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13 Aprile 2014 - Nero su Bianco

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N. 7 | ANNO XVII | 13 APRILE 2014 | PERIODICO DI CULTURA VARIA | DISTRIBUZIONE GRATUITA | www.nerosubiancoaversa.it
AVERSA
MINACCIATA
DAL VESUVIO?
LUONGO:
«STATE
TRANQUILLI»
PREMI RCA,
LUCIO
ROMANO:
«ECCO COSA
HO FATTO»
ERNESTO
NATALE
E IL
COMPRENSIVO
DI CARINARO
PIU EUROPA
Della Valle: «Stravolto
il progetto sui Sagrati»
SOCIALE
Sportello antiviolenza,
Sagliocco ci riprova
L’INCHIESTA
Dirigenti Scolastici,
il Concorso truccato
NAPOLILLO RISPONDE
Aversa inoppugnabilmente
fondata nel 1030
LA PROPOSTA DI SAGLIOCCO FA DISCUTERE I PRIMI CITTADINI DELL’AGRO
Aversa con Napoli o con Caserta?
L’EDITORIALE
STORIA NOSTRA
SOMMARIO
pubbliche
o libro dei sogni?
6 Opere
L’Agro e le «bionde»
16 di contrabbando
Scuole aversane
26 e alunni ...degli altri
Marò, solidarietà si’
40 cittadinanza no
Vesuvio minaccia
50 IlAversa?
«Aversa happy»
62 con AGstudio si può
PERIODICO DI CULTURA VARIA
DELL’AGRO AVERSANO
Anno XVII n° 7 - 13 Aprile 2014
Direttore Responsabile
Giuseppe Lettieri
Direttore Editoriale
Nicola De Chiara
Coordinamento Editoriale
Giuseppe Cristiano
Garante dei Lettori
Franco Terracciano
Fotografie
Nicola Baldieri
Editore
Associazione Dimensione Cultura
Periodico registrato presso il Tribunale
di S. Maria C.V. al n. 514 del 17.11.1998
di Giuseppe Lettieri
L’EDITORIALE
Cerchiamo il dialogo
e la comprensione
O
ggi, domenica delle Palme, dovevamo aprire NerosuBianco
con il classico editoriale di auguri per la Santa Pasqua ormai alle porte. Ma quanto accaduto, lunedì scorso, a
due passi dalla nostra Redazione, ci ha
gettato nello sconforto totale. L’ennesimo caso di suicidio nella nostra Aversa
si è consumato in via Plauto. Ancora
una volta una madre di una famiglia
normalissima si è arresa ai problemi
della vita, lasciando nella più profonda
disperazione familiari e amici, ai quali
va il nostro più sentito cordoglio.
I tanti casi di suicidi in Italia, ma anche
nella nostra Aversa, qualche riflessione
la richiamano di sicuro. E’ davvero
difficile, specialmente nelle nostre
zone, sopravvivere ad una crisi che
non si era probabilmente mai vista. Di
chi è la colpa quando accadono queste
cose? Lasciando da parte questo singolo
caso, della società che non ha saputo
evidentemente cogliere quei segnali
che preannunciano il peggio. Non
giudichiamo chi compie l’estremo atto
ma certamente non possiamo trascurare
chi e cosa vi hanno contribuito. La crisi,
la disperazione economica in cui si
trovano tantissime famiglie, l’assenza
di dialogo a volte possono trasformarsi
in cause preponderanti. Ci sono padri di
famiglia che all’improvviso si ritrovano
senza lavoro. Oppure chi per mesi non
riceve lo stipendio e trova compromesso il proprio ménage familiare. E accade troppo spesso che questi drammi,
nell’epoca di Facebook e di Twitter, non
siano conosciuti nemmeno dal vicino di
casa. Perché abbiamo perso l’abitudine
al contatto reale, alla condivisione dei
problemi, agli abbracci e alle strette
di mano. Ecco, allora, in tale contesto
cosa può significare l’arrivo della Santa
Pasqua. Siamo più solidali e cerchiamo
le vie della pace, del dialogo e della
comprensione. Magari senza saperlo,
contribuiremo ad evitare che simili
tragedie si ripetano tra l’indifferenza
generale. Auguri a tutti i nostri lettori.
La Vignetta di Alessio D’Elia
DOPO AVER ANTICIPATO LA FONDAZIONE DI AVERSA
L‛INGEGNERE-ARCHITETTO CI HA PRESO GUSTO!
Buon compleanno,
Sindaco!
Redazione
Via Michelangelo, 108 - Aversa (Ce)
Tel. 081.198.14.930 - 388.19.87.510
www.nerosubiancoaversa.it
e-mail: [email protected]
Stampa
Printer Group Italia srl
Castellammare di Stabia (Na)
Ma io sono nato
a settembre!
Sul sito la rivista in pdf scaricabile dal lunedì
PERIODICO ASSOCIATO
UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA
(Con Tessera n. 15558)
L‛ingegnere-architetto
ha deciso così e non
possiamo farci niente!
3
PRIMO PIANO
La proposta del sindaco di Aversa Giuseppe Sagliocco fa discutere i primi cittadini dell’Agro
Aversa e l’Agro a un bivio:
Caserta o Napoli?
«Si potrebbe pensare ad una macroarea che ricalchi la giurisdizione del nuovo tribunale di Napoli
Nord». La proposta piace al Sindaco di Cesa, Liguori, e di Trentola, Griffo. Non piace al primo
cittadino di Villa di Briano, Magliulo, e a quelli di Carinaro, Masi, e di Casaluce, Pagano
Nicola Rosselli
«V
4
a aperto un dibattito
ampio, perché i Comuni
dell’Agro aversano sono
proiettati verso la provincia di Napoli.
Per questo si potrebbe pensare ad una
macroarea che ricalchi la giurisdizione
del nuovo tribunale di Napoli Nord».
Giuseppe Sagliocco, sindaco di Aversa
ipotizza un Agro Aversano che non
faccia parte della neonata Area Metropolitana di Napoli, ma che sia punto di
riferimento di un’area intermedia. Una
scelta dettata da una serie di atti concreti
di cui il tribunale con sede ad Aversa
che ha un circondario che ricomprende
l’Agro Aversano e la parte Nord della
provincia di Napoli è solo l’ultimo atto.
Altro dato di fatto il collegamento con
la metropolitana da Aversa, con ben
due stazioni, al capoluogo partenopeo.
Affermazioni queste di Sagliocco che
hanno aperto un dibattito tra i primi cittadini dell’Agro Aversano. «Il problema
- afferma Cesario Liguori,
sindaco di Cesa - non è l’ingresso o meno di Cesa, ma
di tutto il circondario. Credo
che il discorso possa essere
avviato. L’area metropolitana
di Napoli raccoglie oltre il
cinquanta per cento della
popolazione della Campania. L’Agro Aversano oggi
non è né carne né pesce, né
napoletano, né casertano. Lo
abbiamo visto in occasione
della nomina dei sindaci nel
Comitato dell’Asl, l’Agro
è rimasto fuori, senza rappresentanza.
Istintivamente non sono contro. Insomma, non è una cattiva idea creare
un’area di Napoli Nord che comprenda
l’Agro e la parte a Nord del capoluogo
Tra ...Cimarosa e Pergolesi, una sterile polemica che ha coinvolto «NerosuBianco»
Dedicato ad una «mamma indignata»!
P
remesso che, per corretta prassi,
qualsiasi precisazione (o pseudo
tale) indignata o meno che possa
essere, dev’essere sempre trasmessa
all’organo d’informazione che ha
pubblicato la notizia (e ci dispiace
che il nostro amico direttore di “O.C.“
Vincenzo Sagliocco non abbia ritenuto
opportuno farlo presente alla “mamma indignata”), ci corre l’obbligo di
intervenire brevemente sulla lettera di
tale mamma. Non per spirito polemico
(perché, francamamente, non ne varrebbe la pena) ma solo per ristabilire
quella verità che, secondo la “mamma
indignata”, sarebbe stata alterata,
usando (la signora) frasi non del tutto
ortodosse laddove parla di “colossali
falsità”. Il “casus belli” che avrebbe
sione né nei confronti del
provocato l’indignazione
“Cirillo” (le cui iniziative
della signora sarebbe stato
trovano sempre adeguato
originato dall’editoriale
spazio su NerosuBianco)
del direttore Lettieri e
e meno che mai nei
dall’articolo del nostro
confronti dei ragazzi del
omonimo (e non parente)
liceo musicale, ai quali
Renato De Angelis pubvanno i nostri auguri di
blicati sul numero del 2 Aversa, il liceo «Cirillo»
una brillante carriera
marzo scorso, in merito al
servizio di Rai Tre sulla città di Aversa. prima scolastica e poi professionale.
La “mamma indignata” accusa i nostri Nell’editoriale e nell’articolo c’era solo
amici e colleghi di aver “deriso il neona- ed esclusivamente una constatazione
to liceo musicale Cirillo e nello specifico oggettiva, ovvero che era stata eseguila prima classe dell’istituto”. Nel dubbio ta, nella città di Cimarosa, un’aria di
se la nostra età ci possa fare brutti scher- Pregolesi. Gentile signora, ci consenta
zi, facendoci dimenticare anche di saper di dire che sono ben altri i motivi per
leggere, abbiamo più volte letto i due cui nella società di oggi, cominciando
pezzi “incriminati”. Ma francamente dalla scuola, ci si dovrebbe indignare.
Geppino De Angelis
non abbiamo riscontrato alcuna deri-
PRIMO PIANO
partenopeo, ma bisogna verificare le
possibilità offerte dalle norme e il ruolo
che avrebbe il territorio in questo ambito». Decisamente contrario Dionigi Magliulo, primo cittadino di Villa di Briano
che ha dichiarato: «Sono assolutamente
contrario ad entrare nel calderone di Napoli. Una contrarietà dettata dalla nostra
storia, dalla nostra cultura, dalle nostre
tradizioni. Piuttosto, sono dell’idea che
dovremmo impegnarci di più per essere
dei casertani migliori. Il nostro territorio,
la nostra realtà è più omogenea a Caserta». Possibilista il sindaco di Casaluce
Nazzaro Pagano che sottolinea: «Il non
ingresso nel nuovo soggetto è dettato da
una contrarietà dettata dalla nostra identità assolutamente autonoma rispetto
alla Città Metropolitana di Napoli. Io,
in verità, non mi sento né napoletano né
casertano, ma semplicemente aversano,
mi sento, però, maggiormente tutelato
se stiamo con Caserta. Insomma non
sono napolicentrico».
Favorevole alle piccole realtà istituzionali il giudizio del primo cittadino di
Carinaro che ha dichiarato: «Entrare a
far parte dell’Area Metropolitana di Napoli è un’idea che non mi entusiasma.
Ritengo che le grandi realtà abbiano
grandi problemi. Le istituzioni piccole
sono più facilmente governabili. Se
così non fosse, se dovessimo entrare
nell’Area Metropolitana di Napoli credo
sarebbe un grande problema».
Per Michele Griffo sindaco di Trentola
Ducenta: «L’Area territoriale intermedia di Napoli Nord potrebbe essere una
buona idea, ma chissà se si riuscirà mai
ad ottenerla. Comunque, ritengo l’istituzione della città metropolitana inutile.
Abroghiamo le regioni, non allontaniamo i cittadini dai centri decisionali. L’unica cosa positiva è il contatto diretto tra
amministratori e territorio.»
Sagliocco, comunque, si ripromette di
andare avanti e preannunzia incontri
con i colleghi dell’Agro da allargare,
poi, a quelli del circondario di Napoli Nord, tenuto conto che anche la
stessa Diocesi normanna ricomprende
molti Comuni interessati al discorso.
«Ampliare i confini, creare questo
ente intermedio previsto sia dalle linee
strategiche regionali che europee è doveroso. Ovviamente, inutile sottolineare
che non sono assolutamente a favore di
un nostro eventuale ingresso nell’Area
Metropolitana di Napoli».
5
AVERSA
Inoltriamoci nel programma triennale delle opere pubbliche del Comune di Aversa
Opere pubbliche: libro
dei sogni o cos’altro?
Le due «bombe» sono rappresentate dagli interventi previsti nel 2016, dall’acquisizione e
ristrutturazione del complesso del Carmine per sedici milioni di euro all’intervento nel complesso
della Maddalena per settanta milioni. In entrambi i casi si parla di «partenariato pubblico-privato»!
Nicola Rosselli
D
6
a quando ci interessiamo di politica cittadina ogni programma
triennale delle opere pubbliche
è stato visto (e sempre a ragione) come
il libro dei sogni. Quello dell’attuale
amministrazione ha anche un’altra
caratteristica, probabilmente dovuta
all’epoca dell’informatizzazione spinta
in cui viviamo: quella del ‘copia e
incolla’.
Lo avevamo già notato lo scorso anno,
ma deve trattarsi di una regola fissa
visto che anche quest’anno ci sembra di
vivere in una sorta di dejà vu, oltre a
due bombe finali che troverete in coda a
questo pezzo. Scorrendo il programma
triennale 2014-2016 approvato nelle
scorse settimane, infatti, leggiamo della
futura realizzazione di opere pubbliche
che hanno fatto parte di almeno altri tre
o quattro programmi, oltre che a parlare
di progetti che la Regione Campania
ha già sonoramente bocciato come, ad
esempio, quello relativo al “Risparmio
energetico immobili comunali: scuola
elementare via Linguiti, Stadio Comunale e Complesso San Lorenzo” dove
si spera in contributi per due milioni di
euro dalla Regione Campania, mentre
l’Ente di via Santa Lucia già, se non
andiamo errando, ci ha già dato il benservito.
C’è, poi, tutta la parte relativa al Programma Piu Europa con restauro della
Chiesa dello Spirito Santo (di proprietà
comunale da adibire a sede della Fondazione Cimarosa – che ancora non è stata
… fondata!!!), la riqualificazione di
piazza Marconi (altro cavallo di battaglia di ieri e di oggi), il completamento
statico e il recupero e restauro di Casa
Cimarosa (speriamo di realizzarli prima
che l’edificio venga giù), I sagrati delle
Per viabilità e infrastrutture, oltre alla manutenzione
delle strade cittadine,
grazie a devoluzione
mutui per poco meno di
due milioni, spiccano
i 160mila euro per la
riqualificazione di via
Seggio e via Sanfelice con
finanziamenti
regionali
non ancora riconosciuti,
tanto per cambiare, dalla
Regione Campania. Spiccano, poi, il sogni da sei
milioni e mezzo cadauno
del parcheggio interrato
al Parco Pozzi e di quello
Per l’ex Manicomio pronto l’intervento pubblico/privato? di interscambio in via
Atellana, entrambi per la
gioia del “signore dei parcheggi” presente in amministrazione,
con il secondo che ricorda gli “erotici”
Leggiamo anche della futura fondi Jessica, anch’essi di Ciaramelliarealizzazione di opere na memoria.
pubbliche che hanno fatto Nel 2015 spicca la costruzione della
parte di almeno altri tre o nuova caserma dei carabinieri per sette
quattro programmi, oltre che milioni di euro, con cinquecentomila
di progetti che la Regione euro in meno, invece, avremo la picomunale. Oltre sedici, invece, i
Campania ha già bocciato! scina
milioni previsti per il completamento
per il polo giudiziario del complesso
di San Domenico, mentre cinque sono
Cento Chiese (progetto del quale rima- i milioni previsti per ammodernamento
ne il nome, ma che disattende l’idea e ampliamento della rete fognaria.
iniziale), il Recupero e la riqualifica- Nel 2016, invece, con “appena” dieci
zione del Parco Pozzi, l’ampliamento milioni di euro si darà vita alla nuova
Ztl e punti snodo di Bike Sharing nelle Variante di Aversa. Ma le vere e proprie
piazze Cirillo, don Diana e Crispi, rete bombe sono relative all’acquisizione e
wireless e videosorveglianza. Tutti, ristrutturazione del complesso del Carproprio tutti, già cavalli di battaglia mine per sedici milioni e l’intervento
di Mimmo Ciaramella ed oggi del suo pubblico/privato nel complesso della
successore. Tra le priorità spicca, poi, Maddalena per poco meno di settanta
la pista di atletica leggera, un’opera milioni. In entrambi i casi si parla di
senza la quale gli aversani potranno “partnerariato pubblico privato”. Tremiamo, aversani, tremiamo!!!
difficilmente sopravvivere.
AVERSA
Abbiamo incontrato il consigliere comunale Gino Della Valle
Sagrati delle cento chiese,
«progetto stravolto»
«L’intervento su piazzetta Don Diana stravolgerà la viabilità della zona. Si perderanno i parcheggi.
Piazzetta don Diana e piazza Municipio saranno pedonalizzate. Via Giolitti sarà dimezzata. Inoltre
sarà aperta una vera e propria strada all’interno della villa comunale. Una follia»
Michele A. Gioia
L
8
avori pubblici. Abbiamo incontrato il consigliere comunale
Gino Della Valle che vuole evidenziare alcuni aspetti negativi sul “rivisitato” progetto, finanziato con i fondi
europei, dei “sagrati delle cento chiese”.
Consigliere, cosa c’è che non va nel
progetto rimodulato da Sagliocco?
Il progetto dei “Sagrati delle cento
chiese” rispetto a quello approvato,
prima, dalla Giunta di Aversa il 17
maggio 2011 e, poi, dal DOS (Documento Operativo Strategico) della
Regione Campania, è stato quasi
interamente stravolto dall’amministrazione Sagliocco. Non credo che
la Regione sia a conoscenza di questa
“corposa”
rimodulazione.
Sono
spariti, ad esempio, gli interventi di
riqualificazione di via Vittorio Veneto, di via Cimarosa, di via S. Nicola e
la sistemazione dello spazio attiguo al
teatro Cimarosa. Sparito anche l’intervento sul Sagrato della chiesa di S.
