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22 Luglio 2014 - Movimento 5 Stelle Fano

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-MSGR - 14 PESARO - 1 - 22/07/14-N:
136- N˚ 197
€1,20* ANNO
ITALIA
Pesaro
Sped. Abb. Post. legge 662/85 art.2/19 Roma
Martedì 22 Luglio 2014 • S. Maria Maddalena
Commenta le notizie su ILMESSAGGERO.IT
IL GIORNALE DEL MATTINO
Scoperte
L’era del genio
di gruppo,
così cambia
la creatività
Il garante
Primi paletti
a Google
sulla tutela
della privacy
Calcio
I giallorossi volano
negli Stati Uniti
Ferreira Carrasco
in arrivo a Roma
Oliverio a pag. 21
Andrei a pag. 23
Carina nello Sport
Allarme riforme, tempi stretti
Strage di bimbi
Gaza, razzo
colpisce
un ospedale
`Senato, pioggia di emendamenti e ostruzionismo M5S e Sel. Slitta il voto, Boschi contestata
`Renzi a Grasso: «Contingentare il dibattito e sedute notturne, niente vacanze prima del sì»
Eric Salerno
Grandi manovre
Ucraina. Spediti in vagoni ferroviari 282 corpi delle vittime
Il centrodestra
e il ricambio
generazionale
Ferrara: Silvio, può
ispirare la riscossa
non tornare in pista
Claudio Marincola
P
Giovanni Sabbatucci
N
ella storia dei partiti politici, soprattutto italiani, le riconciliazioni e le riunificazioni sono un evento abbastanza raro: certo più raro delle
scissioni, che comportano, nella quasi totalità dei casi, un inevitabile contorno di accuse
scambievoli e di rotture personali e lasciano dietro di sé fratture difficilmente ricomponibili. Per fare solo un esempio, il
partito di Nenni e quello di Saragat, dopo Palazzo Barberini,
ci misero vent’anni per ricostituire l’unità socialista e solo tre
per poi romperla di nuovo.
La breve storia del Nuovo
Centro-destra - nato nel novembre scorso dalla scissione del
Pdl in procinto di ritrasformarsi in Forza Italia - non sembrava far eccezione alla regola.
Agli scissionisti del “parricida”
Angelino Alfano, in particolare,
i giornali più vicini a Berlusconi
non hanno risparmiato attacchi, irrisioni, veri e propri insulti. Sicché fa una certa impressione assistere, in questi giorni,
ai segnali distensivi che i vertici
dei due partiti, a cominciare
proprio dai due leader, hanno
cominciato a scambiarsi con
una certa regolarità. Sarebbe,
credo, la ricomposizione più rapida della storia politica nazionale, se davvero si realizzasse
in tempi non troppo lunghi.
Continua a pag. 20
Con l’eterologa
prime gravidanze
a Roma e Milano
Carla Massi
P
oco più di cento giorni dopo la
caduta del divieto di fecondazione eterologa in Italia già si
contano quattro gravidanze.
Tre a Roma e una a Milano nella
clinica Matris diretta dal ginecologo Severino Antinori. Questa, secondo i carabinieri dei Nas, non
sarebbe, però, vera. È bastato l’annuncio e si è scatenata la bagarre:
accuse di «vuoto normativo», controlli nei laboratori, gara a chi è arrivato per primo. Che le prime gravidanze sarebbero arrivate in questi giorni era, comunque, previsto.
A pag. 15
L’intervista
er Giuliano Ferrara l’assoluzione di Berlusconi
è stato più di un colpo di
spugna.
A pag. 7
Servizi alle pag. 4, 5, 6 e 7
I
ndossavano divise dell’Idf
(Forze di difesa israeliane):
giubbotti anti-proiettile, stivali d’ordinanza con
elastici per
impedire ai
pantaloni di
impigliarsi,
elmetti coperti di stoffa mimetizzata. Da lontano sembravano uno dei tanti reparti che operano lungo la
frontiera di Gaza.
A pag. 12
Giansoldati e Pompetti
alle pag. 12 e 13
L’industria rallenta
piano del governo
per il made in Italy
`La
frenata del Pil tedesco pesa sull’export
`Giù ordini e fatturato delle nostre imprese
Obama sfida Putin: non blocchi le indagini
I russi: il jet abbattuto da un caccia di Kiev
ROMA La Russia chiede a Kiev di
spiegare la presenza di un suo
caccia a soli tre-cinque chilometri dall’aereo della Malaysia Airlines abbattuto da un missile la
scorsa settimana. Obama sfida
Putin: non blocchi le indagini.
D’Amato e Romagnoli
alle pag. 2 e 3
La strategia
Barack, una mossa
per la platea Usa
Mario Del Pero
L’
abbattimento dell’aereo
della Malaysia Airline
potrebbe rappresentare
un momento di svolta
cruciale nel conflitto ucraino.
Continua a pag. 20
ROMA L’industria rallenta: a
maggio gli ordinativi hanno
registrato un deciso calo,
-2,1% rispetto ad aprile. Dato
che trascina il tendenziale (base annua) per la prima volta
dopo otto mesi su terreno negativo: -2,5%. Il governo prepara un piano in dieci mosse per
spingere il made in Italy e gli
investimenti diretti nel nostro
Paese.
Cifoni e Franzese
alle pag. 9 e 11
Emendamenti
Riforma statali
novità pensioni
Con la riforma della Pa i professori universitari e i primari con il massimo dei contributi potranno essere messi a
riposo a prescindere dall’età.
Bassi a pag. 11
LEONE, GRANDI
CAMBIAMENTI
Buongiorno, Leone! La stagione
del compleanno apre questa
sera alle ore 23 e 41 minuti (ora
italiana), ma per voi sarà anche
un importante anniversario
astrale. Secondo anno di
Saturno in quadratura (famiglia
in fase di grandi cambiamenti),
dopo dodici anni ritorna invece
la congiunzione Sole-Giove,
aspetto dispensatore di fortuna
soprattutto per le giovani
coppie che creano in questa
calda estate del loro amore il
futuro coniugale. Giove, nel
significato di fertilità, annuncia
figli anche alle coppie che
attendono da molto. Auguri!
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’oroscopo a pag. 33
-MSGR - 20 CITTA - 3 - 22/07/14-N:
3
Primo Piano
Martedì 22 Luglio 2014
www.ilmessaggero.it
Il treno dei morti è partito
300 km attraverso la guerra
`Prima sosta a Kharkiv, città lealista `Poroshenko ordina il cessate il fuoco
Ha le strutture per autopsie e Dna
Le salme saranno condotte in Olanda
odore alcune persone si sono sentite male, anche alcuni ribelli armati che scortavano gli ispettori.
Ma alla fine l'esperto medico-legale olandese Peter Van Vilet, responsabile della squadra, circondato da 50 uomini armati, ha detto che «la conservazione dei corpi
è buona». Per facilitare le operazioni il presidente ucraino Poroshenko ha ordinato il cessate il
fuoco nella zona del disastro aereo. «Le forze militari ucraine devono interrompere le operazioni
e astenersi dall'aprire il fuoco in
un raggio di 40 km dal luogo della
tragedia», ha detto. Ma ieri si è
sparato ancora.
IL DRAMMA
A bordo dell’aereo
I 298 passeggeri e membri dell’equipaggio sul volo Amsterdam-Kuala Lumpur
precipitato in Ucraina
Olandesi
193
Malesi
43
Australiani
27
Indonesiani
12
Britannici
10
Tedeschi
4
Belgi
4
Filippini
3
Canadesi
1
1
Neozelandesi
80 i minori
IL LUOGO
B I E LO R U S S I A
Area controllata dai filorussi
RUSSIA
P O LO N I A
UCRAINA
GRABOVO
Donetsk
ROMANIA
ANSA
L’ammutinamento
Lo Shakhtar ai giocatori: tornate qui
La paura dell'escalation negli
scontri tra truppe governative e
separatisti filorussi, lo choc
causato dall'abbattimento del
Boeing della Malaysia Airlines
proprio nel territorio di
Donetsk, l'impossibilità di
vivere serenamente la
quotidianità del proprio lavoro.
C'è tutto questo dietro il rifiuto
di sei sudamericani dello
Shakhtar di rientrare in
Ucraina, sabato, dopo
un'amichevole giocata in
Francia, ad Annecy, contro il
Lione. La fuga di Fred
(omonimo del nazionale
brasiliano), Douglas Costa, Alex
Teixeira, Dentinho, Facundo
Ferreyra e Ismaily - emersa
domenica - è stata confermata
dal presidente del club, Rinat
Akhmetov: «È vero, sei
giocatori non sono tornati, ma
non escludo che possano
rientrare in squadra quanto
prima, alcuni già domani (oggi
n.d.r)» ha dichiarato tramite il
sito del club. Akhmetov ha
anche mandato un
avvertimento a chi pensasse di
cogliere l'occasione per
concludere affari a prezzo di
saldo: «Hanno firmato contratti
che devono rispettare. Se non
torneranno saranno i primi a
rimetterci. Ognuno di loro ha
una clausola per il
trasferimento di decine di
milioni di euro». «Speriamo - ha
comunque auspicato
Akhmetov - che mente e cuore
prevalgano alla fine sulla paura.
Soprattutto perchè non c'è
nulla da temere. Siamo pronti a
garantire la sicurezza».
Le mani giunte e il capo chino, così tre ispettori dell’Osce si sono
presentati prima di arrampicarsi
e salire sulle carrozze del treno
che conteneva i corpi delle vittime del disastro del Boeing. «Mi è
venuta la pelle d’oca» ha detto Peter Van Vliet, il responsabile della
squadra di esperti, nonostante facesse tanto caldo. E il treno ha lasciato la stazione di Torez con il
suo carico di morte, gran parte
dei corpi, chiusi in sacchi grigi,
delle 298 vittime della tragedia
del volo MH17 della Malaysia Airlines abbattuto giovedì scorso. La
sua partenza, bloccata fino a ieri
dal braccio di ferro tra i ribelli e
Kiev, era attesa con impazienza e
con ira dai familiari delle vittime,
come un primo atto verso una sepoltura degna dei propri cari. Prima di lasciare la remota stazione
ucraina i resti sono stati esaminati di nuovo, questa volta da esperti
olandesi. Ma restano ancora incongruenze tra i dati delle varie
fonti: Kiev riferisce che nei cinque
vagoni refrigerati ci sono 252 corpi, mentre gli esperti internazionali parlano di 282. Non c’è limite
all’orrore: e una troupe della Cnn
ha filmato l’interno di una povera
casa dei dintorni, dove il corpo di
una delle vittime ha sfondato il
tetto di legno.
Non tutti poi, dei corpi rintracciati, sarebbero stati caricati. Incerta anche la destinazione del
treno. Inizialmente si era parlato
di Donetsk, la capitale dell'autoproclamata repubblica dei ribelli,
dove ancora ieri sono segnalati
combattimenti. Ma il presidente
UNA TROUPE
DELLA CNN FILMA
IL TETTO DI UNA CASA
SFONDATO
DA UNO DEI PASSEGGERI
PIOMBATO DAL CIELO
LE PROVE
I VAGONI Il treno sul quale vengono trasportate le vittime
La compagnia
ucraino Petro Poroshenko ha affermato invece che la prima sosta
del treno sarà Kharkiv, a 300 chilometri di distanza, in mano alle
forze lealiste, una città che dispone di tutte le strutture adeguate
per le autopsie e gli esami del
Dna.
I RISCHI DEL VIAGGIO
Parenti delle vittime,
arrivano i primi fondi
Dalla Malaysia Airlines primo
contributo finanziario di 5mila
dollari per i parenti delle vittime.
«I fondi sono già disponibili - ha
detto la compagnia aerea - e non
incideranno sul futuro
risarcimento né sui diritti legali
delle famiglie». La compagnia ha
spiegato che al momento il suo
principale obiettivo è occuparsi
delle famiglie delle vittime
«offrendo la sistemazione in
albergo, i pasti, l'assistenza per il
trasporto».
Ma il tragitto che attraversa le regioni in mano ai separatisti non
permette di escludere intoppi o
colpi di mano. Dall'Olanda, che
detiene il tragico primato del numero delle vittime nel disastro 193 su 298 - arrivano i commenti
pieni di amarezza dei congiunti:
«Se penso che sono lì da giorni
con questo caldo mentre i separatisti, o terroristi, stanno facendo
non si sa cosa...Che mancanza di
rispetto, non ci sono parole», commenta sul Telegraaf Silene Frederiksz che nello schianto del Boeing ha perso il figlio di 23 anni.
Gli ispettori olandesi, maschera sul viso, accompagnati da rappresentanti dell'Osce, hanno aperto i cinque vagoni e per il forte
Se agli olandesi saranno affidati i
corpi delle vittime, alle autorità
della Malesia andranno le scatole
nere per cercare di ricostruire la
dinamica. A proposito dei registratori di bordo; tanta confusione è stata creata ad arte per guadagnare tempo. Già venerdì 18 era
comparsa la notizia che qualcosa
di simile alle scatole nere era stato ritrovato e sarebbe stato consegnato a Mosca. Il ministero degli
Esteri aveva subito risposto, invece, con un «no, grazie»: l’incidente
è avvenuto in territorio ucraino,
quindi la Russia non c’entra, la
spiegazione. Solo domenica è
giunta la conferma che le scatole
nere erano in possesso di uno dei
leader della repubblica popolare
di Donetsk, Aleksandr Borodaj,
che le consegnerà ai funzionari
dell’Agenzia mondiale dell’aviazione. Secondo gli ucraini tale ordine gli è arrivato da Mosca.
R. Es.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
NON TUTTI I RESTI SONO
STATI RECUPERATI
LE SCATOLE NERE
DEL BOEING
SARANNO SPEDITE
IN MALESIA
«Sono terroristi, l’Europa apra gli occhi»
LA REAZIONE
ROMA Un’“occasione”, dolorosissima, ma sempre un’“occasione”. La tragedia del volo MH17
della Malaysia Airlines - se sarà
ufficialmente confermata la paternità filorussa del missile - può
servire all’Ucraina per coalizzare ancor più intorno a sé la comunità internazionale. E così da
Kiev è partito l’ordine verso le
rappresentanze diplomatiche
ucraine di darsi da fare affinché
intorno alla Russia, già colpita
dalle sanzioni, si faccia ancor
più terra bruciata.
E con la guida del semestre europeo appena assunta, l’Italia è
in questo momento una delle
piazze più importanti per Kiev.
Ecco quindi l’ambasciata a Roma organizzare una conferenza
stampa per far sapere che l’Ucraina ha chiesto una riunione
straordinaria del Consiglio europeo per la prossima settimana
per studiare le prove sull’abbattimento del Boeing 777 malesiano. Ma non solo: l’ambasciatore
ucraino in Italia, Yevhen Perelygin, ha fatto sapere che Kiev
avanzerà al Consiglio europeo
anche la richiesta di «riconoscere i gruppi di ribelli come organizzazione terroristiche perché spiega l’ambasciatore - hanno
commesso molti crimini». Al
Consiglio europeo l’Ucraina chiederà anche di condannare questi
gruppi di ribelli appoggiati dalla
Russia. L’abbattimento del Boeing con il suo carico di cittadini
olandesi, australiani, malesi, britannici, tedeschi, belgi, sembra
poter spalancare le frontiere della crisi tra Russia e Ucraina e
quindi Kiev bussa ora all’Europa
con più forza: «Noi - ha detto ancora l’ambasciatore Perelygin ci aspettiamo una posizione dell'
Europa più forte perché questa
tragedia ha aperto gli occhi a tutto il mondo. Quando c'è un gruppo terroristico che possiede tanta potenza di fuoco è una minaccia per tutti. E anche se sarà chiuso lo spazio aereo, loro troveranno un altro modo per colpire.
Questa tragedia ora non è più solamente una tragedia ucraina, è
diventata una tragedia di tutti.
stato opera dei ribelli filorussi.
Dopo aver ricordato che sul teatro di guerra, fino al giorno della
tragedia del Boeing, solo i ribelli
filorussi avevano usato missili
contro aerei ucraini («a noi non
servivano in quanto i ribelli non
sono dotati di aerei)» Perelygin
ha confermato «l’autenticità dell’intercettazione telefonica» di
cui era trapelata notizia due giorni fa: in quella intercettazione un
mediatore di Mosca chiedeva ai
ribelli di non consegnare le scatole nere del Boeing abbattuto.
«L’autenticità dell’intercettazione è stata verificata dall’intelligence ucraina e da quelle di altri
paesi. «Ci risulta - ha aggiunto
NESSUN DUBBIO
Non ha dubbi, l’ambasciatore
ucraino, che l’abbattimento sia
L’AMBASCIATORE
UCRAINO A ROMA
YEVHEN PERELYGIN:
CONTRO I RIBELLI
È NECESSARIA
LA CONDANNA UE
AMBASCIATORE Yevhen Perelygin
rappresentante ucraino in Italia
l’ambasciatore ucraino - che sono state ritrovate due scatole nere dai terroristi (i ribelli filorussi
n.d.r.)». Nel commentare la tragedia, Perelegyn, ricorda anche
che l’Ucraina aveva lanciato per
tempo l’allarme sull’utilizzo di
missili da parte dei ribelli. «Lo
avevamo fatto una prima volta il
14 luglio e ancora due giorni dopo. Abbiamo provato ad attirare
l’attenzione del mondo». Forse
non hanno gridato abbastanza o
forse chi doveva scoltare non lo
ha fatto. Da qui la patetica chiusura della stalla dopo che i buoi
erano scappati, ovvero la chiusura di quello spazio aereo poche
ore dopo l’abbattimento del Boeing della Malaysia Airlines.
Oltre al caso delle scatole nere
c’è da gestire tutto quanto riguarda le vittime. L’ambasciatore ha
precisato che «il treno che trasporta i corpi delle vittime farà
una prima tappa a Kharkiv in
Ucraina, dove sono state organizzate apposite strutture per fare
autopsie e analisi del Dna. Se necessario per esami più approfonditi il treno andrà poi a Dniproperrovsk. Escluderei che il treno
si fermi a Donetsk. È un luogo
troppo pericoloso». La località in
mano ai filorussi era stata indicata in un primo momento quale
tappa del treno dei morti.
Roberto Romagnoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-MSGR - 20 CITTA - 4 - 22/07/14-N:R - CITTA’
4
Primo Piano
Martedì 22 Luglio 2014
www.ilmessaggero.it
Ostruzionismo
sul nuovo Senato
Boschi contestata
sfida i grillini
Il ministro: «Riforma autoritaria? Allucinazioni». Fischi
e cori da M5S. Valanga di emendamenti, il voto slitta a oggi
`
IL CASO
ROMA Parte in salita l’esame del
ddl di riforma costituzionale nell’aula del Senato: se è slittato l’avvio del voto degli emendamenti,
già sono cominciate le proteste. A
far scattare la contestazione, ieri
mattina, una frase pronunciata
dalla ministra Maria Elena Boschi, durante la replica al termine
della discussione generale: «Ho
sentito parlare di svolta autoritaria. Questa è una allucinazione».
Parole che hanno fatto scattare i
grillini. Applausi ironici, grida, cori hanno interrotto la rappresentante del governo, che ha risposto,
citando Amintore Fanfani: «Le
bugie in politica non servono. Si
può essere d’accordo o meno su
questa riforma, votare o meno
questa riforma, condividere o meno l’azione del governo, ma parlare di svolta illiberale è una bugia;
e le bugie in politica non servono». L’esecutivo, dunque, non intende cedere terreno all’ostruzionismo che rischia di far slittare sine die l’approvazione del testo:
«Ci potrà essere un tentativo di
rallentare questo cambiamento,
che ci può portare a lavorare una
settimana di più e sacrificare un
po’ di ferie ma manterremo la promessa», ha assicurato la ministra,
auspicando «un accordo alto nell’interesse del Paese e dei cittadini, perché le riforme costituzionali sono la premessa per le altre riforme che stiamo affrontando». E
alle quali è legato «in modo indissolubile» il cammino del governo.
L’accordo “alto”, però, ieri in aula
pareva lontano e gravato dai quasi ottomila emendamenti, presentati in larga maggioranza da Sel,
ESECUTIVO E PD
APRONO A MODIFICHE
I 5STELLE CHIEDONO
DI SOSPENDERE
I LAVORI PER GAZA
ED E’ BAGARRE
su cui è appena cominciata la discussione.
GLI SCOGLI
La scena, dunque, è delle opposizioni e dell’ostruzionismo cominciato già in avvio di seduta, quando il M5S ha contestato il presidente Pietro Grasso. «Continueremo, in questi giorni, a mettere sui
binari del treno delle riforme un
sasso, due sassi, centomila sassi»,
ha poi dichiarato il capogruppo
pentastellato Vito Petrocelli, replicando a distanza al presidente del
Consiglio Matteo Renzi e confermando l’intenzione di dare battaglia. Come la Lega pronta a votare
contro e che, per bocca dello stesso relatore Roberto Calderoli, ha
sollecitato che il percorso per migliorare il testo prosegua in aula,
casomai attraverso la riduzione
degli emendamenti, avendo individuato «10-15 punti su cui continuare la riflessione con la senatri-
Fanfani e le bugie
«Un grande statista che è stato
anche presidente di questa
assemblea, Amintore Fanfani,
ha detto una grande verità»,
cita la Boschi: «Le bugie in
politica non servono. Si può
essere d'accordo o meno su
questa riforma, ma parlare di
svolta illiberale è una bugia».
ce Finocchiaro». E proprio la democratica Anna Finocchiaro, relatrice del testo con Calderoli, ricordando che «ci confrontiamo
sul frutto del lavoro del Parlamento, in cui molte indicazioni sono
state recepite dai relatori», ha pure confermato che «alcuni punti
meritano un approfondimento:
gli istituti di democrazia diretta, il
ruolo del Senato nel rapporto con
la legislazione europea; il bilancio
e le nomine a cominciare da quella del presidente della Repubblica».
I LAVORI
Nel frattempo, l’unica votazione
svolta dall’assembea ieri è stata
quella che ha bocciato la richiesta
di Sel e M5S di interrompere l’esame dell’aula per riportare il testo
in commissione. I grillini in chiusura di seduta hanno chiesto la sospensione dei lavori in modo da
avere una informativa del ministro Mogherini sulla situazione a
Gaza. Ed è scoppiata la bagarre.
E’ partita, invece, l’illustrazione degli emendamenti, quasi tutti
(almeno secondo Calderoli), probabilmente ammissibili. Sarà
Grasso a dichiarare quali hanno
le carte in regola ma basti pensare
che solamente il fascicolo relativo
all’articolo 1 del testo conta 842
emendamenti. La capogruppo di
Sel, Loredana De Petris, si è già
detta indisponibile a ritirare la valanga di emendamenti, non senza
«la riduzione dei parlamentari e
l’elezione diretta del Senato», pur
plaudendo all’«apertura sui referendum». Al pari, Vincenzo D’Anna, il vecepresidente del Gal ha
annunciato interventi su gran parte degli emendamenti per «sbarrare la strada ad una riforma liberticida». Dal canto suo, Forza Italia
ha confermato che non farà mancare il suo appoggio alla riforma:
il capogruppo Paolo Romani si è
detto disponibile «a eventuali migliorie» proposte da Finocchiaro,
ma non all’allargamento della platea per eleggere il Capo dello Stato.
Sonia Oranges
Maria Elena Boschi nell’aula del Senato
L’ingorgo in Parlamento
RIFORMA DEL SENATO
In Aula a Senato
Voto atteso entro la pausa estiva
DL INDENNIZZO CARCERI
Alla Camera
Atteso per il 27 luglio
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
In commissione Affari
Costituzionali della Camera
Atteso in Aula giovedì prossimo.
Dl da convertire entro il 24 agosto
DL CULTURA
In commissione alla Camera
Scade a fine luglio
COMPETITIVITÀ
In commissioni Industria
e Ambiente del Senato
In Aula dal 21 luglio ma potrebbe
slittare al 24 o alla successiva.
Da convertire entro il 22 agosto
DELEGA FISCALE
Varati i primi due decreti su 730
precompilato e sul catasto.
Le commissioni competenti
hanno tempo fino a fine luglio
per esprimersi
SBLOCCA ITALIA
All’esame del Parlamento
Potrebbe arrivare prima
della pausa estiva anche il decreto
per sbloccare i cantieri
LAVORO
Ddl all’esame della
commissione Lavoro del Senato
Il testo potrebbe andare in Aula
già l’ultima settimana di luglio
ma potrebbe essere “rimandato”
a settembre
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Tg Rai, il piano Gubitosi agita i sindacati: contrari ai tagli
IL CASO
ROMA «Accorpare per accorpare
sembra solo un escamotage per
fare tagli lineari che portano risparmi marginali o favorire qualche direttore amico». I comitati
di redazione della Rai insorgono. E il veleno è tutto nella coda
del comunicato diffuso ieri, dopo le anticipazioni sul piano Gubitosi, nell’allusione a presunti
favoritismi. Ma il progetto, che
verrà presentato al cda in via informale domani pomeriggio e
poi discusso - ma non votato giovedì, ha generato un allarme
generale. Conterrà le linee guida: fusioni, riduzione delle edizioni dei tg, nuove mansioni per
i giornalisti, sinergie tra Tg3, Tgr
e Rainews 24. Una rivoluzione
nel segno della spending review
disegnata dal direttore generale
Gubitosi e da una squadra di
esperti composta da Nino Rizzo
Nervo, Valerio Fiorespino e Carlo Nardello.
permettere la creazione di centri
di potere e, soprattutto, per offrire un prodotto ancora migliore
ai cittadini». Per anni tra la Rai e
i palazzi della politica ci sono state porte comunicanti. Un circolo
vizioso che ha creato sovrapposizioni, rendite di posizione, doppioni. Il dg Gubitosi è chiamato a
dare la svolta. Ma «se davvero
viale Mazzini intende risparmiare, allora non acquisti da società
TG LOW COST
La bozza disegna il perimetro
della «nuova Rai», ottimizzando
risorse e costi dopo il taglio di
150 milioni di euro imposto dal
commissario Cottarelli. L’asticella è alta. I sindacati chiedono un
confronto. «I budget dei telegiornali - fanno osservare i cdr - rappresentano voci di spesa piuttosto basse rispetto al bilancio dell’azienda, eppure i tg sono l’asse
portante del servizio pubblico,
siamo certi che una riforma sia
necessaria ma per liberare la Rai
dai partiti e dai governi, per non
Luigi Gubitosi
CRITICHE ALL’IPOTESI
DELL’ACCORPAMENTO
SEMINARIO
ALLA SAPIENZA:
FUORI I PARTITI
DA VIALE MAZZINI
esterne programmi realizzabili
con risorse interne, razionalizzi
le spese con processi trasparenti
e mirati alla produzione», si dice
nel comunicato dei cdr di Tg1,
Tg2, Tg3, Rainews 24, Giornale
Radio, Rai Parlamento, Rai
sport, Ufficio stampa e coordinamento dei cdr della Tgr. Trasparenza chiede anche la Fnsi, la Federazione nazionale della stampa, «se davvero c’è un piano lo si
metta sul tavolo». E l’Usigrai, il
sindacato interno dei giornalisti
resta in prima linea e torna a
chiedere un confronto. Clima teso, insomma, in attesa di sapere
come cambieranno le news di
viale Mazzini. Quante saranno le
testate giornalistiche, le redazioni, le edizioni dei tg e le sedi regionali.
Il futuro della Rai passa anche
dai seminari in corso alla Sapienza, una «Pallacorda di idee per ripensare il servizio pubblico».
IL SEMINARIO
Ieri si è tenuto il primo incontro
tematico in via Salaria, a Roma,
in un’aula piena di ricercatori al
Dipartimento di comunicazione
e ricerca sociale (presenti tra gli
ospiti Giancarlo Leone e Angelo
Guglielmi). «Tra le tante criticità
è strategica la soluzione del rapporto soffocante tra politica e televisione», ha detto il professor
Mario Morcellini, che coordina
il seminario. Primo obiettivo: il
modo in cui la Rai viene percepita dagli utenti. Servizio pubblico
dovrà far rima con autonomia e
indipendenza.
Claudio Marincola
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-MSGR - 20 CITTA - 5 - 22/07/14-N:R - CITTA
5
Primo Piano
Martedì 22 Luglio 2014
www.ilmessaggero.it
Riforme e decreti, allarme tempi
Renzi: niente ferie prima del sì
`Pressing serrato del premier su Grasso: `Il governo al lavoro per limitare i voti
sedute notturne e dibattito contingentato segreti. Trattativa riservata con la Lega
IL RETROSCENA
7.831
4.504
Il numero degli emendamenti
presentati da tutti i gruppi alla
riforma costituzionale del
Senato. Circa seimila sono solo
di Sel. Molti anche quelli del
Movimento 5Stelle
Sono gli emendamenti ai primi
due articoli della riforma. Il
95%, secondo una stima
dell’ufficio studi del Ncd a
palazzo Madama, sono
ostruzionistici e seriali
ROMA «Le riforme vengono prima
delle vacanze dei senatori. Si vada avanti a oltranza, con tutti gli
strumenti consentiti dal regolamento, per combattere l’ostruzionismo. Il Paese non aspetta e noi
non ci lasceremo fermare. Vediamo chi si stanca prima...». Matteo Renzi, prima di partire dall’Angola alla volta di Roma, ha
impartito un ordine di scuderia
ben preciso per «rimuovere i sassi dai binari delle riforme». Perché «non possiamo restare ostaggi di una minoranza che vuole fare ostruzionismo».
Un ordine che ha essenzialmente un destinatario: il presidente del Senato, Pietro Grasso.
E’ su di lui e sulla conferenza dei
capigruppo che si concentra il
pressing del premier. E siccome
il gioco già si fa duro, palazzo
Chigi è determinato a ottenere il
contingentamento dei tempi previsto dal regolamento di palazzo
Madama. Ed è deciso ad andare
avanti a colpi di fiducia quando,
venerdì e lunedì, si apriranno le
“finestre” per l’approvazione dei
decreti in scadenza sulla
competitività e sull’Art Bonus
(cultura e turismo).
In Senato sono ore frenetiche.
Già sono slittate a oggi le prime
votazioni previste per ieri pomeriggio. Ed è già muro contro muro con le opposizioni. Con un allarme crescente: «Qui rischiamo
seriamente di non farcela per la
pausa estiva», diceva ieri sera un
ministro, «così, se non ce la faremo a varare la riforma costituzionale per l’8 agosto, dovremo andare avanti anche fino al 13 o al
14. Speriamo che basti...». E Con
un problema non da poco: anche
i senatori del Pd hanno già prenotato la vacanze con mogli e figli a
partire da sabato 9 agosto.
