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D. Nervo

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Università degli Studi di Udine
Corso di laurea magistrale in
NUTRIZIONE E RISORSE ANIMALI
TESI DI LAUREA
SOSTENIBILITÀ DELLA ZOOTECNIA DA
LATTE IN AMBIENTE MONTANO
Il caso dell’allevamento biologico in Val Rendena
Relatore:
prof. Stefano Bovolenta
Correlatori:
dott. Giorgio De Ros
dott.ssa Sara Salvador
Laureanda:
dott.ssa Doriana Nervo
Introduzione
PATRIMONIO AGRO-ZOOTECNICO SULLE ALPI ITALIANE
(fonte: ISTAT, 2013)
• Ridimensionamento demografico del
territorio  abbandono delle terre
marginali
• Diminuzione delle aziende agricole
(tradizionali)
• Spinta verso l’adozione di modelli di
allevamento più intensivi  Aumento
del numero di animali presenti in stalla
(razze più specializzate)
Prati e pascoli (ha)
812.236
Variazione
1990-2010
(%)
-26,6
Bovini (n.):
Aziende
21.221
-51,5
Capi
Capi/azienda
446.531
21,0
-22,8
59,2
Ovini (n.):
Aziende
Capi
Capi/azienda
4.402
191.713
43,6
-44,3
9,4
96,3
Caprini (n.):
Aziende
Capi
Capi/azienda
4.442
89.625
20,1
-38,5
6,1
72,5
Anno
2010
Introduzione
VARIAZIONE PERCENTUALE DEL PATRIMONIO
AGRO-ZOOTECNICO SULLE ALPI ORIENTALI
(fonte: ISTAT, 2013)
Alpi del Nord-est
FVG
Veneto
TAA
Prati e pascoli (ha)
-17,6
-61,3
-25,3
-11,8
Bovini (n.):
Aziende
Capi
Capi/azienda
-45,0
-17,9
49,3
-77,5
-37,3
146,8
-66,0
-27,1
114,1
-34,3
-13,1
32,2
• Diminuzione della superficie prato-pascoliva
• Riduzione del numero di aziende e dei capi
• Aumento del numero di capi per allevamento
• In Trentino AA il trend negativo risulta più contenuto
ZOOTECNIA DA LATTE IN TRENTINO
Introduzione
(Fonte: Federazione Provinciale Allevatori, 2013 su dati 2012)
• Circa 23.500 animali in controllo allevati in 706 allevamenti
• Frisona e Bruna rimangono le razze più allevate, seguono Pezzata Rossa, Rendena e
Grigio Alpina
• Razza Rendena = 5% delle vacche da latte trentine
 1.228 capi controllati di cui 1.008 in 44 allevamenti in Val Rendena
(www.anare.it; Corazzin et al., 2012)
LA RAZZA RENDENA
Introduzione
(fonte: www.anare.it)
•
Razza a duplice attitudine
•
Mantello liscio e uniforme
•
Colorazione castano chiaro al castano
scuro
•
Corna leggere, bianche alla base con
apice nero
•
Arti e ossatura robusti
•
Produzione media di latte: 50 quintali
(nell’aziende più intensive 55-60
quintali)
•
Razza con spiccata rusticità  adatta
alle zone di montagna
•
Sfrutta in modo ottimale i pascoli
alpini
IL CONCETTO DI SOSTENIBILITÀ
Introduzione
Fattori che influenzano la sostenibilità dell’azienda agro-zootecnica di montagna
(Bernués et al., 2011; Battaglini et al., 2013)
Fattori
Tecnicoeconomici
Descrizione
- Specializzazione
Contenuto
livello di intensivizzazione,
modello gestionale,
lunghezza delle filiere produttive,
Multifunzionalità
- Produzione
produzione e qualità del latte,
valorizzazione della produzione di carne,
prodotti della tradizione,
etichettatura ambientale,
vendita diretta, agri-ecoturismo
- Animali
utilizzo di razze locali,
fertilità, produttività,
resistenza alle malattie,
valore culturale
- Autosufficienza
foraggera
alimentazione animale, qualità dei prodotti,
conservazione del paesaggio,
legame con il territorio
Introduzione
IL CONCETTO DI SOSTENIBILITÀ
Fattori che influenzano la sostenibilità dell’azienda agro-zootecnica di montagna
(Bernués et al., 2011; Battaglini et al., 2013)
Fattori
Sociali
Descrizione
- Età dei conduttori e
successione
Contenuto
età media dei conduttori,
dignità sociale degli operatori,
scarso interesse dei giovani per le attività
agricole e zootecniche,
prospettive per il futuro
- Formazione professionale
assistenza tecnica
multifunzionalità
e
promozione
della
- Turismo-ricreazione
possibilità di attivare forme di fruizione delle
attività
- Benessere animale