Lorenzo. Così come sono stati ridotti
al minimo gli interventi riguardanti
piazza S. Nicola e via Castello. In pratica, quello che nelle nostre intenzioni
doveva svilupparsi come un percorso
turistico legato alle più belle chiese di
Aversa e al nostro illustre cittadino
Cimarosa si è ridotto a piccoli interventi, destinando i finanziamenti alla
piazzetta Don Diana ed al restauro
dell’ex liceo artistico. Perché secondo lei è accaduto tutto
questo?
Il modo di pensare di questa amministrazione è difficile da decifrare.
Posso solo confermarle che così viene
a cadere l’obiettivo strategico del progetto e che è poi l’obiettivo imposto
Il progetto di piazza don Diana costringerà a costeggiare tutta la villa comunale
dall’Europa: quello cioè di finanziare
progetti in grado di sviluppare economia, indotta e diretta.
Ma lei ha anche parlato, a proposito
del discusso progetto di risistemazione
dell’ex liceo artistico, di un intervento
che ingesserà il centro della città. Ce lo
spieghi meglio.
Sono convinto che il progetto di piazzetta Don Diana così come approvato
stravolgerà la viabilità della zona. Via
Giolitti sarà dimezzata perché la villa
comunale verrà allungata verso piazza Don Diana. Inoltre sarà aperta una
vera e propria strada all’interno della
villa comunale (sul lato del vicoletto
S. Francesco) costringendo gli automobilisti non so a fare cosa. Credo
che dovranno circumvallare la villa
comunale, passare davanti al teatro
Cimarosa per immettersi su quello
che resterà di via Giolitti. E’ follia.
Lei vuole dire che sarà quasi eliminata
via Giolitti?
Le strade esistenti nella città sono
previste dal piano Regolatore, non
credo che questa sia materia di Giunta
e ho quindi dei seri dubbi sulla legittimità dell’atto. Questi due problemi
saranno oggetto di mie due distinte
interrogazioni. Insomma, di tutto si parla ma non di
parcheggi.
Piazzetta Don Diana e piazza Municipio saranno chiuse al traffico,
perdendo i circa centoventi stalli di
sosta attuali. A questi vanno aggiunti
i posti auto che si perderanno su tutta
via Roma poichè il progetto definitivo
inviato alla SUA prevede una strada
senza sosta. Se a ciò si aggiunge il
fatto che anche a piazza Marconi si
perderanno centinai di posti auto, la
conclusione è che, mentre si pensa di
pedonalizzare tutto il centro, non ci
si preoccupa di prevedere nuove aree
di sosta. Oltretutto, il piano traffico
prevede espressamente che gli attraversamenti ovest-est devono essere
garantiti. Ma questo progetto sicuramente impedirà l’attraversamento di
via Garibaldi e di via Municipio.
LA POLEMICA
I Cinque Stelle accusano Romano di aver bocciato l’emendamento per la riduzione dei premi RCA
Romano: «L’emendamento
non poteva essere votato»
La querelle tra il nostro parlamentare e i Cinque Stelle riguarda il decreto legge «Destinazione Italia»,
che - secondo Romano - era stato approvato dalla Camera con la soppressione dell’art. 8 relativo
alle disposizioni in materia di Rc auto. Le iniziative in atto: una mozione e un disegno di legge
I
10
n merito alla lettera, che
pubblichiamo in calce, abbiamo
interpellato il senatore Lucio
Romano sul suo voto contrario
all’emendamento dei Cinque Stelle.
E’ vero che il decreto legge
“Destinazione Italia“ conteneva un
riferimento ai premi Rc auto?
Il decreto-legge «Destinazione Italia»
presentato dall’allora governo Letta
conteneva, tra l’altro, interventi in
merito ai premi RC-auto. Lo stesso
Decreto, in sede di conversione,
è stato approvato dalla Camera
dei Deputati con la soppressione
dell’articolo 8 (Disposizioni in
materia di assicurazione R.C.
auto) e, di conseguenza, veniva
modificato anche il titolo del Decreto
che eliminava ogni riferimento alla
RC Auto. Quindi il Decreto-Legge
“Destinazione Italia” così come
Lucio Romano
approvato dalla Camera e poi giunto
al Senato, non conteneva alcun
articolo né riferimento alla materia
assicurativa.
Quindi, secondo lei, quell’emendamento
non poteva essere votato?
Non poteva essere votato un
emendamento che non aveva più
niente a che fare con il Decreto. Da qui
è derivato il voto contrario del Senato.
Gli stessi estensori dell’emendamento
erano ben consapevoli, qualora
l’emendamento fosse stato approvato,
che il Decreto non aveva più i tempi
per il necessario ritorno alla Camera
ed essere convertito in Legge.
Le sue proposte sul tema Rca?
Ho presentato il 26 febbraio 2014
Interrogazione a risposta scritta al
Ministro dello Sviluppo Economico,
cui seguono la presentazione di
una Mozione, che sarà dibattuta in
Aula, e un Disegno di Legge. Mentre
l’emendamento del M5S si limitava a
introdurre una tariffa premio per gli
assicurati che non hanno avuto sinistri
negli ultimi 5 anni, le iniziative che
sto promuovendo mirano a rivedere
le disuguaglianze Nord - Sud già dal
momento della stipula della polizza.
La lettera aperta al senatore Lucio Romano
E
gregio senatore, sabato 22 Marzo, verso le ore 20,00, davanti
al gazebo del M5S, mentre Lei
passeggiava piacevolmente per via
Roma insieme con i Suoi amici, il
caso ha voluto metterLe davanti una
situazione che qualunque uomo politico dovrebbe augurarsi che gli accada:
l’incontro diretto, senza filtri e lenti
deformanti con la gente, con i cittadini,
con il popolo, scelga Lei, per avere un
chiarimento civile e democratico circa
il suo operato nelle Camere del potere
legislativo. Io e un nutrito gruppo di
cittadini Le abbiamo chiesto di spiegarci il motivo per cui aveva votato
contro l’emendamento (7.0.1, seduta
n. 195 del 19/02/2014) al decreto legge
“Destinazione Italia”, presentato dal
sen. Puglia del Movimento Cinque
Stelle, avente ad oggetto, tra le altre
cose, la riduzione RC - Auto per gli
automobilisti virtuosi che, negli ultimi
cinque anni, non avessero provocato
sinistri, adeguandola (ope legis) al
premio più basso previsto sull’intero
territorio nazionale da ciascuna compagnia. Per amor di verità, in questo Lei
era in “buona compagnia” di altri 156
senatori, di quasi tutti gli schieramenti
politici, di cui sei eletti in Campania.
Lei non ha colto l’occasione che Le si
presentava, rispondendo con un infastidito atteggiamento di superiorità a chi
le contestava il suo voto contrario.
Ottimo senatore, l’emendamento di cui
trattiamo è stato messo in votazione,
a norma dell’art. 97 del Regolamento,
perché ritenuto ammissibile, in quanto
assimilabile e pertinente al relativo
DL, dall’ufficio di Presidenza del
Senato, in cui operano funzionari
senza dubbio esperti e preparatissimi.
In ogni caso Le venivano chieste le ragioni politiche del suo voto contrario,
cosa che non ha colto con prontezza,
rifugiandosi dietro indecifrabili tecnicismi. Inoltre, quando io Le ho riferito
che le firme che stavamo raccogliendo
avrebbero corredato, insieme con
altre centinaia di migliaia, una nuova
proposta di legge del M5S avente lo
stesso oggetto dell’emendamento
bocciato, Lei con aria di sufficienza ha
risposto: “Questo per voi è futuro, ma
per me rappresenta già il passato”. Giuseppe Luiso – Cittadino a 5 stelle
LA PRECISAZIONE
E
gregio Direttore, da tempo leggo
con attenzione il periodico di
cultura che Lei dirige, apprezzandolo come strumento di informazione e
alimentatore di dibattiti, a volte critici,
ma di certo propositivi.
Le scrivo per fare una doverosa puntualizzazione in riferimento ad un articolo,
apparso sul Suo periodico, a firma di
Lello Pellegrino ed inerente la mancata
presenza dell’Amministrazione del Comune di Aversa o di un suo delegato alla
marcia per il ventennale della morte di
Don Peppe Diana, tenutasi il 19 marzo
2014. Le devo far notare che in realtà
quel giorno a Casal di Principe, per tutta
la marcia, io ero presente.
Il Sindaco Giuseppe Sagliocco al temine
della Giunta tenutasi qualche giorno
prima, mi ha incaricato di rappresentare
l’amministrazione del comune di Aversa.
Purtroppo, la mia inesperienza politica e
di amministratore di un Ente pubblico e
soprattutto la profonda amicizia che mi
legava a Peppe (Don Diana) mi hanno
fatto sfilare senza la fascia tricolore. In
quel momento mi sembrava più importante testimoniare la grande amicizia che
mi legava ad un fraterno amico perso
troppo presto e così violentemente . Assolutamente non era nelle mie intenzioni
e nel mio stato d’animo “cavalcare”
quella manifestazione usandola come
vetrina e, quindi, con il massimo rispetto
verso le autorità presenti (parlamentari,
magistrati e alte cariche delle Forze
dell’Ordine, Sindaci e loro Delegati), ho
preferito raccogliermi in preghiera e nel
dolce ricordo di un amico troppo presto
strappato a noi, sfilando in silenzio al
fianco del mio Istituto, l’ITC “G. Carli”
di Casal di Principe, che aveva preparato
l’evento con un precorso di studi e di
incontri nel mese precedente. Ciò non
è significato certo un’assenza delle autorità Comunali di Aversa ma, piuttosto,
una corale partecipazione di tutta la città
al ricordo e al rimpianto del caro Peppe
Diana.
dott. Vittorio Ros
Assessore della città di Aversa
Precisiamo che l’articolo in questione
non è di Lello Pellegrino ma di Lello
Ponticelli. Diamo atto all’assessore Vittorio Ros di essere stato presente anche
se nessuno lo ha visto.
11
POLITICA
Sagliocco e Barbato ritornano assieme e comunicano: «Aversa presto sarà un cantiere»
Il gatto e la volpe
della politica aversana
«Ho avuto assicurazioni dal mio partito e dallo stesso sindaco» - ha detto l’assessore per motivare il
rientro. Ma quali sono queste assicurazioni se, dopo il suo rientro, le toppe di asfalto in via Roma sono
continuate? Di che assicurazioni si tratta? Quale la loro natura? Gli aversani gradirebbero saperlo
Nicola Rosselli
S
12
agliocco e Barbato: “Aversa
presto sarà un cantiere” intitolava
un comunicato stampa nel quale
il gatto e la volpe della politica aversana
(lascio ai lettori decidere chi dei due sia
il gatto o la volpe) decantavano le opere
che da qui a poco sarebbero partite (noi
ricordiamo che via di Jasi e viale Olimpico avrebbero dovuto partire secondo i
due già a settembre 2012) dimenticando,
però, un passaggio essenziale. Un inciso
che l’onestà intellettuale (sempre più
latitante in politica) avrebbe addirittura
imposto: tutto o quasi tutto quello che
si decanta e di cui si appropria questa
amministrazione è frutto di quella
Barbato e Sagliocco
precedente che, guarda caso, l’attuale
sindaco rifiuta in toto, anzi con i suoi
lanzichenecchi che allora aveva scelto
di legare al carro di Italo Bocchino, denigrava e ostacolava quotidianamente.
“A quasi due anni dall’insediamento
abbiamo fatto tanto” ha dichiarato il
primo cittadino. Il tanto non si capisce
se, poi, lo stesso continua: “Partiamo
dal Piu Europa e dalla Chiesa dello Spirito Santo la cui strada, prospiciente via
Cirillo, questa mattina è stata riaperta al
traffico. Opera per cui è stata completata la progettazione, così come per il
progetto relativo al Bike sharing (che
prevede al suo interno anche il restyling
di Via Roma con l’ampliamento della
zona a traffico limitato); la creazione
I DEMOCRATICI HANNO PERSO LA PAZIENZA CON CELLA
«Ha tradito la volontà degli elettori»
«C
ella dimettiti». Elena
Caterino,
presidente
dell’Assemblea
degli
iscritti del PD e prima dei non eletti
nella lista dei democratici aversani
alle ultime amministrative lancia una
provocazione nei confronti di quello
che fu il proprio candidato a Sindaco
nel maggio del 2012.
«Chiedo a Salvino Cella – afferma
la rappresentante democratica che
entrerebbe in consiglio comunale se
quest’ultimo si facesse da parte - di
dimettersi per aver tradito la volontà
degli elettori. Ormai è un dato di fatto, Cella appoggia in pieno la pessima
amministrazione del sindaco Sagliocco. Spesso vota con la maggioranza
in consiglio comunale o si schiera
pubblicamente a favore delle ‘trovate’
che attua il primo cittadino, come
nel caso delle toppe su via Roma.
Per non parlare delle sue calcolate
assenze in consiglio comunale. La più
eclatante è quella nel civico consesso
sulla incompatibilità di Sagliocco, che
ha permesso al sindaco di salvarsi».
Per Caterino Cella, che è anche consigliere provinciale, dapprima in quota
Idv, oggi indipendente, non può più
sedere in consiglio comunale perché
attua: «un palese atteggiamento di approvazione verso questa amministrazione che si scontra con il motivo per cui
una buona parte dei cittadini aversani lo
ha votato alle ultime elezioni: quello di
essere avversario di Sagliocco e non un
suo occulto, ma non troppo, alleato».
«Voler considerare Cella e Candida alleati della maggioranza – ha dichiarato
Elena Caterino
in più occasioni, da parte sua, Cella - è
una menzogna. La verità è che sono
disgustato dalla politica locale, perché
non pensa agli interessi dei cittadini
ma solo ed esclusivamente a quelli
personali».
POLITICA
di nuovi loculi all’interno del cimitero
cittadino ed il rifacimento dell’interno
del Parco Pozzi (rallentato da un ricorso
al Tar)”. Inoltre: “Via Vito di Iasi e
Viale Olimpico a breve diventeranno
cantiere in quanto rappresentano dei
lavori per i quali è stato concluso l’iter
amministrativo. Mentre all’interno della
biblioteca comunale, così come nel centro culturale Caianiello i lavori risultano
completati”. Vengono, poi, enumerati
una serie di interventi a pioggia per le
arterie cittadine ridotte ai minimi termini, tanto che, a breve, non si potrà più
transitarvi se questi lavori non saranno
effettivamente eseguiti.
Passi per il primo cittadino, notorio
nemico di Mimmo Ciaramella e di
chiunque l’abbia toccato (ad esclusione
di Barbato), ma non riusciamo a capire
perché proprio lo stesso assessore
Barbato, che delle precedenti Giunte
Oliva
dalle uova
di Pasqua
Non riusciamo a capire
perché proprio l’assessore
Barbato, che delle precedenti
Giunte ha fatto parte, si sia
completamente dimenticato
di quanto fatto in precedenza. Ma, si sa, Barbato
ha la memoria corta!
ha fatto parte, essendo anche assessore
alle grandi progettualità (o come altro
si chiamano), si sia completamente
dimenticato di quanto fatto in precedenza, senza nulla togliere all’attuale
maggioranza che ad oggi non abbiamo
ancora capito cosa abbia fatto di innovativo per Aversa. Ma si sa, Barbato ha la
memoria corta, basta verificare come sia
uscito per rientrare dopo due giorni da
una Giunta che aveva criticato tirando
in ballo anche la dignità. “Ho avuto assicurazioni dal mio partito e dallo stesso
sindaco” ha detto per motivare il rientro.
Ma quali sono queste assicurazioni se,
dopo il suo rientro, le toppe di asfalto
in via Roma sono continuate? Di che
assicurazioni si tratta? Quali la loro natura? Trattandosi di persone pubbliche
che rappresentano la città, gli aversani
gradirebbero tanto conoscerne la natura.
13
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IL RECORD
Il Comune è riuscito ad entrare nel guinness dei primati a proposito di attraversamenti pedonali
Via Ligabue incrocio via
D’Acquisto: uno, due e tre!
A
14
proposito di attraversamenti
pedonali, qualche numero fa ve
ne abbiamo mostrato un caso
che sembrava essere da record, vale a
dire la presenza di due attraversamenti
distanti solo pochi metri, tracciati
dove via Ligabue incrocia via Salvo
D’Acquisto. Probabilmente era stato un
errore tecnico dal momento che il responsabile del settore segnaletica della
polizia municipale intervenne immediatamente e l’anomalia fu risolta coprendo
con della vernice scura uno dei due
attraversamenti. Un rimedio che durò
poco perché, forse per l’usura dovuta
al passaggio continuo delle autovetture,
forse per effetto delle precipitazioni
climatiche, la vernice scomparve e l’attraversamento riapparve.
Naturalmente fu di nuovo coperto,
ancora con vernice nera che ancora
resiste anche se l’attraversamento sta
lentamente riapparendo. Però in via Ligabue è di nuovo record perché, senza
apparente motivazione, è stato disegnato un nuovo attraversamento pedonale
distante poco più di un metro da quello
esistente giusto all’incrocio con via
D’Acquisto così oggi sono presenti tre
attraversamenti pedonali distanti pochi
metri l’uno dall’altro. Due visibili ed
uno, quello coperto per due volte, semi
visibile.
Per una città in cui gli attraversamenti
pedonali, a causa della spending review,
non vengono riattintati cosicché sono
diventati merce rara è un record da libro
dei primati di cui i cittadini farebbero
volentieri a meno.
Meglio sarebbe che l’assessore alla viabilità mettesse mano alle casse comunali
e disponesse un intervento globale di
ripristino degli attraversamenti pedonali
usurati insieme alla tracciatura di nuovi
attraversamenti in arterie in cui, malgrado l’alto volume di traffico giornaliero,
come via Michelangelo e via Raffaello,
sono praticamente assenti. Si garantirebbe la sicurezza dei cittadini messa a
rischio dalla scarsissima presenza degli
attraversamenti e dall’assenza di semafori, ma a quanto pare questo è un tema
che non interessa all’amministrazione
municipale.
