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Aprile 2014

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Informatore della Comunità Pastorale di Bareggio
Parrocchie SS. Nazaro e Celso e Madonna Pellegrina
Anno XXIII n° 4 - Aprile 2014
Il Campo è il
Mondo
Vie da percorrere incontro all’umano
ilponte
La comunicazione per la comunione
Pasqua 2014
“Perché cercate
tra i morti
colui che è vivo?
Non è qui, è risorto!”
■ Lettera del Papa alle famiglie:
“Pregate per me e per il Sinodo”
pagina 5
■ Appuntamenti della Quaresima
e del Triduo Pasquale
pagina 8
Informazioni utili
2
Comunità Pastorale
Maria Madre della Chiesa
di Bareggio
Parrocchie SS. Nazaro e Celso e Madonna Pellegrina
Parrocchia Santi Nazaro e Celso
Piazza Cavour, 37 - Tel. 02.901.33.17
www.parrocchiabareggio.it E-mail: [email protected]
Sante Messe Parrocchia SS. Nazaro e Celso:
Lunedì, martedì, mercoledì: ore 8 - 18
Giovedì:
ore 9 -18
Venerdì
ore 18
Sabato
ore 8 - 18 (vigiliare)
Domenica e festivi:
8 - 9.30 - 11 - 18
Oratorio: via IV Novembre, tel./fax 02.902.72.87 - www.oratoridibareggio.it
Archivio parrocchiale: Tel. 02.901.33.17 dal lunedì al venerdì: 9 - 11 e 17 - 19
Parrocchia Madonna Pellegrina
Via Vittorio Veneto, 1 - Tel. 02.901.30.41
www.parrocchie.it/bareggio/mpellegrina E-mail: [email protected]
Sante Messe Parrocchia Madonna Pellegrina:
Lunedì, martedì, giovedì, venerdì: ore 8
Mercoledì: ore 18
Sabato:
ore 8 - 18.30 (vigiliare)
Domenica:
ore 8.30 - 9.30 (Brughiera) - 10.30
Oratorio: via Novara 27, tel. 02.902.78.794 - www.oratoridibareggio.it
Archivio parrocchiale: Tel. 02.901.30.41 dal lunedì al venerdì: 9 - 11;
Il parroco è presente al mercoledì mattina
Sacerdoti:
• don Luigi Verga, parroco - Tel. 02.901.33.17 - 339 64.62.708
• don Giovanni Beltramini coadiutore - Tel. 0290362399
• don Andrea Rabassini coadiutore - Tel. 02.902.72.87 - 347.61.78.762
• don Giacinto Tunesi coadiutore - Tel. 02.901.30.41 - 335.61.86.326
Orari confessioni: tutti i giorni prima e dopo le S. Messe, sabato dalle
14.30 alle 18.30
Centro di Ascolto: via Novara 27, tel. e fax: 02.9013041 - giovedì: 17-19
- sabato: 15-17
Scuola Materna “Don Severino Fracassi”: via Matteotti 14, tel. 02.901.32.56
Libreria 2000: Corso Italia 1, tel/fax: 02.903.60.234
Centro di Consulenza per la famiglia del Decanato di Magenta
Via S. Martino 13 - 20013 Magenta - tel. 02.97.90.949
ilponte
Mensile di vita della Chiesa e attualità
Registrazione presso il Tribunale di Milano
N 954 del 16 dicembre 2005
In copertina: Le mirofore, icona della Scuola
di Seriate (BG)
Direttore Responsabile:
Gerolamo Castiglioni
Responsabile di Redazione:
Monica Olati
Stampa:
Real Arti Lego - Corbetta (MI) - tel. 02.972111
3Editoriale
È risorto!
■ Don Luigi
Parroco
Carissimi Fratelli, ha detto Papa Francesco: “la
vita dei cristiani addormentati è una vita triste,
non è una vita felice. Il cristiano dev’essere felice.
La gioia di Gesù.”Ci si sente tristi quando non si
vede più la presenza di Gesù nella vita, quando ci
si dimentica che Lui è il Risorto, quando ci si lascia
sopraffare dalle preoccupazioni materiali, prive
della luce di Cristo: allora si vive nel turbamento
e nella paura. Anche se Gesù Risorto avvolge
ogni persona, con la Sua Chiesa, si continua a
non vederLo e a non lasciarsi abbracciare da
Lui. Teniamo inoltre presente che la cultura
contemporanea e il modo di vivere veicolato
dai media tende ad oscurare la Sua presenza
e tutti ne subiscono il condizionamento. Così
muore la speranza nell’uomo e nel popolo.
Scuotiamo il nostro cuore e la nostra mente!
E’ Pasqua! Risentiamo il grande annuncio che
ha cambiato la condizione dell’esistenza degli
uomini: “Perché cercate tra i morti colui che
è vivo, non è qui è risorto!” Quest’annuncio
costituisce per ogni cristiano un avvenimento,
cioè la presenza di Dio che mi rimette in cammino e per ogni uomo di buona volontà non
diventa una domanda che percuote il cuore?
Se fosse vero che Cristo è risorto posso continuare a rimanere indifferente o a censurare la
vibrazione del cuore?
Ascoltiamo nel profondo il commento che
Papa Francesco ha fatto a riguardo alla visita
delle pie donne al sepolcro per ungere il corpo
morto di Gesù:
“Quello che era un semplice gesto, un fatto,
compiuto certo per amore - il recarsi al sepolcro
– ora si trasforma in avvenimento, in un evento
che cambia veramente la vita. Nulla rimane più
come prima, non solo nella vita di quelle donne,
ma anche nella nostra vita e nella nostra storia
dell’umanità. Gesù non è un morto, è risorto,
è il Vivente! Non è semplicemente tornato in
vita, ma è la vita stessa, perché è il Figlio di Dio,
che è il Vivente (cfr Nm 14,21-28; Dt 5,26; Gs
3,10). Gesù non è più nel passato, ma vive nel
presente ed è proiettato verso il futuro, Gesù
è l’«oggi» eterno di Dio. Così la novità di Dio
si presenta davanti agli occhi delle donne, dei
discepoli, di tutti noi: la vittoria sul peccato, sul
male, sulla morte, su tutto ciò che opprime la
vita e le dà un volto meno umano. E questo è
un messaggio rivolto a me, a te, cara sorella, a
te caro fratello. Quante volte abbiamo bisogno
che l’Amore ci dica: perché cercate tra i morti
colui che è vivo? I problemi, le preoccupazioni
di tutti i giorni tendono a farci chiudere in noi
stessi, nella tristezza, nell’amarezza… e lì sta
la morte. Non cerchiamo lì Colui che è vivo!”
Non è difficile continuare o incominciare a vivere
nella gioia: basta lasciarsi guardare dal Cristo
Risorto che nel suo volto manifesta la vittoria
su ogni forma di male e il suo grande amore.
Se si fa esperienza della sua amicizia ognuno
può rinascere all’amore. La vita ricomincia come
nuova. Nell’esistenza concreta l’incontro con il
Risorto avviene in una relazione di comunione
con un cristiano e con la sua comunità, nei cui
volti si riconosce quello del Signore Risorto e per
questo si incomincia a “seguirlo”, vivendo una
vera amicizia. Da qui nasce la responsabilità della missione di ogni battezzato che si manifesta
nella testimonianza di una comunione fraterna.
Alcune domande possono aiutare a verificare
se si sta agendo in questa prospettiva:
Sono certo che Gesù è morto e risorto anche
segue a pagina 4
4
L’esercizio della carità nella Comunità
Pastorale Maria Madre della Chiesa
Credo che debbano suscitare un certo stupore
in tutti gli uomini, credenti e non, i dati che
presento a riguardo della carità che la comunità
opera in varie forme e attraverso varie associazioni per aiutare le famiglie e le persone in
difficoltà. Ricordo che il lavoro di queste associazioni e dei loro volontari costituiscono una
testimonianza di fede e di applicazione della
dottrina sociale della chiesa.
Spesse volte gli stessi cristiani non sanno valutare le grandi potenzialità che i criteri della
dottrina, se applicati, comportano, in quanto
sviluppano opere concrete di aiuto. Anche
le stesse istituzione, a volte, faticano a comprendere e quindi a valorizzare e a favorire lo
sviluppo delle associazioni e il loro compito di
servizio alla comunità. Costituisce un esempio
positivo il lavoro di rete tra le associazioni e i
servizi sociali del comune.
Alcuni esempi. I dati si riferiscono all’anno 2013.
Il Centro di Ascolto Caritas di Bareggio
fruendo di iniziative della Diocesi di Milano ha
elargito queste somme:
l Con il progetto “Siloe” a 4 famiglie italiane
e a 1 straniera euro 6.800,00.
l Con “Carta equa” a 6 famiglie italiane e a 6
straniere euro 10.800,00.
l Con il Fondo Famiglia Lavoro a 3 italiani e a
3 stranieri euro 9.200,00.
l Con la Fondazione Bassanini - Tremontani a
3 famiglie italiane e a 1 straniera euro 7.300,00.
Per un totale di euro 34.100,00.
L’Associazione Cesto Solidale Gianna Beretta
Molla di Bareggio, in collaborazione con il
Banco Alimentare nazionale ha distribuito ogni
mese con i suoi volontari:
l oltre 100 pacchi di alimenti per un valore cad.
di circa 25,00 euro. In un anno il valore dei viveri
distribuiti ammonta a oltre 25.000,00 euro. Più
di 100 famiglie fruiscono di questo servizio.
