GRAZIE! - CasaOz

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marzoduemilaquattorDICI
il DIario di
CASA
CasaOz è per i bambini
che incontrano
la malattia.
E per le loro famiglie.
associaZione onlus
OZ!
b solidale
CARNEVALE
SMS SOLIDALI
torta pasqualina
laboratorio di cucina e teatro
OSCAR E LA
DAMA IN ROSA
giallo
tartachina
volontariato
5x1000
allattamento
PASQUA
EDITORIALE: RESTitUZIONE.
22 mesi passati insieme, quotidianamente, condividendo gioie e fatiche, entusiasmi e frustrazioni,
non sono pochi. Quando alla fine il tratto di strada che si è fatto insieme s’interrompe, allora si
sente maggiormente lo strappo della separazione.
In una convivenza così stretta in una famiglia e a tratti di totale affidamento si sviluppa un grande
senso di affetto e simpatia. Passando il tempo e crescendo l’autonomia, si modifica la relazione.
Chi vive CasaOz con assiduità, entra a far parte della comunità e ad assumersi anche qualche impegno per il suo andamento quotidiano.
Finalmente giunge il momento in cui le terapie finiscono. Il percorso di cura termina con successo.
La famiglia torna a casa, in questo caso al di là dell’oceano Atlantico. Rimangono la memoria, le
foto, i doni che ci siamo reciprocamente fatti in questi mesi.
Si crea lo strappo, perché una famiglia amica ci lascia ma per tornare a casa. Per questo, pur nella
fatica del distacco, siamo contenti: questo per noi significa completare la nostra mission. Non solo
la restituzione della normalità, per la quale CasaOz è nata, ma anche la restituzione alla normalità, per la
quale CasaOz opera.
Marco Fracon
insieme
per i bambini malati e le loro famiglie
GRAZIE!
CALENDARIOZ
Festa di Carnevale a CasaOz!
Lunedì 3 marzo 2014 vieni a divertirti con noi dalle 16,00 alle 20,00
e se non hai la maschera non ti preoccupare, la faremo insieme!!
B Solidale
Dal 15 febbraio al 25 marzo. B Solidale è la campagna solidale promossa dalla Lega
Nazionale Professionisti Serie B che ha scelto di sostenere CasaOz, a supporto del
progetto “CasaOz: una casa che accoglie”. Dalla 4a fino alla 10a giornata di ritorno
sui 22 campi della Serie B Eurobet, sulle maglie degli arbitri, dei capitani, sui maxischermo e in tutti i mezzi di comunicazione della Lega Serie B verrà dato spazio di
visibilità a CasaOz. www.bsolidale.it
Gita a Gressoney!
Il 15 e il 16 febbraio i nostri bambini e le loro famiglie vanno in montagna! Vai sulla
nostra pagina facebook per vedere le foto!
Gita a Cannero Riviera!
E dopo la montagna ecco che si parte per il lago! Dal 4 a la 6 aprile saremo a Cannero Riviera! Ci pregustiamo già la splendida ospitalità dei suoi abitanti con i quali le
nostre famiglie e tutta l’associazione hanno instaurato un bellissimo legame. Grazie
Cannero Riviera, arriviamo!!!
Laboratori “Imparo anch’io… a CasaOz” Cinema e Teatro
Sono ripartiti i laboratori “Imparo anch’io…a CasaOz”. Dal 10 febbraio ogni lunedì
ci cimentiamo con il cinema e il mercoledì con il teatro!
per di qua, per di là, un’attività
Imparo… a CasaOz, laboratori di inclusione
I laboratori “Imparo anch’io… a CasaOz”,
volti all’inclusione (descritti nell’edizione n°9
del “Diario di Casa OZ”) si sono conclusi un
paio di mesi fa… ed è stato curioso, interessante raccogliere i pensieri, le emozioni di tutti
coloro che hanno condiviso queste esperienze.
I ragazzi si sono sperimentati nel laboratorio
di narrazione, a cura della scuola Holden, e in
quello di cucina condotto da Luca Marin.
Seppur diversi, questi
due workshop sono
stati allo stesso tempo sovrapponibili per
quanto riguarda l’azione
e l’avventura. Si sono
incontrati mondi nuovi,
fantastici, e si sono integrati l’esperienza pratica,
la fantasia e l’incontro con l’altro.
