close

Enter

Log in using OpenID

Anno 7 - n° 2/2014

embedDownload
ASL Cop.:Layout 1 29/12/14 10:00 Pagina 1
Anno7Ͳ n°2/2014
ƒ
Gli interventi di Regione Lombardia a
sostegno della persona, della famiglia
e della fragilità
ƒ
Give screening a chance
ƒ
L’ASL di Pavia promuove la salute.
Perché è importante aderire alle
campagne di screening per la diagnosi
precoce dei tumori.
ƒ
Il servizio per la prevenzione delle
malattie infettive dell’ASL di Pavia
ƒ
La dieta mediterranea
ƒ
Dichiarazione di volontà alla donazione
d’organi e tessuti. Campagna di
sensibilizzazione della popolazione.
Progetto: “A me dici di sì”
SOMMARIO

Gli interventi di Regione Lombardia a sostegno della persona, della
pag. 1
famiglia e della fragilità.

Give screening a chance

L’ASL di Pavia promuove la salute. Perché è importante aderire alle
pag. 14
campagne di screening per la diagnosi precoce dei tumori.

Il servizio per la prevenzione delle malattie infettive dell’ASL di Pavia
pag. 16

La dieta mediterranea
pag. 17

Dichiarazione di volontà alla donazioni d’organi e tessuti. campagna di
pag. 21
sensibilizzazione della popolazione. Progetto: “A me dici di sì”
Azienda Sanitaria Locale della provincia di Pavia
Direttore Generale: Alessandro Mauri
Direttore Amministrativo: Flavia Bernini
Direttore Sanitario: Guido Fontana
Direttore Sociale: Paolo Favini
pag. 7
QUI ASL Pavia
Periodico d’informazione dell’A.S.L.
della provincia di Pavia
Direttore responsabile: Valter Moro
Redazione: Viale Indipendenza, 3 - 27100 Pavia
 0382.431361
e-mail: [email protected]
Registrazione Tribunale di Pavia n°695 del 18.07.2008
Gli interventi di Regione Lombardia a sostegno
della persona, della famiglia e della fragilità
di Paolo Favini e Loredana Niutta
Con D.G.R. n. 37 del 16/04/2013 (“Prime linee programmatiche per la redazione del
programma regionale di sviluppo della X legislatura”) il Presidente Maroni ha sottolineato come
gli ambiti sociale e sociosanitario rivestano particolare strategicità per la X Legislatura, il cui
programma rivolge particolare attenzione alla famiglia, al suo ruolo sociale e ai diversi bisogni
dei suoi componenti, soprattutto in presenza di particolari situazioni di disabilità che
impegnano le famiglie in modo considerevole sia dal punto di vista delle cure sia da quello
economico e alla promozione di servizi e interventi per assicurare la permanenza nel proprio
contesto socio-familiare di vita delle persone anziane non autosufficienti e delle persone con
disabilità
A seguito di ciò, la D.G.R. n. 116 del 14/05/2013 istituisce il Fondo Regionale a sostegno
della Famiglia che prevede interventi a favore di persone con grave disabilità, persone anziane
fragili e non autosufficienti, persone affette da ludopatia, persone vittime di violenza, in
particolare donne e minori. Le risorse necessarie alla realizzazione di questi interventi sono
state stimate in 330 milioni di euro di cui 50 subito disponibili con la D.G.R. n. 856 del
25/10/2013.
Con una serie di provvedimenti successivi si è dato quindi attuazione alle misure previste dalla
D.G.R. n. 116/2013. In particolare:
 Interventi per l'assistenza a persone con disabilità gravissima in condizioni di
dipendenza vitale (d.g.r. 740/2013 e d.g.r. 2655/2014)
Regione Lombardia, con D.G.R. 2655 del 14/11/2014, in continuità con quanto stabilito dalla
D.G.R. 740/2013, al fine di migliorare e sostenere le prestazioni di cura che vengono rese
direttamente dai famigliari per interventi di carattere assistenziale, tutelare e/o educativo, atti
a garantire la permanenza a domicilio e nel proprio contesto di vita delle persone in condizione
di gravissima disabilità e dipendenza vitale, ha previsto una serie di interventi attivabili in
seguito ad una valutazione multidimensionale effettuata dall'ASL con modalità integrata con
PdZ /Comune di residenza.
La modalità di presa in carico della persona non autosufficiente prevede la stesura del Piano
Assistenziale Individuale in cui vengono individuati i bisogni e le prestazioni da attivare.
I servizi offerti sono:
- erogazione di un contributo mensile di € 1.000, a cui hanno diritto, indipendentemente dal
reddito, i residenti nel territorio dell’ASL di qualsiasi età, affetti da malattie del motoneurone,
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
1
ivi compresa la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e la Atrofia Muscolare Spinale (SMA), con
livello di deficit grave e di deficit completo; le persone, di qualsiasi età in Stato Vegetativo
(SV); le persone, con età inferiore ai 65 anni, con altre patologie, in condizione di dipendenza
vitale e necessità di assistenza al domicilio continua nell’arco delle 24 ore;
 Interventi per l'assistenza a persone in condizione di non autosufficienza o di
disabilità grave (d.g.r. 740/2013)
Per le persone in condizione di non autosufficienza o di disabilità grave la Regione Lombardia
ha definito le seguenti misure:
-
Buono sociale mensile, erogabile fino ad un importo massimo di € 800, da considerarsi
come un "aiuto economico" per compensare i costi dell'assistenza assicurata dai famigliari
