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Delibera n. 24/2014/SRCPIE/PRSP

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CORTE DEI CONTI
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL PIEMONTE
Deliberazione n. 24/2014/SRCPIE/PRSP
La Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, composta dai Magistrati:
Dott.
Mario PISCHEDDA
Presidente f.f.
Dott.
Giuseppe Maria MEZZAPESA
Consigliere relatore
Dott.ssa
Alessandra OLESSINA
Primo Referendario
Dott.
Massimo VALERO
Primo Referendario
Dott.
Adriano GRIBAUDO
Primo Referendario
Dott.
Cristiano BALDI
Referendario
Nell’adunanza del giorno 29 gennaio 2014;
Visto l'art.100, secondo comma, della Costituzione;
Visto il Testo Unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con Regio Decreto 12
luglio 1934, n.1214 e successive modificazioni;
Vista la Legge 14 gennaio 1994, n.20, recante disposizioni in materia di giurisdizione e
controllo della Corte dei conti;
Visto l'art.7, commi 7 e 8, della Legge 5 giugno 2003 n.131, recante disposizioni per
l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla Legge costituzionale 18 ottobre
2001, n.3;
Visto il decreto legge 10 ottobre 2012, n.174 convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n.
213;
Visto il regolamento per l'organizzazione delle funzioni di Controllo della Corte dei conti,
deliberato dalle Sezioni Riunite della Corte stessa in data 16 giugno 2000 e successive
modificazioni ed integrazioni;
Visto il documento relativo alle “Linee programmatiche per l’attività di controllo della
Corte dei conti e programma di lavoro delle Sezioni Riunite in sede di controllo” per
l’anno 2013”, approvato con Deliberazione n.31/2012 dalle Sezioni Riunite in sede di
controllo;
Vista la deliberazione n. 12/2013 con la quale si approvava il programma dei controlli di
questa Sezione per l’anno 2013;
Viste le Linee guida per il referto semestrale dei Presidenti delle Province e dei Sindaci
dei comuni con oltre 15.000 abitanti sulla regolarità della gestione amministrativa e
contabile, nonché sulla adeguatezza ed efficacia dei controlli interni ai sensi dell’
art.148 TUEL, approvate dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei conti
con
deliberazione n. 4, in data 11 febbraio 2013, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.57
dell’8 marzo 2013;
Vista la deliberazione n. 64/2013 di questa Sezione, con la quale si invitavano i
Presidenti delle Province ed i Sindaci dei comuni con oltre 15.000 abitanti a procedere
alla compilazione e alla trasmissione alla Sezione del Referto, facente parte integrante
della predetta delibera della Sezione per le Autonomie n. 4/2013, afferente al primo
semestre 2013 entro il termine del 30 settembre 2013;
Udito il Magistrato Istruttore Dott. Giuseppe Maria MEZZAPESA;
Premesso
L’art. 148 del TUEL, come riformulato dall’art. 3, co. 1, lett. e) del D.L. n. 174/2012,
convertito con modificazioni dalla legge n. 213/2012, dispone che “Le sezioni regionali
della Corte dei conti verificano, con cadenza semestrale, la legittimità e la regolarità
delle gestioni, nonché il funzionamento dei controlli interni ai fini del rispetto delle
regole contabili e dell'equilibrio di bilancio di ciascun ente locale. A tale fine, il
Presidente, relativamente ai comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, o il
presidente della provincia, avvalendosi del direttore generale, quando presente, o del
segretario negli enti in cui non è prevista la figura del direttore generale, trasmette
semestralmente alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti un referto sulla
regolarità della gestione e sull'efficacia e sull'adeguatezza del sistema dei controlli
interni adottato, sulla base delle linee guida deliberate dalla sezione delle autonomie
della Corte dei conti entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione; il referto è, altresì, inviato al presidente del consiglio comunale o
provinciale”.
Tale disposizione, inserita nell’ambito della disciplina dei controlli esterni sulla gestione,
prevede un nuovo strumento di valutazione, in corso d’esercizio, da parte delle Sezioni
regionali di controllo della Corte dei conti, della legittimità e regolarità delle gestioni,
dedicando particolare attenzione, oltre che ai dati strettamente finanziari, al sistema dei
controlli interni degli enti locali.