In questi due percorsi si sono mischiate storie
pensate, scritte e narrate così come nella crea-
zione di cibi si sono mescolati vari ingredienti,
dalla farina alla… passione, come racconta
Luca. Tutto ciò ha reso questo viaggio ricco e
interessante.
I “piccoli scrittori” si sono offerti di aiutarsi
per migliorare le loro narrazioni. I “futuri
cuochi” hanno imparato a “sporcarsi” le mani
impastando… creando i vari cibi per mangiare
bene…un grande gesto di attenzione verso se
stessi, un volersi bene!
E per concludere vorrei sottolineare anche, e
soprattutto, il clima disteso e amoroso dove
lo stare insieme è stato
spontaneo, familiare…
forse è questo l’ingrediente principale per
l’inclusione!
Sergio - educatore
volontari a VOLONTà
laboratorio di CUCINA
L’attività di volontariato a contatto con i bambini, in particolare bambini con
problematiche di salute, non può essere un’attività improvvisata e affidata al
caso, ma richiede attenzioni e sensibilità particolari.
Affinché i propri volontari siano preparati ad affrontare la realtà che li attenderà nel modo più appropriato e consono, CasaOz organizza annualmente
un corso di formazione curato dalle responsabili dei volontari con il supporto di altre figure professionali: un educatore, uno psicologo, un medico.
Abbiamo cucinato insieme
Diventare volontario di CasaOz
in collaborazione con Luca Marin
Abbiamo mangiato insieme
Criteri indispensabili per l’ammissione al corso
• Poter destinare 3 ore a settimana del proprio tempo in un orario e giorno
prestabilito (dal lunedì al venerdì tra le 9 e le 19).
• Poter garantire un impegno continuativo di almeno un anno.
Come si svolge il corso?
Le date del corso (3/4 incontri serali nell’arco di 3/4 settimane consecutive)
vengono comunicate via mail a tutti gli aspiranti volontari che nei mesi precedenti hanno preso contatto con la Segreteria organizzativa e/o dei volontari
e hanno lasciato i propri dati. Nella stessa occasione vengono indicate le date
dei colloqui conoscitivi che precedono il corso e cui è obbligatorio presentarsi
prima di essere ammessi.
• “CasaOz si presenta” è in genere il tema del primo incontro cui partecipano
operatori e volontari, la cui finalità è far conoscere l’organizzazione della Casa
(ruoli e compiti dei volontari); i servizi offerti agli utenti; le funzioni svolte
presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita; il funzionamento delle residenze e le attività legate agli eventi esterni.
• Nel secondo incontro una psicologa affronta i temi connessi al complesso
“mestiere del volontario”, delineando una sorta di kit del volontario (tutto ciò
che occorre e che non si deve trascurare).
• Il terzo incontro, affidato a un pediatra, è in genere impostato su tema “La
malattia e il bambino”.
Come avviene l’inserimento degli aspiranti volontari?
Un periodo di tirocinio di 6 settimane segue il corso di formazione e in
queste settimane gli aspiranti, guidati dai membri dello staff e con l’aiuto
dei volontari senior, iniziano a prestare un servizio di 3 ore settimanali nel
giorno e orario concordati con le responsabili. Un colloquio motivazionale al
termine del tirocinio precede l’inserimento dei nuovi volontari nel planning
settimanale definitivo.
Ci siamo divertiti insieme
Quali sono le principali attività di cui si occupano i volontari?
• Accoglienza e intrattenimento dei bambini ed eventuali genitori.
• Trasporti dei bambini e delle famiglie da scuola, ospedale e casa a CasaOz e
viceversa con le auto di CasaOz.
• Preparazione dei pasti e delle merende per bambini, familiari
e accompagnatori.
• Supporto scolastico.
• Partecipazione a laboratori creativi (bricolage, teatro, musica, ecc.).
• Ordine e pulizie degli ambienti, catalogazione del materiale.
• Approvvigionamento settimanale degli alimenti e prodotti igienici.
