close

Enter

Log in using OpenID

Comunità in cammino - Parrocchia San Quirico Biogno Breganzona

embedDownload
Bollettino parrocchiale Biogno-Breganzona
Comunità in cammino
Bollettino parrocchiale Biogno-Breganzona
Anno pastorale
pastorale
Anno
2014-2015
2014-2015
LA
FEDE
CHE
CI
IMPEGNA
autunno 2014
inverno 2014
Parrocchia Cattolica di San Quirico
in Biogno-Breganzona
Chiesa parrocchiale San Quirico: Via alla Chiesa di Biogno
Chiesa comparrocchiale della Trasfigurazione del Signore: Via Polar 35
Oratorio San Sebastiano: Via Polar, di fronte alla posta
Nuova casa parrocchiale (lato destro della nuova chiesa): Via Polar 35
Parroco don Fiorenzo Maritan
telefono casa: 091 950 83 20 – natel: 076 454 97 94
fax
091 966 17 83
e-mail:
[email protected]
[email protected]
sito web:
www.parrocchiabreganzona.ch
Sacerdote residente:
don Ilario Bernasconi, Via alla Chiesa di Biogno 10 – telefono: 091 966 13 82
Cà Montana di Rona (Grigioni) 1400 m
Colonia per soggiorni estivi e invernali a prezzi contenuti.
60 posti letto (con gestione autonoma della cucina e del soggiorno)
adatto a gruppi parrocchiali, famiglie, associazioni, scuole, ecc.
Riservazioni e informazioni rivolgersi a: Dora Dall’Ara, Breganzona
Tel. 091 967 13 94 – e-mail: [email protected]
La Fondazione Casa di Rona è alla ricerca di una persona che disponga del
tempo necessario e si metta a disposizione per l’amministrazione e la gestione
(non profit) della Cà Montana a Rona (Gr) a cui affidare i seguenti compiti e
aventi le qualifiche per:
•lavori di segretariato, contatto con gli ospiti, contratti di locazione, convocazione e verbali del comitato
•corrispondenza italiano e tedesco
•lavoro indipendente (da eseguire a casa propria)
•buone conoscenze contabili e Internet.
I coniugi Dall’Ara lasciano l’incarico per raggiunti limiti di età e si metteranno a
disposizione di chi assumerà questo incarico.
Per informazioni rivolgersi al parroco don Fiorenzo o alla segretaria Dora
Dall’Ara, Breganzona.
Avvertenza:È per ragioni di praticità che questo Bollettino viene distribuito a
tutti i fuochi di Breganzona. Ci scusiamo con coloro che non fossero interessati a riceverlo e confidiamo nella loro comprensione.
2
“O MERAVIGLIOSO SCAMBIO!
MISTERO DELL’AMORE CHE FA DELLA
NOSTRA CARNE LA CASA DI DIO
IN MEZZO ALLA NOSTRA UMANITÀ
Carissimi amici,
il tempo è inesorabile, corre, e tutto “passa”.
Ancora una volta siamo a Natale.
La parola di Dio ci dice: “nella città che egli ama mi ha fatto abitare (Sir 24,11)”.
Una parola questa che ci ricollega al Natale, dove la nostra vita accoglie con
gioia e con sottile amore, di cui la nostra povertà è resa capace, questa presenza di un Dio che si è fatto uomo. Accogliamo ancora una volta la sfida per
evitare di ridurre il mistero del Natale a qualcosa di troppo famigliare.
Il dono di Dio è il primo e il più appassionato dei pensieri di Dio Padre, che ci
mette tra le braccia il suo stesso Figlio. In Cristo, verbo del Padre, fattosi uomo
“per noi e per la nostra salvezza”, ritroviamo e riconosciamo nella nostra povera umanità la “città che egli ama”. Dio non vuole fermarsi solo nei singoli cuori
degli uomini ma vuole essere presenza anche in una realtà in cui questi cuori
singoli si radunano. Questo pensiero mi porta a considerare una realtà quanto
mai visibile da quasi cinque anni, la nostra nuova chiesa della Trasfigurazione.
Al di là dell’architettura, di chi l’ha costruita, se piace o no, è la “tenda” che Dio
(Sir 24,8) ha piantato proprio e solo “in mezzo a noi” (Gv 1,14) e per noi. Certamente un messaggio vuole arrivare a ciascuno di noi, Dio ha voluto piantare
sì in mezzo a noi, tra di noi, la sua casa, ma, quella casa, isolata nello spazio
vuole essere un richiamo a un’altra costruzione fatta nel più profondo di noi.
Non è grandioso questo? Da cinque anni noi viviamo questo mistero tra mille
difficoltà, imprevisti, situazioni che a volte ci fanno anche arrabbiare perché non
vorremmo che fossero accadute eppure, Lui, in quella tenda, ci raduna e celebra con noi e si lascia mangiare da noi, ci lascia incontrare tra noi, ci parla e
ci dice: “fammi posto, accoglimi con tutto l’amore che ti è possibile, perché io
sono l’Emmanuele, il Dio con voi”!
Per tutto questo, cari amici, ricordando il Natale e ricordando questo primo giubileo della dedicazione della nostra nuova chiesa nel prossimo 27 febbraio e 1º
marzo 2015, sento il dovere, e spero di essere voce di tutti, di ringraziare il Signore:
“ti celebriamo e ti lodiamo, o Signore, per la tua presenza in mezzo a noi, in noi,
nel profondo di noi, là dove tu solo puoi porre la tua tenda,
abitare in noi e amarci così come siamo.
Signore, noi non saremo mai degni di ciò,
ma tu aiutaci a liberare il nostro cuore per farTi posto e per accoglierTi
con tutto l’amore che ci è possibile.
Grazie, Signore, per chi ha sognato questa presenza,
per chi ci ha lasciato questa presenza,
ricompensa la loro lungimiranza con il dono della vita eterna”.
A tutti auguro di cuore un buon Natale e un buon anno.
don Fiorenzo Maritan
3
Il Pensiero del nostro Papa
SOLENNITÀ DEL NATALE DEL SIGNORE
OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Basilica Vaticana, martedì 24 dicembre 2013
1. «Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce» (Is 9,1).
Questa profezia di Isaia non finisce mai di commuoverci, specialmente
quando la ascoltiamo nella Liturgia della Notte di Natale. E non è solo un
fatto emotivo, sentimentale; ci commuove perché dice la realtà profonda di ciò che siamo: siamo
popolo in cammino, e intorno a noi – e anche dentro di noi – ci sono tenebre e luce. E in questa
notte, mentre lo spirito delle tenebre avvolge il mondo, si rinnova l’avvenimento che sempre ci
stupisce e ci sorprende: il popolo in cammino vede una grande luce. Una luce che ci fa riflettere su
questo mistero: mistero del camminare e del vedere.