L’associazione S. Vincenzo assiste circa 50
famiglie fornendo sia alimenti che piccole
somme per pagamenti bollette o medicinali. Il
valore degli alimenti e delle offerte ammonta
a 15.000,00 euro.
Rendo noto inoltre che la parrocchia in un suo
appartamento ospita gratuitamente una famiglia composta da due adulti e tre figli piccoli.
Questa era stata sfrattata per morosità, causata
dalla perdita del lavoro del capofamiglia.
Alla luce di questi dati ringrazio i vari volontari e
operatori delle associazioni e chiedo ai cristiani
e agli uomini di buona volontà di collaborare
al fine di continuare questo impegno caritativo
della comunità, che oltre ad aiutare le famiglie
sviluppa nella persona un più grande amore. Se
si accompagna il gesto di carità con l’annuncio
di Cristo risorto si diventa segni di Gesù che
ha offerto la sua vita per la salvezza di tutti. Si
manifesta la Chiesa che attua la Pasqua come
bella proposta per tutti.
In un prossimo articolo illustreremo le attività
missionarie della nostra comunità pastorale.
Il parroco
Segue dalla prima
È risorto!
per me? Lo ringrazio per il dono della sua vita?
Credo con fermezza che il Cristo è la risposta
di Dio al desiderio del cuore di ogni uomo?
Ho il coraggio di comunicare e proporre questa
certezza a tutti, dando fiducia a chi incontro?
Propongo la mia amicizia come luogo per accompagnare il cammino in comunione con la
comunità di appartenenza?
La Santa Pasqua costituisce l’occasione per
un nuovo inizio, per una nuova primavera esistenziale, per un nuovo cammino di santità: il
Signore risorto si offre come nostro compagno
di viaggio.
Attende ciascuno nel Sacramento della Confessione e dell’Eucarestia per ridonarci la speranza,
in quanto Lui è la Vita, la Verità e la Via.
In comunione con don Giovanni, don Giacinto
e don Andrea auguro a tutti Buona Pasqua.
5Chiesa
Lettera del Papa alle famiglie:
“Pregate per me e per il Sinodo”
Pubblichiamo la lettera inviata
dal Papa a tutte le famiglie del
mondo in preparazione al Sinodo
dei vescovi che, tra il 2014 e
il 2015, dedicherà due assemblee
proprio al tema della famiglia.
Care famiglie, mi presento alla soglia della vostra casa per parlarvi di un evento che, come è
noto, si svolgerà nel prossimo mese di ottobre
in Vaticano. Si tratta dell’Assemblea generale
straordinaria del Sinodo dei vescovi, convocata
per discutere sul tema ‘Le sfide pastorali sulla
famiglia nel contesto dell’evangelizzazione’.
Oggi, infatti, la Chiesa è chiamata ad annunciare
il Vangelo affrontando anche le nuove urgenze
pastorali che riguardano la famiglia.
Questo importante appuntamento coinvolge tutto il popolo di Dio, vescovi, sacerdoti,
persone consacrate e fedeli laici delle Chiese
particolari del mondo intero, che partecipano
attivamente alla sua preparazione con suggerimenti concreti e con l’apporto indispensabile
della preghiera. Il sostegno della preghiera è
quanto mai necessario e significativo specialmente da parte vostra, care famiglie. Infatti,
questa Assemblea sinodale è dedicata in modo
speciale a voi, alla vostra vocazione e missione
nella Chiesa e nella società, ai problemi del
matrimonio, della vita familiare, dell’educazione
dei figli, e al ruolo delle famiglie nella missione
della Chiesa. Pertanto vi chiedo di pregare
intensamente lo Spirito Santo, affinché illumini
i Padri sinodali e li guidi nel loro impe­gnativo
compito. Come sapete, questa Assemblea
sinodale straordinaria sarà seguita un anno
dopo da quella ordinaria, che porterà avanti lo
stesso tema della famiglia. E, in tale contesto,
nel settembre 2015 si terrà anche l’Incontro
mondiale delle famiglie a Filadelfia. Preghiamo
dunque tutti insieme perché, attraverso questi
eventi, la Chiesa compia un vero cammino di
discernimento e adotti i mezzi pastorali adeguati
per aiutare le famiglie ad affrontare le sfide attuali
con la luce e la forza che vengono dal Vangelo.
Vi scrivo questa lettera nel giorno in cui si celebra
la festa della Presentazione di Gesù al tempio.
L’evangelista Luca narra che la Madonna e san
Giuseppe, secondo la Legge di Mosè, portarono il Bambino al tempio per offrirlo al Signore,
e che due anziani, Simeone e Anna, mossi
dallo Spirito Santo, andarono loro incontro e
riconobbero in Gesù il Messia (cfr Lc 2,22-38).
Simeone lo prese tra le braccia e ringraziò Dio
perché finalmente aveva ‘visto’ la salvezza;
Anna, malgrado l’età avanzata, trovò nuovo
vigore e si mise a parlare a tutti del Bambino. È
un’immagine bella: due giovani genitori e due
persone anziane, radunati da Gesù. Davvero
Gesù fa incontrare e unisce le generazioni! Egli
è la fonte inesauribile di quell’amore che vince
ogni chiusura, ogni solitudine, ogni tristezza.
Nel vostro cammino familiare, voi condividete
tanti mo­menti belli: i pasti, il riposo, il lavoro
in casa, il divertimento, la preghiera, i viaggi
e i pellegrinaggi, le azioni di solidarietà…
Tuttavia, se manca l’amore manca la gioia, e
l’amore autentico ce lo dona Gesù: ci offre la
sua Parola, che illumina la nostra strada; ci dà
il Pane di vita, che sostiene la fatica quotidiana
del nostro cammino.
Care famiglie, la vostra preghiera per il Sinodo
dei vescovi sarà un tesoro prezioso che arricchirà
la Chiesa. Vi ringrazio, e vi chiedo di pregare
anche per me, perché possa servire il popolo
di Dio nella verità e nella carità. La protezione
della Beata Vergine Maria e di san Giuseppe
accompagni sempre tutti voi e vi aiuti a camminare uniti nell’amore e nel servizio reciproco.
Di cuore invoco su ogni famiglia la benedizione
del Signore.
Chiesa6
Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II Santi. Sara
Testimonianza di Papa Francesco
Giovanni XXIII è un po’ la figura del prete di
campagna, del prete che ama ognuno dei
fedeli, che sa curare i fedeli. Prete di campagna, buono, con un senso dell’umorismo
tanto grande e una grande santità. Paolo II.
Un uomo capace di trasmettere pace; una pace
naturale, serena, cordiale; una pace che con
la sua elezione al Pontificato si manifestò al
mondo intero e ricevette il nome della bontà.
Città del Vaticano, 4 giugno 2013
La carezza del Papa
“Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una
voce sola, ma riassume la voce del mondo:
qui tutto il mondo è rappresentato. Si direbbe
che persino la luna si sia affrettata questa sera,
osservatela in alto, a guardare questo spettacolo. Gli è che noi chiudiamo una giornata
di pace…di pace: “Gloria a Dio e pace agli
uomini di buona volontà”.
Ripetiamo spesso questo augurio. Tornando
a casa, troverete i bambini. Date una carezza
ai vostri bambini e dite “Questa è la carezza
del Papa”. Troverete qualche lacrima da
asciugare: dite una parola buona. Il Papa è
con noi, specialmente nelle ore della tristezza
e dell’amarezza. E poi tutti insieme ci animiamo: cantando, sospirando, piangendo, ma
poi, sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci
aiuta e ci ascolta, continuiamo a riprendere il
nostro cammino”.
La sera dell’apertura
del Concilio Vaticano II, 11 ottobre 1962
Cenni biografici
1881 Angelo Roncalli nasce il 25 novembre
a Sotto il Monte (BG)
1892 Entra nel seminario minore di Bergamo e successivamente nel seminario
maggiore
1901 Il 4 gennaio è a Roma come alunno
del Seminario Romano
1904 Il 13 luglio è dottore in teologia. Il 10
agosto viene ordinato sacerdote
1905 È nominato segretario del nuovo
vescovo di Bergamo, Giacomo Radini
Tedeschi
1915 Scoppia la guerra. Roncalli è richiamato in servizio. Al rientro è nominato direttore
spirituale del seminario di Bergamo
1925 Il 3 marzo è nominato visitatore apostolico in Bulgaria e il 19 consacrato vescovo
1934 Il 24 novembre è nominato delegato
apostolico di Turchia e Grecia
1944 Nunzio apostolico in Francia
1953 Il 12 gennaio è creato cardinale e tre
giorni dopo patriarca di Venezia
1958 Il 9 ottobre muore Pio XII. Il 28 ottobre
è eletto papa
1962 L’11 ottobre inaugura il Concilio
Vaticano II
1963 Muore il 3 giugno alle 19.49
2000 Il 3 settembre Giovanni Paolo II presiede alla celebrazione della beatificazione
7Chiesa
ranno canonizzati il prossimo 27 aprile
Testimonianza di Papa Francesco
Giovanni Paolo II è il grande missionario della
Chiesa: è un missionario, un uomo che ha
portato il Vangelo dappertutto...
Sentiva questo fuoco di portare avanti la Parola
del Signore. E’ un Paolo, è un S. Paolo, è un
uomo così, questo per me è grande.
Il testamento
I tempi, nei quali viviamo, sono indicibilmente
difficili e inquieti. Difficile e tesa è diventata
anche la via della Chiesa, prova caratteristica
di questi tempi - tanto per i Fedeli, quanto per
i Pastori. In alcuni Paesi (come p.e. in quello
di cui ho letto durante gli esercizi spirituali), la
Chiesa si trova in un periodo di persecuzione
tale, da non essere inferiore a quelle dei primi
secoli, anzi li supera per il grado della spietatezza e dell’odio. Sanguis martyrum - semen
christianorum. E oltre a questo - tante persone
scompaiono innocentemente, anche in questo
Paese in cui viviamo...
