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Avicoltura-Avicultura n°46

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AVICOLTURA
Editoriale
VICULTUR
Poste Italiane S.p.A. - Sped. abb. post. - 70% - LO/BS
Tassa riscossa - Taxe percue
Aut. N. 1623/2002 del 30/01/2002 del Trib. di MO
A
Anno XIII - N. 46 - Gennaio-Marzo 2014
A
VICOLTUR
VICULTUR
ORGANO UFFICIALE DELLA
FEDERAZIONE ITALIANA ASSOCIAZIONI AVICOLE
CLUB ITALIANO DELLA MOROSETA
Foto di Tranchellini Matteo
1
AVICOLTURA
VICULTUR
Anno XIII - N. 46
Gennaio-Marzo 2014
Trimestrale di Cultura,
Selezione e Salvaguardia
Avicola
Organo Ufficiale
F.I.AV.
Federazione Italiana
Associazioni Avicole
GIAVANESE
collo oro
Registrato al Tribunale
di Modena n. 1623/2002
del 30.01.2002
EDITRICE
FIAV
Viale Zancanaro 22
33077 Sacile (PN)
www.fiav.info
Presidente:
Giuseppe Da Giau
Tel. 347 1331644
E-mail: segreteria [email protected]
Direttore: Giuseppe Da Giau
Responsabile Comitato di Redazione
Paolo Rolla
BARNEVELD NANA
Argento a doppia
orlatura nera
Comitato di Redazione
Simone Cepollina
Rachele Grati
Alessandro Perini
Francesco Vellei
Stampa:
Tipolitografia Editrice LUMINI
Via Averolda, 20
25039 Travagliato (BS)
E-mail: [email protected]
Hanno collaborato alla
realizzazione di questo numero:
Cepollina Simone, Da Giau Giuseppe,
Focardi Fabrizio, Ghisio Gianni,
Grati Rachele, Moldermann Sandra,
Piazza Angelo, Timmer Hendrik,
segreteria ODG e CTS.
I collaboratori assumono
piena responsabilità
delle affermazioni
contenute nei loro scritti.
Le opinioni espresse
dagli autori
non impegnano la rivista
e la sua direzione.
Il prossimo numero sarà chiuso
il 15.06.2014
Avicoltura-Avicultura
non è in vendita.
Distribuito gratuitamente ai soci.
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GIURIA DEL XX CAMPIONATO ITALIANO DI AVICOLTURA
AVICOLTURA
Editoriale
VICULTUR
Editoriale
Sommario
Care lettrici e cari lettori,
quasi non ce ne siamo accorti,
ogni giorno aspettando qualcosa di nuovo dal cielo piuttosto
che la solita pioggia, o di vedere
il manto di brina spegnere il verde dell’erba di ottobre, alla fine
quest’inverno, mai cominciato,
ha semplicemente cessato di essere nei nostri pensieri. Adesso
per tutti è primavera, tempo di
luce piena e brillante, del piacere epidermico di fuggire l’ ombra, di una nuova energia che guiderà come
ogni anno la nostra ri-creazione. Questo è il momento
più sacro e tenero del ciclo eterno delle stagioni, l’occasione del riscatto ed il tempo migliore per lanciarsi
nelle sfide. La primavera così come ci pare, è insieme
una scommessa e la presunzione di poterla vincere.
Le prime giornate di un sole più caldo moltiplicano i
segni che tutto sta per ripartire. Ora il sorgere del sole
anticipa il mio risveglio, apro la porta del pollaio e mi
attende il chiosare delle galline, ho finalmente uova da
raccogliere e tra pochi giorni le prime schiuse. E’ un rito
naturale che ogni anno si ripete per me e per voi cari
amici allevatori e allevatrici. Le nostre scommesse sono
loro, quei gruppi di polli messi assieme a dicembre e sui
quali abbiamo riposto speranze e ambizioni e il nostro
pensiero corre subito ai pulcini che verranno, combattuti tra la speranza di averne tanti ed il timore che saranno
molti di più degli anelli che ci siamo procurati….Quanti
propositi di un anno di allevamento. L’esperienza ci ha
insegnato che il momento magico è proprio questo. La
primavera combina luce, calore e nutrimenti come nessun altra stagione. La buona condotta di queste settimane ci darà ottimi risultati nel tempo delle esposizioni.
Massimo impegno e rispetto per i nostri amati animali
… sarà un’annata eccezionale! La primavera è tempo di
rinnovamento anche per le nostre associazioni, adesso
tutte alle prese con i bilanci di previsione, le liste dei
nuovi iscritti, le assemblee generali… sono come macchine che accendono i motori prima di una competizione. Vorrei salutare questa loro nuova stagione con una
esortazione… fate nuovi soci e crescete! Accogliere nuovi soci è la miglior scommessa che possiamo fare per il
futuro, perché ci consentirà di allevare di più e meglio
e ci darà modo di intraprendere attività importanti. Cercando, troveremo persone capaci, volenterose e portatrici di idee nuove, e potremo porci obiettivi più ambiziosi perché la nostra forza si misura anche sul numero,
e se saremo tanti anche la nostra voce si farà sentire più
in alto. La nostra Federazione vincerà la sfida di questi
tempi difficili se saprà attingere energie da associazioni
nuove che nascono e da associazioni di lunga tradizione
che crescono.
Nel 2011 contavamo 625 tesserati, nel 2012 ben 672. Nel
2013 sono saliti a 703. Quest’anno saremo molti di più.
Queste ultime belle annate hanno interrotto un lungo
periodo di stagnazione e hanno portato finalmente una
ventata di ottimismo, perché l’avicoltura batte la crisi di
tante altre realtà che ci stanno attorno. E un buon motivo per essere soddisfatti, sperare bene per questa bella
stagione e nutrire una grande speranza per il domani.
Giuseppe Da Giau
Razze e Colorazioni
JAVANESE4
di Focardi Fabrizio
L’ENIGMA DELLA BARNEVELD (Parte seconda)
di Timmer Hendrik
Area Tecnica
I GENI ALLA LENTE DI INGRANDIMENTO di Grati Rachele
CONSIDERAZIONI E IDEE DI PROFILASSI di Piazza Angelo
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15
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Associazioni e Club
Club Italiano della Cocincina
di Cepollina Simone
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Comitato Tecnico Scientifico
RELAZIONE XX CAMPIONATI
ITALIANI DI AVICOLTURA
AGGIORNAMENTI STANDARD
a cura del CTS
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Federazione
GUIDA ALLA FORMAZIONE DEI CLUB DI RAZZA 30
di Cepollina Simone
ELENCO GIUDICI 2014
a cura della segreteria ODG
News
QUANDO ALLEVARE AVICOLI ORNAMENTALI
NON E’ SOLO UNA PASSIONE
di Ghisio Gianni
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Contatti
Presidente: Da Giau Giuseppe
Viale Zancanaro 22 - 33077 Sacile (PN)
Vice Presidente: Cepollina Simone
[email protected] - 347/9706557
Segretaria: Tortora Sonia
[email protected]
Responsabile notiziario FIAV:
Rolla Paolo
[email protected] - 338/2223871
Distribuzione Anelli: Colosio Massimo
[email protected] - 349/3409699
Responsabile Mostre: Grondona Stefano
[email protected]
Referente Logistico: Tura Gabriele
[email protected]
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AVICOLTURA
Razze e Colorazioni
VICULTUR
GIAVANESE
“La gallina dalle uova turchine”
A suscitare la mia curiosità per
questa razza è stato l’insieme delle
sue particolari caratteristiche: nana
autentica, cresta a pisello e giogaia,
piccoli bargigli, tarsi verde scuro,
cinque dita e uovo dal guscio verde/turchese.
ORIGINE
L’origine della Giavanese ci porta
molto lontano, ma anche la sua storia più recente è indubbiamente interessante. Ma andiamo con ordine:
Partiamo da quando l’entroterra
sudamericano, molto prima delle
regioni andine, fu colonizzato da
navigatori della Melanesia i quali portarono con se dall’Indonesia
polli domestici. Successivamente
le popolazioni andine svilupparono da questi polli diversi ceppi con
caratteristiche eterogenee, che in alcuni luoghi raggiunsero anche uno
stato di quasi sacralità.
Intorno al 1859/1861, con la deportazione di schiavi peruviani e cileni,
alcuni di questi polli tornarono in
Oceania e si diffusero in quasi tutte le isole abitate: Isola di Pasqua
(in lingua nativa Rapa Nui, letteralmente “grande isola/roccia”),
Marquesas e Pitcairn, queste ultime
famose per aver dato rifugio agli
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ammutinati del Bounty e alle loro
mogli tahitiane.
Diversi furono i ceppi che si formarono partendo dalle Rapanui/
Olmec; quelli che più ci interessano
sono i seguenti:
Quechua: razza nana, può avere la
coda o essere anura. Caratteristico il
suo lungo quinto dito posteriore ed
i tarsi gialli. Se incrociata con la Quetro può anche avere un ciuffo, o barba e/o favoriti. Molti soggetti possono deporre uova dal guscio verde
grigiastro, ma alcuni anche dal guscio picchiettato di bruno e altri giallastro. Questi polli sono stati rinvenuti in diverse isole come Pitcairn,
Marquesas e Isola di Pasqua, come
pure in Bolivia e Argentina.
Quechua Olmec: è simile alla Quechua, ma la pigmentazione della
pelle e delle ossa è blu/nera, i tarsi
blu o neri; è generalmente anura e
senza ciuffo. Depone prevalentemente uova con guscio verde/blu.
Questa razza è presente in Costa
Rica, Ecuador e Messico.
Quetro: vengono anche chiamati
“polli nani degli altopiani peruviani”, sono buoni volatori e hanno
una coda piena. Hanno una piccola
cresta a pisello e dei piccoli bargigli. Il colore del petto della gallina
va dal mogano fino al salmone. Il
loro piumaggio è bruno con una
pepatura più o meno marcata che
può arrivare a formare fino un disegno parzialmente a maglie. Notevole il disegno del rachide, molto
marcato, che fra l’altro è stabilizzato anche nell’odierna Giavanese. Il
colore del guscio dell’uovo è molto
variabile e copre l’intera tavolozza
di colorazioni conosciute. Alcuni
depongono uova intensamente turchesi, altri tendenti al verde, fino ad
arrivare al bruno intenso. Quetro
sono state trovate solo negli altopiani peruviani e possono ancora essere viste nelle Reed Islands del Lago
Titicaca. La Quetro si pensa sia stata
ritenuta animale sacro dagli Olmec
e dalle susseguenti culture andine.
Colloncas: sono polli nani parzialmente privi di coda. Alcuni hanno
un piccolo ciuffo, comunque tutti,
senza eccezione, hanno tarsi verde
erba. Le uova hanno gusci di diversi colori. La loro diffusione va dalle
isole Salomone fino alle Figi, dalle
Pitcairn fino al Perù e Cile.
Attraverso l’incrocio con le Quetros
si sono create le “Collonca de Ares”.
Genetisti giapponesi hanno recentemente provato la parentela di
questi polli con le razze indonesiane Ayam Pelung, Ayam Cemani e
con la Sumatra, come pure con la
giapponese Tomaru e Koeyoshi.
AVICOLTURA
Razze e Colorazioni
VICULTUR
Non me ne vogliate per questa lunga spiegazione, ma ritengo davvero
importante, quando è possibile, conoscere il massimo della razza che
alleviamo o che giudichiamo.
Conclusione: da questi polli si è sviluppato in Gran Bretagna la “Araucana Inglese” ed in Germania, dove
è rimasta assopita per molti anni,
proprio la “Giavanese”.
Ma andiamo per ordine e ricominciamo dal non troppo lontano 1996.
Infatti è grazie ad un Abate alsaziano se oggi ha una certa popolarità.
E’ il 10 marzo quando il sig. Jean
Claude Martin - allora presidente
della Federazione avicola francese
– riceve dall’abate Charles Keller,
membro della Società d’Avicoltura
di Soulzmatt (Alsazia), una lettera
con allegata una bozza di standard,
con la quale richiede il riconoscimento della “Javanese Bankiva” .
Conosco da tanti anni, e ammiro
per la sua cultura avicola, il signor
Jean-Claude. Martin, sono stato
membro della federazione francese finché lui è rimasto in carica, sia
come presidente che come redattore del notiziario ufficiale “Bantam–Revue” e non mi meraviglia
la sua pronta risposta all’abate
Keller:
per delle caratteristiche originali: forma della cresta, cinque dita e soprattutto colore delle uova. Per contro, la denominazione richiesta non sarà certamente accettata. Il termine “Bankiva”, di
uso internazionale, è riservato, nel linguaggio corrente, a cinque sottospecie
del pollo selvatico Gallus gallus (una
sola di queste sottospecie era il Gallus
gallus bankiva). Quanto al termine
“Javanese”, forse potrà essere accettato,
ma esso indica normalmente un’origine geografica che è contestabile.
(…)
(…)
Personalmente penso che questa nuova
razza si differenzi da altre razze simili
Non contento l’abate keller incarica
un nipote di contattare lo zoo di San
Diego, prima di persona poi per telefono, e di questi
contatti informa il
sig. Martin:
Il sig. Martin chiede dunque all’abate Keller di indagare per avere
maggiori informazioni sulla vera
origine di questo pollo. La risposta
non si fa aspettare:
(…)
Gli amici tedeschi di Colonia, che mi
hanno regalato questi polli, li chiamavano “Javanesische Bankiva”. Li avevano ricevuti da un medico chirurgo
di Bergisch-Gladach. Quest’utimo li
allevava da dodici anni. Lui stesso li ha
ricevuti da un collega che aveva avuto
dalle uova dallo zoo di San Diego e per
averle aveva fatto una donazione allo
zoo. Tutte queste persone chiamavano
questi polli “Javanesische Bankiva”.
Mio nipote ha telefonato ed è potuto
entrare in contatto
con il responsabile
dei gallinacei il quale gli ha riferito che
questi polli vivevano liberi allo zoo ed
erano chiamati “Red
Junglefowl”.
In seguito ha anche telefonato ed è
potuto entrare in
contatto col dottor
Nick Colius, profes-
sore dell’università californiana di Los
Angeles. Lui è rimasto sorpreso che noi
fossimo in possesso di questi polli. Ha
detto a mio nipote che i Galllus gallus
erano stati importati 50 anni prima e
che si erano poi incrociati con dei polli
domestici.
