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* Raymond J. Cole
Inquadramento generale di CASBEE
(Comprehensive Assessment System
for Building Environmental Efficiency),
un sistema giapponese di
classificazione e di certificazione
DOI: 10.14609/Ti_1_14_1i
Parole chiave: valutazione volontaria, determinazione del coefficiente ambientale, contesto
organizzativo, contesto globale, contesto in continuo mutamento, contesto futuro.
Abstract Una premessa soggiacente alle valutazioni e certificazioni offerte dai principali sistemi di valutazione della performance ambientale degli immobili consiste nel fatto che, ove il mercato disponga di migliori prassi e informazioni, un client group con potere decisionale può e deve garantire la propria
leadership ai fini di una responsabilità ambientale, affinché altri seguano il suo esempio per rimanere competitivi. La determinazione del coefficiente ambientale ha fornito ai proprietari degli immobili uno strumento
credibile e obiettivo per comunicare ai potenziali inquilini le qualità ambientali dell’immobile che sarebbero
interessati a prendere in affitto, iniziando così a rivedere le loro aspettative soffermandosi maggiormente
su obiettivi più complessi in termini di rendimento, oltre che sui vantaggi derivanti dall’applicazione di una
prassi tipica. Da più di vent’anni, la determinazione del coefficiente ambientale è confluita in un’area di
studio e ricerca più che legittima. Gli strumenti di valutazione utilizzati a livello mondiale rientrano di norma
in due categorie generiche:
1) quelli sviluppati dall’organizzazione di un Paese che, oltre ad amministrarlo e a garantirne l’efficienza,
fornisce un opportuno supporto educativo e un’infrastruttura operativa. Tutti i principali sistemi riconosciuti
– BREEAM, LEED, CASBEE, Green Star in Australia, ecc. – rientrano in questa categoria;
2) quelli sviluppati dagli studiosi per finalità di ricerca o nell’auspicio che diventino un sistema di certificazione, anche se a tutt’oggi non sono stati adottati in modo massiccio nei loro rispettivi Paesi.
CASBEE IN UN CONTESTO STORICO
Fino al 1990, anno che ha visto la pubblicazione nel Regno Unito del volume “Building Research Establishment Assessment Method” (BREEAM), (Baldwin, et al., 1990) meglio noto come “Metodo di Valutazione Ambientale” BRE, possiamo dire che sono stati fatti ben pochi tentativi (ammesso che sia
stato davvero così) per definire un obiettivo e un metodo onnicomprensivo che consentisse di valutare in modo contestuale un’ampia gamma di considerazioni ambientali a fronte di una serie di criteri
esplicitati, e di proporre una sintesi globale delle prestazioni energetiche degli edifici. Oggi, il metodo
BRE (BREEAM) può essere considerato come il punto di avvio da cui si è dipanata una cultura della
valutazione delle prestazioni energetiche degli edifici, che ha incentivato lo sviluppo a livello mondiale
di numerosi altri sistemi. Occorre peraltro evidenziare come tutti i metodi di valutazione ambientale
degli edifici abbiano attinto, in modo più o meno sostanziale, all’esperienza e alla conoscenza collettiva di altri sistemi.
* Università della Columbia Britannica, Canada
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Raymond J. Cole
Una premessa soggiacente alle valutazioni e certificazioni volontarie offerte da questi sistemi consiste
nel fatto che, ove il mercato disponga di migliori prassi e informazioni, un client group con potere
decisionale può e deve garantire la propria leadership ai fini di una responsabilità ambientale, affinché
altri seguano il suo esempio per rimanere competitivi. La determinazione del coefficiente ambientale
ha fornito ai proprietari degli immobili uno strumento credibile e obiettivo per comunicare ai potenziali inquilini le qualità ambientali dell’immobile che sarebbero interessati a prendere in affitto, iniziando così a rivedere le loro aspettative soffermandosi maggiormente su obiettivi più complessi in
termini di rendimento, oltre che sui vantaggi derivanti dall’applicazione di una prassi tipica.
Da più di vent’anni, la determinazione del coefficiente ambientale è confluita in un’area di studio e ricerca più che legittima. Non solo è stata oggetto di dibattito in occasione di quasi tutti i congressi
più prestigiosi sull’edilizia verde da oltre quindici anni a questa parte, ma è stata addirittura la protagonista assoluta ed esclusiva del “1° Congresso Internazionale sulla Valutazione della Sostenibilità
degli Immobili” organizzato nella città di Porto (Portogallo) nel 2012 (Amoeda, et al., 2012), a riprova
di questa esigenza molto sentita.
