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1 – 1957: la Erg sponsorizza la squadra del Giro d’Italia
“Girardengo-Erg” (dal nome del campione di ciclismo Costante
Girardengo, di origini liguri). È l’inizio del rapporto tra azienda e
sport, continuato poi sui campi di calcio.
2 – La stazione di servizio Erg di Novi Ligure, 1952.
3 – Edoardo e Alessandro Garrone nella sede della Erg.
4 – Vittorio Garrone nel 2001.
5 – Riccardo Garrone, presidente della Sampdoria, esulta per il
ritorno della sua squadra in serie A nel 2003, dopo 4 anni in B.
L’ENERGIA CHE
MUOVE UN MONDO
Si narra che il Gruppo dei Garrone sia nato per amore. Di certo, è cresciuto con entusiasmo da tifosi.
E ora punta alle fonti rinnovabili, mentre in famiglia ancora si racconta una leggenda di archi e frecce.
di Marco Ferrante e Silvia Bernasconi
A
un’asta di beneficenza indetta da Romano Prodi, Riccardo Garrone si è
aggiudicato per 5.000 euro un fucile
Winchester tempestato di diamanti, zaffiri
e lapislazzuli, dono del re d’Arabia Saudita
all’ex presidente del Consiglio italiano. Il
fucile dovrebbe essere sistemato nella casa
di famiglia dei Garrone a Grondona, in provincia di Alessandria, nell’entroterra tra Piemonte e Liguria.
Riccardo Garrone, 74 anni, presidente onorario della Erg e presidente della Sampdoria, è
un cacciatore, come da tradizione familiare.
Grondona è il luogo che ama di più, legame
con le origini (il padre Edoardo nacque poco
più in là, a Carpeneto), punto di ritrovo per la
numerosa famiglia, e base di partenza per le
sue battute di caccia. Abbastanza isolato, al
riparo degli Appennini, da garantirgli riservatezza.
A fondare la Erg, settantadue anni
fa, fu il padre di Riccardo, Edoardo.
Leggenda vuole che alle origini del gruppo
petrolifero ci sia, in parte, anche l’amore.
La storia la racconta un libro pubblicato per
i settanta anni dell’azienda (Dal petrolio
all’energia. Erg 1938 – 2008. Storia e cultura
di impresa, a cura di Paride Rugafiori e Ferdinando Fasce, Laterza, 2008). Figlio di Carlo
Garrone, notaio, e di Amelia Profumo (parente alla lontana dei Profumo di Alessandro, amministratore delegato di Unicredit),
Edoardo avrebbe voluto fare il medico. È solo
il desiderio di rendersi indipendente il prima
possibile per sposare Giulia Maina, conosciuta ad Asti nel 1923, a indurlo a laurearsi in
chimica industriale, corso più breve di quello in medicina. Lo scrive nelle lunghe lettere
all’amata che i figli hanno conservato. La posizione strategica di Genova, porto di transito di materie prime e sede di multinazionali
petrolifere straniere, fa il resto. Nel 1938, a 32
anni, Edoardo avvia a Genova San Quirico,
lungo il torrente Polcevera, una società per il
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COSTANZA
(1974)
1 e 2– Riccardo e
Edoardo Garrone
davanti al ritratto del
fondatore, Edoardo.
3 – Edoardo Garrone
e monsignor Siri,
Arcivescovo di
Genova, inaugurano
l’inizio dei lavori dei
nuovi impianti della
Raffineria Genova San
Quirico nel 1950.
4 – Riccardo Garrone
con l’allora presidente
della Repubblica
Giuseppe Saragat
in visita ad Arquata
Scrivia nel 1967. Sulla
sinistra si riconosce
Sandro Pertini.
LAURA
(1968)
3 figli
3 figli
2 figli
VITTORIO
(1966)
GIOVANNI
(1966)
MONICA
(1962)
FILIPPO (1964)
ALESSANDRO (1963)
EMANUELA
EDOARDO (1961)
(1959)
GIULIA (1958)
3 figli
ANNA MARIA CAMPI (1935)
RICCARDO (1936)
GIAN PIERO MONDINI (1929)
CARLA (1934)
LUIGI
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GIULIA MAINA (1908 - 2007)
EDOARDO (1906 - 1963)
GIOVAN BATTISTA
RICCARDO
LA TERZA
GENERAZIONE
Carlo Garrone Amelia Profumo
L’albero genealogico della famiglia
Garrone. Da Edoardo, figlio di Carlo,
si sviluppa il ramo industriale.
