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53 - Camera dei Deputati

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Mercoledì 5 novembre 2014
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53
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Commissione VI
VI COMMISSIONE PERMANENTE
(Finanze)
S O M M A R I O
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
53
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA:
5-03940 Gebhard: Applicazione della detrazione del 65 per cento alle spese per l’installazione
di caldaie a biomassa nell’ambito di ristrutturazioni edilizie senza demolizione . . . . . . . .
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ALLEGATO 1 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
57
5-03941 Paglia: Attuazione della risoluzione n. 8-00070, in materia di riduzione dei costi a
carico degli esercenti impianti di distribuzione di carburanti e rivendite di generi di
monopolio in relazione all’obbligo di accettare pagamenti attraverso carte di debito . . .
54
ALLEGATO 2 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
59
5-03942 Pisano: Proroga del termine per la comunicazione di discarico per inesigibilità dei
ruoli da parte degli agenti della riscossione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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ALLEGATO 3 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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5-03943 Causi: Eliminazione dei limiti alla compensazione tra i crediti d’imposta e le somme
dovute . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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ALLEGATO 4 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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SEDE CONSULTIVA:
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di
stabilità 2015). C. 2679-bis Governo.
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il
triennio 2015-2017. C. 2680 Governo.
Tabella n. 1: Stato di previsione dell’entrata per l’anno finanziario 2015 e per il triennio
2015-2017.
Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno
finanziario 2015 e per il triennio 2015-2017 (limitatamente alle parti di competenza)
(Relazioni alla V Commissione) (Seguito dell’esame congiunto e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 5 novembre 2014.
L’ufficio di presidenza si è riunito dalle
13.30 alle 13.40.
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
Mercoledì 5 novembre 2014. — Presidenza del presidente Daniele CAPEZZONE.
— Interviene il sottosegretario di Stato per
l’economia e le finanze Enrico Zanetti.
La seduta comincia alle 13.40.
Mercoledì 5 novembre 2014
—
Daniele CAPEZZONE, presidente, ricorda che, ai sensi dell’articolo 135-ter,
comma 5, del regolamento, la pubblicità
delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata
anche tramite la trasmissione attraverso
l’impianto televisivo a circuito chiuso. Dispone, pertanto, l’attivazione del circuito.
5-03940 Gebhard: Applicazione della detrazione del
65 per cento alle spese per l’installazione di caldaie
a biomassa nell’ambito di ristrutturazioni edilizie
senza demolizione.
Renate GEBHARD (Misto-Min.Ling.) rinuncia a illustrare la propria interrogazione.
Il Sottosegretario Enrico ZANETTI risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Renate GEBHARD (Misto-Min.Ling.)
ringrazia il Sottosegretario, dichiarandosi
soddisfatta della risposta non tanto sul
piano del merito, quanto per il fatto che
la risposta stessa fa chiarezza circa le
detrazioni fiscali spettanti per gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati
di generatori di calore a biomassa, nell’ambito delle ristrutturazioni di edifici
senza demolizione e con ampliamenti.
5-03941 Paglia: Attuazione della risoluzione
n. 8-00070, in materia di riduzione dei costi a carico
degli esercenti impianti di distribuzione di carburanti e
rivendite di generi di monopolio in relazione all’obbligo
di accettare pagamenti attraverso carte di debito.
Giovanni PAGLIA (SEL) rinuncia a illustrare la propria interrogazione.
Il Sottosegretario Enrico ZANETTI risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Giovanni PAGLIA (SEL), nel ringraziare il Sottosegretario per la risposta,
evidenzia peraltro come, sul piano politico,
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Commissione VI
la questione posta dal suo atto di sindacato ispettivo e oggetto della risoluzione a
sua prima firma n. 8-00070, approvata
dalla Commissione Finanze nel luglio
2014, rimanga irrisolta.
Sottolinea infatti come l’interrogazione
non fosse volta a ottenere dati circa il
comportamento del mercato in conseguenza dell’incentivazione all’utilizzo di
strumenti di pagamento elettronici, bensì a
sapere se il Governo intenda assumere, in
tempi ragionevoli, iniziative concrete in
merito al contenuto nella predetta risoluzione n. 8-00070, che impegna l’Esecutivo
a assumere iniziative per ridurre i costi
gravanti sugli esercenti impianti di distribuzione di carburanti e rivendite di generi
di monopolio a causa dell’introduzione
dell’obbligo di accettare pagamenti attraverso carte di debito.
