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9_4_2014 - CGIL Basilicata

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RASSEGNASTAMPA
RASSEGNASTAMPA
9 aprile 2014
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
Mercoledì 9 aprile 2014
www.ilquotidianodellabasilicata.it
ANNO 13 - N. 98 e 1,20
Direzione e Redazioni: POTENZA, via Nazario Sauro 102, cap 85100, tel. 0971 69309, fax 0971 601064; MATERA, Piazza Mulino 15, cap 75100, tel. 0835 256440, fax 0835 256466
LA BASILICATA CHE PIACE
CRISI IN VIA DI SOLUZIONE
Guardia Perticara
e Valsinni tra i 200 borghi
più belli d’Italia
GIAMMARIA a pagina 21
Il Castello di Valsinni
VIGGIANO: Perquisizione dei Noe negli uffici dell’Eni per acquisire
i dati delle emissioni dai camini dell’impianto
L’ANTIMAFIA
torna al Centro Oli
L’incontro in Regione
A MATERA
ERRI DE LUCA
«Vi spiego
il mio Sud
Non sarà mai
Europa»
Il Personaggio
a pagina 16
Auchan, a fine mese
chiude il supermercato
ma spunta il gruppo Sma
GRASSI a pagina 11
VI SEGNALIAMO:
POTENZA
Blitz anche nella sede di una società di certificazione ambientale
Pittella in Consiglio sul petrolio: «La riforma del Titolo
V inevitabile, ma governabile». E per il pressing
sul governo dice:« Farò la mia parte ma lo stesso
dovranno fare i parlamentari». E indica una soluzione
per dire: «Dov’è la vostra proposta?»
La riforma è legata alla finanziaria: se ne discute
a pagina 8
MATERA
Polizia nelle scuole: trovata altra droga
MARATEA
Per una settimana sarà set fotografico
CIERVO a pagina 27
a pagina 25
Lauria
A casa
di Don Mimì
MA IO
NON VOGLIO
MORIRE
PITTELLIANO
di NINO D’AGOSTINO
Mimì Pittella e la moglie
ARLOTTO e ZAPPACOSTA
alle pagine 12 e 13
I guai non vengono
mai da soli: dopo la
grande crisi economica, siamo di fronte ad
una crisi altrettanto
segue a pagina 13
40409
9
771128
GIACUMMO a pagina 19
022007
La Sider
Potenza
LAGONEGRO
Operazione
Oro rosso
Altre diciotto
persone arrestate
FALABELLA a pagina 24
AMATO e LABANCA alle pagine 6, 7 e 10
TRASPORTI
Un boato
e fumi densi
Mistero
alla Sider
La conferenza
degli inquirenti
STIGLIANO
Vito, il giovane
pizzaiolo
che piace
a mezza Europa
UNGOLO a pagina 32
Vito
Viggiano
RASSEGNASTAMPA
Mercoledì 9 aprile 2014
TESTATA INDIPENDENTE CHE NON PERCEPISCE I CONTRIBUTI PUBBLICI PREVISTI DALLA LEGGE N° 250/90
La Gazzetta del Mezzogiorno A 1,20
LA GAZZETTA
DI
PUGLIA - CORRIERE
DELLE
Quotidiano fondato nel 1887
PUGLIE
www.lagazzettadelmezzogiorno.it
B A S I L I C ATA
Edisud S.p.A. - Redazione, Amministrazione, Tipografia e Stampa: Viale Scipione l’Africano 264 - 70124 Bari. Sede centrale di Bari
(prefisso 080): Informazioni 5470200 - Direzione Generale 5470316 - Direzione Politica 5470250 (direzione [email protected]) - Segreteria di Redazione 5470400 ([email protected]) - Cronaca di Bari 5470430-431
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Abb. Post. - 45% - Art. 2 C 20/B L. 662/96 - Filiale Bari - tassa pagata - *promozioni valide solo in Puglia e Basilicata - Anno 127° Numero 98
ASFISSIATI: INCIDENTE SIMILE ALLA STRAGE DI 6 ANNI FA. LA PROCURA INDAGA PER OMICIDIO COLPOSO. IL DOLORE DI NAPOLITANO
Cade nella cisterna
padre e fratello
muoiono per salvarlo
FATO, CASO
RESPONSABILITÀ
UN INCUBO
SENZA FINE
di CARMELA FORMICOLA
M
orire di lavoro, ancora e ancora. In
quel Sud dove il lavoro non c'è e qualora ci sia ha
sempre i contorni indefiniti
della precarietà, dell'incertezza, delle regole scritte e mai
lette. Evanescenti.
Nuova tragedia-choc sul lavoro a Molfetta
Il superstite: dovevo recuperare il coperchio
D’ACCIÒ, L. D’AMBROSIO, DE CEGLIE E SGARAMELLA ALLE PAGINE 2 E 3 >>
TRAGEDIA A MOLFETTA Due morti nella cisterna [foto Calvaresi]
SEGUE A PAGINA 17 >>
PRESENTATO IL DEF IL GOVERNO PRESENTA IL PIANO, MENTRE IL PREMIER INVITA ALLA PRUDENZA SULLA CRESCITA. FMI PESSIMISTA UNIVERSITÀ A BARI IN TREMILA PER 240 POSTI, ALTRI 700 A FOGGIA
Renzi taglia e privatizza
Sgravi Irpef: sul tavolo 16,5 miliardi (4,5 dalla revisione della spesa)
Un miliardo dalle banche. Padoan: tasse, la riduzione è strutturale
VENERDÌ L’ASSEMBLEA DEI SOCI
LA SECESSIONE
DOVREMMO
FARLA
NOI MERIDIONALI
Fiera, conti in rosso
a rischio gli stipendi
Nel 2013 persi altri tre milioni
di GIOVANNI VALENTINI
I
l vento della secessione che
spira dal Veneto non è solo il
vento del separatismo e
dell’egoismo sociale che anima il ricco Nord-Est contro il resto
dell’Italia, e in particolare contro
il nostro povero Sud. Fin qui, si
potrebbe anche interpretare come
una rivendicazione più o meno legittima di autonomia e indipendenza, in difesa degli interessi locali. E magari come una reazione
ai tanti vizi, presunti o reali, attribuiti ai meridionali: l’assenteismo, l’assistenzialismo, il clientelismo, la corruzione, l’evasione fiscale, la criminalità organizzata e
chi più ne ha più ne metta.
l Il governo vara un pacchetto di provvedimenti
per rilanciare l’economia: gli strumenti sono i tagli
alla spesa e la privatizzazione dei «gioielli di famiglia». Confermato da maggio l’aumento di 80 euro
in busta paga per chi ha un reddito fino a 23mila euro.
Si punta al taglio dell’Irap, e si fissa un tetto per lo
stipendio dei manager. Complessivamente per gli
sgravi ci sono 16,5 miliardi (oltre 4 dalla revisione
della spesa). Giù le previsioni sulla crescita del Pil.
l La Fiera del Levante ha chiuso il bilancio 2013
con 3,5 milioni di perdite e non ha in cassa i soldi
necessari a pagare lo stipendio di aprile ai suoi 67
dipendenti. Venerdì è stata convocata un’assemblea dei soci in cui fare il punto sul piano di
ristrutturazione: i sindacati temono che l’ente
possa dichiarare degli esuberi, anticamera delle
procedure di licenziamento collettivo. Il presidente Ugo Patroni Griffi: «Non si parlerà di esuberi».
SEGUE A PAGINA 17 >>
SERVIZI ALLE PAGINE 4,5,6,7 E 8 >>
SCAGLIARINI A PAGINA 11 >>
Test a Medicina
col «giallo»
del plico sparito
Prime minacce di ricorsi
per l’inconveniente
segnalato dalla sede
d’esame ad Economia.
Indaga la Digos
l La facoltà di Medicina ha
fatto da apripista ai test d’ingresso ai corsi di laurea a numero
programmato. Per la prima volta
ad aprile, ed è polemica. A Bari e
Foggia la prova in Puglia.
BARILE E LANGONE A PAGINA 9 >>
CONTROLLI Con i metal detector
MACCHÉ REGALO ALLE BANCHE
SOLO PRINCÌPI DI SANA ECONOMIA
di ANTONIO DELL’ATTI
A PAGINA 17 >>
SECONDO FILONE D’INDAGINE DELLA DDA
Con la tua firma sulla
dichiarazione dei redditi
nel riquadro ricerca
scientifica sostieni
la Fondazione Italiana
Sclerosi Multipla.
Viggiano, blitz del Noe
nel centro oli dell’Eni
www.aism.it
Acquisiti documenti sulla fiammata choc
IMPIANTO
Il centro oli di
Viggiano. Occhi
puntati sulla
fiammata
avvenuta il 13
gennaio scorso
.
SERVIZIO A PAGINA VIII >>
Antonella Ferrari
PRENDI NOTA,
DAI IL TUO
5x1000 A FISM.
Codice Fiscale FISM: 95051730109
RASSEGNASTAMPA
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - Quotidiano fondato nel 1887
Mercoledì 9 aprile 2014
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Redazione Potenza: piazza Mario Pagano, 18 - Tel. 0971/418511 - Fax: 080/5502360 - Email: [email protected]
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trim. Euro 90,00. Sola edizione del lunedì: ann. Euro 55,00; sem Euro 30,00. Estero: stesse tariffe più spese postali, secondo destinazione. Per info: tel.
080/5470205, dal lunedì al venerdì, 09,30-13,30, fax 080/5470227, e-mail [email protected] Copia arretrata: Euro 2,40. Tel 080/5470213
VIGGIANO SECONDO FILONE D’INDAGINE DELLA DDA DOPO QUELLO DELLO SMALTIMENTO RIFIUTI
VENOSA
I carabinieri del Noe
tornano nel centro oli
per la fiammata choc
Inchiesta
sull’usura
Rinviati
a giudizio
l Saranno processati il 6
giugno. Tutti rinviati a giudizio gli indagati nell’ambito dell’operazione anti-usura dei carabinieri della compagnia di Venosa. Solo per
Riccardo Martucci, 64 anni,
il gip Luigi Spina ha deciso
per il «non luogo a procedere». A giudizio, invece, Salvatore Prago, 44 anni, Rocco
Lagala, 53 anni, Fabio Santo
Patriziano, 28 anni, Nicoletta Mossucca, 43 anni.
Blitz per controlli e acquisire documenti
Si punta a chiarire l’esatta causa
dell’episodio del 13 gennaio
scorso e se c’è stato un impatto
sull’ambiente e sulla salute
l È un secondo filone dell’indagine condotta
dalla direzione distrettuale antimafia sull’attività
petrolifera in Basilicata. Dopo quella relativa allo
smaltimento di rifiuti, che vede indagate undici
persone, ieri i carabinieri del Noe sono entrati nel
centro oli di Viggiano per acquisire documenti e
fare delle verifiche in relazione alla fiammata del
13 gennaio scorso. Cosa l’ha provocata? E ci sono
stati riflessi negativi sull’ambiente?
SERVIZIO A PAGINA VIII >>
POLITICA GRATIS?
IDEA FASULLA
SERVONO EQUITÀ
E RISPOSTE VERE
di MIMMO SAMMARTINO
N
onostante la Babele
generale, si possono
riconoscere le priorità
dei cittadini. C’è il lavoro, in primo luogo che non è
riducibile solo a un’esigenza di
reddito (il salario minimo di cittadinanza può rispondere a questo bisogno). Mette in gioco la dignità della persona. Il suo sentirsi
parte di una comunità. C’è poi una
nuova consapevolezza diffusa per
il diritto all’ambiente e alla salute.
Sfere che dovrebbero essere garantite dalle istituzioni. Ma la
gente ora diffida. E, di questo, porta molta responsabilità chi, nello
svolgimento della propria funzione pubblica, non ha dato prova di
rispetto della fiducia riposta. Così
si spiegano inquietudine e ipersensibilità per la qualità di aria,
acqua, suolo. Per la salubrità di
ciò che mettiamo nel piatto. Per
gli effetti possibili dell’attività
estrattiva, dei reperti radioattivi
custoditi nel Metapontino, per il
caso Fenice, per fumi ed esplosioni alla ferriera di Potenza.
Infine, la politica. Impegno nobile e indispensabile che è stato
spesso mortificato da comportamenti inadeguati e rapaci. Ora occorre cospargersi il capo di cenere
per riconquistare credibilità e autorevolezza perdute. Con i necessari tagli a privilegi e sprechi. Ma
non basta. Soprattutto non serve
la demagogia. Blaterare di una politica senza compenso è bassa propaganda. Significherebbe delegare l’esercizio democratico nelle
mani dei ricchi sfondati o dei corrotti. Si tornerebbe al medioevo.
L’impegno pubblico va equamente retribuito. Ma chiedendo conto
dei risultati. Perché anche uno pagato zero, se è incapace, fa danni.
E, gratis o a pagamento, è meglio
che cambi mestiere.
SERVIZIO A PAGINA VIII >>
PAURA La fiammata dello scorso 13 gennaio al centro oli
PALAZZO SAN GERVASIO UNA TRISTE STORIA DI DISCRIMINAZIONE LEGATA ALL’ISCRIZIONE DELLA PICCOLA ALLE ELEMENTARI
I SERVIZI
PER LA SALUTE
DEI CITTADINI
La bimba autistica «spaventa»
e c’è chi allontana i propri figli
La famiglia racconta un
trasloco forzato: «Gli
inquilini non volevano
essere disturbati»
BIMBA
Nella foto la
piccola
protagonista
della vicenda
che fa
discutere in
paese. I
genitori: «Ma
ora non
dipingete
Palazzo per
quella che
non è»
.
POTENZA LA DENUNCIA DEL TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO
di GIAMPIERO MARUGGI *
I
l È affetta da autismo. Un
disturbo, non una malattia contagiosa. Eppure a Palazzo qualcuno teme che quella bambina
possa essere un problema per i
propri figli. Ecco perché alcuni
genitori, all’atto dell’iscrizione
alla scuola elementare, avrebbero chiesto di cambiare classe
ai figli per evitare la «convivenza» con la piccola autistica. La
scuola smentisce discriminazioni di questo tipo, ma su Facebook è un pullulare di segnalazioni da parte dei palazzesi.
servizi territoriali sono destinati a
giocare un ruolo fondamentale per assicurare un'adeguata copertura dei
fabbisogni assistenziali. Servizi che si
caratterizzano per una complessità legata
all'inevitabile numerosità degli attori coinvolti e all'estrema varietà e variabilità dell'offerta. Proprio questo binomio rilevanza-complessità rende il tema del governo dei
servizi territoriali, e la conseguente integrazione con i servizi ospedalieri e le reti
cliniche particolarmente critico ed interessante. Si avverte forte, tanto nella comunità
scientifica quanto nella prassi aziendale,
l'esigenza di mettere a punto strumenti e
processi in grado di governare la complessità dei moderni servizi sanitari, in cui:
l'ospedale tenda ad essere vocato esclusivamente al trattamento delle acuzie, mediante un'organizzazione caratterizzata da
elevata intensità di cure ed assistenza; le
strutture territoriali assumano sempre
maggiore differenziazione.
[* direttore generale ospedale San Carlo Potenza]
DE FLORIO A PAGINA II >>
SEGUE A PAGINA XIII >>
POTENZA LA DENUNCIA DEL COMITATO «ARIA PULITA»
Pressing di venditori abusivi La Ferriera sveglia la città
nei parcheggi del S. Carlo con boato e fumi «insoliti»
ASSEDIO Calzini & C. [foto T. Vece]
l Per chi si reca all’ospedale
di Potenza è spesso un pressing asfissiante. Lo praticano i
venditori abusivi che si aggirano nei parcheggi. La denuncia è di Cittadinanzattiva
Tribunale per i diritti del malato che la ritiene una presenza ingombrante. «Adottano
- tuona - atteggiamenti spesso
poco corretti e civili soprattutto nei confronti di anziani e
donne».
SERVIZIO A PAGINA V >>
ALBA Fumi e rumore in città
l La Ferriera di Potenza torna a far discutere. Nella notte
fra lunedì e martedì scorsi un
boato ed una fuoriuscita di fumi
di colore insolito hanno tenuto
con il fiato sospeso molti potentini. La denuncia è del comitato «Aria pulita» che segnala come la fabbrica abbia dato la
sveglia a molti cittadini (intorno alle 4 del mattino): «Oltre al
rumore, l’aria - spiega il comitato - è diventata irrespirabile».
SERVIZIO A PAGINA VI >>
LAGONEGRO
Furti nelle case
sgominata
la gang dei rumeni
PERCIANTE A PAGINA VII >>
MATERA
Bancarotta e divani
Sequestrate
case e auto di lusso
SERVIZIO A PAGINA X >>
RASSEGNASTAMPA
Le persone serie basano
la loro serietà sulla richiesta
di misure lacrime e sangue
(degli altri, naturalmente).
E odiano sentirsi suggerire
soluzioni che non prevedano
più sacrifici e più dolore.
Paul Krugman
1,30 Anno 91 n. 97
Mercoledì 9 Aprile 2014
La leggenda
degli alligatori
a New York
Pasquini pag. 21
Alla scoperta
di Utopia
La prova tv
costa 4 turni
a Destro
pag. 23
Canfora pag. 17
U:
Gli aiuti ci sono, la crescita no
●
●
Renzi presenta il Def: più soldi in busta paga anche per i redditi bassi ● Confermati i vincoli europei
Coperture: 18 miliardi dalle privatizzazioni e dai tagli di spesa ● Un miliardo arriverà dalle banche
Via libera del governo al Def. Renzi: rispettati gli impegni. Intervento sull’Irpef per dare più soldi in busta paga, saranno coinvolti anche i redditi più bassi. Coperture da privatizzazioni, tagli
di spesa e tassazione sulle banche. Confermati i vincoli europei.
ALL’INTERNO
Il Fmi avverte:
l’Italia corre
meno della Grecia
DI GIOVANNI VENTURELLI A PAG. 2-5
VENTIMIGLIA A PAG. 3
Ci voleva
più coraggio
Fassina: bisogna
invertire la rotta
basta austerità
MASSIMO D’ANTONI
●
GLI80EURO CISARANNO.MASUQUESTO, DOBBIAMO RICONOSCERLO,
NON CI ASPETTAVAMO SORPRESE, vista la
forza con cui l'impegno era stato formulato. Più interessante e controverso è il capitolo delle coperture, per due ragioni. La
prima è ovviamente quella di capire chi
pagherà il conto del beneficio fiscale ai lavoratori dipendenti con redditi fino a 25
mila euro. Nei giorni scorsi si sono rincorse molte ipotesi, sulla possibilità di una riduzione o eliminazione dialcune detrazioni o su «tagli» alla sanità o alle pensioni.
SEGUE A PAG.3
Gli scienziati
e l’Europa
LA LETTERA
LUIGI BERLINGUER
Caro direttore, l’iniziativa del
Manifesto degli Scienziati per
l’Europa è eccezionale. Di fronte
al rischio di una campagna
euroscettica e di una caduta
della tensione europeista la voce
degli scienziati può avere un
importante ruolo e si colloca nel
solco di una grande tradizione.
Mancava, fino ad oggi, quella
funzione intellettuale di chi si
pone alla testa dei grandi
processi storici. SEGUE A PAG. 15
VERSO LA SENTENZA
MARCUCCI A PAG. 5
Il Jobs act del Pse:
salario minimo
e 582 miliardi
MONGIELLO A PAG. 4
Il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan durante la conferenza stampa FOTO DI FABIO CIMAGLIA/LAPRESSE
Senato, tensione nel Pd: «Intesa con M5S»
● Grillini pronti
al sostegno del testo Chiti
Sì da senatori della
minoranza ● Il premier:
cercano solo visibilità
Staino
L’INTERVISTA
CARUGATI FANTOZZI A PAG. 6
● IL PUNTO
Serracchiani:
il partito sarà unito
e Fi non romperà
Berlusconi vuole
intestarsi le modifiche
NINNI ANDRIOLO
A PAG. 7
ZEGARELLI A PAG. 7
IL CASO
L’ex Cav aiuterà gli anziani L’Italia pronta
● Una casa di riposo
per disabili come servizio
sociale: domani la scelta
La struttura prescelta per i «servizi sociali» di Silvio Berlusconi sarebbe una
casa di riposo per anziani e disabili dove l’ex premier dovrebbe recarsi «una
volta alla settimana a suo piacimento»
e poi, «a suo piacimento, mezza giornata, o la mattina o la sera».
FUSANI A PAG. 8
a produrre
farmaci
alla cannabis
● Intesa Pinotti-Lorenzin
per il Farmaceutico
TARQUINI A PAG. 9
FRONTE DEL VIDEO
MARIA NOVELLA OPPO
Il capo del capogruppo
li. Anche se parlava alla solita maniera
minacciosa, incurante del fatto che Ber●
è quello di capo- lusconi lo aveva già smentito, come in
QUALESARÀLAFUNZIONESTORICA
DIRENATOBRUNETTA?ILRUOLOATTUALE, LO SAPPIAMO,
gruppo di Forza Italia alla Camera, ma
le cariche non sono tutto nella Storia e
figurarsi nella cronaca quotidiana. A
Brunetta tocca infatti apparire ognigiorno nei tg per lanciare il suo ultimatum,
di cui il giorno dopo non rimane traccia.
Ieri era inquadrato al centro di un gruppodi bambiniche portavano tutti uncappellino giallo e di cui sembrava il capo,
tanto appariva a suo agio tra quei picco-
passato fece con Bondi e altri.
Per molto meno Fassina si è dimesso,
ma Brunetta resterà sicuramente capo
di un gruppo il cui unico capo non può
nemmeno entrare in Parlamento. È una
situazione difficile, ma sta per risolversi.
Servizi sociali o arresti domiciliari? Mentre il Paese si divide, Luciana Littizzetto
ha trovato una soluzione geniale, che
concilia tutto: arresti socialmente utili!
RASSEGNASTAMPA
4 PRIMO PIANO
Mercoledì 9 aprile 2014
IL GOVERNO
IL MINISTRO
Padoan: «L’ampio piano di riforme strutturali
interviene su tre settori fondamentali:
istituzioni, economia e lavoro»
I PROVVEDIMENTI
Renzi cala la sua ricetta
più tagli e privatizzazioni
IL GOVERNO Da sinistra,
il sottosegretario
Graziano Delrio, Matteo
Renzi e il ministro
dell’Economia, Padoan
«Ora decide la politica, inizia a pagare chi non ha mai pagato»
l ROMA. La prima sfida ai manager milionari, ai «santuari»
delle istituzioni e alle prudenze
della Ragioneria dello Stato e di
Mister Tagli Carlo Cottarelli è stata lanciata. E secondo Matteo Renzi, anche vinta perchè «da adesso
inizia a pagare chi non ha mai
pagato» e finalmente la politica
«entra in sintonia con il paese».
Porta la firma del premier il primo documento di Economia e Finanza del governo, costruito non
senza stressare le richieste e ingaggiare bracci di ferro ma, ha
avvertito tutti Renzi, «adesso la
politica si mette in gioco e decide».
E mette sul tavolo degli sgravi Irpef 16,5 miliardi (4,5 dalla revisione della spesa) Un miliardo dalle banche, con l’aumento delle imposte che pagano sulle loro quote
(rivalutate) della Banca d’Italia.
Alla fine di giornate intensissime e di incontri continui, l'ultimo ieri mattina all’alba con il
ministro Padoan e i tecnici della
Ragioneria, Renzi mostra il volto
buono. E plaude tutti: ringrazia il
titolare di via XX Settembre e loda
il commissario alla Spending review. «Ha fatto il suo mestiere con
6 miliardi di tagli, se ne avesse
trovati 3, invece...», è il ricono-
scimento che molto lascia intendere. Il premier ha infatti chiesto
fino all’ultimo a Mister Spending
di lasciare da parte la prudenza e
di stanare ogni spreco possibile.
«Poi mi assumo io la responsabilità di decidere dove tagliare»,
ha chiarito così come ha preteso
di inserire i ricavi di 1 miliardo
dal gettito Iva del pagamento dei
debiti
della
pubblica amministrazione
nonostante la
Ragioneria
dello Stato mostrasse molti
dubbi.
L'obiettivo
del presidente
del Consiglio si chiamano elezioni europee, un traguardo che il
leader Pd non ha alcuna intenzione di perdere. E il suo avversario è chiaramente Beppe Grillo
come dimostrano le ironie sulla
sorpresa «perchè i senatori M5S
difendono le indennità dei senatori»". A quell'appuntamento Renzi vuole arrivare «mantenendo
tutti gli impegni» e soprattutto dimostrando di aver cambiato verso
alla politica. Un politica che decide e che per la prima volta è
davvero vicina ai cittadini. Per
questo il premier ha voluto ad
ogni costo trovare le coperture
per «dare la 14/ma ai lavoratori",
con il taglio del cuneo e tutelando
anche gli incapienti. E per farlo è
andato all’attacco di roccaforti da
anni intoccabili, come gli alti dirigenti della pubblica amministrazione e delle banche raddoppiando le tasse
sulle plusvalenze delle quote di Bankitalia.
Operazione
economica ma,
come ammette
lui stesso, soprattutto altamente simbolica. «Un tetto di
238.000 euro per chi lavora nel
pubblico è più che sufficiente» sostiene citando Adriano Olivetti,
per il quale il capo non dovrebbe
guadagnare più di 10 volte il dipendente. E al tempo stesso pretende di mettere le stock option
agli stipendi dei manager: «Il 10
per cento della retribuzione la si
prenderà solo se il paese va bene.
Non è possibile che un manager
prenda un premio massimo se il
paese va a rotoli». Da ora in poi,
IL PRIMO OBIETTIVO
Il premier ha voluto trovare
le coperture per «dare la
14/ma ai lavoratori»
non nelle società quotate ma nella
pubblica amministrazione, a partire dai dirigenti di Palazzo Chigi,
«c'è un limite davvero rilevante,
alla presidenza del Consiglio noi
non potremo più fare nomine di
persone che guadagnano più di
quanto deciso. Facciamo una
stretta molto significativa, tra i
350 ed i 400 milioni, ma al di là del
valore economico conta il significato simbolico».
Renzi corre e punta ad approvare il decreto sugli 80 euro a 10
milioni di lavoratori entro Pasqua
per mantenere l’impegno di dare i
soldi in busta paga a maggio. Così
come il governo a maggio riformerà la pubblica amministrazione e a giugno la giustizia. Ma la
nuova sfida del premier è l’affondo alle spese degli organi costituzionali, con l’apertura a breve
di un tavolo con il Quirinale, la
Corte dei Conti e altri organi istituzionali. «Spero che anche gli organi costituzionali accettino
l’equiparazione allo stipendio del
presidente della Repubblica», si
augura. Anche perchè, ironizza,
per l’abolizione del Cnel gli italiani non si strapperanno le vesti.
Cristina Ferrulli
.
Le previsioni di crescita
Il Pil crescerà solo dell’0,8%
sgravi Irpef di 16,5 miliardi
L'Italia crescerà quest’anno dello 0,8%, un po’ meno di
quanto previsto finora, ma comunque più di quanto stimato
dalla Commissione europea e dal Fondo monetario. Manterrà
il deficit abbondantemente sotto il 3%, al 2,6%, vedrà il debito
pubblico salire al 134,9% del Pil quest’anno per poi scendere
anche grazie alle privatizzazioni ed assicurerà la tenuta dei
conti, perchè la finanza pubblica «è a posto». Il decalage di debito e deficit rallenterà un pò, ma rimane chiaro. Allo stesso
tempo l’Italia varerà le riforme strutturali, quelle che tutti invocano, quelle rimaste bloccate per anni, se non per decenni, e
che restituiranno al Paese una credibilità e una prospettiva di
sviluppo in grado di invertire il ciclo negativo.
E' questo il sentiero su cui si muove il Def approvato dal consiglio dei ministri insieme al Piano nazionale per le riforme, che
getta le basi anche per l’operazione "di giustizia sociale" diventata uno dei fiori all’occhiello di Matteo Renzi: il taglio dell’Irpef (16,5 miliardi) ne per dare agli italiani dal reddito medio-basso l’equivalente di una «quattordicesima». Tutti i
6,6-6,7 miliardi necessari per gli 8 mesi del 2014 saranno disponibili per garantire i soldi promessi in più in busta paga a
10 milioni di italiani. Nel dettaglio 4,5 miliardi verranno dalla
spending review vera e propria, circa un miliardo dagli incassi
Iva derivanti dal rimborso dei debiti della pubblica amministrazione e un altro miliardo dall’aumento della tassazione sulle plusvalenze realizzate dalle banche con la rivalutazione delle quote Bankitalia. I tagli alla spesa del piano Cottarelli dovrebbero invece partire non solo dall’eliminazione degli enti
inutili ma anche e soprattutto dall’adozione di un tetto preciso
– 238.000 euro – per gli stipendi dei manager pubblici.
RASSEGNASTAMPA
PRIMO PIANO 5
Mercoledì 9 aprile 2014
SOTTO TIRO GLI ISTITUTI DI CREDITO
Il governo intende innalzare dal 12% al
24-26% l’imposta sulle quote di Bankitalia
detenute dalle banche. Protesta l’Abi
TRASPORTI AL SUD
Il sottosegretario Nencini annuncia che 3
miliardi andranno all’alta velocità
ferroviaria Bari-Napoli
Da maggio busta paga
più pesante di 80 euro
Si punta al taglio del 10% dell’Irap, tetto a stipendio dei manager
Il «grande fratello» di Bruxelles
La Commissione attende il Def
primo responso a maggio.
BRUXELLES - La Commissione europea aspetta di vedere
il Def per avviare l’esame delle spese e la loro sostenibilità,
ma se oggi darà solo un primo commento generico, la valutazione completa dei conti arriverà intorno al 7 maggio, quando
saranno pubblicate le nuove previsioni economiche europee.
Bruxelles cercherà di capire se le coperture delle riforme, come il taglio del cuneo, sono credibili, e se il taglio della spesa
andrà ad aggredire il debito oppure sarà usato tutto per finanziare le misure in arrivo. Il punto su cui Ue e Italia hanno visioni differenti è proprio questo, cioè l’utilizzo dei risparmi: Bruxelles vuole assolutamente vedere una riduzione del debito,
attraverso la riduzione del deficit strutturale che stando alle
sue previsioni è dato in aumento per il prossimo anno. Dallo
0,6% di quest’anno al -0,8% del 2015, quando invece dovrebbe tendere allo zero, cioè al pareggio previsto dal Fiscal Compact e scritto nella nostra Costituzione.
L'Italia invece vuole utilizzare il taglio della spesa pubblica per
le riforme strutturali, che faranno salire il pil e quindi agendo
sul denominatore del rapporto debito/pil, scenderà anche il
nominatore, cioè il debito. E poi, faceva notare il ministro Pier
Carlo Padoan qualche giorno fa, il taglio del cuneo è già un intervento strutturale, quindi compenserebbe quell' «aggiustamento strutturale» che chiede la Ue. Bruxelles richiama l’Italia
da mesi sull'aggiustamento strutturale, chiedendoci uno sforzo di 0,5-0,6%, e potrebbe non accettare di barattarlo con le
riforme. Dall’anno prossimo scatta la regola del debito: se
non si avvia già da quest’anno su un percorso di riduzione, dal
2016 si dovrà ridurre la parte eccedente il 60% di un ventesimo all’anno.
l ROMA. Privatizzazioni avanti tutta (12
miliardi l’anno) e un rapporto debito-Pil che
inizia a scendere (ma solo dal 2015) grazie ad
una ripresa vista però meno forte dell’1,1% del
governo precedente (+0,8% la previsione del
Def per il 2014) ma che, grazie alle riforme si
rafforzerà. Il Cdm fissa le linee della politica
economica del prossimo triennio. Con un
obiettivo prioritario: abbassare le tasse a famiglie ed imprese in modo «strutturale» e far
ripartire la crescita. E spuntano nuove «voci»:
il raddoppio dell’imposta sulle quote di Bankitalia e l’aiuto anche agli incapienti.
Ecco in breve le «voci» di intervento:
+80 EURO IN BUSTA DA 27 MAGGIO: È
l'intervento più atteso, quello sul quale il governo gioca la sua credibilità. Un calo delle
tasse che porti ad una cifra di circa 80 euro in
più in busta paga ai lavoratori intorno ad un
reddito di 23.000. Da maggio a dicembre la
misura costa 6,6-6,7 miliardi. 10 miliardi l'anno a partire del 2015. Il decreto col quale si
sostanzierà il taglio arriva il 18 aprile sul
tavolo del Cdm.
- SCONTO ANCHE A INCAPIENTI: Lo
sconto (anche se non fiscale) dovrebbe portare
un contributo anche agli incapienti. Sarebbe
già stata individuata la soluzione tecnica.
- FINO A 26% IMPOSTA BANCHE SU
QUOTE BANKITALIA: Il governo intende
innalzare dal 12% al 24-26% l’imposta sulle
quote di via Nazionale detenute dalle banche.
Protesta l’Abi.
- IRAP, SI PUNTA A TAGLIO 10%: Per le
aziende il governo intende intervenire sull'Irap: l’imposta regionale sulle attività produttive. La sforbiciata sarebbe del 10% annuo
quindi partendo nel 2014 a circa metà anno
sarebbe la metà.
- RENDITE 'COPRONO' IRAP: I poco più
di 2 miliardi che costa il taglio all’Irap arriva
dall’aumento delle rendite finanziarie. Con
un’aliquota che passa dal 20 al 26%.
- SOTTO TIRO I MANAGER PUBBLICI:
Manager (ma anche dirigenti) pubblici a rischio. Si punta ad inserire un tetto ai loro
stipendi: non potranno prendere più del presidente della Corte di Cassazione (poco più di
300.000 euro l’anno). Ma si potrebbe scendere
anche più giù: 239mila euro che è quanto viene
riconosciuto al Capo dello Stato.
- MANNAIA SU BENI E SERVIZI: Dalle
matite alla carta igienica arriva il nuovo taglio. Le amministrazioni pubbliche dovranno
garantire risparmi per circa 800 milioni.
- ENTI INUTILI: Il primo a finire nel mirino è stato il Cnel (“le famiglie a casa si
chiederanno come faremo ora senza il Cnel»,
ironizza Renzi). Ma sono moltissimi in Italia
gli enti «sopprimibili». Ma il percorso non è
semplice e i risparmi non sono certi.
- ISTITUZIONI A DIETA: Oltre alla riforma del Senato il governo studia come ridurre le spese delle principali istituzioni: Palazzo Madama, Camera e Quirinale in testa. E
anche se via via i tagli ci sono stati rimarrebbe
un margine di circa 700 milioni ancora da
risparmiare.
- TAGLI ALLE FELUCHE: Si punta a tagliare gli stipendi ai diplomatici. Ma si annuncia battaglia: il sindacato dei diplomatici
italiani (Sndmae) difende infatti la congruità
dei propri stipendi.
- TAGLI ALLA SANITA', NON LINEARI:
Si torna a parlare degli tagli alla spesa farmaceutica in attesa della 'panacea di tutti i
malì: l’introduzione dei costi standard. Nel
«Patto della salute» sono stati quantificati «10
miliardi di risparmi, non di tagli» precisa il
ministro Lorenzin.
- TAGLI ALLA DIFESA: I tagli arriveranno. Ancora non è noto però se sarà depotenziato o meno il programma di acquisto
degli F35.
- INCENTIVI ALLE IMPRESE E CAMERE COMMERCIO: Si parla di riorganizzazione da tempo per gli aiuti alle imprese. Gli
imprenditori si dicono pronti anche a rinunciare in cambio di un taglio «congruo» al
carico fiscale. L’Irap appunto. Si discute anche
di accorpamenti per le camere di commercio.
PRIVATIZZAZIONI, 12 MLD L’ANNO: Il
percorso è già avviato per Poste, Enav e Fincantieri. Ma potrebbe coinvolgere molto di
più. A partire dalle quotate. Per l’anno in
corso gli incassi dovrebbero arrivare a 12
miliardi. Dall’anno prossimo altrettanto dovrebbe andare a coprire il calo del debito
pubblico.
ALTA VELOCITA’: Il sottosegretario Nencini annuncia che 3 miliardi andranno all’alta
velocità ferroviaria Bari-Napoli.
RASSEGNASTAMPA
LETTERE E COMMENTI 17
Mercoledì 9 aprile 2014
VALENTINI
La secessione dovremmo farla...
>> CONTINUA DALLA PRIMA
M
a in realtà questa corrente
secessionista rappresenta
qualchecosa di più e di
peggio. È il risultato di una
rozza predicazione leghista che ha già
arrecato molti danni al Paese e soprattutto al Mezzogiorno. Un effetto e
una conseguenza di quella propaganda
politica che, nel segno di un malinteso
federalismo, ha prodotto nel 2001 la
modifica del Titolo V della Costituzione,
di cui oggi s’invoca a gran voce la
riforma: un federalismo malinteso perché, da Carlo Cattaneo in poi, il vero
federalismo serve a unire e non a dividere.
Quella, come si ricorderà, fu una
precisa responsabilità del centrosinistra. Un misfatto compiuto nel tentativo
maldestro e illusorio di inseguire la
Lega sul piano elettorale. E perciò, ora
tocca proprio al centrosinistra riparare
i danni, promuovendo finalmente la
riforma annunciata dal governo Renzi.
Attraverso l’improvvida modifica di
quattro articoli della Costituzione (114,
117, 118 e 119), vennero diversamente
ripartire le competenze fra Stato e Regioni, assegnando a queste ultime poteri
esclusivi in settori nevralgici come la
sanità, l’ambiente e i trasporti. Con
l’articolo 119, in particolare, si attribuì
agli enti locali autonomia finanziaria di
entrata e di spesa. È così che il federalismo fiscale è diventato uno strumento che minaccia ormai di scardinare l’assetto e i conti dello Stato.
Nell’ultimo decennio, secondo le stime della CGIA di Mestre, le Regioni
italiane hanno speso 89 miliardi di euro
in più, di cui oltre la metà sono stati
assorbiti dalla sanità (49,1). A fronte di
un aumento dell’inflazione pari al
23,9%, la spesa pubblica è cresciuta
addirittura del 74,6. E nel 2010, ultimo
dato disponibile riferito ai bilanci di
previsione, le uscite regionali hanno
superato complessivamente i 208 miliardi. In questa abnorme dilatazione,
rientrano anche le spese incontrollate
che hanno suscitato e continuano a
suscitare scandali: dalle “mutande verdi” del Piemonte ai viaggi all’estero, dai
fuoristrada “di servizio” ai pranzi o alle
cene di lavoro del Lazio e della Calabria.
Di quale federalismo, dunque, stiamo
parlando? E di quale secessione? Qui
occorre, semmai, accentrare di nuovo
competenze e funzioni sia per organizzare meglio la politica nazionale, dal
governo del territorio alla sanità,
dall’energia e ai trasporti; sia per ridurre drasticamente le spese. È proprio
questo l’obiettivo strategico a cui punta
la riforma del Titolo V, proposta da
Renzi.
Sono le regioni meridionali, piuttosto,
che hanno pagato finora il prezzo più
alto di questa degenerazione federalista
e che dovrebbero invocare una secessione riparatrice. Negli ultimi dieci
anni, infatti, il divario Nord-Sud s’è
ulteriormente aggravato, com’è stato
documentato nei giorni scorsi in un
seminario della Svimez, l’Associazione
per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno. E questo è accaduto in particolare a danno del welfare e delle
prestazioni sanitarie, penalizzando an-
cora una volta la popolazione meridionale.
Da qui, senza rinnegare il modello
federalista, deriva la richiesta - da una
parte - di garantire “livelli essenziali
delle prestazioni” (Lep) uguali su tutto il
territorio nazionale e - dall’altra - di
riconoscere priorità al Mezzogiorno
nell’utilizzo del Fondo per le politiche
perequative: soprattutto in materia di
istruzione, assistenza sociale, sanità,
ma anche nella difesa dell’ambiente,
come nella gestione dei rifiuti e delle
acque. Se le Regioni più ricche possono
permettersi tassazioni maggiori per assicurare un livello superiore di servizi,
buon per loro. Ma questo non deve
andare a discapito dei cittadini meridionali, sottoposti tuttora a un regime
fiscale più alto a fronte di un livello di
servizi erogati nettamente inferiore.
In forza dell’unità nazionale sancita
dalla Costituzione, lo Stato non può
accettare né referendum secessionisti
né questo separatismo strisciante che di
fatto continua ad allargare il “gap” fra il
Sud e il Centro-Nord. Anche se il nuovo
presidente del Consiglio non ha neppure
menzionato il Mezzogiorno nel suo discorso di presentazione alle Camere, e
anzi ha abolito il ministero della Coesione territoriale che aveva prodotto
risultati rilevanti sotto la gestione di
Fabrizio Barca, ora la riforma del Titolo
V è l’occasione propizia per rafforzare i
poteri di riequilibrio dello Stato nelle
aree più arretrate, in nome di un federalismo più equo e solidale. Oggi resta
più attuale che mai l’assunto che il
Paese o riparte dal Sud o non riparte.
Giovanni Valentini
FORMICOLA
Un incubo senza fine
>> CONTINUA DALLA PRIMA devi fare due o tre lavori contemporaneamente (perché se no
non campi) e qualcosa, è ovvio, la trascurerai, ti verrà male o
vanescenti come gli effluvi dei liquami che hanno ti sarà fatale. Perché alcune cose le devi fare evadendo il fisco,
ingoiato due uomini, padre e figlio, ieri, in una eludendo i controlli, sprofondando tuo malgrado nell’ilordinaria, maledetta giornata di lavoro. Autospur- legalità. Sia chiaro: non parliamo di quei piccoli o grandi
go, l’azienda della famiglia Rizzi. Padre e figli imprenditori che della spregiudicatezza hanno fatto la cifra
partono di buon'ora da Bitonto e arrivano Molfetta, in una delle proprie fortune, in cerca del miglior escamotage per
delle aziende dell'area industriale. Lavoro sporco, nel si- fregare il prossimo, del cavillo di legge nel quale inciampare.
gnificato autentico della parola: devi andare ad aspirare tutti Stiamo parlando di una frangia spesso invisibile di persone
gli scarti della lavorazione del pesce, materiale in de- che in questa crisi scava i solchi della propria sopravvivenza,
composizione altrimenti deresistendo alla burocrazia, ai
stinato alla fogna. Devi aspicattivi pagatori, al lavoro difrare tutti i liquami da un
ficile che porti avanti nelle
pozzo di tre metri. Ma in quel
condizioni più ostili.
pozzo ci cadi, per un inciE ripiombiamo a Molfetta,
dente, per uno scherzo del
la splendida cittadina di madestino, per colpa di qualche
re che dal mare trae gran
negligenza. Chi può dirlo?
parte della sua ricchezza. PeIntanto ci muori, in quel pozscatori, aziende di trasforzo che gorgoglia di liquami
mazione, un grande e famoso
putridi.
mercato del pesce e un inE quando un lavoratore
dotto complesso e ramificato.
muore così non c’è parola,
Certo, un tempo tutti più
non c’è preghiera, non c’è
ricchi e oggi preda di affanno
lacrima che possa placare il
e rinuncia. Ma si sopravvive,
dolore o la rabbia, delle perin qualche modo. Fino a
sone care o di chi soltanto
quando, nelle pieghe di una
ascolti il racconto della traimpalpabile sottoccupazione,
gedia. E non asciugherà il
qualcuno non trova la morpianto nemmeno la verità
te.
giudiziaria che pure, in un
Molfetta piange per la nuotempo non certo breve, potrà
va tragedia sul lavoro. Il fato
emergere per dispensare i
e il caso non sono estranei
nomi dei colpevoli e degli TRAGEDIA SUL LAVORO Due morti a Molfetta
all’incidente di ieri: lavorare
innocenti, dei buoni e dei
stanca e a volte può uccidere.
cattivi. Perché, al di là delle responsabilità oggettive, del Ma di fronte alle sconvolgenti sequenze che hanno segnato e
singolo caso, la «colpa» del lavoro che uccide alberga altrove, distrutto una famiglia, le parole contano relativamente. La
seppure ineffabile.
nuova frontiera dovrà essere la realizzazione di protezioni per
Su questi temi ascoltiamo da troppi anni solo chiacchiere. i lavoratori in grado di salvare le vite umane anche nei casi di
Demagogia o propaganda elettorale. Si muore perché si errori umani. È un traguardo ancora lontano. Ma non bisogna
risparmia sulla sicurezza, perché applicare le leggi (leggi lesinare sforzi per raggiungerlo.
Carmela Formicola
molto buone o leggi ottusamente inutili) costa troppo, perché
E
NESSUN REGALO
ALLE BANCHE
SOLO SANA ECONOMIA
di ANTONIO DELL’ATTI
L
e cosiddette politiche di autofinanziamento attuate dalle
imprese consistono, da sempre, nell’accantonare utili di
esercizio conseguiti e ovviamente non distribuiti, ai
fondi di riserva al fine di accrescere il proprio patri-
monio.
Questi utili vengono imputati a diverse tipologie di riserve, tra
cui quelle disponibili. Il che sta a significare che in qualsiasi
momento, su apposita delibera, quelle imprese, solitamente società di capitali, possono distribuire ai propri azionisti le riserve
disponibili.
Ho voluto premettere questi importanti concetti di Economia
aziendale al fine di intervenire sul Decreto Legge del 30 novembre 2013, n. 133, in G.U. n. 281 del 30.11.2013, convertito nella legge
29 gennaio 2014 n. 5, in G.U. n. 23 del 29 gennaio 2014, Supp. Ord. n.
9. Il contenuto del decreto e della legge ha suscitato notevole
clamore, polemiche, confronti, dibattiti a qualsiasi livello: politico, economico, di sindacati, della pubblica opinione e via dicendo. Le mie considerazioni riguardano la convinzione diffusa
secondo la quale il contenuto del decreto e della successiva legge
abbia prodotto un “regalo alle banche di 7,5 miliardi di euro”.
Intendo dimostrare che così non è e che le critiche che sono
state avanzate e oggetto di aspre polemiche non hanno tenuto
conto dei principi di Economia aziendale. Invero, coloro che hanno insistito a considerare che sia stato fatto un regalo alle banche
di tale entità farebbero bene a consultare qualche testo, tradizionale ed attuale, di Economia aziendale.
II. Bankitalia ha prodotto da sempre cospicui utili di esercizio
che ha, appunto, in larga misura, destinato anche alle “riserve
disponibili” ossia distribuibili agli azionisti (banche, compagnie
di assicurazione e INAIL) accantonate in apposite poste di patrimonio netto. Al tempo stesso dette riserve – come peraltro
avviene anche in società non bancarie – possono essere portate a
capitale mediante appunto un aumento di esso da parte di Bankitalia in maniera gratuita.
III. Con il passare del tempo si è venuta a creare tra i possessori
di quote Bankitalia l’esigenza di vederle rivalutate al fine di
meglio rappresentare, nei propri bilanci, i valori reali delle loro
partecipazioni. In tal modo i bilanci delle banche che posseggono
quote di Bankitalia e contenenti tra le attività le “partecipazioni
rivalutate” evidenziano una situazione patrimoniale più rispondente agli effettivi valori di mercato.
IV. Ciò sta a significare che le riserve detenute da Bankitalia
vengono trasferite da una posizione di “immobilizzo” ad una
“situazione di dinamismo” per effetto del trasferimento di esse ai
partecipanti che, attraverso l’incremento delle loro “Attività” realizzano plusvalenze monetarie tassabili con un duplice effetto:
a) utilizzare le risorse (realizzate dalla vendita dell’eccedenza
del 3% delle partecipazioni) destinandole al finanziamento delle
imprese grazie anche all’azione di “moral suasion” attivata da
Bankitalia, ponendo in essere una mobilizzazione di ricchezza
che altrimenti rimarrebbe improduttiva nelle Riserve di Bankitalia;
b) assoggettare a tassazione le plusvalenze realizzate dai partecipanti incrementando, così, il gettito fiscale.
Tale operazione, per i motivi indicati, è più che legittima e non
va assolutamente considerata come regalo alle banche della rilevantissima cifra di 7 miliardi e 500 milioni (300 mila quote da
euro 25 mila cadauna).
Come ho già detto tale disponibilità va vista come una attività
dinamica produttrice di ricchezza per effetto dei maggiori finanziamenti concedibili alle imprese che, specie in questi periodi, ne hanno forte necessità.
E’ noto invero, che specie attualmente, le banche sono costrette
a ricorrere a politiche di “credit crunch”, politiche che prendono
le mosse dal forte deterioramento dei crediti pari, secondo le
ultime stime, ad euro 300 miliardi e delle sofferenze che raggiungono l’importo di euro 170 miliardi: cifre rilevanti che incidono in misura assai marcata sui bilanci delle banche.
Ultima notazione: leggo la nota dell’amico Generale Gaetano
Nanula sulla Gazzetta del 16 marzo u.s., il quale, da grande aziendalista, spiega in maniera assai chiara ed esaustiva e da vero
specialista della materia del perché non è stato fatto nessun regalo alle banche evidenziando la legittima procedura contenuta
nel decreto, trasformato poi in legge. Aggiungo ancora che le
imposte versate sulle plusvalenze realizzate dalle banche possono
comportare altri benefici all’erario, specie in questo periodo di
insufficienti entrate tributarie.
Peraltro, i maggiori valori delle partecipazioni iscritte nei bilanci delle banche rafforzerebbero decisamente il loro patrimonio idoneo a generare ulteriori concessioni di credito alle imprese creando, così, valori che verrebbero diffusi nell’ambiente
economico. Tale meccanismo comporterebbe, come è agevole
constatare, vantaggi per le PMI, e maggiori equilibri nei bilanci
bancari.
Nessun regalo da parte di nessuno a nessuno dunque, ma
applicazione, invece, di principi di sana economia imprenditoriale contenuti nella legge ed utili alle banche ed ai loro clienti,
costituiti da imprese richiedenti crediti e finanziamenti.
RASSEGNASTAMPA
2
mercoledì 9 aprile 2014
IL PIANO DEL GOVERNO
.. .
0.8%
LE LINEE GUIDA DEL DEF
Deficit
Difesa
Viene ribadito il rispetto dei “paletti”
fissati dall’Unione europea: il deficit si
abbasserà dal 2,6% del 2014 al 2%
(2015) e 1,5% (2016). Stimata al ribasso
la crescita del Pil: dallo 0,8% del 2014
si andrà all'1,3% (2015) e all'1,6% nel
2016. Disoccupazione al 12,8%, ma
scenderà al 12,2% nel 2016.
Al centro del dibattito politico c’è il
taglio dei 90 F-35 ordinati alla
Lockheed (ognuno costa quasi 80
milioni di euro), ma comunque sia il
budget della Difesa sarà tagliato di
una cifra compresa tra i 300 milioni e
il mezzo miliardo di euro, dando così
il contributo alla spending review.
Tagli alle istituzioni
Sanità
La scure è calata anche sui bilanci
della Camera dei deputati, del
Senato, del Quirinale e della Corte
costituzionale: i budget dei vari
organismi saranno ridotti. L’obiettivo
è recuperare circa 700 milioni di
euro, che resteranno nelle casse dello
Stato.
La ministra Beatrice Lorenzin ne
avrebbe fatto volentieri a meno, ma pur non configurandosi come tagli
lineari - le razionalizzazioni di spesa
toccheranno probabilmente anche la
Sanità. Obiettivo: un miliardo di euro
da recuperare migliorando le
modalità di acquisto di beni e servizi.
Tasso di crescita del Pil nel
2014, sotto le stime di Letta
.. .
12.8%
Tasso di disoccupazione
previsto in crescita nel 2014
.. .
2.6%
Rapporto deficit Pil nel 2014,
scenderà al 2% nel 2015
Il premier Matteo Renzi FOTO FABIO CIMAGLIA/LAPRESSE
Varato il Def. «Diamo la 14esima
Confermati gli sgravi Irpef ● Aiuti in busta
paga anche ai redditi più bassi ● Renzi: è giustizia
sociale ● Padoan: coperture strutturali, così siamo
credibili in Ue ● Poste e Enav pronte per i privati
novità delle ultime ore: ci sarà anche un
intervento per gli incapienti. Ovvero,
per quelle famiglie che guadagnano meno di 8mila euro all’anno e quindi non
pagano tasse. Il premier non ha chiarito
il meccanismo che sarà utilizzato, visto
che in questo caso non possono avvalersi di detrazioni: molto probabilmente godranno della cosiddetta «imposta negativa», cioè un bonus sul modello degli assegni familiari. I tagli Irpef e Irap sono
«misure strutturali con una copertura
permanente», assicura Pier Carlo Padoan.
L’operazione, che per la sola Irpef vale 6,7 miliardi, è coperta con 4,5 miliardi di tagli individuati dal commissario
Carlo Cottarelli, mentre i restanti 2,2 miliardi proverranno in parte dall’aumento del gettito Iva prodotto dal pagamento dei debiti della Pa, e in parte dall’aumento del prelievo sulle banche relativo
alla rivalutazione delle quote di Bankita-
lia, che raddoppia al 26%. Si dovrà attendere venerdì 18 per il varo del decreto
che avvierà le nuove detrazioni. Impossibile fare prima, perché la manovra presuppone il passaggio in parlamento del
Def, che è già fissato nell’aula del Senato
il 17 aprile.
Il documento ha un importante capitolo che «parla» all’Europa. È previsto
infatti il pieno rispetto dei parametri europei: Pil allo 0,8% quest’anno (valore
«ragionevole», dichiara Padoan) e rapporto deficit-pil al 2,6% quest’anno, con
un avanzo primario pari al 2,9% (in crescita al 3,7% l’anno prossimo, fino a su-
perare il 5 nel 2017). Nel 2015 la crescita
sarà dell’1,3%, nel 2016 dell’1,6%, per arrivare all’1,9 nel 2018. «Rispettiamo i parametri ma non ho cambiato idea
sull’Europa - avverte il premier - Solo se
siamo credibili riusciremo a cambiare le
politiche europee». Il deficit-Pil strutturale sarà «praticamente in equilibrio»
nel 2015 e «nominalmente in equilibrio
nel 2016 - ha aggiunto il ministro
dell’Economia - per cambiare le regole
in Europa serve il rispetto dei partner e
per questo si devono mantenere gli impegni».
.. .
Tetto a 238mila euro
per i vertici delle aziende
pubbliche non quotate
Taglio anche sui dirigenti
PIATTAFORMA
Nomine, non più di tre mandati
ai vertici delle imprese pubbliche
no: quella del cambiamento. Una risoluzione votata in commissione Industria al Senato (relatore Massimo Mucchetti) e con il parere favorevole del governo espresso dal viceministro Enrico
Morando, indica il limite dei tre mandati. Con quella soglia sono fuori Paolo
Scaroni, Fulvio Conti e Flavio Cattaneo. È la fine dello schema Letta e l’avvio di quello Renzi. Inoltre secondo la
relazione l’eventuale rinnovo dell’incarico ai capi azienda uscenti deve essere
subordinato alla valutazione dei risultati della loro gestione e in ogni caso non
ci potrà essere un quarto mandato. I
presidenti devono essere indipendenti
fin dalla prima nomina. «Si tratta - dichiara il senatore Mucchetti - di una innovazione rilevante che aiuta il governo a rinnovare i vertici di Eni, Enel,
Terna e Finmeccanica seguendo un criterio meritocratico: il capo azienda che
ha fatto bene può essere confermato o,
se cambiato, se ne dovrà spiegare il perché; chi ha fatto male ovvero ha esaurito la spinta propulsiva verrà sostituito.
Quanto ai presidenti, il governo deciderà sulla base del contributo che hanno
dato nel quadro della governance della
società».
Hanno votato a favore Pd, M5S, Sel,
Scelta civica, Popolari per l’Italia, ha
votato contro Forza Italia, astenuti
Ncd e Lega che avevano chiesto di rinviare la decisione a domani.
Ma la cosa più interessante del lavoro svolto in Senato è la relazione allegata alla risoluzione, che contiene i risultati di bilancio delle aziende più importanti e i compensi dei manager in rapporto al costo del lavoro medio delle
aziende. La remunerazione totale di
Scaroni è pari a 73 volte il costo medio
pro capite delle maestranze italiane
del gruppo petrolifero. Nei suoi 9 anni
all’Eni il manager ha guadagnato 45
milioni di euro. Nel solo 2013 ha incassato 4,5 milioni: se aggiungiamo la quota annualizzata del Tfr si arriva a 5,6
milioni. Quanto a Conti (Enel) la remunerazione totale del 2013 si attesta a
3,9 milioni. Dall’inizio dell’incarico
l’amministratore delegato ha guadagnato quasi 35 milioni di euro. Il rapporto tra remunerazione totale del capoazienda e il costo del lavoro medio è
stato pari a 62 volte nel 2013. Numeri
più contenuti per Cattaneo (Terna), la
cui remunerazione (comprensiva di
stock option) è passata da 1,4 milioni
del 2006 a 3,8 milioni del 2013. nell’arco dei suoi 8 anni di gestione Cattaneo
ha guadagnato 23,2 milioni. I senatori
invitano il tesoro a dare mandato ai
suoi rappresentanti per una riduzione
dei compensi.
●
BIANCA DI GIOVANNI
ROMA
Numeri e riforme che si completano e si
rafforzano a vicenda. Questo il condensato del Def targato Renzi-Padoan, che
annuncia sgravi fiscali coperti con tagli
strutturali, privatizzazioni, tetto ai compensi dei manager pubblici nelle aziende non quotate, tenuta dei vincoli sul bilancio. Il documento varato ieri dal consiglio dei ministri contiene l’attesa manovra degli 80 euro nelle buste paga a
partire da maggio per i redditi fino a
25mila euro. «Stiamo dando una quat-
N
el gran risiko delle nomine nelle aziende di Stato esplode il
«caso» Giampiero Massolo. È
Renato Brunetta, in un’interpellanza
al governo, a chiedere che si faccia chiarezza sulle intenzioni del premier riguardo al vertice Eni e appunto alla
possibile nomina dell’attuale direttore
del Dipartimento delle informazioni
per la sicurezza (dis) al posto del presidente Giuseppe Recchi. Secondo Brunetta il presidente del Consiglio «spiega che la successione alla presidenza
dell’Eni dovrà tener conto del fatto che
è un centro di interessi non solo economici, ma persino di intelligence». Il vulcanico esponente di FI ritiene l’affermazione una gaffe, e una probabile candidatura di Massolo.
tordicesima agli italiani. Pensiamo sia
un fatto di giustizia sociale, non è demagogia elettorale. In questi anni alcuni
hanno preso tanto, per non dire troppo.
Per esempio i manager pubblici, che con
il decreto del 18 aprile non potranno
prendere più del presidente della Repubblica», dichiara Matteo Renzi. La parte
variabile delle retribuzioni dei dirigenti
pubblici, circa il 10%, poi, sarà parametrata anche agli indicatori del sistema
Paese. «Non è possibile accettare che la
disoccupazione aumenta, il Pil cala, e i
dirigenti pubblici prendono di più», insiste Renzi. Il quale annuncia anche una
IL CASO
B.DI G.
ROMA
Una risoluzione votata
al Senato indica nuovi
criteri stringenti
per la scelta dei manager
destinati a guidare
le aziende di Stato
L’ipotesi Massolo all’Eni
TRE FUORI
Polemiche a parte, oggi la partita sui
«nomi d’oro» dell’impresa pubblica ha
imboccato una direzione senza ritor-
Paolo Scaroni FOTO INFOPHOTO
La «piattaforma» da cui l’Italia partirà
durante il semestre di presidenza Ue
per ottenere più margini di manovra sui
conti è proprio il legame tra riforme e
economia. È lo stesso nesso che sostiene
il Def, diviso in due macroaree: il piano
nazionale per le riforme e il patto di sta-
RASSEGNASTAMPA
3
mercoledì 9 aprile 2014
Cuneo fiscale
Privatizzazioni
La riduzione dell’Irpef ai dipendenti dal valore di 6 miliardi e 700 milioni porterà a un aumento in busta paga,
da maggio, di 80 euro (per chi ne
percepisce circa 1.500 netti). La
copertura verrà per 4,5 miliardi dalla
spending e per 2,2 da Iva e dalla
tassazione delle quote Bankitalia.
Nel periodo 2014-2017 tra i 10 e i 12
miliardi l’anno saranno recuperati dai
proventi delle privatizzazioni di
quote di società come Eni, Grandi
Stazioni e Fincantieri. Il piano
riguarda anche le ex municipalizzate
e il ricavato (pari allo 0,7% del Pil)
andrà a diminuire il debito pubblico.
Pubblico impiego
Grandi opere
Nessun manager della Pubblica
amministrazione potrà guadagnare
più del Presidente della Repubblica,
ovvero 238mila euro (più una
percentuale variabile a seconda dei
risultati). Obiettivo: 400 milioni di euro
di risparmi. Viene poi razionalizzato
l’acquisto di beni e servizi.
Il Def prevede di investire almeno lo
0,3% del Prodotto interno lordo, cioè
una somma pari a circa 4,8 miliardi di
euro, alla realizzazione delle grandi
opere, un’iniezione di denaro per fare
ripartire la crescita. Nel triennio, si
potrebbe arrivare a circa 18 miliardi,
di cui tre per la Tav tra Napoli e Bari.
agli italiani»
bilità. «Le riforme migliorano il Paese ha spiegato Padoan - Lo fanno crescere
di più e questo apre nuovi spazi nell’uso
della finanza pubblica». Secondo il titolare dell’Economia le riforme vanno viste
assieme, perché si influenzano a vicenda. «Noi stiamo aiutando i redditi bassi spiega il ministro - Con questo rinforziamo la domanda interna e quindi sosteniamo anche le imprese, che a loro volta
dovrebbero aumentare l’occupazione».
Oltre agli sgravi fiscali, si procederà alla
semplificazione della Pubblica amministrazione, «passo importante anche per
garantire l’efficienza di sistema», poi seguirà il Jobs act e quindi il pagamento
dei debiti della Pa.
Sull’andamento del debito, e l’impegno previsto nel Fiscal compact, Padoan
ha piantato una serie di paletti, quasi fosse una replica a ipotetiche osservazioni
di Bruxelles. «Ultimamente il debito è
aumentato per tre ragioni - spiega il mi-
nistro - Abbiamo versato il contributo al
fondo Salva-Stati che è consistente, perché siamo un Paese grande. Abbiamo pagato il debito pregresso della Pa, come
ci hanno invitato a fare proprio gli organismi dell’Ue. Infine, c’è l’andamento
del Pil poco soddisfacente. Basterebbe
una inflazione al 2% e una crescita
dell’15 per raggiungere un livello che
consentirebbe di aggiustare il rapporto
con il debito senza interventi». Le stime
del Def indicano il debito a 134,9%
quest’anno, al 133,3% nel 2015, al
129,8% nel 2016, al 125,1% nel 2017 e al
120,5% nel 2018.
Il documento varato ieri conferma il
piano di privatizzazioni per 10 miliardi
già annunciato. «Il piano procede - ha
detto il titolare del Tesoro - La privatizzazione di Enav e di Poste è in fase avanzata». In programma la cessione di quote non di controllo per altre 7 aziende
partecipate.
Fmi avverte: la Grecia
corre più forte dell’Italia
● Lo studio del Fondo
prevede per Atene un
Pil quasi triplo rispetto
al nostro nel 2015
MARCO VENTIMIGLIA
MILANO
L’Italia come la Grecia. Anzi, peggio.
E se fino a qualche anno fa il paragone riguardava spesso la qualità
dell’offerta turistica, adesso il confronto è assai più pesante, relativo
com’è alle prospettive di crescita
nell’immediato futuro. E così, se già
quest’anno la performance dell’economia italiana sarà equivalente a
quella di Atene, nel 2015 subiremo il
sorpasso da parte di quella che è stata
a lungo la nazione più colpita dalla
crisi economica globale.
I dati in questione, che riguardano
in realtà tutte le economie del Vecchio Continente, sono stati forniti ieri
dal Fondo monetario internazionale.
Per quanto riguarda l’anno in corso,
il World Economic Outlook (Weo)
dell’Fmi vede, appunto, l’Italia appaiata alla Grecia nel gruppo dei Paesi con la crescita più modesta del Prodotto interno lordo, pari allo 0,6%. A
comportarsi in modo peggiore soltanto la Finlandia e la Slovenia (+0,3% in
entrambi i casi), mentre il fanalino di
coda è di gran lunga Cipro, in piena
recessione con il suo -4,8%. Ma c’è di
più perché, come detto, nel 2015 il
Fondo mette in preventivo un autentico riscatto di Atene, che tornerà ad
una crescita piena con un balzo del
Pil pari a un +2,9%. Assai diversa, invece, dovrebbe essere la performance dell’Italia, sempre nei pressi della
stagnazione con un +1,1% nel 2015,
un dato analogo a quello stimato per
la Finlandia e superiore solo al +0,9%
di Slovenia e Cipro.
una discesa dal 27,3% del 2013 al 26,3%
del 2014, mentre l’anno prossimo dovrebbe attestarsi sul 24,4%. Per quanto
attiene l’Italia, il 2014 sarà ancora un anno difficile per il mercato del lavoro con
il tasso di disoccupazione che salirà al
12,4% dal 12,2% dell’anno precedente.
La discesa del numero dei senza lavoro
inizierà soltanto nel 2015 quando i disoccupati saranno all’11,9%. Si tratta, va ricordato, di valori purtroppo superiori al
tasso di disoccupazione medio delle economie avanzate previsto per il 2014 al
10,6% e al 10,2% l’anno prossimo. Un altra nazione messa molto peggio della nostra è poi la Spagna, dove il tasso di disoccupazione resterà decisamente alto
seppur in miglioramento: dal 26,4% del
2013 al 25,5% del 2014 e al 24,9% del
2015.
Tornando al Pil, la Germania resta la
locomotiva d’Europa con una crescita
che l’Fmi stima all’1,7% per quest’anno
rispetto al modesto +0,5% del 2013,
mentre per il 2015 si parla di un +1,6%. Il
tasso di disoccupazione a Berlino è sostanzialmente destinato a restare invariato, passando dal 5,3% del 2013 al
5,2% nei due anni successivi. In Francia,
invece, l’economia è vista crescere nel
2014 dell’1% e nel 2015 dell’1,5%, in miglioramento dal +0,3% dello scorso anno. Il tasso di disoccupazione salirà a Parigi, secondo il Fondo, all’11% nell’anno
in corso dal 10,8% del 2013 e tornerà a
scendere nel 2015 al 10,7%. Infine, per
fare un confronto al di fuori dei Paesi
che usano l’euro, il Regno Unito correrà
con un passo più spedito: dopo un incremento del Pil dell’1,8% nel 2013, secondo il Weo ci sarà un +2,9% nel 2014 e un
+2,5% nel 2015. Ed a Londra il tasso di
disoccupazione punterà al ribasso: dal
7,6% del 2013 al 6,9% del 2014.
