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Aspetti assicurativi - Ordine dei Medici di Gorizia

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L’ASSICURAZIONE PER LA
RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE
Raffaella Giardiello - Azienda –Ospedaliero-Universitaria Careggi - U.O.C. Affari Generali - [email protected]
1
RESPONSABILITA’
PENALE
2
RESPONSABILITA’
PENALE
Aver cagionato un fatto
(con dolo o colpa)
previsto dalla legge come reato
(sempre personale)
Raffaella Giardiello - U.O.C. Affari Generali - [email protected]
3
RESPONSABILITA’
PENALE
Per essere ritenuto responsabile del danno conseguente al fatto
occorre che sussista come minimo la colpa e un nesso di causalità
tra l’azione o l’omissione del sanitario e il verificarsi dell’evento, a
mente dell’art.40* c.p. che trova applicazione anche in sede civile
Nesso Causale
In sede penale si applica la teoria della “conditio sine qua non”
(Cass. Pen. S.U. Sentenza Franzese 2002)
In sede civile si applica la logica del “più probabile che non”
(Cass. Civ. 23676/2008)
«Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se l’evento dannoso o
pericoloso, da cui dipende la esistenza del reato, non è conseguenza della sua azione od
omissione.»
art . 40 c.p.
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4
RESPONSABILITA’
PENALE
La sentenza della Cassazione Sezioni Unite n. 577 del 11.01.2008
Evoluzione del regime probatorio
Esito ultimo del processo di revisione del regime probatorio al fine
di offrire una migliore posizione processuale al paziente che
assume di essere stato danneggiato da un atto medico
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5
RESPONSABILITA’
CIVILE
6
RESPONSABILITA’
CIVILE - EXTRACONTRATTUALE
Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno
ingiusto, obbliga colui che lo ha commesso a risarcire il danno
(art. 2043 c.c.)
Violazione del principio “neminem laedere”
L’onere della prova è a carico del creditore/paziente
La prescrizione è quinquennale
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RESPONSABILITA’
CIVILE - CONTRATTUALE
Responsabilità della struttura sanitaria: contratto atipico definito
di “spedalità”
Responsabilità del medico: natura contrattuale ancorché non
fondata sul contratto ma sul “contatto” sociale
Sent. Cass. n. 599 del 29.01.1999
fino alla Sent. Cass. S.U. n. 577 del 11.01.2008
Il debitore che non esegue correttamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento se non
prova che l’inadempimento o il ritardo ….sia derivante da causa a lui non imputabile (art. 1218
c.c.)
Le obbligazioni derivano da contratto, da fatto illecito, o da ogni altro atto o fatto idoneo a produrle
in conformità dell’ordinamento giuridico (art. 1173 c.c.)
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RESPONSABILITA’
CIVILE – ONERE DELLA PROVA
Il paziente deve provare di aver / non aver ricevuto la prestazione
e di essere stato danneggiato da questa
Il medico/azienda devono provare che la prestazione era stata
correttamente eseguita e esatta sia rispetto ai protocolli
scientifici sia in relazione al caso concreto e che il mancato
risultato è dipeso da cause a loro non imputabili
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9
RESPONSABILITA’
CIVILE – DILIGENZA
Trattandosi di obbligazione professionale la diligenza richiesta
non è quella ordinaria “del buon padre di famiglia”, bensì quella
“del buon professionista” e comprende anche il dovere di corretta
gestione dell’informazione e consenso e tenuta della
documentazione sanitaria
Sent. Cass. n. 12995 del 31.5.1996
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RESPONSABILITA’
CIVILE – ONERE DELLA PROVA
«A tal fine va condiviso l'orientamento giurisprudenziale (cass.
21.7.2003, n. 11316; cass. 23.9.2004, n. 19133), secondo cui la
difettosa tenuta della cartella clinica naturalmente non vale ad
escludere la sussistenza del nesso eziologico tra la colposa condotta
dei medici e la patologia accertata, ove risulti provata la idoneità di tale
condotta a provocarla, ma consente anzi il ricorso alle presunzioni,
come avviene in ogni caso in cui la prova non possa essere data per un
comportamento ascrivibile alla stessa parte contro la quale il fatto da
provare avrebbe potuto essere invocato, nel quadro dei principi in
ordine alla distribuzione dell'onere della prova ed al rilievo che assume
a tal fine la "vicinanza alla prova", e cioè la effettiva possibilità per l'una
o per l'altra parte di offrirla.»
