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Aree di impatto che il cliente deve considerare in base alle

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Aree di impatto che il cliente deve
considerare in base alle
Regole per ottenere e mantenere il
riconoscimento IATF
4^ Edizione per l’ISO/TS 16949
1° Febbraio 2014
Area of impact for client consideration taken from the Rules for achieving and maintaining
IATF recognition ---- Fourth edition for ISO/TS 16949
© 2014 - ANFIA, © 2014 - FIEV, © 2014 - SMMT, © 2014 - VDA,
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February 2014
1
Regole 4^ edizione
Premessa
Introduzione
1.0
2.0
2.1
2.2
2.2.1
2.3
2.3.1
2.4
2.4.1
2.4.2
2.4.3
2.5
2.6
2.7
2.7.1
2.7.2
Area di
impatto
X
Certificabilità secondo
ISO/TS 16949
Requisiti IATF per enti
di certificazione
Requisiti IATF per il
riconoscimento degli
enti di certificazione
Gestione
dell’imparzialità
Contenuto Regole 4^ edizione
IATF riconosce gli enti di certificazione per l’esecuzione degli audit
ISO/TS 16949 e per l’emissione dei certificati per i clienti. I membri
OEM IATF riconoscono soltanto i certificati emessi da enti di
certificazione riconosciuti e che riportano il logo IATF e il numero IATF
specifico. Le informazioni pubbliche sulla validità dei certificati
riconosciuti
da
IATF
possono
essere
consultate
su
www.iatfglobaloversight.org.
X
Solo i siti produttivi che fabbricano e forniscono parti di produzione e/o
ricambio ai clienti automotive sono certificabili …
X
La decisione dell’ente di certificazione deve basarsi sull’evidenza
oggettiva della conformità (o non conformità) ottenuta dall’ente di
certificazione, e le decisioni non devono essere influenzate da altri
interessi o parti.
Minacce
all’imparzialità
Requisiti contrattuali
IATF
Ufficio sotto contratto
dell’ente di
certificazione
Mantenimento dei
requisiti di
riconoscimento IATF
Witness audit
Office assessment
Gestione delle non
conformità
Processo di perdita del
riconoscimento
dell’ente di
certificazione
Requisiti del sistema di
gestione
Riesame della direzione
Elementi in ingresso al
riesame
Elementi in uscita dal
riesame
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February 2014
Regole 4^ edizione
2.8
2.9
Audit interni del
sistema dell’ente di
certificazione
Ricorsi e reclami
Contenuto Regole 4^ edizione
Area di
impatto
X
L’ente di certificazione deve disporre di un processo per ricevere i ricorsi
dai clienti e reclami da qualsiasi parte interessata. Il processo deve
includere le seguenti attività, dove appropriate:
a) ricezione, validazione, esame,
b) determinazione della causa primaria,
c) garanzia che siano messe in atto le correzioni e le azioni
correttive sistemiche appropriate,
d) messa a disposizione dei report aggiornati e dei risultati,
e)
conservazione delle registrazioni dei ricorsi, dei reclami e delle
azioni intraprese.
Il processo di ricorso non deve incidere sulle tempistiche della gestione
delle non conformità (vedere sezione 5.11) o sul processo di ritiro del
certificato (vedere sezione 8.0).
2.10
3.0
Notifica di modifiche da
parte di un ente di
certificazione
Requisiti contrattuali
dell’ente di
certificazione con il
cliente
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3
Regole 4^ edizione
3.1
Accordo di
certificazione con il
cliente
Area di
impatto
X
Contenuto Regole 4^ edizione
L’ente di certificazione deve disporre di un contratto legalmente valido
per fornire attività di certificazione al proprio cliente ….