Camminare. Questo verbo ci fa pensare al corso della storia, a quel lungo cammino che è la storia
della salvezza, a cominciare da Abramo, nostro padre nella fede, che il Signore chiamò un giorno
a partire, ad uscire dal suo paese per andare verso la terra che Lui gli avrebbe indicato. Da allora,
la nostra identità di credenti è quella di gente pellegrina verso la terra promessa. Questa storia è
sempre accompagnata dal Signore! Egli è sempre fedele al suo patto e alle sue promesse. Perché fedele, «Dio è luce, e in lui non c’è tenebra alcuna» (1 Gv 1,5). Da parte del popolo, invece,
si alternano momenti di luce e di tenebra, fedeltà e infedeltà, obbedienza e ribellione; momenti di
popolo pellegrino e momenti di popolo errante.
Anche nella nostra storia personale si alternano momenti luminosi e oscuri, luci e ombre. Se amiamo Dio e i fratelli, camminiamo nella luce, ma se il nostro cuore si chiude, se prevalgono in noi
l’orgoglio, la menzogna, la ricerca del proprio interesse, allora scendono le tenebre dentro di noi e
intorno a noi. «Chi odia suo fratello – scrive l’apostolo Giovanni – è nelle tenebre, cammina nelle
tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi» (1 Gv 2,11). Popolo in
cammino, ma popolo pellegrino che non vuole essere popolo errante.
2. In questa notte, come un fascio di luce chiarissima, risuona l’annuncio dell’Apostolo: «È apparsa la
grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini» (Tt 2,11).
La grazia che è apparsa nel mondo è Gesù, nato dalla Vergine Maria, vero uomo e vero Dio. Egli
è venuto nella nostra storia, ha condiviso il nostro cammino. È venuto per liberarci dalle tenebre e
donarci la luce. In Lui è apparsa la grazia, la misericordia, la tenerezza del Padre: Gesù è l’Amore
fattosi carne. Non è soltanto un maestro di sapienza, non è un ideale a cui tendiamo e dal quale
sappiamo di essere inesorabilmente lontani, è il senso della vita e della storia che ha posto la sua
tenda in mezzo a noi.
3. I pastori sono stati i primi a vedere questa “tenda”, a ricevere l’annuncio della nascita di Gesù.
Sono stati i primi perché erano tra gli ultimi, gli emarginati. E sono stati i primi perché vegliavano
nella notte, facendo la guardia al loro gregge. E’ legge del pellegrino vegliare, e loro vegliavano.
Con loro ci fermiamo davanti al Bambino, ci fermiamo in silenzio. Con loro ringraziamo il Signore
di averci donato Gesù, e con loro lasciamo salire dal profondo del cuore la lode della sua fedeltà:
Ti benediciamo, Signore Dio Altissimo, che ti sei abbassato per noi. Tu sei immenso, e ti sei fatto
piccolo; sei ricco, e ti sei fatto povero; sei l’onnipotente, e ti sei fatto debole.
In questa Notte condividiamo la gioia del Vangelo: Dio ci ama, ci ama tanto che ha donato il suo
Figlio come nostro fratello, come luce nelle nostre tenebre. Il Signore ci ripete: «Non temete»
(Lc 2,10). Come hanno detto gli angeli ai pastori: «Non temete». E anch’io ripeto a tutti voi: Non
temete! Il nostro Padre è paziente, ci ama, ci dona Gesù per guidarci nel cammino verso la terra
promessa. Egli è la luce che rischiara le tenebre. Egli è la misericordia: il nostro Padre ci perdona
sempre. Egli è la nostra pace. Amen.
4
Il Pensiero del nostro Vescovo
Natale: dono e risposta
(Dall’omelia della notte di Natale 2013)
A Natale continuiamo a essere molto simili alla gente di cui parla il profeta Isaia:
un popolo che cammina nelle tenebre. E tuttavia, per noi brilla la grande luce,
per noi il Signore moltiplica la gioia e aumenta la letizia. La gioia offerta a noi
a Natale non è però una gioia qualunque. Come arrivarci? Provo ad indicarvi
qualche passo.
Al primo posto c’è il passo di Dio verso di noi, definitivo e irreversibile: il Dono
dall’alto, immenso, gratuito, incondizionato: Gesù di Nazaret, un Volto, un
Nome, un’Umanità tale che solo da Dio avrebbe potuto esserci donata. Poi c’è
la nostra collaborazione con la misteriosa e sorprendente iniziativa divina. Il
vangelo di questa notte ce lo ricorda, con delicatezza e con fermezza.
Anzitutto, c’è il gesto di Giuseppe. È la scelta sofferta di chi è responsabile di
una moglie incinta, se ne fa interamente carico, e insieme non si sottrae alla
storia.
Poi c’è la nostra fatica: iscrivere il Natale di Gesù Cristo nella concretezza del
nostro tempo, con le sue crisi, le sue contraddizioni, le sue ambiguità. Continuare a fare risuonare oggi il Nome del Bambino nato per noi.
Subito dopo, c’è il passo di Maria, Anche qui un gesto posto sullo sfondo di
una resistenza, di una durezza, di una negatività: “non c’era posto per loro
nell’alloggio”. È un dato di fatto: spesso, nel nostro quotidiano, a scuola, sul
posto di lavoro, nel nostro contesto di tutti i giorni, sembra non esserci spazio
per il Natale di Gesù.
Infine, ci sono i pastori insonni per il loro lavoro. Vegliano nella notte perché
hanno un gregge su cui fare la guardia. Ma è proprio in tale contesto che i
pastori sono raggiunti dalla luce del Natale.
Giuseppe, Maria e i pastori, ci insegnano il segreto: il mio, il nostro passo di
oggi, dopo il passo inaudito di Dio verso di noi. È il coraggio di continuare a
stare accanto alle cose, mentre ancora non è giunta l’ora del parto; è la tenerezza che avvolge e crea lo spazio dove deporre la fragilità del Dono celeste; è
l’audacia dell’ascolto, che cambia la paura in fiducia nel Salvatore che è nato
per noi.
† Valerio Lazzeri
5
Il Consiglio
parrocchiale informa
Fine anno: tempo di bilanci, progetti per il futuro, ringraziamenti ed auguri.
Inizio allora dagli auguri che a nome di tutto il Consiglio Parrocchiale rivolgo a
tutti i membri della comunità parrocchiale di Biogno Breganzona: che il prossimo
Natale sia vissuto nella gioia che è insita in questa ricorrenza e che il prossimo
anno possa trascorrere in serenità perseguendo i progetti ed i propositi che vi
sono più cari.