“Danno evidenziale” “vicinanza della prova”
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RESPONSABILITA’
CIVILE – OBBL. DI MEZZO E DI RISULTATO
La distinzione tra obbligazioni di mezzi e di risultato se può avere
funzione descrittiva è dogmaticamente superata
Sent. Cass. S.U. n. 15781 del 2005
Introduzione del concetto del «risultato esigibile dal
comportamento diligente del medico»
Letteralmente in sentenza : “risultato normalmente conseguibile”
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RESPONSABILITA’
CIVILE – SANITARIA
RICAPITOLANDO:
‒ Natura contrattuale dell’obbligazione
‒ Prescrizione decennale (Cass. S.U. 583/2008)
(decorre dalla data in cui il paziente ha avuto consapevolezza degli effetti del danno; non dal momento
in cui il terzo determina la modificazione che produce danno all'altrui diritto o dal momento in cui la
malattia si manifesta all'esterno, ma dal momento in cui la malattia viene percepita o può essere
percepita quale danno ingiusto conseguente al comportamento doloso o colposo di un terzo, usando
l'ordinaria diligenza e tenuto conto della diffusione delle conoscenze scientifiche)
‒ Onere della prova dell’adempimento a carico della
struttura/sanitario
‒ Superamento del concetto di obbligazioni di mezzi per pervenire
al concetto di “risultato normalmente conseguibile”
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RESPONSABILITA’
CIVILE – LEGGE BALDUZZI L. 189/2012
LEGGE 8 NOVEMBRE 2012, n. 189
«Conversione in legge, con modificazioni, del
decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158,
recante disposizioni urgenti per promuovere lo
sviluppo del Paese mediante un più alto livello di
tutela della salute.»
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RESPONSABILITA’
CIVILE – LEGGE BALDUZZI L. 189/2012
Art. 3.1 - L'esercente la professione sanitaria che nello
svolgimento della propria attività si attiene a linee guida
e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica
non risponde penalmente per colpa lieve.
In tali casi resta comunque fermo l'obbligo di cui
all'art. 2043 del Codice Civile.
Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento
del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui
al primo periodo.
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RESPONSABILITA’
PENALE – LEGGE BALDUZZI L. 189/2012
«Si è ritenuto che la predetta modifica normativa esclude la
rilevanza penale delle condotte connotate da colpa lieve, che si
collochino all’interno dell’area segnata da linee guida o da
virtuose pratiche mediche, purché siano accreditate dalla
comunità scientifica.
…..
Rinvio al giudice di merito per riesaminare il caso per determinare
a) se esistano linee guida o pratiche mediche accreditate afferenti
all’esecuzione dell’atto chirurgico in questione;
b) se l’intervento eseguito si sia mosso entro i confini di tali
direttive e, nel caso affermativo, se nell’esecuzione dell’atto
chirurgico vi sia stata colpa lieve o grave. »
Sentenza IV° Cass. Penale del 29.01.2013 – Massima
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RESPONSABILITA’
CIVILE – LEGGE BALDUZZI L. 189/2012
«La responsabilità civile del medico chirurgo per un intervento finito male non è
esclusa anche se sono state applicate scrupolosamente le linee guida e le
buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica.
Il decreto legge 158/2012, convertito nella legge 8 novembre 2012, che
depenalizza la responsabilità dei sanitari per fatti in sostanza imprevedibili,
non tocca minimamente le conseguenze civilistiche per i danni colposi, anche
da colpa lieve, provocati al paziente.»
Non solo.
«Anche se i medici provassero una propria colpa lieve - affievolita appunto
dall'aver fatto "il meglio" stabilito dalla comunità scientifica in quel momento
storico - questa prova non esime dalla responsabilità civile, che considera la
colpa in una dimensione lata, inclusiva del dolo e della diligenza professionale,
e nel caso di specie i medici e la struttura non hanno dato la prova della
esimente della complicanza non prevedibile e non prevenibile, prova che
incombe alla parte che assume l'obbligo di garanzia della salute».
