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COMUNE DI SAN GIORGIO LA MOLARA
“IL BOVINO DI RAZZA ‘MARCHIGIANA DELL’ALTO SANNIO’
STRUMENTO DI SVILUPPO ECOECO-SOSTENIBILE DI UN
BIOTERRITORIO ‘INTELLIGENTE’
E
FONTE DI PRODOTTI A ELEVATO CONTENUTO DI
BIOMOLECOLE ‘NUTRACEUTICHE’ (SALUTISTICHE)”
Donato Matassino
Già professore ordinario di Miglioramento genetico degli animali in produzione zootecnica
Presidente Emerito Associazione per la Scienza e le Produzioni Animali (ASPA)
Presidente ConSDABI - National Focal Point Italiano – FAO G.S. - AnGR
San Giorgio La Molara (BN), 6 settembre 2014
Donato Matassino
SAN GIORGIO LA MOLARA (BN), 6 SETTEMBRE 2014
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Donato Matassino
SAN GIORGIO LA MOLARA (BN), 6 SETTEMBRE 2014
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TIPO GENETICO MARCHIGIANA
SISSA (IT062990036808) – S. GIORGIO LA MOLARA (Bn) NATA IL 24.12.2005 – PESO VIVO: ~ 9 QUINTALI
CAMPIONESSA NAZIONALE CATEGORIA ‘VACCHE OTTIMO’ (XXIX
MOSTRA NAZIONALE DEL BOVINO ‘MARCHIGIANA’, MACERATA 2013)
ETÀ AL 1. PARTO: 811 d
INTERVALLO INTERPARTO: 379 d/5 PARTI
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TIPO GENETICO MARCHIGIANA
ZICO (IT062990103924) – S. GIORGIO LA MOLARA (Bn)
NATO IL 5.07.2010
PESO VIVO: 13,5 QUINTALI
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IL TIPO GENETICO (TG) MARCHIGIANA SI È FORMATO
NELL’OMONIMA REGIONE QUALE RISULTATO DI
INCROCI IVI PRATICATI, NEL CORSO DEL 1800, TRA
TORI
ROMAGNOLI
APPARTENENTI
ASCRIVIBILE
A
AL
E
UN
CHIANINI
ANTICO
BOVINO
E
CEPPO
GRIGIO
VACCHE
LOCALE
AUTOCTONO
ITALIANO (‘BovGrAI’) (GIÀ ‘PODOLICA’)
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ATTUALMENTE (ANABIC, 2012-2013) SI ANNOVERA UNA
POPOLAZIONE DI 50.244 CAPI ISCRITTI AL LIBRO
GENEALOGICO, ALLEVATI
PRINCIPALMENTE IN: ABRUZZO, CAMPANIA, LAZIO,
MARCHE, MOLISE
SECONDARIAMENTE
EMILIA
ROMAGNA,
IN:
BASILICATA,
PUGLIA,
SICILIA,
CALABRIA,
TOSCANA,
UMBRIA
IN LOMBARDIA E IN SARDEGNA SONO ALLEVATI 18 E
17 CAPI, RISPETTIVAMENTE
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IN CAMPANIA SONO ALLEVATI 8.946 (~ 17% DEL TOTALE
NAZIONALE),
DI
CUI
7.459
(83%
DELLA
QUOTA
REGIONALE) NELLA PROVINCIA DI BENEVENTO; DI
QUESTI,
2.540 A SAN GIORGIO LA MOLARA (34% DEL
TOTALE PROVINCIALE, IL 28 % DEL TOTALE REGIONALE
E IL 5% DEL TOTALE NAZIONALE)
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SULLA BASE DELLA CONSISTENZA DEI SOGGETTI DI ‘MARCHIGIANA’ ISCRITTI
AL LIBRO GENEALOGICO (LG), AL 31.XII.2013, LIMITATAMENTE AI 2 COMUNI
ITALIANI CON IL PIÚ ELEVATO NUMERO DI CAPI DI TALE TG,
SI HA LA SEGUENTE GRADUATORIA:
1. SAN GIORGIO LA MOLARA (Bn): 2.540 CAPI; POPOLAZIONE
RESIDENTE
PARI
A
3.087
ABITANTI;
ESTENSIONE
BIOTERRITORIALE PARI A 269,62 KM2
• RAPPORTO N CAPI ISCRITTI ALL’LG/N ABITANTI = 0,80
• N CAPI ISCRITTI ALL’ LG/KM2 = 9,42
2. FABRIANO (An): 925 CAPI; POPOLAZIONE RESIDENTE PARI A
31.994 ABITANTI; ESTENSIONE BIOTERRITORIALE PARI A 65,3 KM2
•
RAPPORTO N CAPI ISCRITTI ALL’LG /N ABITANTI = 0,03
•
N CAPI ISCRITTI ALL’ LG/KM2 = 14,2
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1. IL BOVINO DI RAZZA ‘MARCHIGIANA DELL’ALTO SANNIO’
STRUMENTO DI SVILUPPO ‘ECO
‘ECO--SOSTENIBILE’
DI UN BIOTERRITORIO ‘INTELLIGENTE’
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DA RICERCHE SULLA VALORIZZAZIONE DELLA
‘MARCHIGIANA DELL’ALTO SANNIO’
PER UNO SVILUPPO ‘ECO-SOSTENIBILE’ DEL BIOTERRITORIO SANNITA,
SVOLTE NELL’AMBITO DEL PROGETTO OPERATIVO MULTIREGIONALE
(POM
A06 “ECOSOSTENIBILITÀ DELL'ALLEVAMENTO DEI TIPI GENETICI BOVINI MARCHIGIANA E
PODOLICA IN AREE DELLA CAMPANIA, DEL MOLISE E DELLA BASILICATA”),
SINTETICAMENTE, È SCATURITO: *
INDIVIDUAZIONE DI STANDARD QUALITATIVI CHE RAGGIUNGONO UN LIVELLO
DI OTTIMIZZAZIONE DELLE QUALITÀ ‘NUTRACEUTICHE’ DELLA CARNE, DEL
LATTE E LORO DERIVATI FORNITI DA QUESTO TG
* ALCUNI RISULTATI SONO STATI COMUNICATI NEL CORSO DI ALCUNI CONVEGNI TRA
CUI:
“ECOSOSTENIBILITÀ DELL'ALLEVAMENTO DEL TIPO GENETICO BOVINO MARCHIGIANA
NELLE AREE DELLA CAMPANIA‘ [S. GIORGIO LA MOLARA (Bn), 17 OTTOBRE 2001]
“RAZZA BOVINA MARCHIGIANA: SUE PROSPETTIVE DI UTILIZZAZIONE NELL’AREA DEL
BIOTERRITORIO ALTO FORTORE” [S. GIORGIO LA MOLARA (Bn), 31 LUGLIO 2005]
“IL BOVINO MARCHIGIANA PUÒ PRODURRE UN CACIOCAVALLO DEL BIOTERRITORIO
‘SANNITA’ [PADULI (BN), 7 DICEMBRE 2008]
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IL BOVINO DI RAZZA
‘MARCHIGIANA DELL’ALTO SANNIO’
IN CHE MODO PUÒ ESSERE STRUMENTO DI
SVILUPPO ‘ECO-SOSTENIBILE’ DEL
BIOTERRITORIO DELL’ALTO SANNIO ?
