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Cento anni fa la Grande Guerra

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AMI
ASSOCIAZIONE
MAZZINIANA
ITALIANA
Sezione di Brescia
1914 - 2014
100 anni fa
LA GRANDE GUERRA
S
corriamo avidamente i giornali per aver notizie
di avvenute carneficine e ci rallegriamo quando
leggiamo che dei giovani innocenti, in cieca ubbidienza agli ordini dei loro comandanti, sono stati
falciati a migliaia dal fuoco delle mitragliatrici.
Bertrand Russel, 15 agosto 1914
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Sezione di Brescia
Presentazione
“La Sezione di Brescia dell’Associazione Mazziniana Italiana celebra il centenario dello scoppio della Grande Guerra con alcune iniziative che vengono descritte in questo
breve depliant illustrativo.
Lo fa non tanto per un dovere di memoria storica fine a sé stesso, quanto perché la conoscenza di quel che è stato presso i nostri Padri permette a noi di svolgere quel dovere di
educazione che ci è stato inculcato da chi ci ha preceduto.
Poiché tutte le vicende storiche, a ben vedere, sono soltanto delle fasi di passaggio da quelle
passate verso le future, anche la Grande Guerra non è sfuggita alla regola ed ha finito col
costituire il punto di attrito tra due faglie storiche.
La guerra è stata tra gli Stati imperiali e le democrazie liberali, ma queste ultime vivevano
già da tempo le tensioni dovute al progredire delle società di massa, tutte tese verso le conquiste dei diritti sociali, verso il suffragio universale, verso condizioni di lavori dignitose,
verso la parità della condizione della donna, verso il diritto all’istruzione ed alla salute, insomma verso tutto quello che ci impiegherà ancora qualche decennio per essere sacralizzato
nella Costituzione del 1948.
La guerra portava a compimento il Risorgimento con l’acquisizione dell’integrità territoriale, ma già si ragionava in termini di unità europea.
Tutto questo, che denota come gli accadimenti non siano altro che una necessità storica
vissuta in perenne attuazione di quel Progresso umano e sociale tanto caro ai mazziniani,
ci porta altresì a non enfatizzare oltremodo le spinte interventiste, nazionaliste, pacifiste o
neutraliste che hanno accompagnato la nostra entrata in guerra.
In fin dei conti ciascun uomo, al fronte od in fabbrica, nelle trincee o nei campi, ha svolto
comunque un ruolo, visibile o meno, decifrabile od imperscrutabile, che ha comunque consentito al mondo di fare qualche passo avanti, pur tra i “rinculi” del ventennio successivo.
Sicché commemorare la Grande Guerra significa anche, oggi, per ciascuno di noi, individuare il proprio ruolo storico, che solo apparentemente potrà apparire incomprensibile.
Se ci muoviamo, anche solo impercettibilmente, verso forme di comunione umana più
progredite e sempre più planetarie, anche se spesso sofferte, lo dobbiamo sicuramente anche agli esempi di Cesare Battisti, di Nazario Sauro, di Fabio Filzi e di tutti quelli di cui
ignoriamo il nome”.
Paolo Lombardi
Presidente Ami Brescia
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Sezione di Brescia
Conferenza
LA LEZIONE:“La guerra in corpo 8, il ruolo dell’informazione alla vigilia
della Grande guerra” di Pietro Caruso.
LO SVILUPPO:il primo conflitto mondiale mise allo scoperto l’uso politico dei giornali quotidiani nello schierarsi a favore o contro
la guerra. In Italia questo avvenne con inquietanti retroscena
che avrebbero avuto conseguenze dopo il 1919.
RELATORE:Pietro Caruso, caporedattore del quotidiano Corriere di Romagna di Forlì, presidente dell’Associazione mazziniana italiana dell’Emilia Romagna.
“In genere la guerra favorì aspirazioni al cameratismo, all’attivismo e all’eroismo
sempre nel quadro della mistica nazionale, e da essa il nazionalismo uscì rafforzato
qualsiasi fossero stati il suo passato e le sue mire… Alla fine, l’assuefazione alle
uccisioni in massa aggiunse alle conseguenze della guerra anche il fatto di aver reso
più spietata la coscienza europea, anche questo un dato indicativo del futuro”
“Il razzismo in Europa dalle origini all’Olocausto” di G.L. Mosse
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Sezione di Brescia
Conferenza
LA LEZIONE:“I volontari italiani nella prima Guerra mondiale” di Filippo
Ronchi.
LO SVILUPPO:la relazione si svilupperà partendo dalla partecipazione di un
contingente di volontari garibaldini al conflitto in terra francese fin dall’ estate del 1914, per poi prendere in esame il fenomeno del volontariato sul fronte italiano a partire dal 1915
per quanto riguarda gli “irredentisti” trentini e della VeneziaGiulia, i futuristi, i socialisti e i sindacalisti rivoluzionari guidati da Mussolini e Corridoni. Sarà infine svolto un bilancio
generale del fenomeno del volontariato nel periodo 1915 1918.
