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D.P.R. 80/2013, S.N.V. e INVALSI……. Verso la valutazione di sistema

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D.P.R. 80/2013, S.N.V. E
INVALSI……. VERSO LA
VALUTAZIONE DI SISTEMA
PAVONA ottobre 2014
a cura di MARIA RITA SALVI
Piano di lavoro
• Perché valutare le
• scuole?
• Le esperienze internazionali.
• La valutazione di istituto e il Piano di Miglioramento
• Come utilizzare le valutazioni Invalsi e il fascicolo
SCUOLA IN CHIARO
• Valutazione del personale…..dove stiamo andando
da dove vengono i “fannulloni” di
Brunetta?
• Questa “vecchia” dizione ha radici storiche
• La P.A. nei diversi Stati europei
• La nascita dell’attività della P.A. negli Stati latino-
germanici e negli Stati anglosassoni
• Il concetto cardine del potere amministrativo negli Stati
latino-germanici è quello di burocrazia
La svolta
• Fino agli anni ‘70 l’immedesimazione dei pubblici
dipendenti con lo Stato era totale
• Non era nemmeno pensabile l’idea di attuare forme di
protesta come lo sciopero
• L’allargamento delle frontiere e il confronto con l’Europa
costringe anche lo Stato italiano a ripensare il concetto di
amministrazione pubblica (anni ‘90)
• L’esigenza di allineamento agli “standard”
Gli standard
Le istituzioni si sono poste il problema degli standard di
qualità:
• delle prestazioni
• dei servizi resi
• del funzionamento degli uffici
• del rapporto con gli utenti
Rinnovare il patto tra cittadini e
Amministrazione
• Creare un rapporto di FIDUCIA tra cittadini e PP.AA.
• Porre le premesse di un nuovo patto sociale fra cittadini e
Stato
• Il patto era stato messo a dura prova dagli episodi
giudiziari legate al fenomeno chiamato “mani pulite” (anni
’90)
• La stagione delle riforme
La stagione delle riforme
• Trasformare l’apparato pubblico da un sistema basato sul
concetto di “burocrazia” ad uno paritario, caratterizzato
dai concetti di partecipazione e rendicontazione
• Per rilegittimare le istituzioni i governi Amato e Ciampi
avviarono una stagione di riforme che, a quanto sembra,
non si è più conclusa
Il passaggio cardine: la legge n° 241/90
• Legge simbolo: introduce i criteri di trasparenza,
semplificazione, responsabilità e sindacabilità
dell’operato delle PP.AA. che deve essere sempre
improntato ai criteri costituzionali dell’efficacia, efficienza
e buona amministrazione
I 4 motori della nuova Governance
• A livello europeo si fa strada un concetto moderno di stato
che garantisca capitale sociale e sviluppo economico a
partire dalle riforme nelle politiche amministrative
Il nuovo concetto di governance:
• Miglioramento della qualità dei servizi pubblici
• Investimenti nell’informatizzazione e nella
informatizzazione dei servizi
• Controllo della qualità dei servizi resi
• Gestione efficace delle risorse umane
Carta della “Human Governance” per gli
Stati membri
Responsabilità sociale
2. Educazione del cittadino
3. Uguaglianza delle libertà
4. Partecipazione
5. Sostenibilità
6. Sussidiarietà
7. Competitività sul piano internazionale
8. Armonizzazione delle prestazioni amministrative
9. Equità delle prestazioni amministrative
10. Affidabilità, basata sul dialogo, il rispetto del cittadino non
più suddito, la reciproca fiducia.
1.
Il nuovo rapporto
• Non più di supremazia e autorità, ma relazioni di
interazione e confronto non subordinato fra istituzioni e
cittadini
• a livello giurisprudenziale una sentenza che ha fatto
epoca in questa direzione è la n° 500 del 1999 sulla
risarcibilità degli interessi legittimi
In Italia
• Legge sulla trasparenza (L. n° 241/90 e L. 15/2005)
• Legge sull’autocertificazione
• Legge sulla semplificazione dell’azione amministrativa
(L. n° 127/97)
• Codice dell’Amministrazione Digitale (L.n° 85/2005 e
D.Lgs 235/10))
• Direttiva del Dipartimento della Funzione Pubblica sulla
semplificazione del linguaggio amministrativo (8 maggio
2002)
• D.Lgs 33/2013 (Amministrazione trasparente)
Confine tra pubblico e privato
• Sfuma il confine tra pubblico e privato (allineamento con i
paesi anglosassoni) in quanto in molte attività le PP.AA.
conseguono fini pubblici ricorrendo a strumenti che
insistono in negozi di tipo privatistico, su un piano di
parità rispetto agli altri soggetti dell’ordinamento
• Ciò che ancora differenzia il pubblico dal privato non è più
lo strumento attraverso il quale si agisce, ma il principio
regolatore dell’azione (l’azione della P.A. deve sempre
essere disciplinata delle regole dell’evidenza
pubblica)
• Aumenta il bisogno di controllo
Quale tipo di controllo?