COSA È UN ‘BIOTERRITORIO’ ?
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‘BIOTERRITORIO’ (O ‘BIOREGIONE’)
(World Resources Institute, World Conservation Union, FAO, UNESCO, United
Nations, 1992)
“MODELLO DI GESTIONE
SOSTENIBILE
DELLE RISORSE NATURALI DI UN
TERRITORIO DA PARTE DELLE
COMUNITÀ LOCALI”
12
13
UN BIOTERRITORIO SI PUÒ IDENTIFICARE CON
“UNO
UNO SPAZIO CHE HA LA POTENZIALITÀ DI TRASFORMARSI
IN UN ‘MOSAICO DI ATTIVITÀ DIVERSE’,
DIVERSE’,
UN MOSAICO ABITATO E CON RADICI MULTIFORMI RURALI
RURALI”
(FONTE: F. DI CASTRI E V. BALAJI, 2002; D. MATASSINO, 2005)
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NELL’ESPRESSIONE
‘MOSAICO DI ATTIVITÀ DIVERSE’
È INTRINSECAMENTE ESPLICITATA QUELLA CHE
COMUNEMENTE SI CHIAMA
‘MULTIFUNZIONALITÀ RURALE SOSTENIBILE’
NELL’ESPRESSIONE
‘MOSAICO ABITATO E CON RADICI MULTIFORMI RURALI’
VI È TUTTA LA POTENZIALITÀ E L’EMBLEMATICITÀ DEL
RADICAMENTO DELL’UOMO NEL ‘BIOTERRITORIO’
IN CUI ABITA
QUALE FONTE DELLA SUA ‘IDENTITÀ CULTURALE’
(FONTE: D. MATASSINO, 2002; 2005)
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UN ‘BIOTERRITORIO’
PUÒ ESSERE RAPPRESENTATO COME IN FIGURA I
DA CUI SI RILEVA CHE ESSO È IL RISULTATO O, SE SI
VUOLE, LA SINTESI DI TUTTE LE RISORSE E LE
ATTIVITÀ
PRESENTI
IN
UNA
DETERMINATA
‘MICROBIOSFERA’ DI UNA DATA ‘AREA GEOGRAFICA’
(FONTE: D. MATASSINO, 2014)
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ISTITUZIONI
(LEGISLAZIONE, REGOLAMENTAZIONE, ECC.)
1
16
RISORSA ‘ACQUA’
2
BIOECONOMIA
3
15
BIOETICA
16
RISORSA ‘GENETICA’
(ANIMALE, FUNGINA, MICROBICA, VEGETALE, ECC.)
RISORSA ‘SUOLO’
RISORSA ‘ENERGIA’
4
14
RICERCA
CONOSCENZA
5
BIOTERRITORIO
13
OROGRAFIA
INNOVAZIONE
6
PRODOTTO
LOCALE TIPIZZATO
ETICHETTATO
(CARATTERISTICHE
CONSERVAZIONE,
TUTELA, ECC.)
12
‘NUTRACEUTICHE’ –
‘GEOGRAFIA DELLA SALUTE’,
ECC.)
IMPRESE
(ARTIGIANATO, INDUSTRIA,
PAESAGGIO
(ANTROPIZZAZIONE,
7
CLIMA
11
AGRICOLTURA, COMMERCIO, ECC.)
8
10
SERVIZI
(SCUOLA DI OGNI ORDINE E GRADO,
SANITÀ, TELEFONO, ENERGIA, STRADA,
TRASPORTI, CONSULENZA,
INFORMATIZZAZIONE, ECC.)
9
ANTROPIZZAZIONE
(URBANA, RURALE,
STRUTTURA DEMOGRAFICA UMANA, ECC.)
STORIA
(CULTURA, GASTRONOMIA, ECC.)
FIGURA I. ESEMPLIFICAZIONE DI UN ‘MANDALA’ RAPPRESENTATIVO DI UN ‘BIOTERRITORIO’. (D. MATASSINO, 1992, 2005; MODIFICATA).
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COSA SIGNIFICA GESTIONE
‘INTELLIGENTE’ DI UN
‘BIOTERRITORIO’ ?
