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1. relazione generale del progetto esecutivo

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INDICE
1.
RELAZIONE GENERALE DEL PROGETTO ESECUTIVO .....................................................................2
2.
RELAZIONI SPECIALISTICHE...........................................................................................................5
2.1 Relazione Geologica e Geotecnica, Relazione sulle strutture, Indagini dirette, Relazione
Archeologica, Relazione Idrologica, Relazione Idraulica.
5
2.2 Relazione tecnica delle Opere architettoniche e degli Impianti
5
2.2.1 Relazione tecnica di prevenzione incendi.
6
2.3 Relazione sulla Gestione delle Materie. .......................................................................................15
2.4 Relazione sule Interferenze. .........................................................................................................15
3.
CALCOLI ESECUTIVI DELLE STRUTTURE E DEGLI IMPIANTI.........................................................15
4.
PIANO DI MANUTENZIONE DELL’OPERA E DELLE SUE PARTI .....................................................16
5.
CRONOPROGRAMMA .................................................................................................................18
6.
PIANO PARTICELLARE DI ESPROPRIO..........................................................................................18
1
1. RELAZIONE GENERALE DEL PROGETTO ESECUTIVO
Premessa
In data 21 agosto 2013 è entrata in vigore la legge di conversione del cd. “decreto del fare"
(L.n.98/2013 pubblicata su G.U. N.194 del 20 agosto 2013), che all'art. 18 contiene misure
specifiche in materia di edilizia scolastica.
In particolare, i commi 8 ter, 8 quater e 8 quinquies prevedono lo stanziamento di 150 milioni di
euro, a livello nazionale, per interventi di riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici
scolastici statali e in via prioritaria di quelli in cui si registra ancora la presenza di amianto.
Dette risorse saranno ripartite tra le regioni ed assegnate, con decreto del Miur, entro il 30 ottobre
2013, sulla base delle graduatorie degli interventi ammissibili a finanziamento trasmesse dalle
regioni entro il 15 ottobre p.v..
Gli Enti locali dovranno far pervenire alla Regione - Assessorato al Diritto allo studio e alla
Formazione- Servizio Scuola, Università e Ricerca l'elenco delle opere da finanziare per le quali
esistano già progetti esecutivi, immediatamente cantierabili e relativi ad interventi di messa in
sicurezza, adeguamento a norma, ristrutturazione e manutenzione straordinaria.
La Giunta Regionale, nella prima seduta utile, con apposita delibera n°1067 del 3/9/2013, che sarà
pubblicata
sul
sito
istituzionale
della
Regione
Puglia,
ha
individuato
i
criteri
di
ammissibilità/selezione degli interventi, ai fini della definizione della graduatoria da inoltrare al
Miur. precisando che gli interventi che saranno ammessi a finanziamento dovranno essere avviati,
pena revoca dello stesso, entro il 28 febbraio 2014;
L’amministrazione comunale attraverso l’iniziativa intrapresa dal IV settore U.T.C. Serv. LL.PP. ha
predisposto allo scopo il progetto esecutivo di “manutenzione straordinaria e messa in
sicurezza del Plesso “San Giovanni Bosco” facente parte della Scuola Secondaria di 1°
Grado N.O.Barnaba – S.G.Bosco dell'importo di Euro 300.000,00 a valere sui finanziamenti
previsti dalla Regione Puglia con Delibera di G.R. n.1607 del 03/09/2013 impiegando i fondi
previsti dalla Legge n.98/2013.
Descrizione
L’unità scolastica interessata dal progetto di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza è il
Plesso di Istruzione Secondaria di 1° grado denominato “San Giovanni Bosco”, e per la stessa si
prevede la spesa complessiva di € 300.000,00, IVA inclusa.
2
L’edificio scolastico indicato è ubicato nel centro urbano di Ostuni.
L’intero edificio è isolato da altri edifici ed è completamente delimitato da recinzione in muratura
con sovrapposti pannelli in rete metallica di sicurezza (entrambi di altezza variabile desumibile
dalla documentazione fotografica allegata).
L’edificio scolastico ha una superficie coperta pari a 1.870 mq., è circondato da cortile di forma
irregolare avente una superficie pari a 3.350 mq. con ingresso principale da via Filangieri n°24.
L’epoca di costruzione dell’edificio scolastico è compresa tra il 1961 ed il 1975; l’edificio si sviluppa
per n°3 piani fuori terra (n°2 piani superiori, oltre al piano terra). Gli spazi disponibili sul cortile
interno consentono agevolmente l’accostamento dell’autoscale dei Vigili del fuoco.
L’accesso avviene attraverso n°2 cancelli esterni metallici, di luce utile netta compresa tra i 3 m e
3,5 m.
Attraverso il cortile esterno una rampa di scale consente l’accesso alla palestra e ad uno spazio
delimitato e scoperto di 240 mq. dove attualmente è ubicata una scala metallica di emergenza ad
uso dell’edificio scolastico.
L’intervento prevede lavorazioni indispensabili per il completamento dell’impianto idrico
antincendio, per la messa in sicurezza sia ai fini delle prevenzione incendi, adeguando le vie di
esodo alle prescrizioni normative vigenti, e sia ai fini della eliminazione di rischi derivanti da crolli
parziali degli intonaci sui prospetti esterni o sugli intradossi interni dei solai che, allo stato attuale,
presentano un avanzato stato di deterioramento e necessitano di urgenti interventi di
manutenzione straordinaria. Detti interenti saranno estesi alla impermeabilizzazione della
copertura avendo riscontrato infiltrazioni di acqua pluviale che hanno compromesso la salubrità
degli ambienti.