I regolamenti della diocesi di Lugano prevedono che, anche se il periodo fiscale va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno, i bilanci siano presentati per
approvazione all’assemblea parrocchiale ordinaria nell’aprile dell’anno successivo. Ne consegue che il bilancio che si può tracciare al termine dell’anno solare é
generale e limitato a riportare le iniziative e gli accadimenti più significativi sia sul
piano organizzativo che finanziario.
La realizzazione economicamente più rilevante è stata la posa della pavimentazione definitiva nei parcheggi a sud della chiesa e lungo la via Medi. La nuova
pavimentazione, oltre ad essere più sicura della precedente, richiede una manutenzione meno onerosa.
Il 23 novembre 2014 si è svolta l’assemblea straordinaria per l’accettazione di
due lasciti ereditari importanti: una casa unifamiliare in via al Roccolo ed alcuni
terreni boschivi in zona Maolino e Slavina. Va ricordato anche un ragguardevole
lascito in contanti pervenutoci nel giugno scorso.
Le informazioni di dettaglio saranno contenute nella relazione al bilancio che sarà
presentato all’assemblea parrocchiale ordinaria che si svolgerà nel mese di aprile
2015. Non possiamo però non ricordare sin da ora e da queste pagine questi
benefattori della parrocchia ai quali va tutta la nostra riconoscenza: Maria Baroni,
Silvia Crivelli e Famiglia De Angeli-Glaettli.
Altro avvenimento di rilevanza economica è la concessione in affitto dei locali del
salone San Sebastiano: una piccola parte per lo svolgimento di corsi di disegno
e la restante parte per una scuola d’arte e cultura che inizierà le sue attività a
gennaio 2015. Anche in questo caso i dettagli economici saranno contenuti nei
consuntivi e nei bilanci di previsione che saranno sottoposti all’assemblea.
Passando ai progetti per il 2015 va sicuramente ricordato che nel febbraio prossimo ricorreranno i primi cinque anni dalla dedicazione della nostra comparrocchiale chiesa della Trasfigurazione del Signore.
6
In altra parte di questo bollettino
è pubblicato il programma delle
manifestazioni e celebrazioni
che sono state previste dal parroco e dal Consiglio parrocchiale. È un avvenimento importante
e tale da meritare una grande
partecipazione da parte della
comunità.
Questa ricorrenza ci ricorda
però che anche il periodo di
prescrizione delle garanzie sulle
opere realizzate sta per scadere.
Non tutte le problematiche che
sono state evidenziate nel corso
di questi primi cinque anni hanno però potuto essere risolte a nostra soddisfazione. Abbiamo quindi provveduto a chiedere alle ditte che hanno svolto i lavori di
costruzione di prorogare il termine di prescrizione in modo da poter porre rimedio ai difetti riscontrati.
Il 2015 ci vedrà quindi impegnati sul fronte della sistemazione di tutte le questioni
ancora legate alla costruzione del centro parrocchiale.
Saremo inoltre impegnati nella preparazione dei progetti per il miglior utilizzo delle
proprietà ricevute in eredità, utilizzo che il consiglio parrocchiale si è impegnato,
con una risoluzione formale, ad essere indirizzato a fini non speculativi.
Ultimo progetto ma non necessariamente di minore importanza è lo studio per
dotare la chiesa dell’organo, come per altro già previsto dal progetto originale.
Lo studio dovrà definire, oltre alla qualità dello strumento, anche la migliore posizione dove collocarlo in stretta relazione al posizionamento della corale. A questo
scopo è stato formato un gruppo di lavoro che ha ottenuto la collaborazione quali
consulenti della Signora Marina Jahn, diplomata e organista titolare della Chiesa
di San Nicolao della Flue e del Sig. Alessandro Passuello diplomato in organo e
composizione organistica presso il Conservatorio di musica Giuseppe Verdi di
Milano e, tra l’altro, docente alla scuola di musica del Conservatorio della Svizzera Italiana. Le proposte dovrebbero poter essere approntate per l’esame da parte
dell’assemblea ordinaria dell’aprile 2015.
Non si può certo dire che alla nostra comunità manchino stimoli ed occasioni di
confronto e di crescita!
Ancora un grazie a tutti per la fiducia e la preziosa collaborazione ed i più sinceri
auguri di buon Natale e di un nuovo anno ricco di impegno e di soddisfazioni.
Angelo Torreggiani
presidente del Consiglio parrocchiale
7
PAGINE DI VITA PARROCCHIALE
S. Messa inizio anno scolastico
Come già negli anni precedenti, sabato 20 settembre don Fiorenzo ha celebrato nella chiesa della Trasfigurazione la Messa di inizio anno scolastico,
con la partecipazione di un cospicuo numero di bambini e ragazzi, molti dei
quali accompagnati dai loro genitori. La celebrazione voleva anche sottolineare
l’inizio dell’anno catechistico, che coinvolge circa 140 allievi dalla 3ª elementare alla 2ª media.
Iscrivere il proprio figlio al catechismo significa dargli la possibilità di percorrere
un cammino insieme con le catechiste che, affiancate dal parroco, condividono
con passione tanti momenti preziosi per crescere nella fede.
I genitori non devono pensare che il catechismo sia un “affare del bambino
e della catechista”! Interessarsi a ciò che il proprio figlio vive durante questi
incontri vuol dire accompagnarlo in un’attività dove il bambino ha l’occasione di
crescere come persona.
Vale la pena ricordare che il catechismo non è un “doppione” dell’ora di religione che si svolge a scuola (IR: Istruzione Religiosa). L’IR si prefigge di dare gli
strumenti per conoscere la storia del Cristianesimo e poter così comprendere il
linguaggio dei simboli religiosi della tradizione cristiana che troviamo sul nostro
territorio e che sono parte integrante della nostra cultura.
Perché partecipare agli incontri di catechismo in parrocchia? Per prepararsi a
ricevere consapevolmente i Sacramenti, per incontrare Gesù e imparare a vivere, amare e scegliere come lui, scoprendo che allora la vita diventa più bella.
Aiutarci a comprendere che tutto ciò che ci accade, nel bene e nel male, può
essere occasione per avvicinarsi sempre di più a Dio e maturare nella fede.
E il momento più bello per incontrare Gesù è certamente quello di ritrovarci tutti
insieme, grandi e piccoli, nella celebrazione dell’Eucaristia!
Marta
PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO
Noi scolari ti ringraziamo per quest’anno scolastico
e ti chiediamo la capacità di affrontarlo con impegno e dedizione.
