. A cominciare dai capitoli 22 e 24 su diritti e giustizia perche' "e' interesse dell'Europa
e della Turchia raggiungere la famiglia europea con gli obblighi e i doveri che questa comporta",
ha aggiunto Bonino rispondendo a chi le ha chiesto un commento sulle condizioni dello stato di
diritto in Turchia, in particolare dopo le "epurazioni" del governo Erdogan seguite allo scandalo
della "tangentopoli del Bosforo". "Nessuno e' perfetto nel rispetto delle istituzioni democratiche,
ma la formula del dialogo amichevole ma anche franco e reciproco e' l'unica strada da seguire",
ha risposto. A fronte delle 1000 aziende italiane in Turchia, sono invece poco piu' di 40 gli
investimenti turchi nel nostro Paese. Il presidente dell'Unione delle Camere di Commercio turche,
Riflat Hisarciklioglu, ha denunciato "ogni tipo di ostacolo" per chi vuole investire in Italia, "a
cominciare dall'obbligo dei visti". "C'e' una procedura Schengen. La questione dei visti non e'
facile per nessuno", ha ammesso Bonino assicurando pero' che "in Destinazione Italia e' prevista
una procedura di visti piu' semplificata per imprenditori, studenti, ricercatori". "Si cerca di fare
quello che si puo' nell'ambito di normative europee che certamente non si possono violare".
(fonte: Laurence Figa'-Talamanca per ANSA).
Turisti in aumento nonostante la crisi del settore
Nel 2013 il numero di turisti stranieri che hanno visitato la Turchia è aumentato del 10% rispetto
all'anno precedente, nonostante le possibili tensioni dovute alla situazione degli Stati confinanti,
su tutti Iraq e Siria. Lo riferisce l'Agenzia Ice di Istanbul citando dati forniti dal ministro della
Cultura e del Turismo Omer Celik secondo cui l'anno scorso i turisti stranieri che hanno scelto la
Turchia come meta delle proprie vacanze sono stati 34,9 milioni, in crescita rispetto al 2012
quando i turisti erano stati 31,7 milioni. Celik ha affermato che la Turchia è uno dei Paesi al
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mondo con maggiore propensione al turismo, dal momento che le statistiche sono in crescita
nonostante una crisi locale e regionale del settore. La cifra fornita dal ministro comprende anche
4,5 milioni di Turchi residenti all'estero che tornano in patria per le vacanze. Lo scorso anno la
Turchia è stato il sesto Paese più visitato al mondo e la città meridionale di Antalya ha registrato
un record di 12 milioni di presenze, tre milioni delle quali erano turisti russi e due milioni
tedeschi. Secondo recenti statistiche dell'Organizzazione per il Turismo Mondiale delle Nazioni
Unite (UNWTO), nel 2013 sono stati 52 milioni in più rispetto all’anno precedente i turisti che
hanno deciso di viaggiare per il mondo, mentre le principali destinazioni scelte sono state
Francia, Stati Uniti, Cina, Spagna e Italia.
La Turchia a caccia di nuovi accordi energetici con l’Iran
La visita a Teheran del Primo Ministro Erdoĝan ha come obiettivo il rilancio dei rapporti
economici tra i due Paesi, in particolare nel settore energetico. “Il petrolio e il gas iraniano –ha
dichiarato Erdoĝan- sono risorse strategiche per la Turchia e siamo intenzionati ad aumentare le
importazioni in futuro”. La Turchia sfrutterà l’allentamento delle sanzioni imposte a Teheran
deciso a seguito dell’accordo raggiunto con il gruppo 5+1 sul controverso programma nucleare
iraniano.
