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Campo De Fiori Rivista

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Campo de’ fiori
2
SOMMARIO
Editoriale:
Ancora Primavera................................................3
PAPA FRANCESCO A
SAN GREGORIO VII ...4
Curriculum vitae:
Martina Menichini................................6
Suonare Suonare:
Bancorotto..........................................................7
Ma è vero che gli immigrati li paghiamo noi?8
La grande bellezza in “Facce da gol”..............9
LA ZANZARA IMPERTINENTE .........................9
Roma che se n’è andata:
Artemisia Gentileschi.....................................10-11
Siete dei geni? Potete entrare in Mensa!.....14
Un dispositivo elettronico riconosce la voce15
Il processo di nientificazione dell’essere......16
Riserse in rete per trovare o inventarsi un
lavoro..............................................................17
Ecologia e ambiente:
Il collasso economico e imbentale si avvicina.......18
L’Angolo del Piacere:
La cultura e la storia del Sigaro...........................19
Abuso sui minori, un tema che scotta...........20
“Requiem di
Mozart per il Giappone dal
Vaticano”.............22
Come eravamo:
Stradonico Romani.............................................23
“Quante volte si muore”................................24
Le prime donne elette al Consiglio Comunale
di Civita Castellana........................................26
Ass. Artistica IUNA:
I prima passi, la storia, il passaggio!...................27
3 anni di Tip e Tap..........................................28
Analisi della scrittura di Chiara per la scelta
della facoltà universitaria..............................29
Il Fumetto:
Amon................................................................30
Fiera del fumetto e games: il Cosplay...........30
Naturopatia e animali d’affezione.................32
17° edizione del
Mini Festival di
Viterbo....33
Cine Parade:
Monuments Men................................................34
L’Angolo del collezionista:
Il Calendario della Polizia di Stato.......................35
La Comunità Ortodossa Georgiana ringrazia36
Le auto della nostra infanzia:
Lancia Appia......................................................37
Se pònno guardà,
se pònno
guardà...........38
Al Carnevale civitonico: +zumba -alcool......38
Perchè la maschera........................................38
Quel che conta a Carnevale...........................39
Carnevale civitonico 2014......40,41,42,43,44,45
Carnevale di Nepi 2014.................................46
Carnevale di Fabrica di Roma 2014..............47
Carnevale di Magliano Sabina 2014..............48
Carnevale di Roma 2014...............................49
Carnevale di Rignano Flaminio 2014............50
MESSAGGI......................................................51
I nostri amici..................................................52
News...............................................................53
Roma com’era ...............................................54
Album dei ricordi........................55-56-57-58-59
Annunci gratuiti........................................60-61
Oroscopo........................................................62
Selezione offerte immobiliari ..................63-64
I NOSTRI RECAPITI UTILI
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Campo De Fiori Rivista
Campo de’ fiori
3
Ancora Primavera
21 marzo 1982. È primavera, sto facendo un giro in macchina nella zona
industriale della nostra città. Strade perfette, illuminazione efficiente,
fabbriche nuove cinte da siepi ed alberi ornamentali… tanta operosità.
21 marzo 2014. Stessi luoghi. I prati nuovi lambiscono le vecchie fabbriche, qualche cespuglio selvatico ne ha già invaso i giardini. Desolazione,
di Sandro Anselmi
silenzio, strade piene di buche e di erbacce. Pali della luce divelti e abbandonati a terra… Questo, oggi, a ricordo del coraggio e dei sacrifici di una generazione che costruiva qualcosa che rimaneva nel tempo, da lasciare ai figli.
Viviamo ora, purtroppo un’altra realtà. E nel prato più verde di questo marzo, pascolano ancora indisturbati gli stessi demiurghi di sempre che, per l’ennesima volta, si
accingono a rimodellare la creta per realizzare un altro fantoccio.
Nella strana quiete di questo paesaggio surreale mi fermo a guardare la luce mutevole
del tramonto, e mentre il pastore raccoglie le pecore e gli agnellini già pronti per la
Pasqua, nell’aria ferma della sera, mi prometto, fuori da ogni credo e da ogni ideologia
e per illudermi un po’, di volerci credere ancora.
Campo de’ fiori
4
PAPA FRANCESCO A SAN GREGORIO VII :
UNITI CONTRO LE MAFIE
Visita la parrocchia romana ed incontra don Ciotti
U
na folla acclamante accoglie
Papa Francesco al suo arrivo
davanti al sagrato della Chiesa
San Gregorio VII Papa dove
stava per iniziare l’evento dedicato alla diciannovesima edizione della
“Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle
mafie“ promossa dall’associazione Libera
di don Luigi Ciotti. Libera è nata il 25
Marzo 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia, ed il Papa
quest’anno ha deciso di unirsi in preghiera
con tutti i componenti delle famiglie vittime
delle mafie.
Puntuale, Venerdì 21 Marzo alle 17,00, il
Pontefice è arrivato a bordo di una Ford
Focus, ha salutato i numerosi fedeli che lo
attendevano fuori dalla Chiesa ed è stato
accolto dal fondatore di Libera Don Luigi
Ciotti e da Padre Paolo Maiello, il Parroco
Francescano che con le Sue iniziative ha riportato in pochi anni la Chiesa al centro del
quartiere Aurelio e tanti fedeli a seguire
ogni domenica la Messa. Papa Francesco si
è seduto su una semplice sedia accanto a
Don Luigi Ciotti ed ha ascoltato a capo
chino l’elenco degli 842 nomi delle vittime
di mafia letto dai loro familiari e dal Giudice Giancarlo Caselli. Presenti alla cerimonia, il presidente del Senato Pietro
Grasso, la presidente della Commissione
Antimafia Rosy Bindi ed il sindaco di Roma
Ignazio Marino. Bergoglio ha ricordato
subito la condanna risuonata nella Valle dei
Templi di Agrigento agli inizi degli anni novanta quando Papa Wojtyla dopo le stragi
di Capaci e Via d’Amelio urlò:“ Mafiosi,
verrà per voi il Giudizio di Dio! “ A cambiare stavolta sono stati i toni ma non i contenuti: “Per favore, cambiate vita.
Convertitevi, fermatevi di fare il male.
Ve lo chiedo in ginocchio, è per il vostro bene. C’é ancora tempo per non
finire nell’inferno!“
All’interno della Chiesa si è levato un applauso che sembrava non finire mai e sui
volti dei mille presenti si scorgevano lacrime
liberatorie. Don Ciotti ha chiesto inasprimenti alle norme del voto di scambio e
ha denunciato i silenzi e l’omertà della
Chiesa nel Sud. Al termine Papa Francesco, tenendo per mano don Ciotti, ha
indicato la direzione giusta esortando a
far presto per voltare pagina. Al termine
della Veglia, uscendo dalla Chiesa il
Papa Francescano ha salutato tutti i fedeli che lo attendevano e ripartiva alla
volta della Sua Residenza a poche centinaia di metri dalla Parrocchia.
Sandro Alessi
Campo de’ fiori
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Curriculum vitae
MARTINA MENICHINI: COME UN LIBRO APERTO...
C
i eravamo recati al Teatro Belli
per recensire “La Sottoveste
Rossa“ diretto da Claudio
Boccaccini interpretato da Patricia Vezzuli, Angelo Maggi
e Martina Menichini , quando ci ha
molto colpito il ruolo di quest’ultima e la
sua interpretazione. Decidemmo quindi di
incontrarla e parlarVi di Lei.
Martina ci confida subito che questa
è stata la sua prima esperienza teatrale
“E siccome penso che ognuno di noi ha del
talento da esprimere, avevo deciso che era
giunta l’ora di provare l’impatto col pubblico e di esprimere le emozioni che sentivo; come mi hanno sempre detto fin da
piccola: sono come un libro aperto!”
Ma inizialmente non pensavi al teatro....
“A meno di tre anni ho iniziato a nuotare
come fanno tutti i bambini ma tra i sei ed i
diciannove anni seguendo degli istruttori
molto bravi mi sono specializzata nel sincronizzato vincendo numerosi titoli nazionali. Nel frattempo cominciava a nascere
l’amore per la danza, il canto e la recita-
zione e mi trovai davanti ad un bivio: continuare a nuotare o dedicarmi allo spettacolo e scelsi di lasciare l’attività sportiva
professionale seppur continuando ad essere giudice nazionale ed insegnando ai più
piccoli.”
Martina prosegue le sue strade frequentando corsi di canto e danza specializzandosi nella danza del ventre.
Ricordiamo anche esperienze come
presentatrice...
“Si e ne vado molto orgogliosa. Nel 2010
ero la presentatrice di Sky Meteo 24,
scelta dal presidente di Sky che mi vide alla
premiazione del premio Pipolo dell’ Accademia di Stefano Jurgens di doppiaggio
il quale mi chiamò subito per un provino e
dopo una sostituzione mi fece iniziare subito a condurre le programmazioni.”
In questo spettacolo ha interpretato Evrà,
personaggio surreale, un pò fatina un pò
diavoletta, quasi una presenza fantasma
che avrà una evoluzione ben precisa nel
corso dello spettacolo. In tv l’abbiamo vista
ne I Cesaroni 3 ed in alcuni cortometraggi di successo; per la moda ha prestato
la sua immagine per il Calendario Maximo
12, il Calendario Lavazza nel catalogo Le
Cremerie e come attrice di fotoromanzi
per le riviste Cioe‘ e Pop’s.
Dopo averla vista dalla platea, pensiamo
sia stata un’ottima prima interpretazione
per un’ artista completa che possiamo affermare esser partita col piede giusto in un
mondo, quello dello spettacolo, che potrebbe rivelarle molte soddisfazioni future.
Sandro Alessi
Martina Menichini e Sandro Alessi
Campo de’ fiori
7
di Carlo
Cattani
BANCOrotto
“Il BANCO ha perso la
“E mi viene da pensare all'entusiasmo cresciuto per strada…”
...E’ l’ incipit di un famoso brano del Banco
Del Mutuo Soccorso , “E mi viene da pensare” (lp “Canto di primavera“ 1979), che mi dispone tanto ai ricordi ora
che Francesco Di Giacomo, immenso , sublime , carismatico , arguto , pungente
,emozionante vocalist del “BANCO”… NON
C’E’ PIU’ ! Poco più di un mese è trascorso
dal tragico incidente automobilistico in cui
ha perso la vita a pochi centinaia di metri
dalla sua casa, nel comune di Zagarolo ,
“BIG” Francesco ,il 66enne gigante buono
del Banco Del Mutuo Soccorso , performer
dall’inconfondibile timbrica vocale:un personaggio ben saldo nell’immaginario di tutti
gli appassionati della “grande musica “…
quanto un paletto di frassino conficcato nel cuore di un vampiro! Ah… i ricordi! Un compositore del ‘700,una scuola
media, un muretto, una professoressa di
educazione musicale,una fonovaligia portatile, un compagno di scuola, il 1972,un lp
dalla copertina a forma di salvadanaio…il
sottoscritto ,ragazzetto di appena undici
anni … Tutti anelli di una catena di ricordi
che mi riportano all’approccio con la musica
del “Banco Del Mutuo Soccorso” e alle
prime frequentazioni con la “VOCE” di
Francesco Di Giacomo, ”omone” grosso
e barbuto dal canto inconfondibile! Giovan
Battista Pergolesi era il nome della mia
scuola media (oggi si chiama Arturo Toscanini), il muretto era il luogo antistante la
scuola dove sostavo e chiacchieravo in-
sieme ad alcuni compagni della mia classe
in attesa del fatidico suono della campanella delle 8.00 ;la professoressa di educazione musicale era una graziosa signora
“paffutella”, sui cinquanta, dai capelli biondi
e cotonati stile anni ’60, sempre elegantemente compres(s)a in tailleurs color pastello e sempre accessoriata di una
fonovaligia (giradischi portatile) ben stretta
nella mano destra e da una valigetta
“porta dischi” di plastica nera impugnata
con la mano sinistra…sempre sorridente e
dal passo lesto ,breve e altalenante sotto
il peso… in tutti i sensi! Un compagno di
scuola di pari età ,Alfredo,mi intratteneva
tutte le mattine al ”muretto” con un’esposizione “fitta-fitta” su questo o l’altro dei 33
giri che immancabilmente estraeva da una
busta di plastica che completava il suo corredo scolastico e che tutte le mattine riservava sorprese musicali diverse! Una mattina
dell’anno scolastico 72-73 dalla “busta magica” del mio compagno Alfredo fu estratto
un disco dalla copertina cartonata decisamente non classica: era sagomata a
forma di un salvadanaio …il più classico
… quello “cocciuto e panciuto” …”er dindarolo” di terracotta,per intenderci ! Quel
“salvadanaio” non ci fece risparmiare chiacchiere tanto ne parlavamo e , ad un certo
punto, suscitammo l’interesse anche della
nostra professoressa “paffutella” che, un
giorno, allestì un “punto d’ascolto “ al centro della classe , collocando la sua fonovaligia in cattedra ; quindi, mettendo da parte
i “suoi 33” di Debussy , Mussorgsky ,Stravinsky, Ravel, Vivaldi e compagnia bella, ci
invito a “silenziarci” per iniziare un attento
ascolto del …prezioso contenuto del “salvadanaio”…sssrrrrr! E partirono, così, le note
e le parole de “Il Volo”, brano d’apertura
del primo album, omonimo, del Banco Del
Mutuo Soccorso dall’ introduzione in stile
medievale con la voce recitante di Vittorio
Nocenzi …: <Lascia lente le briglie del tuo
ippogrifo, o Astolfo…> e a seguire di Francesco Di Giacomo nella parte di uno scudiero che con una
“vocina” dal tono
nasale, indelebilmente scolpita nella testa
di tutti noi appassionati di rock progressivo
spiegava: <Da qui, messere, si domina la
VOCE!”
valle ciò che si vede, è. Ma se l'imago è
scarna al vostro occhio scendiamo a rimirarla da più in basso e planeremo in un galoppo alato entro il cratere ove gorgoglia il
tempo>. Beh,da quel momento in poi le
mie “paghette” settimanali contribuirono a
far girare l’economia del mercato discografico e dischi e cassette iniziarono ad impilarsi e a stiparsi in ogni mensola e cassetto
a mia disposizione …per la gioia di mamma
& papà ! Grazie “Prof.” ovunque tu sia …
grazie Francè… < E vola via sopra un vascello fantasma e vola via verso una terra
promessa…>
(da
“Moby
Dick”/Lp
“Banco”/1993 -BMS). Ha dichiarato Mauro
Pagani, ex della PFM: <come Francesco
non cantava nessuno, mi auguro che rimanga un esempio!>
CarloCattani©marzo 2014
Campo de’ fiori
8
Ma è vero che gli immigrati li paghiamo noi?
T
ra i discorsi più
gettonati
tra
amici fuori al
bar, o nei luoghi
di lavoro durante la pausa pranzo,
quello che mi capita di
sentire più spesso è, ridi Giuseppe
volto ad alcuni extracomuFerone
nitari “Ma lo sapete voi
quanto ci costano questi? Li paghiamo 35
euro al giorno. Senza che facciano nulla.
Avete capito? Trentacinque euro al giorno.
Uno stipendio mensile. E oltre a questo lavorano pure abusivamente per prendere
doppio stipendio”. Saranno discorsi che capita di sentire minimo due o tre volte alla
settimana. Gli extracomunitari prenderebbero dalle casse dello Stato uno stipendio
mensile senza lavorare. Ma sarà vero? E’
bene fare chiarezza sulla questione perché
se è vero che la conversazione da bar è alquanto imperfetta e intrisa di
errori, è anche vero che non
“La legge Martelli”, che
è del tutto falsa. Ma iniziamo
prevedeva un contributo di tenenza ad un deper ordine.
terminato gruppo
Il Ministro socialista Claudio assistenza per i profughi di sociale o per le sue
Martelli, a cavallo tra la fine
opinioni politiche,
43.000 lire ai richiedenti
degli anni Ottanta e l’inizio
asilo non esiste più da al- si trova fuori del
degli anni Novanta, introPaese di cui è cittameno 15 anni. Tuttavia,
dusse per la prima volta in
dino e non può o
Italia, tramite appunto “la
non vuole, a causa
sussidi agli immigrati ne
legge Martelli”, un contributo
esistono ancora, ma non di questo timore,
di assistenza alternativa alavvalersi della prosono rivolti alla totalità
l’accoglienza per i profughi,
tezione di questo
che prevedeva 43.000 lire ai
Paese; oppure che,
degli extracomunitari
richiedenti asilo. Questo tipo
non avendo una
di misura non esiste più da almeno 15 anni.
cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in
Tuttavia, sussidi agli immigrati ne esistono
cui aveva residenza abituale a seguito di sifancora, ma non sono rivolti alla totalità
fatti avvenimenti, non può o non vuole tordegli extracomunitari che arrivino nella Penarvi per il timore di cui sopra”.
nisola ma soltanto ad un particolare insieme
Lo status di rifugiato è importantissimo in
che è quello dei “rifugiati politici”.
quanto consente, a colui che ne è investito,
Ma cos’è lo status di rifugiato? È presto
di percepire l’indennità mensile di cui pardetto. Sarebbe il cosiddetto “asilo”. E ce lo
lavamo prima. Questo viene riconosciuto
spiega una direttiva europea del 2004, la
dalla Commissione territoriale competente
Direttiva n. 2004/83/CE del 29 aprile 2004
in seguito alla presentazione di domanda di
(c.d. Direttiva qualifiche). Tale status,
protezione internazionale. Lo straniero, che
spiega la direttiva, è compreso nel più
dimostri un fondato timore di subire nel
ampio concetto di protezione internazioproprio paese una persecuzione personale
nale. Tale direttiva è stata attuata nel nostro
ai sensi della Convenzione di Ginevra, può
ordinamento con il cosiddetto Decreto quaottenere questo tipo di protezione.
lifiche, ossia il D.Lgs. n. 251/07, il quale ha
Attenzione dunque, per ottenere lo status
definito le norme sull’attribuzione ai cittadini
di rifugiato non dobbiamo pensare per forza
di paesi terzi o apolidi, della qualifica di ria dei condottieri rivoluzionari, in stile Garifugiato o di persona altrimenti bisognosa di
baldi o Che Guevara,costretti a fuggire dal
protezione sussidiaria.
contesto del loro Paese in quanto ricercati
La definizione di rifugiato ce la da invece la
da tutte le forze armate del loro Paese. Non
Convenzione di Ginevra del 1951 all’art. 1,
è necessario infatti che siano oppositori polett. A), che afferma “è rifugiato chi telitici: possono anche semplicemente essere
mendo a ragione di essere perseguitato per
dei cittadini costretti a fuggire da una dittamotivi di razza, religione, nazionalità, appartura o da un contesto di guerra civile e che
magari con la politica non hanno avuto mai
niente a che fare.
Al titolare dello status di rifugiato la Questura rilascia un permesso con motivo
“asilo politico”. Il primo rilascio deve essere chiesto presso la Questura, il rinnovo
avviene tramite procedura postale. Tale permesso, inoltre, consente al possedente l’accesso allo studio; lo svolgimento di
un’attività lavorativa subordinata o autonoma; l’accesso al pubblico impiego; l’iscrizione al servizio sanitario; dà diritto alle
prestazioni assistenziali dell’Inps (assegno
sociale e pensione agli invalidi civili) ed all’assegno di maternità concesso dai Comuni. Inoltre dura cinque anni ed è
comunque rinnovabile.
Alla faccia della classica “chiacchiera da
bar”. La questione sembra infatti essere
parzialmente veritiera. L’indennità ammonterebbe a circa trenta euro al giorno. E purtroppo molti dei mendicanti buttati per terra
nelle vie romane che ci chiedono quotidianamente l’elemosina sono provvisti proprio
di tale status percependo dunque l’indennizzo. Ed anche molti venditori ambulanti
abusivi. Riuscono, così, ad accumulare
quasi duemila euro al mese. Uno stipendio
medio di un cittadino italiano benestante.
E’ anche vero però, e lo sottolineo, che bisogna fare attenzione sui numeri di cui
stiamo parlando. Non dobbiamo immaginare i rifugiati politici e i richiedenti asilo
come tutti o come al maggioranza degli immigrati presenti in Italia. Anzi, i rifugiati rappresentano ad oggi una minoranza,
essendo circa 47 mila su quasi cinque milioni di stranieri presenti nel territorio.
Campo de’ fiori
9
In arrivo il libro di ricordi del calcio viterbese firmato da Claudio Di Marco
LA GRANDE BELLEZZA IN FACCE DA GOL
U
na
duplice
strana
circostanza mi sta
accompagnando
nella
lettura di “
Facce
da gol”, un libro di ricordi
di Secondiano
del calcio viterbese, che
Zeroli
l’amico Claudio Di Marco sta
per concludere e consegnare alle stampe in queste settimane.