Le finalità di fondo della nuova modalità di controllo di cui art. 148 del TUEL sono state
individuate dalla Sezione per le Autonomie, nella deliberazione n. 4/2013, nei seguenti
punti:

verifica dell’adeguatezza funzionale
e dell’effettivo funzionamento del
sistema dei controlli interni;

valutazione degli strumenti diretti a verificare la coerenza dei risultati
2
gestionali rispetto agli obiettivi programmati;

verifica dell’osservanza dei principali vincoli normativi di carattere
organizzativo, finanziario e contabile;

rilevazione degli eventuali scostamenti dagli obiettivi di finanza pubblica;

monitoraggio in corso d'anno degli effetti prodotti in attuazione delle
misure di finanza pubblica e dei principali indirizzi programmatici
dell’Ente;

consolidamento dei risultati con quelli delle gestioni degli organismi
partecipati.
Il primo schema di relazione elaborato successivamente all’entrata in vigore del
novellato art. 148 TUEL, approvato con la predetta deliberazione n. 4/2013, relativo al
semestre gennaio-giugno 2013, è dedicato ad una puntuale rilevazione di una serie di
aspetti attinenti all’organizzazione dell’Ente, ai sistemi informativi, al sistema dei
controlli interni, dati tutti che restano acquisiti alla Sezione regionale di controllo come
base informativa sulle caratteristiche di ciascun ente locale esaminato, utile alle future
rilevazioni semestrali.
Lo schema di relazione in esame si compone di due sezioni. La prima sezione, dedicata
alla regolarità della gestione amministrativa e contabile, è volta ad acquisire notizie sul
rispetto dei parametri della regolarità amministrativa e contabile, evidenziando
eventuali lacune gestionali in grado di alterare i profili di una sana e corretta gestione
finanziaria. La seconda sezione, dedicata all’adeguatezza ed efficacia del sistema dei
controlli interni, intende rilevare, mediante la rappresentazione puntuale dello stato di
attuazione degli stessi negli enti scrutinati, le eventuali criticità di fondo nel sistema
organizzativo-contabile.
Per dare compiuta attuazione al disposto legislativo e nel recepire i contenuti del
predetto schema di relazione, questa Sezione ha adottato la deliberazione n. 64/2013,
con la quale invitava i Presidenti delle Province ed i Sindaci dei comuni con oltre 15.000
abitanti a compilare e trasmettere il Referto, sotto forma di questionario, entro il
termine del 30 settembre 2013.
In ottemperanza a tali prescrizioni, con nota del 30 settembre 2013 prot. n.
162616/2013, la Provincia di Torino ha trasmesso a questa Sezione il Referto del
Presidente sulla regolarità della gestione e sull'efficacia e sull'adeguatezza del sistema
dei controlli interni dell’Ente, relativo al primo semestre 2013. Con nota del 15
novembre 2013 prot. n. 8607 il Magistrato Istruttore ha comunicato all’Ente locale
una serie di osservazioni, contenute in una scheda di sintesi, in merito al suddetto
documento, invitando l’Ente a fornire eventuali osservazioni e deduzioni in merito.
3
Con lettera pervenuta il 19 dicembre 2013, prot. n. 212642 il Presidente della
Provincia di Torino ha replicato ai predetti rilievi.
Il Magistrato Istruttore, valutate le complessive risultanze dell’attività istruttoria, ha
quindi deferito all’esame collegiale le risultanze del Referto, chiedendo al Presidente
della Sezione di fissare, a tal fine, apposita adunanza.
Considerato
Il referto semestrale (1° gennaio – 30 giugno 2013) del Presidente della Provincia di
Torino sulla regolarità della gestione e sull'efficacia e sull'adeguatezza del sistema dei
controlli interni adottato dall’Ente, redatto ai sensi dell’art. 148 TUEL, ha fornito le
informazioni concernenti le caratteristiche generali della popolazione, del territorio e
dell’economia insediata, nonché l’indicazione dei dati di carattere generale relativi alle
risorse umane, strumentali, tecnologiche utilizzate per la gestione dei servizi resi e dei
sistemi informativi impiegati.