In seguito l’abate viene anche a conoscenza dagli amici di Colonia
che anche un’altra signora, nella
regione di Amburgo, è in possesso
di questi polli. Essa li ha ricevuti da
un allevatore di Berlino il quale li
aveva ricevuti dal Canada, essa li
chiamava “Buschhuehner” (pollo
di macchia).
Perché li chiamava “polli di macchia”? Perché molti anni prima,
intorno al 1900, un altro allevatore
della Prussia Occidentale cercò di
selezionare un pollo selvatico che
potesse vivere libero alle nostre latitudini, era Alfred Muntau. Una
popolazione di questi polli, che
era chiamata “Muntauschen Buschhuehner” era anche nel Wuppertal ed aveva caratteristiche molti
simili a quella che oggi è la Giavanese.
Prima del suo riconoscimento anche l’amico Ruediger Wandelt, eccellente fotografo tedesco, nel suo
interessantissimo libro “Handbuch
der Zwerghuhnrassen”, edito nel
1998, l’ha inserita fra le “Razze
Nane Combattentoidi”.
La presentazione ufficiale della Javanese ebbe luogo all’esposizione
di Strasburgo nel novembre 1996,
dove Jean Claude Martin, presidente della federazione francese e
anche del Bantam Club, esaminò i
soggetti e li dichiarò corretti in rapporto allo standard che il sig. JeanClaude Périquet aveva appositamente redatto.
Finalmente, nel 1998, la Commissione Standard Francese ha omologato la razza con la denominazione
“Javanaise”.
Ma solo alla mostra europea di
Lipsia del 2006 questa razza è stata ufficialmente riconosciuta dalla
“Commissione Standard Europea”.
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AVICOLTURA
Razze e Colorazioni
ASPETTO GENERALE E
CARATTERISTICHE DELLA RAZZA
Una razza nana autentica, snella
ed elegante, con un peso di g. 1200
per il gallo e g. 900 per la gallina. Le
galline depongono circa 150 uova
all’anno, sono buone covatrici e
madri eccellenti.
Il tronco è rettangolare con le due
linee, quella superiore e quella inferiore, che corrono parallele. Petto largo e pieno. Portamento quasi
orizzontale con una linea dorsale
dritta, al gallo si concede una leggera inclinazione. Coda portata quasi
orizzontale con lunghe timoniere, sia nel gallo che nella gallina, e
nel gallo abbondanti falciformi; le
grandi falciformi sono ben ricurve
a partire dalla metà della penna.
Una conformazione del piumaggio,
anche se meno ricco, simile a quella della Sumatra. Decisamente da
scartare soggetti con code troppo
rialzate o che tendono a scendere,
determinando falciformi che toccano il suolo. La struttura della penna, specialmente nella falciforme,
è molto importante: se una penna
non ha nel rachide la rigidità sufficiente a sostenerla fino alla metà
questa cadrà in basso troppo presto
lasciando così scoperte le timoniere.
Le ali sono mediamente lunghe,
preferibilmente parallele alla linea
inferiore.
Gambe di media lunghezza, robuste e ben visibili.
6
VICULTUR
I tarsi sono robusti, non impiumati,
con scaglie fini e regolarmente disposte, di color verde scuro, ma con
la pianta del piede giallastra.
Vorrei aprire una parentesi in quanto ritengo giusto che si sappia che
nel colore dei tarsi interagiscono diversi fattori genetici ed ambientali.
Il colore dei tarsi deriva dalla presenza - o assenza - dei carotenoidi e
delle melanine, che, se presenti contemporaneamente (e a seconda della quantità, che è regolata da geni
modificatori sconosciuti), danno
luogo ad una diversa colorazione.
Altra cosa interessante da conoscere è che il colore dei tarsi è determinato dal pigmento del derma - parte di tessuto connettivo che, unito
all’epidermide, forma la pelle - e da
quello dell’epidermide stessa, che
può variare. Ad esempio un derma nero ed un’epidermide gialla
daranno un tarso, a seconda della
carica di pigmento, più o meno verde; mentre un derma giallo ed un’epidermide nera daranno un tarso
giallo sporco.
Le zampe devono essere posizionate ben divaricate, questo è molto importante e, pertanto, zampe
strette, o, peggio, ad “x”, devono
essere seriamente penalizzate.
Caratteristica preponderante è la
presenza del quinto dito. Le dita
anteriori devono essere molto lunghe e ben allargate. Le due posteriori sono situate un po’ al di sopra
del tallone, nettamente separate
fra loro; il quinto dito deve essere
più lungo di quello centrale anteriore, quasi il doppio del quarto
(posteriore), e rivolto verso l’alto.
La pentadattilia è prevalentemente dominante pur tuttavia con una
incompleta azione ed espressività,
possono pertanto capitare soggetti
a quattro dita che geneticamente
sono pentadattili. L’evidenza e la
separazione variano in base alla
presenza di geni modificatori. Può
anche avvenire che animali con
quattro dita mostrino un dito posteriore di lunghezza eccezionale. La
pentadattilia è caratteristica peculiare, pertanto non deve mai essere
sottovalutata, né dall’allevatore né
tanto meno dal giudice; quest’ultimo, a questo proposito, dovrebbe
sempre, assolutamente, segnalare
meriti o demeriti.
La testa è piccola e arrotondata.
La cresta è rossa, piccola, a pisello,
formata quindi da tre binari non
troppo alti, ma ben formati ed in
posizione eretta; il binario centrale
sporge,sulla sommità, leggermente
da quelli laterali. Bargigli piccoli,
preferibili appena sviluppati. Nella
gallina cresta e bargigli sono appena accennati.
E’ la cresta a pisello che geneticamente limita la formazione dei bargigli e sviluppa invece la formazione di una piccola giogaia.
La faccia è glabra e rossa; la presenza di una muffa bianca penalizzerà
il soggetto, questo per far capire
all’allevatore che è una caratteristica indesiderabile soprattutto in
soggetti da riproduzione.
Il colore della faccia, cresta, bargigli
e giogaia deve essere rosso vivo e
brillante, questo è anche un termometro della vitalità del soggetto.
L’occhio è vivace con iride rosso
arancio, nei soggetti di più anni tollerare un iride più chiaro.
Lo standard richiede un becco corto, forte, ricurvo e brunastro.
Ho visto i soggetti esposti alle mostre tedesche, ma nessuno aveva un
becco come richiesto, tutti avevano
un becco non proprio corto e non
proprio forte. Il becco richiesto è decisamente un becco da combattente,
ma la Giavanese, combattente non
è, quindi penso sia giusto accettare
un becco “normale” di colore brunastro. Anche la foto dello standard
europeo mostra un becco non corto
e non grosso.
Orecchione ben sviluppato e bianco
giallastro, tollerare leggere tracce di
rosso.
Piumaggio aderente, lucido, lungo
ed elastico.
I difetti gravi che svaluteranno
maggiormente il soggetto sono corpo troppo inclinato, coda troppo rilevata e difettosa separazione delle
dita posteriori.
AVICOLTURA
Razze e Colorazioni
VICULTUR
E parliamo adesso della caratteristica che secondo me aiuterà sensibilmente la diffusione della razza: un
bellissimo uovo turchese!
Il colore non sarà, come ad esempio
nella Marans, limitato alla superficie, ma come quello dell’Araucana,
su tutto lo spessore del guscio, parte interna ovviamente compresa.
E’ il gene autosomico dominante
“O” (olive) che causa la colorazione
blu o verde del guscio a seconda se
agisce su un colore di fondo di origine poligenica bianco o bruno. Blu
su base bianca e verde su base bruna.
Si presume che questo gene sia legato strettamente al gene “P” (pea comb
– “cresta a pisello” ndr.) autosomico incompletamente dominante sul
cromosoma 1 della cresta a pisello.
Tutte la razze conosciute con colorazione turchese dell’uovo presentano questa combinazione: uovo
blu e cresta a pisello e sarebbero
pertanto P/P;O/O omozigote. La
Brama, anch’essa razza con cresta
a pisello, ma con diverso colore del
guscio dell’uovo avrebbe il genotipo Po+/Po+.
La presenza di geni modificatori
possono modificare l’intensità del
colore guscio.
E’ pertanto molto importante usare per la riproduzione solo uova
con la colorazione tipica, altrimenti si andrebbe incontro allo schiarimento del colore. Saranno pertanto
molto preziose galline che nel ciclo
complessivo annuale di riproduzione deporranno solo uova di ottima intensità blu. Per la stessa ragione sarà anche importante usare
galli riproduttori nati da uova con
guscio altrettanto turchese.
COLORAZIONE
Lo Standard per l’Europa riconosce per la Giavanese solo la colorazione Collo Oro Scura.
Sono comunque presenti soggetti anche nelle colorazioni Collo
Arancio, Selvatica, Nera e forse altre, che immagino saranno presto
riconosciute.
GIUDIZIO
Finché la razza non sarà ben fissata, e per questo ci vorrebbe un
buon numero di allevatori, è assolutamente necessario essere tolleranti e qui il giudice deve sapere
su quali caratteristiche esserlo e in
che misura. A mio avviso si può
essere tolleranti sul colore e disegno del piumaggio, e, almeno per
il momento, anche ad esempio sulla posizione della coda, ma esserlo
meno sui punti della testa e sulla
formazione del quinto dito.
Si deve tenere presente che la colorazione è spesso influenzata da
diversi geni modificatori che alterano l’intensità del colore del
piumaggio, si deve pertanto usare
tolleranza per l’intensità, meno per
il disegno che è in genere ben fissato. L’essere troppo esigenti porta
l’allevatore a sottovalutare caratteristiche importanti di tipologia
e posizione e questo va a discapito
della razza.
In occasioni di esposizioni il
suo logico posto sarà vicino alla
Twentse. Si consiglia anche l’alloggio in gabbie più grandi di
quelle per la razze nane in quanto la coda, ma anche l’insieme del
soggetto, verrebbero davvero sacrificati.
Ringrazio il sig. J.C. Périquet per la
sempre gentilissima disponibilità.
Le foto dell’articolo sono di Francesco
Vellei.
Bibliografia
Ingo
Dietrich
(Vorsitzender)–
SV Erhaltung des Javanesischen
Zwerghuhns (Gefluegel Zeitung Der Kleintier-Zuechter).
Bantam–Revue – Bulletin Technique de Liaison des Adhrents du
Bantam-Club-Francais.
Standard des Volailles de Race
pour l’Europe.
ERRATA CORRIGE
Notiziario N. 45 - Ottobre-Dicembre 2013
Articolo: Gabbiano della Groninga, Gabbiano della Frisia Orientale e Pollo della Frisia
Mi sono accorto che nella tabella “Caratteristiche” a proposito del “Disegno” è avvenuta un’inversione, pertanto si legga come segue:
Pollo Della Frisia
Disegno: fioccatura ovale, quasi come un chicco di grano.
Gabbiano Della Frisia Orientale
Disegno: fioccatura leggermente più pesante e squadrata.
La descrizione nel testo è invece giusta.
Mi scuso con i lettori.
Fabrizio Focardi
7
AVICOLTURA
Razze e Colorazioni
VICULTUR
L’ENIGMA DELLA BARNEVELD (parte2)
In questo episodio, vedremo l’ultimo colore introdotto nelle razze Barneveld e Barneveld nane.
Dopo il riconoscimento nel 2009, la colorazione argento a doppia orlatura
nella Barneveld nana è molto ricercata e certamente non solo in Olanda.
Nei nostri vicini orientali (Germania), questa varietà di colore è stata riconosciuta nel 2011 ed ha già un sacco di sostenitori. Nel frattempo, questo
colore è stato riconosciuto anche nella razza Barneveld. Personalmente,
mi aspetto che in cinque anni l’interesse per l’ argento a doppia orlatura,
grazie al suo bel contrasto del disegno, crescerà molto tra gli allevatori.
In questa sezione esaminiamo le difficoltà specifiche incontrate nell’ allevamento della argento a doppia orlatura.
Creazione della argento a doppia orlatura
Nella creazione della colorazione argento a doppia orlatura è stato utilizzato il “rosso-oro”
a doppia orlatura della Barneveld nana e il perniciato argento a maglie nere della Wyandotte nana. L’intenzione era quella di portare il colore argento della Wyandotte nana nella
Barneveld nana. Essendo il perniciato a maglie un gene (cioè il gene melanostic Ml che è
richiesto per il disegno perniciato) che ha la stessa base a doppia orlatura, questo colore
sembrava essere la scelta più logica. Un ulteriore vantaggio è che il perniciato argento a
maglie della Wyandotte nana è basato sull’allele “e”del perniciato asiatico (eb) e questo è
l’allele ideale per il disegno della doppia orlatura. Questa scelta ha avuto molto successo
perchè già nella seconda generazione si sono ottenute buone Barneveld nane con la doppia orlatura argento.
Bert Beugelsdijk
Verso la fine del secolo Bert Beugelsdijk ebbe l’idea e l’obiettivo di creare la Barneveld a doppia orlatura
argento. L’idea nata nel 1925 leggendo un libro di C.S.Th. Van Gink dove stava scritto che era stata creata
la Barneveld’argento usando polli barrati, ma non vi erano altri appunti e immagini.
La creazione partì dalle conoscenze di Bert che utilizzò le perniciate argento a maglie nere
della Wyandotte nana e le Barneveld nane esistenti. Nel 2005 ci fu la prima bella gallina e tutti furono
molto entusiasti. Nel 2007 e nel 2008 ci furono molti animali di buona qualità. Nel 2008 il Barnevelderclub ha dato quindi il via libera per il riconoscimento di questa colorazione. Quella era forse la parte più
facile per tutti. Con un predicato di buono (G) e cinque di molto buono (ZG) il lavoro si è concluso nel
giro di dieci anni.Un grande risultato! (Per i dettagli di come sia andata questa storia rimando i lettori al
documento pubblicato sul KLEINDIERMAGAZINE del dicembre 2010)
Come ogni altra varietà di colore anche la argento a doppia orlatura nera ha dei propri problemi
specifici, che in gran parte sono radicati nel processo di creazione. Questo nuovo colore non è strano ma per capirlo è necessario spiegare bene quali sono i punti focali su cui concentrarsi in
modo tale che gli allevatori capiscano dove sono i problemi.