Il contratto tra l’ente di certificazione e il cliente deve contenere i
seguenti punti:
a) il cliente deve notificare all’ente di certificazione qualsiasi
variazione (vedere sezione 3.2),
b) il cliente non può rifiutare un witness audit IATF all’ente di
certificazione,
c) il cliente non può rifiutare la presenza di un witness auditor
interno dell’ente di certificazione,
d) il cliente non può rifiutare la presenza di un rappresentante IATF
o di suoi delegati,
e) il cliente non può rifiutare la richiesta dell’ente di certificazione di
fornire a IATF il report finale,
f)
l’unico utilizzo permesso del logo IATF relativo a questo schema
di certificazione è l’inserimento nel certificato emesso dall’ente di
certificazione. È proibito qualsiasi altro utilizzo del logo IATF,
separatamente o meno.
g) i consulenti del cliente non possono essere fisicamente presenti
sul sito del cliente durante l’audit, o comunque partecipare
all’audit in alcun modo.
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Regole 4^ edizione
3.2
Notifica di modifiche da
parte di un cliente
Area di
impatto
X
Contenuto Regole 4^ edizione
L’ente di certificazione deve disporre di un contratto legalmente
valido per assicurarsi che il cliente lo informi, senza ritardi, riguardo
ad aspetti che possono influenza la capacità del sistema di gestione
di continuare a soddisfare i requisiti della certificazione ISO/TS
16949. Queste informazioni comprendono, ad esempio, modifiche
relative a:
a) situazione legale,
b) situazione commerciale (ad esempio joint venture, subappalti
con altre organizzazioni),
c) assetto proprietario (ad esempio fusioni e acquisizioni),
d) organizzazione e direzione (ad esempio dirigenti con ruoli
chiave, personale con potere decisionale o personale
tecnico),
e) indirizzi dei referenti o siti,
f)
campo di applicazione delle attività comprese nel sistema di
gestione certificato,
g) esistenza di condizioni di stato speciale da parte OEM IATF
(vedere sezione 8.0)
h) modifiche significative del sistema di gestione e dei processi.
Una modifica non comunicata dal cliente all’ente di certificazione è
considerata una rottura del contratto legalmente valido e può portare
l’ente di certificazione a ritirare il certificato ISO/TS 16949 del cliente.
4.0
4.1
4.2
4.3
4.3.1
4.3.2
4.4
Requisiti sulle risorse
Qualifica del potere di
veto
Processo e criteri di
ammissione dell’auditor
ISO/TS 16949
Processo di
qualificazione
dell’auditor
Processo di
qualificazione iniziale
Processo di
riqualificazione
Processo dei witness
audit interni dell’ente di
certificazione
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5
Regole 4^ edizione
4.5
4.5.1
4.5.2
4.6
5.0
5.1
5.1.1
Mantenimento della
certificazione degli
auditor
Mantenimento degli
audit e giorni di audit
minimi
Sviluppo Personale
Continuo (SPC)
Qualificazione
dell’auditor interno di
sistema dell’ente di
certificazione
Requisiti generali del
processo di audit
ISO/TS 16949
Cicli di audit e del
certificato
Ciclo di audit
Area di
impatto
Contenuto Regole 4^ edizione
X
Il programma di audit prevede un ciclo di audit di tre (3) anni ed un
ciclo del certificato di tre (3) anni, come indicato nel diagramma 5.1.
X
Gli audit di sorveglianza devono essere programmati dall’ultimo giorno
della fase 2 dell’audit iniziale o dall’ultimo giorno di un audit di
ricertificazione, come da Tabella 5.1. Nei casi in cui è probabile che si
superino le tempistiche di un audit di sorveglianza, l’ente di
certificazione deve avviare il processo di ritiro del certificato (vedere
sezione 8.1 e).
Una volta stabilito l’intervallo di sorveglianza, come da Tabella 5.1,
questo deve essere mantenuto per un ciclo triennale di audit.
L’ultimo giorno del primo audit di ricertificazione non deve superare i
tre (3) anni (-3 mesi, + 0 mesi) dall’ultimo giorno dell’audit iniziale di
fase 2. Se si superano le tempistiche, il cliente deve ricominciare con
un audit iniziale di certificazione (fase 1 e fase 2). La programmazione
dell’audit di ricertificazione deve fornire il tempo necessario alla
chiusura di non conformità, o alla loro risoluzione al 100%, che
potrebbero essere rilasciate nel corso dell’audit di ricertificazione
(vedere sezione 5.11), nonché alla decisione sulla certificazione
(vedere sezione 5.12), che deve essere presa prima della scadenza del
certificato ISO/TS 16949 esistente.
