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1°, 2 e 3 novembre

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Rassegna Stampa di
sab. 01, dom. 02 e lun. 03 novembre 2014
SNALS / CONFSAL
La Voce di Mantova
La Provincia - Ed. Varese
Nuovo Quotidiano di Puglia
- Ed. Taranto
La Gazzetta del
Mezzogiorno - Ed.
Capitanata
Roma
Gazzetta di Caserta
La Gazzetta del
Mezzogiorno - Ed.
Capitanata
La Gazzetta del
Mezzogiorno - Ed.
Capitanata
SNALS CONFSAL A RENZI, ASCOLTI LA VOCE DEI LAVORATORI
LA RABBIA DEI PROF DI BUSTO "NO A UNA SCUOLA ALLA BUONA"
01/11/2014 SINDACATI POLEMICI "INVESTIMENTI? NO, PER NOI SOLO TAGLI"
02/11/2014
01/11/2014
03/11/2014
TRENITALIA: NESSUNA CHIUSURA DI IMPIANTI
DONNE PER MESTIERE LA DIFFICILE ARTE DELLA CONCILIAZIONE
VIGILI DEL FUOCO, TRA I SINDACATI E FALBO E' ORMAI GUERRA
APERTA
01/11/2014 SINDACATI DISCORDI OCCORRE FARE CHIAREZZA
02/11/2014
01/11/2014
01/11/2014
"NON CONSENTIREMO ULTERIORI SCIPPI"
Scuola, Formazione, Università, Ricerca
Corriere della Sera
Int. a T.De mauro: "SI' ALL'INGLESE LINGUA EUROPEA ALLARME
ROSSO PER LA SCUOLA"
02/11/2014 IL RIFIUTO PER I ROM ANCHE SE INTEGRATI
Corriere della Sera
02/11/2014 NULLI I TEST DEI LAUREATI IN MEDICINA "I QUESTIONARI SONO STATI
Corriere della Sera
INVERTITI"
CorrierEconomia (Corriere 03/11/2014 Int. a M.Breglia: "E FINITA UN'EPOCA: STUDIO E LAVORO SONO PIU'
della Sera)
IMPORTANTI DEL MATTONE"
02/11/2014 LA SCUOLA SI GIUDICA, LE REGOLE SONO UN CAOS
il Messaggero
01/11/2014 SUI BANCHI COL TABLET IN CLASSE CRESCE LA VOGLIA DI
il Giornale
IMPARARE
02/11/2014 II CASO. BIDELLE ROM, LA RIVOLTA DEI GENITORI: "NON VOGLIAMO
Avvenire
DUE CHE VENGONO DAI CAMPI"
01/11/2014 A VOI LA PAROLA-TORNARE DAVVERO A INSEGNARE GEOGRAFIA
Avvenire
Il Messaggero - Cronaca di 03/11/2014 I FUTURI INSEGNANTI IN FUGA DALLA SCUOLA
Roma
03/11/2014 SCUOLA E RICERCA, MANOVRA DIMAGRANTE
Il Secolo XIX
03/11/2014 SCUOLA, MANCANO I MAESTRI DI SOSTEGNO I GENITORI: "UN
Il Secolo XIX
AIUTO CHE PRETENDIAMO"
01/11/2014 RICERCATORI DELL'AIRC NELLE SCUOLE
il Mattino
01/11/2014 IL FUTURO E' UNA LINGUA STRANIERA
Pagina99
01/11/2014 COSTI STANDARD NELLE UNIVERSITA'
il Sole 24 Ore
03/11/2014 ERRORE UMANO SUI TEST DI MEDICINA IL CAPO DEL CONSORZIO:
Corriere della Sera
MI DIMETTO
03/11/2014 LO SCANDALO DI YALE RICERCATRICE ITALIANA MOLESTATA DAL
la Repubblica
PROFESSORE
03/11/2014 BARCHE BIO E PANNELLI AL LAMPONE ECCO I CACCIATORI DI
Affari&Finanza (la
Repubblica)
INNOVAZIONI
03/11/2014 RICERCATORI PRECARI A VITA PORTE CHIUSE NEGLI ATENEI
la Stampa
03/11/2014
il Giornale
il Mattino
il Tempo
il Giornale - ed. Milano
ORA I FONDI PER L'UNIVERSITA' SARANNO LEGATI AL MERITO
MEDICINA, TEST ANNULLATI SI DIMETTE IL RESPONSABILE
03/11/2014 CLASS ACTION CONTRO IL PASTICCIO DEI TEST
03/11/2014 INNOVAZIONE? PAGARE AREA C SUL SITO INTERNET E' UN'IMPRESA
01/11/2014
03/11/2014
Economia, Lavoro, Previdenza
il Sole 24 Ore
il Sole 24 Ore
il Sole 24 Ore
il Sole 24 Ore
FONDI PENSIONE, IL FISCO TAGLIA L'ASSEGNO FINO ALL'11%
STOP AL LAVORO A TERMINE SE C'E' UNA RIDUZIONE D'ORARIO
01/11/2014 DISOCCUPATI AL 12,6% MA SEGNALI POSITIVI
01/11/2014 LA SEMPLIFICAZIONE DELLE REGOLE PRODUCE I PRIMI RISULTATI
(Cl.t.)
03/11/2014 IL RISCHIO SCISSIONE NON SPAVENTA RENZI
Corriere della Sera
02/11/2014 ARTICOLO 18, IL GOVERNO BLINDA LA RIFORMA
Corriere della Sera
02/11/2014 GLI STIPENDI IN ITALIA AUMENTA IL DIVARIO RISPETTO AGLI UOMINI
Corriere della Sera
CorrierEconomia (Corriere 03/11/2014 MEDICI "CONTRATTO UNICO CONTRO LA PRECARIETA'"
della Sera)
03/11/2014 JOBS ACT, NEL NEGOZIATO SI APRE UN PRIMO SPIRAGLIO "TRATTO
la Repubblica
SOLO SUI DISCIPLINARI"
03/11/2014 A FIUMICINO UN'ALTRA GIORNATA DI CAOS RIVOLTA PER I
la Repubblica
LICENZIATI 1.500 BAGAGLI A TERRA
02/11/2014 BRESCIA, RENZI IN FABBRICA E GLI INDUSTRIALI METTONO I
la Repubblica
LAVORATORI IN FERIE FORZATE
02/11/2014 "DONNE PAGATE MENO STOP A QUESTA INGIUSTIZIA" L'ULTIMA
la Repubblica
MOSSA DI OBAMA
01/11/2014
la Repubblica
I SENZA-LAVORO SONO 3,2 MILIONI MA A SETTEMBRE 130MILA
NUOVI POSTI RENZI CI CREDE: "L'ITALIA RIPARTE
03/11/2014 L'ULTIMA BATTAGLIA DEI PROFESSIONISTI CONTRO LE NUOVE
Affari&Finanza (la
Repubblica)
LIBERALIZZAZIONI
03/11/2014 QUEI TAGLI NON SONO FORMATIVI
la Stampa
02/11/2014 Int. a L.Todini: "LE PRECARIE SONO LE PIU' DISCRIMINATE TROPPE
la Stampa
TUTELE PER CHI HA L'ARTICOLO 18"
02/11/2014
la Stampa
IN ITALIA IL DIVARIO CON I MASCHI VALE QUANTO UNA BUSTA
PAGA
02/11/2014 RENZI VUOLE VARARE IL JOBS ACT IN FRETTA E APRE ALLE
la Stampa
MODIFICHE
02/11/2014 "SOLO DUE DIPENDENTI SU 10 VOGLIONO IL TFR IN BUSTA PAGA"
la Stampa
02/11/2014 STIPENDI, IL NODO E' CONCILIARE LAVORO E FAMIGLIA
la Stampa
03/11/2014 TASI, FONDI PENSIONE E TFR: PARTE L'ASSALTO ALLA MANOVRA
il Messaggero
02/11/2014 LEGGE DI STABILITA' E LAVORO, RENZI: PRONTO A METTERE LA
il Messaggero
DOPPIA FIDUCIA
02/11/2014 MA SUL JOBS ACT SI COMBATTE VIRGOLA PER VIRGOLA
il Messaggero
01/11/2014 RENZI SI DEVE DIMETTERE?
il Giornale
01/11/2014 DOPPIO SCHIAFFO PER ALFANO LA UE LO MOLLA, GLI ITALIANI
il Giornale
PURE
02/11/2014
il Tempo
BOMBA TFR NASCOSTA NEI CONTI PUBBLICI
01/11/2014 OCCUPATI IN CRESCITA RENZI: "L'ITALIA RIPARTE"
il Tempo
03/11/2014 JOBS ACT,RENZI PRONTO ALLA FIDUCIA LANDINI:"NON DIFENDI I
Giorno/Resto/Nazione
LAVORATORI"
03/11/2014 IMU-TASI, FONDI PENSIONE E TFR PARTE L'ASSALTO ALLA LEGGE DI
il Mattino
STABILITA'
02/11/2014 IL 730 ONLINE SOLO PER CHI HA L'"ACCREDITO"
il Sole 24 Ore
02/11/2014 PER RENZI FIDUCIA IN CALO AL 54%
Corriere della Sera
02/11/2014 "BASTA DONNE PAGATE MENO DEGLI UOMINI"
la Stampa
03/11/2014 PRIVATIZZAZIONI, ORA IL GOVERNO ACCELERA
il Messaggero
03/11/2014
03/11/2014
Quotidiano
Voce di !1.antova
Foglio
02-11-2014
31
1
I sindacati hanno resentato i risultati dell' operazione nazionale ''#sbloccacontratto''
~.
· alenzi, ascolti la voce dei lavoratori
"!!
.i=
;'''.:i
di mantenere gli scatti di anzianità. "Il governo non può
-secondo il sindacato autonomo- cancellare questi ultimi
per attribuire imprecisati e difficilmente attribuibili scatti di
merito a una platea più ridotta,
con l'ulteriore aggravante che i
primi verrebbero cancellati da
suhito e i secondi nartirehhero
tra 5 anni con, in mezzo, un
altro bel taglio lineare agli
insegnanti e agli Ata! Sotto la
magica parola di merito, in
realtà, c'è ben altro".
Inoltre, lo Snals-Confsal, "ovviamente favorevole alla stabilizzazione per 148mila lavoratori annunciata da Renzi
per il 2015", evidenzia "come
la comunicazione governativa
stia facendo passare come investimento ciò che in realtà
corrisponde a 3 miliardi di
risparmi per le casse dello Stato tra cancellazione della ricostruzione di carriera per i
neoimmessi in ruolo e non
riconoscimento
per
tutti
dell' anzianità"
068391
ROMA - I sindacati della scuola hanno presentato i risultati
dell' operazione
nazionale
'#sbloccacontratto', grazie a
cui sono state raccolte finora
250.000 firme del personale
scolastico. "Un modo per far
arrivare al premier Renzi, cui
sono stati consegnati gli scatoloni con le firme, la voce di
chi nella scuola lavora", spiega
una nota dello ~ tIliMml
Oltre a dar voce alle giuste
motivazioni di protesta contro
alcune proposte contenute nella legge di stabilità e nella
"buona scuola", lo Snals-Conl:m1 rivendica per i lavoratori
della scuola il diritto di ottenere il rinnovo del contratto e
Codice abbonamento:
la
Data
Pagina
Ritaglio
SNALS
stampa
ad
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non
riproducibile.
Pag. 4
Quotidiano
La Provincia di Vareselt
Data
01-11-2014
Pagina
25
Foglio
1
La rabbia dei profdi Busto
«No a una scuola alla buona»
Busto Arsizio
«Altro che "buona scuola", Renzi vuole
una "scuola alla buona"».
Il muro degli insegnanti contro
lariformascolasticadelgovemo:
all'assemblea organizzata dai
sindacati Cgil, Cisl, ViI, ~ e
Gildanell'aulamagnadell'lte Tosi si presentano in più di quattrocento. «Mai vista in tanti anni
una cosÌ ampia partecipazione ad
un'assemblea sindacale delmondo della scuola» ammette l'insegnante bustocco Giuseppe Reguzzoni, che era tra i tantissimi
che hanno partecipato ieri matti na all'ultimo appuntamento unitario sul territorio in vista della
mobilitazione del pubblico impiego del prossimo 8 novembre
aRoma. In un'affollatissima aula
magna della "ragioneria" di viale
Stelvio, i docenti del comprensorio scolastico di Busto Arsizio e
Valle Olona hanno espresso tutta
la loro preoccupazione (che poi
è un eufemismo pernon usare la
parola "incazzatura") nei confronti degli effetti delle riforme.
«Ci penalizzano due volte»
A partire dalla «doppia penalizzazione» legata al «mancato rinnovo del contratto nazionale, che
è fermo dal 2009, al blocco degli
scatti di anzianità», come illustra
il segretario territoriale di Varese
della ViI Francesco Aretano.
«Per gli insegnanti è molto penalizzante, visto che avràripercus-
sioni negative non solo sugli sti- senso perché chi davvero merita
pendi ma anche sulle pensioni». si può stabilire solo ex post. Purtroppo anche questa novità na«Renzi, così non va»
sconde soltanto la necessità di
A questo si aggiungono altrettan- risparmiare, dopo che già gli otto
te preoccupazioni per il progetto miliardi di tagli della riforma
"buona scuola" presentato dal Gelmininon sono mai statireinpremier Renzi. <<Anoi ci sembra vestiti nella scuola». Insomma,
piuttosto che si voglia disegnare una bocciatura su tutta la linea
una "scuola alla buona" - spiega quella dei sindacati della scuola.
Aretano -la cosa più grave è che «Il problema effettivamente è
tutti mettono mano ai cambia- molto sentito, anche da parte dementi del sistema scolastico ma gli insegnanti non sindacalizzati
a discuterne nel merito non c'è o che normalmente si disinteresnessun operatore del mondo del- savano alle nostre iniziative - fa
la scuola. I difetti della riforma? notare il segretario territoriale
Per fare un esempio, si parla tan- della Vil- in tutte le assemblee
to di merito, ma a sproposito, unitarie che abbiamo tenuto in
visto che si prevede che verrà provincia di Varese abbiamo
assegnato a166% dei lavoratori sempre registrato un'adesione
della scuola. il che è un contro- molto alta» .• A.A1i.
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Alta partecipazione
all'assemblea dei prof
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Pag. 5
Quotidiano
Data
Pagina
Foglio
01-11-2014
17
1
SCUOLA
Sindacati polemici
«Investimenti?No,
per noi solo tagli»
di Francesca CIURA
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Anche la scuola è pronta a sfidare il Governo.
Dirigenti scolastici, Docenti e personale ausiliario, tecnico, amministrativo nel ribadire il no alla
proposta dell' esecutivo di bloccare i contratti di lavoro per ulteriori tre anni e gli scatti di anzianità
fino al 2019, sono pronti, insieme ai lavoratori di
altri settori (quello pubblico in primis) a scendere
in piazza, a Roma, nella manifestazione di protesta fissata per il prossimo 8 novembre.
Ieri, gli aderenti alle segreterie territoriali di
Cisl Scuola Taranto Brindisi, rmr!II FIe Cgil, Uilscuola Uil, Gilda, si sono riuniti presso l'aula Magna dell'ltis Pacinotti di Taranto non solo per dibattere sulle ragioni della protesta del settore
Scuola, ma anche per tracciare un percorso comune di approfondimento e di confronto sulle ragioni del dissenso e sulle iniziative da intraprendere
per scongiurare quella che definiscono l'ennesima
beffa perpetrata al mondo dell'istrnzione. «Con
questa assemblea - afferma Angela Dragone, Segretario provinciale FIe Cgil - concludiamo un
mese di incontri tenuti in sinergia con le cinque
organizzazioni sindacali del territorio in tutti i 29
comuni della provincia jonica. L'obiettivo è sensibilizzare i lavoratori della scuola sui temi che ci
porteranno a manifestare l' 8 novembre a Roma,
ma anche per raccogliere ulteriori firme per la petizione "sblocca contratti", di cui ce ne siamo resi
promotori e di cui una parte è già stata presentata
al sottosegretario alla Pubblica Istruzione».
Ma non solo: nel corso della riunione si è discusso anche della "Buona Scuola", la proposta
del Governo di riformare il settore dell'istrnzione.
«In questo piano di riforma - osserva la dottoressa Dragone - non ci vediamo nulla di concreto:
riteniamo che sia solo una vetrina, colorata, accattivante ma di difficilissima applicazione nella
scuola di oggi. La Buona scuola - continua la se-
gretaria Cgil - è quella che fanno tutti i giorni i
Dirigenti Scolastici, i docenti, il personale Ata e
tutti coloro che quotidianamente devono arrabattarsi nel trovare fondi per realizzare progetti o occuparsi, con grandi difficoltà nel dipanare le matasse, spesso ingarbugliate, di una serie di norme
che si aggiungono a quelle già esistenti senza che
vi sia un criterio. La scuola ha bisogno di molta
più attenzione politica soprattutto e di finanziamenti ad hoc; invece nella legge di stabilità per
questo settore non c'è neppure un solo euro».
Ed in tal senso, le scuole di Taranto, ma anche
della provincia, palesano pienamente il concetto
espresso dalla Cgil. Scuole fatiscenti e, laddove
gli edifici resistono mancano i servizi, i laboratori. «Gli investimenti "concreti" - prosegue la Dragone - non esistono: l'Istituto alberghiero Mediterraneo, che gli studenti negli ultimi giorni hanno
occupato, ad esempio, costituisce la prova che dal
concetto di "Buona Scuola" siamo davvero lontani. Un trasferimento coatto da Leporano a Pulsano in una location non idonea ad ospitare cucine
e laboratori e gli stessi studenti costretti a fare lezione negli sgabuzzini non ci forniscono certo segnali incoraggianti». Se a ciò si unisce il fatto che
Taranto non ha neppure un rappresentante istituzionale che rappresenti la scuola, il quadro è completo. I sindacati dicono basta e come afferma il
professor Gianni Mortato, rappresentante del Gilda, è inaccettabile che le istanze dei cittadini non
vengano neppure ascoltate. «I progetti "riformisti"
per la scuola, " altro non sono - afferma Mortato
- che una partita di giro sui fondi, già stanziati
per il comparto». Secondo il segretario del Gilda,
il problema scaturisce sullo spostamento di queste
risorse da un capitolo all' altro. «La manovra conclude - è fatta in maniera tale da poter realizzare ulteriori risparmi su sull'intero investimento
per la scuola. A questo non ci stiamo, convinti
che non si può "tagliare" su due aspetti fondamentali, il diritto alla salute ed allo studio».
Ritaglio
SNALS
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destinatario,
non
riproducibile.
Pag. 6
Quotidiano
COBBIEBE DELLA SEBA
I
Data
03-11-2014
Pagina
25
Foglio
1 /3
L'intervista
In un libro edito da Laterza l'ex ministro chiede un idioma comune per l'De
«Le tesi del governo sulla formazione? Scherzose, ma in un contesto tragico»
«Sì all'inglese lingua europea
Allarme rosso per la scuola»
De Mauro: l'Italia ignora il tema dell'istruzione, specie quella degli adulti
~_
finanziarie in lingue diverse. E
non è possibile delegare la discussione a un'élite ristrett<l».
~~
nguaio è che il multilinguismo, come lei mostra nel lih )
unto primo: l'Europa è, bro, è un tratto distintivo eustoricamente, un'entità ropeo. Come si può conciliare
multilingue sia pure questa storia con l'aspirazio1'< ,con importanti spinte di ne unitaria?
convergenza. Punto secondo: «Le due cose non si escludola questione della lingua in Eu- no. Ricordo che l'aspirazione
ropa non riguarda solo gli all'unità nazionale, statale, inaspetti istituzionali e burocra- torno all'italiano è stata un filo
tici, ma è una questione di de- conduttore della nostra storia.
mocrazia, perché è difficile co- Tanti, compreso qualche linstruire una grande comunità guista, pensavano che l'unità
politica democratica se i suoi linguistica, raggiunta negli ancittadini non dispongono di ni Sessanta, avrebbe spazzato
una lingua comune. Punto ter- via i dialetti, ma non è succeszo: come tale, la questione lin- so: oggi, dopo cinquant'anni, i
guistica è un problema che ri- dialetti sono ancora vivi. Così,
guarda la cultura e che investe adottando diffusamente una
la scuola. Punto quarto: gli Sta- lingua comune in Europa, non
ti e l'Ue nel suo insieme se ne è prevedibile che vengano lese
disinteressano totalmente. So- le lingue nazionali radicate nelno queste, a grandi linee, le tesi la storia e nella cultura».
che Tullio De Mauro espone Lei si sofferma sulle affininel suo libro, In Europa son già tà genetiche tra le lingue in103, in uscita per Laterza. Sot- doeuropee, sulla prossimità
totitolo: Troppe lingue per una grammaticale e lessicale.
democrazia? Con i suoi 82 an- Questo cosa significa?
ni portati appassionatamente, «Già il linguista francese Anin poco più di 80 pagine, co- toine Meillet diceva, a proposiniugando leggerezza e profon- to del vocabolario, che a didità, De Mauro affronta crono- spetto dei nazionalismi miopi,
logie, mutamenti, contamina- tra le lingue europee c'è un fon·
zioni, aspetti geopolitici. Senza do comune molto superiore aldimenticare il caso italiano, le differenze, che si è creato
per molti aspetti esemplare.
grazie a una rete fitta di condiProfessore, perché la que- visioni. E lo stesso Leopardi
stione della lingua in Europa nello Zibaldone scrisse che
è diventata cruciale?
guardando al vocabolario della
«Se la prospettiva verso cui cultura intellettuale, ci si accorvogliamo andare è quella di gerebbe che esiste una specie
una federazione di Stati, biso- di "piccola lingua" che accogna che ci sia, come già Aristo- ~una, nelle diversità, tu~te!e
tele insegnava, un terreno lin- lingue europee e che denva ID
guistico comune. Non è possi- gran parte dal !a~o e dal ~e~
bile che uno svedese e un na- co. il vocabolano I~glese ?~gI e
poletano discutano di politiche composto al.75% di prestIti dal
francese o drrettamente dal laRitaglio
Scuola: testate nazionali
stampa
ad
tino. Ci sono consonanze profonde. L'inglese è tutt'altro che
vuoto di spessore culturale, e
qualcuno l'ha definito una lingua neolatina ad honorem. Anche per questo sostenere che la
sua adozione cancelli le identità nazionali è sbagliato».
Resta il problema della
scuola, che in Italia ha già difficoltà a tenere un accettabile
livello di formazione nella lingua materna.
«L'insegnamento della lingua materna resta prioritario.
Ma il dato più preoccupante riguarda la popolazione adulta.
Anche in Gennania o nei Paesi
del Nord (e persino negli Stati
Uniti) più della metà della popolazione ha gravi difficoltà
nel leggere e capire un testo
semplice o nell'adoperare banali strumenti di calcolo. In
Giappone e in Finlandia si arriva al 38%, in Italia si supera il
70. Direi che è un dato costante
l'alto tasso di problemi nell'uso
completo delle lingue materne:
appena uscite dalla scuola, le
persone finiscono per perdere
ogni capacità»
Da1docum~ntodelgoverno
sulla «Buona Scuola» si intravedono segnali in questo
senso?
«Semplicemente la "Buona
Scuola" ignora il problema linguistico e non fa alcun cenno
alla dimensione dell'istruzione
degli adulti, che è cruciale per
la vita produttiva e per la vita
sociale, perché ricade necessariamente sui figli. Una cosa è sicura: il livello di cultura sostanziale in famiglia è detenninante sull'andamento scolastico
dei ragazzi. Di istruzione degli
adulti parlava la legge Berlinguer del 1999 ma da allora è ri'
uso esclusivo
del
destinatario,
non
masto tutto ~u\la carta». ..
~a detraZIOne f!sc~e sm libn potrebbe servrre.. .
. .
«Se ne parla .da ~I, l tecrnCI
temono che ~hventi una fonte
di microevasi~ne, ma sarebbe
ce~ament~ utile, anc~~ se. ormaI .~a pIzza costa pm di un
MendI:n:o».
..
Al di la della questione lingua, la «Buona Scuola» come
le sembra?
«Lasciam? stm:e .la ~ovra~­
bond.~za ~I <J?gh~~Sffil p~rsI­
~o ~Idlcoh, t,IPO gamlhca-
t10n ..: In se e,~ ~ocumento
accattIvante, c e ~ atr~1Osfer~
s~herzosa, nello stile dI ~en.zI,
pla~evole, con c~mtenuti bIZzarn: lo non ,:oglio but1t~la sul
tragICO, ma l problemI della
scuola purt!?I?Po lo sono: le
strutture edillZl.e, le}acune del
pers.onale tecrnco, il rapporto
con ~ mo~do d~llavoro! le prospettlVe. dIdattIche ... Blso9?er~bbe nmettere mano a!IImPI~tO della scuol~. media su,penore, fonnare gli IDse~~ti,
c~e ?~o. ancora ~a VlSlone
disCIplinansta e che IDvec~ dovrebbero collaborare tra di loro
in funzione di una prosp~ttiva
trasversale, sul saper rag1Onare, argomentare, parlare ... La
"Buona S~uola': tace su questi
argomen~I, ma.ID ~ompenso D:e
parla la f~anzlana, che contInua a ~agliare, s~a sc~?la, pe~
non dITe dell unlVersita che e
prossima a defungere»..
.,
Cosa pensa del ChI, c~.oe
quel metodo c~e pre~ed~ l.m~~amento di.un~ diSCiplina
ID lingua stramera. .
.'
. ,«V~ ~s~to con p~lffion~a: E
gIa dIffiCIle avere del buorn IDsegnanti di storia, ~igurarsi
averne pure che parhno bene
inglese. Diciamo che è un meriproducibile.
Pag. 12
068391
_
Codice abbonamento:
~_
di Paolo Di Stefano
Quotidiano
COBBIEBE DELLA SEBA
Data
Pagina
Foglio
todo auspicabile per alcuni insegnamenti universitari, ma L'ostacolo
per gli altri livelli mi pare poco È impossibile che uno
realizzabile» .
svedese e un italiano
La «Buona Scuola~~ vorrebbe estendere il Ciii alle ele- discutano di economia
usando lingue diverse
mentari.
«La riforma Gelmini prevedeva corsi di formazione ingle- . L'emergenza
se, per insegnanti, di 30 ore Occorrono più risorse
faccia a faccia e 20 ore via inter- per rilanciare l'edilizia
net: ma con 50 ore complessive e aggiornare i docenti
non si arriva neanche all'Abc. Ma la finanziaria taglia
Le primarie sono le scuole in
cui si lavora meglio, in cui le discipline sono strumentali alla
maturazione complessiva del
bambino. Nei test internazionali i nostri si collocano al ver-
03-11-2014
25
2/3
Appena
uscite dalla
scuola
le persone
finiscono
per perdere
in fretta
le capacità
che hanno
acquisito
Illustrazione di
,c) f~lrrKì[),~ZIONt
FRANCESCA
CAPELLINI
Il saggio
068391
Esce in libreria
giovedì 6
novembre il
nuovo libro di
Tullio De Mauro
(nella foto) In
Europa son già
103 (Laterza,
pp. 83, € lO).
De Mauro, nato
nel 1932, ha
insegnato
Filosofia del
linguaggio e
Linguistica
generale
all'Università
«La Sapienza»
di Roma, dove
è professore
emerito.
Presiede la
Fondazione
Bellonci. È
stato ministro
della Pubblica
istruzione tra il
2000 e il 2001
Codice abbonamento:
tice: toccare le elementari sarebbe un delitto, perché i guai
cominciano dopo. Le analisi
Invalsi mostrano che tra i ragazzi usciti dalla media di base
e i maturandi lo scarto di competenze è minimo».
L'iniziativa del Politecnico
di Milano di adottare solo
l'inglese per gli insegnamenti
di master la convince?
«No, neanche nei master si
può rinunciare alla lingua materna. Nel mondo ci sono masse di studenti che si spostano,
sono i nuovi clerici vagantes:
ma è difficile pensare che dei
giovani trovino suggestive le
università italiane perché offrono corsi in inglese. Quel che
conta sono altri fattori: la qualità scientifica e le condizioni
dell'accoglienza, ma questi
aspetti vengono ignorati».
Tornando alla Babele europea, lei accenna al modello
indiano e a quello del plurilinguismo svizzero.
«Lo ripeto: sono contro l'im, magine catastrofista secondo
cui !'inglese diffuso come lingua standard metterebbe a rischio le lingue nazionali. In India, nonostante le diversità etniche e religiose, l'inglese è diventato negli ultimi 60 anni
una lingua secondaria affiancata al sanscrito come lingua
nazionale: questo però non ha
comportato la morte delle parlate locali, l'urdu e l'hindi. In
Parlamento si parla in inglese,
nei comizi in una delle 45 lingue locali. L'esempio indiano è
interessante per l'Europa».
RISEfN/';,TA
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Quotidiano
COBBIEBE DELLA SEBA
Data
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Foglio
03-11-2014
25
3/3
Un convegno a Firenze dal 6 aU'a novembre
TI rischio è perdere il patrimonio del latino
sono lingue di minoranza. Ricorda
De Mauro che, al di là delle
differenze, c'è un patrimonio
comune che va valorizzato:
<<Mentre in India c'è una ripresa
molto forte dello studio del
sanscrito, mentre nelle zone
arabofone resta importantissimo
lo studio dell'arabo classico e in
Israele c'è un rilancio dell'ebraico
biblico, nei Paesi europei si tende
a trascurare la tradizione latina. È
un'autentica sciocchezza, perché la
conoscenza del latino classico
resta indispensabile per tutti,
anche per gli anglofoni». In quella
che De Mauro definisce
l'«innovatività permanente» di
ogni realtà linguistica,
intervengono oggi, come si sa, i
linguaggi tecnologici. A questo
proposito, dal 6 al1'8 novembre si
terrà a Firenze, organizzato
dall'Accademia della Crusca, la vn
edizione della Piazza delle Lingùe
su «L'italiano elettronico». Per
informazioni sul convegno
www.accademiadellacrusca.it.
