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12 - Regione Puglia

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Anno VIII – n. 12 – 10 ottobre 2014
Approvati 53 Piani di intervento PAC
31 Piani anziani e 22 Piani infanzia sono quelli approvati in Puglia a settembre. Riprende
l’istruttoria da parte del Ministero dell’Interno e nel frattempo non sono pochi gli Ambiti in
difficoltà per il ritardo cumulato
Da un monitoraggio effettuato a settembre sono complessivamente 53 i Piani di intervento approvati in maniera
definitiva dal Ministero dell’Interno a valere sulle risorse del Piano di azione e coesione per le azioni previste nell’area
degli anziani non autosufficienti e per le azioni riguardanti l’infanzia. 31 sono i Piani di intervento per la non
autosufficienza e 22 i Piani per l’infanzia.
Per tutti gli altri Ambiti è ancora in corso l’istruttoria che, in alcuni casi, sta prevedendo l’invio, per la terza volta, di
integrazioni e/o modifiche. Nel frattempo, a seguito della convenzione sottoscritta lo scorso 3 aprile tra Regione Puglia e
Ministero dell’Interno, sono in procinto di essere avviate le attività di monitoraggio e i controlli di primo livello sulla
gestione e sulle modalità di spesa che entreranno nel vivo appena il Ministero e l’Autorità di Gestione renderanno
disponibile l’apposita piattaforma informatica e contestualmente le opportunità di formazione per gli operatori.
Alla luce dei tempi istruttori, tuttavia, non sono pochi gli Ambiti in difficoltà per la gestione dei servizi in essere. In molti
casi, infatti, gli Ambiti avevano previsto, attraverso il finanziamento con i fondi ministeriali, la continuità dei servizi già in
essere e, a ridosso del decimo mese dalla presentazione dei Piani, si teme che questo ritardo possa impedire la corretta
erogazione dei servizi che, lo ricordiamo, sono servizi essenziali per la cura delle persone non autosufficienti e/o minori.
Questionario Istat, sollecito ai Comuni
Ancora pochi Comuni e pochissimi Ambiti territoriali hanno risposto alla rilevazione
annuale Istat. Urge uno sforzo collettivo per portare all’evidenza i miglioramenti effettivi
del sistema regionale e accedere alla premialità
A partire dall’8 luglio scorso è iniziata, con riferimento all’anno 2013, la rilevazione della spesa sociale dei Comuni
realizzata annualmente dall’ISTAT con la collaborazione di R.G.S. e del CISIS. Tale rilevazione costituisce la fonte dei
dati per il calcolo degli indicatori di monitoraggio delle politiche di coesione per la programmazione nazionale e
comunitaria dei prossimi anni. Con riferimento all’indicatore S.05 “Presa in carico "ponderata" degli utenti dei servizi per
l'infanzia”, i dati relativi all’anno 2011 (recentemente resi pubblici dall’Istat) fanno registrare in Puglia ancora dei valori
molto bassi (tasso di risposta intorno al 40% e incidenza di bambini 0-2 anni che frequentano i servizi per la prima
infanzia al 4,5% rispetto al valore target fissato al 12%), nonostante il grande sforzo compiuto in questi anni dall’intero
sistema territoriale (Regione - Ambiti territoriali - attori locali pubblici e privati di welfare) per l’implementazione del
quadro di offerta delle strutture e dei servizi a valere delle risorse del P.O. FESR 2007/2013, che ha permesso di
finanziare 175 strutture e servizi per la prima infanzia su tutto il territorio regionale, raggiungendo una dotazione
territoriale di oltre 600 unità di offerta e quasi 14.000 posti utente.