Aiutaci Signore nello studio per accrescere la conoscenza
della tua legge e verità.
Grazie, Signore, per i nostri insegnanti e genitori
che con pazienza e comprensione ci aiuteranno
nelle difficoltà che quest’anno incontreremo.
Grazie a te, Signore, che con il tuo corpo
ti fai ogni giorno amico e compagno di banco.
Dona a tutto il mondo il tuo Spirito di sapienza, di amore e di pace.
Amen.
8
Gita a Gardaland
Sabato 27 settembre, ore sette del
mattino. Una cinquantina di persone
(non ancora del tutto sveglie) capitanate da don Fiorenzo prendono posto
sul torpedone “Principe”. La giornata
è soleggiata e mite e tutti non vedono l’ora di raggiungere Gardaland.
Durante Il tragitto don Fiorenzo ci presenta l’autista Sig. Guido (nome azzeccatissimo….) e ci dà qualche dritta su come verrà organizzata la giornata. Verso le
dieci, dopo una breve pausa a metà strada, raggiungiamo il parco divertimenti
in zona Peschiera del Garda. Ci trasferiamo all’entrata e dopo avere ricevuto
biglietti e mappa del parco ci buttiamo in piccoli gruppi, anche se un po’ disorientati, nella giungla di attrazioni che caratterizzano Gardaland.
“Ma da che parte si va?”, “dov’è l’attrazione nro. 22?”, “stiamo vicini se no ci
perdiamo!”. Tutti si devono adattare al parco, capire la mappa e scegliere le
attrazioni adatte. “No, quello no, siamo matti?”, “ma quello è per bebé...”, “a
testa in giù?, non se ne parla neanche!”. I nomi poi: “Raptor”, “Colorado boat”,
“Mammut”…, mah! Quello che colpisce di Gardaland è che, nonostante la grande quantità di persone, tutti camminano tranquilli, si mettono in fila con calma e
aspettano il proprio turno senza perdere i nervi. E calcolando che per tre minuti
di montagne russe su un trenino, abbiamo fatto una coda di un’ora e mezza …
complimenti a tutti per la pazienza! Comunque sia, stanchi ma felici, ci ritroviamo verso le quattro del pomeriggio al posteggio del torpedone. Tutti presenti,
tutti sani e salvi, ripartiamo verso Breganzona e più di uno si addormenta. Con
alcuni canti e preghiere concludiamo la nostra avventura a Gardaland.
Grazie a don Fiorenzo e a tutti i partecipanti. È stata veramente una giornata
speciale!
Matteo e Cristina Hering
9
Festa della Madonna del Santo Rosario
Domenica 12 ottobre BiognoBreganzona ha festeggiato la
“sua” Madonna, e lo ha fatto
secondo i canoni di una tradizione di lunga data. Giovedì, venerdì e sabato rosario e messa a
san Quirico; domenica messa
solenne e, nel pomeriggio, la
processione.
Il tutto con la partecipazione,
in diversi momenti, della nostra
corale, di quella di Maroggia,
degli scout, del gruppo del gomitolo, del banco dolci e del gruppo aperitivi.
Una vera e propria festa della comunità con due importanti novità.
La prima concerne la statua della Madonna che, al termine della processione,
per la prima volta è entrata nella chiesa della Trasfigurazione colmando di gioia
don Fiorenzo che, in questa “prima” ha visto una continuità nel segno di Maria.
10
ORARI E APPUNTAMENTI
(gennaio - febbraio - marzo 2015)
Orario Sante Messe e Celebrazioni liturgiche
Sabato e vigilia di feste:ore 17.30 Chiesa della Trasfigurazione del Signore
Domenica e giorni festivi:ore 9.00 Chiesa parrocchiale di San Quirico
ore 10.30 Chiesa della Trasfigurazione del Signore
ore 18.00 Oratorio di San Sebastiano
Messe feriali:ore 8.30 (lunedì, martedì e venerdì)
Chiesa della Trasfigurazione del Signore
ore 17.30 (mercoledì) Oratorio di San Sebastiano
ore 8.45 (giovedì) Chiesa Trasfigurazione
Rosario e S. Messa (preghiera per la fami
glia, per la vita e per gli ammalati,
Gruppo S. Gianna)
Confessioni:
Chiesa della Trasfigurazione del Signore:
sabato dalle ore 16.30 alle ore 17.15
Adorazione eucaristica: Chiesa della Trasfigurazione del Signore:
primo venerdì di ogni mese
dalle ore 9.00 alle ore 11.00 (individuale)
Adorazione eogni domenica
lode vespertina:
Chiesa della Trasfigurazione
ore 16.00Adorazione (individuale)
ore 17.00 Lode vespertina
N.B: il calendario delle prossime pagine non riporta eventi particolari, che
verranno segnalati all’albo parrocchiale e nel sito della parrocchia
www.parrocchiabreganzona.ch, man mano che verranno proposti.
11
26
19
Memoria di
San Sebastiano
27
ore 17.30 S. Messa
S. Sebastiano
ore 15.00 - 16.30
ore 20.15 - 21.45
scuola biblica
20
13
ore 15.00 - 16.30
ore 20.15 - 21.45
scuola biblica
12
S. Messe
orario festivo
09.00-10.30-18.00
MARTEDI’
06 EPIFANIA
FINE VACANZE
LUNEDI’
05
ore 17.30
S. Messa festiva
Trasfigurazione
12
28
21
14
07
MERCOLEDI’
29
22
ore 08.45 Rosario e
S. Messa (preghiera
per la famiglia, per la
vita e per gli ammalati,
gruppo S. Gianna)
15 Santa Liberata
ore 08.45 Rosario e
S. Messa (preghiera
per la famiglia, per la
vita e per gli ammalati,
gruppo S. Gianna)
08
ore 08.45 Rosario e
S. Messa (preghiera
per la famiglia, per la
vita e per gli ammalati,
gruppo S. Gianna)