strutture e ambiente di allevamento, gestione
degli animali, aspetti etologici
IL CONCETTO DI SOSTENIBILITÀ
Introduzione
Fattori che influenzano la sostenibilità dell’azienda agro-zootecnica di montagna
(Bernués et al., 2011; Battaglini et al., 2013)
Fattori
Ambientali
Descrizione
- Biodiversità
Contenuto
- Paesaggio
Valore visuale, fruibilità, piacevolezza scenica
- Rischio di incendi
Biomasse vegetali abbandonate
- Erosione
Perdita di terreni
- Emissione di gas serra e
sostanze eutrofizzanti
Riscaldamento globale, metano, protossido di
azoto, anidride carbonica, eutrofizzazione,
azoto
- Sequestro del carbonio
Capacità di sequestro dei prati e dei pascoli
Agro-biodiversità e mantenimento di habitat
Introduzione
IL METODO BIOLOGICO
(Reg. CE 1804/99  Reg. CE n 834/2007)
... fornisce beni che contribuiscono
- alla tutela dell’ambiente
- al benessere degli animali
- allo sviluppo rurale
• Vincoli per la produzione
biologica
• Etichettatura dei prodotti
• Sistema di controllo
Scopo della tesi
• Il lavoro di tesi aveva lo scopo di raccogliere dati utili per una
valutazione della sostenibilità economica, sociale e ambientale
degli allevamenti da latte che in Val Rendena allevano
l’omonima razza, anche in relazione all’adozione del metodo
biologico.
• Il lavoro è inserito in un più ampio progetto sulla produzione
biologica in valle finanziato dalla Provincia autonoma di Trento
e attuato dalla locale Federazione Allevatori e dal DISA
dell’Università di Udine.
Materiale e metodi
IL TERRITORIO: LA VAL RENDENA
• 20 km lungo il fiume Sarca
• Superficie di 355 km2,
• 2/3 nel Parco naturale Adamello-Brenta
• Popolazione di circa 8.600 abitanti
risiedenti in 12 comuni
• Forte legame con la tradizione agricola
Materiale e metodi
AZIENDE ZOOTECNICHE E RACCOLTA DEI DATI
Scelta delle aziende campione:
• 16 aziende di bovine di razza Rendena
• 8 biologiche + 8 tradizionali
• Alpeggio nel periodo estivo (parte o tutta la mandria)
• 2 aziende biologiche  agriturismo e caseificio aziendale con vendita diretta
Materiale e metodi
AZIENDE ZOOTECNICHE E RACCOLTA DEI DATI
• Indagine in campo nel corso del 2013
• Questionario proposto direttamente
all’allevatore
• Schede di rilevamento di dati in stalla
• Richiesta di dati ad enti e istituzioni
operanti nel settore (PAT, FPA, ANARE,
Coldiretti)
• Tutti i dati raccolti sono stati inseriti
in un database
Materiale e metodi
CONTO ECONOMICO
Anno solare 2012
Dati utilizzati:
• Intervista al titolare (questionario)
• Documenti contabili messi a disposizione dagli intervistati  costi espliciti
• Dati acquisiti da enti o istituzioni del settore (PAT, FPA, ANARE, Coldiretti):
 consistenza e caratteristiche dei
terreni, della mandria, del parco
macchine e dei fabbricati aziendali
 costi impliciti
Materiale e metodi
CONTO ECONOMICO
Svolgimento:
• Patrimonio fondiario:
 titolo di possesso  effettivi affitti pagati e affitti mancati  quota di
affitto = 1% del valore di espropriazione
•
Fabbricati aziendali e Parco macchine:
 valore a nuovo e potenziale durata
 quota di reintegro annua
 valore dell’immobilizzo
 relativa quota di interesse calcolata
(tasso al 2%)
•
Patrimonio zootecnico:
 attribuito un potenziale valore di mercato
 Utile Lordo Stalla
Materiale e metodi
CONTO ECONOMICO
• Le quote di manutenzione e assicurazione = effettivi costi dell’azienda
• Le quote latte = diritto dell’allevatore  no quantificazione economica
• Produzione Lorda Vendibile = vendita latte,
Utile Lordo Stalla e Pagamenti PAC
• Il Reddito Netto (RN) e il Prodotto Netto (PN)
Materiale e metodi
VALUTAZIONE DEL BENESSERE ANIMALE
Metodologie:
 Welfare Quality (Welfare Quality® consortium, 2009)
 Animal Needs Index (Bartussek, 1999)
Metodo Welfare Quality:
•
Protocollo (Corazzin et al., 2008) definito sulla base del metodo di valutazione Welfare
Quality®.