Precisamente si prevede la realizzazione dei seguenti interventi:
a) completamento e adeguamento impianto idrico antincendio mediante la realizzazione
delle centrale idrica e il completamento della distribuzione idrica (chiusura ad anello);
b) compartimentazione del vano scala interno mediante la realiazzione di tramezzature
tagliafuoco e porte antincendio;
c) realizzazione di nuova scala esterna di sicurezza, in acciaio, completa di platea in
calcestruzzo armato, ai fini dell’adeguamento alle vigenti normative della lungheza delle vie di
esodo. L’intervento prevede l’apertura di nuove porte esterne complete di maniglioni antipanico;
d) segnaletica di sicurezza;
e) risanamento conservativo della copertura piana mediante nuova impemeabilizzazione;
f) risanamento delle parti ammalorate di intradosso dei solai di copertura ed intermedi;
3
g) risanamento conservativo dei prospetti esterni mediante rimozione di intonaci ammalorati
e realizzazione di nuovi intonaci.
Gli interventi previsti nel presente progetto esecutivo, da realizzare nell’edificio scolastico
“S.G.BOSCO”, ubicato nel Comune di Ostuni, in via Filangieri n°24, sono conformi al D.M.I. 16
febbraio 1982 normato dal D.M. 26 AGOSTO 1992 in materia di sicurezza antincendio nelle scuole
di ogni ordine, al DPR 151/2011 e al D.Lvo 81/2008 e s.m.i.
L’edificio scolastico è stato in passato, nell’ambito di altri finanziamenti, già interessato da
interventi finalizzati ad un miglioramento strutturale e impiantistico; con il presente intervento
progettuale si completano siffatti interventi, si migliorano le condizioni di sicurezza degli utenti e si
potranno garantire le condizioni per l’ottenimento del Certificato di Prevenzione incendi e di
agibilità dell’edificio..
A tal scopo risulta fortemente necessario una conservazione dell’involucro esistente, soprattutto in
copertura, fortemente degradato ma anche di un risanamento conservativo delle pareti laterali.
L’edificio scolastico necessità altresì di interventi di completamento funzionale dell’impianto di
sicurezza antincendio realizzato nell’ambito di altri progetti.
In particolare tutti gli interventi previsti nell’ambito del presente progetto esecutivo sono volti al
Completamento funzionale di opere già avviate nell’ambito di altri appalti.
Il tempo previsto per l’esecuzione dei lavori è di complessivi 180 giorni naturali e consecutivi, oltre i
tempi per le procedure di gara e stipula contratto.
L’edificio scolastico è identificato al catasto fabbricati del suddetto Comune al Foglio di mappa 113
particella 1243. All’edificio scolastico è attribuito il Codice Edilizio BR121206.
4
2.
RELAZIONI SPECIALISTICHE
2.1 Relazione Geologica e Geotecnica, Relazione sulle strutture, Indagini dirette,
Relazione Archeologica, Relazione Idrologica, Relazione Idraulica.
Il presente intervento progettuale prevede il completamento e adeguamento impianto idrico
antincendio mediante la realizzazione delle centrale idrica e il completamento della distribuzione
idrica (chiusura ad anello), la compartimentazione del vano scala interno mediante la realiazzione
di tramezzature tagliafuoco e porte antincendio, la realizzazione di nuova scala esterna di
sicurezza, in acciaio, completa di platea in calcestruzzo armato, ai fini dell’adeguamento alle
vigenti normative della lungheza delle vie di esodo con apertura di nuove porte esterne complete di
maniglioni antipanico, integrazione della segnaletica di sicurezza, il risanamento conservativo
della copertura piana mediante nuova impemeabilizzazione, il risanamento delle parti ammalorate
di intradosso dei solai di copertura ed intermedi, il risanamento conservativo dei prospetti esterni
mediante rimozione di intonaci ammalorati e realizzazione di nuovi intonaci.
Non sono previsti interventi sulle fondazioni né interventi che modificano il rapporto sulle
sollecitazioni tra le fondazioni e il terreno di sedime, per cui, ai sensi Deliberazione della Giunta
Regionale 3 giugno 2010 n. 1309 non è prevista la Relazione Geotecnica, né occorrono Indagini
Dirette preventive.
L’area di intervento non ricade in aree di interesse archeologico, per cui non occorre la Relazione
Archeologica. Non sono altresì previste opere idrauliche, per cui non occorrono le Relazioni
Idrologica ed Idraulica.
E’ onere dell’Appaltatore produrre la Relazione sulle Strutture della scala esterna antincendio,
prevista in acciaio zincato. La scala antincendio rappresenta comunque un corpo strutturale
indipendente dall’edificio esistente, dal quale è separata da un costruendo giunto sismico
strutturale, mentre sull’edificio esistente non è prevista alcuna modifica strutturale per cui
non occorre la Valutazione della sicurezza ai fini antisismici, in conformità al D.M.
14.01.2008 “Nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni” e Circolare Applicativa del
02.02.2009.
2.2 Relazione tecnica delle Opere architettoniche e degli Impianti.
Non sono previsti nuovi corpi edilizi né nuovi impianti, per cui non occorre la Relazione tecnica
delle Opere Architettoniche.
5
2.2.1 RELAZIONE TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI (rif. richiesta parere di conformita'
ex art.2 D.P.R. 12 gennaio 1998 n° 37, ottenuto favorevole con nota prot°2771 del
07.03.2011).
IMPIANTO ANTINCENDIO
SCHEDA INFORMATIVA GENERALE
(In conformità al punto A. 1 dell'allegato I al D.M. 4/3/1998)
Ragione Sociale:
AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI OSTUNI - 72017 OSTUNI (BR), C.F.: 81000090746,
p.IVA: 00081090748; nella persona del Sindaco Pro-tempore: Domenico Tanzarella c/o sede
Municipale posta in piazza della Libertà n. 67.
Ubicazione dell’intervento:
OSTUNI (Provincia di BRINDISI) plesso scolastico “San Giovanni Bosco” via Filangeri 24.