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UN ‘BIOTERRITORIO’ , PER ESSERE GESTITO
‘INTELLIGENTEMENTE’ , VA CONSIDERATO
SIA ‘ENTRO’ CIASCUN
FATTORE
SIA NEI RAPPORTI ‘TRA’ I
VARI FATTORI
CARATTERIZZANTE/I
UN
‘BIOTERRITORIO’
(FIGURA I)
SI
RICORDA
CHE
L’AGGETTIVAZIONE
‘INTELLIGENTE’ PER LA VALORIZZAZIONE DI
UN ‘BIOTERRITORIO’ È STATA MENZIONATA IN
PRIMIS DA C. NARDONE (2012)
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ALCUNE PRIORITÀ DELLA GESTIONE ‘INTELLIGENTE’ DI UN
‘BIOTERRITORIO’
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1. RIVITALIZZAZIONE DELLE ECONOMIE ‘LOCALI’
2. INVERSIONE DELLE USCITE DI RISORSE
3. BLOCCO DELLA DISTRUZIONE DELLA ‘BIO-RISORSA’ LOCALE
(ANIMALE, FUNGINA, MICROBICA, VEGETALE) ALLO SCOPO DI
MANTENERE ELEVATI IL ‘CARICO GENETICO' E LA
‘VARIABILITÀ GENETICA’
4. MODIFICAZIONE DEI MODELLI ATTUALI DI ‘PRODUZIONE’
E
DI ‘CONSUMO’ ALLO SCOPO DI RIDURRE IL LORO
CONTRIBUTO AL DETERIORAMENTO DELL'AMBIENTE
5. CAMBIAMENTO DI QUEGLI STILI DI VITA CHE COSTITUISCONO
'FATTORI
DI
RISCHIO'
PER
LA SICUREZZA DI
UN
AGROECOSISTEMA 'CULTURALE’
(FONTE: D. MATASSINO, 1992)
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6. RIPRISTINO DELLA INTEGRAZIONE ‘CAMPAGNA - CITTÀ’
7. URBANIZZAZIONE RAZIONALE
8. GESTIONE SOSTENIBILE DEL SUOLO
9. USO RAZIONALE
RINNOVABILI
DI
ENERGIA
10. ASSUNZIONE
PROVENIENTE
DI RESPONSABILITÀ
CULTURALE DA PARTE DI:
PER
UN
DA
CAMBIAMENTO
SCUOLA
ORGANI DI COMUNICAZIONE
QUANTI HANNO FUNZIONE DI MOTORI DI CAMBIAMENTO
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FONTI
(FONTE: D. MATASSINO, 2013)
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2. IL BOVINO DI RAZZA
‘MARCHIGIANA DELL’ALTO SANNIO’
FONTE DI PRODOTTI A ELEVATO CONTENUTO DI
BIOMOLECOLE ‘NUTRACEUTICHE’ (SALUTISTICHE)?
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LA CONIUGAZIONE
DELLE ATTITUDINI PRODUTTIVE DEL BOVINO DI RAZZA
‘MARCHIGIANA DELL’ALTO SANNIO’
DELL’AREA DI ALLEVAMENTO DI TALE TIPO GENETICO
DELLA CORRETTA GESTIONE DEL SISTEMA PRODUTTIVO
PUÒ
CONSEGUIRE
UN
TANGIBILE
MIGLIORAMENTO
NELL’OTTENIMENTO DI PRODUZIONI (CARNE E LATTE) DALLE
CARATTERISTICHE
ORGANOLETTICHE
PECULIARI
E
PARTICOLARMENTE RICCHE DI BIOMOLECOLE ‘NUTRACEUTICHE’
O ‘SALUTISTICHE’
QUESTA
‘TRIADE’
PUÒ
COSTITUIRE
UN
PARTICOLARE
‘MICROSISTEMA’
PER
FAVORIRE
UNO
SVILUPPO
‘ECOSOSTENIBILE’ DEL ‘BIOTERRITORIO’ INTERESSATO
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IL TG ‘MARCHIGIANA’ DELL’ ALTO SANNIO PUÒ ESSERE RITENUTO:
UN BUON ‘PASCOLATORE’, QUINDI
RISORSE ALIMENTARI ‘PABULARI’
CAPACE
DI
INGERIRE
UN ‘TRADUTTORE BIOLOGICO’ DI BUON LIVELLO IN QUANTO
CAPACE DI TRASFORMARE LE ‘BIOMOLECOLE’ PRESENTI NEGLI
ALIMENTI INGERITI IN ‘BIOMOLECOLE’ PARTICOLARMENTE
‘BIODISPONIBILI’
PER
L’UOMO
STESSO
(EFFETTO
‘NUTRACEUTICO’ O ‘SALUTISTICO’)
UN FONDAMENTALE STRUMENTO PER UNA GESTIONE
‘INTELLIGENTE’ DI UN BIOTERRITORIO SULLA BASE DELLA
POSSIBILITÀ DI SOSTITUIRE E/O INTEGRARE LA SOIA, QUALE
FONTE PROTEICA PER ‘FORMULATI MANGIMISTICI’, CON RISORSE
ALIMENTARI PRODOTTE IN LOCO ( ‘BIOTERRITORIO SANNITA’):
LUPINO DOLCE
FAVINO
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UN OTTIMO ‘FORNITORE’ DI PRODOTTI (CARNE, LATTE E LORO
DERIVATI) CONSIDERABILI QUASI ‘UNICI’ POICHÉ GLI ALIMENTI
INGERITI DAL BOVINO ‘MARCHIGIANO DELL’ALTO SANNIO’ SONO
‘PRATICAMENTE’ TUTTI DI ORIGINE ‘LOCALE’, QUINDI ‘AUTOCTONI’ E
PORTATORI DI CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE LE QUALI
ESALTANO LE PROPRIETÀ ‘NUTRACEUTICHE’ (O ‘SALUTISTICHE’) DEI
PRODOTTI FORNITI
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ALLA LUCE DI QUANTO FINORA ESPOSTO
LA ‘MARCHIGIANA DELL’ALTO SANNIO’
POTREBBE ESSERE CONSIDERATA UN ‘ECOTIPO’ PLASMATO
DALL’EFFETTO DEI FATTORI
ANTROPICI
BIOLOGICI
GEOLOGICI
PEDOLOGICI
CLIMATICI
CHE CARATTERIZZANO LA ‘MICROBIOSFERA’ DI QUESTA
‘AREA GEOGRAFICA’
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SI RICORDA CHE LA
PAROLA ‘NUTRACEUTICA
NUTRACEUTICA’’ SIGNIFICA
ALIMENTO CON FUNZIONE
SIA ‘NUTRIZIONALE
NUTRIZIONALE’’ SIA ‘TERAPEUTICA’ SIA
‘PREVENTIVA’ NEI RIGUARDI DI MALATTIE
DEGENERATIVE (CARDIOVASCOLARI, TUMORALI, ECC.)