(p.d.s.)
ci
RlPRODU?!Of\<~ r~ISERVAT;\
Codice abbonamento:
068391
nche le nuove ondate
migratorie contribuiscono a
cambiare le 103 varietà
linguistiche presenti in Europa: gli
arabofoni in Francia, i turchi in
Germania, i romeni in Italia, i
cinesi a Londra, a Manchester, a
Parigi, a Berlino, a Prato ... TI
panorama linguistico europeo
presenta una fisionomia
eccezionale: i circa 740 milioni di
persone dei 50 Stati dall'Atlantico
agli Urali usano 62 lingue ufficiali.
Di queste, 50 hanno lo status di
lingue nazionali ufficiali, altre
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Quotidiano
COBBIEBE DELLA SEBA
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02-11-2014
20
Foglio
1
Data
Nulli i test dei laureati in medicina
«I questionari sono stati invertiti»
Oltre 11 mila candidati devono ripetere la prova d'ingresso alle scuole di speciaIizzazione
I più «comprensivi» commentano: «Può succedere, soprattutto se è la prima volta». I
più arrabbiati, la maggior parte, attaccano: «Roba da dilettanti», «sono degli incompetenti». Poi ci sono i «pontieri»
che, via social network, scrivono al presidente del Consiglio
Matteo Renzi: «La prego, dia
un poco di dignità a quello che
è rimasto del concorso specializzaiioni. Intervenga». Mentre
il Codacons annuncia l'awio di
una causa collettiva di risarcimento danni.
Il ministero dell'Istruzione
ha deciso di annullare le prove
scritte del primo concorso nazionale per l'ingresso alle
Scuole di specializzazione in
Medicina. Alla base della decisione quella che il dicastero ritiene una «grave anomalia» registrata nel fine settimane e
confermata alle 8.52 di venerdì
sera: sono state invertite le domande delle prove del 29 ottobre' con quelle del 31. Uno
scambio, spiega il Miur, causato dal Cineca (il Consorzio inte-
12
Mila
I candidati
che hanno
svolto i test
di ammissione
runiversitario a cui è stata affidata la gestione del test) e che
«ha riguardato esclusivamente
le trenta domande comuni a
ciascuna delle due aree, Medica e dei Servizi clinici. Nessuna
anomalia nei dieci quesiti specifici per ciascuna tipologia di
scuola».
Insomma, tutto da rifare. Più
di undicimila candidati (11.242
per l'esattezza, pari al 92,4% del
totale degli iscritti) dovranno
tornare a risponde il 7 novembre, stavolta in una sola giornata, a nuove domande.
Al test si sono iscritti anche
centinaia di ragazzi laureati in
tempo ma che hanno dovuto
aspettare più di un anno per il
«concorsone». A loro e agli altri coinvolti è stato comunicato
l'appuntamento di venerdì
prossiìno. «Ma dare una settimana di preawiso è illegale»,
si lamentano su Twitter e Facebook alcuni iscritti.
Test di Medicina sfortunati
quelli di quest'anno. Dopo il
caos di quelli dello scorso aprile, con oltre 5.000 aspiranti
medici fatti immatricolare dalle sentenze del Tar, ora bisogna
gestire un'altra tappa problematica.
Ma cos'è successo stavolta? A
spiegarlo è il ministero dell'Istruzione che non nasconde
la rabbia nei confronti del Cineca per l'incidente. Venerdì
sera - alla fine di quattro giorni di test - i funzionari del
Miur controllano un'ultima
volta i verbali delle prove scritte. Da qui viene fuori la «grave
anomalia», cioè lo scambio
delle prove di due aree. A quel
punto parte la richiesta di chiarimento al Cineca. Che alle
20.52 conferma: «L'errore c'è
ed è avvenuto nella fase di codifica delle domande durante
la fase di iìnportazione di queste ultime nel database utilizzato per la generazione dei
quiz».
Domani il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini
«firmerà il decreto che dispone
l'annullamento delle sole prove
oggetto di inversione e l'indizione di quelle nuove». Venerdì
prossimo a tornare sui banchi
saranno 8.319 candidati che
hanno sostenuto i test di entrambe le aree coinvolte, 2.125
che hanno fatto soltanto quello
dell'area Medica e altri 798 che
hanno risposto alle domande
dell'area Servizi clinici.
«Smettetela di giocare con il
futuro degli studenti». attacca
l'Udu, l'Unione degli Universitari. Più dura Giorgia Meloni,
presidente di Fratelli d'ItaliaAlleanza nazionale: «Il ministro risolva immediatamente la
questione o ne tragga le conseguenze».
Ieri sera è arrivata la nota del
Consorzio interuniversitario
che «si assume la piena responsabilità per l'errore commesso e si farà carico di spese
ed eventuali danni procurati
agli studenti per il rifacimento
della prova. Cineca porge le più
profonde scuse per l'accaduto
ai candidati, alle loro famiglie,
al ministero dell1struzione e al
governo».
Leonard Berberi
@leonurd_berberÌ
es') RIPRODUZIONE RISERVATA
«Gravi anomalie»
Il ministero: domande
scambiate per un
errore del consorzio
interuniversitario
92,4
Per cento
Quanti
degli iscritti
dovranno
ripetere i test
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30
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I quesiti
ai quali
bisognerà
rispondere
di nuovo
il 7 novembre
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Corrie.onomia
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03-11-2014
23
1
,
<<E finita un'epoca: studio e lavoro
sono più importanti del mattone»
Breglia (Scenari Immobiliari): igenitori preferiscono aiutare ìfigli
nella scuola oadaprireun'attività, non comprandogli un tetto
l mercato sta perdendo uno delle sue figu« r e di riferimento: la
mamma che apre ì cordoni
della borsa per far sì che il figlio compri casa». Parola di
Mario Breglia, presidente di
Scenari immobiliari.
Ci spiega perché?
«Tradizionalmente gli acquisti di casa dei giovani avveni vano con i soldi dei genitori e
si sa chi in famiglia decide ...
Battute a parte, i genitori impiegano le risorse per creare
un lavoro ai figli, magari permetLendogli di aprire un negozio, di avviare un'attività in
proprio, o per pagare i soggiorni di studio all'estero».
I
E oltre alla latitanza delle
mamme, che cosa caratterizza oggi il mercato?
«Un consuntivo del 2014 ormai si può traccìare: aumentano poco le vendite e scendono
poco i prezzi, dopo una correzione al ribasso del 100/0 in tre
anni, anche se la diminuzione
è staLa significativamente più
elevata per le case periferiche e
di scarso valore. Se invece
guardassimo al mercato con
un grafico di borsa potremmo
parlare certamente di rally; un
mese le vendite crescono,
quello dopo scendono, E' capitaLo così in prinlavera e poi alla
ripresa autunnale: settembre
frizzanLe, ottobre depresso».
E come mai?
«Perché è venuLo meno l'effetto Renzi».
In che senso?
«All'indomani della suo insediamento a Palazzo Chigi il
mercato ha ripreso vigore,
scontando le atLese di una ripresa dell'economia annunciata come imminente. Oggi ci si
crede meno».
Ma a bloccare il mercato
non c'è anche la sensazione
che la discesa dei prezzi non
sia ancora terminata?
«Non credo, sopratLutto se
parliamo di ulilizzo diretto.
Chi cerca easa per abiLarla se
!'immobile fa al caso suo e lo
può acquistare, in genere lo
compra subito. D'altro canlo
negli ultimi \ re anni i prezzi
hanno continuaLo a scendere,
ma gli acquisti dopo aver toccalo il minimo fisiologico delle
400 mila unità non sono dimimdti».
Le risulta che l'offerta stia
aumentando?
,<Sì, ma si tratta nella grande maggioranza dei casi di immobili di bassa qualità che non
trovano compratore perché chi
sarebbe inleressaLo non è mutuabile, dalo che le banche
stanno abbassando gli spread
ma nei fatti continuano a non
dare ì soldi».
G.PA.
o RIPRODUZIONE RISERVATA
Tra settembre
e ottobre
le vendite di
abitazioni hanno
avuto un su e giù
da ral/y azionario
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kooari immobiliari Mario Breglia, presidente: «L'offerta
aumenta ma spesso gli interessati non sono mutua bili»
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I
Foglio
02-11-2014
1
1
La scuola si giudica, le regole sono un caos
Giorgio Israel
q
uando è stato pubblicato il
rapporto governativo su "La
buona scuola" abbiamo parlato di un progetto coraggioso
co luci e ombre, spingendo ci a
valutare come positiva la decisione di cancellare dalla scuola italiana i precari e le Gae (Graduatorie
a esaurimento) per poter finalmente dar corpo a un piano di sviluppo intenso e di dimensioni inusuali, come promesso più volte.
Altre voci avevano invece criticato
come contraddittorio con il tanto
declamato premio al merito fare
l'ennesima immissione in ruolo di
migliaia e migliaia di docenti.
Continua a pag.19
Mozzetti a pag.ll
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per autovalutarsi - quale che sia la
competenza dei tecnici dell'Invalsi in
merito, finora tenuta al riparo da
qualsiasi valutazione - che non possano
essere agevolmente aggirati. Tutta
questa gigantesca operazione si
ridurrà assai pro babilmente nel
precipitare sulla testa della scuola
l'ennesimo aggravio di un'inutile
burocrazia, a spese, come al solito,
dell'impegno didattico, che sembra
ormai divenuto l'ultimo degli optional.
E oltretutto c'è da capire se anche
questo discutibile sistema vedrà la luce
nei tempi previsti. L'unico sistema
accettabile, e cioè quello dei nuclei di
valutazione ispettivi è rinviato al
2015/16 per massimo del 10% degli
istituti, il che è quanto dire che siamo
nella nebbia più fitta.
Questa deprimente situazione si
verifica in un contesto in cui il
ministero dell'istruzione sembra
essere allo sbando. Ne è testimonianza
l'ultima surreale vicenda dei numeri
del Tfa (Tirocinio formativo attivo) che
sono fissati dal ministero e ripartiti tra
le università da apposite commissioni.
Risulta che in alcune regioni !'intero
numero sia stato occupato da
un'università on-line, che ovviamente
non ha problemi di aule e può offrire
anche rette convenienti, col risultato
che il numero previsto dal ministero è
raddoppiato e ci si trova di fronte a un
caos ingestibile, con il prevedi bile
contorno di ricorsi e di blocchi infiniti.
Frattanto, c'è chi è andato alla
Leopolda a dire che la cultura
umanistica ha fatto il suo tempo e la
scuola deve diventare "cool" e "figo".
Purtroppo è una profezia già avverata:
qui di cultura, umanistica e non, non
resta più nulla. Ma non c'è neppure
nulla di "cool" edi "figo". Non si può
ignorare la depressione che invade
!'intero settore dell'istruzione, incluso
quello dell'università che, come se non
bastasse, è anch'esso sottoposto a
ulteriori tagli a pioggia.
non
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Pag. 18
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Questo taglio è stato ritirato ma non c'è
affatto da star certi che non venga
riproposto in altra sede e che si cerchi
segue dalla prima pagina
--=----'--_..:........:"'--------------- anche di far cassa con una sconsiderata
riduzione dei licei a quattro anni,
Docenti che non hanno mai superato
presentata come una "riforma".
un concorso e, in certi casi, non
Diversi esperti hanno analizzato i
insegnano da anni. Ora che è possibile
due documenti mettendone in luce le
mettere l'uno accanto all'altro il
contraddizioni è non intendiamo
rapporto su "La buona scuola" e la
legge di stabilità e quindi confrontare le entrare nei dettagli tecnici evidenziati.
Ci limitiamo ad alcuni casi
intenzioni con i fatti, la delusione è
emblematici. Il documento "La buona
totale. Cosa dice uno sguardo anche
scuola" critica i tagli al Fondo per il
sommario alle cifre? Che la legge di
miglioramento per l'offerta formativa
stabilità destina circa un miliardo di
mentre la legge di stabilità lo riduce di
euro per il 2015 e 3 miliardi a partire
30 milioni a partire dal 2015. Altri fondi
dagli anni successivi per attuare gli
interventi previsti nel piano "La buona volti alla valorizzazione dei docenti che
si dimostrano attenti al miglioramento
scuola", con prioritario riferimento a
un piano straordinario di assunzione di della qualità dell'insegnamento in
classe sono tagliati. In linea generale, i
docenti e al potenziamento
dell'alternanza scuola-lavoro. Ma tale pomposi propositi del piano "La buona
scuola" vengono ridotti dalla legge di
somma non deriva da stanziamenti
stabilità a una serie di tagli a pioggia in
freschi bensì da tagli realizzati nello
cui è difficile riconoscere alcun criterio
stesso comparto, e nei campi più
razionale se non quello di rastrellare
disparati (incluso quello stesso
denaro per l'assunzione di precari. In
dell' alternanza scuola-lavoro), senza
un criterio riconoscibile se non quello tal modo, si dà ragione a chi sostiene
che tutto rischia di ridursi a
di far cassa per la detta assunzioni di
precari. Uno di questi tagli ha sollevato un' operazione clientelare con cui si
conquista il consenso di alcune
un'immediata e vasta reazione ed è
centinaia di migliaia di persone, con le
stato fortunatamente ritirato: si
loro famiglie. a spese di un sistema allo
trattava dell'idea peregrina di ridurre
stremo Che viene ulteriormente
le commissioni per la maturità a
membri tutti interni. Ora nessuno nega affamato e umiliato.
Resta l'aspetto della val utazione e
che gli esiti dell' esame di maturità non
del premio al merito su cui le
depongono a favore del sistema in
intenzioni governative destano ampie
corso, visto che praticamente tutti
riserve, non solo perché il premio al
vengono promossi, ma questo rientra
merito dovrebbe avere effetti concreti
in un generale andazzo permissivista
sugli stipendi soltanto tra diversi anni
che solleva un problema generale di
rigore e di responsabilità nel giudizio e producendo intanto altri cospicui
che non può essere certamente risolto risparmi a spese del comparto, ma
perché non crediamo minimamente
riducendo le commissioni a soli
mem bri interni, che non fa che andare nel valore delle autovalutazioni basate
su una massa enorme di scartoffie (sia
nella direzione opposta, e oltretutto è
pure informatiche). Chiunque non
pura ipocrisia, perché tanto varrebbe
voglia ingannare sé stesso e gli altri sa
dire chiaro e tondo che si vuole
benissimo che non vi sono indicatori
cancellare l'esame di maturità
riducendolo allo scrutinio finale.
Giorgio Israel
068391
La scuola si giudica, le regole sono un caos
Quotidiano
il Giornale
Data
01-11-2014
Pagina
23
Foglio
1 /2
HITECH Bilancio di un esperimento
Sui banchi col tablet
In classe cresce
la voglia di imparare
Smart Future èil progetto di Samsung in 25 istituti. Ragazzi
motivati eaddio alle lezionifrontali. Presto esteso a54 sezioni
Serena Coppetti
• Studenti più responsabili,
classi più coinvolte e unite, e
rendimento maggiore. La tecnologiaentraascuolaeivantaggioranon sono solo ipotesi. Dopo avere provato a utilizzare tablet e lavagne elettroniche, un
insegnate sudue (il46%) ritiene
che aumenti il rendimento e il
senso di responsabilità nei confronti dello studio. Non solo.
Col tablet secondo 1'80 per cento degli insegnanti c' èunamaggiore inclusione degli studenti
che hanno qualche disabilità e
anche dei ragazzi stranieri. Sono questi gli esiti della ricerca
condotta dal Cremit dell'Università Cattolica di Milano che
ha monitorato in questo primo
anno il progetto Samsung
SmartFutur. Dagiugno 20 13 infatti 25 istituti tra scuole primarie e secondarie inferiori di tut-
ta Italia hanno sperimentato la
didattica digitale. GrazieaSamsung le classi sono state dotate
diE-boardeognialunnohaavuto un tablet a disposizione. Gli
insegnanti hanno seguito un
corso di formazione specifica e
l'universitàhamonitorato il tut to. Risultato? I ragazzi si sono di vertitiaimpararestoria, geogra fiaescienzeattraverso,adesempio, ifilmatidiYoutube. Gliinsegnanti hanno abbandonato la
lezione frontale mettendosi alla prova su altri fronti eigenitori
hanno scopertofiglipiùmotivati. CosìoggiSamsung, conleistituzioni, si pone l'obiettivo diindividuare altre scuole dove im plementare, a partire dall' anno
scolastico 2014/2015 e per il
prossimo triennio, il progetto
SmartFuture, coinvolgendo un
totale di 54 classi su tutto ilterritorio nazionale. E di fare un passo avanti. «È stata un'esperien-
za davvero positiva, sia per i ragazzichepergliinsegnanti.Specieinunascuolacomelanostra
dove l'utenza è di fascia medio
bassa», ha commentato dopo
un anno di sperimentazione
ElenaBorgnino, dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo
di viale Romagna a Milano che
dal prossimo 21 novembre sarà
intitolato al magistrato Guido
Galli. A imparare col tablet sono stati i 27 ragazzini che lo scorso anno frequentavano la terza
elementare e che quest' anno
proseguono il percorso già intrapreso. Idatilo confermano. I
primi risultati della ricerca-intervento del Cremitdella Cattolica di Milano ha coinvolto 199
genitori, 157 docenti (64% donne e 36% uomini) e 16 dirigenti
scolastici. Secondo gli insegnanti il tablet risulta utile per
sostenere l'apprendimento di
conoscenzeemetodispendibi-
li nella didattica (18,42%), produrre strumenti e materiali in
classe (11,62%), aumentare la
motivazione degli studenti
(10,53%),recuperaremateriali/
contenuti utili per l'attività didattica con gli alunni (7,24 %), ricevere supporto nella progettazione del percorso (6,38%), confrontarsi e collaborare tra colleghi (5,92%). «Certo, il rischio
che si corre è infatti quello di lasciare intatte pratiche didattiche tradizionali - ha spiegato
Pier Cesare Rivoltella, direttore
delCremit - o, peggio, dirisolvere quello che dovrebbe essere
un' operazione didattica su un
piano esclusivamente tecnologico». Ecco perché «l'obiettivo
di Smart Future è qualcosa di
più, aggiunge un passaggio,
quello di contribuire a ripensare la didattica», ha commentatoo Carlo Barlocco, Deputy President di Samsung Electronics
Italia.
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ATTENTI I ragazzi di terza
elementare che hanno
sperimentato l'uso del tablet
a scuola, a Milano.
Un esperimento positivo
che sarà ulteriormente
ampliato quest'anno
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01-11-2014
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Foglio
2/2
53,68°10
dei genitori ritiene che l'utilizzodeltableta scuola contribuisce a fare squadra in classe
23,5°10
dei genitori ritiene che l'utilizzo del tablet possa produrre
strumenti e materiali per una
didattica innovativa
46°10
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degli insegnanti ritiene che la
tecnologia in classe possa incidere a incrementare il rendimento degli studenti
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Foglio
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TORNARE DAWERO
A INSEGNARE GEOGRAFIA
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Gentile direttore,
sono un'assidua lettrice di "Avvenire" e ho seguito con piacere due settimane fa la sua conduzione di "Prima Pagina" su Radi03. Complimenti per la sua competenza e la sua
gentilezza verso tutti coloro che sono intervenuti con domande e osservazioni profonde e corrette. Il nostro non è poi un Paese di persone
incolte, disinteressate e disoneste,
come spesso si sente dire. Ho apprezzato la sua giusta espressione
di "Vicino Oriente", in relazione ai
Paesi vicini dell'Asia occidentale.
Oggi si usa dire "Medio Oriente" e
basta, il "vicino" non esiste più. Se si
tornasse a insegnare nelle scuole (di
ogni ordine e grado) con metodo la
Geografia, disciplina ormai quasi
cancellata dai programmi ministeriali, avremmo di sicuro giovani e
soprattutto una classe politica esperta e consapevole di una gestione accurata del nostro territorio e
con una conoscenza, ormai indispensabile, del mondo che ci circonda. Con stima e un augurio di
buon lavoro.
Maria Luisa Ronco
Vercelli
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Quotidiano
31131rggaggrrtl
Data
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CRONACA di ROMA
Foglio
03-11-2014
25
1
Marco Pasqua
I futuri insegnanti in fuga dalla scuola
Un bravo insegnante non è dottorati di ricerca, corsi all'esteforse quello che crede
ro, e una passione coltivata anno
ancora che un'ora di lezione
dopo anno: quella dell'insegnapossa cambiare la vita?
mento. Ma è una strada difficile e
@wuzIibri Luigi, come molti altri precari, deuigi ha inviato il curriculum
al grande e impossibile motore di ricerca americano per sfida. «Vediamo se la meritocrazia esiste davvero», ha pensato.
Zero raccomandazioni, zero parenti che lavorano in quel gigante
2.0. Ma quella posizione di linguista sembrava fatta per lui. La sua
esperienza, nonostante i 28 anni
di età, lo rendeva uno dei candidati più adeguati. Lauree su lauree,
L
ve affidarsi alle supplenze. Spesso
in provincia di Roma. Quest'anno
scolastico è riuscito ad avere una
cattedra a Rieti. Tante prime ore
di lezione, con partenze da Roma
all'alba, per cercare di trasmettere sapere e voglia di imparare ai
suoi studenti. E' una strada in salita piena di ostacoli quella dell'aspirante insegnante, che spesso
non riuscirà a realizzare il suo sogno. Perché - e questa è !'impressione che si ricava vedendo e
ascoltando questi ragazzi con curriculum lunghi un romanzo e una
determinazione che dovrebbe essere un modello per tutti - per ottenere una cattedra non si deve
necessariamente essere i migliori. I fattori sono tanti e tali che il risultato finale è, spesso, la fuga dei
giovani dalle aule. Perché il grande motore di ricerca, alla fine, tanto impossibile non è stato. Luigi è
stato assunto, contratto di un anno. Ottimo stipendio (quasi il doppio di un insegnante), buone prospettive di crescita professionale.
E la nostra scuola si è fatta ancora
scappare un talento, uno dei tanti.
[email protected]
Cronaca di ROIna
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Foglio
R~BELU
SCONTRO RE
03-11-2014
3
1 /3
PD: «VADAN
Scuola e ricerca, ecco
le falle della manovra
Meno fondi alla scienza erebus assunzioni all'Università
L'ANALISI
ROMA. Nella manovra economica varata
CACCIA ALLE RISORSE
TRA VECCHI CARROZZONI
E~UOVI PRECARI
dalgoverno si sono perse per strada molte
promesse. Compresi i proclami che riguardavano il mondo dell'istruzione e
della ricerca, tanto cari al premier Matteo
Renzi. Gli enti pubblici di ricerca, quelli
controllati dal Miur come il Cnr, l'Infn e
l'Ingv e quelli controllati da altri ministe-
ROBERTO FEDI» 3
LE CONSEGUENZE DELLA LEGGE
ri come l'Iit di Genova e l'Enea perdono
complessivamente più di 50 milioni di
euro annui, in un paese dove lascienzae la
cultura sono già penalizzati. Non c'è traccia nemmeno della riforma che avrebbe
dovuto snellire e sburocratizzare proprio
tutta questa giungla di enti e istituti.
MARGIOCCO» 3
STABILITÀ. IL MINISTRO PROMETTE RINFORZI, MA I FONDI NON SI VEDONO
Scuola e ricerca, manovra dimagrante
FRANCESCO MARGIOCCO
NELL'AULA MAGNA dell'Istat, a
Roma, campeggia su una targa il
motto "Conoscere per deliberare"
coniato dall'economista e secondo
presidente della Repubblica Luigi
Einaudi e oggi apparentemente dimenticato dagli estensori della legge di stabilità che, almeno per quanto riguarda il comparto scuola, universi tà e ricerca, deliberano a ten toni. A farne le spese è l'Istat stesso,
colpito da un taglio permamente a
partire dal 2015 di 2 milioni l'anno.
L'Istituto nazionale di statistica è
in buona compagnia. Gli enti pubblici di ricerca, quelli controllati dal
Miur come il Cnr, l'Infn e l'Ingv e
quelli controllati da altri ministeri
come l'Iit di Genova e l'Enea perdono complessivamente più di 50 milioni di euro annui. Se questa cura
dimagrante fosse affiancata da una
riforma di quegli enti, che in Italia
Ritaglio
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ad
LA PROMESSA
«Entro il2015 sarà possibile assumere 1.500 nuovi ricercatori», ha
promesso giorni fa Stefania Giannini. Il ministro dell'Istruzione si riferisce all'articolo 28, comma 28, della legge di stabilità che autorizza le
università ad applicare ai ricercatori un turnover del 100%. Per ogni
contratto di ricercatore a tempo determinato scaduto potranno firmarne uno nuovo. Con quali soldi,
però, il ministro non l'ha detto. Il
Fondo di finanziamento ordinario,
la principale entrata degli atenei,
viene decurtato di 34 milioni nel
2015 che diventeranno 32 milioni
annui dal 2016 al 2022 e che si aggiungono ai 170 milioni l'anno in
meno imposti a suo tempo dall'ex
ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
uso esclusivo
del
MERITOCRAZIA
Decurtazioni solo in parte compensate dai 150 milioni in più che le
università complessivamente riceveranno dal 2015 «al fine di incrementare la quota premiale», la parte di Ffo assegnata in proporzione
alla qualità di ricerca e didattica.
Legare i finanziamenti al merito è
giusto. «Ma esiste un criterio davvero oggettivo per valutarIo questo
merito?», si chiede Alessio Rotisciani, portavoce
dell'Associazione
dottorandi italiani,
riferendosi all'Anvur, l'agenzia che
ha il compito di fare
queste valutazioni,
si veda qui accanto
il commento di Roberto Fedi.
PRESIDI
«Qui siamo di
fronte a persone che non hanno la
più vaga idea di come funzioni il nostro mondo». Roberto Pellegatta,
preside in pensione, è un dirigente
dell'associazione nazionale di presidi Disal e in questi giorni ha analizzato le conseguenze della legge di
destinatario,
non
riproducibile.
Pag. 24
Codice abbonamento:
sono troppi, talvolta inutili e con un
eccesso di personale amministrativo, i burocrati superano in diversi
casi i ricercatori, sarebbe una svolta
storica. Ma della riforma degli enti
di ricerca, annunciata in primavera
dal governo e poi accantonata, continua a non esserci traccia.
068391
Sottratti alla scienza 50 milioni l'anno. Università, il rebus assunzioni
Quotidiano
Data
Pagina
Foglio
stabilità sulla scuola. Ne esce un bilancio in rosso. «Uno dei punti più
gravi - spiega - è l'abrogazione degli
esoneri e semi -esoneri, l'unico strumento che i presidi hanno per farsi
aiutare». Il semi-esonero si applica
alle scuole con più di 42 classi, dove
il vice-preside ha diritto a un supplente per metà delle sue lezioni, 9
ore a settimana. L'esonero totale, 18
ore, riguarda le scuole con più di 54
classi. «Eliminarli significa privare i
presidi dell'unico aiuto che avevano. Lasciarli soli», dice Pellegatta.
DIDATTICA
La legge vuole anche ridurre - di
2.020 unità - ausiliari, tecnici e amministrativi, e questi due ultimi in
particolare. I tecnici di laboratorio,
o gli assistenti informatici, danno
un contributo fondamentale agli insegnanti, ma dai tempi del ministro
-:;:--:-;--;-_~_ dell'Istruzione
Letizia Moratti,
2001-2006, continuano a diminuire. Il risultato è lo
scadimento degli
istituti tecnici e
professionali.
I FONDI
03-11-2014
3
2/3
La buona notizia è l'immissione
in ruolo di 150 mila precari. Per realizzarla sarà istituito un fondo di un miliardo per il
2015 e 3 miliardi dal 2016. Mailfondo, già ritenuto insufficiente dai
sindacati, è stato decurtato di 200
milioni di euro che sarebbero dovuti derivare dal risparmio sulle commissioni di maturità, senza più
commissari esterni. Basterà ad assumerli tutti?
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TEST SBAGLIATI
AMEDICINA, SI DIMETTE
ILRESPONSABI LE
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del
destinatario,
068391
••• ROMA. Ha annunciato che rimetterà il suo mandato Emilio
Ferrari, presidente del Cineca, il
consorzio responsabile dell'errore che ha portato il Miur ad annullare gran parte delle prove di ammissione alle Scuole di Specializzazione in Medicina. Un «atto doveroso» - dice - quanto il portare
a termine i test oggetto del caso.
La decisione, che fa seguito alle
immediate ammissioni di responsabilità di sabato, potrebbe tuttavia non essere sufficiente a placare gli animi dei medici, che con le
loro associazioni chiedono chiarimenti, indagini, e in qualche caso
anche la "testa" dello stesso ministro. Angosciati anche gli oltre 11
mila candidati coinvolti, che in teoria dovrebbero ripetere le prove
il? novembre, secondo modalità
che il ministro dovrebbe ufficializzare oggi, tra mille difficoltà pratiche e burocratiche. «Quello che
purtroppo si è verificato - ha spiegato Ferrari a Rainews24 - è stato
un errore di caricamento dei dati
relativi alla parte comune dell'aerea medica, svolta il mercoledì, e
quelli relativi all'area dei Servizi
clinici, svolta due giorni dopo, c'è
stato un caricamento incrociato
nel blocco delle domande. Questo
purtroppo è quello che si è verificato». Il fatto è che l'errore in
questione non è il primo, e che a
farne le spese, stavolta, è stato il
primo concorso nazionale per
l'ammissione alle specializzazioni
mediche che, almeno nelle intenzioni del governo, dovrebbe incoraggiare maggiori meritocrazia e
trasparenza rispetto alle precedenti selezioni in ambito locale.
Codice abbonamento:
Ridotto il personale
, Ata delle scuole.
E l'ennesimo colpo
inflitto agli istituti
tecnico-professionali
non
riproducibile.