S. Messe
orario festivo
09.00-10.30-18.00
01 MARIA SS.
MADRE DI DIO
GIOVEDI’
GENNAIO 2015
30
ore 20.15
Lectio Divina
23
ore 20.15
Lectio Divina
16
ore 20.15
Lectio Divina
09
VENERDI’
I venerdì del
mese
ADORAZIONE
ore 09.00-11.00
(individuale)
02
SABATO
31
24
17
dalle ore 14.30,
pomeriggio di
spiritualità con Paolo
Curtaz - in preparazione al V anniversario
del centro della
Trasfigurazione
10
03
DOMENICA
S. Messe
orario festivo
09.00-10.30-18.00
25
inizio settimana di
preghiera per l'
unità dei cristiani
ore 16.30 Culto
ecumenico
18 Memoria di
Santa Liberata
S.Messe
orario festivo
09.00-10.30-18.00
11
S. Messe
orario festivo
09.00-10.30-18.00
S. Messe
orario festivo
09.00-10.30-18.00
04
LUNEDI’
10
ore 15.00 - 16.30
ore 20.15 - 21.45
scuola biblica
17
ore 15.00 - 16.30
ore 20.15 - 21.45
scuola biblica
24
ore 15.00 - 16.30
ore 20.15 - 21.45
scuola biblica
16
23
03
ore 15.00 - 16.30
ore 20.15 - 21.45
scuola biblica
MARTEDI’
09
FESTA
PRESENTAZIONE
GESU'
AL TEMPIO
02
13
25
ore 17.30 S. Messa
imposizione ceneri
ore 20.00 S. Messa
imposizione ceneri
18 LE CENERI
ore 09.00-11.30
Confessioni
11
NOSTRA SIGNORA DI LOURDES
ore 15.00 Rosario S.
Messa e unzione
degli infermi
04
MERCOLEDI’
26
ore 08.45 Rosario e
S. Messa (preghiera
per la famiglia, per la
vita e per gli ammalati,
gruppo S. Gianna)
19
ore 08.45 Rosario e
S. Messa (preghiera
per la famiglia, per la
vita e per gli ammalati,
gruppo S. Gianna)
12
ore 08.45 Rosario e
S. Messa (preghiera
per la famiglia, per la
vita e per gli ammalati,
gruppo S. Gianna)
05
ore 08.45 Rosario e
S. Messa (preghiera
per la famiglia, per la
vita e per gli ammalati,
gruppo S. Gianna)
GIOVEDI’
FEBBRAIO 2015
27
ore 20.00 serata con
concerto e immagini,
in preparazione al V
anniversario centro
della Trasfigurazione
ore 15.00
Via Crucis e S. Messa
a Biogno
20
ore 20.15
Lectio Divina
13
ore 20.15
Lectio Divina
I venerdì del
mese
ADORAZIONE
ore 09.00-11.00
(individuale
06
VENERDI’
28
21
14 INIZIO VACANZE
07
SABATO
S. Messe
orario festivo
09.00-10.30-18.00
FINE VACANZE
22 I QUARESIMA
S.Messe
orario festivo
09.00-10.30-18.00
15
S. Messe
orario festivo
09.00-10.30-18.00
08
DOMENICA
01 FESTA
DELLA VITA
ore 10.30 S. Messa
con tutti i bambini
battezzati nel 201213-14 segue
aperitivo
10
ore 15.00 - 16.30
ore 20.15 - 21.45
scuola biblica
17
ore 15.00 - 16.30
ore 20.15 - 21.45
scuola biblica
24
ore 15.00 - 16.30
ore 20.15 - 21.45
scuola biblica
31
ore 15.00 - 16.30
ore 20.15 - 21.45
scuola biblica
09
16
23
30
MARTEDI’
03
LUNEDI’
02
14
25
18
ore 17.30
S. Messa festiva
11
04
MERCOLEDI’
26
ore 08.45 Rosario e
S. Messa (preghiera
per la famiglia, per la
vita e per gli ammalati,
gruppo S. Gianna)
S.Messe
orario festivo
09.00-10.30-18.00
19 SAN GIUSEPPE
12
ore 08.45 Rosario e
S. Messa (preghiera
per la famiglia, per la
vita e per gli ammalati,
gruppo S. Gianna)
05
ore 08.45 Rosario e
S. Messa (preghiera
per la famiglia, per la
vita e per gli ammalati,
gruppo S. Gianna)
GIOVEDI’
MARZO 2015
27
ore 20.00
Via Crucis animata
dai ragazzi del
catechismo attorno al
centro parrocchiale
ore 20.15
Lectio Divina
20
ore 15.00 Via Crucis e
S. Messa a Biogno
13
ore 15.00 Via Crucis e
S. Messa a Biogno
ore 18.30
Cena povera
ore 15.00 Via Crucis e
S. Messa a Biogno
06
I venerdì del mese
ADORAZIONE
ore 09.00-11.00
(individuale
VENERDI’
28
21
14
ore 15.00
FESTA DEL
PERDONO per i
bambini di
III elementare
07
SABATO
29 LE PALME
(Non c’è S. Messa
ore 09.00)
ore 10.00
Benedizione degli
ulivi e S. Messa
S. Messe
orario festivo
09.00-10.30-18.00
22 V QUARESIMA
S. Messe
orario festivo
09.00-10.30-18.00
15 IV QUARESIMA
S. Messe
orario festivo
09.00-10.30-18.00
08 III QUARESIMA
Festa titolare della
Chiesa della Trasfigurazione e ricordo
della dedicazione
ore 10.00 S. Messa
solenne celebrata da
Mons. Vescovo Lazzeri
DOMENICA
01 II QUARESIMA
La seconda – ed è anche in questo caso
un segno di continuità nel rinnovamento
– concerne la Confraternita del Santo
Rosario che nel signor Alberto Balliana
ha trovato un nuovo presidente che si è
prefisso di rilanciarla facendone un’occasione di ritrovo e di preghiera per fare
del bene a chi ne ha più bisogno.
Di particolare rilevanza le omelie di don
Fiorenzo che, sabato e domenica, ha
richiamato il tema del nuovo anno pastorale: la fede che ci impegna. Don Fio-
renzo ci ha ricordato che, come
scrisse san Giacomo, una fede
senza le opere non è completa.
Il nostro vuole quindi essere un
impegno che rechi testimonianza
concreta della nostra fede che,
senza le opere, rischia di ridursi a
un colloquio individuale con l’Altissimo. Dio però vuole che ci si
raduni, si crei comunità nel suo
nome. E che si crei comunità per
pregare ma anche per manifestare i doni, i carismi che ci sono
stati donati. Ognuno può dare un piccolo contributo alla comunità, comunità che
vive e cresce unicamente grazie alla solidarietà del fraterno aiuto. La preghiera e le
opere, quindi. Ma una così ricca messe di fede può, deve essere arricchita da una
sempre maggior conoscenza della Parola. Come si fa a ben testimoniare ciò che
poco si conosce? Tutti noi conviviamo con le nostre fatiche quotidiane: il lavoro, la
stanchezza, le tribolazioni e può essere difficile trovare il tempo per seguire occasioni di formazione. È però certo che ogni sforzo fatto in questa direzione costituisce premessa fondamentale per una testimonianza di fede operata con criterio a
ragion veduta. Ognuno che venga in parrocchia dicendo “Ci sono. Posso aiutare”
sarà accolto come un dono del Signore. Le porte sono spalancate. Che entri il
vento della conoscenza e della solidarietà!