Antonio Arduino
LA VITTORIA
Per i ragazzi della «De Curtis» una mattinata tra i banchi dei Senatori a palazzo Madama
Diritti Umani, c’è anche
la scuola di Olga Iorio
S
eduta speciale dell’aula di palazzo Madama a Roma, dedicata
alla premiazione delle scuole al
progetto didattico-educativo “Testimoni
dei diritti” che anche quest’anno il Senato ha promosso in collaborazione con
il Ministero dell’Istruzione. Gli alunni
della “De Curtis” sono stati accompagnati dalla infaticabile e tenace dirigente
scolastica Olga Iorio, che si è avvalsa
della fattiva collaborazione della vice
preside, Emiliana Virgilio, delle prof.sse
Annunziata Iacolare e Gloriana Di Martino. Concorso suddiviso in più tappe,
costituito da diversi lavori di ricerca ed
approfondimento, incontri con esponenti e professionisti del settore, impegnati
nella diffusione di notizie, prove e dati
circa la questione della terra dei fuochi.
Prima di arrivare a Roma i ragazzi della
III L e della III I hanno incontrato il noto
fotoreporter Nicola Baldieri, che da anni
segue e documenta
gli effetti del disastro
ambientale dei nostri
territori, Nicola De
Chiara, impegnato
nella diffusione e
valorizzazione della
cultura ed della storia
di Aversa. Commovente ed emozionante
l’incontro con Don
Maurizio Patriciello,
simbolo della lotta
ai reati ambientali.
L’ultima tappa del
percorso è stato l’incontro con la delegazione della Commissione del Senato
sui Diritti Umani venuta ad Aversa e
guidata dal senatore aversano Lucio
Romano.
A Roma, nella seduta straordinaria presieduta dalla vice presidente del Senato
Valeria Fedeli, i ragazzi hanno discusso con i Senatori
della Commissione
straordinaria per i
diritti umani. Ad
illustrare il lavoro
dei giovani aversani, con la presentazione del Senatore
Lucio
Romano,
sono stati gli alunni
Francesca Sveva
Fumagalli e Sara
Galluccio. L’Amministrazione comunale, rappresentata
dal vice sindaco nonché assessore alla
pubblica istruzione Nicla Virgilio, “è orgogliosa di un tale risultato ottenuto da
uno degli istituti più virtuoso e operoso
del territorio.
Lidia De Angelis
15
LA NOTIZIA
Attenti alle sigarette prodotte nei paesi dell’Est ed in Medio Oriente, costano meno ma non sono sicure
Tempo di crisi, rispuntano
le «bionde» di contrabbando
Sequestrate soprattutto quelle che in gergo vengono chiamate «cheap white» sigarette prodotte
legalmente in alcuni Paesi ma non ammesse alla vendita all’interno della Ue perché considerate
non rispondenti agli standard di sicurezza comunitari. L’allarme dalla Guardia di Finanza
Nicola Rosselli
I
16
n tempo di crisi economica
ricompaiono le sigarette di
contrabbando, i tabacchi lavorati esteri, come si chiamano
tecnicamente. Solo che questa
volta le “bionde” che stanno
invadendo l’Agro Aversano
rischiano di minare la salute dei
fumatori oltre per i noti motivo,
anche a causa dei materiali utilizzati per confezionarli.
L’allarme viene dalla Guardia di
Finanza di Caserta che prosegue,
con metodica determinazione,
nell’incessante lotta al contrabbando di tabacchi, fenomeno
storicamente radicato sul territorio della Provincia che, dopo In tempo di crisi ricompaiono le sigarette di contrabbando
un periodo di forte calo, appare
in preoccupante ripresa, favorita
dal perdurare della crisi economica che
e, cioè, sigarette prodotte legalmente
ha colpito il Paese.
in alcuni Paesi dell’Est e del Medio
Solo che questa volta Oriente, spesso con pacchetti molto
Per combattere il fenomeno, le Fiamme
le «bionde» che stanno simili alle marche più conosciute ed
Gialle casertane hanno istituito una
vera e propria “task force”. Le zone
invadendo l’Agro Aversano acquistate in Europa, non ammesse
particolarmente interessate sono i
rischiano di minare la salute alla vendita all’interno della Ue perché
comuni limitrofi a quello di Caserta,
dei fumatori oltre che per i considerate non rispondenti agli stanl’area di Capua e soprattutto le zone del
noti motivi, anche a causa dard di sicurezza comunitari e, quindi,
litorale domizio e dell’Agro Aversano,
nocive per la salute degli
dei materiali utilizzati estremamente
confinanti con i paesi dell’hinterland
ignari consumatori.
per confezionarle Queste sono sempre più diffuse sulle
napoletano. Non a caso, infatti, tornano
a fare capolino venditori di “bionde”
bancarelle, anche perché in tempi di
in strada, ma anche in locali pubblici,
crisi economica il loro prezzo, che
ovviamente, illegalmente.
può essere più basso anche di 2-3 euro
Ad allarmare soprattutto un dato: nei di “bionde” di contrabbando sono state rispetto ai “pacchetti” tradizionali,
primi tre mesi di quest’anno il contrab- sottoposte a sequestro ed è stato accer- sembra incoraggiare il mercato clanbando di sigarette è più che raddoppiato tato un consumo in frode di ulteriori destino del contrabbando. Un appello,
rispetto allo stesso periodo del 2013.
dunque, agli aversani a non acquistare
200 Kg. di t.l.e..
Nel corso dei 60 interventi effettuati Il dato allarmante, però, come prima sigarette di contrabbando, quelle
dai finanzieri, sono stati denunciati evidenziato, riguarda la tipologia delle dell’est sono particolarmente nocive,
all’Autorità Giudiziaria 48 soggetti, di “bionde” sequestrate, quelle che in ger- anche se, ovviamente, sarebbe meglio
cui due tratti in arresto. Oltre 300 Kg. go vengono chiamate “cheap white’” non acquistarle proprio.
I
18
Ad Aversa la dignità ...è passata di moda!
l termine “dignità” deriva dal latino
“dignitas”, a sua volta derivante da
“dignus” che in italiano significa
“degno”. Un uomo o una donna “degni”, dunque, sono quelli che vivono
il loro tempo in una condizione di
“nobiltà morale”. Ad Aversa, però,
da qualche tempo, per riconoscere un
uomo o donna “degni”, non bisogna
far riferimento alle effettive qualità
possedute dai soggetti in questione, né
al ruolo sociale da loro ricoperto, né
tantomeno dal rispetto che viene loro
attribuito dagli altri in base al suddetto
ruolo.
Ad Aversa per valutare se un uomo o
una donna sono persone “degne” ovvero
dotate di una “nobiltà morale”, bisogna
osservare quanto loro stesse rispettino
la propria “dignità”. Purtroppo, ci
spiace dirlo, da un po’ di tempo a questa
parte alcuni personaggi rispettano davvero poco la loro “nobiltà morale”. Pur
essendo abituato da anni ad assistere ai
“salti mortali con triplo avvitamento” di
alcuni miei concittadini, confesso che
ultimamente mi sono sentito a disagio
riflettendo su quale condizione miserrima possa far perdere ogni rispetto per se
stessi, a persone pur dotate d’intelletto
e portafoglio adeguati ai nostri tempi.
Non è umanamente giustificabile,
infatti, che per puro desiderio di “stare
in mezzo” o per brama di potere certi
personaggi massacrino la loro “dignità”
a tal punto da rendersi ridicoli agli occhi dei semplici cittadini. Certe azioni
andrebbero valutate prima, con la giusta
attenzione. Alcune dichiarazioni, ancor
prima di essere rese pubbliche, dovrebbero essere adeguatamente “soppesate”
per valutare se quanto affermato potrà
essere mantenuto almeno per un paio
di giorni! Ormai ci sono personaggi
della vita pubblica che quando parlano
sono talmente poco credibili che ogni
loro parola è intesa “cum grano salis”.
Naturalmente queste considerazioni
non vanno interpretate come consigli
amichevoli che il sottoscritto rivolge a
questi personaggi, dei quali, per usare
un simpatico eufemismo, “tampoco me
ne cale”, ma piuttosto come la voglia di
difendere chi ha creduto, forse ingenuamente, in determinate persone elevandole a ruoli e incarichi istituzionali che
chiaramente non meritavano.
Certi scellerati atteggiamenti e alcuni
comportamenti riprovevoli offendono
non solo la “dignità” di chi li compie
ma, soprattutto, la “dignità” delle
istituzioni democratiche nelle quali,
ostinatamente, continuiamo a credere.
Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Antonio Pagliuca, «‘o mister»
«A Cimarosa preferisco il normanno Drengot»
E
gregio direttore, grazie per lo
spazio che vorrai concedermi.
Ho diverse cose da dire. Nel
numero 5 di NerosuBianco io, che
sono un vostro assiduo lettore, ho letto
che è stata presentata una mozione dal
consigliere Gino Della Valle che vorrebbe intitolare via Roma al musicista
Cimarosa, addirittura proponendo alla
Giunta di spostare il monumento di
Jerace da piazza Mazzini ai piedi del
campanile dell’Annunziata. Spero con
tutto il cuore che l’Amministrazione
comunale non voglia minimamente
prendere in considerazione tale mozione. Non sono d’accordo neanche
con la proposta del consigliere Paolo
Santulli. Una cosa è intitolare piazza
San Nicola al beneamato zio, preside
Federico Santulli, che per noi aversani
rappresenta un’istituzione, e un’altra
ben è quella di fare una piazza nell’istituto magistrale «Iommelli». In questo
istituto c’è carenza di classi e dunque
sarebbe molto meglio costruire un altro
plesso per gli studenti, magari andando
a fare la piazza nell’area dell’ex Alifana
di via Belvedere che dista dalla chiesa
di Costantinopoli solo venti metri.
Voglio ricordare a questi signori che,
nonostante siano stati eletti, dovrebbero
farci partecipi di queste decisioni. Per-
ché, per esempio, non mettere ai piedi
dell’Annunziata un grande cavallo con
sopra un guerriero con scudo e spada
che rappresenti il normanno Rainulfo
Drengot nostro fondatore? Infine,
voglio spezzare una lancia a favore
dell’attuale amministrazione e dire al
partito democratico che ha affisso manifesti riguardanti lo scempio stradale di
via Roma, che questo scempio è frutto
delle Amministrazioni Ferrara e Golia.
Prima di criticare e attaccare guardatevi
in casa vostra e impegnatevi insieme
alla maggioranza a fare qualcosa di
positivo per la nostra città.
Antonio Pagliuca
IL CASO
AVERSA
Trasferimento del Centro di salute mentale, scendono in campo Codacons e Tribunale diritti del malato
«Il Sindaco poteva bloccare
il trasloco e non lo ha fatto»
Anna Gioia Trasacco punta il dito verso il primo cittadino. “Ho informato il sindaco – ribadisce - sia
prima che si verificasse il trasloco sia nel momento stesso in cui stava avvenendo. A mio parere non
avendo autorizzato l’apertura di quella struttura, poteva bloccare il trasloco». Poi sono intervenuti i Nas
Antonio Arduino
I
20
l trasferimento del centro di salute
mentale da palazzo Orabona di
piazza Fuori Sant’Anna in una struttura arrangiata, ricavata da un corridoio
dell’edificio di viale Europa che ospita
il consultorio materno infantile chiusa
dai Nas dopo soli dieci giorni perché
inidonea e non autorizzata ad ospitare
una servizio sanitario poteva essere
impedito dal Sindaco. Ad affermarlo è
Anna Gioia Trasacco, rappresentante
del tribunale per i diritti del malato che
ipotizza di denunciare alla magistratura
quella che considera interruzione di
pubblico servizio della quale sarebbero
responsabili i vertici dell’Asl Caserta e
lo stesso primo cittadino di Aversa.
“Ho personalmente informato il sindaco
- dice l’esponente del Tdm - del fatto
che la direzione dell’Asl, per ragioni di
economia, aveva disdetto il contratto di
fitto della sede del Csm di piazza Fuori
Sant’Anna per trasferirla il viale Europa,
in un edificio di proprietà aziendale che
doveva essere ristrutturato, disponendo
un trasloco provvisorio in attesa della
conclusione di lavori che nemmeno
sono cominciati, in locali adattati del
complesso polifunzionale in cui ha sede
il consultorio materno infantile che si
sono dimostrati inidonei al controllo dei
Nas”.
Tant’è che nel verbale redatto l’11 marzo i carabinieri hanno scritto, tra l’altro,
“la struttura necessita di adeguamenti
strutturali e funzionali tali da renderla
adeguata alla vigente normativa in tema
di rilascio delle autorizzazioni all’esercizio per le strutture sanitarie pubbliche
e private” aggiungendo inoltre che “la
struttura non risulta essere autorizzata
all’esercizio di attività sanitarie”. “Ho
Salute mentale: è un manicomio!
informato il sindaco – ribadisce Trasacco - sia prima che si verificasse il trasloco, sia nel momento stesso in cui stava
avvenendo”. “ A mio parere - continua nella qualità di primo responsabile della
salute dei cittadini aversani, non avendo
autorizzato l’apertura di quella struttura,
Sagliocco avrebbe avuto la possibilità
di bloccare il trasloco. Obbligando l’azienda sanitaria a trovare una soluzione
alternativa che, tra l’altro, era stata già
prospettata”. “Perché - ricorda - era stato
proposto all’azienda il prolungamento
del contratto di fitto della vecchia sede
solo per il periodo necessario effettuare
i lavori di ristrutturazione dell’edificio
di viale Europa. Cosa che avrebbe
permesso il trasloco direttamente nella
nuova sede”. “La direzione aziendale,
però, pur avendo in cassa una somma
destinata proprio alla ristrutturazione
di quell’edificio ed avendo tempo per
realizzarla ha preferito - osserva l’esponente del Tdm - effettuare il trasloco in
una sede provvisoria che si è dimostrata
nel giro di 10 giorni inadatta al compito
a cui era destinata”. “Per la cura della salute mentale per Aversa è una vergogna.
E’ un ritorno al passato che riporta gli
ammalati all’interno di quel manicomio
che è stato cancellato dalla legge 180.
Annullando il salto di qualità fatto dalla
cura di questi ammalati che ha portato
la nostra città a diventare, dal 2002, un
esempio nazionale con l’arrivo alla guida dell’azienda sanitaria di Franco Rotelli, allievo di Basaglia”. Infatti dopo la
chiusura della sede provvisoria di viale
Europa l’assistenza di questi ammalati
viene effettuata all’interno dell’edificio
B del complesso direzionale dell’ex Asl
Caserta 2 in via Santa Lucia, dove vengono utilizzate due stanze, la 113 e 114,
poste al primo piano nelle quali non si
può più garantire l’assistenza 24 ore su
24 assicurata da sempre, né può assicurare il proseguimento delle cure per gli
ammalati che vengono trattati d’urgenza
nel servizio psichiatrico di diagnosi e
cura presente nell’ospedale cittadino,
né fornire terapie di supporto destinate
alla riabilitazione degli ammalati che,
oggi, possono ricevere esclusivamente
farmaci. Considerando che il centro di
salute mentale ha in carico offerto ad
oltre 2000 utenti, seguiti dal personale
medico e paramedico che assiste ogni
giorno dagli 80 ai 100 pazienti, è un
salto indietro nel tempo.
Un ritorno al vecchio manicomio inaccettabile per una città qual è Aversa
che è stata leader della salute mentale
in Italia da sempre. Da qui la denuncia
fatta dal Codacons Aversa al Ministro
della Salute Beatrice Lorenzin. L’associazione di consumatori ha sottoposto il
problema alla componente del Governo
centrale perché intervenga a risolvere
una situazione lesiva per l’immagine
della città.
L’Ospedale Psichiatrico Giudiziario resterà in funzione fino al 2015
L’Opg nel regno
...delle proroghe!
Le condizioni di permanenza nella struttura aversana sono, però,
molto migliorate rispetto ai tempi in cui vi fu l’ispezione della
Commissione d’inchiesta parlamentare nel 2011
Salvatore de Chiara
L’
22
Ospedale Psichiatrico Giudiziario “Filippo Saporito”
di Aversa resterà in funzione
fino al 2015, questo l’effetto di un
decreto licenziato dall’ultimo Consiglio
dei Ministri e promulgato, non senza
qualche perplessità, dal presidente
Napolitano il primo aprile. Si tratta
dell’ennesima proroga dell’esecutività
degli effetti di una legge voluta nel 2012
dall’allora senatore Ignazio Marino che
disponeva la chiusura degli OPG entro
il 31 marzo 2013, con affidamento dei
detenuti a residenze sanitarie protette
affidate alle regioni.
Già lo scorso anno una prima proroga
aveva fatto slittare al marzo 2014 il momento della effettiva dismissione degli
ex manicomi criminali ed attualmente
tale momento slitterà ancora al 2015.
Secondo il Ministro della Salute Olando
si è trattato di “un passo obbligato per
il ritardo accumulato da molte regioni”,
ed infatti da più parti si levano critiche
circa la mancata realizzazione delle
“Residenze per l’Esecuzione della Misura di Sicurezza Sanitaria”, le strutture
che dovrebbero accogliere gli internati
dopo la dismissione dagli ospedali
psichiatrici favorendone la cura ed il
reinserimento, e sulla carenza di adeguate politiche sanitarie regionali di
salute mentale. Ad Aversa la situazione
è di attesa, attualmente l’OPG ospita
circa 160 detenuti con una tendenza
dell’incremento delle presenze a causa
della chiusura dell’OPG di Barcellona
Pozzo di Gotto che ha determinato l’affluenza ad Aversa anche degli internati
provenienti da Sicilia e Puglia oltre al
tradizionale bacino di utenza rappresentato dalle regioni Campania, Abruzzo e
Opg, rinviata ancora la chiusura
Molise. Le condizioni di permanenza
nella struttura aversana sono però molto
migliorate rispetto ai tempi in cui vi fu
l’ispezione della commissione d’inchiesta parlamentare nel 2011 che diffuse in
tutta Italia le shoccanti circa lo stato in
cui si trovavano i detenuti-pazienti, in
questi anni sono stati avviati importati
lavori di riqualificazione della struttura
ed è stato definitivamente chiuso il
vecchio padiglione “Staccata” che versava in pessime condizioni di agibilità.