•
Diviso in 8 sezioni:
 Dati aziendali
 Osservazione del comportamento sociale
 Test di evitamento
 Valutazione dello stato di salute
 Valutazione dello stato d’animo
 Punti di abbeverata
 Tempi di coricamento
 Dati gestionali
Materiale e metodi
VALUTAZIONE DEL BENESSERE ANIMALE
Principi
• Elaborazione dei dati raccolti
 Punteggi parziali
• Valutazione globale dello stato di
Stabulazione
adeguata
Buona salute
 2 = accettabile
 3 = discreto
 4 = eccellente
1
Soddisfacimento delle esigenze
nutrizionali
2
Soddisfacimento delle esigenze
idriche
3
Comfort dell'area di riposo
4
Comfort termico
5
Facilità di movimento
6
Assenza di lesioni
7
Assenza di patologie
8
Assenza di dolore indotto da pratiche
manageriali
9
Espressione del comportamento
sociale
Alimentazione
corretta
benessere degli animali:
 1 = non accettabile
Criteri fondamentali
Comportamento
appropriato
10 Espressione di altri comportamenti
11 Buona relazione uomo-animale
12 Assenza di paura
Materiale e metodi
VALUTAZIONE DEL BENESSERE ANIMALE
Animal Needs Index for Cattle” (ANI):
•
Versione “ANI 35 L/2000”  bovini da latte e da carne di età >7 mesi
• Protocollo è diviso in 4 sezioni:
 Dati aziendali
 Caratteristiche strutturali
 Caratteristiche ambientali
 Comportamento
• Sistema a punti graduato  5 Sheets
I.
II.
III.
IV.
V.
Possibilità di movimento e locomozione
Interazione sociale
Condizioni della pavimentazione
Caratteristiche ambientali della stalla
Cure dell’allevatore
Materiale e metodi
VALUTAZIONE DEL BENESSERE ANIMALE
Animal Needs Index for Cattle (ANI):
• La somma complessiva dei punteggi parziali determina l’indice globale
• 6 classi di valori.
Classe
< 11
Non rispetta il benessere animale
11– <16
Scarso rispetto al benessere animale
16– <21
>24–28
Basso rispetto al benessere animale
Discreto rispetto al benessere
animale
Rispetta il benessere animale
>28
Rispetta molto il benessere animale
21–24
Materiale e metodi
SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE
•
•
•
•
Autonomia foraggera
Rapporto foraggi-concentrati nelle razioni
Stagionalità delle produzioni
Carichi animali per unità di superficie
Quantificazione escrezione di N:
 metodo proposto da Schiavon e
collaboratori (2010)
 rilievo delle consistenze di allevamento, PV,
produzione di latte, ingestione di SS, i
contenuti medi di PG, azoto e fosforo delle
razioni.