La prima strana circostanza è che io sto scorrendo soltanto alcune pagine (non più di una
cinquantina) che Claudio mi ha gentilmente
concesso di leggere in anteprima, ma che
per me sono già esaustive per poter formulare un giudizio nel merito. La seconda strana
circostanza è che, proprio in questi giorni, il
film italiano “La grande bellezza” di Sorrentino ha vinto
l’Oscar a Hollywood quale miglior film straniero e che per
me tale avvenimento è motivo di accostamento non forzato all’emblematico “bouquin” di Di Marco. Sia nel libro
che nel film c’è difatti un rimpianto sommesso e prolungato per una “grande bellezza” del nostro passato: del
passato di Roma e dei trascorsi della Viterbese.
C’è una profonda solitudine che ci coglie sia al cinema
sia nel nostro studio, perché i personaggi che ci attraversano gli occhi e ci tappezzano l’immaginazione, fanno
parte d’una galleria dei ricordi, che il mondo d’oggi ci vorrebbe spazzare via per sempre. In fondo quello che ha
detto Toni Servillo, a proposito del suo personaggio, lo
potrebbe ragionevolmente affermare anche Claudio. Dice
Servillo: ”Jep (il protagonista del film) è un cinico sentimentale, deluso dal presente e non estraneo a un atteggiamento moralistico….. Lascia dietro di sé un lunga serie
di occasioni mancate, una scia di rimpianto, un’illusione”.
E l’illusione di Claudio è proprio quella di poter rivedere
nel presente e nel futuro quello che ha già visto nel passato. Gli aneddoti su Martinetti, su Liverani o su Baiocco
egli auspica di poterli reinventare sui nuovi eroi dell’oggi
Z
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e su quelli che prossimamente vestiranno i colori giallo-blu.
In effetti anche Sorrentino, pur avendoci consegnato a dosi massicce immagini d’una Roma in piena rovina, si augura che la capitale d’Italia possa tornare ad essere quella che fu un tempo. Il messaggio non può essere che
questo. La storia grandiosa di Roma e più in generale dell’Italia è fatta anche
da una miriade di piccole storie non meno significative.
Nel pertugio più profondo di questa galassia c’è anche il testo che l’amico
Claudio Di Marco ci sta consegnando, perché tutti possiamo ricordare quello
che eravamo e quello che potremmo ridiventare. Il tutto raccontato con una
prosa ora fluida e scorrevole ora raffinata ed elegante.
Conosco bene Claudio per credere che sia proprio così!
Campo de’ fiori
10
Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi
Artemisia Gentileschi
Protagonista femminile della storia dell’arte
U
na delle poche
donne protagoniste della storia
dell’arte,
fu
anche protagonista di una
torbida vicenda a tinte fosche infarcita con elementi
sentimentali, erotici e fandi Riccardo
tastici, come in una fuConsoli
sione romanzesca.
In un precedente articolo su Michelangelo
Merisi da Caravaggio, abbiamo incontrato la
Roma del cinquecento, una città del tutto
speciale: turbolenta, carnale e creativa. In
quegli anni gli artisti erano riusciti a coinvolgere, nelle loro opere, anche il popolo romano, al punto, che la gente comune aveva
prestato il proprio volto a personaggi biblici
o evangelici; lo stesso Caravaggio, per dipingere “Maria di Cleofe” o la “Maddalena”
scelse come modella una cortigiana che rispondeva al nome di Domenica Calvi e, parimente, per dipingere la “Madonna” nella
tela: “Riposo durante la fuga in Egitto”,
aveva scelto come modella Anna Bianchini,
una prostituta della quale si era innamorato.
In quegli anni, passeggiando per il centro
della città, si potevano incontrare personaggi arroganti o cenciosi, ma anche “Arcangeli” e “Madonne”.
Artemisia Gentileschi, una donna bella, intelligente e orgogliosa, nasce nel 1593 e
cresce in quella Roma barocca, teatrale e
pittoresca dove, da Piazza del Popolo a Trinità dei Monti è un susseguirsi di botteghe
di artisti e studi di pittori. Cresce in una casa
in Via della Croce dove ha sede lo studio del
padre Orazio, famoso pittore già amico e
seguace del Caravaggio che, fra l’altro,
aveva ricevuto l’incarico di affrescare il palazzo di Scipione Borghese.
Fin da piccola Artemisia trascorre intere
giornate in quello studio; il padre la utilizza
spesso come modella, generalmente in
veste di angelo; ella lo osserva quando prepara quei colori che, successivamente, con
grande maestria, vengono trasferiti nelle
tele dove, come magicamente, diventavano
strumenti musicali e nature morte piuttosto
che personaggi maestosi avvolti in vestiti
dai colori smaglianti.
Orazio Gentileschi
Autoritratto
Un giorno il padre non è in bottega, Artemisia vede una tela sul cavalletto dove è
stato appena abbozzato lo schizzo di una
natura morta; la ragazzina, che fino a quel
momento era stata attenta osservatrice
della tecnica di preparazione dei colori, decide di tentare di dipingere, prepara l’occorrente e in pochissimo tempo riesce a
completare il quadro.
Si fa sera e Artemisia comincia a temere il
peggio. Che cosa avrebbe detto suo padre?
Quell’artista burbero e severo che a volte
trascorreva intere giornate senza dire nemmeno una parola? Certamente sarebbe
stata punita severamente. Sarebbe andata
proprio così, ne era certa! Lo sapeva bene
e a proteggerla non c’era nemmeno la
mamma morta quando lei aveva appena
cinque anni.
Però succede l’imprevisto. Appena rientrato
il padre osserva il quadro ultimato, chiama
a se la figlia e, senza alcuna esitazione e
senza alcun rimprovero, la bacia e la stringe
a se dicendole: “Tu sei un’artista nata, d’ora
in poi non poserai più per me, ma sarò io a
insegnarti a dipingere. Questo quadro è uno
splendore, io non avrei potuto fare di meglio”.
Da quel momento Artemisia diventa l’allieva
più abile di Orazio che, da buon conoscitore
di talenti quale era, non manca di segnalare
le capacità della figlia negli ambienti altolocati della città sostenendo che, già da tre
anni, dipinge opere tali: “ … che forse principali maestri di questa professione non arrivano al suo sapere … “.
Una pittrice che emerge dalle cronache del
tempo è un fatto straordinario. Le donne,
infatti, se pure alcune di queste si dedicano
alla pittura, lo fanno all’interno di una bottega d’arte alle dipendenze di un maestro.
A questo punto Orazio, desideroso di perfezionare l’educazione artistica della figlia,
chiede all’amico Agostino Tassi detto “lo
Smargiasso” di insegnarle l’arte della prospettiva di cui egli è gran maestro. Mai decisione fu più infelice come vedremo più
avanti.
Artemisia ha soltanto diciassette anni, conosce l’amore solo nei sogni e, con il passare dei giorni, finisce per innamorarsi del
suo maestro. Una notte, non riuscendo a
dormire, esce di casa per fare pochi passi
in Via della Croce dove abita anche Agostino
che, da qualche tempo, è ospitato da Orazio
Gentileschi. Qui incontra un gruppo di persone ubriache, un uomo con i vestiti in disordine e alcune donne truccate e con
zoccoli altissimi, quell’uomo è Agostino,
l’uomo di cui Artemisia è innamorata che si
accompagna ad alcune prostitute.
Lui è pazzo di desiderio, ma è una persona
che vive una esistenza intrisa di bugie; l’affascinante maestro, infatti, ha moglie e figli
che vivono a Livorno. In realtà Agostino
Tassi è un avventuriero senza scrupoli, è
stato imprigionato più volte accusato di
Campo de’ fiori
gravi colpe come stupro, assassinio e sodomia, egli si vanta di avere rispettato solo il
settimo comandamento poiché non ha derubato nessuno; tuttavia i due vivono un
amore segreto fatto di baci rubati e di carezze fuggevoli che contribuiscono a trasformare il desiderio di Agostino in una vera
ossessione, egli vuole la ragazza a tutti i
costi e per raggiungere il suo scopo ricorre
a un artificio.
Un giorno Artemisia è intenta a ritoccare
una tela chiacchierando con una vicina di
casa, tale Sora Tuzia; all’improvviso entra
Agostino dicendo che Tuzia deve correre subito a casa perché il figlio si è fatto male, i
due restano soli e l’uomo riesce a violentare
Artemisia che, per difendersi, afferra un coltello e lo colpisce di striscio, ma Agostino le
dice che, ormai, lei gli appartiene: ” … tu
sei tutto per me: sposa, amante e allieva …
”
Nel 1612 si svolge il processo contro Agostino Tassi accusato da Orazio Gentileschi di
aver compiuto violenza sulla figlia; Artemisia è costretta a subire un pubblico processo per stupro, alle torture degli
interrogatori e alle umiliazioni della visita ginecologica, anche questa pubblica, si aggiunge il fatto di ritrovarsi al centro di uno
scontro per il controllo dell’azienda familiare, con la conseguenza che il lavoro dei
due pittori resta anonimo e, per un po’, se
ne perdono le tracce. Terminato il processo
Artemisia è costretta a sposare tale Pierantonio Stiattesi e allontanarsi da Roma.
commissiona, pagandola il triplo dei colleghi
fiorentini, impegnati in analoghe commissioni, il pannello con “L’Inclinazione” per il
soffitto della sua casa di Via Ghibellina.
Il successo di Artemisia è immediato e prestigioso sia in città, che presso la Corte medicea, in quel periodo, probabilmente per
tentare di separarsi dal peso doloroso del
passato, si firma Lomi, peraltro, questo è un
cognome appartenente alla famiglia paterna, infatti, lo riprende dallo zio, Aurelio
Lomi, prezioso disegnatore e raffinato pittore.
Nel 1616 entra a far parte dell’”Accademia
del Disegno“ e, sempre per la Corte medicea, esegue una serie di opere; l’influenza
dell’ambiente fiorentino le consente, inoltre,
di attenuare la sua originaria vena caravaggesca.
Improvvisamente rientra a Roma con la
promessa di far ritorno a Firenze, ma la
morte di Cosimo II, a cui l’artista è molto
legata, avvenuta nel 1621, la induce a restare a Roma, ma nel 1627 decide di spostarsi a Napoli dove, salvo brevi periodi,
resterà fino alla morte, avvenuta tra il 1652
e il 1653.
Un tema assai caro ad Artemisia è quello di
Giuditta che decapita Oloferne, a parte la
già ricordata prima tela, a Napoli ne dipinge
di nuove e, in tutte, Giuditta appare nella
veste di giustiziera. Dopo la violenza subita
da Agostino, ella fece sempre lo stesso
sogno, le sembrava di essere Giuditta, la vedova che salvò Israele, entrava nella tenda
di Oloferne e lo scannava, quindi, con la
spada gli tagliava la testa mettendola in una
cesta. La testa era quella di Agostino.
11
questa città fu, dunque, una sorta di seconda patria dove curò la propria famiglia
ricevendo attestati di grande stima, anche
fra i maggiori artisti. Con l”Annunciazione”,
una delle rarissime opere a destinazione
pubblica del periodo napoletano, Artemisia
dimostra di sapersi aggiornare secondo i
gusti artistici del tempo e di sapersi cimentare con soggetti diversi rispetto a quelli affrontati in precedenza.
Napoli era all’epoca una metropoli europea,
seconda solo a Parigi per densità abitativa,
quindi, un luogo prodigo di occasioni di lavoro; Artemisia, peraltro, è molto richiesta
dai potenti della terra e si afferma dappertutto; suo unico cruccio è quello di non riuscire a sfondare a Firenze malgrado possa
contare sull’amicizia di Galileo Galilei.
l’Annunciazione
Giuditta e la fantesca
Questa in sintesi la prima giovinezza di Artemisia Gentileschi, ma vediamo adesso di
conoscere un pò più da vicino l’artista. Numerose opere possono verosimilmente essere datate tra il 1609 e il 1612, anni della
prima attività romana, fra queste la “Madonna col bambino” , la prima “Giuditta decapita Oloferne” e “Giuditta e la fantesca”
una tela quest’ultima che, verosimilmente,
rivela nel volto di Giuditta costituendo il suo
primo autoritratto. E’ con “Susanna e i vecchioni”, del 1610, che Artemisia dimostra di
aver già superato gli insegnamenti paterni
mediante una ricerca autonoma che si ispira
a Caravaggio.
L’attività dell’artista si sposta a Firenze dove
Michelangelo Buonarroti “il giovane” le
Giuditta decapita Oloferne
Come detto, a Napoli Artemisia trascorre
gran parte della sua vita professionale e
Nel 1638 raggiunse il padre a Londra,
presso la Corte Carlo I, dove Orazio è diventato pittore così, dopo tanto tempo, padre
e figlia si ritrovarono legati da un rapporto
di collaborazione artistica. Orazio muore,
inaspettatamente nel 1639 assistito dalla figlia.
Alcune lettere di Artemisia ci aiutano a comprendere la considerazione che ella aveva
per la sua competenza artistica:“…il nome
di una donna fa star in dubbio sicchè non si
è vista l’opra…”
“… non starò a fasti dirla di queste chiacchiere feminili, ma l’opere saran quelle che
parleranno…”
“… e farò vedere quello che sa fare una
donna…”
“… avverta che quando io domando un
prezzo non fo all’usanza di Napoli che domandano quaranta e poi danno quattro; io
so’ romana e perciò voglio procedere alla
romana…”
In una lettera del 1649, annotava che: “…
le spese son molte per occasione di tenere
queste femine igniude, ma credetemi che
le spese sono intollerabili per che se ne
espoglino cinquanta e appena gine bona
una…”.
14
Campo de’ fiori
Siete dei geni?
Potete entrare in Mensa!
A
vete mai fatto
misurare il vostro quoziente
intellettivo? Bè,
se lo avete fatto
e siete rientrati nel 98%
del Ql (quoziente di intellidi Fabiana
genza), allora potete enPoleggi
trare a far parte del
Mensa, un’associazione
internazionale senza scopo di lucro. Il
problema però è che rientra in questa percentuale solo il 2% della popolazione mondiale, cioè chi ha raggiunto un punteggio
minimo di 148 nel test di Cattell .
Questa associazione venne creata da Lancelot Lionel Ware, un avvocato e scienziato
(biochimico) inglese e da Roland Berrill un
avvocato australiano, ad Oxford nel 1946,
con lo scopo di costituire un gruppo di persone molto intelligenti, particolarmente brillanti, che avessero la possibilità di
confrontarsi , scambiandosi opinioni, incontrando altre persone a loro affini. I requisiti
per entrare a far parte di Mensa erano particolarmente aperte ad ogni ceto sociale,
senza distinzione di razza, di sesso, di religione, di lingua o origine, un’associazione
senza fini politici, né religiosi che richiede
come unico fondamentale requisito , possedere un quoziente d’intelligenza molto alto,
in poche parole una élite di geni che potessero parlare ed interagire con persone al
loro pari, in questo senso affini. La parola
Mensa infatti, viene dal latino e significa tavola, sta ad indicare il chiaro riferimento
alla Tavola Rotonda di Re Artù, dove ogni
cavaliere ha la stessa importanza, senza disuguaglianze.
L’associazione ancora attiva da allora vanta
oggi oltre 100.000 membri distribuiti in 100
paesi, i gruppi più numerosi sono negli Stati
Uniti (circa 50.000 membri), in Gran Bretagna (circa 30.000), mentre i gruppi sono
meno numerosi in altre nazioni, in Italia i
membri iscritti sono circa 1200.
Gli scopi fondamentali dell’associazione,
oltre a dare la possibilità a persone con lo
stesso quoziente di interagire, furono da subito accentrati a scoprire ed incoraggiare
l'intelligenza umana a beneficio dell'umanità; favorire contatti sociali, effettuare ricerche sulla natura, le caratteristiche e gli
usi dell'intelligenza, un insieme di forze intellettive che unite potessero trovare soluzioni, proporre innovazioni, migliorare le
condizioni umane. Per chi volesse sapere di
più, Mensa ha pubblicato una serie di libri,
tra cui Poetry Mensa (1966), un'antologia di
poesie di “mensani” di tutto il mondo in diverse lingue oltre all'inglese.
Per chi invece volesse confrontarsi da casa,
esiste anche un videogioco chiamato
“Mensa Academy”, in cui potrete misurare
la vostra abilità ed il vostro quoziente intellettivo.
Il Mensa organizza molti eventi per i membri, aperti però anche a esterni, dal livello
locale a quello internazionale. Diversi Paesi
tengono annualmente un grande evento
chiamato Annual Gathering che si svolge in
una città diversa ogni anno, con diversi interventi, danze, giochi e altre attività. Se
avete intenzione di conoscere o confrontarvi
con questa élite di geni, li potrete incontrare
al XXXI° Convegno Nazionale del Mensa
Italia che si terrà quest'anno a Reggio Emilia dal 24 al 27 aprile 2014. Resterete stupefatti nel sapere che hanno superato il test
per entrare in Mensa anche personaggi insospettabili come ad esempio Sylvester
Stallone o l’attore comico Steve Martin. Potrete conoscere geni di ogni tipo, ma lasciatevi dare un consiglio: non sfidateli a
Ruzzle!
Campo de’ fiori
15
Un dispositivo elettronico
riconosce la voce.
U
n chip digitale
per l’udito attivato
dalla
voce. Anche in
Italia è stato
introdotto un dispositivo
acustico digitale che dà
del Dott.
priorità alla voce rispetto
Stefano
agli altri suoni ambientali.
Tomassetti
Utilizzando una delle sue
caratteristiche principali
questo circuito riconosce la presenza della
voce ed immediatamente elabora il segnale
per agevolarne la comprensione. Quando
questo dispositivo – chiamato Speech
Guard – non rileva la presenza della voce
riduce, automaticamente, il livello del rumore e dei suoni non “utili” in modo da diminuire l’affaticamento causato dalla
costante esposizione ai rumori.
Il nuovo chip digitale è tra i primi ad utilizzare l’intelligenza artificiale già usata con
successo in altri dispositivi elettronici quali
telefoni ad attivazione vocale e i software a
riconoscimento della voce. Questi congegni
sono integrati in circuiti così piccoli che consentono di realizzare apparecchi acustici ancora più piccoli anche da inserire nel
condotto uditivo in profondità e con appena
un grammo di peso.
Le indagini ci confermano che la principale
richiesta di chi ha problemi di udito è di capire meglio le parole.
Traffico, posti affollati, ristorante, rumori tipici da ufficio e molti altri suoni, per chi ha
una perdita di udito possono compromettere la possibilità di intrattenere una conversazione.
Il sistema oggi inserito permette di superare, nella maggior parte dei casi, questo
ostacolo riconoscendo la voce ed elaborando il segnale in modo da renderla più
comprensibile. Quando non viene rilevata la
presenza della voce, l’apparecchio passa ad
una regolazione confort che attenua i rumori e consente un ascolto più rilassante.
Il cervello come esempio.
Il cervello umano riconosce la voce nel rumore automaticamente e si concentra su di
esso. Il nostro cervello è anche abituato ad
escludere i moltissimi e diversi rumori ambientali a cui il nostro sistema uditivo è sottoposto ogni giorno. Questo ci aiuta a non
disperdere energie ed a limitare l’affaticamento dell’ascolto. Le persone con una perdita uditiva hanno perso questa abilità
selettiva nell’ascolto ed un apparecchio acustico tradizionale spesso amplifica i suoni,
voce e rumori indistintamente. Il risultato è
che molte persone che hanno una perdita
di uditiva devono accettare compromessi fra
rumore assorbito e suoni utili per capire le
parole.
Lo Speech Guard replica il comportamento
del cervello preservando l’utente dall’affaticamento dei continui rumori di fondo attenuati in assenza di voce. La voce viene
riconosciuta istantaneamente e amplificata
al giusto volume. Se c’è un rumore viene attivato uno schermo protettivo per attenuarlo e limitarne l’ingerenza nella vita
quotidiana. Lo Speech Guard replica quindi
la modalità di ascolto selettiva naturale e si
commuta dalla modalità confort alla modalità voce in pochi millesimi di secondo.
Altre interessanti novità dei nuovi apparecchi è la capacità di eliminare la fastidiosa
sensazione di “effetto tappo” che si ha
quando si introduce un apparecchio acustico tradizionale e che fa rimbombare la
propria voce perché amplifica troppo le frequenze basse.Oggi invece grazie a sofisticati controlli presenti nelle nuove soluzioni
per l’udito questo effetto occlusione è stato
eliminato e anche il fastidioso “fischio” di cui
molte persone si lamentavano in passato è
stato risolto e cancellato.
Con i nuovi dispositivi oggi una persona può
concentrarsi su quello che spesso ritiene più
importante: la voce!!
Una Ampia Gamma.
Queste nuove meraviglie tecnologiche sono
disponibili per una ampia gamma di modelli
che vanno dagli apparecchi acustici da inserire nel condotto uditivo ai modelli retro
auricolari compatti e piccolissimi da nascondere dietro il padiglione.
Per prenotare una visita senza impegno per
un test dell’udito Gratuito o una prova di
ascolto telefonate al numero verde
800. 11 35 90 e vi sarà indicato il centro
a voi più vicino di Civita Castellana, Roma,
Bracciano e altri punti in Provincia.
