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Brunisa - Scuola Don Bosco Legnago

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CLASSE TERZA
PROVA 4
.inno ....................................
... . . . . . . . . . . . C'lasse ...................... Data ................................ ^1l
p
-
Brunisa
Con quel noine l i sulla testa, era un po' coine partire coi1 i l piede sbagliato.
Cosa gliene ililporta\-a a lei se noiiria Rruiiilde e la nonna inglese Isabel si eraiio scontrate. non
certo litigando, eraiio tutre e due troppo educate per litisare. ina Facendo capire a tutti, ogiiiina
per proprio conto, che i l \.ero unico scopo di una \ ita era di \ edersi attorno una iiipotina con il
proprio nome? E se in\,ece tosse stato niascliio? Be'. dice\ aiio le nonile. paziciiza.
Ma non era nato i111inascliio. era nata lei.
Così mainina e papà. iioii sapendo che pesci prendere. si erano fatti \,eliire in inente i111 coinproinesso davuero degno di re Salonlone. A\,e\ ano fuso le due nonne in una. con iin noine del tiitto cervellotico e fiiori da qiialsiasi caleiidario: c(Bruiiisa)).
((Coine!! C'oine ti chiaini:')) le doinanda\,aiio seinpi-e tutti. al moiiieiitci delle presentazioni.
E Rruriisa diventava tutta rossa e desidera\ a solo scoiiiparii-e dalla \ ista del inondo.
«Ma noli capisci?)) le dice\:a la zia Lina <<chiunqueti noterà. con quel ilorne li resterai inipressa a tutti!))
Ecco. la zia l.ina non a\-e\a avuto fgli ed era cliiaro clie non capi\ a nieriie di ragazzi.
Brunisa non desiderava al'fatto essere notata. lei \.nle\-a preseiitai-si e apparire coiiie tutti =li altri, magari si. emergere un tantino. questo p0teL.a anche andare.
Essere un po' piìl carine o pii] bra\ e a scuola. è chiaro che piace a tutte. Per i l resto Rrunisa sognava solo di essere i i ~ u a l e .~~giialissiina.
iina ragazza coine tilnte che cliiiiiiqiie sarebbe stato
felice di prendersi sottobraccio.
Invece, da questo punto di \-ista. i l destino glieiie n\ e\ a fatti di dispetti! Prima quel noiiie, poi
la sorte che I'ave\.a fatta nascerc ebrea in i ~ r iPaese do\-e a iin certo punto si erano niessi a dire
clie gli ebrei non erano veri italiani e che era molto nieglio tenerli separati dagli altri.
A tirare fuori un'idea così bella era stato Mussolini, quello che ~ o \ e r i i a \ -ial Paese per iricarico
di Sua Maestà il Ke ed era anclie il capo del Partito fascista.
Coi1 le buone o con le cattive i fascisti nel Paese a \ s\.ano L-iiitoe ora tc>cca\,afare qiiello che dicevano loro. Così Brunisa, che italiana si sentiva al cento per cento ed ebrea solo un po'. ~ i ~ i s t o
per qualche festa e quando pensa\a al giori~oi11 cui a~i-ebbecelebrato i l ciio l ~ i ~ ~ - i n i rsi~ era
*ii'.
vista a un tratto cacciare \'ia dalla sua sciiola e allontanare dalle coinpagrie.
Alla scuola ebraica. dove oi-inai era costretta ad andare. Rriinisa coricibhe i n iin battihaleno
nuovi ragazzi e IILIO\ i inseganti. Dopo iin po'. di questa separazione neiiiineno si accorse pii^.
Non era coine per il nonie, a quello ci pensa\-a ogni giorno. La scuola in\ece era li ed era coine
tutte le scuole, c'erano i coilipagni per studiarci e poi giocarci iiisieme ed erano proprio Ligilali a quegli altri.
Si facevano i conipiti e si parlava inale dei professori coine i11 tutte le scuole. proprio tale e
quale a priina. I1 resto lo si pote\.a lasciare ai -e~iitoi.i perclik, certo. le pi-eoccupazioni non
mancavano, ina i probleini mica li del-onoriso]\-erei ragazzini.