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Quotidiano
Data
03-11-2014
Pagina
3
Foglio
3/3
Art 28,3: tolti 30 milioni di euro l'anno al Fondo per l'arricchimento el'ampliamento dell'offerta formativa
III Scopo del Fondo: finanziare tutte le attività dei docenti extra
orario scolastico
III Stato attuale: i tagli già subiti negli ultimi 5anni lo hanno
ridotto del 70%
III Conseguenze: il Fondo è destinato ascomparire, per le attività
extra orario scolastico le scuole dovranno chiedere sempre più
aiuto alle famiglie, o lavorare gratis
RISPARMIO
PREVISTO
SO,7mln
di euro
all'anno
Art 28,10: taglio di 2.020 posti al personale Ata
III Chi riguarda: il taglio si concentra sugli assistenti amministrativi, che si occupano della burocrazia scolastica,
e sugli assistenti tecnici, che sono di supporto alla didattica
RISPARMIO
~REVISTO
120 milioni
di euro aWanno
3,1: istituito il Fondo per la buona scuola
III Scopo: immettere in ruolo 150mila precari, potenziare l'alternanza scuola-lavoro
III Umiti: decurtato di 200 milioni di euro, che sarebbero dovuti derivare dalla
modifica delle commissioni di maturità, senza più commissari esterni,
modifica poi saltata
@
Art 13,10: cresce di 150 milioni
l'anno la quota premiale del
Fondo di finanziamento ordinario
III Cos'è:
la parte
di finanziamento
assegnata
in proporzione alla
Qualità della ricerca
edella didattica
III Conseguenza:
saranno premiati
i migliori, ma una serie
di tagli farà diminuire
l'ammontare
complessivo del Fondo
Art, 28, 21: ridotto di 42 milioni
il Fondo di finanziamento per
gli enti pubblici di ricerca del
Miur (Cnr, Infn, Ingv ealtri)
III Inoltre: Quasi lO milioni
di tagli agli enti di ricerca
non Miur (Enea, Isfol, lit
ealtri)
III Risultato: alcuni
di Questi enti verranno
accorpati, come già
dichiarato da Renzi
che mesi fa aveva parlato
di una "rivoluzione pazzesca"
della ricerca
Codice abbonamento:
068391
Art, 28, 28: dal 2015 gli atenei
virtuosi potranno applicare
ai ricercatori
unturnover
de1100%
III L'annuncio:
secondo
li ministro
Giannini
questo
consentirà di
assumere 1.500 ricercatori entro
li 2015
11111 dubbio: il ministro non ha
spiegato con Quali risorse Questi
ricercatori verranno assunti
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NON
lEORESONO
03-11-2014
18
1
ASSEGNATE
Scuola, mancano
i maestri di sostegno
I genitori: «Un aiuto
che pretendiamo»
Un centinaio a Genova le richieste ancora
"sospese", Pagano: «Questione di giorni»
ELISABETTA PAGANI
«A SCUOLA la mia bimba aveva atteggiamenti aggressivi. Faceva fatica a seguire e per rabbia reagiva
rompendo oggetti o picchiando i
compagni. Con il sostegno la situazione è migliorata - spiega una
mamma - anche quest'anno ha diritto a 6 ore alla settimana, ab biamo
il certificato della Asl. Sono poche,
ma almeno quelle le pretendiamo».
E invece sua figlia, come altri 3
bambini dell'istituto comprensivo
Albaro, a un mese e mezzo dall'inizio delle lezioni non è ancora affiancata da un insegnante di sostegno.
Nonostante la Asl abbia certificato
un disagio. «Fino a una settimana fa
poteva contare solo sull'educatrice
- racconta la mamma - adesso ha
un'insegnante di sostegno per 2 ore.
Ma perché se ha diritto a 6 ore? Non
avere un aiuto le crea problemi e si
ripercuote anche sui suoi compagni. Lei rimane indietro nella didattica e anche gli altri rallentano, perché la maestra della classe, unaclasse di 25 alunni, deve seguirla di
più».
All'istituto di Albaro, come in al-
tre scuole di Genova, non sono infatti ancora stati assegnati tutti gli
insegnanti di sostegno necessari.
Una situazione che crea criticità
non da poco per i bimbi con disturbi
dell'apprendimento, che hanno bisogno di essere seguiti di più. E anche per le classi in cui si trovano.
«Purtroppo abbiamo dei problemiconferma Francesca Baldi, la dirigente scolastica - l'Ufficio scolastico regionale non ci ha assegnato le
ore necessarie. A settembre ne avevamo pochissime, utili a coprire solo il sostegno per i casi più gravi, che
sono tanti qui a scuola. Abbiamo
fatto delle segnalazioni e a ottobre
ci sono arrivate 9 ore aggiuntive. Ma
sono poche - sottolinea la preside così non riusciamo a coprire i bisogni di chi ha diritto al sostegno». La
scuola ha quindi riscritto all'Ufficio
scolastico e ora, conclude Baldi,
«aspettiamo, fiduciosi che ci vengano date altre ore in deroga per i
bambini meno gravi».
Il problema non riguarda solo Albaro. A Genova sono infatti un centinaio, calcolano dall'Ufficio scolastico regionale, i bambini per cui è
stata fatta richiesta del sostegno e
che ancora aspettano. «Purtroppo
non è automatico che tutte le richieste vengano coperte - spiega
RosariaPagano, direttore regionale
dell'Ufficio scolastico - in Liguria e
a Genova abbiamo già fatto un passo avanti enorme. Su Genova sono
1.517 i posti di sostegno per 3.158
bambini. Un insegnante ogni due
alunni, la media nazionale è uno
ogni 4. So che non basta ma questo
ufficio sta facendo il possibile per
assegnare altri posti in deroga oltre
ai 148 già dati. In questi giorni stiamo esaminando attentamente le richieste ancora inevase, un centinaio, per asseg~are l'ultima tranche di
insegnanti. E questione di giorni»
assicura.
Certo è che è novembre, e la scuo,la è iniziata da un mese e mezzo. «E
così ogni anno -lamenta un genitore - le ore che ci spettano vengono
coperte completamente quasi a Natale. Capisco i tempi della burocrazia, ma i bambini lpnno bisogno di
questi insegnanti. E un nostro diritto e lo pretendiamo».
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il
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iii! La ressa colorata di ragazzine vocianti potrebbe far pensare a un raduno di beliebers, le fan sfegatate di
Justin Bieber che a giugno hanno invaso Milano a caccia della pop star
canadese in tour. In realtà siamo davanti al liceo linguistico Manzoni,
fiore all'occhiello del sistema scolastico della città. Oggi c'è l' open day, la
presentazione della scuola per gli
studenti di terza media che dovranno
scegliere quali studi intraprendere
l'anno prossimo. Vista l'affluenza sono per lo più ragazzine, ma non
mancano i maschi - il preside Giuseppe Polistena è costretto a parlare
due volte in aula magna, una alle lO e
una alle 11,:30, mentre alcuni studenti portano in giro gruppi di aspiranti
liceali e i loro genitori a visitare i locali della scuola. Peccato che i gruppi
siano così tanti che si creano ingorghi a ogni corridoio, come fossimo
dentro una città impazzita.
Una scena simile non stupisce se si
considera che la scelta del liceo linguistico sta aumentando di anno in
anno. I dati del Miur parlano di un
incremento dello 0,6 per cento rispetto al 201:3-2014, al punto che il
linguistico è ùiventato il secondo
preferito, dopo lo scientifico.
«Questo tipo di liceo tende a crescere perché può essere molto formativo, fornisce gli strumenti adeguati
per muoversi in un mondo che è diventato più piccolo ed entra nella vita
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delle persone», ci spiega il preside laborano con diversi licei di Roma
Polistena. «L'anno scorso per esem- Milano e hinterland. Il numero di
pio abbiamo avuto 1.:300 richieste di iscritti ai corsi organizzati da questi
iscrizioni per soli 250 posti. Un ele- istituti è in salita costante. «Ultimamento alla base di questa crescita, mente siamo stati contattati anche
però, è anche l'aumento dei maschi: da un paio di scuole elementari e mesono passati dall'l al:35 %».
die per vagliare la possibilità di orgaIl liceo linguistico non è più quindi nizzare per i loro alunni corsi extra
un rifugio per ragazze destinate a im- curriculari o attività culturali inerenparare una lingua straniera, magari ti la Cina», ci dice Valentina Ornaghi
per poter poi far le assistenti di ma- dell'Istituto di Milano.
nager per nulla poliglotti, ma la miMa perché è così importante imgliore occasione per prepararsi aù parare il cinese, quando di fatto l'inagire in un mondo con frontiere sem- glese pare essere una lingua paspre più "liquide". Perché se è vero che se-partout anche nei mercati asiatiormai l'Europa è realtà, nonostante i ci? Lo stesso David Cameron, duranmalumori, e che i ragazzi, complice te un viaggio in Cina lo scorso diceml'Erasmus, si sentono davvero parte bre, ha invitato gli studenti inglesi a
di una comunità che non distingue dedicarsi a quella che ha definito la
più di tanto tra Italia e gli altri Paesi lingua del futuro. La risposta si può
europei, è anche vero che nuovi sce- trovare, forse, nel video in cui Mark
nari si stanno spalancando davanti a Zuckerberg, sposato con un'amerinoi. Prima fra tutti c'è ovviamente la cana d'origine cinese, sfodera il suo
Cina. «Alla Manzoni insegniamo ci- modesto (pare) ma efficace mandanese da sei anni», racconta Polistena, rino durante un dibattito con gli stu«e il picco di richieste lo abbiamo denti alla Tsinghua U niversity di Peavuto due anni fa, ma ancora oggi chino. La reazione del pubblico è stusiamo costretti a dirottare su altre pefatta ed entusiasta. Un entusialingue molti di quanti hanno indica- smo che aiuterà forse l'inventore di
to il mandarino come seconda scelta Facebook, al momento vietato in Cina, a trovare un interlocutore più dida~tudiare accanto all'inglese».
E la Cina stessa che, da almeno lO sponibile, ma anche ad allargare gli
anni, promuove lo studio della lingua affari che da tempo porta avanti con
e della cultura nazionale. Dal 2004 società cinesi che usano il social meinfatti sotto l'egida dell'Istruzione dia per trovare nuovi consumatori
Cinese sono stati istituiti nel mondo all'estero. <~Vogliamo aiutare il resto
oltre 400 Istituti Confucio, tra cui del mondo a capire la Cina», ha diquello dell'università La Sapienza di chiarato Mark. E da dove cominciare
Roma e quello dell'Università degli se non dall'impararne lui per primo
Studi di Milano, che a loro volta col- la lingua? Se ci si mette Zuckerberg,
vale di sicuro la pena.
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MARTA DORE
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Scuola INel nostro Paese èboom di iscrizioni al liceo
linguistico. Un tempo era una scelta quasi solo femminile,
oggi di massa e unisex. E il cinese è il più richiesto
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Quotidiano
nSole9]{l mmrn
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Da oggi in poi studenti fuori corso e docenti in più peseranno sulle casse degli atenei - La quota premiale sale a 1,2 miliardi
Costi standard nelle università
Il ministro Giannini firma il riparto del fondo da 7 miliardi: «Premiamo chi è virtuoso»
Marzio Bartoloni
Gianni Trovati
Chi ha più studenti fuori corso o troppe cattedre rispetto al
necessario sarà penalizzato nei
fondi. Le università sono avvertite: da quest' anno si traccia una linea Maginot anti-sprechi con
l'ingresso per la prima volta del
«costo standard di formazione
per studenti in corso». Q].iest'anno peserà l miliardo sui 7 complessivi destinati agli atenei, ma
ogni anno crescerà di l miliardo
fino a raggiungere 5 miliardi nel
2018, sostituendo in toto i vecchi
criteri della spesa storica.
Ieri la ministra dell'Istruzione,
Università e Ricerca, Stefania
Giannini, ha firmato il decreto sul
fondo ordinario (Ffo) 2014 delle
università, che ora va all'esame
della Corte dei conti. Oltre al costo standard, l' altra novità è la crescita della quota premiale che
schizza quest'anno a 1,215 miliardi: 243 milioni saranno distribuiti
valutando curriculum e produzione scientifica dei docenti assunti,
850 milioni in base alle pagelle sulla ricerca realizzate dall'Anvur,
l'Agenzia di valutazione che ora
tornerà in pista per aggiornare i
"voti" con i fondi previsti dal Ffo.
Nei parametri di valutazione di
quest' anno, però, escono praticamente gli studenti, conteggiati solo per i 121 milioni distribuiti in base alle attività di ogni ateneo nei
programmiErasmus.ln base a criteri meritocratici saranno distribuiti anche 260 milioni tra fondi
ai dottorati, sostegno ai giovani e
piano triennale delle università.
Secondo le prime stime più di 30
università guadagneranno fondi
rispetto al 2013, e fra queste ci sarà
il 50% degli atenei del Sud. Almeno per quest'anno, comunque,
non ci saranno tagli profondi per
nessuno: secondo i calcoli del ministero gli atenei più colpiti non
scenderanno oltre il 2,7% di fondi
rispetto all'anno prima (lo stesso
decreto prevede una clausola di
salvaguardia del 3,5%).
Ma è il prossimo futuro a mettere in apprensione più di un rettore: con il costo standard - il cui
identikit è stato tracciato in un
Dpcm che ilMiur ha appena inviato all'Economia - sarà calcolato il
"prezzo giusto" di ogni ateneo
per la frnanza pubblica in base
principalmente a due parametri:
la domanda, rappresentata dal numero degli studenti in corso, e 1'offerta, misurata con il numero di
docenti necessari a realizzare i
corsi proposti dalI'ateneo, i servizi didattici e alllIDinistrativi, i costi di funzionamento, la presenza
di collaboratori ed esperti linguistici e così via.
L'obiettivo è quello di mandare
in soffitta le storture che si sono
accumulate in decenni di finanziamento sulla base della "spesa storica", che hanno via via premiato
le università con una struttura dei
costi più pesante o un peso politico maggiore negli uffici dei vari
ministri. L'obiettivo è ambizioso,
e ovviamente viene perseguito in
modo progressivo, con un sistema che potrebbe essere sottoposto ad aggiustamenti in corso
d'opera. Le prime bozze, per
esempio, hanno suddiviso i corsi
di laurea in sole tre aree di studio,
mettendo insieme (e quindi attribuendo costi standard analoghi) a
settori anche molto diversi fra loro. La fllosofia, comunque, è chiara, e una volta a regime imporrà a
chi ha troppi fuori corso, oppure
troppi docenti, di pagarseli con le
proprie risorse (ma in molti casi
aumenti di tasse universitarie rischiano di essere insostenibili politicamente) oppure di riorganizzarsi. Anche se è previsto un meccanismo perequativo calcolato in
base al contesto economico regionale e alla capacità contributiva
degli studenti.
«Abbiamo introdotto cambiamenti che consentiranno, da un lato, di premiare i virtuosi e i loro
sforzi nel fare innovazione e,
dall'altro, di non penalizzare atenei che operano in contesti più
svantaggiati», ha spiegato ieri la
ministra Giannini ricordando anche la Legge di stabilità che prevede per le università con i conti a
posto la possibilità di assumere ricercatori e docenti. Un'opportunità che per il prèsidente dei rettori della Crui, Stefano Paleari, va
colta - scrive in una lettera ai colleghi - scegliendo però di reclutare le giovani «menti migliori»
con criteri rigorosamente meritocratici. Critici, invece, gli studenti del coordinamento universitario Link, secondo cui il nuovo sistema «scarica il finanziamento
pubblico sui fuoricorso».
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l1;ìRlf'ROCI;IlON.E: RISERVATA
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Il sistema di finanziamento
I FONDI ALL'UNIVERISTÀ NEL 2014
LA CLASSIFICA DEI FUORICORSO
Dati in miliardi
La quota % sul totale di iscritti
nei 59 atenei statali
TOTALE
7,01
I primi dieci ...
---v--
o
o
QUOTA BASE TOTALE
Costo
2015
2016
2017
2018
1,96
2,94
3,92
4,911
"
Potenza
53,3
L'Aquila
53,3
Cagliari
51,3
Catania
50,8
O Pisa
O Sassari
Arcavacata
O Calabria
di Rende
O Cassino
O Camerino
O Benevento
49,1
Il primo quotidiano italiano
digitale interamentefn inglese
interamente dedicato aU'Italia
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economia, finanza,leggi, fisco,
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49,0
48,6
47,9
47,8
47,5
www.italy24.ilsole240re.com
su tutti i dispositivi
... e gli ultimi dieci
------v--- - - -
•
Intervento perequativo
Reclutamento professori associati
Borse post lauream e mobilita' studenti
0,395 Altre voci
-_ _--
~-~~-
33,7
Venezia Cà Fosca ri
33,4
Brescia
33,4
Trento
33,3
Milano Statale
32,9
Mila no Bicocca
32,5
Modena
e Reggio Emilia
31,1
Pavia
29,7
Milano Politecnico
28,7
Venezia Iuav
28,4
---
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..
Bologna
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Foglio
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Data
I
Errore umano sui test di medicina
Il capo del consorzio: mi dimetto
Trasmissione sbagliata tra computer. Gli specializzandi e l'ipotesi class action
prove in contemporanea in 442
ROMA «Un errore umano, un
banalissimo errore materiale,
aule in tutta Italia, con 12 mila
una buccia di banana». E quelcomputer accesi tutti nello
0/0
stesso istante e con domande
la che doveva essere una «rivodiverse per ogni candidato e un
luzione» si è trasformata in
Gli iscritti ai test
La quota
giudizio uguale per tutti.
«tragedia» per oltre 11 mila
d'ingresso
di candidati
Ma l'errore c'è stato. E non
persone. Laureati che da mesi
. alle Scuole
che non
tutto è andato così liscio. Molti
aspettavano il primo concorso
• di specializzazione
dovrà
candidati raccontano di comnazionale per aggiudicarsi le 5
in Medicina
ripetere
puter bloccati, aule non sorvemila borse di studio quinquenla prova
gliate, quiz fatti in gruppo e pc
nali delle scuole di specializzacollegati a Internet. Il Miur non
zione e poter finalmente ottereplica. Ieri il ministro Stefania
nere la «patente» di medico ed
Giannini ha saltato una visita a
esercitare la professione.
l candidati che
Le domande
Genova per rimanere in viale
Dovranno aspettare. Risottodovranno tornare
acui
Trastevere conIa sua squadra e
porsi al test. Ricominciare da
bisognerà
a rifare il quiz nelle
il decreto che firmerà
definire
capo. Tutto per «un errore di
rispondere
aree Medica
oggi per annullare le prove e
importazione: dal cd del Miur
e Servizi clinici:
dinuovoi/7
fissare la data dei nuovi test (il
al database del Cineca che eronovembre
8.319 hanno
7 novembre probabilmente).
gava i quiz», un «banalissimo
sostenuto le prove
Non si esclude la revoca del
errore di esecuzione» che ha
in entrambi i settori
invertito le 30 domande generali di due aree: quelle dei Ser2.12Shanno
Le aule
vizi clinici al posto dell'area
svolto il test
I le testimonianze
universitarie
Medica e viceversa. «Una stupinell'area Medica
I
I candidati raccontano
utilizzate
daggine con conseguenze traper
svolgere
798
in
quella
di
aule non sorvegliate
giche» che ha costretto il minii test
dei Servizi clinici
e quiz risolti in gruppo
stero dell'Istruzione ad annulcorriE~' p clf?f!d :)(lra
lare le prove del 29 e 31 ottobre.
«Solo un errore umano», dice Marco Lanzarini, direttore ha annunciato che rassegnerà . ti» (il concorso è stato prepara- mandato al Cineca, ma «la
generale del Cineca, il Consor- il mandato al consiglio, «un at- I to in pochi mesi, ndr). Ma «il priorità è trovare una soluzione
zio di 69 università italiane e to dovuto». Lanzarini fa lo stes- baco non è il sistema, la prova che tuteli al massimo i candiMiur cui vengono affidati con- so: «La responsabilità è mia», ha funzionato e senza l'errore dati». Che sono sul piede di
corsi e test di ammissione, in- . perché «non possiamo non saremmo qui a parlame bene». I guerra e minacciano ricorsi.
Perché quella della settima- Mentre l'associazione dei giocluso quello per la specializza- I farci carico dell'errore», anche
zione di Medicina della scorsa se «l'importazione era solo tec- na scorsa doveva essere «la ri- vani medici e gli specializzandi
settimana. il Cineca si è assun- nica: forse serviva tempo per voluzione», il primo concorso si riservano di avviare una class
to la responsabilità dell'acca- un collaudo con persone piÙ nazionale basato su trasparen- action contro Cineca e Miur.
duto e ha promesso di «farsi competenti che controllassero za e merito, un sistema per
Claudia Voltattorni
carico di spese e eventuali dan- l'esattezza delle domande», e combattere lo strapotere dei [
[email protected]
-, RIPRODUZIONE" R:SE:RVAT A
ni».ll presidente Emilio Ferrari certo «i tempi sono stati stret- baroni. Una «rivoluzione» con [
I numeri
12.168
7,6
11.242
30
442
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068391
~
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Quotidiano
COBBIEBE DELLA SEBA
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Foglio
03-11-2014
18
2/2
Il Cineca
.. Il Cineca è un
consorzio
interuniversitario del
sistema
accademico
italiano. È la
piattaforma
informatica
di riferimento
delle università
italiane
.. Nasce nel
1969: oggi
le università
consorziate
rappresentano
circa il 90%
delle università
statali italiane
(69)
.. A queste si
aggiungono
il ministero
dell'Istruzione,
!'Istituto
nazionale di
Oceanografia e
di geofisica
sperimentale
e il Consiglio
nazionale
delle ricerche
Etr<ll( Ullldno
Il
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Quotidiano
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03-11-2014
3
1
Ricercatori precari a vita
Porte chiuse negli Atenei
Effetto perverso delle riforme in serie: solo uno su cento può essere stabilizzato
S
olo un ricercatore
precario su 100 nelle università italiane ha davanti a sé
una possibilità vera
di stabilizzazione, gli altri 99
stanno perdendo tempo. O,
più semplicemente, stanno
preparando le valigie per andare altrove, a molti chilometri di distanza da un'Italia
che, lontano dai proclami dei
consigli dei ministri di go"
verni di ogni colore politico,
non riesce a fare nulla per i
suoi cervelli.
L'Apri, associazione dei
precari della ricerca, ha analizzato i dati attuali del ministero dell'università. Il ritratto che ne è emerso non è dei'
più lusinghieri per le università e per la ~olitica italiana.
Esistono 2450 ricercatori a
ricercatori
Titolari
di assegni di
ricerca, anche
loro non
otterranno
mai alcuna
stabilizzazione
99
mazione stabile nelle universit:\. «Ovviamente nessun ateneo
avrà. interesse ad assumere ricercatori di tipo B che costano
di più e creano problemi in fatto di organico - commenta Luigi Maiorano, presidente dell'Apri -. È inutile, quindi, che
anche questo governo annunci
di poter risolvere il problema
dei precari. L'esito delle decisioni prese dal governo è facilmente prevedibile: avremo più
promozioni di associati àd ordinari e più precariato». «Si tratta di una mano di vernice su un
sistema ormai arrugginito»,
spiega Antonio Bonatesta, segretario nazionale dell~di,
l'associazione dottorandi e dottori di ricerca. «Ci troviamo dinanzi a interventi di màquillage che non si pongono in modo
serio e credibile l'obiettivo di
risolvere strutturalmente la
drammatica situazione dei giovani ricercatori in Italia».
E, estendere il vincolo come
ha fatto il governo Renzi, significa che - prosegue l~di - «Gli
atenei -si orienteranno verso la
figura che richiede il minor aggravio e cioè quella del ricercatore di tipo «a», sprovvisto di
tenure track e più precario».
224
Ricercatori
a tempo
determinato
di tipo B. gli
unici ad avere
dava,..ti una
poSsibilità di
lavorare
stabilmente
nell'università
Ricercatori
su 100 saranno espulsi dal
sistema accademico
Codice abbonamento:
a tempo
determinato
di tipo A, cioè
quelli che
hanno durata
triennale;
rinnovabili per
altri due anni
e poi fine, si
fermano lì,
non possono
fare altro.
15
96 ricercatori che il sistema
avrebbe buttato fuori.
In questa situazione che
cosa sta facendo il governo
Renzi? La riforma Gelmini
.che prometteva di risolvere il
problema del precariato nelle
università ha soprattutto
cancellato il problema come
dimostrano i dati e come denunciano le associazioni. La
ministra Gelmini aveva anche
previsto che il 40% delle risorse degli atenei per il turnover
fossero destinate obbligatoriamente a posti di ricercatore a
tempo determinato. Dopo di lei
Francesco Profumo eliminò il
vincolo e introdusse l'obbligo di
creare un posto da ricercatore
a tempo determinato di tipo B
ogni nuovo professore o.rdinario I>er dare spazio vero ai giovani: Ora che stanno ripartendo i concorsi, la Crui, la Conferenza dei rettori, ha chiesto più
volte di abolire la norma di Profumo. Il governo Renzi ha ceduto con una manovra molto furba: nella legge di stabilità si è
esteso il vincolo rendendolo valido anche per i ricercatori di
tipo A, quelli che non hanno
speranze di trovare una siste-
068391
24
tempo determinato di tipo A,
cioè quelli che hanno durata
triennale, rinnovabili per altri due anni e poi fine, si fermano lì, non possono fare altro. Ci sono 15.237 titolari di
assegni di ricerca di vario tipo, in pratica persone che lavorano nelle facoltà çome dei
borsisti, dopo' esserSi":procurati da soli i fondi per la loro
attività ma che non otterranno mai alcuna stabilizzazione. Ed esistono 224 fortunati
ricercatori a tempo determinato di tipo B, con contratti di
tre anni, gli unici che possono
portare alla promozione a
,professore associato se, al
termine dei tre anni, avranno
conseguito l'Abilitazione
Scientifica Nazionale.
Sono 224 persone in tutt'Italia, assunte con contratti basati su' una legge del
2010 che ha portato ai primi
bandi solo dopo tre anni di
attesa, nel 2013.
,
A queste condizioni" quasi
99 ricercatori su 100 saranno
espulsi dal sistema accademico, una cifra ancora più negativa di quella dello scorso anno, comunque drammatica, di
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Quotidiano
il Giornale
Roma Arrivano i fondi per le
università. E saranno meritocrati ci. Agganciati cioè non più
arendite di posizione di tipo storico, bensì alla qualità e alla tipologia dei servizi offerti agli
studenti dai vari atenei.
È questa la principale novità
del decreto di ripartizione del
Fondo per il finanziamento ordinario (Ffo) firmato ieri dal ministro dell'Istruzione Stefania
Giannini e che aspetta il vialibera della Corte dei Conti. Di poco superiore ai sette miliardi
(7.010.580.532euro)l'ammontare complessivo per l'anno
2014, oltre il 22 per cento dei
quali sarà distribuito sulla base
delle performance dei singoli
atenei, tra quota premiale, programmazionetriennale, dottorati diricerca, fondo perigiovani e fondo perequativo. Un modo per premiare, spiegailministro «gli sforzi dei virtuosi senza
dimenticare chi operain contesti difficili».
Criteri che potrebbero diventareunmodello applicabile anche in altri contesti. «Si tratta spiega il ministro Giannini - di
un caso unico nella Pubblica
Amministrazione: l'università
si pone al centro di un innovativo sistema di distribuzione dei
fondi pubblici che legherà quote sempre più consistenti dei finanziamenti alla qualità dei servizi offerti agli studenti». Non ci
sono più tetti all' incremento degli stanziamenti destinati agli
atenei virtuosi e cresce dal 13,5
al 18 per cento la quota del finanziamento che sarà distribuita prendendo in considerazione anche l'internazionalizzazione delle università, con particolare attenzione al programma Erasmus.
Il decreto tiene conto delle
performance ma non vuole penalizzarechiquesteperformance non può raggiungerle perRitaglio
Universita'
ché penalizzato dall' agire in
contesti economicamente più
deboli. Da qui il meccanismo
delle clausole di salvaguardia
che stabiliscono un tetto massimo di riduzione dei fondi pari
al 3,5 per cento, contro il5 del
20 13. Nessuna università scenderà comunque sotto il 2, 7 per
cento. E così più della metà degli atenei avrà più soldi rispetto
all'anno scorso.
AnCu
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Ora i fondi
per l'università
saranno legati
al merito
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1
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Quotidiano
IL ,,"~MATTINO
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.
I
Medicina, test annullati
si dimette il responsabile
Lascia il presidente di «Cineca», è ancora polemica
Camilla Mozzetti
medica, avrebbe finalmente ripulito una gestione finora clientelare e diffusissima nei vari atenei
italiani. Candidati che ora, messe
da parte le speranze, si trovano di
fronte alla reale ipotesi di una provarecupero.
Questa mattina il ministro
dell'Istruzione Giannini dovrebbe firmare il decreto per le nuove
prove da svolgersi il prossimo 7
novembre. Decisione, questa,
che spacca in due i candidati del
concorso, con una parte disposta
perfino ad annullare per inte:o i
test e ripeterli da capo, onde eVItare discriminazioni tra i concorrenti, e un'altra che promette ricorsi e battaglie qualora si dovesse tornare a ripete le selezioni nelle 117 sedi italiane venerdì prossimo. Se gli studenti, l'Unione degli
universitari, le associazioni dei
giovani medici, il comitato degli
aspiranti specializzandi chi~do­
no inoltre al governo che SIano
aumentate le borse di studio, dal
ministero si torna solo a difendere il principio del concorso.
«Il test nazionale è il risultato
di una valutazione negativa delle
prove locali - ha dichiarato il ministro Giannini - che in più occasioni avevano dato adito a falle
molto più gravi». Un traguardo
condiviso anche dai giovani medici dell'Anaao, quello del concorso nazionale: «Continuiamo a
credere in questa modalità di accesso - affermano in una nota accorata in cui chiedono, oltre al risarcimento delle spese, che il ministro riferisca in Parlamento e
poi si dimetta - ma con controlli
più rigorosi, tali da evitare queste
incresciose irregolarità».
Tra i medici c'è chi si spinge
oltre, come l'Acoi, che propone il
trasferimento delle competenze
sulla formazione dei medici al ministero della Sanità, o l'Associazione italiana giovani medici che
annuncia una mobilitazione unitaria nazionale, riservandosi il diritto di avviare «una Class action»
contro ilCineca e il Miur (citandoli in sede civile anche per danno
associativo professionale) sia per
risarcire i candidati sia per creare
un fondo dedicato per il fmanziamento di ulteriori contratti di formazione specialistica».
