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137 - Moto.it

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Numero 137
28 Gennaio 2014
105 Pagine
Periodico elettronico di informazione motociclistica
Speciale Motor
Bike Expo 2014
Una tre giorni
all’insegna della
moto a 360 gradi
Novità
MV Agusta Dragster
800. La nostra
interpretazione di
come dovrebbe essere
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Nico Cereghini
Giochi di squadra
e altri guai.
Alla Dakar e non solo
| prova in pista |
KTM RC 250R
Moto3
da Pag. 2 a Pag. 11
All’Interno
NEWS: Ducati Monster 1200 a marzo in vendita | RAW Honda CBX 1000 | Lifestyle comincia la rubrica di Babila
SBK: Il Team Ducati 2014 | I primi Test della stagione 2014 | SUPERCROSS: Villopoto bis a Oakland
KTM RC 250R Moto3
Prova in pista
La moto
Kampione
del Mondo
La KTM RC 250 R protagonista del
Mondiale Moto3 (guidata da Luis Salom,
passato ora alla Moto2) è nostra per
una sessione di test sul Circuito di
Almeria. Scoprite come si
comporta la moto campione
del mondo: 55 cavalli per 80 chili.
Sarà la moto da battere
quest’anno
di Francesco Paolillo
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Periodico elettronico di informazione motociclistica
Rookies eroga 47 CV contro i 55 abbondanti della
Factory, che può contare su un rapporto di compressione superiore oltre a un allungo maggiore,
avendo il limitatore di giri posto a 14.000 giri, e
cioè 1.000 giri più in alto della versione meno
evoluta. La gestione elettronica del propulsore
è affidata a una ECU sviluppata da Dell’Orto per
la Factory, mentre la Rookies si affida a una ECU
marchiata Athena GET. Una serie di sensori tiene
sotto controllo i parametri vitali della RC 250 R
Factory, che vanta anche il cannotto di sterzo e
il pivot del forcellone regolabili, oltre a una serie
di componenti che rendono ancora più esclusiva
la ciclistica. Osservando e mettendo a confronto le due moto protagoniste della prova, non
passano inosservati il diametro degli steli forcella, marchiati entrambi WP, ma da 35 mm per
una e 40 mm per l’altra, così come i due dischi
montati sull’avantreno della Factory al posto del
singolo che equipaggia la Rookies, in entrambi
i casi il fornitore è unico ed è l’italiana Brembo.
Media
K
TM è stata la vera protagonista dei primi due Campionati
del Mondo Moto3, una casa
costruttrice esordiente che
si è permessa il lusso di dominare entrambe le stagioni
(ricordiamo che quest’anno ha portato a casa 17
vittorie su 17 gare valide per il campionato) oltre
a innumerevoli piazzamenti e podi, annullando
la concorrente principale che di nome fa nientemeno che Honda. Il sigillo mondiale quest’anno
l’ha posto Maverick Viñales, dopo quello conquistato da Sandro Cortese nel 2012. Difficile fare
di più, anche considerando che i primi posti della classifica sono occupati da piloti in sella alle
tremende moto austriache. I test invernali che
si disputano nel sud della Spagna, e più precisamente sul Circuito di Almeria, sono una ghiotta
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Prove
Differente è anche il serbatoio della benzina, in
alluminio per una, in plastica XPE per l’altra, così
come l’impianto di scarico, in entrambi i casi
Akrapovic in titanio, EVO7 da 115 db per la più
costosa RC 250 R Factory, da 105 db per la Rookies. I cerchi ruota si assomigliano, ma la vera
differenza consiste nel materiale di costruzione,
esclusivo magnesio per una, più tradizionale e
meno costoso alluminio l’altra. La prova bilancia
ci dice che la piccola KTM pesa poco più di 80 kg.
Si parte!
KTM RC 250 Production Race
L’apprendistato ha inizio in sella alla RC 250 R
protagonista della Red Bull Rookies Cup, cinque
giri del tracciato per entrare in confidenza con la
leggerissima quarto di litro austriaca. La prima
impressione, è facile intuirlo, è che la moto sia
stata studiata per piloti dalla taglia e dal peso notevolmente diversi dal mio, ci sono almeno dieci
centimetri di troppo in altezza, ma soprattutto
occasione per entrare in contatto con queste
moto da competizione. Naturalmente l’occasione è stata perfettamente confezionata direttamente dalla casa madre, che ha invitato un
ristretto gruppo di giornalisti a saggiare le doti
della plurivittoriosa monocilindrica austriaca.
Quattro turni da cinque giri l’uno, per entrare in
modalità “pilota del Mondiale”. Le moto messeci
a disposizione sono due, una versione della RC
250 R Factory, quella più ufficiale, dotazione
tecnica compresa, e la versione Production Racer protagonista della Rookies Cup, semplificata
nell’allestimento, con materiali meno pregiati,
ma anche con un prezzo di acquisto sicuramente meno impegnativo, 45.000 euro +iva, il che
vuol dire 30.000 in meno rispetto alla Factory.
Tecnicamente le due moto differiscono in vari
aspetti, incominciando dal motore, che nella
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una ventina di chili in più di peso (confermiamo
il dato! Nota della redazione). La triangolazione
sella-pedane-manopole mette a dura prova le
articolazioni, ma per cinque giri il problema può
anche passare in secondo piano. La RC 250 R
è una moto da corsa in tutto e per tutto, quindi
per prenderci confidenza ci vuole qualche giro di
pista. Detto fatto, due curve e vado largo su un
cordolo, con il freno anteriore in mano e preghiere varie sotto il casco, in compenso sento l’anteriore che prende sotto dopo aver fatto un cambio
di direzione che mi coglie impreparato per la rapidità di esecuzione consentita dal peso contenuto, e che mi porta a chiudere anticipatamente
l’ingresso della seconda curva, con il risultato di
passare sopra la riga bianca. Sbacchettata, botta di adrenalina e via, altro giro altro regalo. Il lungo rettilineo che porta al destra-sinistra prima
del traguardo mi dà il tempo di riordinare le idee,
e al contempo di appurare quanto sia piccola la
moto che sto guidando, per riuscire a fendere
l’aria al meglio è necessario raggomitolarsi nel
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Periodico elettronico di informazione motociclistica
vero senso della parola, dietro all’esigua carenatura e soprattutto schiacciare il mento sul serbatoio per sfruttare il profilato cupolino. Il motore
spinge bene, e anche se dà il meglio di se oltre i
10/11.000 giri, consente di riprendere anche da
regimi inferiori, senza “sedersi” più di tanto. I comandi, come su tutte le moto da competizione,
rasentano la perfezione, con i freni perfettamente modulabili e un cambio che oltre a essere ben
rapportato, si dimostra rapido e preciso. Le sospensioni lavorano egregiamente, significa che i
tecnici sono riusciti a trovare un assetto ottimale
per il peso dei tester odierni. L’apprendistato
in sella alla RC 250 R Rookies Cup è terminato,
adesso siamo pronti per la versione Factory!
KTM RC 250 R Factory
La maggior raffinatezza della RC 250 R Factory
emerge non appena inseriamo la moto nella prima curva, la migliore precisione dell’avantreno
si tocca con mano, la gomma slick in mescola
soft incide letteralmente l’asfalto con precisione
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Prove
Tutto sulla Factory
funziona meglio, qui non si
rasenta la perfezione come
sulla Rookies, questa è la
perfezione
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ABBIGLIAMENTO
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Prove
La Moto3 come al solito è quella che vede più facce nuove e nella quale si sommano più nazionalità, e in totale saranno 33. La novità certamente
più attesa è quella del team Sky VR46, il team di
valentino Rossi con sponsor il canale televisivo.
In sella alle moto Romano Fenati e Francesco
Bagnaia. I due giovani italiani saranno guidati da
Vittoriano Guareschi che ha lasciato Ducati per
intraprendere questa nuova avventura in Moto3.
Casco Shark Race Pro Carbon
Tuta IXON Pulsar Air
Guanti IXON RS
Stivali Alpinestars S-MX Plus
Lo schieramento provvisorio della Moto3 2014
3 MATTEO FERRARI ITALIAN SAN CARLO TEAM ITALIA MAHINDRA
4 GABRIEL RAMOS VENEZUELAN KIEFER RACING KALEX KTM
5 ROMANO FENATI ITALIAN TEAM SKY-VR46 KTM
7 EFREN VAZQUEZ SPANISH CARETTA TECHNOLOGY - RTG HONDA
8 JACK MILLER AUSTRALIAN RED BULL KTM AJO KTM
9 SCOTT DEROUE DUTCH RW RACING GP KALEX KTM
10 ALEXIS MASBOU FRENCH ONGETTA-RIVACOLD HONDA
11 LIVIO LOI BELGIAN MARC VDS RACING TEAM KALEX KTM
12 ALEX MARQUEZ SPANISH ESTRELLA GALICIA 0,0 HONDA
17 JOHN McPHEE BRITISH CARETTA TECHNOLOGY - RTG HONDA
19 ALESSANDRO TONUCCI ITALIAN CIP Moto3 MAHINDRA
21 FRANCESCO BAGNAIA ITALIAN TEAM SKY-VR46 KTM
22 ANA CARRASCO SPANISH RW RACING GP KALEX KTM
23 NICCOLO ANTONELLI ITALIAN JUNIOR TEAM GO&FUN Moto3 KTM
millimetrica, mentre la forcella appare ancora
più lineare e fluida nel funzionamento. In staccata i freni si dimostrano più modulabili, oltre che
più potenti, mentre in uscita di curva si sente il
monocilindrico spingere con più costanza su tutto l’arco di erogazione, e il regime massimo di rotazione, anticipato prima da una serie di spie sul
cruscotto e poi dal limitatore, si raggiunge in un
batter d’occhio. Tutto sulla Factory funziona meglio, qui non si rasenta la perfezione come sulla
Rookies, questa è la perfezione. I piloti ufficiali
che incontriamo in pista, o meglio che ci sverniciano costantemente, ci dimostrano le vere
potenzialità di queste moto, a colpi di staccate
effettuate metri dopo e gas spalancato metri prima, per non parlare poi delle traiettorie che percorrono quasi sempre con una marcia in più del
sottoscritto. Uno spettacolo da vedere.
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31 NIKLAS AJO FINNISH HUSQVARNA FACTORY RACING KTM
32 ISAAC VINALES SPANISH TEAM CALVO KTM
33 ENEA BASTIANINI ITALIAN JUNIOR TEAM GO&FUN Moto3 KTM
38 HAFIQ AZMI MALAYSIAN SIC-AJO KTM
41 BRAD BINDER SOUTH AFRICAN AMBROGIO RACING MAHINDRA
42 ALEX RINS SPANISH ESTRELLA GALICIA 0,0 HONDA
43 LUCA GRUNWALD GERMAN KIEFER RACING KALEX KTM
44 MIGUEL OLIVEIRA PORTUGUESE MAHINDRA RACING MAHINDRA
51 BRYAN SCHOUTEN DUTCH CIP Moto3 MAHINDRA
52 DANNY KENT BRITISH HUSQVARNA FACTORY RACING HUSQVARNA
55 ANDREA LOCATELLI ITALIAN SAN CARLO TEAM ITALIA MAHINDRA
57 ERIC GRANADO BRAZILIAN MAPFRE ASPAR TEAM Moto3 KALEX KTM
58 JUANFRAN GUEVARA SPANISH MAPFRE ASPAR TEAM Moto3 KALEX KTM
61 ARTHUR SISSIS AUSTRALIAN MAHINDRA RACING MAHINDRA
63 ZULFAHMI KHAIRUDDIN MALAYSIAN ONGETTA-AIRASIA HONDA
65 PHILIPP OETTL GERMAN INTERWETTEN PADDOCK Moto3 KALEX KTM
84 JAKUB KORNFEIL CZECH TEAM CALVO KTM
95 JULES DANILO FRENCH AMBROGIO RACING MAHINDRA
98 KAREL HANIKA CZECH RED BULL KTM AJO KTM
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speciale
motor bike
expo 2014
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Motor Bike Expo
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Media
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BMW a Verona con le
sue special di serie
di Andrea Perfetti | La Casa di Monaco ha ripresentato alla kermesse
veronese le sue ultime novità in tema di special di serie, R NineT
e Concept 90
S
e il segmento custom ha segnato l’origine della rassegna, oggi l’expo si
caratterizza anche per la significativa
partecipazione delle case motociclistiche, che scelgono la fiera di inizio anno per
esporre la nuova gamma di modelli. Presenti
sia i grandi marchi che hanno fatto la storia del
motociclismo che le factory artigiane; l’elenco di quest’anno comprende anche la tedesca
BMW, sempre più vicina al lato passionale del
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motociclismo.
E così, dopo aver stupito gli appassionati con la
superbike S1000RR e la nuova naked S1000R
tocca ora alla café racer Nine T, la bellissima roadtster nata per celebrare i 90 anni del marchio
tedesco.
