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corso formazione trattamento di quiescenza

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a cura di Amelia Amato
Trattamento economico del personale a riposo
DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE
DEL PERSONALE E PER LE RISORSE
STRUMENTALI E FINANZIARIE
Salerno, 2 Dicembre 2014
Il trattamento
pensionistico e
previdenziale per il
personale
appartenente
ai ruoli civili del
Ministero dell’Interno.
Sistema pensionistico
E’ un meccanismo redistributivo che realizza il
trasferimento di risorse finanziarie dalla
popolazione attiva nei confronti:
di tutti coloro che maturano il diritto alla pensione per

raggiungimento dell’età pensionabile
(pensioni di vecchiaia)
 prima dell’età pensionabile, per il compimento di
una determinata anzianità contributiva o età
prevista dalla legge
(pensioni di anzianità, anticipata)
 mutate condizioni psico- fisiche e delle
capacità attitudinali tali che non consentono di
partecipare al processo produttivo – lavorare
(pensione di invalidità)
a cura di Amelia Amato
Sistema pensionistico
Inoltre per tutti coloro che
 pur
non avendo mai fatto parte della forza
lavoro, è legato da rapporti familiari con
persone decedute che hanno fatto parte
della forza lavoro (pensioni ai superstiti)
 è sprovvisto di qualunque forma di reddito
e non è in grado di lavorare (pensioni
assistenziali)
a cura di Amelia Amato
Come si finanzia il sistema pensionistico
“Il sistema a ripartizione”
Si basa su principi che richiedono un patto
generazionale:
implica cioè un tacito accordo tra i soggetti che
appartengono a generazioni diverse in quanto i
contributi versati dai lavoratori sono utilizzati per
pagare nello stesso periodo coloro che non
lavorano più..
«I contributi di oggi pagano le pensioni di oggi»
a cura di Amelia Amato
Come si finanzia il sistema pensionistico
«Il sistema a capitalizzazione»
I
contributi
versati
oggi
dai
lavoratori
(capitalizzati) pagano le pensioni di domani
degli stessi, andati in pensione
a cura di Amelia Amato
I sistemi di calcolo della pensione

Sistema retributivo:
Per i lavoratori che alla data del 31 dicembre 1995
possono far valere un'anzianità contributiva di
almeno diciotto anni
La pensione viene calcolata in base:
Agli anni di servizio prestato
2) Alla retribuzione percepita dal lavoratore
1)
a cura di Amelia Amato
SISTEMA RETRIBUTIVO:
LE RETRIBUZIONI
. DUE BASI PENSIONABILI

La prima da utilizzare per le aliquote di pensione relative alle anzianità
maturate fino al 31/12/1992 (QUOTA A DI PENSIONE),art.13 lettera a)
D.lgs. 503/1992

La seconda da utilizzare per le aliquote di pensione relative
anzianità maturate
alle
dal 1/1/1993 alla cessazione ovvero fino al
31/12/2011 (QUOTA B DI PENSIONE), art.13 lettera b) D.lgs. 503/1992 e
art. 24 comma 2 Dl 201/2011 convertito con legge 214/2011
a cura di Amelia Amato
LA RETRIBUZIONE PENSIONABILE
PER IL CALCOLO DELLA QUOTA A
.
E’ costituita da tutti gli emolumenti definiti pensionabili dalla legge e percepiti
all’atto della cessazione dal servizio
Tra le retribuzioni pensionabili sono assoggettabili all’aumento del 18% gli
emolumenti che la legge definisce pensionabili ai sensi degli articoli 16 e 17
della legge 177/1976.
In particolare sono pensionabili e valorizzabili in quota A
a)
b)
c)
Trattamento economico (assoggettabile all’aumento del 18% ad
esclusione della quota di indennità integrativa speciale che costituisce
parte del trattamento economico)
Eventuale retribuzione individuale (assoggettabile all’aumento del 18% )
Indennità di posizione per il personale dirigente e per il personale
appartenente alla carriera prefettizia.
a cura di Amelia Amato
LA RETRIBUZIONE PENSIONABILE
PER IL CALCOLO DELLA QUOTA B
Oltre agli emolumenti pensionabili previsti per la quota A, in quota B, sono
valorizzabili, dall’1/1/1996 anche tutti gli emolumenti che per legge non sono
esclusi dalla contribuzione (articolo 12 della legge 153 del 1969 così come
modificato dal D. Leg. vo. 314/1997) i c.d. emolumenti accessori ( indennità di ,
straordinario, retribuzione di risultato per il personale dirigente e appartenente alla
carriera prefettizia.)
ATTENZIONE:
La valorizzazione in quota B degli emolumenti accessori avviene nella misura
che eccede l’aumento del 18% (introdotto dalla legge n. 177/76, nei confronti di
tutto il personale statale)
Dall’1/1/1995,anche su detto aumento del 18% si calcola la contribuzione, per
effetto della legge 724/1994
a cura di Amelia Amato
LA PENSIONE RETRIBUTIVA
. Quota
A =
Quota B =
1° base pensionabile X aliquota al 31/12/1992
+
2° base pensionabile X aliquota dal 1/1/1993
fino al 31/12/2011
a cura di Amelia Amato
DAL SISTEMA RETRIBUTIVO AL SISTEMA CONTRIBUTIVO
Legge 335/1995 – Legge 214/2011)
La legge 335/1995 si è caratterizzata per l’introduzione di tre diversi
sistemi di calcolo delle pensioni in relazione all’anzianità maturata
al 31 dicembre 1995
RETRIBUTIVO:
applicabile a coloro i quali possono far valere al 31
dicembre 1995 almeno 18 anni di anzianità contributiva utile
CONTRIBUTIVO:
applicabile a coloro che hanno cominciato a
lavorare dopo il 31 dicembre 1995 e non possono far valere in
alcun modo contributi fino a quella data (neanche con accrediti
figurativi o da riscatto)
MISTO:
applicabile a coloro i quali hanno meno di 18 anni di
contributi al 31 dicembre 1995
CONTRIBUTIVO
PRO-RATA (L. 214/2011): Contributivo per tutti,
destinatari del sistema retributivo puro(DALL’1/1/2012)
(tale modalità potrebbe essere modificata per effetto di un
emendamento alla legge di stabilità, se confermato in sede di
a cura di Amelia Amato
approvazione definitiva)
I sistemi di calcolo della pensione
 Sistema
misto
Per i lavoratori che alla data del 31 dicembre 1995
possono
far
valere
un'anzianità
contributiva
inferiore a diciotto anni art 1 comma 12 e
comunque dal 1 gennaio 2012 ai sensi dell’ art. 24
c.2 del D.L. 201 del 6 dicembre 2011convertito con
modificazioni nella Legge 22 dicembre 2011 n.
214.
a cura di Amelia Amato
I sistemi di calcolo della pensione
Sistema contributivo
:
per i lavoratori con riferimento ai quali il primo
accredito contributivo decorre successivamente
al 1° gennaio 1996
la pensione viene calcolata in base:
ai contributi versati nell’arco della vita lavorativa
(rivalutati al tasso annuo di capitalizzazione e
formanti il montante contributivo) che vengono
moltiplicati per un coefficiente di trasformazione
(correlato alla speranza di vita al momento del
pensionamento).
a cura di Amelia Amato
LA PENSIONE NEL SISTEMA CONTRIBUTIVO
Nel sistema contributivo, il calcolo della pensione si basa sui contributi
effettivamente versati dal lavoratore (e dal datore di lavoro) durante
tutta la vita lavorativa.
Tenuto conto dei
contributi pagati per ogni lavoratore dipendente
l'aliquota di computo ai fini del calcolo della pensione è stata fissata al
33%.
Alla fine di ogni anno per ogni lavoratore sarà accantonato il 33% della
propria retribuzione. La somma di questi accantonamenti annuali darà
il montante, il quale, ovviamente, crescerà con il prolungarsi della vita
lavorativa.
Per salvaguardare il valore del montante rispetto all'andamento dei prezzi e
quindi alla ricchezza prodotta dal Paese, è stata prevista la
rivalutazione annuale del montante stesso in base alla variazione del
PIL (prodotto interno lordo) negli ultimi 5 anni.
Alla fine della vita lavorativa, la pensione sarà data dal montante
moltiplicato un coefficiente di trasformazione che è progressivamente
più favorevole man mano che aumenta l'età del pensionamento.
a cura di Amelia Amato
COME SI APPLICA IL SISTEMA CONTRIUTIVO
Per effetto della legge 335/1995 (art. 1) riforma Dini e della
214/2011 (art. 24 ) riforma Fornero :
legge