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ROMA. Dopo le scuse, pubbliche e
ufficiali, giunte dal ministero
dell'Istruzione e dal Cineca diBologna, arrivano le prime dimissioni. Giacché non è un fronte senza
feriti quello aperto dal caos del
primo concorso nazionale sull'ingresso alle scuole di specializzazione in Medicina. Quel "banale
errore" - come l'hanno definito
da viale Trastevere e dall'istituto
emiliano - che ha riguardato la
somministrazione delle prove
per l'area Medica e per quella dei
Servizi clinici, con le trenta domande invertite, segna già le prime vittime. Il numero uno del
consorzio
interuniversitario,
Emilio Ferrari, ha annunciato le
dimissioni dalla carica di presidente, che verranno ora sottoposte al collegio dell'istituto.
Ciononostante, studenti, aspiranti specializzandi, perfino politici di ambo gli schieramenti,
chiedono a gran voce una serie di
modifiche strutturali e il chiarimento delle responsabilità per
una procedura concorsuale «fal-
lata» che non appartengono, di
certo, a una singola persona. Dopo le critiche di Fratelli d'Itali~ e
di Forza Italia con la responsabIle
scuola e università' Elena
Centemero,
ad accusare il
Annunciate
governo e la
macchinaamle nuove prove
ministrativa
ma i candidati
di essere <dmsi spaccano
preparati», ieL'Anaao: ora
ri anche il deputato delParsi dimetta
anche il ministro tito democratico, Filippo
ha
Crimì,
chiesto di «perseguire i responsabili affinché un metodo di selezione meritocratico non venga infangato a causa delle inefficienze amministrative».
Del resto, in ballo c'è il futuro
di oltre 12mila candidati. Gli stessi che lo scorso settembre presentarono i moduli, con tanto di ricevuta di pagamento per le tass~
d'iscrizione (30 euro per ogro
scuola), convinti che il primo concorso nazionale per l'ingresso in
una scuola di soecializzazione
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IL ,,"~MATTINO
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Inwneri
Il test degli errori
Si sono svolte fra il 28 e il 31 DttDbre le prove scritte
del primo concorso nazionale per l'ingresso alle Scuole
di specializzazione in Medicina
Quiz in comune
Il Miur ha deciso di
annullare e ripetere
le prove oggetto
dell'errore effettuato
dal Cineca, cioè i 30
quiz comuni all'Area
Medica e i 30 comuni
all'area dei Servizi
Clinici
Prove scritte del 29 e 31 ottobre
Scuole dell'Area Medica
e quelle dell'Area dei Servizi Clinici
Il recupero
i candidati che hanno sostenuto
le prove di tutte e due le Aree
2.125
798
hanno affrontato esclusivamente
l'Area Medica
solo quella dei Servizi Clinici
+.:.e.ntimE!.tri
I quiz annullati
saranno ripetuti il7
novembre in una
giornata e nelle sedi
già utilizzate il 29 e 31
ottobre. Il Miur sta
awisando i candidati
attraverso il sito
riservato e il portale
www.universitaly.it.
Il precedente
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L'8 aprile l'ultima prova
svoltasi nelle principali
sedi universitarie.
E in quella occasione
venne denunciata la
manomissione di uno
dei plichi contenenti
le prove d'esame
all'Ateneo di Bari
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-ILILL'TlE~M!
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'~'J _ _
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1
Class action contro il pasticcio dei test
La rabbia dei giovani medici dopo lo stop al concorso per le specializzazioni
il presidente del Cineca responsabile dell'errore annuncia le dimissioni
Martino Villosio
• Il giorno dei Santi è stato
quello dell 'incredulità, ora per
circa 12.000 giovani medici è il
momento della rabbia. Troppo clamoroso il pasticcio del
consorzio interuniversitario
Cineca «<braccio meccanico»
del Miur all' ennesima cilecca)
che ha portato all' annullamento delle prove per l' ammissione alle specializzazioni svoltesi il 29 e 31 ottobre. Troppa
nonchalance nella risposta
del ministro dell'Istruzione
Giannini: la colpa non è nostra, tornate il 7 novembre a
ripetere la prova.
A causa di un errore, ammesso dallo stesso ministero, sono
stati invertiti i quesiti delle prove del 29 con quelli del 3l.
«L'inversione ha riguardato
esclusivamente le 30 domande comuni a ciascuna delle
due aree, medica e dei servizi
clinici» spiegava la nota mini-
steriale. Per II.242 giovani
che hanno speso fino a 500 euro per poter sostenere il concorso, la cosa non finisce qui.
Ieri hanno annunciato una
class action risarcitoria per i
danni morali e materiali. <<In
questo concorso, a differenza
del passato, le prove sono state svolte su pc e dunque ogni
candidato ha potuto vedere subito il punteggio realizzato»,
spiega l'avvocato Michele Bonetti che affila le armi al pari
del Codacons, «chi ha ottenuto il massimo ed era sicuro di
entrare ci ha già contattati per
rivolgersi al Tar. Abbiamo avuto segnalazioni di computer in
rete che si sono inceppati e di
aule in cui è saltata la luce, con
prove sospese e riprese dopo
mezz'ora» aggiunge Bonetti,
che nonha digerito, come i tanti giovani beffati che hanno già
intasato la sua mail, le spiegazioni con cui il ministro Gian-
nini ha cercato di archiviare
l'incidente attribuendone tutta la colpa al Cineca. «Il Miur
siede nel cda del consorzio,
che aveva già sbagliato in modo clamoroso in altre occasionirecenti, eha unaresponsabilità di controllo». Bonetti, con
il collega Santi Deliahaottenuto dal Tar tra luglio e settembre l'ammissione di 5.000 studenti a medicina dopo le irregolarità nei test d'ingresso
dell' 8 aprile. Prima c'erano state le irregolarità denunciate
nel concorso per magistrati,
l'inchiesta avviata dal ministro Lorenzin dopo il concorso
per medici generali, le proteste degli insegnanti per le domande errate inserite dal Cinecanei test di agosto per l' accesso ai corsi Tfa di abilitazione.
Nella nuova Italia tutta protesa a cambiare verso, insomma, non c'è verso di assistere a
un concorso immune da irre-
golarità. I giovani medici beffati lo hanno ricordato al premier Renzi, in un' accorata lettera aperta. «Quello che è accaduto è inammissibile per un
Ministero di un paese dell'U e
e corona con assoluta coerenzal'inettitudine e la vergognosa presa in carico della riforma
del concorso alle scuole di specialità mediche che, per i mesi
di ritardo, l'inadeguatezza del
numero di borse concesse e la
ridicola gestione delle prove
di concorso, ci portano a dire
con forza: vergogna» urlano i
giovani medici che hanno tentato i test. «Siamo 12.000 e
quello che riuscite ad offrirci
sono 5000 miseri posti. Molti
si recano all'estero, dove sanno che saranno valorizzati più
e meglio di quanto il loro Paese sia capace di fare». Il presidente del CinecaEmilio Ferrari' intanto, ha annunciato le
sue dimissioni: «Atto dovuto».
Beffa
Gli 11.242 partecipanti
hanno sborsato fino a 500 euro
Secondo il ministro Giannini
basta ripetere la prova
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Danno
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Stefania Giannini
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Quotidiano
Milarfo
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1
IL TICKET «AMICO»
Innovazione?
Pagare Area C
sul sito internet
è un'impresa
Alberto Ghmnoni
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Stefania Giannini
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• La rivoluzione telematica
e digitale ci migliora la vita?
Spesso ma non sempre. Un
bell' esempio èilsistemadi pagamento onlinedell' Area C, il
ticket per circolare con l'auto
nel centro di Milano. L'Area C
è già discutibile per filosofia e
modalità di applicazione. Palazzo Marino comunque larivendicacomeunagrandetrovatae qualcuno mostra di crederci. Asettembre l'assessore
al Traffico ha ricevuto il Premionazionaledell'Innovazione dalle mani del ministro dell'Istruzione Stefania Giannini. E amaggio era stato consegnato a Milano il Transport
Achievement Award del
2014. Sarebbe interessante capire se igrandi esperti che hanno decretato lo straordinario
valore innovativo di questa
misura, amica dell' ambiente,
della mobilità e ovviamente
dei cittadini hanno provato a
pagare il ticket nel sito internet aperto di recente. «Area C
diventa più semplice» ha detto l'assessore un mese fa ma,
con tutto il rispetto di chihalavorato alla sua realizzazione,
viene il dubbio che il sito non
sia stato pensato per un utente medio e mediamente dotato nell' uso degli strumenti informatici. Entrando nella paginae imbattendosi in oscure
funzionie sofisticate sfumature fra «acquista», «attiva» e
«gestioneticketAreaC»siviene presi da una sensazione di
impotenza e frustrazione. Si
rimpiangonochioschie«grattini». Edopo essersi imp egnati per pagare quella che in fin
dei con ti è sem pre una tassa si
esce con il dubbio perenne di
avere sbagliato qualcosa e di
aver perso tempo, soldi e pazienza senza per questo aver
evitato l'implacabile multa.
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nSole9]{l mmrn
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Fondi
pensione,
il
Fisco
Fondi pensione,
con la super tassa taglia l'assegno fino all'Il%
si perdefino all']]%
Effetti pesanti dall'aumento del prelievo sui rendimenti
PAGINA ACURA IJI
Claudio Pinna
L'aumento dall'u% al 20%
della tassazione sui rendimenti
annui dei fondi pensione previsto nel Ddl stabilità per il 2015 ridurrà le prestazioni finali nette
dei fondi stessi. Rendendo ancora più evidente il divario tra lc
condizioni previste in Italia e
quelle dei Paesi europei che non
prevedono tassazione dei rendimenti. Solo in Italia, Danimarca
L'AUMENTO
e Svezia, infatti, i rendimenti soCome cambia il prelievo sui
rendimenti dei fondi pensione no soggetti a prelievo fiscale.
Negli altri Paesi Ocse, la tassacon la legge di stabilità
zione avviene una volta sola,
ALIQUOTA ATTUALE
cioè quando si va in pensione.
All'inasprimento della tassazione, si aggiunge poi l'altra previsione del Ddl stabilità, ovvero
la possibilità perilavoratoridirichiedere in busta paga l'accantonamento mensile del trattamento di fine rapporto (Tfr). Anche
questa misura, sottraendo risorse agli accantonamenti, avrà un
impatto negativo sulle prestazioni finali dei fondi.
11%
20%
dell'equivalente incremento del
costo della vita), la riduzione
della prestazione può arrivare fino all'u% della posizione netta
maturata. In valore assoluto, la
differenza può superare i 37mila
euro nello scenario conle performance migliori dei fondi.
Le stesse variazioni percentuali possono ritenersi valide
per tutti ilivelli retributivi. La richiesta in busta paga del Tfr per
il periodo consentito, in base al
Ddl stabilità (dallO marzo 2015 al
30 giugno 2018) può comportare
un'ulteriore riduzione della prestazione finale. Una riduzione
che può risultare sensibile, sino
al30% della posizione netta maturata per i periodi più contenuti
di iscrizione aifondi pensione.
Il confronto con la Ue
Per un lavoratore italiano, nell'ipotesi dell'aumento effettivo
al 20% del prelievo sui rendimenti dci fondi pensione, sarebbe assolutamente più vantaggioso trasferire la prestazione accuL'aumento della tassazione
mulata presso un fondo pensioIl prelievo sui rendimenti
In Italia, Danimarca e Svezia è La nuova tassazione ipotizzata ne paneuropeo costituito (sulla
per i rendimenti al20% determi- base della Direttiva Ue 41/2003)
utilizzato il sistema di
na
una riduzione delle presta- in uno dei paesi dell'Unione che
tassazione dei fondi pensione
zioni che aumenta al crescere non preveda alcuna tassazione
definito EH: esenzione dei
del periodo diiscrizione al fondo dei rendimenti ottenuti. L'ascontributi versati, tassazione
dei rendimenti, tassazione delle pensione e del risultato annuo senza di tassazione infatti, a pariottenuto. Se ipotizziamo infatti tà di ulteriori situazioni, deterprestazioni. In Danìmarca,i
rendimenti sono tassati sempre che un lavoratore con una retri- mina prestazioni nette in alcuni
buzione annua lorda di 50mila casi decisamente più elevate, siaI15,3%, in Svezia la
euro destini a un fondo pensione
tassazione dei rendimenti è al
dallO gennaio 2015 l'accantona- no al 22% della posizione matu15% ma si deducono una serie
mento annuo del Tfr e conside- rata (si veda il Sole 24 Ore del 22
di costi. In Italia la tassazione
riamo tre diversi periodi di iscri- ottobre).
dei rendimenti è oggi all'l1%
zione (15, 25 e 35 anni) e tre possima il disegno di legge di
bili diversi tassi annui di rendi- Gli effetti sulla previdenza
stabilità 2015 prevede un
mentoreale(2%,4%e6%alnetto Dopo più di venti anni di riforaumento a120%
Ritaglio
duta) la previdenza complementare non potrà che svolgere
un ruolo fondamentale. In futuro, infatti, solo alcuni lavoratori
che avranno la possibilità di andare in pensione intorno ai 70
anni, dopo una carriera completa, saranno in grado di ricevere
dall'Inps una pensione calcolata
con il metodo contributivo che
sia adeguata. Per tutti gli altri, in
particolare ilavoratori che per le
ragioni più varie (ristrutturazioni aziendali, esigenze familiari,
fisiche, e così via) saranno portati ad anticipare il pensionamento, l'esigenza di una copertura
aggiuntiva risulterà detenninante. L'attùale contesto economico, e il notevole squilibrio dell'Inps, lasciano presupporre che
queste necessità diftìcilmente
potranno essere garantite attraverso un ulteriore intervento del
sistema pubblico. E anche se
l'economia ripartisse, i vantaggi
di affiancare a un sistema finanziato a ripartizione un altro gestitoin baseal metodo della capitalizzazione dovrebbero risultare ormai evidenti sul mercato. Le
disposizioni che il Governo ha
introdotto nel disegno dilegge di
stabilità per il 2015 vanno esattamente nella direzione opposta.
Colpiscono le prestazioni garantite dai fondi pensione, aumentando la tassazione c riducendo quindi le prestazioni nette finali e sottraggono il Tfr, lIna
determinante fonte di finanziamento, forse l'unica.
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L'esenzione
La maggior parte dei Paesi
Dcse usa il sistema di
tassazione EET (esenzione dei
contributi versati, esenzione
dei rendimenti, tassazione delle
prestazioni)
me, dunque, l'impressione è che
la struttura del nostro sistema
pensionistico non possa ancora
essere considerata quella definitiva. In seguito alla riforma «F ornero» delzoll, infatti (e dopo tutte le riforme che l'hanno prece-
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Copie in nostro possesso di cattiva qualità
Lavoro e previdenza
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La nuova tassazione al
20% ipotizzata per i fondi
pensione determina una
riduzione delle prestazioni
che aumenta sia al crescere
del periodo di iscrizione, sia
se il fondo ha risultati
brillanti: la riduzione della
prestazione può arrivare
fino all'n % della posizione
netta maturata.
Pinna "
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2/2
Il confronto
Il Tfr netto maturato in un fondo pensione italiano dopo 15, 25 o 35 anni di permanenza del lavoratore, secondo diversi regimi di tassazione dei
rendimenti: quella attuale all'H % e quella a120% prevista dal OdI di stabilità peril20l5. La simulazione è effettuata su una retribuzione annua
lorda 2014 di 50mila euro
Periodo
di iscrizione
al fondo
TFR CON
TASSAZIONE
ALL'l1%
TFR CON
TASSAZIONE
AL 20%
70.706
67.384
TFR CON
TASSAZIONE
AL 20%
TFR CON
TASSAZIONE
ALL'l1%
TFR CON
TASSAZIONE
AL20%
127.631
120.970
166.968
'153.805
TFR CON
TASSAZIONE
ALL'l1%
TFR CON
TASSAZIONE
AL20%
TFR CON
TASSAZIONE
ALL'l1%
TFR CON
TASSAZIONE
AL20%
332.762
295.537
TFR CON
TASSAZIONE
ALL'll%
TFRCON
TASSAZIONE
AL 20%
TFR CON
TASSAZIONE
ALL'l1%
51.536
50.722
TFR CON
TASSAZIONE
ALL'll%
TFR CON
TASSAZIONE
AL 20%
TFR CON
TASSAZIONE
ALL'l1%
95.622
TFR CON
TASSAZIONE
ALL'l1%
TFR CON
TASSAZIONE
AL 20%
156.353
150.765
TFR CON
TASSAZIONE
AL20%
Fonte: Elaborazioni Aon Hewitt Consulting
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Nota: Si ipotizza il versamento dell'accantonamento di Tfr al fondo a partire dallO gennaio 2015 e il mantenimento nel tempo
in vaLore reale della retribuzione annua lorda percepita. Le prestazioni sono espresse in euro 2014
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1
I casi che fanno scattare la conversione
I
Stop al lavoro a termine
se c'è una riduzione d'orario
equivalenti), cui si riferisce il
contratto di lavoro a tempo determinato, salvo che tale contratto sia concluso per sostituire lavoratori assenti, o sia concluso in base all'articolo 8,
comma 2, della legge 223/1991
(ossia quando il nuovo assunto
a tempo determinato è un soggetto in mobilità), o abbia una
durata iniziale non superiore a
tre mesi;
presso unità produttive (e
quindi non nell'intera azienda)
nelle quali siano in corso una
sospensione dei rapporti o una
riduzione dell'orario, con diritto al trattamento di integrazione salariale, che interessino lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto
a termine;
da parte di imprese che non
abbiano effettuato la valutazione dei rischi in base all'articolo
4delDlgs626/1994,ossiaquando non siano state rispettate le
previsioni oggi contenute nel
Dlgs8v2008.
Sulla valutazione dei rischi,
disciplinata dagli articolÌl7 e 28
deIDlgs8V2008, bisognaricordare che deve riguardare tutti i
rischi, inclusi quelli connessi
«alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene
resa la prestazione di lavoro».
Come affermato dalla Cassazione (si veda la sentenza 5241
de12 aprile 2012), «ove il datore
di lavoro non provi di aver
provveduto alla valutazione
dei rischi prima della stipulazio ne, la clausola di apposizione del termine è nulla e il contratto di lavoro si considera a
tempo indeterminato». Divieti
analoghi interessano anche la
somministrazione di lavoro e il
contratto di lavoro intermittente, in base a quanto previsto,
rispettivamente, dagli articoli
20 e 34 del Dlgs 276/2003.
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~
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Ancora prima di verificare
i limiti numerici, il datore di lavoro che voglia assumere tramite contratti a tempo determinato deve tenere conto di alcune situazioni nelle quali questa strada non è percorribile,
pena la conversione in rapparto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. L'articolo 3
del Dlgs 368/2001 prevede che
l'apposizione di un termine alla
durata di un contratto di lavoro
subordinato non è ammessa:
11) per sostituire lavoratori che
esercitano il diritto di sciopero;
salva diversa disposizione
degli accordi sindacali, presso
unità produttive (e non l'intera
azienda) nelle quali ci siano
stati, entro i sei mesi precedenti, licenziamenti collettivi in
base agli articoli4 e 24 della legge223/1991,cheabbianoriguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni (e quindi non a
mansioni
semplicemente
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Quotidiano
nSole9]{l mmrn
ECONOMIA
al 12,6% ma
segnali positivi
Disoccupati
A settembre gli occupati
FOCUS
Data
01-11-2014
Pagina
4
Foglio
1 /2
sono aumentati di 82mila
unità su agosto, e di
132mila unità su settembre
2013, ma il tasso di
disoccupazione rimane
elevato al 12,6%.
Claudio Tucci ~ pagina 4
B2mila
NUOVI POSTI DI LAVORO
NEL MESE DI SEnEMBRE
Disoccupati al 12,6% ma segnali positivi
Il tasso sale perché aumenta la ricerca di lavoro: a settembre però 82mila posti in più
Claudio Tucci
ROMA
Il tasso di disoccupazione, a
settembre, è rimasto elevato: siamo al 12,6% ( +0,1 punti percentuali rispetto ad agosto), contro una
media U e all'USOlo (la Germania
è al 5%, la Francia al 10,5°10). Gli
inattivi (cioè le persone scoraggiate) stanno iniziando però a
scendere, anche in modo consistente (132mila persone in meno
su agosto 2014 e addirittura
-309mila sull'anno). E ciò spiega, in parte, l'aumento del numero di disoccupati: a settembre
sono saliti di 48mila unità (si tocca quota 3 milioni e 236mila senza lavoro), e si tratta essenzialmente di donne, e in quota minore giovani, che si sono messi in
cerca di un impiego per rimpinguare i redditi familiari (viste le
difficoltà economiche legate alla crisi: le ore di cassa integrazione sono tornate a crescere e i salari sono fermi ormai da tre mesi consecutivi).
L'occupazione ha fatto un balzo in avanti diben 82milaunità in
un mese, 48mila uomini e 35mila
donne (si tratta essenzialmente
di lavori precari, i cui contratti sono stati resi più flessibili dal decreto Poletti dello scorso mag-
gio). Il tasso di disoccupazione
giovanile è dinIinuito, pur restando a livelli altissimi: 42,9% a settembre - a livello Ue peggio di
noi solo Spagna, 53,7%, e Grecia,
con un 50,7% relativo a luglio.
I dati diffusi ieri da lstat e, a livello internazionale, Eurostat,
hanno fotografato un mercato
del lavoro italiano ancora in crisi "nel tendenziale". Il numero
di disoccupati, su base annua, è
cresciuto infatti di 58mila unità
( +1,8%). Anche i giovani senza lavoro (al 42.9°10 a settembre) sono comunque in aumento
dell'1,9% nei dodici mesi. Ma a livello congiunturale qualche primo segnale positivo si sta iniziando a vedere. A partire
dall'occupazione, il cui tasso, pari al 55,9%, è cresciuto di 0,2 punti sul mese e di 0,5 punti sull'anno. Ed è il secondo mese consecutivo che il numero di occupati
è registrato in aumento (ad agosto +32mila posti su luglio; e a settembre +82mila su agosto).
«Da aprile il numero di occupati è cresciuto di 150mila unità ha ricordato in un tweet il premier Matteo Renzi - solo con il
lavoro #italiariparte». E soddisfazione è stata espressa pure dal
ministro, Giuliano Poi etti, che
ha parlato di numeri «molto buo-
ni, i migliori dall'inizio delz0l3 e
ciò può far ben sperare».
Più cauti i giudizi dei sindacati. Per la leader della Cgil, Susanna Camusso, «ben ven$ano leggeri miglioramenti dell'occupazione, ma c'è un altissimo tasso
di disoccupazione, specie giovanile. Per questo ci vuole una strategia d'urto più consistente».Argomentazioni ribadite anche da
Guglielmo Loy (DiI) secondo
cui «l'enorme quantità di risorse
destinate a incentivi a favore
dell' occupazione e i primi risultati di Garanzia giovani non sembrastiano producendo, a oggi, risultati brillanti».
A settembre tuttavia gli under25 occupati sono conteggiati
in 930mila, in aumento del 2,4%
rispetto al mese precedente
(+22mila) anche se in calo del
3,6% su base annua (-35mila). I disoccupati tra i 15-24enni sono
698mila. L'incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari
all'u,7%, in calo di 0,1 puntirispetto al mese precedente (+ 0,6 punti sull'anno). A livello europeo,
sempre a settembre, il tasso di disoccupazione giovanile si è attestato al 21,6%. I risultati migliori
li hanno registrati Germania
(7,6%), Austria (9,1%) e Olanda
(9,8%). Gli under25 senza lavoro
in Europa sono tre milioni e
340mila, in calo di 213mila unità
rispetto a settembre 20l}
In Italia il quadro restacomplicato (mentre alla Camera la settimana prossima riprende la discussione sul Jobs act). Ma fmalmente «l'occupazione si muove
in modo percettibile - ha detto
Maurizio Sacconi (Ncd) - e ciò
conferma che nonostante l' andamento recessivo dell'economia
la regolazione aiuta il lavoro, perché tutto ciò avviene a seguito
del decreto che ha liberalizzato i
contratti a termine e l'apprendistato. Per questo dobbiamo insistere con le regole e produrre il
nuovo Testo unico semplice e
certo in luogo del vecchio Statuto dei lavoratori». Opposto ilgiudizio di Cesare Damiano (Pd): «I
dati dell'Istat sono drammatici:
anche per questo è necessario
che la Legge di stabilità sostenga
investimenti e occupazione. E al
Jobs act vanno fatte delle correzioni». Ma all'interno del Pd le
opinioni sono diverse: «La fotografia sull'occupazione è incoraggiante- ha replicato AnnamariaParente- perché sono aumentati i posti di lavoro e si è ridotta
l'inattività. Ciò vuoI dire pure
meno lavoro nero. Siamo sulla
strada giusta».
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Il tasso di disoccupazione
giovanile, pur restando
altissimo, è sceso al 42,9%:
peggio dell'Italia solo Spagna
(53.7%) e Grecia (50.7%)
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Quotidiano
nSole9]{l mmrn
Data
, Noi c gli altri
Mercati e ripresa
!
I senza lavoro nella media Ue sono 1'11,5%
La Germania è al 5%, la Francia al 10,5%
'I
I DATI ISTAT SUL lAVORO
I
01-11-2014
Pagina
4
Foglio
2/2
Sintomi di fiducia
Inattivi in netto calo: 132mila in meno
rispetto ad agosto, -309mila sull'anno
I numeri
TASSI DI OCCUPAZIONE.
DISOCCUPAZIONE EINATTMTÀ
Settembre 2014, dati destagionalizzati
OCCUPATI
Setto 2013/2014, dati destagionalizzati valori
assoluti in migliaia di unità
Variazioni in punti %
Congiunturali
Tendenziali
....... Valori assoluti
Medie mobili a tre termini
2013
2014
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~,~·,~c~~~~~~~
5 O N D G
M A M G l A 5
L!Italia
e la politica:
che cosa è
11 «patto
del Nazareno»?
0,5
0,1
Italy24
1,9
Il'primo quotidiano italiano
digitale interamente in inglese
TASSO DI DISOCCUPAZIONE
Setto 2013/2014, dati destagionalizzati valori
percentuali
INATTIVI 15/64 ANNI
Setto 2013/2014, dati destagionalizzati valori
assoluti in migliaia di unità
- Valori percentuali
-
2013
Medie mobili a tre termini
2014
Valori assoluti
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Medie mobili a tre termini
2013
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SONDGFMAMGlAS
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Analisi, notizie,
approfondimenti su politica,
economia, finanza, leggi, fisco,
arte, cultura etempo libero.
2014
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SONDGFMAMGlAS
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Hliill
IL CONFRONTO CON LA UE
Tassi di disoccupazione destagionalizzati relativi a settembre 2014
Austria
Olanda
Re~no
Umto*
Germania
5,1
Svezia
Danimarca
6,5
Belgio
7,8
Francia
10,1
Spagna
Ea18
11,2
10,5
12,6
11,5
26,4
24,0
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5,0
Grecia*
Italia
Irlanda
Ue28
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Quotidiano
nSole9]{l mmrn
Data
01-11-2014
Pagina
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Foglio
1
Le analisi dei tecnici
La semplificazione
delle regole produce
i primi risultati
ROMA
La semplificazione della
normativa su contratti a ternune e apprendistato operata dal
decreto Poletti «sta dando i primi risultati». Ma c'è anche «un
fattore economico generale»
che spinge «donne, giovani e
lavoratori anziani (anche esodati della legge Fornero) ad attivarsi per cercare un impiego
e così rimpinguare i bilanci familiari sempre più in difficoltà
a causa della crisi».
Per gli esperti sono queste le
chiavi di lettura per comprendere i dati diffusi ieri dall'Istat
che hanno evidenziato, a settembre, un balzo in avanti significativo degli occupati
(+82mila unità in un mese),
una crescita della. disoccupazione accompagnata da una significativariduzione della quota di inattivi (delle persone
cioè sfiduciate che non hanno
e non cercano un impiego).
Nel breve periodo «le regole
semplici aiutano - ha sottolineato Marco Leonardi, economista dell'università di Milano -.
In questo senso il decreto Poletti è stato utile visto che le nuove assunzioni probabilmente
sono contratti a termine, apprendistato. Ma anche, seppur
in nlinima parte, rapporti stabili. E per questo che ora serve an-
dare avanti con la legge di stabilità e il Jobs act per semplificare e incentivare il contratto a
tempo indeternlinato. La scommessa che ha difronte il Governo è quella di guidare la sostituzione dei rapporti precari in
rapporti a tempo indeterminato. Attenzione però a non irrigidire nuovamente il contratto a termine, che, in questa fase, deve rimanere cosÌ com'è
stato riformato».
Anche per Pietro Reichlin,
che insegna macroecononlia allaLuiss di Roma, la flessibilità
dei contratti «ha certamente riflessi sull'aumento dell'occupazione. Si è già visto al tempo
del pacchetto Treu e in senso
opposto con la legge Fornero
che ha irrigidito il quadro e infatti le assunzioni ne hanno risentito». Anche per Reichlin
«è fondamentale» approvare
rapidamente il ddl delega di riforma del mercato del lavoro,
ora all'esame della Camera.
Ma è un fatto pure che molte
persone, specie donne e giovani, si siano rimesse in moto per
cercare un impiego: «Questo
perchè le famiglie italiane hanno dato fondo alle scorte diricchezza e adesso cercano nuove fonti di guadagno».
Tecnicamente, si tratta di
una «offerta di lavoro nascosta
potenziale -ha spiegato 1'econo-
mista, ed ex sottosegretario al
Lavoro, Carlo Dell'Aringa - che
viene alla scoperta per ragioni
di reddito. Si tratta di giovani,
donne e anche anziani che si rimettono in cerca di un impiego.
Ciò tuttavia non toccailnocciolo "core" del mercato del lavoro italiano che resta caratterizzato da riduzioni di orari, solidarietà, forte utilizzo della cassa
integrazione».
Tuttavia
quest'attivazione di persone ai
margini del mercato del lavoro,
ha aggiunto Dell'Aringa, «è positiva. Ed è fondamentale affiancare al fenomeno una immediata riforma dei servizi per il lavoro per renderli più performanti. In questo modo si potrà avere un effetto moltiplicatore».