Informazioni generali sull'attività: trattasi di
SECONDARIA DI PRIMO GRADO ”.
“UN EDIFICIO SCOLASTICO DI ISTRUZIONE
La suddetta attività è individuata al punto 85 dell’elenco allegato al D.M.I. 16 febbraio 1982.
Nell’edificio scolastico sono comprese anche le seguenti attività:
Impianto per la produzione di calore alimentato a gas (C.T.): attività n° 91;
Tipo d’intervento:
L’intervento consiste nell’adeguamento a norma di un edificio scolastico esistente denominato
“San Giovanni Bosco” situato in via Filingeri 24 ad Ostini (Br).
L’edificio si sviluppa su tre livelli, tutti fuoriterra:
- dall’atrio di ingresso al piano terra si accede ai vari uffici amministrativi (sala professori,
presidenza, etc…) e mediante un ampio corridoio, a varie aule per le attività didattiche; al
termine di tale corridoio si entra, attraversando gli spogliatoi, ad una piccola palestra
scolastica.
- mediante n°3 rampe di scale (due esterne solo con funzioni di sicurezza di cui una da
realizzarsi in progetto) ed un ascensore (in progetto) si accede al piano primo dove
troviamo altre aule e laboratori scolastici;
- al 2° piano si accede mediante gli stessi collegamenti verticali per utilizzare aule e
laboratori scolastici.
La struttura scolastica è dotata di un’area di pertinenza recintata.
Nella scuola è prevista la presenza massima contemporanea di 650 persone/alunni.
Nello stesso edificio al piano rialzato è prevista la realizzazione di una nuova centrale
termica avente potenzialità di 300 kW. Il progetto dovrà assoggettarsi quindi, all’esame
del Comando Provinciale dei VVf per il relativo parere di conformità alle specifiche regole
tecniche (art.2 DPR n°37 del 12.01.1998) prevedendosi le seguenti attività dell’allegato al
D.M.I. 16 febbraio 1982:
6
attività principale: n°85 scuole di ogni ordine e grado, etc.... per oltre 100 persone
presenti (<650 persone).
o
attività secondaria: n°91 Impianto per la produzione di calore a
combustibile gassoso (centrale termica) con potenzialità superiore a 116
kW(<300 kW).
UBICAZIONE: via Filangeri 24 – Ostuni (Br)
•
PROPRIETÀ: Amministrazione Comunale di OSTUNI 72017, c/o sede municipale Piazza della
Libertà 67.
STRUTTURA SCOLASTICA
– edificio scolastico di primo grado e superiore –
(Attività n° 85 del D.M.I. 16.02.82)
PREMESSA
La presente progettazione ha per oggetto l’adeguamento alle norme di sicurezza e alle norme per
il superamento delle barriere architettoniche di un edificio scolastico per l’istruzione secondaria (di
primo grado) esistente denominato“San Giovanni Bosco” posto ad Ostuni in via Filangeri 24.
L’edificio scolastico in esame si sviluppa su tre piani fuori terra. Al piano terra si accede mediante
un doppio ingresso in un grande atrio su cui affacciano diversi uffici: sala dei professori, ufficio
dell’assistente amministrativo, bagni docenti, ufficio DSGA, archivi, ufficio di presidenza. Da un lato
dell’atrio di ingresso si accede ad un cortile interno, mentre dall’altro, percorrendo un lungo
corridoio è possibile accedere alle aule didattiche, ad un archivio, sala visite mediche per giungere
ad una palestra scolastica attraversando i relativi spogliatoi.
Nell’atrio di ingresso è collocata, in posizione decentrata, una rampa di scala per il collegamento
verticale dei vari piani, con questa infatti, e con l’ascensore in progetto posto in posizione
anch’esso decentrato è possibile accedere al piano primo e secondo.
Sull’ampio atrio al piano primo affacciano le aule, il laboratorio informatico, i servizi igienici;
percorrendo il corridoio si raggiungono altre aule per attività didattiche, di sostegno vari laboratori
musicali e di chimica. Dal corridoio predetto, si accede ad una scala per la sicurezza antincendio
esterna.
La distribuzione degli ambienti del secondo piano e simile a quella già descritta per il primo piano.
Tuttavia al piano secondo non è presente il blocco laboratori-servizi igienici nella parte terminale
dell’edificio così come al piano primo. Ciò rende questo livello planimetricamente minore e quindi
non è necessario collegare la scala antincendio di nuova realizzazione posta sul retro con questo
livello.
L’edificio scolastico ha una superficie in pianta di circa 1180 mq ed insiste su di un area di 3300
mq circa.
Al piano terra, della struttura scolastica esistente è prevista la realizzazione di un nuovo locale in
cui collocare la caldaia per l’impianto di climatizzazione invernale dell’edificio; questa è alimentata
a gas e la relativa potenzialità stimata è di 300 kW (>116kW).
La struttura scolastica è dimensionata per una utenza massima contemporanea di 650
persone/alunni (>100).
La presente relazione riguarda quindi una struttura scolastica, che rientra tra le attività n°85
dell’allegato al D.M.I. 16 febbraio 1982; tale attività è normata nello specifico dal D.M.I. del
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26.09.1992 “norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica” per cui la numerazione dei
paragrafi seguenti ripropone quella riportata nella suddetta norma di riferimento.
1. GENERALITA’
1.1 Campo di applicazione
Il progetto in esame riguarda l’adeguamento a norma di un plesso scolastico esistente.
1.2 Classificazione
L’edificio scolastico oggetto della presente è classificato come:
- tipo 3, giacché è prevista la presenza contemporanea massima di 650 persone/alunni (ved. par.
5.0)
2. CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE
2.0 Scelta dell’Area
Trattasi di adeguamento a norma di un edificio esistente ciò non comporta alcuna scelta del sito su
cui edificare; peraltro la struttura può ritenersi conforme alle disposizioni contenute nel
D.Min.LL.PP. del 18.12.1975. L’edificio scolastico è ubicato lontano da attività che possano
comportare gravi rischi di incendio o di esplosione.