Il bassissimo tasso di risposta dei Comuni e degli Ambiti territoriali alla rilevazione, aldilà degli aspetti metodologici
(l’ISTAT rileva esclusivamente i numeri di bambini presi in carico a fronte di posti nido pubblici ovvero convenzionati con
il pubblico, tanto che le proiezioni elaborate dall’Osservatorio Sociale Regionale sui dati di tutte le unità di offerta portano
il grado di copertura del target a quasi il 13% di bambini 0-2 anni), contribuisce tuttavia non poco alla scarsa
performance certificata, incidendo in maniera determinante nella fase di accesso alle risorse assegnate a titolo di
premialità in ragione del conseguimento dei target connessi agli “obiettivi di servizio” previsti dal QSN per il Mezzogiorno
nel 2013 (Delibere CIPE 82/2007 e 166/2007).
“In questo quadro, in cui significative risorse finanziarie vengono dunque perse – sottolinea Anna Maria Candela,
dirigente regionale del Servizio Programmazione sociale e Integrazione Sociosanitaria – urge compiere un grande sforzo
collettivo al fine di innalzare il tasso di risposta rilevato nelle annualità precedenti, e dare così evidenza dei miglioramenti
già effettuati dal sistema regionale pugliese. Per questo è importante che tutti i soggetti e gli Enti interessati dalla
rilevazione mettano in campo ogni azione utile al raggiungimento della finalità, incentivando i singoli Comuni a
rispondere al questionario di rilevazione e inserendo in autonomia i dati relativi all’Ambito territoriale”. A questo riguardo
va evidenziata la necessità che i Servizi Sociali dei Comuni interagiscano con le rispettive Ragionerie Comunali, più
spesso impegnate nella compilazione dei questionari ISTAT-RGS sulla spesa.
Il Servizio Programmazione sociale e Integrazione sociosanitaria attraverso le strutture tecniche dell’Osservatorio
Sociale Regionale, è a disposizione per l’apporto necessario.
Buoni servizi per minori, crescono le adesioni
L’Osservatorio regionale delle politiche sociali fa il punto sulla misura rilanciando criticità
e opportunità
Il Buono servizio di conciliazione per minori e adolescenti ha l’obiettivo di supportare la domanda di servizi avanzata
dalle famiglie per queste specifiche categorie di utenza (asili nido e micronidi, sezioni primavera, centri ludici per la prima
infanzia, centri diurni per minori, centri polivalenti per minori, ludoteche, servizi sperimentali, servizi educativi per il tempo
libero e servizi per l’integrazione scolastica degli alunni disabili). L’Osservatorio regionale delle politiche sociali nei giorni
scorsi ha tracciato un primo bilancio per monitorare la misura e capire, attraverso le tendenze più frequenti, gli eventuali
correttivi da apportare. Le strutture che alla data del 3 luglio 2014 erano iscritte a catalogo erano 519, mentre, sempre
alla stessa data vi erano 42 manifestazioni di interesse da parte di altrettante strutture per le quali era in corso la fase
istruttoria preventiva all’eventuale iscrizione a catalogo. Un centinaio, invece, erano state negli anni le strutture che pur
avendo presentato domanda di iscrizione a catalogo avevano visto rigettata la loro istanza. Netta è la prevalenza di Asili
nido e sezioni primavera (art. 53 del R.R. 4/2007) che, complessivamente, rappresentano quasi il 50% del totale
dell’universo di riferimento. A seguire, per numerosità, si trovano ludoteche e Centri diurno per minori. Residuali gli altri
servizi.
Rispetto alla presenza sul territorio, sorprende la concentrazione di strutture, superiore al 20% del totale, registrata in
provincia di Lecce che, se unite a quelle presenti in provincia di Bari, rappresentano oltre la metà del totale regionale.
Quello che preoccupa la struttura regionale è la capacità di spesa da parte dei Comuni, non solo rispetto agli obiettivi di
certificazione della spesa dei Fondi FESR, dal punto di vista regionale, ma soprattutto per le difficoltà che si producono a
danno dei soggetti gestori per i ritardi nel pagamento delle fatture, per le utenze già convalidate, e che si producono a
danno delle famiglie per i ritardi nella convalida delle domande e dell’abbinamento con il relativo servizio.