«NESSUNA PREVISIONE»
Insomma, lo scenario per Renzi è
allarmante. Il fascicolo con gli
emendamenti all’articolo 1 è di
842 pagine e quello con le proposte di modifica all’articolo 2 di pagine ne conta 867. Non solo. I senatori di Cinquestelle e Sel hanno già cominciato ha parlare dieci minuti a testa per illustrare i
singoli emendamenti. «Un vero
disastro», dice un alto esponente
del Pd, «se prima si prevedevano
130 ore di discussione, concedendo un minuto per ciascuno dei
7.831 emendamenti, con questo
ostruzionismo nessuno è più in
grado di fare previsioni». E afferma Pier Ferdinando Casini che di
tecniche e dinamiche parlamentari è un esperto: «L’atteggiamento dei Cinquestelle e delle opposizioni sta precostituendo la condizioni per il contingentamento dei
tempi. Se continueranno, legittimeranno la probabile decisione
del presidente Grasso di imporlo». Ma proprio Grasso si mantiene prudente, rilanciando la palla
nel campo della maggioranza: «Il
contingentamento non è una decisione della presidenza», dice
un suo stretto collaboratore, «deve essere chiesta la convocazione
della conferenza dei capigruppo
ed è qui che va proposta e poi votata l’eventuale richiesta di contingentamento».
“Eventuale” è un eufemismo.
Tra questa sera e domani, una
volta che l’ostruzionismo dei Cinquestelle e di Sel sarà conclamato, il ministro Maria Elena Boschi riceverà da Renzi l’ordine di
chiedere il giro di vite sui tempi
del dibattito. Ciò vuol dire che
ogni gruppo non avrà più di tot
Matteo Renzi
SUI PROVVEDIMENTI
IN SCADENZA AVANTI
A COLPI DI FIDUCIA
I SENATORI DEM
TEMONO: HANNO GIÀ
PRENOTATO LE VACANZE
minuti, in ragione della sua consistenza numerica, per illustrare
le proposte di modifica.
VOTI SEGRETI E NOTTURNE
Basterà? Non tutti ne sono convinti. Molti temono che anche
con i tempi contingentati il limite
di Ferragosto potrebbe essere superato. Uno scenario da brividi
per Renzi che del via libera prima della pausa estiva, grazie alla
tenuta del patto con Forza Italia,
ne ha fatto una bandiera. Così si
pressa Grasso per evitare che
conceda il voto segreto su alcuni
articoli «più insidiosi», come
l’elettività dei senatori e l’indennità dei parlamentari. Così il governo chiederà al presidente del
Senato di procedere con le sedute
notturne ad oltranza per fiaccare
la resistenza dell’opposizione.
Il leghista Roberto Calderoli ieri sera ha dichiarato: «Se ci fosse
un’apertura del governo alle richieste di modifica su alcuni punti largamente condivisi, lo scoglio dell’ostruzionismo potrebbe
essere aggirato». Secca la replica
di palazzo Chigi: «Siamo sempre
stati disponibili a confrontarci,
ma non cederemo a ricatti o a minacce. Tanto più che il testo arrivato in Aula è già frutto di un’importante mediazione». Ma, sotto
sotto, La Boschi tratta con la Lega per strapparne il “sì”. La merce di scambio: alcune modifiche
al Titolo V, in particolare riguardo ai poteri delle Regioni.
Alberto Gentili
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-MSGR - 20 CITTA - 6 - 22/07/14-N:
6
Primo Piano
Martedì 22 Luglio 2014
www.ilmessaggero.it
La federazione
del centrodestra
scuote i colonnelli
Alfano accelera
Cicchitto e Schifani: basta con l’ex Cav. FI: non date voi le carte
Oggi summit Ncd. Giovedì possibile incontro tra Silvio e Angelino
`
a patto di «una linea politica
compatibile con la nostra. E per il
futuro diciamo che serve un’individuazione democratica della leadership della coalizione». Dichiarazioni che hanno portato a una
doppia risposta, prima Giovanni
Toti, il consigliere politico del
premier, sempre sul Messaggero
ha parlato della possibilità di creare «una federazione di forze che
si considerano, o almeno proclamano, alternative al centrosinistra alla guida del Paese. Alfano
dice proprio questo e questo è
l’obiettivo anche nostro… con
una Consulta del centrodestra,
una sorta di Stati Generali dei
moderati italiani, da tenersi do-
IL CASO
ROMA Sono passati solo due giorni dall’intervista che ha rilasciato
Angelino Alfano al Messaggero e
il centrodestra ha già cambiato
volto. Con Forza Italia e Nuovo
Centrodestra che fanno passi
concreti verso la creazione di
una federazione dei moderati e le
ali dei due partiti che provano a
segnare il territorio della possibile convivenza. Che il progetto stia
correndo, lo dimostra la riunione dei vertici di Ncd per parlare
della federazione, convocata da
Alfano per questa sera. Mentre
già si parla di un possibile faccia
a faccia con il Cavaliere per giovedì.
L’assoluzione in appello di Silvio Berlusconi dal processo Ruby
ha fatto partire le grandi manovre in un’area che sembrava in
stallo e con i consensi in uscita
verso Matteo Renzi. Alfano, domenica, in un’intervista rilasciata al Messaggero ha auspicato un
riavvicinamento tra i due partiti
MUSSOLINI:
PER TORNARE INSIEME
A QUESTO PUNTO
O ESCONO DAL GOVERNO
O CI ENTRIAMO
ANCHE NOI
Il ritorno di Forza Italia
FORZA ITALIA
ALLEANZA
NAZIONALE
POPOLO
DELLA LIBERTÀ
FORZA
ITALIA
Tutte le fusioni e scissioni
dal 1994 a oggi
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1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
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2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
Nuovo
Centrodestra
po l’estate». Poi in serata lo stesso Berlusconi ha chiamato Alfano per sugellare la fine delle ostilità e organizzare un incontro tra
i due.
FUOCO INCROCIATO
Dopo questi fatti, ieri è iniziato
una sorta di fuoco incrociato con
Fabrizio Cicchitto che ha voluto
puntualizzare che le questioni
con Berlusconi «non sono certo
risolte e superate dalla sentenza
di assoluzione». Roberto Formigoni ha detto che la stagione di
Berlusconi «è tramontata, definitivamente». Più silenziose le prese di posizione in Forza Italia dove i senatori dissidenti sulle riforme costituzionali guidati da Augusto Minzolini e Cinzia Bonfrisco, nell’ultimo incontro che hanno tenuto, oltre alle strategie per
frenare il nuovo Senato, avrebbero affrontato allarmati anche la
nuova alleanza. Il vero nodo alla
federazione con l’ex delfino Alfano, è costituito da Raffaele Fitto,
uno dei principali artefici della
scissione di Ncd che vedrà Berlusconi tra oggi e domani. La convivenza tra Fitto e Alfano in uno
stesso soggetto, a meno di colpi
di scena, oggi sembra quasi impossibile.
LA LEGA RI-APRE
Intanto, grazie a Renato Brunetta che ieri mattina aveva lanciato
sei punti programmatici per convincere Matteo Salvini a riportare la LegaNord nella “nuova alleanza”, il capogruppo dei forzisti
a Montecitorio ha guadagnato
due aperture. Prima Salvini gli
ha risposto a stretto giro che se
ne può parlare, «finalmente da
Forza Italia arrivano proposte
concrete». Poi Giorgia Meloni
commentando i sei punti di Brunetta sul sito dei Fratelli d’Italia
ha scritto che «è tempo di azzerare tutto e di rifondare qualcosa di
nuovo: un centrodestra coerente,
che lavori per risolvere i problemi degli italiani e che riparta dalla partecipazione».
Antonio Calitri
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Galan, si vota sull’arresto: no al rinvio
IL CASO
ROMA Nessun rinvio. Ieri, Giancarlo Galan ha chiesto nuovamente alla presidente della Camera Laura Boldrini di rimandare il voto sull’ordinanza di custodia cautelare che lo riguarda perché vorrebbe difendersi in aula a
Montecitorio ma è attualmente
ricoverato nell’ospedale di Este,
per una ”tromboflebite venosa
profonda”. Niente da fare: chiudendo la seduta, ieri, la presidente Boldrini ha letto l’ordine del
giorno di oggi con la votazione
su Galan fissata per stamattina
alle 11 (compreso il dibattito non
si voterà prima delle 14).
Se dal voto in aula nessuno
sembra aspettarsi sorprese, neppure nel caso in cui qualcuno dovesse chiedere il voto segreto, sul
caso dell’ex governatore del Veneto accusato di corruzione si
sta già addensando un nuovo
conflitto. Quello sull’effettiva
carcerazione del deputato.
SCONTRO SULLA DETENZIONE
E’ cosa certa che l’eventuale ordine di arresto non sarà immediatamente esecutivo, visto che per
la notifica alla procura ci vorranno almeno un paio di giorni. A
quel punto, sarà il procuratore
capo di Venezia, a dare esecuzio-
L’EX
GOVERNATORE
ANCORA
RICOVERATO
PER UNA
TROMBOFLEBITE
ne alla misura. E qui sta il problema. Secondo i suoi avvocati, Galan non può andare in galera e
non ci andrà perché il «trauma
distorsivo» che ha subito il 7 luglio lo obbligherà a stare a letto
almeno per 40 giorni. La prima
valutazione, però, spetta alla procura che ha tutt’altre intenzioni.
Al momento di rendere esecutivo l’atto, la prima valutazione potrebbe essere affidata ad un medico penitenziario che valuti la
situazione. Il medico potrebbe
anche decidere di mandare Galan in carcere o in una struttura
ospedaliera collegata al carcere.
In tal caso solo i suoi avvocati potranno chiedere al gip la revoca
della misura e il ritorno in clinica, anche agli arresti domiciliari.
Sara Menafra
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Silvio Berlusconi
Mariarosaria, Barbara e le altre:
la tela delle donne per la pace
LA STRATEGIA
ROMA La ricostruzione (del centrodestra) non è un pranzo di gala. E’
una questione di cene. Quella che
dovrebbe vedere attovagliati l’ex
Cavaliere e il suo ex Delfino, cioè
Berlusconi e Alfano, potrebbe tenersi intorno a Ferragosto o addirittura prima. Ma dove? La scelta
del luogo, naturalmente, non è
neutra. Il leader del Nuovo Centrodestra recandosi nella villa di
Arcore o a Palazzo Grazioli compirebbe un atto di vassallaggio
che non vuole compiere affatto. A
Villa Certosa, il problema sarebbe lo stesso, e poi bisogna vedere
se Berlusconi riuscirà a passare
qualche giorno in Costa Smeralda, una breve vacanza fuori dai
confini della Lombardia e da
quelli di Roma per la quale sta
pensando di chiedere il permesso
al tribunale di sorveglianza. La
cena tra i due big - in vista della
nascita della federazione del centrodestra - è ancora un’ipotesi,
mentre le cene dei mediatori dell’uno e dell’altro fronte rappresentano la tecnica di avvicinamento prediletta da berluscones
e alfanei. Se al momento della rottura tra Alfano e Berlusconi furono soprattutto le donne ad esacerbare gli animi e a spingere per lo
strappo - Daniela Santanchè, per
esempio - adesso le colombe della
pace sono per lo più femmine e
intorno alla condivisione di una
pizza si snoda la tessitura politica. E’ previsto nei prossimi giorni
un bis della cena a quattro benedetta da Berlusconi - due berlusconiane, la fidanzata Pascale e la
fedelissima Maria Rosaria Rossi,
e due alfanee: Nunzia De Girolamo e Barbara Saltamartini - mentre le super-azzurre Iole Santelli e
Michaela Biancofiore mantengo-
I CONTATTI DI QUESTE
ORE TRA LE PASIONARIE
DEI DUE PARTITI
LETTA TORNA CENTRALE
INSIEME A VERDINI
E PASCALE
no contatti continui con le dirimpettaie e non sono le uniche a
svolgere questo ruolo di pacificatrici. Parallelo a quello che Berlusconi svolge in prima persona e
alla cui base sta il ragionamento
che l’ex Cavaliere ha fatto ad alcuni deputati: «C’è un ampio pezzo
di Ncd pronto a ricomporsi con
noi e dobbiamo sfruttare questa
opportunità».
TRATTATIVE
A Berlusconi raccontano di rapporti sempre più difficili dentro il
governo tra Alfano e Renzi e fra
Lupi e Renzi, e lui accoglie queste
voci con moderata soddisfazione:
«Hanno capito che il Nuovo Centrodestra non può che stare con il
centrodestra». Ed è, appunto, an-
che, una questione di cene. Cene
tra Lupi e Verdini. Cene tra Casero e Romani. Intanto Mariastella
Gelmini, sempre più nel cuore politico di Berlusconi mentre la Carfagna è considerata troppo filo-Fitto, fa tandem con Toti nell’operazione di ricucitura. E un’altra donna, Deborah Bergamini, è
al top del nuovo partito dei non
falchi e delle non pitonesse su cui
vigila ormai, insieme a Gianni
Letta, Fedele Confalonieri con la
sua saggezza pratica. Mentre al
posto del duo forense Ghedini-Longo, svetta la coppia Dinacci-Coppi e qui si parla di avvocati
ma è sotto gli occhi di tutti il ruolo
politico che, anche contro le proprie intenzioni, hanno finito per
acquisire i due difensori di Silvio
nel processo Ruby e in quelli che
verranno.
BORSINO
Nella stagione del ricongiungimento (non facile) del centrodestra cambia insomma il borsino in Forza Italia - di chi sale e di chi
scende. Tutti quelli che, a suo
tempo, spinsero per la rottura
vanno giù: Fitto, Santanchè, Capezzone. Il che sarebbe abbastanza naturale, se non fosse che alcuni di loro - come il direttore del
Giornale, Alessandro Sallusti,
che su Angelino martellava senza
requie - siano ora diventati sponsor del berlusconismo di pace.
Meno paradossale è che uno come Verdini, a suo tempo falco,
adesso è più in pista che mai (insieme a lui verdiniani come Ignazio Abrignani). Al punto che Denis è diventato insieme a Gianni
Letta il nocciolo duro ma morbido del berlusconismo post-assoluzione e il successo della sua insistenza nell’accordo con Renzi
gli sta dando centralità a tutti i livelli. I dissidenti del Senato sembrano ormai fuori gioco: agitarsi
sì, ma la resurrezione della leadership di Silvio li ha di fatto sterilizzati. Mentre alla guida dell’Operazione Disgelo, c’è la colomba femmina per eccellenza. E
Lucio Battisti sbagliava a dire:
«Non è Francesca». Perchè inve si
tratta proprio di lei, la Pascale.
Mario Ajello
Rossi, Saltamartini, Pascale
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-MSGR - 20 CITTA - 7 - 22/07/14-N:
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Primo Piano
Martedì 22 Luglio 2014
www.ilmessaggero.it
Berlusconi pronto a riaprire
anche la questione giustizia
Oggi l’ex premier riappare in pubblico a Roma `«Mai più deve accadere ad altri quel che hanno
e vede Fitto: l’asse con l’ex delfino allarma i lealisti fatto a me, ora responsabilità civile dei giudici»
`
IL RETROSCENA
ROMA Finora, il grido di battaglia
di Silvio Berlusconi è stato (ed è
un paradosso, considerando che
fu lo slogan del giudice Borrelli):
«Resistere-resistere-resistere».
Adesso, che egli non è più il Perseguitato ma l’Assolto, la tripletta politico-sematica è questa:
«Aggregare-aggregare-aggregare». Con questo spirito l’ex Cavaliere oggi si ripresenta a Roma.
Per sfoderare il new style berlusconiano all’indomani dello
scampato pericolo giudiziario e
in vista di quello che lui chiama,
un po’ pomposamente, «il Risorgimento del centrodestra». Di
fatto, Berlusconi viene nella capitale a godersi gli onori da Rieccolo. Così Indro Montanelli chiamava Amintore Fanfani, abituato a rispuntare ogni volta che pareva definitivamente affondato.
Berlusconi si presenta così: «Torno da vincitore. Farò di tutto per
riconquistare al centrodestra
quel 40 per cento che avevamo».
Mondadori), Berlusconi comincerà a tracciare il percorso. Il
luogo del rientro è quello giusto.
Intorno a lui e alla Biancofiore
saranno riuniti centinaia di imprenditori e di professionisti. Un
pezzo di quella società civile a
cui il nuovo Berlusconi vuole rivolgersi ancora, «perchè l’Italia è
in sofferenza, l’economia non riprende e le ricette economiche
di Renzi ancora non si vedono».
«Bisogna - è il mantra del Silvio neo-mattatore - riportare a
casa il nostro elettorato che, davanti alle nostre colpevolissime
divisioni, si è allontanato da
noi». E adesso? Non fa che ripete-
RIFORME
La fronda dei senatori non lo preoccupa. La sua nuova forza indebolisce la loro. Anche se ieri mattina Berlusconi è rimasto impressionato da un sondaggio secondo cui l’85 per cento degli italiani sarebbe a favore del Senato
elettivo. Il patto con Renzi comunque non si tocca. Ed è parte
dell’Operazione Rilancio. Insieme alla riforma della giustizia,
non più brandita come arma finale contro i magistrati. Dovrà
comporsi secondo l’ex Cavaliere
di tre capitoli che, guarda caso,
sono anche quelli che stanno a
cuore a Renzi: la riforma del
Csm, la regolamentazione delle
intercettazioni, la responsabilità
civile dei giudici. «Chi - è il ritornello che Silvio non riesce a non
intonare - risarcirà me e la mia
famiglia dei dolori subiti in questi anni? Chi mi chiederà scusa
per l’onta terribile di esser stato
marchiato a fuoco con sette anni
di pena poi vanificata da giudici
giusti che ancora esistono?». Temi vecchi, che ora Berlusconi
vuole riprendere in mano con
spirito nuovo - e trattenendo la
rabbia per la richiesta d’arresto
di Galan oggi a Montecitorio:
«La solita storia. Un gentiluomo
infangato e gettato nel tritacarne
da cui uscirà pulito» - ben sapendo che restano in piedi, per quanto lo riguarda, il processo Ruby
Ter, il rinvio a giudizio per la vicenda delle escort di Tarantini,
le udienze napoletane per la
compravendita dei senatori.
Oggi, Berlusconi dovrebbe vedere, a Roma, Raffaele Fitto. E gli
si rivolgerà così: «Basta con i personalismi. Così si va al suicidio, e
io non voglio rovinare tutta la nostra storia perchè qualcuno vuole farsi bello».
Mario Ajello
LA NUOVA STAGIONE
I numeri del partito
CAMERA
SENATO
PARLAMENTO
UE
69
59
13
su
630
su
320
su 73
seggi italiani
COSÌ ALLE URNE Dati in % - Politiche (Camera), Europee
43,1
41,6
36,1 37,4 35,2
36,2 35,5
34,5
32,4
16,81
21,6
Pol. Eur. Pol. Eur. Pol. Eur. Pol. Pol. Eur. Pol. Eur.
1994* 1994* 1996* 1999* 2001* 2004* 2006* 2008 2009 2013 2014**
*Fi+An **Solo Forza Italia (compresa circoscrizione Estero)
ANSA
Ma la nuova stagione - così ha
detto ai suoi alla vigilia della partenza da Arcore a Roma - «non
può nascere sulla rimozione di
ciò che è toccato a me e che può
capitare a qualsiasi cittadino italiano». Ovvero, la questione giustizia - senza forzare i toni,
sennò l’avvocato Coppi s’arrabbia - è uno degli ingredienti della
ripartenza: «Non deve cadere
l’oblio su ciò che mi è accaduto.
Sono stato infangato come persona e come leader e insieme a me
è stato infangato il Paese e la credibilità internazionale dell’Italia». E ancora: «I magistrati che
mi hanno assolto sono degli eroi,
perchè hanno seguito soltanto la
propria coscienza».
La linea soft ha pagato, il low
profile anche, ma Berlusconi è
Berlusconi. Piena condivisione
delle riforme istituzionali con
Renzi e bastonate sull’economia. Già da oggi, all’Open Colonna, in occasione della presentazione dell’autobiografia dell’amica e collega Michaela Biancofiore («Il cuore oltre gli ostacoli»,
Angelino
Alfano. A
destra,
Raffaele Fitto.
Sotto,
Michaela
Biancofiore e
Denis Verdini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’intervista Giuliano Ferrara
«Silvio adesso non può tornare in campo
ma è il solo capace di ispirare la riscossa»
ROMA Per Giuliano Ferrara l’assoluzione di Berlusconi è stato molto di più di un semplice colpo di
spugna. Piuttosto il compimento
di un personale travaglio (“t” minuscola), a dimostrazione della
tesi sostenuta da sempre. E cioè:
che si è trattato solo di una «immensa e pruriginosa cazz...a”, come ha titolato disinibito il suo
Foglio.
«Più della sentenza liberatoria, che pure resta fondamentale, gli stava a cuore ribadire che
per il Cavaliere la mossa giusta
sia stata rimanere in politica.
Non scendere indignato dal predellino ma restarci in pianta stabile, sia pure in posizione defilata. Nel momento in cui il Cavaliere ha smesso di fare l’imputato e
ha detto “io continuo nonostante
l’incredibile accanimento giudiziario”, da quel preciso momento ha contribuito a creare il clima che ha dato la possibilità al
famoso giudice a Berlino di rista-
bilire la verità ed essere assolto».
Sì ma ora?
«Ora è arrivato il momento di
raccontare la storia che nessuno
ha avuto il coraggio di dire: il costo nazionale di questa campagna politica diffamatoria, campagna alla quale hanno contribuito televisioni e giornali. Lo costrinsero alle dimissioni e al particolare rigore cui l’Italia è stata
costretta negli ultimi anni. Hanno riso di noi nei vertici nazionali. Abbiamo rinunciato all’autogoverno, a un leader liberamente eletto. Tutti questi costi vanno
addebitati a una campagna indecorosa e voyeuristica».
Detto questo, cos’altro dovrebbe fare secondo lei il “nuovo”
Berlusconi?
«È l’uomo dell’economia libera,
quello di cui abbiamo immensamente bisogno. E l’uomo dell’ottimismo e dio solo sa quanto ne
abbiamo bisogno. E’ l’uomo che
«IL CENTRODESTRA
NON ESISTE
ESISTE UN SIGNORE
CHE SI CHIAMA S.B.
SOLO LUI
HA IL BRAND»
«LE PRIMARIE?
NON MI INTERESSANO
SI PRENDA ATTO
CHE L’UNICA
PERSONALITÀ
QUI È LA SUA»
re l’ex Cavaliere, il quale ha chiesto anche ai giornali di famiglia
di smetterla di fomentare polemiche: «Guardandoci l’ombelico
non andiamo lontano. C’è un’Italia in cerca di rappresentanza
che ha guardato verso Renzi perchè noi - accecati dalle nostre beghe - abbiamo spento i radar».
crede nelle imprese. Vogliamo
percentuali di crescita tra il meno 0 ,1 e il meno 0,5%?».
Sta dicendo che il Cavaliere potrebbe di nuovo scendere in
campo?
«Non è che domani prende e
rientra in campo. Anche perché
è decaduto e non potrebbe. Sto
dicendo che per tutti era il classico prototipo del leader finito, ma
tutti al tempo stesso sapevano
che non era così. E così è stato assolto dall’unica vera accusa infamante che gli era stata gettata
addosso».
Riabilitato ma politicamente....
«Berlusconi non è Fini. Deve guidare e ispirare, sia nel centrodestra che nella sinistra renziana,
che non è la stessa cosa di prima,
la passione per il riscatto nazionale. Siamo gli unici ormai anche nel Sud Europa a restare impantanati nella crisi. Rischiamo
il sorpasso della Spagna, del Por-
Giuliano Ferrara,
direttore de Il Foglio
togallo, se non, addirittura, della
Grecia».
Padre nobile di un nuova federazione del centro destra. Ce lo
vede?
«Mi sta chiedendo dei rapporti
con Quagliariello? Lupi? Alfano? No, guardi, è solo politichetta. Non m’interessa. C’è solo un
fatto politico, che il centrodestra
non esiste. Esiste un signore che
si chiama Silvio Berlusconi. Lui
solo ha il brand, un brand che
non so quanti punti può valere».
Ci sarebbe l’età.
«L’eta? Anchi’io sono per i giovani ma chissene frega. Reagan era
già vecchio quando divenne presidente».
E le primarie?
«Che si facciano o non si facciano non m’interessa. Si prenda atti che l’unica personalità emersa
nel centrodestra, al di là di Bossi
e di Casini, risucchiato in un centrismo minoritario, è il Cavaliere. Che Fini non è credibile. Quagliariello non è credibile, Lupi
non è credibile. Per esserlo bisogna avere idee».
Riesce a immaginare Berlusconi al governo con Renzi?
«Non particolarmente, lo vedo
molto pimpante all’opposizione».
La svolta pro-gay l’ha sorpresa?
«No, la destra è da sempre libertina e la sinistra bacchettona e moralista. Del resto Obama si è
schierato da tempo e lo stesso Papa Francesco ha detto “chi sono
io per giudicare”. Tutti, tranne
l’enclave di Putin lo hanno fatto.
Il mondo occidentale è convinto
- e io non sono d’accordo - che
non si può salvare nell’impianto
della famiglia. E Berlusconi, da
uomo pratico si è adeguato ma
ha lasciato che a impegnarsi in
prima persona fosse la giovane
donna che gli vive accanto. Ha
vinto la gay-culture».
Claudio Marincola
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-MSGR - 20 CITTA - 9 - 22/07/14-N:
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Primo Piano
Martedì 22 Luglio 2014
www.ilmessaggero.it
Made in Italy, piano in dieci mosse
Ad agosto in Consiglio dei ministri le misure per il rilancio `Gli obiettivi: 22 mila imprese in più che operano con l’estero
dell’internazionalizzazione per sfruttare il traino dell’Expo 50 miliardi di maggiore export al 2016, 20 miliardi di investimenti
`
IL PROGETTO
ROMA Un piano in dieci mosse per
spingere il made in Italy e gli investimenti diretti nel nostro Paese.
Un piano fatto anche di nuove
norme (saranno approvate probabilmente nell’ultimo consiglio
dei ministri prima della pausa
estiva) ma che punta soprattutto
a coordinare gli sforzi in vista del
2015: anno dell’Expo che dovrebbe essere anche l’occasione per il
rilancio internazionale dell’Italia. Obiettivo del progetto, a cui
stanno lavorando il premier Renzi e il vice ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda (entrambi fino a poche ore fa in missione in Africa) è accelerare i percorsi di internazionalizzazione
nel senso più ampio. Dunque
quelli in entrata, gli investimenti
diretti e il turismo, e quelli in
uscita, ossia l’export. L’ambizione è sfruttare la fase mondiale favorevole, in cui cresce e si consolida - dalla Cina al Brasile - una
classe media potenzialmente interessata a tutto quanto è italiano. È una sorta di dividendo della
globalizzazione che potrebbe diventare molto concreto: lo stesso
presidente del Consiglio ha ricordato l’altro giorno in Angola che
nei prossimi mille giorni l’export
può portare un aumento del prodotto pari a un punto.
LE RISORSE IN GIOCO
Naturalmente non è certo la prima volta il tema dell’internazionalizzazione viene posto. Per evitare i passi falsi del passato, il governo cerca di muoversi con un
approccio molto concreto e un
impegno di risorse notevole per
questo settore, nell’ordine di un
centinaio di milioni. Sugli investimenti esteri non si parte comunque da zero visto il lavoro già avviato dal precedente esecutivo
con il progetto Destinazione Ita-
TRA LE AZIONI
ANCHE LA DEFINIZIONE
DI UN MARCHIO
”ITALIAN ORIGINAL”
CONTRO LE IMITAZIONI
DEI NOSTRI PRODOTTI
Evoluzione dell'export italiano
miliardi di euro
Servizi
Merci
500
500
400
400
300
300
200
200
100
79
83
85
87
Totali
390
390
403
376
2011
+4
456
2012
+0,2
474
100
2013
0
*stime
0
2012
2013
lia. L’analisi che è alla base del
piano evidenzia punti di forza e
punti di debolezza del nostro Paese a livello internazionale. La seconda economia manifatturiera
in Europa ha avuto negli anni
scorsi una crescita dell’export superiore a quella di Francia e Germania, sfruttando la crescente
domanda globale per il made in
Italy e riuscendo a muoversi in
2014
2014*
+3,2
475
2012
settori emergenti e dinamici quali l’aerospazio o il biomedicale. E
per di più l’Italia è tornata ad attirare l’attenzione degli investitori
stranieri. Tra i fattori non favorevoli ci sono invece il posizionamento non ottimale sui mercati
(siamo esposti in alcune aree a rischio e non presenti in altre ad alto potenziale), la ridotta percentuale di imprese stabilmente
2013
2014
2014*
esportatrici, gli investimenti in
promozione scarsi e poco concentrati, l’impreparazione delle
piccole e medie imprese e l’assenza di una struttura unica dedicata all’attrazione degli investimenti.
I TRAGUARDI
Ecco allora gli obiettivi specifici:
portare sui mercati internaziona-
La missione di Renzi
«Dall’Africa un punto di Pil nei mille giorni»
Matteo Renzi e il presidente dell’Angola, Josè Manuel Dos Santos
Carlo Calenda,
viceministro
dello Sviluppo Economico
Diversificare la politica
energetica e incrementare le
esportazioni verso l’Africa. Un
piano che permetta all’Italia di
incrementare il Pil di un punto
nei mille giorni della
legislatura. È questo l’obiettivo
annunciato dal premier Matteo
Renzi durante la sua visita
lampo in Mozambico, Congo e
Angola, dove si è recato in
missione accompagnato da un
nutrito gruppo di imprese
italiane capitanate dall’Eni e da
Finmeccanica. L’Eni, in
particolare, in Mozambico ha
scoperto imponenti giacimenti
di gas in grado di rifornire
l’Italia per 30 anni.
li 22 mila piccole e medie imprese in più, espandere l’export per
50 miliardi di dollari da qui entro
il 2016, incrementare di 20 miliardi di dollari gli investimenti
in Italia. La strategia si articola in
dieci mosse, cinque in casa e cinque all’estero. Nel primo gruppo
rientrano il potenziamento dei 15
grandi eventi fieristici in cui l’Italia è leader (sul modello di quanto si già iniziato a fare per Pitti),
la possibilità per le piccole e medie imprese di assumere a tempo
attraverso voucher manager specializzati per l’export, un piano
di formazione per queste figure,
servizi dedicati e una piattaforma di e-commerce per le piccole
imprese che vogliono iniziare ad
esportare. Le azioni all’estero
comprendono invece un progetto per inserire nella catene della
grande distribuzione più prodotti del made in Italy, strategie per
aggredire i mercati per i quali saranno conclusi accordi di libero
scambio, lo sfruttamento delle ricadute dell’Expo nel settore dell’agroindustria, l’introduzione di
un marchio italian original per
contrastare le imitazioni e infine
un roadshow Invest in Italy nelle
venti principali piazze finanziarie mondiali.
Luca Cifoni
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Infrastrutture
In arrivo il decreto
“sblocca-Italia”
Andrà al prossimo consiglio
dei ministri, probabilmente
venerdì, il decreto
sblocca-Italia con cui il
governo punta a rilanciare
infrastrutture e investimenti.
Lo ha annunciato il
sottosegretario all’Economia.
Il provvedimento dovrebbe
contenere anche una lista degli
interventi ritenuti prioritari.
Le infrastrutture oggetto di
attenzione saranno non solo le
grandi opere già previste - e
finanziate - dalla legge di
stabilità, come l'alta velocità
ferroviaria Napoli-Bari e
Brescia-Padova, ma anche
alcune di quelle segnalate dalle
amministrazioni locali. Matteo
Renzi aveva infatti già fatto
partire l'operazione chiedendo
il contributo dei sindaci,
incaricati di redigere una lista
di lavori giudicati importanti,
se non imprescindibili, per il
territorio ma bloccati da
lungaggini burocratiche, veti o
complessi ingranaggi
procedurali.