Sentenza III° Sez. Cass. Civ. n. 4030, depositata il 19.02.2013
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RESPONSABILITA’
CIVILE – LEGGE BALDUZZI L. 189/2012
« In conclusione: l’art. 3, 1° co. 1. n. 189/12 non impone alcun
ripensamento dell’attuale inquadramento contrattuale della
responsabilità sanitaria (che non sarebbe neppure funzionale ad una politica
di abbattimento dei risarcimenti giacché la responsabilità solidale della struttura
nel cui ambito operano i sanitari che verrebbero riassoggettati al regime
aquiliano conserverebbe comunque natura contrattuale, in virtù del contratto di
‘spedalità’ o ‘assistenza sanitaria’ che viene tacitamente concluso con
l’accettazione del paziente), ma si limita (nel primo periodo) a determinare
un’esimente in ambito penale (i cui contorni risultano ancora tutti da
definire), a fare salvo (nel secondo periodo) l’obbligo risarcitorio e a
sottolineare (nel terzo periodo) la rilevanza delle linee guida e delle buone
pratiche nel concreto accertamento della responsabilità (con portata
sostanzialmente ricognitiva degli attuali orientamenti giurisprudenziali).»
Sentenza Tribunale di Arezzo del 14.02.2013
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RESPONSABILITA’
CIVILE – LEGGE BALDUZZI L. 189/2012
Il medico specializzando è tenuto a rispondere di eventuali errori
in corsia, e non si può giustificare per il fatto di trovarsi lì a fare
formazione.
L'avvertimento arriva dalla Corte di Cassazione che chiarisce
come la presenza in ospedale della specializzando non è dovuta
solo per la sua formazione professionale e che pertanto, se non si
sente in grado di svolgere una determinata funzione, può decidere
di astenersi.
Con questa motivazione, la Quarta sezione penale (sentenza n.
6981/2012) ha convalidato una condanna a due mesi di
reclusione inflitta a una giovane dottoressa che per condotte
colpose aveva provocato lesioni personali gravissime ai danni di
un bambino affetto da un tumore agli stadi iniziali.
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RESPONSABILITA’
AMMINISTRATIVA
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RESPONSABILITA’
AMMINISTRATIVA
La responsabilità amministrativa è un tipo di
responsabilità patrimoniale che si concretizza in capo ad
un dipendente della pubblica amministrazione che si
rende colpevole di un danno alle casse erariali.
Il danno alle casse erariali si può realizzare o perché il
dipendente ha danneggiato direttamente la P.A. o perché
ha costretto la P.A. a risarcire un terzo a causa di un
errore del dipendente pubblico.
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RESPONSABILITA’
AMMINISTRATIVA
La responsabilità amministrativa è un tipo di
responsabilità patrimoniale che si concretizza in capo ad
un dipendente della pubblica amministrazione che si
rende colpevole di un danno alle casse erariali.
Il danno alle casse erariali si può realizzare o perché il
dipendente ha danneggiato direttamente la P.A. o perché
ha costretto la P.A. a risarcire un terzo a causa di un
errore del dipendente pubblico.
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RESPONSABILITA’
COPERTURE ASSICURATIVE
Responsabilità civile verso terzi
Responsabilità civile verso terzi «colpa grave»
Tutela legale
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RESPONSABILITA’
POLIZZE RESPON. CIVILE PROFESSIONALE - MEDICAL MALPRACTICE
Al fine di comprendere l’operatività temporale e l’ambito di efficacia
della propria polizza di Responsabilità Civile Professionale nel presente
documento verranno approfonditi sinteticamente i seguenti elementi di
analisi della copertura:
1.
Forma dell’assicurazione (regime Claims Made vs Loss Occurance)
2.
Periodo di Validità / Efficacia
3.
Periodo di Retroattività
4.
Garanzia Postuma
5.
Oggetto assicurazione
6.
Richiesta di Risarcimento
7.
Circostanze
8.
Massimali
9.
Coesistenza altre assicurazioni
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RESPONSABILITA’
FORMA DELL’ASSICURAZIONE
Due sono i regimi di operatività a cui può essere assoggettata
una polizza di responsabilità civile verso terzi:
‒ Loss occurance: la garanzia R.C. opera esclusivamente per gli eventi
dannosi verificatisi durante il periodo di validità della polizza,
indipendentemente dalla data di ricezione della corrispondente richiesta di
risarcimento.