I centri per l’Udito SENTECH sono iscritti
all’albo fornitori per le pratiche ASL (per invalidi civili) e INAIL (per invalidi del lavoro)
e coloro chene hanno diritto possono inoltrare la richiesta per la fornitura di apparecchi acustici.
Campo de’ fiori
16
Il processo di nientificazione dell’essere
(mediante l’ente)
L’
uomo si è confezionato il destino
nichilistico
perché
non sapeva, e
non sa ancora oggi, che
ogni atto si ripercuote, alla
fine, contro chi lo compie.
del Prof.
Qui così sintetizzabile: “Se
Massimo
nientifichi sarai nientifiMarsicola
cato”. “Se tutti nientificano
tutti saranno nientificati”.
Colui che è da tutti considerato il padre del
nichilismo, Nietzsche, non ha fatto altro
che interpretare e sostenere a voce
alta ciò che da sempre alberga nel
cuore dell’uomo. Il sostegno alle forze del
sogno e dell’irrazionale; la preminenza dell’elemento dionisiaco su quello apollineo
sono espressione di una volontà di ribaltare
l’ordine naturale delle cose intuito da ogni
Se non sa, tra l’altro, neppure ciò che alanima. La ‘nientificazione’ di qualunque
berga in se stesso? Colui che giudica, colui
cosa passa per la diminuche apostrofa, è forse Dio?
zione di ogni cosa. Ed è
O chi lo fa crede di esserlo.
“Ma chi si crede
un atteggiamento piuttoE se crede di esserlo, come
sto diffuso. Spesso, irrafa a dire all’altro che è madi essere?”
zionalmente,
precede
lato? Non si accorge di esEcco, in questa
persino la cognizione, la
sere in contraddizione con
conoscenza stessa della
se
stesso?
espressione sono
cosa sminuita. Il dubitare,
Allora, chi sono coloro che
racchiusi tutti i
lo sminuire, il ridicolizzare,
dubitano? Chi sono coloro
il ridurre tutto a una burla,
che giudicano gli altri? Chi
paradigmi del
il considerare diversasono coloro che apostromente… sono altrettanti
fano? Chi sono coloro che
nichilismo.
atteggiamenti di squalifica
sminuiscono? Chi sono coche culminano nell’espressione – quando si
loro che deridono? Sono gli eredi di Nietztratta di persona -: “Ma chi si crede di essche? No. Esistevano già ben prima di
sere?” Ecco, in questa espressione sono
racchiusi tutti i paradigmi del nichilismo.
Non vedi più nell’altro la sacralità. Non vedi
più nell’altro la dignità. Nell’altro vedi non
ciò che c’è ma ciò che tu vuoi vedere. Ti
permetti dunque di apostrofarlo e di dire
ogni sorta di male contro di lui.
Il “si crede” vuole indicare che trattasi di
una “sua” percezione. Non già di “ciò che è
realmente”.
Ma ditemi: come può una persona terza sapere cosa alberga realmente in un altro? -
Nietzsche
Nietzsche. Sono quelli che hanno ucciso l’innocente. Questi sono di sicuro coloro che
non possiedono la giusta fede. Chi possiede
la giusta fede attende che questa cresca e
spera di vederne i frutti. Questo processo
inerisce al costruire. E chi costruisce qualcosa fa cosa buona.
Chi ‘nientifica’ non crede in niente e lo fa al
solo scopo di vedere se in luogo dell’essere
può sorgere ed affermarsi il nulla. Vana ed
infeconda attesa. Quello però che questa figura riesce a compiere è di veder nientificato l’essere che tiene dietro e che sostiene
l’ente.
Quest’opera si chiama distruzione. Ma per
l’assioma della comunicazione che abbiamo
sopra richiamato, chi distrugge…
Campo de’ fiori
17
Risorse in Rete per trovare
o inventarsi un Lavoro!
Q
uesto è un
periodo
di
magra per chi
cerca un lavoro, i dati
sono allarmanti: ad oggi il 42,4%
dei giovani non ha lavoro
di Patrizia
e
le istituzioni ogni tanto
Caprioli
buttano lì una possibile soluzione, ma a noi la mera e vuota retorica
della politica non piace farla e quindi, con
questo articolo vi voglio segnalare una serie
di risorse in Rete che potrebbero aiutare a
trovare un lavoro, oppure ad inventarvelo!
Innanzitutto voglio farvi conoscere il social
network
dei
lavoretti,
Tabbid
(https://tabbid.com ), un mercato online
georeferenziato dove si incontra la domanda e l’offerta per qualsiasi tipo di lavoro, soprattutto quelli manuali: dal
montaggio di una doccia al giardinaggio.
Per diventare Tabbider bisogna solo registrarsi al sito e compilare il relativo Form.
Giovani in Rete 2.0 (http://www.giovaninrete.it ) è un blog dedicato ai giovani che
tratta solo di tematiche ed argomenti che
ruotano intorno al mondo del lavoro giovanile. Al suo interno potete visualizzare una
pagina dedicata al mondo del lavoro manuale, denominata Conlemiemani, un progetto che mette in campo tutti quei piccoli
e grandi lavori che si possono fare solo con
le proprie mani, tipo l’orafo, il tappezziere,
il legatore, il mastro birraio e così via dicendo. Nella pagina troverete tanti video di
Prima parte.
chi questa tipologia di lavoro già la svolge
da anni è l’ha appena iniziata, con tanti consigli e suggerimenti preziosi da seguire, tra
i tanti ad esempio “come realizzare un
video-curriculum”.
manufatti da vendere? Ecco due siti che
fanno per voi, attraverso i quali potete mettere in Vetrina la vostra merce e venderla
online:
Etsy (http://www.etsy.com/it/), è il mercato dove persone di tutto il
mondo si riuniscono per comprare e vendere articoli unici;
Alibaba.com
(http://italian.alibaba.com/), nato in
Cina conta fino ad oggi circa
53 milioni di utenti registrati.
Un vero e proprio motore di
ricerca di prodotti ed affari
online!
Per il momento mi fermiamo
qui e vi aspetto al prossimo
articolo.
Buon Lavoro a tutti!
Twago (http://www.twago.it ) è un portale
che mette in comunicazione domanda ed
offerta dei cervelloni italiani. In questo sito
potete trovare centinaia di offerte se siete
informatici in qualsiasi campo. Un cliente
pubblica un progetto e se voi avete le capacità per portarlo avanti vi mettete in contatto con lui ed iniziate il lavoro, nello stesso
tempo il committente deve mettere su un
conto del portale la somma del vostro lavoro che quando sarà terminato vi sarà accreditata detraendo solo una percentuale
per il sito.
Siete giovani artigiani? Costruite da solo
Campo de’ fiori
18
Ecologia e Ambiente
Il collasso economico e ambientale si avvicina
S
ono molti che
sostengono che
un collasso economico e ambientale si sta
avvicinando! Penurie alimentari, idriche e costi
energetici solo per citarne
di Giovanni
alcune, saranno sicuraFrancola
mente le più grandi sfide
del futuro, non c’è dubbio che ci sono dei
fattori di accelerazione dei cambiamenti climatici che potrebbero portare ad un cocktail letale fra disordini sociali, conflitti
questo concatenarsi di cause, potrebbe
internazionali, pesanti migrazioni di massa
appunto portare grandi destabilizzazioni,
e ad un vero collasso economico, politico e
con un aumento di disordini e potenzialambientale. Anche il professor John Beddinmente notevoli ondate migratorie
gton, capo consulente
Il mondo sta
a livello internazionale, in fuga
scientifico, del governo
britannico, spiega che il andando incontro per evitare le carenze di cibo e di
acqua”. Sempre per il professor
mondo sta andando ina grandi
Beddington, le riserve alimentari
contro a grandi sconvolgimenti entro il vicino
sconvolgimenti globali stanno diminuendo ogni
anno del 50% e grande siccità o
2030, la sostenibilità
entro il vicino
inondazioni potrebbero vedere
economica per i paesi in
crescere rapidamente i prezzi.
via di sviluppo nei pros2030.
“Acqua e cibo, ma anche energia,
simi due decenni è desono tutti strettamente collegati”, non si
terminante per evitare l’esponenziale
può pensare di trattare un fattore senza
aumento della domanda di cibo, acqua ed
prendere in considerazione gli altri. Purenergia. In poche parole i Governi dotroppo credo che su questo tipo di valutavranno fare grandi progressi nella lotta conzioni, non solo si è perso del tempo utile,
tro il
cambiamento climatico. “Non
ma la cosa più scoraggiante è vedere che
affrontare tempestivamente e globalmente
alcuni Paesi emergenti, non abbiano la
stessa visione, al fine di salvaguardare
l’unico pianeta a nostra disposizione. E’ indispensabile investire oggi in infrastrutture
e tecnologie che contribuiscano ad evitare
domani le peggiori calamità, ponendo l’accento necessariamente anche sull’efficienza energetica, fonti rinnovabili, reti
energetiche intelligenti (le famose Smart
Grid), nuove soluzioni di mobilità sostenibile e così via. Modificare una crescita economica globale, sarà
inevitabile,
ridisegnare nuovi sviluppi, nuove economie
sociali e da questo ricavarne tutte ulteriori
opportunità. Certo saranno sfide che necessitano coraggio, enormi cambiamenti sia in
termini individuali che collettivi, ma senza,
non sarà altro che andare incontro a tali
collassi.
C
D
P
(
(
Campo de’ fiori
L’Angolo del Piacere
La cultura e la storia del Sigaro
S
alve amici, se siete tornati a leggere vuol
dire che gli argomenti, da me trattati, sono
di vostro interesse e ciò mi fa molto piacere.
Bene, dopo aver parlato di rhum e di grappa, ora è la
volta del whisky, distillato di alto livello qualitativo, impreziosito da lunghi invecchiamenti.
Non esistono testimonianze storiche certe sulla data della
Fabio Ventura prima distillazione, se sia avvenuta in SCOZIA o IRLANDA.
Esiste invece rivalità tra queste due regioni, nel rivendicare
la paternità del distillato.
Il commercio del whisky risale al 15esimo secolo, però l’anno ufficiale di nascita viene tradizionalmente fissato al 1494, grazie a John Cor ed ai monaci
delle Highlands. Nei primi del 1700 il whisky assunse il ruolo ed il simbolo
della libertà americana nei confronti degli inglesi, durante il proibizionismo,
infatti, iniziò il suo contrabbando che durò 150 anni.
Ad oggi il whisky è il distillato più prodotto e consumato al mondo e il suo
mercato è in continua evoluzione, con circa 1 milione di bottiglie all’anno. Il
whisky, o whiskey, è una bevanda alcolica, ottenuta dalla distillazione di vari
cereali fermentati, invecchiata in botti di legno, generalmente di quercia o
rovere. Alcuni cereali, come l’orzo, vengono fatti germinare e trasformati in
malto. La parola whisky è generalmente usata per indicare quelli distillati in
SCOZIA e in CANADA, mentre con la parola whiskey, si indicano generalmente quelli distillati in IRLANDA e negli STATI UNITI. Il whisky canadese è
anche chiamato rye. Nell’ultimo decennio ha preso sempre più tendenza il
consumo di whisky proveniente dal GIAPPONE, e devo affermare che, anche
avendo una storia più recente rispetto agli altri, è comunque un distillato di
ottima fattura. Il più famoso, però, è sicuramente quello prodotto in SCOZIA,
dove si producono due categorie di acquaviti profondamente diverse: whisky
di malto ricavato dalla distillazione di solo orzo, operata solitamente con
alambicchi discontinui conosciuti con il termine tecnico di SINGLE MALT e
BLENDED WHISKY ottenuti dalla miscelazione di whisky ricavati da diversi
tipi di cereali distillati con alambicchi continui. Accordi internazionali riservano
l’utilizzo del termine SCOTCH WHISKY solo a quelli prodotti in SCOZIA, obbligando i produttori di altre regioni ad utilizzare differenti nomi. Ad oggi,
esistono in SCOZIA ben 92 distillerie di malt whisky ma non è il pari numero
dei single malt esistenti in quanto molte distillerie destinano le proprie produzioni al vatting e al blending. Il posizionamento geografico, le materie
prime utilizzate e soprattutto l’afCIGAR CLUB BACCO&TABACCO finamento caratterizzano in maVenerdì 11 aprile alle ore 20:30
niera determinante il gusto dei
INVITA TUTTI GLI APPASSIONATI DEL
single malt. E’ quindi importante
LENTO FUMO ALLA SERATA DI
comprendere le caratteristiche
DEGUSTAZIONE PASTRENGO PER I 200 principali delle zone di produzione
ANNI DELLARMA DEI CARABINIERI
e le scelte fatte relativamente alPRESSO: RISTORANTE LE SCUDERIE,
l’affinamento. Per i vatted, otteCIVITA CASTELLANA, CON LA
nuti dalla miscelazione di
PARTECIPAZIONE DEL SIG. ENRICO
differenti single malt che possono
essere prodotti ed invecchiati in
BERTA DELLA DISTILLERIA BERTA.
(E OBBLIGATORIA LA PRENOTAZIONE CON
zone eterogenee, questa carattePAGAMENTO ANTICIPATO ENTRO E NON
rizzazione territoriale può venire a
OLTRE SABATO 5 APRILE)
mancare. Il termine blended è inPER INFO E PRENOTAZIONI:
fine relativo alle miscele che oltre
TABACCHERIA DUEMILA IDEE,
al single di orzo contengono
VIA DELLA REPUBBLICA 84,
anche whisky di grano. La produCIVITA CASTELLANA.
zione dei whisky in SCOZIA si
Tel. 0761/541030-334/6689422
suddivide legalmente in 6 ben
FB:TABACCHERIA DUEMILA IDEE
specifiche aree geografiche quali:
ISLAND, HIGHLAND, SPEYSIDE,
EMAIL:[email protected]
(riservato solo ai maggiorenni,ricordiamo che il
CAMPBELTOWN, ISLAY e LOfumo nuoce gravemente alla salute.)
WLAND. I single malt provenienti
19
da queste zone possono riportare in etichetta la denominazione
di origine. Tutto ciò, senza dubbio, rappresenta parte fondamentale della tradizione scozzese. Bourbon è un termine con il
quale si identifica il whiskey prodotto negli STATI UNITI ricavato
dalla fermentazione e distillazione principalmente od in maniera
esclusiva di granturco e deve il suo nome alla contea del KENTUCKY, dove storicamente ne fu iniziata la produzione.
L’etimologia della parola whisky deriva dal termine gaelico irlandese “uisce” o gaelico scozzese “uisge” che significa acqua.
Successivamente la denominazione latina dell’alcool distillato,
ovvero, “acqua vitae” venne a sua volta tradotta in “uisge beatha”,praticamente “acqua della vita”.
Per la produzione di tale distillato occorrono essenzialmente sei
processi di vitale importanza atti a mantenere inalterate le specifiche capacità organolettiche e le caratteristiche linee gustative. In primo luogo la preparazione delle materie prime, di
primaria importanza è l’acqua che deve essere di sorgente, poi,
i cereali quali, segale, grano, mais ed orzo (maltato o no) ed infine la torba impiegata per essiccare il malto ed il lievito.
La preparazione prevede i seguenti processi: MACERAZIONE,
FERMENTAZIONE, DISTILLAZIONE, MATURAZIONE, MISCELAZIONE ed IMBOTTIGLIAMENTO. Il whisky viene fatto maturare
per alcuni anni, da un minimo di 2 ad un massimo che può superare anche i 20 anni, il tempo minimo di invecchiamento è
determinato per legge dai vari stati in cui viene prodotto. Le
botti utilizzate sono in legno di quercia o rovere, solitamente di
80 o 100 anni di età. Il risultato finale dipende anche e soprattutto dal tipo di legno utilizzato e da ciò che era stato contenuto
nella botte precedentemente. Quasi tutte le botti utilizzate per
la produzione di whisky sono state precedentemente impiegate
anche per la produzione di bourbon o sherry e trasportano
quindi, nella loro anima, gli aromi di questi liquori.
Non abbiamo altro modo di conoscere il mondo se non attraverso i nostri sensi, non neghiamoci questa possibilità nel desiderio di vivere.
20
Campo de’ fiori
Abuso sui minori,
un tema che scotta.
del Prof.
Sergio
Funicello
L’
dell’Avv.
Margherita
Corriere
abuso sui minori è un tema terribile, che pone l’attenzione su
un fenomeno che in questi ultimi
anni sta assumendo aspetti sempre più allarmanti.
Occorre interrogarsi sulle dinamiche
sociali comprendere come mai punti
di riferimento, ritenuti fondamentali,
siano oggi sempre più offuscati.
Su questo argomento si è tenuto un
convegno in quel di Cosenza nella biblioteca del Tribunale organizzato dal
AMI , Avvocati Matrimonialisti e minori Italiani, rappresentato dall'Avv.
Corriere presidente sez. di Catanzaro
e presenti i dottori Tridico, sost proc
Repubblica, del Procuratore aggiunto
di Cosenza, di un valente psicologo e
del sottoscritto. Sempre più spesso
infatti siamo di fronte a casi in cui la
"normalità" sembri compatibile con
comportamenti efferati: proprio questo, è il segnale che non possiamo più cercare la causa di queste condotte in una
patologia psichiatrica del singolo, bensì in
una grave patologia da ricercare nel contesto sociale, nella famiglia, nelle istituzioni.
Per la prima volta la medicina prende coscienza del fenomeno dei maltrattamenti all'infanzia e lo fa, delegando la medicina
legale come a voler ristabilire i giusti confini
tra liceità ed illiceità di un eventuale maltrattamento.
È bene ricordare che nel 1874, a New York
per la prima volta un ente, quello per la protezione degli animali, salvò una bambina dai
maltrattamenti. Fu infatti un'infermiera, Etta
Wheeler, che, angosciata per i continui
pianti di una bimba di nove anni, vicina di
casa, riuscì a introdursi nell'abitazione della
piccola trovandola incatenata al letto con
ematomi, ferite ed abrasioni su tutto il
corpo. Ma non poté fare nulla perché secondo le leggi USA i genitori avevano diritto
assoluto sui figli. L’infermiera si rivolse allora alla Società per la protezione degli animali, che esaminò il caso, intervenne e
così la bambina fu salva.
In seguito a questo fatto nacque a New
York la "New Society for the Reformation of
Juvenile Delinquents" che organizzò un rifugio per bambini difficili che in seguito accolse anche bambini trascurati e abusati: si
trattò della prima Società a occuparsi di prevenzione dell'abuso all'infanzia.
Nel 1962 Kempe, Silvermann e e suoi collaboratori pubblicarono un articolo "The battered child syndrome" in cui si cercarono,
per la prima volta, di classificare secondo
una serie di elementi anamnestici, clinici e
radiologici quegli elementi necessari per
poter porre una accurata diagnosi di "bambino battuto". Solo nel1964 la indicazione
"Battered child syndrome" sarà così sostituita con quella più appropriata di "Maltreatment syndrome in children".
Nel 1999 l’Organizzazione Mondiale della
Sanità, dopo aver confrontato le definizioni
di abuso presenti in 58 nazioni, fece sintesi
degli elementi emersi affermando che:
“l’abuso o maltrattamento infantile è costituito da tutte le forme di maltrattamento fisico ed emozionale, abuso sessuale,
trattamento negligente o commerciale che
si configurano come danno potenziale o attuale della salute del bambino, della sua sopravvivenza, del suo sviluppo o della sua
dignità nel contesto di una relazione di responsabilità, fiducia o potere”.
Si classificano quattro tipi di maltrattamento
infantile:
- abuso fisico, definito come l’insieme di
quegli atti che causano un danno fisico;
- abuso sessuale, in cui il bambino è usato
per la gratificazione sessuale dell’adulto;
- abuso emozionale, in cui il genitore non
garantisce un accudimento emotivo ed
emozionale nei confronti minore, agendo
con comportamenti di denigrazione, minaccia, intimidazione, rifiuto, ridicolizzazione.
inadeguate ai bisogni fisici e psichici del minore stesso non adeguate alla sua età ed al
suo sviluppo psicofisico. Nell’ambito delle
varie forme di violenza ai minori assume
particolare rilievo, in questi tempi, l’abuso
sessuale. Per abuso sessuale sui minori il
mondo scientifico intende: “il coinvolgimento di minori in attività sessuali da parte
di soggetti adulti finalizzato al soddisfaci-
mento di questi che approfittano della condizione di inferiorità fisica e psichica del minore stesso non in grado di comprendere il
senso dell’atto”.
Il Consiglio d’Europa lo definisce come: “Gli
atti e le carenze che turbano gravemente il
bambino, attentando alla sua integrità corporea e al suo sviluppo”.
La legge n. 66 del 1996 introduce accanto
alle disposizioni incriminatorie anche una disciplina sulle modalità del processo per reati
di violenza sessuale, in particolare quando
la parte offesa è un minore.
L’art. 609 decies, comma 2
c.p. assicura al minore l’assistenza affettiva e psicologica
in ogni stato e grado del procedimento attraverso la presenza dei genitori o di altre
persone idonee indicate dal
minorenne e ammesse dall’autorità giudiziaria che procede.
