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27_6_2014 - CGIL Basilicata

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RASSEGNASTAMPA
RASSEGNASTAMPA
27 giugno 2014
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
Venerdì 27 giugno 2014
www.ilquotidianodellabasilicata.it
ANNO 13 - N. 174 e 1,20
Direzione e Redazioni: POTENZA, via Nazario Sauro 102, CAP 85100, tel. 0971 1656020, fax 0971 476797; MATERA, Piazza Mulino 15, CAP 75100, tel. 0835 1887000, fax 0835 256466
STORYTELLING
La Regina dei Sassi
Thriller di Paul Di Filippo
About Basilicata
LA FESTA DI MATERA
Sarà un 2 Luglio della città
Polizia discreta
LA CULTURA FRUGALE nei punti critici
di LUCIA SERINO e SARA LORUSSO a pagina 11
di GRABRIELE RAHO a pagina 11
CORRADO a pagina 26
La professoressa Aurelia Sole è il nuovo rettore dell’Unibas, LA POLITICA
ingegnere, calabro lucana, madre di due figli: ha battuto Serio Intervista a Pittella jr:
MAGNIFICA
«Non è
un problema
un piccolo
ateneo,
l’importante
è farlo
grande
nel territorio»
LORUSSO a pagine 9
«Perché ho scelto
di sostenere Braia»
Domenico Pittella, figlio di Gianni e nipote di
Marcello: è in campo alla segreteria Pd per Braia
Maria Teresa Labanca alle pagine 6 e 7
«T n’aia scì»
Così Mollica fa saltare
il numero legale
il video su
www.ilquotidianoweb.it
MONTALBANO A proposito del Patto di stabilità e municipi a secco M5S, Petrocelli
capogruppo
Il sindaco sciopera: letto in Comune al Senato
Devincenzis
TITO
ANNA CARONE a pagina 12
Entrano per un bicchiere d’acqua
la picchiano e la legano per rapinarla
Vito
Petrocelli
a pagina 7
POLICORO
POTENZA
Perseguitava la ex inseguendola
Condannato a 2 anni e 8 mesi
AMATO a pagina 15
Guarda chi si vede
Giovanni Floris
con figli al campus
ELIA a pagina 30
MATERA
Addio commosso a Santino
Gli amici in scooter dietro il feretro
FLUMERO a pagina 27
Floris in visita
a Policoro
Vi aspetto
il 6 LUGLIO
alle ore 19.00
Borgo Venusio - Matera
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022007
RASSEGNASTAMPA
TESTATA INDIPENDENTE CHE NON PERCEPISCE I CONTRIBUTI PUBBLICI PREVISTI DALLA LEGGE N° 250/90
Venerdì 27 giugno 2014
La Gazzetta del Mezzogiorno A 1,20
LA GAZZETTA
DI
PUGLIA - CORRIERE
DELLE
Quotidiano fondato nel 1887
PUGLIE
www.lagazzettadelmezzogiorno.it
B A S I L I C ATA
Edisud S.p.A. - Redazione, Amministrazione, Tipografia e Stampa: Viale Scipione l’Africano 264 - 70124 Bari. Sede centrale di Bari
(prefisso 080): Informazioni 5470200 - Direzione Generale 5470316 - Direzione Politica 5470250 (direzione [email protected]) - Segreteria di Redazione 5470400 ([email protected]) - Cronaca di Bari 5470430-431
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([email protected],it) - Speciali 5470448 ([email protected]) - Sport
5470225 ([email protected]) - Vita Culturale 5470239 ([email protected]).
Abb. Post. - 45% - Art. 2 C 20/B L. 662/96 - Filiale Bari - tassa pagata - *promozioni valide solo in Puglia e Basilicata - Anno 127° Numero 174
ECONOMIA L’ACCORDO BASE DI PARTENZA PER LA PRODUZIONE DELLE JEEP
ELETTA AL TURNO DI BALLOTTAGGIO
Melfi, firmato il contratto
per l’indotto della Fiat
Potenza, una donna
alla guida dell’Università
Aurelia Sole è Rettore
FERRARA IN GAZZETTA BASILICATA A PAGINA IV >>
Fiom-Cgil non sottoscrive. Ok dalle altre sigle
Amendolito: così salvaguardata l’occupazione
COSENTINA Aurelia Sole, 57 anni
BOCCIA E DE PEPPO A PAGINA 7 >>
POLITICA TENSIONI NEL PD E IN FORZA ITALIA. IN COMMISSIONE PRESENTATI 580 SUB-EMENDAMENTI. RITORNO ALLA CAMERA PER L’ASSEMBLEA ELETTIVA
LA CAMPAGNA DELLA GAZZETTA IL PRESIDENTE ABRUZZESE
In 34 chiedono l’eleggibilità, 18 sono parlamentari della maggioranza
Forza Italia: anche dai senatori pugliesi dubbi sul progetto del premier
vertice col Molise
più veloci
Riforme, lo scoglio Senato Treni
D’Alfonso: ora
COMMERCIO
LEGGE ELETTORALE
LA POSTA IN GIOCO
SULLA MADRE
DI TUTTE LE LEGGI
Festivi, per i negozi
12 chiusure l’anno
Su 6 decideranno i comuni
di TONIO TONDO
M
atteo Renzi è un
protagonista della
democrazia
post classica e
maggioritaria – sono i leader a
competere per i voti e il potere, non come semplici rappresentanti del popolo sovrano – ma deve cambiare gioco
per evitare di restare vittima
del “Paradosso Condorcet”,
dal nome di un rivoluzionario
girondino amico di Voltaire e
sbattuto in prigione da Robespierre. Lo spieghiamo così: i desideri della maggioranza, emersa con forza alle
europee, possono essere in
conflitto con i desideri dei
diversi gruppi che la compongono. Un’insidia fisiologica nella società democratica
del benessere, ma ancora più
incombente nelle fasi di gravi
crisi e di scarsità delle risorse
rivendicate da individui e
gruppi.
SEGUE A PAGINA 21 >>
YPRES Renzi ieri in Belgio, dove ha incontrato anche Van Rompuy
SERVIZI DA PAGINA 2 A 6 >>
LA MORTE DI YARA
Bossetti vede la moglie
La difesa affila le armi
A PAGINA 15 >>
l Dietrofront in tema di aperture dei
negozi nelle giornate festive, dopo la totale
liberalizzazione voluta dal governo Monti
nel 2011. La commissione Attività produttive della Camera ha licenziato un testo
base, che ora approda in parlamento, che
obbliga i negozi a 12 chiusure l’anno nei
festivi, individuando anche un calendario
che per metà i Comuni potranno cambiare.
TRENI PIÙ VELOCI Continua la battaglia, nel riquadro D’Alfonso
CALPISTA A PAGINA 17 >>
ALBERTINI: PRESTO IL NUOVO CT
Azzurri, rientro a testa bassa
Suarez stangato per il morso
GIULIANO A PAGINA 9 >>
UNIVERSITÀ DEL SUD
COLPEVOLI DI POVERTÀ
di LINO PATRUNO
C’
è una foto fulminante per capire in un attimo il problema del Sud. Capisci che sei arrivato al Sud quando
all’improvviso l’autostrada passa da tre a due corsie.
Ma capisci di essere arrivato al Sud anche quando
all’improvviso i bagni delle stazioni di servizio sono sporchi. L’autostrada che si restringe è colpa dello Stato, cioè degli altri.
UCCISE IL FIGLIO
La Franzoni ai domiciliari
ma non andrà a Cogne
A PAGINA 15 >>
SEGUE A PAGINA 21 >>
FIUMICINO I manifesti in aeroporto all’arrivo di alcuni Azzurri
SERVIZI NELLE PAGINE SPORTIVE >>
DEVE PASSARE LA NOTTATA
di STEFANO TATULLO
A PAGINA 21 >>
RASSEGNASTAMPA
Venerdì 27 giugno 2014
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - Quotidiano fondato nel 1887
www.lagazzettadelmezzogiorno.it
LA GAZZETTA DI POTENZA - LA GAZZETTA DI MATERA
Redazione Potenza: piazza Mario Pagano, 18 - Tel. 0971/418511 - Fax: 080/5502360 - Email: [email protected]
Redazione Matera: via Cappelluti, 4/b - Tel. 0835/251311 - Fax: 080/5502350 - Email: [email protected]
Pubblicità-Publikompass. Potenza: piazza Mario Pagano, 18 - Tel. 0971/418536 - Fax: 0971/274883; Matera: via Cappelluti, 4/b - Tel. 0835/331548 - Fax: 0835/251316
Necrologie: www.gazzettanecrologie.it - Gazzetta Affari: 800.659.659 - www.gazzettaffari.com
LE ALTRE REDAZIONI
Bari:
Barletta:
080/5470430
0883/341011
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099/4580211
ABBONAMENTI: tutti i giorni esclusi i festivi: ann. Euro 260,00; sem. Euro 140,00; trim. Euro 80,00. Compresi i festivi: ann. Euro 290,00; sem. Euro 160,00;
trim. Euro 90,00. Sola edizione del lunedì: ann. Euro 55,00; sem Euro 30,00. Estero: stesse tariffe più spese postali, secondo destinazione. Per info: tel.
080/5470205, dal lunedì al venerdì, 09,30-13,30, fax 080/5470227, e-mail [email protected] Copia arretrata: Euro 2,40. Tel 080/5470213
SANITÀ RIVOLTA A PISTICCI DOPO LA DECISIONE DI ABBATTERE IL TERZO PIANO
PISTICCI
L’ospedale di
Tinchi torna al
centro della
protesta. Già
nel ‘96 l’allora
piano sanitario
ne disponeva
la chiusura. La
Regione vuole
abbattere il
terzo piano
per problemi
di staticità, ma
nel 2007 lo
aveva
ristrutturato
Ospedale di Tinchi
«Dietro alle ruspe
l’idea di chiuderci»
Ronde a presidio dell’edificio
I locali sono stati
ristrutturati nel 2007 e
ora si scopre che hanno
problemi di staticità
.
l L’annunciato abbattimento del terzo piano
dell’ospedale di Tinchi di Pisticci scatena la
protesta dei cittadini. Il sospetto è che dietro a
questa decisione della Regione ci sia la volontà
di chiudere il nosocomio. Anche perché all’orizzonte non sembrano esserci investimenti.
MIOLLA A PAGINA II >>
VIGGIANO È PARTITA DAL CENTRO OLI LA VISITA IN BASILICATA DELLA DECIMA COMMISSIONE DEL SENATO. SOTTO LA LENTE C’È LO SVILUPPO ECONOMICO DELL’AREA
Ispezione su petrolio e rifiuti
Senatori a Tecnoparco. Allo studio anche la situazione dell’Itrec di Rotondella
All’esame pure gli
impianti di trattamento
dei rifiuti provenienti dalle
estrazioni petrolifere
DUE GIORNI La visita della commissione proseguirà oggi
l Le estrazioni petrolifere
in Val d’Agri e gli impianti di
trattamento di Tecnoparco
dove, tra l’altro, viene smaltita anche l’acqua di produzione (separata dall’olio e dal
gas) del centro oli di Viggiano; la situazione relativa
al rischio inquinamento e ai
pericoli che potrebbero derivare dall’impianto Itrec di
Rotondella. Su questi i temi è
in corso un’attenta verifica
della situazione da parte della
decima Commissione del senato che si occupa di industria, energia, commercio e
turismo. Commissione arrivata in Basilicata ieri per una
visita che si concluderà oggi.
MELFI
POTENZA
Indotto Fiat
firmato
l’accordo
per l’«Acm»
Aurelia Sole
è il nuovo
rettore
dell’Università
l Un accordo per i 1.650 lavoratori del consorzio Acm –
le 12 aziende dell’indotto dello
stabilimento di Melfi della
Fiat – è stato firmato nella sede
di Confindustria Basilicata, a
Potenza, da Uilm, Fim, Fismic
e Ugl ma non dalla Fiom-Cgil. I
punti principali dell’intesa riguardano l’occupazione, che è
salvaguardata, e l’armonizzazione salariale fra i lavoratori
dell’indotto e quelli della Fiat.
COSENTINA Aurelia Sole, 57 anni
SERVIZI A PAGINA III >>
BOCCIA IN NAZIONALE
A PAGINA 10 >>
FERRARA A PAGINA IV >>
POTENZA IL RAGAZZO TROVATO MORTO IN CASA IL 22 MARZO 2011 IERI SERA NON SONO CHIARE LE RAGIONI DEL DECESSO, INDAGANO I CARABINIERI
Caso Cuccaro, «alterata Bernalda, ottantenne trovata morta
la scena del crimine»
sull’uscio di casa in via Anacreonte
INCHIESTA Mario Cuccaro
l La morte di Mario Cuccaro,
avvenuta a Potenza il 22 marzo del
2011, resta avvolta da tanti interrogativi. Ieri mattina, durante
l’udienza in tribunale, sono emersi altri dettagli che minano la credibilità delle indagini: la maglia
che Mario indossava il giorno della morte non è tra i reperti acquisiti dalla polizia, «la scena del
crimine è stata alterata» e la vittima sarebbe stata portata in ospedale dal 118.
AMENDOLARA A PAGINA V >>
BERNALDA Scorcio del centro antico
l BERNALDA. Una donna di 80 anni, M.L., è stata
trovata morta, ieri pomeriggio, nella sua abitazione di
via Anacreonte a Bernalda. Il corpo della donna era
riverso in un lago di sangue, nei pressi dell’uscio di casa,
un basso della zona. La morte è avvenuta tra le 17 e le 18.
Vani sono risultati i tentativi dei sanitari di rianimare
l’anziana signora, che viveva col marito e aveva due figli.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della stazione di
Bernalda e gli uomini della Polizia municipale, oltre ai
legali, che avranno il compito di ricostruire l’accaduto,
le cui cause sono ancora al vaglio degli inquirenti. Il
corpo dell’ottantenne di Bernalda è stato trasportato
all’obitorio del cimitero cittadino per gli accertamenti
[an.mor.]
autoptici.
NON BASTA
LA DEROGA
AL PATTO
DI STABILITÀ
di NINO FALOTICO
SEGRETARIO CISL BASILICATA
L
a deroga al patto di stabilità è uno dei problemi, ma non è l'unica questione sul tappeto. Dalla
giunta Pittella ci aspettiamo misure concrete su lavoro, crescita e
coesione per ridare fiato alle famiglie e alle imprese. C'è sicuramente un problema di capacità di
spesa e bene ha fatto Pittella a
sbattere i pugni sul tavolo, ma bisogna anche dire che esiste un
problema non affrontato di qualità della spesa e di risultati. La
recente indagine della Corte dei
Conti sulle royalties petrolifere testimonia che alla disponibilità e
capacità di spesa di ingenti risorse finanziarie non sempre ha corrisposto in passato l'efficacia della
stessa.
Ecco perché come Cisl poniamo
da tempo il tema della concentrazione e della finalizzazione della
spesa su un pacchetto di provvedimenti che tenga insieme, integrandole, le politiche attive del lavoro, le politiche industriali e delle attività produttive, le politiche
infrastrutturali e del welfare.
CONTINUA A PAGINA XIII >>
TITO
Aggredita in casa
coppia di anziani
Tentativo di rapina
SERVIZIO A PAGINA IX >>
MATERA
Una petizione
per salvare il bus
diretto a Bari
DORIA A PAGINA X >>
RASSEGNASTAMPA
In Brasile ho vissuto
insieme alla tribù degli Zo’é.
Non conoscono la rissa:
quando c’è una divergenza i
contendenti salgono su un
albero e discutono fino a
che non si trova un accordo.
Sebastiao Salgado
fotografo
1,30 Anno 91 n. 168
Venerdì 27 Giugno 2014
U:
«Sì a Juncker, ma patti chiari»
Lucarelli:
«Addio
Rai crudele»
Pag. 21
●
●
Quel Leopardi
è un falso Infinito
Barzanti pag. 17
Basket:
la notte
del titolo
Pag. 23
Al vertice Ue Renzi e il Pse insistono su regole più flessibili, crescita e lavoro. Polemica con Merkel
Nella cena tra i leader discussa la bozza Van Rompuy ● Cameron va allo scontro ● Nomine attese oggi
«Sì a Juncker alla guida della commissione Ue, ma con un programma chiaro». Renzi e il Pse chiedono regole più
flessibili, per la crescita e il lavoro. Nella cena tra i leader a Ypres in discussione la bozza Van Rompuy. A PAG. 2-3
GLI AZZURRI
Mesto ritorno
«Nonnismo»
contro
Balotelli
Perché l’Europa
parla al mondo
State per leggere un articolo
paradossale: un interista che difende
Balotelli. Sia chiaro: i tifosi nerazzurri
non sono affranti perché SuperMario
non gioca più nella loro squadra, e
non hanno dimenticato la notte di
Inter-Barcellona quando Materazzi lo
appiccicò al muro dello spogliatoio.
Però, a tutto c’è un limite. I messaggi
trasversali arrivati dai «veterani»
della Nazionale, nei quali Balotelli
non veniva mai nominato ma
distintamente evocato, sono stati
SEGUE A PAG.13
assai sgradevoli.
LUIZ INÁCIO LULA DA SILVA
●
LA COSTRUZIONE DELL’UNIONE EUROPEA NON È SOLO UNA EREDITÀ EUROPEA:ÈUNAPARTEDELPATRIMONIOMONDIALE. È un’istituzione politica che ispi-
ra le nazioni a lavorare insieme e aumentare la cooperazione e l’integrazione nelle loro regioni. È stata l'ispirazione per il Sud America con il Mercosur
e l’Unione delle Nazioni Sudamericane, e per l’Africa con l'Unione Africana
e le comunità economiche regionali
che sono ora impegnate nello sviluppo
SEGUE A PAG. 15
del continente.
La politica
si fa in tre
L’ANALISI
MICHELE CILIBERTO
La politica, nonostante le
apparenze e tante chiacchiere,
ha leggi precise, «obiettive»,
perché fondate su interessi che,
prima o dopo, si fanno sentire. È
bene che Grillo e Casaleggio se
ne siano resi conto, anche se è
stato necessario il duro
«farmaco» della loro sconfitta
elettorale nella quale ha,
certamente, inciso il modo duro,
violento, con cui si sono mossi,
prima del voto.
SEGUE A PAG. 16
Il sabato,
approfondire
sarà più semplice
l’Unità
left
a soli
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www.left.it
Riforme, avanti tra le tensioni
● Senato: 35 firmano
l’emendamento Chiti
per l’elezione diretta
● Italicum, Forza Italia
contro le aperture
sulle preferenze
Staino
Cresce la fronda sulla riforma del Senato: 35 senatori sostengono la proposta
Chiti per l’elezione diretta. Non solo
dall’opposizione - in particolare da Forza Italia, alle prese con nuove fibrillazioni -, ma anche dalla maggioranza. Intanto dopo le aperture del premier sulle preferenze nell’Italicum, Forza Italia
dice no. Tra i 5 Stelle a Bruxelles tensioni sull’alleanza con Farage. A PAG. 4-5
Il Cdr ai lettori
FRONTE DEL VIDEO
Magari, se ce lo dicevano prima
che si parla con gli avversari: non tanto
per convincerli, ma per allargare i propri
●
Pd-M5S si imbastisse l’ennesimo derby confini politici e dimostrare di essere perTUTTO POTEVAMO IMMAGINARE,
TRANNE CHE SULL’INCONTRO
italiano. Invece è quello che ha tentato di
fare il giornalista del Fatto quotidiano,
Scanzi, ospite di Lilli Gruber, sostenendo
che il grillino Di Maio avrebbe, diciamo
così, dato una lezione a Renzi. Dio mio, i
giudizi possono essere diversi; quel che
conta è il risultato. Infatti Toninelli ha dichiarato ai tg che, con l’incontro, si è fatta
conoscere agli italiani la proposta pentastellata. Vero. Verissimo. È per questo
sone ragionevoli e civili.
Peresempio, oraBerlusconi èpreoccupato di esseremesso all’angolo e di perdereilruolo centraleche avevanellatrattativa. E questo chiarisce una volta per tutte
come un anno di contumelie e diktat da
parte di Grillo sia servito solo a rianimare
l’ex cav. dopo che gli italiani gli avevano
dato una batosta da 6 milioni di voti in
meno. Altro che preferenza negativa!
Vogliamo riaffermarlo con orgoglio. Se il valore della testata Unità
non si è depauperato nel corso di
questi mesi è solo grazie al nostro
impegno, alla nostra professionalità, al nostro attaccamento a un giornale che per tutti noi, giornalisti e
poligrafici, rappresenta molto di più
di un posto di lavoro. Ci sentiamo
parte di una comunità, un sentimento condiviso con i nostri lettori che
non hanno fatto mai mancare il sostegno alla nostra lotta in difesa del
giornale fondato novant'anni fa da
Antonio Gramsci. Questo stesso orgoglio, questo forte senso di responsabilità, lo chiediamo, lo esigiamo
da coloro da cui dipende se l'Unità
sarà ancora in vita. Giovedì prossimo le rappresentanze sindacali incontreranno i liquidatori della società editrice. Non sarà, non potrà essere un incontro di facciata.
SEGUE A PAG.5
RASSEGNASTAMPA
2 PRIMO PIANO
Venerdì 27 giugno 2014
PARTITI E GOVERNO
C'è poi un gruppo trasversale che
propone di tagliare il numero dei deputati
nella speranza che la Camera blocchi tutto
STRATEGIE E RESA DEI CONTI
Riforme, il Senato degli eletti
agita Forza Italia, M5S e fronda Pd
I grillini: «Se noi siamo in gioco, fuori Berlusconi». Ma Renzi tira dritto
l ROMA. Si avvicina il voto
che abroga il Senato elettivo e il
bicameralismo, e nella maggioranza ripartono le fibrillazioni:
18 senatori dei partiti che sostengono il governo hanno infatti presentato una serie di
sub-emendamenti che rimettono in discussione gli emendamenti dei relatori che sintetizzano gli accordi. A questo punto diventano indispensabili i
voti della Lega e di Forza Italia
che, in una riunione a cui sono
intervenuti Giovanni Toti e Denis Verdini, ha blindato l’intesa
raggiunta con il ministro Maria Elena Boschi. E Matteo Renzi tira dritto, come spiega il
fidatissimo vicesegretario del
Pd Lorenzo Guerini: «il percorso procederà secondo la direzione e i tempi previsti».
Lunedì inizierà in Commissione affari costituzionali il voto sui 20 emendamenti dei due
relatori, Anna Finocchiaro e
Roberto Calderoli, che raccolgono l’intesa tra maggioranza,
Lega e Fi sul superamento del
bicameralismo e l’elezione indiretta del Senato da parte dei
Consigli regionali. Ieri scadeva
il termine per presentare i
sub-emendamenti ed ecco che è
arrivato un pacchetto di 14 proposte firmate da 16 senatori del
Pd (Vannino Chiti e Felice Casson in testa), più Mario Mauro
e Salvatore Buemi, che assieme
a altri 17 senatori delle opposizioni (Sel ed ex M5s) provano
a rimettere in discussione tutto: il Senato deve essere eletto
dai cittadini e deve avere dei
poteri legislativi quasi immutati rispetto ad ora.
In una conferenza stampa
per illustrare i sub-emendamenti Mario Mauro ha parlato
di «deriva autoritaria» del ddl
del governo. Cosa che ha fatto
arrabbiare molti senatori del
Pd che se la sono presa con i
loro colleghi Chiti e Casson,
presenti alla conferenza. È l'ennesimo strappo all’interno del
gruppo Dem dove i rapporti con
gli ex «autosospesi» sono tesi.
La maggioranza ha in Senato
169 voti su 315, e i dissidenti
farebbero saltare le riforme:
ma nel governo non si è registrata una particolare preoccupazione, visto che regge l’intesa con Lega e Forza Italia.
Anche quest’ultima ha presentato alcuni sub-emendamenti
che però si inseriscono nel solco dell’impianto dei relatori: essi chiedono una maggior proporzionalità all’interno dei
Consigli regionali al momento
di eleggere i senatori. Emendamenti che Finocchiaro ha definito «seri».
Paolo Romani ha parlato di
«accordo vicino» e comunque
ha radunato i suoi 59 senatori
alla presenza di Giovanni Toti e
IL «FORNO»
Un fermo
immagine
dell’incontro
tra i
parlamentari
del Pd e
quelli del M5s
che si è
svolto
mercoledì
scorso alla
presenza di
Matteo Renzi
.
Denis Verdini, inviati da Berlusconi per blindare l’intesa.
Mal di pancia ci sono, ha ammesso Romani, ma solo 4 senatori «azzurri» hanno presentato sub-emendamenti in dissenso.
E' chiaro che l’accordo riguarda anche la legge elettorale e le future modifiche
LE TENSIONI MOTIVO DEL CONTENDERE I RAPPORTI CON I VERDI E CON IL CAPO DELLA COMUNICAZIONE
all’Italicum, e l’impegno di
Renzi a mantenere un dialogo
«costituente» anche sui prossimi passaggi istituzionali (elezione Csm, giudici Consulta e,
più in là, il successore di Napolitano). Ma tutto ciò fa a sua
volta agitare M5s, che vede sfumare gli effetti dell’incontro di
mercoledì con Renzi. Ne sono
derivati alcuni «aut aut» a Renzi da parte dei grillini ( o noi o
Berlusconi, dicono) bollati come «infantili» dal Deborah Bergamini, responsabile comunicazione di Fi.
C'è poi un gruppo trasversale
di senatori che propone di tagliare il numero dei deputati,
nella recondita speranza che
poi la Camera faccia saltare tutto. Ma Guerini, appunto, tranquillizza: «Siamo a un passo
dalla riforma del Senato, è normale che nel dibattito vi sia la
presentazione di diversi emendamenti, ma il percorso procederà secondo la direzione e i
tempi previsti».
Giovanni Innamorati
BOTTA E RISPOSTA A SANZA L’INCARICO DI COMMISSARIARE IL PARTITO IN PUGLIA
E all’europarlamento Tabacci caccia Pisicchio dal Cd
è caos a Cinque Stelle La replica: io già fuori da tempo
l ROMA. Clima teso tra gli eurodeputati M5S a
Bruxelles dove, a pochi giorni dalla prima assemblea plenaria dell’europarlamento, emergono voci di espulsioni. Motivo del contendere i
rapporti con i Verdi Europei e la gestione amministrativa del gruppo che avrebbe spinto gli
eurostellati a richiedere a Milano, addirittura,
l’allontanamento del capo comunicazione Claudio Messora. Informazioni rivelate da fonti parlamentari pentastellate, che si nascondono dietro
l'anonimato, ma smentite quasi immediatamente da un post sul blog di Beppe Grillo a firma dello
stesso leader 5S e di Gianroberto Casaleggio.
I due cofondatori difendono il loro uomo a
Bruxelles, prima capo al Senato, e chiedono il
nome della fonte della notizia. «Nessun portavoce
del M5S al Parlamento Europeo – scrivono i due –
è a rischio espulsione contrariamente a quanto
riportato». Poco dopo, arriva una dichiarazione
degli stessi europarlamentari che affermano di
non volere l'allontanamento del loro responsabile comunicazione: la firmano i 17 parlamentari.
Dei contatti in corso tra una piccola pattuglia
eurostellata ed il partito degli ecologisti parla,
invece, Joachim Denkinger, vicesegretario generale del gruppo Verdi Europei al Parlamento:
«Gli eurodeputati M5S vogliono parlare con noi –
dice il politico tedesco – Dobbiamo aspettare.
Vedranno che sono nel gruppo sbagliato», aggiunge maliziosamente. Il M5S non raccoglie la
provocazione ma precisa: «Nessuno ha escluso
l’alleanza con i Verdi – scrivono ancora Grillo e
Casaleggio – semplicemente tale ipotesi non è
mai esistita a causa del rifiuto degli stessi Verdi».
Il partito ecologista replica a sua volta attraverso
i portavoce italiani Angelo Bonelli e Luana Zanella: «I fatti - sostengono – sono altri: nonostante
le aperture di Josè Bovè e di Rebecca Harms, il
M5S ha scelto di non inserire i Verdi europei tra
le opzioni di voto del referendum sulla collocazione dell’M5S».
Il clima dei 5 stelle al Parlamento europeo è
infuocato: il canto delle sirene dei Verdi e le
tensioni interne lo infiammano ancora di più.
Anche in Italia non mancano focolai. A Firenze, mercoledì sera, si è sfiorata una rissa ad
una riunione di attivisti. A scaldare gli animi dei
militanti grillini l’ipotesi di espellere o sospendere per un lungo periodo di tempo alcuni iscritti
per aver firmato, nelle settimane scorse, una
lettera di critiche al vicepresidente della Camera
Luigi Di Maio. La discussione si è fatta sempre
più accesa, con grida e strepiti anche in strada,
che hanno spinto alcuni residenti a chiamare la
polizia, segnalando una rissa. Lo scontro è poi
continuato sul web. Miriam Amato, candidata a
sindaco del Movimento ed ora in consiglio comunale, definisce l’episodio «una tragedia». La
capogruppo in consiglio, Silvia Noferi, è più dura
denunciando la "mancanza delle più elementari
norme di garanzia" nella votazione per le espulsioni.
L'episodio di Firenze è uno dei simboli dello
scontro tra gruppi in corso all’interno del M5S,
nato -secondo qualcuno all’interno del movimento – in concomitanza con la minore presenza di
Gianroberto Casaleggio nella gestione dei pentastellati.
Teodoro Fulgione
l ROMA. Pino Pisicchio è fuori dal Centro Democratico. La «scomunica» viene da un comunicato del partito di Bruno Tabacci che fa seguito a un
intervento dell’ufficio stampa di Pisicchio su un
quotidiano online in cui si esprimevano forti critiche al progetto politico.
«Alla luce della nota dell’ufficio stampa Pino
Pisicchio inviata ad un quotidiano di informazione
online pugliese - si legge nella nota del Cd – il Centro
Democratico registra che se l’on. Pisicchio non ha
condiviso le scelte politiche del partito fin dalla
primavera del 2013 non si capisce perchè abbia
atteso fino ad oggi per affermarlo pubblicamente».
«E' vagamente umoristico, inoltre – aggiunge –
tentare di far credere che senza la lista nazionale di
Cd l’on. Pisicchio avrebbe potuto diventare parlamentare da solo, così come fingere di non sapere
che per diventare presidente del gruppo Misto alla
Camera doveva far parte della componente un anno fa più rilevante in termini numerici dello stesso
Misto. In ogni caso Centro democratico prende atto
che l’on. Pisicchio si chiama fuori dalla componente parlamentare alla Camera. Lo scorso 24 giugno, peraltro, l’on. Pisicchio era già stato invitato a
lasciare ogni incarico all’interno di Centro Democratico e nella stessa giornata gli organi regionali di partito in Puglia erano stati commissariati, con incarico all’on. Angelo Sanza di rappresentare il partito nella Regione e, nell’immediato, nella fase di costruzione della nuova giunta
comunale di Bari».
Immediata la replica del parlamentare pugliese
che, da tempo del resto, è presidente del gruppo
misto alla Camera. «Circolano agenzie con toni
GRUPPO MISTO L’on. Pino Pisicchio
trancianti sul mio abbandono del Cd. In verità è
difficile abbandonare qualcosa che non c'è più. Mi
pareva, infatti, che l'esperienza del Centro Democratico nel suo insieme si fosse già smarrita con
quell'incauta lista alle europee, da me non condivisa, che ha testimoniato, col suo 0,7% raccolto
con altre due sigle, una perdita di orientamento, di
ruolo e, soprattutto, di popolo da rappresentare. Per
quel che mi riguarda nessuna acrimonia e nessuna
polemica: credo che si sia aperta una fase nuova
della politica nazionale in cui le microformazioni
impastate solo di ceto non trovano luogo. Il mio
impegno è e sarà ancora orientato a concorrere, per
il poco che potrò, a costruire un campo democratico
più vasto, i cui riferimenti sono le identità civiche e
i mondi vitali che fanno ancora competitivo e pieno
di speranza questo nostro paese. Non rinunciando
a portare dentro la sensibilità culturale che ispira
da sempre il mio stare in politica».
RASSEGNASTAMPA
PRIMO PIANO 3
Venerdì 27 giugno 2014
LA DIRETTA
Segui gli aggiornamenti sul telefonino. Le istruzioni sono a pagina 21
Silvio chiede calma
«Il patto va rispettato»
Fitto da Potenza: utile una riflessione sugli accordi presi
IL NODO
SENATO In
alto, il
presidente del
consiglio
Matteo Renzi. A
sinistra il leader
di Forza Italia
Silvio
Berlusconi e qui
a destra, l’ex
ministro e ora
europarlamentare
Raffaele Fitto
ieri impegnato
in una
manifestazione
politica a
Potenza
.
IL DIBATTITO GLI INTERVENTI DEI DUE DEPUTATI AZZURRI ELETTI A PALAZZO MADAMA. «IL PATTO DEL NAZARENO? NON C’È ALCUN IMPEGNO»
Per i pugliesi è «fumo negli occhi»
L’allarme dei senatori D’Ambrosio Lettieri e Liuzzi: attenti alle svolte autoritarie
l BARI. I senatori pugliesi di Forza
Italia «bollano» di antidemocraticità la
riforma del Senato in chiave non elettiva e si schierano per un approfondimento del dibattito tra gli azzurri nel
merito degli accordi stretti con il premier Matteo Renzi.
Luigi D’Ambrosio Lettieri: «Le riforme vere, quelle che servono davvero
alle famiglie e alle imprese italiane per
uscire dall’incubo recessione e guardare con fiducia al futuro, non possono
essere servite al Paese come uno specchietto per le allodole - spiega il senatore barese, capogruppo azzurro nella 12° Commissione -. Le conseguenze
sarebbero nefaste. Qui non si tratta di
mantenere rendite di posizione o restare arroccati su posizioni romantiche dell’idea di democrazia parlamentare. Qui si tratta di riscrivere regole
che determinano poi il modello della
società in cui vogliamo vivere. Quello
che a molte persone può sembrare uno
stucchevole dibattito sui massimi sistemi in realtà riguarda la loro vita, i
loro diritti e i loro doveri, passando dal
lavoro al welfare. E siccome sento parlare diffusamente male di questa riforma anche da illustri giuristi e opinionisti, non solo dal mondo politico in
modo trasversale, bisogna convenire
che uno stress test così al Paese non
serve se il risultato è una cura peggiore
del male».
Per D’Ambrosio Lettieri, «fermo restando che la linea sarà quella comune
del partito, un principio deve essere
chiaro: una cosa è modernizzare le istituzioni, tenendo presente il necessario
e doveroso abbattimento dei costi. Altra cosa è affossare la democrazia ricorrendo un’operazione facciata che
non risolve il problema, anzi potrebbe
accentuarlo, consegnando il giusto superamento del bicameralismo perfetto
a logiche estranee ai processi demo-
BARI Luigi D’Ambrosio Lettieri
NOCI Piero Liuzzi
cratici. D’altronde, le parole pronunciate qualche settimana fa dal presidente Berlusconi sono state: sul Senato
non elettivo non c’è alcun impegno da
parte nostra. Il riferimento al cosiddetto Patto del Nazareno stipulato con
il premier Renzi a proposito di riforme
appare chiaro. Dunque, pur non conoscendo direttamente i contenuti di quel
Patto e nella convinzione che cambiare
l’architettura costituzionale sia una
necessità per riportare l’Italia in una
dimensione di capacità competitiva e
di sviluppo, nel rispetto delle regole
democratiche, faccio mie queste parole,
assumendole a utile riferimento nel dibattito interno al partito. Perché non vi
è dubbio che sul tema delle riforme e
anche sulla legge elettorale occorra un
confronto approfondito all’interno del
partito che dovrà poi definirsi in una
sintesi condivisa, anche alla luce dei
numerosi emendamenti presentati sia
alla Camera che al Senato».
Parla di «pastrocchio» un altro senatore pugliese (è di Noci), Piero Liuzzi, capogruppo commissione cultura:
«Posso pure comprendere gli sforzi di
Renzi tesi ad imprimere una svolta decisionista in una politica perennemente indecisa e in un Paese permanentemente incerto e lento nell'assumere
decisioni, ma non è ammissibile che
questa riforma del Senato venga fatta
da un governo che ogni giorno cambia
idea sull'argomento. E poi qualcuno deve spiegarmi, se ci riesce, perché la
legge di riforma costituzionale deve
farla l'esecutivo e non nascere all'interno del libero dibattito parlamentare,
sfidando il populismo, la demagogia e
l'atteggiamento gigionesco».
«Siamo al punto che un premier piace perché si atteggia, interpreta, simula di cogliere il sentimento popolare
dell'antipolitica - aggiunge Liuzzi -.
Questo disegno di legge è francamente
un pastrocchio; mi chiedo perché i senatori che non vogliono portare il cervello all'ammasso debbano votarlo. Si
arriva ora a brandire l'esigenza del premier di portare la riforma del bicameralismo come trofeo a Bruxelles per
risultare più credibile presso le cancellerie europee. Nulla si dice invece
sul peggioramento dei conti pubblici,
sul Pil che non cresce e la disoccupazione che sale; i consumi frenano e
alla scuola si negano risorse. Vuoi vedere che questo Senato “dopolavoro” di
sindaci e consiglieri regionali finisce
per essere un diversivo, fumo negli occhi degli italiani a cui si fa credere che
l'economia peggiora perché non si fa la
riforma del Senato? È colpa di Palazzo
Madama se il bene-casa è continuamente sotto attacco del fisco, i carburanti sono un bancomat per prelevare
risorse dai consumatori e la cassa integrazione sta erodendo le casse statali
senza apportare benefici al sistema Italia? Renzi e la sua maggioranza non
dicono agli italiani che siamo in piena
economia di sussistenza. Poi faccio
un'ultima considerazione: quei pochi
sindaci e consiglieri regionali non finiranno di limitare l'agibilità delle assemblee di cui faranno parte? Per consentire la convocazione dei consigli e
dell'aula di Palazzo Madama sarà necessario mettere d'accordo i componenti, generando disfunzioni. E qualcuno
si sentirà autorizzato a non attendere
che quel tipo di Senato decida. Vedo
nell'aria una svolta autoritaria».
l ROMA. Gli spazi in cui muoversi non sono
larghissimi e le riforme sono pur sempre il
frutto di una trattativa nella quale conta, anche, la parola data. Silvio Berlusconi raffredda
così gli animi della pattuglia di senatori FI
impegnati nell’accidentato rush finale sulle
riforme. Una pattuglia, riunitasi ieri a Palazzo
Madama, dove serpeggia il malumore per una
riforma che, per alcuni, resta indigeribile. Ma
alla fine il Cavaliere riesce a far prevalere la
sua linea giocando su due sponde: quella interna e quella del premier Matteo Renzi. Al
quale rivolge un «warning» neanche così implicito: sulla legge elettorale l’interlocutore
resta FI e la base resta l’Italicum.
Che tra i senatori azzurri gli animi fossero
accesi l’ex premier lo aveva intuito e, forse
anche per questo, alla riunione a Palazzo Madama invia Giovanni Toti. Una presenza, si
sottolinea negli ambienti azzurri, apprezzata
dai più perché prova del raccordo tra partito e
gruppi parlamentari. Un raccordo che, tra le
righe, in diversi lamentavano come debolissimo. Tanto che poche ore dopo, rispondendo
ad una esplicita richiesta del capogruppo alla
Camera Renato Brunetta, l’ex premier, dopo
un colloquio telefonico con Romani, convoca i
gruppi riuniti per giovedì prossimo, alla sua
presenza. E alla riunione parteciperanno anche gli europarlamentari, Raffaele Fitto incluso, tanto da delineare una discussione che
potrebbe andare ben aldilà del tema delle riforme. Ma la convocazione è un ulteriore passo avanti da parte del leader FI, e servirà a
saldare ulteriormente la linea del partito.
Una linea che, riferiscono fonti parlamentari, ha visto nella riunione di ieri 4 interventi
a favore del Senato elettivo e contrari, quindi,
ad uno dei punti-chiave del Patto del Nazareno. «Sarà l’Aula a decidere», sottolinea Romani al termine dell’incontro, consapevole
che qualcuno, Augusto Minzolini in testa, potrebbe anche non votare il ddl. Ma la maggioranza del gruppo, si spiega, sembra ormai
disponibile ad adeguarsi alla linea di Berlusconi. Con un punto, tuttavia, sul quale FI
pretende una mediazione: il criterio di proporzionalità dei senatori eletti dai Consigli
regionali.
Sul tema, difficilmente gli sherpa del Cavaliere, Romani e Denis Verdini, chiuderanno
un occhio. «Aspettiamo una risposta dal ministro Boschi», spiega Romani, che infatti parla di accordo «vicino» ma non ancora definito.
Mentre, una volta chiuso il primo capitolo
delle riforme, c'è un altro punto sul quale FI
non accetta né arretramenti né intrusioni
«pentastellati»: l’Italicum resta la «base da cui
si parte e si arriva». Una base che non prevede
preferenze. E qui il messaggio è diretto soprattutto a Renzi.
Sul nuovo Senato interviene anche Raffaele
Fitto, ieri a Potenza: «Faremo delle riunioni
per discutere delle riforme e per vedere quale
sarà l’evoluzione: c'è un accordo che è stato
messo in piedi da tempo e su cui sarà utile fare
una riflessione perchè mi sembra che si sia
aperto un fronte anche sulla legge elettorale e
si tratta di capire come vogliamo procedere.
Adesso credo sia utile poter approfondire la
legge elettorale nel merito, verificando gli
emendamenti presentati in queste ore».
Fitto ha quindi rilanciato il cavallo di battaglia delle primarie: «Il centrodestra ha bisogno di un confronto per comprendere le
ragioni del risultato delle europee e al tempo
stesso discutere dei programmi, che sono l’elemento principale di aggregazione, e poi stabilire anche i metodi di selezione della classe
dirigente: mi sembra che ormai il dato delle
primarie di coalizione sia già acquisito. La
necessità – ha aggiunto – è quella delle primarie di coalizione, anche in vista delle prossime elezioni regionali che abbiamo alle porte, e poi proseguire nel confronto perchè il
centrodestra non deve essere una sommatoria
di sigle e partiti, ma un’aggregazione coerente
e concreta dal punto di vista dei programmi».
RASSEGNASTAMPA
4 PRIMO PIANO
Venerdì 27 giugno 2014
IL PIANO RENZI
POLITICA ED ECONOMIA
I magistrati contabili: affrontare il tema
della sostenibilità futura di un sistema di
prestazioni di servizi alla collettività
Pubblica amministrazione
verso un esame sprint
Il 14 luglio sarà in aula. La Corte dei Conti: non solo tagli, va ridisegnata
l ROMA. Il governo dovrebbe
«ripensare i confini» in cui opera
la pubblica amministrazione. Nel
giorno in cui la Camera stabilisce
tempi stretti per l’esame del decreto Pubblica amministrazione,
atteso in Aula per già il 14 luglio, al
governo arriva l'invito della Corte
dei Conti a pensare a un intervento
di vera riorganizzazione e razionalizzazione con una «chiara strategia di governo della spesa e di
selezione dei terreni su cui è chiamato ad incidere l’intervento pubblico».
Secondo i magistrati contabili
insomma non basta fermarsi ai
tagli e alla eliminazione degli sprechi per tenere sotto controllo la
spesa, ma bisogna, anzi è fondamentale anche «affrontare direttamente il tema della sostenibilità futura di un sistema di prestazioni di servizi alla collettività
(dalla salute e l’istruzione alle imprese e all’ambiente) originariamente concepito in un contesto
economico, sociale e demografico
più favorevole».
Di sicuro nell’esecutivo c'è la
consapevolezza che «la riforma
della Pubblica amministrazione è
quella che serve per far funzionare
tutte le altre» come ha sottolineato
il ministro dell’Economia Pier
Carlo Padoan, chiarendo che a
poco serve far passare in Parlamento «bellissime leggi» se poi
non c'è una macchina pubblica che
sia efficiente e in grado di farle
funzionare a tutti gli effetti.
E in questa direzione vorrebbe
andare il decreto che è approdato
sul tavolo della commissione Affari Costituzionali di Montecitorio, che oltre al ricambio gene-
razionale e alla mobilità per gli
statali (mobilità che sempre secondo la Corte dei Conti andrebbe
estesa e accompagnata da «moderni sistemi di incentivazione
della produttività») razionalizza le
autorità indipendenti e spinge sul
processo di digitalizzazione dei
processi.
Relatore del provvedimento sarà
il democratico Emanuele Fiano,
che farà la sua relazione martedì
prossimo. A seguire dovrebbe es-
ECONOMIA Pier Carlo Padoan
serci un ciclo di audizioni.
Intanto dalla relazione tecnica al
provvedimento emergono dettagli
sull'impatto di alcune delle misure
che hanno fatto maggiormente discutere in questi giorni.
In primis lo stop all’istituto del
trattenimento in servizio, misura
che dovrebbe liberare «15mila posti» per i giovani come hanno
ripetuto il ministro Marianna Madia e anche il premier Matteo
Renzi. Al 2012, dice la relazione,
erano però solo 1200 gli statali
rimasti in servizio una volta raggiunta l’età della pensione, e circa
la metà (660) nel comparto della
magistratura (per cui lo stop non
sarà al 31 ottobre 2014 ma dal 31
dicembre 2016).
Le disposizioni sul trattenimento in servizio, peraltro, costeranno
in 5 anni quasi mezzo miliardo allo
Stato (467,3 milioni di euro tra 2014
e 2018) per via dell’anticipo di
pensioni e tfr.
Per effetto del taglio del 50% dei
distacchi, tema caldo sul fronte
sindacale, dalla relazione emerge
anche che in circa 340, tra insegnanti e personale non docente,
torneranno tra i banchi di scuola:
nel triennio 2013/2015 infatti sono
stati autorizzati 681 distacchi.
Il taglio, che consentirà una minore spesa per le supplenze, dovrebbe portare un risparmio di
circa dieci milioni di euro l’anno.
Buone notizie infine per le imprese che con il dimezzamento dei
diritti camerali risparmieranno
400 milioni di euro l’anno, seppure
non mancano le polemiche.
A loro pensa invece l’altro decreto, il cosiddetto taglia-bollette
che prevede anche incentivi fiscali
per le società che aumentano il
proprio capitale, attraverso il cosidetto Aiuto Crescita Economica
(Ace) che già nel 2015 vale 27,3
milioni ma che se si sommano i
benefici fino al 2021 (quando varrà
oltre i 148 milioni annui) consente
di stimare in almeno 715 milioni il
risparmio fiscale complessivo.
Il bonus per gli investimenti in
beni strumentali, invece, avrà i
suoi effetti dal 2016 (per circa 204
milioni) per arrivare ai 408 milioni
previsti sia per il 2017 che nel
2018.
Silvia Gasparetto
IL CONFRONTO
Nell’immagine in alto il
presidente di
Confidustria, Giorgio
Squinzi che ieri per la
prima volta ha mostrato
un «cauto ottimismo»
sul futuro economico
del Paese. Sebbene
proprio Confindustria
abbia visto al ribasso le
stime per la crescita del
Pil
.
MILANO IL PRESIDENTE DELLA PIÙ GRANDE CAMERA DI COMMERCIO D’ITALIA
Sangalli: «Da rivedere
taglio ai diritti camerali»
l MILANO. «Rendere la Pubblica
Amministrazione più efficiente e meno costosa è uno degli obiettivi più
rilevanti e condivisibili del Governo
Renzi. In questo contesto è importante
anche la riforma delle Camere di commercio soprattutto se in senso migliorativo». Lo dice Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di
Milano.
«Proponiamo tuttavia di riconsiderare la decisione, per decreto legge, di
tagliare del cinquanta per cento il diritto annuale riconosciuto alle Camere di commercio. Un costo, è bene ricordarlo, che per le imprese si aggira
LA POLEMICA MA DAL PARTITO DEMOCRATICO PARTE L’APPELLO ALL’ESECUTIVO PER CHIEDERE DI RIVEDERE LA RIFORMA FORNERO
Esodati, Poletti: «Con la proroga
32mila nuovi salvaguardati»
Un anno in più per le tutele e non perdere stipendio e pensione
LAVORO Il ministro Giuliano Poletti
l ROMA. Il Governo allarga le maglie
delle salvaguardie per gli esodati, ci sarà
un anno di tempo in più per accedere alle
tutele e non restare senza stipendio e
pensione. Spostando la scadenza dal gennaio del 2015 allo stesso mese del 2016 si
amplierà anche la platea dei beneficiari: i
conti fatti dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, parlano di «32 mila e 100»
persone in più, di cui circa 24 mila recuperate dai vecchi interventi, tutte posizioni non sfruttate, per cui non è giunta
domanda, mentre 8 mila sono quelle completamente nuove.
In tutto i salvaguardati salirebbero così a quota 170 mila, a fronte dei 162 mila
previsti dai 5 interventi già fatti (42.430
pensioni liquidate, stando all’ultimo rapporto Inps aggiornato a maggio). Ma non
finisce qui: la questione si riaprirà in
autunno. Infatti Poletti, annunciando il
nuovo intervento, il sesto, sottolinea anche come si stiano valutando possibili
«interventi strutturali» da inserire nella
legge di stabilità per dare risposta «alle
tante diverse situazioni, non definibili
tecnicamente come esodati» ma che comunque si rivolgono a quanti perdendo il
lavoro sono rimasti a secco, privi di stipendio, ammortizzatori e pensione.
Intanto la proposta del ministro, presentata in commissione Lavoro alla Camera, dovrebbe approdare nell’Aula di
Montecitorio mercoledì 2 luglio, sotto forma di emendamento al testo unitario
messo a punto dalla commissione guidata da Cesare Damiano. Il deputato democrat dà un giudizio positivo al progetto
dell’esecutivo, evidenziando come la direzione sia quella «giusta», tuttavia, avverte: «Nella legge di stabilità bisognerà
trovare la soluzione strutturale». D’altra
parte, sempre dal Pd, Patrizia Maestri e
Antonella Incerti, chiedono al ministro
di «affrontare in modo definitivo la questione, attraverso una modifica strutturale della legge Fornero». Dalla commissione sono in particolare arrivati due
suggerimenti: quota 100 e flessibilità in
uscita, a partire dai 62 anni. Tutte ipotesi
che, spiega Poletti, saranno prese in «analisi» nell’ambito della legge di stabilità».
mediamente intorno ai 120 euro all’anno, a fronte di molti servizi resi e investimenti diretti a favore delle imprese e del territorio. Siamo d’accordo, dunque, con il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni,
che ha espresso la sua preoccupazione
per questo intervento lineare che rischia di ripercuotersi pesantemente
anche sugli accordi di programma tra
Regione e sistema camerale lombardo.
Accordi del valore di oltre 90 milioni di
euro destinati a sostenere il mondo
imprenditoriale in attività strategiche come accesso al credito, innovazione e internazionalizzazione».
Il rapporto trimestrale
La commissione antimafia: «Al Nord
impressiona la presenza dei clan»
TORINO. Per anni è stata ignorata, sottovalutata,
persino negata. Eppure la mafia c'è, al Nord come al
Sud. Una presenza «impressionante» per il suo radicamento, che si annida all’ombra dei piccoli comuni e alla violenza preferisce la corruzione e la ricerca del consenso, anche quello politico. È il quadro allarmante che
emerge dal Primo Rapporto Trimestrale «Le Mafie al
Nord», presentato a Torino dalla Commissione parlamentare Antimafia presieduta da Rosy Bindi. Occasione della visita dell’Antimafia, che proseguirà domani, è
il 31/esimo anniversario dell’omicidio Caccia, il procuratore capo di Torino vittima di un agguato il 26 giugno
1983 per il quale viene chiesto di riaprire il processo.
Una data simbolica per ricordare, come evidenzia il
rapporto commissionato dall’Antimafia all’Osservatorio Criminalità organizzata dell’Università di Milano,
che la mafia «è ovunque». Al Nord le aree più colpite
sono la Lombardia, in particolare nella zona intorno a
Monza-Brianza, e il Piemonte (Torino e provincia); seguono Emilia Romagna, Liguria, in particolare l'imperiese, e poi il Veneto. «Questo Rapporto dimostra come ci sia una zona grigia in cui tutti, se non consapevoli, rischiano di essere complici», ha osservato la Bindi.
Infratel Italia SpA
ESTRATTO DI AVVISO DI APPALTO AGGIUDICATO
Amministrazione Aggiudicatrice: Infratel Italia S.p.A.
LOTTO N. 1: Piemonte CIG 4978669F9D - LOTTO N. 2: Abruzzo, Lazio, Marche, Puglia, Toscana, Umbria CIG
498142304E - LOTTO N. 3: Emilia Romagna, Lombardia, Veneto CIG 498147398E Oggetto dell’appalto: tre
Accordi quadro relativi alla progettazione esecutiva e la realizzazione di infrastrutture costituite da impianti
in fibra ottica per una rete a banda larga, comprensiva della fornitura e posa in opera del relativo cavo in
fibra ottica e della successiva manutenzione dell’infrastruttura, nel territorio dei lotti sopraindicati. Bando
pubblicato sulla GUUE 2013/S 050-081436 del 12.03.2013. Importo massimo stimato iniziale dell’appalto:
complessive 95.424.256 EUR, IVA esclusa di cui 2.776.846 EUR, per oneri di sicurezza non soggetti a
ribasso e di cui 4.066.036 EUR per spese di progettazione. Valore finale totale degli appalti: euro
78276753,93 IVA esclusa. Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa. Lotto 1 Valore finale totale dell’Accordo quadro per il Lotto n.1: euro 30.196.904,01 IVA esclusa. Data di
aggiudicazione: 31.07.2013. Nome dell’operatore economico aggiudicatario: RTI tra Sirti S.p.A. e Valtellina
S.p.A. Lotto 2 - Valore finale totale dell’Accordo quadro per il Lotto n.2: euro 22.743.723,69 IVA esclusa. Data
di aggiudicazione: 31.07.2013. Nome dell’operatore economico aggiudicatario: RTI tra Ericsson S.p.A.,
Alpitel S.p.A., Imet S.p.A. Lotto 3 - Valore finale totale dell’Accordo quadro per il Lotto n. 3: euro
25.336.125,23 IVA esclusa. Data di aggiudicazione: 31.07.2013. Nome dell’operatore economico
aggiudicatario: RTI tra Sielte S.p.A., Site S.p.A., Ceit S.p.A. Responsabile del procedimento: Ing. Salvatore
Lombardo Infratel Italia S.pA. Il Presidente Dott. Domenico Tudini
RASSEGNASTAMPA
PRIMO PIANO 5
Venerdì 27 giugno 2014
Il «cauto ottimismo» di Squinzi che prende atto
di numeri ancora «difficili da accettare» ma
anche di «prospettive in miglioramento»
«Però la malattia della lenta crescita non è stata
debellata e il paziente è debole e fatica a
riprendersi e a reagire alle cure»
Confindustria chiede una scossa
«Ma non siamo più sul baratro»
Botta e risposta sul Pil: «Sarà solo +0,2%». Delrio: «No, fiduciosi sul +0,8»
l ROMA. Previsioni tutte riviste al ribasso ma è di «cauto
ottimismo» la sintesi degli economisti di Confindustria nel rapporto di metà anno sugli scenari
economici. Il leader degli industriali Giorgio Squinzi prende atto di numeri ancora «difficili da
accettare» ma anche di "prospettive in miglioramento", guarda oltre la freddezza delle stime: registra "la percezione" degli imprenditori che hanno "empatia
con il Paese", l’impatto positivo
delle mosse della Bce di Mario
Draghi, il clima di fiducia sulle
riforme innescato dal Governo; E
dice: «L'Italia non è più sull'orlo
del baratro».
Sul governo gli industriali sembrano ora sciogliere ogni riserva:
«La prospettiva delle riforme in
campo, il tornare a parlare di cose
concrete, da fare, aiuta a ritrovare
più in fretta la fiducia, può rimettere in moto gli investimenti,
sbloccare i progetti delle imprese,
anticipare e dare più forza alla
ripresa»; Squinzi avverte che "bisogna "avere e dare al Paese le
giuste priorità" ma mostra fiducia in Matteo Renzi: «Scegliere è
difficile ma il coraggio e la volontà di decidere non sembrano
mancare al nostro presidente del
Consiglio».
Dopo la «falsa partenza di fine
2013», le previsioni economiche
degli economisti di Confindustria
scontano «quanto già avvenuto
nella prima metà dell’anno» e rivedono «all’ingiù le previsioni
per l’economia italiana nel
2014-2015». Il quadro "rimane fragile": «la malattia della lenta crescita non è stata debellata e il paziente è debole e fatica a riprendersi e a reagire alle cure". È "ne-
cessaria una scossa politico-economica molto forte" ma "il recupero è atteso nella seconda metà
dell’anno", e si può oggi contare
su un "energico impulso impresso
dal Governo per ottenere presto
significativi cambiamenti": già i
dati di giugno potranno misurare
gli effetti di mosse come i bonus in
busta paga da 80 euro, è ancora da
verificare anche l’effetto degli interventi sul mercato del lavoro,
"misure opportune sono state varate ed altre sono in corso di studio" ma è soprattutto sul volano
dell’effetto fiducia che gli indu-
SANITÀ IL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE PASSERÀ ADESSO ALLA CONFERENZA STATO-REGIONI PER LA FIRMA DA PARTE DEI GOVERNATORI
Chiuso il patto per la salute
La Lorenzin: «È la strada giusta per sostenere il nostro sistema per 15-20 anni»
l ROMA. Il «passo decisivo per garantire la sostenibilità del nostro sistema sanitario per i prossimi
15-20 anni». Questo rappresenta, per il ministro della
Salute Beatrice Lorenzin, il Patto per la Salute
2014-2016 chiuso con le Regioni ed il ministero
dell’Economia. Il documento passerà ora alla Conferenza Stato-Regioni per la firma dei governatori.
Un accordo che delinea, nei suoi contenuti, la programmazione sanitaria per i prossimi tre anni. Il
ministro si è detta «soddisfatta», sebbene il diktat è
quello del riserbo. Ad illustrare in linea generale i
contenuti è stato lo stesso ministro, partendo da due
punti centrali e acclarati: la «certezza delle risorse» e
la procedura di «Spending review interna».
TICKET - Ci sarà una sorta di legge delega all’in-
terno del Patto, con una Commissione che dovrà entro
dicembre stabilire i nuovi ticket, che si impronteranno a un tema di esigenza di equità sociale e di
contrasto a chi evade.
LEA -I livelli essenziali di assistenza sono dentro il
Patto per la salute, come anche il reperimento delle
risorse. Entro il 30 settembre ci sarà la definizione
della lista aggiornata. All’interno del Patto sono individuate ed inserite le risorse: 900 milioni in 3 anni.
SALVAGUARDIA - Ci sarà una clausola di salvaguardia, cioè un comitato che vigilerà sull'attuazione del Patto. Il Comitato sarà formato dai ministeri
della Salute, dell’Economia e Agenas. Questo patto, ha
detto Lorenzin, «non potrà dunque rimanere lettera
morta, altrimenti si interviene per via sussidiaria».
TASK FORCE - Una «task force» di esperti per
prevenire le situazioni di criticità locali ed i piani di
rientro nelle Regioni. La novità è prevista nel Patto e
la task force sarà costituita all’interno dell’Agenas.
Per il presidente della Conferenza delle Regioni,
Vasco Errani, il Patto per la salute, di cui è stata
approvata una bozza, rappresenta «un passaggio positivo e coerente con gli impegni che avevamo assunto». È un documento di «grande importanza che ci
consentirà di lavorare meglio, di avere una migliore
collaborazione tra Stato e regioni», ha commentato
presidente della commissione Sanità del Senato, Emilia Grazia De Biasi.
Manuela Correra
striali oggi scommettono. L'Italia
resta "sul filo del rasoio", al bivio
tra ripresa e rischio stagnazione,
ma c'è più fiducia anche se sembra stridere con numeri pesanti:
il Centro studi di Confindustria
guidato da Luca Paolazzi ha limato le stime sul Pil 2014 dal +0,7
al +0,2% e per il 2015 dal +1,2 al
+1%. Mentre il governo difende la
stima di crescita al +0,8% per quest’anno: "Per adesso siamo fiduciosi della nostra previsione", dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio.
Le stime di Confindustria sui conti pubblici indicano che "non appare necessaria nè opportuna alcuna manovra correttiva", e che il
tasso di disoccupazione "inizia a
scendere dai massimi" ma "non
cala sotto il 12,5% nel 2015". L’economia italiana "va peggio di quelle dei PIGS. Portogallo, Irlanda,
Grecia e Spagna sono cresciuti
molto più prima della crisi, arretrati meno durante la recessione, attesi in recupero più rapido
nel 2014-2015". Il bilancio di una
lunga crisi è un macigno: un milione di persone ha perso il posto
di lavoro (numero che raddoppia
se si guarda al dato statistico delle
"Ula", unità di lavoro equivalenti
al tempo pieno), -7,8% l’occupazione: sono 3,7 milioni in più le
persone cui manca lavoro
(+122,3%). Tre milioni in più poveri (+93,9%), -9% il Pil, -23,6% la
produzione industriale, -43,15% le
costruzioni, -8% i consumi delle
famiglie, -27,5% gli investimenti.
È il quadro di quanto "siamo caduti in basso", "del (basso) fondo
da cui ripartiamo".
Paolo Rubino
RASSEGNASTAMPA
6 PRIMO PIANO
VERTICE UE
EUROFALLIMENTO
Venerdì 27 giugno 2014
I TENTATIVI
Si lavora sulla bozza programmatica
presentata dal presidente
dell’Unione, Herman Van Rompuy
Flessibilità, nessun’intesa
scontro Renzi-Merkel
Il premier: non faremo come la Germania nel 2003, rispetteremo i patti
l BRUXELLES. Il principio della
flessibilità è sul tavolo, ma l’accordo tra i 28 leader Ue sulla
ricetta per rilanciare crescita, investimenti e occupazione ancora
no. La ricerca di un’intesa è rinviata a oggi: nella notte gli sherpa
sono tornati al lavoro sulla bozza
programmatica presentata dal
presidente Ue Herman Van Rompuy per «esplicitare in modo più
chiaro» il tema di una maggiore
flessibilità rispetto al documento
consegnato ai leader. Tra i promotori dell’incontro c'è stato il
premier italiano Matteo Renzi.
L’Italia è convinta che ci siano
spazi per rendere più evidente il
legame tra riforme e flessibilità.
La discussione di ieri è stata
segnata da un momento di tensione tra Renzi e la Merkel: tra i
due ci sarebbe stata «una discussione accesa». Il premier italiano,
a quanto hanno riferito fonti europee, si sarebbe rivolto alla cancelliera tedesca sottolineando che
l’Italia non farà come la Germania
nel 2003 (quando Berlino sforò il
limite del 3% nel rapporto deficit-Pil) perchè rispetterà i patti.
Dopo essersi riuniti in conclave
nel municipio di Ypres, dove nel
pomeriggio hanno commemorato
il centenario della Grande Guerra, i capi di Stato e di governo
dell’Unione devono ancora trovare un’intesa complessiva che consenta di sciogliere il nodo che lega
la designazione di Jean-Claude
Juncker (Ppe) per il posto di presidente della Commissione europea a un programma di lavoro per
il prossimo esecutivo comunitario
che soddisfi le richieste degli eurosocialisti di Renzi e Hollande.
La richiesta è di andare oltre la
formula sul «buon uso» dei margini di flessibilità, specificando
come questo principio sarà applicato. Ad esempio: concedendo
più tempo per la riduzione del
debito, oppure eliminando le spese per investimenti produttivi dal
calcolo del deficit o concedendo
deroghe all’obbligo di cofinanziare con fondi nazionali i progetti
che beneficiano degli aiuti Ue.