Gradito regalo per i visitatori della kermesse veronese la presenza di un’altra special BMW che
ha fatto discutere sul Web negli ultimi tempi: la
curatissima Roland Sands Concept 90.
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Periodico elettronico di informazione motociclistica
Media
Motor Bike Expo
al Motor Bike Expo 2014?
«Per noi è importantissimo essere qua, intanto
perchè noi giochiamo in casa e questo ci da il privilegio di essere lo stand più grande che c’è qui
in fiera. Siamo presenti anche con tutto quello
che riguarda l’abbigliamento e tutti gli accessori
dedicati ai nostri modelli. Penso che questa sia
la fiera più grande e più importante del settore in
tutta Europa».
Quale è la vostra fascia di clientela interessata
maggiormente alla vostra gamma?
«Qui sono presenti tutti quanti, dalla ragazza giovane, al ragazzo di diciotto anni, al quarantenne,
per finire con l’ottantenne che sogna ancora di
poter viaggiare in moto in sella ad una nostra
Harley-Davidson. Quindi cerchiamo di accontentare tutti e vogliamo poterci riuscire».
Harley-Davidson con tutta
la gamma moto e l’abbigliamento
di Thomas Bressani | Harley-Davidson alla rassegna veronese si
è presentata con due stand dedicati alla nuova gamma custom e
all’abbigliamento. Tutto rigorosamente marchiato H-D
H
arley-Davidson non poteva mancare alla rassegna veronese del Motor
Bike Expo 2014 e si è presentata con
due stand dedicati alla nuova gamma
custom e all’abbigliamento. Ovviamente tutto
marchiato rigorosamente H-D
Claudio Campestrini,
Harley-Davidson Verona
Quali novità esponete quest’anno al vostro
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stand presso il Motor Bike Expo 2014 di Verona?
«Qui a Verona abbiamo messo in mostra per
il pubblico tutta la gamma 2014, dal trike che è
la vera new entry dell’anno, dalla Ultra Limited,
alla Road King, alla Street Glide, per poi passare
alla Breakout, Fat Boy e tutto il resto della nostra
gamma».
Quanto è importante poter essere presenti qui
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Periodico elettronico di informazione motociclistica
Honda PCX 125/150cc
Media
Il vero debutto in casa Honda però è il PCX. Lo
scooter, presente nelle motorizzazioni 125 e
150cc, è stato presentato in anteprima europea
proprio al Motor Bike Expo nella nuovissima versione 2014. Tante le novità, estetiche e sostanziali: nuova strumentazione, sella ridisegnata,
serbatoio maggiorato e disponibile in cinque
colorazioni. Sarà nelle concessionarie questa
primavera ad un prezzo non ancora definito.
Nell’area scooter presente tutta la gamma 2014:
dall’Integra 750 da 55CV agli intramontabili SH
125/150i ABS, SH Mode 125 ed SH300i.
Le piccole
Non mancano nemmeno le moto pensate per i
possessori di patente A2, con la nuova sportiva
CBR300R, la supermoto CRF250M, e la gamma
da 500cc formata dalla crossover CB500X, dalla
CBR500R e dalla naked CB500F.
Motor Bike Expo
Costantino Paolacci
Responsabile ufficio stampa
«Honda è presente in tutti i segmenti moto, ma
non ha un tradizione custom vera e propria,
anche se abbiamo la classica Black Spirit e la
VT1300CX. Lo scorso anno abbiamo presentato
anche la F6B che è una bagger e sta per arrivare
la F6C che sarà invece una custom vera e propria, sempre su base Gold Wing. Per gli amanti
delle cruiser c’è la nuova CTX1300 con motore
V4 longitudinale che offre tanta coppia, tanta
spinta e un bellissimo sound. L’anteprima qui a
Verona però è il PCX 2014 che è stato quasi completamente riprogettato con nuova carrozzeria,
impianto luci full led, sella spaziosa, start-stop,
ruote da 14 pollici e molte altre novità. E’ il 125cc
più venduto in Europa, ha avuto un grandissimo
successo e ci aspettiamo che rimanga ai vertici
del suo segmento».
La gamma Honda al
gran completo a Verona
di Marco Berti | Honda ha portato al Motor Bike Expo la gamma 2014
al gran completo, a farla da padrone a Verona sono state le custom e lo
scooter PCX 125/150, presentato in anteprima europea a Veronafiere
H
onda arriva a Verona con tutta la
Gamma esposta come al solito in
uno stand che domina la scena sia
per dimensioni che per il numero
dei mezzi esposti. Occhi puntati sulle 4 cilindri
stradali, dalla CBR1000RR Fireblade anche in
versione SP alla sport classic CB11ooEX, passando per la maxinakedCB1000R e le medie cilindrate: la CB650F e CBR650F. In tutta la loro
maestà non poteva mancare le regine di Honda:
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la GL1800 Gold Wing, anche in versione ‘bagger’ F6B e la nuova CTX1300 dotata di motore
V4 longitudinale da 1.261cc, che qui a Verona
sta incontrando la curiosità dei visitatori. Presente anche tutta la gamma dotata del cambio
a doppia frizione DCT (Dual Clutch Transmission): VFR1200F, Crosstourer, le nuove NC750X
ed NC750S, il nuovo Integra 750 e le cruiser
CTX700 e CTX700N.
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Motor Bike Expo
Kawasaki ha portato il J300 e
stupito con la Z1000
di Marco Berti | Nello stand Kawasaki tutte novità 2014 esposte. Molto
interesse per il nuovo scooter J300, ma gli sguardi di desiderio sono
stati tutti per la muscolosissima Z1000
K
awasaki quest’anno ha rinunciato ad
una partecipazione ufficiale alla fiera
di Verona, ma un gruppo di concessionari ha deciso che al Motor Bike
Expo il marchio giapponese non poteva mancare. Nello stand c’è praticamente tutta la gamma
esposta e l’immancabile sezione di abbigliamento e accessori.
Pierangelo Platini
«Siamo riusciti a mettere insieme una presenza
in piena regola e a portate quasi tutta la gamma
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Kawasaki - spiega Pierangelo Platini di Scuderia
Platini -. Domani avremo Sykes a firmare autografi e speriamo in un grande afflusso di pubblico.
Qui allo stand molti si fermano a guardare il
J300, è un prodotto che interessa e adesso con
la promozione di bauletto e due anni di garanzia
compresi nel prezzo, l’offerta è ancora più allettante. La moto più desiderata è la nuova Z1000.
Credo che abbiano espresso una design veramente eccezionale ispirandosi alla pantera nel
momento della caccia».
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Periodico elettronico di informazione motociclistica
Motor Bike Expo
Media
Kymco presente con tutta la gamma
e il nuovo Agility R16+
di Thomas Bressani | Alla rassegna veronose Kymco si è presentata al
pubblico con l’intera gamma scooter rinnovata, quella lanciata a EICMA.
Tra le novità esposte ha spiccato sicuramente il Kymco Agility R16+
K
ymco, al Motor Bike Expo 2014, si è
presentata alla rassegna veronese con
tutta la gamma completamente rinnovata e lanciata a EICMA 2013. La più
importante novità esposta rimane sicuramente il
Kymco Agility R16+ riprendendo le caratteristiche del vecchio modello Agility ma con una serie
di interessanti novità. Nel rinnovato Agility R16+
troviamo una nuova sella e una pedana piatta
più ampia e nuove pedane passeggero. Tre le
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cilindrate a disposizione, 50, 125 e 200, ad un
prezzo di € 1.900 per Agility 125 R16 Plus e €
2.200 per Agility 200i R16 Plus. Argento, bianco e nero le colorazioni disponibili. Presenti allo
stand Kymco l’Xciting 400i e il K-XCT 300i nella
loro versione ABS e il Super 8, lo scooter da 50
cc. ristilizzato. Tutte le versioni sono già disponibili presso i concessionari al prezzo di 4.850 per
K-XCT e di 5.950 per Xciting, 1.750€ per il Super
8.
Luca Paletti, responsabile
stampa Kymco Italia
All’edizione 2014 del Motor Bike Expo quali novità avete voluto presentare al pubblico?
«Portiamo a questa rassegna veronese tutta la
gamma completamente rinnovata, già mostrata
a EICMA 2013. La grossa novità di quest’anno è
sicuramente l’Agility R16+, completamente rinnovato, che ricorda il vecchio Agility ma che porta una serie di novità che lo introducono come
completamente nuovo. Abbiamo poi qui esposte
le due versioni con l’ABS del nostro top di gamma l’Xciting 400i e il K-XCT 300i, per chiudere
con il Super otto, lo scooter da 50 cc. sportivo
completamente ristilizzato».
Quando e a che prezzo sarà disponibile il nuovo Agility R16+?
«L’Agility R16+ sarà disponibile a fine gennaio
a un prezzo già definito di 1.900€. Questo è il
nostro scooter di principale successo, presenta
tante caratteristiche in più, a partire dalla maggior comodità dovuta alla sella piatta, al vano
sotto sella più ampio e da uno stile non indifferente grazie alle luci a LED. Contiamo quindi di
avere lo stesso successo avuto con l’Agility ruota
16».
La fiera ha aperto i battenti oggi, pensate di
avere in questi giorni una buona affluenza di
pubblico interessati alla vostra gamma scooter?
«Da quello che abbiamo potuto vedere già a
EICMA 2013 è che la passione dei nostri clienti
c’è, non solo negli adulti ma anche da parte dei
giovani, quindi ci aspettiamo una buona affluenza di pubblico presso il nostro stand».
Le vendite dei vostri scooter come stanno procedendo in questo momento non troppo
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Motor Bike Expo
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positivo per il mercato moto e scooter?
«Attualmente seppure in un mercato difficile,
Kymco sta continuando ad aumentare le quote
di share, e i veicoli Kymco stanno raggiungendo
il 16% del mercato totale. Per noi è sicuramente
un bel risultato dovuto anche a un’ampia gamma
e ai prezzi convenienti».
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Motor Bike Expo
Peugeot RCZ R debutta in Italia al Intervista a Enrico Pellegrino
Quale riscontro vi aspettate da Verona?
Motor Bike Expo.
La Casa del Leone ha comunicato il prezzo della
Peugeot RCZ R, che arriva sul mercato a partire
da 41.700 euro. Con i suoi 270 CV e 330 Nm di
coppia massima rappresenta il modello di serie
più potente della storia del costruttore francese.
In grado di scattare da 0 a 100 km/h in un tempo
inferiore a 6 secondi, la Peugeot RCZ R dispone
di un propulsore THP da 1,6 litri in grado di rispettare la normativa Euro 6. Il lavoro effettuato
sull’aerodinamica ha permesso di aumentare il
carico posteriore grazie ad un nuovo spoiler che
favorisce la stabilità alle alte velocità (l’auto arriva a 250 km/h), mentre sulla bilancia la RCZ R
ha un peso di soli 1.280 kg. Dotata di un assetto
ribassato di 10 mm e di ruote da 19 pollici, la RCZ
R ha cerchi sportivi specifici bicolore con una R
fresata direttamente sulla superficie.
«Abbiamo deciso di venire a Verona tre anni fa.
Non abbiamo moto, solo scooter, però ci teniamo a esser qui perché l’evoluzione del mercato è
chiara e premia chi pone attenzione sulla mobilità urbana. E Verona è la fiera che maggiormente
avvicina il pubblico che utilizza l’auto e la moto,
che acquista il prodotto che vede in fiera. A Verona ci facciamo conoscere da un pubblico trasversale e che è cambiato molto negli anni, che
ora guarda alla mobilità a 360°».
Avete un’anteprima auto
«Sì, anche quest’anno portiamo a Verona una
versione speciale della RCZ. Presentiamo infatti
la R, la Peugeot più potente di sempre. Una vera
eccellenza tecnologia, un 1.6 turbo con ben 270
cavalli. Questa eccellenza, che ricordo ha 200
anni di storia, coinvolge anche i nostri scooter,
Peugeot: RCZ R, il leone
alza la criniera!
di Andrea Perfetti | La Casa francese ha presentato la potentissima RCZ
R da ben 270 cavalli e una versione inedita del Metropolis 400i. Ce ne
parla Enrico Pellegrino, direttore della divisione Moto
P
eugeot porta alla fiera di Verona le novità a due ruote e mostra al pubblico
degli appassionati la sportivissima
coupe RCZ R da ben 270 cavalli. Presso lo stand della Casa francese è possibile vedere
il nuovissimo scooter Django, ma anche Citystar
125/150 Air con gli inediti motori raffreddati ad
aria. Enrico Pellegrino (Managing Director di
Peugeot Moto in Italia) ci ha presentato la novità
a tre ruote, Metropolis 400i, nella versione più
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sportiva RS, che si differenzia per la colorazione
e per una serie di dettagli da vera special. Il Metropolis concentra tutto il know-how del marchio
del leone maturato sia nel mondo a due che a
quattro ruote.