RELATORE:Filippo Ronchi, docente di italiano e storia all’Iiss TartagliaOlivieri di Brescia, membro del Comitato di Brescia dell’Istituto storico per la storia del Risorgimento italiano.
“Tutti sentirono che aveva evocato la morte. La morte si librava su di loro, e loro
non ci erano affatto avvezzi. Erano nati in epoca di pace e diventati ufficiali
in pacifiche manovre ed esercitazioni. In quel tempo ancora non sapevano
che ciascuno di loro, senza eccezione, di li a un paio di anni avrebbe dovuto
incontrarsi con la morte.
“La marcia di Radetzky” di Joseph Roth
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Sezione di Brescia
Conferenza
LA LEZIONE:“Tutti in guerra: al fronte e al lavoro nel Bresciano” di Marcello Zane.
LO SVILUPPO:la Grande guerra si combatte anche a Brescia. Nelle fabbriche
di armi, bombe e di materiali bellici, nelle pubbliche amministrazioni e nell’associazionismo, sui giornali, o ospitando
caserme e ospedali. E dal fronte giungono le notizie dei caduti
e le lettere dei bresciani che raccontano di paure.
RELATORE:
Marcello Zane, giornalista ed editore.
“Finalmente è arrivato il giorno dell’ira dopo i lunghi crepuscoli della paura.
Finalmente stanno pagando la decima dell’anime per la ripulitura della terra.
Ci voleva alla fine un caldo bagno di sangue nero dopo tanti umidicci e tiepidumi
di latte materno e di lacrime fraterne. Ci voleva una bella innaffiatura di sangue
per l’arsura dell’agosto; e una rossa svinatura per le vendemmie di settembre; e una
muraglia di svampate per i freschi di settembre”
“Amiamo la guerra” di Giovanni Papini
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Sezione di Brescia
Conferenza
LA LEZIONE:“La grande guerra, proposta per un percorso figurativo nella
produzione artistica bresciana” di Barbara D’Attoma
LO SVILUPPO:L’incontro avrà per tema la proposta per un percorso figurativo lungo la produzione artistica bresciana di soggetto bellico
(pittura e scultura) durante il primo conflitto mondiale: dai
pittori soldato, tra cui Angelo Landi da Salò, dal 1915 caporale motociclista con il compito di addetto all’Ufficio stampa e propaganda del Comando supremo militare, e Virgilio
Vecchia, pittore durante gli scontri al fronte, fino agli scultori
Claudio Botta e Angelo Zanelli, entrambe portavoce dei clamori seguiti alla Grande guerra.
RELATORE:Barbara D’Attoma, storica dell’arte e coordinatore del sistema
museale di Valle Trompia.
Un uomo!
Ne distinguevo gli occhi e i tratti del viso. La luce dell’alba si faceva piú
chiara ed il sole si annunziava dietro la cima dei monti. Tirare cosi, a pochi passi,
su un uomo... come su un cinghiale!
“Un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu
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Conferenza
LA LEZIONE:“L’inferno e la gloria” di Nino Dolfo
LO SVILUPPO:La Grande guerra è stata raccontata dal grande cinema d’autore (Pabst, Renoir, Kubrick, Losey, Monicelli...) e ne ha messo
a nudo orrori, barbarie, ingiustizie, violenze di classe, denunciando retorica e silenzi nel segno del migliore spirito civile,
pacifista e antimilitarista. La relazione sarà accompagnata da
una antologica di sequenze e “scene madri”.
RELATORE:Nino Dolfo si è laureato con una tesi sul cinema di Pasolini.
E’ stato animatore del Circolo del cinema di Brescia, prima
critico cinematografico per Bresciaoggi, oggi collaboratore
delle pagine cultura e spettacoli del Corriere della Sera.
Un ordine ha trasformato queste figure silenziose in nemici nostri; un altro ordine
potrebbe trasformarli in amici. Intorno a un tavolo un foglio viene firmato
da pochi individui che nessuno di noi conosce, e per anni diventa nostro scopo
supremo ciò che in ogni altro caso provocherebbe il disprezzo di tutto il mondo. […]
“Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Erich Maria Remarque
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Sezione di Brescia
Conferenza
LA LEZIONE:“La guerra dei trenta anni: le due guerre mondiali e l’apocalisse del Novecento” di Barbara Bracco.
LO SVILUPPO:Quattro anni di guerra che sconvolsero il mondo. I costi della
pace: le condizioni per i Paesi sconfitti, i riflessi sul dibattito
politico e le tensioni che alimentarono poi la tragica e lunga
rincorsa al secondo conflitto mondiale.
RELATORE:Barbara Bracco è docente di Storia contemporanea del Dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell’Università MilanoBicocca.
“L’egoismo che si sviluppa per necessità bestiale della grande fatica, ci ripugna.