‒ Claims made: le garanzie operino per le richieste di risarcimento
pervenute per la prima volta all’assicurato e dallo stesso denunciate
all’assicuratore durante il periodo di validità della polizza , relative
ad “eventi dannosi” verificatisi nel “periodo di validità” stesso ed al “periodo
di retroattività” eventualmente convenuto.
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RESPONSABILITA’
LOSS OCCURANCE
«Nell’assicurazione della responsabilità civile l'assicuratore è obbligato a tenere
indenne l'assicurato di quanto questi, in conseguenza del fatto accaduto durante il
tempo dell'assicurazione…» Art. 1917 Cod. Civ.
‒
Tipologia di polizza: RC in regime di “loss occurrence” (.. potrebbe tradursi con accadimento del danno). La data del
sinistro corrisponde alla data in cui avviene materialmente un evento dannoso da cui scaturisce la responsabilità per la
quale è stata stipulata la polizza;
‒
Validità della polizza: il medico è stato assicurato con diversi assicuratori negli ultimi anni. Tutte le polizze hanno avuto
una periodo di validità dal 1 gennaio al 31 dicembre;
‒
Evento dannoso: in data 01.06.2011 il medico cagiona un danno fisico (evento dannoso) ad un suo paziente;
‒
Data del reclamo: in data 1 aprile 2012 il paziente inoltra per la prima volta una formale richiesta di risarcimento;
‒
Denuncia sinistro: il medico deve denunciare il sinistro presso l’assicuratore titolare del contratto in vigore alla data del
sinistro.
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RESPONSABILITA’
CLAIMS MADE
Nei casi di tutela della responsabilità professionale, tra il momento in cui il soggetto assicurato commette il fatto
illecito ed il momento in cui il cliente ha percezione dell'errore professionale può passare molto tempo.
Per tale motivo il mondo assicurativo si è ormai orientato verso un regime di operatività della garanzia nell’ambito
professionale che sia legato alla data della richiesta di risarcimento e non alla data del fatto illecito che ha
cagionato il danno.
‒
Tipologia di polizza: RC in regime di “Claims made” (.. potrebbe tradursi con a richiesta fatta). La data del sinistro
corrisponde alla data in cui per la prima volta viene notificata all’assicurato una richiesta di risarcimento;
‒
Validità della polizza: il medico è stato assicurato con diversi assicuratori negli ultimi anni. Tutte le polizze hanno avuto
una periodo di validità dal 1 gennaio al 31 dicembre;
‒
Evento dannoso: in data 01.06.2010 il medico cagiona un danno fisico (fatto illecito) ad un suo paziente;
‒
Data di richiesta/reclamo: in data 1 aprile 2012 il paziente inoltra per la prima volta all’assicurato una formale richiesta di
risarcimento;
‒
Denuncia sinistro: il medico deve denunciare il sinistro presso l’assicuratore titolare del contratto in vigore alla data di
prima notifica della richiesta di risarcimento.
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RESPONSABILITA’
LOSS OCCURANCE VS CLAIMS MADE
Con una polizza LOSS OCCURANCE, affinché vi sia copertura assicurativa, è
necessario che il danneggiante sia assicurato già alla data di commissione
dell'errore professionale, indipendentemente dal momento in cui il
danneggiato formalizzerà la richiesta danni (nei limiti previsti dal Cod.Civ. e
normativa vigente).
Con una polizza CLAIMS MADE il professionista potrebbe avere copertura
assicurativa anche senza essere stato assicurato al momento della
commissione dell'errore, purché sia assicurato al momento della
notifica/ricezione della prima richiesta di risarcimento danni ed abbia stabilito
con l’assicuratore di estendere le garanzie di polizza ad un periodo di
retroattività convenuto che si estenda sino alla data di effettivo accadimento
dell’evento dannoso.
Considerato che il mercato assicurativo non consente più l’attivazione di
contratti nella forma Loss Occurrence, di seguito ci si riferirà specificatamente
alla forma Claims Made.