Negli ultimi mesi inoltre si registra un
sensibile aumento della disponibilità
dei Dipartimenti di Salute Mentale
all’avvio di percorsi di cura alternativi
all’internamento in accordo ad un più
generale orientamento dei magistrati di
sorveglianza a concedere l’affidamento
a strutture esterne per i soggetti che
non siano più considerati socialmente
pericolosi.
E’ ALLARME SICUREZZA AD AVERSA SUD CON INTERE ZONE AL BUIO
E cambiatele queste lampadine!
E’
allarme sicurezza tra i
residenti di parco Argo. A
preoccupare gli abitanti dei
tanti condomini presenti nella zona
è la carenza di illuminazione delle
strade, alcune delle quali sembrano
essere quasi completamente al buio.
Un problema che non sarebbe legato
a guasti addebitabili alla linea elettrica
ma semplicemente alla mancanza
di manutenzione ordinaria. “In
pratica - dice Luigi residente in via
Modigliani - in questa zona non si
effettua la sostituzione delle lampadine
dell’impianto
di
illuminazione
pubblica che si spengono per guasti
o semplicemente per esaurimento
naturale”. Un dato già segnalato, anche
da queste colonne, da un residente di via
Belvedere che da tre anni chiede senza
successo la sostituzione della lampada
andata fuori uso nel lampione antistante
la sua abitazione. In condizioni simili
anche via Michelangelo nel tratto
compreso tra via Salvo d’Acquisto e via
Plauto, via Modigliani, via Giotto nel
tratto compreso tra via Michelangelo e
via Raffaello.
Il top dell’assenza di lampioni
funzionanti si raggiunge nel secondo
tratto di via Michelangelo, quello che
finisce su via Pastore. Qui le lampade
fuori uso sono praticamente tutte quelle
collocate sul lato destro del senso
di marcia compreso tra via Plauto e
via Pastore. Una condizione di buio
che crea non poche preoccupazioni
a chi deve percorrere di sera a piedi
l’arteria. Se alla
mancata sostituzione
delle lampade fuori
uso si aggiunge la
mancata sostituzione
dei copri lampada,
spazzati via dalle
intemperie, la cui
assenza favorisce la rottura delle
lampade stesse c’è da temere che
a breve scenderà il buio totale in
moltissime strade del rione.
Antonio Arduino
di Geppino De Angelis
L’unione fa la forza ma non per la Destra
L’
unione fa la forza, il vecchio alcuni mesi, sta letteralmente coinvolmotto sempre d’attualità gendo (speriamo non travolgendo) lo
nei momenti più critici in schieramento di centrodestra con tante
tutti i settori (più che mai in politica) sigle dalla rinata Forza Italia al Nuovo
Centro Destra, da Fratelli
evidentemente è ignorato
d’Italia alla Destra di Stoo tenuto in non cale dai
race, tanto per limitarci
massimi esponenti dello
a partiti o movimenti più
schieramento del centroin vista, senza dimentidestra nazionale.
care ovviamente ...Forza
Questo è quanto neCampania. Un insieme di
cessariamente
devono
forze più divise che mai,
desumere da quello che
in netta contrapposizione
si sta verificando nel
l’una con l’altra, che cernostro (una volta) Bel
tamente non giovano ai
Paese quanti come noi,
fini dei risultati elettorali,
credendo
disinteressacreando notevole contamente in certi valori,
fusione e smarrimento
hanno sempre votato Silvio Berlusconi
tra tanti come noi, con
per questo schieramento
24 quando, tra l’altro, essere notoriamente l’appprossimarsi delle varie consuldi destra significava essere emarginati, tazioni elettorali, da quelle europee
messi all’indice come “fascisti” nel a quelle amministrative e, perché no,
significato che, per chi lo usava a danno anche politiche, perché non si è certi
degli altri, voleva essere dispregiativo. che la legislatura attuale possa giungere
Ma, coerentemente come sempre, “lo alla sua naturale scadenza, se si tiene
spillo” non può esimersi dal mettere in conto dei vari bastoni e ...bastoncini
evidenza lo stato di confusione che, da che gli stessi “Democrat” si dilettano
a frapporre sulla strada di Renzi. Una
situazione oltremodo confusa (e nelle
nostre zone in modo particolare) che
provoca un notevole disorientamento
tra quanti ideologicamente sono legati
al centrodestra (anche se ormai, i valori,
le ideologie in politica hanno fatto il
loro tempo....) con conseguenze che
alle prossime elezioni potrebbero essere
veramente disastrose, contrariamente a
certi sondaggi. Ecco perché “lo spillo”
auspica che, messi da parte tutti gli
interessi personali, di fazione, di potere,
tutte le beghe per continuare a conservare posti di preminenza nello scacchiere
politico italiano, nelle varie forze del
centrodestra e dei moderati italiani, ci
si ricordi del motto col quale abbiamo
dato inizio a questa modesta ma sentita
“puntura”.
Qualcuno, forse, ci obietterà che anche
la Dc era frazionata in tantissime correnti ma, a prescindere dalla considerazione che si trattatava di politici di ben
altra caratura, nessuno potrà ignorare
che quando si doveva votare la “balena
bianca” tornava ...ad essere tale!
Ad Aversa i genitori che persero la figlia per un boccone di mozzarella andato storto
Il Gastrò e le lezioni «salva vita»
«S
iccome facciamo ristorazione, può capitare che
a un bambino vada di
traverso qualcosa. E noi dobbiamo
essere pronti ad intervenire nel caso
accadesse una cosa simile». E’ questa
la dichiarazione di Giuseppe Girone,
uno dei gestori del «Gastrò» di Aversa
e che ha spinto il noto locale normanno
ad organizzare una manifestazione
dal titolo «Chi salva un bambino
salva il mondo intero» domenica 6
aprile scorso. L’evento, che ha visto la
partecipazione di tantissimi genitori,
è stato organizzato dall’associazione
“Le fate di Arianna” onlus, nata l’anno
scorso per opera di Luigi Nunziata e
della moglie Katia che nel giorno della
prima comunione hanno perso la figlia,
Arianna, per un ...boccone di mozzarella andato di traverso. Sono tantissimi i
bambini morti per soffocamento eppure
basterebbero delle semplici manovre
per evitare la tragedia. “Grazie al nostro
operato - ha detto anche ad Aversa Luigi
Nunziata - molti genitori riescono ad
apprendere queste manovre ed evitare
tragedie che ti segnano per tutta la
vita. Dobbiamo far in modo che minori
persone possibili abbiano lo stesso nostro dolore inquantificabile”. Nunziata
e Katia con materiale illustrativo, un
video e l’ausilio di una bambola hanno
spiegato ai presenti le manovre che
occorrono per disostruire le vie aeree
in caso di soffocamento. Tantissime le
domande arrivate dai genitori presenti.
Si è parlato anche degli alimenti che più
di frequente possono essere pericolosi
per i bambini: wurstel tagliati in grossi
pezzi, mozzarella non sminuzzata, noccioline, acini d’uva, prosciutto crudo
tagliato grosso, pezzi di frutta tagliati
grossi e caramelle gommose.
SCUOLA
Aversa, scuole dell’obbligo intasate da alunni non residenti. E’ emergenza
Scuole aversane
e ...alunni degli altri
Il numero dei nati si è mantenuto costante come quello degli alunni destinati a frequentare la prima
elementare. Ma nel solo 2013 ben 102 bambini iscritti alla prima elementare non sono nell’anagrafe
cittadina. Ed allora il Comune intende alzare le barricate perché i servizi e le strutture costano
Antonio Arduino
E’
26
emergenza ad Aversa per
l’affollamento delle scuole
dell’obbligo, intasate dalla
presenza di alunni le cui famiglie non
risiedono in città. Un dato consolidato
negli anni che, stando a numeri ufficiali
provenienti dall’ente comunale, nel 2013
vede ben 102 bambini iscritti alla prima
classe elementare non residenti in città e
mai iscritti all’anagrafe comunale. Nulla
da dire se le scuole ospitanti avessero
gli spazi giusti ma considerando
che l’Amministrazione si appresta a
spendere oltre cinquecentomila euro
per ampliare strutture scolastiche che
scoppiano, denaro che esce dalle tasche
dei cittadini aversani, considerando
per la refezione, con l’avvento
dell’amministrazione Sagliocco, ai non
residenti viene chiesto il pagamento per
intero della quota fissata dall’ente quale
ticket a carico delle famiglie mentre
i residenti pagano in maniera ridotta
(fino al 100 per cento) sulla base del
reddito, viene logico chiedere se non si
debba prevedere un ticket anche per i
servizi collegati al rispetto dell’obbligo
scolastico utilizzati dai non residenti.
Una quota minima, simbolica che
permetterebbe di coprire una parte delle
spese imposte ai cittadini aversani per,
ad esempio, ampliare lo spazio mensa
o per la realizzazione di nuovi ambienti
destinati ad ospitare studenti o ad essere
sale docenti, come chiesto da alcuni
istituti cittadini.
Interventi che costano e che oggi pesano
solo sulle tasche degli aversani e che,
forse, non sarebbero necessari se gli
studenti di provenienza esterna alla città
frequentassero la scuola dell’obbligo
nei comuni di residenza dove le
Tanti alunni residenti in altri Comuni frequentano le scuole dell’obbligo di Aversa
Interventi che costano e che
oggi pesano solo sulle tasche
degli aversani e che, forse, non
sarebbero necessari se
gli studenti di provenienza
esterna frequentassero la
scuola nei comuni di residenza
amministrazioni dovrebbero assicurare
gli spazi necessari alla popolazione in
età scolare, senza intasare le strutture di
una città la cui popolazione scolastica
negli ultimi cinque anni non è cresciuta,
come dimostrano i dati Istat. Basta un
controllo sul web per rendersi conto
che la popolazione in età scolare di
Aversa nell’ultimo quinquennio non
è aumentata. Infatti il numero dei nati
si è mantenuto praticamente costante
passando dai 423 del 2009 ai 441 del
2013, come costante è stato quello dei
ragazzi destinati a frequentare la prima
classe elementare passato dai 552 del
2009 ai 557 del 2013 e di quelli destinati
a frequentare la prima media passati dai
600 del 2009 ai 612 del 2013. Dati che
non giustificano la mancanza di posto
addotta da istituti che non avrebbero
la possibilità di accettare allievi,
anche residenti, per insufficienza di
aule. Da qui la necessità, per il primo
cittadino, di fare chiarezza sul tema
dando incarico al dirigente del settore di
effettuare un dettagliato riscontro della
corrispondenza tra platea scolastica
e allievi iscritti nelle diverse scuole
di competenza comunale. L’obiettivo
non è negare il diritto all’istruzione
ma garantire il diritto dei cittadini a
pagare solo quanto da loro dovuto senza
sobbarcarsi spese create da altri.
di VITO FAENZA
Il Gattopardo e le riforme...
R
icordate la frase, diventata saranno stampate le schede elettorali
famosa, del “Gattopardo”: “Fa per 50 enti da rinnovare e non mi pare
che tutto cambi, perché nulla poco). E allora perché tanta ostilità?
cambi”? Mi è venuta spesso in questi Anche qui un mistero!
giorni sentendo le opposizioni alle Legge anticorruzione. Il procuratore nariforme proposte da Renzi. Ma andiamo zionale antimafia, Roberti, l’ha giudicata
con ordine.
buona, come tantissimi, eppure il M5S
L’abolizione
del
Senato. C’è stata
una
sollevazione
contro la proposta di
Renzi. Stranamente
a difendere il Senato
c’è anche Stefano
Rodotà che nel 1988,
da presidente del Pds,
28 ha presentato una
proposta di riforma
costituzionale per la
completa abolizione
di questa Camera. Si
può cambiare idea,
ma mi sembra strano
Maria Elena Boschi e Matteo Renzi
che in questi 26 anni
abbia stravolto le
motivazioni che propose all’epoca, si è fatto prendere dalla solita tiritera
contro la quale si schierarono i partiti “noi non siamo d’accordo”, contestando
della maggioranza (e anche qualche il fatto che le pene previste siano scese a
esponente dell’opposizione). Dunque, da un minimo di quattro ad un massimo
non capisco qual è il problema. Trase- di dieci anni di reclusione. Critiche
colo quando leggo («Il Fatto», sabato 5 anche al fatto che non sia punibile il
aprile) che Grillo sostiene che la propo- “politico che si mette a disposizione
sta non ha senso, perché fa risparmiare della organizzazione criminale”. Ma se
“solo” 150 milioni e non di più. Misteri un politico si “mette a disposizione”
della politica!
risponde del 416 bis.Se si aggiunge il
Abolizione delle Province. E’ evidente 416 ter, dovrebbe rispondere, per lo
che la legge approvata il 2 aprile non stesso fatto, di due reati. Se avete qualle elimina. Per farlo occorre che ci sia che dubbio, leggetevi l’ordinanza che ha
una riforma costituzionale. Visto che per riportato in carcere Nicola Cosentino.
modificare la Costituzione occorrono Ho l’impressione che ci sia, dietro le
quattro passaggi (due alla Camera e critiche, la volontà a non avere nessuna
due al Senato), perché non incidere in legge, piuttosto di una legge applicabile.
quell’occasione per trovare, assieme Restituzione di 80 euro. Mi sarei aspetall’abolizione, una soluzione alle obie- tato barricate per sostenere che erano
zioni? Intanto non si vota per queste poche (1000 euro l’anno non sono poistituzioni e si risparmiano tanti soldi chi, specie in un periodo in cui abbiamo
e si rispetta l’ambiente (dato che non visto solo diminuire e mai aumentare),
invece le critiche sono tecniche, dogmatiche e si concentrano solo su alcune
affermazioni: Dove prelevano i soldi?
Come si rispettano i vincoli di bilancio
e così via. Si tratta di un fuoco di fila
preventivo, spaventati dal fatto che, per
la prima volta, per i redditi più bassi c’è
una, piccola, boccata
di ossigeno, e questo
possa creare consensi
ad un Governo che va
avanti come un treno.
Critiche avanzate nel
tentativo (non solo da
parte delle opposizioni) di farlo deragliare.
Riforma del lavoro.
Nella mia vita professionale ho fatto firmare
contratti a termine ad
alcuni giovani colleghi.
Il fatto che al termine
del contratto si dovesse
attendere un mese
o più per rinnovarlo
creava scompensi e molte apprensioni.
Alcuni di loro, con grande sforzo, sono
riuscito persino a farli assumere (solo un
paio, purtroppo). Gli altri li ho lasciati
nel limbo (e solo perché sono andato in
pensione). Oggi non c’è più l’obbligo di
interruzione, il che significa che alcuni
problemi sono stati risolti. Certo, occorre una forte iniziativa per l’occupazione,
ma certamente non è la modifica dei
contratti a termine che può essere decisiva. Occorre altro, ma su questo nessuna
proposta. Mistero anche in questo caso.
Attenti, non sono a favore di Renzi,
aspetto che porti a compimento le sue
idee, per verificare se e come le realizza,
quindi giudizio in attesa dei prossimi
mesi, sapendo bene che o si fanno le
riforme o affondiamo tutti, anche gli
oppositori “a prescindere” ...e quelli che
vogliono che tutto cambi affinché nulla
cambi. Buona Pasqua!
LA RISPOSTA
La risposta di Vincenzo Napolillo: «Quella di Romualdo Guida non è altro che una sua opinione»
Aversa fu edificata da Rainulfo
Drengot nel 1030
Il documento del 1050 attesta: Già da 20 anni i Normanni risiedono nella città di Aversa; «Iam olim
anno vigesimo residente gens Normannorum per urbem aversam». L’abbaglio preso da Alfonso
Gallo è che, squadernando questo documento, non fece un calcolo semplicissimo: 1050-20 = 1030
S
30
ulla data di fondazione di Aversa,
che rimane inoppugnabilmente
1030, non è mia intenzione
scendere in polemica contro Romualdo
Guida, studioso di notevole valore
e autore del pregevolissimo libro:
«Dai Vichinghi ad Aversa Normanna
– L’evoluzione urbanistica e alcune
delle Cento Chiese», nel quale tuttavia
conferma, prendendo la stessa svista di
Alfonso Gallo, che Aversa fu edificata
da Rainulfo I Drengot nel 1022. È bene
precisare che il documento capuano del
1022 è un atto di donazione e non di
fondazione.
Nel mio volume, «Aversa città dei
Normanni» (Cosenza, Edizioni Orizzonti Meridionali, 2011), che si trova
esposto nella vetrina della «Libreria
Quarto Stato» di Aversa, ho letto più
approfonditamente le fonti consultate da
Lo stemma dei Normanni
Romualdo Guida. Compito dello storico
non è quello di svolgere una «tesi» o
ricavare alcune «deduzioni», ma di
accertare come sono veramente andate
le cose. Ho consultato la «Ystoria Normannorum» di Amato di Montecassino,
che nel libro primo narra l’ascesa di
Rainulfo I Drengot e nel libro ottavo la
morte di Riccardo Quarrel, principe di
Capua e conte di Aversa, e l’elenco dei
benefici da Riccardo e dal duca Roberto
il Guiscardo, uomo ornato «de la dignité
de toute verité», concessi al monastero
benedettino di Cassino.