Nielsen alle aziende: «Sale la fiducia, tornate a investire»
L’INDAGINE
ROMA Matteo Renzi è preoccupato, l’economia cammina a fatica.
L’auspicata crescita, che sembrava a portata di mano quando gli
venne consegnata la campanella
da premier, sembra ora sfuggire,
giorno dopo giorno, dato dopo
dato, in una sorta di proiezione a
ritroso nella quale domina il colore grigio. Con lui è preoccupato Pier Carlo Padoan, uomo di
numeri e di analisi, non facile alle emozioni anche quando le curve si piegano statistiche più di
quanto dovrebbero. Ma adesso è
lui il ministro dell’Economia, è a
lui che tocca dare spiegazioni. E
non è facile quando i numeri ti
pugnalano a tradimento. Insomma, in questo instabile inizio
d’estate che sembra non finire
mai la depressione è in agguato
agli angoli di Via XX Settembre e
nei corridoi di Palazzo Chigi.
SECONDI AL MONDO
Ma ieri, dopo giorni di cattive
notizie, a ridosso dell’ennesima
che ci racconta di ordinativi dell’industria in caduta a maggio,
uno spiraglio si è fatto strada. Lo
ha illuminato Nielsen, leader glo-
bale nel settore delle ricerche di
mercato. La serietà delle sue indagini è fuori discussione, per
cui se Nielsen dice che gli umori
della gente stanno cambiando
c’è da crederci. E farebbero bene
a prenderla sul serio soprattutto
le aziende, visto che è proprio a
loro che si rivolge. Qual è la novità? La novità è che il nostro Paese è tornato ad avere fiducia.
«Nel secondo trimestre 2014 - informa la nota che sintetizza il periodico rapporto Global Consumer Confidence - l’indice di fiducia dei consumatori italiani è cresciuto di ben 6 punti rispetto al
primo, posizionandosi a quota
51. Dopo l’India, cresciuta di 7
punti, si tratta dell’incremento
più alto a livello globale».
Dietro questa riconquistata fiducia si possono leggere due motivazioni. Spiega Giovanni Fanta-
IL LEADER NELLE RICERCHE
DI MERCATO: ITALIA
SECONDA DOPO L’INDIA
NEL RAPPORTO A GIUGNO
SULLA PROPENSIONE
A CONSUMO E RISPARMIO
sia, amministratore delegato di
Nielsen Italia: «Anzitutto è abbastanza diffusa la sensazione che
il fondo sia stato davvero toccato
e che, sia pure gradualmente,
l’economia può ripartire. La seconda motivazione sta nell’iniezione di fiducia venuta dal governo Renzi che, sebbene oggi abbia
perduto un po’ di spinta, nell’immaginario resta l’unica chance
che l’Italia ha per agguantare il
convoglio del riscatto». Fantasia
ci tiene a sottolineare che «questa crescita di 6 punti è per noi di
Nielsen un segnale forte, perché
se alla prossima indagine trimestrale il trend venisse confermato, vuol dire che la ripresa dei
consumi comincia a essere una
prospettiva credibile». E i primi
segni già si intravedono leggendo i numeri dei settori che hanno
girato la boa: la cura del corpo, le
vacanze, i beni per la casa. Ciò
spiega perché, per la prima volta
dopo molti mesi, Nielsen Italia
ha cominciato a suggerire alle
aziende-clienti di «prepararsi a
investire sul brand» con campagne di promozione e comunicazione. Una svolta auspicabile,
che potrebbe davvero imprimere al volano commerciale domestico l’energia necessaria per tornare a girare veloce.
IL CARRELLO CAMBIATO
Dall’indagine trimestrale elaborata da Nielsen emerge tuttavia che i problemi sono tutt’altro
che diradati. Quello del lavoro è
il più sentito: solo il 10% degli italiani ritiene la propria posizione
professionale al riparo da rischi.
L’indice di fiducia di Nielsen
ITALIA
Francia
G. Bretagna
Germania
Europa
Giovanni Fantasia
Fonte: Nielsen
1˚ TRIMESTRE
2˚ TRIMESTRE
45
59
87
99
75
51
60
90
96
77
Ciononostante, la quota registra
un considerevole miglioramento, visto che anno su anno è cresciuta di cinque punti: il dato nazionale rimane comunque assai
inferiore a quello europeo (gli ottimisti sono il 29%). Resta il fatto
che per il 30% della popolazione
la maggiore preoccupazione nell’immediato si conferma essere
la stabilità del posto di lavoro.
Quanto ai consumi intesi come carrello della spesa, Nielsen
conferma un trend che era già
emerso un paio di mesi fa durante l’annuale convegno (Lincontro) organizzato da Nielsen a beneficio di centinaia di aziende
italiane. In altre parole, mentre
ai primi segni di ripresa gli italiani sono tornati a spendere in cibo e viaggi - una propensione
che difficilmente cambierà anche di fronte alla peggiore delle
crisi - il carrello della spesa ha
cambiato composizione. Osserva Fantasia: «Oggi abbiamo un
carrello decisamente dominato
dall’esenziale, dalle offerte mweno costose, più efficiente, meno
frivolo. Questo è uno stile che sicuramente resterà». Alla fine la
crisi a qualcosa è persino servita.
O.D.P.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-MSGR - 20 CITTA - 11 - 22/07/14-N:
11
Primo Piano
Martedì 22 Luglio 2014
www.ilmessaggero.it
Germania in panne, industria giù in Italia
Frena il Pil tedesco, per la Bundesbank il secondo trimestre `Maggio pessimo per le nostre imprese: fatturato -1%
ha chiuso a crescita zero. Pesano le sanzioni contro la Russia e ordinativi -2,1%. Grandi difficoltà sui mercati esteri
`
LA CRISI
ROMA L’industria italiana continua a soffrire. E ora sull’asfalto
della crisi sono impressi anche i
segni di una brusca frenata della
Germania. Cosa che rende ancora
più arduo il viaggio del resto dell’Europa, e quindi anche dell’Italia, verso la tanto sospirata uscita
dal tunnel.
Non sono belle notizie quelle
comunicate dall’Istat: a maggio
gli ordinativi dell’industria hanno
registrato un deciso calo, -2,1% rispetto ad aprile. Dato che trascina
il tendenziale (base annua) per la
prima volta dopo otto mesi su terreno negativo e nemmeno di poco: -2,5%. Gli ordinativi, si sa, sono
il segnale del futuro. Il quale, a
meno di rimbalzi inaspettati, si
colora di nero. Non che il presente
sia roseo, in realtà. Anche il dato
sul fatturato purtroppo è negativo: a maggio i ricavi, rispetto ad
aprile, sono scesi dell’1%. A livello
tendenziale comunque in questo
caso rimane ancora l’illusione di
un segno più: +0,1%.
Comunque la si vuole girare,
una crisi che dura da sette anni
sta lasciando profonde ferite. «Abbiamo un livello di processi annunciati di ridimensionamento
dell’attività produttiva in settori
strategici che ci fanno temere per
la tenuta del nostro sistema industriale» dice la leader Cgil, Susanna Camusso. Preoccupazioni condivise da tutto il panorama sindacale e dall’opposizione politica.
«Servono nervi saldi e pazienza»
commenta il ministro allo Sviluppo economico, Federica Guidi,
che sottolinea come maggio sia
«troppo vicino» per vedere i benefici delle misure del governo.
L’EXPORT NON TIRA PIÙ
A rendere il quadro ancora più fosco è l’analisi della causa del calo
sia degli ordinativi che del fatturato: la riduzione delle voci relative
all’export. Ovvero dell’unico sbocco che finora aveva lasciato un po’
di ossigeno, visto il crollo dei con-
CAMUSSO: «A RISCHIO
LA TENUTA DEL SISTEMA
PRODUTTIVO»
GUIDI: «NERVI SALDI. È
PRESTO PER GLI EFFETTI
DELL’AZIONE DI GOVERNO»
sumi interni. Ebbene, purtroppo
il mese di maggio per le industrie
italiane ha rappresentato una Caporetto sui mercati esteri: i ricavi
sono calati dell’1,9% (contro -0,6%
del mercato interno); gli ordinativi sono crollati a -4,5% (-0,2%
quelli interni). D’altronde se anche la locomotiva Germania inizia a frenare, c’è poco da stupirsi.
Così l’industria italiana
Variazioni in %
ANDAMENTI MENSILI TENDENZIALI (RISPETTO ALLO STESSO MESE DELL’ANNO
PRECEDENTE) E DATO CONGIUNTURALE DELL’ULTIMO MESE
La Bundesbank ieri ha diffuso le
sue stime sull’andamento del secondo trimestre 2014, che mostrano una frenata dell’industria tedesca e del settore edile rispetto a
quei primi mesi partiti alla grande (+0,8% nel primo trimestre).
Regge il settore servizi, ma nel migliore dei casi, sottolinea la Buba,
la crescita nel secondo trimestre
sarà zero. Hanno pesato molto le
vicende geopolitiche, soprattutto
la crisi ucraina. Secondo il responsabile per l’economia estera dell’associazione delle Camere di
commercio e dell'industria tedesche, Volker Treier, un’azienda
esportatrice su quattro è stata
svantaggiata dalle sanzioni che
Unione europea e Usa hanno deciso contro la Russia. «Ci aspettiamo che quest’anno le sanzioni facciano arretrare le esportazioni
verso la Russia del 10%. Cadranno
quattro miliardi di euro di fatturato, mettendo a rischio anche trecentomila posti di lavoro», ha detto Treier. A Berlino però il Ministero delle Finanze butta acqua
sul fuoco e nel rapporto congiunturale diffuso l’altro ieri notte ribadisce il suo ottimismo: «La ripresa congiunturale nel Paese sta
continuando». Per l’intero 2014
comunque anche la Bundesbank
mantiene le stime di una crescita
sostenuta del Pil (+1,9%). Stessa
previsione (peraltro rivista al rialzo, visto che la precedente era
+1,7%) da parte del Fmi, che sottolinea la forte domanda interna e
la bassa disoccupazione della Germania. Ovviamente un peggioramento delle crisi in Ucraina e in
Medio Oriente potrebbe modificare lo scenario. Dal Fmi arriva anche un suggerimento al governo
di Berlino: aumentare gli investimenti nelle infrastrutture di dieci
volte rispetto a quanto previsto
dal budget 2014-2017. In questo
modo si stimolerà la crescita nell’area euro «con gli effetti maggiori sul Pil di Grecia, Irlanda, Italia,
Portogallo e Spagna».
Giusy Franzese
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+3,0
FATTURATO
(corretto per giorni lavorativi)
EFFETTO UCRAINA
+0,4
-3,9
ROMA La riforma della pubblica
amministrazione non risparmierà nemmeno i ”baroni”. I professori universitari e i primari degli
ospedali che hanno raggiunto il
massimo dei contributi previdenziali previsti dalla legge, ossia 42 anni e sei mesi per gli uomini e 41 e sei mesi per le donne,
potranno essere messi a riposo
dalle amministrazioni a prescindere dalla loro età anagrafica. È
una delle novità contenute negli
emendamenti presentati ieri dal
relatore del provvedimento,
Emanuele Fiano, durante la seduta in Commissione Affari costituzionali alla Camera dei deputati. La norma sui pensionamenti obbligatori era stata già inserita dal governo nel testo del
provvedimento licenziato in consiglio dei ministri. Ma per come
era scritta rischiava di lasciare
fuori proprio due delle categorie
in cui le posizioni apicali sono
spesso difficili da scalfire. Quella
sul pensionamento obbligatorio
dei baroni non è l’unica novità
del decreto sulla pubblica amministrazione che ormai è entrato
nel vivo dell’esame parlamentare.
LE ALTRE NOVITÀ
Il governo per ora non ha presentato nessuna proposta di modifica al suo testo. Ma tra oggi e domani alcune novità potrebbero
arrivare. Almeno una è stata anticipata ieri dal sottosegretario
allo Sviluppo Economico Simona Vicari. La proposta, anticipata ieri a margine della seduta di
Commissione, prevede un percorso più graduale nel taglio dei
contributi delle imprese alle Camere di commercio. «La proposta del Governo», ha spiegato la
Vicari, «è di ridurre i diritti annuali del 40% nel 2015 e del 50%
+0,1
mag ’14/
apr ’14
-1,0%
-4,6
-6,1
+7,3
ORDINATIVI
(indice grezzo)
+3,0
+1,9
+2,6
+2,8 +2,8
+6,2
-2,5
+1,2
0,0
-3,6
mag giu
-1,4
mag ’14/
apr ’14
-2,1%
-5,5
lug
ago set
ott
nov
2013
Fonte: Istat
Una fabbrica tedesca
dic
gen
feb mar apr mag
2014
ANSA-
Debiti dello Stato, il Tesoro stringe: premi a chi paga
L’IMPEGNO
ROMA Pagare velocemente. E pagare tutto. Se non entro il famoso San
Matteo (il 21 settembre indicato
dal premier Renzi) almeno entro
la fine dell'anno. Il ministero dell'
Economia spinge sull'acceleratore
per centrare l'obiettivo di saldare,
entro il 2014, i circa 60 miliardi di
debiti scaduti della pubblica amministrazione. E lo fa mettendo attorno a un tavolo tutti gli stakeholder, dagli enti locali alle imprese
creditrici alle banche, per la sigla
di un Protocollo in cui sono messi
nero su bianco gli impegni che ciascuno si prende.
In primis quelli del ministero,
che ha già fornito tutti gli strumen-
ti per accelerare i pagamenti (ad
oggi 26 miliardi già saldati su 30 effettivamente erogati agli enti debitori) e che ne mette sul piatto uno
in più: un ulteriore allentamento
del Patto di stabilità interno che
consentirà a chi ha risorse in cascina di spenderle per liquidare i creditori. Ma ci sono anche le anticipazioni di cassa agli enti locali (da
INTESA FIRMATA
DA GOVERNO,
ENTI LOCALI, AZIENDE
E BANCHE
OBIETTIVO CHIUDERE
ENTRO FINE ANNO
ultimo 2 miliardi con il dl Irpef già
concessi agli enti per pagare i debiti nei confronti delle proprie partecipate), il finanziamento a Regioni
e Province autonome, ma soprattutto la nuova piattaforma per la
certificazione dei crediti che poi si
potranno cedere con la garanzia
dello Stato alle banche (per un costo massimo dell'1,9% che scende
all'1,6% in caso di crediti che superano i 50mila euro).
Insomma, adesso ognuno si dovrà prendere le proprie responsabilità: le imprese, per certificare i
crediti, le banche per garantire liquidità ai creditori, gli enti per liquidare in fretta i debiti, e il ministero per monitorare che il tutto
avvenga senza intoppi consentendo qualche spiraglio in più con l'al-
Riforma Pa, subito in pensione primari
e professori universitari con più anzianità
STATALI
+2,7 +2,2
-0,6
-1,0 -1,3
-1,8
+1,3
nel 2016». Il testo attuale prevede
invece, una decurtazione immediata del 50 per cento. Una sforbiciata, insomma, meno drastica
e che potrebbe fare il paio con un
altra norma già ribattezzata ”salva-Tar” che dovrebbe evitare la
chiusura delle sedi distaccate dei
tribunali amministrativi presenti nelle sedi delle corti di appello.
In pratica dall’iniziale ipotesi di
chiusura di otto strutture, a chiudere i battenti rimarrebbero soltanto in tre. Meno stringenti, poi,
sono diventate anche le misure
sulla razionalizzazione delle se-
TAGLI GRADUALI
PER LE CAMERE
DI COMMERCIO
AL SENATO IPOTESI
FIDUCIA PER IL DECRETO
SULLA COMPETITIVITÀ
di delle Autorità indipendenti.
Salta infatti l’obbligo di individuare entro il 30 settembre degli
edifici pubblici da «condividere»
tra i vari organismi, sostituito
con l’obbligo per ogni autorità di
scegliere palazzi di proprietà
pubblica e di concentrare l’80%
dei dipendenti nella sede principale. Il governo ed il relatore,
poi, hanno anche dato il loro assenso ad un emendamento presentato da Emanuele Cozzolino
del Movimento Cinque Stelle,
che pone il divieto per le pubbliche amministrazioni di richiedere dati già presenti nell'Anagrafe
nazionale della popolazione residente.
INGORGO AL SENATO
Intanto i tempi si fanno sempre
più stretti per il decreto
competitività, ora all’esame del
Senato, ramo del Parlamento intasato dai decreti in conversione
e dalle riforme istituzionali. No-
Marianna Madia
nostante ciò si è riusciti a votare
alcuni emendamenti sullo sviluppo agricolo. Stando così le cose, e tenendo presente i tempi ridotti (scade il 22 agosto), il governo sarebbe pronto a porre la questione di fiducia. Per ora non c'è
l'annuncio ufficiale su un possibile voto blindato ma il relatore
al provvedimento, il presidente
della commissione Ambiente
Giuseppe Marinello, ne parla co-
lentamento del patto di stabilità interno. Pier Carlo Padoan ha espresso la sua gratitudine tutte le sigle
che hanno firmato (le principali associazioni che hanno firmato in
rappresentanza di Comuni, Province, Regioni, imprese, professionisti, e istituti di credito), sottolineando che si tratta di un risultato
che non sarebbe stato possibile
senza la collaborazione di tutte le
parti in causa. Uno «sforzo cooperativo» l'ha definito il ministro,
parlando di una buona pratica, dove si cerca la soluzione dei problemi «tutti insieme» e «ciascuno fa la
propria parte». E tutte le parti, in
effetti, hanno espresso il loro apprezzamento, garantendo la propria assunzione di responsabilità.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
me qualcosa di «molto probabile». Cosa che non rende felice
l'opposizione, i cui emendamenti, garantisce Marinello, saranno
presi nella giusta considerazione. Inoltre, lo spirito del provvedimento viene agitato dall’ormai
imminente arrivo dell'emendamento che traduce l'ultimo decreto sull'Ilva all'interno della
competitività. Non solo, spunta
anche l'ipotesi di inserire le risorse per la Cassa integrazione in
deroga, 400-500 milioni. Intanto
su alcune proposte di modifica
al testo del decreto aumentano le
polemiche. Come nel caso degli
emendamenti per trasformare il
Gse, il gestore dei servizi energetici, in un trader di energia rinnovabile, cambiandone la natura e
ampliando le funzioni con possibili ricadute sui costi del sistema. A lanciare l’allarme è l’Aiget, l’Associazione dei grossisti e
dei trader di energia che ha definito gli emendamenti in tal senso «un tentativo allarmante di
ri-statalizzazione surrettizia del
settore». I temi caldi della norma
taglia-bollette e dell’anatocismo
saranno comunque affrontati
probabilmente questa sera in seduta notturna.
Andrea Bassi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-MSGR - 20 CITTA - 23 - 22/07/14-N:
23
Tecnologia
Martedì 22 Luglio 2014
www.ilmessaggero.it
Chi userà i servizi del motore di ricerca sarà più tutelato: il Garante italiano ha stabilito che il colosso di Mountain View
non potrà più utilizzare i dati degli utenti a fini commerciali se non avrà prima ottenuto il loro consenso scritto
Google, la privacy fa rete
IL PROVVEDIMENTO
F
ra tutte le combinazioni di
parole che ogni giorno vengono immesse su Google, ce
ne sono due che al motore di
ricerca più famoso del mondo non vanno affatto a genio: “privacy” ed “Europa”. E c'è
da scommettere che da ieri anche
“Italia” sia entrata nella black list
di Mountain View. Il Garante della privacy ha infatti messo in pratica le tante minacce che negli
scorsi mesi erano fioccate contro
Big G, imponendo alla società californiana dei “paletti” per tutelare la riservatezza degli utenti.
In particolare, i provvedimenti
del Garante fanno riferimento al
trattamento di quei dati personali che gli utenti inseriscono nei vari account gestiti da Google, da
GMail a YouTube, passando per
Google Maps, per il social
network Google + , fino a Google
Analytics e Google Wallet.
LE MISURE
L’azienda di Mountain View non
potrà più monitorare e utilizzare
questi dati per finalità di profilazione e per proporre pubblicità
personalizzate senza il consenso
esplicito degli utenti. E non si potrà più considerare l’uso del servizio come un’accettazione implicita delle regole. In pratica, non varrà più il silenzio-assenso a cui siamo abituati quando ci iscriviamo
a un servizio online: Big G dovrà
spiegare chiaramente in che modo raccoglie i dati, come ha intenzione di utilizzarli e per quanto
tempo li conserverà. A quel punto gli utenti, se vorranno, dovranno esplicitamente dare il proprio
consenso.
Google, che pure ha annunciato la sua totale collaborazione, ha
18 mesi di tempo per adeguarsi ed
entro il 30 settembre dovrà sottoporre al Garante un protocollo di
verifica, illustrando tempi e modalità per l'attività di controllo
che l'Autorità svolgerà nei suoi
confronti. Il Garante infatti giura
che nell’arco di questi 18 mesi
non distoglierà lo sguardo: «Sono
previste anche delle ispezioni a
Mountain View», fanno sapere
dall’Autorità italiana.
Tutto comincia nel 2012, quando Google ha modificato le sue
I numeri del colosso
Google
50.000
dipendenti a tempo pieno
15,4 miliardi
di dollari di fatturato
IN ITALIA (NEL 2012)
52 milioni
di euro fatturati
180
domini
2,5 milioni
di utile netto
70
uffici in
40 Paesi
LE FUNZIONALITÀ OFFERTE
Posta
elettronica
130
lingue
“parlate”
Diffusione
filmati
(Gmail)
(YouTube)
Social
network
Mappe
on line
(GooglePlus)
(Street View)
Pagamenti
on line
Analisi
statistica
(Google Wallet)
(Google Analytics)
ANSA
politiche sulla privacy.
IL PRECEDENTE
Con la motivazione di voler offrire ai propri utenti un’esperienza
online più semplice e completa
grazie all’interconnessione dei
suoi tanti servizi, l’azienda di
Mountain View ha unificato 60
procedure di policy in un unico
documento globale, incrociando
fra loro i dati raccolti. Una scelta
che ha fatto rizzare i capelli ai difensori del diritto alla riservatezza di tutta Europa, fra cui l’organismo indipendente francese
CNIL e l’Article 29 Working Party, nato in seno all’Unione Europea, che hanno cominciato a lottare strenuamente contro il colosso californiano. Un appello raccolto dai Garanti di Italia, Francia, Spagna, Germania, Regno
Unito e Paesi Bassi, che si sono
uniti in una task force aprendo
una serie di istruttorie, per dimostrare come le nuove regole di Google andassero contro la direttiva
europea sulla protezione dei dati
personali.
«L’Italia è stata la prima a prescrivere delle misure concrete»,
dice un portavoce del Garante
della privacy, «È un grande risul-
EUROPA
Dopo le
prescrizioni
dell’Italia
presto un
regolamento
sulla privacy
dalla
Commissione
Ue
tato, che premia il nostro approccio: invece che fare multe, creando un muro contro muro che alla
fine non cambia nulla e lascia le
regole così come sono, noi abbiamo preferito trattare. Nel corso
dell’istruttoria, durata un anno,
abbiamo avuto delle risposte da
Google, che però si sono rivelate
incomplete e insoddisfacenti. Da
qui la decisione di imporre dei
“paletti” da rispettare. Da oggi Google sarà costretta a dire la verità
agli utenti, e cioè che non è vero
che i suoi servizi sono gratuiti,
ma si pagano con una moneta
preziosa: i dati personali, che sono il cuore del business dei colossi del web». Infatti Google è solo
uno dei problemi: «Abbiamo sotto la lente anche WhatsApp, Facebook e altri», assicurano dal Garante, lasciando intendere che la
battaglia per la privacy non finisce con Big G.
Non solo. Perché dalla Commissione Europea fanno sapere
che «Si sta lavorando a un regolamento sulla privacy, molto più
vincolante per gli Stati della direttiva attualmente in vigore».
Andrea Andrei
Il focus
Più trasparenza
nelle informazioni
` Google dovrà adottare un
sistema di informativa: uno
generale con l'indicazione dei
trattamenti e dei dati oggetto
di trattamento, l’altro con le
specifiche informative dei
servizi offerti.
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Fondamentale
il sì del cliente
` Per usare a fini di
profilazione e pubblicità,
Google da ora in poi dovrà
prima ottenere il consenso
attivo degli utenti: non basterà
più la ragione “uso di servizio”.
Cancellazione
da tre a sei mesi
L’AZIENDA
HA 18 MESI DI TEMPO
PER ADEGUARSI:
ENTRO IL 30 SETTEMBRE
UN PROTOCOLLO
DI VERIFICA
`Dopo la richiesta degli utenti
che hanno un account, Google
dovrà cancellare i dati
personali entro due mesi se
conservati su sistemi attivi ed
entro 6 mesi se archiviati su
sistemi di back up.
Niente legge federale, negli Usa ogni Stato ha fatto da sé
IL CASO
NEW YORK
l presidente Obama ha aperto
le porte della Casa Bianca più
volte ai manager dell'I-Tech
per ascoltare le loro lamentele, e più volte ha rassicurato in
diretta gli americani sulla sua intenzione di proteggerli dalle lunghe orecchie della NSA. Ma nella
realtà a più di un anno dallo
scoppio del Datagate ben poco è
cambiato.
L'atteso rapporto della commissione di inchiesta presidenziale è arrivato lo scorso 2 di luglio, e le sue conclusioni hanno
sollevato scalpore. I tecnici hanno distinto tra le intercettazioni
delle linee telefoniche (abusive e
I
invasive della privacy) e quelle
effettuate su Internet, a loro giudizio effettuate dalla NSA senza
mai violare i principi che regolano la privacy dei cittadini. Di fatto a quattordici mesi dalla fuga
di Snowden e dalla prima apparizione dei documenti che il contrattista aveva trafugato, gli Usa
non si sono ancora dotati di una
legge correttiva della disciplina
sul trattamento delle comunicazioni tra privati.
I DISPOSITIVI
Se Washington tace sull'argomento, i singoli stati stanno invece insorgendo contro il potere
centrale, e si stanno dotando di
un loro corpo di leggi che proteggano i cittadini che vivono entro
i loro confini. Nello stesso perio-
do di 14 mesi, le assemblee legislative di dieci stati dell'Unione
hanno passato una trentina di
provvedimenti che limitano l'accesso delle agenzie federali ai dati dei cibernauti locali. Il Texas
richiede ora un mandato giudiziario per ogni ricerca che riguarda l'attività online dei privati, e l'Oklahoma ha approvato
una disciplina particolare a difesa dei suoi studenti. I teen ager
californiani hanno il diritto di
cancellare ogni impronta che
hanno lasciato sui siti sociali,
mentre vige per tutti un divieto
di pubblicare foto indecenti di
una persona senza la sua approvazione. Non è invece passato
sempre in California, un altro testo che avrebbe obbligato le società che raccolgono dati perso-
NSA Milioni le intercettazioni
DOPO IL DATAGATE
NESSUN INTERVENTO
DA WASHINGTON
MA UNA MIRIADE
DI REGOLE DAL TEXAS
AL MONTANA
nali degli utenti , a produrre copie dei rapporti a beneficio delle
persone schedate. Il mercato dei
dati è oggetto centrale dei contratti pubblicitari sulla rete, e
ostacolarlo in modo così diretto
minacciava di azzerarlo.
Su questa strada del protezionismo alcuni stati sono all'avanguardia, come il Montana, che
l'anno scorso ha ordinato un
mandato giudiziario prima che
la polizia o un'altra agenzia federale possa tracciare gli spostamenti di un cellulare. Alla base
della cordata, ognuno dei 50 stati obbliga invece ogni società presente su Internet a notificare tutti i suoi utenti in caso di un attacco alla sua rete di sicurezza che
risulti in una fuga di dati.
Il risultato di questa frammenta-
zione è che le società protagoniste del traffico sul web si trovano
ora ad operare all'interno di un
labirinto legislativo, il quale
spesso richiede la formazione di
un 'intera divisione di avvocati,
che seguano lo sviluppo a macchia di leopardo delle nuove regole.
In attesa dunque della 'carta dei
diritti' della privacy promessa da
Obama, la punta di diamante della vigilanza contro gli abusi resta
il fuggiasco Snowden, che dall'
esilio moscovita qualche giorno
fa ha esortato i giovani americani a studiare la programmazione
dei computer, e ad usarla come
scudo per difendere il paese contro i soprusi del governo.
Flavio Pompetti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-MSGR - 14 PESARO - 35 - 22/07/14-N:
Pesaro
Pesaro
ANCONA
Macerata
Fermo
Ascoli P.
[email protected]
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METEO
Martedì 22
Luglio 2014
REDAZIONE: Via Marsala, 15 T 0721/370934-24-26 F 0721/370931
Fano Jazz
Brian Auger
pronto a duettare
con la tribute band
pesarese
Appuntamenti
Un martedì
tutto da gustare
tra giochi, poesia
e mercatini
Gente di Marca
Salvi a pag. 48
A pag. 48
Attorre a pag. 51
Alimenti: Marche al top
con gli agricoltori-custodi
I dati sulla longevità della nostra popolazione
richiamano all’uso di cibi genuini e prodotti doc
Morto carbonizzato: è giallo
Omicidio, suicidio o incidente: ancora aperte tutte le ipotesi, in attesa degli esami
per spiegare la tragica fine di un agricoltore di Senigallia trovato in auto a Sant’Ippolito
`
È un giallo la morte di Daniele
Francoletti, un agricoltore di 34
anni trovato carbonizzato nella
sua auto nelle campagne di Sant’Ippolito, in provincia di Pesaro,
dov’era andato a pescare. Omicidio, suicidio o incidente: gli investigatori non possono escludere,
al momento, nessuna delle tre
ipotesi, ma contano di saperne di
più quando, tra oggi o domani, sarà eseguita l’autopsia. Sapere se
Francoletti abbia inalato fumo,
cioè se fosse ancora vivo quando
è divampato il rogo, se siano presenti tracce di sostanze infiammabili o altro, sono tutti particolari che potrebbero indirizzare le
indagini verso una direzione piuttosto che un’altra. La tragedia si è
consumata domenica sera alle
20.15 dalle parti del ristorante Palazzina Sabatelli, lungo il Metauro. Francoletti aveva detto ai genitori, con cui abitava nella frazione di Roncitelli di Senigallia, che
sarebbe andato a pescare, come
faceva ogni domenica, ma senza
indicare esattamente dove: del resto non andava sempre nello stesso posto. A dare l’allarme è stato
un camionista che stava lavorando nel podere di famiglia dall’altra sponda del fiume, a circa due
chilometri di distanza.
Servizi a pag. 41
La città saluta
e ringrazia
Donnarumma
La Regione rompe il silenzio
«Inchiesta biogas, siamo parte lesa»
Vicenda biogas, la Regione
rompe il silenzio con l'assessore all'Energie rinnovabili, Maura Malaspina, che conferma
quanto già anticipato: «In caso
di rinvio a giudizio la Regione
si costituirà parte civile». La
Regione, insomma, si sente
parte lesa e la linea è la stessa
già enunciata all’epoca dell’avvio dell’inchiesta sulle autoriz-
zazioni alle centrali. Se agli imprenditori indagati non sono
state ritirate le autorizzazioni,
i tre dipendenti regionali coinvolti sono stati trasferiti già da
qualche mese ad altro incarico.