Oggi infatti i servizi pubblici
per il lavoro intermediano meno del 3per cento delle nuovi assunzioni. Ma con i principi di
riordino contenuti nel Jobs act
è prevista una loro rivisitazione, più legata al risultato, e un
rafforzamento delle sinergie
con le agenzie private (storicamente più efficienti).
Significativo, poi, è che la ricerca di lavoro da parte delle
persone che si stanno riattivando sia per occupazioni a
tempo pieno (e non rapporti
part-time - crescono solo
quelli involontari).
Del resto il buon dato di set-
tembre sugli occupati «consente di incrementarne il numero
nel terzo trimestre di 48mila
unità rispetto ai precedenti tre
mesi, di 52.700 dal quarto trimestre 2013 e di 120mila tra dicembre 2013 e settembre 2014», ha
evidenziato Sergio De Nardis,
capo econonlista di Nonlisma:
«Si tratta tuttavia di una dinamica lenta (+0,1% scarso a trimestre dalla fme dello scorso anno), ma nligliore di quella che ci
si attenderebbe, data la perdurante flessione dell'attività produttiva: le stime danno il Pil ancora in calo nel terzo trimestre.
Ciò implica che dietro una buona notizia si nasconde una meno favorevole: con questi numeri la produttività è in calo». La
disoccupazione invece non si
muove. «In questo caso la cattiva notizia può nasconderne
una meno negativa - ha evidenziatoDe Nardis-.Lapercentuale dei senza lavoro non si riduce, nonostante l'aumento
dell'occupazione, perchè si è
ampliato il numero di persone
in età da lavoro alla ricerca di
un impiego. Un rialzo che potrebbe suggerire, data la più positiva dinamica occupazionale,
un minor scoraggiamento nella
ricerca di un posto di lavoro».
Cl.T.
© RlPRODUZIONE RISERVATA
l'EffETTO DEttE NORME
Leanardi: il decreto Paletti
068391
ha spinto le assunzioni
a tempo e l'apprendistato
Reichlin: fondamentale ora
approvare la delega
ISEGNAU
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Lavoro e previdenza
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Dell'Aringa: ci sono giovani,
donne e anche anziani che
tornano a cercare impiego
De Nardis: sugli occupati
dinamica meglio del Pìl
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Quotidiano
I COBBIEBE DELLA SEBA
Data
Pagina
Foglio
03-11-2014
4
1 /2
I
i
l,A UNEA DEL UìAOER PD
Renzi ai dissidenti
«Chi vuole esca»
--------
di Marco Galluzzo
Il no ai cambiamenti
«La delega non
cambierà», ma Palazzo
Chigi prE!cisa: s'intende
il senso complessivo
Nei commenti
Paolo Franchi:
«Aut aut alla
minoranza
del Pd»,
a pagina 22
inea dura di Renzi. Fiducia
sul Jobs act e a chi vuoI lasciare il Pd dice «faccia pure».
a pagina 4 - a pagina 22
un commento di Paolo Franchi
-
TI rischio scissione non spaventa Renzi
Il presidente del Consiglio difende il Jobs act: se vogliono andare via facciano pure, non perdo il sonno
ROMA Se alla fine lo scontro in- I Porta, che uscirà giovedì. Renzi voteranno la fiducia, mettendo
radicale che ha attraversato gli ,
temo nel Pd porterà qualcuno a oggi sarà a Brescia, all'appunta- in pericolo la stabilità del go- ultimi vent'anni, in nome della
staccarsi, a lasciare il partito i mento annuale degli industrla- verno o lo fanno cadere, le cose purez~a delle origini, faccia
per la sinistra cosiddetta (<Iadi- I li bresciani, lo attendono ma- naturalmente cambiano». Co- pure. E un progetto identitario
cale», tutto questo lascia al mo- nifestazioni di protesta della me dire, nel secondo caso, fine a se stesso e certo non demento Renzi quasi indifferen- I Cgil, ma nella chiacchierata cambierebbe il rapporto con stinato a cambiare lltalia».
te: «non nll toglie il sonno», di- I ostenta serenità.
questo gruppo di deputati e ci
Un progetto che a giudizio
ce il presidente del Consiglio.
Non lo preoccupano i pros- sarebbero delle conseguenze di Renzi non si riflette sul conLa stessa cosa vale per la de- simi passaggi parlamentari, a che probabilmente coinvolge- senso: la piazza della Cgil «non I
lega sul lavoro, anzi «per la fi- i cominciare da quello che do- rebbero l'appartenenza stessa era quella del Pd, ma c'era anche gente del Pd. Se penso di
ducia», come se avesse già de- vrà mettere nero su bianco la di questa minoranza al Pd.
ciso di metterla, anche alla Ca- . sintesi trovata dalla direzione
Ma in fondo, sottolinea Ren- perderla? È più facile perdere
mera, dopo il voto a Palazzo I del Pd sul mercato del lavoro. zi, sono tutte ipotesi, al mo- qualche parlamentare che
Madama. Anche in auesto ca- Dice che la delega «non cam·· mento, ~(~ ~onno I?e. l~ t~lgo- qualche voto. La modifica delso, se alcuni deputati non do- bierà», provocando alcune rea- no le ~nsl mdustrtali, l.disoc- l'articolo 18 preoccupa più
vessero votarla «per ragioni zioni di sorpresa nel suo stesso cupatl, la mancanza d.I peso qualche dirigente e qualche
identitarie» poco male, ag- partito (da Boccia a Damiano), nella lotta alla burocraZIa: c~r- parlamentare che la nostra baI
giunge il premier, «facciano ma l'interpretazione autentica to non ~endola o La~dllll». , se».
pure».
è che non cambierà il senso E."e~tu~li sp~sta.mentl, defeIntima battuta sul rapporto
Le dichiarazioni di fiducia complessivo del provvedimen- ZlOlll, diSCUSSlOlll sulle stesse, conflittuale con Susanna Casul processo rifonnatore, di ap- to, precisano a Palazzo Chigi, . ve~l?ono affr?ntate con questo musso: «Non è una questione
parente distacco dalle divisioni non che non verranno accolte spm~o: «A di~erenza del pas- di feeling personale, ci maninterne al Pd e dallo scontro le modifiche discusse dalla di- sato lO non ho Il complesso del cherebbe. E un'idea del Paese,
con i sindacati, il capo del go- rpzione. NeSSlma chiusura "nessun nemico. a sinistra". dellasuamodernizzazione, del
verno le rilascia a Bruno Vespa, dunque, solo tanta detennina- Non ?cce~~ la logIca dell~ spo- ruolo di governo e della rapsi possono leggere nell'ultimo zione nel portare a casa la ri- ?tarCl ~ SIlllstra anche nOI: per presentanza civile, non un fat- I
libro del conduttore di Porta a fonna.
unpedirlo. Se qualcuno del no- to umano o interpersonale».
Se poi «alcuni dei nostri non stri vuole andare con la sinistra
Marco Galluzzo
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Quotidiano
COBBIEBE DELLA SEBA
03-11-2014
Data
Pagina
4
Foglio
2/2
La vicenda
~
A settembre
la direzione pd
ha dato il via
libera (con
1'80% dei voti)
al Jobs act di
Matteo Renzi,
che include
l'abolizione
dell'articolo 18
~La
minoranza del
partito vuole
tenere il
reintegro senza
giusta causa,
ma il testo
passa al
Senato senza
variazioni
~ Il testo si
trova ora in
commissione
Lavoro alla
Camera, dove
la minoranza
pd è forte
~ Si lavora a un
compromesso
tra le parti:
mantenere
l'articolo 18 per
i licenziamenti
disciplinari
Prlmaplano'
COBBIEBE DELLA stilA.
I~l ~'In('
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I,'ingorgo drl1r tasse a novembre
.",., .• "..•"•.• ,..... """.,,,,,,,.,.,,.,, . ,,,,,,,.,,,,, .. , .••••.
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Pag. 51
Quotidiano
COBBIEBE DELLA SEBA
Data
02-11-2014
Pagina
9
Foglio
1
Articolo 18, il governo blinda la riforma
Piccole modifiche e solo d'intesa con Ncd. La partita con la sinislra anche sulle corre~i~ni. all~ legge di Stabilità
ROMA il Jobs act resta la Ilriorità
del presidente del Consiglio.
Edèsenz'altroincimaallepreoccupazioni di Matteo Renzi.
Più della legge di Stabilità, che
comunque, nonostante qualche modifica, verrà approvata
entro il 31 dicembre. Sul ddl
delega di riforma del lavoro,
invece, la partita è più complessa. C'è il rischio di una terza lettura al Senato, se la sinistra del Partito democratico,
maggioritaria in commissione
Lavoro alla Camera, riuscirà ad
ottenere modifiche del testo
uscito dal Senato col voto di fiducia.
Presidente della commissione è l'ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, esponente della .stessa ~inistra pd e r:latore di maggIOr?Dza d~ll.a nforma. Ma perche RenzI tiene
così t.anto al Jobs a~t? Perché ~
convmto, e non ~I sta.nca dI
f~rlo notar~ ~ ChI ~a fmta di
mente, che e sulla nfo~~ del
la~oro C?~ son? p~tati glI. o~chi .de!?li mvestito~ e delle ~sti~
tuzI~m este~e e del merca~. Ai
quali no~ SI p~ss?no lanCIare
messaggI sbagliati.
" ch e, come h a sotTant o pm
tolineato il governatore della
nistra pd. Che come minimo disclplinan e ~ogliere le norm:
chiederà di recepire nel testo il sul de~an~lOnamento~ SUl
documento approvato dalla controlli a distanza e sullabodire.zio.n~ del P~ che garanti- lizione della ~assa ~nte?I:a~io­
sc: ~ dirit~o al reI?t~gr? ~ch: ne per cessaZIOne di attiVlt~)~. ,
SUl lIcenZIamentI disClplman
Insomma: se sulla StabIlita
(oltre che su quelli discrinùna- ci saranno più soldi sugli amtori). Renzi vorrebbe evitare. mortizzatori; come chiede per
Secondo lui bastal'impegno di la sinistra pd anche Alfredo
Poletti, già dichiarato in Sena- D'Attorre, il clima potrebbe
to, che si provvederà con i de- migliorare e favorire un comcreti attuativi della delega. promesso sul lavoro. Ma i marProbabilmente Damiano non gini sono stretti. Piuttosto che
presenterà emendamenti. Ma dare l'idea di aver sbracato sul
come relatore dovrà comun- Jobs act Renzi chiederà la fiduque esprimersi su quelli in vo- cia anche alla Camera.
tazione.
Ieri il presidente del ConsiAl fine di evitare incidenti lo glio ha incassato un'indagine
stessorelatorePolettieiconsi- della Cna (artigiani) dove
glieri di Renzi sono in contat- un'impresa su due si dice conto. Ma la soluzione non è stata vinta che questo governo vinanc?ra trovata. Mo!to dipen- cerà la battaglia contro la budera. da c~s.a ,accadra sulla l:g- rocrazia e un sondaggio della
ge di Stabilita. Osserva Damla- Confesercenti dove invece si
no: «Stabilità e Jobs act sono avverte che solo 2 lavoratori su
collegati ed entrambi vanno 10 sarebbero interessati al Tfr
~at?sl.liffiltlaunara~)ldisSlffia modif~cati: Nella ~~n~)Vra in busta paga. Nei prossimi
ratlfica. Da domam la com- vanno m~ente ma~on ~sor- giorni Renzi visiterà più di un
missione Lavoro si occuperà se per gli ammortlzzaton so- luogo di lavoro, da Brescia a
della legge di Stabilità e solo ciali e va tolto l'aumento del Savona a Trieste fino a Tarantra una settimana riprenderà prelievo fiscale sui fondi pen- to. E nella seconda metà di noad esaminare il Jobs act. Sul sione al 20%. Nel Jobs act biso- vembre convocherà di nuovo
quale tutti i gruppi presente- gna almeno garantire il diritto l ;,,-'
d l Pd
' Que Il'l al reintegro sui licenziamenti auueZIOne e
..
ranno emend
amentI.
più insidiosi verranno dalla s i - E n r i C O Marro
Banca d'Italia Ignazio Visco, «è
tornata la volatilità sui mercati
finanziari europei». Gli input
che il presidente del Consiglio
ha dato al suo staif e al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sono due: niente cedimenti sull'articolo 18 e fare
presto. Questo non significa
che modifiche siano impossibili.
I pontieri sono al lavoro. Dal
vicesegretario del Pd Debora
Serracchiani al capogruppo alla Camera Roberto Speranza.
Ma un compromesso sarà possibile solo a tre condizioni:
eventuali aggiustamenti non
devono compromettere la
semplificazione dei licenziamenti; rito~c?i si possono fare
s.olo se l~ SImstra pd non con~nua a f~ ca~pagn~ ~ontro la
nforma, ogm modIfIca deve
essere con~or~ata co~ .Ncd,
per es.s:re.s~cun che I?o~ il.Se-
(ç)
3
III sì della direzione
al segretario
A settembre la direzione pd dice sì,
con 1'80%, al Jobs act di Renzi che
include l'abolizione dell'articolo
18. La minoranza vuole tenere il
reintegro per i licenziamenti senza
giusta causa. Il premier apre: la
tutela può restare per i
licenziamenti disciplinari
2
Il testo approvato
a Palazzo Madama
I
L'aula del Senato dà il via libera al
disegno di legge delega sul lavoro
1'8 ottobre, con 165 sì, 111 no e 2
astenuti. Il Pd, tranne tre
dissidenti, vota a favore: il governo
ha posto la fiducia. Nel testo
approvato nessuna concessione
alla minoram:a sull'articolo 18
Ritaglio
Lavoro e previdenza
Alla Camera
riprendono i lavori
Il testo è ora In commissione
Lavoro alla Camera, dove è forte la
minoranza del Pd (con diversi ex
sindacalisti) che promette
battaglia sull'articolo 18. L'inizio
dell'esame del disegno di legge
delega sul lavoro è previsto per la
prossima settimana
I possibili punti
di compromesso
Un compromesso tra la minoranza
dem e il governo potrebbe trovarsi
mantenendo l'articolo 18 per i
licenziamenti disciplinari: nel testo
licenziato dal Senato la tutela
resta solo per i casi dì
allontanamento discriminatorio
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068391
il
la burocrazia
Cna: per un'impresa su
due il governo può
vincere la battaglia
contro la burocrazia
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La vicenda
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Quotidiano
COBBIEBE DELLA SEBA
Data
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Foglio
02-11-2014
14
1
A confronto
Gli stipendi in Italia
Aumenta il divario
rispetto agli uomini
Goldman Sachs ha stimato che la parità di genere tra gli occupati potrebbe produrre incrementi del PiI del 13% nell'Eurozona e del 22% in
Italia e nei Paesi più lontani dall'uguaglianza.
Nessuno ha ancora calcolato, invece, quali frutti
darebbe la parità di stipendio tra gli occupati.
Ce ne sarebbe bisogno? Sì. Altrimenti non si
spiega perché quest'anno la Commissione europea abbia fatto cadere, per il secondo anno consecutivo, la Giornata per la parità retributiva nell'ultimo giorno di febbraio: è come se le donne
lavorassero gratis per i primi due mesi del calendario.
Eurostat dice che in Italia il divario salariale
uomo-donna (gender pay gap) è del 6,7%. Una
tendenza, purtroppo, in salita: era del 4,9% nel
2008, del 5,5% nel 2009, fino al 6, 7% del 2014. Sarebbe (abbastanza) confortante, se il campione
preso in esame dalla Commissione europea non
fosse di donne perlopiù laureate, dunque con
una competenza misurabile, escludendo però
I
quelle che svolgono mansioni più umili e meno
retribuite.
Od&M Consulting, invece, società che fa capo
a Gi Group, ha analizzato gli stipendi di quasi
400 mila lavoratori dal 2009 a oggi. E qui, guarda
caso, si scopre che la differenza di stipendio raggiunge il 15% tra gli impiegati e il 10% tra gli operai. E va peggio subito dopo la laurea. L'ultimo
rapporto di Almalaurea calcola che un anno dopo aver completato gli studi universitari i ragazzi
guadagnano il 32% in più rispetto alle ragazze:
1.194 euro contro 906.
Interpellata al proposito dal Corriere della Sera qualche mese fa, Simona Cuomo, dell'Osservatorio sul Diversity Management della Sda Bocconi di Milano, ha fatto notare: «Le donne in
materia di stipendi sembrano condannate al!'inadeguatezza: se non chiediamo l'aumento
siamo considerate poco determinate e consapevoli; se lo chiediamo, l'assertività viene scambiata per arroganza». E il gender pay gap resta.
Elvira Serra
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I numeri
Secondo i dati
Eurostatin
Italia il divario
salariale
uomo-donna è
del 6, 7%: era
del 4,9% nel
2008, del 5.5%
nel 2009. Il
campione
comprende
soprattutto
laureate
delle ragazze:
1.194 euro
contro 906
068391
PerOd&M
Consulting.
su 400 mila
lavoratori presi
in esame dal
2009. il divario
raggiunge
il 15% tra
gli impiegati
eil10%
tra gli operai
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Almalaurea
calcola che un
anno dopo la
laurea i ragazzi
guadagnano
il 32% in più
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Settimanale
Corrie.onomia
Data
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03-11-2014
21
1
Servizio sanitario La proposta rivoluzionaria del sindacato
«Contratto unico
contro la precarietID>
Salvo Can (Smi): un rapporto libero-professionale
parasubordinato ad orario fisso per tutti di 38 ore
DIISIDORO
- - ----- TROVATO
- - - - ------
U
na rivoluzione coperni-cana. Per salvare il salvabile. l~ questa la proposta del sindacato medici italiani per contrastare la clisi e la precarietà che avanza nel
settore. Dal 2010 non Yiene rinn(}
vato il contratto nazionale di categoria, r in vigore il blocco delle
assunzioni e cresce pericolosamente l'età media dei medici (attualmente è sopra i 50) il che porterà, tra qualche anno, a un'epocale pensionamellto che metterà
a dura prova !'intero sistema sanitario nazionale.
l05cenarw
l'ispiruione
Il modello normatiYO e conpotrebbe rifarsi all'at
tuale convenzione per la specialistica ambulatoriale che è caratterizzata da un forte approccio libero e professionale, arricchito però
da almne caratteristiche del lavo ro dipendente . «Di fatto più dirit ti per tutti e meno precariet à
- spiega Calì - . Anche per noi
ndla sanità è arrivato il momento
di abolire alcuni totem: dobbiamo affrontare il nostro "articolo
lS". ~el frammentalo panorama
dei sindacati di settore c'p chi è di sposto a navigare nel mare aperto", puntando sulla difesa della
sanità pubblica e sulla professi o
nalilà dei medici, ma rimeltl'ndo
in di~cussione il vecchio modo di
f,m' sindacalismo, archiviando
l'antiquata distinzione tra dipendenti e non. Con la nostra propo
sta è in gioco la pos"ihilitù di dare
un futuro migliore aR1i oltre 300
mila medici del Servizio sanitari(»>.
trattuae
E chiaro che la proposta riguarderebhe soltanto chi deve
anfOra enlrare nel mercato della"oro della sanità italiana e non
certo chi è già dentro con un contrailo a tempo indeterminato. La
proposta del sindacato dei medici
è qmùcosa di più di un semplice
progetto, ,ù punto clIe da tempo
ci sta lavorando Bruno Caruso,
giuslavorista e docente dell'università di Catania: «Serve -spiega Camso - - WlO statuto tendenzialmente unitario del personale medico. L'obiellivo è l'elaborazione di una disciplina comune
per l'illtero personale medico in
tema di felie, congedi, aspettalive. riposi, fino ad istituti che l'i
mangono differell7iati passando
per quplli armonizzabili e semplicemente avricinabili». Senza dI
menticare che l'età media dei me
dici di famiglia è di 5:1 anni e
quella dI'i pediatri è di 51. Serve
lilla riforma adeguata per evitan'
che un quinquennio scatti una
corsa senza regole per arginare il
pensionamento di massa.
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ta logica conseguenza di una
simile situazione r stato un tum
over chl' ha generato un precaria-lo imponl'llte, in alcuni casi da oltre un decennio, compromctten
do la storia professionale e esi
stenziale di parte importante del
le nuove generazioni di medici e
mettendo a rt'pentaglio la funzionalità dello stesso Servizio sani
tario nazionale. Alla luce di un sì
mile scenario arriva la proposta
«rivoluzionaria» dello Smi con
un appello rivolto al premier
Renzi e ai ministri Poletti e torenzin: «f: giunto il momento di
sanare la fraLtura generazionale
- avverte Salvo Cali, presidente
nazionale dello Smi -- ma anche
quella tra gli iper-garantiti e gli
avventizi della sanità pubblica. Il
nostro sistema nazionale, attualmente, vede una presenza massiccia e inaccettabile di precari
che sostengono i servizi primari
per i cittadini. L'idea fondamentale potrebbe essere allora quella
di un accesso generalizzato a tutti
i settori del Servizio sanitario nazionale con un rapporto liberoprofessionale parasubordinato
ad orario fisso per t utti di 38
ore».
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Foglio
1 /2
Jobsact, nel negoziato
si apre un primo spiraglio
'Tratto solo sui disciplinari"
Renzi pronto a discutere sulle "fattispecie dei licenziamenti
secondo la linea della direzione Pd". Epoi voto di fiducia
FRA-N(-E~-O--B-EI-
------
di votare tutto con la fiducia. Ci
sarà dunque un emendamento
e la fiducia sarà messa sul testo
che uscirà dalla commissione.
In tempi molto brevi. Boschi
punta a portare in aula il testo
lunedì 17 novembre, in modo
da votare la fiducia prima della
fine della settimana.
La celerità non è una fissazione legata a chissà quali scadenze, tanto più che si tratta di
una legge che ha bisogno dei
decreti attuativi per essere
operativa. Il fatto è che la materia è talmente incandescente
che il governo vuole tenerla
sullagraticolailmenopos, sibile, per evitare incursioni dei grillini o della
frangia «irriducibile»-tale viene considerata
ormai da Renzi -- composta dal trio CivatiD'Attorre-Fassina.
«Qualsiasi cosa proponessimo -- riflette un
renzian9 del cerchio
stretto--loro non lavoterebbero, ormai fanno opposizione a prescindere».Oltretuttoal
governo sanno bene che
la delega dovrà inevitabilmente tornare al Senato per l'approvazione
definitiva. E unaconcessione di troppo fatta alla sinistra a Montecitorio riapri-
rebbe il mercanteggiamento
con Sacconi e l'Ncd a palazzo
Madama. La coperta insomma
è corta e i numeri al Senato impongono che l'intesa vada trovata anche con Alfano. Il ministro dell'Interno ha fatto sapere al premier che, se le modifiche resteranno limitate ai licenziamenti disciplinari, con
una circoscritta specificazione
delle fattispecie in cui il giudice
può ancora ordinare il reintegro, il suo partito non si opporrà. «L'accordo va trovato al!'interno della maggioranza e
dovrà tenere insieme la sinistra del Pd e l'Ncd>>, chiarisce in
queste ore Guerini.
Se sui contenuti un compromesso a questo punto sembra
possibile, dove invece scoppierà uno scontro sarà sui tempi di approvazione delJobsAct.
Damiano e gli altri infatti pretendono che prima sia discussa
la legge di Stabilità per vedere
se effettivamente saranno accolte le loro richieste di aumento della dotazione per i nuovi
ammortizzatori sociali (la richiesta è anche quella di rivedere il taglio dei patronati).
«Un minuto dopo la legge di
Stabilità promettiamo l'approvazione delJobsAct», assicura
Damiano. Un minuto dopo.
«:I RIPRODUZIONE RISERVATA
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ROMA. Scava un tunnel Lorenzo Guerini, vicesegretario Pd.
Scava dall'altra parte, «come
l' abateFaria». il presidente della commissione lavoro, ala Cgil,
Cesare Damiano. Scavano entrambi una galleria per provare a incontrarsi sotto la grande
muraglia dell'articolo 18. Un
tunnel. di comunicazione per
arrivare a portare a casa la legge delega senza far saltare il governo. E possibilmente senza
spaccare il Pd.
Il lavorio sotterraneo delle
due "talpe" non è mai stato interrotto da quando, a fine settembre, la direzione dem votò
a stragrande maggioranza un
documento di compromesso in
cui si sanciva la fine dell'articolo 18, salvo per due casi: «Il diritto al reintegro viene mantenuto per i licenziamenti discriminatori e per quelli ingiustificati di natura disciplinare, previa qualificazione specifica della fattispecie». Qùesta la
formula, concordata tra la minoranzadialoganteeirenziani.
E questo, nonostante l'apparente chiusurafattaieridal premier ( «la delega non cambia» ),
è lo schema di gioco ancora intatto. «Per noi il punto di riferimento resta il testo approvato
in direzione», ha rassicurato ieri Guerini nei suoi contatti con
le altre anime del partito.
Dunque le parole del capo del
governo a Bruno Vespa, spiega
una fonte vicina alla trattativa
-- a cui partecipano anche Maria Elena Boschi e il ministro
Giuliano Poletti - più che prese alla lettera andrebbero in
questo caso «interpretate». Come una posizione negoziale dura per arrivare a un successivo
ammorbidimento, esattamente come accaduto con la rifoI'ma del Senato. Insomma, se
Renzi fa la parte del poliziotto
cattivo, a Guerini e Poletti tocca quella dei buoni che mediano. Ma la strada è tracciata. «Limitarsi a una dichiarazione di
principio, come ha fatto Poletti
al Senato, o ipotizzare qualcosa
simile a un ordine del giornoosserva Damiano- non basta.
La legge delega va corretta e
anche la legge di Stabilità». In
fondo anche nel governo ammettono che «non si può pretendere che un ramo del Parlamento timbri una legge come
un pacco chiuso, senza cambiare una virgola». Tanto più che
l'accordo, in cambio della disponibilità di Renzi a inserire
direttamente nel Jobs Act la
modifica sull'articolo 18, prevede che la minoranza accetti
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Quotidiano
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La formula usata dalla
direzione pd: "Previa
qualificazione specifica
della fattispecie"
03-11-2014
1O
2/2
L'obiettivo di Palazzo
Chigi è approvare alla
Camera il testo entro il21
novembre
REINTEGRO
1129 settembre la
direzione Pd
approva un
documento per
chiedere
l'introduzione del
reintegro per'il
licenziamento
disciplinare
L'IMPEGNO
c
AI Senato la legge
delega passa senza
la previsione del
reintegro voluta
dalla direzione pd.
Il ministro del
Lavoro Poletti si
impegna a
recuperare coi
decreti delegati
IL COMPROMESSO
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Sinistra pd e
govemo lavorano a
un compromesso
per introdurre nel
maxiemendamento
(con fiducia) alla
Camera il reintegro
per i licenziamenti
disciplinari
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Quotidiano
la Repubblica
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Brescia, Renzi in fabbrica
egli industriali mettono
02-11-2014
8
1 /2
Il premier domani va alla Palazzoli per l'incontro
con gli imprenditori. L'azienda manda tutti
idipendenti a casa per motivi di sicurezza
Le tute blu della Cgil: "Siamo discriminati"
ilavoratori in ferie forzate
Nuova occasione di scontro tra il premiere il sindacato
Lettera al presidente del Consiglio: "Perché viene proprio qui?"
lUCADEVITO
MAlTEO PUCCIARELLI
MILANO. Lo scontro tra Matteo
Renzi e la Fiom per un giorno si
trasferisce a Brescia. Anche se,
pare, ainsaputadel capo del governo. Domani infatti il pr~
mier incontrerà gli industriali
della provincia lombarda; solo
che ha chiesto di farlo non nella
solita sala convegni o in un auditorium, ma dentro una fabbrica vera e propria. Una location che ha sicuramente unimpatto comunicativo diverso, di
sicuro più dinamico. La scelta
allora è caduta sullo stabilimento della Palazzoli. E però le
controindicazioni si sono rivelate essere almeno due: la prima è che lì, nell'impresa elettrotecnica nata nel 1904, alle
tute blu della Cgil da anni viene
negata la possibilità di indire
assemblee sindacali; la secondaèchel'azienda-chenon potràlavorare come al solito, visti
gli ospiti - ha deciso di mettere in ferie "forzate" i dipendenti.
Se la prima questione dalla
Fiom stessa è stata percepita
come un vero e proprio segnale
politico nei propri confronti (e
non proprio distensivo), la seconda invece ha perlomeno irritato anche le altre rappresentanze sindacali in Palazzoli.
Perché, è la domanda, imporre
le ferie ai lavoratori per esigenze di rappresentanza? «Quando abbiamo saputo di questa
iniziativa - ha spiegato Laura
Valgiovio, segretario generale
della Fim Cisl di Brescia, il sindacato più rappresentativo in
azienda - abbiamo segnalato
l'anomalia alla Confindustria.
Per noi è stato come uno
schiaffo, sarebbe stato più coerente avere gli operai presenti
nello stabilimento con la loro
rappresentanza sindacale. E
poi non è vero che i lavoratori
erano d'accordo, non è un caso
che le rsu non siano state informate della cosa per tempo.
Adessovogliamo capire se si intendecambiareilmodellodir~
lazioni sindacali che c'è stato fino a oggi: se questo è il segnale
che abbiamo cambiato direzione, allora agiremo di conse-
guenza».Leferieforzate, tecnicamente, fanno pagare lo stop
ai lavoratori stessi, «mentre la
giornata avrebbe potuto pagarlal'azienda».
Per l'amministratore delegato della Palazzoli Luigi Moretti, però, le cose però stanno
diversamente: «È una polemica senza capo né coda, c'è stata
una comunicazione interna e
gli operai hanno scelto autonomamente di prendersi il giorno
di ferie. La diatriba è tutta
esterna all' azienda e non mi risulta che ci siano tensioni interne su questo argomento.
Anzi, semmai c'è l'orgoglio di
essere stati scelti dal presidente del Consiglio come azienda
rappresentativa». Un gruppo
di operai, una sessantina sui
130 totali, sarà comunque presente all' evento. «Ma non verranno a lavorare - ha aggiunto Moretti - saranno presenti
solo per assistere all'incontro».
