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ESTRATTO DA
ACER
© IL VERDE EDITORIALE
MILANO
Allegato redazionale al numero 4/2014 di ACER
I figli del riuso
A RAVENNA LA SOSTENIBILITÀ A 360°
SARDEGNA, DIFFERENZIATA ALL’AVANGUARDIA
I RISULTATI DEL PROGETTO LOWASTE
Direttore responsabile Graziella Zaini
Coordinamento redazionale Diego Dehò
Collaboratori principali Rita Nicolini, Arianna Ravagli
Segreteria Amalia Lucia Borghi
Progetto grafico Maria Luisa Celotti, Eva Schubert
Impaginazione Larissa Soffientini
Hanno collaborato Mauro Bigi, Valeria Baruzzi,
Massimo Centemero, Gaelle Ridolfi
In copertina: rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche rivivono, come opere d’arte e non solo (foto Diego Dehò).
SECOND LIFE
Labeland / Ravenna2014
PALCOSCENICO DI SOSTENIBILITÀ
testo e foto di Diego Dehò, redazione di ACER
“Fare i conti con l’ambiente” ha attirato oltre 2300 partecipanti tra esperti, professionisti e semplici cittadini interessati ad
aggiornarsi su tematiche di grande attualità, trasformando il centro storico di Ravenna in un teatro della scena ambientale
Piazza del Popolo, a sinistra,
ha ospitato i cassonetti
intelligenti per il recupero
dei Raee, a destra, parte
del progetto Identis Wee.
direttore de La nuova
ecologia, che ha tracciato un excursus su come
si sono evolute la notizia
ambientale e il modo di
raccontare la green economy dagli anni ’60 a oggi. Un ruolo di spartiacque in questo senso è stato ricoperto da alcune
grandi catastrofi, tra cui il
disastro di Cernobyl del
1986, che hanno cambiato la percezione da parte
dell’uomo comune su
queste tematiche, sensibilizzandolo e accresciuto la sua richiesta di informazione.
II
AQ
S
ono state più di 60 le
iniziative proposte dalla rete di professionisti Labelab per Ravenna2014
“Fare i conti con l’ambiente”, l’evento full immersion
a km zero dedicato alla
sostenibilità ambientale
che ha registrato quest’anno oltre 2300 partecipanti in tre giorni.
Rispetto alle precedenti
edizioni è cambiato il periodo della manifestazione, anticipato dall’ultima
settimana di settembre alla primavera inoltrata (2123 maggio le date di Ravenna2014), ma non la
formula, ormai consolidata, con il suo approccio
“dal basso”.
Il centro storico di Ravenna e i suoi edifici hanno
fatto da palcoscenico alle conferenze, ai wor-
kshop, ai Labmeeting e
agli eventi culturali previsti dal programma, aprendosi al pubblico specialistico e ai cittadini oltrepassando i confini delle
undici sale (presso istituti di credito, Camera di
commercio, Confcoperative, Comune, Provincia
e privati) che li hanno
ospitati fisicamente, creando un flusso di idee e
confronto che ha attraversato per tre giorni la parte più viva della città.
Sciame intelligente
Un esempio su tutti, il Labecamp che ha radunato giornalisti, blogger, professionisti ed esperti di
ecologia si è presto trasformato in un walkshow,
un’esplorazione a piedi di
Ravenna, traendo spun-
to dalle suggestioni del
centro storico, e degli incontri, per intavolare conversazioni a partire da e
deviando dal tema “Vivere sostenibile: i conti tornano?”, in un flusso di coscienza prontamente sintetizzato in key words e
condiviso in una miriade
di twit. Vagando, osservando, deviando, ritornando sui propri passi,
“lo sciame intelligente” ha
fatto garbata irruzione in
un teatro e nell’aula magna del liceo classico
Dante Alighieri, dove Umberto Torelli del Corriere
della Sera intratteneva gli
studenti sul tema “hi-tech
e come cambia il mondo
del lavoro”.
Il walkshow si è tenuto a
conclusione della conferenza di Marco Frattodi,
Lo sguardo fuori
Fulcro dell’apertura verso
un pubblico composto
non solo di professionisti
e imprese sono state proprio le conferenze, che
per tre giornate hanno
coinvolto anche i cittadini su tematiche di grande
attualità e di interesse diffuso, introdotte da esperti nazionali e internazionali. Tra queste, l’incontro
sul trattamento e sullo
smaltimento dei rifiuti contenenti amianto ha fornito elementi importanti su
una questione che ha segnato tristemente, e non
ha smesso di segnare, la
storia italiana. Dopo oltre
un trentennio dalla sua
messa fuorilegge, sono
infatti ancora 32 milioni le
tonnellate di Eternit presenti sul territorio (vedi AQ
2/2014, pp. 86-88).