Romualdo Guida attesta che Leone
Ostiense fissa la data dell’arrivo dei
Normanni in Campania nel 1016. Sono
d’accordo. C’è però un particolare: egli
non ha consultato direttamente la fonte
ma ha tratto la notizia da Ferdinando
Fabozzi.
Nella «Chronica Monasterii Casinensi» (Mariano Dell’Olmo può darne
conferma), scritta da Leone Marsicano
(cardinale vescovo di Ostia) e continuata da Pietro Diacono, egli non ha letto
evidentemente il passo che sconfessa
Alla «Cimarosa» il primo premio del Concorso «don Peppe Diana»
Gli alunni di Amodio ...camminano uniti!
A
ncora una volta l’istituto
comprensivo “Cimarosa-IV
Circolo” di Aversa sale alla
ribalta per il successo conseguito in
un Concorso, questa volta ancora più
importante atteso che era intitolato al
sacerdote martire della camorra don
Peppe Diana. Il tema del concorso artistico letterario, giunto alla sua undicesima edizione, ha visto la partecipazione
di tantissime scuole della Campania (e
non solo) e verteva sulla “rinascita” di
un territorio come il nostro. Un tema
che ha visto entusiasticamente impegnati gli alunni guidati dalle prof.sse
Antonietta Rispo ed Erminia Pisano,
con la realizzazione di diversi lavori,
i più belli e rappresentativi dei quali
eseguiti dagli alunni della seconda E
che hanno preparato il manifesto, ideato
dall’alunna Claudia Pondurno, rappresentante un grande sole che irradiava
i suoi raggi su dei giovani ritratti di
spalle perché diretti verso la sua luce
e verso la scritta: “Camminiamo uniti
1994-2014”. Per decisione della preside
Cecilia Amodio, il premio sarà devoluto
all’Unicef, anche perché il Comprensivo ne è ambasciatore. Mentre gli
alunni della scuola media hanno vinto
il primo premio del Concorso letterario,
quelli della quinta elementare sezione
A, coordinati dall’insegnante Patrizia
Savarese, hanno ricevuto attestati di
partecipazione.
Geppino De Angelis
LA RISPOSTA
la data del 1022:«Poi Sergio, recuperata Napoli, si unì al cognato Rainulfo,
uomo valoroso, e nominandolo conte
di Aversa, con gli alleati normanni per
odio e ostilità del Principe. stabilì che
rimanessero in quel luogo. E allora
Aversa cominciò a essere abitata per la
prima volta»; Tuncque primum Aversa
coepta est habitari.
L’abbaglio preso da Alfonso Gallo e da
coloro che pedissequamente lo seguono
è che quando squadernò il documento
aversano del l050 non fece un calcolo
semplicissimo: 1050-20 = 1030. Il
documento del 1050 attesta: Già da 20
anni i Normanni risiedono nella città di
Aversa; «Iam olim anno vigesimo residente gens Normannorum per urbem
aversam».
L’Anonimo dell’Histoire de l’origine du
Royame de Sicile et de Naples dichiara
che i Normanni capeggiati da Rainulfo
«Non è mia intenzione
scendere in polemica con
Romualdo Guida ma la data
di fondazione di Aversa
rimane inoppugnabilmente
quella del 1030»
Drengot presero un luogo che, si crede,
essere «Ponte Felice» e lo abbandonarono, perché inadatto a costruirvi «comode abitazioni», e perciò andarono a
«cominciare la costruzione di Aversa la
Normanna, che essi possederono sotto
il titolo di contea». Guglielmo Appulo
dichiarò, infatti, che Rainulfo Drengot
esplorò dapprima i terreni acquitrinosi
e poi gettò le fondamenta di Aversa
in un’altra zona. Romualdo Guida e
Nicola De Chiara hanno identificato il
luogo con Ponte a Selice. Nel maggio
1038, Corrado II il Salico confermò a
Rainulfo la concessione del titolo: Conte di Aversa. Spettava, infatti, all’imperatore conferire l’investitura di Aversa
e non a Sergio IV duca di Napoli; si
ripeté così il caso di Rollone in Francia.
Appare chiaro che la «convinzione» di
Romualdo Guida, che cioè Aversa fu
fondata nel 1022, non è altro che una
sua «opinione», fermo restando il suo
indiscusso merito di avere scritto un’opera di grande considerazione e utilità.
Vincenzo Napolillo
31
L’INTERVISTA
Abbiamo incontrato Ernesto Natale, il Dirigente Scolastico del Comprensivo di Carinaro
Le scuole di qualità
non sono solo ad Aversa
Ha ereditato una direzione didattica ed una scuola media e li ha trasformati immediatamente in un
Comprensivo di successo. Proviene da un istituto di Napoli ed è stato accolto benissimo dai docenti,
dagli alunni e dai carinaresi. Ha due grandi plessi e un corpo docente che lo segue con entusiasmo
Nicola De Chiara
E’
34
stato accolto benissimo dai
docenti, dagli alunni e dai
carinaresi. Ha ereditato una
direzione didattica ed una scuola media
e li ha trasformati immediatamente in
un Comprensivo di successo. E’ al suo
secondo anno di esperienza in una scuola aversana ma sembra già entrato nella
storia scolastica di Carinaro. Abbiamo
incontrato Ernesto Natale, un dirigente
scolastico che è arrivato da un istituto
di Napoli ma che si sta facendo valere
a Carinaro.
Preside, quanti alunni conta il vostro
comprensivo?
Circa novecento alunni.
In che modo scontate la forte vicinanza
con Aversa che può contare su tante
scuole dell’obbligo?
Aversa è la città di riferimento non
c’è dubbio. Carinaro è ai confini e
spesso si confonde con Aversa. Ma
posso dire con orgoglio e soddisfazione che diversi alunni da Aversa sono
confluiti nel nostro istituto.
Cosa ha trovato al suo arrivo in questa
scuola?
Ho trovato innanzitutto un corpo
docente all’altezza della situazione
sia per quanto riguarda la scuola
primaria sia per quanto riguarda
la media. Un corpo docente che ha
saputo subito adeguarsi alla nuova
realtà del comprensivo, che ha recuperato, diciamo, una nuova identità
ma senza perdere la sua storia.
Ci hanno colpito le straordinarie strutture della sua scuola. Ci troviamo nel
plesso delle elementari. E’ così anche
per quello delle medie?
Certamente. Io l’ho definita fin dai
primi momenti che l’ho vista una
Le aule del comprensivo di Carinaro sono tutte tecnologicamente attrezzate
«In questo caso, a mio
giudizio, credo che occorra
sottolineare un’altra cosa e
cioé che il Comune ha
un occhio davvero attento
per la scuola»
scuola alla De Amicis. Veramente
bella. Due strutture davvero otime.
Abbiamo anche creato dei nuovi
spazi, la mensa, dei laboratori,
dobbiamo allestire quello di musica,
quello di informatica è stato adeguato
alle nuove esigenze. Ho davvero poco
di che lamentarmi.
Quindi possiamo affermare che il
Comprensivo sia diventato un fiore
all’occhiello per Carinaro?
Lo erano già i due istituti che ho
trovato. In questo caso, credo che
occorra sottolineare un’altra cosa e
cioè che l’Amministrazione comunale
ha un occhio attento, davvero attento,
alla scuola.
Quindi lei non si lamenta del Sindaco e
della sua Giunta?
Non ne avrei motivo.
Parliamo adesso dell’offerta formativa
e delle attività extra curriculari?
Sono tantissime a partire dai nostri
Pon. Molte nostre iniziative confluiscono in pubbliche manifestazioni.
L’anno scorso ricordo volentieri la
prima giornata sportiva presso il
campo sportivo che ci ha portati a
tenere un torneo di pallavolo, una
stracittadina e vari giochi. L’anno
scorso il Comune ci ha finanziato un
viaggio ad Auschswitz, nell’ambito
della giornata della memoria abbiamo visitato quelli che erano i campi
L’INTERVISTA
di concentramento tedeschi. Un’eperienza straordinaria per i trenta
alunni coinvolti, i più meritevoli delle
terze. Ma tante sono i nostri viaggi
d’istruzione. L’anno scorso siamo
stati in Puglia, a Lecce, quest’anno
andremo sul lago di Garda. Il Comu-
Ernesto Natale
ne quest’anno ci darà la possibilità
anche di andare in Croazia a visitare
le foibe.
I ragazzi e la comunità carinarese come
percepiscono questa rivoluzione?
Non è una rivoluzione perché anche
in passato ci sono state attività rilevanti. Come quella che ho trovato e
che ritengo meriti di essere portata
avanti, mi riferisco al premio dedicato al cardinale Sepe che facciamo
ogni fine anno. Siamo arrivati alla
quattordicesima edizione. Sepe premierà anche quest’anno gli alunni
più meritevoli delle terze con una
medaglia d’oro.
Ad Aversa è bagarre per i tanti non
residenti che vogliono frequentare le
scuole normanne. Ma la vostra grande
realtà dimostra che anche nei Comuni
limitrofi si può trovare un’offerta formativa di qualità.
Un’istituzione scolastica è essenzialmente fatta dalla professionalità
del corpo docente e dalla capacità e
qualità delle strutture. E credo che
il comprensivo di Carinaro, al quale
presto dovrà essere dato un nome,
da questo punto di vista non debba
temere alcuna concorrenza.
35
LO SCANDALO
Solo ad Aversa sono cinquanta i vincitori sono in attesa della pubblicazione delle graduatorie
Dirigenti Scolastici,
il Concorso truccato
Una marea di dubbi, di sospetti sulla validità delle prove scritte ed orali (oltre a quelle preselettive) ha
travolto il Concorso, con membri della Commissione giudicatrice indagati e «gravi» intercettazioni
Geppino De Angelis
P
36
erché finora non è stata pubblicata la graduatoria dei vincitori?
C’è stato qualche provvedimento
da parte dell’autorità amministrativa o
giudiziaria? E’ mai posssibile che, dopo
quasi tre anni dalle prove preselettive,
che già suscitarono tantissimi dubbi,
polemiche, accuse, non si riesca a
vedere la fine di un Concorso che, per
migliaia di aspiranti, è costato un bel
po’ di soldi per la preparazione? Sono
tantissimi gli interrogativi che pendono
sull’ultimo Concorso per aspiranti Dirigenti Scolastici che si abbattono come
un vero e proprio tsunami sulla scuola
della Campania, quasi non ci fossero, di
tanto in tanto, gli scandali dei “diplomifici” delle scuole paritarie.
Un Concorso sul quale, dopo il “polverone” mediatico dello scorso febbraio,
quando si è appreso dello scandalo nei
suoi particolari, non si è saputo più
nulla, come se una coltre dell’oblìo, per
inconcepibili motivi debba avvolgere
l’intera, clamorosa, squallida vicenda.
Tutti certamente ricorderanno che, stando al clamore suscitato dagli ampi servizi giornalistici, una marea di dubbi, di
sospetti sulla validità delle prove scritte
ed orali (oltre a quelle preselettive) ha
travolto il Concorso, con membri della
Commissione giudicatrice, esponenti di
rilievo del mondo scolastico regionale
indagati, intercettazioni dalle quali è
emerso un po’ di tutto, sequestro degli
atti relativi alle prove e chi più ne ha
più ne metta.
Stando alle intercettazioni ed a quel che
si è letto sugli organi di informazione,
nello scandaloso “bailamme” che ha
travolto il mondo scolastico campano,
non sarebbe mancato un forte interessamento di Parlamentari ed esponenti
politici di varia estrazione, per piazzare
persone di propria conoscenza nelle
Tanti indagati in Campania per il Concorso di Dirigente Scolastico
Non sarebbe mancato un
forte interessamento di
Parlamentari ed esponenti
politici di varia estrazione, per
piazzare persone di propria
conoscenza nelle
Commissioni di esame
Commissioni di esame. Prima che
dell’intera vicenda si interessasse la
Procura partenopea, già c’era stata l’interruzione delle prove di concorso per
alcuni ricorsi al Tar, ma tutto sembrava
che fosse finito alla cosiddetta ...acqua
e sapone, risultando, poi, infondati i ricorsi, fino a che non ci ha messo le mani
la magistratura avendo evidentemente
riscontrato che nell’intera vicenda ci
sono grossi estremi di reato che vanno
dalla truffa all’abuso d’ufficio al falso
ideologico.
Ad Aversa (e non solo), dove sono
almeno una cinquantina quelli che
hanno superato le prove, si sta provvedendo a preparare un vero dossier con
una “cordata” di legali per presentare
una diffida contro la finora mancata
pubblicazione delle graduatorie del
Concorso, in attesa, se non erriamo,
che nei prossimi mesi il Consiglio
di Stato decida definitivamente nel
merito anche se, inutile sottolinearlo,
quello che conta maggiormente è che
la magistratura ordinaria faccia piena
luce sull’intera vicenda. Non possiamo
chiudere queste note senza auspicare
che tali concorsi, come si verificava
fino ad alcuni decenni addietro, siano
finalmente espletati in sede nazionale
e non a livello ...condominiale, come
sta avvenendo da alcuni lustri, con le
ben note conseguenze sotto molteplici
aspetti in tantissime scuole. Tenuto
anche conto che il ruolo di un dirigente
scolastico, nella cosiddetta scuola
dell’autonomia, è fondamentale perché
l’istituzione scolastica sia guidata nella
maniera migliore possibile, nell’interesse degli alunni e per il prestigio della
stessa scuola italiana.
AUGURI
Per la gioia di papà e mamma, ing.
Salvatore Nugnes e prof.ssa Maria Romano, il 28 marzo 2014 è nata la piccola
Vittoria Karola. Auguri dai nonni Paolo,
Antonio, Consiglia e Maria e dagli zii
Giuseppe, Luigi, Teresa, Pina e Mimmo.
Potete scriverci alla nostra e-mail:
[email protected]
Gli annunci e le foto saranno
pubblicati dando la priorità
ai primi pervenuti
AUGURI
AUGURI
LAUREA
Con la massima votazione e la lode,
presso il Dipartimento di Lettere e Beni
Culturali della Sun, ha conseguito la
laurea triennale Giovanna Gravino, figliuola di Carmine e Carmen Crispino,
discutendo una tesi su “Catalogazione
dei beni archeologici. Le iniziative
catalografiche nelle regioni a statuto
ordinario, gli esempi di Lombardia,
Campania ed Emilia Romagna”. A Giovanna gli auguri dei genitori, dei fratelli
e del fidanzato Francesco.
AUGURI
38
Tanti auguri alla piccola principessa di
casa Natoli. Bernadette, per la gioia di
papà Tommaso e di mamma Chiara, festeggerà il 16 aprile il suo onomastico.
Augurissimi dalla nostra Redazione.
Tre anni fa nascevi tu, Gaia, “La Rosa
più bella del mondo”. Il nonno materno
Salvatore Misso, lo zio Saverio e la
zia Macrina, presidente della scuola
materna Happy School, che da un anno
frequenti con gioia e dove festeggerai i
tuoi tre anni ti augurano buon compleanno.
Il 5 aprile Leandra ha compiuto 9 anni
e Vincenzo ha festeggiato il suo onomastico. Auguri da mamma Speranza, da
papà Nicola Stabile e dai nonni. mio
di Giuseppe Chiatto
Marò, solidarietà sì ma cittadinanza no!
I
40
l caso dei due marò italiani, accusati
di aver ucciso due pescatori indiani,
fatti rientrare in Italia e poi rispediti
in India, si è trasformato nella peggiore debacle della diplomazia italiana. Le
responsabilità politiche principali ricadono sulle spalle del titolare della politica estera, Giulio Terzi di Sant’Agata,
non a caso poi dimessosi. Ma la vicenda
si rivela torbida sin dagli inizi in una
miscela di toni sensazionalistici contro
l’India e «informazione tossica». I due
marò, Salvatore Girone e Massimiliano
Latorre, hanno ucciso, al largo delle
coste indiane, ed a bordo della petroliera
Enrica Lexie, due pescatori indiani il 15
febbraio 2012, scambiandoli per pirati.
Come spesso accade in Italia il fatto in
sé è diventato un’arena nella quale spendersi. Pro e contro. Il sinologo emigrato
nel subcontinente indiano e caporedattore dell’India, Matteo Miavaldi, ha scritto
un libro dal titolo “I due Marò”, dove
racconta la verità sui fatti accaduti, ed
esprime senza riserve molte sue considerazioni che personalmente condivido.
La prima è che questa vicenda mette in
mostra un’Italia debole e inetta dal punto
di vista della politica internazionale. Il
I due marò Girone e La Torre
punto non è quello di entrare nel merito
delle accuse, ma di chiedere il rispetto
dei trattati internazionali e del loro diritto ad essere processati in Italia.
Perché solo a distanza di due anni vi
sto parlando dei marò? Perché qualche
settimana fa il consigliere Comunale di
maggioranza (e mio stimato amico) Rosario Capasso, ha prodotto una mozione
per riconoscere la cittadinanza onoraria
ai due marò. Mi sembra doveroso spiegare ai lettori che non ho dubbi sulla
buona fede di Rosario Capasso. Sono
convinto, infatti, che voglia dare ai due
artificieri quello che
un intero Paese come
il nostro non ha saputo
dare, l’effettiva e non
solo chiacchierata, solidarietà. Ma è altrettanto
doveroso
spiegarvi
come la penso. I due
marò sono il simbolo
di un’ingiustizia che va
abrogata, ciò nonostante non li ritengo eroi e
quindi non meritevoli
della cittadinanza onoraria. Dalle loro armi
sono partiti i colpi che hanno ferito
mortalmente il venticinquenne Ajesh
Binki ed il quarantacinquenne Vlentine
Jelastine, entrambi pescatori. Se proprio
venissi costretto, al limite la cittadinanza
onoraria la darei ai perenti dei pescatori,
sono loro le vere vittime.