Ottima gallina di Beugelsdijk (Foto Beugelsdijk)
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Il colore argento a doppia orlatura nera
In principio era chiaro che il colore di fondo della galline nane
argento a doppia orlatura nera in alcuni punti non era perfettamente bianco ma di colore ottone, una sorta di giallo con dentro del rosso-rame. Queste parti del piumaggio riguardavano le
spalle, la groppa, le ali, le gambe e il petto.
Nel gallo invece si verificava questo nel collo, nel dorso, nella
groppa e nelle spalle, ma và notato
che questa decolorazione nel gallo era più difficile da notare, si
AVICOLTURA
Razze e Colorazioni
VICULTUR
manifestava infatti con un velo leggermente giallastro. La causa di tutto questo è il gene rosso autosomico (Ar+,
sono geni presenti sia nel gallo che nella gallina e conferiscono un riflesso da giallastro a color salmone nelle
penne che dovrebbero essere di colore bianco) che è anche rafforzata dalla presenza del gene mogano (Mh).
Mh è un amplificatore del rosso ed è visibile solo se sono presenti già altri pigmenti rossi nelle piume. Si distinguono due tipi di rosso:
- oro (s+) legato al sesso (in lingua genetica)
- rosso autosomico (Ar+) pigmento rosso che non dipende dal sesso.
E’ anche sorprendente che il rosso autosomico rafforzato da Mh è più evidente negli animali che nascono sulla
base del perniciato asiatico(eb) rispetto ad animali nati sulla base del perniciato bankiva con allele e+.
STANDARD ARGENTO A DOPPIA
ORLATURA:
Gallo: colore di fondo bianco-argento. Gallina:
colore di fondo grigio-argento.
Difetti gravi: tinta gialla o rossa intensa sulle
spalle, mantellina e groppa, piume del gallo con colore di fondo ruggine e grigio-marrone nella gallina.
Difetti lievi: tinta leggermente gialla nelle spalle del
gallo , ali con disegno poco definito nella gallina,
colore di fondo grigiastro.
Gallina: con molti riflessi ottone nelle piume
Il disegno delle penne non
è ancora buono in tutti gli
animali. La penna di sinistra
tuttavia è di una qualità che
non è più tollerata nel 2012.
Una penna della groppa del
gallo molto ben disegnata.
Nella parte 3 di questo articolo, vi diremo tutto sui modelli
di piumaggio desiderati.
Il rosso autosomico è presente in
tutte le varietà di colore dove c’è il
bianco o l’argento. Proviene dalle
varietà di colore dorato. Il rosso
autosomico è di per se un rosso un
po giallastro alterato da geni come
il mogano, amplificatore del rosso,
che diventa visibile ai nostri occhi.
Se si guarda da vicino una Wyandotte perniciata a maglie argento
oppure una Brahma o una Cocincina è possibile vedere nelle galline
un riflesso brunastro.
Le piume di questa Wyandotte
nana perniciata argento a maglie
nere non hanno un argento perfetto ma hanno un velo giallastro.
9
Razze e Colorazioni
AVICOLTURA
VICULTUR
Anche in queste razze l’origine di questa sfumatura giallastra (rosso autosomico) è data dall’incrocio con varietà contenenti piumaggio dorato, incrocio che può essere fatto per diverse ragioni. Quindi è corretto dire che le
galline di questo colore non contengono realmente un colore argento puro. Quale prole ci si può aspettare da
un incrocio tra soggetti “oro” con soggetti di colore argento? Nel 2012, le varietà denominate, non sono bianco
puro, ma non lo erano neanche nel secolo scorso. La morale di questo commento è che non sarà facile perdere questo colore indesiderato nelle Barneveld. Nell’argento a doppia orlatura nera della Barneveld anche un
amplificatore come il rosso mogano può rendersi utile da incrociare per ottenere un colore di fondo bianco. Incrociare è un’altro sistema da applicare per poter andare avanti e per ottenere comunque un argento con meno
“rosso”. Il modo più semplice è quello di togliere il mogano perchè il solo rosso autosomico in sè è qualcosa di
giallo e quindi poco visibile. Quando si prende una Barneveld oro a doppia orlatura nera bisogna che questa
abbia poco o nessun mogano (e quindi ha un colore molto più chiaro o giallo terra), si può così prevedere di
ottenere un colore di fondo più bianco.
Da sinistra a destra tutte galline di Cor Tensen:
“Rosso-oro” a doppia orlatura (oro con mogano)
“Rosso argento” a doppia orlatura (argento con mogano)
“argento” a doppia orlatura (il mogano è stato tolto e l’oro è stato sostituito dall’argento).
CONCLUSIONE:
• Il colore di fondo argento a doppia orlatura è ancora argenteo (nei test un po di tolleranza sembra necessaria)
• Migliorare il colore di fondo può essere effettuato tramite selezione degli animali.
L’orlatura del petto nella argento a doppia orlatura nera
Nel 2010 gli allevatori hanno notato una notevole differenza nella orlatura del petto delle galline argento a doppia orlatura. Alcune galline presentavano una maglia sufficientemente ampia e nitida, altre una maglia molto
sottile e pittosto vaga, tant’è che alcune volte sembrava ci fosse più una punteggiatura con una sola magliatura
nera anzichè un disegno a doppia orlatura. La causa è probabile che si trovi nell’allele e-. Nel petto perfettamente disegnato è l’allele e- appartenente al perniciato asiatico (eb), mentre nei petti vagamente disegnati
l’allele e- appartiene a quello del perniciato bankiva (e+). Che quest’ultimo allele e- si sia verificato nelle Barneveld è sorprendente.Questo è stato scoperto solo pochi anni fa. Le galline con l’allele del bankiva perniciato
hanno poca, o quasi per nulla, pepatura nera nel petto. Poichè l’orlatura nera interna (a differenza dell’orlatura
10
AVICOLTURA
VICULTUR
Razze e Colorazioni
esterna) è quasi completamente formata dalla stessa pepatura nera non è quindi sorprendente che non c’è una
buona orlatura nei Barneveld con e+ senza una buona dose di extra nero. Questa è la ragione che nel bankiva
perniciato l’allele e- è meno adatto per un disegno a doppia orlatura.
buona orlatura delle penne del petto
Una gallina collo argento su base eb.
Le galline hanno un colore e il disegno
del petto come in ogni altra parte del
piumaggio. Nel petto sufficientemente nero (pepatura nera)
pessima orlatura interna delle penne del petto
Una gallina collo argento basata su e+. Le galline
hanno colore completamente diverso nel petto rispetto al resto del corpo. Noi chiamiamo questo color salmone (senza pepatura nera)
Poichè l’e-allele della doppia orlatura che viene “costruito” negli animali adulti non è impossibile determinarlo,
è certamente importante tenere d’occhio il piumaggio dei galli. Il piumaggio del pulcino, per cui è coinvolto,
mostra di quale allele si tratta ( vedi anche parte 1 di questo articolo).Il perniciato asiatico (eb) è nella doppia
orlatura dominante sul bankiva perniciato (e+) ed è visibile nella razza in forma pura ed impura (eb/e+) (eb/
eb). Nel bankiva perniciato è visibile solo nella forma pura della razza (e+/e+).
Il bankiva perniciato è riconoscibile da due cose:
• la striscia scura orrizzontale degli occhi.
• la macchia scura sulla parte superiore della testa in un punto che anticipa la direzione della cresta.
Inoltre i pulcini del bankiva perniciato sono più chiari rispetto ai pulcini del perniciato asiatico.
Il perniciato asiatico può essere riconosciuto da:
• una testa completamente scura.
• una macchia ancora più scura dietro la testa
11
AVICOLTURA
Razze e Colorazioni
VICULTUR
Osservando i pulcini si possono associare gli e-alleli del bankiva perniciato che nel lungo periodo possono uscire fuori nella riproduzione.
Poichè il bankiva perniciato ha naturalmente meno pepatura nera rispetto al perniciato asiatico, è come se fosse necessaria una dose extra di
nero per raggiungere una buona ripartizione proporzionale tra il nero e il
colore di fondo per arrivare ad una buona orlatura. Nella creazione e nel
miglioramento dell’argento è necessaro fare un sacco di incroci tra la oro
a doppia orlatura nera a base di bankiva perniciato e la Wyandotte nana
argentata a maglie nere a base di perniciata asiatica. Ad oggi si sono così
formati molti animali che posseggono i geni del perniciato asiatico con
questa dose extra di nero. Dall’altra parte ci sono anche animali di bankiva
perniciato che possiedono una quantità scarsa di nero. Questo”importo
Questi sono due pulcini argenaggiuntivo di nero” si deve mescolare,
to a doppia orlatura con base
per così dire, in un punto intermedio.
e-allele eb. L’intera testa è scura,
Come risultato si è ottenuto che ci sono
mentre dietro la testa sono ancomolti animali perniciati asiatici diventati
ra più scuri.
troppo scuri o neri (quindi con orlatura
nera troppo “pesante” ed in particolare la schiena e le spalle non presentano
all’interno nell’orlatura interna il colore di base) e animali bankiva perniciati
troppo chiari (quindi con orlatura molto fine). Negli animali bankiva questo è
evidente nel petto.
A sinistra una piuma della spalla dove non è presente il colore di fondo
all’interno dell’orlatura. A destra una piuma della groppa con un ottimo rapporto tra l’oro e il nero.
Dilemma
Come avrete ben capito, il petto orlato, sia del
bankiva perniciato così come del perniciato
asiatico, hanno i loro vantaggi e svantaggi. Il
perniciato asiatico ha il vantaggio che è molto
più adatto per il disegno a doppia orlatura se
riferito all’intero piumaggio dell’animale ma lo
svantaggio dell’utilizzo di questi animali (eb)
è che su questi è più facile che si manifesti una
fuoriuscita del colore ottone. L’argento a doppia orlatura delle Barneveld con e-allele e+
sono di solito molto più bianche ma mancano
, soprattutto nel petto, della larghezza giusta
dell’orlo interno. Quindi si tratta di fare una
scelta tra questi due inconvegnenti:
• se l’orlatura del petto va bene, il colore di
fondo sarà un pò giallo.
• se il colore di fondo è bello, l’orlo interno del petto avrà una presenza molto limitata.
Per l’allevamento è sicuramente preferibile la prima opzione. Selezionando un bel colore argento, in pochi anni
il problema sarà sicuramente risolto. Quindi, per ottenere una bellissima orlatura interna è assolutamente necessaria una giusta pepatura nera (come richiede lo standard).
CONCLUSIONE:
• L’uso di due differenti e-alleli è assolutamente fuori questione. Non ci sarà quindi mai il problema di dover
ripartire proporzionalmente il colore di fondo con il nero.
• Le galline Barneveld argento a doppia orlatura con un cattivo disegno ma che spesso avranno un brillante
colore argento di base, non devono essere preferite a galline che hanno un bel disegno del petto ma che
mostrano tuttavia ancora un pò di giallo (rosso autosomico).
12
AVICOLTURA
Razze e Colorazioni
VICULTUR
Un soggetto con un disegno orlato troppo largo,
è presente troppo “extra nero” nel piumaggio
(Foto: Oskam)
Questo è davvero un disegno perfetto con un buon
colore argento di base.
Il pulcino
I pulcini di Barneveld argento a doppia orlatura si possono selezionare fin dalla nascita ma c’è qualcosa da dire
sui problemi che si possono incontrare. I pulcini di Barneveld argento a doppia orlatura basati su e+ hanno una
macchia sulla testa, una striscia sull’occhio e molto più argento.
Le galline di questi pulcini avranno un’orlatura interna scarsa nel petto. Saranno di colore bianco argento pulito. I pulcini di Barneveld a doppia orlatura nera basati su eb hanno una prevalenza di colore grigio-nero nella
piuma. Il pulcino nell’insieme è molto più scuro con una specifica macchia scura dietro la testa. I galli possono
inoltre avere un petto bianco.
Pulcino argento sulla
base del bankiva perniciato.
Pulcino argento sulla
base base del perniciato
bankiva
Pulcino argento su base
del perniciato asiatico
Pulcino argento su base
del perniciato asiatico
Le galline di questo pulcino non avranno facilmente un buon colore di fondo, ma spesso mostreranno un bagliore ottone su tutto il corpo. Il disegno del petto solitamente sarà invece
ben formato.
Quali sono le soluzioni dei problemi?
Vediamo se è possibile migliorare il colore con l’incrocio con altre razze. Alcuni non sono raccomandati mentre altri rappresentano una possibilità anche se non forniscono soluzioni immediate. Incrociare con animali appena
orlati (quì sotto a sx ad esempio una Wyandotte argento orlata nero su base
eb), non produce molti benefici. Animali appena orlati come questo contengono il fattore Columbia che farà scomparire la doppia orlatura. L’orlatura
interna diventerà molto sottile o parzialmente non più visibile. Il fattore Columbia inoltre non si perderà.
Argento orlata nero
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Razze e Colorazioni
Incrociare con un animale a base di argento
perniciato
bankiva
(quì sopra a dx ad esempio una olandese
nana su base e+ ) non
offre alcuna soluzione
rapida. Abbiamo già
detto che non dovremmo usare e-alleli diversi.
Incrociare un perniciCollo argento
ato argento orlato (quì
sotto a sx ad esempio una Wyandotte perniciata argento a maglie
nere) è certamente una soluzione. La doppia orlatura sarà certamente meno evidente in F1 ma verrà rilasciata perfettamente in
poco tempo. Il colore di base con questo incrocio sarà molto più
bianco. Utilizzare questo colore nella riproduzione è cosa fattibile.
Incrociare animali sparviero (cioè bianco/nero) di un’altra razza
si presuppone che sia utile perchè lo sparviero ha un effetto di filtraggio sul rosso autosomico. Le prove fatte di incroci con Amrock
nane hanno invece indicato che si basano su errato e-allele. Si basano infatti sul betulla (ER) e non sul perniciato asiatico (eb). In
tutti i casi è intelligente usare una varietà (razza/colore) che è stata
costruita sul perniciato asiatico, che fornisce, come colore di fondo,
un importante bianco di buona qualità. Per ottenere la tipologia
desiderata è necessario impiegare circa 3 anni.
AVICOLTURA
VICULTUR
Perniciata argento a maglie nere
Sparviero
Il risultato dell’incrocio in F2 di una Amrock nana con una Barneveld nana argento a doppia orlatura nera
(Foto di Eduard Hoppen)
Per questo articolo sono state utilizzate molte conoscenze sulla ereditarietà di Singrid Van Dort e Cor Tensen.