al personale che alla data dell’1/1/1996
anzianità contributiva: integralmente
non vanta alcuna

Per le anzianità contributive maturate dall’1/1/1996, per chi alla
data del 31/12/1995, ha un’anzianità contributiva inferire ai 18
anni (pieni senza arrotondamento) : sistema misto

per tutti i lavoratori per le anzianità contributive maturate
dall’1/1/2012,: sistema contributivo pro quota ,
(saranno da
valutare gli effetti dell’emendamento alla legge di stabilità da
approvare)
a cura di Amelia Amato
COSA INFLUENZA LA PENSIONE CALCOLATA CON IL
SISTEMA CONTRIBUTIVO
o
Coefficiente di trasformazione

L’andamento degli emolumenti percepiti

Il tasso di crescita del PIL
a cura di Amelia Amato
I COEFFICIENTI DI TRASFORMAZIONE
Previsti dall’articolo 1 punto 6 della legge 335/1995 che ne ha previsto la
revisione decennale

Il primo aggiornamento è stato stabilito dalla legge 247/2007 a
decorrere dall’1/1/2010 (c.d. riforma Damiano) con revisione triennale

L’articolo 12 comma 12 quinquies del DL 78/2010, convertito con la
legge122/2010, ne ha previsto la revisione biennale dal 2019

L’articolo 24 comma 16 del D.L. 201/2011 convertito con la legge
214/2011(c.d. Riforma Fornero) ha individuato il coefficienti fino a 70
anni Con circolare n. 2/2012 del Dip. Funzione Pubblica si sono esclusi i
dipendenti pubblici dalla possibilità di permanere in servizio fino a 70
anni

Il Decreto del Ministro del Lavoro del 15/5/2012 ha
stabilito i nuovi coefficienti dall’1/1/2013
a cura di Amelia Amato
I COEFFICIENTI DI TRASFORMAZIONE
Eta’
Coef. Di trasf.ne L. 335/95
Dall’1/1/1996
Coef. Di trasf.ne L. 247/2007
Dall’1/1/2010
Coef. Di trasf.ne L. d.m.
maggio 2012
Dall’1/1/2013
57
4,720%
4,419%
4,304%
58
4,860%
4,538%
4,416%
59
5,006%
4,664%
4,535%
60
5,136%
4,798%
4,661%
61
5,334%
4,94%
4,796%
62
5,514%
5,093%
4,940%
63
5,706%
5,257%
5.094%
64
5,911%
5,432%
5,259%
65
6,136%
5,62%
5,435%
66
5,624%
67
5,826%
68
6,046%
69
6,283%
70
6,541%
a cura di Amelia Amato
ANDAMENTO DEL PRODOTTO INTERNO LORDO
E DELLE RETRIBUZIONI

Con tassi di crescita del P.I.L. bassi, ovvero a fronte di
economie stagnanti ci saranno basse rivalutazioni che
influiranno sui rendimenti futuri del montante.