Dovesse arrivare una condanna, fanno notare a Palazzo Raffaello, solo allora scatterebbero procedimenti disciplinari.
Carnevali a pag.36
La casa della vittima
Paura. Pastore esasperato per gli attacchi dei lupi
`Il
sindaco Ricci e Ceriscioli hanno accolto
il nuovo comandante dei carabinieri Filoni
IL COMMIATO
«Donnarumma, per sempre amico della città». Ancora un riconoscimento per l’ex comandante
provinciale dei carabinieri di Pesaro e Urbino, Giuseppe Donnarumma, ora a L’Aquila. Non si
tratta di un’altra stelletta, ma non
per questo è meno prezioso. È il
legame di amicizia che si è creato
con Pesaro e i suoi cittadini. Un
legame che gli hanno riconosciuto di comune accordo il neo sindaco Matteo Ricci e il suo predecessore Luca Ceriscioli ieri mattina nel corso del primo incontro
ENCOMI PER LE INDAGINI
SULL’OMICIDO FERRI
E AGGUATO CON L’ACIDO
E AL SUCCESSORE
VIENE GARANTITA
«PIENA COLLABORAZIONE»
Da sinistra Filoni, Ceriscioli
Ricci e Donnarumma
ufficiale a palazzo di Piazza del
Popolo tra l’amministrazione e il
nuovo comandante dei carabinieri Marco Filoni. Un incontro allargato appunto anche a Donnarumma e Ceriscioli. «Donnarumma ha dato un contributo importante alla serenità dei pesaresi –
hanno spiegato Ricci e Ceriscioli catturando subito i responsabili
del delitto di Andrea Ferri e dell'
aggressione con l’acido a Lucia
Annibali. Ha fatto un grande lavoro. Rimarrà sempre amico della
città». La celerità e precisione delle indagini hanno permesso di arrivare a processo in breve tempo
in entrambi i casi: i responsabili
dell’aggressione all’Annibali, l’avvocato pesarese Luca Varani, e i
due albanesi Altistin Precetaj e
Rubin Ago Talaban, sono stati
condannati in primo grado lo
scorso 29 marzo, a meno di un
anno di distanza dal fatto. Stessa
cosa anche per i presunti autore e
complice dell’omicidio di Ferri,
l’ex dipendente ed amico Donald
Sabanov, macedone, e Karim
Bary, di origini marocchine, residente a Morciano di Romagna,
anch’essi rinviati a giudizio l’11 luglio. Il vertice di ieri è stato come
una sorta di passaggio di testimone tra Donnarumma e Filoni. Al
nuovo comandante provinciale,
Ricci ha garantito «massima collaborazione». L’altro giorno, durante il benvenuto ufficiale al colonnello, il primo cittadino gli ha
augurato «buon lavoro» e ha assicurato che «la cooperazione tra
istituzioni proseguirà fattivamente e saldamente per il bene del territorio».
E.Ros.
Il Mediterraneo
milioni di anni fa
scritto sui sassi
del San Bartolo
LA RICERCA
Quei fossili del San Bartolo che
ci parlano del disseccamento
del Mediterraneo, perché lo
stretto di Gibilterra si era temporaneamente chiuso. Il primo
studio al mondo sul fenomeno
arriva dal territorio pesarese.
Una nuova campagna di scavi
al giacimento fossilifero del
Monte Castellaro, all'interno
del Parco San Bartolo, è stata
portata avanti dall'8 all'11 luglio, da una equipe inter-universitaria coordinata dalla direttrice del Museo Paleontologico «L. Sorbini» Nicoletta Bedosti. Si tratta del primo studio
al mondo compiuto attraverso
una raccolta di esemplari su
tutti gli strati geologici riferibili al fenomeno del disseccamento del Mediterraneo. La Bedosti, il direttore di scavo dell’Università di Urbino Rodolfo
Coccioni e Walter Landini dell’Università di Pisa spiegano
l’importanza dei ritrovamenti.
«Si tratta di alcuni ittioliti (pesci fossili), quali Clupeidi (sardine), Gadiculus (pesce fico),
Mictofidi (pesci lanterna) e Cyprinodontidi (Aphanius crassicaudus, Nono o Bottacchio). Sono state rinvenute filliti (foglie
IMPORTANTI
FOSSILI
SCOPERTI
IN UNA
NUOVA
CAMPAGNA
DI SCAVO
Minaccia di incendiare la Provincia
Un pastore urbinate esasperato per gli assalti dei lupi al suo gregge e con due taniche di
benzina ha minacciato di incendiare la Provincia
Fabbri a pag.39
Il meteorologo
Domina ancora l’instabilità
Massimiliano Fazzini
In questa estate così dinamica, la
breve fase di tempo stabile è già
terminata. In realtà, già nella
giornata di domenica, il tempo
era stato instabile per l’approssimarsi dell’aria fredda atlantica
associata ad una perturbazione
fredda. Ieri la formazione di una
depressione chiusa sul mar Ligure ha destabilizzato il tempo su
gran parte dell’Italia. I fenomeni
temporaleschi sono stati intensi
nelle aree prealpine. Il medio
adriatico è risultato essere in
parte sottovento rispetto a tale
flusso; tuttavia alcuni passaggi
instabili hanno determinato rovesci sparsi al primo mattino e
nelle ore pomeridiane. Le aree
maggiormente interessate dai fenomeni sono stati il Maceratese
ed in generale la dorsale marchigiana esterna picena e fermana
dove si sono localmente superati
i 20 millimetri. Non sono mancati alcuni intensi colpi di vento durante i passaggi temporaleschi.
Oggi il centro della depressione
transiterà sui nostri cieli, apportando nubi con associate piogge
e temporali, più probabili e diffusi nelle ore centrali e pomeridia-
ne. I venti ruoteranno con decisione tra tramontana e maestrale; il mare sarà mosso. Confermo
anche il moderato calo termico,
in particolare nei valori diurni.
Con lo spostamento del nucleo
ciclonico verso est, nella giornata di domani il tempo migliorerà
parzialmente pur rimanendo variabile nelle aree interne dove saranno possibili brevi rovesci pomeridiani. Tempo più aperto sulla costa. I venti saranno moderati settentrionali, in attenuazione
in serata; il mare sarà mosso. Tra
giovedì e venerdì, infine, infiltrazioni di aria fresca manterranno
il tempo variabile coi diffusi tratti di instabilità nelle ore più calde del giorno. Temperature
odierne tra 17 e 25˚C, le minime
tra 9 e 15˚C.
fossili), coproliti (escrementi
fossili) e numerose larve di libellula». Non sono solo nomi,
ma indicatori. «I reperti fossili
in generale raccontano il clima
del passato quali animali e vegetali siano esistiti, in questo
caso, dai 10 ai 6 milioni di anni
fa circa; ma i pesci fossili di laguna, in particolare, rinvenuti
negli strati alti del giacimento,
ci offrono una fotografia di come era il livello del mar Mediterraneo 6 milioni di anni fa,
circa, quando per una temporanea chiusura dello Stretto di Gibilterra, il mare rimase isolato
dall’Atlantico e a causa della
forte evaporazione iniziò ad abbassarsi il suo livello fino quasi
a disseccarsi. Gli Aphanius
crassicaudus, si trovarono a
nuotare in acque divenute più
dense a causa dell’eccesiva
salinità e come fenomeno adattativo svilupparono uno scheletro grosso, compatto, pesante.
Da anni la comunità scientifica
internazionale studia per fornire una spiegazione sull’origine
di una tale ossatura, in un pesce così piccolo». I pesci fossili
ora si trovano al Museo paleontologico di Fiorenzuola di Focara dove verranno studiati al microscopio, mentre le ossa verranno studiate dal Museo delle
Scienze Biomediche di Chieti.
Lu.Ben.
-MSGR - 14 PESARO - 36 - 22/07/14-N:
36
Marche
Martedì 22 Luglio 2014
www.ilmessaggero.it
Biogas, la Regione
«Siamo parte lesa
funzionari trasferiti»
L’assessore Malaspina: «Saremo parte civile se ci sarà un processo»
Il Pd: «La giustizia faccia il suo corso, sull’energia serve un stop and go»
BUFERA IN REGIONE/1
ANCONA Vicenda biogas, la Regione
rompe il silenzio con l'assessore
all'Energie rinnovabili, Maura Malaspina, che conferma quanto già
anticipato: «In caso di rinvio a giudizio la Regione si costituirà parte
civile». La Regione, insomma, si
sente parte lesa e la linea è la stessa già enunciata all’epoca dell’avvio dell’inchiesta sulle autorizzazioni alle centrali. Se agli imprenditori indagati non sono state ritirate le autorizzazioni, i tre dipendenti regionali coinvolti sono stati
trasferiti già da qualche mese ad
altro incarico. Il funzionario tecnico esperto Luciano Calvarese, al
tempo dei fatti dirigente del servizio regionale Territorio ed Ambiente, e i due funzionari dello
stesso ufficio, Sandro Cossignani,
funzionario esperto ecologista-agroalimentarista, e il funzionario tecnico Mauro Moretti, fanno tutti parte del servizio Viabilità
regionale e gestione del trasporto.
In attesa dell’esito dell’inchiesta.
Dovesse arrivare una condanna,
fanno notare a Palazzo Raffaello,
solo allora scatterebbero procedimenti disciplinari.
L’assessore Malaspina: «Ricordo, come già detto più volte, che la
Regione Marche, nel pieno rispetto del principio di legalità, si è già
dichiarata parte offesa nel procedimento sin dal suo inizio con l'intento di tutelare le proprie prerogative istituzionali in ogni fase del
giudizio. Se la questione andrà a
processo, la Regione si costituirà
parte civile. Confidiamo nel fatto
che la magistratura farà al più presto chiarezza». Chiarezza anche
su eventuali responsabilità politiche è ciò che chiede il consigliere
Pd di Macerata, Angelo Sciapichetti. «Le responsabilità, di tecnici o
di politici, debbono emergere rapidamente - afferma -. Chi ha sbagliato deve pagare pesantemente,
siano essi tecnici o politici». Dalla
Festa democratica di Pioraco (Macerata) Daniele Salvi, esponente
maceratese del Pd e componente
della segreteria regionale fa sapere che «il Pd ha chiesto che la giustizia faccia il suo corso» e si augura che «la politica colga questi avvenimenti come un monito per un
cambio di passo in materia di politiche energetico-ambientali». Sal-
SALVI, SEGRETERIA
DEMOCRAT
«COMUNITÀ
POCO COINVOLTE
SULLA QUESTIONE
DELLE CENTRALI»
Italia Nostra
«Coinvolto anche il parco eolico di Camerino»
C'è anche il parco eolico di
Camerino nell'inchiesta sulle
presunte tangenti per le
autorizzazioni degli impianti a
biogas con venti indagati tra
dirigenti della Regione
Marche, imprenditori e
tecnici. Lo afferma Italia
nostra onlus Marche. «Il parco
eolico di Camerino è andato
avanti - si legge in una nota nonostante anche la nostra
opposizione, vittoriosa al Tar
Marche e perdente in Consiglio
di Stato che ha riconosciuto al
Governo Monti il diritto di
poter privilegiare i supposti
interessi economici della
popolazione rispetto agli artt. 9
e 32 della Costituzione».
vi annuncia inoltre che la conferenza programmatica regionale
che il Pd terrà sull'aggiornamento
del Pear si aprirà proprio sul tema
del biogas, «tra i più controversi
per grado di conflittualità. La vicenda biogas - aggiunge ancora
Salvi - è stata l'emblema dell'assenza di un codificato percorso
d'informazione, partecipazione e
decisione, capace di coinvolgere i
cittadini e le comunità locali. Eppure le Marche sono la seconda
Regione che ha investito più risorse europee per l'efficienza energetica e la produzione di energia da
fonti rinnovabili».
Agnese Carnevali
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La sede della Giunta regionale
Ai Lazzarini bloccati due immobili
BUFERA IN REGIONE/2
ANCONA Corruzione, concorso in
truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e
falsità ideologica. L’imprenditore morrovallese Antonio Lazzarini e il figlio Alessandro respingono le accuse che la Procura di
Ancona muove loro nell’ambito
dell’inchiesta “Green Profit”. Ad
Antonio Lazzarini sarebbero stati sequestrati due immobili di Roma, stimabili in 2milioni di euro.
«I miei assistiti possono replicare punto per punto su ogni singola accusa» afferma l’avvocato
Salvatore Santagata.
I nomi dei Lazzarini sono tra
quelli che spiccano tra i venti indagati. Padre e figlio figurano come soci ed amministratori di alcune delle 15 società agricole
coinvolte nell’inchiesta. Si tratta
della Campomaggio 86 s.r.l di
Agugliano, la VBIO1 di Corridonia e la VBIO2 di Loro Piceno. Pesanti le accuse ipotizzate dal pool di magistrati, come quella di
corruzione contestata anche a
Luciano Calvarese e Sandro Cossignani, rispettivamente ex dirigente e funzionario del Servizio
regionale Territorio e Ambiente.
Calvarese e Cossignani avrebbero contribuito al rilascio di autorizzazioni illegittime in cambio,
secondo i magistrati, di vantaggi
economici. Tra il 2008 e il 2012
Cossignani avrebbe percepito
384mila euro derivanti da forniture di piante ad alcune società
dei Lazzarini. Piante ornamentali destinate all’abbellimento delle aziende agricole, ma che nella
maggior parte dei casi non sarebbero mai state installate. I Lazzarini risponderanno anche di truffa aggravata in concorso ai danni
del Gestore dei Servizi Energeti-
L’AVVOCATO SANTAGATA:
«CHIARIRANNO TUTTO»
TRA LE ACCUSE:
METANO NELLA CENTRALE
PER RENDERLA OPERATIVA
E OTTENERE I CONTRIBUTI
Corte dei conti: ok alle spese del 2013
Sanità virtuosa, 37 milioni in più
`La Regione incassa
due buoni risultati
Sanzio e Svim nel mirino
BILANCIO
ANCONA In arrivo 49 milioni per la
sanità marchigiana. Ad annunciare lo stanziamento, ieri, l’assessore regionale al Bilancio Pietro
Marcolini intervenuto durante
l’udienza che ha visto la Sezione
di controllo regionale della Corte
dei Conti approvare la parificazione del rendiconto generale della
Regione per il 2013. «I soldi - ha
spiegato Marcolini - verranno
stanziati il prima possibile per far
fronte alle priorità dei 4 punti cardine della sanità marchigiana: l’Asur, l’Azienda – Ospedali Riuniti
di Ancona, Marche Nord e l’Inrca.
L’elenco delle necessità è ora al
vaglio dell’assessore alla Salute
Mezzolani, che deciderà come ripartire la somma. Io posso dire
che saranno utilizzati per l’acquisto di nuovi macchinari con conseguente abbattimento delle liste
d’attesa e possibili nuove assunzioni e per l’avvio delle Case della
Salute». Ma come è riuscita la Regione a mettere insieme l’importo? «Il piano di riparto nazionale
delle risorse ha previsto - ha proseguito Marcolini - 37 milioni in
più per le Marche. Una sorta di bonus per la corretta e virtuosa gestione della sanità. Dal bilancio
sono poi tornati disponibili 12 milioni, tra cifre disimpegnate da altre attività, residui e rinunce».
Intanto la Sezione regionale di
controllo della Corte dei Conti ha
deliberato, con richiesta favorevole del Procuratore Maurizio Mirabella, la parificazione del rendiconto regionale 2013. Sezione e
Procura hanno illustrato un quadro di buona gestione contabile e
rispetto dei parametri, pur segnalando alcune criticità sulle quali
la Regione dovrà focalizzare l’attenzione nei prossimi mesi. Le note dolenti? Le società partecipate,
le spese per il personale e la mancata adozione del Dpfer (Documento di programmazione economica regionale). Quanto alle società partecipate, la Corte ha indicato la necessità di un maggior
monitoraggio sulla gestione di
Aerdorica, in perdita di 12 milioni
nel 2013, e della Svim (con cinque
risultati negativi consecutivi) per
«evitare - hanno detto i giudici - ripiani del debito a piè di lista». Le
“bacchettate” alle spese per il personale, seppur ridotte e razionalizzate, riguardano invece l’assegnazione di indennità a dirigenti
e funzionari di uffici e staff di
Giunta e Consiglio attraverso leg-
gi regionali, non in linea con le
norme nazionali e con i contratti
collettivi. «Ma non si tratta di malcostume - ha precisato la Corte - la
Regione deve solo adeguarsi a
una mutata giurisprudenza». Per
il resto Sezione di controllo e Procura hanno posto l’accento sulla
gestione oculata e sull’indebitamento sotto la media, sul rispetto
del patto di stabilità, sulla gestione del patrimonio che ha fatto registrare un risultato positivo di
185 milioni e sulle spese sanitarie
sotto controllo, nonostante lo sforamento del tetto per la spesa farmaceutica e di quello per l’assistenza farmaceutica territoriale.
Quanto al saldo dell’esercizio
2013 la Corte ha sottolineato come
formalmente sia positivo per
1.081,6 milioni di euro, precisando
però che sostanzialmente il risultato sostanziale è negativo per
131,2 milioni. Il motivo? Nel rendiconto sono compresi mutui autorizzati e non contratti per 1.574
milioni che servono a far fronte a
obblighi di spesa per 1.705 milioni.
Letizia Larici
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ci, la società controllata dal Ministero dell’Economia incaricata
di erogare i contributi pubblici.
Secondo i magistrati, Antonio
Lazzarini e Sandro Cossignani figurano come soci e gestori della
Sviluppo Agroalimentari Italia
2007, società proprietaria dell’impianto di Camerata Picena.
Insieme a Lorenza Ramovecchi,
legale rappresentante della so-
cietà, sono accusati di aver immesso gas a metano nella centrale, in modo da farla risultare operativa nei tempi stabiliti dalla
legge. Un presunto raggiro con il
quale i tre avrebbero indotto la
GSE a erogare i contributi previsti per le centrali attivate entro il
31 dicembre 2012.
Gino Bove
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Una centrale biogas delle Marche
Autismo
Nelle Marche
la prima legge
in Italia
NECROLOGIA
Il Presidente ANTONIO D’AMATO,
i componenti del Consiglio Direttivo e tutti i colleghi della Federazione Nazionale dei Cavalieri del
Lavoro, profondamente rattristati,
partecipano al dolore dei familiari
per la scomparsa del collega
Cavaliere del Lavoro
LA NOVITÀ
ANCONA Le Marche sono la prima regione italiana a dotarsi di
una legge specifica sull'autismo, un disturbo del neurosviluppo che causa problemi nella
comunicazione, socializzazione e nel comportamento. La
Commissione Salute, presieduta da Gianluca Busilacchi, ha
approvato a maggioranza le
«Disposizioni in materia di disturbi dello spettro autistico».
La pdl promuove una rete integrata di servizi e percorsi diagnostici, terapeutici, assistenziali per la presa in carico di minori ed adulti. Nascono il coordinamento per i disturbi dello
spettro autistico e il comitato
che definisce le linee di indirizzo regionali per la diagnosi.
Viene istituito inoltre un Centro regionale per l'autismo in
età evolutiva presso l'Azienda
ospedaliera Marche Nord, mentre per l'età adulta sarà individuata un'altra struttura Asur.
GIULIO VIEZZOLI
protagonista della ricerca e dello
sviluppo dell’industria delle telecomunicazioni.
Roma, 21 luglio 2014
Rubrica di Gare, Aste,
Appalti e Sentenze
Ancona
Tel. 071 2149811 Fax 071 45020
Lecce
Tel. 083 22781
Fax 083 2278222
Milano
Tel. 02 757091
Fax 02 75709244
Napoli
Tel. 081 2473111 Fax 081 2473220
Roma
Tel. 06 377081 Fax 06 37708415
-MSGR - 14 PESARO - 39 - 22/07/14-N:
39
Pesaro Urbino
Martedì 22 Luglio 2014
www.ilmessaggero.it
Spacca e Ucchielli, incontro ravvicinato a Pian del Bruscolo
`Il Governatore visita
l’Unione con Mezzolani
Il punto sui vari progetti
TAVULLIA
Spacca e Ucchielli, di nuovo insieme. E così dopo il turbolento congresso regionale del Pd ieri l’ex segretario Palmiro Ucchielli ha incontrato, questa volta indossando
i panni da sindaco di Vallefoglia,
nuovamente il presidente di Regione Gian Mario Spacca. «Un
evento importante e straordinario – ha premesso Ucchielli nel-
l’incontro tenutosi a Tavullia nella sede dell’Unione di Pian del
Bruscolo davanti agli amministratori anche di Monteciccardo,
Montelabbate e, appunto, Tavullia - Dalla nascita dell'ente Regione, in quest’area di circa 30mila
abitanti, i quattro Comuni non
avevano avuto mai modo di incontrare i rappresentanti regionali
per discutere i loro problemi». Oltre al Governatore erano presenti
anche l’assessore regionale alla
Sanità Almerino Mezzolani e il vicepresidente Antonio Canzian. Il
confronto con l’amministrazione
regionale ha riguardato tra le altre cose il Distretto sanitario, il
Villaggio della longevità e la Fa-
no-Grosseto. In particolare, per il
nuovo Distretto sanitario di Montecchio, da realizzarsi su un’area
concessa gratuitamente dal Comune di Vallefoglia, Mezzolani
ha assicurato che l’Asur Marche
ha avviato le procedure di realizzazione. «Stiamo rispettando il
cronoprogramma in maniera perfetta – spiega l’assessore Mezzolani - Entro la settimana prossima
avremo la progettazione definitiva. L’appalto dei lavori è previsto
entro fino ottobre e l’ultimazione
a settembre 2016”. Il Governatore
Spacca ha ricordato che, dal 2009,
nella provincia di Pesaro Urbino
la Regione ha finanziato 205 milioni di ammortizzatori sociali in
deroga e 156 milioni per l’accesso
al credito delle piccole e medie imprese. «Le risorse pubbliche sono
scarse – ha detto - e occorre fare
squadra per distribuirle sul territorio in maniera condivisa e secondo le reali necessità».
L’assessore Mezzolani nel suo intervento sembra abbia voluto anche mandare messaggi politici.
Direzione? Ovviamente piazza
del Popolo a Pesaro dove la giunta
regionale non si è ancora recata.
Dando la precedenza a Fano e, appunto, Vallefoglia. «Oggi – ha detto Mezzolani - chi urla di più, non
è quello che ottiene di più, come
in passato, ma quelle che per primo perde la voce. Per questo moti-
Spacca e Ucchielli
Pastore
minaccia
di incendiare
la Provincia
`Esasperato per ripetuti
attacchi dei lupi
al suo gregge vicino Urbino
TERRORE
Attimi di terrore in viale Gramsci ieri mattina. Michele Fadda,
un pastore 59enne di Miniera di
Urbino, è entrato nel cortile della Provincia, ha gettato la carcassa di una pecora sbranata dai lupi davanti al bar dell’ente e, armato di forcone, ha estratto due
taniche piene di benzina dal suo
furgone ed ha minacciato di dare
fuoco agli uffici. Si è diffuso il panico tra gli oltre 500 dipendenti
della struttura mentre l’assessore Porto provava a tranquillizzare l’allevatore urbinate. E’ stato
lui, insieme agli agenti della polizia e ai militari dei Carabinieri,
che poi è riuscito a riportare la
calma.
I fatti. Intorno a mezzogiorno
Fadda, a bordo di un vecchio Fiorino bianco, è entrato dentro il
cortile della Provincia. Poi l’allevatore, esasperato dall’ennesimo attacco di lupi al suo gregge
di pecore avvenuto ieri alle prime luci dell’alba, ha parcheggiato il veicolo, ha gettato a terra avvolta in un sacco bianco la carcassa dell’animale e armato di
forcone ha iniziato a inveire contro i dipendenti. Non solo. Dal
furgoncino ha estratto due taniche di benzina che ha iniziato a
spargere ovunque minacciando
di bruciare l’edificio. Le urla si
sentivano fino ai piani superiori
ed allora è stato il fuggi fuggi generale degli impiegati presi dal
panico.
Ad assistere a tutta la scena l’assessore provinciale all’Ambiente Tarcisio Porto. Che, una volta
resosi conto di quanto stesse accadendo, è uscito dal bar per cercare di tranquillizzare l’uomo.
«Lo conosco: è una persona buona portata all’esasperazione da
questi continui attacchi di lupi –
AVEVA LA CARCASSA
DI UNA PECORA SBRANATA
E HA VERSATO
DUE TANICHE DI BENZINA
ALL’ARRIVO DEI POLIZIOTTI
SI È MESSO A PIANGERE
commenta Porto – Il gesto che ha
fatto è sicuramente ingiustificabile ma sono sicuro che non
avrebbe fatto male a nessuno.
Quando ho visto che sbraitava e
gettava benzina in strada mi sono precipitato fuori per cercare
di parlargli e farlo ragionare. Ero
pronto al peggio tanto che avevo
preso anche un estintore. C’era
una grande puzza di gasolio e
benzina ovunque. Sarebbe bastata una sigaretta per far divampare un incendio. Ho provato a farlo ragionare, parlandoci e cercando di tranquillizzarlo. Poi
quando sono arrivati i poliziotti
e i carabinieri ha capito che stupidata aveva fatto. Ed è scoppiato a piangere».
La famiglia Fadda, trasferitasi ad
Urbino dalla Sardegna negli anni ’60, ha un allevamento di circa
400 capi che ha subito diversi attacchi di lupi negli ultimi 2 anni.
Al di là delle pecore sbranate c’è
anche il problema dello choc
causato al resto del gregge. Tanto che molte pecore smettono di
produrre latte o di accoppiarsi.
Un danno economico enorme.
«Abbiamo presentato una legge
in Regione per prevenire questi
attacchi ma in tre anni il consiglio regionale non ha fatto nulla
e anche le associazioni degli allevatori al di là degli spot non fanno niente – conclude Porto – La
Provincia invece continuerà a
stare vicino a Fadda nonostante
quello che ha fatto». Tra i dipendenti che hanno provato a tranquillizzare Fadda anche Massimo Ligi, capo Ufficio Prevenzione e indennizzo della Provincia.
«Era fuori di sé tanto che mi ha
intimato di andarmene quando
ho provato a parlagli – spiega ma conosco quella famiglia, sono brave persone».
Dello stesso parere anche il sindaco di Urbino, Maurizio Gambini. «La politica non può rimanere indifferente – spiega il sindaco
- davanti all’esasperazione che
stanno provando gli allevatori
del nostro territorio. Conosco
personalmente il pastore che ha
compiuto il gesto di questa mattina. E’ una persona molto tranquilla e ragionevole. Queste persone si sentono abbandonate».
Fadda è stato accompagnato in
Questura per poi rientrare a casa
dopo gli accertamenti del caso.
Ancora contro di lui non risulta
esserci alcuna denuncia a carico.
Luca Fabbri
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vo gli incontri sul territorio sono
un metodo di governo che la Regione si è data». Il Governatore ha
concluso il suo intervento parlando di Fano-Grosseto e del Villaggio della Longevità. «Il collegamento Pesaro–Urbino, nell’ambito della Fano–Grosseto, diventa di
vitale importanza per il Comune
di Vallefoglia, data la sua posizione baricentrica – conclude Spacca
– Per la Strada dei Due Mari ora
siamo nella fase di costruzione
della società pubblico-privata. Villaggio della longevità? Siamo interessati a riprendere il discorso del
Villaggio, per il quale nel 2012 è
stato presentato un progetto».
Lu.Fa.
Bilancio, sindaco
soddisfatto
ma l’opposizione
va all’attacco
FOSSOMBRONE
Sopra il pastore Michele Fadda accompagnato
in Questura dai poliziotti dopo la clamorosa
protesta. A sinistra la carcassa della pecora
sbranata e sotto il funzionario
della Provincia Massimo Ligi che ha cercato
di tranquillizzare l’uomo
Tubi rimossi dopo diciotto anni
URBINO
Parte il restyling di Urbino. La
prima azione: la rimozione dei
tubi arrugginiti posizionati all’ingresso del territorio ducale (lungo la strada 423 Urbinate che collega i due capoluoghi di provincia), da diciotto anni brutto “biglietto da visita” per turisti e visitatori provenienti da Pesaro. Una
storia, quella della rimozione dei
tubi, iniziata nel 1996 e finalmente conclusa ieri, quando nella
mattinata, il Comune ha dato finalmente il via libera alla totale
rimozione dell’incomodo. Infatti
diciotto anni fa il Comune di Urbino diede il via ai lavori di rinnovamento dell’acquedotto comunale fra Urbino e Trasanni. Appaltato il lavoro, giunti a destinazione i materiali però, la ditta vincitrice della gara dichiarò il fallimento finendo per interrompere
i pochi lavori iniziati. Non solo,
come in ogni “storia all’italiana”
che si rispetti, per il comune di
Urbino arrivò anche la tanto citata “beffa” visto che il tribunale di
Urbino, in seguito al contenzioso
fra ditta e amministrazione dichiarò i materiali “sotto sequestro”, impedendo lo spostamento dei tubi ormai posizionati lungo la via. Gli anni passano, i materiali invecchiano, e l’incuria aumenta. Nel 2004 l’ex sindaco
Franco Corbucci provò a rimuovere i tubi, ma il contenzioso tra
comune e ditta non era ancora finito. L’attuale sindaco, Maurizio
Gambini prese, durante la propria campagna elettorale, quel
cumulo di tubi come esempio
ERANO
UN BRUTTO
BIGLIETTO
DA VISITA
PER CHI
ARRIVAVA
DA PESARO
dell’incuria in cui Urbino era
sprofondata: «Erano già diversi
anni che l’amministrazione era
diventata proprietaria di quei tubi –spiega il sindaco- Potevano
essere rimossi prima». Il primo
cittadino ducale ha pensato bene
di «evitare che l’amministrazione spendesse dei soldi per questo
tipo di lavoro, così quindici giorni fa abbiamo aperto una gara
d’asta per l’acquisto dei materiali
e non solo quelli lungo l’Urbinate, ma anche quelli vicino al palazzetto dello sport Mondolce, di
cui nessuno ricordava la presenza. Così con questi introiti abbiamo deciso di costruire un parcheggio abbastanza capiente vicino al palazzetto dello sport che
ne era praticamente sprovvisto.
Dopo la rimozione dei tubi, rimuoveremo anche le reti, ormai
arrugginite e a bassissimo costo
otterremo un parcheggio per il
nostro palazzetto».
Andrea Perini
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Fossombrone chiude il bilancio. Ma non mancano le polemiche tra i banchi dell’opposizione. L’amministrazione comunale forsempronese ha approvato un documento fiscale
con un avanzo di amministrazione di oltre un milione e 800
mila euro. In aumento le tariffe
comunali per asili nido (gettito
previsto di 100 mila euro), residenze protette (930 mila euro)
e trasporto scolastico (36 mila
euro), per le quali c’è stato un
aggiornamento al tasso di inflazione.