In questo periodo, l’enfasi attribuita al dibattito e alla ricerca sui metodi di valutazione ambientale
degli edifici ha subito un sostanziale mutamento (Cole e Valdebenito, 2013). Inizialmente, l’attenzione e gli sforzi profusi erano convogliati in via prioritaria verso tutta una serie di caratteristiche
tecniche e di requisiti dei sistemi di valutazione: campo di applicazione, struttura, protocolli di ponderazione, indicatori delle performance energetiche, ecc. (Nibel, 2000; Andresen, 1999). Lo sviluppo e l’impiego di ulteriori sistemi ha spostato l’enfasi sul loro confronto trasversale: gli elementi
inclusi, gli scostamenti tra i coefficienti assegnati nell’ambito dei rispettivi sistemi, i costi dei procedimenti di valutazione e certificazione, il numero degli immobili registrati/certificati, ecc., spesso
con la volontà di offrire una base di riferimento che permettesse di orientare le proprie scelte
verso un metodo ben preciso (Yokoo e Oka, 2000; IEA, 2001; Kaatz, 2002; Ding, 2008; Haapio e
Viitaniemi, 2008; Kajikawa, Inoue e Goh, 2011; Reed, et al., 2011). Anche in questo caso, il maggior
impegno profuso ha reso possibile lo sviluppo di più versioni di uno stesso metodo per le diverse
tipologie di immobili – residenziali, edifici esistenti, nuclei e involucri, ecc. – inizialmente come sistemi separati e in seguito, come nel caso di LEED in Nord America, armonizzandoli attraverso una
serie di strumenti coerenti e riconoscibili. In tempi più recenti, poiché buona parte dei metodi
esiste da oltre un decennio permettendo la realizzazione di alcuni sistemi industriali consolidati,
l’attenzione si sta spostando verso la loro applicazione – dove e perché vengono utilizzati (e da
chi) gli strumenti di valutazione – soprattutto oltre le frontiere del loro Paese d’origine (Cole, 2011;
Todd e Tufts, 2012) nonché verso alcuni confronti espliciti fra BREEAM e LEED. (Rivera, 2009; Julien,
2009; Reed, et al., 2010; Sleeuw, 2011) Da quando è stato introdotto nel 2001, CASBEE si è messo
sempre più in luce durante questo dibattito.
Gli strumenti di valutazione utilizzati a livello mondiale rientrano di norma in due categorie generiche:
•
Quelli sviluppati da un’organizzazione di un Paese che, oltre ad amministrarla e a garantirne l’efficienza, fornisce un opportuno supporto educativo e un’infrastruttura operativa. Tutti i principali
sistemi riconosciuti – BREEAM, LEED, CASBEE, Green Star in Australia, ecc. – rientrano in questa
categoria.
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•
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Quelli sviluppati dagli studiosi per finalità di ricerca o nell’auspicio che diventino un sistema di
certificazione, anche se a tutt’oggi non sono stati adottati in modo massiccio nei loro rispettivi
Paesi. Le difficoltà nel generare le risorse necessarie in termini organizzativi e finanziari a sostegno dei programmi di accompagnamento educativi amministrativi e di certificazione sono indicative del fatto che il numero degli edifici valutati con questi metodi permane pressoché irrisorio.
Contesto Organizzativo
Se da un lato le caratteristiche tecniche dei sistemi di valutazione sono state oggetto di un’attenzione
diffusa, è pur vero che le loro origini e i loro contesti organizzativi sono meno dibattuti. Scarseggiano
anche i documenti e le testimonianze sui ruoli e i contributi che le organizzazioni e i singoli individui
hanno creato e plasmato per loro. A onor del vero, questo aspetto viene spesso trascurato, con il rischio che la loro conoscenza vada perduta.
I sistemi di valutazione vengono approntati attraverso l’impegno profuso dalle organizzazioni e dai
singoli individui, come dimostrano questi esempi:
•
Nel Regno Unito, “ECD Architects and Energy Consultants”, “Stanhope Properties e il Building Research Establishment” (BRE) si sono attivati per la prima volta nel 1988, al fine di incoraggiare
l’industria delle costruzioni a prendere sul serio le questioni ambientali. Dopo 18 mesi di intenso
confronto su quelle che ritenevano essere le considerazioni più significative in tema di ambiente
a livello globale, ma anche delle aree circostanti e degli spazi chiusi (indoor), il primo BREEAM
per gli uffici è stato varato nel 1990 attraverso il BRE. Dal 1999, il BRE certifica e approva i prodotti
avvalendosi della “Certificazione BRE”, ribattezzata “BRE Global” nel 2006 in segno di riconoscimento dei suoi servizi offerti in tutto il mondo. Sempre in quel periodo, la certificazione e la valutazione ambientale – inclusa BREEAM – sono state “accorpate nel marchio BRE Global”.1
•
“L’U.S. Green Building Council” (USGBC) è stato fondato nel 1993 da tre persone operanti nel settore privato – Mike Italiano, David Gottfried e Rick Fedrizzi –. Questa organizzazione senza scopo
di lucro composta da associati, e istituita con l’intento di promuovere la sostenibilità nelle fasi di
progettazione, costruzione e attestazione dell’agibilità degli edifici, ha sviluppato “Leadership in
Energy and Environmental Design” (LEED) come veicolo primario per la trasformazione del mercato.
Mentre lo sviluppo continua a delinearsi grazie al contributo di numerosi comitati tecnici, è richiesta l’approvazione dei soci collettivi USGBC. L’espansione di LEED ha avuto inizio nel 1994,
sotto la direzione di Robert Watson, ricercatore capo presso il Natural Resources Defense Council’s (NRDC), nonché presidente fondatore del Comitato Direttivo LEED. La prima bozza del documento “Leadership in Energy an Environmental Design” (LEED), a cura del Green Building Council
USA, è stata applicata nel 1999 (Todd e Lindsey, 1999). Tuttavia, la versione ampiamente in uso –
LEED Version 2.0 – è stata pubblicata nel 2000. Un importante passo avanti è stato compiuto grazie al “Green Building Certification Institute” (GBCI), fondato nel 2008. Il GBCI è divenuto responsabile della gestione dei vari aspetti connessi alla certificazione LEED e degli accrediti
professionali, permettendo dunque all’USGBC di dedicarsi allo sviluppo e al perfezionamento degli
standard LEED.
1 “BRE: Our History”, documento prelevato il 15 Gennaio 2013 dal sito www.bre.co.uk/page/jsp?id-1721.