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RESPONSABILITA’
PERIODO DI VALIDITÀ / EFFICACIA
Nei contratti di RC Professionale con la forma Claims made, si
intende:
‒ Per PERIODO DI VALIDITÀ del contratto (o periodo di
assicurazione): il periodo che intercorre tra la data di effetto
/ prima stipula della polizza e la data di scadenza definitiva
della stessa.
‒ Per PERIODO DI EFFICACIA del contratto: il periodo che
intercorre tra la data di inizio del periodo di retroattività
previsto dalla polizza (se convenuto) e la data di scadenza
definitiva della stessa
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RESPONSABILITA’
PERIODO DI RETROATTIVITÀ
Per estendere alle attività precedenti l’efficacia di un contratto
nella forma Claims Made è quindi possibile/opportuno acquistare
un periodo di retroattività delle garanzie, che corrisponde al periodo
temporale (anni) antecedente la data di inizio del periodo di validità
sul quale viene estesa l’efficacia delle garanzie prestate dalla
polizza a condizione che:
‒ la richiesta di risarcimento venga notificata all’Assicurato e
denunciata all’Assicuratore per la prima volta nel periodo di
validità;
‒ la richiesta di risarcimento abbia origine da fatti/atti/circostanze
non note all’Assicurato prima della data di effetto della polizza
(inizio del periodo di validità) e/o della data di sottoscrizione del
questionario assuntivo necessario alla quotazione del rischio.
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RESPONSABILITA’
PERIODO DI RETROATTIVITÀ
Con l’acquisto della c.d. retroattività di polizza viene quindi ampliato il
periodo di efficacia del contratto, rendendo le garanzie operanti per le
richieste di risarcimento pervenute nel periodo di validità della polizza
e riferite ad eventi dannosi accaduti:
‒ durante il periodo di validità (dalla data di decorrenza alla data di
scadenza della polizza);
‒ antecedentemente alla stipula della polizza (dalla data di
retroattività alla data di decorrenza);
Esempio: Polizza Claim Made durata di 1 anno con decorrenza 1.01.2012 e scadenza
31.12.2012 con retroattività 5 anni (data di retroattività pari al 31.12.2006)
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RESPONSABILITA’
PERIODO DI RETROATTIVITÀ: CRITICITÀ
Nella definizione con l’assicuratore del “periodo di
retroattività” appare necessario convenire e verificare con
certezza:
‒ che il periodo sia tale da coprire tutto il periodo lavorativo
precedente (retroattività illimitata) o quantomeno
sufficientemente tutelante (anche in considerazione dei
termini prescrittivi previsti dal Cod.Civ. e dalla normativa
vigente)
‒ che la garanzia retroattiva sia operante per qualsiasi
tipologia di precedente attività e presso qualsiasi struttura in
cui si sia prestata la propria opera professionale.
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32
RESPONSABILITA’
POSTUMA
Dopo la data di scadenza di un contratto stipulato nella forma “Claims Made” non risulta piu’
possibile denunciare all’assicuratore alcun sinistro sulla polizza cessata, anche se riferito ad
eventi accaduti durante il periodo di validità o di retroattività della stessa. I normativi standard
offerti dal mercato possono consentire un “termine di comporto” di breve durata (10/15gg dalla
scadenza) per la trasmissione di eventuali denunce tardive (pervenute in prossimità della
scadenza contrattuale), ma oltre tale termine in assenza di nuovo contratto i sinistri non
troverebbero copertura alcuna.
Ove possibile, appare quindi opportuno per l’assicurato cercare di dare continuità nel tempo alla
copertura, mediante stipula di polizze pluriennali o mantenimento del medesimo contratto /
assicuratore per un periodo di durata sufficientemente lunga (anche in relazione alle eventuali
variazioni di attività / luogo di lavoro).
In alternativa, alla scadenza di ciascun contratto risulta necessaria l’immediata stipula di nuova
polizza senza soluzione di continuità con la precedente, con attivazione della garanzia
retroattiva che vada a coprire quindi anche il periodo di efficacia del contratto cessato (sebbene
con la sottoscrizione di nuovo questionario assuntivo).
La polizza deve invece prevedere un periodo di copertura postuma (ultrattività) che decorra dal
termine del periodo di assicurazione in cui il soggetto assicurato vada in pensione o cessi
definitivamente l’attività (escluso il caso di radiazione dall’albo e/o licenziamento per giusta
causa), che il mercato offre in automatico o talvolta a pagamento.