Capitolo tasse comunali. L’Imu è fissata all’1.06% per le attività produttive e i fabbricati
mentre è dello 0.96% per gli altri immobili e garantirà entrate per un milione e 650 mila euro. La Tasi sull’abitazione principale è all’1.5 per mille e ne deriverà un gettito di quasi 500
mila euro. Dalla Tari invece
nelle casse del Comune finiranno un milione e 619 mila euro.
L’addizionale Irpef è fissata allo 0.65% per i redditi fino a 15
mila euro (esenti quelli sotto i
10 mila, ndr), allo 0.68 nella fascia 15 mila/28 mila, 0.75% da
28 mila a 55 mila euro e infine
0.79 da 55 mila euro a 75 mila
euro e 0.80% per quelli superiori ai 75 mila. L’entrata annuale
si aggira sui 630 mila euro. «Il
nostro Comune da anni presenta bilanci virtuosi, per cui le disponibilità di cassa sono sufficienti per tutto il 2014 e parte
del 2015 – spiega il sindaco di
Fossombrone, Maurizio Pelagaggia - Comunque anche quest’anno riusciamo a proporre
un bilancio che tutela le fasce
più deboli, mantiene tutti i servizi con aumenti infinitesimali
e a prezzi bassi rispetto ad altri
Comuni equiparabili al nostro».
Di tutt'altra opinione il consigliere di minoranza Alex Zanchetti. Che descrive un bilancio di "lacrime e sangue" per i
cittadini di Fossombrone. «Ho
presentato un emendamento
al bilancio chiedendo al sindaco ed alla giunta di non aumentare le rette e di fare fronte alle
minori entrate diminuendo le
spese legali del Comune ma
l’emendamento non è passato
per il voto contrario della maggioranza – commenta Zanchetti - Non sono tanto le somme in
sé, come nel caso degli asili nidi (tra l’uno ed i 5 euro al mese), quanto la somma complessiva che porterà per le famiglie
della nostra città enormi aumenti. Sono convinto che si
possano tagliare molti sprechi
e si possano spendere meglio i
soldi, senza dover ricorrere a
continui aumenti delle tasse locali che stanno mettendo le famiglie di Fossombrone in ginocchio».
-MSGR - 14 PESARO - 40 - 22/07/14-N:
40
LA POLIZIA CONTROLLA
UN CASOLARE SOSPETTO
E SORPRENDE
UN QUARANTENNE
ALBANESE CHE ABUSA
DI UN MINORE
Fano
Martedì 22 Luglio 2014
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Cercavano un ladro, arrestano un pedofilo
RONCOSAMBACCIO
Stavano cercando ladri d’appartamenti e si sono trovati davanti a
qualcosa di molto peggio. Quando
hanno spalancato la porta di quel
casolare abbandonato nel verde di
Roncosambaccio, c’era quell’uomo mezzo nudo in compagnia di
un ragazzino in atteggiamenti che
non lasciavano spazio a dubbi. I
poliziotti del commissariato di Fano gli hanno subito tolto le mani
dal giovane corpo della vittima e
bloccate in un paio di manette. Ieri
mattina l’arresto è stato convalidato dal gip Lorena Mussoni che ne
ha disposto anche la misura caute-
lare in carcere. L’uomo, un 40enne
albanese (difeso dall’avvocato Guidumberto Chiocci), si è avvalso della facoltà di non rispondere. In
ogni caso ogni sua dichiarazione
non avrebbe potuto togliere nulla
a quelle immagini che si sono
stampate nette negli occhi degli
agenti. Ora l’albanese resterà in
carcere in attesa del processo. Il
terzo processo. E sempre per gli
stessi reati che gli vengono addebitati anche per questo caso. L’ennesimo caso. Prostituzione minorile,
corruzione di minori e violenza
sessuale, sono le accuse contestate
dalla Procura. L’albanese è infatti
già stato condannato due volte dal
Tribunale di piazzale Carducci e
ha scontato le sue pene. Ma il carcere non è bastato a fargli perdere
il vizio di molestare minori. Dopo
le condanne è ritornato in Albania,
ma ogni tanto rientra in Italia, dove tra l’altro vivono, a Fano, la moglie e i figli, e a quanto pare per
adescare ragazzini e abusarne sessualmente in cambio di soldi. Il sedicenne ritrovato con lui nel casolare ha detto di essere stato costretto a sottostare ai suoi palpeggiamenti illeciti, anche se ha ammesso che quello di sabato non è stato
il primo incontro. E per l’uomo
quello non è stato neppure l’unico
ragazzino. Ora le forze dell’ordine
indagano per capire quanti minorenni possano essere finiti tra le
sue grinfie. E forse anche tra quelle
di altri pedofili. Non si esclude infatti che il 40enne possa gestire un
giro di sfruttamento di giovani, facendo da tramite tra prede e adulti
viziosi e senza scrupoli, disposti a
tutto pur di soddisfare appetiti malati e deviati. Per casi come questo
dell’albanese, che in quanto recidivo è chiaramente un soggetto malato, sostengono alcuni esperti ed
addetti ai lavori, che il carcere non
possa bastare e che persone come
queste debbano essere ricoverate
in strutture adatte dove possa essere guardato a vista e curato in modo adeguato.
Elisabetta Rossi
Sicap in crisi
I sindacati
«Si può salvare»
Alberi caduti
e allagamenti
ma è “salva”
la balneabilità
`Ieri sciopero per i 60
MALTEMPO
Il temporale di ieri non avrà
conseguenze
sulla
balneabilità del mare, almeno per quanto riguarda le
spiagge vicine alle foci dei fossi scolmatori. Possono tirare
un sospiro di sollievo i concessionari delle zone a maggiore
rischio e i loro clienti, rimasti
spesso sotto l'ombrellone per
le recenti ordinanze di divieto. Il sopralluogo riguardante
gli scolmatori, opere idrauliche che si attivano quando la
rete fognaria è troppo piena
di acqua piovana, è stato effettuato poco dopo il rovescio
dai tecnici di Aset spa, i quali
hanno verificato che non c'è
stato versamento in mare.
Escluso di conseguenza il ricorso al divieto preventivo,
che avrebbe interessato quasi
due chilometri di costa. Intorno all'ora di pranzo, ieri, la nostra città è stata investita dal
cosiddetto flash storm, un
temporale di forte intensità e
di breve durata che i nostri
nonni e i nostri padri chiamano tressa. Tressa da ponente
per la precisione, meno pericolosa della tressa da tramontana, comunque con un suo
bel potenziale rovinoso. In
una ventina di minuti acqua a
catinelle, che ancora una volta ha inondato il sottopasso
del Lido, fulmini, tuoni, una
spruzzata di grandine per
non farsi mancare niente in
questa strana estate e una botta di vento che ha sradicato
circa quindici alberi. Almeno
una pianta, in via Cairoli al Lido, è caduta su una macchina
in sosta danneggiandola. Tra
i più colpiti il quartiere della
Paleotta e la zona tra il cimitero a Rosciano e la frazione di
Bellocchi. Il Comune ha allertato la Protezione civile, i vigili del fuoco sono riusciti a gestire l'emergenza senza ulteriori rinforzi. E mentre i pompieri tagliavano e rimuovevano tronchi o grossi rami caduti sulle strade, la polizia municipale si occupava di garantire la migliore viabilità possibile. Le operazioni si sono concluse intorno alle 15 con il ritorno alla normalità. La pioggia, breve ma intensa, ha provocato una colata di fango in
via Brigata Messina, a Centinarola.
O.S.
Uno degli stabilimenti Sicap
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dipendenti in pericolo
Convocato tavolo per trattare
L’AZIENDA
La pista ciclabile dell’Arzilla
Viabilità, sopralluogo
sui punti critici
`Marchegiani in cerca
di soluzioni
in vista degli interventi
TRAFFICO
Quattro sopralluoghi in altrettanti punti critici della viabilità
fanese sono stati effettuati ieri
mattina dal vice sindaco Stefano
Marchegiani e da alcuni tecnici
comunali. I controlli sono serviti
per valutare alcune recenti soluzioni, per trovarne dove ancora
non sono state individuate e soprattutto per impostare il lavoro
che inizierà a settembre, quando
la nuova giunta predisporrà interventi più sistematici sui criteri per governare il traffico. La
prima tappa ha riguardato il tratto conclusivo della pista ciclabile tra Pesaro e Fano, nel quartiere Arzilla. «Ho verificato il recente intervento degli uffici competenti - ha spiegato il vice sindaco
Marchegiani - e mi sembra che
sia stata eliminata una bruttura,
tale da creare anche condizioni
di potenziale pericolo. In precedenza, infatti, era rimasto il doppio senso di marcia su una sola
corsia, perché il resto della stra-
da era occupato da uno spezzone
di pista ciclabile e da due posteggi per ambulanze. Il doppio senso di marcia è stato riportato su
due corsie, com'è logico e giusto
che sia. Sono scomparsi i due posti per il 118, ma in caso di emergenza l'ambulanza può parcheggiare dove vuole, e lo spezzone
della ciclabile. D'ora in avanti, di
conseguenza, le bici si comporteranno come in una strada normale. Sul lato delle case una striscia bianca delimita inoltre il
margine riservato ai pedoni. Si
può ragionare se la soluzione sia
migliorabile, però mi sembra difficile immaginare un'alternativa
credibile». A Fano il tema della
viabilità è un po' come un filo
elettrico scoperto, chi lo tocca rischia di prendersi la scossa. Lo
sa Marchegiani, che già nei primi giorni del mandato ha dovuto
difendersi dagli attacchi di
MA SULLA CICLABILE
DELL’ARZILLA GELA
GLI AMBIENTALISTI
«SCELTA LOGICA
DIFFICILE TROVARE
ALTERNATIVE»
Lupus in Fabula proprio per la
questione della pista ciclabile all'
Arzilla («Mi hanno attribuito un
provvedimento della giunta precedente») ed è stato chiamato
dai residenti del Lido a intervenire sulla locale zona a traffico limitato. Il secondo sopralluogo
ha riguardato la frazione di Torrette e in particolare via Ammiraglio Cappellini, dove alcuni
provvedimenti - sostengono le
critiche - toglierebbero parcheggi a bagnanti e turisti, che poi sarebbero tartassati dalle contravvenzioni. «I tratti vietati alla sosta - ha argomentato il vice sindaco - costituiscono un minimo
margine di sicurezza per ciclisti
e pedoni, in una zona molto trafficata d'estate e al tempo stesso
molto frequentata da famigliole
con bambini piccoli e passeggini. Il parcheggio è stato vietato
dove creerebbe condizioni di pericolo per loro». Infine, Bellocchi. Nel nuovo quartiere in
bio-architettura la strada fa una
sorta di esse, una piccola serpentina disegnata per rallentare la
velocità del traffico, che però le
macchine tendono a tagliare.
«Bisogna apportare alcune modifiche e migliorare la segnaletica», ha concluso Marchegiani.
Osvaldo Scatassi
Le bandiere rosse della Cgil,
quelle tricolori della Cisl e lo
strano senso di solitudine percepibile ogni volta che si consuma
un nuovo dramma della crisi
economica. I 60 lavoratori della
Sicap, a Lucrezia in via della Liberazione, sono scesi in sciopero ieri per difendere il loro posto
di lavoro e per opporsi all'idea di
un destino segnato, proprio
mentre la proprietà dell'industria annunciava ai sindacati di
avere avviato le procedure della
mobilità. «Convocheremo a un
tavolo di confronto la Provincia,
la proprietà, i Comuni di Cartoceto e Fossombrone, perché siamo convinti che sia tuttora possibile di rilanciare l'attività e di
salvaguardare l'occupazione»,
hanno specificato, davanti al
presidio sindacale, Fausto Artibani di Cgil e Roberto Sanchioni
di Cisl. La proposta è stata raccolta dal sindaco di Cartoceto,
Enrico Rossi, che si è impegnato
a convocare il tavol: «Noi intendiamo tutelare il lavoro e al tempo stesso incoraggiare un'importante realtà imprenditoriale, au-
spicando che con senso di responsabilità riprenda il cammino di eccellenza produttiva nel
nostro territorio». Risulta che al
Comune di Cartoceto siano state
depositate richieste di edificare:
alcune potrebbero interessare
Sicap, specializzata nei prefabbricati in cemento per l'industria e per il commercio. Potrebbe essere un passo verso la selezione del portafoglio clienti caldeggiata dai sindacati e rilanciata ieri sia da Cgil sia da Cisl: «Il rischio di chiusura è infatti determinato dai tanti insoluti, dai tanti mancati pagamenti». Sicap ha
trasferito a Lucrezia i lavoratori
dello stabilimento a Calmazzo,
chiuso ormai da tempo, ed è per
questo motivo che l'iniziativa
sindacale chiede il sostegno degli amministratori forsempronesi. «Alla fine di ottobre - hanno
concluso Artibani e Sanchioni terminerà la cassa integrazione
straordinaria, ma si potrebbe ricorrere a due anni di solidarietà
per accompagnare lo stabilimento fuori dall'attuale crisi e salvare i posti di lavoro. Alla proprietà diciamo di tutelare i suoi legittimi interessi, senza però lavarsi
le mani di chi, i lavoratori, ha fatto la sua fortuna in tutti questi
anni. Invece vediamo che manca
la volontà di pensare in prospettiva, di non arrendersi, e tutto
ciò è sbagliato».
O.S.
La Diocesi raccoglie fondi
per costruire pozzo in Congo
SOLIDARIETÀ
Se sei malato e hai il privilegio di
essere accudito dai familiari, saranno loro a farsi due chilometri
a piedi per andare a prenderti
l'acqua. Se invece neanche gli infermieri riescono a seguirti, perché sono presi da altre cure, allora i due chilometri dovrai percorrerli sulle tue gambe e portandoti
dietro qualche bottiglia di plastica come contenitore. Questo succede tutti i giorni a Ibambi, nel
Congo, dove la Diocesi fanese vorrebbe contribuire alle spese per
costruire un pozzo di acqua potabile nell'area dell'ospedale. Chi
vorrà contribuire all'opera di solidarietà, potrà farlo stasera alle 21
partecipando all'iniziativa benefi-
ca Karibuni in Congo, in piazza
Pascolini a San Costanzo. Karibuni significa benvenuti e saranno
tre sacerdoti, don Bengiamin,
don Cristofer e don Romain, a fare gli onori di casa illustrando la
situazione nel Paese dell'Africa
centrale e a parlare dell'ospedale
a Ibambi. Organizzano l'associazione Urukundo Onlus e Centro
missionario della Diocesi fanese.
Patrocinio del Comune. La serata
sarà animata dai ragazzi rientrati
dal Campo missionario diocesano. Proprio di recente una delegazione fanese dell'associazione
L'Africa Chiama è rientrata a Fano dopo una permanenza di due
settimane tra Kenya e Zambia,
dove ha ricevuto la visita di Jill Biden, la moglie del vice presidente
Usa, Joe Biden.
-MSGR - 14 PESARO - 48 - 22/07/14-N:
48
Martedì 22 Luglio 2014
www.ilmessaggero.it
Giorno & Notte Estate
A Palazzo Ricci
i versi di Baldini,
alla San Giovanni
«Il gusto dei libri»
Tanta animazione
per i bambini
L’estate
pesarese
Tornano a brillare
le stelle del Fano Jazz
FESTIVAL
Un martedì
di poesia
giochi
e shopping
Sopra il direttore artistico
del Macerata Opera Festival
Francesco Micheli,
a destra il regista
Francesco Ripa di Meana,
sotto l’allestimento
di Tosca allo Sferisterio
Il direttore artistico Macerata Opera Festival, Francesco Micheli
commenta la contestazione alla Tosca di Franco Ripa di Meana
«Lo Sferisterio fischiò
anche Ken Russell»
LA PRIMA DEI VELENI
I
l direttore artistico del Mof (Macerata Opera Festival), Francesco Micheli, quest'anno anche
regista dell'entusiasmante Aida
laptop, difende la Tosca firmata
da Franco Ripa di Meana che alla
prima di sabato notte è stata fischiata e buata da una parte del
pubblico.
Dica la verità, a lei Tosca è piaciuta?
«Moltissimo. E' uno spettacolo in
cui credo. Non volevo la Tosca che
si fa di solito. E penso che Franco
(Ripa di Meana, ndr) abbia portato nuove idee, idee giovani. Tosca
personaggio immortale che omaggia Roma. Lo spirito di Tosca che
non muore e viaggia nel tempo. E
«UNA REGIA INNOVATIVA
FORSE NON GRADITA
AI TRADIZIONALISTI
CHE VOLEVANO
IL SOLITO COLTELLACCIO
E IL SALTELLO NEL VUOTO»
un omaggio a Ken Russel che fu fischiato anche lui nella Bohème
del 1894. Franco è un virtuoso nell'
uso dello spazio. Ammirevole il
suo lavoro sul cast. Forse una parte del pubblico si aspettava un'
opera più tradizionale. Ma non
sempre si deve mostrare quello
che c'è nel libretto. Forse c'era chi
si aspettava che il barone Scarpia
fosse ucciso con il solito coltellaccio e non con la pistola. Che Tosca
facesse il solito saltello nel vuoto e
non rimanesse in piedi»
Cosa si sente di dire a chi ha fischiamo e buato?
«Mi dispiace se questa espressione di dissenso ha provocato malessere. Uno va a teatro per stare bene. Mi piacerebbe che non fosse
l'effetto del pregiudizio. Il dissenso non mi ferisce. Ogni spettacolo
può essere condiviso o non condiviso. Ho apprezzato moltissimo
che il pubblico durante la recita
abbia sempre applaudito i cantanti».
Cambierebbe qualcosa?
«Non cambierei nulla. Solo cose
tecniche irrilevanti. Forse non si è
creato dialogo tra pubblico e palcoscenico».
A noi l'interpretazione delle due
donne alla guida dell'Orchestra
Filarmonica Marchigiana è apparsa fredda e poco passionale.
E' d'accordo?
«No. Non sono d'accordo. Il lavoro
di Julia Jones (in Aida, ndr) è stato
strepitoso. Una lettura concentrata e tesa che ha fatto evitare la retorica ai cantanti. Non ho mai visto suonare l'orchestra così compattamente come con Eun Sun
Kim (in Tosca, ndr) senza mai soverchiare i cantanti. Forse in noi
c'è una percezione più legata alla
cantabilità. E' vero che in questi
casi c'è stata un lettura più sinfonica».
Terzo titolo la Traviata degli
specchi di Svoboda sabato prossimo: che sorpresa ci dobbiamo
aspettare?
«Speranza Scappucci, terza donna
a dirigere l'orchestra, è al debutto
in Italia. Sono certo che da Macerata inizierà una grande carriera».
L'Aida di Micheli è stata un
trionfo: quanti complimenti ha
ricevuto?
«Moltissimi e inaspettati. Penso
che il successo sia dovuto all'
osmosi tra noi e il pubblico».
Franco De Marco
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PESARO Tanti appuntamenti oggi in città. Alle
21.15 nel cortile di
Palazzo Ricci «L’Angolo
della poesia» è dedicato
al poeta romagnolo
Raffaello Baldini. Alle
21 in biblioteca «Il gusto
dei libri». Alle 21 in
piazzale Europa a Baia
Flaminia c’è «Baby
BaiaZ» per i bambini e
alle 17.30, ai giardini di
viale Zara, il
Minivillage sempre per
i più piccolo. Dalle 18 in
piazza del Popolo c’è
anche il mercatino «La
piazza delle
meraviglie».
Il medioevo
francese
al festival
di musica antica
URBINO Sarà un viaggio
nel passato medievale
di Francia e Italia quello
che sarà presentato nel
doppio concerto di oggi
(alle 19 e replica alle
21.30) all'Oratorio di
San Giuseppe dove il
rinomato Ensemble La
Reverdie, fondato dalle
sorelle Caffagni e De
Mircovich,
specializzato
nell'esecuzione di
musica medioevale,
presenterà «Hortus
deliciarum»: florilegio
musicale in Francia e in
Italia tra Duecento e
Trecento.
L’appuntamento
rientra nel Festival di
musica antica, il prezzo
dei biglietti varia da 8 a
15 euro, info:
www.fima-online.org,
tel. 0722/328877.
FANO Dopo l'apprezzata ed affollata anteprima con il duo Paolo Fresu e Danile di Bonaventura, «Fano Jazz by the Sea» comincia a
scaldare i motori con la partenza
ufficiale della 22esima edizione in
programma da sabato. Cinque i
concerti in cartellone alla Corte
Malatestiana, principale sede del
festival, uno al Pala J del Porto di
Fano e un altro alla Golena del
Furlo. Ed è proprio a Marina dei
Cesari che si comincia sabato sera
(ore 21,15), con il quintetto della
cantante israeliana Irit Dekel, nelle cui corde il jazz si incontra con
il folk e il pop. Una serata particolare e poi domenica 27 trasferta ad
Acqualagna per il consueto evento gratuito. Nel suggestivo scenario naturale della Golena del Furlo
sarà di scena la spettacolare band
del trombonista Fred Wesley, uomo di punta della musica funk e
già assiduo partner di James
Brown. La sera successiva alla
Corte Malatestiana l'interessante
progetto «Silence» che schiera un
fuoriclasse del panorama jazz nazionale: il pianista Danilo Rea in
trio con il violoncellista Paolo Damiani e lo specialista in alchimie
elettroniche Martux_m. Doppio
attesissimo appuntamento (sono
già stati venduti molti biglietti)
martedì 29, con in apertura di serata i Log 2, apprezzata tribute
band e di seguito gli Oblivion Express formazione che accompagna storicamente un'autentica leggenda dell'organo Hammond:
Brian Auger. Il celebre musicista
inglese avrà al suo fianco, fra gli altri, il cantante Alex Ligertwood,
ex collaboratore di Carlos Santana
e di altre rock star. L'organista inglese, un mito anche in Italia per i
suoi leggendari tour negli anni
Settanta prima con i Trinity e Julie
Driscoll e poi con gli Oblivion Express, è entusiasta di questo particolare appuntamento fanese. In-
contrare l'unica tribute band a lui
dedicata (i già citati pesaresi Log 2
che apriranno il concerto), sarà
un evento nell'evento.
«Non lo sapevo e mai avrei mai
immaginato - ci ha detto l'organista londinese - di avere addirittura
una tribute band che esegue le
mie musiche. Per di più in Italia,
un paese che amo». Ed aggiunge
con ironia: «Ma allora sto diventando davvero famoso...».
E comunque Auger, gli Oblivion e Alex Ligertwood incontreranno i Log 2 in una finale che sarà tutto da registrare. Al re dell'
Hammond abbiamo anche chiesto che cosa intenderà fare insieme al gruppo pesarese alla fine del
concerto sul palco della Corte Malatestiana. «Se ci sarà tempo - ci ha
risposto Auger - spero potremo
suonare insieme un pezzo di Eddie Harris che si intitola "Listen
Here"».
Dopo la parentesi acid jazz, il
programma prevede un gradito ritorno a Fano Jazz By The Sea. Il 30
luglio è infatti in cartellone l'esibizione del bassista Richard Bona,
artefice di una coinvolgente fusione fra jazz e Africa. E anche quest'
anno, dopo due nomi di peso come Fresu e Rea non poteva mancare uno degli aficionados del festival fanese: Fabrizio Boss. Il trombettista torinese, annoverabile ormai tra i beniamini del festival, si
esibirà domenica 3 agosto in coppia con il pianista Julian Mazzariello, ponendo il sigillo finale a
Fano Jazz By The Sea 2014.
Claudio Salvi
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IL VIA VENERDÌ
CON L’ISRAELIANA
IRIT DEKEL
GRANDE ATTESA
PER IL FUORICLASSE
BRIAN AUGER
Brian Auger. A sinistra l’Ensemble «La Reverdie»
Formidabili quegli anni, quando c’erano i Giganti
CONCERTO
ANCONA Il mito degli anni '60 rivive
per una notte con I Giganti. La
band simbolo della beat generation italiana si esibirà domani sera
al ristorante «Il Passetto» di Ancona, in occasione dell'appuntamento «Formidabili quegli anni». Il format prevede la cena su prenotazione alle 20,30 e concerto alle 22 (info e prenotazioni: 347/4273760).
Ma alla base c'è l'intento di omaggiare un periodo in cui la musica e
la controcultura giovanile hanno
rivoluzionato i costumi del nostro
Paese. «Mettete dei fiori nei vostri
cannoni». Oppure «Viva, viva
l'amor, è per l'amore che si canta».
O ancora il refrain che tutti conoscono: «Mai le dirò, che muoio per
lei». Sono solo alcuni dei grandi
successi che la band di Enrico Ma-
ria Papes, per intenderci quello
col vocione che concludeva il «Tema», ha consegnato alla storia.
Brani che, nonostante la polvere
del tempo, resistono spavaldamente. «Perché la musica aveva un valore sociale e culturale - spiega Papes - e per questo assumeva un significato profondo. Oggi di che vogliamo parlare? Dei talent che vanno a pesca di nuovi artisti? Di selezioni fatte davanti alle telecamere
con mamma e papà in ansia più
DOMANI SERA
LA BAND AD ANCONA
PAPES: «MA NON É
SEMPLICEMENTE
UN’OPERAZIONE
NOSTALGIA»
Tornano i Giganti
dei figli? E' cambiato tutto».
Messa così, però, può sembrare
solo pura nostalgia. E invece?
«Non posso negare che una componente nostalgica c'è. Quel periodo è stato formidabile. C'erano i
grandi sogni da voler realizzare.
C'erano messaggi, a volte anche assurdi, da voler diffondere. Ma su
tutti c'era un gran coinvolgimento
generale e un interesse per tutto
ciò che fosse vita. Quindi la nostalgia c'è. Però è anche vero che si deve sempre guardare avanti. E dagli
anni '60 abbiamo imparato molte
cose».
Che cosa?
«Che bisogna lottare per ottenere
dei risultati. E che bisogna credere
in se stessi, nelle proprie capacità e
nei propri sogni».
Nessun rimpianto?
«Tanti. In primis quello di non essere riusciti, parlo in generale del-
la mia generazione, a portare avanti certi ideali fino alla fine. Purtroppo, crescendo, perdiamo tutti la
verve che ci caratterizzava a vent'
anni. E forse quel mondo diverso
che volevamo per i nostri figli, non
siamo riusciti a costruirlo».
Cosa ricorda, invece, dell'epoca
del Cantagiro?
«Un gran bel divertimento. Emozioni forti e un'energia contagiosa.
Noi siamo di Milano, e quindi all'
epoca ci vedevamo spesso con I Camaleonti, nostri concittadini, e
con i New Dada. Poi le tournèe con
tutte le band della scena beat italiana. Equipe84, Dik Dik, eccetera. Ricordo che la musica era importante non solo per noi. Ma anche per
tutti gli italiani, che compravano
quintali di dischi. Un'altra epoca,
veramente».
Andrea Maccarone
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-MSGR - 14 PESARO - 49 - 22/07/14-N:
49
Martedì 22 Luglio 2014
www.ilmessaggero.it
Giorno & Notte Estate
Il regista Massimo Cappelli
sul set mentre dirige Belen
e sopra con Fabio Troiano
A sinistra Belen Rodriguez
alla sua terza prova sul set,
quella della «svolta»
Questa sera
a San Benedetto
zona foce Tesino
osservazione
delle stelle e film
«Contact»
Telescopio
in Riviera
La Villoresi
è Medea
al teatro antico
di Urbisaglia
“Non c’è due senza te” è il titolo. I ciak in Piemonte. Nel cast Troiano e Abbrescia
«Perfetta nel rovinare un rapporto tra gay. Sarà la svolta della sua carriera»
Il regista ascolano Cappelli
dirige Belen: «È un talento»
IL FILM
D
i Fabio Troiano e Dino Abbrescia si sapeva già. A loro spetterà il compito di interpretare la coppia di
omosessuali la cui unione verrà messa in discussione da un'
avvenente sudamericana. E
proprio qui entra in scena la novità che non t'aspetti. Anche se
il regista ascolano Massimo
Cappelli l'aveva anticipato:
«Per il mio nuovo film Non c'è
due senza te abbiamo in ballo
un grande nome a sorpresa del
mondo dello spettacolo». Un
grande nome che risponde a
quello altisonante di Belen Rodriguez. Sarà lei, infatti, la star
femminile del film le cui riprese si stanno svolgendo in Piemonte, tra Alba e Torino. Al
soldo del regista ascolano anche la più rodata Tosca d'Aquino. «Finiremo di girare il 5 agosto, mentre per l'uscita ancora
non c'è nulla di certo, l'indecisione è tra il periodo pre (novembre) e quello post natalizio
di gennaio» spiega Cappelli,
che ha scritto la sceneggiatura
di Non c'è due senza te, sua se-
conda prova dopo Il giorno +
bello (2006), proprio insieme a
Troiano. «Si tratta di una commedia dai toni leggeri che vuole far ridere ed allo stesso tempo riflettere su un tema molto
dibattuto come quello relativo
ai diritti delle coppie omosessuali -continua- I toni sono
quelli di una storia romantica,
sta venendo fuori il ritratto di
una love story molto forte, la
nostra ambizione resta quella
di emulare la mitica commedia
all'italiana». E già si preannunciano risate a non finire, visti i
trascorsi del duo Troiano-Abbrescia, già insieme con fortunati esiti nel debutto di Checco
Zalone Cado dalle nubi, dove
interpretavano proprio due innamorati omosessuali. La pellicola è prodotta dalla Lime Film
e verrà distribuita dalla M2 Pictures di Marco Dell'Utri. Ma,
inutile nasconderlo, gli occhi,
inevitabilmente, sono tutti puntati su Belen, alla sua terza prova di celluloide dopo il cinepanettone Natale in Sudafrica e Se
sei così, ti dico sì del 2010. «Il
personaggio era stato in origine scritto per una donna latina,
abbiamo visionato diverse attri-
L’altra Italia
Il teologo Mancuso
in piazza del Popolo
ASCOLI Stasera al festival L'altra
Italia tocca a Vito Mancuso. Il
teologo lombardo sarà
protagonista di un interessante
"a tu per tu" sul palco di piazza
del Popolo alle 21,30. In
precedenza, nel pomeriggio,
alle 17 spazio al laboratorio
d'arte per bambini alla galleria
Licini, ed alle 18 la visita guidata
a Palazzo Odoardi con gli
itinerari sono di Soyoun Yang
(violino) ed Erika Jade Grelli
(pianoforte). Al festival non
mancherà la postazione oasi di
bibliodiversità curata dalla
libreria Rinascita che per
attiverà l'innovativo Ebook.
ci ma lei ha offerto una prova
strepitosa -racconta CappelliDevo ammettere che Belen è
stata una vera sorpresa, ci ha
sbalordito tutti per la naturalezza nella recitazione, sul set
ha tenuto testa a professionisti
ben più navigati: credo che questo sarà il film che ne segnerà
una nuova carriera al cinema,
lei se ne è resa conto ed ha partecipato con dedizione rara ed
attaccamento alla causa». Attaccamento alla causa sfociato
anche in un brano scritto da
Francesco Zampaglione (fratello del leader dei Tiromancino Federico) che andrà sui titoli di coda cantato proprio dalla
showgirl argentina. «Presenteremo il film nelle maggiori città italiane -conclude CappelliOvviamente farò il possibile
per essere anche ad Ascoli con
tutto il cast, sarebbe molto bello». Cappelli, in carriera, ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti come autore di cortometraggi, tra cui vanno ricordati 41 (con Ugo Dighero), Natural Born Bullies, Tutto brilla e
Toilette.