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•
The “Comprehensive Assessment System for Building Environmental Efficiency” (CASBEE) è stato
creato nel 2001 dal Consorzio Giapponese per l’Edilizia Sostenibile (JSBC), mentre CASBEE NC
(Nuova Costruzione) è stato pubblicato ufficialmente nel 2003. Le attività di ricerca e sviluppo di
CASBEE sono state svolte nell’ottica di un progetto di cooperazione fra industria, governo e
mondo accademico con il supporto del Ministero Giapponese del Territorio, delle Infrastrutture,
dei Trasporti e del Turismo, e sotto la direzione del Dott. Shuzo Murakami. Il JSBC e i suoi subcomitati affiliati si occupano della gestione globale di CASBEE, mentre la segreteria ha sede presso
“l’Institute for Building Environment and Energy Conservation” (IBEC). Lo sviluppo della certificazione CASBEE è stato reso possibile grazie a una leadership e a un’autorità decentrata piuttosto
che attraverso il processo di acquisizione dei consensi richiesti ai fini dello sviluppo della certificazione LEED. Ciò ha permesso a CASBEE di disporre di una maggior chiarezza concettuale secondo quanto specificato per ciò che attiene alla sua struttura, al campo di applicazione e
all’importanza che le viene attribuita.
•
In Australia, Sinclair Kight Merz, una società specializzata in consulenze strategiche, tecniche e
progettuali, ha messo a punto nel 2000 il metodo BREEM australiano grazie a un Memorandum
d’Intesa con il Building Research Establishment. Quest’ultimo, dopo essere stato venduto all’Australian Green Building Council (GBCA) nel 2002, è divenuto (nel 2003) l’attuale “Green Star Environmental Rating System for Buildings”. Il ruolo di Green Star viene considerato preponderante
ai fini del raggiungimento dell’obiettivo-chiave di GBCA “guidare la transizione dell’industria australiana” verso la sostenibilità, promuovendo l’attuazione di programmi a favore dell’edilizia verde
(o bioedilizia), delle tecnologie, delle buone pratiche di progettazione oltre che a favore dell’integrazione di iniziative legate all’ecologia verde di progettazione formale, costruzione e abitabilità
degli edifici.
Tutti i sistemi di valutazione ambientale degli immobili condotta su base volontaria vengono utilizzati
e/o referenziati a livello internazionale. Tali sistemi sono inoltre considerati di vitale importanza. Questi, al pari di molti altri sistemi in uso nei loro rispettivi Paesi, sono attualmente considerati l’unico
approccio alle sfide e alle trasformazioni che attendono il mercato. Va da sé che, entro una certa misura, tale processo si è già innescato, ed è lecito sostenere che hanno istituzionalizzato l’ambito delle
questioni in materia di performance ambientale considerate importanti per l’edilizia verde, ricoprendo
un ruolo significativo nel processo di integrazione delle buone pratiche che la disciplinano. È in atto
un crescente referenziamento dei principali sistemi, che sono stati adottati dalle istituzioni e dalle
autorità nei loro rispettivi Paesi, come esige lo “standard” sulle performance ambientali in materia di
edilizia.
CASBEE IN UN CONTESTO GLOBALE
CASBEE ha avuto un ruolo speciale, che gli ha permesso di contribuire in un modo assolutamente
unico all’evoluzione dei principi teorico-pratici legati alla valutazione ambientale degli immobili, dapprima in relazione alle sue caratteristiche strutturali e operative rapportate a quelle di altri importanti
sistemi.
Tutti i sistemi di valutazione degli immobili “ecologici” si propongono in prima istanza di raggiungere
il duplice obiettivo di migliorare la qualità ambientale indoor e di ‘creare meno danni’ ovvero, in un’accezione più generica, di ridurre le ripercussioni negative dell’attività umana sul benessere e l’integrità
dei sistemi ecologici (McDonough e Braungart, 2002; Reed, 2007). La loro struttura e il loro campo
di applicazione, che delineano la comprensione e le priorità di tali aspetti associati alla performance
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ambientale, risentono palesemente dell’influenza di tutta una serie di considerazioni uniche sotto il
profilo culturale e delle competenze.
I metodi di valutazione ambientale degli immobili possiedono di norma tre componenti principali
(Cole, 1999; Cole, 2005):
•
Una serie dichiarata di criteri di valutazione della perfomance ambientale strutturati mediante un
approccio logico e lineare: la struttura.
•
L’assegnazione di un ipotetico numero di punti o crediti per ognuno degli aspetti legati alla performance. Il punteggio o i crediti di cui sopra si possono ottenere raggiungendo un determinato
livello di performance: il punteggio.
•
Un mezzo che consente di dimostrare tangibilmente il livello globale della prestazione ambientale
di una struttura o di un edificio: il risultato.
Lo sviluppo dei metodi di valutazione è scaturito principalmente dalla definizione del campo di applicazione e della struttura dei criteri delle performance. Benché di solito si accetti il fatto che i criteri
devono essere organizzati con una serie di modalità che agevolino un dialogo e un’applicazione significativi, la strutturazione dei criteri all’interno del metodo di valutazione è forse più importante
nella fase di acquisizione del prodotto della valutazione della performance, quando la sua “storia”
deve essere raccontata in modo coerente ed esaustivo a diversi destinatari. Se da un lato CABSEE
concentra la propria attenzione sulla gamma di considerazioni ambientali che appaiono scontate per
altri sistemi importanti, è altrettanto vero che l’organizzazione e l’enfasi attribuita sono qualitativamente diverse e incarnano in maniera implicita i tratti salienti della cultura giapponese. È il caso, ad
esempio, del valore attribuito a una serie di norme predeterminate e all’interdipendenza che presuppone una coscienza di gruppo, per dare enfasi alla continuità piuttosto che alle divisioni binarie dei
poli opposti, per non parlare dell’enfasi che il Giappone attribuisce ai virtuosismi tecnici, con particolare riferimento ai servizi (Blaviesciunaite, 2012). Ciò che più conta è che i supporti concettuali di
CASBEE permettono di distinguersi notevolmente in ognuno dei tre settori sopra evocati.