A proposito, pare che sulla mozione si
sia schierato favorevole il consigliere
Salvino “Stampella” Cella. Non vi
meraviglierei, cari lettori, se il Salvino
cittadino, pur di dare ragione alla
maggioranza, offrisse la cittadinanza
aversana anche ...al Mostro di Firenze.
I successi poetici dell’ottimo collaboratore scolastico del Secondo Circolo
Giuseppe Fabozzi, «core normanno»
«S
e dice Averza ‘o paese
de pazze / ma nunn’ è
overo simme ‘e bona
razza». Sono questi i primi due versi
di «Core normanno» che dal 2006
hanno soprattutto fatto conoscere il
poeta Giuseppe Fabozzi. Grazie alla
poesia, l’Aversano sta riuscendo a farsi conoscere al pubblico, partecipando
a vari concorsi letterari e riscuotendo
un notevole successo tra i cultori del
vernacolare.
Nel 2003 ha ricevuto il premio speciale
con la poesia «kosovo» all’ottavo premio internazionale «Città di Aversa”;
nel 2004 si è classificato al secondo
posto al quinto premio di poesia
“Eduardo” con l’opera «’O turmien-
to». Da allora tutta una serie di successi
per le sue argute composizioni. Fa parte
dell’associazione culturale «Jommelli»
e dell’associazione «Artisti Aversani»
con la quale è stato cofondatore del
“simposio di primavera” e del “presepe
poetico”, ricevendo per entrambe le
manifestazioni larghi consensi. Oltre
alla poesia, Giuseppe Fabozzi si diletta
anche con i pennelli.
In redazione, l’ottimo collaboratore
scolastico del Secondo Circolo di
Aversa, ci ha portato un breve componimento ma estremamente pungente
che vogliamo riportarvi: Si intitola «’A
Giunta comunale»: ‘Annu fatto ‘nata
giunta comunale/ va vide chesta mò
quanto vale./ Pe’ me so tutte ‘o stesso/
Giuseppe Fabozzi
fanno a gara a chi t’adda fa’ fesso…/
Sentite a me, chi saglia saglia/ è sempe
‘o popolo c’arraglia,/ tanto s’è capito; a
stu paese/ ognuno ce vo fa spese./Chisto è n’albero da cuccagna/ chi saglia
‘ngimmo pizzica e magna.
MOZZARELLA DI BUF
FA
ALA CAMP
PA
ANA DOP
buona, sempre.
Da oltre trent’anni il Caseificio
Caputo produce mozzarella di
bufala campana DOP lavorando a
poche ore dalla mungitura solo il
latte di bufale accuratamente
selezionate e controllate.
Il sapere della tradizione e le
moderne tecnologie garantiscono
una qualità costante e un gusto
unico che rendono la Mozzarella
Caputo buona, sempre.
iche
Garantita dal Ministero delle Polit
stali
Fore
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enta
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Chi nasce quadro
non muore tondo!
L
42
o stato dell’arte in un’amministrazione di “uno solo al comando”, solingo e frequentatore solo
di se stesso, è la chiara rappresentazione
della deriva e del fallimento dei partiti
che sono miseramente naufragati.
Partiti aversani, dilaniati, spariti, annullati e annichiliti da una pervicace
strategia del terrore e di promesse vuote
senza costrutto per la collettività ma al
massimo buone per soddisfare chi oggi
ignobilmente e subdolamente esercita il
potere di rappresentanza democratico.
Consiglieri comunali in ordine sparso,
fantasmi senza nome e in crisi d’identità, mortificati, usati e spudoratamente
truffati dei loro voti. Consiglieri
comunali venduti che in solo attimo si
sono schierati col potere, fregandosene
dei voti dei cittadini, anzi usandoli
per trattare a mano libera col principe
misantropo.
Assessori fantasmi, annullati, gettati in
un angolo anzi in un ripostiglio e regolarmente ignorati. Nessuno li conosce e
nella maggior parte dei casi sono lasciati in pasto ai cani quando si verificano
casi come quelli della mensa scolastica.
Chi nasce quadro non muore tondo, si
dice nella nostra tribù-redazione.
In generale, vista la situazione italiana, è possibile dare credibilità a chi
nella sua vita ha fatto del tradimento
e dell’inganno il proprio credo e a chi
per carriera non ha saputo fare altro che
distruggere i suoi compagni di cordata?
È chiaro che creare una squadra ove
ognuno è sotto la spada del “ricatto” e
della minaccia della “distruzione della
bottega” non può che creare situazioni
al limite della commedia dell’arte ove
il singolo attore non protagonista viene
calpestato nella sua dignità.
A che servono gli assessori? A loro
è vietato finanche parlare e scrivere.
Possono offuscare le “grandi capacità
comunicative” e l’eloquio del capo
dell’amministrazione...
Uomini senza qualità e senza dignità
e in crisi di identità non servono ai
cittadini.
Quest’amministrazione ha annullato
la cultura e sta riportando indietro nel
Lo stato dell’arte di un’amministrazione di “uno solo al comando”
Partiti aversani, dilaniati,
spariti, annullati e annichiliti
da una pervicace strategia
del terrore e di promesse
vuote senza costrutto per la
collettività ma al massimo
buone per soddisfare chi oggi
ignobilmente e subdolamente
esercita il potere di
rappresentanza democratico
tempo una città come Aversa faro di
conoscenza, centro polare e avanguardia dei cittadini dell’Agro. Il sedile di
San Luigi agonizza tra immondizia e
misero abbandono, tra la vita e la morte
per consunzione. Il parcheggio sull’ex
Alifana, una volta luogo di battaglie,
di indignazioni e di vibrate proteste
da parte dell’attuale Sindaco, è ora
rientrato nella piena normalità frutto
della più becera convenienza politica?
Gli standard comunali, altro cavallo
di battaglia di quando il futuro nostro
Sindaco viaggiava in lungo e in largo
ad aprire circoli di “Futuro e Libertà”
per conto di Fini e Italo Bocchino, ora
sono off limits sempre per la più spietata convenienza politica?
Il degrado umano e l’assoluta mancanza
di dignità di personaggi che in altri
contesti sarebbero cacciati via per incapacità questo ha prodotto Aversa negli
ultimi anni.
“Io non mi faccio vendere, mi vendo da
solo”: quale merce posseggano queste
macchiette alla “ciccio formaggio” di
Nino Taranto non è dato sapere. Ma
forse sì: la mano da alzare in Consiglio
comunale! Che squallore! Augh, ho
detto!
CHIPPEWA
SOCIALE
Cambia l’associazione, «Noemi» prende il posto di «Noi voci di donne», ma non gli attori
Sportello antiviolenza,
Sagliocco ci riprova
Il protocollo d’intesa con Tribunale, Università e Unicef. Al tavolo ancora Francesca Petrella per la
quale il Sindaco di Aversa ora si gioca la faccia. Tante belle intenzioni ma ai mega progetti preferiamo le piccole cose realizzabili. Lo sportello «immediatamente operativo»
Nicola De Chiara
S
44
periamo che sia la volta buona.
E’ questo il titolo che si potrebbe
dare all’ennesima puntata della
telenovela legata all’istituzione dello
sportello antiviolenza di Aversa, andata
in onda il 4 aprile scorso sulla casa
comunale.
Dopo aver inaugurato lo sportello presso la casa della cultura «Caianiello» nel
gennaio 2013 e chiuso nel gennaio 2014,
il Comune riprende in mano il progetto,
cambiando associazione (adesso punta
sulla neonata «Noemi» che prende il
posto di «Noi voci di donne») ma non
gli attori, visto che al tavolo della presentazione del nuovo protocollo d’inte-
Giuseppe Sagliocco con Raffaela Piccolo e Francesca Petrella
SOCIALE
sa si presenta ancora quella Francesca
Petrella (la nipote del Sindaco?) che,
dopo essersi dimessa da «Noi voci di
donne» per l’eccessivo carico di lavoro
ed essere arrivata ai ferri corti con la
sua ex presidente Pina Farina, ritenta
sperando di aver maggiore fortuna.
Noi crediamo davvero che questa sia
la volta buona e per diversi motivi. 1)
Non crediamo che il sindaco Sagliocco
abbia voluto insistere su questo fronte
soltanto per accontentare le bizze
della giovane (ma motivata) Francesca
Petrella; 2) il nuovo protocollo d’intesa
ha messo attorno al tavolo stavolta
autorevoli rappresentanti. Ne fanno
parte, infatti, il presidente del tribunale
di Napoli nord, il dott. Giuseppe Cioffi;
il dipartimento Dicdeta della facoltà
di Ingegneria nella persona della prof.
ssa Annamaria Rufino e la presidente
del comitato Unicef di Caserta, Emilia
Narciso. Siamo rimasti poi impressionati dall’intervento della presidente
dell’associazione «Noemi», l’avvocato
Raffaela Piccolo, che ha dimostrato
competenza e tanta voglia di fare. E’,
dunque, difficile che si sbagli anche
stavolta. Sagliocco si gioca ora più che
mai la faccia e sa che tanti suoi denigratori lo aspettano al ...varco su una
problematica - quella della violenza
sulle donne e sui minori - che non può
diventare una ...barzelletta aversana.
Che il tutto sia stato organizzato ancora
una volta un po’ alla ..carlona c’è stato a
malincuore dimostrato dal rifiuto della
prof.ssa Rufino di firmare il protocollo
d’intesa (che evidentemente non aveva
avuto opportunità di leggere). Un protocollo standard che contiene tante pie
intenzioni, anche se, al di là di quello
che c’è scritto, conta tanto quello che
si metterà in campo. Per il resto i giorni
di apertura dello sportello rimangono
gli stessi (martedì e giovedì). L’orario
accorciato di un’ora (dalle 16,00 alle
18,00) rispetto al vecchio acccordo con
l’associazione «Noi voci di donne». Lo
sportello - ha garantito il Sindaco - sarà
immediatamente operativo e ci sarà
anche un numero di telefono mobile
(curiosa questa dicitura: evitiamo impegni fissi!) attivo 24 ore su 24.
Cosa si sono impegnati a fare Tribunale
e Università non c’è stato molto chiaro
ma qualcosa faranno.
Lo sportello è stato allargato ai problemi dell’infanzia. La disponibilissima
Emilia Narciso ha detto ancora sì al
sindaco Sagliocco senza sapere poi
cosa effettivamente fare e quali siano
le risorse a disposizione (ma davvero
il Sindaco crede che con il solo ricorso
ai volontari si facciano miracoli?). Il
simbolo dell’Unicef servirà ancora a
dare “respiro internazionale” ad un’iniziativa del Comune ma oggi davvero il
fumo conta ancora più dell’arrosto?
Ai mega progetti preferiamo sempre le
piccole cose ma realizzabili ed allora
finiamola di scrivere tanto per scrivere
perché di questo si tratta. Nel protocollo d’intesa si legge, tra l’altro, “il Comune di Aversa e il comitato Unicef di
Caserta collaboreranno per sviluppare
strutture permanenti di governo locale
per assicurare un’attenzione prioritaria
a bambine, bambini e adolescenti;
prevedere un processo sistematico per
analizzare l’impatto sull’infanzia di
leggi, politiche e prassi prima, durante
e dopo l’attuazione; programmare un
monitoraggio annuale sulla condizione
dei bambini e dei loro diritti; sostenere
le organizzazione dei diritti umani per
promuovere i diritti dei bambini” e così
via. Sembra un accordo delle Nazioni
Unite. Ma dalla città dei balocchi e dei
sogni ritorniamo subito con i piedi per
terra quando pensiamo che ad Aversa
ai bambini è difficile pure garantire il
servizio di mensa scolastica.
45
LA NOTIZIA
Diverse Università si prenotano per fare ricerca presso il Centro Studi «Le Reali Case dei Matti»
Quando la storia insegna
Abbiamo incontrato il direttore del Centro, Nicola Cunto La razionalizzazione degli spazi, lo
spostamento dell’archivio e, soprattutto, i nuovi progetti di ricerca sulla psichiatria del domani
Nicola De Chiara
N
46
uovo passo in avanti per il
Centro studi «Le Reali Case
dei Matti» che conserva la
memoria storica dell’ex manicomio civile di Aversa con le migliaia di cartelle
cliniche e la storica biblioteca. Ora di
questo grande patrimonio, custodito,
difeso ed inventariato dal direttore dott.
Nicola Cunto, con la collaborazione
preziosissima di Candida Carrino e
di Salvatore Misso, si interessano le
università e non solo le nostre. Ma sentiamo Nicola Cunto. «Abbiamo razionalizzato tutti gli interni - ci dichiara.
Stiamo spostando l’archivio nella parte
praticabile. Abbiamo riservato un’ala
all’archivio e alla ricerca storica ed
l’altra ala ai progetti di ricerca sulla
psichiatria del domani, per cominciare
ad agire sul territorio per un’opera di
prevenzione primaria delle malattia
mentali. Il nostro obiettivo è fare benessere psicologico per non fare ammalare
i giovani, combattendo così le droghe,
l’alcolismo, combattendo le neo pa-
fare ricerca presso
il nostro centro
studi sul tema «Gli
spazi della mente»
ovvero il rapporto
tra la spazialità e
le malattie mentali,
che mi sembra
un
argomento
abbastanza attuale.
All’università di
Fisciano, invece,
vogliono
creare
delle borse di
studio da destinare
al manicomio per
fare una ricerca
storica
sulla
malattia mentale,
Le antiche pandette del manicomio pronte per essere consultate
soprattutto quella
di fine Ottocento e
tologie mentali. Partiamo dalla storia di inizio Novecento”.
per guardare al futuro». Le università Al centro studi «Le Reali Case dei
sono particolarmente attive sul fronte Matti», ospitato al piano terra dell’ex
della ricerca storica. «La nostra facoltà manicomio di Aversa, è possibile accedi Architettura - continua Cunto - ha dere tutti i giorni, dal lunedì al venerdì,
deciso di mandare un’intera classe a dalle ore 9,00 alle 13,00.
[email protected]
I
l riso Basmati è originario di una
regione fra l’India settentrionale
e il Pakistan. E’ un riso dal chicco
allungato particolarmente adatto per le
insalate di riso, piatti a base di pesce.
La scarsa presenza di zuccheri (0,1 per
100 grammi) e di grassi (0.5 ogni 100
grammi) lo rendono adatto alle diete
con un giusto apporto di proteine e
carboidrati. Per questo mi sono proposto di farne una ricetta da mangiare
calda o fredda a seconda dei gusti e
della stagione.
Ingredienti per 4 persone: 400 grammi di riso Basmati, 200 grammi di
gamberi (completamente sgusciati e
privati di testa e interiora), due bustine
di zafferano, sale q.b.
di Vito Faenza
Riso Basmati, zafferano e gamberi
Preparazione: Fate cuocere il riso
Basmati in acqua salata, ma non
abbondante. Il riso deve “consumare”
tutta l’acqua. A metà cottura aggiungete i gamberi e quando l’acqua di cottura
sarà quasi tutta assorbita aggiungete
le bustine di zafferano. Mescolate
energeticamente il tutto. Volendo, potete aggiungere una spruzzata di pepe
macinato fresco, oppure, in alternativa,
una spruzzata di buccia di limone
grattugiata. Se lo servite caldo non
necessita di ulteriore manipolazione.
Se invece lo servite freddo, come ho
fatto io, con un coppa pasta, create delle
porzioni individuali che decorerete con
listelle di carote e un mezzo pomodoro
alla sommità. E’ molto gustoso, non
richiede eccessivo tempo (al massimo
venti-venticinque minuti) ed è molto
gustosa e anche scenograficamente
piacevole. Una ricetta che vi invito
a fare perché ne verrà fuori un piatto
particolarmente ...attraente.
L’INCHIESTA
Quelli della «Gioventù bruciata» erano ...angioletti rispetto ai giovani d’oggi
La famiglia, la scuola e la
Chiesa alzino la guardia
Abbiamo sentito don Pasqualino De Cristofaro in merito all’aggressività giovanile: «Gli adulti non
hanno saputo offrire modelli costruttivi e non hanno saputo arginare, contrastare quelle modalità
educative che hanno invece rafforzato gli atteggiamenti trasgressivi»
Geppino De Angelis
«L
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a nostra gioventù ama il
lusso, è maleducata, se ne
infischia dell’autorità e non
ha nessun rispetto per gli anziani...”: da
quando il filosofo greco Socrate ebbe
ad esprimersi così, oltre duemila anni
fa, di acqua sotto i ponti ne è passata
tantissima ma, purtroppo, le cose sono
notevolmente peggiorate. I mebri della
gang protagonista del famosissimo
film “Gioventù bruciata”, interpretata
da James Dean nel 1955, sono da considerarsi dei veri ...angioletti rispetto a
tantissimi giovani di oggi.
Basta dare uno sguardo ai giornali,
seguire servizi televisivi per venire
a conoscenza di stupri di gruppo,
aggressioni da parte del “branco”,
senza ignorare che, non di rado, i social
network anonimi diventano arene protette dove prendere di mira la vittima di
turno, fino a volte spingerla al suicidio,
com’è avvenuto recentemente con la
14enne Nadia che a Cittadella (Padova)
si è gettata dal sesto piano di un hotel
abbandonato, spinta al suicidio dalle
molestie su Ask. Stando a preoccupanti
dati statistici, nello scorso anno una
decina di adolescenti nella sola Europa
si sono suicidati perché vittime di bullismo su Ask. Perché si verifica tutto
questo? La risposta l’abbiamo chiesta a
don Pasqualino De Cristofaro che, come
docente negli istituti superiori e rettore
della chiesa di San Francesco di Aversa,
è da una vita in mezzo ai giovani.