ACER 4/2014 • 90
ESTRATTO DA
ACER
© IL VERDE EDITORIALE
MILANO
La conferenza internazionale sulla sostenibilità è
servita a tracciare un quadro sull’evoluzione del
mercato dell’energia e discutere dei cosiddetti idrocarburi non convenzionali (oli con densità e viscosità elevate). I restanti incontri hanno invece focalizzato l’attenzione sulla bonifica dei siti inquinati, sulle strategie per combattere lo spreco alimentare (vedi pag. 84), e sulla comunicazione ambientale nell’epoca del web 3.0.
Un ruolo fondamentale all’interno della manifestazione è stato riservato al-
la formazione di progettisti, professionisti, imprese
ed enti locali, che ha trovato il suo momento privilegiato nei Labmeeting. Articolati in più sessioni, questi corsi a numero chiuso
si sono concentrati sul ciclo di gestione dei rifiuti urbani in Italia, sul design
per l’efficienza energetica,
e su aspetti tecnici e normativi relativi al fine vita
delle batterie al piombo.
Lungo tutte e tre le giornate di Ravenna2014, la full
immersion della seconda
edizione del corso residenziale di alta formazione sulla bonifica dei siti inquina-
ti ha fornito strumenti operativi per la corretta gestione di tali ambiti, passando dalla redazione delle
analisi di rischio alla verifica degli interventi e alle
tecniche di monitoraggio.
I workshop
Rifiuti, acqua ed energia
è il trittico di Labelab, che
a ciascuno di questi settori dedica un sito web
specifico. La molteplicità
dei temi relativi alle tre
aree ha trovato soddisfazione nella proposta dei
workshop, intesi come incontri di approfondimento sviluppati in collaborazione con associazioni di
categoria, enti e aziende
in un’ottica di “fare rete”.
Il comparto acqua è stato coinvolto nei workshop
dedicati alla gestione delle reti di distribuzione idrica, all’approccio integrato per la qualità dell’acqua e alla depurazione
delle reflue.
Più ampia la sezione energia, con incontri sulla ricerca per i servizi energetici, sulle soluzioni sostenibili in edilizia e sulle
opportunità occupazionali nel settore, oltre alla presentazione delle politiche
energetiche in provincia
di Ravenna, del progetto
europeo Cities on power
Sopra, la conferenza sullo
smaltimento dei rifiuti
contenenti amianto. In basso
lo sciame intelligente che
ha preso parte al walkshow.
(Cop) per l’adozione di
piani di azione energetici
e del libro Sustainable
energy di David MacKay
dell’Università di Cambridge (UK).
I progetti sono stati protagonisti anche dei workshop dedicati al mondo
dei rifiuti: tra gli altri, Life+
Hia21, per la promozione
di processi partecipati
nella messa a punto di
politiche di gestione; Sifor, sulle pratiche di valorizzazione intese come
preparazione al riutilizzo
dei rifiuti; Smarteness in
waste management, su
processi innovativi di gestione da parte della autorità locali; Lowaste for
action (vedi pag. 86). Gli
altri incontri hanno fatto il
punto sul Programma nazionale di prevenzione dei
rifiuti (vedi AQ 1/2014, pp.
82-84) a sette mesi dall’introduzione, sui consorzi indipendenti e ancora sulla
bonifica dell’amianto.
Il sito di Labelab accoglie
tutti gli atti di Ravenna2014, scaricabili in pdf.
■ www.ravenna2014.it
III
AQ
Labeland / l’intervista
Niente da inventare,
ma rendere sistematico quel che già esiste
Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market, direttore del Dipartimento di Scienze e
tecnologie agro-alimentari dell’Università di Bologna e coordinatore del Piano nazionale
di prevenzione dello spreco alimentare, spiega perché quantificare il cibo che finisce nel
cestino non basta, ma bisogna coordinare, condividere e cooperare in azioni concrete
Quanto cibo si spreca in Italia e quali sono le cause?
Il Rapporto 2014 Waste watcher - Knowledge for Expo,
presentato a Milano il 5 giugno, riporta uno spreco complessivo di cibo per un valore di 8,1 miliardi di Euro all’anno, ovvero 6,5 Euro settimanali a famiglia per circa
630 g di cibo. Nell’ottobre 2013 era di 8,7 miliardi di Euro. La tendenza è di lieve diminuzione, sebbene su tale
andamento influisca la generale flessione dei consumi.
AQ
Qual è la nostra situazione rispetto agli altri Paesi Europei?
Secondo un dato del 2006, l’Italia era nella media. Nel
progetto europeo Fusions, di cui Last minute market è il
partner italiano, stiamo cercando di arrivare a una definizione condivisa di spreco alimentare, per capire l’attuale posizione dell’Italia. Il dato di fondo è che conta
poco quantificare con precisione lo spreco, ma bisogna
agire per prevenirlo. Per esempio, il dato di 6,50 Euro a
settimana per famiglia in termini relativi è pochissimo,
ma se lo si moltiplica per il numero di famiglie e di settimane diventa notevole in termini assoluti. C’è quindi
un’ambivalenza nella lettura dei dati. Se anziché basarci sulla percezione da parte delle famiglie facessimo, e
con il progetto Fusions lo stiamo facendo, annotare loro un bilancio giornaliero di quanto gettano via, il distacco finale potrebbe essere molto più ampio rispetto agli
altri Paesi che già adottano questi Diari di famiglia. Conoscere esattamente quanto sprechiamo non deve però farci deviare dall’obiettivo vero: l’adozione di azioni
concrete e che si possano mettere in campo da subito.