• Controlli interni: controllo di regolarità amm.va
(D.Lgs 286/99)
controllo strategico
controllo di gestione
valutazione dei dirigenti
Controllo sociale: accountability
bilancio sociale
Bilancio sociale
• Il processo attraverso il quale l’amministrazione si apre
alla valutazione dei cittadini, comunica e rende
accessibile ciò che ha prodotto, i criteri e i
procedimenti utilizzati, i risultati raggiunti, i mezzi
finanziari utilizzati, ecc.. (trasparenza) porta verso
l’attività di rendicontazione come un sistema di
qualificazione e miglioramento continuo della qualità del
servizio e non solo come un diritto tutelabile in sede
giurisdizionale.
Accountability
• I meccanismi tipici dell’accountability, ampiamente
utilizzata nei sistemi anglosassoni, si fondano su
meccanismi di rendicontazione legati a risultati,
acquisiti attraverso la somministrazione di test, da
rendere pubblici e da utilizzare come parametro di
confronto fra i diversi punti di erogazione del servizio.
Alcuni paesi si limitano a render pubblici questi risultati
(Francia, USA,), altri, come ad esempio la Gran Bretagna,
vincolano gli esiti delle scuole a sistemi premiali e di
riconoscimento, come erogazione di fondi o
riconoscimento sociale, ponendo in un certo senso le
scuole nell’obbligo di sottomettere tutto il proprio lavoro
alle tipologie di test e alle precise performance a cui gli
stessi fanno riferimento (teach the testing)
La legge Brunetta
Principi guida:
Introduzione di sistemi interni ed esterni di valutazione del
personale e delle strutture, finalizzati ad assicurare l’offerta
di servizi standard adeguati alle norme internazionali
Consentire ai vertici politici l’accesso diretto delle
informazioni relative alla valutazione dei dipendenti
Innovare le disposizione sul principio di trasparenza delle
PP.AA.
Riorganizzare gli organi che svolgono la funzione di controllo e
di valutazione del personale
Introduzione di meccanismi di merito e premialità
Aumento dei poteri dei dirigenti nel controllo e nella verifica
della produttività dell’ufficio
Principi e criteri in materia di sanzioni disciplinari e
responsabilità dei pubblici dipendenti, ecc…. Ecc…
Nella scuola
• in Italia il quadro complessivo di riferimento per la
valutazione del servizio scolastico, della singola
istituzione e dell’intero sistema, è fortemente in ritardo,
ritardo ampiamente denunciato anche dal Quaderno
Bianco della Scuola (settembre 2007).
• Il Quaderno, documento innovativo che, per la prima
volta in Italia, individua, quale fattore strategico
connesso al suo miglioramento, la costituzione di un
sistema credibile di valutazione del servizio e della
sua produttività, obiettivo non più rinviabile, visti i forti
elementi di criticità che caratterizzano la nostra situazione
Ritardo rispetto agli altri paesi
• Il ritardo complessivo del sistema-scuola italiano, quindi, è
messo in connessione con il ritardo con il quale doveva
decollare un credibile sistema nazionale di valutazione.
Quest’ultimo, infatti, “sarebbe stato in grado di orientare i
docenti, di rendere apprezzabili i risultati delle scuole, di
rendere possibile l’adozione di strumenti innovativi per
monitorarne i progressi, e avrebbe fornito strumenti guida
per orientare tutto il sistema
Autonomia e valutazione
• A livello normativo si inizia a parlare di valutazione del
servizio anche prima dell’art. 21 della L.59/91, che
testualmente richiama la necessità di “adottare strumenti
e procedure per verificare e valutare la produttività
scolastica”. Il successivo D.P.R. 275/99, all’art. 8,
richiama direttamente l’art. 205 del D.L.vo 297/94,
affidando al Ministero il compito di definire gli standard
relativi alla qualità del servizio, standard che ancora non
trovano compiuta definizione, anche se oggi è individuato
ed istituito l’organismo deputato al compito (l’Invalsi)
L’INVALSI
• Con il ministro Moratti assistiamo ad un intensificarsi degli
interventi legislativi verso la costituzione dell’Ente a cui
affidare i compiti sopramenzionati, ovvero l’INValSI
(Istituto nazionale per la valutazione del sistema di
istruzione), istituito poi con D.L.vo n° 286/2004.
• Il decreto prefigura un complesso ed organico quadro di
valutazione del sistema e dei singoli “punti di erogazione”,
articolato in livelli fra loro integrati ed “esteso anche alle
singole scuole, alle Regioni, alle Province e ai Comuni,
per le parti di rispettiva competenza, al fine di consentire
un uso integrato di dati e conoscenze”. (sistema
interoperativo)
Interoperabilità
• in seguito i diversi ministri dell’Istruzione hanno
identificato, attraverso apposite Direttive, compiti e
funzioni dell’INVALSI le quali, pur mantenendo l’approccio
complessivo alla valutazione dell’intero sistema-scuola,
hanno inevitabilmente, visto anche l’enorme ritardo
accumulato, finito per spostare l’attenzione verso “le
verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze
e abilità degli studenti”, mettendo in secondo piano “la
valutazione sulla qualità complessiva del sistema di
istruzione”, affidata per lo più alla compilazione di un
copioso questionario inviato alle scuole, quasi sempre
considerato da queste ultime uno scomodo ed inutile
adempimento. (direttive n° 49/2005; n° 27/06 e
n°649/06; n°52/07, n° 74/2008)
Quattro aree di intervento
VALUTAZIONE DI SISTEMA (rapporto annuale)
VALUTAZIONE DELLE SCUOLE: definire, anche sulla base
delle esperienze internazionali, un modello di valutazione delle
scuole
• VALUTAZIONE (rilevazione) DEGLI APPRENDIMENTI DEGLI
STUDENTI: rilevare gli apprendimenti degli studenti nei
momenti di ingresso e di uscita dei diversi livelli di scuole,.