e/o per rimborsare i costi dell'eventuale assistente personale ("badante”);
-
Potenziamento del Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) da parte del Comune di
residenza;
-
Erogazione di Voucher sociali per acquisto di prestazioni;
-
Erogazione di contributi sociali per periodi di sollievo trascorsi dalla persona fragile
presso strutture residenziali o semiresidenziali socio sanitarie o sociali.
Per ottenere il Buono occorre rivolgersi al Comune di residenza che può effettuare
“la valutazione multidimensionale in collaborazione con la Asl.
“Gravissima disabilità”: condizione di dipendenza vitale di persone che necessitano a
domicilio di assistenza continua nelle 24 ore e monitoraggio delle condizioni di
salute, per bisogni complessi derivanti dalle gravi condizioni psico-fisiche, con la
compromissione delle funzioni respiratorie (aspirazione quotidiana, tracheostomia,
ventilazione assistita), nutrizionali (disfagia, NAD), dello stato di coscienza, privi di
autonomia motoria
 Residenzialità leggera
La misura “Residenzialità leggera”, ai sensi della DGR 856/2013, consiste nell’offerta di una
soluzione abitativa con caratteristiche di protezione sociale, ovvero di un ambiente controllato
e protetto, per persone anziane o disabili, parzialmente autosufficienti, che presentano
condizioni di fragilità (€12/die).
Il cittadino, dopo valutazione effettuata dall'ASL di residenza e stesura del Progetto
assistenziale, può scegliere liberamente l’Ente cui rivolgersi dall’ elenco delle Strutture che
hanno aderito alla misura “Residenzialità leggera”.
 RSA/RSD aperta
La misura “RSA/RSD aperta”, ai sensi della DGR 856/2013, consiste nell’offerta di prestazioni
erogabili sia presso la RSA/RSD sia presso l’abitazione della persona, rivolte a persone, di
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
2
norma anziane, affette da morbo di Alzheimer o altra forma di demenza certificata, con una
situazione di fragilità della rete di supporto familiare e sociale.
Per l’anno prossimo è in previsione un ampliamento per i cittadini ultrasettantacinquenni non
autosufficienti.
Gli interventi sono di tipo socio-sanitario, ad es. prestazioni infermieristiche o di tipo tutelare,
di mantenimento e riattivazione psico-fisica, interventi di addestramento dell’assistente,
badante o familiare accudente, periodi di sollievo in struttura.
Il cittadino dopo valutazione effettuata dall'ASL di residenza e stesura del Progetto
assistenziale può scegliere liberamente l’Ente cui rivolgersi dall’elenco delle Strutture che
hanno aderito alla misura “RSA/RSD Aperta”.
 Residenzialità per minori con gravissime disabilità
La misura "Residenzialità per minori con gravissime disabilità", ai sensi della DGR 856/2013,
consiste nell’offerta di prestazioni e interventi sociosanitari di residenzialità di tipo continuativo,
attraverso la presa in carico integrata del minore affetto da gravissima disabilità e della
famiglia.
La famiglia può ottenere un voucher di € 115 giornalieri al fine di retribuire la struttura che
ospiterà il minore.
 Comunità per minori” - Accoglienza e presa in carico di minori vittime di
abuso/violenza/ maltrattamento
Viene erogato un contributo di 35 €/giorno ai comuni per i minori accolti presso strutture
residenziali a seguito di provvedimento di allontanamento dal nucleo familiare disposto
dall’Autorità giudiziaria minorile.
Rientrano tra gli interventi e le prestazioni sociosanitarie erogate il sostegno psicologico,
psicoterapeutico, sociale, educativo e tutelare nonché l’accompagnamento e la consulenza
specialistica nelle fasi processuali.
Per informazioni rivolgersi a:
ASL Pavia - Centro per l’Assistenza Domiciliare (CeAD)
Viale Indipendenza, 3 - Pavia
 0382.432620/21/22/23
 Persone con disabilità, con particolare riguardo a Disturbi pervasivi dello sviluppo
e Autismo
Regione Lombardia con DGR n.392/2013, in considerazione delle difficoltà che le persone
affette da disturbi pervasivi dello sviluppo e autismo affrontano quotidianamente in ambito
sociale, comunicativo e comportamentale, rileva la necessità di offrire interventi che possano
sostenere le persone affette da autismo e le loro famiglie nelle difficoltà che si trovano ad
affrontare quotidianamente: l’ASL di Pavia ha quindi progettato azioni e interventi rivolti a
questi cittadini, favorendo anche la continuità assistenziale ed il coordinamento tra servizi, e
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
3
mettendo a disposizione un numero verde dedicato 800 978 469, cui risponde un operatore in
possesso di competenze specifiche sull’autismo (psichiatra, neuropsichiatra infantile, terapista
della riabilitazione psichiatrica,…), attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 13.00, che
fornisce informazioni e orientamento, e tre sportelli situati presso i consultori familiari pubblici
di Pavia, Voghera, Vigevano, che sono i punti di accoglienza per i pazienti e le loro famiglie,
dove avviene la presa in carico del nucleo familiare da parte di operatori con formazione
specifica.
In particolare vengono offerte ai familiari, da parte di operatori specializzati nel disturbo dello
spettro autistico,