Tante indicazioni su quel che si può fare a livello familiare sono contenute nel mio libro Spreco, uscito nel 2014.
Che percezione hanno gli Italiani del problema?
Alta e crescente: l’81% di loro controlla se il cibo scaduto è ancora buono (nel gennaio 2014 era il 63%); il
76% porta o vorrebbe portare a casa il cibo avanzato al
ristorante; il 60% considera il comparto alimentare come quello in cui più si concentra lo spreco. A questo
modo di sentire non segue però necessariamente una
consapevolezza delle azioni che possono e devono attuare. Il primo punto del Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare (Pinpas) è proprio l’educazione alimentare. I temi della prevenzione, del recupero e del valore del cibo devono entrare a far parte dell’educazione scolastica. Alla presentazione del Rapporto 2014 Waste watcher, il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina ha confermato
l’intenzione di avviare programmi specifici in tal senso
per le scuole dell’obbligo, in sinergia con il Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca.
A cosa si deve quest’aumento di attenzione?
Un po’ alla crisi e un po’ al fatto che insistiamo sul tema
da fine anni ’90, ma soprattutto grazie alla risoluzione
del Parlamento europeo del 2010 e al lavoro a livello internazionale dell’Organizzazione per il cibo e l’agricoltura (Fao). L’attenzione da sola non basta, è molto importante promuovere delle azioni concrete, senza inventarsi molto ma rendere sistematico quello che già
esiste, come nel caso dell’educazione alimentare.
Che azioni ha individuato il Pinpas per arginare lo spreco?
L’ultimo aggiornamento accoglie 10 azioni ritenute prioritarie. Oltre all’educazione alimentare, le altre nove sono: comunicazione, sensibilizzazione e condivisione;
documentazione e dati; ricerca e interventi normativi;
donazioni e devoluzioni; acquisti (Green public procurement); accordi volontari; trasformazione; responsabilità sociale delle imprese; innovazione sociale.
C’è una chiave di volta per ridurre drasticamente il problema?
In teoria basterebbe coordinare in maniera più efficace
ciò che si sta già facendo. Perché ogni Regione deve
redigere il proprio Piano rifiuti, la sua normativa e le sue
linee guida per il recupero? Questo sta complicando il
sistema, creando entropia. Le parole chiave devono essere: coordinamento, condivisione, cooperazione.
Cos’è Last minute market e quali sono le sue iniziative
rivolte a istituzioni ed enti pubblici?
È uno spin-off dell’Università di Bologna che sviluppa
progetti territoriali volti al recupero dei beni invenduti a
favore di enti caritativi. Le sue iniziative sono legate all’associazione di comuni Sprecozero.net e della sua Carta delle amministrazioni a spreco zero, in pratica una
sintesi della risoluzione del Parlamento europeo. Promuove azioni di recupero e di diffusione del Pinpas, e
mediante la comunità Sprecozero.net può agire concretamente per lo scambio di buone pratiche. Perché un
progetto di recupero o un Last minute market aperto a
Bologna non dovrebbero funzionare a Cosenza?
Qual è il punto di sintesi di tutto questo?
La campagna europea “Un anno contro lo spreco”,
lanciata nel 2010 da Last minute market, è l’ombrello
sotto il quale si raccolgono tutte le iniziative che rappresentano i piccoli obiettivi raggiunti portando conoscenza e sensibilità sul tema degli sprechi alimentari:
il Rapporto 2014 Waste watcher - Knowledge for Expo, la Carta delle amministrazioni a spreco zero, la rete dei comuni Sprecozero.net.
ACER 4/2014 • 92
ESTRATTO DA
SECOND LIFE
ACER
Compost e dintorni
SARDEGNA, ESEMPIO VIRTUOSO
© IL VERDE EDITORIALE
MILANO
Un innovativo meccanismo economico
di incentivazione e penalizzazione è tra le ricette
che hanno consentito alla regione isolana
un incremento della raccolta differenziata
e una riduzione nella produzione di rifiuti
L
a Sardegna è oggi riconosciuta come la più virtuosa tra le regioni italiane per quanto riguarda la
raccolta differenziata (Rd), e soprattutto come il territorio dove, nonostante l’obbligo della Rd dell’umido sia
recente, si sono ottenuti risultati eccezionali.