“Considerando che lo strumento del buono servizio di conciliazione – sottolinea l’Assessore al Welfare e Politiche della
Salute, Donato Pentassuglia – sarà lo strumento a regime più importante per promuovere la domanda di servizi di
conciliazione per bambini, anziani e disabili da parte delle famiglie ma anche per sostenere lo start-up e la gestione dei
nuovi servizi, auspichiamo che i Comuni investano con le loro migliori risorse per accrescere l’efficienza nella gestione
dei buoni. In un momento di crisi pesante come quello che stiamo vivendo, l’opportunità economica offerta dai buoniservizio dovrà essere il più possibile supportata da ogni sforzo di semplificazione e ottimizzazione della procedura e
dello strumento informatico ma anche da ogni sforzo per non accumulare ritardi che non sono giustificabili”.
Buoni servizio disabili, mancano sette Ambiti
L’Osservatorio regionale delle politiche sociali a settembre traccia un primo bilancio sulla
misura rilanciando criticità e opportunità
I Buoni di servizio per la conciliazione vita-lavoro sono buoni economici spendibili dalle famiglie pugliesi nei servizi e
nelle strutture dedicate alle persone non autosufficienti, a scopi socioriabilitativi e socioeducativi, che sono autorizzate al
funzionamento in via definitiva, e che possono essere scelte in un apposito Catalogo, al fine di concorrere al pagamento
delle rette. Diverse le tipologie inserite nel Catalogo: i Centri diurni socioeducativi e socioriabilitativi, i Centri integrati per
il supporto cognitivo, i Centri diurni per anziani, i Centri diurni peri disabili, i Centri sociali polivalenti per anziani.
L’Osservatorio regionale delle politiche sociali a settembre ha tracciato un primo bilancio per monitorare la misura e
capire, attraverso le tendenze più frequenti, gli eventuali correttivi da apportare.
Rispetto all’erogazione dei buoni servizio di conciliazione a favore di persone anziane e disabili si registra una situazione
eterogena sul territorio: sono ancora 7 gli Ambiti territoriali che non hanno nel loro territorio neanche una struttura iscritta
al Catalogo dell’offerta. Si tratta di Ambiti che, ovviamente, non sono ancora partiti con l’erogazione dei buoni servizio. Si
tratta degli Ambiti territoriali di Manfredonia, San Marco in Lamis e San Severo in provincia di Foggia, Barletta e San
Ferdinando di Puglia nella provincia BAT, Martina Franca in provincia di Taranto e Martano in provincia di Lecce.
Gli altri 38 Ambiti territoriali hanno almeno una struttura iscritta a catalogo. A livello regionale si registrano 87 strutture
complessivamente iscritte con 1599 posti disponibili. Ancora più critica è la situazione di sei Ambiti territoriali (Brindisi,
Canosa, Francavilla, Lucera, Troia, Vico del Gargano) in cui pur registrandosi la presenza di strutture e di posti a
catalogo, ad oggi non si registrano domande inviate o in via di presentazione.
Dal punto di vista finanziario, infine, sulla misura sono stati impegnati poco meno di 25 milioni di euro (di cui 5 milioni già
liquidati agli Ambiti territoriali). A breve il monitoraggio regionale porterà alla dichiarazione di economie da redistribuire
sugli Ambiti territoriali che più assorbono le risorse perché hanno più strutture e una maggiore domanda di servizi,
perché le risorse non restino inutilizzate.
Integrazione scolastica e trasporto, nuovo
finanziamento alle Province
Garantiti i finanziamenti per gli interventi di sostegno al diritto allo studio degli alunni
disabili nelle scuole medie superiori. Circa 1,5 milioni di euro assicurati alle sei province
pugliesi
Sono stati impegnati e ripartiti nei giorni scorsi i fondi in favore delle Province per finanziare i servizi di integrazione
scolastica ed extrascolastica nonché di trasporto in favore degli alunni disabili che frequentano le scuole medie
superiori, interventi di competenza delle Province per effetto della normativa regionale in materia (l.r. n. 4/2010). Si tratta
di 1milione 455mila euro milioni di euro per finanziare il servizio di trasporto scolastico e per l’integrazione scolastica ed
extrascolastica per gli alunni disabili delle scuole medie superiori. In particolare queste risorse “rappresentano il
cofinanziamento della Regione Puglia per concorrere ai costi connessi all’esercizio di una funzione propria delle
Amministrazioni provinciali con riferimento all’anno scolastico 2014-15 ed annualità successive in caso di autonomie
residue”.