• VALUTAZIONE DEL PERSONALE DELLA SCUOLA:
formulare proposte al ministro dell’istruzione, dell’Università e
della Ricerca sulla base degli esiti delle attività svolte in merito
alla definizione del sistema di valutazione dei Dirigenti
scolastici….. internazionale……”
Priorità strategiche 2012/13- 2013/14- 2014/15
• Le rilevazioni nazionali degli apprendimenti si estenderanno ,
•
•
•
•
nel corso del triennio, anche alle classi quinte della scuola
secondaria di secondo grado, completando l’attuazione
dell’art. 1, comma 5 della legge 25 ottobre 2007, n.176.
La restituzione dei risultati delle rilevazioni degli
apprendimenti sarà curata dall’INVALSI, in modo che le scuole
possano apprezzare il valore aggiunto dell’azione formativa e
possano farne uso nell’ambito dei processi di autovalutazione.
Con riferimento all’esame conclusivo del secondo ciclo
l’Invalsi metterà a disposizione delle Commissioni d’esame
quadri di riferimento per la valutazione della prima prova
scritta per tutti gli indirizzi e della seconda prova scritta di
matematica per i licei scientifici.
Gli strumenti ed i processi di autovalutazione e valutazione
scolastiche, messi a punto dall’INVALSI nell’ambito del
progetto VALeS( Valutazione e Sviluppo Scuola) saranno
progressivamente proposti a tutte le istituzioni scolastiche.
(DIRETTIVA 12/10/2012)
VALES
• La scuola, in questo caso, viene considerata come un
“bene comune”, alla cui funzionalità partecipano contributi
diversi, diversamente distribuiti per ruoli e funzioni, ma
egualmente responsabili della riuscita dell’intera impresa
formativa. In questa impostazione di lavoro l’utente, da
semplice utilizzatore spesso critico, diviene anche
soggetto che eroga nel momento in cui viene chiamato a
condividere le varie fasi della valutazione del servizio.
• La logica è quella del “bilancio sociale”, propria di
organizzazioni no profit, aziende ed imprese, si fonda sul
concetto di responsabilità e sul coinvolgimento degli
utenti, meglio definiti come stakeholder, ovvero “portatori
di interessi”, in tutte le fasi del processo
Esperienze recentissime
• Progetto di valutazione delle scuole. Il progetto nasce
nell’ambito della sperimentazione di modelli di
applicazione del D.Lgs 150/09, anche allo scopo di
evidenziare i maggiori fattori di criticità della pratica
operativa. La sperimentazione coinvolge le province di
Pisa, Siracusa, Cagliari, si rivolge alle scuole secondarie
di primo grado, ed utilizza il testing predisposto per il
progetto P.Q.M. Ha cadenza triennale, misura la qualità
della scuola in relazione alla progressione dei risultati
degli apprendimenti degli studenti e destina alle scuole
circa settantamila euro, da destinarsi ai docenti
coinvolti e alla scuola.
Il progetto VALORIZZA
• Il CTS ed il MIUR hanno elaborato il metodo “Valorizza”
anche tenendo conto di precedenti indagini scientifiche
sulle opinioni degli insegnanti
• INDAGINE ANP-NOMISMA 2009
• (campione di 5000 insegnanti)
• “L’opinione dei docenti sull’introduzione di un sistema di
riconoscimento del merito”
• • D’accordo 66%
• In disaccordo 17%
• • Né in accordo né in disaccordo il 15%
• • Non risponde 2%
Valutazione docenti primo step
• Progetto di valutazione dei docenti. Sperimentato nelle
province di Milano, Torino, Napoli (33 scuole in tutto)
Prevede un team di valutazione interno alla scuola,
formato da due docenti esperti e dal Dirigente Scolastico
(può essere presente anche il Presidente del C.d.I. ma
senza diritto di voto). I docenti si autocandidano per la
valutazione, predisponendo un C.V. sulla scorta del
profilo individuato dall’art. 27 del CCNL. Ricevono una
mensilità di stipendio aggiuntiva, non si dà luogo a
classifiche o graduatorie.