L’ultimo giorno dell’audit di ricertificazione successivo non deve
superare i tre (3) anni (-3 mesi, + 0 mesi) dall’ultimo giorno dell’audit
di ricertificazione precedente. Se si superano le tempistiche, il cliente
deve ricominciare con un audit iniziale di certificazione (fase 1 e fase
2).
5.1.2
Ciclo del certificato
X
La decisione sulla ricertificazione deve essere presa prima della data di
scadenza del certificato esistente. La data di decisione sulla
ricertificazione deve essere la data di emissione del nuovo certificato.
Dopo l'emissione, il certificato rimane valido fino a quando scade,
oppure se è superato, cancellato o revocato.
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Regole 4^ edizione
5.2
Contenuto Regole 4^ edizione
Area di
impatto
Determinazione dei
giorni di audit
…5.2 h) se una parte del sito è dedicata all'automotive, è possibile, al
fine di determinare il tempo di audit, utilizzare per il conteggio la
frazione di dipendenti di quella parte quando sono soddisfatte le
seguenti condizioni:



l'approvazione dell'ufficio Oversight di riferimento è ricevuta prima
dell'attuazione
tutti i processi produttivi automotive sono fisicamente separati dalla
produzione non automotive (ad esempio fabbricato separato,
barriera permanente tra linee/macchine automotive e non
automotive, ecc.),
tutto il personale di supporto è incluso nel conteggio.
Nota: Questo requisito non può essere applicato se nel reparto
produttivo i processi di produzione automotive sono integrati con
quelli non automotive.
5.2 q) Qualora il numero di dipendenti sul sito cambi prima o durante
l'audit … e il numero minimo di giorni di audit aumenta …, la modifica
deve essere applicata all'audit in corso, con relativa conservazione della
registrazione.
5.3
Determinazione dei
giorni di audit - Schema
di audit di corporate
5.4
Determinazione dei
giorni di audit Riduzioni ammesse
Attività di supporto
Istituzione del team di
audit
Pianificazione dell’audit
– tutti gli audit
5.5
5.6
5.7
Ciascun sito dello schema di audit corporate deve avere un …
certificato separato. Un singolo certificato con l'elenco di tutti i siti o il
certificato corporate non sono permessi.
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7
Regole 4^ edizione
5.7.1
5.7.2
Informazioni dal cliente
per la pianificazione
dell’audit
Piano di audit
Area di
impatto
X
X
Contenuto Regole 4^ edizione
L’ente di certificazione deve richiedere al cliente l’invio delle seguenti
informazioni, come input allo sviluppo del piano di audit:
a) i documenti del sistema di gestione per la qualità del cliente,
inclusa l’evidenza della conformità ai requisiti ISO/TS 16949 e
l’evidenza delle sequenze e interazioni con eventuali funzioni
remote di supporto e/o con processi subappaltati,
b) i clienti e i dati sulle prestazioni interne dall’audit precedente,
c) riepilogo sulla soddisfazione del cliente e sui reclami dall’audit
precedente, inclusa una copia dei report più recenti del cliente
e/o i punteggi,
d) identificazione di eventuali stati speciali del cliente dall’audit
precedente,
e) notifica di eventuali nuovi clienti dall’audit precedente, e
f) risultati degli audit interni e dei riesami della direzione dall’audit
precedente.
Nei casi in cui non siano fornite tutte le informazioni richieste prima
dell’emissione del piano di audit, questo dovrà includere del tempo per
la raccolta e riesame delle informazioni mancanti, prima dell’avvio della
riunione di apertura con i membri della direzione del sito, oppure si
dovrà procedere con l’avvio del processo di ritiro del certificato (vedere
sezione 8.1 g)…
Ciascun piano di audit deve prevedere come minimo una (1) ora sul
sito, prima della riunione di apertura, per verificare i cambiamenti
rispetto ai clienti attuali e ai dati interni sulle prestazioni, incluso il
riesame dei report online del cliente e/o dei suoi punteggi. Se
necessario, il team di audit deve correggere il piano di audit in base
alle nuove informazioni raccolte.