Luca Capponi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La poetica visiva di Majewsky
IL FESTIVAL BIZZARRI
SAN BENEDETTO Il regista polacco
Lech Majewsky in Riviera per dare lezioni di poetica visiva e per
parlare delle sue esperienze che
spaziano dal cinema, alla videoarte fino alla poesia. L'autore che
presiede la giuria del 21 esimo Premio Libero Bizzarri terrà tre
workshop all' Auditorium comunale, aperti a tutti, a cui parteciperanno i giovani filmaker che partecipano al raduno “CinemadaMare” . Ieri è stato accolto dagli organizzatori del premio, dal giornalista Franco Rina, direttore del Festival internazionale CinemadaMare e dall'assessore alla Cultura,
Margherita Sorge. Di lui si parla
molto, in questo momento, per il
suo film sulla Divina Commedia
«Onirica-Field of dogs», rivisitata
in chiave moderna, che è stato proiettato nella serata inaugurale del
Bizzarri. «La poetica visiva – ha
detto Majewsky- non è più presente nel cinema, né tanto meno nella
televisione. Anni fa c'era, oggi non
c'è più la metafora nel cinema». Il
regista che vive negli Stati Uniti,
definito artista totale perchè usa
tutte le tecniche ed i linguaggi moderni, si tratterrà tutta la settimana a San Benedetto anche per girare un filmato sulla significativa
esperienza di Cinemadamare che
per il secondo anno consecutivo fa
tappa in città con la sua carovana
di oltre 100 cineoperatori di ben
56 nazionalità . «Il Festival racchiude lo spirito gitano- ha sottolineato il direttore Franco Rina- perché per fare cinema bisogna girare, non stare attaccati su una se-
dia. Esprime bellezza perchè i ragazzi lasciano traccia di cinema
quando se ne vanno dal posto».
Quindi nel presentare le Marche a
Majewski, ha aggiunto «è lo scrigno della cultura italiana». Cinema, arte ed anche musica. Stasera,
ore 21,30, in Palazzina Azzurra ( in
caso di pioggia la Teatro Concordia) si terrà la premiazione del
Concorso internazionale “Pioweb
Clip Contest” riservato ai video
clip di musica rock, declinata in
ogni suo genere. Premio che vuole
ricordare Giacomo ”Pio Web” Antonini che ha curato e promosso
svariate attività artistiche per i giovani. Le band e gli artisti vincitori
eseguiranno la vivo la canzone del
video mentre sullo schermo saranno proiettate le immagini.
Tiziana Capocasa
Il regista Lech Majewsky
© RIPRODUZIONE RISERVATA
URBISAGLIA Oggi all’Anfiteatro Romano di
Urbisaglia con Medea.
Una storia da Euripide
torna l’appuntamento
con il TAU/Teatri
Antichi Uniti.
L’affascinante Pamela
Villoresi - diretta dalla
regia di Maurizio
Panici - fa rivere nella
splendida cornice di
questo sito
archeologico Medea,
restituendone,
distaccandosi
dall’interpretazione
stereotipata del
matricidio, la dolorosa
discesa agli inferi di un
personaggio ricco di
sfumature .
«Il mistero
del cavaliere»
di Del Boca
da Federico
SAN BENEDETTO Oggi alle
ore 21,30 presso lo
Chalet Da Federico,
Lorenzo del Boca
presenterà il libro«Il
mistero del Cavaliere».
Conversa con l'Autore
Antonio Gaspari,
direttore di Zenit.
Evento organizzato dal
Club Incorreggibili
ottimisti in
collaborazione con la
Libreria La Bibliofila.
Lorenzo Del Boca,
giornalista e saggista,
già presidente
dell’Ordine nazionale
dei Giornalisti, è
vicepresidente della
Fondazione del Salone
del Libro di Torino.
Shakespeare
in spiaggia
a P.S.Giorgio
fino al tramonto
P.S.GIORGIO Dopo le albe
musicali, in spiaggia
arriva addirittura
Shakespeare. Due gli
appuntamenti in
programma allo chalet
16bis. Si parte oggi alle
19.30 con lo spettacolo
«La furia d'amore:
Romeo and Juliet»,
mentre l'11 agosto, alle
5.30 del mattino, andrà
in scena «Il terrore e il
potere: Macbeth».
L'iniziativa
Shakespeare dal
tramonto all'alba
prevede infatti due
lezioni- spettacolo in
un luogo inconsueto.
Sul palco gli attori
delle scuole Proscenio
e Locos. I commenti
critici di Cesare Catà.
Ruggeri
«Le Marche
sono il mare
d’inverno»
LUNARIA
RECANATI «Nel 1990 fui il primo a
cantare a Musicultura, che all'
epoca era il Premio città di Recanati, quella con il festival è una
storia lunga, e con Lunaria sarà
un'altra bella esperienza». Enrico Ruggeri è squillante, ottimista, positivo come sempre. Ospite del secondo appuntamento di
Lunaria, stasera in piazza Giacomo Leopardi di Recanati alle 21,
in compagnia di Ale&Franz con
lo spettacolo Un tedesco, un francese e un italiano, cercherà di
raccontare una pessima barzelletta per due ore, ovviamente senza riuscirci. «In effetti è quello
che accadrà - prosegue Ruggeri perché tutto lo spettacolo è nato
intorno a questo tentativo di raccontare una delle migliaia di barzellette che iniziano con un tedesco, un francese, un italiano, che
notoriamente sono orrende. A
questo punto ci saranno interruzioni da parte di Ale&Franz, che
tenteranno di impedirmi di raccontare quella bruttura, mentre
io cercherò di riportare l'attenzione sulla barzelletta, il tutto tra
gag e canzoni»
Come è nata l'idea dello spettacolo?
«Chiamai Ale&Franz per due
miei video musicali, l'ultimo dei
due è quello di In un paese normale, allora trascorremmo qualche giorno insieme e tra una birra e una mangiata abbiamo cazzeggiato talmente tanto che è nata l'idea dello spettacolo, è venuta fuori la traccia, la trama, lo sviluppo, praticamente tutto»
Otto mesi dopo l'uscita del suo
album Frankenstein ha pubblicato Frankenstein 2.0, riarrangiando i brani. Perché?
«E' il sogno di ogni artista poter
rimettere le mani su di un disco
appena finito, perché nel frattempo vedi e ascolti cose che ti danno
degli spunti su come avresti potuto fare alcune canzoni, allora ho
deciso, dopo 31 album, di concedermi questo regalo».
La scrittura è un'esigenza, questa esigenza come diventa canzone o romanzo?
«In genere la canzone è un lampo, quando decidi di raccontare
qualcosa sotto forma di canzone,
in un pomeriggio la scrivi, poi decidi se tenerla o buttarla via,
mentre per i racconti o i romanzi
è diverso, quell'esigenza ti spinge
a ragionare, a costruire un intreccio, a limare, modificare, aggiustare. E' un lavoro lento. Due cose
diverse e affascinanti».
Le Marche? Dopotutto Mare
d'inverno è un po' marchigiana.
«Mare d'inverno è tutta marchigiana. Le Marche sono il mio ripostiglio segreto, i ricordi struggenti dei miei anni di adolescenza sono legati a Marotta, Torrette
di Fano e Senigallia. Le Marche
sono in un qualche modo la mia
regione"
Simone Palucci
© RIPRODUZIONE RISERVATAc
Enrico Ruggeri a Lunaria
16
REGIONE NEL MIRINO
MARTEDÌ
22 LUGLIO 2014
IL GIORNO
il Resto del Carlino
LA NAZIONE
MARCHE, INCHIESTE E BILANCI IN ROSSO
Indagati anche diciassette
imprenditori e professionisti
Avrebbero ottenuto favori per le centrali
da realizzare dai funzionari regionali
in cambio di mazzette, lavori,
partecipazioni in società
«Biogas, niente favori o sanatoria
E chi ha sbagliato deve pagare»
L’assessore Malaspina: «Gli indagati sono stati trasferiti d’ufficio»
GIA’ esploso nel marzo 2013, quando la
Procura inviò Finanza e Forestale a
perquisire impianti e uffici regionali, il caso
biogas rischia di travolgere la linea adottata
dalla Regione Marche per autorizzare
impianti a biogas e biomasse di potenza
inferiore a un Megawatt. Secondo la
Procura il dirigente Luciano Calvarese e i
funzionari Sandro Cossignani e Mauro
Moretti avrebbero concesso autorizzazioni
facili agli imprenditori della green economy
(l’inchiesta è stata ribattezzata ‘Green
Profit’), d’accordo con altre 17 persone tra
imprenditori e professionisti, in cambio di
mazzette, lavori, partecipazioni in società.
Oltre alla bufera giudiziaria, è scoppiata una
bagarre politica e oggi l’assessore Maura
Malaspina risponde al consigliere regionale
Alessandra Pascucci
· ANCONA
Assessore Maura Malaspina,
era possibile evitare questa
bufera sul biogas?
«No, perché tutto rientra in un quadro normativo pieno di contraddizioni. La legge regionale che disciplina
l’autorizzazione degli impianti è del
2012 ed è stata redatta in attuazione
della legge dello Stato, che è competente esclusiva in tema ambientale».
Il presidente Spacca puntava
su questo tipo di energia: questa inchiesta rappresenta uno
stop?
«Le politiche energetiche vengono
dal Pear. Le Marche sono al di
sotto di altre regioni per
potenza energetica installata con biogas e
biomasse ed entro il
2020 occorre arrivare al 15,4% di copertura. Invece siamo
fermi al 6,7%, lontani dagli obiettivi
imposti dall’Ue».
Non
crede
che il Pear abbia fallito?
«No, ma va rivisitato. Abbiamo
già avviato un aggiornamento,
un percorso che
Francesco Massi, che aveva esortato la
Regione a costituirsi parte civile. «Ricordo –
dice l’assessore, che parla per la prima volta
della vicenda – che la Regione si è costituita
parte civile nel procedimento sin dal suo
inizio per tutelare le proprie prerogative
istituzionali in ogni fase del
giudizio. Confidiamo che la magistratura
farà al più presto chiarezza».
potrebbe essere chiuso entro l’anno,
anche se richiede particolare studio.
Va colmato il deficit energetico regionale che influisce sul costo finale
dell’energia penalizzando il nostro
tessuto economico che, invece, ha bisogno invece di uscire dalla crisi».
Le obiezioni a questi impianti
sollevate dai territori attraverso comitati e sindaci, non
avrebbero dovuto suggerire
“
RIVEDERE
IL PIANO
Il Piano energetico
regionale non ha fallito,
ma è necessario
prevedere una revisione
di agire diversamente?
«Nelle Marche sono state sollevate
obiezioni per impianti al di sotto di 1
Mw, ma in altre Regioni italiane vengono autorizzati impianti fino a 50
Mw: si creano situazioni completamente diverse anche in territori confinanti; quella delle Marche è un’anomalia».
Stando alla Procura le persone che lavoravano al suo fianco avevano costituito una cricca del malaffare: cosa ne pensa?
«Non lavoravano al mio fianco. Quando sono arrivata, a indagine iniziata,
erano state trasferite in altri uffici. Se,
e sottolineo se, qualcuno risultasse
colpevole delle gravi accuse che sono
state mosse, è giusto che paghi».
Le sembra sia stato opportuno
prevedere una Valutazione di
impatto ambientale postuma,
avviata dopo che il Tar aveva
bocciato i procedimenti autorizzativi? Non crede che in questo modo la Regione abbia dato l’impressione di voler a tutti
i costi tutelare certi interessi?
«No, il procedimento avviato dalla
Regione non è stato una sanatoria, definizione che respingo in toto. Si è
trattato di rimandare gli atti alle Province per la Via, il cui esito non era
scontato. Nelle Marche siamo al paradosso che ci chiediamo se occorra la
Via anche per l’allaccio di un’utenza
alla rete elettrica».
Cosa ne sarà di questi impianti?
«Ci auguriamo che il decreto Renzi
venga convertito in legge. Il caso che
è sorto nelle Marche sarebbe potuto
scoppiare ovunque. Lo Stato ha creato queste contraddizioni e dovrà risolverle. Sembra strano che nelle Marche si siano creati comitati di protesta, mentre in altre realtà nessuno abbia detto nulla. Forse nelle altre regioni non erano interessati, oppure si sono resi conto che questi impianti non
sono nocivi».
LA VICENDA
L’indagine
Secondo la Procura il
dirigente Luciano
Calvarese e i funzionari
Sandro Cossignani e
Mauro Moretti avrebbero
concesso autorizzazioni
facili agli imprenditori
della green economy
Parte civile
«La Regione si è costituita
parte civile nel
procedimento sin dal suo
inizio per tutelare le
proprie prerogative
istituzionali. Confidiamo
che la magistratura farà al
più presto chiarezza»
I NUMERI
6,7%
ENERGIA PRODOTTA
«Entro il 2020 dobbiamo
arruivare al 15,4%.
Siamo in netto ritardo
con l’Europa»
3
FUNZIONARI INDAGATI
«Partiamo dalla
presunzione di innocenza,
ma se fossero colpevoli
devono pagare»
GIUDIZIO TRA LUCI E OMBRE DELLA CORTE DEI CONTI
Bacchettate per le società partecipate
Bocciate anche le indennità degli staff
· ANCONA
IN UN «QUADRO oggettivo buono», tra i migliori in Italia nei settori di sanità e bilancio, restano
criticità legate al pagamento di indennità extracontrattuali al personale e alla gestione delle società
partecipate. E’ quanto emerso ieri
dal giudizio di parificazione del
rendiconto generale della Regione Marche per l’esercizio finanziario 2013, discusso in udienza alla
Corte dei Conti. Il giudizio, deliberato dalla Sezione controllo presieduta da Andrea Liberati, si è
concluso positivamente dopo il
parere favorevole del procuratore
regionale Maurizio Mirabella. La
LE CRITICITA’
I bilanci di Aerdorica e Svim
da molti anni in rosso
nel mirino dei magistrati
parificazione permetterà al Consiglio regionale di approvare il rendiconto. Le relazioni dei magistrati contabili hanno messo in luce una gestione oculata, un indebitamento sotto la media che avrebbe meritato un rating ‘A+’, patrimonio positivo (+185 milioni di
euro), patto di stabilità interno rispettato e spese sanitarie (76,5%
degli impegni) sotto controllo. Il
risultato formale d’esercizio è stato positivo per 1.180,6 milioni di
euro ma, ha rilevato la Corte, i mutui autorizzati e non contratti
compresi nel saldo (1.574,4 milioni) serviranno a far fronte a
1.705,6 milioni di spese già maturate, portando a un saldo finale
‘sostanzialmente’ negativo per
131,2 milioni. L’assessore regionale al Bilancio Pietro Marcolini
ha riferito anche che, proprio per
la virtuosità della sanità marchigiana, il piano di riparto nazionale ha previsto di assegnare alle
Marche 37 milioni di euro. Altri
12 milioni di euro torneranno disponibili da risparmi di bilancio.
Non mancano però spazi d’ombra. Le ‘bacchettate’ di Sezione e
Procura hanno riguardato in particolare le partecipate: Svim, in
rosso per 5 esercizi consecutivi, e
Aerdorica che per il 2013 perde
12milioni di euro. Tra i rilievi, anche il fatto che, fermo restando il
rispetto dei parametri di spesa, siano state assegnate risorse (indennità), con legge regionale, al personale degli uffici di staff degli organi politici (Assemblea legislativa
e Giunta) senza che ciò fosse previsto dal Ccnl. Un appunto è arrivato anche sulla difficoltà del ‘tesoriere’ regionale Banca Marche,
amministrazione straordinaria.
13
MARTEDÌ 22 LUGLIO 2014
ALLA MEMO DOMANI IL LIBRO E L’ILLUSTRATORE
SI PRESENTA alla Mediateca Montanari domani alle 21.30 il libro
«La Horla» illustrato dal disegnatore Luca Caimmi di cui si
inaugura anche la mostra omonima. Nel cortile esterno della
Me.Mo. approfittando del buio per ricreare l’atmosfera di
inquietudine e terrore che scaturisce dal racconto di Guy de
Maupassant dal titolo «La Horla» appunto, l’illustratore fanese
Luca Caimmi racconterà come è nata l’idea e quale è stato il
progetto di disegnare il libro dall’autore francese
COMUNE
Si comincia
a parlare
del bilancio
di previsione
MATTINA DI LAVORO
Vigili del fuoco in azione
soprattutto per rimuovere
alberi e rami spezzati; al solito
allagato il sottopasso del Lido
Tromba d’aria seguita da grandine
Volano ombrelloni, auto ammaccate
Sottopassi allagati e traffico in tilt per la caduta di alberi e rami
DANNI a josa, e anche di una certa entità, a Fano per il passaggio
intorno a mezzogiorno di una
tromba d’aria accompagnata da
grandine che si è abbattuta in buona parte della città.
Proprio il forte vento, con i suoi
mulinelli che hanno alzato anche
nuvole di polvere e condensa, è
stato il fattore che ha causato i
danni più ingenti. La circolazione stradale è stata interrotta in diversi punti a causa dei rami degli
alberi che si sono improvvisamente spezzati cadendo sulla sede stradale e impedendo di fatto il transito alla circolazione. Segnalazioni
sono pervenute dal quartiere Paleotta, da via Fanella, dalla zona del
Lido ( con i soliti allagamernti
dei sottopassi), e da altri quartieri
periferici. In qualche caso il ramo
è caduto su auto parcheggiate provocando inevitabili ammaccamenti e quindi danni per i pro-
prietari.
I VIGILI del fuco di Fano sommersi da chiamate hanno avuto il
loro bel da fare per intervenire
nei punti più critici della città. Situazione di allarme anche al porto, dove tutte le imbarcazioni, sia
della pesca che quelle da diporto
hanno rinforzato gli ormeggi. La
Guardia Costiera di Fano aveva
provveduto ad emanare un avviso
di allerta meteo e di burrasca in
mare, per cui lunedì mattina nessun motopeschereccio ha preso il
largo.
Fermi anche i barchetti della piccola pesca. Un Pershing che aveva intenzione di uscire da Marina
dei Cesari è rientrato senza neppure giungere all’imboccatura del
porto. Diverse attrezzature balneari, specie tendoni e ombrelloni volati per aria per le forti raffiche di vento sono stati danneggia-
ti, come pure alcune attrezzature
di servizio al porto. L’allerta si
prevede anche per la giornata di
oggi.
Al vento, ieri, si è aggiunta poi
una violenta grandinata con acini
grossi più di quelli dell’uva che
SOCCORSO
Automobilisti aiutano
un anziano rimasto
‘intrappolato’ in una buca
ha colpito persone e cose. Non sono mancati neppure gesti di umana solidarietà. In via Fanella una
carrozzella di un anziano è finita
in una buca della strada profonda
tale da non riuscire ad essere liberata, così un paio di automobilisti, sotto la grandine, sono scesi
per aiutare la badante a rimettere
in equilibrio la carrozzina e consentirle di portare l’anziano al riparo. I vigili urbani sono intervenuti al sottopasso del Lido che si
è allagato non tanto per la pioggia
quanto per l’acqua che è riemersa
dalle fognature, problemi anche
per il Sottopasso delle Rane, che
però ora è di competenza del comune di Mondolfo. Adesso occorrerà capire bene ed accertare i danni provocati dalla grandine sia nelle culture di stagione sia per quello che riguarda le auto parcheggiate in strada: diverse le persone
che hanno detto che dovranno far
ricorso ai carrozziere per rimettere in sesto la carrozzeria (sopratutto i tettucci) rimasti ammaccati
dai chicchi di grandine. Una sfuriata di maltempo che ha lasciato
il segno all’interno di una stagione che tarda ancora a decollare.
INIZIATO l’iter
amministrativo che porterà
la nuova Giunta Seri
all’approvazione del
bilancio di previsione 2014.
Il documento contabile,
infatti, sarà portato domani
all’esame della
commissione consiliare VI
per un esame preliminare
prima di approdare al
Consiglio che lo dovrà
approvare entro il 31
luglio. La Commissione VI
si occupa di cultura, sport,
turismo e attività
economiche ed è formata
da Barbara Brunori (lista
Noi Città), Sara
Cucchiarini e Francesco
Torriani (Pd), per la
maggioranza con
quest’ultimo che ne è il
presidente, e poi da Maria
Antonia Cucuzza (Forza
Italia) e Marta Ruggeri (5
Stelle) in rappresentanza
della minoranza. Si parlerà
di bilancio, ma soprattutto
di risorse visto che
nell’attuale situazione
finanziaria l’operatività
dell’Amministrazione è
fortemente condizionata
dal patto di stabilità. Tanto
che si è già messo in
previsione un
adeguamento delle tasse
comunali, con l’Imu che è
prevista all’1,6 per mille
rispetto allo 0,97
preventivato dalla giunta
Aguzzi e la nuova Tasi
fissata al 2,5 quando la
precedente
amministrazione l’aveva
definita all’1,9 per mille.
Con il beneplacito delle
associazioni di categoria,
che sono già state
incontrate proprio su
queste tematiche.
••
••
14 FANO
MARTEDÌ 22 LUGLIO 2014
A sinistra:
l’interno
della
pinacoteca;
a destra:
l’ingresso del
museo
civico,
pinacoteca
malatestiana
che sembra
chiuso: il
cancello
infatti serve
a tenere
distanti i
piccioni, ma
così si
allontanano
anche le
persone
Assessorato alla cultura, il sito fermo al 2012
Stagione turistica nel vivo, ma in Comune sono rimasti indietro di qualche anno
SIAMO nel cuore della stagione
turistica 2014, ma il sito dell’assessorato alla Cultura, alla voce Attività Culturali, è fermo al 2011 con
la «Bellezza Salverà il Mondo». Si
avanza di un anno, il 2012, cliccando la voce «Beni Monumentali», dove compaiono Rocca Malatestiana, Bastione Sangallo, ex
chiesa di San Francesco con gli
orari di apertura dei monumenti
riferiti al 2012, mentre sotto «contatti e servizi» il nome dell’assessore che si visualizza è ancora quello di Maria Antonia Cucuzza.
«Stiamo lavorando alle emergenze», assicura il nuovo assessore alla Cultura e al Turismo, Stefano
Marchegiani, che guarda avanti e
pone le basi della comunicazione
e della promozione turistica e culturale del prossimo anno, quando
non si potranno più addossare le
responsabilità a chi è venuto prima. «Stiamo collaborando con altre 42 municipalità delle vallate
del Cesano e del Metauro — fa sapere Marchegiani — ad unico sito del turismo in una logica consortile per dare una offerta complessiva che coinvolga tutto il territorio fino a Frontone». Lavora
su più fronti l’assessore Marchegiani che assicura di voler mettere mano al progetto della Pinacoteca Malatestiana e al suo ampliamento a palazzo De Cuppis i cui
MEMO DOMANI
Si spengono le luci
e si racconta il libro
SI PRESENTA alla
Mediateca Montanari
domani alle 21.30 il libro
«La Horla», illustrato dal
disegnatore Luca Caimmi
di cui si inaugura anche la
mostra omonima. Nel
cortile esterno si
spegneranno le luci e si
racconterà come è nata
l’idea.
spazi nel frattempo sono stati occupati da uffici comunali.
I DATI di affluenza al museo civico non sembrano entusiasmanti
(qualcuno parla di 360 visitatori
per il 2013) anche se Marchegiani
mette subito le mani avanti sottolineando che perfino Palazzo Ducale ha registrato un calo del 20%.
«Un museo tenuto nascosto», lamenta il conte Luciano Filippo
Bracci facendo riferimento al cancello apparentemente chiuso, per
impedire l’ingresso dei piccioni,
che disorienta i visitatori anche se
all’esterno è stato apposto il cartello «Museo aperto». «Un problema
annoso — fa presente Marchegia-
PARADOSSO
Poca gente al museo civico:
il cancello sembra chiuso
per tenere lontani i piccioni
ni — e non ci aiuta neppure la presenza del palco all’interno della
Corte».
«Ancor più grave è la chiusura —
denuncia Bracci — di San Pietro
in Valle». Anche in questo caso
c’è di mezzo un cancello: soluzione ipotizzata per tenere aperta la
chiesa al pubblico senza bisogno
di custodi. «Io e Guido Borgogelli
— fa notare Bracci — c’eravamo
IL CASO IL PROGETTO DI FRANCESCO MILESI E’ FINITO NEL CASSETTO
Il museo del teatro? Si sono perse le tracce
CHE FINE ha fatto il Museo del Teatro redatto dal professor Francesco Milesi? Dal 2011 si
attende che qualcuno lo tiri fuori dai cassetti
del Comune nei quali è stato riposto in attesa
di tempi migliori. Un progetto definitivo e attuabile, quello elaborato da Milesi, che si sarebbe dovuto realizzare al terzo piano di Palazzo
De Cuppis, e che dovrebbe raccontare la storia
del Teatro della Fortuna, da Torelli a Poletti,
fino alla sua chiusura. Un museo ricco di documenti cartacei e fotografie, con alcuni inediti,
che avrebbe potuto dare, secondo Milesi, «un
impulso nuovo a Fano». A frenare gli entusiasmi il costo del progetto (si parlava di circa 200
mila euro) ma anche la scarsa volontà politica
di investire su un progetto culturale che non ha
riscontri immediati. Vedremo se la giunta Seri,
che sembra voler dare un’impronta nuova alla
città, valorizzandone i beni culturali e le attività che ad essi si possono connettere, avrà voglia di «rispolverare» il progetto del Museo del
Teatro e verificarne la fattibilità.
offerti di predisporre il disegno
del cancello e trovare i finanziamenti per realizzarlo. Non si è fatto nulla. Poi vanno ultimi i restauri di San Pietro in Valle perchè se
i lavori non si completano si rovina anche quanto già fatto». Proprio San Pietro in Valle, secondo
il conte Bracci, dovrebbe essere
una delle tappe fondamentali dei
tre circuiti turistico-culturali della città di Fano: il circuito romano (mura, arco d’Augusto e teatro), il circuito militare (Rocca
Malatestiana e Bastione Sangallo), il circuito delle chiese (Santa
Maria Nuova, San Pietro in Valle
e Duomo). Crede nel museo diffuso l’assessore Marchegiani con
«itinerari codificati» ai quali sta lavorando, in questa fase della stagione estiva, con il contributo della Pro Loco. «Prima di tutto cerco
di recuperare i progetti lasciati a
metà — assicura Marchegiani —
per verificarne la fattibilità». E tra
questi c’è il progetto Cuppini per
il completamento del restauro della Rocca Malatestiana con la previsione dell’uscita di sicurezza indispensabile per il pieno utilizzo
del monumento. «Inoltre sto lavorando al distretto culturale evoluto — informa Marchegiani — di
cui Fano è capofila dei Comuni
della Flaminia. Se saremmo bravi
a progettare potremmo disporre
di 560 mila euro».
Anna Marchetti
FANO 15
MARTEDÌ 22 LUGLIO 2014
••
Passano i giorni ma di Evandro Serallegri nessuna traccia. L’imprenditore di Marotta è svanito nel nulla
CONTINUA ad essere avvolta
dal mistero la sparizione di Evandro Serallegri, titolare della Marotta Macchine srl, che non dà
più nessuna notizia di sé, né alla
famiglia, né ai propri collaboratori, dal 16 giugno scorso, quando è
partito per un viaggio di lavoro a
Bratislava.
L’elemento più concreto a disposizione dei carabinieri marottesi,
che svolgono le indagini, è l’inserimento del nominativo dell’uomo nella lista d’imbarco di un volo da Vienna (80 chilometri di distanza da Bratislava) a Roma del
18 giugno; aspetto che combacia
con i tabulati della Tim, secondo
i quali il telefonino di Serallegri,
proprio quel giorno, ha agganciato una cella nella capitale austriaca e poche ore dopo nella zona di
Fiumicino.
Dopodiché il buio, con lo smar-
tphone che è scomparso dalla
mappatura del gestore. La pista
italiana, dunque, è al momento la
più accreditata, ma gli inquirenti
aspettano un riscontro dalle autorità austriache per sapere se effettivamente l’imprenditore era su
quell’aereo.
Cresce, intanto, l’ansia della moglie e del figlio dello scomparso,
che si rivolgono spesso ai carabinieri nella speranza di avere qualche notizia positiva, che purtroppo non arriva.
s.fr.
Nasce un’alleanza tra Fano e Urbino
per salvare la ferrovia del Metauro
Giancarlo D’Anna in sintonia col sindaco della capitale del Montefeltro
GIANCARLO D’Anna si schiera con il sindaco di Urbino per il
ripristino della ferrovia Fano-Urbino. «Non ha senso — spiega il
consigliere regionale D’Anna —
privarsi di un’importante infrastruttura che può essere recuperata e che vanta un tracciato dall’importante valore patrimoniale, considerato il fatto che in passato il
costo e il tempo necessari agli
espropri dei terreni furono lunghi e costosi. Sarebbe folle svilire
non solo il trasporto pubblico, verso il quale le società moderne devono puntare, ma anche il valore
economico della linea stessa con
la costruzione di una pista ciclabile». D’Anna è disponibile a condividere con il sindaco Gambini
qualsiasi iniziativa mirata al raggiungimento
dell’importante
obiettivo di collegare l’entroterra,
partendo da Urbino, alla costa e alla linea adriatica con una linea
moderna, efficiente e funzionale.
I due potranno trovare un alleato
nell’Associazione Ferrovia Valle
Metauro che da anni si batte per
salvare la linea ferrata, così come
è stato fatto in altre regioni d’Italia. «Non c’ è solo la Merano-Malles a dimostrare il successo delle
ferrovie turistiche — dice il presidente Calo Bellagamba — adesso
anche in Sicilia è entrata in fun-
LA BATTAGLIA
Anche Giancarlo
D’Anna si schiera
per salvare la
Fano-Urbino. C’è
invece chi
vorrebbe ricavarci
una ciclabile
zione la ferrovia Agrigento- Porto
Empedocle, detta anche la ferrovia della Valle dei Templi, che riaperta ed utilizzata a fini turistici
ha riscontrato subito un immediato successo. Bisogna riconoscere alla Sicilia — dice ancora Bellagamba — una capacità creativa,
unita ad una notevole dose di praticità, purtroppo sconosciute nel
territorio delle Marche del nord.
Siamo testimoni di un fatto eclatante: una ferrovia «desertificata» dai flussi passeggeri risorge a
nuova vita grazie all’iniziativa di
una parlamentare del Pd che, coadiuvata da appassionati locali, ha
saputo coinvolgere istituzioni e le
Ferrovie nonché gli enti locali in
un’operazione virtuosa che si pone quale esempio da imitare in
tante località del Bel Paese».