Prende quindi atto con favore della
parte finale della risposta nella quale, in
relazione alla richiesta, contenuta nella
predetta risoluzione, di garantire l’abbattimento dei costi fissi dei terminali POS
per gli esercenti obbligati all’istallazione
dello stesso mediante forme di defiscalizzazione, il rappresentante del Governo ha
fatto presente che è allo studio un’ipotesi
di norma agevolativa che potrebbe essere
strutturata ricorrendo al meccanismo del
credito d’imposta.
Ribadisce quindi la necessità che tale disponibilità si traduca quanto prima nell’adozione di proposte normative concrete,
rispetto alle quali ritiene potrà essere individuata, in sede politica, una soluzione in merito alla definizione delle relative risorse.
5-03942 Pisano: Proroga del termine per la comunicazione di discarico per inesigibilità dei ruoli da
parte degli agenti della riscossione.
Girolamo PISANO (M5S) rinuncia a
illustrare la propria interrogazione.
Il Sottosegretario Enrico ZANETTI risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).
Girolamo PISANO (M5S), nel rilevare
come si attendesse dall’Esecutivo più pun-
Mercoledì 5 novembre 2014
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tuali elementi di informazione, prende
atto che la questione posta dall’interrogazione è all’esame del Governo, lamentando
tuttavia come la risposta non fornisca dati
puntuali circa lo stato di attuazione della
procedura per la comunicazione di discarico per inesigibilità dei ruoli da parte
degli agenti della riscossione.
Nel sottolineare come si tratti di un
tema molto delicato, il quale incide sulla
trasparenza dei bilanci degli enti locali,
ribadisce come esso debba costituire una
priorità per il Governo, al fine di avviare
una fase nuova in cui tali bilanci siano
rispondenti alla nuova normativa in materia, che impone una maggiore armonizzazione e trasparenza dei sistemi contabili
e degli schemi di bilancio.
5-03943 Causi: Eliminazione dei limiti alla compensazione tra i crediti d’imposta e le somme dovute.
Paolo PETRINI (PD) rinuncia a illustrare l’interrogazione, di cui è cofirmatario.
Il Sottosegretario Enrico ZANETTI risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).
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Commissione VI
attualmente tenuti, nel caso di superamento del predetto limite di compensazione, a versare una somma pari all’eccedenza, maggiorata di interessi e sanzioni.
Il Sottosegretario Enrico ZANETTI, integrando la propria risposta, rileva come i
tempi ristretti entro cui ha dovuto essere
predisposta la risposta stessa non abbiano
consentito di sviluppare in seno all’Esecutivo un compiuto confronto politico su tali
temi. Dichiara peraltro l’intenzione del
Governo di occuparsi compiutamente della
questione posta dall’interrogazione, evidenziando come tale esigenza risulti ancor
più pressante anche alla luce delle previsioni di cui all’articolo 44, commi da 7 a
10, del disegno di legge di stabilità 2015,
che ampliano la sfera di applicazione del
meccanismo dell’inversione contabile (cosiddetto reverse charge) in ambito IVA.
Daniele CAPEZZONE, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all’ordine del giorno.
La seduta termina alle 14.05.
SEDE CONSULTIVA
Paolo PETRINI (PD), nel premettere di
non ritenere che un semplice intervento di
natura interpretativa possa essere sufficiente a risolvere il problema segnalato
dall’interrogazione, evidenzia come l’obiettivo principale dell’atto di sindacato ispettivo fosse sollecitare il Governo a una
riflessione sull’opportunità di ampliare la
possibilità, per le imprese, di avvalersi
dello strumento della compensazione dei
crediti fiscali e contributivi che possono
essere posti in compensazione nel modello
F24, eliminando l’attuale limite di 700.000
euro stabilito con riferimento a ciascun
anno d’imposta.
Ritiene infatti che il perdurare della
situazione di crisi economica debba indurre l’Esecutivo a compiere un’attenta
analisi della questione, superando una
normativa che appare fortemente iniqua
per gli operatori economici, i quali sono
Mercoledì 5 novembre 2014. — Presidenza del presidente Daniele CAPEZZONE.
— Interviene il sottosegretario di Stato per
l’economia e le finanze Enrico Zanetti.
La seduta comincia alle 14.05.
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale
e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2015).
C. 2679-bis Governo.
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio
2015-2017.
C. 2680 Governo.
Tabella n. 1: Stato di previsione dell’entrata per
l’anno finanziario 2015 e per il triennio 2015-2017.
Mercoledì 5 novembre 2014
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Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario
2015 e per il triennio 2015-2017 (limitatamente alle
parti di competenza).
(Relazioni alla V Commissione).