Di questi ultimi sono state utilizzate anche diverse foto. Infine una parola di ringraziamento a Jan Bosch per le
modifiche al disegno dello standard. A tutti loro i miei più sentiti ringraziamenti. Per le persone che vogliono
avere maggiori informazioni sulla Barneveld, possono visionare il sito www.Barnevelderclub.nl o contattare il
segretario del Club Barnevelder, Sig. Gerrit Simmelink.
Hendrik Timmer
Si ringrazia per le traduzioni la Sig.ra Moldermann Sandra.
14
AVICOLTURA
Area Tecnica
VICULTUR
I GENI
Vediamo come funzionano le colorazioni dei polli o meglio come
interagiscono fra loro i geni. Un
corso strutturato in altre 3 facili
lezioni che vi permette di apprendere tutto ciò che è necessario per
diventare abili selezionatori/creatori.
Perché imparare
la genetica?
Vi permette di migliorare la vostra
linea, creare nuove colorazioni (o
razze) ed essere apprezzati; inoltre
se rimanete con un solo soggetto di
una rara colorazione o di una colorazione che non riuscite a recuperare nelle vicinanze potete abilmente ricostituirla in due semplici
passi. Sapere con quale colorazione poterla accoppiare vi permette
di continuare l’allevamento del colore desiderato.
Chi sono i
geni?
Si deduce che..
I GENI RECESSIVI,
Com’è fatto
un gene
Ogni gene ha due “ali”, chiamate
tecnicamente copie o dosi
Se le copie sono uguali i genitori
hanno trasmesso la stessa informazione, il gene è quindi in doppia dose. Essere in doppia dose è
fondamentale per i geni recessivi
che si manifestano nel mantello
(altrimenti detto fenotipo) solo in
questo caso.
I geni responsabili di una colorazione (o carattere) possono essere
uno soltanto oppure più di uno
(si parla in questo caso di cooperazione fra geni)
Ad esempio, per fare il grigioperla
serve un gene soltanto! Il gene si
chiama lav (sta per lavender).
Per fare la colorazione fulva serve
una cooperazione di geni! Servono i geni Columbia (Co e Db): Co
manda via il nero del perniciato
nelle parti esterne (ali, coda, mantellina), Db manda via il nero dalla
mantellina e schiarisce un po’ la
colorazione.
I GENI DOMINANTI,
visualizzandosi anche in singola
dose, non hanno bisogno di provenire da entrambi i genitori, avrete
quindi la possibilità di ottenere
soggetti del colore desiderato anche in prima generazione.
DOPPIA DOSE = STATO PURO
SINGOLA DOSE = STATO IMPURO
I geni sono i responsabili di un
colore (o carattere), coloro che ti
permettono di vedere ciò che apprezzi/disprezzi.
Quanti sono?
necessitando di due copie che si
devono “incontrare” nel patrimonio genetico, hanno bisogno di
due generazioni per apparire nel
mantello (a meno che una dose del
gene recessivo desiderato non sia nascosta, a vostra insaputa o meno, nel
patrimonio del soggetto con il quale
lo andate ad incrociare, in parole semplici un nero portatore del grigioperla
accoppiato con un grigioperla vi darà
anche in prima generazione soggetti
grigioperla).
I geni recessivi, quando li vedete
manifestarsi, vi danno la sicurezza della loro purezza, i geni dominanti no.
Se le copie sono diverse i genitori hanno trasmesso due informazioni diverse (è il caso dell’incrocio di due colorazioni diverse o
dell’accoppiamento di colorazioni
eterozigoti che in termini semplici
significa colori visivamente uguali ma geneticamente impuri, vedi
blu e bianco pezzato nero, oppure colori portatori di altri colori, a
vostra insaputa o meno, vedi neri
portatori di grigioperla); il gene è
qui in singola dose. Il numero di
dosi è irrilevante per i geni dominanti che non hanno bisogno sia
presente la “dolce metà” per visualizzarsi nel mantello, ciò non
garantisce la loro purezza.
Come si
scrivono i geni?
Nella GENETICA COMUNE
I geni si scrivono “all’inglese” e
con una sigla alfabetica: ad esempio il gene responsabile del grigioperla, chiamato in inglese lavender, si scrive lav.
I geni recessivi si scrivono in minuscolo, vedi lav
I geni dominanti si scrivono in
MAIUSCOLO (solo la prima lettera), vedi Bl, il gene responsabile
del Blue.
15
AVICOLTURA
Area Tecnica
Un gene in doppia dose è scritto
nello stesso modo sia nell’ “ala” destra
che in quella sinistra: ad esempio
lav/lav
Un gene in singola dose si scrive
in modo diverso nelle due ali, nella
prima ala si scrive il nome corretto
del gene, nella seconda il suo contrario (in maiuscolo se nella prima
ala è minuscolo e con aggiunto un
segno + se nella prima ala era assente): ad esempio lav/Lav+
Quali geni sono recessivi, quali
dominanti?C’è chi l’ha già studiato
per voi, si chiamano genetisti (fra i
più noti Okimoto, Smith, Carefoot
etc). Questo vi facilita notevolmente, permettendovi di non perdere tempo, sapere cosa otterrete e
quanto tempo vi servirà.
Sono stati studiati i geni di tutte
le colorazioni uniformi e i geni responsabili di tutti i disegni (barrato, orlato multiplo altrimenti detto
perniciato a maglie, etc).
Quando incrociate due colorazioni
avviene una “lotta” fra geni, chi
predomina e chi si prenderà la rivincita quando più forte (quando
in doppia dose, in seconda generazione, dovrete però accoppiare i
figli fra loro o con il genitore che
ha visivo, o nascosto, il gene recessivo).
VICULTUR
Le “ali” di un
gene sono
sempre due?
Si, fanno eccezione le colorazioni
(o caratteri) legati al sesso dove è
presente una “ala” nelle sole femmine
FEMMINA
Nei maschi continuano ad essere
presenti le classiche due copie.
MASCHIO
Cosa significa questo?
Significa 3 cose
• Le femmine sono sempre pure,
anche se provenienti da un incrocio, perché l’unica copia presente non dovendo “competere”
con altre diverse, mantiene lo
status di purezza, non possono
quindi portare altri colori.
• Le femmine, possedendo una
copia soltanto, devono decidere
quale genere lasciare a “secco”,
se i figli maschi o le figlie femmine, e decidono di lasciare a secco il genere femminile. Questo
significa che non giocano alcun
ruolo nella trasmissione del colore/carattere legato al sesso alle
figlie femmine. Le figlie femmine
quindi prendono sempre e solo
dal padre.
• Vi ricordate che i geni recessivi
hanno bisogno di provenire da
entrambi i genitori per visualizzarsi nel mantello? Ciò non vale
se sono anche legati al sesso; essi
possono visualizzarsi anche con
un solo genitore ma nel solo genere femminile! Quindi purché
sia il padre a visualizzare (o portare nel patrimonio) il gene recessivo! I figli maschi per visualizzare il gene recessivo hanno
bisogno provenga da entrambi i
genitori, come per tutte le colorazioni normali.
Colori legati al sesso: cioccolata
(choc), sparviero e barrata (B), oro
(s+), argento (S). Caratteri legati
al sesso: nanismo (dw – dwarf)
Alla fine del corso imparerete il significato di base genetica (il colore
che precede il colore del mantello)
ed entrerete nel merito delle creazioni.
I GENI ALLA LENTE D’INGRANDIMENTO
Nei polli esistono solamente due pigmenti di colore: il nero ed il rosso.
Tutte le colorazioni sono basate su diverse gradazioni di questi due colori.
Una però funziona come vero e proprio
diluitore: il gene del grigioperla è come
se diluisse dell’ inchiostro nero, gli altri invece agiscono per ossidazione;
questo significa che troverete nel fulvo piume tendenti al rosso, nel limone piume tendenti al fulvo ecc. Ogni
razza e ceppo possono avere tonalità
diverse secondo la base genetica sulla
16
quale tale colorazione è costruita, secondo la presenza di geni modificatori,
secondo diversi livelli ormonali ecc.
I DILUITORI
Poiché le colorazioni dei polli sono
caratterizzate dalla presenza di
due pigmenti solamente, i diluitori esistenti saranno solamente di
questi due colori. Allo stesso modo
gli intensificatori (Mahogany del
rosso e Melanotic del nero) e gli
inibitori (colourless del bianco re-
cessivo) riguarderanno il rosso ed
il nero.
DILUITORI DEL NERO
Sono diluitori del nero il gene Bl
del Blu e dello Splash a diversi
gradi di diluizione, il gene lav del
grigioperla, il gene choc del cioccolata choc, l’allele Dun del cioccolata dun, l’allele S dello Smoky.
Anche il Bianco Dominante è considerato in genetica una diluizione di nero.
AVICOLTURA
Area Tecnica
VICULTUR
COLORAZIONE
GENE RESPONSABILE
Blu
Bl – Blue
Splash si tratta del gene Bl
allo stato puro (Bl/Bl)
Blu la versione impura dello
Splash (Bl/bl+).
Incompletamente dominante;
Autosomico (non legato al
sesso)
lav - lavender
E’ l’unico gene capace di
diluire entrambi i pigmenti
rosso e nero. Gli altri ne
diluiscono uno soltanto.
Recessivo; Autosomico (non
legato al sesso)
Splash
EREDITARIETA’
Grigioperla
Cioccolata Dun
(presente solo nella Olandese a ciuffo)
ID
E’ un allele del Bianco
Dominante. Una dose del
gene genera la cioccolata
dun ID/i+, due dosi
del gene producono la
colorazione kaki ID / ID
Incompletamente dominante;
Autosomico (non legato al
sesso)
Cioccolata choc
choc - chocolate
La colorazione choc, a
differenza della dun che
produce altre colorazioni
quando accoppiata tra sè, è
pura.
Recessivo; Legato al sesso
choc/choc per il maschio
choc/- per la femmina che non
può essere impura
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AVICOLTURA
Area Tecnica
VICULTUR
I
Quando eterozigote (es nella colorazione bianco pezzata nero della
Moroseta) lascia tracce di rosso/
fulvo. Quando omozigote blocca
completamente il pigmento rosso.
Bianco Dominante
Incompletamente dominante; Autosomico.
Inibitore, insieme al dun e smoky
(sue mutazioni), dell’eumelanina
(nero) troverete quindi nelle razze a
caratteri scuri varie inibizioni.
Sia dominante che recessivo. E’ dominante con il Bianco Dominante.
IS
Una dose del gene è visibile nel piumino dei pulcini ma per l’espressioE’ un allele del Bianco Dominante.
ne nel piumaggio degli adulti sono
necessarie 2 dosi del gene.
Smoky (Fumo)
ASSENZA DI PIGMENTO
COLORAZIONE
GENE PROTAGONISTA
Bianco recessivo
(indistinguibile dal bianco dominante a meno che non si facciano
dei testings, cioè accoppiamenti
con il nero)
EREDITARIETA’
c – colourless
I diluitori del rosso o del nero non
hanno potere sul bianco recessivo,
considerato in genetica assenza di
pigmento.
Diluiscono quindi il nero e/o il
rosso lasciando inalterate le piume bianche.
Recessivo, non legato al sesso
Cambia sia il rosso che il nero in
bianco quando puro (doppia dose).
E’ più efficace del bianco dominante nel bloccare il rosso.
DILUITORI DEL ROSSO
Sono diluitori del rosso il gene Di (Dilute) del fulvo, il gene ig (inhibitor of gold) del limone, il gene Cb (Champagne Blond), il gene lav (lavender) dell’isabella. Anche l’argento legato al sesso S (Silver) è considerato da
alcuni genetisti un diluitore/inibitore del rosso.
COLORAZIONE
GENE PROTAGONISTA
EREDITARIETA’
Incompletamente dominante e legato al
sesso
S/S per il maschio
Il gene cambia la maggior parte del S/- per la femmina
rosso/oro della colorazione selvatica I maschi possono essere impuri per l’arin argento/bianco, ad eccezione del gento, le femmine no perché possiedono
petto salmone delle femmine.
una sola copia del gene che non deve
competere con altre diverse
S - Silver
Argento
(si esprime come bianco)
Biondo
Champagne
Cb - Champagne blond
Dominante. Non legato al sesso.
Isabella
lav – lavender
E’ lo stesso gene che diluisce il nero
in grigioperla. Anche nel pigmento
Recessivo. Non legato al sesso.
rosso ha effetto diluitorio, producendo un colore porcellanato/rosa
Fulvo
Di – Dilute
E’ anche un parziale restrittore del
nero.
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Incompletamente dominante. Non legato
al sesso.
Nelle razze a pelle scura diluisce il pigmento del derma id+.
AVICOLTURA
Area Tecnica
VICULTUR
Limone
Piu’ raramente chiamato
Crema
ig – inhibitor of gold
Non ha effetto sul nero, è quindi necessario l’uso dei geni columbia Co
e Db per mandare via il nero.
Recessivo; Autosomico (non legato al
sesso)
Smith ha ha notato che il gene non diluisce il sottopiumaggio, al contrario del
gene Di. Lo standard inglese della Cream
Legbar si riferisce per questa colorazione
al sottopiumaggio della Legbar argento.
DISEGNI
I geni responsabili sono geni “disegnatori”, essi si possono abbinare
a qualsiasi colorazione sopra elencata. Secondo la colorazione scelta
saranno piu’ o meno visibili, questo è uno dei motivi per cui alcune
varietà non sono state ancora create: ci sono disegni che risaltano poco
su certe colorazioni. Ad esempio, le maglie sono ben visibili quando
nere o blu e se il colore di fondo è oro, se le maglie sono un colore
giallino e il fondo è grigio chiaro, tipico del disegno isabella a maglie
grigioperla, l’effetto sul mantello è poco risaltante, per non parlare di
tale effetto su piumaggio setoso (spesso appare come un grigioperla
sporco di giallo nella zona di mantellina, spalle, ecc). Parlerò in questo
primo corso di due disegni: il picchiettato e il millefiori.
Picchiettato
Si compone di un colore di fondo e di una punta bianca (la punta bianca è dovuta al gene mo, è un’assenza di pigmento e per questo non
soggetta ad alcuna diluzione o intensificazione). Il gene mo sta per
mottled ed è recessivo. Produce però un effetto anche in singola dose
ma solo nel piumaggio giovanile (fino ai 3 mesi circa).