Peugeot Scooters presenta anche le nuove ebike, biciclette a pedalata assistita elettricamente che nell’ultimo anno in Italia sono cresciute
esponenzialmente (oltre 60.000 pezzi venduti
nel complesso).
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News
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come dimostra il nuovo Metropolis 400i. La versione RS ha finiture in alluminio e cuciture più
sportive, e una tecnologia strettamente derivata
dal meglio del nostro know how in ambito auto».
Importante è anche l’attenzione dedicata alle
due ruote a pedale
«Il mercato delle due ruote a pedale in Italia
vale un numero enorme, circa 1.600.000 pezzi.
Il mercato della bici elettrica vale 60.000 unità, oggi è quindi il doppio dei cinquantini ed è in
fortissima crescita. C’è un passaggio deciso dai
motorini alle bici elettriche, che sono davvero
perfette per chi copre 5/8 km al giorno. In più
non ha il costo di bollo, assicurazione e carburante ed è appagato dal punto di vista ecologico
e di uno stile di vita dinamico. In questo modo
non vogliamo certo denigrare chi usa l’auto o la
moto, ma offrire un prodotto perfetto per i brevi
spostamenti urbani, che sono poi quelli più frequenti. Crediamo che questo sia il futuro della
mobilità».
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Non abbiamo moto, solo
scooter, però ci teniamo
a esser qui perché
l’evoluzione del mercato
è chiara e premia chi
pone attenzione sulla
mobilità urbana
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Periodico elettronico di informazione motociclistica
Marcello Colona,
Direttore Commerciale
Quadro Vehicles SA.
Media
Quali novità presentate al Motor Bike Expo
2014 al pubblico di Verona?
«Siamo presenti a Verona con il Quadro S, che
abbiamo già presentato nel mese di settembre,
ma cerchiamo una conferma del nostro prodotto presentando una nuova struttura rete in Italia
che va ad ampliarsi settimana dopo settimana
cercando di coprire tutto il territorio per poter
preparare il terreno per il lancio del Quadro quattro ruote che vedrà la luce verso la fine dell’anno».
Motor Bike Expo
Su che fascia di prezzo si aggirerà il Quadro4?
«Al momento è ancora prematuro parlare di
prezzi, ma possiamo dire che si aggirerà sul
prezzo di un qualsiasi maxiscooter, ma con caratteristiche diverse rispetto a quello che si può
trovare ora sul mercato».
Tornando al Quadro S, sta riscuotendo interesse tra la vostra clientela?
«Il Quadro S è arrivato nelle concessionarie verso la fine di novembre e sta riscontrando un notevole interesse. La fascia di età che si avvicina
al nostro scooter a tre ruote si aggira nell’uomo
tra i 40 e i 55 anni e con l’apertura del mercato
speriamo di riuscire ad ottenere i risultati che ci
siamo prefissati».
Quadro ha esposto i tre e
i quattro ruote
di Thomas Bressani | Quadro si è presentato alla fiera di Verona con la
gamma gamma scooter tre ruote, Quadro S equipaggiato con il nuovo
motore monocilindrico a quattro valvole da 27 cv e con la novità
Quadro4, scooter a quattro ruote già presentato a EICMA 2013
A
l Motor Bike Expo di Verona Quadro
è presente con lo scooter a tre ruote
Quadro S equipaggiato con il nuovo motore monocilindrico a quattro
valvole da 27 cv. Viene presentata anche una
nuova struttura rete vendita su tutto il territorio
per preparare il terreno per il lancio del Quadro
quattro ruote, disponibile verso la fine dell’anno. La novità, di questa fiera di Verona, rimane
senza dubbio il Quadro4, scooter a quattro ruote
già presentato al grande pubblico di EICMA 2013
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nella versione definitiva, pronta per arrivare sul
mercato verso la fine dell’anno con un prezzo
che si aggirerà intorno a quello di un normale
maxiscooter. Il cuore del Quadro4 è il monocilindrico a quattro valvole 350, già presente sul
Quadro S, con una potenza di 27 cv.
Quadro Quattro monta un sistema di sospensione idraulica chiamato HTS (Hidraulic Tylting
System), sia all’anteriore e al posteriore, garantendo un livello di sicurezza migliore rispetto ai
classici tre ruote.
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Suzuki protagonista con
V-Strom 1000 e Intruder 1800
di Andrea Perfetti | Suzuki era presente in forma ufficiale a Verona con
le novità più importanti: V-Strom 1000 e Intruder M1800RB. Ce ne ha
parlato Silvia Procacci, responsabile marketing
I
l marchio giapponese si presenta alla fiera
di Verona con le novità 2014. Gli appassionati possono ammirare la V-Strom 1000
ABS, presentata anche nella versione 3L,
con il kit di valigie laterali (29 + 26 litri) e bauletto
posteriore dedicato da 35 litri. Accanto alla nuova V-Strom ci sono i rinnovati modelli Burgman
125 e 200 ABS, ma Verona è l’appuntamento italiano dedicato al custom che per Suzuki vuol dire
Intruder, a cominciare dalla versione C800B, disponibile da febbraio nella versione total black.
La M800 verrà proposta anche nell’allestimento
Traveller, con le borse laterali a corredo del codino. Dalle piccole 805 cc si passa ai 1.462 cc del
propulsore raffreddato a liquido della C1500T
con allestimento da GranTurismo. Ad attirare
l’attenzione nostra e dei visitatori è soprattuto
la muscolosa M1800RB, la maxi cruiser è infatti presente con una bella livrea bicolore nero/
giallo. Tra le novità esposte a Verona ci saranno
anche la naked GSR750, presente nel nuovo allestimento AAC e la GSX-R1300 ABS, l’Hayabusa
nelle due nuove accattivanti versioni cromatiche: rosso/nero e nero/grigio.
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Motor Bike Expo
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Media
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Van all’Intruder 1800. Sono presenti anche i nuovi Burgman ABS nelle due cilindrate, 125 e 200.
Questo perché il nord est del Paese ha una grande importanza per la nostra Casa”.
Avete la grande novità 2014.
“Sì, Verona è una grande occasione per mostrare
al pubblico la V-Strom 1000. Abbiamo fatto una
trentina di eventi Vip Night dedicati alla V-Strom,
con presentazione tecnica e statica della moto
che arriverà a breve dai concessionari. L’accoglienza è stata molto positiva, c’è una grande
attesa. Tra poco arriveranno le prime demo bike
dai concessionari, mancano pochi giorni”.
Anche i custom sono rinnovati.
“Sì abbiamo qui la Intruder 1800 in versione bicolore con tante parti dotate di verniciatura dedicata e con l’abbinamento giallo e nero. Costerà
16.300 euro”.
Intervista a Silvia Procacci
(responsabile marketing
Suzuki Moto e Marine)
Siete qui ufficialmente?
“Sì, siamo qui grazie anche alla collaborazione
dei concessionari del nord est.
Presentiamo la gamma custom e tutte le nostre
principali novità Suzuki al completo, dalla Van
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Motor Bike Expo
Mr. Martini, cosa ci racconti?
Quali sono le tue novità?
“Ci sono le Scrambler, che ho presentato a
Eicma e che ho voluto riproporre nella mia città
perché mi rappresentano veramente tanto. Poi
abbiamo presentato una serie di special nuove,
BRD in versione monoposto e la Knucker”.
Media
Triumph e Mr. Martini,
classe ed estro
di Andrea Perfetti | Triumph e Mr. Martini hanno festeggiato vent’anni
di attività insieme in uno stand molto campagnolo, very british, con la
gamma Classic e le Special di Nicola Martini
T
riumph e Mr. Martini festeggiano
vent’anni di attività insieme in uno
stand molto campagnolo, very british.
Qui trovate la gamma Classic e le Special di Nicola Martini parcheggiate su un prato di
vera erba su cui si affaccia la casetta di Mr. Martini, che è ben felice di accogliere i visitatori nel
suo gazebo esterno. Dobbiamo riconoscere che
la creatività non difetta al noto preparatore veneto, sempre più protagonista della scena internazionale (ha appena consegnato una Triumph Mr.
Martini a un cliente americano) grazie a moto
belle e realizzate con una grandissima cura.
Cura che spesso fa la differenza e dà la classica
marcia in più a Mr. Martini. Ma non si vive di sole
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special; anche Bonneville, Scrambler e Thruxton
della Casa di Hinckley sono esposte, non troppo
distanti dalle Scrambler Special Edition in versione on e off road e da altri pezzi unici di Mr. Martini, tutti costruiti su base Triumph. Nicola Martini
e Triumph Motorcycles festeggiano proprio a
Verona i primi 20 anni del loro sodalizio. E’ l’occasione perfetta per presentare al pubblico una
serie di novità. In primis la Jerolamo R, evoluzione della Jerolamo costruita su base Daytona R,
poi la Knucker su base Thruxton, la BRD (British
Racing Dream) nata da una Triumph Sprint e caratterizzata dalla colorazione verde inglese.
Nicola espone anche BugSuite, armadi dove riporre abbigliamento, casco, stivali.
Sei sempre più protagonista del mondo Triumph.
“Sì, c’è sempre stato un grande amore tra noi e
loro.
Il nostro stand vuole ospitare le moto della Casa
dentro appunto la nostra casa, e le nostre special modificate nel giardino per dare il senso della
passione che va coltivata.
Credo di essere un concessionario che ha tanta
passione e voglia di fare, penso che insieme funzioniamo molto bene”.
Sembra infatti che la Casa inglese ti riconosca questi meriti, interpreti al meglio lo stile
Triumph.
“Sì, hanno compreso la mia serietà. Nel tempo
si è creata una clientela che mi segue, la Casa si
è accorta di questo e apprezza il nostro lavoro”.
Indicaci due modelli che incontrano la passione
dei motociclisti. Uno Triumph e uno Mr. Martini.
“Sicuramente le Classic stanno vivendo un grande momento, la gamma è importantissima per il
riscontro di vendite che ha.
La gente ha voglia di tornare all’essenziale, alla
moto semplice e bella da guidare. L’esasperazione non tira più, Bonneville e Scrambler sono
belle di serie e belle anche da customizzare,
piacciono tanto.
Poi voglio lanciare un nuovo progetto, seguire
una strada diversa: prendere la supersportiva
come la Daytona e darle uno spirito retrò”.
E il pubblico cosa ne pensa?
“Ci vuole tempo, ma credo che questo genere di
moto mi darà grosse soddisfazioni”.
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Media
kit Project X sviluppato da Deus Ex Machina Italia. Una instant classic che con le sue linee squadrate e il serbatoio opaco non passa inosservata.
Purtroppo assente la SR400 una moto che sembra essere concepite per essere personalizzata,
un modello giunto quest’anno addirittura al suo
35esimo anno di vita. A Verona, oltre che nella
versione standard, sarebbe stato bello riammirare anche le versioni Yard Built viste a novembre ad EICMA e reinterpretate dai customizer
danesi Wrenchmonkees, con la SR400 GibbonSlap e dai giapponesi di B.S.R.con la loro Boogie
Single Racer.
Motor Bike Expo
Fabrizio Corsi - Product
Manager Yamaha Italia
«La MT-07, la ultima nata, presentata a Milano è
anche qui la più ammirata. Abbiamo ufficializzato il prezzo bomba di 5.690 € e il pubblico ci sta
dando ragione: la MT-07 anche qui a Verona attira molto l’attenzione del pubblico. Qui al Motor
Bike Expo, dove l’attenzione è rivolta soprattutto
al custom, abbiamo una ulteriore novità 2014 introdotta nel 2013, è la XV950 nelle tre versioni:
standard, ABS e “R”, questo è il suo territorio e ci
aspettiamo molto interesse. Sarà infatti possibile provarla nell’area esterna».
MT-07 e XV950 sono state le
Yamaha più ammirate
Grandi protagoniste dello stand Yamaha a Verona sono state la nuova
MT-07, ammiratissima anche dalle bikers presenti in fiera,
e ovviamente le XV950 nelle tre versioni: standard, ABS e “R”
Y
amaha porta i modelli 2014 alla Fiera
di Verona, anticipati a EICMA, ma gli
sguardi sono tutti per le ultime nate
della famiglia MT, ispirate al “Lato
oscuro del Giappone”: la Yamaha MT-09, anche
Street Rally, versione cattiva della naked-motard a tre cilindri e la nuovissima MT-07. Per chi
al Motor Bike Expo cerca invece solo custom e
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special la casa dei tre diapason risponde con le
nuove bicilindriche Yamaha XV950 (anche ABS)
e Yamaha XV950R. Le bobber sono una novità
Yamaha presentata nel 2013 ma che si vedranno
sulle strade italiane solo quest’anno.