Per informazioni e chiarimenti contattare: [email protected]
Veronica Strobbia
DISEGNIAMO A CASAOZ
CASA UGUALE FAMIGLIA
Cucina uguale famiglia
Chi sono Elena e Giulia e come hanno scoperto il laboratorio di cucina “imparo… a Casaoz”
Per la nostra rubrica delle famiglie abbiamo pensato di intervistare Giulia e la sua mamma Elena,
una famiglia esterna a CasaOz che non aveva mai
partecipato ai nostri laboratori per i bambini. Giulia ed Elena erano già venute a CasaOz per vedere
da vicino e sostenere questo posto di cui avevano
tanto sentito parlare. Avevano scelto infatti le nostre bomboniere solidali in occasione della comunione di Giulia nel maggio 2013 - e di quella del
fratello Jacopo ancora prima. Da allora seguivano
la newsletter di CasaOz e quando hanno letto del
laboratorio di cucina “Imparo… a CasaOz” Giulia ha voluto iscriversi.
Giulia ha 10 anni e frequenta la quinta elementare.
Giulia: ti è piaciuto il laboratorio di cucina?
Si alcune cose le avevo già fatte con mio zio come
le orecchiette ma altre cose erano nuove. Una volta a casa provavo a farle ed ero orgogliosa che mio
fratello più grande le mangiasse. Lui non assaggia
volentieri… è stata una soddisfazione.
Elena: secondo te mettere “le mani in pasta” con il cibo e’
un bel modo per imparare a stare insieme?
Mi piace l’idea di lavorare con le mani, provare a
fare invece di trovare già tutto pronto. Ti mette
nella condizione di aiutarsi a vicenda, di vedere
che anche chi ha delle difficoltà, una malattia o
disabilità, fa esattamente le cose come te.
Giulia: c’è stato qualcosa che ti ha messo a disagio?
No niente, mi sentivo normale, come a scuola.
Elena: quali sono state le difficoltà nel partecipare a un
laboratorio con bambini con tante abilita’ diverse?
Giulia era molto serena, non ha patito nulla, era
tutto molto normale, la disabilità non impressionava. E Luca – l’insegnante - era trascinante
e aperto alle domande. Era tutto molto naturale,
funzionava.
Vi sentite arricchite dopo questa esperienza? la rifareste?
Giulia: Consiglio questo corso e lo rifarei anch’io!
Elena: Luca è stato bravissimo, è riuscito a tirar
fuori le capacità anche di chi era in difficoltà, spiegava un sacco di curiosità ed era molto interessante anche per me. Come accennavo prima trovo
importante provare a fare le cose. Oggi i ragazzini
danno tutto per scontato: preparare da mangiare
tutti insieme aiuta ad aprire la mente e a imparare
a metterci del proprio. E poi è un divertimento
costruttivo, impiegano il tempo in qualcosa di
pensato con cura da voi e quindi di sensato. C’è
un pensiero dietro!
Elena: un ultimo commento?
CasaOz è un posto estremamente famigliare, è
come entrare a casa di amici. C’è molta spontaneità. È stata una bella occasione per scoprire da vicino la Casa e conoscere i bambini ospiti di CasaOz.
Martina Maggiora
pag. 2
BUONANOTTE FIORELLINO
a cura di Scuola Holden
C’era una volta una bimba che portava i codini all’ingiù e un tondo paio di occhiali verdi.
Spesso vestiva di rosso, ma il suo colore preferito era senza dubbio il giallo.
La sua mamma, però, diceva che non era
quello il colore adatto per usare le tempere,
rotolarsi sullo scivolo e sbafare il gelato.
Un giorno Clara si mise in testa di adottare
un animale.
La nonna si accorse subito che Clara aveva un
pensiero fitto perché si era messa nel suo angolo segreto, dentro l’armadio dei pantaloni
del nonno, con la pila in bocca. Illuminava un
lungo elenco di animali esotici. La nonna la
spiò un pochino, poi bussò educatamente
all’anta dell’armadio. “Non si può entrare…”
disse Clara.
“Peccato” fece la nonna “pensavo di passare dal negozio di animali. Non fa nulla se sei
impegnata…” Clara sgusciò in fretta dall’ar-
Giallo tartachina
madio. Seguì la nonna: quella indossò le scarpe, prese la borsetta, poi, sollevate due sedie,
le sistemò con calma sul terrazzino verde.
“Nonna, che fai?” fece Claretta. “Andiamo al
negozio” sorrise lei. Clara si sedette un po’
contrariata. “Che animale vorresti, bimba
mia?” disse l’anziana signora come non avesse
mai visto la nipote “ti avviso, l’offerta è questa!”. “Quale offerta?” domandò la bimba.