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RESPONSABILITA’
OGGETTO ASSICURAZIONE
Nell'oggetto dell’assicurazione, le compagnie usualmente specificano
esplicitamente di obbligarsi a tenere indenne l'assicurato di quanto lo stesso sia
tenuto a pagare a terzi, quale civilmente responsabile, in conseguenza di fatto
colposo, errore od omissione commessi unicamente nell'esercizio dell'attività
professionale dichiarata nei moduli di proposta/adesione (o questionari
assuntivi) e conseguentemente nel contratto che ne consegue.
Appare quindi estremamente importante la corretta comunicazione
all’assicuratore delle specifiche della propria attività, anche in considerazione di
eventuali problematiche connesse ai diversi enti/aziende presso cui si è svolta
l’attività precedentemente alla stipula del contratto (retroattività).
Nel caso l’attività venga svolta in qualità di dipendente o convenzionato di
struttura, clinica, istituto facente parte del S.S.N. (inclusa intramoenia),
l’assicurazione deve ovviamente tutelare l’Assicurato di quanto sia tenuto a
rimborsare all’Erario, alla struttura, clinica o istituto presso cui presta la sua
opera esclusivamente qualora dichiarato responsabile o corresponsabile per
colpa grave con sentenza della Corte dei Conti passata in giudicato.
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RESPONSABILITA’
RICHIESTA DI RISARCIMENTO
Di particolare importanza appare la valutazione della completezza della
“Definizione” di “Richiesta di risarcimento” riportata nel normativo di polizza.
Per una maggior completezza di tutele in caso di sinistro, tale definizione
dovrebbe precisare che per richiesta di risarcimento si deve intendere quella che
per prima tra le seguenti circostanze viene formalmente a conoscenza
dell’Assicurato:
‒ comunicazione scritta con la quale un terzo manifesta l'intenzione di ritenerlo
responsabile oppure inoltra formale richiesta di risarcimento danni
‒ comunicazione scritta dell’azienda/ente presso cui si svolge la propria attività
professionale, con la quale viene segnalata formalmente la ricezione di una
richiesta di risarcimento da parte di un terzo relativa per un fatto che vede
coinvolto l’Assicurato medesimo;
‒ notifica di atto di citazione o di chiamata in causa in sede civile;
‒ ricezione di atti relativi ad inchiesta giudiziaria in sede penale riconducibile alle
responsabilità previste dall’oggetto dell’assicurazione;
‒ ricezione di una convocazione avanti un organismo di mediazione di cui al
35
D.Lgs.
28/2010.
Raffaella
Giardiello
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RESPONSABILITA’
RICHIESTA DI RISARCIMENTO
Nel caso di personale medico che esercita la propria attività presso Struttura Sanitaria
Pubblica, il cui contratto pertanto deve esplicitamente prevedere l’estensione all’azione
della Corte dei Conti, oltre alle voci indicate precedentemente risulta necessario che nella
definizione di richiesta di risarcimento venga indicata la notifica/ricezione di atti/documenti
con i quali l’assicurato viene a conoscenza dell’attivazione di un procedimento avanti la
Corte dei Conti (compresi l’atto di messa in mora e l’invito a dedurre).
Inoltre, per una maggiore tutela dell’assicurato che presta la sua attività a favore del SSN,
nella definizione dovrebbe essere possibilmente parificato ad una richiesta di risarcimento
anche il ricevimento da parte della Struttura Sanitaria Pubblica di appartenenza di
comunicazioni con le quali l’assicurato stesso viene formalmente informato di uno dei
seguenti fatti:
‒ segnalazione sul SIMES (Sistema Informativo Monitoraggio Eventi Sentinella) di un
evento sentinella che vede coinvolto l’assicurato;
‒ registrazione sul sistema di segnalazione aziendale di un «evento avverso» che vede
coinvolto l’assicurato;
‒ ricezione da parte dell’U.R.P. – Ufficio Relazioni Pubbliche (o analogo ufficio) di
segnalazione che vede coinvolto l’assicurato medesimo;
‒ attivazione/esistenza di procedimento disciplinare e/o di qualsiasi indagine a suo
carico.