Con incrementi di retribuzioni e una lunga vita lavorativa la
quota contributiva sarà più elevata e la pensione, sarà
maggiore. Questa si incrementerà quanto più la si potrà
valorizzare con coefficienti di trasformazione legati ad età
elevate.
a cura di Amelia Amato
Disciplina
del
trattamento
pensionistico dei dipendenti
pubblici prima delle riforme
T.U. n° 1092/73
a cura di Amelia Amato
Le varie fasi della riforma
pensionistica
Il sistema pensionistico italiano a partire dal 1992
è stato interessato da un processo di continue
riforme volte alla sostenibilità della spesa
previdenziale
nel
quadro
economico
complessivo.
a cura di Amelia Amato
Le varie fasi della riforma
pensionistica
Con la Riforma Amato (decreto legislativo n.
503 del 1992) è stato introdotto un graduale
aumento dell’età e dei requisiti per l’accesso al
trattamento pensionistico e la modifica alla
modalità di calcolo della pensione con
l’introduzione della cd. Doppia quota ( quota A
e quota B). Ed avviato il processo di
armonizzazione tra il regime pensionistico dei
pubblici dipendenti e quello generale.
a cura di Amelia Amato
Norme intermedie tra il Decreto
Legislativo 503/92 e la Legge 335/95
 La
Legge 537/93 ha disposto la riduzione
dell’importo della pensione
(penalizzazione) per i pubblici dipendenti
che accedono alla pensione di anzianità
con una contribuzione inferiore a 35 anni;
a cura di Amelia Amato
Norme intermedie tra il Decreto
Legislativo 503/92 e la Legge 335/95
Con la legge 724 / 1994
 inclusione per i pubblici dipendenti, della indennità
integrativa speciale nella base di calcolo non più
attribuita in modo separato in aggiunta alla pensione
base;
 estensione del rendimento del 2% per ogni anno di
contribuzione a tutte le gestioni che avevano
rendimenti superiori;
Prima armonizzazione delle pensioni di riversibilità
con la disciplina prevista per l’A.G.O. ( percentuali 60%
..)
a cura di Amelia Amato
Le varie fasi della riforma
pensionistica
La Riforma Dini (legge 8/8/1995 n. 335)
Istituzione della gestione separata dei trattamenti
pensionistici ai dipendenti dello Stato presso l’INPDAP Art.
2 c. 1;
 Introduzione del sistema di calcolo contributivo per le
anzianità maturate dal 1° gennaio 1996 nei confronti di
coloro che non possono far valere 18 anni interi di
contribuzione al 31 dicembre 1995;
 Previsione
del
secondo
pilastro
del
sistema
pensionistico: la previdenza complementare
 Estensione dell’applicazione, ai fini della determinazione
della retribuzione pensionabile, dell’articolo 12 della legge
n. 153/1969
(pensionabilità emolumenti accessori)
a cura di Amelia Amato
Le varie fasi della riforma pensionistica
Legge 335/1995

Ulteriore armonizzazione al regime A.G.O. della pensioni di
reversibilità delle forme esclusive- dipendenti pubblici-,con la
riduzione dell’importo della pensione di reversibilità o indiretta al
coniuge superstite in relazione ai redditi da questi posseduti
( Tab.F );

Introduzione per le lavoratrici del pubblico impiego della facoltà
di chiedere la pensione di vecchiaia al compimento del 60° anno
di età;

L’estensione anche ai dipendenti pubblici della pensione di
inabilità per coloro che sono inabili totalmente ad ogni proficuo
lavoro(art. 2 comma 12) per infermità non dipendenti da causa di
servizio
a cura di Amelia Amato
Le varie fasi della riforma pensionistica
Con la Riforma Maroni (legge n. 243 del
2004) l’età per la pensione di anzianità è
salita gradualmente.
È stata poi la volta della Riforma Damiano
(legge n. 247 del 2007) che, con il
Protocollo Welfare nel 2007, ha introdotto le
cosiddette “quote” rimaste in vigore fino al
31/12/2011.
a cura di Amelia Amato
I requisiti per la cessazione
previsti dalla Legge 247/2007
 Pensioni
di anzianità
Quota 96 ( requisiti minimi almeno 60 anni di
età e 35 di servizio);
Limiti di servizio 40 anni di anzianità
contributiva
a cura di Amelia Amato
I requisiti per la cessazione previsti
dalla Legge 247/2007
 Pensione
di vecchiaia
Ai limiti ordinamentali ( 65 anni )
a cura di Amelia Amato
Istituti previsti dal DL 112/2008 convertito con
modificazioni dalla legge 133/2008.
Esonero
dal servizio ( art. 72 commi 1- 6)
 Risoluzione unilaterale del rapporto di
lavoro (articolo 72 comma 11 )
a cura di Amelia Amato
Novità pensionistiche introdotte dal decreto legge 78/2010
convertito nella Legge 122 /2010 e successive m.i.