Chabo Rossa picchiettata bianco (Renken)
Varietà esistenti: nera picchiettata bianco, blu picchiettata, cioccolata
picchiettata, rossa picchiettata, fulva picchiettata, grigioperla picchiettata. Il picchiettato è stato creato anche su piumaggio setoso.
Millefiori
Il millefiori è la combinazione di due disegni: picchiettato + pagliettato. Nell’accezione classica quando si parla di millefiori si sottintende
la varietà oro, sarebbe opportuno specificare sempre il colore di fondo
dal momento che esistono altre varietà di millefiori e parlare quindi di
millefiori oro come fanno in Germania.
Il millefiori è composto da
- Colore di fondo: può essere rosso, oro, limone, argento, isabella
- Colore della goccia: nera, blu (anche splash) o grigioperla
- Colore della punta: sempre
bianco (la punta bianca è
dovuta al gene mo del picchiettato, è un’assenza di
pigmento e per questo non
soggetta ad alcuna diluzione
o intensificazione)
Si è soliti quindi considerare
il millefiori un disegno dalla
presenza di 3 colori ma esistono tre casi in cui il mantello
presenta VISIVAMENTE due
colori solamente: quando la
Nana Calzata Fulva a perle bianche
(Club tedesco)
Chabo Nera picchiettata bianco (Schroder)
Chabo Grigio Perla picchiettata bianco
(Grimme)
19
AVICOLTURA
Area Tecnica
VICULTUR
punta bianca si uguaglia al colore di fondo (millefiori argento), quando la punta bianca si uguaglia, invece, al colore della
goccia (millefiori fulva, meglio chiamata fulva a perle bianche),
infine, quando la punta bianca è molto SIMILE (non uguale)
al colore della goccia (millefiori splash). La millefiori splash rispetto alla fulva a perle bianche sembra più grigiastra oltre ad
avere l’oro di fondo ancora più chiaro.
La fulva a perle bianche è una mutazione della millefiori oro
con il bianco dominante che trasforma la goccia nera in bianca
facendola uguagliare alla punta bianca. Qui l’oro di fondo si
presenta schiarito. Da non confondere con la fulva picchiettata
bianco.
Rachele Grati
Nana Calzata Millefiori Splash (www.edelras.nl)
Nana Calzata Millefiori Argento (Club tedesco)
Nana Calzata Millefiori Isabella (aka porcellana)
Nana Calzata Millefiori Limone
(jugendseite-westfalen.de)
Nana Calzata Millefiori
(Club svizzero)
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AVICOLTURA
VICULTUR
Area Tecnica
Considerazioni ed idee di profilassi
nell’allevamento amatoriale
L’importante sviluppo che sta avendo in questi ultimi anni l’allevamento amatoriale di avicoli da esposizione ci spinge ad individuare ed affrontare tematiche e problemi che fino a qualche anno fa venivano
tralasciate o non considerate importanti; mi riferisco
ad una serie di patologie di natura infettiva che possono colpire i nostri soggetti d’allevamento causando gravi perdite e che nell’allevamento industriale
riconoscono da tempo procedure standardizzate di
intervento. Chiaramente non possiamo sovrapporre
le patologie infettive degli allevamenti industriali
con quelle che occorrono nei nostri piccoli allevamenti amatoriali, vuoi per l’ambiente diverso, vuoi
per la pressione biologica che il parassita esercita in
ambienti sovraffollati vuoi per la vita media dei soggetti in questione che e’ decisamente diversa rispetto
a quella degli animali da esposizione, pero’ anche
noi dobbiamo confrontarci con agenti patogeni infettivi che possono causare gravi perdite e pregiudicare
gravemente la stagione riproduttiva e quindi il progresso genetico dell’allevamento.
A tal riguardo sara’ opportuno che ogni allevatore
, prima di intraprendere qualsiasi programma di
profilassi vaccinale (profilassi indiretta) verifichi
le condizioni del proprio allevamento in termini di
idoneita’ delle strutture, alimentazione, gestione dei
gruppi, lotta ai parassiti etc..
Uno dei prerequisiti fondamentali per impostare un
allevamento di successo e’ quello di creare un ambiente favorevole alla crescita ,allo sviluppo e alla riproduzione dei nostri soggetti, quindi evitare la promiscuita’ di specie, di eta’, evitare il sovraffollamento soprattutto in determinati periodi fisiologici degli
animali (cova,accrescimento etc..),curare i distributori di acqua e mangime ,sia in termini di numero e
dimensione, sia in termini di pulizia , verificare che
situazioni gerarchiche all’interno del gruppo non
pregiudichino la salute di alcuni soggetti, possono
sembrare attenzioni banali ma in realta’ sono condizioni fondamentali da rispettare prima di poter
parlare di un qualsiasi piano profilattico vaccinale.
Curare la zona di deposizione e’ un altro aspetto da
non trascurare, quindi fornire il giusto spazio per la
deposizione e l’eventuale cova ,garantire la pulizia
regolare dei siti di deposizione stessa, scongiurare
la presenza di parassiti quali per esempio gli acari
ematofagi.
Abbiamo capito quindi che trascurare uno di questi
aspetti puo’ indurre nei nostri soggetti una situazione di immunodepressione che e’ la condizione
ottimale perche’ i patogeni presenti nell’ambiente
possano esplicare la loro virulenza ; analizziamo
dunque il nostro singolo allevamento, le strutture ,
il modo di alimentare i soggetti e capiremo probabilmente che semplici interventi di cura (vista come attenzione quotidiana) possono essere alla base della
riuscita di un buon piano vaccinale. A tal proposito
e’ importante ricordare come le patologie aviari siano multifattoriali,cioe’ che un patogeno non dotato
di eccessiva pericolosita’ puo’ risultare determinante per il realizzarsi di altra patologia ben piu’ grave(
la coccidiosi negli adulti normalmente non provoca
forme gravi, ma ,se trascurata puo’ essere la concausa di altre forme enteriche severe). Non dimentichiamo poi di supportare i nostri soggetti con preparati
polivitaminici in alcuni momenti topici dell’anno,
vedi per es. il periodo dopo o durante la muta, alla
fine di un ciclo di deposizione, al passaggio da un
gruppo all’altro(svezzamento), al ritorno dalle mostre.
Esaudite queste considerazioni preliminari, che insisterei a definire prerequisiti per il successo di un
qualsiasi protocollo vaccinale, passiamo a considerare adesso l’opportunita’ o meno di produrre un
piano di profilassi indiretta per la protezione dei
soggetti da noi allevati.
A tal riguardo, data la complessita’ e l’impegno che
richiede l’approntare e il realizzare un piano profilattico che intende coprire il ns. allevamento dalla
maggior parte dei patogeni aviari, sarebbe opportuno indagare e capire quali sono i patogeni che sono
presenti nel vs. allevamento o meglio ancora nell’area geografica in cui e’ ubicato il vs. allevamento e
quello di colleghi allevatori con i quali normalmente
avete rapporti.
Particolare attenzione bisogna prestarla allorquando
si importano nuovi soggetti da realta’ zootecniche
sconosciute (da un punto di vista igienico sanitario)
quali mostre , mercati o allevatori dei quali non si conosca la situazione sanitaria dell’allevamento;quindi
in questi casi risulta quanto mai importante destinare
una parte dell’allevamento come zona di quarantena
dove far sostare i soggetti di nuova importazione.
Passando alla fase operativa del protocollo vaccinale
aziendale ,questo prevede innanzitutto lo svolgersi
di una serie di esami sierologici e di tamponi cloacali e laringo-tracheali per “fotografare” la situazione
sanitaria del ns. allevamento e permetterci di confermare eventuali sospetti clinici o scoprire situazioni
totalmente sconosciute oppure dimostrare la preva-
21
AVICOLTURA
Area Tecnica
VICULTUR
lenza di determinati patogeni in una determinata
area geografica .
L’analisi di questi dati ci permettera’ di approntare
un protocollo vaccinale il piu’ possibile efficace per
le ns. esigenze e di modularlo in futuro in base al
cambiamento eventuale della prevalenza di alcuni
patogeni nella ns. realta’.
In questa sede ,pero’, proverei a consigliare un protocollo vaccinale base che dovrebbe adattarsi alla
maggior parte dei ns. allevamenti e che comprende
tre malattie molto severe che possono serpeggiare
nei ns. allevamenti causando perdite di vario genere:
1-4 gg di eta’ pseudo peste - vivo attenuato in acqua
da bere o per goccia oculare.
1-4 gg di eta’ bronchite infettiva - vivo attenuato in
acqua da bere
14 gg di eta’ malattia di Gumboro - vivo attenuato in
acqua da bere
21 gg di eta’ richiamo pseudo peste - vivo attenuato
in acqua da bere o goccia oculare
21 gg di eta’ richiamo bronchite infettiva - vivo attenuato in acqua da bere
35 gg di eta’ richiamo Malattia di Gumboro – vivo
attenuato in acqua da bere
Affinche’ sia garantito il buon esito della vaccinazione e’ opportuno attenersi ad alcune norme:
• Assicurarsi che gli abbeveratoi
e l’acqua di bevanda non contengano sostanze antisettiche o
disinfettanti che, anche in tracce, possono inattivare il virus
vaccinale.
• Assetare gli animali sospendendo la somministrazione dell’acqua di bevanda per almeno tre
ore prima della vaccinazione.
• Distribuire la sospensione vaccinale ottenuta dalla ricostituzione del vaccino in un numero
di abbeveratoi tale da permettere a tutti gli animali l’assunzione del vaccino nell’arco di
due /tre dalla sua preparazione.
• Non esporre l’acqua contenente il vaccino a fonti di calore.
22
Nel nostro ipotetico protocollo vaccinale si potrebbe
inserire anche la Malattia di Marek,laddove se ne verificasse la necessita’ per una dimostrata prevalenza
clinica o per accertamenti diagnostici ; ho usato il
condizionale poiche’ a differenza degli altri vaccini
prima menzionati, il realizzare una seria profilassi
vaccinale nei confronti della Marek prevede un certo
investimento economico a fronte dell’elevato numero di dosi per singola confezione. Questo e’ il classico
caso per il quale una intelligente e corretta diagnosi
di laboratorio permette agli allevatori di una determinata zona di pianificare un intervento vaccinale
impegnativo come quello per la Malattia di Marek
( costo vaccino , necessita’ di usare il vaccino entro
due ore dalla sua ricostituzione , intervento intramuscolare a soggetti di 1 giorno di eta’) per esempio
decidendo di svolgere insieme tale vaccinazione.
E’ necessario fare ancora alcune precisazioni circa il
protocollo vaccinale illustrato sopra, che riguardano alcune considerazioni di carattere tecnico e che
magari si potrebbero affrontare in un prossimo appuntamento analizzando piu’ compiutamente ogni
singola malattia ; ad ogni modo e’ bene ricordare che
lo schema sopra riportato puo’ subire delle modificazioni a secondo del tipo di vaccino usato (sierotipo),
dell’ utilizzo dello stesso su soggetti nati da riproduttori vaccinati , dalla possibilita’ di conferire al ns.
gruppo di allevamento una solida e duratura immunita’ intervenendo quindi con altri e piu’ ravvicinati
interventi vaccinali o utilizzando tipologie diverse
da quelle consigliate, vedi vaccini spenti.
G.F.
FERTILIZZANTI
lettiere ad uso zootecnico
di Gallo Wilmer
Via Birago 16
13100 Vercelli
tel/fax 0161/55315
cell. 337/232568
AVICOLTURA
Associazioni e Club
VICULTUR
CLUB ITALIANO
DELLA COCINCINA
Presidente Reghezza Remo
Via Mirabello 10
Cervasca (CN)
tel. 0171/85016
e-mail:[email protected]
Web: cocincinaclub.com
VI MOSTRA DEL CLUB
In data 7-8 dicembre 2013 ad Abbiategrasso il Club Italiano della Cocincina
ha tenuto la sua sesta esposizione a
giudizio e per il quarto anno consecutivo ha registrato numeri di partecipazione importanti ed ha confermato
il buon livello generale dei soggetti
allevati dagli allevatori facenti parte
del Club. Numeri decisamente alti
dove la razza cocincina , che quasi
mai si vede nelle esposizioni, è stata
rappresentata da ben 33 soggetti nelle
colorazioni blu, fulva, nera, sparviero
e perniciata a maglie nere , mentre,
nella razza cocincina nana, è ormai
consuetudine vedere tantissimi soggetti e tante colorazioni. In questa
edizione sono state infatti presentate
163 cocincine nane. Per la prima volta
in Italia, dopo il riconoscimento del
CTS italiano, si è valutata la colorazione bobtail, ma si sono viste anche
altre colorazioni “rare” come la oro
orlata nero, la petto arancio, la sparviero fulva e la blu picchiettata bianco. Queste colorazioni sono, per ovvie ragioni, distanti qualitativamente
rispetto alle colorazioni classiche e
più allevate (nera, bianca, nera picchiettata bianco) ma, in alcuni casi, si
sono visti soggetti decisamente buoni.
Per quanto riguarda le novità nella
razza cocincina è stata presentata in
visione al CTS, dagli allevatori Reghezza Remo e Tortora Sonia, la colorazione sparviero fulva, colorazione
la cui selezione è partita nel 2007 da
parte dell’allevatore belga Bart Leyssen iniziando con soggetti di colorazione sparviero e fulvi. Nella razza
cocincina nana, fuori dall’iter di riconoscimento, le colorazioni cioccolato
e isabella. La strada per intraprendere
l’iter di riconoscimento, soprattutto
nella colorazione cioccolato, è ancora
lunga e impegnativa. Oltre alla buona
presentazione delle nostre due razze,
faceva da cornice alla manifestazione,
la presenza di uno stand sempre presidiato che ha così fornito al pubblico
visitante un ottimo servizio di informazione.
Cepollina Simone
vello qualitativo degli animali esposti. Conigli e polli fanno la parte dei
protagonisti ma anche colombi, anatidi e cavie vengono ben rappresentati. Il Club Italiano della Cocincina
ha voluto, per la seconda volta, organizzare la visita a questo evento e, in
questo caso, ha allargato la partecipazione a tutti i soci della Federazione.