Risultati e discussione
ASPETTI TECNICO-ECONOMICI
Aziende biologiche
•
•
•
•
•
> N. medio di capi
Media produttiva annua = 5186 kg
< qualità del latte
> SAU  > pascolo
> ettari di superficie in proprietà e in
affitto
Aziende tradizionali:
•
•
•
•
•
< N. medio capi
Media produttiva annua = 5363 kg
> qualità del latte
< SAU  < pascolo
< ettari di superficie in proprietà e in
affitto
Risultati e discussione
ASPETTI TECNICO-ECONOMICI
Costi diretti
Alimentazione
Meccanizzazione
Sanitarie
Totale costi diretti
Ricavi
Vendita latte
Contributi (214, 211, 009)
Altri ricavi
Totale ricavi
Tradizionale
€/kg latte €/UBA
0,22
612,7
0,07
190,3
0,02
61,9
0,49
1268,8
0,40
0,32
0,10
0,81
1064,7
750,9
231,4
2048,9
Biologico
€/kg latte
€/UBA
0,24
599,6
0,10
246,5
0,02
56,0
0,54
1341,6
0,47
0,25
0,12
0,84
1196,8
600,3
462,1
2093,1
• Costi diretti  + alti per il biologico (Alimentazione e Meccanizzazione)
• Ricavi  1° Vendita latte  Differenza 7 cent/kg latte
 2° Pagamenti PAC
Risultati e discussione
ASPETTI TECNICO-ECONOMICI
Margine lordo
Reddito netto
Prodotto netto
Tradizionale
€/kg latte
€/UBA
0,33
780,1
0,09
227,7
0,17
414,2
Biologico
€/kg latte
€/UBA
0,30
751,5
0,05
143,4
0,17
427,9
• Margine Lordo > per le aziende
tradizionali
• Reddito Netto aziendale > per le
aziende tradizionali
• Prodotto netto è risultato pari
(0.17€/kg) = nessuna convenienza
economica nell’adottare un indirizzo
gestionale rispetto all’altro.
Risultati e discussione
BENESSERE ANIMALE – Welfare Quality
Punteggio finale
ECCELLENTE
4
DISCRETO
3
ACCETTABILE
2
NON ACCETTABILE
1
Tradizionali
Biologiche
0
1
2
3
4
5
6
7
8
1
2
3
4
5
6
7
8
• In entrambi i gruppi 6 aziende su 8 rispettano in maniera accettabile il
benessere degli animali
• Solo 4 aziende hanno ottenuto una valutazione discreta
Risultati e discussione
BENESSERE ANIMALE – Welfare Quality
Alimentaz ione c orretta
B uona s alute
120
120
100
Welfare Quality
Welfare Quality
100
80
60
40
20
T radiz ionali
0
1
2
3
4
5
7
8
1
2
3
4
5
60
40
20
B iolog ic he
6
80
T radiz ionali
0
6
7
1
8
2
3
4
6
7
8
1
2
3
4
5
6
7
8
6
7
8
Comportamento appropriato
90
80
70
70
60
50
60
Welfare Quality
Welfare Q uality
S tabulaz ione adeg uata
5
B iolog ic he
50
40
30
20
10
0
T radiz ionali
1
2
3
4
5
6
8
1
2
3
4
5
Tradizionali
30
Biologiche
20
10
B iolog ic he
7
40
0
6
7
8
1
2
3
4
5
6
7
8
1
2
3
4
5
Risultati e discussione
BENESSERE ANIMALE – ANI-35L
Biologico
Tradizionale
• Valori totali che
vanno da 22,5 a 34,5;
• Sheet III: maggiori
Media
D.S.
P
D.S.
P
I - Possibilità di movimento
4,1
1,8
4,3
1,4
0,47
II - Interazione sociale
4,0
1,4
4,1
1,1
0,74
III - Condizioni della pavimentazione
IV - Caratteristiche ambientali della
stalla
V – Cure dell’allevatore
6,1
0,6
5,4
0,8
0,08
5,3
1,0
4,9
1,1
0,49
7,4
0,5
7,1
0,6
0,27
Indice totale (ANI35L)
26,9
4,0
25,8
2,8
0,71
differenze;
45
40
•Nessuna evidente
gruppi (p=n.s.)
