Battaglione Zignago, via

Progetto “Le vie della Resistenza (1943-1945)”
Battaglione Zignago, via
(Beverino, SP)
a cura di Maria Cristina Mirabello
Il Battaglione “Zignago” appartiene alla Colonna “Giustizia e Libertà”, che
si forma precocemente nello Spezzino, avendo uno dei suoi punti di forza nel
Calicese e a Torpiana di Zignago.
Quando a metà luglio 1944 viene a compimento il processo di
aggregazione delle formazioni patriottiche combattenti attraverso la creazione
della Ia divisione Liguria e si costituisce un Comando Unico della IV Zona
Operativa (comandante Mario Fontana, v.Scheda via Mario Fontana nello
stradario del Comune della Spezia), la neonata Divisione Liguria comprende la
Brigata “Centocroci”, la Brigata Garibaldi “M.Vanni” (già Battaglione Signanini), la
Brigata Garibaldi “A.Gramsci” e il Battaglione “Picelli”.
Della I Divisione viene a far parte anche la Brigata d’Assalto Lunigiana che
ha da poco assunto la denominazione di Brigata o Colonna “Giustizia e Libertà”
(comandata da Vero Del Carpio), qualificandosi come formazione che si richiama
al Partito d’Azione e al Movimento G.L., sebbene nessun giellista entri nel
Comando di divisione.
Fra luglio e agosto, la Brigata G.L. si allarga a dismisura e, nell’imminenza
del rastrellamento del 3 agosto 1944, sul monte Picchiara (v. Scheda via Monte
Picchiara nello Stradario del Comune della Spezia e Via Campo Picchiara- 3
agosto 1944 nello Stradario del Comune di Rocchetta Vara) si trovano fra 500 e
600 partigiani G.L. La colonna, divisa in sei compagnie, si disloca in vaste porzioni
del territorio della IV Zona: a Monte Lama (nel Rossanese) sta la compagnia
comandata da Ermanno Gindoli (v. Scheda via Ermanno Gindoli nello Stradario
della Spezia).
Dopo il drammatico rastrellamento del 3 agosto 1944 e le successive
risistemazioni, la Colonna GL risulta stare a Zignago, Rocchetta V. e Calice al
Cornoviglio e il 26 ottobre 1944, Cesare Godano “Gatto”, Commissario politico
della Colonna (che ammonta a 650 elementi), sanziona la nuova organizzazione
di essa in due Battaglioni (Val di Vara e Zignago) e nelle sei compagnie che di
fatto esistevano già.
Il Battaglione Zignago è affidato a Ermanno Gindoli (Commissario politico
è Ceragioli). Nel corso dei mesi successivi il Battaglione Zignago si trasferisce poi
da Monte Lama (Rossano di Zeri) a Debbio di Zignago.
Fino all’11 aprile 1945 il Battaglione “Zignago”, sempre comandato da
Ermanno Gindoli (con Amelio Guerrieri vice-Comandante dal 21 marzo 1945), ha
reparti nel Rossanese e nel territorio fra Brugnato, Rocchetta e Zignago.
Con il giorno 12 aprile il Comando IV Zona comunica nuove disposizioni
che riguardano il territorio in vista della fase finale della guerra.
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L’11 aprile il Battaglione “Zignago” è a Brugnato (rimasta fino ad allora in
mano ai Tedeschi dopo il rastrellamento del 20 gennaio), che viene occupata poco
prima della mezzanotte dell’11 aprile.
Il comandante Gindoli chiede allora il nulla osta per attaccare Borghetto
Vara, scrivendo il suo ultimo biglietto alla 9 del 12 aprile.
Alle 11,30 inizia l’attacco contro Borghetto e alle 13 il Presidio della G.N.R.
si arrende alla formazione G.L. coadiuvata da tredici partigiani della “Vanni” e da
colpi di mortaio che la stessa “Vanni” spara da Serò.
Ma nel frattempo Gindoli sparisce, impegnato in una missione avente per
obiettivo quello di bloccare la via Aurelia, per impedire il passaggio delle colonne
nemiche in ritirata dalla Linea Gotica.
Su tale strada esiste infatti una località, la Rocchetta, particolarmente
adatta per interrompere in modo duraturo le comunicazioni: caratterizzata da una
curva stretta e accentuata, ai piedi di un'alta rupe, si affaccia a precipizio su
un'ansa del fiume Vara, lì profondo e rapido.
Il gruppo incaricato del sabotaggio è costituito da Ermanno Gindoli, dal
caposquadra dei sabotatori, Oronzo Chimenti e da Alfredo Oldoini.
Lo scopo di interrompere la strada è raggiunto, ma un piccolo ritardo nel
far brillare le mine fa sì che, a differenza delle altre autoblindo saltate per aria,
quella di testa riesca a passare e spari contro i sabotatori usciti allo scoperto.
Gindoli e Chimenti cadono subito. Oldoini, ferito e con una gamba spezzata, si
porta sulla sponda opposta, ma il nemico lo incalza ed egli, cosciente di come
ogni difesa sia ormai vana, si uccide.
Alla sera del 12 aprile si diffonde la notizia della morte del comandante e
dei suoi compagni. Gindoli è sostituito momentaneamente al comando del
battaglione “Zignago” da Heraldo Curti e dal 18 aprile da Amelio Guerrieri.
Il Battaglione “Zignago”, che nei giorni immediatamente precedenti la
Liberazione diventa Brigata perché la colonna G.L. è assimilata al ruolo di
Divisione, prende, per decisione unanime dei suoi uomini, il nome di “Gindoli” (il
nome di Alfredo Oldoini è dato alla VI Compagnia dello stesso Battaglione) e
riceve l’ordine dal Comando IV Zona di recarsi sulla dorsale fra Val di Vara e Val di
Magra, a Bastremoli, per spingersi a Monte Albano ed eliminare i focolai di
resistenza tedesca, obiettivo che consegue alle 10,15 del 24 aprile 1945.
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Nella foto a sinistra Ermanno Gindoli, nella foto a destra sfilata del Battaglione Zignago in
via Chiodo qualche giorno dopo la Liberazione (le immagini sono tratte da Ricci, Giulivo, La
Colonna Giustizia e Libertà, cit. v. Fonti)
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Fonti