Enrico
15
Notte del racconto
“Gioco, giochi, giochiamo” era il tema della
Notte del Racconto di
quest’anno. Diverse persone hanno osato mettersi in gioco, accogliendo l’invito de “La Porta
di Damasco” che ormai
da quattro anni accetta
la sfida lanciata in tutta la
Svizzera.
Narrare o leggere ad alta
voce per tenere vivo il
piacere dell’ascolto, della
condivisione, della gioia
di partecipare ad un evento... antico.
Coraggiosi dunque i lettori
che di anno in anno fanno
il loro meglio per assecondare il “fil rouge” della
serata, e coraggiosi gli
ascoltatori che rinunciano
al divano per una sedia...
Sappiamo tutti quanto sia
faticoso con una settimana di lavoro alle spalle,
decidere di uscire e resistere alla stanchezza. A
tutti va un plauso!
D’altra parte con poco sforzo siamo entrati nell’arena degli “Hunger Games”,
abbiamo goduto della sfida pianistica sull’oceano di “Novecento” e siamo
rimasti incuriositi dai tarocchi di Calvino. Inoltre abbiamo scoperto le fatiche, le
cadute, e le speranze che si celano dietro le vite ufficiali di sportivi quali Agassi
o Messi.
E ne valeva la pena, perché come ci ha ricordato la divertente storiella letta in
chiusura, un libro non abbisogna di password né di mouse, non si fa lo scroll e
non si mette in ricarica... Chi non lo sapesse ancora... è un asino!
Speriamo poi che il the e le squisite torte casalinghe abbiano preparato tutti a
sogni giocosi!
“La Porta di Damasco” vi aspetta l’anno prossimo…
16
Lectio Divina
La lectio divina si struttura in quattro momenti: la
lectio vera e propria di un brano della Scrittura, la
meditatio – guidata da un ecclesiastico – volta a
comprendere tutti i significati di quanto letto, l’oratio – cioè la preghiera a Dio che dal testo scaturisce – e la contemplatio, momento in cui il partecipante decide cosa fare per mettere in pratica
quanto suggerito dal brano appena letto.
Ammettiamolo: detto così non è che faccia venire una gran voglia di partecipare alla Lectio Divina che don Fiorenzo conduce tutti i venerdì sera.
Errore: in realtà si tratta di circa un’ora che oseremmo definire come un toccasana per menti che arrivano in fin di settimana stanche a causa dei problemi
che costellano la quotidianità e son desiderose di una boccata d’aria spiritualmente pura e rigenerante.
Funziona così. Don Fiorenzo legge un brano dal vangelo di Marco e lo spiega
ai presenti che, in tutta libertà, traggono spunto da quanto letto per rapportarlo
alla propria vita, rifletterci ed esprimere – sempre in tutta libertà – pensieri e
parole che altrimenti è difficile esternare. Tutto qua? Si, tutto qua; ed è tantissimo perché, dopo un’oretta, si torna a casa con nella mente pensieri diversi,
leggeri e capaci di farci vedere la quotidianità con occhi meno scuri del solito.
E.
Leggere la bibbia per la vita di tutti:
un’avventura che è iniziata bene
L’inizio è molto positivo: confidiamo che tutto continui così. Questo potrebbe essere, in estrema sintesi, il modo per esprimere quello che la parrocchia
di Breganzona sta vivendo dal 30 settembre scorso.
Chi ha voluto fortemente che questa iniziativa fosse
organizzata – don Fiorenzo e altri suoi parrocchiani – e chi l’ha ideata e sta cercando, con l’ausilio di
vari collaboratori del parroco, di condurla al meglio
– il sottoscritto, le colleghe e i colleghi docenti e altri
membri dell’Associazione Biblica della Svizzera Italiana – non potevano certo prevedere gli esiti che si
sono sinora prodotti. Gli iscritti sono 86, il 35% dei
quali è di Breganzona. Il fatto che tra chi viene da fuori, il 60% provenga dall’esterno della zona di Lugano e alcuni facciano decine di chilometri per partecipare
– dal Mendrisiotto, dal Locarnese, dal Bellinzonese, dalle Valli – testimonia che
il desiderio di entrare in rapporto con i testi biblici è sempre più vivo e vitale.
Pensare che varie decine di persone, di età e condizione socio-culturale assai
eterogenea, abbiano deciso di entrare in un percorso triennale, strutturato in ven-
17
tidue incontri all’anno, sembra abbastanza sorprendente, se continuiamo a pensare che la cultura dominante della società contemporanea sia quella del “mordi
e fuggi” o della superficialità esteriore. D’altra parte troppo spesso si procede per
luoghi comuni, che non sono del tutto infondati, ma sono tragicamente generici.
Di iniziative formative in campo ecclesiale e civile vi è una sovrabbondanza evidente, ma, non di rado, si tratta di eventi estemporanei o di respiro corto e massificante, sia sotto il profilo religioso che culturale.
Quello che noi stiamo cercando di proporre è un itinerario serio e coinvolgente di
ingresso nella lettura dei testi biblici secondo caratteristiche precise:
non sono lezioni frontali, secondo il consueto rapporto “docente-allievo”;
non sono incontri di catechesi moralistica o dottrinalistica;
sono momenti di formazione culturale dove storia, cultura, riflessioni esistenziali,
il tutto dall’antichità alla vita di oggi, si intrecciano in modo, speriamo, profondo
per l’approfondimento interiore libero di ciascuno.
Le/I docenti introducono alla lettura dei diversi libri biblici – per quest’anno, il
primo dei tre, il terreno sarà solo primo-testamentario, dalla Toràh/Pentateuco ai
libri storici ai libri sapienziali – fornendo notizie generali e coordinando in confronto interattivo con un brano di quel libro biblico particolarmente significativo.
E questa è forse – insieme alla fisionomia ecumenica ed interreligiosa del corso
e al doppio orario possibile di frequenza – una delle sue peculiarità più attraenti:
potersi misurare direttamente con i testi, sia pure in traduzione italiana, nell’attenzione ai brani in sé e nel rapporto tra loro e la vita quotidiana di oggi, senza
che nessuno si senta escluso da questo
processo formativo.
L’entusiasmo suscitato da queste prime
settimane di corso ha spinto molti partecipanti a chiedere che si potesse disporre
delle registrazioni dei diversi incontri.