Desidero ancora una volta totalmente affidarmi alla grazia del Signore. Egli stesso deciderà
quando e come devo finire la mia vita terrena
e il ministero pastorale. Nella vita e nella morte
Totus Tuus mediante l’Immacolata. Accettando
già ora questa morte, spero che il Cristo mi
dia la grazia per l’ultimo passaggio, cioè la
[mia] Pasqua. Spero anche che la renda utile
Cenni biografici
1920 Karol Josef Wojtyla nasce a Wadowice il 18 maggio
1929 Il 13 marzo muore la madre
1938 Si trasferisce con il padre a Cracovia
e si iscrive alla facoltà di Lettere
1941 Il 18 febbraio il padre muore d’infarto. Karol resta solo. Incomincia a lavorare come operaio nelle cave di pietra di
Zakrzèwek
1946 Il 1° novembre viene ordinato sacerdote e raggiunge Roma per continuare
gli studi
1958 Dopo anni di insegnamento, viene
ordinato vescovo ausiliare di Cracovia
1964 Viene nominato Arcivescovo di
Cracovia
1967 Diventa cardinale
1978 Il 16 ottobre viene eletto papa
1981 Il 13 maggio subisce un attentato
in piazza S. Pietro
1986 Presiede ad Assisi la Giornata di
preghiera per la pace nel mondo con i
rappresentanti delle Chiese cristiane e
delle religioni mondiali
1992 Il 31 ottobre si conclude il “riesame”
del caso Galileo con il “leale riconoscimento” dei torti subiti dallo scienziato
1999 Il 24 dicembre apre la porta santa
in S. Pietro e dà inizio al Grande Giubileo
2005 Dal 24 febbraio al 13 marzo viene
ricoverato al Gemelli per crisi respiratoria
e intervento di tracheotomia
2005 Il 2 aprile muore alle 21.37
2011 Il 1° maggio papa Benedetto presiede alla sua beatificazione
per questa più importante causa alla quale
cerco di servire: la salvezza degli uomini, la
salvaguardia della famiglia umana, e in essa
di tutte le nazioni e dei popoli (tra essi il cuore
si rivolge in modo particolare alla mia Patria
terrena), utile per le persone che in modo
particolare mi ha affidato, per la questione
della Chiesa, per la gloria dello stesso Dio.
Dal Testamento Spirituale
di Giovanni Paolo II
Comunità Pastorale
8
Appuntamenti della Quaresima
e del Triduo Pasquale
Quaresimali
Venerdì 4 aprile alle ore 21
presso il cineteatro S. Luigi
Ritroviamo il volto di Cristo nei poveri. Testimonianza di un membro della Associazione
Papa Giovanni XXIII
Venerdì 11 aprile alle ore 21
in entrambe le chiese parrocchiali
Adorazione sulla passione di Gesù con il coro
Baradiclum Singers (nella Chiesa SS. Nazaro
e Celso) e la Corale S. Cecilia di S. Martino
(nella Chiesa Madonna Pellegrina)
Le altre proposte
dei venerdì di Quaresima
• Alle ore 8 - Lettura spirituale e Lodi in entrambe le chiese parrocchiali
• Alle ore 15 - Via Crucis per gli adulti in chiesa
SS. Nazaro e Celso
• Alle ore 16.45 - Via Crucis per i ragazzi
dell’iniziazione cristiana della parrocchia SS.
Nazaro e Celso.
• Alle ore 18 - Via Crucis per gli adulti presso
la parrocchia Madonna Pellegrina
• Alle ore 18.30 - Via Crucis per i ragazzi delle superiori di entrambe le parrocchie nella
Cappellina dell’Oratorio S. Luigi.
Triduo Pasquale
Giovedì Santo, 17 aprile
• Alle 17 in entrambe le chiese parrocchiali,
accoglienza del Crisma e lavanda dei piedi
per i ragazzi
• Alle 21, in entrambe le chiese parrocchiali,
S. Messa in Coena Domini
Venerdì Santo, 18 aprile
• Alle ore 10.30, in entrambi gli oratori, Via
crucis per i ragazzi
• Alle ore 15, in entrambe le chiese parrocchiali,
Passione del Signore
• Alle 20.30, Via Crucis cittadina.
Percorso:
piazza Cavour, via Ravelli, via Manzoni, via
Alighieri, via Barella, via Roma, via S. Cristoforo, via Vico, via S. Anna, Parco 8 marzo, via
Novara, Chiesa Madonna Pellegrina
Sabato Santo, 19 aprile
Durante il giorno nelle chiese parrocchiali
Sante Confessioni. Alle ore 21, in entrambe
le chiese, Veglia Pasquale
Domenica 20 aprile,
Pasqua di Resurrezione
Le S. Messe seguiranno l’orario festivo. Nella
Chiesa Madonna Pellegrina verrà celebrata
anche una S. Messa alle ore 18.30
Lunedì 21 aprile, dell’Angelo
• Parrocchia SS. Nazaro e Celso:
S. Messe alle ore 8 e alle ore 10
• Parrocchia Madonna Pellegrina:
S. Messe alle ore 8 e alle ore 18
9
Comunità Pastorale
Altri appuntamenti del mese di aprile
l Domenica 6 aprile 2014, dalle ore 9.00 alle
17.00, presso l’Istituto Padre Monti a Saronno,
Giornata Spiritualità per le famiglie della
Diocesi: “Un amore oltre la zizzania”
Iscrizioni sul sito www.chiesadimilano.it/famiglia- o al Servizio Famiglia tel. 02 8556263. La
quota di partecipazione è di 10 euro a famiglia, il pranzo è al sacco, ci sarà un servizio di
baby-sitter (verrà celebrata anche la S. Messa).
Comunicare l’eventuale partecipazione anche telefonicamente a: Gaetana Maffucci 02
90362678 o a Cinzia Lepri 90276492.
l Mercoledì 9 aprile 2014, alle ore 21 presso
il cineteatro S. Luigi
Incontro dal titolo: “L’importanza delle elezioni europee”, interviene il dott. Davide
Caocci, esperto di politiche europee.
l Domenica 13 aprile il Centro Culturale La
Lucerna propone una visita guidata dal tema:
“Itinerario di arte e catechesi presso la Pinacoteca di Brera: i momenti più importanti
della passione di Cristo attraverso i capo-
l Domenica 13 Aprile 2014, alle 16,30
nella chiesa “Madonna Pellegrina” a San
Martino, viene proposta, ai genitori dei
bambini battezzati nel 2011 e a tutti i
genitori dei bambini che frequentano
le Scuole Materne, una Processione con
l’ulivo benedetto ed una breve Via Crucis
pensata proprio per i bambini piccoli, in
preparazione alla Santa Pasqua. Seguirà una
dolce merenda insieme nell’aula Paolo VI.
lavori del museo, da Mantegna a Rubens”.
La visita guidata comprenderà anche il nuovo
allestimento ad opera del regista Ermanno
Olmi del Compianto su Cristo di Andrea
Mantegna e della Pietá di Giovanni Bellini.
Partenza alle 13:30 dal piazzale della Chiesa
Madonna Pellegrina. Il Consiglio fornirà i
mezzi per il trasporto fino alla metropolitana,
ma ogni auto è comunque gradita!
Quote di iscrizione: 14€ (soci), 16€ (non soci
del Centro Culturale). Per informazioni ed
iscrizioni contattare Laura (333 9204036).
In preparazione alla visita guidata, lunedì 7
aprile, alle ore 21 in Sala Paolo VI, si terrá
la conferenza: “Da Braida a Brera: storia
e sviluppo del complesso braidense dal
medioevo ad oggi”, a cura delle guide della
Pinacoteca di Brera.
Comunità Pastorale
10
Dopo la visione de“L’ultima cima”...
Il film documentario sulla vita di don Pablo Dominguez Prieto
Ho avuto la grazia di assistere alla proiezione del docu-film su don Pablo
Dominguez e non mi ha lasciata
indifferente. D’altronde, il regista
Juan M. Cotelo ci aveva avvisati!
Juan è rimasto colpito dall’umanità bella di don Pablo e
ha voluto raccontare la sua
storia, senza l’intento di farne
un “santino” da contrapporre
alla visione distorta con cui tanta
cultura laicista descrive i preti e la
Chiesa. Semplicemente ha incontrato
lui e ha raccontato di lui. “L’Ultima Cima”
è un film che parla di amicizia, di vocazione (non
solo sacerdotale), di miracoli (e ogni conversione
lo è), di come si può e di deve far fruttare i talenti
che Dio ha dato a ogni persona. L’intenzione di
Juan non è omologare il ministero sacerdotale alla
figura di don Pablo, ma raccontare come ci si può
conformare a Cristo, appartenendo totalmente
a Lui. È significativo che dalle testimonianze
raccolte non emerga un solo difetto in don Pablo
(ma ne avrà avuti, essendo un uomo), ma quando
si vuole bene a una persona si arriva ad amare
anche le sue mancanze o a non vederle più.
Ciascuno di noi potrebbe raccontare la storia di
un sacerdote diverso con un’umanità altrettanto
bella. Gli uomini non sono tutti uguali e questo
vale anche per i preti. Ci sono quelli che
sanno guardare tra le pieghe della
tua anima e ti fanno sempre sentire
speciale perché Dio ti ama. Ce
ne sono altri che ti assolvono
dai tuoi peccati e ti confidano
le gioie, le preoccupazioni e
i momenti di sconforto in un
rapporto di amicizia alla pari
che cresce giorno dopo giorno.