“II disagio giovanile - ci ha dichiarato
il nostro amico e padre spirituale - che
riguarda moltissimi giovani di oggi è
l’espressione di una problematica che
li investe: dipendenze dalle droghe,
anoressia, bulimia, forti difficoltà rela-
Jame Dean nel film “Gioventù bruciata” - 1955
zionali in famiglia e fuori. Gli episodi
che ogni giorno ci riferiscono con dovizie di particolari sono la parte visibile
del grande disagio sociale e l’assenza
di un codice di comportamento che
dovrebbe essere calato dentro ognuno,
giovani e meno giovani. Il problema
dell’aggressività giovanile o bullismo
fino alla stupro di gruppo ha raggiunto
proporzioni tali che sembrano sfuggire
ad ogni controllo. Ci siamo abituati e
siamo in altre faccende affaccendati!
L’aggressività è qualitativamente diversa dal passato. Gli studiosi del fenomeno danno analisi puntuali e diverse per
la molteplicità delle cause, tra le quali
metterei al primo posto un spaventosa
carenza o deformata affettività che
scatenano nei giovani atteggiamenti
violenti. Si è presi dall’emergenza ma
non si gettano le basi culturali e morali
per costruire per il loro avvenire. Dalla
mia esperienza, lunga ...lunga, posso
dire che l’aggressività che si manifesta
in tutti gli ambienti e a tutti i livelli non
è altro che il prodotto di una società in
evoluzione e in regressione. Non si è
saputo trasmettere nella famiglia, nella
scuola e nella convivenza civile gli
elementi fondanti del vivere civile quali
il rispetto della persona, l’autocontrollo
e soprattutto il rispetto delle regole. Il
vero concetto di libertà, di persona, di
affettività sono tutti da riscoprire per
poterli vivere in pienezza. Gli adulti non
hanno saputo offrire modelli costruttivi
e non hanno saputo arginare, contrastare
quelle modalità educative che hanno
invece rafforzato gli atteggiamenti trasgressivi. Tutti colpevoli? No. Ma tutti
responsabili sì. Fortunatamente, però,
nonostante questa visione pessimistica
della realtà giovanile del nostro tempo,
non mancano momenti in cui assistiamo
ad esperienze altamente positive in
certi gruppi ecclesiali o non, la gioia di
affermazione a scuola, nel lavoro, nella
vita e la capacità di produrre azioni di
solidarietà e attenzione al prossimo. La
collettività, la farniglia, la scuola e la
Chiesa devono alzare il livello di guardia perché i fenomeni negativi di cui
sono protagonisti i nostri giovani devono essere contenuti fino a scomparire”.
L’INCONTRO
Abbiamo incontrato il prof. Giuseppe Luongo, tra i maggiori vulcanologi e non solo italiani
Il Vesuvio minaccia Aversa?
L’esperto, giunto ad Aversa per un Convegno del Rotary presieduto da Giovanni Costanzo, afferma:
«Starete tranquilli fino a quando non si risveglieranno i Campi Flegrei!»
Giuseppe Lettieri
D
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alle finestre e dai balconi di
molte case aversane si può
ammirare la grande montagna,
il Vesuvio, considerato uno dei vulcani
più pericolosi del mondo, che non è
vicinissimo ma neanche lontano, in
quanto dista in linea d’area meno di
25 chilometri dalla nostra città. Quali
sono i pericoli che Aversa e gli aversani
potrebbero correre in caso di risveglio?
Ne abbiamo parlato, in occasione di un
convegno sul rischio Vesuvio, organizzato dal Rotary Club di Aversa Terra
Normanna, con il professor Giuseppe
Luongo, tra i maggiori vulcanologi non
solo italiani, per anni ai vertici dell’Osservatorio Vesuviano (il primo centro
vulcanologico fondato addirittura dai
borboni), già presidente Consiglio
Scientifico e poi direttore dell’Istituto
Internazionale di Vulcanologia del
Giuseppe Lettieri è con Giuseppe Luongo
CNR, docente presso la Federico II e
anche con alcune esperienze in politica,
come consigliere comunale a Napoli e
Pozzuoli (fine anni Ottanta), dove fu
tra l’altro Coordinatore Responsabile
per l’Attività del bradisismo (1984) e
Senatore della Repubblica nel 1992.
Allora professore, l’abbiamo ammirata
già dagli anni Ottanta, nelle le sue sortite televisive, quando era considerato un
catastrofista?
Io non lo sono mai stato. Sino a
metà degli anni Settanta, nessuno
parlava di un rischio Vesuvio. Così
sollevando l’allarme, fui considerato
un catastrofista. In realtà, dalla fine
degli anni Sessanta era iniziata una
speculazione edilizia alle falde del
vulcano e quindi erano in ballo molti
interessi. Oggi che a livello mondiale
tutti presentano il Vesuvio come una
sorta di minaccia assoluta, io resto
più cauto. Tuttavia non è in dubbio
se il Vesuvio erutterà o meno, ma
solo quando, e ciò al momento, per la
scienza, è difficile prevederlo. Certo,
con tutti i documentari catastrofici
L’INCONTRO
ed i film, non ultimo l’inglese Pompei
nelle sale dallo scorso febbraio, la nostra montagna è diventata un grande
attore.
In caso di eruzione, ci saranno gravissimi pericoli per la popolazione?
Ovviamente dipenderà dal tipo di
eruzione. Ci sono quelle più deboli
come l’ultima del 1944, o quelle più
forti come quella del 1631, definita
sub pliniana. Quella più forte di tipo
pliniano definita così dal nome dello
storico Plinio che la descrisse, è quella
del 79 d.C. quando appunto furono
sommerse Pompei, Ercolano, Oplonti,
etc... Oggi lo scenario è cambiato: si è
costruito tantissimo e ci sono centinaia di migliaia di persone che vivono
nella cosiddetta zona rossa che, oltre
a correre rischi immediati in caso di
eruzione, avranno anche problemi in
futuro.
In che senso professor Luongo?
Che il piano attuale contro il rischio
Vesuvio, prevede delle scelte incomprensibili. Prenda ad esempio Portici.
Se venisse rasa al suolo i suoi abitanti
dovrebbero trasferirsi in Lombardia.
Ma a far cosa? Chi ha qui la propria
attività, il proprio mondo, avrebbe un
contraccolpo psicologico non indif-
ferente. Dove abiterebbero? Pensate
ai vari terremoti avuti in Italia dove
ancora molte persone vivono nei
prefabbricati o in alloggi di fortuna.
Piuttosto occorreva negli anni de-
Il Vesuvio: l’eruzione del 1944
congestionare la zona più a rischio, e
costruire altrove in Campania.
E Aversa corre pericoli in caso di una
forte eruzione?
Tutto sommato credo sia sicura. Le
scosse di terremoto provocate dal fenomeno vulcanico qualche problema,
non di certo preventivabile, potrebbe-
ro causarlo agli edifici. Ed ancora la
ricaduta delle ceneri, ma non in maniera copiosa, anche a causa dei venti,
che solitamente soffiano da norde st,
e quindi le stesse colpirebbero più la
zona amalfitana. Salvo che quel giorno non spirino venti contrari, come lo
scirocco, allora la caduta di cenere su
Aversa sarebbe certamente più copiosa. Oggi è difficile prevedere che tipo
di eruzione sarà. Il fatto che il Vesuvio
sia dormiente da ormai settant’anni
non autorizza di certo a pensare che
quando si sveglierà ci sarà un’eruzione violenta. Ma non possiamo
affermare neanche il contrario, né
prevedere con largo anticipo quando
la stessa eruzione avverrà!
Comunque Aversa resta al sicuro?
Certo, fino a quando non si risveglieranno i Campi Flegrei!
Ci lascia sorridendo il professor Luongo, sapendo bene che tutti parlano di
Vesuvio, ma pochi dei Campi Flegrei,
la cui caldera vulcanica è molto più
grande di quella vesuviana. L’assenza di
coni vulcanici visibili li rendono meno
appetibili ai media, ma se decidessero
di dare un segnale della loro vitalità a
noi non resterebbe che fare una cosa:
fuggire il più lontano possibile!
51
SALUTE
Viene anche definita implantologia one-day perché permette l’applicazione dei denti entro poche ore
L’implantologia guidata
al computer
L’
52
implantologia
computer
assistita è una metodica che
permette l’applicazione degli
impianti dentari anche senza incisioni
gengivali, cioè spesso senza l’utilizzo
del bisturi, in maniera semplice e sicura.
Questa metodica, grazie all’ausilio di
uno specifico software che utilizza i
dati ottenuti da una TAC del paziente,
dalla scansione dei modelli ottenuti
dalle impronte, permette di ottenere un
modello tridimensionale della bocca
e delle ossa mascellari, su cui si può
simulare l’intervento chirurgico che si
farà poi nella bocca .
Dalla simulazione si può realizzare
poi una “mascherina chirurgica” che
guiderà l’odontoiatra nella disposizione
degli impianti in maniera sicura, rapida
e minimamente invasiva, mantenendo
un grado di precisione altissimo.
Non vi sarà pertanto il gonfiore tipico
degli interventi
eseguiti
in
maniera
tradizionale,
così
come il dolore
post operatorio
risulterà assente
o minimo perché
è tutto eseguito
nel pieno rispetto
dell’anatomia del
paziente.
L’implantologia computer assistita
viene definita anche implantologia
one-day, poiché permette l’applicazione degli elementi dentari
entro poche ore dall’intervento.
Grazie infatti alla pianificazione preliminare dell’intervento, è possibile
conoscere in anticipo la disposizione
degli impianti. Ciò permette di ottenere
preliminarmente un modello riprodu-
cente la posizione
tridimensionale
finale degli impianti nella bocca
del paziente, il
quale permette
a propria volta
all’odontotecnico
di realizzare gli
elementi dentari
protesici,
che
spesso possono essere applicati direttamente nella stessa seduta dell’intervento. Spesso si pensa che questa metodica
vada limitata solo ai casi estremamente
complessi, invece dovrebbe rientrare
nelle metodiche di routine, anche l’ABS
delle auto prima era riservato solo alle
auto di lusso, ma adesso è presente su
tutte le auto, la sicurezza degli automobilisti e dei pazienti prima di tutto.
dott. Massimiliano Arlotta
STORIA NOSTRA
Al Vescovo di Aversa Zelo arrivò una lettera anonima contro il «promesso» parroco di S. Paolo
Nell’Anno del Signore 1857.
Diocesi e ...simonia!
Il sacerdote don Ferdinando Garofano era accusato di «molti intrighi ed impegno grande» verso
il Vescovo e di aver promesso denaro per diventare ad ogni costo il parroco della Cattedrale.
Il Vescovo era, dunque, invitato ad «evitare lo scandalo e la simonia»
Salvatore di Grazia
U
54
n cardinale del 1500, Sartori,
paragonò la Chiesa all’arca di
Noè che “attraversa le acque
del diluvio ma resta salda malgrado
«sedizione, eresia scisma e delitti».
Questa frase mi è tornata alla mente
quando nella collezione dell’amico
Carmine Tabarro ho scovato un altro
pezzettino di storia nostra, una lettera,
stavolta religiosa. Dopo averla letta, ho
pensato che dopo aver attraversato «le
acque del diluvio», l’arca aversana era
incorsa in una «trubbeja», un temporale
estivo, che riguardava da vicino i componenti della nostra millenaria Diocesi.
Prima, è meglio ricordare che la “simonia” è un termine ecclesiastico che
indica il commercio degli ordini e delle
cariche sacre. La sua eccezionale gravità per la Chiesa stava nel fatto che, oltre
che come peccato, si configurava come
eresia. In termini pratici, si potrebbe
parlare di corruzione o meglio, nel caso
che segue, di un sospetto di corruzione
che, purtroppo, talvolta accompagna
l’esercizio del potere di qualsivoglia
natura, sia civile che religioso. Ma
andiamo con ordine.
Siamo nel 1857 e dalla buca delle Poste
di Aversa esce una missiva anonima indirizzata al Vescovo, Monsignor Domenico Zelo (che con l’Unità d›Italia verrà
segnalato come sospetto filo-borbonico
dal Comandante della Guardia Nazionale di Aversa al Governatore di Terra
di Lavoro) che oltre all’indirizzo reca
sul verso la scritta: “affari di coscienza”.
“In nome di Gesù e Maria” Eccellenza
Reverendissima, Il seminario e popolo di Aversa umilmente espongono
all’E.V. come trovansi aggravate le loro
coscienze per lo scandalo di simonia
propagata, a causa dello ordinario con-
La lettera a Zelo e, sotto, il fronte
fessore Garofano di San Biagio, per occupare la piazza di parroco di S. Paolo
non solo ha fatto molti intrighi ed impegno grande verso
V.E. ma ancora
ha fatto promessa
di denaro ad uno
dè
prebennati
(presbiteri) forse
all’E. vostra ben
noto di essere
approvato per parroco di S. Paolo, e
doppia promessa
di denaro ha
dimandato il prebennato da farlo
tra poco tempo
canonico, vera più
vera simonia notabilissima; ora tutti
siamo in nome di Dio a pregare l’E.
Vostra che si compiaccia accomodare
le nostre coscienze per questo scandalo
già saputo di simonia ed ordinare
come regolava Sua E. De Luca (predecessore del Vescovo Zelo n.d.a)
che le Parrocchie non si danno per via
di impegno, intrighi e denaro affinché
non regna lesione alla nostra Città la
simonia e nominava a suo piacere e
coscienza i soggetti per tali cariche
acciò si evitava lo scandalo e la simonia. Dunque preghiamo la E.V. che si
compiaccia riserbare a sé tale nomina
del parroco di San Paolo affinché il
vostro nome maggiormente si rende
di gloria verso Dio e di più lode rispetto ed amore gli verrà compartita
dal suo popolo tutto. Iddio sia sempre
con V.E. e Maria”. L’incarico di parroco della Cattedrale doveva essere
di grande importanza e questa lettera
testimonia quanto fermento l’affare
procurò nel clero aversano, anche se
essa non può che essere valutata come
una semplice tessera degli equilibri diocesani, o dell’invidia umana che si cela
sotto qualsiasi vestimento. Ricevuta la
lettera il Vescovo
si limitò a datarla
e decretarla come
segue: “Ricorso
contro il Sac.
Don Ferdinando
Garofano
per
Parroco di S.
Paolo”. In realtà,
per
valutare
l’importanza di
questa “anonima”
missiva,
bisognerebbe
sapere se per
Don
Garofano
arrivò mai la Bolla di nomina a parroco
della Cattedrale. Ma cosa accadde poi
non c’è dato saperlo, solo in Vescovado
sanno com’è finita.
LE CELEBRAZIONI
La storia misconosciuta dei resti di Jommelli, andati dispersi nell’ipogeo di una cappella della chiesa
S. Agostino alla Zecca
e le ossa ...fantasma!
Le incredibili rivelazioni dell’operaio che fu incaricato, nel 1924, da Salvatore Di Giacomo di recuperare
la cassetta: «Nel portarla su mi cadde dalle mani aprendosi. Scesi subito e quando vidi che la cassetta
era vuota la riempii con le ossa che trovai sotto mano per non perdere le venti lire di compenso...»
Antonio Marino
Q
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uando il cav. Salvatore De Santis ritorna a Napoli per prelevare l’urna contenente i resti di
Niccolò Jommelli, in compagnia di chi
scrive, viene freddato dalla ...latitanza
del rettore, padre Mennino, che adduce
un certo testamento spirituale (mai
dimostrato in concreto) secondo il quale
il musicista prima di morire avrebbe
espresso il desiderio di essere sepolto
in quel luogo ameno. Il colloquio con
padre Mellino dura poco. Il padre si
congeda quasi subito, lasciandoci con
i nostri dubbi. Rimasti soli tentiamo il
tutto per tutto. Puntiamo gli occhi sullo
scaffale dov’era depositata la cassetta
e decidiamo di prenderla, a qualsiasi
costo. Siamo nell’autunno del 1973.
Saliamo su uno sgabello e ci impossessiamo della preziosa urna che
mettiamo in una grossa borsa portata
per l’occorrenza. Usciamo dalla chiesa
ed imbocchiamo il Rettifilo. Ma, fatti
pochi passi, il cav. De Santis si ferma,
cominciando ad avere degli scrupoli:
non se la sente di coronare un così tanto
atteso sogno ...truffaldinamente. Cosa
avrebbe detto al Vescovo di Aversa che
gli aveva aperto le porte di S. Agostino
alla Zecca? Così, anche se a malincuore,
torniano indietro e rimettiamo l’urna al
suo posto. Per nostra fortuna nessuno
ci vide. Il ritorno ad Aversa fu davvero
sconsolante.
Qualche mese dopo, siamo nel 1975,
mentre l’amministrazione comunale
onorava Jommelli con una discutibilissima manifestazione, l’agostiniano
Antonio Farinaro faceva tumulare silenziosamente, su una parete della chiesa
partenopea, i resti del nostro Jommelli.
Una tumulazione che chiudeva inglo-
appreso dall’agostiniano padre Finelli
agli inizi degli anni Sessanta che, un
Le confidenze dell’agostiniano giorno, ebbe a dirci: «Caro fratello, voi
padre Finelli ci hanno cercate ciò che non esiste!», troncando
consentito di ricostruire subito il discorso.
la vera storia dei resti del Nei giorni successivi padre Finelli,
nostro musicista, andati però, cedette alle nostre insistenze,
dispersi molto probabilmente rivelandoci quanto sapeva (per averlo
...come quelli di Cimarosa sentito dire). Secondo il suo racconto
le cose non sarebbero andate come si
disse ...nel lontano 1924. A parlare della cosa, dieci anni dopo, nel 1934, era
stato proprio l’operaio che
ebbe l’incarico da Salvatore
di Giacomo di recuperare
i resti di Jommelli. Al
ritorno dai funerali di don
Salvatore, questi agli amici,
sorseggiando una birra, così
avrebbe confidato: «Don
Salvatore era un brav’uomo
assai ma una volta non mi
sono comportato onestamente. Nel portare su la
cassetta con le ossa di Jommelli mi scappò dalle mani
perché era molto sporca
ed unta di grasso umano e
ricadde nel pozzo, aprendosi (da notare che parlava
in lingua dialettale). Scesi
subito e quando vidi che la
Il monumento nella chiesa di S. Agostino alla Zecca
cassetta era vuota la riempii
con le ossa che trovai sotto
riosamente la partita per gli Aversani. mano per non perdere il compenso
Quel monumento oggi è ancora là in promessomi di venti lire. Salito sopra
una chiesa chiusa ed abbandonata ...da poi la consegnai a don Salvatore ...ma
quando il terremoto del 1980 la rese quel fatto l’ho ancora sulla coscienza».
inagibile.