Il 27 ottobre scorso il segretariodellaFiomdiBresciaFrancesco Bertoli aveva spedito una
lettera al premier. «In diversi
interventi - c'era scritto -lei
ha affermato che non ci può es-
La distribuzione territoriale delle vertenze
sere"apartheid" tra i lavoratori; ebbene, sia con la vicenda
Fiat, visto che qui c'è uno stabilimento Iveco, sia presso l'aziendabresciana che lei ha visitato poco tempo fa e sia alla Palazzoli, la Fiom è sottoposta ad
una situazione che, con le dovute proporzioni, si avvicina a
cosa si intendesse con quel'termine che lei ha utilizzato. Vogliamo pensare che siano semplicemente delle coincidenze».
La risposta in realtà non è mai
arrivata. «Diciamo la veritàaggiunge Mirco Rota, segretario generale della Fiom lombarda - non c'è nessuna casualità, Renzi finora è venuto
qui per incontrare sempre e solo gli imprenditori, peraltro
quelli a "trazione Marchionne",ifalchidellaConfindustria.
Con la Cgil e i lavoratori lui non
parla». E così domani Fiom e
Cgil hanno organizzato un corteo che si concluderà con un' assemblea aperta allacittadinanza, proprio davanti ai cancelli
della fabbrica. Con Renzi che alla fine potrebbe ricevere anche
una delegazione operaia.
© RIPAODUZK)NE RISERVATA
(160)
100%
(NUMERO ASSOLUTO)
(81)
(56)
50,6%
35%
(:13)
14,4%
Tutto il territorio
nazionale
Nord
TOTALE
Sud
FONTE
MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO
lASCELTADIRENZI
Il segretario della
Fiom di Brescia
scrive allora al
premier
denunciando la
discriminazione
subita dalla Fiom
nella fabbrica
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Lavoro e previdenza
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068391
lALEnERAFIOM
LE FERIE FORZATE
A questo punto
l'azienda decide un
giorno di ferie
forzate per "ragioni
logistiche e di
sicurezza"
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IIpremierha
deciso di
partecipare
all'assemblea degli
industriali bresciani
chiedendo che si
svolgesse nella
fabbrica della
Palazzoli
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Quotidiano
la Repubblica
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Foglio
Le preferenze di voto
tra gli americani
56
Donne
52
Uomini
Donne
50
42
37 37
Uomini 18-49 anni
Donne 18-49 anni
Il
I
~ Repubblicani
~·II dati di set.
\ii/J1 Il dati di set. III ott.
---
02-11-2014
15
2/2
Gli elettori entusiasti
in vista del voto di martedì
Uomini
~ Democratici
Data
Donne aver 50
Elettori di Obama
Elettori di Romney
1\1 otto
-
42
.1••138
:::::3:8;'
53
FONTE THE WALL STREET JOURNAL
-
----
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~-~----~---
111111.111 44 %
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Quotidiano
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01-11-2014
1 4/1 5
1
Isenza-lavoro sono 3,2 milioni
maasettembre 130milanuovi posti
Renzi ci crede: "L'Italia riparte"
Il tasso di disoccupazione sale al 12,6% (42,9% tra i giovani), calano gli inattivi
Ancora tensioni sullaMì di Temi: gli operai bloccano raccordo e superstrada
Il tasso di occupazione
torna a sfiorare il 56%:
più 82 mila unità
solo a settembre
ROSARIAAMATO
-
soccupazione risale al 12,6%, i
disoccupati dell'1,5% rispetto
ad agosto. Aspetto colto al volo
dall' opposizione: «Matteo Renzi
esulta per nuovi posti di lavoro,
ma intanto aumenta la disoccupazione. Contento lui...», replica
su Twitter il capogruppo di Forza Italia a Montecitorio Renato
Brunetta. Ed intanto cresce la
tensione sul fronte Thyssen: gli
operai della Ast nella tarda serata di ieri hanno bloccato per protesta il raccordo Terni-Drte e la
superstradaE45.
Tornando ai dati Istat, "l'effetto travaso", come lo definisce
il segretario confederale della
Uil Guglielmo Loy, nel complesso è positivo: il calo degli inattivi
contestuale all' aumento degli
occupati fa ben sperare, anche
se il tasso di disoccupazione italiano rimane tra i più alti della
Ue. Stannq peggio solo Slovacchia, Portogallo, Cipro, Croazia,
Spagna e Grecia. Per la.disoccupazione giovanile il tasso italiano del 42,9% è il terzultimo nella Ue dopo il53, 7% della Spagna
e il 50,7% della Grecia. Tuttavia
anche tra gli under-24 si nota
qualche segno di miglioramento, ma solo rispetto al mese precedente, rispetto all' anno scorso
prevale il segno meno. Che però
rappresenta invece un passo in
avanti se si guarda ai dati sugli
inattivi: sono 4,3 milioni, ma in
calo dello 0,4% rispetto ad agosto e dello 0,9% su base annua.
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068391
ROMA. Centotrentamila occupati in più in un anno, 82.000 solo
rispetto ad agosto, ma anche 3,2
milioni di senza-lavoro complessivi, mai così tanti dal 2004. Luci
ed ombre nella rilevazione Istat
di settembre che mostra, comunque, un'inversione di tendenza nel mercato del lavoro. il
tasso di occupazione arriva al
55,9%,inaumentodelloO,5%su
base annua. Anche per i giovani
c'è una modesta crescita congiunturale, 22.000 occupati in
più, ma rispetto al settembre
2013 se ne sono persi 35.000. il
premier Renzi esulta su Twitter:
«Aumentano i posti di lavoro:
più 82.000 sul mese scorso, più
150.000 da aprile. Solo con il lavoro l'Italia riparte». Che il ventosiacambiatosivedeanchedalla forte riduzione degli inattivi:
le file delle "forze di lavoro" , cioè
di chi cerca attivamente un' occupazione, contano su 132.000
lavoratori in più rispetto ad agosto e 309.000 in più rispetto al
settembre 2013, con un calo percentuale del 2,1%. Le conseguenze sono però apparentemente paradossali: il tasso di di-
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Settimanale
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03-11-2014
43
1 /2
L'ultima battaglia dei professionisti
contro le nuove liberalizzazioni
DALL'APERTURA DI ALTRE
FARMACIE ALIA RIDUZIONE DEGLI
AmOGGIAFFIDATIINESCLUSNA
AI NOTAI, DALIA CONSULENZA
STRAGIUDIZIALE ESTESA ANCHE AI
NONAWOCATIALIAPOSSIBILITÀ
DIAVERE SOCI DI CAPITALE
Filippo Santelli
essunadelle misure è inedita. Dall'apertura di nuove farmacie alla
N
riduzione degli atti oggi affidati in esclusi-
poteri forti». Mario Napoli, partner dello
studio Pedersoli e associati e presidente
dell'ordinedegliawocatidiTorino, motiva così: «Banche, assicurazioni e imprese
potrebbero far apparire come libera professione il proprio ufficio legale interno».
Da parte del governo filtrano proposte di
abrogazione dei parametri sul compenso, per quanto solo indicativi, e di obbligo
di preventivo, anche se non richiesto dal
cliente. «In Italia abbiamo 240mila awocati, cinque volte quelli della Francia, il livello di competizione è già alto e non si
può giocare solo sul prezzo», obietta Napoli.
Meno resistenza, invece, dovrebbe incontrarel'aperturadellaconsulenzastragiudiziale anche alle altre professioni:
«Già oggi il confine tra il consiglio del
commercialista e la consulenza è difficile
da tracciare», spiega Silvio Boccalatte, 34
anni, awocato e ricercatore dell'Istituto
Bruno Leoni.
Edi rimuovere alcuni paletti, nella bozza della legge, si ragiona anche in relazione ai notai. La raccomandazione dell'Antitrust è di superare, nella definizione del
numerodisediperciascundistretto, il criterio del reddito minimo annuo (50 mila
euro per onorari) e di trasformare il bacino minimo di abitanti, 7mila, in un numero massimo.Al Consiglio nazionale del
notariato bocche cucite, si aspetta la bozza ufficiale. I tecnici del Mise però sanno
che la resistenza sarebbe decisa, e che potrebbe trovare sponda al ministero della
Giustizia. Un' alternativa allora è già pronta: autorizzare gli altri professionisti a
svolgere alcuni dei compiti oggi riservati
ai notai. «Soggetti qualificati, come awocati o commercialisti, potrebbero avere la
facoltà di erogare atti fino a una certa cifra,
conIe relative responsabilità patrimoniali», commenta Boccalatte.
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va ai notai. Dallaconsulenzastragiudiziale estesa anche ai non awocati alla possibilità per gli studi legali di ammettere soci di capitale. Quello che è nuovo, nella
lenzuolata di liberalizzazioni su cui da
qualchesettirnanalavorailministerodello Sviluppo economico, è la decisione con
cui il governo sembra procedere. Si sa,
Matteo Renzi vuole- sbloccare l'Italia e i
professionisti, atorto o aragione, sono dipinti come nemici del cambiamento. Il
.ministro Federica Guidi, dal canto suo,ha
promesso una serie di misure che incentivino «riduzione dei prezzi, pluralità dell'offerta e innovazione». E nel disegno di
legge sulla concorrenza, stando alle prime bozze filtrate, sembra aver raccolto
molte delle indicazioni arrivate a luglio
dall'Antitrust, comprese quelle sulle professioni. Così se notai, awocati e farmacisti aspettano di leggere il testo definitivo
prima di esporsi, sotto traccia già stanno
organizzando una resistenza.
Che parte dalle aperture alla concorrenzagià arrivate negli ultimi mesi: «Il Governo Monti ha abbassato il limite minimo di popolazione per ogni farmacia a
3milae 300 abitanti: i concorsi straordinari in corso porteranno 2mila500nuoveinsegne», diceAndreaMandelli, 54 anni, senatorediForzaItaliaepresidentedellaFe-
derazione ordini dei farmacisti italiani.
Operatori che si aggiungeranno a parafarmacie e corner della
grande distribuzione:
«Allafineavrem08mila
rivendite più della
Gran Bretagna - prosegue Mandelli - e già oggicirca4mila, unquarto del totale, sono in situazione critica dal
punto di vista economico». Secondo l'Antitrust, però, domanda e
offerta ancora faticano
a incontrarsi, così l'Autorità ha proposto di
trasformare il tetto
massimo alle farmacie
in un numero minimo.
Un cambio di logiCa
che avrebbe effetti «dirompenti», riconosce
in una nota di lavoro il
Mise. Le licenze, che
oggi valgono cifre a sei
zeri, si svaluterebbero,
con undanno patrimoniale notevole per chile
possiede. Andrebbe
messoapuntouncomplesso regimetransito<
rio. Più probabile allora
che il testo definitivo
della legge recepisca un' altra indicazione
del Garante: eliminare il limite di quattro
farmacie in capo allo stesso soggetto.
La difesa dell'autonomia è un principio ribadito dagli awocati. Tra le proposte di riforma indicate dall'Antitrust c'è
infatti l'apertura degli studi legali asoci di
capitale, non professionisti, una prospettiva che dal Consiglio nazionale forense
definiscono«mercatista», un pericolo per
<<l'indipendenza degli awocati rispetto ai
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Settimanale
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03-11-2014
43
2/2
I PROFESSIONISTI ISCRITTI AUN ALBO AI 31 dicembre '12
Totale
Volume affari
professionisti medio annuo (€l
Varo %
Reddito
medio (€l
~~~~I~~~~i~'$tF---~.1.--------;$:;~-----_·_··_-··_-------------AWOCATI
NOTAI
INGEGNERI
ARCHlTfitr"l' '.
.•.
Z1Ui7
..,.
49.170
234m1
39.471
'f~
U.o27
-35%
-30%
-30%
GEOLOGI
15.'1fi6
21.000
PSICOlÒSI
-.141
13.845
CONSUL.LAVORO
~
51.194
-35%
31....
-35%
24.547
-30%
17.-
-:W%
PERlTIINOUSTRIAiX_.
A sinistra, Giovanni
Pitruzzella (1),
Guido Alpa (2),
e Federica Guidi (3)
Qui sotto, il calo del giro d'affari in questi anni di profonda crisi è stato un fatto
generalizzato che ha riguardato pressoché la totalità dei professionisti
L'ultimabattaglia del profesSlOIllSli
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conlTo le nuove liberaIizzanolll
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Quotidiano
I LA STAMPA
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20
1
I QUEITAGU
NON SONO
FORMATM
WAvrER PASSERINI
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, paradossale. La
formazione aziendale in Italia è la
Cenerentola delle risorse
umane, tre aziende su
quattro non la fanno, ma
tutti dicono che bisogna
svilupparla, per avere una
dotazione di capitale umano migliore. Il riconoscimento (a parole) è unanime, i comportamenti devianti. La coerenza evidentemente non è più una
virtù. Nella legge di Stabilità in corso d'opera, leggiamo infatti che si stanno
per abbattere dei tagli sulla formazione aziendale.
Nel testo presentato alla
Camera (articolo 45, comma 7) è previsto un doppio
taglio: 20 milioni di euro in
meno nel 2015 e 120 milioni
in meno nel 2016. I 140 milioni sottratti ai fondi interprofessionali serviranno a pagare la cassa integrazione in deroga.
La tosatura ha dei precedenti. Nel 2013 sempre a
spese dei fondi interprofessionali il taglio fu di 246 milioni (in parte suddiviso tra
fondi e Fondo sociale); nel
2014 il taglio è di 293 milioni. Insomma, la formazione
continua dei dipendenti,
tanto celebrata nei convegni, viene prosciugata dagli ammortizzatori sociali,
i quali dovrebbero trasformarsi da passivi (indennità) ad attivi (servizi, tra cui
la formazione). Invece siamo alle solite. Ma per favore, cerchiamo di capire la
differenza in termini di politiche del lavoro tra un'indennità risarcitoria e un
intervento formativo promozionale e attivo. Invece
si uccide la formazione.
Non parliamo più della formazione come leva della
competitività e dell'occupabilità. Amen.
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Quotidiano
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02-11-2014
2
Foglio
1
Data
LA STAMPA
"Le precarie sono le più discriminate
Troppe tutele per chi ha l'articolo 18"
Thdini (poste): la maternità dovrebbe essere uguale per tutte
Intervista
ALESSANDRO BARBERA
ROMA
uando Luisa Todini fu
eletta per la prima
volta al Parlamento
europeo ormai vent'anni fa, si iniziava a discutere di «gender gap» e lo scarto
retributivo era più o meno lo
stesso di oggi.
Todini, siamo al punto di
partenza?
«Il fatto che Obama, a pochi
giorni dalle elezioni di Midterm, senta il bisogno di
parlare di questo problema
dice molto della realtà americana. Che ai vertici di Yahoo
ci sia una donna non dimostra nulla. Ai livelli più bassi
della gerarchia sociale il pro-
Il fatto che Obama,
a pochi giorni dalle
elezioni di Midterm,
senta il bisogno
di parlare di questo
problema dice molto
della realtà Usa. Che
ai vertici di Yahoo
ci sia una donna
non dimostra nulla
blema c'è eccome, e somiglia
molto al nostro: retribuzioni
più basse e pochi diritti in caso di maternità».
Renzi ha promesso che con
il jobs act la maternità ci sarà anche per le giovani
mamme senza articolo 18,
per ora di concreto c'è solo il
bonus bebé. Meglio di nulla?
«In Italia abbiamo due ordini
di problemi. Il primo è giuridico: per le donne la distanza fra
chi ha l'articolo 18 e chi non lo
ha è particolarmente grave. Le
dirò di più: chi ha l'articolo 18
ha una maternità fin troppo
tutelata, e questo contribuisce
ad aumentare lo scarto retributivo con gli uomini. La seconda ragione è culturale: in
Italia prevale ancora una certa
propensione ad attendersi che
i soldi li guadagni l'uomo, non
la donna. Conosco genitori di
figli adolescenti che danno la
paghetta più alta al maschio.
Se si comincia cosÌ...»
Da quando lei ha iniziato a la-
vorare non ha notato miglioramenti? Dalla postazione di
presidente delle Poste vede
miglioramenti?
«Ci sono luci ed ombre. Il mondo delle costruzioni, quello in
cui ho iniziato, è sempre stato
un universo al maschile. Oggi
lavoro in una azienda dove sono donne più della metà dei dipendenti, dei direttori di filiale, e almeno un terzo dei dirigenti. In generale la situazione
non è migliorata, e temo che
una delle cause sia la crisi».
Certamente oggi lavorano
più donne, è la distanza fra
gli stipendi che appare immutata.
«Il problema principale delle
donne è la scarsa mobilità. Poiché la cura dei figli pesa anzitutto su di loro, sono loro che si
fanno carico di non spostarsi
troppo da, casa, o di non accettare avanzamenti di carriera
che farebbero salire lo stipendio. In Italia la tendenza a considerare normale tutto questo è
più alta che altrove, e riflette
l'impossibilità di alternative, all'interno della famiglia o offerte
dal welfare. Mi capita spesso di
ricevere lettere da dipendenti
del gruppo che fanno questo tipo di scelte. Non dovrebbe andare così, ma da madre le capisco benissimo. Il problema non
sono i loro sensi di colpa, ma
l'assenza di un network familiare o sociale che permetta di
avere una soluzione».
Cosa fate in Pòste per owiare
il problema?
«lo mi batto anzitutto per avere il più alto numero di donne
nelle posizioni apicali, e questo aiutll. Inoltre durante i periodi di maternità il premio di
risultato viene corrisposto"
per intero. Avere figli e continuare a lavorare vale come un
ottimo master, anche se - mi
passi la battuta - non legalmente riconosciuto. Altrove in Francia, in Germania - la
maternità è un bene sociale e
quel master è riconosciuto. Intendfamoci, per dare soluzione a questi problemi non c'è la
bacchetta magica. Ma se Renzi farà fino in fondo quel che
promette la situazione non potrà che migliorare».
Twitter @alexbarbera
.~itriw
Luisa Todini,
presidente
di Poste italiane
èa capo del
gruppo
di famiglia
Todini
costruzioni
"BasUt donne pagate meno degli uomini"
"'""""'u"jO,,,,,,j,,,,"J
"""L,J,,,,u"",,,,,",,,,",,,q,~,,,,II'''''''''',''
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Luisa Todini
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delle Poste italiane
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Quotidiano
LA STAMPA
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Foglio
02-11-2014
3
1 /2
In Italia il divario con i maschi
vale
quanto
una
busta
paga
.
.
TI sociologo De Masi: incidono figli e contratti con meno garanzie
ezzo secolo di
ritardo: di questo passo per
.
arrivare alla
parità di stipendio, secondo le ultime statistiche, bisognerà aspettare il
2058. E così nel 2014 il gap con
i colleghi maschi costa alle lavoratrici italiane una busta paga. In Europa la differenza retributiva penalizza in media le
donne del 16% (in Estonia il
27%), in Italia la distanza scende al 6,7% solo perché la proporzione di donne che lavorano è più bassa e nel Mezzogiorno solo due giovani su dieci
hanno un impiego.
Il tasso di occupazione delle
italiane è appena del 46%. Perciò il campione delle donne
che lavorano, per le quali quindi si osservano i salari, comprende in misura relativamente maggiore donne laureate ed
esclude quelle che, sulla base
M
delle loro caratteristiche,
avrebbero prospettive di remunerazione più basse. «In
passato le italiane non lavoravano per un ritardo culturale,
oggi invece si scoraggiano prima degli uomini nella ricerca
di un salario e ripiegano sugli
impieghi domestici- spiega a
La Stampa il sociologo del lavoro Domenico De Masi-.
Quando un'azienda deve ridurre la manodopera, si libera
prima delle donne».
E gli stipendi più bassi dipendono da «una questione
contrattuale», cioè <<il datore
di lavoro tende a pagarle meno
e loro accettano di guadagnare meno perché altrimenti non
vengono prese», precisa De
Masi. Quindi «incide molto la
maternità: se resta incinta !'imprenditore continua a pagarle
una parte dello stipendio (l'altra
la paga l'Inps) senza poter contare su di lei per un lungo periodo».. Negli Stati Uniti, «la gravidanza viene trattata come una
malattia e indennizzata per settimane non per mesi come nel
nostro Welfàre». Insomma, in
Italia la proporzione delle donne nel mondo del lavoro è nettamente inferiore che in altri Paesi, dove guadagnano meno degli
uomini, ma almeno riescono a
lavorare. Molte italiane, o non
entrano affatto nel mondo del
lavoro o ne escono presto. L'Institute for women's policy research attesta che «i'altra metà
del cielo» rappresenta quasi la
metà della forza lavoro, quattro
volte su dieci è capofamiglia, è
più istruita degli uomini eppure
continua a guadagnare meno.
In Gran Bretagna~ il divario
salariale è del 19,1%, nella Germania della cancelliera Angela
Merkel arriva addirittura al
22,4%, in Francia al 14,8%. La
differenza di stipendio è maggiore negli inquadramenti medi
e bassi. Tra gli impiegati raggiunge il 15%, in ambito operaio
si ferma al 10%. Mentre dirigenti e quadri si attestano al 10% e
6%. Secondo l'ultimo rapporto
Almalaurea, in Italia a un anno
dal titolo gli uomini .guadagnano in media il 32% in più delle
loro colleghe (1.194 euro contro
906). A cinque anni dalla laur~a,
il divario passa al 31% (1.587
contro 1.211).
Da qmmdo, nel 2011, è stata
inaugurata la Giornata europea
per la parità, il divano salariale
fra uomini e donne in Europa è
passato dal 17,5% al 16,4. Ma la
differenza grava come un macigno e si può tradurre in giorni di
lavoro extra. In Italia ne servo-
no trentasei alle donne per
riempire il gap nel settore dei
servizi, quello più «rosa», dove
si concentra un terzo delle ocèupate (segretarie, impiegate,
assistenti). La retribuzione oraria netta parla chiaro. In agricoltura ci vogliòno due mesi per
arrivare alla parità, in banca e
nelle compagnie assicurative 59
giorni, nella pubblica atÌuninistrazione 39.
«Al momento di assumere
un dipendente il datore di lavo>ro tiene conto del percorso lavorativo futuro- osserva De
Masi-. Nella programmazione
di un imprenditore non è la
stessa cosa prendere in azienda una ventenne o un coetaneo
maschio». Sono 702mila, infatti, le occupate con figli minori
di otto anni che hanno interrotto temporaneamente l'attività
lavorativa per almeno un mese
dopo la nascita del' figlio più
piccolo: il 37,5% del totale delle
madri occupate.
L'assenza temporanea dal lavoro per accudire i figli continua a riguardare solo una parte
marginale di padri. Anche il
congedo parentale è utilizzato
prevalentemente dalle donne,
riguardando una madre occupata ogni due, a fronte di unà
percentuale del 6,9% dei padri.
I SETTORI
In agricolturà, servizi
e assicurazioni
le differenze più marcate
lE LAUREATE
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Guadagnano in media
il 300/0 in meno
. deilùro colleghi
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Quotidiano
LA STAMPA
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02-11-2014
3
2/2
Il divario
Centimetri-LA STAMPA
II,G5NDERPAY
G~
f:l~ti'l~uzione
f!:iensile (èuro)
III
Differenza %
retribuzione oraria tra genere
Giorni di lavoro
in più per arrivare alla parità
In
Fonte: elaborazione
La Stampa su dati Istat
Differen:za
(Ofo)
~
Agricoltura
tt
UOMINI
.,. DONNE
1.300
15ETIORI
Settore economico.
Anno 2012
La differenza
di stipendio
~. tt",;UerTIo e donna
Amministr.
Attività
finanziaria
pubblica
e assicurativa'
.,
Industria
.. ..
Istruzione,
sanità e
altri servizi
sociali
Trasporti e
Attività
Commercio
magazzino immobiliari
e servizi
alle imprese
Alberghi e Costruzioni
ristoranti
.. 16,2
11,3
10,6
9,8
6,4
4,0
,
3,7
3,2
,
2,6
f
-8,3
59
39.
36
33
21
13
12
10
8
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Servizi
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Quotidiano
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02-11-2014
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1 /2
JOBSACT
Renzi disposto
alle modifiche
pur di accelerare
Nella legge forse rientra
il reintegro con l'articolo 18
nei licenziamenti disciplinari
Carlo Bertini A PAGINA4
I NODI DA SCIOGLIERE
Renzi vuole varare
il Jobs Actin fretta
e apre alle modiliche
Nella legge potrebbe rientrare anche il reintegro
con l'articolo 18 per i licenziamenti discip~~i
I
I
I
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non
lire la delega al governo.
Ma ci sono anche questioni
tecniche che inducono a inserire una specifica sull'articolo 18:
l'altro giorno alla Camera Guglielmo Epifani, che da ex segretario Cgil ha voce in capitolo, spiegava che la mancanza di
un riferimento all'articolo 18
nel testo della delega può comportare problemi in termini di
ricorsi, se la normativa di riferimento fosse inserita solo nei
decreti attuativi e non in una
legge votata dal Parlamento.
Ieri ci ha pensato il presidente
della Commissione. Bilancio,
l'ex lettiano Francesco Boccia,
a far capire i termini della questione. «Se Renzi mette la fiducia sul testo del Senato e il voto
della Direzione Pd viene vanificato, si apre
un problema
politico grande come una
casa, perché
significa che il
Pd
viene
svuotato delle sue funzioni: se
facciamo le riunioni in strea-ming e poi ciò che si decide non
riproducibile.
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068391
~~
..
di nuovo la DIreZIone proprIO Il
15 o 16 novembre.
Ancora il calendario d'aula è
un altro, la Boldrini ha dato la
priorità alla legge di· stabilità.
Ma il governo ha fretta, la Boschi preme per .forza:~ i temp~
suljobs act e dal vertICI del Pd l
ségnali sono chiari: si cerca una
mediazione che però non complichi le cose con gli alleati di
governo, cioè gli alfaniani. Dando l'assenso a far approvare
qualche emendamento in Commissione per approdare in aula
con un testo blindato: che. potrebbe.a quel punto essere votato con la fiducia per fare prima, bypassando l'ostruzionismo delle opposizioni. Un testo
che riceverebbe un rapido timbro del Senato in t~rza lettura.
La trattativa si svolge da
giorni su canali riservati e vede
come protagonisti il presidente
della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano, sinistra ber~aniana doc e il ministro del Lavoro Poletti. Ma nulla è ancora scontato se è vero
che l'Ncd non vorrebbe indebo-
Codice abbonamento:
dati sull'occupazione sono
incoraggianti,
per questo dobbiamo correre
sul Jobs ACÌ». Matteo Renzi è
rincuorato dai dati che mostrano come da aprile a oggi
ci siano 153 mila occupati in
più, «davvero un risultato positivo», commenta il premier,
che questa settimana sarà in
campo a Brescia, Savona, Trieste e Taranto, con un occhio
attento anche alla difficile
partita di Terni. Sono dati che
a maggior ragione inducono a
procedere spediti con la madre di tutte le riforme: anche
perché il ritmo del cammino
deljobs act può assumere pure un peso dirimente nel con.
fronto con Bruxelles che avrà
I
un suo snodo al vertice di dicembre: per questo, se dopo
la Leopolda era tentato di
marciare senza toccare nulla,
ora il premier sta valutando
che può essere conveniente
sminarEl iI percorso alla Camera, dando un segna.le distensivo alla sinistra. La quale, pure se aveva votato contro la mediazione della Direzione Pd sui punti sub judice,
in primis l'articolo 18 per i licenziamenti disciplinari, «ora
vorrebbe che quelle specifiche siano inserite nel testo
della delega», sorride caustico un dirig~nt~ renziano. .
Il governo msomma è dIsposto ad accogliere come
massimo punto di arrivo le
garanzie votate a suo tempo
?al Pd, p~r di po~are a .casa il
Jobs act m te~p~ ~reVl e soprattutto certI. Cloe nella settimana che parte lunedì 17 novembre, prima dell'approdo in
aula della manovra previsto il
24. Non a caso Renzi, che martedì vedrà i gruppi parlamentari sui vari fronti aperti, riunirà
Quotidiano
Data
LA STAMPA
finisce negli atti parlamentari è
grave».
Lo stesso Boccia ammette
che in quel caso il governo potrebbe procedere con la fiducia. «Viceversa io e molti altri
avremmo difficoltà a votare a
favore». Minacce che non impressionano il premier, «voglio
vedere chi vpta contro con il rischio di far schizzare lo spread
alle stelle», esclama uno dei fe-
Pagina
Foglio
delissimi di Renzi. I più maliziosi a sinistra raccontano che «la
Boschi ha capito che o si trova
una mediazione o si incendia
tutto alla Ca:mera», dove sarebbe più arduo portare a casa
senza intoppi legge di stabilità,
riforma del Senato e Italicum.
«Stiamo lavorando a qualche piccolo ritocco sulla base
del dispositivo del Pd», confermano i pezzi grossi del Pd. «Ma
chi lega questo alla contrapposizione Pd-Cgil, è fuori strada.
Si cerca un approdo con tutte
le forze della
maggioranza». La trattativa è avviata
per inserire
norme più
chiare sulla
semplificazione delle forme
contrattuali, sul demansiona-
02-11-2014
4
2/2
mento e controllo a distanza
dei lavoratori. E sul nodo dell'articolo 18: limitando al massimo i casi di' reintegro per licenziamenti disciplinari per evita:
re l'eccessiva discrezionalità
dei.giudici. E potrebbero crescere di qualche centinaio di
milioni, oltre il miliardo e mezzo previsto, i fondi per estendere gli ammortizzatori alla platea non coperta.
lA DIREZIONE PD
TI 1'femier convocherà
di nuovo la Direzione
il 15 o 16 novembre
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Il premier. Matteo Renzi
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LA STAMPA
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02-11-2014
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Foglio
1
sercenti. .Swg
"Solo due dipendenti su 10
vogliono il Tfr in busta paga"
LUCA FORNOVO
TORINO
Il Tfr in busta paga solo per due dipendenti su dieci e nella maggior parte dei
casi da usare per pagare bollette e debiti. Sarebbe questa, secondo il sondaggio
Confesercenti-Swg, la tendenza degli
italiani che dal 2015 riceveranno il trattamento di fine rapporto
con lo stipendio.