Preti missionari, preti che si sporcano le mani lavorando con la loro
gente per migliorare il mondo, preti
martiri. Preti luminosi che rendono più
bella la Chiesa.
Mi ha colpito molto il finale del film (spero di
averlo ben interpretato perché ho cercato di
concentrarmi più sulle parole che sui sottotitoli):
il regista chiede scusa al prete per non essergli
stato vicino nei momenti di difficoltà, per non
averlo invitato a cena, per non aver pregato
per lui. Questo mi interpella, perché spesso le
preghiere sono per il cambiamento dei sacerdoti
secondo i nostri desideri e le nostre pretese,
quando invece dovremmo pregare per la loro
felicità, affinché Dio porti a compimento ciò che
ha iniziato in loro e aiuti ciascuno di noi a guardarli
come li guarda Lui.
Cinzia Lepri
Un libro per approfondire
Fino alla cima. Testamento spirituale di Pablo Dominguez Prieto
Ed. San Paolo, pag.176 - 14 euro
Il sacerdote Pablo Domínguez si trovava in Navarra a predicare alle monache cistercensi quando trovò la morte mentre si dedicava ad una delle sue
passioni: l’alpinismo. Il Moncayo, il monte che domina tutta la valle, diventa
inconsapevolmente metafora della vita dell’uomo, che deve scalare ogni
giorno le montagne che Dio costruisce per consentirgli di arrivare fino in
cima, cioè in cielo. Il libro è la rielaborazione delle parole di don Pablo che le
monache poterono sentire quasi fossero il suo testamento spirituale. Parla di
temi come la Parola, la vita, la morte e le difficoltà della vita in cui anche un
buon cristiano inciampa, affrontati con l’ironia e l’umorismo che da sempre
hanno caratterizzato la sua persona e l’hanno resa tanto amata dalle persone che incontrava. Pablo ci ha lasciato la sua fede allegra e fiduciosa; la sua
speranza entusiastica; il suo amore senza limiti per Cristo e per la sua Chiesa.
11
Il volto ritrovato
Comunità Pastorale
Il Volto Santo di Manoppello
Dal 29 marzo al 6 aprile
una mostra ci aiuterà
a riscoprire il volto di Cristo
La mostra «Il Volto Ritrovato - I tratti inconfondibili di Cristo» documenta sia il desiderio
di vedere il volto di Dio, che ha caratterizzato
l’Antico Testamento e attraversa tutta la storia
della Chiesa, sia il profondo legame tra questo
desiderio e la certezza testimoniata dai Padri
che Cristo stesso ci abbia lasciato in dono, come
segno tangibile della sua presenza, insieme
all’Eucarestia i tratti del suo volto.
All’origine della ricerca che ha portato alla mostra «Il Volto Ritrovato» c’è la visita di Benedetto
XVI, nel settembre del 2006, al Volto Santo di
Manoppello, un ritratto di Cristo su di un velo
quasi trasparente conservato da quattro secoli
nel piccolo convento abruzzese. La “scoperta”
di questa immagine ha riaperto la discussione
attorno al Volto Santo, il ritratto di Cristo “acheropita” (non fatto da mano d’uomo), su stoffa,
la cui storia è evocata in Oriente dal racconto
di re Abgar e in Occidente dal gesto pietoso di
una donna sulla via del Calvario. Ritratto che,
leggendario o meno, è stato l’autorevole modello di un Volto, i cui tratti sono inconfondibili
in Occidente come in Oriente.
La mostra prende inizio dalla tensione che
attraversa tutta la storia dell’Alleanza tra Dio e
l’uomo, che troviamo espressa nella domanda
di Mosè: «Mostrami il Tuo volto» (Es 33,18) e
nella richiesta dei Greci a Filippo: «Vogliamo
vedere Gesù» (Gv 12,21). Tensione che trova
risposta in un dono: «Cristo stesso ha lasciato la
sua immagine alla Chiesa», come testimoniano
con sorprendente certezza i Padri orientali.
Ma il desiderio di «guardare e lasciarsi guardare da Cristo» caratterizza anche l’Occidente
medievale. Dal XIII secolo la Veronica, il sudario conservato in San Pietro sul quale Cristo
avrebbe lasciato impresso il suo volto, diviene
la principale reliquia romana, meta e premio
dei pellegrinaggi a Roma: «In quel tempo che
molta gente andava per vedere quella imagine
benedetta, la quale Gesù Cristo lasciò a noi per
esempio della sua bellissima figura» (Dante, La
Vita Nuova). Dal XVI secolo, quando sembra
essere tacitata o nascosta l’antica reliquia, inizia
a perdersi la memoria di questo Volto, eppure
l’uomo moderno continua ad averne profonda
nostalgia: «Gli uomini hanno perduto un volto,
un volto irrecuperabile, e tutti vorrebbero essere
quel pellegrino che a Roma vede il sudario della
Veronica e mormora con fede: Gesù Cristo, Dio
mio, Dio vero, così era, dunque, la tua faccia?»
(Jorge L. Borges, L’artefice).
L’ultima sezione della mostra inizia con l’ardita
ipotesi avanzata nel 1999 da padre Heinrich
W. Pfeiffer S.J. che identifica nel Volto Santo
di Manoppello la Veronica romana. Il Velo
abruzzese ha caratteristiche uniche: è il solo
ritratto su velo giunto a noi, ed è ancora
inspiegato come possa essere stato dipinto
sulle due facce mantenendo la trasparenza del
filato. Sul volto troviamo i segni della Passione:
le labbra insanguinate, il naso disassato e la
guancia deformata. Incontrando il suo sguardo
si sperimenta che cosa significhi che Dio si fa
specchio dell’uomo assumendo su di sé tutte
le sue miserie mentre l’uomo riguadagna la
vita, trova il suo nome, come suggerisce Karol
Wojtyla nella sua poesia sulla Veronica: «Nacque il tuo nome da ciò che fissavi».
La mostra non intende comunque rispondere
a tutti gli interrogativi posti dall’enigmatico
velo quanto ricreare una familiarità – perduta in
Occidente – con il volto di Cristo «il cui sguardo
misterioso non cessa di posarsi sugli uomini e
sui popoli» (Benedetto XVI).
l Orari di apertura della mostra
e informazioni a pag 24
Missione12
Ma dove va la scuola (in Mozambico)?
Lettera di Mons. Elio Greselin
Lichinga: diocesi grande come metà Italia per
estensione. Solo 1.800.000 abitanti.
Tre popoli: Macua. Nyanja, Yao. Storie, lingua,
costumi diversi
Ma sono tutti della stessa cultura matrilineare e,
nella tradizione, tutti sono stati creati da Dio (uomo
e donna), sul monte Namuli (Zambézia) e si sono
sparpagliati in tempi diversi e in zone diverse. Il
gruppo forte è il Macua (4 milioni circa, presente
nella Zambézia, Tanzania, Malawi, Nampula!)
Nei tanti anni di dominio coloniale dei portoghesi, le scuole e l’educazione erano praticamente
inesistenti. Nel 1925 arrivano i missionari della
Consolata di Torino: scendono dal Nord attraversano lo Zimbabwe e il lago Niassa, arrivano
a Mandimba , nel cuore del Niassa e tra gli Yao:
iniziano le prime scuole elementari specialmente
per i piccoli mulatti, disprezzati dai neri e anche
abbandonati dai progenitori bianchi! Le suore si
prendono le bambine.
Si parte. Asili, scuole elementari, scuole comunitarie, scuole medie, collegi… i padri sono
formidabili e sanno pensare: “Se dai una scuola
a un popolo, quello fa futuro!”, “Insegna e poi
lui saprà organizzare la sua vita”.
Nascono 22 missioni nel Niassa! E ogni missione
genera comunità cristiane e ogni comunità cristiana genera una scuola della comunità : arriviamo
ad avere in mano tutti i bambini e le bambine
della nostra gente. Sono quasi tutti di famiglia
musulmana o pagani addirittura: il cristianesimo
non è conosciuto ancora.
E’ bello però vedere le vecchie foto degli alunni
del tempo: 1938…50…75…2014!
Ai tempi di inizio con il piccolo panno che copre
solo i fianchi e il sedere (ecepè), le mode create
dalle suore per le scolarette, i vestiti coloratissimi
dei giovinetti di oggi. E’ passato tanto tempo!
Oggi noi missionari siamo molto preoccupati
della situazione della scuola in Mozambico: è
gravemente malata! Da scuole straripanti di
alunni, siamo spettatori attoniti di scuole vuote.
In città no, ma nelle periferie e nei villaggi la scuola
è una vedova abbandonata: una scuola senza
vita. Dove sono i maestri e le maestre che pure
sono stati nominati? Non appaiono per giorni,
settimane, mesi.
Ma voi genitori cosa fate per i vostri figli? Stanno
zitti. Non hanno capito l’importanza della educazione per il futuro dei loro figli. Essi saranno
sempre i zappaterra, al servizio degli altri che si
sono fatti nella vita; schiavi e analfabeti .
Il futuro è triste qui a Lichinga. Eppure è stata
la terra più scolarizzata dalla chiesa cattolica.
La chiesa cattolica del Niassa era arrivata ad
avere una ottantina di scuole primarie (con quasi
22.000 alunni), una quarantina di scuole medie e
comunitarie (con 8.000 alunni), di alfabetizzazione
degli adulti (2500 persone) e 6 Centri di scuole
superiori (con 4800 alunni). Tutto questo prima
della guerra civile dei 16 anni (dal 1976 al 1992).