Renzi su questo è stato chiaro. «C'è
un ok su Juncker – ha detto al
termine del pre-vertice socialista
– ma solo con un documento che
indichi dove vuole andare l’Europa. Come Pse siamo d’accordo
su questo, ora vediamo con gli
altri». Poco prima Renzi aveva
incitato l’Europa a occuparsi «di
più di crescita e occupazione»
spostando l’attenzione dalla burocrazia alle famiglie. Nella sua
battaglia, Renzi può contare sul
pieno appoggio della Francia e di
quello del vicecancelliere tedesco,
l’Spd Sigmar Gabriel. Ma è con la
Merkel che occorre fare i conti. La
quale, pur avendo aperto al concetto di flessibilità, appare restia
ad andare oltre. Anche per non
prestare il fianco alle critiche che
già così le sono arrivate da industriali e politici tedeschi. Un
clima ben rappresentato dal titolo
dell’articolo pubblicato ieri dal
settimanale Die Zeit, secondo il
quale in Europa è scattata «l'ora
dei ricattatori» perchè Francia e
Italia stanno mettendo la cancelliera «sotto pressione» con l'obiettivo di poter fare più debiti.
Ma anche sul fronte delle nomine la partita non è affatto semplice. Oltre alla candidatura Juncker – che appare comunque «blindata» dal patto stretto tra Ppe e
Pse in base al quale Martin Schulz
presiederà il Pe – ci sono altre
caselle molto importanti da riempire. A cominciare da quella del
presidente permanente del Consiglio Europeo. Un fronte sul quale incide negativamente la posizione di «guasta feste» assunta
dal premier inglese David Cameron, fermamente deciso a dire no
all’ex premier lussemburghese
perchè ritiene che «non rappresenti il cambiamento», bensì un
errore che l’Europa sta commettendo.
L'opposizione di Cameron a
Juncker potrà probabilmente essere superata oggi solo con un
voto a maggioranza. Ma intanto
sembra aver fatto cadere l’ipotesi
di candidare al Consiglio la premier
danese
Helle
Thorning-Schmidt, una socialdemocratica liberista gradita al premier
inglese, che ha però fatto sapere di
non essere interessato a questo
genere di «compensazioni».
E mentre i leader socialisti insistono per arrivare entro oggi a
definire, almeno politicamente,
tutto il pacchetto nomine (presidenti di Commissione, Consiglio, Eurogruppo e Mr Pesc), il
premier irlandese Enda Kenny ha
dato corpo alle voci della vigilia
dichiarando di ritenere che «ci
sarà un nuovo Consiglio europeo
il 17 luglio», dopo che il Parlamento Ue avrà votato il successore di Barroso, per decidere le
altre nomine.
Enrico Tibuzzi
TERAPIA OGGI IL VIA LIBERA DI CAPI DI STATO E DI GOVERNO A UN DOCUMENTO PER TIRARE L’UNIONE FUORI DALLA CRISI
Ecco la nuova eurostrategia
per crescita e riforme
l YPRES (BELGIO). Anche se la strategia da seguire non è ancora messa a
punto del tutto, l’Europa si avvia verso
una nuova fase: dopo il vertice di ieri e
oggi punterà dritta verso crescita e occupazione, due parole molto pronunciate ma finora poco applicate a causa
di un contesto ancora dominato dalle
politiche di rigore dell’era della crisi.
Ma il documento a cui i capi di Stato e di
Governo daranno oggi il via libera,
cioè l’«Agenda strategica per un’Unione che cambia», potrebbe portare l’Europa definitivamente fuori dalle difficoltà economiche, dando una mano ai
Paesi che faticano a riprendersi.
Il testo non è ancora quello che su cui
puntava l’Italia: «Mi sembra che sia un
passo in avanti, soprattutto nel metodo.
C'è ancora qualcosa da limare, ma vediamo cosa ci porterà Van Rompuy
questa sera», ha detto il premier Mat-
teo Renzi a proposito della bozza
dell’agenda presentata dal presidente
del Consiglio Ue a cui tutti contribuiscono. Il documento circoscriverà i
passi dell’Ue dei prossimi cinque anni
ed è per questo che il Governo vuole che
sia molto chiara l’indicazione sull'utilizzo di quella flessibilità già scritta
nelle regole di bilancio.
Nessuno vuole cambiare le regole
del Patto di stabilità e delle sue revisioni, ma in molti, Italia e Francia in
testa, vogliono che si trovi il modo di
fare le riforme strutturali che chiede
l’Europa senza essere allo stesso tempo
«bacchettati» perchè quelle riforme pesano sui conti pubblici. Una contraddizione dovuta ad un’interpretazione
rigida delle regole, mentre ora si punta
ad avere da Bruxelles indicazioni più
«amiche della crescita»: non più richiami sui conti, ma aiuti a fare le riforme.
E' per questo che sull'ultima bozza
dell’Agenda di Van Rompuy che i leader metteranno a punto si trova un’indicazione molto precisa sulla strada
per sostenere le riforme: «Un buon uso
della flessibilità già prevista dal Patto
di stabilità e di crescita». Cambia una
parola rispetto alla vecchia bozza:
«buon» uso invece di «pieno», una differenza poco significativa per gli addetti ai lavori considerato che si tratta
di un testo piuttosto vago, la cui importanza è più simbolica che pratica.
L'Ue spinge sulla crescita anche nelle conclusioni del vertice, altro testo a
cui si lavora in queste ore e che è ancora
più esplicito sui margini da sfruttare
per non ritrovarsi prigionieri dei vincoli sui conti pubblici: «Devono essere
usate le possibilità offerte dall’attuale
quadro di bilancio».
Chiara De Felice
Twitter, Obama
superstar globale
Renzi re dell’Ue
l NEW YORK. Giusto in tempo per l’inizio del
semestre italiano di presidenza Ue. Se Barack Obama è la superstar della «twiplomacy« (43,7 milioni di
followers), anche Matteo Renzi non scherza: il premier italiano è il secondo leader del G-7 e il primo in
Europa quanto a seguaci su Twitter (ne ha oltre
1.160.000) del suo account personale. A Obama segue
papa Francesco con 14 milioni di seguaci, anche se
ogni tweet di @Pontifex in spagnolo viene ritwittato
in media 10 mila volte.
Renzi è al 26esimo posto del rapporto 2014 di
Twiplomacy.com, mentre l’account di Palazzo Chigi, con 191 mila seguaci non entra nella top 50. Vero
è che, tra i governi europei, No10.gov, che è poi
l’indirizzo di Downing Street, è 13esimo e primo
nella Ue con 2.675.000 followers, ma David Cameron,
che ha appena 697 mila seguaci personali, si piazza
34esimo nella graduatoria e Francois Hollande con
648 mila è 38esimo. Il rapporto sulla presenza di
leader mondiali e governi su Twitter coincide con
uno studio Onu sull'avanzata dell’e-government e
dei social network nei governi e pubbliche amministrazioni. L’Italia per la prima volta entra nella
top 25 (è al 23esimo posto), un balzo in avanti dal
32esimo posto nel 2012 che si deve anche al successo
del portale «la bussola della trasparenza», strumento che garantisce la trasparenza dei siti web della
pubblica amministrazione. E per la prima volta nel
2014 tutti e 193 Paesi membri delle Nazioni Unite si
sono dati una presenza ufficiale sul web.
Stando poi a Twiplomacy al 25 giugno di quest’anno la vasta maggioranza (l'83 per cento dei
Paesi Onu) hanno stabilito una presenza su twitter,
mentre due terzi dei capi di Stato e capi di governo
(il 68 per cento) hanno un account personale sul
social network. Dal giorno dell’elezione a fine maggio il nuovo premier indiano Narendra Modi è svettato al quarto posto in un testa a testa con @WhiteHouse, l’account della Casa Bianca, e quasi cinque
milioni di seguaci ciascuno. Modi ha ancora molta
strada da fare per raggiungere Obama, che guida la
lista dei leader con 43,7 milioni di seguaci, seguito
da Papa Francesco con 14 milioni che lo seguono in
nove lingue diverse. Il Papa è anche il leader più
influente: ogni Tweet di @Pontifex in spagnolo viene ritwittato in media 10 mila volte mentre i retweet
del sito inglese moltiplicano la comunicazione di
ogni micro-messaggio di 6.462 volte in media. La
twiplomacy avanza anche nel mondo della diplomazia: i principali ministri degli Esteri in Europa e
le loro cancellerie si seguono reciprocamente e hanno creato una rete diplomatica virtuale su Twitter.
Secondo Twiplomacy oltre 3.100 ambasciate e ambasciatori sono ora attivi su Twitter: a Londra, New
York e Washington le rappresentanze diplomatiche
non possono più ignorare il flusso di attività che
passa attraverso il social network.
Alessandra Baldini
LA QUESTIONE IL PREMIER RENZI: NELLA BOZZA CONCLUSIVA DEL VERTICE UE C’È ANCORA QUALCOSA DA LIMARE
Il nodo della gestione dei flussi migratori
l BRUXELLES. Un passo avanti sul
rafforzamento di Frontex. Un passo
indietro – su pressione di vari Paesi
del blocco del nord – sul riconoscimento reciproco, nel medio-lungo periodo, dei provvedimenti di asilo, che
consentirebbe ai profughi beneficiari
di status di protezione, di muoversi in
tutti gli Stati membri, superando così
le rigidità attualmente imposte dal
regolamento di Dublino 3. Dopo il mi-
nuetto di aggiustamenti sul primo documento proposto il 16 giugno dal gabinetto di Herman van Rompuy, questo è il quadro che emerge sul fronte
immigrazione, nell’ultima stesura
della bozza di conclusioni del vertice
Ue. Ma come ha detto il premier Renzi, «c'è ancora qualcosa da limare».
Se è vero che nell’ultimo documento dell’Agenda del presidente del Consiglio Ue si afferma che una delle «sfi-
de» future per l’Unione sarà «gestire i
flussi migratori» con «solidarietà e
un’equa condivisione delle responsabilità» e si evoca la necessità di «una
gestione rafforzata e moderna delle
frontiere esterne dell’Unione», la bozza finale delle conclusioni appare ancora abbastanza cauta. Secondo fonti
diplomatiche, il documento si muove
nella giusta direzione per l’Italia.
Patrizia Antonini
RASSEGNASTAMPA
PUGLIA E BASILICATA 7
Venerdì 27 giugno 2014
SUD E LAVORO
LE RAGIONI DEL DISSENSO
«Il testo avrebbe bisogno di modifiche spiega
Nicola - ed è necessario che vengano
CONCLUSA UNA LUNGA TRATTATIVA De
sottoposte con referendum ai lavoratori»
Fiat, intesa sul contratto
per l’indotto a Melfi
L’ipotesi di accordo firmata a Potenza: manca il sì della Fiom-Cgil
ALESSANDRO BOCCIA
l POTENZA. Firmata l’ipotesi di accordo per il contratto
dei circa 1.600 lavoratori delle
dodici aziende dell’indotto dello stabilimento Fiat Chrysler
Automobile di Melfi. Salvaguardia dell’occupazione e armonizzazione salariale fra i lavoratori dell’indotto Acm e
quelli della Fiat sono stati i
punti al centro della discussione.
A siglare l’ipotesi di intesa
nella sede potentina di Confindustria sono stati i rappresentanti di Uilm, Fim, Fismic e
Ugl ma non quelli della
Fiom-Cgil. Ciò che in definitiva
non avrebbe convinto i sindacalisti della Fiom a ratificare
l’accordo sarebbe stata la necessità di apportarvi delle modifiche proprio in relazione ai
capitoli relativi al salario,
all’organizzazione del lavoro e
delle relazioni sindacali. «Il testo avrebbe bisogno di modifiche - ha spiegato Emanuele
De Nicola, segretario regionale della Fiom, nel corso di
una conferenza stampa - ed è
necessario che le stesse vengano sottoposte, con apposito
referendum, ai lavoratori nei
giusti tempi. Una sorta di consultazione si farà entro il dieci
di luglio ma, considerando che
lo stesso contratto entrerebbe
in vigore già dal primo luglio,
ben si capisce come più che di
una consultazione si tratti di
una semplice ratifica. Tutto ciò
è impensabile, tuttavia per noi
il tavolo non è chiuso, ma è
necessario che si riprendano le
relazioni sindacali». A preoccupare i sindacalisti della
Fiom c'è poi il futuro occupazionale dei lavoratori di Fiat
ed indotto. «Se non si troverà al
più presto un’alternativa alla
produzione della Grande Punto
- ha precisato De Nicola - il
destino di molti potrebbe essere a rischio». Di tutt'altro avviso Marco Lomio, segretario
regionale della Uil. «L'accordo
rilancia le basi della discussione con la Fiat sulla produzione a Melfi di un terzo modello, in sostituzione della
Grande Punto, in grado di saturare la capacità produttiva
degli impianti e della forza lavoro». Un vero e proprio successo, a parere del segretario
Lomio, che è arrivato al termine di un confronto durissimo durato tre mesi ed influenzato dalla forte crisi economica. «Adesso la Uilm - ha
precisato Lomio - ritiene fondamentale il ruolo del Campus
Tecnologico Fiat». Soddisfazione è stata espressa anche dal
segretario Fismic Basilicata,
Antonio Zenga, poiché l’accordo «oltre ad aver garantito a
tutte le aziende del consorzio di
poter rispondere alla domanda
del cliente in termini di flessibilità, si caratterizza soprattutto per un nuovo e più favorevole incentivo di produttività per i lavoratori». Per il
responsabile Fim Cisl per l’indotto Fiat, Giovanni Ottomano, «con la firma dell’ipotesi di
accordo anche l’indotto Fiat si
dota di uno quadro normativo
al passo coi tempi e con le sfide
di mercati sempre più esigenti
e competitivi dove contano la
qualità dei prodotti e la rapidità delle risposte». Positivo
anche il commento dell’Ugl metalmeccanici Basilicata. «Questa è la dimostrazione che
quando il sindacato è unito si
possono raggiungere importanti risultati a difesa dei lavoratori».
MADE IN MELFI La nuova Jeep Renegade
L’INTERVISTA. PARLA IL GIUSLAVORISTA BARESE, TRA I PROTAGONISTI DELL’INTESA
«Salvaguardata l’occupazione»
L’avvocato Amendolito: la sfida del futuro è quella del federalismo contrattuale
AMERIGO DE PEPPO
l BARI. «È stata una vera maratona,
ma abbiamo raggiunto un accordo importantissimo, che può rappresentare
una valida risposta alla sfida globale dei
mercati».
È soddisfatto l’avvocato barese Francesco Amendolito, giuslavorista 50enne, dell’intesa raggiunta per i lavoratori
dell’indotto dello stabilimento Fiat
Chrysler Auto di Melfi. Consulente dal
1993 delle aziende del Gruppo Fiat, in
particolare per la gestione delle risorse
umane e per le relazioni sindacali, nel
2012 e nel 2013 ha conseguito, unico meridionale, il premio, ai Labour Awards,
quale terzo miglior avvocato dell’anno
nelle Relazioni sindacali e industriali.
«Sono stato chiamato dal Lingotto racconta - per realizzare un accordo collettivo territoriale dell comparto auto
per le aziende dell’indotto Fiat di Melfi,
che sono ancora legate al contratto nazionale dei metalmeccanici e non potevano gestire la produzione in base ai
parametri stabiliti dalla Fiat per fare
fronte alla sfida globale attraverso la
massima flessibilità. La sfida è stata stipulare un contratto che fosse compatibile con la permanenza di queste aziende all’interno della Confindustria».
Quale strada avete seguito per raggiungere questo risultato?
«Abbiamo disdettato tutti gli accordi
pregressi e abbiamo iniziato una trattativa finalizzata al raggiungimento di
un’intesa che, pur rimanendo nell’ambito del contratto collettivo nazionale di
lavoro, consentisse la realizzazione di
SI CORRE AI RIPARI GLI ENTI SONO STATI COMMISSARIATI PER RIENTRARE DEI DEBITI ACCUMULATI NEGLI ANNI
Cartelle pazze, oggi vertice d’emergenza
GIUSLAVORISTA BARESE L’avv.
Francesco Amendolito, 50 anni
norme più flessibili».
Parlava di una maratona per arrivare alla tanto sospirata firma...
«In effetti, la trattativa è durata cinque
mesi , tra Napoli e Potenza, e si è conclusa
la sera di mercoledì 25, al termine di una
riunione fiume durata quasi 24 ore».
Quali sono le caratteristiche principali di questo accordo?
«Mi preme sottolineare innanzittutto
che ai lavoratori non abbiamo tolto nulla,
ma abbiamo anzi aggiunto alcuni premi,
tra i quali quello legato alla presenza in
fabbrica. Per ogni giornata lavorativa, i
dipendenti percepiscono 6,71 euro in
più».
Perché questo accordo ha per lei
una grande importanza?
«Perché si pone l’obiettivo primario di
salvaguardare i livelli occupazionali.
Senza questo contratto, Marchionne
avrebbe potuto decidere la delocalizzazione della produzione garantita dalle
aziende dell’indotto in Cina o Brasile,
con le ricadute in termini sociali che
sono facilmente intuibili».
È un accordo che può fare scuola?
«A mio modo di vedere, ceramente sì
perché la sfida che ci attende per il futuro
è quella che io amo definire del “federalismo contrattuale”. Mi spiego meglio: sa perché in Fiat è stato inventato il
premio di presenza? Perché durante particolari stagioni agricole, come ad esempio quella della raccolta delle castagne,
c’era un tasso elevato di assenteismo. Per
non parlare del fatto che, in occasione di
ogni tornata elettorale, i rappresentanti
di lista venivano scelti prevalentemente
tra i dipendenti della Fiat. Con il premio
presenza, negli stabilimenti dove non è
in vigore la cassa integrazione, abbiamo
praticamente azzerato l’assenteismo, che
è passato dal 35 allo 0,5%. Nel caso specifico dell’accordo siglato il 25, abbiamo
ottenuto inoltre un diritto al preavviso di
7 giorni in caso di chiamata ai seggi
elettorali. In questo modo, se le elezioni
terranno impegnata la maggioranza di
lavoratori, le aziende potranno fare ricorso al lavoro interinale. Tutto questo
dimostra quindi che ogni territorio ha le
sue problematiche e che non si può più
ragionare in termini di contratto nazionale, per fabbriche tailoristiche che
non esistono più».
VERTICE LE PARTI SI RIVEDRANNO IL CASO UNA TELEFONATA ANONIMA PER AVVISARLI
Discarica Grottelline Ritrovato il bassotto Sofia
nuovo no a Vendola rubato nel Brindisino
a una coppia di turisti trevigiani
Contributi ai Consorzi di bonifica, Vendola convoca i capigruppo di maggioranza dagli enti locali
GIUSEPPE ARMENISE
l Non esiste una stagione in cui
non si parli dei Consorzi di bonifica
e di come fare a consentirne la
sopravvivenza. Il nodo torna al pettine in questi giorni in cui sono
state recapitate le bollette per la
cosiddetta contribuenza da parte
delle aziende agricole che fruiscono
dei servizi, sostanzialmente consistenti nella fornitura di risorse
idriche. Cartelle «esattoriali» che
in qualche maniera vorrebbero
chiudere una stagione in cui la
contribuenza è stata pressocché
nulla. Ma i diretti interessati già le
hanno definite «cartelle pazze» e
annunciano battaglia attraverso le
organizzazioni di categoria. Una
bella gatta da pelare proprio adesso
che è partita, di fatto, la campagna
elettorale per il rinnovo dei componenti del Consiglio regionale in
programma la prossima primavera. Un vero e proprio rebus per la
maggioranza da un lato, un facile
argomento di rivendicazione e denuncia da parte delle opposizioni.
Ecco, dunque, la convocazione
straordinaria. Stamattina il presidente della giunta regionale, Nichi
Vendola, vuole mettere intorno a
un tavolo i presidenti dei gruppi del
centrosinistra che lo sostiene al
governo della Puglia per capire come far fronte a quella che si potrebbe prefigurare come un’emergenza. Un’emergenza che si era peraltro già abbondantemente prefigurata quando, ormai tre anni fa, lo
stesso governo Vendola si era trovato costretto a commissariare proprio i Consorzi di Bonifica, nominando l’ex procuratore regionale della sezione giurisdizionale di
Puglia ed ex presidente della sezione regionale di controllo dello
stesso organismo dei giudici contabili, Giuseppantonio Stanco
con il preciso compito di tracciare i
«nuovi perimetri consortili» e re-
digere i «nuovi piani di classifica».
I piani di classifica altro non sono
che la «codificazione» della contribuenza dovuta ai Consorzi di
bonifica da parte degli agricoltori
beneficiari dei servizi. E qui casca
l’asino. Perché fino al commissariamento, in assenza di piani di
classifica, la contribuenza non
avrebbe mai potuto essere commisurata al servizio reso. È evidente,
stante questo quadro di «tolleranza» durato quasi un ventennio, che
il passaggio all’ordinario suoni ora
come l’imposizione di un ulteriore
balzello a carico degli imprenditori.
Solo il Consorzio Terra d'Apulia
avrebbe bisogno di 6 milioni di euro
per quadrare il bilancio 2014. E
negli anni, prima del commissariamento, sono stati numerosi i richiami della Corte dei conti al rientro del debito. Ora la palla, per una
soluzione, passa alla politica. Campagna elettorale permettendo.
l Discarica di Grottelline, Comune di Spinazzola, i territori
continuano ad opporre il «no».
Anche ieri i sindaci di Poggiorsini
e Spinazzola, il presidente della
Provincia Bat, Francesco Ventola, il presidente dell’Oga (Organo
governo d’ambito) dei rifiuti, Nicola Giorgino e i rappresentanti
di Legambiente l’hanno ripetuto.
Le parti in campo non recedono
dalla loro posizione. Da un lato le
ragioni del piano regionale rifiuti, per il quale la discarica di Grottelline è considerata un cardine
senza il quale si rischia di ricadere in una fase emergenziale,
dall’altro gli enti locali territoriali e gli ambientalisti oppongono
un quadro di criticità idrauliche e
un nuovo quadro di riferimento
terrioriale: l’aumento della percentuale di raccolta differenziata
consente oggi di chiudere il ciclo
dei rifiuti anche facendo a meno
della discarica di Grottelline.
l BRINDISI. È stato ritrovato la cagnolina bassotto, Sofia, che era stata
portata via dai ladri a una coppia di
turisti di Treviso che soggiornava in
Puglia e che aveva offerto una ricompensa a chiunque avesse dato notizie
del cane. In un telefonata anonima ricevuta dal proprietario che ne aveva
denunciato il furto, presso un trullo al
confine tra Fasano (Brindisi) e Monopoli (Bari), sono stati riferiti dettagli su
come tornarne in possesso. La cagnolina può ora quindi ritornare a casa.
Sofia era stata portata via nel corso
di un furto compiuto in un trullo che
due persone della provincia di Treviso
avevano preso in affitto per vacanza per
una decina di giorni. Qualcuno, non
ancora identificato, aveva forzato l’ingresso e portato via tre macchine fotografiche, un pc e gioielli. Ma l’amarezza più profonda da parte della coppia
di vacanzieri non era determinata dagli
oggetti rubati ma dalla sparizione del
bassotto, dotato di microchip, per il
quale avevano lanciato un appello.
RASSEGNASTAMPA
Venerdì 27 giugno 2014
17
ECONOMIA&FINANZA
Commercio, dietrofront
sulle aperture nei festivi
Testo in Parlamento per 12 chiusure obbligatorie. L’ok di Confcommercio
ROBERTO CALPISTA
l ROMA. Dietrofront in tema di aperture dei negozi nelle giornate festive
dopo la liberalizzazione totale - e
l’esclusione dalla concertazione di Regioni, Comuni e associazioni di categoria - voluta dal governo Monti nel
2011 con il decreto «Salva Italia».
La commissione Attività Produttive
della Camera ha «licenziato» un testo
base unificato che individua 12 giorni
di chiusura obbligatoria per tutti gli
esercizi commerciali in concomitanza
con le maggiori festività civili e religiose. Per ogni Comune però è previsto
un «pacchetto» di 6 giorni in deroga. La
«disciplina degli orari di apertura degli
esercizi commerciali» adesso inizia il
suo iter in Parlamento e riguarda tutti
gli esercizi commerciali (esclusi pubblici esercizi, edicole, fiorai e stazioni di
servizio). Le giornate individuate, al
momento sono le seguenti: primo gennaio, Epifania, 25 aprile, Pasqua, Pasquetta, primo maggio, 2 giugno, Ferragosto, primo novembre, 8 dicembre,
Natale e Santo Stefano. Restituendo ai
Comuni, consultate le associazioni di
categoria, la possibilità di sostituirne
sei (per esempio l’8 dicembre, giorno
importante per le vendite) con altrettante chiusure nel corso dell'anno.
Più volte il presidente di Confcom-
CONFCOMMERCIO Sandro Ambrosi
mercio Puglia e Bari-Bat, Sandro Ambrosi, ha dichiarato come «l’assenza di
una regolamentazione» penalizzi «proprio i consumatori, oltre che gli imprenditori». Oggi rafforza la tesi, condividendo «questi segnali che arrivano dalla
Camera e che vanno nella direzione giusta della concertazione tra Comuni e
associazioni locali di categoria per scegliere, pianificare, creare un “abito su
misura” per ogni angolo del territorio».
Per il rappresentante di Confcommercio
«non si tratta di meri numeri. Ci interessa in parte la quantità, ma guardiamo soprattutto alla qualità di queste
aperture che devono tornare ad essere
straordinarie, decise da chi conosce il
territorio, tenendo conto delle esigenze
e delle peculiarità delle varie zone anche
all’interno della stessa città e dei distretti urbani del commercio. Decidendo con le amministrazioni comunali tutte quelle iniziative che possano favorire
lo shopping (park & ride; controlli; eventi; presenza di turisti). Non basterà a
contrastare una crisi di sistema profonda e che “graffia” sempre più, ma è
un segnale importante di attenzione per
il commercio».
Di parere opposto la grande distribuzione. Così Alessandro Medici, responsabile delle relazioni esterne di
Coop Estense (undici impermercati in
Puglia), non nasconde una certa preoccupazione: «Le aperture nei festivi per
noi costituiscono un’importante voce di
bilancio. Le domeniche, per fatturato
sono seconde solo ai sabati e i consumatori hanno mostrato di apprezzare
tale servizio. Oltretutto come Coop
Estense abbiamo già deciso di rispettare
la chiusura nelle principali festività civili e religiose. Vediamo quindi cosa accade con questo testo, ma non posso che
sottolineare come soprattutto in questo
momento, critico anche per la grande
distribuzione, per tutelare vendite e occupazione sarebbe il caso di non rinunciare alle opportunità commerciali offerte dalla liberalizzazione».
CARTELLE ESATTORIALI ERA STATO AVVIATO CON LA LEGGE DI STABILITÀ
Mini condono Equitalia
incassati 700 milioni
l ROMA. Oltre 700 milioni di euro
che i contribuenti avevano in sospeso con il fisco. È l'incasso portato
a casa da Equitalia con la mini-sanatoria delle cartelle esattoriali, avviata con la legge di stabilità dello
scorso anno con una finestra che è
stata prorogata fino al 15 giugno. Un
buon risultato per l’erario, ma anche
per i cittadini che avevano un conto
aperto con il fisco, che hanno potuto
saldare i loro debiti (non solo sui
tributi erariali, ma anche ad esempio su bollo auto e multe per aver
violato il codice della strada) pagando in un’unica soluzione, senza
interessi, le cartelle e gli avvisi di
accertamento
esecutivi
affidati
all’ente di riscossione entro il 31
ottobre 2013.
Adesso, ricorda l’agenzia, sta ripartendo la riscossione attraverso le
normali procedure, che interesserà,
secondo Equitalia «una rilevante
platea di contribuenti». E gli «sportelli amici», sono pronti, assicura
Equitalia, a dare assistenza ai cittadini. Un lavoro che peraltro si
potrebbe intensificare se prenderà
forma l’idea della «casa del contribuente» che il governo starebbe
valutando per la riforma di Equitalia. Riforma che, in attuazione
della delega fiscale, dovrebbe essere
varata a settembre, sempre che non
si scelga di accelerare anche per
arginare la proposta di abolirla del
Movimento Cinque Stelle, che ha
avviato oggi il suo iter in commissione e che è stata calendarizzata
in Aula per il 21 luglio.
Intanto l’agenzia ha messo a punto
anche un vademecum per i aiutare i
contribuenti a orientarsi.
Air France-Klm
«Valuteremo aumento
della quota in Alitalia»
IL SALASSO ADICONSUM SOTTOLINEA COME I COSTI SIANO «ESORBITANTI» PUR TENENDO CONTO DELLE TRUFFE IN ALCUNE AREE DEL PAESE
l ROMA. Tra Alitalia ed Etihad c'è un’intesa sui termini per l’acquisto del 49% della compagnia italiana. Ma per concludere l’operazione
mancano ancora alcuni step, che verranno completati nei prossimi
mesi. A precisarlo è la compagnia degli Emirati Arabi, che vuole che sia
chiaro che l'operazione non è ancora conclusa. E lancia indirettamente
un messaggio agli attori coinvolti, banche e sindacati in primis, per
sollecitarli a risolvere le tematiche ancora aperte, tra cui le delicate
partite del debito e degli esuberi. All’indomani della nota congiunta con
cui le due compagnie hanno formalizzato lo stato dei negoziati, parlando
di «accordo sui termini e condizioni dell’operazione», da Abu Dhabi è
arrivata una nota di precisazione. Al momento l’intesa è sui principali
termini e condizioni per l’acquisizione del 49%, spiega Etihad: «L'accordo con Alitalia rappresenta l’ultimo passo di un percorso che può
portare alla finalizzazione di una operazione», ma prima ci sono ancora
alcuni passaggi che «saranno completati nei prossimi mesi». I prossimi
step sono quattro: il completamento della documentazione sull'operazione; la finalizzazione delle condizioni; la richiesta alle autorità
regolatorie; l'approvazione finale da parte degli azionisti e del cda. I
primi due passaggi sono quelli su cui si sta già lavorando e dovrebbero
portare alla firma del contratto entro la fine di luglio. In particolare
entro metà mese dovrebbero arrivare a conclusione sia la trattativa sul
debito, che è in fase già avanzata, sia quella sugli esuberi.
I sindacati sono ancora in attesa di una nuova convocazione formale
da parte dell’azienda (mentre la prossima settimana è atteso il tavolo con
i ministri Lupi e Poletti), ma si starebbe comunque lavorando dietro le
quinte per ridurre al massimo l'impatto dei 2.251 esuberi chiesti da
Etihad. E se per piloti e assistenti di volo si profila la possibilità di essere
assorbiti dalla compagnia emiratina, più complessa la gestione degli
oltre mille dipendenti di terra coinvolti. Ma il vice ministro allo sviluppo
Carlo Calenda ribadisce l’impegno del governo: «Si tratta di un processo
di ristrutturazione, come tale è doloroso e andrà tenuto al minimo
l’impatto sull'occupazione». Per arrivare ad una conclusione dell’intera
operazione bisognerà comunque attendere almeno fino all’autunno. I
tempi più lunghi sono infatti quelli per il via libera delle Autorità
regolatorie, nello specifico quelle europee, i cui tempi sono però legati
anche alla nomina della nuova Commissione. Intanto l’ex primo azionista di Alitalia Air France-Klm plaude alla soluzione Etihad e si dice
intenzionata a continuare la partnership con Alitalia «a patto che resti
bilanciata e nell’interesse comune di entrambe le compagnie». Il gruppo
franco-olandese ribadisce anche la possibilità di valutare un aumento
della propria quota (ora al 7,08%).
l ROMA. L'anomalia dei prezzi alti della Rc Auto in Italia si
attenua ma resta ancora non risolta ed è condensata in un dato:
il 95% paga un premio al di sopra
della media Ue di 250 euro, con
una media di 500 euro nel primo
trimestre, in calo del 3,8%.
Il presidente dell’Ivass Salvatore Rossi nelle sue considera-
Polizze Rc auto, nove italiani su dieci
pagano più della media comunitaria
zioni sull'attività svolta nel 2013
sceglie toni meno forti rispetto
allo scorso anno ma non si sottrae a richiamare l’attenzione al
fenomeno e ricorda con disappunto il mancato varo della riforma, il cui iter parlamentare è
stato lasciata cadere per la crisi
di governo. Per Codacons i cali
sono «una goccia nell’oceano»
mentre Adiconsum sottolinea
come i costi siano «esorbitanti»
pur tenendo conto delle truffe in
alcune aree del Paese.
Nel frattempo che questa riparta, l’Autorità mette in campo
i suoi strumenti tecnici, in primis l’analisi Iper sui premi effettivamente pagati eseguita su
2 milioni di targhe. Solo analizzando questi dati si capirà se i
prezzi «effettivi più alti dipendano da una minore concorrenza o da una maggiore sinistrosità» e dalle frodi, spiega Rossi.
Di certo i prezzi in Italia scontano una forte variabilità che
non si ferma al maggior costo
delle province meridionali. Chi
ha avuto 5 incidenti paga tre volte di più di chi è «immacolato»
così come sono più costose le
polizze nelle grandi città e dei
giovani. Altro cantiere che terminerà nel 2015 è quello della
banca dati unica antifrode. Un
lavoro notevole in Italia dove si
moltiplicano gli archivi delle
amministrazioni pubbliche e
dei privati. Per ora 5 grandi banche dati sono insieme (Pra, Motorizzazione, Ania, Ivass, Consap) cui si aggiungeranno anche
i ministeri e la Banca d’Italia.
Solo quando i dati saranno disponibili e si eviterà di incoraggiare comportamenti fraudolenti allora si potrà verificare se le
compagnie tramuteranno i minori costi subiti in prezzi più
bassi.
Nel frattempo i sinistri calano
(-30% in 4 anni) ma per effetto
della crisi che fa circolare meno
auto. Quasi debellata l'epidemia
dei «colpi di frusta» (-20% nel
2013) grazie al decreto varato
due anni fa.
L'Ivass poi non è solo Rc Auto.
Dalla Banca d’Italia ha preso
non solo il presidente, il segretario generale e altre 8 risorse
ma anche il modello di ispezioni.
Delle 26 effettuate, la metà ha
portato a giudizi non favorevoli,
quasi tutte per problemi legati
alla governance, un tema su cui
anche Banca d’Italia sta strigliando le banche, facendo scattare solleciti per evitare concentrazione di potere in capo a singoli soggetti. Rossi sprona poi il
comparto a sostenere di più
l’economia italiana e le piccole e
medie imprese visto che i tassi
sui titoli di stato (il settore ne ha
ben 270 miliardi in pancia) sono
oramai al minimo e le banche
stanno riducendo il loro strapotere nei prestiti alle imprese. Le
assicurazioni sono ancora caute
nell’usare i nuovi strumenti (come i mini bond) varati dal governo. Per il presidente Ania Aldo Minucci, il comparto «è disponibile» ma vanno evitati i rischi e giudica necessario il ruolo
di Fondi specializzati nel valutare il merito di credito e che
possano compartecipare al rischio.
Andrea D’Ortenzio
RASSEGNASTAMPA
LETTERE E COMMENTI 21
Venerdì 27 giugno 2014
PATRUNO
Università del Sud colpevoli...
>> CONTINUA DALLA PRIMA
I
bagni sporchi sono colpa dei meridionali, cioè di se stessi. Nel primo
caso colpe pubbliche, nel secondo
colpe private.
Così in tanti altri campi. Esempio, l’università. Arriva la troppo puntuale classifica del più diffuso quotidiano economico italiano, e siamo alle solite. Università del Nord tutte su, università del
Sud tutte giù. Ciò che avviene anche quando lo stesso quotidiano pubblica la sua
classifica annuale della qualità della vita:
paradiso al Nord, inferno al Sud. Magari
quel quotidiano non è la bibbia, ed è
immaginabile che non lo ritenga neanche
da se stesso.
Puntualissime le reazioni come il vento
forte a Vallata. I supercritici a dire che le
università del Sud se lo meritano, le università del Sud a reagire dicendo che quelle classifiche sono poco attendibili. Stessa
musica quando sono diffusi i dati sugli
esami di maturità o sul rendimento scolastico: tutti più bravi al Nord, tutti più
asini al Sud. E se succede che i voti al Sud
siano più alti che al Nord (e succede,
succede), allora non è possibile, dipende
dal fatto che gli insegnanti meridionali
sono di manica larga. Magari sono in gran
parte meridionali anche quelli che insegnano al Nord.
Insomma la sensazione è che ciò che
conti sia soprattutto la reputazione, se non
il pregiudizio invece del giudizio. Come
con Balotelli: tutti a cianciare che ha grandi potenzialità da campione, nessuno ad
osare che in attesa che diventi un cam-
pione è solo un indisponente brocco. Ma è
la reputazione: concetto tanto impalpabile
quanto duro a morire. Le università del
Nord tutte eccellenza, le università del Sud
tutte indecenza. Non è esattamente così,
perché le valutazioni sono figlie di parametri ai quali si dà maggior peso o no.
Metti la solita storia della qualità della
vita: a Trento si vive meglio che a Napoli,
ma a Napoli sono più felici che a Trento. E
allora?
Con le università non è diverso da autostrade e bagni. Ma la verità è che le
università del Nord, più che migliori, sono
anzitutto altro: sono semplicemente più
ricche di quelle del Sud. Si definiscono
migliori quelle che hanno più soldi. E
hanno più soldi perché possono far pagare
tasse più alte ai loro studenti. Punto. Cui
segue l’infame regola (statale) secondo cui
siccome i tuoi studenti sono più poveri,
devi essere penalizzato avendo meno docenti. Come, si dà a chi ha di più e si toglie
a chi ha di meno? E per università pubbliche? Singolare modo di definire il cosiddetto merito. E di considerare giusto
uno Stato.
Se chi dice di avere a cuore il Sud fosse
coerente, si dovrebbe fare il contrario.
Considerando inoltre le fondazioni bancarie che al Nord (anche con i soldi del
Sud) finanziano le loro università, come
fanno i privati, più facoltosi che al Sud. E
tenendo conto di come le famiglie meridionali si dissanguino a favore del Nord
mandandoci i propri figli spesati. Ma è la
trappola della diseguaglianza: più ti hanno
fatto diventare diseguale, più lo diventi. E
più non hai buona reputazione, più te la
peggiorano. Realizzando il disegno di avere (e sostenere) poche università di serie A
(al Nord) e di condannare alla B le altre (al
Sud). Colpevoli di povertà.
Detto questo, i signori rettori la smettano di far finta sulle responsabilità meridionali. Quindi spieghino cosa significa
che ci sono “tanti” docenti inattivi, come fa
(onestamente ed esplicitamente) il rettore
di Bari, Uricchio: “tanti”, signor rettore?
Inattivi? Vuol dire che c’è gente che usa
l’università per vivacchiare con gli stessi
programmi per decenni, o per sfruttarla
per i propri affari professionali, o per
carriere politiche invece di fare ricerca e
studiare? Qui non c’entrano i soldi in più o
meno, Nord e Sud, c’entra la reputazione
rovinata a tutti.
E poi: se si ripetono tanti nomi di famiglia in certe facoltà, ci si chiede se sia
normale o se sia un’invenzione delle classifiche. E se gli studenti brancolano a
caccia di chi gli dia un’informazione, ci si
chiede se dipende dai soliti problemi di
organico o da sciatteria dei servizi. E se
Bari, per dire, è più una città “con” l’università che una città “universitaria” (come
è più una città “sul” mare che “di” mare),
ci si chiede se sia sufficiente andare a
parlarne col nuovo sindaco, il quale dirà
che è appena arrivato.
E’ vero che le università del Sud sono le
più sottofinanziate d’Italia, che fanno molto con poco. Ma di tanto in tanto sarebbe il
caso di capire cosa significhi “molto” invece di prendersela con le classifiche. Spesso truffaldine, ma non meno di certi lamenti meridionali.
Lino Patruno
TONDO
La madre di tutte le leggi
>> CONTINUA DALLA PRIMA
P
er questo Renzi ha deciso di giocare in prima
persona la partita della legge elettorale, in precedenza affidata al suo ministro Boschi e al Parlamento: da questa accelerazione è emerso un <confronto binario> da una posizione mediana rispetto all’ozione
A (Berlusconi) e l’opzione B (i 5stelle). Un’azione diversa
dall’antica tattica dei <due forni>, di andreottiana memoria,
perché svolta da posizioni più radicali e non banalmente
compromissorie. Con questo timbro cominciano i mille giorni
delle riforme di Renzi.
Il passaggio dallo schema bipolare a quello tripolare amplia
le possibilità di scelta, ma paradossalmente potrebbe disorientare il premier risucchiandolo dentro uno spazio
trattativista e melmoso. L’apertura al voto di preferenza,
chiesto dai 5stelle e da settori del pd, in cambio del doppio
turno, non ha né un rapporto coerente né funzionale.
Presentare il grande successo di preferenze di alcune candidate democratiche rispetto agli eletti grillini rischia di
collocare il conflitto politico in uno spazio incerto e regressivo. La moderna democrazia è alimentata da due
protagonisti: oltre che dai leader che competono per il
consenso, dagli elettori, singoli o associati, che usano giustamente il loro voto per tutelare o allargare i propri interessi.
La qualità e in parte la moralità della democrazia dipende
dalla schiettezza e dalla trasparenza dello spazio di gioco.
Leader ed elettori tendono fisiologicamente a <manipolare>
le regole del gioco cercando di ottenere il massimo dalle loro
azioni. La gestione del potere o uno sgravio fiscale, la
promessa di un ministero o il compromesso con la burocrazia
statale e i suoi privilegi, ben valgono il tentativo di accordi
sotto banco. Per questo la preferenza, strumento sicuramente
valido per una scelta più compiuta (partito e candidato
preferiti), è un’arma a rischio, da contenere in una fase di
recessione economica con risorse ridotte pressoché a zero. La
preferenza, inoltre, accentuerebbe la forza del Paradosso di
Condorcet e sarebbe utilizzata dai gruppi più organizzati per
far saltare la corrispondenza dei sottoinsiemi tra la maggioranza renziana e i suoi singoli attori. E questo malgrado il
grande seguito alle europee.
Il massiccio consenso della piccola e media impresa del
Nord e della parte più dinamica del Mezzogiorno ha un
significato preciso: la qualità competitiva della politica è
l’altra faccia della capacità concorrenziale della produzione
manifatturiera di nuova generazione dell’impresa. Riforme
politiche, burocratiche e fiscali fanno parte dell’equilibrio
ottimale necessario alle aziende per poter difendersi e
allargare i propri confini. Tali riforme hanno un valore
istituzionale, cioè rappresentano tutto sommato condizioni
neutrali indispensabili per rispettare i cittadini e la loro
intrapresa. Tutto questo è stato affidato all’ex sindaco di
Firenze, da molti visto come l’ultima spiaggia, da altri come
un esponente politico in grado di mettere fretta anche ai
colleghi europei.
Ma nella teoria delle leggi elettorali e della scelta pubblica,
oltre ai paradossi agiscono anche i teoremi a tutela delle
posizioni precostituite e del loro uso utilitaristico. Liste
lunghe o corte, candidati da eleggere o da nominare, piccoli o
grandi collegi, potere dei singoli e dei partiti, tutto scorre sui
tavoli degli esperti e tutto viene valutato dai capi politici. Ci
sono Paesi con leggi elettorali stabili da decenni, altri con
norme ballerine, come l’Italia. La Corte costituzionale, dopo
anni, ha sancito che il premio di maggioranza deve essere
ragionevole e che il cittadino elettore non può vedersi calato
dall’alto il deputato sconosciuto. Ben detto. Ma tutto questo
deve saldarsi con una base di valori incontestabile: decisioni
individuali e formazione della scelta pubblica non possono
essere affidati solo a norme tecniche. Anche se la legge
elettorale non ha rango costituzionale la sua funzione e il suo
mandato determinano un legame vitale con i cittadini: i
leader e i partiti che fanno funzionare la democrazia hanno
bisogno di una legge credibile e condivisa perché solo così
l’ordinamento democratico sarà percepito non solo per il suo
carattere procedurale.
Le decisioni individuali, con il loro voto e le loro preferenze,
non determinano automaticamente la democrazia rappresentativa. Il gioco è più ampio e molto più concreto e
racchiude poteri consistenti che si difendono e attaccano.
Irrealistico, quindi, appellarsi alla retorica del popolo sovrano. Meglio affidarsi a leader capaci che dicono chiaramente e lealmente quello che vogliono fare e con quali
strumenti. Per ora ne abbiamo solo uno. E speriamo che, come
avvisa Condorcet, non cada nella trappola tripolare: se A è
preferito a B (Berlusconi) e B è preferito a C (Grillo), allora A
deve essere preferito a C. Un esito che non vale neanche il blitz
al tavolo dei 5stelle.
Tonio Tondo
ITALIA, DEVE PASSARE
LA NOTTATA
(MA NON SIA LUNGA)
di STEFANO TATULLO
C
hissà, forse è una malignità, o forse un’impressione, ma mercoledì 25 per le strade e
nelle piazze, ai balconi e ai pennoni, Tricolori non ce n’erano più. Giusto qualcuno
ogni tanto che flappava stanco e uggioso in un’aria
afosa e umida come quella di Natal, in Brasile.
L’Italia è uscita dal Mondiale al primo turno,come
quattro anni fa. Alla fine della partita persa con
l’Uruguay Prandelli si è dimesso. Ha detto che non
vuole rubare i soldi dei contribuenti. Si vede che
non è l’ad di un’azienda di Stato. Se no si sarebbe
fatto dare una buonuscita milionaria (il risultato
del suo lavoro è stato o no un disastro?) e poi
sarebbe passato ad un’altra azienda con relativi
stipendio disastro e buonuscita, sempre a sei zeri.
Invece, essendo lui quello che ha deciso chi portare
e chi lasciare a casa, con quale modulo – anzi, quali
moduli – giocare, e soprattutto non giocare, la cosa
seria da fare era dimettersi. E lui l’ha fatta.
DIRITTI TV -Dopo Prandelli si è dimesso anche
anche il presidente della Federazione Abete. E dopo
di lui il vice Albertini. Non si hanno notizie dalla
Lega, intesa come Calcio. Forse perché le società
sono impegnate a decidere a chi assegnare i diritti
televisivi fra Sky e Mediaset. Per la verità ci sarebbero i contratti già firmati, ma è chiaro che poi
bisogna vedere, capire bene, perché non si possono
assegnare i pacchetti più importanti alla stessa
emittente, no?, anche se prima si era detto che si
poteva. Che direbbe Adriano Galliani? Ecco, le società. I Mondiali per loro sono una vetrina in cui
mettere in mostra i pezzi pregiati per farne lievitare i prezzi. Prendete il Milan, per esempio:
sperava che Mario Balotelli facesse sfracelli per
tirar fuori qualche milione in più dagli inglesi che
sembravano interessati, ma adesso? L’ex Supermario, che d’ora in poi potremmo chiamare affettuosamente Mariolino, interesserà ancora dalle parti di Londra? E visto come ha lasciato lo spogliatoio
dell’Arena das Dunas, come sarà accolto in quello
di San Siro?
Non che l’eliminazione sia colpa (soltanto) sua,
ma qualche twit in meno e una presenza un po’ più
presente in campo non avrebbe guastato. Naturalmente ci sono altri aspetti che riguardano le
società. Se hanno un ragazzo promettente, per dire,
cosa fanno? Beh, lo mandano a maturare in serie B
o in provincia. Al posto suo prendono uno straniero
che costa soldi, ha un ingaggio alto e fa “look”.
Dopo qualche partita magari finisce nel dimenticatoio, ma poco male; ne prendono subito un altro,
che costa di più e fa più “look”. Così Verratti se n’è
andato al PSG e adesso Ciro Immobile va a Dortmund. Da noi non c’era posto. Poi ci sono i tifosi.
Che per essere davvero tifosi devono essere ultrà. E
in quanto tali si sobbarcano un sacco di incombenze che spetterebbero alle società. Tipo decidere
se giocare o no una finale di Coppa Italia sotto gli
occhi del Governo, che peraltro guardava altrove;
distribuire i biglietti omaggio alle persone giuste,
cioè quelle che diciamo noi; organizzare le trasferte
per fronteggiare gli ultrà dell’altra squadra, all’occorrenza con spranghe e bombe carta. Se qualche
volta ci scappa il morto, che ci vuoi fare, fa parte
del gioco. E le società stanno a guardare, come le
stelle. O no?
TESTA BASSA -Per questi e altri motivi l’Italia è
uscita giustamente e a testa bassa dal mondiale; a
prescindere dall’arbitro con un nome che doveva
già dirci qualcosa, e dal carnivoro Suarez. Quelli
che capiscono di calcio faranno delle analisi tecniche dettagliate e approfondite. Intanto però tutti
capiamo che nel calcio l’Italia è messa davvero
male. Come nell’economia, nel lavoro, nella corruzione e via elencando. Cosa possiamo fare? Cercare di ripartire, è ovvio, cominciando dalle fondamenta, da fare solide. E poi “adda passà ‘a nuttata”, diceva Eduardo. Perché non sia troppo lunga,
per vedere prima possibile un chiarore laggiù,
all’orizzonte, potremmo, tutti quanti, cominciare
correggendo appena appena l’Inno di Mameli: non
“perché non siam popoli, perché siam divisi”, ma
“perché siamo un popolo, non siamo divisi”. E poi
ha detto Gigi Buffon prima di Italia-Uruguay che è
nei momenti difficili che noi Italiani diamo il meglio: ecco il momento è adesso.
RASSEGNASTAMPA
2
venerdì 27 giugno 2014
LA BATTAGLIA DELL’EUROPA
Renzi: sì a Juncker
ma con una strategia
comune per l’Europa
Al vertice Ue alta tensione tra il premier
e la cancelliera tedesca ● La bozza di Van
Rompuy frena sulla flessibilità ● Il Pse punta a
definire margini certi per favorire crescita e lavoro
●
#iostoconlunita
Un pacchetto completo, obiettivi e nomi, o per usare la stessa metafora utilizzata martedì in Parlamento, sia la mappa del percorso che i piloti. È questo
l’obiettivo con cui ieri il premier italiano Matteo Renzi s’è presentato al vertice europeo di Ypres chiamato a decidere il nome del nuovo presidente della
Commissione Ue. Un obiettivo su cui
Renzi prima di varcare la soglie del Consiglio europeo ha incassato il sostegno
di tutti i colleghi dei partiti socialisti e
democratici incontrati nel pre-vertice
tenuto a pochi chilometri della cittadina belga diventata simbolo della tragedia della prima Guerra mondiale.
Il ragionamento di Renzi con gli altri
leader del Pse è che in questo passaggio,
che lui vede come un nuovo inizio per
l’Europa, sbagliare anche un solo passo
potrebbe essere esiziale. Il voto del 25
maggio infatti ha detto chiaramente
che una fetta sempre più consistente di
opinione pubblica si sta allontanando
da questa Europa: disertando in numero sempre maggiore le urne, rafforzando i partiti euroscettici e premiando chi,
come il Pd, ha scommesso su un cambio
di marcia e direzione. Su un’Europa,
per usare le parole dello stesso premier,
più «attenta alle famiglie che alle burocrazie». È ovvio quindi che se questo è il
significato del voto del 25 maggio la riflessione non può che portare a scegliere la strada della crescita e della lotta
.. .
Lo slogan del premier
per il futuro Ue:
«L’Europa delle famiglie
non della burocrazia»
alla disoccupazione. E che questa non è
un’esigenza di qualche Paese ma di tutta la Ue. Non c’è cioè una posizione italiana, ma c’è, ci dovrebbe essere, una
«comune esigenza» europea.
Ecco perché il via libera a Junker alla
presidenza della Commissione, che formalmente arriverà oggi da Bruxelles nonostante la contrarietà della Gran Bretagna, è subordinato a due condizioni. Di
merito e di metodo. L’intenzione di Renzi, su cui il premier ha incassato l’ok dei
socialisti e di cui ha parlato direttamente con Merkel prima dell’inizio ufficiale
del vertice, è di collocare il via libera
all’ex capo del governo lussemburghese
dentro un quadro organico che al di là
della faccia nota di Juncker mostri che
davvero la Ue vuole darsi una «smossa».
«È importante che il Consiglio europeo
dia il via libera alla candidatura di Juncker solo in presenza di un documento
che indichi con chiarezza dove deve andare l'Europa» spiega Renzi.
Quindi un documento programmatico che indichi chiaramente che pure nel
rispetto delle regole il patto che lega i
Paesi europei non può essere declinato
solo guardando al principio della stabilità e quindi del controllo dei conti pubblici, ma anche della crescita. E poi un accordo sulle altre caselle da riempire se
non proprio con nomi e cognomi almeno con le caratteristiche da soddisfare.
Ad esempio visto che la presidenza della commissione va al Ppe, ci sarà da tenere conto del Pse, e quindi di Martin
Schulz alla presidenza del Parlamento
europeo e della ministra degli esteri italiana Federica Mogherini come Mrs
Pesc. O forse di Enrico Letta per la presidenza del Consiglio europeo, anche se
su questa ipotesi va tenuto presente che
Palazzo Chigi ha già fatto sapere che
ogni nome italiano non potrà essere fatto senza il proprio consenso. Tutte que-
stioni comunque che potranno essere
decise stamani e che poi, se tutto filerà
liscio, essere formalizzate il prossimo 17
luglio in una nuova riunione del Consiglio europeo. Cioè il giorno dopo che il
Parlamento europeo avrà dato il suo
consenso alla nomina di Junker. Prima
però, avverte Renzi, ci dovrà essere l’ok
al programma di governo della Ue per i
prossimi 5 anni. E la bozza con cui è iniziata ieri sera a cena la discussione al
premier e al Pse piace, ma non completamente. I passi in avanti ci sono stati,
nota soddisfatto Renzi. C’è un esplicito
riferimento a una politica solidale fra
tutti i paesi Ue sull’immigrazione che
dovrebbe consentire all’Italia di non rimanere più sola a gestire l’operazione
mare Nostrum. E c’è scritto nero su
bianco che le regole consentono e prevedono margini di flessibilità è considerato un fatto nuovo e soprattutto positivo
rispetto al passato. Ma «c’è ancora qualcosa da limare» annota il premier. Il problema è che il riferimento alla flessibilità è generico. E infatti il premier ha chiesto un lavoro supplementare agli sherpa nella notte. Per Renzi e il Pse è necessario che la flessibilità sia esplicitata attraverso criteri chiari (su che cosa e fino
a dove si può estendere l’elastico) per
limitare il potere discrezionale delle burocrazie Ue. Ad esempio l’idea del ministro delle finanze tedesco, il socialista
Sigmar Gabriel, che l’Italia possa utilizzare direttamente i 15 miliardi di fondi
Ue senza obbligo di tirare fuori i propri
co-finanziamenti per non incidere sul
patto di stabilità è una sua idea o è una
strada percorribile? Perché avere certezze di questo tipo per il governo sarebbe fondamentale per poter avviare a
partire dal 1° settembre quei «mille giorni» di riforme su cui il premier martedì
ha proposto un nuovo patto-sfida al Parlamento.
È per questo che Renzi ha insistito
(polemizzando anche duramente con
Merkel, «non vogliamo sforare il 3% come pure fece la Germania» le avrebbe
detto) per tenere fuori dal patto di stabilità i co-finanziamenti italiani ai fondi
Ue e i pagamenti dei debiti della Pa alle
imprese.
Matteo Renzi
e Van Rompuy: per l’Italia
il suo documento è da limare
FOTO LAPRESSE
UCRAINA
Patto di associazione, Mosca pronta a contromisure
La Russia è pronta a prendere misure
di protezione se l’associazione di
Ucraina, Georgia o Moldova alla Ue
avrà un «effetto negativo» sulla zona
di libero scambio creata all’interno
della Comunità degli stati indipendenti
(ex sovietici) a cui appartengono
Armenia, Bielorussia, Kazakistan,
Moldova, Russia, Ucraina, Kirghizistan,
Uzbekistan. Lo ha detto il ministro
degli Esteri russo Sergei Lavrov
parlando da Novo Ogarevo, ossia dalla
residenza di Vladimir Putin, fuori
Mosca. Dalla Ue «hanno proposto una
data, e noi siamo pronti (per le
consultazioni) in qualsiasi formato», ha
detto Lavrov. La firma del patto di
associazione con Kiev dovrebbe
avvenire oggi a Bruxelles, secondo
quanto riferito dal presidente uscente
della Commissione Barroso. «Quando
gli accordi entreranno in vigore e i
nostri partner della zona di libero
scambio della Cis firmeranno con la Ue,
se ci rendiamo conto che questo avrà
un effetto negativo sul funzionamento
della nostra zona di libero scambio, un
effetto negativo in base alle condizioni
per le quali abbiamo aderito al Wto
(World Trade Organization), sarà
necessario, ovviamente, adottare
misure di salvaguardia in piena
conformità con le norme del Wto». In
precedenza il presidente della
Commissione europea Jose Manuel
Barroso ha detto che Ue, Russia e i tre
paesi ex sovietici, che intendono
firmare accordi di associazione con
l’Europa dovrebbero iniziare
consultazioni trilaterali l’11 luglio.
Troppo export, Berlino non è più la prima della classe
E
se fosse la Germania l’ultima della
classe? Ieri, mentre tra Ypres e
Bruxelles i capi di Stato e di governo dell’Unione si preparavano ad affrontare una prima discussione sui cambiamenti della strategia economica che la
prossima nuova Commissione a guida
Juncker (salvo sorprese) dovrà mettere
sul tavolo, dagli uffici della vecchia Commissione è filtrata una notizia che mette
Berlino nel ruolo, insolito, del reprobo invitato a redimersi. La Repubblica federale esporta troppo e importa troppo poco
e in questo modo induce nell’Eurozona
uno squilibrio che rischia di mandare
all’aria la solidità della moneta e la stabilità dei conti pubblici. Quelli degli altri, ovviamente.
Il problema non è nato ieri. Lo squilibrio tedesco dura in termini così pesanti
dal 2007, cioè da quando c’è la crisi del
debito alla quale si può dire che abbia contribuito non meno delle conclamate debolezze dei Paesi più indebitati. Nel 2011 e
2012 l’attivo della bilancia dei pagamenti
della Repubblica federale è stato in proporzione il più alto del mondo ed è molto
al di sopra del 6% che è considerato dalla
Commissione la soglia di rischio per la sta-
IL CASO
#iostoconlunita
Nel mirino lo squilibrio
commerciale che sbilancia
la Ue. Più delle promesse
sulla flessibilità,
è la crescita del mercato
tedesco che potrebbe
cambiare le sorti europee
bilità del sistema. All’inizio di novembre
l’allora commissario agli Affari economici Olli Rehn aveva minacciato di applicare a Berlino le sanzioni previste contro
chi produce squilibri tanto dal Patto di
Stabilità che dal Fiscal compact: una multa che potrebbe arrivare allo 0,1% del Pil
nazionale.
Alla cancelleria confidano che alla multa non si arriverà, ma non è certo quello il
punto. L’impressione è che stia crescendo la consapevolezza che comunque la
politica economica va cambiata profondamente nel senso di un riequilibrio tra la
domanda interna, che negli ultimi tre o
quattro anni è cresciuta in maniera minima, e le esportazioni. È probabile che su
questo terreno nel prossimo futuro si svilupperà in Germania un confronto aspro,
al quale gli altri paesi dell’Unione, e l’Italia più ancora degli altri, dovranno guardare con grande attenzione. La Confindustria tedesca e i settori politici più conservatori, dalla Bundesbank ad ampie porzioni della Csu e della stessa Cdu, respingono le critiche di Bruxelles in nome della logica assoluta di mercato («esportiamo molto perché le nostre merci sono migliori») e sostenendo che un forte attivo
tedesco è un vantaggio per tutta l’Unione. Ma la grosse Koalition ha una sensibilità diversa e la spinta a una modifica della politica economica in senso più espansivo è stata percepibile, sia pure non senza
contraddizioni, già nella fase di negoziato
tra i partiti democristiani e i socialdemocratici. L’introduzione del salario minimo garantito è stata motivata esplicitamente con l’intenzione di stimolare la domanda interna e lo stesso segno hanno il
favore con cui vengono seguite le trattative sindacali per l’aumento delle retribuzioni e le (contrastate) misure sulle pensioni. Esiste, almeno sulla carta, l’impegno a definire piani di investimenti pubblici e recentemente la stessa cancelliera
ha evocato la possibilità che la Repubblica federale aderisca a programmi finanziati con project-bond europei. E la Spd
propugna, per ora senza sfondare, l’adozione di riforme fiscali che incentivino la
propensione agli investimenti privati nei
settori trainanti.
È in questa chiave che vanno interpretati i segnali di apertura che stanno arrivando da Berlino. Il governo Merkel pare
voler intraprendere una lunga marcia di
rientro dall’austerity, ma il cammino pas-
sa non tanto per un allentamento della
disciplina di bilancio, cui pure qualcosa
verrà concesso ma entro limiti ben precisi, quanto per una politica economica meno fissata su se stessa, meno «imperialista» in fatto di commercio estero e tale da
far tornare la Germania ad essere «locomotiva» per l’Europa, secondo una non
dimenticata tradizione di tempi lontani e
più felici.
È evidente che non si tratta di una partita che si gioca solo sul piano dei rapporti tra la Repubblica federale e gli altri paesi dell’Unione. I nuovi vertici delle istituzioni di Bruxelles avranno un ruolo fondamentale, che si spera sapranno esercitare molto meglio dei loro predecessori,
pur se non si può passar sopra al fatto che
a capo della Commissione arriva un uomo che rappresenta una scomoda continuità. Intanto si tratterà di fare chiarezza
sulle risorse per gli investimenti. I soldi ci
sono, nonostante il senso comune creato
dagli ayatollah dell’austerity. Le disponibilità del bilancio comune dell’Unione e
della Bei possono essere volani formidabili, specie nella favorevole congiuntura attuale di liquidità sui mercati. È ora che se
ne cominci a parlare.
RASSEGNASTAMPA
3
venerdì 27 giugno 2014
Battaglia sulle nomine
Cameron va allo scontro
Il summit a Ypres per la commemorazione della
I Guerra mondiale, Londra contesta anche
la cerimonia: «Propaganda europeista» ● Merkel
pronta al voto, ma su altre poltrone probabile rinvio
●
#iostoconlunita
Alle tante battaglie combattute a Ypres
nella prima e nella seconda guerra mondiale ieri i leader europei hanno aggiunto quella che è già stata ribattezzata la
battaglia su Juncker, il futuro presidente della Commissione europea osteggiato dalla Gran Bretagna. «Abbiamo le nostre differenze, ma lottiamo attorno a
un tavolo, non su un campo di battaglia», ha riassunto la giornata il presidente della Commissione uscente José
Manuel Barroso. Cento anni dopo l’inizio della Prima Guerra Mondiale i capi
di Stato e di Governo dei 28 Stati membri della Ue hanno scelto di tenere nella
simbolica cittadina fiamminga la prima
giornata del vertice, che si concluderà
oggi a Bruxelles. In gioco, oltre alla nomina dell’ex premier lussemburghese
a capo dell'esecutivo comunitario, c’è
anche l’approvazione del documento
programmatico della nuova Commissione. Fino all'ultimo le diplomazie hanno combattuto per limare il testo parola per parola, soprattutto nella parte
fondamentale in cui la Ue accetta l’idea
di utilizzare le regole sulla disciplina fiscale con maggiore flessibilità.
L’ultima bozza prima della cena dei
leader è stata ritoccata dai sostenitori
del rigore per trasformare la frase in
cui si raccomandava «il pieno utilizzo
degli strumenti di flessibilità» del Patto
di Stabilità, in un più moderato «buon
uso». Una modifica che non è piaciuta a
Matteo Renzi che, all’uscita del prevertice dei leader socialisti e democratici,
ha ricordato che il via libera a Juncker
sarà dato solo se ci sarà «un documento
che indica chiaramente in che direzione vuole andare l’Europa».
