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bollettino parrocchiale settembre 2014

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Bollettino quadrimestrale della parrocchia di San Michele Arcangelo - Novi di Modena
Anno II - Numero III - Aprile 2014 - Stampato in proprio
Emmaus
n. 3
Aprile 2014
Gruppo GG di Azione Cattolica
In cammino fin da
giovanissimi
Parrocchia San Michele Arcangelo
NOVI DI MODENA
1
Emmaus
Bollettino Parrocchiale Quadrimestrale
Anno II - Numero III – Aprile 2014
&
ditoriale
di don Ivano Zanoni
“Non lasciatevi rubare la speranza”
Parrocchia San Michele Arcangelo
Via Grandi, 42 Novi di Modena
tel/fax 059 670307
cell 338 3279300
Direttore Responsabile
don Ivano Zanoni, parroco
Redazione
Luisa Casaburi, Simone Gilioli,
Maria Cristina Pontiroli, Francesco Solera
Collaboratori di Questo Numero
Catia Brina, Simone Cazzuoli, Sara Finelli,
Lisa Gandolfi, Simona Mantovani,
Pamela Preti, Maria Rettighieri, Anna Solera
Foto e Immagini
Stelio Gherardi, Marzia Lodi
eMail e Sito
[email protected]
www.parrocchiasanmichele.it
il bollettino è disponibile
anche sul sito
In copertina il gruppo giovanissimi (GG) di Azione
Cattolica insieme agli animatori.
2
Papa Francesco
Carissimi tutti,
ecco il n. 3 del Bollettino parrocchiale EMMAUS e vi voglio introdurre alla lettura della sue pagine parlandovi della speranza,
una virtù che spesso Papa Francesco tira in ballo quando si rivolge ai giovani. L'espressione “non lasciatevi rubare la speranza”,
è un invito che il Papa ha rivolto sì ai giovani, ma sicuramente
lo possiamo fare nostro, perché mai come in questo tempo sentiamo il bisogno di rifondare la speranza nel nostro futuro e nel
futuro del nostro paese.
Sto percorrendo, come ogni anno, le strade per la Benedizione
delle case e spessissimo mi capita di sentire parole di stima e di
ammirazione per Papa Francesco. Piace a tutti indistintamente,
credenti e non, a motivo della bontà e della tenerezza che esprime
con i suoi gesti affettuosi. Ci commuove la sua premura singolare verso le persone più disagiate. I suoi occhi, il suo sorriso e le
sue mani si protendono in un abbraccio paterno, che avvolge e
trasmette bontà, gioia e fiducia. Abbiamo un capo-cordata che
accoglie tutti e a tutti indica uno stile di vita, che si ispira alla
bontà di Dio, che “fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i
buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti" (Matteo, 5,44).
Fra pochi giorni celebriamo la Pasqua. Essa è la vittoria di Cristo
sulla morte e su ogni forma di miseria e fragilità umane. La Pasqua è novità di vita. Gli apostoli hanno toccato con le loro mani
Cristo risorto e non potevano nascondere ciò che i loro occhi
avevano visto e le loro orecchie avevano udito. Dalla Pasqua nasce la Chiesa del Risorto e a tutti noi credenti non è consentito di
vivere nella tristezza o nella sfiducia. E se c'è una virtù che oggi
non dobbiamo smarrire, è la speranza, che ha come fondamento
la nostra fede in Cristo.
E il Signore continua oggi la sua presenza misteriosa nella Chiesa: “Io sarò con voi tutti i giorni, fino alle fine del mondo!”(Matteo,
18,20). Papa Francesco, pastore della chiesa universale e successore di Pietro, ne è la prova.
Accogliamo, dunque, con fiducia il suo invito: “Non lasciatevi
rubare la speranza!”.
Buona Pasqua a tutti.