Il piano di audit deve essere comunicato al cliente prima dell’avvio
dell’audit
5.8
Conduzione delle
attività di audit sul sito
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Regole 4^ edizione
5.9
Risultanze dell’audit
Area di
impatto
X
Contenuto Regole 4^ edizione
Il team di audit deve identificare eventuali non conformità con le
relative evidenze dell’audit a supporto, e notificarle al cliente. Quando
sono identificate le non conformità, il team di audit deve classificare
ciascuna di esse in maggiori o minori, in accordo alle definizioni della
sezione 10.0.
Il team di audit non deve consigliare al cliente soluzioni specifiche per
trattare le non conformità identificate. In caso di conformità è
possibile identificare le opportunità per il miglioramento (vedere
sezione 10.0).
Le non conformità maggiori (vedere sezione 10.0) possono costituire
la base per il termine dell’audit da parte del team leader, a seguito di
consultazione con il cliente e con l’ente di certificazione. Se il cliente
concorda di terminare l’audit, il team leader deve fermare l’audit
immediatamente e deve essere predisposto ed emesso al cliente il
report dell’audit (vedere sezione 5.10).
a) se si termina l’audit di fase 2, il cliente deve ricominciare dal
riesame di adeguatezza di fase 1
b) se si termina l’audit di sorveglianza, il certificato deve essere
sospeso (vedere sezione 8.1 f) ed entro novanta (90) giorni solari
dalla riunione di chiusura l’audit di sorveglianza deve essere
ripetuto per intero,
c) se si termina l’audit di ricertificazione, il cliente deve ricevere un
altro audit di ricertificazione in accordo alla sezione 5.1.1. Se si
superano le tempistiche, il cliente deve ricominciare con l’audit
iniziale di certificazione (riesame di adeguatezza di fase 1 e fase
2),
d) se si termina l’audit di trasferimento, il cliente deve ricominciare
con l’audit iniziale di certificazione (riesame di adeguatezza di
fase 1 e fase 2).
5.10
5.11
5.11.1
Stesura del report di
audit
Gestione delle non
conformità
Responsabilità del
cliente
X
Il cliente e l’ente di certificazione hanno la responsabilità di gestire la
chiusura efficace delle non conformità, così come dettagliato sotto.
X
L’ente di certificazione deve richiedere al cliente di presentare, al
massimo entro sessanta (60) giorni solari dalla riunione di chiusura
dell’audit sul sito, evidenza di quanto segue:…
a) correzioni attuate,
b) causa radice che comprenda la metodologia impiegata per la sua
ricerca, l’analisi e I risultati,
c) azioni correttive sistemiche attuate per eliminare ciascuna non
conformità, che comprendano le considerazioni dell’impatto su
altri processi o prodotti,
d) verifica dell’efficacia delle azioni correttive attuate.
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9
Area di
impatto
Responsabilità dell’ente
X
di certificazione
Regole 4^ edizione
5.11.2
Contenuto Regole 4^ edizione
L’ente di certificazione deve riesaminare le informazioni presentate e
prendere una decisione sull’accettabilità al massimo entro novanta (90)
giorni solari dalla riunione di chiusura dell’audit sul sito.
Se le informazioni sono riscontrate accettabili, la non conformità deve
essere chiusa e nell’audit successivo deve verificarne l’efficace
implementazione.
Se le informazioni sono riscontrate non accettabili, l’ente di
certificazione deve risolvere con il cliente i punti da chiarire al massimo
entro novanta (90) giorni solari dalla riunione di chiusura dell’audit. Se
non si raggiunge una soluzione, il risultato finale dell’audit deve
considerarsi negativo ... La decisione sulla certificazione deve essere
dunque negativa e il cliente deve ricominciare con un audit iniziale di
certificazione (riesame di adeguatezza di fase 1 e fase 2). Il certificato
esistente in corso di validità deve essere immediatamente revocato.
L’ente di certificazione deve verificare l’implementazione efficace delle
azioni correttive identificate nell’audit successivo (vedere sezione 5.2).
Nel caso in cui il piano delle azioni correttive non risulti implementato
efficacemente, deve essere rilasciata una nuova non conformità
maggiore rispetto al processo delle azioni correttive (vedere ISO/TS
16949, sezione 8.5.2), e la precedente non conformità minore deve
essere riemessa come maggiore.
