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dentroPARENZO
giovedì, 31 luglio 2014
«Forza e Valore»
nessuno remò contro
Storia dello sport. Alla scoperta di una società di canottaggio della quale oggi c’è poca memoria, che si era
4Igor Kramarsich
“D
opo qualche mese di forzata assenza, rieccoci alla vecchia sede della nostra Società Canottieri, dove il posto è rimasto
squallido e deserto e l’imbarcadero non
pullula più di agili canotti e saldi vogatori, come sotto l’afa opprimente della
stagione estiva. Il radioso sole di questi giorni promette bene.
Sul terrazzo, un gruppo di veterani sta animatamente discutendo.
Nella loro eccitata fantasia si snoda - come dinanzi a uno
schermo - tutto un corredo di ebbrezze, vittorie ed illusioni.
Rivediamo così radiosi traguardi tagliati dalle frementi prore dei nostri canotti e riandando con infinita amarezza a quei
giorni felici, ci vien fatto di pensare ai vari Sabatti padre e figlio, Draghicchio, Moratto, Benci: cari nomi dei quali ormai
non restano che poche sbiadite fotografie appiccicate alle pareti della sede”. Iniziava così un servizio della Gazzetta dello Sport datato 19 febbraio del 1945. Un servizio dedicato a
una società della quale oggi c’è poca memoria, che si era fatta valere agli albori sportivi, a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Un club di canottaggio che durante il periodo italiano
aveva raggiunto il suo culmine. Di chi parliamo? Della “Forza e Valore” di Parenzo. Ma facciamo un passo indietro e cominciamo dagli inizi.
1886: la fusione tra due club
Le prime tracce sportive a Parenzo risalgono al 1869.
Precisamente, il 13 agosto è stato aperto un corso di ginnastica tenuto da Gregorio Draghicchio. Una figura emblematica, un vero sportivo e patriota istriano, che ha fatto tanto
per portare lo sport in regione. Dal suo primo amore, la ginnastica, fino a svariati altri sport, tra cui pure il canottaggio.
Per trovare le prime annotazioni sul canottaggio dobbiamo
arrivare al 1885. Infatti, il 20 settembre, comparve il seguente avviso:
”I sottoscritti membri del Comitato promotore per la costituzione del Club di canottieri parentini “Adriaco” si pregiano di invitarLa alla prima adunanza che si terrà il giorno
25 settembre alle ore 12 m. nella sala del Sig. F. Danelon per
trattare sul seguente Ordine del giorno:
1. Costituzione della Direzione.
2. Lettura ed approvazione dello Statuto Sociale.
3. Lettura ed approvazione del Regolamento interno del
Club
Parenzo li 20 settembre 1885. Firmato Benedetto Polesini, Giuseppe Vittorio Privileggi, Angelo Danelon”.
Venne così fondato il 25 settembre il “Club di Canottieri
Parentini Adriaco”, che un mese dopo si costituirà ufficialmente. Venne eletta anche la direzione della quale facevano parte Benedetto Polesini (presidente), Giuseppe Davanzo (direttore e cassiere) e Antonio Zelco (segretario). Come
stemma fu scelto quella della città di Parenzo. E, infine,
come scopo della società venne indicato che “è lo sport a
remo ed a vela mediante l’acquisto di imbarcazioni, esercizi,
gite di piacere, regate e feste in mare”. Da subito fu definita
pure la divisa sociale che comprendeva ”berretto di panno
blu scuro col nome del Club; maglia di lana blu anch’essa
col nome del Club ricamato in seta bianca; calzoni bianchi
di tela per gala e calzoni di tela rossa per fatica; fascia di color rosso e fazzoletto di seta rosso per il collo; giubba di panno blu scuro e cappello di paglia naturale; il capo-canottiere
ha per distintivo un’ancora bianca”. La prima sede fu sotto
a una tettoia del cortile adiacente al mare della casa del podestà Sbisà. Poco dopo la divisa fu cambiata e venne adottata
la maglia bianca con due facce orizzontali azzurre, calzoncini neri e berretto bianco. Da subito avevano due remi: uno a
quattro remi chiamato Spes, e un altro di nome Nizzaro di sei
remi. Pochi mesi dopo arrivò un terzo remo, uno a otto remi
chiamato Quarnaro. Nel giugno del 1886 a Parenzo nasce
una seconda società di canottieri, la “Società Nautica Istria”,
composta da una trentina di operai. Da subito potevano contare su una lancia da 10 remi di nome Istria. Però la sua storia fu breve. Infatti, per un città di poco più di 3.000 abitanti
avere due società di canottiera era del tutto inutile e si optò
ben presto, il 24 luglio, per la fusione.