Finestra mobile per pensioni di vecchiaia art. 12
c. 1- differimento di 12 mesi dal diritto per la
percezione dell’assegno pensionistico;
finestra mobile per pensioni di anzianità art. 12
c. 2 - differimento di 12 mesi dal diritto per la
percezione dell’assegno pensionistico modificato
per le cessazioni con 40 anni di servizio dalla
Legge 111/2011 art. 18 c. 22 ter a 13 mesi per
maturazione requisito nell’anno 2012, a 14 mesi
per maturazione requisito nell’anno 2013, a 15
mesi per maturazione requisito nell’anno 2014;
Incremento requisiti anzianità e vecchiaia per
adeguamento speranza di vita art. 12 comma 12
bis della legge 122/2010
a cura di Amelia Amato
Novità pensionistiche introdotte dal decreto legge
78/2010 convertito nella Legge 122 /2010 e s.m.i.



elevazione dell’età pensionabile delle donne
per la pensione di vecchiaia a domanda a 65
anni; dal 2012 il predetto limite era stato già
elevato a 61 anni dal 2010 ( art. 22 ter dl
78/2009 convertito in legge 102/2009).
Abrogazione dell’istituto della posizione
assicurativa presso l’Inps, quindi introduzione
della «pensione differita»;
Modifica delle modalità di calcolo degli oneri
per le ricongiunzioni L.29/1979 sia in entrata
che in uscita;
a cura di Amelia Amato
La riforma Fornero
D.L. 201/2011 convertito in L.214/2011
a cura di Amelia Amato
Novità introdotte dalla Legge Fornero
Sistema contributivo pro-rata per tutti dal 1 gennaio
2012; (ultimissima novità emendamento alla legge di
stabilità 2015)
• Introduzione dal 1° gennaio 2012, sia nel sistema misto,
sia nel sistema contributivo, delle sole:
a) “pensioni di vecchiaia”
b) “pensioni anticipate”
in luogo delle pensioni di vecchiaia, di vecchiaia
anticipata e di anzianità
• adeguamento all’incremento della speranza di vita di
tutti i requisiti anagrafici e o contributivi previsti dal
provvedimento
• previsione che l’adeguamento agli incrementi della
speranza di vita a decorrere dal 01/01/2019 avrà
cadenza biennale.
•
• Abrogazione istituti riconoscimento da causa di
servizio, pensione privilegiata equo indennizzo,
escluso personale Comparto Sicurezza e Difesa e
Vigili del Fuoco
a cura di Amelia Amato
PENSIONE DI VECCHIAIA
REQUISITI PER I DIPENDENTI PUBBLICI
le condizioni per la pensione sono:
Requisiti anagrafici
66 anni e 3 mesi
Requisiti contributivi
(20 anni di anzianità contributiva
è previsto che a decorrere dall’1/1/2021 il requisito minimo
anagrafico per la pensione di vecchiaia sia di 67 anni, anche
qualora in virtù degli adeguamenti del requisito anagrafico alla
speranza di vita non si raggiunga tale età.
a cura di Amelia Amato
PENSIONE DI VECCHIAIA
REQUISITI PER I DIPENDENTI PUBBLICI
LIMITI ORDINAMENTALI
Per i dipendenti pubblici, il dipendente cessa ai limiti ordinamentali65 anni se:


Al 31/12/2011 erano stati già maturati i requisiti previsti dalla
normativa vigente (legge 247/2007-quote –40 anni d anzianità e
finestra mobile- requisiti vecchiaia per le donne)
Al compimento dei 65 anni ha già maturato i requisiti previsti
per la pensione anticipata
( circolare funzione pubblica 2 del 2012 e articolo 2 comma 4 e 5
legge DL 101/2013 convertito con legge 125/2013)
a cura di Amelia Amato
PENSIONE ANTICIPATA
I PER I DIPENDENTI PUBBLICI (art.24 comma 10)
Il nuovo requisito previsto per la pensione anticipata è stabilito
dall’articolo 24 comma 10 della Riforma Fornero, con
riferimento al 2012:

42 anni e 3 mesi per gli uomini(oggi 42 anni e 6 mesi)

41 anni e 3 mesi per le donne (oggi 41 anni e 6 mesi)
Sulla quota di trattamento relativa alle anzianità
contributive maturate antecedentemente il 1º gennaio 2012,
è applicata una riduzione percentuale pari ad 1 punto
percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso al
pensionamento rispetto
all’età di 62 anni; tale
percentuale annua è elevata a 2 punti percentuali per
ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni. Nel
caso in cui l’età al pensionamento non sia intera la riduzione
percentuale è proporzionale al numero di mesi
a cura di Amelia Amato
PENSIONE ANTICIPATA
I PER I DIPENDENTI PUBBLICI(art.24 comma 10)
Penalizzazioni
L'articolo 6, comma 2-quater, del decreto legge 216/2011 come modificato
dall'articolo 4-bis del decreto legge n° 101 del 2013, convertito in legge
n° 125 del 2013, e dall'articolo 1, comma 493, della legge n° 147 del
2013 (legge di stabilità 2014) prevede: "Le disposizioni dell’articolo 24,
comma 10, terzo e quarto periodo, del decreto legge n° 201 del 2011, in
materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici, non
trovano applicazione, limitatamente ai soggetti che maturano il
previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre
2017, qualora la predetta anzianità contributiva ivi prevista
derivi esclusivamente da
prestazione effettiva di lavoro, includendo i periodi di astensione
obbligatoria per maternità, per assolvimento degli obblighi di
leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione
guadagni ordinaria, nonché per la donazione di sangue e di
emocomponenti, come previsto dall'articolo 8,comma l, della
legge 21 ottobre 2005, n° 219, e per i congedi parentali di
maternità e di paternità previsti dal testo unico di cui al decreto
legislativo 26 marzo 2001, n° 151, nonché per i congedi e i
permessi concessi ai sensi dell'articolo 33 della legge 5 febbraio
1992, n° 104.". (con emendamento alla legge di stabilità potrebbe
essere soppressa la penalizzazione per cessazioni fino al 31/12/2017).
a cura di Amelia Amato
PENSIONE ANTICIPATA
PER I DIPENDENTI PUBBLICI (art. 24 comma 11)
I lavoratori che sono destinatari del sistema contributivo pieno,
(coloro che hanno versato o avuto accreditato contribuzione
solo dopo l’1/1/1996)
anticipata
un’anzianità
l’ammontare
anche
possono accedere alla pensione
se in possesso dell’età di 63 anni e di
contributiva
effettiva
di
20
anni,
purché
mensile sia non inferiore a 2,8 l’importo
dell’assegno sociale di cui all’articolo 3 p. 6 della legge
335/1995.(per l’anno 2014, il limite è di €16. 293,00)
a cura di Amelia Amato
Requisiti accesso pensione
(art. 24 comma 14)
.
Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime
delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore
della Riforma Monti Fornero continuano ad applicarsi :