Special
A Verona c’è anche l’XJR1300 presentata con il
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Yamaha
ha presentato
la WR450 Rally
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Motor Bike Expo
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Lo stand tre diapason alla fiera
di Verona ha ospitato una nuova
ed inedita versione dell’enduro
più potente della propria gamma
Off-road Competition, Yamaha
WR450F Rally by Team Rebel
Racing. Prezzo: da 14.390 euro
L
o stand tre diapason alla fiera di Verona
ha ospitato una nuova e inedita versione dell’enduro più potente della propria
gamma Off-road Competition, la Yamaha WR450F Rally by Team Rebel Racing, primo
progetto della nuova partnership di Yamaha con
il Team Rebel Racing ed il pilota/sviluppatore
Manuel Lucchese, Campione del Mondo Baja
2012 e con alle spalle due partecipazioni al Rally
Dakar. Il prototipo, il cui kit di parti speciali verrà commercializzato a partire da maggio 2014,
è dedicato ai piloti amatori che sono alla ricerca
di un mezzo per gareggiare anche nei più impegnativi Rally, come la celebre Dakar, ma a costi
altamente accessibili per il kit di trasformazione.
Dalla versione originale eredita motore e ciclistica, arricchendosi di componenti speciali e di alta
qualità come scarico, serbatoio, batteria, luci a
led, paramotore, sella e cupolino frontale.
Prezzo: a partire da 14.390 euro
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Motor Bike Expo
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A Verona il meglio
del mondo custom
di Thomas Bressani | A Verona la scena custom si è presentata agli
appassionati con numerosissime realizzazioni ad opera dei più
importanti customizer del settore. Ben tre i padiglioni a essi dedicati
I
l Motor Bike Expo di Verona mette in mostra ormai da qualche anno il meglio della
scena custom, dando grandissimo spazio
alle realizzazioni custom e chopper dei
molti customizer presenti in Fiera. Gli appassionati di questo mondo possono ammirare
le varie realizzazioni esposte dai numerosis40
simi preparatori visitando ben tre padiglioni.
Tra i presenti abbiamo trovato un customizer
di grande personalità, David Borras Higuero,
meglio conosciuto come El Solitario Heritage
Motor Co, officina di tendenza nata nel 2010 in
Galizia dove si costruiscono moto anticonvenzionali perfino per l’estroso mondo del custom.
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Caratterizzate dallo stile estremo e con la carrozzeria quasi interamente costruita a mano,
esprimono lo stile “zoomorfo” di David e del suo
prezioso collaboratore Frank Freiria, che dà vita
alle sue idee. L’atelier di El Solitario è diventato
un punto di riferimento non solo per la Spagna,
visto che le sue moto, dai nomi irriverenti come
Gonzo, Chupito, Petardo o Winning Loser, sono
ormai conosciute in tutte il mondo, dagli Stati
Uniti al Giappone. Le costruisce su basi differenti, dalle BMW serie R alle vecchie Yamaha SR250
e Honda CG125, passando per nobili Triumph
T120 Bonneville e Harley-Davidson Duo Glide
Panhead, senza disdegnare propulsori italiani
Ducati e Moto Guzzi. Una delle ultime sue creature, la Petardo, è infatti stati realizzata sulla base
di una Ducati 900SS del 1993, praticamente
irriconoscibile sotto la carrozzeria in lamiera
battuta. Girando tra i padiglioni troviamo anche
Gianluca e Cristian dell’officina padovana Stile
Italiano con le loro due nuove Harley-Davidson
da loro customizzate: uno Sportster realizzato per l’azienda di accessori Motorquality e un
modello Dyna modificato in scrambler. Inoltre
dopo aver realizzato la Harton CR 1340, trapiantando un motore H-D Evolution in un telaio
Norton, hanno presentato la Norvin, connubio
tutto inglese, conosciuto già negli anni Sessanta, tra un telaio Featherbed e un motore Vincent
1000. Tra i presenti anche il milanese Andrea
Radaelli di Radikal Choppe con cinque sue recenti realizzazioni: una Harley-Davidson Panhead con molti particolari in bronzo, una BMW R65
trasformata in cafe racer, una Kawasaki W650
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Motor Bike Expo
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scrambler e due classici chopper, contraddistinti dalla cura nei dettagli che ha fruttato ad
Andrea diversi riconoscimenti nei bike contest,
tra cui la Top20 di LowRide. Cristian Benati e
Claudio Secchi di Ironborne Motorcycles da Modena nel loro stand hanno presentato non solo
moto ma anche un hot rod Ford Model A del
1930 ribattezzato Popper e realizzato in collaborazione con l’azienda di borse e accessori in
pelle Wild Hog. Per realizzare questo hot rod i
due modenesi si sono ispirati a una loro precedente costruzione a due ruote, la Borderline, che
nel 2012 ha fatto razzia di premi nei bike show.
42
La loro esposizione comprende anche uno
Sportster accessoriato con pezzi del catalogo
RSD (Roland Sands Design), un Fat Boy la cui
livrea riprende i colori dell’aereo P-51 Mustang
in forze al reparto Tuskegee Airmen durante la
Seconda Guerra Mondiale.
Numerosi altri espositori hanno presentato a Verona le loro moto. Tra questi l’officina padovana
Speed Bike 43, con il softail Half e tra le nuove
realtà anche l’officina Moto di Ferro di Marco Lugato, a Mogliano Veneto (TV), che predilige costruzioni cafe racer su basi BMW, Guzzi e HarleyDavidson.
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[email protected]
Bike Expo 2014
Una carellata delle ragazze più belle presenti a
Motor Bike Expo 2014 al fianco delle
moto esposte a Verona
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Motor Bike Expo
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Motor Bike Expo
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Motor Bike Expo
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News
MV Agusta Dragster 800
Il bello di Brutale e Rivale
Dopo le prime immagini parziali, e il video teaser di lancio, ecco
la nostra interpretazione di come dovrebbe essere la Dragster 800,
una sportiva che prende da Brutale e Rivale. Il test stampa è previsto
a inizio febbraio
P
ochi giorni fa abbiamo pubblicato la
prima immagine della nuova MV Dragster, la 800 nella quale si mescolano
le caratteristiche della celebre Brutale
e della recente Rivale. Poi è arrivato il video teaser (vedi sotto) rilasciato da MV e che ha confermato le indiscrezioni. Con le informazioni raccolte vi mostriamo ora la nostra interpretazione
- qui sopra nell’elaborazione di Gabriele Pirovano
- dell’ultima proposta a tre cilindri di Schiranna.
La Dragster riprende la base tecnica della Rivale, ma si differenzia da questa per la linea più
bassa e accucciata. Il frontale è simile a quello
della Brutale, mentre il posteriore ricorda maggiormente la Rivale. Il portatarga è fissato sul
forcellone, nuovo è il musetto - con piccolo deflettore - che riceve un parafango dedicato. Dietro compare l’enorme pneumatico da 200 mm di
larghezza. Il manubrio rialzato ha i retrovisori alle
estremità, stando a quello che si vede nel video,
che sono di tipo ripiegabile come già visto sulla
Rivale. Tuttavia non è da escludere che la Dragster possa adottare gli specchietti tradizionali.
Il puntale è ristilizzato rispetto a quello della Rivale e cambiano anche gli specchietti retrovisori,
che saranno di tipo tradizionale sulla Dragster.
Sebbene, appunto, sul video compaiono quelli
ripiegabili all’estremità del manubrio. Il prezzo
non è stato ancora comunicato, ma abbiamo
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buone ragioni per credere che sarà inferiore ai
13.500 euro. Due le colorazioni previste, ABS e
controllo di trazione di serie. A presto per altre
informazioni su questa novità che proveremo a
Le Castellet, e sulle altrettando belle strade nel
sud della Francia, i primi giorni di febbraio e di cui
vi scriveremo presto.
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News
arriverà a marzo
la nuova Ducati Monster 1200
La nuova Monster 1200 sarà disponibile dal mese di marzo, presso tutte
le concessionarie d’Europa, mentre il mercato USA vedrà l’arrivo delle
moto dal mese di aprile. Prezzo in Italia di 13.490 euro
N
ello stabilimento di Borgo Panigale è
iniziata la produzione di questo nuovo gioiello Ducati, la nuova Monster
1200 sarà disponibile per il pubblico già dal mese di marzo, presso tutti i concessionari d’Europa, mentre il mercato USA vedrà
l’arrivo delle moto a partire dal mese di aprile. Il
prezzo chiavi in mano in Italia è di 13.490 euro
per la Monster 1200 e 15.990 euro per la versione 1200 S. Le prime Monster 1200 sono già
uscite dalla linea di assemblaggio. Per il 2014 Ducati prosegue nell’evoluzione di questa famiglia e
presenta l’ultima generazione di questo modello
di grande successo che ha saputo modificarsi e
reinventarsi negli anni. La nuova Monster 1200 e
1200 S è dotata dello straordinario motore 1198
Testastretta 11° DS di derivazione Superbike. La
nuova Monster è dotata di sistema di controllo
della trazione a 8 livelli, ABS a 3 livelli e Ride-byWire a 3 livelli, associati ai Riding Mode Ducati,
selezionabili attraverso il pulsante di ritorno
frecce. La Monster viene proposta nella versione
1200 da 135CV e nell’esclusivo modello 1200 S
da 145CV con una coppia di 12.7kgm e un peso
a secco di 182kg. La Monster 1200 è disponibile in rosso Ducati con telaio rosso e cerchi neri,
mentre, per il Monster 1200 S viene proposta la
livrea rosso Ducati con telaio rosso e cerchi nero
lucido, oltre a una colorazione bianca con telaio
bronzo e cerchi nero lucido.
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News
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Babila incontra Free Spirits
E prova la Boss 88
Parte la collaborazione di Moto.it con la blogger veneta. Babila è
esperta di moda e ha una passione smisurata per le moto, meglio
se customizzate. Ha incontrato i ragazzi di Free Spirits e provato
la Boss 88
P
arte la collaborazione di Moto.it con
la blogger veneta Babila. Esperta di
moda, Babila ha una passione smisurata per le moto e vanta una notevole
esperienza di guida. Soprattutto sa unire stile e
passione con un occhio meno maschile, più elegante. Sicuramente diverso da come siamo abituati a vivere le due ruote. Dalla passione per la
moto e grazie al suo trascorso da stylists, nasce
l’ idea di creare il blog RAUR (Ride As You Are),
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in cui Babila descrive, racconta e prova le moto a
modo suo, sviluppando un nuovo modo di interpretare le due ruote e tutto ciò che le circornda.
La magia della Boss 88
di Free Spirits
Ve lo avevo promesso e sono stata di parola:
eccomi di nuovo nell’officina delle meraviglie
di Sandra e Marcello di Free Spirits! Con grande entusiasmo mi hanno messo a disposizione
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Lifestyle
un’altra delle loro special. Da tempo ammiravo il
loro cavallo di battaglia, la special Boss 88 realizzata su base Harley Davidson XR 1200, un bolide
tutto muscoli e coppia. La giornata grigia mi ha
dato la possibilità di fare un bel giro per saggiare
le doti dell’americana customizzata da Marcello
e dai suoi ragazzi. E’ il caso di dire che il made in
Italy in questa moto si vede e si sente in ogni più
piccolo dettaglio. La prova me la sono proprio
gustata, prima mi sono divertita percorrendo la
strada provinciale del Costo che sale verso l’Altopiano di Asiago. Alcuni tornanti e l’adrenalina
sale a mille, forse anche troppo! Per questo decido con una staccatona di tornare verso la piazza
di Thiene, un ambiente cittadino che mi riporta
a un’andatura ragionevole. Sono comunque riuscita ad attirare anche l’attenzione dei Vigili Urbani che dopo il controllo di rito mi hanno pure
fatto i complimenti. Sono poi ripartita per la strada del rientro, perché la moto non era stanca,
io invece un po’ sì, perché la cosa che più mi ha
impegnato è stato il suo peso, che nelle manovre
più lente per me è impegnativo. Il gap del peso è
colmato dalla sensazione che trasmette il motore di questa Free Spirits che di originale ha ben
poco: è una 88 pollici di nome e di fatto. Le parti
speciali che hanno montato sono davvero troppe
da elencare, ma le foto vi possono illustrare che
dall’avantreno al codone è un mix di componentistica di pregio, con una grande attenzione alla
funzionalità, bravi.
Avete notato altro? Parlo dell’abbigliamento, che
si è sposato benissimo con la livrea della moto.
La grafica del mio casco e il completo Alpinestars Viki sembrano fatti apposta per la Boss 88.
Giacca e pantaloni sono aderenti al punto giusto
e lasciano ampia libertà di movimenti, un pregio
fondamentale quando si sposta la moto o, semplicemente, quando si scende di sella e non si
vuole passare per motociclisti “palombari”. Grazie ancora ragazzi di Free Spirits, avete un cuore
grande così. E’ fantastico vedere e toccare da
vicino ciò che create.