Tutti gli ammonimenti tattici che
precedono ogni summit Ue questa volta sono stati interrotti dalla cerimonia
di commemorazione. I leader hanno
inaugurato insieme la «panchina della
pace» e si sono recati insieme alla Porta
di Menin, dove sono scritti i nomi dei
50.000 caduti britannici e del commonwealth della Grande Guerra. Allineati sotto il grande arco i capi di Stato
Foto ricordo con Angela FOTO LAPRESSE
e di Governo hanno ascoltato insieme i
trombettieri intonare le note solenni
del «Last Post», il saluto ai caduti. «Questa non è una commemorazione per la
fine della guerra, di una battaglia o di
una vittoria», ha detto il presidente
uscente del Consiglio Ue, Herman Van
Rompuy, ma si tratta «di come potrebbe iniziare» un conflitto. Anche se la
Grande Guerra è finita nel 1918, ha aggiunto, «la follia collettiva del 1914 non
fu dissipata veramente che nel ‘45, o
meglio nell’89». Nel corso della cerimonia la Cancelliera tedesca Angela Merkel, in un sobrio vestito scuro, è stata
sempre vicino al premier David Cameron, quasi a voler segnalare la sua buo-
.. .
I conservatori spingono
per un incontro
il 17 luglio per designare
i nuovi vertici europei
na volontà nel non isolare la Gran Bretagna. Ma quanto alla richiesta della diplomazia inglese di non legare le commemorazioni ad alcuna «propaganda
europeista» non c’è stato niente da fare. È stata la stessa Merkel a dire che la
cerimonia «ci mostra che viviamo in
tempi buoni grazie all’esistenza
dell’Unione europea e al fatto che abbiamo imparato la lezione della storia».
La Cancelliera si appresta a celebrare la sua ennesima vittoria diplomatica
in Europa e ieri si è concessa anche una
passerella quando all’arrivo ha stravolto il protocollo: ha lasciato Van Rompuy ad attenderla in piedi davanti al museo fiammingo ed è andata a stringere
le mani della folla tra gli applausi. Cameron invece non è sembrato affatto
commosso dalla lezione della storia. Fino a ieri mattina ha continuato a ripetere che si batterà contro la nomina del
federalista Jean-Claude Juncker «fino
alla fine». Dalla sua parte però è restato
solo il controverso leader ungherese
Victor Orban. Anche il presidente francese Francois Hollande ha detto che se
Cameron vuole un voto su Juncker «allora si faccia una votazione. Per l’Europa è arrivato il momento di dire cosa
vogliamo in termini di persone e di politiche».
La tempistica messa a punto nel vertice dei conservatori prevede che da
questo summit esca solo la nomina di
Juncker a presidente della Commissione, nonostante le richieste dell’Italia di
definire anche le altre cariche importanti. Poi ci saranno due settimane di
tempo per cercare di rimarginare la ferita dell’isolamento britannico e i leader si vedranno in una nuovo summit il
17 e 18 luglio, dopo il voto del 16 luglio
del Parlamento europeo per la ratifica
di Juncker. A quel punto, avendo anche
approvato il documento programmatico della nuova Commissione, ci si concentrerà sulla nomina delle altre cariche ai vertici comunitari. In quella fase
però sarà più difficile per l’Italia ottenere la poltrona di Alto Rappresentate
per la politica estera della Ue, reclamata per il ministro Federica Mogherini.
Dopo il via libera a Juncker e qualche
frase sulla flessibilità nelle regole di bilancio, l’Italia non ha altre contropartite da dare e Merkel vuole completare il
suo capolavoro offrendo la possibilità
di una ritirata strategica a Cameron.
«Penso - ha detto ieri la cancelliera che possiamo trovare dei buoni compromessi con la Gran Bretagna».
«In agenda la crescita ma anche lotta alle povertà»
#iostoconlunita
L’INTERVISTA
Una svolta rispetto al passato, un investimento sul futuro. È la nuova legge sulla
Cooperazione approvata nei giorni scorsi dal Senato. L’Unità ne discute con il
vice ministro degli Esteri, Lapo Pistelli
che tra le deleghe affidategli ha anche
quella sulla Cooperazione internazionale. Un investimento, quello sulla cooperazione, da declinare in chiave europea.
Qualèilvaloredelverticeeuropeoapertosi a Bruxelles?
«Il vertice ha un triplice valore. Innanzitutto, tira le conclusioni del semestre di
presidenza greca, sul quale esprimiamo
un giudizio molto positivo. Nonostante
la campagna elettorale europea abbia
fatto correre il rischio di un deragliamento dei toni e dei contenuti, Atene ha
gestito con ordine un’agenda difficile e
ci lascia una buona eredità. In seconda
battuta, è l’Italia che entra in scena e racconta ufficialmente le proprie priorità,
dopo avere svolto nelle ultime settimane un lavoro capillare di disseminazione
dei propri contenuti. Da ultimo, ma non
per ultimo, prosegue la delicata discus-
Lapo Pistelli
Varata al Senato
la legge sulla
Cooperazione
Il Vice ministro degli Esteri:
«Nel semestre italiano
priorità allo sviluppo»
sione sulle scelte dei prossimi vertici istituzionali; scelte che abbiamo voluto far
discendere dal programma dei prossimi
anni e non viceversa. Quindi priorità alla crescita, allo sviluppo, al protagonismo positivo dell’Europa per girare finalmente e decisamente pagina rispetto
a un’Europa troppo austera e incapace
di far immedesimare in se stessa le aspirazioni dei cittadini. E in questo cambio
di verso, la Cooperazione può essere
uno dei campi in cui l’Europa offre al
mondo la migliore immagine di sé».
In questa chiave, quale segno assume la
nuova legge sulla Cooperazione approvata dall’Aula di Palazzo Madama?
«Credo che la valutazione vada divisa in
due punti: il lato più prettamente politico e i contenuti di merito. Sul piano politico, sono rimasto anche personalmente
sorpreso dall’ampiezza e natura della
maggioranza registratasi nel voto finale:
zero contrari, 15 astenuti - Lega e alcuni
senatori di Sel - 201 favorevoli, incluso il
Movimento 5 Stelle. È la prima volta in
27 anni che la riforma della cooperazione taglia questo traguardo con una volontà politica così trasversale. È questo il
segno di un testo lungamente discusso
con forze politiche e società civile, che
ha anche innovato il rapporto fra maggioranza e opposizione. Lo testimonia il
dialogo costruttivo con i grillini».
E nel merito?
«Con questa legge, l’Italia colma un ritardo accumulato con gli altri partner
europei: nasce un piccolo “Consiglio dei
ministri” appositamente dedicato alla
cooperazione; ci sarà un vice ministro
obbligatorio, cioè un “junior minister”,
garante della coerenza delle politiche e
titolare della regia complessiva. Inoltre,
il Parlamento sarà regolarmente consultato, assieme alla società civile, che si
riunirà in un Consiglio nazionale della
Cooperazione. Nasce l’Agenzia, braccio
operativo degli interventi, e, probabilmente, inseriremo alla Camera anche la
Banca per lo sviluppo. Insomma, passiamo da una buona legge, figlia però di un
tempo in bianco e nero, con il mondo
ancora diviso in due blocchi, alla Cooperazione del XXI secolo».
Ma questa nuova idea di Cooperazione
come s’inquadra nelle dinamiche internazionali, in particolare in quelle europee?
«Il voto al Senato è il miglior viatico per
l’avvio del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea. Il 14 e 15 luglio
ci sarà a Firenze un Consiglio informale
sviluppo, che discuterà della nuova
agenda dello sviluppo, del ruolo dei privati e del nesso fra migrazioni e sviluppo. La società civile sarà coinvolta il pomeriggio del 15 in un dialogo aperto con
le istituzioni, assieme a numerosi ospiti
internazionali. Mi auguro, e a questo
stiamo lavorando, che la Camera riesca
a chiudere definitivamente l’esame del
provvedimento entro la pausa estiva,
anche perchè serviranno sei mesi per
implementare concretamente le nuove
disposizioni di legge, ad esempio, creare l’Agenzia. Non dimentichiamo, infine, che questa accelerazione ci permetterebbe di iniziare al meglio il 2015, l’anno di Expo e del negoziato finale alle
Nazioni Unite. Si tratta di una sfida che
rivela un’ambizione inedita: sradicare
la povertà su scala universale entro il
2030, scrivendo tutti insieme una grammatica comune dello sviluppo. Per un
traguardo del genere, un semestre di
successo a guida italiana e una nuova
legge sulla Cooperazione sono ovviamente componenti essenziali».
RASSEGNASTAMPA
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venerdì 27 giugno 2014
POLITICA
Riforme, cresce
la fronda sul Senato
Trentacinque senatori firmano l’emendamento
Chiti, diciotto sono della maggioranza
● Italicum, Forza Italia sbarra l’ipotesi preferenze
dopo le aperture di Renzi ai grillini
●
#iostoconlunita
Sono 18 i senatori della maggioranza
che hanno firmato un emendamento alla riforma costituzionale che prevede
l’elezione diretta del nuovo Senato.
Tra questi, 16 sono del Pd, guidati dai
“ribelli” Vannino Chiti, Corradino Mineo e Felice Casson, ma c’è anche il popolare Mario Mauro che descrive la riforma Renzi-Boschi come una «deriva
autoritaria».
Nel complesso, sono 35 i senatori
che hanno firmato l’emendamento che
conserva l’elezione popolare sgradita
al governo: tra questi anche gli ex M5s,
Sel e il socialista Buemi. Lunedì partono le votazioni in commissione, e i numeri non sono particolarmente favorevoli: di fronte ai 20 emendamenti dei
relatori Finocchiaro e Calderoli (che recepiscono l’accordo Pd-Forza Italia-Lega) sono stati presentati ben 580 subemendamenti, che rischiano di allungare il percorso. «Si procederà secondo
la direzione e i tempi previsti», assicura il vicesegretario democratico Lorenzo Guerini. E dunque il voto finale di
palazzo Madama dovrebbe arrivare entro luglio. Ma Forza Italia è divisa (circa due terzi del gruppo è per l’elezione
diretta), e se dovessero mancare molti
voti azzurri, sommati ai 18 dissidenti
della maggioranza, i numeri per la riforma potrebbero vacillare.
La maggioranza ha in Senato 169 voti su 315, e i dissidenti potrebbero rendere determinante il sì dei berlusconiani. Forza Italia ha presentato alcuni
sub-emendamenti che però si inseriscono nel solco dell’impianto dei relatori:
chiedono una maggior proporzionalità
all'interno dei Consigli regionali al momento di eleggere i senatori. Emendamenti che Finocchiaro ha definito «seri». Paolo Romani ha parlato di «accordo vicino» e comunque ha radunato i
suoi 59 senatori alla presenza di Giovanni Toti e Denis Verdini, inviati da
Berlusconi per blindare l’intesa con
Renzi. Mal di pancia ci sono, ha ammes-
so Romani, ma solo 4 senatori «azzurri» hanno presentato sub-emendamenti in dissenso. «I senatori sono 315, 35
di loro sono per un Senato elettivo. Se
aggiungiamo 40 parlamentari del
M5S, arriviamo a 75. Numeri insufficienti per fermare le riforme del governo Renzi», spiega il senatore Pd Andrea Marcucci, renziano ortodosso.
I 35 pro elezione diretta hanno spiegato ieri in una conferenza stampa che
la battaglia perché il Senato resti elettivo non verrà fatta solo all’interno del
Parlamento ma anche nel paese, tra le
associazioni e la società civile. «Qui si
discute di Costituzione e noi ci siamo
trovati d’accordo su aspetti di merito.
Siamo tutti favorevoli a fare una buona
riforma e a superare il bicameralismo
...
Per la proposta Chiti
sul Senato elettivo,
tra gli altri Mineo, Casson,
Mauro e il socialista Buemi
paritario - ha spiegato Vannino Chiti ma alcuni aspetti non ci convincono».
«Il principio che vogliamo difendere e
che ci unisce - ha proseguito Loredana
De Petris di Sel - è che la sovranità è del
popolo perciò entrambe le camere devono essere elette direttamente anche
se vogliamo ridurre i costi, e infatti proponiamo di ridurre il numero dei deputati oltre a quello dei senatori». «Vogliamo che tutte le forze politiche, le associazioni sappiano qual è la posta in gioco - ha aggiunto Chiti - perciò dalla
prossima settimana faremo una serie
di incontri». I 35 senatori “ribelli” propongono anche di ridurre il numero
dei deputati (a 315 o a 470) e sono contrari al cumulo delle funzioni di senatore e consigliere regionale come vorrebbe il governo. «Questa non è innovazione, non è coraggio contro conservazione - ha detto Chiti - è la ripetizione di
esperienze già fallite in altri paesi».
Trai 580 subemendamenti presentati, 80 sono del Pd, una ventina di Forza
Italia, 16 di Ncd, 14 quelli presentati dal
“fronte dei 35”. A creare tensione tra
Pd e Forza Italia anche l’incontro di
Renzi con i Cinquestelle. E il tema delle preferenze, chieste a gran voce dai
grillini. «Per noi si parte e si finisce obbligatoriamente con l’Italicum», ha detto il capogruppo di Fi al Senato paolo
Romani. «È la soluzione migliore possibile. Le preferenze non esistono. In
realtà non ne parla nemmeno il Pd...».
Sulla proposta di Senato elettivo, la
presidente della commissione Affari
costituzionali Anna Finocchiaro getta
acqua sul fuoco: «Nessun allarme, si
tratta di una questione seria, non strumentale. Io penso che ciascun argomento vada approfondito e discusso
nel contraddittorio fra opinioni diverse. È la fisiologia del Parlamento».
Il M5s, dal canto suo, ha presentato
emendamenti per un Senato elettivo,
ma anche per fissare sotto i 4mila euro
netti al mese lo stipendio dei senatori.
Sul tavolo resta poi il tema dell’immunità: tra i subemendamenti presentati, per chiederne l’eliminazione per i
nuovi senatori, ci sono non solo quelli
di M5S ma anche quelli di esponenti di
maggioranza, e in pole tra i firmatari ci
sono sempre Chiti e Casson. L’obiettivo è togliere ogni ostacolo all’azione
della magistratura, fatta salva l’insindacabilità delle opinioni e dei voti espressi dagli eletti nelle loro funzioni.
L’incontro in streaming
tra il premier e la delegazione
parlamentare 5 Stelle
PAROLE POVERE
È la stampa, bellezze a 5 Stelle
● L’Ansa nel mirino della coppia di
padroni dei Cinque Stelle. L'agenzia,
che pure non è nota per le sue
leggerezze, si è permessa di riferire
una situazione. Ci sarebbe tumulto
nelle file dei parlamentari europei
del Movimento a proposito della
gestione politica e amministrativa
del gruppo. Deputati che
preferiscono restare nell'ombra per
paura di ritorsioni, riferiva una
nota dell'Agenzia, avrebbero chiesto
la rimozione del capo della
comunicazione, Claudio Messora,
ritenuto sponsor dell'accordo
Grillo-Farage a dispetto delle attese
di alcuni parlamentari affinché
l'alleanza del M5S si aprisse verso i
verdi. Un contrasto che sta tutto
dentro la dinamica manifestata dal
mondo grillino non solo nel web a
proposito della scelta di Farage
come alleato continentale. Grillo e
Casaleggio hanno risposto piccati:
nessuna scomunica in corso, nessuna
richiesta a loro pervenuta di
tagliare la testa a Messora,
annunciato come del tutto
ininfluente rispetto alla scelta
strategica imposta, secondo loro, dal
rifiuto acceso proprio dai verdi,
nessuna spaccatura nel gruppo
parlamentare europeo. I due
vorrebbero le fonti di una notizia
per loro del tutto infondata. Non
avessero mai espulso nessuno, non
avessero mai tenuto i gruppi
istituzionali in soggezione costante.
Ma hanno espulso, scomunicato,
licenziato. Hanno con vigliaccheria
insultato donne nemmeno
dissidenti. Vorrebbero una
informazione asservita, vorrebbero
controllare e colpire e invece ecco la
stampa, bellezze, e non potete farci
nulla.
«Con il controllo preventivo mai più leggi porcata»
#iostoconlunita
«Renzi ha inserito tra i punti qualificanti
della proposta Pd il controllo preventivo
delle leggi elettorali da parte della Consulta...»
Leineavevascrittopropriosul’Unità,onorevole Giorgis...
«Una proposta in tal senso era stata presentata alla Camera lo scorso maggio,
sottoscritta da tutti i deputati Pd della
Commissione Affari costituzionali. L’intento è quello di evitare che si possa ripetere quanto accaduto con la Calderoli.
Le leggi elettorali hanno una loro specificità. Da un lato sono importantissime
perché strutturano l’ordinamento democratico, e sono sostanzialmente costituzionali, dall’altro però con difficoltà possono essere sottoposte al controllo della
Consulta...»
La Corte costituzionale pochi mesi fa ha
bocciato il Porcellum...
«Si. Con la sentenza d’inizio anno, e cambiando orientamento, la Corte ha ritenuto possibile sottoporre al proprio giudizio le leggi elettorali. È accaduto però
che dopo aver giudicato incostituziona-
L’INTERVISTA
Andrea Giorgis
Il parlamentare Pd autore
della proposta rilanciata da
Renzi: «Sottoponendo
prima alla Consulta
le riforme elettorali si
eviterà quello che è
accaduto con la Calderoli»
le la Calderoli, i giudici abbiano dovuto
sottolineare che gli effetti di quelle norme andavano considerati irremovibili, e
che la loro sentenza era valida solo per il
futuro...»
Ricordiamo tutti le polemiche del M5S sul
Parlamento illegittimo...
«Appunto. Va premesso che giustamente, a elezioni ormai avvenute, una legge
elettorale non può essere rimossa perché, come dice la Corte, vale un principio di continuità degli organi dello Stato. Ma se vogliamo escludere radicalmente il rischio di far svolgere elezioni
sulla base di norme che poi, magari, verranno dichiarate incostituzionali dobbiamo anticipare il controllo».
Un controllo preventivo quindi...
«Visto che stiamo riscrivendo la legge
elettorale e, contemporaneamente, la
parte della Costituzione che riguarda il
ruolo di Camera e Senato, ci sembra ragionevole prevedere un controllo preventivo sulle sole leggi elettorali».
Per tutte le altre ipotesi di illegittimità?
«Resta il principio del controllo successivo. Il meccanismo rafforza il progetto riformatore ed è stato assunto dal presidente del Consiglio come uno degli ele-
menti qualificanti nel confronto con il
M5S. A questo punto dovrebbe diventare parte integrante della riforma. Sulla
base di una interlocuzione esplicita con i
deputati che lo avevano proposto, infatti, è stato assunto al Senato in un emendamento dei relatori. Ma il testo dovrà
essere probabilmente subemendato».
Lei è ordinario di diritto costituzionale, le
critiche del M5S sulla costituzionalità
dell’Italicum hanno fondamento?
«Prevede che possa presentare ricorso
preventivo alla Corte solo una minoranza dei due quinti. Troppo consistente secondo me. La ratio dell’istituto è soddisfatta, infatti, se può garantire realmente una minoranza che potrebbe non partecipare a intese sulla legge elettorale.
Relatori e governo spero che siano favorevoli a una soluzione che riprenda la
proposta originaria di noi deputati, che
prevedeva un decimo, o che si attesti
sull’opzione intermedia di un quinto».
«Prima di inoltrarci su questo terreno bisogna ragionare sugli eventuali elementi di irragionevolezza e di equilibrio tra
le esigenze della rappresentatività e della governabilità. Alcuni ve ne sono. Anche senza snaturare l’impianto dell’Italicum, imperniato sul doppio turno, sarebbe bene riconsiderare ad esempio la consistenza di alcune soglie. L’8% per chi
non si coalizza è un’asticella molto alta
che rischia di tenere fuori dal Parlamento forze politiche che hanno avuto un
consenso significativo. Quell’8%, tra l’altro, rischia di incentivare coalizioni insincere capaci di vincere le elezioni ma
non di governare. Una soglia del 4% valida sia per chi si coalizza che per chi non
si coalizza sarebbe più ragionevole».
«No. L’emendamento prevede che, come accade in Francia - modello al quale
ci siamo ispirati - la Corte si pronunci
entro 30 giorni. Il ricorso sarà possibile
dopo l’approvazione della legge, prima
che essa venga promulgata».
«Renzi ha detto che il tema va approfondito. È necessario superarle se vogliamo
chiudere definitivamente con la stagione del Porcellum. Tanto più se, con un
Senato non elettivo, si va verso una sola
Camera votata direttamente dai cittadini».
Perché onorevole?
Mail ricorsoallaConsulta nonrallenterebbe l’iter della riforma elettorale?
E cosa pensa delle liste bloccate?
RASSEGNASTAMPA
5
venerdì 27 giugno 2014
Si spacca anche Forza Italia
Berlusconi chiama i gruppi
#IOSTOCONLUNITA
Acque agitate dentro Forza Italia,
spaccata sul tema delle riforme e con
molti azzurri a favore del Senato elettivo. Frondisti che hanno animato la
riunione convocata ieri mattina al Senato, da cui sarebbe emerso che quasi
due terzi degli onorevoli forzisti preferirebbero un Senato elettivo e quindi
diverso da quello previsto nel patto
del Nazareno. Nonostante siano solo
quattro i senatori Fi che hanno messo
nero su bianco la propria firma in calce al subemendamento che propone
il Senato elettivo, quelli che la pensano così sarebbero molti di più. L’accordo stretto tra Renzi e Berlusconi
infatti non piace a molti, fermamente
avversi a una linea giudicata troppo
accondiscendente nei confronti del
premier e a una posizione ritenuta rinunciataria sulle riforme.
I mal di pancia sono sfociati ieri
mattina in un incontro diventato quasi incandescente e nel quale è stato
Augusto Minzolini a capitanare la protesta dei frondisti, non escludendo
l’eventualità di non votare in Aula la
riforma del Senato così com’è ora.
Dalla parte dell’ex direttore del Tg1,
anche Giacomo Caliendo, Luigi D'ambrosio Lettieri e Lucio Rosario Tarquinio, firmatari di subemendamenti
a favore di un Senato elettivo.
Presenti sia Denis Verdini, mediatore di Forza Italia per le riforme con
il Pd, sia Giovanni Toti, consiglieri politico di Berlusconi. Per ora però la posizione ufficiale non si mette in discussione: la linea è quella di rimanere saldi al patto del Nazareno, in realtà con
la sola vera strategia di cercare di far
esplodere le tensioni dentro il Partito
democratico e nella speranza di riuscire a domare i contrasti dentro Forza
Italia. A convincere la fronda azzurra
la notizia dei 18 senatori dem a favore
del Senato elettivo.
Il capogruppo Paolo Romani ha però dovuto interrompere la riunione
per evitare che la discussione si arroventasse ulteriormente. E non è un caso se nel pomeriggio di ieri Renato
Brunetta abbia annunciato per la
prossima settimana una riunione congiunta di tutti i gruppi Fi con Berlusconi. All’appuntamento, gioved’, sono stati invitati gli europarlamentari,
quindi ci sarà anche Fitto, e non è
escluso che i malpancisti approfittino
dell’occasione per riproporre la questione delle primarie a tutti i livelli.
Asse con Farage già in crisi, grillini contro Messora
S
barcati a Bruxelles da meno di un mese, i Cinquestelle sono già alle prese
con le prime divisioni. Nel
mirino c’è Claudio Messora, catapultato da Grillo e
Casaleggio dal Senato all’Europarlamento come capo della comunicazione,
e grande sponsor del patto con il britannico Nigel Farage.
Dopo tre settimane, però, tra i 17
neoeletti e il comunicatore, noto alle
cronache per i suoi post contro Laura
Boldrini («Se anche fossimo potenziali
stupratori tu non correresti rischi...»)
già tira una brutta aria. Fonti M5s confermano quanto scritto ieri dall’Ansa, e
cioè che la maggioranza dei parlamentari avrebbe chiesto allo staff milanese
guidato da Casaleggio la rimozione di
Messora, accusato di un eccesso di iniziativa politica, in particolare per l’alleanza con Farage e il mancato accordo
con i Verdi, più vicini al sentiment di
molti eletti grillini.
La questione dunque è politica. Nei
IL CASO
#iostoconlunita
«Per il momento siamo
alleati con l’Ukip ma niente
è per sempre, faremo
un check tra sei mesi», dice
il capo delegazione Corrao
Ma Grillo smentisce tutto
giorni scorsi a Bruxelles si è addirittura
parlato del possibile ingresso nel gruppo verde di una parte di grillini. «Stiamo
vagliando l’ingresso nel gruppo di alcuni deputati M5S più vicini alle posizioni
ambientaliste», si è lasciata scappare la
verde austriaca Ulrike Lunacek con la
collega Pd Silvia Costa. Ma l’ipotesi è
scemata. «O ci muoviamo tutti e 17 insieme o non ci muoviamo. Per il momento
questa è la nostra collocazione, ma niente è per sempre. Con i Verdi i contatti ci
sono, ma per cercare convergenze sul
lavoro da fare nelle commissioni e nessuno di noi è intenzionato a passare nel
loro gruppo», ha spiegato il capodelegazione M5s Ignazio Corrao al sito Eunews, che aveva divulgato la notizia. E
.. .
La nota sul blog firmata
dai due leader: «Nessun
europarlamentare M5S
è a rischio espulsione»
A FIRENZE
Rissa al meet-up convocato per «processare» i dissidenti
Sotto accusa alcuni militanti, cinque volanti della polizia che
piombano al circolo Andrea Del Sarto di Firenze. Parole
grosse in strada, tensione e urla fino a notte fonda. Finisce
così l’assemblea convocata mercoledì sera per discutere
l’espulsione di un gruppo di attivisti, tra cui due ex
portavoce dei Cinquestelle fiorentini rei di aver firmato una
lettera indirizzata al capogruppo alla Camera Luigi Di Maio
nei mesi scorsi. Ai partecipanti all’assemblea era stata
distribuita una lista con i nomi dei militanti e accanto tre
opzioni: l’espulsione, la sospensione per un anno o per due.
ha aggiunto: «Faremo un check tra sei
mesi per vedere se le cose vanno bene.
Se non fosse così siamo pronti a ripensare la nostra collocazione».
I deputati italiani Cristian Iannuzzi e
Stefano Vignaroli (fervente ambientalista), hanno incontrato nei giorni scorsi
Rebecca Harms, co-presidente dei Verdi europei proprio per discutere di prospettive future. La stessa Harms che si
era detta disponibile al dialogo nel caso
in cui nel referendum tra i militanti grillini avesse vinto la linea dell’accordo
con i Verdi. Ma quell’ipotesi non è mai
stata sottoposto al voto in rete. E Grillo
ieri ha ribadito: «L’ipotesi di un gruppo
comune non è mai esistita a causa del
rifiuto degli stessi Verdi».
«Alcuni di noi sono già a rischio espulsione», spiegano anonimi europarlamentari M5s all’Ansa. Ma questo particolare non trova conferme. Di purghe,
almeno per ora, sul tavolo non ce ne sono. Il clima è così caldo da suscitare la
reazione diretta dei due leader, con
post congiunto sul blog, in cui spiegano
che «nessun portavoce del M5S al Parlamento Europeo è a rischio espulsione»
e «nessuna richiesta per la rimozione di
Messora dal suo incarico è arrivata a
Grillo, Casaleggio né a nessun altro dello staff». I due leader spiegano che «in
pubblico» nessun eletto ha confermato
la notizia della richiesta di dimissioni di
Messora. Ma non è strano: nella truppa
grillina è rarissimo sentire dichiarazioni pubbliche contro i comunicatori scelti dallo staff, e in passato chi ha detto
cose di questo genere è stato rapidamente espulso.
I telefoni tra Milano e Bruxelles sono
stati bollenti per tutta la giornata di ieri.
Anche perché mercoledì il gruppo non
ha approvato l’assunzione di Messora,
anche se il regolamento voluto da Grillo
prevede che gli staff comunicazione siano indicati da Milano. E così Messora
potrebbe essere assunto dal gruppo
Efdd. Ieri sera i 17 eletti, con una nota
congiunta, hanno smentito di aver chiesto la rimozione del comunicatore, denunciando «l’ennesimo utilizzo distorto
dell’informazione, che mira a restituire
l’immagine di un M5s in Europa diviso»
attraverso «veline frutto di informazio-
...
Gli eletti assicurano
di non avere mai chiesto la
rimozione del responsabile
comunicazione
ni inventate di sana pianta». A microfoni spenti, invece, le conferme non mancano. E fonti M5s confermano che «in
Europa sta succedendo quello che accadeva in Senato sotto la gestione Messora: un clima teso, difficile, con un comunicatore che entra a gamba tesa nelle
questioni politiche». Del resto, anche
nei mesi in Senato il clima non era stato
facile. Più volte i dissidenti avevano contestato le scelte di Messora, e quando
lui scrisse quel tweet sessista contro la
presidente della Camera era insorta anche la capogruppo Paola Taverna, uno
dei falchi: «Dovrà dare delle spiegazioni...».
A Roma invece, il giorno dopo l’incontro con Renzi sulla legge elettorale, si
respira un clima diverso, di moderata
soddisfazione per il dialogo appena iniziato. «L’incontro di mercoledì tra Renzi e il M5S è stato politico e nel prossimo, che ci sarà se il Pd non avrà stretto
l’abbraccio amoroso con Berlusconi per
le riforme, punteremo sui contenuti»,
spiega Danilo Toninelli, l’esperto di riforme. «La loro legge elettorale presenta fortissimi profili di incostituzionalità.
Doppio turno? Ci ragioneremo. E se il
punto di caduta fosse il ritorno al Mattarellum sottoporremo questa ipotesi alla
Rete». «Vogliamo ottenere le preferenze, mi pare il punto su cui Renzi è stato
più aperto al dialogo», spiega a l’Unità il
deputato Daniele Dal Grosso. Quando il
Pd avrà formalizzato le sue proposte, deputati e senatori grillini si riuniranno in
assemblea per prendere una decisione.
«Credo che possa venire fuori qualcosa
di buono, ora sta al premier decidere se
continuare con Berlusconi o fare la riforma con noi».
AI LETTORI
SEGUE DALLA PRIMA
Da mesi i giornalisti lavorano
senza stipendio e chiedono
certezze sull'occupazione.
La situazione non è più tollerabile,
risposte evasive o ennesimi
rinvii vedranno l'immediata
risposta dei lavoratori.
Per questo, e fino all'incontro
del 3 luglio, proseguirà lo sciopero
delle firme. E se l'incontro sarà
deludente, l'astensione
dal lavoro diverrà inevitabile.
Ne va del nostro presente.
E del futuro del nostro
e del vostro giornale.
IL CDR
RASSEGNASTAMPA
8
venerdì 27 giugno 2014
ECONOMIA
La ripresa rallenta ancora
Padoan: «Crisi non finita»
#iostoconlunita
La parola chiave è: stagnazione. A pronunciarla è il capoeconomista di Confindustria Gianluca Paolazzi. «L’economia italiana non è ripartita come ci si
aspettava», ammette l’economista presentando le nuove stime del Centro studi. Il Pil quest’anno si fermerà allo
0,2%, mezzo punto in meno rispetto alle stime di dicembre scorso e 0,6% in
meno rispetto a quanto si aspetta il governo. Tutti i dati (occupazione in primis) mostrano la cronaca di una disfatta: la crisi ha piegato la società italiana
ai minimi termini. Tanto che Giorgio
Squinzi, leader degli imprenditori, la
definisce «sanguinosa». Tre milioni di
poveri in più rispetto al 2007, quasi
due milioni di posti di lavoro persi, consumi in picchiata (-7,9% in 7 anni). Insomma, «la ripresa è rinviata di altri
mesi, verso la fine dell'anno», dichiara
il presidente degli industriali. Lo stesso ministro dell’Economia Pier Carlo
Padoan ammette, parlando all’Istat,
che «l’Italia non è ancora uscita dalla
crisi».
Il leader degli industriali chiede una
svolta, come più volte in passato. «L'Italia ha tutte le carte in regola per superare questo difficile momento e riprendere il cammino della crescita - dichiara Non tra qualche anno. Subito. Renzi ha
coraggio e la volontà di decidere. Bisogna avere e dare al Paese le giuste priorità». Il governo replica per bocca del
sottosegretario Graziano Delrio. «Per
adesso siamo fiduciosi della nostra previsione sul Pil - ha detto a margine del
seminario del Centro Studi di Confindustria - Siamo convinti che le riforme
messe in campo provocheranno uno
shock positivo, vedremo l'effetto degli
80 euro che ora penso non sia valutato
e l'effetto delle altre riforme sul lavoro,
la Pa, la giustizia e la spending review».
Confindustria abbassa allo 0,2% la crescita per
il 2014, ma Squinzi crede nel «coraggio di Renzi»
● Tre milioni di poveri e quasi due milioni di
posti persi ● Il nodo dei fondi strutturali da usare
●
.. .
Il governo mantiene
ferme le sue previsioni,
le imprese spostano a fine
anno la possibile svolta
Per il sottosegretario alla presidenza
del consiglio «siamo fuori dal baratro
abbiamo riacceso una speranza, abbiamo avviato una serie di riforme strutturali, ma siamo solo agli inizi». Anche
per Squinzi il baratro si allontana, insieme allo spettro del default con il «raffreddamento» dello spread sui mercati. «I numeri sono ancora difficili da accettare ma le prospettive sono in miglioramento», dichiara.
Resta il fatto che l'economia italiana
va peggio di quelle dei pigs, ossia dei
Paesi dell'area euro più deboli. Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna, infatti,
sono cresciuti molto più dell'Italia prima della crisi, sono arretrati meno durante la recessione e il loro recupero
sarà più rapido nel 2014-15. Un confronto inquietante. A pesare sulla ripresa italiana anche le ripetute manovre
correttive, a cui il Paese è stato costretto dai vincoli di bilancio. A sottolinearlo è stata ieri la Corte dei Conti. «Gli
aspetti complessivamente positivi del
quadro finanziario, dovuti alle rigorose manovre di correzione dei conti pubblici ed ai ripetuti e diffusi interventi di
riduzione della spesa, non trovano riscontro in un apprezzabile e stabile miglioramento sul versante dell'economia - ha dichiarato il procuratore generale della Corte Salvatore Nottola - Lo
Stato deve favorire il rilancio della produzione con investimenti pubblici nei
settori strategici ed operare un riequilibrio della pressione fiscale».
Anche per Confindustria la via
d’uscita sono gli investimenti, a partire
dai fondi Ue. «C'è l'opportunità di un
veloce e robusto sostegno degli investimenti - si legge nel rapporto del Centro
studi - i residui del precedente ciclo,
l'avvio di quello nuovo e i fondi nazionali per la coesione forniscono risorse di
poco inferiori a 20 miliardi di euro l'anno per il 2014-2020. Una leva che può
rivelarsi decisiva per uscire definitivamente dalla crisi». «Nel prossimo settennato ci aspettano 170 miliardi di fondi europei, considerando anche i residui, sono una grande potenzialità, è il
momento di assumersi una responsabilità vera», aggiunge Delrio. Quanto ai
fondi strutturali, il sottosegretario spiega che «abbiamo 21 miliardi da spendere da qui al 2015, 16 solo nel Sud, tecnicamente è una “mission impossible”,
non possiamo seguire l'iter ordinario
ma dobbiamo attivare procedure
straordinarie. Abbiamo censito 8400
interventi di cui 400 sono stati scelti
come prioritari». La prossima settimana sarà nominato il direttore dell’agenzia per la coesione, voluta dall’ex ministro Fabrizio Barca e istituita dall’esecutivo Letta.
Esodati, il provvedimento in aula il 2 luglio
#iostoconlunita
Mercoledì prossimo arriverà a Montecitorio il provvedimento per la salvaguardia degli esodati. Ed entro giovedì
sarà licenziato dall’aula, se necessario
anche in seduta notturna. A fissare la
data è stata ieri la presidente della Camera, Laura Boldrini, che su Facebook
ha parlato di «un primo passo per fornire garanzie a tanti lavoratori rimasti
senza stipendio e senza pensione, a causa di un meccanismo pensionistico che
non li ha tutelati». A confermare le scadenze ravvicinate e il voto entro il 3 luglio è stata poi la conferenza dei capigruppo.
Si accelera, insomma: «Queste persone chiedono una soluzione per avere
ciò che gli spetta: un reddito dopo una
vita di lavoro - incalza Boldrini -. Spero
che la prossima settimana tutte le forze politiche dimostrino l'impegno necessario per raggiungere l'obiettivo
che migliaia di famiglie attendono da
troppo tempo».
LA SESTA SALVAGUARDIA
Questo provvedimento di salvaguardia
- sulla cui bozza ha lavorato Cesare Damiano, presidente della commissione
Lavoro - è il sesto in ordine di tempo
che cerca di mettere una pezza al pasticcio creato dalla riforma Fornero. I
lavoratori tutelati, stando a quanto detto ieri da Poletti nella commissione, tutelerà complessivamente 32.100 esodati. Di questi, 24.000 saranno coperti
con i risparmi della seconda e quarta
salvaguardia. Con questo intervento,
che - come anticipato ieri da L’Unità sarà inserito in un emendamento dell'
esecutivo alla proposta di legge unitaria della commissione Lavoro di Montecitorio, i salvaguardati totali arrivano a
170.000: 162.000 sono i già tutelati, i
restanti 8.000 sono quelli per i quali il
governo stanzia nuove risorse.
È proprio il nodo delle coperture
quello più difficile da sciogliere. «Abbiamo realizzato risparmi per 24.000
posizioni non utilizzate nelle precedenti salvaguardie e abbiamo allungato di
un anno la tutela per tutti - ha spiegato
Poletti -. I nuovi stanziamenti ammontano a 137 milioni per il 2015 e 119 per il
GRUPPO ENI
Il sindacato sollecita investimenti industriali
L'amministratore delegato di Eni,
Claudio Descalzi, ha firmato Hanoi con
il presidente di PetroVietnam, Do Van
Hau, un accordo per l'esplorazione del
Blocco offshore 122. Questo nuovo
accordo conferma l' interesse di Eni a
proseguire e consolidare la propria
presenza in Vietnam, dove l'Azienda è
tornata nel 2012 e opera già in 3 blocchi
esplorativi offshore.
Il sindacato, invece, è preoccupato per
la mancanza di investimenti nel settore
industriale in Italia. «Siamo
preoccupati. Mai come oggi sono in
pericolo non solo gli investimenti
promessi dall'Eni e Gela, ma il futuro
stesso della raffineria. Se a questo si
aggiungono il mancato riavvio di Porto
Marghera e la precarietà di Taranto, il
quadro è sufficientemente chiaro: l'Eni
intende uscire dall'industria per
rimanere un grande gruppo che si
occupa largamente nel mondo di
esplorazione ed estrazione» ha detto
Emilio Miceli, segretario Filctem-Cgil,
all'Assemblea dei quadri e delegati in
corso a Siracusa. «Siamo ancor più
preoccupati- ha aggiunto - per il rischio
di un colpo di freni di Versalis, la società
che gestisce la chimica dell'Eni».
2016, che arrivano dal fondo per l'occupazione del ministero del Lavoro e che
il governo ripristinerà nella Legge di
stabilità».
Sarà proprio all’interno della Legge
di stabilità che saranno affrontati i restanti nodi da sciogliere, con dispositivi specifici per le diverse tipologie e
dando la priorità alle situazioni «socialmente più esposte», in particolare a chi
ha perso il lavoro ma non alle tutele
per arrivare alla pensione. I cosiddetti
«cessati». Inoltre, da risolvere ci sarebbero anche alcune criticità come la
'quota 96' degli insegnanti e i macchinisti. Poletti assicura che nella legge di
stabilità il governo farà una «operazione strutturale». Per Damiano (Pd), la
misura rappresenta un «passo avanti
importante, frutto anche della spinta
data dal Parlamento per affrontare la
questione».
Un compromesso che però non accontenta l’opposizione. «Il governo
con l'emendamento che proroga le precedenti salvaguardie non risolve il problema, che verrà trascinato nella manovra di fine anno», attacca Giorgio Airaudo, il responsabile nazionale Lavoro di Sinistra ecologia libertà (Sel), che
ha abbandonato i lavori della Commissione. Contrari anche Forza Italia e Lega Nord, e Titti Di Salvo, del gruppo
Misto, secondo cui «serviva subito una
soluzione strutturale».
Piero Fassina
«Stop austerità
Sì alla crescita»
In estate parte
il referendum
#iostoconlunita
Stop all’austerità, sì alla crescita, sì
all’Europa del lavoro e di nuovo sviluppo. Questo lo slogan scelto dal comitato promotore dell’iniziativa referendaria che vuole modificare in
quattro punti la legge 243 del 2012,
quella con cui durante il governo
Monti si recepì il Fiscal compact nella Costituzione italiana, con vincoli
addirittura più rigidi di quanto chiesto in Europa. La campagna è ancora in rodaggio, ma il motore marcerà
a pieni giri durante l’estate: dal 3 luglio al 30 settembre in tutte le feste
delle diverse formazioni politiche - a
cominciare da quelle dell’Unità - e in
tutte le occasioni pubbliche si raccoglieranno le firme necessarie per avviare la consultazione popolare.
Il comitato promotore ha presentato i quattro quesiti in una conferenza stampa a Montecitorio a cui hanno partecipato molti parlamentari di
diverse aree politiche (da Stefano
Fassina e Alfredo D’Attorre, Pd a
Giulio Marcon di Sel fino a Mario Baldassarri, Futuro e libertà). Così come gli economisti che aderiscono
all’iniziativa provengono da diverse
scuole di pensiero. Iniziativa trasversale, dunque, che «nasce dai numeri
di un fallimento ormai sotto gli occhi
di tutti, quello dell’austerità ottusa
praticata dall’Europa», ha spiegato
l’economista Gustavo Piga. Poco convincenti anche le ultime rassicurazioni dei leader europei su una «austerità flessibile». Nei fatti il rigorismo resta, magari con qualche sporadica
deroga, che non consentirà una vera
ripresa.
Spetta al giurista Giulio Salerno
spiegare i quattro quesiti sottoposti
al volere dei cittadini. «Nella legge si
prevedono modalità attuative del Fiscal compact aggravate rispetto al Fiscal compact - spiega Salerno - Si
consente infatti a governo e Parlamento di stabilire obiettivi più gravosi di quelli stabiliti dall’Ue. Il secondo punto riguarda la regola che fissa
l’esatta corrispondenza tra l’obiettivo di medio termine europeo e quello nazionale. In realtà l’Europa prevede flessibilità nei passaggi intermedi. Il terzo quesito vuole eliminare le
disposizioni sull’indebitamento, che
è possibile solo in casi straordinari
previsti per legge. Il quarto punto è
sui meccanismi di attivazione automatica che scattano quando c’è lo
scostamento tra gli impegni e gli
obiettivi realizzati». La partita è solo
all’inizio, ma è importante che si giochi, proprio in nome dei principi costituzionali «che richiedono disposizioni semplici e omogenee», osserva
Paolo De Joanna. Bisogna voltare pagina per l’Italia, dove «gli investimenti sono stati tagliati del 12% nel 2013
in nome dell’austerità» osserva Riccardo Realfonzo. E anche per il bene
dell’Europa, dove «i dati sono tutti
fuori linea e la flessibilità rischia di
diventare un suk politico», aggiunge
Leonardo Becchetti.
RASSEGNASTAMPA
9
venerdì 27 giugno 2014
Cantone: «Appalti poco chiari, via i corrotti»
#iostoconlunita
Come una malapianta cresce, si estende, trova terreno fertile e «può attecchire ovunque». Nessuna istituzione può
ritenersi «scevra da responsabilità per
il dilagare» della corruzione.
Parola della Corte dei Conti, che ieri
è tornata a parlare di uno dei mali più
pericolosi per la «cosa» pubblica. L’appello è contenuto nel giudizio sul Rendiconto generale dello Stato per il
2013, e arriva proprio mentre Raffaele
Cantone presenta a Milano l’Unità operativa anticorruzione che si occuperà
di Expo 2015.
Sul tema l’analisi del magistrato napoletano, che già guida l’Autorità nazionale anti corruzione (Anac), è chiara: dopo Tangentopoli tutto il sistema
nazionale ha sottovalutato il pericolo,
«non solo Expo. Si è ritenuto per troppo tempo che il fatto che non emergessero fatti eclatanti significava che la
corruzione era stata debellata. Invece
lavorava in modo assolutamente indisturbato». Come del resto stanno dimostrando le inchieste sulla sanità, in
Lombardia ma non solo, e quelle eclatanti su Expo e sul Mose, l’infrastruttura che doveva proteggere Venezia
dall’acqua alta, ma che per il momento
l’ha travolta come uno tsunami.
Per quanto riguarda l’Esposizione
milanese, il magistrato ha riconosciuto
che «il primo punto su cui si è lavorato,
quando si è parlato di Expo, è stato
quello delle infiltrazioni mafiose. D’altra parte - ha aggiunto - non dimentichiamo che la Lombardia che per lungo tempo è stata considerata mafia free
(libera dalla mafia, ndr), mentre poi si è
scoperto che tanto free non era, e che
vede una forte presenza, anche se in
La Corte dei Conti denuncia l’estensione della corruzione, mentre
si insedia il commissario per l’Expo ● Commissariamento per singole opere
●
Raffaele Cantone, commissario straordinario anticorruzione FOTO DI LUCA MATARAZZO/FOTOGRAMMA
modo diverso dal Meridione, della criminalità organizzata. È chiaro quindi
che il sistema dei lavori pubblici doveva soprattutto alzare il livello di attenzione sulle possibili infiltrazioni mafiose, in particolare in Lombardia quella
della Ndrangheta».
E difatti il prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, ha rivelato che
con gli ultimi due interventi sulla Brebemi e sulla Tem - le due grandi infrastrutture stradali in costruzione in
Lombardia - sono saliti a 39 i provvedimenti interdittivi presi nei confronti
delle società coinvolte negli appalti.
«Si tratta di provvedimenti in ambito
antimafia», ha specificato Tronca.
A Milano Cantone avrà degli uffici
all’interno della prefettura. L’unità
operativa sarà composta da uno staff
dedicato agli aspetti giuridici e da un
piccolo ufficio controlli di cui faranno
parte tre sottufficiali della Guardia di
Finanza, coordinati da un ufficiale dello stesso corpo. Il pool si occuperà soprattutto di «controllo e di vigilanza
sulla correttezza e trasparenza delle
procedure connesse alla realizzazione
delle opere del grande evento».
FRONTI APERTI E NUOVI POTERI
In questo senso, finora qualche rilievo
alla società Expo era stato avanzato
dall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, ormai inglobata
nell’Anac. Molti degli appalti
dell’Expo sono stati «poco chiari - ha
detto Cantone - Non si capiscono le procedure di assegnazione e i relativi importi». C’è bisogno di «un salto di qualità sul piano della trasparenza». Cantone chiederà gli atti pubblici relativi alle
inchieste giudiziarie, come quella che
riguarda l’impresa Maltauro, il cui ex
amministratore Enrico Maltauro è stato arrestato nell’ambito dell’indagine
sull’Esposizione. Nelle scorse settimane si è parlato molto di togliere i lavori
alle imprese coinvolte nelle inchieste.
Nel decreto del governo che amplia i
poteri di Cantone, «si prevede il meccanismo del commissariamento delle imprese che sono coinvolte in quella specifica vicenda». Non «un commissariamento generale, ma su singoli appalti». Per il futuro, invece, verrà proposto al commissario Expo Giuseppe Sala di «inserire in tutti i contratti la norma della legge Severino che prevede la
revoca dell’appalto in condizione di
gravi violazioni».
La missione affidata dal governo al
magistrato non è semplice. Dovrà controllare il passato e il futuro di Expo,
che ha ancora appalti da assegnare per
almeno 120 milioni di euro. «Non sono
l’uomo della provvidenza - avverte lui Ma è giusto che l’Autorità anticorruzione operi e verifichi sul campo la sua capacità di intervenire sul piano della corruzione. È troppo facile avere le mani
pulite tenendole in tasca».
Carige, blitz della Finanza Rc auto, nel 95% dei casi
Nel mirino il «caso Ior»
sono le più care d’Europa
● Sequestrate carte relative
a un’operazione finanziaria
tra la Banca genovese
e l’istituto religioso
Premi doppi rispetto
alla media Ue ● Allarme
concorrenza: a cinque
gruppi il 70% del mercato
GENOVA
#iostoconlunita
Cento milioni di euro di obbligazioni della
Fondazione Carige che lo Ior aveva sottoscritto ma che, in concreto, non comprò
mai. Senza pagare, però, le penali previste
per il recesso. Una vicenda su cui la Guardia
di Finanza vuol vederci chiaro: nell’ambito
dell’inchiesta della Procura di Genova sulle
presunte truffe ai danni dell’istituto di credito ligure, ieri è scattato l’ennesimo blitz nella sede della Fondazione Carige. A disporre
il sequestro dei documenti - cartacei e informatici - relativi alla cosiddetta «Operazione
Ior» è stata la Procura del capoluogo ligure.
L’operazione, risalente al 2010, fu voluta
dall'allora presidente di Fondazione Carige,
Flavio Repetto. Nel febbraio di quell’anno,
Banca Carige emise un prestito convertibile
del valore di 400 milioni e la Fondazione
aderì per oltre 32 milioni, rendendo disponibili i diritti a favore, tra gli altri, dello Ior
(allora gestito dall’ex segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone) che si impegnò per
ben 100 milioni. Ma l'istituto di opere religiose rinunciò a convertire le sue obbligazioni
in azioni e, nel luglio 2011, la Fondazione le
riacquistò «utilizzando liquidità fornita da
Banca Carige e un securitylending di 50 milioni con Mediobanca, con pegno sul 7% delle
azioni, appesantendo pertanto la propria posizione finanziaria». Un passaggio, quest’ultimo, tratto dal report che gli ispettori della
Banca d’Italia stilarono nell’ottobre scorso,
puntando il dito sul rapporto «poco prudente» tra Banca Carige e la sua Fondazione, e
sulla gestione dell'istituto di credito genovese: fu quel giudizio a portare alla rimozione
«Solo il 5% degli assicurati Rc auto paga
un premio paragonabile a quello medio europeo di 250 euro», mentre tutti gli altri,
in media, pagano un premio di 500 euro,
quindi doppio. Il presidente dell’Ivass, Salvatore Rossi, nella relazione annuale
dell’Autorità di vigilanza sulle assicurazioni informa sull’evoluzione del problema
delle tariffe, che a sua detta si sarebbe attenuato, ma certo non ancora risolto. Anche
perché nel settore non esiste concorrenza:
i primi cinque gruppi assicurativi detengono il 70% del mercato. Un calo pare ci sia
stato, anche se le associazioni di consumatori, come vedremo, lo contestano: nel primo trimestre del 2014 «il prezzo effettivo
medio e quello mediano sono scesi rispettivamente del 3,8 e del 3,4% rispetto al quarto trimestre 2013. Il prezzo - si legge nella
relazione - sale in media di oltre 100 euro,
se l’assicurato vive in una grande città». Il
prezzo scende con l’età e chi in passato ha
avuto incidenti «può arrivare a pagare il
triplo di chi non ne ha avuti». Sale anche
con il grado di concentrazione del mercato, che varia da provincia a provincia.
Nel 2013 la distribuzione dei premi delle Rc auto effettivamente pagati «è fortemente asimmetrica», dice Rossi: la media
semplice è di oltre 500 euro, la mediana di
poco più di 450, «con una variabilità molto
elevata». La raccolta ha fatto segnare, sempre l’anno scorso, «una contrazione record» (-8%), mentre per gli altri rami danni (in particolare Rc generale, infortuni e
malattia) «la dinamica negativa, in atto dal
●
del vecchio consiglio di amministrazione
presieduto da Berneschi. Anche il ministero
delle Finanze aveva chiesto chiarimenti sul
caso, alla luce dei finanziamenti fatti nel
2008 e nel 2010 della Fondazione ad ambienti vicini al cardinal Bertone: 300mila euro alla Lux Vide per i dvd della fiction “La
Bibbia” e altri 90mila euro per le stole dei
vescovi. Dell'affare con lo Ior, infine, si parla
anche in un'intercettazione tra lo stesso Berneschi e l'ex amministratore delegato di Carige Vita Nuova, Ferdinando Menconi, entrambi finiti in manette lo scorso 22 maggio
insieme ad altre cinque persone.
Intanto, le manovre finanziarie dell’istituto genovese proseguono. Mercoledì scorso,
il nuovo amministratore delegato di Banca
Carige, Piero Montani, ha sottoscritto l'aumento di capitale dell'istituto, per un controvalore complessivo di 523mila euro. La comunicazione è nel modulo di internal dealing
della Borsa italiana e si accompagna all’annuncio della Fondazione Carige dell’ok
all’aumento di capitale per la sua quota del
19%. Oggi, del resto, si chiude il periodo di
negoziazione in Borsa (dove ieri il titolo è
sceso del -2,52%) dei diritti sull'operazione
da 800 milioni di euro, che potranno essere
poi esercitati fino al 4 luglio prossimo.
2009, si è molto attenuata». La raccolta premi su polizze previdenziali (Pip), invece, «è
divenuta significativa solo da un decennio»,
ma «viaggia da tempo a due cifre» (+33% nel
solo 2013), aggiunge Rossi.
Per il presidente Ivass le polizze Rc auto
sono ancora troppo care, e per questo auspica un intervento legislativo, mentre annuncia che per superare «l’ostacolo» delle frodi
«entro il 2015» l’Ivass spera di completare
l’Archivio integrato antifrode (Aia). Sul punto interviene per il Pd Salvatore Tomaselli,
capogruppo nella commissione Industria del
Senato, che ha già presentato un disegno di
legge «a tutela dei consumatori».
Ma sui dati Ivass è polemica. «Li troviamo
decisamente sottostimati», scrivono Federconsumatori e Adusbef, evidenziando invece
come l’andamento delle polizze registri nel
primo semestre un incremento medio del 4%
rispetto allo scorso anno. Addirittura, allargando il confronto agli ultimi 19 anni, dallo
studio emerge che dal 1994 al 2013 le tariffe
obbligatorie Rc auto hanno registrato aumenti del 248% per le auto e fino al 480% per le
moto. In Italia - denunciano le due associazioni dei consumatori - l’Rc auto si mangia il 6%
dello stipendio, il doppio rispetto alla media
Ocse e il triplo rispetto all’Inghilterra.
RASSEGNASTAMPA
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venerdì 27 giugno 2014
COMUNITÀ
Il commento
L’intervento
L’Unione europea patrimonio dell’umanità
Antisemitismo, l’Europa
non deve tornare indietro
Luiz Inácio
Lula da Silva
Ex presidente
del Brasile
● Pubblichiamol'articoloche Lula,expre-
sidente del Brasile ed ex leader del Partito
dei Lavoratori, ha scritto per «Queries», la
rivista della Fondazione di studio dei progressisti europei, uscita ieri.
SEGUE DALLA PRIMA
È un risultato straordinario che nazioni che sono
state in guerra per secoli abbiano cominciato a
lavorare insieme in modo pacifico per risolvere le
loro differenze attraverso il dialogo e la politica, e
non con la forza delle armi.
Probabilmente è difficile da percepire in questo momento, specialmente dall'interno di un'Europa che soffre per la disoccupazione e la perdita
dei diritti dei lavoratori dopo anni di crisi economica, che risale al fallimento di Lehman Brothers
nel 2008. In special modo per una generazione
che ha avuto la grande fortuna di crescere in una
società avanzata e non ha dovuto patire le sofferenze della guerra. Eppure, così come è opportuno fare qualche passo indietro per comprendere
la magnificenza di un monumento gigantesco, alcune conquiste sono visibili chiaramente solo da
una certa distanza e all'interno di una più ampia
prospettiva temporale.
I diritti sociali e il tenore di vita di cui godono
gli europei sono ancora obiettivi lontani per i popoli della maggior parte dei paesi del mondo. Lo
stato sociale e assistenziale è stato un grande traguardo, il risultato della lotta di molte generazioni di lavoratori. Noi latino-americani stiamo ancora combattendo per ottenere una parte di quei
traguardi per i quali voi, in Europa, dovete lottare
per proteggerli da iniziative opportunistiche, derivate dalla crisi economica, che mirano a ridurre
i diritti.
I lavoratori, la classe media e gli immigrati non
possono essere ritenuti responsabili per la crisi
causata dall'irresponsabilità del sistema finanziario. Le banche erano indebitate troppo pesantemente, con enormi investimenti speculativi, piuttosto che responsabili e produttivi. Non si può
permettere che i segmenti più vulnerabili della
nostra società, gli immigrati, i pensionati, i lavoratori e i paesi dell'Europa meridionale paghino il
conto per l'avidità di pochi.
I brutali aggiustamenti imposti alla maggioranza dei paesi europei, ciò che è stato giustamente
chiamato «austericidio», hanno ritardato la risoluzione della crisi senza alcuna ragione. Il continente avrà bisogno di una crescita vigorosa per
riprendersi dalle drammatiche perdite degli ultimi sei anni. Sembra che alcune nazioni nella regione stiano emergendo dalla recessione, ma la
ripresa sarà molto più lenta e più dolorosa se le
attuali politiche contrazioniste continueranno.
Più che imporre sacrifici alla popolazione europea, queste politiche sono nocive persino per
quelle economie che sono riuscite in modo creativo a resistere al crollo del 2008, come gli Stati
Uniti, i Paesi Brics e gran parte dei paesi in via di
sviluppo.
Per poter superare questa crisi, nel 2008 vi era
la necessità, che esiste ancora oggi, di prendere
decisioni più politiche e non puramente economiche. È essenziale capire e spiegare ai popoli le
origini dell'attuale crisi. La politica, ancora analo-
L’analisi
Bene Marino, Roma
salga sui tram
Vittorio
Emiliani
●
ILSINDACOIGNAZIOMARINOHARILANCIATOIERI
IN INTERVISTA IL TRAM DI SUPERFICIE COME IL
MEZZO COLLETTIVO di trasporto più adatto a Ro-
ma. Rilancio importante se sarà presto supportato da un piano pluriennale ben fondato. Da anni
sosteniamo che il trasporto in sotterranea, reso
difficile a Roma da uno strato archeologico formidabile anche in periferia, è sempre meno pratica-
gica in un mondo digitale, deve essere rinnovata
ed impegnarsi in un dialogo con la società per
identificare i problemi e creare nuove soluzioni.
Le decisioni politiche non possono essere semplicemente delegate, trasferite a commissioni tecniche, a organizzazioni multilaterali o burocrati di
terzo o quarto livello. In una democrazia i ruoli
dei leader e dei partiti politici non possono essere
sostituiti. Se le forze progressiste non sono in grado di presentare nuove idee e rappresentare i lavoratori e i giovani, offrendo proposte e speranze, assisteremo tristemente ad un aumento delle
voci che promuovono la paura, l'intolleranza e la
xenofobia.
In marzo, a Roma ho avuto l'opportunità di parlare con il primo ministro italiano, Matteo Renzi.
Il suo coraggio e l'abilità nel provare a risolvere i
vecchi problemi della società italiana sono stati
premiati dalla popolazione con una massa di voti
in favore del Partito Democratico. È una chiara
dimostrazione di come sia possibile superare lo
scetticismo nei confronti della politica.
Abbiamo bisogno di creare un nuovo orizzonte storico. Non una nuova teoria, ma una nuova
utopia capace di motivare la popolazione e servire da orizzonte per le forze progressiste in Europa.
Negli ultimi trent'anni il mondo è cambiato.
Ma invece di abbassare gli standard dei diritti dei
lavoratori europei a causa della concorrenza dei
lavoratori dei Paesi emergenti, ciò di cui abbiamo
bisogno è innalzare il loro tenore di vita ad un
livello simile a quello degli europei. È necessaria
una visione più ampia e generosa dell'Europa, affrontando il fatto che è possibile arrivare al traguardo di un mondo senza povertà.
Trent'anni fa, quando la maggior parte del Sud
America viveva tempi oscuri a causa delle dittature diffuse in tutto il continente, la solidarietà e il
sostegno dell'Unione Europea e dei partiti progressisti furono di grande aiuto nel rafforzare le
forze di sinistra e ottenere il ritorno alla democrazia nella nostra regione.
Oggi, dopo enormi sforzi popolari e politici, il
nostro continente è una regione pacifica e democratica, grazie ai progressi significativi nello sviluppo economico e nella lotta contra la povertà
ottenuti nell'ultimo decennio.
Nell'America del Sud è stata l'inclusione degli
strati più poveri della società a stimolare il pro-
gresso dell'economia, aumentando il reddito e i
consumi e creando forti mercati interni, che hanno consentito di stabilire un'agenda progressista
con l'estensione dei diritti sociali e dei lavoratori.
In Brasile, i numeri che meglio spiegano il successo di questa strategia di investire nei poveri
sono i più di 20 milioni di posti di lavoro creati nel
settore formale negli ultimi 11 anni, i 36 milioni di
persone che sono uscite dalla povertà estrema e i
42 milioni di persone che sono entrate a far parte
della classe media.
Sono convinto che la soluzione della crisi economica mondiale sia la lotta contro la povertà su
scala globale. I fondi sociali non dovrebbero essere considerati semplicemente spese, ma piuttosto come un investimento nelle persone. Dobbiamo smettere di vedere i poveri del mondo come
un problema e cominciare a considerarli una soluzione, sia all'interno del proprio Paese, sia su una
più ampia scala a livello mondiale.
Gli investimenti nei programmi sociali, nella
produzione agricola e nel finanziamento di infrastrutture nei paesi in via di sviluppo, in particolare in Africa, possono creare nuovi posti di lavoro
e un nuovo mercato di consumatori. Nonostante
la crisi economica mondiale, il Pil africano è cresciuto in modo consistente al tasso del 5 e 6%,
creando spazio per la domanda di beni e servizi
più sofisticati prodotti nei Paesi ricchi, e contribuendo alla ripresa sostenibile delle economie
dell'Europa e del resto del mondo.
Quell'Europa che riuscì a rinascere dopo la devastazione delle guerre della prima metà del XX
secolo è la prova che è possibile, attraverso la politica e la democrazia, migliorare il tenore di vita
della popolazione.
In Sud America, una generazione di leader come Dilma Rousseff, Cristina Kirchner, Michelle
Bachelet, Pepe Mujica, Rafael Correa e Evo Morales, tra gli altri, è riuscita, contro ogni tipo di opposizione conservatrice e persino reazionaria, a raggiungere il potere con mezzi democratici e promuovere enormi progressi sociali e politici nei
propri paesi.
Il contributo delle forze politiche progressiste
è cruciale per i nostri continenti. Di conseguenza,
sono necessari un dialogo politico più diretto e
legami più stretti tra le forze di sinistra sudamericane ed europee. Non è importante solo per le
nostre regioni, ma per il mondo intero.
Maramotti
bile. Pur passando sotto di esso, bisogna poi uscire alla luce con stazioni, scale mobili, servizi, e
qui si incontrano tutte le pesanti difficoltà (e i pesantissimi costi) che sta incontrando la Linea C
giunta a San Giovanni dove è stata trovata una
villa imperiale. Secondo molti esperti, lì si deve
fermare proseguendo in superficie, se non si vuole massacrare il centro storico, dai Fori al Tevere.
Marino indica già alcune linee tranviarie (che,
specie nella pianeggianti periferie, potrebbe benissimo venire integrata dai filobus, oggi molto
più agili di ieri): da piazza Ungheria al Ponte della
Musica, sulla Tiburtina, al Pigneto, «e infine quella dei Fori, da piazza Venezia fino a via Labicana». Non tutto è chiaro e però gli annunci sono
importanti. Si tratta in realtà di un «ritorno all’antico». Nel senso che Roma è stata nel primo trentennio del ‘900 una delle città più tranviarie d’Europa, La capitale poteva infatti vantare una rete
straordinaria: oltre 400 Km di binari e una cinquantina di linee regolari. Mentre oggi - nonostante il tram veloce da piazza Mancini al Flaminio e il Tram 8 da Largo Argentina (ora Botteghe
Oscure) al Casaletto - è ridotta ad appena 40 Km,
contro i 190 Km di Milano (assai più piccola di
Roma) e ai 60-70 di Torino. Di chi la responsabilità di questa sostanziale eliminazione dei tram
mai compensata adeguatamente - quando i costi
erano ben più sopportabili - dallo sviluppo di linee metropolitane in sotterranea (neppure 40
Km, una miseria)?