prestazioni di consulenza e di psicoeducazione per i famigliari mirati all’acquisizione di
conoscenze teoriche ma soprattutto di competenze pratiche utili alla gestione delle relazioni
con il soggetto fragile e tra i familiari stessi. Gli operatori sono disponibili anche per un
supporto domiciliare mirato a pianificare e supervisionare le azioni, le relazioni e le
modalità comunicative che quotidianamente la famiglia è chiamata a gestire per una buona
qualità di vita dell’intero nucleo;

supporto all’avvio di gruppi di auto-mutuo aiuto di genitori con figli con disturbi
dello spettro autistico finalizzati al sostegno e allo scambio di esperienze e di vissuti utili
ad attivare le risorse genitoriali; sostegno alla creazione di gruppi famigliari mirati
all’organizzazione di una rete di supporto non solo emotivo ma anche pratico nelle
situazioni di difficoltà;

la predisposizione del progetto di vita individuale in cui vengono prefigurati gli
interventi da garantirsi attraverso la rete dei servizi alla persona disabile e alla sua
famiglia, garantendone coerenza, continuità e integrazione. Il progetto individualizzato è
uno strumento fondamentale che permette di stabilire e condividere con la famiglia e con
tutti gli operatori coinvolti obiettivi e modalità di intervento che si intendono adottare per la
persona con autismo.

La realizzazione di percorsi formativi specifici rivolti ad operatori:

operatori dei servizi territoriali che, in varie forme e a diversi livelli, si occupano di
persone affette da autismo e altri disturbi pervasivi dello sviluppo: per gli operatori ASL
(servizi consultoriali e UOS Fragilità e Integrazione sociale), in continuità con il processo
formativo avviato nell’anno 2011 nell’ambito del Piano Operativo per la Disabilità, sono
stati realizzati 2 moduli formativi di 20h ciascuno sul tema delle caratteristiche e
peculiarità dell’autismo, sugli interventi riabilitativi e sulla funzione di case management
in tale ambito;

pediatri di libera scelta e medici di medicina generale:
è stato realizzato un
convegno sul tema dell’autismo con l’obiettivo di fornire conoscenze, competenze e
strumenti specifici per la diagnosi precoce e conoscenze sui modelli di riabilitazione
attuali;
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
4

operatori scolastici: sono in fase di realizzazione corsi di formazione specifici rivolti
agli insegnanti (presso gli istituti scolastici che ne hanno fatto richiesta) con l’obiettivo
di fornire strumenti teorico-pratici per osservare, comprendere e intervenire in modo
specifico e personalizzato sui bisogni, molto complessi, dell’alunno con autismo.
 Gioco d’azzardo patologico (GAP)
Azione 1:
“Sensibilizzazione ed informazione della popolazione”.
L'ASL, ai sensi della DGR 856/2013, attraverso un bando ad evidenza pubblica, ha promosso,
con il concorso dei
soggetti del privato accreditato, del volontariato, degli Enti locali, un
percorso di aggregazione e di coinvolgimento attivo del territorio finalizzato alla formulazione
condivisa di progetti in grado di attuare interventi di informazione e sensibilizzazione della
popolazione in tema di gioco d’azzardo patologico.
Ad esito del bando , sono stati approvati ed attivati n. 2 macroprogetti (rispettivamente 1 per
l'area della Lomellina e dell'Oltrepò e l'altro per l'area Pavese) ciascuno con a capo un
"soggetto capofila" responsabile e referente per l'ASL del macroprogetto medesimo. Per ogni
"macroprogetto" il soggetto capofila ha riunito ed aggregato come partner numerosi Enti,
fra cui i Comuni di Pavia, Voghera e Vigevano ed il Piano di Zona di Voghera .
A recepimento, poi,
della
D.G.R.
n. 2313 del
01/08/2014,
l'ASL ha dato continuità alle
azioni ed alle attività così attivate, estendendole a tutto il I° semestre del 2015 allo scopo
primario di coinvolgere quanto più territorio possibile (Ambiti, Comuni) ad oggi non raggiunto.
Linee di intervento sviluppate :
A. Sportello per utenti , famiglie e genitori (counselling, screening, consulenza legale);
B. Interventi nelle Scuole (Incontri con gruppi di studenti medie inferiori e superiori);
C. Locali pubblici - Coinvolgimento degli esercenti di locali pubblici forniti di slot-machines,
ricevitorie lotto, con vendita di prodotti tipo "gratta e vinci" e similari. da effettuarsi con il
concorso delle Amministrazioni comunali anche con il coinvolgimento dei comandi delle
Polizie locali;
D. Mondo del lavoro, ambiti di aggregazione, istituti penitenziari;
E. Target selezionati della popolazione generale - azioni informative sui trattamenti di cura
esistenti e i gruppi di auto mutuo aiuto. Sono iniziative strutturate di comunicazione
sociale;
F. Attività formative/informative rivolte ad associazioni di consumatori e utenti, polizia locale,
sportelli welfare, operatori sociali, sociosanitari e sanitari;
G. Produzione e diffusione di materiale informativo.
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
5
Azione 2: “Presa in carico ambulatoriale delle persone affette da gioco d’azzardo
patologico - (Accoglienza, presa in carico e cura)”.
Il Gioco d’Azzardo Patologico (GAP) non è considerato LEA (Livelli Essenziale di Assistenza).
Pertanto i costi delle prestazioni erogate per la cura di tale patologia non possono che essere a
totale carico del paziente.
Con la DGR 856/2013 Regione Lombardia ha
assegnato a questi pazienti e fino al 30
novembre 2014, voucher del valore massimo di € 200,00 al mese per 6 mesi, eventualmente
ripetibili, a copertura dei costi delle prestazioni erogate.
Il soggetto titolato per l’assegnazione dei voucher è il nucleo di valutazione diagnostico dei
Dipartimenti Dipendenze, presente ed attivo presso tutte le ASL lombarde.
I soggetti, invece, accreditati per l’erogazione delle prestazioni coperte dal voucher sono i
Ser.T. (Servizi territoriali per le Dipendenze delle ASL) e gli SMI (Servizi Multidisciplinari
Integrati).
Sul territorio della Provincia di Pavia non esistono SMI.
Al 30 novembre 2014 (ultimo giorno utile per l’assegnazione dei voucher) sono stati valutati
dall’ASL di Pavia numero 93 persone per numero 111 valutazioni e sono stati assegnati
numero 101 voucher, a favore di numero 83 pazienti.
Per informazioni:

U.O. Ser.T. Pavese  0382.432349

U.O. Ser.T. Oltrepo  0383.695064

U.O. Ser.T. Lomellina  0381.333890
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
6
GIVE SCREENING A CHANCE
di Laura Maiocchi, Raffaella Brigada, Cinzia Ancarani, Ivana Aquino
Il numero di persone infettate dal virus da HIV è in continua crescita. Il virus HIV da quando è
stato scoperto nel 1982
ha contagiato circa 75 milioni di persone causando 36 milioni di
vittime. Si stima che in Italia, dal 2000 al 2010, il numero di persone con infezione da HIV sia
aumentato da 135.000 a 157.000. Le regioni Italiane a maggior incidenza di infezione sono la
Lombardia, la Provincia Autonoma di Trento il
Lazio e si ritiene che ogni anno in Italia si
infettino circa 4000 nuove persone. I nuovi infetti sono generalmente maschi (79%), con un
età mediana di 38 anni per i maschi e 36 per le femmine e nel 26% dei casi sono stranieri. Il
contagio avviene essenzialmente per trasmissione sessuale, coinvolgendo soprattutto gli
eterosessuali adulti e gli omosessuali. Circa l'80% delle nuove diagnosi di infezioni da HIV nel
2012 sono attribuibili a rapporti sessuali non protetti (eterosessuali 42,7%; MSM 38%).
Sempre più persone, inoltre, scoprono tardi di avere contratto l'infezione da HIV tanto che si
ritiene che 1 sieropositivo su quattro non sappia di essere infetto. Dai dati emerge che il 25%
dei sieropositivi “inconsapevoli” siano responsabili di più della metà delle nuove infezioni;
questi ultimi, infatti, non adotterebbero misure precauzionali adeguate alla
non diffusione
dell'infezione (contraccettivi di barriera: condom, dental dam, femidom). La diagnosi e il
trattamento precoce dell’infezione consentono, invece, sia la modifica dei comportamenti a
rischio sia la riduzione dell'infettivita' con conseguente calo della morbidità, della mortalità e
dei costi sanitari.
Lo sviluppo di nuove terapie, sempre più efficaci e sicure, ha trasformato l’infezione da HIV in
una malattia cronica e le persone sieropositive possono vivere a lungo e bene senza grosse
complicanze per la propria salute e per quella della collettività, se adeguatamente curate
presso i centri di Malattie Infettive. Nell’attuale il trattamento dell’infezione da HIV è sotto
controllo ma rimane da gestire il problema della trasmissione dell’infezione: avere rapporti
sessuali protetti (contraccettivi di barriera: condom, dental dam, femidom), non avere contatti
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
7
con
materiale
non
sterile
(siringhe,
aghi
per
tatuaggi,
piercing
etc.)
ed
eseguire
periodicamente il test.
Gli interventi preventivi hanno pertanto un ruolo fondamentale nel contenere la diffusione dell'
infezione e questo si esplica attraverso la formazione del personale sanitario, l'informazione
della popolazione e la diagnosi precoce mediante l'attivita di screening. Le principali barriere di
accesso al test per HIV da parte dei pazienti sono, infatti, una bassa percezione del rischio, la
paura, lo stigma, la discriminazione e la non informazione; da parte degli operatori sanitari
sono invece la difficoltà ad affrontare alcuni argomenti e la non adeguata formazione. La
normalizzazione del test per HIV, rendendolo routinario nell’ambito degli accertamenti
ematochimici e disponibile anche in contesti non necessariamente medicalizzati è sicuramente
la strada corretta da perseguire.
Questi sono stati gli aspetti
sviluppati nell’ambito del progetto reginale dal titolo “Give
screening a chance” promosso dal Dipartimento di Prevenzione Medica dell’ASL di Pavia a
partire dal Febbraio 2012.
Da allora l’ASL di Pavia, dopo un analisi epidemiologica eseguita sul territorio pavese, la
costituzione di una rete di collaborazione tra i Servizi, le Associazioni e Gruppi di interesse, la
formazione del personale sanitario per l’inclusione del test HIV nei percorsi diagnostici
terapeutici mediante un adeguata campagna informativa, ha attivato un programma di
potenziamento dell’attività di screening per la diagnosi precoce dell’infezione da HIV e di altre
Infezioni Sessualmente Trasmissibili (IST).
Questo ha portato alla riorganizzazione e alla razionalizzazione dei presidi territoriali per
l’offerta del test HIV con l’apertura di ambulatori dedicati, ad accesso libero, anonimo e
gratuito, deputati all’attività di informazione e counseling presso le sedi ASL di:
-
Pavia, Viale Indipendenza 5, il Martedì e Giovedì dalle 15.00 alle 17.00; SABATO previo
appuntamento telefonico;
-
Vigevano, Viale Montegrappa 5, il
Venerdì
dalle 9.30 alle 11.30 previo appuntamento
telefonico;
-
Voghera, Viale Repubblica 88, il Venerdì dalle 14.00 alle 16.00 previo appuntamento
telefonico.
Durante l'attività ambulatoriale viene offerta la possibilità di effettuare un test rapido per HIV
(si tratta di un prelievo di poche gocce di sangue capillare mediante l’utilizzo di un pungidito,
che consente di fornire il risultato in 10 min circa), counseling sanitario (informazioni relative
alla
modalità
di