Del totale complessivo 1 milione di euro va al servizio di trasporto disabili ripartito tra le sei province: 266.235,88 Bari,
95.073,41 Bat, 92.982,14 Brindisi, 181.200,78 Foggia, 229.408,91 Lecce, 135.098,88 Taranto. 455mila euro vanno
invece all’assistenza specialistica per gli alunni disabili frequentanti le scuole superiori ripartiti tra le sei province:
121.050 Bari, 43.250 Bat, 42.400 Brindisi, 82.500 Foggia, 104.300 Lecce, 61.500 Taranto.
Alle Province anche l’onere di rendicontare entro il 30 ottobre prossimo le risorse ricevute a cofinanziamento nei
precedenti anni scolastici.
Si è, infatti, deciso di prorogare il sistema di finanziamento già assicurato negli anni passati, pur nelle more di conoscere
nei prossimi mesi gli intendimenti di ANCI e UPI Puglia rispetto alle competenze residuali non chiaramente riassegnate
alle Province dalla legge “Delrio” e per le quali occorrerà definire il nuovo sistema di competenze, salvo confermare il
portato normativo della l.r. n.4/2010. Allo stato attuale dare prosecuzione a quanto già deliberato negli anni scorsi ha
rappresentato l’unica soluzione possibile per assicurare i servizi minimi nell’anno scolastico già avviato.
Audiolesi e videolesi, ecco le risorse
Per l’assistenza e l’integrazione scolastica degli alunni con difficoltà di vista e di udito
per l’anno scolastico 2014-15, ripartiti 1 milione di euro per le Province
Ammonta ad 1 milione di euro la somma destinata alle sei province pugliesi per effettuare i servizi di assistenza e
integrazione scolastica in favore di persone audiolese e videolese. I criteri di riparto delle risorse restano identici a quelli
degli anni precedenti, cioè il 50% sulla base del numero di Comuni presenti nella provincia e il 50% sulla base della
popolazione residente. Alla provincia di Bari spettano infatti 232.930,46 euro, alla Bat 67.290,81, a quella di Brindisi
88.137,20 euro, alla provincia di Foggia 196.715,19 euro, alla provincia di Lecce 287.582,22 euro, alla provincia di
Taranto 127.344,12 euro.
Queste risorse potranno essere utilizzate dalle Province esclusivamente per interventi volti alla integrazione e
all’assistenza scolastica di competenza delle Province ai sensi dell’art. 17, comma 1 lett. e) della legge regionale n.
19/2006, e rappresentano il cofinanziamento della Regione Puglia per concorrere alla copertura dei costi connessi
all’esercizio di una funzione propria delle amministrazioni provinciali, con riferimento all’anno scolastico 2014-15. Entro
trenta giorni dalla conclusione di ciascun anno scolastico le Province pugliesi provvedono a rendicontare le attività
realizzate e le risorse utilizzate.
PugliaCapitaleSociale, al via il monitoraggio
Il 16 ottobre a Bari un workshop dà avvio alla fase operativa del programma regionale
per la costruzione della comunità regionale di pratiche per il sostegno e la promozione
del capitale sociale pugliese
Molti dei progetti di PugliaCapitaleSociale sono stati avviati e sono in corso di svolgimento in queste settimane. Alcuni di
questi progetti hanno già ricevuto l'anticipazione del contributo da parte della Regione Puglia. Parte così la fase due del
programma regionale con le attività di accompagnamento e monitoraggio, che si svilupperanno nei prossimi mesi e nel
nuovo anno con una serie di incontri di formazione, attività di comunicazione e momenti di confronto, finalizzati alla
costruzione della comunità regionale di pratiche in materia di sostegno e promozione del capitale sociale nelle comunità
locali.