See you soon. Babila
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Special
999 il posteriore. Lo scarico è stato realizzato
da Pipemaster con un tocco finale apportato dal
proprietario. L’insoddisfazione per praticamente
tutti i supporti oltre che il serbatoio hanno portato Vaughn a realizzarli da zero per adattarli meglio allo styling della moto; la sella è stata rivista
tanto nella finitura superficiale che nella struttura (la versione originale aveva causato crepe
nella struttura in alluminio sottostante) mentre
il telaio è stato sabbiato e verniciato a polvere
in bianco. La verniciatura delle sovrastrutture in
rosso lucido si è rivelata particolarmente difficoltosa, e solo l’intervento di BNT Panel Shop (verniciatore di Artarmon) ha garantito la riuscita. Il
lavoro sulla parte motoristica si è concentrato
sul ripristino del propulsore, fermo da tantissimi
anni dopo aver percorso solo 9.000 miglia - circa quindicimila chilometri. Guarnizioni, segmenti e cuscinetti sono stati sostituiti; le teste sono
state sabbiate a vapore e rifatte completamente
per precauzione, così come i cilindri. Dopodiché
tutte le parti sono state lavorate per conferirgli
finiture in tono con i crismi tradizionali delle Café
racer e i colori racing Honda.
RAW Honda CBX 1000
di Edoardo Licciardello | Una sei cilindri Honda completamente
rivisitata e restaurata per ottenere una special tanto curata
quanto prestante
V
aughn Ryan è un appassionato dotato di grandi doti per la lavorazione del metallo. Anche così, però, il
realizzare la carrozzeria - completamente metallica, appunto - che adorna la sua
CBX 1000 a sei cilindri è stato un processo durato più di un anno e mezzo, in gran parte per la
difficoltà nel creare parti contraddistinte da curvature con raggi contenuti e variabili. Il telaio è
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stato privato di tutti gli attacchi inutili, mentre il
forcellone è stato allargato e rinforzato con tubi
in acciaio a sezione ovale; i comparti sospensioni ed impianto frenante sono quelli di una Ducati
1098R - ovviamente con due monoammortizzatori Ohlins invece di uno. Pedane, leve e comandi
provengono da Domino o Tarozzi con qualche
tocco Deus Ex Machina. I cerchi provengono rispettivamente da una 1098R l’anteriore e da una
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formano alcuni ristretti gruppi di lavoro, ognuno
dei quali agisce su di un modello diverso. Smontaggio, verifiche e rimontaggio vengono effettuati da loro, sotto la guida e il controllo del docente
(la parte motoristica viene curata da Massimo
Clarke) e con impiego degli attrezzi speciali più
appropriati. La scuola dispone di una notevole
varietà di motori differenti, dai due tempi, anche
a cilindro sdoppiato, ai 4T di costruttori come
Gilera (tre modelli diversi), Morini (tre modelli
diversi, degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta), Ducati, Yamaha (il classico monocilindrico di
grossa cilindrata), etc... Il corso è completato da
sessioni dedicate alla verniciatura (cosa può fare
un normale appassionato, quali sono gli errori
più comuni e come evitarli), alla parte elettrica
e alla normativa (leggi in vigore, che fare e a chi
rivolgersi se si ha la targa e non il libretto, o viceversa, o nessuno dei due…). Per assicurare la
migliore qualità della didattica, a ogni corso sono
Tecnica
ammessi come minimo dieci e come massimo
quindici partecipanti. Alla conclusione viene rilasciato un attestato di partecipazione. Le lezioni
teoriche e pratiche si tengono il sabato mattina,
dalle 9.00 alle 13.00 presso il Centro di Formazione G.Mazzini, a Cinisello Basamo. Il prossimo
corso, che si svolgerà con il patrocinio del Comune di Cinisello Balsamo, della Federazione
Motociclistica Italiana, dell’Assomotoracing,
dell’ANCMA e della Federazione Italiana Rettificatori, avrà inizio entro il mese di Febbraio. Ai corsi di restauro delle moto storiche si aggiungono
quelli di motorismo di base e avanzato/da competizione, attualmente in fase di allestimento,
studiati per la formazione e per l’aggiornamento
tanto degli appassionati quanto degli addetti ai
lavori e realizzati con una filosofia e una durata
analoghe. Per informazioni e iscrizioni ci si può rivolgere a: Fondazione Paganelli, tel. 02.6128900,
[email protected]
Una scuola unica,
un progetto straordinario
di Massimo Clarke | Alle porte di Milano si svolgono corsi che
consentono agli appassionati di non solo di conoscere la tecnica
delle moto storiche ma anche di toccare direttamente con mano
la loro meccanica
Q
uanti vanno ai mercatini e comprano moto d’epoca che poi affidano ad
altri per il restauro? Quanti vorrebbero lavorare personalmente sulle
loro amate due ruote d’epoca ma non si sentono
all’altezza o non osano per paura di fare dei guai?
Per loro e per tutti gli appassionati l’associazione
culturale CEMI di Cinisello Balsamo già da due
anni svolge con successo una importante attività
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didattica. I corsi di restauro delle moto storiche
hanno una durata di quaranta ore, ovvero dieci
mezze giornate. Per quanto riguarda la meccanica, ogni sessione di quattro ore ne prevede due
di teoria, con proiezioni, nelle quali si spiega, con
l’ausilio di proiezioni, come funzionano il motore,
il cambio e gli altri componenti, perché si interviene e con quali modalità si deve agire. Le altre
due ore sono di pratica, con i partecipanti che
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CEMI nasce dalla passione di alcuni esperti della
tecnica e della storia del motorismo che hanno
deciso di dedicare gran parte della loro attività lavorativa, oltre che alla didattica, alla tutela
di un importante patrimonio tecnico e storico,
onde evitare il rischio che possa andare disperso. Si tratta di salvare biblioteche private, collezioni e archivi concentrandoli in un autentico
luogo dello spirito. Divulgare, comunicare e informare sono altre parole chiave dell’attività di
CEMI in questo ambito. Un modo significativo
di fare cultura in un settore che vede la passione sposarsi con la capacità tecnica e nel quale il
nostro paese ha una tradizione eccezionale. Un
contributo importante alla conservazione della
memoria di aziende che hanno fatto la storia,
di motori formidabili e delle tante altre realizzazioni di grandi tecnici, molti dei quali sono poco
conosciuti, ma hanno comunque svolto un’opera meritoria . Vero e proprio epicentro di questo
progetto è l’allestimento di una biblioteca tecnica e storica, specifica per il settore motoristico, a
disposizione di appassionati, studenti e di quanti
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Tecnica
lavorano nel settore. Il centro di documentazione
verrà integrato da un cospicuo archivio di immagini di modelli, motori e organi meccanici d’epoca e attuali. Non si tratta solo di foto, ma anche
di un nutrito numero di disegni tecnici, esplosi e
trasparenze.
A completamento della attività di questo polo di
riferimento culturale e informativo è inoltre prevista l’organizzazione di una serie di seminari su
argomenti di particolare interesse, di incontri con
importanti protagonisti della scena motoristica e
di serate a tema. Fondamentale per la nascita
della associazione e per lo sviluppo del progetto
è stato il sostegno della Fondazione Paganelli,
che ha anche messo a disposizione di CEMI un
ufficio amministrativo logistico. La Fondazione è nata 25 anni fa per volontà di quel grande
imprenditore e filantropo che è stato Balilla Paganelli, fondatore della attrezzeria meccanica
che porta il suo nome e che è stata a lungo una
delle più importanti d’Europa, vantando tra i suoi
clienti nomi come Mercedes-Benz e Volkswagen,
oltre a Fiat e Alfa Romeo
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News
USA
Le strade più belle
in moto degli States
di Pietro Ambrosioni | Oggi vi raccontiamo quali sono i percorsi più belli
da fare in moto nel Nord America. A dire il vero non sono così tanti, e i
nostri Muraglione, Futa e Trebbia sono decisamente più divertenti!
C
osa mi manca di più quando sono
in giro in moto qui negli USA? Le
strade italiane! Davvero... Sembra
incredibile, ma in un territorio così
vasto come gli Stati Uniti le strade veramente
belle da percorrere in moto sono pochissime.
Tanto che le poche che ci sono hanno nomi “speciali” e sono ritenute delle esperienze immancabili se davvero vuoi chiamarti “motociclista”.
Boh... Sta di fatto che qui nel Sudest ci sono una
serie di passi sui monti Appalachi e sulle Smoky
Mountains che hanno raggiunto lo status di veri
e propri luoghi mitologici. Tipo il “Deal’s Gap” o
la “Tail of the Dragon” in North Carolina, oppure
la “Cherohala Skyway” in Tennessee, oppure ancora il “Devil’s Triangle”, la “Moonshiner”, la “Devil’s Whip”, o la “Six Gap” in Georgia. Io le ho fatte
più o meno tutte, e a parte il solito negozietto in
cima al passo che prova a venderti magliette ed
adesivi commemorativi, non mi sono sembrate
nulla di speciale. Ebbene sì, lo ammetto: la magliettina della Tail of the Dragon l’ho comprata,
ma giuro che è l’unica. Ma davvero, queste stradine con quattro curve perfettamente levigate
non hanno niente a che vedere con una Futa, un
Muraglione, una Val Trebbia o una vecchia Cisa.
L’unico motivo per cui mi ricordo che la “Tail of
the Dragon” ha 318 curve in 11 miglia è grazie
a una delle più grosse risate che mi sono fatto
negli ultimi anni: a Daytona ho infatti visto una
coppia su uno scooter ed entrambi indossavano
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una maglietta giallo neon con scritto “Florida: 11
curve in 318 miglia”. Grande sfottò! Sì, la triste
realtà qui è che le zone veramente divertenti per
guidare la moto sono vicino a montagne e colline,
che però rappresentano una minima parte del
territorio americano. Le meravigliose strade del
Colorado, dell’Oregon e della California (forse il
posto più bello dove sia mai stato, motociclisticamente parlando) non riescono a compensare
le sterminate pianure di assoluto “nulla” di Texas, Kansas, Missouri, New Mexico, gran parte di
Nevada e Utah, quasi tutto il Sud, e via dicendo.
E tra l’altro, con niente attorno e un limite di velocità ferocemente imposto di 70 miglia all’ora
(112.6 km/h) le uniche emozioni per intere giornate derivano dal rischio di rimanere a secco o
di addormentarsi per brevi istanti. Sì, mi è successo anche quello! Nel prossimo futuro mi sono
prefissato di andare a vedere le Ozark Mountains
in Arkansas, e mi hanno parlato bene anche del
nord dell’Idaho e dello stato di Washington, dove
non ho avuto ancora la possibilità di girare come
vorrei perché ero sempre in automobile. Mi sono
piaciuti il nord dello stato di New York (verso il
Canada), il Vermont e l’interno della Pennsylvania, ma l’aver preso ettolitri d’acqua per una settimana a fila l’ultima volta che ci sono stato non
mi ha lasciato proprio un bel ricordo. E tra l’altro
qui negli States ho notato che l’abbigliamento
antiacqua che si riesce a trovare non è della miglior qualità. Ma questa è un’altra storia...
Media
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Nico Cereghini
Giochi di
squadra e
altri guai
Peterhansel fermato dal supremo
interesse del team alla Dakar. Non
è la prima volta né sarà l’ultima,
per il motorismo. Ma è proprio
sicuro che non si possa fare a
meno dei giochi di squadra?
Qualcuno lo fa
Media
C
iao a tutti! Ho una
grande rispetto per
Stephane
Petheransel, motociclista talentuoso,
che ho visto trionfare alla Dakar per la prima volta nel ’91.
Il francese è il re delle dune,
ha messo in fila sei Dakar con
Yamaha e altre cinque in auto,
Mitsubishi e Mini. Eppure tanta classe non è bastata: ordini
di scuderia, il gioco si faceva
duro, la rimonta sul compagno
di squadra Roma comportava
molti rischi per i due equipaggi
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al vertice, il direttore sportivo
Quandt l’ha fermato. Sono i
giochi di squadra, si può essere
d’accordo oppure no, ma comprenderli è facile: quando gli interessi in campo sono così alti,
il risultato della squadra viene
prima di tutto. Era già capitata
la stessa cosa nell’89: due Peugeot 405 Turbo 16 in testa alla
Parigi-Dakar a lottare tra loro, e
il direttore sportivo Jean Todt
che lancia una moneta da dieci
franchi e decreta “Ickx rallenta
e Vatanen vince”. Ero l’inviato
di Mediaset sul rally e Todt non
mi piaceva, pareva il padrone
della corsa, faceva il bello e il
cattivo tempo e già l’anno prima, a Bamako, era successo
un fatto molto strano. La Peugeot di Vatanen era arrivata in
ritardo al bivacco di Bamako,
in vetta alla corsa ma con qualche noia meccanica; tutta la
notte, alla luce dei generatori,
decine di meccanici ci avevano
trafficato sopra e poi, al mattino, saltò fuori che la macchina
era stata rubata. Rubata, voi ci
avreste creduto? La macchina
venne ritrovata misteriosamente in tarda mattinata, perfettamente efficiente, e la direzione gara concesse a Vatanen
di prendere il via per la speciale
diverse ore dopo tutti gli altri.