(FONTE: D. MATASSINO, 2012; D. MATASSINO E M. OCCIDENTE, 2003)
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NUMEROSI
STUDI
CONOSCENZA
HANNO
CONTRIBUITO
DELLE
ALLA
CARATTERISTICHE
‘BIOPOIETICHE’ (PRODUTTIVE)
CARNE
LATTE
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NELLA SUA AREA DI ALLEVAMENTO LA ‘MARCHIGIANA
DELL’ALTO
SANNIO’
SIGNIFICATIVA
A
CONTRIBUISCE
FORNIRE
CARNE
IN
MANIERA
CHE
VIENE
CERTIFICATA DAL
MARCHIO DI INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA
(IGP) ‘VITELLONE BIANCO DELL’APPENNINO CENTRALE’
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ALCUNI FATTORI CHE INFLUENZANO LA QUALITÁ DELLA CARNE
1. RAZZA O TIPO GENETICO
2. ETÁ DELL’ANIMALE
3. SESSO
FATTORI INTRINSECI
4. COPERTURA ADIPOSA
5. TESSITURA O GRANITURA DEL MUSCOLO
6. MAREZZATURA
MATURAZIONE O ‘FROLLATURA’ DELLA CARCASSA
1. ALIMENTAZIONE
2. SISTEMA DI TENUTA
FATTORI ESTRINSECI
3. MODALITÁ DI ABBATTIMENTO
4. SISTEMA DI COTTURA
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RICERCHE CONDOTTE SU 14 TIPI GENETICI BOVINI
(APPARTENETI A ‘RAZZE PURE’ O ‘INCROCI’ )
HANNO EVIDENZIATO CHE :
‘L’INDICE EMPIRICO’
(OTTENUTO CONSIDERANDO NUMEROSE CARATTERISTICHE
QUALI/QUANTITATIVE DEI SINGOLI TAGLI, SPECIALMENTE QUELLI DI
‘PRIMA CLASSE’)
DELLA MARCHIGIANA E DEI RELATIVI ‘INCROCI’
MACELLATI A DIVERSE CLASSI DI ETÁ (SIA MASCHI CHE FEMMINE) SI
POSIZIONA SEMPRE A VALORI SUPERIORI O IDENTICI A QUELLO DI
TIPI GENETICI CON FORTE ATTITUDINE ALLA PRODUZIONE DELLA
CARNE
(FONTE: D. MATASSINO ET AL., 1975 a, b, c, d; 1986; 1989 )
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QUALI SONO ALCUNE CARATTERISTICHE QUALI/QUANTITATIVE
DELLA CARNE CONSIDERATE NELL’INDICE EMPIRICO ?
CARATTERISTICHE ISTOLOGICHE
1. % DEI PRINCIPALI TIPI DI FIBRA MUSCOLARE
2. CARATTERISTICHE MORFOMETRICHE DELLA FIBRA MUSCOLARE
(AREA, PERIMETRO,DIAMETRO MASSIMO, DIAMETRO MINIMO
ECC.)
CARATTERISTICHE CHIMICHE
1. CONTENUTO IN PROTEINA
ACIDI GRASSI ω-3
2. CONTENUTO IN LIPIDI
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ACIDO LINOLEICO CONIUGATO (CLA)
ACIDI GRASSI POLINSATURI (PUFA)
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CARATTERISTICHE FISICO CHIMICHE
1. pH
2. POTERE DI RITENZIONE DELL’ACQUA
3. CARATTERISTICHE REOLOGICHE
3.1 DUREZZA
3.2 FORZA DI TAGLIO
3.3 MASTICABILITÁ
3.4 ADESIONE
4. CARATTERISTICHE COLORIMETRICHE
4.1 RIFLETTANZA
4.2 LUMINOSITÁ
4.2 INDICE DEL ROSSO
4.3 INDICE DEL GIALLO
4.4 CROMA
4.5 TINTA
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CARATTERISTICHE PONDERALI DELLA CARCASSA
1. RESA ALLA MATTAZIONE
2. INCIDENZA DEI TAGLI DI 1., 2. 3. CLASSE
3. ECC.
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PRIMA
E DOPO LA
‘FROLLATURA’
(MATURAZIONE)
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VARIAZIONE DEL PESO VIVO IN FUNZIONE DELL’ETA’
Asintoto
C Asintoto = fase di auto
decelerazione: l’accrescimento al
tempo t è funzione della differenza
fra il peso raggiunto e quello da
raggiungere (adulto)
B C = fase di auto accelerazione:
l’accrescimento al tempo t è funzione
del peso al tempo t-1
t
A
B = fase prenatale
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ACCRESCIMENTO ‘ETEROGONICO’
NON BISOGNA DIMENTICARE CHE L’ ACCRESCIMENTO È ‘ETEROGONICO’
NEL SENSO CHE IL RAPPORTO PONDERALE FRA I 3 TESSUTI PRINCIPALI
(SCHELETRICO, MUSCOLARE E ADIPOSO), ENTRO IL TIPO GENETICO, VARIA
PRINCIPALMENTE
CON L’ETÀ
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ONDE o GRADIENTI DI ACCRESCIMENTO
Cranio - caudale
Distale - prossimale
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ALCUNE ULTERIORI CONSIDERAZIONI SULLA CARNE
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PERCHÉ NEL ‘REGIME ALIMENTARE’
DELL’UOMO DEVE ESSERE
PREVISTO IL CONSUMO DI CARNE?