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Commissione VI
Daniele CAPEZZONE, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia
il seguito dell’esame alla seduta già convocata per la giornata di domani, nel corso
della quale la Commissione dovrà concludere l’esame dei provvedimenti.
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio).
La seduta termina alle 14.10.
La Commissione prosegue l’esame congiunto dei provvedimenti, rinviato nella
seduta del 4 novembre.
Daniele CAPEZZONE, presidente, ricorda che nel corso della seduta di ieri il
relatore, Fregolent, ha illustrato il contenuto dei provvedimenti in esame, evidenziandone gli aspetti più significativi per i
profili di competenza della Commissione
Finanze.
Silvia FREGOLENT (PD), relatore, si
riserva di formulare le proprie proposte di
relazione nella giornata di domani.
AVVERTENZA
Il seguente punto all’ordine del giorno
non è stato trattato:
SEDE CONSULTIVA
Ratifica ed esecuzione dell’Accordo commerciale tra l’Unione europea e i suoi Stati
membri, da una parte, e la Repubblica di
Colombia e la Repubblica di Perù, dall’altra.
C. 2425 Governo.
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Commissione VI
ALLEGATO 1
5-03940 Gebhard: Applicazione della detrazione del 65 per cento alle
spese per l’installazione di caldaie a biomassa nell’ambito di ristrutturazioni edilizie senza demolizione.
TESTO DELLA RISPOSTA
Con il documento in esame, l’On.le
interrogante ha chiesto di conoscere le
valutazioni in ordine alla spettanza della
detrazione fiscale del 65 per cento di cui
all’articolo 1, commi 344 e seguenti, della
legge n. 296 del 2006 in caso di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di
calore a biomassa nell’ambito di una ristrutturazione edilizia senza demolizione e
con ampliamenti.
In particolare, premesso che:
l’articolo 1, commi da 344 a 349,
della legge n. 296 del 2006 ha introdotto la
detrazione fiscale del 55 per cento (ora 65
per cento) per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici;
detta detrazione è stata da ultimo
prorogata sino a tutto il 31 dicembre 2014
dall’articolo 1, comma 139, della legge
n. 147 del 2013 (legge di stabilità per il
2014);
il comma 347 dell’articolo 1 della
richiamata legge n. 296 del 2006 ammette
alla detrazione fiscale, fino a un valore
massimo della detrazione stessa di euro
30.000, gli interventi di sostituzione degli
impianti di climatizzazione invernale con
impianti dotati di caldaie a condensazione
e contestuale messa a punto del sistema di
distribuzione;
sono ammessi alla detrazione fiscale
anche gli interventi di installazione di
impianti dotati di generatori di calore a
biomassa nell’ambito del più generale intervento di riqualificazione globale dell’edificio di cui al comma 344 dell’articolo
1 della legge n. 296 del 2006;
in ipotesi di ristrutturazione senza
demolizione, ma con ampliamento, non è
consentito, tuttavia, far riferimento al
comma 344, ma ai singoli commi 345, 346
e 347, relativamente alla parte di edificio
esistente.
Tanto premesso, l’Onorevole interrogante ha chiesto di sapere se, nell’ambito
di una ristrutturazione con ampliamenti,
non essendo applicabile il comma 344
dell’articolo 1 della legge n. 296 dei 2006,
i soggetti che intendano avvalersi della
detrazione fiscale per la sostituzione degli
impianti di climatizzazione invernale con
impianti dotati di generatori di calore a
biomassa possano o meno beneficiare
della detrazione del 65 per cento ai sensi
del comma 347 del medesimo articolo 1,
per le spese riferibili alla parte di edificio
esistente, ovvero, in alternativa, della detrazione del 50 per cento per il recupero
del patrimonio edilizio.
Al riguardo, sentiti i competenti Uffici
dell’Amministrazione, si rappresenta quanto segue.
Nell’ambito della normativa riguardante
la detrazione fiscale del 65 per cento per la
riqualificazione energetica degli edifici, il
comma 347 dell’articolo 1 della legge n. 296
del 2006 ammette al beneficio:
gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con
quelli dotati di caldaie a condensazione e
contestuale messa a punto dei sistema di
distribuzione;
gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con
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pompe di calore ad alta efficienza e con
impianti geotermici a bassa entalpia;
gli interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a
pompa di calore dedicati alla produzione
di acqua calda sanitaria.
Ne rimangono, pertanto, esclusi, gli
interventi di sostituzione degli impianti di
climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore a biomassa.