Il terzo comma dello stesso articolo, inoltre, assicura in ogni
caso al minorenne l’assistenza
dei servizi minorili dell’Amministrazione della giustizia e dei
servizi istituiti dagli enti locali.
A tutela del diritto alla riservatezza del minore, come diritto
della persona a non subire interferenze
nella propria intimità, immagine, cultura,
domicilio, in generale nella sfera della vita
personale in tutte le sue manifestazioni, è
previsto prima dalla legge 66/96, poi dalla
legge 296/98 il divieto di divulgazione dei
dati personali (art 734 bis).
Inoltre sempre a tutela della riservatezza
l’art. 15 della legge 66/96 (modificato dal 5
comma dell’art.l4 della legge 296/98 e dal
9 comma dell’art. 15 della legge 228/2003)
inserisce il comma 3 bis all’art. 472 c.p.p.
stabilendo che “il dibattimento relativo ai
delitti previsti dagli articoli 600, 600-bis,
600-ter, 600-quinquies, 601, 602, 609-bis,
609-ter e 609-octies del codice penale si
svolge a porte aperte; tuttavia, la persona
offesa può chiedere che si proceda a porte
chiuse anche solo per una parte di esso. Si
procede sempre a porte chiuse quando la
parte offesa è minorenne. In tali procedimenti non sono ammesse domande sulla
vita privata o sulla sessualità della persona
offesa se non sono necessarie alla ricostruzione del fatto”.
ERRATA CORRIGE
In un precedente articolo sulla spedalità si
è nominato il pur valentissimo Prof Cutrufo
come angiochirurgo (in realtà è uno dei
migliori cardiochirurghi italiani) invece del
Prof Ruotolo esimio chirurgo vascolare del
Cardarelli di Napoli.
Campo de’ fiori
22
Requiem di Mozart per il Giappone dal Vaticano
Grande successo per il concerto a San Paolo Fuori le Mura, martedì 11 Marzo
D
opo il grande successo del
2013, la splendida Basilica di
San Paolo fuori Le Mura in
Roma ha fatto da cornice, per il
secondo anno consecutivo, al
“Requiem di Mozart per il Giappone dal Vaticano”, concerto di preghiera per la salvezza delle anime delle vittime dello
tsunami e terremoto in Giappone e in Italia,
che ha lo scopo principale di raccogliere
fondi per la ricostruzione di quelle terre devastate dalla forza della natura. Martedì 11
Marzo all’interno della magnifica Basilica, di
fronte ad un pubblico numeroso e di qualità, si sono esibiti artisti internazionali del
calibro di Romano Pucci, primo flauto della
Scala di Milano, il tenore Masairo Shimba,la
violoncellista Satoko Suzuki, il soprano Airi
Nakano, il mezzo soprano Evghenia Dundekovaso, il basso Massimiliano Damato e la
violinista Saori Takahashi. L’orchestra Sinfonia G. Rossini ed il Coro San Carlo di Pesaro
sono stati diretti dal Maestro Daniele Agiman.
E noi, anche quest’anno, abbiamo avuto il
piacere di rincontrare il Maestro Masahairo
Shimba, giovane tenore giapponese, tra i
principali organizzatori della manifestazione, al quale abbiamo rivolto qualche domanda subito dopo il concerto.
Shimba, come è andata questa serata?
Il concerto è andato benissimo, sono davvero soddisfatto. Il livello della musica suonata è stato addirittura superiore rispetto
allo scorso anno. Anche dal punto di vista
organizzativo si è svolto tutto senza problemi. Abbiamo avuto come ospite anche il
Cardinale Arvey, arciprete della Basilica, nonostante sarebbe dovuto essere al seminario del Papa, ha voluto essere presente.
Parlaci degli artisti che si sono esibiti
quest’anno.
Come solista abbiamo avuto ancora una
volta il maestro Romano Pucci che vanta
una esperienza di trentasei anni alla Filarmonica della Scala. Poi abbiamo avuto
come ospite la giovanissima Saori Takahashi, studentessa di sedici anni, proveniente
proprio dalla zona più colpita dallo Tsunami
e che studia in un istituto giapponese gemellato proprio con la Basilica di San Paolo
Fuori le Mura, un punto di unione molto significativo. L’altro solista che abbiamo avuto
è il primo violoncellista della orchestra Imperiale di Tokyo, molto conosciuto in Giappone. Sono stati tutti eccezionali.
Poi , tra tutti ti sei esibito anche tu.
Come sta andando la tua carriera?
Molto bene. Ad ottobre scorso ho avuto
l’onore di cantare l’Inno Giapponese davanti
a centomila giapponesi, ripreso dalla tv nazionale. Sono contentissimo di tutto quello
che sto facendo e ci sono tanti progetti che
mi attendono.
Quanto pensi di rimanere ancora qui
in Italia?
Io ci rimarrei sempre (sorride, n.d.a.), preferirei rimanere qua sinceramente,mi piace
molto più del Giappone, mi sento libero di
esprime al meglio la mia arte di cantante lirico. Ma tra qualche giorno devo ripartire
per la mia terra perché ho programmato
vari concerti in diverse città, sempre destinati alla raccolta di beneficenza per i terremotati dello Tsunami.
Come sta andando la ricostruzione?
Secondo me, purtroppo non è cambiato
nulla rispetto all’anno scorso. Ci sono dei
problemi burocratici che hanno bloccato la
ricostruzione delle abitazioni e molte famiglie che hanno perso le loro case, non riesco ancora ad avere un tetto stabile sotto il
quale tornare a vivere serenamente. Bisogna continuare col nostro concerto per non
dimenticare ciò che è accaduto ed aiutare i
sopravvissuti a ritrovare una vita normale.
Cosa avete in mente per il prossimo
anno?
Il progetto per il 2015 è quello di organizzare il concerto in Giappone. Sono due anni
di seguito che suoniamo in San Paolo Fuori
le Mura e che il Capo buddista incontra qua
i rappresentanti della Chiesa Cattolica. Per
il prossimo anno, invece, vorremo poter ripetere questa esperienza nel prestigioso
tempio buddista di Kyoto e far si che la religione cattolica possa incontrare quella
buddista in Giappone. Uno scambio equo.
Incantati dalle splendide musiche e dalla
maestosità di questo luogo imponente, facciamo un grosso in bocca al lupo al Maestro
Masahiro Shimba per la lodevole iniziativa
che, da due anni, sta portando avanti con
caparbietà, a favore della sua terra, e ci
diamo appuntamento per il prossimo anno
in Giappone.
Ermelinda Benedetti
Campo de’ fiori
23
Come eravamo
Stradonico Romani
“uomo, custode e maestro di un calcio d’altri tempi”
IL CUSTODE
migna), mantenendo così, almeno
nell’aspetto, l’unico teatro naturale
messo a disposizione dei civitonici
opo trent’anni
per praticare lo sport tanto amato.
dalla
sua
Che dire poi delle righe in gesso
scomparsa,
tracciate prima di ogni gara con
l’Amm.ne di
mezzi di fortuna, addirittura a mano,
di Alessandro
Civita
Cacon il pugno pieno della polvere
Soli
stellana dedicherà il 3
bianca, cercando con l’ausilio dello
maggio p.v. a Stradospago da muratore, di mantenere i
nico Romani l’area sportiva comprendente
piani e le linearità rasentando la peril Campo Turiddo Madami, il Circolo Bocciofezione. Poi, in seguito, con un picfilo, il Campo Rugby Carlo Angeletti, il
colo carriolo accroccato dall’amico
campo di calcio Casciani-Baccanari, la PiVittorio Nizzoli con tacche graduate
scina comunale e il Circolo tennis Coppa
per regolare la fuoriuscita del gesso
Davis 1976. E’ proprio in occasione di quedal contenitore. La stabilità dei pali
sto avvenimento, che dedicherò varie pundelle porte e delle bandierine latetate del “Come eravamo” al ricordo di un
rali, il rammendo, all’occorrenza,
uomo che ha lasciato un’impronta indelebile
delle reti, il calpestio e il drenaggio
sulla superficie del “calcio civitonico”. Classe
fatto con lo spiedo per far defluire
1921, (era infatti nato a Civita Castellana il
l’acqua che ristagnava dopo piogge
5 Aprile di quell’anno), lo rivedo ancora a
e temporali. Possono sembrare gesti
bordo della sua Lambretta Innocenti fare la
fuori dal tempo o dagli schemi, ma
Civita Castellana - Campo T. Madami
spola tra la fabbrica di sanitari “Artigianato
ai nostri occhi di bambini affamati di
Stradonico Romani (1921 -1983)
Ceramico”, situata a fianco del cimitero, e
calcio, rappresentavano l’amore, la
la sua casa all’interno del Campo Sportivo
passione e la dedizione che spinge“Turiddo Madami” di cui era il custode. Era
vano Stradonico a “custodire” quelun ceramista atipico, perché a differenza dei
l’impianto che il Comune gli aveva
suoi compagni di lavoro e di tutti i ceramisti
affidato e dove abitò con la sua facivitonici, che trascorrevano i loro pomeriggi
miglia per circa trent’anni. Come
a fare la classica merenda nelle varie osterie
non ricordare la cura quasi maniatra partite a carte e sane “bocciate di punto
cale nel gonfiare con la pompa i palal volo”, lui, dismessi gli abiti da lavoro inloni in cuoio di allora, chiuderli nelle
dossava la classica tuta, gli scarpini, e iniasole con il “curiolo” quando quella
ziava
l’avventura
calcio.
Curava
parte della sfera sembrava una fepersonalmente il terreno: zappa, rastrello,
rita “suturata” (veramente la ferita
carriola, cercava di rendere la superficie idote la procurava il pallone sulla testa,
nea al gioco e non disdegnava di far pascoquando era reso duro e pesante
lare qualche pecora per brucare la poca
dalla pioggia). Poi “l’ingrassaggio”
erba spontanea (compresa l’infestante grasia del pallone che degli scarpini,
fatto col grasso di maiale
, che ammorbidiva “l’incoticamento” tipico del
cuoio, materiale principe
del calcio di allora. A proposito di scarpini, questo
custode tuttofare, non disdegnava improvvisarsi
“ciabattino” nel cambiare
Primi anni ‘80. Stradonico e il suo amico
e ribattere i tacchetti,
Vittorio Nizzoli
fatti appunto di strati di
cuoio, “inchiodati” alla base degli stessi. Come vedete sto cercando di evidenziare
la figura dello Stradonico nel suo habitat naturale, dove respirava calcio, dopo
aver lasciato lontano, pur se logisticamente vicino, la polvere “silicotica” dell’Artigianato Ceramico”.
Stradonico e il nipotino Maurizio (1981)
continua sul prossimo numero
D
Campo de’ fiori
24
“QUANTO VOLTE SI MUORE”
Il romanzo di ANTONIETTA FOLTIERI
Presentato il 28 Febbraio presso la Libreria Mondadori di Civita Castellana
I
l 28 Febbraio scorso ho avuto il piacere di tenere a battesimo, presso la
Librearia Mondadori di Civita Castellana, il primo lavoro letterario di Antonietta Foltieri, “Quante volte si
muore”, pubblicato dalla casa editrice Vertigo nel dicembre 2013 e presentato, in
questa occasione, per la prima volta al pubblico.
Antonietta Foltieri è una psicoterapeuta di
grande esperienza. Le sue origini sono romagnole. È nata infatti in un piccolo paese
in provincia di Forlì - Cesena, Premilcuore,
poi successivamente si è trasferita a Roma
dove ha portato a termine i suoi studi e
dove ha lavorato per molti anni. Attualmente vive a Magliano Sabina, nella tranquillità delle campagne sabine, dove oltre
che scrivere ama dipingere, tant’è che l’immagine di copertina di questo suo primo romanzo è proprio un suo dipinto.
Il suo romanzo racconta la storia di Tebe,
una donna che, ad un tratto della sua vita,
si trova improvvisamente a dover fare i
conti col suo passato, un passato fino a quel
momento vissuto senza averlo compreso
veramente. Numerosissimi sono i flash
back che la protagonista ci “costringe” a
seguire, inducendoci a capire che tutti viviamo accumulando dentro di noi tanti ricordi, esperienze, emozioni, paure, fino a
che la nostra capacità di assorbimento non
si esaurisce e la nostra “anima”, quella che
Tebe riscopre, non è satura, tanto da arri-
Da sx: Donatella, titolare della Librearia
Mondadori, Antonietta ed Ermelinda.
vare ad un “crack”. Se non si
riesce a capire, scavando a
fondo nei meandri più reconditi della nostra esistenza, la
causa di questa rottura, diventa difficile persino andare
avanti. La storia di Tebe ci
insegna che anche le esperienze e le emozioni che abbiamo accantonato in un
angolo della nostra anima,
pensando che fossero prive
di significato, invece in qualche modo hanno segnato la
nostra vita. Fondamentale
nel romanzo è l’analisi dell’infanzia della protagonista
e quindi il rapporto avuto
con i propri genitori; è questo il punto di partenza per
capire poi tutte le scelte successive della sua vita.
Ma ancora prima di essere
rapiti dal racconto della protagonista, la caratteristica
che balza agli occhi leggendo già le pagine iniziali
del romanzo è l’assoluta
mancanza di punteggiatura.
Durante e dopo la presentazione del libro all’interno della
Non esistono virgole, né due
Libreria Mondadori di Civita Castellana
punti, nè punti e virgola o punti
esclamativi o interrogativi, non esistono
nella grandissima libreria di Piazza Marcannemmeno le virgolette che delimitano l’initoni, si sono soffermati volentieri ad ascolzio e la fine del discorso diretto. Eppure
tare, acquistando poi la propria copia del
quando lo si legge, si riesce a farlo proprio
romanzo con tanto di dedica e autografo
come se ci fossero. Ed allora mi è immediadella Foltieri.
tamente tornato in mente lo “stream of
Il libro può essere letto ed interpretato in
consciousness” dell’ ”Ulisse” di Joice, uno
infiniti modi, a seconda del vissuto di
dei più importanti e rivoluzionari romanzi
ognuno di noi, ed è proprio per questo modella letteratura mondiale del Novecento. Lo
tivo che, con molti di loro, ci siamo lasciati
stream of consciousness, in italiano “flusso
dandoci appuntamento a dopo la lettura di
di coscienza”, è la libera trascrizione di tutti
“Quante volte si muore” per uno scambio di
i nostri pensieri, che si susseguono in modo
impressioni ed emozioni collettivo.
disordinato nella nostra mente. La tecnica
Cari lettori di Campo de’ fiori, siete tutti inutilizzata dalla Foltieri è molto simile a quevitati ad acquistare il romanzo della Foltieri
sto stile e non disturba affatto la lettura.
per capire quante volte nella vita si muore
Attraverso una serie di domande rivolte da
e poi si rinasce. Il libro è disponibile presso
me all’autrice, abbiamo cercato di soddila Libreria Mondadori di Civita Castellana, al
sfare la curiosità dei tanti intervenuti alla
Centro Commerciale Piazza Marcantoni.
presentazione e di quanti, entrati per caso
Ermelinda Benedetti
26
Campo de’ fiori
Le prime Donne elette al Consiglio
Comunale di Civita Castellana
S
abato 8 Marzo, con la presenza del
sindaco Gianluca Angelelli, si è
svolta, presso la sala consiliare del
Comune, una cerimonia per rendere omaggio ad alcune donne che
hanno contribuito con il loro impegno alla
storia della nostra cittadina. Due targhe ricordo sono state affisse accanto a quella dei
sindaci: una per Rosa Cardinali,l’altra per
Rosa Frezza Merlini, e due pergamene sono
state date a Italia Tombolini e ai parenti di
Rosa Testalepre. La signora Lucia Melissano
ha letto due poesie da lei scritte sulle donne
e sulle violenze che spesso subiscono.
Nel 1945 con l’Italia divisa a metà, a nord
ancora occupata dai tedeschi pochi mesi
prima della conclusione del conflitto mondiale, il consiglio dei ministri presieduto da
Ivanoe Bonomi emanò un decreto che riconosceva alle donne il diritto di voto. In verità
le donne potevano già votare, ma solo per
l’amministrative sin dal 1924. Il diritto di
voto, infatti, era stoto riconosciuto da Mussolini, ma sulla carta aveva riconosciuto. Fu,
in effetti un atto di pura demagogia in
quanto la dittatura aveva già deciso la proibizione di qualsiasi elezione nei comuni e
nelle provincie. I partiti: Democrazia Cristiana (Alcide de Gaspari) e il Partito Comunista (Palmiro Togliatti) furono favorevoli
all’estensione del voto alle donne e fu per
merito loro che prese forma il decreto De Gasperi-Togliatti meglio noto col nome Bonomi,
ma le donne dovettero aspettare poco piu di
un anno prima che venissero accontentate e
potessero godere dell’eleggibilità che venne
conferita alle italiane con un decreto datato
10/03/1946 e fu proprio con le elezioni amministrative del 10 marzo che poterono considerarsi cittadine con pieni diritti. Quindi l’8
marzo 1946 le donne associarono la mimosa
ai festeggiamenti del diritto acquisito. Votavano le donne con almeno 25 anni di età, le
liste elettorali dovevano essere distinte una
per i maschi una per le femmine, le prostitute che esercitavano fuori dai luoghi autorizzati non potevano votare, norma che
venne abrogata nel 1947. Nell’aprile del 1946
si votò in 5722 comuni e le donne elette furono circa 2000, molto poche nonostante la
loro grande affluenza alle urne e il 19 aprile
1946 si riuni per la prima volta il consiglio comunale civitonico eletto dalle recenti elezioni, gli eletti delle votazioni del 7 aprile
furono: Baldassini Duilio, Baldassini Francesco, Borromei Angelo, Ciarocchi Augusto,
Flamini Flaminio, Ginevoli Giovanni,
Lucidi Giovanni, Meloni Pietro, Piergentilli Luigi, Piunti Secondo, Rasfi
Raffaele, Vaselli Orazio, Vaselli
Paolo, Zenoni Ottorino, Cima Alvisio, Conti Rodolfo, Molinari Gino,
Paolelli Valerio, sindaco Antonini
Paolo e la prima donna: Rosa
Cardinali. Rosa Cardinali piu conosciuta come “sora Rosa” nacque a
Rignano Flaminio il 25/04/1884 si
diplomò come ostetrica nel giugno
del 1910, svolse la sua professione
Da sx: Francesca Pelinga, il sindaco Gianluca Angelelli
per un breve periodo prima a Maze Lucia Melissano
zano Romano,poi a Magliano Roglio comunale: Rosa Frezza Merlini e Tommano infine a Civita, come libera
bolini Itala. Collaboravano già nel partito con
professionista, poiché dopo l’avvento del faMinio che le volle nelle liste elettorali. Italia
scismo nacque l’Onmi (OPERA NAZIONALE
rimarrà per una legislatura, ma Rosa sarà
MATERNITA’ INFANZIA) per l’assistenza alle
una figura di spicco nei vent’anni seguenti.
madri povere. Il titolo di levatrice venne soAnche lei come l’altra Rosa si occuperà dei
stituito con quello di Ostetrica e contempopoveri; fu infatti la prima donna Assesore ai
raneamente venne
fissato un nuovo
Servizi Sociali. Rosa nacque nel 1901 a Ciregolamento per l’esercizio professionale:
vita, nel 1924 si sposò con Enrico Frezza dal
l'istituzione di un Albo delle Ostetriche per
quale ebbe due figli Mario ed Oscar, durante
accedere al quale erano necessari concorsi
la seconda guerra mondiale fu colpita da un
pubblici. Vennnero riunite nel sindacato fagrave lutto, le morì il fratello prediletto Enrico
scista di categoria, un’organizzazione di connella campagna contro la Grecia e questo la
trollo. I comuni non potevano più assumere
fece avvicinare alla politica. Sempre nel 1948
ma doveva essere il Prefetto della Provincia,
furono arrestati il sindaco e 150 militanti coche decideva anche il compenso e veniva lamunisti civitonici; Minio fu mandato a Civita
sciato loro soltanto il compito di pagare gli
per la ricostruzione del partito e ogni settistipendi. Nel 1939, nonostante fosse andata
mana si faceva una colletta per portare i
in pensione, il medico condotto Benedetto
soldi alle famiglie dei prigionieri e Rosa inCerri chiese che venisse di nuovo chiamata
sieme ad una altra Rosa (Testalepre) sedecome supplente ostetrica, in attesa di una
vano sugli scalini alle quattro strade e
nuova nomina che fu di Elena Ranieri, e le
chiedevano soldi ai passanti. Nelle elezioni
venne assegnato uno stipendio di L.5.000
del 1953 si presentò e fu eletta insieme a
annue al lordo delle tasse e fu supplente
Italia; le fu affidato l’assesorato ai Servizi Soanche negli anni 1943-44-45. Dopo i fatti del
ciali e fu la prima donna assessore a Civita.