Perché valutare gli insegnanti
• Migliorare la professionalità̀ degli insegnanti è un tassello
decisivo per migliorare gli apprendimenti degli
studenti
• La legge 150/2009 prevede la valutazione di tutti i
dipendenti pubblici
(alcuni articoli di questa legge ancora non si applicano
alla scuola)
Indagine IARD 2009
• “L’opinione dei docenti su alcune tecniche di valutazione
dell’insegnamento” ha evidenziato che i docenti guardano
con favore i processi di autovalutazione degli inseganti,
sia in gruppo sia individuali; non sono contrari ai
questionari compilati dagli studenti, e ad attività di
osservazione condotte dai
• Sono invece fortemente contrari alla valutazione del
docente fatta in base ai risultati dell’apprendimento degli
studenti e alle valutazioni condotte da un esperto esterno
• (campione di 4000 insegnanti)
VALORIZZA
Obiettivi:
• Riconoscere e far riconoscere alla comunità scolastica gli
inseganti più meritevoli
• Fornire al DS un gruppo di docenti dai quali attingere per
le funzioni di middle management da affidare per la
gestione della scuola autonoma
• .riconoscimento del merito in termini economici (una
mensilità in più) e di prestigio (titolo di docente esperto)
VALORIZZA
Metodo valutativo:
• Il Nucleo di valutazione, unico soggetto decisionale, si
basa sulla conoscenza personale dei docenti da
sottoporre a valutazione
• Ha a disposizione un questionario di autovalutazione
predisposto dai candidati
• Esamina il C.V. dei candidati
• Tiene conto delle indicazioni dei genitori degli studenti di
quel docente
• Tiene conto delle indicazioni degli studenti (IV e V scuola
sec. 2°g.)
Il giudizio è intersoggettivo, gli indicatori non hanno un
peso.
VALORIZZA
Caratteristiche del metodo:
• Le scuole aderiscono volontariamente (con delibera del
Collegio dei docenti)
• I docenti si autocandidano per la valutazione
• Il processo di valutazione avviene per intero dentro la
scuola e riguarda solo i soggetti direttamente coinvolti nel
processo di erogazione del sevizio.
Si tratta di un tipo di valutazione:
• reputazionale
• olistica
• contestuale
VALORIZZA
Risultati:
• Facilità del processo di attribuzione del merito
• Largo riconoscimento, adozione delle decisioni quasi del
tutto all’unanimità nei Nuclei (ogni comunità scolastica
riconosce, con largo accordo, i soggetti meritevoli)
• Soddisfazione dei valutati e dei valutatori, la maggior
parte del DS intervistati aderirebbe senza problemi alla
prosecuzione della sperimentazione
VALORIZZA
Supervisione scientifica affidata all’Associazione TRELLLE,
della Fondazione Scuola Compagnia di San Paolo
Ha sottolineato alcuni aspetti positivi del metodo:
• riconoscimento della Autonomia delle scuole
• valorizzazione della comunità scolastica e delle sue
componenti
• corretta rilevanza data al contesto
VALORIZZA
Valutazione dell’OCSE
• Valutazione positiva
• Suggerisce al MIUR di espandere gradualmente, e
sempre tramite adesione volontaria, la sperimentazione
ad un numero maggiormente significativo di scuole
• Ampliare il riconoscimento ai meritevoli, bonus per tre
anni a patto che non lasci la scuola
• Ogni tre anni il progetto potrebbe premiare gli stessi o altri
docenti
• Evitare riconoscimenti economici che durano per tutta la
carriera
• AI meritevoli riconoscere il titolo di “docenti esperti”, con
rilievo per la costituzione dello staff di lavoro interno
Il passaggio maggiormente significativo
• L’OCSE raccomanda all’Italia di individuare il profilo
professionale del docente esperto
• Gli indicatori di questo profilo costituirebbero una sorta di
quadro di riferimento per l’attività valutativa dei singoli
Nuclei di Valutazione
• L’estensione della esperienza potrebbe condurre ad una
modifica sostanziale degli assetti relativi alla gestione del
personale attraverso una lenta condivisione dal basso.
Progetto Qualità e merito (P.Q.M.)
• Riguarda le scuole secondarie di primo grado e S.S. di 2° g.
• Orientato al miglioramento misurabile dei risultati
dell’apprendimento, (matematica, poi anche italiano). Il
Progetto riguarda le metodologie didattiche e valutative.
• Gli studenti sono sottoposti ai test predisposti dall’INValSI, per
rilevare la situazione di partenza, successivamente un team di
docente, coordinato da un tutor interno e da un tutor di rete
(piccoli network di 5 scuole), predispone materiali di lavoro e
learning object per lo sviluppo della didattica in classe.
• Tutta l’attività è costantemente monitorata dall’ANSAS che
mette a disposizione anche le piattaforme di collegamento. Alla
fine dell’a.s. vengono rimisurati i risultati ed il valore aggiunto
della didattica sperimentale realizzata.
• .
•
Cosa succede vicino a noi?
Rete Eurydice Key Data on Education 2012
Panorama dei sistemi di valutazione interna ed esterna
delle scuole
E’ impossibile pensare che un sistema complesso
come quello scolastico possa funzionare senza un
meccanismo regolatore di accountability
VALUTAZIONE DELLE SCUOLE
• La maggior parte dei paesi adotta un processo di
valutazione della scuola, che può essere interno e/o
esterno, e che, in molti casi, include anche la
valutazione dei singoli insegnanti.
• In un discreto numero di paesi, le scuole vengono
valutate dall'esterno, generalmente da un ispettorato, e
internamente da personale della scuola e, talvolta, da
altri membri della comunità scolastica.
VALUTAZIONE INTERNA
• La valutazione interna è obbligatoria o fortemente
raccomandata ovunque tranne che in Belgio (Comunità̀
francese) e in Irlanda (fino al 2012). In Estonia, la
valutazione interna è stata resa obbligatoria nel 2006.