Con la circolare n. 36/E del 2007 è
stato tuttavia precisato che la sostituzione
di impianti di climatizzazione invernale
con impianti dotati di generatori di calore
a biomassa possono ricondursi nell’ambito
degli interventi di riqualificazione globale
degli edifici di cui all’articolo 1, comma
344, della citata legge n. 296 del 2006, in
quanto per questa tipologia di interventi
non è specificato quali opere o impianti
occorre realizzare per raggiungere le prestazioni energetiche richieste, essendo l’intervento definito in funzione del risultato
che lo stesso deve conseguire in termini di
riduzione del fabbisogno annuo di energia
primaria per la climatizzazione invernale
dell’intero fabbricato.
Nelle ipotesi di ristrutturazione edilizia
degli edifici senza demolizione, ma con
ampliamento, la detrazione fiscale del 65
per cento, come chiarito in precedenti
documenti di prassi (cfr. circ. n. 39/E del
2010, ris. n. 4/E del 2011), non può riguardare gli interventi di riqualificazione
energetica globale dell’edificio, previsti
dall’articolo 1, comma 344, della legge
n. 296 del 2006, in quanto, per tali inter-
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Commissione VI
venti, è necessario individuare il fabbisogno di energia primaria annua riferito
all’intero edificio, comprensivo dell’ampliamento. In sostanza, la diversità dell’edificio prima e dopo l’intervento costituisce un ostacolo alla misurazione del
risultato energetico, in quanto il confronto
non avviene tra elementi omogenei.
Conseguentemente, gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione
invernale con impianti dotati di generatori
di calore a biomassa non possono accedere
alla detrazione fiscale del 65 per cento.
Potranno, comunque, beneficiare, in
presenza di tutti i requisiti richiesti dalla
normativa di riferimento, della detrazione
fiscale del 36 per cento (attualmente 50
per cento) di cui all’articolo 16-bis, comma
1, lettera h), del TUIR, limitatamente alla
quota parte delle spese dell’impianto, compresa la caldaia, riferibili alla porzione di
edificio esistente (cfr. ris. n. 4/E del 2011),
da individuare con criteri oggettivi tenendo conto dei fabbisogni energetici.
Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate fa
presente che in base all’articolo 10 del
decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28
(Attuazione della direttiva 2009/28/CE
sulla promozione dell’uso dell’energia da
fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/
77/CE e 2003/30/CE), « gli impianti alimentati da fonti rinnovabili accedono agli
incentivi statali a condizione che rispettino
i requisiti e le specifiche tecniche di cui
all’allegato 2 ». E necessario, quindi, il
rispetto delle specifiche prescrizioni previste in tale allegato.
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Commissione VI
ALLEGATO 2
5-03941 Paglia: Attuazione della risoluzione n. 8-00070, in materia di
riduzione dei costi a carico degli esercenti impianti di distribuzione
di carburanti e rivendite di generi di monopolio in relazione all’obbligo di accettare pagamenti attraverso carte di debito.
TESTO DELLA RISPOSTA
Con il documento in esame, l’Onorevole
interrogante chiede al Governo come ed in
che tempi ritenga di ottemperare agli
impegni assunti nella Risoluzione n. 800070, accolta dal Governo e approvata
dalla VI Commissione della Camera dei
Deputati nella seduta del 29 luglio 2014,
concernenti l’adozione di misure volte ad
assicurare un abbattimento dei costi fissi
del terminale POS, eventualmente anche
mediante forme di defiscalizzazione che
contemplino il riconoscimento di un credito d’imposta, nonché di iniziative volte a
prevedere la completa gratuità, per ulteriori 12 mesi, delle transazioni effettuate
presso impianti di distribuzione di carburante e presso le rivendite di tabacchi per
servizi prestati dalle stesse, per conto dello
Stato, all’utenza, in attesa della completa
abrogazione della commissione applicata.
Al riguardo, sentiti i competenti Uffici
dell’Amministrazione finanziaria, si rappresenta quanto segue.
Preliminarmente si osserva che le iniziative volte ad incentivare l’utilizzo di
strumenti di pagamento elettronici di cui
ai recenti provvedimenti (decreto ministeriale 14 febbraio 2014, n. 51 recante regolamento sulle commissioni applicate alle
transazioni effettuate mediante carte di
pagamento, cosiddetto decreto « Merchant
fee », e decreto ministeriale del 24 gennaio
2014, recante « Definizioni e ambito di
applicazione dei pagamenti mediante carte
di debito » cosiddetto Decreto POS) rispondono alla duplice finalità di ridurre l’utilizzo del contante e dei relativi costi per la
society legati alla minore tracciabilità delle
operazioni e di fronteggiare il conseguente
maggior rischio di elusione della normativa fiscale e antiriciclaggio, di accrescere
la trasparenza tra i prestatori di servizi di
pagamento che operano nel segmento
della « moneta elettronica » e di aumentare
la concorrenza all’interno del mercato.