1. bu/-inirvù: (al iii,ischile
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Sarebbe aridata abbastanza bene se sulla testa di cluella Brunisa? che pii1 di tutto sognava di essere coiiie gli altri, non si fosse abbattuta in\:ece una terza diffei-enza. questa ancora più dificile da digerire perché non rigiiarda\.a i111 intero gruppo ma solo lei, lei e la sua famiglia.
Loro erano ebrei, e \'a bene, iua suo padre era anche straniero. Suo papà, Philip, era nato in
R e l ~ i oma era cittadino inglese. coine del resto la nonna Isabel che viveva appunto a Londra.
A un certo inoinento M~issoliiiia\-e\aanche deciso di fare la guerra agli inglesi e così aveva
decretato che chiunquc apparteiiesse a quella nazione era un nemico. E sarebbe stata davvero
una siòrtiii~a,per quel nemico, trovarsi a \.ivere in Italia. Proprio come Philip, che c'era venuto
per la priiiia volta durante l'altra gei-ra (cluella che, coine Brunisa aveva poi imparato a scuola,
si chia1naL.a ((Guerra lni>iidi31e)>)
con altri soldati inzlesi a combattere assieme agli italiani contro austriaci e tedeschi. Poi era stato ferito e alla fine si era fermato in Italia a viverci,
Non c'era niente da tàre. l1 papà. anche se aveka Lina inoglie e una figlia italiane, doveva essere
internato, andare cioè a vi\ei.e in iin paesi110 il più sperduto possibile. lontano dalle grandi città e dal inarè.
E fii allora che Brunisa. di fronte a LITIdolore vero che era venuto a bussare alla porta della sua
famiglia. si \-ergogiiO di essersela tanto presa per cluella stupidaggine del nome. Anche prima
a1.eL.a sofferto, per eseinpio quando a\,e\a L-istoi senitori cosi preoccupati perché il papà era
stato iuandato \,ia dal suo posto di la\.oro. ina lei era una bambina e dopo un po', mentre gioca\-:i, i pensieri brutti se ne vola\.aiio \,ia. Questa \.alta no. Questa volta la freccia velenosa si era
\,eiiuta :i conficcar? proprio nel ta\,olo della loro casa e solo sii1 loro.
Nel paesino del centro Italia do1.e suo padre era stato confinato non c'erano certo scuole ebraiclie è tanto ineno scuole niedie. e cosi fii subito chiuro che Brunisa non poteva andare a vivere là.
Si discusse iiiolto e finì clie anche la inanima si trasferì, per non lasciare solo papà, e Brunisa
andò ad abitare dalla zia Liiia.
Grazie ad amicizie e infiiiite pressioni il papà era stato trasferito in un paesino, sempre piccolo, iiia cluesta \alta piìi \ icino alla lerci città. quella dove era nata Brunisa C dove stava anche la
zia Lina.
Brunisa ora, appena finita la scuola, mangiava cliialcosa svelta svelta dalla zia e poi via di corsa
a prendere i l treno. Alle quattro del poineriggio già faceva i coinpiti sul tavolone della cucina.
nella casetta che inainina e papa ave\.ano preso in affitto in paese. La luce era fioca: il fuoco arde\ a appena appena. ina era piir seiiipre starsene in fainiglia stretti stretti, tutti iiisieine.
1,a sera ~ e n i v ail maresciallo dei carabinieri. Un giorno arrivò di corsa e anniinciò concitato:
<<Quistanno arrivando i tedeschi, scappate prima che sia troppo tardi)) e li aiutò anche a h r e le
\,aJigie.
Se i tàscisti a\eLrano perseguitato gli ebrei. cori i tedeschi sarebbe stato centomila volte peggio.
Loro gli ebrei li \.ole\.-aiioaddirittiira cancellare dalla faccia della Terra. Questo, ormai, tutti lo
sape\/aiio da iin pezzo. I l loro capo, Hitler, non a\.eva fatto altro clie gridarlo nelle piazze e I'a\,e\,a pure scritto in un libro. Così, con i tedeschi vicini non c'era altro da fare che scapparsene
piìi in fretta possibile, proprio come a\'eva detto il inaresciallo.