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1. SI RICORDA CHE
NELL’AMBITO DELLA FILOGENESI (EVOLUZIONE) UMANA
L’INGESTIONE DI CARNE RIVESTE UN RUOLO DI NOTEVOLE
IMPORTANZA PER IL SUO APPORTO DI BIOMOLECOLE
‘NUTRACEUTICHE’ NON SOSTITUIBILI CON ALTRI ALIMENTI
L’IMPORTANZA
RICONOSCIUTA,
SALUTISTICA
PUR
DELLA
NELL’AMBITO
CARNE
DELLE
VIENE
NORME
MONASTICHE DI PROIBIZIONE DELLA INGESTIONE DI CARNE
PER RAGIONI DI EVENTUALI EFFETTI GENESICI (‘AUMENTO
DEL DESIDERIO CARNALE’), QUANDO NELLE INFERMERIE DEI
‘MONASTERI’ SI IMPONE AI MALATI DI MANGIARE CARNE FINO
AL RECUPERO COMPLETO DELLE FORZE
[FONTE: REGOLA DI SAN BENEDETTO (577 D.C.); SAN BERNARDO (1090-1153) (CANTICO
DEI CANTICI); SAN TOMMASO D’AQUINO (1225-1274)]
Donato Matassino
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2. LA CARNE È FONDAMENTALE PER
LA PRESENZA DI ALCUNE
‘BIOMOLECOLE’ CON FUNZIONE ‘NUTRACEUTICA
‘NUTRACEUTICA’’:
AMMINOACIDI ESSENZIALI RAMIFICATI >> FUNZIONE ‘ANTISENESCENTE’
CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL CONTROLLO DELL’ OMEOSTASI
‘PSICO
PSICO--NEURONEURO-ENDOCRINOENDOCRINO-IMMUNO
IMMUNO--METABOLICA
METABOLICA’’
CARNOSINA >> FUNZIONE ‘ANTISENESCENTE’
CARNITINA >> FUNZIONE ‘PRO
‘PRO--IMMUNITARIA’ E ‘ANTIATEROGENICA’
(CONTRASTANTE LA FORMAZIONE DI PLACCHE ATEROSCLEROTICHE O ATEROMI)
CLA (ISOMERI CONIUGATI DELL’ACIDO LINOLEICO) >> FUNZIONE
‘ANTITUMORALE
ANTITUMORALE’,
’,
‘ANTIATEROGENICA’’,
‘ANTIATEROGENICA
‘IMMUNOMODULANTE’,,
‘IMMUNOMODULANTE’
‘ANTIDIABETOGENA’,, ‘ANTIADIPOGENICA’
‘ANTIDIABETOGENA’
‘ANTIADIPOGENICA’,, ‘PROMOTRICE LA SINTESI DI
FATTORI DI CRESCITA’
MAGGIORE BIODISPONIBILITÀ FERRO (FERRO-EME),, ZINCO, SELENIO
ACIDO ALFAALFA-LIPOICO O TIOTTICO >> FUNZIONE ‘PROTETTRICE DEL
SISTEMA NERVOSO E CARDIOCARDIO-VASCOLARE’
Donato Matassino
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(FONTE: D. MATASSINO ET AL., 2006)
42
TABELLA I. CONSUMO GIORNALIERO DI CARNE (g) PROCAPITE NELL’ANNO 1755 DA PARTE
DI UNA COMUNITÀ COMPOSTA DA 12 MONACI PIÙ UN NUMERO PRESUNTO DI 4 OSPITI
(REGISTRI DEL COLLEGIO SAN BERNARDO DI TOLOSA ) (D. MATASSINO ET AL., 2013).
TIPO DI CARNE
CONSUMO
DISTINTAMENTE PER
GIORNALIERO
SPECIE
PROCAPITE, g
MAIALE
8,4
MANZO
13,7
MONTONE
22,1
VITELLO
16,8
TOTALE ‘CARNE ROSSA’ (TCR)
61
SELVAGGINA
8,4
ANATRA
0,4
CAPPONE
0,5
GALLINA
0,3
OCA
0,7
PICCIONE
0,04
POLLO
0,2
TACCHINO
0,6
TOTALE CARNE ‘BIANCA’ (TCB)
11,1
TOTALE (TCR + TCB)
72,1
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IN PIÚ, LA STESSA
COMUNITÀ HA INGERITO,
NELLO STESSO ANNO:
51,4 g DI PESCE
1,3 UOVA
(FONTE: D. MATASSINO, 2013)
AL
GIORNO
‘PROCAPITE’
TABELLA II. CONSUMO DI CARNE TOTALE (g/DIE), VALORE INDICIZZATO DEL CONSUMO 43
DI CARNE (‘TOTALE’, ‘ROSSA’, ‘PROCESSATA’ E ‘BIANCA’) FACENDO PARI A 100 QUELLO
DELLA SPAGNA E INCIDENZA DI CANCRO DEL COLON-RETTO (CCR) (ASR)*,
DISTINTAMENTE PER PAESE EUROPEO (INCLUDENDO LA RELATIVA NUMEROSITÀ DEL
CAMPIONE) PARTECIPANTE AL PROGETTO EPIC E PER AREA GEOGRAFICA DI
APPARTENENZA (D. MATASSINO, 2012; RIELABORAZIONE DATI PROGETTO EPIC).
CONSUMO
PAESE
EUROPEO
SPAGNA
PAESI BASSI
GERMANIA
DANIMARCA
ITALIA
REGNO UNITO
GRECIA
PAESI
MEDITERRANEI
(VALORE MEDIA
PONDERATA)
PAESI EUROPA
CENTRO-OVEST
(VALORE MEDIA
PONDERATA)
NUMERO DI
PARTECIPANTI
INCIDENZA CCR
VALORE INDICIZZATO
TOTALE
(g/die)
CARNE
TOTALE
(%)
ROSSA
(%)
PROCESSATA
(%)
BIANCA
(%)
ASR
INDICIZZATA
41438
40072
53088
57053
47749
87932
28561
135
125
120
115
113
90
63
100
93
89
85
84
67
47
100
95
73
102
89
59
64
100
134
151
95
63
73
20
100
45
45
50
97
71
50
11,3
14,4
15,7
19,2
10,9
12,4
8
100
127
139
170
96
110
71
117748
109
80
87
66
87
10
91
238145
109
80
78
106
56
15
134
* ASR (AGE STANDARDISED RATE = TASSO DI CANCRO STANDARDIZZATO PER ETÀ): È LA
SOMMATORIA DELLA VELOCITÀ CON CUI SI VERIFICANO NUOVI CASI DI CANCRO, SPECIFICA PER ETÀ,
IMPIEGANDO UNA POPOLAZIONE ESTERNA INDICATA COME ‘POPOLAZIONE STANDARD’ ED È UGUALE
A Σ DI WI/YI, DOVE: I INDICA LA FASCIA DI ETÀ; DI È IL NUMERO DI CASI NELL’IESIMA FASCIA DI ETÀ; YI
È LA DIMENSIONE DELLA POPOLAZIONE ENTRO L’IESIMA FASCIA DI ETÀ; WI È IL PESO APPLICATO AL
NUMERO DEI CASI DI CANCRO CHE SI VERIFICANO NELLA IESIMA FASCIA DI ETÀ E RAPPRESENTA
43 LA
DIMENSIONE DELLA POPOLAZIONE ‘STANDARD’ NELLA IESIMA FASCIA DI ETÀ.