2.1 Ubicazione
I locali ad uso scolastico sono ubicati:
a) in un edificio indipendente costruito per tale specifica destinazione (scuola di primo grado)
isolato da altri edifici.
2.2 Accesso all’area
L’accesso all’area vicinale all’edificio è completamente libera avviene da via Filingeri; è consentito
anche l’accesso nell’area pertinenziale recintata, che è accessibile mediante: cancello di
larghezza netta pari a 3,50, non ha limitazioni di altezza, l’area all’interno della recinzione hanno
andamento pressocchè rettilineo e quasi pianeggiante ed idoneo a sopportare i carichi relativi ai
mezzi di soccorso.
2.3 Accostamento autoscale
I locali dell’edificio scolastico sono tutti posti ad un altezza inferiore a 12,00 m; per tale struttura
scolastica è comunque assicurata l’accostamento delle autoscale dei VVf secondo l’allegato 1
della normativa che si sta esaminando.
2.4 Separazione
Al punto 2.1 l’attività scolastica in progetto è stata classificata come: (a) indipendente giacchè
costruita per tale specifica destinazione isolato da altri edifici.
3. COMPORTAMENTO AL FUOCO
3.0 Resistenza al fuoco delle strutture
8
L’edificio è stato realizzato in c.a., quindi con struttura portante tale da garantire una resistenza
al fuoco R60 e strutture separanti saranno REI 60 trattandosi di un edificio di altezza ben inferiore
a 24,00 m.
La caratteristiche delle strutture di separazione con locali in cui si esercitano altre attività (in
particolare quelle dell’allegato al DMI 16.02.1982) sono descritti negli appositi successivi paragrafi
della presente relazione.
La classificazione della resistenza al fuoco dovrà essere effettuata secondo il D.M.I. 16.02.2007
“classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione”
3.1 Reazione al fuoco dei materiali
a) Gli atri, i corridoi, i disimpegni, i passaggi in genere saranno utilizzati i materiali di classe I in
ragione del 50% massimo della superficie totale (pavimenti+pareti+soffitto). Per le restanti superfici
saranno utilizzati materiali di classe 0.
b) In tutti i restanti ambienti saranno utilizzati pavimenti di classe 2, con l’utilizzo dei restanti
materiali di rivestimento in classe 1.
d) i materiali suscettibili di prendere fuoco su entrambe le facce quali tendaggi, etc.. devono essere
di classe al fuoco non superiore a 1.
4. SEZIONAMENTI
4.0 Compartimentazione
Trattandosi di un edificio di altezza antincendio inferiore a 12,00 mt la Tab. A della normativa in
esame impone che la massima superficie da compartimentale sia pari a 6.000 mq; nella fattispecie
l’edificio nel suo complesso si sviluppa su tre piani per complessivi 3600 mq circa per cui non
necessita di alcuna compartimentazione.
4.1 Scale
L’intero edificio è dotato di tre collegamenti verticali non meccanizzati (rampe di scale) ed un
collegamento verticale meccanizzato (ascensore).
Dei corpi scala uno è interno ed posto in posizione decentrata nell’atrio di ingresso; tale
collegamento verticale esistente, viene normalmente utilizzato per raggiungere i tre piani
dell’edificio dagli utenti della scuola, è stato adeguato alla normativa vigente mediante la
compartimentazione con strutture separanti e porte REI 120 oltre l’inserimento di un “vano filtro”
dotato di areazione permanente > 0,01 mq, anch’esso REI 120 . Dal vano filtro appena descritto si
accede all’ascensore di nuova realizzazione prevista nel presente progetto.
L’edificio scolastico era già dotato di una scala esterna posta in posizione baricentrica utile solo
come via di fuga ai fini antincendio e conforme alla normativa vigente.
Per ridurre la lunghezza della vie di fuga si è ritenuto opportuno realizzare con il presente progetto
di adeguamento la realizzazione di un ulteriore rampa di scala totalmente esterna, utile solo ai fini
antincendio, posta in posizione decentrata dal lato opposto all’ingresso dell’edificio.
L’edificio è dotato inoltre, di un ulteriore collegamento verticale non meccanizzato che non ha però
i requisiti per essere considerato ai fini antincendio.
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I corpi scala di collegamento ai vari livelli considerati ai fini della presente relazione, ovvero ai fini
di sicurezza antincendio, hanno rampe sempre rettilinee larghe almeno 1,20 mt ognuna con max
9/10 gradini a pianta regolare, con alzata inferiore a 17 cm e pedata non inferiore a 30 cm.
4.2 Ascensori
L’ascensore di nuova installazione previsto nel presente progetto di adeguamento, rispetta le
norme antincendio di cui al punto 2.5 del D.Min. dell’interno del 16.05.1987 n°246.
5. MISURE PER L’EVAQUAZIONE IN CASO DI EMERGENZA
5.0 Affollamento
Il massimo affollamento ipotizzabile per questa scuola è il seguente:
aule:
n°17 aule x 30 alunni/aula
= 510 alunni
aree destinate a servizi:
n° presenti +20%
≅ 35 persone
area per la palestra:
245 mq x 0,4 persone/mq
= 98 persone/alunni
totale affollamento
≅ 650 persone/alunni
5.1 Capacità di deflusso
Si assume la capacità di deflusso (n° max di persone che possano defluire attraverso un modulo)
pari a 60 persone/modulo per ogni piano.
5.2 Sistemi di via di uscita
Nella struttura scolastica in progetto si assume che gli spazi frequentati dagli alunni, dal personale
docente e non docente. E’ stato assunto che gli alunni ed il personale docente e non docente
siano distribuiti più o meno equamente sui tre livelli (n°300 al PT e 230 ai livelli superiori). L’edificio
è dotato di una scala interna utile al normale deflusso, e di due scale di sicurezza esterne (una di
nuova realizzazione).