L’iniziativa ha dato ottimi risultati e
numerose adesioni. Nel programma
prestabilito è stato di notevole rilievo
e gradimento, da parte dei partecipanti, il convegno tenuto da Timmer
Hendrik con la collaborazione di Diana Koning (per le traduzioni) presso
una delle sale convegno dell’hotel Assen. Il Club ringrazia pertanto il Sig.
Timmer per la sua eccezionale preparazione e disponibilità. Nelle foto seguenti alcuni momenti del convegno
che ha toccato aspetti generali di avicoltura (malattie, parassiti, formazione dell’uovo ecc...) e le razze avicole
Serama, Brahma e Wyandotte nana.
Cepollina Simone
NOORDSHOW 2014
Il Noordshow è un evento ormai noto
a molti allevatori italiani e non solo,
uno spettacolo unico nel suo genere
capace di non annoiare ne il semplice
visitatore ne il visitatore esperto grazie alla sua composizione coreografica molto variegata (non è un’esposizione sullo stile tedesco fatta da file
interminabili di gabbie) e allo stesso
tempo in grado di offrire un alto li-
23
AVICOLTURA
Comitato Tecnico Scientifico
VICULTUR
Ricordiamo ai soci che il C.T.S. è a disposizione per chiarimenti e domande tecniche su tutte le razze, oltre che
per le richieste di riconoscimento per le razze e colorazioni ancora non presenti nello Standard italiano.
Membri del C.T. S. :
RELAZIONE CTS
RAZZE IN VISIONE
“XX CAMPIONATI ITALIANI”
ABBIATEGRASSO
6/8 Dicembre 2013
TACCHINO
DEI COLLI EUGANEI
Presentati dai sig.ri Mazza Giovanni, Confalonieri Francesco e
Luccotti Giuseppe 3,3 soggetti in
classe “A” e 1,1 soggetti in classe
“B” per la valutazione prevista dal
secondo anno di iter di riconoscimento.
Il CTS ha valutato i soggetti ( sei degli otto soggetti hanno raggiunto il
punteggio di MB 95) dichiarandoli
omogenei nella forma, nella mole e
nella colorazione . Si conclude così
l’iter per il riconoscimento.
Con la pubblicazione dello standard ufficiale i soggetti giovani
(classe A) della razza potranno
essere esposti e giudicati ad ogni
esposizione.
OCA DI LOMELLINA
Presentati 3,3 soggetti in “classe
A” dal sig. Oggioni Emanuele. Va-
24
Sgambati Andrea (Presidente)
Focardi Fabrizio
Simeoni Marco
Pifferi Alberto
Vellei Francesco
Pellegrini Mirko
Boer Andrea
lutazione positiva per queste oche
sia per quanto riguarda la mole e
la forma, che per la colorazione che
ci è parsa piuttosto omogenea. Il
CTS ha convenuto nel dare parere
favorevole al proseguimento dell’
iter di riconoscimento, invitiamo
pertanto l’allevatore a presentare ai prossimi campionati italiani
2014 come minimo due femmine e
due maschi giovani ed un maschio
ed una femmina adulti.
GALLINA DELLA RITIRATA
Iscritti 1,1 e 2,2 soggetti classe A
dal sig. Oggioni Emanuele in colorazione petto arancio picchiettata
bianco.
Su questo vorremmo fare una considerazione in quanto questi soggetti non rientravano in questa
colorazione, tutti gli animali erano
infatti privi dell’ orlatura oro della
parte alta petto. Siamo dell’ idea
(avendo anche visionato gli animali ai precedenti due campionati
italiani) che la giusta denominazione della colorazione sia Nera oro
picchiettata bianco dove nel petto
non è richiesta l’ orlatura oro. Vo-
Mail: [email protected]
gliamo far presente che per il riconoscimento di questa colorazione
(picchiettatura a parte) le femmine
dovranno presentare il colore oro
della mantellina con fiamma nera.
Non potranno essere accettate
pertanto femmine di colorazione
“nera picchiettata bianco”.
I sei soggetti presentati non si
mostravano al pieno della maturazione, infatti veniva meno un’
uniformità di taglia, di mole e il
piumaggio risultava incompleto
sopratutto nelle code dei galli. Vogliamo far porre attenzione anche
su difetti gravi come la presenza di
doppi denti nelle creste.
Per quanto sopra esposto non viene dato parere favorevole all l’inizio dell’iter di riconoscimento, e
chiediamo all’allevatore di lavorare sull’omogeneità dei soggetti.
DRENICA
Presentati 3,3 soggetti dalla sig.ra
Fallaci Paola.
Buona forma e mole in due dei tre
maschi, uno risultava più piccolo, non completamente sviluppato e presentava anche ciuffo più
AVICOLTURA
Comitato Tecnico Scientifico
VICULTUR
abbondante e pendente di lato.
Quest’ ultimo anche nella colorazione differiva dagli altri per una
forte presenza di oro nelle piccole
copritrici delle ali, per la presenza
di alcune remiganti bianche e piume del petto bianche. Da quanto
constatato dal CTS nella razza è
richiesto un ciuffo a spiga, ben
presente nei primi due galli; nelle
galline si presentava in forma più
globulare.
I tarsi si presentavano blu ardesia tranne che in una gallina dove
erano verdi con pianta del piede
gialla.
Vorremmo far presente poi la completa difformità nelle creste, un
gallo presentava due cornetti rivolti verso l’ interno, gli altri due
ne presentavano solo uno e le femmine erano completamente prive.
Un gallo presentava le dita medie
delle due zampe storte e rivolte
verso l’ interno.
Abbiamo potuto appurare,e ci è
sembrata molto buona, la caratteristica del lungo canto.
Il CTS ha deciso di non dare parere
favorevole al proseguimento dell’
iter di riconoscimento e invitiamo
l’ allevatrice a lavorare sulle caratteristiche che sono risultate poco
omogenee tra i vari soggetti.
ORPINGTON
Presentati 3,3 soggetti dal sig. Di
Lonardo Gabriele in colorazione
grigio perla.
I soggetti si presentavano di buona forma e mole. I piumaggi erano molto scomposti sopratutto
nelle code di entrambi i sessi e nel
groppone delle galline. Per quanto
concerne la colorazione gli animali si presentavano molto difformi
nei toni di colore; in generale la
colorazione risultava molto chiara sopratutto in due femmine. La
colorazione deve presentarsi sicuramente con un tono più scuro sia
nei galli che nelle galline.
Da uniformare anche la colorazione dei tarsi e del becco che risultava differente tra i vari soggetti.
Attenzione ad alcuni difetti gravi
come i doppi denti, pieghe sui bargigli e piega a S nella cresta delle
galline.
Il CTS ritiene che la colorazione
non abbia un livello selettivo tale
per poter proseguire l’ iter di riconoscimento, invitiamo l’ allevatore
a presentare ai prossimi campionati italiani dei nuovi soggetti selezionati in base ai suggerimenti
sopra riportati.
COCINCINA
Presentati 4,5 soggetti classe A in
colorazione sparviero fulva da i
sig.ri Tortora Sonia e Reghezza
Remo.
Buona uniformità di mole e forma,
solo qualche femmina leggermente piccola.
La colorazione è risultata in genere
molto buona, da tenere d’ occhio la
25
AVICOLTURA
Comitato Tecnico Scientifico
barratura del piumino dei cuscini
delle cosce e remiganti.
Il CTS da parere positivo al proseguimento dell’ iter di riconoscimento e ricorda agli allevatori di
presentare ai prossimi campionati
italiani come minimo 1,1 soggetti
adulti e 2,2 soggetti giovani.
TRUENTUM
Presentati 3,3 soggetti dai sig.ri
Muscella Massimo e Zarrioli Michelino.
Come già ci era stato preavvisato
dagli allevatori gli animali presentati non erano i migliori, infatti l’
uniformità ricercata non era presente, sopratutto nei maschi. Un
maschio presentava orecchioni
bianchi a differenza degli altri due
che li avevano rossi, tarsi in genere
di un buon verde salice. La forma
e la posizione in genere buone, le
code portate eccessivamente alte
tanto da rientrare nel difetto della
coda a scoiattolo. Altri difetti riscontrati sono stati doppi denti e
lobi mal formati, bargigli con pieghe e aperti a farfalla.
Le galline in genere più omogenee
sia per forma, posizione e caratteristiche della testa.
Per quanto riguarda la colorazione
vi è ancora molto da lavorare per
avere una certa uniformità. Colorazione dei petti dei galli molto disomogenei da nero a nero con presenza di bruno a totalmente bruno.
Mantelline in genere con punte più
o meno dorate e con fiammatura
presente in uno e quasi assente negli altri. Femmine più omogenee ma
con differente colorazione dei petti
e pepatura molto disomogenea soprattutto sulle spalle e sulle ali.
Per quanto sopra esposto e per
la mancanza dei requisiti minimi
(animali non anellati e presenza di
animali adulti) il CTS non da parere favorevole al proseguimento
dell’ iter di riconoscimento. Invita
comunque gli allevatori a proseguire la selezione e ripresentare
ai prossimi campionati italiani 3,3
soggetti di classe A come minimo.
MUGELLESE
Esposti 3,3 soggetti di classe A dal
26
VICULTUR
sig. Pavone Maurizio in colorazione collo oro.
Alcuni animali presentavano caratteristiche abbastanza attinenti
allo standard proposto, ma due,
un maschio e una femmina, invece erano molto difformi. Come
già preavvisato dall’ allevatore i
soggetti presentavano orecchione
bianco pallido mentre lo standard
proposto li richiede rossi. Si dovrà
lavorare nella selezione.
Buone in genere le creste, la linea
del dorso. Da migliorare la posizione della coda che in alcuni soggetti risultava portata troppo alta
e aperta, aumentare le lo sviluppo
delle falciformi nei galli . Tarsi rosei in genere buoni, richiesti non
troppo lunghi, riteniamo sia caratteristica importante da tenere d’
occhio nella selezione.
La colorazione non risultava molto
omogenea e presentava difetti abbastanza importanti. Da ricercare
nella selezione mantelline più dorate e con presenza di fiamme nere;
petti neri e fasce delle ali nere senza
presenza di bruno nei maschi. Nelle femmine ricercare petti salmone
e una distribuzione omogenea della pepatura soprattutto su dorso,
spalle e ali e assenza di orlatura.
Attenzione alle remiganti bianche
e alle piccole piumette nella parte
esterna dei tarsi riscontrate in un
gallo. Facciamo presente anche che
il diametro 15 e 13 degli anelli, presenti nei soggetti esposti,risulta eccessivo e facilmente sfilabili, consigliamo, come da standard proposto, l’ utilizzo del 14 per i maschi
e l’ 11 per le femmine. Il CTS per
quanto sopra esposto è dell’ idea
di non dare parere favorevole al
proseguimento dell’ iter di riconoscimento, e invita l’ allevatore
a ripresentare soggetti giovani ai
prossimi campionati italiani.
Il CTS ricorda che per la visione
ufficiale le richieste dovranno
pervenire alla casella di posta
[email protected], come da
regolamento, entro 60 giorni prima della data di svolgimento dei
Campionati Italiani, allegandola
bozza di standard.
I soggetti in visione ufficiale
dovranno essere inanellati con
anelli ufficiali FIAV di misura
adeguata alla grandezza dei tarsi
(non sfilabili).
Si ricorda che i soggetti posti in
visione, anche se non ufficiale,
non potranno essere messi in vendita.
A seguito dell’ avvenuto riconoscimento in occasione dei campionati
italiani, pubblichiamo lo standard
del Tacchino dei colli euganei che
entra così di diritto tra le razze italiane riconosciute dallo “standard
italiano delle razze avicole”
TACCHINO
DEI COLLI EUGANEI
I- GENERALITA’
Origine
Italia, veneto
Uovo
Peso minimo g. 70
Bianco avorio fittamente punteggiato di marrone con polo acuto e
ottuso ben evidenti.
Anello
Maschio: 20
Femmina: 18
Tipologie ed indirizzi per l’ allevamento
Razza di piccole dimensioni. Le
femmine sono allevate per la loro
attitudine alla cova.
Mantenere la taglia piccola e la pelle gialla.
FORMA
Tronco: cilindrico, allungato, inclinato verso la groppa.
Testa: di media grandezza, completamente nuda nel maschio, leggermente impiumata nella femmina nella parte centrale del cranio.
Becco: piuttosto corto, forte e leggermente curvo di colore corno
scuro, quasi nero, che degrada verso il corno chiaro procedendo verso la punta.
Occhi: grandi, molto vivaci, iride
bruno scuro.
Caruncole: di medio sviluppo,
sono presenti sulla testa e sulle par-
AVICOLTURA
Comitato Tecnico Scientifico
VICULTUR
ti non impiumate del collo; hanno
“granulazione” piuttosto fine, di
colore rosso-arancio con tendenza
al bianco-bluastro nei momenti di
eccitazione. Al di sopra del becco,
alla base della fronte si trova un’
appendice di carne pendente in
avanti che nei momenti di eccitazione si allunga maggiormente nel
maschio rispetto alla femmina.
Collo: di lunghezza media e arcuato. Presenta anch’esso caruncole maggiormente sviluppate
alla base. E’ presente nel sotto
gola una giogaia di pelle nuda che
si estende fino alla metà del collo,
maggiormente sviluppata nel maschio.
Spalle: larghe e ben arrotondate.
Dorso: lungo, largo, convesso ed
inclinato verso la groppa.
Ali: aderenti portate ben chiuse.
Coda: lunga, portata chiusa ed inclinata a seguire la linea del dorso
quando l’ animale è a riposo, nei
maschi in parata è portata rilevata
e a forma di ruota.
Petto: largo, muscoloso, ben arrotondato. I maschi adulti hanno
sul petto un ciuffo di setole rigide
nere, spesso nascosti dal piumaggio nei soggetti giovani. Un ciuffo
nella femmina e più ciuffi nel maschio sono sinonimo di vitalità e
non devono essere penalizzati.
Zampe: gambe poco evidenti; tarsi piuttosto corti con quattro dita.
Sono presenti gli speroni nei maschi, più sviluppati nei maschi
adulti.
Muscolatura: ben sviluppata.
Pigmentazione: intensa.
Pelle: morbida, sottile, gialla.
Ventre: poco sviluppato.
