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2014 - QUINTANO C., Intervento dal titolo - Economia

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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI
“PARTHENOPE”
I Convegno Nazionale
“Giornate del Golfo” – 9-11 aprile 2014
Il lavoro marittimo nel contesto socio-economico del terzo
millennio: il ruolo della formazione e della ricerca
universitaria
Professore Claudio Quintano
Rettore dell’Università Parthenope
Stazione Marittima
Napoli, 09 aprile 2014
1
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI
“PARTHENOPE”
L’Istituto Universitario Navale nasce con Regio Decreto n. 1157 del 30 maggio 1920 (G.U. 27 agosto
1920, n. 203) e il 16 dicembre dello stesso anno si inaugurava il primo anno accademico.
L’origine è da ricercarsi nell’esigenza di creare in Italia un Istituto di grado superiore per impartire una
formazione professionale a coloro che svolgevano o che volessero svolgere attività di “direzione” e/o
di “costruzione” delle navi. L’istituzione di un polo culturale delle arti marinare, o meglio del mare
come risorsa produttiva di nuova ricchezza, aveva come oggetto di studio l’Industria dell’Armamento
Navale come altresì la figura dell’armatore e della gestione delle imprese di shipping.
L’attività di insegnamento avviata dall’Istituto si strutturava in due sezioni:
a)
il Magistero per le discipline nautiche;
b)
l’Armamento Navale per l’industria marittima.
Il piano di studi della sezione Magistero includeva insegnamenti matematici per due anni
(trigonometria, algebra, geometria, elementi di chimica generale ed applicata, fisica generale ed
elementi di chimica applicata), mentre la sezione Armamento Navale comprendeva materie
professionali (economia politica ed elementi di scienza delle finanze, geografia commerciale, tecnica
navale marinaresca, tecnica navale costruttiva, elementi di ragioneria teoretica ed applicazioni). Gli
insegnamenti comuni erano Istituzioni di diritto privato, Istituzioni di diritto pubblico, lingua Inglese e
lingua Tedesca. Inaugurato il secondo anno della sezione Armamento si istituì il corso speciale di
“Pratica Bancaria Marittima”. Il completamento degli studi per le due sezioni consentiva,
rispettivamente, il conseguimento delle lauree in Discipline Nautiche e in Scienze EconomicoMarittime.
L’Unica Università Marinara d’Italia fra il 1939 ed il 1940 passava da Regio Istituto Superiore Navale
a Regio Istituto Universitario Navale (I.U.N.).
Allo scopo di conseguire gli obiettivi, passare da una cultura professionale marittima ad un’istruzione
del mare come risorsa capace di generare valore e diffondere la cultura della conoscenza marinara del
Paese preparando all’esercizio della professione per le attività dell’Industria Marittima, si istituirono,
oltre alle sezioni del Magistero e dell’Armamento Navale, le sezioni per “capitani superiori” e per
“macchinisti superiori”. La formazione fu organizzata secondo un:
a)
aspetto tecnico: un biennio ad indirizzo matematico ed un successivo biennio di applicazione. Il
giovane formato era destinato alla flotta mercantile o all’insegnamento delle discipline professionali o
meccaniche negli Istituti Superiori Nautici;
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b)
aspetto giuridico-amministrativo: un biennio propedeutico al successivo di due anni di studi
giuridici, economici ed amministrativi sull’esercizio dei traffici marittimi, dell’attività industriale e
commerciale e del quadro normativo vigente.
Il 1940, anno in cui l’Europa vive la seconda guerra mondiale, è il periodo di tempo in cui c’è una forte
richiesta della forza lavoro sulle navi della Marina Mercantile e l’offerta formativa dell’Istituto
rispondeva alla domanda di mercato; un’ascesa che continua dopo l’armistizio del 1943 quando la
Marina Mercantile avviava un articolato processo di ricostruzione.
Nella seconda metà degli anni ’50 c’è la ripresa del traffico merci via mare e il 26 aprile 1956 salpa dal
porto di Newwark, nello stato di New York, con destinazione Port Houston, nel Texas la prima nave
portacontainer: lo “scatolone metallico” dalle misure standard ideato da Malcom McLean che
rivoluziona i traffici marittimi “rappresenta[ndo] una nuova forma di unitizzazione del carico [formato]
da merci generali e un nuovo modo di condizionamento della merce, [ma] rappresenta anche, …, un
nuovo e moderno fattore di sviluppo del trasporto combinato”. Le prime Compagnie di Navigazione
Marittima che hanno compiuto i primi viaggi di merci in containers negli USA sono la Sea Land Line e
la Matson Line, mentre la Kooringa Service fra gli Stati Uniti e l’Australia. Il traffico merci si sviluppa
principalmente lungo due direttrici: quella Est-Ovest, dall’Asia all’Europa e quella Ovest-Est, dall’Asia
al Nord America, una “via del mare” su cui navigano oltre quindici milioni di container al giorno.
L’avvento del container nel campo dei trasporti pone le basi per la cooperazione sistematica tra
operatori di trasporto diversi e diversi modi di trasporto.