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36
RESPONSABILITA’
CIRCOSTANZE (FATTI NOTI)
Appare opportuno evidenziare come sia in fase di sottoscrizione dei “questionari
assuntivi” o “moduli proposta” per l’ottenimento di preventivi/quotazioni dagli
assicuratori, sia con il perfezionamento del contratto (anche ai sensi degli artt. 1892 e
1893 C.C.), l’assicurato dichiara formalmente:
“di non essere a conoscenza di fatti, notizie, circostanze o situazioni che abbiano
determinato o che potrebbero determinare richieste di risarcimento da parte di Terzi, in
dipendenza dell’attività professionale dallo stesso esercitata, con riferimento ad atti o fatti
o comportamenti colposi posti in essere anteriormente alla data di effetto del contratto …”
In considerazione della particolare tipologia dell’attività professionale svolta in ambito
sanitario, l’impatto di tale generica dichiarazione può certamente essere molto negativo
per l’assicurato sia nella gestione di talune casistiche di sinistri che nella fase di
individuazione di una nuova copertura assicurativa.
La soluzione ottimale dovrebbe pertanto prevedere che le c.d. “Circostanze” possano
rientrare tra le casistiche riconosciute come richiesta di risarcimento (vedi slide
precedente).
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37
RESPONSABILITA’
MASSIMALI
A prescindere dalla valutazione del corretto massimale da assicurare sulla base della
specifica tipologia di attività / specialità e relativo profilo di rischio, si sottolinea
l’importanza di verificare sul contratto proposto se il massimale di polizza (somma
massima che la società sarà tenuta a pagare ai danneggiati a titolo di capitale, interessi e
spese) sia indicato come:
‒ il medesimo per sinistro e per anno (pertanto rappresenterà il limite massimo che la
società sarà tenuta a corrispondere complessivamente per uno o più sinistri nel
medesimo periodo di assicurazione = es. € 1.500.000,00 per sinistro/anno)
oppure, soluzione certamente preferibile:
‒ diversificato per singolo sinistro e complessivo in aggregato per anno (insieme di tutti
i sinistri relativi al medesimo periodo di efficacia = es. 1.500.000,00 per sinistro ed €
3.000.000,00 per anno)
Nel caso di adesione ad una convenzione assicurativa, si evidenzia la necessità di
verificare che non sia presente un massimale di corresponsabilità, inteso come limite
massimo di indennizzo a cui è tenuto l'assicuratore per sinistri che coinvolgano più
soggetti assicurati sulla medesima convenzione (eventualità che potrebbe
potenzialmente mettere a rischio la piena efficacia del massimale personale acquistato).
Raffaella Giardiello - U.O.C. Affari Generali - [email protected]
38
RESPONSABILITA’
COESISTENZA ALTRE ASSICURAZIONI
Esiste la possibilità che siano presenti diverse tutele a copertura delle medesime
responsabilità e degli stessi sinistri, prestate mediante polizze assicurative (da chiunque
contratte) od assunte direttamente dal SSN (es. Regione Toscana).
Nella fase di scelta della polizza assicurativa personale, anche in funzione della tipologia
di azienda presso cui si presta l’attività (SSN o settore privato) e delle relative coperture
assicurative eventualmente esistenti, appare pertanto opportuno verificare con attenzione
il normativo contrattuale al fine di verificare se l’assicurazione proposta operi:
‒ a primo rischio, attivandosi quindi pienamente nella trattazione del danno,
indipendentemente dall’esistenza o meno di altre tutele (od in caso di polizze operanti
per i medesimi rischi ma con massimali e condizioni diverse);
oppure:
– a secondo rischio, su altre polizze operanti per le medesime garanzie, quindi
garantendo i massimali esclusivamente in eccedenza rispetto a quelli previsti delle
altre polizze ed al loro esaurimento.
Si rammenta che ai sensi dell’art. 1910 C.C., nel caso di sinistro l’Assicurato deve
comunicare all’assicuratore la coesistenza di altre assicurazioni ed è tenuto a denunciare
il sinistro a tutti gli assicuratori interessati, indicando a ciascuno gli estremi degli altri.
Raffaella Giardiello - U.O.C. Affari Generali - [email protected]
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GRAZIE PER L’ATTENZIONE
Raffaella Giardiello - U.O.C. Affari Generali - [email protected]
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