In particolare, il decreto merchant fee
definisce regole virtuose nei meccanismi di
tariffazione in linea con le economia di
scala degli acquirer (ossia gli intermediari
bancari e finanziari che sottoscrivono gli
accordi di convenzionamento con gli esercenti) volte a rendere convenienti anche i
micro-pagamenti, vietando espressamente
le cosiddette pratiche di blending, mediante l’obbligo di specificazione, a carico
degli operatori, delle diverse commissioni
applicabili per ciascuna tipologia di carte
di pagamento.
Il citato decreto ministeriale 24 gennaio
2014 invece introduce, dopo il 30 giugno
2014, l’obbligo per i professionisti e le
imprese di accettare pagamenti effettuati
tramite bancomat e carte di debito per
tutti i pagamenti di importo superiore a 30
euro.
Nella stessa direzione si è mossa la
Commissione dell’Unione europea che, nel
luglio 2013, ha presentato una proposta di
regolamento per la riduzione delle commissioni interbancarie. Il negoziato su tale
proposta attualmente in corso sotto la
Presidenza Italiana e proprio uno degli
aspetti più dibattuti è rappresentato dalla
previsione di un tetto, attualmente fissato
allo 0,2 per cento per le carte di debito e
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allo 0,3 per cento per le carte di credito,
sulle transazioni effettuate tramite carte di
pagamento.
Anche a livello europeo l’intenzione che
sembra prevalere è dunque quella di evitare la soluzione « zero commissioni », ponendo invece un tetto alle commissioni
interbancarie e lasciando alla concorrenza
del mercato la naturale spinta al ribasso
delle fees associate a tali transazioni.
Con riferimento all’articolo 34, comma
7, della legge 12 novembre 2011, n. 183,
che prevedeva la gratuità per l’acquirente
e per il venditore delle transazioni regolate
con carte di pagamento presso gli impianti
di distribuzione di carburanti, di importo
inferiore ai 100 euro, è opportuno precisare che l’articolo 12, comma 10-bis, del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito con modificazioni dalla legge
dispone la cessazione dell’efficacia del
menzionata diposizione, facendola decorrere dalla data di pubblicazione del citato
decreto ministeriale 14 febbraio 2014,
n. 51.
Sotto il profilo della tecnica legislativa
adottata, si tratta di uno dei numerosi
esempi rinvenibili nell’ordinamento, in cui
la legge dispone la disapplicazione di altra
norma di pari rango, individuando tuttavia
il dies ad quem non direttamente, ma nella
data di pubblicazione di un provvedimento
secondario, che definisce le regole generali
per la riduzione delle commissioni a carico degli esercenti in relazione alle transazioni effettuate mediante carte di pagamento, ricomprendendo tra essi anche i
distributori di carburanti, con la conseguente cessazione di efficacia del regime di
gratuità.
In seguito all’entrata in vigore, dal 1o
luglio scorso, del citato decreto interministeriale 24 gennaio 2014, è istituito presso
il Ministero dello sviluppo economico un
tavolo di confronto sul tema della diffusione delle transazioni con carte di pagamento, che vede la partecipazione stabile
dei rappresentanti della Banca d’Italia e
del Ministero dell’economia e delle finanze.
Dall’esito delle prime due riunioni, alle
quali sono stati invitati anche i rappre-
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Commissione VI
sentanti del Consorzio Bancomat, dell’ABI,
dell’AIIP (Associazione Italiana Istituti di
Pagamento e di Moneta Elettronica), dei
gestori dei circuiti internazionali Visa e
MasterCard e di alcuni operatori di mercato attivi in particolare nel settore dell’acquiring, con l’obiettivo di completare
l’analisi dei costi e delle commissioni associate all’installazione, alla manutenzione
e all’utilizzo dei Pos, è emerso quanto
segue.
In primo luogo, tali costi presentano
una componente fissa e una variabile. I
costi fissi coprono la disponibilità dell’apparecchiatura POS e dipendono dalle diverse funzionalità che il terminale può
offrire e dal tipo di tecnologia utilizzata
per il collegamento. I terminali più innovativi, il cui funzionamento è basato su un
collegamento via internet o attraverso una
rete mobile sono, di regola, meno costosi
rispetto a quelli tradizionali, collegati alle
reti interbancarie dedicate.