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commercio di prodotti petroliferi e chimici,
la ditta individuale “Dott. Edoardo GarroneProdotti chimici industriali”, che diventerà
poi la “Edoardo Garrone Raffineria petrolio”.
Il logo è fatto così: le tre lettere iniziali (Erg) e
la forma stilizzata di un dado, dal diminutivo
del fondatore (Dado).
All’inizio è solo un ufficio con tre dipendenti,
poi una piccola raffineria. L’attività cresce
nell’immediato dopoguerra. Le 350 tonnellate prodotte nel 1947 diventano 200mila nel
1952, negli stessi anni i dipendenti passano
da 20 a 100. Nel 1951 ecco spuntare i primi
distributori di benzina Erg: in via Gramsci
a Savona, a Novi Ligure, a Genova. Le fotografie dell’epoca sembrano quadri di Edward
Hopper, con incursioni di scooter Vespa. La
svolta arriva nel 1952 con il primo contratto
di lavorazione per conto del colosso britannico British Petroleum. L’Italia del boom ha
fame di petrolio. La produzione della raffineria di San Quirico aumenta di anno in anno,
di pari passo con i consumi. Si costruiscono
nuovi impianti. La famiglia Garrone - Edoar-
do con la moglie Giulia e i due figli Carla e Riccardo - abita poco distante dalla raffineria,
in una casa sulla collina. In vacanza vanno a
Courmayeur con i cugini Profumo. Edoardo
va a caccia nella riserva di Grondona con il
cane Lea. Ogni anno si ripete il rito dei regali
ai dipendenti: Edoardo stringe mani e con-
Il logo è fatto:
le iniziali più la forma
del diminutivo di
Edoardo, un Dado.
segna colombe e uova di cioccolato a Pasqua,
tacchini a Natale, la famiglia assiste al completo. Una tradizione che i nipoti Edoardo jr
e Alessandro cercano di tenere viva ancora
oggi, con dvd di auguri al posto dei tacchini –
è la modernità.
All’inizio degli anni Sessanta San Quirico
non basta più. Edoardo costruisce un oleodotto che attraversa gli Appennini fino ad
Arquata Scrivia, dove insedia un grande deposito, caso alquanto singolare di raffineria
abbarbicata tra le colline. L’opera finita non
la vedrà mai, muore nel 1963 a Malsev, in
Norvegia, dove si era recato per una battuta
di pesca al salmone.
colui che espande e consolida l’azienda di famiglia. Acquisisce un nuovo impianto, la Isab
a Priolo in Sicilia, che diventa via via più importante. Guida la Erg per quarant’anni, dal
1963 fino al 2003, attraverso le crisi petrolifere degli anni Settanta, la trasforma in una
società moderna e la porta alle dimensioni
attuali, terzo operatore del settore in Italia, e
la quota in borsa.
Quando prende il posto del padre, Riccardo ha 27 anni e si è appena laureato
(anch’egli in chimica industriale). In famiglia lo chiamano Duccio, da Riccarduccio. I
primi giorni li ricorda così: «Avevo girato un
po’ per l’azienda nei vari settori per vedere
come funzionavano le cose e avvertivo come
si sentiva ancora moltissimo la personalità
accentratrice di mio padre. Io dovevo ancora
imparare molte cose e cercavo umilmente di
imparare, ma nello stesso tempo dovevo essere anche il capo». Al suo fianco lavora Gian
Piero Mondini, marito della sorella maggiore
Carla. Se Edoardo è il pioniere, Riccardo è
Riccardo è uno dei pochi nella storia
del capitalismo familiare italiano
che, quando decide di lasciare ai figli, lascia
davvero. In azienda non si vede più. Vive nella casa di campagna a Grondona con la moglie Anna Maria (Annie), passa le sue giornate tra la Fondazione culturale intitolata
al padre e la sede della Sampdoria, accudito
dalle due segretarie, Anna e Pinuccia. Gira
l’Italia per l’associazione Mus-e, che aiuta
l’integrazione dei bambini immigrati nelle
scuole, alla quale dedica – ha detto – «il 40
per cento delle mie risorse e del mio tempo». Non ha mai smesso di andare a caccia e
a pesca, programma le vacanze in base alle
riserve più belle. Lo faceva anche quando
i figli erano piccoli, e quel tempo una delle
mete preferite era l’Austria: una fotografia
degli anni Settanta ritrae i sei fratelli Garrone, in calzoncini tirolesi, con in mano i
pesci appena pescati. Quanto alla politica,
Riccardo stravede
per Cassano:
«È come l’ultimo
dei miei figli».