Sono gli anni in cui i laureati in Scienze Nautiche ed in Economia Marittima si collocano rapidamente
nell’Industria Marittima: a bordo di navi, nelle imprese di shipping, negli uffici etc.; in particolare, la
Facoltà di Economia Marittima forma i “commissari di bordo”.
La crisi economico-politica dei paesi industrializzati provocata dallo shock petrolifero del 1973-1974,
dopo un’iniziale impennata dei tassi di interesse e di inflazione, porta ad una forte recessione
economica ed è solo nel 1975-1977 che i valori tendono a riequilibrarsi. Il riflesso sull’economia dei
trasporti marittimi è stato un eccesso della capacità di carico trasportabile rispetto alla domanda,
nascono dunque i primi accordi fra gli operatori del trasporto e concentrazioni fra imprese di
navigazione marittima tese al massimo sfruttamento degli impianti quali navi, container e terminal. Si
assiste al gigantismo delle forme aziendali e al contestuale ridimensionamento della flotta. La crisi del
modello fordista e le politiche di deregulation avviate negli anni ‘80 fanno spazio al processo di
globalizzazione dei mercati.
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Si modifica allora il rapporto fra la formazione universitaria e l’Industria Marittima. Cambia la cultura
imprenditoriale: ci si trova di fronte un operatore le cui funzioni non possono essere semplicemente
legate al trasporto port to port, ma devono includere una serie di servizi integrati, pertanto, occorre
essere un operatore logistico a 360°.
La formazione universitaria di fronte al cambiamento adotta un approccio integrato: le nuove figure
professionali da formare non devono avere semplici conoscenze tecniche, ma conoscenze integrate con
i principi economici per la direzione delle aziende ed il cui focus non è l’osservazione di un solo nodo
della
filiera logistica, ma di tutta la filiera e degli attori che intervengono lungo la stessa. La formazione non
può essere più di economia marittima, ma deve essere logistica.
Secondo un approccio Service Lifecycle Management, che consente di gestire strategicamente le
informazioni, i processi e le risorse a supporto del ciclo di vita dei servizi, il modello della formazione
universitaria su cui origina l’Istituto Universitario Navale appare inadeguato nel rispondere alle nuove
istanze formative dell’Industria Marittima (fig. 1).
Fig. 1 – Modello a due percorsi formativi ISTITUTO UNIVERSITARIO NAVALE SCIENZE NAUTICHE ECONOMIA MARITTIMA Nel nuovo scenario, l’Istituto Universitario Navale arricchisce i suoi percorsi di formazione per la
Facoltà di Scienze Nautiche e di Economia Marittima.
Nel 1987 la Facoltà di Economia Marittima diventa Facoltà di Economia dei Trasporti e del
Commercio Internazionale e nel 1990 Facoltà di Economia con quattro corsi di laurea, scuole di
specializzazione e i dottorati di Ricerca. La Facoltà di Scienze Nautiche, invece, amplia il campo di
interesse scientifico anche alla tematica ambientale.
In questa fase di riorganizzazione della formazione universitaria, l’Istituto Universitario Navale non
perde la sua vocazione “marittimistica” e i corsi assumono sempre più valenza Universitaria; cosicché,
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appare inevitabile una denominazione che accolga e comunichi agli stakeholder del proprio ambiente il
percorso di crescita intrapreso.
Dopo il 2000 l’Istituto è denominato Università degli Studi di Napoli “Parthenope”.
L’esigenza alberga già all’inizio degli anni ’90 quando i cambiamenti nell’Industria Marittima hanno
interessato, ad esempio, il comparto delle crociere. La crociera non assume più la connotazione di
viaggio transoceanico, ma quello di vacanza. L’orientamento delle imprese crocieristiche è stato quello
di dotarsi di impianti di grandi dimensioni che offrano al cliente una serie di servizi che soddisfi
bisogni manifestati e latenti o addirittura crei nuovi bisogni. Cambia il modo di viaggiare. La crociera
non è più vista come un bene di lusso da offrire sui grandi transatlantici, ma è possibile organizzarla
anche sulle coste europee o semplicemente nel Mediterraneo. La nave diventa un enorme albergo
galleggiante.
L’aumento delle dimensioni richiede nuova tecnologia sia a bordo delle navi che a terra, diviene
imponente il problema della sicurezza e del controllo (tracciato) delle navi. L’approccio
imprenditoriale passa da armatoriale a manageriale non più basato solo sull’intuito, caratteristica che
resta dell’essere imprenditore cioè innovatore, ma occorre agire in modo sistemico e globale. Si vuole
controllare il servizio in tutto il processo di produzione, come evidenza l’acquisto di partecipazioni
azionarie nei terminal. Le conoscenze non possono essere solo tecniche o legate ad una conoscenza
operativa occorre una visione sistemica dell’azienda, un’azienda in cui la nave è tecnicamente
disgiunta ed esposta a rischi tecnici ed è economicamente correlata all’economia dell’azienda. La
necessità di operare secondo principi di economicità significa invero combinare un impianto-nave su
una specifica linea, una scelta guidata dalla conoscenza del flusso di traffico “catturabile” e dalla
consapevolezza del livello dei costi che si sostengono per ciascuna combinazione nave-linea.