Il costo fisso per i terminali più innovativi si aggira in media intorno ai 2-5
Euro mensili, mentre per le apparecchiature più tradizionali la media è di 10-15
Euro mensili. L’onere che in media deve
sostenere un esercente o un professionista
per dotarsi di un POS è quindi mediamente intorno ai 25-60 Euro all’anno nel
primo caso e a 120-180 Euro nel secondo.
I costi variabili sono, invece, legati al
numero e all’ammontare delle transazioni
effettuate dalla clientela e dipendono dal
tipo di circuito utilizzato. L’utilizzo dei
POS consente peraltro di ridurre l’impatto
dei costi legati all’utilizzo del denaro contante, che sono complessivamente stimati
intorno all’1-1,5 per cento rispetto all’entità delle transazioni. Spesso le due componenti di costo (fissa e variabile) sono fra
loro collegate: a costi fissi più alti possono
essere associati costi variabili più bassi (e
viceversa).
Pertanto, è possibile rivenire attualmente sul mercato soluzioni che offrono
diverse combinazioni di servizi e condizioni, fra le quali ciascun esercente o
professionista può scegliere quella più
adatta alle proprie esigenze, in base alle
sue previsioni di utilizzo e ai collegamenti
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disponibili. Alcuni operatori di mercato
hanno anche lanciato delle offerte commerciali che prevedono, nell’ambito di un
più ampio pacchetto di servizi, la disponibilità gratuita del POS.
Gli interlocutori coinvolti nelle discussioni del tavolo hanno manifestato la loro
piena disponibilità a continuare a compiere ogni sforzo per rendere l’offerta di
questa tipologia di servizio il più possibile
flessibile e conveniente, in linea con le
esigenze delle singole categorie interessate
dal decreto. La crescita del numero delle
transazioni che ci si attende come risultato
dell’entrata in vigore del decreto consentirà lo sviluppo di economie di scala e
l’intensificazione delle pressioni concorrenziali in grado di ridurre ulteriormente
i costi.
Il tavolo di lavoro proseguirà i suoi
approfondimenti monitorando gli effetti
del decreto sul mercato, sia in termini di
volumi sia di prezzi. Saranno organizzati
ulteriori incontri, in particolare con le
organizzazioni di categoria dei commercianti, degli artigiani e dei professionisti,
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Commissione VI
per condividere i risultati di questo monitoraggio e per favorire una più ampia
diffusione dei pagamenti elettronici nel
nostro Paese e una corretta ripartizione
dei costi e dei relativi benefici tra tutti i
soggetti interessati.
Il menzionato tavolo potrà essere anche
l’occasione per valutare la possibile introduzione di sanzioni o interdizioni in caso
di inadempienza.
Con riguardo alla proposta dell’Onorevole interrogante volta a garantire l’abbattimento dei costi fissi del terminale POS,
mediante forme di defiscalizzazione che
contemplino il riconoscimento di un credito d’imposta, si rappresenta che è allo
studio un’ipotesi di proposta normativa
agevolativa che potrebbe essere strutturata
attraverso il meccanismo del credito d’imposta (a regime).
Ogni valutazione al riguardo è comunque subordinata al reperimento di idonei
mezzi di copertura finanziaria degli oneri,
la cui entità dipenderebbe anche dall’intensità dell’agevolazione.
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Commissione VI
ALLEGATO 3
5-03942 Pisano: Proroga del termine per la comunicazione di discarico
per inesigibilità dei ruoli da parte degli agenti della riscossione.
TESTO DELLA RISPOSTA
Con l’interrogazione a risposta immediata in esame, l’onorevole interrogante,
tenuto conto della proroga, al 31 dicembre
2014, dei termini previsti per la presentazione delle comunicazioni di inesigibilità
da parte degli agenti della riscossione
disposta dall’articolo 1, comma 530, della
legge n. 228 del 24 dicembre 2012 e della
conseguente rimodulazione dei termini per
il controllo di dette comunicazioni a cura
dei competenti uffici degli enti creditori,
ha chiesto di conoscere se si intenda
procedere ad un’ulteriore proroga del termine da ultimo fissato per la comunicazione di inesigibilità relativa ai ruoli affidati entro il 31 gennaio 2011 e « quale sia
lo stato di attuazione da parte degli agenti
della riscossione ». Ciò, atteso, in particolare, l’impatto che un eventuale ennesimo
rinvio dei termini avrebbe sul processo di
armonizzazione contabile posto in essere
dalle Regioni e da altri enti territoriali in
attuazione di quanto stabilito dalla disciplina comunitaria in materia.