La scuola in Mozambico oggi.
“Dove sono gli alunni della scuola?- domando al
mio catechista.”Sono a casa perché il professore
è assente da 15 giorni e gli alunni sono stanchi
di venire a scuola a fare niente!”.
Riunione di tutti: genitori, amministrativi, alunni,
tutti. Adunata fiume… fino all’esaurimento!
Conclusione: tutti colpevoli ma nessun condannato! Ma gli alunni a fine anno passano lo stesso
(almeno fino alla 5a. classe!)
La scuola primaria e secondaria in Mozambico,
arriva ultima al traguardo: 1,01%!. Siamo il fanalino
di coda della educazione in Africa!
Abbiamo perso terreno, progressivamente, e
13Missione
siamo passati dal quasi 40% di scolarizzazione
all’1% nell’insegnamento primario e secondario.
Ho aperto uno squarcio! Non di sole ma di
nuvole in preparazione della tempesta!
Questi bimbi e adolescenti che prospettiva
avranno nella vita? Scappare continuamente,
senza scopo e senza sapere perché a loro viene
negata dignità e posto nella società del futuro.
Colpa di tutti: Stato, partiti, amministrativi, maestri
e professori (aumentano le scuole ma il salario
rimane basso e la formazione zero!), genitori,
alunni: tutti condannati. Perché?
E noi vescovi e chiesa di Lichinga cosa facciamo?
Noi , chiesa di Lichinga crediamo nella educazione
e vogliamo dare dignitá e speranza ai giovani di
Lichinga. Abbiamo fondato “scuoline” (dai tre ai
sei anni) . Sono 23.! Vi sembra poco?
Abbiamo 11 scuole comunitarie e 15 centri di
alfabetizzazione e educazione per adulti, sparsi
in 11 distretti, 5 case di accoglienza per ragazze
e 1 per ragazzi.
Queste case di accoglienza servono alle ragazze
e ai ragazzi che vengono da lontano e non hanno
la possibilità di frequentare scuole o corsi nei
luoghi dove abitano.
Ci occupiamo, in questo settore dell’insegnamento di base (dalla 1 alla 7 classe).
Gli alunni effettivi di queste scuole sono:
• Totale alunni/e 7.699, di cui 3424 donne e
4275 uomini
• Alfabetizzati: 7366, di cui 5280 donne e 2086
uomini
• Professori: 90, di cui 23 donne e 67 uomini
• Alfabetizzatori: 33 dei quali 10 sono donne
• 3 Supervisori e 7 coordinatori (una di loro è
donna)
• Nel coordinamento generale lavorano 4 persone.
Questo nell’insegnamento base.
Nel settore dell’ insegnamento superiore abbiamo fondato e manteniamo 6 Centri di Scuole
secondarie chiamate ESAM con un centinaio di
professori e circa 6.000 alunni/e.
Senza orgoglio ma con gioia credo di poter dire
che la Diocesi di Lichinga é l’unica che ha opere
di questo tipo. E se poi vi dicessi che due anni
fa ho aperto una università Cattolica di Lichinga
e che attualmente, al secondo anno abbiamo
quasi 450 giovani iscritti?
Miracoli della Provvidenza ma miracoli concreti.
Se voi veniste qui, trovereste che la quasi totalità
degli studenti di queste scuole nostre, sono musulmani e mi direste che sono scemo!
Il sapere e l’educazione non hanno religione e
la convivenza e l’amore reciproco si imparano
vivendo insieme, membri di culture e religioni
diverse.
Noi siamo chiesa e non una piccola setta!
Non siamo mormoni o musulmani del fondamentalismo ma siamo cristiani che vogliono seguire
Gesù: ”Questo vi comando: amatevi gli uni gli
altri come io ho amato voi”. “Il Padre vi ama!”.
Mons. Elio Greselin
Vescovo di Lichinga
Gruppo Terza Età: Un pomeriggio Insieme
Appuntamenti del mese di aprile
Mercoledì 2 Aprile
Venerdì 4 Aprile
Mercoledì 23 Aprile
Domenica 27 Aprile
Mercoledì 30 Aprile
alle ore 15 Visita al Museo del Duomo di Milano
alle ore 15 Adorazione in Chiesa
alle ore 15 Momento di spiritualità
alle ore 15 Festa dei compleanni del mese delle nostre iscritte
alle ore 15 incontro con la Sig.ra Colombo Rosanna
della “Bottega delle Erbe”
Missione14
Lettera da Nairobi
Al Gruppo Nonne della Parrocchia Madonna
Pellegrina di S. Martino
Nairobi, 4 marzo 2014
Nostre carissime nonne,
anche questa volta ci avete fatto sentire che ci
amate come fanno tutte le buone nonne verso le
loro nipotine. Un grande Grazie di tutto questo
che la nostra cara amica, e ormai membro della
nostra grande famiglia di bambine, ragazze e
Suore, Luisa Frattini ci ha portato - il frutto del
vostro sacrificio e il vostro amore per noi e l’espressione del vostro grande cuore, della bontà
incondizionata e della vostra solidarietà. Noi non
siamo in grado di ringraziarvi sufficientemente
ma assicuriamo la nostra preghiera per voi e per
le vostre intenzioni. Le bambine vi mandano un
sorriso pieno di gioia e gratitudine.
La nostra Casa Famiglia “Maria Romero
Children’s Home” sta crescendo. Nel gennaio di quest’anno abbiamo accolto 15 nuove
ragazze di diversa età ed adesso il numero di
quelle che sono residenti è arrivato a 42. Nello
stesso tempo, l0 ragazze che hanno finito la
scuola elementare nel Novembre 2013 sono
andate alle varie scuole secondarie superiori
e stanno negli internati delle loro scuole. In
totale, fra quelle che stanno con noi, quelle
che studiano nelle scuole secondare e quelle
che ripetono l’ultima classe delle elementari
nelle loro famiglie, abbiamo adesso 72 ragazze.
Le nostre bambine e ragazze cercano di utilizzare bene la possibilità data a loro di crescere
e studiare in pace, in un ambiente sicuro dove
si sentono amate e libere, dove non devono
avere nè fame, nè paura. Nonostante questo,
non tutte fanno sempre molto bene a scuola
sia per la mancanza della intelligenza sufficiente, sia per un po’ di pigrizia. Ci sono anche
un po’ di sfide da affrontare che risultano dal
loro passato o dall’adolescenza. Comunque,
tutte sono molto carine e le amiamo tanto.
Ultimamente abbiamo avuto la gioia di sapere
che Gladys Njeri, una delle nostre ragazze ha
ricevuto ottimi risultati dagli esami con i quali
ha finito l’educazione nella scuola secondaria
superiore. Con questo risultato Gladys potrebbe
continuare gli studi all’università, vedremo che
cosa ci porterà il futuro
Grazie all’aiuto delle persone come voi che per
noi siete una espressione della Divina Provvidenza continuiamo a portare avanti questa opera
per il bene delle bambine e ragazze bisognose.
Ancora una volta un grande GRAZIE a nome
di tutte bambine, ragazze e Suore.
Sr. Catherine Urbanska
(Maria Romero Children’s Home, Salesian
Sisters of St. John Bosco, Nairobi - Kenya)
Ringraziamento
Nel 2014 sono 20 anni che la Sig.ra Lidia Pigliafreddo si dedica alla raccolta fondi per le adozioni a distanza (inizialmente erano più di 200 le famiglie interessate, ora sono un centinaio).
E’ una persona particolarmente lodevole che svolge questo servizio con tanto amore, passione e dedizione nonostante l’età.
15Educazione
Liberi di educare per educare alla libertà
Il valore della sussidiarietà nell’ambito educativo scolastico
Sabato 15 marzo 2014 si è svolta la 32° marcia
delle Scuole Cattoliche “Andemm al Domm”.
Riportiamo brevemente l’intervento che il
card. Scola ha tenuto in piazza Duomo per
l’occasione.
Di seguito pubblichiamo gli articoli della Costituzione Italiana inerenti la scuola, come anticipato sullo scorso numero dell’informatore.
“Sapete qual è il modo migliore per aiutare la
nostra società a superare questa fase di crisi
(rivolgendosi ai ragazzi presenti)? Andare a
scuola contenti e uscire da scuola ancora più
contenti di quando ci si è entrati, perché la
scuola è un’occasione bellissima di educazione. Attraverso l’amicizia tra voi e il rapporto
con i professori voi vi educate cioè crescete
perché incontrate qualcosa di bello e questa
bellezza la dovete comunicare a tutti, a tutti
quelli che incontrate fuori dalla scuola.
(Rivolgendosi agli adulti) La famiglia e la scuola
sono due grandi risorse però la condizione
perché entrambe possano incidere sull’educazione è la libertà. Liberi di educare per
educare alla libertà.
Cosa chiediamo? Non chiediamo la luna ma
chiediamo di educare alla libertà e ridare alle
famiglie la loro responsabilità educativa.
Anche le scuole cattoliche sono pubbliche!
Ci abbiamo messo tanto tempo a far passare
questo concetto ed è passato solo parzialmente. Devo dire che l’aggettivo “paritario” che si
utilizza mi pare troppo poco, non mi sta bene.
Noi chiediamo che anche in Italia ci sia una
libertà di proposta scolastica. Libertà totale e
intera per realizzare un modello di scuola in
cui offrire la nostra proposta educativa, che
le famiglie possano sentire in continuità con
il loro compito educativo.