La famiglia
cristiana
tratto dall’omelia di Papa Francesco
“Giornata della Famiglia”
Roma: 27 ottobre 2013
C
are famiglie, voi lo sapete bene: la gioia vera che si
gusta nella famiglia non è qualcosa di superficiale,
non viene dalle cose, dalle circostanze favorevoli…
La gioia vera viene da un’armonia profonda tra le persone,
che tutti sentono nel cuore, e che ci fa sentire la bellezza di
essere insieme, di sostenerci a vicenda nel cammino della
vita. Ma alla base di questo sentimento di gioia profonda
c’è la presenza di Dio, la presenza di Dio nella famiglia,
c’è il suo amore accogliente, misericordioso, rispettoso
verso tutti. E soprattutto, un amore paziente: la pazienza è
una virtù di Dio e ci insegna, in famiglia, ad avere questo
amore paziente, l’uno con l’altro. Avere pazienza tra di
noi. Amore paziente. Solo Dio sa creare l’armonia delle
differenze. Se manca l’amore di Dio, anche la famiglia perde
l’armonia, prevalgono gli individualismi, e si spegne la gioia.
Invece la famiglia che vive la gioia della fede la comunica
spontaneamente, è sale della terra e luce del mondo, è lievito
per tutta la società.
Care famiglie, vivete sempre con fede e semplicità, come la
santa Famiglia di Nazaret.
La gioia e la pace del Signore siano sempre con voi!
Papa Francesco
PREGHIERA
ALLA SANTA FAMIGLIA
Gesù, Maria e Giuseppe,
in voi contempliamo
lo splendore dell’amore vero,
a voi con fiducia ci rivolgiamo.
Santa Famiglia di Nazareth,
rendi anche le nostre famiglie
luoghi di comunione e cenacoli di preghiera,
autentiche scuole del Vangelo
e piccole Chiese domestiche. Santa Famiglia di Nazareth,
mai più nelle famiglie si faccia esperienza
di violenza, chiusura e divisione:
chiunque è stato ferito o scandalizzato
conosca presto consolazione e guarigione.
Santa Famiglia di Nazareth,
il prossimo Sinodo dei Vescovi
possa ridestare in tutti la consapevolezza
del carattere sacro e inviolabile della famiglia,
la sua bellezza nel progetto di Dio.
Gesù, Maria e Giuseppe, ascoltate,
esaudite la nostra supplica. Amen».
3
Un'attesa ricca di
speranza
intervista
di Luisa Casaburi
Da sinistra Fausto,
Milvia e Agnese Loi
T
ra i tanti commercianti di Novi che
hanno subito danni dal terremoto ho
incontrato Agnese e Fausto Loi, che gestiscono da anni il negozio di alimentari di via
Demos Malavasi.
La famiglia Loi ha una sua unicità perché pur
avendo lo stabile inagibile, nel periodo post terremoto si è organizzata ricreando il negozio alimentare tra un garage ed una tenda all’interno
del proprio cortile e tuttora lo gestiscono in situazione di evidente precarietà. Fausto ed Agnese arrivano insieme alla loro mamma, la signora Milvia Sacchi, e la nostra chiacchierata inizia
davanti a fumanti tazzine di caffè, proprio come
quattro amici al bar.
cisione e come vivete tuttora questa situazione?
Si, è vero –interviene subito la signora Milvia–
abbiamo avuto un coraggio da leoni e tanta tenacia perché va bene patire il caldo sotto una
tenda, ma posso garantirvi che stare al freddo è
molto peggio. Non potevamo pensare di andare
via, non potevamo pensare ad un altro centro…
– aggiunge Agnese. Il nostro centro è qui, ecco
perché siamo rimasti, abbiamo pensato alla gente
che era già così scossa ed aveva bisogno di sapere
che il centro c'è ed è qui. Poi avevamo bisogno di
sentirci attaccati alle nostre cose, che sono anche
i nostri affetti e sono il frutto dei tanti sacrifici
fatti da papà Luciano per realizzare ciò che poi il
terremoto ci ha distrutto. Abbiamo festeggiato i
trent'anni del negozio a ottobre, il nostro primo
Sapete che con la scelta di non allontanarvi trop� negozio era in via Bigi Veles, poi nel 1991 abbiapo dal negozio avete dimostrato un grande co� mo inaugurato il nuovo negozio in via Malavasi,
raggio e tanta tenacia? Da cosa nasce questa de� ricordo che fu benedetto da don Grandi.