Francese la Peugeot, francese
il direttore sportivo, francese
l’organizzatore. Ma molti concorrenti protestarono, di farsi
prendere per i fondelli non gli
garbava, e alla fine Ari Vatanen
finì fuori gara.
Quando Jean Todt lanciò la famosa monetina fece uno sfoggio di potere e anche di una
pretesa trasparenza. Come
dire “l’interesse di Peugeot viene prima di tutto e non ho bisogno di nasconderlo”. Eppure la
lezione diede fastidio a me e a
molti altri.
Forse, pensammo, si possono
fare le stesse cose con altro
stile e meno clamore, o forse si
possono evitare proprio. Però
la discussione resta aperta. E’
innegabile che i giochi di squadra, nel motorismo, si sono
sempre fatti e ancora si faranno. Ma sono proprio inevitabili? In fondo, se la HRC avesse
pensato a un gioco di squadra
nel 2013, il titolo della MotoGP
sarebbe andato probabilmente a Dani Pedrosa invece che
al debuttante Marc Marquez.
Dani era il numero 1, esperto
e collaudato, Marc il pivello
che poteva fare con calma il
classico apprendistato della
classe maggiore, Lorenzo il rivale pronto a rovinare la festa
alla Honda. Invece Suppo –mi
risulta- non ha disegnato ruoli
e strategie. Gli è andata bene,
certo, ma alla fine posso dire
che preferisco di gran lunga Livio a Quandt e Jean Todt.
Editoriale
Quando gli interessi in
campo sono così alti,
il risultato della squadra
viene prima di tutto
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Superbike
Ducati presenta
ufficialmente
team e piloti 2014
Il britannico Chaz Davies e
l’italiano Davide Giugliano sono i
piloti che saliranno il sella
alla 1199 Panigale per puntare
al titolo Superbike. Ducati,
assente dal 2010, rientra in forma
ufficiale nel campionato SBK
L
a grande notizia, ma non certo una novità, è che Ducati torna a partecipare
in forma ufficiale al Campionato Mondiale Superbike, riprendendo la storica
collaborazione con Feel Racing, la struttura logistica ed organizzativa con base a Crespellano,
in provincia di Bologna. A presentare programmi e novità tecniche si sono alternati sul palco
dell’Auditorium di Borgo Panigale, Claudio Domenicali (Amministratore Delegato Ducati Motor Holding), Luigi Dall’Igna (Direttore Generale
Ducati Corse), Paolo Ciabatti (Direttore Sportivo
Ducati Corse), Ernesto Marinelli (Direttore Progetto SBK) e il Team Manager Serafino Foti. Un
segno forte e tangibile di quanto Ducati creda in
questo campionato e quanto sia importante, per
le “rosse di Borgo Panigale” tornare protagoniste nel mondiale SBK. Dopo gli interventi del management sono saliti sul palco i due piloti ufficiali
del Team Ducati Superbike, il 26enne gallese
Chaz Davies e il 24enne romano Davide Giugliano, che hanno tolto il velo alla versione 2014 della
1199 Panigale nella sua nuova livrea racing dove
sono presenti i principali sponsor del team TIM,
Fiamm, Valsir e Diadora.
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provare a vincere delle gare: dovremo continuare a lavorare nella stessa direzione e sfruttare
ogni opportunità che si presenterà durante i
weekend di gara. Credo che il rapporto tra me
e Davide sarà ottimo e questo ci permetterà di
spronarci e supportarci a vicenda e di ottenere
risultati positivi in pista».
Chaz Davies – Ducati Superbike Team #7
«Sono in sella alla Ducati Panigale da poco tempo ma la mia impressione è che la moto abbia
un grande potenziale ancora da esplorare e
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valorizzare. L’importante sarà lavorare sodo e
rimanere focalizzati sullo sviluppo di tutti i componenti della moto. E’ una sfida che trovo molto
stimolante e penso che avremo la possibilità di
Davide Giugliano – Ducati Superbike Team
#34
«La mia nuova Panigale è qualcosa di meraviglioso, una moto che senti subito tua e con la quale vai immediatamente in sintonia. Sono molto
contento di come si sta sviluppando la moto e
questo è già molto positivo. Chaz è sicuramente
un grande pilota, un grande talento, e quest’anno sarà anche uno dei miei avversari più duri da
battere, ma so che lavoreremo bene insieme e
insieme ci stimoleremo per fare sempre meglio.
Ovviamente lo dobbiamo anche ai nostri tifosi, perché vorremmo che tutti gli appassionati
che seguono Ducati e la sostengono tornassero
Superbike
presto a divertirsi e a togliersi delle soddisfazioni! Sono pronto e carico per partire e non vedo
l’ora di cominciare questo campionato».
Claudio Domenicali - Amministratore Delegato
Ducati Motor Holding
«E’ con grande soddisfazione che apro la nostra
stagione agonistica 2014 presentando il team
Ducati Superbike. In una metafora cinematografica, il 2014 è un po’ il nostro “Ritorno al Futuro”, dove Ducati riparte dalle sue origini e dai
suoi valori essenziali, guardando con decisione
avanti, proiettata verso nuove sfide ma anche
verso nuovi traguardi. Da sempre la Superbike rappresenta per Ducati, e per i suoi tifosi ed
appassionati, un elemento importante e di grande interesse. La vicinanza con il prodotto, il fatto che la Ducati sia diventata grande nei tempi
moderni proprio grazie alle moltissime vittorie
delle sue bicilindriche in questo campionato per
moto derivate di serie, la possibilità di sviluppare soluzioni e kit da offrire ai nostri clienti e
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dei tempi significativi ma, cosa ancora più importante, sono stati positivi i commenti che hanno
fatto sulla moto. Un risultato fondamentale, vista
anche l’esperienza che sia Chaz che Davide hanno maturato nelle scorse stagioni, avendo corso
sino a pochi mesi fa con moto di riferimento in
questo campionato. Entrambi ci stanno fornendo tutte le informazioni che servono per poter
sviluppare la 1199 Panigale nel miglior modo
possibile. Sicuramente c’è ancora molto lavoro
da fare ma sono fiducioso e ottimista e credo che
nel corso della stagione riusciremo a riportare la
moto nelle posizioni che merita».
Paolo Ciabatti - Direttore Sportivo Ducati Corse
«Il 2014 inizia sotto una luce positiva. Abbiamo
preso la decisione di gestire nuovamente in forma diretta il Team Superbike, in collaborazione con Feel Racing. Insieme a questa struttura
abbiamo vinto tanti campionati Superbike negli
anni passati e, avendo la sede a pochi chilometri
da Bologna, è come se fosse un’emanazione diretta di Ducati Corse. Abbiamo due nuovi piloti,
Chaz e Davide, che oltre ad essere giovani sono
anche molto ambiziosi e combattivi, e con loro
speriamo di tornare presto nelle posizioni che
ci competono. Vincere contro le quattro cilindri
non sarà facile ma pensiamo di poter ottenere
dei buoni risultati quest’anno e di dare finalmente delle soddisfazione ai nostri appassionati anche con la 1199 Panigale».
appassionati, tutto questo fa della Superbike
un campionato strategico per noi. La Ducati e
i suoi tifosi si aspettano di vedere presto la Panigale lottare per il gradino più alto del podio, e
l’Ing. Gigi Dall’Igna ha certamente l’esperienza e
le competenze per spingere al massimo in questa direzione. Un grande in bocca al lupo a tutto
il team, in particolare ai nostri due nuovi alfieri
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Davide e Chaz, che, ne sono certo, daranno il
massimo per riportare il sorriso sui volti di tutti
i Ducatisti».
Luigi Dall’Igna – Direttore Generale Ducati
Corse
«I risultati degli ultimi test sono stati incoraggianti. Entrambi i piloti sono riusciti ad ottenere
Superbike
modificato, grazie ai nuovi dischi freno anteriori
Brembo da 328mm. Il motore ha subito già qualche step evolutivo per garantire maggiori prestazioni. Crediamo di avere un buon pacchetto piloti/moto che punta con decisione e convinzione a
riportare Ducati nelle parti alte della classifica».
Serafino Foti - Team Manager
«A mio parere Chaz e Davide hanno una caratteristica che li accomuna: nessuno dei due ha ancora raggiunto l’apice della sua carriera, e questo fattore garantisce ad entrambi una grande
motivazione.
Tra circa un mese in Australia scopriremo il livello della nostra competitività, ma l’importante
è avere fiducia nei propri mezzi e sapere di aver
fatto il massimo in questa prima fase. Un’altra
cosa importante sarà non perdere mai la concentrazione nel corso della stagione, dato che
quello che ci aspetta sarà sicuramente un campionato molto difficile e di altissimo livello. L’obiettivo è quello di regalare le stesse emozioni di
una volta a tutti gli appassionati Ducati e a tutti i
nostri tifosi: noi ce la metteremo tutta!».
Ernesto Marinelli - Direttore Progetto SBK
«La versione 2014 della Panigale ha subito diverse evoluzioni rispetto alla passata stagione.
Direi che la principale riguarda l’elettronica che
è stata modificata totalmente e che ci dà, oltre
che un vantaggio dal punto di visto di funzionamento, anche un minor peso dell’intero sistema.
A livello ciclistico, il cambiamento più grande è
rappresentato dalle nuove sospensioni Ohlins,
che da questo anno per regolamento hanno un
prezzo massimo. L’impianto frenante è stato
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Superbike
Conclusi i test
di Portimao e
Almeria
di Carlo Baldi | Terminata la pausa
invernale i piloti della SBK sono
tornati in pista per prepararsi al
primo appuntamento del mondiale
in Australia. Suzuki subito veloce.
Gli altri lavorano
Q
uando Sykes non c’è le Suzuki ballano. Si potrebbe riassumere così
l’esito dei test di Portimao, dove
a sorpresa le più veloci (tempi uffi
ciosi) sono state le GSX-R1000
di Lowes e Laverty. Riflettori puntati sul debuttante Alex Lowes, campione BSB 2013, che
non conosceva la pista ed ha fatto segnare un
crono di 1’42”5 molto vicino al record della pista di Sykes in 1’42”475 (va ricordato che nel
round di Giugno 2013 il pilota della Kawasaki
in Superpole aveva fatto segnare il tempo di
1’41”360). Purtroppo gran parte dei test sono
stati rovinati dalle condizioni meteo, con la
pioggia che ha impedito alle squadre di svolgere per intero i programmi di lavoro prefissati.
Nei primi due giorni i piloti sono praticamente
restati nei box e solo ieri, nell’ultima giornata,
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una pista finalmente asciutta ha consentito di
girare su tempi interessanti, che però vanno
come sempre presi con le molle trattandosi di
test e di crono ufficiosi. Ciò non toglie però che
il debuttante Alex Lowes sia stato il protagonista delle prove portoghesi, essendo riuscito a
precedere anche il suo più titolato compagno
di squadra Eugene Laverty. Le Suzuki sono cresciute moltissimo, ma soprattutto quest’anno la
squadra inglese ha due piloti estremamente veloci che potranno inserirsi nella lotta per il titolo.
Gli altri però non sono lontani a cominciare da
Johnny Rea, che prosegue assieme a Leon Haslam (settimo tempo) il lavoro di messa a punto della nuova elettronica, vero tallone d’Achille
per le CBR del team Ten Kate dello scorso anno.
Il responso del cronometro fa sorridere Rea e
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la squadra olandese, che si preparano ad una
stagione da protagonista, così come Haslam, finalmente in buone condizioni fisiche. Da rilevare
nella squadra olandese il debutto in qualità di
tester del pilota italiano Michele Magnoni che ha
fatto segnare il dodicesimo crono. Quarto tempo
per Davide Giugliano che in Portogallo ha lavorato molto sulle sospensioni, dimostrando di trovarsi a suo agio sulla Panigale. Il suo compagno
di squadra Chaz Davies (sesto tempo a due decimi dall’italiano) meno istintivo e più metodico di
Davide sta prendendo le misure a una squadra
e a una moto per lui completamente nuovi. Melandri è quinto nella classifica ufficiosa dei tempi
e sta lavorando con i tecnici Aprilia per cucirsi
addosso la RSV4 soprattutto per quanto riguarda la ciclistica. L’impressione è che ancora non
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sia scattato il giusto feeling tra Marco e la moto
di Noale, ma è solo questione di tempo. Guintoli, ancora alle prese con la spalla infortunata lo
scorso anno, non era presente a Portimao ed al
suo posto ha macinato chilometri il tester Alex
Hofmann, decimo al termine delle prove. Work in
progress in casa MV, con Corti che ha chiuso al
nono posto. Ma il cronometro per ora non fa testo e deve lasciare il posto alle tante cose da provare per rendere competitiva la F4RR. Un lungo
lavoro attende il team Yakhnich Motorsport ed il
pilota comasco, ma l’impegno non mancherà di
certo. E le Kawasaki? La squadra KRT ha disertato i test di Portimao ed ha optato invece per
Almeria, dove al riparo da occhi indiscreti Tom
Sykes e Loris Baz hanno lavorato per due giorni
sulle rispettive Ninja e si sono detti soddisfatti
Superbike
dei progressi compiuti. Non sono stati resi noti
i responsi cronometrici, ma nella seconda ed
ultima giornata il campione del mondo 2013 ha
percorso oltre ottanta giri e solo il freddo è riuscito a rallentarlo. La squadra ufficiale Kawasaki
sta portando avanti con successo il programma
di lavoro, che consentirà a Sykes e Baz di essere
competitivi sin dalle prime gara di Phillip Island.