5.3 Larghezza delle vie di uscita
Ognuna delle vie di uscita ha larghezza uguale o superiore a 1,20 mt ovvero a due moduli
(0,60x2).
Ognuna delle porte dei locali frequentati dagli studenti (aule, laboratori, etc…) ha larghezza pari a
1,20 mt almeno.
5.4 Lunghezza delle vie di uscita
La lunghezza delle vie di uscita non è mai superiore a 60 mt (misurata dal luogo sicuro alla porta
del locale frequentato dagli studenti).
5.5 Larghezza totale delle uscite di ogni piano
5.6 Numero di uscite
Le vie di uscita al piano rialzato e dell’edificio sono in numero totale di 5 (>2) in posizione
contrapposta.
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La capacità di deflusso è stabilita in 60 persone/modulo, si ha che per l’intera struttura scolastica
è pari ad un totale ammissibile di:
60 persone/modulo x (2 uscite x 3moduli + 2 uscite x 2moduli + 1 uscita x 2 moduli) = 720
persone > 650 persone che è il massimo affollamento ipotizzabile della scuola (ovviamente è
>300 che è l’affollamento max ipotizzato al solo PT).
Si puntualizza che la suddetta verifica è stata considerata nell’ipotesi peggiorativa di sommare
l’affollamento massimo di tutti e tre i piani, ipotesi che la norma non considera giacchè l’edificio
scolastico in esame non occupa più di tre piani complessivamente.
Le vie di uscita al 1°piano sono costitute dalla rampa di scale principale e dalle due scale esterne
(baricentrica), quindi in numero totale di 3, per assicurare una capacità di deflusso di: 60
persone/modulo x (3 uscite x 2moduli) = 360 persone > 230 persone ipotizzate al livello 1°.
Le vie di uscita al 2°piano sono costitute dalla rampa di scale principale e dalla scala esterna
(baricentrica), quindi in numero totale di 2, per assicurare una capacità di deflusso di: 60
persone/modulo x (2 uscite x 2moduli) = 240 persone > 230 persone ipotizzate al livello 2°.
Ogni aula o laboratorio, frequentato da alunni è dotata è dotata di n°1 uscita a due moduli (1,20
mt) apribile nel senso del deflusso; tali uscite pur aprendo nel verso dei corridoio sono realizzate in
modo da non ridurre la larghezza utile del corridoio stesso mediante sfalsamento.
6. SPAZI A RISCHIO SPECIFICO
6.0 Classificazione
Gli spazi a rischio specifico presenti nell’edificio tra quelli classificati dalla norma sono i seguenti:
o spazi per esercitazioni
o spazi per depositi
o servizi tecnologici
6.1 Spazi per esercitazioni
Si definiscono spazi per esercitazioni tutti quei locali dove si svolgono: prove, esercitazioni,
sperimentazioni, lavori, etc…connessi con l’attività scolastica.
L’edificio in esame è dotato al 1°piano, di un locale utilizzato come laboratorio di chimica
(4,20x7,20 mt).
Le strutture di separazione del locale anzidetto con gli altri ambienti della scuola, hanno
caratteristiche di resistenza al fuoco pari a REI 120, incluse la porta che è dotata di congegno di
chiusura automatica.
Il locale è dotato di aperture per l’areazione permanente ricavata sulle pareti esterne avente
superficie maggiore di 1/20 della superficie in pianta.
Il locale è comunque dotato di impianto di rilevamento fumo ed estintori portatili.
6.2 Spazi per depositi
Si definiscono spazi per deposito e magazzino tutti gli ambienti destinati alla conservazione dei
materiali ad uso didattico.
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L’edificio che si sta adeguando è dotato di due locali per archivio al PT.
Tali ambienti hanno superficie in pianta ben inferiore ai 1000 mq (max 40 mq); le strutture di
separazione incluse le porte, hanno resistenza al fuoco di REI 120.
Entrambi i locali sono dotati di superficie di areazione diretta superiore ad 1/40 della superficie in
pianta, di un impianto di rilevamento fumo ed estintori portatili.
7. MEZZI ED IMPIANTI FISSI DI PROTEZIONE ED ESTINZIONE DEGLI INCENDI
7.0 Generalità
7.1 Rete di idranti (UNI 10779/2007)
Trattandosi di un istituto scolastico di tipo “3” (presenza contemporanea di 650 persone ovvero
compresa tra 501 e 800 ) è dotata di una rete di idranti costituita da una rete di tubazioni da cui
derivano n°8 attacchi UNI 45 di cui n°3 al piano terra, 3 al primo piano e 2 al secondo piano. E’
previsto all’esterno della recinzione su via Filangeri l’attacco di mandata dell’autopompa di
intervento dei VVf (UNI 70).
Per un miglior funzionamento dell’impianto idrico antincendio si è previsto la realizzazione di un
collegamento più diretto tra l’attacco della motopompa e il semianello al PT.
Per verificare il dimensionamento dell’impianto antincendio sono stati utilizzati i dati forniti da
D.M.I. di riferimento ovvero: l’alimentazione idrica deve essere in grado di assicurare l’erogazione
di n°3 idranti idraulicamente sfavoriti per 120l/min, pressione residua di 1,5 bar per un tempo di 60
min e l’impianto dovrà essere comunque dimensionato per una portata minima di 360 l/min per
ogni colonna montante (n°2).