Ognuno pensa duramente a sé, e noi che credevamo a una fraterna collaborazione,
tanto più grande nel pericolo, ce ne sentiamo offesi e umiliati”
Lettera dal fronte
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Sezione di Brescia
Libro
IL TITOLO: “Breve storia della Grande guerra” di Giacomo Properzj (Mursia editore)
IL TEMA:Dietro le trincee, oltre i fatti d’arme, un’analisi sull’economia di
guerra: produzione industriale e business.
L’AUTORE:Giacomo Properzj, laureato in giurisprudenza, è stato esponente
e segretario cittadino del Partito repubblicano italiano a Milano,
sindaco di Segrate, ed ha anche ricoperto gli incarichi di presidente
della Provincia di Milano, presidente delle municipalizzate milanesi Aem e Atm. L’autore presenterà il libro nel corso di un
incontro con la cittadinanza a Brescia.
“La Patria non è un territorio; il territorio non ne è che la base. La Patria è l’idea che sorge su
quello; è il pensiero d’amore, il senso di comunione che stringe in uno tutti i figli di quel territorio.
Finché uno solo tra i vostri fratelli non è rappresentato dal voto nello sviluppo della vita nazionale
– finché un solo, capace e voglioso di lavoro, langue, per mancanza di lavoro, nella miseria – voi
non avete la Patria come dovreste averla, la Patria di tutti, la Patria per tutti. Il voto, l’educazione,
il lavoro sono le tre colonne fondamentali della Nazione; non abbiate posa finché non siano per
opera vostra solidamente innalzate”.
“Dei Doveri dell’Uomo” di Giuseppe Mazzini
“E’ l’uomo, è l’umanità che costruisce la propria dimora: l’utopista non ha in ciò niente a che vedere.
L’assetto sociale del mondo esterno è la manifestazione dell’uomo interiore, della condizione morale
e intellettuale dell’umanità in un dato momento,
della sua fede soprattutto. La società, così com’è
oggi, è il risultato della mancanza di un’attiva fede
comune, dell’anarchia che regna nelle intelligenze
e negli interessi, e dell’egoismo che inevitabilmente discende da questa anarchia. Finché questo non
sarà cambiato mediante la diffusione dei principi e
dell’associazione delle intelligenze, non porterete a
termine niente di duraturo o di efficace. Cambiate questo: tutto cambierà in un batter d’occhio, e
l’uomo, credetemi, non troverà difficoltà nel dotarsi
d’una degna dimora”.
“People’s Journal”, n. 68, 17 aprile 1847,
di Giuseppe Mazzini
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LA MOSTRA
La Guerra sulla carta
Un viaggio fin dentro le trincee, tra i soldati al fronte e schierati nelle battaglie
che hanno segnato la storia d’Italia dal 1915 al 1918: la Grande guerra, i
principali eventi scanditi dalle immagini raccolte nella suggestiva e ricca mostra
allestita da Alfonso Rodella. Si tratta di 54 pannelli, misura 70 per 100, che
attraverso la riproduzione di fotografie e documenti raccontano le fasi salienti
della partecipazione italiana al primo conflitto mondiale. Data e luogo di
presentazione della mostra sono ancora da determinare, ma sarà nostra premura
informare le scuole dell’evento.
VENT’ANNI: QUANTI TORNARONO?
Non c’e forse album di famiglia che non racchiuda la foto di uno di questi vivaci
gruppi di militari. Sono tutti giovani, sorridenti, anche se uno porta già i segni di
una ferita, anche se li attendono le prove della guerra .
Uno impugna una gavetta, l’altro ironizza con un compagno, un altro ancora
esibisce la foto della fidanzata. Spavalderia, ottimismo: i vent’anni.
Quanti torneranno?
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L’Associazione
Associazione Mazziniana Italiana
Sezione di Brescia
L’Associazione Mazziniana è una libera associazione che propugna i principi di
emancipazione morale, politica e sociale sostenuti da Giuseppe Mazzini e della
tradizione politica del pensiero repubblicano. Fondata nel 1943 da importanti
personalità del movimento antifascista, l’AMI ha mantenuto sempre una netta
posizione contro il fascismo ed ogni forma di totalitarismo.
I membri dell’Associazione Mazziniana, fin dalla sua fondazione, hanno
perseguito con continuità e con impegno volontario l’obiettivo di una
educazione delle donne e degli uomini d’Italia alla cultura della partecipazione
democratica. Anche in ragione delle sue profonde radici nelle esperienze storiche
del Risorgimento e della resistenza, l’Associazione Mazziniana si è efficacemente
impegnata negli anni per mantenere vivo il lascito ideale di questi fondanti
momenti di libertà nella storia italiana moderna.
Il nostro tentativo è quello di adempiere ad esse attraverso la presentazione,
nel periodico della nostra associazione, Il Pensiero Mazziniano, dei contributi
più stimolanti ed originali sul repubblicanesimo e sulla storia dei movimenti
repubblicani, e attraverso l’organizzazione di conferenze, seminari ed altre
attività culturali che si incentrano sia sul recupero di esperienze del passato, sia
sulla discussione delle tendenze fondamentali del pensiero politico, religioso e
morale del nostro tempo.
AMI
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Maggio 2014
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