Al riguardo, l’onorevole interrogante
ha, infatti, premesso che gli adempimenti
legati al controllo dell’inesigibilità sarebbero strettamente correlati alla Direttiva
comunitaria 2011/85/UE (contenente regole minime comuni per i quadri di bilancio nazionali finalizzati a renderli più
trasparenti completi e veritieri), alla quale
il legislatore nazionale avrebbe dato attuazione con il decreto legislativo n. 91 del
31 maggio 2011 ed il decreto legislativo
n. 118 del 23 giugno 2011, emanati ai
sensi delle leggi sulla contabilità pubblica
e sul federalismo fiscale. Entrambi i decreti, ai fini di una corretta entrata a
regime della nuova disciplina sull’armo-
nizzazione contabile, prevedrebbero una
preliminare fase di sperimentazione prima
della definitiva applicazione dei nuovi
principi contabili e degli schemi di bilancio armonizzati.
In particolare, poiché la fase sperimentale prevista per le Regioni e gli altri enti
territoriali, avviata nel 2012, si concluderebbe, in virtù del decreto legislativo
n. 118 del 2011, nell’anno 2014, secondo
l’interrogante, una proroga dei termini
relativi all’inesigibilità impedirebbe la
messa a regime delle nuove norme sull’armonizzazione contabile, comportando, di
conseguenza, la violazione della direttiva
comunitaria citata.
Al riguardo, sentiti gli uffici competenti
dell’Amministrazione finanziaria, si rappresenta quanto segue.
Preliminarmente, occorre evidenziare
che, ai sensi dell’articolo 19, comma 1, del
decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 –
Discarico per inesigibilità – « ai fini del
discarico delle quote iscritte a ruolo, il
concessionario trasmette, anche in via telematica, all’ente creditore, una comunicazione di inesigibilità ». Tale comunicazione deve essere presentata entro il terzo
anno successivo alla consegna del ruolo,
secondo quanto previsto dal successivo
comma 2, lettera c), dell’articolo 19, pena
la perdita del diritto al discarico. Ai sensi
del comma 3 della disposizione in esame,
una volta presentata ritualmente la predetta comunicazione di inesigibilità, l’ente
creditore può valutare la fondatezza della
stessa entro tre anni, decorrenti dalla data
della sua presentazione, decorsi inutilmente i quali, il concessionario è automaticamente discaricato, e sono contestual-
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mente eliminati dalle scritture patrimoniali i crediti erariali corrispondenti alle
quote discaricate.
Con numerosi interventi legislativi, è
stato più volte differito il termine entro il
quale gli agenti della riscossione devono
presentare la comunicazione di discarico
per inesigibilità dei ruoli nonché il termine
per il controllo di merito da parte degli
Uffici.
In ordine ai quesiti formulati dall’onorevole interrogante, in particolare, Equitalia S.p.A. osserva come non appaia del
tutto chiaro il richiamo, nell’ambito della
tematica dell’inesigibilità, alla Direttiva comunitaria 2011/85/UE, atteso che essa stabilisce regole dettagliate riguardanti le caratteristiche dei quadri di bilancio degli
Stati membri necessarie a garantire l’osservanza da parte degli stessi Stati dell’obbligo, derivante dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, di evitare
disavanzi pubblici eccessivi. In tale ottica,
vengono dettati i criteri per la programmazione di bilancio economica e le misure
per l’istituzione di un quadro di bilancio a
medio termine degli Stati membri nonché
le regole di bilancio numeriche specifiche.
A tale direttiva è stata data attuazione con
il decreto legislativo n. 54
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Commissione VI
del 4 marzo 2014, e non con i citati decreti
legislativi numeri 91 e 118 del 2011 che,
per quanto possano riguardare l’adeguamento e l’armonizzazione dei sistemi contabili della finanza pubblica, risultano inconferenti rispetto alle particolari regole
di armonizzazione dettate dalla Direttiva
del 2011/5/UER, e, peraltro, neppure menzionati nelle premesse di entrambi i decreti.
Poste in linea generale le riflessioni che
precedono Equitalia S.p.A. fa, inoltre, presente che, per effetto delle molteplici proroghe susseguitesi nel tempo, il 31 dicembre del corrente anno dovrebbero prodursi
tutte le comunicazioni di inesigibilità afferenti ai ruoli affidati dal 2000 al 2011.