L’offerta formativa quindi si riorganizza in funzione del nuovo scenario economico e nel 2003 la
Facoltà di Scienze Nautiche diventa Scienze Nautiche e Tecnologiche.
Dallo studio dell’oceanografia si passa all’informatica applicata alla navigazione; il problema dunque
si sposta dalla costruzione della nave alla gestione della nave attraverso lo studio dell’informatica, della
normativa e degli strumenti per la sicurezza a bordo e a terra delle navi, collegando così scienza e
tecnologia. Al fine di consentire una conoscenza teorico-empirica delle discipline impartite i corsi
universitari prevedono un tirocinio obbligatorio a bordo delle navi.
La Facoltà di Economia, a sua volta, si arricchisce di corsi specifici quali:
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a)
laurea di I livello: Economia Aziendale, Economia e Commercio, Management delle Imprese
Internazionali, Management delle Imprese Turistiche, Statistica ed Informatica;
b)
laurea di II livello: Management e Controllo di Azienda, Management Internazionale e del
Turismo, Management delle Aziende Marittime, Scienze Economiche e Finanziarie;
che a loro volta prevedono degli indirizzi di specializzazione.
Il nuovo modello di formazione universitaria si amplia infine con altre tre facoltà: Giurisprudenza,
Ingegneria, Scienze Motorie. Elemento comune a tutte le Facoltà dell’Università degli Studi di Napoli
“Parthenope” è l’insegnamento di Economia Aziendale quale scienza sociale che studia il fenomeno
azienda (Fig. 2).
Fig. 2 – Modello a cinque percorsi formativi UNIVERSITA’ degli STUDI di NAPOLI “PARTHENOPE”
SCIENZE e TECNOLOGIE ECONOMIA GIURISPRUDENZA
INGEGNERIA SCIENZE MOTORIE
Si forniscono logiche, metodi e strumenti che consentano al laureato, che accede in azienda, di
osservare la stessa non con l’occhio miope del mero operativo, ma con un approccio contemplativo ed
interpretativo dei fenomeni per poi poter intervenire.
Dunque “nuove professionalità” da impiegare a bordo delle navi, a terra, nelle attività di supporto alla
navigazione marittima, nelle aziende-porto, nei cantieri e nel comparto del diporto nautico; tuttavia, la
formazione universitaria non si limita all’Industria Marittima, ma è estesa anche a settori, come quello
bancario, che per anni si sono tenuti distanti dal cluster marittimo in quanto “minaccia”, oggi invece
un’ “opportunità” di investimento. Si ricorda infatti il ruolo emergente dello ship finance fonte di
specifiche figure manageriali con conoscenze tecniche, economiche, normative e relazionali.
In un’ottica olistica della politica formativa universitaria ci si pone l’obiettivo di “rivalutare” e
“qualificare” le figure professionali già operanti nell’Industria Marittima e di fornire una preparazione
di base teorico-empirica coadiuvata, in funzione degli indirizzi scelti dallo studente, da una
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specializzazione “cucita” sulle istanze emergenti del cluster marittimo, dal manager di bordo al
manager di terra.
La formazione universitaria non è perciò limitata al mero “tecnicismo”, la stessa Facoltà di Economia
nei piani di studio ha incluso lo studio delle problematiche attinenti alle imprese di shipping quali
contabilità, programmazione e controllo, organizzazione etc.
Il contributo della formazione risponde a processi di riorganizzazione avviati dalle imprese di shipping
che, nei percorsi di crescita, chiedono professionalità con conoscenza delle dinamiche economiche
dell’Industria Marittima e del comparto in cui esse sono collocate. Un’impresa di shipping infatti che
aumenta le dimensioni della flotta, cioè la capacità di carico offerta sul mercato, può risentire delle
inefficienze logiche e di metodo dei semplici addetti alle vendite ed alla pubblicità; necessita invece di
professionalità universitarie che abbiano conoscenze economico-aziendali, di analisi di mercato ed
esperienza svolta in azienda (tirocini formativi). Alla stessa stregua, l’Università fornisce logiche,
metodi e strumenti per implementare e/o utilizzare sistemi di controllo di gestione “tarati” sulle
peculiarità delle imprese che offrono servizi di navigazione marittima di linea. L’approccio
universitario è dunque teorico-empirico, effetto anche delle forti sinergie che l’Università crea con
l’Industria Marittima ed altre Istituzioni.
Da luglio 2013 si ha un nuovo modello organizzativo dell’offerta formativa dell’Università Parthenope
basato sulla costituzione dei Dipartimenti, che sviluppano attività di ricerca e di didattica (fig. 3).
Fig. 3 – Modello Dipartimentale UNIVERSITA’ degli STUDI di NAPOLI “PARTHENOPE”
SCIENZE e TECNOLOGIE STUDI AZIENDALI ED ECONOMICI GIURISPRUDENZA
STUDI AZIENDALI E QUANTITATIVI INGEGNERIA
SCIENZE MOTORIE E DEL BENESSERE STUDI ECONOMICI E GIURIDICI Un modello che oggi è caratterizzato da sette Dipartimenti in cui gli studi marittimo-portuali si
integrano e si fondano nelle linee di ricerca e di didattica di ogni Dipartimento, in cui i gruppi di ricerca
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ne esaltano i profili strategico-manageriali, giuridici, tecnici, ambientali, economici e di misurazione,
controllo e rendicontazione delle perfomance.