ai soggetti che maturano i requisiti entro il 31 dicembre
2011,
alle “optanti” ovvero le donne che optano per una
liquidazione della pensione con il sistema contributivo ed
in possesso dei requisiti di 57 anni e 35 di contribuzione
(dall’1/1/2013 57 anni e 3 mesi e 35 anni) -articolo 1, comma 9
della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni
e integrazioni;
e
a cura di Amelia Amato
Requisiti accesso pensione (art. 24 comma 14)
Nei limiti delle risorse stabilite ai sensi del comma 15 e sulla base della
procedura ivi disciplinata, ancorché maturino i requisiti per l’accesso al
pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011 una platea di dipendenti
tra cui si evidenziano :

I lavoratori che prima del 4/12/2011 siano stati autorizzati alla prosecuzione
volontaria.

I lavoratori che alla data del 4/12/2011 avevano già emanato il
provvedimento di esonero. Viene altresì affermato che sono abrogati i commi
da 1 a 6 dell’articolo 72 del decreto-legge n. 112 del 2008,
 gli esoneri già concessi al 04/12/2011 avranno termine alla loro naturale
scadenza o a richiesta anticipata qualora gli interessati maturino i requisiti in
vigore ante Legge Fornero ( salvaguardia).
Dal 04/12/2011 l’istituto dell’esonero è ABROGATO
NOVITA’ Legge 10 ottobre 2014, n. 147 “Modifiche alla disciplina dei requisiti
per la fruizione delle deroghe riguardanti l’accesso al trattamento pensionistico”
(cd. salvaguardia); Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
n. 27 del 7 novembre 2014

All’art. 2 della citata legge sono state previste le
condizioni necessarie per l’ applicabilità della
normativa pensionistica previgente al decreto
legge n. 201 del 6 dicembre 2011 convertito con
modificazioni nella Legge 214 del 23 dicembre 2011
per quei lavoratori che, nel corso dell’anno 2011,
risultano essere stati in congedo ai sensi dell’art. 42,
comma 5, del D. Lgs. n. 151/2001 e per quelli che
abbiano fruito dei permessi ai sensi dell’art. 33,
comma 3, della Legge n. 104/1992 (assistenza ai
familiari).
VI SALVAGUARDIA

Al fine di poter fruire del predetto beneficio, la
norma recita testualmente che il personale in
argomento, deve perfezionare i requisiti utili a
comportare la decorrenza del trattamento
secondo la disciplina vigente prima dell’entrata in
vigore del decreto legge n. 201 del 6 dicembre
2011 convertito con modificazioni nella Legge n.
214 del 23 dicembre 2011, entro il quarantottesimo
mese successivo alla data di entrata in vigore del
medesimo decreto.
VI SALVAGUARDIA

Pertanto i requisiti anagrafici e contributivi utili a
comportare la decorrenza del trattamento
pensionistico, secondo la disciplina vigente al 5
dicembre 2011, giorno antecedente l’entrata in
vigore della cd. “Riforma Fornero” (quote e 40
anni di servizio), devono essere maturati entro il 6
gennaio 2016 ed il relativo trattamento
pensionistico non può avere decorrenza anteriore
all’entrata in vigore della legge n. 147/2014 ( 6
novembre 2014) .
VI SALVAGUARDIA

il personale fruitore dei predetti benefici dovrà
presentare, entro il 5 gennaio 2015, alla Direzione
Territoriale del Lavoro eventuale istanza di
accesso alla procedura di salvaguardia.
Verificata la presenza dei requisiti, l’I.N.P.S.
comunicherà all’interessato l’avvenuto
ricevimento. Sulla base di tale documento il
personale interessato potrà accedere al
collocamento a riposo entro il 6 gennaio 2016.
VI SALVAGUARDIA

il personale che abbia già presentato istanza di
accesso al beneficio previsto per 2.500 lavoratori
di cui all’art. 11 bis della Legge n. 124/2013, in
possesso di accoglimento da parte della
competente Direzione Territoriale del Lavoro e
rimasti esclusi dal contingente numerico, non
devono presentare una nuova istanza per
accedere ai benefici della salvaguardia in parola.
L’Inps provvederà d’ufficio ad individuare i
soggetti aventi diritto a rientrare nel nuovo
contingente di n. 1800 unità sulla base del criterio
ordinatorio illustrato sul Messaggio n. 8881 del
19/11/2014.
La pensione per infermita’
Prestazione che spetta ai dipendenti dichiarati inidonei
all’attività lavorativa
Il requisito contributivo richiesto è di 15 anni di servizio
effettivo (articolo 42 del T.U.1092/1973 e art. 1 comma
32 della legge 335/1995).
La decorrenza del pagamento della pensione è il giorno
successivo alla data di dispensa dal servizio
a cura di Amelia Amato
Pensione di inabilità – art 2 comma 12 L.335/1995
Tipologia di pensione introdotta dall’articolo 2 comma 12 della
legge 335/1995
e successivo regolamento approvato con Dm 187/1997
Requisiti