Dopo inolte di scussioiii e attra\.erso ai~iicie parenti di parenti aveLranotrovato un appai-tarnento libero. Li nesciino li coilosce\.a e forse forse. standosene ben riiitanati, si poteva stare tranqiiilli fino alla fine della guerra.
Vla cosa sta\ a s ~ ~ ~ c e d e iai dBrunisa'?
o
Cos'era cliiel terrore che l'assaliva, all'improvviso, aggredendola alle spalle come i111hi-igaiitz di strada? Brunisa era seinpre stata una ragazzina cor:iggiosii. Ma ora ... Lri terribile paiira che sali\-a in lci senibrava una malattia. Arrivava per proprio conto. senza iin \,ero iiioti\.u. Ai-rii a\ a e basta e la faceva da padrona. E di notte, anche se
dni.iniva protòndai~ien~e,
era sufficiente iin runiore di freni perché Brunisa si svegliasse urlando.
Al.
A4.
85
90
Brunisa aveva paura di quello clie l i in Italia non era ancora successo. I camion dei tedeschi
che si ferinavano f~irti\'idavanti alle case per portarsi \.ia gli ebrei era una scena del futuro, di
un futuro prossirno ma pur sempre fiitiiro.
E quel futuro Brunisa 11011 lo conosce\,a. Ma lo a\.e\,a già dentro, era arrivato fino a lei come un
messaggio segreto e inquietante. chissà da do\ e e chissà per quali \ i e misteriose. Brunisa rion
sapeva ina senti\,a. coine spesso succede ai bambini.
E perciò ~irla\a. Si s\.eglia\ a e iirlaka: <<Andiaiiio\,ia!)).finché i suoi genitori, perplessi ma colpiti, decisero di affrettare quel piano di fuga a cui sta\ano solo \a_gaiiieiite perisando.
Nessuno pote\a sapere, allora. che Brunisa in questo inodo a1,el.a sal\/ato la sua fainiglia.
(da L . Levi. l
4
i,a/le j~ii'llil '/i .srelle. .A. Mondadori, Milano, 1997; rid.)
La frase iniziale del testo ((Con quel nome lì sulla testa, era un po' come partire con il piede sbagliato)) (riga l ) , ci fa capire subito che per Brunisa il suo nonie è:
A. Lin ostacolo.
[7 B. uii'idea fissa.
C. un pensiero che la tormenta.
D. un peso che la scliiaccia.
ii2. Rispetto alla frase c... se iionna Brunilde e la iionna inglese Isabel si erano scontrate...)), la
frase K.. non certo litigando)) (righe 2-3)indica:
[7 A. il tempo in cui è a\ enuto i l fatto.
[7 B. il inotivo per cui è a\ \.eiiuto i l fatto.
C. la inodalità con la quale P a\ Iren1ito il fatto.
D. la finalità per cui è a\ enuto il fatto.
A3. Perché i genitori hanno scelto il nome Brunisa?
[7 A. Vole, aiio iin noine origiiiale e slegato da ogiii calendario.
B. V o l e ~ano accoiitentare entraiiibe le nonne.
[7 C. Erano incerti su quale noine scegliere.
D. Spera\ ano di e\ iiare che le nonne litigassero.
A4.
Nell'espressione ((con uri nome del tutto cervellotico» (righe 8-9), che cosa significa cervellotico?
A. Inventato.
[7 B. Strampalato.
[7 C. Geniale.
D. Inno\ ati\ o.
17
A5.
AI momento delle presentazioni, qual è la reazione di Brunisa? Riporta le parole del testo.
A6.
Brunisa si sente un po' ebrea:
A. quando si \ede cacciare dalla scuola che frequenta.
B. quando sente dire che gli ebrei non so110 \eri italiani.
ir] C. iii occasione delle ricorrenze della religione ebraica.
D. dopo che L iene separata dalle compagne.
A7.