35
30
A NI 35 L
differenza tra i due
Significatività
25
20
15
10
B iolog ic he
T radiz ionali
5
0
1
2
3
4
5
6
7
8
1
A z iende
2
3
4
5
6
7
8
Risultati e discussione
SOSTENIBILITA’ SOCIALE
• Grado di soddisfazione
dell’allevatore: medio-alto;
• Consapevolezza del ruolo
dell’agricoltura: massima;
• Età del conduttore: 48 anni (44
anni dei tradizionali vs. 52 dei
biologici)
Risultati e discussione
SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE: Autonomia foraggera
Tradizionale
Concentrato acquistato
(kg/kg latte)
Foraggio prodotto
(kg/kg latte)
Foraggio acquistato
(kg/kg latte)
Autonomia foraggera
(kg/kg latte)
Incidenza del concentrato
sulla razione totale (%)
• = Equilibrio tra produzione foraggera e
Biologico
media
min
max
dev
media
min
max
dev
0,45
0,17
0,68
0,17
0,31
0,14
0,52
0,15
fabbisogni animali
0,92
0,36
2,06
0,66
0,97
0,71
1,69
0,36
• Percentuale media di foraggio prodotto
0,44
0,08
1,02
0,31
0,39
0,06
0,76
0,23
74,5
26,1
94,1
22,2
73,3
48,1
91,9
14,6
33,9
17,7
64,8
17,2
23,7
12,3
39,0
9,2
sul totale utilizzato in azienda  No
grosse differenze (74,5% vs. 73,3%)
Biologici:
> foraggio prodotto
< concentrato dieta (rapporto F:C max
61:39 vs. 35:65 della alimentazione
tradizionale  > concentrato acquistato)
Risultati e discussione
SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE: Stagionalità della
produzione di latte
• Allevamenti transumanti
• Alcune aziende non conducono le vacche in lattazione in alpeggio
 propensione a destagionalizzazione
• Calo produzione media dei mesi estivi = messa in asciutta = parti in autunno
e inizio inverno
Risultati e discussione
SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE: Carico dell’azoto (N)
Tradizionali
Aziende biologiche:
 < azoto netto/UBA (29,1 vs.
36,3 kg N/UBA delle aziende
tradizionali)
 < azoto netto/ha di SAU (70,2
vs. 83,5 kg N/ha)
UBA totali
UBA/ha
Kg N/UBA
Kg N/ha
media
60,5
2,4
36,3
83,5
min
10,8
0,4
31,4
10,5
max
160,6
9,2
44,1
288,2
Biologiche
D.S.
45,9
2,9
4,1
89,4
Media
85,4
2,0
34,1
70,2
min
32,2
0,4
29,1
13,2
Max
23,2
3,6
44,2
143,4
D.S.
69,1
1,3
5,0
52,7
Risultati e discussione
SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE: Destinazione del
prodotto
• Latte conferito a caseificio
“Latte Trento”
• 2 aziende biologiche: caseificio
aziendale e punto vendita
• Vitelli maschi o le vitelle
eccedenti rimonta biologici
 venduti come convenzionali
Conclusioni
ASPETTI NEGATIVI
• Trend negativo  < superfici prato-pascolive, < N.
allevamenti e < N. animali allevati
• Difficoltà a mantenere alti standard di benessere animale
• Difficoltà nell’abbassare i costi di produzione
• Ruolo importante dei pagamenti PAC
Conclusioni
ASPETTI POSITIVI
• Multifunzionalità  consapevolezza
del ruolo dell’allevatore-contadino e
dell’agricoltura
• Età dei conduttori e del ricambio
generazionale  visione positiva sul
futuro
• Buon valore dei prodotti sul mercato
locale
• Buon livello di autosufficienza
foraggera
• Presenza di una razza locale rustica e
adattabile
• Ambiente e paesaggio ideali per
fruizione turistico-ricreativa di alto
livello
Conclusioni
BIOLOGICO vs. TRADIZIONALE
Differenze più evidenti :
 sostenibilità economica:
 maggiore ricavo del latte
 maggiori valori dei pagamenti agroambientali
 ma il ritorno economico è simile
 sostenibilità ambientale:
 più ampie superfici foraggere
 più limitato apporto di azoto per
unità di superficie
Conclusioni
Strategia per la sostenibilità economica:
 valorizzazione dei prodotti sul mercato locale
 trasformazione e vendita diretta
 valorizzazione dei vitelli  ingrasso e
produzione della carne biologica
Proposta: brand territoriale
tipo “valle biologica”
all’interno del Parco
Grazie dell’attenzione!
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