trasmissione
dell'infezione,
possibilità
terapeutiche,
indicazioni
sui
comportamenti a rischio) e valutazioni di altre IST.
Nell’ambito di questo progetto sono stati istituti inoltre un numero verde 800-034933, attivo
tutte le mattine dal Lunedì al Venerdì dalle 9.00 alle 12.30 e una mail dedicata
[email protected]
I dati elaborati per il periodo sono stati frutto di una tesi di Laurea effettuata dalla Facolta' di
Scienze del Farmaco in collaborazione con l'ASL di Pavia e tengono in considerazione le
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
8
persone che si sono sottoposte all’accertamento test rapido per HIV presso gli ambulatori
dell’ASL di Pavia.
Dal Marzo 2012 al primo semestre 2014 sono state screenate 955 persone, di età compresa
tra i 20 e i 29 anni, con un picco tra i 24 e i 25 anni; suddivise in un 46% di femmine e 54% di
maschi.
Fig 1. Età soggetti testati
Fig 2. Distribuzione per sesso
Per quanto riguarda la scolarità, benché nel 31% dei casi il dato non sia disponibile, si può
notare che la fetta più rappresentata è quella della popolazione che è in possesso del Diploma
di Scuola Media Superiore, con il 47%.
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
9
Fig 3 Scolarità
Per quanto riguarda, invece, i fattori di rischio che hanno portato la popolazione in oggetto ad
effettuare il test, in accordo con i dati nazionali riportati dal COA, il fattore di rischio
preponderante è quello relativo ai rapporti sessuali non protetti; in base ai nostri dati circa
l’80% della popolazione riferisce inoltre rapporti eterosessuali. E’ da sottolineare, inoltre, il
dato relativo al consumo di sostante stupefacenti, attuale o pregresso, e in parte anche alle
politossicodipendenze. Trova spazio anche il dato relativo al rischio professionale.
Questi dati confermano che la principale via di diffusione dell’HIV nota al momento è quella
sessuale, con una porzione considerevole di persone che riferiscono come fattore di rischio il
rapporto eterosessuale non protetto a sottolineare di come la soglia di allerta e l’attenzione su
questo problema si sia abbassata e di come l’HIV non sia più una patologia che colpisce una
particolare categoria a rischio ma che sia un problema dell’intera popolazione.
Fig 4. Fattori di rischio
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
10
Fig 5. Fattori di rischio (rapporto sessuali)
Fig 6 Abitudini sessuali
La fonte che ha portato a conoscenza dell'esistenza dell'ambulatorio per la maggior parte delle
persone è stata internet (32%), al giorno d’oggi la principale risorsa alla quale attingere
informazioni. Più o meno con la stessa percentuale si trovano i conoscenti (23%) e i depliant
informativi (22%), che sono effettivamente stati i canali sui quali la campagna si è concentrata
maggiormente, strutturandosi inizialmente su conoscenze personali delle persone coinvolte
nell’organizzazione.
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
11
Fig 7 Fonte di informazione
Lo screening di 955 persone effettuato dall’ASL di Pavia, al primo semestre del 2014,
ha
permesso di individuare 5 soggetti HIV positivi con una distribuzione estremamente
eterogenea che ha coinvolto italiani, stranieri, omosessuali eterosessuali e tossicodipendeti
quasi a sottolineare l’estrema eterogeneità delle modalità di trasmissione del virus.
I 5
pazienti con nuova diagnosi sono stati inviati alle strutture specialistiche di riferimento per la
stadiazione della malattia, la presa in carico e l’inizio della terapia. Nell’ambito del counseling
telefonico inoltre un paziente è stato ritenuto meritevole di una valutazione specialistica
immediata per l’inizio di una profilassi post esposizione (PEP).
Fig. 8 Esiti test
L'infezione da HIV può colpire tutti coloro che hanno dei comportamenti a rischio (rapporti
sessuali non protetti, scambio di materiale non sterile e infetto es. aghi, siringhe etc.) ed e'
pertanto necessario che, nell'ottica di una diagnosi il più possibile precoce, questi soggetti si
sottopongano costantemente allo screening per l'infezione da HIV.
La scarsa e cattiva informazione, i pregiudizi legati alla patologia sono tra le prime cause della
diffusione dell’infezione e rappresentano il primo ostacolo alla prevenzione. Compito delle
autorità sanitarie è quello di predisporre adeguati interventi formativi e informativi, offrire la
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
12
possibilità di effettuare la diagnosi precoce e di aver accesso ad un trattamento farmacologico
adeguato. Compito di ciascuno è quello di avere un atteggiamento di apertura, comprensione,
chiarezza e responsabilita' personale riguardo al problema e alle modalità di trasmissione
dell’infezione.
BIBLIOGRAFIA
-
Aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da HIV e dei casi di AIDS in Italia al 31
dicembre 2012; Centro Operativo AIDS –Istituto Superiore di Sanità : Vol 26, n 9-S1-2013.
-
Studio osservazionale nell'ambito del progetto ASL Pavia "Give screening a chance”. Fattori