Anzitutto di Benito Mussolini che in un tristemente famoso discorso del dicembre 1925 chiese
perentoriamente ai responsabili del Governatorato appena insediato: «Voi toglierete la stolta contaminazione tranviaria che ingombra le strade di
Roma» e ne offusca «il carattere imperiale». E così la capitale, che – annota Walter Tocci nel prezioso volume «Avanti c’è posto» (Donzelli) scritto
con Italo Insolera e Domitilla Morandi - fra Nathan e il dopoguerra era arrivata ad avere «una
delle reti più estese d’Europa», regredisce rapidamente. Col piano urbanistico del 1931 si sancisce
la frattura, anche in materia di trasporti pubblici,
fra centro e periferia. Mai più sanata. Nel dopoguerra, pur avendo Roma dismesse le ambizioni
«imperiali», si ridurranno le ancora estese tranvie a pochi moncherini, si cancelleranno i filobus,
Silvia
Costa
Eurodeputata Pd
●
MYRIAM ED EMMANUEL RIVA, DOMINIQUE SABRIER, ALEXANDRE STRENS. QUATTRO VITE
STRONCATE POCHE SETTIMANE FA DALL’ATTENTATO ANTISEMITA al Museo Ebraico di Bruxelles, un
atto di violenza senza precedenti per la città, che
ha segnato per sempre la vita delle famiglie delle
vittime e della comunità belga e internazionale.
Ma soprattutto un gesto che ha inferto una ferita
indelebile ai valori di democrazia e di rispetto della dignità della persona che stanno a fondamento
del progetto europeo, per la difesa dei quali serve
ancora, e servirà sempre, che tutte le forze politicheeuropeiste, S&D intesta, tengano alta la guardia, specie alla vigilia dell’avvio di una configurazione parlamentare che include istanze xenofobe
e razziste. Per questo, insieme ai colleghi eurodeputati del Pd, abbiamo voluto rendere solenne
omaggio, ad un mese dall’attacco, alla memoria
diquelle vite: prima e unica delegazionedel Parlamento Europeo a chiederlo e ricevuta dal Presidente del Museo Philippe Blondin e dal segretario Norbert Cigé in visita ufficiale.
Unacommemorazione toccante, che hapreceduto la candle cerimonyorganizzataper la cittadinanza nel pomeriggio. Con rispetto e profonda
commozione abbiamochiesto e ci è stato permesso di accendere per primi alcune di quelle candelee deporre simbolicamente un’orchidea in ricordo di quei quattro nomi e ad omaggio del Museo e
della sua vocazione di pace, tolleranza e dialogo,
dimostrata, tra l’altro, dalla scelta di dotarsi di un
board di membri di tutte le religioni.
Nella stessagiornata, il Museo ha indettoun minuto di silenzio in memoria delle vittime, invitando gli altri musei ebraici belgi ed europei ad osservarlo contemporaneamente. Ne ho potuto parlare
con Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane e Riccardo Pacifici,
presidente della Comunità Ebraica di Roma, che
hanno a loro volta testimoniato il loro apprezzamento e la loro vicinanza alla comunità belga.
Da cattolica, nelle parole scambiate con il presidente Blondin,al qualeho presentato la mia solidarietà, ho raccolto un grande (e quasi stupito) apprezzamento per la nostra iniziativa, come pure
per la visita del presidente del Consiglio italiano
Matteo Renzi all’indomani dell’attentato. Ma ho
ancheascoltato lasua preoccupazioneper lacondizionedi vulnerabilità incui l’attaccoha postoil Museo e la comunità ebraica e sulle quali tutti noi abbiamo il dovere di riflettere e agire.
Come democratica, parlamentare e cittadina
europea, ho avvertito il senso di responsabilità e la
spinta ad un nuovo impegno contro ogni tentativo
di riportare indietro l’Europa agli anni più bui dellasuastoria. Un sentimentoe un impegnoche hanno trovato immediato riscontro nei miei colleghi
eurodeputati del Pd e che abbiamo voluto trascrivere in una lettera consegnata al Museo e firmata
datutti noi:nonpermetteremo nessun passo indietro sulla missione di pace, libertà e democrazia
dell’Unione Europea. Ripudiamo e combatteremo, anche in questa legislatura, ogni forma di discriminazione e intolleranza, convinti come siamo
che la libertà e la tolleranza religiosa siano misure
della libertà e della democrazia del Continente
stesso.
soprattutto per ragioni estetiche (soltanto in centro comprensibili). Sempre senza sviluppare le linee in sotterranea.
Siamo alla esaltazione febbrile dell’auto privata e, in parallelo, ad un trasporto pubblico sempre più depresso pur di fronte ad una estensione
delle periferie gigantesca e a macchia d’olio. Si
minaccia persino il taglio come «ramo secco» delle ferrovie dei Castelli.
Soltanto verso la fine del secolo scorso il tram
riceve di nuovo qualche limitata attenzione col
tram veloce per il Mondiale 90 e poi con la Linea
8. Che dovrebbe da Largo Argentina proseguire
fino a StazioneTermini ripristinando la tranvia
(una delle prime dopo il 1907) in via Nazionale.
La giunta Rutelli-Tocci cavalca la «cura del ferro». Dopo, la si pratica molto meno. Ora si rilancia dunque la saggia, non stolta, «contaminazione tranviaria»? Speriamo. A quando il completamento dell’anello ferroviario e l’innesto in esso di
un vero sistema di ferrovie suburbane? A Roma
esse misurano 195 Km, a Madrid 340, nella assai
meno popolosa Monaco di Baviera 442 e tutto
funziona meglio.
RASSEGNASTAMPA
16
venerdì 27 giugno 2014
COMUNITÀ
L’analisi
Il commento
La politica si fa in tre
Dalla verità su Ustica nasca
una nuova politica estera
Michele
Ciliberto
SEGUE DALLA PRIMA
Di fronte a un linguaggio minaccioso (si
pensi all’evocazione di tribunali popolari
sulla Rete) molti hanno preferito altre
strade ritenute altrettanto innovative, ma
più certe, più sicure e comunque lontane
dalla violenza - per fortuna solo verbale dei due capi del Movimento.
Un indizio che ci fosse una resipiscenza rispetto ad atteggiamenti e a giudizi
del passato, era stata la dichiarazione con
cui Grillo aveva riconosciuto che il presidente del Consiglio aveva ottenuto, con il
40.8%, una legittimazione di carattere popolare sanando con il voto la ferita che
aveva inferto alla democrazia facendo cadere il governo presieduto da Enrico Letta. Posizione, questa, che in effetti non
sorprende se si tiene conto che nella ideologia del M5S il rapporto diretto con il
«popolo» è il fondamento ultimo e inalienabile del potere, tipico delle ideologie imperniate sul primato della democrazia «diretta».
L’incontro di mercoledì tra il segretario del Pd e una delegazione del Movimento non è stato né accidentale né improvvisato, ma scaturisce da una scelta politica
meditata. Il che ne accentua l’interesse,
perché, se così è, da esso possono effettivamente scaturire effetti positivi per il
Paese e la democrazia. Tenere bloccata
una forza ampia e di matrice, certo, anche popolare come il M5S, non giova infatti a nessuno - né al Movimento e agli obiettivi che si propone, né al nostro Paese che
ha bisogno, per il processo di modernizzazione che si sta avviando, anche del contributo delle forze che questo Movimento
rappresenta nella società e nel Parlamento. Ed è positivo che il segretario del Pd
abbia compreso l’entità della posta in gioco - e lo sforzo fatto da Grillo e Casaleggio
per imboccare una strada diversa - intervenendo in prima persona. Non è stato,
come qualcuno ha detto, un tatticismo di
tipo andreottiano. Quella su cui si sta iniziando ad avviare un confronto è la riforma della legge elettorale, cioè la ristrutturazione del nostro sistema politico: un
problema aperto da quasi mezzo secolo e
che non può essere risolto d’improvviso,
con una bacchetta magica. Coinvolgere
tutti in questo processo è un gesto di responsabilità politica, specie se e quando si
Dialoghi
Renzi-Cinque Stelle
un incontro
importante
Luigi
Cancrini
psichiatra
e psicoterapeuta
Questo giornale è stato
chiuso in tipografia alle
ore 21.30
ha la guida del Paese.
Proprio per questo, attendersi in tempi
brevi una convergenza su posizioni comuni sarebbe insensato: importante era cominciare a discutere estendendo, e questo è un fatto decisamente positivo, il campo degli interlocutori da coinvolgere in
una questione di ordine generale che deve essere affrontata, per la sua stessa natura, da tutte le forze disponibili senza alcuna pregiudiziale conventio ad excludendum. Qui siamo sul terreno dei «vincoli»
che tengono insieme una comunità, una
nazione.
È stato perciò utile che il segretario del
Pd e gli esponenti del Pd abbiano messo
sul tappeto le differenti opzioni su punti
centrali, senza nascondere i punti di dissenso sui problemi dirimenti. Fare diversamente sarebbe stata, non politica, ma
propaganda, tanto più dannosa perché fatta di fronte a milioni di persone. Ha fatto
bene, ad esempio, il segretario del Pd ad
insistere sulla «governabilità» come punto dirimente e qualificante della riforma
elettorale: qualunque sia il sistema che si
sceglie, occorre passare attraverso questa
cruna, sapendo, quando si aprono le urne,
chi è il vincitore al quale è affidato il governo del Paese. A meno di non voler cedere
alle sirene dei governi delle «larghe intese» che vanno invece consegnati al passato: se si vuole un compiuto sviluppo della
nostra democrazia occorre muoversi secondo prospettive alternative, in un sistema tendenzialmente bipolare.
L’ECCEZIONE E NON LA NORMA
Insisto su questo perché si tratta di un
punto decisivo sul piano sia politico che
culturale, ed anche su quello dell’etica
pubblica. I governi, e le politiche, fondati
su forze antitetiche possono essere necessari in momenti eccezionali, di particolare debolezza e fragilità del Paese, come
quello che stiamo attraversando; ma devono essere l’eccezione, non la norma.
Quando vengono assunte come regola,
queste politiche generano processi di carattere trasformistico che screditano la
democrazia e non giovano al Paese. Per
questo è importante che il segretario del
Pd abbia ribadito l’ipotesi del doppio turno, ed è da considerare con particolare
attenzione la disponibilità - o per lo meno
la non-chiusura - dei rappresentanti del
Movimento rispetto ad una opzione di
questo genere: se si vuole imboccare la
via del cambiamento, questa è la strada
maestra. Su tutto si può discutere, a cominciare dalle preferenze, ma sulla questione della governabilità, no. È il Pd, come Lutero, deve dire: qui sto, non mi muo-
Non c'è dubbio che la presenza di
Renzi all'incontro con il M5S abbia
giovato all'andamento e all'esito del
confronto. Così come l'assenza di
Grillo. Senza correre troppo lo
streaming di mercoledì potrebbe
essere l'aperura di un nuovo corso.
MASSIMO DELLA FORNACE
I 5 Stelle dialogano con Renzi e con il
Pd sulla riforma elettorale. Senza
irridere il loro interlocutore.
Misurandosi con lui. È il risultato più
importante, mi pare, del voto europeo
perché quello che hanno finalmente
capito, Grillo e Casaleggio, è che gli
insulti non sono sufficienti ad
integrare una posizione politica. Che il
confronto si sia svolto in streaming,
nella strasparenza più assoluta, d’altra
parte, a me pare sia una conquista del
nuovo che avanza ed un superamento,
legato alle richieste dei 5 stelle, di
quelle che erano un tempo trattative,
più o meno riservate, di vertice. Tutto
vo. Sulla «governabilità» non ci sono margini di trattativa; si può discutere sulle forme, non sulla sostanza.
Sono molti i punti sul tappeto su cui
occorre discutere, come è auspicabile che
avvenga. Intanto è positivo che il Pd abbia
trovato, su questo terreno delicato, altri
interlocutori, oltre Forza Italia e Berlusconi: così si comporta una forza che ha a
cuore il destino del Paese e della nostra
democrazia. La domanda ovviamente è
cosa faranno nei prossimi giorni Grillo e
Casaleggio: resteranno sul terreno della
politica, che hanno rifiutato in modo pervicace per tanti mesi, o sceglieranno nuovamente la strada della propaganda, della invettiva, dell’insulto personale? È difficile prevederlo, ma ci sono alcuni elementi, e interessi, che lasciano immaginare
uno scenario nel quale l’opzione politica
possa continuare a giocare un ruolo nelle
discussioni e nelle decisioni del Movimento: la sconfitta elettorale e le ragioni che
l’hanno provocata; l’importanza della legge elettorale e di ciò che essa rappresenta
per la ristrutturazione del nostro sistema
politico; il fatto che il Movimento 5S è, nel
suo campo e con i suoi modi, espressione
di una effettiva volontà di cambiamento,
che non può essere compressa oltre una
determinata soglia.
Ma c’è un punto di ordine generale che
occorre tener presente e che è confermato dal travaglio di altre forze politiche: il
sistema politico italiano sta entrando in
una nuova fase di scomposizione di vecchi assetti e di riaggregrazione intorno a
nuove forze e a nuovi leader, che interpretano l’esigenza e l’ansia di cambiamento
che sale dal profondo del nostro Paese.
Viene da lontano, dagli ultimi decenni del
secolo scorso - dagli anni Settanta - e non
è mai stata soddisfatta. Ha attraversato
come un fiume carsico tutta la nostra storia recente, compresa quella della cosiddetta Seconda Repubblica. Ora è risalita
in superficie in modo violento, risentito,
per certi aspetti incontrollabile. Fenomeni come il «nuovo» Pd e lo stesso Movimento di Grillo e Casaleggio sono espressione, in modi alternativi, di questi sommovimenti profondi, che chiedono di essere riconosciuti, valorizzati ed anche governati. È interesse di tutti, anche del Movimento, cercare di farlo, senza aspettare
che si aprano cateratte che possono travolgere ogni cosa. C’è un tempo per nascere e un tempo per invecchiare, dice l’Ecclesiaste: parafrasando si può dire che c’è
un tempo per la propaganda e un tempo
per la politica. L’auspicio è che anche i
dirigenti del M5S leggano, ogni tanto, le
sacre Scritture.
bene dunque? Troppo presto per dirlo
perché il cammino della democrazia
non è semplice e perché quella che
resta, al di là di questi albori di
dialogo, è una diffidenza profonda del
grande pubblico nei confronti della
politica nel suo insieme. E certo mi
pare, tuttavia, il fatto di una
discussione seria, civile, che si è
sviluppata fra persone che hanno idee
diverse su un problema che ha
bisogno, per essere affrontato nel
modo migliore, di serenità perché il
dilemma da sciogliere, fra
governabilità e rappresentatività, non
è per niente semplice e perché la
soluzione adombrata al tavolo da
Renzi (preferenze sì ma anche, e
soprattutto, ballottaggio) potrebbe
aprire la strada ad un buon
provvedimento di legge. Mentre
sicuramemente positivo è il risultato
strategico di un incontro che libera
l’esecutivo ed il Pd della necessità di
trattare solo con Berlusconi.
La tiratura del 26 giugno 2014
è stata di 66.244 copie
Daria
Bonfietti
Presidente Ass.
parenti vittime strage di Ustica
●
alle 81 vittime innocenti e nello stesso tempo affermaNEL XXXIV ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI USTICA
IL NOSTRO PENSIERO DEVE ANDARE INNANZITUTTO
re con determinazione che c’è ancora bisogno di verità. C’è bisogno di scrivere l’ultima pagina, la definitiva.
Per questo sento di rivolgermi direttamente al presidente del Consiglio perché l’impegno per la verità
su Ustica diventi un tema dominante della politica
estera e perché proprio nel semestre di presidenza
Italiana, che sta per cominciare, l’Europa, nel suo
complesso e nelle sue istituzioni, comprenda che il
confine italiano è il confine dell’intera comunità e che
quindi, quella notte, sono stati lesi i diritti di tutti i
cittadini europei.
Ustica è la storia di una verità immediatamente
comprensibile già dai tracciati radar di Ciampino e
dalle telefonate nei siti militari di quella stessa notte,
ma fatta scomparire, inabissata come il relitto, sottratta, prima con la grande menzogna di un cedimento strutturale in un cielo che si afferma completamento sgombro, poi con una vergognosa catena di falsità,
soppressione di prove, depistaggi, false informazioni,
occultamenti e distruzioni di documenti.
Dopo tanti anni di impegno civile dell’Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica,
dopo una straordinaria mobilitazione che ha visto
coinvolti la società civile, il mondo della cultura,
dell’arte e dello spettacolo, esponenti prestigiosi della politica, possiamo ben dire di aver conquistato la
verità.
La magistratura, pur con un percorso lungo e pieno di ostacoli, con le sentenze definitive della Cassazione, ha definitivamente affermato: il DC9 Itavia è
stato abbattuto e i ministeri dei Trasporti e della Difesa sono responsabili, l’uno per non aver saputo difendere la vita di innocenti cittadini, l’altro, perché i comportamenti di tanti militari hanno ostacolato in ogni
modo il raggiungimento della verità.
Ma da oggi l’impegno deve essere quello di creare
le condizioni per poterla scrivere tutta la verità, ci
vogliono anche i responsabili materiali e lo scenario
nel quale ha potuto verificarsi l’abbattimento di un
aereo civile in tempo di pace.
In concreto questo significa fare in modo che abbiano successo le indagini che sta svolgendo la Procura
della Repubblica di Roma per delineare il quadro preciso degli aerei in volo sul Tirreno e la dislocazione di
altri «mezzi» militari (ad esempio portaerei) che possono aver avuto un ruolo determinante nell’accaduto. Ma la momento–al di là di una qualche disponibilità francese - si deve denunciare che non hanno avuto
la minima risposta le rogatorie rivolte ad altri Stati.
Si tratta, tra gli altri, degli Stati Uniti, che avevano
ad esempio in volo nella zona della tragedia un aereo
speciale proprio per i rilevamenti radar, del Belgio
che aveva aerei in esercitazione in quei giorni nella
zona e della Libia, da sempre collegata alla tragedia.
È chiaro che per le sue indagini la Magistratura
italiana può avvalersi soltanto di rogatorie internazionali la cui «forza» deve essere affidata alla determinazione della politica estera del governo. E bisogna
prendere atto che fino ad ora non sono stati adeguati
né l’impegno degli esecutivi italiani nel chiedere né la
disponibilità alla collaborazione degli altri Stati.
È questo cambiamento che chiedo al presidente
Renzi e alla politica tutta. Prendo atto che su interessamento della presidente Boldrini in questi giorni alla Camera fa passi importanti il provvedimento presentato dagli onorevoli Verini -Amendola e Migliore
per la ratifica della Convenzione europea per la collaborazione in materia giudiziaria del 2000. Ma ci vuole davvero un diverso impegno e al Presidente Renzi,
che ha messo in atto una apprezzabile iniziativa per
la trasparenza sui documenti riguardanti le stragi nel
nostro Paese, voglio chiedere un impegno particolare
perché sulla strage di Ustica, sulla quale ripeto è in
atto un’inchiesta giudiziaria, sia fatto da subito ogni
sforzo, per la disponibilità di ogni genere di documentazione in giacenza presso Ministeri e altre Istituzioni dello Stato.
Oggi, mi sento di dire, la verità sulle cause della
tragedia è conquistata, ma l’ultima pagina può scriverla la magistratura soltanto con l’aiuto forte e determinato del governo. Ed è quello che chiediamo.
RASSEGNASTAMPA
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4
Primo piano
Venerdì 27 giugno 2014
www.ilquotidianoweb.it
POLITICA E RIFORME
Momento di tensione tra Renzi e la Merkel
Tra i due ci sarebbe stata un’accesa discussione
Sulla flessibilità
nessun accordo
I 28 leader dell’Ue stentano a trovare la ricetta
per rilanciare crescita, investimenti e occupazione
di ENRICO TIBUZZI
BRUXELLES, - Il principio della
flessibilità è sul tavolo, ma l’accordo tra i 28 leader Ue sulla ricetta
per rilanciare crescita, investimenti e occupazione ancora no. La ricerca di un’intesa è rinviata a oggi:
nella notte gli sherpa torneranno
al lavoro sulla bozza programmatica presentata dal presidente Ue
Herman Van Rompuy per «esplicitare in modo più chiaro» il tema di
una maggiore flessibilità rispetto
al documento consegnato ai leader.
Tra i promotori dell’incontro c’è
stato il premier italiano Matteo
Renzi. L’Italia è convinta che ci siano spazi per rendere più evidente il
legame tra riforme e flessibilità.
La discussione odierna è stata segnata da un momento di tensione
tra Renzi e la Merkel: tra i due ci sarebbe stata «una discussione accesa». Il premier italiano, a quanto
hanno riferito fonti europee, si sarebbe rivolto alla cancelliera tedesca sottolineando che l’Italia non
farà come la Germania nel 2003
(quando Berlino sforò il limite del
3% nel rapporto deficit-Pil) perchè
rispetterà i patti.
Dopo essersi riuniti in conclave
nel municipio di Ypres, dove nel pomeriggio hanno commemorato il
centenario della Grande Guerra, i
capi di Stato e di governo dell’Unione devono ancora trovare un’intesa
complessiva che consenta di sciogliere il nodo che lega la designazione di Jean-Claude Juncker (Ppe)
per il posto di presidente della Commissione europea a un programma
di lavoro per il prossimo esecutivo
comunitario che soddisfi le richieste degli eurosocialisti di Renzi e
Hollande. La richiesta è di andare
oltre la formula sul «buon uso» dei
margini di flessibilità, specificando come questo principio sarà applicato. Ad esempio: concedendo
più tempo per la riduzione del debito, oppure eliminando le spese per
investimenti produttivi dal calcolo
del deficit o concedendo deroghe all’obbligo di cofinanziare con fondi
nazionali i progetti che beneficiano
degli aiuti Ue. Renzi su questo è
stato chiaro. «C’è un ok su Juncker
- ha detto al termine del pre-vertice
socialista - ma solo con un documento che indichi dove vuole andare l’Europa. Come Pse siamo d’accordo su questo, ora vediamo con
gli altri». Poco prima Renzi aveva
incitato l’Europa a occuparsi «di
più di crescita e occupazione» spostando l’attenzione dalla burocrazia alle famiglie.
Nella sua battaglia, Renzi può
contare sul pieno appoggio della
Francia e di quello del vicecancelliere tedesco, l’Spd Sigmar Gabriel.
Ma è con la Merkel che occorre fare
i conti. La quale, pur avendo aperto
al concetto di flessibilità, appare restia ad andare oltre. Anche per non
prestare il fianco alle critiche che
già così le sono arrivate da industriali e politici tedeschi. Un clima
ben rappresentato dal titolo dell’articolo pubblicato oggi dal settimanale “Die Zeit”, secondo il quale in
Europa è scattata «l’ora dei ricattatori» perchè Francia e Italia stanno
mettendo la cancelliera «sotto pressione» con l’obiettivo di poter fare
più debiti.
Ma anche sul fronte delle nomine
la partita non è affatto semplice. Oltre alla candidatura Juncker - che
appare comunque blindata dal patto stretto tra Ppe e Pse in base al
quale Martin Schulz presiederà il
Pe - ci sono altre caselle molto importanti da riempire. A cominciare
da quella del presidente permanente del Consiglio Europeo. Un fronte
sul quale incide negativamente la
posizione di guastafeste assunta
dal premier inglese David Cameron, fermamente deciso a dire no
all’ex premier lussemburghese
perchè ritiene che «non rappresenti il cambiamento», bensì un errore
che l’Europa sta commettendo.
Matteo Renzi a confronto
con Angela Merkel
|
I PENTASTELLATI
|
Ansia tra gli eurodeputati
Grillo: «No espulsioni»
di TEODORO FULGIONE
ROMA - Clima teso tra gli eurodeputati M5S a Bruxelles dove,
a pochi giorni dalla prima assemblea plenaria dell’europarlamento, emergono voci di
espulsioni. Motivo del contendere i rapporti con i Verdi Europei e la gestione amministrati-
Beppe Grillo con Roberto Casaleggio
va del gruppo che avrebbe spinto gli eurostellati a richiedere a
Milano, addirittura, l’allontanamento del capo comunicazione Claudio Messora. Informazioni rivelate da fonti parlamentari pentastellate, che si
nascondono dietro l’anonimato, ma smentite quasi immediatamente da un post sul blog di
Beppe Grillo a firma dello stesso leader 5S e di Gianroberto
Casaleggio. I due cofondatori
difendono il loro uomo a Bruxelles, prima capo al Senato, e
chiedono il nome della fonte
della notizia. «Nessun portavoce del M5S al Parlamento Europeo - scrivono i due - è a rischio
espulsione contrariamente a
quanto riportato». Poco dopo,
arriva una dichiarazione degli
stessi europarlamentari che affermano di non volere l’allontanamento del loro responsabile
comunicazione: la firmano i 17
parlamentari, tra loro anche
quelli che avevano rivelato la
notizia chiedendo però di rimanere anonimi per timore di ri-
torsioni.
Dei contatti in corso tra una
piccola pattuglia euro-stellata
ed il partito degli ecologisti parla, invece, Joachim Denkinger,
vicesegretario generale del
gruppo Verdi Europei al Parlamento: “Gli eurodeputati M5S
vogliono parlare con noi - dice il
politico tedesco - Dobbiamo
aspettare ma il tempo lavora
per noi. Vedranno che sono nel
gruppo sbagliato. E non solo
due o tre...», aggiunge maliziosamente. Il M5S precisa: «Nessuno ha escluso l’alleanza con i
Verdi - scrivono ancora Grillo e
Casaleggio - semplicemente tale ipotesi non é mai esistita a
causa del rifiuto degli stessi
Verdi». Il partito ecologista replica: «I fatti - sostengono - sono
altri: nonostante le aperture di
José Bové e di Rebecca Harms, il
M5S ha scelto di non inserire i
Verdi europei tra le opzioni di
voto del referendum sulla collocazione dell’M5S».
Il clima dei 5 stelle al Parlamento europeo è infuocato.
L’ANNIVERSARIO Cerimonia commemorativa a 25 anni dalla sua morte
Napolitano: «Almirante ebbe senso dello Stato»
La Camera ha ricordato lo storico leader dell’Msi
Forti polemiche per l’assenza della Boldrini
ROMA- La Camera dei deputati fu il
terreno principale dell’azione politica di Giorgio Almirante, storico
leader del Msi e della destra post-fascista. E la Camera ieri lo ha ricordato, a 25 anni dalla sua morte. La
cerimonia, alla quale non ha partecipato la presidente Boldrini, ha il
suggello di Giorgio Napolitano,
che in un suo messaggio al convegno organizzato dalla Fondazione
Almirante, tesse le lodi del vecchio
avversario politico. «Giorgio Almirante - scrive Napolitano - è stato
espressione di una generazione di
leader di partito che, pur da posi-
zioni ideologiche profondamente
diverse, hanno saputo confrontarsi mantenendo reciproco rispetto, a
dimostrazione di un superiore senso dello Stato che ancora oggi rappresenta un esempio».
Un immediato apprezzamento
delle parole di Napolitano arriva
dall’ex sindaco di Roma, Gianni
Alemanno, che all’epoca della leadership di Almirante guidava l’organizzazione giovanile del movimento sociale, il Fronte della Gioventù. Gli ex An attaccano invece la
presidente della Camera per la decisione di non prendere parte al con-
vegno. «Un’assenza gravissima»,
secondo la presidente di FdI-An,
Giorgia Meloni. Stessa posizione di
Maurizio Gasparri, senatore di
Forza Italia, che ha definito la Boldrini come «non degna di portare il
saluto al convegno». Il tema del
«primo evento a livello nazionale in
ricordo di Almirante», così come
definito da Giuliana dè Medici, figlia di Donna Assunta Almirante,
doveva essere quello delle riforme
istituzionali. Ma di riforme si è parlato ben poco, se non per qualche
accenno all’idea del presidenzialismo, «uno dei suoi cavalli di battaglia». L’evento è stato centrato
principalmente sul ricordo del leader del MSI da parte di suoi amici,
seguaci e collaboratori storici.
Giorgio Napolitano
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LA STRATEGIA In 18 prendono le distanze
Senato, fibrillazioni
nella maggioranza
per i sub-emendamenti
di GIOVANNI INNAMORATI
Giovanni Toti
|
GLI AZZURRI
|
Berlusconi raffredda
i malumori dei suoi
di MICHELE ESPOSITO
ROMA - Gli spazi in cui muoversi non sono larghissimi e le riforme sono pur sempre il frutto
di una trattativa nella quale
conta, anche, la parola data. Silvio Berlusconi raffredda così
gli animi della pattuglia di senatori FI impegnati nell’accidentato rush finale sulle riforme. Una pattuglia, riunitasi ieri
a Palazzo Madama, dove serpeggia il malumore per una riforma che, per alcuni, resta indigeribile. Ma alla fine il Cavaliere riesce a far prevalere la sua
linea giocando su due sponde:
quella interna e quella del premier Matteo Renzi. Al quale rivolge un “warning” neanche
così implicito: sulla legge elettorale l’interlocutore resta FI e
la base resta l’Italicum.
Che tra i senatori azzurri gli
animi fossero accesi l’ex premier lo aveva intuito e, forse anche per questo, alla riunione a
Palazzo Madama invia un emissario di prim’ordine, Giovanni
di SILVIA GASPARETTO
Silvio Berlusconi
Toti. Una presenza, si sottolinea
negli ambienti azzurri, apprezzata dai più perché prova del
raccordo tra partito e gruppi
parlamentari. Un raccordo che,
tra le righe, in diversi lamentavano come debolissimo. Tanto
che poche ore dopo, rispondendo ad una esplicita richiesta del
capogruppo alla Camera Renato Brunetta, l’ex premier, dopo
un colloquio telefonico con Romani, convoca i gruppi riuniti
per giovedì prossimo, alla sua
presenza. E alla riunione parteciperanno anche gli europarla-
mentari, Raffaele Fitto incluso,
tanto da delineare una discussione che potrebbe andare ben
aldilà del tema delle riforme.
«Così tardi?», chiede sorpreso
un parlamentare, ma la convocazione è un ulteriore passo
avanti da parte del leader FI, e
servirà a saldare ulteriormente
la linea del partito.
Una linea che, riferiscono fonti parlamentari, ha visto
nella riunione di
ieri 4 interventi a
favore del Senato
elettivo e contrari,
quindi, ad uno dei
punti-chiave del
Patto del Nazareno. «Sarà l’Aula a
decidere», sottolinea Romani al termine dell’incontro, consapevole che qualcuno, Augusto Minzolini in testa,
potrebbe anche non votare il
ddl. Ma la maggioranza del
gruppo, si spiega, sembra ormai disponibile ad adeguarsi alla linea di Berlusconi.
Messaggio
a Renzi
«La base
resta
l’Italicum»
ROMA - Si avvicina il voto che
abroga il Senato elettivo e il bicameralismo, e nella maggioranza
ripartono le fibrillazioni: 18 senatori dei partiti che sostengono il governo hanno infatti presentato una serie di sub-emendamenti che rimettono in discussione gli emendamenti dei
relatori che sintetizzano gli accordi. A questo punto diventano
indispensabili i voti della Lega e
di Forza Italia che, in una riunione a cui sono intervenuti Giovanni Toti e Denis Verdini, ha
blindato l’intesa
raggiunta con il
ministro Maria
Elena Boschi. E
Matteo Renzi tira dritto, come
spiega il fidatissimo vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini:
«Il percorso procederà secondo
la direzione e i
tempi previsti».
Lunedì inizierà in Commis- Maria Elena Boschi
sione affari costituzionali il voto sui 20 emendamenti dei due relatori, Anna
Finocchiaro e Roberto Calderoli,
che raccolgono l’intesa tra maggioranza, Lega e Fi sul superamento del bicameralismo e l’elezione indiretta del Senato da
parte dei Consigli regionali. Ieri
scadeva il termine per presentare i sub-emendamenti ed ecco
che è arrivato un pacchetto di 14
proposte firmate da 16 senatori
del Pd (Vannino Chiti e Felice
Casson in testa), più Mario Mauro e Salvatore Buemi, che assieme a altri 17 senatori delle opposizioni (Sel ed ex M5s) provano a
rimettere in discussione tutto: il
Senato deve essere eletto dai cittadini e deve avere dei poteri legislativi quasi immutati rispetto ad oggi.
In una conferenza stampa per
illustrare i sub-emendamenti
Mario Mauro ha parlato di «deriva autoritaria» del ddl del governo. Cosa che ha fatto arrabbiare
molti senatori del Pd che se la sono presa con i loro colleghi Chiti
e Casson, presenti alla conferenza. E’ l’ennesimo strappo all’interno del gruppo Democratico
dove i rapporti con gli ex «auto-
sospesi» sono tesi.
La maggioranza ha in Senato
169 voti su 315, e i dissidenti farebbero saltare le riforme: ma
nel governo non si è registrata
una particolare preoccupazione, visto che regge l’intesa con
Lega e Forza Italia. Anche quest’ultima ha presentato alcuni
sub-emendamenti che però si inseriscono nel solco dell’impianto dei relatori: essi chiedono una
maggior proporzionalità all’interno dei Consigli regionali al
momento di eleggere i senatori.
Emendamenti che Finocchiaro
ha definito «seri».
Paolo Romani
ha parlato di
«accordo vicino»
e comunque ha
radunato i suoi
59 senatori alla
presenza di Giovanni Toti e Denis Verdini, inviati da Berlusconi per blindare l’intesa. Mal
di pancia ci sono, ha ammesso
Romani, ma solo 4 senatori azzurri hanno presentato sub-emendamenti in
dissenso.
E’ chiaro che l’accordo riguarda anche la legge elettorale e le
future modifiche all’Italicum, e
l’impegno di Renzi a mantenere
un dialogo «costituente» anche
sui prossimi passaggi istituzionali (elezione Csm, giudici Consulta e, più in là, il successore di
Napolitano). Ma tutto ciò fa a
sua volta agitare M5s, che vede
sfumare gli effetti dell’incontro
di mercoledì con Renzi. Ne sono
derivati alcuni «aut aut» a Renzi
da parte dei grillini ( o noi o Berlusconi, dicono) bollati come “infantili“ dal Deborah Bergamini,
responsabile comunicazione di
Fi.
C’è poi un gruppo trasversale
di senatori che propone di tagliare il numero dei deputati,
nella recondita speranza che poi
la Camera faccia saltare tutto.
Ma Guerini, appunto, tranquillizza: «Siamo a un passo dalla riforma del Senato, è normale che
nel dibattito vi sia la presentazione di diversi emendamenti,
ma il percorso procederà secondo la direzione e i tempi previsti».
LE MISURE La Corte dei Conti invita ad affrontare anche il tema della sostenibilità
dacale, dalla relazione
emerge anche che in circa 340, tra insegnanti e
personale non docente,
torneranno tra i banchi
di scuola: nel triennio
2013/2015 infatti sono
stati autorizzati 681 distacchi. Il taglio, che consentirà
una minore spesa per le supplenze,
dovrebbe portare un risparmio di
circa 10 milioni di euro l’anno.
Buone notizie infine per le imprese che con il dimezzamento dei
diritti camerali risparmieranno
400 milioni di euro l’anno. A loro
pensa invece l’altro decreto, il cosiddetto taglia-bollette che prevede
anche incentivi fiscali per le società
che aumentano il proprio capitale,
attraverso il cosidetto Aiuto Cescita Economica (Ace) che nel 2015 vale 27,3 milioni ma che se si sommano i benefici fino al 2021 (quando
varrà oltre i 148 milioni annui)
consente di stimare in 715 milioni
il risparmio fiscale complessivo.
Pubblica amministrazione: esame sprint
ROMA - Il governo dovrebbe «ripensare i confini» in cui opera la pubblica amministrazione. Nel
giorno in cui la Camera
stabilisce tempi stretti
per l’esame del decreto Pa, atteso in
Aula per già il 14 luglio, al governo
arriva l’invito della Corte dei Conti
a pensare a un intervento di vera
riorganizzazione e razionalizzazione con una «chiara strategia di governo della spesa e di selezione dei
terreni su cui è chiamato ad incidere l’intervento pubblico».
Non basta insomma fermarsi ai
tagli e alla eliminazione degli sprechi per tenere sotto controllo la spesa, dicono i magistrati contabili,
ma bisogna anche «affrontare direttamente il tema della sostenibilità futura di un sistema di prestazioni di servizi alla collettività (dalla salute e l’istruzione alle imprese
e all’ambiente) originariamente
concepito in un contesto economico, sociale e demografico più favorevole».
Di sicuro nell’esecutivo c’è la consapevolezza che «la riforma della
Pubblica amministrazione è quella
che serve per far funzionare tutte le
altre» come ha sottolineato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, chiarendo che a poco serve
far passare in Parlamento «bellissime leggi» se poi non c’è una macchina pubblica efficiente in grado
di farle funzionare.
E in questa direzione vorrebbe
andare il decreto che è approdato
sul tavolo della commissione Affari
Costituzionali di Montecitorio, che
oltre al ricambio generazionale e
alla mobilità per gli statali (mobilità che sempre secondo la Corte dei
Conti andrebbe estesa e accompagnata da «moderni sistemi di incentivazione della produttività»)
razionalizza le autorità indipendenti e spinge sul processo di digitalizzazione dei processi. Relatore
del provvedimento sarà il democratico Emanuele Fiano, che farà la
sua relazione martedì prossimo. A
seguire dovrebbe esserci un ciclo di
audizioni.
Intanto dalla relazione tecnica al
provvedimento emergono dettagli
sull’impatto di alcune delle misure
maggiormente discusse in questi
giorni. In primis lo stop all’istituto
del trattenimento in servizio, misu-
ra che dovrebbe liberare «15mila
posti» per i giovani come hanno ripetuto il ministro Marianna Madia
e anche il premier Matteo Renzi. Al
2012, dice la relazione, erano però
solo 1200 gli statali rimasti in servizio una volta raggiunta l’età della
pensione, e circa la metà (660) nel
comparto della magistratura (per
cui lo stop non sarà al 31 ottobre
2014 ma dal 31 dicembre 2016). Le
disposizioni sul trattenimento in
servizio, peraltro, costeranno in 5
anni quasi mezzo miliardo allo Stato (467,3 milioni di euro tra 2014 e
2018) per via dell’anticipo di pensioni e tfr.
Per effetto del taglio del 50% dei
distacchi, tema caldo sul fronte sin-
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POLITICA
L’“ultimo” dei Pittella (Domenico) racconta
motivi e retroscena della sua candidatura per Braia
«Quale debutto?
Sono un militante»
«Per gli elettori non conta la famiglia, ma l’impegno
Il mio è spirito di servizio. Luca ottimo segretario»
di MARIATERESA LABANCA
HA scelto la sua bacheca facebook
per lanciare la notizia che in pochi
minuti ha avuto 133 “mi piace”,
ma che in altrettante ore ha già
fatto esplodere anche qualche polemica. “Ho dato la mia disponibilità a candidarmi a sostegno di Luca Braia, segretario regionale”.
Domenico, il giovane rampollo dei
Pittella, 27 anni, una laurea da avvocato in tasca, dottorando di diritto privato europeo e assistente
di cattedra, dà così notizia del suo
debutto politico. «Voglio contribuire - spiega lui - a un congresso
che possa essere un confronto
schietto e vero. Per un Partito Democratico aperto, inclusivo, coraggioso». Figlio dell’eurodeputato Gianni, che attualmente sta ricoprendo il ruolo di Presidente del
Parlamento europeo, nipote di
Marcello, il governatore della Regione Basilicata, Domenico (che
porta il nome del nonno, l’ex senatore amatissimo nella sua Lauria),
rappresenta la terza generazione
in campo della famiglia lucana all’apice del successo politico.
Sarà nella lista per Braia segretario. Da dove e come nasce
questo impegno? Chi le ha fatto
la proposta?
«Ne ho parlato con Luca Braia e
con tantissime compagne e compagni. Sono un militante di base
del Pd e mi sembrava giusto dare il
mio contributo al Partito della nostra regione. Abbiamo bisogno di
un partito aperto al territorio e
ognuno, in una logica di collaborazione, deve mettersi a disposizione».
A un suo coinvolgimento diretto ci pensava da tempo? A parte
la ricca esperienza familiare, ha
anche una militanza di partito?
«Sono da sempre appassionato
di politica sin da quando ero bambino. Ho aderito dopo le scuole superiori alla sinistra giovanile per
la quale sono stato coordinatore
zonale nell’area sud della Basilicata con Roberto Speranza segretario regionale. Ho fatto parte dei
Democratici di Sinistra e poi del
Partito Democratico e mi sono
sempre impegnato in campagna
elettorale per fare vincere il partito. Credo di potere dire con molta
modestia di avere fatto politica in
maniera sempre generosa. Questa
candidatura non é una novità,
quanto un passo naturale per un
militante che come me si vuole
mettere al servizio del partito».
Un altro Pittella al suo debutto politico. Un impegno "occasionale" o nutre particolari ambizioni? Insomma, da grande, intende fare l'avvocato o il politico?
«Ma quale debutto politico! Sono
un militante di base e lo resterò.
Cerchiamo di avere il senso delle
proporzioni: mi sto candidando al-
l'assemblea regionale del PD, mica
al Parlamento nazionale. Il resto è
dietrologia. Questo ovviamente
non è incompatibile con la mia vita
professionale, anzi. Sono appassionato del diritto quanto della politica. Credo che siamo in un momento storico particolare: un eccesso di liberismo dagli anni 80 in
poi ha fatto passare in secondo
piano la funzione “sociale” che
ognuno di noi dovrebbe svolgere e
che dovrebbe anche essere l’obbiettivo principale di ogni Istituzione.
Dobbiamo avere un maggiore spirito di servizio e capire man mano
come possiamo essere più utili alla
collettività. Sicuramente continuerò a seguire la politica, anche
senza incarichi elettivi. La filosofa
Hannah Arendt ha scritto che "la
politica siamo noi in quanto esistiamo al plurale". Faccio politica
in una logica collettiva e la mia
candidatura vuole essere una candidatura di servizio per la comunità».
Suo padre al Parlamento europeo, suo zio governatore della
Regione e ora anche lei. Un partito nelle mani della "dinastia"
Pittella?
«Assolutamente no. Io sarò semplicemente uno dei tantissimi candidati alla Assemblea regionale
del Partito Democratico che continua un impegno politico iniziato
da tempo. E poi mi lasci dire una
cosa a proposito di questo fantomatico familismo: in un partito e
in un Paese democratici, l’ultima
parola spetta sempre all’elettore
dinanzi al quale non contano i legami familiari ma l’impegno, l’onestà e la competenza. E i Pittella
non si sono mai tirati indietro dinanzi al giudizio degli elettori».
Sceglie di stare nella lista del
candidato sostenuto dalla sua
famiglia. Oltre a questo, c'è anche una condivisione di progetto
politico?
«Guardi, la politica in cui io credo è fatta di idee e valori che si traducono in contenuti e proposte
concrete. Se non c'é la condivisione di un progetto politico non si
può fare nulla a meno che non si
voglia svilire la politica a un gioco
di sterili posizionamenti. Ma la politica dei tatticismi non ha anima
ed è destinata ad appassire. Ho
scelto Luca Braia perché, oltre che
un amico, è stato un bravissimo
amministratore e la politica oggi
deve ripartire proprio dagli amministratori che si confrontano ogni
giorno con i problemi della gente;
per il coraggio che ha mostrato di
avere in politica, prendendo più
volte posizioni scomode; per il suo
carattere schietto pragmatico che
mi sembra meglio rispondere alle
esigenze di concretezza della politica. Per me Luca Braia ha il profilo per essere un grande segretario
regionale ma stimo sinceramente
anche gli altri candidati, Antonio
Luongo e Dino Paradiso per i quali
nutro sentimenti di amicizia. Il PD
prima di essere un partito deve
tornare ad essere una comunità di
persone, a volte divise sulle strategie, ma sempre unite sui valori di
fondo».
Parliamo di partito, appunto.
Il Pd lucano è segnato da profonde spaccature interne che ne
hanno determinato un forte indebolimento. Anche le vicende
pre congressuali non fanno eccezione. Qual è la sua visione in
merito? A suo avviso, come se ne
esce?
«Innanzitutto io ritengo che il
pluralismo sia un valore e non credo al pensiero unico.
Ognuno deve avere l’umiltà di
riconoscere che nessuno di noi ha
la verità e che non esistono “roccaforti” politiche che possano fare a
meno del giudizio degli elettori.
La politica deve fare un bagno di
umiltà e aprirsi al giudizio della
gente. Per questo è necessario che
si celebri un congresso aperto alle
istanze di riforma provenienti dalla società.
Da semplice militante, voglio
portare il grido di allarme che viene dai tantissimi giovani che non
vedono un futuro in questo Paese,
anche se questo Paese, continuando di questo passo, non avrà futuro per sé».
Giovane, ma con un cognome
"pesante". Sente di poter incarnare il rinnovamento voluto da
Renzi?
«Ripeto, mi sto candidando da
semplice militante all'Assemblea
regionale del PD. Non c'è nessuna
"discesa in campo" anche perchè io
in campo ci sono già da tanto, visto
che sono sul territorio da tantissimi anni.
Per quanto riguarda la politica
nazionale, la sfida posta da Renzi è
la sfida della vita per l’Italia e per
tutto il Mezzogiorno. E non riguarda solo la politica ma la classe
dirigente tutta. Occorre sprovincializzare il Paese in un momento
storico in cui l’Italia e il Mezzogiorno possono giocare un ruolo
fondamentale tra il Nord e il Sud
del Mondo; resettare l’amministrazione pubblica, penso a quella
della giustizia ad esempio, per garantire un servizio efficace ed efficiente ai cittadini; avere il coraggio di puntare realmente sulla formazione, che è la chiave di volta
del futuro del Paese; porre al centro la questione morale in politica
e non solo in politica buttando a
mare l’individualismo degli ultimi
decenni che ha tentato di cancellare il rapporto cittadino comunità.
Per fare questo è necessaria una
politica fortissima perché l’Italia è
un Paese eccessivamente corporativo e ogni riforma tocca interessi
pronti a rispondere con durezza.
La bussola deve essere il cambiamento, contro ogni incrostazione
di potere che intenda ostacolarlo».
Non le crea qualche "ansia da
prestazione" il fatto di essere figlio di un campione di preferenze, com'è stato suo padre alle ultime europee?
«Francamente non credo che
elezioni come quelle per il Parlamento Europeo possano essere pa-
|
ragonate al congresso regionale
del PD.
Poi mio padre mi ha insegnato
che l’impegno quotidiano, l’onestà
e la visione premiano sempre in
politica come nella vita e mi ha insegnato che bisogna sempre mettersi in gioco in quanto cittadino a
qualsiasi livello.
IN CONSIGLIO
|
La mozione su Tecnoparco
«T n’aia ‘sci». E Mollica fa
saltare il numero legale
DALLE immagini della ripresa
ufficiale dei lavori del Consiglio
regionale dello scorso mercoledì, la scena che rende poco onore
ai nostri rappresentanti in aula.
Qualche minuto prima che venisse dichiarata la mancanza
del numero legale e la sospensione con rinvio della seduta, si
vede il consigliere Franco Mollica - che in quel momento stava
presiedendo la seduta - che in
pratica fa saltare l’approvazione
della mozione presentata qualche minuto prima su Tecnoparco. Prima del voto, preceduto da
una breve sospensione, Mollica,
mentre i suoi colleghi stanno
per rientrare in aula , inizia a fare i conti. Dall’audio del video
consultabile al link del sito ufficiale del Consiglio, si sente chiaramente che mente ufficialmen-
te chiede ai consiglieri di tornare in aula, si rivolge alla persona
che gli siede a destra: il direttore
generale del Consiglio, Luigi
Gianfranceschi. Prima la conta:
tre, due, cinque, poi le parole:
“Se non entra più nessuno siamo a posto. E 11, ci siamo”. “E
no - risponde chi gli siede a fianco - deve mancà un altro” “Sì - risponde a Mollica - l’aggia ric’ a
qualcuno”. Poi ancora la conta,
ma i conti non tornano: “C’è ancora uno in più”, dice Mollica
che si rivolge al consigliere che
siede all’altro fianco e che sembra essere Mario Polese, dicendogli: «T n’aia ‘sci». E il suo vicino effettivamente si alza e va via.
I presenti votano, ma il risultato
è scontato: con soli sei votanti, il
numero legale di fatto non c’è.
La seduta è rinviata.
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Venerdì 27 giugno 2014
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Le nomine del Consiglio
M5S, in carica dal 15 luglio
Dai dirigenti ai candidati
Tutti in fila
per un posto negli enti
Vito Petrocelli
eletto capogruppo
al Senato
PROPRIO nel giorno in cui era in Basilicata, in visita, come componente della X Commissione del Senato in Val
d’Agri, il senatore lucano Vito Petrocelli è stato scelto
(con votazione) come nuovo capogruppo del Movimento
Cinque Stelle al Senato. Sarà in carica dal 15 luglio, al termine del mandato di Maurizio Buccarella. L’annuncio arriva su Twitter dal profilo ufficiale del gruppo M5S al Senato.
La Basilicata ben rappresentata in Parlamento, con ben
due capogruppi: al potentino Roberto Speranza, presidente del gruppo Pd, alla Camera, ora si aggiunge anche
il senatore materano pentastellato.
Domenico Pittella, nelle due
foto in alto, con il nonno, il
padre, il presidente, Gianni e la
madre, Agata
Non c'è quindi nessuna ansia
perchè la mia è una candidatura di
servizio per il partito».
Politicamente, a chi le piacerebbe somigliare di più? A suo
padre, a suo zio o a suo nonno? A
chi si sente più vicino caratterialmente?
«Sono tutti e tre dei lavoratori
|
instancabili, che hanno messo al
centro della loro vita l’impegno sociale e politico.
A nonno e a zio riconosco un carattere più impetuoso che in politica porta a fare delle scelte anche
brusche ma sicuramente coraggiose. L’esempio è la decisione di
zio di candidarsi alle ultime pri-
FORZA ITALIA
|
marie regionali, dinanzi a offerte
di mediazione più che gratificanti
e con una vera e propria corazzata
contro.
Papà è meno impetuoso ma ha
spesso dimostrato visione e lungimiranza politica.
L’ideale sarebbe unire le doti migliori di ciascuno».
|
CONGRESSO PD
|
Latronico con Fitto rilancia
il partito sul territorio
Lacorazza
continua
a insistere e
lancia suggestioni
condivisi e di classi dirigenti pronte a coinvolgersi per attuarli nella
concretezza delle differenti realtà
regionali. Quest'ultimo dunque
non è un tema divisivo, ma un sfida democratica che la realtà ci
chiede per far crescere sia un protagonismo nazionale che una partecipazione di base. Anche in Basilicata alle ultime elezioni europee
analizzando il risultato, pure così
condizionato delle dinamiche nazionali, le percentuali si differenziano da centro a centro a seconda
della presenza strutturata di
gruppi dirigenti. A conferma che
c'è un valore aggiunto tutto legato
alla capacità di interpretare il valore di un progetto nazionale. Ci accingiamo a costruire una rete di
persone ovunque in regione che
siano portatrici di un’istanza di libertà e di cambiamento».
PIERO Lacorazza non si arrende. E anche ieri è tornato a
chiedere dai social network,
la riapertura delle candidature per il congresso regionale:
“C'è una domanda ricorrente:
ma si riuscirà a riaprire i termini per la candidatura a segretario regionale? Si riuscirà, quindi, ad aprire il congresso? Ci sono ancora giorni per provarci, per mettere
in sintonia il territorio con alcuni vertici. Non si vuole che
si pronuncino segretari di
circolo e amministratori locali. Si chieda cosa pensano.
Non si vuole un referendum
tra gli iscritti. Si chieda cosa
pensano. Si vuole imporre
una casacca e la si chiama regola. Si vuole imporre una
scelta e la si chiama partecipazione. Apriamo il congresso, apriamo il confronto libero da posizionamenti. Facciamo un congresso per costruire una Basilicata migliore”.
E, infine, la provocazione:
“Come mai Matteo Renzi porta in delegazione per l’incontro con il M5S, Roberto Speranza, Alessandra Moretti e
Debora Serrachiani ? L'idea
di un PD nuovo?».
L’assemblea regionale al Park hotel
«UN grande progetto riformatore
come quello che Forza Italia si incarica di realizzare per rinnovare
il Paese e riportarlo sulla strada
della crescita e dello sviluppo, non
può non avere, oltre che una grande leadership, un corpo radicato
sul territorio che interpreti a tutti i
livelli questa aspettativa. Abbiamo
la necessità di incrociare le persone, coinvolgerle, motivarle perché
non siano semplici spettatori, ma
protagonisti di una grande costruzione». Lo ha dichiarato il deputato lucano di Forza Italia, Cosimo Latronico, all’assemblea regionale del partito a Potenza, che si è
svolta ieri sera al Park hotel, con la
partecipazione di Raffaele Fitto.
«Un grande partito - ha continuato
Latronico - si alimenta di una leadership riconosciuta, e noi ce l’abbiamo, ma anche di programmi
7
Gli uffici del Consiglio regionale
POTENZA - La carica degli
aspiranti per le nuove nomine
negli enti di competenza del
Consiglio regionale conta profili di ogni genere, tra cui molti
nomi già abbastanza noti in città.
Dirigenti, avvocati, membri
di associazioni, ex sindaci e anche molti candidati delle ultime
amministrative: in ballo ci sono proprio tutti.
Tra quelle di prossima scadenza, è soprattutto la carica di
direttore generale dell’Agenzia
regionale per l’ambiente a destare i maggiori appetiti. Non
solo per il prestigio dell’incarico ma soprattutto per la delicatezza della materia di cui si occupa l’Arpab e le note vicende
che l’hanno riguardata. Per il
dopo Vita ci hanno
provato in 46. Tra
cui, tra i nomi più
noti, il dirigente
della Regione Rocco Libutti, il sindaco di Lagonegro,
Domenico Mitidieri, l’ex segretario
regionale di Idv,
Aldo Michele Radice, il dirigente della Regione, Rocco
Libutti, l’ex assessore comunale di Potenza, Massimo Maria
Molinari. Ci ha provato anche
l’ex patron del Potenza, Giuseppe Postiglione. Tra le domande presentate, anche quella dell’ex consigliere regionale
del pd, Adeltina Salierno. Dai
democratici arriva anche Giuseppe Laguardia, coordinatore
della commissione regionale
per il congresso. Tra gli aspiranti, anche il commissario
dell’Alsia ed ex direttore di Arbea, Andrea Freschi e l’avvocat,o Antonio Murano.
Ma le candidature che mercoledì scorso sono state vagliate
dalla prima commissione - presieduta dal consigliere Vito
Santarsiero - hanno subito una
corposa scrematura. In lizza rimangono in sei. Si tratta di: Donato Santagata, ingegnere, ex
docente di matematica, promotore e Co-fondatore del Centro
Studi Tekneo; Marcello Tricarico, l’ex direttore generale dell’Acta, Marcello Tricarico; dirigente del servizio amministrativo della Corte dei Conti, Tommaso Panza. Arriva dalla Sicilia, invece, l’ex commissario
straordinario delegato per l’attuazione degli interventi per la
mitigazione del rischio idrogeologico, Maurizio Croce. In
corsa, anche, l’architetto Vincenzo leonardo Fogliano, dirigente dell’ente Parco, Appennino lucano lagonegrese e l’ingegnere, Basileo Volini.
Ben 67 le domande approvate
tra le 136 pervenute per il Corecom di basilicata. Tra i nomi
che spiccano, quello dell’ex capo ufficio stampa della Giunta
regionale, Giovanni Rivelli,
l’ex sindaco di Spinoso, Pasquale De Luise, l’ex direttore
della Nuova Basilicata, Mario
isoldi, anche in questo caso,
l’ex assessore comunale Massimo Maria Molinari, l’addetto
stampa Arturo Giglio, l’ex presidnte di Comunità montana,
Tonio Michele Bufano, l’avvocato del Foro di Potenza, Ivana
Pipponzi, l’addetto stampa dell’azienda ospedaliera San Carlo,
Ugo Maria Tassinari, l’artista e
presidente delle
donne Pd, Elisa
Laraia, e anche
molti
candidati
delle ultime amministrative di Potenza. Tra cui, il
più votato in assoluto, il consigliere
del Pd, Giampiero Iudicello; i
due candidati della lista “Socialisti e Democratici”, Gianluca
Caporaso e Morena Rapolla. Il
candidato di Forza Italia, Gianluigi Laguardia. Tra coloro
che si contendono l’Ater di Potenza, ancora una volta compaiono i nomi di Iudicello, Libutti, il sindaco Mitidieri, Giuseppe Laguardia, Giuseppe Postiglione, Radice, Salierno,
Santagata, Tricarico e Volini.
E, ancora, l’attuale direttore
generale dell’Asi, Rocco Liccione, l’ex dell’Ardus e dirigente
pd, Arduino Lospinoso, l’ex
sindaco di Tito, Pasquale Scavone, il dirigente della Provincia, Giuseppe Spera. Ci prova,
invece, all’ Ater di Matera, l’ex
primo cittadino di Sant’Arcangelo, Domenico Esposito.
Si candida a un posto da
esperto per il Comitato consultivo per la programmazione
culturale, il segretario dei giovani socialisti, Raffaele Tantone. Mentre, mirano all’Ardsu,
la segretaria di Idv Basilicata,
Maria Luisa Cantisani, la giornalista Loredana Albano, l’ex
dell’Ater Matera, Innocenzo
Loguercio, l’ex sindaco di satraino, Michele Miglionico e il
dirigente dell’Asi di Potenza,
Giancarlo Ronchi,
Tra tutte, la più
prestigiosa è
la nomina
all’Arpab:
sfida a sei
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8
Primo piano
FENICE
Venerdì 27 giugno 2014
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Via Verrastro diserta il processo, interrogazione di Rosa (FdI)
«La giunta Pittella ci spieghi quali sono le sue intenzioni»
«Dov’era l’avvocato della Regione?»
Il consigliere: «Che provvedimenti si adotteranno se dovessero emergere responsabilità?»
«PERCHE’ la Regione Basilicata era assente alla prima
udienza del processo “Fenice”? La Giunta Pittella è intenzionata a costituirsi parte civile?»
Sono le domande che il
consigliere regionale dei
Fratelli d’Italia Gianni Rosa
ha rivolto ieri mattina al al
governatore Marcello Pittella, depositando un’interrogazione a risposta orale
per chiedere «spiegazioni e
soprattutto chiediamo quale strada la Giunta voglia
realmente intraprendere a
questo proposito».
Il consigliere regionale
stigmatizza il fatto che via
Verrastro abbia disertato la
prima udienza davanti al
collegio del Tribunale nel
processo per l’inquinamento del termovalorizzatore di
San Nicola e le raccomandazioni all’Arpab. «Un’assenza molto grave - secondo Rosa - in contrasto con il dispositivo della delibera di Giunta numero 1258 del settembre 2012 con la quale si autorizzava la costituzione come parte civile».
«Per una mera questione
tecnica e per “fortuna” dei
cittadini lucani
la prima udienza è stata posticipata al 3 novembre». Insiste il
consigliere regionale sul rinvio “provvidenziale” del termine per effettuare le costituzioni di parte civile dovuto
ad alcuni problemi con le
notifiche ai manager di Fenice. «In quella data verificheremo se la volontà di
“non fare sconti a nessuno”,
annunciata ad altissima voce dal Presidente rivoluzionario, resterà esclusivamente una mera promessa
oppure se alle parole seguiranno i fatti».
«Chiaramente quanto accaduto il 23 giugno è grave conclude Rosa - non è possibile far finta di nulla e Pittella deve dirci chiaramente
cosa è accaduto e chi è il responsabile di tutto ciò».
Tra le accuse per cui il gip
Rosa Larocca ha deciso il
rinvio a giudizio di 16 imputati c’è l’abuso dei contratti
di lavoro interinali all’Arpab, «improntato a criteri
clientelari». Ma l’ex direttore generale dell’Agenzia,
Vincenzo Sigillito, deve rispondere assieme all’ex
coordinatore provinciale
Bruno Bove anche di falso
ideologico per aver attestato
nelle denunce presentate alle procure di Potenza e Melfi
che prima del 2008 non erano mai emersi superamenti
delle soglie di contaminazione nella falda sotto Fenice, mentre una perizia fa risalire l’allarme al 2002.
I responsabili della Direzione ambiente della Provincia di Potenza e dell’Ufficio compatibilità ambientale della Regione, Domenico
Santoro e Salvatore Lambia-
Gianni Rosa
a destra
Fenice
se, sono accusati di omissione d’atti d’ufficio per non
aver imposto lo stop alle attività dell’inceneritore una
volta venuti a conoscenza
dell’inquinamento fino a
quando non fossero stati verificati i dati rilevati e ripristinata la «condizione di
normalità» nella gestione
dell’impianto.
Quanto invece
ai vertici di Fenice spa il capo
d’imputazione
per cui è stato disposto il rinvio a
giudizio parla di
truffa per aver
smalito per anni i rifiuti di
Melfi e di diversi comuni del
potentino a costo pieno,
mentre il trattamento avveniva tutt’altro che a regola
d’arte danneggiando in particolare all’ambiente circostante. Con il concorso dei
vertici dell’Arpab che avrebbero mascherato i risultati
delle analisi chimiche. Più
«disastro ambientale» per
non aver attivato le procedure di emergenza previste
una volta scoperta la presenza di «metalli pesanti e
soventi organici clorurati
anche cancerogeni» nella
falda.
Rispetto al terzo filone
dell’inchiesta condotta dai
militari del Noe e del Reparto operativo dei carabinieri,
che riguarda la gestione
della discarica comunale di
Potenza, il gup ha accolto le
richieste dell’accusa solo
per l’ex direttore e l’ex presidente dell’Acta Rocco Robilotta e Domenico Iacobuzio,
tuttora consigliere provinciale del Pd. Più il dirigente
dell’ufficio ambiente del Comune di Potenza Giancarlo
Grano. Tutti accusati di
aver smaltito in maniera
non autorizzata il percolato
presente sul fondo della discarica di Pallareta senza
denunciarne la presenza.
Nella giunta che il 25 settembre del 2012 ha approvato la costituzione di parte
civile della Regione c’era anche l’attuale governatore
Marcello Pittella.
[email protected]
«Non si può
far finta
di nulla»
|
LA BICAMERALE ANTIMAFIA
|
Audizione a Roma per il pm Gravina
I 5 Stelle: «C’è stata sottovalutazione»
L’appuntamento dopo l’incontro saltato per impegni a Matera
SI è svolta nei giorni scorsi l’audizione del procuratore capo di Matera Celestina Gravina, a Roma,
davanti alla Commissione bicamerale antimafia sugli attentati
nel metapontino e gli ultimi episodi a Matera e Montescaglioso.
Lo ha reso noto il gruppo parlamentare 5 Stelle di Montecitorio
dopo l’incontro “saltato” il 16
aprile, duranla visita dei
#SBLOCCAFUTURO te
parlamentari
nella città dei
Sassi, a causa
di impegni del
magistrato.
Secondo i
deputati grilSONO 101 le opere incluse lini la Basilinel dossier di Legambiente cata è una «re#sbloccafuturo indirizzato al gione che non
premier Matteo Renzi. Si trat- è certo al centa di 101 piccole e medie tro delle croopere incompiute per re- nache giornasponsabilità diverse. La voce listiche per di
più consistente riguarda il si- criminalità
stema dei trasporti, insieme organizzata.
alla messa in sicurezza del Eppure bisoterritorio dal rischio idrogeo- gna sempre
logico. Poi, a seguire, bonifi- diffidare del
che, depurazione, riqualifica- silenzio della
zione urbana, sicurezza si- criminalità e
smica, abbattimento di ma- non considenufatti abusivi, impianti per rare nessuna
chiudere il ciclo dei rifiuti. In Regione libequesti casi secondo Legam- ra dalle inbiente «ci si scontra spesso fluenze macon l’incapacità progettuale fiose.