Il suo Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani (Prgr)
riprende gli obiettivi di Rd definiti a livello nazionale dal
D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. e prevede il conseguimento del
65% di Rd entro il 2012 a livello di ambito territoriale ottimale (Ato). Tra i suoi obiettivi c’è il recupero di rifiuto organico (umido e verde) minimizzando (5% massimo) il
contenuto di impurità tramite l’adozione capillare di sistemi di raccolta domiciliari integrati.
Incentivi e penalità
Un’innovazione introdotta dalla Sardegna è stato il meccanismo economico di incentivazione e penalizzazione, applicato a partire dal 2005 a tutti i Comuni dell’Isola per promuovere l’attivazione delle Rd dell’umido.
Le tariffe di conferimento agli impianti di trattamento consortile vengono rimodulate prevedendo:
• un’incentivazione, con riduzione della tariffa di compostaggio della Frazione organica del rifiuto solido urbano (Forsu) per i Comuni che attivano efficaci sistemi
di separazione secco-umido;
• una penalizzazione, con un incremento della tariffa
di smaltimento del Rifiuto urbano residuo (Rur) per i
Comuni che non adottano una significativa differenziazione della Forsu e continuano a conferire il rifiuto indifferenziato a smaltimento.
Per non incorrere nel meccanismo penalizzante, i Comuni hanno dovuto e devono tuttora attivare sistemi di
raccolta secco-umido capaci di raggiungere degli obiettivi minimi su quantità e qualità dell’umido separato.
Dal 2012 il meccanismo premiante è strutturato in modo da esaltare le situazioni più virtuose e minimizzare la
produzione di Rur e prevede:
• penalità, con un incremento di 5,16 Euro/t per lo smaltimento per i Comuni che non raggiungono gli obiettivi
di almeno il 60% di Rd, nonché una raccolta Forsu pari ad almeno il 15% di Ru;
• premialità, con riduzione del 10% sulla tariffa di smaltimento del Rur per i Comuni con Rd pari o superiore
al 60% e almeno il 15% di Rd dovuta alla Forsu e che
conferiscono il Rur a impianti di smaltimento senza recupero energetico;
• premialità, com riduzione del 30% sulla tariffa del Rur
per i Comuni che raggiungono almeno il 60% di Rd e
almeno il 15% di Forsu e che conferiscono il Rur agli inceneritori di Macomer (NU) e Capoterra (CA)*;
93 • ACER 4/2014
Compost di qualità con marchio Cic prodotto
da un’azienda di Porto Torres (SS).
• per i Comuni con più di 30mila abitanti e per i Comuni turistici i meccanismi penalizzanti sono articolati prendendo come riferimento la soglia del 50% di Rd;
• dal 2011 la premialità è applicata esclusivamente ai
Comuni che conferiscono la Forsu in buste di materiale compostabile conforme allo standard UNI-EN 13432.
Più raccolta, meno rifiuti
Rispetto al 2004, quando è entrato in funzione il meccanismo premiante per la raccolta della Forsu e il 2006,
anno di riferimento del Prgr, la situazione della gestione dei Ru è notevolmente cambiata, con un incremento assoluto di rifiuti raccolti da Rd e avviati a riciclo e
una riduzione della produzione complessiva di rifiuti.
Se nel 2004 la Rd dell’umido era attiva in 51 Comuni,
a fine 2012 risulta attivata in 376 Comuni su 377, mentre la Rd del verde in 170 Comuni (solo il 45%).
La Forsu rappresenta mediamente il 43% del totale della Rd complessiva (includendo quindi le frazioni secche riciclabili, gli ingombranti, i Raee ecc.) con picchi
del 50-60% (come nella Provincia del Medio Campidano) e si conferma pertanto un elemento di traino fondamentale per raggiungere elevate percentuali di Rd.
Il dato tendenziale a livello regionale fornisce una valutazione complessiva interessante di quanto è stato
raggiunto nella Regione Sardegna a sei anni dall’applicazione del sistema premiante-penalizzante, in termini di Rd dello scarto organico. Nel 2012 il dato tendenziale quantifica che la Forsu rappresenta il 55-60%
della Rd complessiva, e tale frazione, raccolta singolarmente e in purezza, incide per il 30-40% dei Ru totali gestiti dai Comuni.
Il Rapporto Compost Regione Sardegna è scaricabile:
http://www.compost.it/news/757-primo-rapporto-compost-in-sardegna.html
Massimo Centemero
Nota
* La medesima riduzione viene applicata anche ai Comuni della categoria
precedente che conferiscono ad impianti di smaltimento che, fungendo da
stazioni di trasferimento, trasportano una quota di Rur agli inceneritori.