5.11.3
Verifica sul sito
X
Una non conformità maggiore deve richiedere la verifica sul sito delle
azioni correttive ...ed essere completata entro un massimo di novanta
(90) giorni solari dalla riunione di chiusura dell’audit sul sito.
Nel caso in cui il piano delle azioni correttive per una non conformità
maggiore non risulti implementato efficacemente, il risultato dell’audit
deve considerarsi negativo, il database IATF deve essere aggiornato e
il certificato revocato (vedere sezione 8.4).
Nel caso in cui il piano approvato delle azioni correttive di una non
conformità minore non risulti implementato efficacemente, deve essere
rilasciata una nuova non conformità maggiore a fronte del processo
delle azioni correttive (vedere ISO/TS 16949, sezione 8.5.2), e la
precedente non conformità minore deve essere riemessa come
maggiore …
5.12
5.13
5.14
Decisione sulla
certificazione
Certificazione ed
emissione del
certificato
X
Il certificato deve includere …
Una casella postale (ovvero C.P.) impiegata come indirizzo non è
permessa …
Non è permesso apporre sul certificato il logo del cliente …
Lettera di conformità
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Regole 4^ edizione
5.14.1
Decisione sulla lettera
di conformità
Area di
impatto
X
Contenuto Regole 4^ edizione
L’ente di certificazione può rilasciare la lettera di conformità:
a) il cliente è in grado di fornire le informazioni richieste per il
riesame di adeguatezza di fase 1 (vedi sezione 6.5), inclusi i dati
sulle prestazioni interne ed esterne, un ciclo intero di audit
interni e il riesame della direzione, ma non dodici (12) mesi di
dati su audit interni e prestazioni,
b) il sito in oggetto ha completato l’audit iniziale (riesame di
adeguatezza di fase 1 e fase 2) senza non conformità aperte, e
c) c’è l’approvazione del veto power.
5.14.2
5.14.3
5.14.4
6.0
6.1
Contenuto della lettera
di conformità
Rinnovo della richiesta
della lettera di
conformità
Certificabilità
Audit
Domanda di
certificazione ISO/TS
16949
X
…il cliente può richiedere nuovamente una lettera di conformità …
X
Nel momento in cui il cliente ha i dodici (12) mesi di dati sulle
prestazioni, oppure, essendo in una lista d’offerta attiva, riceve un
contratto dal cliente richiedente la certificazione ISO/TS 16949, il
processo di certificazione deve procedere, con lo stesso ente di
certificazione, con un audit iniziale (riesame di adeguatezza di fase 1 e
fase 2).
X
L’ente di certificazione deve richiedere ad un rappresentante
autorizzato del cliente che fa domanda, di fornirgli le informazioni
necessarie a formulare un’offerta completa sulla base di quanto segue:
campo di applicazione richiesto per la certificazione …
6.2
Riesame della domanda
6.3
Pre-audit
6.4
6.5
Audit iniziale
Attività del riesame di
adeguatezza di fase 1
X
L’ente di certificazione, su richiesta del cliente, può eseguire un “preaudit o pre-valutazione” …
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11
Regole 4^ edizione
6.5.1
Pianificazione della fase
1
Area di
impatto
X
Contenuto Regole 4^ edizione
L’ente di certificazione deve richiedere al cliente di fornire la
documentazione necessaria per il riesame, comprensiva di quanto
segue:
descrizione dell’ubicazione remota e del supporto che fornisce o
a)
riceve in quanto parte dell’ISO/TS 16949 4.2.2.c,
b) descrizione dei processi con le sequenze e le interazioni, inclusa
l’identificazione delle funzioni remote di supporto e dei processi
affidati all’esterno,
c) indicatori chiave e andamento delle prestazioni relativi ai dodici
(12) mesi precedenti, come minimo,
d) evidenza che i processi del cliente prendono in considerazione tutti
i requisiti ISO/TS 16949,
e) manuale della qualità, incluse le interazioni con le funzioni di
supporto sul sito o remote,
f) evidenza di un ciclo completo di audit interni ISO/TS 16949
seguito da un riesame della direzione,
g) elenco degli auditor interni qualificati e criteri di qualificazione,
h) elenco dei clienti automotive e dei loro requisiti specifici, se del
caso,
i) riepilogo dei reclami del cliente e risposte, punteggi assegnati e
stati speciali, se del caso.