Bisodegli enti locali e con la con- gna,
anzi,
fusione istituzionale. Lo stes- preoccuparsi
so avviene in Basilicata do- di più quando
ve, sempre per responsabili- c’è troppo sità della Regione, è bloccata lenzio. Nel sila bonifica della Val Basen- lenzio prospeto».
rano gli intrecci politica
mafia, e gli affari criminali».
I parlamentari spiegano che la
commissione bicamerale presieduta da Rosy Bindi ha dedicato un
giorno alle audizioni del procura-
Legambiente:
«Renzi riparta
dalla Val Basento»
dalla realtà, che hanno impedito proficue
indagini e che avevano sollevato malumori da parte di molti cittadini, i quali hanno
sollecitato l’intervento della commissione
Antimafia a recarsi a
Matera».
«Solamente negli
ultimi mesi - concludono i 5 Stelle - la sensibilità della direzione
Distrettuale Antimafia di Potenza, ha permesso un cambio di
passo nella condotte
delle indagini, anche
Il procuratore capo di Matera Celestina Gravina
a fronte di una recrutore di Matera e del nuovo procu- descenza di eventi sentinella, quaratore della Repubblica di Potenza li incendi , l’usura ed il traffico deLuigi Gay, che si era insediato pro- gli stupefacenti. Va ricordato che
prio il giorno della visita dei com- se l’evento è ritenuto un semplice
missari in Basilicata, per questo danneggiamento, non possono
non era potuto essere presente.
essere utilizzate e disposte proceCon Gay a Roma c’era anche il dure di controllo, quali le intercetsostituto Laura Triassi che ha ret- tazioni, pedinamenti, analisi pato la Procura nel periodo trascorso trimoniali. Contrariamente se l’edalla partenza di Colangelo all’ar- vento si inserisce in un contesto
rivo del nuovo capo: un “interre- mafioso, si possono svolgere ingno” di quasi due anni.
dagini più approfondite, che a
«A seguito di quel primo contat- detta degli inquirenti, produrto, sono emerse diverse criticità, ranno tra qualche mese, imporche hanno indotto la commissione tanti risultati. La commissione ha
a convocare a Roma i magistrati potuto constatare che permangoper farsi un’idea di quanto sta suc- no situazioni ancora poco chiare,
cedendo in quei luoghi». Spiegano sulla quale procederanno le indai deputati 5 Stelle.
gini (...) I membri della commis«Anche se non emergono fatti sione Antimafia del M5S vogliono
degni della cronaca nazionale - accendere dunque un faro sulla
spiega la nota - la Basilicata è una Basilicata, su quanto sta accadenterra ricca di beni, petrolio, turi- do, convinti che il troppo silenzio
smo, agricoltura: beni che fanno non è segno di serenità sociale,
gola alla criminalità anche di ma di una strisciante penetraziostampo mafioso. Con la dottoressa ne delle organizzazioni criminali.
Gravina, sono stati ripercorsi i nu- Il contributo dei cittadini, le loro
merosi eventi succedutesi in que- segnalazioni, possono aiutare ad
sti anni, che sono sempre stati sot- impedire l’installarsi di fenomeni
tovalutati, considerati ad appan- che possono diventare cancro che
naggio della criminalità locale. divora la parte sana della socieComportamenti ritenuti distanti tà».
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Primo piano
Venerdì 27 giugno 2014
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UNIVERSITÀ
9
Alla quarta votazione il vincitore della sfida universitaria
Gli impegni: studenti, ricerca e rapporto con la regione
«Cerco un’Unibas del territorio»
Aurelia Sole è stata eletta rettore dell’ateneo lucano. Succede a Mauro Fiorentino
|
di SARA LORUSSO
POTENZA - «C’è il nuovo rettore dell’Unibas, prima donna nel ruolo in
Basilicata. Auguri!», le scrivono un
po’ ovunque sulle bacheche Facebook di Potenza e dintorni. Aurelia
Sole è la nuova guida dell’ateneo lucano, uscita vittoriosa dal balottaggio con Carmine Serio, delegato alla
ricerca che si è fermato a 127 voti.
Sole, con delega alla didattica, ne ha
raccolti 178.
«Io spero di metterci doti di relazione, pazienza, capacità di ascolto.
La mia responsabilità è grande a prescindere, non solo per il fatto di essere una donna». Ma il risultato è «storico», dice nella nota di auguri il presidente della Regione Marcello Pittella: «Un atto di innovativa portata,
in linea con i grandi
processi di cambiamento in atto, a tutti i
livelli di responsabilità, nel nostro Paese».
Sole sa di avere davanti «parecchie sfide», tutte legate al territorio. Università da
far crescere nel rapporto con le città sede,
università da rendere
attrattiva all’esterno,
università da raccontare meglio.
«Perché qui di cose belle ne facciamo,
anche parecchie». Così mette in fila
alcuni dei recenti successi dei «ragazzi di ateneo», studenti, ricercatori, docenti. Premi di ricerca, presenze lucane a meeting internazionali,
progetti di alto profilo. «Dobbiamo
imparare a raccontarci meglio».
Non se lo aspettava, il risultato.
Non all’inizio, almeno. Ci sono volute quattro votazioni per decidere il
nome del successore di Mauro Fiorentino, rettore uscente che resterà
in carica fino al 30 settembre, quando si insedierà ufficialmente la professoressa cosentina. Nelle prime tre
votazioni nessuno dei candidati aveva ottenuto la maggioranza richiesta (in corsa c’era anche Carlo Di
Renzo, ritiratosi alcuni giorni fa).
Per questo è scattato il ballottaggio.
Università
da curare
nel
rapporto
con le città
|
Figlia di ferroviere
e di una casalinga
Formazione femminista
e passione in cucina
Il rettore Aurelia Sole con la commissione elettorale
«Mi ha dato forza l’insistenza di
chi mi sosteneva, la grande spinta
del personale tecnico-amministrativo, i colleghi ricercatori e docenti».
Ma poi, a dover spiegare che cosa resta di questa corsa elettorale, non ha
dubbi: «Il bagaglio accumulato negli
incontri, nelle riunioni, nelle occasioni di ascolto che ho avuto».
Ingegnere, mamma di due figli,
sposata, calabrese, potentina d’adozione. Una passione per la cucina,
una formazione da femminista, la
voglia di comprendere una regione
che da subito ha messo al centro degli impegni. «Abbiamo bisogno di ricucire i legami con il territorio, dobbiamo farlo parlando con la comunità e ascoltandola. È evidente che in
questo dialogo conti la relazione con
le istituzioni. Ma dobbiamo partire
da una consapevolezza: l’università
fa parte del territorio ed è capace di
(deve) fornire un contributo importante per la crescita, può fornire
idee».
Al centro dell’Ateneo ci sono poi
LO SCRUTINIO
Come si vota in Unibas
AURELIA Sole è stata eletta rettore nella
quarta votazione, quella in cui basta un voto in più dell’avversario (ballottaggio), dopo
tre votazioni
(avvenute il 28
maggio, il 10
giugno e il 24
giugno) in cui
nessuno dei
candidati ha ottenuto la maggioranza richiesta. I votanti sono stati complessivamente
484. Ad Aurelia
Sole sono andati 178 voti complessivi, 127
invece per Carmine Serio. Nell’elezione del
rettore hanno diritto al voto i professori di
ruolo, i ricercatori a tempo indeterminato e
determinato, il personale tecnico-amministrativo e i componenti del Consiglio degli
studenti. I voti dei ricercatori a tempo determinato e del personale tecnico-amministrativo sono computati nella misura del 15% di
quelli validamente espressi per la categoria. Il mandato del Rettore è unico e non rinnovabile.
IL PROFILO
gli studenti. «Loro devono studiare,
a noi spetta il compito di lavorare per
migliorare i servizi, la fase di orientamento, l’accoglienza».
Buona ricerca e buona didattica si
mescolano nella piccola università.
«La dimensione non può e non deve
essere un limite. La Basilicata ha
un’università con un ruolo sociale,
motore di sviluppo e protagonista
nella ricerca. Deve sviluppare questa presenza sul territorio».
Anche l’ateneo lucano affronta anni di riforme, tagli, cambiamenti. La
sopravvivenza è legata al sostegno
economico della Regione Basilicata.
«Ma il finanziamento non è solo destinato a garantire stipendi, sostiene la ricerca. Ecco perché il rapporto
con l’Ente deve poter diventare un
valore aggiunto. Ma non dobbiamo
mai dimenticare il punto di partenza: questa università è dotata di un
capitale importante, che è il capitale
umano. È questa la cosa meravigliosa, questo è ciò che dovremmo imparare a tenere saldo e far crescere».
ANAS S.p.A.
ANAS S.p.A.
Compartimento della viabilità per la Basilicata
Compartimento della viabilità per la Basilicata
ESTRATTO DI BANDO PER GARA CON PROCEDURA APERTA
Ente Appaltante: ANAS SpA - Compartimento della Viabilità per la Basilicata - Via N.
Sauro - Potenza - tel. 0971/608111 - Fax 0971/56531 - Sito Internet: www.stradeanas.it
Lo scrutinio
ieri in Ateneo
a Potenza
AURELIA Sole è nata a Cosenza nel 1957. Figlia di
un ferroviere e di una casalinga, sposata e con due
figli, si è laureata nel 1984, nell’Università degli
Studi della Calabria, in Ingegneria Civile per la Difesa del Suolo e la Pianificazione Territoriale. Dal
1986 lavora nell’Università della Basilicata. Dal
2006 è professore ordinario di Costruzioni Idrauliche e Idrologia. L’attività di ricerca nel corso del
tempo si è specializzata nel
campo della valutazione del rischio idrologico-idraulico e dell’uso di strumenti
di analisi spaziale
del territorio. Dal
2007 al 2012 è stata direttore del Dipartimento di Ingegneria e Fisica
dell’Ambiente; dal
2009 al 2012 presidente del Collegio dei Direttori dell’Università della
Basilicata. Dal 2003 al 2006 è componente della
Giunta – con funzioni di direttore vicario – del Centro di Ricerca Interuniversitario in Monitoraggio
Ambientale (CIMA). Dal 2012 coordina il Dottorato
di ricerca in Metodi e Tecnologie per il Monitoraggio Ambientale. Dal 2013 è stata Prorettore alla didattica e progetti di internazionalizzazione dei corsi
di studio. «L’acqua, il territorio, il paesaggio – scrive
nel suo sito (www.aureliasole.it) - e la natura, sono
parte della mia vita, da sempre, come studioso e come ingegnere. Ma anche come persona che ama capire e prendersi cura dell’ambiente in cui vive. Amo
leggere, l’arte e il cinema. Mi piace cucinare. Amo
ascoltare le persone, più che parlare. Nella mia formazione ha svolto un ruolo importante l’impegno
nel movimento femminista».
ESTRATTO DI BANDO PER GARA
CON PROCEDURA APERTA
GARA N. PZLAV034-14
Ente Appaltante: ANAS SpA - Compartimento della Viabilità per la Basilicata - Via N.
Sauro - Potenza - tel. 0971/608111 - Fax 0971/56531 - Sito Internet: www.stradeanas.it
STRADA STATALE N. 658 “POTENZA-MELFI” - LAVORI DI MANUTENZIONE
STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO CORTICALE E RISANAMENTO DEI PULVINI
DI APPOGGIO DELLA SOLETTA D’IMPALCATO E DELLE PILE DEL VIADOTTO
“QUERCE” AL KM. 38+420 - 1° STRALCIO. Importo complessivo posto a base di gara
€ 1.076.400,00=, suddiviso in € 1.035.000,00= per lavori ed € 41.400,00= per oneri della
sicurezza non soggetti a ribasso. Categoria prevalente: OG3 Classifica SOA IIIa (terza) con
riferimento all’importo complessivo dell’appalto. Importo categoria OG3 € 984.247,23=
Classifica SOA IIIa (terza) ulteriori categorie OS11 € 90.665,96= Classifica SOA Ia (prima)
ovvero possesso dei requisiti di cui all’art. 90 del D.P.R. 207/2010, OS10 € 1.486,81=
Classifica SOA Ia (prima) ovvero possesso dei requisiti di cui all’art. 90 del D.P.R. 207/2010.
Cauzione provvisoria 2% € 21.528,00. Progetto n. 4260 del 31/01/2014 - Determina a
Contrarre n. CPZ-0013589-I del 18/06/2014 - CIG: 5815615D4E - contributo Autorità
€ 140,00= (pena esclusione dalla gara, produrre con la documentazione l’attestazione
del versamento). Lavori a misura. Termine di presentazione buste-offerte: ore 12:00 del
21/07/2014, data apertura offerte: a partire dalle ore 09:00 del 22/07/2014. Modalità
dell’aggiudicazione: L’appalto sarà aggiudicato al prezzo più basso, inferiore a quello
posto a base di gara, determinato secondo le modalità previste dall’art. 82, comma 2,
lettera a) del D. L.gs 163/2006 e s.m.i. mediante ribasso sull’elenco prezzi posto a base
di gara. La stazione appaltante, inoltre, intende avvalersi del combinato disposto di cui
agli articolo 122, comma 9 e 253, comma 20 bis del D. Lgv. 163/2006 e s.m.i. In presenza
di un numero di offerte valide inferiore a 10 non si procederà all’ esclusione automatica
e in tal caso, si applicherà l’articolo 86, comma 3, del D. Lgv. 163/2006 e s.m.i. Si
procederà ad aggiudicare anche in presenza di una sola offerta valida, purché accettabile
ai sensi del citato art. 86, comma 3. Ai sensi dell’ art. 122, comma 5, la pubblicazione
del presente bando è così disposta: G.U.R.I. n. 71 del 25/06/2014, Sito Informatico del
Ministero delle Infrastrutture e sul sito informatico presso l’Osservatorio entro due giorni
dalla pubblicazione sulla GURI; per estratto su un quotidiano nazionale ed un quotidiano
regionale entro cinque giorni dalla pubblicazione sulla G.U.R.I. Albo Pretorio del Comune
di Potenza e Matera; Albo del Compartimento dell’ ANAS SPA di Potenza; Sito Internet:
www.stradeanas.it - Il bando d’appalto ufficiale è depositato presso gli Uffici ANAS S.P.A.
- Compartimento della Viabilità per la Basilicata con sede in Potenza, via Nazario Sauro. Il
Compartimento non assume alcuna responsabilità, in ordine a bandi pubblicati su altri siti
internet non ufficiali con versioni modificate, manipolate o comunque manomesse da terzi.
Il Responsabile del Procedimento è l’ing. Alessandro MEDICI.
IL CAPO COMPARTIMENTO: Ing. Francesco CAPORASO
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STRAORDINARIA PER L’ADEGUAMENTO DELLE OPERE MARGINALI DI
PROTEZIONE ALLA NORMATIVA VIGENTE TRA IL KM 14+500 ED IL KM. 48+130.
Importo complessivo posto a base di gara € 1.896.180,00= IVA esclusa, suddiviso
in € 1.859.000,00= per lavori ed € 37.180,00= per oneri della sicurezza non soggetti
a ribasso. Categoria prevalente: OS12-A Classifica SOA IVa (quarta) con riferimento
all’importo complessivo dell’appalto. Importo categoria OS12-A € 1.896.180,00=
Classifica SOA Classifica SOA IVa (quarta). Cauzione provvisoria 2% € 37.923,60.
Progetto n. 4257 del 31/01/2014 - Determina a Contrarre n. CPZ-0013588-I del
18/06/2014 - CIG: 58155442BA - contributo Autorità € 140,00= (pena esclusione dalla
gara, produrre con la documentazione l’attestazione del versamento).Lavori a misura.
Termine di presentazione buste-offerte: ore 12:00 del 21/07/2014, data apertura offerte:
a partire dalle ore 09:00 del 22/07/2014. Modalità dell’aggiudicazione: L’appalto sarà
aggiudicato al prezzo più basso, inferiore a quello posto a base di gara, determinato
secondo le modalità previste dall’art. 82, comma 2, lettera a) del D. L.gs 163/2006 e s.m.i.
mediante ribasso sull’elenco prezzi posto a base di gara. La stazione appaltante, inoltre,
intende avvalersi del combinato disposto di cui agli articolo 122, comma 9 e 253, comma
20 bis del D. Lgv. 163/2006 e s.m.i. In presenza di un numero di offerte valide inferiore
a 10 non si procederà all’ esclusione automatica e in tal caso, si applicherà l’articolo 86,
comma 3, del D. Lgv. 163/2006 e s.m.i. Si procederà ad aggiudicare anche in presenza
di una sola offerta valida, purché accettabile ai sensi del citato art. 86, comma 3. Ai sensi
dell’ art. 122, comma 5, la pubblicazione del presente bando è così disposta: G.U.R.I. n.
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12
Venerdì 27 giugno 2014
Primo
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A proposito di Patto di stabilità: il sindaco di Montalbano sciopera perché il suo paese
è tutto un cantiere. rete idrica incompiuta, l’impresa non è stata pagata da Acquedotto
che a sua volta non è stata pagata dalla Regione
Con il letto dentro al municipio
per protesta
di ANNA CARONE
CHI lo conosce, sa che non sta scherzando, Enzo Devincenzis, Sindaco di Montalbano Jonico, quando dice che vuole avviare per il 1 Luglio a uno
sciopero della fame al
fine di far ripartire i lavori per il rifacimento
della rete idrica e fognaria interrotti dall’impresa perché non
pagata, ha certezza
che lo farà. L’impresa
ha fermato il cantiere,
in quanto AQL non paga perché la Regione,
non liquida, causa sforamento patto di stabilità. E’ un gatto che si
morde la coda e la cui
danza, il Sindaco di Montalbano intende
far cessare, avviando così una forma
estrema di protesta. Del resto lui è il Sindaco delle proteste, tanto avvenne in passato, tanto avviene ancora oggi quando
si mette a capo, con i suoi mezzi, di tante
manifestazioni degli imprenditori agricoli. Chi entra nella sua stanza in Municipio, in questi giorni, accanto al gonfalone, trova un letto e su di esso, adagiata la
fascia tricolore. Adagiato il simbolo, ma
non la persona che, a tutti i costi vuole la
ripresa dei lavori nella sua città, forzatamente interrotti e che tanto disagio creano anche ai cittadini in questo periodo di
caldo più che mai. Il patto di stabilità non
può esistere, bisogna andare in deroga
per Devincenzis perché diversamente alla morte delle imprese, si affianca anche
l’aumento delle incompiute che tanti
danni possono produrre alla sicurezza e
salute pubblica. Di tutto ha fatto il primo
cittadino di Montalbano in questi mesi
per sollecitare gli organismi competenti
alla risoluzione della questione, senza ottenere soddisfazione delle richieste.
Sindaco, pensa che questa protesta
L’improvvisata
camera da letto
del sindaco in
municipio,
e un particolare
dell’asfalto
in paese
porterà ad un risultato?
“Io spero proprio di si, del resto è un
cammino avviato già da troppo tempo e
in modo incalzante, attraverso incontri
in Regione, lettere e richieste scritte agli
organismi preposti, con proposte e suggerimenti di intervento, acchè si provvedesse subito, alla risoluzione del problema che riguarda tutto il centro abitato se
si pensa che ci sono ancora aree con fogne a cielo aperto, come nei borghi periferici. La condotta idrica che va rifatta, il
sistema fognario, le buche aperte nelle
strade, sono solo disagi che restano ai cittadini e dinanzi ad un problema di sanità
e salute pubblica non c’è patto di stabilità
che tenga”.
Lei si può identificare come il Sindaco
delle proteste, le fa piacere questa definizione?
“In realtà in questo caso più che mai
sento che la mia è una manifestazione di
civiltà e per tale vorrei che passasse. Di
proteste ne ho fatte tante da libero cittadino ma anche da amministratore, già nel
lontano ’89, poi negli anni ’90, soprattutto nel periodo della crisi idrica, anche in
quei casi feci uno sciopero della fame, e
così per il sollevamento della vasca di San
Nicola per la quale furono spesi miliardi
senza sortire utilità. E poi a Roma con i
trattori e ancora l’ultima manifestazione
dei forconi lucani. Non temo forme di
proteste coraggiose, voglio solo che si
Pittella replica a Benedetto e Rosa:
«Nessuna demagogia, solo necessità»
SFORARE il patto di stabilità interno senza portare il Ddl approvato in Giunta alla discussione
dell’aula consiliare, bypassare il
confronto col governo centrale e
tutte le fasi interlocutorie che
hanno già portato di fatto la questione sui tavoli nazionali e visto
tutte le Regioni coinvolte e unite
in questa battaglia. E’ questo
l’invito che mi fa il consigliere
Benedetto, al quale vorrei ricordare e puntualizzare alcuni
aspetti.
Non c’è nulla di demagogico
né populista nelle ultime iniziative intraprese in accordo con la
mia Giunta, c’è al contrario la
netta convinzione di aver posto
delle condizioni a fronte di una
peculiarità tutta lucana sulla necessità di revisione dei vincoli
del patto, e dimostrato che la Basilicata sta facendo e farà sul serio richiamando – questo è il
punto – proprio il Governo ad
una assunzione di responsabili-
tà sul futuro della nostra Regione. Ci dicano Renzi e i suoi ministri come potremo riuscire a pagare 550 milioni di debiti potendone spendere solo 220, pur
avendo in cassa le risorse necessarie che oggi ci consentirebbero
di saldare tutti gli impegni assunti dando così una forte boccata di ossigeno all’economia lucana.
Benedetto conosce, immagino, le sanzioni previste in caso di
sforamento del patto. E quindi,
come noi, è sicuramente consapevole che nell’anno successivo a
quello in cui si è verificato lo sforamento dovremmo restituire
alla Tesoreria dello Stato quanto
speso in più, con una serie di aggravanti normative: blocco delle
assunzioni, stop ai contratti di
collaborazione, divieto di procedere alle stabilizzazioni, a partire da quelle in corso. Come dire:
mentre con il Ddl da noi proposto lasciamo il cerino nelle mani
del Governo, con lo sforamento
del Patto ci bruceremmo le dita
da soli senza avviare (come sicuramente avverrà con la prima soluzione) alcuna interlocuzione a
livello governativo.
Al consigliere Rosa, poi, che
ritiene il Ddl un pasticciaccio
chiedo, anche per le considerazioni appena fatte, quale sarebbe, dal suo punto di vista, la via
da percorrere. Egli sa bene che
quando le sue idee mi convincono, sono il primo a sostenerle a
spada tratta, senza che mi faccia
velo il suo diverso orientamento
politico.
E’ evidente che una maggiore
flessibilità sui vincoli del patto
non rappresenterebbe la panacea ad ogni male, ma di sicuro è
la medicina più immediata e almeno temporalmente risolutiva
per non morire di inedia.
dal profilo facebook
del presidente della Regione
Marcello Pittella
raggiunga il risultato”.
E’ una manifestazione forte solo del
Sindaco Devincenzis o di tutta l’Amministrazione?
“Sicuramente tutti i consiglieri di maggioranza sono con me, mi sosterranno,
faranno anche loro delle iniziative e, mi
auguro si costituisca un comitato di cittadini.
Spero e credo che tutti i consiglieri comunali anche di opposizione, sposeranno la causa”.
Intanto tutto è pronto per il 1 Luglio,
l’avvio della protesta sarà preceduto da
un incontro con i servizi di informazione,
anche perché lo scopo è quello che il messaggio arrivi nelle sedi deputate.
Cd: «Cerchiamo posizioni
convergenti come in Calabria»
«PIU’ che al “gioco del cerino” siamo interessati a registrare posizioni convergenti a quelle del nostro
capogruppo in Consiglio Regionale Nicola Benedetto per dimostrare
che sforare il Patto di stabilità non
è più un tabù».
E’ quanto sostiene il coordinamento regionale di Centro democratico riferendo che la presidente
facente funzioni della Regione Calabria Antonella Stasi – secondo
quanto informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta calabrese –
partecipando a Roma alla riunione
di apertura del tavolo ufficiale per
discutere dei vincoli imposti dal
patto di stabilità si è detta pronta a
sforare il Patto e ha annunciato che
su questa posizione complessivamente c’è la disponibilità acquisita
in totale di cinque Regioni. Inoltre
– aggiunge l’organismo dirigente
di CD – se ci fosse ancora bisogno di
motivazioni sono leanalisisuidatidimonitoraggiodelPattosiadelleRegionichedeglientilocali(comu-
ni e province), fatte dalla Corte dei
Conti a ribadire la legittima rivendicazione. Le analisi sono precedute da specifici riferimenti alla disciplina del Patto ed alla sua evoluzione negli ultimi anni, con raffronto
tra i diversi parametri utilizzati
per definire gli obiettivi e le finalità
perseguiti.Lo studio congiunto dei
fattori che concorrono a determinare le risultanze del Patto ha consentito alla Corte di focalizzare le
modalità con cui i diversi enti sono
riusciti a raggiungere gli obiettivi,
pur in un quadro di reiterate manovre di finanza pubblica, le quali,
nel quinquennio 2009-2013, si sono tradotte in unabbattimentocomplessivodispesaparirispettivamentea17,2miliardidieuroperilsettore
regionale(di cui 10,5 miliardi per le
Regioni a statuto ordinario e 6,7
miliardi per le Regioni a statuto
speciale)
ed
a16,3miliardiperilcompartoentilocali(di cui
3,9 miliardi per le province e 12,4
miliardi per i comuni).
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Venerdì 27 giugno 2014
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Tito: brutta disavventura ieri mattina per una 60enne residente in contrada Martir\i
Picchiata e legata da due rapinatori
Aveva offerto un bicchiere d’acqua ai due aggressori pensando che si fossero persi
POTENZA - Li avrebbe visti arrivare con l’aria spaesata di chi non
sa bene dov’è capitato. D’altronde
da quelle parti della periferia di
Tito, in contrada Martiri verso la
torre di Satriano, non passa davvero quasi mai nessuno. Ma
quando ha aperto la porta per offrire un bicchiere d’acqua l’avrebbero afferrata, colpita e legata
con uno spago da imballaggio. E
poteva finire anche molto peggio.
E’ stata ricoverata in via precauzionale all’ospedale San Carlo
di Potenza la signora di Tito aggredita ieri mattina in un maldestro tentativo di rapina.
I carabinieri sono sulle tracce
dei responsabili ma al momento
la donna non è stata in grado di
riconoscerli e considerato lo
shock subìto i militari hanno deciso di aspettare qualche ora prima di chiederle altri sforzi.
Tutto sarebbe avvenuto verso
le 9 e mezzo quando due uomini
sono comparsi vicino all’abitazione della donna, una contadina,
che li ha visti arrivare da lontano.
Le loro vere intenzioni si sono
manifestate poco dopo, ma nella
casa, un’abitazione di campagna
con alcuni locali annessi adibiti a
ferramenta, non avrebbero trovato granché di valore. Per questo se ne sarebbero andati senza
portare via nulla.
La donna si sarebbe riuscita a
STALKING
Potenza: perseguitava la ex
Condannato a 2 anni e mesi
Sul posto sono intervenuti i carabinieri
liberare i polsi poco dopo ed è stato il proprietario del fondo vicino
a notarla mentre camminava davanti casa in stato confusionale.
Così si è avvicinato e appena si è
reso conto dell’accaduto ha chiamato soccorsi.
Mentre la signora veniva portata in ospedale i carabinieri hanno setacciato la casa in cerca di
tracce ematiche e impronte digitali, prelevando alcuni reperti
che potrebbero rivelarsi utili per
un confronto con eventuali sospettati.
Il pensiero, infatti, è andato subito a un caso tuttora irrisolto come l’omicidio di Rocco Massaro,
il 72enne stroncato da un infarto
mentre un rapinatore gli teneva
un fazzoletto premuto sulla bocca e l’altro rovistava nella sua modesta abitazione di Oppido. Motivo per cui i militari non sembrano intenzionati a lasciare nulla di
intentato per scoprire i responsabili ed evitare che prendano di mira altri anziani con tutti i rischi
che questo comporta.
[email protected]
POTENZA - “L’incubo” sarebbe durato per anni: prima
le violenze a casa, poi la persecuzione e le
minacce quando lei se n’è andata
via. Ma adesso il suo aguzzino è
stato condannato e per il Tribunale di Potenza Antonio D’Aversa dovrà scontare 2 anni
e 8 mesi di reclusione.
E’ finito così ieri in serata
il processo di primo grado
per il 46enne pluripregiudicato accusato di stalking
e maltrattamenti, assistito
dall’avvocato Massimo Maria
Molinari.
La vittima è l’ex compagna, che
a marzo del 2011 dopo un periodo di
separazione lo ha denunciato racconLa vittima tando agli agenti della Squadra mobile di Potenza le miera l’ex
nacce, gli insulti continui e l’ossessione per i suoi spocompagna stamenti. In diverse occasioni D’Aversa avrebbe seguita
dell’uomo con l’auto cercando di farla accostare con manovre speche per
ricolate, e in un caso avrebbe anche tentato di speronarsfuggirgli
la così la donna, assistita dall’avvocato Cristiana Covielera
lo, si e’ dovuta rifugiare in una casa famiglia, e poi da aldovuta
cuni parenti.
scappare
A maggio del 2012 per D’Aversa erano scattati anche
gli arresti domiciliari. Ieri invece il pm Gerardo Salvia
aveva chiesto una condanna a 4 anni di reclusione. Nei
prossimi giorni verranno depositate le motivazioni.
[email protected]
Migliorare le leggi regionali
«Il corpo è stato spostato» Il Consiglio ci prova sul serio
Primi testimoni in aula In arrivo due avvisi pubblici per progetti di ricerca e tirocini
Il processo per la morte di Mario Cuccaro
IL corpo di Mario Cuccaro è stato spostato dai sanitari del 118 che hanno effettuato un tentativo di rianimazione prima dell'arrivo della polizia.
Lo ha raccontato ieri pomeriggio uno
degli agenti della scientifica intervenuti nell’appartamento al primo piano di
una palazzina di rione Lucania, a Potenza, dove il 22 marzo del 2011 è stato ritrovato il 19enne.
Ieri in Tribunale è iniziata la sfilata
dei testimoni del processo a carico di Aldo Di Virgilio e Sonia Galasso, due amici
che erano con lui la sera prima.
Per loro l’accusa è di morte come conseguenza di altro delitto, che sarebbe la
cessione di una dose di eroina rivelatasi
letale.
Secondo il perito nominato all'epoca
dalla Procura a causare il decesso del
giovane sarebbe stato un edema polmonare da overdose.
Ma il padre di Cuccaro non si è mai
rassegnato a questa versione e ieri era
in udienza assieme alla madre a uno dei
due compagni del figlio alla sbarra.
Di fronte al Tribunale il poliziotto ha
spiegato di essere entrato nell’appartamento per effettuare i rilievi del caso soltanto dopo i sanitari e i familiari di Cuccaro, che a quel punto era già supino,
mentre era stato ritrovato in ginocchio.
L’udienza è stata rinviata per sentire
gli ultimi testimoni prima del perito che
ha analizzato le sostanze accusate di
aver provocato la morte del giovane.
Mario Cuccaro
Piero Lacorazza
Bernalda, morta con un coltello nel petto
E’ STATA trovata in una pozza di sangue con un coltello conficcato nel petto. Per questo il pm ha disposto l’autopsia, anche se tra gli investigatori la tesi più accreditata resta il suicidio.
Sono al lavoro da ieri i carabinieri di
Bernalda per chiarire le circostanze del
decesso di una signora 82enne.
A far propendere per la tesi del gesto
autolesionista ci sarebbero i trascorsi
clinici della stessa che aveva manifestato problemi psichici e sarebbe stata ancora in terapia. Ma per le modalità del
gesto è ancora presto per escludere altre ipotesi, e una conferma importante
potrebbe arrivare proprio dall’esame autoptico del corpo.
QUATTRO azioni «per migliorare l’attività legislativa» del consiglio regionale
della Basilicata sono state
annunciate dal presidente
dell’assemblea, Piero Lacorazza.
Le quattro azioni consistono nel rafforzamento
dell’ufficio legislativo, studi e documentazione (con
un funzionario direttivo e
due dottorandi e alcuni tirocinanti, tutti specializzati o
specializzandi); nella «redazione di testi unici e nell’aggiornamento normativo per
settori organici», anche attraverso il «contributo
scientifico dell’Istituto di
studi sui sistemi regionali
federali e sulle autonomie
«Massimo Severo Giannini»
del Cnr; infine nella pubblicazione, il 30 giugno, di due
avvisi pubblici.
Il primo avviso - ha spiegato l’ufficio stampa del
consiglio regionale - «ha lo
scopo finanziare due progetti di ricerca presentati
dalle Università italiane
pubbliche e private che hanno attivato dottorati di ricerca in materia di diritto
costituzionale e diritto pub-
blico generale, diritto regionale e degli enti locali, metodi e tecniche della formazione e della valutazione delle
leggi; il secondo, rivolto
agli stessi soggetti, riguarda l’attivazione di alcuni tirocini formativi, fino a un
massimo di dieci».
Lacorazza ha sottolineato
che «fare leggi chiare e comprensibili, ma anche e soprattutto verificare se e come vengono applicate, è l’obiettivo delle azioni messe
in campo dall’ufficio di presidenza, dopo l’ampio confronto avuto con i capigruppo. Migliorare la qualità
dell’attività legislativa è il
principale obiettivo che ci
poniamo per questa fase
della legislatura.
Per farlo occorre migliorare ogni fase del procedimento legislativo: dall’attività di approfondimento
svolta nelle Commissioni, al
supporto tecnico degli Uffici, fino alle forme di partecipazione dei cittadini e del
mondo associativo, che devono poter seguire e commentare ogni momento della formazione di una legge».
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Venerdì 27 giugno 2014
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INDOTTO FIAT Il sindacato non sottoscrive l’ipotesi accettata invece dalle altre sigle
La Fiom dice no all’accordo
L’intesa firmata in Confindustria riguarda 12 aziende per 1.539 lavoratori
MELFI - Dopo una intensa
“due giorni in Confindustria”,
per discutere con le aziende
dell’indotto Fiat Sata di Melfi
consorziate in Acm, la Fiom
Cgil, in una conferenza stampa convocata ieri mattina nella
sede di via Bertazzoni per illustrare l’evolversi della trattativa, ha confermato «la mancata
sottoscrizione di quella che
impropriamente - ha spiegato
il segretario generale di Cgil
Basilicata Emanuele De Nicola
- viene definita ipotesi di accordo».
Le restanti sigle sindacali,
invece, hanno deciso di sottoscrivere
quello che
per Fiom
«rappresenta
un
deciso passo indietro
rispetto a
quanto ottenuto dal
2004 ad oggi».
L’intesa
sottoscritta
ieri in Confindustria
riguarda
dodici
aziende per
un totale di
1539 lavoratori. «La Fiom -ha sottolineato De Nicola - si auspica però una ripresa della trattativa
ed una revisione del testo dell’accordo», che prevede, allo
stato dell’arte, «una riorganizzazione dell’attività sui 18 turni e lo straordinario obbligatorio fino a 120 ore». Questo, è
emerso durante la conferenza
stampa indetta da Fiom, «si
traduce in flessibilità totale dei
dipendenti, che si vedranno
costretti a lavorare dal lunedì
alla domenica a partire dalle
sei del mattino».
C’è poi ancora un altro punto
dell’accordo che Fiom vorrebbe ridiscutere, ritenendolo del
tutto ingiustificato: nelle quasi trenta pagine firmate da
Fiat e aziende consorziate in
La flessibilità
totale
la pagheranno
solo
i lavoratori
di San Nicola
Emanuele De Nicola con Valeria Matone (Foto Mattiacci)
LA SODDISFAZIONE DI CHI HA FIRMATO
«Un accordo strategico per il comparto auto»
IL consorzio Acm Melfi (rappresentato dal
presidente Giuseppe Codovini e Gianni
Mulè), le organizzazioni territoriali Uilm,
Fim Cisl, Fismic e Ugl, la Confindustria
Basilicata (rappresentata dal direttore generale Carriero e da Leopardi Barra),
«hanno raggiunto un importante intesa,
di rilievo strategico per l’intero comparto
auto Acm Melfi».
All’intesa hanno altresì aderito le rsu
delle singole aziende del comparto auto
consorzio Acm di Melfi e i responsabili delle stesse, presenti nell’occasione.
L’intesa consente «di creare a livello normativo ed economico, le condizioni che
possano garantire la continuità produttiva delle aziende del comparto auto Acm di
Melfi, sin dalla assegnazione delle commesse di fornitura, da cui deriva, altresì,
l’obiettivo della salvaguardia dei livelli occupazionali. L’applicazione della predetta
disciplina collettiva persegue l’obiettivo di
Acm si parla di un “atipico”
premio di produttività. «Quest’ultimo - sottolineano da
Fiom -, da sempre legato ai numeri, ora viene calcolato sulla
garantire incrementi di competitività ed
efficienza, nonché di rendere omogenei i
sistemi contrattuali all’interno del comprensorio di Melfi, nell’ottica di sostegno
agli investimenti e all’avvio di nuove attività, nonché per favorire lo sviluppo economico e la salvaguardia occupazionale nell’ambito del comparto auto Melfi.
Il risultato raggiunto costituisce al contempo il punto di approdo di un laborioso
percorso condiviso tra le parti sociali e il
punto di partenza di un progetto ambizioso che si auspica possa consentire alle
aziende e a tutti i lavoratori delle stesse di
raccogliere la sfida del mercato automobilistico globale assicurando loro garanzie
sempre maggiori».
Per la segreteria Fismic Basilicata si
tratta di un accordo importante e positivo
che si caratterizza per la capacità di rispondere alla domanda di flessibilità per
tutte le aziende del Consorzio.
base della presenza in fabbrica
andando completamente a
stravolgere i principi per i
quali era stato creato».
Un operaio, in sostanza,
stando a quanto sottoscritto,
prenderà una maggiorazione
in busta paga sulla base delle
ore di lavoro, qualunque sia la
sua reale produzione. «Un mo-
do - denunciano in Fiom - per
controllare le assenze, finanche quelle previste da contratto come i permessi per assistenza figli o disabili». Se la
‘crescita produttiva’, ha detto
De Nicola, «rappresenta un
obiettivo comune di tutte le
parti in causa», Fiom Cgil sostiene che non ci sia «necessità
di misure simili per ottenerla».
«Gli obiettivi raggiunti in
passato - ha detto in proposito
De Nicola - dimostrano quanto
la produttività sia piuttosto
proporzionale ad una buona
condizione di lavoro». In Sata,
è emerso ancora, seguendo
l’andamento generale del mercato dell’auto si rischia di essere ben presto in esubero. Fiat
ha infatti deciso che una linea
produttiva sarà interamente
dedicata ai modelli Jeep e Cinquecento, l’altra alla Grande
Punto. Nella realtà, però, non è
dato sapere fin quando continuerà la produzione di quest’ultima che lascerà, a produzione terminata, numerosi lavoratori in cassa integrazione.
«Gli incontri tenutisi negli ultimi tre mesi - ha sottolineato
ancora il segretario generale
di Cgil Basilicata - non hanno
tenuto in nessun conto i numeri raggiunti grazie alla sottoscrizione dei precedenti accordi con Sindacati e lavoratori
tutti. Vorremmo, a questo proposito, che la casa madre si
rendesse conto che dal 2004 ad
oggi sono state prodotte ben
370mila autovetture lavorando sui 17 turni. Cifre andate
ben oltre le più rosee aspettative». Al momento, però, pare resti ben poco da fare. Quella definita ipotesi di accordo è in
realtà un intesa vera e propria
che Acm e Fiat non sono disposte a modificare e che andrà in
vigore a partire dal primo luglio, «senza cioè che ci sia stata
una vera e propria discussione
con i lavoratori, prevista entro
il 10 luglio, ben oltre cioè la data di entrata in vigore del nuovo accordo».
Michele Russomanno
ANAS S.p.A.
ANAS S.p.A.
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per la Basilicata
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sicurezza non soggetti a ribasso. Categoria prevalente: OG3 Classifica SOA IV (quarta) con
riferimento all’importo complessivo dell’appalto. Importo categoria OG3 € 1.508.868,84=
Classifica SOA IIIa-Bis (terza-bis) ulteriori categorie OS8 € 512.437,00= Classifica SOA IIa
(seconda), OS23 € 266.227,47= Classifica SOA Ia (prima), OS11 € 146.297,19= Classifica
SOA Ia (prima) ovvero possesso dei requisiti di cui all’art. 90 del D.P.R. 207/2010, OS10
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D.P.R. 207/2010. Cauzione provvisoria 2% € 48.800,00. Progetto n. 4219 del 29/08/2013
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Autorità € 140,00= (pena esclusione dalla gara, produrre con la documentazione
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2, lettera a) del D. L.gs 163/2006 e s.m.i. mediante ribasso sull’elenco prezzi posto a base
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ai sensi del citato art. 86, comma 3. Ai sensi dell’ art. 122, comma 5, la pubblicazione
del presente bando è così disposta: G.U.R.I. n. 71 del 25/06/2014, Sito Informatico del
Ministero delle Infrastrutture e sul sito informatico presso l’Osservatorio entro due giorni
dalla pubblicazione sulla GURI; per estratto su un quotidiano nazionale ed un quotidiano
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DELLA S.S. R.A. 005 “SICIGNANO-POTENZA; DAL KM. 466+800 AL KM. 468+300
DELLA S.S. N. 7 VAR B “APPIA”; DAL KM. 0+000 AL KM. 6+200 E DAL KM. 68+500
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categorie OS10 € 110.546,30= Classifica SOA Ia (prima) ovvero possesso dei requisiti
di cui all’art. 90 del D.P.R. 207/2010. Cauzione provvisoria 2% € 64.165,76. Progetto n.
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5815528585 - contributo Autorità € 140,00= (pena esclusione dalla gara, produrre con la
documentazione l’attestazione del versamento).Lavori a misura. Termine di presentazione
buste-offerte: ore 12:00 del 21/07/2014, data apertura offerte: a partire dalle ore 09:00 del
22/07/2014. Modalità dell’aggiudicazione: L’appalto sarà aggiudicato al prezzo più basso,
inferiore a quello posto a base di gara, determinato secondo le modalità previste dall’art.
82, comma 2, lettera a) del D. L.gs 163/2006 e s.m.i. mediante ribasso sull’elenco prezzi
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disposto di cui agli articolo 122, comma 9 e 253, comma 20 bis del D. Lgv. 163/2006
e s.m.i. In presenza di un numero di offerte valide inferiore a 10 non si procederà all’
esclusione automatica e in tal caso, si applicherà l’articolo 86, comma 3, del D. Lgv.
163/2006 e s.m.i. Si procederà ad aggiudicare anche in presenza di una sola offerta valida,
purché accettabile ai sensi del citato art. 86, comma 3. Ai sensi dell’ art. 122, comma 5,
la pubblicazione del presente bando è così disposta: G.U.R.I. n. 71 del 25/06/2014, Sito
Informatico del Ministero delle Infrastrutture e sul sito informatico presso l’Osservatorio
entro due giorni dalla pubblicazione sulla GURI; per estratto su un quotidiano nazionale ed
un quotidiano regionale entro cinque giorni dalla pubblicazione sulla G.U.R.I. Albo Pretorio
del Comune di Potenza e Matera; Albo del Compartimento dell’ ANAS SPA di Potenza;
Sito Internet: www.stradeanas.it - Il bando d’appalto ufficiale è depositato presso gli Uffici
ANAS S.P.A. - Compartimento della Viabilità per la Basilicata con sede in Potenza, via
Nazario Sauro. Il Compartimento non assume alcuna responsabilità, in ordine a bandi
pubblicati su altri siti internet non ufficiali con versioni modificate, manipolate o comunque
manomesse da terzi. Il Responsabile del Procedimento è l’ing. Alessandro MEDICI.
IL CAPO COMPARTIMENTO: Ing. Francesco CAPORASO
VIA NAZARIO SAURO - 85100 POTENZA
Tel. 0971/608111 - 0971/56531 • sito internet www.stradeanas.it
ESTRATTO DI BANDO PER GARA CON PROCEDURA APERTA
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GARA N. PZLAV030-14
STRADA STATALE N. 95 VAR - LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER
IL RISANAMENTO STRUTTURALE DELLA GALLERIA ARTIFICIALE “SANTA LUCIA”.
Importo complessivo posto a base di gara € 970.000,00=, suddiviso in € 940.000,00=
per lavori ed € 30.000,00 = per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. Categoria
prevalente: OS23 Classifica SOA IIIa (terza) con riferimento all’importo complessivo
dell’appalto. Importo categoria OS23 € 480.323,36= Classifica SOA IIa (seconda) ulteriori
categorie OS8 € 341.637,75= Classifica SOA IIa (seconda), OG3 € 148.038,89= Classifica
SOA Ia (prima) ovvero possesso dei requisiti di cui all’art. 90 del D.P.R. 207/2010.
Cauzione provvisoria 2% € 19.400,00. Progetto n. 4214 del 29/08/2013 - Determina
a Contrarre n. CPZ-0013593-I del 18/06/2014 - CIG: 5327171892 - contributo Autorità
€ 80,00= (pena esclusione dalla gara, produrre con la documentazione l’attestazione
del versamento).Lavori a misura. Termine di presentazione buste-offerte: ore 12:00 del
21/07/2014, data apertura offerte: a partire dalle ore 09:00 del 22/07/2014. Modalità
dell’aggiudicazione: L’appalto sarà aggiudicato al prezzo più basso, inferiore a quello
posto a base di gara, determinato secondo le modalità previste dall’art. 82, comma 2,
lettera a) del D. L.gs 163/2006 e s.m.i. mediante ribasso sull’elenco prezzi posto a base di
gara. La stazione appaltante, inoltre, intende avvalersi del combinato disposto di cui agli
articolo 122, comma 9 e 253, comma 20 bis del D. Lgv. 163/2006 e s.m.i. In presenza di
un numero di offerte valide inferiore a 10 non si procederà all’ esclusione automatica e in
tal caso, si applicherà l’articolo 86, comma 3, del D. Lgv. 163/2006 e s.m.i. Si procederà
ad aggiudicare anche in presenza di una sola offerta valida, purché accettabile ai
sensi del citato art. 86, comma 3. Ai sensi dell’ art. 122, comma 5, la pubblicazione
del presente bando è così disposta: G.U.R.I. n. 71 del 25/06/2014, Sito Informatico del
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Il neo consigliere Galella ha incontrato privati e associazioni in vista dell’estate
«Gli eventi partono dal basso»
E per quanto riguarda gli “ostacoli” si pensa già a come snellire la burocrazia
DOVEVA essere un incontro per costruire il cartellone degli eventi estivi in città. Alla fine è risultato un
elenco di richieste e di ostacoli che
privati e associazioni incontrano
ogni qual volta vogliono provare a
organizzare qualche iniziativa. Costi eccessive della Siae, occupazione
del suolo pubblico, orari troppo rigidi per quanto riguarda la musica e
per la chiusura delle scale mobili, l’esigenza di navette. Perché è troppo
facile limitarsi a dire: programmiamo il cartellone estivo. Più complicato è snellire la burocrazia e agevolare, anche nei costi, l’intraprendenza
di chi ha voglia di proporre. L’attuale amministrazione comunale cerca
di partire proprio da qui. Per tutte le
associazioni, esercenti o singoli in- Rappresentanti di associazioni e privati durante l’incontro con il consigliere Galella
dividui, artisti e musicisti i cui even- consigliere comunale Alessandro nel cartellone. «Lo scopo – ha detto
ti entreranno a far parte del cartello- Galella alle associazioni, agli eser- Galella – è sì di evitare l’accavallarsi
ne patrocinato dal Comune di Poten- centi e ai comitati di quartiere pre- di date e iniziative e metterle a sisteza, dunque, pubblicità gratuita se- senti ieri all’incontro. Chi non ne è ma, ma è soprattutto cambiare la
condo i canali consoni all’ammini- stato al corrente ha l’occasione di percezione che si ha della città, tropstrazione (affissioni, comunicati presentarsi martedì prossimo, alle po spesso considerata una città dove
stampa, spazi per eventuali confe- 17.30, al Comune. L’idea è infatti di non si organizza mai nulla. Non è
renze stampa) ma anche palchi, ser- predisporre una serie di incontri al così e il più delle volte tale perceziovice a basso costo, suolo pubblico fine di programmare insieme le date ne è dovuta proprio a una mancanza
gratuito. Per ridurre l’impatto della degli eventi proposti. Ciascuno ha a di organizzazione e di sinergia tra
Siae, l’intenzione è quella di giunge- disposizione un modulo in cui inse- gli eventi e i soggetti che li proponre a un accordo in modo da ammor- rire i recapiti e descrivere l’iniziati- gono». Metterli insieme attorno a un
tizzare i costi sull’intero “pacchetto va. Non ci sarà alcuna selezione. tavolo è quindi già uno degli obiettiestate”. E’ quanto ha illustrato il Qualsiasi evento può essere inserito vi degli incontri. «Il Comune – ha
continuato il neo consigliere - vuole
essere ricettore delle vostre esigenze e stimolatore per quelle zone dalle
quali magari non arrivano proposte». Ma sia ben chiaro: «Non siamo
qui ad organizzare feste». E infatti
anche la pulizia di un’area, come
proposto dal Fai di Potenza, che proprio oggi sarà al Parco Elisa Claps di
Macchia Romana per ripulire un antico rudere, può entrare a far parte
del cartellone. Simile è la proposta di
un’altra associazione che vorrebbe
riqualificare il ponte romano di San
Vito, con una pulizia e poi con degli
eventi. E poi, ancora, tornei di sport
itineranti nei diversi quartieri della
città, tornei di burraco, spettacoli
musicali e un’originale concorso di
Murales con giuria esperta a Bucaletto, proposto dal comitato “La cittadella”. La maratona notturna nel
centro storico, già prevista per il
prossimo 5 luglio con partenza da
piazza Mario Pagano alle 20.30 e il
miniciclismo a Poggio Tre Galli. I
tempi che l’amministrazione comunale si è data e ha dato agli «organizzatori dal basso» sono strettissimi:
entro metà luglio si parte, fino a metà settembre. Insomma, bisogna
rimboccarsi le maniche.
Anna Martino
IN CITTÀ
L’APPELLO
Non demolire
i treni Fal
CI associamo all’appello del
TigiUro al neo sindaco De
Luca: salviamo questi vecchi treni Fal dalla demolizione, possono diventare pezzi
da museo.
LA PETIZIONE
Firme per Largo
San Michele
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Presentato allo Stabile il libro “Viaggio in Basilicata”
Quell’unico filo rosso
che unisce i “Poteri invisibili”
“A QUANTI, con umiltà , costruiscono giustizia; a
quanti, in silenzio, piangono in attesa di giustizia” è la
dedica presente sull’ultimo
libro di Don Marcello Cozzi
dal titolo “Poteri invisibili.
Viaggio in Basilicata tra affari, mafie, omicidi e verità
sepolte”. Il volume presentato nel teatro Stabile vuole
essere un’occasione per riflettere e per cercare di comprendere il legame sotteso a
numerosi fatti di cronaca
verificatisi in questi anni in
Basilicata. C’è un unico filo
nero che si dipana da vicende apparentemente isolate,
ma che son Marcello Cozzi
prova a legare sulla base di
una ricostruzione dei fatti
che parte dall’analisi di atti
di inchieste giudiziarie, sentenze, verbali e articoli e inchieste di quotidiani locali.
La Basilicata allora non è
la terra felice in cui tutti sperano di vivere?. Su questo si
interroga l’autore.
L’intento non è sicuramente quello della denuncia
ma è una presa di coscienza
di un problema che esiste e
che necessita allora di una
maggiore consapevolezza e
senso civico da parte di tutti.
«Noi abbiamo il compito di
non dimenticare mai - spiega don Marcello Cozzi - dobbiamo continuare a combattere anche quando i rifletto-
ri delle telecamere sono
spenti. Io non voglio fare un
processo pubblico ma ho l’esigenza e il dovere morale di
ricostruire un quadro. Il libro è un semplice strumento utile a percepire davvero
cosa è successo, non è l’obiettivo. Tutte le storie raccontate avrebbero meritato
un volume a parte. A tutti
questi volti voglio dedicare
il mio lavoro. È fondamentale entrare nelle storie, nei
dettagli perché in essi si cela
un grido di dolore».
Ed è lo stesso dolore che si
legge negli occhi della famiglia Claps, della famiglia
Orioli, degli Orlandi e dei
Bisogno: persone che non si
conoscono ma che siedono
nelle fila principali non solo
di un teatro , ma della giusti-
zia nel suo bisogno più
estremo di trovare compimento.
«Non è un libro ma è uno
strumento globale, complessivo, che ha gettato luce
sul fatto che la criminalità
organizzata ha invaso il territorio - afferma
il giornalista dell’Espresso Lirio Abbate - gli accadimenti vanno letti in maniera unitaria e una società in
grado di prendere atto del
problema è di sicuro una società evoluta».
«Guardare e studiare la
realtà criminale della Basilicata mi aiuta ad avere in
questa regione un osservatorio sulla realtà sociale spiega il sostituto procuratore della Dna Elisabetta Pugliese - il testo mi ha ispirato
LE condizioni della pavimentazione in Largo San Michele
sono così gravi da richiedere
l’intervento dei cittadini: avviata una petizione popolare.
L’INCONTRO
Pittella saluta
De Angelis
Lirio Abbata, primo da sinistra, accanto a don Cozzi (f.Mattiacci)
numerose suggestioni ri- nella ricerca della verità. Biguardo a una mafia dalla sognerebbe iniziare a pengeometria variabile , una sare a una legalità organizmafia liquida in grado di pe- zata che appartiene a tutti i
netrare nel tessuto sociale. cittadini».
In Basilicata, tuttavia, bisoCarlo Lucarelli nella pregna rilevare un dato positi- fazione al libro scrive: “Io,
vo: esiste una forte azione di che sono del mestiere, l’ho
contrasto alla criminalità letto con un brivido. Anzi,
organizzata da parte di au- due. Il brivido appassionato
torità giudiziarie e forze del- del lettore di gialli. E quello
l’ordine che lavorano in per- spaventato del cittadino con
fetta sinergia. E perciò au- la sua coscienza civile”.
Angela Salvatore
spicabile una collaborazio© RIPRODUZIONE RISERVATA
ne anche della società civile
COSÌ LAVORA L’ACTA
Si raccoglie solo la spazzatura nei cassonetti
ABBIAMO seguito un camion per la raccolta dei rifiuti da viale Dante a via
Vaccaro: come si vede la
spazzatura ritirata è solo
quella nei cassonetti, restano a terra le buste che
erano fuori. In tempo di
crisi l’Acta lavora a metà:
una parte si raccoglie,
un’altra resta per i randagi di passaggio.
UN incontro in Regione per
celebrare il successo di Carlo De Angelis, vicecampione mondiale di body building. E Pittella ha parlato
della legge per lo sport.
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Potenza
Venerdì 27 giugno 2014
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Oltre seicento ragazzi hanno ballato e cantato con il vescovo, don Carmine e don Cesare
La festa degli oratori è in piazza
Superbo: «Questi giovani costituiscono la speranza per un futuro migliore»
OLTRE seicento giovani in
rappresentanza di tutti gli
oratori cittadini hanno preso parte ieri in città nelle sedi
di piazza Mario Pagano, Villa di Santa Maria e Piazza
Don Bosco alla festa degli
oratori. I componenti guidati da don Carmine Lamonea,
don Cesare Covino e dal vescovo di Potenza-Marsico
Nuovo e Muro Lucano, Agostino Superbo hanno trascorso una giornata di festa,
all’insegna del ritrovato senso dell’amicizia e della fede.
Una festa della pace in piena
regola quella vissuta ieri dai
giovani che hanno scandito
slogan di
speranza,
trasporto
cristiano e
relazionale. Ieri mattina in piazza Mario
Pagano
hanno fatto
festa con
canti
di
gioia grazie al contributo offerto loro
da don Cesare Covino
e don Carmine Lamonea. Il
folto gruppo di adolescenti si
è poi trasferito per il pranzo a
sacco nella villa di Santa Maria trasformata in un vero e
proprio ristorante all’aria
aperta. Nel pomeriggio inoltrato la comitiva si è spostata
La festa dei ragazzi degli oratori in piazza Mario Pagano (Foto Mattiacci)
presso piazza Don Bosco per
un momento di preghiera
gioiosa e serena. «Diciamo
grazie al Signore - ha detto
festante il vescovo di Potenza
- questi giovani costituiscono la speranza per un futuro
migliore, sono contento per
questa iniziativa».
E anche don Cesare Covino
si è detto felice per l’evento:
«Questa manifestazione torna in città dopo la brillante
esperienza dello scorso an-
no. Abbiamo creato le premesse per un connubio di
passioni, relazioni sociali ed
economiche, legato alla fede
e alla cristianità. Sono contento per come sono andate
le cose».
E loro i giovani presenti
hanno seguito passo dopo
passo i consigli di don Carmine e don Cesare eseguendo canti e balli di gruppo, insieme ai componenti delle
tante associazioni cattoliche
presenti nelle parrocchie cittadine. Per tutti una giornata di festa, il sole ha riscaldato i cuori e le passioni pulsanti dei ragazzi.
Francesco Menonna
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Potenza e provincia
Venerdì 27 giugno 2014
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L’assessore regionale Berlinguer: «Guai a chi promette ma non adempie»
Bonifiche e Val Basento, riunita cabina di regia
POTENZA - Si è riunita ieri in
Regione la Crisin (Cabina di regia per la bonifica dei siti di interesse nazionale) di Tito e della
Val Basento. Presenti l’assessore all’Ambiente Aldo Berlinguer
e il direttore generale del Dipartimento Carmen Santoro.
«Le valutazioni sullo stato di
avanzamento delle procedure
per il raggiungimento degli
obiettivi previsti dall’Accordo di
programma quadro - ha dichiarato l’assessore Berlinguer - impongono uno sforzo di responsabilità che non ammette deroghe». L’esponente del Governo
regionale ha invitato e sollecitato gli altri enti coinvolti «a evidenziare immediatamente i limiti della propria azione per evitare ulteriori problematicità. Il
territorio segue con attenzione
l’azione della Regione Basilicata
che intende, con questi interventi, risollevare quelle aree da
una condizione di marginalità e
riconsegnarle ad una opportunità di sviluppo».
Il direttore Carmen Santoro,
illustrando l’avanzamento delle
attività, ha coordinato il tavolo
dei responsabili di progetto ed
ha messo in chiaro sia il percorso da attuare che il tempi stringenti da rispettare.
L’approvazione da parte della
Giunta regionale di Basilicata
della nuova intesa di collaborazione con Arpab e la razionalizzazione della gestione del programma degli interventi – è
emerso dalla riunione della Cabina di regia - rappresentano un
ulteriore passo in avanti nel percorso finalizzato a ridurre la
complessità delle problematiche
da affrontare.
Un momento del vertice con
l’assessore Berlinguer
L’associazione potentina “Together onlus” ha restaurato la chiesa di S. Maria ausiliatrice
Un tocco lucano in Libano
Domani la struttura sarà consegnata alla comunità di Houssoun
POTENZA - Domani con la
presenza d’eccezione del Patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente, Cardinale Bechara Rai, si svolgerà la cerimonia di consegna della
nuova Chiesa di Maria Ausiliatrice che si trova a Houssoun, 30 chilometri a Nord
di Beirut. La chiesa è stata
dall’associazione potentina
“Together onlus”. Costruita
nel 1962 su iniziativa di don
Carlo Moroni e il contributo
di benefattori italiani, la
chiesa dei Salesiani è stata
spettatrice della storia recente del Paese dei Cedri.
Dopo cinquantadue anni,
grazie all’attività di “Together onlus” con la collaborazione del Panathlon International, la struttura è stata
totalmente restaurata, con
un nuovo design firmato da
L’interno della chiesa restaurata grazie a “Together onlus”
Raffaele Gerardi. In quasi
Colori, tonalità di luci, siquattro mesi di lavori la curezza. Nella nuova Chiesa
Chiesa è stata completa- spicca il “fascino” dei marmente ridisegnata: imper- mi di Carrara che impreziomeabilizzazione anti-piog- siscono le stazioni della Via
gia, impianti elettrici, tin- Crucis, l’acquasantiera, la
teggiatura, lavori struttu- scritta “Gloria Libani data
rali, infissi, arredamenti.
est ei” e il tabernacolo.
Così come il murales realizzato da Raffaele Gerardi,
che accompagna i fedeli con
gli occhi di Don Bosco e lo
sguardo dei suoi ragazzi.
Nel dipinto “Le luci di Don
Bosco”, il cedro simbolo del
Libano e “le luci” del Santo
dei giovani si posano sulla
chiesa di Maria Ausiliatrice
di Houssoun, portando
gioia, speranza e sorrisi!
Il tutto scandito dai rintocchi della nuova campana
in bronzo realizzata dalla
Fonderia di Beit Chabab, in
Libano. L’attività di Together Onlus, presso la struttura salesiana, continuerà
nei prossimi mesi, per concludersi il prossimo anno
(in coincidenza con il bicentenario della nascita di San
Giovanni Bosco), con l’allargamento e il restauro del-
MURO LUCANO Obiettivo di alimentare lo sviluppo del territorio
Piano per l’energia sostenibile
Finalmente l’iter è giunto al termine
MURO LUCANO – Il Paes,
piano d’azione per l’energia sostenibile, è realtà. Dopo aver aderito al “Patto dei
sindaci Convenant of mayors” e la successiva redazione del Seap (Sustainable
energy action plan) si è
concluso l’iter di approvazione e accolto il parere favorevole in giunta, il piano
diventa realtà con l’obiettivo di alimentare lo sviluppo del territorio con particolare attenzione all’agricoltura e alle attività produttive. Il ricorso alle energie rinnovabili diventa
strumento indispensabile
con l’obiettivo si semplificare in termini economici
la vita dei cittadini.
A questo punto il Comune di Muro Lucano inizia a
dialogare
direttamente
con la Commissione europea per l’adozione degli
strumenti utili alla mission. Il patto viene presentato come strumento operativo per il raggiungimento del famoso proclama 20-20-20 (20 per cento
in meno di emissioni di anidride carbonica, incremento del 20 di fonti rinnovabi-
li e del 20 dell’efficienza
energetica). Nello specifico, gli ambiti d’intervento
toccati dal Paes comprendono: il settore civile termine ed elettrico; il settore
pubblico; la mobilità privata; la diffusione di fonti rinnovabili e l’adeguamento
della propria struttura tecnica. La buona notizia per i
cittadini muresi è che nel
giro di un paio d’anni al
massimo dopo l’attuazione
di interventi sotto il profilo
energetico-ambientale attraverso il ricorso al fotovoltaico, all’eolico e idroelettrico (senza dimenticare
la possibilità di incrementare l’energia attraverso
l’acqua fluente), si potrà
sperare in una riduzione
della bolletta energetica
del Comune consentendo
di liberare risorse finanziarie per la qualificazione degli stabili comunali. Non
solo. La riduzione della bolletta riguarderà anche i
singoli cittadini che potranno così riguadagnare
ossigeno in tempi non proprio rosei. Mariani sottolinea l’importanza dell’intervento: «L’adozione del Paes
è solo l’inizio di un percorso di razionalizzazione delle risorse che saranno utili
a migliorare la qualità della vita di questa città. Lavoreremo sodo affinchè i cittadini possano ottenere
una riduzione dei costi
energetici».