1948, con l’uccisione del carabiniere Minolfo
Si era subito dopo la guerra, l’Italia era uscita
Masci, il consiglio comunale fu sciolto, il Coprostrata dalla seconda Guerra mondiale, il
mune fu commissariato e nell’aprile del 1949
forte rialzo dei prezzi immiseriva la gente,
ci furono nuove elezioni nelle quali Rosa Carmancava di tutto e Rosa cercava di seguire
dinali fu nuovamente eletta e Enrico Minio,
i civitonici nei loro bisogni con l’assistenza
”Righetto”, fu eletto sindaco. Rosa rimase
medica ai piu poveri che nell’Ufficio sanitario
sino alla fine della legislatura. Nel 1958, già
si facevano fare la ricetta, Rosa la firmava e
in pensione, tornò a Rignano Flaminio dove
così potevano avere i medicinali. Si occupava
visse in situazione di estrema povertà e bidelle vaccinazioni e dei casi di TBC. Nelsogno,allora il consiglio comunale nel 1960,
l’Ospedale Andosila era stato fondato un amRosa aveva 76 anni, all’unanimità le assegnò
bulatorio per gli ammalati di tubercolosi
la concessione di una pensione vitalizia di
dove venivano seguiti dopo essere stati diL.10.000 mensili a titolo di riconoscenza citmessi dal sanatorio. Insieme all’altra Rosa
tadina per aver prestato la sua opera per
che fu eletta nel 1958, organizzarono le cocirca 40 anni. Era stata la levatrice dei polonie al mare. Giravano per negozi e si faceveri, il suo onorario era quasi sempre in navano dare generi alimentari per preparare
tura, una bottiglia d’olio, un pranzo, una
pacchi per i più bisognosi, anticipando così
cena a volte un semla Caritas e per la befana preparavano in geplice
grazie,
ma
nere biancheria da regalare. La festa della
spesso era lei che pordonna veniva organizzata alla sala Cicuti con
tava generi di prima
buffet e lotteria. Un anno le due Rosa allenecessità alle partostirono un carro per il trasporto del bestiame
rienti bisognose, mori
con rami di mimosa e al collo misero un faza
93
anni
nel
zoletto rosso e sfilarono da Catalano a piazza
30/11/1997. Nell’eleMatteotti.
zioni del 1953 altre
Francesca Pelinga
due donne entrarono
a far parte del consi-
Campo de’ fiori
27
Associazione Artistica Ivna
I PRIMI PASSI, LA STORIA, IL PASSAGGIO!
S
ette anni sono passati da quando
un gruppo di Artisti del territorio
della Tuscia si sono uniti per costituire l’Associazione Artistica
IVNA a Vignanello con il supporto
e l’incoraggiamento fattivo del Comune e
dell’Assessorato alla Cultura.
L’Associazione parte con il gruppo dei soci
fondatori per arrivare ben presto a 20 artisti
e dopo soltanto un anno di vita, a 43 soci.
Attualmente conta più di 50 membri tra cui
numerosi artisti internazionali.
Dal 20 febbraio 2007 diffonde, promuove,
tutela la cultura in ogni sua forma e genere,
organizzando eventi, mostre, conferenze,
presentazioni, concorsi in collaborazione
con le istituzioni del territorio di Vignanello,
Corchiano, Ronciglione, Caprarola, Roma,
Zagarolo, Lecce, Firenze, Vallerano, Civita
Castellana, Viterbo, Vasanello in sintonia
con gli Enti Comunali, il liceo Artistico “U.Midossi” di Civita Castellana, sede di Vignanello, con le scuole elementari e medie,
l’Euroantico, l’Ipseoa “A. Farnese” di Caprarola, con il Museo del giocattolo, con Palazzo Rospigliosi di Zagarolo, con il Castello
Orsini di Vasanello, la Bassanello Società
Coperativa, con le Pro-loco, la Classe dei Festeggiamenti dei Santi Patroni 1973 di Vignanello e con le parrocchie del territorio,
con altre associazioni culturali, con il CIF di
Viterbo, con l’APVE e l’ENI settore culturale,
il Museo di Pomezia. Negli anni sono stati
realizzati complessivamente più di trentacinque tra eventi, mostre di arti visive e presentazione di libri, romanzi, saggi, poesie,
concerti e performance musicali di vari generi e strumentazioni. Grazie alla collaborazione con alcune riviste e giornali, la IVNA
ha potuto recensire i suoi iscritti. Per questo
pubblicamente l’Associazione ringrazia tutti
coloro che hanno accolto le proposte IVNA
sostenendole, condividendole, migliorandole e per gli spazi editoriali concessi, augurandosi di continuare con tutti tale
collaborazione fattiva, sviluppando ulteriormente le condizioni di crescita culturale dei
propri iscritti e del suo territorio, con il pensiero del Consigliere Dott. Livio Martini che
invita ad “agire locale e pensare globale.”
Motto che il Consiglio, il Vice-Presidente
Walter Togni e il Presidente Eraldo Bigarelli
hanno tenuto sempre presenti nello sviluppare il Programma dell’Associazione…
…dopo la perdita improvvisa dell’Artista
Eraldo Bigarelli era naturale fermarsi per riflettere sulle attività svolte in questi sette
anni della IVNA… una sorta di presa d’atto
della positività e dell’entusiasmo che ha animato il Maestro d’Arte Eraldo unitamente ai
suoi amici e colleghi con la finalità di “coinvolgere” le giovani generazioni all’interno
delle scuole con le quali si è collaborato in
modo fattivo e costruttivo… con la finalità
di realizzare iniziative utili alla crescita… con
la finalità di “fare didattica” anche nelle persone che pensano di non essere artiste…
con la finalità di coniugare il sacro con il
profano… con la finalità di fare in tutta
umiltà qualcosa di gradevole che nutra lo
spirito dell’uomo in una sorta di sfida per il
bene dell’animo umano…
Il giorno 08 marzo i soci si sono riuniti in assemblea e hanno voluto esprimere parere
preferenziale nella nomina del Presidente
nei confronti della collaboratrice attiva dell’Associazione, Maria Cristina Bigarelli che
sarà affiancata dal Vice-Presidente Walter
Togni, dai Consiglieri Mario Annesi, Andrea
Centofanti, Maria Rita Innocenti, Livio Martini, Gianni Travaglini e dal Segretario Alessandro Battaglioni. Tutti i soci si augurano
di poter dare continuità all’opera artisticoculturale iniziata in quel di Vignanello il 20
febbraio 2007…
A cura della Segreteria IVNA
Nel pensiero dedicato ad Eraldo Bigarelli e
pubblicato allinterno della rubbrica “Nel
cuore” delo scorso numero di Campo de fiori,
è stata omessa la firma dellautore, il direttore
Sandro Anselmi
28
Campo de’ fiori
3 anni di Tip e Tap
La qualità delle migliori marche a prezzi imbattibili
S
corre veloce il tempo. Sembra ieri ed invece sono già tre anni che
lì, all’angolo tra Via Roma e Viale Lazio a Fabrica di Roma, il negozio di scarpe Tip e tap di Maria Rita Scarnati e Daniela Cola
calza dalla culla al numero 41, per la loro gioia e per quella dei loro
genitori. Un negozio luminoso e colorato, che sprizza allegria da tutti i
punti, proprio come le sue due proprietarie, al centro del paese e con
un comodissimo parcheggio a pochi passi. Un punto vendita davvero
accogliente e gradevole e dal quale è difficile uscire senza aver trovato
ciò che si sta cercando per i propri figli. Ed è per festeggiare questo
terzo compleanno sulle pagine della nostra rivista che abbiamo incontrato Maria Rita e Daniela.
Come è nata l’idea di questo gioiellino di negozio?
Abbiamo deciso di aprire perché in zona non c’era un negozio di scarpe
per bambini che offrisse una vasta scelta di modelli e anche di prezzo.
Qual è il vostro punto di forza?
In questi tre anni di attività abbiamo sempre messo al primo posto la
qualità dei prodotti che offriamo. Abbiamo selezionato le migliori marche a livello internazionale proponendo prezzi imbattibili. Una attenzione particolare la rivolgiamo ai plantari delle calzature che vendiamo,
un sostegno indispensabile per una corretta crescita del piede. Anche
la scelta del made in Italy è una delle nostre priorità.
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Campo de’ fiori
29
Analisi della scrittura di
Chiara per la scelta della
facoltà universitaria.
QUESTA E’ LA PERIZIA
SULLA GRAFIA DI CHIARA,
ANNI 20, CHE HA CHIESTO
L’ESAME DELLA SCRITTURA PER L’INDIRIZZO
FORMATIVO UNIVERSITARIO. QUELLO ESAMINATO
E’ UNO SCRITTO DETdel Prof.
Piero Mecocci TATO, ED IL CONTENUTO
NON HA ALCUNA IMPORGrafologo
TANZA. LA PRESSIONE
NELLE ULTIME RIGHE E AFFIEVOLITA
SOLTANTO PERCHÉ HA CAMBIATO
PENNA.
Nel soggetto in esame si evidenzia una notevole intelligenza, vivace ed intuitiva, che
tende ad accogliere ciò che più l’attrae, facendo propria, e immediatamente, la parte
evidente dei fatti e dei concetti. E’ vivace nei
comportamenti, è simpatica, gioviale e sociale ed evidenzia la tendenza ad essere autonoma nei comportamenti e nelle idee. Non
ama la compagnia di persone prolisse, lente
o poco responsabili. L’adattamento è inizialmente spontaneo ma Chiara tende a far rispettare le proprie qualità ed a volte anche
ad imporle. Dal punto di vista temperamentale evidenzia orgoglio e senso della dignità.
Non accetta amicizie a lei non consone, persone con comportamenti volgari. Ha certamente molte amicizie, tante amiche, ma non
a tutte confida i propri pensieri, emozioni ed
impulsi.
Dà molta importanza all’esteriorità, è veloce
nei giudizi che possono risentire di una certa
soggettività e di una critica immediata. Dotata naturalmente di rapidità intuitiva, è originale nelle soluzioni. Immediata ed attenta
all’essenziale, portata a cogliere la parte più
importante nelle cose e nei discorsi, trascurando ciò che ritiene irrilevante e formale.
Desidera fare tutto molto velocemente e
cerca di risolvere i problemi con slancio ed
intuitivamente non concedendosi pause di
valutazioni e riflessioni. Se si pongono ostacoli che rallentano in maniera consistente il
suo comportamento, o che le costano eccessivo impegno, tende a volte ad interrompere
quanto intrapreso.
L’apprendimento è personalizzato con note
apprezzabili di originalità. Chiara si esprime
in modo sintetico, rapido e conclusivo e la comunicativa è ben comprensibile, essenziale e
coincisa. Dimostra determinazione iniziale in
particolar modo nell’esteriorità con atteggiamenti anche decisi e con qualche sentenziosità nei giudizi.
Chiara non tende all’agonismo ed all’autoaffermazione. Cerca di stabilire con gli altri un
rapporto di fiducia, è disponibile ad uno
scambio di idee e si dimostra generosa e comprensiva. Ciò nonostante
attua dei meccanismi di autodifesa, a
volte palesa uno spirito di contraddizione perché non ama essere ripresa
ritenendosi spesso nel giusto, questo
la porta a procedere con cautela. La
tendenza al risentimento comporta
suscettibilità e Chiara teme di essere
colpita e giudicata da contestazioni
ed osservazioni sul suo modo d’agire.
Chiara non si sente sicura dei propri
mezzi per affrontare e superare i vari
ostacoli di diverso genere o che l’età
gli pone. Può subentrare una certa
sfiducia, che la porta a rinunciare o a
non applicarsi adeguatamente. Esige
chiarezza, dimostra garbo, attenzione
nel volersi far capire con il desiderio
di farsi intendere senza la possibilità
di equivoci. Ha finezza nelle percezioni e dimostra delicatezza e certamente raffinatezza di pensiero, anche nel campo
affettivo. Si comporta in modo elegante ed
esplicito perché dà importanza ai rapporti affettivi e sentimentali. Portata a pretendere
molto dall’altro, sembra a volte insoddisfatta
del comportamento del partner. Profondità di
sentimento, si affeziona spontaneamente ed
è espansiva e dotata di bontà d’animo.
Chiara ha un potenziale operativo e decisionale notevole e potrebbe ottenerne il massimo rendimento. Portata alla compitezza,
all’ordine ambientale, scrittorio ed espositivo,
s’impone un adeguamento alle regole a scapito del proprio temperamento e della propria spontaneità propria della sua età.
Non ama fantasticare o immaginare cose impossibili e non evidenzia un particolare attaccamento verso le cose materiali perché
probabilmente non ne ha mai vissute la mancanza o la necessità.
Nella firma Chiara sottolinea uno stretto legame tra la sua persona e la sua famiglia.
In merito alla scelta degli studi universitari
che Chiara deve compiere, nella sua scrittura
si evidenziano delle precise particolarità della
sua struttura intellettiva: è pratica, sintetica
e molto intuitiva.
Analizzando le tre aree di base: Letteraria,
Artistica, Tecnica, Scientifica, Musicale, Insegnamento, emerge:
- Adatta all’area Letteraria per le capacità
valutative, per la spontaneità e per la rapidità
intellettiva, per la chiarezza, per l’intuizione
notevole, per la logica e per la sintesi.
- Adatta per l’indirizzo linguistico, per
l’intelligenza, per l’intuizione, per la ricerca
della precisione anche per la naturale rapidità
di pensiero e d’esecuzione.
- L’Indirizzo Umanistico è consono per
la spigliatezza, per la disponibilità intellettiva,
un po’ meno per la tendenza all’adattamento.
- L’area Tecnica la escludo perchè richiede azioni ripetitive, molto ordine e naturale precisione, presentazione accurata ed
elaborata, momenti di riflessione ad ampio
raggio.
- L’area Artistica è adatta per Chiara per
la sua tendenza all’originalità, al non gregarismo, per la prontezza, in particolar modo
per la creatività intellettiva e per la tendenza,
ancora non espressa, ad evidenziarsi attraverso risultati importanti. Sarà opportuno che
intraprenda degli studi che le consentano di
sviluppare la sua originalità, lontano dal classicismo consolidato. Potrebbe incontrare
qualche difficoltà perché occorrono tempi
non brevi e lei aspira a risultati concreti che
la possano rassicurare sul percorso intrapreso e poco accetterebbe critiche decise e
non incentivanti.
- L’area Scientifica sarebbe alla sua
portata per le sue capacità valutative, per
l’intuizione e per la sua intelligenza profonda.
Mancano alcuni segni quali: precisione meticolosa ed osservazione lenta e costante.
- L’area Musicale non si ritiene che
debba essere intrapresa perché sono richieste creatività musicali, senso evidente del
ritmo e capacità creative innate. Diverso è il
gradire il ritmo musicale rispetto agli studi
musicali.
- L’area dell’Insegnamento la escludo perché
richiede un temperamento diverso, non proprio della scrivente: spirito di dedizione, capacità
d’immedesimazione,
pazienza,
intenerimento e coinvolgimento.
Se desiderate conoscere la vostra personalità attraverso l’esame della vostra grafia, inviate un breve testo
scritto da voi e scansionato ai seguenti indirizzi: [email protected] - [email protected]
o in busta chiusa a
Redazione Campo de’ fiori, P.zza della Liberazione, 2 - 01033 Civita Castellana (VT).
Verranno pubblicati gratuitamente e mantenendo l’anonimato.
Campo de’ fiori
30
“Il Fumetto”
LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA
AMON - THE DARK SIDE OF
THE DEVILMAN
di Go Nagai e Yu Kinutani edito da d/visual – 6 volumi, conclusa
C
os'è successo realmente tra il momento della morte di Miki
e l'ultimo scontro tra Devilman e Satana, narrato nell'ultimo volume di "Devilman"? Go Nagai e Yu Kinutani scrutano nel cuore di Akira per scoprire i suoi veri sentimenti
e ciò che veramente accadde in quei giorni... uno scontro
planetario che vedrà la maggior parte della popolazione mondiale
perire per mano di un demone di nome... Amon! (Trama tratta dal
di
sito dell’editore). Il vero punto di forza di quest’opera sono i disegni,
Daniele Vessella dinamici allo stato puro e oscuri come richiede la trama, rendendo
ogni tavola vere e proprie opere d’arte. La trama, invece, è un’accozzaglia di eventi che sembrano messi lì solo per riempire i volumi e per chi non ha
letto Devilman la storia risulta incomprensibile. Solo il primo numero è godibile, il resto
è imbarazzante… tra inutili flashback e personaggi che resuscitano non si sa come, lo
spaseamento è totale. Un’occasione buttata al vento per colmare i vuoti lasciati in Devilman, peccato… un vero peccato. Consigliato a chi è interessato più al lato grafico
che a quello narrativo…
Lascio l’indirizzo del mio blog: http://danielevessella.blogspot.com/
FIERA DEL FUMETTO E GAMES: IL COSPLAY
Emilio Matteucci, Cosplay civitonico nei
panni di Zelda
I
l Cosplay è un arte che ha origine in
Giappone dalla metà degli anni ’70
del 1900, e in brevissimo tempo si è
diffuso in tutto il mondo. Alcuni visitatori durante una fiera si presentarono vestiti come gli eroi dei fumetti.
All’inizio l’idea piacque come Mascotte, ma
ben presto nacque il così detto Cos-Play, ovvero Interpretare il Proprio Costume/Personaggio. Il significato del nome Cos-Play o
Cosplay è un acronimo inventato dai Giapponesi, in effetti è una parola inventata perché i Giapponesi non usano la parola
costume come la conosciamo noi, e quindi
questa parola fu importata dai turisti che
andando in Giappone, un po’ per la difficoltà
della pronuncia e chi invece li chiamava a
“MODO PROPRIO” li chiamarono in lingua
Inglese “player custom”.
I Giapponesi sentendo questi turisti chiamarli così, attaccarono queste due parole in
una sola: Cos-Play che significa; interpretare il proprio costume/personaggio. In seguito venne creata una gara con un
regolamento molto semplice ma abbastanza impegnativo! Per distinguerlo dal
carnevale, fu introdotta la regola che non
tutti possono interpretare un personaggio e
indossare qualsiasi costume (es. Superman)
per interpretarlo innanzi tutto bisogna avere
la SUA somiglianza, le sue mosse o la sua
voce (es. un cantante famoso, o celebri frasi
come: Bond.. James Bond. Essere il suo
sosia o quasi. Questo è Cosplay, tra sosia e
recita teatrale, per inderci meglio, prendete
come esempio lo show di raiuno TALE e
QUALE SHOW, ebbene, questo è Cosplay!).
La seconda regola che distingue il Cosplay
è che ogni Cosplayer ha l’obbligo di doversi
cucire da solo il proprio costume e i suoi accessori (es. collane, corone, spade, fucili
ecc..) e dichiarare di non averlo/i
comprato/i. Pena la squalifica dal concorso.
Ovviamente fuori concorso chiunque è libero di comprare o farsi cucire costumi e
accessori da altri e di non averne alcuna somiglianza nemmeno a truccarli ad HOC.. ma
il Vero Cosplayer si riconosce per il SUO TALENTO!
Ma i Cosplayer non sono solo degli attori
che fanno pubblicità e si divertono ad interpretare i loro eroi... sono anche dei viaggiatori, molti di loro viaggiano all’estero e per
2 anni consecutivi i Nostri Cosplayer Italiani
sono arrivati secondi nella gara Mondiale di
Cosplay in Giappone, e un anno fu decisivo
per due italiani alla finale in Giappone, arrivarono primi vincendo così il primo premio
di 8 mila euro! C’è chi viaggia da tutta Italia
per vedere tutte o quasi tutte queste fiere,
non solo per vestirsi in Cosplay, ma anche
per cercare fumetti, oggetti ecc.. da collezione e non… spendendo anche consistenti
cifre.. e quindi portando TURISMO, e molte
persone vanno a queste fiere anche e soprattutto per Vedere i Cosplay.
In Italia si sta diffondendo soltanto ultimamente questo fenomeno... all’estero sono
circa 30 anni che è una solida realtà. Anche
se ora Italia 2 in particolare ha fatto vedere
in tv il Cosplay Award tenutosi in Giappone
quest’anno, mentre ilike.tv (web e tv sul
ch. 230 DGT) e NekoTv (ch. 45 DGT) già
da anni parlano di Cosplay in Italia e nel
mondo. Oggi grazie al web quasi tutti sanno
cos’è il Cosplay.
Sarebbe veramente bello e innovativo se
anche qui a Civita Castellana venisse aperta
una volta l’anno, la Fiera del Fumetto e del
Games come accade già nelle altre città o
piccoli paesi d’Italia.
Campo de’ fiori
32
Naturopatia e
Animali d'Affezione
I
n questo numero,
vorrei dedicare la
mia rubrica ai nostri amici a 4
zampe (di cui curo
la pagina delle adozioni e
delle segnalazioni su quedi Josiane
sto Magazine). Anche loro
Marchand
hanno diritto alle “cure
dolci” della medicina
Naturopata
detta “alternativa” o se
volete, ad essere curati con la Naturopatia
di cui sono una convinta esponente.