Naturalmente, la formazione di nuove figure professionali non implica necessariamente che le risorse
umane di cui le aziende dispongono non possano più fornire il proprio contributo, ma occorre che siano
opportunamente “qualificate” attraverso corsi universitari di perfezionamento ed essere integrate nella
costituzione di team professionali.
***
Nel corso degli anni, con particolare riferimento all’attività di ricerca, l’Università Parthenope ha
contribuito allo sviluppo e alla diffusione della conoscenza delle dinamiche economico-gestionali del
settore marittimo-portuale.
Forti di un passato su cui il nostro Ateneo a tutt’oggi si erige, la nostra biblioteca dispone di un archivio
storico unico in Italia che accoglie gli Annali dell’Istituto Universitario Navale. Un patrimonio aperto
alla consultazione da parte di Studiosi di storia della arti marittime, di economia dei trasporti marittimi,
di management e destinato anche a coloro che, provenienti dal mondo del mare, vogliono approfondire
le proprie conoscenze.
Negli anni il nostro patrimonio è stato arricchito da volumi di Studiosi Italiani i cui contributi scientifici
hanno concorso allo sviluppo della letteratura del passato creando le basi conoscitive su aspetti
normativi, organizzativi e manageriali relativi ai comparti dell’Industria marittimo-portuale.
Senza alcuna pretesa di esaustività, si citano di seguito alcuni dei volumi, con data di pubblicazione dal
900 all’anno 2000, presenti presso la biblioteca di Ateneo:
-
Bettanini A. (1927), Le imprese di navigazione, Unione Tipografico Editrice Torinese: Torino
-
Castellino G. (1958), Il mercato dei noli. Tecnica dei noli ed ordinamento dei mercati marittimi,
Stabilimento Poligrafico Ed. di Carlo Fanton:Torino.
-
Di Rosa V. (1970), Le imprese di navigazione marittima, Giannini Ed.: Napoli.
-
Faella N. (1951), Le imprese di navigazione. Lineamenti di organizzazione e di gestione, Istituto
della Stampa Ed.: Napoli.
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-
Ferrara G. (1979), Analisi degli investimenti marittimi. Il processo decisionale, Cedam Ed., Padova
-
Ferrara G. (1974), Aspetti e problemi del trasporto combinato, Liguori Ed., Napoli
-
Ferrara G. (1972), I riflessi del trasporto combinato di merci viaggianti in containers sulla tecnica
dei crediti documentari, Liguori Ed., Napoli
-
Ferrarini S. e Righetti G. (1983), Appunti di diritto della navigazione. parte speciale. – I contratti
di utilizzazione della nave - Vol I - Giappichelli G. Ed.: Torino.
-
Flore V. D. (1979), I trasporti marittimi. Teoria economica – Intervento dello Stato, II ed., Vito
Bianco Ed.: Roma.
-
Marchese U. (1996), Lineamenti e problemi di economia dei trasporti, ECIG Ed.: Genova.
-
Meneghini G. (1971), Tecnica commerciale delle imprese di navigazione marittima, Caccucci Ed.:
Bari.
-
Saviano L. (1967), Il mercato dei noli marittimi, Intercontinentalia Ed.: Napoli.
-
Sassi S. (1956), L’economia delle gestioni amatoriali e degli interventi governativi statunitensi, in
Annali dell’Istituto Universitario Navale, Vol. XXV, Napoli.
-
Supino C. (1900), La navigazione dal punto di vista economico, Fratelli Bocca Ed.: Torino.
Arricchiscono questo patrimonio gli abbonamenti a riviste scientifiche specializzate, quali ad esempio:
- "Maritime Policy & Management", rivista edita da Taylor & Francis,indicizzata in Scopus (Impact
Factor normalizzato = 1,766) e, a partire dal 2009, è anche inclusa (nel Social Science Citation
Index (SSCI - ISI).
e
- "Maritime Economics & Logistics" edita da Palgrave Macmillan La rivista è indicizzata in Scopus
(Impact Factor normalizzato = 1,628) e, con copertura a partire dal 2009, è anche
inclusa nel Social Science Citation Index (SSCI - ISI).
Entrambe le riviste sono da tempo indicizzate nel rating internazionale Journal Quality
List.
Naturalmente in un periodo in cui la spending review padroneggia nel sistema decisionale del nostro
Paese, la scelta dell’Università Parthenope di sostenere costi dedicati ad un settore specifico è un
segnale alla comunità scientifica di preservare la vocazione “marittimistica” dell’Ateneo, ma è anche un
invito a progredire nelle proprie ricerche, migliorando e sviluppando i principali filoni di ricerca (es.
governance, performance, sostenibilità …) secondo diversi approcci disciplinari e soprattutto creando
network internazionali, che si connotano per un diverso background sia in termini di formazione
(Università, Master, Dottorati, Corsi di Formazione, Summer School …) sia di esperienza professionale.