che influenzano l'accesso al test per HIV nella realtà pavese; IstitutoScienze del FarmacoASL Pavia. Salvatore Galati; Luglio 2014.
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
13
L’ASL DI PAVIA PROMUOVE LA SALUTE
Perché è importante aderire alle campagne di screening
per la diagnosi precoce dei tumori
L’Azienda Sanitaria Locale della provincia di Pavia, promuove, nell’ambito delle attività
programmate dal Dipartimento Oncologico Provinciale, una campagna di prevenzione e
diagnosi precoce dei tumori. In particolare, sono stati attivati lo screening per la prevenzione
dei tumori della cervice uterina mediante l’esecuzione del pap test con cadenza triennale in
donne in fascia d’età compresa tra 25 e 64 anni, lo screening per la prevenzione dei tumori
della mammella mediante l’esecuzione di una mammografia ogni due anni in donne di età
compresa tra 50 e 69 anni e lo screening per la prevenzione dei tumori del colon-retto
mediante l’esecuzione di un test di ricerca di sangue occulto nelle feci ogni due anni negli
assistiti di entrambe i sessi in fascia d’età compresa tra 50 e 69 anni.
Lo schema sottostante riassume in modo semplice le caratteristiche delle attività di
prevenzione attualmente svolte.
Quali patologie è
possibile prevenire
con i test di
screening?
Chi deve sottoporsi
all’esame?
Quale esame?
Ogni quanto?
Tumore al collo utero
Donne tra i 25 e i 64
anni
Pap - test
Ogni 3 anni
Tumore al seno
Donne tra i 50 e i 69
anni
Mammografia
Ogni 2 anni
Tumore del colon retto
Donne e uomini tra i 50
e i 69 anni
Ricerca del sangue
occulto nelle feci
Ogni 2 anni
L’attività di screening permette di scoprire la presenza dei tumori specifici il più delle volte in
una fase ancora iniziale della loro evoluzione, attraverso l’esecuzione di semplici esami (test di
screening).
Questa possibilità di diagnosi precoce permette di intervenire quando la malattia è ancora nelle
fasi iniziali e consente terapie che molte volte portano alla guarigione.
Gli assistiti appartenenti ai gruppi individuati nella tabella riceveranno l’invito a sottoporsi agli
esami di screening con la cadenza specifica per ogni screening.
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
14
Le attività di screening sono coordinate da un Centro di gestione centrale supportato da un
numero verde dedicato agli screening.
Personale qualificato è a disposizione dell’utenza per qualsiasi informazione inerente agli
screening e per raccogliere dagli assistiti invitati qualsiasi segnalazione vogliano rendere.
E’ inoltre possibile programmare nuovi appuntamenti, disdire o spostare gli appuntamenti
pendenti.
Per agevolare ulteriormente la partecipazione agli screening è stata attivata la possibilità di
richiedere la prenotazione on-line per gli screening mammografico e della cervice uterina.
L’assistita potrà accedere al sito web dell’Asl www.asl.pavia.it e cliccando sul link “Vuoi fare
uno screening?” potrà scegliere lo screening, la sede, il giorno e la fascia oraria secondo le
disponibilità presenti sull’agenda. Una volta confermato l’appuntamento riceverà una mail di
conferma della prenotazione effettuata.
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
15
Il servizio per la prevenzione delle malattie infettive dell’ASL di Pavia
di Ivana Aquino
Quest’ultimo periodo dell’anno è stato caratterizzato da diversi allarmi sanitari, basti pensare al
clamore suscitato dalla malattia da virus Ebola ed al falso allarme sugli effetti collaterali dei
vaccini antinfluenzali.
Ritengo sia utile ricordare ai nostri cittadini che tra i servizi della ASL è presente il servizio di
Prevenzione di Malattie Infettive e Servizi alla persona che fa capo al Dipartimento di
Prevenzione Medico con operatori, medici ed infermieri, dedicati.
Il servizio riceve quotidianamente le segnalazioni dei casi di malattie infettive da parte sia dei
clinici ospedalieri che dai pediatri e medici di famiglia del territorio, esiste infatti per le malattie
infettive l’obbligo di segnalazione da parte di ogni medico che ne faccia diagnosi. Il compito del
personale dell’ufficio prevenzione Malattie Infettive è di cercare di ridurre l’impatto di una
malattia infettiva nei confronti della comunità in cui si è verificato il caso (famiglia, scuola,
ambiente di lavoro, etc..), pertanto viene subito avviata un’indagine epidemiologica per
individuare le persone che siano venute in contatto stretto con l’ammalato e sottoporle, se
necessario, ad esami emato-clinici e, nei casi previsti, a trattamento con farmaci o vaccini con
lo scopo di evitare altri casi o quantomeno di ridurre i sintomi.
E’ attivo un numero verde
a cui i cittadini possono rivolgersi dal Lunedì al Venerdì, dalle ore 9 alle ore 12.30, per qualsiasi
informazione che riguardi malattie infettive e vaccinazioni.
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
16
La dieta mediterranea
di Carla Torti
La correlazione tra alimentazione, salute e ambiente viene sempre più confermata da