Rimedi naturali
La medicina “dolce” sta dando ottimi risultati anche sugli animali. La salute dei nostri
amici animali può essere difesa in maniera
del tutto naturale grazie alla sempre maggiore diffusione di metodi cosiddetti “alternativi”, quali la Fitoterapia, l’Omeopatia,
l’Omotossicologia, i Fiori di Bach. La tendenza a preferire anche per gli animali una
medicina non aggressiva e alternativa è in
progressivo aumento. Secondo alcune
stime, in Italia sono oggi parecchi i veterinari che si rivolgono all’omeopatia e che
propongono, affiancati ai medicamenti tradizionali, i rimedi della medicina alternativa.
Così come in Francia, anche nel nostro
Paese un numero sempre maggiore di cani,
gatti, criceti, canarini, tartarughe o pesci
rossi, viene affidato ai veterinari omeopati.
Per gli esperti il fenomeno è in forte crescita: più del cinque per cento di tutte le terapie utilizzate dai veterinari sono
«complementari», basate cioè su omeopatia, ma anche su agopuntura e fitoterapia.
Attraverso questi rimedi possono essere
trattate diverse patologie: osteo-muscolari,
locomotorie, dell’apparato respiratorio,
forme nascoste di intolleranze alimentari,
allergie di vario genere e perfino problemi
comportamentali.
Piante medicinali e integratori
Per curare e per prevenire le malattie dei
nostri amici si possono utilizzare le piante
medicinali ma occorre fare attenzione agli
effetti indesiderati, perché potrebbero interagire o interferire con altri medicinali. Le
erbe non sono innocue, contengono principi
attivi che possono essere pericolosi e diventare tossici se utilizzati male: chiedete
quindi sempre prima consiglio ad un veterinario esperto. I fitoterapici sono preparati
che contengono estratti di vegetali e che
vengono somministrati mescolandoli al cibo.
Non sempre l’alimentazione dei nostri animali domestici è ben bilanciata ed equilibrata con grassi, proteine, antiossidanti e
vitamine, perciò per mantenerli in buona
salute è necessario ricorrere, alcune volte,
ad integratori alimentari. Ecco dei semplici
suggerimenti naturali per aiutarle i nostri
amici a stare meglio.
La dissenteria
Se il vostro cane o il vostro micio si ammala
a causa di un colpo di freddo o viene contagiato da virus e batteri, può avere attacchi
di dissenteria ed apparire stanco e debilitato. L’alternativa naturale in questi casi è
una compressa tritata di carbone vegetale
al giorno. Oppure possiamo lasciare macerare per una notte un cucchiaio da tè di argilla verde ventilata in un po’ di acqua. Poi
con una siringa (senza ago) versala direttamente in bocca al nostro amico. L’argilla
verde ventilata in compresse è assorbente
e disintossicante (2 compresse al dì per il
gatto; anche 4 o 6, a seconda della taglia,
per il cane). Si possono somministrare fermenti lattici da spruzzare in bocca, due o
più volte al giorno. Prodotti fitoterapici a
base di aglio possono essere un’ottima prevenzione e un aiuto per gatti e cani, aggiungendo un po’ di zucchero o di miele.
Disturbi agli occhi
Per pulire gli occhi, va benissimo Eufrasia
TM, 20-25 gocce in due dita d’acqua, in una
tazzina o in un bicchiere anche di plastica
pulito. Se invece il cane ha la congiuntivite,
basta diluire un cucchiaino di sale in 250 ml
di acqua e aggiungere cinque gocce di tintura di Euphrasia officinalis. Un impacco con
questa soluzione, cinque volte al giorno, allevia l’irritazione.
Il manto
Gli acidi grassi essenziali, responsabili dello
stato ottimale del pelo dei nostri amici, non
sempre vengono sintetizzati in modo corretto dall’organismo. Una carenza di questi
acidi provoca una cute secca e squamosa e
un intenso prurito che spinge il nostro animale domestico a grattarsi fino a procurarsi
delle piccole ferite che possono infettarsi e
peggiorare la situazione. Tutto ciò comporta
la caduta di pelo, gonfiore e arrossamenti.
Diventa allora necessario introdurre nell’alimentazione dei nostri animali domestici gli
acidi grassi, attraverso la somministrazione
di integratori che contengono acido gamma
linolenico (GLA). Il GLA è un acido grasso
omega-6 che si trova in natura negli oli naturali di semi di piante e di borragine nelle
carni e negli estratti di pesce. Per rendere il
pelo di cani e gatti lucido, folto e pulito
basta frizionarlo con acqua e aceto di mele
(un cucchiaio in una tazza). Metodo che si
è dimostrato efficacissimo sul manto dei
gatti persiani. Se il pelo è opaco, possiamo
renderlo lucido anche mettendo in infusione, per circa dieci minuti, un cucchiaino
di rosmarino (fresco o essiccato) in mezzo
litro di acqua bollente. Poi si friziona la lozione sul pelo. Per combattere pulci e parassiti possiamo invece preparare un
decotto di assenzio, facendo bollire per 20
minuti 3-5 grammi di pianta secca in un litro
d’acqua. Dopo che il decotto si è raffreddato
si filtra e si spruzza sull’animale, evitando
gli occhi e il muso. Questo trattamento va
fatto una volta al giorno per un po’ di
tempo.
Tosse e raffreddore
Un aiuto contro le malattie da raffreddamento più comuni tra i nostri animali domestici è il rimedio omeopatico Anas barbariae
200 CH, 1/2 dose ogni 12 ore, per tre
giorni. È anche adatto Allium Cepa 9 CH (3
granuli ogni 12 ore). La tosse va subito curata, altrimenti i colpi di tosse possono diventare così forti e frequenti da provocare
al nostro amico conati di vomito. Se peggiora, può anche avere la febbre alta, diventare inappetente o fare fatica a
respirare. Echinacea è un rimedio naturale
che viene impiegato per il trattamento delle
infiammazioni delle alte vie respiratorie.
Una capsula al giorno di estratto secco mescolata alla pappa. Nei casi in cui sia strettamente necessario l’uso di antibiotici,
l’associazione con Echinacea può velocizzare i tempi di risposta dell’organismo. Se
la tosse è persistente, Hepar sulfuris D12
somministrato tre volte al giorno, da ottimi
risultati.
Disturbi emozionali e fiori di Bach
I nostri amici animali sono anche loro soggetti a disturbi emozionali e comportamentali. Possono essere impauriti, gelosi,
aggressivi, depressi, agitati, insicuri, solitari;
oppure reagire in modo esagerato a stimoli
provenienti dall’esterno. In alcuni casi il loro
cattivo stato di salute può essere influenzato, in maniera più o meno evidente, da situazioni di stress emotivo ed ambientale.
Intervenendo in modo naturale sui loro malesseri o disagi emotivi, con i Fiori di Bach,
si possono aiutare a ritrovare più velocemente uno stato di benessere e a migliorare
il nostro rapporto di convivenza con loro. I
Fiori di Bach sono rimedi naturali – estratti
da fiori selvatici privi di effetti collaterali –
in grado di sciogliere i blocchi emozionali.
Riconosciuti dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) dal 1976, sono venduti
sia in farmacia che in erboristeria, e vengono già impiegati nelle strutture sanitarie
pubbliche del Regno Unito, Australia, Francia, Germania e Stati Uniti.
Abbiate cura di LORO!!!! Staranno bene
loro e starete bene anche voi!
[email protected]
33
Campo de’ fiori
17° edizione del Mini Festival di Viterbo
Susanna Cerafogli, Mattia Sgriscia e Pamela Tamantini i vincitori.
Campo de fiori assegna il Premio Stampa ad Alessandra Balzano
O
gni anno il pubblico del Mini Festiva di Viterbo rimane letteralmente entusiasmato dalla
bravura dei partecipanti. Il
grado di qualità dei concorrenti
cresce di volta in volta, rendendo sempre
più difficile il lavoro della giuria, che si trova
di fronte ad una scelta dura e sofferta. Tanti
sono i ragazzi tra i 6 ed i 20 anni, provenienti da tutto il Lazio, che ambiscono a vincere il primo premio. Ormai se non cantano
più che bene, difficilmente si iscrivono al
Mini Festival e domenica 2 marzo 2014, al
Teatro San Leonardo di Viterbo, dove si è
svolta la serata finale della 17° edizione,
che l’Associazione “Omniarts” ha organizzato con il patrocinio ed il contributo dei
Comuni di Viterbo, Acquapendente e
Fabrica di Roma, con la collaborazione
dell’Associazione Te.Bo e che ha fatto
parte degli eventi di promozione della solidarietà portati avanti da “Viterbo con
Amore”. Data la fascia d’età interessata, le
ragazze sono state protagoniste dal punto
di vista numerico, ma i pochi ragazzi si sono
difesi alla grande, uno ha anche vinto. Nessuno dei tre vincitori aveva mai vinto prima
al Mini Festival…
Ecco i verdetti finali emessi dlla giuria presieduta dal giovane tenore viterbese Antonio Poli:
categoria 6-11 anni: 1° classificata Susanna Cerafogli (10 anni, Oriolo Romano), con il brano “Fa che non sia mai”
(Eramo e Passavanti); 2° classificata Carlotta Pasi (10 anni, Manziana), con il
brano “Oh darling” (S. Beleires); 3° classificata Giorgia Saponaro (10 anni, Fabrica
di Roma), con il brano “Mi sei scoppiato
dentro al cuore” (Mina).
Per la categoria 12-15 anni: 1° classificato
Mattia Sgriscia (15 anni, Civitavecchia),
con il brano “Read all about it” (E. Sandè);
2° classificata Giorgia Tabacchini (15
anni, Caprarola), con il brano “Set fire to the
rain” (Adele); 3° classificata Beatrice Piciollo (13 anni, Bagnoregio), con il brano
“Il futuro che sarà” (Chiara).
Per la categoria 16-20 anni: 1° classificata
Pamela Tamantini (18 anni, Viterbo), con
il brano “Welcome to burlesque” (Cher); 2°
classificata Karima Trombetta (16 anni,
Cerveteri), con il brano “Il gene del bene”
(Mina); 3° classificato Gian Marco Piccini
(16 anni, Blera), con il brano “Can you feel
the love tonight” (Elton John).
Tutti i nove ragazzi hanno ricevuto il trofeo
con l’esclusivo logo del Mini Festival di Viterbo. La nostra rivista, come ormai da
qualche anno, ha assegnato il Premio
Stampa ad Alessandra Balzano (14
anni, Vignanello), per l’originalità dell’interpretazione di un super classico come “Ca-
I vincitori con Antonio Poli, gli organizzatori Paolo Moricoli e Gianluigi Alberti, e con i due
presentatori Giulia Anesini e Stefan Clod
ruso”, di L. Dalla. Marco Petrozzi, invece, si
porterà al “New talent” del Festival Italia in
Musica: Carlotta Pasi, Giulia Molica e
Pamela Tamantini. Italo Leali consentirà
di partecipare, gratuitamente, agli stage primaverili (a Viterbo) ed estivi (a Bagnoregio)
di Tuscia in Jazz ai primi tre classificati delle
categorie dei medi e dei grandi. Il primo
della categoria dei “grandi” potrà, inoltre,
incidere un CD demo presso il “Binario 2
Studio Recording” di Montefiascone.
Numerosi sono stati gli ospiti che hanno impreziosito il già ricco programma della serata:
Antonello
Giovanni
Budano
(collaboratore fisso del Mini Festival, in qualità di “angelo custode” e “vocal coach” dei
partecipanti, ma anche e soprattutto cantante e autore della Scuola di Mogol) e i
Costa Volpara, con la partecipazione straordinaria del M° Fabio Barili (poi esibitosi
anche con la ghironda, strumento medioevale a metà tra un violino e una fisarmonica), la cantautrice emergente Helene
Bees e Daniela Vergili, che ha aperto la serata, nonché vecchie (per modo di dire) conoscenze del Mini Festival come Desirèe
Giove (per la prima volta in versione lirica)
e Davide Valeri (ormai avviato sulla strada
del cantautorato). Hanno presentato i giovanissimi Giulia Anesini (cantante) e StefanClod (mago)… e sono stati bravissimi!
L’appuntamento allora è per il prossimo
anno, sicuramente da non perdere!
E.B.
Davide Valeri
Costa Volpara
Fabio Barili
Desirèe Giove
Helene Bees
34
Campo de’ fiori
MONUMENTS MEN
S
iamo in Europa, durante
la Seconda Guerra Mondiale : dopo lo sbarco in
Normandia delle truppe
alleate, Hitler ordina di nascondere o distruggere tutte le opere
d’arte sistematicamente trafudi Catello
gate nel corso conflitto. Il prof.
Masullo
Frank Stokes ottiene allora, dai
pur riluttanti capi militari, la costituzione di una
speciale unità, composta da esperti e amanti
d’arte. La cui missione è di recuperare, mettere in
salvo e restituire i più grandi capolavori dell’umanità rubati dai nazisti...
FUORI CONCORSO AL 64. FESTIVAL DI BERLINO
(2014).
Ispirato al libro “The Monuments Men: Allied Heroes, Nazi Thieves, and the Greatest Treasure
Hunt in History” di Robert M. Edsel. George Clooney se come attore è un riconosciuto campione,
come autore non ha sbagliato un film. Nel 2002
esordisce alla regia con “Confessioni di una mente
pericolosa”, storia della doppia vita di Chuck Barris, presentatore televisivo che dichiara di essere
stato un sicario della CIA. E’ del 2005 la sua seconda opera da regista, “Good Night, and Good
Luck”,il più bel film visto a Venezia quell’anno. Seguono “In amore niente regole” (2008), nel 2011
“Le Idi di Marzo. Se non proprio al livello dei precedenti, nel complesso anche questo “Monuments
Men” non fa eccezione e incrementa il suo carniere
di buoni film, scritti, prodotti, diretti ed interpretati.
Un film di impostazione classica. Che ha il merito
di ricordarci una bella pagina di storia che ha consentito di recuperare da sorte incerta più di 5 milioni di capolavori d’arte e di restituirli ai legittimi
proprietari. Un film epico. Avvincente. Divertente.
Toccante. Basato su eccellenti interpretazioni. Vale
il prezzo del biglietto.
VALUTAZIONE SINTETICA (in decimi):
Leggenda: CAPOLAVORO: 10
DA NON PERDERE: 8
DISCRETO: 6
DA EVITARE: meno di 6
7.5/8
TITOLO: MONUMENTS MEN (THE MONUMENTS MEN)
REGIA: George Clooney
SCENEGGIATURA: Grant Heslov, George Clooney
INTERPRETI PRINCIPALI:
PERSONAGGI
INTERPRETI
DOPPIATORI
FRANK STOKES
George Clooney
FRANCESCO PANNOFINO
JAMES GRANGER
Matt Damon
MASSIMILIANO MANFREDI
RICHARD CAMPBELL
Bill Murray
MARIO CORDOVA
CLAIRE SIMONE
Cate Blanchett
CINZIA VILLARI
WALTER GARFIELD
John Goodman
MASSIMO DAPPORTO
JEAN CLAUDE CLERMONTJean Dujardin
MARCO RASORI
DONALD JEFFRIES
Hugh Bonneville
LUCA BIAGINI
PRESTON SAVITZ
Bob Balaban
MINO CAPRIO
SAM EPSTEIN
Dimitri Leonidas
DAVIDE PERINO
VIKTOR STAHL
Justus von Dohnányi
ALESSANDRO BUDRONI
COL. WEGNER
Holger Handtke
MASSIMO BITOSSI
PRETE
Michael HoflandJEAN CHARLES PUTZOLU
COM. ELYA
Zahary Baharov
— (originale)
COL. LANGTON
Sam Hazeldine
ENRICO DI TROIA
DENTISTA
Michael Brandner
CARLO COSOLO
FRANK STOKES
anziano Nick Clooney FRANCESCO PANNOFINO
PRODUZIONE: GEORGE CLOONEY E GRANT HESLOV PER SMOKEHOUSE PICTURES, IN COPRODUZIONE CON STUDIO BABELSBERG E OBELISK PRODUCTIONS
ORIGINE: USA, GRAN BRETAGNA, GERMANIA
DISTRIBUZIONE: 20TH CENTURY FOX ITALIA (2014)
DURATA: 120’
SOGGETTO: COMMEDIA
FRASI DAL CINEMA: “Signor Presidente, voglio dire che ci troviamo ad un punto
di questa guerra che sta mettendo a repentaglio i più grandi conseguimenti storici
conosciuti dall’umanità!”. (George Clooney).
“Chi garantirà che il David di Donatello sarà ancora in piedi , che Mona Lisa sorriderà
ancora? Chi proteggerà loro?”. (George Clooney).
“Vuoi entrare in guerra?
Monuments men?
... devo mettere insieme una squadra per proteggere quello che è rimasto, e trovare
quello che manca!
Quando comiciamo?”. (George Clooney e Matt Damon).
“Se fossero sinceri ci direbbero : con tutta la gente che muore, chi se ne frega dell’arte! Ma sbagliano! Perché è per questo che noi combattiamo. Per la nostra cultura
e il nostro stile di vita. Puoi sterminare una generazione di persone, radere al suolo
le loro case. Troveranno la via di ritorno. Ma se distruggi i loro conseguimenti e la
loro storia,è come se non fossero mai esistite. Sono ceneri che galleggiano. È quello
che vuole Hitler, ed è la sola cosa che non possiamo permettere!”. (George Clooney
ai Monuments Men).
Campo de’ fiori
35
Langolo del Collezionista
Il Calendario della Polizia di Stato
C
ontinuiamo ad
occuparci dei
calendari militati da collezione, questa
volta passeremo in rassegna il calendario della Podi
lizia Di Stato.
Letizia Chilelli Il 5 Dicembre 2013, alla
Scuola Superiore di Polizia, è stato presentato questo almanacco
che ci documenta attraverso i dodici scatti
il lavoro degli uomini in “blu e cremisi” che
accompagnano la nostra quotidianità fin
dall800, secolo questo, in cui la Polizia di
Stato venne fondata, prima con compiti di
pattugliamento speciale ed ordine pubblico,
spesso a cavallo, poi, nel 1848, come la conosciamo tuttora con mansioni di pubblica
sicurezza.
Le istantanee del calendario ci testimoniano
in maniera netta due concetti: solidarietà e
sicurezza, parole di speranza che accompagnano ogni singolo giorno di questo anno
e non solo.
La pagina dedicata al primo mese del 2014
ci descrive il Reparto Polizia Aerea, regalandoci uno scorcio dellaeroporto di Malpensa e del cielo della provincia di Varese.
Febbraio ci regala una bellissima immagine
della nevicata a Roma di due anni fa, sottolineando il lavoro dell U.P.G.S.P. (Ufficio
Prevenzione Generale Soccorso Pubblico)
che anche grazie alla Polizia di Prossimità,
ovvero il più conosciuto Poliziotto di Quartiere garantisce un rapporto di continuità tra
la popolazione e le Istituzioni.
La foto di Marzo ci illustra la Polizia mentre
si occupa di un trasferimento di alcuni nomadi in difficoltà da un campo allaltro.
Il mese di Aprile è dedicato a dei “colleghi
speciali”, i cani, in particolare si narra la storia di Nasko, un pastore tedesco impiegato
nel servizio sul litorale di Napoli contro la
criminalità e gli scippi.
Per chi ama il ciclismo, Maggio, in particolare è il mese su due ruote, si svolge infatti
il giro dItalia ed è proprio ai poliziotti motociclisti che è dedicato questo mese e al servizio che rendono proprio durante questa
manifestazione sportiva.
Giugno è il mese degli artificieri, che prestano servizio nel ruolo dellantisabotaggio
e nel disinnesco degli ordigni e che hanno
un motto tutto loro e che racchiude il pericolo in cui spesso si trovano: “SEMEL ERRARE LICET”, “si sbaglia una volta sola”.
La Polizia Fluviale viene descritta nel mese
di Luglio, unica in Italia nel suo
ruolo, pattugliamento e soccorso
fluviale sul Tevere.
Agosto, mese delle agognate
ferie, ed è proprio in questo
mese che ci viene raccontato, attraverso la foto, il compito del
C.N.E.S. , il Centro nautico e
sommozzatori della Polizia, che
con le loro volanti del mare, le
moto dacqua entrate in dotazione dal 2006, vigilano sulla sicurezza delle nostre acque.
E però Settembre che ci regala
la foto, a mio modestissimo parere, più tenera e più bella di
tutto il calendario. Qui, infatti,
vengono ritratti, nella stessa foto
un poliziotto del Reparto Mobile
ed un bambino che chiacchierano a Lecce, in una piazza, durante il G8 tenutosi proprio nella
città pugliese, immagine, questa, che racchiude in sé tutta la vicinanza della Polizia
ai bambini, al futuro.
Ottobre ci illustra il compito della Polizia impegnata nel soccorso alle zone alluvionate
della Liguria e della Toscana.
La stazione di Bologna è la protagonista
dello scatto di Novembre, con questa immagine si fa chiaro riferimento alla Polizia
Ferroviaria che vigila capillarmente sugli innumerevoli viaggi in treno che ogni giorno
collegano la nostra Penisola.
Dicembre ci presenta la Polizia nel sottosuolo e il Nucleo Sommozzatori raccontandoci loperazione Aracne compiuta nei
sotterranei di Napoli il 9 Marzo 2013, che
ha consentito di sventare un colpo in una
banca.