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Il patrimonio della nostra biblioteca si è poi sviluppato dal 2000 ad oggi con ulteriori contributi di
Studiosi del nostro Ateneo, la cui produzione scientifica è orientata sia alla realizzazione di volumi, ma
anche di articoli su riviste scientifiche internazionali, come richiesto dal nostro Sistema di Valutazione
Nazionale.
Volendo sottolineare l’attuale contributo dei nostri ricercatori alla produzione scientifica internazionale,
secondo gli standard oggi richiesti, si annoverano in questa sede solo alcune delle pubblicazioni più
significative per il comparto crocieristico - fenomeno che ha interessato il Mediterraneo e in particolare
l’Italia – quali:
-
Di Vaio A., D’Amore G. (2012), Cruise seaports networks: key relationship indicators and
information systems, KMI International Journal of Maritime Affairs and Fisheries, Vol. 4, Issue
1, pp. 33-55 ISSN 2005-9795
-
Di Vaio A., Medda F.R., Trujillo L. (2011), An Analysis of the Efficiency of Italian Cruise
Terminals, in International Journal of Transport Economics, pp. 29-46 (18), ISSN 0391-8440;
ISSNe 1724-2185
in corso di pubblicazione nel 2014:
- Penco L., Di Vaio A. (2014), Monetary and non-monetary value creation in seaport destinations:
an empirical assessment”, Maritime Policy & Management (Forthcoming)
- Di Vaio A., Varriale (2014), Accounting information systems and management control in the
event business: the cruise terminals study, Management Control, (Forthcoming)
Con riferimento al comparto container si hanno i seguenti contributi:
- Parola, F., Notteboom, T., Satta, G. and Rodrigue, J-P. (2013), Analysis of factors underlying
foreign entry strategies of terminal operators in container ports, Journal of Transport Geography,
33, pp. 72–84.
- Parola F., Tei A. and Ferrari C (2012), Managing port concessions: evidence from Italy, Maritime
Policy & Management, 39(1), 45-61.
- Olivier D., Parola F., Slack B. and Wang J. (2007), The Time Scale of Internationalisation: The
Case of the Container Port Industry, Maritime Economics & Logistics (9), 1–34.
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Questo a dimostrazione di come i nostri giovani ricercatori sono spinti dal Sistema Universitario e dal
nostro Ateneo alla multidisciplinarietà e dunque a confrontarsi con Studiosi di altre Università Italiane e
Straniere sui temi oggetto di studio ed, in particolare, su argomenti in ambito marittimo-portuale.
Nel corso degli anni, il nostro Ateneo ha sviluppato progetti di ricerca su temi diversi.
L’ex Facoltà di Scienze e Tecnologie, attraverso i suoi Dipartimenti, ha avviato una serie di progetti che
hanno avuto per oggetto la tutela, conservazione, monitoraggio e valorizzazione delle risorse del mare e
dell’ambiente. A mero titolo esemplificativo, si ricorda un importante progetto nato dall’adesione nel
1987 dell’Università Parthenope al Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA). Invero, dal
1990 l’Ateneo si è fatto promotore di un progetto internazionale, denominato CLIMA, per lo studio dei
cambiamenti climatici globali che hanno origine in Antartide.
Il progetto, sotto la responsabilità scientifica del prof. Giancarlo Spezie, Coordinatore nazionale di tutte
le attività in mare, è tuttora operativo con finanziamenti MIUR e dispone di una rete di osservatori
marini e di specifiche campagne in loco che coinvolgono numerosi ricercatori e tecnici degli ex
Dipartimenti afferenti alla Facoltà di Scienze e Tecnologie, oggi Dipartimento di Scienze e Tecnologie.
La collaborazione col CNR ha consentito negli anni di sviluppare ulteriori progetti di ricerca fra cui il
PFT2 (Progetto Finalizzato 2). Tale progetto ha consentito di realizzare sistemi di navigazione e
controllo (es. GPS, GLONASS, GALILEO,…) del traffico marittimo in aree ad intenso traffico per
l’identificazione, controllo e guida di navi cooperative e pseudo cooperative. In particolare, in tema di
ambiente, si ricorda il progetto CMOS, Linea di Ricerca Climatologia, Meteorologia e Oceanografia
Sperimentale, operativa dal 2007.
Le azioni svolte riguardano principalmente le attività di osservazione e monitoraggio del comparto
atmosferico e marino effettuate con tecniche sia convenzionali sia innovative.