Già in precedenza si è ritenuto che l’Ente gestore dell’acquedotto pubblico (AQP) non possa
garantire le condizioni di funzionamento ottimali dell’impianto appena citate, per cui la struttura è
già dotata di una riserva idrica alimentata dall’acquedotto cittadino; l’alimentazione della rete
antincendio è in tal caso garantita da un gruppo di elettropompe costituito da: un’elettropompa
sommersa + una pilota con prestazioni minime di Q = 1200 l/s e H=55 mt . L’alimentazione
elettrica del gruppo pompe è assicurato da una linea preferenziale. Il gruppo di pompaggio ed il
relativo vano sono resi conformi alle UNI 11292/2008.
Per il dimensionamento della riserva idrica interrata è verificata la condizione di funzionamento più
gravosa ovvero:
120 l/min x 60 min x 3 (UNI45) = 21.600 litri pari a circa 22 m3 > 35 m3 esistente rilevata.
L’avviamento dei gruppi di pompaggio avviene in maniera automatica. Le tubazioni di
alimentazione e quelle proprie della rete antincendio saranno protette dal gelo e da urti e da fuoco.
Le colonne di alimentazione saranno a giorno o in appositi vani REI 60.
7.2 Estintori
La struttura scolastica è dotata di estintori portatili tutti di capacità estinguente 13°, 89B e C ed in
numero ben superiore di uno ogni 200 mq. Nel computo dei suddetti estintori non figurano quelli
installati negli ambienti denominati a rischio specifico di cui al prag.6
12
7.3 Impianti fissi di rilevazione fumi e/o estinzione incendi
I depositi ed i laboratori sopraccitati è prevista l’installazione di un impianto di rilevazione
automatica d’incendio (fumi) cosi come anche la centrale termica (UNI 9795/2005).
8. SEGNALETICA DI SICUREZZA
Si applicano le vigenti disposizioni normative sulla segnaletica di sicurezza espressamente
finalizzata alla sicurezza antincendio (D.Lvo 81/2008)
9. NORME DI ESERCIZIO
A cura del titolare dell’attività dovrà essere predisposto un registro dei controlli periodici ove sono
annotati tutti gli interventi ed i controlli relativi all’efficienza degli impianti elettrici, dell’illuminazione
di sicurezza, dei presidi antincendio, dei dispositivi di sicurezza e di controllo, delle aree a rischio
specifico e dell’osservanza della limitazione dei carichi d’incendio nei vari ambienti dell'attività.
Tale registro deve essere mantenuto costantemente aggiornato e disponibile per i controlli da
parte dell’autorità competente.
9.0 Deve essere predisposto un piano di emergenza e devono essere fatte prove di evacuazione,
almeno due volte nel corso dell’anno scolastico.
9.1. Le vie di uscita devono essere tenute costantemente sgombre da qualsiasi materiale.
9.2. È fatto obbligo di compromettere la agevole apertura e funzionalità dei serramenti delle uscite
di sicurezza, durante i periodi di attività della scuola, verificandone l’efficienza prima dell’inizio delle
lezioni.
9.3. Le attrezzature e gli impianti di sicurezza devono essere controllati periodicamente in modo da
assicurare la costante efficienza.
9.4. Nei locali ove vengono depositate o utilizzate sostanze infiammabili o facilmente combustibili è
fatto divieto di fumare o fare uso di fiamme libere.
9.5 I travasi di liquidi infiammabili non possono essere effettuati se non in locali appositi con
recipienti e/o apparecchiature di tipo autorizzato.
9.6 Nei locali della scuola, non appositamente all’uopo destinati, non possono essere depositati
e/o utilizzati recipienti contenenti gas compressi e/o liquefatti. I liquidi infiammabili o facilmente
combustibili e/o le sostanze che possono comunque emettere vapori o gas infiammabili, possono
essere tenuti in quantità strettamente necessarie per esigenze igienico-sanitarie e per l’attività
didattica e di ricerca in corso come previsto al punto 6.2.
9.7. Al termine dell’attività didattica o di ricerca, l’alimentazione centralizzata di apparecchiature o
utensili con combustibili liquidi o gassosi deve essere interrotta azionando le saracinesche di
intercettazione del combustibile, la cui ubicazione deve essere indicata mediante cartelli
segnaletici facilmente visibili.
9.8 Negli archivi e depositi, i materiali devono essere depositati in modo da consentire una facile
ispezionabilità, azionando corridoi e passaggi di larghezza non inferiore a 0,90 m.
9.9. Eventuali scaffalature dovranno risultare a distanza non inferiore a m 0,60 dall’intradosso del
solaio di copertura.
13
9.10. Il titolare dell’attività deve provvedere affinché nel corso della gestione non vengano alterate
le condizioni di sicurezza. Egli può avvalersi per tale compito di un responsabile della sicurezza, in
relazione alla complessità e capienza della struttura scolastica.
Piano di Emergenza
Si provvederà all’elaborazione di una planimetria dell’edificio e dell’insieme dei locali, in scala
adeguata con apposita simbologia, dove sarà evidenziata la localizzazione dei diversi ambienti, dei
corridoi (percorsi orizzontali), delle uscite “normali”, delle uscite di emergenza e dei rilevatori di
incendio e di allarme e i mezzi antincendio (manichette, estintori carrellati, portatili, impianti fissi,
ecc.).
Sulla stessa saranno inserite: le vie di esodo e i punti di raccolta delle persone in caso di pericolo. I
punti di raccolta, spazi interni ed esterni all’edificio, sono in numero e dimensione sufficienti in
funzione del numero massimo previsto di persone presenti ad ogni piano dell’edificio ed in
considerazione della presenza di eventuali portatori di handicap e di lavoratori comunque esposti a
rischi particolari.
Nella riduzione dei danni provocati dall’incendio, un ruolo chiave sarà giocato dalla
compartimentazione degli ambienti mediante l’interposizione di strutture di separazione resistenti
al fuoco (REI), orizzontali e/o verticali che, per un tempo determinato, ostacolano la propagazione
dell’incendio.