C’è solidarietà verso
di noi, tanta gente ci
ha aiutato e continua
a farlo, ormai ci
conoscono, entrano in
negozio, ci guardano
negli occhi e dai nostri
sguardi comprendono
come stiamo, come ci
sentiamo, senza bisogno
di tante parole!
4
Nonostante i tanti disagi potete raccontarci alcu�
ni episodi di altruismo e generosità che vi sono
accaduti durante questo lungo periodo?
Agnese racconta: ci sentiamo gratificati dai nostri clienti che sono diventati nostri amici, per
noi sono stati, e lo sono tuttora, un supporto
per andare avanti. Se non ci fossero stati loro,
saremmo già andati... La grande sensibilità che
avvertiamo in chi continua a venire da noi per la
spesa, nonostante la tenda e il contesto, ci dà la
forza. Stiamo raccogliendo i frutti che abbiamo
seminato in tanti anni di lavoro, frutti che ci aiutano a perseverare e a non mollare. C’è solidarietà
verso di noi, tanta gente ci ha aiutato e continua
a farlo, ormai ci conoscono, entrano in negozio
ci guardano negli occhi e dai nostri sguardi comprendono come stiamo, come ci sentiamo, senza
bisogno di tante parole!
Quali speranze nutrite per il futuro?
Questa volta è Fausto ad intervenire con fermezza: la speranza ce l’abbiamo sotto gli occhi tutti i
giorni, quando alziamo lo sguardo e guardiamo
l’edificio che ha il ponteggio e vediamo i lavori
che anche se a rilento, avanzano. Noi non vediaScorcio di mo l’ora di riaprire il negozio, di vedere l’edificio
senza l’impalcatura e tutto ripristinato come due
anni fa, in modo da poter ritornare alla nostra
normalità. Una normalità non solo lavorativa ma anche familiare perché il 29 maggio la
mia famiglia ha dovuto affrontare un’emergenza nell’emergenza: oltre al disagio del negozio e
dell’abitazione, vivevamo in condizioni di fragilità, mio figlio Lorenzo di due anni e mezzo era
da proteggere insieme a mia moglie Milena che a
15 giorni dal parto si è dovuta spostare a Torino
ed io l'ho accompagnata attendendo la nascita di
nostra figlia Anita che è avvenuta il 14 giugno.
La nascita di Anita è stata la vostra prima attesa ricca di speranza che è stata esaudita, adesso
siete ancora in attesa e in un biglietto di auguri
natalizi ai vostri affezionati clienti, avete scritto:
“Con la vostra presenza e la nostra tenacia ce la
possiamo fare” - ed è proprio così, perché con tenacia e coraggio, ripartire non è più un miraggio
soprat-tutto se non si è da soli e la vostra attesa
insieme a quella di tante persone che vivono situazioni come la vostra, diventa sempre più ricca
di speranza!
Piazza I Maggio, Novi
5
Un figlio:
scelta o dono?
Dialogo con due genitori
che hanno chiesto il
Battesimo per la loro
bambina.
di don Ivano
In foto: don Ivano insieme
alla famiglia Caliendo: Luigi e
Debora con Nicolas ed Emily.
6
D
e lei provvede ad accudire la casa e i bambini.