numerose ricerche scientifiche e un considerevole corpo di evidenze ha stabilito che
l’alimentazione gioca uno ruolo importante nella prevenzione/sviluppo delle patologie croniche
e sulla salute dell’ambiente nel favorirne la sostenibilità . Da questi studi emerge che la DIETA
MEDITERRANEA:
 è un modello alimentare di alta qualità sia per l’adeguatezza nutrizionale, sia per particolari
apporti quali, fra l’altro, la migliore qualità dei grassi e l’aumentato apporto di antiossidanti;
 è associata con un miglioramento della pressione sanguigna, del profilo lipidico ematico,
della morbilità e mortalità per CVD (malattie cardiovascolari), della resistenza insulinica,
della sindrome metabolica, dell'obesità e della mortalità per tumori.
Il Mediterranean Diet Foundation Expert Group, costituito da rappresentati scientifici dei
paesi del bacino del Mediterraneo ha definito la “Dieta Mediterranea” come un modello
alimentare:
 ricco in cibi vegetali (cereali, frutta, verdura, legumi, frutta secca, semi e olive);
 con olio di oliva come principale fonte di grassi aggiunti;
 con un da alto a moderato apporto di pesce e prodotti del mare;
 moderato consumo di uova ,pollame e prodotti lattieri ( formaggio e yogurt);
 basso consumo di carne rossa;
 moderata assunzione di alcool (principalmente vino ai pasti).
Nel 2009 l’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) ha formulato,
tenendo conto di queste indicazioni, la Piramide della Dieta Mediterranea e inerenti
raccomandazioni per la sua messa in pratica , mentre nel 2011 il Mediterranean Diet
Foundation Expert Group, nel presentare la “ Piramide della Dieta Mediterranea odierna, ha
affermato che:” Adottare uno stile di vita sano e preservare elementi culturali, deve essere
considerato, al fine di acquisire tutti i benefici dalla dieta Mediterranea e preservare questa
eredità culturale”. Considerando il riconoscimento della dieta mediterranea come “Intangible
Cultural Heritage of Humanity” (Patrimonio dell'Umanità) dall’UNESCO (2010) e prendendo in
considerazione il suo contributo alla salute e al benessere generale, noi speriamo di contribuire
ad una migliore aderenza a questo modello alimentare salutare e al suo stile di vita con questa
nuova rappresentazione grafica”
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
17
Anche le conseguenze ambientali dei sistemi alimentari sono ormai all’attenzione di chi si
occupa di salute pubblica.
I cibi sono prodotti, lavorati, distribuiti e consumati. Tutte queste azioni hanno conseguenze
sia per la salute umana che per l’ambiente in particolare in relazione al cambiamento climatico,
all’uso dell’acqua, alla perdita di terreno fertile, all’inquinamento di terreni e acque, alle
emissioni di gas tossici e di gas serra responsabili del riscaldamento globale.
Ora gli studi hanno evidenziato che il modello alimentare della Dieta Mediterranea ha un
impatto ambientale basso dovuto al consumo di più prodotti di origine vegetale e meno
prodotti di origine animale.
Una rappresentazione utile per visualizzare i legami tra alimentazione e sostenibilità è la “
doppia piramide alimentare-ambientale” formulata per la prima volta nel 2009 dal Barilla
Center for Food and Nutrition e riconosciuta dal mondo scientifico internazionale. La piramide
ambientale nasce studiando e misurando l’impatto sull’ambiente dei cibi presenti nella piramide
alimentare e disponendoli lungo una piramide capovolta , in cui gli alimenti posizionati più in
basso (al vertice del triangolo) hanno il minor impatto ambientale. Accostando le due piramidi
si ottiene così la “Doppia Piramide “ Alimentare-Ambientale, dove si nota intuitivamente che gli
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
18
alimenti per i quali è consigliato un consumo maggiore, generalmente sono anche quelli che
determinano gli impatti ambientali minori. Viceversa , gli alimenti per i quali viene
raccomandato
un
consumo
ridotto
sono
anche
quelli
che
hanno
maggior
impatto
sull’ambiente.
In conseguenza a tutte queste evidenze e considerazioni, per seguire le indicazioni della Dieta
mediterranea occorre:
1) aumentare il consumo di cereali integrali,di verdure e di legumi;
2) utilizzare possibilmente quotidianamente frutta secca e semi oleaginosi sia come tali che
nelle preparazioni;
3) utilizzare solo olio di oliva extravergine come condimento;
4) ridurre l’uso del sale come tale e negli alimenti che lo contengono come ingrediente
aggiunto;
5) ridurre il consumo di carne ed evitare il più possibile le carni lavorate (salumi, carni
inscatolate, wurstel, ecc.);
6) consumare saltuariamente cibi ricchi di zuccheri e grassi quali dessert,gelati,succhi di frutta,
snack salati;
7) utilizzare nella preparazione dei cibi erbe aromatiche al fine di ridurre il sale, e utilizzare
l’olio d’oliva come unico condimento, aggiunto a fine cottura.
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
19
Come sostenuto dal Mediterranean Diet Foundation Export Group “ i piatti della tradizione