Ha inoltre fornito gli elementi d’informazione richiesti dalle due sezioni dello schema di
referto, in ordine, rispettivamente, alla regolarità della gestione amministrativa e
contabile del Provincia, e all’adeguatezza ed efficacia del sistema dei controlli interni
esistenti nell’Ente.
La richiesta di chiarimenti sulle criticità emerse dall’esame del suddetto referto ha
avuto riscontro secondo quanto di seguito esposto.
1) Con delibera n. 4/2013 della Sezione delle Autonomie si è precisato che “per
garantire una maggiore ponderazione dei contenuti delle relazioni esse devono essere
(…) accompagnate dal parere del collegio dei revisori”. Tale parere non è
stato
allegato né alla nota n. 162616/2013 del 30/9/2013, di trasmissione a questa Sezione
del referto semestrale, né alla successiva nota 212642/2013 di risposta alla scheda di
sintesi.
La Sezione invita pertanto l’Ente a procedere in tal senso.
2) Relativamente alle entrate, in sede istruttoria si è evidenziata una modesta
capacità di riscossione delle entrate extra tributarie (residui: riscossioni euro
6.889.737,30, accertamenti euro 11.059.212,96 - competenza: riscossioni euro
13.974.277,78, accertamenti euro 30.928.171,02), come risultante dall'esame del
rendiconto effettuato attraverso il sistema SIRTEL.
Nella nota di risposta l’Ente ha fornito i dati aggiornati al 7 dicembre 2013, in merito
alle riscossioni dei residui del titolo III dell’entrata dell’anno 2012 (che nel rendiconto
2012 sono pari a complessivi euro 21.123.368, di cui euro 16.953.893 di competenza
2012, ed euro 4.169.475 relativi ai residui di anni precedenti), rilevando un
4
miglioramento nel corso del 2013 “grazie al fatto che i relativi crediti, oltre ad essere
certi, sono divenuti anche esigibili”.
Riscossioni dei residui del titolo III al 7-12-2013
Riscossioni
12.274.255
58,11%
di cui: competenza 2012
11.232.482
66,25%
1.041.772
24,99%
di cui: residui ( anni anteriori al 2012)
L’Ente ha inoltre precisato che “l’attivazione di azioni finalizzate all’accelerazione delle
tempistiche di riscossione dei residui attivi” è stata individuata quale finalità da
conseguire in sede di Relazione Previsionale Programmatica 2013/2015 nonché come
obiettivo gestionale in sede di Piano Esecutivo di Gestione.
Con riferimento alla riscossione dei canoni di locazione, in sede istruttoria si è
evidenziato nel rendiconto 2012 un andamento delle riscossioni della categoria 302proventi da beni dell’Ente, pari a circa il 52% degli accertamenti, e si richiesto di
fornire dati aggiornati.
L’Ente ha precisato come in prevalenza si tratti di rapporti di locazione con
l’Amministrazione statale, ed ha dettagliatamente illustrato le procedure di recupero
crediti adottate in caso di ritardi nei pagamenti.
E’ stata inoltre fornita la seguente situazione aggiornata al 7 dicembre 2013, con
riferimento alle riscossioni dei residui attivi 2012 relativi alle locazioni (che nel
rendiconto 2012 sono pari a complessivi
euro 2.118.827, di cui euro 1.398.159 di
competenza 2012, ed euro 720.668 relativi ai residui di anni precedenti).
Riscossioni dei residui attivi relativi alle locazioni al 7-12-2013
Riscossioni
1.588.375
74,96%
di cui competenza 2012
973.444
69,62%
di cui: residui ( anni anteriori al 2012)
614.930
85,33%
La Sezione, nel prendere atto di quanto riferito dall’Ente, rileva il permanere di una
modesta capacità di riscossione in conto residui delle entrate extra-tributarie
(24,99%) e si riserva di effettuare ulteriori verifiche in sede di esame del rendiconto
2012 e nei controlli sui futuri esercizi.
3) In tema di controlli sugli organismi partecipati, si osserva quanto segue.