Hanno attraversato dopo il terremoto momenti
difficilissimi, perché avevano investito tutto in un
negozio di pasticceria, ma le scosse di terremoto
hanno rovinato tutto lo stabile dov’era collocato
il loro negozio, rendendolo inagibile, per cui si
sono ritrovati in una gravissima situazione economica. Ma non hanno avuto paura, anzi si sono
rimboccati le maniche e hanno saputo guardare
al futuro con coraggio e speranza. Lui è Luigi,
la moglie Debora, la figlia più grande Valentina,
poi Nicolas di cinque anni e la sorellina Emily di
pochi mesi.
ietro la richiesta di far battezzare un
bambino ci possono essere varie ragioni che motivano tale scelta: la consapevolezza di essere entrambi cristiani (o almeno uno dei due), l’osservanza di una tradizione,
la sollecitazione da parte dei nonni, il timore di
essere criticati, ecc... Ho voluto allargare l’argomento con una coppia di genitori che da poco
hanno fatto battezzare la loro figliola e ne è scatu- Dimmi, Debora, quando hai saputo di essere in
rito un dialogo interessante. La coppia è giovane attesa qual'è stata la tua reazione?
e ha già tre figli. Lui sta attualmente lavorando Lei: dopo il terremoto eravamo moralmente a
terra, perché avevamo perduto tutto. Ma nello
sconforto e nel buio più fitto abbiamo riscoperto
la nostra unione e il forte amore che ci lega. L’affanno del lavoro, gli orari impossibili, il dover
pensare continuamente al negozio e agli impegni
che avevamo contratto, ci impedivano di pensare
a noi stessi. Dopo
"Ci siamo detti che
il terremoto ci siaeravamo giovani e
mo guardati negli
dovevamo buttarci
occhi e abbiamo
alle spalle ogni
capito che ci volevamo bene, ma
disperazione
tanto e che avevae credere nella
Provvidenza di Dio." mo bisogno ancora uno dell’altro.
Lui: proprio così, nella disgrazia ci siamo resi
conto che non avevamo perduto la cosa più imprtante: il nostro affetto, l’amore per i nostri figli
e la voglia di farcela.
Lei: in quei giorni e nei mesi cha hanno seguito
il terremoto, ci siamo detti che eravamo giovani
e dovevamo buttarci alle spalle ogni disperazione
e credere nella Provvidenza di Dio. E così il Signore ci ha fatto dono di Emily, che è un amore
di bambina. È lei che ci ha fatto capire quanto sia
vero ciò che diceva Madre Tersa di Calcutta: “Fin
che sulla terra sboccia il sorriso di un bimbo, l’umanità avrà un futuro”.
Lui: non ho mai pensato di non farcela, perché
sapevo di poter contare su Debora. Ci siamo fatti
coraggio a vicenda, giorno per giorno, sempre.
E tuttora siamo uniti più che mai. Non posso immaginare il mio futuro senza lei e i nostri tre figli.
Lei: molto candidamente devo dire che la maternità mi riempie di gioia. Ho sempre desiderato
essere mamma. Mi piace la maternità, perché mi
fa sentire realizzata come donna e come sposa.
E Luigi è soddisfatto anche lui, quando mi vede
tutta premurosa per la piccola Emily.
Mentre li ascolto e vedo la loro serenità, mi si
riempie il cuore di gioia e di ammirazione per
questi due sposi. Mi fanno tanta tenerezza e dentro di me penso: quanto è bello volersi bene e stare
uniti “nella buona e nella cattiva fortuna”.
Hanno chiesto il Battesimo per la piccola Emily
e domando il perché di questa scelta.
Lui: vogliamo fare le cose per bene. Lei, Don Ivano ci ha sposati, ha battezzato quattro anni fa il
nostro Nicolas e ora chiediamo il battesimo anche per Emily.
Lei: proprio così, siamo cristiani tutti e due e
vogliamo che anche Emily riceva il Battesimo e
diventi cristiana come noi e il suo fratellino Nicholas. Le abbiamo donato la vita e ora con il
Battesimo le doniamo la Fede.
Complimenti e che il Signore vi benedica, vi aiuti
e vi sostenga nel cammino della vita. Protegga voi
e i vostri figli. Oggi e sempre.