V
AQ
ESTRATTO DA
RICERCA
ACER
Progetto Lowaste LIFE 10 ENV/IT/000373
© IL VERDE EDITORIALE
MILANO
PER UN’ECONOMIA CIRCOLARE
di Mauro Bigi, direttore tecnico, Valeria Baruzzi, consulente esperta accountability e sistemi di gestione ambientale,
e Gaelle Ridolfi, consulente esperta in partnership pubblico-privato per lo sviluppo sostenibile, Indica
Partendo da sperimentazioni pilota per il recupero di alcune frazioni, il progetto ha attivato partnership
pubblico-privato per creare delle filiere corte di riciclo e riuso e proporre un nuovo modello produttivo
Alcuni riprodotti realizzati
nell’ambito di Lowaste.
I
VI
AQ
l progetto LIFE+ Lowaste ha sperimentato a
Ferrara un modello di economia circolare basata sulla prevenzione, il riuso e il
riciclo dei rifiuti in una logica di partnership pubblico-privato. Partendo da
sperimentazioni pilota ha
creato le basi per la nascita di un distretto locale (formato da operatori dei rifiuti, piccole piattaforme di recupero, artigiani e Pmi impegnati nella valorizzazione delle materie e nella
produzione di riprodotti) di
economia verde circolare.
Il progetto, cofinanziato
con fondo LIFE dalla Commissione europea, è stato
sviluppato tra il 2011 e il
2014 da cinque partner:
Comune di Ferrara, cooperativa sociale La Città
Verde, Impronta Etica,
RReuse e Hera.
Nell’ambito di Lowaste sono stati organizzati nove
giornate di formazione e
tre Marketplace a Ferrara.
Durante il progetto sono
state analizzate le filiere di
raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti del Ferrarese, individuando alcune frazioni a potenziale elevato valore aggiunto ma
oggi destinate allo smaltimento, o a forme di recupero a basso valore aggiunto: tessile sanitario,
inerti da demolizione, arredi urbani e attrezzature
ludiche, oli e scarti alimentari. Sono stati così avviati quattro progetti pilota,
che hanno permesso di recuperare tali frazioni e attivare processi produttivi
su scala locale. Ogni progetto pilota ha creato una
filiera circolare di istituzioni e operatori in grado di
realizzare l’intero ciclo, dalla produzione del rifiuto alla commercializzazione
dei riprodotti su una scala territoriale locale.
Lowaste for action
Lowaste for action (Lfa) è
stato un percorso di community engagement (coinvolgimento della comunità virtuale) nel lancio di filiere di sviluppo locale sostenibile a partire dai materiali recuperati attraverso i progetti pilota di Lowaste. L’obiettivo è stato costruire occasioni di partnership tra tutti i soggetti che
compongono una filiera
produttiva e avviare una fase di lancio del distretto Lowaste di Ferrara. Il percorso si è concluso con una
presentazione pubblica dei
risultati emersi, ma la community è ancora attiva, e i
progetti vanno avanti.
I numeri dei partecipanti
di Lfa parlano di 250 alla
community Facebook e 40
alla fase di coprogettazione, che ha portato a realizzare 20 progetti (13 di
prodotti prototipabili e sette di processo e sistema).
Verso il distretto
Per dare continuità alle collaborazioni nate grazie ai
pilota, il Comune, i partner
del progetto e alcune
aziende ed enti del territorio hanno deciso di dare
vita a un accordo stabile
di collaborazione, sancito
dalla firma di un protocollo di intesa ufficiale. In questo modo si punta a rafforzare le filiere già attivate e
a favorire la nascita di filiere diffuse di riciclo e riuso, fino a dare vita a un vero distretto Lowaste di economia verde e circolare
basato sui rifiuti.
I risultati
I principali risultati ottenuti da Lowaste sono:
• la verifica che è effettivamente possibile attivare delle filiere corte circolari di riciclo e riuso, anche
in assenza di finanziamenti o sussidi pubblici;
• un approccio di collaborazione pubblico-privato
tra tutti gli attori (istituzionali e non), che ha consentito la creazione di collaborazioni e sinergie tra attori
spesso in conflitto o con visioni divergenti (gestori dei
rifiuti, enti autorizzatori, cooperazione sociale ecc);
• la possibilità di intercettare frazioni di rifiuto aggiuntive (anche se con volumi spesso limitati) rispetto alle tradizionali filiere
industriali;
• un’attiva partecipazione
di soggetti, soprattutto lowprofit, interessati a vario titolo a svolgere un ruolo
nella filiera (designer, makers, cooperative sociali,
associazioni, Pmi).
Il nuovo modello
L’attuale modello economico si basa su processi
del tipo produzione, utilizzo, smaltimento, che comporta un grande consumo di energia e materie
prime e la produzione di
ingenti quantità di rifiuti.
I suoi limiti sono:
• molte delle risorse utilizzate non sono rinnovabili;
• le rinnovabili sono utilizzate con un’intensità eccessiva rispetto alla capacità di riproduzione del sistema ambientale;
• i rifiuti e le sostanze inquinanti sono prodotti in
eccesso rispetto alla capacità di assorbimento del
sistema ambientale.