DALL’ESAME DELLA TABELLA II EMERGONO LE SEGUENTI CONSIDERAZIONI:
RISPETTO AGLI SPAGNOLI, I DANESI, PUR CONSUMANDO CIRCA IL 15 % DI
CARNE IN MENO, MANIFESTEREBBERO UNA
PROBABILITÀ DI SVILUPPARE
IL CANCRO DEL COLON-RETTO (CCR) DEL 70 % IN PIÚ
I ‘PAESI MEDITERRANEI’, PUR CONSUMANDO LA STESSA QUANTITÀ
GIORNALIERA MEDIA DI CARNE (109 G) DEI PAESI DELL’‘EUROPA CENTROOVEST’, MANIFESTEREBBERO UNA PROBABILITÀ DI SVILUPPARE IL CANCRO
DEL COLON-RETTO DEL 43 % IN MENO
I CONSUMI DI CARNE RIPORTATI DALLE STATISTICHE UFFICIALI SONO DA
CONSIDERARE COME “CONSUMO APPARENTE” IN QUANTO NELLA STIMA DEL
CONSUMO PROCAPITE VIENE CONSIDERATO FONDAMENTALMENTE IL PESO
MORTO DELL’ANIMALE RILEVATO AL MACELLO INCLUDENTE TESSUTI OSSEO
E ADIPOSO NONCHÉ ALTRE COMPONENTI NON EDIBILI, ESCLUDENDO
SOLTANTO ‘PELLE’ E ‘VISCERI’
LO ‘STILE DI VITA’, PIUTTOSTO CHE IL CONSUMO DEL SINGOLO ALIMENTO,
RAPPRESENTA UN PARAMETRO ‘FONDAMENTALE’ DA TENERE IN
CONSIDERAZIONE IN STUDI MIRANTI A DEFINIRE LA EVENTUALE
44
‘ASSOCIAZIONE’ TRA ‘NUTRIZIONE’ E ‘INCIDENZA DI CANCRO’.
(FONTE: D. MATASSINO, 2012)
44
‘DIETA MEDITERRANEA’
LA COSIDDETTA ‘DIETA MEDITERRANEA’ VA CONSIDERATA
NEL SUO SIGNIFICATO ETIMOLOGICO ORIGINARIO
(PROBABILMENTE DI ORIGINE IPPOCRATICA) DI
‘STILE DI VITA’
VITA
(INCLUDENTE OLTRE AGLI ALIMENTI INGERITI, ANCHE
L‘ATTIVITÀ FISICA’ E I ‘RAPPORTI SOCIALI’)
E, NON FUORVIANTEMENTE,
FUORVIANTEMENTE, UN’ALIMENTAZIONE IN CUI
NON VI SIA LA ‘CARNE’
È OPPORTUNO PRECISARE CHE PER ‘DIETA MEDITERRANEA’
SI INTENDE UNO STILE DI VITA PERSEGUITO DALLE
POPOLAZIONI PRESENTI NELLE AREE GEOGRAFICHE SIA
‘COSTIERE’ CHE ‘NON COSTIERE’ PROSPICIENTI IL BACINO
DEL MEDITERRANEO (A ESEMPIO, QUELLE ‘COLLINARI E MONTANE
DELL’APPENNINO MERIDIONALE’)
Donato Matassino
SAN GIORGIO LA MOLARA (BN), 6 SETTEMBRE 2014
(FONTE: D. MATASSINO ET AL., 2012; D. MATASSINO, 2014)
45
46
Donato Matassino
SAN GIORGIO LA MOLARA (BN), 6 SETTEMBRE 2014
47
L’ANABIC NELL’AMBITO DELL’ORGANIZZAZIONE È DOTATA DI
UN UFFICIO STUDI CHE SI INTERESSA ANCHE DEL
MIGLIORAMENTO GENETICO CHE VIENE ATTUATO SECONDO
LO SCHEMA DI SEGUITO RIPORTATO:
Donato Matassino
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A OGGI, LA SELEZIONE ATTUATA DALL’ANABIC RIGUARDA I SEGUENTI
PARAMETRI:
INCREMENTO PONDERALE GIORNALIERO
MUSCOLOSITÀ
ULTERIORI PARAMETRI QUALI:
RESA IN CARNE
ASPETTI SOMATICI (MORFOLOGICI)
CAPACITÀ MATERNA
EFFICIENZA RIPRODUTTIVA
FACILITÀ DI PARTO
SONO OGGETTO DI STUDIO IN VISTA DI UN LORO FUTURO UTILIZZO
AI FINI DELLA SELEZIONE
Donato Matassino
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DALLA ELABORAZIONE DEI DATI RILEVATI SI GIUNGE ALLA STIMA DI :
INDICE ‘TORO’ (IST): FORNISCE INFORMAZIONI
PER
IL MIGLIORAMENTO DI ACCRESCIMENTO
E MUSCOLARITÀ
INDICE
‘MORFOLOGIA’
(IM):
FORNISCE
INFORMAZIONI SU MUSCOLOSITÀ (MUSC),
DIMENSIONI (DIM), FINEZZA (FIN) E ARTI
(ARTI)
VALUTATO
MEDIANTE
IL
‘PERFORMANCE
TEST’
CHE SI SVOLGE
PRESSO IL
CENTRO
GENETICO
IM= 0,4 *MUSC + 0,3 *DIM + 0,2 *FIN + 0,1 * ARTI
INDICE ‘VACCA’ (ISV): FORNISCE INFORMAZIONI SULLA
BASE RIPRODUTTIVA E PRODUTTIVA DELLE FATTRICI
ISV = 0,5*IST + 0,5 IM
INDICE