La struttura dei metodi di valutazione ambientale è plasmata da una serie di considerazioni e aspetti
pratici. La maggior parte dei sistemi organizzano criteri di performance o crediti in varie categorie
ben distinte (cantiere, acqua, elettricità, materiali, qualità ambientale indoor, ecc.) e, ad eccezione di
CASBEE, si limitano a sommare i punteggi ottenuti con tali sistemi per ottenere un punteggio globale.
Si rileva una differenza importante fra questi metodi che adottano una struttura gerarchica delle questioni (principali categorie con criteri e sub-criteri dove i punteggi ottenuti a questo livello inferiore
vengono ponderati e aggregati per ottenere un punteggio globale), e quelli che hanno dei crediti
(con ponderazioni implicite o esplicite) che vengono semplicemente aggiunti.
I sistemi di valutazione della struttura sono stati sostanzialmente ripensati durante la transizione dalla
performance verde alla valutazione della “sostenibilità”:
•
Ad esempio, il “Sustainable Building Assessment Tool” (SBAT) (Strumento di Valutazione degli Immobili Sostenibili) sudafricano, ha introdotto in modo esplicito alcuni criteri di performance che
riconoscono le problematiche di natura socioeconomica (Gibberd, 2001; Gibberd, 2005). Vengono
identificate complessivamente 15 aree di performance equamente ripartite nel contesto di so-
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stenibilità globale delle categorie ambientali, sociali ed economiche, ognuna delle quali viene descritta attraverso cinque criteri di performance. (vedi Figura 1) Lo SBAT stimola inoltre una riflessione su come potrebbe divenire un elemento integrante del processo di produzione degli
immobili (e influenzandoli di riflesso), abbinando la sua applicazione a un processo in nove fasi
che si fonda sul tipico ciclo di vita di un edificio: Briefing/Studio Preliminare, Analisi del Sito, Definizione degli Obiettivi, Progettazione, Sviluppo della Progettazione, Costruzione, Consegna, Operatività, Riutilizzo/Ristrutturazione/Riciclo. La ponderazione delle tre categorie (sociale, ambientale
ed economica) genera un punteggio globale della performance.
Figura 1 Sustainable Building Assessment Tool (SBAT) (Gibberd, 2001; Gibberd, 2005)
•
Il più recente Sistema2 di Certificazione “Deutsche Gesellschaft für Nachhaltiges Bauen” (DGNB)
include cinque categorie di “qualità” generale della sostenibilità che, dopo una loro valutazione,
generano il punteggio aggregato complessivo degli edifici: categorie Economica, Socio-culturale
e Tecnico-funzionale, categorie di Processi con un approccio concettualmente trasversale. Una
sesta qualità con 6 sub-criteri – locazione – viene valutata e presentata a parte. (Vedi Figura 2).
I criteri, che rientrano in queste aree di performance, vengono valutati singolarmente e aggregati
allo scopo di determinare una designazione della performance a livello globale (oro, argento o
bronzo).
2 http://www.dgnb-system.de/en/schemes/scheme-overview/.
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Figura 2 Sistema di Certificazione “Deutsche Gesellschaft für Nachhaltiges Bauen“ (DGNB)
Altri sistemi che intendono passare da una valutazione “verde” a una valutazione della “sostenibilità”
si sono limitati a integrare alla valutazione sugli immobili verdi, come vuole la prassi, una serie aggiuntiva di criteri sulle performance socio-economiche.
Fra le più importanti (nonché uniche nel loro genere) distinzioni concettuali offerte da CASBEE in relazione alla struttura e alla definizione dei criteri di valutazione delle performance, troviamo:
•
L’utilizzo della delimitazione ipotetica per distinguere esplicitamente la valutazione della Qualità
Ambientale degli Edifici (Q) in relazione al “…miglioramento del confort per i fruitori degli immobili
all’interno dell’ipotetico spazio chiuso o indoor” e la valutazione del Carico Ambientale dell’Edificio
(C) in relazione agli “…aspetti negativi dell’impatto ambientale che vanno oltre l’ipotetico spazio
chiuso o indoor verso l’esterno” (JSBC, 2010). Valutando a parte questi aspetti per determinare
l’Efficienza Ambientale dell’Edificio, vale a dire il rapporto fra la Qualità e la Performance Ambientale e il Carico Ambientale, la struttura stessa del CASBEE incarna e comunica una prospettiva di
valutazione all’insegna dell’eco-efficienza. Ciò risulta importante poiché dimostra come la struttura
sia di per sé educativa. Nel metodo CASBEE, il BEE comunica esplicitamente i relativi impatti ambientali associati offrendo un confort abitativo, e descrive le varie forme di permutazione Q e C
che possono garantire un’analoga misurazione della performance globale (Vedi Figura 3).