I.5 Serie Comando II Battaglione Zignago (Archivio Storico, ISR La Spezia)
con particolare riferimento al fascicolo 425

Bollo, Gerolamo, Tra Vara e Magra- La Resistenza a La Spezia, La Moderna,
1969, p. 74 (divisione Colonna G.L. in due battaglioni) e p.99 (morte di
E.Gindoli)

Ricci, Giulivo, La colonna "Giustizia e Libertà", Fiap-Ass. Partigiani Mario
Fontana- ISR P.M.Beghi-SP, 1995, passim, con particolare riferimento alle
pp.137, 173,205, 225, 226, 340, 348, 386, 388,401-405, 413, 416, 420

Sempre in Ricci Giulivo, cit., tutte le pagine in cui è ritrovabile il nome di
Ermanno Gindoli: pp. 108, 134, 152, 158, 161, 166, 182, 183, 187, 194,
198, 204, 205, 206, 209, 231, 234, 239, 240, 283, 285, 289, 290, 292,
298, 311, 325, 341, 342, 343, 346, 347, 372, 373, 393, 394, 397, 401,
402, 403, 404, 413, 431

Godano, Cesare, Paideia '44, Edizioni Giacché, 1997, pp.200-201

Bianchi, Antonio, La Spezia e Lunigiana-Società e politica dal 1861 al
1945, Franco Angeli, 1999, pp. 468, 484 n.

Gimelli,Franco; Battifora, Paolo, (a cura di), Dizionario della Resistenza in
Liguria, Genova, De Ferrari, [2008?], pp.73-74 (Biografia di Ermanno
Gindoli)

Fiorillo, Maurizio, Uomini alla macchia- Bande partigiane e guerra civileLunigiana 1943-45, Laterza, 2010, p. 261 e n.