Abbiamo quindi previsto la pubblicazione di una serie di CD che racchiudano
i momenti più importanti di ogni serie di
incontri. Prima di Natale sarà disponibile
il primo, che tratterà i criteri generali di lettura della Bibbia, la struttura dell’Antico
Testamento e quanto proposto da colleghe e colleghi sui primi cinque libri della
Bibbia.
Chiunque volesse una o più copie di questo strumento “multimediale” (che sarà
accompagnato da un libretto con i testi che sono stati letti durante gli incontri) o
dell’introduzione generale alla lettura dell’Antico Testamento, che stiamo ampiamente utilizzando (“La Scrittura che libera”, saggio curato dal sottoscritto e da
Renzo Petraglio con il contributi di vari esperti cattolici e protestanti), dovrà solo
rivolgersi alla parrocchia di Breganzona o all’Associazione Biblica della Svizzera
Italiana: sarà un altro modo per entrare in questo nostro percorso formativo, che
ci pare sempre più coinvolgente, a detta almeno di coloro che vi stanno partecipando, sempre secondo un obiettivo che da sempre riteniamo essenziale: aiutare
chiunque ad entrare in rapporto con i testi biblici per coglierne la fede esistenziale che li attraversa e trarne, in modo intelligente ed appassionato, occasioni di
crescita interiore e sociale sempre più liberanti per il bene di tutti.
E. Borghi
18
Due Presepi
Da quando mi occupo del presepio parrocchiale mi sono sempre
preoccupato di conciliare rispetto per la tradizione e per i sentimenti della comunità, rappresentati concretamente dalla statuette lignee, con rispetto e aderenza al vero significato degli eventi
e degli attori così come ci è stato rivelato dalle Scritture.
Compito non facile. Nel nostro presepio parrocchiale ci sono,
oltre a Gesù, 11 diversi tipi di personaggi, e di questi solo 4 sono
citati nei Vangeli di Natale: Maria, Giuseppe, i pastori e i Magi.
Sei degli altri 7 vengono da più lontano, da una lettura dell’intero Antico Testamento. Sono dunque testimoni di una ammirevole tradizione di fede che è stata
capace di leggervi, come Gesù ha insegnato ai discepoli di Emmaus, quanto si
riferisce a Lui. Alcuni appartengono da sempre a tutti i presepi, come l’asino, il
bue e le pecore, altri invece possono mancare, come la donna, il cammello e il
cammelliere. L’ultimo personaggio, l’elefante, è invece una novità sconosciuta
alla Bibbia e anche alla tradizione. È un bene, perché ci dà l’occasione di cercare noi stessi un fondamento biblico alla sua presenza. Per questo ogni edizione
del nostro presepio è stata accompagnata da una documentazione in tal senso.
Fare il presepio è dunque sempre interrogarsi e meditare sulle Scritture. La
nostra comunità vuole essere una grande famiglia, e allora abbiamo pensato
che poteva essere bello farlo quest’anno tutti insieme, e in particolare con i
giovanissimi che seguono il catechismo. Ma anche solo quelli sono per fortuna davvero tanti, e un san Giuseppe solo e una scena sola non basterebbero
a coinvolgere e accontentare tutti. Per questo abbiamo deciso di moltiplicare
l’uno e l’altra.
Abbiamo fotografato le figure del nostro presepio parrocchiale e le abbiamo
stampate su 4 fogli di cartoncino che sono stati distribuiti ai bambini del catechismo insieme ad una base sulla quale potevano disporre e fissare le figure
dopo averle ritagliate. E con questo materiale uguale per tutti ognuno poteva
costruirsi la sua versione personale del nostro presepio. Poi, a metà dicembre, abbiamo riunito tutti questi presepi, ne abbiamo discusso e i meglio riusciti
sono stati esposti in chiesa.
Trovare e riportare i principali testi delle Scritture che ci informino sul ruolo dei
vari personaggi è però solo il primo passo. Per organizzarli ho quindi immaginato che ciascun personaggio usi quelli che si riferiscono a lui per presentarsi e
dirci cosa sta a fare nel presepio. Ma si tratta pur sempre di discorsi abbastanza difficili. E allora, per renderli più facili da capire e soprattutto da ricordare, li
ho tradotti in poesie che ricalcano la metrica orecchiabile del vecchio Corriere
del Piccoli e dei libri di Lina Schwarz cari alla mia infanzia. Anche questi testi
sono stati distribuiti insieme alle relative figure.
E per consentire alla comunità di accompagnare, come giusto e opportuno,
l’attività dei nostri fratelli più giovani, i testi delle poesie e i relativi riferimenti
alle Scritture sono stati presentati anche sul consueto tabellone del presepio
e il tutto era pure disponibile per tutti in forma del solito libretto. Il presepio dei
piccoli è diventato così il presepio di tutti.
19
Ricostruendo nel presepio la scena della nascita del Salvatore viene ad un certo
punto spontaneo chiedersi: perché non facciamo altrettanto per la sua passione, morte e resurrezione, cioè per la Pasqua? Poi, mentre teniamo in mano la
statuina del Bambino, il nostro sguardo va alla grande statua del Crocifisso, e
comprendiamo che un presepio pasquale permanente ed essenziale nelle nostre
chiese c’è sempre stato! Accanto al crocifisso che lo riassume c’erano poi anche
le immagini della Via Crucis (oggi sostituite da semplici croci). E anche qui la tradizione ha spesso offuscato la Scrittura, tanto che la Chiesa ha sentito il bisogno di
riformare profondamente la Via Crucis tradizionale, eliminando circa la metà delle
stazioni perché senza fondamento scritturistico.
Nasce da qui in me e in mia moglie l’idea di costruire un presepio pasquale più
simile a quello natalizio, da donare alla nostra parrocchia per ricordare il nostro
50° anniversario di matrimonio.
Nel Natale però ci sono solo tre piccoli gruppi di attori (la Sacra Famiglia, i pastori, i Re Magi), un evento (la nascita), l’adorazione. Il tutto in uno scenario appena
accennato, quella minuscola città di Giuda (in realtà la periferia di un villaggio) che
senza quell’evento nessuno ricorderebbe.
Nella Pasqua gli attori sono centinaia, diversi e importanti, gli eventi si succedono
in una sequenza drammatica che dura almeno una settimana: impossibile da riassumere in un solo “presepio”. E c’è lo scenario: non la più piccola, ma la più grande città di Giuda: Gerusalemme!
È dunque necessario scomporre il
presepio pasquale in diverse scene
su scala diversa, e cioè uno scenario globale a grande scala (Gerusalemme e dintorni) per situare gli
avvenimenti accompagnato da
alcune scene particolari a scala più
piccola che illustrino alcuni di questi
avvenimenti.
