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Autovelox Elmas 11.7.12 - Associazione Casa dei Diritti

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Elmas. La replica del comandante della Polizia municipale: «Tutto regolare»
Autovelox, illimite ignoto
.La velocità massima di 90 kmIh non è segnalata
Calato il numero di infrazioni ma l'avvocato specializzato attacca: «Mettete il cartello per dimostrare che si vuole prevenire
incidenti e non fare cassa».
Nessuno può certamente pensare a una "trappola": i cartelli ci sono e anche in abbondanza. Sono addirittura quattro le segnalazioni della presenza dell'autovelox di Elmas,
tra l'uscita dell'aeroporto
e il
bivio di Sestu. Solo che un
problema: a che velocità si deve andare? Sembra un dettaglio, è, invece, un aspetto fondamentale: non esiste alcuna
segnalazione sul limite di velocità in quel tratto della 130
(esattamente
al chilometro
4,980).
LA SITUAZIONE.
E non tutti
possono saperlo. Anche perché a immettersi nella statale
possono essere anche turisti
che, magari,
hanno
preso
un' auto a noleggio all' aeroporto. Appena lasciato lo scalo, trovano, qualche metro prima della rotonda, il limite di
30 e 40 km orari. Poi, il niente. Usciti dalla bretella, appare un altro cartello; segnale i
50 km orari massimi ma, immediatamente,
il cartello sotto
dice che è quel limite è destinato a chi entra nella rampa.
Sulla BO, le quattro segnalazioni dell'autovelox. Ma qual è
la velocità massima?
'IL LIMITE. La risposta
arriva
da Marco Pili, il comandante
, della Polizia municipale di EI-
Sulla destra l'autovelox
(FOTONICOI.ABELILlO)
mas, l'amministratore
che ha
piazzato l'autovelox. «In mancanza di segnalazioni»,
spiega, «vale il limite per quel genere di strade, cioè i 90 km
orari». Un limite, prosegue,
stabilito dall' Anas. Un limite,
però, che non viene indicato.
«Perché il codice della strada
non prescrive la presenza di
quei cartelli». La solita trappola per beccare automobili
sti indisciplinati, per fare cassa, insomma, verrebbe quasi
da pensare. «Non si può dire
che sia il nostro caso; in nes-
sun altro Comune d'Italia un
autovelox è segnalato con tanti cartelli».
I NUMERI. Pili giura che l'apparecchio è stato piazzato solo per fare prevenzione. «Perché, in questo modo, si riducono gli incidenti che puntualmente avvenivano sulla rotonda di Sestu». L'autovelox, in
funzione dalla mezzanotte di
22 giugno, avrebbe già modificato la situazione. «In quel
tratto di strada. passano quotidianamente
25 mila auto.
Prima, ogni giorno erano 400
le auto che superavano il limite di velocità. Ora sono 100.
Va detto che non tutti hanno
imparato visto che abbiamo
registrato
punte di 150, 160
km orari».
L'AWOCATO. Numeri incoraggianti Ma Renato Chiesa, illegale cagliaritano che ha condotto furiose battaglie contro
gli autovelox di Las Plassas e
di Monastir, vede il bicchiere
mezzo vuoto. «Normalmente»,
afferma, «giro in scooter. Non
mi rincuora il fatto che 300
persone si siano date una regolata. Mi preoccupa, invece,
il fatto che ci siano ancora altre cento situazioni di pericolo». Lui ha una filosofia difficile da contraddire.
«L'autovelox perfetto è quello che non
fa multe. Perché soltanto quello raggiunge la sua finalità di
prevenzioni». Dal punto di vista legale, la mancanza
del
cartello con il limite di velocità non rappresenta un problema. Ma lo è sul piano logico.
«Il sistema dei limiti di velocità in Italia è farraginoso. Un
turista, dunque, non può conoscere il limite di una strada
o dell'altra». E rischia di cadere nella trappola. «Eppure
si sistemano tanti cartelli quasia sproposito. Sarebbe sufficiente metterne
uno per far
capire che c'è l'intenzione
di
prevenire e non di fare cassa».
Ma la situazione
dovrebbe
cambiare a livello nazionale.
«Nel resto del mondo, solo un
organismo
può piazzare
gli
autovelox; in Italia, qualunque
amministrazione
può decidere di sistemare i suoi apparecchi E questo genera confusione e sospetti».
Marcello Cocco
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