Per dare avvio alla fase più operativa del programma il prossimo giovedì 16 ottobre si terrà a Bari presso la sede della
Regione Puglia, in via Gentile 52 un primo workshop con la partecipazione di Anna Maria Candela, dirigente regionale
del Servizio programmazione sociale e integrazione sociosanitaria, Piero D'Argento, referente del programma
regionale, Roberto Covolo, project manager dell'ExFadda di San Vito dei Normanni, che coordinerà l'attività di
accompagnamento e comunicazione di PugliaCapitaleSociale e il Prof. Gregorio Arena, docente di Diritto
Amministrativo all'Università di Trento e presidente di Labsus (www.labusus.org). Il seminario è rivolto a tutti gli operatori
dei progetti sostenuti dal programma regionale PugliaCapitale Sociale.
A dicembre III Conferenza delle Politiche sociali
Per fare il punto sulle politiche attuate nella regione e rilanciare nuove sfide. Un focus
sulle politiche di contrasto alle povertà e per l’inclusione attiva
Si terrà il 10 e 11 dicembre a Bari, la III Conferenza regionale delle Politiche sociali, che con cadenza triennale
costituisce un momento di confronto e di riflessione sul welfare in Puglia con gli operatori del settore e i rappresentanti
delle parti sociali, un’occasione per fare un bilancio del lavoro svolto negli ultimi anni durante i quali sono stati compiuti
molti decisivi passi in avanti in tema di politiche sociali ma rimangono ancora aperte numerose sfide con tanti laboratori
attivati e i cantieri sempre in fermento del cambiamento del welfare pugliese.
Questa edizione offrirà in particolare un focus sulle politiche di contrasto alle povertà sia in ottica di valutazione delle
politiche regionali, sia per analizzare le dinamiche e gli scenari che si aprono per costruire politiche efficaci ed approcci
integrati al rischio di esclusione, alle povertà estreme, alla marginalità economica, alle diverse opportunità di accesso ai
servizi.
Nei prossimi numeri di Pugliasocialenews tutte le informazioni sui temi e sul programma della Conferenza.
Nascono le comunità per pazienti autori di reati
Un regolamento regionale fissa i parametri. Hanno accesso persone assoggettate a
misure di sicurezza non detentive che hanno bisogno di interventi terapeutici ad alta
intensità riabilitativa e per un lungo periodo. Il fabbisogno in Puglia è di 10 strutture fino
ad un massimo di 100 pazienti
Esistono da molti anni in Puglia le strutture riabilitative psichiatriche sotto forma di comunità, ad alta intensità
assistenziale, destinate a quelle persone che hanno disturbi psichiatrici e che necessitano di un sostegno di tipo
riabilitativo di lungo periodo. Ma è la prima volta che una norma regionale interviene per regolamentare, definendo i
requisiti strutturali e organizzativi, di una particolare tipologia di strutture, del tutto nuovo per la Puglia: le “comunità
riabilitative assistenziali psichiatriche destinate ai pazienti autori di reato ad elevata complessità”.
Le comunità riabilitative assistenziali psichiatriche destinate a questi pazienti, in sigla Crap, secondo la norma appena
approvata, devono garantire assistenza residenziale 24 ore su 24 e accogliere persone con disturbi mentali, assoggettati
a misure di sicurezza non detentive che hanno bisogno di interventi terapeutici ad alta intensità riabilitativa e per un
lungo periodo. Le comunità riabilitative psichiatriche per persone autrici di reati, possono accogliere fino ad un massimo
di 10 utenti e devono disporre di un’équipe composta da almeno quindici operatori, tra personale medico, sanitario,
sociosanitario, educatori, psicologi. Possono avere accesso alla comunità riabilitativa assistenziale psichiatrica per
pazienti autori di reati ad alta complessità, persone con età dai 16 ai 64 anni, che abbiano un esplicito invio tramite
provvedimento dell’autorità giudiziaria. Secondo il regolamento regionale 18/2014 appena pubblicato, il fabbisogno in
Puglia, per questa tipologia di struttura è di 10 strutture, distribuite nelle sei province, fino ad un massimo dunque di 100
pazienti per tutto il territorio regionale.