LA AGRIGENTO-PORTO Empedocle, a binario unico attraversa la Sicilia più antica e si snoda
lungo i celebri monumenti di
GLI ESEMPI
Sono portate ad esempio
altre ferrovie, anche in Sicilia,
che stanno rinascendo
Akragas. Un po’ come potrebbe
essere attraversare la valle del Metauro fino a Urbino. «Si attende
nei prossimi mesi l’arrivo di centinaia di turisti, studenti, appassionati provenienti da tutto il mondo — dice ancora Carlo Bellagamba — per un viaggio in maniera
nuova utilizzando il treno, godendosi il panorama alla «ine-
briante» velocità di 30 km. E la
Fano Urbino? La nostra ferrovia metaurense, poiché ha un
bacino di utenza elevato, ha tutti
i numeri per replicare i successi
ottenuti in Valvenosta, nel Foggiano e nella Valle del Tronto; tutto ciò comporterebbe un notevole
risparmio economico che unito
ed integrato ad un sistema di trasporto pubblico su gomma (per le
zone a bassa frequentazione) migliorerà l’esigenza e la qualità dello spostamento dei cittadini. Gli
amici siciliani dell’associazione
Ferrovie Kaos hanno trovato politici intelligenti e preparati disposti ad ascoltarli e di mettere in
pratica i loro progetti. L’ associazione Fvm si augura che anche i
nostri politici siano disposti ad
ascoltarci e fare progetti seri».
In effetti anche il viceministro
Riccardo Nencini nella sua visita
in campagna elettorale aveva affermato che, completato il programma dell’Alta velocità, Governo e
Rete Italia si sarebbero dedicati al
miglioramento delle linee minori, per cui se se gli Enti locali con
l’appoggio delle Regioni dovessero richiedere miglioramenti del
servizio lungo le proprie linee interne non troverebbero opposizione da parte del Ministero, ma collaborazione e finanziamenti dallo Stato. Sara vero?
LA MANIFESTAZIONE TEMI IMPORTANTI E DI ATTUALITA’ IN PROGRAMMA
Bellocchi entra nei social network
DONNE CORAGGIOSE
Teresa Manes, romana, ha perso il figlio 15enne
TERESA Manes, la mamma del
15enne romano che poco meno di
due anni fa si tolse la vita perché
oggetto di scherno da parte dei coetanei sarà il prossimo sindaco
del «Paese dei Balocchi», la manifestazione dedicata ai bambini,
giunta alla XI edizione che
quest’anno si svolgerà a Bellocchi
dal 21 al 25 agosto. La scelta della
mamma di Andrea Spezzacatena,
noto a tutti come «il ragazzo dai
pantaloni rosa» è caduta su una figura che ha saputo incarnare
l’energia positiva, la voglia di vivere, il coraggio di pensare al futuro
e la speranza di aiutare altri giovani. Il dilagante utilizzo di Internet e dei social media, l’importanza di non lasciare mai soli i giova-
FASCIA TRICOLORE
Teresa Manes, romana,
perse il figlio di 15 anni:
si gettò tragicamente
ni, il potere della parola che può
avere anche connotazioni negative, l’omologazione che porta
all’isolamento sono alcuni dei temi che verranno trattati nel corso
della serata dove Teresa Manes riceverà la fascia tricolore. A valorizzare ancora di più questa storia
sarà Luca Pagliari che metterà in
scena il 21 agosto lo spettacolo
«Like, storie di vita on line», una
toccante narrazione del triste episodio di cronaca. «L’intento ini-
ziale era quello di affrontare il tema della tecnologia, o meglio
dell’abuso di apparecchi elettronici come smartphone e pc, che rappresentano un problema di qualsiasi famiglia con un figlio adolescente — spiega Pagliari —. Mi è
sembrato fin da subito che la storia di Andrea mettesse in evidenza l’importanza della parola che
ha sempre un peso, anche e soprattutto nei social network e nelle
chat, dove possono verificarsi veri e propri ‘linciaggi’ mediatici
contro chi è diverso, non omologato». Per il successo ottenuto è
stato inserito nell’ambito della
campagna di sensibilizzazione
«Una vita da social», promossa
dalla Polizia di Stato e dal Miur.
••
16 FANO E VAL CESANO
MARTEDÌ 22 LUGLIO 2014
Il presidio dei lavoratori davanti allo
stabilimento della Sicap: la proprietà
ha annunciato la fine della
produzione. E’ scattata da ieri la
mobilitazione dei dipendenti per
scongiurare la chiusura
Il finale
Nei giorni scorsi la
proprietà ha annunciato
a tutti i 60 dipendenti
che lo stabilimento
chiudeva. La motivazione?
Il lavoro c’è ma non paga
più nessuno
Un deserto
Legate all’edilizia diverse
imprese, comprese quelle
dei laterizi.
Nel giro di pochi anni
tutte hanno chiuso i
battenti col personale a
spasso
«Non ci possono buttare via così»
Ieri mattina tutti gli operai della Sicap di Lucrezia hanno picchettato lo stabilimento
«HO 52 ANNI, sposato, con due
figlie a carico; una che frequenta
l’università e una già laureata, ma
senza lavoro. A gennaio mia moglie è stata licenziata e ora rischio
la stessa fine anch’io», si sfoga Stefano Vitali, fanese, che aggiunge:
«Il fatto che sono qui da 20 anni
non conta niente, vogliono buttarmi via come una scarpa rotta, insieme a tutti gli altri». «Io sono in
quest’azienda dal ‘92, ho iniziato
nello stabilimento di Calmazzo e
poi, dopo la sua chiusura, nel giugno del 2012, mi hanno trasferito
qui a Lucrezia — gli fa eco Angelo Gaudenzi, di Fossombrone —.
Mia moglie fa la commessa e dobbiamo mandare avanti una famiglia di tre persone. Se perdo questo impiego sono guai». «Per me
sarebbe una tragedia — aggiunge
Maurizio Cerisoli, 43enne, lucreziano —; in casa siamo in quattro
e lavoro soltanto io». Sono le
drammatiche testimonianze di 3
dei 60 dipendenti della Sicap spa
di Lucrezia, che ieri mattina hanno aderito in massa allo sciopero
indetto dalla Fillea Cgil e dalla Filca Cisl, tenendo un presidio di 4
ore davanti alla fabbrica.
UNA MANIFESTAZIONE decisa perché la leadership
dell’azienda ha comunicato ai sindacati l’intenzione di cessare com-
IL DESERTO
«In questa fascia
dell’entroterra
è un vero dramma»
pletamente l’attività e di mandare
tutti a casa. «C’è di più — ha evidenziato ieri mattina, nel corso
del picchetto, Fausto Artibani della Cgil —; abbiamo saputo che la
ditta ha già aperto formalmente la
procedura di mobilità e quindi si
MAROTTA
Musica e poesia
a villa Valentina
QUESTA SERA «Parole,
musica e immagini» a villa
Valentina organizzata dal
Circolo Culturale Marotta.
Aprirà l’incontro il
maestro Giacomo
Rotatori, uno dei
fisarmonicisti più
importanti del panorama
nazionale, che proporrà
alcuni brani di successo
legati al tango. Sarà, poi, la
volta del poeta Franco
Caramia, presidente di
«Valcesano Arte» che
declamerà alcune sue
liriche, accompagnate da
immagini e musica.
Chiuderà Enrico Vergoni,
poeta marottese
prospetta un licenziamento collettivo; noi, comunque, non staremo con le mani in mano. Si tratta
di una decisione inaccettabile e il
nostro obiettivo è quello di far tornare su suoi passi la proprietà».
«La prima mossa che faremo —
ha aggiunto Roberto Sanchioni
della Cisl — è quella di coinvolgere i sindaci dei territori che sarebbero maggiormente colpiti dalla
chiusura della Sicap: non solo
Cartoceto, ma anche Fossombrone dove abita circa un terzo della
sua forza lavoro complessiva, proveniente dall’ex stabilimento di
Calmazzo, e poi Fano. Manderemo loro una nota ufficiale, sollecitandoli a convocare i titolari
dell’azienda per indurli a cambiare idea». «Se c’è bisogno di una
riorganizzazione se ne discuterà
— ha ripreso Artibani — ma la
cessazione definitiva non è accettabile, anche perché c’è la possibilità concreta di accedere per due
anni ai contratti di solidarietà».
Al presidio, in segno di vicinanza
alle maestranze, hanno preso parte l’ex assessore provinciale Renzo Savelli, due amministratori comunali di Fossombrone (l’assessore Orlando Lustrissimi e la consigliera Elisa Cipriani) e il sindaco
di Cartoceto Enrico Rossi.
QUEST’ULTIMO, in sintonia
con i rappresentanti dei lavoratori, ha detto: «Sono qui perché,
nell’ambito delle proprie possibilità, l’amministrazione si faccia
interprete di un ruolo di tutela
dei dipendenti; di approfondimento insieme alla proprietà delle difficoltà che la Sicap sta attraversando; e di fasre da collante tra
le dinamiche di sviluppo locale e
le esigenze di ridefinizione del core business aziendale.
A breve convocheremo un tavolo con tutti gli attori della vicenda».
Sandro Franceschetti
••
18 URBINO E MONTEFELTRO
MARTEDÌ 22 LUGLIO 2014
URBINO SESTILI: «PROPONIAMO ANCHE UN ORDINE DEL GIORNO SULL’EPISODIO ALLA TOMBA DI ERIVO FERRI»
Tanto per iniziare... 7 interrogazioni
Il Pd si prepara al consiglio comunale con una prospettiva tutta nuova
SETTE interrogazioni e un ordine del giorno. Per il secondo Consiglio comunale (fissato al 25 luglio)
il gruppo di minoranza Pd non si è
risparmiato. «E’ una prima valutazione sulle attività — precisa il capogruppo Piero Sestili, nominato
al ruolo nella riunione che ha preceduto la prima seduta —. L’unico
ordine del giorno riguarda lo spiacevole episodio della svastica sulla
tomba del partigiano Erivo Ferri.
E credo che il tutto il consiglio accorderà senza problemi la propria
solidarietà. Gli altri interventi trattano invece diverse questioni».
La principale?
«Santa Lucia. Sul nuovo scalo dei
bus chiediamo come si intende valorizzarlo. E, soprattutto, come si
intende evitare l’impoverimento
di Borgo Mercatale (e di conseguenza di via Mazzini) che perdendo la sua funzioni di punto di arrivo rischia l’impoverimento».
Altro?
«Sì. Chiederemo lumi anche sulla
questione delle deleghe ai consiglieri. Si vuole modificare il loro
ruolo e vogliamo capire bene quali
metodi si useranno. Quindi voglia-
mo capire qual è la vera posizione
sull’Area Vasta e, visto che ci sono
state dichiarazioni in questo senso,
come si intende riportare la sede in
città. Infine chiediamo all’amministrazione come si vuole giungere a
interventi complessivi sull’edilizia
scolastica a fronte dei finanziamenti dal Governo centrale. Tra queste
tematiche alcune ce le hanno sollevate direttamente i cittadini».
Insomma volete stare col fiato sul collo della nuova giunta?
«Vogliamo fare un’opposizione costruttiva. D’altra parte finora Gam-
bini ha dato seguito a ciò che noi
avevamo già intenzione di avviare
con la passata amministrazione».
E’ necessario rifondarlo. E’ evidente che abbiamo sbagliato, altrimenti non avremmo perso le elezioni».
Vuole dire che la “rivoluzione” promessa non è arrivata?
Il nuovo segretario quando
lo sceglierete?
«E’ logico che in un mese si facciano scelte in continuità. Non c’è ironia nelle mie parole. Detto questo,
ciascuno vende le proprie cose».
Qualche giorno fa il consigliere Scaramucci ha sentenziato
in un’intervista che il vero Pd
a Urbino non è mai nato? Che
ne pensa?
«Sono sostanzialmente d’accordo.
Avete già qualche nome?
«Non ci sono nomi, ma sarà certamente una persona che rappresenterà una discontinuità».
In minoranza collaborerete
con i 5 Stelle?
«Sì e per il discorso delle deleghe
ai consiglieri ci siamo già incontrati».
Eppure non siete stati in grado di trovare una sintesi per
inserire una persona condivisa nel Cda di Urbino Servizi.
NUOVA IDEA
«No, questo è vero».
Opposizione
Potremo organizzare uno
sportello
dell’opposizione. Faremo
incontri aperti ai cittadini,
magari nei locali del
Comune. Sulle deleghe ai
consiglieri comunali
vogliamo vederci chiaro e
potremo collaborare con
i 5 Stelle
OPPOSIZIONE
Il professor Piero
Sestili, già candidato
alle primarie del Pd
ed ora capogruppo
del Pd in consiglio
comunale.
Sestili, come il
collega Scaramucci,
ritiene che il Pd di
Urbino debba essere
rifondato
«A fine estate-inizio autunno».
Nel vostro partito fare minoranza dopo 70 anni di governo del centrosinistra significherà partire da zero. E’ un
ruolo che vi imporrà un cambiamento...
«Non ci saranno difficoltà. Abbiamo inoltre intenzione di organizzare degli incontri aperti ai cittadini.
Magari nei locali del Comune.
L’idea è di creare uno sportello
dell’opposizione... vedremo».
Emanuele Maffei
LETTERA
«La soppressione della ferrovia è una condanna a morte»
Caro Carlino,
aleggia, che possa averla avuta di vinta,
la longa manus di chi, da fuori Urbino,
senza più voce in capitolo, nel nostro
territorio, continua ad agitarsi, snocciolando placet che appaiono, soggettivamente a chi scrive, illegittimati ed a pretendere di smantellare strutture impiantate in Urbino nel 1897, come la ferrovia, in cambio di fantomatici progetti, che appaiono insensati e dissennati.
Cioè si va “a fare la spesa”, nel mercato
delle stravaganze, con la pretesa delirante di arricchire un territorio, che non è
nostro, ma facendone pagare a noi il
prezzo.
LA BENEDIZIONE della Regione
Marche, a progetti di mera politicanza,
come può essere una pista ciclabile, al
posto della ferrovia Urbino-Fano, parrebbe, allo stato delle cose, non potersi
negare. Ed a farlo sarebbe quella stessa
Regione che piange miseria, che modifica la mappa ospedaliera, che taglia posti letto negli Ospedali, che continua a
foraggiare le concessionarie del trasporto pubblico; consentendo loro di far
viaggiare nelle frazioni, bus fantasma
senza passeggeri; che faceva viaggiare
gratis, quanto meno fino a poco tempo
fa, gli immigrati, nei mezzi pubblici
(una sorte di investimento in voti, a futura memoria) ma anche la stessa che,
quando il Tribunale di Urbino era stato in bilico, non risulta che avesse mos-
so un dito, assieme al personaggio di Pesaro, che vuol trasformare in soppressione,la sospensione della ferrovia.
E FOSSOMBRONE? Ha dato di far
dedurre stupefacentemente, qualche anno fa, per mezzo di un suo politico-amministratore di spicco, di essere interessata a tutt’altro. E come l’aveva fatto?
Partecipando, costui, a Pesaro, come si
era letto nei giornali, ad uno strano meeting a due, con l’altro personaggio politico rivierasco, anche lui allora di spicco, come se Urbino e Fermignano, strumentalmente estraniati, non fossero esistiti e per fare cosa? Per cantare anticipatamente il de profundis della nostra
ferrovia, a favore del progetto megalitico della pista ciclabile. Come spiegarsi
tutto ciò. Qualcuno lo spiega con il fat-
to che, il ripristino della ferrovia, stravolgerebbe le strutture e le attività e
non sono poche, installate, in vigenza
della sospensione, nell’area ex ferroviaria. Certamente esiste un rapporto di affitto, tra i fruitori dell’area e delle strutture, con il demanio dello Stato; sarebbe deleterio ipotizzare il contrario.
IN CONCLUSIONE l’idea della soppressione della ferrovia, condannerebbe a morte l’intera vallata del basso Metauro. Né si venga a dire che sospensione, equivarrebbe a soppressione. Se la
congiuntura economica attuale, non
consente un ripristino a breve, come fece l’allora Ministro Signorile, 30 anni
fa, in Puglia, si lascino, al momento, le
cose come stanno. La struttura ferroviaria, riconosciuta qualche anno fa, dai
tecnici dello Stato, in discrete condizioni e ripristinabile con poca spesa, di soldi non ne chiede. La megalitica pista ciclabile, a servizio di pochi, di soldi ne
richiederebbe per rimuovere le struttura, per adattare il terreno, per costruirla
e per mantenerla. Chi paga ? E pensare
che, tra fine anni ’20 ed inizio anni 30,
con poca chiacchierante politica e nonostante una bieca dittatura, si era riusciti, al completo a portare la ferrovia fino
a Sant’Arcangelo di Romagna, cioè verso Nord; mentre verso Roma, esisteva
già la bretella Pergola-Fabriano. Fatti
concreti, non sogni megalitici da pattume.
avvocato Annibale Pretelli, Urbino
Concessionaria
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per il Corriere Adriatico
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VIA BERTI, 20 – 60126 ANCONA
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(RegioneMarche)
LA GESTIONE
μ La sanità virtuosa ci guadagna
Corte dei conti
La Regione
passa l’esame
Anno 154 N˚ 200
Martedì 22 Luglio 2014
€ 1.20
PESARO e FANO
www.corriereadriatico.it
Incubo di fuoco in Provincia
Pastore protesta e versa benzina su una pecora morta: stabile evacuato
Pesaro
Una pecora gravida squartata e
due taniche di benzina. Con questo armamento ieri mattina intorno alle 11.30, un allevatore dell’Urbinate si è presentato in Provincia: ha raggiunto il piazzale, ha
gettato il povero animale a terra,
lo ha ricoperto di benzina e poi ha
gridato: “Da dove comincio a dar
fuoco?” Nel giro di pochi istanti in
via Gramsci si è sparso il panico. Il
pastore barricato dietro un cappello di lana blu in evidente stato
di esasperazione ha mostrato le
taniche di benzina lasciando intendere che le avrebbe utilizzate.
Mentre sul posto convergevano le
auto di polizia e carabinieri e i primi testimoni tentavano di far ragionare l’allevatore, partivano le
operazioni di evacuazione del personale dell’Ente, ieri regolarmente al lavoro. Sirene, forze dell’ordine e dipendenti fuori dalla sede
hanno subito attirato l’attenzione
dei passanti nella trafficata via e
ben presto un gesto di follia si è
trasformato in uno spettacolo. Michele Fadda, allevatore di Pieve di
Cagna è proprietario di centinaia
di pecore che garantiscono solo
per la Granarolo, 250 litri di latte
a settimana.
Sinibaldi In cronaca di Pesaro
μ Operazione in collaborazione con la polizia di Genova: lo stupefacente nel camper di una coppia ligure
Blitz al porto, bloccati con 70 chili di eroina
CRONACA
Ancona
I giudici della Corte dei conti
Ancona
Gestione oculata, indebitamento sotto la media, patto di stabilità interno rispettato e spese sanitarie sotto controllo. La Corte dei conti promuove la Regione Marche che risulta
tra le prime in Italia sul fronte sanitario.
A pagina 2
μ L’assessore sull’inchiesta biogas
Malaspina: siamo
già parte civile
A pagina 2
L’ANALISI
Debiti da saldare
P
SILVIA GASPARETTO
agare velocemente. E pagare tutto. Se
non entro il famoso San Matteo (il 21 settembre indicato dal premier Renzi) almeno entro la fine dell'anno. Il ministero dell'
Economia spinge sull'acceleratore per centrare l'obiettivo di saldare, entro il 2014, i circa 60 miliardi di debiti scaduti della pubblica
amministrazione. E lo fa mettendo attorno a
un tavolo tutti gli “stakeholder”...
Continua a pagina 9
All’apparenza, un’allegra famigliola di ritorno da una vacanza. In realtà, corrieri probabilmente legati a una vasta
organizzazione criminale del
Nord Italia. La Squadra mobile di Ancona in collaborazione
con quella di Genova, con la
Polizia di frontiera e la Guardia di Finanza ha arrestato
una coppia genovese che nascondeva nel suo camper un
quantitativo record di eroina
purissima: 70 chili suddivisi in
131 panetti per un valore di un
milione di euro che, introdotti
nel mercato, avrebbero fruttato cinque volte tanto. E il porto di Ancona si conferma crocevia della criminalità.
Rispoli A pagina 3
La giunta regionale incontra
i comuni di Pian del Bruscolo.
Il presidente Gian Mario
Spacca, il vicepresidente Antonio Canzian e l'assessore alla salute Almerino Mezzolani, si sono ritrovati ieri pomeriggio nella sala dell'Unione
Pian del Bruscolo, a Tavullia
e con loro seduti al tavolo an-
concorso
I papà
più belli
sono
marchigiani
La droga sequestrata all’interno del camper
Cesena
Giallo sulla morte di un imprenditore di 34 anni
Fano
μ Il cantautore sul palco di Recanati
Giovane carbonizzato
Un piccolo imprenditore agricolo di Senigallia, è stato trovato morto carbonizzato domenica sera nella sua auto,
una Fiat Grande Punto, a
Sant'Ippolito, dove era andato a pesca. Ancora un rebus le
cause del decesso, su cui indagano i carabinieri di Fano:
suicidio, incidente o omicidio
sono ipotesi tutte aperte.
L'uomo lavorava nell'azienda
di famiglia, era fidanzato da
anni, e conduceva una vita
tranquilla.
Marinelli In cronaca di Senigallia
Giunta regionale
a Pian del Bruscolo
Tavullia
μ Il
Due papà marchigiani sul
podio del Babbo più Bello.
Vincitore assoluto Maurilio Mauro Mariani di Monsanpolo seguito da Michele Bolognini di Falconara
come papà più “dolce”.
A pagina 7
μ Mezzolani promette il nuovo distretto sanitario
L’AMMINISTRAZIONE
ESTATE
che i sindaci di Monteciccardo, Elvino Del Bene, di Montelabbate, Cinzia Ferri, di Tavullia Francesca Paolucci e di
Vallefoglia, Palmiro Ucchielli. "Un evento importante e
straordinario" lo ha definito
proprio Palmiro Ucchielli sindaco della nuova realtà nata
dalla fusione tra Sant'Angelo
in Lizzola e Colbordolo. Dalla
nascita della Regione, in quest’area non era mai accaduto.
Senesi In cronaca di Pesaro
TUTELA DELLA PRIVACY
I paletti per Google
P
Ruggeri diventa comico
con Ale e Franz a Lunaria
Gioacchini A pagina 6
PAOLO FORNI
iù tutele per chi usa i servizi o il motore di ricerca di Google: arrivano i paletti del Garante per la privacy, in base ai quali il colosso di Mountain View non
potrà utilizzare i dati degli utenti a fini di
profilazione senza il consenso preventivo e
dovrà dichiarare esplicitamente...
Continua a pagina 9
Maurilio Mauro Mariani
SPORT
μ Oggi riunione in Comune per definire il budget
Prime mosse Vuelle
Già prenotato Crow
Il coach Sandro Dell’Agnello
Facenda Nello Sport
2 Martedì 22 Luglio 2014
MARCHE
Online
www.corriereadriatico.it
Partecipate, arrivano le bacchettate
Per contenere le perdite la Corte dei conti invita il Palazzo a un maggiore monitoraggio. Ok al rendiconto 2013
TRA LUCI
E OMBRE
Ancona
La Regione Marche “promossa” dalla Corte dei conti, ma
con qualche bacchettata su
società partecipate, programmazione e spese per il personale. Via libera ieri della Sezione di controllo regionale
alla Parificazione al rendiconto generale d’esercizio 2013:
pur con alcuni rilievi i giudici
hanno deciso di approvato
l’atto che precede l’approvazione del rendiconto da parte
dell’Assemblea legislativa.
Molti gli elementi positivi
riscontrati: gestione contabile oculata, indebitamento sotto la media che avrebbe meritato un rating “A+”, patrimonio positivo (+185 milioni di
euro), patto di stabilità interno rispettato e spese sanitarie (76,5% degli impegni) in
flessione e sotto controllo.
La Sezione non ha riscontrato particolari criticità nella gestione contabile del 2013
da parte della Regione che
Il positivo: gestione contabile
oculata, indebitamento sotto
la media, patto di stabilità
interno rispettato
μ L’assessore
anzi risulta tra le prime in Italia sul fronte rovente della sanità: per questo è arrivata la
delibera, letta dal presidente
Andrea Liberati, col parere
favorevole del procuratore
Maurizio Mirabella.
Per la Regione è intervenuto all’udienza l’assessore
al Bilancio Pietro Marcolini.
Il saldo formale d’esercizio è
stato positivo per 1.180,6 milioni di euro ma, ha rilevato la
Corte, i mutui autorizzati e
non contratti compresi nel
saldo (1.574,4 milioni) serviranno a far fronte a 1.705,6
milioni di spese già maturate,
portando a un saldo finale
“sostanziale” negativo per
131,2 milioni di euro.
Il “rosso” potrebbe però
rientrare in virtù della buona
situazione sul fronte pagamenti arretrati, specie nel settore sanitario. Tuttavia, pur
in un quadro di buona gestione contabile, non mancano
punti dolenti sui quali la Regione dovrà focalizzare l’attenzione nei prossimi mesi. I
rilievi di Sezione e Procura
hanno riguardato il controllo
sulle società partecipate, la
mancata adozione del Documento di programmazione
economica e finanziaria regionale (Dpefr). Nota negativa, fermo restando il rispetto
dei parametri di spesa, per il
fatto che sono state individuate e assegnate risorse (indennità), con legge regionale, al
personale degli uffici di staff
degli organi politici (Assem-
μ Altri 49 milioni
Le cifre
La sanità
virtuosa
ci guadagna
IL TESORETTO
Ancona
blea legislativa e Giunta) senza che ciò fosse previsto da
norme nazionali o contratti
collettivi.
La Corte ha indicato la necessità di un maggiore monitoraggio sulla gestione delle
società partecipate, in particolare Società Sviluppo Marche (cinque risultati negativi
consecutivi) e Aerdorica (perdita di 12 milioni di euro nel
2013) per evitare ripiani del
debito a piè di lista, unitamente all’adozione di un piano di riordino delle partecipazioni.
Un appunto è arrivato anche sulla difficoltà del “tesoriere” regionale Banca Marche, istituto posto in amministrazione straordinaria dalla
Banca d’Italia: la raccomandazione della Sezione di controllo alla Regione è monitorare la situazione e, per il fu-
turo, valutare la possibilità di
introdurre nella procedura di
gara adeguati requisiti di capacità economico-finanziaria
e di solidità patrimoniale.
Sotto la lente della Corte è
finito anche il bilancio dell’Assemblea legislativa: 19,35
milioni di euro di stanziamento, costo del personale 3,2 milioni di euro, saldo positivo
per 694.839 euro.
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alle Energie rinnovabili confida sulla magistratura: “Faccia chiarezza in tempi brevi”
Malaspina: “Sul biogas la Regione è già parte civile”
L’INCHIESTA
Ancona
Si dividono i fronti e sul biogas il
Palazzo prende le distanze. “In
merito alle dichiarazioni rilasciate dal consigliere Francesco Massi, che esorta la Regione a costituirsi parte civile, nella vicenda biogas ricordo - è la
voce dell’assessore alle Energie
rinnovabili Maura Malaspina che la Regione Marche, nel pieno rispetto del principio di legalità, si è costituita parte civile
nel procedimento sin dal suo
inizio, con l’intento di tutelare
le proprie prerogative istituzionali in ogni fase del giudizio.
Confidiamo nel fatto che la ma-
I Comitati: “Il confine tra le
responsabilità dei burocrati
e quelle dei politici
è sempre più labile”
·
gistratura farà al più presto
chiarezza sulla questione”. Una
questione di energie alternative
e di un gruppo di imprese selezionate in base alla propensione a pagare tangenti sotto forma di favori e regali, tre superburocrati della Regione (attualmente destinati ad altro incarico) che scrivevano e riscrivevano leggi, norme e codicilli per
consentire alle società amiche
di realizzare sette centrali a biogas senza sottoporle a Valutazione di impatto ambientale. E
dopo 18 mesi di indagini, condotte dal Gico della Guardia di
finanza e dal Corpo forestale
dello Stato, la procura di Ancona ha inviato 20 avvisi di chiusura delle indagini a tre funzionari della Regione, 14 imprenditori dell’eco-energia e tre consulenti, più 15 società giuridiche.
Al motto di “Chi ha sbagliato paghi” sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale
del Pd Angelo Sciapichetti. “Co-
In una foto d’archivio, una protesta contro le centrali biogas
me è evidente - ha detto - dietro
a questo fenomeno ci sono state
logiche speculative che hanno
inquinato il percorso. Si è verificato per il biogas quanto era già
accaduto col fotovoltaico a cau-
sa della logica degli incentivi.
La magistratura fa bene ad andare fino in fondo per colpire i
colpevoli, e la Regione si deve
costituire parte civile per tutelare cittadini e amministratori
onesti”.
E ieri a Loro Piceno si è riunito il coordinamento dei comitati “Terre nostre Marche” da
sempre in trincea sull’emergenza biogas. “C’è soddisfazione
mista ad amarezza per l’esito di
questa vicenda giudiziaria - è
l’esordio del presidente Massimo Gianangeli - Inutile dire
ch’era tutto previsto”. Il confronto di ieri - al quale hanno
partecipato tra gli altri diversi
sindaci del territorio, il consigliere regionale Enzo Marangoni, il senatore del Pd Mario
Morgoni, il deputato 5 Stelle
Donatella Agostinelli - è servito
per ripassare tre anni di percorso lungo il quale a finire sotto
minaccia “non è stato solo l’ambiente ma anche la legalità”. Un
attacco trasversale e diretto
perché - fa notare Gianangeli il “confine tra le responsabilità
dei burocrati e quelle dei politici è sempre più labile”.
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Un tesoretto da 49 milioni a
disposizione della sanità
marchigiana grazie alla sua
virtuosità. Lo ha annunciato
ieri a sorpresa l’assessore regionale al bilancio Pietro
Marcolini durante l’udienza
in cui la Sezione regionale di
controllo della Corte dei conti ha approvato la parificazione del rendiconto generale
2013 della Regione Marche.
Una promozione che, pur tra
alcuni rilievi di punti critici,
ha dato atto di una gestione
contabile buona e soprattutto di una sanità marchigiana
ormai al top in Italia. Costi in
discesa ed equilibrio finanziario generale a posto per il
comparto che hanno permesso ai giudici di “sorvolare” sullo sforamento di alcuni tetti di spesa (assistenza
farmaceutica,farmaceutica
ospedaliera, personale). Dal
2015 comunque ogni “limite” dovrà essere rispettato.
Intanto però Marcolini ha riferito che 49 milioni in più
potranno essere utilizzati
per la sanità marchigiana e
dei suoi quattro “punti cardinali: Asur, Ospedali Riuniti
di Ancona, Marche Nord e
Inrca”. Grazie ai comportamenti in linea con le regole e
il rispetto dei criteri standard, elementi emersi anche
nell’ambito del “Tavolo Massucci” del ministero delle Finanze, che pongono le Marche ai primi posti in Italia, infatti, il piano di riparto nazionale delle risorse ha previsto
uno stanziamento di 37 milioni in più per le Marche: si
tratta di un importo non
compreso nel riparto che segue il rapporto popolazione/
territorio. Oltre a questa ingente somma, torneranno a
disposizione, questa volta
dal corposo bilancio sanitario, altri 12 milioni. In questo
caso sono soldi disimpegnati
da altre attività o frutto di residui perenti. Il denaro recuperato, ha spiegato Marcolini, verrà utilizzato per i
“quattro punti cardinali della sanità marchigiana”, in
particolare per l’acquisto di
macchinari ma anche per abbattere le liste d’attesa.