La ricerca si pone i seguenti obiettivi:
1.
studi sulla variabilità atmosferica a piccola e grande scala
2.
studi di serie climatologiche
3.
studi dei processi di formazioni e mescolamento delle masse d'acqua
4.
studi sulla circolazione marina costiera ed oceanica
5.
monitoraggio dell'ambiente marino ed atmosferico
Il progetto di ricerca mira a curare le attività di monitoraggio atmosferico mediante la rete di
osservazioni meteorologiche distribuita lungo il perimetro costiero del Golfo di Napoli e adiacenze. La
rete di stazioni meteorologiche posizionate a Napoli, Licola, Ischia, Procida e Sant'Agata sui due Golfi
integra il data set climatologico iniziato nel 1955 relativamente alla sola stazione di Napoli. Gli studi
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basati sull’osservazione, cosiddetti “osservazionali”, sono affiancati da quelli modellistici focalizzati
all'analisi di eventi di precipitazione intensa mediante l'utilizzo di modelli meteorologici a mesoscala
(MM5, WRF). Tali eventi possono essere di rilevante impatto per il sistema ambientale e per le attività
umane. Particolare attenzione è stata dedicata allo studio di fenomeni climatici, quali El Niño Southern
Oscillation (ENSO) e Antarctic Oscillation (AO), nonché all'individuazione di relazioni tra gli indici
climatici che sintetizzano tali fenomeni, rispettivamente il Southern Oscillation Index (SOI) e l'Antartic
Oscillation Index (AOI) con il clima della regione Antartica. Sul portale del “Centro Campano per il
Monitoraggio
e
la
Modellistica
Marina
e
Atmosferica”
dell’Università
Parthenope
(http://meteo.uniparthenope.it oppure http://ccmmma.uniparthenope.it ) si possono consultare sia le
previsioni meteo-marine ad alta risoluzione spaziale e temporale, sia le informazioni rilevate in tempo
reale da strumenti di monitoraggio relative alla regione Campania e in particolare al Golfo di Napoli. In
particolare, il Centro produce le previsioni dell’intensità e della direzione del vento con una risoluzione
di 250 metri; si tratta della massima risoluzione raggiungibile con le attuali tecnologie previsionali.
Inoltre, il Centro fornisce i dati acquisiti mediante la propria rete di monitoraggio, costituita da diverse
centraline meteorologiche, da un sistema di antenne “CODAR”, che visualizza l’evoluzione delle
correnti marine superficiali, e da un radar meteo (unico in Campania e installato presso Castel
Sant’Elmo), che consente di osservare l’avvicinamento di fronti temporaleschi su tutto il Golfo di
Napoli.
Appare utile ricordare un’altra importante linea di ricerca che ha svolto e svolge le proprie attività in
campo di oceanografia sperimentale in diverse aree geografiche che comprendono il Mar
Mediterraneo (prevalentemente le coste della Regione Campania, Tirreno, Canale di Sicilia, Adriatico e
Ionio), l'Oceano Meridionale (settore Pacifico a sud della Nuova Zelanda) ed il Canale di Magellano.
I problemi studiati sono legati alle interazioni tra oceano e atmosfera, ai processi di formazione e
diffusione di acque dense ed alla loro variabilità stagionale a scala regionale e di bacino.
In queste attività sono state efficacemente utilizzate le nuove tecnologie di misura con profilatori
acustici di corrente ADCP sia installati a chiglia di una nave, sia rimorchiati su apposito trimarano.
Infine, si ricorda che per tale Dipartimento (ex Facoltà) sono state sviluppate dal “gruppo di ricerca in
Geofisica e Geologia Marina” numerose di ricerche basate sul rilevo e lo studio degli aspetti geofisici,
geologici, geografici ed archeologici dell’ambiente marino e delle sue coste. Le aree geografiche di
attività sono principalmente il mar Tirreno centrale ed il Mare di Ross nel continente Antartico.
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I siti relativi alla Regione Campania su cui si sono sviluppati progetti di ricerca sono:
A) Golfo di Napoli
-
QUAB (Qualità Acque Balneazione)
-
CARG (Cartografia Regionale Geologica)
B) Golfo di Pozzuoli
-
CARG
-
Archeolia Subacquea
C) Isola di Ischia
-
CARG
-
Area Marina Protetta di Punta Campanella
Numerosi progetti sono stati sviluppati dal nostro Ateneo sul tema dei trasporti marittimi, molti dei quali
in collaborazione col Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Importante rilievo ha avuto il Sottoprogetto VII “Trasporto in Cabotaggio e interfacce con il traffico al
suolo” - Progetto Finalizzato Trasporti del C.N.R. che, a vario titolo, ha coinvolto ricercatori e docenti
delle ex Facoltà dell’Ateneo. La complessità del progetto ha indotto alla definizione di una serie di subobiettivi, fra cui l’analisi dello stato dell’intermodalità. Considerata la complessa conoscenza delle
dinamiche che connotano la filiera dei trasporti marittimi e terrestri, il progetto ha coinvolto ricercatori,
docenti ed operatori del settore; una collaborazione che ha contribuito ad arricchire i report del progetto
di ricerca. Infine, questo progetto è stato da volano per successive partnership fra player della shipping
and port supply chain e gli Studiosi del nostro Ateneo.
Il tema dei trasporti e della logistica trova altresì riscontro nel progetto PRIN 2008-2010 su Safety e
Security delle infrastrutture dedite alla navigazione aerea e marittima, di cui l’ex Facoltà di
Giurisprudenza, ora Dipartimento, è stata attivamente coinvolta (responsabile Francesca Salerno),
assumendo il nostro Ateneo il ruolo di unità locale. La ricerca ha approfondito gli aspetti giuridiconormativi riguardanti la sicurezza nei mezzi e nelle infrastrutture della navigazione marittima ed aerea
ed ha coinvolto quattro Università: il nostro Ateneo, l'Università di Roma "Tor Vergata", l'Università di
Macerata e l'Università di Messina. I risultati del progetto di ricerca sono stati presentati al Convegno
Infrastrutture e navigazione nuovi profili sulla sicurezza marittima ed aerea svoltosi nel 2012 presso il
complesso monumentale di Villa Doria D’Angri.