Non vogliamo togliere nulla alle scuole di
stato. Anzi vogliamo che funzionino bene. Ma
allo stesso tempo crediamo che la libertà in
campo educativo vada garantito. Certo anche
con il controllo e la verifica delle istituzioni ai
diversi livelli.
Ma questi ultimi si limitino a governare la scuola
e non a gestire la scuola. Questo compito lo
lascino alle famiglie.
Il cammino sarà ancora lungo ma i tempi stanno
maturando perché questa libertà educativa
si compia. Non perdiamo la speranza! Buon
cammino!”
Card. Angelo Scola
I figli vanno a scuola
Il quadro all’interno del quale inserire le tematiche relative alla scuola è quello del più ampio
riconoscimento dei diritti di libertà in ordine
al pensiero e alla sua manifestazione e alla
cultura. E non solo di riconoscimento si tratta,
ma anche di promozione, come recita l’art. 9
che esprime uno dei principi fondamentali
dell’ordinamento costituzionale:
La Repubblica promuove lo sviluppo della
cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
L’inizio dell’art. 21: Tutti hanno diritto di
manifestare liberamente il proprio pensiero
con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di
diffusione
toglie ogni ragionevole dubbio in proposito.
Lo stato dunque non dispone – e come potrebbe? – di una propria cultura ufficiale e,
conseguentemente, di una propria istruzione
da trasmettere ai suoi cittadini.pensionato,
Educazione16
ecc. Un metalmeccanico e un vescovo, per
esempio, hanno il medesimo diritto di parola.
La cultura non è proprietà di nessuno
Art. 33 L’arte e la scienza sono libere e libero
ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le
norme generali sull’istruzione ed istituisce
scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Ci sono però anche altri soggetti: Enti e privati
hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di
educazione, senza oneri per lo Stato.
Senza la loro attività non si realizzerebbe la
più ampia libertà della scienza e dell’insegnamento auspicata dalla Costituzione. Per
tale ragione:
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità,
deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro
alunni un trattamento scolastico equipollente
a quello degli alunni di scuole statali.
Scuole “non statali” non “scuole private”
Il testo dà per scontato dunque che le scuole
“non statali” (si presti attenzione al fatto che
non le chiama “private”) abbiano diritto al
riconoscimento della parità con quelle statali,
parità fatta di diritti e di corrispettivi doveri, in
vista della prestazione anche da parte loro di un
servizio pubblico di istruzione che garantisca
la piena libertà di insegnamento, garantita da
quel «L’arte e la scienza sono libere» con cui
era cominciato l’articolo.
L’istruzione è un diritto di tutti
Destinatari di tale servizio sono evidentemente
i loro alunni, gli utenti del servizio, titolari del
diritto a «un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali». Non
potrebbe essere diversamente dal momento
che l’istruzione è un diritto dei cittadini «capaci
e meritevoli», anche dei meno abbienti (cfr.
art. 34), e non una graziosa concessione da
parte dello stato. Vale la pena di insistere sul fatto che per la
nostra Costituzione “pubblico” non è necessariamente solo il servizio scolastico offerto
dallo Stato ma può esserlo, come ogni altro
servizio, anche quello prestato da enti pubblici
o comunità di lavoratori o di utenti, come
richiamato all’art. 43.
No alle discriminazioni
Come si finanzia una scuola non statale perché
possa prestare il servizio pubblico dell’istruzione? La risposta dovrebbe essere ovvia: con
le stesse risorse a cui si attinge per finanziare
la scuola statale in cui altri alunni, allo stesso
titolo, soddisfano il loro diritto all’istruzione.
Altrimenti quelli della scuola non statale subirebbero un indubbio svantaggio, soprattutto
se non abbienti, nel finanziare in proprio un
servizio cui hanno diritto.
Essi subirebbero così un’obiettiva discriminazione rispetto agli alunni delle scuole statali
che non finanziano le scuole frequentate. Discriminazione che non appare consentita dal
2° comma dell’art. 3 che, come abbiamo già
visto, attribuisce alla Repubblica il compito di
«rimuovere gli ostacoli di ordine economico
e sociale, che, limitando di fatto la libertà e
l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana». La cultura
costituisce una tra le più importanti condizioni
necessarie allo pieno sviluppo della persona.
Senza oneri per lo stato
Su tale inciso, suggerito all’assemblea costituente come emendamento dai deputati
Corbino e Codignola, si fonda l’obiezione al
così detto finanziamento alla scuola privata
(si ostinano a chiamarla così), quasi che i suoi
utenti siano titolari di un diritto all’istruzione
minore e meno meritevole di tutela rispetto a
quello degli altri cittadini in età scolare.
No ai privilegi
«Senza oneri per lo Stato» significa da una
parte che lo stato non ha alcun dovere di spen-
17Educazione
dere per l’alunno delle scuole non statali di più
di quanto spende per l’alunno che frequenta
una sua scuola, dall’altra che non è garantito
un diritto automatico per chi istituisce una
scuola non statale di ricevere finanziamenti
da parte dello Stato.
Ciò avrebbe costituito un inevitabile incentivo
ad aprire scuole di dubbia qualità, osservava
giustamente l’on. Corbino in Assemblea costituente. Se non c’è un obbligo esiste invece
la possibilità di erogarli per chi ottemperi agli
obblighi previsti dalla legge di parità. Non è
un privilegio dunque!
Chi l’avrebbe mai detto!
«Noi socialisti dobbiamo essere propugnatori della scuola libera, della scuola lasciata
all’iniziativa privata e ai Comuni. La libertà
nella scuola è possibile solo se la scuola è
indipendente del controllo dello Stato. (…)
Noi dobbiamo farci propugnatori della scuola
libera e conquistarci la libertà di creare la nostra
scuola. I cattolici faranno altrettanto dove sono
in maggioranza; chi avrà più filo tesserà più
tela» (Antonio Gramsci, Il grido del popolo).
Se no a che serve il principio di sussidiarietà?
Anche questo è un modo per esercitare il
principio di sussidiarietà previsto dalla nuova
stesura del Titolo V della Costituzione che,
all’art. 118, recita:
Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e
Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei
cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento
di attività di interesse generale, sulla base del
principio di sussidiarietà.
Tale principio implica che non si rimetta necessariamente a un’entità sociale superiore
quanto una inferiore e più prossima ai bisogni
dei cittadini è in grado di fare da sé, anche
se col sostegno dello Stato o delle sue articolazioni periferiche. In questa maniera, oltre
tutto, si favorirebbe la lotta all’inefficienza,
all’assistenzialismo e a un eccessivo centralismo burocratico.
Ragione o fede?
In realtà i Principi Fondamentali della Costituzione che abbiamo esaminato nella loro
applicazione al tema della famiglia e della
libertà scolastica sono in perfetta coerenza con
i dettami della Dottrina sociale della Chiesa
che, non solo in questo caso, come sostenuto
da Benedetto XVI nel suo discorso al Bundestag di Berlino, non affondano le loro radici
in un libro sacro ma nella ragione in armonia
con la natura.
Il cristianesimo infatti «ha […]rimandato alla
natura e alla ragione quali vere fonti del
diritto; ha rimandato all’armonia tra ragione
oggettiva e soggettiva, un’armonia che però
presuppone l’essere ambedue le sfere fondate
nella Ragione creatrice di Dio».
Contro il negazionismo educativo della
natura umana
La questione della libertà di educazione viene
posta al centro della resistenza per la difesa
della natura umana. E’ l’ultima ridotta, senza
difendere la quale continuare a parlare di “dignità della persona umana” diventa retorico.
Testimonianza18
Elena Sachsel: “Una vita generosa
dalla parte degli ultimi”
Non basterebbe un libro per raccontare la
vita di Elena Sachsel. E poca cosa appaiono
le etichette per poterla descrivere. Medico
pediatra, volontaria attiva in molte associazioni, presente con il suo impegno politico
nella realtà locale, cooperante internazionale
volontaria nei Paesi in via di sviluppo. Ha vissuto nel “magentino”, in provincia di Milano,
Elena si è sempre spesa per gli ultimi, per
le persone vittima della droga, per le donne
finite nelle maglie della prostituzione, per gli
immigrati senza diritti, per i bambini nomadi
e abbandonati; in ognuno sapeva riconoscere
con dolcezza e intelligenza la persona con
la sua dignità e la sua domanda d’amore.
Era una donna coraggiosa Elena, sempre
pronta ad accogliere con animo generoso
e un po’ sprovveduto la nuova sfida che la
vita le riservasse.
Il segreto del suo agire coraggioso? Mettere
in pratica il Vangelo.
Si era avvicinata ancora giovane al Movimento dei Focolari e la sua sete di giustizia e di
eguaglianza l’aveva subito spinta a metter in
pratica l’appello di Chiara Lubich a “dare la
vita per la nostra gente”, impegnandosi in
particolare nel gruppo dei Volontari, consa-
pevole che l’impegno cristiano debba sapersi
tradurre in azioni e in opere concrete.
Elena è sempre stata protesa a scorgere il
volto del povero e del sofferente nascosto
nelle nostre città.
Fin dai primi anni Ottanta, inizia a dedicarsi
con energia ai tossicodipendenti. Ricordava
quel periodo come un tempo di slancio e di
impegno senza riserve: «Con un gruppo di
amici abbiamo fatto un’esperienza folle che,
però, ha recuperato quasi tutti i ragazzi di cui
ci siamo occupati».
Oltre a mettere a disposizione la sua stessa
casa, con altri operatori aveva affittato un piccolo appartamento in montagna. Lì, i ragazzi
venivano sottratti alla tossicodipendenza in
mezzo alla natura prima di essere accolti
per qualche tempo presso varie famiglie di
focolarini o di amici.