Da qui nasce la necessità
di passare a un modello
circolare, in cui i prodotti finali di ogni fase del processo diventino a loro volta origine di un successivo processo produttivo. I
rifiuti diventano così non
uno “scarto” ma una materia prima (seconda) per
produzione di altri beni.
Un’economia perfettamente ciclica si basa su principi generali, tra cui: “il rifiuto è nutrimento” (si può
sempre riciclare e riutilizzare un certo prodotto);
l’energia deve essere sempre pulita e ricavata da
fonti rinnovabili; i prezzi devono essere “veritieri”, cioè
riflettere i costi reali, compresi quelli ambientali; i sistemi di produzione devono essere “intelligenti” (le
risorse, rifiuti compresi, devono essere utilizzate al
momento giusto della catena produttiva).
■ www.lowaste.it
ACER 4/2014 • 94
ESTRATTO DA
ATTUALITÁ
ACER
I prossimi appuntamenti
© IL VERDE EDITORIALE
MILANO
BERGAMO
BOLOGNA
Smart city
secondo natura
Smart city exhibition 2014
16 settembre. Le relazioni
tra gli elementi verdi e le
nuove città tecnologiche
saranno sviscerate nel corso del convegno “Smart
ciry secondo natura. Flussi urbani e gestione del
verde”. Al centro dell’analisi ci saranno: piani e progetti, risorse disponibili, materiali e strumenti innovativi,
mobilità sostenibile e servizi integrati. L’incontro è organizzato da Il Verde Editoriale e si inserisce nell’ambito del
meeting internazionale I Maestri del Paesaggio 2014.
■ Il Verde Editoriale, ufficio iniziative, viale Monza 27/29,
20125 Milano, tel. 02 89659764, fax 02 89659765.
[email protected] www.ilverdeeditoriale.com
22-24 ottobre. Giunta alla sua terza edizione, Smart city
exhibition è un’occasione per ampliare l’idea di “città
intelligente”, ormai una priorità europea e nazionale.
Il concetto di città è rivisto e inteso come un insieme di flussi
informativi e reti di relazioni e comunicazioni, atti a creare
capitale umano e benessere. Tra gli obiettivi principali
di quest’anno: proporre momenti di sensibilizzazione
e formazione attraverso convegni aperti al pubblico
e laboratori tematici riservati ai principali destinatari
dell’evento (vertici di amministrazioni locali, esponenti
governativi e aziendali, docenti di università e di centri
di ricerca); identificare e confrontarsi con i modelli nazionali
e internazionali; inquadrare i passaggi per un approccio
strategico e olistico all’ecosistema cittadino.
■ Bolognafiere, via della Fiera 20, 40127 Bologna (BO), tel. 06 684251,
fax 06 68802433. [email protected] www.smartcityexhibition.it
BIRMINGHAM (REGNO UNITO)
SAN PAOLO (BRASILE)
Iswa 2014
8-11 settembre. “(Ri)Scoprire un nuovo
mondo: soluzioni sostenibili per un futuro
sano” è il tema del congresso mondiale
Iswa 2014, uno dei più rinomati incontri
sulla gestione dei rifiuti solidi organizzato
da Iswa e Abrelpe che si terrà a San Paolo
in settembre. Verranno presentati gli studi
più recenti riguardanti la pianificazione
della gestione dei rifiuti, la relazione rifiuticlima-salute, il riciclaggio, le città sostenibili,
la legislazione e la regolamentazione,
le tecnologie per lo smaltimento, ecc.
L’obiettivo è dunque quello di discutere
le pratiche della gestione dei rifiuti da
applicare a un nuovo mondo alla ricerca di un
futuro più sano, soprattutto nelle metropoli.
■ Iswa, Auerspergstrasse 15, Top 41, 1080 Vienna
(Austria), tel. +43 12536001, fax +43 1253600199.
[email protected] www.iswa2014.org
BARCELLONA
(SPAGNA)
World smart
cities awards ’14
Nella cornice della
quarta edizione dello
Smart city expo world
congress, che avrà
luogo a Barcellona
dal 18 al 20 novembre,
verranno assegnati un
premio di 15mila Euro
alla migliore smart city
e due premi da 8mila
Euro per l’iniziativa e il
progetto più innnovativi. La scadenza per la
presentazione delle
proposte è il 21 settembre 2014.
■ www.smartcityexpo.com
Rwm
16-18 settembre. Ancora una volta,
la 46a, uno degli eventi di spicco
in Europa per ciò che concerne
l’ecologia urbana e la gestione
dei rifiuti ospiterà oltre 750
espositori, provenienti da cinque
settori: riciclo e rigenerazione,
servizi professionali, energia tratta
dai rifiuti, attrezzature e materiali,
logistica. Presenzieranno anche
numerosi relatori, esperti del settore,
che terranno conferenze e seminari.
Quest’anno la Rmw si sposterà
in una nuova location, il Nec
di Birmingham, il più grande
spazio espositivo del Paese.