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•
A differenza di numerosi altri sistemi che non prevedono di norma nessun ordine specifico in relazione alla misura in cui i criteri devono essere soddisfatti, e laddove l’importanza del credito
poggi interamente sulle ponderazioni, la distribuzione dei crediti nel metodo CASBEE implica una
relazione gerarchica, vale a dire che Q1 valuta diverse categorie ben distinte dell’ambiente indoor,
Q2 il grado fino a cui tali categorie sono ben integrate, mentre Q3 intende mettere in relazione
l’edificio con l’ambiente circostante (Blaviesciunaite e Cole, 2012). Questo intreccio di criteri sulle
performance fornisce ancora una volta una chiarezza concettuale ai fini di una definizione delle
considerazioni di stampo ambientale che risulta meno evidente in altri sistemi di valutazione.
Figura 3 Calcolo del Punteggio Globale delle Performance con i più Importanti Metodi di Valutazione
•
La valutazione dei crediti si effettua utilizzando una scala a cinque punti, dove “1 si ottiene se
vengono soddisfatti i requisiti minimi di legge, i regolamenti e altre normative giapponesi… e un
edificio considerato generico, che corrisponde a un livello tipico, ne ottiene 3” (JSBC, 2010). I
punteggi 4 e 5 vengono quindi assegnati a quei livelli di performance che eccedono la prassi
standard. In questo caso, i criteri di valutazione della performance richiesti nello specifico da CASBEE sono specificati in modo meno chiaro rispetto ad altri sistemi, pur essendo strutturati per
generare equamente la tipologia di sforzi profusi per soddisfare i criteri di valutazione della performance. Pertanto, anziché assegnare dei punti per aver soddisfatto una serie di criteri di valutazione delle performance ben precisi, CASBEE distribuisce i punti con una modalità che
corrisponde al livello raggiunto, e riconosce la maniera in cui il contesto influenza tale possibilità
(Blaviesciunaite e Cole, 2012).
•
Inizialmente, i metodi per la valutazione ambientale degli immobili venivano progettati, e tuttora
funzionano in larga parte su base volontaria come meccanismi del mercato, in virtù dei quali i
proprietari, che fanno il possibile per migliorare le performance, devono disporre di una base cre-
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dibile e obiettiva attraverso cui possono comunicare i loro sforzi. In tale contesto, una volta appurato che i metodi sono semplici, pratici e poco costosi in termini di utilizzo e manutenzione, il
loro impiego si è dimostrato di vitale importanza. A livello pratico, la gestione ottimale della complessità riguarda la correlazione fra la struttura del metodo di valutazione (ad esempio la portata
e l’organizzazione degli aspetti legati alle performance) e la specificità dei criteri costitutivi. Mentre
uno degli obiettivi principali degli altri metodi di valutazione è ravvisabile in un grande impegno
teso al raggiungimento della semplicità, CASBEE, specie durante il processo di assegnazione dei
punteggi, ponderazione e presentazione dei risultati della valutazione, appare più propenso ad
accettare la complessità.
•
Come risposta diretta all’impegno dichiarato del Giappone di ridurre in modo significativo le emissioni di carbonio, CASBEE si avvale di un processo di valutazione separato del ciclo di vita del
CO2.
CASBEE propone una distinzione concettuale ugualmente significativa separando in modo netto ed
esplicito la modalità di coordinamento delle informazioni sulla performance durante il processo di
valutazione, nonché la modalità con cui si procede alla sua trasformazione per consentirgli di comunicare vari risultati. Come evidenziato più sopra, durante l’impiego di un approccio additivo/di ponderazione, esso si discosta da quella che è una semplice aggiunta dei punti ottenuti in tutti i settori
delle performance per calcolare il punteggio globale dell’edificio, che ha rappresentato il tratto più
saliente di tutti i precedenti metodi.
Il punteggio dell’Efficienza Ambientale degli Edifici (BEE) è rappresentato da una figura piana
con una Q sull’asse Y e una C sull’asse X, e delineato in cinque definizioni ben distinte delle performance, che vanno da “S” – il livello più elevato fino a “C”, passando per “A” e “B”. Vengono inoltre assegnati alcuni asterischi a seconda del livello S~C ottenuto. L’aspetto più importante risiede nel fatto
che questo grafico fornisce il ‘paesaggio’ su cui i valori BEE relativi a progetti multipli o a scostamenti
delle performance possono essere tempestivamente comunicati.
CASBEE si basa pertanto su un approccio più diversificato in relazione al metodo di assegnazione
dei punti e alla presentazione dei risultati. Utilizzando diversi tipi di rappresentazioni grafiche, CASBEE
consente dunque di elaborare un’ampia gamma di “storie” da comunicare – una performance globale
e descrizioni più dettagliate – in sostituzione del foglio punteggi utilizzato da numerosi altri sistemi.
CASBEE ALL’INTERNO DI UN CONTESTO IN CONTINUO MUTAMENTO
Se da un lato, agli albori dei sistemi per la valutazione ambientale degli edifici, il numero dei sistemi
disponibili era molto più esiguo, e gli sviluppi venivano compiuti con relativa lentezza, oggigiorno è
innegabile che questo settore sia in rapida espansione, all’interno di un contesto caratterizzato da
una costante evoluzione. Per questo motivo, oltre al rapido invecchiamento delle informazioni presenti nei vari sistemi, bisogna fare i conti con una valutazione sempre più complessa e problematica
dei futuri orientamenti. Ciononostante, esistono varie modalità che consentono a CASBEE di rapportarsi a questo contesto in continuo mutamento, ma anche di offrire un orientamento positivo:
•
Scala Incrociata Mobile: inizialmente, i principali metodi per la valutazione ambientale sono stati
progettati per valutare i “singoli” edifici, mentre gli aspetti associati alla performance sono vincolati da questi fattori che influiscono sulla performance da cui sono a loro volta influenzati. La se-
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quenza di sviluppo dei metodi per la valutazione ha un ruolo importante nel porre in rilievo il crescente riconoscimento di un contesto più ampio. La maggior parte dei sistemi ha esordito con
una versione destinata agli immobili per ufficio, per poi ampliare la gamma di prodotti integrandovi
gli immobili per ufficio già esistenti, gli immobili residenziali multi-unità e altre strutture a più ampio
respiro – scuole, case, ecc. Attualmente, i principali metodi per la valutazione ambientale degli
immobili offrono una serie di prodotti targettizzati in base alla tipologia dell’edificio o al contesto.