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Regole 4^ edizione
6.5.2
Attività della fase 1
Area di
impatto
X
Contenuto Regole 4^ edizione
La fase 1 deve essere eseguita per:
a) valutare la documentazione del sistema di gestione del cliente,
incluse le relazioni e i collegamenti con eventuali funzioni remote di
supporto e processi subappaltati
b) valutare l’ubicazione e le condizioni specifiche del sito del cliente e
intraprendere uno scambio di informazioni con il personale del
cliente al fine di stabilire l’adeguatezza per l’audit di fase 2,
c) valutare lo stato e la comprensione del cliente riguardo ai requisiti
della norma, con particolare riferimento all’identificazione delle
prestazioni chiave o di aspetti significativi, processi, obiettivi e
funzionamento del sistema di gestione,
d) raccogliere le informazioni necessarie riguardanti il campo di
applicazione del sistema di gestione, i processi e la/e ubicazione/i
del cliente, compresi i relativi aspetti legali e regolamentari e la
conformità ad essi (per esempio qualità, ambiente, aspetti legali
relativi all’attività del cliente, rischi associati, ecc.),
e) riesaminare l’allocazione delle risorse per l’audit di fase 2 e
concordare con il cliente i dettagli dell’audit di fase 2,
f) mettere a fuoco la pianificazione dell’audit di fase 2, acquisendo
una sufficiente conoscenza del sistema di gestione e delle attività
del sito del cliente, con riferimento ai possibili aspetti significativi,
g) valutare se gli audit interni e il riesame della direzione siano stati
pianificati ed eseguiti e che il livello di attuazione del sistema di
gestione fornisca l’evidenza che il cliente è pronto per l’audit di fase
2,
h) verificare che sia il cliente sia il subfornitore della progettazione
siano in grado di soddisfare pienamente i requisiti del punto 7.3
dell’ISO/TS 16949, incluse le interfacce tra il cliente e i subfornitori.
6.5.3
Decisione sulla fase 1
X
6.6
6.6.1
Audit di fase 2
Attività dell’audit di fase
2
X
X
Se il team di audit stabilisce che il cliente “non è adeguato” ad
accedere all’audit di fase 2, il cliente deve ripetere nuovamente il
riesame di adeguatezza di fase 1.
Lo scopo dell’audit di fase 2 è una valutazione, basata sui processi,
dell’attuazione, compresa l’efficacia, del sistema di gestione del cliente.
L’ente di certificazione deve informare il cliente della decisione sulla
certificazione e rilasciare il certificato al cliente.
6.6.2
Informazioni per il
rilascio della
certificazione iniziale
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Regole 4^ edizione
6.7
6.7.1
Audit di sorveglianza
Attività di sorveglianza
Area di
impatto
X
Contenuto Regole 4^ edizione
Le attività di sorveglianza devono includere gli audit sul sito per
accertare che il sistema di gestione del cliente certificato soddisfi i
requisiti specificati, ma non necessariamente un audit completo del
sistema.
Nel caso in cui l’ente di certificazione identifichi una non conformità,
questo comporta l’avvio nell’ultimo giorno di audit (vedere sezione
8.1.c) del processo di ritiro del certificato. In caso di non conformità
maggiore, l’ente di certificazione deve richiedere al cliente di
determinare la causa primaria e di attuare la correzione entro venti
(20) giorni solari dalla data della riunione di chiusura dell’audit (vedere
sezioni 8.2 e 8.3).
6.8
6.8.1
Audit di ricertificazione
Attività di
ricertificazione
X
Lo scopo dell’audit di ricertificazione è quello di confermare la
conformità continua e l’efficacia del sistema di gestione nel suo
complesso, nonché la continua pertinenza ed applicabilità al campo di
applicazione della certificazione.
Nel caso in cui l’ente di certificazione identifichi una non conformità,
questo comporta l’avvio nell’ultimo giorno di audit (vedere sezione
8.1.c) del processo di ritiro del certificato.