La scalata del bianco in Turchia
La notizia sta galvanizzando tutte le branch europee del gruppo turco Koç, il più grande del
Paese, alleato storico della Fiat e recentemente di Unicredit, che in queste settimane ha battuto
Bosch con la controllata Beko, diventato primo brand nelle vendite degli elettrodomestici
freestanding (cioè non da incasso) in Germania, il principale mercato continentale. Pur di pochi
decimi di punto, intorno all’8,5% di quota di mercato, si tratta di una vittoria simbolica
importante, anche se complessivamente il gruppo Bsh, che comprende Bosch e Siemens, rimane
irraggiungibile davanti a Whirlpool ed Electrolux. Tanto più che i turchi si apprestano a
scommettere su altri due brand controllati in Germania, Blomberg e soprattutto Grundig,
destinato a un rilancio globale dall’elettronica di consumo agli elettrodomestici di alta gamma in
concorrenza con i nomi più blasonati del settore. Dopo forti investimenti in ricerca e sviluppo,
conquistando il primo posto europeo per numero di brevetti, la Beko, 60 anni di storia, non ha
più complessi di inferiorità sia per innovazione sia per qualità produttiva in 14 stabilimenti in
Turchia (4 milioni di frigoriferi), ma anche Russia, Romania (2 milioni di frigo), Cina e Sudafrica.
In tutto 20 milioni di elettrodomestici, secondo posto in Europa con alle spalle un gruppo
quotato, Arçelik, capofila di Beko, a sua volta controllata dalla holding di famiglia guidata da
Mustafa Vehbi Koç, 85 mila dipendenti in tutto, 37 miliardi di euro di giro di affari anche
nell’elettronica di consumo con 3 milioni di televisori l’anno, nell’auto (vengono prodotti in
Turchia i Doblò Fiat per tutto il mondo attraverso la joint venture Tofas, oltre a veicoli
commerciali Ford), nelle macchine agricole attraverso la società mista con Cnh TürkTraktor, nel
petrolio e nelle banche con un istituto in società con Unicredit, la Yapi Kredi. E non a caso nei
prossimi mesi sarà lanciata una linea ad alta tecnologia (per esempio, frigoriferi a basso
consumo, inferiore allo standard ora più elevato A+++) firmata dalla designer spagnola Patricia
Urquiola, con studio a Milano, che firma già diverse linee per i brand italiani dell’arredamento
come Moroso, Molteni, De Padova e Bisazza. Linea che esordirà in Italia a Eurocucine nell’ambito
del Salone del mobile. Il country manager Federico Mangiacotti, infatti, è riuscito a rompere un
tabu storico, conquistando lo stand finora negato al colosso turco. Così il 2014 dovrebbe portare
a una ulteriore crescita rispetto ai risultati ottenuti nel 2013, 80 milioni di fatturato con una
trentina di dipendenti negli uffici di Milano e un centro logistico in outsourcing a Lodi. Presente
in 3 mila punti vendita, a cominciare da Unieuro, e con contratti di forniture di elettrodomestici
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da incasso con gli industriali delle cucine (come Lube, Veneta e Stosa) Beko Italy ha conquistato
una quota di mercato tra il 5 e il 6%. E l’idea di poter stabilire una presenza produttiva nella
Penisola non è mai stata abbandonata: l’ultima ipotesi aveva riguardato l’acquisizione di linee
produttive della Antonio Merloni commissariata di Fabriano. (fonte: Ettore Tamos per il
settimanale Il Mondo) .
Il Doblò “made in Turkey” pronto alle vendite oltre atlantico
Tofas, la Joint Venture tra l’italiana Fiat e il gruppo industriale turco Koç, si appresta a spedire il
primo carico di Fiat Doblò verso il mercato nord-americano entro la fine del 2014. Il modello
Doblò, prodotto nell’impianto Tofas di Bursa ed esportato in 80 Paesi, ha subito un importante
adeguamento, costato 360 milioni di dollari, per rispondere alle caratteristiche e normative del
mercato nord-americano. Con il marchio Ram e il nome ProMaster City, il Doblò si troverà a
competere nel settore dei mini-van, diventando il secondo veicolo “Made in Turkey” sulle strade
americane dopo il Ford’s Transit Connect. La Ford Otosan, anch’essa parte di una JV con il
gruppo Koç, ha iniziato le vendite del Transit Connect negli Stati Uniti a partire dal 2009 e fino al
2013, anno in cui la produzione è stata trasferita ad un altro impianto Ford. Il marchio Ram con
cui sarà venduto il Doblò appartiene al costruttore americano Chrysler, di proprietà Fiat.