INDICE
‘TORO’ ‘MORFOLOGIA’
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VALUTATO
sulle
‘MADRI’
DEI TORI
50
NELL’AMBITO DELLA ‘TIPIZZAZIONE GENETICA’ L’ANABIC EFFETTUA LO
SCREENING DEI SOGGETTI IMMESSI NEL CENTRO GENETICO RISPETTO AL
GENE DELLA MIOSTATINA RESPONSABILE DEL FENOTIPO NOTO COME
‘IPERTROFIA MUSCOLARE’ IN QUANTO:
1) I SOGGETTI PORTATORI DELLA MUTAZIONE ALLO STATO ‘OMOZIGOTE’
PRESENTANO ALLE NASCITA UNA SERIE DI INCONVENIENTI:
•
•
MACROGLOSSIA CON DIFFICOLTÀ DI SUZIONE;
PROBLEMI A CARICO DELL’APPARATO CARDIOVASCOLARE
E, PERTANTO, VENGONO ELEMINATI DAL CIRCUITO RIPRODUTTIVO
2) I SOGGETTI ‘ETEROZIGOTI’, ESSENDO
‘PORTATORI SANI’ DELLA
MUTAZIONE, VENGONO AMMESSI AL CENTRO E POSSONO ESSERE
UTILIZZATI NEI PROGRAMMI DI ACCOPPIAMENTO CON FEMMINE
‘ESENTI’ DA MUTAZIONE, IN QUANTO ESSI POSSONO DARE ORIGINE A
FIGLI CON CARATTERISTICHE FAVOREVOLI :
•
•
MAGGIORE INCREMENTO PONDERALE ANNUO E MAGGIORE RESA IN TAGLI
CARNOSI, RISPETTO AI SOGGETTI ‘ESENTI’ DA MUTAZIONE
MINORE ESIGENZA PROTEICA NEGLI STADI FINALI DI ACCRESCIMENTO E MINORI
DIFFICOLTÀ ASSOCIATE AL PARTO, RISPETTO AI SOGGETTI ‘OMOZIGOTI’ PER LA
MUTAZIONE
(FONTE: E. CASAS ET AL., 1998, 1999)
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IL MIGLIORAMENTO GENETICO PUÒ ESSERE INTEGRATO CON L’IMPIEGO DI:
51
SELEZIONE ASSISTITA DA MARCATORI (MAS); INDIVIDUAZIONE E RELATIVA
UTILIZZAZIONE DI ‘MARCATORI MOLECOLARI GENETICI’ [MICROSATELLITI,
POLIMORFISMI DEL SINGOLO NUCLEOTIDE (SNPs), POLIMORFISMI DELLA
LUNGHEZZA DEI FRAMMENTI DI RESTRIZIONE (RFLP), VARIAZIONE DEL
NUMERO DI COPIE (CNV), ECC.] CORRELATI A CARATTERI RIPRODUTTIVI E
PRODUTTIVI
SELEZIONE ASSISTITA DA GENI (GAS): INDIVIDUAZIONE E RELATIVA
UTILIZZAZIONE DI SEGMENTI DI DNA INFORMATIVI (‘GENI’) CANDIDATI PER
CARATTERI RIPRODUTTIVI E PRODUTTIVI
SELEZIONE GENOMICA (GS): INDIVIDUAZIONE E RELATIVA UTILIZZAZIONE DI
POLIMORFISMI DEL SINGOLO NUCLEOTIDE (AT CG) CORRELATI A CARATTERI
RIPRODUTTIVI E PRODUTTIVI
Bovine SNP50k
Bovine SNP800K
L’USO DI MAS, GAS E GS È POSSIBILE SOLO SE SI DISPONE DI DATI INERENTI AI CONTROLLI
Donato Matassino
FUNZIONALI
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Donato Matassino
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53
IL
TG
‘MARCHIGIANA’,
CON
PARTICOLARE
RIFERIMENTO A QUELLO DELL’ ‘ALTO SANNIO’,
POSSIEDE UNA NOTEVOLE POTENZIALITÀ ALLA
PRODUZIONE DEL LATTE DA DESTINARE ALLA
CASEIFICAZIONE
CON
L’OTTENOMENTO
PRODOTTI CON:
PECULIARITÀ ORGANOLETTICHE
QUALITÀ NUTRACEUTICA
SICUREZZA ALIMENTARE
Donato Matassino
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DI
54
A 7 MESI DI LATTAZIONE (ESCLUSO IL ‘COLOSTRO’) LA
PRODUZIONE LATTEA PER VACCA CONTROLLATA
SECONDO IL METODO STANDARD UFFICIALE (ICAR,
INTERNATIONAL COMMITTEE FOR ANIMAL RECORDING) È,
MEDIAMENTE, INTORNO AI
15 QUINTALI/VACCA/ANNO;
SONO FREQUENTI SOGGETTI CHE PRODUCONO
~1.400 LITRI DI LATTE NEI PRIMI 3 MESI DI
LATTAZIONE (IN MEDIA, 15 LITRI AL GIORNO),
RAGGIUNGENDO A 7 MESI, OLTRE I 2.000 LITRI)
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TABELLA III: MARCHIGIANA. COMPOSIZIONE CHIMICA DEL LATTE.