In tempi più recenti, hanno introdotto alcune versioni destinate a un contesto più ampio, come
ad esempio “LEED for Neighbourhood Development” (LEED-ND®), “BREEAM Communities”, ecc.
Benché queste versioni analizzino gli aspetti aventi attinenza con le performance a livello di immobili, si tratta comunque di strumenti ben distinti. Sin all’inizio, CASBEE ha creato concettualmente la sua “famiglia” di strumenti all’interno di una struttura definita da una scala e da un ciclo
di vita. “CASBEE for Urban Development” (CASBEE-UD), pur mantenendo l’utilizzo del BEE definito
da Q/C, permette di espandere o di ridurre la delimitazione ipotetica. I singoli edifici vengono
dunque progettati in un contesto logico e gerarchico. Non si può escludere che il progresso più
significativo, compiuto di recente durante le fasi di continuo sviluppo di CASBEE, sia stato quello
di estendere la valutazione oltre la dimensione della prossimità, integrando la città. Mantenendo
la stessa struttura concettuale di Q e C nelle scale precedenti, queste dimensioni si concentrano
principalmente sui fattori socioeconomici, e sulle emissioni di CO2. (Vedi Figura 4)
Figura 4 Strumenti di Valutazione per Varie Scale
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CASBEE-City è stato progettato nell’intento di valutare l’impegno profuso dal Giappone in direzione
di una carbonizzazione a bassa temperatura e di un sistema di valutazione comune per tutte le città,
siano esse piccole, medie o grandi, piuttosto che commerciali e industriali. Benché le città industriali
generino immancabilmente maggiori emissioni di gas serra rispetto alle città commerciali e alle città
d’arte, esse producono beni di consumo che vengono esportati e utilizzati in altre città. CASBEE-City
offre l’opportunità di contrastare due approcci per la valutazione e la descrizione delle emissioni di
gas serra:
1) Paese emettitore: tutte le emissioni di gas serra sono allocate ai settori di produzione delle aree
industriali
2) Paese beneficiario: le emissioni di gas serra generate dalla produzione industriale sono riallocate
a quei settori che consumano prodotti industriali, e condividono pertanto il fardello delle relative
emissioni di gas serra.
L’importanza di tale aspetto presenta una duplice connotazione. Innanzitutto, è indicativa non solo
della necessità di comprendere l’impatto dei flussi di risorse e dei flussi produttivi in un contesto di
sviluppo – che si tratti di immobili, di ambienti di prossimità piuttosto che di città – ma anche dei loro
scambi reciproci. In seconda istanza, la capacità di descrivere i mutamenti e gli scambi sul grafico
CASBEE Q-C illustra la versatilità dei potenti supporti concettuali di CASBEE.
•
Valutazione degli Edifici: l’esigenza di creare un business case per lo sviluppo di proprietà commerciali ‘verdi’ nell’industria immobiliare ha innescato parallelamente lo sviluppo tecnico e l’applicazione di metodi per la valutazione ambientale degli immobili (Lorenz e Lützkendorf, 2008).
Benché quello dei possibili premi a protezione del capitale investito correlati al raggiungimento
di una più elevata performance ambientale degli immobili sia stato un tema ricorrente nel corso
degli ultimi vent’anni, anche l’enfasi attribuita a queste considerazioni di matrice economica ha
subito un mutamento sostanziale. All’inizio, il business case faceva perno sul beneficio aggiunto
e sul contenimento degli oneri sulla rendita per il proprietario dell’immobile. Ora come ora, però,
il business case è sempre più radicato nel valore aggiunto associato a una più elevata performance ambientale e alla dimostrazione tangibile del fatto che gli immobili ‘verdi’ potrebbero risultare maggiormente ‘appetibili’ per gli investitori, i proprietari e gli inquilini (Sayce et al., 2009).
I dibattiti sui costi hanno spesso coinvolto in misura notevole la valutazione ambientale degli immobili; è il caso, ad esempio, di LEED (Kats, 2003; Matthiessen, 2004), nell’ambito del quale è
stata concessa pochissima attenzione all’importanza di porre in relazione il green rating al valore.
CASBEE è il primo sistema ad aver introdotto una versione che crea una correlazione esplicita
fra la valutazione della performance ambientale degli immobili e la perizia immobiliare.
CASBEE for Property Appraisal (CASBEE, 2009) è uno “strumento di supporto all’elaborazione
delle perizie immobiliari, che misura il grado di impatto del [progetto per l’ambiente] sul valore
della proprietà” che, applicato in misura estesa, farà incrementare in modo significativo la richiesta
di immobili ‘verdi’.
Queste e altre caratteristiche permettono a CASBEE di fornire dei riscontri più tempestivi, adeguando
opportunamente le problematiche e le priorità che mutano in modo incessante.