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Il tema dei trasporti e della portualità marittima trova anche, e soprattutto, ampio spazio nell’attività di
ricerca delle discipline manageriali e di accounting del nostro Ateneo.
Su quest’ultimo aspetto, appare di significativo rilievo la collaborazione fra il nostro Ateneo e le
Università Straniere sui temi del controllo e della misurazione delle performance nei partenariati
pubblico-privati nell’ambito della portualità e navigazione crocieristica. Nasce così nel 2009 il
programma di ricerca sul tema “Governance and accountability of the Seaport Systems: the role of
public-private partnership”, grazie al Progetto 10 idee – Legge 13/2004 – anno finanziario 2005 – Idea
Tipologia 2: Promuovere la capacità attrattiva e cooperativa internazionale attraverso borse di studio,
scambi e mobilità giovani – di cui sono stato il Responsabile Scientifico – e attraverso il quale abbiamo
assegnato una borsa di studio ad una nostra ricercatrice di Economia aziendale (Assunta Di Vaio) per
mobilità all’estero presso il Center for Transport Studies della University College London (UCL) in UK.
La ricerca “Governance and accountability of the Seaport Systems: the role of public-private
partnership” si è concentrata sul comparto crocieristico; in particolare, la ricerca ha analizzato la
relazione fra ownership pubblico/privata delle aziende concessionarie di terminal crocieristici, che vede
sempre di più il forte coinvolgimento delle Compagnie crocieristiche nella compagine azionaria delle
concessionarie, e l’efficienza dei relativi terminal oggetto di concessione. Naturalmente, lo studio
condotto ha richiesto altresì un’approfondita analisi del framework normativo dei sistemi portuali in cui
sono presenti le concessionarie di terminal crocieristici.
Questa ricerca ha dato luogo ad una cooperazione, a tutt’oggi in corso, che ha visto lo scambio di
conoscenze non solo in termini di ricerca, ma anche di didattica.
Allo scopo di realizzare la ricerca secondo un approccio interdisciplinare, è stata coinvolta nel progetto
di ricerca anche l’Università di Las Palmas de Gran Canarie che, oltre ad ospitare la nostra ricercatrice
come visiting per un ciclo di seminari sul comparto crocieristico, nel 2012 ha siglato col nostro Ateneo
un Memorandum of Understanding Academic Cooperation.
Questa collaborazione, che come precedentemente indicato origina nei progetti di mobilità giovani
ricercatori, ha oggi posto le basi per lo sviluppo di conoscenze scientifiche sul comparto crocieristico
consentendo al nostro Ateneo, da un lato, di essere ammesso al finanziamento della Regione Campania
per un progetto sul comparto delle crociere e, dall’altro, di partecipare al progetto Horizon 2020 sulla
filiera logistica-portuale; progetti di cui la nostra ricercatrice Assunta Di Vaio è il responsabile
scientifico.
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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI
“PARTHENOPE”
In dettaglio, il progetto ammesso a finanziamento, che sarà sviluppato a breve è:
- “Public-private partnerships nel settore crocieristico: un modello di governance per lo sviluppo del
Sistema Campania” – responsabile scientifico Assunta Di Vaio - ammesso al finanziamento della
Regione Campania 5/02 – annualità 2008 – il cui obiettivo è l’identificazione di un appropriato
modello di governance volto a uno sviluppo sinergico e non conflittuale tra la portualità passeggeri ed
il turismo della Regione Campania
Il progetto HORIZON 2020 posto a vaglio della Commissione Europea è:
- HORIZON 2020, il nuovo Programma del sistema di finanziamento integrato destinato alle
attività di ricerca della Commissione europea, compito che spettava al VII Programma Quadro, al
Programma Quadro per la Competitività e l'Innovazione (CIP) e all'Istituto Europeo per
l'Innovazione e la Tecnologia (EIT). Il nuovo Programma è attivo dal 1° gennaio 2014 fino al 31
dicembre 2020, e supporterà l'UE nelle sfide globali fornendo a ricercatori e innovatori gli
strumenti necessari alla realizzazione dei propri progetti e delle proprie idee. In particolare, il
gruppo di ricerca del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Parthenope è coinvolto
insieme ad altre 19 Università straniere sul tema Economic Analysis of the Impact of
Synchromodality on EU Transport Policies. La proposal risponde alla call “Mobility for Growth”
nell’ambito di HORIZON 2020 – Work Programme 2014-2015. 11. Smart, green and integrated
transport.