Parole che passarono evidentemente di
Interessante è anche quello che uffi- bocca in bocca, arrivando anche alle
cialmente ...non si sa sul recupero dei orecchie dei padri agostiniani. Stando
resti di Jommelli dal fondo dell’orrendo così le cose, dunque, i resti di Jommelli
ipogeo della cappella di S. Tommaso avrebbero fatto la stessa fine dei resti di
di Villanova. Il particolare (non secon- Cimarosa, andando dispersi.
dario) che vi raccontiamo lo abbiamo
2 - fine
STORIA NOSTRA
Il popolino la teneva in grande considerazione per i suoi ritrovati medicamentosi
Guarirella, la locandiera
del Ponte Mezzotta
Originaria del giuglianese, donna Flora, non bella ma fisicamente ben dotata, faceva del suo meglio
per essere sempre all’altezza del compito sublimandosi quando capitava nel locale qualche persona
importante. E un governatore dell’Annunziata aveva per Lei un gran ...trasporto
Antonio Marino
U
58
n centinaio di anni fa e anche
di più il Ponte Mezzotta, già di
Friano, contava soltanto poche
casupole sparse. Che si allineavano lungo i binari del tram, raggruppate intorno
ad un attivo Mulino e vicino ad una
chiesetta campestre. Una quasi Cappella
che fugava di tanto, con i rintocchi della
sua campanella, la monotonià del luogo.
Situato all’estrema periferia sud di
Aversa lungo l’Appia, la sola e più importante strada che conduceva nel capoluogo campano, il Ponte Mezzotta (da
un ponte che probabilmente esisteva)
costituiva un punto di sosta e di ristoro
per i viandanti dell’epoca.
Aversa, Porta Napoli a inizio Novecento
Principalmente per i carrettieri, alcuni
dei quali solevano fermarsi (soprattutto
di sera) per una frugale cena prima di
rincasare.
Ben accolti e confortati dall’accoglienza
di una certa Flora Castellone che, col
padre Tanino, gestiva una sorta di piccola, rustica locanda e sapeva preparare
gustosi piatti.
Una cucina casareccia la sua, che solo
pochi conoscevano, il cui profumo si
spandeva tutto dintorno sperdendosi tra
il verde dei campi circostanti.
Dove facevano capolino, tra gli alti
filari di viti, piante di loti e di aranci che
erano una meraviglia a vedersi quando,
stracarichi di frutti, baciavano la sottostante vegetazione.
Originaria del giuglianese, donna Flora,
STORIA NOSTRA
non bella ma fisicamente ben dotata,
faceva del suo meglio per essere sempre
all’altezza del compito sublimandosi
quando capitava nel locale qualche
persona importante.
Come ad esempio don ...., un governatore dell’Annunziata, che aveva per
Lei un gran trasporto e col quale aveva
rapporti molto intimi tanto - ci è stato
detto- da far fare le ore piccole.
E la protezione di un uomo così influente, oltre a giovarle economicamente, la
poneva al di fuori d’ogni pericolo di
sorta facendola anche rispettare dal popolino. Che, oltre ad apprezzarla per le
sue capacità culinarie, la teneva in grande considerazione - perciò ne parliamo
- per i suoi ritrovati medicamentosi che
riuscivano ad alleviare (senza ricorrere
al medico) i mali più comuni.
Forte infatti di un volumetto (Come
curarsi con le erbe) donatole da un
monaco di passaggio, proveniente dalla
Badia laziale di Casamari, la nostra Flora, apprendendo i segreti della natura,
si era improvvisata anche “guaritrice”
mettendosi a dare consigli e a curare
molte afflizioni della gente.
Con l’andar del tempo sapeva tutto
delle piante e delle erbe, soprattutto
medicinale, ed aveva imparato una serie
di formule fitoterapiche con le quali
(facendole applicare correttamente)
riusciva a lenire tante sofferenze.
In questo - va detto - le era di aiuto l’amico governatore che, per accattivarsela
di più, le procurava le erbe officiali e gli
ingredienti di cui aveva bi sogno. Con i
quali preparava, nelle ore libere, infusi,
decotti e pomate per chi glieli chiedeva
e che ricambiava (la pagava) generalmente in natura …barattando roba utile,
Con l’eclissarsi del
Governatore, Guarirella
(rimasta sola e per giunta
calunniata) conobbe la via del
declino che fu lento ma
inesorabile. Fu trovata morta
dietro la locanda
di prima necessità. A Lei ci si rivolgeva
per un’emicrania, una foruncolosi, la
pressione alta, le emorroidi, un attacco
di fegato, per la febbre alta, per gli
ascessi che originavano fistole, per le
fratture, la gastrite, una infiammazione
gengivale, per la gotta, per la nevrastenia, l’obesità, l’orticaria, l’infiammazione della prostata, le scottature, per
le coliche renali, per la costipazione e
tante altre cose del genere.
Per queste sue virtù curative, che
spesso davano l’effetto desiderato, la
“tuttofare” Flora era comunemente
chiamata Guarirella (perché guariva),
un appellativo di cui andava assai fiera.
Che, ponendola all’attenzione, la mise
un po’ - come suol dirsi – nell’occhio
del ciclone esponendola alle maldicenze
del volgo.
Con l’ecclissarsi del governatore, che
pensò opportuno cambiar aria, Guarirella (rimasta sola e per giunta calunniata)
conobbe la via del declino che fu lento
ma continuo ed inesorabile.
Scemando la clientela, aumentò la sua
solitudine e, perdendo lo smalto che l’aveva sempre animata, perse l’amore per
la vita. Sta di fatto che, venendo meno il
vecchio padre Tanino, ebbe a lasciare la
sua attività, isolandosi dal mondo.
Fu trovata morta dietro la locanda, nel
cortiletto con pergolato che si apriva
sulla distesa dei campi da lei tanto
amati. Non aveva ancora raggiunta la
soglia dei cinquant’anni e, ironia della
sorte, qualche tempo dopo (a seguito di
un forte acquazzone) la lava proveniente dai Camaldoli portò via con sé gran
parte della struttura della sua locanda
cancellandola dal luogo.
59
TRADIZIONI
E’ uno dei componenti fondamentali del nostro pranzo di Pasqua e di Pasquetta
Tortano o casatiello,
solo questo il dilemma
Qual è il nome vero di questa specialità? In realtà non esiste una vera differenza. La possibile
spiegazione può essere ricercata nella storia di Napoli. Ed allora il termine «casatiello»
prenderebbe il nome dal pasticcio spagnolo quesadilla e «tortano» dalla sua forma a ciambella
Giuliana Andreozzi
S
60
i avvicina Pasqua e, nelle nostre
case o almeno in quelle dove
ancora si seguono le tradizioni, si
cominciano a considerare i diversi elementi che andranno a costituire il pranzo
di Pasqua e quello di pasquetta. Tra gli
altri, uno dei componenti fondamentali
è rappresentato dal tortano o casatiello.
Si tratta di una forma rotonda di pasta
di pane, con un foro centrale, lavorata
con sugna, pepe e ciccioli ed imbottita
con salame e formaggio parmigiano e
pecorino, il tutto tagliato a cubetti. Talvolta sulla superficie fanno bella mostra
di sé alcune uova intere, spesso tenute
ferme da due listelli di pasta che si
incrociano. Ma quale è il nome vero di
questa specialità? Tortano o casatiello?
Per cercare di spiegare questa duplice
denominazione di uno stesso prodotto,
Tortano o casatiello?
qualcuno sostiene che il tortano sarebbe
privo delle uova sulla superficie, uova
che sarebbero invece presenti nel casatiello e identifica nei due listelli di pasta
il simbolo della croce. In realtà non
esiste una vera differenza tra i due pro-
dotti. Per capire a cosa potrebbe essere
dovuta la diversità nella denominazione
dobbiamo considerare che, mentre nel
napoletano prevale il termine casatiello,
nel casertano predomina il termine
tortano.
In casa mia, mio padre, la cui famiglia
era originaria di Giugliano, lo chiamava
casatiello come si usa ancora oggi a
Napoli mentre mia madre, la cui madre
era di Casapulla e quindi del casertano,
lo chiamava tortano anzi “tortano condito”.
Una possibile spiegazione può essere
ricercata nella storia di Napoli che, nella
prima metà del Quattrocento, fu conquistata dagli Aragonesi. Questo fatto portò
ad una profonda penetrazione della lingua spagnola nell’uso quotidiano. Non
solo la Corte e la Cancelleria parlavano e
scrivevano spagnolo ma anche i letterati
e i nobili, quasi nel tentativo di fondersi
HA PARTECIPATO AI 40 ANNI DI ATTIVITA’ DE «IL GIARDINO DEI SEMPLICI»
Peppe Cirillo, arriva un nuovo cd
C’
era anche l’aversano Peppe
Cirillo a festeggiare i 40
anni di attività de «Il giardino dei Semplici» al Teatro Cilea di
Napoli l’ 11 aprile scorso, in una serata
che non può non definirsi memorabile
non solo per chi ama l’amarcord. Oltre a
Cirillo tra gli altri ospiti, presenti anche
Francesco Boccia e Giada Caliendo.
Una scelta non casuale quella della
band napoletana famosissima a cavallo
tra gli anni Settanta e Ottanta con brani
come Miele e M’innamorai oltre alla
versione ultramoderna di un classico
come Tu can un chiagne. I quattro,
infatti, hanno una sincera stima di Cirillo (napoletano d’origine, ma, oramai,
aversano da oltre 40 anni) non solo come
cantante ma anche come autore e musicista. Non a caso Cirillo ha interpretato
il brano “Damme”, compreso nel cd
“Più a Sud”, rivisitato per l’occasione e
reso più acustico, accompagnato dalla
band napoletana.
Peppe Cirillo, autodidatta, giunto alla
musica in tarda età e solo ed esclusivamente per passione, sta lavorando agli
ultimi ritocchi del suo nuovo cd: «Favole, amore e bossanova», 10 brani inediti
già presentati in anteprima all’Auditorium D’Aponte, mentre si sta lavorando
ad un progetto con la riproposizione di
otto brani classici napoletani più quattro
inediti per una produzione nuova. Tra
Peppe Cirillo
le attività del ‘nostro’ si sta lavorando
anche all’ipotesi di un mega concerto
al Teatro Metropolitan di Aversa dove
Cirillo sarà accompagnato da interpreti
di rilievo della musica partenopea.
Nicola Rosselli
TRADIZIONI
con i dominatori. Ancora nel Seicento
Napoli era nota come la città “dove per
lo più si va alla lingua spagnuola” e solo
alla fine del Settecento lo spagnolo fu
soppiantato, almeno nel linguaggio di
corte, dal francese che si affiancò al
napoletano. Tutto questo portò ovviamente al trasferimento di molte parole
ed espressioni nel linguaggio popolare
per cui il casatiello prenderebbe il nome
dalla quesadilla, un pasticcio ripieno di
formaggio che in spagnolo si dice queso. Da dove potrebbe derivare invece il
termine tortano? Come abbiamo detto,
la base del tortano o casatiello che dir
si voglia è rappresentata dalla pasta di
pane. Un tempo, quando il pane si faceva in casa, le forme possibili erano fondamentalmente tre: la pagnotta, rotonda
come una luna piena, il palatone o palata
o cocchia a seconda delle dimensioni, di
forma oblunga, e il tortano, a forma di
ciambella, con un foro centrale. Ancora
oggi, quando si va a comprare il pane,
accanto alla miriade di forme e di tipi
che sono disponibili nelle salumerie, si
può comprare un tortano di pane. Ed
è da qui che nasce l’uso di chiamare
tortano anche quello che si prepara nel
periodo pasquale ed è chiara anche la distinzione che faceva mia madre quando
lo definiva tortano condito.
La presenza poi delle uova sulla superficie sarebbe solo un ulteriore arricchimento di un cibo già di per sé molto
ricco tanto è vero che si possono trovare
sia tortani con sopra le uova sia senza,
a seconda dei gusti. Non tutti, infatti,
gradiscono la presenza delle uova che
devono essere messe crude, con tutto il
guscio, e che si cuociono insieme al tortano. Mia madre, donna dal palato fine,
sosteneva che, nei punti dove venivano
inserite le uova, la pasta non riusciva a
crescere bene mentre noi le volevamo
anche perché l’uovo, cuocendo al riparo
della pasta di pane, acquista un sapore
diverso da quello che avrebbe se venisse
semplicemente infornato. La diatriba è
ovviamente insolubile. Qualcuno cerca
di mediare introducendo delle uova
sode intere all’interno dell’impasto ma
anche questa non è una soluzione. Ad
ogni modo, tortano o casatiello, con o
senza le uova sulla superficie, il sabato
santo nelle case e nelle panetterie si
potrà sentir aleggiare il profumo inconfondibile della tradizione.
61
E’ happy mania anche ad Aversa: basta collegarsi a youtube
«Aversa Happy»,
con AGstudio si può
Un vero e proprio inno alla gioia di essere aversani quello
realizzato da Nino Gravino, con il contributo di numerosi talenti
nostrani. Un breve video per mettere in evidenza il positivo
Mirko Rambone
H
62
appy mania anche ad Aversa.
Grazie ad una produzione
dell’AGstudio, con la regia
di Nino Gravino e l’organizzazione
generale di Annamaria Iodice, pure la
città normanna impazza nella rete, sulle
note della celeberrima hit di Pharrell
Williams, “Happy”.
Basta collegarsi sul canale internet di
Youtube e cercare Happy from Aversa:
come per magia appare un video, la cui
durata supera di poco i cinque minuti,
che in appena quattro giorni è stato già
visto da oltre ventimila utenti del web,
ricevendo consensi unanimi.
Mette allegria vedere i cittadini di
Aversa ballare sulle note di questa
allegra canzone, giovani, meno giovani
e giovanissimi. Come location alcuni
dei luoghi più belli della città. Tra cui
via Roma ed il parco Pozzi, la villa
comunale, posta di fronte al municipio,
la casa dove nacque Domenico Cimarosa e via Seggio, una delle strade che
di recente è stata rivalutata tantissimo
grazie all’apertura di tanti nuovi bar e
graziosi ristorantini. Anche i ragazzi
del seminario vescovile hanno deciso
di partecipare a questa iniziativa e poi
mangia fuoco, giocolieri e chi più ne ha
più ne metta.
Regalarci spensieratezza e sorrisi: questo il messaggio! Aversa è una città che
vanta una grande patrimonio artistico,
grandi tradizioni enogastronomiche ed
è proprio questo che emerge dal video.
Ma nel contempo siamo coscienti del
fatto che le cose non vanno sempre
come dovrebbero andare, ma anche se
imperfetta io Aversa la amo così, con
i suoi pregi ed i suoi difetti! I ballerini
professionisti della Ck Streeet Dance
danno il tocco in più al nostro video. Sul
canale youtube attualmente sono stati
pubblicati 1032 video da 305 nazioni
differenti in tutto il mondo. Ma quello su
Aversa ha una marcia in più. Per questo i
commenti positivi impazzano sulla rete,
con tantissimi aversani che dichiarano
di ...amare la propria città. Insomma, la
bella stagione è iniziata col piede giusto. Allora diamo il benvenuto al caldo
con un grande sorriso e speriamo davvero per il futuro in una ...happy Aversa!
La giovane fotografa aversana debutta con la sua prima mostra, «Bio-Style»
Angelica Casaccia, talento fashion
I
n un noto locale della zona sud di
Aversa, si è tenuta, il 4 Aprile, la
prima mostra fotografica di Angelica Casaccia. La giovane e talentuosa
aversano, appena ventuno anni, diplomata al «Siani» è attualmente iscritta,
dopo aver superato con successo la
difficile selezione, all’ambito corso
di laurea in Design per la Moda della
Facoltà di Architettura Luigi Vanvitelli della Seconda Università di Napoli.
Va ricordato poi che la stessa da anni
è impegnata con successo nella compagnia teatrale «I Figli delle Stelle»
diretta da Emilia Cantile. Da qualche
tempo, Angelica svolge anche il lavoro
di fotoreporter nell’ambito del fashion,
facendo scatti ed immortalando scene,
volti, emozioni e sensazioni nei lounge
bar, disco, locali ed anche feste private.
“Non sono una fotografa professionista
- ci dice Angelica - ma piuttosto mi
sento una spugna che vuole, attraverso
la macchina fotografica, assorbire ciò
che non mi appartiene. La fotografia per
me assume un valore catartico, in cui
mi rifugio dimenticando i dispiaceri e
le cose negative, che la vita ogni giorno
può riservarci nel quotidiano”.
La mostra, visitata all’inaugurazione
da oltre duecento persone, tanto che a
breve sarà bissata, è denominata “Bio
Style….quando la natura domina il
corpo..”. Tale titolo si svela subito
attraverso le immagini esposte, ma
anche attraverso la presenza fisica delle
belle e simpatiche giovani che si sono
prestate per Angelica a fare da modelle,
Angelica Casaccia e le sue modelle
Anna Mottola, Maria Pignatiello, Claudia Melchiorre e Gaia Mazzella. Queste
ultime, nonostante la serata non certo
estiva, sfidando il freddo, hanno dato
il meglio di loro, creando una sorta di
performance nella performance.
Speranza Cardillo
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