La sua professione di medico l’ha portata più
tardi in contatto con i poveri più lontani. Ha
accolto l’invito di recarsi in Perù. Andare in
missione per curare i più poveri era sempre
stato il suo sogno, ma dopo un anno l’insorgere di una malattia l’ha costretta a tornare in
Italia. Ma non era certo persona da arrendersi
ai limiti che la malattia le avrebbe imposto
per lunghi anni.
Anzi. Il ritorno a casa le ha aperto strade
nuove. Ancora una volta era la sua sensibilità
a renderla vigile rispetto alle sfide che interpellavano il suo territorio. «Ero straniero e mi
avete accolto»: Elena raccoglieva le parole
del Vangelo e le rendeva vive, le traduceva
con creatività e generosità in opere pubbliche. Il suo impegno nel Movimento non era
mai tentazione di chiusura dentro un recinto
comodo, ma sprone per cercare compagni
di viaggio sempre nuovi con cui misurarsi e
aiutarsi nella soluzione dei problemi.
Perché Elena era universale. Forse per quella
origine ebraica da parte di entrambi i genitori,
che ne aveva segnato l’esistenza fin dai primi
anni, negli anni delle persecuzioni razziali.
Origine che l’aveva resa cittadina del mondo
e sorella dei perseguitati.
Per vent’anni anni si era impegnata presso
19Testimonianza
il Naga, associazione che si occupa dei
problemi sanitari, legali e burocratici degli
immigrati clandestini, di cui è stata a lungo
presidente, stimata e da tutti amata. «Mi
hanno accettato come cattolica, anche se
quasi tutte le persone erano di convinzioni
diverse - racconta Elena - con loro ho vissuto
un’esperienza meravigliosa, un’esperienza
di fratellanza».
Con l’Associazione Lule Elena ha percorso le
strade della provincia milanese per portare
soccorso e amore disinteressato alle prostitute. A chi le domandava se non avesse paura
ad andare di notte nei quartieri più pericolosi, Elena rivolgeva il suo sguardo stupito,
come considerasse assurdo preoccuparsi di
se stessa di fronte alle immani sofferenze e
violenze che incontrava ogni notte.
Più volte ha lottato per chiedere politiche sociali adeguate e, in occasione dello sgombero
di un campo rom di Milano, Elena ha scritto
ai sindaci del “magentino” suggerendo una
soluzione alternativa al problema.
Rispondendo all’appello del Cardinal Martini
“Farsi Prossimo”, nel 1994 è stata artefice,
con altri volontari della fondazione della Casa
d’Accoglienza a Magenta, rivolta a persone
in difficoltà e disagio. Con l’avanzare dell’età, Elena è stata ospitata, negli ultimi mesi,
presso quella casa d’Accoglienza che proprio
lei aveva contribuito a fondare. Ha raccolto
i frutti del suo lungo lavorare: «Adesso sto
sperimentando l’amore reciproco. Sono ormai disabile, le gambe e le braccia non mi
funzionano, non sono più autonoma, ma le
persone fanno a gara nell’aiutarmi in tutto.
Prima ero io per la Casa, adesso è la Casa
per me».
Umile e intraprendente non lasciava indifferente chi la incontrava e spesso questa sua
dedizione trovava riconoscimento pubblico:
«Constato l’aiuto Provvidente di Dio e quanto
siamo un simbolo di fraternità». Nell’ultimo
dei suoi numerosi riconoscimenti (Benemerita
delle Virtù Civili) è rimasta particolarmente
commossa da quanto detto dalle Autorità:
«Hanno tratteggiato qualcosa della mia vita
e ho sentito che era la realizzazione della mia
vocazione di Volontaria di Dio nel Movimento
dei Focolari».
Fino alla fine ha speso parole vive nel sollecitare gli altri membri del Movimento ad un
più coraggioso impegno per le “periferie
esistenziali”.
Si è spenta serenamente, sazia di giorni e di
amore donato e ricevuto, il 14 febbraio 2014.
A pochi giorni dalla scomparsa la redazione
di Città Nuova l’ha ricordata così:
«Era coraggiosa Elena, e dolcemente sfrontata. Non aveva paura dei potenti, non aveva
paura di dire la verità ai potenti, non aveva
paura di cercare le soluzioni impossibili, di
sfidare uomini pubblici e istituzioni perché
si adoperassero per il bene comune. Non
aveva paura a partire da sola, per aiutare i
bambini in Perù o in Romania, ad aprire la
propria casa all’ospite straniero o alla amica
appena uscita dal carcere.
Era dolce e forte Elena, e disarmante nella sua
debolezza e fragilità. Ci ha lasciati a 86 anni.
In giorno di lutto cittadino, la chiesa di
Magenta era gremita per l’ultimo saluto dei
moltissimi amici di Elena.
Quelli che…non importa la fede, non importa da quale terra vieni, non importa se
sei nomade, non importa quante volte hai
sbagliato. Il mondo che Elena sognava era
un mondo dove c’è posto per tutti».
Il GRAZIE del Movimento dei Focolari
Cultura20
Libri Consigliati
■ Accanto a Giovanni Paolo II. Gli amici e i collaboratori raccontano
Ed. Ares, pag.256 - 15.90
Una raccolta di 22 persone che hanno condiviso in parte o totalmente il pontificato di K. Wojtyla. La vita, il pensiero, il programma e i sogni di Giovanni
Paolo II affiorano, attraverso i ricordi partecipati e, anche commossi del vissuto
quotidiano accanto al Papa.
Il risultato è un ritratto a più mani, quanto mai vivo, variopinto e particolareggiato, assolutamente fedele e completo di Giovanni Paolo II, che il prossimo
27 aprile, assieme a Giovanni XXIII sarà canonizzato.
■ Umanesimo cristiano e modernità di Maurizio Ormas
Ediz. Lateran University Press, pag.204 - 20 euro
Perché i papi, a un certo punto della storia, hanno cominciato a scrivere
encicliche sociali? È la società che rende cattivo l’uomo, o viceversa? Per
rispondere a queste domande, occorre seguire il tragitto del magistero
pontificio rispetto alle problematiche sociali.
L’ideale della fraternità tra i singoli e tra i popoli, la pace come frutto della
giustizia, i diritti dell’uomo, l’equità come fondamento della giustizia e della
legalità, il valore del lavoro per la realizzazione di sé in senso personale e
sociale, la sussidiarietà come condizione di una soggettività sociale più ricca,
il prevalere del bene comune rispetto agli interessi di parte, i diritti educativi
della famiglia e l’impegno delle religioni a favore della pace: questi ideali fanno
parte del patrimonio etico di gran parte dell’umanità. Tuttavia è anche grazie
al magistero sociale cattolico se oggi vengono indicati come fondamenti del
vivere civile e come mete cui aspirare.
■ Il cavallo rosso di Eugenio Corti
Ed. Ares, pag.1280 - 24 euro
Riproponiamo all’attenzione dei lettori il best seller di Eugenio Corti, scrittore cattolico recentemente scomparso. Le vicende romanzesche e insieme
vere dei personaggi si intrecciano con gli avvenimenti che hanno sconvolto
il mondo tra il 1940 e il 1974.
Catturato dalla trama densissima, il lettore si accorge di diventare più consapevole del perché della vita e del significato del mondo.
■ Gesù è qui! La prima comunione. Nuova edizione aggiornata
Piccola Casa Editrice, pag. 60 - 12 euro
Papa Francesco introduce questo prezioso libro tenendo un dialogo serrato
con i bambini. Con domande incalzanti ci conduce alla scoperta del significato del Sacramento della Prima Comunione, «Corpo di Gesù che viene nel
nostro cuore».
Paola Bergamini racconta gli eventi miracolosi legati all’Eucaristia, accaduti in
ogni tempo e in ogni parte del mondo. «Trovare il centro della vita». A questo
serve la Comunione che riceviamo durante la Messa, secondo Benedetto
XVI, che risponde con semplicità alle domande limpide che gli rivolgono i
bambini della Prima Comunione.
21
Anagrafe Parrocchiale - febbraio 2014
Parrocchia SS. Nazaro e Celso
Battesimi
• Battaglino Nathan Riccardo
• Marchetti Andrea
Defunti
• Bresciani Giovanni
78
• Tempesta Ida
• Grossi Elisabetta
• Mignanti Bernardina
• Garavaglia Giovanni
• Fenino Ferruccio
Parrocchia Madonna Pellegrina
Defunti
• Broglio Giuseppe
• Lini Maria Dorina
• Amerio Natale
89
81
89
• Pinciroli Angela
• Zammattio Valentina
• Messana Giuseppe
81
89
90
76
83
88
62
72
Gli Alpini cercano foto
e ricordi della grande guerra
In occasione del centenario dell’inizio della
Prima Guerra Mondiale, il gruppo Alpini di
Bareggio, in collaborazione con altre associazioni del territorio, sta preparando una serie
di iniziative per mantenere vivo il ricordo di
quanti hanno sacrificato la loro vita per la Patria.
A tal fine si stanno raccogliendo documenti,
lettere dal fronte, foto e ricordi dei bareggesi
che parteciparono al conflitto.