Italia e Croazia effettuano solo la valutazione interna
delle scuole. (è il 2012)
VALUTAZIONE SU STANDARD
• Quasi la metà dei paesi europei utilizza criteri
standardizzati stabiliti a livello centrale per la
valutazione esterna delle scuole
• Nei paesi europei le procedure utilizzate nella valutazione
esterna delle scuole sono più o meno standardizzate. In
14 paesi, nell’anno scolastico 2010/11, le scuole sono
state valutate da rappresentanti dell’autorità̀ centrale, o
che dipendono direttamente dal livello centrale, sulla base
di criteri standard. Questo processo di
standardizzazione, che nella maggior parte dei casi è
cominciato negli anni 90 (Eurydice, 2004), in alcuni
paesi è ancora in atto.
Valutazione di prima e seconda istanza
• criteri di valutazione si basano su due elementi: il
parametro (o oggetto di valutazione) e lo standard
richiesto (parametro di riferimento, norma, regola o
livello di competenza) rispetto al quale viene valutato il
parametro. Essi forniscono la base (quantitativa e/o
qualitativa) su cui formulare un giudizio
• l’utilizzo di tali criteri non significa che tutte le scuole
vengano valutate sempre secondo lo stesso impianto. I
criteri standardizzati, ad esempio, possono essere
applicati durante una prima fase della valutazione; poi,
però, per quelle scuole che si considerano a rischio, può̀
seguire una seconda fase adattata specificamente alle
particolari circostanze della scuola in questione.
Criteri standardizzati
• Non tutti i paesi hanno elaborato criteri standardizzati per
la valutazione delle scuole. Di conseguenza, per
determinare i criteri di valutazione, i valutatori dipendenti
dal livello centrale attingono ai testi normativi e agli
obiettivi educativi nazionali o a elenchi di settori stabiliti a
livello centrale
Sempre più paesi europei pubblicano regolarmente i
risultati della valutazione esterna delle scuole
• Quasi tutti i paesi mettono in atto forme di valutazione
esterna delle scuole e la regolare pubblicazione dei
risultati sotto forma di rapporti di valutazione.
• Nonostante questa pratica sia stata introdotta in
Inghilterra negli anni 80, nel resto d’Europa è decollata
alla fine degli anni 90 e ha preso sempre più campo nei
primi anni del nuovo millennio, diffondendosi in Belgio
(Comunità̀ fiamminga), Danimarca, Irlanda, Ungheria e
Romania, e pì di recente in Lettonia, Lituania e
Polonia
Pubblicazione dei risultati della valutazione
• In 16 paesi o regioni i risultati della valutazione esterna
delle scuole condotta da valutatori che dipendono dal
livello centrale (ispettori, nella maggior parte dei casi)
vengono pubblicati normalmente sul sito dell’organo
responsabile della valutazione esterna o su quello del
Ministero dell’istruzione.
• In Danimarca (dal 2006), Ungheria, Svezia e Islanda i
risultati della valutazione condotta a livello locale
vengono anche pubblicati su Internet.
• In Polonia i valutatori che dipendono dal livello regionale
hanno l’obbligo di pubblicare i dati dal 2009
Valutazione esterna e rendimento
• LA VALUTAZIONE ESTERNA DELLE SCUOLE SI
CONCENTRA SPESSO SU DATI RELATIVI AL
RENDIMENTO DEGLI STUDENTI
• I dati sul rendimento presi in considerazione più
comunemente nel processo di valutazione sono i risultati
ottenuti dagli studenti negli esami stabiliti a livello centrale
e nelle valutazioni nazionali standardizzate
• Altri indicatori utilizzati sono: i giudizi degli insegnanti sui
propri studenti, i dati sulla progressione della carriera
Dati della valutazione
• I dati sul rendimento presi in considerazione più
comunemente nel processo di valutazione sono i risultati
ottenuti dagli studenti negli esami stabiliti a livello centrale
e nelle valutazioni nazionali standardizzate.
• Altri indicatori utilizzati sono: i giudizi degli
insegnanti sui propri studenti, i dati sulla
progressione della carriera scolastica degli studenti, i
risultati ottenuti dagli studenti nelle indagini
internazionali, come pure, anche se meno
frequentemente, i dati sull’inserimento nel mercato
del lavoro e la soddisfazione dello studente o dei
genitori.
Scuole con risultati insoddisfacenti
• In Ungheria, Portogallo e Inghilterra, tuttavia, esistono
delle soglie minime per i risultati raggiunti dagli studenti;
provvedimenti di vario genere nelle scuole sono previsti
per risultati al disotto di tali soglie. In Ungheria le scuole
che, per diversi anni, presentano risultati al di sotto
dei livelli minimi nelle valutazioni nazionali, devono
preparare un proprio piano d'azione per lo sviluppo.
Scuole con risultati insoddisfacenti
• In Portogallo le scuole con risultati deludenti nei test
standardizzati, o nei tassi di transizione degli alunni,
sono tenute a definire un calendario per l'attuazione di
una serie di misure correttive, tra cui il sostegno
supplementare per gli alunni con rendimento
insoddisfacente.
Scuole con risultati insoddisfacenti
• In Inghilterra esistono degli standard minimi sia per la
percentuale di alunni che raggiungono un determinato
livello. sia per gli indicatori di progressione nei test e negli
esami standardizzati. Le scuole al disotto di questi
standard possono essere selezionate per un ulteriore
sostegno e un monitoraggio aggiuntivo e, se non
riescono a migliorare, possono essere soggette a
interventi formali.