Il percorso di emergenza, individuato “su carta”, sarà operativo nello spazio lavorativo, a tale
scopo sarà apposita cartellonistica e segnaletica e si doterà di una illuminazione di sicurezza con
intensità sufficiente che entrerà in funzione in caso di guasto dell’impianto elettrico. Dovranno
essere apposti cartelli di avvertimento, con indicazione delle procedure da seguire in caso di
incendi (es.: ”mantenere la calma” ; “interrompere ogni attività”; “abbandonare il locale
ordinatamente”; “percorrere in ordine, e senza correre, il percorso di esodo assegnato”;
“raggiungere i punti di raccolta esterni”; ecc.).
Idonea segnaletica di sicurezza dovrà essere anche esposta alle pareti degli spazi comuni, così
come cartelli indicanti norme di comportamento e procedure da seguire in caso di emergenza, e i
principali numeri di soccorso (vigili del fuoco, soccorso sanitario, carabinieri, polizia).
Il piano di emergenza dovrà essere inoltre completato da una relazione in cui vengano indicate le
disposizioni per chiedere l’intervento dei vigili del fuoco e per informarli, al loro arrivo, sul sistema
antincendio predisposto.
Secondo quanto previsto dal D.L.vo 81/2008 un gruppo di persone adeguatamente formate ed
esercitate, sempre presenti durante le ore di lezione, dovrà essere in grado di intervenire
tempestivamente per coordinare gli interventi di primo soccorso e gestire l’evacuazione
dell’edificio. Queste persone dovranno essere inquadrate in una struttura di tipo gerarchico con un
responsabile unico, in modo da evitare la sovrapposizione di compiti nel corso dei processi
decisionali.
Sulla richiesta di esame del progetto relativo alla scuola di istruzione secondaria di
primo grado “S.G. Bosco” coerente con quanto innanzi detto, ai fini
dell’ottenimento del parere di conformità di cui all’art.2 DPR 37/98, è stato espresso
parere favorevole da parte del competente Comando provinciale dei VV.F. con nota
prot.n°2771 del 7 marzo 2011.
14
La situazione attuale rispetto a quella prevista nel progetto, si caratterizza proprio
con gli interventi di completamento previsti nel presente progetto che prevede tutte
le opere necessarie per il completamento delle lavorazioni necessarie e utili alla
richiesta della visita di controllo secondo le procedure di cui all’art.3 del DPR 37/98
nella forma di cui all’art.2 del DM 040.5.1998 ed infine all’ottenimento del Certificato
di prevenzione incendi.
2.3 Relazione sulla Gestione delle materie.
Il progetto prevede:
a) completamento e adeguamento impianto idrico antincendio mediante la realizzazione delle
centrale idrica e il completamento della distribuzione idrica (chiusura ad anello);
b) compartimentazione del vano scala interno mediante la realiazzione di tramezzature
tagliafuoco e porte antincendio;
c) realizzazione di nuova scala esterna di sicurezza, in acciaio, completa di platea in
calcestruzzo armato, ai fini dell’adeguamento alle vigenti normative della lungheza delle vie di esodo.
L’intervento prevede l’apertura di nuove porte esterne complete di maniglioni antipanico;
d) segnaletica di sicurezza;
e) risanamento conservativo della copertura piana mediante nuova impemeabilizzazione;
f) risanamento delle parti ammalorate di intradosso dei solai di copertura ed intermedi;
g) risanamento conservativo dei prospetti esterni mediante rimozione di intonaci ammalorati
e realizzazione di nuovi intonaci.
Dette lavorazioni comportano la generazione di rifiuti che, in applicazione a quanto previsto dal
D.L.vo 03.04.2006 n. 152 e successive modifiche ed integrazioni, sono destinati a smaltimento in
discarica. Precisamente il presente progetto prevede:
Scavi, Demolizioni e rimozioni con il massimo di 30% di impurità, da classificare con codice CER
17.01.07: mc. 10,73 corrispondenti a
q.li 214,5
2.4 Relazioni sulle Interferenze.
Trattandosi di opere di miglioramento cella sicurezza e dell’isolamento termico di un edificio
esistente, non sono previste interferenze dirette con reti di servizi esistenti, acquedotto, linee
elettriche e telefoniche ecc..
3.
CALCOLI ESECUTIVI
IMPIANTI.
DELLE
STRUTTURE
E
DEGLI
Si rimanda alla lettura del precedente paragrafo 2 “Relazioni specialistiche”. Si precisa che l’unico
intervento strutturale previsto è la realizzazione della scala antincendio in acciaio, la cui
progettazione strutturale è a carico dell’Appaltatore. La scala antincendio rappresenta
comunque un corpo strutturale indipendente dall’edificio esistente, dal quale è separata da
un costruendo giunto sismico strutturale, mentre sull’edificio esistente non è prevista
alcuna modifica strutturale per cui non occorre la Valutazione della sicurezza ai fini
antisismici, in conformità al D.M. 14.01.2008 “Nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni” e
Circolare Applicativa del 02.02.2009.
15
4.
PIANO DI MANUTENZIONE DELL’OPERA E DELLE SUE
PARTI
Il presente piano di manutenzione individua gli elementi necessari alla previsione, pianificazione e
programmazione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere realizzate di
cui all’oggetto e illustrate nelle tavole grafiche allegate.
Il suddetto piano si suddivide ai sensi dell’art. 38 del D.P.R. n°207/2010 in:
1) MANUALE D’USO
2) MANUALE DI MANUTENZIONE
3) PROGRAMMA DI MANUTENZIONE
Il presente documento redatto nella fase della progettazione esecutiva sarà sottoposto a cura del
Direttore dei Lavori, al termine della realizzazione dell’intervento, al controllo ed alla verifica
validità, con gli eventuali aggiornamenti resi necessari dai problemi emersi durante l’esecuzione
dei lavori.