5
Con riferimento alla individuazione degli obiettivi gestionali, in riferimento a precisi
standard qualitativi e quantitativi, al fine di consentire il controllo sulle società
partecipate non quotate ex art. 147-qauater del TUEL, l'Ente nel referto ha fornito
risposta
positiva,
precisando
tuttavia
che,
nel
rispetto
della
deliberazione
25/2013/INPR della Corte dei Conti-Sezione Regionale di controllo per il Lazio, "lo
stesso Collegio dei Revisori dei Conti, in sede di relazione sul rendiconto 2012, ha
evidenziato quanto espresso in sede di proposta di Deliberazione di approvazione del
Rendiconto medesimo rilevando che "considerata la percentuale di capitale societario
detenuto dalla Provincia di Torino e la conseguente impossibilità di incidere sulle
scelte gestionali delle società partecipate, non possono essere individuati parametri di
efficacia e di efficienza applicabili quantitativamente a detti Organismi".
In sede istruttoria si è evidenziato come quanto affermato non valga per tutte le
realtà partecipate dall'Ente; come peraltro precisato nella stessa delibera della Corte
dei Conti richiamata dallo stesso Ente, "in ogni caso l'effettività dei controlli dipende
dal sistema complessivo di governance, alla realizzazione del quale sembrano essere
preordinate le norme analizzate e le cui caratteristiche dipendono in larga parte dalla
misura di partecipazione dell'Ente alla società, riducendosi al minimo nel caso di
partecipazione polverizzata ed espandendosi fino all'estremo nel caso del controllo
analogo sulle società in house."
Nella nota di risposta l’Ente ha ribadito che “gli obiettivi gestionali per gli organismi
partecipati, come determinati dal Consiglio Provinciale nella Relazione Previsionale e
Programmatica 2013 - 2015, sono stati assegnati a cura del Servizio Partecipazioni a
ciascun organismo partecipato nei termini definiti con nota prot. n. 136727 del
5.8.2013 (… ).Per quanto concerne il riferimento a standard qualitativi e quantitativi si
richiamano i contenuti della deliberazione della Corte dei Conti Sezione Regionale del
Lazio mancando le condizioni oggettive per l'assegnazione dei predetti standard”.
Dall’esame della risposta inviata dall’Ente e dall’allegato stralcio di Relazione
Previsionale e Programmatica 2013/2015, risulta che l’Ente ha effettuato un puntuale
monitoraggio periodico solo con riferimento a tre Società (CIC scrl, RSA srl, TNE spa,
ricadenti nel perimetro di applicazione dell’art. 4, comma 10, del DL 95/2012, ora
abrogato dalla legge di stabilità 147/2013), a cui è stato inviato un questionario con
domande inerenti il rispetto delle norme di finanza pubblica, dei vincoli inerenti il
consiglio di amministrazione, il personale, il conferimento degli incarichi, l’acquisto di
beni e servizi e l’esecuzione dei lavori, gli obblighi di pubblicità e trasparenza, la tutela
della concorrenza; lo stesso Ente ha precisato che “Attualmente, la Provincia di Torino
partecipa a ventinove società di capitali. Di queste, quattordici sono società per azioni,
6
cinque sono società a responsabilità limitata, nove sono società consortili a
responsabilità limitata o per azioni ed una è qualificata società cooperativa per azioni.
In relazione ai criteri dettati dal codice civile e tenuto conto della quota di
partecipazione, di dette società solo tre sono soggette a controllo”.
L’Ente ha inoltre precisato nella nota di risposta, in merito al quesito inerente il
monitoraggio
sui
rapporti
finanziari,
sulla
situazione
contabile,
gestionale
ed
organizzativa, sui contratti di servizio, sulla qualità dei servizi erogati, sugli effetti
prodotti dai risultati di gestione sul bilancio finanziario dell'Ente degli organismi
partecipati, che
è “in corso la definizione di un modello di controllo suscettibile di
applicazione a tutte le società partecipate … Definito il modello, è stato chiesto a tutte
le società partecipate di individuare la normativa ad esse applicabili … onde poter
procedere ad un confronto tra quanto stabilito dalle norme di legge e quanto oggetto
di concreta applicazione da parte di ogni singola realtà. Si tratta di un'attività di
controllo e monitoraggio che il Servizio Partecipazioni ha avviato nel corrente anno
2013, che si sta dimostrando particolarmente difficoltosa stante la complessità e la
"volatilità" della materia e considerata l'esigua risposta da parte degli organismi
partecipati destinatari delle richieste di monitoraggio”.