Inabilità permanente a qualsiasi proficuo lavoro per infermità non
dipendente da causa di servizio
5 anni di anzianità contributiva di cui 3 nel quinquennio
precedente alla domanda di inabilità
Importo
Il trattamento
sarà pari a quello che sarebbe spettato al
raggiungimento del limite di età o i 40 anni di servizio attraverso
l’attribuzione di un bonus.
Nel caso di sistema misto o contributivo il bonus che si
concede è raffrontato ai 60 anni o ai 40 anni di servizio
La pensione che si concede è comunque quella di importo minore tra
la pensione di inabilità, la pensione privilegiata che sarebbe spettata
se l’infermità fosse dipendente da causa di servizio e l’80 % della
base pensionabile ponderata
a cura di Amelia Amato
PENSIONE INDIRETTA
La prestazione spetta agli aventi causa del dipendente che è deceduto in
attività secondo il seguente ordine:
 coniuge, figli minori di anni 18 o studenti (sino al compimento del 21° anno
d’età per gli iscritti alla scuola media superiore e del 26° anno per gli studenti
universitari),
orfani inabili a carico del dipendente, genitori di età superiore ai 65 anni di
età, che non siano titolari di pensione e risultino a carico del dipendente, fratelli
celibi e sorelle nubili inabili non titolari di pensione e a carico del lavoratore.
E’ inoltre necessario che il dipendente abbia maturato 15 anni di anzianità
contributiva o 5 anni di contribuzione, di cui almeno 3 nei 5 anni
precedenti la data della morte.
Ai sensi dell’articolo 18 comma 5 del D.L. 98/2011, convertito con
modificazioni con la legge 111/2011, le pensioni di reversibilità con decorrenza
1/1/2012 sono ridotte nei casi in cui il matrimonio con il dante causa sia
stato contratto
ad un’età di quest’ultimo superiore a 70 anni e la
differenza di età tra i coniugi sia superiore a 20 anni.
La riduzione della percentuale di reversibilità sarà pari al 10% in ragione di
ogni anno di matrimonio mancante rispetto al numero di 10.
a cura di Amelia Amato
PENSIONE DI REVERSIBILITA’
Prestazione che spetta agli aventi causa dei dipendenti cessati dal
servizio e già titolari di pensione di vecchiaia, anticipata,
infermità, inabilità secondo il seguente ordine:
coniuge, figli minori di anni 18 o studenti (sino al compimento del
21° anno d’età per gli iscritti alla scuola media superiore e del 26°
anno per gli studenti universitari), orfani inabili a carico del
dipendente, genitori di età superiore ai 65 anni di età, che non
siano titolari di pensione e risultino a carico del dipendente, fratelli
celibi e sorelle nubili inabili non titolari di pensione e a carico del
lavoratore.
a cura di Amelia Amato
PENSIONE INDIRETTA E DI REVERSIBILITA’
PERCENTUALI PENSIONI INDIRETTE E DI REVERSIILITA'
AVENTI CAUSA
CONIUGE
CONIUGE CON UN ORFANO
CONIUGE CON DUE O PIU' ORFANI
ORFANO SOLO
DUE ORFANI
TRE O PIU'ORFANI
GENITORI
FRATELLI O SORELLE-(fino a sei)
FRATELLI O SORELLE-(da sette in poi)
*del trattamento diretto
PERCENTUALI
60%*
80%*
100%*
70%*
40%*
100%*
15%ciascuno*
15%ciascuno*
100%*
a cura di Amelia Amato
PENSIONE INDIRETTA E DI REVERSIBILITA
REDDITO
Fino a €19,553,82
da€ 19.553,82 a € 26.071,76
da€ 26.071,76 a € 32.589,70
oltre € 32.589,70
RIDUZIONE
nessuna
25%
40%
50%
i predetti limiti di cumulabilità non si
applicano, inoltre, se il beneficiario fa
parte di un nucleo familiare con figli
minorenni, studenti di scuola media
superiore fino a 18 anni o universitario
fino a 26 o inabili;
a cura di Amelia Amato
CESSAZIONE DAL SERVIZIO SENZA DIRITTO A PENSIONE
Per le cessazioni intervenute fino al 31/07/2010, era previsto (legge 322
del 1958) il trasferimento dei contributi all’INPS che provvedeva al
raggiungimento dei limiti di età previsti dalla generalità dei dipendenti pubblici
a conferire la pensione di vecchiaia.
Dopo il 31/07/2010, la legge 122/2010, all’articolo 12 comma undecies,
ha abrogato l’istituto della posizione assicurativa ma da quella data è
stata istituita la pensione differita.
La pensione differita di vecchiaia è erogata :
al raggiungimento dei requisiti anagrafici previsti per la pensione di vecchiaia
(66 anni + inc. speranza di vita) purché sussistano 20 anni di servizio.
al raggiungimento dei requisiti anagrafici previsti per la generalità dei
dipendenti (66 anni + inc. speranza di vita) purchè sussistano 20 anni di
servizio e l’importo sia superiore a 1,5 volte l’assegno sociale(con il sistema
contributivo pieno)
La pensione differita anticipata è erogata :
al raggiungimento dei 63 anni + inc. speranza di vita purchè sussistano 20
anni di servizio e l’importo sia superiore a 2,8 l’assegno sociale(con
il sistema
a cura di Amelia
Amato
contributivo pieno)
CESSAZIONE DAL SERVIZIO SENZA DIRITTO A PENSIONE
POSSIBILITA’
•Avvalersi dell’istituto della prosecuzione volontaria ,(d.leg.vo
184/1997), con il versamento della contribuzione integrale fino al
raggiungimento dei requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla
generalità dei dipendenti (sono richiesti almeno 5 anni di anzianità
contributiva o 3 nel quinquennio precedente alla domanda)
•Richiedere l’indennità una tantum in luogo di pensione (art. 42 del
TU 1092/1973) –
L’indennità è pari a tanti dodicesimi della base pensionabile per
quanti sono gli anni di servizio
a cura di Amelia Amato
LA TOTALIZZAZIONE DEI PERIODI ASSICURATIVI
L’istituto è disciplinato dal D.leg.vo 42/2006; modifiche
sono state introdotte dalla legge 247/2007 , in ultimo dal
DL 201/2014 convertito con la legge 214/2011 (riforma
Monti Fornero)
Consente di utilizzare, totalizzandoli , i periodi assicurativi
non coincidenti posseduti presso le diverse forme di
assicurazione, ai fini del conseguimento:
 pensione di vecchiaia
 pensione con 40 anni di anzianità contributiva
 pensione di inabilità
 pensione indiretta ai superstiti
a cura di Amelia Amato
LA TOTALIZZAZIONE DEI PERIODI ASSICURATIVI
Le gestioni interessate, ciascuna per la parte di propria
competenza, determinano il trattamento pro quota in
rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati.