Difetti gravi: taglia eccessiva; pelle
bianca; ali portate cadenti; tronco
largo; petto eccessivamente prominente; tronco non inclinato verso
il dietro; tarsi eccessivamente lunghi; cosce non evidenti.
TAGLIA
piccola
OSSATURA
Fine
PESO
Maschio giovane kg 4 – 5
Maschio adulto kg 5 – 5,5
Femmina giovane Kg 2,5 - 3
Femmina adulta Kg 3- 3,5
PIUMAGGIO
Ben aderente al corpo
COLORAZIONE
BRONZATA SELVATICA
MASCHIO
Dal collo alla metà del dorso di un
ricco brillante bronzo ramato, ogni
piuma termina con una stretta banda nera che si estende fino alla fine
della penna. Dalla metà del dorso
fino alle copritrici della coda nero,
ogni piuma presenta una banda
bronzo-ramato che arriva quasi fino
all’apice, la piuma termina con una
distinta banda nera che si restringe
gradualmente man mano che si avvicina alla copritrici della coda.
Petto: la parte non esposta della
penna nera; parte esposta di un
ricco lucente bronzo ramato; ogni
penna nella parte bassa del petto
,avvicinandosi al ventre, termina
con una stretta fascia netta nero
intenso che si estende attraverso la
penna.
Ali: spalle e piccole copritrici delle
ali di un ricco e brillante bronzo ramato, terminano con una stretta fascia nera; le grandi copritrici dell’
ala di un ricco e brillante riflesso
bronzo ramato formano una larga
banda ricca di riflessi color bronzato, le piume terminano con una
netta banda nera e fine orlo bianco. Remiganti primarie: ogni penna attraversata da un capo all’altro
in tutta la lunghezza alternativamente da bande bianche e nere di
uguale larghezza, copritrici barrate
come le primarie; remiganti secondarie alternativamente attraversate da barre bianche e nere; le barre
nere delle remiganti secondarie più
corte prendono una ricca tonalità
bronzea, le barre bianche diventano meno distinte e poco visibili.
Coda: timoniere e copritrici nero
opaco, ogni penna ugualmente e
distintamente disegnata trasversalmente con zebrature parallele
brune; ogni penna ha una banda
nera con riflessi bronzo ramato che
si estende attraverso la penna; le
penne terminano con un largo orlo
bianco puro. Più i colori sono distinti migliore è la qualità del disegno.
Ventre e addome: nero, ogni piuma con una larga e brillante banda
bronzo ramato con all’ apice una
stretta ma distinta banda nera ed
uno stretto orlo bianco puro.
FEMMINA
Simile a quello del maschio, eccetto un orlo bianco nelle piume del
collo, dorso, petto e ventre. L’orlatura bianca deve essere stretta, va
gradualmente ad allargarsi avvicinandosi alla parte posteriore.
Piumino: nero opaco.
Gambe: nero opaco con leggera orlatura bianco grigiastro.
Tarsi e dita: nei soggetti giovani
nero opaco, che cambia in grigio
fumo rosato nei soggetti adulti.
Difetti gravi: penne bianche in ogni
parte del piumaggio e assenza del
riflesso bronzato; una o più remiganti primarie o secondarie nero
puro o bruno, eccetto penna assiale nei soggetti giovani; timoniere
o copritrici della coda nero puro ,
brune o grigie; barre bianche o grigie nelle timoniere, eccetto la larga
orlatura bianca terminale; completa assenza di orlatura bianca nelle
copritrici della coda in ambosessi e
nel petto della femmina.
La sig. Luccotti Giuseppe (A.l.a.)
ha chiesto il riconoscimento della
colorazione limone millefiori nella
razza Olandese nana, di seguito lo
standard ufficiale:
OLANDESE NANA colorazione
LIMONE MILLEFIORI
GALLO
Testa giallo limone. Mantellina
giallo limone con fini fiamme nere,
piccola pailette nera con perlatura
regolare bianca sulla punta (appena accennata nei soggetti giovani).
Dorso, spalle e piccole copritrici
delle ali giallo intenso, ammessi
piccoli spruzzi bianchi nei galli
27
AVICOLTURA
Comitato Tecnico Scientifico
adulti. Lanceolate della groppa
giallo limone con fini fiamme nere,
piccola pailette nera con perlatura
regolare bianca sulla punta. Grandi copritrici delle ali giallo limone
con pailette nera il più possibile
tonda e perla bianca sulla punta
(fascia dell’ ala). Remiganti primarie nere con margine esterno giallo,
punte bianche nei soggetti adulti.
Remiganti secondarie con barbe
interne nere e barbe esterne giallo
limone scuro. Nei galli adulti punta nera con perla bianca (triangolo
dell’ ala giallo limone con disegno
nero e perla bianca in diagonale).
Petto, ventre e gambe giallo limone con pailette finale nera il più
possibile tonda e brillante con all’
apice una perla bianca, (la parte
bianca è più netta nei soggetti vecchi). Coda nera con riflessi verdi,
nei soggetti adulti punte bianche
alla fine delle penne.
GALLINA
Testa limone. Mantellina giallo
limone chiaro con fiamme nere
e perlatura regolare bianca sulla
punta. Piumaggio del mantello
giallo limone, ogni penna con pailette finale nera sormontata all’ apice da una perla bianca. Remiganti
primarie nere con margine esterno
giallo, punte bianche nei soggetti
adulti. Remiganti secondarie nere
all’ interno e giallo limone all’
esterno, nei soggetti adulti punta
nera con perla bianca (triangolo
dell’ ala giallo limone con disegno
nero e perla bianca in diagonale).
Coda nera con perle bianche sulle
punte delle timoniere.
Piumino grigio nei due sessi.
Tarsi biancastri. Occhi rosso /
arancio. Becco corno chiaro.
Difetti Gravi:
Nei due sessi: colore di fondo troppo pallido, irregolare, opaco o troppo scuro; copritrici delle ali rosse;
disegno grossolano che copre il colore di fondo, o mancante a zone, o
a forma di orlo; assenza del disegno
sulle fasce delle ali; animali giovani con perlatura bianca grossolana
o assente del tutto; remiganti e timoniere prevalentemente bianche
28
VICULTUR
o inframmezzate da molto bianco.
Nel gallo dorso rosso.
VARIAZIONE
DIAMETRO ANELLO
OCA PEZZATAVENETA
Il sig. Mallia Michele (Aerav) ha
chiesto la modifica del diametro
dell’ anello per l’ oca pezzata veneta.
Il CTS ritiene corrette le osservazioni del sig. Mallia e modifica il
diametro da 27 a 24.
Il sig. Paltrinieri Paolo (Avinordest) per il gamefowl club italia
ha chiesto il riconoscimento della
razza Combattente di Taiwan, di
seguito lo standard ufficiale.
Come per la razza combattente
shamo gli animali dovranno essere
pesati all’ atto dell’ ingabbio riportando il peso sul cartellino.
COMBATTENTE DI TAIWAN
I – GENERALITA’
Origine
Isola di Taiwan (Formosa)
Uovo:
Peso minimo: g. 60
Colore guscio: rosato
Anello:
Gallo: 27
Gallina: 24
II – TIPOLOGIA ED INDIRIZZI
PER LA SELEZIONE
Pollo asiatico combattente di grandi dimensioni e dal portamento
eretto, cresta a pisello. Forte attitudine al combattimento. L’aspetto
generale è simile alla razza Shamo,
ma più imponente nella mole, ali
più lunghe e dorso piatto. Il completo sviluppo si ottiene dopo il
secondo anno di vita. Mantenere la
mole possente e la spiccata attitudine da combattente.
III – STANDARD
Aspetto generale e caratteristiche
della razza
1- FORMA
Tronco: particolarmente largo, con
linea del dorso piatta. Portamento
molto rilevato, quasi verticale soprattutto nel gallo; corpo muscoloso.
Testa: larga, di media lunghezza. Il cranio è largo arrotondato e
prominente sugli occhi. Arcata sopraccigliare ben marcata. Pelle ben
aderente alle ossa craniche e priva
di pieghe.
Becco: corto, molto forte ed arcuato, attaccato alto e che continua la
linea curva della testa. Giallo, corno o corno scuro.
Occhi: grandi e rotondi, infossati
dal cranio e dall’arcata sopraccigliare. Sguardo torvo e penetrante.
Colore grigio perla, ammessi giallastri.
Cresta: a pisello, rossa, di media
grandezza e bassa, ben impiantata
e ferma.
Bargigli: assenti, ammessi appena
accennati.
Faccia: rossa, con notevole sviluppo della muscolatura.
Orecchioni: piccolissimi, rossi.
Collo: lungo, rotondo, forte, quasi
eretto con solo una leggera curvatura. La scarsità del piumaggio
lascia in vista, nella parte alta del
sottogola, la pelle rossa. Mantellina scarsa e corta con penne dure,
strette, corte e nella parte centrale
superiore leggermente arricciate.
Spalle: spigolose, prominenti e
alte.
Dorso: lungo e piatto. Più largo
alle spalle va gradatamente assottigliandosi verso la coda con linea
dritta e discendente. Le lanceolate della groppa sono scarse, corte,
dure e strette.
Ali: mediamente lunghe, larghe
e forti. La giuntura delle ali punta verso l’alto, ciononostante le ali
devono essere ben chiuse e serrate
al corpo. Portate alte non devono
oltrepassare la fine della spina dorsale, la parte terminale è coperta
dalle lanceolate della groppa. Ai
pomi è ben evidente la ‘rosetta’ di
pelle arrossata.
Coda: di media lunghezza, continua la linea del dorso; tollerato un
angolo massimo di 15°. Timoniere
AVICOLTURA
Comitato Tecnico Scientifico
VICULTUR
e falciformi ben chiuse. Le poche
falciformi abbastanza strette, non
troppo lunghe e leggermente incurvate.
Petto: largo e pieno, poco arrotondato. La pelle rossa, dello sterno
prominente, è lasciata scoperta dal
piumaggio.
Zampe: gambe posizionate abbastanza larghe, ben in appiombo,
grosse, arrotondate e lunghe, muscolose, distaccate e ben evidenti.
Tarsi forti, grossi e lunghi, ma un
po’ più corti delle gambe, di sezione
triangolare. Scaglie ben disposte,
larghe e squadrate. Speroni forti,
possono essere presenti anche nella gallina. Il colore del tarso è giallo, ammesso con sfumature nere;
nelle colorazioni scure possono essere nerastri od olivastri. Quattro
dita dritte e ben aperte, il dito posteriore ben appoggiato al suolo.
Ventre: poco sviluppato, ma muscoloso; si assottiglia verso la coda.
Pelle: dura, gialla.
NERA ROSSA
DORATA FRUMENTO
2 – Pesi
Gallo: da kg. 5- kg.7,0
Gallina: da kg. 4- kg. 5,5
PROPOSTA DI VARIAZIONE
DIAMETRO ANELLO
CHU SHAMO
Difetti Gravi:
Mancanza di attitudine da combattente; peso e taglia ridotti; cresta
molto sviluppata, piede d’anatra.
Abbiamo ricevuto dal “gamefowl
club italia” una proposta di variazione del diametro dell’ anello
dalla Chu-shamo ovvero da 24
per il gallo e 22 per la gallina a 22
per il gallo a 20 per la gallina.
Invitiamo pertanto tutti gli allevatori della razza combattente shamo a contattare via mail il
CTS all’ indirizzo ctsitaliano@
libero.it per comunicarci le proprie considerazioni in merito. Le
mail dovranno pervenire entro il
15 maggio 2014.
3 – PIUMAGGIO
Conformazione:
Corto, aderente al corpo, penne
dure con rachide rigida.
IV - COLORAZIONI:
Il colore e il disegno hanno un ruolo secondario ma l’ appartenenza
alla colorazione deve essere riconoscibile.
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VICULTUR
GUIDA ALLA FORMAZIONE
DEI CLUB DI RAZZA
Nel programma presentato dal
precedente Consiglio Direttivo
Federale all’Assemblea straordinaria dei soci FIAV, nel novembre
2010, figurava un punto programmatico molto importante e fondamentale per la crescita dell’avicoltura ornamentale-sportiva italiana. Si trattava dell’incentivazione
per la nascita, lo sviluppo e la
conservazione dei Club di specializzazione in Italia di cui sono
sempre stato promotore essendo
fermamente convinto che solo
tramite queste strutture si possa
raggiungere livelli qualitativi superiori ed in generale migliorare l’intero sistema esistente. Nel
nostro Paese non abbiamo molte testimonianze, nè esperienza
tale, per poter affermare che tutto
questo possa accadere ma basta
osservare, riflettere e cercare di
capire cosa succede oltre confine
per potersi convincere che questa
sia una valida strada da seguire.
Esempi chiari e inconfutabili che
fanno da capofila sono la Germania e l’Olanda, dove i Club di razza sono diffusissimi e sempre presenti a ogni loro manifestazione
nazionale. Anche Francia, Svizzera, Belgio, Inghilterra e altre
nazioni hanno ben radicato nella
loro tradizione la cultura di riuni-
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re gli allevatori in queste strutture
molto particolari.