“Campioni senza trucco”
Il “Nitti” andrà a Coverciano
POTENZA - Grazia al video “La paura” gli
studenti del liceo “Nitti” di Potenza sono stati
scelti tra i vincitori del concorso “Campioni
senza trucco” il progetto di Figc e Unicef con
lo scopo di educare i ragazzi alla lotta al doping, al rispetto dell’etica sportiva ed a una
corretta alimentazione. Ad imporsi in questa
campagna di sensibilizzazione sono stati il liceo “Nitti” di Potenza , il “Saffi” di Firenze , il
“Munari” di Crema e il “Leonardo da Vinci” di
Pescara Alla ripresa dell’attività scolastica, i
ragazzi delle quattro classi vincitrici parteciperanno a un evento finale che si svolgerà a
Firenze presso il “Centro tecnico federale” di
Coverciano. Soddisfazione è stata espressa
dal presidente della “Commissione antidoping” della Figc Pino Capua e dal vice presidente Fausto Taverniti. «I risultati ottenuti hanno dichiarato - al termine della prima edizione di questo nostro progetto ci danno la
forza e l’entusiasmo per ampliare su tutto il
territorio nazionale iniziative del genere. Sul
doping, oltre al lavoro operativo che svolgiamo sui campi di gioco, è molto importante
promuovere attività che favoriscano la prevenzione ed una corretta informazione».
l’Oratorio. Un luogo di incontro e di “gioco” per centinaia di bambini, all’ombra
di Don Bosco e dei suoi insegnamenti.
«Siamo molto orgogliosi
del lavoro svolto. Abbiamo
realizzato un sogno in soli 5
mesi. Lo abbiamo fatto grazie al contributo di centinaia di benefattori. Ma abbiamo anche realizzato il
tutto con l’ausilio di manodopera libanese. Perché, anche in operazioni umanitarie come questa, non bisogna mai dimenticare che
“oltre al pesce bisogna insegnare a pescare”». Così il
presidente di “Together
onlus, Nello Rega, che a pochi giorni dalla consegna
della chiesa restaurata, promette: “Siamo già pronti ad
analizzare e portare a termi-
ne un altro progetto, sempre in Libano, a favore dei
bambini. A breve partirà l’operazione per il restauro
dell’Oratorio salesiano. Lo
restaureremo, doneremo
attrezzature per giocare e
perché tutti i bambini possano crescere nello spirito
del gioco e del divertimento.
A qualunque latitudine i
bambini devono avere sempre gli stessi diritti. Per fare
questo avremo bisogno ancora dell’aiuto di tanti ‘italiani’ sensibili. Ci piacerebbe organizzare in autunno
un evento di sensibilizzazione a Potenza, “capitale” della nostra associazione. Un
sogno? A volte, e lo dimostrano i 10 anni di nostra attività instancabile in Libano, si avverano. E noi ci crediamo».
ANZI La richiesta di Petruzzi, capogruppo Pd
Istituto comprensivo
a rischio soppressione
«Serve un Consiglio congiunto»
ANZI - Il Comprensivo di
Laurenzana-Anzi- Calvello
«non deve chiudere i battenti». E così Michele Petruzzi,
il capogruppo consiliare del
Pd al Comune di Anzi, ha
chiesto la convocazione congiunta dei consiglio comunali dei tre comuni interessati al fine di scongiurare lo
“smantellamento” dell’Istituto scolastico.
«Corre voce in Val Camastra - si legge in una nota di
Petruzzi - che, inopinatamente, l’Ufficio scolastico
regionale della Basilicata,
in maniera del tutto arbitraria ed al di fuori di quanto
previsto dal vigente piano di
dimensionamento scolastico predisposto dalla Provincia di Potenza, si accinga a
sopprimere l’Istituto comprensivo di LaurenzanaAnzi-Calvello, accorpandolo
a quello di Corleto Perticara,
a decorrere dal prossimo anno scolastico».
Se ciò dovesse accadere si
determinerebbe «una dequalificazione del sistema
formativo e scolastico, che
nei nostri piccoli comuni
montani rappresenta la
principale se non l’unica
agenzia culturale ed educativa presente sul territorio».
Pertanto, il capogruppo
Pd al Comune di Anzi, ha
chiesto ai tre sindaci di
«convocare una seduta congiunta dei Consiglicomunali di Anzi, Calvello e Laurenzana con all’ordine del giorno il seguente argomento:
“Mantenimento dell’Istituto
scolastico Comprensivo di
Laurenzana-Anzi-Calvello».
Già alcuni anni fa - con
un’ampia mobilitazione delle istituzioni locali, delle popolazioni e degli operatori
scolastici e una seduta congiunta dei Consigli comunali «si riuscì a modificare
l’anacronistica aggregazione dell’Istituto di Calvello
con quello di Corleto Perticara favorendo la costituzione dell’attuale Comprensivo
di Laurenzana-Anzi-Calvello». Petruzzi è convinto del
fatto che «la soppressione
dell’Istituto vanificherebbe
il percorso avviato per la costituzione dell’Unione dei
Comuni della Val Camastra».
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BARILE Presentato il nuovo lavoro del giornalista lucano
I racconti del vino di Emilio D’Andrea
BARILE - Serata di straordinario spessore culturale
alla Pro Loco di Barile: il 21
giugno scorso ha visto in
contemporanea l’esordio
dell’estate e la presentazione del libro “Il mondo in un
bicchiere-Versi e racconti
dal sapor di vino nella terra
dell’Aglianico e delle Cantine di Pasolini”, ultima fatica di Emilio D’Andrea.
Personalità di spicco nell’ambiente culturale di Barile, scrittore, giornalista e
poeta, l’autore ha raccolto
per l’occasione un panel di
rilievo nazionale.
Degna la cornice di pubblico che ha affollato la sede
di Palazzo Frusci dove, al
fianco del neo-eletto sindaco Antonio Murano, si sono
succeduti fra gli altri il Presidente della Pro Loco Daniele Bracuto, il professore
universitario Ettore Bova,
il direttore generale APT
Basilicata Giampiero Perri
ed il caporedattore TG3 Basilicata Oreste Lopomo.
«Ne è scaturito - riferisce
il dott. Pasquale Soda,
giunto per questa occasione da Napoli - un quadro articolato e realistico di un
territorio, il Vulture melfese, il quale fra tante difficoltà ed un inarrestabile
impoverimento demografico, tenta faticosamente di
trovare un momento di ri-
scatto e di prospettiva futura. In tal senso un ruolo decisivo può essere svolto dalla proposta di itinerari enogastronomici che accompagnino e sottolineino le bellezze storiche e paesaggistiche della Regione, facendo perno sull’Aglianico del
Vulture, unico ed inimitabile prodotto di questa terra. L’accorata recitazione
dell’autore ha poi tratteggiato un mondo contadino
che da secoli ha saputo
trarre il meglio dalla terra,
trasmettendo saperi e sapori di generazione in generazione. In chiusura gli interventi di Angela D’Andrea,
presidente del Comitato Sa-
cra Rappresentazione e di
Donato Mazzeo, giornalista
e profondo conoscitore della cultura Arbereshe. La
prima ha sottolineato il potere evocativo dei versi
ascoltati ed il secondo ha
auspicato positive ricadute
sull’intera Regione in occasione degli itinerari pasoliniani per i 50 anni de “Il
Vangelo secondo Matteo”,
che ha visto girare a Barile
numerose scene, e dell’imminente evento “Matera capitale europea della cultura
2019».
E dopo tanto parlare si è
passato alle libagioni, grazie alla sapiente organizzazione dello staff della Pro
Una immagine della serata
Loco ed alla generosa partecipazione delle numerose
Aziende Vinicole che hanno sponsorizzato l’evento.Ringraziamo quindi l’amico Emilio, per averci of-
ferto questa preziosa opportunità di arricchimento
umano e culturale”.Lorenzo ZolfoLe fto riprendono
un momento dell’incontro.
Lorenzo Zolfo
SAN NICOLA DI MELFI I proiettili esplosi potrebbero essere un segnale ai titolari
Spari alla Sg: al vaglio le telecamere
Indagini a tappeto dei carabinieri. I dipendenti tra tensione e paura
MELFI - Continuano senza sosta le indagini
dei carabinieri di Melfi per cercare di individuare due uomini che a bordo di una moto di
grossa cilindrata, martedì 24 giugno scorso,
hanno esploso diversi colpi di mitraglietta
sulla facciata della S.G. Trading nella zona
industriale di San Nicola. L'indagine è
coordinata dalla procura distrettuale anti
mafia del tribunale di
Potenza. Gli inquirenti starebbero vagliando le immagini registrate dalle telecamere
a circuito chiuso dell'azienda che già lo
scorso maggio aveva
subito identica intimidazione con dei colpi di
pistola a segno su due
autovetture dei dipendenti. Proprio chi lavo- I carabinieri di Melfi
ra nella S.G. in questi
giorni sta vivendo ore di tensione e di paura.
Non un caso se i carabinieri di Melfi guidati
dal capitano Diglio hanno raccolto poche informazioni dai dipendenti S.G.Trading e l'indagine procede grazie all'intuito dei militari
dell'Arma coordinati dal luogotenente Salvatore Santoro. I proiettili esplosi martedì
scorso, tutti di calibro nove, potrebbero rap-
presentare un chiaro segnale intimidatorio
nei confronti dei titolari dell'azienda di contrada, Parasacchiello che ha nella vendita di
telefoni cellulari, in Italia ed all'estero, la
principale attività economica. I due uomini a
bordo della potente motocicletta, subito dopo
la loro pericolosa azione intimidatoria, si sono dati alla fuga un direzione San Nicola di
Melfi. Quella è una zona crocevia di importanti snodi viari. Dalla
zona industriale, infatti, in pochi chilometri si
può raggiungere il casello autostradale di
Candela sulla Napoli
Bari o l'Ofantina per entrare in Campania. Al
momento non trapelano notizie importanti
dalla compagnia dei carabinieri di via Foggia
che tuttavia pare avrebbero un chiaro quadro indiziario sull'intera vicenda. Le indagini, ovviamente, si muovono nell'ambito delle
estorsioni che tuttavia da diversi anni in questa zona erano drasticamente diminuite. Nei
prossimi giorni si pietra avere un quadro più
completo dell'intera vicenda
Vittorio Laviano
RIONERO Stasera le avventure di due giovani eroi
Di scena “Popol Wuj”
RIONERO - Debutterà questa sera nel
Teatro La Piccola di Rionero lo spettacolo
“Popol Wuj – le avventure di due giovani
eroi”.
Quest’ultimo andrà in scena a chiusura dell’interessante laboratorio creativo,
sperimentale e spontaneo per bambini
curato dalle Associazioni Le Monadi e Arcadia di Rionero.
Scritto dal piccolo Giuseppe Pio Grieco,
la rappresentazione s’ispira al “Popol
uuh”, il primo libro di fiabe della storia da
un anonimo per provare a salvare la cultura “quiché” del Guatemala, che in quel
periodo stava andando perduta.
«Non sappiamo quanto antica possa essere questa storia – racconta Giuseppe
Pio - ma è incredibilmente simile a quelli
dei supereroi dei fumetti moderni».
Lo spettacolo narra la storia di Xhunahpú e Ixbalanqué, due bambini convocati dai Signori di Xibalbá, le persone più
perfide dell’epoca, perché venissero giustiziati come il loro padre Hun–Hunahpú. Da qui partirà l’avventura dei due
I protagonisti dello spettacolo
bambini per sfuggire alle ingiustizie dei
Signori di Xibalbá. Riusciranno almeno
Xhunahpú e Ixbalanqué a sopravvivere e
a tornare a casa vivi? Per scoprirlo basterà recarsi a teatro questa sera.
MELFI Iniziativa promossa dal gruppo “dottrinasociale.it”
Le “ribelli” di Dio viste da Adriana Valerio
MELFI - “Le ribelli di DioDonne e Bibbia tra mito e
storia” è il titolo dell’incontro organizzato dal gruppo
dottrinasociale.itche si terrà stasera a partire dalle 18
nella sala convegni dell’Albergo Il Tetto di MelfiA relazionare, Adriana Valerio
( storica e teologa, è docente di Storia del Cristianesimo e delle Chiese presso
l’Università Federico II di
Napoli. E’ stata presidente
dell’Associazione Femminile europea per la ricerca
teologica e della Fondazione Valerio per la storia delle Donne. Tra le fondatrici
del Coordinamento Teologhe Italiane è attualmente
direttrice della collana internazionale la Bibbia e le
donne. Da più di vent’anni
si occupa della ricostruzione della presenza delle donne nella storia cristiana,
tramite una lettura di genere di alcune figure femminili della Bibbia, dimostra infatti che la si può leggere liberandola dalle categorie patriarcali e riconsegnando alle donne la dignità e il messaggio salvifico
rivolto anche a loro dalla fede cristiana. Eva, Sara, Rebecca, Rachele, Lia, Rut,
Noemi, Ester, Giuditta,
Marta, Maria, la Maddalena, la Samaritana.Nell’Antico e nel Nuovo Testamento non compaiono solo figure maschili ma anche
tante donne. Fondatrici di
stirpi, profetesse, sono
donne qualunque che si
trovano a svolgere un ruolo cruciale, memorabile
nella storia delle loro comunità e della religione.
Sono donne che hanno la
forza di essere protagoniste del loro destino. Osano
sfidare Dio, come Eva, che
trasgredisce l’ordine divino e si assume le responsa-
bilità di una vita autonoma;
osano opporsi all’autorità
maschile, come Miriam che
rivendica il proprio ruolo
di profetessa con Mosè, o
come Giuditta che uccide il
nemico Oloferne; antepongono principi superiori alle leggi umane, come le levatrici che salvano Mosè
andando contro i voleri del
Faraone, o come Ester aiuta il suo popolo sfidando
l’impero persiano; osano
piegare le leggi maschili a
favore delle donne, come
fanno Tamar e Rut. Compiono scelte ardite ma sono
ugualmente difese e accol-
Adriana Valerio
te da Dio. E poi ci sono le
donne che hanno interpretato i racconti biblici, teologhe che hanno letto e rielaborato i testi sacri. La presunta inferiorità femminile ricavata dall’interpreta-
zione di certi passi della
Bibbia è servita soprattutto
a legittimare discriminazione e subalternità della
donna, ma non è scontato
che questo sia l’autentico e
unico senso.
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VULTURE
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VENOSA «Ripartire insieme abbandonando ogni personale contrapposizione»
Russo alla guida dei democratici
Il nuovo segretario di sezione ha battuto l’altro candidato Alessandro Lettini
VENOSA - Luigi Russo è il nuovo segretario della sezione Pd di Venosa. L’
elezione è avvenuta nel corso della recente assemblea del partito: 200 voti
per Russo e 132 per l’altro candidato,
Alessandro Lettini. Russo arriva alle
segreteria del Pd dopo un lungo cammino che parte nel 1995 con funzioni
di consigliere comunale, poi assessore per 5 anni, quindi consigliere comunità montana e recentemente dirigente provinciale del Pd. Arriva alle
segreteria in un momento molto delicato per il partito, attraversato da
tensioni e frizioni causate da divisioni più o meno palesi. Alcuni sintomi
di “mal di pancia” sono emersi nel
corso della seduta di insediamento
del consiglio comunale. Il mancato
ingresso in Giunta della più votata
della coalizione di centro sinistra e i
due voti di maggioranza mancanti
nella elezione del Presidente del Consiglio evidenziano sicuramente un disagio che il Pd sta vivendo. Altri sintomi sono emersi durante l’ assemblea di sezione, caratterizzata da accese contrapposizioni e rivalità. Incontriamo il neo eletto segretario per fare il punto della situazione e capire le
scelte che intende adottare per far decollare il partito e la comunità locale.
Il suo primo compito da segretario
,sarà, quindi, quello di sanare le ferite e ricucire gli strappi.
Come intende procedere?
«Bisogna ripartire tutti insieme,
abbandonando ogni personale contrapposizione e riscoprire il gusto di
trovarsi a discutere insieme a persone accomunate da uguali diritti, doveri e speranze, impegnati a migliorare la nostra comunità locale. La politica e’ servire i cittadini e non servirsi dei cittadini. Ispira i gesti quotidiani della nostra vita e si costruisce con
una rete di relazioni con le associazioni di volontariato, sportive , religiose;
Luigi Russo
attraverso un confronto costante per
superare le difficoltà. Insomma, penso a un Partito in grado di essere “laboratorio di idee” e di progettare con
il dialogo, il confronto civile e il sostegno di tutti l’organizzazione civile e
sociale della nostra comunità. Con
quali strumenti e in che modo intende realizzare concretamente questo
progetto? Un primo momento per riportare unità al nostro interno sarà
la costituzione della struttura organizzativa della sezione e la sua operatività quotidiana. Il direttivo sarà ampio per consentire la più ampia partecipazione , con una struttura organizzativa più ristretta in grado di fare
sintesi. Prevediamo anche di organizzare assemblee mensili per coinvolgere i cittadini nelle varie scelte.
L’espressione massima di partecipa-
zione e apertura del direttivo saranno
i gruppi di lavoro, che affronteranno
tematiche specifiche, composti sia da
iscritti che da cittadini interessati all’argomento. I risultati saranno pubblicati sul sito internet e sul giornalino di cui vogliamo dotarci».
Quindi, confronto, partecipazione e trasparenza per superare divisioni e conflitti più o meno latenti.
Quali i primi atti concreti per andare in questa direzione?
«Insedieremo una Commissione di
garanzia, composta da persone di
grande esperienza politica e di vita, e
costituiremo gruppi di lavoro su :associazionismo e politiche giovanili;
Politiche scolastiche, famiglia, diversamente abili; Cultura e turismo; Valorizzazione del patrimonio comunale e pianificazione del territorio;
Agricoltura e sviluppo rurale; Politiche del lavoro; Formazione e progettazione europea; Sanità. Istituiremo
uno sportello informativo: la nostra
sarà una sede aperta per incontrare i
cittadini. Pensiamo anche alla istituzione della scuola di formazione politica».
Quali i rapporti con la Giunta
Gammone?
«Collaboreremo
condividendo
obiettivi e strategie. I gruppi di lavoro
saranno i luoghi per analizzare i progetti della Giunta e per elaborare proposte da mandare a Palazzo Calvini».
Qual è l’idea che ispira la sua attività?
«Il cambiamento! Cambiare verso
significa riconoscersi bisognosi di
imparare. Un partito che non faccia
formazione politica è un partito di
plastica, finto inutile. Cambiare, coniugando innovazione e tradizione.
Per questo intendiamo riproporre la
“Festa del Pd”e la istituzione del
gruppo donne Pd».
Giuseppe Orlando
L’INIZIATIVA A VENOSA
Quelli che “merendano”
nella villa comunale
VENOSA-Fare merenda
insieme nella villa comunale per sensibilizzare bambini e famiglie ad
adottare corretti stili di
vita nel campo della alimentazione. A rivolgere
ancora una volta l’invito
a mamme, papà, nonni,
zii a portare i bambini in
villa per “merendare insieme” l'Avis comunale
di Venosa e l'associazione Vip Clown Venosa.
Con questa manifestazione l’ Avis ha avviato il
programma estivo, riproponendo un’iniziativa già realizzata con
grande successo nel
2013. Alla base del progetto la scelta di promuovere la diffusone di
corretti stili di vita fin da
bambini, offrendo gratuitamente una merenda sana come la frutta e
al tempo stesso ghiotta
come il pane e la crema
alle nocciole. “Un corretto stile di vita- ci dice Sara De Feudis , Presidente Avis Venosa- è alla base di un ottimo stato di
salute,
fondamentale
per la donazione, anzi
presupposto della stessa” . E per coinvolgere
attivamente la popolazione, gli organizzatori
hanno realizzato situazioni in grado di catturare l’attenzione di bambini e adulti. L’ aria frizzante di festa creata dai
clown ha attratto tantissimi bambini, che hanno
preso d’assalto la villa
comunale e hanno occupato tutti gli spazi disponibili. Il risultato finale è
stato una villa a colori
vivaci, animata da giochi di gruppo condotti
dai Vip Clown, che hanno regalato sorrisi e
gioia a tutti. Nelle tre
tappe dello scorso anno
abbiamo servito circa
800 merende. In quella
dell’altro giorno ne abbiamo offerte circa 250evidenzia con soddisfazione la presidente Sara
De Feudis- Attraverso il
gioco volgiamo affermare,radicare e consolidare alcuni valori fondanti
della comunità, come la
collaborazione, la riscoperta di un divertimento
semplice attraverso giochi in libertà e senza l’utilizzo di giochi elettronici».
giu. orl.
L’INTERVENTO E sul Pd: «E’ incapace di conquistare una centralità nella coalizione»
«Scoperta una città fantasma»
Murano punta sull’ironia per criticare aspramente l’amministrazione
Riceviamo e pubblichiamo.
ORMAI manca solo l’ufficialità.
Pare che studi metafisici dimostrino che Rionero avrebbe una
città gemella che risponderebbe
ai requisiti della città fantasma.
Nel senso che essa non è visibile a
tutti. Per accedere a suddetto “intermundia” pare debba bersi un
vecchio antidoto dal nome
“slurp”: roba per pochi. Lo studio
che ha portato alla sensazionale
scoperta muove i suoi passi da alcuni interventi recentemente
pubblicati sulla stampa locale. In
tali uscite, di rara architettura
fantascientifica, si leggerebbe di
una Rionero in cui tutto va bene,
la gente è tranquilla, il sindaco
non è a Roma per sei giorni a settimana, non si spreca neppure un
centesimo per i servizi pubblici. Si
lodano, quindi, le mirabili gesta
di un’amministrazione che sarebbe in grado di fare cose memorabili. Per di più, in questo fantastico borghetto, vi sarebbe un mirabolante luogo “democraticus”, in
cui tutti sono felici, non v’è alcuna spaccatura ed in cui si discute
amabilmente. Gli studiosi del caso si sono, quindi, recati a Rionero per constatare una città spoglia di qualsiasi bellezza primaria
in cui l’amministrazione è assolutamente assente al pari del sindaco che ha impegni evidentemente
più importanti (malgrado qualche finto moralista abbia ancora
il coraggio di affermare che è possibile amministrare con il doppio
incarico). Sempre a Rionero, gli
studiosi avrebbero constatato che
il luogo “democraticus” di cui sopra, nonostante sia il partito con
più voti non riuscirebbe ad affermarsi minimamente in seno all’amministrazione. Si pensi, ad
esempio, che per l’ingresso (avallato da tutte le forze politiche) di
un consigliere del Pd nella commissione assetto del territorio,
sarebbe lo stesso partito a porre
futili questioni ostative (ovviamente per impedire la partecipazione dei suoi consiglieri alla vita
istituzionale della comunità).
Molto simili a quelle che si scandalosamente si pongono dinanzi
ai project financing per la cui attuazione, molti imprenditori
stanno, da tempo, “brancolando
nel buio”. Nel buio di risposte che
non arrivano, proprio in periodi
in cui al comune servirebbe far
cassa ed alle imprese servirebbe
ripartire. Allora perché il PD, vicino a questi “valori”, non si “impone” per l’approvazione di tali
proposte ? Perché il PD, dove tutto va bene, non si attiva per permettere ai suoi rappresentanti di
accedere alle commissioni ?
La verità è che si tratta di un
partito debole, incapace di conquistare una centralità nella coalizione, a causa dei suoi vertici
che soffrono eccessivamente
l’ombra lunga e sinistrorsa di un
sindaco troppo in grado di condizionarne le pessime scelte.
Intanto, sempre in nome del
classico slogan “tutto a posto a
ferragosto”, in seno al partito, da
più di cinque mesi si attende una
discussione sulla “verifica” ed ancora non risultano nominati gli
organi obbligatori da statuto.
Tant’è che quella che viene boriosamente accreditata come minoranza ha già chiesto la convocazione di un direttivo in cui si di-
scuta, finalmente, dei problemi
dell’amministrazione e dell’azione programmatica, del tutto assente. Discussione troppo spesso
rimandata “alla Carlona”, sotto le
mentite spoglie di una necessità
presunta di conoscere prima l’operato svolto dalla giunta, in base
al programma (non si dovrebbe
discutere volta per volta ?). Purtroppo la cosa si è risolta con la
sterile lettura di una “lista della
spesa”, di eventi di ordinaria amministrazione (incontri con scrittori, taglio dell’erba) che nulla
hanno a che vedere con il programma vero e proprio (ad esempio, dei project financing e delle
commissioni non si è parlato se
non su impulso della “minoranza”). La verità è che quella che viene additata come “parte sconfitta” sta ponendo delle riflessioni
serie avendo già guadagnato l’appoggio di una buona fetta di partito, che al congresso ha appoggiato i “vincitori”, ma ora molto
critica verso di essi e l’amministrazione, che questi ultimi sembrano acriticamente appoggiare.
Considerato ciò, gli studiosi pa-
Uno scorcio di Rionero
re abbiano accertato che Rionero
ed il Partito Democratico, in cui
qualcuno immagina una realtà
fiabesca, vivrebbero in una dimensione parallela.
Nel frattempo tutti hanno visto
cosa è successo a Potenza, ove il
candidato a sindaco proposto dal
PD è stato bocciato dal popolo, che
è sempre sovrano. E’ proprio per
tal motivo che occorre attivarsi
per evitare, alle prossime elezioni, una “debacle annunciata”.
A Rionero non si fa la disinfestazione e la derattizzazione da
circa tre anni, dire che va tutto bene, sembra un po’ una presa per
il…. “slurp”.
Donato Murano
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LAGONEGRESE
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LAURIA Diverse le situazioni al vaglio della Gdf
Rotonda e Viggianello escono dal “Digital divide”
Stretta sui fotografi abusivi Nel segno della banda larga
LAURIA – Intensificati i controlli fiscali nel
Lagonegrese che hanno l’obiettivo di scoprire “evasori” sconosciuti al fisco da diversi anni. La notizia è precisamente localizzata sul territorio di Lauria e coinvolti, in questo caso, sarebbero addirittura alcuni Istituti scolastici, pubblici e parificati, della cittadina del beato Lentini. Dalle notizie apprese numerose sono state le persone tra
genitori, insegnanti e dirigenti scolastici
ascoltati dai militari in questa settimana.
La vicenda trova facile divulgazione alla
notizia in alcuni questionari e verbali che
stanno facendo il giro di numerose famiglie lauriote: alcuni Istituti avrebbero adoperato fotografi e cineoperatori abusivi per
immortalare le cerimonie come recite, messe di Natale, di Pasqua, cerimonie di fine
anno scolastico, organizzate da scuole dell’Infanzia e scuole primarie sia ubicate nel
centro cittadino e sia nei plessi di alcune
contrade periferiche. A cineoperatori e fotografi, privi di partita Iva e senza le dovute
referenze, è stato consentito di riprendere i
bambini durante le manifestazioni e poi
vendere il prodotto alle famiglie stesse.
L’indagine dei militari ha interessato anche cineoperatori e fotografi professionisti
che sono stati ascoltati al fine di chiarire le
proprie posizioni ed individuare i soggetti
abusivi in questione. Da tale attività investigativa sarebbe emerso che non si tratta
di dilettanti alle prime armi che sbarcano il
lunario. Si tratterebbe invece di dipendenti
e pensionati.
Emilia Manco
ROTONDA e Viggianello escono dal Digital Divide grazie alla Regione Basilicata e a
Fastweb. Entro la fine di quest’anno altri
quarantuno comuni della Basilicata, che
attualmente sono senza alcun accesso a servizi a banda larga, saranno progressivamente collegati alla rete Internet, con enormi vantaggi per lo sviluppo economico e turistico del territorio. Lo rende noto l’Ufficio
Società dell’Informazione del Dipartimento
Presidenza della Giunta della Regione.
Oltre che nei due Comuni del Parco Nazionale del Pollino, dove i lavori di posa sono già stati completati e in questi giorni è
partita la vendita delle connessioni a Internet Fastweb, le operazioni per la dotazione
della larga banda stanno procedendo in tutta la regione. Entro i primi di agosto saran-
TRECCHINA Operazione eseguita dai militari dell’Arma
Sorpreso con la marijuana
Nei guai venticinquenne
LAGONEGRO – Nella tarda mattinata di ieri presso
il Tribunale di Lagonegro
è stato celebrato, con rito
per direttissima, il processo ai danni di A. R., venticinquenne incensurato e
residente a Trecchina, resosi responsabile di detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio.
Il giovane era stato tratto
in arresto nella serata di
mercoledì dai carabinieri
della Compagnia di Lagonegro, coordinati dal capitano Luigi Salvati Tanagro, nel corso di un servizio straordinario finalizzato alla prevenzione ed alla
repressione dei reati in materia di droga.
Ad eseguire materialmente le operazioni, dopo
un periodo di intensa attività investigativa che ha
permesso di portare alla
luce comportamenti di natura criminosa compiuti
da persone apparentemente insospettabili, sono stati
i militari delle stazioni di
Trecchina e Maratea, co-
Il tribunale di Lagonegro
mandate rispettivamente
dai marescialli Raffaello
Sica e Rocco De Pietro, coadiuvati dagli uomini del
nucleo operativo.
Nel corso delle perquisizioni effettuate sulla persona e sull’abitazione del
sospettato sono stati rinvenuti circa 40 grammi di
marijuana, oltre ad alcuni
bilancini di precisione e a
sacchetti di cellophane
pronti per impacchettare
le dosi, tutto materiale che
è stato prima immediatamente sequestrato e successivamente sottoposto a
regime di confisca ed inviato alla distruzione da
MARSICO NUOVO
Delocalizzazione traliccio Telecom
Macchia chiede lumi all’azienda
MARSICO NUOVO - Ieri mattina
l’assessore all’Ambiente della Provincia di Potenza, Massimo Macchia, ha scritto a Telecom Italia per
«chiedere lumi in ordine alla mancata delocalizzazione di un traliccio
per le telecomunicazioni che, da anni, è installato nell’abitato di Marsiconuovo».
«Sul manufatto, installato nel pieno centro del comune di Marsico
Nuovo (via Roma), - spiega la nota sono state collocate per anni alcune
parabole e da sempre la sua presenza è stata mal tollerata, tanto sia per
motivi di inquinamento elettromagnetico e sia per la contiguità a diverse abitazioni. Più volte i cittadini,
anche con petizione scritta, hanno
chiesto la delocalizzazione dell’im-
pianto. Del resto, evidenzia Macchia, lo stesso mal si concilia con il
paesaggio e con il decoro architettonico dell’abitato poiché collocato in
pieno centro storico e nelle immediate vicinanze di Palazzo Pignatelli
(vale a dire la Casa Comunale)».
Nelle scorse settimane, evidenzia
l’assessore, «sono state disinstallate
le parabole per la telecomunicazione ma, a quanto consta, a tanto non
seguirà anche la delocalizzazione
del traliccio che, ad oggi, appare del
tutto inutile».
Per tali motivi l’assessore, ha
chiesto ufficialmente «di conoscere
le motivazioni della mancata delocalizzazione e le intenzioni dell’azienda in ordine all’uso futuro del manufatto».
parte dell’autorità giudiziaria.
L’uomo era stato obbligato alla misura cautelare
degli arresti domiciliari,
su disposizione del sostituto Procuratore della Repubblica dott. Francesco
Greco, che ha coordinato
tutte le fasi delle indagini; i
suoi legali di fiducia, gli
avvocati Pascale e Aldinio,
ne hanno chiesto ed ottenuto l’immediata liberazione in base al disposto dell’ex articolo 444 del codice
di procedura penale, ordinata dal giudice monocratico dott.sa Enrichetta
Cioffi, la quale ha però condannato l’imputato ritenendolo responsabile del
reato a lui ascritto: la pena
comminata di euro 3000 e
18 mesi di condanna è stata mutata in euro 2000 e
mesi 12 per la concessione
delle attenuanti generiche
e ulteriormente ridotta ad
euro 1400 e 8 mesi di reclusione, con pena sospesa,
grazie alla richiesta del rito abbreviato.
Fabio Falabella
BREVI
LAURIA
Dibattito su Berlinguer
LAURIA - “Berlinguer: rottura,
continuità e innovazione” è il tirol
odi un incontro che si terrà stasera
presso la sala Cardinale Brancati di
Lauria. Moderatore dell’incontro
sarà il segretario Cittadino del Pd
Antonino Amato.
CORLETO
Calcio con la Oil cup
CORLETO - Si svolgerà domenica
29 giugno presso il campo sportivo
di Corleto Perticara la “Oil Cup Total”, quadrangolare di calcio amatoriale. Alla manifestazion prenderanno parte la squadra di Total E&P
Italia e le rappresentative dei Comuni di Corleto Perticara, Guardia Perticara e Gorgoglione.
no connessi a Internet Garaguso, Salandra, Sasso di Castalda, Albano di Lucania,
Montagnola, Peschiera di Craco, Accettura
e Aliano. «La Regione Basilicata – rileva il
dott. Nicola A. Coluzzi, dirigente dell’Ufficio Società dell’Informazione – di recente ha
indetto una gara per lo sviluppo della banda larga nelle aree “a fallimento di mercato”
finalizzato al superamento del digital divide. Si tratta di zone che per dimensioni, collocazione, tipo di mercato sono state fino a
oggi escluse dai piani di investimento degli
operatori di telecomunicazione». I lavori
sono finanziati per 18 milioni con fondi
stanziati dalla Regione Basilicata con i fondi Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) e Psr (Piano di sviluppo rurale).
Dal 30 giugno chiude il punto nascite
Ospedale di Villa d’Agri
verso il rilancio
Ma i dubbi restano
L’ospedale di Villa D’Agri
VILLA D’AGRI – Dal 30 giugno non si partorirà più nell’Ospedale di Villa d’Agri.
Nessun fiocco rosa o azzurro e nessun’altra proroga per il Punto nascita. Ieri
mattina si attendeva anche
l’assessore regionale alla
Sanità, Flavia Franconi per
chiedere ulteriori chiarimenti, ma in tarda serata,
dopo il lancio del comunicato stampa di una conferenza
stampa prevista presso il
municipio del centro valligiano, per illustrare alcune
importanti novità riguardanti il presidio ospedaliero, il rinvio in poche ore, ad
altra data.
Oramai l’interrogativo
della chiusura del sito neonatale si trascina già da
qualche anno.
Nodo centrale era la fatidica soglia dei 500 parti/anno, stabilita dai maggiori
organi sanitari nazionali e
mondiali. Soglia che il presidio Ospedaliero non ha
mai raggiunto.
Infatti nel 2010 nell'ospedale sono nati 277 bambini,
mentre nel 2011 il numero è
sceso a 242. Di fatto dopo la
levata di scudi da parte di
istituzioni locali, si era riusciti ad ottenere una proroga ministeriale, per tutelarne la chiusura. Ma, a quanto
pare non è stato sufficiente.
In Basilicata, attualmente “sono presenti sei Punti
nascita ( San Carlo di Potenza, Madonna delle Grazie di
Matera, Ospedale di Melfi,
Ospedale di Lagonegro,
Ospedale di Villa d’Agri e di
Policoro) – come si legge nel
documento sulla riorganizzazione sanitaria - di cui solo due presentano un numero di parti annui superiore a
mille, l’Ospedale San Carlo
di Potenza e l’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera. Mentre i presidi di Lagonegro e Melfi che si collocano al di sopra dei 500 parti/anno, in considerazione
della specificità dei bisogni
reali delle aree geografiche
interessate e della attuali
difficoltà di attivazione dello Stam (Servizio di Trasporto Assistito Materno),
vengono mantenuti ancora
come punti nascita di I livello. Per i presidi di Policoro e
Villa d’Agri, in considerazione di analoghe motivazione espresse per i P.O. di
Melfi e Lagonegro, benché
al di sotto dei 500 parti/anno, dovranno – si legge sempre nel documento di riorganizzazione - entro il 2011,
attraverso un piano di riorganizzazione, raggiungere
l’obiettivo di almeno 500
parti anno”. Una soglia mai
raggiunta.
Intanto da fonti interne
all’Ospedale, la notizia diffusa di una inevitabile soppressione anche dell’Unità
Operativa di Ginecologia,
non trova conferma. Di fatto le donne incinte saranno
seguite dai ginecologi del
presidio ospedaliero fino all’ultimo periodo per poi partorire a Potenza.
Angela Pepe
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LA FESTA DELLA BRUNA
Già decisa l’intensificazione dei controlli periferici
con pattuglie a piedi per le vie del centro storico
-5
«La polizia sarà presente nei punti critici, ma senza ingerenze non necessarie»
Sarà il Due Luglio dei materani
Il questore Schimera garantisce il massimo rispetto per i riti del popolo
COME un buon allenatore
studia alla moviola le tattiche dell’avversario, così il
questore di Matera, Stanislao Schimera, ha analizzato
i filmati delle passate edizioni del Due Luglio materano,
per capire consistenza e caratteristiche della festa.
Vivrà la Bruna per la prima volta, in piazza con i suoi
uomini, pronto ad affrontare
il giorno più lungo. Lo abbiamo incontrato in ufficio e
con la sua proverbiale professionalità, forte anche di
una squadra affiatata e competente, ha chiarito subito
che la Polizia non turberà
l’armonia della festa, curando la sicurezza senza invasioni o ingerenze. Il Due Luglio sarà ancora dei materani, come del resto è avvenuto
nella passata edizione.
«Io guardo sempre in maniera positiva le manifestazioni popolari -esordisce Schimera- perchè
la festa, per definizione, deve essere sinonimo di gioia; per il fatto
stesso che ha una tradizione ultracentenaria, tra le più belle del
mondo, mi inorgoglisce
parteciparvi,
creando meno problemi possibili. Noi non
vogliamo incidere sull’andamento della festa, fatte salve richieste bizzarre o irrealizzabili che dovessero
arrivarmi. Faremo la
nostra attività con discrezione,
saranno
predisposti maggiori
servizi di controllo nella cintura urbana e appiedati
nel centro, per prevenire
ogni tipo di problema; questa mi sembra una novità rispetto al passato». L’appello
di Schimera ai materani è,
quindi, vivere la gioia della
festa con compostezza e civiltà. «Mi auguro che il carro
arrivi in piazza per lo straccio, perchè questo significa
un anno di fortuna per la città, quindi anche per noi». Il
questore non si sbilancia
molto sui particolari tecnici,
transenne e fuochi, ma annuncia che non ci saranno
grosse novità sul recente
passato, visto che ha funzionato tutto bene. «Noi saremo
nei punti critici -conclude- i
miei uomini sono qualificati
e selezionati, avvalendosi anche della collaborazione delle
altre forze di polizia».
Antonio Corrado
RICORDI
Domani nei locali di “Sassi in miniatura”
I racconti delle associazioni
Il questore
Schimera nel
suo ufficio,
mentre visita il
Carro e altre
immagini
(Martemucci)
«Sono orgoglioso di partecipare
a un culto antichissimo, speriamo
che il carro possa arrivare in piazza»
DOMANI, alle ore 19 presso i locali di
“Sassi in miniatura” (via Fiorentini, 66),
i componenti delle associazioni culturali “Piccolo Teatro” e “Inscenando”, daranno vita a una manifestazione che si inserisce nella nutrita e
stimolante programmazione di incontri,
che le due dinamiche
presidenti, Rosalba
Lascaro e Teresa Trani, hanno avviato, al
fine di preservare e
diffondere lo sterminato e prezioso patrimonio di tradizioni,
consuetudini e conoscenze legate alla vita
e agli eventi della città dei Sassi.
Il tema della serata
si riallaccia agli ormai imminenti festeggiamenti patronali, che coinvolgeranno cittadini e turisti nei primi giorni di
luglio. “La Madonna della Bruna: tra sacro e profano” è, infatti, l’argomento
dell’appuntamento della serata in questione; associati e curiosi potranno confrontare le proprie esperienze e i ricordi
personali in merito alla festa, che da più
di sei secoli caratterizza in maniera
esclusiva la città dei Sassi con la sua
suggestiva combinazione di elementi
religiosi e non. Animeranno la serata
Nino Vinciguerra, che proporrà una
consistente esposizione della sua ricca e
preziosa raccolta di documentazioni visuali; Tony Montemurro, con i suoi
quadri,
testimonianza di una trasognata, ma puntuale,
rievocazione di luoghi, momenti e personaggi della Festa;
Tommaso Niglio, artigiano
cartapestaio, in anni passati
impegnato
anche
nella costruzione del
Carro trionfale, con i
ricordi della sua
esperienza e con la
presentazione di riproduzioni del manufatto ed infine
l’artista del tufo Eustachio Rizzi, padrone di casa che presenterà una sua produzione originale di
un carro in tufo con i luoghi più suggestivi della città.
Una serata all’insegna dell’identità
materana, suggellata dalla solidarietà e
dal sentimento collettivo, che si trasfondevano nell’auspicio che coronava la fine della Festa: a mmogghj’ a mmogghi’
all’ònn’ c’ vèn’!
[email protected]
IN VICO CASE NUOVE
I REPERTI IN MOSTRA
L’Edicola votiva restaurata
Nei rioni Sassi fino al prossimo 6 luglio
STAMANE alle ore 10 a Palazzo Lanfranchi, il soprintendente Marta Ragozzino, il
sindaco, Salvatore Adduce,
e il presidente del Comitato
esecutivo associazione Maria Santissima della Bruna
Vito D. Andrisani, presenteranno le iniziative promosse
in occasione della Festa della Buna 2014 e il restauro
dell'edicola votiva di vico Case Nuove,sostenuto da Corazza Assicurazioni. Saranno presenti Eustachio Montemurro e Michele Morelli, autori rispettivamente dei mosaici e delle foto I Cavalieri della Bruna, Alessandra Barbaro, direttore dei Cantori materani e Michele Corazza,
agente assicurativo.
NEI luoghi rupestri della civiltà contadina, i rioni
Sassi di Matera, i turisti troveranno da oggi un motivo in più per conoscere la storia e le tradizioni di
una città antica: si tratta della “Mostra di immagini
e reperti del Due Luglio - Festa Patronale di Maria
Santissima della Bruna”, promossa dalle associazioni Gruppo Teatro Matera e Casa Grotta di vico
Solitario, che annovera segni distintivi di un evento contrassegnato da sacro e profano. Il percorso
della mostra, destinato a diventare una delle attrazioni del progetto di “Museo della vita dei Sassi”,
annovera in modello in scala del carro trionfale di
cartapesta realizzato nel 1996 sul tema del Buon
Pastore, da Michelangelo Pentasuglia, e messo a
disposizione dall’amministrazione comunale, statue di angeli, santi, realizzati dalle dinastie dei
maestri cartapestai Pentasuglia, Nicoletti, Epifania, per giungere ai recenti D’Addiego e all’ultimo
in ordine di tempo, Andrea Sansone. Parte dei reperti è stata messa a disposizione da Marco Rubino o recuperata dai promotori dell’iniziativa. La mostra sarà visibile fino al 6 luglio.
RASSEGNASTAMPA
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Matera
Venerdì 27 giugno 2014
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27
Il gruppo Fb “Sei di Matera se...” ha fermato le attività in segno di rispetto
Un corteo di scooter per Santino
Folla commossa a Sant’Agnese per l’addio al 16enne vittima di un incidente
UN LUNGO corteo di scooter,
quelli che lui amava più di tutto, fino alla morte, hanno seguito il suo
feretro lungo via Lucana dalla
chiesa di Sant’Agnese, nel rione
Agna, dove familiari e amici gli
hanno dato l’addio.
Così Santino Perrone, vittima a
soli 16enne di un tragico incidente
stradale, è volato in cielo in una
notte afosa di giugno; il suo scooter e nessun rientro dalla famiglia.
Ieri mattina uno strano silenzio
aleggiava nei pressi delle attività
commerciali della famiglia. Tapparelle abbassate, bianche. Solo
cinque lettere nere su ogni vetrata: Lutto. Pochissimi motorini in
giro per le strade della città dei
Sassi. Tanti amici con i loro scooter hanno accompagnato l’amico.
Adolescenti uniti nel dolore. Questi giovani, che tanto critichiamo,
forse respirano con dignità e concretezza; forse più composta di alcuni adulti, strazi a volte più grandi di ogni logica umana. Cielo cupo.
Neanche il vento caldo ha potuto
intiepidire i cuori affranti dei genitori, della famiglia e dei tanti
amici. Sin da ieri sera, il web ha fatto cerchia, il gruppo di Facebook
Un panificio della famiglia Perrone chiuso per lutto e Santino
“Sei di Matera se…” ha optato per il
silenzio. Infatti, martedì l’amministratore Antonio Serravezza ha
pubblicato un post: “Tutte le attività di questo gruppo sono sospese
fino a domani 26 giugno 2014 alle
ore 14, partecipando così al dolore
che ha colpito la famiglia perrone
e tutta la comunità di Matera per la
scomparsa del nostro giovane
iscritto santino perrone, grazie!”.
Prima il post che annunciava al
scomparsa del ragazzo, che ha vi-
sualizzato oltre 370 “mi piace” e
tanti commenti. Matera piange un
suo figlio. Tanti i commenti nella
home del gruppo, quando si dice
che le nuove tecnologie diventano
sentimenti, realtà .
Toccante quello di Vita: “Quando succedono queste cose, anche
se non conosci lo sfortunato......ti
piange il cuore”. Un dolore così è
uno strazio per una intera comunità. Porsi delle domande. Quanto
è straziante per un genitore non
rivedere più un figlio così giovane? Infatti, Chiara scrive: “Un genitore non dovrebbe mai piangere
il proprio figlio.... Santino è stato
raccontato nel gruppo da una persona che lo conosceva: Carlo. Nel
suo post, cliccato da diversi “mi
piace” dice: “Ha sempre avuto il
sorriso, anche oggi che l'ho visto
per l'ultima volta… il sorriso che
ha sempre dato a noi amici e a tutti
quelli che lui conosceva, ricordo
tutti i momenti che si scherzava,
perché lui amava farci sorridere e
quindi abbiamo passato momenti
felici, indimenticabili e che ora
purtroppo non ci saranno più...
Guardaci da lassù Santino.. Riposa in pace, amicone mio..”.
Scrivere in queste occasioni
comporta, oltre l’etica, l’appello a
forti vissuti emozionali.
Quando ognuno di noi decide di
girare quella chiave. Quando affidiamo le singole vite al cemento.
La vita è un soffio. La vita di un
giovane sicuramente pieno di sogni e passioni non doveva terminare qui. Adesso quel profilo Fb
che destino avrà? Come quello di
tanti altri nostri cari: mantenuto
attivo dai post e tag di amici e parenti, o lentamente si spegnerà.
Oggi, questo non rappresenta un
problema, ma col passare dei giorni in tanti digiteranno per per rivederlo, perché chi vive questo dolore e Ama… non riuscirà ad accettare, a crederci.
Ovunque sia Santino ieri è stato
salutato da Padre Basilio Gavazzeni in punta di piedi, con una cerimonia partecipata e composta, nel
rispetto del profondo dolore dei
suoi cari.
Maria Anna Flumero
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lino Banfi protagonista di cinque spot per sensibilizzare tutti i nonni I chiarimenti di Montemurro (Cna)
Mai più truffe agli anziani
Oggi parte la campagna nazionale di prevenzione della Polstato
DIFFIDATE degli sconosciuti e chiamate il 113, se la
situazione è sospetta. Questo il messaggio di fondo,
contenuto in 5 spot realizzati dalla Polstato per prevenire le truffe agli anziani, con
la partecipazione esclusiva
di Lino Banfi, nelle vesti del
famoso nonno Libero.
Da oggi parte Uno Mattina su Rai 1, poi andranno in
onda su tutti i circuiti televisivi nazionali, per la Campagna denominata “Sicuri a
ogni età”. Ieri uno degli spot
è stato mostrato in anteprima alla stampa materana,
perchè proprio dalla città
dei Sassi, partì tre anni fa l’idea di utilizzare la tv per sensibilizzare gli anziani, tramite riproduzioni sceniche
delle truffe più frequenti.
«La scelta della Polizia di
Stato di avviare a livello nazionale una campagna su
questo tema indica -come ha
spiegato la responsabile dell’Ufficio stampa della Questura, il vice questore aggiunto Luisa Fasano- che il
fenomeno è diffuso e purtroppo in aumento. Anche a
Matera si sono verificati in
passato diversi episodi di
truffa, di cui sono state vittime persone anziane e per
questo già tre anni fa la Questura di Matera, in collaborazione con Rai 3 Basilicata,
realizzò e mandò in onda alcuni spot televisivi a cui prese parte l’attore Lello Chiacchio.
L’obiettivo degli spot è richiamare l’attenzione degli
anziani sul pericolo che corrono e di diffidare delle persone sconosciute, ricordando che i truffatori sono mol-
Luisa Fasano alla presentazione della campagna e due frame dello spot (foto C. Martemucci)
to abili e si presentano sempre in maniera distinta e credibile. Inoltre, il messaggio
è quello di non esitare, in caso di sospetto o di dubbio, a
chiamare il 113 e richiedere
l’intervento della Polizia.
Spesso gli anziani vittime
di truffa si credono ingenui
e sentono in colpa per quanto gli è accaduto, evitando di
parlarne persino con i propri familiari. Invece si tratta
di situazioni in cui chiunque
può incappare e a tutti può
succedere di rimanere vittima di abili e scaltri truffatori. Meglio, dunque, non restare in silenzio e denunciare i raggiri subiti perché
può servire a rintracciare ed
acciuffare i responsabili e
comunque a mettere in
guardia altre potenziali vittime». A Matera dall’inizio
dell’anno si registrano solo
due denunce per truffa, ma
le segnalazioni pervenute
sono senz’altro di più.
Antonio Corrado
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Imprese e canone Rai
«Non si deve pagare»
SONO ormai sempre più
ricorrenti gli invii alle imprese, da parte della Rai, di
inviti al pagamento del canone speciale alla televisione; un problema sorto
nel 2012 e chiarito da un
intervento del Ministero
dello Sviluppo Economico,
con nota del 22 febbraio
2012, a seguito di una dura presa di posizione di Rete Imprese Italia, che
escludeva dall’obbligo del
pagamento
tutti gli strumenti (Pc, apparecchi di videosorveglianza, monitor, smartphone, tablet, eccetera), privi
di sintonizzatore per la ricezione di trasmissioni radiotelevisive.
È di questi
giorni,
un
nuovo invio
massivo
di
queste lettere.
La Confederaziona nazionale dell’artigianato, sede di matera,
vuole rassicurare in una
nota, tutti gli imprenditori, chiarendo che nulla è
cambiato rispetto a due anni fa e che, pertanto, «l’obbligo rimane in vigore solo
per quegli strumenti che
possono ricevere le trasmissioni radiotelevisive
in quanto dotati di relativo
sintonizzatore».
Peraltro non esiste alcun obbligo di risposta alla
lettera in questione: l’e-
ventuale replica alla sede
Rai di Potenza sarà una
scelta personale dell’impresa.
«Rimane però l’amarezza –evidenzia Leo Montemurro (nella foto), presidente di Cna Matera– per
una richiesta che, al di là
della sua legittimità, appare paradossale e anacronistica. Un commento che
non cambia, rispetto a
quello
del
2012: il tono
sprezzante,
quasi offensivo, con cui
vengono trattate le imprese, alla stregua di evasori
che non pagano il canone
Rai. Imprese,
magari questo
vale la pena
sottolinearlo,
dove i computer vengono
usati per lavorare, non per
guardare programmi televisivi, nemmeno in periodi come questo
di svolgimento dei mondiali di calcio. A differenza
di quanto pensano, evidentemente in modo strumentale, i dirigenti Rai conclude
Montemurro
senza mezzi termini- affamati di nuove risorse necessarie per colmare le
tante diseconomie e i tanti
sprechi e lussi aziendali».
Quindi, le imprese materane possono stare tranquille.
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Matera
Venerdì 27 giugno 2014
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Presentata alla Residenza Brancaccio l’iniziativa “Museo x un giorno”
Le opere di Levi tornano fra la gente
«NON dobbiamo dimenticare nessuno,
mai». Lo ha dichiarato ieri la soprintendente Marta Ragozzino alla Residenza assistenziale “Monsignor Brancaccio”, presentando l’iniziativa “Il
museo esce dal museo” e va verso la comunità.
In quest’ottica è nata la manifestazione “Museo x un giorno”, la cui prima
puntata si è tenuta nel novembre scorso nel rione Spine Bianche. Il secondo
appuntamento che ha coinvolto gli abitanti di Serra Rifusa. Anche in questa
occasione opere d’arte e fotografie
d’autore sono uscite dagli spazi deputati. Un progetto costruito insieme alle
tre famiglie, Tota, Montemurro e Co-
langelo, che hanno aperto le porte delle
loro abitazioni a questa iniziativa, il Cip
(Centro Integrato Polivalente), diretto
da Edoardo De Ruggieri insieme ai
suoi utenti e alle famiglie, la Parrocchia Maria Madre della Chiesa, guidata
da don Filippo Lombardi, con la comunità parrocchiale e il Brancaccio, diretto da Antonio Lionetti con i suoi ospiti.
Al centro dell'iniziativa di quest'anno
c'è la mostra: “Il futuro ha un cuore antico”, che si articola in tre distinte sezioni tra di loro tenute assieme da un
unico filo narrativo leviano: i dipinti
del confino nella Parrocchia del quartiere e i dipinti nelle abitazioni private
che sono opere che fanno tra trade
union con la terza sezione della mostra
allestita nei locali del Cip. Emozionata
la Soprintendente ha proseguito: «Possiamo costruire un progetto insieme.
Dobbiamo davvero trovare un modo, ci
penseremo insieme, per dare centralità
a ciascuno di voi. Abbiamo trovato l’ abbraccio e la disponbilità di questi luoghi importantissimi. Qui ci sono venti
ospiti in condizioni difficili che noi tendiamo a dimenticare. Il museo in sinergia col Comitato Matera 2019? L’evento è già il processo che ci porterà alla
Capitale europea. Cultura ovunque per
tutti.
Maria Anna Flumero
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Marta Ragozzino durante la conferenza stampa
Tra gli obiettivi la gestione sostenibile di rioni di tufo e chiese rupestri
C’è il Piano di gestione dei Sassi
Via libera del Comitato di pilotaggio per il rilancio dei siti Unesco
CON il voto favorevole e
unanime del Comitato di pilotaggio, si è concluso il
lungo percorso di partecipazione per la redazione del
Piano di gestione del sito
Unesco “I Sassi ed il Parco
delle Chiese rupestri di Matera”.
Lo rendono noto il sindaco, Salvatore Adduce, e l’assessore comunale alla Tutela del patrimonio Unesco,
Pasquale Lionetti.
Alla riunione del Comitato di pilotaggio hanno partecipato il sindaco, Salvatore Adduce, l’assessore Lionetti, Eustachio Nicoletti,
delegato della Soprintendente per il Patrimonio storico artistico di Basilicata;
Francesco Canestrini, soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Basilicata; Annamaria Patrone, direttore responsabile della Soprintendenza per i Beni archeologici di Basilicata; Pierfrancesco Pellecchia, presidente
dell’Ente Parco della Murgia Materana; Antonio
Conte, delegato dall’Università degli studi della Basilicata e Franco Di Benedetto, delegato della Camera di Commercio, e Francesco Paolo Tataranni, dirigente comunale del settore
Gestione del territorio.
«La riunione –afferma
Adduce- ha concluso un
lungo percorso di partecipazione mediante i simposi/laboratorio; un metodo
innovativo di condivisione
del cammino che ha visto
l’interesse di numerosi cittadini, non solo residenti
nei Sassi. Abbiamo sperimentato un modello che ha
costituito un indirizzo importante, anche per gli altri
strumenti di pianificazione
e che si inserisce perfettamente lungo il cammino di
candidatura di Matera a capitale europea della cultura
per il 2019».
«Il piano di gestione –afferma Lionetti– non è solo
un obbligo normativo, ma è
soprattutto l’occasione per
meglio comprendere il sito
e le azioni da mettere in
campo per la sua salvaguardia e valorizzazione.
Ritengo, pertanto, che il la-
|
IL VERTICE
|
Dal Comitato Matera 2019
Eventi estivi
in una guida
La riunione del Comitato di
pilotaggio per il via libera al Piano
di gestione dei siti Unesco
voro, al di là della redazione
di questo importante strumento, debba continuare
attraverso la istituzione di
un Osservatorio permanente, finalizzato ad aggiornare continuamente lo
strumento di gestione, ma
anche come luogo di verifica e monitoraggio della
congruità delle azioni che
si andranno a realizzare o
degli effetti prodotti».
Nel corso dell’incontro i
redattori, Angela Colonna e
Domenico Fiore hanno illustrato il percorso che ha
condotto alla stesura definitiva del Piano di gestione.
«Il Piano di gestione –è
stato detto– è stato elaborato essenzialmente per essere un manifesto, che illustri
l’eccezionale valore univer-
sale del sito su cui intraprendere un lavoro di ricucitura del senso di identità e
orgoglio, di responsabilità
e di progettualità della comunità e delle istituzioni all’interno di un sistema di
regole che orientano le azioni ed i comportamenti in relazione al patrimonio».
I principali obiettivi del
piano sono: la conservazione del sito attraverso la promozione di una gestione sostenibile come parte attiva
della vita e del lavoro della
città, la facilitazione del
coordinamento di tutte le
azioni dei soggetti coinvolti
nella tutela, valorizzazione
e promozione del sito, il miglioramento della consapevolezza, dell’interesse e del
coinvolgimento della comunità per il patrimonio di
Matera mediante un ampio
processo di partecipazione
nel Piano di gestione e nella
struttura operativa progettata per la gestione del sito.
Sulla base degli obiettivi
del Piano di gestione si sviluppa il Piano di azione che
si articola in quattro linee:
Comprensione del patrimonio mondiale, Salvaguardia dell’eccezionale valore
universale, uso e valorizzazione per la qualità della vita, gestione efficace.
Ora si avvia la fase di adozione del Piano che vedrà in
una prima fase l'interessamento della Giunta per poi
procedere ai lavori di consultazione della Commissione consiliare competente ed infine all'approvazione in consiglio comunale.
[email protected]
SARÀ in diffusione da
martedì primo luglio in
tutta la città e nelle
strutture ricettive, il
programma
“Matera
eventi”, realizzato dal
Comitato Matera 2019
con l’obiettivo di promuovere, mese per mese, le iniziative culturali,
turistiche e di animazione territoriale che ci accompagneranno fino al
2019.
Si parte con il programma di luglio che avrà,
come momento centrale, la
festa
della
Bruna con tutti i suoi appuntamenti. Seguiranno
i
programmi di
agosto,
settembre, ottobre e così via.
«In questo
modo –spiega
il direttore del
Comitato Ma- Paolo Verri
tera 2019, Paolo Verrisarà possibile promuovere, sia fra i turisti che
fra i cittadini, le tante
iniziative che animano il
territorio.
In questo numero zero
raccontiamo, con la segnalazione degli eventi,
cosa accade a Matera,
ma l’obiettivo per i prossimi mesi è quello di raccontare anche quello
che accade nella provincia e nell’intera regione».
Accanto al programma cartaceo, il Comitato
Matera 2019 sta allestendo una piattaforma
on-line dove sarà possibile consultare e aggiornare giorno per giorno
tutti gli eventi.
«Un apposito Comita-
to di redazione –afferma
Verri– sceglierà le iniziative da pubblicare sul
supporto cartaceo, che
più si avvicinano al dossier di candidatura e che
hanno una rilevanza che
supera i confini regionali. Sulla piattaforma
online, invece, sarà possibile inserire tutte le
manifestazioni che animano il territorio».
Allo scopo di partire
con Matera eventi con
un calendario quanto
più possibile
aggiornato,
il Comitato
Matera 2019
invita tutte le
associazioni
culturali,
sportive, sociali, ecc. della Basilicata
a indicare le
loro iniziative, inviando
quanto prima una mail
a questo indirizzo: [email protected]
2019.it. Nel messaggio
dovrà essere indicato il
titolo della manifestazione, il luogo, la data,
l’ora, l’organizzazione, e
un recapito telefonico
dell’organizzatore.
Una bella iniziativa
che certamente servirà a
vivacizzare l’estate per
una città che ambisce a
rimanere al centro del
divertimento, nonostante lo spostamento fisiologico delle attenzioni
sulle spiagge joniche. In
quetsa chiave, Matera
resta e vuole essere una
meta privilegiata per
trascorrere una serata
tra cultura e buona cucina.
[email protected]
RASSEGNASTAMPA
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30
Matera e provincia
Venerdì 27 giugno 2014
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PISTICCI Domenica la manifestazione a Tinchi: «Promesse non mantenute e sprechi»
Pronti a occupare la sede dell’Asm
Il Comitato per la difesa dell’ospedale è sul piede di guerra dopo i recenti annunci
TINCHI DI PISTICCI - «Hanno aspettato che ci fossero
le Europee per evitare problemi, discussioni e contestazioni. Poi, invece di convocare i cittadini e spiegare
la situazione e,
magari, i loro
progetti come
sarebbe
stato
giusto e corretto,hanno preferito vedersi tra
di loro e, come ladri nella notte,
hanno deciso». E’ un giudizio tranciante, quello del
Comitato Difesa Ospedale
di Tinchi, sulla classe politica che ha annunciato di recente delle inattese novità
per il nosocomio pisticcese,
novità che non piacciono ai
cittadini. Non convince e
preoccupa, infatti, la scelta
di «chiudere tutte le attività
dell'ospedale distrettuale
mai realizzato, chiudere
tutta la struttura per abbattere il terzo piano dopo anni
di inganni e bugie. Dopo
aver sperperato denaro
pubblico per ammodernare
e ristrutturare il terzo piano –è l’accusa del Comitatosapendo, come dicono nelle
loro delibere, che c'erano
problemi strutturali e che
mettevano a rischio la salute e la sicurezza dell'utenza
e del personale. Problemi
certificati da una relazione
tecnica affidata a una società esterna nel 2005. Ma, nonostante quella relazione,
confermata adesso dalla relazione dell'Università di
Basilicata, hanno messo a
rischio la salute e la sicurezza di medici, infermieri,
personale e pazienti che
hanno affollato il terzo pia-
no nel reparto di Medicina
rimasto attivo fino al 2010,
ma anche gli ambulatori rimasti al terzo piano fino a
tutto il 2012». L’accusa è
quella di aver “sempre mentito”. Sulla scorta di queste consapevolezze si
sta valutando
l’ipotesi di organizzare una manifestazione per
domenica prossima e, successivamente, di occupare l’Asm. Nel merito della vicenda, invece, il Comitato ricostruisce storie che sembrerebbero richiamare l’attenzione della Corte dei Conti:
«Se c'è una situazione di pericolo, certificata nel 2006 è il ragionamento dell’orga-
Contestato
l’abbattimento
del terzo piano
nizzazione civica a difesa
del martoriato ospedale di
Tinchi- perché ammodernare e ristrutturare il terzo
piano spendendo milioni di
euro? Hanno realizzato anche un nuovo impianto di
distribuzione dei gas medicali in tutto il terzo piano, il
cui collaudo è stato effettuato dopo la chiusura del reparto di Medicina. Se non
fossimo in Basilicata, sarebbe partita un’inchiesta,
un atto dovuto». E poi ci sono le promesse non mantenute: «Entro il 30 giugno ci
avrebbero dovuto consegnare il nuovo reparto di
Dialisi come più volte annunciato dal Direttore generale. Ogni mese diceva
che a fine mese sarebbe stata pubblicata la gara per la
riabilitazione cardiopolmonare. A ogni incontro i direttori, che sono tanti, dicevano che avrebbero fatto
partire le attività dell'ambulatorio chirurgico per il
trattamento del piede diabetico, che erano state ordinate le attrezzature necessarie
anche per endocrinologia.
Non hanno fatto nulla.
Mentivano tutti sapendo di
mentire perché avevano bene in mente il loro percorso».
Il Comitato non risparmia l’operato del sindaco di
Pisticci, Vito Di Trani: «Non
sono più credibili, ogni residua credibilità l'hanno persa perché hanno sempre
mentito e ingannato».
Roberto D’Alessandro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il Comitato per la difesa dell’ospedale di Tinchi
POLICORO «Da tempo sostengo che a Tinchi non c’era la Riabilitazione»
«Dialisi troppo lontana a Matera»
Il sindaco Leone chiede un incontro urgente con Pittella
POLICORO - Il sindaco di Policoro,
Rocco Leone, ha chiesto un incontro
urgente al presidente della Regione
Pittella e all’assessore Franconi, in
seguito alle ultime vicende che vedono coinvolto il Centro dialisi di Tinchi.
«La gran parte dei cittadini dializzati (oltre il 70%) presso l’indicata
struttura risiedono nella fascia metapontina -scrive Leone- con la logica conseguenza che un eventuale
spostamento del reparto presso il
nosocomio di Matera, comporterebbe certamente ulteriore e grave disa-
gio agli utenti già tristemente segnati dagli effetti della patologia.