EMERGENZA SENZA LAVORO
Il rapporto sulle prospettive dell’economia globale, presentato in occasione degli Spring Meetings del Fondo
in corso a Washington, prende in considerazione anche il mercato del lavoro. E qui la situazione della Grecia
continua ad essere drammatica, ben
peggiore di quella comunque preoccupante del nostro Paese. In particolare, il tasso di disoccupazione ellenico viene previsto sì in calo, ma con
Ci voleva più coraggio per rilanciare la nostra economia
IL COMMENTO
MASSIMO D’ANTONI
SEGUE DALLA PRIMA
Da quanto annunciato, le risorse
proverranno soprattutto dalle
misure indicate dal commissario
Cottarelli e interesseranno a quanto
pare una pluralità di voci di spesa
meno sensibili.
Tra le una tantum, positiva ci
sembra d’altra parte la scelta di
raddoppiare la tassazione sulla
plusvalenza determinatasi in capo ai
maggiori gruppi bancari per la
rivalutazione delle quote di
Bankitalia; a fronte del vantaggio
ricevuto, l’imposta inizialmente
prevista era francamente troppo
esigua. Ma c’è, come dicevamo, un
secondo aspetto su cui si
concentravano le attese: l’entità
complessiva delle coperture. Non
era chiaro infatti se il governo
avrebbe confermato il percorso di
avvicinamento al pareggio delineato
dai suoi predecessori, o avrebbe
invece dato seguito alla dichiarata
intenzione di determinare un
cambio di passo in Europa. È vero
che il presidente Renzi aveva più
volte affermato di voler rispettare gli
impegni, ma non era del tutto chiaro
se si riferisse al limite del 3% (da lui
peraltro definito anacronistico), o
dai più vincolanti impegni
determinati dal fiscal compact.
Se il governo avesse indicato
coperture parziali e avesse utilizzato
il margine disponibile fino al 3%,
come pure era stato ipotizzato da
esponenti del governo, sarebbe stata
esplicita l’intenzione di ridiscutere il
quadro delle politiche fiscali
concordate con l’Europa. Imboccare
una strada più marcatamente
«keynesiana», con un percorso di
risanamento più diluito nel tempo e
un rilancio della domanda, è
l’auspicio di gran parte degli
economisti critici verso le politiche
di austerità.
Una scelta di aperta rottura con la
Commissione e con la linea
dell’austerità, per quanto coraggiosa
e di discontinuità, sarebbe stata
tuttavia rischiosa, visto che
l’ombrello protettivo offerto dalla
Bce sul nostro debito si regge su un
delicato equilibrio politico, con il
presidente Draghi che deve cercare
di garantire la tenuta dell’euro senza
innervosire troppo i rappresentanti
tedeschi, attestati sulla linea del
rigore e diffidenti verso i paesi del
Sud Europa.
Il Def conferma invece per il 2014
l’obiettivo del 2,6% di deficit
.. .
Ma ci sono azioni rilevanti
in vari campi
che potranno incidere
sul potenziale di crescita
indicato dal governo Letta. Se
portata effettivamente avanti,
questa scelta comporta la rinuncia
ad imprimere quello spinta, quello
stimolo alla domanda, da più parti
invocato come condizione per la
ripresa. Tagliare le imposte e
insieme la spesa nello stesso
ammontare non determinerà
l’atteso aumento della domanda
interna; è più probabile anzi che la
possa ridurre, visto che buona parte
della spesa pubblica è domanda
corrente, mentre il potere d’acquisto
delle famiglie potrebbe essere
momentaneamente accontonato
come risparmio.
E occorre essere chiari su un altro
punto: l’efficientamento della spesa
pubblica è un obiettivo doveroso, va
intrapreso con decisione al fine di
migliorare la qualità dell’intervento
pubblico, liberare risorse da
destinare agli investimenti e ridurre
il peso dell’imposizione; ma ai fini
del rilancio della domanda nel breve
periodo la distinzione tra spesa
pubblica produttiva e improduttiva
(qualunque sia la definizione per
quest’ultima) è quasi irrilevante.
Anche la spesa pubblica meno
produttiva consiste infatti di acquisti
di beni e servizi da imprese, di
pagamento di stipendi, di
trasferimenti alle famiglie o alle
imprese, che contribuiscono alla
domanda interna.
Il Def del governo Renzi annuncia
azioni rilevanti in vari campi, e nei
prossimi giorni ci sarà modo di
analizzare nel dettaglio gli interventi
strutturali indicati nel Programma
nazionale di riforma, che si spera
possano incidere sul potenziale di
crescita negli anni a venire. Ma il
rilancio della domanda
nell’immediato richiederebbe ben
altro, a cominciare ad un
allungamento del sentiero di
convergenza al pareggio di bilancio.
La considerazione di questa strada
è, per il momento, rimandata.
RASSEGNASTAMPA
4
mercoledì 9 aprile 2014
IL PIANO DEL GOVERNO
Sgravi Irpef, mille euro
per famiglie bireddito
L’impatto degli 80 euro in busta paga è positivo
nonostante Tasi, Tari e addizionali locali
● Un nucleo monoreddito potrà contare su 500
euro annui ● Ma gli esclusi pagheranno più tasse
●
LUIGINA VENTURELLI
MILANO
In attesa che il governo sciolga tutti i
dubbi sulle coperture finanziarie per il
taglio dell’Irpef ai lavoratori che guadagnano fino a 1.500 euro al mese, si possono provare a sciogliere quelli che invece riguardano l’impatto che la promessa misura di sgravio fiscale avrà sulle famiglie che ne saranno destinatarie. A fare i calcoli è stata la Cgia di
Mestre che, considerando l’impatto
delle buste paga più pesanti in arrivo a
maggio per 10 milioni di italiani, ma anche il peso della nuova tassazione sulla
casa, ha quantificato in 500 euro le
maggiori entrate annue di cui potrà disporre una famiglia monoreddito, e in
mille euro quelle invece destinate a
una famiglia in cui entrano due stipendi al mese.
Un’iniezione di liquidità importante
per molti italiani, che da troppi anni vedono contrarre il proprio potere d’acquisto e hanno ormai imparato a misurare con il contagocce tutte le spese
non strettamente necessarie. Ma non
per tutti, visto che dai suoi benefici saranno esclusi 10 milioni di incapienti,
che non pagando le tasse non potranno
dedurre alcunché, e ben 21 milioni di
cittadini che non dispongono di un contratto di lavoro dipendente o che guadagno più di 1.500 euro al mese. E per
costoro, almeno secondo le previsioni
della Cgia, il carico fiscale è addirittura
destinato ad aumentare.
LE DUE FAMIGLIE TIPO
L’associazione degli artigiani, alla vigilia del documento di economia e finanza con cui Palazzo Chigi fornirà i dettagli su come sarà formulato l’aumento
delle detrazioni Irpef, ha infatti considerato l’incidenza degli annunciati 80
euro mensili netti in più in busta paga
destinati ai redditi da lavoro dipendente al di sotto dei 25mila euro lordi
all’anno, mettendo a confronto il peso
complessivo delle tasse che le due famiglie tipo prese in esame dovranno so-
stenere quest’anno rispetto a quanto
hanno pagato nel 2013.
Il primo nucleo familiare è quello
composto da due lavoratori dipendenti
con un figlio a carico. In dettaglio: una
commessa con reddito di 20mila euro
lordi all’anno (1.180 euro netti per quattordici mensilità) e un operaio con
23mila euro (busta paga da 1.460 euro
per tredici mensilità), che vivono in
un’abitazione di 127 metri quadri con
rendita catastale di 621 euro e che mantengono due automobili a benzina. Per
costoro il risparmio complessivo o l’incremento di reddito rispetto all’anno
scorso sarà di 1.117 euro. Una cifra in
linea con le attese delle parti sociali,
che dall’annuncio del mese scorso da
parte del premier tengono alta l’attenzione sull’attività dell’esecutivo: «Immagino che nel Def ci siano i mille euro
all’anno di restituzione fiscale ai lavoratori» ha dichiarato solo ieri pomeriggio
il segretario generale della Cgil, Susan-
REGIONE SICILIA
Crocetta cambia giunta
Con Faraone vince
sul Pd regionale
Dopo un anno e mezzo, il presidente
della Regione Siciliana Rosario
Crocetta ha rinnovato la giunta e ha
azzerato le deleghe. È successo ieri
dopo febbrili contatti con esponenti
del Pd nazionale, come Davide
Faraone, Totò Cardinale e Beppe
Lumia, avendo la meglio sul Pd
siciliano guidato dal cuperliano
Fausto Raciti. Sei i nuovi assessori:
Giuseppe Bruno (avvocato, Pd), Nico
Torrisi (imprenditore, Udc), Antonio
Fiumefreddo (docente, Drs), Paolo
Ezechia Reale (avvocato, Articolo 4),
Roberto Agnello (avvocato, Pd) e il
presidente della Fondazione
Caponnetto, Salvatore Calleri.
na Camusso, mentre il Consiglio dei ministri era ancora in corso. Oppure il leader Cisl, Raffaele Bonanni: «Speriamo
che non sia una quattordicesima una
tantum e che gli 80 euro al mese diventino strutturali».
«Promessa mantenuta», per usare
l’espressione con cui Luigi Angeletti
ha salutato per la Uil il varo del Def,
anche per la seconda famiglia tipo,
quella monoreddito composta da genitori con un figlio a carico e sostenuta
dalla busta paga del marito (un operaio
che guadagna 23mila euro lordi annui), con un’abitazione di 80 metri quadrati da 420 euro di rendita catastale e
un’automobile a benzina. A queste persone il taglio dell’Irpef assicurerà un
maggior introito di 501 euro. Il risultato è dunque positivo in entrambe le situazioni in esame: nonostante l’introduzione della Tasi e della Tari, malgrado il leggero ritocco all’insù sia delle
addizionali Irpef comunali e regionali
sia dell’imposta di bollo sui dossier titoli, e calcolando pure gli effetti a regime
dell’aumento dell’Iva, le tasse sono destinate a diminuire sul 2013.
GLI ESCLUSI
«Pur salutando con grande soddisfazione l’appesantimento delle buste paga
voluto da Renzi» ha commentato il segretario dell’associazione degli artigiani di Mestre, Giuseppe Bortolussi, «il
problema si pone per coloro che non
potranno beneficiare del taglio dell’Irpef, come i lavoratori autonomi e i pensionati, e per tutti i contribuenti che dichiarano un reddito superiore ai 25mila». In particolare, «se escludiamo i 10
milioni circa di cittadini incapienti e i
10 milioni che beneficeranno degli 80
euro mensili in più in busta paga, rimangono altri 21 milioni di contribuenti». E per costoro non solo non sono
previsti benefici, ma la situazione potrebbe addirittura peggiorare per effetto dei cambiamenti alla normativa fiscale del 2013. «Per questi» ha concluso la Cgia, «il peso delle tasse è destinato ad aumentare».
.. .
La Cgia di Mestre: «Sono
fuori dal taglio 10 milioni
di incapienti e altri 21
milioni di contribuenti»
Francia, Valls mette
il lavoro al primo posto
VIRGINIA LORI
[email protected]
«Creare posti di lavoro durevoli è
l’obiettivo del patto di responsabilità».
È questa la scommessa del nuovo premier francese Manuel Valls che ieri ha
presentato all’Assemblea nazionale il
suo programma di governo ottenendo
la fiducia con 306 voti a favore e 239
contrari.
È sull’economia che insiste molto
nei 47 minuti del suo discorso il nuovo
primo ministro socialista. «Agiremo assicura Valls - per incoraggiare le imprese, migliorare il funzionamento
del mercato del lavoro, semplificare le
procedure». Perché «sostenere le imprese, vuol dire sostenere l’occupazione, gli investimenti e l’export». «Ognuno - insiste - deve impegnarsi per il lavoro: è una iniziativa innovatrice nel
nostro Paese».
Ma questa è solo la premessa del
suo ragionamento. Sono seguite indicazioni di marcia precise e impegnative. Intanto il capo del governo ha confermato l’impegno assunto dal presidente Francois Hollande di alleggerire entro il 2016 il costo del lavoro per
30 miliardi di euro. Si è anche impegnato per una riduzione delle imposte
per i redditi più bassi. Tutte misure ha puntualizzato - «volte a rilanciare
Aiuti alle aziende e salario minimo nel Job act targato Pse
A
iuti alle imprese che assumono,
tagli alla burocrazia, salario minimo europeo, garanzia per i giovani estesa a tutti i minori di 30 anni e
soprattutto 582 miliardi di euro di investimenti in trasporti, efficienza energetica e rinnovabili. È quanto prevede il Job
Act, presentato ieri a Bruxelles dal Gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo. Un piano in dieci punti
che secondo i calcoli degli eurodeputati
progressisti dovrebbe portare in pochi
anni alla creazione di sette milioni di posti di lavoro.
«L’alta disoccupazione è la più grande minaccia al progetto europeo», aveva
detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan alla Cnn, «dobbiamo fare delle politiche per stimolare la domanda e
per facilitare un mercato del lavoro flessibile: è quello che facciamo in Italia con
il Job Act». La vera partita però si gioca
a Bruxelles e molto dipenderà dalle elezioni europee del prossimo 25 maggio.
«Per un cambio di passo in Europa
serve impegno per l’occupazione e la crescita», ha spiegato l’eurodeputata Pd, Silvia Costa, «l’agenda per il lavoro S&D,
presentata oggi nella campagna ‘10 pun-
LA PROPOSTA
MARCO MONGIELLO
BRUXELLES
Nei «10 punti per
il cambiamento»
presentati a Bruxelles
dal gruppo dei Socialisti
e Democratici
anche 582 miliardi di euro
di investimenti
ti per il cambiamento’ coincide con le
priorità del Pd in Italia e si collega all’iniziativa sul lavoro del Governo Renzi, risposta necessaria alla drammatica situazione del lavoro giovanile emersa dagli
ultimi dati».
L’EMERGENZA SOCIALE
Oggi la situazione dell’occupazione in
Europa è drammatica. Dall’inizio della
crisi sono stati persi 3,5 milioni di posti
di lavoro e le persone senza un lavoro
sono arrivate 27 milioni. «Come conseguenza di una serie di errori politici l’Europa sta affrontando la più lunga recessione dagli anni ’30 e questa rischia di
essere una ripresa senza occupazione»,
ha ammonito Hannes Swoboda, leader
del Gruppo S&D.
Il primo passo secondo gli eurodeputati progressisti è far ripartire la crescita, uscendo dal vicolo cieco delle politiche di austerità. Per questo il Job Act europeo propone di investimenti pari
all’1,5% del Pil Ue fino al 2020 su occupazione e sviluppo sostenibile, che ad oggi
«sono i nostri problemi più urgenti». Gli
investimenti daranno una forte spinta alla crescita con effetti positivi immediati
sulla domanda e questo a sua volta aiuterà i governi a ridurre i deficit di bilancio,
senza passare da nuovi sacrifici per i cittadini come è avvenuto negli ultimi anni.
Altre misure saranno mirate alla creazione di posti di lavoro. Innanzitutto, si
legge nel piano, «crediamo che l’industria abbia sofferto da anni di politiche
che l’hanno trascurata e che serve disperatamente un riequilibrio». In Europa
un posto di lavoro su quattro è nel settore industriale e ognuno di questi ne genera altri nei relativi servizi. Per questo la
prima misura proposta è la re-industrializzazione del Continente.
Poi è necessario puntare a inserire
nel mondo del lavoro i giovani, che sono
quelli che sono stati colpiti più duramente dalla crisi. I Socialisti e Democratici
propongono di aumentare gli stanziamenti per la Garanzia Europea per i Giovani da 6 a 21 miliardi di euro e di estenderla a tutti i disoccupati con meno di 30
anni. Quindi si propone di tagliare il cuneo fiscale, come sta facendo il governo
di Matteo Renzi in Italia, per incentivare
le imprese ad assumere.
A questo scopo è necessario anche garantire che le aziende abbiamo accesso
al credito e ai finanziamenti europei. Si
propone, inoltre, di investire in educazione e formazione, con sistemi di apprendimento che combinino teoria e pratica
sul posto di lavoro. Secondo il Gruppo
S&D il 3% del Pil di ogni Paese dovrebbe
essere dedicato alla ricerca e un altro 2%
all’educazione superiore.
DIFESA DEI DIRITTI
I diritti del lavoro, poi, devono essere difesi efficacemente con regole più rigide
sui contratti a termine, con ispezioni sui
posti di lavoro e senza più stage non pagati e finte partite Iva. Il salario minimo,
introdotto di recente in Germania, deve
essere esteso a tutta l’Europa entro il
2025. Un grande aiuto all’occupazione
può arrivare anche dalle politiche sull’efficienza energetica, che applicate pienamente porterebbero alla creazione di 2
milioni di posti di lavoro entro il 2020 e a
un risparmio di 1000 euro l’anno per
ogni famiglia sulle bollette.
Serve infine un taglio deciso alla burocrazia e una politica mirata ad aumentare il tasso di occupazione, facilitando la
vita alle donne con servizi per l’infanzia
e la lotta alla discriminazione di genere.
RASSEGNASTAMPA
5
mercoledì 9 aprile 2014
«Così avremo più debito
e meno occupazione»
GIGI MARCUCCI
[email protected]
Previsionidicrescitaalribassomaunmiliardo in più dalle banche, la riduzione
del cuneo fiscale garantita per una fetta
dei redditti più bassi. Che idea si è fatto
di questo Def?
«Mi sembra rituale e continuista. Il governo rinuncia a promuovere una manovra anticiclica mentre siamo di fronte a emergenze economiche e sociali
sempre più gravi che richiederebbero
un cambiamento di rotta. Invece si continua con l’austerità e col decreto lavoro. Così avremo lo stesso risultato che
abbiamo avuto coi governi precedenti:
meno Pil, meno occupazione, più debito pubblico». Stefano Fassina boccia
senza appello il Def presentanto ieri sera dal governo.
L’INTERVISTA
Stefano Fassina
«Dal governo un Def
rituale e continuista
mentre siamo di fronte
a emergenze gravi
che richiederebbero
un cambiamento di rotta»
FOTO DI FABIO CIMAGLIA/LAPRESSE
la competitività delle aziende e a favorire i consumi interni». Non meno importante è stata l’indicazione del risanamento dei conti pubblici. Il taglio annunciato per il prossimo quinquennio
sarà di 50 miliardi di euro». Ha annunciato l’introduzione di un credito d'imposta per la competitività e l’occupazione che dovrebbe alleggerire la massa salariale dall’anno prossimo di 20 miliardi dopo i 12 miliardi di quest'anno per i
salari inferiori o uguali a 2,5 volte lo
Smic (il salario minimo).
Sul fronte delle imposte per le imprese, Valls ha annunciato che l’aliquota di
tassazione sugli utili (ora al 33%) scenderà entro il 2020 al 28%, con una tappa intermedia nel 2017. Mentre nel
2016 sarà soppressa la sovrattassa che
le grandi imprese devono pagare e che
porta la loro aliquota effettiva al 38%.
Nell’arco di tre anni sarà pure abolito il
contributo sociale di solidarietà delle
imprese.
Risparmi verranno dai tagli alla spesa pubblica. Il governo userà la scure
con le Regioni che saranno «dimezzare entro il 2017», mentre entro il
2021 saranno soppressi i Consigli dipartimentali. Prima dell’estate il governo presenterà la legge sulla transizione energetica che includerà
l’obiettivo di limitare entro il 2025 il
nucleare al 50% della produzione di
elettricità. Il premier francese Manuel Valls critica anche Bruxelles.
Ha sottolineato come la ripresa sia
meno vigorosa nella «zona euro» e
per questo si è lanciato contro «l’euro troppo alto» che danneggia la competitività delle imprese e contro la
Bce, colpevole di non fare una politica favorevole alla crescita, come fanno, invece, le Banche centrali degli
altri Paesi. «Quello che è essenziale ha affermato - è rimettere l’Unione
Europea sul cammino della crescita
attraverso politiche di grandi investimenti e politiche per l’occupazione,
in particolare a favore della gioventù. Altrimenti, saranno vani tutti gli
sforzi di riduzione del deficit».
«Si sarebbe dovuto almeno utilizzare
tutto lo spazio al di sotto del 3% del rapporto deficit/Pil per finanziare gli investimenti produttivi, aumentando la domanda per le imprese e ottenendo anche un miglioramento del debito pubblico. Dopo la conferenza stampa di
metà marzo, avevamo sperato in una
inversione di rotta. Invece continua
questa ossessione per la precarietà del
lavoro come soluzione per l’occupazione».
Eppure il governo sembra pensare che
leriforme,etraquesteiljobsact,dovrebbero portare crescita e occupazione.
«Dovrebbe ormai essere chiaro anche
ai più ostinati che le imprese non assumono perché non c’è domanda. Continuare a precarizzare sempre di più il
mercato del lavoro non aiuta l’occupazione, anzi. Rende i lavoratori più spaventati e questo produce effetti negativi sulla domanda. Ormai questa non è
più un’opinione, abbiamo fiumi di dati
che la confermano».
Eppure durante la conferenza stampa, il
tagliodelcuneo fiscaleèstatopresentatocomeunaspintadecisivaallaripresae
alla crescita, uno shock benefico per
l’economia.
«Non ci sarà uno shock positivo perché
quegli 80 euro in più in busta paga verranno coperti da tagli di spesa, quindi
da altre tasse. Da una parte si immette
più denaro nell’economia, dall’altra lo
si sottrare ad altri lavoratori e ad altre
imprese. Nel migliore dei casi ci sarà
un effetto neutro».
«In Parlamento presenteremo emendamenti per modificare i punti più rilevanti. Abbiamo parlato col ministro Poletti la settimana scorsa, su alcuni punti ha dato disponibilità per le modifiche. Su altri, come la durata del contratto a tempo determinato senza causale, molti di noi ritengono che tre anni
di contratto a tempo determinato siano eccessivi e daranno come unico risultato non più occupazione ma occupazione più precaria. E intanto verrà
accantonato il contratto a tempo indeterminato con tutele crescenti per il
quale il governo precedente si era impegnato».
Facciamo un passo indietro. Per quanto
riguarda le coperture, si è parlato di 4,5
miliardi di spending review di cui 2,2 dovuteadaumentodelgettitoIvaedall’aumento della tassazione sulla rivalutazionediBankitalia.Questononsemprapreludere a sacrifici per fasce diverse da
quelle favorite dal taglio del cuneo.
Da dove si sarebbe dovuto cominciare
secondo lei?
Matteo Renzi e Pier Carlo
Padoan durante
la conferenza stampa
com’è, non può passare. A questo punto, cosa succederà in Parlamento?
«Altra parte della copertura viene da
tagli di spesa. Sarebbe particolarmente grave se venisse da tagli alla Sanità.
La Sanità non va tagliata. I risparmi e
le riduzioni di spesa vanno utilizzati
per eliminare i ticket e accorciare le liste d’attesa».
PD ROMA
Minacce di morte
a Tommaso Giuntella
Solidarietà dal Pse
«Schiatta, tanto non servi in vita... Da
morto almeno come concime saresti
utile», «ora ti massacriamo»: sono le
minacce di morte ricevute da
Tommaso Giuntella, presidente del
Pd romano e coordinatore degli
attivisti del Pse. Un susseguirsi di
minacce in rete da «utenti che si
dichiarano apertamente attivisti e
sostenitori del movimento Cinque
Stelle», spiega, «forse incitati da una
pagina facebook che fornisce i miei
dati invitando ad andare a insultarmi
sui miei profili». Giuntella ieri ha
ricevuto la solidarietà da tutto il Pd,
da molti politici e anche dai partiti del
Pse di tutta Europa, in più lingue.
Lei ha dichiarato che il jobs act, così
Qualcuno sostiene che mentre occorronosubitoisoldiperlacopetura,glieffettidellaspendingreviewsonofisiologicamente più lenti.
«Vedremo cosa è scritto nel decreto
che il presidente del Consiglio ha annunciato per il 18 aprile. Dal suo racconto emerge che ci sono misure una
tantum (il gettito Iva e quello derivante
dalla tassazione sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia ndr). Mi preoccupano invece gli altri quattro miliardi e
mezzo. Ora si parla di otto mesi, ma a
regime si tratterà di dieci miliardi e
mezzo, e questo significa che si inciderà su capitoli molto importanti di spesa
sociale».
A proposito di riforme, Renzi ha detto
chequalcuno dentroil Pd cerca visibilità
eperquestodàvitaadiscussioni,percosì dire, strumentali.
«È stato un passaggio davvero infelice.
Il presidente del Consiglio dovrebbe
avere più rispetto per gli interlocutori
e, in particolare, per quelli del proprio
partito. I senatori che hanno fatto proposte diverse le hanno fatte perché sono sinceramente preoccupati della qualità della nostra democrazia».
Liste Pd, ultimi fuochi. Si aspettano i nomi del leader
● Trattative nella notte in attesa delle proposte
di Renzi ● Pressing su Picierno dopo il rifiuto di
Brancaccio ● Saviano contro Cozzolino: sospetti
brogli alle primarie 2011. La replica: io corretto
MARIA ZEGARELLI
ROMA
Oggi Area riformista chiederà alla Direzione Pd di votare separatamente liste
per le europee e deroga per Gianni Pittella che sarebbe al quarto mandato. Su
questo punto sono disposti a dare battaglia, «è un fatto di coerenza, non possiamo usare due pesi e due misure», dice
un parlamentare di minoranza.
Sul resto l’accordo tra le varie anime
del Pd è stato siglato ieri sera e i due
vicesegretari Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani sono riusciti a tenere
insieme tutto il partito anche se la parola fine si è scritta a notte inoltrata. Ma
di problemi ce ne sono stati e anche parecchi. Ieri mattina è arrivata, all’ultimo momento e assolutamente inaspettata, la retromarcia di Stefania Brancac-
cio, l’imprenditrice su cui il Pd aveva
puntato pescando dalla società civile
per la Circoscrizione Sud. A nulla sono
valse le telefonate dei due vicesegretari
e il lavoro ai fianchi del responsabile Comunicazione Francesco Nicodemo. È
stato a quel punto che al Nazareno hanno alzato il telefono per chiedere a Pina
Picierno la sua disponibilità a mettersi
in gioco. In realtà Picierno, già contattata nelle scorse settimane, aveva fatto sapere di preferire il suo lavoro qui a Roma a Montecitorio, ma non è escluso
che durante la notte siano riusciti a convincerla.
Il segretario del Partito democratico
ieri sera, dopo la conferenza stampa sul
Def, si è chiuso nel suo ufficio con i due
vicesegretari e ha voluto esaminare personalmente le liste. I punti deboli sono
il Nord Est e il Centro. «Abbiamo biso-
gno di competenze politiche consolidate, ovvio, ma anche di nomi in grado di
attirare elettori oltre il bacino Pd», è stato il suo ragionamento. Al netto degli
equilibri interni Renzi vuole dare anche alle liste europee la sua impronta.
Sulle candidature si gioca una partita
che ha anche risvolti squisitamente interni: sarà l’occasione per le varie anime di testare la propria capacità di conquistare preferenze sul territorio. Di
renziani forti sul territorio ce ne sono
parecchi, da Damiano Zoffoli, ex sindaco di Cesenatico, a Marco Zambuto, in
Sicilia, allo stesso sindaco di Bari, Michele Emiliano.
Fino a tarda sera i bersaniani non a
caso hanno spinto per far entrare Enrico Gasparra al Centro in alternativa a
Milana, un vero e proprio braccio di ferro, mentre nello stesso tempo si cercava la candidatura forte di una donna e
alle otto di sera al Nazareno si puntava
sugli assi nella manica che avrebbe potuto presentare lo stesso segretario.
Incassato il sì di Renato Soru per la
Sardegna, nella circoscrizione Isole, dopo che la richiesta all’ex governatore di
scendere in campo era arrivata dalla di-
rezione regionale del partito - dove però è ancora aperta la discussione su
Beppe Lumia per logiche molto legate
alle dinamiche della Regione. Infine,
nelle Isole, potrebbe essere imposta da
Roma la candidatura di Sonia Alfano,
contro cui si è espresso il segretario regionale Fausto Raciti.
No dagli imprenditori sondati in questi giorni per il Nord Est, Renzo Rosso,
fondatore di Diesel e Massimo Carraro,
Ad di Morellato. No anche dall’avvocatessa Lucia Annibali, la donna sfregiata
al volto per mano del suo ex fidanzato e
alla quale si è rivolto direttamente il segretario democratico. Dovrebbe invece
essere sicura la candidatura dell’ex calciatore, campione mondiale, Marco
Tardelli. Al Sud Michele Emiliano è capolista (ma oggi in direzione sarà Alfredo D’Attorre contesterà gli incarichi
.. .
Oggi in Direzione «Area
riformista» chiederà
di votare separatamente
la deroga per Pittella
plurimi di sindaco, europarlamentare e
dal prossimo anno in corsa per le regionali), in lista anche l’assessora alla Salute della giunta Vendola Elena Gentile,
60 anni, medico di Cerignola, vera insidia per il sindaco di Bari.
E ieri ad accendere la polemica su un
altro candidato del Sud, Andrea Cozzolino, è stato Roberto Saviano ricordando le primarie annullate a Napoli nel
2011 per sospetti brogli. «A distanza di
tre anni cosa accade? - chiede lo scrittore - Accade ciò che da un partito che
dice di volersi rinnovare non ci si aspetterebbe. Accade che il Pd spera che la
memoria si sia offuscata, per non fare
chiarezza su una pagina vergognosa
della sua storia». Pronta la replica del
diretto interessato: «Sono d’accordo
con Roberto Saviano: il Pd oggi può dire parole chiare sulle primarie 2011 per
il Comune di Napoli. Per quanto mi riguarda, come si è poi confermato, il
mio comportamento è stato sempre di
massima correttezza. Fu tuttavia giusto, in quel momento, fare politicamente un passo indietro. Quel gesto servì
infatti a restituire un minimo di serenità ad un partito dilaniato».
RASSEGNASTAMPA
6
mercoledì 9 aprile 2014
POLITICA
Riforme, fronda nel Pd:
«Facciamole con il M5S»
Senatori vicini a Civati rifiutano di ritirare
il testo Chiti ● Bersani: «Correzioni necessarie»
● Renzi: «Il partito ha discusso e votato. I dissensi?
Qualche parlamentare in cerca di visibilità»
●
ANDREA CARUGATI
ROMA
L’asse tra i “ribelli” Pd guidati da Vannino Chiti e i senatori del M5s è ancora
tutto da costruire. E non è affatto detto
che, al momento della discussione e
del voto, si realizzerà una saldatura su
un impianto diverso da quello voluto
dal premier Renzi, e cioè un Senato
eletto direttamente dai cittadini.
E tuttavia è un fatto che ieri alla riunione del gruppo Pd, i cosiddetti dissidenti abbiano tenuto il punto. Di fronte alla linea del capogruppo Luigi Zanda, che chiedeva compattezza suggerendo di lavorare di cesello con gli
emendamenti sul testo del governo, il
gruppo civatiano con Corradino Mineo, Walter Tocci e Felice Casson ha
ribadito l’intenzione di non ritirare il
loro testo (Chiti era assente per un impegno a Strasburgo). Quando poi due
renziani come Andrea Marcucci e Nicola Latorre hanno chiesto esplicitamente il ritiro del testo, la risposta è stata
ancora più netta. «Non lo ritiriamo».
Subito dopo è arrivata l’apertura al dialogo degli ortodossi del M5S, con il capogruppo Maurizio Santangelo a dire
che quella di Chiti «è praticamente la
nostra proposta fotocopiata. Presenta
parecchie similitudini e dunque si può
certamente ragionare se votarla».
In realtà, ancora una proposta ufficiale del M5s sulla riforma del Senato
non è stata depositata. «Ci muoveremo
come per la legge elettorale, con una
consultazione sul web», spiega Santangelo. Nel frattempo però sono state rese note alcune linee guida, che riguardano il taglio di deputati e senatori, e
l’elettività del Senato, insieme a una
sforbiciata alle indennità di tutti i parlamentari. In una lettera al Corriere, Luigi di Maio ha in realtà fatto un elogio
del bicameralismo paritario, definito
un «meccanismo virtuoso». Mentre la
proposta Chiti, pur lasciando l’elezione diretta dei senatori, prevede un drastico ridimensionamento del Senato
nel processo legislativo ordinario, fatte
salve alcune materie.
Mineo rilancia l’apertura dei 5 stelle: «Abbiamo votato con M5S la decadenza di Berlusconi, perché non dovremmo provare a votare insieme le riforme istituzionali?». Chiti, con l’Unità, parla della possibilità «di raggiungere una maggioranza molto ampia sulle
riforme, compreso anche il M5S». Ma
non solo. Anche Sel vuole l’elezione diretta. E Lega e Forza Italia potrebbero
essere d’accordo. Chiti ribadisce: «Nessun ritiro del ddl, lo illustreremo in
commissione poi, quando il relatore
adotterà un testo base, valuteremo gli
emendamenti. Ritirarlo vorrebbe dire
.. .
Napolitano firma il ddl
costituzionale
Nessuna modifica
apportata al testo
che il governo mette una fiducia implicita su questa riforma. Ma non conviene a nessuno: queste riforme non si fanno a testuggine, noi vogliamo un confronto ampio e comunque l’elezione diretta è presente in altre proposte e dunque non scompare». Conclude Chiti:
«Non ci faremo strumentalizzare da e
saremo leali e responsabili». E Civati
avverte: «A palazzo Madama c'è una
maggioranza alternativa, con parte di
Fi, Ncd e credo che stavolta i 5 Stelle ci
staranno». Perciò «Renzi rifletta, non
si può continuare ad andare avanti per
diktat».
Il premier però non fa passi indietro: «Per noi è inderogabile che i senatori non vengano eletti. E a chi, anche
nel Pd, lancia proposte che non hanno
possibilità di essere realizzate, ricordo
che non si può ripartire da capo dopo
trent’anni di dibattiti. Al di là di qualche senatore con voglia di visibilità, il
Pd ha discusso queste cose per anni, ha
votato due volte in direzione».
Pierluigi Bersani, ricevuto ieri al
Quirinale, manda un segnale di attenzione al gruppo di Chiti: «No a pasticci
sul Senato, va bene fare prima delle europee per piantare la bandierina, ma
bisogna mettere dei contrappesi. Io sono leale e per la ditta, ma il Parlamento
deve poter apportare delle modifiche».
Spiega l’ex leader Pd: «Nel combinato
Senato-legge elettorale qualcosa deve
cambiare. Stiamo mettendo nell’ordinamento un elemento corruttivo, ovvero la possibilità di fare 10 liste dell'1 per
cento che ti fanno prendere il premio
di maggioranza. Come pensate che vengano “ripagati” quelli lì? Ci rendiamo
conto che chi vince poi ha tutto in mano, dal governo alla nomina del presidente della Repubblica?».
Il gruppo dei 25 senatori Pd guidati
da Francesco Russo ha invece accolto
la linea Zanda: «Si parte dal progetto
del governo, ma con la possibilità di
emendare in maniera significativa il testo: a partire dalle funzioni del nuovo
Senato e dalla riforma del Titolo V». Le
«modifiche non devono essere percepite come tabù o come il tentativo di sabotare», spiegano. Per i 25 nessuna insistenza sull’elezione diretta dei senatori: «Quella eventualmente arriverà dopo che avremo definito le funzioni di
garanzia del nuovo Senato», spiega
Russo. I 25 colgono come positive le
aperture al dialogo del ministro Boschi
e spiegano che «non intendiamo andare in cerca di avventure con il M5S».
Anche tra i 22 di Chiti spuntano alcuni
dubbi sull’operazione dei grillini. Una
decina di loro, raccontano fonti Pd del
Senato, sarebbero pronti a ritirare la
firma del ddl nel caso in cui questo venisse usato dal M5S come una clava
contro il governo.
Ieri il Qurinale ha dato via libera al
ddl del governo con la firma del Capo
dello Stato. Visti i tempi, qualcuno aveva ipotizzato che il Colle intendesse apportare dei ritocchi al testo. «È destituita di fondamento la notizia secondo cui
sarebbero state apportate correzioni
dalla Presidenza della Repubblica al testo trasmesso dal governo», spiegano
fonti del Quirinale. Oggi inizia l’esame
da parte dell’ufficio di presidenza della
commissione Affari costituzionali del
Senato guidata da Anna Finocchiaro.
Martedì prossimo nuova assemblea
del gruppo Pd.
EUROPEE
Deputato M5S: la parità
è «voto di scambio»
Blocco sulla legge
Ancora una volta, quando in una legge
c’è aria di parità tra uomini e donne nelle
liste elettorali, qualcuno torna a
chiedere il voto segreto. Accadde per
l’Italicum, e anche ieri, a un passo dal via
libera della legge sulle liste per le
europee, Movimento Cinque Stelle e
Lega si sono messi di traverso a
braccetto con Forza Italia e hanno
chiesto il voto segreto. Lo spunto è
stato l'emendamento per staccare la
Sicilia dalla Sardegna, unite nella
circoscrizione elettorale delle Isole.
I lavori in aula si sono bloccati in attesa
della decisione sul voto segreto, con il
rischio che la legge torni al Senato. Il
tutto mentre nelle trattative sulle liste si
considerava la mediazione (pur al
ribasso) raggiunta a Palazzo Madama:
delle tre preferenze espresse una deve
essere data a un nome di sesso diverso,
pena l’annullamento della terza scelta. E
nel 2019 la vera parità.
Ma dopo un anno e due mesi i
parlamentari grillini sono riusciti a
votare contro ogni disegno di legge che
limitasse le discriminazioni nei confronti
delle donne, sul lavoro come nella
politica, contro la violenza familiare o
quella estrema. Ieri i deputati M5s, che si
ostinano a definire «quote rosa» la
parità di genere (o peggio
«pinkwashing»), hanno contestato la
legge con una buona dose di disprezzo.
Riccardo Fraccaro paragona le nuove
regole al «voto di scambio»: «un altro
piccolo regalo a favore del voto di
scambio e a svantaggio del voto
liberamente espresso».
I Cinque Stelle hanno detto no al
testo sul femminicidio, perché
contaminato da altre voci nel decreto.
Pochi giorni fa hanno votato contro la
legge che vieta le dimissioni in bianco,
pesante mannaia per le donne incinta.
Dalle grilline persino un no alla parità di
genere nello sport, fino a quella
(svanita) nell’Italicum. Il principio è:
«Non si stabiliscono per legge le quote
di partecipazione», lo decide la Rete.
N.L.
Berlusconi cerca Renzi ma teme la doppia maggioranza
S
otto il polverone, e con tutte le
cautele del caso, comincia a
emergere un ritrovato dialogo
tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.
Ma tutto resta sospeso, congelato, fino
alla data simbolo del 10 aprile. Con il
disegno di legge arrivato soltanto ieri
sera a Palazzo Madama. Ed è slittato
anche il «prossimo incontro» annunciato dall’ex Cavaliere per «mettere a
punto le procedure e i dettagli per la
modifica del Senato e per i tempi».
Secondo voci di piazza in Lucina
avrebbe dovuto tenersi ieri pomeriggio a Roma, ma Berlusconi è rimasto
ad Arcore. C’è stata una frenata da parte di Palazzo Chigi. E gli azzurri adesso ritengono che non sarà possibile prima del 10 aprile. Poi, a quel punto, dipenderà dalle decisioni dei giudici. E
sull’«agibilità politica» del leader, sulla sua permanenza in campo per fare
campagna elettorale, Forza Italia è decisa a dare battaglia.
Intanto, il partito berlusconiano osserva con attenzione la minaccia di un
asse tra minoranza del Pd e pentastellati sul disegno di legge Chiti. Considerata «un bluff» prima ancora che un
assalto a gamba tesa contro il gover-
IL RETROSCENA
FEDERICA FANTOZZI
twitter @Federicafan
L’ex premier sconfessa
Brunetta (dopo averlo
fomentato). L’incontro
potrebbe slittare a dopo il
10 aprile. Respinto l’ultimo
ricorso in sede europea
no. Eppure si affaccia lo spettro della
maggioranza alternativa al tavolo delle riforme: «I dissidenti si sfalderanno? Può darsi - sospira un azzurro - Ma
in questi mesi sono successe tante cose che credevamo impensabili...». Come dire, non si può abbassare la guardia.
E Forza Italia, tattica a parte, non
può permettersi di sfilarsi dalla partita delle riforme. Ecco perché, subissato dalle telefonate preoccupate dei
suoi, ieri sera l’ex premier prima ha
sconfessato Renato Brunetta che lui
stesso aveva fomentato contro le «Autonomie rosse». Poi non si è accontentato della mediazione di Denis Verdini
e ha telefonato di persona al capo del
governo per ottenere rassicurazioni e
soprattutto riprendersi la vetrina mediatica di interlocutore sulle riforme.
Annunciando anche un faccia a faccia con Renzi a breve. Anche se, in realtà, anche quella è stata una mossa per
ritagliarsi uno spazio politico. Non c’è
niente in agenda per i prossimi giorni.
«Niente di fissato» ammettono da piazza in Lucina. L’ex Cavaliere è a Milano, ancora dolorante sebbene l’infiammazione al ginocchio vada meglio. I
suoi smentiscono l’intenzione di usare
l’infortunio come legittimo impedimento a presentarsi al processo. E il
medico Zangrillo ha smentito che possa operarsi al ginocchio proprio giovedì. Anzi, se fosse necessario, proprio
quel giorno potrebbe tornare a Roma.
Mentre Renzi sarà a Milano venerdì,
ma è difficile pensare a un incontro lì,
con la sentenza che potrebbe arrivare
proprio durante il colloquio.
TENTATIVO IN SEDE EUROPEA
Di certo Berlusconi ha la testa sul suo
conto alla rovescia personale. «Sono
certo che potrà fare campagna elettorale - martella Giovanni Toti - Non accetteremo un bavaglio». Le deputate
Deborah Bergamini ed Elena Centemero, assistite dall’avvocato Ana Palacio (ex ministro di Aznar), hanno fatto
un ultimo tentativo in sede europea
portando 4mila firme alla Corte dei Diritti Umani. Per chiederle di imporre
all’Italia, come misura cautelare, una
modifica legislativa emergenziale che
consenta a Berlusconi di candidarsi alle Europee. La richiesta però, secondo
anticipazioni dell’Ansa, sarebbe stata
bocciata. Adesso a Strasburgo pende
il precedente ricorso contro la legge
Severino, rispetto al quale è stata rigettata la procedura d’urgenza.
Sta di fatto che Forza Italia, al netto
della faccia cattiva - Toti che insiste
sul «brutto ddl», Brunetta che dà a
Renzi del Pinocchio - è seduta comoda
al tavolo della trattativa. Berlusconi,
del resto, ha messo nero su bianco
quelli che il premier considera i paletti
ineludibili: non eleggibilità dei senatori, non onerosità della Camera delle
Autonomie, non partecipazione al voto di fiducia. In cambio, il ministro Boschi è pronto ad aprire sui 21 componenti di nomina del presidente della
Repubblica (indigesti agli azzurri), sulla composizione e su una maggiore
rappresentatività delle regioni più
grandi.
Ma sono gli ultimi movimenti interni al Pd a preoccupare Forza Italia.
«Noi non voteremo la proposta Chiti.
Nessuna maggioranza parallela» ha
messo in chiaro subito Toti. Nonostante sia per un Senato elettivo e piaccia a
diversi di loro. E Daniela Santanchè
avivsa: «Nessuno faccia il furbo e pensi
di metterci in un angolo. Noi le riforme le vogliamo e le rivendichiamo».
RASSEGNASTAMPA
7
mercoledì 9 aprile 2014
Il leader Fi vuole
intestarsi il merito
delle modifiche
IL PUNTO
NINNI ANDRIOLO
●
RENZI HA RICAVATO DA BERLUSCONI L’ASSICURAZIONE
CHE IL PATTO SULLE RIFORME TERRÀ, MA NON LA
CERTEZZA CHE SI ALLENTERANNO LE POLEMICHE QUOTIDIANE
DI BRUNETTA O DI ALTRI ESPONENTI DI FORZA ITALIA. Il
«L’ex Cav non romperà: l’esito sarebbe
ricompattare il Pd e rafforzare Ncd»
MARIA ZEGARELLI
ROMA
Chiusa al Nazareno, insieme al suo collega Lorenzo Guerini, per limare e definire le liste per le candidature europee,
la vicesegretaria Debora Serracchiani
non perde di vista quanto nelle stesse
ore sta accadendo a Palazzo Madama,
con i senatori dem riuniti in Assemblea
per discutere delle riforme costituzionali. «Vedrà che alla fine il patto con
Silvio Berlusconi tiene e il Pd voterà
compatto», dice quasi a voler allontanare gli spettri che si aggirano sul futuro
del superamento del bicameralismo
perfetto e il titolo V della Costituzione.
L’INTERVISTA
Debora Serracchiani
«Nel partito c’è stata
un’ampia discussione
e poi è stata fatta
una scelta, votata anche
dalla nostra Direzione
Ora tutti la rispettino
Il25maggiononèpoicosìlontano.Sicuri di farcela entro quella data?
Serracchiani, lei mostra ottimismo, ma
intanto Corradino Mineo dice che c’è
una maggioranza alternativa con Sel e
M5s al Senato sul testo di Vannino Chiti.
«Credo che ci siano delle idee diverse
sulle riforme, noi abbiamo aperto ad
ulteriori contributi ma negli organismi
del Partito è stata fatta una scelta, votata anche dalla Direzione nazionale, che
prevede dei paletti assolutamente invalicabili: no alle indennità, no all’elezione diretta, no al voto di fiducia, no al
bilancio. Su questi punti dobbiamo tenere, sul resto si può aprire una discussione. Oggi Luigi Zanda, ragionando
su quelli che sono i punti di vista diversi, aggiunge anche che è certo dell’unità del Partito e sono convinta che sarà
così».
L’unica distanza che sembra incolmabileriguardal’eleggibilitàdirettadeisenatori prevista dalla proposta Chiti. Come
troverete la quadra su questo punto?
«Sono due punti di vista molto distanti,
va detto però che il governo ha fatto
una proposta, supportata dal Partito.
Ora, posso capire le iniziative come
quelle di Chiti ma poi in un partito democratico si deve trovare una sintesi
tenendo ben presente anche quale è la
posizione del segretario nazionale».
Questoèunodiqueicasiincuicisiappella alla disciplina di partito?
«Non so se possiamo parlare di disciplina dipartito. La questione è un’altra: se
si sta in un partito e si condividono le
regole che questo si dà, si può lavorare
per trovare un punto di equilibrio quando ci sono posizioni diverse, ma alla fine se ti rendi conto che la maggioranza
la pensa in modo diverso da te, devi
prenderne atto e rispettare quella maggioranza. Funziona così in tutte le comunità democratiche».
bile. Se poi qualcuno ci ripensa dovrà
spiegare perché cambia idea, noi siamo stati coerenti. Se Fi si sfila il primo
effetto che provoca è ricompattare tutto il Pd, rafforzare la posizione di Ncd e
la maggioranza di governo... Resto
dell’idea che sia un bene non far saltare il tavolo perché le riforme si devono
fare con un consenso ampio, ma deve
essere chiaro che noi siamo determinati ad andare avanti anche da soli. I numeri ci sono e qualora non si dovessero
raggiungere i voti dei 2/3 del Parlamento, noi siamo pronti ad andare al referendum. Non so se a Fi conviene spingere le cose fino a questo punto».
IeriBerlusconihaassicuratocheterràfede al patto, ma in Fi i falchi non vogliono
arrendersi. Quanto crede alla tenuta
dell’accordo del Nazareno?
«Le tensioni dentro Fi sono sotto gli occhi di tutti. E sono queste tensioni ad
aver determinato in questo week end
linee divergenti dentro quel partito,
con affermazioni ultimative poi ritirate dallo stesso Berlusconi. Ci sono ragioni, e ben più forti, per mantenere
l’impegno assunto sul fronte delle riforme».
Fa bene il premier ad incontrare Berlusconi per rinsaldare l’intesa o è meglio
non fidarsi?
«Noi abbiamo le idee chiare e abbiamo
lavorato affinché il percorso delle riforme iniziasse nel più breve tempo possibile, alla luce del sole, portando la discussione in Parlamento. Abbiamo
ascoltato la richiesta di modifiche alla
legge elettorale che poi è stata effettivamente corretta in alcune sue parti, senza mettere in discussione l’accordo e la
sua tenuta. Insomma, abbiamo fatto
un lavoro di cucitura il più ampio possi-
.. .
Le riforme si devono fare
con un consenso ampio
ma possiamo andare
avanti anche da soli
«Ci sono tutte le condizioni per farcela.
Finora abbiamo rispettato tutte le scadenze, oggi (ieri per chi legge, ndr) si
presenta il Def, si vedrà che le coperture ci sono e non da ora ma da settimane, la riforma elettorale ha già superato l’esame della Camera. Stiamo andando nella direzione giusta».
InquesteorestatechiudendolecandidatureeuropeeenelPdancheinquestocaso non mancano i malumori. D’Attorre
contestaidoppietripliincarichiefailnome di Michele Emiliano. Domani (oggi
perchilegge,ndr),fileràtuttoliscioindirezione?
«Noi abbiamo ascoltato tutti, soprattutto i territori che hanno costruito le candidature, molte di queste sono state sottoposte ai voti delle assemblee locali.
Ma è ovvio che le liste sono anche il
frutto del lavoro e delle scelte del segretario nazionale. Se ci sono tensioni spero vengano sciolte. Noi ce la stiamo
mettendo tutta per rispettare soprattutto le indicazioni dei territori».
Lorenzo Guerini ha detto che le elezioni
europee saranno inevitabilmente un
test anche per il governo. Lo supererete?
«Abbiamo già superato alcuni test importanti, abbiamo vinto in Sardegna, il
premier sta dando un forte impulso al
cambiamento con il suo programma di
governo, ma le europee saranno importanti anche in virtù di quello che accade in questi mesi, cioè la ricomposizione delle istituzioni europee, a partire
dal semestre italiano di presidenza.
Noi ci arriviamo con una credibilità internazionale rinnovata anche grazie al
nostro piano di riforme e sono sicura
che gli italiani quando andranno a votare terranno conto di questo».
.. .
Arriviamo
alle elezioni
europee
con una
credibilità
all’estero
rinnovata
grazie
alle misure
a cui stiamo
lavorando
premier le mette nel conto ma «fara’ finta di non
vedere»: è la direzione di marcia quella che vale. Al di là
della veridicità delle indiscrezioni sul Cavaliere che
avrebbe provato a far slittare la riforma del Senato a
dopo le Europee, «tanto Matteo otterrai ugualmente un
ottimo risultato», il dato di fatto è che Berlusconi non
poteva far altro se non confermare l’intesa, senza cedere
a quei forzisti che lo esortano ad assumere un profilo
netto d’opposizione («vedrai che i sondaggi ti daranno
immediatamente ragione...»). Troppo alto il rischio di un
salto nel buio. «Gli italiani confidano nel fatto che Renzi
e il Cavaliere, quando si sono messi assieme, hanno
generato un’accoglienza positiva nel loro stesso
elettorato - spiegava ieri al Foglio la sondaggista
Alessandra Ghisleri - pure gli elettori berlusconiani
vedevano bene l’accordo». Alzando il telefono per
parlare con Renzi, quindi, Berlusconi ha scelto il
pressing e non la rottura. Non si sa quanto durerà questa
scelta “moderata” che è servita a Renzi per non
correggere in corsa la strategia di intese larghe per le
riforme costituzionali. La variante per approvarle
facendo a meno di Forza Italia, e puntando al
referendum confermativo, è sempre a portata di mano.
Stretto nell’angolo dal protagonismo del premier, che gli
concede di fatto un ruolo marginale, e dal prezzo che
pagherebbe rivoltando il tavolo, Berlusconi punta sul
recupero cercando di intestarsi qualche rilevante
modifica alla riforma del Senato. Dall’eleggibilità dei
senatori in poi, richiesta rilanciata ieri da Paolo Romani,
ogni cambiamento al Ddl del governo potrebbe fornire
materia per riguadagnare la scena a Forza Italia.
«Dobbiamo collaborare con Renzi da una posizione
paritaria, attiva, senza stare al rimorchio - spiegava,
ancora sul Foglio, il capogruppo azzurro a Palazzo
Madama - E in questo senso è opportuno discutere della
riforma del Senato, che per noi ha tanti difetti». Un
nuovo vertice Renzi-Berlusconi quindi? Il pressing sul
presidente del Consiglio va avanti da giorni, ma ancora
ieri non era in calendario. Indipendentemente dalla
decisione dei giudici milanesi sugli arresti domiciliari o
sull’affidamento ai servizi sociali, l’incontro servirebbe al
leader azzurro per recuperare visibilità alla vigilia delle
Europee. Un diverso rapporto tra presenza delle Regioni
e quella dei sindaci, la rappresentanza delle Regioni
proporzionata al numero di abitanti, la riduzione del
numero dei senatori nominati dal Quirinale: se
Berlusconi potesse intestarsi queste modifiche, tra le
possibili che introdurrebbe già l’Aula del Senato, contrattandole direttamente con Renzi e sommando a
queste qualche mezza apertura sul premierato, potrebbe
attenuarsi perfino l’avvertimento lanciato ieri per una
convergenza di Fi sul disegno di legge Chiti per
l'elezione diretta dei senatori. Una minaccia, strumentale
al pari di quella del M5S, per costringere Renzi a trattare
con Berlusconi? Lealtà al patto da una parte, ultimatum
dall’altra: è questo «il pendolo» che prevede Renzi per le
prossime settimane, spia della confusione in cui versano
Forza Italia e il suo leader. Che, però, «difficilmente
possono strappare». A Palazzo Chigi, in ogni caso, sono
certi che prevarrà «la responsabilità» ed escludono
convergenze tra minoranza Pd, Fi e M5S. Lo stesso Chiti
assicura tra l’altro «che non si farà strumentalizzare»,
mentre il senatore Pd, Francesco Russo, tra i promotori
del documento dei 25 che chiede modifiche al testo del
governo sul Senato, auspica «che Vannino ritiri la sua
proposta» e annuncia «molti emendamenti che la
richiamano». Tra i senatori democratici «c’è voglia di
discutere, ma non di costruire barricate» e il presidente
Zanda prevede che «il gruppo assumerà una posizione
che io ritengo possa essere unitaria», Molti scommettono
che alla fine prevarrà la linea di importanti modifiche di
merito che aumenteranno le funzioni di garanzia del
Senato senza scalfire i paletti che Renzi considera
irrinunciabili, primo tra tutti la non eleggibilità dei
senatori. Il testo migliorerà, quindi. Ma in Aula, anche se
il Cavaliere insiste per ottenere un po’ di luce dai
riflettori proiettati sul premier. «Entro il 25 maggio
Palazzo Madama batterà il primo colpo sulla riforma del
Senato e del Titolo V» annuncia il Presidente del
Consiglio, sgombrando il campo anche dalle illazioni di
marca azzurra sul rinvio del ddl costituzionale. Per
Renzi, in realtà, quei provvedimenti sono decisivi per
giocare all’attacco nella campagna per le Europee e per
confermare alle urne un consenso che cancelli anche il
«peccato originale» dell’ascesa a Palazzo Chigi senza
passare dal voto degli italiani.
RASSEGNASTAMPA
12
mercoledì 9 aprile 2014
ECONOMIA
Bufera al Corriere: De Bortoli «forti tensioni» con Rcs
● Voci di cambio al vertice del Corriere dopo gli
scontri con Scott Jovane ● Giornalisti in assemblea
LAURA MATTEUCCI
MILANO
Nel gruppo Rcs l’attenzione resta puntata sulle decisioni del direttore del CorrieredellaSera, Ferruccio De Bortoli, che
potrebbe scegliere di rassegnare le dimissioni a breve. Della possibilità di un
cambio di direzione in via Solferino si
parla da tempo, e ieri è stata ventilata
anche dal Comitato di redazione del
quotidiano, che in un’assemblea convocata sul tema ha confermato una «forte
tensione» tra direzione e azienda. I rapporti tra De Bortoli e l’amministratore
delegato Pietro Scott Jovane negli ulti-
mi tempi sono diventati sempre più conflittuali su diverse questioni, dall’operazione di vendita della sede storica del
Corsera di via Solferino a quella dei bonus ai manager del gruppo (per 92 milioni di risparmi ottenuti, a fronte della
chiusura o cessione di diverse testate,
con pesanti ricadute sui livelli occupazionali) che, nonostante sia rientrata
proprio in seguito alle proteste di tutta
la redazione, ha fatto precipitare la crisi.
Era fine marzo, quando De Bortoli,
intervenuto in assemblea davanti a tutti i dipendenti, aveva messo sul piatto le
sue dimissioni, nel caso non fosse stato
ritirato il piano di incentivi ai top manager.
Da parte della proprietà, si apprende, le pressioni verso il direttore sarebbero forti, ma per ora nulla si muove. E
secondo alcuni si starebbe lavorando
per un’uscita morbida. Un cambio al
vertice del Corriere, peraltro, comporterebbe un passaggio formale dal cda del
gruppo Rcs, di cui ad oggi non risulta
alcuna convocazione straordinaria. Ma
le dimissioni sono sempre possibili. Nel
frattempo, si fanno già i nomi di papabi-
.. .
Intanto l’azienda
comunica la chiusura
di Rcd, con i 15 dipendenti
in cig a zero ore
li successori, e in particolare si parla
con insistenza di un tandem Mario Calabresi (attuale direttore de La Stampa) Giulio Anselmi (presidente dell’Ansa).
Nel caso di una scelta interna, intanto,
circola il nome di Aldo Cazzullo.
Intanto il Cdr dei Periodici informa
di aver appreso «con sconcerto e preoccupazione» dell’intenzione annunciata
alla Redazione contenuti digitali (Rcd)
di voler procedere alla chiusura della testata, con conseguente ipotesi di cassa
integrazione a zero ore per i 15 colleghi.
Rcd è la struttura giornalistica interna
al gruppo che da anni fornisce alle edizioni online di Rcs una parte considerevole delle loro produzioni video (qualcosa come 44 al giorno), garantendo un
apporto fondamentale alla presenza
dell’editore in un segmento di mercato
in forte espansione. «Un apporto, quel-
La lenta agonia
del bancario
tra crisi e tagli
Unicredit è
partito bene
e non guarda
a Profumo
Il congresso Fisac-Cgil analizza la drammatica
caduta occupazionale e la ristrutturazione
del settore del credito ● Il nuovo contratto
per difendere i diritti e l’occupazione
●
GIUSEPPE VESPO
MILANO
Una volta era considerato un po’ come il posto pubblico: sicuro e relativamente tranquillo. Ma da quando è iniziata la crisi anche il posto in banca è
diventato scomodo, precario.
Negli ultimi sei anni se ne sono persi 28 mila: i dipendenti degli istituti di
credito sono passati da 338 mila a meno di 310 mila. Solo nel 2012 il calo è
stato di quasi sette mila lavoratori. Un
trend che dovrebbe continuare a ritmi
elevati almeno fino al 2015, quando
complessivamente saranno quasi quaranta mila i bancari travolti dall’inizio
della crisi economica. Una flessione
«impressionante», dell’ordine del 13
per cento.
Numeri e proiezioni sono quelli di
uno studio presentato ieri a Rimini in
occasione del congresso della Fisac-Cgil, evento dal titolo «La direzione giusta». Un indirizzo che non può
essere certo quello seguito fin qui dal
settore. Anche perché, sottolinea il
sindacato, a soffrire non sono solo i dipendenti ma anche i clienti delle banche, cioè le famiglie e le imprese, e alla
fine gli stessi istituti.
Lo studio mostra numeri da capogiro quando si occupa dei cosiddetti
«crediti deteriorati». Si tratta di prestiti a soggetti insolventi, di crediti «ristrutturati» - quindi che comportano
una perdita per la banca - o di crediti
scaduti. Una montagna di soldi arrivata a superare quota 270 miliardi di euro. Chi deve tutto questo denaro?
L’analisi della tipologia di debitore dice che almeno un milione di clienti
con prestiti fino a 125 mila euro genera 21 miliardi di euro di sofferenze.
Mentre solo 421 soggetti con prestiti
oltre i 25 milioni di euro ne generano
16,3 miliardi.
CRISI E CONTRATTO
Come invertire la rotta? Sul fronte
dell’occupazione, per il sindacato,
l’unica via da seguire è quella del «difficile rinnovo» contratto nazionale. A
parlarne è il segretario dei bancari della Cgil, Agostino Megale. La nostra
proposta, dice, mira a «difendere l’occupazione e valorizzare il lavoro» e si
contrappone nettamente a quella
dell’Abi, che riunisce le banche. Tra
noi e loro c’è «una distanza abissale» e
per certi versi «irricevibile», dice Megale, quando l’associazione guidata
da Antonio Patuelli sostiene che «i lavoratori bancari sarebbero culturalmente inadeguati al nuovo contesto
economico e sociale». Per la Fisac e la
sua piattaforma contrattuale, «il lavoratore bancario deve restare centrale,
e per questo va respinta la contrapposizione tra salario e occupazione e
quindi il blocco contrattuale per il
prossimo triennio».
D’altra parte, il rinnovo del contratto del 96,8 per cento dei lavoratori del
credito, rileva sempre il sindacato, costa (703 milioni di euro) meno di quanto percepisce il management che incide sull’occupazione per il 3,2 per cento. Le parole d’ordine della proposta
contrattuale sono: «Difesa dell’occupazione, dell’area contrattuale, salario per il potere d'acquisto e contrattazione di secondo livello».
Sul fronte della crisi, invece, la Fi-
.. .
Con l’Abi c’è una distanza
abissale quando giudica
i lavoratori «culturalmente
inadeguati» al momento
Susanna Camusso al congresso Fisac FOTO DIRE
sac sostiene la necessità di una «terapia d’urto» che abbia come obiettivo
la crescita e la «solidarietà espansiva».
Sono tre le proposte: far ripartire gli
investimenti utilizzando la grande liquidità in circolazione, tra Cassa depositi e prestiti, assicurazioni, banche e
fondi pensioni; introdurre un tetto
agli stipendi dei manager privati, come sta avvenendo nel pubblico; favorire l’ingresso di duecento mila giovani
FINCANTIERI
Cgil e Fiom di Genova: no alla vendita
No alla quotazione in Borsa del gruppo
Fincantieri. Lo affermano in una nota la
Cgil e la Fiom di Genova. «Da diverse
settimane -si legge - si susseguono da
parte di Fincantieri e da autorevoli
fonti governative annunci sulla
quotazione in Borsa di Fincantieri».
«La Camera del Lavoro metropolitana
e la Fiom Cgil -sottolineano i segretari
Ivano Bosco e Bruno Manganaroconsiderano sbagliata tale scelta. La
crisi della cantieristica -ricordano- non
è finita e la cassa integrazione nei vari
lo di Rcd, senza il quale Rcs avrebbe rivelato un drammatico ritardo proprio
sul fronte di quella multimedialità verso la quale il piano industriale varato
l’anno scorso dal Cda dichiara di voler
puntare», continua la nota del Cdr.
Ad aggravare lo sconcerto per l’ipotesi di chiusura di Rcd, prosegue la nota,
contribuiscono poi le notizie di stampa
secondo cui il gruppo Rcs avrebbe già
inviato a potenziali fornitori come Ansa
e Lapresse un bando per la fornitura di
servizi video le cui specifiche di fatto
corrispondono al lavoro attualmente
svolto dalla redazione di Rcd. La nota si
chiude sottolineando che «è intollerabile e da rigettare con ogni mezzo il tentativo dell’azienda di sostituire il lavoro
dei propri giornalisti con la fornitura
esterna della medesima attività e degli
stessi contenuti».
cantieri navali, che proseguirà
purtroppo anche per il 2015, ne è una
dimostrazione». «Negli ultimi quattro
anni, mentre perdura l'utilizzo del
sistema degli appalti come metodo
principe per ridurre il costo del lavoro e
i diritti, in Fincantieri Italia -spiegano
Bosco e Manganaro- si sono persi
quasi 800 posti di lavoro». Secondo i
segretari «oggi servirebbe un
confronto serio con l'azionista ed il
Governo per difendere un'azienda
manifatturiera importante»
con contratti part time, accompagnando alla pensione i lavoratori anziani
con altrettanti part time. Al congresso,
che tra l’altro celebrava il trentennale
della categoria, hanno preso parte anche Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. La sindacalista ha
attaccato la disdetta unilaterale del
contratto da parte dell’Abi. Il ministro
ha difeso il decreto Lavoro.
Partenza positiva del 2014 per il
gruppo UniCredit. Lo ha annunciato l’amministratore delegato Federico Ghizzoni, nella conferenza
stampa tenuta dopo il consiglio di
amministrazione che ha fatto il
punto sull'andamento dei primi mesi dell'anno. «Siamo abbastanza
soddisfatti di come è partito l'anno
a livello di gruppo e in Italia», ha
affermato Ghizzoni. «Sull'Italia ha proseguito - ci sono alcuni dati
abbastanza interessanti che fanno
capire come dopo aver toccato il
fondo lo scorso anno, ora c'è un minimo di ripresa, anche se ancora a
macchia leopardo e soprattutto nel
corporate». Sul fronte del credito,
ha aggiunto, UniCredit sta andando «bene», specie sui mutui casa,
dove il gruppo è arrivato «al 14% di
quota di mercato dopo aver toccato il minimo del 6-7% un anno fa».
Sul fronte del credito al consumo
«la crescita è a doppia cifra anno su
anno e la quota di mercato è oltre il
16%».
Ghizzoni poi ha proseguito ricordando: «Ho preso delle decisioni
molto difficili a fine anno. Complicate ma molto razionali e necessarie». Le parole erano destinate a
commentare le dichiarazioni di
Alessandro Profumo, suo predecessore alla guida della banca e oggi
presidente di Mps, sul fatto che la
mega-perdita da 14 miliardi accusata nel 2013 non è riconducibile in
alcun modo alla sua gestione.
«Siamo molto contenti di aver
preso queste decisioni - ha continuato Ghizzoni - anche perchè il
mercato le ha molto apprezzate.
Non mi piace guardarmi indietro.
Sono state prese per impostare cinque anni di crescita da parte del
Gruppo e io sono esclusivamente
focalizzato sul futuro del Gruppo»
RASSEGNASTAMPA
13
mercoledì 9 aprile 2014
Piombino, corsa
accidentata
per il gruppo Smc
SILVIA GIGLI
[email protected]
Visitatori al salone del Mobile 2014, che si tiene alla Fiera di Rho FOTO DI OMAR ABD EL NASER/LAPRESSE
La carica dei 300mila
al mobile made in Italy
●
●
Taglio del nastro per il Salone: il settore ha un export da 11 miliardi di euro
Il premier atteso venerdì a Milano, polemica di Maroni spenta sul nascere
ANDREA BONZI
[email protected]
Tra qualche polemica per la mancanza di un esponente di governo al taglio
del nastro (il premier Matteo Renzi arriverà venerdì) e il blitz dei carabinieri
che, alcuni giorni fa, hanno scoperto
16 lavoratori in nero tra gli stand, sospendendo tre aziende, ha aperto ieri i
battenti il 53° Salone del mobile, fino
al 13 aprile alla Fiera di Rho-Pero.