Nelle varie riunioni del consiglio
direttivo federale si è affrontato più
volte l’argomento
e si sono stabiliti
alcuni punti fermi che potranno
essere di aiuto
a sviluppare la
specializzazione
in Italia. L’attuale
Consiglio Direttivo Federale è consapevole del fatto
che si tratta solo
di incentivi di
supporto e assitenza informativa
e non economica (fatta eccezione
per poche particolarità in seguito
descritte) per invogliare i tesserati a intraprendere questa strada e
che sono poi loro stessi a doversi
impegnare affinchè il Club diventi
una realtà solida e funzionale. Si
è quindi consci che solo questi ultimi potranno, con la loro volontà,
costituire queste nuove realtà . Le
decisioni adottate precedentemente hanno riguardato l’esenzione
della tassa mostra per i Club di
specializzazione e le sovvenzioni
sotto forma di contributo per le
spese di ingabbio, per gli iscritti ai
Club, alle manifestazioni europee
di specializzazione riconosciute
dall’E.E.. Mi
sono deciso a
scrivere questo breve articolo perchè
periodicamente mi vengono chieste informazioni e
supporto per
attuare l’iter
di costituzione
di un Club di
razza, ho voluto quindi mettere al
servizio di tutti la mia esperienza
maturata in questi anni all’interno del Club Italiano della Cocincina. Premetto che i Club di razza
possono essere di vario tipo e con
caratteristiche diverse, ma fondamentalmente devono avere la particolarità di unire allevatori di una
sola razza o di razze che hanno
affinità ben marcate. Cominciamo
col dire che il “vero” Club di specializzazione, come dice la parola,
è quello fondato su un’unica razza
dove i propri soci si concentrano
esclusivamente sul miglioramento della stessa, ma spesso, ed anche più frequentemente, troviamo
Club di razza composti da più
razze che hanno affinità tra loro,
oppure troviamo Club specializzatissimi come ad esempio quelli
che riguardano addirittura una
determinata colorazione di una
determinata razza (probabilmente
solo in Germania). Di certo è che
non si può chiamare Club di specializzazione un Club che riunisce
allevatori di razze che non hanno
nulla in comune. Sicuramente non
tutti condivideranno questa mia
opinione anche perchè all’estero
già esistono Club con queste strane
caratteristiche e non mi stupirei se
un domani anche in Italia nascesse
un Club dalla più fantasiosa combinazione. D’altra parte non esiste
AVICOLTURA
Federazione
VICULTUR
GAMEFOWL CLUB ITALIA
Foto di Tranchellini Matteo
una regolamentazione in Italia che
disciplina le caratteristiche che devono possedere i Club di razza, ma
in tal caso, a mio avviso, avrebbe
poco senso chiamarlo Club di razza o Club di specializzazione poichè esistono già le Associazioni
che riuniscono allevatori di tutte le
razze. Riporto di seguito un breve
elenco esemplificativo di alcune
possibili e più frequenti combinazioni per la costituzione di un Club
di specializzazione, ricordando comunque che probabilmente esisteranno anche altre tipologie di Club
con altre caratteristiche:
• Club della Wyandotte nana
bianca (Germania- riguarda
una sola colorazione di una sola
razza)
• Club Italiano della Siciliana (riguarda una sola razza)
• Club della Araucana e Araucana nana (Germania- riguarda
due razze dove una è la miniaturizzazione dell’altra)
• Club Italiano della Cocincina
(riguarda due razze affini per
caratteristiche morfologiche e
di denominazione)
• Club delle razze ciuffate (Olanda- riguarda un gruppo di razze che hanno in comune una
particolare caratteristica morfologica)
• Club Razze Autoctone Italiane
(raggruppa una serie di razze
Nazionali)
• Gamefowl Club Italia (raggrup-
pa molte razze appartenenti
ad un unica categoria , le razze
combattenti)
• Club delle barbute belghe (Belgio - raggruppa un ristretto
numero di razze nazionali con
caratteristiche
morfologiche
estremamente affini).
Chiarito quale forma può avere il
Club di razza, passo a spiegare le
funzioni , le attività che gli competono e la sua struttura di gestione.
FUNZIONI
Il Club di razza è un organo tecnico che riunisce allevatori che si
dedicano all’allevamento di una o
più razze affini al fine di diffonderle, preservarle e di migliorarne le caratteristiche morfologiche.
Si dedica, tramite i propri soci , a
ricercare, a fissare nuove colora-
zioni e a mantenere un costante,
continuo e reciproco scambio di
informazioni con gli organi tecnici nazionali. Si occupa di promuovere, tramite seminari o corsi di
aggiornamento il giusto indirizzo di selezione della/e razza/e
trattata/e. Ha inoltre funzione di
aggregazione, consentendo anche
di accentuare il confronto sportivo (parte importante per dare un
senso a quello a cui ci dedichiamo)
tra un numero più elevato di soci
espositori, specialmente in una realtà come quella italiana dove capita spesso, e non solo in mostre
sociali, di essere unici espositori
di una determinata categoria.
ATTIVITA’
Generalmente ogni Club di razza
organizza eventi divulgativi ed
eventi ufficiali come le mostre sociali. Tutte queste manifestazioni
si svolgono generalmente, ma non
necessariamente, nell’ambito del
territorio nazionale e possono essere organizzate in maniera indipendente oppure in collaborazione con altre strutture associative
del mondo avicolo (Federazione,
Associazioni,altri Club) così come
con altri enti esterni al settore
dell’avicoltura ornamentale.
Non è certamente obbligatorio
organizzare questo tipo di eventi,
ma è senz’altro un buon sistema
per potersi presentare e farsi conoscere ad un pubblico esterno che,
soprattutto in Italia, conosce poco
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AVICOLTURA
Federazione
la realtà dell’avicoltura sportiva.
Non è neanche estremamente necessario intraprendere altre attività , come la predisposizione di
newsletters,la redazione di giornalini o quant’altro sia utile al fine
della divulgazione, ricordando comunque che qualsiasi attività aggiuntiva al minimo necessario non
potrà che essere di aiuto alla crescita del Club. Facilmente un neonato Club di razza non avrà le potenzialità necessarie per rendersi
completamente autonomo e dovrà
appoggiarsi ad altre organizzazioni, o alle Associazioni. Tra le attività necessarie invece non si potrà
prescindere dall’effettuare almeno
una riunione generale dei propri
VICULTUR
soci nell’arco dell’anno, proprio
per avere l’occasione di parlare
delle varie attività che si intendono affrontare durante la stagione.
Altre iniziative ritenute utili potranno benissimo essere adottate al
fine di raggiungere gli obiettivi del
Club precedentemente descritti.
STRUTTURA DEL CLUB
Anche i Club di specializzazione
dispongono di un proprio statuto, di un atto costitutivo e di una
struttura organizzativa. L’atto costitutivo è firmato alla prima occasione utile dalle persone che intendono fondare il Club. Le stesse
redigeranno uno statuto che deve
seguire le linee guida dettate dai
regolamenti nazionali della Federazione. Per la redazione dello
statuto di un Club si può benissimo prendere come esempio, effettuando le dovute correzioni ,
lo statuto federale, visionabile e
scaricabile dal sito FIAV, oppure,
più semplicemente, richiedere un
fac-simile di statuto a chi l’ha già
redatto in passato. La struttura organizzativa prevede generalmente i seguenti organi: Assemblea
dei soci, Consiglio Direttivo e Presidente, possono però essere previsti organi ulteriori come i revisori dei conti ed altri. All’interno
del Consiglio Direttivo si possono
assegnare le più svariate tipologie
di cariche (Vice-Presidente, Cassiere, Segretario,responsabile notiziario ecc...)
L’Assemblea dei soci è costituita
da tutti i soci i quali si possono
dividere in soci ordinari e in soci
sostenitori con la differenza che
i primi hanno diritto di voto nelle decisioni assembleari e diritto
di partecipare alle manifestazioni
ufficiali riconosciute dalla FIAV, i
secondi possono usufruire di svariati servizi offerti dal Club ma non
possono partecipare come espositori nei concorsi a giudizio o esprimere pareri decisionali all’interno
del Club.
SCHEMA PER LA COSTITUZIONE DI UN CLUB E ADEMPIMENTI NECESSARI
1. riunione preliminare tra gli allevatori interessati (l’archivio delle razze allevate tenuto dalla Federazione
è senz’altro un ottimo strumento per poter mettere in contatto i vari allevatori della stessa razza o delle
razze sulle quali si fonderà il Club)
2. sottoscrizione dell’atto costitutivo e stesura dello statuto del Club (la Federazione non richiede ai Club
la registrazione presso l’agenzia delle entrate di questa documentazione, si lascia pertanto ampia libertà di
scelta)
3. invio al C.D.F. della domanda di riconoscimento ed elenco dei soci (questa domanda può essere inoltrata
con raccomandata A/R ma anche per e-mail). Allegare inoltre copia dell’atto costittivo e dello statuto.
4. elezione del Consiglio Direttivo e distribuzione delle cariche (alla prima riunione ufficiale del Club si
dovrà eleggere il consiglio direttivo e all’interno di questo distribuire le cariche necessarie alla conduzione
del Club. Verrà quindi eletto il Presidente, il segretario e qualsiasi altra figura che si reputa necessaria.
L’organigramma del Club va trasmesso al C.D.F.)
5. svolgimento dell’Assemblea ordinaria dei soci (una volta all’anno deve essere svolta l’Assemblea ordinaria
dei soci e il suo verbale va trasmesso al C.D.F.)
Cepollina Simone
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News
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Federazione
AVICOLTURA
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LE RELAZIONI DEI GIUDICI RIGUARDANTI IL GIUDIZIO AI XX CAMPIONATI ITALIANI
SONO PUBBLICATE IN FORMATO INTEGRALE SUL SITO F.I.A.V.
Ad integrazione dell’articolo sui risultati dei XX Campionati Italiani di Avicoltura riportato nel notiziario N.
45 di Ottobre-Dicembre 2013 si segnalano le seguenti altre premiazioni:
MIGLIOR COMBATTENTE NANO
COMBATTENTE INDIANO NANO dell’allevatore FURLAN LUCA
MIGLIOR COMBATTENTE
O-SHAMO dell’allevatore PIGNATTI LUCA
PREMIO AVINORDEST per la migliore anatra dell’esposizione, in memoria di Cerchiaro Giuseppe, è stato attribuito all’allevatore CELLINI ANDREA con un’antra CORRITRICE INDIANA colorazione trota.
La scelta di questi campioni è stata effettuata dai giudici Verest Andy e Rè Anthony.
Nella classifica delle Associazioni si precisa il mancato inserimento dell’Auav che nella graduatoria finale non
si è posizionata (N.P. Non partecipato). Ci scusiamo con i lettori per la dimenticanza”.
In occasione dei XX Campionati Italiani di Avicoltura di Abbiategrasso (MI) 6-8 dicembre 2013, si è
svolta la cerimonia di presentazione del nuovo Libro Standard Italiano delle Razza Avicole e si sono
ringraziati tutti coloro che in qualche modo hanno
contribuito, dalla nascita dello standard (1994) ad
oggi (2013), alla stesura e ai continui aggiornamenti
di questa opera. Nella foto a lato alcuni autori del
libro premiati dal Presidente della F.I.A.V., Da Giau
Giuseppe e da Verest Andreas (al centro della foto)
membro del C.S.E. Da sinistra il Sig.Riganti Vinicio
(per la realizzazione di alcuni disegni), il Sig.Corti
Elio (genetica delle colorazioni), i Sig.ri Tona Luciano e Tona Maurizio (tra gli autori della prima stesura del libro). Sono inoltre stati citati e ringraziati
alcuni autori assenti alla cerimonia e precisamente
i Sig.ri Galeazzi Marco, Andreotti Lico, Focardi Fabrizio e gli attuali membri del CTS.
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News
Quando allevare avicoli ornamentali non è solo una passione
Il mondo rurale è sempre stato caratterizzato da forme di solidarietà e da valori di
reciprocità, gratuità e mutuo aiuto. Quella che si vuole presentare è una esperienza
di agricoltura sociale rivolta a persone svantaggiate, che include l’allevamento di
avicoli ornamentali.
Presso il Centro diurno per disabili “Cascina Bargè”, gestito dal Settore Politiche
Sociali del Comune di Vercelli, da anni è stato impostato un modello di lavoro educativo imperniato sull’utilizzo dell’agricoltura e della cura degli animali a scopo
educativo e riabilitativo.
Gli interventi si rivolgono principalmente a soggetti adulti con disabilità intellettiva,
ospiti fissi della struttura. Il contesto di lavoro è quello di una vera e propria fattoria,
con un’ampia area di allevamento, un vasto orto, una serra, un campo coltivato a
mais destinato all’alimentazione degli animali.
L’agricoltura offre agli ospiti della struttura l’opportunità di diventare partecipi di
un processo di crescita e di prendersi cura di altri esseri viventi. L’allevamento utilizza la relazione uomo-animale per riattivare risorse nei soggetti con disabilità o
disagio.
Nell’allevamento avviene un capovolgimento di ottica: la persona disabile, da oggetto di cure perpetue, diventa capace di prendersi cura di altri. La gestione dell’animale sollecita l’acquisizione di ruolo e di responsabilità. Ci si sente utili e necessari
perché gli animali hanno bisogno dell’uomo.
L’interazione con l’animale risveglia l’affettività e la sensibilità. E’ richiesta una capacità comunicativa che non passa attraverso processi mentali e verbali, ma si articola
sul piano istintivo e corporeo. E’ favorita la possibilità di entrare in contatto con il
proprio mondo interiore, cresce la capacità di riconoscere ed esprimere le proprie
emozioni.
E’ significativo l’impatto sul piano educativo ed emotivo: prendersi cura di un altro
essere vivente muove processi affettivi profondi, favorisce il decentramento, apre
alla relazione con l’altro, insegna il rispetto.
Per una persona disabile è utile acquisire abilità e competenze di tipo lavorativo, ma
è ancora più importante acquisire un ruolo, perché ciò consente di arrivare a “sentirsi
adulto”.
Alla Cascina Bargè gli ospiti imparano a lavorare allevando avicoli, acquisiscono
competenze che potranno essere applicate in diversi contesti: ad esempio comprendere i compiti, seguire le direttive, riconoscere i ruoli, accettare i richiami di fronte ad
un errore. In un contesto di lavoro protetto si impara a diventare affidabili, assumersi
responsabilità, interagire con gli altri in modo corretto, comunicare e cooperare in
vista di un obiettivo comune.
La Cascina Bargè è anche una Fattoria Didattica riconosciuta dalla Regione Piemonte.
Gli alunni delle scuole hanno la possibilità di conoscere in forma diretta il mondo
dell’avicoltura, di avvicinare gli animali, di scoprire le varie razze con le diverse caratteristiche e di imparare le tecniche di allevamento. Durante le visite i lavoratori
disabili, insieme agli operatori, descrivono il loro lavoro quotidiano in fattoria; così facendo assumono il ruolo reale
di “allevatori”, dimostrando le capacità e le competenze acquisite.
La Cascina Bargè è iscritta alla LIA e da alcuni anni partecipa, per quanto possibile, alle attività dell’associazione.
Dai soci cerchiamo di carpire segreti e reperire esemplari che ci possano portare ad essere anche bravi allevatori. I
nostri polli forse non saranno mai campioni di razza, ma da quando escono dall’uovo all’interno dell’incubatrice
sono sicuramente campioni di solidarietà sociale.
Gianni Ghisio - Centro diurno per disabili “Cascina Bargè”
Comune di Vercelli - Settore Politiche Sociali
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CLUB ITALIANO DELLA COCINCINA
foto di Tranchellini Matteo
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