7
Accompagnare i figli ai
sacramenti
di Catia,
Pamela e Simona
8
Q
uest'anno i nostri figli riceveranno i
sacramenti della Confessione, Comunione e Cresima e come genitori ci
siamo interrogati sull'aiuto che possiamo dare
loro per affrontare il cammino di preparazione
al sacramento.
I sacramenti sono tappe fondamentali per la
crescita spirituale dei nostri ragazzi e, come
in ogni momento della vita, pensiamo che sia
prima di tutto l'esempio dei genitori ad aiutarli a
comprenderne l'importanza.
In secondo luogo noi genitori dobbiamo
dimostrare interesse alle attività che i nostri figli
svolgono al catechismo o all'ACR. Dobbiamo
chiedere, quando tornano a casa dagli incontri,
cosa hanno fatto, quali argomenti hanno
affrontato, per avere momenti di dialogo e di
confronto con loro.
Inoltre riteniamo molto utile partecipare agli
incontri che i catechisti, gli educatori e don Ivano
organizzano per i genitori con lo scopo di offrire
la nostra collaborazione e di approfondire il
nostro compito educativo.
Un altro momento fondamentale è la preghiera
fatta insieme ai nostri figli; essa ci stimola a
chiedere aiuto al Signore e a sentirlo vicino nella
nostra missione.
Per i nostri figli e per noi camminare insieme in
un gruppo parrocchiale (catechismo o ACR), è
sentirsi parte viva della comunità; è un'occasione
SFIDE &
O P P O R T U N I TÀ
insostituibile di crescita per noi e per loro e un
aiuto senza il quale saremmo in difficoltà.
Non possiamo nascondere qualche difficoltà
nell'essere genitori che cercano di aiutare i
propri figli in questo cammino. Gli ostacoli sono
soprattutto legati ai numerosi impegni che hanno
i nostri ragazzi, per cui spesso dobbiamo motivare
le scelte educative di ispirazione cristiana, che
si traducono nella partecipazione alla messa
domenicale o agli incontri ACR e catechismo
settimanali. Infine, come genitori, crediamo che
stare insieme ai nostri figli in questi momenti di
vita parrocchiale sia quasi come rivivere il tempo
di quando anche noi eravamo ragazzi con tutte le
emozioni, le paure e le gioie di quegli anni. Per
questo chiediamo al Signore di esserci vicino nel
tenerli per mano.
Perché vai
al gruppo GG?
di Simone, Sara
e Anna
S
pesso i nostri amici ci hanno posto
questa domanda: “Perché vai al gruppo
giovanissimi?” - noi allora abbiamo
iniziato a riflettere per poter dar loro la risposta.
Per chi non ne ha mai sentito parlare, noi GG
(abbreviazione di “giovanissimi”) siamo un
gruppo di ragazzi dalla Ia alla IVa superiore
che si ritrova ogni sabato in parrocchia al
cosiddetto “incontro GG”. Questo momento
permette di trovarci tutti insieme, rivederci dopo
una settimana di scuola e chiacchierare del più
e del meno, ridere, scherzare, fare merenda.
Partecipando al gruppo condividiamo il nostro
tempo con ragazzi che hanno i nostri stessi
interessi e che, a causa dei mille impegni che
riempiono le giornate, non riusciamo a vedere
spesso.
Tutto qua? No! La cosa particolare è che all’interno
di ogni incontro si riflette e ci si confronta con
i nostri amici su temi che toccano da vicino la
nostra vita, come le nostre amicizie, le speranze e
le fatiche che incontriamo nel seguire il Signore.
E spesso saltano fuori tanti punti di vista diversi.
Ma capita anche che si trattino temi più attuali
e di respiro sociale: per esempio il mese scorso
Il gruppo GG è aperto
a tutti i ragazzi delle
superiori! Vi aspettiamo
ogni sabato in parrocchia
dalle 17 in poi!
abbiamo parlato dei social network, dei rischi che
comportano, ma anche dei loro benefici, come ha
ricordato anche Papa Francesco recentemente.