Same Deutz-Fahr acquisisce la totalità delle attività in Turchia
Nel mese di gennaio 2014 Same Deutz-Fahr, uno dei principali produttori di trattori, macchine da
raccolta, motori diesel e macchine agricole al mondo, con sede a Treviglio (BG), ha acquisito il
15% delle quote in possesso della famiglia Şahsuvaroğlu nella joint venture già attiva in Turchia.
Con questa operazione, Same Deutz-Fahr ha completato l'acquisizione del 100% delle quote
nella società. L'accordo riguarda sia le attività commerciali con sede a Istanbul che quelle
produttive dello stabilimento di Bandirma. A seguito dell'operazione, la filiale in Turchia assumerà
il nome di Same Deutz-Fahr Traktör Sanayi ve Ticaret A.Ş. (Nota Same Deutz-Fahr)
Si rafforzano le relazioni economiche tra Francia e Turchia
Il presidente francese Hollande ha effettuato una visita di due giorni in Turchia, anche con
l’obiettivo di rafforzare le relazioni economico-commerciali fra Francia e Turchia. In particolare,
secondo dati Turkstat, l’istituto di statistica turco, nei primi undici mesi del 2013, la Francia è
stata l’ottavo fornitore della Turchia, con esportazioni pari a 7,3 miliardi di dollari (11,8 quelle
italiane) ed il sesto cliente, con importazioni pari 5,8 miliardi (6,2 quelle italiane). In Turchia,
secondo dati della Presidenza francese, ci sono circa 400 imprese a capitale francese e la Francia
si colloca al settimo posto fra gli investitori stranieri. Fra i principali contratti siglati nel 2013, vi
sono la vendita di 117 Airbus a Turkish Airlines, quella di elicotteri per servizi medicali, la
fornitura al Ministero della Sanità di 6 milioni di dosi di vaccini pentavalenti e la gestione
dell’autostrada Gebze-Izmir. Solo qualche settimana fa, Renault, che è il primo produttore del
Paese di autovetture per trasporto privato e fra i primi tre esportatori del Paese, ha annunciato
che nel 2014 saranno lanciati sul mercato turco 6 nuovi modelli. Nel corso della visita, sono stati
firmati accordi di cooperazione strategica nei settori dell’energia nucleare, dei progetti
infrastrutturali e della difesa e, nei colloqui con Gul, i due presidenti hanno fissato in 20 miliardi
di dollari l’obiettivo per l’interscambio bilaterale da raggiungere nei prossimi anni. Il presidente
Gul si è detto certo che la visita segnerà un nuovo inizio per le relazioni economiche fra i due
Paesi, “che negli ultimi anni hanno sofferto per ragioni che nulla hanno a che vedere con la vera
natura del rapporto fra Francia e Turchia”. Nel suo programma ad Istanbul, il Presidente
Hollande, accompagnato da una delegazione composta da circa 40 uomini d’affari, ha da prima
incontrato i vertici di Tusiad, la confederazione che raggruppa i 600 gruppi industriali più grandi
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del Paese, con i quali ha affrontato i temi della cooperazione fra imprese turche e francesi, con
particolare attenzione alla conquista dei mercati terzi, e dell’attrazione degli investimenti turchi in
Francia.
Economia e Politica Economica
Turchia: con una decisione straordinaria, la Banca centrale rialza i tassi
Il 28 gennaio il Comitato per la politica monetaria della Banca Centrale della Repubblica Turca
(BCRT), riunito in seduta straordinaria quando i mercati erano già ampiamente chiusi, ha
innalzato drasticamente i tassi di interesse nel seguente modo:
• lending overnight da 7,75 a 12%;
• borrowing overnight da 3,5 a 8%;
• one week repo rate da 4,5 a 10%;
• tasso per i primary dealers nelle transazioni repo da 6,75 a 11,5%;
• lending per la finestra di liquidità fra le ore 16 e le 17 da 10,25 a 15%.