La prima tappa è stata dunque la
costruzione, nel 2011, di un plastico in scala 1:1000 che rappresenta Gerusalemme com’era ai tempi di Gesù, e
fornisce lo sfondo comune alle vicende pasquali. Il modello è stato presentato alla
comunità in una piccola esposizione. La seconda tappa è stata la realizzazione di
5 scene che rappresentano, in scala 1:6, altrettanti episodi di queste vicende. Il
primo modello, che rappresenta il Cenacolo e l’Ultima Cena, è stato presentato
alla comunità per la Pasqua 2014. Per la Pasqua 2015 seguiranno gli altri 4: l’ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme (Domenica delle Palme), il processo
davanti al Sinedrio, la Crocifissione e la Resurrezione.
In tutti ho soprattutto cercato di restare il più aderente possibile ai dati delle Scritture, e tutte le (talora difficili) scelte sono giustificate dalla documentazione che
accompagna i modelli. La nostra parrocchia si dota così di qualcosa di nuovo e di
unico, ma non di estraneo, poiché si ricollega, sebbene in forma assai più modesta, alla nostra bella tradizione dei Sacri Monti. L’augurio è che ci aiuti tutti ad
approfondire e rafforzare la nostra fede!
Guido Cotti
20
PREPARIAMOCI A CELEBRARE
IL PRIMO LUSTRO (V ANNIVERSARIO)
DELLA DEDICAZIONE DELLA CHIESA
E CENTRO DELLA TRASFIGURAZIONE
Sabato 17 gennaio – pomeriggio di spiritualità con Paolo
Curtaz, scrittore e teologo (evangelizzatore freelance) di
origine valdostana. Affronteremo con lui il tema come
una comunità parrocchiale può trasmettere oggi la
fede “ICONE DAL VANGELO DI MARCO” con il seguente orario:
ore 14.30 - 15.30 I meditazione
ore 15.30 - 16.00 pausa
ore 16.00 - 17.00 II meditazione
ore 17.30 messa delle famiglie – commento alle letture
a cura di Paolo Curtaz
ore 19.00 cena comunitaria condivisa
Venerdì 27 febbraio, giorno
della dedicazione, appuntamento nella Chiesa della
Trasfigurazione alle ore 20.00
per ascolto e visione di una
storia vissuta con tanta
attesa, che in quel giorno si
è realizzata.
Sarà con noi il KOLPINGSINGERS LUGANO, coro
gospel a 4 voci, e ci accompagneranno le immagini che ricordano quel cammino di attesa, dalla posa della prima pietra al giorno in cui le porte si sono
aperte e ci hanno accolto.
Domenica 1º marzo, Festa della Trasfigurazione,
ore 10.00 solenne celebrazione eucaristica presieduta
dal nostro vescovo Mons. Valerio Lazzeri.
Seguirà un aperitivo per tutti.
Questi appuntamenti entrino nel cuore di tutti noi, per ringraziare insieme il Signore del grande dono che ci ha fatto.
21
Abbiamo celebrato, con gioia e speranza!
“Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”
De Felice Sofia di Roberto e Giulia, 7 settembre; Lamberti Elia di Luigi e
Angela, 14 settembre; Binda Alex di Andrea e Paola-Placidia, 20 settembre;
Pedrocchi Elia-Giovanni di Cesare e Isabella, 20 settembre; Vermeulen Thomas e Sebastian di Philip e Francesca, 28 settembre; Mega Susan di Marco
e Rossella, 28 settembre; Feltrin Lara di Fabio e Cinzia, 5 ottobre; Burattini
Leonardo e Giulio di Andrea e Barbara, 25 ottobre; Monti Alessandro di Oliver e Adriana, 26 ottobre; Riva Anna di Daniele e Lisa, 16 novembre.
“Ti accolgo come mia sposa … mio sposo”
Squillace Giuseppe con Longo Teresa 5 settembre; Leidi Antonio con Mainone Benedetta 6 settembre; Tedoldi Davide con Bizzozero Silvia 13 settembre; Mori Michele con Pizzino Claudia 20 settembre.
“Chi crede in me, anche se muore vivrà”
Soldini Augusto 4 settembre, Pinardi Anaide 12 settembre, Pani Terenzio 16
settembre, Maggini-Realini Elena 27 settembre, Roncoroni Giorgio 30 settembre, Bernasconi Celestina 2 ottobre, Frei Erna 25 ottobre, Trösch Otto 5
novembre, Chini Maria 26 novembre.
Pensieri per il nuovo anno
Tu sai cosa desideri, ma Dio solo sa che cosa ti giova. (Sant’Agostino)
Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei mari, dei fiumi, delle stelle; e
passano accanto a se stesse senza meravigliarsi. (Sant’Agostino)
Nulla ti turbi, nulla ti spaventi. Tutto passa, solo Dio non cambia. La pazienza ottiene tutto. Chi ha Dio non manca di nulla: solo Dio basta! Il tuo desiderio sia vedere
Dio, il tuo timore, perderlo, il tuo dolore, non possederlo, la tua gioia sia ciò che
può portarti verso di lui e vivrai in una grande pace. (Santa Teresa d’Avila)
Il buon Dio non ha scritto che noi fossimo il miele della terra, ragazzo mio, ma il sale.
Il sale, su una pelle a vivo, è una cosa che brucia. Ma le impedisce anche di marcire.
(Georges Bernanos)
Il male mette radici quando un uomo comincia a pensare di essere migliore degli
altri. (Santa Teresa di Calcutta)
La felicità non si ottiene puntando affannosamente alla sua ricerca, ma viene incontro, come una sorpresa, a chi è intento a far felici gli altri. (Fulton Sheen)
Sono convinto che l’offesa più terribile che possiamo rivolgere al Mistero coincida
con l’incapacità di svegliarsi al mattino e scoprirsi amati. (Don Luigi Giussani)
Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo
l’oceano avrebbe una goccia in meno. (Santa Teresa di Calcutta)
22
23
G.A.B. 6932 BREGANZONA
Ritorni: Parroco di Breganzona
BETLEMME “CASA DEL PANE”
“Se vuoi che la tua vita sia veramente un dono, lasciati cuocere nell'amore reciproco e diventerai Pane capace
di saziare la fame di Dio che c'è nel
mondo”. (C. Santoro)
BUON NATALE
e FELICE ANNO NUOVO
dai vostri Sacerdoti,
dal Consiglio parrocchiale
e dai collaboratori
La Buona Stampa, Lugano
Author
Document
Category
Uncategorized
Views
0
File Size
1 013 KB
Tags
1/--pages
Report inappropriate content