Un'accoglienza tiepida che se confermata comporte%,
rebbe, dicono i
commercianti, un
modesto aumento
È la percentuale dei datori
dei consumi ed un
di lavoro che potrebbe
gettito Irpef deriavere problemi
vante dalla maggiodi liquidità col Tfr
re tassazione di 1 miliardo, contro gli 1,5 mi"'A"""~~-·'i1iardi previsti dal governo. A
questo si aggiunge il timore del 64% degli imprenditori di avere problemi di liquidità nel caso in cui tutti i dipendenti
scegliessero di monetizzare il Tfr. Se-
640/0
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imprenditori
condo il sondaggio il 18% dei dipendenti
privati italiani sceglierà di avere il Tfr in
busta paga, a fronte del 67% che continuerà a lasciarIo in azienda, mentre il
15% dei dipendenti ancora non ha deciso.
Hanno già scelto di usufruire della
possibilità introdotta dalla legge di stabilità soprattutto le persone di età compresa tra i 35 e i 44 anni (21 %), seguiti dai
giovani fra i 18 ed i 24 (19%). Lo lasceranno in azienda, invece, soprattutto le persone più vicine alla fine del rapporto lavorativo: chi ha tra i 55 e i 64 anni (72%) e
chi è tra i 45 ed i 54 (70%). Tra i lavoratori che hanno intenzione di richiedere il
Tfr su base mensile, la maggior parte è
ancora incerta su come utilizzare la liquidità in più (44%). I rimanenti, invece,
la investiranno soprattutto per forme di
risparmio alternative (17%). Il 16% lo
vuole investire in pensioni integrative,
mentre il 13% segnala che userà il Tfr in
busta paga per saldare pagamenti e debiti pregressi. La percentuale sale al
36% tra i giovani compresi tra i 18 e i 24
anni. Lo investirà in acquisti solo il 10%.
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23
1
STIPENDI,
IL NODO
,
ECONCILIARE
LAVORO
EFAMIGLIA
IRENE TINAGLI
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Docente di Economia delle Imprese
all'Università Carlos III di Madrid
Deputato Scelta Civica
068391
C
zioni più basse (e una netta prevalenza femminile). Ecco, se teniamo in conto questi fattori,
la percentuale di divario salariale dovuta ad
effettiva discriminazione si attesterebbe intorno al 5-7% o anche meno.
Da queste analisi si potrebbe concludere che
se le donne guadagnano meno è perché lo scelgono. Ma è davvero così? Sarebbe interessante
capire se veramente le donne preferiscono lavorare meno ore per poter accudire gli anziani
o i bambini di casa. Se davvero preferiscono
studiare materie che le portino a fare le bibliotecarie (un lavoro che si concilia meglio con la
famiglia) piuttosto che a diventare avvocatesse, cardiochirurghe, ingegnere o scienziate. E
se davvero non vorrebbero poter negoziare il
loro stipendio anziché utilizzare tutti i margini
di negoziazione su congedi di maternità o malattie dei figli (e in effetti alcune ricerche mostrano che le donne rispetto ai soldi preferiscono negoziare benefit non monetari, come per
esempio una migliore copertura sanitaria per
loro e per i figli).
Insomma, gira e rigira, si torna sempre lì: i
figli, la famiglia, la difficoltà di conciliazione
tra vita e lavoro. Ecco il vero nodo. D'altronde
non è un caso se, come ha denunciato anche la
famosa manager Sharyl Sandberg nel suo libro «Lean In», il 43% delle donne istruite e
potenzialmente in carriera lasciano il lavoro
quando hanno figli. E non è un caso se invece
tra le donne sotto i trent'anni, single e senza
figli, il divario salariale negli Stati Uniti quasi
si azzera. Anzi, nelle grandi città gli stipendi
delle giovani donne single hanno superato
quelli dei colleghi maschi. Di fronte a questa
realtà così articolata e complessa, misure monetarie come il salario minimo serviranno
probabilmente a smuovere voti, ma non a
cambiare davvero le «scelte» e la vita lavorativa delle donne.
Codice abbonamento:
aro direttore,
.
come I?0lti hanno notato, l'attenzione dedIcata da Obama al divario salariale tra uomini e donne nel suo discorso alla Nazione ha un forte sapor: elettorale. Eppure, dietro la mossa politica SI nasconde un problema reale, che neppure
un Paese moderno e in crescita come gli Stati
Uniti riesce a scrollarsi di dosso. Ancora oggi
infatti, secondo le statistiche, le donne americane guadagnano circa il 23% in meno dei loro
colleghi uomini.
Di solito si attribuisce questa differenza a
pratiche discriminatorie, legate in parte al fatto che le donne tendono ad essere maggiormente impiegate in settori con salari medi più
bassi (p~lizie, assistenza agli anziani, insegnamento), In altra parte al fatto che spesso si vedono proporre offerte economiche più basse
che, per insicurezza, fanno fatica a negoziare
al rialzo.
Anche per questo Obama insiste sul suo cavallo di battaglia: aumentare il salario minimo
orario. Una misura che aiuterebbe queste donne discriminate e relegate in posizione di debolezza. Una misura semplice, lineare, facilmente
comunicabile a una larga fetta di elettorato a
pochi giorni dalle elezioni di medio termine.
Ma, c?~e spesso accade, dietro gli slogan
elettoralI SI nasconde una realtà assai più complicata. Studi degli ultimi anni ci dicono che il
minor guadagno delle donne rispetto ai colleghi uomini, più che a pratiche salariali discriminatorie, è in larga parte legato a delle loro
scelte. Una ricerca del ministero del Lavoro
americano e pubblicata nel 2009 ha mostrato
che buona parte del divario è dovuto a fattori
come: quantità di ore lavorate, tipologia dì laurea conseguita e occupazione specifica.
Le donne tendono ad avere lavori con orari
regolari e meno straordinari, hanno solitamente titoli di laurea che hanno meno valore
sul mercato del lavoro, e finiscono per essere
impiegate in lavori con retribuzioni più basse.
Infatti, anche se i dati sul divario salariale tra
uomini e donne sono presentati come «divergenze di salari a parità di lavoro», in realtà le
statistiche fanno riferimento a categorie occupazionali dentro le quali convivono lavori
anche molto diversi. Per esempio in alcuni
studi ricadono nella stessa categoria sia gli
avvocati sia i bibliotecari, nonostante i primi
abbiano salari molto alti (e una prevalenza
maschile) mentre i secondi abbiano retribu-
del
destinatario,
non
riproducibile.
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Quotidiano
Data
Pagina
Foglio
03-11-2014
5
1
Tasi, Fondi pensione e Tfr: parte l'assalto alla manovra
CORREZIONE DEI CONTI
lEGGE DI STABILITÀ
ROMA La sessione di bilancio an-
cora deve cominciare, ma già è
lunga la lista di capitoli sui quali partiti e parti sociali chiedono di intervenire per correggere la legge di Stabilità. Forza
Italia scalda i motori sulle richieste di intervento alla manovra che inizierà il suo iter questa settimana (il termine per la
presentazione degli emendame.nti è stato fissato per le 13 di
venerdì) e promette emendamenti per ridurre le tasse sulla
prima casa. Difficile che questi
possano trovare accoglienza,
nel momento in cui peraltro il
governo è al lavoro per ridurre
la «miriade di tasse e tributi»
locali a una unica «local Tax»
come ha ribadito il premier
Matteo Renzi nell'incontro con
i Comuni. L'obiettivo minimo
per il 2015 sarebbe quello di
unificare Imu e Tasi, semplificando il sistema attuale e in
ambienti di governo non si
esclude che almeno questa soluzione ponte possa trovare
spazio nella legge di Stabilità
nel corso dell'iter parlamentare.
gli incontri con sindacati e imprese, riguardano un ripensamento sui tagli ai patronati, la
tassazione su Tfr e Fondi pensione, un rafforzamento del
credito d'imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo.
E qualcosa si dovrebbe tentare
----~
1-
~
Di sicuro arriverà invece
l'emendamento dell'esecutivo
con le «misure aggiuntive» per
garantire 4,5 miliardi di calo
del deficit strutturale: 3,3 miliardi attualmente postati nel
Fondo taglia-tasse, 500 milioni
che saranno sottratti ai cofinanziamenti dei fondi Ve e un
ulteriore estensione dell'inversione contabile per l'Iva anche
alla grande distribuzione, in
chiave anti-evasione. Misura
quest'ultima che avrà bisogno
però dell'autorizzazione della
Ve, senza la quale scatterà un
aumento delle accise (per circa
730 milioni), che non: piace agli
operatori perchè, dice ad esempio Federdistribuzione, creerebbe problemi di liquidità alle
aziende.
.
Altri temi sui quali già si è aperta una riflessione, anche sulla
scia delle richieste avanzate ne-
I numeri della manovra
LE MISURE AG~IU.NTIVE •
IL NUOVO QUADRO 2015
. 4,53 miliardi TOTALE
3,3 miliardi
Svuotamento fondo per la riduzione
del carico fiscale
-
0,3%
Riduzione deficit strutturale
di fare anche per il sociale, a
partire dal fondo per la non autosufficienza, che subisce un
taglio di 100 milioni contro il
quale le associazioni (in particolare dei malati di SIa) già
hanno preannunciato presidi e
mobilitazioni.
ITAGLI
Non ci dovrebbero invece essere particolari richieste di modifica sui principali capitoli della
legge di Stabilità: bonus Irpef
da 80 euro, sconto Irap per le
imprese, esenzionr fiscale per i
neoassunti. Rimane invece
aperti il capitolo dei tagli agli
Enti locali, in particolare le Regioni alle quali il governo ha
chiesto un sacrificio di 4 miliardi di euro. Su questo versante il confronto è aperto: il governo ha già incontrato i rappresentanti delle Regioni e in
settimana le parti dovrebbero
rivedersi per trovare un punto
di intesa che consenta di mantenere i saldi invariati ma di
evitare tagli ai servizi essenziali per i cittadini. La via d'uscita
indicata dalle Regioni è quella
di intervenire sul fronte délla
sanità applicando a tutti i cosiddetti costi standard.
.
R.e.f.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
INIZIA Il PERCORSO
PARLAMENTARE
SI LAVORA AllA
lOCAl TAX EALLA'
RIDUZIONE DEL PRELIEVO
SUL RISPARMIO
-'v/
0,5 miliardi
rQJ3 miliardi
---- -
5,9 miliardi
Copertura in deficit della manovra
~tr'oduzione del reverse charge Iva
: nel settore retail
I
I
I ~on salyaguardi~umentoaccise) __
Fonte: elaborazione su dati Mel
2,6%
068391
Minori investimenti delle Regioni
per cofinanziamento fondi Ue
Rapporto deficit/Pil
~ime.tri
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Quotidiano
I
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02-11-2014
Pagina
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Foglio
1 /2
Legge di stabilità
e lavoro, Renzi:
pronto a mettere
la doppia fiducia
~Il
premier esclude modifiche e blinda il suo pacchetto economico
Direzione Pd a metà mese: allo studio sanzioni per chi vota contro
Il RETROSCENA
ROMA «Le discussioni sulle leggi si
fanno in Parlamento», continua a
sostenere Matteo Renzi negando
qualunque trattativa tra governo e
sindacati sulla legge di stabilità o
sul Jobs Act. Se non fosse che proprio in Parlamento il governo deve vedersela non solo con l'opposizione ostruzionista grillina o con
quella - più evocata che praticata di FI, ma con il fuoco amico rappresentato dalla sinistra Dem e, in
ultimo, dai presidenti di commissione. Alla Bilancio della Camera,
Francesco Boccia nei giorni scorsi
ha stralciato dalla legge di stabilità una ventina di norme che hanno mandato su tutte le furie Renzi
e i ministri competenti.
SPONDA
Alla Bilancio Cesare DamianO, ex
ministro e attuale presidente della
Commissione, continua a sostenere che nel testo della riforma del
mercato del lavoro, già votata dal
Senato, «esistono troppe contraddizioni che vanno risolte». Alle
sponde che il sindacato della Camusso trova nella sinistra del Pd si
sommano le resistenze di una pattuglia di eletti che, specie alla Ca-
mera dove i numeri lo permettono, si dicono pronti a sfidare il governo anche in caso di voto di fiducia. «Temo di più l'atteggiamento
di Boccia che di Fassina», ammette il renziano Michele Anzaldi che
insieme ai consiglieri economici
di palazzo Chigi si dicono scettici
sulla possibilità di modificare il
Jobs Act. La «stretta connessione
tra legge di stabilità e Jobs Act» denunciata dall' ex viceministro Fas- ,
sina non è però solo sulle risorse
per gli ammortizzatori. Tutte e'
due i provvedimenti fanno infatti
parte del pacchetto attraverso il
quale Renzi ha ottenuto da Bruxelles quel minimo di flessibilità che
permetterà all'Italia di non finire
nelle maglie del fiscal compact.
Non solo, i dati incoraggianti sull'occupazione spingono il governo
a tenere duro. Rimettere in discussione !'impianto significherebbe
compromettere la battaglia appena avviata in Europa, ed è per questo che a palazzo Chigi il doppio
voto di fiducia si dà per scontato.
VINCOLI
«Se cambiamo una virgola e la
Cgil se la intesta legandola magari
allo sciopero, sarebbe una sciagura», chiosa uno stretto collabora-
tore del premier che interpreta la
riunione della direzione del Pd
che ci sarà a metà del mese, come
l'occasione che ha il Renzi-segretario per rimettere in riga partito e
parlamentari. Chi non ha votato la
fiducia sul jobs act «mette in discussione i vincoli di relazione
con il partito», ebbe a dire il sottosegretario Delrio bacchettando i
senatori Pd di area civatiana (Casson, Mineo e Ricchiuti) che non
hanno seguito le indicazioni del
partito. E' prevedibile che !'ipotesi
di sanzioni torni presto d'attualità
anche perché il vantaggio che a
Montecitorio ha la maggioranza
permette al premier la mano pesante. Dopodomanila nuova Commissione europea presenterà le
analisi di previsione economica
dei singoli stati e al consiglio europeo di metà dicembre il presidente Juncker illustrerà il piano di investimenti da 300 miliardi sul quale Renzi si è battuto molto. All'appuntamento con tutto ciò che potrebbe esser utile alla ripresa dell'economia, Renzi vuole andare
con i compiti a casa svolti. ,E' per
questo che è pronto a sfidare la sinistra interna. Ed è per lo stesso
motivo che Silvio Berlusconi teme
il precipitare della situazione.
Marco Conti
LINEA or UAlZO
CHISI: SE CAMBIAMO
UNA VIRGOLA E CGll
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SE ~Nl1STA
lEGANOOLA
SCIOPERO
SAREBBE UNA SClAGURA
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2/2
ILe misure principali del JobsAct
NÉOASSUNTI
I
OEMANSIONAMENTO
Per i nuovi assunti atempo
Possibile in caso
indeterminato atutele crescenti,
riOrQlanizzazione aziendale, ma con
il reintegro per licenziamenti economici limiti alla modifica dell'inquadramento
è sostituito dal solo indennizzo
AMMORTIZZATORI
crescente con l'anzianità
1,5 miliardi aggiuntivi per i
nuovi ammortizzatori sociali. Maggiore
DISCIPLINARI GRAVI
tutela della maternità
SALARIO MINIMO
Resta l'obiettivo di introdurre
il compenso orario minimo anche
per i rapporti Co. Co. Co., nei settori non
regolati da contratti nazionali .
VOUCHER
Il ricorso ai voucher viene
esteso ma torna il tetto dei 5.000 euro
l'anno
Fassina e Cuperlo in aula
FERIE SOLIDALI
Confermata la possibilità per il
lavoratore che ha un plus di ferie
di cederle a colleghi che ne abbiano
bisogno per assistere figli minori
MENO TIPOLOGIE
CONTRATTI SOLIDARIETÀ
Riordino delle tipologie
Semplificazione del campo di
contrattuali: abolizione delle forme più applicazione potenziandone l'utilizzo
I permeabili agli abusi epiù
per aumentare l'organico riducendo
L~ari~za:i~_com~i co.~.pro. _~__ rora_rio_d~~voro_el_er~~~~~~O!rrnmatri
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Renzi e Padoan a Palazzo Chigi
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Foglio
1
Ma sul Jobs Act si combatte virgola per virgola
Il FOCUS
ROMA Ma il Pd su che cosa si sta dilaniando? Cosa chiede di cambiare sul Jobs Act, alla Camera, la sinistra del partito? La partita in realtà è tutta politica. E' chiaro che le
minoranze del Pd intendono piantare la propria bandierina su una
collina della riforma del lavoro,
grande o piccola che sia, e chiedono al segretario del partito e presidente del Consiglio almeno l'onore delle armi consigliandogli di dare uno sbocco politico inclusivo alle istanze del popolo dela Cgil.
Come andrà a finire è impossibile dirlo oggi. Gli ultras renziani
prevedono che il governo metterà
la fiducia sul Jobs Act e chiuderà
la partita con l'obiettivo di incassare subito l'aumento del proprio
standing sul fronte europeo. Ma si
sa che Matteo Renzi decide tutto
all'ultimo momento sulla base del
fiuto politico che amici e avversari
ormai gli riconoscono unanimemente.
Dunque per i selezionati aficionados di una materia politicamente rovente ma tecnicamente noiosissima oggi si può tentare solo di
fare il punto sui principali nodi sul
tappeto.
Che poi alla fine è uno solo: l'ar-
ticolo 18. Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro
della Camera (dove 11 deputati su
21 del Pd vengono da esperienze
nella Cgil) ha più volte ribadito
che intende ottenere una modifica
al Jobs Act che «sull'articolo 18 relativo ai reintegri per motivi disciplinari rifletta quanto previsto dall'ordine ,del giorno concordato nella direzione del Pd del 29 settembre».
Il punto 4 di quell'ordine del
giorno (che riportiamo nella foto
qui sotto) è molto generico. E dice:
«... .il diritto al reintegro viene
mantenuto per i licenziamenti discriminatori e per quelli ingiustificati di natura disciplinare, previa
qualificazione specifica della fattispecie».
Secondo Damiano (e buona parte dei deputati Pd della Commissione Lavoro), in sintesi, nel testo
della delega sul Jobs Act vanno
specificati meglio i casi di reintegro per motivi disciplinari.
IL MINISTRO
Secondo i renziani, invece,l'attuale testo della delega, approvato dal
Senato, già contiene quelle indicazioni. Fra loro c'è chi fa notare che
il ministro del Lavoro, Giuliano
Poletti, presentando il Jobs Act in
Senato usò letteralmente le parole
contenute in quell'ordine del giorno. In ogni caso, se Renzi dovesse
dare il via libera ad un accordo
con la minoranza, la maggioranza
del partito è disposta ad accettare
solo modifiche definite «cosmetiche», ovvero non sostanziali della
riforma.
Vedremo nei prossimi giorni
dove si fermerà il pallino di questa
disputa. Intanto fra i due Pd la
guerriglia continua. Ecco cosa ha
detto ieri Stefano Fassina esponente della sinistra del partito e
molto vicino alla Cgil che ha più
volte detto di non voler votare il
Jobs Act con questo testo. «C'è una
stretta connessione tra la delega
Lavoro e la legge di stabilità - ha
detto Fassina - attualmente in legge di stabilità non ci sono risorse
per la riforma degli ammortizzatori sociali per i lavoratori precari e
questo complica enormemente
l'efficacia del ddl delega». «Bisogna recuperare risorse di almeno
1,5 miliardi per la riforma degli
ammortizzatori, altrimenti resta
solo la parte destruens della delega», ha spiegato Fassina. Che così
ha chiuso: «In legge di stabilità attualmente ci sono in tutto 1,5 miliardi che però neanche raggiungono la cifra di 2 miliardi per finanziare per quest'anno la cassa
integrazione in deroga».
Diodato Pirone
Cesare Damiano
LA SINISTRA DEMOCRAT
PUNTA AUNA MODIFICA
SUll'ARTICOLO 18 ,
IRENlIANI: SE CI SARA
Legge di stabilità
c lavoro, Renzi:
pronto a mettere
la doppia fiducia
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::0::';' C~,';;"';',~~ ~~':"~:~', ~,::,~:;',: ',;,~:"~~,7, ~,;:::~ "
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01-11-2014
1
1
Renzi si deve dimettere'?
Il Pd chiedeva la testa di Berlusconi per la disoccupazione al 29%. Con Renzi è al43...
Non andrà così, perché la matematicanonsarà un' opinione,maasinistraè
un' opinione la disoccupazione: emergenzanazionale se a governare è Berlusconi, spiacevole condizione ineluttabileedovutaafattorisovraumanisenella stanza dei bottoni ci sono loro. Questa si chiama disonestà intellettuale e
politica, pratica che daquellepartiè applicata a tutto tondo. Si urla al golpe se
la legge Severino sulla decadenza dei
condannati non viene applicata in modo retro attivo per cacciare Silvio Berlusconidalla politica, si fanno invece spallucce se laretroattivitànon viene applicata al caso De Magistris, loro amico e
sindaco di Napoli. E ancora: se sotto il
loro governo la polizia picchia durante
una manifestazione operai inermi, si
tratta di uno «spiacevole incidente» da
archiviare senza neppure le scuse, ma
duranteilgovernoBerlusconiseunteppista a viso coperto e spranga in mano
veniva sfiorato da un manganello scattaval' allarme«premierfascista».
ÈverocheMatteoRenzihadato qualche segnale diverso, ma
il suo partito resta quello che è
sempre stato: sciacalli chevolano sui drammi del Paese e
sugli avversari politici, pronti ad avventarsi sulla preda
pur di guadagnare un boccone in più di potere. Renzi o
non Renzi, di gente così in malafede
non c'è da fidarsi. Non ancora, e temo
mai.
Del Vigo a pagina 1-
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re anni fa, regnante il gover. no Berlusconi, il Pd tappezzò l'Italia con il manifesto riprodotto quiafianco. Ilmessaggio era chiaro: «La disoccupazione
giovanile al29 per cento :Berlusconi dimettiti». Ieri, dopo un anno di Monti e
due anni di governo Pd, prima con Letta ora con Renzi, l'Istat ha comunicato
che la disoccupazione ha toccato il 43
per cento, nuovo record assoluto. Quindi Renzi nonha scampo. Sidevedimettere. Glielo chiede- direiimpone- ilteorema del suo partito «disoccupazione=
dimissioni».SeilPdgiàsiindignavaper
quel29%, figuriamoci ora come può accettare il 43. Ci spiace per il giovane e
promettente premier, ma la matemati ca non è un' opinione.
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11 010
01-11-2014
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Foglio
2/2
----50 010
Sì
Non sa
Mare nostrum chiuderà
secondo un'uscita
che il governo
stabilirà molto abreve
la commissaria Ue:
«(o n Triton gli obblighi
dell'Italia sono gli stessi»
Fonte: Sondaggio Ixè per Agorà-RAl3 delz9 ottobre Z014
L'EGO
DIDASCALIA didascalia
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L'AVVERTIMENTO
Cecilia Malmstrom
ICreditol
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Quotidiano
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Foglio
02-11-2014
6
1
DEFICIT IN BILICO
Bomba Tfr nascosta nei conti pubblici
Confesercenti: è un flop lo vogliono in busta paga due italiani su dieci
Così il Tesoro riscuote solo un miliardo rispetto ai 2,5 scritti nella Stabilità
Filippo Caleri
[email protected]
Tfr in busta paga, a fronte del
67% che invece continuerà a
lasciare accumulare il suo trattamento di fine rapporto
nell'impresa in cui lavora o nei
fondi negoziali di categoria
quando le pianta organica supera la soglia dei 50 dipendenti
Un segnale che dimostra,
anche nella recessione, il rapporto di fiducia che intercorre
tra i lavoratori dipendenti e le
loro imprese. Infine 15% di dipendenti, invece, ancora non
ha deciso. Non mancano i timori delle imprese,
Il 64 % degli imprenditori teme che, se tutti o la maggior
parte dei dipendenti scegliessero di avere il Tfr su base mensile, l' azienda avrebbe difficoltà con la liquidità disponibile,
a fronte di un36% che, invece,
non avrebbe problemi. Gli
ostacoli sembrano nascere dagli impedimenti che le imprese incontrano nell'ottenere
prestiti e finanziamenti dal canaIe bancario, segnalati dal
66% degli imprenditori.
Hanno già scelto di usufruire della possibilità introdotta
dalla legge di stabilità soprattutto le persone di età compre-
sa tra i 35 e i 44 anni (21 %), seguiti dai giovani fra i 18 ed i 24
(19%). Lo lasceranno in azienda, invece, soprattutto le persone più vicine alla fine delrapporto lavorativo: non lo toccheranno principalmente coloro tra i 55 e i 64 anni (72%) e
trai45 edi 54 (70%). Trai lavoratori che hanno intenzione di
richiedere il Tfr su base mensile, la maggior parte è ancora
incerta su come utilizzare laliquidità in più (44%).
Le indicazioni del sondaggio della Swg-Confesercenti lasciano poco spazio alla tesi
che l'effetto espansivo sui consumi del Tfr, ottenuto dai dipendenti, possa consentire allo Stato di recuperare il prevedibile gettito perso grazie alla
tassazione indiretta, e cioè
l'Iva, sui maggiori acquisti indotti dall'aumento delle disponibilità finanziarie nelle tasche dei lavoratori.
Se ne120l51eindicazioni date dagli intervistati dovessero
rimanere invariate, l'Ufficio
Economico Confesercenti stima un effetto espansivo modesto sulla spesa, con un incremento, a fine 2015, di 380 milioni, pari allo 0,1 % dei consumi commercializzati. Troppo
poco.
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.C'èunabombaaorologeria
sarebbe piazzata nella legge di
Stabilità. Si tratta della riforma del Trattamento di fine rapporto (Tfr) che consentirà, a
provvedimento approvato, di
ottenere mensilmente in busta paga il tradizionale accantonamento fatto dalle aziende
e da corrispondere a fine vita
lavorativa. Se messo nel salario la somma che si percepisce
sarà sottoposta a tassazione ordinaria, e non con le aliquote
ridotte come quando viene liquidato alla fine della carriera
lavorativa.
Sulla base di questo maggiore gettito registrato nella legge
di Stabilità presentate dal governo Renzi e che rappresenta
coperture per larifduzione della tasse, la Confesercentihafatto due conti e, sulla base di un
sondaggio affidato alla Swg,
ha stimato che coloro che usufruiranno della facoltà concessa sono molti meno rispetto alle stime dei tecnici del Tesoro.
Per questo basandosi sulla proiezione dei dati, l'associazio-
ne dei commercianti ha stimato che il gettito Irpef generato
dalla maggiore tassazione sarebbe di un miliardo di euro,
circa 1,5 miliardi in meno di
quanto previsto dalla relazione tecnica alla Legge di Stabilità.
Insomma a conti fatti il buco che si potrebbe aprire nei
conti pubblici se il comportamento dei salariati replicherà
le intenzioni espresse nell' analisi, sarebbe proprio di circa
un miliardo. Somma che a
quel punto dovrebbe essere recuperata con maggiori tagli alla spesa, difficili da portare a
termibe, oppure con nuove
tasse. Si tratta di un rischio
non ancora evidente, che si
concretizzerà solo nel 2015,
cioè a partire dal prossimo primo gennaio quando la scelta
sulla destinazione del proprio
accantonamento sarà possibile.
L'analisi delle risposte date
dagli intervistati non lascia, però dubbi su quali siano le intenzioni dei lavoratori. Secondo il
sondaggio delle Confesercenti solo il18% dei dipendenti privati italiani, dunque circa due
su dieci, sceglierà di avere il
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.1
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Foglio
• Tasso di disoccupazione in aumento a settembre' ma cresce il numero di
in
occupatiediminuisceilnumero di persone inattive,
ovvero che non lavorano
né cercano un lavoro. Il
quadro tratteggiato dai dati Istat ha più luci che ombre: se è vero che il tasso di disoccupazione èincrescitaalI2,6% dall2,3 precedente, allo stesso tempo
il mese scorso 82 mila persone in più hanno trovato lavoro. A
settembre, gli occupati sono 22 milioni 457 mila, in aumento
dello 0,4% rispetto al mese precedente (+82 mila) e dello 0,6% su
base annua (+ 130 mila). Il tasso di occupazione è pari al 55,9%,
rileva l'Istat, e cresce dunque di 0,2 punti percentuali in termini
congiunturali e di 0,5 rispetto a dodici mesi prima. Aumenta il
numero di disoccupati, pari a3 milioni 236 mila, dell' 1,5% rispet-
Istat
Occupati crescita
Renzi: «L'Italia riparte»
01-11-2014
11
1
to al mese precedente (+48 mila) e dell'I,8% su base annua (+58
mila). Il tasso di disoccupazione è pari al 12,6%, in aumento di
O, l punti siain termini congiunturali sia nei dodici mesi. Esulta il
governo, con il premier Matteo Renzi che scrive un tweet in cui
dice che «solo con il lavoro l'Italia riparte» e con il ministro del
Lavoro, Giuliano Poletti secondo cui «abbiamo 82 mila posti di
lavoro in più che è il miglior dato da inizio 2013, quindi ci sono 82
mila uomini e donne che nel mese di settembre sono andati a
lavorare». Un leggero segnale di ripresa si rintraccia anche sui
dati che riguardano i giovani: a settembre, rileva l'Istat, sono
occupati 930 mila giovani trai 15 e i24 anni, in aumento de12,4%
rispetto al mese precedente (+22 mila) anche se in calo de13,6%
su base annua (-35 mila). I disoccupati trai 15-24enni sono 698
mila. Critica appare tuttavia la posizione del leader della Cgil,
Susanna Camusso: «È sempre positivo quando qualcuno va al
lavoro, ma trasformare questo, come ho letto, che siamo alla
ripresa, è eccessivo».