DETERMINAZIONI
VOCE
N
x±σ
c.v., %
GRASSO, %
337
3,71 ± 1,04
28
PROTEINE, %
337
3,65 ± 0,40
11
LATTOSIO, %
337
5,06 ± 0,33
6
RESIDUO SECCO MAGRO, %
337
9,45 ± 0,45
5
SODIO, mg/100
337
38,94 ± 17,55
45
POTASSIO, mg/100
337
147,20 ± 15,48
11
UREA, mg/100
337
24,96 ± 6,12
25
CLORURO DI SODIO, %
337
1,14 ± 0,04
31
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55
56
TABELLA IV: MARCHIGIANA. ATTITUDINE ALLA CASEIFICAZIONE
OTTENUTA CON L’USO DEL LATTODINAMOMETRO SU 337 CAMPIONI
INDIVIDUALI DI LATTE.
CLASSE DI
VALUTAZIONE
DETERMINAZIONI
N
%
DISCRETA
132
39,16
OTTIMALE
160
47,48
RAPIDA
29
8,61
LENTA
7
2,09
NON IDONEA
9
2,66
337
100,00
TUTTI
95,25
LA RESA IN ‘CACIOCAVALLO’ È RISULTATA PARI, MEDIAMENTE, A
CIRCA IL 12% PRIMA DEL TRATTAMENTO IN SALAMOIA
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LA ‘MARCHIGIANA DELL’ALTO SANNIO’ POTREBBE DARE UN
GRANDE
CONTRIBUTO
A
INTEGRARE
IL
REDDITO
DELL’IMPRENDITORE CON LA PRODUZIONE LATTEA DA
DESTINARE ALLA TRASFORMAZIONE IN
CACIOCAVALLO DI ‘MARCHIGIANA DELL’ALTO SANNIO’
SCAMORZA DI ‘MARCHIGIANA’ DELL’ALTO SANNIO’
TRECCIA DI ‘MARCHIGIANA DELL’ALTO SANNIO’
RICOTTA DI ‘MARCHIGIANA DELL’ALTO SANNIO’
DI CUI UN VERO E PROPRIO MERCATO NON ESISTE ANCORA, MA
POTREBBE RAPPRESENTARE ‘IL FIORE ALL’OCCHIELLO’ DI UN
PRODOTTO LOCALE TIPIZZATO ETICHETTATO (PLTE) DAL
NOTEVOLE, SE NON UNICO, VALORE ‘NUTRACEUTICO’ O
‘SALUTISTICO’.
LA VENDITA GIORNALIERA DI QUESTI PRODOTTI SIGNIFICA
‘INCASSO QUOTIDIANO’
Donato Matassino
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Donato Matassino
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1. IMPIEGO DI ‘BIOTECNICHE INNOVATIVE’ DI ULTIMA GENERAZIONE
TENDENTI A INTENSIFICARE NELLE PIANTE LA PRODUZIONE DI
BIOMOLECOLE ‘FUNZIONALI’ AL BENESSERE DELL’UOMO E
DELL’ANIMALE ALLEVATO
2. INFORMATIZZAZIONE AVANZATA
3. ORGANIZZAZIONE
DI
‘MICROFILIERE’
PRODUTTIVE
L’IMPIEGO ANCHE DI ‘MACELLI E DI BECCHERIE ITINERANTI’
CON
4. UTILIZZAZIONE DI UNA ‘ETICHETTATURA INTELLIGENTE’ PER
‘NUTRACEUTICHE’ E
CERTIFICARE
LE
CARATTERISTICHE
L’ORIGINE DEI PRODOTTI (‘PRODOTTO LOCALE TIPIZZATO
ETICHETTATO’, PLTE)
5. FORMULAZIONE DI
RAZIONI PER L’ANIMALE ALLEVATO
CORRETTE ‘NUTRIZIONALMENTE’ ED ‘ECONOMICAMENTE’
6. IMPIEGO DI ALIMENTI PRODOTTI ‘IN LOCO’ NELLA RAZIONE
DELL’ANIMALE ALLEVATO
7. AUMENTO DEL NUMERO DI CAPI DA SOTTOPORRE AI ‘CONTROLLI
PER UN AMPLIAMENTO DELLA ‘SELEZIONE
FUNZIONALI’,
GENOMICA’
(FONTE: D. MATASSINO, 2013)
Donato Matassino
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8. GLI ALLEVATORI DELL’ ‘ALTO SANNIO’ HANNO A DISPOSIZIONE
UNA ‘MARCHIGIANA’
DALLE NOTEVOLI POTENZIALITÀ PRODUTTIVE.
IN QUESTA OCCASIONE MI PIACE RICORDARE
IL DR. ANTONIO BOCCHINO
CHE SI PUÒ CONSIDERARE UN ANTESIGNANO NELLA SCELTA DEI
‘RIPRODUTTORI’ CHE HANNO CONTRIBUITO FORTEMENTE A
OTTENERE QUESTO SPLENDIDO ANIMALE CHE È LA
‘MARCHIGIANA DELL’ALTO SANNIO’
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60
9. LA SCELTA STRATEGICA BASATA SUL BOVINO DI RAZZA
‘MARCHIGIANA DELL’ALTO SANNIO’
GARANTISCE LA
RISPETTOSI DI
DIFFUSIONE
DI
PROCESSI
PRODUTTIVI
AMBIENTE
SALUTE DEL CONSUMATORE
BENESSERE ANIMALE
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10. IL BOVINO DI RAZZA
‘MARCHIGIANA DELL’ALTO SANNIO
PUÒ RAPPRESENTARE UN MODELLO PER ATTUARE UNA STRATEGIA
‘NUTRIZIONALE’’
‘NUTRIZIONALE
IN GRADO DI CONTRIBUIRE AL
‘BENESSERE FISICO PSICHICO SOCIALE’ DELL’UOMO
IN ACCORDO SIA CON IL MESSAGGIO IPPOCRATICO
“FA’ CHE IL CIBO SIA LA TUA MEDICINA E LA MEDICINA SIA IL TUO
CIBO””
CIBO
SIA CON LA STRATEGIA DELLA
“GEOGRAFIA DELLA SALUTE”
PROPOSTA DALL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SALUTE
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