L’investimento in formazione del nostro Ateneo è stato dunque foriero di un’apprezzabile cooperazione
volta alla progettualità futura su temi di ricerca del settore marittimo-portuale di interesse non solo dei
ricercatori e professori coinvolti, ma anche dell’intera comunità di operatori (aziende di navigazione
marittima, aziende concessionarie di terminal, Autorità Portuali, Associazioni di categoria, Istituzioni
…) che, come è noto, è attivamente coinvolta in questi progetti.
Il nostro Ateneo, attraverso i propri Studiosi dediti al settore marittimo-portuale partecipa ad eventi
scientifici internazionali, che rappresentano una delle modalità di diffusione dei risultati delle proprie
ricerche. In particolare, fra le Conference di rilievo si annoverano la WCTR (World Conference on
Transport Research), un’importante Conference con cadenza triennale che riunisce gli Studiosi di tutte
le quattro modalità di trasporto, e la Conference annuale IAME (International Association Maritime
Economics), conference specifica per studi in ambito marittimo-portuale. I nostri ricercatori sono altresì
membri di queste associazioni scientifiche.
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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI
“PARTHENOPE”
Negli anni passati l’Università Parthenope ha collaborato con l’Istituto di Ricerche sulle Attività
Terziarie (CNR) nell’ospitalità degli eventi IAME. Specificamente, il 13-15 settembre 2000 si è svolto a
Napoli
la
Conference
“The maritime industry
into
the
millennium:
the
interaction of theory and practice” :
Recente, invece, è la partecipazione alla Conference di IAME (International Association Maritime
Economics) nel 2013 promossa dal nostro Ateneo insieme all’Università di Genova e ad altre Università
Straniere e che si è svolto a Marsiglia (Francia). L’evento annuale che lo scorso anno ha riunito gli
Studiosi sul tema de Managing complexity in shipping and port markets: firms’ business models, coopetitive games and innovative public-private interactions, ha visto il coinvolgimento attivo di due
ricercatori del nostro Ateneo, Francesco Parola e Assunta Di Vaio.
L’evento scientifico, che ha avuto rilevante risonanza sulla stampa specializzata sia in Francia che in
Italia, si è caratterizzato per la Industry Session, organizzata dalla Di Vaio, su “Managing complexity in
the cruise industry: strategies and business models”, con autorevoli panelist quali il Vice President de
Italian Maritime Cluster, il quale è stato co-chair insieme ad Assunta Di Vaio (Chair Session), i
Managing Director di MSC Croisières e Costa Cruciere e il Segretario Generale di Medcruise,
associazione dei porti crocieristici del Mediterraneo.
I prossimi eventi in cui il nostro Ateneo è attivamente coinvolto sono:
a) 25 giugno 2014 l’Università Parthenope organizza, nell’ambito dell’evento della Naples Shipping
Week, una giornata internazionale sui temi della regolamentazione e management nei traffici e nella
portualità marittima
b) 20 giugno-1 luglio il nostro Ateneo ospiterà la IV edizione di “PortExecutive Seminar”, due giorni
di seminari che coinvolgeranno gli studiosi di IAME. L’evento si svolgerà nella nostra sede di Villa
Doria D’Angri dove è custodito il Museo Navale dell’Università Parthenope.
Dunque, se da un lato, il nostro Ateneo preserva, promuove e valorizza la propria vocazione
“marittimistica” attraverso l’attività di ricerca e di divulgazione dei risultati scientifici, dall’altro
continua l’attività di formazione dei propri laureandi sia attraverso i corsi di laurea di Scienze nautiche
ed Aeronautiche, di Scienze e Tecnologie della Navigazione, di Management delle Aziende Marittime,
sia di insegnamenti specifici fra cui Programmazione e Controllo delle Aziende di Trasporto, Diritto
Internazionale della Navigazione e Diritto dei Trasporti e della Logistica.
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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI
“PARTHENOPE”
Una attività di formazione che, negli ultimi anni, ha sempre più coinvolto nelle lezioni frontali
autorevoli esperti del settore. Si ricordano le numerose edizioni dei cicli di seminari “Interdipendenze,
asimmetrie informative e meccanismi di coordinamento nei sistemi portuali”, “Cost accounting,
management and governance nell’Industria Marittima”, nonché la formazione attraverso corsi post –
laurea su temi ad hoc del’industria marittimo-portuale.
A conclusione di queste brevi note introduttive sul ruolo della formazione e della ricerca universitaria
nell’Industria marittimo-portuale, l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” risponde alle istanze
emergenti del mercato passando da un modello “a due percorsi formativi” ad un modello “a cinque
percorsi formativi” fino alla nascita dei sette Dipartimenti:

conservando la vocazione “marittimistica” dell’Istituto Universitario Navale;

creando conoscenza attraverso la ricerca nello shipping;

impartendo teoria e tecnica da applicare poi, attraverso l’attività di tirocino, nelle realtà operative.
La formazione universitaria, tuttavia, non è la panacea per tutti i mali dell’Industria Armatoriale, ma,
per ambienti che tendono a “custodire” le proprie maestrie, diventa un campo di confronto da cui
abbeverarsi riconoscendo in essa lo strumento per avvalorare le proprie competenze distintive nei
percorsi di crescita intrapresi.
Napoli, 09 aprile 2014
Il Rettore Professore Claudio Quintano
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