Come già sottolineato prima, la Polizia è
sempre vicino ai più deboli, in particolare ai
bambini, e lo fa in maniera concreta, il ricavato della vendita del calendario è infatti
stato devoluto allUnicef, per il progetto
“Bangladesh- proteggere i bambini lavoratori e di strada”, i proventi serviranno in particolare, come illustrato sul sito della Polizia
per realizzare, in Bangladesh, appunto, “
Spazi permanenti a misura di bambino, rifugi notturni e temporanei; verrà data assistenza giuridica e legale e verrà fornita
unattività di integrazione e reinserimento
sociale”.
Con il loro motto “SUB LEGE LIBERTAS”,
tradotto semplicemente in “ la libertà nel rispetto della legge”, concludo questo mio
spazio non prima di aver salutato tutti gli ap-
partenenti alla Polizia di Stato e ricordando
Antonio Manganelli, indimenticato Capo
della Polizia, che ci ha lasciato troppo presto, un uomo che è stato insignito, il 19
Aprile 2013, della medaglia doro al valor civile per: «Esempio ineguagliabile di dedizione alle virtù civiche e di passione
pubblica al servizio delle istituzioni e dello
Stato, Antonio Manganelli corona con la nomina a Prefetto la sua lunga carriera di investigatore, costellata di successi contro la
criminalità organizzata. Divenuto Capo
della Polizia, si distingue per la capacità di
plasmare un meccanismo della sicurezza
basato sull'armoniosa collaborazione di
tutte le Forze di Polizia, infondendo, anche
grazie al suo carisma personale, il legittimo
orgoglio di appartenenza alla Polizia di
Stato. Grazie alla Sua autorevolezza, accompagnata da rigore e responsabilità, ha
saputo imprimere alla Polizia di Stato trasparenza e legittimazione democratica, soprattutto in recenti momenti, difficili e
travagliati, che hanno attraversato la vita
del Paese. Colpito da un male incurabile,
ha combattuto fino allo stremo contro le angosce di una malattia che non lo ha piegato
e, pur in mezzo alla sofferenza, ha saputo
sempre offrire a tutti gli appartenenti alla
Polizia di Stato un presidio fermo e sicuro.
La morte lo ha raggiunto nel pieno svolgimento delle sue funzioni. Che il suo esempio viva nella memoria dei posteri, per
tramandarlo alle future generazioni. 19752013».
(Sitografia: www.poliziadistato.it)
36
Campo de’ fiori
La Comunità Ortodossa Georgiana
ringrazia Papa Francesco e
la parrocchia di Santa Maria ai Monti
Roma, 24 febbraio 2014
A Sua Santità Francesco
Santo Padre,
a nome della Comunità Ortodossa della Georgia
presente a Roma, desideriamo ringraziare la
Santità Vostra, Vescovo di Roma per il grande
gesto di generosità che la Sua diocesi ha compiuto
nei nostri confronti.
Da dx: don Francesco Pesce ePpadre Giovani
Poter usufruire per la nostra Liturgia della chiesa annessa di
San Salvatore presso la Parrocchia Santa Maria ai Monti in Roma è per noi una
preziosa e tanto desiderata opportunità. I nostri pastori, il nostro popolo e
anche io personalmente Le siamo profondamente grati.
Vorremmo anche ringraziare in particolare il Vescovo Matteo Zuppi che tanto si è
adoperato per noi, e il parroco di Santa Maria ai Monti, don Francesco Pesce,
per la sua accoglienza e generosità nei nostri confronti; insieme a don Francesco abbiamo anche innalzato una preghiera comune per lodare il Signore evocando la grazia per i nostri popoli e per le nostre Chiese, e possiamo affermare
che è nata una bella e feconda amicizia con lui ed i suoi parrocchiali.
Da sx: il Vescovo Matteo Zuppi e Padre Giovani
Santità, Le assicuriamo la nostra preghiera invocando la intercessione di Maria
Santissima e dei Santi Apostoli Andrea e Pietro, per la Sua persona ed il Suo Ministero.
Il Parroco della Comunità Ortodossa Georgiana
di Sant’Andrea Apostolo
Igumeno Ioane Khelaia
La Comunità Ortodossa Georgiana
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Campo de’ fiori
37
LE AUTO DELLA NOSTRA INFANZIA
Lancia Appia
Lancia Appia 1° serie del 1953
L
a Lancia Appia fu
presentata al salone di Torino
nell’aprile
del
1953; qualche
mese dopo l’esordio della
Fiat 1100-103. La Lancia
di Arnaldo Ricci doveva sostituire la ormai
[email protected] vecchia ma ancora aerodinamica Ardea. Quando
fu presentata, essa costava al pubblico ben
1.332.000 lire (unmilionetrecentotrentaduemila) mentre la Fiat 1100-103, sua più diretta concorrente, già si vendeva da
qualche mese a lire 950.000 circa. Il prezzo
più alto era comunque largamente giustificato, sia per le soluzioni tecniche all’avanguardia adottate nella meccanica che nell’
accuratissima carrozzeria. Per quanto riguardava il motore, vennero riprese e migliorate quelle adottate già nell’Ardea del
1939 ( es. la testata in alluminio, cilindri a
V stretto, valvole in testa inclinate etc…
etc..). Dopo una prima versione di 903 cc
mai immessa nel mercato, al momento della
commercializzazione era già equipaggiata
con motore da 1100 cc circa. Ovviamente
anche l’Appia a quei tempi era un’auto da
elite; se la Fiat 1100 -103 non fu anch’ essa,
un’auto di massa, tanto più non lo fu l’Appia! Infatti nel 1953 era difficile vederle in
circolazione nei piccoli comuni. Solo verso
l’inizio del secondo lustro degli anni ’50 aumentarono gli esemplari circolanti; probabilmente perché si potevano acquistare
usate! Il nome “Appia” fu scelto dalla Lancia
in onore a quello delle strade consolari
dell’antica nonché moderna
Roma; basta ricordare
anche la Lancia Flaminia e
l’Aurelia.
Questa Lancia fu prodotta
per ben 10 anni, dal 1953
al 1963; nel periodo di produzione fu modificata la
carrozzeria per ben tre
volte; infatti quella che fece
l’esordio nel 1953 fu chiamata Appia 1° serie.
Nel marzo del 1956 fu presentata al salone di Ginevra
la Lancia Appia 2° serie e nel marzo del
1958 uscì l’ultima, Appia 3° serie che rimase in produzione fino al 1963.
Nei dieci anni di produzione di questa auto,
furono immessi nel mercato 103.161 esemplari, così ripartiti: Appia 1° serie N° 20.025
; 2° serie N° 24180; 3° serie N° 58956.
Quando nel 1963 cessò la produzione della
Lancia Appia, circa il 6% di queste auto risultarono esportate all’estero; essa fu sostituita poi dalla Lancia Fulvia.
Ovviamente furono anche prodotte delle
fuoriserie disegnate dai più famosi carrozzieri di allora, nonché versioni camioncino e
furgoncino, oltre che le 103.161 berline di
cui sopra.
Lancia Appia 2° serie
Lancia
Appia
2° serie
versione
furgoncino
Lancia Appia 2° serie versione ambulanza
Lancia Appia 3° serie
Per quanto mi riguarda, la terza serie dell’Appia fu per me anche un’auto della “nostra giovinezza”; ne era proprietario un mio
amico di gioventù; quasi tutte le domeniche
(mi sto riferendo alla seconda metà inoltrata dei meravigliosi anni sessanta!) andavamo a spasso per la provincia di Viterbo
con questa auto bianca che il mio amico
aveva comperato usata.
Guardo l’immagine dell’Appia 3° serie e mi
affiorano in mente i più bei ricordi di gioventù.
38
Campo de’ fiori
Se pònno guardà, se pònno guardà!
S
ono più di venti anni che questo gruppo di Civita Castellana, “I Nunsepònnoguardà“, mettano in scena spettacoli musicali e teatrali che
deliziano la ns cittadina e non solo, regalando agli spettatori un paio
d’ore di sano divertimento. Si esibiscano in genere due volte l’anno, di
solito nel periodo carnevalesco, come appunto hanno fatto quest’anno
con “ Roma nun fa la stupida! ” rappresentato al Cine Teatro Florida. Una
carrellata sulla canzone romanesca, con le più belle canzoni della tradizione capitolina, interpretate con maestria da voci nostrane, rigorosamente in costume ed accompagnate dal vivo. Ma la caratteristica
principale di questo gruppo, sono le battute spontanee in scenette-intermezzo, che suscitano l’ilarità dei presenti. Va evidenziato inoltre il coinvolgimento nei loro spettacoli, di ragazzi “speciali” che superano la loro
diversità con una fattiva partecipazione. Tutti bravi e degni di menzione,
ne tralasciamo volutamente i nomi, eccezion fatta per Francesco Paolelli
(Picchietto) ideatore e vero deus ex machina de “I Nunsepònnoguardà”
Also
Foto di Doriana Gai e Paolo Spada
AL CARNEVALE CIVITONICO: + ZUMBA - ALCOOL
Q
uest'anno il Gruppo Frappa insieme all'istruttrice ZIN Cristina Antonaci ha voluto arricchire la tradizionale sfilata dei carri allegorici di
Civita Castellana, con una disciplina che tutti amano: zumba.
Si sa che , come il carnevale, zumba è gioia, allegria, divertimento, quindi:
perchè non unire le due cose? E' stato un successo!
La zin Cristina Antonaci con il suo gruppo di Zumba e il Gruppo Frappa
sono partiti da Piazza della Liberazione ballando canzoni di zumba, ma
anche musiche di carnevale su cui la zin ha creato delle coreografie adatte
all'occasione, allietando e contagiando i più che sono accorsi per assistere
al tradizionale carnevale civitonico, proseguendo con i loro balli fino a piazza
Matteotti, salutando la giuria con un lunghissimo "trenino", manifestando
tutto il loro divertimento e amore per il carnevale. Questi ragazzi sono stati l'esempio che chi ama il carnevale si può divertire senza
alcool, condividendo una passione comune, il carnevale, senza bisogno di eccedere, scatenandosi con zumba insieme ai propri amici.
M
Perché la Maschera?
aschera ovvero fuliggine, velatura, fantasma nero. Qualcosa che ci fa essere qualcos’altro. Bisogno di
alterità ovvero di scarto da noi stessi, di divenire altro dalla nostra stessa identità, di allontanarsi dalla
quotidianità, oppure voglia di nascondersi, di celare la nostra immagine a vantaggio del mistero o dell’enigma. Ecco perché ne abbiamo tanto bisogno, perché in tutte le culture del mondo si sente questa esigenza
di trasgressione unita alla possibilità di modificare i propri connotati: uomo che diventa femmina, animale,
sovrano. Il carnevale, si sa, vale se dura poco, altrimenti sarebbe rivoluzione, istigazione a sovvertire non solo gli
equilibri sociali, ma anche quelli interni, intimi, familiari. Lo stesso modo di viverlo, dal Brasile a Pantelleria: stesse sbronze, stessa
bramosia di vita e di eccessi, stesso desiderio di una libertà assoluta. Tutto ciò che è vissuto come eccessivo, prepotente, inquietante, durante
lo scorrere veloce dei giorni dell’anno, diventa ora desiderato, agognato, oggetto di un anelito assieme individuale e collettivo. Come se gli
stessi vincoli morali che legano gli esseri umani trovassero un’identica risposta sovversiva in quella manciata di giorni e di notti dedicati alla
follia, all’esuberanza vera, all’assoluto rovesciamento della ragione e della morale. Tutto purché abbia una fine. Perché duri solo quelle notti e
quei giorni, non un’ora di più. Com’è saggio il mondo!. Come sono saggi i saggi!. Dobbiamo aderire a leggi non sempre giuste e lo sappiamo,
soprattutto quella secondo cui pochi possiedono tutto ciò che la stragrande maggioranza dei cittadini non può avere né sognare. Come digerire
un’idea simile senza ribellarsi moralmente ad essa? Semplicemente: accettando l’idea che per una volta, una sola volta, il mondo possa girare
al contrario. Che i poveri si travestano da ricchi e i ricchi non siano riconoscibili perché coperti, appunto mascherati. Che si possa bere a
volontà e abbandonarsi ad ogni sorta di sregolatezza senza finire ammazzati o messi davanti a un giudice o alla forca. Non è che le norme del
carnevale siano sempre giuste e quelle dell’anno sbagliate, naturalmente, eppure è come se dentro ciascun uomo palesasse un’idea di diversità,
forse anche di gioco, che la quotidianità non conosce. Un po’ come tornare tutti bambini per potersi travestire come si è sempre desiderato,
per essere irresponsabili e non sentire, almeno per qualche ora, il peso severo delle regole della vita.
Piero Mecocci
Campo de’
QUEL CHE CONTA A CARNEVALE …
I
n molti, sentendo parlare di “Carnevale”, penseranno che questa manifestazione non richieda uno sforzo
eccessivo, né da parte dei partecipanti,
né da parte degli organizzatori. Diciamo allora che è tempo di sfatare questa
convinzione.
Quest’anno noi, del GRUPPO FORCHETTONI,
ci siamo aggiudicati il primo premio per i carri
e la gratifica come Vincitore Assoluto del carnevale Civitonico, con il tema “PARADISO
TROPICALE”.
Ci è voluto un lavoro di mesi e mesi, per realizzare questo progetto e i meravigliosi costumi
che lo hanno accompagnato, ideati, sviluppati
e cuciti completamente a mano, dalle SARAPICHE e neanche gli imprevisti, sopraggiunti
perfino pochi minuti prima della sfilata, sono
riusciti a farci demordere. Per la costruzione
del carro e la realizzazione dei vestiti, abbiamo
sacrificato interi fine settimana, festività, esigenze di famiglia e tante, tante ore di sonno!
Come noi, tutte le comitive che partecipano e
gareggiano al carnevale, faticano moltissimo
per conseguire il loro disegno, lavorando all’interno di capannoni provvisori, stretti, in affitto, inadeguati, patendo il freddo e la
pioggia, improvvisandosi meccanici, fabbri,
elettricisti e perfino artisti. ! Quest’anno in
particolar modo noi, come altri gruppi, ci
siamo dovuti confrontare con diversi problemi
tecnici, per adeguarci alle misure di un percorso decisamente scomodo, dovendo quindi
limitare la qualità e la dimensione dei carri.
Ognuno dei gruppi che partecipano, propone
un tipo di carnevale, chi all’insegna del diver-
Foto di Paola Merlini
timento, della parodia, della bellezza, dei colori, della musica … e come sempre, anche
del “magnà e beve”, che è il principale motore
di questa splendida manifestazione, almeno a
Civita Castellana.
Noi sono anni ormai che “facciamo Carnevale”
a Civita Castellana, per un lungo periodo non
abbiamo avuto il piacere di aggiudicarci il
primo posto, ma imperterriti come non mai
abbiamo continuato, fino a raggiungere con
quella di quest’anno, la terza vittoria. Un ringraziamento speciale va agli sponsor che, con
il loro contributo, ci hanno aiutato a coprire
molte delle spese che abbiamo dovuto affrontare quest’anno, come anche negli anni passati; ma anche a coloro che hanno voluto
prendere parte alla sfilata, iscrivendosi e aiutandoci a regalare uno spettacolo di colore e
di allegria. In particolare tra i ringraziamenti,
è d’obbligo ricordare i “veterani”, coloro che si
mascherano da decenni, che hanno dato esordio a questa tradizione, iniziando a sfilare per
le vie di Civita Castellana con un rustico carretto trainato da un somaro, il tutto a suon di
C
E
L
A
I
C
E
P
S
tromba e a ritmo di vino “casereccio”.
Indubbiamente, …… qualcuno non me ne voglia ….., le nostre “carte d’identità” ci esorterebbero ad abbandonare, ma il carnevale, per
come lo intendiamo noi Forchettoni, è l’espressione del nostro legame affettivo, quindi mi rivolgo ai ragazzi degli altri gruppi, ai giovani: “
non mollate, continuate a fare, a costruire,
nelle vostre possibilità certo, ma cercando di
lavorare uniti, perché quello che conta ed è
preziosa, è proprio lamicizia che nasce tra di
voi e si rafforza anno dopo anno. Il carnevale
è quindi una manifestazione importante e va
affrontata con lo spirito giusto, con allegria e
voglia di divertirsi prima di tutto, ma facendo
sempre dei passi in avanti. Non lasciate morire il CARNEVALE CIVITONICO, oltre che il più
pazzo della Tuscia, fate si che diventi anche
quello più bello, degno di essere visto e condiviso, pubblicizzandolo al meglio.
Quindi “carnevalari” di Civita Castellana …..
andiamo avanti, la festa continua!
Loredana.
GRUPPO FORCHETTONI...E SARAPICHE.
E
L
A
V
E
ARN
Servizio fotografico Studio
Fotografico Biagiola Giorgio
Servizio fotografico Studio
Fotografico Biagiola Giorgio
Servizio fotografico Tatiana Amedei
Studio fotografico Prisma
Servizio fotografico Studio fotografico Silvestro Argenti
Servizio fotografico Doriano Pedica
Servizio fotografico Studio Fotografico A di Maurizio Antonelli
Quartiere Tiburtino
Servizio fotografico di Paola Lustrissimi
Servizio fotografico di Fotottica Sersali
Campo de’ fiori
51
LA REDAZIONE DI CAMPO DE FIORI SI ASSOCIA A TUTTI GLI AUGURI!!!
Tanti auguroni ad
Agata che il 28
Marzo compie i
suoi 90 anni. Un
mondo di auguri da
chi ti vuole bene,
Annunziatina, Luigi,
Antonio, Giovanni,
Rita ed i nipoti
Tanti auguri di
buon compleanno a Ciambella Maria che
il 28 Marzo
compie 80 anni,
dalle figlie, dai
generi e dai nipoti.
Il giorno 3 Aprile di
un anno fa, per la
gioia di mamma Rita
e papà Daniele venivo al mondo io,
Beatrice Catalina.
Eccomi qua a festeggiare il mio 1°
compleanno… chi mi
a ma e mi vuole
bene può farmi gli
auguri!
Tanti auguri di buon compleanno a Daniele e Yuri
che compiono 13 anni rispettivamente il 22 e il 29
marzo, da Romina, Roberto,
Stefania, Toni e Samantha.
Tanti auguri di
buon compleanno
ad Annunziatina
che il 21 marzo
ha compiuto 60
anni, da Luigi,
Rita, Giovanni e
Antonio
Tantissimi auguri di buon
compleanno ad
Elisa che l’11
marzo compie 11
anni, dalla sorella Elena ed
dal cuginetto
Tiziano
13 aprile 1964 – 13 aprile 2014-03-08 Mario Avoledo
e Luciana Angeletti festeggiano 50 anni di matrimonio. I migliori auguri da chi vi vuole bene: le figlie, il
figlio, i generi, la nuora e le nipoti
Il 5 marzo compie
gli anni la mia mammina...tantissimi
auguri per il tuo 38°
compleanno dalla figlia Eva e dal marito
Marco...tanti tanti
tanti auguroni...
Auguri a tutte le
donne che hanno partecipato al Progetto
“Scarpe rosse” contro
la violenza e il femminicidio a Civita Castellana, dopo la diretta
tv su Reteoro, sono andate anche su Marieclaire! In bocca al
lupo ragazze! E in particolare auguri a Maila, Silvia, Maddalena e Ilaria che l’8 marzo hanno rappresentato in kimono il
Progetto “Scarpe rosse” contro la violenza e il femminicidio,
di Civita Castellana, gratuito per tutte le donne.
Auguroni di buon
compleanno a Michela Giovanforte
che il 18 marzo
compie 18 anni, dai
genitori, dai nonni,
dai parenti e dai
tanti amici ed
amiche! Ti vogliamo
bene!
Buon compleanno alla
piccola peste di casa
che il 4 Aprile compie 3 anni... Auguri
dalle tue sorelline Alessia e Giorgia e
da papà Riccardo e mamma Sabrina...
auguri Serena!!!
52
Campo de’ fiori
N
Uno dei 2 maschi di 4 anni, figlio
di mamma breton pura, è stato
adottato (quello più rossiccio in
primo piano). Rimane legato ad
una catena di circa 2 metri sotto
una pianta di fico, quello più
chiaro, in secondo piano...
la sua padrona è morta...provate a
immaginare che fine farà: il canile?
Nooooooooo! E’ buonissimo, va
d’accordo con gatti e galline, venite a prenderlo a Vasanello in
provincia di Viterbo o veniamo a
portarlo a casa vostra !!!
grazie. Tel.3387357799
RIPROPONIAMO perchè non può
ne deve morire in canile:
Ci sono storie di cani
che lasciano
perplessi e ti fanno dire: “Ma com’è
possibile?”Questa è la storia di
POLDO : 9 anni di canile e nessuno
si accorge che ha i vermi, nessuno
lo cura, e i vermi camminano, camminano fino ai polmoni...Un amico,
volontario del canile si accorge che
Poldo sta male e fa fare un’indagine
veterinaria. Dopo la diagnosi, cura
d’urto e Poldo sta meglio, ma in
canile NON deve tornare...Poldo è
vecchietto ormai...E’ in stallo a
ROMA -non può tornare in canile
dove le notti sono ancora freddissime!-ma è ovvio che cerca casa
per finire i suoi giorni in modo
degno....Aiutiamolo! 