Sono anni che mi occupo personalmente, anche e soprattutto nella
mia qualità di medico, della problematica esistente e mi sono sempre
battuto in difesa delle centinaia di
pazienti costretti a fare diversi km
per curarsi, ma dalla Regione non è
mai arrivato un segnale di apertura
al problema. Quando, anni fa, lamentavo le carenze strutturali del
presidio di Tinchi, non lo facevo a titolo campanilista o populista, ma argomentavo motivazioni scientifiche
e mediche: un paziente ha il diritto
di essere tutelato e un presidio ospedaliero il dovere di mettere in campo
tutti gli strumenti per mettere in sicurezza la salute dei cittadini.
Una Dialisi senza Rianimazione
non può essere considerata sicura.
Oggi sento odore di cambiamento e,
infatti, ho verificato sul campo la
sensibilità e la pragmaticità del presidente, per cui ritengo possibile addivenire a una immediata presa di
posizione, che dia risposta alle centinaia di pazienti che attendono».
[email protected]
POLICORO Conosceva già la Riserva jonica per sentito dire così ha voluto toccare con mano
Giovanni Floris in visita al Pantano
Il noto conduttore di “Ballarò” è venuto a prendere il figlio ospite del Centro Wwf
POLICORO - Giovanni Floris, noto conduttore televisivo di Rai 3
del programma di attualità e approfondimento politico "Ballarò",
mercoledì 25 giugno è arrivato
nel centro jonico, presso il Centro
visite del Wwf di viale Mascagni.
La sua visita a Policoro non è stata professionale, ma familiare.
Infatti Floris ha voluto vedere
personalmente lo straordinario
pianeta ambientalenaturalistico del bosco Pantano e della
sua Riserva, venendo
a prendere di persona
il figlio, che è stato
ospite della struttura
gestita da Antonio
Colucci, nei campus
organizzati alla scoperta della flora e fauna presente nello spicchio di costa jonica in località "Idrovora".
Anche per uno dei volti noti della
tv di Stato, dopo la puntata andata in onda martedì 24 è partito per
una capatina pre-estiva a Policoro prima delle vacanze e programmazione della prossima stagione televisiva che vede proprio
Floris al centro di trattative, che
potrebbero portarlo a presentarsi
Finito
il lavoro
a Roma
ecco il relax
Giovanni Floris con la famiglia e Antonio Colucci
al pubblico degli affezionati su al- tra i più alti di trasmissioni simili
tri canali del piccolo schermo, e che ormai imperversano non solo
con un altro titolo per il suo pro- nelle tv nazionali ma anche in
gramma di attualità.
quelle più regionali o extraregioFloris, in questo momento, è nali. Colucci ci ha raccontato che
uno dei conduttori televisivi più Floris, anche se per sentito dire,
appetibili che il settore possa van- conosceva già la realtà del Wwf,
tare, di consegunza come accade in quanto negli anni scorsi era
per i calciatori il mercato dell' in- stato ospite un ragazzo figlio di
formazione se lo contende senza un suo parente e per questo ha
badare troppo a spese. Il suo for- voluto che l'esperienza si ripetesmat da anni fa registrare share se mandando in vacanza il figlio:
«E' arrivato -osserva Colucci- in
mattinata presso il Centro policorese, insieme alla famiglia ricongiungendosi così al primogenito
al termine di una stimolante gita
all’insegna del marchio Wwf, fatta di scoperta, conoscenza e un sano ed entusiastico divertimento.
Condiviso con altri coetanei provenienti dall’intero territorio nazionale, i ragazzi hanno goduto
dell’ospitalità della nostra terra,
della nostra storia e dell’unicità
ambientale del nostro Bosco. Dopo aver condiviso con i responsabili e gli operatori del Centro, notizie, attività e progetti, è seguita
una breve visita alla struttura e al
Centro Recupero Animali Selvatici Provinciale.
Giovanni Floris e consorte, colpiti dalle numerose azioni che il
Centro Wwf di Policoro promuove giornalmente, hanno salutato
tutti come vecchi amici sanno fare e dopo una piccola pausa hanno promesso di ripetere l’esperienza il prossimo anno; dopodichè hanno lasciato Policoro nel
primo pomeriggio alla volta di
Roma».
Gabriele Elia
© RIPRODUZIONE RISERVATA
In Breve
SCANZANO JONICO
Furto
sventato
DUE cittadini rumeni
sono stati denunciati
per furto aggravato ai
danni di un supermarket di Scanzano Jonico. Un commesso alla
cassa ha notato due
giovani mentre stavano uscendo dal locale
con una voluminosa
borsa a tracolla, senza
fermarsi per pagare.
Insospettito, ha fermato i due giovani
chiedendo loro di controllare il contenuto
della borsa. Senza
obiettare, i due lo hanno seguito in ufficio ed
hanno svuotato la borsa sul tavolo: 4 confezioni di caffè, 4 tubetti
di paté di tonno e 4
confezioni di shampoo. I due si sono giustificati dicendo di non
avere da mangiare e di
non avere soldi. Il commesso ha chiamato il
113 e sul posto è giunta una Volante e i due
giovani sono stati denunciati a piede libero.
PISTICCI
Il drink
di P-stories
DOPO il primo socialdrink di P-stories - Pisticci città narrante,
oggi è in programma
un altro appuntamento di presentazione del
progetto curato da Allelammie e i suoi partner. Si affronterà il tema del "futuro", vuole
essere un evento esplorativo per indagare e
raccontare il carattere
e il potenziale del centro storico di Pisticci.
Sarà un'iniziativa per
raccogliere
visioni,
pratiche, possibilità di
trasformazione futura. Una prima versione del manifesto di "Pisticci 2020”.
RASSEGNASTAMPA
II I BASILICATA PRIMO PIANO
SANITÀ LUCANA
Venerdì 27 giugno 2014
La Regione vuole abbattere il terzo
piano per il quale ha speso milioni di
euro nei lavori di ristrutturazione
LA NUOVA RETE OSPEDALIERA
Assemblea di cittadini davanti
all’ospedale. «Pretendiamo un progetto
finanziato di ricostruzione dei locali»
L’ospedale di Tinchi
e il giallo del terzo piano
Sarà abbattuto per problemi di staticità. Nel 2007 fu ristrutturato
PIERO MIOLLA
l «Siamo pronti ad impedire
e fermare i lavori per l’abbattimento del terzo piano
dell’ospedale. Siamo pronti anche a morire». A Tinchi torna
nuovamente alta la tensione ed
il livello dello scontro tra i manifestanti del comitato di «Difesa dell’ospedale» e le istituzioni, rappresentate nell’occasione dalla Regione Basilicata e
dall’Azienda Sanitaria di Matera. Il motivo di questa recrudescenza della protesta è l’annunciato abbattimento del terzo piano del nosocomio pisticcese: lo stesso, denuncia il comitato, per il quale la Regione
ha speso milioni di euro per la
rara eccezione, non ha mai preso parte alle manifestazioni del
comitato, dimostrando così di
non condividerne i motivi della
protesta. Nel 2010 i manifestanti tornarono a far sentire la loro
voce e si arrivò addirittura anche all’occupazione del tetto
della struttura. I risultati, come
è noto, sono stati di scarso rilievo. Oggi, però, l’annunciato
abbattimento del terzo piano
suona come una vera e propria
beffa per i motivi su esposti.
«Pretendiamo – hanno spiegato
nel corso di un’affollata assemblea tenuta nel piazzale antistante il nosocomio - che venga
annullato il verbale sottoscritto anche dal sindaco di Pisticci,
Vito Di Trani, e che ci dimostrino con i fatti che c’è un
progetto finanziato di ricostruzione del terzo piano e di rilancio dell’ospedale distrettuale». Per questo, il comitato ha
annunciato l’ennesima mobilitazione per domenica 29 giugno
alle 9.30. «Siccome hanno sempre mentito domenica mattina
valuteremo anche l’eventuale
successiva
occupazione
dell’Asm a Matera». Da queste
parti, dunque, si preannuncia
l’ennesima estate calda, non solo climaticamente. Un clima indubbiamente favorito anche
dall’atteggiamento ondivago
delle istituzioni a tutti i livelli.
‘‘
RETROSCENA
La Regione sapeva dei
problemi di staticità ma
non ha mai fatto nulla
ristrutturazione pur sapendo
già che presentava problemi di
staticità, salvo decidere ora che
va abbattuto. I locali ristrutturati furono come al solito
inaugurati in pompa magna a
dicembre del 2007, alla presenza dell’allora governatore lucano Vito De Filippo (ora divenuto sottosegretario alla Sanità), del sindaco di Pisticci
dell’epoca Michele Leone, e del
direttore generale dell’Asl 5 di
Montalbano Jonico, Pietro
Quinto il quale, dopo una breve
permanenza potentina con incarichi dirigenziali in Regione,
è tornato all’azienda di origine
(ora Asm), per ricoprire il ruolo
di direttore amministrativo. I
cittadini si chiedono come mai
pur essendo state dilapidate risorse pubbliche per reparti mai
utilizzati ed ora da abbattere,
non sia stata mai acclarata al-
‘‘
LA STORIA
Vogliono chiudere
l’ospedale fin dal piano
sanitario del 1996
cuna responsabilità, neanche
morale, nei confronti di chi ha
deciso di far realizzare quei lavori. La storia di Tinchi parla
di una morte annunciata sin
dal piano sanitario regionale
del ‘96, contro la quale insorse
anche un sindaco (Vittorio Vitelli, che s’incatenò dinanzi
all’ingresso del nosocomio) ed
un’intera popolazione per impedire che la struttura fosse
chiusa. La reazione delle istituzioni locali e della cittadinanza sembrò fermare il progetto
di morte che, però, venne solo
derubricato a morte lenta: con
il trasferimento a Policoro della neonatologia e della chirurgia prese corpo lo svuotamento
del nosocomio, anche grazie alla totale assenza della politica
pisticcese che, tranne qualche
La proposta
Trasloco nell’ex carcere
SIT-IN
Pietro
Giannace alla
manifestazione che si è
svolta davanti
all’ospedale di
Tinchi di
Pisticci. Il
sospetto è
che dietro alle
ruspe si
nasconda il
progetto di
chiudere il sito
«Spostiamo i servizi attualmente esistenti nel nosocomio di Tinchi nella vicina
struttura dell’ex carcere: solo quando avremo garantita la persistenza di tutti i servizi
nella nuova struttura si potrà iniziare ad abbattere il terzo piano dell’ospedale, non prima». La proposta è di Andrea Badursi, capogruppo del Pd in consiglio comunale e sfidante al ballottaggio dell’attuale primo cittadino pisticcese alle ultime amministrative.
Badursi, che a Pisticci è all’opposizione, riconosce che la sua è una proposta molto dispendiosa dal punto di vista economico, ma
verrà comunque presentata a Marcello Pittella. Il capogruppo del Pd, inoltre, nel corso
della manifestazione di mercoledì sera ha attaccato Di Trani: «Prima di firmare quel verbale di accordo con l’Asm avrebbe dovuto
chiamare il comitato per chiederne il parere.
Non doveva certo chiamare me – precisa Badursi – ma di sicuro il comitato sì, invece di
sottoscrivere l’accordo. Ora Di Trani si assumerà la responsabilità di quell’accordo che
lui ha sottoscritto». In alternativa, Badursi
propone a sindaco e maggioranza di rinnegarlo, ritrattando la firma. «Di Trani – ha concluso Badursi - dica di aver sbagliato a sotto[p.miol.]
scriverlo e ritratti il suo sì».
Il sindaco Di Trani
Il comitato di difesa
«Tinchi non smantella» «La verità sulle ruspe»
l «Io complice? Se essere complice
significa mantenere tutto quello che
abbiamo a Tinchi, allora lo sono». Il
sindaco di Pisticci, Vito Di Trani, risponde a muso duro alle accuse del
comitato e ricorda: «Abbiamo deciso di
trasferire momentaneamente il distretto sanitario a Pisticci, in attesa
che terminino il lavori: dovevo farlo
andare a Policoro? La dialisi? Grazie a
me si è garantita la presenza a Tinchi».
La sua firma, però,
non piace al comitato. «Mi hanno eletto
per decidere ed io
decido: alla fine vedremo chi avrà avuto ragione e chi torto. Non dimentichiamo che sono stato io
a parlare per la prima volta di riabilitazione a Pisticci: in
quell’occasione mi fischiarono. Ora,
invece, sono tutti d’accordo». Si teme
per il laboratorio di analisi. «Per quanto riguarda il trasferimento del Pronto
soccorso e del laboratorio di analisi
stiamo valutando alcune cose. In ogni
caso nel momento in cui siamo riusciti
a calendarizzare qualcosa, viene fuori
una levata di scudi che non capisco e
non condivido». C’è poi il discorso del
‘‘
terzo piano che, francamente, per tutto
ciò che è accaduto dal 2005 ad ora, con
tanti soldi spesi e l’improvvisa necessità d’abbattimento, qualche riflessione la impone. «Anche io – rivela Di
Trani – ho chiesto spiegazioni sui lavori del terzo piano pur sapendo che
era pericolante. Però, non dobbiamo
perdere tempo a guardare al passato:
bisogna pensare al futuro, ad un territorio nel quale il lavoro langue. Il
mantenimento
dell’esistente a Tinchi vuole dire anche
posti di lavoro che
riusciamo a mantenere. Speculare su Pisticci piuttosto che
su Marconia o Tinchi
non ha senso: è importante mantenere
le cose nel nostro territorio. Tornando
al terzo piano, voglio ricordare che i
metri quadri che perdiamo con il suo
abbattimento li recuperiamo con la
dialisi al primo piano. Ripeto, la nostra
missione è controllare che a Tinchi
vada tutto per il verso giusto e lo stiamo
facendo. Di sicuro, come sindaco, non
potevo rischiare di andare in galera
visti i problemi di staticità ampiamente certificati del terzo piano». [p.miol.]
PASSATO
Quando parlai di
riabilitazione a Pisticci
tutti mi fischiarono
l Il sospetto è che la carenza di staticità del terzo piano celi la volontà di
chiudere definitivamente Tinchi. Questa è la denuncia del comitato di difesa.
«O Masi certifica lo stato di pericolo
immediato per il terzo piano, oppure la
necessità di abbattimento non sussiste». Pietro Giannace, uno delle anime
della protesta, non le manda a dire. «Se
c’è pericolo immediato, però, qualcuno deve andare in galera in quanto fino
al 2012 il terzo piano
ha ospitato centinaia di ricoveri. Se
c’era questo pericolo
perché hanno fatto i
lavori
spendendo
milioni di euro? Se,
invece, non c’è pericolo immediato – ragiona ancora Giannace - perché diventa necessario l’abbattimento? La struttura non si tocca:
devono restare i servizi attualmente
esistenti e l’Asm deve mantenere gli
impegni assunti per implementare
l’ambulatorio del piede diabetico, il
day hospital di endocrinologia e chirurgia, la nuova dialisi, la riabilitazione cardio-polmonare». Il sospetto è
però un altro. Giannace lo esplicita:
«La realtà, a nostro avviso, è che si
‘‘
vuole utilizzare la motivazione dei problemi di staticità per trasferire tutte le
attività in predicato di essere implementate a Tinchi in altri nosocomi,
cioè Policoro e Matera. Inoltre, il piano
verrebbe completato con il trasferimento di tutto il distretto sanitario a
Pisticci. In tal modo a Tinchi non rimarrebbe niente. I programmi di qualcuno, dunque, sono di far rimanere qui
solo la dialisi e la riabilitazione cardio
polmonare. Funzionale a questo piano è
il comportamento
del sindaco che vive,
insieme al vice sindaco, un fortissimo
conflitto d’interessi:
entrambi sono medici e, dunque, dipendenti Asm». Cosa fare? «Dopo la manifestazione di
domenica, occuperemo l’Asm: possono anche chiudersi nel loro fortino ma
non avranno tregua». Si pensa anche
ad una sorveglianza fisica dell’ospedale: «Stiamo predisponendo una vigilanza h24 per impedire qualsiasi tentativo di iniziare il programma di
smantellamento. Nei prossimi giorni
ci sarà la reazione anche violenta dei
[p.miol.]
cittadini in lotta».
CHIUSURA
Dietro all’abbattimento
c’è la volontà di
chiudere l’ospedale
RASSEGNASTAMPA
BASILICATA PRIMO PIANO I III
Venerdì 27 giugno 2014
LA VISITA
COMMISSIONE DEL SENATO
ANALISI SULLO SVILUPPO DELL’AREA
Sotto la lente c’è il contributo che l’attività
estrattiva può dare a sostegno dello sviluppo
economico e occupazionale dell’area
Petrolio, Itrec e rifiuti
L’ispezione dei senatori
VISITA
L’arrivo della
Commissione
del Senato al
centro oli di
Viggiano
.
Viaggio della Decima Commissione del Senato in Basilicata
PINO PERCIANTE
l VIGGIANO. Le estrazioni petrolifere in Val d’Agri e gli impianti di trattamento di Tecnoparco dove, tra l’altro, viene smaltita anche l’acqua di produzione
(separata dall’olio e dal gas) del
centro oli di Viggiano; la situazione relativa al rischio inquinamento e ai pericoli che potrebbero
derivare dall’impianto Itrec di
Rotondella.
Su questi i temi è in corso un’attenta verifica della situazione da
parte della decima Commissione
del senato che si occupa di industria, energia, commercio e turismo. Commissione arrivata in
Basilicata ieri per una visita che
si concluderà oggi. La delegazione è composta dal presidente Massimo Mucchetti (Pd ),dal segretario Vito Petrocelli, lucano, portavoce a Palazzo Madama del Movimento cinque stelle e dal reggente dell’ufficio di segreteria
Edoardo Battisti. La visita è partita da Viggiano. Obiettivo primario, stando alle affermazioni del
presidente Mucchetti, è quello di
prendere atto, dopo un’analisi sul
campo, della portata del contributo che la Basilicata può dare
nell’ambito della politica energetica nazionale e al tempo stesso
stabilire qual è il contributo che si
può dare alla Basilicata. In sintesi
è quello che si è sempre detto in
Basilicata, vale a dire dare il giusto in termini di risorse alle co-
munità locali che attraverso le loro classi dirigenti devono utilizzare le risorse per costruire il proprio futuro. La commissione è arrivata a Viggiano intorno alle 11.
45 di ieri. Prima tappa della visita
la sede del distretto meridionale
dell’Eni per una presentazione
delle attività che si svolgono nella
zona e del sistema di monitoraggio ambientale. Ma non solo. Si è
parlato anche del contributo che
l’attività estrattiva può dare a sostegno dello sviluppo economico
ed occupazionale dell’area (presenti per Eni il responsabile del
Dime Ruggero Gheller e il responsabile dell’area europea meridionale ed orientale Giuseppe Tannoia). Intorno all’una la commissione si è spostata per una visita
al pozzo petrolifero “Monte Alpi
5”, quindi visita alla sala controlli
e agli impianti di trattamento del
centro oli. È stato visionato anche
il cantiere della quinta linea. Poi
partenza per il sopralluogo a Tecnoparco.
PISTICCI DURANTE LA VISITA DAVANTI AI CANCELLI C’È STATO ANCHE UN PRESIDIO PACIFICO E DIMOSTRATIVO DEL FORUM AMBIENTALE PERMANENTE
«Blitz» del sindaco Di Trani all’interno di Tecnoparco
Il primo cittadino non era stato invitato alla visita della Commissione del Senato agli impianti
PIERO MIOLLA
l PISTICCI. . Un blitz in piena regola. L’ha messo in
atto il sindaco di Pisticci, Vito Di Trani, ieri pomeriggio a Tecnoparco, dove era in corso la visita di
alcuni componenti della decima commissione del Senato, quella che si occupa di industria, commercio e
turismo. Il primo cittadino di Pisticci non era tra gli
invitati e, per questo, quando ha appreso che il presidente della commissione Massimo Mucchetti (Pd),
il senatore di Matera, Vito Petrocelli (M5S) ed il reggente dell’ufficio di segreteria della commissione,
Edoardo Battisti, erano già all’interno del perimetro
dell’azienda consortile che in Valbasento smaltisce
reflui industriali, ha cercato di entrarvi. Al rifiuto
opposto dai vigilanti all’ingresso dell’area, per tutta
risposta Di Trani, a bordo di un’autovettura della
Polizia Locale ed in compagnia dell’assessore comunale all’Ambiente, Lino Grieco, è penetrato dirigendosi negli uffici all’interno dei quali era in corso la
visita dei tre componenti la commissione. Una visita
già fissata da tempo e, a quanto si legge sul blog di
Beppe Grillo, organizzata dal Movimento 5 Stelle. Una
visita dai contorni quasi misteriosi, visto che, a parte
i tre esponenti della commissione ed i rappresentati di
Tecnoparco, nessun altro soggetto è stato invitato a
parteciparvi. Neanche il sindaco di Pisticci, appunto,
che dopo aver atteso per oltre un’ora al di fuori dei
cancelli di Tecnoparco, quando ha ricevuto la notizia
ufficiale che la commissione era già all’interno
dell’azienda, ha forzato il blocco presentandosi a sorpresa. La commissione, si apprende sempre dal blog di
Grillo, ha fatto visita alla nostra regione per il «ruolo
che la Basilicata ha da anni in campo industriale ed
energetico ed è stata fortemente voluta dal portavoce
lucano al Senato, Vito Petrocelli, che ha trovato corrispondenza con la volontà del presidente Mucchetti».
La visita a Pisticci scalo è consistita in un sopralluogo
agli impianti di Tecnoparco che, per la prima volta,
hanno ricevuto una delegazione parlamentare. Resta
il fatto che chi ha organizzato la visita ha preferito
farlo senza coinvolgere le istituzioni locali e senza
dare la possibilità alla stampa di potervi assistere.
Dinanzi ai cancelli di Tecnoparco, infine, c’è stato
anche un presidio pacifico e dimostrativo del Forum
Ambientale Permanente di Pisticci, organo consultivo del Comune di Pisticci, i cui esponenti hanno
ribadito che la Valbasento è a sostenibilità esaurita.
RASSEGNASTAMPA
IV I BASILICATA PRIMO PIANO
ATENEO LUCANO
Venerdì 27 giugno 2014
I DATI DEL VOTO
Al ballottaggio ha ottenuto 178 voti
complessivi. 127 invece sono state le
preferenze per Carmine Serio
CAMBIO AL VERTICE
INCARICHI
Da due anni coordina il Dottorato di
ricerca in Metodi e Tecnologie per il
Monitoraggio Ambientale
Il primo rettore donna dell’Unibas
Aurelia Sole succede a Mauro Fiorentino. Cosentina, 57 anni, ama cinema e cucina
EMANUELA FERRARA
l A Potenza è l’anno dei ballottaggi. Dopo quello
a livello politico per scegliere il primo cittadino del
capoluogo regionale, è stata la volta di quello interno all’Università degli studi della Basilicata.
Dopo le varie elezioni andate a vuoto da ieri sera
l’Unibas ha il nuovo rettore. Tra Carmine Serio ed
Aurelia Sole, gli ultimi due candidati rimasti in
lizza per il posto di magnifico, l’ha spuntata la
professoressa ordinaria di Idraulica computazionale alla facoltà di Ingegneria.
Quella di ieri è stata la quarta votazione. Nel
corso delle prime tre, e nello specifico in quella del
24 giugno scorso, l’orientamento era piuttosto
chiaro. Il prossimo sessennio di rettorato va di
diritto alla Sole che tra 484 voti ne ha presi ben 178
contro i 127 del suo concorrente.
Buona parte dei voti la cosentina li aveva recuperati, in precedenza, dal personale tecnico amministrativo. Ora, però, il tempo dei conteggi è
finito ed inizia quello dei lavori. Non importa
dunque chi l’ha voluta alla direzione di Unibas,
conta piuttosto quello che per l’Ateneo riuscirà a
fare. Gli anni passati sono stati, a detta del suo
predecessore Fiorentino, duri e difficili a causa del
blocco del turn-over e della crisi generale che sta
investendo i piccoli atenei.
Sole avrà dunque un bel po’ da fare a partire dal
30 settembre prossimo, giorno in cui scadrà ufficialmente il mandato di Fiorentino, ordinario di
Costruzioni Idrauliche e Idrologia nell’Unibas.
Aurelia Sole, nata a Cosenza nel 1957, è figlia di
un ferroviere e di una casalinga. Madre di due figli,
si è laureata nel 1984, nell’Università degli Studi
della Calabria, in Ingegneria Civile per la Difesa
del Suolo e la Pianificazione Territoriale. Il suo è
un curriculum di tutto rispetto. Dal 1986 lavora
nell’Università della Basilicata dove è diventata
professore ordinario a partire dal 2006. L’attività di
ELEZIONI
Nelle foto lo
scrutinio e
Aurelia Sole
ricerca nel corso del tempo si è specializzata nel
campo della valutazione del rischio idrologico-idraulico e dell’uso di strumenti di analisi spaziale del territorio. Dal 2007 al 2012 è stata direttore
del Dipartimento di Ingegneria e Fisica dell’Ambiente; dal 2009 al 2012 presidente del Collegio dei
Direttori dell’Università della Basilicata. Dal 2003
al 2006 è componente della Giunta – con funzioni di
direttore vicario – del Centro di Ricerca Interu-
L’INTERVISTA IL RETTORE USCENTE MAURO FIORENTINO HA RINUNCIATO ALLA PROROGA
«Lascio un’Università
sana nonostante i tagli»
l Il nuovo rettore è stato ufficialmente
eletto così si chiude «l’avventura» di Mauro Fiorentino che lascia ufficialmente
l’Università degli Studi della Basilicata
dopo aver trascorso anni duri e, a sua
detta, difficili.
Si è in qualche modo parlato di «dimissioni». Perché va via?
«Non ho rassegnato le dimissioni ma
semplicemente rinunciato alla proroga
che la legge 240/2010 mi consentiva. L’ho
fatto perchè non era mia intenzione usu-
ANALISI
Mauro
Fiorentino
spiega lo
stato di salute
dell’ateneo
lucano
.
fruirne dal momento che credo nell’avvicendamento, strumento più che utile
agli atenei. Sono in linea, in questo, con il
rettore della Federico II che ha rifiutato la
proroga per consentire il naturale avvicendamento democratico».
Quale lo stato di salute attuale
dell’Unibas? Come la lascia?
«Sono stati anni difficili, durante i quali siamo stati impegnati nell’attuazione di
una riforma complessa e complicata. Ab-
biamo dovuto riformare completamente
il sistema interno dell’università, trasformare le facoltà in dipartimenti, riallocare
i docenti e trovare raggruppamenti disciplinari, accademici, che avessero un
senso in base a una legge che richiedeva
un forte accorpamento delle strutture.
Abbiamo infine dovuto riformare gli statuti e gli organi di governo. Sono stati
anni, insomma, dedicati alla trasformazione in un periodo lungo di tagli ai finanziamenti per le università, in un momento di turn-over bloccato che ci ha fatto
perdere docenti senza poterli sostituire
per mancanza di concorsi e finanziamenti per il reclutamento. Ciononostante lascio una università dai bilanci sani, che
ha ampliato la sua offerta formativa ed ha
una qualità della ricerca in linea con i
parametri di riferimento nazionali, anche se soffre, un po' meno degli altri atenei
del Mezzogiorno, di una crisi economico sociale che porta molti giovani ad abbandonare il Mezzogiorno. Restano punti
di grande eccellenza che si confermano
negli anni ai quali abbiamo aggiunto Matera con un Dipartimento della Cultura
sponsor della città dei Sassi a capitale
della Cultura. Se il prossimo rettore avrà
più fortuna di me in termini di tagli potrà
lavorare in maniera tranquilla. Una legge
regionale che c'invidiano molti atenei fa
di Unibas un ateneo in salute».
Si parla spesso di accorpamento tra
piccoli atenei. Cosa ne pensa?
«L’ipotesi di accorpamento non è scritta da nessuna parte. Abbiamo lavorato ad
una ipotesi federativa con atenei del sud
est, Puglia e Molise nello specifico, fatto
che il Ministero ha comunque valutato in
[em.fer.]
maniera molto tiepida».
niversitario in Monitoraggio Ambientale (CIMA).
Dal 2012 coordina il Dottorato di ricerca in Metodi
e Tecnologie per il Monitoraggio Ambientale. Dal
2013 è stata Prorettore alla didattica e progetti di
internazionalizzazione dei corsi di studio.
La sua è stata una candidatura sentita e voluta
vivamente proprio per sviluppare in primis un
dibattito acceso sul prossimo futuro dell’ateneo
lucano e per concretizzare poi proprio questi pro-
getti. «L’acqua, il territorio, il paesaggio – scrive
nel suo sito – e la natura, sono parte della mia vita,
da sempre, come studioso e come ingegnere. Ma
anche come persona che ama capire e prendersi
cura dell’ambiente in cui vive. Amo leggere, l’arte
e il cinema. Mi piace cucinare. Amo ascoltare le
persone, più che parlare. Nella mia formazione ha
svolto un ruolo importante l’impegno nel movimento femminista». Tutti elementi fondamentali
su cui si basa, o potrebbe basarsi, la vita della
regione Basilicata in cui probabilmente servono
più donne al comando.
Il suo sarà sicuramente un lavoro difficile ma
non impossibile. Rilanciare l’Unibas è l’obiettivo
primario e in sei anni si possono fare tante cose.
La mia esperienza per la crescita
dell’ateneo della Basilicata»
Parla il nuovo rettore. Ecco il suo programma di rilancio
ALESSANDRO BOCCIA
l «C’è una differenza sostanziale tra essere uomo ed essere donna, ed io spero di
contribuire alla crescita dell’ateneo lucano
portando la mia esperienza di persona, ma
soprattutto di donna». Sono passati pochi
minuti dall’esito del ballottaggio e così, un
po’ emozionata, la professoressa Aurelia
Sole commenta la sua elezione a magnifico
rettore dell’università degli studi della Basilicata. Dalla nascita dell’ateneo, agli inizi
degli anni Ottanta, è lei la prima donna a
prenderne le redini.
Rettore è stata questa un’elezione storica per l’università di Basilicata?
«Sì, ne sono consapevole e spero che questo
possa essere solo un bene per la nostra
università».
Quali sono stati i punti di forza del suo
programma?
«Ho sempre posto l’accento sui temi della
condivisione, della trasparenza e dell’ascolto di tutte le forze presenti nell’università
che sono convinta debbano lavorare in sinergia per migliorare il nostro ateneo che
ha davvero tante potenzialità».
Tuttavia le statistiche dipingono l'università lucana in chiaroscuro.
«Le statistiche analizzano diversi parametri ed è per questo che bisogna guardarli
tutti attentamente. Ancor più ritengo sia
necessario collocare l’università sul territorio altrimenti non si potrà mai avere
contezza del suo ruolo nella regione. Siamo
un piccolo ateneo diviso in due poli che
hanno delle specificità precise. La distanza
tra il polo di Potenza e quello di Matera è
solo fisica. La vicinanza si può ulteriormente consolidare con una comune progettazione e collaborazione».
Quali saranno i primi atti del suo rettorato?
«Il precedente rettorato si è impegnato tanto nell’applicazione della legge Gelmini che
ha gettato l’università in uno scompiglio
tremendo costringendoci a rivedere l’organizzazione dell’ateneo e delle sue strutture. Un impegno duro che comunque il
professor Mauro Fiorentino, che mi ha preceduto alla guida dell’ateneo, è riuscito a
superare. E da tutto questo che dobbiamo
partire per progettare l’ateneo del futuro».
Quale messaggio si sente di lanciare
agli studenti?
«I ragazzi devono avere fiducia e devono
impegnarsi nello studio. Al contempo noi
dobbiamo supportarli con servizi e tecnologie adeguate. Il nostro è un ruolo importante e la nostra didattica vive della
ricerca. Didattica e ricerca sono strettamente collegate. Attualmente facciamo
buona ricerca e buona didattica, ma tutto è
sempre migliorabile».
ELETTA Il
nuovo
rettore
dell’Università
degli studi
della
Basilicata
Aurelia Sole
.
RASSEGNASTAMPA
POTENZA CITTÀ I V
Venerdì 27 giugno 2014
MISTERIOSA MORTE
IL CASO CUCCARO
ALTRO MISTERO
Spunta un documento della Procura
che indica un trasporto della vittima in
ospedale di cui finora non c’era traccia
La polizia: «Scena del crimine
alterata prima del nostro arrivo»
Non acquisita la maglia che Mario indossava il giorno del decesso
FABIO AMENDOLARA
l La maglia e un giubbotto che
indossava il giorno della morte
non sono tra i reperti acquisiti
dalla polizia, «la scena del crimine
è stata alterata» e ora spunta fuori
un documento della Procura secondo cui la vittima è stata portata
in ospedale dal 118. «Apprendiamo solo ora di questo particolare
che non era contenuto in nessun
atto del fascicolo», precisa Nicola
Gaetano Cuccaro, il papà di Mario
- il giovane trovato senza vita il 22
marzo del 2011 a Potenza e la cui
morte non è stata ancora del tutto
chiarita - in un momento di pausa
dell’udienza di ieri mattina.
Antonio Coviello è un poliziotto
della Scientifica e quel giorno è
intervenuto sulla scena del crimine. Ieri in udienza ha riferito:
«Quando sono arrivato io la scena
del crimine era già stata modificata». Sulle ginocchia di Mario
c’erano dei lividi evidenti. «Lo abbiamo trovato in ginocchio - riferisce un infermiere del 118 alla
polizia (il particolare è documentato dalla ripresa video della
Scientifica) - ed era in un altro
contesto, con le gambe incrociate
e la testa per terra, rivolta sul lato
sinistro». Il testimone ieri lo ha
confermato.
A distanza di tre anni è ancora
difficile stabilire con esattezza le
cause della morte di Mario Cuccaro. Le prime indagini, chiuse
troppo in fretta, hanno stabilito
che si trattava di «overdose». Il
papà di Mario - che tramite l’avvocato Franco Morlino si è costituito parte civile nel processo che
dovranno affrontare i due ragazzi
che erano con Mario quella tragica sera (l’accusa è «morte come
causa di un altro delitto». L’altro
delitto è la cessione di sostanza
stupefacente) - non si è mai ras-
segnato (è costituita parte civile
anche la mamma di Mario, rappresentata dall’avvocato Giuliana
Scarpetta). Il corpo «manomesso»
dopo la morte e la quantità di stupefacenti assunti che stando
all’analisi tossicologica non è sufficiente a provocare un decesso
nonostante la diagnosi del medico
legale affermi il contrario, non ha
mai convinto. Ora salta fuori un
atto della Procura che documenta
un trasporto di Mario in ospedale
effettuato dal 118. Il pm che si oc-
cupò delle indagini indicava al
medico legale di «acquisire atti
nella struttura ospedaliera - si legge nel documento inedito - ove
venne trasportato dal 118 Cuccaro». Ma il 118, stando alle relazioni
contenute nel fascicolo, effettuò il
soccorso nell’abitazione in cui
Mario è morto, senza trasportarlo
in ospedale. «Mario in ospedale?
Perché nessuno ce lo ha mai detto?», si chiede il padre della vittima. È un altro dei misteri che
dovrà chiarire il processo.
VITTIMA Mario Cuccaro, morto nel 2011 per una sospetta overdose
Don Marcello racconta
i «Poteri invisibili» lucani
ANTIMAFIA Da sinistra Abbate, Cozzi, Amendolara, Pugliese e Orlandi
l «Poteri invisibili». «La mafia», per Lirio
Abbate, giornalista dell’Espresso. «L’intreccio
con la massoneria», secondo il magistrato della
Procura nazionale antimafia Elisabetta Pugliese. «Il muro di gomma che impedisce di cercare
la verità», secondo Natalina Orlandi, sorella di
Emanuela. Ogni relatore ha scritto un finale
diverso al libro di don Marcello Cozzi presentato
ieri al teatro Stabile di Potenza.
«Scrivete voi il finale», ha esortato il vicepresidente nazionale di Libera. In sala tanti
familiari di vittime. Di quel «sangue di nes-
suno» di cui parla il sacerdote nel suo nuovo
lavoro editoriale.
È un viaggio nella Basilicata di affari, mafie,
omicidi e verità sepolte (Editore Melampo), già
disponibile nelle librerie. Oltre all’autore, sono
intervenuti il giornalista Lirio Abbate, il sostituto procuratore della Direzione nazionale
antimafia Elisabetta Pugliese e Natalina Orlandi, sorella di Emanuela, la ragazza scomparsa in circostanze misteriose il 22 giugno 1983.
L’incontro è stato moderato dal giornalista della
Gazzetta del Mezzogiorno Fabio Amendolara.
RASSEGNASTAMPA
VI I POTENZA CITTÀ
Venerdì 27 giugno 2014
POLITICA
INCONTRO A POTENZA
Il capoluogo lucano tra le prime tappe del
dell’eurodeputato pugliese. L’on.
I PARTITI DOPO IL VOTO DI MAGGIO tour
Latronico: «Il partito coinvolga le persone»
Fitto e il centrodestra
«Primarie di coalizione»
Assemblea regionale di Forza Italia che si riorganizza sul territorio
CONVENTION
L’assemblea
regionale di
Forza Italia
che si è
svolta ieri
sera al Motel
Park di
Potenza alla
presenza di
Raffaele Fitto
ALESSANDRO BOCCIA
l «Dare protagonismo ai nostri territori per capire le difficoltà e rigenerare il nostro programma».
È l’impegno ribadito ieri sera da
Potenza dall’europarlamentare Raffaele
Fitto, partecipando all’assemblea regionale di Forza Italia, organizzata per
ringraziare gli oltre 11 mila lucani che
hanno espresso una preferenza per il
capolista lista del partito nella circoscrizione meridionale alle recenti europee e per ribadire l’interesse a costruire uno spazio politico in cui i
lucani si possano sempre più riconoscere.
«Dobbiamo recuperare lo sbandamento all’interno del partito, dando la parola ai nostri elettori, ascoltandoli, confrontandoci e recuperando la loro fiducia» ha continuato Fitto che ha voluto
inserire il capoluogo di regione lucano
tra le prime tappe del suo tour per
l’Italia incontrando amministratori locali, dirigenti e militanti del partito. Nel
corso del suo intervento l’ex ministro
berlusconiano ha trattato anche temi
nazionali.
«Faremo delle riunioni per discutere
delle riforme e per vedere quale sarà
l’evoluzione: c'è un accordo che è stato
messo in piedi da tempo e su cui sarà
utile fare una riflessione perchè nelle
ultime ore mi sembra che si sia aperto
un fronte anche sulla legge elettorale e
si tratta di capire come vogliamo procedere, verificando gli emendamenti
presentati in queste ore».
Quanto al futuro del dentro destra, per
l’ex governatore pugliese «è necessario
un confronto per comprendere le ragioni del risultato delle europee e al
tempo stesso discutere dei programmi,
che sono l’elemento principale di aggregazione, e poi stabilire anche i me-
.
todi di selezione della classe dirigente:
mi sembra che ormai il dato delle
primarie di coalizione sia già acquisito.
La necessità - ha aggiunto ancora Fitto -
IN BASILICATA
«Vogliamo creare una rete di
cittadini portatori di un’istanza di
libertà e cambiamento»
è quella delle primarie di coalizione,
anche in vista delle prossime elezioni
regionali che abbiamo alle porte».
Oltre a Fitto sono intervenuti anche
alcuni iscritti, i coordinatori provinciali
del partito, i consiglieri regionali, comunali e il coordinatore regionale, Co-
simo Latronico.
«Un grande progetto riformatore come quello che Forza Italia si incarica di
realizzare per rinnovare il Paese e riportarlo sulla strada della crescita e
dello sviluppo - ha precisato nel suo
intervento Latronico - non può non
avere, oltre che una grande leadership,
un corpo radicato sul territorio che
interpreti a tutti i livelli questa aspettativa.
Abbiamo la necessità di incrociare le
persone, coinvolgerle, motivarle perché
non siano semplici spettatori, ma protagonisti di una grande costruzione».
Infine un impegno.
«Ci accingiamo a costruire una rete di
persone presenti ovunque in regione
che siano portatrici di un’istanza di
libertà e di cambiamento che abbiamo
l’obiettivo di interpretare».
CONSIGLIO REGIONALE UN FUNZIONARIO, DUE DOTTORANDI E TIROCINANTI ENTRANO NELLA STRUTTURA
In arrivo «rinforzi»
per l’Ufficio legislativo
l In arrivo «rinforzi» per l’Ufficio legislativo, studi e documentazione del Consiglio
regionale. Nell’organico ci saranno un nuovo
funzionario direttivo, due dottorandi in materie giuridiche e alcuni tirocinanti scelti tra
i laureandi in materie giuridiche ed economiche. Con il contributo scientifico dell’Issirfa – Cnr, l’istituto di studi giuridici che ha
redatto la bozza del nuovo Statuto della Regione, si procederà inoltre alla redazione di
testi unici e all’aggiornamento normativo per settori organici, finalizzati
alla rivisitazione della
normativa regionale di
settore e di un suo adeguamento legislativo.
In esecuzione di quanto
deciso dall’Ufficio di Presidenza (alla presenza del
presidente Lacorazza, dei vicepresidenti Galante e Mollica e dei consiglieri segretari
Castelluccio e Polese) lunedì prossimo sul
sito del Consiglio regionale saranno pubblicati due avvisi pubblici: il primo ha lo
scopo finanziare due progetti di ricerca presentati dalle Università italiane pubbliche e
private che hanno attivato dottorati di ricerca in materia di diritto costituzionale e
diritto pubblico generale, diritto regionale e
degli enti locali, metodi e tecniche della formazione e della valutazione delle leggi; il
secondo, rivolto agli stessi soggetti, riguarda
l’attivazione di alcuni tirocini formativi, fino
a un massimo di dieci. I dottorandi e gli
studenti laureandi, che saranno selezionati
dalle Università di appartenenza, opereranno a supporto dell’Ufficio Legislativo, Studi e
Documentazione del Consiglio regionale,
che sarà rafforzato anche
con l’assegnazione di una
nuova unità di personale
di categoria D. Approvato,
inoltre, l’aggiornamento
dell’accordo di collaborazione che lega il Consiglio
regionale all’Istituto di
Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie “Massimo Severo Giannini” (Issirfa) del Cnr, l’organismo che ha redatto la
bozza del nuovo Statuto attualmente all’esame della prima Commissione permanente
dell’Assemblea.
«Fare leggi chiare e comprensibili, ma anche e soprattutto verificare se e come vengono applicate: è questo l’obiettivo delle azioni messe in campo dall’Ufficio di Presidenza
SCELTA
Dottorandi e laureandi
saranno selezionati dagli
atenei di appartenenza
REGIONE
Il presidente del
Consiglio
regionale,
Piero
Lacorazza
.
– spiega Lacorazza – dopo l’ampio confronto
avuto con i capigruppo. Migliorare la qualità
dell’attività legislativa è il principale obiettivo che ci poniamo per questa fase della
legislatura. Per farlo occorre migliorare ogni
fase del procedimento legislativo: dall’attività di approfondimento svolta nelle Commissioni, al supporto tecnico degli Uffici,
fino alle forme di partecipazione dei cittadini
e del mondo associativo. Per questo, dopo
aver rafforzato l’Ufficio Legislativo e dopo
aver aggiornato l’accordo di collaborazione
con l’Issirfa - Cnr per la redazione dei testi
unici, completeremo anche il lavoro per offrire ai cittadini la possibilità di seguire sul
nostro sito web ogni fase del percorso legislativo».
COMUNE DI POTENZA CENTRO DEMOCRATICO
«De Luca parli con i partiti
prima di costituire la giunta
Serve un esecutivo a sei»
l Il sindaco Dario De Luca non è riuscito ancora a
far quadrare i conti sulla composizione della giunta
comunale. Tra rinunce e indecisioni, il primo cittadino ha preso altro tempo per comunicare la squadra che lo affiancherà nel governo del capoluogo.
L’obiettivo di De Luca è quello di trovare il giusto
equilibrio per raggiungere il più ampio consenso
possibile e sottoporre, all’attenzione di tutti i partiti,
le sue linee programmatiche. Non sarà facile, anche
perché c’è già chi lancia segnali di insofferenza. È il
caso del Centro Democratico che tuona: «Le consultazioni ufficiali con i partiti da parte del sindaco
vanno fatte prima della costituzione della giunta e
non dopo». Posizione ribadita in un incontro tra
dirigenti ed i consiglieri comunali Picerno e Campagna. Una strategia – spiega il Cd - suggerita a tutto
il Centrosinistra di guardare alla proposta programmatica che De Luca vorrà sottoporre ai partiti ed ai
gruppi consiliari. Di qui l’esigenza di pensare ad un
esecutivo municipale fatto tutto da personalità esterne e senza la presenza di consiglieri o candidati di
partiti dello schieramento che ha sostenuto De Luca
che caratterizzerebbero politicamente la nuova giunta. Per Cd è importante che il sindaco dia seguito al
suo impegno di riorganizzazione della struttura amministrativa e politica come da lui promesso con una
giunta a sei. È inoltre urgente – sottolinea ancora il
partito – l’attenzione da prestare all’erogazione dei
servizi nei comparti di gestione e manutenzione che
rischia di tagliare fuori tutte le ditte locali con gravi
ripercussioni sull’occupazione locale e di conseguenza sulla già fragile economia cittadina. Per il Cd non è
in discussione il rispetto delle regole sugli appalti
anche attraverso il disciplinare della Consip ma ipotizzando una gara che abbia come base d’asta l’importo previsto da Consip proprio allo scopo di salvaguardare le ditte locali.
POTENZA IL PATRIMONIO DEGLI «SPIN OFF» ACCADEMICI
Camera di Commercio
imprese lucane e ricerca
Incontro con la Turchia
l Si chiamano Spin Off accademici. Si tratta di imprese
nate per valorizzare i risultati
della ricerca svolta presso Università ed enti di ricerca pubblici, con il contributo prioritario di docenti e ricercatori. La
Camera di Commercio di Potenza, nell’ambito della Convenzione Mise – Unioncamere (Programma plurisettoriale in partenariato con il Sistema Camerale nell’ambito della campagna
promozionale straordinaria a
favore del Made in Italy 2011,
Progetto Mediterraneo - Nord
Africa) organizza, per i giorni 30
giugno e 1 luglio, un incontro tra
gli spin off dell’Università degli
Studi della Basilicata e imprenditori e accademici provenienti
dalla Turchia. La presentazione
del progetto e l’avvio dei lavori
avverranno lunedì prossimo, alle 9, al Campus di Macchia Romana (Biblioteca Safe e Aula
20). Interverranno Pasquale Lamorte (presidente dell’Ente camerale del potentino), Mauro
Fiorentino (Rettore Unibas), Fabio Pizzino (relazioni internazionali Unioncamere), Sennur
Yilmas (Camera di Commercio
Italiana in Turchia), Enrica
Marchese (Dirigente Ufficio Internazionalizzazione Ricerca
Scientifica e Innovazione tecnologica, Dip. Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca della Regione Basilicata).
«La forte dipendenza dal mercato locale sta penalizzando fortemente l’economia della nostra
provincia – dice Lamorte -. Avvertiamo dunque come esigenza impellente quella di aprirci ai
mercati esteri, e ciò richiede
una politica di sviluppo che supporti adeguatamente la vocazione all’internazionalizzazione
delle eccellenze imprenditoriali
del nostro territorio, come gli
spin off accademici, che potranno essere volano di trasferimento tecnologico dei risultati della
ricerca in Turchia, grazie a uno
dei tanti snodi della rete del sistema camerale nel mondo».
RASSEGNASTAMPA
POTENZA CITTÀ I VII
Venerdì 27 giugno 2014
SERVIZI PUBBLICI
APPALTO E POLEMICHE
RIUNIONE DESERTA
La Team Service non si presenta
all’incontro convocato dalla Regione.
«Disagi e disorganizzazione»
Pulizie nelle scuole
è stato di agitazione
Il nuovo gestore del servizio snobba i sindacati lucani
PROTESTA I lavoratori del settore
durante un sit-in davanti alla Regione
l La Team Service ha dato buca.
All’incontro convocato in Regione
la capofila dell’associazione temporanea di imprese che dall’1 aprile
gestisce il servizio di pulizia nelle
scuole lucane e calabresi non si è
presentata. Al pari dei rappresentanti della direzione scolastica regionale.
Sconosciute le motivazioni di
questa assenza e durissima la presa
di posizione dei sindacati di categoria Fisascat Filcams Uiltucs
che hanno proclamato lo stato di
agitazione e diffidato la Team Service «nel porre in essere azioni
unilaterali per tutto quanto attiene
stabilito dall'accordo ministeriale
del 5 maggio scorso – mentre, per
quanto riguarda la gestione dei
lavoratori degli appalti storici, «la
prospettata sospensione per il periodo luglio-agosto è difforme da
quanto concordato tra le parti in
sede regionale con l'accordo del 31
marzo».
I sindacati denunciano infine «il
gravissimo comportamento dei responsabili di cantiere di Potenza e
Matera che con atteggiamenti minacciosi e continue provocazioni,
lesive della dignità umana, hanno
creato un clima di terrore e confusione tra i lavoratori».
l'organizzazione del lavoro, con particolare riferimento alle disposizioni di servizio e agli spostamenti di
orario e di sede senza alcuna comunicazione preventiva e formale
al lavoratori e alle organizzazioni
sindacali».
La Regione ha riconvocato le parti per il 30 giugno prossimo, alle
9.30, ma il clima resta incandescente. Nel condannare la scelta
della Team Service di «sottrarsi al
confronto con le istituzioni e le
organizzazioni sindacali», Fisascat
Filcams Uiltucs hanno fatto mettere
a verbale «la gravissima situazione
di disorganizzazione in tutti i plessi
.
scolastici e i disagi che stanno
vivendo i lavoratori dalla data del
passaggio del servizio al nuovo gestore».
Lunga la lista delle inadempienze
lamentate dai sindacati. «L'azienda
non ha ancora provveduto a far
sottoscrivere ai lavoratori il contratto individuale di lavoro e finora
non ha predisposto il pagamento
delle spettanze salariali tramite bonifico bancario».
Fisascat Filcams Uiltucs lamentano inoltre criticità rispetto alla
gestione della formazione dei lavoratori – effettuata in maniera
discrezionale, al di fuori di quanto
L’EVENTO MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA DAL CIRCOLO CULTURALE «POTENZA PARTECIPA». NUMEROSI ARTISTI SUL PALCO A SFIDARE LE INSIDIE DI «PIAZZA POLMONITE»
Maratona musicale di solidarietà
Raccolta fondi per i poveri della città. Sarà il Comune a decidere chi avrà i soldi
EVENTO
La maratona
musicale
organizzata a
Potenza per
raccogliere
fondi da
destinare alle
famiglie
indigenti della
città
LORENZA COLICIGNO
l Il 16 giugno il maltempo fece
rinviare al 25 giugno la gara di
solidarietà denominata «Una
Piazza per Tutti», promossa dal
circolo culturale Potenza Partecipa e dall’assessorato alla Cultura del Comune di Potenza, il 25
giugno con puntualità l’iniziativa è stata riproposta, ma anche
il maltempo è stato puntuale nel
minacciare pioggia. «La serata
non è stata invitante dal punto di
vista climatico, Piazza Mario Pagano non ha smentito la sua fama di «piazza Polmonite» nemmeno a fine giugno, per la costante presenza di un vento freddo. Questo ha condizionato la
partecipazione che è stata al di
sotto delle nostre aspettative» ha
detto Quaratino, presidente di
Potenza Partecipa. «Non siamo
in grado di dare oggi dati sulla
somma raccolta, visto che ancora sono presenti nei bar del
centro storico le urne in cui depositare il contributo volontario, né del resto le urne sigillate
saranno aperte prima di firmare
un protocollo d’intesa con il Comune di Potenza. Con il prece-
le altre notizie
MANIFESTAZIONE
Festa del Sacro Cuore
oggi a Potenza
n Oggi festa del Sacro Cuore
e Giornata della santificazione sacerdotale. Appuntamento alle 20.30 nella
chiesa di Santa Maria del
Sepolcro. L’Azione Cattolica e i Movimenti ecclesiali
della Diocesi di Potenza,
anche nella ricorrenza
dell’anniversario di ordinazione episcopale di
mons. Agostino Superbo,
invitano a una veglia di
preghiera e di ringraziamento.
AGRICOLTURA
Il lucano Verrascina
alla guida della Copagri
.
dente assessore ai servizi sociali
si era concordato, appunto, che
in base ad un protocollo d’intesa
il circolo culturale Potenza Partecipa avrebbe versato i fondi
raccolti, sarebbe poi stato compito dell’assessorato individuare le famiglie cui distribuire i
contributi, in base ai dati in suo
possesso. È stato, inoltre, predisposta una scheda con l’indicazione dell’Iban bancario dedica-
to, per quanti volessero versare
con questa modalità il proprio
contributo. Non sarà possibile,
dunque, prima di una settimana
fare i «conti» sulla generosità dei
Potentini verso i loro concittadini meno fortunati, essendo numerosi e diversi i luoghi e i modi
di esprimere la loro solidarietà».
In piazza Mario Pagano, comunque, danza, musica e teatro hanno avuto la funzione di attrattori
per raggiungere le finalità solidaristiche, d’aiuto e di sostegno alle persone bisognose e più
disagiate della città, da cui ha
avuto origine la manifestazione.
Molti gli artisti si sono esibiti:
Agostino Gerardi, Idrusa, Mamma Cannibale, Iole Cerminara,
Pina Stanco, Enzo Cianci, La
Faina, Concert Band, Mattia Valentino, Cinzia D’Angiolillo,
Be-Love, Dangerous, ProBe, Ale-
gria Ritmo Do Brasil, D. J. Disco
Stories. Ma al di là della quantità
dei fondi raccolti, che certo sarà
un dato importante da verificare, resta il merito di una serata
in cui si è tornati a riflettere
sulla difficile situazione di tanti
potentini, che, secondo i dati sia
della Caritas sia dell’Istat, versano in condizioni di indigenza e
fanno al fila per ricevere beni di
prima necessità.
n C’è un lucano alla guida nazionale della Copagri, la Confederazione Produttori Agricoli. È Franco Verrascina, 57
anni, originario di Grottole,
che nell’ultimo congresso
della associazione italiana
degli agricoltori è stato ancora una volta designato alla carica di presidente. Verrascina per i prossimi cinque anni
sarà ancora al timone della
Copagri che nel corso della
sua amministrazione ha consolidato la propria attiva presenza in tutto il Paese.
Festa diocesana degli oratori
in piazza tra canti, giochi e preghiera
l Festa diocesana degli oratori
ieri a Potenza. In piazza Mario Pagano si sono ritrovati i ragazzi provenienti da diversi centri della provincia e, in particolare, dal territorio di competenza dell’Arcidiocesi
di Potenza, Muro Lucano e Marsiconuovo. Giochi, divertimento,
musica, aggregazione, ma anche
preghiera per una giornata di festa
e di riflessione. Le parrocchie che
hanno partecipato alla manifestazione hanno portato in «dote» i rispettivi inni, canzoni orecchiabili
piene di messaggi positivi, dalla solidarietà all’amore, dall’amicizia alla compassione. Particolarmente
apprezzato il brano presentato dalla
parrocchia di Santa Cecilia dal titolo «Everybody», ben costruito melodicamente e con un testo molto
efficace. In mattinata i ragazzi sono
stati accolti in piazza da mons. Agostino Superbo. A conclusione
dell’evento lo stesso vescovo ha presieduto all’incontro nell’oratorio salesiano Don Bosco con i giovani e le
rispettive famiglie.
EVENTO La festa di ieri si è conclusa nell’oratorio salesiano Don Bosco di Potenza
RASSEGNASTAMPA
VIII I POTENZA CITTÀ
Venerdì 27 giugno 2014
SOS CENTRO STORICO
STRADE ABBANDONATE
IL PROBLEMA
La vegetazione, priva di ogni
manutenzione, dalla scarpata sottostante
sta invadendo gli spazi
MANUTENZIONE
Dal lato del vescovado sanpietrini divelti e
buche sempre più grandi rendono
pericoloso utilizzare il marciapiede
Marciapiedi inghiottiti dal verde
In via Vescovado pedoni a rischio tra arbusti, erbacce e sanpietrini saltati
GIOVANNA LAGUARDIA
MARCIAPIEDI DIMENTICATI
l Pedoni figli di un dio minore in pieno
centro storico a Potenza. Nel corso degli ultimi
anni la Gazzetta ha raccolto più volte il grido di
dolore dei cittadini per le pessime condizioni di
via Vescovado, sia per quanto riguarda la parte
carrabile, costellata da enormi avvallamenti e
biche solo in alcuni casi malamente tappate con
asfalto, sia per quanto riguarda i marciapiedi.
E proprio la situazione di questi ultimi sembra
peggiorare di stagione in stagione.
Il marciapede dal lato del Vescovado è sempre più dissestato. Come si può vedere dalle
foto, infatti, sono sempre più numerosi i sanpietrini divelti dalla loro sede. Lo stretto passaggio per i pedoni è diventato enormemente
disagevole, sia per il pericolo costituito dalle
buche, sia perché il marciapiede, nascosto alla
vista dalle macchine, continua ad essere meta
delle passeggiatine di salute dei vari
Fido, i cui paroni
spesso
non si curano
di ripulire i
bisognini dei
loro amici a
quattro zampe. Un andazzo, questo, più volte denunciato
dalla Gazzetta, che va avanti ormai da diversi
anni.
Ma ormai è diventato difficile anche utilizzare il marciapiede dal lato della discesa di
San Gerardo. Benchè da questo lato i sanpietrini si siano conservati molto meglio, infatti, a creare problemi ai pedoni ultimamente
è la vegetazione. Le piante rampicanti che si
arrampicano lungo il muraglione di contenimento della discesa di san Gerardo, forse rese
particolarmente rigogliose quest’anno dalle
abbondanti piogge primaverili, stanno invadendo larghi tratti dello spazio disponibile per
chi procede a piedi, mescolandosi alle erbacce
che crescono spontanee sul ciglio del marciapiede e formando un tappeto verde fitto ed
impenetrabile che si alza sempre di più. Per di
più ci si mettono anche gli alberi che si ergono
dalla sottostante scarpata le cui chiome stanno
crescendo a dismisura tanto che in alcuni casi
ostacolano con i rami che ricadono sulla strada,
non solo il passaggio dei pedoni ma anche il
parcheggio delle macchine. Insomma, la natura, in mancanza di manutenzione del verde
urbano, sta prendendo il sopravvento sulle
opere dell’uomo. E a pagare sono i cittadini.
ALBERI
Le chiome si allungano
e rendono difficile
il passaggio
MARCIAPIEDI Via Vescovado
sentiero di guerra per i pedoni,
fra erbacce e sanpietrini saltati
.
ADOLESCENTI CON SINDROME DI DOWN
POTENZA LA PAVIMENTAZIONE DEL LARGO VA RISISTEMATA
Club Ragazzi in Gamba
aperitivo solidale
per finanziare i progetti
dell’associazione Aipd
Una petizione
per San Michele
l Un aperitivo solidale per celebrare il decimo
anniversario della presenza sul territorio provinciale del «Club dei Ragazzi in Gamba» il
percorso di educazione all'autonomia per adolescenti con sindrome di Down nato nel 1989
presso l'Aipd di Roma e divenuto negli anni
un'attività istituzionale delle sezioni Aipd in
Italia e all'estero.
Stasera, alle 19, presso 5 locali della città sarà
possibile devolvere parte della tua consumazione a sostegno dei progetti di educazione all’autonomia dell’Associazione Italiana Persone Down Onlus sezione di Potenza.Le attività che hanno aderito all'iniziativa sono Assurd Pucceria
artigianale e birreria Cibò, Sunset Glamour Café, Bar del Parco Baden Powell e Peke & Snack. Le
famiglie e gli operatori dell’Aidp da sempre promuovono l'autonomia delle persone con sindrome di Down. Per l'occasione l'Aipd di Potenza ha
deciso di realizzare una t-shirt per la celebrazione del decennio di attività che sarà possibile
acquistare durante l'iniziativa o richiedendola
presso le sedi Aipd della provincia. Il ricavato
sarà destinato al finanziamento dei progetti.
l Le antiche pavimentazioni
del centro storico si sgretolano.
Un nuovo sos arriva dai cittadini
del borgo antico. Questa volta si
tratta di Largo san Michele, con le
sue belle basole bianche. Con il
passare degli anni, l’espoosizione
alle intemperia e l’assestarsi del
terreno
stottostante,
però,
quell’elegante pavimento è diventato più che altro un percorso a
ostacoli. Fossi e avvallamenti
rendono difficile camminare ed
in alcuni punti le basole uscite
fuori sede e traballanti richiedono addirittura doti di equilibrismo per poter attraversare la
piazzetta.
Per questo alcuni cittadini residenti nella zona hanno deciso di
sottoporre la questione all'attenzione del nuovo sindaco di Potenza, Dario De Luca, con una
petizione in cui viene evidenziata
STRADE
Le basole
rotte in
largo San
Michele
.
«la necessità ed urgenza di provvedere alla sistemazione delle basole della antica pavimentazione
del Largo di S.Michele. Attualmente la pavimentazione è in uno
stato di grave dissesto con le basole che sono completamente
sconnesse e rialzate nè è stato fino
ad ora effettuato alcun intervento
manutentivo. Tale situazione, oltre a essere motivo di degrado di
un degli ambiti più interessanti
del Centro Storico, crea grave pericolo per la pubblica incolumità
e disagi per i passanti e dei tanti
fedeli che si recano in Chiesa
compresi i turisti che visitano il
Sacro edificio, uno dei più importanti monumenti medioevali
della città di Potenza. La petizione è accompagnata da una raccolta di firme, avvenuta in questi
giorni nella sede di Copystep, in
via del Popolo.
le altre notizie
TRECCHINA
DROGA
Arrestato dai CC
con 40 grammi di marijuana
n Arrestato e processato in meno di 24 ore
un venticinquenne di Trecchina che
aveva nascosto 40 grammi di marijuana
in un calderone. Lo stratagemma è stato
scoperto dai carabinieri della Compagnia di Lagonegro, al comando del capitano Luigi Salvati Tanagro. Il ragazzo
ra finito ai domiciliari mercoledì pomeriggio, su disposizione del sostituto procuratore di Lagonegro Francesco Greco.
Processato per direttissima ha patteg[p.per.]
giato 8 mesi di reclusione.
ROTONDA
DIGITAL DIVIDE
La banda larga
arriva sul Pollino
n Rotonda e Viggianello escono dal Digital
Divide grazie alla Regione Basilicata e a
Fastweb. Entro la fine di quest’anno altri quarantuno comuni saranno progressivamente collegati alla rete Internet.
RASSEGNASTAMPA
POTENZA PROVINCIA I IX
Venerdì 27 giugno 2014
TITO INDAGINI DEI CARABINIERI DELLA COMPAGNIA DI POTENZA. IN CORSO ACCERTAMENTI SCIENTIFICI
Anziana picchiata e legata
da due sconosciuti
Casa a soqquadro ma non è stato prelevato nulla
PERIFERIA La casa dell’anziana è in una zona isolata. Sul posto militari e scientifica
.
l Suo marito esce di casa e appena
resta sola viene picchiata, imbavagliata e legata da due persone che
dopo aver messo l’abitazione a soqquadro non hanno portato via nulla.
Verso le 10.30 di ieri mattina una
donna è stata rapinata in casa in
centro a Tito.
La donna, di 63 anni, è stata sorpresa nella sua abitazione da due
persone.
Le hanno chiesto denaro, poi l’hanno legata e imbavagliata.
Colpita al volto e alla testa. L’hanno
anche tentata di strangolare. Non è
ancora chiaro come la donna sia
riuscita a mettersi in salvo. A dare
l’allarme è stato un vicino di casa che
l’ha vista barcollare. La donna è stata
soccorsa dal 118 ed è ricoverata
all’ospedale san carlo, dove le sono
stati riscontrati segni evidenti di percosse. Sul caso indagano i carabinieri.