non ama Berlusconi, è invece amico di lunga
data di Prodi. In un’intervista a Paolo Madron sul Sole24Ore ha risposto: «Certo non
siamo di destra», subito corretto dal figlio
Edoardo: «Ma nemmeno di sinistra. Io sono
un liberale».
La Sampdoria diventa la passione di
Riccardo. La compra nel 2002 dalla famiglia Mantovani, quasi costretto, sotto le
pressioni della città, per salvarla dal fallimento (la Erg era sponsor dal 1988), nonostante il padre Edoardo gli avesse sempre
ripetuto: mai investire nel calcio e nei giornali. All’inizio, per sua stessa ammissione, è
“un tifoso all’acqua di rose” e di football non
sa niente. Poi prende gusto al ruolo di presidente illuminato, s’innamora della squadra,
stravede per Cassano («È come l’ultimo dei
miei figli», ha detto, e sarà uno dei pochi in
città e nel business del calcio a essere invitato al matrimonio del ragazzo barese in programma per l’inizio dell’estate in coincidenza con i Mondiali sudafricani, a cui Marcello
Lippi non lo porterà). Certo, Garrone spende
molti soldi di tasca propria per rimetterla in
sesto ma – a differenza dell’altro presidente
petroliere, Massimo Moratti – la sua gestione è considerata oculata. Enrico Cisnetto,
unico esterno alla famiglia nel consiglio di
amministrazione della Samp, sul Mondo lo
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dynasty
1 – Il parco Eolico di Troia San Cireo (Foggia).
2 – 1953: l’impianto di distillazione Borman
della Raffineria Genova San Quirico.
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descrive così: «Un presidente presente ma
schivo, che spende con prudenza e gestisce
la società come una casa di vetro, che non
ama i proclami ma è sempre in prima linea
nelle battaglie per moralizzare il calcio». La
domenica va allo stadio, talvolta con il figlio
Edoardo o con i nipoti (Monica Mondini una
delle più assidue), mai con Alessandro, che
non ama il calcio. L’undicesimo nipotino, figlio di Vittorio, otto anni appena compiuti, si
chiama Luca Doriano. Piccola soddisfazione
in una famiglia dove molti sono genoani.
Se la Samp è causa di qualche attrito con
Alessandro, che ne farebbe volentieri a
meno, ha in parte ricucito il rapporto con
la città di Genova, da sempre contrastato
(o almeno con quella parte di città che tifa
blucerchiato). Il salvataggio ha per Riccardo
anche il valore di un impegno mantenuto. Lo
spiega in più occasioni – da ultimo al Corriere della Sera lo scorso settembre – con questa storia d’infanzia: «Ho imparato che cosa
significa impegnare la propria parola, il proprio onore, quando avevo dieci anni. Mio padre Edoardo mi regalò a Natale un arco e le
frecce con l’impegno da parte mia di usarlo
soltanto fuori di casa. Faceva freddo, avevo
il raff reddore, non mi trattenni: usai arco e
frecce in cucina, bersaglio un cerchio di carta sugli scuri della finestra. Mio padre se ne
accorse; davanti a me distrusse arco e frecce. Disse, con rammarico: “Non hai rispettato la parola data”. Ho imparato la lezione».