In caso di non conformità maggiore, l’ente di certificazione deve
richiedere al cliente di determinare la causa primaria e di attuare la
correzione entro venti (20) giorni solari dalla data della riunione di
chiusura dell’audit (vedere sezioni 8.2 e 8.3)….
6.8.2
7.0
7.1
7.1.1
7.1.2
Informazioni per il
rilascio della
ricertificazione
Altri tipi di audit
Audit di trasferimento
Attività che precedono
l’inizio dell’audit di
trasferimento
X
Prima di iniziare l’audit di trasferimento devono essere rispettate le
seguenti condizioni:
f)
il cliente non può trovarsi nella condizione di sospensione della
certificazione ISO/TS 16949 in corso. …
g)
il cliente deve fornire al nuovo ente di certificazione i report di
audit dei tre (3) anni precedenti,…
Attività che seguono il
completamento
dell’audit di
trasferimento
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Regole 4^ edizione
7.2
Audit speciali
8.0
Processo di ritiro del
certificato
Inizio del processo di
ritiro della
certificazione
8.1
Area di
impatto
X
X
Contenuto Regole 4^ edizione
Potrebbe rendersi necessario da parte dell’ente di certificazione
condurre audit a clienti certificati per investigare su reclami riguardanti
le prestazioni (vedere sezione 8.1 a/b), in risposta a modifiche del
sistema di gestione per la qualità del cliente (vedere sezione 3.2), a
variazioni significative nel sito del cliente, …
La data di inizio del processo di ritiro della certificazione deve essere la
data corrispondente a uno dei seguenti casi:
a) …
b) il cliente comunica all’ente di certificazione di avere ricevuto la
notifica di uno stato speciale da parte di un OEM IATF. La
comunicazione dal cliente all’ente di certificazione deve avvenire
entro dieci (10) giorni solari dal ricevimento dello stato speciale, o
come diversamente specificato dal cliente,
c) la data della riunione di chiusura di audit di sorveglianza o di
ricertificazione in cui sono state rilasciate delle non conformità,
d) il cliente chiede volontariamente la sospensione a causa di
cambiamenti significativi nell’assetto proprietario, o di interruzione
della produzione del prodotto che rientrava nell’applicabilità per la
certificazione,
e) l’audit di sorveglianza non è effettuato secondo le tempistiche e gli
intervalli consentiti
f) l’audit di sorveglianza è terminato,
g) mancata consegna all’ente di certificazione delle informazioni
necessarie ad effettuare un'efficace pianificazione dell’audit.
8.2
8.3
Analisi della
situazione
Decisione di
sospensione del
certificato
X
… Se l’avvio del processo di ritiro del certificato è legato all’8.1 c)
(presenza di una non conformità maggiore), o all’8.1 e) (audit di
sorveglianza non effettuato secondo le tempistiche), la decisione deve
essere quella di sospendere il certificato del cliente.
…La decisione di sospendere il certificato deve essere comunicata
all’ufficio Oversight di competenza ed al cliente certificato entro dieci
(10) giorni solari dalla decisione ed il database IATF deve essere
aggiornato.
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Regole 4^ edizione
8.4
Verifica
Area di
impatto
X
Contenuto Regole 4^ edizione
L’ente di certificazione deve verificare l’implementazione efficace delle
azioni correttive identificate dal cliente certificato entro un massimo di
novanta (90) giorni solari dall’inizio del processo di ritiro della
certificazione.
Nelle situazioni in cui le azioni correttive non sono implementate in
maniera efficace, il team di audit deve suggerire la revoca del
certificato.
8.5
Decisione di
reintegrazione / revoca
X
…La decisione deve essere comunicata all’ufficio Oversight IATF
competente ed al cliente certificato entro un massimo di dieci (10)
giorni solari da quando la decisione è stata presa.
8.6
Reintegrazione del
certificato
X
L’ente di certificazione, dopo aver preso la decisione di reintegrare il
certificato, deve:
a) notificarlo al proprio cliente certificato, e…
8.7
Revoca del certificato
X
L’ente di certificazione, dopo aver preso la decisione di revocare il
certificato, deve:
a) notificarlo al proprio cliente certificato.