Insomma, siamo adolescenti come tutti gli altri:
ci piace stare con i nostri amici, uscire al sabato
sera; non vediamo l’ora di andare al cinema o
in pizzeria, ma crediamo anche che sia bello e
importante ritrovarsi per cercare di riflettere
insieme. Durante gli incontri, infatti, spesso
ci poniamo delle domande che da soli non ci
verrebbero in mente; per questo è utile partecipare
agli incontri che i nostri animatori pensano
per noi. Il bello è proprio questo: pensare alle
domande proposte, confrontandosi e discutendo
insieme, non ognuno per sé, a casa propria.
Tentiamo di darci delle risposte, consigliarci l'un
l'altro e così ognuno ne trae beneficio e torna a
casa con qualcosa in più. Come gruppo proviamo
a crescere insieme, soprattutto in questa età che
sicuramente non va vissuta in maniera troppo
spensierata, essendo una parte importante della
nostra vita, in cui si coltivano amicizie, che forse
dureranno a lungo.
Inoltre per i più golosi è anche possibile fare
merenda, preparata da cuochi "super" qualificati!!
9
"Avevo fame e voi mi
avete dato da mangiare"
Mt 35 ,25
Q
uinta Zona è l'associazione che nasce dalla fusione delle esperienze dei
gruppi Caritas della Quinta Zona Pastorale della Diocesi di Carpi, che comprende le
parrocchie di Novi, Rolo, Rovereto e S. Antonio.
L'associazione, popolarmente conosciuta come
Banco Alimentare, vive all’interno della parrocchia, si ispira ai valori cristiani e opera in favore
di chi ha bisogno. Dal febbraio 2008, i volontari
dell'associazione si ritrovano settimanalmente per preparare e consegnare
"Siamo convinti che
generi alimentari di prima neil poco condiviso si cessità a famiglie in difficoltà,
moltiplichi, mentre segnalate dai servizi sociali o da
il tanto trattenuto
altri enti. A dicembre 2013 le famiglie aiutate erano circa 60, per
inaridisca".
di Maria Rettighieri
10
un totale di oltre 250 persone. I generi alimentari distribuiti provengono dal banco alimentare
di Parma e dal progetto “Brutti ma Buoni” della
Coop. Purtroppo i quantitativi ricevuti non sono
sufficienti e devono essere integrati con acquisti
settimanali di prodotti che mancano, come latte,
zucchero, olio, farina, tonno e legumi.
In occasione del periodo quaresimale i volontari
dell'associazione, in accordo con don Ivano, hanno pensato di iniziare una raccolta dei generi di
prima necessità di cui siamo carenti. Ogni settimana, dal sabato pomeriggio alla domenica pomeriggio, è posto un contenitore in chiesa, sotto
la statua di S. Antonio, dove chi lo desidera ha la
possibilità di dare il proprio contributo.
Il Signore ci ha guidato nel dar vita a questo progetto facendoci toccare con mano le necessità
di tanti nostri fratelli che abitano vicino a noi.
A volte è faticoso incontrare la sofferenza di chi
chiede aiuto, ma accogliere anche con un sorriso
e una parola, permette di far guardare al futuro
con un po’ di serenità in più, donando la certezza
che non si è mai soli e che anche nei momenti difficili si possono incontrare delle persone amiche,
che si mettono al nostro fianco, ci sostengono e
fanno un pezzo di strada con noi.
Abbiamo sempre una certezza: non siamo mai
soli, la Provvidenza si alza sempre prima di noi
ogni giorno, è Lei che pensa a programmare il
tutto, a noi viene chiesto solo di essere aperti, disponibili, generosi e ottimisti.
Come puoi aiutare?