Evo
A Portimao c’erano anche le nuove Evo portate
in pista dai tre francesi Sylvain Barrier (BMW),
Jeremy Guarnoni e Fabien Foret (Kawasaki). Il
più veloce è stato il pilota della BMW Italia autore di un soddisfacente ottavo crono. Sylvain
è stato più veloce di oltre un secondo rispetto a
Guarnoni e di oltre due nei confronti di Foret. Al
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momento le Evo accusano in media un ritardo di
un secondo e mezzo dalle Superbike, ma ogni
analisi sarebbe prematura in quanto le variabili
da valutare sono ancora molte, ad iniziare dalle
gomme che la Pirelli fornirà in esclusiva alle Evo
e che permetteranno di ridurre il gap con le Superbike.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Davide Giugliano: «Abbiamo svolto molto lavoro in questi quattro giorni e sono molto soddisfatto del lavoro che abbiamo svolto. Abbiamo
testato del nuovo materiale e le mie sensazioni
sono state buone. Mi trovo sempre più a mio agio
sulla Panigale e senza la bandiera rossa che ha
concluso in anticipo i test (causa olio in pista)
avremmo fatto un’ultima uscita con le gomme
da tempo che ci avrebbe permesso di concludere ancora meglio il test, comprendendo le potenzialità della moto».
Marco Melandri: «I primi due giorni sono stati,
ovviamente, un po’ sprecati. Nell’’ultimo abbiamo fatto molti progressi per quanto riguarda l’elettronica, ma abbiamo avuto qualche problema
in più con la ciclistica. Solo verso la fine dei test
abbiamo iniziato a capire quale fosse la direzione giusta per il mio stile di guida. Peccato aver
perso l’ultima mezz’ora per olio in pista, perché
avremmo potuto cercare il giro veloce. Ora abbiamo le idee più chiare e speriamo di riuscire a
tornare in pista per un test prima della partenza
per Phillip Island».
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Superbike
Alex Lowes: «Il test è stato davvero buono anche se devo ancora imparare a conoscere la mia
moto e la pista era completamente nuova per
me. Nell’ultima giornata abbiamo fatto dei long
run con tempi sul giro molto buoni. Abbiamo raccolto un sacco di informazioni sulla moto ed ho
anche fatto una simulazione di gara. Ho ancora
bisogno di migliorare il mio stile di guida e di lavorare sulla moto, ma non dovrei essere molto
distante da questo traguardo. Un grande grazie
al team che ha lavorato davvero duramente in
questi test. Siamo tutti entusiasti e questo è importante perché dovremo lavorare sodo. Abbiamo una grande sfida davanti a noi ed è bello fare
un buon lavoro».
Eugene Laverty: «E’ stato davvero un buon test.
Nel penultimo giorno abbiamo fatto segnare dei
buoni tempi sul bagnato che sono serviti per capire la moto e ieri in condizioni di asciutto il nostro ritmo era davvero veloce. Questo dimostra
che il quanto abbiamo fatto sulla parte elettronica è stato importante e che il nostro lavoro sta
dando i primi frutti . La mia squadra ha lavorato
molto negli ultimi due mesi, soprattutto dopo i
test di Jerez . Hanno fatto in sei settimane un lavoro che altre squadre non avrebbero fatto in sei
mesi. Mi sento a mio agio sulla GSX -R e non vedo
l’ora di correre a Phillip Island».
Tom Sykes: «Il test è andato bene ed il calendario dei lavori che volevamo svolgere è stato rispettato. Abbiamo testato tutto quanto c’era da
testare ed il responso è sempre stato positivo.
Ho percorso più di ottanta giri l’ultimo giorno e
penso di aver fatto un bel passo avanti. Solo il
freddo mi ha rallentato e non mi ha consentito di
esprimermi al 100%. Siamo riusciti a fare alcuni buoni tempi sul giro e siamo quasi pronti per
Phillip Island».
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Superbike
Petricca (Red Devils)
“Stiamo lavorando per
essere al via in Australia”
di Carlo Baldi | Intervista al manager del team Red Devils che ci
rivela i suoi progetti e le sue ambizioni. Un’altra stagione in SBK
con l’Aprilia RSV4 e Toni Elias
I
Il Team Red Devils non compariva nella lista delle squadre che
avevano fatto domanda di iscrizione alla Dorna per partecipare al mondiale Superbike 2014.
Ma il team manager Andrea
Petricca, non ha mai smesso
di lavorare e di impegnarsi per
permettere alla sua squadra ed
al suo pilota, lo spagnolo Toni
Elias, di presentarsi al via delle
prime due gare del mondiale
che si correranno in Australia a
fine Febbraio. Ora sembra che
il più sia fatto e che il team Red
Devils possa portare a 25 (che
potrebbero diventare anche
27 nel caso venga accolta la
domanda del team Bimota Alstare) il numero dei piloti al via
del mondiale Superbike 2014.
La scorsa stagione dopo un ottimo inizio con Michel Fabrizio,
la squadra di Petricca sostituì il
pilota italiano con lo spagnolo
Toni Elias, che si dimostrò subito a suo agio sull’Aprilia RSV4
ed ottenne risultati lusinghieri,
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pur senza salire mai sul podio.
Elias ha sempre dichiarato di
sentirsi a casa sua nel team
Red Devils e lo ha confermato
anche questo inverno, quando
ha rifiutato numerose proposte
per attendere le decisioni di Petricca e della sua squadra. Ecco
le dichiarazioni del manager
capitolino.
Rivedremo il team Red Devils
al via del mondiale SBK 2014?
A che punto siete?
«Il nostro obiettivo è quello di
essere presenti nel mondiale
SBK 2014 fin dalla prima gara
in Australia, con Toni Elias e la
RSV4 Aprilia. Stiamo definendo
gli ultimi dettagli e sappiamo
che spesso proprio i dettagli
possono fare la differenza. Di
conseguenza questa è una fase
delicata ed importante. Comunque posso dire di avere un
team ed un pilota sicuramente
molto determinati a far bene in
questa nuova stagione».
Profilo di
Toni elias
Grande protagonista in
entrambe le classi 125cc e
250cc, in cui ha lottato per
il titolo, Toni Elias fa il salto
in MotoGP nel 2005. La
sua prima vittoria arriva in
Portogallo nel 2006 in una
sfida al limite contro Rossi.
Nel 2008 e 2009 corre
prima per il team D’Antin e
poi per il San Carlo Honda
Gresini con cui chiude 7º in
generale. Nel 2010 accetta
la sfida Moto2 e vince
il titolo con una grande
stagione che gli permette di
riapprodare alla massima
categoria con LCR. Un’annata piena di difficoltà lo costringe al ritorno in Moto2,
questa volta con i colori del
Mapfre Aspar team.
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Superbike
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb
bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb
bbbbbbbbbbbbbbb
Il vostro campionato 2013
non è stato facile, ad iniziare
dall’ avvicendamento Fabrizio-Elias. A distanza di tempo
come lo valuti?
«Ritengo che si debba trovare
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in ogni difficoltà l’opportunità
per crescere e per fare meglio.
Nel nostro caso credo che tutte
le parti in causa abbiano saputo cogliere delle opportunità
dalle loro difficoltà. Il mio è un
bilancio positivo e posso dire
che le cose sono andate molto
bene visto che ci hanno portato ad accogliere nella nostra
squadra un pilota del calibro
di Toni Elias, che non ha certo
bisogno di presentazioni e che
si è dimostrato subito in sintonia con la mia squadra, sin dalla
prima gara di Istanbul».
il miglior supporto possibile».
Cosa ne pensi della nuova categoria Evo?
«Il mio team ed io siamo al momento concentrati e stiamo
lavorando sulla SBK, ma nel
corso della stagione saremo
senza dubbio attenti a come si
evolverà la nuova classe Evo.
E’ certamente una categoria
interessante, che non sottovaluteremo anche perché rappresenta il futuro della Superbike,
visto che nel 2015 correranno
solo questo tipo di moto, anche
se la momento non sappiamo
ancora di preciso con quali regolamenti».
Quale futuro vedi per i team
privati ora in SBK e in futuro
in Evo?
«La Dorna sta facendo un ottimo lavoro per rilanciare il campionato e la presenza di diverse
Case impegnate direttamente
o indirettamente ne è la prova
concreta. In SBK in futuro vedremo un numero crescente di
team privati e questo sarà possibile proprio grazie alla nuova
classe Evo, che rappresenta
un’ottima possibilità per una
squadra privata. Questa stagione ci servirà per capire che
direzione seguire in futuro ed
in ogni caso con la SBK o con la
Evo lo spettacolo per il pubblico non mancherà di certo».
Gareggerete in una SBK sempre più competitiva. Chi pensi
potrà lottare per il titolo?
«I primi test hanno evidenziato una Suzuki molto veloce ed
hanno confermato il potenziale
dell’Aprilia e della Kawasaki.
Non è mia abitudine fare pronostici, però posso dire che mi
aspetto una stagione estremamente combattuta, nella quale
ci saremo anche noi con l’obiettivo di poterci inserire con costanza nel gruppo dei migliori.
Toni Elias è molto determinato
ed ansioso di lottare per le prime posizioni e da parte nostra
faremo il massimo per offrirgli
Il calendario 2014 sembra non
tener conto della crisi e della
necessità di diminuire i costi.
«Sì è un calendario impegnativo, però questo è un campionato del mondo e quindi anche il
calendario deve rispecchiare
questa titolazione, correndo
in tutti e cinque i continenti. In
caso contrario sarebbe solamente un campionato europeo.
D’altronde come sappiamo, il
motorsport è una pratica molto
costosa che necessita di budget importanti che vanno definiti e trovati. In caso contrario
nessuno è obbligato a partecipare al mondiale SBK».
La nuova classe
Evo è una
categoria
interessante
che non
sottovaluteremo
anche perché
rappresenta
il futuro della
Superbike
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AMA SBK
per limitare le spese rispetto al kit ufficiale, che
verranno poi rese disponibili in piccola serie. Il
battesimo della pista avverrà questo fine settimana a Chuckwalla Valley Raceway. Per EBR si
tratta invece di un rientro: Erik Buell Racing era
presenza fissa della serie Pro Superbike durante
la scorsa stagione, ma l’impegno nel Mondiale
con May e Yates (nella foto in apertura) aveva
ovviamente portato ad un disingaggio dal campionato statunitense. Sarà infatti la struttura del
manager e pilota Larry Pegram, fino alla scorsa
stagione in gara con Yamaha, a prendere in consegna la EBR 1190 per portarla in gara nella stagione 2014.
AMA Pro Superbike
Ducati entra, EBR rientra
di Edoardo Licciardello | La griglia della serie statunitense torna ad
accogliere due marchi storici. Ducati correrà con Jake Holden, EBR
rientrerà con il team Pegram
I
l Campionato AMA Pro Superbike sta per
avere inizio. La riduzione a sole cinque
prove del calendario (non ancora ufficiale, ma considerando l’avvio a metà marzo
possiamo considerarlo definitivo) se da un lato
è stata oggetto di forti critiche dai team più forti e naturalmente dal pubblico, ha reso ben più
economica ed appetibile la partecipazione, tanto
da facilitare l’ingresso di nuove formazioni che riportano nell’AMA due marchi storici come EBR/
86
Buell e soprattutto Ducati. Il marchio bolognese
dovrebbe rientrare (il condizionale è d’obbligo
almeno fino all’ufficializzazione del calendario)
attraverso il team TPL Racing/Ducati Omaha/Desmo Veloce, con Jake Holden in sella ad
una Ducati 1199 Panigale R supportata da Rod
Snyder, già dietro a Jake Zemke (Ducati) nell’edizione 2012 del campionato Daytona Sportbike.