Un’edizione che sfida la crisi - i 180
espositori, un terzo dei quali stranieri,
attendono ben 300mila visitatori, con
un giro d’affari superiore a 200 milioni di euro - e che, grazie a una serie di
eventi collegati (ad esempio il salone
off nella zona di via Tortona e molte
altre inziative), si pone come una sorta
di test anticipato - seppur ridotto - per
l’Expo Milano 2015.
I NUMERI DI UN SETTORE
«È ancora il Salone del settore più bello al mondo», ha commentato il presidente di Cosmit, Claudio Luti, gonfiando il petto: «Gli stranieri ci riconoscono qualità, stile, voglia di innovare e
una filiera invidiata da tutti. Dobbiamo solo mettere più attenzione nella
distribuzione e nel marketing, per guadagnare quote di mercato». Le esportazioni, del resto, pesano per ben 11 mi-
.. .
Il sindaco Pisapia:
«Il governo è benvenuto,
ma la città ce la farà
anche da sola»
liardi di euro, cifra che induce a pensare che, in fondo al tunnel di una crisi
prolungata, ci possa essere la luce.
Da qui, parte una riflessione sul sistema-Italia: «La politica deve favorire
questo comparto e la sua crescita - sottolinea il presidente di FederlegnoArredo, Roberto Snaidero -, spero che
Renzi mantenga le promesse, dia il via
libera alla riduzione dell’Irpef e sulle
imprese mi aspetto un occhio di riguardo, perché non vogliamo che il Paese
resti un territorio manifatturiero, non
solo dedicato ai servizi».
LA VISITA DI RENZI A MILANO
Il governo, appunto. Il governatore
della Lombardia, Roberto Maroni, ha
provato con un tweet ad aprire la polemica sull’assenza del premier: «Salone
del Mobile 2014. Strano che Matteo
Renzi giri per il mondo e non sia ancora venuto qui a Milano». A chiudere la
questione ci ha pensato subito il replica del responsabile comunicazione del
Pd, Francesco Nicodemo, rivolgendosi direttamente all’amministratore leghista: «Renzi, come già da tempo previsto, sarà a Milano venerdì. Salone
del Mobile 2014. Serena giornata».
Il sindaco del capoluogo lombardo,
Giuliano Pisapia, arrivato in mattinata
all’inaugurazione, ha risposto poi alle
domande dei cronisti, senza rinunciare a lanciare lo sguardo sull’appuntamento dell’Expo, vero banco di prova
per la città intera. «Ce la facciamo - rimarca il primo cittadino - ce l’abbiamo
sempre fatta, anche da soli. È chiaro
che il Governo è il benvenuto; attendiamo anche con speranza contributi concreti per vincere le grandi scommesse
che abbiamo di fronte, ma sicuramente, anche senza apporto concreto
dell’esecutivo, ce la faremo». L’ultima
battuta in merito del sindaco è stata di
riconoscimento al lavoro del ministro
all’Agricoltura, Maurizio Martina,
che, ha detto, «è quotidianamente a Milano e in Lombardia».
IL BLITZ DEI CARABINIERI
Più movimentata la vigilia del Salone:
il tre aprile scorso, infatti, i carabinieri
di Rho hanno denunciato 16 persone
(di cui 4 straniere) per violazioni delle
norme sul lavoro e sulla sicurezza, nel
corso di un vasto controllo scattato durante l’allestimento della kermesse. I
militari, accompagnati dall’ispettorato del lavoro, hanno visionato 4 padiglioni e controllato 27 ditte, per un totale di 130 lavoratori identificati: tra
questi, ben 16 operai lavoravano completamente in nero.
Sono 3 invece le attività imprenditoriali sospese. In queste società, i lavoratori prestavano servizio in totale assenza di qualsiasi documento, mentre per
quattro ditte lombarde e una marchigiana si sono riscontrate violazioni delle norme in materia di sicurezza dei
lavoratori. I carabinieri, infine, hanno
comminato una raffica di sanzioni pecuniarie, per il valore complessivo di
circa 110mila euro.
.. .
Alla vigilia i controlli
dei carabinieri: denunciati
16 lavoratori in nero,
tre aziende sospese
Il percorso della Smc, società tunisina facente capo al magnate giordano Khaled Al Habahbeh, sulla via
dell’acquisto delle acciaierie Lucchini di Piombino è decisamente accidentato. Dopo l’uscita sui giornali
italiani di alcuni suoi trascorsi con la
giustizia statunitense (dove pare abbia scontato 33 mesi per truffa e traffico di stupefacenti), adesso è la Procura della Repubblica di Livorno ad
aver aperto un fascicolo sul magnate giordano.
Alla base dell’inchiesta c’è un
esposto presentato il mese scorso
dal commissario straordinario della
Lucchini, Piero Nardi, nato a quanto
pare su input del Consiglio di sorveglianza sulla gara per la vendita del
gruppo Lucchini che ipotizzava la
turbativa d’asta. La magistratura livornese ha quindi affidato alla Guardia di Finanza le indagini necessarie
per appurare se le ipotesi di turbativa d’asta e falso in atto pubblico (reato quest’ultimo relativo alle attestazioni che Al Habahbeh avrebbe rilasciato alle autorità per ottenere il
permesso di soggiorno e nelle quali
avrebbe omesso di aver subito condanne penali) siano vere o meno.
Dalla Lucchini fanno sapere che
l’esposto presentato dal commissario Nardi era un atto dovuto, stante
IL CASO
Agrati conferma
la chiusura
e 82 licenziamenti
Agrati ha confermato la chiusura
dello stabilimento di Collegno
(Torino), annunciato a fine
gennaio. Neppure il pressing di
sindacato e governo è riuscita a far
cambiare idea alla multinazionale
che produce viti e bulloni, ieri al
tavolo di crisi al ministero dello
Sviluppo Economico, a Roma. In
ballo ci sono 82 posti di lavoro.
«L’azienda - attacca il segretario
della Fiom di Torino, Federico
Bellono - ha rifiutato persino
l’ipotesi di prorogare i termini di
una settimana per esplorare
eventuali alternative alla chiusura».
A questo punto, le tute blu della
Cgil si rivolgono direttamente al
premier Matteo Renzi: «Il tavolo al
ministero non è stato all’altezza
della situazione, ora della vertenza
si deve fare carico il presidente del
consiglio. Il governo non può non
essere in grado di impedire la
chiusura di uno stabilimento di
un’azienda sana».
la segnalazione del Consiglio di sorveglianza. E che, in ogni caso, se la Smc
sarà in grado di presentare un’offerta
vincolante sostenuta da tutte le garanzie richieste dovrà comunque essere
presa in considerazione.
Una cosa è certa però. Questa indagine della Procura è una tegola per il
gruppo Smc e anche per i piombinesi
che si erano aggrappati all’idea del magnate arabo come all’ultima speranza
possibile prima di chiudere definitivamente l’esperienza Lucchini. Sebbene
da fonti vicine ad Al Habahbeh si apprenda che il percorso verso l’offerta
vincolante è ancora aperto ed operativo, a Piombino la tensione si fa alta e lo
spettro della cassa integrazione in seguito alla possibile chiusura dell’altoforno non fa dormire la notte. Stando
alle ultime indiscrezioni, pare che l’offerta vincolante, inizialmente data per
certa all’inizio di questa settimana, dovrà slittare di qualche giorno perché la
società che si sta occupando della parte finanziaria dell’offerta non ha ancora ultimato il suo lavoro. Sempre stando ad indiscrezioni, parrebbe che i soldi della ricapitalizzazione decisa
dall’assemblea straordinaria dei soci
Smc lo scorso sabato siano già stati depositati nella banca arabo-europea di
Roma. La ricapitalizzazione deliberata
sabato a Tunisi, lo ricordiamo, portava
il capitale sociale di Smc da 2 milioni a
2 miliardi di dollari Usa. Certo è che, se
l’offerta non verrà fatta entro il prossimo lunedì, dal giorno successivo non ci
saranno più speranze per l’altoforno e
questo porterà con sé cassa integrazione sicura per centinaia di lavoratori. Insomma, la corsa contro il tempo è diventata un thriller al cardiopalma e,
ora come ora, non è proprio dato di sapere come finirà. C’è chi ancora ci spera ma in queste ore è il pessimismo ad
aleggiare sulla città toscana dell’acciaio. Anche perché, stando alle notizie emerse nel corso del consiglio di
fabbrica di lunedì, una ditta francese
arriverà tra pochi giorni a Piombino
per approntare tutte le procedure necessarie allo spegnimento dell’altoforno che avverrà, secondo le ultime informazioni, il prossimo 23 aprile.
Per il 16 aprile è previsto un incontro dei sindacati Fim, Fiom e Uilm con
il sottosegretario Claudio De Vincenti
nel quale ribadiranno il no dei lavoratori alla chiusura dell’altoforno fino a
quando non si troveranno soluzioni alternative per ogni persona che dovrà
essere tagliata dal ciclo produttivo. Si
parla in particolare di privilegiare la
scelta dei contratti di solidarietà invece della cassa integrazione.
.. .
La Procura di Livorno
ha aperto un fascicolo
sul magnate giordano
per turbativa d’asta
Guidi: Fiat può fare ciò che vuole. Scoppia la polemica
GIUSEPPE CARUSO
MILANO
«Fiat è un’azienda privata e può fare
quello che vuole», firmato Federica
Guidi, ministro dello Sviluppo economico ed ex membro del consiglio di amministrazione del gruppo torinese.
«Non voglio fare il difensore di nessuno» ha sottolineato il ministro «tantomeno della Fiat, ma rispetto agli anni
Ottanta è un’altra azienda, ha fatto investimenti. A mio avviso bisogna creare le condizioni perché qualunque
azienda, italiana o straniera che sia, tro-
vi un valore aggiunto ad investire nel
nostro Paese. Nessuno, però, può essere trattenuto a forza e obbligato per
legge a investire».
DOVERI
«Nel momento storico che l’Italia sta
vivendo» ha concluso la Guidi «le imprese che se lo possono permettere
hanno il dovere morale di cercare di
tenere botta e di preservare i livelli occupazionali. Per i casi Alcoa e Micron,
viste le centinaia di esuberi previsti,
stiamo facendo il massimo, anzi più del
massimo come governo, ma si tratta di
vicende complesse. Dobbiamo trovare
soluzioni che tutelino al massimo il livello occupazionale e le esigenze di economicità dell’azienda».
Le parole del ministro Guidi sulla
Fiat non potevano non sollevare un vespaio ed a stretto giro di posta è arrivata la risposta della Fiom. «Le dichiarazioni rilasciate dalla ministra Guidi sono le stesse dei governi precedenti. Se
il più grande gruppo industriale privato può fare quel che vuole, chiediamo
quale sia il ruolo di una ministra allo
sviluppo economico, visto che l’obiettivo del ministero dovrebbe essere assi-
curare investimenti e occupazione».
«Che la ministra» continua la Fiom «rilasci queste dichiarazioni mentre la metà dei lavoratori in Fiat sono in cassa
integrazione e il sistema industriale,
anche nell’indotto e nella componentistica, rischia di perdere l’intero settore
delle automotive, è insopportabile. Come Fiom, rinnoviamo la richiesta di un
incontro promosso dal Governo con
l’azienda e le organizzazioni sindacali.
L’amministratore delegato del Gruppo ha recentemente dichiarato che
vuol produrre 6 milioni di auto: il governo italiano vuole negoziare per avere
una parte di quelle produzioni o è indifferente dinnanzi a eventuali ulteriori
delocalizzazioni?».
Anche da Sel sono partite bordate in
direzione del ministro allo Sviluppo
economico e Giorgio Airaudo ha ricordato come «la Fiat in questi anni ha fatto ciò che voleva com’è evidente a tutti.
E l’ha fatto a scapito dei lavoratori e
del Paese. Il problema non è cosa fa
Fiat, ma cosa fa il governo».
Matteo Colaninno del Pd difende invece il ministro Guidi: «Incomprensibili gli attacchi ai suoi danni, le sue parole rispecchiano la realtà».
RASSEGNASTAMPA
15
mercoledì 9 aprile 2014
COMUNITÀ
L’intervento
La lettera
Se avanza la scienza si abbattono le barriere
È un passo necessario
per l’integrazione europea
Rino
Falcone
Cnr - Direttore Istituto
di Scienze e Tecnologie
della Cognizione
●
IERI PRESSO IL CONSIGLIO NAZIONALE
DELLE RICERCHE È STATO PRESENTATO
ALL’OPINIONE PUBBLICA IL MANIFESTO PER
UN’EUROPA DI PROGRESSO. Si tratta di una
simbolica presa di posizione da parte di
un nutrito gruppo di scienziati italiani (alcuni nomi: Carlo Bernardini, Giovanni Bignami, Marcello Buiatti, Cristiano Castelfranchi, Emilia Chianchione, Tullio De
Mauro, Fabiola Gianotti, Lucio Luzzatto,
Tommaso Maccacaro, Lamberto Maffei,
Annibale Mottana, Luigi Nicolais, Giorgio Parisi, Virginia Volterra) per un concreto rilancio del sogno degli Stati Uniti
d’Europa, proprio nel momento di maggior difficoltà nella sua realizzazione.
Il manifesto è la naturale conseguenza
del clima culturale che va diffondendosi
in Italia come in molti altri dei Paesi Europei: di ostilità verso il processo di unificazione, verso il superamento delle barriere nazionali, verso la reale costituzione della Nazione europea (con il corollario di «un’impressionante crescita di egoismi locali, di particolarismi e di veri e propri nazionalismi»).
Si sta di fatto scaricando sull’idea di
aggregazione del soggetto europeo gran
parte delle responsabilità che provengono dalla crisi economico-sociale degli ultimi anni.
Ovviamente alcune di queste responsabilità sono anche da riferirsi all’indirizzo
che si è scelto nello sviluppo del progetto
di Europa (come si dice nel manifesto esse «investono certamente l’eccessiva timidezza nel processo di costituzione politica del soggetto europeo: la responsabilità di presentare questo orizzonte politico, culturale e sociale con le sole fattezze
della severità dei “conti in ordine”. L’Europa dei mercanti e dei banchieri, della
restrizione e del rigore: una sorta di gendarme che impone limiti spesso insensati, piuttosto che sostegno nell’ampliare
prospettive di visuale sugli sviluppi del
futuro»).
Proprio questi segnali hanno sollecitato la preoccupazione di promotori e primi firmatari. Essi hanno avvertito una
.. .
Un documento
che risponde al clima
di ostilità verso il processo
di unificazione
sorta di separazione e distacco, tra il metodo da sempre a fondamento del lavoro
di ricerca e della scienza (metodo di collaborazione senza confini tra gli scienziati)
e il ripristino di barriere e convenzioni in
uno spirito separatista, non-collaborativo o addirittura esplicitamente conflittuale.
È apparsa in grande evidenza l’inversione di tendenza tra lo sviluppo del processo di unificazione degli ultimi decenni
(in grado di cementare e rafforzare la comunità europea degli scienziati con alcune interessanti estensioni anche ad altre
attività della popolazione europea) e questo nuovo spirito antieuropeista.
Il manifesto esplicita con chiarezza come, per gli scienziati che lo hanno stilato,
sia assodata l’esistenza di una determinante correlazione tra il progredire della
scienza, della cultura e l’abbattimento
delle barriere, dei confini, delle separazioni.
Come la scienza sia in essenza proprio
il superamento di queste restrizioni.
Restrizioni che riguardano anzitutto
la sfera cognitiva, ma che si riflettono ed
esprimono poi naturalmente sugli artefatti e sulle regole generali di governo del
mondo (sugli artefatti materiali ed immateriali).
È attraverso la scienza che si ridetermina il mondo, lo si rilegge e reinterpreta
alla luce della nuova conoscenza.
Non è probabilmente un caso che lo
strumento di massima potenzialità collaborativa (Internet) origini dalla ricerca
scientifica di base: il WWW, il World
Wide Web sviluppato presso il CERN
(Centro Europeo per la ricerca nucleare). Ad esso vanno ricondotti i meriti
dell’attuale ruolo della «rete» nella stragrande parte delle nostre attività.
D’altra parte, la necessità per gli scienziati di mettere a confronto le proprie ipotesi con quelle di altri che si occupano
dello stesso campo di indagine è sempre
stata un’esigenza fondamentale, che ha
abbattuto barriere e confini nel tempo. E
che ha rappresentato una sorta di traino
per molti altri ambiti della società.
Con la scienza attuale si aggiungono
ulteriori elementi a sostegno di questa
esigenza.
Prendiamo il caso delle grandi infrastrutture di ricerca. Ossia dei mega laboratori operanti in tutti i campi scientifici
(dalle sorgenti di radiazione alle banche
dati in genomica e scienze sociali, dagli
osservatori per le scienze ambientali, alle tecniche di imaging o le camere pulite
attrezzate per lo studio e lo sviluppo di
nuovi materiali o per le applicazioni di
nano-elettronica). Esse assumono sempre più l’aspetto di impegnativi sforzi economici su scala sovranazionale: si parla
non a caso di grandi infrastrutture di ri-
L’analisi
Salario minimo ma come?
Evitiamo facili slogan
Luigi
Mariucci
●
CIRCOLA DA QUALCHE TEMPO L’IDEA, RIPRESA DI
RECENTEDAENRICOMORANDO,DIUNINTERVENTO LEGISLATIVO DIRETTO A INTRODURRE UN SALARIO
MINIMO E ALTEMPO STESSO ad attribuire per legge
ai contratti aziendali la facoltà di derogare ai
contratti nazionali in termini generalizzati. Il
primo tema è ora richiamato dal disegno di
legge delega sul lavoro. Sul punto occorre intendersi bene. La formula del salario minimo
legale è certo seducente. Ma bisogna chiarire
il quanto, il per chi e il come. La questione del
«quanto» si collega a quella del «per chi».
Se infatti il salario minimo dovesse essere
fissato a una soglia inferiore ai minimi retributivi dei contratti nazionali (ad esempio a 7,50
euro, valore netto del cosiddetto voucher) è
evidente che dovrebbe riguardare solo coloro
a cui non si applicano i contratti nazionali, pe-
cerca (pan europee) e di organismi sovra-nazionali orientati alla loro realizzazione.
Quindi la scienza europea ha necessità
di un aggregato europeo ben organizzato
e coeso per procedere al meglio, per raggiungere più rapidamente e con maggiore efficacia i risultati di maggior prestigio e rilevanza.
Ma vale anche il viceversa: la società
europea ha bisogno di una scienza aggregata e organizzata sistemicamente, che è
la condizione fondamentale per ottenere
ricadute in tutti i campi dello sviluppo
economico-sociale sulla scala più ampia
del continente europeo. Società ed economia della conoscenza ci indicano chiaramente l’orizzonte verso cui avviarsi.
È per queste ragioni che gli scienziati
hanno deciso di muoversi, sentendosi
parte in causa in questo nefasto processo
di arretramento. Avvieranno quindi una
raccolta di firme, proveranno ad estendere l’iniziativa alle altre comunità scientifiche europee e organizzeranno eventi di
approfondimento sui temi di rilievo per
l’unificazione d’Europa.
La scienza deve poter soccorrere lo spirito critico di tutti noi. Deve come sempre presentarci gli orizzonti possibili, al
di là delle meschine miopie in cui spesso
si rifugiano i nostri sguardi più limitati.
Ilmanifesto, di cui abbiamo pubblicato un ampio stralcio su l’Unità di ieri, si può firmare anche sul nostro sito internet: www.unita.it
Luigi
Berlinguer
SEGUE DALLA PRIMA
Mentre aderisco con una firma entusiasta vorrei
introdurre due integrazioni. Primo: occorrerebbe sollecitare un più rilevante ruolo del mondo
umanistico, senza il quale si rischia di perdere un
aspetto della integrazione europea che certamente ha nella koiné della scienza la sua carta vincente, ma non può sottovalutarsi il fatto che è da secoli che è l’Europa a costruire la «Repubblica delle
Lettere». Una seconda osservazione: è molto importante che gli scienziati invochino per l’Europa
unità politica, ma si deve ormai accelerare nel
contempo il processo di realizzazione dello Spazio Europeo della Ricerca. Si sente incredulità e
resistenza anche in alcuni ambienti del mondo
della ricerca a superare le strutture strettamente
nazionali dell’organizzazione scientifica. Lo stesso ProgrammaQuadroHorizon2020 continua ad essere un finanziamento europeo di organizzazioni
degli Stati. Lo Spazio Europeo della Ricerca è ancora un appartamento vuoto: i programmi, i bandi, le carriere dei ricercatori e degli accademici,
ad esempio, sono ancora fortemente costretti in
ambiti nazionali. C’è da augurarsi pertanto che il
mondo della ricerca dia per primo un esempio in
casa propria per il processo complessivo dell’integrazione politica dell’Europa.
Maramotti
na una rincorsa al ribasso dei livelli salariali,
già oggi fortemente depressi per la mancanza
di ogni forma di indicizzazione e per il peso del
prelievo fiscale e contributivo. Ma di quali lavoratori si tratta? Si dice, degli atipici: non, però,
i lavoratori dipendenti temporanei (a termine,
in somministrazione ecc.), per i quali già vige
l’obbligo della parità di trattamento con i lavoratori a tempo indeterminato, ma i lavoratori
autonomi deboli, ovvero parasubordinati (collaboratori, partite Iva in mono-committenza).
Naturalmente si deve trattare di «veri» lavoratori autonomi, non di false partite Iva o falsi
cococo, che già ora sono forme contrattuali illegali che vanno semplicemente contrastate e
convertite in contratti di lavoro subordinato.
Tuttavia per il lavoro veramente autonomo è
difficile stabilire il valore della prestazione oraria dato che questa è riferita al risultato e non
al tempo di lavoro. Qui più che di salario minimo occorre individuare meccanismi di determinazione di un «equo compenso» più efficaci
di quelli già introdotti per i cococo e nel settore giornalistico. Né si dica che il salario mini-
.. .
La proposta rilanciata
da Morando è seducente
ma bisogna chiarire il «quanto»
e di quali lavoratori si tratta
mo serve a contrastare il lavoro nero: qui, a
parte il rilanciare specifiche politiche di incentivo alla emersione, serve solo a rafforzare le
misure repressive di ordine pecuniario, dato
che la «galera» di cui ha parlato Morando suona come una boutade, considerata la larga depenalizzazione della materia lavoristica, e a tacere del noto problema del sovraffollamento
delle carceri.
Per quanto riguarda invece i minimi retributivi previsti dai contratti nazionali è bene ricordare che già ora questi sono giuridicamente
vincolanti per tutte le imprese del settore, in
base alla giurisprudenza in tema di garanzia
della retribuzione sufficiente (art.36 della Costituzione.) e che la loro disapplicazione di fatto (specie nei servizi, nelle piccole imprese e in
quelle non associate che sfuggono al controllo
sindacale) può essere contrastata mediante
un intervento di estensione erga omnes della
parte economica, anche solo riferita ai minimi
tabellari, dei contratti nazionali, rafforzata da
adeguate sanzioni pecuniarie. Tale intervento
sarebbe del tutto compatibile con l’art.39 della Costituzione.: non a caso esso era già stato
ipotizzato dal protocollo del luglio 1993. Un
intervento siffatto sarebbe in ogni caso molto
più semplice e trasparente rispetto a una procedura burocratico-amministrativa che finirebbe con l’introdurre complicati quanto defatiganti meccanismi di contrattazione occulta.
In contrasto con l’art.39 della Costituzione
si porrebbe invece l’altro intervento ipotizza-
to. Una norma di legge che incentivasse il superamento del contratto nazionale da parte dei
contratti aziendali, oltre ad essere illegittima,
avrebbe effetti devastanti sul piano economico finendo col favorire forme di concorrenza
sleale e di dumping sociale all’interno dello
stesso mercato nazionale. L’art.8 della legge
n.148, voluto dal governo Berlusconi a pochi
mesi dalla sua caduta, che attribuisce alla contrattazione «di prossimità» (aziendale e territoriale) una indiscriminata potestà derogatoria
di leggi e contratti, va perciò abrogato per intero.
Occorre ribadire infatti che la disciplina del
sistema contrattuale è materia riservata alla
libertà sindacale e che gli accordi interconfederali del 2011 e del 2013, sistematizzati dal Testo Unico dello scorso gennaio, riconfermano
la funzione centrale del contratto nazionale
anche dal punto di vista della definizione delle
competenze della contrattazione aziendale.
Qui sta alle parti sociali procedere ad una forte di innovazione, riducendo il numero dei
troppi contratti nazionali e semplificandone
radicalmente il contenuto, in raccordo aperto
con la negoziazione di secondo livello. Ma questa è materia che il principio di libertà sindacale di cui al I comma dell’art.39 della Costituzione impone di riservare alla autonomia sindacale, lasciando alla legge solo una funzione di sostegno, come si è fatto ad esempio incentivando fiscalmente le forme di retribuzione collegate a parametri aziendali di produttività.
RASSEGNASTAMPA
16
mercoledì 9 aprile 2014
COMUNITÀ
Dialoghi
La commemorazione
dei massacri
in Ruanda
Dal 6 aprile alla metà di luglio del 1994
vennero massacrate in Ruanda centinaia
di migliaia di persone prevalentemente
Tutsi. Dal palco delle commemorazioni, il
presidente del Ruanda ha inviato strali di
critica contro Parigi, perché, a suo dire,
aiutò i nazionalisti Hutu, che
controllavano l’esercito ruandese prima
del 1994. Sono passati vent’anni e la
verità cammina ancora sulle sabbie
mobili.
FABIO SICARI
Luigi
Cancrini
psichiatra
e psicoterapeuta
L’eredità del colonialismo è un’eredità
pesante. Per i Paesi africani e per quelli
europei. Con l’eccezione luminosa di
Mandela e del Sudafrica, dove una iniziativa
politica di pace e di fratellanza, non
ostacolata dall’esterno, riuscì a unire tutti
quelli che vivevano in quell’immenso
territorio. Facendone una nazione. Il che
non è accaduto purtroppo altrove, come in
CaraUnità
Partito di governo
Questo titolo appariva su Rinascita
verso la fine degli anni Sessanta e
introduceva un articolo di Giorgio
Amendola. Fece discutere molto
perché il Pci era concepito, allora,
come partito di lotta e non di governo
(nazionale), come invece verrà visto
più tardi (con e da Berlinguer). Ora il
partito è al governo (qualcuno dice
che «è il governo»). Comunque il
nostro partito ha in mano le redini del
governo del Paese e noi incrociamo le
dita affinché gli impegni presi e i
progetti in corso vadano a buon fine
L’intervento
I ministri, l’inglese
e l’ignoranza dell’italiano
Benedetto
Vertecchi
●
ALCUNE RECENTI AFFERMAZIONI DEL MINISTROGIANNINICIRCA GLIINDIRIZZIDIPOLITICA SCOLASTICA HANNO RIPROPOSTO il tor-
mentone dell’insegnamento dell’inglese fin
dall’inizio del percorso scolastico. Dalla Moratti in poi, si direbbe che nessun obiettivo
sia stato così puntualmente ribadito dai ministri che si sono succeduti nel governo della scuola. Non è chiaro se rientrasse nelle
intenzioni del ministro Giannini, ma ciò che
ha affermato circa la necessità di un rinnovato impegno nella direzione indicata suona
come una condanna senza appello nei confronti dei ministri precedenti, che non sono
stati capaci di far corrispondere alle parole
azioni conseguenti. Su quest’ultimo punto
si può anche essere d’accordo: tanto rumore è stato per nulla, o quasi.
La questione, tuttavia, non è questa. Il fatto che un ministro dopo l’altro rilanci come
nodo centrale la questione dell’inglese, assunto, insieme a un po’ di materiale digitale,
a segnale di un percorso di modernizzazione, è una prova della mancanza di ipotesi
interpretative circa lo sviluppo non solo della scuola, ma più in generale della cultura
diffusa nel Paese. A ciò si aggiungano affermazioni di contorno che appaiono quanto
meno discutibili. Per cominciare, credo sia
tutto da dimostrare che in altri Paesi (per
esempio, la Francia), la conoscenza dell’inglese sia migliore che da noi. Se poi la questione fosse posta in termini educativi generali, e cioè non di conoscenza sic et simpliter
dell’inglese, ma di crescita culturale collegata all’apprendimento di un seconda lingua,
Questo giornale è stato
chiuso in tipografia alle
ore 21.30
Ruanda, dove il tentativo di mantenere delle
egemonie economiche, da parte degli antichi
e dei nuovi colonizzatori, ha alimentato lo
scontro fra etnie in lotta per la conquista del
potere. È soprattutto da questo punto di
vista che a me non è piaciuta l’assenza della
Francia di Hollande dalla cerimonia con cui
si è deciso di ricordare uno dei massacri più
tremendi della storia del XX secolo. Difficile,
certo, in una situazione come questa, esporsi
a delle critiche forti. La dignità di un Paese e
della sua bandiera si difendono, tuttavia,
proprio riconoscendo pubblicamente gli
errori che sono stati fatti, per oltre un secolo
più che in quel momento particolare, e
dando un contributo su questa strada alla
ricostruzione di ciò che accadde. Per
responsabilità non solo francese ma anche
francese. All’interno di una pagina per nulla
gloriosa della storia europea. Di cui, come
per l’olocausto, è importante mantenere e
ravvivare la memoria.
Via Ostiense,131/L_0154_Roma
[email protected]
soprattutto per coloro che hanno
sofferto e soffrono le ingiustizie e le
ineguaglianze di una crisi finanziaria
dalle conseguenze, per certi aspetti,
letali se non corrette energicamente
in senso egualitario e solidale. In
questa azione il nostro Segretario è,
come è giusto che sia, impegnato a
tempo più che pieno e lo sarà ancora
di più da luglio in poi, quando scatterà
il semestre europeo di presidenza
italiana. Sarebbe ingiusto e
ingeneroso pretendere da lui anche
una direzione adeguata del partito.
Per questo è urgente trovare una
soluzione condivisa e unitaria per
mantenere e migliorare la nostra
organizzazione dal centro alla
periferia, senza trascurare nessun
livello, sapendo che il partito, al di là
della evoluzione dei processi in atto
deve essere sempre e comunque
pronto a mobilitarsi quotidianamente
e in via straordinaria. Unità e buon
senso. Senza arroccamenti ed
esclusioni: ci hanno fatto troppo male
in questo ventennio. Abbiamo già
dato. Anche in questo impresa
«cambiamo verso!».
basterebbe attraversare la Manica per rendersi conto di quanto un tale intento sia lontano dall’essere conseguito nel Regno Unito.
Il richiamo all’esigenza di estendere l’insegnamento dell’inglese, per di più generalmente giustificato in termini utilitari, non
solo fa torto alla grande cultura che si è
espressa in tale lingua, ma fa emergere in
modo evidente l’assenza di un disegno strategico per ciò che comporta il sostegno alla
conoscenza della lingua italiana, da troppo
tempo bistrattata dalla subcultura dei mezzi di comunicazione e di quella degli apparati di potere (politici, amministrativi, economici). Dovrebbe far riflettere l’abitudine a
utilizzare espressioni inglesi per indicare intenti che non ci sarebbe altro inconveniente
ad esprimere in italiano che non sia una
maggiore immediatezza nel comprenderli.
Da troppo tempo, non solo in relazione a
problemi educativi, non si parla più di cultura, non ci si chiede più quale sia il profilo
desiderabile della popolazione, né quale sia
il percorso attraverso il quale condurre a
compimento gli intenti delle scelte compiute. Gli interventi sul sistema educativo appaiono contingenti e, per ciò che riguarda la
lingua italiana, privi di strategia. E non potrebbe essere altrimenti, visto che l’educazione scolastica è ridotta a una questione organizzativa, priva di implicazioni che sollecitino interpretazioni di qualche respiro, che
si proiettino nell’arco di un tempo abbastanza esteso da comprendere non solo il periodo in cui bambini e ragazzi ricevono un’educazione sequenziale, ma almeno parte del
successivo percorso di vita.
Nella rincorsa disordinata di suggestioni
che diano l’idea della modernizzazione, la
soluzione più semplice è sembrata l’utilizzazione di linguaggi di settore, meglio se di
incerta comprensione, come quando espressi in una lingua straniera. Nella scuola hanno trovato espressione gli stessi simulacri
comunicativi affermati a livello sociale, nei
quali si combinano espedienti retorici per
palati non troppo esigenti, volgarità, trasgressioni grammaticali e sintattiche e barbarismi per lo più non giustificati. Si dovrebbe compiere un’analisi parallela della deriva dell’italiano nella scuola e nella società
per rilevare la concomitanza delle manifestazioni involutive che si riscontrano nella
cultura dell’educazione formale e in quella
che si esprime nella vita quotidiana. Si potrebbero ottenere indicazioni importanti
per un programma teso ad accrescere nel
complesso la cultura della popolazione.
Tornare ad agitare lo stendardo dell’inglese è un modo per evitare il nodo della
questione educativa. Nessuno nega che sia
necessario promuovere una migliore conoscenza delle lingue straniere (e ciò vale non
solo per l’inglese), ma è quanto meno stravagante non considerare prioritario in un programma di intervento educativo far riferimento a una solida conoscenza della lingua
nazionale. Obiettivi specificamente educativi non possono che associarsi all’acquisizione della competenza linguistica che consente una più compiuta espressione del pensiero di ciascuno, lo scambio più efficace nelle
relazioni interpersonali, la partecipazione
più consapevole alla vita politica e a quella
sociale. Si tratta di obiettivi che in ogni Paese sono prioritariamente collegati alla conoscenza della lingua che ha accompagnato lo
sviluppo cognitivo, affettivo e sociale di ciascuno. Basterebbe osservare alcuni comportamenti culturali diffusi per rendersi conto
di quanto sia necessario avviare iniziative
per il potenziamento della competenza linguistica, sia dal punto di vista tecnico, sia da
quello della comprensione del parlato e della produzione del linguaggio scritto. Cresce
il numero di bambini e ragazzi che non sono
più in grado di coordinare gli elementi percettivi e motori occorrenti per scrivere. Molti si limitano tracciare i segni del maiuscoletto, talvolta raccordandoli fra loro nel tentativo di ricreare una sorta di corsivo. Si scrive e
si legge sempre meno, e ne risultano impoveriti il lessico e l’organizzazione del discorso. Qualunque insegnante potrebbe fornire
esempi dei limiti che si vanno manifestando
nella competenza verbale, e che hanno ricadute facilmente intuibili nelle altre aree
dell’apprendimento. È a queste difficoltà
che s’intende rimediare insegnando un po’
più d’inglese? Perché invece non impegnarsi in un programma di sviluppo della qualità
dell’uso linguistico nell’educazione formale
e nell’uso sociale?
Massimo della Fornace
La tiratura dell’8 aprile 2014
è stata di 66.637 copie
Il commento
I sospetti di Grillo: ecco a voi
la dietrologia da ambasciata
Enzo
Costa
●
«MI CHIEDO CHI O CHE COSA C’È DIETRO A TUTTA QUESTADIETROLOGIA»:ÈUNAFORISMACHESCRISSIPARECCHIANNI FA,QUANDO COLLABORAVO CONCUORE (secondo
qualche dietrologo, per via di un complotto demo-pluto-giornalistico ai danni della satira). Erano tempi ingenui, in cui la naturale tendenza italica all’individuazione
creativa di trame occulte e piani nascosti persino per la
compilazione del calendario del campionato di calcio,
conosceva, ancora, un qualche senso del limite. Anche
perché, a quell’epoca, l’alacre attività telefonica di Luciano Moggi era inconcepibile pure per la più fantasiosa
mente dietrologica. Un’epoca naif, insomma, di dilettanti della congiura fantascientifica, di dietrologi analogici.
Bei tempi: oggi siamo in balia di dietrologi digitali che,
nel loro delirio da bar-web, ignorano freni e inibizioni.
Penserete che io mi stia riferendo a certe terrificanti
dietrologie 2.0, spesso e volentieri a 5 stelle, tipo quelle
sui microchip inseriti sottopelle o sulle scie chimiche
serpeggianti sotto le nuvole. Pensate bene, ma solo parzialmente: sì, perché il vostro ragionare si ferma al penultimo stadio della materia.
L’ultimo si è appalesato pochi giorni fa, e può essere
sintetizzato nella formula «Dietrologia da ambasciata».
Esercizio filosofico praticato da Beppe Grillo poco dopo
l’ennesima sua fatwa agli adepti infedeli e poco prima
della sua adesione all’appello dei costituzionalisti contro la deriva autoritaria. Più precisamente, in occasione
di un suo dialogo monologante con Enrico Mentana,
durante il quale il non-Leader del MoVimento ha rivelato a intervistatore e teleutenti uno scenario, a suo concionare, oltremodo inquie.. .
tante: qualche mese prima, mentre l’allora segreBeppe racconta
tario del Pd Bersani era alche, mentre si
le prese con il tentativo di
trovare una maggioranza
trovava ospite
per un governo, lui, il
dell’ambasciatore non-Leader, ospite
dell’ambasciatore inglese,
inglese, seppe
scoprì che al piano di soche Letta era al
pra c’era niente di meno
che Enrico Letta. Scoperpiano di sopra...
ta dalla quale, lo avrete letto, il non-Leader ha ricavato una mirabile sceneggiatura dietrologica: Bersani era
stato mandato allo sbaraglio col subdolo proposito di
preparare ben altra soluzione. Un governo dei poteri
forti guidato da Letta che, proprio a tale scopo complottistico, era lì, al piano di sopra, a tramare con l’ambasciatore inglese, segretamente riuniti nel palazzo dell’ambasciata, location perfetta per una congiura di Palazzo.
Ora, vi aspetterete che io rimarchi come quest’avvincente sceneggiatura grillesca sia stata immediatamente
smentita dalle parole dei diretti interessati e dall’oggettività dei fatti poi acclarati: ossia che si è appurato come,
in realtà, Letta fosse presente in ambasciata per preparare un tradizionale, annuale convegno di studi italo-inglese. Ebbene, la vostra aspettativa andrà parzialmente
delusa: considero secondaria la sottolineatura della realtà degli eventi, al cospetto di un elemento dai più non
considerato. Questo: l’allarme democratico lanciato
dall’indignato dietrologo Grillo era basato, oltre che su
una dietrologia spinta, su un ardito assunto concettuale: se Enrico Letta è nell’ambasciata inglese, sta facendo una cosa losca e ignobile; se Beppe Grillo è, nello
stesso momento, al piano di sotto della medesima ambasciata, sta facendo una cosa buona e giusta, per di più
vigilando sulle cose losche e ignobili che si compiono al
piano di sopra. Signori, la «Dietrologia da ambasciata»
disegna la nuova frontiera della dietrologia nazionale
(con annesse delocalizzazioni d’Oltremanica): quella in
cui il dietrologo partecipa attivamente alle situazioni
che determinano le indicibili, torbide oscure manovre,
ma lo fa senza macchia e senza colpe, anzi già che c’è lo
fa a fini virtuosi. Per smascherare tali manovre. Per denunciarle. Lo ripeto: egli, il dietrologo partecipante, ci
dice cosa è Bene e cosa è Male, dell’inquietante scenario
da lui medesimo frequentato, sulla base di una rigorosa
visione valoriale, così ben evidenziata da questo specifico episodio: se Beppe Grillo incontra l’ambasciatore inglese, lui, Beppe, fa il Bene; se nello stesso luogo e nello
stesso giorno lo incontra Enrico Letta, lui, Enrico, fa il
Male. Così parlò l’indignato dietrologo patentato Grillo.
Prendiamo nota, noi che, di solito, non frequentiamo le
ambasciate.
RASSEGNASTAMPA
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Primo piano
Mercoledì 9 aprile 2014
www.ilquotidianoweb.it
POLITICA E RIFORME
Il taglio dell’Irpef darà a tutti gli italiani dal reddito
medio-basso l’equivalente di una quattordicesima
Renzi: «Facciamo
giustizia sociale»
Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento
economico e finanziario e il Piano nazionale delle riforme
di MILA ONDER
ROMA - L’Italia crescerà quest’anno dello 0,8%, un po’meno di quanto
previsto finora, ma comunque più
di quanto stimato dalla Commissione europea e dal Fondo monetario.
Manterrà il deficit abbondantemente sotto il 3%, al 2,6%, vedrà il debito
pubblico salire al 134,9% del Pil
quest’anno per poi scendere anche
grazie alle privatizzazioni e assicurerà la tenuta dei conti, perché la finanza pubblica «è a posto». Il decalage di debito e deficit rallenterà un
pò, ma rimane chiaro. Allo stesso
tempo l’Italia varerà le riforme
strutturali, quelle che tutti invocano, quelle rimaste bloccate per anni,
se non per decenni, e che restituiranno al Paese una credibilità e una
prospettiva di sviluppo in grado di
invertire il ciclo negativo.
E’ questo il sentiero su cui si muove il Def approvato dal consiglio dei
ministri insieme al Piano nazionale
per le riforme, che getta le basi anche per l’operazione «di giustizia sociale» diventata uno dei fiori all’occhiello di Matteo Renzi: il taglio dell’Irpef per dare agli italiani dal reddito medio-basso l’equivalente di
una «quattordicesima». Una manovra coperta, e sta qui la principale
carta del governo, con una spending review fatta di tagli degli stipendi dei manager e di stretta alla
pubblica amministrazione, ed anche con un nuovo, per molti versi
inaspettato, intervento fiscale sulle
banche.
Renzi non ha perso occasione per
tutta la giornata di rassicurare sulla certezza delle coperture. Tutti i
6,6-6,7 miliardi necessari per gli 8
mesi del 2014 saranno disponibili
per garantire i soldi promessi in più
in busta paga a 10 milioni di italiani. E qualcosa ci sarà anche per gli
incapienti, con una «soluzione tecnica» che permetterà di allargare la
platea degli interessati a 14 milioni.
Nel dettaglio 4,5 miliardi verranno dalla spending review vera e propria, circa un miliardo dagli incassi
Iva derivanti dal rimborso dei debiti
della pubblica amministrazione e
un altro miliardo dall’aumento della tassazione sulle plusvalenze realizzate dalle banche con la rivalutazione delle quote Bankitalia. Il governo precedente aveva previsto
un’aliquota al 12% che potrebbe ora
addirittura raddoppiare, se non arrivare al 26%.
I tagli alla spesa del piano Cottarelli, rivisto e corretto a Palazzo Chigi, dovrebbero invece partire non
solo dall’eliminazione degli enti
inutili (il Cnel fra tutti, vero pallino
di Renzi) ma anche e soprattutto
dall’adozione di un tetto preciso 238.000 euro - per gli stipendi dei
manager pubblici. E non solo. «Il
10% della retribuzione la si prenderà solo se il paese va bene, come le
stock options nelle aziende. - ha in-
sistito il premier - Non è possibile
che un manager prenda un premio
massimo se il paese va a rotoli. Da
adesso inizia a pagare chi non ha
mai pagato». Renzi si è poi spinto
ancora più in là, esortando un allargamento dello stesso limite agli organi costituzionali - con un riferimento anche ai vertici amministrativi di Camera e Senato - che darebbero così prova di “coraggio, intelligenza e lungimiranza nel tornare
in sintonia con il Paese”. Del resto
chi fa politica deve dimostrare di volerlo fare «per spirito di servizio»,
ha sottolineato ancora Renzi e non
per i superstipendi. La spending
non comporterà invece alcuna tagliola per la sanità, settore tradizionalmente tra i più a rischio. Di tagli
lineari non ce ne saranno, anzi la
spesa sanitaria è destinata inevitabilmente a crescere con l’invecchiamento della popolazione. Quello
che sarà necessario sarà invece un
intervento sulle Regioni che finora
hanno amministrato peggio la spesa, «picchiando duro se serve».
Matteo Renzi col ministro
dell'Economia Piercarlo Padoan
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LE MISURE
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La politica del fare
per il prossimo triennio
ROMA - Privatizzazioni avanti
tutta (12 miliardi l’anno) e un
rapporto debito-Pil che inizia a
scendere (ma solo dal 2015) grazie ad una ripresa vista però meno forte dell’1,1% del governo
precedente (+0,8% la previsione
del Def per il 2014) ma che, grazie alle riforme si rafforzerà. Il
Cdm fissa le linee della politica
Il commissario Carlo Cottarelli
economica del prossimo triennio. Con un obiettivo prioritario: abbassare le tasse a famiglie
ed imprese in modo «strutturale» e far ripartire la crescita. E
spuntano nuove voci: il raddoppio dell’imposta sulle quote di
Bankitalia e l’aiuto anche agli
incapienti. Ecco in breve alcune
voci di intervento:
- +80 EURO IN BUSTA DA 27
MAGGIO: E’ l’intervento più atteso, quello sul quale il governo
gioca la sua credibilità. Un calo
delle tasse che porti ad una cifra
di circa 80 euro in più in busta
paga ai lavoratori intorno ad un
reddito di 23.000. Da maggio a
dicembre la misura costa 6,66,7 miliardi. 10 miliardi l’anno a
partire del 2015. Il decreto col
quale si sostanzierà il taglio arriva il 18 aprile sul tavolo del
Cdm.
- IRAP, SI PUNTA A TAGLIO
10%: Per le aziende il governo
intende intervenire sull’Irap:
l’imposta regionale sulle attività produttive. La sforbiciata sarebbe del 10% annuo quindi par-
tendo nel 2014 a circa metà anno sarebbe la metà.
- SOTTO TIRO I MANAGER
PUBBLICI: Manager (ma anche
dirigenti) pubblici a rischio. Si
punta ad inserire un tetto ai loro
stipendi: non potranno prendere più del presidente della Corte
di Cassazione (poco più di
300.000 euro l’anno). Ma si potrebbe scendere anche più giù:
239mila euro che è quanto viene
riconosciuto al Capo dello Stato.
- MANNAIA SU BENI E SERVIZI: Dalle matite alla carta igienica arriva il nuovo taglio. Le
amministrazioni pubbliche dovranno garantire risparmi per
circa 800 milioni. Insomma bisogna tagliare la spesa improduttiva e aumentare i servizi.
- ENTI INUTILI: Il primo a finire nel mirino è stato il Cnel («le
famiglie a casa si chiederanno
come faremo ora senza il Cnel»,
ironizza Renzi). Ma sono moltissimi in Italia gli enti sopprimibili. Ma il percorso non è semplice.\
LA VERIFICA La Commissione europea valuterà se le coperture delle riforme sono credibili
Bruxelles aspetta il Def: a maggio il responso
Il punto su cui Ue e Italia hanno visioni differenti
è l’utilizzo dei risparmi in relazione al debito
di CHIARA DE FELICE
BRUXELLES- La Commissione
europea aspetta di vedere il Def
per avviare l’esame delle spese e
la loro sostenibilità, ma se oggi
darà solo un primo commento
generico, la valutazione completa dei conti arriverà intorno al 7
maggio, quando saranno pubblicate le nuove previsioni economiche europee.
Bruxelles cercherà di capire se
le coperture delle riforme, come
il taglio del cuneo, sono credibili,
e se il taglio della spesa andrà ad
aggredire il debito oppure sarà
usato tutto per finanziare le misure in arrivo.
Il punto su cui Ue e Italia hanno visioni differenti è proprio
questo, cioè l’utilizzo dei risparmi: Bruxelles vuole assolutamente vedere una riduzione del
debito, attraverso la riduzione
del deficit strutturale che stando
alle sue previsioni è dato in aumento per il prossimo anno. Dallo 0,6% di quest’anno al -0,8% del
2015, quando invece dovrebbe
tendere allo zero, cioè al pareggio previsto dal Fiscal Compact e
scritto nella nostra Costituzione.
L’Italia invece vuole utilizzare
il taglio della spesa pubblica per
le riforme strutturali, che faranno salire il pil e quindi agendo
sul denominatore del rapporto
debito/pil, scenderà anche il nominatore, cioè il debito.
E poi, faceva notare il ministro
Pier Carlo Padoan qualche giorno fa, il taglio del cuneo è già un
intervento strutturale, quindi
compenserebbe quell’aggiustamento strutturale che chiede la
Ue. Ma ancora una volta, è qui
che l’Italia si scontra con le regole Ue: Bruxelles ci richiama da
mesi sull’aggiustamento strutturale, chiedendoci uno sforzo
di 0,5-0,6%, e potrebbe non accettare di barattarlo con le riforme.
Anche perché dall’anno prossimo scatta la regola del debito:
se non si avvia già da quest’anno
su un percorso di riduzione, dal
2016 si dovrà ridurre la parte eccedente il 60% di un ventesimo
all’anno. Operazione insostenibile.
L’Italia punta quindi a rinegoziare i tempi dell’aggiustamento
strutturale, e quindi di riduzione del debito, e quindi del raggiungimento del pareggio di bilancio. Per rinviare il pareggio
però, deve chiedere l’autorizzazione del Parlamento e un parere
della Commissione.
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IL CONFLITTO In campo il ddl alternativo
Scontro interno nel Pd
I ventidue non mollano
e Renzi alza la voce
di GIOVANNI INNAMORATI
Curiosi di fronte a Palazzo Chigi durante il Consiglio dei Ministri
|
LA SENTENZA
|
Candidatura europea
Strasburgo dice di no
di YASMIN INANGIRAY
ROMA - Un misto di rabbia e incredulità. Così viene descritto
Silvio Berlusconi a chi lo ha sentito al telefono poco dopo la decisione della corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo che ha respinto la richiesta presentata
dall’avvocato Ana Palacio, di sospendere gli effetti della sentenza Mediaset che impedisce al Cavaliere di correre alle Europee.
Un niet arrivato nel giro di 24
ore che ha contribuito ad incupire ancora di più l’ex capo del
governo: è sempre la stessa storia, sarebbe stato lo sfogo, l’obiettivo resta quello di mettermi
a tacere.
Nonostante la notizia bruci
parecchio, il Cavaliere (dolorante ancora al ginocchio tanto da
doversi sottoporre a delle infiltrazioni) sceglie di restare in silenzio. Nessun commento da
parte sua né tanto meno dai dirigenti azzurri. A consigliare all’ex capo del governo di silenziare tutti sarebbe stato proprio il
di FRANCESCA CHIRI
Silvio Berlusconi
pool dei suoi avvocati. Una nuova strategia rispetto a quanto
stabilito meno di una settimana
fa con il suo staff e cioè interviste televisive a raffica, una sorta
di occupazione mediatica in vista della sentenza del 10 aprile
in cui si deciderà il suo futuro:
gli italiani saranno informati di
quello che vogliono farmi - era
stato il ragionamento - e soprattutto i giudici si renderanno
conto che non possono togliermi il diritto di parlare.
Tutto è però rientrato dopo un
attento esame da parte dei suoi
avvocati: è meglio restare in silenzio ed evitare un clima incandescente, gli avrebbero detto. E
così complice anche l’infiammazione al ginocchio decide di restare ad Arcore da cui non sembra intenzionato a muoversi almeno fino a giovedì. Saltati tutti
gli appuntamenti tra cui quello
clou con Matteo
Renzi diventato un
vero e proprio giallo. Fonti ben informate di Forza Italia
fanno sapere che il
faccia a faccia tra i
due era in programma per ieri a
palazzo Chigi. Nulla da fare, il tutto si
è risolto in una telefonata lunedì sera.
Forza Italia continuerà a sostenere le Riforme ma questo
non vuol dire che l’atteggiamento di Renzi vada bene all’ex
premier: dovrebbe essere lui a
rassicurare me sulla tenuta del
suo partito, è il ragionamento
dell’ex premier.
La notizia
ha lasciato
tutti attoniti
e si sceglie
il silenzio
ROMA - Il ddl di riforma del governo è stato firmato dal presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano ed è arrivato in Senato, dove oggi partirà il suo iter,
prima in Commissione e poi in
Aula, con l’obiettivo di approvarlo entro il 25 maggio. Ma ieri a tenere alta la tensione, soprattutto
all’interno del Pd, ci hanno pensato i 22 senatori democratici firmatari del ddl alternativo, i quali
in una Assemblea del gruppo
hanno rifiutato di ritirarlo, dando spazio così ai
dubbi di Forza
Italia secondo la
quale sarebbe il
Pd a creare problemi a Renzi e
non gli «azzurri». E il premier
replica a muso
duro ribadendo
che sì si può discutere ma senza
mettere sempre
tutto in discussione da parte di
alcuni senatori
del Pd «in cerca
Luigi Zanda
di visibilità».
Ieri il presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda, ha convocato la terza riunione
dedicata alle riforme, e una quarta ci sarà martedì prossimo. Il fatto che alla fine non si sia votato è
indice del fatto che nonostante la
diversità di posizioni non si è arrivati alla rottura e che Zanda e il
suo vice Claudio Martini sperano
in una ricomposizione.
Apparentemente le posizioni
sono inconciliabili. I 22 dissidenti, capeggiati dall’ex ministro per
le riforme Vannino Chiti, mettono infatti in discussione uno dei
«paletti» posti dal premier Matteo
Renzi, quello di un Senato non
eletto e senza indennità per i suoi
inquilini. Il ragionamento dei 22
è che se il futuro Senato dovrà avere funzioni di garanzia (come prevede anche il testo del Governo),
allora esso deve essere composto
da senatori eletti direttamente
dai cittadini e non espressione dei
Consigli Regionali. Giorgio Tonini ha ricordato che il ddl del governo riprende le tesi dell’Ulivo
del 1996 (erano le tesi numero 3 e
4) ma non ha convinto i 22 che con
Corradino Mineo e Felice Casson
hanno replicato con un «niet» alla
richiesta di ritirare il testo. Mi-
L’OPERAZIONE Sfiduciato il sindaco di Parma Federico Pizzarotti
nacciosa la risposta di Casson alla
domanda se ritiene vincolante
l’indicazione del partito: «Prima
viene la Costituzione e poi il Pd».
Da un punto di vista pratico il
mantenimento del ddl Chiti non
rallenta l’iter parlamentare: la
commissione Affari costituzionali adotterà infatti il ddl del governo come testo base e i restanti
rimarranno lettera morta. Ma
conta l’atteggiamento dei 22 che
potranno riproporre le loro tesi in
forma di emendamento e soprattutto potrebbero non votare il testo del governo. Zanda spera di
trovare un accordo
lavorando
sulla valorizzazione delle funzioni del futuro
Senato, come ha
suggerito anche
Anna Finocchiaro. Renzi non intende trattare
sui suoi «paletti»: «Noi rispettiamo tutti, discuteremo ancora in dettaglio
sulla riforma,
ma non si rimette tutto in discussione come se dopo 20 anni sia ammissibile tornare da capo», dice criticando, e dimostrandosi molto sorpreso, i
5stelle che «difendono» le indennità dei senatori.
Grande Confusione c’è anche in
Forza Italia. Ieri Giovanni Toti ha
ribadito quanto affermato da Silvio Berlusconi lunedì in tarda serata che aveva corretto l’ultimatum di Renato Brunetta al governo. Per Forza Italia, ha detto Toti,
il «patto del Nazzareno» (quello
dell’incontro Renzi-Berlusconi
del 18 gennaio) è sempre valido,
ed esso prevede la non eleggibilità del Senato. Toti ha fatto questa
precisazione dopo che il capogruppo in Senato, Paolo Romani,
rilanciava l’elezione diretta dei
senatori e Maurizio Gasparri attaccava Renzi e il governo. Malumore c’è anche tra i deputati «azzurri» per gli ultimatum di Brunetta al governo sull’Italicum,
che hanno rischiato di creare la
rottura sulle riforme: scenario
che spaventa tutti in Forza Italia,
perché spingerebbe il partito in
un angolo e perché potrebbe portare altri senatori e deputati a traslocare nella casa di Angelino Alfano.
co di Parma» tuona Grillo dal blog prendendo di
mira le sue critiche sui
candidati «sconosciuti». Un post che, visti i
trascorsi, potrebbe presto tradursi in una nuova espulsione. «Alla fine Pizzarotti è fuori dal partito»
commenta Daniele Martinelli, per
sua stessa ammissione cancellato
dalle liste dei candidati per fare
parte dello staff della Casaleggio.
La scommessa delle europee è
vitale per il Movimento, ma quasi
di più lo è quella per la conquista
del Piemonte: Grillo ci conta molto
e per cercare di coronare il sogno
intende impegnare gli sforzi per
fare guerra a Chiamparino. E sabato, quando Renzi sarà a Torino
al PalaIsozaky per sostenere i candidati Pd alle amministrative, il
candidato governatore Cinque
Stelle, Davide Bono, sarà in piazza
Castello. Un segnale che la sfida il
M5s intende lanciarla davvero..
Grillo a caccia di un milione di euro
ROMA- Cinque Stelle
sotto choc per l’improvviso malore che ha colpito il cofondatore del Movimento, Gianroberto
Casaleggio. Ma la notizia sulle condizioni di salute del
guru pentastellato, operato alla
testa e omaggiato in rete dal popolo degli attivisti, non basta a mettere a freno l’attivismo del Movimento e di Grillo che chiama a raccolta gli elettori per un “fund raising” per la campagna elettorale.
E che decide di silurare dal blog il
sindaco M5s di Parma, Federico
Pizzarotti.
In Parlamento, mentre Renzi
provoca il Movimento additandolo come «difensore delle province e
delle indennità», il M5s deve prendere posizione sulle riforme ed in
particolare sulla possibile convergenza sul testo di un altro partito.
E nello specifico sulla proposta al-
ternativa del democratico Vannino Chiti.
Una prima apertura arriva dal
capogruppo al Senato, Maurizio
Santangelo: «Credo proprio di sì»
dice il senatore (che oggi lascerà il
timone del gruppo o al collega
Maurizio Buccarella o alla senatrice Elisa Bulgarelli) facendo notare che a parte qualche dettaglio
«quello presentato da Chiti è di fatto il nostro testo».
Un’apertura
prontamente
smentita a stretto giro dallo stesso
Santangelo con il capogruppo alla
Camera, Giuseppe Brescia: «si discuterà in rete con tutti gli iscritti
del Movimento». L’argomento
verrà approfondito in una riunio-
ne congiunta in cui si parlerà però
soprattutto delle elezioni Europee. Ieri Beppe Grillo ha lanciato
un appello al finanziamento del
Movimento che deve affrontare la
campagna elettorale non solo per
l’Europa ma anche per le amministrative.
Serve un milione di euro, annuncia il leader M5s dal blog dove
invita a fare donazioni: «Contribuiremo tutti, 5, 10, 20, 1000 euro. Pochi ma buoni, pochi da tutti». Finanziamenti che servono
per allestire i palchi di una campagna che il Movimento, quasi unico
nel panorama politico, sta battendo palmo palmo nelle piazze d’Italia. Le Europee le «vinciamo noi.
Siamo ai sondaggi: siamo al 92%,
devo fare qualche cosa di clamoroso per abbassare il gradimento!»
scherza Grillo. Ma anche per le
amministrative: «siamo pieni di
faldoni, di carte, 600 liste per le
amministrative. Vivo dal notaio!». Candidature che devono essere certificate entro il 16 e che potrebbero giustificare il nuovo, improvviso, attacco del leader M5s
contro il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. Il quale era finito
nel mirino dei vertici pentastellati
proprio per aver chiamato a raduno i candidati sindaci senza il loro
via libera. «Capitan Pizza non è
d’accordo con quelle stesse regole
che l’hanno portato a essere sinda-
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PETROLIO
Il presidente: «Farò
la mia parte.
Ma lo stesso dovranno
fare i parlamentari»
E propone un testo
Marcello Pittella e a destra una seduta del Consiglio
Regionale
Titolo V, «inevitabile ma governabile»
Il Consiglio regionale dà mandato a Pittella di portare la posizione dell’Aula a Roma
di MARIATERESA LABANCA
TUTTI d’accordo, o quasi: il processo di riforme costituzionali in atto con quella
modifica del Titolo V voluto dal Governo
Renzi è inevitabile. Compreso, quindi, il
passaggio delle competenze da Regioni
allo Stato di alcune materie concorrenti:
prima fra tutte l’energia, quindi il petrolio. Quello che potrà fare la Basilicata è
cercare di far valere il suo peso in qualità
di prima regione che concorre al fabbisogno energetico nazionale. Mantenendo,
comunque, le sue prerogative in fatto di
autorizzazioni ambientali. Una difesa
che va giocata prima al tavolo RegioniGoverno e poi in Parlamento. Fatta salva
quella vertenza più ampia per rivendicare la giusta contropartita dalle attività
estrattive, che il presidente Pittella ha annunciato di voler istruire a
Roma.
E ieri alla fine del dibattimento in aula - dopo la seduta
dello scorso due aprile aperta
dalla relazione del presidente
del Consiglio, Lacorazza - la
maggioranza dei consiglieri,
a eccezione di quelli del Movimento 5 Stelle, ha approvato
la risoluzione che dà mandato
al governatore di rappresentare ai vertici istituzionali
dello Stato quanto emerso nel corso del
Consiglio. E ieri è toccata proprio a Pittella, in un appassionato intervento, la relazione conclusiva sulla delicata questione.
La sua linea, che - dice lui stesso, «sposa
delle conclusioni del presidente del Consiglio», soprattutto nella ricostruzione di
quel cortocircuito Regioni- autonomie locali - Governo centrale - è chiara: opporsi a
un mutamento inevitabile significherebbe rischiare «di finire stritolate dalla storia». Dunque, «alle Regioni, a cui pure
vanno riconosciute molte colpe, spetta
abbracciare il nuovo corso, mantenendo
la difesa della propria autonomia». Le riforme, seppure impopolari, vanno governate. «Le riforme volute da Renzi - dice il
presidente - non saranno una cambiale in
bianco. La Basilicata che concorre al 15
per cento del fabbisogno energetico nazionale non può non avere una propria
griglia normativa in tema di energia e
salvaguardia del territorio.
Ma la difesa della Basilicata - ha aggiunto - «non spetta solo al presidente della Regione». «I nostri parlamentari in au-
«Alle Regioni
restano
competenze
in materia
ambientale»
Roberto Cifarelli
Michele Napoli
Vito Santarsiero
Giusto rivedere competenze
Stato e Regioni, ma senza
rimette indietro le lancette
dell'orologio a prima del 2001
Rivedere la forma
dell’architettura
costituzionale è un fatto
ineludibile per l'Italia
Il Paese deve molto
alle Regioni, è merito loro se
la crisi non ha avuto effetti
ancora più devastanti"
la - aggiunge - dovranno fare un importante lavoro», per cercare di strappare le
migliori condizioni per la regione. «E come Regione - aggiunge - stiamo provando
ad offrire anche spunti ai nostri parlamentari». Cita in aula una proposta che
potrebbe diventare un testo da portare in
Parlamento. «Redatta - ci tiene a precisare - da un nostro dirigente, che mi è stata
consegnata poche ore fa». Prevede sostanzialmente di introdurre un limite alle attività esplorative ed estrattive, fissato nel 40 per cento del sottosuolo regionale disponibile, con un limite di 200.000
barili estraibili.
Poi, ribadisce: «Io non sono contrario
all'utilizzo virtuoso del petrolio. E' una risorsa del nostro territorio dalla quale, se
bene utilizzata e nel rispetto di salute e
ambiente, dobbiamo ottenere le migliori
condizioni di occupazione e imprenditoria».
E aggiunge: «Condivido l’analisi del
presidente Lacorazza sull’esistenza di un
clima di esasperazione. Ma che, non dobbiamo nascondercelo - aggiunge - arriva
soprattutto dagli errori commessi nel
passato, da parte di tutti i soggetti interessati».
Quindi, la vertenza petrolio va giocata
nell’ottica di una risorsa fondamentale
per la Basilicata, a patto - e questo viene
prima di tutto - di garantire la tutela dell’ambiente e della salute umana, cercando di portare a casa i maggiori benefici
che se ne potranno trarre. Una causa a cui
tutti, secondo pesi e responsabilità, dovranno contribuire.
E al termine dei lavori del Consiglio, ieri, è stata approvata anche la mozione che
prevede la cooperazione tra regioni del
Sud, senza modificare i confini amministrativi. Ok dall’aula anche all’abolizione
dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura. «Va riconosciuto - ha detto Pittella che molte delle riforme ferme per decenni
con i le conseguenze che tutti conosciamo, hanno avuto un’incredibile accelerata in questi due mesi».
[email protected]
|
I LAVORI IN AULA
|
Via l’Arbea. Collaboratori,
passa la proposta Romaniello
VIA l’Arbea. Il Consiglio ha approvato a
maggioranza un disegno di legge di
riorganizzazione delle funzioni regionali in materia di erogazioni comunitarie in agricoltura che trasferisce le competenze dell’Agenzia agli uffiic regionali. Obiettivo del ddl la riconfigurazione e la riorganizzazione del sistema regionale che presiede all’istruttoria delle
domande di aiuto da parte delle aziende
agricole lucane e alle conseguenti erogazioni. Il ddl prevede, inoltre, che la dotazione organica della Regione sarà aumentata del numero di posti corrispondenti al personale trasferito dall’ente in
liquidazione, nonché dall’utilizzazione
delle graduatorie dei vincitori dei pubblici concorsi espletati da Arbea, vigenti
al 31/12/2013, la cui validità è prorogata al 31 dicembre 2016. Nel corso della
seduta è stata anche approvata la proposta di legge di Romaniello che prevede
che un terzo della somma corrisposta ai
consiglieri regionali per le spese di esercizio del mandato (4.500 euro) dovrà essere esclusivamente impegnata per
“l’instaurazione di rapporti contrattuali di natura privatistica tra il consigliere
regionale e i propri collaboratori”. Mentre il consigliere M5S, Leggieri, ha presentato un’interrogazione sil maetriale
radioattivo della Trisaia.
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EUROPEE Oggi la direzione nazionale decide sulle candidature
Bersaniani contro Gianni
D’Attorre: «Non vanno bene le deroghe oltre il terzo mandato»
IL nodo ufficialmente verrà
sciolto questo pomeriggio.
Quando la direzione Dem dovrà
decidere sulle candidature proproste da Renzi per le Europee di
maggio. E se quella del lucano
Gianni Pittella sembrava ormai
scontata e “blindata” dallo stesso
premier, qualcuno a mettere i bastoni tra le ruote ci ha provato. I
bersaniani, e in particolare il deputato D’Attorre, hanno sollevato molte perplessità sulle candidature oltre il terzo mandato: come quella dell’attuale vicepresidente Pittella al Sud, e Patrizia
Toia al Nord. “Non vanno bene le
deroghe di questo tipo”, ha dichiarato D’Attorre che promette
di portare la questione alla direzione di oggi.
Certo, l’europarlamentare lucano, tra l’altro lanciato verso il
prestigiosissimo incarico di pre-
|
Gianni Pittella
sidente del Parlamento europeo e
che a tutti gli effetti si considera
già in campagna elettorale, deve
aver avuto le massime rassicurazioni da Renzi.