INFO
331 3055454
ALIMENTARI
PRODOTTI PER L'IGIENE
LATTE, ZUCCHERO, TONNO, OLIO (DI SEMI E
PANNOLINI PER BAMBINI, SAPONE,
DI OLIVA), POMODORO (PASSATA O PELATI)
SHAMPOO, DENTIFRICIO, SPAZZOLINI
BISCOTTI E MERENDINE, LEGUMI
DETERSIVI PER PIATTI E PAVIMENTI
ACR: amici da 6 anni
di Lisa Gandolfi
In foto il gruppo ACR
di II e III media
S
ei anni. Sono sei gli anni che ho passato
finora nell'Azione Cattolica Ragazzi e non
me ne pento affatto, al contrario di molti
miei coetanei, che preferiscono uno schermo e
dei pixel all'aria aperta e le risate. Parlo da dodicenne, non ho vissuto mille avventure straordinarie come quelle che i nonni raccontano ai nipoti,
non ho un posto in Parlemento nè una laurea. Ma
forse passare qualche pomeriggio in più tra l'erba
del campo e la ghiaia attorno alla canonica, mi
ha fatto bene; non solo spiritualmente parlando,
ma anche riguardo ai principi fondamentali che
vengono insegnati sin da piccoli. Vivere nell'ACR, mi ha insegnato tante cose: come rispettare
la gente, ascoltando i più grandi ed insegnando
ai più piccoli. Come convivere in pace con chi ha
idee diverse dalle tue, tollerando ed esprimendo
la propria opinione. Mi ha insegnato che essere coraggiosi non vuol dire sfoggiare un occhio
nero davanti a tutti dopo aver picchiato il bullo
della scuola, ma significa riuscire ad affrontare
le proprie paure, ed alzarsi dopo essere caduti,
provando e riprovando senza mai abbandonare la speranza.
È stato qui che ho incontrato gli amici,
quelli veri, ed è stato
sempre qui che ho conosciuto delle persone
fantastiche, dei veri e
propri esempi da seguire. Perciò approfitto di questa opportunità per dimostrare
che venire all'ACR non è una perdita di tempo. Quest'anno con i nostri educatori abbiamo
deciso di mettere in atto vari progetti come la
raccolta di soldi per le popolazioni della Sardegna vendendo biscotti preparati da noi, oppure come cene e serate in compagnia. E chissà se quando sarò anche io una nonna, potrò
raccontare ai miei nipoti la storia dell'ACR.
11
Parrocchia San Michele Arcangelo - Novi di Modena
SETTIMANA SANTA
13 aprile Domenica delle Palme
09:45 Scuola dell'infanzia: benedizione dell'ulivo
10:00 S. Messa
11:15 S. Messa
15:00 Adorazione Eucaristica: QUARANTORE
17:00 Ora di adorazione eucaristica
18:00 S. Messa
14 aprile Lunedì Santo
09:00 S. Messa
09:30 Esposizione del SS.mo e adorazione
15:00 Esposizione del SS.mo e adorazione
17:00 Ora di adorazione eucaristica
18:00 S. Messa
15 aprile Martedì Santo
09:00 S. Messa
09:30 Esposizione SS. mo e adorazione
15:00 Esposizione SS. mo e adorazione
17:00 Ora di adorazione eucaristica
18:00 S. Messa
16 aprile Mercoledì Santo
18:00 S. Messa
21:00 Carpi: S. Messa Crismale
12
TRIDUO PASQUALE
17 aprile Giovedì Santo
Comunione agli ammalati e anziani
15:00 Confessioni per i ragazzi
21:00 S. Messa in COENA DOMINI
18 aprile Venerdì Santo
Adorazione del Santo Sepolcro
15:00 VIA CRUCIS
21:00Liturgia ADORAZIONE DELLA CROCE
e PROCESSIONE per via Grandi, Medaglie
d’oro, viale Martiri, XXII Aprile e Gramsci
19 aprile Sabato Santo
15:00 Confessioni
21:30 VEGLIA PASQUALE
20 aprile
PASQUA
08:30 - 10:00 - 18:00 S. Messa
21 aprile
Lunedì di Pasqua
08:30 - 10:00 - 18:00 S. Messa
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