Il festival che mette insieme medicina e arte
Una settimana a tema in Puglia organizzata dal Dsm di Bari e tantissimi altri partner per
coinvolgere la cittadinanza in un percorso attivo di lotta allo stigma e di inclusione
sociale
Si svolgerà a Bari dall’11 al 19 ottobre il Festival della salute mentale organizzato dal Dipartimento di salute mentale
della Asl di Bari e da AL.I.C.E. AreArtiEspressive, partner del DSM nell’ideazione e coordinamento del Festival,
impegnata in un percorso di “pubblic art” finalizzato alla creazione di nuove modalità di visione sulla salute mentale con il
patrocinio di Regione Puglia, Provincie e Comune di Bari.
Un concept del tutto nuovo per uscire fuori dagli schemi convenzionali con cui si parla di salute mentale perché
concepito, più che come una successione di eventi, come un laboratorio partecipato, “un percorso di cittadinanza attiva
– come lo definiscono gli organizzatori – per un dialogo tra i tanti e diversi punti di vista sulla salute mentale”. E i punti di
vista sulla salute mentale, come sulla salute più in generale, sono davvero tanti, tanto da non poterli riassumere
univocamente attorno alla discussione di una o più tavole rotonde, perché abbracciano i saperi e le competenze più
diverse. Per questo gli organizzatori hanno pensato ad un “open space, utile a prendere coscienza di quanto la salute
mentale sia una questione che coinvolga ogni cittadino e utile a presentare il DSM nel suo ruolo strategico di servizio
pubblico dedicato al benessere di tutta la popolazione, in rete con gli attori pubblici e privati che possono svolgere una
funzione nella stessa direzione”. Ecco perché il festival non ha un solo luogo, ma si sviluppa in più momenti e in luoghi
diversi, tutti nella città di Bari, dalle piazze, alle scuole, alle strade, ai luoghi istituzionali. Ed ecco perché il festival parla
di salute mentale utilizzando strumenti e mezzi differenti, coinvolgendo tutta la cittadinanza. “Il Festival – spiegano
ancora gli organizzatori – intende utilizzare, per realizzare un efficace e innovativo percorso di cittadinanza attiva sul
tema proposto, sia strumenti di coinvolgimento e scambio frontale, sia strumenti di mediazione artistica finalizzati
all’abbattimento dei pregiudizi e a combattere lo stigma attraverso percorsi di elaborazione emotiva”. E tantissimi sono
infatti i partner della settimana pugliese dedicata alla salute mentale: dalle associazioni del territorio, ai Centri per la
prevenzione e il trattamento dei casi, Comunicare il sociale, Camera a Sud e tanti altri con l’unico obiettivo di spezzare lo
stigma, combattere il pregiudizio e diffondere cultura dell’inclusione.
Segnaliamo tra i tanti eventi, il seminario in due sessioni, tra il 17 e il 18 ottobre mattina, per il quale sono riconosciuti
crediti ECM, sulle buone pratiche e sulle prospettive di sviluppo delle politiche e dei servizi per la salute mentale. È
possibile scaricare il programma dal seguente link (http://www.comunicareilsociale.it/festivalsalutementalebari/ilprogramma/ )
Tutti gli operatori dei servizi sociali territoriali sono invitati a partecipare attivamente anche ai fini di un confronto/scambio
proficuo per una progettazione operativa condivisa degli interventi di inclusione sociale e lotta allo stigma nell'ambito
dell'attuazione dei piani sociali di zona.
