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Basilea-Friburgo. Il derby delle fiere. (Paolo Minieri /GemTech)

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Basilea-Friburgo. Il derby delle fiere.
(Paolo Minieri /GemTech)
Controversial comments on Freigurg Jewellery show at first
appointment, perhaps too many expectations. But many are ready
to bet on this brand new german event scheduled so close to Basel
in space and time. Green signal is given by the convenient
location, the affordable fees and the strong UBM organization.
Giudizi contrastanti sulla prima edizione, forse troppe aspettative.
Ma c'è già chi scommette sull'appuntamento tedesco del 2015,
quando lo scotto del debutto sarà stato ormai assorbito e la
concomitanza con la fiera di Basilea riporterà
i riflettori su
Friburgo. Le carte vincenti sono in primo luogo la vicinanza
geografica alla grande kermesse svizzera, i costi decisamente
sostenibili e la grande cassa di risonanza di UBM, organizzatore e
grande protagonista della scena internazionale degli eventi legati
alla gioielleria.
Alcune considerazioni in ordine sparso sulla fiera
di Friburgo, new entry tra quelle del settore
pietre e gioielli. Innanzitutto il giudizio secco di
molti tra espositori e visitatori: poca affluenza. Vero, ma ricordo la prima
edizione della sezione Asia World di Hong Kong. Fu un disastro, ma oggi?
Oggi laggiù non ti puoi districare nella calca e di un posto decente non se
ne parla neppure, se ci vuoi esporre. Altra opinione condivisa da molti:
concorrenza marcata con Basilea. Non è certo un caso che UBM, il
potente organismo organizzatore anglo-cinese abbia posizionato le date in
parziale sovrapposizione con il colosso svizzero allestito ad appena 70 km di
distanza. Ed è risaputo che la grande kermesse di Basilea abbia aumentato
mediamente del 30% le tariffe per gli espositori allo scopo di finanziare una
ristrutturazione ambiziosa. Certamente competizione, dunque, se già un
drappello di transfughi migra verso la meno costosa Friburgo ed altri vi di
appresterebbero. Ma sullo sfondo anche una possibile interazione, perché
no? Gli svizzeri monopolizzano di fatto grande orologeria, marche e
lusso mentre i tedeschi e UBM si propongono principalmente come gateway
europeo delle pietre preziose e delle gemme, con particolare attenzione alle
nuove realtà asiatiche. Di sicuro i vicini svizzeri al momento non l'hanno presa benissimo tanto che
le autorità del Lander tedesco hanno, a quanto pare, in animo di negoziare un
futuro più disteso oltre il confine. Conclusioni? La neonata manifestazione si
è, in definitiva, proposta come una transizione che prelude allo
spostamento del baricentro espositivo dei preziosi verso l'Europa
centrale. Questa è un'area strategicamente meglio posizionata per servire i paesi
emergenti ad Est e a Nord del continente. E con questo scenario deve fare i
conti la nostra Vicenza, già impegnata in un percorso di ammodernamento.
Per finire: tutti gli altri eventi del gioiello in Europa da oggi saranno sempre
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più costretti a posizionarsi su scale locali se questo derby sfocerà in due
grandi fiere contemporanee e di respiro continentale. Ultimissimo flash:
Friburgo offriva la sensazione che si assistesse alla messa in scena di una
metafora dell'Europa contemporanea. Direzione inglese, amministrazione
tedesca, allestitori cinesi. Per un faretto mancante ci hanno dato un
numero di Hong Kong. Torre di Babele di un grande cantiere aperto verso il
futuro.
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