Condannali gli ex vertici del Monle di Paschi
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Foglio
1 /2
Jobs Act, Renzi pronto alla fiducia
Landini: «Non difendi i lavoratori»
Il prelnier sfida i ribelli: «Se vanno via non mi tolgooo il sonno»
vembre e al centro-sud il 21 dello
Elena G. Polidori
stesso mese». "Questo Paese ~ inti·
ROMA
È GUERRA, onnaL Dichiarata li
distanza, certo, ma con i toni sempre più aspli. Matteo Rem-:i, dalle
ma-deve liberarsi di Matteo Renzi; il governo e il Pd non rnppI"Csentano g.li interessi dei lavorato-
ri)).
Toni così forti non si sentivano
da tempo, ma ormJ;li è sfida oltre il
Jobs Act e la legge di Stabilità, anche se !.andini nega di voler aggl'egan:: intorno a sé un nuovo partito di sinistra. ({Voglio continua-
del paI1ito, quella che si augurava
di recepire, proprio nel passaggio
a Montecitorio, quanto espresso
dalla direzione Pd, ied l~t alzato
gli scudi, incredula del tìltto che
una fiducia così delicata si possa
annunciare i<via libro di Vespa).
\<Mi auguro cliC siano parole datate~· ha dellO l'ex ministro Damiano - non può andare così».
PREOCCUPATO anche Fassina
((hl fiducia è un segnale di deoolea.ll») e D't\ttorre «((così com'è, è
impresenta bile»). Caustico Civati: <iRenzi taglia fuori tutti, cosi è
sçontm)~. CoIIJiscono, per,)' le parole di Francesm Boccia, presidente della commissione Bilancio
della Camera, autore di tagli sostanziosi alla legge di Stabilità
che hanno provocato l'ira di Renzi. E che ieri se n'è uscilo così:
«Se non c'è una sintesi denl.ro il
Pd, io la nducia al Jobs Act non la
voto».
Un segnale d'!llIarme oltre la sinistra del partito. Un segnale pesante per Renzi.
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pagine del prossimo libro di Bruno Vespa, snobba sia il sindacato
che la sinistra Pcl annunciando
che «la delega sul lavoro alla 0,mera nOI1 cambierà rispetto <II Senato», Ovvero, sarà ancora fiducia, <u\lcuni dei nostri non la vote- re a fare il sindacalista - ha spiegaranno? Se lo bnoo per ragioni to - voglio però che sia chiaro che
identitarie, facciano pure. Se Ìnet- ti me di fare la minOrani'll non me
tono in pericolo hl stabilità del go- ne tì'ega proprio nulla, voglio lllpverno o lo !;1Ono cadere, le cose na- presentare le persone)). E per camturalmente carnhhmo».
biare un Paese ,do dcvi govcmare,
Come a dire: si prenderanno 1<1 re- non devi SUlre all'opposizione».
sponsabilità di concludere drasticamente questa legislatura e ,(va- SUL JOBS ACT, però, il leader
dano pure con la sinistra radicale, della Fiom dice: «L'unico modo
è un progetto identitaria fine a se per far cambiare l'idea al governo
stesso e certo non desti nato a camo è di convincerlo che noi abbiamo
biare l'Italia; lo rispetto, ma non la maggiorawJI. dei consensi. Bisogna convincere Renzi che contro
mi toglie il sonno».
Parole che vengono diJluse nella il lavoro non va da nessuna parmattina ta di ieri e che il leader del- te». "Quando un Paese ha bisola Fiom, Mamizio u.ndini, racco- gno di leader ha proseguito - u1glie come un guanto di sfìda (ma lora è un Paese malato, gli interesnon solo lui). 1\ Lucia Annuzlata si delle persone che per vivere deche lo intervista, risponde filan- vono lavomre e che in questo Paeciando, (:Cm lo sciopero genernle, se sono ancom la maggioranza,
Che sarà md centro-nord il 14 no- non sono oggi l'interesse generale
di questo Paese e non sono dentro
alle politiche del governo»).
Ma le parole di Remi sulla possibile tìducia anche alla Camera del
Jobs t\ct hanno scosso nel profondo soprattutto i demo La sinistra
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Foglio
2/2
Lavoro, Boccia (Pdl alza il tiro
~<Senza modifiche non lo voto~~
Francesco Boccia (Pd) presidente della
commissione Bilancio alla Camera: «Se
alla Camera non arriverà il testo votato in
direzione Pd, non voterò iL Jobs act»
Se fanno cadere il governo
qualcosa cambierà ...
Non guiderò la sinistra,
faccio il sindacalista
Oggi a Brescia
Renzi stamattina torna
a Brescia, ospite
dell'assembLea degli
industriali bresciani
che si terrà all'interno
della fabbrica PaLazzoLL
Nel pomeriggio visiterà
anche un nuovo impianto
delL'ltalcementi e deLL'Omr.
La fiducia è un segnale
di debolezza politica
Non credo a una scissione
del partito sul Jobs ad.
La discussione suiparticolari
si svilupperà in sede
di decreti delegati
Le ferie forzate
La Fiom aveva scritto
aL premier per 'denunciare'
che la Palazzo li non
permette agli iscritti Cgil
di fare assembLee retribuite.
L'azienda ha replicato
mettendo in ferie forzate
i lavoratori. I sindacati
sul piede di guerra oggi
organizzano varie proteste.
Il tour delle fabbriche
Il tour di Renz; neLLe aziende
italiane non si fermerà
a Brescia. In settimana
sono previste visite
a Taranto, Savona
e Trieste. Non mancherà
anche una tappa aLl'Ast
di Terni, in sciopero
fino a giovedì.
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IL PRECEDENTE Renzi due mesi fa alle Rubinetterie bresciane (Alive)
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Quotidiano
IL ,,"~MATTINO
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1
Imu-Tasi, fondi pensione e Tfr
parte l'assalto alla legge di stabilità
Manovra, al via l'esame in Senato
Forza Italia annuncia emendamenti
per ridurre le tasse sulla prima casa
ROMA La sessione di bilancio ancora deve cominciare, ma già è lunga la lista
di capitoli sui quali partiti e parti sociali chiedono di intervenire per correggere la legge di Stabilità. Forza Italia scalda i motori sulle richieste di intervento alla manovra che inizierà il suo iter
questa settimana in Senato (il termine
per la presentazione degli emendamenti è stato fissato per le 13 di venerdì) e promette emendamenti perridurre le tasse sulla prima casa. Difficile
che questi possano trovare accoglienza' nel momento in cui peraltro il governo è al lavoro per ridurre la «miriade di tasse e tributi» locali a una unica
<<local Tax» come ha ribadito il premier Matteo Renzi nell'incontro con i
Comuni. L'obiettivo minimo per il
2015 sarebbe quello di unificare Imu e
Tasi, semplificando il sistema attuale
e in ambienti di governo non si esclude che almeno questa soluzione ponte
possa trovare spazio nella legge di Stabilità nel corso dell'iter parlamentare.
Di sicuro arriverà invece l'emenda-
mento dell'esecutivo con le «misure
aggiuntive» per garantire 4,5 miliardi
di calo del deficit strutturale: 3,3 miliardi attualmente postati nel Fondo taglia -tasse, 500 milioni che saranno sottratti ai cofinanziamenti dei fondi Ue e
un'ulteriore estensione dell'inversione contabile per l'Iva anche alla grande distribuzione, in chiave anti-evasione. Misura quest'ultima che avrà bisogno però dell'autorizzazione della Ue,
senza la quale scatterà un aumento
delle accise (per circa 730 milioni),
che non piace agli operatori perchè,
dice ad esempio Federdistribuzione,
creerebbe problemi di liquidità alle
aziende.
Altri temi sui quali già si è aperta
una riflessione, anche sulla scia delle
richieste avanzate negli incontri con
sindacati e imprese, riguardano un ripensamento sui tagli ai patronati, la
tassazione su Tfr e Fondi pensione, un
rafforzamento del credito d'imposta
per gli investimenti in ricerca e sviluppo. E qualcosa si dovrebbe tentare di
fare anche per il sociale, a partire dal
fondo per la non autosufficienza, che
subisce un taglio di 100 milioni contro
il quale le associazioni (in particolare
dei malati di SIa) già hanno preannunciato presidi e mobilitazioni.
Non ci dovrebbero invece essere
particolari richieste di modifica sui
principali capitoli della legge di Stabilità: bonus Irpef da 80 euro, sconto Irap
per le imprese, esenzione fiscale per i
neoassunti. Rimane invece aperto il
capitolo dei tagli agli Enti locali, in particolare le Regioni alle quali il governo
ha chiesto un sacrificio di 4 miliardi di
euro. Su questo versante il confronto è
aperto: il governo ha già incontrato i
rappresentanti delle Regioni e in settimana le parti dovrebbero rivedersi
per trovare un punto di intesa che consenta di mantenere i saldi invariati ma
di evitare tagli ai servizi essenziali per i
cittadini. La via d'uscita indicata dalle
Regioni è quella di intervenire sul fronte della sanità applicando a tutti i cosiddetti costi standard.
A farsi sentire sono i vertici della Regione Lombardia. «Con la legge di stabilità rischiamo di perdere nel bilancio oltre 900 milioni di euro e quindi di
essere costretti a tagli significativi nei
settori socio-sanitario e del trasporto
pubblico locale». A ribadire, ancora
una volta, gli effetti negativi della manovra finanziaria del governo sono i
presidenti di Consiglio e Giunta regionale Raffaele Cattaneo e Roberto Maroni che, in una lettera congiunta <<invitano deputati e senatori eletti nelle
circoscrizioni della Lombardia a un incontro in Regione con l'intento di creare un fronte comune e portare avanti
delle modifiche che evitino impatti negativi sull'erogazione di alcuni servizi».
re. eco.
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I nodi
Il confronto
resta aperto
anche sui tagli
ai patronati
e agli enti locali
Inserite nel testo
le misure pro-Ue
La casa L'unificazione delle imposte è uno dei temi più delicati
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nSole9]{l mmrn
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1 /2
11730 precompilato
accessibile online
solo con l'accredito
De Stefani e Massara ,. pagina 5
11730 online solo per chi ha l'«accredito»
Per accedere alla dichiarazione precompilata bisogna registrarsi al canale telematico Fisconline
fiscale del contribuente, pre- viduato dai decreti, inoltre, i
via preventiva autorizzazione «soggetti che erogano mutui
Con il via libera del Goverda comuI}icare alle Entrate.
agrari e fondiari, le imprese asno del decreto legislativo sulle Input del dati
sicuratrici, gli enti previdenziasemplificazioni fiscali, ilmodelIn base all'articolo 9 del decre- li, le forme pensionistiche comlo 730 precompilato partirà, in to legislativo sulle semplificaplementari» dovranno travia sperimentale, dal 2015 per i
zioni fiscali, ad oggi l'unica sca- smettere «entro il 28 febbraio
redditi relativi al 2014. Quindi,
denza da rispettare di tutta di ciascun anno all'agenzia
entro il 15 aprile 2014, l'agenzia
l'operazione relativa alla di- del'Entrate, per tutti i soggetti
delle Entrate renderà disponibichiarazione precompilata è del rapporto, una comunicazioli, telematicamente nel proprio
quella del 15 aprile 2015 e ri- ne contenente i dati dei seguensito internet le dichiarazioni
guarda solo l'agenzia delle Endei redditi precompilate dei la- trate, la quale, in via sperimen- ti oneri corrisposti nell'anno
precedente»: gli «interessi pasvoratori dipendenti.
tale, dovrà rendere disponibili sivi e relativi oneri accessori
Fisconline O cassetto fiscale telematicamente il 730 pre- per mutui in corso», i «premi
Il modello compilato non sarà compilato 2015, relativo ai red- di assicurazione sulla vita, cauinviato via posta elettronica al diti prodotti nel 2014.
sa morte e contro gli infortucontribuente (neanche a chiha
Uno o più provvedimenti ni», i «contributi previdenziali
la Pec), ma sarà messo a dispo- del direttore delle Entrate, in- ed assistenziali» e i «contribusizione dello stesso attraverso fatti, dovranno individuare i ti versati alle forme pensioni«i servizi telematici dell'agen- «termini» e le «modalità ap- stiche complementari».
zia delle Entrate», probabil- plicative» di tutti i nuovi
A dire il vero, un'altra data
mente tramite «Fisconline». adempimenti, introdotti per certa nel decreto semplificazioQuindi, gli interessati farebbe- il consentire alle Entrate di ac- ni c'è ed è quella che obblighero bene ad attivarsi da ora, per quisire le informazioni neces- rà gli ospedali, i medici e le farregistrarsi e ottenere le credenmacie ad inviare i dati delle spesarie per compilare i1730.
ziali diaccesso al servizio. In alAd esempio, è previsto che se mediche, detraibili o deduciternativa, il 730 precompilato
entro il «7 marzo del' anno suc- bili (farmaci, visite e ticket), sopotrà essere scaricato dal «processivo a quello in cui le som- stenute dai contribuenti dal
prio sostituto d'imposta che me e i valori sono stati corri- 2015 in poi. Va detto, però, che a
presta assistenza fiscale». Ansposti» i sostituti d'imposta due mesi dall'inizio di questo
che i Caf, i consulenti del lavodebbano inviare in via telema- nuovo adempimento, mancaro, i dottori commercialisti e
tica alle Entrate i Cud dei pro- no ancora le specifiche tecnigli esperti contabili potranno
pri sostituiti. Ad oggi, senza i che alla trasmissione telematiprelevare i modelli precompidecreti attuativi, questo obbli- ca e i relativi decreti attuativi. È
lati dei propri clienti dal sito
auspicabile una definizione a
go non vale per il 2014.
delle Entrate. Probabilmente
Solo dall'anno che verrà indi- breve dei dettagli del nuovo
dovranno accèdere al cassett~
Luca De Stefani
adempimento, ad esempio per
adeguare i registratori di cassa
delle farmacie prima di fine anno ed evitare la registrazione a
mano, nel corso del 2015, degli
scontrini parlanti nel nuovo
"software", per consentirne 'invio telematico.
Presentazione del modello
Solo dall'anno che verrà individuato da @no o più provvedimenti del direttore delle Entrate», i modelli 730 cartacei (precompilati o meno) dovranno essere presentati entro il 7 luglio
dell' anno successivo a quello cui
si riferiscono, al proprio sostituto d'imposta (che aderisce al' assistenza fiscale), a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato (solo consulenti del lavoro,
dottori commercialisti ed esperti contabili, grazie all' estensione
a questi soggetti dell'esclusiva
dei Caf, attuata dal Dl203/2oo5).
Oggi, la scadenza ordinaria (senza eventuali proroghe) è il 30
aprile per la consegna al proprio
sostituto d'imposta e il 31 maggio
ad un Caf o a un professionista
abilitato. In alternativa a questi
tre canali, il contribuente potràinviare telematicamente alle Entrate il modello 730 precompilato (con o senzamodifiche) direttamente, cioè senza
l'ausilio di terzi (Caf, professionista o sostituto).
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Il contribuente potrà
autorizzare commercialisti,
Caf e intermediari qualificati
alla consultazione
del proprio «cassetto fiscale»
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Quotidiano
nSole9]{l mmrn
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La data certa
Entro il 15 aprile l'agenzia delle Entrate
deve mettere a disposizione il modello
Fisco e contribuenti
t'ATTUAZIONE DELLA DEtEG,i\,
02-11-2014
5
2/2
Gli altri passaggi
· Serve una serie di decreti attuativi
I per regolare la raccolta delle informazioni
Il calendario
I soggetti che erogano mutui agrari efondiari,le assicurazioni, gli enti previdenziali,
le forme pensionistiche complementari devono trasmettere alle Entrate, per ogni
soggetto, una comunicazione con interessi passivi e oneri accessori dei mutui, premi
di assicurazione sulla vita, causa morte e contro gli infortuni. contributi previdenziali
ed assistenziali e quelli versati alle forme pensionistiche complementari.
I sostituti d'imposta devono inviare in via telematica alle Entrate i Cud dei dipendenti.
Èstato deciso di introdurre un nuovo adempimento invece di anticipare l'invio
telematico del modello 770 che avrebbe permesso all'amministrazione finanziaria di
conoscere in tempo tutti i dati necessari alla dichiarazione precompilata
Le dichiarazioni precompilate devono essere messe a disposizione telematicamente
ai contribuenti con redditi di lavoro dipendente. I modelli saranno disponibili al
contribuente tramite Fisconline, canale che tuttavia necessita di un'abilitazione, e
agli intermediari qualificati tramite il «cassetto fiscale» del loro cliente
Tutti i 730 cartacei, non solo quelli precompilati, devono essere presentati al
sostituto d'imposta (che aderisce all'assistenza fiscale), a un Caf-dipendenti o a un
professionista abilitato (consulente del lavoro, dottore commercialista o esperto
contabile). In alternativa a questi tre canali, il contribuente può inviare
telematica mente alle Entrate il modello 730 precompilato (con o senza modifiche)
... Èil visto apposto da un soggetto
abilitato (commercialista,
consulente del lavoro,
responsabile fiscale dei Caf,
eccetera) e attesta la conformità
dei dati scritti in dichiarazione e
la loro corrispondenza con la
documentazione che è stata
verificata. Nella precompilata,
l'apposizione del visto di
conformità determina forti
responsabilità, perché il decreto
pone in capo al professionista il
pagamento di imposte, sanzioni e
interessi nel caso di
dichiarazione infedele (a meno
che il contribuente con dolo non
abbia nascosto i dati corretti)
I Caf, i professionisti abilitati e i sostituti d'imposta che prestano assistenza fiscale
devono inviare telematica mente alle Entrate le dichiarazioni predisposte eil
risultato finale delle stesse, cioè il modello 730/3.
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Prima della trasmissione della dichiarazione, ed entro il 7 luglio, i Caf, i professionisti
abilitati e i sostituti d'imposta che prestano assistenza fiscale, devono consegnare al
contribuente la copia del730 elaborato e il prospetto di liquidazione (modello 730/3).
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COBBIEBE DELLA SEBA
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1 /2
Per Renzi fiducia in calo al 54%
Il leghista Salvini secondo con il 28
di Nando pagnoncelli
Berlusconi (24%) davanti ad Alfano. Sì al premier da un elettore forzista su due
a politica contemporanea è caratterizzata dalla
forte personalizzazione
e dall'accresciuta importanza dei leader e dei media. È
la democrazia del pubblico, com'è stata definita con un'efficace espressione dal politologo
francese Bernard Manin.
In Italia c'è un termine che
da almeno tre anni risuona
sempre più spesso in ambito
politico e non solo: disintermediazione. Si tratta della crescente tendenza a mettere in
discussione le diverse forme di
rappresentanza, dai partiti ai
sindacati, ma lambisce anche
le realtà associative e, in generale, i cosiddetti corpi intermedi della società. È un processo a
due vie. Infatti si esprime «dal
basso», come conseguenza del
rapporto sempre più critico dei
cittadini nei confronti della politica, ma anche «dall'alto» e la
complessa dialettica del premier Renzi con i sindacati rappresenta un esempio eloquente in tal senso. Ne consegue che
i leader politici stabiliscono
con i cittadini relazioni immediate, cioè non mediate. Comunicano direttamente con loro,
si mettono in gioco in prima
persona per acquisire consenso ma, nel contempo, sono più
esposti al rischio dell'impopolarità e spesso fungono da pa-
rafulmine. Non sorprende,
quindi, che sempre più frequentemente i sondaggi misurino la fiducia nei confronti dei
leader per verificare la sintonia
con i cittadini e il consenso del
proprio operato.
li sondaggio odierno prende
in considerazione i leader dei
sei principali partiti e movimenti politici. La graduatoria
che ne risulta vede nettamente
al primo posto Matteo Renzi,
sostenuto dalla fiducia del 54%
degli italiani. Si tratta di un valore molto elevato, sebbene in
calo rispetto a quanto registrato all'indomani del successo alle elezioni europee, e rappresenta quasi il doppio del livello
ottenuto dal secondo classificato, Matteo Salvini (28%). A
seguire si colloca Silvio Berlusconi (24%), tallonato da Angelino Alfano (22%), quindi Beppe Grillo (19%) e Nichi Vendola
(15%).
Com'era lecito attendersi
ciascun leader risulta molto
apprezzato dal proprio elettorato ma lo è molto meno tra gli
elettori dei partiti avversari,
con l'eccezione di Renzi che gode della fiducia del 74% degli
elettori centristi (alleati di governo), del 49% di quelli di Forza Italia (a seguito del dialogo
sulle riforme) e del 25% dei
grillini (molto sensibili al cam-
bianlento e alla rottamazione).
La relativa trasversalità di
Renzi rappresenta un'eccezione nel panorama politico italiano, che negli ultimi 20 anni è
stato caratterizzato da elettoritifosi, poco inclini a esprimere
fiducia e apprezzamento per i
leader degli avversari. È un atteggiamento tutt'ora diffuso,
come si può osservare analizzando i dati del sondaggio: nella quasi totalità dei casi i leader
considerati risultano invisi a
oltre due elettori avversari su
tre, con punte che superano
1'80% e raggiungono persino il
90 %.
li caso di Angelino Alfano è
emblematico: si conferma più
popolare tra gli elettori del Pd
(30%) rispetto a quelli di Forza
Italia (25%), in entrambi i casi a
seguito dell'uscita dal Pdl e la
nascita di Ncd, giudicata dai
primi come una coraggiosa
scelta di un alleato fedele ai governi di larghe intese (Letta e
Renzi} e dai secondi come un
vero e proprio tradimento.
Ogni leader ha un proprio
bacino sociale di riferimento:
Renzi ottiene una fiducia più
elevata rispetto alla media tra i
ceti più popolari, le persone
meno giovani e meno istruite, i
pensionati, i residenti nei piccoli Comuni e i cattolici prati-
canti.
Lo stesso profilo, sia pure
con valori differenti, si registra
tra i fan di Berlusconi e Alfano,
mentre risulta molto diverso
quello dei simpatizzanti di
Grillo, Salvini e Vendo la: i sostenitori del leader del Movimento 5 Stelle sono prevalentemente maschi, di età compresa tra 35 e 54 anni, molto
istruiti, appartenenti ai ceti
medi impiegatizi; quelli di Salvini, oltre a essere ovviamente
più concentrati nelle regioni
settentrionali, sono più concentrati tra 45 e 64 anni e tra i
cattolici praticanti (assidui e
saltuari) mentre non hanno
particolare caratterizzazioni in
termini di istruzione e condizione occupazionale. Da ultimo, i fan di Vendola sono più
giovani (da 18 a 34 anni), più
istruiti (laureati e diplomati,
come i sostenitori di Grillo),
più concentrati nelle regioni
meridionali e con una quota di
sfudenti e di disoccupati maggiore rispetto alla media.
Tutte queste differenze aiutano a comprendere la diversa
agenda e il diverso stile comunicativo dei leader politici,
sempre più consapevoli che la
fiducia rappresenta un'importante apertura di credito nei loro confronti ma non è certamente una cambiale in bianco
priva di scadenza.
25
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la percentuale
del gradimento
del premier
Renzi tra gli
elettori 5 Stelle
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Quotidiano
COBBIEBE DELLA SEBA
Lega
Rispetto agli
altri leader,
Salvini ha un
gradimento
quasi
omogeneo nei
diversi
elettorati: Pd
20%, centristi
26%,
centrodestra
42%eM5S
25%
FI e gli altri
Il confronto .
Il giudizio sul prèsidentedel Consiglio Matteo Renzi trai diversi elettorati
Il ottobre • settembre
positivi
(votI6-10l
====54
Renzl
non sa
9
negativi
(voti 1-5)
61
Berlusconi
• II! 26
-==~'24
540/0
Alfano
43%
22
25
Grillo
_ _ 19
iiiill21
3%
Salvlni
28
28
TOTALE
Sondaggio realizzato"da Ipsos PA per Corriere della Sera presso un campione casuale nazionale rappresentativo della popolaìlone italiana maggiorenne secondo genere, età, livello di scolarità, area geografica di
residenza, dimensione del comune di residenza. Sono state realizzate 997 interviste (su 9.116 contatti),
mediante sistema CAll, i/28 e 29 ottobre 2014. Il documento informativo completo riguardante il
sondaggio sarà inviato ai sensi di legge, per la sua pubblicazione. al sito www'sondaggipolitìcoelettoralUt
Vendola
_15
_17
Corriere della Sera
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I 5 Stelle non
amano
Berlusconi
(8%). L'ex
premierha il
15% di voti
favorevoli tra
gli elettori pd e
il 17% tra i
centristi. In FI
tocca 1'81%.
Alfano è alto
tra i suoi
elettori ncd
(71 %), Vendola
piace ai 5 Stelle
(25%)
Foglio
L'analisi
5 Stelle
Il gradimento
più basso tra gli
elettori del Pd
(4%) lo registra
Grillo, che piace
al 13% dei
centristi,
all'l1%
dell'area FI e al
74%dei5
Stelle
02-11-2014
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npiano del governo
Privatizzazioni, subito i soldi dall'Enav
Poi cessioni di Enel, Poste e Ferrovie
Andrea Bassi
PAGANI (MINISTERO
ECONOMIA): «VENDITE
NON SOLO PER FARE
CASSA MA PER RENDERE
l governo sta provando a
riavviare i motori del piano
delle privatizzazioni. Non solo quelle di «secondo livello»
cioè le società controllate indi~
rettamente dal Tesoro. Ma anc~e e soprattutto le partecipate
dIrette: Poste, Enav, Ferrovie.
I
TRASPAR~NTI
LE SOCIETAPUBBLICHE»)
Apag.5
Privatizzazioni,ora il governo accelera
~~er r~c~perare al~e ~sorse ~~120l4 i.l Tesoro chiede a Enav ~Per il
2015 in cantiere la vendita del 5 per cento di Enel
I restitUIre 300 milIOlll. POSSIbIle ceSSIOne di immobili a Cdp Quotazione Fs tra la fine del prossimo anno e inizio 2016
ROMA Il governo sta provando a.
riavviare i motori del piano delle
p~ivatizzazioni. Non solo quelle
dI «secondo livello», le società
controllate indirettamente dal
Tesoro come Rai Way (che inizierà oggi il collocamento in Borsa). Ma anche e soprattutto le
partecipate dirette: Poste, Enav,
Ferrovie. Il problema è che arrivati a novembre, a meno di sessanta giorni dalla fine dell'anno,
sarà difficile per il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan
riuscire ad effettuare operazioni
consistenti. Anche una vendita
tutto sommato semplice come il
collocamento diretto di una nuova tranche del 5% di Enel, secondo fonti vicine al dossier, vista la
volatilità dei mercati avrebbe
meno chance di poter andare in
porto quest'anno. Dunque tutto
il programma di cessioni è in fase di riprogrammazione. Poste,
che doveva essere. quotata in
Borsa già nel 2014, sarà uno dei
piatti forti del prossimo anno.
Su~ mercato, insieme al gruppo
gUIdato da Francesco Caio, andrà anche l'Enav. Dalla società
che controlla il traffico aereo,
tuttavia, il Tesoro punta ad avere una «dote» di 300 milioni di
euro da mettere nel conto delle
privatizzazioni quest'anno. Già
con il decreto Sblocca Italia il governo aveva presentato un
emendamento per obbligare
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ad
Enava ridurre il capitale sociale
e a trasferire all'azionista, appunto, 300 milioni. Ora il Tesoro ci sta riprovando. Nei giorni
scorsi, secondo quanto riportato dall'AdnKronos, Padoan ha indirizzato una lettera al consiglio
di amministrazione (ancora orfano dell'amministratore delegato) per chiedere di deliberare la
riduzione del capitale. Sarebbe
inoltre allo studio un meccanismo per incassare un extra-dividendo dalla Cassa Depositi e Prestiti dopo la vendita di una quota
di Cdp Reti ai cinesi di State Grid
of China. Il Tesoro si era impegnato con la Commissione Europea ad effettuare privatizzazioni
per 0,7 punti di PiI quest'anno
(circa lO miliardi di euro). Ma al
momento, come spiega il Documento di Economia e Finanza,
gli incassi si sono fermati allo
0,3%. Ulteriori proventi per quest'anno, insomma, potrebbero
essere offerti a Bruxelles nei
prossimi giorni, quando la Commissione dovrà esprimere un
giudizio sul rispetto da parte dell'Italia degli impegni di riduzione del debito pubblico. In questo
contesto, un'altra operazione
possibile perla fine dell'anno sarebbe il passaggio della quota
del 28% di StMicroelectronics al
Fondo Strategico della Cassa Depositi e Prestiti. La stessa Cassa
sarebbe in pista per acquistare
500 milioni di immobili del Demanio.
uso esclusivo
del
destinatario,
I PROSSIMI PASSI
C'è poi un'operazione che dal Tesoro viene considerata importante: l'acquisto da parte di Terna della rete elettrica delle Ferrovie. Il passaggio, nelle intenzioni di via XX settembre, permetterebbe di ridurre di circa
un miliardo i trasferimenti al
gruppo ferroviario. Per le Fs
inoltre, rimane in piedi il progett? di quotazione. Dopo che il preSIdente Marcello Messori, principale sostenitore dell'ipotesi di
privatizzare la società a «pezzi»
(vendita degli immobili Rfi e
quotazione di Trenitalia), l'ago
della bilancia ormai pende completamente per uno sbarco in
Borsa dell'intero gruppo. La quotazione, tuttavia, richiederà tempo. L'offerta delle Ferrovie dovrebbe arrivare tra la fine del
prossimo anno e l'inizio del
2016. C'è poi la questione Eni. Il
governo Letta aveva programmato la cessione della partecipazione del Tesoro (4,34%) legandola al buy back in corso della
azioni. Su quest'operazione il
giudizio è sospeso e, comunque
si farà eventualmente solo dop~
la cessione di Enel. «Le privatizzazioni», spiega Fabrizio Pagani, capo della segreteria tecnica
del ministro Padoan, «non servono solo a fare cassa, ma a rendere le aziende trasparenti ed efficienti e a farle competere sul
mercato globale dei capitali».
Andrea Bassi
@and_bassi
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: Societ~ direttament~
90%
50%
fOn
STM Holding NVA
12,5%
Fondo itnali~no
investimenta'S,~R
Enel
Poste italiane
4,'34%*
Fin~~ccanica
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Istituto luce Cìnecittà .
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'detiene il2B,23% di STMicroelectronics
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*COP detiene una partecipazione del25,76%
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