Le moto sono già pronte nel quartier generale
del team, con diverse parti realizzate in proprio
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Enduro
Rigo Racing
L’Enduro made in Italy campione
d’Europa con Micheluz
di Marco Berti | ll team manager Marco Rigo ci racconta una stagione
perfetta con Maurizio Micheluz, spiegandoci le difficoltà di un team di
Enduro e le sfide tecniche di una difficile e dura disciplina
L
Lo scorso anno grazie a Maurizio Micheluz è stata una stagione da incorniciare per Rigo
Racing. «Sì, abbiamo vinto
l’europeo di enduro sia negli
Assoluti che nella Classe 2 (E1 250cc 4 tempi) - attacca Marco
Rigo - abbiamo conquistato un
terzo posto nel mondiale al GP
di Grecia riportando una Suzuki sul podio dopo 21 anni, dal
1992, e ci siamo aggiudicati il
secondo posto agli assoluti d’Italia». Rigo Racing, creazione
di Marco Rigo, inizia le attuività
agonistiche nel 1987. Per due
anni con Cagiva parteciperà
a rally e motorally. Nel 1989
passa a Yamaha con cui rimarrà fino al 2003. Il passaggio
dall’offroad al Motard avviene
nel 2001 e porterà anche a nu
cambio di livrea, da Yamaha a
KTM-Husaberg. Dal 2005 corre con Suzuki, prima in supermotard e dal 2012 nuovamente nell’enduro. I titoli e i premi
raccolti in questi 27 anni «sono
troppi da ricordare» ricorda
Marco Rigo. Ma solo per citarne alcuni: quattro Rally di Sardegna, tre Rally del Titano, un
88
terzo posto al Rally del Nevada
con Peterhansel, più di 15 titoli
italiani Motorally, etc.
L’intervista
Come è avvenuto l’incontro
con Maurizio Micheluz?
«Avevo già contattato Maurizio
nel 2011, ma purtroppo lui aveva già impegni contrattuali con
un altro team, però l’offerta gli
interessava. Già nell’agosto del
2012 infatti mi ha chiamato per
accordarci per il 2013. Quindi
siamo partiti già a dicembre
con i test. Ci abbiamo messo
un po’ a costruirgli addosso
una moto che gli piacesse e
infatti i risultati sono stati prestazionalmente via via esponenziali. Siamo arrivati alla fine
dell’anno riuscendo ad essere
davvero molto competitivi. Per
il 2014, vista la conclusione dello scorso anno ci aspettiamo di
fare una stagione migliore, se
possibile.
Come avete preparato la
moto e quali sono le difficoltà
che si incontrano?
«La preparazione della moto
inizia dalla base di una moto
da cross, quindi sviluppata
per esigenze diverse da quelle
dell’enduro. L’enduro moderno
richiede di affrontare situazioni
diversissime, per esempio, c’è
la prova Estrema che in parte
è un percorso da trial in parte
da supercross, dove ci sono
salti alti e atterraggi pesanti.
La cosa difficile è coniugare
questa grande diversità di percorsi e avere una moto molto
sensibile nelle parti lente e nello stesso tempo quando atterri
da 4-5 metri di altezza sul piano
hai bisogno di una moto che ti
sostenga come una da Supercross. Durante l’anno penso
che siamo arrivati ad avere uno
sviluppo della ciclistica soddisfacente in ogni condizione.
Nell’enduro serve una moto
che affronti in sicurezza ogni
situazione. Se una moto dà sicurezza a un pilota, il pilota correrà al 95%, con un margine di
rischio ridotto, se la moto non
gli dà sicurezza correrà al 70%.
E’ un lavoro di continuo affinamento durante tutta la stagione, modifiche in funzione di
una specifica gara invece sono
estremamente rare, proprio
per la diversità delle situazioni
da affrontare in una gara di enduro».
Per quanto riguarda il motore invece? Qual è il lavoro da
fare?
«Anche qui si parte da una
moto da cross e nello specifico
le moto giapponesi sono sviluppate per il cross americano
e il supercross. Quindi motori
molto cattivi a metà erogazione che mal si sposa all’enduro dove serve un motore che
parta forte già da zero, che dal
Ci piacerebbe riuscire a
essere più incisivi nel
Campionato Mondiale
Enduro E1. Essere più
competitivi in tutte le
prove alle quali
prenderemo parte
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minimo sia subito pronto e reattivo e poi non deve mai avere
picchi improvvisi. Nell’enduro il
grip è spesso precario e molte
volte si curva in contropendenza, in queste situazioni c’è bisogno di un propulsore che offra
un’erogazione progressiva e
dolce. Il nostro lavoro è stato
quello di dare più tiro sotto,
meno esplosività in mezzo e più
allungo in alto.
Per avere un motore più elettrico, come si dice in gergo, che
abbia sempre una buona risposta a tutti regimi».
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Dalla moto al pilota. Com’e
Micheluz?
«Friulano... caparbio! Si allena
tantissimo, cura molto anche
l’alimentazione e la preparazione a 360°, infatti dal punto
di vista fisico anche quando gli
altri piloti escono stremati dalle
prove più dure lui invece è ancora relativamente fresco. Caratterialmente è una persona
molto schietta, tecnicamente è
un pilota che riesce ad indicarti
con grande precisione quale sia
il problema e quali sono le migliorie che vorrebbe».
Obiettivi 2014?
«La speranza è migliorarsi, ma
anche riuscire a confermarsi
sarebbe già bello. Ci piacerebbe riuscire a essere più incisivi
nel Campionato Mondiale Enduro E1. Essere più competitivi
in tutte le prove alle quali prenderemo parte».
Altri progetti?
«Nel mondo Racing abbiamo
siglato un accordo con Diego
Nicoletti, pilota vicentino di 27
anni, con cui faremo nella Classe E2 il campionato italiano
ed europeo. Anche con lui abbiamo ragione di pensare che
faremo una buona stagione,
siamo fiduciosi. A noi piace anche supportare giovani talenti
che corrono nelle classi 50 e
125 cc e anche quest’anno abbiamo alcune moto con le quali
vorremmo dare la possibilità a
qualche giovane pilota di poter
crescere anche grazie al nostro
supporto e trasmettergli la nostra esperienza».
Sappiamo che i giovani stanno un po’ perdendo interesse
per le due ruote, qual è la situazione nell’offroad?
«I numeri sono il problema degli ultimi anni, sia da un punto
di vista economico che di interesse. Negli anni settanta tutti
i 14enni avevano la moto o il
motorino. C’era una passione
universale per le due ruote a
motore e fuori dalle scuole c’erano fiumi di moto parcheggiate. Oggi i ragazzi sono più appassionati di oggetti elettronici.
Una volta quando si usciva da
scuola il resto era tutta attività
fisica, adesso è elettronica».
Enduro
Avete in mente qualche progetto per far riscoprire le
moto ai giovani?
«Sì, noi collaboriamo con Valenti, distributore Suzuki offroad in Italia, che propone un 50
cc che è lo stato dell’arte per
l’enduro di quella cilindrata. Insieme a lui stiamo pensando a
qualche iniziativa per far conoscere ai giovani la moto».
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Supercross
Villopoto, bis a Oakland
di Massimo Zanzani | L’ufficiale Kawasaki si aggiudica la sua seconda
gara stagionale davanti a Stewart e Reed; conferma anche per
Anderson nella 250
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S
econda prova di forza per Ryan Villopoto che sul tecnico tracciato di
Oakland si è imposto con precisione
chirurgica sul ristretto lotto di avversari che quest’anno cercano di dare spezzare
l’egemonia triennale del campione in carica. Il
californiano dopo aver vinto a mani basse la qualifica ha fatto il bis in finale scavalcando a metà
giro Justin Brayton per poi involarsi verso la vittoria mantenendo la testa con sicurezza sino al
traguardo. «La partenza sta diventando sempre
più importante - ha commentato Villopoto – ed
è difficile vincere ripetutamente. Dopo i tanti
test che abbiamo fatto dopo la prima prova della
stagione le modifiche fatte alla moto sono state
molto importanti perché mi hanno permesso di
avere più comfort, di essere più sciolto e di curvare meglio. Al cancello ero scattato bene ma la
ruota ha pattinato e Brayton ne ha approfittato
per prendere la traiettoria migliore e portarsi in
testa, ma poco prima delle whoops l’ho passato
Motocross
e poi non ho più visto nessuno. La pista era bella ma il terreno anche questa volta era di scarsa qualità, per fortuna non ha piovuto e non era
umido così non si scivolava come ci è già successo varie volte per cui si è potuto spingere forte.
Per quanto riguarda il campionato potevo fare
meglio ma sono in una buona posizione e ho
ancora margine per migliorarmi» Seconda piazza per James Stewart, che ha ancora una volta
mancato il gradino più alto del podio questa volta
per un errore sul finale che lo ha allontanato dal
battistrada. «Avrei potuto forzare di più ma mi
ha fregato lo sbaglio nelle whoops che ho fatto a
tre giri dalla fine, ho perso troppo tempo e a quel
punto la possibilità di agganciare Villopoto è sfumata. Avrei preso qualche punto in più ma non
è andata male ugualmente, dopo tanti anni non
mi interessa vincere i singoli eventi ma il campionato e la regolarità di piazzamenti è fondamentale. Di settimana in settimana mi sento sempre
meglio, fisicamente sono sempre più forte e le
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modifiche alla moto sono state positive per cui
sono molto confidente anche perché in finale ho
sempre il rendimento migliore della giornata. La
pista mi è piaciuta ma le balle di paglia messe
in mezzo alle whoops per separare le due corsi
erano molto pericolose perché essendo gli ostacoli molto pronunciati se ne sbagliavi uno potevi benissimo centrare una delle balle. Non vedo
l’ora di andare a correre nelle piste dell’Est alle
quali sono più abituato, perché senz’altro avrò
un rendimento ancora migliore, ma tre volte su
quattro sul podio è comunque un buon risultato» Il terzo posto è andato a Chad Reed, questa
volta meno incisivo rispetto a sette giorni prima.
«La gara è andata bene, ho avuto sempre buone
partenze perché ho scelto sempre la linea interna e il fatto di essermi trovato dietro a Villopoto alcune volte mentre tirava fortissimo mi ha
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permesso di evitare gli errori che ha fatto lui. Al
secondo giro però ne ho fatto uno grosso anch’io
che mi ha fatto venire la pelle d’oca, così ho fatto
il quadruplo solo quando arrivavo perfetto ed ero
sicuro di potercela fare. Per fortuna prima della
finale abbiamo fatto una modifica alla forcella ad
aria che mi ha aiutato molto, il problema è che
da un paio di anni in allenamento non riusciamo
mai a replicare le stesse condizioni che troviamo il giorno della gara ed è un po’ come ripartire
da capo. Il risultato è favorevole perché mi sto
mantenendo consistente, il problema è che non
mi sento orribile sotto nessun aspetto ma neanche superiore in nessun altro. Ogni gara imparo
qualcosa, e cerco di metterla in pratica, si tratta
di tutti piccoli aggiustamenti che mi portano a
dare sempre di più. Il blockpass che mi ha fatto Stewart non è altro che quello che mi posso
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aspettare da lui, d’altronde lui vuole vincere
quanto me ed è chiaro che si cerca di farlo in tutti
i modi. Un buona partenza e superare in modo
puliti gli avversari nella prima fase di gara è la
chiave per assicurarsi parte del successo della
gara, perché poi mentre ai tempi di McGrath o
Carmichael il passo era velocissimo per cinque o
sei giri oggi lo è anche per dodici o quindici grazie
alla facilità delle piste e ai progressi delle moto
e degli altri piloti per cui devi mantenere alta la
guardia per buona parte della gara ed è diventato ancora più difficile come dimostra il fatto che
in prova pur essendo a soli sei decimi di secondi
dal primo ero in settima posizione. La pista oggi
finalmente non era male, il problema è che iniziamo a correre in una maniera e diventa pronta
solo per la finale quando si può dire finalmente
a posto. Hanno tre giorni per realizzarla, e non
Motocross
capisco perché non iniziano a bagnare prima, è
sia sempre la stessa storia». Giornata un po’ sottotono invece per Ryan Dungey e Ken Roczen,
terminati rispettivamente al quarto e sesto posto. «Oggi per battere Villopoto o Stewart bisognava essere al 100% e i miei piloti non lo sono
stati – ha spiegato il team manager KTM Roger
De Coster - è vero che in finale per non scontrarsi alla prima curva hanno chiuso troppo preso il
gas e la partenza è stata così compromessa, ma
anche il loro impegno non è stato sufficiente per
puntare alle prime posizioni.
Hanno mancato un po’ specie nella zona “ritmica” prima del traguardo, comunque non è stata
una giornata esaltante ma neanche terribile specie per Ryan che in definitiva ha portato a casa un
discreto risultato»
Guarda tutte le classifiche
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Le Foto più
spettacolari
di Anaheim II
Lo spettacolo tutto americano del Supercross di
scena ad Anaheim, con Reed che torna alla vittoria
dopo due anni di digiuno. Ecco gli scatti più belli
che raccontano la gara dentro e fuori dalla pista
di Massimo Zanzani
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