Non è ancora stato accertato cosa
sia stato portato via dall’abitazione
dell’anziana.
Ora sono in corso indagini scientifiche. I carabinieri sono alla ricerca
di impronte o di qualsiasi traccia
lasciata dai due uomini che si sono
introdotti nell’abitazione della donna.
Ma che, a quanto sembra, non hanno
portato via nulla. Eppure l’abitazione,
stando alla prima ricostruzione dei
carabinieri, è stata messa a soqquadro. La donna, poi, ha aperto tranquillamente la porta. E questo lascia
Soccorsa dal 118 La zona è isolata. Si sospetta SAVOIA GAL
L’anziana ha riportato segni
che chi ha agito la
Nel Melandro
evidenti di percosse
conoscesse bene si accende la fiaccola
A dare l’allarme un vicino Erano stati fatti sopralluoghi? delle olimpiadi
sospettare che i visitatori siano per- se nei giorni scorsi ci sono stati della ruralità
sone di sua conoscenza. Ma al momento è solo un’ipotesi. L’abitazione è
in una zona isolata, nelle vicinanze
delle terme.
La violenza sarebbe scattata quando la donna ha detto di non avere
denaro. A quel punto è stata picchiata,
legata con dello spago, e imbavagliata.
Il racconto della vittima è lucido fino
a questo punto.
La storia fila. Fino al movente.
Perché non portare via nulla e mettere comunque l’abitazione sottosopra?
I cittadini che abitano nella zona
sono stati convocati dai carabinieri
che stanno cercando di accertare se
qualcuno ha visto qualcosa. Oppure
POTENZA ANTONIO D’AVERSA GIUDICATO COLPEVOLE IN PRIMO GRADO
Stalking, un uomo di 45 anni
perseguitava l’ex moglie
Condannato a 2 anni e 8 mesi
l «Sei ancora mia». Dopo una
relazione di 17 anni troncata ormai da tempo voleva impedire
che la ex moglie avesse contatti
con chiunque: un uomo di 45 anni, Antonio D’Aversa, ha continuato a perseguitare la donna e
ieri è stato condannato dal Tribunale di Potenza a due anni e
otto mesi di carcere. La richiesta
della Procura era di quattro anni.
Era finito agli arresti domiciliari
dopo averla inseguita in auto per
le vie di Potenza e averle rotto uno
degli specchietti retrovisori, forse per «punirla» subito della sua
decisione di chiedere l’intervento
della polizia. La vicenda andava
avanti da tempo: dopo una prima
serie di atti persecutori, l’uomo
era già finito ai domiciliari: successivamente, aveva ottenuto l’at-
tenuazione della misura cautelare e l’obbligo di firma in questura. Poi, però, il suo atteggiamento
nei confronti dell’ex moglie era
tornato a farsi aggressivo. Non
solo la donna ma chiunque avesse
contatti con lei – personali o di
lavoro – sarebbe stato minacciato
con l’intento di lasciarla del tutto
sola e isolata. La donna - costituita parte civile tramite l’avvocato Cristiana Coviello - è tornata
a vivere in un «insopportabile
stato di disagio morale». Alla fine, quando si è vista inseguita
dall’auto guidata dall’ex marito
(alcune fasi dell’inseguimento sono state riprese da telecamere in
vari punti della città) la donna ha
chiesto l’intervento della polizia.
Un rapporto sulla vicenda da parte della squadra mobile della Que-
stura portò la Procura a chiedere
il ritorno dell’uomo agli arresti
domiciliari. L’indagine è stata
condotta dagli investigatori della
Sezione «reati contro la persona
ed in danno di minori» della
Squadra mobile, in collaborazione con gli agenti dell’ufficio prevenzione generale della Questura. L’attività investigativa «ha
consentito di accertare a carico
dell’uomo la consumazione e la
prosecuzione di atti persecutori
ai danni dell’ex convivente, con
un evidente aggravamento del
profilo delle esigenze cautelari».
Il movente? «L’uomo - spiegarono
in Questura - dopo una convivenza con la vittima durata oltre 17
anni non ha accettato di buon
grado la fine della relazione». Ora
è arrivata la condanna.
LAVELLO I GIORNI VISSUTI DA UN MIGRANTE A BOREANO DOCUMENTATI DAL GIORNALISTA
Premio «L’anello debole»
Moussa diary di Albensi
in finale a Capodarco
l In finale al premio «L’anello debole», assegnato ai migliori cortometraggi della realtà e
di fiction sui temi sociali e ambientali (manifestazione in corso a Capodarco di Fermo),
«Moussa diary», diario digitale del giornalista
Emiliano Albensi.
Racconti, pensieri, umori e sensazioni di un
ragazzo di trentasette anni, venuto dal Burkina
Faso in cerca di fortuna. «Moussa diary» è una
testimonianza delle condizioni di lavoro e soprattutto di vita di uno dei tanti migranti
impegnati nella raccolta della frutta e verdura
nel Mezzogiorno d’Italia. Sono circa 3mila quelli che ogni anno fanno tappa in Basilicata:
piegati in due sui campi, lavorano dodici ore al
giorno per 25 euro. Vivono, o meglio sopravvivono, in case abbandonate, senza acqua ed
FINALE Il giornalista Emiliano Albensi
elettricità, in condizioni di estrema povertà.
Non hanno alcun diritto, né alcuna forma di
assistenza: sono in balia dei «capi neri», deputati a controllare non solo il loro lavoro, ma
tutta la loro vita. «Moussa diary» è un testamento per le giovani generazioni. Domani la
premiazione.
avvistamenti sospetti. Perché chi ha
deciso di colpire in quella zona isolata
con molta probabilità ha avuto bisogno di fare dei sopralluoghi. A
meno che non conoscesse bene già i
luoghi. Al momento i carabinieri - al
comando del tenente Giuseppe Abbrescia - non escludono nessuna ipotesi. Qualche risposta potrebbe arrivare già nelle prossime ore dalle
analisi scientifiche e dai reperti raccolti nell’abitazione della donna, sulla
porta d’ingresso e sugli oggetti che
sono stati spostati nella casa. Anche
sullo spago usato per legarla e sul
fazzoletto con cui è stata imbavagliata
potrebbero esserci delle tracce utili
per risolvere il caso.
TRIBUNALE
Il palazzo di
giustizia di
Potenza [foto
Tony Vece]
.
l SAVOIA DI LUCANIA. Valorizzare il territorio rileggendo le
tradizioni in chiave moderna. È
stato presentato ieri nella sede del
Gal Melandro, a Savoia di Lucania, il programma innovativo e
singolare delle «Ruraliadi»,
nell’ambito del PSL «Basilicata
Nord Occidentale». Il progetto intende realizzare un percorso itinerante di manifestazioni aventi
a tema la «competizione» tra territori rurali dell’area Leader. Gli
obiettivi indiretti e diretti sono:
sostenere lo sviluppo sostenibile
dei territori rurali attraverso la
valorizzazione delle risorse naturali, architettoniche, storico e artistico – culturali, favorire la commercializzazione delle risorse turistiche delle aree rurali attraverso attività di promozione del
territorio in un’ottica unitaria e
integrata. La struttura del Gal ha
voluto condividere con i protagonisti del l’area, gli amministratori e le comunità da essi rappresentate, le fasi definitive del
progetto esecutivo per ottenere la
massima riuscita e raggiungere il
pieno degli obiettivi prefissi.
RASSEGNASTAMPA
X I MATERA CITTÀ
Venerdì 27 giugno 2014
TRASPORTI
RITARDI INACCETTABILI
DOPO LE PRIME SEGNALAZIONI
Scatta una petizione popolare che parte
da lontano, è promossa dall'associazione
«Amici della Basilicata in Lombardia»
ISOLAMENTO, MALE ANTICO
Il problema è avvertito e, non a caso
dopo l’appello, in tre giorni sono state
già raccolte circa seicento firme
COMUNE ORA SI DECIDERÀ
E il diritto alla salute?
Il bus per Palese
ma anche per il Crob
Ora si cerca una soluzione per
continuare a garantire alcuni collegamenti bus, tra cui quelli per
l’aeroporto di Palese e per il Crob
di Rionero, dopo che la Regione
ha fatto presente alla Provincia di
Matera di finanziare le corse solo
sino a fine giugno. L’ente Provincia non ha i soldi per sostenere i
servizi bus: servono circa 62 mila
euro al mese. Il presidente Stella
ha detto che taglierà alcune corse, tra quelle già considerate a
bassa frequentazione, per risparmiare qualcosa e finanziare quelle per Bari e Rionero. Sul fronte
della reazione dei cittadini, invece, si registra la raccolta di firme
(avviata dai lucani in Lombardia)
a sostegno della prosecuzione
del bus navetta per l’aeroporto (e
viceversa), ma nessuna iniziativa
«civica» per chiedere che sia confermato anche il bus per l’ospedale oncologico di Rionero. C’è in
ballo il diritto alla salute, e alle cure, mica roba di poco conto.
Qualche firmetta dei materani,
magari, non guasterebbe.
[e.s.]
Pronto
il Piano
di gestione
Unesco
AEROPORTO DI BARI-PALESE Sembra vicino, ma potrebbe diventare sempre più lontano dalla città dei Sassi
«Non sopprimete la navetta»
protestano anche a Milano
Dal 1º luglio si ferma il servizio di collegamento tra la città e l’aeroporto di Bari
PASQUALE DORIA
l Strano Paese l’Italia. Diventa sempre
più difficile orientarsi, capire. Lì dove terminano i deliri sull’alta velocità inizia il
silenzio assordante del nulla. Mobilità anno
zero, o quasi, da queste parti. Siamo nel
cuore del deserto dei Tartari, dove tutto è
sempre apposto, dove tutto si nega in nome
di velleità, fughe in avanti, incapacità totale
di fare i conti con la realtà. Non solo, è qui
che si autoalimenta la cattiva coscienza di
chi, paradossalmente, sui trasporti del futuro ha fatto fortune elettorali e forse di
altro tipo - si pensi alla stazione ferroviaria
fantasma - ma con i risultati tipici dei verbi
difettivi, declinati sempre al passato remoto. Insomma, isolamento non è lamento.
Ma anche stavolta c’è chi, a livello locale,
ha dato l’allarme: pochi cittadini attenti
uniti ai i soliti addetti ai lavori dell’informazione. Per il resto della comunità, scon-
tate prese di posizione istituzionali a parte,
è un silenzio di tomba. Fatta eccezione per
un deciso acuto, che per certi versi sorprende. Sì, perchè la voce più alta è partita
non da Matera, tanto per fare il nome di una
città dalle ambizioni europee. No, la tensione è di colpo montata molto più lontano,
a Milano. E tutto questo è avvenuto per
merito dell'associazione Amici della Basilicata in Lombardia.
Due fatti positivi in un solo colpo: esistono ancora gli amici e si incazzano pure.
In verità, chi rappresenta l’associazione,
tradisce decisamente l’origine Lucana nel
suo cognome, diffuso tra la città dei Sassi e
dintorni. Si tratta del presidente e socio
fondatore Tommaso Ruggieri. Si è reso
promotore di una petizione popolare via
web per la non soppressione dei bus che
collegano Matera all’aeroporto di Bari e
viceversa. Circa 600 firme in tre giorni costituiscono una risposta eloquente, che non
ha bisogno di chissà quali altri giri di parole. Ne parliamo volentieri, perchè con
questo ritmo, a breve, il tutto (commenti
compresi) sarà inviato all’attenzione del
Consiglio Regionale Basilicata. Ma non sarebbe sbagliato inoltrare per conoscenza la
cosa alla Provincia e al Comune di Matera.
Ecco l’indirizzio al quale chiunque può ri-
volgersi per aderire all’iniziativa: http://www.change.org/it/petizioni/gruppo-prosecuzione-e-implementazione-del-servizio-di-collegamento-tra-l-aeroporto-di-bari-matera-entroterra-lucano.
Cosa si chiede di preciso con la petizione?
Di non interrompere dal prossimo 1 luglio
un servizio di navetta-bus che, pur nell’esiguità del numero di corse, è insostituibile.
«La navetta che collega Matera con l'aeroporto di Bari - si può leggere, tra l’altro rappresenta un servizio pubblico essenziale
costituendo l'unico vero canale (diretto) tra
Matera e il resto del mondo. È proprio così,
l'aeroporto di Bari rappresenta il ponte di
congiunzione tra il nord Italia e la Basilicata, tra figli emigrati e genitori». Di più,
sarebbe meglio organizzarsi e andare oltre
con «l'implementazione delle corse anche a
favore dell'entroterra lucano, coordinando
le corse con gli orari di partenza/arrivo dei
voli». È chiedere propio troppo?
COUNE PROMUOVERÀ LE INIZIATIVE CULTURALI, TURISTICHE E DI ANIMAZIONE TERRITORIALE DA QUI AL 2019
Arriva «Matera eventi»
strumento per orientarsi
Sarà in diffusione da
martedì, primo luglio
in tutta la città e nelle
strutture ricettive
l Sarà in diffusione da martedì, primo luglio, in tutta la città
e nelle strutture ricettive il programma “Matera eventi”. È stato realizzato dal comitato Matera
2019 con l’obiettivo di promuovere, mese per mese, le iniziative
culturali, turistiche e di anima-
zione territoriale da qui al 2019.
Si parte con il programma di
luglio che avrà, come momento
centrale, la festa della Bruna con
tutti i suoi appuntamenti. Seguiranno i programmi di agosto,
settembre, ottobre e così via.
«In questo modo – spiega il
direttore del Comitato Matera
2019, Paolo Verri – sarà possibile promuovere sia fra i turisti
che fra i cittadini le tante iniziative che animano il territorio.
In questo numero zero raccontiamo, con la segnalazione degli
eventi ,cosa accade a Matera, ma
l’obiettivo per i prossimi mesi è
quello di raccontare anche quello che accade nella provincia e
nell’intera regione».
Accanto al programma cartaceo il comitato Matera 2019 sta
allestendo una piattaforma
on-line dove sarà possibile consultare e aggiornare giorno per
giorno tutti gli eventi.
«Un apposito comitato di redazione – afferma Verri – sceglierà le iniziative da pubblicare
sul supporto cartaceo che più si
avvicinano al dossier di candidatura e che hanno una rilevanza che supera i confini regionali.
Sulla piattaforma online, invece,
PAOLO VERRI Direttore del Comitato Matera 2019 [foto Genovese]
sarà possibile inserire tutte le
manifestazioni che animano il
territorio».
Allo scopo di partire con “Matera eventi” con un calendario
quanto più possibile aggiornato
il comitato Matera 2019 invita
tutte le associazioni culturali,
sportive, social, e altro della Ba-
silicata a indicare le loro iniziative inviando quanto prima una
mail a questo indirizzo: [email protected] 2019.it. Nel
messaggio dovrà essere indicato
il titolo della manifestazione, il
luogo, la data, l’ora, l’organizzazione, e un recapito telefonico
dell’organizzatore.
l Con il voto favorevole e unanime del Comitato di pilotaggio si
è concluso il percorso di partecipazione per la redazione del Piano di gestione del sito Unesco “I
Sassi ed il Parco delle Chiese rupestri di Matera”.
Per il sindaco, Salvatore Adduce, l’ultima riunione « ha concluso
un lungo percorso di partecipazione mediante i simposi/laboratorio, un metodo innovativo di
condivisione del cammino che ha
visto l’interesse di numerosi cittadini, non solo residenti nei Sassi. Abbiamo sperimentato un modello che ha costituito un indirizzo importante anche per gli altri strumenti di pianificazione e
che si inserisce perfettamente
lungo il cammino di candidatura
di Matera a capitale europea della
cultura per il 2019».
«Il piano di gestione - afferma
l’assessore comunale alla Tutela
del patrimonio Unesco, Pasquale
Lionetti - non è solo un obbligo
normativo, ma è soprattutto l’occasione per meglio comprendere
il sito e le azioni da mettere in
campo per la sua salvaguardia e
valorizzazione. Ritengo che il lavoro debba continuare con l’istituzione di un Osservatorio permanente finalizzato ad aggiornare lo strumento di gestione, ma
anche come luogo di verifica e
monitoraggio della congruità delle azioni che si andranno a realizzare o degli effetti prodotti».
Nel corso dell’incontro i redattori, Angela Colonna e Domenico Fiore hanno illustrato il percorso che ha condotto alla stesura
definitiva del Piano di gestione.
«Il piano di gestione - è stato
detto - è stato elaborato essenzialmente per essere un manifesto
che illustra il valore universale
del sito su cui intraprendere un
lavoro di ricucitura del senso
d’identità, orgoglio, responsabilità e progettualità della comunità e
delle istituzioni all’interno di un
sistema di regole che orientano le
azioni ed i comportamenti in relazione al patrimonio».
I principali obiettivi del piano
sono: la conservazione del sito attraverso la promozione di una gestione sostenibile come parte attiva della vita e del lavoro della
città, la facilitazione del coordinamento di tutte le azioni dei soggetti coinvolti nella tutela, valorizzazione e promozione del sito,
il miglioramento della consapevolezza, dell’interesse e del coinvolgimento della comunità per il
patrimonio di Matera mediante
un ampio processo di partecipazione nel Piano di gestione e nella
struttura operativa progettata per
la gestione del sito. Sulla base degli obiettivi del Piano di gestione
si sviluppa il Piano di azione che
si articola in quattro linee: Comprensione del patrimonio mondiale, Salvaguardia dell’eccezionale valore universale, uso e valorizzazione per la qualità della
vita, gestione efficace. Ora si avvia la fase di adozione del Piano
che vedrà in una prima fase l'interessamento della Giunta per poi
procedere ai lavori di consultazione della Commissione consiliare competente ed infine all'approvazione in Consiglio Comunale.
RASSEGNASTAMPA
MATERA CITTÀ I XI
Venerdì 27 giugno 2014
SPOT NAZIONALE
MA L’IDEA È NATA A MATERA
OGGI A «UNOMATTINA»
In onda il filmato con protagonista
Lino Banfi - Nonno Libero. Ma la sede
Rai lucana ne realizzò sei tre anni fa
Truffe agli anziani
dalla tv come evitarle
Iniziativa della Polizia per dare consigli utili contro i raggiri
ENZO FONTANAROSA
l Ha un precedente tutto materano, la
nuova campagna nazionale di spot televisivi contro le truffe agli anziani. L’idea,
in verità, nacque tre anni nella Questura
di Matera che, in collaborazione con la
sede Rai lucana, realizzò sei brevi filmati
andati in onda in ambito regionale. «Se a
Roma si è sentita la necessità di fare uno
spot nazionale, tre anni dopo quella che è
stata la nostra iniziativa, evidentemente
c’è un allarme sempre più crescente», ha
spiegato il vice questore aggiunto Luisa
Fasano nella conferenza stampa di presentazione in anteprima del filmato. Si
intitola Sicuri a ogni età lo spot televisivo
che andrà in onda stamattina per la prima
volta nella trasmissione Rai “Uno Mattina”. Un video che si avvale del popolare
attore Lino Banfi, nel personaggio di
nonno Libero, perché il messaggio arrivi
al pubblico più vasto. «In televisione, con
attori avanti negli anni, si ripete quanto
può accadere o è accaduto ad altri anziani
che però non hanno ha avuto la forza di
denunciare – ha detto il dirigente di polizia –. Si crea così una immedesimazione.
Il problema reale di queste truffe è che la
vittima entra nell’ottica di pensare di essere stato ingenuo, di sentirsi stupido e
per questo di vergognarsene al punto di
non avere il coraggio di dirlo neppure ai
figli». In realtà si trovano di fronte pro-
CONFERENZA STAMPA La presentazione in anteprima dello spot [foto Genovese]
fessionisti del raggiro che ingannerebbero anche i più giovani. I quali, però, essendo presi dalla frenesia degli impegni
quotidiani, sono meno propensi a lasciarsi avvicinare o coinvolgere in un dialogo.
«Gli anziani non ci cascano solo per la loro
età – ha detto Fasano – ma perché spesso
vivono la solitudine e se una persona si
avvicina è anche una occasione per per
scambiare due chiacchiere. I truffatori
giocano sulla buona fede e sulla disponibilità che hanno di non negare l’attenzione a chi si presenta vestite per bene, si
pone con modi garbati e tranquillizzanti.
Sono spesso donne, verso le quali c’è una
grande presunzione di buona fede. I truffatori non sono violenti, ci provano a in-
tascare soldi e in caso di difficoltà o se
scoperti si allontanano senza insistere».
Per quanto riguarda Matera «dall’inizio
dell’anno sono state denunciate solo due
truffe, per di più erano solo due tentativi.
C’è chi ha avuto la buona idea di venirlo a
segnalare, ma spesso a noi basta anche
solo questo perché si operi sulla prevenzione». In ogni modo, «ci siamo resi conto
che non basta distribuire i vademecum o
che i consigli utili vengano pubblicati sui
quotidiani. Spesso gli anziani non li leggono, sono anche soli e c’è chi non ha
modo di confrontarsi con altri. Da qui la
scelta del mezzo televisivo che, per tanti, è
l'unica vera compagnia e l'unico mezzo di
da cui può arrivare loro il messaggio.
Matera, comunque, è una città ancora
piccola dove gli anziani non sono isolati e
abbandonati e c’è la presenza dei familiari
e il dialogo e il passaparola con i vicini. È
importante, però, che non si lascino abbindolare da chi è bravo a carpire la buona
fede. Sia chiaro che sono bravi i truffatori
e non ingenui e stupidi gli anziani i quali
sappiano di non essere mai soli perché c'è
la polizia di Stato». Ricordiamo, infine,
che gli spot realizzati tre anni fa con la
sede regionale Rai «quando c’era ancora il
questore Gianfranco Bernabei – ha concluso Fasano –, realizzati con attori locali
tra i quali Lello Chiacchio, andranno in
onda nuovamente su Rai 3 Basilicata da
lunedì 30 giugno alle 19.30».
INIZIATIVE IN PROGRAMMA MERCATO CONTADINO, SHOW COOKING, DEGUSTAZIONI DI PIATTI TIPICI MA ANCHE LA PREMIAZIONE DEL MIGLIORE OLIO LUCANO E TAVOLE ROTONDE
L’olio lucano sotto i riflettori
Nel fine settimana si svolgerà la tappa nazionale della manifestazione «Girolio d’Italia»
RISORSA
PREZIOSA
L’olio d’oliva
e il suo
mondo
saranno
protagonisti
sabato e
domenica
della iniziativa che si
svolgerà sulla terrazza
dell’Hotel San
Domenico
e nel Palazzo
dell’Annunziata
CARMELA COSENTINO
l Mercato contadino, show cooking e degustazioni di piatti tipici
della tradizione, ma anche la premiazione del migliore olio lucano
e tavole rotonde per discutere di
linee strategiche e programmi
operativi per rilanciare il comparto agricolo. Tutto questo riserva la
seconda tappa nazionale del “Girolio d’Italia” organizzato dal Dipartimento politiche agricole e forestali della Regione Basilicata in
collaborazione con l’Associazione
nazionale città dell’olio, Camera
di Commercio e Comune di Matera in programma sabato e domenica a Matera in via Roma, sulla terrazza dell’Hotel San Domenico e nel Palazzo dell’Annunziata
di piazza Vittorio Veneto. Per la
seconda volta in due anni, la città
dei Sassi ospita una manifestazione di carattere nazionale, e il motivo, secondo quanto affermato in
conferenza stampa da Filippo Radogna del dipartimento regionale, sarebbe da ricercarsi non solo
nel fatto che Matera presenta un
paesaggio agrario di grande livello ma soprattutto nel fatto che si
tratta di una delle città dell’olio
.
più importanti della Basilicata
con i suoi 1300 ettari coltivati
nell’agro di Matera. Produzioni
olearie di qualità apprezzate anche fuori regione e all’estero, che
per due giorni saranno esposte negli stand del mercato contadino e
acquistabili insieme a salumi, formaggi e miele. Ma non è tutto.
Nella Cittadella dell’olio si potranno chiedere agli chef dell’Unione
regionale cuochi lucani consigli
su come fare la spesa e assistere
alla preparazione di piatti cucinati e conditi con olio extravergine di oliva. In queste due giornate ampio spazio si darà alla discussione di temi e progetti che
mirano alla valorizzazione della
filiera oliviticola lucana e al rilancio di uno dei comparti di punta di questa regione, insieme ad
esperti del settore, tra cui Giovanni Oliva dirigente generale del Di-
partimento politiche agricole e forestali della Regione. “In questi
tavoli di discussione- ha detto- cercheremo di capire se il nostro è un
olio di qualità, si discuterà dei
prezzi, sulla questione del taglio
degli alberi di ulivo, e di linee strategiche da attivare nel periodo
2014-2020. Presenteremo inoltre le
produzioni locali e le premieremo
nell’ambito della XIII edizione del
Premio Olivarium”. Un Premio
che ha subito una battuta d’arresto ma che in questi 15 anni ha
comunque prodotto i suoi effetti,
implementando il numero degli
imbottigliatori da 5 nel ’99 a 70.
Oggi l’iniziativa viene rilanciata
per dare un riconoscimento alle
produzioni lucane valutate da un
panel regionale che ha effettuato
analisi chimiche e sensoriali nei
laboratori della società di ricerca
Metapontum Agrobios. In gara 43
aziende ( 14 della provincia di Potenza e 29 della provincia di Matera), di queste 10 producono olio
biologico e 5 hanno la certificazione Dop del Vulture. La manifestazione presentata ieri mattina
ha visto la partecipazione di Angelo
Tortorelli
presidente
dell’ente camerale, già promotore
del progetto Borghi vivi che ha
invitato i ristoratori ad esporre
etichette lucane per promuoverle
e farle conoscere alla gente, e il
sindaco Salvatore Adduce che ha
parlato della necessità di fare rete,
trovando insieme soluzioni per
salvaguardare le nostre produzioni e il paesaggio lucano. Nella due
giorni di Girolio, sarà presentato
il gelato all’olio d’oliva, preparato
dalla chef Antonio Farella.
LA RETTIFICA AD APRILE SCORSO L’IMPATTO TRA DUE VEICOLI SULLA STRADA PER SANTERAMO CHE CAUSÒ TRE FERITI, TRA CUI IL 31ENNE DIFESO DALL’AVVOCATO BONELLI
«Vicende personali non hanno a che fare con l’incidente»
Scontro tra auto, i processi per droga di Antonio Antezza nulla c’entrano con la cronaca di quel sinistro
l L’avvocato Michelangelo Bonelli, difensore
di Antonio Antezza, ci chiede la rettifica di un
articolo pubblicato il 28 aprile scorso riguardante
un incidente stradale. Nel titolo si leggeva: “Scontro frontale tra due auto sulla strada per Santeramo tre feriti, due sono materani”. Nell’occhiello era indicato il particolare che uno dei feriti,
un 31 enne arrestato due volte per droga, era stato
già dimesso.
Nell’articolo invece veniva fatto rilevare «che il
sig. Antezza era stato “coinvolto in due operazioni
antidroga della Squadra Mobile. La prima, “Scacco
alle regine”, è del gennaio 2010 e la seconda,
“Apple”, del maggio 2011, prende il nome proprio
dal nomignolo di Antezza (il termine dialettale
M’ledd si traduce piccola mela). Le due inchieste
sono sfociate in processi tuttora in corso”.
Trattasi di notizie, quelle riportate, che risulteranno aver postulato e tratteggiato la figura
dell’Antezza Antonio – osserva l’avvocato Bonelli –
riportando fatti afferenti l’arresto per droga dello
stesso totalmente avulsi ed estranei rispetto al fatto
inerente l’incidente stradale. Nell’ordinamento
giuridico italiano vige il principio, costituzionalmente garantito, della presunzione di innocenza quale indefettibile diritto degno di ogni
paese democratico.
L’aver utilizzato la dicitura “Arrestato due volte
per droga” nell’ambito di un articolo avente ad
oggetto un sinistro stradale rappresenta una mancanza di rispetto per la dignità umana assolutamente estranea e non pertinente ad un incidente stradale». Non abbiamo difficoltà a pubblicare la richiesta di rettifica e a riconoscere che
la notizia dei due arresti, pur rispondente a verità,
era eccedente rispetto alla cronaca dell’incidente
stradale. Di questo chiediamo scusa agli interessati
e ai lettori, precisando di non aver comunque
inteso esprimere alcun giudizio di condanna nei
confronti del signor Antezza, come si può facilmente desumere dalla lettura dello stesso articolo.
le altre notizie
LA PRESENTAZIONE
I progetti per edifici
a energia quasi zero
n Oggi alle 15, nell’Hotel Palace,
in occasione della Settimana
Europea sull’energia sostenibile (Eusew 2014) sarà presentato il progetto “Nearly-Zero
Energy Buildings (nZeb) ‘s Design in South Europe - Mediterranean Climate” (Progettazione degli Edifici a Energia quasi
Zero nel Sud Europa – Clima
Mediterraneo). L’evento è stato
organizzato dal Network Edifici a Consumo Zero in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri, l’Ordine degli architetti ed il Collegio dei geometri
e geometri laureati.
«LASCIA CHE IL MARE ENTRI»
Il libro di Balzerani
alle Fucine dell’Eco
n Nel centro sociale Fucine dell'Eco, nel Sasso Barisano, serata di dialogo e spettacolo. Alle
19, la scrittrice Barbara Balzerani parlerà del suo nuovo libro, “Lascia che il mare entri”.
L'autrice ha provato ad attraversare il secolo breve dalla
prospettiva del tutto soggettiva
delle donne, compresa sé stessa, della sua famiglia di classe
proletaria e migrante. Ha delineato la dignità dei gesti di esseri immersi nella Storia accelerata del secolo scorso, di non
glorificati protagonisti del flusso di eventi, ogni volta unici,
ogni volta fondanti, che troppe
altre volte si trovano destoricizzati, astratti e messi nel carnaio della produzione intellettuale del padrone, al servizio
del progresso senza intoppi.
Alle 21 toccherà alla giovane attrice barese Anna Piscopo tessere il filo delle sue circonvoluzioni di monologhi teatrali.
RICONOSCIMENTI
Per l’Amaro Lucano
affermazioni in Belgio
n Il gruppo «Lucano» ha conquistato la medaglia d’oro con il
Caffè Lucano e la medaglia
d’argento con Amaro Lucano
al Concours Mondial 2014 di
Brussels.
RASSEGNASTAMPA
XII I MATERA PROVINCIA
Venerdì 27 giugno 2014
STIGLIANO SALVATORE CAPALBI A NEW YORK PER LANCIARE IL SUO ORIGINALE PRODOTTO CHE SI CHIAMA «MARIA LUISA»
Cioccolato con il latte di asina
una prelibatezza tutta lucana
FILIPPO MELE
l STIGLIANO. È a New York a lanciare il
suo prodotto “Maria Luisa”, un cioccolato
fatto col latte d’asina, una prelibatezza lucana. Salvatore Capalbi é il giovane titolare, 33 anni, dell’azienda agricola stiglianese “Donna Tina”, salito alla ribalta delle
cronache culinarie d’Italia col suo cioccolato
“Maria Luisa”. Sul sito web “Mondo del gusto”, Gilberto Mora, presidente della “Compagnia del cioccolato”, ha descritto le caratteristiche prima del latte d’asina e poi di
“Maria Luisa”. «Il latte d’asina – ha sostenuto Mora - ha un alto valore energetico e ha
solo il 40% di grassi. E’ ad alta digeribilità e
ha un alto valore nutritivo. Capalbi è molto
orgoglioso del suo latte che è un prodotto
molto raro e, di conseguenza, molto costoso.
Ancora più difficile è trovare prodotti realizzati con il latte d’asina. Una vera chicca è il
cioccolato al latte d’asina che si presenta sul
mercato col marchio “Maria Luisa” che
prende il nome dalla nonna materna e dalla
zia con cui Capalbi è cresciuto».
Così, forte di questo “viatico”, l’imprenditore lucano è volato a New York a presentare, sino al 30 giugno 2014, nel famoso
negozio di gastronomia Di Palo a Little Italy
e al ristorante Marco Polo tutti i suoi prodotti, cioccolato al latte d’asina in primis. E
Mora: «Ben vengano queste eccellenze italiane in giro per il mondo». Ma ecco Capalbi:
«Noi produciamo da un anno e mezzo il nostro cioccolato non a livello industriale ma
artigianale curando tutte le fasi produttive. I
risultati sul mercato sono incoraggianti.
Certo è che quando una persona sente cioccolato al latte d’asina si spaventa o diventa
titubante. Poi, però, una volta assaggiato
“Maria Luisa” ogni nostro cliente diventa un
nostro promoter. In questo modo, inoltre, noi
commercializziamo la materia prima prodotta nella nostra azienda da asine fattrici.
Certo, così facciamo anche un’opera di recupero di un animale, l’asino, che una volta
era al centro della nostra agricoltura e che
ora, addirittura, è a rischio estinzione. Come
vendiamo in Italia e all’estero il nostro prodotto? Il canale, sinora, è stato quello delle
Camere di commercio. La prima volta partecipiamo ai vari incontri di scambi istituzionali poi, conosciuti i gestori dei negozi
più qualificati, strigiamo rapporti commerciali diretti con loro. Ora, però, punteremo
anche su internet».
L’azienda Donna Tina
Anche una linea
di prodotti di bellezza
Non solo cioccolato con il latte d’asina dell’azienda agricola
“Donna Tina”. Salvatore Capalbi e
la sorella Raffaella, infatti, hanno
sviluppato anche una linea di cosmetici. Già, proprio di prodotti di
bellezza. Con il marchio “Sara”.
“Dove “Sara” – ha spiegato il trentatreenne imprenditore agricolo
stiglianese – racchiude le due lettere iniziali del mio nome e di
quello di Raffaella. Anche questo
prodotto, che stiamo commercializzando dallo scorso mese di aprile, si sta diffondendo a macchia di
leopardo sia in Italia sia all’estero.
Siamo, tuttavia, già in farmacie,
erboristerie e parafarmacie”: E qui
ecco un’altra notizia: “Abbiamo
già cominciato mandare a Dubai il
nostro cioccolato “Maria Luisa”.
Ora manderemo anche la linea di
[fi.me.]
cosmesi”.
LA NOVITÀ Capalbi e la sua creatura Maria Luisa
POMARICO SOPRALLUOGO DELL’ASSESSORE BERLINGUER NELLA ZONA INTERESSATA DALLA FRANA
Dissesto, per Piana Pacilio
le garanzie della Regione
TERRA IN MOVIMENTO Il versante della frana
l POMARICO. È stata la prima uscita
ufficiale istituzionale. Francesco Mancini, il neo sindaco eletto nelle consultazioni dello scorso 25 maggio, non ha
perso tempo e nei giorni scorsi ha avuto
un incontro alla Regione di Basilicata
(evento messo a punto dal presidente del
Consiglio regionale Pietro Lacorazza)
per affrontare l’annoso problema delle
frane che “assediano” il territorio comunale e in particolare quello relativo a
Piana Pacilio alla periferia sud dell’abitato, nelle vicinanze di una scuola pubblica e della chiesa madre di S. Michele
Arcangelo. Il primo cittadino, accompagnato dal vice sindaco Giuseppe
Mallano e dall’assessore ai Lavori pubblici Tiziana Angelotti, ha incontrato
l’assessore regionale Aldo Berlinguer
che già un paio di mesi fa, invitato
dall’allora sindaco Giuseppe Casolaro,
accompagnato da uno staff di tecnici,
aveva eseguito una ricognizione nella
zona maggiormente interessata ai dissesti idrogeologici, e che quindi era già a
conoscenza della problematica che
preoccupa l’amministrazione comunale
e i cittadini pomaricani. «Siamo rimasti
molto soddisfatti dell’esito di questo primo incontro in cui abbiamo insistito
molto sulla necessità della immediatezza degli interventi da parte della Re-
gione Basilicata – ci ha spiegato il sindaco Mancini –. Da parte dell’assessore
Berlinguer, la piena disponibilità a venire incontro a tutte le nostre richieste e,
quel che è più importante, la messa a
disposizione una somma pari a 2 milioni
di euro per i primi indispensabili interventi nella zona di Piana Pacilio».
Naturalmente, questa somma, si aggiunge ai 35 mila euro già stanziati dopo la
visita a Pomarico di Barlinguer, quando
la stessa regione decise di includere tutta la zona interessata dai movimenti franosi nel Piano regionale di mitigazione
del dissesto idrogeologico presentato al
ministero dell’Ambiente. Secondo quanto ci ha assicurato lo stesso primo cittadino Mancini, i lavori in cantiere, predisposti e progettati dalla Regione, potrebbero iniziare entro i prossimi due
mesi. E’ chiaro che vanno rispettati i
tempi tecnici per un iter che richiede
vari passaggi, dai bandi di gara all’aggiudicazione dei lavori e quindi all’ini[m.s.]
zio delle opere.
BERNALDA LA DECISIONE DI GENNARO COLLOCOLA TRICARICO LE RICHIESTE DEGLI AGRICOLTORI ALLL’ASSESSORE REGIONALE OTTANI
Il segretario del Pd si dimette
Serve l’abbattimento selettivo
dopo la presa d’atto
della sconfitta alle comunali
per il flagello dovuto ai cinghiali
l BERNALDA. Prime ripercussioni politiche nel dopo elezioni.
Il segretario cittadino del Partito
democratico Gennaro Collocola
si è dimesso dall’incarico, prendendo atto della sconfitta elettorale, che ha scalzato il centrosinistra dalla guida amministrativa dopo 23 anni. Il Pd, in un comunicato stampa, parla di “sconfitta netta del centrosinistra”. E’
partita, dunque, l’analisi delle
cause della disfatta. Tuttavia i democratici affermano “che non disattenderanno le proprie responsabilità, preparandosi al ruolo di
minoranza in seno al Consiglio
comunale”. Quanto alle dimissioni di Collocola, il direttivo sezionale bernaldese le definisce “una
grande espressione di maturità,
coerente a un’assunzione di responsabilità dirette o indirette
che siano”. Tra le motivazioni addotte “la perdita della serenità a
ricoprire un ruolo che rappresentasse tutti, visto che alcuni tesserati e dirigenti del Pd hanno
tradito il loro partito. Il gesto di
Collocola inoltre, vuole ridare forza propulsiva al rilancio dell’azione politica del centrosinistra”.
Il direttivo, però, pur prendendo atto delle dimissioni, ha ritenuto di congelarle, asserendo che
il passaggio di consegne ci sarà,
ma avverrà in una fase diversa.
L’attuale momento, infatti, non
concede spazio né a un nuovo congresso cittadino, visto anche l’imminente congresso regionale, né
a un commissariamento o a una
fase di traghettamento. Il rilancio
del Partito Democratico - conclude il comunicato stampa - passerà
da un’iniziativa di autodeterminazione locale, in grado di recuperare quell’entusiasmo che si
era creato nel periodo della campagna elettorale, e sfocerà nella
composizione di una nuova segreteria. Nel frattempo, il Pd si
ripropone come forza di confronto e dibattito per la comunità,
scongiurando il rischio di scadere
al ruolo di un semplice taxi da
prendere per convenienza personale”.
[a.mor.]
VINCENZO DE LILLO
l TRICARICO. La presenza molto invasiva dei
cinghiali nell’agro tricaricese e dintorni costituisce da tempo un grosso problema per gli
agricoltori. Se ne discute da anni, ma una
soluzione tarda ad arrivare. L’assessore tricaricese all’Agricoltura, Pancrazio Tedesco,
ha ottenuto un incontro nella sala consiliare del
municipio con l’assessore regionale al ramo, Michele Ottati, per affrontare ancora una
volta il problema. Alla presenza di numerosi agricoltori,
hanno partecipato all’incontro
anche il sindaco di Grottole
Francesco De Giacomo e l’assessore all’Agricoltura di
Montalbano Jonico, Rocco
Tauro, oltre ai rappresentanti della Cia Antonio Caravelli e di Copagri Nicola Minichino. Si è cominciato a parlare dei possibili
rimborsi per le recinzioni dei campi soggetti a
razzie da parte dei cinghiali, ma si è aggiunto
subito che questa non è da considerarsi la
soluzione del problema. E’ necessaria, invece,
l’attuazione del piano di abbattimento selettivo.
Pur previsto da anni da Regione e Provincia,
non è stato mai attuato. Ottati ha riferito di un
apposito tavolo tecnico svoltosi nei mesi scorsi,
al quale hanno partecipato, fra gli altri, i
rappresentanti dei parchi regionali (sollecitati
a predisporre i piani di controllo) e delle
province di Matera e Potenza. Ne è seguita una
serie di atti, a cominciare da un emendamento
che prevede l’ampliamento dei rimborsi agli
agricoltori per danni subiti. Si è pure anticipato
di un mese il periodo di caccia e si sono date
disposizioni per fare in modo
che i capi restino all’inter no
dei boschi e non entrino nei
centri abitati, come è successo
recentemente a Castelmezzano. Per evitare problemi di
incolumità pubblica, si dovrà
provvedere a foraggiare i cinghiali all’interno dei boschi
stessi. Dopo la presentazione
della nuova Politica agricola comunitaria (Pac),
che ha attirato notevole attenzione da parte
degli agricoltori presenti, gli amministratori
tricaricesi hanno accompagnato l’assessore Ottati a far visita agli “orti saraceni”, interessati
da anni a progetti di riqualificazione mai
realizzati e candidati a un bando regionale.
Ottati si è impegnato a seguire con attenzione la
vicenda per ridare splendore ad uno scorcio
interessante di Tricarico.
SOLUZIONI
Il solo risarcimento
dei danni non risolve
il problema
le altre notizie
GRASSANO, PROBLEMA CANI
Attenzione ai randagi
e anche alle deiezioni
n “Cave canem” (Guardati dal
cane) ammonisce un detto latino. E a Grassano è d’obbligo
perchè numerosi cani randagi girovagano nelle strade
del centro abitato, in periferia e laddove sono posizionati i contenitori dei rifiuti, alla
ricerca di cibo per potersi
sfamare. Tanto deriva dalla
visione diretta e da testimonianze di cittadini, ma soprattutto dall’aggressione ad
opera di un cane randagio,
sopportata da una bambina
di 3 anni, mentre è intenta a
giocare con altri coetanei (7
giugno). Trasportata nel reparto di chirurgia plastica
del Policninico di Bari, viene
sottoposta ad intervento di
sutura all’orecchio. “E' stata
dimessa dopo dieci giorni di
degenza ed ha ripreso in pieno la vita attiva di bambina”,
assicura il nonno materno. E
questo è molto importante.
Quanto al randagismo e al
“canismo” al guinzaglio, dominanti in paese, con il conseguente degrado dovuto alle
deiezioni canine sulle strade,
altre misure di attuazione di
controllo spettano all’ente, di
cui è vice sindaco un medico
veterinario. Invece, ai cittadini bisogna ricordare sol[g.p.]
tanto: “Cave canem!”.
SCANZANO JONICO
Due rumeni denunciati
per furto aggravato
n Due rumeni denunciati per
furto aggravato ai danni di
un supermarket di Scanzano Jonico. Un commesso ha
notato due giovani uscire
dal locale con una voluminosa borsa a tracolla, senza
fermarsi per pagare. Li ha
fermati e dentro la borsa ha
trovato 4 confezioni di caffè,
4 tubetti di paté di tonno e 4
confezioni di shampoo. I due
si sono giustificati dicendo
di non avere da mangiare e
di non avere soldi. Sul posto
è giunta una Volante e i due
giovani sono stati denunciati a piede libero.
RASSEGNASTAMPA
LETTERE E COMMENTI I XIII
Venerdì 27 giugno 2014
MICHELE PETRUZZI *
LUIGI RUSSO *
Salviamo la scuola tutti insieme Il progetto del Pd
Ecco il testo della lettera inviata ai
sindaci di Anzi, Calvello e Laurenzana
per chiedere la convocazione di una
seduta congiunta dei Consigli comunali con l’obiettivo di scongiurare la
chiusura dell’Istituto Scolastico Comprensivo di Laurenzana-Anzi-Calvello
Pertanto, richiedo formalmente di
convocare una seduta congiunta dei
Consigli Comunali di Anzi, Calvello e
Laurenzana con all’ordine del giorno il
seguente argomento: «Mantenimento
dell’Istituto Scolastico Comprensivo di
Laurenzana-Anzi-Calvello.
Provvedi-
C
orre voce in Val Camastra che,
inopinatamente, l’Ufficio Scolastico Regionale della Basilicata, in maniera del tutto
arbitraria ed al di fuori di quanto
previsto dal vigente piano di dimensionamento scolastico predisposto dalla
Provincia di Potenza, si accinga a sopprimere l’Istituto Scolastico Comprensivo di Laurenzana-Anzi-Calvello, accorpandolo a quello di Corleto Perticara, a decorrere dal prossimo anno
scolastico 2014/2015.
Se questa scriteriata ipotesi venisse
attuata si determinerebbe una dequalificazione del sistema formativo e scolastico, che nei nostri piccoli comuni
montani rappresenta la principale se
non l’unica agenzia culturale ed educativa presente sul territorio.
menti».
Già alcuni anni fa - con un’ampia
mobilitazione delle istituzioni locali,
delle popolazioni e degli operatori scolastici ed una seduta congiunta dei
Consigli Comunali di Anzi, Calvello e
Laurenzana, che si riunirono in quest’ultimo centro nel gennaio 2009 - si
riuscì a modificare l’anacronistica ag-
gregazione dell’Istituto di Calvello con
quello di Corleto Perticara, comuni, tra
l’altro, non confinanti territorialmente,
come d’altronde Anzi con Corleto Perticara, favorendo - anche attraverso
l’adozione di un’apposita deliberazione
unanime dei Consigli Comunali di Anzi,
Calvello e Laurenzana, riunitisi in seduta congiunta- la costituzione dell’attuale Istituto Scolastico Comprensivo di
Laurenzana-Anzi-Calvello.
Sono convinto che la soppressione di
suddetto Istituto Scolastico Comprensivo vanificherebbe o quanto meno renderebbe meno credibile il virtuoso percorso avviato per la costituzione
dell’Unione dei Comuni della Val Camastra.
Certo della vostra sensibilità istituzionale rispetto all’esigenza di salvaguardare la qualità dell’istruzione pubblica in Val Camastra e di garantire
diritti e dignità a chi vi lavora e a chi vi
studia, attendo fiducioso la convocazione della suddetta seduta congiunta
dei Consigli Comunali di Anzi, Calvello
e Laurenzana.
[* capogruppo Pd Comune di Anzi]
NINO FALOTICO *
Non abbiamo l’anello al naso
>> CONTINUA DA BASILICATA PAGINA I
L
a deroga al patto di stabilità è uno dei problemi, ma non è
l'unica questione sul tappeto. Dalla giunta Pittella ci aspettiamo misure concrete su lavoro, crescita e coesione per
ridare fiato alle famiglie e alle imprese. C'è sicuramente
un problema di capacità di spesa e bene ha fatto Pittella a sbattere i
pugni sul tavolo, ma bisogna anche dire che esiste un problema non
affrontato di qualità della spesa e di risultati. La recente indagine
della Corte dei Conti sulle royalties petrolifere testimonia che alla
disponibilità e capacità di spesa di ingenti risorse finanziarie non
sempre ha corrisposto in passato l'efficacia della stessa.
Ecco perché come Cisl poniamo da tempo il tema della concentrazione e della finalizzazione della spesa su un pacchetto di
provvedimenti che tenga insieme, integrandole, le politiche attive
del lavoro, le politiche industriali e delle attività produttive, le
politiche infrastrutturali e del welfare. Con la giunta regionale è in
corso un'approfondita interlocuzione sulle proposte contenute nel
piano del lavoro di Cgil Cisl Uil, a partire dai contratti di inserimento e reinserimento, ma ora serve uno scatto di reni e una
piena assunzione di responsabilità della classe politica. Purtroppo
il dibattito interno ai partiti, pare concentrato più sui loro assetti
che sull'urgenza delle grandi questioni economiche e sociali e
rischia di inaridire l'azione stessa del governo regionale.
Sul rapporto con il governo Renzi, basta giochetti sulla testa dei
lucani. Se qualcuno pensa che abbiamo l'anello al naso e che ci
accontentiamo della paghetta, ha fatto male i conti. Su carta carburante e memorandum il governo deve rispettare i patti altrimenti
sarà ribellione democratica del popolo lucano e la Cisl sarà in prima
linea.
Intanto la Cisl, insieme a Cgil e Uil, è impegnata in una campagna
di assemblee su fisco, previdenza e lavoro. Sarà un'estate di impegno a tutti i livelli a sostegno del documento unitario varato a
livello nazionale da Cgil Cisl Uil. Nei prossimi giorni partirà
un'offensiva con le nostre proposte su lavoro, tasse e revisione della
legge Fornero sulle pensioni. Terremo assemblee nei territori e
nelle aziende perché la nostra proposta non è concepita in laboratorio ma vuole essere un'occasione di partecipazione e condivisione con i lavoratori e pensionati. In questo momento di
grande confusione siamo gli unici che parlano con la gente e
nonostante gli attacchi quotidiani portati al sindacalismo democratico vogliamo dare il nostro contributo per ridare una speranza
a questo paese.
[* segretario generale Cisl Basilicata]
BIAGIO SALERNO *
Maratea oltre il... Redentore
I
l primo incontro-convegno promosso dal Comitato del Redentore
per il 2015, anno in cui si celebrerà
il Cinquantenario dalla realizzazione della statua del Cristo sul Monte
San Biagio da parte di Bruno Innocenti
(1965), è solo un primo trampolino di
lancio.
Il simbolo di Maratea, pubblicizzato in
questi giorni da uno spot «virale» su
Facebook legato ai mondiali di calcio, è
infatti importante quale catalizzatore di
attenzione nazionale ed internazionale,
a livello turistico in senso generale, e
nello specifico del turismo religioso.
Credo che in questo andrebbero coinvolte Opere Romane (Vaticano) e le
numerose associazioni cattoliche che se
ne occupano.
Si parla sempre di destagionalizzazione e sicuramente il turismo religioso,
con il supporto del turismo naturalistico
e sportivo, potrebbe essere sviluppo per
la bassa stagione. Sono sicurissimo che
questi target di offerta turistica sono per
il nostro territorio l’individuazione giusta al fine di raggiungere risultati veri,
aumentando le presenze.
La nostra esperienza di albergatori
dell’Hotel Ristorante Borgo La Tana, di
pionieri del turismo russo in Italia,
subito dopo l’Emilia Romagna, ci porta a
ritenere che bisogna accrescere l’internazionalizzazione delle presenze e
degli arrivi sulla nostra costa tirrenica e
in Basilicata.
È il caso di ricordare che è stata la
famiglia Salerno, e precisamente io e
mio padre, tra i primi ad ospitare gruppi
e individuali russi.
Per 5 anni abbiamo concretizzato flussi di turisti russi da maggio a ottobre
con gruppi organizzati in volo charter
pur non avendo aeroporti e dovendo far
base a quelli di Lamezia Terme e Napoli.
Poi abbandonati dalle istituzioni pubbliche, abbiamo perso questo filone, che
va comunque ripreso.
I mondiali di calcio in Brasile, a parte
l’esito sportivo della nostra nazionale,
sono un’occasione unica per ricordare –
soprattutto agli italiani – che noi abbiamo monumenti che andiamo a vedere
all’estero nonostante li abbiamo “in casa”, con panorami che non hanno niente
da invidiare a nessuno.
Di qui l’incoraggiamento al Comitato
a continuare l’iniziativa pregevole assunta anche nel settore del turismo per
gli appassionati di pratiche sportive
cosiddette di nicchia o minori, come gli
appassionati di parapendio. Vorrei ricordare due filmati da youtube che
valgono più di ogni altra parola perché
trasmettono grandi emozioni. Cinzia e
Reny con il loro biposto Sol Kangaroo 3,
assieme ai piloti di Fly Maratea, sorvolano il Redentore (il secondo cristo al
mondo dopo quello di Rio Brasile) e un
altro filmato mozzafiato Trailer Maratea
Cristo Redentore.
L’invito è di arrivare sulla bellissima
costa di Maratea, con lo scopo di non
ammirare soltanto il mare, i panorami,
le bellezze naturali, la storia, la cultura,
le 44 chiese, il borgo vecchio, il borgo
nuovo, palazzo De Lieto con i ritrovamenti ... ma con le porte aperte. Allora
cosa immagino?
Un'organizzazione con delle navette
che possano portare i turisti sul monte
San Biagio pagando, come in ogni posto
che si rispetti, ma con un'organizzazione
che lasci a bocca aperta.
Combattiamo da una vita per dire che
il territorio è il propulsore principale
per fare turismo, e cosa riceviamo? solo
porte chiuse di: monasteri, musei, chiese, con reperti archeologici chiusi in
casse e dimenticate chissà dove, con
ritrovamenti importanti scoperti esepolti per mancanza di fondi ma soprattutto di volontà nel portarli alla
luce.
Confidiamo in proposito nel neo sindaco Domenico Cipolla e nei nuovi amministratori oltre che nella nuova generazioni di operatori turistici marateoti e comunque nella grande volontà,
creatività ed impegno di cui tutti quelli
del Consorzio albergatori sono espressione.
[* vice presidente consorzio
albergatori Maratea]
per la città di Venosa
D
opo un lungo cammino (appuntamenti elettorali , Nazionali , Regionali , e comunali)
siamo finalmente giunti alla celebrazione del
2° congresso del Pd di Venosa. Un ringraziamento particolare a tutto coloro che hanno da
sempre , con il loro impegno , contribuito ad organizzare il partito con il loro servizio impagabile
Oggi voteremo la principale carica politica Locale ed
insedieremo il nuovo direttivo, senza partire da nessuna logica predeterminata ma solo sulla base di una
ferma volontà di far decollare il progetto Pd a Venosa.
Due importanti novità sono state introdotte nel
principio della partecipazione e della trasparenza: la
prima è la parità di genere presente nel nostro direttivo
, ed oggi in tutte le rappresentanze istituzionali ed
amministrative, la seconda è che a chiunque è stata
data la possibilità di autocandidarsi in modo da poter
consentire a tutti il confronto su programmi ed idee.
Già, le idee , proprio , quelle che costituiscono il cuore
e l’anima di un qualsiasi programma politico ma anche
di una qualsiasi azione della nostra vita. Ed è proprio su
queste ultime che dovremmo confrontarci, con chiarezza e trasparenza, con partecipazione e passione, per
un vero rinnovamento della politica inteso in senso lato
e non come deformazione di quella parola che ai più ora
suona peggio di un’offesa. Per questo è assolutamente
necessario dire, nella consapevolezza che nessun improvvisato movimento antipolitico, pur avendo dalla
sua parte la giustezza delle denunce delle molte cose che
non funzionano nella nostra democrazia , potrà mai
sostituire una forma organizzata come i partiti, intesi
però come il superamento del concetto odierno che li
vede come inutili e anzi dannosi , soprattutto quando si
chiudono in loro stessi e perdono di vista la loro
funzione originaria che è quella di essere uno strumento a disposizione dei cittadini per fare politica.
La politica è servizio, servire i cittadini e non servirsi
dei cittadini. La politica, quella vera è quella che risiede
nei gesti quotidiani della nostra vita, quella che si
costituisce con fatica nelle associazioni di volontariato,
in quelle sportive, in quelle religiose, nel confronto su
come riuscire a superare le difficoltà di tutti i giorni
come garantire il livello di istruzione ai nostri figli ,
pagare un mutuo a fine mese , garantire assistenza a chi
ha speso una vita a lavorare e combattere per la libertà
di cui adesso possiamo godere, garantire vere pari
opportunità a tutti o far coincidere il progresso con il
rispetto dell’ambiente in cui viviamo.
Questi sono alcuni dei principi che hanno ispirato la
preparazione di questo documento e che di seguito
esporrò nelle sue linee guida. Su questo programma
sono a chiedervi il mandato. Per cercare di realizzare
quanto più possibile e per integrarlo ed arricchirlo con
l’esperienza e la sensibilità di tutti. Per una «nuova
stagione» che , probabilmente in ritardo, vogliamo
davvero tutti possa partire oggi.
Un programma veramente innovativo deve a mio
parere partire da atti concreti e attuabili, in tempi brevi
e certi , pena rientrare nelle solite logiche del passato.
struttura organizzativa del direttivo e operatività.
Il direttivo sarà ampio e consentirà ampia partecipazione. Saranno organizzate almeno una assemblea al mese. Tutti gli incontri saranno verbalizzati in
sintesi significative ed i documenti presentati e resi
pubblici tramite sito internet che andremo a far
nascere, sarò prevista una struttura organizzativa più
ristretta, ma l’espressione massima di partecipazione e
apertura del direttivo saranno i gruppi di lavoro forum
tematici che affronteranno tematiche specifiche e che
potranno essere composti sia dagli iscritti al nostro
partito ma anche da cittadini interessati all’argomento
, da rappresentati di categorie. Il lavoro di questi gruppi
sarà ampiamente documentato sul nostro sito internet,
e produrrà delle relazioni che saranno discusse in
riunioni pubbliche aperte a tutta la cittadinanza.
Questi i gruppi che si formeranno: Commissione di
garanzia , composto da amici di grande esperienza
politica e di vita, L’associazionismo e le politiche
giovanili, Politiche scolastiche, famiglia,diversamente
abili, Cultura e turismo, Valorizzazione del patrimonio
comunale e pianificazione del territorio, Agricoltura e
sviluppo rurale, Politiche del lavoro, Formazione e
progettazione europea, Sanità.
Creazione di un giornalino Informa Pd, un partito
che sappia comunicare bene. chi non comunica è
perduto, senza comunicazione non c’è vita. Sportello
Informativo presso la nostra sede, dove sarà possibile
trovare bandi regionali, Bur, copie di delibere importanti per il nostro territorio. Sede aperta per
incontrare i cittadini , il nostro Pd come centro della
politica A Venosa istituzione della scuola di formazione
politica per i nostri giovani e non solo , mi soffermo su
questo punto un attimo, cambiare verso significa
riconoscersi bisognosi di imparare. un partito che non
faccia formazione politica è un partito di plastica , finto
inutile. Formare alla politica è una cosa bella, perché la
politica è dignità con buona pace di chi ci insulta per
questo. Istituzione del gruppo donne del Pd della nostra
città, organizzare la festa del Pd. Il Pd deve diventare il
partito del confronto pubblico, aperto alle diversità. Un
partito che sia la cerniera tra la società e le istituzioni.
[* segretario circolo Berlinguer di Venosa]
RASSEGNASTAMPA
Corriere.it
Renzi con alcuni degli altri leader europei prima delle foto ufficiali (Ansa) Renzi con alcuni degli
altri leader europei prima delle foto ufficiali (Ansa) shadow
Il primo vertice europeo per Matto Renzi non sarà una passerella. I temi importanti ci sono e il
presidente del consiglio italiano li ha evidenziati alla riunione del Pse, sollecitando un indirizzo
europeo ben più efficace per occupazione e famiglie. Ma poi, in un pre vertice con Angela Merkel, ha cominciato a capire quanto possa essere difficile modificare alcuni parametri importanti.
E le indiscrezioni parlano di una discussione accesa tra i due. Tema: la flessibilità sui bilanci, in
particolare la possibilità di non contabilizzare nel Patto di Stabilità quanto viene versato per il
cofinanziamento dei fondi Ue e , cosa che all’Italia interessa molto, il pagamento della Pubblica
amministrazione. Si capisce così che poi renzi abbia voluto ribadire, con un riferimento non casuale, che «contrariamente da quanto fatto in passato da Germania e Francia, non abbiamo intenzione di sforare il 3%». In questo clima la discussione sui nomi, in particolare sul nome di Juncker
alla guida della Commissione europea, diventa meno facile. Renzi aveva detto in mattinata che
«prima di decidere chi guida, bisogna decidere dove andare», ripetendo che il Pse, dopo un voto
europeo così segnato dai movimenti contrari all’euro e all’Unione, si aspetta decisi cambiamenti
nella politica dell’Ue.
Scommessa
Il principio della flessibilità è sul tavolo, ma l’accordo tra i 28 leader Ue sulla ricetta per rilanciare
crescita, investimenti e occupazione ancora no. La ricerca di un’intesa è rinviata a domani: nella
notte gli sherpa torneranno al lavoro sulla bozza programmatica presentata dal presidente Ue
Herman Van Rompuy per «esplicitare in modo più chiaro» il tema di una maggiore flessibilità rispetto al documento consegnato ai leader. Tra i promotori dell’incontro c’è stato il premier italiano
Matteo Renzi. L’Italia è convinta che ci siano spazi per rendere più evidente il legame tra riforme
e flessibilità. «Non c’è una posizione dell’Italia contro gli altri» ha detto Renzi alla riunione del
Pse. Un pre-summit della casa social-democratica in vista del vertice Ue, dal quale è arrivato un
“via libera” a Juncker alla presidenza della Commissione europea. «Purché ci sia un documento
chiaro, che indichi dove vuole andare l’Europa», ha chiarito il premier. «La posizione del Pse e del
Pd - partito che ha preso più voti di tutti - è chiedere, tutti insieme, di scommettere sulla crescita»,
ha aggiunto Renzi, «preoccupandoci un po’ di più dell’Ue e delle famiglie e non solo della burocrazia».
Le uniche certezze nella partita europea delle nomine, alla vigilia del vertice che le discuterà, sembrano essere Jean Claude Juncker alla Commissione europea e Martin Schulz all’Europarlamento.
Ma con tutta probabilità servirà un nuovo vertice straordinario a luglio per completare il pacchetto delle cinque posizioni “top” dell’Europa, indicando anche presidente del Consiglio europeo,
Alto Rappresentate per gli esteri e presidente dell’Eurogruppo. Ormai il britannico David Cameron è rimasto solo nella sua guerra (anche mediatica) contro l’ex premier lussemburghese. I premier di Olanda e Svezia, Mark Rutte e Frederik Reinfeldt, l’hanno pubblicamente scaricato oggi
davanti ai loro parlamenti. L’inquilino di Downing Street però pare non abbia intenzione di darsi
per vinto ed è pronto ad andare alla irrituale conta dei voti. Una sconfitta sicura, visto che per
formare una minoranza di blocco in grado di ostacolare Juncker avrebbe bisogno di tanti alleati
da rappresentare almeno il 30 per cento della popolazione Ue. La partita di Cameron si giocherà
venerdì, perché è alla fine dei due giorni di confronto che potrà chiedere il voto. La sua strategia
non è chiara visto che, spiegano fonti, «non sta negoziando» contropartite.
E spunta il nome di Enrico Letta
Per ora si sa solo che la Gran Bretagna vorrebbe conquistare la poltrona di commissario per il
Commercio, che tratterà l’accordo con gli Usa, o quella del Mercato unico. Ma quella di presidente
RASSEGNASTAMPA
della Commissione è solo una delle caselle da riempire e, contrariamente all’auspicio dell’Italia, le altre si
riempiranno dopo il 16 luglio, cioè quando la plenaria del parlamento a Strasburgo avrà dato il via libera
al presidente designato Juncker. Per le posizioni di vertice al momento c’è una girandola di nomi possibili. Federica Mogherini, sempre più quotata per gli Esteri; lo spagnolo De Guindos praticamente certo
all’Eurogruppo (c’è un accordo con Madrid da quando la Spagna rinunciò al membro del board Bce)
anche se in campo c’è anche il francese Moscovici; la danese Thorning-Schmidt, Enrico Letta o la bulgara Georgieva al Consiglio europeo. La candidatura di Enrico Letta sarebbe “sponsorizzata” da alcune
cancellerie, Londra in particolare. A Bruxelles il nome di Letta circola specie dopo che la premier danese
Helle Thorning-Schmidt ha smentito qualsiasi ambizione verso quel posto. Se arrivasse Letta, l’Italia
dovrebbe ridurre le aspettative sul ruolo in Commissione, e invece delle politiche estere per la Mogherini,
ci spetterebbe un ruolo di secondo piano.
26 giugno 2014 | 16:02
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