Lettera alla Cassazione: "Lo stupro è un crimine"
Un folto gruppo di associazioni che gestiscono centri antiviolenza pugliesi sulla sentenza
della suprema corte che riconosce le attenuanti al marito ubriaco e colpevole di violenza
sessuale
Associazioni e centri antiviolenza della Puglia proprio non possono far passare sotto silenzio la sentenza della
Cassazione che ha riconosciuto le attenuanti al marito ubriaco, colpevole di stupro ai danni della moglie. Prendono carta
e penna e in tredici, dal nord al sud della Puglia, diffondono una nota di protesta. Non è la prima sentenza sul solco di un
rinnovato sessismo che la giurisprudenza pone sotto gli occhi dei cittadini e delle cittadine italiani: anni fa si negò lo
stupro perché la vittima indossava jeans che, secondo il giudice, non potevano essere sfilati senza l’assenso della
donna. E ora ci risiamo.
Soprattutto a destare “stupore e sgomento” è anche la cornice storica in cui si inserisce questa sentenza. “Sopraggiunge
– fanno notare le associazioni pugliesi – ad una settimana dalla Conferenza ‘Al Sicuro dalla violenza - Al sicuro dalla
Paura’, promossa congiuntamente dal Consiglio D’Europa, dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Camera dei Deputati,
per fare il punto dell’entrata in vigore della Convenzione di Instanbul, nel corso della quale tutti i parlamentari europei ed
italiani hanno stigmatizzato l’importanza delle azioni di prevenzione e di repressione in presenza della commissione dei
delitti ai danni delle donne”.
Non solo. La sentenza arriva proprio nel momento in cui a livello nazionale si sta cercando di concertare un documento
unico che regolamenti Case rifugio e Centri antiviolenza per cercare, attraverso servizi omogenei sul territorio nazionale,
di garantire pari diritti e opportunità alle donne vittime di violenza. La Puglia ha approvato all'inizio di luglio, a seguito di
un lungo e intenso percorso di concertazione, la l.r. n. 29 del 4 luglio 2014, ed il documento nazionale dovrebbe proprio
individuare caratteristiche generali che assicurino omogeneità alle reti regionali.
Anche per questo è inaccettabile la sentenza. “È come dire ai mariti ubriachi – si legge ancora nella nota diffusa da
Centri e associazioni pugliesi – da oggi, dopo aver fatto ricorso all’alcool potete tranquillamente stuprare le vostre
donne, tanto vi sarà la possibilità di avere il riconoscimento dell’attenuante per aver commesso un reato di non troppo
rilievo, per il quale si può ottenere la riduzione della pena. La violenza sulle donne, in tutte le sue declinazioni, è una
violazione dei diritti umani. È un fenomeno criminale al quale bisogna dare una risposta integrata. Per giungere a ciò
abbiamo bisogno di un sistema penale che abbia efficacia reale e che le misure assunte siano, a loro volta, efficaci e
dissuasive. Per questo – concludono i tredici sottoscrittori – ci auguriamo che su questi aspetti ci sia un confronto fra i
vari attori ed istituzioni che di questo si occupano”.
EVENTI
19 settembre-21 novembre, Parabita (Le)
Violenza sulle donne: strumenti di lavoro
per interventi integrati con approccio di genere
Un corso di formazione, nato dalla collaborazione tra il Centro Antiviolenza “Il Melograno” della Cooperativa “Comunità
San Francesco” di Ugento e il Centro Antiviolenza “Rompiamo il silenzio” dell’Associazione “Sud Est Donne” di
Conversano. L’obiettivo è quello di migliorare le conoscenze e fornire adeguati strumenti operativi per dare risposte
idonee e competenti nelle situazioni di maltrattamento e violenza, consentendo la riflessione sul fenomeno della violenza
di genere a partire dal proprio osservatorio personale e professionale. Il percorso, rivolto in particolare alle operatrici dei
centri antiviolenza e delle case rifugio, si sviluppa in 7 moduli formativi che si articolano in 13 giornate di formazione ed
una Tavola Rotonda finale, per un totale di 67 ore. A chiusura del ciclo di incontri si svolgerà la Tavola Rotonda
“Violenza sulle donne e violenza assistita in ambito domestico. Modalità di presa in carico e di interazione tra servizi” che
consentirà di avviare un percorso di confronto e condivisione per la definizione di protocolli operativi relativi alla presa in
carico dei minori vittima di violenza assistita, anche in funzione della predisposizione delle “Linee guida regionali in
materia di maltrattamento e violenza in danno dei minori” previste dalla legge regionale n. 29/2014 “Norme per la
prevenzione e il contrasto della violenza di genere, il sostegno alle vittime, la promozione della libertà e
dell’autodeterminazione delle donne”. Dopo i primi tre incontri il prossimo modulo è previsto per venerdì 3 e sabato 4
ottobre 2014 con l’intervento di Simona Cardinaletti – Psicologa, Psicoterapeuta, Responsabile Casa Rifugio per donne
maltrattate “Zefiro”. Gli incontri formativi si svolgono a Parabita presso il Centro “Il Melograno” sito in via Padre Stomeo.