Iniziano le attività
Presto cominciarono le attività in mare. Ci furono le prime gite, le gare interne e altre attività propense allo sviluppo
di questo sport. La squadra parentina conseguì il primo successo il 26 giugno 1887 a Trieste, dove in una regata riservata a canotti da diporto a otto remi vinse contro l’imbarcazione Enotrio, del Club Nautico Ausonia di Trieste. L’equipaggio era composto da Giusto Borri, Candido Cuzzi, Nicolò
Dean, Giovanni Franca, Giovanni Ghersina, Giuseppe Privileggi, Luigi Romano, Luigi Sbisà e Giuseppe Vittorio Privileggi come timoniere. Per il Quarnaro fu una vittoria netta,
visto che arrivò al traguardo con ben 48 secondi di margine.
Negli anni fino alla fine del secolo la società partecipò a diverse gare, cogliendo anche importanti succesi. Siamo agli
arbori di questo sport e i risultati sono secondari, perché si
lavora tantissimo sulla promozione. In quel periodo vennero eletti presidenti Sebastiano Sbisà prima e Angelo Danelon
dopo. Nel 1899 arriva la svolta, con la decisione di promuovere pure altri sport, e così nell’ottobre del 1899 venne costituita la “Società Sportiva Parentina”. Lo scopo era quello di
promuovere il canottaggio, la ginnastica, il nuoto, la scherma, l’equitazione e il tiro a segno, oltre ad altre attività ricreative.
Il 29 novembre del 1900 fu approvato il nuovo statuto con
il nuovo nome: “Società Ginnastica Parentina”. Tra l’altro
venne anche scelto il motto sociale, “Forza e Valore”, ed eletto presidente Gregorio Draghicchio. Alla fine del 1901, però,
Draghicchio rassegnò le sue dimissioni e la presidenza venne
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fatta valere a cavallo tra il XIX e il XX secolo e che durante il periodo italiano aveva raggiunto il suo culmine
assunta da Angelo Danelon, suo vice. Seguirono anni in cui
il canottaggio per questa nuova società recitò un ruolo di secondo piano e dove i principali successi arrivarono dal nuoto
e dall’atletica. Il primo successo di rilievo fu quello alla gara
di Trieste nel 1910, dove arrivò al secondo posto. Nel 1912 la
Forza e Valore partecipò con tre armi alla gara internazionale
di Trieste, vincendo ben cinque gare. I successi furono bissati
nel 1913 e nel 1914. I canottieri parentini parteciparono pure
alle gare nazionali di Venezia con l’armo seniores, ottenendo
un secondo posto. Arrivò purtroppo la Grande Guerra e il 2
luglio 1915, su ordine del Luogotenente barone Alfonso de
Fries Skene, la S.G. Forza e Valore fu sciolta, come tutte le
altre società sportive e culturali.
Risultati di rilievo
Finita la guerra, le attività sportive ben presto ricominciarono. I rematori furono subito pronti per i campionati nazionali italiani del 1919. Si svolsero a Lecco, e la yole a 4 juniores centrò subito il primo posto! La squadra era composta da Luigi Draghicchio, Giovanni Cleva, Salvatore De Sincich, Mosè Sabatti e il timoniere Manlio Severi. Nel 1920, a
Como, i parentini non riuscirono a bissare il successo, ormai
nella categoria seniores, però conquistarono un ottimo secondo posto dietro a Piacenza. Si piazzarono pure secondi al
campionato giuliano di Portorose, dietro alla Libertas di Capodistria. La stagione si concluse con la gara di Trieste, dove
i parentini vinsero una gara e si piazzarono secondi in altre
due. Nel 1921 la squadra ottenne buoni risultati regionali.