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CASBEE IN UN CONTESTO FUTURO
Si rileva la presenza di varie tendenze emergenti che daranno forma ai futuri modelli di progettazione,
ruoli e utilizzi degli strumenti di valutazione:
•
Meccanismi su base Volontaria e Meccanismi Obbligatori. La maggior parte degli attuali metodi per la valutazione ambientale degli immobili ‘verdi’ vengono applicati su base volontaria. Il
loro obiettivo primario consiste nello stimolare la domanda di mercato per gli immobili con una
miglior performance ambientale. A onor del vero, “l’accettazione” dei metodi di valutazione attualmente in uso deriva perlopiù dalla loro applicazione su base volontaria. Ciononostante, la natura volontaria dei metodi esistenti ne compromette in modo significativo la completezza e il
rigore. I criteri, che impongono una miglior performance ambientale, stanno assumendo una connotazione sempre più spiccata di obbligatorietà, finendo così per rimettere in discussione le modalità con le quali i metodi di valutazione volontaria dovranno inserirsi in una più ampia gamma
di meccanismi, al fine di indurre i necessari cambiamenti. A tale scopo, la correlazione fra i metodi
per la valutazione ambientale e altri strumenti, che favoriscono il cambiamento su base regolamentare piuttosto che sull’onda di eventuali incentivi, sono probabilmente destinati ad acquisire
un’importanza sempre maggiore. Storicamente, la normativa ha sempre garantito una serie di requisiti minimi accettabili in termini di performance, mentre i meccanismi su base volontaria permettono di ambire a un’elevata performance complementare. Ritornando ai giorni nostri, l’obbligo
di applicare criteri di performance molto più impegnativi, come nel caso della neutralità del carbonio, finirà per indurre una trasformazione profonda di questi ruoli. In Europa, ad esempio, una
serie di norme molto stringenti sulle emissioni di energia e di carbonio degli immobili è attualmente in fase di recepimento. Tali norme richiedono una riduzione progressiva fino al raggiungimento di una performance energetica netta pari a zero (Dyrbøl, et al. 2010; Kolokotsa, et al. 2011).
Anche se la struttura e i requisiti specifici per l’efficienza dei sistemi di valutazione sarà molto importante sotto questo profilo, il contesto organizzativo di JSBC potrebbe favorire una più efficace
integrazione di CASBEE con altri meccanismi obbligatori in Giappone.
•
Performance Raggiunta. La valutazione della performance ambientale dei nuovi edifici si svolge
di norma nella fase di progettazione, e si fonda su modelli di default del comportamento degli occupanti, dell’efficienza dei sistemi e dell’operatività/agibilità dell’edificio. Ci sono abbastanza elementi che dimostrano in modo tangibile come la performance di un edificio in uso sia spesso
spiccatamente diversa da quanto previsto o preventivato nelle fasi di progettazione. Tale discrepanza ha impresso una svolta in direzione della possibilità di effettuare le valutazioni tenendo conto
della performance raggiunta. Ad esempio, il protocollo “Living Building Challenge”, elaborato dall’International Living Building Institute’s Living Building Challenge, impone di raccogliere i dati relativi al consumo acqua ed elettricità nell’arco di un intero anno, e di presentarli prima che venga
concessa la certificazione. Si prevede che i proprietari e gli sviluppatori dei principali sistemi di
valutazione tentino di continuare a basare le valutazioni sulla reale performance degli edifici, specie
con riferimento al consumo di acqua ed elettricità, oltre che sulle emissioni di energia.
•
Regionalizzazione. Nel corso dell’ultimo decennio, molti Paesi in tutto il mondo hanno sviluppato
o hanno iniziato a sviluppare alcuni sistemi a livello nazionale, creando implicitamente delle aspettative nei confronti di tali sistemi, che si ipotizza possano incentivare la creazione di opportune
buone pratiche per l’edilizia verde, adeguandole ai loro particolari contesti climatici e culturali.
All’interno di uno stesso Paese (cosa che capita spesso), possono sussistere alcune differenze significative da regione a regione, oltre a una serie di prassi ambientali che occorre riconoscere e
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Inquadramento generale di CASBEE, un sistema giapponese di classificazione e di certificazione
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prendere in considerazione nell’ambito di un sistema di valutazione. Attualmente, ciò è reso possibile autorizzando i necessari cambiamenti ai criteri di ponderazione della performance, oppure
offrendo punti aggiuntivi qualora siano stati raggiunti dei crediti aventi una specifica rilevanza a
livello regionale.
Si può pronosticare che il concetto di regionalizzazione sarà integrato ancor più efficacemente a
tutti i metodi di valutazione. Il Giappone presenta un ampio spettro di differenze a livello regionale,
che lo portano ad affrontare varie sfide ogniqualvolta intenda adottare opportunamente una struttura specifica. Attualmente, CASBEE è in fase di recepimento da parte dei programmi governativi,
in funzione della volontà delle regioni a statuto ordinario di adottare il sistema. Ciascuna Autorità
regionale è autorizzata a effettuare gli opportuni adattamenti di CASBEE a livello locale, garantendo in tal modo il raggiungimento di un equilibrio fra le priorità a livello regionale e nazionale.