4 Martedì 22 Luglio 2014
MARCHE
Online
www.corriereadriatico.it
Difesa delle coste, si accelera
La giunta approva la variante al Piano di gestione integrata
La pausa estiva
durerà almeno
fino a domani
L’EMERGENZA
INFINITA
LE PREVISIONI
Ancona
Ancona
Su proposta dell’assessore alla
Difesa della costa, Paola Giorgi,
la Giunta regionale ha approvato la variante al Piano di gestione integrata delle aree costiere
per l’individuazione degli interventi prioritari a seguito degli
intensi eventi meteo marini degli ultimi anni. “A seguito degli
eventi meteomarini degli ultimi
anni si sono evidenziate
criticità in alcuni tratti della costa - sottolinea Giorgi - che hanno causato danni agli abitati e
alle infrastrutture. La modifica
approvata oggi in Giunta dà la
possibilità di realizzare sette interventi di protezione della costa non previsti nel piano attualmente vigente. Ora si apre la fase consultiva con i sindaci e le
associazioni regionali di categoria del settore turistico dei concessionari demaniali marittimi,
per la presentazione delle osservazioni alla variante approvata”.
Sulla base delle norme vigenti, la Regione approva il Piano di gestione integrata delle
aree costiere, l’obiettivo è quello di promuovere la tutela e
l’uso razionale della costa e del-
Secondo le previsioni dei
meteorologi la “pausa estiva”
durerà almeno fino a domani,
ma dopo il ritorno al caldo non
sarà immediato. Oggi la tregua
comincerà ad attenuarsi
lentamente, con qualche
instabilità specie al Nord e nelle
zone interne del Centrosud.
Temperare in aumento al Nord,
in calo al Sud e in Sicilia:
terminerà così la fase di caldo
africano anche nelle regioni
meridionali. Domani il vortice di
bassa pressione si allontanerà
verso i Balcani, ma l’alta
pressione rimarrà confinata
sull’Europa occidentale. La
seconda parte della settimana
vedrà quindi un caldo nella
norma, con le temperature
tipiche del mese di luglio.
Giorgi: “Ora si apre la fase
consultiva con i sindaci e le
associazioni di categoria
del settore turistico”
Per difendere le coste marchigiane si corre ai ripari
le sue risorse. Il Piano è stato
approvato nel 2005 con una delibera del Consiglio regionale e
prevede un’analisi dopo sette
anni per l’aspetto finanziario e
dopo dieci, per la realizzazione
degli interventi previsti. Di qui
l’attività di aggiornamento,
messa a punto da un apposito
tavolo di lavoro.
“E' emersa l’urgenza di agire nelle situazioni maggiormente critiche che necessitavano di
intervento - prosegue Giorgi - e
le azioni individuate nella variante interesseranno i tratti costieri di Fano, Montemarciano,
Porto Recanati, Potenza Picena, Civitanova, Fermo”. Un passo indietro: “Le cause che hanno determinato le scelte inserite nella variante approvata spiega l’assessore - sono riconducibili alla cronica mancanza
di apporto di materiale dai fiumi che fa venir meno il naturale
ripascimento della costa, con la
conseguente diminuzione delle
spiagge emerse e sommerse nel
litorale marchigiano, l’accentuazione dei fenomeni erosivi, i
danni segnalati ripetutamente
dalla Rete ferroviaria italiana e
dai comuni costieri”. In relazio-
μ Lo
NOTIZIE FLASH
La dichiarazione di Ciucci presidente dell’Anas
Per la Due Mari via ai cantieri nel 2016
presidente dell’Anas. “Nei
prossimi giorni costituiremo
formalmente la società - ha
spiegato - ma stiamo già
lavorando per
l’aggiornamento dello studio
di fattibilità”.
Match benefico Vezzali-Di Francisca
Verdicchio e scherma, solidarietà agli alluvionati
Ancona Verdicchio e scherma: una passione che unisce nel segno
della solidarietà. Il vino bianco più premiato d’Italia sale per la prima
volta in pedana con le pluricampionesse olimpiche Valentina
Vezzali, bronzo ai Mondiali in corso a Kazan, e Elisa Di Francisca per
Senigallia nel cuore, l’iniziativa in favore degli alluvionati di
Senigallia, in programma il 30 luglio al Foro Annonario.
·
© RIPRODUZIONERISERVATA
della Commissione Salute
Siamo la prima regione
in campo per l’autismo
LA NOVITA’
Ancona
Le Marche sono la prima regione italiana a dotarsi di una legge sull’autismo, un disturbo del
neurosviluppo che causa problemi nella comunicazione, socializzazione e nel comportamento. La Commissione Salute, presieduta da Gianluca Busilacchi, ha approvato a maggioranza le “Disposizioni in materia di disturbi dello spettro autistico”. La pdl promuove condizioni di benessere e di inclusione sociale, garantendo una rete
integrata di servizi e percorsi
diagnostici, terapeutici, riabilitativi, assistenziali per la presa
in carico di minori ed adulti.
Nascono il coordinamento
regionale per i disturbi dello
spettro autistico, come organo
propositivo e consultivo, e il comitato tecnico-scientifico che
definisce le linee di indirizzo regionali per la diagnosi, il trattamento e la presa in carico. Viene istituito inoltre un Centro regionale per l’autismo in età evolutiva presso l’Azienda ospedaliera Marche Nord, mentre per
l’età adulta sarà individuata
un’altra struttura presso l’Asur. Saranno inoltre promossi
e sostenuti centri specifici che
fungano da centro diurno, centro residenziale e di sollievo,
ubicati in modo da assicurare
un servizio omogeneo su tutto
il territorio regionale. La legge,
di cui sono firmatari tutti i commissari e la consigliera regionale Letizia Bellabarba, ha ottenuto il via libera a maggioranza, con due astensioni, e sintetizza i risultati di un tavolo di lavoro avviato dalla Regione nello scorso autunno.
“L’approvazione di questo
atto è una tappa importante
perché chiude un percorso di
studio, di analisi e di confronto
con tutte le associazioni e con
le famiglie dei pazienti” ha sottolineato Busilacchi. Le Marche sono “la prima Regione a
dotarsi di una legge organica
su questo disturbo, una legge
che crea una rete di servizi e soprattutto prevede contributi
economici per le famiglie che si
avvalgono dei metodi riabilitativi riconosciuti dall’Istituto superiore della sanità”. Per l’attuazione della legge sono previste risorse specifiche per un milione e 200 mila euro, di cui
500 mila euro per la spese correnti e 700 mila euro per gli investimenti. La normativa è la
prima in Italia su questo disturbo del neurosviluppo che causa
disabilità nella comunicazione,
nella socializzazione e nel comportamento.
“Ho votato a favore di questa proposta di legge” ha dichiarato il vicepresidente Giancarlo D’Anna (Gruppo misto).
“Mi fa piacere che siano state
recepite le esigenze espresse
dal Comitato Montinari con
l’inserimento di un medico gastroenterologo e un medico immunologo nel coordinamento
regionale e nel comitato tecnico-scientifico”. Nelle Marche si
possono stimare 840-980 soggetti con disturbo generalizzato dello sviluppo, di cui 304 con
autismo.
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Verrà garantita una rete
integrata di servizi
e percorsi diagnostici
terapeutici e riabilitativi
richiede il Nuovo Centrodestra perché “minaccia il comparto edilizio”
“Va revocata la proposta di legge urbanistica”
LA POLEMICA
SILVIA BALDINI
Fano Per completare la Due
Mari tra Grosseto e Fano nel
giro di pochi giorni sarà
costituita la società
“Centralia” per poter aprire i
cantieri nel 2016: lo ha
affermato Pietro Ciucci,
ne ai rapporti con Ferrovie dello Stato - continua - “mi preme
sottolineare la collaborazione
tra Regione e Fs che in questi
mesi ha portato all’individuazione di interventi comuni di difesa da attivare in cofinanziamento anche al fine di razionalizzare l'utilizzo delle risorse”.
L’atto approvato, sarà sottoposto a Valutazione ambientale
strategica e a Valutazione di incidenza sulle aree a valenza naturalistica, sarà poi pubblicato
sul Bollettino ufficiale della Regione Marche.
μ L’ok
Ancona
“La nuova proposta di legge regionale riguardante le norme
di governo del territorio non ci
piace e blocca un comparto
che è già in crisi, osteggiando
ancora di più il rilancio dell'edilizia”. Così ieri Giacomo Bugaro, vicepresidente dell’Assemblea legislativa, ha aperto l’incontro di Ncd sui temi della pianificazione urbanistica del territorio e della gestione delle
piattaforme logistiche regionali, a cui hanno preso parte anche Francesco Massi, capogruppo Ncd in Regione, e il
consigliere regionale Daniele
Silvetti. Ncd punta il dito contro “il licenziamento da parte
della IV Commissione - ha proseguito Bugaro - di una revisione della legge urbanistica non
condivisa nemmeno dalle Associazioni di categoria e dagli
ordini professionali, che ne
hanno segnalato le criticità, e
in sostituzione della quale presenteremo una nuova proposta come gruppo consiliare”.
Ncd chiede il ritiro della proposta di legge e “la predisposizione di un Testo unico - ha continuato Bugaro - che consenta lo
sviluppo economico della Regione e la salvaguardia parallela dell’ambiente”. I difetti della
nuova norma “sono molteplici
- ha detto Bugaro - come ad
esempio il ruolo nella pianifica-
zione urbanistica assegnato alle Province quando ancora
non si sa che fine faranno, o
l’introduzione di alcune novità
come il Pisi, il Piano strutturale
Intercomunale - ha aggiunto che complica i livelli burocratici. Questa legge, secondo le
previsioni ottimistiche, non si
riuscirà a mandare a regime
prima di sei anni, dieci secondo
quelle pessimistiche”. Critico
anche Silvetti, che ha parlato
“di un’opposizione netta delle
associazioni di categoria, che
avevano chiesto il ritiro della
proposta, ma che non sono state ascoltate dalla Giunta, che
ha ostacolato lo snellimento e
la semplificazione che tutti
chiedevano”.
Ncd critica anche “la fretta
di portare a casa questa norma
a fine legislatura quando per
una materia così importante è
bene non accelerare i tempi
ma fare le opportune riflessioni. Proporremo in aula di prorogare per il momento il Piano
casa, almeno fino al 31 dicembre 2016 - hanno proseguito - e
una legge-ponte che ci consenta di superare la scadenza elettorale imminente”. Massi ha
poi aggiunto che “nella nuova
proposta di legge c’è l’empasse
su tutto, anche sul social housing, che andrebbe favorito
vendendo gli alloggi agli inquilini a prezzi sociali e pianificando la costruzione di mini-appartamenti anche per il rilancio del settore edilizio”.
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XIV Martedì 22 Luglio 2014
T: 0721 31633
FANO
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Controlli più rigorosi sulle strade
Lunga sequela di incidenti, la polizia municipale intensifica gli sforzi per tutelare ciclisti e pedoni
VIABILITA’
SICURA
MASSIMO FOGHETTI
Fano
Gli ultimi incidenti stradali
che si sono verificati in città, richiedono nuovi provvedimenti che aumentino la sicurezza
della circolazione stradale.
Sul livello di tale esigenza percepito dalla cittadinanza, incidono molto anche le problematiche connesse alla circolazione stradale, laddove le infrazioni, anche gravi, poste in
essere da alcuni utenti del traffico pongono a grave rischio
l'incolumità degli altri fruitori
della strada, in primis gli utenti cosiddetti "deboli", ovvero ciclisti e pedoni.
Alla luce di quanto sopra, il
Comando Polizia Municipale
per l'anno in corso si è posto
come primo obiettivo quello
di attuare un controllo sistematico del territorio, intendendo quindi porre in essere
una pressante attività di vigilanza finalizzata ad elevare sia
il grado di sicurezza percepita
dalla cittadinanza che quella
reale. Sono state quindi disposte apposite postazioni di controllo nei punti chiave del territorio comunale sia con funzione preventiva che repressiva e comunque a tutela degli
utenti più deboli e dell'immagine della città in generale.
Si mira ad effettuare almeno
1.200 ore di controllo identificando almeno mille persone.
Col secondo obiettivo, consistente nel controllo delle velocità di percorrenza sulle principali arterie cittadine, si vuole fronteggiare quella che è la
principale causa degli incidenti stradali, che come è noto è
ancora legata al mancato rispetto dei limiti di velocità. Le
statistiche a questo riguardo
sono oltremodo significative,
segnalando almeno nel nostro
territorio un incidente al giorno di diversa gravità.
Se poi si allarga l'orizzonte, il
dato sulla sinistrosità nella circolazione stradale continua
ad essere preoccupante e produce costi elevatissimi per la
collettività.
Proprio per questo motivo la
Polizia Municipale intende
lanciare un messaggio forte,
chiaro ed inequivocabile, procedendo ad un monitoraggio
sistematico delle principali arterie cittadine, per controllare
il rispetto dei limiti di velocità
anche attraverso strumentazioni elettroniche di cui è dotata. L'attività ha anche risvolti
di Polizia Giudiziaria di interesse per il soggetto distaccato presso la Procura della Repubblica. Il terzo obiettivo è direttamente volto a tutelare i
giovani, in modo particolari i
minorenni.
La tutela della salute dei giovani, sia fisica che mentale, spesso sottovalutata da quei commercianti che hanno come
unico obiettivo il perseguimento di profitti, ha indotto il
Ancora più rigorose
le attenzioni sui limiti
di velocità nelle zone
ad alta intensità di traffico
LE COMMISSIONI
Fano
si di via Nolfi si è scaricato con
un violento boato, per fortuna
senza provocare danni alle persone o alle cose. Il centralino
dei vigili urbani, così come
quello dei vigili del fuoco si è in
breve sovraccaricato di chiamate. Non sono state poche le
strade che sono state ostruite
dalla vegetazione caduta e da
pali che non hanno retto alla
forza del vento. Per circa un'
ora la città è rimasta paralizzata.
Trascorsa una quarantina di
giorni dalla elezione del nuovo sindaco, si sta definendo
l'assetto istituzionale. Il presidente del consiglio comunale
Minardi sta procedendo alle
nomine dei componenti delle
Commissioni e delle relative
presidenze.
Della prima Commissione Affari Istituzionali, fanno parte
Alberto Bacchiocchi e Sara
Cucchiarini del Pd, Riccardo
Severi di Noi Città, Marta
Ruggeri di Fano 5 stelle e
Aramis Garbatini di Progetto
Fano. La presidenza è stata
affidata ad Alberto Bacchiocchi. Alla seconda commissione Urbanistica, Ambiente,
partecipano: Cristian Fanesi
e Federico Perini del Pd, Laura Serra di Noi Città, Roberta
Ansuini di Fano 5 stelle ed
Aramis Garbatini di Progetto
Fano; presidente è Cristian
Fanesi. La terza commissione Servizi Sociali, Servizi
Educativi, è composta da: Rosetta Fulvi ed Enrico Nicolelli
del Pd, Carla Luzi di Sinistra
Unita, Giancarlo D'Anna della lista D'Anna e da Davide
Delvecchio di Insieme per Fano. Presidente è Carla Luzi.
Opereranno nella quarta
commissione Servizi Finanziari, Rapporti con le società
partecipate: Enrico Fumante
ed Enrico Nicolelli del Pd,
Laura Serra di Noi Città, Mirco Carloni di Progetto Fano
ed Hadar Omiccioli di Fano 5
stelle; presidente è Laura Serra. I componenti della quinta
commissione Lavori Pubblici, Verde pubblico, Arredo urbano, Viabilità e Traffico, Sicurezza e Protezione Civile,
sono: Terenzio Ciaroni e Rosetta Fulvi del Pd, Mattia De
Benedittis di Noi Giovani, Stefano Aguzzi della Tua Fano
ed Hadar Omiccioli di Fano 5
stelle; presidente è Rosetta
Fulvi. La sesta commissione
Cultura, Sport e Tempo Libero, Attività Economiche e Turismo, infine, è composta da:
Sara Cucchiarini e Francesco
Torriani del Pd, da Barbara
Brunori di Noi Città, Maria
Antonia Cucuzza di Forza Italia e Marta Ruggeri di Fano 5
stelle; presidente è Francesco
Torriani.
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Donna in bicicletta travolta da un Tir, uno degli ultimi gravi incidenti verificatisi a Fano
comando fanese ad attivare
appositi controlli finalizzati a
verificare che nei confronti
dei minorenni sia rispettato: il
divieto di vendita di sigarette,
comprese quelle elettroniche,
il divieto di vendita di bevande
alcoliche, nonché il divieto di
somministrare alcolici ai minori di sedici anni, il divieto di
consentire la partecipazione a
giochi pubblici che prevedono
la vincita in denaro, il divieto
di ingresso nelle sale Bingo in
cui sono installati apparecchi
Vlt (video lottery) e nei punti
vendita in cui si esercita principalmente l'attività di scommesse su eventi di natura sportiva, anche ippica, ma non solo.
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Meno mezzi in circolazione nel centro storico
LA SITUAZIONE
Fano
All'interno del centro storico
l'obiettivo della sicurezza viene
perseguito con la riduzione dei
mezzi in circolazione. Già i
residenti sono costretti a
compiere un percorso obbligato,
quindi non possono invadere
settori che siano al di fuori di
percorsi che permettano di
entrare ed uscire dalla propria
abitazione; ora l'obiettivo
consiste nell'informatizzazione
della procedura di rilascio delle
ricevute di pagamento per
l'accesso nelle ztl; si mira cioè a
superare l'attuale fase di
gestione semi manuale e avviare
una procedura informatizzata
più efficiente e funzionale. Per
questo sarà utilizzato lo stesso
programma già attivo per
l'Ufficio Mobilità Urbana, che
consente l'utilizzo delle stesse
banche dati, anche in vista di una
futura installazione di varchi con
controllo elettronico. Varchi che
hanno risentito del cambio di
amministrazione e che ora
dovranno passare sotto l'esame
della revisione del Piano Urbano
del Traffico, preannunciata
dall'assessore Marchegiani.
Pochi minuti di pioggia ad alta intensità e forti raffiche di vento creano disagi in centro e nell’entroterra fanese
Sottopassi allagati, alberi caduti e tanto fango
Fano
Non è stata una tromba d'aria
vera e propria, ma qualcosa di
molto simile il fenomeno atmosferico che ha sconvolto la città, ma anche un buon tratto
dell'entroterra, ieri intorno alle 12,30 quando la gente tornava a casa dal lavoro per la pausa pranzo. In brevissimo tempo si è levato un forte vento che
ha scagliato raffiche di pioggia
contro le auto in circolazione,
costringendo molte a fermarsi;
Disagi in centro e in periferia
Urbanistica
a Fanesi
Per lo sport
c’è Torriani
subito dopo alla pioggia si sono
uniti chicchi di grandine grossi
come noci che sono rimbalzati
sui tetti, sull'asfalto, sulle carrozzerie dei veicoli con fragore. E bastata poco più di mezz'
ora di vento e pioggia intensa
per procurare parecchi danni
in tutta la zona. Il primo a soffrirne è stato il sottopassaggio
di viale Carducci che si è subito
allagato, isolando la zona balneare del Lido. Poco lontano in
viale Cairoli un albero è caduto
su un'auto in sosta al lato della
carreggiata. Altri alberi sono
caduti in via della Paleotta, dove la strada è stata interrotta,
tra il cimitero di Rosciano e il
centro abitato, in via Flaminia,
sulla provinciale di Carignano,
tra Fenile e Santa Maria dell'
Arzilla. Fragellata dal maltempo soprattutto la zona tra Ponte Murello alla Trave, Via Brigata Messina è stata invasa dal
fango, nel pressi di Falcineto
un palo è caduto non molto
lontano dall'asilo. Fulmini sono caduti in città: uno nei pres-
Martedì 22 Luglio 2014
XV
FANO •VALCESANO
Online
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Spettro chiusura per la Sicap
Cartello stradale rimosso, Fano Unita protesta
Sessanta posti di lavoro a rischio, ieri sit-in davanti allo stabilimento
Scenari terribili
per Lucrezia
e il comprensorio
EMERGENZA
OCCUPAZIONE
LA SITUAZIONE
Cartoceto
Cartoceto
Manifestazione ieri mattina davanti allo stabilimento della Sicap di Lucrezia dei dipendenti,
in tutto sono sessanta, che rischiano di rimanere senza lavoro.
"Convocheremo come amministrazione comunale - ha detto
il sindaco di Cartoceto Enrico
Rossi - un tavolo di discussione
con proprietà, organizzazioni
sindacali, rappresentanti di categoria e Provincia. Il caso rappresenta un'emergenza di carattere occupazionale, sociale
ed economica. Bisogna preservare un'eccellenza produttiva
del nostro territorio. Dobbiamo farci interpreti di un ruolo
di tutela dei circa 60 dipendenti, di approfondimento insieme
alla proprietà delle difficoltà
che l'azienda sta attraversando, delle interazioni tra le dinamiche di sviluppo locale e le
esigenze di ridefinizione del core business aziendale".
Il futuro per tutti i dipendenti sembra segnato. E' insistente la voce della chiusura
dello stabilimento. Angelo
Gaudenzi, della Rsu Filca-Cisl
ha confermato che i margini di
trattativa non sono molti.
L'azienda ha accumulato una
somma importante di crediti
non riscossi. "E' impossibile
che lo Stato non riesca a tutelare un'azienda che deve riscuotere dei crediti - sottolinea Gau-
"La crisi della Sicap di Lucrezia
- sottolinea il segretario di Rc
Claudio Casavecchia - dipende
dalla mancanza di commesse,
da mancate riscossioni e
problemi bancari. Decine di
dipendenti si troveranno
presto licenziati e
rientreranno tra i tanti
lavoratori italiani dimenticati
dal governo Renzi, il quale
preferisce occuparsi di Senato
e di legge elettorale invece di
predisporre serie politiche di
rilancio del lavoro,
dell'occupazione e
dell'economia. Renzi e il suo
governo di larghe intese non
hanno predisposto alcun
piano programmatico per il
mondo del lavoro in forte
sofferenza".
La manifestazione davanti alla Sicap di Lucrezia
denzi - compromettendo i posti di lavoro. Ci siamo resi disponibili come lavoratori ad assumerci la responsabilità della
guida dell'azienda anche attraverso la costituzione di una cooperativa ma la proprietà non
sembra d'accordo".
Con la chiusura dello stabilimento Sicap di Calmazzo a
Fossombrone gli operai erano
stati trasferiti a Lucrezia con
prospettive di ampliamento e
potenziamento. A rappresentare il Comune di Fossombrone
l'assessore orlando Lustrissimini.
"Abbiamo chiesto un documento ai sindacati che dobbiamo approvare in giunta con urgenza per fare il punto della situazione. La ditta deve riscuotere somme ingenti e si trova
in difficoltà. Per i dipendenti
della Sicap si prospettano al
momento sei mesi di cassa integrazione e poi la mobilità da
evitare in tutti i modi possibili".
Hanno portato la loro solidarietà ai manifestanti anche
Renzo Savelli, capogruppo di
Rifondazione Comunista in
Provincia ed Elisa Cipriani,
consigliere comunale di Fos-
Un momento dei festeggiamenti dei sostenitori di Marotta Unita
sombrone.
"Sono una trentina gli operai che orbitano a Fossombrone e dintorni - aggiunge l'assessore Lustrissimini - si tratta di
quelli che alla chiusura dello
stabilimento dove oggi si è insediata la Metalli Plastificati a
Calmazzo, per intenderci, erano stati trasferiti a Lucrezia
con prospettive molto diverse
da quelle che si sono venute a
determinare. E' stata respinta
la richiesta dei lavoratori che
erano disposti a costituirsi in
cooperativa".
Giovedì a Mondolfo
Altre polemiche sul mammografo
Il gusto
delle fiabe
al bastione
Pergola
Un botta e risposta che non finisce più, una polemica che rimane viva. "Il mammografo è
stato recentemente acquistato e riconosciuto totalmente
idoneo dopo lo scrupoloso collaudo condotto dagli esperti fisici sanitari dell'azienda ospedaliera Marche Nord. Risulta
essere di ultimissima generazione tant'è che è possibile trasformarlo addirittura in digi-
tale diretto". L'ufficio relazioni con il pubblico dell'Area vasta 1, replica alla giunta comunale di Pergola intervenuta
sul depotenziamento della radiologia, per ricordare, tra le
varie cose, che quello presente nell'ospedale pergolese è
un mammografo di vecchia
generazione che non si trova
più nei moderni nosocomi ma
solo in qualche laboratorio
privato di periferia. "Sulla base dei dati tecnici divulgati dalla ditta costruttrice Metaltronica - Roma, si vuole rassicu-
rare la popolazione di Pergola, dichiarando che la nuova
situazione tecnologia prevista
per la radiologia è assolutamente migliorativa e tecnologicamente avanzata rispetto
alla situazione precedente. Il
nuovo mammografo - ricorda, infine, l'ufficio relazioni
con il pubblico - è stato acquistato in tempi rapidissimi per
evitare l'inevitabile blocco
dell'attività senologica, compreso lo screening mammografico".
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Tutta la classe di Rotatori e Vergoni
L’INCONTRO
Marotta
"Parole, musica e immagini" è
il titolo dell'incontro che organizza stasera il circolo culturale Marotta. L'appuntamento è
alle 21.15 nel parcheggio di Villa Valentina. Aprirà la serata il
maestro Giacomo Rotatori,
uno dei fisarmonicisti più importanti del panorama nazionale, che suonerà alcuni dei temi di maggior successo legati
alla magia del tango e non solo.
Sarà poi la volta del poeta
Franco Caramia, presidente di
"Valcesano Arte", che leggerà
alcune liriche da lui composte.
Le poesie saranno accompagnate da immagini e musica.
Chiuderà la serata Enrico Ver-
Enrico Vergoni
goni, poeta marottese che con
la sua ultima raccolta "Tango e
Cenere" ha ottenuto successi
nazionali e internazionali, entrando nella classifica dei libri
più venduti in Italia e in paesi
come Messico ed Argentina.
Il comitato FanoUnita denuncia un episodio accaduto
la notte dei festeggiamenti
per l'unificazione ufficiale di
Marotta.
"Il cartello stradale indicante l'inizio e la fine di Marotta
è stato rimosso, tagliando
con frullini a disco i pali che
lo sostenevano. Il tutto è avvenuto nella notte, con gente
che urlava e inneggiava la caduta del muro, come se fosse
un atto di conquista territoriale che neanche i condottieri medioevali si sarebbero
immaginati. Si tratta di un illecito: il cartello sarebbe dovuto essere rimosso da operatori comunali incaricati
dal sindaco o da un dirigente
e durante l'orario lavorativo.
“Per mettere a punto
certe questioni
servono autorizzazioni
ma anche senso civico”
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Antiquariato e artigianato artistico
L’INIZIATIVA
L'anno scorso è stato premiato
dal presidente della Repubblica.
Vergoni leggerà poesie dal
suo nuovo libro in uscita, in
spagnolo e italiano, per la fine
dell'anno. "Sono molto felice racconta Vergoni - di chiudere
tre anni di girovagare, in Italia
e all'estero, nella mia città. Sono entrato in contatto con molte realtà, ho incontrato scuole
e giovanissimi e, ogni volta, sono tornato a casa con un bagaglio di emozioni e umanità che
sono la vera ispirazione per
qualsiasi persona si voglia cimentare con la poesia. Il nuovo
libro sarà una lunga lettera ai
giovani, immaginando un colloquio con un figlio". Presenta
la presidente Ersilia Riccardi.
Dalla fisarmonica alla poesia, serata speciale al circolo culturale di Marotta
Marotta
Non possiamo pensare che
d'ora in poi qualsiasi cosa
che riguarda il passaggio di
consegne tra le due amministrazioni, avvenga senza alcun tipo di autorizzazione e
al di sopra delle regole e del
minimo senso civico. Inoltre,
l'atmosfera di festa e goliardia per un atto simile, fa solo
pensare a una sfida e rivalsa
verso l'amministrazione fanese. Tutto ciò non fa altro
che alimentare il clima di
astio e separazione sociale
diffuso nella nostra comunità".
Tensione, animi accesi, FanoUnita chiede chiarezza.
"Ancor più grave è vedere
che abbiano preso parte alcuni rappresentanti dell'amministrazione mondolfese.
Chiediamo che la cosa non
venga trascurata dalle autorità e dall'amministrazione a
oggi competente e, in particolare, che si faccia chiarezza sull'accaduto e su quelle
che sono le reali competenze
di una amministrazione piuttosto che dell'altra".
Mondolfo
Nuovo incontro giovedì con
"fiabe al bastione" a Mondolfo. L'appuntamento dedicato ai bambini e alle famiglie
propone la lettura animata
di fiabe provenienti dalla tradizione italiana per spaziare, poi, nelle culture dei vari
continenti. "Confermiamo
una iniziativa di successo
che, per tutto luglio, ogni
giovedì accoglie i bambini in
uno spazio particolarmente
suggestivo come quello del
cinquecentesco Bastione di
S.Anna, nel cuore del Castello uno dei Borghi più Belli
d'Italia. Occasione per le famiglie di residenti e turisti prosegue l'assessore Corrado Paolinelli - per condividere insieme l'ascolto educativo di una fiaba, proposta in
collaborazione con l'Associazione Bangherang". Mondolfo conferma così la speciale attenzione per un turismo dedicato anche ai bambini, "Fiabe al Bastione il giovedì al Castello e Giocolandia, la ludoteca va in Vacanza il mercoledì a Villa Valentina, sempre ad ingresso
gratuito, ospitano decine e
decine di bambini ogni sera,
per una formula di successo”. L'inizio della lettura animata è fissato per le 21.
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IL REFERENDUM
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L’Area vasta 1 replica alle considerazioni della giunta pergolese
SANITA’
Amministratori mondolfesi
al brindisi: “Un grave gesto”
Una precedente edizione del mercatino del Feudatario
Mercatino del Feudatario
tra fascino e tradizione
L’APPUNTAMENTO
Montefelcino
Nuovo appuntamento questa
sera a Montefelcino con il
Mercatino del Feudatario è
importante manifestazione
d'antiquariato e artigianato
artistico affermatasi a livello
provinciale e regionale, che richiama espositori e grande
pubblico da Marche, Umbria
ed Emilia Romagna. E' un
evento ricco di fascino; merito della posizione panoramica del Castello e della dolce atmosfera evocata.
Gli espositori sono distribuiti
lungo le vie del centro storico,
dove trovano la loro cornice
ideale oggetti d'antiquariato
e vario collezionismo. Arricchiscono la rassegna anche le
suggestioni evocate dalla sfilata del corteo storico, la presenza degli artigiani del gruppo mestieri artistici ed agresti
della Pro loco e le affascinanti
mostre allestite nel Palazzo
del Feudatario. Si tratta di
una storia lunga cinque secoli.
Il Comune di Montefelcino, con l'intenzione di celebrare il quarto centenario della morte di Fabio Landriani,
nel 1991 gli intitolò la piazza
del Castello e soprattutto istituì il Mercatino del Feudatario per ricordare la grande
iniziativa del mercato libero
senza gabella voluto dal Conte nel 1582. Non manca la
buona cucina. Angoli del paese diventano ristorantini all'
aria aperta.
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