Alla Erg comanda la terza generazione. I due figli maggiori, Edoardo (come il
nonno) e Alessandro, sono rispettivamente
presidente e amministratore delegato. Nel
gruppo lavorano anche il cugino Giovanni
Mondini, 44 anni, vicepresidente, e Vittorio
Garrone, 44 anni. Appassionato di cavalli,
Vittorio ha allevato esemplari per le competizioni olimpiche. Gli altri fratelli fanno
altro. Filippo, 46 anni, è pittore. Dipinge
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quadri visionari, con colori accesi e soggetti
onirici. Ha girato il mondo, gli ultimi sette
anni in Amazzonia, dove ha conosciuto quella che poi è diventata sua moglie e lo ha seguito in Liguria. Del ritorno a casa ha parlato
l’anno scorso, all’inaugurazione della sua
mostra a Genova, con Repubblica: «I primi
sei mesi sono stati uno choc. Ma il viaggio
che mi ha portato in Brasile mi è servito proprio a migliorare il rapporto con gli altri, con
quello che di fatto è il mio ambiente». Vive
in campagna. Della Sampdoria, ha detto: «Il
calcio non mi interessa, anche se considero
i grandi calciatori degli artisti. Il genio e la
sregolatezza di Antonio Cassano ne sono un
esempio». La più giovane della nidiata, Costanza detta Connie, 36 anni, è ballerina. Ha
studiato al Bolshoi di Mosca e si è esibita nei
teatri europei.
Edoardo e Alessandro hanno piena
autonomia. I caratteri diversi li aiutano
a dividersi i ruoli. Il primogenito, Edoardo
(detto Dudu), 49 anni, è il più simile al padre. Più estroverso del fratello, più visibile,
è l’ambasciatore di famiglia. È stato presidente dei giovani imprenditori, subito dopo
Emma Marcegaglia, adesso è vicepresidente
di Confindustria. Da capo dei giovani si scontrò con l’allora presidente Antonio D’Amato,
nel 2001 spiazzò i colleghi aprendo al dialogo
con i no global prima del G8, posizione che gli
valse l’etichetta di “petroliere rosso”.
Alessandro, 47 anni, riservato, è tutto concentrato sull’azienda. Sta alla larga da politica ed eventi pubblici. L’intervista di Maria
Latella per Style - dalla quale abbiamo appreso che veste Rubinacci, non ama gli slip
e indossa solo boxer - è un’eccezione. Oltre
allo sci e alla caccia, ama la cucina e ha fondato a Genova una catena di ristoranti che si
chiama, abbastanza spiritosamente, Arg: da
Alessandro ristorazione Garrone.
I due fratelli puntano a fare di Erg un multi-
CREDITI: Centro Documentazione AME (1), AGF
(2), Farabola (1), Imagoeconomica (1), ERG SpA (6).
energy group, non solo petrolio ma diverse
forme di energia, investono nelle rinnovabili, poco più di un anno fa hanno siglato un accordo con la russa Lukoil che apre a possibili
nuovi scenari. Comunque vada, c’è una fotografia scattata all’inizio del millennio con i
Garrone e i Mondini, ventiquattro in tutto,
schierati in piazza del duomo a Siracusa che
sembra dirci che la loro resterà (ancora per
un po’, almeno) una storia di famiglia.
CONTENUTI EXTRA
A Natale i Garrone distribuiscono ai
dipendenti del gruppo Erg filmati nei quali
recitano in prima persona. Nel 2006 i fratelli
Edoardo, Alessandro e il cugino Giovanni
Mondini hanno messo in scena la parodia di
una pubblicità tv. Nel 2004 Edoardo ha fatto
la parte del mahatma Gandhi.
Il compositore inglese Michael Nyman
(autore della colonna sonora del film Lezioni
di piano nel 1993) ha creato una musica in
esclusiva per i settanta anni della Erg. Titolo:
Something connected with energy.
Edoardo Garrone sul ritorno del nucleare in
Italia: «Se per fare un termovalorizzatore ci
vuole l’esercito, per fare una centrale nucleare
dovremo chiamare la Nato?».
I numeri del Gruppo Erg: 1.500 dipendenti,
2mila stazioni di servizio, 320 mila barili di
greggio al giorno. Le vendite dei prodotti
petroliferi coprono il 9% del fabbisogno
nazionale, quelle di energia elettrica il 2%.
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