In considerazione degli ingenti volumi
interessati si tratterebbe, pertanto, di fornire agli enti creditori dati e documenti
cartacei, ai fini del controllo di legge, con
un impegno considerevole, tanto per le
società del gruppo Equitalia, che per gli
enti predetti, sui quali grava, per l’appunto, l’onere del controllo.
La questione è comunque all’attenzione
del Governo che sta valutando le misure
più appropriate da adottare per gestire la
situazione sopra rappresentata.
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Commissione VI
ALLEGATO 4
5-03943 Causi: Eliminazione dei limiti alla compensazione tra i crediti
d’imposta e le somme dovute.
TESTO DELLA RISPOSTA
Con il documento in esame, l’Onorevole
interrogante chiede al Governo il superamento del limite di 700.000 relativo ai
crediti fiscali e contributivi che possono
essere utilizzati in compensazione nel modello F24, ai sensi dell’articolo 34 della
legge 23 dicembre 2000, n. 388 come modificato dall’articolo 9, comma 2 del decreto 8 aprile 2013, n. 35 convertito con
modificazioni dalla legge 6 giugno 2013,
n. 64.
In particolare l’Onorevole interrogante
evidenzia che l’utilizzo in compensazione
di un credito esistente in maniera superiore al limite previsto dalla legge può
essere regolarizzato con il versamento di
una somma pari all’eccedenza utilizzata
maggiorata degli interessi e delle sanzioni
in misura ridotta. Il credito così ripristinato può essere utilizzato in future compensazioni con eventuali debiti tributari e
contributivi.
L’Onorevole auspica il superamento del
limite attraverso una soluzione interpretativa contenuta in un provvedimento del
Direttore dell’Agenzia delle entrate ed a
sostegno della possibilità di eliminare dall’ordinamento, senza apposito intervento
normativo, l’attuale limite alla compensazione, richiama la Comunicazione di servizio del 30 gennaio 2002, n. 8, con la
quale l’Agenzia delle Entrate ha affermato
l’inopportunità del recupero di un credito
Iva effettivamente esistente, ma indebitamente rimborsato per difetto dei presupposti di cui all’articolo 30 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n. 633.
Al riguardo, sentiti gli Uffici dell’Amministrazione finanziaria, si osserva
quanto segue.
Anzitutto, è opportuno far presente che
la Comunicazione di servizio del 30 gennaio 2002, n. 8, citata dall’Onorevole interrogante, è relativa a fattispecie relativa
ad un credito iva esistente ma indebitamente rimborsato per difetto dei presupposti di legge, non assimilabile a quella in
esame, come peraltro evidenziato dall’Avvocatura Generale dello Stato con parere
reso il 2 febbraio 2009 in merito al
relativo profilo sanzionatorio.
A differenza, infatti, dell’ipotesi in cui il
contribuente ottenga un rimborso Iva non
spettante per difetto dei presupposti, nel
caso di utilizzo in compensazione di un
credito esistente oltre il limite previsto, si
produce un effetto concreto riconducibile
all’omesso o ritardato versamento e pertanto, come ribadito dall’Agenzia delle
entrate nella circolare 13 marzo 2009
n. 8/E, si determina un danno c.d. di cassa
all’Erario consistente « nella sottrazione di
liquidità all’Amministrazione finanziaria ».
Nello stesso senso si è espressa anche la
Corte di Cassazione, la quale, con ordinanza del 6 luglio 2010, n. 15938, ha
evidenziato « l’evidente diversità delle due
fattispecie » e « la palese impossibilità di
individuare una medesima ratio sanzionatoria nei due casi ».
Vale, inoltre, ricordare che, nella diversa ipotesi di utilizzo in compensazione
di un credito inesistente, l’articolo 27,
comma 18, del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185 (cosiddetto « Decreto anticrisi ») prevede la sanzione dal cento al
duecento per cento della misura del cre-
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dito stesso, sanzione più grave rispetto a
quella comminata nel caso di credito utilizzato in misura superiore a quella spettante, che invece è pari al 30 per cento
dell’importo non versato ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
Ai di là di quanto precede l’articolo 9,
comma 2, del decreto-legge 8 aprile 2013,
n. 35, convertito, con modificazioni, con
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Commissione VI
legge 6 giugno 2013, n. 64, a decorrere
dall’anno 2014, ha aumentato a 700.000
euro il tetto di 516.000 euro previsto
dall’articolo 34, comma 1, della legge 23
dicembre 2000, n. 388, per l’utilizzo in
compensazione dei crediti d’imposta.
Tale limite, pertanto, la cui ratio risiede
nella garanzia di equilibri di finanza pubblica, non può essere modificato, né tantomeno abrogato in via interpretativa.
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