I risultati scolastici relativi alle prove nazionali
sono pubblicati solo da un numero limitato di
paesi
• Pubblicare i risultati aggregati per scuola ottenuti
dagli studenti nelle prove nazionali è considerato un
modo per responsabilizzare la scuola e per aumentare
la competizione tra scuole. In questo ambito i paesi
europei hanno adottato politiche varie e, talvolta, anche
contrapposte, che vanno dalla regolare pubblicazione al
divieto ufficiale di stilare classifiche delle scuole sulla
base dei risultati delle prove nazionali.
Pubblicazione dei dati
• In Ungheria, Romania e Regno Unito le scuole devono
includere, nei documenti distribuiti a tutti i genitori, anche i
risultati aggregati relativi alle prove nazionali, oppure
pubblicarli sul sito.
• Le autorità educative centrali possono pubblicare i
risultati delle singole scuole in diversi modi: sotto
forma di dati non elaborati, come fa la Svezia, o con
indicatori ponderati basati sulle caratteristiche della
popolazione scolastica, o sul valore aggiunto delle
scuole, come in Islanda, o persino unendo i due tipi di
informazione, come avviene in Inghilterra
Decisioni autonome
• In Italia, Lussemburgo, Polonia e Liechtenstein le
scuole in genere decidono autonomamente se pubblicare
o no i risultati ottenuti nelle prove nazionali. In 17 sistemi
educativi i risultati non vengono pubblicati. In Belgio
(Comunità̀ francese), Spagna e Slovenia, addirittura,
esistono dei documenti ufficiali che vietano la
classificazione delle scuole sulla base dei risultati.
• In Spagna sono le Comunità autonome a decidere se
rendere pubblici i risultati delle prove
E IN ITALIA???
Regolamento 8 marzo 2013 n. 80
 Istituisce e disciplina il Sistema Nazionale di Valutazione
(S.N.V.) per le scuole del sistema pubblico nazionale di
istruzione e le istituzioni formative accreditate dalle
Regioni.
 L’approvazione in via definitiva di questo Regolamento è
il coronamento di un percorso cominciato nel luglio 2001
con la costituzione di un gruppo di lavoro voluto dall'
allora ministro Moratti, proseguito con i ministri Fioroni e
Gelmini.
 Esso permette un allineamento dell’Italia agli altri Paesi
Europei sul versante della valutazione dei sistemi
formativi pubblici, e consente di rispondere agli impegni
assunti nel 2011 dall’Italia con l’Unione europea, in vista
della programmazione dei fondi strutturali 2014/2020
Il Sistema Nazionale di Valutazione
(S.N.V.)
Si basa sull’attività di collaborazione di tre istituzioni:
 l’INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del
sistema di istruzione e formazione), che assume il
coordinamento funzionale dell’intera procedura di
valutazione;
 l’INDIRE (Istituto nazionale di documentazione,
innovazione e ricerca educativa), che sostiene le
scuole nei piani di miglioramento;
 un contingente di Ispettori che ha il compito di
guidare i nuclei di valutazione esterna
Fasi del procedimento di valutazione
•
Autovalutazione delle istituzioni scolastiche, sulla
base di un quadro di riferimento comune e di un
fascicolo elettronico di dati messi a disposizione da
 banche dati del sistema informativo del MIUR
( “Scuola in chiaro” )
 INVALSI
 stesse istituzioni scolastiche
Fasi del procedimento di valutazione
 Ogni scuola ha il compito di redigere un rapporto
di autovalutazione, secondo un format elettronico
realizzato dall’INVALSI e con la predisposizione di
un piano di miglioramento.
 Da tale rapporto successivamente l’INVALSI
desumerà gli indicatori che consentiranno di
individuare le istituzioni scolastiche da sottoporre
alla valutazione esterna, coordinata dagli
ispettori.
Regolamento 8 marzo 2013
•
Gli esiti del procedimento di valutazione non hanno
l’obiettivo di sanzionare o premiare, ma intendono
rendere pubblico il rendimento della scuola in
termini di efficacia formativa.
Direttiva n. 11 del 18 settembre 2014
• Priorità strategiche del sistema nazionale di Valutazione
per gli aa.ss. 2014/15, 2015/16; 2016/17
emanata ai sensi dell’art.2, co.3, del D.P.R. 80/2013 e dall’art. 2,
co.3, del D.Lgs 286/04
INDIVIDUA
 le priorità strategiche della valutazione del Servizio di
istruzione e formazione, punto di riferimento per le funzioni di
coordinamento solte dall’Invalsi
i criteri generali per assicurare l’autonomia del contingente
ispettivo
I criteri generali per la valorizzazione delle scuole statali e
paritarie, nel processo di autovalutazione
Priorità strategiche della valutazione del
Servizio di istruzione e formazione
Nel prossimo triennio sarà caratterizzato dalla progressiva
introduzione, nelle I.S., del procedimento di valutazione,
così come previste dall’art. 6, co.1 del Regolamento (D.P.R.