4 ottobre-13 dicembre, Bari
Lavorare con la Mediazione
Lavorare con la Mediazione è un ciclo di incontri di formazione sul tema della Mediazione, organizzati da CRISI (Centro
Interventi Ricerche Stress Interpersonale). Circa 6 ore tecnico-pratiche – per ciascun appuntamento – per comprendere
ed imparare ad esercitare alcune tecniche della Mediazione secondo il Modello Mediterraneo, nato proprio in seno al
CRISI. Le giornate di Lavorare con la Mediazione sono fissate per: 4 ottobre 2014 – La strana coppia: Letteratura e
Mediazione; 8 novembre 2014 – Come lo spiego a parole?; 13 dicembre 2014 – Le parole che curano presso la sede
del CRISI a Bari, in via Amendola 120.
Il ciclo di giornate di formazione si rivolge a tutti coloro i quali vogliono migliorare il proprio stile di comunicazione, in
particolare ai professionisti impegnati nelle relazioni d’aiuto (psicologi, assistenti sociali, pedagogisti, educatori, avvocati,
insegnanti) e a quelli che si occupano della gestione e organizzazione delle Risorse Umane o gruppi di lavoro. Per le
giornate Lavorare con la Mediazione sono richieste solo le spese di segreteria di 20 euro per ciascuna giornata. Il
contributo va versato il giorno stesso di formazione.
17 ottobre, Bari
L’amministrazione condivisa dei beni comuni
Vanno diffondendosi sempre più nel nostro Paese esperienze di gestione condivisa di beni comuni tra cittadini e
amministrazioni pubbliche che richiedono adeguati strumenti amministrativi capaci di favorire l’assunzione di
responsabilità da parte di cittadini attivi. Dopo la presentazione a Bologna del “Regolamento sulla collaborazione tra
cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani”, in tutta Italia diverse amministrazioni
hanno deciso di approvare strumenti analoghi per la promozione di pratiche di sussidiarietà nelle comunità locali. Anche
in Puglia si è avviato un processo che coinvolge diversi Comuni e gruppi di cittadini, a testimonianza di un interesse
diffuso sul territorio regionale. La Regione Puglia intende sostenere questo processo, contribuendo alla diffusione di
buone pratiche orientate ai principi dell’apertura, della trasparenza, della pluralità e della responsabilità diffusa. Per
questa ragione intende programmare una serie d’iniziative su questi temi, promuovendo il confronto e la discussione tra i
diversi attori locali impegnati nella diffusione di una nuova cultura dell’impegno civico. Il 17 ottobre a Bari, presso la
sala conferenze della Regione Puglia in via Gentile n. 52 (V piano) si svolgerà un workshop a cui interverranno la
dirigente del Servizio Benessere sociale e Pari Opportunità Anna Maria Candela, il referente regionale del Programma
PugliaCapitaleSociale, il presidente di Labsus Gregorio Arena.
Chiusura dei testi ore 09.00 del 10 ottobre 2014
PugliaSocialeNews
Notiziario sulle politiche per il welfare
A cura dell’Assessorato al Welfare
Redazione: Agenzia Redattore Sociale (www.redattoresociale.it).
Contatti: tel. 080-5404851 – fax 0734 681015 - email: [email protected]
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