Chi avesse del materiale
può passare in sede, in via Cimarosa 37
il giovedì verso le 21 oppure contattare il
333.269.18.66 o scrivere a:
[email protected]
Circolo Culturale
Bareggio
propone per
Domenica 4 maggio 2014
Visita guidata alla
Villa del Balbianello - Lenno (CO)
Partenza alle ore 13 da Bareggio
alle 13.05 da S. Martino
Prenotazioni presso Cartoleria Tresorelle
Calendario delle S. Messe
22
Parrocchia SS. Nazaro e Celso aprile 2014
1 martedì
Ore 8 coniugi Pirovano Vittorio
e Gambini Primina e figli
Ore 18 Rosaria e Giuseppe
2 mercoledì Ore 8 Gambini Angelina e Fagnani Carlo
Ore 18 Lonati Giuseppe
e Cova Maria e Gina
17 giovedì
Ore 17 Accoglienza Olii Santi
e Lavanda dei piedi per ragazzi
Ore 21 S. Messa in Coena Domini
Giovedì Santo
18 venerdì
Ore 8 Lodi e riflessione
Ore 10.30 Via Crucis per i ragazzi
Ore 15 Passione del Signore
Ore 20.30 Via Crucis cittadina
Venerdì Santo
19 sabato
Ore 21 Veglia Pasquale nella notte Santa
Sabato Santo
3 giovedì
Ore 9 S. Messa
Ore 18 Pierino e Maria e fam. Albertelli
4 venerdì Ore 8 Lodi e riflessione
Ore 15 Via Crucis
Ore 16.45 Via Crucis per i ragazzi
Ore 21 Quaresimale
5 sabato
Ore 8 Montoli Romolo e Marnati Marisella
Ore 18 Bollini Luigi e Cavrini Maria,
Spadea Francasco
20 domenica Ore 8 Lazzaroni Luigi
Ore 9.30 Cassani Sandra
Ore 11 S. Messa
Ore 18 Tripi Giuseppe
S. Pasqua
6 domenica
Ore 8 Cozzi Angelo, moglie e Peppino
Ore 9.30 Pedroli Virginio, Cozzi Virginia
ed Ernestina
Ore 11 Barbaglia Alberico
Ore 18 Galetti Fiorenza
21 lunedì
Ore 8 Oldani Albino e fam.
Ore 10 50° anniversario di matr.
di Gorlani Renata e Magistrelli Modesto
Ore 11.30 matr. Giani Luca
e Deodato Marina
7 lunedì
Ore 8 Chiarelli Teresa e Giuseppe
Ore 18 Delfina e Luigi Girotti
8 martedì
Ore 8 Pierino Dante Bugini
Ore 18 per tutti i defunti
della fam. Franchetto
22 martedì
Ore 8 S. Messa
Ore 18 Pisano Carmela,
Molino Bonaventura, Gregorio Bartolomeo
9 mercoledì Ore 8 S. Messa
Ore 18 Baroni Eugenia
10 giovedì
Ore 9 S. Messa
Ore 18 Cislaghi Ezio, Primo e Celestina
11 venerdì
Ore 8 Lodi e riflessione
Ore 15 Via Crucis
Ore 16.45 Via Crucis per i ragazzi
Ore 21 Quaresimale
12 sabato
Ore 8 Beretta Silvio e Bonfiglio Maria
Ore 18 Pirovano Vincenzo, Melania e Maria,
Beltrami Giovanni e Adele
13 domenica Ore 8 S. Messa
Ore 9.30 Bresciani Giovanni
Ore 11 Enrica e Virginio Grassi
e Gina e Luigi Belloli
Ore 18 Beretta Mario e Bonfanti Teresa
14 lunedì
Ore 8 S. Messa
Ore 18 Dal Maso Giuseppe
15 martedì
Ore 8 S. Messa
Ore 18 Edvige e Battista, Donata e Antonio
16 mercoledì Ore 8 Oldani Ester
Ore 18 Lenti Luca, Garoldi Maria
e Boniardi Ferdinando
23 mercoledì Ore 8 Enio Sisti, Olimpia e Dante
Ore 18 Oldani Isidoro, Adele e figli
24 giovedì
Ore 9 S. Messa
Ore 18 Ruggiero Francesco,
Giovanna e Giuseppe
25 venerdì
Ore 18 Ravelli Carlo, coniugi Miele e Mario
26 sabato Ore 8 Ravelli Carlo e fam.
Ore 15.30 matr. Colicchio Dario
e Bacuzzi Giuseppina
Ore 18 coniugi Pirovano Giuseppe
e Antonini Giuseppina
27 domenica Ore 8 S. Messa
Ore 9.30 Giuseppe e Maria, Luciano
e Liliana Magistrelli
Ore 11 S. Messa
Ore 18 Peraro Guerrina e Arnardi Franco
II di Pasqua o della Divina Misericordia
S. Battesimo
28 lunedì
Ore 8 Chiarelli Pietro Francesco,
Maria Domenica, Paola e Giacomo
Ore 18 Arnardi Adriano e fam.
S. Gianna Beretta Molla
29 martedì
Ore 8 S. Messa
Ore 18 Sverzellati Luigi, Angela e Raffaele
30 mercoledì Ore 8 S. Messa
Ore 18 Cavalli Ettore e Rita
23
Caldendario delle S. Messe
Parrocchia Madonna Pellegrina aprile 2014
1 martedì
Ore 8 S. Messa
2 mercoledì Ore 18 Zangari Francesco,
Di Criscenzo Francesco,
Nardi Carlo
18 venerdì
Ore 8 Lodi e lettura spirituale
Ore 10.30 Via Crucis per i ragazzi
Ore 15 celebrazione Passione
e morte del Signore
Ore 20.30 via Crucis cittadina
la chiesa parrocchiale è aperta
fino alle ore 24.00 per adorazione
Venerdì Santo
19 sabato
Ore 21 Veglia Pasquale
Sabato Santo
3 giovedì
Ore 8 S. Messa
4 venerdì
Ore 8 Lodi e lettura spirituale
Ore 18 via Crucis
5 sabato
Ore 8 S. Messa
Ore 18,30 Pietro e Luigia,
Iovinella Francesco, Restelli Antonio
6 domenica
Ore 8.30 Scaffidi Barbara e Giuseppino,
fam. Percivaldi, Altea e Giuseppe,
def. Francesco, Maria,
Angela e Cristian
Ore 9.30 (Brughiera) 25° anniversario
matrimonio Oldani Carlo
e Parini Maria Luisa
Ore 10.30 S. Messa
V di Quaresima
7 lunedì
Ore 8 Dell’Acqua Aldo,
Maggiolini Domenico e Vincenza
24 giovedì
Ore 8 F.lli Micanti, Domenico,
Chiara, Giuseppe
8 martedì
Ore 8 S. Messa
25 venerdì
Ore 8 S. Messa
26 Sabato
Ore 8 S. Messa
Ore 18.30 Arnardi Giovanna,
Maggiolini Francesco
9 mercoledì Ore 18 Intenzioni
Cooperativa Futura
10 giovedì
Ore 8 Grassi Carlotta, Severa Olga,
May Juan
11 venerdì
Ore 8 Lodi e lettura spirituale
Ore 18 via Crucis
12 sabato
Ore 8 S. Messa
Ore 18.30 Messana Giuseppe
13 domenica Ore 8.30 S. Messa
Ore 9.30 (Brughiera) S. Messa
Ore 10.30 S. Messa preceduta
dalla processione con gli ulivi
dalla chiesetta di S. Anna
S. Battesimo
Delle Palme
14 lunedì 14 Ore 8 Matteini Giorgio
e Serafino,
Anderlini Massimo, Tortarolo Elio
15 martedì
Ore 8 Gianni e Angelo
16 mercoledì Ore 18 S. Messa
17 giovedì
Ore 17 Accoglienza Olii Santi
e Lavanda dei piedi
per ragazzi
Ore 21 S. Messa in Coena Domini
Giovedì Santo
20 domenica Ore 8. 30 S. Messa
Ore 9.30 (Brughiera) S. Messa
Ore 10.30 S. Messa
Ore 18.30 S. Messa
S. Pasqua
21 lunedì
Ore 8 Chiffi Salvatore, Angela e fam.
Ore 18 S. Messa
22 martedì
Ore 8. Radice Giovanna e fam.
23 mercoledì Ore 18 S. Messa
27 domenica Ore 8.30 Rei Ettore
Ore 9.30 (Brughiera) Piazzolla Daniele
e Gambarè Ernesto
Ore 10.30 S. Messa
II di Pasqua o della Divina Misericordia
28 lunedì 28 Ore 8 S. Messa
S. Gianna Beretta Molla
29 martedì
Ore 8 S. Messa
S. Caterina da Siena
30 mercoledì Ore 18 S. Messa
19 marzo 2014:
Solennità di S. Giuseppe e primo anniversario dell’inizio
del ministero petrino di Papa Francesco
MOSTRA
Organizzata da:
29 Marzo > 6 Aprile 2014
BAREGGIO (MI)
Centro Polifunzionale “M.L.King”
Via Gallina
Con il patrocinio di:
In collaborazione con:
Comune
di Bareggio
PRESENTAZIONE: Venerdì 28 Marzo - ore 21:00
Cine-Teatro “San Luigi”, via IV Novembre
Con la Prof.ssa Annamaria Lanzara
INAUGURAZIONE MOSTRA:
Sabato 29 Marzo - ore 17:00
Assessorato
alla cultura
Aderiscono all’evento:
Mostra realizzata da:
Circolo Culturale di Bareggio,
Forum delle Famiglie,
AUSER, ALPINI
Azione Cattolica, Focolari,
Comunione e Liberazione
Meeting per l’amicizia
fra i popoli
ORARI MOSTRA:
Sabato-Domenica: 9:30\12:30 – 15:30\19:00
Sabato: 21:30\23:00
Feriali: mattino: su prenotazione
pomeriggio: 15:30\18:30
sera: dalle 21:30 su prenotazione
Prenotazioni
ed Info:
348.4995441
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