80/2013)
La valutazione sarà particolarmente indirizzata:
 alla riduzione dell’abbandono e dell’insuccesso scolastico
 alla riduzione delle differenze nei livelli di apprendimento
fra scuole e aree geografiche
 al rafforzamento delle competenze di base degli alunni
rispetto alla situazione di partenza
 Alla valutazione degli esiti a distanza degli studenti, con
riferimento all’Università e al mondo del Lavoro
Autovalutazione
• A partire dall’a.s. 2014/15 TUTTE LE ISTITUZIONI
SCOLASTICHE effettueranno l’Autovalutazione, mediante
analisi e verifiche del proprio servizio, e la redazione di un
Rapporto di Autovalutazione, contenente gli obiettivi di
miglioramento, elaborato in formato elettronico.
COME?
• L’Invalsi fornirà alle scuole strumenti di analisi e dati
provenienti dalle stesse scuole, dal MIUR e dalle
rilevazioni nazionali ed internazionali degli apprendimenti
• Il S.N.V. si avvarrà di una piattaforma informativa unitaria
predisposta dai Servizi Informativi del MIUR
• Il MIUR attiverà piani di formazione in tutte le scuole
Valutazione esterna delle scuole
• Entro marzo 2015, su proposta dell’Invalsi, saranno
adottati i Protocolli di Valutazione delle scuole, con gli
indicatori di efficacia ed efficienza per individuare le
scuole da sottoporre a verifica esterna.
• Nel prossimo triennio saranno valutate il 10% delle scuole
(ogni anno): 7% individuate attraverso gli indicatori di cui
sopra e il 3% su base campionaria casuale
• Le attività di valutazione esterna avranno inizio dall’a.s.
2015/16, saranno condotte dai Nuclei di Valutazione
(dirigenti tecnici e esperti individuati dall’Invalsi)
Valutazione della dirigenza scolastica
• Entro dicembre del 2014, l’Invalsi definirà gli indicatori per
la valutazione dei D.S.
• Il modello di valutazione dovrà prestare attenzione agli
obiettivi di miglioramento della scuola, individuati
attraverso il rapporto di automiglioramento, e alle aree di
organizzazione e gestione direttamente riconducibili
all’operato del DS.
Rilevazioni nazionali ed internazionali
• Nel triennio 2014/17, le rilevazioni nazionali degli
•
•
•
•
apprendimenti saranno svolte secondo le modalità già
individuate nella Direttiva n. 85/2012
Sarà curata in modo analitico, dall’Invalsi, la restituzione dei
risultati delle rilevazioni nazionali alle singole scuole, in modo
che possano costituire la premessa delle analisi e delle
verifiche da effettuarsi sul proprio servizio
Sarà, quindi, migliorato l’utilizzo del profilo longitudinale dei
dati, al fine di individuare il valore aggiunto determinato
dall’azione formativa delle scuole.
Per favorire la lettura dei dati in chiave autovalutativa, l’Invalsi
predisporrà apposite Linee Guida.
Inoltre si continuerà a partecipare alle indagini internazionali.
OCSE-PISA, IEA TIMMS e IEA PIRLS e TALIS, mantenendo
un rapporto sempre più stretto fra le indagini internazioali e
quelle nazionali
Rapporto di autovalutazione
• Il Rapporto di autovalutazione esprime la capacità delle scuole
di individuare punti di forza e di debolezza del proprio agire e di
fare, del miglioramento, un progetto che riguardi e coinvolga
tutta la comunità scolastica.
• Il passaggio fondamentale riguarda la capacità di porre in
relazione esiti di apprendimento e processi organizzativodidattici. Una relazione che fino ad ora è stata sempre
“enunciata”, ma sulla quale è difficile dare riscontri certi.
• Nel primo semestre del 2015 tutte le scuole
predisporranno un rapporto di autovalutazione, utilizzando i
dati di riferimento forniti dall’Invalsi e i dati messi a disposizione
tramite piattaforma operativa unica.
Rapporto di autovalutazione
• Il Rapporto di Autovalutazione, corredato dagli obiettivi di
miglioramento, sarà reso disponibile all’Invalsi e al MIUR
tramite piattaforma operativa unica, entro luglio 2015 e sarà
reso pubblico attraverso l’inserimento del Portale Scuola
in Chiaro e nel sito dell’Istitutzione scolastica.
• La pianificazione e la realizzazione delle azioni di
miglioramento verrà attuata a partire dall’a.s. 2015/16
• Entro la fine dell’a.s. 2016/17 le scuole dovranno
pubblicare un primo Rapporto di Rendicontazione sociale
nel portale Scuola in Chiaro, attraverso il quale saranno resi
noti i risultati raggiunti negli anni scolastici precedenti, in
un’ottica di trasparenza e di partecipazione della qualità dei
servizi alla comunità di appartenenza.
Come lavora l’Invalsi?
Scopo delle misurazioni:
Le prove INVALSI hanno lo scopo principale di
misurare i livelli di apprendimento raggiunti dagli
studenti italiani relativamente ad alcuni aspetti di base di
due ambiti fondamentali: la comprensione della lettura e
la matematica.
La letteratura dimostra che la conoscenza in alcune
discipline fondamentali (lettura, matematica) ha un ruolo
di primo piano nell’avanzamento individuale e
dell’intera società
gli ambiti oggetto di misurazione delle prove INVALSI
non esauriscono di certo i saperi e le competenze
prodotte dalla scuola.