Così nella regata internazionale di Grado la yole a 4 seniores
si piazzò seconda, risultato bissato nella regata internazionale di Trieste. Qui pure gli esordienti finirono secondi, mentre
nella categoria studenti accademici arrivò una vittoria. Un
successo fu conseguito pure nella yole a 8 seniores.
Nella regata internazionale di Trieste nel 1923 la “Forza e Valore” vinse due gare: yole a 4 anziani e nella catego-
ria studenti accademici. Poche settimane dopo a Parenzo si
svolsero le regate sezionali dei Campionati giuliani. La yole
a 4 seniores conquistò un ottimo terzo posto dietro ai futuri campioni europei della Timavo. La squadra tornò a partecipare ai campionati italiani nel 1924 a Trieste, dove riescì
a vincere due gare. Il successi arrivarono nella yole a 8 seniores (Natale Mengaziol, Antonio Bon, Salvatore Sabatti,
Giovanni Cleva, Casimiro Draghicchio, Luciano Cuzzi, Giuseppe Musizza, Mosè Sabatti, timoniere Giorgio Dapretto) e
nella yole a 4 seniores (Natale Mengaziol, Giovanni Cleva,
Casimiro Draghicchio, Mosè Sabatti, timoniere Marco Bencich). Ai campionati italiani di Santa Margherita Ligure ecco
due nuovi titoli. Rivinsero la yole a 8 seniores e s’imposero
nella yole a 4 juniores, con un secondo posto nella yole a 4
seniores.
1939: la storia è finita
Con l’inizio dei venti di guerra nel 1939 la società
chiuse i battenti e non li riaprì mai più. Nel buio dei capannoni rimasero per anni i gloriosi remi. Nel 1944 e 1945
i bombardamenti della città distrussero la canottiera e tutte le imbarcazioni. La società ufficialmente cessò le proprie attività nel 1945. Finì così una storia di una piccola
società, che aveva fatto grande il canottaggio regionale.
Di una società e di una città che è stata la prima ad abbracciare il canottaggio in regione e una delle prime- in tutta
l’attuale Croazia. E come scriveva il pezzo della Gazzetta
dello Sport: ”Gennaio 1900-gennaio 1945: quarantacinque anni di solerte attività, vita piena di intense emozioni,
sacrifici, gloria”.
L’inizio del declino
Dopo questa sfilza di successi e ottimi risultati iniziò un
lungo declino, in parte dovuto anche al fatto che la città perse il privilegio di essere capoluogo di provincia. Nei campionati italiani del 1936 a Venezia la squadra parentina riemerse, vincendo un po’ a sorpresa la yole a 4 juniores. Remarono Ferruccio Moratto, Bruno Giacomini, Mario Petretti,
Mari Privileggi, con timoniere Nino Scher. Nel 1937 i parentini vinsero ai campionati italiani di Pallanza nella gara dei
quattro di punta con timoniere juniores, composto da Vittorio
Strani, Giuseppe Giurmani, Antonio Debrevi, Giovanni Privileggi e timoniere Giovanni Marussi. Da notare che lo stesso equipaggio partecipò pure alla finale seniores, dove arrivò secondo. Poi vinse nella yole di mare a quattro con timoniere juniores ai campionati nazionali di Napoli. Nel 1938 ci
furono due importanti piazzamenti. La Forza e Valore vinse
nell’otto con timoniere seniores ai campionati giuliani di Capodistria e arrivò seconda nella yole a 4 esordienti nella regata internazionale di Trieste.
«DentroPARENZO», guida agli eventi della Città di
Parenzo, è un inserto gratuito che la Città di Parenzo
pubblica con scadenza trimestrale, in collaborazione con
l’Ente giornalistico - editoriale «EDIT» e con il quotidiano
«La Voce del Popolo». Esce in edicola in allegato al
quotidiano «La Voce del Popolo».
Coeditori: Città di Parenzo ed Ente giornalistico
- editoriale «EDIT»
Progetto editoriale: Errol Superina
Caporedattore responsabile f.f.: Roberto Palisca
Coordinatore responsabile per la Città di Parenzo:
Saša Guttman
Redattore esecutivo: Alessandro Superina
Realizzazione grafica: Borna Giljević
Collaboratori: Lara Musizza, Igor Kramasich e Lucio Vidotto
Foto: Lucio Vidotto e Goran Žiković
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