Nelle mire dei bersaniani anche anche la candidatura di Michele Emiliano, capolista al sud,
VERSO LE COMUNALI
|
Nella stessa sede che fu di Pittella per le regionali
Primarie, Falotico inaugura
il comitato elettorale
OGGI, alle ore 18.00, Roberto Falotico, in vista delle primarie di domenica per le amministrative di maggio, inaugura il suo comitato elettorale
di Via del Gallitello, 55. Ovvero nella stessa sede che ha
fatto da quartier generale a
Marcello Pittella per la corsa
alle regionali. «E’ un appuntamento importante, nodale
rispetto ad un percorso di
apertura, condivisione, confronto, che vogliamo inaugurare per dare la parola ai
cittadini e ascoltare le loro
istanze – dichiara l’ex assessore regionale alla Formazione - Anche di fronte a consigli che ci invitavano a riflet- Roberto Falotico
tere sulle Primarie, che potrebbero nascondere insidie e trappole da
parte dei nostri avversari politici, non ci siamo fermati perché crediamo fortemente in
questo strumento di rappresentatività che
non può essere utilizzato a intermittenza. E’
giusto che i cittadini sappiano che altrove
troveranno candidati “indicati”, mentre qui
segretario regionale del Pd pugliese, nonché sindaco uscente
di Bari, che potrebbe correre alle
regionali in Puglia dell’anno
prossimo. Nel suo caso le opposizioni rigaurdano i troppi incarichi che Emiliano averebbe tra le
mani.
« Già fa il sindaco di Bari - ha dichiarato anche in questo caso
D’Attorre - e contemporaneamente anche il segretario regionale, in violazione dello statuto
che impedisce il cumulo degli incarichi. In più, va a Strasburgo
per un tempo limitato, visto che
pare voglia candidarsi per le regionali in Puglia nel 2015. Il tutto in contraddizione con i criteri
di candidatura stabiliti dallo
stesso Renzi. Vale a dire: rinnovamento e candidati che vadano
in Europa per impegnarsi nel
Parlamento Ue».
da noi potranno esercitare un’opzione di volontà che è segno essenziale e distintivo di democrazia. Un piccolo sacrificio di tempo, nella Domenica
delle Palme, potrà rappresentare un grande gesto per
la città». In attesa delle Primarie, il candidato Sindaco
per la lista “Potenza Condivisa” guarda già al futuro e domani sera lancerà i primi temi della campagna elettorale
che si snoderà attraverso
l’impegno nel sociale (con
una particolare attenzione
agli “ultimi”), la rigenerazione urbana attraverso un
nuovo e più ecologico paradigma della mobilità cittadina, una grande attenzione al
tema dell’energia e dei rifiuti, una forte spinta all’economia e all’innovazione attraverso
la valorizzazione delle risorse umane di ogni
età e allo spazio da dedicare a cultura, sport,
tempo libero di una città che Falotico immagina «più aperta, inclusiva, responsabile, sostenibile».
E Galella polemizza
«Con i capelli bianchi
vado bene
come sindaco?»
CON un ritocchino a colpi di photoshop e un
post su facebook, il “fratello” d’Italia, Alessandro Galella, per l’occasione completamente brizzolato, polemizza: «Adesso posso
anche io aspirare a fare il sindaco. Basta poco». Chiara la polemica contro l’età dei candidati per le amministrative di Potenza.
TADDEI (NCD) REPLICA AL GOVERNATORE
I soldi del bonus sono dei lucani
Pittella non demolisca le cose buone
di VINCENZO TADDEI*
I 230 milioni di euro (circa 700 euro
a patentato) accumulati ai sensi dell’articolo 45 della Legge 99 del
2009, destinati al Bonus Carburante sono dei lucani e non della Regione Basilicata.
Il Presidente Pittella deve sapere
che su questo tema i gruppi parlamentari del Senato e della Camera,
nonché i rappresentanti del Governo del Ncd non defletteranno di un
millimetro.
Troverà invece la piena e totale disponibilità del NCD nel fare una battaglia affinché venga modificato il
decreto attuativo dell’articolo 16
ove sono stati assentiti solo 50 milioni di euro all’anno.
Somma assolutamente insufficiente a finanziare le iniziative previste nel Memorandum, siglato nell’aprile 2011 tra Governo Nazionale
e Regione Basilicata (Viceconte-Soglia-De Filippo).
Pertanto è necessario che tutti i
parlamentari, insieme alla Regione, facciano sentire la propria voce a
sostegno della iniziativa parlamentare assunta, nei giorni scorsi, dal
Sen. Viceconte Responsabile Nazionale Mezzogiorno NCD, finalizzata
a stimolare il Governo su questi te-
mi con l’obiettivo di riaprire un tavolo di confronto
che riprenda il filo conduttore di un itinerario
virtuoso, sviluppatosi negli anni scorsi e generato- Il coordinatore di Nuovo Centro Destra, Taddei
re di importanti iniziative
legislative, grazie soprattutto ai concentri le sue forze e le sue iniziaparlamentari del centrodestra, teso tive per raggiungerne altre, tra l’ala dare alla Basilicata delle giuste tro già previste, nell’esclusivo intecontropartite per il petrolio estratto resse dei cittadini lucani.
Non è il tempo delle posizioni
nel suo territorio.
Estrazione che dovrà sempre av- ideologiche ma è il tempo di affronvenire nel pieno del rispetto dell’am- tare i problemi reali della Basilicata.
biente e della salute dei cittadini.
Il Presidente Pittella non demoli* Coordinatore regionale Nuovo Censca le cose buone già realizzate e
trodestra
|
TRASPORTI
|
Mollica: «Così
possiamo
risparmiare 5
milioni»
«Con l’approvazione di alcuni emendamenti sul tema dei trasporti si possono
risparmiare almeno 5 milioni di euro»: è quanto ha
sostenuto ieri in aula il consigliere Franco Mollica.
Che spiega: «E’ questo l’impegno che è alla base di una
serie di emendamenti che
ho presentato».
Le proposte messe in
campo intervengono a modificare ed integrare, con
l’aggiunta di quattro commi l’articolo 1 della DGR
306 del 2014 avente ad oggetto “Ambito Territoriale
e criteri di organizzazione
dello svolgimento dei servizi di Trasporto Pubblico
Locale”, «garantendo alla
Regione un risparmio di 5
milioni di euro annui».
In particolare la riduzione di un anno del termine
di cui al comma 4 (attualmente del 31.12.2017) si
basa sulla constatazione
che prima si riorganizza il
sistema e prima si risparmia, ponendo comunque
alla base un termine congruo.
L’introduzione del comma 5 viene messa in campo
anche in virtù di quanto ci
viene chiesto di risparmiare dallo Stato, perché attualmente
ci
sono
2.200.000 Km di servizi
FAL e 1.200.000 Km di servizi Trenitalia svolti come
servizi su gomma con un
costo a Km di 4,50 euro per
i primi ed 2,40 euro per i secondi. «Diversamente i servizi messi a gara al Cotrab
hanno un costo molto ridotto, pari ad 1,40 euro a
Km, il tutto con un importante risparmio ed un implemento lavorativo a favore delle imprese locali».
Per quanto attiene il
comma 6 lo stesso garantisce la semplificazione dei
pagamenti, riconoscendo
alla regione la possibilità di
erogare i corrispettivi direttamente alle imprese,
considerato tra l’altro l’abolizione delle province.
Aspetto questo che, velocizzando i pagamenti, evita
sofferenze per le imprese.
Il comma 7 si pone come
un atto quasi necessario,
infatti la necessità di fissare una data per la messa in
funzione di quanto previsto dalla DGR n. 1049 del
7.08.2012,
entro
il
30.06.2014, discende dalla
lungaggine della tempistica per l’erogazione di un
servizio che era già compreso nell’ambito di uno
schema e dell’avviso di gara ai quali i gestori del TPL
hanno partecipato ed il cui
contratto è stato sottoscritto da diversi anni (2008).
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POLITICA
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La finanziaria approvata a maggioranza, Sel e M5S si astengono
Ma i consiglieri discutono sullo stato dei debiti delle aziende
Verso la riforma dei trasporti
In terza commissione si è discusso della modifica del sistema pubblico locale
POTENZA - Alla fine anche
nella terza commissione
regionale, quella sulle attività produttive, territorio e
ambiente la finanziaria regionale è passata senza
troppi scontri. I voti favorevoli sono quelli di Bradascio (Pp), Castelgrande
(Pd), Benedetto (Cd), Pietrantuono (Psi). A votare
contro invece Rosa (PlbFdi) e Mollica (Udc) Romaniello (Sel) e Leggieri (M5s)
invece si sono astenuti.
Sono stati votati, quindi,
i tre ddl che compongono la
manovra: il Collegato alla
legge di bilancio bilancio
2014-2016, il Bilancio di
previsione per l’esercizio finanziario 2014 e bilancio
pluriennale per il triennio
2014-2016 e la Legge di
stabilità regionale 2014.
La discussione in commissione però ha interessato soprattutto il trasporto pubblico regionale, tant’è che sono stati ascoltati i
responsabili dell’Ufficio
trasporti. Questo perché
nel disegno di legge collegato alla legge sul bilancio
si parla anche di una riorganizzazione dell’intero sistema, a partire
dai contratti di
servizio in scadenza quest’anno. È toccato
quindi ad Angelo Santo Luongo e Donato Arcieri, ovvero i
due responsabili dell’Ufficio trasporti, discutere su
uno degli aspetti più delicati del ddl, ovvero l’articolo 1 in merito all’ambito territoriale e i criteri di organizzazione dello svolgimento dei servizi di Trasporto pubblico locale. Sì
perché ormai il Tpl va verso
una riforma complessiva.
Se è vero che il primo comma dell’articolo non fa altro che “allineare” la normativa regionale a quanto
richiesto anche nel decreto
governativo “Milleproroghe”, il comma 3 punta direttamente al riassetto.
E qui i due dirigenti hanno parlato di «affidamento
dei servizi di Tpl organizzati, rispettivamente, in rete dei servizi ferroviari, rete dei servizi automobilistici extraurbani e rete dei
servizi automobilistici comunali, nel bacino territoriale unico regionale, secondo principi di intermodalità ferro-gomma, con riferimento, anche, ai servizi
di adduzione agli scali ferroviari, di integrazione
delle reti, dei servizi ed integrazione tariffaria, la Regione procede con l’aggiornamento del Piano regionale dei trasporti e del Piano dei trasporti di bacino,
nonché con la rideterminazione del livello dei servizi
minimi.
«Nelle more della riorganizzazione tesa alla razionalizzazione ed efficienza
del sistema, il comma 4 – ha
Da sinistra:
l’assessore
Berlinguer e
alcuni bus
del Cotrab. In
basso il
presidente
della terza
commissione
Pietrantuono
riferito ancora Arcieri - fatta salva l’organizzazione
dei servizi di trasporto pubblico locale negli ambiti territoriali già previsti dalle
discipline di settore e dalle
disposizioni regionali vigenti e, al fine, di armonizzare l’esercizio dei servizi
in essere, stabilisce che i
contratti di servizio relativi a
nuovi
affidamenti dovranno
avere scadenza
non oltre il 31 dicembre 2017».
ma c’è da fare
chiarezza anche
sulla situazione debitoria
delle aziende associate e del
Cotrab, in questo momento
in trattativa con l’assessore Berlinguer per la costruzione di un piano di rientro. Ovviamente la questione prende spunto da quanto già detto da
Berlinguer
nelle settimane scorse.
La Basilicata va verso un
nuovo sistema
unico dei trasporti,
con
una biglietteria unica e la
creazione di
un osservatorio sul trasporto pubblico locale.
La questione servirebbe
soprattutto a
mettere in rete
le aziende e
tentare di contenere i costi.
Ma stando ai
consiglieri intervenuti c’è
anche bisogno
di stabilire norme sanzionatorie per quei Comuni
che, senza aver proceduto
ad alcuna gara di appalto
ad evidenza pubblica come
previsto dalla norma, continuano a rinnovare annualmente le licenze per il
servizio di trasporto sostitutivo.
v. p.
Si va verso
il biglietto
unico regionale
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|
ACCORDO QUADRO SULLE INFRASTRUTTURE
|
La Cgil: «L’Anas deve avviare
il prima possibile i lavori»
POTENZA - Dopo la sottoscrizione del programma quadro sugli
interventi infrastrutturali in regione sono i sindacati ad intervenire sulla questione. E nonostante nella riunione che Pittella ha
avuto con i sindaci i tempi erano
stati ben delineati la Cgil ha chiesto all’Anas «di avviare immediatamente tutte le procedure di gara e cantierizzare nel breve tempo
possibile tutti gli interventi, in
modo da contribuire ad arginare
l’inarrestabile declino del settore
delle costruzioni
nella nostra Regione, ma soprattutto
per porre fine alla
perdita di vite umane che ogni giorno
assistiamo da troppo tempo sulla Potenza- Melfi al cui Il segretaario generale della Cgil basilicata, Summa
lungo elenco dall’iOra, su alcuni interventi ci sanizio dell’anno si quadro “rafforzato” è molto strinvanno ad aggiun- gente e prevede anche delle san- rà da attendere almeno fino alla
gere le altre due vit- zioni nel caso non si rispetti il cro- fine del 2019 per vedere quantotime dell’ultimo in- noprogramma. E nell’ambito dei meno concluse le progettazioni.
cidente verificatosi progetti rientrano le opere più de- Questa è una cosa che interessenell’ultimo fine set- licate: stiamo parlando del com- rà soprattutto il territorio matetimana, assegnan- pletamento del Primo stralcio rano, ma non è la sola opera che
dovrà attendere. Ad
do alla Potenza- funzionale della Ss
oggi infatti è stata
Melfi il primato 655 Bradanica tra il
trovata solo una parte
della strada più pe- Km 76 e il Km 82 , al
(400 milioni) dei fondi
ricolosa del nostro confine tra Puglia e
destinati al restyling
territorio , una Basilicata nel comune
completo della Basilitempo battezzata di Spinazzola, dei lavocata.
“strada della mor- ri di messa in sicurezIl resto si dovrà vate” e oggi ribattez- za della statale 658 Polutare volta per volta,
za strada “ Kil- tenza-Melfi tra il Km 0
tenendo presente che
e il Km 48, del compleler”».
l’Anas stessa almeno
Dunque stango alla Cgil c’è bi- tamento della Bretella
sogno di stabilire una tabella di di Collegamento tra la 585 Fondo su un intervento ha investito
marcia ristretta, anche se il ter- Valle Noce-Abitato di Lauria, del qualcosa.
Per quanto riguarda la Gioia
mine previsto dall’accordo è il 30 completamento della S.S. 95 Titogiugno almeno per una parte de- Brienza (realizzazione VI° Lotto, del Colle-Matera però i dubbi ci
gli interventi già finanziati dalla variante abitato di Brienza, e de- sono ancora, mentre tra gli interdelibera del Cipe. Le progettazio- gli svincoli di Satriano e Tito ) e la venti più immediati è prevista la
ni infatti sono ormai concluse, progettazione preliminare e defi- chiusura definitiva del cantiere
servirà il tempo per poter mettere nitiva della Matera-Ferrandina- della cosiddetta bretella di LauPisticci e della Gioia del Colle-Ma- ria, eterna incompiuta dai lontaa regime i lavori.
ni anni ottanta.
Ma la timeline dell’accordo tera.
«Porre fine
alla perdita
di vite umane
sulle strade»
RASSEGNASTAMPA
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9
TECNOLOGIE
Abbattere
drasticamente
la burocrazia
con una semplice
penna usb
di VALERIO PANETTIERI
POTENZA –Un documento di identità e il
codice fiscale. Non serve nient'altro per
ottenere il famoso “token”per la firma digitale. Alla fine dietro una parola che
può risultare ostica per qualcuno c'è una
semplice pennetta usb con il logo della
Regione Basilicata. In questa penna, c'è
tutto quello che serve per conservare la
nostra identità anche sulla rete. Una piccola scheda sim che contiene i nostri dati,
unica e virtualmente non replicabile, e
un piccolo dispositivo di memoria che al
suo interno contiene anche programmi
utili in caso si utilizzino computer senza
alcune applicazioni fondamentali. Semplicemente ci sta un programma per editare testi in word, un browser per la navigazione, un client di posta elettronica e
uno di scambio di dati su server. A chiudere il cerchio c'è un programma per
compattare e scompattare i file. Tutto
open source, gratuito e stabile. Ma in
questa piccola pennetta, che ricordiamolo è meglio non perdere perché contiene i
nostri dati personali, è, in fondo, quasi
un bancomat. Solo che al
posto dei soldi al suo interno è registrata la nostra
identità digitale. In effetti
potrebbe sembrare uno
strumento senza una utilità pratica, ma se si ci pensa
meglio il futuro andrà tutto questa direzione. Tant'è
che la Regione qualche
servizio l'ha già messo in
cantiere. A molti bandi regionali non si può partecipare senza firma digitale, così come si
potrebbe accedere al catasto regionale
con un semplice click e un accesso alla rete. Ma il progetto, in un futuro che speriamo non tanto lontano, si potrà accedere al fascicolo sanitario elettronico, dove
saranno registrati tutti i nostri dati sullo
stato di salute. Utile non solo a noi cittadini, ma anche ai medici che potranno
scambiarsi dati ad una velocità disarmante.
Insomma, dite addio alla cara vecchia
carta, ai moduli da compilare, alle carte
da firmare a penna. Basterà possedere
questa pennetta, inserire un codice pin
che in sostanza “firma” indelebilmente il
documento ed inviare tutto via mail.
Qualcosa che sembra un “giocattolo” potrebbe soppiantare l'intera burocrazia
regionale e, quindi, alleggerire anche i
costi del sistema, che è gestito da soldi
pubblici, ovvero della collettività. Dunque la penna viene consegnata con due
schede, la prima da inserire nel dispositivo e la seconda che contiene il pin (come
Pec e token
due cose
diverse
con richieste
differenti
Uno degli sportelli dove è possibile ritirare il token usb per la firma digitale
Un vademecum
per la firma digitale
Siamo andati negli uffici regionali a ritirare il token usb
Ecco per cosa si potrà utilizzare questo nuovo strumento
una qualsiasi sim telefonica) e un altro
codice per l'accesso al Cns, ovvero la carta nazionale dei servizi. Anche in questo
caso le sigle contano poco ma valgono
molto. Cns significa per esempio poter
accedere direttamente al sito dell'Inps
con la nostra identità, sbrigare le pratiche, pagare online, senza muoverci direttamente agli sportelli. E nei servizi
già in funzione sul sito specifico della Regione, ibasilicata.it, c'è anche una funzione che “salverà” non poche persone. Il
servizio che “allerta” quando ci sta per
scadere il bollo auto, vero spauracchio
per ogni automobilista.
Non si tratta di una fase embrionale,
ma siamo ancora all'alba. Solo l'idea di
poter inviare documentazioni evitando il
classico via vai dovrebbe essere un incentivo. Ma c'è da fare attenzione ad un paio
di cose: un documento, una volta firmato
digitalmente, non può essere più modificato. Non si potrà quindi mettere mano
su quel file, né tantomeno tornare indietro. Un altro aspetto invece riguarda alcune funzioni che sono state già messe in
campo da alcuni enti regionali, come per
esempio Acquedotto Lucano, per il disbrigo di pratiche contrattuali. In quel
caso servirà anche la Posta Elettronica
Certificata, ovvero un account di posta
costruito ad hoc dai server della Regione. Firma digitale e Pec sono due cose differenti e hanno due procedimenti separati per farne richiesta.
Noi ieri pomeriggio abbiamo seguito
l'intero iter per ottenere una pennza usb
e contestualmente un account di Pec. E
non c'è nulla di più facile. Basta spendere
pochi minuti negli sportelli dedicati (un
al piano terra ed uno al quinto) e attendere tutte le procedure per la consegna. Ovviamente i tecnici sono lì anche per risolvere i problemi e rispondere alle domande, senza contare che almeno un primo
breve “tour” per capire come funziona il
tutto è d'obbligo.
Ma come si usa? Per firmare basta trascinare il documento su una barra che
comparirà sullo schermo del pc una volta inserita la penna. Nulla di troppo complicato, per una Regione che viaggia verso la nuova era del digitale.
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Venerdì prossimo alla Camera si terrà il “BarCamp” sul futuro digitale dell’Italia
E il Governo chiama a raccolta i creativi
La Camera dei deputati
ROMA - Venerdì prossimo, a
partire dalle 9,30, la Sala del
Mappamondo della Camera
ospiterà il BarCamp #Facciamolagenda, con l’obiettivo di
raccogliere dai partecipanti
idee, progetti, proposte, contributi finalizzati al miglioramento della posizione dell’Italia in rapporto agli indicatori
dell’agenda digitale europea.
E’ il primo BarCamp di Montecitorio: un’innovazione comunicativa che si potrebbe ripetere su altre tematiche. L’evento sarà presentato giovedì
10 aprile alle 10 a Montecitorio da Anna Masera, capo Ufficio Stampa e Comunicazione
della Camera. BarCamp, si
legge in una nota della Camera, è una rete internazionale di
non conferenze aperte, i cui
contenuti sono proposti dai
partecipanti stessi. E’ un pensatoio informale, un incontro
di esperti per raccogliere idee
e proposte. L'idea è di programmare una serie di BarCamp a Montecitorio per promuovere la cultura digitale all’interno delle istituzioni e fare
della Camera un punto di riferimento per altre Istituzioni e
amministrazioni pubbliche in
tema di open data e open access.
In vista del prossimo avvio
del semestre europeo, il tema
prescelto per questo primo
BarCamp è quello
dell’Agenda digitale europea: i
partecipanti individueranno uno
degli indicatori
dell’agenda digitale Ue (raccolti
sul
sito
http://ec.europa.eu/digital-agenda/en/scoreboard) e contribuiranno all’evento presentando un’idea,
un progetto, una proposta per
migliorare la posizione dell’Italia in Europa. L’Agenda digitale è quell'insieme di norme
che vogliono portare il Paese
nel medio-lungo periodo verso
le nuove tecnologie e l’innova-
zione. Realizzata in seguito alla sottoscrizione da parte di
tutti gli Stati membri dell’Agenda digitale europea, presentata dalla Commissione europea nel 2010, è una delle sette iniziative faro della strategia Europa 2020, che fissa
obiettivi per la crescita da raggiungere entro il 2020.
RASSEGNASTAMPA
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L’INCHIESTA
I carabinieri del Noe
tornano a Viggiano
Acquisiti i dati dei server
della compagnia
sulle emissioni di gas
La fiammata del 13 gennaio. A sinistra un militare del Noe durante un
sopralluogo. Sotto l’articolo del Quotidiano dedicato al blitz di febbraio
Perquisizione al centro oli Eni
Indagini sulla fiammata di gennaio, coinvolta anche una ditta di certificazioni ambientali
dI LEO AMATO
POTENZA - Tutti i dati delle centraline dell’Eni che monitorizzano in continuo le
emissioni dai camini del Centro oli di Viggiano, con un occhio particolare a quanto
registrato durante l’ultima fiammata anomala. E’ quello che cercavano i militari del
Noe dei carabinieri che ieri mattina hanno
fatto di nuovo irruzione nell’impianto della
compagnia del cane a sei zampe.
A firmare il decreto di perquisizione esibito dai carabinieri al comando del capitano
Luigi Vaglio sono stati i pm della Direzione
distrettuale antimafia lucana, che hanno
disposto l’acquisizione di copia integrale
delle informazioni memorizzate sia sui server che gestiscono in automatico le rilevazioni in loco, sia su quelli di una società di
Potenza che si occupa della loro analisi.
GLI INDAGATI
L’inchiesta è la stessa
del blitz e degli avvisi di
garanzia di febbraio, in
cui risultano indagate
per traffico di rifiuti 11
persone. Tra loro ci sono
anche l’attuale responsabile della Divisione
sud dell’Eni Ruggero
Gheller e i vertici di Tecnoparco
Valbasento,
una società misto pubblico-privato nata per offrire servizi alle imprese dell’area di Pisticci. Inclusi i potentini Faustino e Michele Somma, padre e figlio
- presidente di Confindustria Basilicata, e
l’ex amministratore delegato di Sorgenia
(gruppo De Benedetti) Massimo Orlandi.
Ma da allora le questioni allo studio degli
inquirenti sembrano essersi ampliate.
Tant’è vero che dalla gestione dei liquami di
scarto prodotti dai processi che avvengono
nel Centro oli, e smaltiti – in parte - nel depuratore di Tecnoparco (dall'altra parte
della Regione), si è passati alle emissioni in
atmosfera.
L’INCIDENTE
Il tema dei gas diffusi dai camini dell’impianto, che rappresenta a ben vedere l’infrastruttura fondamentale del programma di estrazioni in Val d’Agri, era tornato
in evidenza il 13 gennaio a seguito di un incidente, che ha provocato l’avvio delle procedure di sicurezza. La fiammata prodotta
dallo scarico improvviso del gas è stata visibile da diversi chilometri di distanza.
Colpa di un tecnico, secondo Eni, che era
Si allarga
l’inchiesta
dell’Antimafia
sull’inquinamento
dell’impianto
stato incaricato di riparare la linea del
gruppo di continuità principale e ha attivato per sbaglio il sistema di chiusura di
emergenza convogliando tutti i fluidi in
transito all’interno verso la torcia.
«In nessun momento, nella giornata di
lunedì, la sicurezza dei lavoratori e delle popolazioni interessate è stata esposta a qualsiasi forma di pericolo». E’ stata la rassicurazione della compagnia, che ha assicurato
che le loro centraline non hanno rilevato
|
nessuna conseguenza sul piano ambientale.
Di tutt’altro avviso i tecnici dell’Arpab e
dell’Osservatorio ambientale della Val d’Agri che hanno parlato di un evento di portata “notevole” e di «un fenomeno di indubbia
e rara intensità». In più hanno aggiunto
che «sono stati rilevati, a partire dal giorno
dell’evento, incrementi di concentrazione
di H2S (acido solfidrico), etilbenzene, m, p
ed o-xileni correlabili all’evento in ogget-
OCCUPAZIONE
|
I sindacati incalzano Pittella
«Sostenga la vertenza dell’indotto»
Le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil
hanno chiesto la convocazione urgente di
un tavolo con la presidenza della Regione
e, per suo tramite, con Eni per «facilitare
una positiva soluzione alla vertenza in
corso relativa alla richiesta di nuova occupazione, stabilizzazione lavoratori
precari, interventi su salute e sicurezza e
miglioramenti salariali per i lavoratori
dell’indotto Eni in Val d’Agri».
«Dopo diversi incontri in sede sindacale – spiegano i sindacati - si sono registrate chiusure e resistenze tali da spingerci a
proclamare per il giorno 11 Aprile p.v. 2
ore di sciopero, dalle ore 14,00 alle ore
16,00, dei lavoratori dell’indotto, primo
atto di una mobilitazione che rischia di
inasprirsi per lo scarso senso di responsabilità delle associazioni datoriali e dell’Eni. L’occasione di un Tavolo inoltre potrebbe essere utile, anche alla Regione
stessa, per fare il punto sul lavoro del
gruppo tecnico istituito in relazione agli
impegni contenuti nel contratto di settore, per le nuove assunzioni connesse alla
quinta linea e su cui lo stesso Dipartimento formazione della Regione è positivamente impegnato, prima che si perda anche questa occasione di nuova occupazione per i giovani lucani».
to».
In passato era successo anche che alcuni
operai impiegati in uno stabilimento vicino
al Centro oli denunciassero malori riconducibili alle sue emissioni, ma la mancanza
di centraline funzionanti aveva impedito di
chiarire quanto realmente accaduto.
I CONTROLLI
Sulla base delle prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale all’impianto
della compagnia di San Donato, concessa
dalla Regione nei primi mesi del 2011, al
suo interno vengono monitorati in continuo «i volumi di gas diretti alle torce» e «tutte le emissioni di processo ai camini».
Quanto agli «eventuali superamenti dei limiti emissivi imposti» spetta ad Eni autodenunciarsi comunicandoli «entro 8 ore
dall’evento a Comune di Viggiano, Provincia di Potenza e Arpab». Poi c’è un sistema di
monitoraggio ambientale «condiviso con
gli Enti di controllo (Arpab e Regione Basilicata)» che è composto da altre 6 centraline
“esterne”per ulteriori verifiche sulla qualità dell’aria: 5 dell’Arpab («di cui 4 realizzate
da Eni e cedute all’Agenzia»), e una dell’Eni
(fonte: relazione di Eni alla Commissione
ambiente della Camera durante la visita a
Viggiano del 7 ottobre 2013).
INDAGINI INFORMATICHE
Ieri assieme ai militari era presente anche un nuovo consulente incaricato dal
procuratore facente funzioni Laura Triassi e dal sostituto Francesco Basentini. In
materia di prove informatiche, infatti, occorrono cautele molto particolari perché
restino valide in Tribunale. In casi come
questo si tratta di fotografare l’esistente
senza avviare nessun processo oltre a quelli di background per scongiurare il rischio
di modifiche involontarie.
Quanto al primo filone dell’inchiesta, invece, c’è ancora attesa per i risultati delle
analisi sui campioni prelevati dai reflui in
partenza da Viggiano per Tecnoparco. Tra
i quesiti sottoposti all’ingegnere Alfredo
Pini e al team di esperti dell’Arta Abruzzo
(Giovanni Damiani, Giuliana Trulli e Fabrizio Stecca) spicca la verifica della tipologia di rifiuti prodotti dall’impianto e del codice corrispondente del catalogo europeo,
da cui dipende il tipo di trattamento previsto dalla legge prima dello smaltimento finale. Ma anche conformità degli stessi con
quelli previsti dall’Autorizzazione integrata ambientale, che ne ha stabilito in maniera precisa le qualità e le quantità consentite.
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IL PERSONAGGIO
11
Lo scrittore per un giorno nella città dei Sassi.
Ha incontrato studenti e parlato di scrittura e libertà
«Non saremo mai Europa»
Erri De Luca accolto come una star a Matera: «Vi spiego il mio Sud»
di ANTONELLO GRASSI
ALTO, dinoccolato, il fisico agile e asciutto nonostante i sessant’anni e le rughe che ne solcano il volto stempiato, lo scrittore Erri De Luca fa il suo ingresso nel cortile dell’Istituto
Alberghiero di Matera, a bordo
di un’utilitaria, quando sono
da poco passate le dodici. Al volante c’è il giovane poeta napoletano Gianpasquale Greco con
il quale, nel pomeriggio, De Luca terrà una conferenza a Palazzo Lanfranchi. Qui, al Turi,
per quasi un’ora, oltre duecento ragazze e ragazzi (studenti
dell’Alberghiero e del Magistrale Stigliani), assiepati nella
platea improvvisata davanti all’istituto di via del Castello,
hanno atteso con impazienza
l’arrivo dello scrittore e ora si
sciolgono, come d’altronde era
previsto dal cerimoniale, in un
applauso liberatorio. Accolto al
cancello da un gruppo di hostess, De Luca viene preso in
consegna dal preside Gianluigi Maraglino e dall’avvocato
Beatrice Genchi (che ha organizzato l’incontro); quindi, ancora mezzo stordito dal viaggio, si lascia condurre al tavolo
della conferenza mentre un
gruppo di allievi del Liceo musicale diretto dal maestro Angelo Basile intona musiche per
archi di Antonio Vivaldi.
Un’accoglienza da star che dà
la misura della popolarità, anche a Matera, dello scrittore; e
della quale lo stesso De Luca
mostra di stupirsi. “Questo
sontuoso benvenuto di Matera
mi ricorda che stiamo nel Mediterraneo” esordisce, rendendo
omaggio alla proverbiale ospitalità dei materani.
Ma la verità, senso lucano
dell’ospitalità a parte, è che De
Luca è uno di quegli scrittori in
cui, programmaticamente (come spiegherà nel corso dell’incontro con gli studenti), vita e
letteratura fanno tutt’uno: ciò
che ne fa suo malgrado, e anche
in virtù del temperamento
schivo, un personaggio. Come
dimostra l’appuntamento materano. Ed è un autore, per
giunta, che si considera il superstite “non innocente” di una
generazione sconfitta: il cui stile fortemente impressivo sembra fatto apposta per suscitare
adesione o repulsione. Ma stamattina, nel pubblico adorante, nessuno ha voglia di stare a
sottilizzare. Non è un caso,
dunque, che alla studentessa
che gli chiede da dove egli tragga idee e linfa per le sue storie,
lo scrittore risponda: “Io non
faccio, e non ho mai fatto altro,
nei miei libri, che parlare di
quel che mi capita”. Il che, nella
fattispecie, appartiene, allo
stesso tempo, alla sfera del pubblico e a quella del privato. Come dimostra la biografia di De
Luca: dalla militanza, mai rinnegata, in Lotta Continua negli
anni ’70, alla solidarietà con i
No Tav che gli è costata, di recente, noie con la giustizia. Il
tutto unito alla rivendicazione
di un’identità mediterranea
che, come è ovvio, non ha niente
a che vedere con le nostalgie dei
neosudisti. “Noi meridionali
In alto l’incontro all’Alberghiero, in basso a Palazzo Lanfranchi
Erri De Luca
apparteniamo a una comunità
che non potrà mai diventare
un’espressione politica – spiega-. Non saremo mai gli Stati
Uniti del Mediterraneo. Siamo
persone che, nel corso dei millenni, si sono trovate a convivere lungo questo mare mescolando le loro storie e il loro stesso sangue”. “L’Italia – spiega
ancora - non appartiene all’Europa. E’ parte integrante del
Mediterraneo. A me hanno insegnato, a scuola, che l’Italia è
uno stivale: e questa immagine
m’è bastata per una cinquantina d’anni. Poi, improvvisamente, ho visto la figura dell’Italia
in un altro modo. E allora ho capito. L’ho vista come un braccio. Sì, l’Italia è un braccio che si
stacca dalla spalla delle Alpi e
dal blocco dell’Europa e se ne va
in mezzo al Mediterraneo finendo a mano aperta. E già,
perché la Puglia e la Calabria
sono le estremità di una mano
aperta. Mentre la Sicilia somiglia a un fazzoletto che saluta”.
Ma se non è, e non potrà mai
essere, un’espressione politica
compiuta, che cosa è l’Italia? De
Luca spiega: “Vedete? In noi
storia e geografia stanno insieme. Anzi: la nostra storia deriva essa stessa dalla geografia.
Tutto quello che ci è successo è
venuto fuori da questa forma
dell’Italia di cui ho parlato: la
forma di un braccio steso in
mezzo al mare come un ponte.
Peccato che questo ponte non
vada più avanti. Che lasci tanto
spazio al canale di Sicilia e ai
suoi naufragi. E’ questo braccio che ha accolto tutto quello
che abbiamo: dal cibo, all’architettura, al teatro, all’astronomia. Alle religioni. Moltissime
religioni c’erano qui, una volta.
Eravamo il centro di tutti i politeismi del Mediterraneo. E poi,
improvvisamente, ecco la notizia decisiva della nostra civiltà
religiosa: che esiste una sola divinità, la quale ha cancellato,
non riassunto, tutte le altre,
estirpandole letteralmente dal
suolo e dal cuore degli uomini.
Il monoteismo (quello ebraico,
cristiano, musulmano) è una
novità che prima di impiantarsi ha sradicato tutto quello che
c’era prima d’esso”.
E l’Europa? “Dall’Europa
non ci è arrivato mai niente –ta-
glia corto De Luca -, tranne gli
eserciti che scendevano, proprio di questi tempi, in primavera, attraverso le Alpi. L’unica
cosa che ci è venuta dal Nord è il
baccalà. Un merluzzo come, da
queste parti, non ne avevamo
mai visti: ecco l’unico lascito
dell’Europa al Mediterraneo
che io apprezzo. Noi abbiamo
dato loro molto di più di quello
che ne riceviamo. Pensiamo alla Grecia. Ha offerto all’Europa
un vocabolario: è da lì che vengono i nomi a tutte le cose che
abbiamo intorno. E guardate
come l’hanno ridotta”.
De Luca quindi spiega in che
cosa consista quello che potremmo definire il suo sentimento del Mediterraneo. La cui
forza, per lo scrittore, risiede in
una memoria che è allo stesso
tempo individuale e collettiva:
“Sono uno che si trova bene soltanto in mezzo a questo mare.
Fuori di qui mi sento spaesato.
Qui so come sono fatti gli alberi, le piante, le facce delle persone. E le case. Io so come sono costruite le case, perché ho fatto
per anni il muratore”. Parlando di case e di muratura a Matera, non si può non parlare di tufo: un materiale che, d’altra
parte, accomuna la città dei
Sassi con Napoli. “Io il tufo lo
conosco bene – dice De Luca –
perché la mia è una città costruita sul tufo. Non so come è
fatto il tufo di Matera. Ma il nostro aveva questo di particolare: era un modo diverso di essere muro. I muri servono a separare, il tufo invece, almeno
quello napoletano, non voleva
dividere. Siccome era pieno di
buchi, tutto quello che succedeva dall’altra parte del muro si
veniva a sapere subito. E così
Napoli era una città che aveva
una grande comunicazione
acustica interna. Il tufo era la
materia che ci teneva insieme,
che ci teneva avvinti l’uno all’altro”. “Non so – dice De Luca, rivolgendosi agli studenti materani - se il vostro tufo è così cordiale come il nostro. Ora Napoli
è cambiata, ha materiali di costruzione differenti, è diventata più sorda”. Il tufo, continua
lo scrittore, “è parte del Mediterraneo, della sua cordialità,
della sua accoglienza, della sua
condizione naturale di terra di
passaggio, di appoggio”. Poi,
accennando alla questione degli immigrati: “Quelli che vengono qui… mica vogliono tutti
quanti restare da noi. Vogliono
semplicemente passare, attraversare questo ponte proteso
sul Mediterraneo per sciamare
altrove. E questo il nostro destino geografico. Siamo un punto
di passaggio”. Alla fine del suo
discorso De Luca si rivolge direttamente agli studenti: “Anche voi vi trovate in una parte
della vita che è di passaggio. E
avete scelto una professione
che è quella dell’accoglienza.
Avete fatto bene. Questo Paese
può produrre solo due cose: accoglienza e cibo. Nessun altro
Paese può competere con noi in
questo campo. Soltanto noi abbiamo questo territorio, questa
cultura stratificata, e siamo i
depositari di gran parte del patrimonio dell’umanità.
Non siamo fatti per vendere
macchinette. Noi possiamo
vendere ciò che conosciamo e
abbiamo sempre fatto. Io spero
che la classe dirigente del futuro capisca che per il nostro Paese sono strategici i ministeri
dell’Agricoltura, dell’Ambiente, della Cultura, non quello
della Difesa che compra aerei
da guerra che non servono a
niente”.
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POLITICA
I Pittella, Gianni
e Marcello, e il legame
con la Basilicata
raccontati
dal padre Domenico
di SARO ZAPPACOSTA e LUCA ARLOTTO
Il 13 luglio del 1970, anno della nascita
della Regione Basilicata, Domenico Pittella era nell’aula assembleare della provincia in cui ci fu lo storico insediamento
del primo consiglio regionale. Saro Zappacosta era un cronista politico del giornale Roma di Napoli e si imbattè nel corridoio del secondo piano nella figura di
un signore elegante ma leggermente
dubbioso. «Dov’è la stanza del gruppo socialista?», chiese. Era il consigliere regionale del collegio di Lauria, sarebbe diventato senatore. È stato componente del comitato regionale e di quello centrale del
partito socialista italiano. Tra i due, negli
anni, è andata avanti una conoscenza
professionale, fatta di stima e confronto.
Questa intervista registrata nella casa di
Lauria di Domenico, a cui si aggiunge un
giovane giornalista, Luca Arlotto, è l’occasione per attraversare un pezzo di storia locale. Con uno sguardo al presente.
Domenico Pittella è il padre del vice presidente del Parlamento europeo, Gianni, e
del governatore della regione Basilicata,
Marcello.
Quarant’anni dopo, che cosa ricorda dei
giorni in cui nasceva la regione Basilicata?
«Ero quasi nuovo alla politica e mi sentivo
frastornato. Ma avevo volontà di fare
qualcosa e sentivo che la Basilicata aveva
bisogno di energie nuove. Penso che fare
le cose sia un motivo essenziale della politica. Non tanto le ideologie che poi passano. Ma realizzare le idee. Questo è ciò che
conta».
In Senato dal 1972 al 1983. Che cosa le è
rimasto nel cuore? Che cosa non avrebbe mai voluto vivere?
«Ciò che mi colpì molto era il tipo di lavoro
che in pochi facevamo dalle otto di mattina fino alle nove di sera. Io ero tra i
primi a entrare nel palazzo e
tra gli ultimi a uscire. Nei
quattro giorni in cui ero a
Roma, facevo un lavoro
eccitante e allo stesso
tempo usurante. Sono
stato relatore delle leggi più importanti, da
quella sulle droghe a
quella sull’aborto, fino
alla riforma sanitaria
che, poi, al tempo fu un po’
travisata. Poi, rispetto a
quello che non avrei mai voluto
che succedesse, credo che ne
parleremo in un’altra occasione. Finirei col commuovermi».
Nella terza legislatura
regionale (1980-1985)
ritorna il nome dei Pittella: è quello di Gianni, il suo primogenito.
«Ho avuto grande stima
di Vincenzo Verrastro,
un uomo colto, estremamente propenso alla discussione. Per ciò che mi riguarda,
una sola pecca: quella di aver
presieduto una giunta nella
quale sono state mozzate le
aspirazioni di un uomo
che aveva creato qualcosa di importante, di giusto, di splendido nell’ambito del lagonegrese, la Clinica Pittella che
in una seduta fu inabissata e scippata dalle mani
del suo proprietario e direttore sanitario».
In quegli anni comincia la lunga carriera politica di Gianni, assessore e consigliere in più legislature.
A proposito, si dice che lei abbia un debole per Gianni poiché primogenito…
«Questo non è vero. Ho un debole per tutti
A casa di don Mimì
nel feudo di Lauria
«Non siamo una casta, ma dediti alla comunità lucana»
E poi il racconto della politica e il ritratto dei figli
In alto Domenico Pittella intervistato da Luca Arlotto e Saro Zappacosta; in basso Domenico con la moglie Teresa; nei tondi i figli
Marcello e Gianni: A destra alcuni frame del video dell’intervista (sul sito del Quotidiano: www.ilquotidianodellabasilicata.it)
i figli. Sono cinque i
miei figli e sono amati alla stessa maniera, con la
stessa intensità e lo stesso
amore».
Qual è la differenza politica
tra Gianni e Marcello a livello politico?
«Le sfere politiche dei primi miei due figli
son diverse. Gianni ha dimostrato di essere un gran politico a livello europeo. Mar-
cello oggi ha una grande responsabilità
nei confronti della popolazione lucana,
deve ridare speranza, fiducia e consistenza alla Regione. Ritengo che la mia scelta,
perché fu mia la scelta di portare alla Regione Gianni per la prima volta, per l’intelligenza che lo contraddistingue, per la
volontà di fare, fu giusta. Di Marcello ho
apprezzato lo scatto di orgoglio: primo
eletto nell’ambito del Pd non fu riconosciuto dallo stesso Pd come meritevole di
un avanzamento politico. E poi gli stessi
suoi compagni se lo sono ritrovati a capo
della Regione Basilicata. Lo apprezzo perché è un grande lavoratore. E credo di essere più vicino a Marcello perché è un giovane che affronta la vita, le miserie umane, le sofferenze e i disagi della povera
gente con entusiasmo, con gioia, con speranza».
Facciamo un passo indietro. La legislatura tra il 1995 e il 2000 è stata quella
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Primo piano
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IL COMMENTO Un nuovo familismo amorale guida l’azione politica
Non voglio morire pittelliano
Il potere padronale guida chi ha in mano le sorti della Regione
segue dalla prima
di NINO D’AGOSTINO
Il palazzo del Consiglio regionale
grave di natura politica.
Il Pd lucano, ossia il partito egemone, il partito-regione, sta registrando, come vedremo fra un attimo, una vera e propria mutazione genetica, come processo di sintesi di lotte intestine, condotte con
grande spregiudicatezza, violando regole e comportamenti che
hanno in passato bene o male disciplinato la convivenza all’interno del partito e delle sue due anime, quella democristiana e quella
comunista.
Il partito egemone non è più tale
e lo dimostra l’oltre 50 per cento
degli astenuti alle ultime elezioni,
che non hanno votato né per Grillo
e né per Pittella e trova conferma
nel venir meno del consenso bulgaro registrato in passato dai candidati presidenti pro-tempore.
Il Pd è di
fatto una minoranza nella regione e
per giunta
scarsamente compatta,
predomina
per pura logica numerica.
Le due sue
principali
correnti che
lo compongono si sono
confrontate
non sulla base di visioni
socialdemocratiche contrapposte ed
alternative a
quelle liberaldemocratiche, ma secondo esclusive finalità
di occupazione del potere nelle diverse istituzioni (partito, ente regione, ecc.).
Vuoto
pneumatico
in fatto di
idee forti, di
visione, di
progetto, di
relative strategie, molto
chiacchiericcio politico-mediatico, affidato a
rivoluzionari in erba che
ovviamente
non sanno
che cosa sia e
come
fare
una rivoluzione.
Abbiamo assistito a vicende politiche straordinarie che non possono non destare qualche perplessità.
Gianni Pittella ha organizzato
con tempi e mezzi consistenti una
cinquantina di circoli su cui impostare la sua compagna per le europee, fidando in una deroga per la
sua candidatura, avendo già svolto il mandato di parlamentare europeo per ben tre legislature, passando tempestivamente sotto la
protezione di Renzi che almeno in
questo caso dovrebbe dismettere i
panni del rottamatore.
Il fratello presidente Marcello
Le due principali correnti
del Pd
si sono confrontate
non sulla base
di visioni contrapposte
ma secondo
esclusive finalità
di occupazione del potere
Siamo in presenza
di uno svolgimento
di potere padronale
e familiare inquietante
per la democrazia
regionale,
e la nomenclatura
è incapace di reagire
del caos
politico, con i partiti
tradizionali scomparsi. Della Famiglia
Pittella, in consiglio non c’è nessuno.
Qualche anno dopo toccherà a Marcello
entrare in quell’aula.
«Ho provato entusiasmo, rinnovato orgoglio e anche una commozione profonda
nel vedere il mio secondo figlio perseguire questa volontà di rinascita. Fu una
grande gioia sapere della sua elezione».
Ancora una domanda personale. I suoi
altri figli seguiranno le orme politiche
della famiglia o hanno altre aspirazioni?
«Be’, i miei figli sono molto diversi. Elga
prosegue la carriera nell’università. Immacolata Elisa ha sedici anni e quindi è
presto per dire se farà politica o meno.
Certamente farà il
medico perché è appassionata di medicina. Pierdomenico, stando alle cose che vedo adesso, più che politica farà atletica: è
un calciatore eccellente, è un ragazzo studioso, bravo».
Che cosa rappresenta la famiglia Pittella a livello politico?
«Non siamo certo una casta. ma solo una
famiglia di lucani che hanno provato a
mettere qualcosa a disposizione degli altri. Nella professione, nella politica e nella
vita di ogni giorno. Anche in virtù di cose
che ci sono successe in negativo dettate
dall’odio di pochi, dall’invidia di pochi che
oggi vivono ai margini della società e che
non sono degni neppure di essere nominati. Noi continueremo a fare le cose con
amore e passione».
Pittella ha accettato di buon grado
il suggerimento suggerito dal
fratello maggiore di nominare i
componenti della giunta regionale come esterni, quattro tecnici
suoi amici, contribuendo a mettere in piedi una giunta che non ha
precedenti nella storia delle regioni, commissariandola sostanzialmente.
È nelle intenzione della famiglia
Pittella e dei suoi famigli di traghettare i circoli suddetti verso le
strutture del Pd lucano, trasformandoli da struttura parallela al
Pd ad asse portante del partito in
questione, così come è loro intenzione costruire alleanze interne
per la gestione del partito con la
famiglia Antezza, altra forza innovatrice, intenzionata a comandare nel materano.
Siamo in presenza di uno svolgimento di potere padronale e familiare inquietante per la democrazia regionale, avanti al quale la nomenclatura che ha finora retto le
sorti del Pd lucano è incapace di
mostrare una qualsiasi reazione.
Alle famiglie suddette va riconosciuta grande capacità organizzativa, anche se di tipo squisitamente clientelare, e un grande
fiuto nel saper valutare i possibili
vincitori a livello nazionale a cui
aggrapparsi, replicando consolidati comportamenti della classe
politica meridionale, dettati dall’accordo tacito tra il potere centrale e quello regionale, secondo
cui si portano i voti al ceto dominate nazionale, rafforzandolo, e ottenendo in cambio libertà di movimento, coperture politiche e risorse finanziarie da spendere a proprio piacimento.
In questo scenario è illusorio
pensare di trovare politici che ci
spieghino perché il Sud ed, al suo
interno, la Basilicata versino in
una secolare condizioni di arretratezza, che ci facciano capire e
farci risalire alle responsabilità
dei soggetti principalmente esposti nella creazione di tale disastro
socio-economico. Due condizioni
queste preliminari per individuare la via per superare il divario col
resto del Paese.
Con le vicende prima accennate,
corriamo il rischio di morire pittelliani, dopo avere superato indenni quello di morire colombiani: indubbiamente un bel salto di
qualità per morire.
Coprendo gli spazi di potere con
uomini fidati, presupposto essenziale per gestire in modo padronale la spesa pubblica, è chiaro che ci
si blinda per decenni, potendo
contare, tra l’altro, sulla vulnerabilità della società regionale, dovuta ai gravi disagi che deve affrontare per trovare lavoro sempre più scarso, per esprimere in libertà fondamentali diritti civili,
per comporre un decente capitale
sociale e così via.
Occupando strategiche postazione di potere politico ed istituzionale a livello nazionale e regionale, si va delineando una versione politica del familismo amorale
descritto fa E.C . Banfield.
Mi auguro che sia solo una mia
preoccupazione, destituita di concreto fondamento.
Ma ciò che stupisce è il silenzio
assordante registrato finora da
gran parte della opinione pubblica e degli addetti ai lavori (politici,
intellettuali, imprenditori, sindacati, movimento cattolico, informazione, ecc.), avanti a decisioni
ed eventi che, comunque li si voglia vedere, sono a dir poco sconcertanti.
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Economia Italia / Mondo
Mercoledì 9 aprile 2014
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LA RIPRESA Migliorato tutto il quadro congiunturale dell’Europa
Pil, Italia +0,6% ma è l’ultima del G7
L’Fmi certifica i progressi dell’economia e lancia l’allarme del credito nel Belpaese
di MICHAEL SPROVIERO
NEW YORK - L’Italia è in ripresa: la crescita migliora e
il pil salirà quest’anno dello
0,6% e nel 2015 dell’1,1%.
Progressi nonostante i quali
l’Italia resta fanalino di coda
fra le economie del G7 e - come anticipato - si fa doppiare
nel 2015 dalla Grecia, con
Atene che crescerà del 2.9%.
Fra i nodi che l’Italia deve
sciogliere c’è quello del credito da rilanciare e che potrebbe avere un potenziale
impatto sul «pil del 2% e oltre», e la crisi del lavoro da risolvere. I progressi dell’Italia - afferma il Fondo Monetario Internazionale - si inseriscono in un migliorato quadro
congiunturale
europeo, dove
però è «relativamente alto», pari
a circa il 20%, il
rischio di deflazione. Da qui
il nuovo affondo di Washington alla Bce: la Bce deve
guardare a tutte le opzioni
per evitare la deflazione e
un’azione è «meglio prima
che dopo» afferma il capo
economista del Fmi, Olivier
Blanchard, alimentando il
braccio di ferro a distanza
fra Fondo e Francoforte, dopo il botta e risposta fra Mario Draghi e Christine Lagarde.
L’analisi del Fmi sulla situazione del lavoro italiana
rafforza l’allarme lavoro
lanciato dal ministro dell’economia Pier Carlo Padoan
ai microfoni della Cnn. «L’alta e persistente disoccupazione è la minaccia numero
uno al progetto europeo. Bisogna combinare politiche
di stimolo alla domanda e facilitazione del mercato del la-
voro come il jobs act» afferma Padoan. In base agli ultimi dati dell’Inps a marzo sono state autorizzate 100,1
milioni di ore di cassa integrazione, con un aumento
del 2,1% rispetto allo stesso
periodo dell’anno precedente. Le domande di disoccupazione sono invece calate in
febbraio del 4,7%.
Il Fmi stima per l’Italia un
tasso di disoccupazione del
12,4% nel 2014 e dell’11,9%
nel 2015, maggiore della
media di Eurolandia dove la
«disoccupazione resta alta a
livelli inaccettabili» mette in
evidenza il Fmi. La ricetta di
Washington per Roma si basa sulla riforma
del mercato del
lavoro, con la
raccomandazione di avere un
singolo contratto, tasse più basse sul lavoro, la
riforma giudiziaria e una pubblica amministrazione più efficiente.
Il quadro di ripresa lenta
italiana si inserisce in un
contesto europeo di crescita,
con il pil di Eurolandia stimato crescere quest’anno
dell’1,2% e il prossimo dell’1,5%. «La buona notizia è
che, per la prima volta in due
anni, per le economie periferiche del sud, è prevista una
crescita anche se lenta» afferma Blanchard. A tirare la
crescita mondiale, che quest’anno di attesterà al 3,6%
per poi salire al 3,9% nel
2015 (ambedue le stime sono
state ritoccate al ribasso di
0,1 punti percentuali), sono
le economie avanzate, con gli
Stati Uniti capofila, mentre
le economie emergenti rallentano, frenate anche dalla
normalizzazione della politica monetaria della Fed.
«La Bce
guardi a tutte
le opzioni»
LA SCHEDA Nel 2015 scenderà al 11,6. Nel 2012 è stato del 12,1%
Il tasso di disoccupazione resta alto
in tutta Eurolandia: 11,9% nel 2014
Preoccupante il 26,3% di disoccupati in Grecia
Nel nostro Paese quest’anno è previsto all’11,9%
WASHINGTON - Il tasso di disoccupazione resta alto a livelli inaccettabili nell’area euro: riforme strutturali per creare un mercato del lavoro flessibile e più competitivi mercati per beni e servizi sarebbero necessarie. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), stimando
per Eurolandia un tasso di disoccupazione all’11,9% nel 2014 e all’11,6% nel 2015 dopo il 12,1% del
2012.
«L’area euro è finalmente emersa
dalla recessione» ma gli elevati debito e disoccupazione, gli investimenti bassi, la stretta del credito e la
frammentazione finanziaria continueranno a pesare sulla crescita»
mette in evidenza il Fmi, precisando
che «la probabilità di una recessione
per l’area euro resta alta, mettendo
in evidenza la fragilità della debole
ripresa economica. Anche il rischio
di deflazione resta relativamente alto nell’area euro, dove è ancora a circa il 20%». La ripresa in Eurolandia
- osserva il Fondo - non è uniforme.
Per l’Italia il Fmi stima una crescita
dello 0,6% quest’anno, analoga a
quella della Grecia. Atene però nel
2015 vola e «doppià l’Italia: il pil greco è stimato crescere il prossimo anno del 2,9%, quello dell’Italia dell’1,1%. Ma il problema della disoccupazione in Grecia è maggiore: il tasso è del 26,3% nel 2014 e del 24,4%
nel 2015, a fronte del 12,4% dell’Italia quest’anno e l’11,9% del
prossimo».
La ripresa economica
mondiale si è rafforzata ma
restano ancora «fragile»
con significativi rischi al ribasso. Le economie avanzate hanno preso slancio e tirano la ripresa mentre quelle emergenti hanno rallentato, registrando anche un
aumento dei rischi. A scattare la fotografia dello stato
di salute della ripresa è il
Fmi nel World Economic
Outlook, invitando a non
mollare la presa. «La riforma del sistema finanziario è
incompleta e il sistema finanziario resta a rischio»
afferma il capo economista
del Fmi, Olivier Blanchard,
sottolineando che a complicare il quadro è anche l’aumento dei rischi geopolitici, che comunque non hanno ancora avuto ripercussioni macroeconomiche.
ALITALIA A breve la lettera fra Roma e Abu Dabhi
Lupi smentisce indiscrezioni
«Etihad non ha chiesto esuberi»
ROMA - Più cresce l’attesa per Etihad, più si
intensificano le indiscrezioni sulle condizioni della compagnia araba per l’investimento in Alitalia: in particolare sui costi
per i dipendenti, con la scure degli esuberi
che potrebbero arrivare fino a 3.000 unità.
Ma il Governo prova a rassicurare: al momento «non mi risultano», afferma il ministro dei trasporti Maurizio Lupi, auspicando che il Piano congiunto Alitalia-Etihad
non riduca ma anzi aumenti l’occupazione.
«Ho parlato con l’amministratore delegato (di Alitalia, ndr) e mi ha detto che la due
diligence è finita» e «in questi giorni si stanno definendo le lettere d’intenti»: «adesso
sono in corso i giusti colloqui tra le due parti
e appena saranno finiti ci faranno sapere»,
ha spiegato Lupi in audizione al Senato. «Mi
auguro che una volta definiti questi impegni vengano esposte anche al Governo le linee dell’accordo», ha aggiunto Lupi, che
aspetta un incontro con i vertici delle due
compagnie: «Quando saranno pronti chiederanno un incontro al Governo. Mi auguro che avvenga nei prossimi giorni, in tempi utili perché si faccia un buon lavoro».
E mentre gira voce che la lettera d’intenti
in cui Etihad fissa le proprie condizioni non
arrivi prima di Pasqua, prendono forma i
contenuti del documento su cui le due com-
pagnie avrebbero iniziato la trattativa. E’
probabile che solo dopo un’intesa di massima sui punti principali di questo documento, la compagnia araba presenti la propria
manifestazione di interesse. Tra le condizioni più delicate c’è quella legata al taglio
del costo del lavoro: gli esuberi si dovrebbero aggirare intorno alle 2.500 unità (ma potrebbero arrivare a 3.000), coinvolgendo i
1.900 esuberi dell’accordo di febbraio (gestiti ora con cig a rotazione e solidarietà) e i
500-600 esuberi della vecchia cig volontaria. Sugli esuberi, però, il ministro Lupi frena: «Non mi risultano voci o rumors» sulla
richiesta di un aumento dei tagli - ha detto Attendiamo la definizione di un accordo e di
un Piano che mi auguro sia di rilancio e preveda non una diminuzione ma un aumento
dell’occupazione».
Su questo fronte restano vigili anche i
sindacati. «Se qualcuno parla di espellere
dal ciclo produttivo, noi ovviamente dei
problemi ad essere d’accordo li avremo», afferma il segretario generale della Fit Cisl
Giovanni Luciano. «Abbiamo fatto di tutto
per tenerli dentro e confido che non ci siano
posizioni dal sapore ricattatorio», aggiunge, precisando tuttavia: «prima di qualunque posizione vogliamo vedere il Piano industriale».
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Il Papa e il cuore POTENZA, AMARA VISIONE
del Vangelo
DI UN GIOVANE STUDENTE
di EMANUELE VERNAVÀ
“I POVERI SONO IL cuore del Vangelo”, dice papa
Francesco ai giovani accompagnati ad incontrarlo
dal Vescovo di Gand, Lucas Van Looy. E perché i poveri sono il cuore del Vangelo? Perché “sono comunista”? No, ma perché “i poveri sono al centro dell’annuncio di Cristo”. E tu vedi che si dà la stura, già
successo, ai commenti ed alle analisi più “complesse e profonde”, si fa per dire, da parte di “pensatori”
che contano, i più “cliccati” della mappa della comunicazione e soprattutto della geografia politico-culturale dei più ricercati, spesso dietro lauti compensi, per i loro profondi pensieri. Ma, sin da piccolo,
papa Bergoglio avrà pensato di dover mettere in
pratica un pensiero che ritenevo giusto e senza
guardarsi attorno, se conveniva, non conveniva,
era pericoloso, ecc. Il buon “agricola” di Catone il
Censore, quello che forniva al S.P.Q.R. fortissimos
viros, non teme per il “pane quotidiano”, e per il
companatico e le raffinatezze culinarie non si dà
pensiero. Spesso il companatico e le raffinatezze culinarie bisogna comprarle e non sempre basta la
moneta sudata, ma è necessaria un po’ di abilità nel
mercanteggiare, proprio quello che Catone riteneva pericoloso e, vista la vicinanza della mercatura
con l’usura, spesso “non onesto”. Ma lasciamo stare. Chi sono i poveri del Vangelo, quelli senza ideologia? Si potrebbe rispondere, sensatamente, che
poveri lo siamo tutti, anche e soprattutto coloro che,
per paura che il futuro non riserbi brutte sorprese,
si fissano su un solo obiettivo, quello di accumulare
il più possibile, così bene descritto da Orazio nella
famosa satira dell’Avaro. Il povero, quindi, non è solo chi non è in grado di assicurarsi il pane quotidiano, ma lo siamo tutti nel momento in cui subiamo
una “privazione” di quello che ci spetta ad opera di
chi è più forte nella competizione sociale. E per questo tipo di povertà non ci può essere alcuna ideologia, perché la soluzione non potrà essere accettando l’appello di Marx “proletari di tutto il mondo,
unitevi”, perché nel momento in cui i proletari assalteranno la Bastiglia o il Palazzo d’inverno e instaureranno la dittatura del proletariato non faranno altro che prendere il posto di quelli che
avranno eliminati, per continuare nella storia futura la dialettica sanguinosa tra poveri e ricchi. Allora il povero senza “ideologia” di Francesco come deve lottare per il suo “pane quotidiano”? C’è una sola
cosa da fare, testimoniare la verità e denunziare
l’ingiustizia. Questo fecero i martiri, parola quasi
sempre associata dal pensare comune ai tanti “santini” che una spesso stantia pratica cristiana dà ai
fedeli nelle ricorrenze. E questi martiri, se fossero
solo quelli che la storia ci fa conoscere, sarebbero veramente poca cosa in questa guerra infinita per
l’avvento del Regno di Dio o, come vogliono i “laici”,
di una società giusta e solidale. In realtà i testimoni
della verità, quelli che mettono sul “banco” anche la
vita o a costo di una povertà fatta di dileggio e di invisibili flagellazioni, sono molto, molto di più di
quelli che la storia, o la cronaca, drammatica di questi ultimi tempi e in diverse plaghe della Terra, ci
racconta. E non lo pensiamo solo molti di noi ipercritici che cerchiamo di “leggere” al di là della televisione della stampa o dei libri di storia, ma lo dice
Papa Bergoglio nell’omelia a Santa Marta ( cfr. Avvenire, 5 aprile 2014, p. 19, Paolo Pittaluga): “(Papa
Francesco) ha rimarcato che ci sono più martiri oggi che nei primi tempi, esortando, però, a non avere
paura delle incomprensioni.... Gli empi vogliono
impadronirsi della religione... “i profeti sono stati
perseguitati” per l’invito a tornare sulla strada di
Dio, una esortazione che alle persone di potere “non
fa piacere”. Ma la descrizione di chi sia il povero, ce
la fa proprio Cristo quando dice : “Beati i poveri di
spirito, perché di essi è il regno dei cieli” (Mt, 4,3),
povertà di spirito o povertà come scelta del proprio
animo, quella che Tettamanzi chiama “sobrietà”.
Ma su queste riflessioni a “microfono aperto” di papa Bergoglio ho il timore che calerà lentamente
l’apparente “stanchezza” di chi deve “trasmettere”,
in realtà la decisione, come nel cuore di Salomé, di
continuare ad avversare e a contrastare in maniera
soft, cioè senza che i “poveri” se ne accorgano, ogni
“profeta” che compaia sul tormentato orizzonte
umano del Pianeta. E quindi anche Papa Francesco, l’ ultimo profeta della serie, studiando in silenzio e nell’ombra un’accusa più forte e plausibile,
perché quella di “comunista”, Bergoglio pare sia
riuscito a sventarla.
di JOSUÈ MARONE
Tutto è destinato a morire. O a non
nascere mai. E cosa ne sarà della nostra terra? Cosa ne è stato? Cosa ne
sarà delle scale mobili, degli ascensori, del gran caffè, delle fontane, di
tutta questa apparenza? Cosa ne sarà di voi, di noi? Guardo negli occhi
di questa gente e vedo il vuoto. Una
terra senza speranze, idee, ideali.
Una terra priva di tutto. Una terra
che vuole essere priva di tutto. A
tratti penso che tutto ciò sia ciò che ci
meritiamo. Il più delle volte. E' tutta
rabbia che sento dentro, che mi scalda le vene, la testa, mi getta nel panico. Guardo negli occhi di questi giovani, questi miei coetanei, e li vedo
spenti. Talmente tanto dentro il sistema da aver accettato il fatto stesso
che le cosa vadano così come devono
andare, senza alcuna possibile deviazione non controllata. Siamo destinati ad essere schiavi, e i ribelli si
scocciano, prima o poi. Tutti i liberatori vanno al bar; decidono di essere
schiavi anch'essi, esecrare porta solitudine e tanta tristezza. Odiare
stanca, dopo un po'. Ci si fa da parte, è
come venire attaccati da un morbo
inguaribile. Quando guardo la mia
scuola, i miei studenti, dentro di me
c'è un conflitto. Penso di amare la lo-
ro ignoranza, il loro far fronte alla
vita pensando soltanto a se stessi, il
loro essere spensierati. Ci vuole coraggio. Quello che non ho io. Non
riescono in nessun modo a sentirsi
parte di un qualcosa di più grande,
una barriera mentale. Penso sia colpa loro. Tutto merito loro. Non me ne
capacito. Farsi travolgere dalla corrente, così, senza neanche tentare di
salvarsi, portando giù tutti gli altri.
Le fucine di idee spariscono, i flussi
si dirigono verso altri poli, una festosa gazzarra. Figli di qualcosa di sbagliato, che si sentono parte del giusto, normali. E tra gli scontrini alla
regione, le navi al Serpentone, i ponti al Gallitello e le vecchie agghindate con il cagnolino e le borse da mille
euro giace il silenzio. Guardo con
molto sospetto questi patrioti ma un
po' mi stanno simpatici. Del resto, si
tratta pur sempre del “nido”, e il “nido” è portatore di ricordi, d'infanzia
e gioventù, d'odore di casa. Ciò però
non basta, i ricordi e le buone parole,
a fermare la signora morte, che da
tempo si è impossessata di questa
terra. E delle nostre menti, costrette
a scappare. E chi rimane? Non mi riguarda. E' la cosa mi fa sentire male,
precipitare nel nulla più assoluto,
perdermi nel deserto. Siete figli dei
vostri padri, della vostra madre terra, e i vostri padri sono padri delle vostre idee, e non è altro che un ciclo che mai si chiuderà- , quello della Basilicata, quello di Potenza. Continueremo a lottare per il nulla, per il
macchinino, o per la festa, o per la
borsa firmata, o per la casa nel quartiere di nuova costruzione. Per un
posto al comune, per un appalto. E
lotta sia. Con la nostra, vostra, ingenuità, il non voler dire di no. Il dovere di fare ciò che va fatto. Essere contenti è la cosa più importante. E siamo tutti contenti, senza speranze,
con tante illusioni, tante bugie e poca rabbia, molta accettazione, pubblico ludibrio del destino. Siete tutti
contenti, e questa è la cosa più importante. Chinate il capo, e continuate a sorridere e a consumare
realtà di superiorità materiale, senza sapere chi è a darvi la pacca sulla
spalla. Per oggi, vorrei darvela io.