La Sezione, preso atto di tutto quanto riferito dall’Ente, invita lo stesso ad effettuare
un rigoroso e puntuale rispetto della normativa in materia vigente, anche con
particolare riferimento all’art. 147 quinques, comma 3, del TUEL (“Il controllo sugli
equilibri finanziari implica anche la valutazione degli effetti che si determinano per
il bilancio finanziario dell’Ente in relazione all'andamento economico-finanziario degli
organismi gestionali esterni”) ed all’art. 147 quater comma 3 del TUEL, (“l'Ente locale
effettua
il
monitoraggio
periodico
sull'andamento
delle
società
non
quotate
partecipate, analizza gli scostamenti rispetto agli obiettivi assegnati e individua le
opportune azioni correttive, anche in riferimento a possibili squilibri economicofinanziari rilevanti per il bilancio dell'Ente”).
Si riserva di effettuare ulteriori verifiche nei semestri successivi e ritiene opportuno
ricordare quanto già segnalato con la delibera n. 300/2013, ovvero l’invito “a tener
pienamente conto degli effetti sul bilancio finanziario dell'Ente, dell'andamento
economico-finanziario degli organismi partecipati e ad assicurare una verifica puntuale
e costante dei crediti e debiti reciproci tra l'Ente e le società partecipate; ad adottare
criteri gestionali degli organismi partecipati che siano conseguenza di una efficace
azione di controllo e di vigilanza da parte dell'Ente, nell'esercizio delle sue attribuzioni
istituzionali”.
7
4) In tema di programmi di dismissioni di beni immobili, con riferimento all’esercizio
2012, nel referto sono state indicate previsioni di entrate superiori ad euro 57,6
milioni, a fronte delle quali sono stati effettuati accertamenti e riscossioni per euro
120.000.
In sede istruttoria, si è pertanto richiesto di precisare come abbia inciso il mancato
accertamento di tali poste sugli equilibri dell'esercizio interessato, tenuto anche conto
della previsione di destinazione delle plusvalenze al rimborso delle quote capitale dei
mutui, come indicato nel questionario relativo al bilancio preventivo 2012 (euro
20.048.108,00) già trasmesso a questa Sezione.
Analogamente,
anche
con
riferimento
alle
previsioni
di
dismissione
delle
partecipazioni, si sono rilevate per gli anni 2010 e 2012, considerevoli previsioni di
entrate a fronte di mancati accertamenti per gare andate deserte, e si è pertanto
richiesto di precisare come abbia inciso il mancato accertamento sugli equilibri e sulla
realizzazione dei programmi di spesa, in particolare dell'esercizio 2012.
E’ stato inoltre richiesto all’Ente di fornire chiarimenti (oltre a quelli già forniti nel
referto per la mancata dismissione della Società SAGAT spa ed alla determinazione di
procedere al recesso dalla medesima) in ordine alle determinazioni assunte in merito
alle seguenti Società per le quali non sono sussistenti i presupposti di cui all'art. 3,
comma 27, della legge finanziaria 2008 (S.I.TRA.CI S.P.A., VIRTUAL REALITY &
MULTI MEDIA PARK S.P.A., AGENZIA DELLA PIETRA S.R.L., INTECH CONSORZIO A
R.L., C.A.A.T. S.C.P.A., CANAVESE SVILUPPO S.P.A., CHIND CHIVASSO INDUSTRIA
S.P.A., ICARUS S.C.P.A., R.T.M. S.P.A., TECHFAB S.R.L). Si è infine chiesto di indicare
gli
oneri
sostenuti
annualmente
dall'Ente,
dal
2009
ad
oggi,
a
fronte
del
mantenimento delle sopracitate partecipazioni.
Nella nota di risposta è stato precisato che “l'assenza di accertamenti in entrata non
ha comportato assunzioni dei corrispondenti impegni sul versante della spesa e
pertanto non ha avuto influenza alcuna sugli equilibri finanziari ed economici. Per la
parte dell'entrata destinata alla riduzione/estinzione anticipata dei mutui, è necessario
precisare che gli stanziamenti di bilancio occorrenti al pagamento della quota capitale
dei mutui in corso non tengono conto delle sopravvenienze connesse alla vendita dei
predetti cespiti patrimoniali, anche in relazione al fatto che l'estinzione anticipata dei
mutui si riflette sulla quota capitale dei mutui estinti solo a far data dal
semestre/anno successivo”.