La misura del trattamento a carico degli enti
previdenziali pubblici è determinata con le regole del
sistema contributivo.
Nel caso in cui una quota di pensione sia liquidabile con
il diritto autonomo, possono essere applicate le regole di
calcolo della singola gestione (retributive o miste).
a cura di Amelia Amato
LA TOTALIZZAZIONE DEI PERIODI ASSICURATIVI
Per i diritti maturati dal 1° gennaio 2011 in poi vengono introdotte le
finestre anche per le pensioni di vecchiaia e di anzianità da
totalizzazione.
Si applicano sempre le finestre previste per i lavoratori autonomi:
+ 18 mesi dal diritto Articolo 12, comma 3, del D.L. n° 78/2010in
legge n° 122/2010.
in applicazione dell’art.18 comma 22 ter del DL 98/2011 convertito
con la legge 111/2011:Per chi accede a pensione con 40 anni la
finestra dei 12 o 18 mesi, viene allungata di:
1 mese
nel 2012
2 mesi
nel 2013
3 mesi
dal 2014
Dall’1/1/2012, l’età di 65 anni è indicizzata alla speranza di vita,
come pure i 40 anni di requisito contributivo, fermo restando che si
continuerà ad applicare la finestra di 18 mesi, con 1 mese in più nel
2012, 1 ulteriore mese dal 2013 e 1 ulteriore mese dal 2014 in poi.
a cura di Amelia Amato
IL CUMULO (ART 1 COMMA 239 DELLA LEGGE 228/2012
Nuova possibilità di cumulo per gli iscritti a due o più forme di
assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei:
• lavoratori dipendenti,
• lavoratori autonomi,
• iscritti alla gestione separata
• iscritti alle forme sostitutive ed esclusive dell’Ago
a condizione di :
non essere titolari di pensione presso una delle predette gestioni
non essere in possesso dei requisiti per il diritto a pensione.
Tale facoltà è finalizzata a consentire ai lavoratori iscritti il
perfezionamento del diritto al trattamento pensionistico di:
Vecchiaia ovvero inabilità e ai superstiti dell’assicurato deceduto
prima di aver acquisito il diritto a pensione.
Istanza nella gestione dove risulta accreditata l’ultima contribuzione
a cura di Amelia Amato
IL CUMULO (ART 1 COMMA 239 DELLA LEGGE 228/2012)
Il diritto si matura sulla base dei requisiti anagrafici e
contributivi più elevati tra quelli previsti nelle gestioni
interessate al cumulo.
La pensione con il cumulo dei contributi viene calcolata in
pro quota: le gestioni interessate, ciascuna per la parte di
propria competenza, determinano il trattamento pro quota
in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati,
secondo le regole di calcolo previste da ciascun
ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di
riferimento.
a cura di Amelia Amato
INVIO TELEMATICO DELLE DOMANDE
(CIRCOLARE 131/2012 INPS )
è previsto l’invio telematico delle domande all’Istituto di previdenza
A decorrere 12/01/ 2013 per
•Pensione diretta di anzianità, anticipata, vecchiaia e inabilità
•Ricongiunzioni ai sensi dell’art. 2 della legge n. 29/1979 e dell’art.1 della
legge n. 45/1990;
•Richieste di variazione della posizione assicurativa;
A decorrere 1/02/ 2013 per
•pensione di privilegio;
•pensione diretta ordinaria in regime internazionale;
•pensione a carico dello stato estero;
A decorrere 04/03/ 2013 per
•ricongiunzione ai sensi dell’art. 6 della legge n. 29/1979; della legge n.
523/1954 e degli artt. 113 e 115 del DPR n. 1092/1973;
•costituzione della posizione assicurativa ai sensi della legge n. 322/1958
(esclusivamente per gli iscritti alla Cassa Stato cessati dal servizio senza diritto
a pensione in data anteriore al 31 luglio 2010);
liquidazione dell’indennità una tantum ai sensi dell’art. 42 del DPR n.
1092/1973;
•variazione individuale per l’Assegno al nucleo familiare.
a cura di Amelia Amato
INVIO TELEMATICO DELLE DOMANDE
(CIRCOLARE 131/2012 INPS
è previsto l’invio telematico delle domande all’Istituto di previdenza
A decorrere 01/04/ 2013 per
•riconoscimento del servizio militare
•accredito figurativo per il riconoscimento dei periodi corrispondenti all’astensione
obbligatoria per maternità verificatisi al di fuori del rapporto di lavoro ai sensi
dell’art. 25, comma 2, del DLgs n. 151/2001
•autorizzazione alla prosecuzione volontaria dei contributi
•riscatto per la valutazione onerosa ai fini pensionistici di periodi o servizi non
coperti da contribuzione altrimenti non utili
•computo dei servizi ai sensi degli artt. 11, 12 e 15 del DPR n. 1092/1973.
a cura di Amelia Amato
INVIO TELEMATICO DELLE DOMANDE(CIRCOLARE 131/2012 INPS)
L’invio telematico è possibile utilizzando
a) Il Pin on Line- Pin Dispositivo
b) Contact Center Integrato – n. 803164;
c) Patronato
Nulla cambia in ordine ai rapporti tra Amministrazione e
dipendente e tra amministrazione e Ente Previdenziale
a cura di Amelia Amato
TFS E TFR
 Trattamento
di fine servizio
 Trattamento di fine rapporto
TFS E TFR
Per trattamenti di fine servizio (TFS) si intendono sia
l’indennità di buonuscita di cui al DPR 1032/73 spettante
al personale delle Amministrazioni statali, sia l’indennità
di premio servizio di cui alla Legge 152/68 spettante ai
dipendenti degli Enti locali e a quelli del comparto Sanità.
Per trattamento di fine rapporto (TFR) si intende invece la
prestazione regolata in base all’art. 2120 del codice civile.
TFS E TFR
Personale in regime di TFR
Sono obbligatoriamente in regime di TFR:
a)Tutti
i dipendenti assunti con contratto di lavoro a tempo
determinato in essere al 30.05.2000 o stipulato
successivamente.
b)Tutti i dipendenti assunti con contratto di lavoro a tempo
indeterminato dopo il 31.12.2000
Conservano, pertanto, il diritto al TFS tutti i dipendenti assunti
a tempo indeterminato nella P.A. entro il 31.12.2000, anche in
caso di successivo passaggio da un Ente ad un altro purchè tale
passaggio avvenga senza soluzione di continuità e sempre con
contratto a tempo indeterminato
Restano al momento in regime di TFS, quale
sia la data di assunzione nella pubblica
Amministrazione:
 I magistrati ordinari, amministrativi e
contabili
 Gli avvocati e i procuratori dello Stato
 Il personale militare e delle forze armate
di polizia
 Il personale della carriera diplomatica
e
prefettizia