La frase «...era come tutte le scuole...)) (righe 31-32), riferita alla scuola ebraica, intende
evidenziare che:
A. la ciistinzioiie tra razazzi ebrei e ragazzi non ebrei è assurda e priva di significato.
R. Brunisa si tra\ a a proprio agio anche se sente la mancanza dei Lecchi compagni.
C . nella nuoi a scuola nessuno soffre per la separazione imposta dal governo.
D. nonostante il cliina sia aniiche\ole, Brunisa continua ad angustiarsi per il proprio nome.
A8.
L'espressione «del resto)) alla riga 41 significa:
A. tiittaLVia.
B. iniece.
C. d'altra parte.
D. di conseguenza.
A9. Precisando che il padre di Brunisa ha combattuto a fianco degli italiani, l'autrice vuole
evidenziare che:
4 . Philip è stato un soldato coraggioso.
R. ogni guerra fa I~ittiineinnocenti.
C. i l destino in guerra è solo questione di fortuna.
D. considerare Philip un nemico è una profonda ingiustizia.
n
AlO. La parola «cioè» alla riga 49 ha una funzione:
A. esplicatiira. introduce una frase che spiega quanto detto prima.
0B. inforiiiati~a, in~roduceuna frase che fornisce informazioni su quanto detto prima.
C. correttika, ser\ e a modificare quanto detto prima.
D. interrogativa, serve a chiedere precisazioni o chiarimenti.
n
A l l . La frase «...era venuto a bussare alla porta della sua famiglia...)) (righe 51-52), riferita al
dolore, è una figura retorica che si chiama:
A. perifrasi.
B. siinilitudine.
C. metafora.
D. personificazione.
n
n
Al2. L'autrice esprime la sofferenza d i Brunisa d i fronte all'internamento del padre con una
metafora particolarmente significativa; con essa sottolinea non solo l'improvviso dolore
che colpisce la famiglia, ma anche la solitudine di chi si sente unica vittima. Individuala
nel testo e riportala di seguito.
413. Dove viene internato i l papà di Brunisa? Riporta le parole del testo.
A14. .Alla riga 68, l'aggettivo «concitato», riferito al maresciallo, significa:
n A. riiiozionato.
O R. irritato.
C] C . asitato.
C] D. sconcertato.
.415. Quando il maresciallo dei carabinieri sollecita Brunisa e i suoi genitori a partire, mostra
un atteggiamento:
m A. solidale.
B.autore\ ole.
C] C. ansioso.
D. pessiinista.
A16. Nel nuovo appartamento, trovato grazie all'aiuto di parenti e amici, Brunisa e i suoi geni-
tori si sentono:
C] .4. al sicuro, perché ben nascosti.
R. tranquilli. poichS nessiino l i conosce.
0C. ansiosi. in attesa della fine della guerra.
C] D. ancora pi~ittosioiiicerti sul filiiiro. nia abbastanza fiduciosi.
A17. Nell'ultima parte del testo, la terribile paura che assale Brunisa viene paragonata a uiia
malattia perché:
A. noi1 si sa da do\,e abbia orisine nt; quale sia la causa.
CI] R . coine ui-ia malattia, 6 iinprei-edibile e noil d i la possibilità di dikndersi.
C. come la fèbbre alta, pro\oca incubi e deliri iiotturni.
D. iion c'P nulla clie possa feri-iiariie i l decorso.
C
A18. Con la frase ((Brunisa non sapeva ma seiiti\.a... (righe 88-89), l'autrice vuole comuiiicare:
C] A. i l terrore prol7atoda Brunisa di froiite a un f~itiiroclie ssiite oriiiai vicino.
C] R . la paura itrazioiiale s~iscitaianella ragazziiia da sogni inquietanti.
C . 1'istintii:o tiinore che Rrunisa pro\.a di Ii-onte ai cainioii dei soldati tedeschi.