“Si può scegliere solo quello che c’è, quello
che non c’è non è in vendita” fece secca la
nonna. “Mi fai un esempio?” ribatté Clara.
La mano della nonna indicò il lampione giallo
dove un piccione stava appollaiato: “Che ne
dice di quel raro pappagallo indiano?”. Clara
si mise a ridere “ma nonna, quello è un piccione”. “Che differenza fa? Le ali sono due e il
becco è sempre quello…” disse la donna “starebbe bene in una gabbietta”. “Ci sto, nonna,
lo prendo!”. “Già si accontenta, signorina?
ORIZZONTI. STORIE. Vita per vivere.
Eric-Emmanuel Schmitt,
OSCAR E LA DAMA IN ROSA
© 2004 RCS Libri S.p.A. Milano
© 2013 diciassettesima edizione BUR
Oscar è un bambino di dieci anni gravemente ammalato di leucemia, che in questo piccolo e prezioso libro vive una vita
di cent’anni, nei suoi ultimi tredici giorni.
Ha capito che l’estremo tentativo di cura
non è andato bene. Percepisce il cambiamento negli adulti che lo circondano: il
medico che lo cura, gli infermieri, tutti
fingono di non sapere e lui finisce per
sentirsi solo, non più gradito. “Ho capito
che sono diventato un cattivo malato, che
impedisce di credere che la medicina sia
straordinaria”. Il suo dramma è di non
potersi confrontare con nessuno. Gli
adulti sono diventati strani, troppo distanti. Persino i suoi genitori sembrano
avere paura di lui.
Una sola persona continua a comportarsi
come prima e comprende il suo bisogno
di risposte: è una di quelle signore vestite di rosa che vanno in ospedale a giocare con i bambini, una volontaria, che
per Oscar, e solo per lui, diventa Nonna
Rosa.
Nonna Rosa propone a Oscar un gioco:
vivere ognuno dei suoi giorni come se
fossero dieci anni e scrivere una lettera
a Dio, raccontandogli la sua vita. Oscar
ci sta, accetta di vivere il gioco della vita.
Anche se scrivere non gli piace e non
lo ha mai fatto, proverà questo mezzo,
perché intuisce che forse Dio potrà dare
riposta alle sue domande. Quelle che dovrebbero riguardare tutti, ma alle quali
non si fa cenno nemmeno nel Dizionario
medico, che contiene tante notizie e che
gli pare così serio. Per noi umani, spiega
Nonna Rosa “le domande più interes-
santi rimangono domande, avvolgono
un mistero. A ogni risposta, si deve associare un “forse”. Sono solo le domande senza interesse ad avere una risposta
definitiva”.
Oscar è sempre più stanco. Continuando
il suo gioco della vita è ormai ultracentanario. E’ passato attraverso l’adolescenza; ha raggiunto la maturità; l’età delle
preoccupazioni e delle responsabilità
e infine l’età avanzata in cui tutto è più
difficile perché non ci si può più muovere e “bisogna avvalersi della propria
intelligenza” per apprezzare la vita. Ha
conosciuto l’amore, vero e ricambiato,
con Peggy Blue, la bambina affetta da
una sindrome che le fa apparire azzurra
la pelle, agli occhi di Oscar come quella di una fata. Sente che è un amore che
durerà per sempre, anche quando Peggy
lascerà l’ospedale dopo essere diventata
rosa come le altre bambine.
Quando Oscar se ne andrà, sebbene il
dolore non possa in nessun modo essere
reso più lieve, mamma e papà avranno la
consolazione che il cammino che gli era
stato riservato in questo mondo è stato
percorso da lui pienamente, con il coraggio e la consapevolezza di chi ha capito che strano regalo è la vita. Un regalo
da molti sopravvalutato, come se fosse
eterno; o invece sottovalutato; oppure
considerato troppo faticoso. “Infine ci si
rende conto che non era un regalo, ma
solo un prestito”. Oscar aveva capito il
segreto: “ogni giorno guarda il mondo
come se fosse la prima volta”. E lo aveva accettato: “Quello che penso io è che
l’unica soluzione per la vita sia vivere”.