Nel comunicato stampa della BCRT si legge espressamente che la fornitura di liquidità avverrà
principalmente al tasso repo a una settimana; pertanto il costo medio di rifinanziamento salirà
presumibilmente attorno al 10-11%, dall’attuale 7,3%. Infine, nelle prime ore di oggi, la Banca
centrale ha annunciato pubblicamente che, in linea con le decisioni assunte ieri, gli interventi
addizionali di restrizione della liquidità, introdotti a giugno 2013, verranno sospesi. La Banca
centrale ha inoltre dichiarato che adotterà tutte le misure necessarie per limitare i possibili effetti
avversi, sui prezzi e sulla stabilità monetaria, derivanti dall’accresciuta percezione del rischio
registrata negli ultimi tempi e legata a fattori internazionali e domestici. Pertanto, ha dichiarato
la BCRT, l’impostazione restrittiva adottata sarà mantenuta finché non si registrerà un
significativo miglioramento nelle prospettive di inflazione. Proprio nella giornata di ieri la Banca
centrale aveva infatti segnalato una revisione a rialzo del tasso di inflazione atteso per fine 2014,
indicando un valore centrale di 6,6 punti percentuali, significativamente superiore a quanto
sostenuto in precedenza (5,3%) e con la possibilità che solo attorno alla metà del 2015, il valore
dell’inflazione converga verso l’obiettivo del 5 %. Secondo prime reazioni, si tratta comunque di
un intervento deciso e significativo, che dovrebbe avere conseguenze positive sulla valuta e, per
questa via, sull’inflazione e sul disavanzo delle partite correnti. Alcuni analisti si interrogano sugli
effetti di questo aumento sui tassi praticati dalle banche. Per questo, occorrerà vedere in che
misura le decisioni della BCRT si rifletteranno nel pricing applicato dagli istituti bancari. Negli
ultimi tempi si era già registrato un aumento degli interessi sui prestiti (fra l’1 e il 2%); la mossa
della Banca centrale si tradurrà probabilmente in ulteriori e più sensibili ritocchi a rialzo, con un
possibile rallentamento degli investimenti interni e della crescita. L’annuncio della BCRT ha
determinato un rimbalzo positivo nell’immediato sul mercato valutario, tuttavia il tasso di cambio
è tornato rapidamente vicino ai livelli precedenti l’intervento dell’istituto. (fonte: Addetto
Finanziario dell’Ambasciata d’Italia ad Ankara).
Annunci e gare
TCDD. Appalto per l’approvvigionamento di 50.500 tonnellate di rotaie
General Directorate of Turkish State Railways (TCDD) announced the tender for the procurement
of 50.500 Tons of Rail, from which 40.000 tons will be 60 E1 and 10.500 tons will be 49 E1. The
tender has been announced in the public procurement bulletin on 20 January 2014 with
registration number 2013/196516. Companies interested can obtain tender documents from the
administration’s address: TCDD İşletmesi Genel Müdürlüğü, Gar / Ankara in return for 500 TL.
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Deadline for the bids is set as 25 February 2014.
Progetto di privatizzazione della lotteria. Proroga della scadenza
Privatization Administration postponed the tender for the privatization of the lottery games and
games of chance. The pre-qualification deadline has been postponed to 25th of April and the
bidding deadline to 20th of May 2014.
Progetto della municipalità di Smirne per la costruzione di due linee di tram
Izmir Metropolitan Municipality announced the expected tender for the construction works of
Konak and Karşıyaka Tram line projects. The project covers Alabey – Karşıyaka – Mavişehir route
and Üçkuyular – Konak – Alsancak – Halkapınar route. The tender package has been announced
on the public procurement bulletin on 13 December 2013 with registration no: 2013/182569.
Interested companies can obtain tender documents from Izmir Metropolitan Municipality,
Suburban and Rail system Investments department, suburban systems branch office in return
for 500 TL. Deadline for bids is set as 26 February 2014.
Appalto della municipalità di Smirne per l’acquisto di veicoli per metropolitana
leggera
Izmir Metropolitan Municipality announced a tender for the procurement of two sets of 5 wagons
for the Light Rail System. The tender has been announced on the public procurement bulletin on
13 December 2013. Interested companies can obtain tender documents from Izmir Metropolitan
Municipality, Suburban and Rail system Investments department, in return for 250 TL. Deadline
for bids is set as 15 January 2014.
Grande Municipalità di Istanbul. Piano Investimenti 2014
La Grande Municipalità di Istanbul prevede per l’anno in corso una serie di investimenti per
l’ampliamento della rete metropolitana e la rete tranviaria.