Una pacca d'amore e di coraggio. E
d'odio. Nati schiavi, morirete schiavi nel vostro esser meglio, nel sogno
di libertà di poche persone, sole come
me, in mezzo al deserto delle menti.
Continuate a pensare al vostro orticello, ne morirete avvelenati.
La bellezza del visibile e
quella dell’invisibile
APRILE quest’anno offre un cielo
da incanto. Già subito dopo il tramonto, Marte a Est e Giove a Ovest,
rispettivamente nelle costellazioni
della Vergine e dei Gemelli, offrono
la loro salienza non presuntuosa,
propria delle grandi cose. Saturno
sorge un po’ più tardi, nella Bilancia. E, a partire da un’ora e mezza
prima dell’alba, Venere prende a
sguazzare lentamente nell’Acquario. Marte ieri era in opposizione al
Sole, e col suo rossore inconfondibile resterà principe indiscusso nelle
notti del mese-apice di primavera.
Una impeccabile rappresentazione, per i nostri sensori di bellezza
razionale. Quelli che ci fanno apprezzare un dipinto naturalistico o
una poesia ben strutturata: dove
l’armonia del tutto è sempre distinguibile dallo sfoggio solista di senso che emerga da ogni sua singola
parte.
Ma lassù, nel buio fitto fra le stelle, c’è dell’altro. Che suscita un senso estetico più sottile, più prezioso,
avvertibile attraverso i neuroni dell’addome: gli stessi che ci dicono,
senza spiegarci il perché, se qualcuno (o qualcosa) ci piace o non ci piace, o se siamo innamorati; che ci
permettono di discernere una tela
di Pollock e un incantesimo di parole da un qualsiasi guazzabuglio
cromatico e da un banale ritornello.
Dico questo, e con tale enfasi, anche per sciogliere la perplessità suscitata la scorsa settimana in una
lettrice (e probabilmente non solo in
lei) da alcune mie parole riguardo
all’arte, ambigue per necessità di
sintesi.
Lo dico soprattutto perché questa
rubrica non è un mezzo di ‘educazione’ ma di ‘interazione’, dove lo
stesso linguaggio gioca un ruolo
importante, che non è soltanto
quello di mera comunicazione: esso
è àpeiron (quindi creatore di senso)
tanto quanto lo è il vuoto fra gli
astri: ovvero qualcosa di refrattario
alle definizioni, che in noi risuona e
appaga quasi fosse memoria uterina, e che forse certa arte sa cogliere
meglio della scienza. Perché, oltre
un certo limite è meglio fermarsi.
Anche solo una pausa. Per restare a
sentire. Ad ascoltare.
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Mercoledì 9 aprile 2014
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Riconoscimento del Touring Club ai due borghi fuori dai flussi turistici tradizionali
Valsinni e Guardia tinte di arancione
Sono in una stretta elite di 200 comuni nei quali potrà sventolare la bandiera
GUARDIA PERTICARA, PER la provincia di Potenza e Valsinni per quella
di Matera sono borghi Bandiera arancione.
Si tratta di un marchio di qualità rilasciato del Touring Club che seleziona e certifica le località dell’entroterra
con meno di 15.000 abitanti che soddisfano oltre 250 rigorosi criteri di valutazione e
che sono
in
linea
con
gli
standard
qualitativi
previsti
dal Modello di Analisi Territoriale del
Touring,
strumento
di misurazione dell’offerta
turistica di una destinazione, garantendo un’esperienza turistica di qualità, alla scoperta di luoghi di cultura e
tradizione, fuori dai flussi turistici
tradizionali.
E’ un riconoscimento (in vita dal
1998) particolarmente importante
che è incentrato sulla sostenibilità,
l’autenticità e l’accoglienza, che ha intercettato in anticipo tendenze in
comportamenti e motivazioni di viaggio quanto mai attuali, che unisce
un’associazione non profit, il Touring
Club, e i Comuni con l’intento di rilan-
CONSIGLIO DI STATO
Asp di Potenza,
legittimo il concorso
per autisti di 118
A sinistra Valsinni e sopra Guardia Perticara
ciare e rafforzare le identità territoriali che caratterizzano il nostro Paese stimolando la crescita sociale ed
economica attraverso lo sviluppo sostenibile del turismo.
Guardia Perticara e Valsinni, che
erano ricompresi tra gli oltre duemila
comuni candidati, sperano di ricevere
in cambio ricadute positive sul territorio, valorizzando le risorse locali,
incentivando la cultura dell’accoglienza, l’artigianato e le produzioni
tipiche e dando impulso all’imprenditorialità locale.
Questo anche in relazione ai dati
che confermano come l’80% delle località “tinte” di arancione hanno potenziato l’offerta ricettiva e le strutture
hanno registrato un incremento medio del 79%, mentre i posti letto sono
aumentati del 65%. Gli arrivi nei borghi arancioni sono aumentati in media del 43%, mentre le presenze del
35% (sempre dall’anno dell’assegnazione). I comuni Bandiera arancione
negli anni hanno sviluppato, grazie
alle proprie caratteristiche, una crescente competitività rispondendo alla
crescente richiesta di un’esperienza
turistica di qualità.
UNA SENTENZA DEL Consiglio di Stato ha ribaltato la precedente sentenza del TAR Amministrativo della Basilicata in
merito ai 30 posti per Operatore
Tecnico Specializzato-autista di
ambulanza per il Servizio del
118 bandito con Delibera del 10
giugno 2010, legittimando così, il Bando del concorso predisposto dall'Asp di Potenza.
Gli autisti furono assunti dall’allora ex ASL 2 tramite un Avviso Pubblico nel lontano anno
2004 e per trentasei mesi lavorarono a servizio dell’Azienda
che, non potendo stabilizzarli
per effetto di leggi superiori,
dovette cessare il loro rapporto
di lavoro. In seguito, grazie all’intervento dei sindacati e per
volontà dell’Azienda, si condivise la strada del pubblico concorso che prevedeva la riserva del
40% dei posti come da normativa Nazionale. Al termine del
concorso tale procedura fu contestata da alcuni candidati che
si appellarono al TAR bloccando così le procedure di assunzione.
COMUNICATO PREVENTIVO RELATIVO ALLE ELEZIONI EUROPEE ed AMMINISTRATIVE 2014
INDETTE PER IL GIORNO 25 MAGGIO 2014 E PER L’EVENTUALE BALLOTTAGGIO DELL’8 GIUGNO
Ai sensi e per gli effetti della delibera n. Delibera n. 138/14/CONS e Delibera n. 139/14/CONS dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
Tariffe al netto dell’IVA (4%) per l’accesso agli spazi dei messaggi elettorali:
� Non sono previsti sconti di quantità nè
provvigioni di agenzia.
� Il pagamento dovrà essere effettuato contestualmente all’accettazione dell’ordine di
pubblicazione.
� Le richieste di inserzioni con gli specifici
dettagli relativi a data di pubblicazione,
consegna dei materiali per la stampa,
eventuale posizione di rigore, soggetto
richiedente ecc. dovranno pervenire agli
uffici Publifast srl almeno due giorni prima
della data richiesta per la pubblicazione.
� I messaggi politici elettorali devono recare
l’indicazione del committente e la dicitura
“messaggio elettorale” con l’indicazione del
soggetto politico.
� La pubblicazione è consentita fino al 23
MAGGIO 2014 compreso e 6 GIUGNO
2014 compreso per gli eventuali successivi
ballottaggi
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Basilicata
Mercoledì 9 aprile 2014
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Confindustria, la Luiss fa “scuola”
a tanti studenti potentini
SI È TENUTA IERI, presso la
sede di Potenza di Confindustria Basilicata, una selezione
destinata agli studenti del terzo
e del quarto anno delle scuole
medie superiori della Basilicata nell’ambito del concorso
Luiss Summer School, organizzata dalla Università Luiss
Guido Carli.
Gli studenti, attraverso un te-
st, hanno potuto comprendere
in anticipo le proprie capacità e
i propri talenti, sfruttando
un’opportunità formativa unica nel suo genere.
Dopo il saluto del Presidente
dei “Giovani Imprenditori di
Confindustria Basilicata” Lorenzo Pagliuca e la presentazione dell'offerta formativa Luiss
a cura del dott. Nicola Para-
scandolo dell’Ufficio Orientamento Luiss Guido Carli, si è tenuto il concorso borsa di studio
LUISS Summer School: in palio
allo studente migliore una borsa di studio che gli consentirà
di frequentare gratis per una
settimana la scuola di orientamento seguendo le lezioni universitarie e preparandosi ai test
di ammissione.
La folta platea degli studenti ieri a Confindustria
Vinitaly: contratti, premi e riconoscimenti per le aziende in Fiera
Piace a Verona il prodotto lucano
Colpiscono l’estetica e la funzionalità dello stand della Basilicata
ESTETICA E FUNZIONALITÀ: ottimo l’impatto dello
stand lucano a Vinitaly che
incuriosisce parecchio i vistatori della presigiosa kermesse vinicola italiana.
Visitatori, esperti e buyer
italiani e stranieri hanno degustato, chiesto informazioni su prodotti e territorio,
dialogato con gli operatori
presenti in Fiera in rappresentanza di ben 42 aziende
lucane. Il presidente della
Camera di commercio potentina, Pasquale Lamorte, ha
raccolto pareri favorevoli;
particolarmente soddisfatti
alcuni degli imprenditori
presenti anche al Prowein di
Dusseldorf, che dopo aver
aperto importanti relazioni
in Germania sono riusciti a
siglare dei contratti al Vinitaly.
L’assessore Regionale alle
Politiche agricole, Michele
Il gruppo degli imprenditori lucani a Vinitaly
Ottati, oltre a complimentarsi con le aziende che hanno
ricevuto i premi e riconoscimenti per le elevate capacità
imprenditoriali e innovative
dimostrate nella difficile sfida con l’elevata concorrenza
dei mercati internazionali,
ha invitato gli imprenditori
a fare aggregazione e utilizzare tutti i fondi comunitari
per realizzare gli investi-
menti che portino ad accrescere il comparto.
Il Premio “Cangrande ai
benemeriti della Viticoltura” è andato all’imprenditore agricolo Michele Laluce,
proveniente da una famiglia
che si occupa da sempre di
agricoltura, che conduce
un’azienda vitivinicola familiare di sette ettari, in particolare di vitigno Aglianico
del Vulture coltivato a spalliera forma di allevamento a
guyot negli agri di Ginestra
e Venosa. Gli altri riconoscimenti sono venuti dal Concorso enologico internazionale dove l’azienda Cantine
del Notaio di Rionero ha ricevuto la Gran menzione nella
categoria Vini tranquilli di
indicazione di origine e a indicazione geografica, con 6
anni dalla vendemmia, per il
vino Aglianico del Vulture
Doc “La Firma” 2008. Due
Gran menzioni anche per
l’Azienda Colli Cerentino di
Melfi e per l’Azienda Lagala
di Rionero nella categoria vini tranquilli a Denominazione di origine e a indicazione
geografica, con 7 anni dalla
vendemmia rispettivamente
per il vino Aglianico del Vulture Doc “Masquito Gold”
2007 e per l’Aglianico Doc
Riserva “Massaròn” 2005.
LUNGAGGINI BUROCRATICHE
La proposta di Coldiretti
per abbreviare i tempi
DAL VIGNETO ALLA bottiglia è necessario adempiere a
più di 70 pratiche che coinvolgono 20 diversi soggetti. Di
fronte ad un carico amministrativo che causa oneri insostenibili, la Coldiretti propone un sistema di controlli virtuoso a
vantaggio dei consumatori e nel rispetto del lavoro dei produttori: sportello unico degli adempimenti attraverso il fascicolo aziendale, valorizzando l’autocontrollo dell’impresa; controlli a campione basati sull’analisi dei rischi ed
estesi sul mercato al consumo; coordinamento del sistema
sanzionatorio e distinzione netta tra le irregolarità formali e
sanabili e i casi reali di frodi. Per il Presidente regionale della Coldiretti di Basilicata Piergiorgio Quarto “è importante
procedere verso un registro unico dei controlli, ma è necessario modificare radicalmente l’approccio al sistema dei
controlli nel settore vitivinicolo mettendo al centro e valorizzando l'autocontrollo aziendale che già oggi viene normalmente e scrupolosamente effettuato dalle aziende
mentre è necessario effettuare i controlli partendo sempre
da una analisi dei rischi”.
Il 10 e 11 aprile un workshop internazionale a Barcellona Riunione in Prefettura a Potenza In breve
La Val d’Agri in Catalogna Strade, tutto pronto
con il piano intercomunale per l’esodo di Pasqua
Pianificazione urbanistica e scambio di
buone pratiche nel governo del territorio e nella gestione dei sistemi informativi territoriali. Sono queste le principali tematiche del workshop internazionale che si svolgerà a Barcellona
(ES) il 10 e l’11 aprile prossimo, al quale
prenderà parte la Struttura di Progetto
“Val d’Agri” e il Centro Interdipartimentale di Ricerca LUPT dell’Università Federico II di Napoli, responsabile
scientifico per la redazione del Piano
Strutturale Intercomunale della Val
d’Agri.
L’occasione offerta dall’incontro
spagnolo, organizzato dall’Università
Federico II e dell’Università Autonoma
di Barcellona, rappresenta un primo riconoscimento di caratura internazionale del percorso innovativo messo in
campo con il Piano Strutturale Intercomunale in Val d’Agri, volto ad una trasformazione urbanistica unitaria per
tutto l’ambito della Val d’Agri pur nella
diversità dei singoli centri comunali.
Un appuntamento che permetterà ai
docenti, ai ricercatori e ai rappresentanti del Centro di Ricerca della Federico II di partecipare ad un fondamentale
momento di scambio e crescita scientifica confrontandosi sull’esperienza
condotta, per conto della Regione Basilicata, in merito alla redazione del piano, a dimostrazione che è possibile costruire percorsi significativi anche nei
territori dove non sempre la pratica
della pianificazione ha accompagnato i
processi di programmazione.
Barcellona
Al workshop, i cui lavori saranno
aperti dal dirigente della Struttura di
Progetto “Val d’Agri”, prenderanno
parte, fra gli altri, i professori Oriol
Nello, Joan Lòpez e Jordi Martìn dell’Universitat Autonoma di Barcellona; il
prof. Antonio Acierno e l’Arch. Angelino Mazza dell’Università Federico II e
rappresentanti del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Basilicata.
La due giorni di studio si concluderà
con la visita all’Istituto Cartografico e
Geologico della Catalunya
SI È SVOLTA NELLA Prefettura di Potenza
una riunione del comitato operativo per la viabilità al fine di pianificare le attività di coordinamento connesse alla gestione dell’esodo di
primavera 2014 (festività pasquali e altre festività primaverili) lungo l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, con la partecipazione dei
rappresentanti dell’Anas-ufficio per l’autostrada A3 di Cosenza e dell’Anas –compartimento della viabilità per la Basilicata, dei comandi provinciali dei carabinieri e dei vigili
del fuoco, della sezione di polizia stradale di Potenza e dei centri operativi autostradali di Sala
Consilina e Lamezia terme e della regione Basilicata-ufficio di protezione civile.
Nel corso dell’incontro, è stato confermato,
con alcune integrazioni, il modulo organizzativo redatto dall’ufficio Anas Autostrada A3 di
concerto con gli organi di polizia stradale che
prevede l’attività di assistenza all’utenza in caso di eventuali criticità, connesse alla permanenza di alcuni cantieri per i lavori di ammodernamento, secondo le modalità stabilite attraverso i diversi codici previsti in relazione all’entità dell’emergenza.
Nella pianificazione delle attività di assistenza all’utenza sono state prese in considerazione anche le criticità che potrebbero interessare la viabilità statale (S.S. 585, S.S. 598,S.S.
653, S.S. 18) nei giorni di maggiore esodo verso le località turistiche.
L’informazione all’utenza sarà costantemente garantita attraverso l’utilizzo di pannelli a messaggio variabile, sistemi web e applicazioni informatiche, collegamenti con il sito www.stradeanas.it, nonché mediante il call
center numero verde Anas A3 800.290092.
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CELIACI
Assemblea
a Potenza
Sabato 12 alle 17.00 presso
la sala A del CSV Basilicata
– Casa del Volontariato – in
via Sicilia a Potenza, si
svolgerà l’assemblea ordinaria dei circa 400 soci dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC) Basilicata
ONLUS. Nel corso dell’assemblea saranno illustrate
le iniziative avviate dall’associazione per promuovere la conoscenza della celiachia in ogni ambiente e
per migliorare la qualità
della vita delle persone intolleranti al glutine.
PROMOZIONE EXPO2015
C’è anche Matera
Venti iniziative, in 24 città
rappresentative di tutte le
Regioni. Incontri nelle
scuole, nelle piazze, nei Palazzi, seminari, convegni,
dibattiti, stand espositivi:
con un unico tema dominante, l’alimentazione e la
nutrizione. E’ il calendario
di eventi Anci per Expo
2015, Le città coinvolte saranno Gorizia, Monza, Catania, Venafro, Cuneo, Pisa, Maranello, Sestri Levante, Lavagna, Chiavari,
Olbia, Matera, Courmayeur, Vicenza, Chieti, Lecce, Crotone, Napoli, Fermo, Ravenna, Rimini, Cesenatico, Perugia e Latina.
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Basilicata
Mercoledì 9 aprile 2014
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Giri di usura tra Venosa e Melfi: a dibattimento Prago, Lagala, Patriziano e Mossucca
Tutti a giudizio tranne Martucci
Tensione dentro l’aula gup: una delle parti offese denuncia di aver ricevuto minacce
POTENZA - E’ finita con un prosciolto, il rinvio a giudizio di 4 persone e una denuncia per minacce
l’udienza preliminare del processo per i giri di usura scoperti dai
militari della compagni di Venosa attorno
alla concessionaria
di Salvatore Prago.
Sono servite meno
di due ore al gup Luigi Spina per decidere
delle richieste di rinvio a giudizio avanzate dal pm Francesco
Diliso per l’imprenditore 44enne, il suo
collaboratore Rocco
Lagala, 52enne sempre di Venosa, la moglie di quest’ultimo
Nicoletta Mossucca,
il 28enne di Melfi
Santo Fabio Patriziano e il 64enne Riccardo Martucci, noto
pregiudicato di Venosa.
Per quest’ultimo, assistito dall’avvocato Vito Barbuzzi, è arrivata la sentenza di non luogo a procedere, dopo che anche il gip Amerigo Palma aveva sollevato qualche perplessità sul suo ruolo negando le misure cautelari richieste per lui come per tutti gli altri.
Per Prago e Lagala, difesi dall’avvoato Giorgio Cassotta, l’accusa è di usura ed estorsione, come
per Patriziano, assistito da Gerardo Di Ciommo, Mentre la moglie di
Lagala, Nicoletta Mossucca, difesa sempre da Cassotta, dovrà rispondere soltanto di estorsione.
Stando alle indagini condotte
dai carabinieri della compagnia di
Venosa al comando del capitano
Vincenzo Varriale avrebbero prestato denaro a tassi d’interesse tra
Il Tribunale di Potenza. A sinistra Salvatore Prago. A destra Riccardo Martucci
il 240 e il 360 per cento all’anno.
Tradotto in soldoni, vuol dire
che a quelli a cui andava bene in
un mese 5mila euro potevano diventare 6.100. Ma per quelli a cui
andava male 4mila euro riuscivano a lievitare nello stesso tempo fino a 5.200. Una cravatta stretta
sul collo di almeno 4 vittime accertate.
Le indagini hanno portato anche al sequestro dell’immobile dove ha sede la rivendita Autoprestige di “Rino” Prago, che è rimasta
aperta grazie all’impegno di persone di sua fiducia.
|
L’INTERVENTO
Stando agli inquirenti quella in
via Albergo Colonnello Ruggiero,
nella periferia a nord della città di
Orazio, era diventata una specie
piccola centrale del credito abusivo.
A dare il via all’inchiesta agli
inizi di aprile dell’anno scorso era
stata la denuncia di una delle vittime, un imprenditore agricolo di
Venosa. Poi si sono aggiunte le altre scoperte grazie al lavoro degli
investigatori e convinte a liberarsi del peso che le opprimeva. «Intrinsecamente attendibili - così il
gip Amerigo Palma ha definito le
loro parole - in quanto precise,
coerenti e soprattutto spontanee
perché risultano essere la conseguenza di una reiterata ed attuale
condotta intimidatoria».
Il blitz negli uffici della Autoprestige era scattato a luglio così
sono saltati fuori documenti, assegni, cambiali varie in copia e in
originale, che hanno confermato
quanto già emerso dalle intercettazioni. «Costanti contegni ad evidente sfondo intimidatorio», li
chiama ancora il gip. Rivolti a chi
andava in sofferenza coi pagamenti per rientrare di prestito e
|
|
L’Apt si trasferisce da Potenza a Matera
«Sembra l’ennesima cambiale elettorale»
interessi. Quando non si arrivava
alla violenza vera e propria.
A quel punto c’è stato chi ha pensato di rivolgersi altrove per ripianare il debito col “mite” Prago e il
vulcanico Lagala,
condannato per l’omicidio di un giovane nel 1999 all’uscita
di un locale di Venosa. Per questo è finito
nelle mani del melfitano Patriziano che
applicava tassi d’interesse ancora più alti millantando amicizie con il clan dei Cassotta.
A novembre i tre
uomini, erano finiti
agli arresti mentre
alla moglie di Lagala, Nicoletta Mossucca, era stato ingiunto di non avvicinarsi
a una delle presunte
vittime: 4 quelle individuate di cui 3, assistite dagli avvocati Giuseppe Colucci, Nicola
Spiniello e Salvatore Laguardia,
già costituite come parti civili assieme a Josè Toscano per l’associazione antiusura Interesse Uomo.
Ieri in aula non è mancato un
momento di tensione tra Prago e
una di loro, a cui il primo, che si
trova ancora ai domiciliari, si sarebbe rivolto in maniera tutt’altro
che cordiale. Almeno stando a
quanto denunciato da chi sarebbe
stato bersaglio dei suoi improperi.
L’appuntamento davanti al collegio del Tribunale è stato già fissato il prossimo 6 giugno per l’inizio del dibattimento.
[email protected]
SPAVENTO A POTENZA
|
Incidente spettacolare
vicino al cimitero
di MARIO GUARENTE
C’E’ una strana logica, che in verità
proprio non riesco a spiegarmi, dietro il trasferimento dell’Apt Basilicata da Potenza a Matera.
Il capoluogo di Regione infatti,
ancora una volta, potrebbe essere
privato di un importante presidio
per motivi così futili e banali che
davvero rischiano di diventare un
paradosso.
A monte pare che la scelta adottata dal Presidente Pittella ( scelta che
– va sottolineato – non ha trovato la
benché minima opposizione da parte del sindaco di Potenza e consigliere regionale del Partito Democratico, Vito Santarsiero, il quale
nel più totale silenzio ha accettato
questa spoliazione ) sia stata dettata e giustificata dalla particolare
vocazione turistica della città dei
Sassi. A tal proposito mi sarà concesso di dissentire e di affermare
che Matera sicuramente rappresenta un’ importante meta per i visitatori della nostra Regione, tuttavia mi chiedo come si possa pensare
di danneggiare ulteriormente una
città come Potenza, peraltro già privata di numerosi fondi che per varie
motivazioni la Regione Basilicata
ha deciso di trasferire alla città dei
Sassi a discapito di altri Comuni,
sottraendo una struttura impor-
Una veduta spettacolare dei Sassi di Matera
tante come quella di cui stiamo parlando.
Matera dista all’incirca un’ora di
auto da Potenza e non credo che
questo rappresenti un ostacolo insormontabile per il rilancio turistico della prima, ma se anche lo fosse
abbiamo la fortuna di vivere in un’epoca in cui il supporto telematico
consente di espletare tutti gli adempimenti burocratici in tempo reale
da qualsiasi parte del Mondo.
La motivazione del Presidente
Pittella, quindi, e di tutti coloro che
la stanno sostenendo ( avvallando o
non proferendo parola su questo ulteriore danneggiamento per la nostra città ) fa acqua da tutte le parti
ed appare una chiara scusa per nascondere retroscena che hanno più
il sapore politico o di una cambiale
elettorale, piuttosto che riorganizzativo degli enti sub regionali. Potenza non doveva essere città di servizi? Credo che ci sia uno strano disegno politico con il chiaro obiettivo, al contrario, di privarla di tutto
ciò che è necessario per renderla un
Capoluogo di Regione degno di essere tale.
Per questo ritengo che il presidio
dell’Apt di Basilicata debba restare
nella città Capoluogo che ha il dovere, in quanto tale, di continuare ad
essere un punto di riferimento per
l’intera Regione.
POTEVA finire molto male ieri sera a Potenza per gli
occupanti dei tre veicoli coinvolti nello scontro che si è
verificato verso le 21.45 all’incrocio tra la via Appia,
via Bertazzoni e via Torraca, appena sotto la chiesa di
San Rocco e l’imbocco della strada per il cimitero comunale. A causare l’incidente sembra che sia stato un
automobilista che non si è fermato allo stop colpendo
due auto che sopraggiungevano. Sul posto sono intervenuti i carabinieri ma per fortuna nessuno degli
automobilisti ha riportato ferite. Soltanto un grosso
spavento.
RASSEGNASTAMPA
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Mercoledì 9 aprile 2014
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POTENZA
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Gli abitanti dell’area attorno alla Sider Potenza si sono svegliati per il rumore
Boato e densi fumi nella notte
La denuncia del Comitato: «L’aria nei pressi dell’eco-mostro era irrespirabile»
I DATI ufficiali dicono che
va tutto bene e la situazione
è sotto stretto controllo alla
Sider Potenza. Eppure, ancora una volta, i residenti
della zona si sono risvegliati con un cielo pieno di fumo
denso. Di più: secondo
quanto segnalato da Luciana Coletta, del Comitato
Aria Pulita Basilicata, intorno alle 4 di ieri i residenti
hanno sentito un forte boato, probabilmente uno scoppio all’interno dello stabilimento siderurgico. E poi al
risveglio tutta la zona era ricoperta da una coltre di fumo. Assai poco rassicurante, in verità, nonostante tutte le parole spese negli ultimi mesi.
«I fumi scuri - spiega Coletta - si sono sprigionati da
tutti i camini, ma in particolare dal sei. Oltre al boato e i
fumi, l’aria nei pressi dell’eco-mostro era irrespirabile». E così per l’ennesima
volta la situazione della Sider torna sotto la lente: in
quella zona, infatti, vivono
ormai centinaia di famiglie
e le paure sono quindi più
che fondate.
«Tutto questo - spiega Coletta - a soli pochi giorni della visita dei vertici delle Ferriere Nord-Gruppo Pittini
alle commissioni IV e VI del
consiglio comunale del capoluogo di regione. A seguito della quale il comunicato stampa rilasciato parla
di emissioni addirittura
100 volte sotto i valori limiti. Chiediamo che le commissioni interessate rendano immediatamente pubblici i dati in loro possesso;
inoltre riteniamo che il
Gruppo Pittini più che tranquillizzare il consiglio comunale avrebbe dovuto
tranquillizzare la popolazione rendendosi finalmente disponibile a un incontro
pubblico nel quale poter
confrontare i dati. Paventiamo che l’incontro con
l’amministrazione comunale sia stato piuttosto teso
ad altre richieste come un
possibile ampliamento delle attività. Se così non è ci
diano subito rassicurazioni. Ora aspettiamo fiduciosi
di capire se a mentire sui dati sia l’Arpab o i proprietari
dell’Azienda, delle due l’una».
E la verità è che vicende
come quella di Fenice o, per
uscire fuori dai nostri confini, come quella della Montedison a Chieti, non gettano
una buona luce sugli enti
che dovrebbero controllare.
I silenzi, gli interventi mancati e i troppi interrogativi
lasciati sospesi non permettono più ai cittadini di fidarsi di chi dovrebbe controllare. E poi si sente un boato e
l’aria diventa irrespirabile:
come fare a fidarsi di chi dice che l’inquinamento è sotto controllo?
[email protected]
LA REPLICA
Asi, «Da noi
nessuna ritorsione»
I fumi della Sider Potenza
LA SEGNALAZIONE
I giorni e gli orari poco chiari e molti non sanno che fare
Ztl, ma che confusione
MA la Zona a traffico limitato quando è attiva? Ci è
arrivata ieri mattina la segnalazione di un lettore
che ha dovuto percorrere
via Vescovado. E, come
tanti altri cittadini, ha trovato poco chiara la segnaletica relativa ai giorni e
agli orari in cui il centro
storico è chiuso al traffico.
«A parte i semafori rotti da
tempo - spiega - sono quei
cartelli a creare confusione nell’utenza». Senza contare
che
«proprio in
via Vescovado il cartello è semi
coperto dai
rami». Il
problema,
in effetti, è
che gli orari e i giorni
di chiusura al traffico sono stati modificati così tante volte che gli stessi potentini
sono confusi. Immaginiamo chi viene da un’altra
città e deve necessaria-
mente fermarsi per leggere i cartelli: «così - conclude - è normale che poi si incappi nella multa, ma se
l’amministrazione comu-
nale vuol fare soldi in questa maniera non è corretto». E infatti in questi mesi
di multe per la Ztl ne sono
arrivate parecchie.
«L’ASI non ha posto in essere alcun comportamento antisindacale o ritorsivo verso il suo responsabile ambiente ed esponente
Cgil». Questa la replica
del Consorzio in seguito
alla denuncia fatta nei
giorni scorsi. «La polemica della rappresentanza
sindacale aziendale Cgildell’Asi - spiegano - è infondata e ingiustificata e
sfugge in maniera consapevole al merito delle questioni. In questo Ente non
si è discriminato nessuno
tantomeno sono state attuate azioni di ritorsione
sul personale. Sono ben
altre le pratiche messe in
campo tese a inficiare e ridurre il valore dell’azione
di risanamento e trasparenza avviate già da tempo e in dirittura d’arrivo.
Con l’o.d.s. che ha destato
tanto scandalo, è stato
conferito, a un funzionario che da tempo è stato
coinvolto direttamente
dalla dirigenza dell’ufficio (anch’essa Cgil) per la
definizione del nuovo modello di gestione dei servizi e per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata
Ambientale in sanatoria,
la esecuzione del contratto sui servizi che soprattutto nella sua fase di avvio si immagina particolarmente complessa. Tale
incarico non prevede alcun tipo di prebenda o incentivazione. In ogni caso
le funzioni e le attività ipotizzate non sono conflittuali con quelle previste e
normalmente svolte dall’ufficio ambiente. Quanto al nuovo schema di gestione messo in atto con
procedure assolutamente
limpide e trasparenti,
questo consentirà all’Ente di ridurre il deficit
strutturale, uscendo così
da quella forma di precarietà che per anni ne ha
caratterizzato l’esistenza,
La sede dell’Asi
senza che nessuno avvertisse l’esigenza di rivedere il modello di gestione
delle aree industriali. Il
nuovo modello di gestione, ampiamente condiviso a tutti i livelli, contiene
peraltro la condizione di
salvaguardia degli attuali livelli occupazionali; il
contrario, ovvero l’internalizzazione dei servizi,
avrebbe inevitabilmente
determinato per il Consorzio l’assunzione diretta di altre 72 unità senza
la garanzia di ricavi certi
dall’attività di gestione.
Quindi tutto limpido e
tutto trasparente contrariamente a quello che si
vuole far credere. Tutto
condiviso con regione,
imprenditori, associazioni datoriali e le stesse organizzazioni sindacali.
Infine, è obiettivo di questo Ente, nonostante le resistenze di una parte del
sindacato, dotarsi di un
nuovo assetto organizzativo interno e procedere
ad una modifica nella conduzione degli uffici, temi
che non verranno trattati
con l’intento di discriminare alcuno ma con quello di costruire un impianto organico più efficiente
e rispondente alle esigenze dell’Ente medesimo, seguendo le procedure concertative e di decisione
previste dalla legge».
UN CONCORSO TRA TIFOSI
Seguendo i colori rossoblù: un potentino a Genova
QUEI colori, il rosso e il blu, sono anche i colori del Potenza. Per questo
per Alessandro, studente potentino,
non deve essere stato difficile tifare
Genoa. Alessandro ha partecipato al
concorso Faccedafan di iZiplay, Jersey, sponsor del Genoa Cfc, e insieme
agli altri 4 giovani ha vissuto una
notte indimenticabile allo stadio Luigi Ferraris, riuscendo a seguire da vicino la propria squadra del cuore. Nel
pre gara di Genoa-Milan i vincitori
hanno prima partecipato a una “Genoa Experience” ad hoc, ossia il tour
guidato nel dietro le quinte dello stadio, quindi ognuno di loro ha ricevuto in regalo dalle mani dello storico
capitano rossoblù, Marco Rossi, una
maglia ufficiale del Genoa Cfc.
«Una serata da brivido in tutti i sensi - ha commentato Alessandro - anche se arrivo dal Sud, la mia fede calcistica è rossoblu, forse perché anche
il mio Potenza ha gli stessi colori. E’
stata una serata stupenda, perché ho
potuto vedere la partita da un altro
punto di vista, mi sono sentito protagonista e se avessi potuto sarei sceso
in campo a dare una mano ai ragazzi.
Quando ero negli spogliatoi insieme
agli altri vincitori eravamo molto
emozionati, abbiamo visto sia i giocatori del Genoa che quelli del Milan che
si sono dimostrati molto disponibili e
gentili. Ho fatto un milione di foto,
che conserverò per sempre».
Alessandro con il capitano
del Genoa
RASSEGNASTAMPA
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Potenza
Mercoledì 9 aprile 2014
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Il titolare di “Europa cash” ieri mattina ha spedito 39 lettere di licenziamento
Auchan, il 30 aprile si chiude
Venerdi prossimo, però, si firmerà la cessione di ramo d’azienda alla Sma
È UFFICIALE: dal prossimo 30 aprile il supermercato fa capo ad “Europa cash”
e che si trova all’interno del
“Polo acquisti Lucania. Auchan” chiuderà i battenti.
La notizia è giunta, come
una doccia fredda, ieri mattina durante l’incontro al
Dipartimento attività produttive della Regione dove
sindacati, dirigente regionale e proprietà di “Europa
cash” erano riuniti per trovare una soluzione alla vertenza dei 43 dipendenti.
Prima che l’incontro cominciasse il titolare del supermercato ha comunicato
a tutti che proprio in mattinata erano state spedite le
lettere di licenziamento ai
lavoratori. In tutto 39 perché il direttore e due autisti,
che prestavano servizio al
“Polo acquisti”, in realtà sono dipendenti di “Europa
cash” e quindi rimarranno
in servizio negli altri supermercati del gruppo e una dipendente non può essere licenziata perché è in maternità.
Nonostante la notizia delle lettere di licenziamento
abbia spiazzato i rappresentati sindacali e i dirigenti
regionali - che sono stati
molto duri e critici nei confronti del titolare del supermercato - alla fine si è comunque aperto uno spiraglio per la salvaguardia dei
39 posti di lavoro.
Stando a quanto ha dichiarato il titolare del supermercato che si trova al-
Sindacati, funzionari regionali durante l’incontro di ieri per la vertenza “Europa cash” (foto Andrea Mattiacci)
l’interno di Auchan, infatti,
dopo alcuni contatti con il
gruppo “Conad”, in un pri-
mo momento intenzionato l
subentro, si starebbe per
chiudere la trattativa con il
gruppo pugliese Sma.
La Sma dovrebbe firmare
il contratto di cessione di ra-
mo d’azienda già venerdi
prossimo.
Se così fosse già a partire
dal prossimo 5 maggio il
supermercato dovrebbe riaprire i battenti.
Sia i rappresenatti sindacali che i funzionari della
Regione hanno fatto presente che si batteranno affinché i vertici “Sma” si impegnino a riassumere i 39
lavoratori licenziati , se
davvero il supermercato
riaprirà il prossimo 5 maggio, per una settimana percepiranno la disoccupazione.
Il titolare di “Europa cash” ha garantito che nessuno dei 39 dipendenti rimarrà a casa con il subentro del
nuovo gruppo.
al.g.
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UN ORDINE DEL GIORNO IN CONSIGLIO COMUNALE
Ripartizione delle risorse, si taglia anche la sede provinciale dell’Inail
«COME ormai ampiamente risaputo la regione Basilicata è stata
interessata da una pesante riduzione degli organici e da una “destrutturazione” degli apparati
organizzativi».
Così comincia l’ordine del giorno presentato dal consigliere Pd
Nicola Marcantonio in riferimento a quanto, lo scorso 11 marzo, deciso dal direttore generale
dell’Inail con l’approvazione della ripartizione 2013-2015 delle
risorse complessivamente assegnate alle Strutture territoriali e
a quelle della Direzione generale.
In sostanza è stata decisa una
nuova configurazione organizzativa della Direzione regionale
Inail Basilicata, ulteriormente riclassificata da direzione di tipo D
a direzione di tipo E ( tipologia
creata ex novo, in quanto prima
si fermavano alla lettera D).
«La nuova riclassificazione - ha
fatto sapere Marcantonio - prevede che la Direzione regionale Basilicata sia affidata alla responsabilità di un dirigente di livello dirigenziale non generale, che diventi una struttura snella e che
comprenda al suo interno, oltre
alle funzioni proprie di una direzione regionale, anche quelle tipiche dell’unica sede territoriale
di tipo A presente sul territorio
lucano, ossia la sede provinciale
di Potenza».
In questo modo Potenza, benché capoluogo di regione, verrebbe privata di una sede locale distinta dalla Direzione regionale,
a differenza di Matera che, nonostante sia stata anch’essa declassata a sede di tipo B, ha conservato la sua sede locale.
Alla luce di tutto ciò si deduce
facilmente che la Basilicata «è
stata considerata alla stessa stregua e con le stesse caratteristiche
del Molise, nonostante questa regione sia, per estensione territoriale e per portafoglio, la metà
della nostra regione».
Insomma questa nuova configurazione territoriale deve
preoccupare anche il nostro Comune «che - ha concluso Marcantonio - non può restare impotente
davanti all’ennesimo disegno di
delegittimare il ruolo della città,
continuando nella spoliazione di
importanti uffici, servizi e, soprattutto, posti di lavoro».
L’INTERVENTO La segnalazione di un cittadino che ogni giorno è al Pantano Il bilancio dei primi mesi del 2014
Il Lago “ostaggio” del WWF
Nessuno può accedere oltre la recinzione, quello è il limite invalicabile
Pubblicità abusiva
18.000 euro di multe
QUASI ogni giorno mi trovo a costeggiare il Lago di Pignola e quasi
ogni giorno penso che più che Lago
di Pignola dovremmo chiamarlo
proprietà privata dell’Oasi WWF.
Nella mia vita ho avuto la fortuna
(o la sfortuna, poiché poi il confronto
viene naturale) di viaggiare e vedere
tanti, tantissimi laghi di tutte le dimensioni, grandi, piccoli addirittura irrisori ma tutti erano tenuti bene, erano vivibili, erano luogo di giubilo e divertimento per umani e animali, per sportivi e non, per famiglie, per giovani, per anziani per
chiunque avesse voglia di svagare la
mente lontano dal traffico e dallo
smog in compagnia di una vastissima fauna. Qui invece no, nessuno
può accedere oltre la recinzione, nessuno può oltrepassare il limite invalicabile imposto dai veri e unici proprietari: l’oasi del WWF. Nessuno
può stare lontano dallo stress, nessuno deve stare lontano dallo stress,
nessuno può correre o andare in bici
o semplicemente farsi una passeggiata senza il rischio di essere investito, senza respirare i gas di scarico
di automobili che sfrecciano a
90\100 kmh e giustamente si indispettiscono se trovano i ciclisti nella
carreggiata.
Ho visto campi da golf ospitare
molte più specie volatili di quelle che
si avvistano in un anno nell’Oasi, ho
visto gente (educata e rispettosa) fare un picnic a riva del lago di Braccia-
NEI primi tre mesi del 2014
a Potenza la polizia locale ha
accertato 46 violazioni al Codice della strada e al regolamento che regola l’installazione delle insegne pubblicitarie e ha inflitto multe per
circa 18 mila euro.
Lo ha reso noto il comandante della polizia locale,
Donato Pace, spiegando che
vanno considerati anche gli
introiti derivanti dal recupero delle imposte sulla pubblicità e da altre violazioni.
Oltre 500 controlli sono
stati eseguiti su persone che
hanno dichiarato di avere la
loro residenza a Potenza, anche in relazione al pagamento delle tasse e dei tributi locali. Nell’ambito dell’azione
di contrasto al fenomeno
dell’abusivismo in materia
di affissione e di installazione di mezzi pubblicitari sulle
strade cittadine, la Polizia
locale di Potenza ha accertato nel primo trimestre dell’anno in corso 46 violazioni
alle norme del Codice della
Strada ed al Regolamento
Comunale per la pubblicità e
le installazioni pubblicitarie. Le sanzioni irrogate ammontano a circa 18.000 euro.
A ciò vanno aggiunti gli
Il Lago Pantano di Pignola
no con dei cigni maestosi e curiosi
che gli giravano intorno alla ricerca
di qualche briciola , ho visto poiane
bellissime sul lago di Garda a 200
metri da chi passeggiava tranquillamente, ho visto centinaia di anatre a
bordo riva sul lago Trasimeno mentre i ciclisti tranquillamente pedalavano a 20 metri da loro. Qui no, qui
non posso vedere nulla, nessuno può
vedere nulla perché il lago è un miraggio, è un qualcosa che si può solo
immaginare guardando la recinzione che accuratamente lo delimita per
tutto il suo perimetro, e sognando
che un giorno anche noi avremo la
possibilità di vivere il nostro lago.
Questa condizione del lago mi distrugge esattamente come quella
del fiume Basento, perché sono un
sognatore, sogno che la mia terra
inizi a migliorare proprio da queste
piccole cose che probabilmente non
interessano a chi ci amministra, perché purtroppo la natura non vota, alla natura non posso essere fatti favori . Fatelo a noi un favore, a noi giovani, a noi sognatori, a noi amanti di
questa terra, fatecela vivere, fatecela
ammirare, fateci restare qui a migliorarla assieme a voi, partendo
proprio da queste piccole, immense
libertà.
Nicola Patrone
introiti relativi all’applicazione delle relative sanzioni
tributarie ed al recupero dell’imposta sulla pubblicità,
del diritto sulle pubbliche affissioni e degli interessi di
mora sulle somme dovute e
non corrisposte nei termini
ordinari prescritti. Gli accertamenti di violazione
hanno interessato le principali arterie della nostra Città, e sono finalizzati a sradicare tale fenomeno e tutelare il decoro urbano e la sicurezza sulle strade. A tal proposito, la Polizia Locale invita i responsabili dell’installazione di impianti pubblicitari abusivi e di affissione di
manifesti fuori dagli spazi
consentiti all’immediata rimozione degli stessi, al fine
di evitare l’irrogazione di ulteriori pesanti sanzioni pecuniarie ed il ripristino coattivo dello stato dei luoghi
con addebito delle spese.
Effettuati anche decine di
controlli in materia di tributi comunali sui rifiuti e sui
servizi. Le anomalie riscontrate sono state prontamente segnalate al competente
ufficio comunale, per il recupero delle somme non versate e l’applicazione delle
sanzioni tributarie previste.
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Potenza e provincia
Mercoledì 9 aprile 2014
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TOLVE La denuncia : «Cittadini costretti a spostarsi per fare benzina»
Carburante, chiuso distributore
Fratelli d’Italia attacca il Comune e minaccia azioni di protesta
TOLVE – Dopo 60 anni di
attività a Tolve, da alcuni
giorni, è stato chiuso l’unico distributore di carburanti. Il Comune di Tolve
non ha inteso, per il momento, rinnovare il permesso che gli compete, in
quanto vuole letteralmente
costringere la Società interessata a delocalizzare l’impianto in un sito diverso da
quello attuale e fuori dal
centro abitato, stante la nota disponibilità economica
della stessa ad investire.
Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, sia come costituente cittadina che come gruppo consiliare, «se si legge in una nota - condivide la opportunità di spostare l’impianto in altro sito, sicuramente non ritiene
accettabile i metodi esercitarti dall’amministrazione
comunale per addivenirvi». Le due cose, ovvero la
delocalizzazione del distributore e l’esercizio dell’attuale, «possono e devono
andare avanti di pari passo:
«è un percorso di buonsenso che consentirebbe a tutta
la Comunità di utilizzare
un importante servizio.
Siamo davvero all’assurdo:
la normativa consente di tenere aperto un impianto e il
Comune lo chiude quale
“arma” persuasiva per realizzarne uno nuovo».
E tutto ciò dove accade?
In Basilicata, la terra che dà
petrolio e soddisfa un grande fabbisogno e, inoltre, a
Tolve, «dove pende un per-
messo di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi a pochi chilometri dall’abitato a
frante del quale questa amministrazione comunale
ha assistito passivamente a
tutto l’iter tecnico - ammi-
BRIENZA
Raccolti fondi per Domos
BRIENZA – Si è tenuta
lunedì la quinta edizione
del “Charity market for
Domos Francesca Lombardi” organizzato dal
Comprensivo di Brienza.
Raccolti circa 850 euro
che sono stati devoluti in
beneficenza all'associazione Donatori midollo
osseo e cellule staminali
emopoietiche (Domos)
da anni impegnata nella
lotta contro le leucemie.
L'iniziativa è stata promossa dalla professoressa di inglese Pascale Maria che, con l'aiuto dei
colleghi e degli alunni ha
allestito il mercatino all'interno dei locali della
scuola. Rosa Viola, presidente di Domos ha ricordato come «spesso sono i bambini ad insegnare agli adulti. Grazie a
importanti occasioni come questa».
PICERNO
POTENZA
L’esercito entra a scuola
Cinquecento
studenti coinvolti
POTENZA - Nell’ambito
dell’attività di orientamento scolastico svolta dal Comando militare di Basilicata in collaborazione con la
Direzione scolastica regionale, l’Infoteam dell’Esercito ha tenuto una serie di
conferenze coinvolgendo
oltre cinquecento alunni
provenienti dai licei classici e scientifici.
In tale contesto, l’Infoteam del Comando Militare
di Basilicata ha promosso
per l’ anno accademico
2014 – 2015 un concorso
pubblico per titoli ed esami
per la copertura di 160 posti per l’ammissione alle
scuole militari dell’Esercito: “Nunziatella” di Napoli
e “Teuliè” di Milano.
Al concorso possono
partecipare i cittadini italiani di entrambe i sessi,
provenienti dal liceo classico o scientifico, in età
compresa tra i 15 e i 17 anni che, oltre a possedere
tutti i requisiti previsti dal
bando, siano in grado di
conseguire al termine dell’anno scolastico in corso,
l’idoneità al 1° liceo classico ovvero al 3°liceo scientifico.
In questi giorni di aprile
nistrativo».
Il Comune di Tolve, pertanto, visto che ha la fortuna di avere a che fare con
una «Società - proseguono
gli esponenti di Fratelli d’Italia - che vuole investire,
l’Infoteam del Comando
militare di Basilicata, incontrerà gli studenti dello
scientifico “Galilei” di Potenza e quelli del classico e
scientifico “G. Fortunato”
di Rionero in Vulture.
Le scuole militari, da secoli scuole di vita, di metodo e di stile, sono aperte alle
novità e agli scambi internazionali consentendo ai
giovani allievi, di crescere
ed interagire pienamente
con la società civile .
Durante l’iter scolastico,
oltre ai programmi ministeriali si approfondirà la
conoscenza delle lingue
straniere con la grande opportunità di soggiorni di
studio all’estero.
Rimesso
in libertà
il tifoso
arrestato
PICERNO - È stato rimesso
in libertà il ragazzo di 24 anni di Picerno che domenica
scorsa era stato arrestato
dai Carabinieri perché nonostante avesse un Daspo
dallo scorso febbraio aveva
ignorato la misura e si era
recato comunque allo stadio a vedere la partita.
Il giovane era stato colpito dal divieto di assistere a
manifestazioni sportive dopo che aveva lanciato petardi e botti durante alcune gare casalinghe della sua
squadra. A dare la notizia il
legale del ragazzo, Francesco Giuseppe Manfreda. A
decidere per la revoca degli
arresti domiciliari il giudice Argenio.
cosa che non c’è stata in
passato, giochi la partita
della delocalizzazione con
senso di responsabilità e
con la credibilità che dovrebbe avere una pubblica
istituzione, lasciando aperto l’attuale distributore:
per salvaguardare i posti di
lavoro e per non privare i
cittadini di un essenziale
servizio».
Se ciò non dovesse accadere «saremo pronti ad intraprendere ogni azione in
grado di portare alla ragione chi di competenza e per
ristabilire un sevizio che
non ha nessun motivo,né
normativo né tecnico, per
rimanere chiuso».
Attualmente i cittadini,
per riempire i serbatoi dei
propri veicoli, si vedono costretti a percorrere circa 10
chilometri per raggiungere il più vicino distributore.
Se è vero che, per alcuni, la
difficoltà di rifornirsi di
carburante è lenita dagli
spostamenti verso altri comuni per ragioni di lavoro,
per molti degli abitanti, invece, lo spostamento in altre aree del territorio è indotto unicamente dalla necessità di rifornirsi e questo provoca loro, inevitabilmente, un aggravio di consumi e maggiori spese.
«Questa situazione incresciosa - conclude la nota
- non può vederci complici
dell’indifferenza delle istituzioni comunali. Il distributore di carburanti va subito restituito ai tolvesi».
POTENZA
Cerimonia delle candele
per tutte le donne
POTENZA - Si è tenuta la
“Cerimonia delle candele” organizzata dalla Fidapa di Potenza. L’iniziativa è stata organizzata
per la quarantaquattresima volta con lo scopo di
abbracciare simbolicamente tutte le donne delle
associazioni Fidapa presenti nei Paesi aderenti.
La Fidapa internazionale è nata 84 anni fa, in
Italia è attiva da 44 anni,
oggi questa federazione
è un’ organizzazione dinamica e potente, d’importanza mondiale. La
pubblica opinione e la legislazione sono state influenzate dal suo lavoro
in molti paesi, lavorando
in stretto contatto con la
Commissione per i diritti
umani e la commissione
per lo status delle donne,
la Fao e il Consiglio d’Europa
Le candele simboleggiano le ambizioni e l’opera delle donne impegnate
in tutti i paesi del mondo,
così l’evento è stato un tripudio di colori: c’erano le
candele bianche in rappresentanza di ogni Federazione, le candeleblu
rappresentavano un pae-
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BALVANO L’iniziativa è giunta alla sua settima edizione
Premio “Betty Federici”
Presentate 255 poesie
BALVANO - Nella scuola
secondaria di primo grado
si è svolta la settima edizione del premio di poesia
“Betty Federici” in collaborazione con l’associazione
“Amici di Ypsilon” e la casa
d'accoglienza per minori
“Stella del mattino” di Potenza.
Quest'anno 255 poesie,
frutto dell'ispirazione e della dedizione di tanti giovani
autori delle classi seconda e
terza media dei vari istituti
partecipanti al concorso,
sono state lette, analizzate e
votate da una giuria che ne
ha infine decretato la vincitrice.
Il dirigente scolastico,
Napoli, ha salutato i pre-
Lucrezia Tarantino
senti ricordando l'importanza di «lasciare una traccia e dare un messaggio»
ma chiedendosi e chiedendoci se «nel 2014 abbia ancora senso parlare di poesia».
Fernando Lanzetta ha ricordato che i versi sono un
inno alla vita, così come lo
Potenza, il 14 aprile precetto pasquale per le forze dell’ordine
POTENZA – Il prossimo 14 aprile, alle 10.30, nella chiesa di San Francesco, sarà celebrata una Santa messa
per tutte le forze e corpi armati dello
stato, si tratta del tradizionale appuntamento annuale in cui i militari
si riuniscono in vista delle imminenti
festività. In occasione della Pasqua,
ormai imminente, qualche spunto di
riflessione sull’evento straordinario
se dove c’è almeno un
Club associato, le candele
Rosa rappresentavano le
socie ed infine è stata accesa la candela verde simbolo del futuro, della speranza.
«La “Cerimonia delle
candele” ci suggerisce
che è nostro dovere portare luce dove non c’è, dove altre donne, che vivono sotto cieli lontani, non
godono di diritti, subiscono il dolore della
guerra o di regimi politici che negano qualsiasi
possibilità di partecipazione alla vita sociale e
politica del loro paese –
afferma il presidente della Fidapa di Potenza, Licia Viggiani - Noi abbiamo acceso le candele, in
questa occasione, in Paesi dove c’è già la luce: ricordiamoci di chi luce
non ha e pensiamo a
quanto ancora è lungo il
cammino che alcune
donne devono percorrere. Ci attendono ancora
battaglie difficili da vincere. Servirà un po’ di
tempo ma ci riusciremo».
Caterina Lobosco
della Risurrezione di Cristo, fonte
della fede per i credenti, provocazione continua per chi è alla ricerca della
felicità autentica, speranza per chi
preferisce le tenebre alla luce. Alla S.
Messa, officiata dall’arcivescovo metropolita, Agostino Superbo, parteciperanno anche i cappellani militari
nonché i vari comandanti con una
folta rappresentanza di militari di
ogni ordine e grado. Chi è risorto? È
la domanda che alberga nei cuori di
tanti che hanno bisogno di sapere la
buona notizia: un terremoto ha scosso le fondamenta della terra trascinando via la pietra di quel sepolcro
che per due giorni aveva custodito il
Dio della vita. “Il Dio di Gesù Cristo
non è il Dio dei morti ma dei vivi!”.
em.ma.
furono per la giovane Betty
Federici, la cui esistenza fu
precocemente interrotta a
soli 19 anni. Era infatti alla
poesia che Betty affidava le
sue emozioni, ma anche la
sua voglia di futuro. Anche
per i ragazzi partecipanti al
concorso la poesia costituisce uno strumento per promuovere la cultura e per dare sfogo a cio' che si prova
intimamente dentro e molto spesso non si ha il coraggio di tirare fuori. Scrivendo una poesia riaffiorano
ricordi, si percepiscono
sentimenti, si scoprono lati
del nostro carattere che altrimenti rimarrebbero nell'oscurità. La poesia è tutto
quello di cui abbiamo bisogno, adesso, in un mondo
sempre più dominato da
falsi valori e ideali sbagliati.
Come diceva Giovanni
Pascoli, il poeta è un "fanciullino", colui che continua a stupirsi di fronte alle
piccole meraviglie della vita e a voler vivere a fondo la
sua esistenza più di ogni altra cosa. Quindi, ragazzi o
adulti, perchè " Gli occhi
siano lo specchio dell'anima e le parole la voce del
cuore "
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VULTURE
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BARILE Simulato l’incendio, il ferimento di un alunno e i soccorsi
Al comprensivo prove di evacuazione
A organizzare l’evento sono stati i volontari della Croce rossa italiana
Venosa, gli alunni faccia a faccia con
l’autore de “Il silenzio della neve”
BARILE - Prove di evacuazione senza preavviso ai
plessi dell'Istituto comprensivo di Barile.
Scioccante la prova antincendio effettuata alla sede
centrale di Barile.
Dopo il suono di allarme,
evacuati tutti gli alunni ,si è
dato luogo ad un intervento
su un alunno ferito .Prontamente i volontari della Croce Rossa Italiana della sezione di Barile sono arrivati
a bordo dell'autoAmbulanza che a sirene spiegate metteva in allarme tutto il paese.
L'alunno "ferito" veniva
caricato sul mezzo di soccorso e portato via. Intanto
all'interno dell'edificio un
addetto alla Sicurezza ,
prontamente,
spegneva
con un estintore l'incendio
artificiale.
Gli alunni prima increduli poi sollevati hanno potuto
vedere , dopo alcuni minuti,il finto ferito raccontare
le sue emozioni alla riunione successiva tenutasi nell'Aula Magna della scuola
alla presenza di studenti e
Simulazione di soccorso a un ragazzo ferito a seguito di un
incendio
docenti.
rio Giuliano, che hanno coaLa sicurezza ha messo un diuvato il lavoro dei bidelli
altro tassello al suo puzzle: nel fermare il traffico e grala prova antincendio ben zie al Dirigente scolastico
riuscita, grazie ai Volontari Dott.ssa Tania Lacriola che
della CRI di Barile per la lo- ripone sempre la sua fiduro competenza , disponibili- cia nella squadra di Emertà e serietà che li contraddi- genza della scuola coordistingue in queste iniziative, nata dall'instancabile Magrazie ai Carabinieri e ai Vi- ria Carmela Di Lonardo.
Lorenzo Zolfo
gili urbani di Barile, capita© RIPRODUZIONE RISERVATA
nati dal Comandante Save-
VENOSA - Dopo aver letto il romanzo “Il
silenzio della neve” e dopo averlo commentato in classe, gli alunni di I e II A ginnasio dell’ Iiss “Orazio Flacco” hanno incontrato Giuseppe Filidoro, autore del volume. Ed è stato un confronto proficuo,
che ha arricchito gli studenti, messi nelle
condizioni di conoscere le motivazioni che
hanno spinto l’autore, psichiatra, a prendere carta e penna per raccontare una storia; di rintracciare i vissuti dell’autore
trasferiti nel romanzo; di rendersi conto
dell’architettura del racconto. «La lettura
del romanzo e l’incontro con il suo autore
nascono dall'esigenza di avvicinare gli
alunni della I e II A ginnasio alla lettura di
un romanzo ambientato in tempi e luoghi
a noi vicini - dice Giuseppina Falcone che
ha guidato gli studenti nella lettura - . Per
gli alunni di II è stato più facile confrontare il romanzo di Filidoro con il romanzo
manzoniano; per gli alunni del prima
confrontarlo con le tematiche studiatee
con le tecniche di lettura». L’incontro ha
arricchito anche l’autore che più volte si è
dichiarato soddisfatto per il modo con cui
gli studenti avevano letto e approfondito
il suo romanzo. «Il mio romanzo è un atto
d’amore verso la mia terra natale - ha sottolineato Giuseppe Filidoro, nativo di Venosa -verso la vita in tutte le sue sfaccettature». Anche questa volta la scuola non si
è mostrata un semplice contenitore che
distribuisce conoscenze, ma ha mostrato
di essere un luogo che fornisce strumenti
per comprendere la realtà circostante. Al
centro del confronto con l’autore: i rapporti di amicizia; l’invidia che distrugge;
la solidarietà tra vicini; usi e costumi locali; le scelte di vita condizionate dalla famiglia e dalla cultura locale. Anche la professione di psichiatra dell’autore ha influito lo sviluppo del romanzo: «ho costruito i personaggi attingendo alla mia
esperienza quotidiana e professionale - ha
riconosciuto Giuseppe Filidoro - Come
psichiatra mi occupo del mondo interiore.
Come scrittore ho focalizzato l’attenzione
sul mondo interno, fatto di ansie, preoccupazioni, emozioni».
Giuseppe Orlando
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LAGONEGRESE
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Da domani fino a venerdì 18 aprile per i lavori sul viadotto Rammauro
Strada statale 598, senso unico alternato
VAL D’AGRI - Ancora possibili disagi lungo le strade
della Val d’Agri. L’Anas comunica che dalle 7 di domani alle 18,00 di venerdì
18 aprile 2014, sarà istituito un senso unico alternato
sulla strada statale 598 “Di
Fondo Valle Agri”, nel tratto compreso tra il km 6,650
e il km 7,800, nel Comune
di Atena Lucana, in provincia di Potenza.
Il provvedimento si rende necessario - ha spiegato l’Anas - per consentire i
lavori di manutenzione
del viadotto “Rammauro”, in particolare il ripristino dei cordoli laterali
che interessano la carreggiata stradale.
Il traffico sarà regolato
da impianto semaforico.
L’Anas raccomanda agli
automobilisti prudenza
nella guida e ricorda che è
possibile aggiornarsi costantemente sulla situazione del traffico in tempo
reale. Le informazioni sono consultabili sul sito
web http://www.stradea-
nas.it/traffico oppure su
tutti gli smartphone e i tablet, grazie all’applicazione “Vai Anas Plus”, disponibile gratuitamente in
“App store” e in “Play store”.
In questo modo si potrà
sapere in tempo reale se
verranno rispettati o meno di tempi dei lavori.
Un tratto della Fondovalle dell’Agri
LAGONEGRO Provvedimenti contro altri 18 componenti di una banda di rumeni
“Oro rosso”, nuovi arresti
Specializzati in furto di rame in appartamenti e nelle aziende agricole
Il procuratore Russo
non esclude altri sviluppi
LAGONEGRO - «La contestazione di
reati non presenti nelle precedenti ordinanze, ha consentito l’emissione di
provvedimenti restrittivi nei confronti di altre 18 persone, che sono stati
eseguiti dai carabinieri stanotte e nel
corso della giornata di ieri, mentre alcuni sono ancora in corso di notifica
ed esecuzione perché si sta provvedendo a rintracciare sei individui al momento latitanti».
Con queste parole il procuratore della Repubblica Vittorio Russo, titolare
dell’inchiesta denominata “Oro Rosso”, ha aperto la conferenza stampa
che si è tenuta negli uffici del Tribunale di Lagonegro. L’operazione segue
quelle messe a segno nei mesi scorsi,
che avevano portato all’arresto di numerosi cittadini, quasi tutti di nazionalità rumena, per reati di natura predatoria. Il bottino principale era il rame, da qui il nome oro rosso, che veniva spesso asportato da grossi frigoriferi e macchinari industriali, ma i criminali non esitavano a razziare bestiame che rivendevano clandestinamente e qualsiasi altro genere di refurtiva
gli capitasse a tiro.
«Si tratta di una banda molto strutturata, che operava con continuità su
tutto il territorio nazionale, i cui membri avevano rapporti di collaborazione
e vincoli di parentela tra loro, e si
scambiavano continuamente i ruoli al
fine di garantirsi l’impunità e disporre di soggetti perfettamente informati
sulla geografia dei differenti posti nei
quali commettevano le loro azioni de-
La conferenza stampa
littuose», ha spiegato il capitano Luigi
Salvati Tanagro, a capo della compagnia di carabinieri di Lagonegro, che
ha condotto l’attività investigativa e
ha materialmente eseguito gli arresti.
Mentre il tenente colonnello Giuseppe
Palma, comandante del nucleo provinciale di Potenza, ha evidenziato che
«le attività di polizia giudiziaria si sono svolte nella massima collaborazione con la magistratura, per costruire
un quadro indiziario preciso ed esauriente che ha portato all’individuazione dei responsabili di più di un centinaio di reati compiuti contro il patrimonio, e che nella fase esecutiva si è
avvalso della stretta collaborazione
dei nuclei provinciali dell’Arma di Napoli, Genova e Salerno, provincia nella
quale sono state notificate la stragrande maggioranza delle misure
cautelari in questione. È davvero la fine della corsa per questo gruppo di
portata internazionale, che riusciva a
garantire ogni tipo di sostegno logistico ai suoi componenti ed era organizzato in maniera professionale. Si
tratta di individui che si erano già resi
protagonisti di crimini della stessa
natura anche in Spagna, dove sono detenuti alcuni dei loro sodali, oltre che
in Campania, Lazio, Emilia, Lombardia e Liguria, dove, a seguito di un controllo, vennero arrestati il mese scorso
altri due complici dalla polizia stradale di Genova-Sampierdarena».
Il maggior numero di reati contestati si era però registrato in Basilicata, dunque la competenza della procura e dei carabinieri di Lagonegro, nello specifico nell’area sud della regione
al confine con il basso Cilento, e stavano destando particolare apprensione
nell’opinione pubblica: da ciò deriva la
soddisfazione palese degli inquirenti
che sono riusciti a concludere con successo un’indagine durata più di due
anni e condotta con l’ausilio di tutti i
mezzi tradizionali di investigazione,
nello specifico i continui appostamenti necessari per individuare soggetti
privi di documenti e senza fissa dimora, e per questo più difficilmente rintracciabili.
Fabio Falabella
Venerdì prossimo al cinema “Nuova Italia” Il progetto del Comprensivo Brancati di Lauria
Paolo Mieli a Latronico
per presentare il suo libro
LATRONICO – A Latronico
Paolo Mieli presenterà il suo
libro con Giampaolo D’Andrea. La città termale lucana
ospiterà una delle firme più
prestigiose e note del giornalismo italiano, venerdì prossimo, 11 aprile, alle 18, presso il Cinema “Nuova Italia”.
Paolo Mieli presenterà il
suo ultimo libro “I conti con la
Storia. Per capire il nostro
tempo”, edito da Rizzoli. L’evento è organizzato dal Comune di Latronico e a introdurre Mieli sarà il caporedattore Rai Oreste Lopomo, alla
presenza del sindaco di Latronico, Fausto De Maria.
Mieli è stato direttore de La
Stampa e del Corriere della
Sera, dal 2009 è presidente di
Rcs Libri. La sua ultima opera propone un excursus storico da Machiavelli a Togliatti fino a Craxi attraverso una
profonda riflessione sulla
memoria italiana. La presentazione sarà un’occasione
per parlare, a tu per tu, con
un grande giornalista e storico che ormai tutti hanno
imparato a conoscere e ad apprezzare in tv, ma che attraverso i suoi scritti riesce a regalare visioni sempre più approfondite. Il libro è diviso in
tre parti: la prima dedicata all’oblio, la seconda ai falsi storici e la terza alla nostra memoria nazionale.
Emilia Manco
Alla scoperta della letteratura
incontrando gli autori
LAURIA – Presso Officine
Meccaniche, per il 3° anno, si
è tenuto l’incontro con l’autore organizzato dall’Istituto Comprensivo Giovanni
XXIII scuola primaria “Cardinal Brancati” diretta da
Rosa Carlomagno, e coordinato da Rocchina Viggiano.
Il progetto ha l’intento di avviare gli alunni alla scoperta
del fantastico mondo della
letteratura per l’infanzia e di
incontrare gli autori che
scrivono per loro. Tale progetto è stato realizzato anche
grazie alla collaborazione
tra la scuola primaria Cardinal Brancati, Rizieri Libri
s.n.c. e la Casa Editrice Mondadori. Gli alunni coinvolti
appartengono alla scuola
Primaria “Cardinal Brancati” e plessi di Galdo e Melara
con novanta alunni delle
classi I e II e questa volta l’autrice è Miriam Bodo. I bambini delle prime e seconde classi hanno letto il racconto
“Robi e il tappeto magico”,
nel quale Robi, il protagonista, imparerà ad affrontare
la paura e le prime difficoltà
della vita. Miriam Bodo insegna da molti anni nella scuola primaria e si è interessata
delle tecniche relative all’insegnamento della letto-scrittura attraverso l’uso di storie
per avvicinarsi all’universo
fantastico del bambino.
em. ma.
LAGONEGRO - L’operazione “Oro rosso” è stata resa
possibile da più di due anni
di intensa e accurata attività investigativa ed è stata
strutturata
sostanzialmente in due tronconi, durante il primo dei quali, nel
febbraio scorso, sono già
stati eseguiti nove mandati
d’arresto di cui tre in Spagna; successivamente altri
quattro componenti della
banda di rumeni sono stati
catturati a Sala Consilina e
due dalla Polstrada a Genova.