Non vuole sapere cos’altro c’è? Che ne dice
di quel leoncino?”. Per strada passava un cane
lupo dall’aria distratta, al guinzaglio rosso di
un signore per bene. “Quello mi piacerebbe
tanto… Ma non possiamo rubarlo così” disse Clara leale. “Basta lanciargli un bell’osso!”
disse la nonna “peccato, però, che non voglia
vedere nient’altro…”. “Voglio vedere” fece
Clara. “C’è un puma laggiù” la nonna scortò lo sguardo di Clara al gatto della casa di
fronte. “Ho deciso, prendo quello!” Clara era
impaziente.
“Prima desidero mostrarle una specie molto
rara” la guardò intrigante la nonna. “Quale?”
chiese Clara. “Eccola, è una tartachina. Viene
dalle Galapagos!” la nonna allungò a Clara un
vasetto di ciclamini. Alla base, confusa tra le
foglie, stava una minuscola lumachina dal guscio giallissimo.
Gli occhi di Clara si fecero lucidi, aveva pen-
sato a tutti gli animali più strani, ma solo adesso capiva quanto fosse vicino quello che cercava. “Per favore, posso avere questa?” chiese
con voce sottile. “Ma Clara, adesso basta giocare! Voglio andare davvero con te al negozio
di animali” disse la nonna tutta seria.
“Io non voglio più un altro animale, vorrei
questa lumachina” disse Clara forte.
La nonna porse il vaso alla nipotina, piegò la
sua sedia e ritornò dentro casa molto sorridente. Clara passò il tempo restante a tritare
foglioline di lattuga. Clara e la tartachina furono da quel pomeriggio amiche inseparabili,
anche se, di lei, Clara invidiava il vestito giallo.
Annalisa Ambrosio
BELLI E BUONI. IN TUTTI I SENSI.
LA PASQUA CON GUIDO GOBINO E EATALY
Pasqua si avvicina e anche quest’anno vi proponiamo le golosità di cioccolato di Guido Gobino e le fantastiche colombe
di Eataly!
Potrete scegliere tra la selezione di uova di Pasqua di finissimo cioccolato al latte o cioccolato extra fondente da 300 gr,
la confezione di ovetti di cioccolato assortito da 300 gr e la
colomba pasquale di Eataly, 1000 gr.
Sostenete le attività di CasaOz e troverete una sorpresa
meravigliosa:
il sorriso dei bambini della Casa e delle loro famiglie!
ANTEPRIMA
ALCUNE DELLE SORPRESE
DELLE NOSTRE UOVA di pasqua!
Grazia Raccolli
cosa bolle in pentola? le ricette magiche
Imburrare uno stampo da charlotte e foderare con le fette
di panettone o pandoro. In una ciotola mescolare tutti gli ingredienti; versare il composto nello stampo; chiudere con le fette
del dolce avanzato e infornare per 30-40 minuti a 170°.
Far intiepidire, sformare e guarnire con ciuffetti di panna
montata e spolverizzare con lo zucchero a velo.
Pulire i fondi di carciofo e metterli in acqua acidulata con succo di limone; sbucciare e affettare sottili le patate; lavare e tagliare a fettine sottili il porro. Mettere
in una casseruola i fondi di carciofo tagliati a fettine con le patate e il porro e farli
stufare con un cucchiaio d’olio e il sale necessario, a casseruola coperta
e su fiamma bassissima. Ogni tanto rimescolare e se tendessero ad attaccare, unire poca acqua; aggiustare di sale e di pepe. Passare al setaccio
o in un frullatore le verdure; aggiungere metà del pangrattato, una per
volta le uova e correggere di sale e di pepe. Oliate e spolverate con il
pangrattato uno stampo, versatevi il composto e cuocete in un forno
caldo a 200° per circa 30 minuti. Togliete dal forno, lasciate riposare per
5 minuti prima di collocare sul piatto di portata e servite.
La ricetta è tratta da:
I Mangiari del giorno dopo
di Laura Giorgetti e Alessandra Marraccini
collezione “I Mangiari” - n. 79
© Maria Pacini Fazzi Editore, Lucca
La ricetta è tratta da:
Il guerriero dal tenero cuore.
Storia e ricette del Carciofo di Luciano Luciani
collezione “I Mangiari” - n. 67
© Maria Pacini Fazzi Editore, Lucca
pag. 3
Fine
EcCIù! SALUTE!