3337788516
URGENTISSIMO: CIRCE (miele) e KALI’
(bianca), sono due bellissime cagnoline di
taglia piccola, di circa 20 mesi, vaccinate,
sterilizzate, microchippate e abituate per
sino alla lettiera!!!! Cercano urgentemente
casa perché “sfrattate da un vicino” infasti
dito dal loro abbaiare. Si cerca adozione più
che URGENTE!!! Si affidano a persone dispo
ste a controlli pre e post affido.
Tel 333.7504591 (Gianfranco)
Siccome molte persone non sanno che vicino a noi
esiste un CANILE dal quale poter adottare una po
vera bestia che non ha fatto nulla di male e che
molti cani vengono accalappiati regolarmente, cre
diamo giusto e doveroso fare informazione in que
sto senso...Chi non trova più il proprio cane
potrebbe recarvisi per controllare che non si trovi
lì...Chi vuole adottare non deve per forza andare
fuori zona per farlo: magari troverà quello che cerca
proprio lì....Pensateci! Vi invitiamo a chiamarci per
prendere un appuntamento...
Feltro fino a qual
che anno fa proba
bilmente era un
maestoso marem
mano che difen
deva con onore il
suo branco di pe
core... Ma
poi... quando la
vecchiaia
incombe, feltro è stato buttato via
come uno straccio ormai consumato e
inutile... Lui trova la forza di andare
avanti con la speranza che qualcuno gli
faccia assaporare nuovamente quella
libertà fatta di profumi d’erba... A fel
tro basta un giardino, una cuccia calda
e tanto amore per terminare serena
mente la sua vita... Iniziata da cane li
bero e che DEVE finire da cane
LIBERO! Si trova a Roma nord! Solo
veri amanti con firma moduli adozione
e controlli 3926083399 3281783715
[email protected]
ROTTWEILER
PURO, MASCHIO,
2 ANNI, NON
COMPATIBILE
CON ALTRI ANI
MALI, SOCIE
VOLE CON LE
PERSONE, MI
CROCHIPPATO,
CERCA URGEN
TEMENTE CASA,
VIENE CEDUTO
SOLO A VERI AMANTI DEGLI ANIMALE E
DELLA RAZZA, si trova a Ronciglione (VT).
NO STAFFETTE, “SI RICHIEDE DISPONIBI
LITA’ A VENIRLO A PRENDERE” ROMA
NORD. SARA 3336490210
A RISCHIO
CANILE!!!
E’ URGENTISSIMO!
Bellissimo simil
labrador, maschio, 7 MESI, in
perfetta salute,
vaccinato.
Ha bisogno di
una casa...Se non
gliela troviamo rischia davvero di essere rinchiuso a vita! per favore... Si
trova a Valentano 3392480540
Campo de’ fiori
53
NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NE
GARDEN CENTRE VERDEFLORA: AL VIA IL PROGETTO ORTOSCOLASTICO
Visto l’entusiasmo manifestato dai bambini lo scorso anno, il Garden Centre Verdeflora di Fabrica di Roma,
ha deciso di riproporre alle scuole della cittadina l’esperienza di coltivare una propria piantina. Anche le
insegnanti hanno immediatamente accolto di buon grado la proposta, così che il 26 febbraio gli alunni
delle classi 3° della scuola elementare di Fabrica di Roma hanno potuto vivere la bellissima esperienza
di piantare un semino, da cui germoglierà poi una piantina tutta loro. Prima di passare all’atto pratico
però, grazie alla collaborazione di una azienda agricola specializzata nel settore, si è tenuta una breve
lezione sul ciclo produttivo, con tanto di proiezioni di filmati, e poi tutti in serra. Quest’anno gli organizzatori hanno deciso di puntare su un prodotto ortofrutticolo piuttosto che su una pianta da fiore, come
invece è accaduto lo scorso anno, quando i ragazzi hanno piantato un geranio al quale avevano poi attribuito un nome, personalizzandolo. In questa occasione anziché veder spuntare un bel fiorellino, potranno cogliere pomodori, pisellini, cetrioli e quant’altro, nell’intento di educare i ragazzi anche ad una alimentazione sana e corretta. Potranno
recarsi quando vorranno, negli orari di apertura del vivaio, ad annaffiare e controllare la crescita della
propria piantina che, al termine dell’anno scolastico, potranno portare a casa o, se varranno, addirittura
piantare in uno spazio comune messo a disposizione nel cortile della scuola stessa. Lì avranno la possibilità
di continuare a coltivarla durante l’estate accordandosi con i custodi della scuola. La giornata è inserita
nel progetto Ortoscolastico, realizzato dal Garden Centre Verdeflora accordato dalla Dirigente scolastica
Marini, e che culminerà, poi con una giornata di riqualificazione delle zone incolte all’interno del cortile
dell’edificio, previsto per i primi di Maggio. Un’iniziativa davvero lodevole, che porta i bambini a stretto
contatto con la natura, educandoli all’amore ed al rispetto per ciò che la terra ci offre. La felicità di
aver potuto compiere questo gesto era evidente dai sorrisi stampati sui loro volti. Ancora tante iniziative sono previste per i prossimo mesi al Garden Centre Verfefolra di Fabrica di Roma.
E.B
Il sindaco all’udienza papale con il centro anziani di Civita Castellana
Hanno partecipato all’udienza papale di mercoledì 5 marzo una trentina di anziani di Civita Castellana accompagnati dal sindaco, Gianluca
Angelelli. La visita è stata organizzata dal Centro Sociale Anziani “Centro storico” di Civita Castellana, ed ha coinvolto numerose persone
che frequentano il centro e che hanno potuto assistere all’udienza tenuta da Papa Francesco. Ad accompagnare il gruppo c’era anche il
presidente del Centro Anziani, Arnaldo Picchetto, che ha organizzato
la visita. Per gli anziani l’ incontro con il Papa è stato un evento particolarmente toccante che rimarrà indelebile nei loro ricordi. La speciale gita a Roma si è conclusa con un pranzo sociale e con la visita
ad alcuni monumenti della città.
LA SEZIONE A.N.P.S. DI FABRICA DI ROMA GIOCA A CALCETTO IN CROAZIA
Nell’ambito delle iniziative culturali e/o sociali svolte dalla Sezione A.N.P.S. di Fabrica di Roma
e nello spirito di gemellaggio che la medesima Sezione ha instaurato con la International Police
Association – Sekcija Hrvatska – Regionalni Klub “IPA Istra” si è verificata l’occasione, su invito
del Presidente Marinko Debelic, di poter partecipare, con una nostra delegazione, alla Cerimonia
di apertura del Torneo Internazionale di calcetto “ALPE ADRIA CUP-PLAVA LAGUNA CHALLENGER” 2013 svoltosi nella città croata di Parenzo dal 19 al 22 settembre scorso.Unitamente ai soci
partecipanti, sigg.ri Mariano Mariani (Presidente sezione A.N.P.S.), Vincenzo Cilli (V. presidente),
Massimo Ricci (Segretario) e Silvano Cencelli in abito sociale e bandiera dell’Associazione, hanno
partecipato anche due soci attualmente in servizio, sigg.ri Luigi Cencelli e Egisto Feliziani, autorizzati dal Ministero dell’Interno a presenziare alla cerimonia in uniforme di servizio. L’accoglienza e l’ospitalità sono stati eccezionali non solo riguardo alla nostra delegazione ma anche
riguardo a tutta l’organizzazione della manifestazione con numerosi partecipanti internazionali.
L’occasione ha creato inoltre l’opportunità di instaurare nuovi rapporti,che speriamo di poter
coltivare in seguito, con altre forse di polizia tra cui quella della Polonia e della Romania.
L’associazione Fab(b)rica delle Donne festeggia l’8 Marzo con De Andrè
L’associazione Fab(b)rica delle Donne ha voluto ricordare l’8 Marzo con la musica di Fabrizio De Andrè, uno dei nostri cantautori più
amati, che ha saputo raccontare le donne, quasi sempre protagoniste dei suoi brani, con rispetto, comprensione , affetto, rompendo gli
stereotipi in cui le donne stesse sono rinchiuse. Diverse , mutevoli e variegate le donne di Faber si aggirano da una canzone all’altra, da
un testo all’altro e per tutte l’artista sa trovare parole che le rendono vive, incantevoli, indimenticabili. “Le donne di Faber – Le Donne
raccontate da Fabrizio DeAndrè – cantate da Viviana Ullo – recitate da Tatiana Erasmi “ è andato in scena venerdì 21 marzo a Fabrica di
Roma. Una serata da ricordare per la qualità , per l’organizzazione e per la partecipazione. Una serata carica di suggestioni , di emozioni,
di coinvolgimento grazie alle bellissime voci di Viviana Ullo e di Tatiana Erasmi e alle loro interpretazioni dei brani cantati e letti. Viviana
Ullo, una voce splendida, ha cantato Fabrizio De Andrè con una grande capacità introspettiva e ha dato ai brani musicali che ha interpretato un’intonazione nuova e personale preziosa , da ricordare. Così Dolce Nera, Marinella, Bocca di Rosa e tutte
le altre donne di Faber ci sono sembrate più vicine, più nostre, più vive…più NOI. Tatiana Erasmi ha letto tre testi
di Fabrizio, vere poesie che nella sua interpretazione hanno acquistato passione e forza. Simonetta Capriolo, la
voce narrante, ha accompagnato la serata e ci ha fatto entrare nel mondo di Fabrizio De Andrè rendendocelo più
vicino e facendoci ri-conoscere e comprendere le donne da lui raccontate. Il pubblico è stato coinvolto, trasportato
ed emozionato; la presenza è stata altissima sia da Fabrica di Roma, ma anche da Civita Castellana, Vignanello,
Corchiano a dimostrazione che Fabrizio De Andrè è un cantautore molto amato e che le iniziative della associazione
sono molto apprezzate. E allora un grande grazie alle nostre bravissime interpreti, Viviana e Tatiana, a Simona, a
Giancarlo Necciari di Musica e Territorio, a Mimmo De Mattia il nostro tecnico che è riuscito coordinare perfettamente
immagini, video e luci. E un grazie di cuore a tutti i tantissimi presenti che già da ora invitiamo al prossimo evento!
Roma fine ‘800.
Scorcio di Via Giulia con in primo piano una stazione di vetturini.
Sulla destra il muraglione del giardino di Palazzo Farnese e sulla sinistra la chiesa della Morte, collegati da un elegante cavalcavia.
Campo de’ fiori
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Campo de’ fiori
Roma com’era
Campo de’ fiori
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Album dei ricordi
Campo de’ fiori
Corchiano 1964.
Don Domenico Anselmi benedice il
Labaro della Sezione Giovanni Marconi,
che il 30 Marzo 2014 celebra i 30 anni
del monumento al Bersagliere
che dà il nome all'omonima piazza,
dove si trova anche il municipio, e
inaugura la nuova sezione della sede.
Per i festeggiamenti
è previsto un raduno regionale dei Bersaglieri.
Campo de’ fiori
Caprarola 1937 - 25° anniversario di matrimonio di Francesca Mascagna e Francesco Paris.
Campo de’ fiori
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Album de
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma. Anno scolastico 1958 - classe 5° elementare. La maestra è Annunziatina Capparucci.
Da sx: Fiorella Campanelli, Maria Pia Grandi, Vezia Capparucci, Rosella Testa, Giulia Celeste, Paola Testa, Lucia Anselmi,
Anna ..., ..., ..., Piera Meloni Foto di Giulia Celeste
Campo de’ fiori
Centignano 1970. In piedi da sx: Enzo Rossini, Luciana Pellegrini, Alberto Tomasseti. Fila centra da sx: Annunziata Federici,
Lina Angelini, Bruno Moscatelli, Giovanna Ripanelli, Massimo Clener e Silvana Pellegrini.
In basso da sx: Filomena Federici, Vincenza Moscatelli.
Campo de’ fiori
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dei ricordi
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma – Polisportiva Fabrica di Roma, Campionato 1974/75.
Il Presidente Gianni Sciosci, Ottavio Capparella, Sandro Ceccarelli, Umberto Malatesta, Mario Massaccesi,
Pietro Campanelli, Carlo Ciaffardini, Sandro Grandi, Quinto Passini, Massimo Tanturli, Remo Ferrelli.
1952 nella Villa di Alcide De Gasperi.
Fochetti Nazzareno, addestratore di cani poliziotto
al centro cinofilo di Rocca di Papa, con il pastore
tedesco del Presidente del Consiglio.
Campo de’ fiori
Civita Castellana. Anni ‘50.
Il carro della ditta Mozzicarelli pronto per la sfilata.
Campo de’ fiori
Campo de’ fiori
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Album de
dei ricordi
Campo de’ fiori
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Civita Castellana.
Anni ‘40.
Rosa Lavini, Checca, Costantina
e due bambine sul ponte della Strada Roamana.
Campo de’ fiori
Campo de’ fiori
Civita Castellana - 1957.
Da sx:
Vanda Sansonetti, Vittoria Madeddu, Anna Maurizio
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LAVORO
CERCO
- CERCO LAVORO come badante giorno e
notte, pulizie ad ore. Lavoro anche festivi. Referenziata. Tel. 388.8078033.
- CERCO LAVORO come baby sitter, badante
lungo orario o domestica, pulizie ad ore. Tel.
327.8444099
- CERCO LAVORO come badante giorno e
notte per sole donne, con esperienza. Zona Civita Castellana e dintorni. Referenziata. Tel.
339.8238217
- RAGAZZA 32enne cerca lavoro come badante giorno e notte oppure lungo orario a Fabrica di Roma e dintorni. Tel. 0761.569260 -Cell.
338.9734196
- CERCO LAVORO come badante anche giorno
e notte, con esperienza. Tel. 328.2824945
- SIGNORA 65enne cerca lavoro come badante anche in casa di cura e come aiuto domestica ad ore. Tel. 345.4220241
- RAGAZZO ITALIANO 26enne con attestato
pizzaiolo e haccp cerca lavoro come aiuto pizzaiolo o pizzaiolo. 3881631864 Luca
- SIGNORA 46 anni cerco lavoro come pulizie
in casa, uffici, condomini, o come aiuto cuoca,
baby sitter. Tel. 389.4913578.
- CERCO LAVORO come badante anche giorno
e notte o pulizie ad ore. Massima esperienza.
Tel. 320.8826073.
- CERCO LAVORO come muratore, operaio in
campagna, lavapiatti, pulizie, assistenza anziani.
Max serietà e con esperienza. Tel. 329.2046210
- CERCO LAVORO come muratore, operaio in
campagna, lavpiatti, pulizie, max serietà. Tel.
327.5864465
- SIGNORA UCRAINA cerca lavoro come badante anche giorno e notte. Referenziata max
serietà. Tel. 320.3734633
- PARRUCCHIERE CERCA lavaorante rifinito, lavori tecnici, bella presenza, max serietà,
anche part-time. Tel. 340.9326854
- CERCO LAVORO come assistente anziani
anche di notte, o in agricoltura. Tel.
329.0114903
- RAGAZZO 28ENNE cerca urgentemente lavoro come pulizie, facchinaggio, autolavaggio,
benzinaio, commesso, cameriere, animatore per
feste. Tel. 333.8112409.
- CERCO LAORO come meccanico, giardiniere,
aiuto manovale mratore. Tel. 380.1234279
- UOMO 60ENNE in pensione cerac lavoro in
camoagna, orto, verniciature. Tel 337.8753786
- CERCO LAVORO giorno e notte, come baby
sitter, assistenza anziani, domestica, servizi ristoranti, pulizie a lberghi, cucine, case di riposo.
Zona Civita Castellana e limitrofe. Con esperienza. Tel. 327.5925225
- CERCO LAVORO COME corriere express, colatore, rifinitore, accompagnatore anzianai, muratore, aiuto cuoco, autista (patente B). Tel.
329.7729949
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azienda come guardiani giorno e notte, con alloggio, tuttofare. Massima disponibilità a spostarsi. Seri e onesti. Tel. 338.1127967.
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Città......................................................Tel...................................Firma................................................................
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Oroscopo di Aprile
ARIETE Vi attendono meravigliose sorprese sia per
chi è già in coppia sia per i
single. Nel lavoro ci avviciniamo a un periodo molto
valido che vi darà le vere
soddisfazioni a metà anno, ma situazioni
che vi bloccavano già in questo mese iniziano a dare qualche frutto. Ad Aprile ci
sono comunicazioni in arrivo di collaborazione o nuove opportunità da sfruttare.
TORO Anche se l’amore è
a Vostro favore per certi
versi, dovete per forza apportare cambiamenti. Nel
lavoro, che attraversa un
momento positivo, è il
caso di continuare a fortificare un percorso
già nato dalla fine del 2013. Ma cercate di
puntare soprattutto le energie sulle pubbliche relazioni in questo mese di Aprile.
GEMELLI Procede ancora
un momento illuminante
nel settore sentimentale.
Dovete però mettere al
centro di tutto la cura personale, movimento e sport
sono quello che ci vuole per mantenere
bellezza e forma. Attenzione a qualche amicizia intorno a Voi che potrebbe avere un
pizzico di invidia per i Vostri successi. Sprint
che manca nel settore del lavoro, siete un
po’ apatici
CANCRO Momento molto
favorevole che ci porta a
fare scelte sensate. Energia personale abbastanza
equilibrata fate attenzione
solo a non entrare in circoli
viziosi visto il momento
brillante. Consigli sbagliati potrebbero raggiungervi da diverse persone che magari
hanno insoddisfazioni personali e non sono
in grado di consigliarvi al meglio.
Campo de’ fiori
LEONE Aprile promette
qualche soddisfazione in
arrivo ma attenzione perché le cose potrebbero
non andare ancora per il
verso giusto. Le novità
non mancano ma vivetele con il peso giusto. Il lavoro decisamente meglio. Qualche
notizia che aspettate per corrispondenza
arriverà in questo mese quindi sorridete e
cominciate ad assaporare questa tranquillità che Vi rilassa un po’ di più.
VERGINE Ora Vi sentite
più forti ma soprattutto liberi di agire come più Vi
piace. Fortunati coloro che
hanno catturato il Vostro
cuore cui darete molta importanza e favolose sorprese. Ma fate attenzione perché
non è ancora il momento di consolidare.
Nel lavoro puntate molto sulle conoscenze
maschili che in questo periodo sono favorite e possono stimolare idee da sviluppare.
BILANCIA All’orizzonte
ci sono situazioni non
chiuse del passato che
possono ripresentarsi in
amore ma i noccioli amari
rimasti Vi tengono su un
piede di guerra. Attenzione a piccoli incidenti con i mezzi di trasporto. Nel Lavoro
non fatevi trascinare dagli abbandoni dei
Vostri obbiettivi. Tra un paio di mesi ci sono
ottime notizie per Voi.
SCORPIONE
Finalmente la stabilità è arrivata. Un mese di progetti
con la persona amata ma
per il momento non è il
caso di concretizzare
nulla. Non fatevi trascinare e distogliere da
persone che vogliono bloccarvi nel lavoro e
nella crescita personale: continuate a percorrere i vostri ideali per raggiungere le vostre mete.
by Cosmo
SAGITTARIO Attenzione
alle bugie, questo mese è
un po’ particolare. Qualche istinto eccessivo nell’eros potrebbe indurVi a
stancare la persona che
avete nel cuore o addirittura, per i più avventurieri, situazioni egoistiche esterne
alla coppia potrebbero compromettere un
equilibrio. Nel lavoro un chiarimento con un
collega che tende ad avere ragione, anche
se non volete ammetterlo.
CAPRICORNO L’altruismo
si risveglia e anche la voglia di assaporare emozioni
nuove. Ben venga il desiderio di vivere la natura in
questo momento, per ricaricarsi e stimolare
finalmente la voglia di presupposti interessanti. Questa voglia di vivere grandi emozioni però porta a essere un po’ nervosi e
soffocati sul campo lavorativo: non litigate
per banalità soprattutto con i superiori.
ACQUARIO Una fase
strana Vi porta a non essere corretti in amore, situazioni esterne portano
scontri nella coppia e questo non va bene. Se qualcosa non va sul
luogo di lavoro o per altri motivi, non giustifica alcuni di Voi a sfogarvi sulle persone
che Vi sono vicine. Questa tensione merita
un attimo di attenzione, non deve compromettere il rapporto a due e in alcuni casi
destabilizzare l’equilibrio familiare.
PESCI Avvenimenti fertili
sono alle porte, le coppie
più serene tendono a desiderare i nuovi arrivi in
famiglia, si cari amici è il
momento favorevole per decidere di avere
un figlio. Per i single le decisioni si stabilizzano. Nel lavoro un po’ di calo ma nulla di
preoccupante, diciamo che la fortuna questo in Aprile non è dalla Vostra.
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