«Ringrazio particolarmente le forze dell’ordine ha detto il procuratore Vittorio Russo - e nello specifico i carabinieri di Lagonegro, il capitano Salvati e il
colonnello Palma, che ha
assicurato il coordinamento e il supporto necessari ad
azioni investigative di portata sovra-regionale, che
hanno reso possibili circa
una trentina di arresti, eseguiti principalmente nella
provincia di Salerno, grazie alla collaborazione dei
militari del nucleo operativo di Torre Annunziata con
quelli di Lagonegro. Non
escludiamo che ci siano sviluppi in ulteriori fasi di indagine qualora dagli interrogatori emergessero altri
reati o venissero evidenziati dei collegamenti con altre bande criminali: penso
ai furti verificatisi ultimamente nellAlto tirreno cosentino o, ad esempio, al
gruppo di croati arrestati
di recente, le cui modalità
seriali, delocalizzate e continuare erano peculiari a
quelle messe in atto da questi cittadini rumeni, soggetti quasi tutti disoccupati, senza fissa dimora e rintracciati per la maggior
parte tra la Campania, nell’hinterland napoletano, e
il basso Lazio, territori che
fungevano da base operativa».
Considerata la presen-
za di italiani tra gli arrestati, nello specifico di
due napoletani, pensa
siano ipotizzabili delle
correlazioni tra questi
gruppi e le organizzazioni
criminali che storicamente controllano le attività illecite nel meridione, come la camorra?
«Anche questo non è da
escludere, è una chiave di
lettura possibile che non mi
sorprenderebbe: sicuramente siamo in presenza di
soggetti freddi, molto abili
e determinati, che operavano in maniera consapevole,
lucida, direi scientifica ma
al momento non emergono
riscontri oggettivi. Certo è
possibile che ci siano sviluppi conoscitivi a seguito
dell’istruttoria, e che portino alla luce elementi per l’emissione di nuovi provvedimenti soprattutto per le
attività di ricettazione; al
momento è stato evidenziato il ruolo di piazzisti svolto
dagli italiani coinvolti e arrestati».
È stata recuperata della refurtiva e sono state
eseguite misure restrittive anche in paesi stranieri?
«No, in questa seconda
tranche non siamo riusciti
a recuperare refurtiva di
nessun genere, né abbiamo
trovato o sequestrato attrezzi o presunte armi utilizzate per compiere i reati
contestati; alcune misure
sono state notificate in carcere ma tutte in Italia questa volta. Mi lasci dire che,
in qualità di investigatori,
c’è grande soddisfazione
per il lavoro svolto, perché
siamo riusciti a porre fine
ad un fenomeno che stava
assumendo una deriva pericolosa e proporzioni allarmanti nelle nostre zone,
suscitando particolare spavento, sconcerto ed allarme
sociale tra le vittime e la cittadinanza in generale».
fab. fal.
RASSEGNASTAMPA
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MARATEA L’iniziativa di Luca Lancieri con l’associazione Potenza fotografica
Tra vicoli e calette, tour della costa
Dal 19 al 23 maggio la Perla del Tirreno si trasformerà in un set aperto
Consorzio albergatori: «Maratea
e Matera non sono in competizione»
MARATEA - E’ bello occuparsi di cose belle. E’ una
bellezza parlare della bellezza. E Maratea è una bellezza. Soprattutto in quei
periodi dell’anno quando il
sole inizia a fare le prove generali di riscaldamento.
Quando le giornate si allungano e così fanno le ombre. Quando a maggio il
mare si confonde col cielo e
sulle spiagge non c’è quasi
nessuno a godere di siffatto
spettacolo. Fiori odori e sapori, e il porto magicamente silenzioso. Ebbene nei
giorni dal 19 al 23 Maggio
Maratea sarà set di un
evento che potremmo definire anche un po’ nostro.
Perché il “nostro” Luca
Lancieri, in collaborazione
con l’Associazione Culturale Potenza Fotografica
del “nostro” Andrea Mattiacci, organizza un Photo
Tour Challenge lungo i 33
km della costa della “nostra” perla.
Quattro giorni e quattro
notti alla scoperta di spiagge, vicoli e calette e gite in
barca e ottimo cibo e notti
nel fiabesco scenario della
Foresteria Illicini. Quattro
giorni e quattro notti per
immortalare Maratea e le
sue spiagge ancora non affollate. L’evento è aperto a
fotografi italiani e stranieri, amatori e professionisti
ma è soprattutto aperto
agli amanti del bello. Luca
ha coinvolto un gruppo di
amici che lui chiama sponsor, Roberta Schiavulli della Profumeria Adriana, Nicola Pisani della Pisani Distribuzione, Elena Fucci e
poi c’è la giuria. Infatti durante i quattro giorni di
permanenza i partecipanti
scatteranno le fotografie
che sottoporranno poi al
giudizio della giuria che
premierà il miglior scatto
con 500 euro. La giuria sarà composta da Oreste Lo
Pomo, capo redattore Rai
Basilicata, Paride Leporace, direttore Lucana Film
Commission, Elisa Laraia,
visual artist, Gianpaolo
Carretta, avvocato e Luca
Lancieri. Previsti inoltre
anche un premio offerto
dalla profumeria Adriana
ed uno offerto dalla Pisani
Distribuzione. I pranzi e le
cene si terranno alla Scialuppa 25 del buon Pasquale
Cernicchiaro al porto in
compagnia del vino Il Titolo, l’Aglianico gentilmente
offerto dalla Elena Fucci
Vini, diverse le sorprese
previste tutte decisamente
Happy! con party finale per
la
premiazione
e le serate
con il dopo cena
al
Bar
Del Porto.
Insomma, è
davvero
bello sapere che
dalle parti
“nostre” c’è
Maratea
qualcuno che si
occupa di promuovere cose
belle che noi sentiamo particolarmente “nostre”. Per
info
e
contatti
339.2681330
392.1105965.
MARATEA - «Sarebbe un gravissimo errore considerare Maratea e il comprensoriotirrenico come un competitor di Matera». E’quanto sostiene Biagio Salerno, vice
presidente del Consorzio
Albergatori di Maratea.
«Non c’è niente di più sbagliato, a mio avviso – continua - che mettere in contrapposizione due realtà
diversificate per offerta e
richiamo turistici che devono piuttosto essere entrambe lo sponsor della nostra regione. Maratea da
oltre 50 anni si propone come cavallo da traino per
l’intero comparto turistico
lucano anche se – aggiunge Salerno – da più di mezzo secolo subisce la stessa
politica regressiva che costringe noi operatori a fare leva solo sulle nostre forze,
contro competitor che invece investono nel
settore turistico credendo nelle proprie potenzialità. Nonostante tutto non ci siamo
abbattuti, e solo grazie alle nostre forze siamo riusciti a svolgere una funzione estremamente rilevante di attrazione di target
turistici soprattutto medio-alti ed esteri.
Altre località, anche limitrofe, sono crollate sotto il peso della crisi, mentre Maratea
continua a reggere. Matera, dal canto suo,
negli ultimi anni ha ricevuto attenzioni,
progettie finanziamenti che ne hanno incrementato potenzialità e risultati, sulla
base di statistiche che vogliono sottolineare questa egemonia sul territorio lucano».
Il giovane albergatore invita a non fare
statistiche sulla base dei numeri: «è come
dire che Romaha più turisti di Pompei.
Non è un paragone fattibile, si ragiona su
dati che non possono essere ridotti a numeri. Non si possono mettere a confronto
realtà turistiche che hanno target così diversi e con stagionalità tanto diverse tra loro.Ma anche potendo farlo, perchè farlo?
Perchè non presentare la Basilicata come
un unico monolitico sistema turistico in
crescita, per dare un’immagine diversa di
una regione che molti in Italia non sanno
nemmeno dove si trovi?».
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Dietro la finta azienda di consulenza, c’erano beni per mezzo milione di euro
Falsa società, arriva la Finanza
Sequestrate proprietà a imprenditori indagati per bancarotta fraudolenta
E’ stato il fallimento di una società
nel settore del mobile imbottito a far
scattare le indagini della Guardia di
Finanza di Matera che ha portato al
sequestro di beni per un totale di 500
mila euro.
Quattro gli imprenditori materani ai quali le Fiamme Gialle sono risalite nel corso dell’operazione che
ha portato al sequestro di tre immobili a Matera e provincia, un’auto lussuosa e certificati di deposito bancari.
Il sequestro preventivo è stato deciso dal Gip del tribunale di Matera
ed effettuato dagli uomini della Compagnia della Finanza di Matera. I
reati contestati ai quattro denunciati sono bancarotta fraudolenta e reati tributari, tra cui i versamenti dell’Iva non effettuati, dell’Irpef e delle
ritenute previdenziali e assistenziali
per centinaia di migliaia di euro.
Per assottigliare le casse della società, che poi è fallita, era stata creata
un’impresa di consulenza gestita dagli stessi quattro soci che nei tre anni
precedenti il fallimento aveva fatturato circa 360 mila euro alla società
fallita per attività di consulenza di
mercato e servizi di direzione generale, mai effettuati.
Il meccanismo di definitivo deterioramento era stato effettuato cedendo alcune quote sociali ad un
extracomunitario che avrebbe dovuto addossarsi responsabilità penali,
civili e amministrative della precedente gestione.
L’attività della Guardia di Finanza
è andata avanti per alcuni mesi fino a
che non è stato portato allo scoperto
il meccanismo che i quattro avevano
creato per poter frodare lo Stato, rendendo impossibile mil recupero delle
somme.
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Controlli della Polizia e dell’unità cinofila
Cani antidroga a scuola
Denunciata una ragazza
e scoperte 15 dosi pronte
La sede della Guardia di Finanza di Matera
Europee: ecco le norme per gli scrutatori
In occasione delle prossime consultazioni elettorali del Parlamento Europeo del 25 maggio 2014 si rende noto
che la Commissione elettorale Comunale procederà alla nomina degli
scrutatori tra coloro che, iscritti all’Albo delle persone idonee a svolgere
la funzione di scrutatore, faranno
pervenire domanda entro le ore
12,00 del 24 aprile 2014 all’ufficio
elettorale del Comune di Matera dichiarando di essere disoccupati/inoccupati, iscritti alle liste di collocamento del Comune di Matera, o di essere studenti e comunque non percettori di reddito . Le autocertificazioni
saranno oggetto di verifica da parte
dell’ufficio. Ove il numero delle domande dovesse superare il numero
prescritto necessario a coprire tutte
le sezioni elettorali si procederà al
sorteggio. I sorteggiati dovranno
presentare il certificato attestante lo
stato di disoccupazione, rilasciato
dal Centro per l’Impiego di Matera,
ovvero per gli studenti il certificato di
frequenza. Sarà inoltre predisposto
sempre tramite sorteggio un altro
elenco da cui si attingerà per le eventuali sostituzioni dei rinunciatari.
Ove il numero delle domande risultasse insufficiente alla formazione
del secondo elenco per le eventuali sostituzioni, si procederà alla nomina
tramite sorteggio direttamente dall’Albo unico degli scrutatori. Le domande sono scaricabili dal sito del Comune (www.comune.mt.it) o possono essere ritirate presso lo sportello
dell’ufficio Urp. Al piano terra del Comune di Matera e devono essere consegnate esclusivamente a mano presso l’ufficio Urp.
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Installazione di Calia Italia in via Dante per promuovere la candidatura
Matera invade il Salone del Mobile
Settimana meneghina per il Comitato 2019. C’è anche il divano a forma di logo
In Lombardia una intera settimana di appuntamenti targati Matera 2019. Proprio
nei giorni in cui gli occhi del
mondo imprenditoriale internazionale sono puntati su
Milano in occasione della fiera del mobile imbottito il Comitato Matera 2019, grazie
alla collaborazione di un partner privato come Calia Italia
e dell’attivissima associazione “Amici della Basilicata in
Lombardia”.
Si è inaugurato ieri, a Milano, il Salone internazionale del mobile. Grazie al successo dell’ultima edizione con 285.698 visitatori di cui
193.024 esteri a cui si aggiungono le oltre 38.000
presenze di pubblico nel weekend e i 6.578 operatori della
comunicazione - si conferma
il palcoscenico esclusivo su
cui presentare le ultime novità in fatto di arredo. Nel
suo stand Calia Italia ha voluto spontaneamente dedicare un grande spazio alla
città di Matera e alla sua candidatura a capitale europea
della Cultura per il 2019. Lo
stand sarà visitato oggi dal
direttore generale del comitato, Paolo Verri, e dal direttore artistico, Joseph Grima.
«E’ molto significativo –
afferma Verri –che un’azienda privata abbia voluto dedicare lo stand alla candidatura di Matera a capitale europea della cultura per il 2019
in un contesto molto importante come questo che ogni
giorno viene attraversato da
migliaia e migliaia di cittadini e imprenditori. Non si
tratta solo di un progetto di
comunicazione, pure molto
utile ai fini della candidatura, ma anche di un messaggio molto importante: la candidatura di Matera viaggia
non solo attraverso la condivisione orizzontale con i cittadini, ma anche attraverso
un ampio coinvolgimento
delle imprese proprio a sot-
Lo stand di Calia che promuove la candidatura di Matera 2019
tolineare che la cultura è un – afferma Verri – una straorbene primario che fa bene al- dinaria occasione per promuovere il nostro progetto
le persone e all’economia».
Grazie sempre a Calia oggi di candidatura attraverso
in un’importante strada cen- un’azione collaterale di
trale di Milano, in via Dante, “guerrilla marketing” proverrà posizionato il grande posta e realizzata dal partner
divano a forma del logo di privato».
Stasera, inoltre, Matera
Matera 2019 sempre realizzato a proprie spese dall’a- 2019 sarà protagonista di
zienda materana. Il divano una iniziativa voluta dall’assarà inaugurato con un sociazione “Amici della Basibrindisi per Matera 2019 al- licata in Lombardia”.
le 19.19. «Sarà anche questa
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Francesco e Marco con Queen e Safila (foto Cosimo Martemucci)
«Noi non siamo carnefici,
piuttosto con la nostra attività di controllo contribuiamo a rafforzare la prevenzione». Lo dice il Questore Stanislao Schimera
che parla anche come genitore di un ragazzo adolescente, come
quelli
che
frequentano
le scuole superiori materane,
controllate
in
questi giorni
nell’ambito
di attività antidroga che
hanno portato, purtroppo, alla scoperta di hashish e marijuana nascosti in alcune scuole.
«Il nostro è
un compito
che dovrebbe
essere visto come forma di
collaborazione per giungere, insieme a risultati positivi. Siamo accanto ai cittadini, non vogliamo per forza punirli».
Ieri, intanto, in uno dei
due istituti nel quale personale della Squadra Mobile e
le unità cinofile hanno effettuato un sopralluogo, ci
sono state altre scoperte.
Nel corso dei controlli, intanto, una studentessa è
stata trovata con una dose
di marijuana addosso ed è
stata segnalata al Prefetto.
Qualcun altro, per evitare
che le dosi di hashish venissero scoperte dai poliziotti,
le ha abbandonate nel giardino antistante l’istituto.
Originale lo stratagemma
utilizzato: le 15 dosi già
pronte per il consumo, erano nascoste nelle confezioni di ovetti di cioccolato. Le
indagini, ovviamente, proseguono per individuare
chi ha nascosto la droga e
chi l’ha fornita. I sopralluoghi a 360 gradi negli istituti superiori della città, rientrano in un’attività di controllo ampia che ha coinvolto anche l’unità
cinofila di
Bari con i
due cani,
Queen e
Safila condotti dagli
agenti
Francesco
e Marco. E’
grazie al
loro fiuto
che è stato
possibile
individuare anche
modiche
quantità
di stupefacenti nascoste in
alcuni istituti. Resta significativo, comunque, il dato
che emerge e che dovrebbe
far riflettere innanzitutto
le istituzioni scolastiche
che, attraverso l’attività
della Polizia, hanno oggi
uno sguardo a 360 gradi
sulla realtà, uno sguardo
che purtroppo non trascura proprio i luoghi nei quali i meccanismi della conoscenza dovrebbero contribuire a contrastare fenomeni come quello dello
spaccio e del consumo di
stupefacenti. Al tempo
stesso fondamentale è
comprendere se e quali siano i centri di diffusione
presenti in città. Interrompere o almeno contrastare
quel mercato è un primo,
significativo passo.
Antonella Ciervo
[email protected]
L’hashish
trovato
nei giardini
esterni
all’istituto
era nascosto
in una confezione
di ovetti
di cioccolato
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Matera
Mercoledì 9 aprile 2014
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Il progetto che inizia domani è realizzato dall’Aid e dal centro logopedico Imparola
La dislessia si supera col pc
Lingue straniere a scuola con strumenti compensativi. Accade alla Pascoli
Alla scuola Media dell’Istituto comprensivo Giovanni Pascoli di Matera le lingue straniere si studiano
con gli strumenti compensativi.
Da domani nella classe scelta per
il progetto “Una scuola modello:
dalla didattica per la dislessia alla
didattica personalizzata”, si studieranno con i computer e i programmi compensativi sia la lingua inglese che la lingua francese.
Il progetto “Una scuola modello:
dalla didattica per la dislessia alla
didattica personalizzata” è stato
ideato e realizzato dalla sezione di
Matera dell’Associazione italiana
dislessia (Aid) e dal Centro logopedico psico-pedagogico Imparola, in
collaborazione con l’Istituto comprensivo Giovanni Pascoli di Matera. Due le fasi in cui è diviso il progetto: una dedicata alla scuola primaria curata dalla sezione Aid di
Matera e una dedicata alla scuola
Media curata dal Centro Imparola.
Da gennaio gli esperti di Imparola svolgono, per i ragazzi della Media, lezioni sull’utilizzo dei programmi compensativi, mostrando
come la tecnologia possa aiutare i
ragazzi nello studio sia a scuola che
nei compiti a casa.
«In una prima fase –spiega Imma
Bruno, vicepresidente e responsa-
bile del settore software compensativi di Imparola –abbiamo installato
i programmi che ci sono stati offerti
con licenza di utilizzo gratuito da
Anastasis sui computer dei ragazzi. Nelle prime lezioni abbiamo mostrato loro come impiegarli per studiare a scuola e a casa materie come
italiano, storia, geografia, matematica e geometria. In tre mesi la lo-
Alcuni momenti delle lezioni in aula
ro capacità di utilizzo dei software è ideati per tutti i ragazzi, dalla scuocosì alta che, su richiesta delle do- la Media all’Università, i compensacenti della scuola, abbiamo deciso di tivi applicano la tecnologia allo stuampliare questo metodo di studio dio: agevolano la creazione di mapanche alle lingue straniere».
pe concettuali anche con la possibiNati per agevolare lo studio dei lità di introdurre fotografie, grafici
ragazzi con Dislessia, i programmi e rimandi ai testi digitali, e tramite
compensativi tipo “Supermappe” e la sintesi vocale (una voce che legge
“ePico” sono utile strumento di stu- i testi selezionati dall’utente) aiutadio per tutti gli alunni. Software no la memorizzazione della materia
Appuntamento oggi alle 18 nella sala Levi di Palazzo Lanfranchi
Lectio magistralis su Pasolini
Il professor Curi oggi parlerà del Vangelo secondo il celebre regista
NELL’AMBITO del programma “Cinquant’anni Pasolini (1964 – 2014)” si terrà
oggi alle 18, nella sala Levi di
Palazzo Lanfranchi, la lectio
magistralis del professor
Umberto Curi sul tema “Il
Vangelo secondo Pasolini”.
L’incontro, promosso e organizzato da Comune di Matera, Soprintendenza ai beni
artistici e storici ed etnoantropologici della Basilicata,
Matera 2019, Arcidiocesi
Matera Irsina, Lucana Film
Commission, verrà introdotto da Don Basilio Gavazzeni.
Umberto Curi è professore
emerito di Storia della Filosofia presso l’Università di
Padova e docente presso l’Università San Raffaele di Milano. Visiting Professor
presso le Università di Los
Angeles (1977) e di Boston
(1984), ha tenuto lezioni e
conferenze presso le Università di Barcellona, Bergen,
Berlino, Buenos Aires, Cambridge
(Massachussets),
Cordoba, Lima, Lugano, Madrid, Oslo, Rio de Janeiro,
San Paolo, Sevilla, Vancouver, Vienna. Ha pubblicato
circa 40 volumi. Fra le sue
numerose
pubblicazioni,
Endiadi. Figure della duplicità e La cognizione dell’amore. Eros e filosofia (entrambi
presso Feltrinelli, 1995 e
1997), Pensare la guerra.
L’Europa e il destino della politica, Dedalo, Bari 1999; Polemos. Filosofia come guerra e La forza dello sguardo
(presso Bollati Boringhieri,
2000 e 2004); Filosofia del
Don Giovanni (Bruno Mondadori, 2002); Variazioni sul
mito: Don Giovanni (Marsilio, Venezia 2005); Miti d’a-
Pier Paolo Pasolini sul set ritratto da Domenico Notarangelo
more. Filosofia dell’eros,
Bompiani, Milano 2009 (tr.
spagnola, Siruela, Madrid
2010). Il libro pubblicato
presso Bollati Boringhieri,
nel 2008, dal titolo “Meglio
non essere nati. La condizione umana tra Eschilo e Nietzsche”, ha vinto il premio nazionale Capalbio per la filosofia 2009 e il Praemium Classicum Clavaranse. Col volume Straniero (Raffaello Cortina, Milano 2010) ha vinto il
Premio nazionale Frascati di
filosofia 2011. La sua opera
Via di qua. Imparare a morire, Bollati Boringhieri, pubblicata alla fine del 2011, è
giunta alla quarta edizione
ed è stata finalista per il Premio Viareggio. Dal 15 maggio è in libreria il suo libro
Passione, Raffaello Cortina
Editore. La sua pubblicazione più recente è L’apparire
del bello, Bollati Boringhieri, 2013. Collabora al supplemento “La lettura” del “Corriere della sera”.
[email protected]
L’INCONTRO
Confronto sul paesaggio
LA sede del Dicem (Dipartimento delle Culture Europee e
del Mediterraneo), a Matera,
oggi ospiterà il seminario "Anche l'occhio vuole la sua parte": in via San Rocco, nell'Aula
Sassu, docenti e ricercatori del
Dicem e di altri atenei italiani si
incontreranno per discutere
del concetto di paesaggio da
diverse angolazioni, e con differenti prospettive disciplinari.
Ancora una volta, quindi, la
Città dei Sassi è scenografia e
laboratorio per la ricerca e lo
sviluppo di concetti cruciali come l'architettura e l'urbanistica. Interverrano, tra gli altri,
Chiara Scardicchio, dell'Università di Foggia, e Leonardo Chiesi, dell'Ateneo di Firenze (in videoconferenza).
Il 22 e il 23 maggio, inoltre, è previsto un incontro finale.
da studiare.
«E’ proprio la sintesi vocale – prosegue Imma Bruno – che rende gli
strumenti compensativi adatti allo
studio delle lingue straniere. Questi programmi prevedono la possibilità di tradurre e di leggere ogni
testo nelle lingue più diffuse: inglese, francese, spagnolo e tedesco».
Con lo studio delle lingue straniere tramite i programmi compensativi si aggiunge un ulteriore tassello al progetto “Una scuola modello:
dalla didattica per la dislessia alla
didattica personalizzata”. Progetto
che mostra che si può e si deve integrare la didattica per i Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) con
quella quotidianamente utilizzata
in una classe. Permettere a tutti gli
alunni di seguire una lezione e di fare i compiti a casa utilizzando gli
strumenti compensativi, annulla le
diversità, elimina la barriera fra i
ragazzi con dislessia e il resto della
classe e rende la scuola veramente
inclusiva.
La fase dedicata alla scuola Media
del progetto “Una scuola modello:
dalla didattica per la dislessia alla
didattica personalizzata” è stata
realizzata grazie al fondamentale
contributo di Anastasis.
[email protected]
Due lavori realizzati: Rico e Ricicliadi
Raccolta differenziata
a maggio comincia
l’informazione a scuola
Un incontro sulla corretta raccolta differenziata
Prosegue il piano di comuni- nelle loro famiglie questa
cazione e sensibilizzazione cultura del rispetto dell’amche il Comune di Matera, in biente. L’approccio al tema
collaborazione con l’Autorità sarà ovviamente di tipo ludid’Ambito Territoriale Otti- co attraverso due progetti di
male dei rifiuti, ha messo in formazione, Rico e le Ricicliacampo per incrementare le di, vale a dire le olimpiadi delpercentuali di raccolta diffe- la raccolta differenziata in
modo da determinare un amrenziata in città.
Dopo una serie di incontri pio interesse e una diffusa
nei quartieri Acquarium e partecipazione. Queste attiContrada San Francesco do- vità che interesseranno le
ve è stata estesa la raccolta scuole saranno sviluppate
differenziata “porta a porta” nel mese di maggio e nel prosche hanno visto una folta ed simo anno scolastico».
Il cronoprogramma è stato
attiva partecipazione dei cittadini, sta per iniziare una in- definito nel corso di una riutensa attività di sensibilizza- nione, svoltasi nei giorni
zione nelle scuole attraverso scorsi, che ha visto una folta
la collaborazione di alcune presenza degli insegnanti e
associazioni come Ceas Fero- dei dirigenti scolastici insienia, Ceas lega navale, Ceas me all’assessore all’ambiente
salvamento, Minerva Scien- Rocco Rivelli, l’Aato e alle associazioni ambientaliste (foza e Legambiente.
«L’obiettivo – spiega l’as- to in allegato). Intanto, è semsessore all’Igiene urbana, pre possibile scaricare dal siRocco Rivelli – è quello di aiu- to del Comune il Vademecum
tare gli studenti a compren- per eseguire la raccolta diffedere il significato della rac- renziata: www.comune.macolta differenziata dei rifiuti tera.it/it/servizi sotto la voce
in modo che possano portare “In evidenza”.
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PISTICCI
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PISTICCI Il messaggio alla Regione: bisogna assumere decisioni coerenti
Si può fare agricoltura in Valle?
Operatori ed esperti del settore in un confronto aperto sull’inquinamento dell’area
PISTICCI - E’ sempre più
forte la coscienza critica
sulle questioni di ordine
ambientale nel territorio di
Pisticci.
L’inquinamento, che rappresenta una minaccia per
la salute dell’uomo, è senza
dubbio il tema del momento.
Il dibattito si arricchisce di
più voci e diversi focus. Uno
dei più recenti prova a guardare da vicino al mondo dell’agricoltura.
Sabato scorso, infatti, si è
tenuto nella Delegazione
comunale di Marconia il
convegno sul tema: “Le ripercussioni dell’inquinamento ambientale nel settore agricolo”. L’incontro è
stato organizzato dal Movimento 5 Stelle locale, in collaborazione con gli altri attivisti del Metapontino. Il
presupposto di qualunque
scelta o posizione, è stato ribadito nel corso del dibattito, è la conoscenza che, nel
caso specifico, deve far riferimento a gli strumenti europei di programmazione
delle politiche agricole, alla
legislazione a tutela dell'ambiente e della salute, alle conseguenze dell'abuso
dei pesticidi nel settore
agricolo ed alla consapevolezza delle criticità presenti
in tutta la Basilicata con
particolare riferimento alla
Valbasento.
A ribadire, ancora una
volta, l’impegno sulle problematiche connesse con la
zona industriale è stato il
sindaco di Pisticci, Vito Di
Trani, che ha illustrato le
iniziative portate avanti
dalla sua amministrazione,
l’ultima delle quali è l'esposto contro ignoti affinché
vengano individuati e perseguiti i responsabili dell’inquinamento del territorio.
L’onorevole
Giuseppe
L'Abbate, portavoce del
M5S nella XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, ha invece illustrato i nuovi orientamenti della PAC 20142020, spiegando che essi
contengono delle opportunità da non lasciarsi sfuggire. La Regione Basilicata,
pertanto, è chiamata a recepirle nel suo Programma di
Sviluppo Rurale territoria-
le, che deve puntare su di
una maggiore tutela della
biodiversità. Ma la difesa
del territorio passa innanzitutto per i cittadini. Il consigliere regionale M5S, Gianni Perrino, non a caso, ha invitato i giovani ad essere
protagonisti del cambiamento.
La stretta connessione
tra inquinamento ed agricoltura è lampante nel caso
Valbasento, dove ci sono
terreni da bonifica che, intanto, continuano ad essere
coltivati, anche se di recente
gli stessi agricoltori hanno
avuto una coraggiosa presa
di coscienza e stanno provando a mettere in campo
delle azioni che possano tu-
telare sia le loro attività che i
consumatori. Ma l’inquinamento in agricoltura ha anche un altro volto. E’ quello
connesso all’uso di sostanza inquinanti da parte degli
stessi agricoltori che, ad
esempio, utilizzano troppi
pesticidi, ai quali pur esisterebbero delle alternative come ha ricordato Arturo Caponero, presidente del Circolo Legambiente di Montalbano Ionico. L'agronomo
Giovanni Lasalandra ha,
invece, focalizzato l'attenzione sulle discariche abusive nell'area metapontina,
vere e proprie “bombe ecologiche”, di cui sta realizzando una mappatura, in collaborazione con i cittadini dei
La Valbasento
territori interessati. Sulle
possibilità offerte dalle legge, invece, ha tratto le sue
conclusioni
l’avvocato
Giandomenico Di Pisa: «Le
possibili fonti di inquinamento devono essere eliminate sul nascere, applicando il principio di precauzione accolto nel nostro ordinamento», ha spiegato il legale. L’assessore comunale
all'Agricoltura e Ambiente,
Pasquale Domenico Grieco,
ha infine sottolineato la necessità di sciogliere il nodo
agricoltura/inquinamento,
intervenendo con accuratezza e scientificità, prendendo in considerazione soluzioni nuove.
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MARCONIA Affollatissima assemblea in Delegazione, pronti alla protesta civile
Aumento canoni irrigui, il Cam non ci sta
MARCONIA - E’ stata molto partecipata l’assemblea, svoltasi nei locali
della Delegazione comunale di Marconia, organizzata dal Tavolo Verde
Basilicata e presiduta allo stesso
tempo dal Cam con il suo portavoce
Massimo Zaccaria.
Con la presenza del consigliere regionale, Nicola Benedetto, che già
dalla scorsa legislatura regionale è
stato sensibile alle problematiche
del comparto agricolo, l’assemblea
ha avuto uno sviluppo ormai classico: «Le aziende agricole sono vessate da problemi di carattere redditua-
le e il Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto ci mette del suo per
peggiorare una situazione ormai al
collasso».
Si è, quindi discusso sulla necessità di intervenire, con risorse da ricercare nei vari capitoli di bilancio
regionale, per un abbattimento del
contributo Elpi, del tributo 660, e
del prezzo dell’acqua per uso irriguo.
Intervento più urgente degli altri
è l’interruzione della azioni giudiziarie intraprese contro le aziende
agricole, strozzate dai salassi tribu-
tari e dalle tasse governative che
stanno generando una sorta di stravolgimento socio-economico, in
quanto un gran numero di imprenditori agricoli si sentono il fiato sul
collo degli investitori di turno che
con pochi euro ormai possono rilevare aziende agricole, patrimonio
sia intrinseco che affettivo di una categoria destinata a scomparire se
non tutelata.
«Il Cam -hanno fatto sapere dal
Comitato- non ha altro compito che
quello di opporsi a questo destino
annunciato, non ricevendo risposte
dall’Acquedotto lucano relativamente al ritiro della delibera 110 del
7 marzo 2013 che comporta un aumento di 150 euro per ettaro, si organizzerà con gazebi informativi e
di pungolo, in tutte le comunità metapontine interessate dal problema». Infine, come ultima considerazione e non meno importante delle
altre, è la presa di coscienza che gli
agricoltori hanno nel giudicarsi orfani delle istituzioni, anche se operatori di un settore primario. «Allo
stato dei fatti c’è da chiedersi: Primario di cosa?».
POMARICO Sarà data priorità a Piana Pacilio, poi si procederà oltre Lezione della Ubi Carime al liceo
Frane, garanzie da Roma
Il sindaco Casolaro ha incontrato i vertici del ministero con i progetti
POMARICO - «Siamo vicini alle risposte per il dissesto idrogeologico di Piana Pacilio, poiché il 20 marzo sono stato a Roma nuovamente al ministero
dell'Ambiente».
La dichiarazione, rilasciata al Quotidiano dal sindaco di Pomarico, Giuseppe Casolaro, annuncia passi avanti della giunta da lui guidata rispetto alle diverse richieste di finanziamento contro il dissesto, in questo caso idrogeologico, che fa star in pensiero il territorio
pomaricano.
«In quell'occasione -spiega al cronista Casolaro- ho incontrato Mauro Libé, capo di Gabinetto del ministero dell'Ambiente presieduto da Gianluca
Galletti, dell'Udc, al quale ho nuovamente consegnato, accompagnato dall'amico Cosimo Latronico, un pro-memoria riguardante gli interventi di
messa in sicurezza, consolidamento e
sistemazione idrogeologica dell'abitato di Pomarico».
Casolaro, incontrato nella sua stanza di corso Garibaldi, quindi rassicura.
In base ad altre rassicurazioni; perché
Libé ha garantito: si inizierà dalle priorità Piana Pacilio-Parlante (ovvero
Fosso Capo d'Inferno, per il quale sono
stati chiesti 1.800.000 euro). «Per con-
Una delle
storiche frane
che piagano il
territorio di
Pomarico e che
recentemente
si sono
aggravate
tinuare con Fosso San Pietro», aggiunge Casolaro. Ma si aspettano possibilità e disponibilità anche per Fosso Bordazzo, via Papa Giovanni XXIII, Località Salsa, Fosso Cutana-Sotto L'Annunziata, Fosso Gisso e Fosso Serrone.
Il primo cittadino è euforico anche
per altri fondi che pare stiano arrivando dal Piot (Programma integrato offerta turistica).
«Ulteriori 180.000 euro per la riqualificazione del Palazzo Marchesale»,
chiosa l'uscente Casolaro. In attesa che
l'opposizione, in questo caso il consigliere Pellegrino del Pd, che durante
l'ultima e dedicata seduta della massima assise cittadina aveva quindi preso
un chiaro impegno in questa direzione
e specie coi residenti della Piana, finisca di "studiare e analizzare le carte" dei
lavori pubblici eseguiti fino a oggi. Il
problema è serio per tutti, comunque.
Il malato nel frattempo potrebbe morire.
Nunzio Festa
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Quando la banca
va a scuola
PISTICCI - In occasione dell’iniziativa “L’educazione è
risparmio”, laUbi Banca Carime di Pisticciha organizzato ieri una giornata di incontro e studio con gli alunni del liceo classico “Giustino Fortunato” di Pisticci,
per contribuire direttamente alla diffusione della cultura del risparmio, fondamento dell’economia del mondo
e valore essenziale della convivenza civile, tanto che l’articolo 47 della Costituzione
della Repubblica Italiana recita: “La Repubblica Italiana
incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme”.
La giornata di studio è stata organizzata d’intesa con
il Dirigente scolastico,
Francesco Di Tursi,e Leonardo Grieco.
Il direttoreGiovanni Navolio, Angela D’onofrioed
Egidio Inguscio dell’Istituto di credito pisticcesecredono nella funzione sociale ricoperta dalla Banca Carime,
da sempre attenta ai fer-
I funzionari della Ubi Carime
menti culturali del territorio in cui opera, alle esigenze della clientela e all’educazione finanziaria dei cittadini ed ha in programma per il
2014 molte altre iniziative
finalizzate a diffondere la
conoscenza delle materie
bancarie e finanziarie e a
rafforzare il rapporto della
Banca Carime con il territorio in cui essa opera.
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STIGLIANO Tra i primi classificati al “Giropizza 2014” poi l’ambita finale ad Amburgo
Vito, il pizzaiolo in giro per l’Europa
La storia del giovane Viggiano, dal paesello ai vertici dei concorsi internazionali
STIGLIANO - Quella della
pizza è una storia lunga,
complessa e molto articolata, tanto da comparire anche in alcuni documenti risalenti al 1200, anche se
non sarebbe da escludere la
sua presenza già nell’impero romano.
Che sia un piatto prettamente italiano nessuno lo
mette in dubbio, ma tanti
sono i paesi che ne rivendicano la “paternità”. Nel
corso degli anni, la pizza ne
ha fatta di strada, è diventata ormai un piatto conosciuto in tutto il mondo; ma
qual è il paese che fa la pizza più buona?
Difficile rispondere a
questa domanda, ma una
risposta, almeno agli stiglianesi, la può dare senz’altro Vito Viggiano.
Dopo aver conseguito il
diploma da pizzaiolo, Vito
ha ottenuto diversi riconoscimenti in tutta Italia, fino ad arrivare a partecipare alle fasi finali della fiera
Sigep di Rimini, dove nel
mese di gennaio si sono tenute le fasi finali del “Giropizza 2014”.
Con il numero 21 ben incollato al proprio petto, ha
ottenuto il secondo posto,
con il punteggio di 672 su
700, battendo più di trenta
sfidanti.
Il Giropizza, è una gara a
tempo, che si tiene in diverse tappe. La competizione,
prevede una sosta nelle
principali fiere europee del
settore, dove i pizzaioli sono liberi di cucinare la pizza tipica della propria casa,
davanti a diversi giudici, i
quali valuteranno il prodotto in base al gusto, la
cottura e la preparazione.
Con il podio raggiunto in
Emilia-Romagna, e la coppa ben stratta fra le mani, è
riuscito a strappare un biglietto d’accesso per la finalissima del 17 marzo,
che si è svolta ad Amburgo.
In occasione della fiera
“Internorga”, i finalisti di
ogni tappa del Giropizza,
che si è svolta in diverse città tra cui: Colonia, Amsterdam Rimini e Budapest, si
sono dati appuntamento
nella cittadina tedesca per
il gran finale della gara di
pizze più famosa d’Europa.
Qui Vito, che lavora nel
pub-pizzeria “Overdrive”
di Stigliano, si è classificato quattordicesimo su quaranta concorrenti totali,
non un cattivo risultato se
si considera l’importanza
della fiera.
Partito dal piccolo paese
della Collina materana, nel
giro di pochi anni, ha gareggiato nelle diverse competizioni che decretano fra
le altre cose il pizzaiolo dell’anno, questa sua presenza, e gli eccellenti risultati
portati a casa, hanno permesso al ventottenne stiglianese di garantire la
sua presenza anche nei
prossimi mondiali della
pizza, che si terranno ad
Vito Viggiano
Fermata la rumena che aveva rubato un portafogli a Bernalda
aprile nella città di Parma.
Che sia siciliana, laziale o
campana, l’origine della
pizza, per Stigliano ha davvero poca importanza, il
gusto, il colore e il sapore di
un prodotto cucinato con
prodotti locali e portato in
giro per il mondo, non ha
prezzo e non ha nulla da invidiare a chi la pizza la cucina sin da bambino. La
storia ci insegna che si è
sempre in continua evoluzione e le carte in tavola
possono mischiarsi in ordine casuale, e se fosse Stigliano la prossima patria
della pizza?
Michele Ungolo
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Montescaglioso
Furto di energia a Marconia
Selezione
per addetti
al voto
PISTICCI - I continui servizi di controllo del territorio del Commissariato di Pisticci, diretto da Commissario
Capo Gianni Albano, hanno permesso di accertare i comportamenti illegali di tre soggetti pregiudicati che
sono stati pertanto denunciati a piedi libero all’Autorità giudiziaria.
In una contrada di Marconia è stato scoperto un allacciamento abusivo alla rete elettrica Enel e denunciato il responsabile, un pregiudicato
già sottoposto alla misura preventiva della Sorveglianza speciale. E’sta-
MONTESCAGLIOSO Il sindaco di Montescaglioso, Giuseppe Silvaggi, ha comunica
che, in occasione delle
consultazioni elettorali
europee di domenica 25
maggio, la Commissione elettorale comunale
procederà alla nomina
degli scrutatori, tra gli
iscritti nell’Albo delle
persone idonee a svolgere tale funzione, che faranno pervenire domanda all’Ufficio elettorale comunale di Montescaglioso, entro e non
oltre le ore 12 di martedì
22 aprile. Le domande
possono essere scaricate dal sito internet istituzionale www.comune.montescaglioso.mt.it o ritirate presso
lo Sportello dell’Ufficio
Protocollo al piano terra
della sede comunale di
via Cosimo Venezia, 1 e
consegnate esclusivamente a mano presso lo
stesso Ufficio Protocollo comunale. Nella domanda si dovranno dichiarare
l’iscrizione
nell’Albo degli scrutatori; nelle liste di collocamento del Comune di
Montescaglioso presso
il Centro Impiego di Matera in qualità di disoccupati; la condizione di
studenti (anche se non
iscritti alle liste di collocamento); di non essere
percettori di reddito individuale e la residenza
nel Comune di Montescaglioso. Le autocertificazioni saranno verificate da parte dell’Ufficio; nel caso in cui le domande siano in numero
superiore alla copertura di tutte le sezioni elettorali, si sorteggerà.
Pregiudicato identificato e denunciato dalla Polizia
ta, poi, denunciata una cittadina rumena, gravata da numerosi precedenti giudiziari, per il reato di furto
aggravato in concorso. Gli agenti
hanno, infatti, accertato le sue responsabilità in merito al furto di un
portafogli contenente 400 euro a
Bernalda, lo scorso mese di gennaio,
che portò in un primo tempo alla denuncia di tre persone, tutti uomini.
La prosecuzione dell’attività d’indagine ha permesso di svelare che lei ha
organizzato il furto, distraendo l’uomo dopo averlo fatto ubriacare per
sottrargli il portafogli dalla tasca. I
controlli svolti nei confronti dei sottoposti a misure di prevenzione hanno portato, altresì, alla denuncia di
un pregiudicato pisticcese, 26enne,
sorvegliato speciale scoperto con altri pregiudicati, violando così le disposizioni dell’Ag.
Infine, per i 180 kg di olive in salamoia, sequestrati a gennaio, il questore ha adottato nei confronti dei
due foggiani la misura di prevenzione del divieto di ritorno nel Comune
di Pisticci per tre anni.
GARAGUSO In discussione le strategie utili al miglioramento della qualità del prodotto
Nuove tecniche per l’olivicoltura
Convegno all’Istituto agrario con la consegna del premio “Biagio Mattatelli”
GARAGUSO - Miglioramento della
qualità dell’olio di oliva e nuove tecniche per l’ammodernamento della
filiera olivicola lucana.
Il punto sulla situazione e le prospettive saranno discussi giovedì
10 aprile con inizio alle ore 9, nel
corso di un seminario
con gli studenti dell’Istituto Professionale
Agrario e per l’Ambiente di Garaguso
Scalo.
Durante la manifestazione sarà assegnato il Premio “Mattatelli” per i diplomati
negli istituti agrari
della Basilicata nel 2013. L’incontro è promosso dall’Asf (Associazione per lo Sviluppo della Frutticoltura) “Biagio Mattatelli”. Dopo l’apertura dei lavori da parte del Dirigente scolastico, Francesco Di Tursi e
dell’assessore regionale Michele
Ottati, interverranno Ermanno
Pennacchio e Stefania D’Alessandro del Dipartimento Politiche
Agricole, che illustreranno rispettivamente il corretto utilizzo dei pe-
In regione
25mila ettari
di olivi
pregiati
Un oliveto
sticidi alla luce del nuovo Piano di
Azione Nazionale e l’analisi sensoriale per il controllo della qualità
dell’olio, mentre sui nuovi sistemi
colturali relazionerà Luigi Catalano di Agrimeca Grape ad Fruit Consulting di Turi (Ba). In chiusura il
presidente dell’ASF Vincenzo Montesano e il segretario Carmelo Mennone, dopo aver illustrato il bando
del concorso per gli studenti che si
apprestano all’esame di maturità,
consegneranno il Premio 2013 a
Rossella Castronuovo, diplomata lo
scorso anno all’Istituto “Cerabona”
di Marconia. La giornata di studio
sarà coordinata da Filippo Radogna
del Dipartimento regionale Politiche agricole.
L’importanza che l’olivicoltura
occupa nel settore primario lucano
impone la necessità di un rilancio
del comparto in un positivo contesto congiunturale nel quale l’agricoltura europea ha licenziato la
nuova Politica agricola comunitaria e quella lucana sta discutendo la
nuova programmazione per il sessennio 2014-2020. Sono circa 25mila gli ettari coltivati a olivo in Basilicata, le cultivar più pregiate sono la
Maiatica, l’Ogliarola del Bradano e
l’Ogliarola del Vulture, con una Denominazione di Origine Protetta
dell’olio d’oliva “Vulture”. La produzione di olio (dati campagna olivicola 2012-2013) è stata di circa
49mila quintali mentre sono state
396mila quintali le olive prodotte.
Grazie alle vocazionalità pedoclimatiche e alla presenza di importanti varietà autoctone, l’olivicoltura lucana ha potenzialità per fornire prodotti di elevata qualità con benefici per l’economia agricola regionale che potrebbe utilizzare la professionalità dei tecnici formati negli Istituti agrari della Basilicata:
una delle finalità dell’Asf è contribuire a formare figure tecniche da
poter impiegare per innovare e sviluppare il settore primario lucano.
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BERNALDA
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ROTONDELLA «Da combustibile nucleare le barre sono diventate patacca affaristica»
«Chiarezza sul caso dell’Itrec»
Interrogazione-mozione del consigliere Leggeri (M5S) sui rifiuti alla Trisaia
ROTONDELLA - «Pericolo
nucleare: Pittella si dia da
fare a tutela della Basilicata».
In una interrogazionemozione, il consigliere del
Movimento 5 Stelle alla Regione Basilicata, Gianni
Leggeri, ha risollevato il tema scorie nucleari nel Metapontino.
Da poco più di un chilo di
biossido di uranio, ai circa
19 di plutonio e uranio altamente arricchito, come ha
riferito l’allora sottosegretario all’Ambiente, Marco
Flavio Cirillo (Pdl) e come
ha dichiarato lo stesso Barack Obama, durante la sua
recente visita in Italia.
«Ai centri Sogin di Saluggia e Casaccia -spiega Leggeri- sono stati prelevati 19
chili, al Centro Trisaia di
Rotondella uno soltanto.
Questa differenza, appare
eccesiva e forse da verificare».
Per questo il M5S di Basilicata chiede al presidente
della Regione, Pittella, di
fare chiarezza e tutelare sino in fondo la sicurezza dei
cittadini lucani. «La Regione deve pretendere maggiore trasparenza, oltre
che sulla quantità, anche
sulla qualità del materiale
riportato quella notte del
29 luglio scorso, fuori dall’Itrec e dall’Italia, con un’azione che il senatore M5S
Vito Petrocelli, ha opportunamente definito. “militare
a tutti gli effetti” -prosegue
Leggeri- Si sa, il plutonio,
un suo solo isotopo, ha
un’emivita di 24.200 anni;
è fondamentale per la realizzazione di bombe nuclea-
Le barre del reattore Elk River stoccate all’Itrec di Trisaia
ri e può essere un compo- sta di spiegazioni dettanente dei proiettili anticar- gliata del trasporto di quelro. Proiettili sperimentati la notte, eseguita per giundurante la guerra dei Bal- ta senza un Piano di evacani di qualche anno fa, cuazione e di sicurezza delche, oltre a
le popolazioperforare i
ni; Ricorrencarri armati
do al trasporserbi, hanno
to
aereo
destato
il
militare che,
fondato soda tutti i paspetto che
rametri di sisiano stati la
curezza,
è
causa primaconsiderato
ria della morte di ben 45 mi- come la scelta più pericololitari italiani per Leucemia. sa e a più alto rischio civile e
Militari col compito di por- ambientale.
tare la pace nell’ex JugoslaIl presidente non può non
via.
considerare che il Plutonio
Pittella potrebbe chiede- a Rotondella rischia di trare lumi al suo predecesso- sformare, se non lo ha già
re, Vito De Filippo, che for- fatto, il territorio del Metase sapeva e ha taciuto. Il pontino in un possibile
presidente si faccia promo- obiettivo militare, comportore e garante di una richie- tando così molti più rischi
«Pittella deve fare
un’operazione verità
con i vertici nazionali»
per le popolazioni. Anche il
compianto giudice Nicola
Maria Pace, parlò di probabile presenza di plutonio a
Rotondella, in una memorabile audizione in Commissione parlamentare.
Sarebbe ora di sapere una
volta per tutte –ha dichiarato Gianni Leggieri– per la
nostra incolumità, quali rifiuti radioattivi gestisce e
produce l’impianto nucleare dell’Itrec di Trisaia e, visto che Pittella si deve informare –ha concluso Leggeri- ottenga anche conferma
o smentita di quanto l’Ambasciata americana in Italia ha lasciato intendere ai
portavoce Mirella Liuzzi e
Vito Petrocelli del M5S, in
occasione della consegna di
una richiesta scritta dal
Movimento, indirizzata al
Presidente Obama con la
quale è stato ufficialmente
chiesto di ottenere il rimpatrio delle barre di “Elk River” custodite presso la Trisaia di Rotondella.
I portavoce hanno appreso che le 64 barre di uraniotorio sarebbero diventate,
nel frattempo, di proprietà
italiana.
In tal caso, è opportuno
conoscere l’iter che ha determinato il cambio di proprietà. Purtroppo, per le
centrali nucleari, oggi tale
tecnologia è considerata
obsoleta. Passando –ha
concluso il consigliere
5Stelle - dalla condizione
economica di combustibile,
a quella di patacca affaristica e di problema per gli italiani, ma maggiore per i lucani».
[email protected]
La Sp Carrera Vecchia a Bernalda
BERNALDA Richiesta di Carbone
Carrera Vecchia
«Accendiamo la luce»
BERNALDA - Provinciale Carrera Vecchia: il consigliere Franco Carbone
chiede di installare pali
di pubblica illuminazione.
«Considerato che il 30
novembre 2013 -spiega
Carbone- l'intero consiglio provinciale ha approvato all'unanimità il
bilancio di previsione al
fine di non creare ulteriore ritardi per lo stanziamento di risorse rinvenienti dall'avanzo di amministrazione da impiegare per risolvere alcune
urgenze della viabilità
provinciale, nell’ambito
delle mie prerogative, il
presidente della Provincia al fine di verificare se
sussistano le condizioni
finanziarie per l'installazione di un impianto di illuminazione.
Considerata la rilevanza di tale strada, che costituisce l'accesso principale all'abitato di Bernalda da e per la Ss 407 Basentana, considerato che
gli uffici preposti hanno
già determinato l'importo necessario all'esecuzione di tale opera l'interrogante -conclude- chiedo di valutare positivamente tale richiesta, come segnale di attenzione
di questo ente alla popolazione bernaldese così
duramente colpita degli
eventi meteo negativi».
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Stigliano (FI) sugli interventi in corso Interessati tutti i territori della Valbasento e della Collina materana
Vie di Nova Siri
«Un mio impegno»
NOVA SIRI - «Qualche smanioso consigliere di opposizione al Comune di Nova Siri
ha inteso occuparsi della viabilità provinciale Nova Siri
centro/marina. L’interessamento è decisamente tardivo, in quanto la problematica
è stata già affrontata dal sottoscritto e vedrà a brevissimo
una felice conclusione, mediante la realizzazione di importanti interventi di messa
in sicurezza».
A precisarlo è il consigliere provinciale di FI, Antonio
Stigliano. «Meno di un mese
fa -prosegue- ho notiziato i
cittadini circa la firma del
contratto di affidamento dei
lavori per un importo di circa
138mila euro per la pulizia di
cunette e tombini, la realizzazione di barriere di sicurezza
in acciaio, la sistemazione
dei tratti in frana dal bivio
della Sulla fino al bivio Tre
Croci, mediante opere di sca-
vo, sbancamento, rifacimento fondazioni, muri, gabbionature, piantumazione di essenze varie per il miglioramento del drenaggio del terreno. Il progetto in fase di avvio prevede anche interventi
saltuari di bitumazione e rifacimento segnaletica orizzontale. La messa in sicurezza dell’intera direttrice Nova
Siri Centro/Marina sarà
completata con ulteriori interventi sul tratto contrada
Pietra del Conte fino ad arrivare alla marina, grazie all’ulteriore finanziamento di
100mila euro stanziati lo
scorso novembre in sede di
assestamento di bilancio.
Conclusi anche gli interventi
sulla Sp Nova Siri Centro/Rotondella, e sulla Sp Madonna
della Sulla sono in corso indagini geognostiche per la
progettazione definitiva dell’opera già finanziata con
800mila euro di fondi Cipe».
Dissesto, 5 milioni per le strade
La Giunta provinciale dà una risposta concreta ai danni dei nubifragi
QUINDICI interventi, di cui 14 relativi alla messa in sicurezza delle infrastrutture viarie colpite dal dissesto
idrogeologico, sono stati approvati
nel corso della giunta provinciale riunitasi lunedì. Circa 5 milioni e mezzo
di risorse rivenienti dall’Accordo di
Programma Quadro sottoscritto nel
mese di luglio.
«Le recenti alluvioni hanno drammaticamente ripresentato al nostro
territorio il problema del dissesto
idrogeologico. Questione centrale
–ha evidenziato l’assessore alle Reti
viarie, Angelo Garbellano- rispetto alla messa in sicurezza, tra gli altri, delle strade il più delle volte inadeguate a
reggere il peso di quelli che a tutti gli
effetti si rivelano delle vere e proprie
calamità naturali. Una fragilità strutturale sulla quale interverremo con
progetti mirati a rendere il patrimonio viario più “forte” e sicuro». Nello
specifico, si tratta di progetti per la
messa in sicurezza delle: sp Fondovalle Basentello, sp Pozzitello-PisticciTinchi, Sp 15 (Bernalda – Sp 175), sp
Ferrandina-Stigliano, sp Salandra-
Il palazzo della Provincia
Ferrandina, Sp 154 V tronco, Acinello-Aliano-Ponte Agri, Sp 209 IV tronco (agro di Irsina), Sp Salandra-Garaguso (consolidamento del corpo stradale tra Salandra e la Cavonica), provinciale ex Statale 227 (Garaguso-Garaguso Scalo), Sp Stigliano-Gannano,
Sp Montescaglioso- Montescaglioso
Scalo, ex Statale 103 (Craco-Craco Peschiera) e del ponte sul fiume Agri. Un
elenco corposo, al quale si aggiunge il
progetto di ristrutturazione interna e restauro del
Palazzo Nugent. Circa
500mila euro di risorse
proprie dell’Ente. «La provincia è caratterizzata da
tante criticità dal punto di
vista idrogeologico, ma
detiene anche enormi potenzialità, dalle risorse
idriche e del sottosuolo fino alle fonti energetiche
rinnovabili.La tutela della
popolazione residente, il
risanamento idrogeologico del territorio, la messa
in sicurezza del patrimonio dagli eventi disastrosi e lo sfruttamento sostenibile delle sue tante e ricchissime risorse diventano prioritarie per una regione dei piccoli numeri,
ma dalle grandi potenzialità e ambizioni. Valorizzare e tutelare il territorio –ha evidenziato il presidente Franco Stella- significa elevare il livello della qualità della vita e far sì che le nuove
generazioni decidano di rimanervi».
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RASSEGNASTAMPA
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Mercoledì 9 aprile 2014
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34
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POLICORO
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COMUNALI A NOVA SIRI Non sembrano esserci spazi di manovra, potrebbe essere rottura
Pd, Maradei al braccio di ferro
Il consigliere uscente: «Appoggiamo solo la candidatura di Pasquale Favale»
NOVA SIRI - Non è ancora
chiaro l’orientamento del dibattito politico interno al Pd
di Nova Siri, in vista della
candidatura a sindaco per le
Comunali di maggio.
I segni premonitori di una
forte dialettica ci sono ormai
tutti, mentre iniziano a circolare i primi nomi più o meno
scontati.
In questo clima, non esita a
mostrare i muscoli del proprio consenso, il consigliere
uscente Luigi Maradei, che
spinge chiaramente la discussa candidatura del suo
capogruppo, l’avvocato Pasquale Favale, lasciando intravedere esigui spazi di manovra.
Intanto, la scadenza per la
presentazione delle liste è ormai vicina, ma ancora molti
sono i rompicapo sulle alleanze. Nella scelta dei candidati a sindaco pesa tuttora un
velo di indecisione, anche tra
i maggiori partiti rappresentativi dell’elettorato novasirese. Lo scossone è arrivato
anche in casa Pd.
«Non possiamo più attendere, è necessario convergere su un candidato», spiega
Luigi Maradei al Quotidiano.
Una dichiarazione quasi di
stanchezza, da una delle personalità più rappresentative
all’interno del partito, se non
l’anima più a sinistra della si-
Luigi Maradei
nistra stessa. Una voce che
non resterà certo inascoltata.
Molti conoscono il suo impegno e la sua passione politica,
che oggi cozza contro la strategia troppo attendista del
Partito democratico novasirese.
Maradei è uno con le idee
chiare. Alla domanda su chi
sarebbe il miglior candidato
sindaco, non mostra esitazioni: «Il mio sindaco è senza
ombra di dubbio l’avvocato
Pasquale Favale, l’unico
che io e il mio gruppo saremmo disposti ad appoggiare alle elezioni. Una persona pre-
sente, con cui abbiamo portato avanti una dura opposizione, da sempre aperta al dialogo e che ha mostrato di essere
vicina alla gente. In questi
anni abbiamo avuto il contrario di questo, ma ora è il momento di cambiare ed io credo
che Favale abbia le potenzialità per essere il sindaco di tutti».
L’avvocato ci provò già alle
scorse Amministrative, «ma
la situazione era ben diversa argomenta Maradei- contando quello che da lì a poco si
stava delineando con lo sfaldamento delle frange interne
POLICORO «La Tradeco rispetterà i patti con il Comune»
Lavoro nella nettezza urbana
Leone: «Nessun clientelismo»
POLICORO - «Attacchi inopportuni e
senza alcun fondamento: siamo lontani dagli inciuci e dai favoritismi perpetrati in favore di qualcuno e in danno di
altri». Il primo cittadino, Rocco Leone,
non ci sta e replica alle ultime note
stampa a firma di alcuni sindacati, che
lamenterebbero scarsa trasparenza
sulle assunzioni che la Tradeco, azienda vincitrice del nuovo appalto per la
raccolta dei rifiuti solidi urbani in città, si appresta a fare per l’incremento
di personale.
«Si tratta –dichiara
Leone– di una vicenda delicata, perché
quando si parla di lavoro in questi tempi
così difficili, bisogna
fare molta attenzione. Chi vuole pubblicizzarsi a scapito dei
miei cittadini –rincara Leone– trova nel
Comune di Policoro, un sindaco,
un’Amministrazione intera non complice ad un modo di fare da Prima Repubblica.
Il lavoro, lo voglio ricordare, nobilita
l’uomo e non può essere un prodotto da
mercanteggiare.
Come Amministrazione abbiamo
chiesto all’impresa appaltatrice solo e
soltanto il rispetto degli obiettivi prefissi in ordine all’esecuzione del contratto e l’assunzione di maestranze locali, che siano desiderose di lavorare e
che, al contempo, contribuiscano al
«Gli inciuci
del passato
sono estranei
alla nostra etica»
Rocco Leone
raggiungimento degli stessi. Certamente non compete al sindaco il dovere
giuridico di convocare tavoli tecnici
con i sindacati; questo, anche per rimanere liberi di poter vigilare sull’esecuzione del contratto in modo da rendere
Policoro una città di esempio in materia di raccolta differenziata.
Se avessimo voluto fare clientelismo
–conclude il sindaco Rocco Leone–
avremmo suggerito l’istituzione del
subappalto, pratica molto nota ad amministrazioni che aspirano a produrre
affari con i rifiuti».
[email protected]
al partito. La lista di centrosinistra, cinque anni fa, si presentò con il simbolo del Pd e
fu penalizzato dall’ondata di
disaffezione politica che si
stava espandendo a macchia
d’olio su tutto il territorio nazionale. Nonostante i riflessi
in ambito locale il Pd, in quel
caso ottenne comunque un
successo portando a casa
1.806 voti; un risultato mai
ottenuto alle comunali novasiresi da un singolo partito».
La “corrente maradeiana”,
dunque, sembra compatta ed
ha ben valutato quali siano
stati gli errori passati; il Pd
certamente non resterà impassibile, di fronte al coro di
voci che si sta alzando. Sanno
bene, i democratici, quanto
pesi numericamente la presenza o meno dei due personaggi che portano con loro
quasi 200 voti a testa. Secondo la corrente di Maradei, insomma, sulla candidatura di
Favale si potrebbe giocare
non solo la compattezza del
partito, ma la vittoria stessa
dell’intero centrosinistra novasirese.
Oggi Maradei lancia un
messaggio preciso: cosa farà
lui con Favale in caso di
ostruzionismo? Sono davvero pronti a spaccare il partito? La risposta arriverà per
forza nei prossimi giorni.
Antonio Corrado
POLICORO
Talassemici
Contributi
disponibili
POLICORO - «Ancora una
volta il Comune di Policoro
anticipa le somme regionali
dei contributi per talassemici e nefropatici». Sono
state erogate nei giorni
scorsi le prime due mensilità del 2014 dei contributi regionali di cui alle LL.RR.
n.22/82, n.26/89, n.41/79,
n.46/80, n.30/81 e n.18/84.
A comunicarlo l’Amministrazione comunale –Assessorato alle Politiche Sociali.
«Nonostante le ristrettezze economiche degli ultimi
tempi e nonostante le lentezze dei trasferimenti dei
fondi da parte della Regione
Basilicata –fanno sapere il
sindaco Leone e l’assessore
Livia Lauria– siamo riusciti
a garantire l’anticipazione
dei fondi ai nostri concittadini che vivono una situazione di disagio economico e
che devono far fronte alle
cure di particolari e delicate
patologie. Ad oggi è stato
rimborsato ai comuni solo
una piccola percentuale del
2013, mentre il Comune di
Policoro sta tentando in tutti i modi di venire incontro
alle numerose famiglie residenti in Policoro e meno fortunate».
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LA PROPOSTA
«Uniamo le forze con Chiurazzi»
D’Armento lancia
lista “anti Latronico”
NOVA SIRI - «E’ ora di anche le idee altrui, non
cambiare. E’ ora che tutte solo le proprie. Questa, a
le forze politiche e sociali mio modesto parere, è l’urealmente avverse al mo- nica via percorribile per
dus operandi che ancora ci raggiungere l’obiettivo
vessa, si riuniscano in un del rilancio di Nova Siri: va
patto di ferro sotto un’uni- redatto un programma di
ca egida civica: via le ban- governo che sia chiaro,
diere, via i colori, via le ap- concreto e sostenibile e,
partenenze partitiche».
proprio per garantire ai
E' la ricetta del consi- novasiresi che non dovrà
gliere di opposizione al co- essere un’amorfa ammucmune di Nova Siri, Giusep- chiata -puntualizza- va cope D'Armento, in vista del- stituito un organo extraile elezioni amministrative stituzionale,
composto
del 25 maggio prossimo, dalle varie parti politiche
invitando tutti coloro che ma anche da privati cittanon condividono l'operato dini, che sorvegli sulla ledell'amministrazione co- gittimità dell’opera di gomunale uscente, sostenu- verno, un “Comitato di gata politicamente dall'ono- ranzia per lo svolgimento
revole Cosimo Latronico, del programma elettorasegretario rele”, al quale
gionale
di
sindaco
e
Forza Italia, a
giunta saran«scegliere
no
tenuti
un'unica via.
mensilmente
Si abbassino i
a rendicontavessilli -esorre e che sarà
ta D'Armentrait d’union
to- e si innalzisaldo tra la
no le coscienpolitica e i citze libere, che
tadini, sia in
amano Nova
termini
di
Siri: donne e
trasparenza
uomini
di
della comunibuona voloncazione che di
tà e con comcondivisione
petenze sono
delle scelte.
chiamati ad Giuseppe D’Armento
Lo sfacelo di
un contributo
cui Nova Siri
importante per salvare il è vittima, sia sotto il profinostro paese dalle grinfie lo ambientale che sociodei mistificatori e dei ne- economico, non ha precemici del popolo, non già in denti a memoria d’uomo.
un’ammucchiata, ma in Lo stato di devastazione
uno sforzo deciso, coordi- tout court prodotto da dienato e consapevole che ci anni di malgoverno è
porti a vincere le elezioni, sotto gli occhi di tutti i citma soprattutto che porti a tadini: disoccupazione,
Nova Siri un governo ca- giovanile e non, alle stelle,
pace di risanarla. Il risana- con i novasiresi oppressi
mento non si persegue, co- da un sovraccarico fiscale
me vorrebbero alcuni insostenibile voluto dal
gruppi di “ribelli” con idee sindaco Santarcangelo;
poco chiare, con pericolosi molte attività produttive e
salti nel buio, ma con l’inci- imprese hanno chiuso batsività derivante da scelte tenti, tante sono sull’orlo
ben ponderate, puntual- del fallimento, la maggior
mente condivise con i cit- parte languono; il territotadini, e sostenute da uo- rio è impresentabile in termini saggi e autorevoli: in mini di manutenzione e
tal senso, individuo nella decoro: fatto inaccettabile
persona del senatore Carlo per un paese a vocazione
Chiurazzi il politico di turistica. E’ ora di abbattegrande esperienza, indole re questo consorzio di inetleale e incline al confronto ti -conclude D'Armentotra le parti, che saprà assi- con una sola grande lista
stere il progetto di rinasci- che si contrapponga in
ta di Nova Siri interessan- modo determinato e rugdo fattivamente i perime- gente alla lista del “sistetri istituzionali regionali e ma”, che Latronico starà
nazionali, considerato l’e- certamente approntando
levato rango e l’autorevo- con l’innesto di giovani
lezza di cui gode nel suo pupazzi decerebrati, dipartito. Un uomo, a diffe- versamente vengono fatti
renza di altri, capace di fuori (vedi caso Pancaro)».
Pierantonio Lutrelli
comprendere e sostenere
RASSEGNASTAMPA
II I BASILICATA PRIMO PIANO
VERGOGNA A PALAZZO
PREGIUDIZIO E DISCRIMINAZIONE
Mercoledì 9 aprile 2014
DISTURBO NON MALATTIA
La famiglia alle prese con l’autismo della figlia.
Un disturbo dell’apprendimento che qualcuno
scambia per malattia contagiosa
TRASLOCO FORZATO
Costretti a cambiare appartamento
perché gli altri inquilini ritenevano che la
piccola potesse disturbare la quiete
La denuncia
«In paese tutti sanno
e nessuno parla»
È il gruppo aperto su Facebook «amici di palazzo san gervasio.net» a denunciare l’accaduto.