8.8
9.0
9.1
9.2
10.0
Il processo completo di
ritiro della
certificazione
Registrazioni richieste
all’ente di
certificazione
Registrazioni della
certificazione
Registrazioni del
personale
Termini e definizioni
X
Vedere diagramma
Parti per l’aftermarket
X
Parti di ricambio non fornite o rilasciate da un OEM per applicazioni in
assistenza e che siano o meno prodotte conformemente alle specifiche
originali.
X
Azione che rende nullo un certificato su richiesta dell’azienda certificata
Programma di audit
Team di audit
Argomenti dell’SPC
(Sviluppo Personale
Continuo)
Cancellazione di un
certificato
Scopo del certificato
Revoca del certificato
…
X
Dichiarazione dello scopo riportata sul certificato ISO/TS 16949 o …
X
Interruzione definitiva della validità del certificato, come sanzione
dell’ente di certificazione a seguito di non conformità del cliente
riguardante il contratto di certificazione.
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Regole 4^ edizione
Area di
impatto
Contenuto Regole 4^ edizione
Attività di certificazione
Entità nel suo complesso (comprendente tutti i siti produttivi e le
ubicazioni di supporto remote) che fa domanda per certificarsi ISO/TS
16949.
Cliente
X
Consulenza
X
Correzione
X
Azione correttiva
X
Azione intrapresa per eliminare la causa sistemica della non conformità
rilevata.
Parti di produzione
specificate dal cliente
X
Parti integranti di un veicolo.
Produzione senza
fabbricazione
X
Progettazione e distribuzione di parti di produzione, mentre la
fabbricazione o la “non fabbricazione” delle parti di produzione è
esternalizzata ad un produttore specializzato. …
Concedere un
certificato
X
Erogazione di formazione, sviluppo della documentazione o assistenza
nell’implementazione dei sistemi di gestione a un cliente specifico.
Azione intrapresa per eliminare la non conformità rilevata
Certificato emesso da un ente di certificazione, con un periodo di
validità definito e uno scopo di certificazione definito.
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Installazione
X
Mantenimento di un
certificato
X
Non conformità maggiore
X
Adattamento di un componente o accessorio, progettato e prodotto
secondo le specifiche OEM, da parte della rete dei concessionari OEM,
prima di essere consegnato al cliente.
Validità di un certificato, subordinata ai successivi audit di sorveglianza,
di ricertificazione, e ad altre condizioni definite nel contratto con l’ente
di certificazione.
Una o più delle seguenti caratteristiche:

assenza o totale mancato rispetto di un requisito ISO/TS 16949
da parte di un sistema….
Produzione
X
Processo di esecuzione o fabbricazione di materiale di produzione, parti
di produzione o ricambio, assemblaggi o trattamenti termici, saldatura,
verniciatura, rivestimenti o altri servizi di finitura di parti automotive.
Non conformità minore
X
Mancato rispetto dei requisiti ISO/TS 16949 che, sulla base del giudizio
e dell’esperienza, non è una possibile causa di malfunzionamento del
sistema di gestione per la qualità o della riduzione sostanziale della
capacità del sistema di garantire processi e prodotti controllati. …
X
Un’opportunità di miglioramento è una situazione in cui l’evidenza
presentata
indica che un
requisito è stato implementato
efficacemente,...
Opportunità per il
miglioramento
Dipendenti permanenti
Campo di applicazione
dell’audit
X
Parti per l’assistenza
X
Funzione di supporto
X
Esperto tecnico
X
Determinazione dell’ubicazione (o delle ubicazioni) fisica, dell’unità
produttiva/e, delle attività e dei processi, come anche del tempo
necessario ad auditare il sistema di gestione per la qualità del cliente.
Parti di ricambio prodotte secondo le specifiche OEM, che siano fornite
o rilasciate da un OEM per applicazioni in assistenza, incluse le parti
rilavorate.
Struttura sul sito o remota presso la quale avvengono processi non
produttivi e che supporta uno o più siti produttivi dello stesso cliente.
Persona che apporta conoscenza specifica o esperienza al team di
audit.
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