Tra i bandi di gara di prossima pubblicazione vi è il progetto di metropolitana Beşiktaş-KabataşTekstilkent-Mahmutbey che prevede la costruzione di una linea di 25 km dotata di 19 stazioni
(costo stimato 2,1 miliardi di lire turche circa) e la linea metropolitana Yenikapı-Incirli. La linea di
7 km dotata di 6 stazioni, in base alle previsioni, avrà un carico di circa 70.000 passeggeri l'ora.
A parte questi due progetti di prossima pubblicazione, la Grande Municipalità di Istanbul ha in
programma altri nove progetti di reti metropolitane e tranviarie da completare entro il 2019, che,
in base allo stato di avanzamento, è possibile suddividere in tre gruppi.
1) Nel primo gruppo vi sono le linee metropolitane e tranviarie i cui progetti sono stati
completati:
- La linea metropolitana Yenibosna – İkitelli Güney Sanayi di 13 km, con una capacità di 30.000
passeggeri l’ora, la cui costruzione verrà completata in 4 anni;
- La linea metropolitana Kabataş – Mecidiyeköy di 6,5 km avente capacità di 70.000 passeggeri
l'ora;
- La linea tranviaria Edirnekapı-Vezneciler, 3,5 km e capacità di 15.000 passeggeri l’ora e verrà
completata in 3 anni.
2) Il secondo gruppo consiste in progetti di reti ferroviarie ancora in fase di preparazione. Si
tratta della linea Dudullu-Bostancı (13,4 km, capacità 30.000 passeggeri/ora) e della
metropolitana Göztepe-Finanskent-Ümraniye (9 km, capacità 30.000 passeggeri/ora).
3) Nel terzo gruppo invece vi sono 4 linee tranviarie in fase di esame:
- La linea Başakşehir-Kayabaşı-Olimpiyat Köyü (15 km);
- La linea di Haliç (Eminönü-Eyüp-Alibeyköy – 9,6 km);
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- La linea Şirinevler – Mahmutbey (7,8 km);
- La linea Sultangazi – Arnavutköy (11,5 km).
Indicatori Macroeconomici
PIL
Nel terzo trimestre del 2013, il tasso di crescita del Pil è stato pari al 4,4%, confermando i dati
del secondo trimestre. Dopo la crescita tumultuosa del 2010 (+9,2%) e del 2011 (+8,5%), che
ha proiettato la Turchia ai primi posti al mondo fra i Paesi con la più alta crescita del PIL, nel
2012 il ritmo di crescita del PIL turco, in rallentamento per effetto delle politiche governative di
contenimento e della congiuntura internazionale, si è attestato al 2,2%.
Inflazione
Nel 2013, l’inflazione relativa ai beni al consumo in Turchia è stata pari al 7,4%. Nel 2012
l’inflazione aveva mostrato una tendenza in calo, con un dato finale pari al 6,16%.
Interscambio con l’Italia
Nei primi 11 mesi del 2013, l’Italia si è collocata al quarto posto fra i partner commerciali della
Turchia, con un interscambio di 17,9 mld di dollari (-1%), un export dall’Italia verso la Turchia di
11,7 miliardi di dollari (-4,3%), un import dell’Italia dalla Turchia di 6,1 miliardi di dollari (+6%),
per un saldo negativo per la Turchia pari a 5,6 miliardi di dollari. Nel 2012 l’Italia si è attestata al
sesto posto nella graduatoria dei Paesi partner della Turchia, dopo Germania, Russia, Iran, Cina
e Stati Uniti, con un interscambio pari a 19,7 miliardi di dollari (-7,4% rispetto al 2011),
articolato in esportazioni pari a 13,3 miliardi di dollari (-0,8%, quinto Paesi fornitore) ed
importazioni pari a 6,3 miliardi di dollari (-18,8%) settimo mercato di sbocco per le merci turche.
Borsa di Istanbul
Borsa di Istanbul (BIST-100) 62.531 al 31 gennaio 2014
Cambio al 31 gennaio 2014
1 Euro = 3,0368 TL
1 Dollaro = 2,2430 TL
Cronache Economiche
A cura di:
Filippo Manara
Redazione:
Filippo Manara
Zeynep Demirtaş
In collaborazione con:
ICE Agenzia
Ufficio Istanbul
Per info: [email protected]
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