Antonio Gravinese, in particolare, lancia il post a cui si accodano
tanti altri cittadini: «Una cosa vergognosa che si sta consumando
a Palazzo - scrive - visto che tutti
sanno ma nessuno ha il coraggio
di parlarne o denunciare, e cioè
una bambina che soffre di autismo, che era assegnata ad una
classe, è vittima di discriminazione. I genitori degli altri bambini,
una volta che hanno appurato
che i loro figli dovevano frequentare la scuola con questa bambina, hanno fatto una transumanza
dei propri figli in altre classi. Vergogna a quei genitori. Vergogna
al preside e vergogna alle istituzioni di Palazzo che non prendono posizioni e non fanno niente
per bloccare tutto questo. Vergogna a tutti gli ipocriti che si girano
dall’altra parte facendo finta di
niente, io pubblicherei i nomi dei
genitori che si sono permessi di
fare questo».
I COMMENTI
DAL WEB
www.lagazzettadelmezzogiorno.it
.
FRANCESCA S.
Da educatrice mi vergogno delle istituzioni scolastiche del sud, qui a
Milano é tutto diverso...
i ragazzi anche se con
difficolta vengono integrati nel gruppo classe,
ci sono figure come le
educatrici che seguono
il bimbo in ogni momento della giornata
scolastica e lo aiutano a
inserirsi nel gruppo, e
nello stesso modo aiutano il gruppo ad amare
le diversita e non ad
escluderle.
ANDREA F.
Che schifo razzisti e
classisti di merda.. ma
la prima colpa va al dirigente scolastico che ha
permesso una cosa simile! Facciamo una petizione per cacciarlo
chiunque egli sia!
GIOCHI La piccola protagonista di questa storia si diverte con gli altri bambini
Allontanano i propri figli
dall’amichetta perché autistica
Alcuni avrebbero spostato i loro bimbi per evitare la «convivenza» in classe
FRANCO DE FLORIO
l Diffidenza e pregiudizio nei confronti
di una bambina affetta da autismo (Disturbo dello spettro autistico) a Palazzo
San Gervasio. Accade perfino che alcuni
genitori, al momento della pre-iscrizione
alla scuola elementare, avrebbero chiesto
di cambiare classe ai figli per evitare la
«convivenza» con la piccola. Una denuncia che ha generato sconcerto e alimentato
i commenti al fulmicotone su Facebook.
La protagonista di questa storia la chiameremo Silvia (nome di fantasia per tutelarne la privacy). Abbiamo incontrato i
genitori nel momento in cui si recavano a
Melfi per portare la bambina ad un corso
di ippoterapia: «Prima non voleva salire
sul cavallo, aveva quasi paura, adesso dice la madre - ha imparato e non vuole più
scendere. Purtroppo mia figlia è trattata
in modo diverso dalle altre bambine per-
ché autistica. Qualcuno, pur non conoscendo cosa significa essere autistici, preferisce allontanare i propri figli dalla mia
piccola». Questo l’amaro sfogo della mamma di Silvia. Un comportamento inaccettabile e discriminatorio che fa male. «Alcuni genitori sono in allarme - continua la
mamma - perché il prossimo anno scolastico, in prima elementare, Silvia po-
trebbe capitare nella stessa classe dei loro
figli. Questi non la conoscono, il suo disturbo non pregiudica assolutamente la
convivenza con gli altri, alla scuola dell’infanzia le maestre hanno insegnato i bambini a giocare e collaborare con Silvia, era
lei che andava a coccolare i bambini che
piangevano. Silvia a scuola è stata benissimo, seguita dalle insegnanti e coccolata dai bambini. Quando la vedono per
strada corrono ad abbracciarla e vogliono
giocare, non hanno paura. Purtroppo sono
i grandi che non capiscono e rendono difficoltoso l’inserimento della bambina nella società civile e nella scuola. Quando un
giorno siamo andati in villa - racconta una mamma mi ha detto che i giardini
sono fatti per bambini normodotati e non
devono vedere bambini disabili, la stessa
cosa era stata detta alla mamma di un
bambino down». L’anno scorso - aggiunge
la madre di Silvia - è successo un fatto
davvero sconvolgente: «Avevamo trovato
una casa in affitto a piano terra esente da
ogni pericolo e che si adattava alle esigenze di Silvia. Alla bambina era subito
piaciuta, trasmetteva emozioni, cantava
ed era felice. Dopo averla imbiancata e
messa in ordine ci hanno detto che dovevamo lasciarla perché la bambina poteva dare fastidio agli inquilini di sopra.
Quando abbiamo dovuta lasciarla la piccola è caduta in depressione. Per fortuna
abbiamo trovato un’altra casa in un condominio accogliente con la gioia di tutti gli
inquilini. Nessuno si lamenta e tutti vogliono bene a Silvia e nessuno si manifesta
freddo o indifferente». I parroci del paese,
venuti a conoscenza di questi incresciosi
episodi, che riguardano, per fortuna, una
piccolissima parte della cittadinanza, si
sono indignati e dal pulpito della chiesa
hanno esternato la loro solidarietà alla
famiglia.
SCUOLA L’ISTITUTO SMENTISCE RICHIESTE DA PARTE DI GENITORI «SPAVENTATI» DALL’AUTISMO
l Possibile che si arrivi a
chiedere di non iscrivere il
proprio figlio nella stessa classe in cui capiterà una bambina autistica? Siamo arrivati
davvero a questo punto?
Il tam tam su Facebook della
vicenda che riguarda Silvia
rischia di etichettare un intero paese sulla scia di conclusioni affrettate e superficiali.
La scuola di Palazzo San
Gervasio è attenta alle problematiche che interessano i
suoi alunni. Tutti, normodotati e non. Riguardo alla questione della piccola Silvia abbiamo chiesto lumi all’istituto
scolastico: «Quest’anno - spiegano in segreteria - abbiamo
52 bimbi iscritti al tempo normale e 18 bambini iscritti al
tempo pieno. La mamma della
bambina quando si è recata a
scuola per l’iscrizione è stata
aiutata nello svolgere l’adempimento dell’iscrizione, come
del resto è accaduto per tutti i
genitori dei bambini che lo
hanno richiesto. La mamma di
Silvia ha chiesto l’iscrizione al
tempo normale». Ci tengono a
sottolineare alla scuola che
nessun genitore è andato a
chiedere a quale classe fosse
iscritta la bambina né tanto
meno se facesse il tempo prolungato o il tempo pieno.
«A scuola - dicono - nessuno
è a conoscenza di queste voci
che sono state messe in giro
NICOLA P.
Che vergogna provo solo sgomento a tutto ciò
anch'io concordo nel fare i nomi di questi genitori... chiamarli così mi
diventa difficile... ma almeno sappiamo chi sono e soprattutto come
evitarli di salutare.
ANTONELLA M.
Mi erano giunte voci a
riguardo.... complimenti
a quei genitori di razza
ariana .... ma soprattutto a chi dovrebbe invece tutelare tutti i bambini che vanno a scuola
(intendo il dirigente scolastico) .... ...sono ancora più felice di essermi
dimessa dal Consiglio di
Istituto vuol dire che io
e i miei amici consiglieri
ci avevamo visto chiaro.
GENNARO B.
So qualcosa di questa
bambina, conosco qualche episodio e francamente penso che in
questo paese vige l'ignoranza più assoluta,
una arretratezza mentale non indifferente. Farebbero meglio a costruire un muro intorno
al paese chiudere il portone e buttare via la
chiave.
PRESIDE
La dirigente
scolastica
Aurelia
Bavuso
smentisce
forme di
discriminazione all’atto
dell’iscrizione
dei bambini
La preside Bavuso assicura
«Nessuna discriminazione»
È già stata fatta
richiesta di un
insegnante di
sostegno per la piccola
ANGELA M.
Si devono vergognare.
riguardo il comportamento di
alcuni verso la bambina, lo
apprendiamo solo in questo
momento. Le classi non sono
state ancora formate e non
sappiamo in quale sezione verrà inserita. Ripetiamo che siamo all’oscuro di ogni atteggiamento discriminatorio, se
ce ne fossero, verso la bambina».
«Abbiamo già fatto richiesta
per una insegnante di sostegno, come è stato fatto negli
anni scorsi»: lo afferma la
dirigente scolastica Aurelia
Bavuso. Che aggiunge: «Pur
non essendo di Palazzo San
Gervasio posso affermare che
il paese non è razzista, anzi
quando abbiamo lavorato ai
gruppi di lavoro per l’inclusione c’è stata una massiccia
partecipazione da parte di tutta la popolazione e vi è stata
molta sensibilità riguardo il
[f.d.f.]
problema».
RASSEGNASTAMPA
BASILICATA PRIMO PIANO I III
Mercoledì 9 aprile 2014
ISTITUZIONI
BASILICATA E CAMBIAMENTI
Si è determinato un corto circuito
«Governare i cambiamenti per non
nell’organizzazione dei poteri tra Regione, essere stritolati dalla storia. Unire le
Autonomie locali e Governo centrale
nostre intelligenze per la Basilicata»
La politica invade tutto
cambi pure la Regione»
Pittella su riforma Titolo V. I consiglieri si tagliano i rimborsi
l «Le riforme istituzionali e costituzionali devono
rappresentare l’occasione per sciogliere alcuni nodi
dell’agenda politica della Basilicata e per dimostrare
la nostra capacità di saper alzare la testa e riprendere il cammino. Quella che stiamo attraversando è
una stagione complessa, non solo per la crisi economico finanziaria, ma anche per le forti spinte
all’individualità e all’egoismo. Istituzioni e partiti
fanno ormai fatica a fungere da collante con i cittadini. Per questo motivo è necessario affrontare il
tema del riassetto istituzionale con giusto piglio e
lungimiranza». È quanto ha sostenuto il governatore lucano Marcello Pittella in chiusura di dibattito
nel Consiglio regionale di ieri sulla proposta di
riforma del bicameralismo e del Titolo V della Costituzione.
«La relazione del presidente Lacorazza – ha detto
Pittella - analizza con obiettività il corto circuito che
si è determinato nell’organizzazione dei poteri tra Regione, Autonomie locali e Governo centrale.
L’assenza di una riforma di sistema, che manca da almeno un ventennio, ha alterato il confine della
funzione di ognuno. Questa situazione è ormai esplosa sotto la scure
della crisi politica, e dei partiti che
negli ultimi anni ha impaludato il
processo di riforma, dando ragione a un diffuso
sentimento antieuropeo. Ma noi non posiamo pensare di essere competitivi senza prender parte attiva
all’Europa. Dobbiamo credere in una Europa che
non sia soltanto unione monetaria ma che possa
svolgere il ruolo di vera entità politica, occupandosi
di affari esteri, giustizia, diritti umani e civili. Anche per questo motivo l’Italia deve recuperare agibilità e snellezza nella sua articolazione strutturale.
Le Regioni devono aprirsi alla sfida del futuro e
guardare all’Europa come ad una opportunità per
ridefinire, con sana autocritica, funzioni e missione,
rivendicando una sorta di prerogativa nel dialogo
col Governo sulle prospettive di sviluppo».
«Spesso – ha aggiunto il presidente della Giunta
regionale – ci siamo sostituiti ad altri organismi,
siamo diventati pervasivi e abbiamo assunto responsabilità non proprie, anche nei confronto delle
Autonomie locali. Questa tendenza deve essere invertita. Le Regioni poi, senza perdere la loro au-
tonomia, possono svolgere funzioni importanti
nell’individuazione, a livello centrale, di più precisi
ambiti di sviluppo, ciò anche alla luce del processo di
ridefinizione della Province. Se non governiamo
questo tempo di grandi cambiamenti nei rapporti
con lo Stato, rischiamo di essere stritolati dalla
storia. Sono consapevole che abbracciare la strada
delle riforme non porta consenso, ma se teniamo alla
nostra Basilicata dobbiamo abbracciare questo nuovo corso». «Nel dibattito in corso - ha proseguito
Pittella - la posizione della Conferenza delle Regioni
deve essere quella di abbracciare l’idea di una riforma, senza però far venir meno il ruolo delle
stesse. L’adesione alle riforme proposte dal presidente Renzi non equivale a una cambiale in bianco,
significa invece la precisa volontà delle Regioni di
ritagliarsi un ruolo importante nel processo di riforma, rivendicando anche potere legislativo e precisi confini per le materie concorrenti. La Basilicata che concorre al 15% del fabbisogno energetico nazionale non può non
avere una propria griglia normativa in tema di energia e salvaguardia del territorio».
«Rispetto alle nostre competenze in materia di autorizzazioni ambientali - ha spiegato il governatore - dobbiamo tentare di mettere dei paletti
per evitare un esproprio di competenze e il possibile
conseguente uso del territorio. Su questa materia
come Regione stiamo provando a offrire anche spunti ai nostri parlamentari. Io non sono contrario
all’utilizzo virtuoso del petrolio. È una risorsa del
nostro territorio dalla quale, se bene utilizzata e nel
rispetto di salute e ambiente, dobbiamo ottenere le
migliori condizioni di occupazione e imprenditoria.
Il clima di esasperazione su questo tema che proviene dal territorio è anche frutto degli errori che
tutti noi abbiamo commesso in passato. Non dobbiamo sottrarci al dialogo e dobbiamo fare virtù di
ogni spunto costruttivo». «Solo unendo le nostre
intelligenze - ha concluso Pittella - possiamo far fare
un passo in avanti alla nostra Basilicata».
Due novità approvate nel Consiglio regionale di
ieri: la cancellazione dell’Arbea e la decurtazione del
30% sui rimborsi spesa dei consiglieri, pari a un
taglio di 1500 euro.
RISPARMI
Il Consiglio di ieri ha
tagliato del 30% i rimborsi
e «cancella» l’Arbea
PETROLIO LA POSIZIONE DEL COORDINATORE REGIONALE DEL NCD
«Bonus card? È dei lucani
e non della Regione»
Taddei: «Più contropartite per la Basilicata»
l «I 230 milioni di euro (circa
700 euro a patentato) accumulati ai sensi dell’art. 45 della
Legge 99 del 2009, destinati al
“bonus carburante, sono dei
lucani e non della Regione Basilicata». Lo dice il coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra, Vincenzo Taddei. «Il
presidente Pittella - aggiunge deve sapere che su questo tema
i gruppi parlamentari del Senato e della Camera, nonché i
rappresentanti del Governo del
NCD non defletteranno di un
millimetro. Troverà invece la
piena e totale disponibilità del
NCD nel fare una battaglia affinché venga modificato il decreto attuativo dell’art. 16 ove
sono stati assentiti solo 50 milioni di euro all’anno, somma
assolutamente insufficiente a
finanziare le iniziative previste
nel Memorandum, siglato
nell’aprile 2011 tra Governo
Nazionale e Regione Basilicata
(Viceconte-Soglia-De Filippo)».
«Pertanto - sostiene Taddei è necessario che tutti i parlamentari, insieme alla Regione, facciano sentire la propria
voce a sostegno della iniziativa
parlamentare assunta, nei
giorni scorsi, dal sen. Viceconte, responsabile nazionale
Mezzogiorno NCD, finalizzata
a stimolare il Governo su questi temi con l’obiettivo di riaprire un tavolo di confronto
che riprenda il filo conduttore
di un itinerario virtuoso, sviluppatosi negli anni scorsi e
generatore di importanti iniziative legislative, grazie soprattutto ai parlamentari del
centrodestra, teso a dare alla
Basilicata delle giuste contropartite per il petrolio estratto
nel suo territorio». Estrazione
che «dovrà sempre avvenire
nel pieno del rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini».
RICHIESTA
Appello lanciato
al governatore
lucano Pittella
REGIONE
Il presidente
della Giunta
regionale,
Marcello Pittella,
e il presidente
del Consiglio
regionale, Piero
Lacorazza
[foto Tony Vece]
.
POTENZA GIORNI CRUCIALI PER IL RINNOVO DELL’AMMINISTRATORE COMUNALE NEL CAPOLUOGO
Falotico in trincea: «Parto
domenica con le primarie»
l È partita la campagna elettorale per il futuro sindaco di Potenza. Roberto Falotico inaugura, nel pomeriggio di oggi, il comitato elettorale di via del Gallitello 55 e chiama a raccolta
quanti vorranno sostenere il suo percorso, che
avrà come primo snodo quello delle Primarie
del 13 aprile. «È un appuntamento importante,
nodale rispetto ad un percorso di apertura, condivisione, confronto, che vogliamo inaugurare
per dare la parola ai cittadini e ascoltare le loro
istanze – afferma Falotico. - Anche di fronte a
consigli che ci invitavano a riflettere sulle Primarie, che potrebbero nascondere insidie e
trappole da parte dei nostri avversari politici,
non ci siamo fermati perché crediamo fortemente in questo strumento di rappresentatività
che non può essere utilizzato a intermittenza».
Da una parte, osserva Falotico, ci saranno «i
candidati “indicati”», dall’altra «potranno esercitare un’opzione di volontà».
In attesa delle Primarie, fissate da una parte
del centrosinistra per domenica prossima, il
candidato sindaco per la lista «Potenza Condivisa» annuncia il lancio dei primi temi della
campagna elettorale «che si snoderà attraverso
l’impegno nel sociale (con una particolare attenzione agli “ultimi”), la rigenerazione urbana
attraverso un nuovo e più ecologico paradigma
della mobilità cittadina, attenzione al tema
dell’energia e dei rifiuti, spinta all’economia e
all’innovazione attraverso la valorizzazione delle risorse umane di ogni età, spazio da dedicare a
cultura, sport, tempo libero di una città più
aperta, inclusiva, responsabile, sostenibile».
«La verità su plutonio e uranio
stipati nel Metapontino»
Richiesta del consigliere regionale M5S, Gianni Leggeri
l A che punto siamo con le scorie nucleari
nel Metapontino? «Da poco più di un chilo di
biossido di uranio, ai circa 19 di plutonio e di
uranio altamente arricchito, come ha riferito
l’allora sottosegretario all’Ambiente, Marco
Flavio Cirillo (Pdl) e come ha dichiarato lo
stesso Barack Obama, durante la sua recente
visita in Italia», ha ricordato il consigliere
5Stelle alla Regione Basilicata Gianni Leggeri.
«Ai centri Sogin di Saluggia e Casaccia sono
stati prelevati 19 chili, al centro Trisaia di
Rotondella uno soltanto - ha aggiunto Leggeri.
- Questa differenza, appare eccesiva e forse da
verificare. Per questo il M5S di Basilicata
chiede al presidente della Regione Pittella di
fare chiarezza e tutelare sino in fondo la sicurezza dei cittadini lucani. La Regione Basilicata deve pretendere maggiore trasparenza, oltre che sulla quantità, anche sulla qualità
del materiale riportato quella notte del 29
luglio scorso, fuori dall’Itrec e dall’Italia, con
un’azione che il senatore M5S Vito Petrocelli,
ha opportunamente definito “militare a tutti
gli effetti”. Si sa: il plutonio, un suo solo isotopo, ha un’emivita di 24.200 anni. Ed è fondamentale per la realizzazione di bombe nu-
cleari e può essere un componente dei proiettili anticarro. Proiettili sperimentati durante
la guerra dei Balcani di qualche anno fa, che,
oltre a perforare i carri armati serbi, hanno
destato il fondato sospetto che siano stati la
causa primaria della morte di ben 45 militari
italiani per leucemia. Militari col compito di
portare la pace nell’ex Jugoslavia».
«Pittella - ha proseguito il consigliere regionale “grillino” - potrebbe chiedere lumi al
suo predecessore, Vito De Filippo, che forse
sapeva e ha taciuto. Il presidente si faccia
promotore e garante di una richiesta di spiegazioni dettagliata del trasporto di quella notte, eseguita per giunta senza un piano di evacuazione e di sicurezza delle popolazioni. Ricorrendo al trasporto aereo militare che, da
tutti i parametri di sicurezza, è considerato
come la scelta più pericolosa e a più alto
rischio civile e ambientale».
«Il presidente - ha proseguito Leggeri - non
può non considerare che il plutonio a Rotondella rischia di trasformare, se non lo ha
già fatto, il territorio del Metapontino in un
possibile obiettivo militare, comportando così
molti più rischi per le popolazioni. Anche il
compianto giudice Nicola Maria Pace, parlò di
probabile presenza di plutonio a Rotondella,
in una memorabile audizione in Commissione parlamentare». Per Leggeri, «sarebbe ora
di sapere una volta per tutte, per la nostra
incolumità, quali rifiuti radioattivi gestisce e
produce l’impianto nucleare dell’Itrec di Trisaia e, visto che Pittella si deve informare
ottenga anche conferma o smentita di quanto
l’Ambasciata Americana in Italia ha lasciato
intendere ai portavoce Mirella Liuzzi e Vito
Petrocelli del M5S, in occasione della consegna di una richiesta scritta dal Movimento,
indirizzata al Presidente Obama con la quale è
stato ufficialmente chiesto di ottenere il rimpatrio delle barre di “Elk River” custodite
presso la Trisaia di Rotondella. I portavoce
hanno appreso che le 84 barre di uranio-torio
sarebbero diventate, nel frattempo, di proprietà italiana».
«In tal caso è opportuno conoscere l’iter che
ha determinato il cambio di proprietà. Purtroppo, per le centrali nucleari, oggi, tale tecnologia è considerata obsoleta. Passando – ha
concluso il consigliere 5Stelle - dalla condizione economica di combustibile, a quella di
patacca affaristica e di problema per gli italiani, ma maggiore per i lucani».
RASSEGNASTAMPA
IV I ATTUALITÀ
Mercoledì 9 aprile 2014
PRODOTTI LUCANI
LE STRADE DEL VINO
CRITICITÀ
«Ci sono difficoltà a comunicare il nostro
prodotto. Non è facile vendere un vino di
qualità, prodotto in una terra sconosciuta»
BIODIVERSITÀ
Flora e fauna ci offrono indicazioni sullo
stato di salute di un vigneto. Erbe e insetti
sono indicazioni agronomiche decisive
L’Aglianico del Vulture a Vinitaly
I viticoltori lucani protagonisti alla manifestazione di Verona: «La Regione faccia di più»
MICHELE PIZZILLO
l Presenza massiccia a Verona, al Vinitaly, di aziende lucane. La maggior parte concentrate nell’area allestita dalla Camera di commercio di Potenza; altre «le
cantine storiche – li definisce Carolin
Martino, viticoltrice di Rionero e delegata delle Donne del Vino – hanno preferito spazi autonomi all’interno di un
padiglione con presenza di produttori di
varie regioni d’Italia».
I problemi evidenziati sono stati identici, dentro e fuori lo spazio istituzionale,
parlando con i produttori del vino più
rappresentativo della regione, l’Aglianico del Vulture. E, cioè, «difficoltà a co-
municare il nostro prodotto», apre le danze Paride Leone delle Cantine Terre dei
Re che grazie a Leo Ricciardella, giovane
sommelier originario di Monteserico che
gestisce tre fra i migliori winebar di New
York, sta sbarcando negli Stati Uniti. Aggiunge Cecilia Piccin, di Grifalco, toscana trapiantata a Venosa: «non è facile
vendere un vino, di grande qualità, prodotto in una terra sconosciuta. La regione dovrebbe fare di più per valorizzare
il Vulture». E «sino a quando non si riuscirà a fare questo, il nostro vino farà
fatica a collocarsi sui grandi mercati di
consumo», sottolinea Sara D’Auria di Tenute D’Auria di Barile e una delle donne
che ha fatto crescere l’Aglianico.
La prima è stata Eugenia Sasso, quarta
generazione di viticoltori di Rionero, con
Eubea, nel 1997. «Mi guardavano con sospetto, perché avevo deciso di entrare da
protagonista in un mondo di soli uomini», commenta dalla sua postazione al
Vinitaly. Nel frattempo un’altra donna,
Viviana Malafarina, genovese innamorata di Barile, dove dirige l’azienda Basilisco, è impegnata nel ricerca sul terreno, per dimostrare che il Vulture è simile alla Borgogna dei grandi rossi: “qui
c’è una tale varietà di terreni che ognuno
da un aglianico diverso. Chissà che non si
arrivi a proporre vini con l’indicazione
del proprio terroir, all’interno della stessa azienda».
Insomma, un mondo in fermento quello dell’Aglianico del Vulture, tant’è che
Oronzo Alò, di Alovini di Genzano, ha
deciso di impiantare nuovi vigneti e di
costruire una cantina moderna, che sarà
pronta per la vendemmia 2015. Aggiunge
la giovane Martino, esponendo il medagliere conquistato dal padre Armando,
nome storico dell’enologia del Vulture:
«con questo Vinitaly abbiamo consolidato la clientela affezionata al nostro vino» e
che secondo Francesco Perillo presidente
della Cantina di Venosa «portiamo a casa
contatti interessanti che dovrebbero permettere di fare conoscere meglio l’Aglianico in Italia e anche in Cina e Giappone».
VINITALY PARLA PARIDE LEONE
GLI STAND LUCANI
Terra buona?
Chiedetelo
ai lombrichi
VETRINA
A sinistra
Armando
e Carolin
Martino
In basso
Viviana
Malafarina,
Paride Leone
e Sara
D’Auria
l «Per creare il futuro, bisogna
salvaguardare la biodiversità», dice
Paride Leone, contitolare della Cantine Terra dei Re di Rionero. Per
sapere se nel terreno c’è sufficiente
sostanza organica è sufficiente ricorrere a sistemi «semplici ed efficaci – spiega Leone -. Osservando
flora e fauna possiamo avere indicazioni sullo stato di salute di un
vigneto: la presenza di grandi varietà di erbe e di insetti sono indicazioni agronomiche importanti.
Percorrendo le vigne in primavera,
vedremo alzarsi farfalle e insetti, se
sono molti abbiamo già le prime
indicazioni sulla biodiversità. Si può
ricorrere ai lombrichi, facendoli
emergere bagnando piccole porzioni
di terreno con una soluzione di acqua e senape.
Dopo pochi minuti li vedremo in
superficie; se ne contiamo da 10 a15 a
metro quadro, sappiamo che il terreno è sufficientemente ricco di sostanza organica». Anche poggiando
«una tavoletta di legno sul terreno
per un mese, quando la solleveremo
se troviamo molti insetti, il responso
è positivo». Sono tutti sistemi naturali per capire lo stato di salute
[m. piz.]
delle nostre vigne.
.
Buoni ma nani, dall’Alta Val d’Agri
al Grottino di Roccanova: una sfida
l Al Vinitaly la Basilicata, oltre all’Aglianico del Vulture, era
rappresentata anche dalle altre
tre doc della regione, Matera, Terre dell’Alta Val d’Agri e Grottino
di Roccanova. Da sottolineare che
il Consorzio di tutela delle Terre
dell’Alta Val d’Agri si è presentato con una pubblicazione fatta
bene e davvero completa: dalla
storia della viticoltura e della cultura al territorio dell’Alta Val
d’Agri alla natura, dalle tradizioni e luoghi ai prodotti tipici, dai
vitigni alle schede dettagliatissime su aziende e cantine che in
quest’area producono vini a doc.
UVA Vigne del Vulture
Peccato che si tratti di piccole produzioni. Dice Giuseppe Fiorenti,
di Viggiano: «Se ci dovesse arrivare una richiesta di 100.000 bottiglie, non siamo nelle condizioni
di accettarla. Non c’è produzione
a sufficienza. Però, anche per noi
piccoli viticoltori credo che ci siano spazi di vendita interessanti».
Aggiunge Francesco Battifarano, titolare dell’azienda Cerrolongo di Nova Siri Marina e presidente del Consorzio di tutela del
Matera doc, che ha trovato ospitalità nell’area allestita dalla Camera di commercio di Potenza: «il
nostro sforzo, adesso, è quello di
farci conoscere. Siamo venuti a
Verona proprio per dire che nella
produzione enologica lucana anche Matera può dire la sua. Non
scordiamoci che da noi vitigni come Primitivo e Greco permettono
di produrre vini eccellenti». Così,
con modestia, Battifarano sottolinea «qualcuno già parla di noi;
vuol dire che esistiamo; adesso
dobbiamo sforzarci di contare di
più».
Molte speranze, per la conoscenza di tutti i vini lucani, sono
affidate all’Enoteca regionale attiva da poco più di un anno nel
Castello di Venosa. «Proponiamo
già sette vini per ognuna delle 34
aziende presenti sugli scaffali
dell’Enoteca – dice il presidente,
Paolo Montrone -. Un numero di
cantine che ci permette già da
fare molte iniziative finalizzate
alla conoscenza della Basilicata
enologica. Tant’è vero che abbiamo stanziato 25 mila euro per portarci in casa vino sufficiente per
la vendita al pubblico e per degustazioni e incontri che abbiamo programmato per i prossimi
mesi». Il fermento non manca, si
spera solo in risultati positivi, per
tutti.
[m. piz.]
VINO
Lo stand del
Consorzio
dell’Alta Val
d’Agri a
Vinitaly. La
sfida del vino è
già una realtà
economica
lucana su un
versante di
qualità
RASSEGNASTAMPA
POTENZA CITTÀ I V
Mercoledì 9 aprile 2014
LA DENUNCIA
LA SOSTA DAVANTI ALL’OSPEDALE
PRESSING
Appello del Tribunale per i diritti del
malato: «È diventata una situazione
insostenibile. Si intervenga al più presto»
Al parcheggio oppressi
dai venditori di calzini
La denuncia di Cittadinanzattiva nell’area del San Carlo
l Calze, fazzolettini, giocattoli,
cianfrusaglie varie. Li vedi aggirarsi ad ogni ora negli spazi adibiti
a parcheggio. Mostrano la merce,
cercano la tua attenzione. La pretendono. Per chi si reca all’ospedale
di Potenza a volte questo pressing
diventa asfissiante e complica il
quadro psicologico già cupo di chi
va in un luogo di sofferenza.
Il fenomeno è definito «ingombrante» da Cittadinanzattiva Tribunale per i diritti del malato che in
una lettera-denuncia chiede un intervento per fermare questo andazzo. «Quotidianamente, negli spazi adibiti a parcheggio dell'ospedale
San Carlo e perfino all'interno della
struttura, si rileva la presenza,
spesso ingombrante, di «venditori
abusivi», per lo più di fuori regione,
di mercanzie varia (calzini, intimo,
pullover) che «pretendono» l'acquisto dei loro prodotti,ancheadottando atteggiamenti, spesso, pressanti,
poco corretti e civili, soprattutto nei
riguardi delle categorie più deboli
(donne e anziani).
Questa piaga andrebbe sanata per
decoro e per offrire serenità ai
numerosissimi frequentatori, a vario titolo, del nosocomio potentino.
Preoccupa, inoltre, la presenza di
mendicanti che spesso sostano ad-
dirittura sul pianerottolo della rampa di collegamento dell'ingresso
principale.
Sarebbe auspicabile - spiega il
Tribunale per i diritti del malato l'eliminazione di questo fenomeno
per evitare che ci sia uno spirito di
emulazione, con «occupazione» di
spazi in ambito ospedaliero, da parte di altri questuanti ovvero di
persone senza fissa dimora. Noi
come Tribunale per i Diritti del
Malato restiamo in fiduciosa attesa
di un intervento qualificato e risolutivo da parte del direttore generale e/o di coloro che sono, ai vari
livelli, interessati alla risoluzione
.
ABUSIVI Ambulanti davanti all’ospedale San Carlo [foto Tony Vece]
del problema, per ristabilire decenza e sicurezza alla struttura
ospedaliera».
Un problema che non riguarda
solo l’area dell’ospedale San Carlo.
Venditori abusivi sono in giro davanti ai supermercati e, in generale,
dove c’è un’alta concentrazione di
cittadini (davanti agli uffici pubblici, per esempio). Accanto al tema
dell’abusivismo e, quindi, della concorrenza sleale nei confronti dei
commercianti che pagano le tasse,
c’è un tema che riguarda la tranquillità dei cittadini, spesso letteralmente «perseguitati» fino dove
cedere e acquistare calzini che ma-
gari non indosseranno mai. Se piove, tirano fuori gli ombrelli di stoffa.
Se spunta il sole sfoderano quelli
di carta velina. Il tempo non scoraggia i tantissimi ambulanti che
ogni giorno, in ogni condizione climatica, assediano la città. In sosta,
spesso e volentieri in barba alla
scritta «Divieto di commercio itinerante», improvvisano punti vendita davanti finanche a negozi di
frutta e verdura o supermarket.
Furgoncini che vendono frutta e
verdura senza alcuna autorizzazione. È questa l’altra faccia dell’abusivismo nel commercio.
POTENZA EFFETTUATI ANCHE DECINE DI CONTROLLI IN MATERIA DI TRIBUTI COMUNALI SUI RIFIUTI E SUI SERVIZI. NUMEROSE LE VERIFICHE DEI VIGILI URBANI
Pubblicità, lotta agli «abusivi
La Polizia Locale recupera diciotto milioni di euro dalle sanzioni nel primo trimestre 2014
l Abusivi della pubblicità, il
Comune di Potenza non transige.
Nell’ambito dell’azione di contrasto al fenomeno dell’abusivismo in materia di affissione e di
installazione di mezzi pubblicitari sulle strade cittadine, la Polizia Locale di Potenza ha accertato nel primo trimestre dell’anno in corso 46 violazioni alle norme del Codice della Strada (ex
art. 23 che prevede sanzioni da
419,00 ad 1.682,00) ed al Regolamento Comunale per la pubblicità e le installazioni pubblicitarie (che prevede sanzioni da
206,00 ad 1.549,00). Le sanzioni
ammontano a circa 18mila euro.
Ma, nel campo delle affissioni
pubblicitarie, non mancano neppure gli «evasori» ed i morosi. Ai
18mila euro recuperati dalle
multe per abusivismo, infatti,
vanno aggiunti gli introiti relativi all’applicazione delle relative sanzioni tributarie ed al recupero dell’imposta sulla pubblicità, del diritto sulle pubbliche
affissioni e degli interessi di mora sulle somme dovute e non corrisposte nei termini ordinari
prescritti. Gli accertamenti di
violazione hanno interessato le
PUBBLICITÀ
In città è lotta
all’abusivismo
e alla
morosità nelle
installazioni
pubblicitarie
.
principali arterie della nostra
Città, e sono finalizzati a sradicare tale fenomeno e tutelare il
decoro urbano e la sicurezza sulle strade. A tal proposito, la Polizia Locale invita i responsabili
dell’installazione di impianti
pubblicitari abusivi e di affissione di manifesti fuori dagli spazi
consentiti all’immediata rimozione degli stessi, al fine di evitare l’irrogazione di ulteriori pe-
santi sanzioni pecuniarie ed il
ripristino coattivo dello stato dei
luoghi con addebito delle spese.
Nell’ambito dell’azione di contrasto all’evasione dei tributi locali, l’Unità Operativa Polizia
Tributaria di questa Polizia Locale ha effettuato decine di controlli anche in materia di tributi
comunali sui rifiuti e sui servizi,
procedendo a numerose verifiche sulla destinazione d’uso e
sulla superficie di attività produttive, commerciali ed artigianali. Le anomalie riscontrate sono state prontamente segnalate
al competente ufficio comunale,
per il recupero delle somme non
versate e l’applicazione delle
sanzioni tributarie previste.
Fra gennaio e marzo 2014 sono
stati oltre 500 i controlli effettuati dall’Unità Operativa Informazioni di questa Polizia Locale
sui soggetti che hanno dichiarato di risiedere nel territorio
comunale. Tali verifiche sono
volte non solo ad accertare la
loro reale residenza, ma anche
ad evitare possibili truffe ai danni dello Stato e del Comune, a
ridurre il fenomeno dell’evasione delle tasse e dei tributi locali
ed a colpire l’abusivismo nell’occupazione e detenzione di immobili pubblici.
PERSONAGGI LA STORIA DI ALESSANDRO, POTENTINO TRAPIANTATO IN LIGURIA, TIFOSO DELLA SQUADRA GENOANA
Il rossoblù tra Potenza e Genova
Il lucano tra i vincitori del concorso per assistere da vicino alla gara col Milan
l Da Potenza a Genova, seguendo
sempre gli stessi colori: è la storia di
Alessandro, studente di origini lucane
che nel capoluogo ligure frequenta la
facoltà di Fisica e ha «imparato» ad
amare i colori rossoblù, gli stessi del
Potenza, squadra della città natale. Grazie al concorso «Faccendafan di iZiplay,
Jersey Sponsor del Genoa Cfc, Alessandro» e gli altri 4 vincitori hanno vissuto
una notte indimenticabile allo stadio
Luigi Ferraris, riuscendo a seguire da
vicino la propria squadra del cuore in
occasione della sfida contro il Diavolo.
Nel pre gara di Genoa-Milan i vincitori
hanno prima partecipato a una «Genoa
Experience» ad hoc, ossia il tour guidato nel dietro le quinte dello stadio,
quindi ognuno di loro ha ricevuto in
regalo dalle mani dello storico capitano
rossoblù, Marco Rossi, una maglia ufficiale del Genoa Cfc.
«Una serata da brivido … in tutti i
sensi - ha commentato Alessandro -.
Anche se arrivo dal Sud, la mia fede
calcistica è rossoblu, forse perché anche il mio Potenza ha gli stessi colori. È
stata una serata stupenda nonostante il
risultato (2-1 per il Milan, ndr), perché
ho potuto vedere la partita da un altro
punto di vista, mi sono sentito protagonista e se avessi potuto sarei sceso in
campo a dare una mano ai ragazzi. Era
un match sentito e importante per entrambe le squadre, quando ero negli
spogliatoi insieme agli altri vincitori
eravamo molto emozionati, abbiamo visto sia i giocatori del Genoa che quelli
del Milan che si sono dimostrati molto
disponibili e gentili. Ho fatto un milione di foto - conclude Alessandro - che
conserverò per sempre».
TIFOSO Alessandro con Marco Rossi
le altre notizie
ENTI LOCALI
«Il trasferimento Apt
danneggia Potenza»
n Trasferimento dell’Apt a Matera: c’è chi dice no. Come Mario
Guarente, che dice «C’è una
strana logica, che in verità proprio non riesco a spiegarmi,
dietro il trasferimento dell’Apt
Basilicata da Potenza a Matera. Il Capoluogo di Regione infatti, ancora una volta,potrebbe essere privato di un importante presidio per motivi così
futili e banali che davvero rischiano di diventare un paradosso. Potenza non doveva essere città di servizi? Credo che
ci sia uno strano disegno politico con il chiaro obiettivo, al
contrario, di privarla di tutto
ciò che è necessario per renderla un Capoluogo di Regione degno di essere tale. Per questo ritengo che il presidio dell’Apt di
Basilicata debba restare nella
città Capoluogo».
SPOLIAZIONE
No al declassamento
dell’Inail di Potenza
n Il consigliere comunale di Potenza Nicola Marcantonio
(Pd), con un ordine del giorno
ha impegnato il consiglio comunale «ad agire presso la Direzione Generale dell’Inail al
fine di attivare ogni iniziativa
utile tesa a mantenere la sede
provinciale di Potenza nella tipologia di sedi “A” anche per rivendicare fortemente il ruolo
della città in quanto capoluogo
di Regione. Si chiede, dunque,
che la sede provinciale di Potenza venga individuata quale
autonoma unità operativa rispetto alla direzione regionale
al pari di quella di Matera che
ad oggi approvato, sarebbe
l’unica struttura operativa
complessa, nonostante non sia
un capoluogo di Regione». Per
Marcantonio «l’individuazione della sede provinciale di Potenza quale struttura autonoma rispetto alla direzione regionale consentirebbe di tenere distinti ruolo di indirizzo e
coordinamento in capo ad una
direzione regionale e ruolo
operativo in capo ad una sede
provinciale».
RASSEGNASTAMPA
VI I POTENZA CITTÀ
Mercoledì 9 aprile 2014
LA CITTÀ INVIVIBILE
LE ZONE VERDI URBANE
CANTIERE
La recinzione di cantiere è divelta in più
punti. Runners e mamme con i
passeggini si avventurano sul lungo fiume
NULLA OSTA
Per riprendere i lavori manca ancora il
nulla osta dell’Autorità di Bacino sulle
modifiche al progetto del ponte pedonale
Basento, il parco abbandonato
A due anni dall’annuncio dei lavori per l’area attrezzata, soltanto degrado ed erbacce
GIOVANNA LAGUARDIA
COME SI PRESENTA L’AREA VERDE OGGI
l Sono passati circa due anni da quando Il
Comune di Potenza presentò ai giornalisti la
nuova perla del sistema delle aree verdi
cittadine: il parco fluviale del Basento, finanziato con 1,5 milioni di euro (risorse
liberate dei por 2000/2006): un centro visite,
arredamenti, percorsi segnalati ed un ponte
ciclo-pedonale lungo il corso del fiume. Dopo
due anni, però, nel cantiere lungo il corso del
fiume regna soltanto l’abbandono. Della vasta
operazione di pulizia che doveva essere propedeutica alla sistemazione dell’area non è
rimasta traccia la vagetazione ha preso nuovamente il sopravvento sui sentieri che erano
stati tracciati. Lungo il corso del fiume alberi
divelti sono il residuo delle piene di quest’inverno. Lungo la recinzione di cantiere
abbonda la spazzatura. Nonostante questo,
nelle tiepide
giornate primaverili come quella di
ieri
molti
runners
e
perfino mamme con i loro
carrozzini si
riversano
lungo il vecchio sentiero in betonelle. La
recinzione di cantiere, infatti, è spostata o
divelta in più punti ed entrare non è un
problema.
I lavori, lo ricordiamo, si sono fermati dopo
pochissime settimane, in mancanza del Nulla
Osta dell’autorità di bacino. Il parere dell’ente
per le acque arrivò alla fine di maggio del 2013
ma con alcune prescrizioni: la richiesta di un
studio sui tempi di ritorno delle piene negli
ultimi 500 anni e soprattutto una prescrizione
tecnica sul ponte ciclo pedonale. «La prescrizione - spiega il responsabile unico del
procedimento Giancarlo Grano - riguardava in
particolare l’ingombro della spalla di appoggio
del ponte, che doveva essere collocato diversamente rispetto al flusso delle acque, per
minimizzare l’impatto. Il progetto del ponte è
stato rifatto dal gruppo di progettazione ed è
stato inviato all’Autorità di Bacino il 25 febbraio del 2014. Adesso attendiamo il Nulla
Osta che ci è già stato annunciato per vie brevi
ma che di fatto non è ancora giunto in questi
uffici, dopodichè sarà necessario ricontabilizzare i lavori da eseguire in virtù dei maggiori costi del ponte e finalmente il cantiere
potrà ripartire».
FINANZIAMENTO
I lavori sono stati
finanziati con 1,5 meuro
dei Por 2000/2006
VELENI
L’allarme del
Comitato
Aria Pulita
IL PARCO CHE NON C’È
Nonostante lo stato di
abbandono l’area è sempre
molto frequentata
[foto Tony Vece]
.
Un boato e una fumata nera
dai camini della Pittini
l Torna a far discutere la presenza
dell’impianto della Pittini Siderurgica a
ridosso del quartiere di Bucaletto. Il
Comitato Aria Pulita segnala un nuovo
inquietante episodio che ha letteralmente
turbato i sonni dei cittadini. Nella notte
fra lunedì e martedì, infatti, un boato ed
una fuoriuscita di fumi di colore insolito
hanno tenuto con il fiato sospeso molti
potentini. «Intorno alle 4.00 - spiega Luciana Coletta del Comitato Aria Pulita - la
Siderpotenza ha dato la sveglia a molti
cittadini con un forte boato e subito si
sono sprigionati fumi scuri dai camini, in
particolare dal sei. Oltre al boato e i fumi,
l’aria nei pressi dell’eco-mostro era irrespirabile. Tutto questo a soli pochi
giorni della visita dei vertici delle Ferriere Nord-Gruppo Pittini alle commissioni IV e VI del consiglio comunale del
capoluogo di regione. A seguito della
quale il comunicato stampa rilasciato,
parla di emissioni addirittura 100 volte
sotto i valori limiti».
Ma, soprattutto dopo quanto accaduto
l’altra notte, i cittadini hanno paura e
chiedono di vederci più chiaro sull’attività della ferriera. «Chiediamo - dice
Coletta - che le commissioni interessate
rendano immediatamente pubblici i dati
in loro possesso; inoltre riteniamo che il
Gruppo Pittini più che tranquillizzare il
consiglio comunale avrebbe dovuto tranquillizzare la popolazione rendendosi finalmente disponibile a un incontro pubblico nel quale poter confrontare i dati.
Paventiamo che l’incontro con l’amministrazione comunale sia stato piuttosto
teso ad altre richieste come un possibile
ampliamento delle attività. Se così non è
ci diano subito rassicurazioni».
La questione della presenza della siderurgica ormai nel centro della città,
insomma, torna a scaldare gli animi dei
cittadini. «Ora - conclude Coletta - aspettiamo fiduciosi di capire se a mentire sui
dati sia l’APRAB o i proprietari
dell’Azienda, delle due l’una».
SIDERURGICA Fumi dai camini della Pittini
Le altre notizie
SALUTE
Associazione Celiachia
sabato l’assemblea
n Sabato 12 aprile 2014 ore 17.00 alle
ore 20.00 presso la sala A del CSV
Basilicata – Casa del Volontariato –
in via Sicilia, rione Santa Maria a
Potenza, si svolgerà l’assemblea ordinaria dei circa 400 soci dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC)
Basilicata ONLUS.
Nel corso dell’assemblea saranno illustrate le iniziative avviate dall’associazione per promuovere la conoscenza della celiachia in ogni ambiente e per migliorare la qualità
della vita delle persone intolleranti
al glutine. Ancora oggi, l’unico rimedio per ritrovare uno stato di benessere fisico è una dieta rigorosa
priva dei cereali «vietati» e degli alimenti preparati con essi: pasta, pane, biscotti, salse, pizza, dolci.A partire dalle ore 18.00, poi, si svolgerà
un incontro pubblico dal titolo «La
celiachia oggi: iniziative attuali e sfide per il futuro»,- nel corso del quale
volontari, medici ed esperti parleranno dei vari aspetti della celiachia..
RASSEGNASTAMPA
POTENZA PROVINCIA I VII
Mercoledì 9 aprile 2014
I dettagli dell’operazione
«Come una catena di montaggio»
ARRESTATI La banda oltre che in Basilicata agiva in Campania, Lazio ed Emilia Romagna
I dettagli della 2° fase dell’operazione «Oro rosso» sono stati illustrati ieri in conferenza stampa in
Procura a Lagonegro. «E’ un prolungamento
dell’inchiesta di due mesi fa che aveva riguardato
un gruppo di romeni resisi responsabili di numerosi furti e rapine. – ha spiegato il procuratore capo
Vittorio Russo –. Avevo in quella sede anticipato
che ci potevano essere ulteriori sviluppi investigativi e così è stato. Sono stati identificate altre persone e accertati altri episodi criminosi che ci hanno
consentito di chiedere ulteriori misure cautelari nei
confronti di 18 persone». Tra prima e la seconda
tranche, sono 25 gli indagati. «L’attività è stata svolta in stretta sinergia con l’autorità giudiziaria – ha
detto il colonello Giuseppe Palma - alla luce di un
quadro investigativo piuttosto esauriente che nella
fase esecutiva ha visto la collaborazione anche dei
comandi provinciali di Napoli, Genova e Salerno.
Abbiamo fatto sì che questo gruppo terminasse la
sua corsa. Si spostavano in varie regioni d’Italia e
anche in Spagna. Mettevano a segno furti in serie
come se fosse una sorta di catena di montaggio,
depredando tutto ciò che si presentava ai loro occhi. Nel momento in cui decidevano di mettere a
segno un colpo erano ben consapevoli che quella
azione delittuosa poteva anche degenerare». «Si
interscambiavano in continuazione i ruoli», ha sottolineato il capitano Luigi Salvati Tanagro. [p.perc.]
le altre notizie
PICERNO
COLPITO DA DASPO
Giovane prosciolto
torna in libertà
n Il giovane di 24 anni che
era agli arresti domiciliari, a Picerno perchè - incurante di un Daspo che
aveva ricevuto nel febbraio scorso – è entrato domenica scorsa nello stadio
del paese per assistere alla
partita del campionato lucano di eccellenza Az Picerno-Rossoblù Potenza
(finita 5 a 4), è stato prosciolto dal giudice monocratico.
Secondo il giudice le motivazioni che hanno portato al provvedimento sono
inconsistenti. Quindi niente arresti domiciliari con il
giovane che è tornato in libertà.
LAGONEGRO I CARABINIERI HANNO ARRESTATO DODICI PERSONE IN PREVALENZA RUMENI
Sgominata la banda
dei furti nelle case
PINO PERCIANTE
l LAGONEGRO. «Andiamo al mercato». Al telefono i ladri parlavano in
codice per non farsi scoprire. «Andiamo
al mercato» significava che erano pronti
per saccheggiare altri appartamenti o
cantieri edili. In tutto hanno messo a
segno un centinaio di «colpi» in varie
regioni d’Italia: Lazio, Campania, Emilia Romagna e Basilicata, in particolare
il Lagonegrese.
Ma da ieri hanno finito di fare la spesa
«gratis» perché i carabinieri li hanno
arrestati con l’accusa di associazione a
delinquere finalizzata ai furti e ricettazione. E’ la seconda ondata di arresti
nell’ambito dell’inchiesta «Oro Rosso»,
coordinata dalla procura della Repubblica di Lagonegro. Stavolta sono diciotto le ordinanze di custodia cautelare
emesse dal giudice per le indagini preliminari di Lagonegro, Vincenzo Del
Sorbo, su richiesta del procuratore capo
Vittorio Russo. Nella rete sono finiti anche i ricettatori. All’alba di ieri mattina
i carabinieri della Compagnia di Lagonegro, diretti dal capitano Luigi Salvati Tanagro, hanno dato il via alla gros-
(da qui il nome «Oro rosso» dato all’inchiesta), mezzi meccanici e attrezzi di
ogni genere. Spesso però prendevano di
mira gli appartamenti per razziare ogni
tipo di oggetti, denaro e preziosi ma non
disdegnavano anche le aziende agricole
dove portavano via animali da cortile o
addirittura vitelli bufalini che poi venivano macellati e rivenduti. La loro
base logistica era nel napoletano, tra
CONFERENZA STAMPA Il cap. Tanagro, il procuratore Russo e il col. Palma
MARATEA IL PRIMO PREMIO È ANDATO A CRISTIAN PAPPALARDO DELL’ISTITUTO ALBERGHIERO DI MAIORI. HA PREPARATO UN CALAMARO GRIGLIATO
I prodotti ittici della costa lucana
valorizzati attraverso un concorso
ALESSANDRO BOCCIA
«ORO ROSSO»
Altro obiettivo dei ladri erano i
cantieri edili da dove portavano
via rame e attrezzi vari
sa operazione che ha visto la collaborazione anche dei comandi provinciali
di Napoli, Genova e Salerno, come ha
sottolineato il comandate provinciale di
Potenza, colonnello Giuseppe Palma,
durante la conferenza stampa tenutasi
in Procura a Lagonegro. Delle diciotto
ordinanze emesse dal gip dodici sono
state eseguite mentre altre sei persone
sono ancora ricercate.
Dopo gli undici ordini di cattura
emessi due mesi fa, le nuove indagini
condotte dai carabinieri hanno permesso di risalire agli altri componenti della
banda specializzata nel compiere furti
«in serie»: quattro persone, tre italiani e
un rumeno, sono stati arrestati, altre
sette ordinanze sono state notificate in
carcere a persone già coinvolte nella
prima tranche dell’inchiesta, un’altra
persona è stata sottoposta all’obbligo di
firma, mentre sei uomini sono tutt’ora
ricercati. Il gruppo di malviventi composto da campani e rumeni avrebbe rubato di tutto. Quando il loro obiettivo
erano i cantieri edili portavano via rame
Torre Annunziata, San Giuseppe Vesuviano e San Gennaro Vesuviano. I ladri
entravano nelle case anche i presenza di
proprietari, nelle aziende agricole e nei
cantieri edili e portavano via velocemente quello che trovavano, qualsiasi
cosa avesse un valore. In una notte rubavano in zone diverse, spostandosi a
bordo di auto di grossa cilindrata. La
refurtiva veniva venduta a Napoli.
PIATTI IN GARA Il vincitore a Maratea
l E’ andato a Cristian Pappalardo
dell’istituto alberghiero di Maiori, nel
Salernitano, che ha preparato un calamaro grigliato e farcito di verdure, il
primo premio del concorso gastronomico «I prodotti ittici di Maratea e
del Golfo di Policastro in cucina» organizzato ieri a Maratea presso la sede
dell’Istituto Professionale di Stato per
i Servizi per l’Enogastronomia e
l’Ospitalità Alberghiera di via san
Francesco. L’iniziativa, ideata dal locale istituto superiore in collaborazione con l’Unione regionale cuochi
lucani, ha visto la partecipazione di
sei allievi delle quinte classi degli
Istituti Alberghieri di Stato di Matera,
Potenza, Cosenza, Maiori, Melfi e Maratea, che però non ha gareggiato. I
ragazzi, impegnati per tutta la mattinata, hanno preparato antipasti, primi e secondi piatti, tutti a base di
pesce, giudicati da un’apposita commissione composta da Rocco Catalano, Giuseppe Isoldi e Tommaso Morone, tutti e tre affermati chef e componenti dell’Unione regionale cuochi.
«Siamo molto soddisfatti della riuscita dell’evento, giunto alla settima
edizione,- ha commentato Rocco Pezzulo, presidente dell’Unione regionale
cuochi lucani - in quanto si tratta di
una competizione che ha come obiettivo la valorizzazione dei prodotti ittici nella cucina moderna; la promozione del territorio e la crescita
professionale degli allievi al fine di far
emergere nuovi talenti della cucina».
Soddisfazione per il successo della
manifestazione è stata espressa anche
dal preside dell’istituto alberghiero di
Maratea, Francesco Garramone, che
ha inviato i ragazzi «a fare il massimo
per valorizzare, attraverso la cucina, i
prodotti tipici del Meridione».
BRIENZA LA QUINTA EDIZIONE DELLA GARA DI SOLIDARIETÀ PRESSO L’ISTITUTO COMPRENSIVO
Un mercatino solidale per aiutare
i donatori di midollo osseo
l Si è tenuta la 5° edizione del
«Charity market for Domos Francesca Lombardi» organizzato dal
comprensivo di Brienza. Raccolti
circa 850 euro devoluti in beneficenza all'associazione Donatori midollo osseo e cellule staminali emopoietiche (Domos) da anni impegnata nella lotta contro le leucemie.
L'iniziativa è stata promossa dalla
docente di inglese Pascale Maria
che, con l'aiuto dei colleghi e degli
alunni, in particolare quelli delle
classi terze, ha allestito il mercatino
all'interno dei locali della scuola.
Davvero tante persone hanno fatto
acquisti solidali. «Il successo – ha
detto Pascale – è stato ottenuto soprattutto grazie alla straordinaria
generosità dei genitori e degli studenti che hanno preparato dolci,
hanno messo a disposizione i loro
oggetti e infine li hanno comprati».
Era presente Silvana Gracco, dirigente dell'istituto, che ha sottolineato «l'importanza di educare i ragazzi ai valori della solidarietà, del
dono, e di farlo a scuola». E il riferimento ai più piccoli è arrivato
anche da Rosa Viola, presidente dell'associazione Domos che ha ricordato come «spesso sono i bambini
ad insegnare agli adulti».
RACCOLTA FONDI Mercatino solidale
RASSEGNASTAMPA
VIII I POTENZA PROVINCIA
Mercoledì 9 aprile 2014
VIGGIANO ACQUISITI DOCUMENTI IN RELAZIONE ALLA FIAMMATA DEL 13 GENNAIO SCORSO. UN’INCHIESTA DELLA DDA
I carabinieri del Noe
blitz nel centro oli
impianto al «setaccio»
BOATO
La fiammata del 13
gennaio scorso nel centro
oli di Viggiano
l VIGGIANO. I carabinieri
del Noe ieri al centro oli di Viggiano. Non è la prima volta da
quando, era il 13 gennaio scorso, c’è stata l’ultima fiammata,
quella che ha seminato il panico tra gli ambientalisti. I militari, che già erano stati durante le settimane scorse nel
«cuore» pulsante del petrolio
lucano, hanno acquisito altra
documentazione ed effettuato
verifiche di natura tecnica con
l’obiettivo di chiarire cos’è accaduto esattamente tre mesi fa.
L’Eni ha subito spiegato che
si è trattato dell’attivazione della fiaccola di sicurezza dell’impianto, causata da una breve
mancanza di alimentazione
elettrica al sistema di controllo
dinamico dell’impianto Dcs. La
compagnia petrolifera ha sempre detto che non ci sono stati
pericoli per le persone o impatti
sull’ambiente. I carabinieri del
Noe, ad ogni modo, vogliono vederci chiaro e verificare se non
ci siano stati riflessi negativi in
grado di produrre inquinamento.
L’«irruzione» di ieri nel cen-
VENOSA LA PRIMA UDIENZA DEL PROCESSO È FISSATA PER IL 6 GIUGNO A POTENZA
Inchiesta sugli «strozzini»
a giudizio 4 dei 5 indagati
tro oli rientra in un secondo
filone d’indagine, condotta dalla direzione distrettuale antimafia di Potenza. La prima inchiesta, lo ricordiamo, riguarda lo smaltimento di rifiuti prodotti dal centro: secondo l’accusa per tre anni l’Eni avrebbe
smaltito in maniera illegale gli
scarti con la complicità di alcuni imprenditori locali. Per almeno tre anni e mezzo Eni
avrebbe smaltito in maniera illegale i rifiuti prodotti dal Centro oli di Viggiano, in combutta
con alcuni imprenditori, tra cui
il vertice di Sorgenia, la società
energetica del gruppo De Benedetti. Gli inquirenti dell’Antimafia potentina, Laura Triassi e Francesco Basentini, hanno
posto sotto indagine undici persone, a cui sono stati notificati i
relativi avvisi, per traffico illecito di rifiuti. Tra di loro c’è il
responsabile del distretto meridionale dell’Eni, Ruggero
Gheller, e i vertici di Tecnoparco Valbasento, terminale di
gran parte dei rifiuti prodotti
dalle estrazioni petrolifere in
Basilicata.
IMPIANTO
Il centro oli,
«cuore
pulsante» del
petrolio lucano
.
POTENZA IL 10 E 11 APRILE UN WORKSHOP INTERNAZIONALE A BARCELLONA
«Sbarca» in Catalogna
il piano strutturale Val d’Agri
La decisione del gip Spina. Applicavano tassi fino al 360% Sulla gestione dei sistemi informativi territoriali
l VENOSA. Saranno processati il 6 giugno. Tutti rinviati a
giudizio gli indagati nell’ambito dell’operazione anti-usura
dei carabinieri della compagnia di Venosa. Solo per Riccardo Martucci, 64 anni, di Venosa, il gip Luigi Spina ha deciso per il «non luogo a procedere». A giudizio, invece, Salvatore Prago, 44 anni di Venosa, Rocco Lagala, 53 anni di
Venosa, Fabio Santo Patriziano, 28 anni, di Melfi, Nicoletta
Mossucca, 43 anni, di Venosa.
Accolta, dunque, la richiesta
del pm Francesco Diliso a cui si
erano riportati gli avvocati che
rappresentano le vittime, costituite parti civili: l’avv. Giuseppe Colucci per Luigi Fantini, l’avv. Nicola Spiniello per
Saverio Petta, l’avv. Salvatore
Laguardia per Giampiero Scola. Costituita parte civile anche
l’associazione Interesse uomo.
L’unica delle vittime a non costituirsi parte civile è Rocco
Carbone. Avrà possibilità di
farlo il 6 giugno, in occasione
della prima udienza.
Secondo i carabinieri della
compagnia di Venosa, che hanno condotto le indagini, i tassi
usurai sui prestiti arrivavano
fino al 360 per cento. E quando
gli indagati consegnavano i soldi alle vittime - commercianti e
piccoli imprenditori - chiedevano in «garanzia» le foto dei
figli, delle mogli e dei genitori.
«Era un modo per intimidire
le vittime», sostiene la Procura
(l’inchiesta è stata coordinata
dal pm Francesco Diliso). L’accusa: estorsione, usura e violenza. Le indagini sono cominciate nel mese di aprile, ma il
giro di usura, secondo i carabinieri, era in piedi dall’inizio
del 2012: sono stati quattro imprenditori a denunciare gli
usurai, aprendo così la strada
agli investigatori, che ipotizzano in quel territorio decine di
casi. I gruppi di «usurai» sono
due, distinti tra di loro, con
«basi» a Venosa e a Melfi, ma ci
sono casi di commercianti che
si sono rivolti a entrambi per
ottenere denaro. A Venosa, sostengono i carabinieri gli in-
contri venivano fissati in una
concessionaria di automobili,
dove avveniva anche la consegna del denaro e delle foto. I
tassi di interesse andavano dal
115 al 360 per cento.
Le indagini sono cominciate
nel mese di aprile, ma il giro di
usura, secondo i carabinieri,
era in piedi dall’inizio del 2012:
sono stati quattro imprenditori
a denunciare gli usurai, aprendo così la strada agli investi-
gatori, che ipotizzano in quel
territorio decine di casi. I gruppi di «usurai» sono due, distinti
tra di loro, con «basi» a Venosa
e a Melfi, ma ci sono casi di
commercianti che si sono rivolti a entrambi per ottenere
denaro. A Venosa, sostengono i
carabinieri gli incontri venivano fissati in una concessionaria di automobili, dove avveniva anche la consegna del
denaro e delle foto.
PROCESSO
Il gip Luigi
Spina che ieri
ha deciso per il
rinvio a
giudizio di
quattro dei
cinque indagati
l Il piano strutturale intercomunale della Val d’Agri sbarca in Catalogna. L’appuntamento il 10 e 11 aprile con un
workshop internazionale a
Barcellona sulla gestione dei
sistemi informativi territoriali
con una sessione dedicata
all’innovativo percorso di pianificazione intrapreso in Val
d’Agri
Pianificazione urbanistica e
scambio di buone pratiche dunque nel governo del territorio e
nella gestione dei sistemi informativi territoriali. Sono
queste le principali tematiche
del workshop internazionale
che si svolgerà a Barcellona al
quale prenderà parte la Struttura di Progetto «Val d’Agri» e
il Centro Interdipartimentale
di Ricerca Lupt dell’Università
Federico II di Napoli, responsabile scientifico per la reda-
zione del Piano Strutturale Intercomunale della Val d’Agri.
L’occasione offerta dall’incontro spagnolo, organizzato
dall’Università Federico II e
dell’Università Autonoma di
Barcellona, rappresenta un primo riconoscimento di caratura
internazionale del percorso innovativo messo in campo con il
Piano Strutturale Intercomunale in Val d’Agri, volto ad una
trasformazione
urbanistica
unitaria per tutto l’ambito della Val d’Agri pur nella diversità
dei singoli centri comunali.
Un appuntamento che permetterà ai docenti, ai ricercatori e ai rappresentanti del
Centro di Ricerca della Federico II di partecipare ad un
fondamentale momento di
scambio e crescita scientifica
confrontandosi sull’esperienza
condotta, per conto della Re-
gione Basilicata, in merito alla
redazione del piano, a dimostrazione che è possibile costruire percorsi significativi
anche nei territori dove non
sempre la pratica della pianificazione ha accompagnato i
processi di programmazione.
Al workshop, i cui lavori saranno aperti dal dirigente della
Struttura di Progetto «Val
d’Agri», prenderanno parte, fra
gli altri, i professori Oriol
Nel?lo, Joan Lòpez e Jordi Martìn dell’Universitat Autonoma
di Barcellona; il prof. Antonio
Acierno e l’Arch. Angelino
Mazza dell’Università Federico
II e rappresentanti del Dipartimento Ambiente e Territorio
della Regione Basilicata.
La due giorni di studio si
concluderà con la visita all’Istituto Cartografico e Geologico
della Catalunya.
TOLVE DA QUALCHE GIORNO HA CHIUSO I BATTENTI L’UNICO DISTRIBUTORE. LA DENUNCIA DI FDI-AN RIONERO UCCISI DA CAMION MILITARE
La strage dimenticata
dell’8 aprile
La replica del Comune: «Noi disponibili a trovare un altro suolo per la ditta» con la morte di 2 bimbi
Il paese resta senza benzina
ANTONIO MASSARO
l TOLVE. Disagi a Tolve per rifornirsi
di carburante. I lavoratori che quotidianamente escono fuori paese in auto per
lavoro devono preoccuparsi di fare benzina altrove perchè in casa pompe di
benzina non ce ne sono più. La denuncia
arriva dal gruppo consiliare Fratelli
d’Italia AN. «Dopo 60 anni di attività sostiene il gruppo FdI - da alcuni giorni,
è stato chiuso l’unico distributore di carburanti. Il Comune di Tolve non ha inteso, per ora, rinnovare il permesso che
gli compete, in quanto vuole costringere
la società interessata a delocalizzare
l’impianto in un sito diverso da quello
attuale e fuori dal centro abitato, stante
la nota disponibilità economica della
stessa ad investire».
«Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale,
se condivide la opportunità di spostare
l’impianto in altro sito, sicuramente non
ritiene accettabile i metodi esercitati
dall’amministrazione comunale. Le due
cose, ovvero la delocalizzazione del distributore e l’esercizio dell’attuale, possono e devono andare avanti di pari passo: è un percorso di buonsenso che consentirebbe a tutta la Comunità di utilizzare un importante servizio.
Siamo davvero all’assurdo: la normativa consente di tenere aperto un impianto e il Comune lo chiude quale “arma” persuasiva per realizzarne uno nuovo».
«E tutto ciò dove accade? In Basilicata,
la terra che dà petrolio e soddisfa un
grande fabbisogno e, inoltre, a Tolve,
dove pende un permesso di ricerca di
idrocarburi liquidi e gassosi a pochi chilometri dall’abitato a fronte del quale
questa amministrazione comunale ha
assistito passivamente a tutto l’iter tecnico - amministrativo». Pronta la replica
del Comune di Tolve. «L’amministrazio-
ne comunale - sottolinea il vice sindaco
Rocco Moles - è pronta da sempre ad
offrire la massima disponibilità per la
risoluzione di questo problema e per venire incontro alle esigenze dei cittadini.
Tanto è vero che che negli ultimi quattro
anni rispondendo alla richiesta di “Basile Petroli», in cui chiedeva un sito per
la realizzazione dell’impianto, il Comune lo aveva individuato fuori paese, non
trovando il gradimento della ditta».
«Da qui - prosegue Moles - la nuova
individuazione di un sito in piazza Dante
Alighieri. Ma secondo Basile la presenza
di una paratia a valle pregiudicava la
realizzazione dell’impianto». Rincara il
concetto il sindaco. «Il Comune - evidenzia Rocco Viggiano - sta dalla parte
della gente. Abbiamo fatto fare numerosi
sopralluoghi. E al momento siamo in
attesa di sviluppi e indicazioni provenienti dalla ditta che ci indicherà il suolo
di suo gradimento».
l L’ 8 aprile di ogni anno apre, come da quella
lontana domenica dell’Ottava di Pasqua 1945, da ben
69 anni, nella memoria storica della comunità cittadina, una piaga che non riesce a rimarginarsi.