In merito agli organismi partecipati, nella nota di risposta è stato specificato quanto
segue:
8
-Società in liquidazione: la Società VIRTUAL REALITY & MULTI MEDIA PARK S.P.A. è
stata sciolta anticipatamente e messa in liquidazione in data 30 ottobre 2013; la
Società AGENZIA DELLA PIETRA S.R.L. è stata messa in liquidazione nel corso
dell'anno 2010 e risulta cancellata dal Registro delle Imprese di Torino a far data dal
20 aprile 2011; la Società CANAVESE SVILUPPO S.P.A. è stata trasformata in S.R.L. e
successivamente, nel corso dell'anno 2011, è stata sciolta e messa in liquidazione (la
procedura liquidatoria sta volgendo al termine); per la Società CHIND CHIVASSO
INDUSTRIA S.P.A. è stata convocata per il giorno 16 dicembre 2013 l'Assemblea dei
soci con all'ordine del giorno la messa in liquidazione della Società e la nomina del
liquidatore; la società TECHFAB S.R.L. è stata sciolta e messa in liquidazione nel mese
di giugno 2010. Nel mese di settembre 2013 l'Assemblea dei soci ha preso atto del
bilancio finale di liquidazione; il Liquidatore sta operando per addivenire alla
cancellazione della Società dal Registro delle Imprese.
- Società per le quali è stato esercitato il diritto di recesso: nel corso dell'anno 2010 è
stato esercitato il diritto di recesso da S.I.TRA.CI. S.p.A.; con riferimento alla Società
R.T.M. S.P.A. nel corso dell'anno 2010 è stato esercitato il diritto di recesso a seguito
del quale si è instaurato un giudizio arbitrale (non avendo la Società riconosciuto il
diritto del socio Provincia a recedere). Tale procedimento si è concluso nel 2013 con
esito negativo per la Provincia di Torino, che sta predisponendo gli atti necessari per
avviare la procedura di vendita della partecipazione con pubblico incanto; per quanto
concerne INTECH CONSORZIO A R.L. la Provincia di Torino è uscita dalla Società
ottenendo la restituzione delle somme versate a suo tempo a titolo di capitale;
- Società che permangono in possesso dell’Ente: C.A.A.T. S.C.P.A. e ICARUS S.C.P.A.:
L’Ente ha precisato per entrambe che “la partecipazione societaria permane in
possesso dell'Ente in quanto la procedura di vendita ha avuto esito negativo.
Attualmente non ci sono condizioni di mercato favorevoli ad un'ulteriore procedura di
cessione delle azioni la quale, se avviata, potrebbe comprimere ulteriormente il valore
della quota societaria con il rischio di conseguenti danni patrimoniali per la Provincia”.
In merito agli oneri annuali sostenuti dall’Ente dal 2009 al 2013 l’Ente ha precisato di
aver sostenuto gli oneri (impegni) per la realizzazione dei procedimenti di vendita,
recesso e liquidazione, riepilogati nel seguente prospetto:
2009
Oneri
sostenuti
per
l'esercizio del diritto di 0
recesso da SITRACI SPA e
RTM SPA
2010
2011
2012
2013
10.966
14.247
95.693
270
9
Oneri sostenuti per la
liquidazione di AGENZIA DELLA
PIETRA SRL , CANAVESE
SVILUPPO SRL, TECHFAB SRL
0
Oneri
sostenuti
per
le
cessioni di CAAT SCPA,
CHIND SPA, ICARUS SCPA,
15.185
VIRTUAL REALITY & MULTI
MEDIA PARK SPA, INTECH,
TECHFAB SRL
totale
15.185
403.680
37.241
0
0
0
9.985
4.116
6
414.646
61.473
99.809
276
Non è stata peraltro fornita indicazione in merito alla mancata realizzazione dei
programmi di spesa a seguito dei mancati accertamenti per gare andate deserte,
come richiesto in sede istruttoria.