Alla base delle rilevazioni
Quadro teorico di riferimento:
definisce gli ambiti, i processi cognitivi e i compiti oggetto di
rilevazione, delimitando quindi il campo rispetto al quale sono
costruite le prove.
permette di definire e circoscrivere il valore informativo delle
prove che in base ad esso vengono costruite, chiarendone la
portata e i limiti.
Costituisce il documento fondamentale per gli autori delle
prove, per gli esperti che ne curano la revisione, per i docenti
che sono chiamati a interpretare i risultati dei loro allievi e per i
cosiddetti stakeholder che utilizzano i risultati delle rilevazioni
standardizzate nazionali per valutare i livelli di apprendimento
garantiti dal sistema educativo nel suo complesso.
La struttura del Quadro di Riferimento
Quadro di riferimento
per la valutazione
Quadro di riferimento
per i curricoli
Prassi scolastica
Quadri di riferimento
per le valutazioni
internazionali
Esiti delle rilevazioni
precedenti
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STRUTTURA del Quadro di Riferimento (Matematica)
INDICAZIONI NAZIONALI E
LINEE GUIDA
AMBITI
Numeri
Spazio e figure
Relazioni e funzioni
Dati e previsioni
PROCESSI
STRUTTURA del Quadro di Riferimento
(Italiano)
Competenze di
padronanza
linguistica
Ambiti
Testi
Processi
cognitivi - aspetti
della lettura
Grammatica
Oggetti linguistici
specifici
Che cosa si può valutare riguardo la padronanza
linguistica
 In una prova nazionale, che deve essere di semplice
somministrazione e semplice correzione, per motivi tecnici è
possibile valutare solo:
 le competenze di lettura
 le conoscenze (e competenze) grammaticali

La lettura è una competenza che serve per tutta la vita,
anche per continuare ad apprendere
 Risultati di una prova di lettura ben fatta sono fortemente
predittivi del successo scolastico
Le competenze di lettura nel Quadro di riferimento
INVALSI
Per competenza si intende
nel Quadro la capacità di
selezionare, far interagire
ed elaborare conoscenze
per la comprensione e la
valutazione di un testo:
continuo, non continuo,
misto.
Le competenze di lettura
verificate nella prima
sezione della prova sono
quelle:
• Testuali
• Grammaticali
• Lessicali
Definizione dell’ambito
Competenza pragmatico-testuale: capacità di ricostruire, a
partire dalla lettura del testo e da conoscenze enciclopediche ,
l’insieme di significati che il testo veicola, assieme al modo in
cui essi sono veicolati.
Competenza lessicale relativa alla lettura: capacità di
individuare il significato, pertinente a un determinato contesto,
di un vocabolo (anche non conosciuto) e le relazioni di
significato tra vocaboli in vari punti del testo.
Competenza grammaticale relativa alla lettura: capacità di
individuare le strutture morfosintattiche della frase e le
strutture interpuntive in funzione della loro pertinenza
testuale, cioè dal punto di vista del loro apporto alla
costruzione dei significati del testo.
Uso dei dati INVALSI
L ’ INVALSI restituisce ad ogni singola scuola dati
sull’andamento:
complessivo dei livelli di apprendimento degli studenti
della scuola rispetto alla media dell ’ Italia, dell ’ area
geografica e della regione di appartenenza;
delle singoli classi nelle prove di italiano e di matematica
nel loro complesso;
della singola classe analizzata nel dettaglio di ogni
singola prova.
07/10/2014
78
Uso dei dati INVALSI
DATI INVALSI
Percorso di
autovalutazione
Potenziamento e
miglioramento
dell’azione
didattica
istituto e singola
classe
dall’anno scolastico 2012-2013 :
i profili di accesso alla restituzione dei dati sono differenziati
i dati sono corretti dal cheating (anche superiore al 50%)
viene fornito anche il punteggio di Rasch
è possibile il confronto con il punteggio medio conseguito da un gruppo
di 200 classi/scuole con analogo background socio-economico-culturale
degli studenti
alcuni dati restituiti sotto forma di grafico vengono pubblicati, previa
autorizzazione del DS, sul sito “Scuole in Chiaro”
vengono forniti anche alcuni indicatori del questionario studente
a settembre le tabelle, una settimana dopo i grafici
i diversi profili di accesso ai dati INVALSI
Dirigente e Referente per la valutazione: vedono tutti i dati restituiti
dall’INVALSI
Presidente CdI: vede i dati della scuola nel suo complesso compresi i
dati sul cheating (anche delle singole classi) e sul ESCS (ma solo della
scuola)
Insegnanti del collegio docenti: vedono i risultati complessivi della
scuola
Insegnanti di classe: vedono anche i dati della loro classe
Il valore aggiunto: come si calcola
1) con la differenza tra il punteggio medio grezzo di tale scuola e
quello medio generale di un certo territorio,
2) mediante la misurazione dei progressi medi che gli allievi
realizzano in un determinato arco di tempo (guadagni
cognitivi),
3) per mezzo della differenza media tra i punteggi osservati ed i
punteggi attesi in relazione alle caratteristiche degli allievi
(condizione socio-economico-culturale, attitudini, ecc.),
4) mediante il guadagno cognitivo medio netto rispetto a tutti i
fattori di contesto che non sono controllati dalla scuola.
Il cheating
Il cheating
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