Soprattutto nella mente e nel cuore di quelli che
hanno avuto un coinvolgimento diretto, vuoi per
essere stati colpiti, personalmente, negli affetti più
cari dal fatto luttuoso. Quell’8 aprile 1945 partiva la
vera processione per il trasferimento del miracoloso
quadro raffigurante la Madonna del Monte Carmelo.
Ore 12.30, sosta in via Marconi, altezza civici 55 -57. Il
fuochista Pallante è pronto per accendere i piccoli
fuochi. Improvviso frastuono e fuggi, fuggi. Un camion di militari americani piomba, da tergo, sul
corteo. Scende a precipizio e finisce la sua corsa
contro un muretto, in via Macello, al di là del quale
giocano alcuni bambini. Vito Catena, due anni muore schiacciato, il fratello Gerardo, ha una gamba
spezzata; Anna Maria Pompei, poco più di un anno e
mezzo, strappata dalle braccia della madre, è travolta
e morirà nella notte. Oggi c’è solo il muretto a ricordarsi di loro. Via Macello è diventata via B. Croce.
Nessun segno tangibile che ne faccia memoria. [ddl]
RASSEGNASTAMPA
POTENZA PROVINCIA I IX
Mercoledì 9 aprile 2014
LAGOPESOLE OGGI GLI STAND DEL LABORATORIO PER METTERSI IN GIOCO E VALORIZZARE LE PRODUZIONI LOCALI
Studenti-imprenditori: una sfida
su legalità ed ecosostenibilità
Protagonista l’Ips per l’agricoltura e lo sviluppo rurale «G. Fortunato»
ANITA FERRARI *
l LAGOPESOLE. Promuovere una vera e propria «cultura degli affari», finalmente etica e legale, creare una sinergia realmente produttiva ed
efficace tra scuola, territorio e mondo del lavoro,
puntare sullo sviluppo socio-economico del nostro
territorio attraverso la valorizzazione delle sue
peculiarità, anche legate all’agroalimentare. Questi gli obiettivi della manifestazione «Giovani imprese in fiera» organizzata, in collaborazione con
la Pro Loco, dall’Istituto Professionale Servizi per
l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale “Giustino Fortunato” di Potenza – sede coordinata di Lagopesole, che si svolge oggi aprile presso la Piazza
Federico II di Lagopesole (ore 15.00-18.30).
Durante la manifestazione, i giovani studenti-“imprenditori” presenteranno attraverso stand
espositivi le loro nascenti imprese e i loro prodotti,
nati nell’ambito delle iniziative e del progetto
promosso da «IGS per la scuola»- Students Lab
(IGS srl - Imprese Giovani Studenti); il laboratorio
relativo al progetto «Laboratorio d'impresa .biz»
seguito dagli alunni delle classi IV dell’I.P.A.S.R.
“Giustino Fortunato” di Lagopesole (Dirigente
scolastico, prof.ssa Carmela Cafasso, direttore sede di Lagopesole, prof. Sergio Cuseo), ha avuto
come obiettivo quello di proiettare gli studenti dai
banchi di scuola direttamente nel mondo del lavoro: le attività svolte, difatti, coadiuvate dal lavoro e dai preziosi suggerimenti del Trainer, Francesco Giambersio, sono state quelle di simulazione di due mini-imprese, la “Lucky Wine Rack”
(classe IV A - docente referente: Giuseppe Avigliano) e la “Carchiola S.p.a.” (classe IV B - docente
referente: Michele Sessa), con annessa realizzazione, promozione e commercializzazione dei rispettivi prodotti. In una prospettiva che mira
all’ecosostenibilità e al riciclo, la “Lucky Wine
Rack” è un’azienda che si occupa della produzione
e commercializzazione di rack per bottiglie di vino
costruiti con ferri di cavallo destinati al macero al
fine di favorire, ovviamente, anche il consumo dei
prodotti enologici della Basilicata, su tutti l’Aglianico del Vulture.
La “Carchiola S.p.a” è un’azienda, invece, che
ha puntato sulla produzione e commercializzazione della carchiola, il piatto tradizionale forse
più rappresentativo della cucina aviglianese, una
pietanza povera e da salvaguardare che continua a
parlarci e a raccontarci la storia di una civiltà,
quella contadina, che ci appartiene profondamente rappresentando le nostre radici, ancora vive.
Con convinzione e tenacia, promuovendo
un’idea di impresa possibile e al fine di creare gli
slanci e le giuste opportunità che, sole, possono
permettere a tanti giovani lucani di non vedersi
più costretti a lasciare i propri paesi in frantumi,
per dirla con Rocco Scotellaro,
e a innamorarsi ancora, sempre, dei nostri luoghi, di queste terre di vento e silenzio, fin
qui i giovani studenti
dell’I.P.A.S.R. di Lagopesole.
In attesa dell’evento «Giovani imprese in fiera», intanto, il primo risultato che
l’I.P.A.S.R. di Lagopesole ha
portato a casa è la qualificazione alla fase nazionale del progetto IGS «Laboratorio d'impresa
.biz», di entrambe le sue aziende in gara (finaliste
regionali insieme all’I.S.I.S. Ruggiero di Lauria),
premiate per «la creatività artigianale e la valorizzazione dei prodotti locali»; a seguito di una
attenta valutazione da parte di
una giuria qualificata, la Lucky Wine Rack e la Carchiola
S.p.a. hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento durante la «Competizione Locale
dei laboratori IGS- Students
Lab» tenutasi il giorno 7 aprile
presso il Polo Acquisti Lucania – Tito che ha visto confrontarsi, in una sana e costruttiva competizione,
ben 18 tra gli istituti della provincia di Potenza.
[* Docente dell’I.P.A.S.R. di Lagopesole]
IL PROGETTO
Progetto di «IGS per la
scuola»-Students Lab,
«Laboratorio d'impresa .biz»
SCUOLA E IMPRESA La locandina dell’iniziativa odierna
POTENZA FINO AL 17 APRILE E POI DA 5 AL 15 MAGGIO I RAGAZZI DELL’IPSIA SARANNO IMPREGNATI IN ATTIVITÀ DI STAGE E FORMAZIONE
Alternanza scuola-lavoro
studenti nei laboratori Arpab
ANALISI Laboratorio Arpab
.
l L’Arpa Basilicata accoglie
nei suoi laboratori studenti
dell’ Ipsia «G. Giorgi» di Potenza per attività di stage e formazione nell’ambito di un progetto di “alternanza scuola- lavoro. Dunque l’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente di Basilicata e l’Istituto
Ipsia di Potenza hanno stipulato una convenzione nell’ambito di un progetto di Alternanza Scuola – Lavoro con la
quale l’Agenzia si impegna ad
accogliere, per 60 ore, 14 alunni
frequentanti la classe 5° indirizzo
chimico
-biologico
dell’Istituto.
Gli studenti coordinati dalla
prof.ssa Rinaldi dell’Ipsia e dalla dott.ssa Anna Cammarota
dell’Arpab, svolgeranno lo stage formativo nell’Ufficio « Laboratorio
Strumentale»
dell’Agenzia
diretto
dalla
dott.ssa Katarzyna Pilat che li
accompagnerà durante tutto il
percorso formativo nelle attività di analisi di tutte le matrici
ambientali che l’ufficio realizza quotidianamente.
«Essere accolti in Arpab spiega la dirigente scolastica
FINALITÀ
Un modo per arricchire
le conoscenze sulla
sostenibilità ambientale
dell’Ipsia, prof.ssa Giovanna
Sardone - rappresenta un valore aggiunto per la scuola in
quanto dà la possibilità agli studenti di verificare sul campo
concetti teorici appresi in aula,
consentendo loro di acquisire
GENZANO I BIANCOROSSI IN PRIMA CATEGORIA DOPO CINQUE ANNI DI «BUIO»
La promozione dell’Alto Bradano
«risveglia» la passione calcistica del paese
Mister Terranova: «Abbiamo rinverdito la gloriosa storia locale»
ANTONIO MASASRO
l GENZANO DI LUCANIA. Dopo cinque anni di «buio», dall’ultima apparizione di una squadra
genzanese in serie D, il popolo
degli sportivi ha ritrovato la voglia e la passione per il calcio
tornando ad affollare lo stadio comunale. Insomma «febbre» per il
calcio ritrovata.
Lo ha fatto in occasione della
gara decisiva per il salto in Prima
categoria. Vittoria centrata con il
classico 2-0 e promozione in tasca
contro il Baragiano, unica formazione che nel corso della stagione
è riuscita a battere nella gara
d’andata i biancorossi.
Per il resto è stato un cammino
trionfale con 18 gare vinte e sole
tre pareggiate. 52 i gol fatti e solo 8
quelli subiti, tanto da risultare la
migliore difesa del torneo di Seconda categoria. Festa grande dopo il match. Fino a notte inoltrata, non sono mancati cortei e
sfilate. Dopo il lungo periodo di
«digiuno» sembra davvero torna-
ta la voglia di pallone in un centro
che ha trascorso annate travolgenti e ricche di risultati sportivi.
Ed eccoli i protagonisti di questa avvincente cavalcata. Tutti
hanno dato un grande contributo
a cominciare dai difensori, capitan Teto in testa a Di Stasi, ai
centrocampisti Militello e Beccasio, agli attaccanti arrivati a torneo in corso come Di Matteo (miglior realizzatore) e Carretta, alla
fondamentale esperienza di Astudillo. Senza dimenticare la memoria storica Cilla che...nonostante l’età ha difeso da par suo in
due occasioni la porta dell’Alto
Bradano. La società ha puntato
molto sui giovanissimi, in «rosa»
almeno 6 o 7 sedicenni. Ecco il
resto dei protagonisti della stagione: Laginestra, Lepore, Palma, i due Caputo (Donato e Ferdinando), Bruscella, Giordano,
Zotti e De Bonis. Bella la dedica
riportata sulla maglietta nella gara decisiva contro il Baragiano,
dedicata a Pasquale Tedesco, vit-
tima di un brutto incidente automobilistico che da mesi lotta in
letto d’ospedale.
Trascinatore come pochi in
panchina, ecco il mister. «Non ci
sono particolari segreti per spiegare questo nostro successo spiega Tommaso Terranova - se
non la forza, la coesione di un
gruppo, anche dirigenziale, che
ha fortemente voluto recitare un
ruolo di primo piano. Ci abbiamo
creduto anche a costo di una
grande abnegazione. E per questo
ringrazio quanti ci hanno incoraggiato e sostenuto perchè Genzano in ambito calcistico ha una
storia da rinverdire». «Godiamoci questo successo - interviene il
presidente Mario Malatesta - poi
guarderemo al futuro».
Il gruppo di amici e dirigenti,
compreso Energy Italia, che hanno dato una bella mano d’aiuto a
Terranova e soci sono Roberto
Muscillo, Franco e Giovanni DI
Stasi, Nicola Martino, , Michele
Ruggero, Donato Sileo e Donato
Anobile.
FESTA A
GENZANO
Nelle foto
alcuni flash
della vittoriosa
e decisiva
gara controp il
Baragiano per
il salto in
Prima
categoria
dell’Alto
Bradano.
Il pubblico è
tornato ad
affollare le
gradinate
dello stadio
comunale
saperi tecnico- scientifici in
specifici ambiti lavorativi fondamentali per il loro futuro ingresso nel mondo del lavoro».
- Come sottolinea Raffaele Vita, direttore dell’Arpa Basilicata, -«Aprire le porte alle scuole, agli studenti, ai giovani, far
vedere loro un laboratorio chimico, affiancarli ai tecnici nelle
attività routinarie di analisi
chimiche delle acque, degli alimenti, del suolo, spiegare le
complesse modalità esecutive,
arricchisce il loro bagaglio di
conoscenze e la loro consapevolezza sul fatto che oggi occorre porre grandissima attenzione ai temi, che genericamente noi definiamo, della sostenibilità ambientale».
I ragazzi saranno presenti in
Arpab fino al 17 aprile e successivamente da 5 al 15 maggio
prossimo.
RASSEGNASTAMPA
X I MATERA CITTÀ
Mercoledì 9 aprile 2014
FALLIMENTO PILOTATO
I CONTROLLI CONTINUERANNO
Il sequestro "preventivo per equivalente"
eseguito dalla Guardia
CONSUMATI ANCHE REATI TRIBUTARI èdistato
finanza che ha poi posto i sigilli ai beni
CHI ERA IL GESTORE APPARENTE
Quote sociali cedute a un extracomunitario
risultava nullatenente e si sarebbe
dovuto addossare qualsiasi responsabilità
Nuovi controlli della Polizia
Trovati vicino alla scuola
con quindici dosi di hashish
A cccia di droga nelle scuole. Lo fanno con
molto tatto le forze dell’ordine e, anche per
questa ragione, quando riescono a mettere l
mani su sostanze stupefacenti di vario tipo non
rivelano mai il luogo, le scuole in cui hanno
operato. Comprensibile questione di tatto,
mentre proseguono i controlli antidroga con le
unità cinofile nelle scuole materane programmati d’intesa con i dirigenti scolastici.
I controlli, che si prefiggono di svolgere una
funzione prevalentemente preventiva nei confronti dei ragazzi, sono stati svolti con la piena
collaborazione degli studenti e nella gran parte
degli istituti visitati non c’è stato alcun rinvenimento di sostanze stupefacenti.
Nella giornata di ieri due sono stati gli istituti di
istruzione secondaria di secondo grado controllati. In uno dei due i cani addestrati della Polizia hanno fiutato della droga. Una studentessa
è stata trovata con una dose di marijuana indosso. Sono stati chiamati immediatamente i
genitori e la ragazza è stata segnalata al Prefetto.
Nei giardini antistanti la scuola sono stati poi
rinvenute 15 dosi di hashish, già pronte per il
consumo, nascoste negli ovetti di una nota casa produttrice di cioccolato. Al momento non
sono stati individuati i responsabili del trasporto e occultamento.
le altre notizie
COMUNE, ELEZIONI EUROPEE
Nomina scrutatori
pubblicato l’avviso
FIAMME GIALLE Scatta il sequestro preventivo dopo le indagini delle Fiamme gialle e la decisione del giudice
Per bancarotta fraudolenta
sotto sequestro case e auto
Valore 500 mila euro, sono indagati quattro imprenditori di un salottificio
l «Fiamme gialle» in azione. Tre
immobili edificati tra la città dei Sassi
e provincia, una lussuosa autovettura
di marca tedesca e certificati di deposito bancari per un valore complessivo di circa 500 mila euro. Non è
sicuramente il patrimonio tipico di
chi è costretto dai tempi ad accontentarsi di lavoretti precari. A tanto
ammonta il patrimonio sottoposto a
sequestro preventivo, su provvedimento del giudice per le indagini
preliminari del Tribunale dai militari
della Compagnia Guardia di Finanza
Matera ai danni di quattro imprenditori materani denunciati, a vario
titolo, per bancarotta fraudolenta e
reati tributari, quali omessi versamenti di Iva, di Irpef e di ritenute
previdenziali e assistenziali per alcune centinaia di migliaia di euro.
Il sequestro preventivo, preliminare
INDAGINI COMPLESSE
I quattro sono accusati anche
di reati tributari per alcune
centinaia di migliaia di euro
all’applicazione della confisca per
equivalente - spiega un comunicato - è
il provvedimento disposto su somme
di denaro, beni o altre utilità di cui
l’indagato abbia la disponibilità per
un valore corrispondente al prezzo, al
prodotto e al profitto del reato, previsto per talune attività ritenute criminose allorquando sia intervenuta
condanna e sia impossibile identificare fisicamente le cose che ne costituiscono effettivamente il prezzo, il
prodotto o il profitto.
La certosina attività di indagine
sviluppata dalle Fiamme gialle materane, durata diversi mesi, originata
dal fallimento di una società che era
attiva nel settore del mobile imbottito,
ha consentito di tracciare le condotte
anomale di alcuni amministratori e
soci dell’impresa che l’hanno volutamente indebitata. Il depauperamen-
to totale delle casse della società è
stato scientemente operato attraverso
la creazione di un’impresa di consulenza gestita dai medesimi soci che,
nel triennio antecedente al fallimento,
ha fatturato somme per circa 360 mila
euro alla società fallita per fantomatiche “attività di consulenza di
mercato e servizi di direzione generale”.
«La dinamica patologica di deterioramento», così vine definita dagli
investigatori, in ultimo, è stata realizzata con la cessione delle quote
sociali ad un cittadino extracomunitario, il quale si sarebbe dovuto
addossare le responsabilità penali, civili ed amministrative della precedente gestione e nei confronti di cui lo
Stato non sarebbe stato in grado di
recuperare gli ingenti crediti vantati.
INFRASTRUTTURE CONFAPI, ESCLUSI DA PROGRAMMAZIONE E POSSIBILITÀ DI FINANZIAMENTO
«Quell’accordo mortifica
le esigenze del territorio»
l «L’accordo di programma
quadro per le infrastrutture
stradali, sottoscritto nei giorni scorsi a Roma con una
dotazione di 400 milioni di
euro, non tiene conto delle
esigenze di viabilità del territorio della provincia di Matera. La progettazione preliminare e definitiva della “Matera-Ferrandina-Pisticci”
e
della “Gioia del Colle-Matera”
è assolutamente insufficiente
per un territorio fortemente
deficitario dal punto di vista
viario e dei collegamenti, come dimostra la difficoltà del
settore turismo di decollare
appieno. Altrettanto dicasi per
la “Pisticci-Tursi”, dove viene
finanziata solo la progettazione e non l’esecuzione delle
opere».
Il presidente di Confapi Matera, Enzo Acito, ritiene che
l’assenza dei progetti preliminari di altri interventi significa che il Materano sarà
escluso dalla programmazione
delle infrastrutture stradali e,
quindi, dalla possibilità di finanziamento, per i prossimi
anni. Particolare attenzione
merita il mancato finanzia-
mento del collegamento Murgia-Pollino che, previsto per
un importo di 240 milioni di
euro nel dossier di candidatura di Matera capitale della
cultura 2019, naufraga in un
misero e parziale finanziamento della progettazione preliminare della Matera-Gioia
del Colle, dimezzando in un sol
colpo la dotazione finanziaria
prevista per le grandi infrastrutture nel dossier di candidatura Matera 2019. Ancora
una volta - evidenzia Acito Matera sconta la disattenzione
e le promesse non mantenute
n In occasione delle prossime
consultazioni elettorali del
Parlamento Europeo del 25
maggio 2014 si rende noto
che la Commissione elettorale Comunale procederà alla nomina degli scrutatori
tra coloro che, iscritti all’Albo delle persone idonee a
svolgere la funzione di scrutatore, faranno pervenire
domanda entro le ore 12 del
giorno 24 aprile 2014 all’ufficio elettorale del Comune
di Matera dichiarando di essere disoccupati/inoccupati, iscritti alle liste di collocamento del Comune di Matera, o di essere studenti e
comunque non percettori di
reddito. Le autocertificazioni saranno oggetto di verifica da parte dell’ufficio.
Ove il numero delle domande dovesse superare il numero prescritto necessario a
coprire tutte le sezioni elettorali si procederà al sorteggio. Le domande sono scaricabili dal sito del Comune
(www.comune.mt.it) o possono essere ritirate presso
lo sportello dell’ufficio Urp
al piano terra del Comune di
Matera e devono essere consegnate esclusivamente a
mano presso l’ufficio Urp.
DICEM, SEDE SAN ROCCO
«Anche l’occhio
vuole la sua parte»
n La sede del Dicem (Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo), dalle 11 ospita il seminario "Anche l'occhio vuole la sua parte". In via San Rocco, nell'Aula Sassu, docenti e ricercatori del Dicem e di altri
atenei italiani si incontreranno per discutere del concetto di paesaggio da diverse
angolazioni, e con differenti
prospettive disciplinari. Interverrano, tra gli altri,
Chiara Scardicchio, dell'Università di Foggia, e Leonardo Chiesi, dell'Ateneo di
Firenze (in videoconferenza). Il 22 e il 23 maggio, inoltre, è previsto un incontro
finale. L'iniziativa è inserita
nel più ampio progetto Walking on the line – Black-Scapes, percorso di ricerca condivisa per esplorare le zone
di interferenza e intreccio
fra le varie discipline, articolato in seminari e laboratori che si snoda lungo tutto
l’anno accademico.
TOURING CLUB ITALIANO
Bandiera arancione
a Corleto e a Valsinni
GIOIA DEL COLLE Casello autostradale così vicino, eppure così lontano
della classe politica, concentrata su altri obiettivi. A questo punto bisogna garantire le
priorità e quindi la cantierabilità degli interventi previsti nella provincia di Matera
che, quantunque ricompresi
nell’accordo, devono adesso essere seguiti con la dovuta at-
tenzione. Questi interventi, infatti, oltre a migliorare la dotazione infrastrutturale viaria
del territorio, rappresentano
un’importante opportunità di
lavoro per il settore delle costruzioni, che versa in una
crisi che dura da troppo tempo.
n Guardia Perticara e Valsinni sono i paesi ai quali il
Touring club italiano ha assegnato la “bandiera arancione”. Lo ha annunciato il
Tci, ricordando che la “bandiera arancione” (ne sono
state assegnate finora 200) è
nata nel 1998 e rappresenta
un “marchio di qualità del
Touring club che selezione e
certifica le località dell’entroterra con meno di 15 mila
abitanti che soddisfano oltre 250 rigorosi criteri di valutazione e che sono in linea
con gli standard qualitativi
previsti dal modello di analisi territoriale del Touring”.
RASSEGNASTAMPA
MATERA CITTÀ I XI
Mercoledì 9 aprile 2014
AZIENDE IN VETRINA
LA BASILICATA CHE PRODUCE
IN PIAZZA DELLA VISITAZIONE
Si amplia il numero degli stand a disposizione degli espositori che sono sempre
più in aumento dalle regioni limitrofe
Macchine in pressione
per «Matera è Fiera»
La campionaria torna per il quinto anno dal 3 al 7 settembre
ENZO FONTANAROSA
l La macchina organizzativa di “Matera è Fiera” si è già messa in movimento.
La campionaria, organizzata dalla società
di sviluppo e promozione Quadrum, si
svolgerà dal 3 al 7 settembre nella ormai
consueta cornice di piazza della Visitazione. La quinta edizione della fiera punta
decisamente a superare gli importanti
numeri degli scorsi anni, in termini di
presenze di espositori e di visitatori. L’iniziativa è stata presentata ieri nel corso di
una conferenza stampa tenutasi nella Camera di Commercio. «Ogni anno la nostra
organizzazione mette in campo una sfida
– ha detto Donato Braia, uno degli am-
ministratori della società Quadrum –.
Quest'anno il nostro obiettivo è la crescita
della manifestazione. Nell’area fieristica
aggiungeremo altri trenta spazi per gli
espositori per puntare a totalizzarne 250.
Contiamo di coinvolgere sempre più gli
operatori economici del Potentino ma anche quelli delle regioni limitrofe, con la
Puglia in testa. Matera diventa sempre
più un attrattore, specie dalla vicina Puglia. Abbiamo l'obbligo di valorizzare sia
il nostro progetto che la città». Possibilità
di aprirsi all’estero? «È un altro obiettivo
– ha aggiunto – per il quale stiamo iniziando a lavorare cercando di capire quali
aziende potrebbero essere interessate anche ad avviare scambi con mercati in-
CAMPIONARIA MATERANA Una scorsa edizione della fiera [foto Genovese]
ternazionali». La campionaria materana
si riproporrà offrendo la consueta vetrina
sulle realtà produttive dall’artigianato
all’industria, dal commercio all’agroalimentare. «È un evento che movimenta
l’economia: questo è “Matera è Fiera”»,
ha sintetizzato Franco Braia, amministratore di Quadrum, anticipando che per
il futuro si sta da tempo lavorando «perché la manifestazione si sposti da piazza
della Visitazione. Va bene per certi aspetti
che in questa zona centralissima si possa
svolgere la fiera, ma ci si rende conto che
si crea pure una situazione caotica specie
con il traffico. In tal senso si sta progettando di costituire un ente fiera e quindi così realizzare anche quel trasferimen-
to della campionaria in una zona non
totalmente decentrata ma di sicuro più
idonea allo scopo e in prospettiva della
crescita dei partecipanti». Tra le novità
del 2014, l’intesa con il “Trm Network”
che sul canale 601 del digitale terrestre
(Trm Edu) per sei mesi proporrà un palinsesto dedicato a “Matera e fiera”, trasmettendo momenti di approfondimento
con i protagonisti di questa edizione oltre
a servizi d’archivio delle edizioni passate
e tutti gli appuntamenti. Tra i partner ci
sono anche i creativi di “Ideama” Alberto Acito e Gianni Albanese mentre
si rafforza la collaborazione con “Bi3”, il
cui amministratore è Antonio Braia, per
proseguire con la parte convegnistica e la
formazione dedicata alla cultura d’impresa. Nell’ambito della fiera, poi, dove sarà
dato spazio anche al volontariato e ai vari
sodalizi, si inserirà il consueto appuntamento con la rassegna di cabaret “Melarido” mentre, in collaborazione con la
Lucana Film Commission, ogni sera sarà
proiettata una pellicola legato in qualche
modo a Matera e alla sua storia. Alla
presentazione sono intervenuti, oltre agli
amministratori di Quadrum, anche il presidente della Camera di Commercio Angelo Tortorelli, gli assessori alle Attività
produttive Giuseppe Tragni (Comune) e
Nicola Tauro (Provincia), il direttore responsabile di Trm Rossella Tosto e il
consigliere regionale Luca Braia.
STORIA LOCALE LA SINERGIA TRA ENTI EVITÒ IL TRACOLLO DELL’INTERA ECONOMIA REGIONALE CON UNA OPERA IDRAULICA
le altre notizie
Nell’emergenza idrica del 1988
un esempio di collaborazione
CARMELA COSENTINO
l Agosto 1988. Nelle campagne lucane dilagava la disperazione, non pioveva da
molti mesi e i raccolti rischiavano di andare perduti.
Non si era mai assistito prima
di allora a un fenomeno di tale
portata. La siccità, l’assenza
di acqua, gli invasi asciutti,
spinsero i contadini a manifestare nelle piazze e nelle
strade di Matera, bloccando
con i trattori le vie di accesso
alla città. L’economia della
Basilicata rischiava il tracollo. Fu allora che si decise di
intervenire, realizzando una
grande opera idraulica, compiuta in tempi record dal Consorzio di Bonifica Bradano e
Metaponto allora presieduto
dall’ingegnere Michele Leone. Il progetto, ricordato nel
convegno “Il giorno dell’acqua- L’emergenza idrica del
1988” organizzato dal Lions
Club Matera Host e tenutosi
l’altra sera nella Mediateca
provinciale, sarebbe servito
per convogliare le acque del
fiume Basento, provenienti
dalla diga di Camastra, negli
impianti irrigui a servizio di
tutto il territorio lucano della
costa jonica. Un’impresa che
fu realizzata in tempi record,
in soli 18 giorni mostrando la
capacità dei lucani di saper
agire e operare in accordo,
risolvendo un problema che
era divenuto un “caso” nazionale. «Furono giorni di
fuoco – ha ricordato l’ingegnere Leone l’allora Commissario del Consorzio nel suo
intervento – ma si riuscì a
realizzare un’impresa epocale, perché in soli 18 giorni,
dopo vari mesi di siccità che
stava portando alla distruzione anche gli impianti arborei
dell’intero metapontino, furono posate circa 9 chilometri di
tubazioni di grandi dimensioni, fu realizzata una vasca
di calma delle acque del Basento e una stazione di pompaggio in contrada San Teodoro di Pisticci dove, tramite 4
mega pompe prelevate dalla
Valtellina, si convogliarono le
acque raccolte nelle condotte
di adduzione verso il canale
Recoleta, che distribuiva ac-
GARKO COME VALENTINO
Così il mito di «Rudy»
rivivrà anche nei Sassi
RISORSE
IDRICHE
In questo settore ci sono
potenzialità
di sviluppo
notevoli
.
qua ai comprensori di San
Basilio, Scanzano Jonico e Policoro». Si proseguì realizzando altre opere minori per consentire la ripresa dell’irrigazione in tutto il territorio
agricolo del Metapontino con
il concorso delle imprese lucane e di quelle del territorio
nazionale, riunite in un raggruppamento con capogruppo l’Impresit Spa. In sostanza
fu un’operazione storica, come è stato ricordato dai soggetti intervenuti all’incontro,
il sindaco Salvatore Adduce,
il presidente della Provincia
Franco Stella, il Commissario straordinario dei Consorzi di bonifica lucani Giuseppe Musacchio, il presidente del Consorzio di Bradano e Metaponto Angelo
Carriero e il presidente del
Distretto Lions 108YA Salvatore Guarino .Un’impresa
importante, ma ancora replicabile nei suo caratteri? «È
possibile – ha sottolineato il
Governatore della Regione
Basilicata Marcello Pittella
– ma si tratta di recuperare
quel virtuosismo e quell’amore per la Basilicata che ha
caratterizzato il 1988, e tradurli in azioni. La nostra Regione ha risorse e capacità, e
nel settore idrico ci sono potenzialità di sviluppo notevoli. Con le altre Regioni abbiamo la necessità di collaborare a livello interregionale
e di condividere un percorso.
È questo lo schema su cui
dobbiamo lavorare».
n Un evento itinerante, quattro
tappe in due giorni per accompagnare Rodolfo Valentino in un ideale ritorno a casa. Gabriel Garko, vestito
con i costumi di Valentino,
percorrerà con un’auto
d’epoca un Tour attraverso
alcune città d’Italia, partendo dagli studi di Cinecittà, la
gloriosa mecca del cinema
italiano e non solo, fino a Castellaneta, in provincia di Taranto, cittadina dove nel 1895
Valentino nacque (all’anagrafe come Rodolfo Pietro Filiberto Raffaello Guglielmi)
e che ora si fregia del titolo di
città del mito, passando per
Napoli e a Matera venerdì 11
aprile, alle 19.45 in piazza Vittorio Veneto.
Rodolfo Guglielmi, nato a Castellaneta, vicino Taranto,
nel maggio 1895, arrivò a conquistare l’America e Hollywood, primo sex symbol assoluto con una popolarità ai
limiti dell’isteria nell’epoca
del cinema muto, fino alla
scomparsa prematura a soli
31 anni a New York nel 1926.
L’attore è affiancato sul set da
Giuliana De Sio, Cosima Coppola e Victoria Larchenko. La
serie è prodotta da Teodosio
Leosito.
SCUOLA NEL PROGETTO SONO STATE COINVOLTE LE SCUOLE ELEMENTARI «GUGLIELMO MARCONI» E IL PLESSO DI LA MARTELLA DELL’ISTITUTO «PADRE SEMERIA»
Educati a una alimentazione corretta tra i banchi
Oltre duecento alunni hanno preso parte a «Pesca l’azzurro: scopri e gusta le risorse del mare»
l Oltre duecento alunni delle Scuole elementari
“Padre Giovanni Semeria” (plesso di La Martella) e
“Guglielmo Marconi” di Matera hanno preso parte
ieri ad un incontro didattico dedicato alla campagna educazionale “Pesca l’azzurro: scopri e gusta
le risorse del mare”. La giornata divulgativa è rientrata tra i programmi finanziati dal Dipartimento
politiche agricole della Regione Basilicata, attuati
attraverso l’Inea tra le attività previste dal Fondo
europeo pesca regionale (Fep) 2007-2013, Misura 3.4.
che coinvolge le scuole elementari e medie del territorio regionale.
Nel corso del programma di educazione alimentare teso a incentivare la conoscenza del settore
sono stati distribuiti kit didattici alle scuole con
materiale da rielaborare in classe con i docenti. La
metodologia implica varie attività creative e teorico-pratiche che hanno quale tematica la pesca e
la tutela del mare, utilizzando il linguaggio per immagini sia dal punto di vista dei testi, dell’iconografia e della fotografia. I bambini hanno disegnato
e costruito cartelloni con le peculiarità organolettiche del cosiddetto pesce azzurro presente nel Mar
Mediterraneo che ha qualità elevate dal punto di
vista nutrizionale, ma l’esperienza ha interessato
anche l’educazione ambientale oltreché la geografia e le scienze naturali in genere. Altre attività
hanno riguardato l’arte, la storia, la rappresenta-
zione teatrale e la realizzazione di temi e fumetti.
In proposito le classi che si distingueranno saranno premiate. Saranno, infine realizzati laboratori
fotografici sui litorali di Metaponto e Maratea. La
campagna vede la partecipazione della cooperativa
sociale “Zero in condotta” con l’associazione culturale “L’Albero” oltreché una serie di esperti del
settore. Più in generale il programma di promozione del settore ittico e della pesca in Basilicata,
portato avanti dal Dipartimento regionale politiche
agricole e forestali, oltre all’animazione nelle scuole ha come finalità la diffusione e la valorizzazione
della cultura ittica anche sotto dell’alimentazione
sul territorio oltreché lo sviluppo di nuovi mercati.
MANGIARE SANO Alimentazione sana ed equililbrata
RASSEGNASTAMPA
XII I MATERA PROVINCIA
Mercoledì 9 aprile 2014
POMARICO I RESIDENTI DI PIANA PACILIO PREOCCUPATI PER IL FRONTE DEL DISSESTO
La frana toglie il sonno
«Ora abbiamo paura»
DONATO MASTRANGELO
l POMARICO. Un incubo che
cresce ogni notte e che prende
forma con quelle crepe nel terreno che diventano sempre più
profonde. Sono i solchi che si
aprono lungo quella che doveva
essere una strada e dove invece, la frana scivola verso valle inesorabilmente. Nella parte
sovrastante, soltanto a poche
centinaia di metri in linea
d’aria, ci sono le abitazioni,
diversi fabbricati dove risiedono una cinquantina di famiglie. Siamo a “Piana Pacilio”, nel pieno centro abitato, il
fronte franoso che è stato classificato come quello a più elevato rischio nel paese già particolarmente esposto alla fragilità dell’assetto idrogeologico. Un centro abitato, Pomarico, che già in un passato
neanche troppo lontano, ha
scontato tragedie legate agli
eventi franosi. Il timore tra la
gente aumenta come i segni del
dissesto dopo intense piogge
del fine settimana. «Non ci
sentiamo tranquilli - afferma
Massimo Marino - che vive
con la sua famiglia nella zona.
Abbiamo costituito un comitato per chiedere la messa in
sicurezza dell’area venga eseguito al più presto. Qui vicino
c’è anche la scuola. Peraltro
non c’è alcuna protezione che
delimita la zona dell’avvallamento. Nei giorni scorsi abbiamo incontrato anche il sindaco per cercare di capire come
si sta evolvendo l’iter relativo
al consolidamento». «I nostri
interrogativi - dice Nunzio
D’Antona - si riferiscono ai
tempi e alle modalità di intervento. Dove c’è la frana era
prevista la costruzione di una
circonvallazione». La parte sottostante, interessata da una rilevante opera di disboscamento e forse con una regimentazione delle acque troppo approssimativa ha fatto il resto. I
cordoli di cemento armato sono collassati a causa della pressione sempre più forte del terreno. «Il paradosso - prosegue
D’Antona - è sono stati installati i pali metallici della
pubblica illuminazione ora tra-
volti dalla frana ed invece forse
bisognava preoccuparsi più
della staticità del sottosuolo
con oppurtune indagini geologiche e palificazioni». Sono
sei i fossi che insistono sul
territorio pomaricano: Capo
d’Inferno, Gisso, Serrone, Bordano Cutana e San Pietro. «È
dal 2008 che sollecitiamo gli
organi competenti - dichiara il
sindaco uscente Giuseppe Casolaro -. Il Comune ha espletato tutto quanto è nelle sue
prerogative sottoponendo alla
Regione Basilicata e al mini-
stero dell’Ambiente un dettagliato dossir sullo stato di criticità idrogeologica del territorio, allegando tutta la documentazione tecnica. La nostra Amministrazione ha anche redatto alcuni progetti tra
cui figura anche quello per il
consolidamento di Piana Pacilio per un importo di un
milione e 800 mila euro. Nei
giorni scorsi ho incontrato il
ministro dell’Ambiente Gian
Luca Galletti e il direttore genrale dell’ex Ufficio Difesa del
Suolo, Maurizio Pernice».
TERRITORIO
FRAGILE
L’area di Piana Pacilio dove abitano una
cinquantina
di famiglie.
Per i residenti
cresce la preoccupazione per
le crepe che
si aprono nella
parte sottostante
ai fannricati
TURSI «MUOVIAMO TURSI» REPLICA POLEMICA ALL’UGL ROTONDELLA BIMBO MARCONIA LE RICHIESTE DEL TAVOLO VERDE
«No all’ampliamento Il piccolo
della discarica
operato
va messa in sicurezza» è a casa
SALVATORE VERDE
l TURSI. «La discarica va messa in sicurezza, non ampliata». È
il senso della polemica sul’impianto in contrada Monticelli di
Colobraro, che oppone la “costituente” associazione politica
MuoviAmo Tursi al sindacato autonomo Ugl. Nei giorni scorsi,
infatti, il segretario provinciale Luigi D’Amico chiedeva “l’immediata riapertura della discarica, per difendere i posti di lavoro
di nove operai oggi disoccupati”. Netta e articolata la replica di
Mario Cuccarese, portavoce dell’associazione: «Smentiamo i
numerosi luoghi comuni e la disinformazione seminata ad arte
tra i cittadini. Mesi addietro, abbiamo dimostrato che quella la
discarica ha distrutto ricchezza e posti di lavoro, a causa dell’inquinamento gravissimo di terreni e falde acquifere. Sono stati
stimati 20 posti di lavoro in meno nel settore dell’agricoltura, a cui
bisogna aggiungere altre unità nel settore del turismo. Insomma,
tali impianti sono una scelta antieconomica e fallimentare (un
tempo vi lavoravano fino a 35 unità, pur sempre in condizioni
assai disagiate). Ci sorprende che l’Ugl si sforzi così ardentemente
di tutelare un ecomostro (con fuoriuscite accertate di percolato),
tanto da chiederne l’ampliamento». Il movimento cittadino tursitano ha raccolto nelle scorse settimane più di 400 firme per
chiedere la messa in sicurezza della discarica e la sua definitiva
chiusura, oltre a sottoscrivere la proposta di una gestione
pubblica comprensoriale del ciclo dei rifiuti nell’area del Basso
Sinni, con la costruzione di un centro di compostaggio, di
smistamento dei rifiuti differenziati e di un impianto di riciclo a
freddo della plastica riciclata. I cittadini hanno capito che le
discariche non sono il miglior modo di smaltimento dei rifiuti e ce
ne sarebbero poche in giro se si realizzasse una seria raccolta
differenziata.
PISTICCI OPERAZIONE DEL COMMISSARIATO NEL CORSO DI SERVIZI DI CONTROLLO
Tre pregiudicati denunciati
dalla Polizia per reati vari
PIERO MIOLLA
l PISTICCI. È di tre denunce il bilancio di un
servizio di controllo del territorio effettuato dal
personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Pisticci, diretto dal commissario capo,
Gianni Albano. Gli agenti, nel corso dell’operazione, hanno accertato i comportamenti illegali di tre pregiudicati che sono stati denunciati a piede libero all’autorità giudiziaria. La
prima denuncia è arrivata a Marconia, dove, in
una contrada, è stato scoperto un allacciamento
abusivo alla rete elettrica Enel: denunciato il
responsabile, un pregiudicato già sottoposto alla misura preventiva della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. La seconda denuncia è
scattata, poi, per una cittadina rumena gravata
da numerosi precedenti giudiziari, accusata di
furto aggravato in concorso: i poliziotti del
Commissariato pisticcese, infatti, hanno accertato le sue responsabilità in merito al furto di
un portafogli, contenente la somma di 400 euro,
perpetrato a Bernalda a gennaio. Il furto, come
si ricorderà, portò in un primo tempo alla denuncia di tre persone, tutte di sesso maschile: la
prosecuzione dell’attività d’indagine ha così
permesso di svelare che fu proprio lei, la donna
rumena, ad organizzare il furto distraendo uno
degli uomini, dopo averlo fatto ubriacare per
sottrargli il portafogli dalla tasca. I controlli
svolti nei confronti dei soggetti sottoposti a misure di prevenzione, inoltre, hanno portato a
denunciare un pregiudicato 26enne di Pisticci,
sottoposto al regime della sorveglianza speciale,
scoperto mentre si accompagnava ad altri pregiudicati violando così le disposizioni dell’autorità giudiziaria. In merito, poi, fine, al sequestro amministrativo di circa 180 chilogrammi di
olive in salamoia del tutto privi di marcatura ed
etichettatura che ne attestassero la filiera di
provenienza, operato a Marconia a gennaio, la
Polizia rende noto che nei confronti dei due
pregiudicati originari di Cerignola, sorpresi a
trasportarli, è stato adottato dal Questore di
Matera la misura di prevenzione del divieto di
ritorno nel Comune di Pisticci, per 3 anni.
l ROTONDELLA. «Il piccolo Francesco, dopo l’intervento effettuato al
Bambin Gesù di Roma è tornato a
casa. Tutto è andato bene anche se
fra 15 giorni dovrà tornare in ospedale per togliere i punti in titanio dal
capo. Dovrà essere seguito sino alla
fase dello sviluppo». Lo ha annunciato, via sms, Giusy Gentile a quanti si erano interessati alla vicenda
del bambino, 8 mesi, terzo figlio di
una coppia di rumeni residente nel
centro jonico. Al bimbo, dopo la nascita, furono diagnosticate due rare
malattie, la trigonocefalia e la plagiocefalia, che causano un’anomala
saldatura delle ossa del cranio con
conseguenti malformazioni e compressione del cervello. Se non curate.
Francesco, pertanto, è stato ricoverato al Bambin Gesù di Roma dove è
stato sottoposto prima ad accertamenti e poi ad intervento chirurgico
il 30 marzo scorso. Intervento cominciato alle 14 e terminato a notte
inoltrata. “L'operazione – ha spiegato Giusy – è consistita nel riaprire
le fontanelle di saldatura delle ossa
del cranio per dare la possibilità al
cervello di Franceschino di crescere
e svilupparsi normalmente. I medici
sono fiduciosi. Sia gli accertamenti
effettuati prima dell’intervento sia
quelli successivi hanno dimostrato
che le due patologie non hanno provocato danni. Abbiamo fatto in tempo”. Giusy si prese carico nel febbraio scorso di raccogliere contributi economici per aiutare i genitori
del bambino. Il padre, infatti, lavora
saltuariamente come muratore e la
madre come bracciante agrico[fi.me.]
la.
«Le tariffe irrigue
del Consorzio
sono da rivedere»
l MARCONIA. Rideterminare le imposizioni del Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto. Dare corso ad
una vera programmazione del servizio irriguo finalizzato
alle esigenze produttive delle aziende. Mettere in sicurezza
il territorio, sospendere le azioni giudiziarie per il recupero
coatto degli importi relativi a tasse, tributi e contributi a
carico delle imprese, giunte ormai al collasso. Sono alcune
delle richieste del Tavolo Verde di Basilicata, riunitosi nella
delegazione comunale di Marconia per discutere della crisi
economica ed, in particolar modo, delle misure vessatorie e
del disservizio che il Consorzio di Bonifica continua «a
perpetrare a danno degli agricoltori. I produttori agricoli
del Metapontino - si legge in una nota - a fronte del
perdurare della crisi che investe il settore, anche per
responsabilità dell’ente consortile, con conseguenze devastanti sulle aziende e sull’indotto in termini di mancato
reddito, di aumento della disoccupazione e di abbandono di
vaste aree agricole e di diverse aziende, chiedono interventi
urgenti a partire dalla rideterminazione del contributo
Eipli, del tributo 660 e del prezzo dell’acqua».
I produttori agricoli si rivolgono, specificatamente, «alle
parti politiche comunale, provinciale e regionale, investendo la massima carica nella persona del Governatore
Marcello Pittella affinché assumano i necessari ed opportuni provvedimenti in tempi certi. Confidando nella
sensibilità del Governatore, della giunta regionale e delle
forze politiche, il coordinamento del Tavolo Verde Basilicata, insieme a tutto il mondo agricolo, terrà alta la
guardia monitorando ogni eventuale iniziativa pro o
contro, intrapresa per il territorio ed il mondo agricolo,
oggi più che mai piegati dalla crisi economica e dalle
conseguenze del disastro alluvionale». All’assemblea, gremita di agricoltori, moderata da Massimo Zaccaria, ha
preso parte anche il consigliere regionale di Centro
Democratico, Nicola Benedetto, che «già dalla scorsa
legislatura regionale è stato sensibile alle problematiche
del comparto agricolo». Particolarmente significativa, per
il Tavolo Verde, è «la presa di coscienza che gli agricoltori
hanno nel giudicarsi orfani delle istituzioni, anche se
operatori di un settore primario, ma primario di cosa?». È
stata questa la domanda con la quale l’assemblea si è
chiusa: una domanda che aleggia ancora nelle stanze del
[p.miol.]
Palazzo.
SCANZANO JONICO, UN FULMINE DISTRUGGE FRAGOLETO
l SCANZANO JONICO. «Ci eravamo da
poco allontanate quando ho sentito un botto,
assordante. Mi sono girata ed ho visto una
fiammata con i teli ed i piantoni volare via.
Un fulmine si era abbattuto sul campo.
Esperienza spaventosa». Giuseppina Brunetti, imprenditrice agricola con due ettari di
fragoleto in via Adda, così ha raccontato
quanto gli era accaduto in una giornata
piovosa. Il fulmine gli è costato 1500 euro per
la distruzione di parte delle serre e per la
“cottura” delle fragole e delle piantine colpite.
Ma poteva andar peggio: «Sì. Eravamo otto
raccoglitrici. Se una di noi si fosse fermata
nella zona interessata dalla scarica elettrica
sarebbe morta. Da qui l’insegnamento. Quando c'è tempo piovigginoso occorre evitare di
andare sotto i tunnel poiché i piantoni in
ferro che li sorreggono attirano i fulmini”.
[fi.me.]
TANTA FURIA Gli effetti del fulmine sulla serra
RASSEGNASTAMPA
LETTERE E COMMENTI I XIII
Mercoledì 9 aprile 2014
GIAMPIERO MARUGGI *
TOMMASO MARCANTONIO *
Umanizzazione della sanità
Come risollevare
una città invivibile
I
servizi territoriali sono destinati a giocare un ruolo fondamentale per assicurare un'adeguata copertura dei fabbisogni assistenziali. Servizi che certamente
si caratterizzano per una complessità legata
all'inevitabile numerosità degli attori coinvolti
e all'estrema varietà e variabilità dell'offerta.
Proprio questo binomio rilevanza-complessità
rende il tema del governo dei servizi territoriali, e la conseguente integrazione con i
servizi ospedalieri e le reti cliniche particolarmente critico ed interessante. In particolare, si avverte in maniera sempre più forte,
tanto nella comunità scientifica quanto nella
prassi aziendale, l'esigenza di mettere a punto
strumenti e processi in grado di governare la
complessità dei moderni servizi sanitari, in
cui: l'ospedale tenda ad essere vocato esclusivamente al trattamento delle acuzie, mediante un'organizzazione caratterizzata da elevata
intensità di cure ed assistenza; le strutture
territoriali assumano sempre maggiore differenziazione, divenendo il punto di riferimento per il trattamento di tutte le patologie in fase
pre e post-acuta, riabilitative e cronico-degenerative, nei diversi ambiti residenziali, semi-residenziali e domiciliari. Evidentemente,
una volta riconosciute le specificità dei servizi
ospedalieri rispetto ai servizi territoriali, questo complesso processo di cambiamento non
può che fondarsi su diverse forme di integra-
zione, con obiettivi di appropriatezza, presa in
carico e continuità assistenziale. In particolare, rilevano tre livelli di integrazione: integrazione ospedale-territorio, vale a dire tra
servizi ospedalieri e servizi territoriali (es.
Percorsi di dimissione protetta); integrazione
territorio-territorio, vale a dire tra i diversi
servizi territoriali (es. Servizi di assistenza
domiciliare integrata, servizi di presa in carico
congiunta medicina di famiglia e salute mentale); Integrazione tra i servizi sanitari e i
servizi sociali a rilevanza sanitaria (es. Coinvolgimento dei servizi sociali degli Enti Locali
in sede di bisogno del paziente in condizioni di
fragilità). Il tutto con una visione che ribadisca
l’obbligo della definizione di standard di qualità oltre che la sostenibilità del sistema in
termini di risorse necessarie. Tuttavia tale
obiettivo di integrazione che potremmo definire “ fisica” rappresenta condizione necessaria ma non sufficiente per la proposizione di
un sistema efficace. Occorre in questa prospettiva inserire la presenta del cittadino in
una prospettiva di compartecipazione alla programmazione e alla realizzazione dei processi
secondo un approccio di «Democrazia dell’accesso». Non si può prescindere, infatti, per
qualunque azione del sistema sanitario, dalla
centralità del cittadino e dei suoi bisogni soprattutto in un Paese come il nostro caratterizzato da invecchiamento della popolazione
e sua distribuzione sul territorio. Il che rende
la relazione tra struttura territoriale, reti cliniche ed offerta ospedaliera assolutamente
strategica. A questo bisogna aggiungere, anzi
anteporre, due elementi sui quali la Sanità
deve investire: parlo della umanizzazione delle
cure e della comunicazione in sanità. L’umanizzazione come capacità di ascolto delle istanze che provengono non soltanto dai singoli
cittadini, ma anche dal mondo del volontariato
e dell’associazionismo: un ascolto che deve passare anche attraverso una sburocratizzazione
dei processi aziendali ed una riqualificazione e
reimpostazione degli uffici relazioni con il pubblico, molto spesso vissuti come un mero adempimento di legge ma che sono invece un importante punto di contatto con il cittadino.
Occorre cogliere e dare il giusto rilievo ad ogni
segnalazione, che va vissuta come un momento
di riflessione sui modelli organizzativi adottati
(in tal senso al San Carlo è stato attivato un
apposito indirizzo mail parlaconilsancarlo cui
in tempo reale viene data una risposta al cittadino al fine di dare un segnale preciso di
ascolto e di presa in carico delle istanze). Umanizzazione come costante attenzione a migliorare il tenore della comunicazione con il pubblico che deve passare attraverso una diffusa
sensibilizzazione di tutto il personale aziendale.
[* direttore generale ospedale San Carlo Potenza]
CONTROMISURE
MAURIZIO BOLOGNETTI *
Noi un intralcio? Deportateci
Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta del segretario
regionale dei Radicali, Maurizio Bolognetti, al ministro Guido in
relazione al petrolio in Basilicata.
C
arissima ministra, ad oggi il 65% del territorio lucano è
vincolato da titoli minerari vigenti e istanze per la
concessione di nuovi titoli. In Basilicata, per usare
un'infelice espressione dell'ex ministro Romani, si son
fatti «buchi per terra» in prossimità di invasi, sorgenti, fiumi, in
aree a rischio frana e a rischio sismico, a ridosso di centri abitati e
in aree a vocazione agricola.
Il costo reale in termini di inquinamento, considerando anche le
coperture di cui godono le multinazionali dell'oro nero, lo valuteremo per intero solo quando avranno estratto fino all'ultima
goccia di greggio. Non basta? Ne volete ancora? Gli abitanti delle
valli lucane rappresentano un intralcio al disegno di trasformare
i 10mila kmq della Lucania infelix in hub petrolifero? Beh, allora
deportateci! Consideri però, signora Ministra, che la nostra è
ragionevolezza, mentre la vostra è miopia. La miopia di chi non
comprende che occorre salvaguardare per le generazioni a venire
risorse ben più preziose dell'oro nero. Noi vorremmo tanto che si
discutesse del mito dello sviluppo illimitato, di bomba demografica, della necessità di cambiare i nostri paradigmi di riferimento prima di aver ammazzato completamente il nostro
pianeta. Vorremmo un dibattito sulla questione energetica, vorremmo discutere di rottamazione edilizia e della necessità di
spianare la strada a un nuovo inizio. Per dirla con il prof. Aldo
Loris Rossi, riteniamo indispensabile una «nuova alleanza con la
natura». Dalla nostra riserva - a volte confino, a volte galera ribadiamo la nostra assoluta contrarietà a qualsiasi ulteriore
concessione. Un no che nasce non dal pregiudizio, ma da attente
valutazioni più volte esposte. Se l'inquinamento delle nostre valli
fosse solo un inquinamento ambientale e non anche inquinamento
delle coscienze e delle «anime», forse sarebbe perfino pleonastico
spiegare ciò che abbiamo più e più volte argomentato.
[* segretario regionale Radicali]
ANTONIO FLOVILLA *
Più territorio e meno ospedale
G
li Stati generali della Salute
che si svolgono a Roma per
iniziativa del Ministro alla
Salute Beatrice Lorenzin con
il sostegno diretto del Premier Renzi
richiamano alla mente l’analoga iniziativa voluta dalla Regione Basilicata
nel lontano 2010 intorno alla parola
d’ordine «Ammalarsi meno, curarsi meglio».
Rispetto all’attuale situazione di totale
assenza di confronto tra chi è titolare del
Dipartimento e quindi delle politiche
della salute e i soggetti sociali che lavorano per la salute dei cittadini sembra
ancora più lontana quella fase di impegno ed intenso confronto della Regione con l’obiettivo di rendere piu'
efficiente il servizio sanitario regionale
che per noi può funzionare efficacemente solo se funziona il mix pubblico-privato.
Le parole del ministro che annuncia
una nuova stagione sono sicuramente
incoraggianti , tanto più in un quadro di
tagli generalizzati di spesa pubblica, che
comunque richiedono un’analoga volontà da parte delle Regioni chiamate a
gestire con responsabilità oltre 100 mld
di euro del Fondo Sanitario Nazionale.
Se infatti il Governo sta lavorando perché non ci siano tagli lineari in modo da
dare agli operatori pubblici e privati
certezza di budget altrettanto deve avvenire da parte delle Regioni chiamate a
È
con piacere che si apprende attraverso la
lettura della stampa quotidiana della disponibilità dell’avv. Luigi Petrone ad aver
accettato che alle prossime elezioni comunali possa essere il candidato del Pd a sindaco di
questo capoluogo. Così, senza fuorvianti primarie, ma
con l’ostinazione di Roberto Falotico – aspirante
Sindaco di Potenza – la nomina sembra non trovare
altri autorevoli candidati con il mal di pancia. Tranne
Nicola Becce del Centrodestra – che, dai manifesti che
campeggiano giganteschi sui muri di Potenza –
dichiara di essere “disincantato dalla politica, ma un
innamorato per Potenza”. Non si sa poi quel Rivellino
che cosa vuole.
Con l’accettazione dell’invito di Luigi Petrone sembra che il Centro-Destra, pur con la designazione del
dr. Cannizzaro, otterrà solo una pia illusione stante
anche l’ingombrante figura dell’ing. Dario De Luca,
mentre sono tramontate le balzane ipotesi di Michele
Napoli & C. per Antonino Imbesi. Nel Centro-Sinistra
a parte il roboante Falotico, cui si è alleato pure
Singetta, saranno rimasti pure di stucco i papabili
Giampiero Carretta, Federico Pace e Piero Campagna. Ubi maior minor cessat.
Così i “Re Magi (tali definiti da un titolo di altro
quotidiano) , Roberto Speranza, Salvatore Margiotta e
Vito Santarsiero avrebbero allettato con i loro doni di
sostegno ed ottenuto,
dopo una corretta riflessione, il consenso,
dell’avv. Luigi Petrone.
Costui è un ottimo, eccellente professionista
e
amministrativista
avvocato e si spera che
con il suo avvento possa ristabilire quel minimo di fiducia verso
la politica, crollata ora vieppiù verso l’attuale Sindaco
Vito Santarsiero (Cemento – così definito dai suoi
sostenitori).
Il quale, spontaneamente, nel saluto di commiato ai
potentini nel gremito Teatro Stabile, per il decennio
della sua avventata e spericolata gestione, a dire il
vero, proprio per i tanti guasti arrecati, ha reso
Potenza capoluogo quasi invivibile, finendo in coda
alla graduatoria degli amministratori locali redatta
ogni anno da Il Sole 24 Ore. È sembrato più un
cembalo suonato per la commozione esibita. È pleonastico aver dimenticato tutti gli obbrobri urbanistici
realizzati in quest’ultimo decennio esaltato dalle
prodezze elencate nell’opuscolo.
A salvare parzialmente la gestione economica e
finanziaria del Comune di Potenza è intervenuta la
Regione Basilicata alla quale frequentemente si è
rivolto Vito Santarsiero con il cappello in mano.
E nel tentativo di superare il dissesto finanziario ha
ideato la buffonata di voler vendere l’edificio del
Palazzo del Tribunale scontato del 70%? La sopravvivenza di Potenza è stata affrontata con il solo
rilascio di concessioni edilizie. Vedi via del Gallitello,
la tortuosa Via Isca del Pioppo e ora la parte iniziale
di Via dei Molinari con la demolizione della ex
Fornace del Gallitello. Per questo Santarsiero ha
meritato l’appellativo di Vito Cemento! Ma ritorniamo all’avv. Luigi Petrone che, a parte la ripetuta
specifica competenza, dove troverà la sponda per
ridare quel minimo di servizi stante alle scarse,
ridottissime, risorse finanziare del governo Renzi?
Sarà utopistico tagliare le imposte comunali per
sollecitare i giovani a creare iniziative di lavoro per
non abbandonare il territorio e pensare di creare
benessere.
L’avv. Luigi Petrone, da galantuomo qual’è, certamente ci metterà tutto il coraggio professionale,
culturale, civile, sociale mediante correttezza, onestà
e rettitudine per far risorgere Potenza dalle ceneri.
Difficilmente però, potrà fare i miracoli di rinascita. Si stima che la prossima legislatura amministrativa sarà solo di routine, senza sfarzi e senza
ulteriori guasti, con la speranza che non veniamo
massacrati da ulteriori tasse. I potentini sono esasperati e incavolati per lo stato spesso di abbandono
nel quale Potenza è precipitata nonostante la “Processione dei Turchi”?
Altro che Città Metropolitana con l’apporto dei
comuni limitrofi dell’hinterland!! Il capoluogo ha
perso la memoria e l’identità del Centro Storico
ripreso con spirito di fattività da Tanino Fierro dopo
il famoso sisma del 23 novembre ’80.
Oggi, con la rivoluzione tra Ztl e ristrutturazione di
Piazza Mario Pagano, il Centro Storico di Potenza ha
assunto i caratteri di un mortorio. L’avv. Luigi
Petrone ora è chiamato anche a dirimere il problema
dei Consorzi edilizi previsti con la modifica del
Regolamento Edilizio Urbano per il quale fu invocato
l’apporto dell’Inu per vivacchiare e tartassare i
piccoli e medi proprietari terrieri con il pagamento
dell’onerosa Ici. Per cui altro che primarie! Ora
intanto occorre solidarizzare con l’avv. Luigi Petrone
perché dovrà solo impegnarsi per ottenere un eccellente risultato elettorale e per una più costruttiva
amministrazione del capoluogo di Regione.
[* comitato centro storico di Potenza]
MEDICO Antonio Flovilla
un’importante assunzione di responsabilità, poiché – come ha sostenuto il
Ministro – “devono capire che è arrivato
il momento di dare una vera scossa, con
impegni chiari, misurati e quantificati”.
In questo senso una funzione fondamentale spetta al Patto per la Salute che
costituisce un contratto tra Stato e Regioni e che dovrà essere molto più
incisivo di quello del 2009, che è rimasto
lettera morta al 60%. La priorità sarà
quindi garantire una certezza di budget,
affinché si arrivi a una solida programmazione. E, come ammonisce la
Lorenzin, se qualcuno non dovesse rispettare i punti, allora si agirà a livello
centrale. E’ perciò ancora più rilevante
realizzare un aggiornamento della situazione del sistema sanitario regionale
per riprendere il dialogo interrotto a
partire dalla nostra proposta di un Patto
pubblico-privato contro gli sprechi.
Gli Stati Generali della Salute hanno
affermato la formula «più territorio e
meno ospedale». La partita si gioca oltre
che sulla riduzione di ospedali-doppione
e sulla lotta agli sprechi sulla rapidità
con cui si cambia funzione e ruolo della
sanità sul territorio. Ci riuscirà la Regione Basilicata? Noi intendiamo dare il
nostro contributo di esperienza, professionalità, servizi e prestazioni di qualità soprattutto in questa fase in cui gli
effetti della crisi economica sul rapporto
dei lucani con la spesa per la salute si
sono manifestati nella tendenza al rinvio
delle prestazioni sanitarie considerate, a
torto, meno urgenti. Poichè la salute è un
bene primario sul quale non si deve
risparmiare, diventa necessario rilanciare il ruolo delle strutture della sanità
privata per consentire di assolvere fino
in fondo ai compiti di erogazione di
prestazioni che altrimenti, da solo, il
sistema pubblico non è in grado di
garantire.
[* presidente Anisap Basilicata]
La sopravvivenza della città è
stata affrontata solo con il
rilascio di concessioni edilizie
RASSEGNASTAMPA
corriere.it
Def: confermato il taglio di 10 miliardi del cuneo fiscale
L’imposta sostitutiva sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia sale dal 12 al 26%. La disoccupazione sale al 12,8%
nel 2014, sotto al 12% solo nel 2017
di Redazione Online
Il governo è alla prima prova economica. Oggi 8 aprile, il Consiglio dei ministri ha varato il Documento di economia
e finanza (Def) che delineerà il Piano nazionale delle riforme. Un documento con «numeri prudenti», chiarisce il
presidente del Consiglio Matteo Renzi, che spera che «siano smentiti dalla realtà». «Confermiamo tutti gli impegni
che ci siamo presi nel momento in cui abbiamo ricevuto l’incarico», ha detto Renzi presentando il documento durante la conferenza stampa a palazzo Chigi alla fine del Cdm. «Oggi approviamo il taglio del cuneo fiscale. Dopo il dl
lavoro, ad aprile affrontiamo la Pubblica amministrazione, a maggio il fisco, a giugno la giustizia. E il prossimo passo
sarà lo sforbicia-Italia, quello sulle società municipalizzate, sulle scuole e l’idrogeologico». Il passaggio del Def in
Parlamento avverrà in Parlamento il 17 aprile.
L’asso nella manica
Confermato il taglio di 10 miliardi del cuneo fiscale su base annua. Per il 2014, partendo il provvedimento da maggio,
serviranno 6,7 miliardi: 4,5 miliardi verranno dalla spending review, spiega Renzi, mentre altri 2,2 miliardi verranno
dall’aumento del gettito Iva e dall’aumento della tassazione sulla rivalutazione di Bankitalia.Sale infatti al 26% (dal
12% attuale) l’imposta sulle plusvalenze delle quote Bankitalia.«Arriveranno dalle banche», semplifica Renzi. Una
misura che viene considerata del tutto «inaspettata, illogica e ingiusta», dal direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini.La copertura sarà varata con un decreto che verrà approvato il 18 aprile perché necessita un passaggio in Parlamento che avverrà il 17. Il taglio permetterà di sostenere circa dieci milioni di persone.«Mettere 80 euro nelle tasche
di chi guadagna 1.500 euro è rimettere qualcosa nelle tasche degli italiani, anche restituire un minimo di speranza e
fiducia. È un passaggio decisivo», ha detto Renzi. I tagli proseguiranno nel 2017, per arrivare a 17 miliardi complessivi nel 2015, e 32 miliardi nel 2016. I dettagli sulle fasce sociali che beneficeranno del provvedimento saranno decisi
proprio nel decreto, e «ci sarà una soluzione anche per gli incapienti», cioè chi guadagna talmente poco da essere
esente dall’Irpef, assicura Renzi.
Risalita debole, si migliora dal 2015
L’effetto espansivo delle riforme si manifesterà «debolmente» nel 2014 per poi risultare «via via più pronunciato»
negli anni successivi. Lo si legge nella bozza del Piano nazionale delle riforme (Pnr) allegato al Def. In particolare il
Pil risulterebbe maggiore di 0,8 punti percentuali nel 2014, dell’1,3% nel 2015, dell’1,6% nel 2016, dell’1,8% nel 2017.
Si tratta di una stima «ragionevole», secondo il ministro Pier Carlo Padoan. La morsa della disoccupazione dovrebbe,
dopo un’ulteriore stretta, gradualmente allentarsi: a fronte di un 12,2%, registrato nel 2013, le previsioni parlano di
un tasso che dovrebbe schizzare al 12,8% nel 2014, per poi scendere al 12,5% nel 2015, al 12,2% nel 2016. Per scendere
sotto il 12% bisognerà aspettare il 2017 (stima 11,6%).Anche la pressione fiscale in una prima fase dovrebbe crescere,
al 44% dal 43,8% del 2013, per poi scendere al 43,7% nel 2016 e al 43,5% nel 2017. Migliora lentamente anche il rapporto deficit-pil, che secondo le stime si attesterà quest’anno al 2,6% (era al 3% nel 2013), scendendo ulteriormente
al 2% nel 2015. Nel 2016 il deficit previsto è dell’1,5%.Padoan è fiducioso: « Il disavanzo strutturale dell’Italia sarà
azzerato nel 2016- assicura - Questa è una strategia complessiva, frutto di un’azione complessiva dell’azione del governo e avrà successo».
Il tetto agli stipendi d’oro
Con il decreto del 18 aprile saranno anche confermati i tagli degli stipendi dei manager: «Siccome Napolitano si è ridotto lo stipendio a 238mila euro, non potranno prendere più di 238mila euro», ha chiarito Renzi. «Tantissime realtà
aziendali e legate alla Pa erano al di sopra di questa cifra: adesso non possiamo nominare persone che guadagnino
più di quelle cifre lì. E’ importante il valore culturale dell’operazione. L’idea è che lo Stato si liberi degli eccessi. Se il
manager dell’Asl smette di andare in auto blu campa lo stesso». Il Commissario alla spending review Carlo Cottarelli,
spiega Renzi, ha stimato che l’intervento sugli stipendi dei manager pubblici avrà un impatto di «350-400 milioni».
Dalle privatizzazioni 12 miliardi nel 2014
Come anticipato più volte, il governo punta a ridurre anche l’Irap per le aziende di almeno il 10% attraverso il contemporaneo aumento della tassazione sulle rendite finanziarie.Più soldi nelle casse dello Stato arriveranno anche con
le privatizzazioni: i proventi aumenteranno, secondo le stime, a circa 12 miliardi nel 2014. Gli introiti saranno utilizzati per ridurre il debito pubblico. Anche nel 2015, 2016 e 2017 i ricavi saranno di circa 10-12 miliardi annui, pari a
circa 0,7 del Pil. Il governo, ricorda il Piano nazionale per le riforme, vuole vendere quote di Eni , STM, Enav. Sono
comprese nell’elenco anche le società in cui lo Stato detiene partecipazioni indirettamente tramite Cassa Depositi
e Prestiti come Sace, Fincantieri, Cdp reti, Tag (Trans Austria Gastleitung GmbH) e, tramite Ferrovie dello Stato,
Grandi Stazioni - Cento Stazioni.
RASSEGNASTAMPA
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