mediterranea non hanno usualmente proteine di origine animale come principale ingrediente
ma piuttosto come una fonte di sapore.
I cibi di origine vegetale forniscono nutrienti chiave, fibra e sostanze protettive che
contribuiscono al benessere generale , alla sazietà e al mantenimento di una dieta bilanciata,e
pertanto devono essere consumati in alte proporzioni e frequenza come indicato nella
piramide.
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
20
DICHIARAZIONE DI VOLONTÀ ALLA DONAZIONE D'ORGANI E TESSUTI
CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE DELLA POPOLAZIONE
Progetto: “ A ME DICI DI SÌ”
di Simonetta Nieri
Negli ultimi anni si è registrato un costante incremento delle attività della Medicina dei
Trapianti, che rappresenta, in particolare in Regione Lombardia, un’area di assoluta eccellenza.
Il beneficio per i cittadini sottoposti a trapianto, in termini di miglioramento della qualità di
vita, è evidenziato nelle statistiche rese disponibili dal Centro Nazionale Trapianti.
La percentuale di pazienti sottoposti a trapianto che lavorano o sono nelle condizioni di farlo e
che risultano quindi pienamente reinseriti nella normale attività sociale è del
90,1% per il
trapianto di cuore, del 75,1% per il trapianto di fegato e del 89,8% per il trapianto di rene.
Un aspetto fondamentale per migliorare le attività di trapianto è rivestito dalla promozione
della cultura della donazione, che comprende la corretta informazione ai cittadini sulle
possibilità di esprimere il proprio volere per mezzo della “dichiarazione di volontà alla
donazione d'organi e tessuti” sulle sue implicazioni e sulle modalità con cui poter esprimere
tale volontà.
La Legge 1° aprile 1999 n. 91 "Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di
tessuti" prevede l’informazione a tutti i cittadini sulla possibilità di donare organi e tessuti e la
conseguente raccolta centralizzata delle dichiarazioni di volontà, attraverso l'archivio del
Sistema Informativo dei Trapianti ( SIT).
Nella nostra Provincia il cittadino può recarsi presso gli sportelli ASL di Pavia, Vigevano e
Voghera per rilasciare la dichiarazione e fare registrare le proprie volontà nel SIT .
Gli ambulatori dei medici di medicina generale (MMG) sono equiparati dalla normativa (Decreto
Ministeriale 8 aprile 2000) ai punti di accettazione delle ASL per la raccolta delle dichiarazioni
da parte dei cittadini.
Il coinvolgimento dei medici di famiglia, previsto dalla legge, non è ancora molto diffuso in
Italia, tuttavia si ritiene che nessuno meglio del curante sia in grado di instaurare, con i propri
assistiti, un rapporto di fiducia e confidenza, tale da consentire di affrontare con serenità e
tranquillità questa tematica.
Il personale del
Dipartimento Cure Primarie della
ASL di Pavia e
il Coordinatore locale
dell’area di Pavia dell’ IRCCS Policlinico San Matteo hanno voluto coinvolgere la medicina di
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
21
famiglia, per promuovere la cultura della donazione nella popolazione con il progetto ” A ME
DICI DI SÌ ”
Nel corso dello scorso anno, sono stati programmati incontri formativi in piccoli gruppi,
dislocati su tutto il territorio provinciale rivolti ai 400 medici di famiglia che operano in
Provincia. Durante gli incontri è stata avanzata la richiesta ai medici di raccogliere
direttamente il modulo di consenso sottoscritto dagli assistiti.
L'Associazione Onlus “ Trapiantami un sorriso” ha dato il suo supporto con la produzione di
materiale divulgativo.
La successiva fase operativa è partita a gennaio 2014 e ha visto l’avvio della raccolta delle
dichiarazioni di volontà dei pazienti direttamente da parte dei MMG volontari.
Nell'ASL di Pavia, dopo il coinvolgimento dei medici di famiglia, il numero di dichiarazioni di
volontà alla donazione è sensibilmente aumentato; nel corso del 2013 si erano registrate 16
dichiarazioni di volontà, raccolte come di consueto, per autopresentazione dell’utenza,
attraverso gli sportelli scelta/revoca di Vigevano, Pavia e Voghera, mentre durante il 2014 (da
gennaio a novembre) si sono registrate 433 dichiarazioni raccolte con il supporto di 13 medici
di medicina generale.
I dati evidenziano come la figura del medico di famiglia, nell’ambito del rapporto continuativo e
di fiducia che si instaura tra curante e assistito, sia il riferimento privilegiato per affrontare
tematiche anche di estrema delicatezza.
Nel futuro, si intende continuare con questo progetto ricercando il coinvolgimento di un
numero sempre più elevato di MMG, con la collaborazione delle Associazioni Onlus
“Trapiantami un sorriso” e “ AIDO”.
Per saperne di più sulla Dichiarazione di volontà alla donazione d’organi e tessuti:
ASL Pavia - Dipartimento Cure primarie
 0382.431215
QUI ASL Pavia - Periodico d’informazione dell’A.S.L. di Pavia - Anno 7 / n° 2 / 2014
22
Author
Document
Category
Uncategorized
Views
0
File Size
5 239 KB
Tags
1/--pages
Report inappropriate content