D. la sensazioiie di angoscia pro\-ocata in Brunisa da un presentiinento.
>)
Al9. Il testo fornisce precisi riferimenti storici che ti permettono di riconoscere il periodo in
cui è ambientata la \vicenda. Individuali nel testo e completa le seguenti affermazioni.
a. La forma di so\,ei-no dell'ltalia 6 una ....................................................................................
b. I l capo del go\ erno italiano ;3 .............................................................................................
c. I l capo del go\ eriio è anche i l capo del ...............................................................................
d. L'ltalia enira in guerra contro ~ l ............................................................................................
i
.
.
e. Pochi anni priina c't; stato ui-i conflitto chiainato ...................................................................
f.
111quel
conflitto. l'Italia era alleata con gli ............................
.
..........................................
contro ................................................................. e ...........................................................
.
C . AI coinando della Cierrnaiiia c e ............................................................................................
. l
tilizzano il cellulare
Cresce in primo luogo l'uso del cellulare: considerando gli 1 l-17enni, tra il 2000 e il 2011, si
passati dal 55,6% al 92,7%. La crescita maggiore si è verificata tra i più piccoli. La quota di r
.
.
de' uno tutto per sé (ia quota di femmine,
57,6%, è leggamente
superiore a
q*."..-."..".uv
...T *--v
Q ~5~3%):
t
.
.
.
N
iblllPVgi.-aa~~~bw-d.a
I1 oellulare, inoltre, 'cime si P4i&wUa
seguente tabell&m*ne
maschi,
i . .
H
usato solo per tel;
CI. Alla riga 1, ((inipatti))significa:
A. inodificlie.
B. effetti.
O
C2. Alla riga 2, «fruizione» sigiiifica:
A. beiieficio.
R . iiiteresse.
[7 C. riduzioni.
D. prohlen-ii.
C. esperienza.
Cj D. utilizzo.
C3. Alla riga 3, il geruridio c(corisiderando» può essere sostituito con:
4 . dal iiioiiiento clie si considei-ano.
C. se si considerano.
R. quando si c«iisiderano.
C]D. purché si considerino
C4.
base al testo, indica se le seguenti affermazioni, relatike all'uso del cellulare da parte
degli I l-17eniii tra il 2000 e il 2011, sono \ e r e o false. Iletti una crocetta per ogni riga.
Iii
/
/
a. Tra i l 2000 e i l 201 I. I'LISO del cellulare da pane desli l l - 17e1ini
è triplicato.
i I
I
D
II
il
s 201 I . l'uso del celliilalr da parte d q l i I I- I ieniii
1, b. i Tra
6 aoilielitato di circa i l 40'%.
2000
il
c. I Nell'arco di teiiipo 2000-20 1 I . 12 psrceiitiiale dei rasiizi tra gli I I
/ c i 13 anni clie utilizza i l cellulart: è più clie raddoppiata.
1 d. / Nell'arco di tempo 1000-201 1 . I'a~imentoniaggime dcll'~iso
1 1 del cell~laresi 2 ~ ~ r i f i c atrat o i n ~ a 7 r dii 14-17
C5.
1
1
I
iiiiii.
Iii base alla tabella, indica se le seguenti affermazioni soiio vere o false. Metti una crocetta per ogni riga.
1 a 1 L'iiidagi~ieIstat si riferisce all'aiiiio 10l l .
1
I
l
b. I Tra le fuiizioni utilizzate del cellulare. da parte di rnaschi e femmine.
al priilio posto si colloca i l telefoiiare.
1
p
t:.
l
I
Nella fascia di età l 1 - l3 anni, la percentuale dei maschi che
iitiiizzaiin i l celliilair per i i i \ i r i i e n r i c e ~ e r efotografie <. iiiagpiorc
di quella delle fèiniiiine.
11-I i anni. la perceiituale delle feinmine clie
~itili7zanoi l csllulare per giocare t: ininore di cl~ielladei 1iiascl7i.
-+-__i___
Nella fascia di etli 6- 17 aiini. solo 1' 1 1.6'/0 dei inaschi e delle
cellulare per collegarsi a Iiitemet.
C6. La tabella ha uiia funzione prevalentemente:
[? A. descritti~a.
C. regolati\ a.
B. iiiformati\ a
O D. argoinentati~a.
l
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