La Sezione prende atto di quanto riferito dall’Ente, riservandosi di effettuare un’analisi
più approfondita sul mantenimento degli equilibri complessivi in sede di successivi
controlli, richiamando sin d’ora l’importanza di effettuare previsioni di bilancio
attendibili, anche in considerazione dell’entità degli importi in questione.
5) Con riferimento all’andamento dei pagamenti delle spese in conto capitale, ed al
rispetto del Patto di Stabilità, nello schema di referto l’Ente ha indicato le percentuali
di realizzazione del Piano triennale delle opere del 54,16% per il 2010, del 21,96%
per il 2011 e 30,62% per il 2012.
In fase istruttoria si è rilevato un modesto andamento dei pagamenti delle opere
previste dal piano triennale, anche tenuto conto dei dati SIRTEL relativi al rendiconto
2012 per le spese in conto capitale (pagamenti in conto competenza pari a circa
1,71% ed in conto residui di circa il 14,6% dell’impegnato).
Pertanto si è richiesto di dare atto del rispetto della normativa in termini di
tempestività dei pagamenti (art. 9, comma 1 lettera a) d.l. 78/2009 e art. 1 d.lgs.
192/2012
che
modifica
l’art.
4
del
d.lgs.
231/2002,
recependo
la
direttiva
2011/7/UE), anche in considerazione che trattasi di una criticità già più volte
evidenziata dalla Sezione (cfr. delibera 255/2012, delibera 144/2013). In particolare,
da ultimo, nella delibera 300/2013 al punto 2 "Disallineamento tra residui attivi e
passivi", la Sezione si riservava di “verificare l'andamento dei residui passivi in conto
capitale in sede di successivo esame del rendiconto 2012 e del bilancio preventivo
2013, ai sensi dell'art. 1, co. 166, della I. 23 dicembre 2005, n. 266, ed invitava
l'Ente a porre particolare attenzione alla formazione dei residui passivi, adottando
misure dirette ad assicurare un equilibrio tra l'esigenza di garantire la tempestività dei
pagamenti ed il rispetto del Patto di stabilità”.
10
Nella nota di risposta, è stato precisato che la riduzione dei residui passivi è stata
individuata
quale
finalità
da
conseguire
in
sede
di
Relazione
Previsionale
Programmatica 2013/2015, nonché come obiettivo gestionale in sede
di Piano
Esecutivo di Gestione.
L’Ente ha fornito i seguenti dati aggiornati al 7/12/2013 relativi ai pagamenti dei
residui passivi del titolo II (che nel rendiconto 2012 sono pari a complessivi euro
289.702.481, di cui euro 20.972.690 di competenza 2012, ed euro 268.729.790
relativi ai residui di anni precedenti):
Pagamenti residui passivi del titolo II
Mandati titolo II pagati al 7/12/2013
di cui: competenza 2012
di cui: residui anni anteriori al 2012
70.935.861,08
24,49%
7.647.994,44
36,47%
63.287.866,64
23,55%
L’Ente inoltre ha precisato che “la situazione dei pagamenti in corso di esercizio,
grazie anche al d.l. 35/2013 ed agli spazi finanziari concessi in termini di patto
verticale
regionale
incentivato/non
incentivato, hanno
consentito
di
rispettare
generalmente la programmazione in tema di pagamenti, salve le criticità correlate
all'acquisizione della documentazione di regolarità contributiva, i cui tempi sovente
non sono conciliabili con le tempistiche imposte dalla legge”.
Con riferimento al monitoraggio del patto di stabilità, l’Ente ha dichiarato che ”a
seguito del perfezionamento in corso delle procedure di alienazione di cespiti
immobiliari, alla luce della più recente normativa in materia di alienazione di beni
patrimoniali e della definizione del recupero di entrate in conto capitale a credito nei
riguardi della Regione Piemonte, si fa riserva di trasmettere il prospetto alla luce dei
dati indicati, allo scopo di fornire una rappresentazione aggiornata della realtà in
corso di evoluzione”.
In merito la Sezione rileva, analogamente a quanto già indicato nella delibera
300/2013, che l’andamento dei pagamenti delle opere pubbliche appare comunque
modesto, riservandosi successivi controlli, si evidenzia sin d’ora la necessità di una
gestione tempestiva e più economica delle risorse finanziarie destinate a spese in
conto capitale.