(Blaviesciunaite, 2012)
•
Procedure di Certificazione Semplificata. Benché i sistemi di valutazione possano per così dire
muovere i primi passi grazie a semplici organizzazioni, requisiti di accreditamento e performance,
va detto che un simile scenario è destinato a mutare man mano che “crescono”. Un maggior utilizzo e una migliore comprensione del processo di valutazione di determinati criteri di performance in vari contesti implicano di norma l’integrazione di ulteriori criteri in tale processo. I
miglioramenti percepiti prevedono solitamente l’aggiunta di ulteriori criteri e non il contrario. CASBEE è l’unico sistema che disponga di versioni “abbreviate” della serie di strumenti essenziali
per contribuire alla creazione del consenso fra proprietari, progettisti e costruttori durante le primissime fasi della progettazione, della definizione degli obiettivi di performance e della creazione
di sistemi di reporting per i governi locali. A differenza dei 3-7 giorni necessari alla compilazione
del modello di valutazione CASBEE per le Nuove Costruzioni, la versione abbreviata richiede solo
un paio d’ore.
•
Branding: L’esigenza in termini di brand recognition (riconoscimento del marchio) all’interno di
un mercato globale, il desiderio di essere tutelati da norme internazionali, e la motivazione dei
proprietari dei sistemi di estendere l’adozione oltre i confini dei loro sistemi di valutazione, sono
solo una parte delle forze propulsive che spingono verso un maggiore utilizzo a livello internazionale di alcuni dei metodi maggiormente consolidati (Cole, 2010; Cole e Valdebenito, 2013). Benché
la promozione del marchio possa essere considerata in un certo qual modo uno strumento che
permette di misurare il loro successo, ciò non toglie che vi siano alcune problematiche connesse
al suo sviluppo. In questo caso, le problematiche riguardano la protezione e la conservazione del
marchio che potrebbe implicare la necessità di apportare grosse modifiche strutturali al sistema.
Inoltre, poiché tutti gli strumenti di valutazione sono ben radicati nella cultura e nelle prassi organizzative che vigono nei loro rispettivi Paesi, la capacità di sviluppare ulteriormente o di mantenere invariati gli approcci alla valutazione degli immobili “verdi” a sostegno di buone pratiche
di progettazione appropriate sul piano culturale e climatico all’interno di tale contesto emergente,
che integra alcuni sistemi di “marchi” implementati a livello locale, permane un obiettivo importante.
•
Certificazioni Multiple. Se da un lato i proprietari di immobili si impegnano a fondo per raggiungere il massimo livello di performance offerto dai sistemi di valutazione dei loro rispettivi Paesi
(ad esempio LEED Platinum in Nord America, BREEAM Outstanding nel Regno Unito, CASBEE “S”
rank in Giappone o 6 Stars in Australia), un nuovo fenomeno sta emergendo soprattutto in vari
Paesi dell’Asia. Il concetto di conseguimento dello status “doppio” o “triplo platino” spinge i pro-
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Raymond J. Cole
prietari di immobili a richiedere una valutazione delle loro case di proprietà sia con il sistema nazionale sia con uno degli altri due sistemi – uno dei quali rappresenta di norma un “marchio” internazionale. Si prevede che in Giappone si produrrà un fenomeno analogo.
•
Progettazione Rigenerativa. Il concetto di progettazione rigenerativa è emerso di recente in
quanto complemento necessario in vista di una minore velocità di degradazione dei sistemi naturali intrinsechi al green design. La progettazione rigenerativa promuove un partenariato co-evoluzionario fra i sistemi umani e naturali anziché un partenariato di tipo manageriale. Così facendo,
crea, anziché ridurre, dei capitali sociali e naturali.
Analogamente agli altri sistemi di valutazione, CASBEE fa leva su un ridotto impiego delle risorse
e dei carichi ambientali, a tutto vantaggio della salute e del benessere dell’individuo. Ciononostante, operando una netta distinzione fra i criteri umani (Q) e le ripercussioni sull’impiego delle
risorse e dei carichi (C), CASBEE rende possibile contestualmente una valutazione e una descrizione dei progressi compiuti nei singoli comparti. Per questo motivo, lo si può considerare potenzialmente più ricettivo al concetto di design rigenerativo.
In sintesi, i fondamenti concettuali, che hanno plasmato la progettazione, lo sviluppo e l’applicazione
di CASBEE, propongono un approccio coerente, scientifico e qualitativamente solido che permette
di definire la valutazione della performance ambientale degli immobili. L’espandibilità del Building
Environmental Efficiency (BEE) mediante una scala – dagli edifici alle città – e la flessibilità della rappresentazione grafica dei punteggi proposta da CASBEE per descrivere la performance di un singolo
edificio o di un gruppo di edifici, di singole città o di una serie di città, sono fattori molto potenti. Di
per sé, tali caratteristiche sono garanzia di uno spiccato valore educativo grazie alla rappresentazione
e alla comunicazione della performance degli immobili su base individuale e collettiva. Ciò che rende
forse ugualmente significativa la collocazione di CASBEE in un contesto più ampio è il suo essere un
riflesso dell’impostazione che la caratterizza sul piano organizzativo e culturale. Si possono trarre
numerosi insegnamenti dalla struttura e dal contenuto di CASBEE, fermo restando che questi devono
essere necessariamente filtrati da una lente culturale. Questo vale per tutti i sistemi di valutazione.
(Questo articolo è stato scritto dal Professor Raymond J. Cole per il libro “CASBEE, A decade of Development and Application of an Environmental Assessment System for the Built Environment, Murakami,
Iwamura & Cole, 2014, pp. 12~25”)
Ringraziamenti
L’autore desidera ringraziare la Signora Aiste Blaviesciunaite per le sue preziose riflessioni e per l’analisi critica dei riferimenti
culturali menzionati nell’opera.
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