I professori e i ricercatori universitari
Calcolo del TFS
Il trattamento di fine servizio è pari a tanti
12/mi dell’80% dell’ultimo trattamento
retributivo, dell’I.I.S., della 13^ mensilità,
per quanti sono gli anni utili, computando
come anno intero la frazione di anno
superiore a 6 mesi.
Art. 12 del D.L. n. 78/2010, convertito nella
Legge 122/2010
Le innovazioni introdotte riguardano, in particolare, le modalità di
pagamento delle indennità di fine servizio, comunque
denominate, i termini di pagamento e le modalità di calcolo del
TFS dal 1° gennaio 2011.
art. 12, comma 7
Le disposizioni recate dal citato articolo stabiliscono che le
indennità in esame, a decorrere dal 01/01/2011, vengano pagate
in uno o più importi annuali a seconda che l’ammontare
complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute
fiscali, superi o meno i 90.000 euro
Novità introdotte dall’art.1, commi 22 e 23
del decreto legge 13 agosto 2011, n.138,
convertito in Legge n.148 del 14 settembre
2011
Sono stati modificati i termini di liquidazione
delle prestazioni a seconda della causa di
cessazione del rapporto di lavoro.
I nuovi termini non si applicano a coloro che
hanno
maturato
i
requisiti
per
il
pensionamento prima del 13 agosto 2011.
 Cessazione per inabilità e decesso:
entro 105 giorni dalla cessazione
 Cessazione per limiti di età, limiti di
servizio , non prima di 6 mesi dalla
cessazione
 Cessazione per dimissioni volontarie,
recesso da parte del datore di lavoro:
non prima di 24 mesi dalla di
cessazione
OGGETTO: art. 1, commi 484 e 485, della
legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di
stabilità 2014) in materia di rateizzazione e
di nuovi termini di pagamento dei Tfs e dei
Tfr per i dipendenti pubblici.
Motivo di cessazione
Inabilità o morte
Limiti di età
Diritto maturato al
12/8/2011
Diritto maturato al
31/12/2013
Diritto maturato dal
1/1/2014
15 giorni e 90 giorni
15 giorni e 90 giorni
15 giorni e 90 giorni
6 mesi e 90 giorni
12 mesi e 90 giorni
6 mesi e 90 giorni
12 mesi e 90 giorni
6 mesi e 90 giorni
6 mesi e 90 giorni
12 mesi e 90 giorni
6 mesi e 90 giorni
24 mesi e 90 giorni
24 mesi e 90 giorni
immediato e 90 giorni
Limiti di servizio (*)
fino al 31.12.2011 = 40 anni
di servizio,
dal 1.1.2012 = risoluzione
unilaterale del rapporto di
lavoro
Contratto a termine
Dimissioni
volontarie
Rateazione
immediato e 90 giorni
90.000 euro tempi normali
60.000 euro dopo 1 anno
Oltre 150.000 dopo 2 anni
50.000
50.000
oltre 100.000
Calcolo del TFR
Il trattamento di fine rapporto si calcola sommando
accantonamenti mensili di parte della retribuzione
dovuta, comprensiva dei ratei di tredicesima.
La quota di accantonamento è determinata con
l’applicazione
dell’aliquota
del
6,91%
sugli
emolumenti retributivi utili considerati al 100%.
Le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni si
computano per mese intero, quelle inferiori si
trascurano
Calcolo del TFR
Tutte le quote accantonate sono rivalutate
annualmente in base al 75% dell’aumento
del costo della vita rispetto al mese di
dicembre
dell’anno
precedente,
valore fisso dell’1,5%su base annua.
più
un
Il pagamento del TFR deve
essere effettuato entro gli
stessi termini previsti dalla
L.140/97 e s.m.i. per il TFS
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