1) MANUALE D’USO
Descrizione, collocazione e modalità di uso corretto
Gli interventi previsti nel presente progetto esecutivo, da realizzare nell’edificio scolastico
“S.G.BOSCO”, ubicato nel Comune di Ostuni, in via Filangieri n°24, ad eccezione della palestra,
sono conformi alla normativa vigente riassunta a pag.20 nella normativa di riferimento e consistono
in:
a) completamento e adeguamento impianto idrico antincendio mediante la realizzazione delle
centrale idrica e il completamento della distribuzione idrica (chiusura ad anello) conforme alla
normativa UNI EN 12845 (Intervento rientrante nella Scheda C2-3 “Impianto idrico
antincendio con idranti” dell’Azione C2 “Sicurezza”);
b) compartimentazione del vano scala interno mediante la realiazzione di tramezzature
tagliafuoco e porte antincendio, conforme alle norme di prevenzione incendi;
c) realizzazione di nuova scala esterna di sicurezza, in acciaio, completa di platea in
calcestruzzo armato, ai fini dell’adeguamento alle vigenti normative della lungheza delle vie di esodo.
L’intervento prevede l’apertura di nuove porte esterne complete di maniglioni antipanico;
d) segnaletica di sicurezza;
e) risanamento conservativo della copertura piana mediante nuova impemeabilizzazione;
f) risanamento delle parti ammalorate di intradosso dei solai di copertura ed intermedi;
g) risanamento conservativo dei prospetti esterni mediante rimozione di intonaci ammalorati
e realizzazione di nuovi intonaci.
2) MANUALE DI MANUTENZIONE
Le parti costituenti l’opera sono soggette a manutenzione:
- Manutenzione Ordinaria: mediamente ogni 2 anni.
- Manutenzione Straordinaria: salvo casi eccezionali (quali ad esempio danneggiamenti,
manomissioni, eventi atmosferici, invecchiamento, raggiungimento della fine della vita utile
prevista), ogni 10 anni.
- Risorse necessarie: operai specializzati e generici, fornitura delle guaine impermeabilizzanti;
automezzi per il trasporto dei materiali di ripristino in loco; materiali vari; attrezzatura specifica
16
manuale; materiale per sostituzione parziale di elementi e aree deteriorate o danneggiate;
dispositivi di protezione individuale ai sensi del D.Lgs. 81/2008; adeguata cartellonistica di
sicurezza cantiere; recinzioni e transenne per delimitazione e protezione area di lavoro.
- Anomalie riscontrabili: distacco guaina dalla sottostruttura, degrado e invecchiamento,
fessurazioni del manto e infiltrazioni d’acqua.
Per la Manutenzione Ordinaria:
E’ necessario verificare che, per eventuali futuri interventi, siano mantenute le caratteristiche di
resistenza agli agenti atmosferici delle parti maggiormente esposte (guaine impermeabilizzanti) e
di aderenza alla sottostruttura.
La manutenzione ordinaria pertanto consiste in operazioni di controllo preventivo dello stato di
adesione della guaina e di tenuta delle saldature, con assenza di bolle d’aria, e successivi
interventi puntuali di ripristino delle saldature, eventuali sostituzioni di porzioni di guaina
danneggiata, eventuali sovrapposizioni di guaina di nuova fornitura a porzioni di guaina
eventualmente fessurata. Pulizia del lastrico solare.
Per la Manutenzione Straordinaria:
operazioni di sostituzione radicale della guaina e delle parti sottostanti in caso di raggiungimento
della fine della vita utile prevista e diffusa abbattimento delle caratteristiche tecniche degli strati
impermeabilizzanti e termocoibenti.
Impianti e attrezzature specifiche:
- Manutenzione Ordinaria: mediamente ogni tre mesi.
- Manutenzione Straordinaria: salvo casi eccezionali (quali ad esempio danneggiamenti,
manomissioni, eventi atmosferici), ogni 10 anni.
- Risorse necessarie: operai specializzati e generici; mezzi meccanici quali autogru o cestello;
ponteggi automezzi per il trasporto; attrezzatura specifica manuale; dispositivi di protezione
individuale ai sensi del D.Lgs. 81/2008; adeguata cartellonistica di sicurezza cantiere; recinzioni e
transenne per delimitazione e protezione area di lavoro.
- Anomalie riscontrabili: presenza di condensa o assenza di tenuta all’aria e alla pioggia.
- Manutenzione Ordinaria:
Controllo e eventuali ripristini delle guaine sigillanti, della tenuta delle cerniere.
- Manutenzione Straordinaria:
Sostituzione di parti ammalorate.
3) PROGRAMMA DI MANUTENZIONE
-
Riscontro “visivo” dello stato della copertura e degli infissi (una volta ogni due mesi).
Pulizia a fondo del terrazzo, nel periodo estivo, con acqua. Particolare attenzione da porre
alla tenuta dell’ardesia, affinché si eviti la sua rimozione durante le operazioni di pulizia;
Pitturazione dell’intradosso del solaio, previo lavaggio (una volta l’anno)
17
5.
CRONOPROGRAMMA
In funzione della tipologia lavorazioni schematizzate in relazione generale, si riportano le fasi più
significative dei lavori:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
Allestimento/disallestimento del cantiere
Completamento impianto antincendio
Compartimentazione vano scala interna
Realizzazione di scala esterna in acciaio
Rimozione di intonaci esterni
Realizzazione intonaci esterni
Fase/giorni
10
10
10
10
10
10
10
10
10
10
10
10
10
10
10
10
10
Giorni
progressivi
10
20
30
40
50
60
70
80
90 100 110 120 130 140 150 160 170
10
180
a
b
c
d
e
f
6.
PIANO PARTICELLARE DI ESPROPRIO.
Non sono previsti espropri o occupazioni temporanee o permanenti, né apposizioni di vincoli di
servitù poiché tutti gli interventi sono previsti su aree pubbliche.
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