■ i2i events, The Studios,
2 Kingdom street, W26JG Londra
(Regno Unito), tel. +44 2030332049.
[email protected]
www.rwmexhibition.com
© Lucaz80 - Fotolia.com
Amianto sotto controllo
Il Consorzio Nazionale Qualità, avvalendosi di personale qualificato,
è in grado di soddisfare quanto richiesto dal Piano Regionale Amianto
Lombardia in materia di strumenti, risorse e azioni necessarie
per realizzare gli obiettivi di salvaguardia del benessere delle persone
rispetto all’iinquinamento da fibre d’amianto.
Il Consorzio Nazionale Qualità è disponibile a fornire tutto il supporto
necessario per risolvere tale problematica con sopralluoghi, piani
di lavoro, preventivi, presentazione documenti all’ASL di pertinenza.
Si rende disponibile anche per sopralluoghi con rilascio di certificazione
per assenza di amianto.
CHIAMATECI, SAREMO LIETI DI OFFRIRVI LA NOSTRA CONSULENZA!
Consorzio Nazionale Qualità - via Cesare Battisti 30
20825 Barlassina (MB) - tel. 0362 567676 - fax: 0362 567084
[email protected]
www.consorzionazionalequalita.org
VII
AQ
ESTRATTO DA
VISTI PER VOI
1 • SMART STATION
Tecno-Lario si presenta
come unico distributore
per l’Italia di Rwe Effizienz,
produttore del dispositivo
di ricarica Smart Station
per auto elettriche.
Si tratta di una stazione
a torretta pensata per un
impiego in contesti pubblici
o semipubblici, accessibile
ai possessori di veicoli
elettrici. Ricaricando in
corrente alternata secondo
il modo 3 ed essendo
dotata di presa di Tipo 2,
può erogare fino a 22 kW
di potenza. Grazie alla sua
capacità di comunicare,
consente di collegarsi al
veicolo, autenticare l’utente
e scambiare informazioni
sullo stato della carica.
Tecno-Lario,
via Buozzi 25/A, 23900 Lecco
(LC), tel. 0341 282009,
fax 0341 284963.
[email protected]
www.tecnolario.it
VIII
AQ
ACER
Soluzioni per le smart city e per la sostenibilità
2 • ISOLE DIGITALI
Milano diventa una
metropoli sempre più smart
grazie alle Isole Digitali,
nuovi spazi esterni che
consentono a cittadini
e turisti l’accesso alla rete
con il wi-fi gratuito del
Comune. Ogni stazione
ospita torrette per la ricarica
di dispositivi elettronici
privati; totem touch screen
atti a fornire informazioni su
mobilità, viabilità, trasporti
e appuntamenti culturali;
barre di ricarica sia per
i veicoli elettrici privati che
per i quadricicli elettrici
del servizio Eq sharing.
Le aree sono fruibili anche
nelle ore serali e notturne
grazie a un dispositivo di
illuminazione intelligente a
Led, che assicura risparmio
energetico. Il sistema
di videosorveglianza attivo
24 ore al giorno assicura
un monitoraggio costante,
anche contro il vandalismo.
Comune di Milano,
3 • FW 60+/50+SG.SI
Impiegando i sistemi
Schüco FW 60+ SG.SI e FW
50+ SG.SI si costruiscono
facciate “tutto vetro” dal
notevole impatto visivo.
Rispetto alle precedenti
linee di prodotto, questi
due sistemi garantiscono
una maggiore libertà
compositiva e un’efficienza
energetica più elevata.
Nella versione a elevato
isolamento termico SG.SI
(Structural glazing - super
insulation) raggiungono
i livelli di Casa passiva:
il sistema isolante, composto
da listelli SI e da una
guarnizione cellulare,
e la vetratura tripla
garantiscono un isolamento
termico molto alto. I moduli
della facciata possono
raggiungere dimensioni
notevoli e supportare carichi
fino a 650 kg per traverso.
Schüco International Italia,
viale del Progresso 42,
35127 Padova (PD),
tel. 049 7392000,
fax 049 7392202.
[email protected]
www.schueco.it
1
4 • R3 TRESS
L’applicativo R3 Trees,
utilizzato ormai da molte
amministrazioni, permette
di gestire informazioni
relative al verde pubblico,
attraverso una vera
e propria una banca
dati delle aree verdi.
Tra i numerosi vantaggi,
permette di catalogare
e programmarne i lavori
di manutenzione, di creare
e gestire un catasto degli
alberi, di programmare
Vta per le alberate ecc.
In breve, garantisce
una supervisione in tempo
reale dello stato di salute
del patrimonio verde.
Inoltre, per facilitare
l’aggiornamento delle
informazioni, il software
prevede la funzione
di notifica di segnalazioni
e non conformità, inseribili
direttamente dall’operatore
tramite smartphone.
R3 Gis,
via Johann Krovogl 2,
39012 Merano (BZ), tel. 0473
494949, fax 0473 069902.