Vuoi fare un regalo davvero speciale
a una persona a te cara?
Il latte della mamma, biologico d.o.c.
Intervista all’Ostetrica Michela Castagneri, Ospedale S.Anna di Torino. E’ vero che tutte le mamme
del mondo possono allattare? Si, è proprio vero,
solo lo 0,2% delle mamme hanno impedimenti
oggettivi all’allattamento. Noi siamo “mammiferi” quindi abbiamo mammelle per nutrire i nostri
cuccioli; ormai tutti sono concordi nel dire che il
latte materno è il nutrimento ideale per qualunque
cucciolo d’uomo, anzi è speciale proprio per i
bambini speciali. Ad esempio, i nati prematuri: si
è scoperto che nel latte delle mamme che hanno
avuto una gravidanza “corta” sono presenti dei
nutrienti in quantità e qualità ideale per la crescita
dei loro piccoli. Certo che per poter allattare bene
e con serenità, alle mamme devono davvero essere
garantite alcune condizioni fondamentali. La prima: poter iniziare ad allattare alla nascita; è stato
osservato che il bambino posto sulla pancia della
mamma appena nato – se è in buona salute e non
viene disturbato - compie con i suoi tempi una
vera e propria “camminata di avvicinamento” al
seno. Poi, la mamma deve poter avere la tranquillità necessaria per nutrire il proprio bambino senza
vincoli o limitazioni di orari; parliamo del famoso
“allattamento a richiesta”, una condizione fondamentale per avviare e mantenere nel tempo una
buona nutrizione al seno. E’ chiaro però che per
concedere al neonato questa grande disponibilità,
le mamme devono poter riposare e dedicarsi con
Dedicale un gesto di solidarietà e amore verso un bambino di CasaOz!
serenità ad un compito bellissimo ma impegnativo.
Un celebre proverbio africano dice che per crescere un bambino ci vuole un villaggio, quindi tutte
le mamme dovrebbero ricevere aiuto e solidarietà
quotidiani per svolgere i compiti che normalmente gravano sulle spalle delle donne. Infine, ogni
mamma ha diritto a ricevere il supporto anche
tecnico necessario a rinforzare la naturale capacità
di osservazione e interpretazione dei bisogni del
piccolo bambino. Quindi, chi può e deve sostenere
le mamme - e i papà – nell’avventura dell’allattamento al seno? Durante tutto il percorso nascita
i professionisti – ginecologi, ostetriche, infermiere - che la mamma incontra hanno il dovere di
non giudicare mai le sue paure o le incertezze che
insorgono in qualunque donna: partire dai timori
può aiutare la ricerca delle soluzioni e trasformare
le preoccupazioni in punti di forza utili a potersi
gratificare davvero nel vedere il proprio bambino
crescere. Nei Consultori sono presenti professionisti dedicati all’allattamento, che possono anche
indirizzare le coppie ai gruppi di sostegno tra
mamme: negli incontri, donne più “esperte” si
dedicano alla condivisione di informazioni, strategie, piccoli trucchi per rendere l’esperienza della
nutrizione al seno possibile, bella e gratificante.
Puoi richiedere una delle nostre card regalo da regalare ai tuoi amici!
Affrettati! Le card durante la CAMPAGNA SMS SOLIDALI VALGONO DI PIù!!!
Vi aspetta una sorpresa! (2-23 marzo 2014)
Con 30 euro permetterai a un bimbo di CasaOz
di partecipare all’Estate Ragazzi
CARDREGALO
Con 15 euro sosterrai
un laboratorio di CasaOz
aiuterà a finanziare
l’ESTATE RAGAZZI
di
CASA
associaZione onlus
CARDREGALO
www.casaoz.org
aiuterà a finanziare
un LABORATORIO
di
CASA
associaZione onlus
www.casaoz.org
Con 40 euro ci aiuterai a comprare
giochi e libri ai bimbi di CasaOz
CARDREGALO
aiuterà a finanziare
GIOCHI E LIBRI
di
CASA
associaZione onlus
www.casaoz.org
Per donare
Laura Clarici
• Visita il nostro sito www.casaoz.org, clicca nel menu su sostienici
e vai alla pagina delle Card Regalo. Potrai scaricare la card da regalare
a chi vuoi stampandola oppure mandandogliela comodamente via email!