6) In merito ai nuovi giudizi promossi contro l’Ente nel semestre di riferimento (112
nuovi giudizi), in sede istruttoria si è richiesto di precisarne sinteticamente l’oggetto.
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Nel prendere atto di quanto dichiarato dall’Ente, si rileva la presenza di 37 decreti
ingiuntivi.
Si invita l’Ente a considerare tale circostanza in relazione a quanto affermato dallo
stesso in tema di tempestività dei pagamenti (cfr. precedente punto 4).
7) In sede istruttoria si è richiesto precisare le percentuali di beni e servizi acquistati
dall'Ente mediante ricorso a centrali di committenza rispetto al totale degli impegni e
di fornire dettagli in merito alle altre modalità d'acquisto.
Nella nota di risposta l’Ente si è limitato ad indicare la percentuale del 6,10 % (a
fronte di acquisti di beni e servizi mediante il ricorso a centrali di committenza pari
ad euro 4.831.298,65 ed acquisti in totale pari ad euro 79.192.538,37), non fornendo
ulteriori indicazioni in merito alle altre modalità d' acquisto.
Si invita a darne atto nelle successive relazioni.
8) Dal referto si evince che l’Ente ha fatto ricorso all'istituto dell'estensione
contrattuale (sette casi) e, pertanto, in fase istruttoria è stato chiesto di dare atto del
rispetto della normativa prevista in materia di rinnovi e proroghe, fornendo l’avviso
positivo dell'Organo di Revisione.
Nella nota di risposta l’Ente ha dato atto che la suddetta estensione contrattuale è
stata effettuata nell’ambito di quanto previsto dal Codice dei contratti e dal
Regolamento interno per l’acquisizione in economia di forniture e servizi.
Non è stato in ogni caso fornito specifico avviso dell’Organo di revisione al riguardo,
richiamandosi pertanto la necessità di un controllo interno su questi aspetti, ove non
già posto in essere, anche ai sensi di quanto previsto dall’art. 239, comma 1, lettera
c) del TUEL.
9) Si prende atto infine di quanto precisato dall’Ente in sede istruttoria, riservandosi in
ogni caso ulteriori verifiche, in merito:
-all’esternalizzazione dei servizi strumentali e del servizio di trasporto pubblico locale;
-alle società in house ed ai servizi svolti (servizi informativi svolti dal CSI);
- alla valutazione di convenienza economica rispetto alle gestioni dirette;
-all’oggetto e agli oneri relativi all’affidamento diretto di incarichi a legali esterni;
-ai processi di riorganizzazione e/o rideterminazione della dotazione organica ai sensi
degli artt. 6 e 6-bis del d.lgs. 165/2001;
-al sistema di controllo strategico ex art. 147–ter del TUEL;
-all’utilizzo delle analisi degli organi di controllo interno ai fini della quantificazione
degli stanziamenti di competenza;
-alla qualità dei servizi erogati ed alla misurazione della soddisfazione degli utenti.
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Ritenuto
L'esame del referto del Presidente del Provincia di Torino ha evidenziato alcune
criticità, come sopra individuate.
P.Q.M.
La Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Regione Piemonte, in relazione
alle criticità emerse dall'esame del referto semestrale sulla regolarità della gestione
amministrativa e contabile, nonché sulla adeguatezza ed efficacia dei controlli interni,
redatto ai sensi dell’ art.148 TUEL dal Presidente della Provincia di Torino, si
pronuncia nei termini sopra esposti.
Dispone che la presente deliberazione sia trasmessa al
Consiglio provinciale nella
persona del suo Presidente, al Presidente, ed all’Organo di Revisione dei conti del
Provincia di Torino.
Si rammenta, infine, l’obbligo di pubblicazione ai sensi dell'art. 31 del d. lgs. 14 marzo
2013, n. 33.
Così deliberato in Torino nell’adunanza del 29 gennaio 2014.
Il Relatore
Il Presidente f.f.
F.to Giuseppe Maria Mezzapesa
F.to Mario Pischedda
Depositata in Segreteria 31/01/2014
Il Funzionario preposto
F.to Federico Sola
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