[email protected]
www.r3-gis.com/it
2
4
© IL VERDE EDITORIALE
MILANO
5 • ENJOY
Nasce da un’idea di Eni
il nuovo servizio di car
sharing Enjoy, attualmente
presente a Milano, Rimini
(limitatamente a periodo
estivo) e Roma. Centinaia
di automobili rosse sempre
accessibili (Fiat 500 e Fiat
500L): basta iscriversi
gratuitamente sul sito
o dall’App, e avviare
la ricerca sulla mappa
che localizza i veicoli Enjoy
nella zona di interesse,
facilmente prenotabili
e raggiungibili fino a trenta
minuti dalla prenotazione
telematica. Il servizio
(0,25 euro al minuto all
inclusive per i primi 50 km)
si rivolge a tutti coloro che
vogliono liberarsi dagli
oneri d’acquisto di un’auto
di proprietà e necessitano
di un mezzo di trasporto per
brevi tratte. Contribuendo
inoltre a ridurre il flusso
dei veicoli in città.
Eni,
piazzale Mattei 1, 00144 Roma
(RM), tel. 06 59821, fax 06
59822141. [email protected]
www.enjoy.eni.com
3
5
via Dogana 2, 20123 Milano,
tel. 02 88448517,
fax 02 88448518.
DC.PoliticheLavoro@
comune.milano.it
www.lavoroeformazioneincomune.it
ACER 4/2014 • 96
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
Organico senza
problemi... e si vede
S
umus Italia è oggi
l’unica azienda in
Italia specializzata
nella produzione di
sacchetti per la raccolta
differenziata dell’organico
realizzati al 100% in carta
riciclata post-consumo
all’ultimo stadio di vita,
certificati biodegradabili e
compostabili a norma UNI
EN 13342. Brevettato e
I sacchetti in carta biodegradabili
resistente all’umidità, il
e compostabili Sumus (sopra)
assicurano una raccolta più “pulita”
sacchetto Sumus sfrutta la
(sotto, a sinistra) e costi di gestione
traspirabilità della carta
degli impianti inferiori rispetto
favorendo la riduzione di
a quella con sacchetti in plastica
e bioplastica (sotto, a destra).
peso del rifiuto del 20-25%
(per evapotraspirazione) e
l’eliminazione di acqua e liquami maleodoranti.
Sumus aumenta il tempo di permanenza in casa
dei rifiuti e abbatte i disagi per i cittadini e i costi
della raccolta e della gestione dell’intera filiera di
trattamento e smaltimento.
Sumus riduce la frequenza di raccolta ma anche i
costi di gestione e smaltimento, dal momento che
all’impianto non deve essere separato dal rifiuto.
Sumus non intacca lo stock di risorse non rinnova-
La raccolta con Sumus
Nella foto sopra, l’ingresso a un impianto di trattamento senza rompisacco, dove l’unico involucro utilizzato per la raccolta è il sacchetto
Sumus. I sacchi e tutto l’organico raccolto vanno
direttamente al trituratore, l’acqua è in quantità
trascurabile, l’analisi merceologica non rileva
alcun materiale non compostabile e i costi di
gestione degli impianti risultano più contenuti.
piazzale Arduino 11, 20149 Milano
tel. 02 48714341, fax 02 48752412
[email protected] www.sumusitalia.it
bili o rinnovabili vergini, non incide sui coltivi e sui
suoli agricoli e non alimenta il mercato del cosiddetto “usa e getta”.
Sumus riporta alla terra il carbonio, contribuendo con
il compost alla rifertilizzazione dei suoli.
Sumus è un prodotto a “km sostenibile”, in quanto la
produzione della carta riciclata e del sacchetto, il
magazzino e l’autotrasportatore sono concentrati
in un raggio di pochi chilometri.
Sumus è attualmente l’unico sacchetto certificato
compostabile a norma UNI EN 13342 ed è conforme
alle norme UNI EN 13593 e 22248 relative alla resistenza meccanica. L’azienda è catena di custodia FSC,
è presente sul Mercato elettronico della pubblica amministrazione (Mepa) e i suoi prodotti rientrano nei cosiddetti “acquisti verdi” della pubblica amministrazione.
L’azienda propone alla pubblica amministrazione sperimentazioni gratuite del sistema Sumus.
La raccolta senza Sumus
Sopra, l’ingresso a un impianto di trattamento con
a monte una raccolta differenziata che utilizza
prevalentemente sacchetti in bioplastica e plastica. È necessario il rompisacco per separare il rifiuto dagli involucri, che saranno poi smaltiti in discarica insieme a parte dell’organico rimasto al loro
interno. Il rifiuto contiene liquidi maleodoranti e
acqua, le analisi merceologiche rilevano la presenza di materiali non compostabili. I costi di gestione
di tali impianti sono pertanto più elevati e interamente a carico dei cittadini e della collettività.
ACER 4/2014 • 88
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