• Vieni a trovarci a CasaOz, potrai lasciarci direttamente
la tua donazione e ti consegneremo la tua Card Regalo!
per fare tutto ci vuole un fiore
• Fai un bonifico, scrivici una email a [email protected]
con i tuoi dati e e ti spediremo le Card a casa!
Straordinaria realtà
Un compleanno insolito quello di Mariangela Galotto, festeggiato il 16 Giugno 2013 a Bologna. Più che a se stessa,
Mariangela ha voluto dedicare questa giornata agli altri,
organizzando tra amici e conoscenti una raccolta fondi per
CasaOz.
Mariangela è veronese con origini del Sud, trapiantata a
Bologna per studiare e ritornata a Verona per lavorare. Un
curioso mix di calore meridionale e determinazione nordica
che le dà un’aria un po’ sorniona mescolata ad un’energia in
espansione, tesa alla realizzazione pratica di progetti artistico – culturali, ma con obiettivi sociali importanti
Per questa ragione che ho conosciuto Mariangela.
Quando ho letto su facebook il suo messaggio in cui si
presentava ho deciso di chiamarla e saperne di più. Mi ha
convinta e sono partita. Giornata emozionante con tanti
ospiti e amici che ho ritrovato in quella occasione.
Considerando la mia dimestichezza con l’infanzia, Marian-
CHI
SIAMO
gela mi ha chiesto anche di introdurre la sua tesi di prossima pubblicazione. Incuriosita poi dal progetto CasaOz, in
uno dei miei viaggi mi sono fermata a Torino, con l’intento
di conoscere la struttura. Sono capitata nel periodo Natalizio, quando tutti erano indaffarati a preparare regalini e
addobbi. Ho visitato le stanze, i laboratori dove i bambini
svolgono le varie attività (dalla lavorazione della creta alla
pittura, dalla musicoterapia al teatro) gli uffici, le sale del
silenzio messe a disposizione per i genitori che si fermano
per qualche ora prima di tornare in ospedale, gli spazi esterni... tutto gestito con grande accuratezza dagli operatori che
sprizzavano energia luminosa e sincera, volta al sostegno di
chi ha bisogno d’aiuto.
Grazie CasaOz! E grazie a Mariangela che mi ha permesso
di incontrare questa straordinaria realtà.
Virginia Barrett
CasaOz è prima di tutto una casa, un luogo che accoglie i bambini e le
famiglie che incontrano la malattia.
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essere esercitato scrivendo a Associazione CasaOz Onlus Corso Moncalieri 262,
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CasaOz offre un sostegno concreto: chi viene da lontano può trovare ospitalità in piccoli appartamenti,
le ResidenzeOz. Chi assiste il proprio bambino può trovare ristoro durante il giorno, fare una doccia,
mangiare e prendere un caffè in compagnia condividendo gioie e preoccupazioni.
Qui ogni bimbo malato ha la possibilità di essere soprattutto un bambino: giocare, imparare, fare i
compiti, seguito da educatori professionali e volontari.
tel. 011.6615680
fax 011.3178507
cell. 328.5427175
Direttore responsabile
Marco Fracon
Stampa e distribuzione
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Grafica e
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Chiuso in redazione
26 febbraio 2014
Per comunicazioni:
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CasaOz vuole dare una risposta ai bisogni di queste famiglie, diventando per loro casa e famiglia per
il tempo necessario.
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Registrazione
Pubblicazione
registrata al Tribunale
di Torino registro
stampa n. 21 del 2012
In redazione
Enrica Baricco
Silvia Collazuol
Martina Maggiora
Hanno collaborato
Paolo Saglia
Valentina Montresor
Laura Clarici
Veronica Strobbia
Grazia Raccolli
Annalisa Ambrosio
Marina Gellona
Scuola Holden
CasaOz è sostenuta da
Molte famiglie si trovano a Torino per curare i propri bambini negli ospedali
della città, costrette dalla malattia ad abbandonare la quotidianità, i propri
punti di riferimento, e affrontare angosce e solitudini nella speranza di una
guarigione.
Questa normalità è ciò che di più prezioso si possa offrire a un bambino malato.
Tutto questo per noi vuol dire Casa.
CasaOz
Associazione Onlus
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Torino.
Febbraio 2014
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