close

Enter

Log in using OpenID

Abstract_pubblicazioni_files/BONDI_ESTRATTI_sito bondi

embedDownload
9 788896 378762
€ 25.00
Tredici passi nel diritto penale europeo
ISBN 978-8896378762
Alessandro Bondi è professore associato di
Diritto penale nell’Università di Urbino; dottore
di ricerca in diritto penale italiano e comparato
dell’Università di Pavia; ha studiato presso la
Ludwig-Maximilians Universität di Monaco di
Baviera e la Columbia University di New York.
Tra le sue principali pubblicazioni, i volumi
I reati aggravati dall’evento tra ieri e domani
(1999), Problematiche dell’aggiotaggio. Questioni
interpretative e necessità di riforma (2000), I
Reati contro la pubblica amministrazione (20041,
20082), Stravaganze del diritto penale (2008);
i saggi «Vuolsi così colà dove si puote ciò che si
vuole» (Contributo allo studio del reato di false
comunicazioni sociali)(2002), Philosophieverbot.
L’agonia del diritto penale moderno (2006),
Un pericoloso terrorista (2007), Il signore degli
aggiotaggi (2009), La ricchezze delle sanzioni
(2009), Le disposizioni sanzionatorie del Titolo
I Capo IV Sez. I (2010). Per l’Università di
Urbino, è responsabile dell’attività di ricerca e
coordinamento con la Commissione parlamentare
antimafia; del coordinamento della sezione
penalistica internazionale Olympus- I.S.P.E.S.L
sulla Riforma della disciplina della salute e
sicurezza dei lavoratori; della sezione penalistica
della scuola di specializzazione delle professioni
legali. È responsabile e docente di diritto penale
del Centro Studi Giuridici Europei “PaleariBrulliard” dell’Università di Urbino e del master
in Criminologia e psichiatria forense dell’Università
degli Studi della Repubblica di San Marino.
Alessandro Bondi
Questo lavoro non è un manuale, ma a un
manuale s’ispira. Cerca di offrire ricerca applicata
alla didattica. Volendo essere generosi, è un
manuale in divenire, un manuale per la lettura
di norme. Ha un desiderio: far dialogare norme,
dottrina, giurisprudenza, in maniera circolare e
integrata. L’obiettivo è ambizioso, si offre solo
un primo passo, perché i manuali italiani hanno
tradizione e anche agli studenti capita di leggerli.
L’ANVUR se ne dovrà fare una ragione.
Ma ci sono temi corsari che creano nuovi imperi
del pensiero e cambiano piani editoriali. Uno di
questi temi è il diritto penale dell’Europa, perché
se il diritto penale interno è un pachiderma,
quello europeo è una lepre; se il primo reagisce
al presente, il secondo anticipa il futuro. La
questione non è solo di nuovi contenuti, ma di
fonti, interpretazioni, metodi di analisi giuridica
e di politica criminale. Agli studenti studiosi, passi
e numeri di questo diritto.
Università degli Studi di Urbino
Dipartimento di Scienze Giuridiche
“Collegio dei Dottori 1506”
Alessandro Bondi
Tredici passi
nel diritto penale europeo
9
Dipartimento di Scienze Giuridiche “Collegio dei Dottori 1506”
Università di Urbino
9
Questo testo è stato sottoposto all’approvazione di due referees
secondo la normativa vigente.
Alessandro Bondi
Tredici passi
nel diritto penale europeo
TUTTI I DIRITTI RISERVATI
Vietata la riproduzione anche parziale
© Aras Edizioni 2012
ISBN 978-88-96378-762
Aras Edizioni srl, Fano (PU)
www.arasedizioni.com – [email protected]
N.d.E. Questo volume esce con caratteristiche formali particolari,
che non sono esattamente proprie della collana, per specifica richiesta dell’autore,
in ragione delle speciali finalità dell’opera pensata e organizzata per il pubblico degli studenti.
Weniger, aber besser
Dieter Rams
(Direttore dipartimento Design
della Braun dal 1961 al 1995)
PARTE PRIMA
DOTTRINA E FONTI
I
Tredici Passi
A chi legge. Questo lavoro non è un manuale, ma a un manuale s’ispira. Cerca di offrire ricerca applicata alla didattica. Volendo
essere generosi, è un manuale in divenire, un manuale per la lettura
di norme. Ha un desiderio: far dialogare norme, dottrina, giurisprudenza, in maniera circolare e integrata. L’obiettivo è ambizioso, questo è solo un primo passo, perché i manuali italiani hanno tradizione
e anche agli studenti capita di leggerli. L’ANVUR se ne dovrà fare
una ragione.
Ma ci sono temi corsari che creano nuovi imperi del pensiero
e cambiano piani editoriali. Uno di questi temi è il diritto penale dell’Europa, perché se il diritto penale interno è un pachiderma,
quello europeo è una lepre; se il primo reagisce al presente, il secondo anticipa il futuro. La questione non è solo di nuovi contenuti,
ma di fonti, interpretazioni, metodi di analisi giuridica e di politica
criminale. Agli studenti studiosi, passi e numeri di questo diritto1.
1
Su questo studio. È parte di un più ampio progetto, abbozzato negli anni,
stimolato dalla ricerca, dai corsi universitari, dalle lezioni e scritti nati per i seminari annuali organizzati dal Centro di Studi Giuridici Europei, fondato nel 1959
da Enrico Paleari e Germain Brulliard, presso l’Università degli Studi di
Urbino “Carlo Bo”.
Sulle note che seguiranno. Limitate, per offrire un quadro, per non mettersi in
competizione con Google o altro motore di ricerca, per confessare un dialogo e
sperare in altri confronti. Il contenitore è la biblioteca reale o virtuale del sapere.
Il luogo potrà anche essere una qualche nuvola di memoria informatica, ma l'uomo rimarrà ancora la guida di tanto peregrinare. Questo è l’auspicio.
10
Tredici passi nel diritto penale europeo
1. Numeri. Dall’unione del diritto al diritto dell’Unione, con metodi e dogmatiche penalistiche in grado di comunicare il messaggio
normativo: questo è il senso che suggerisce di viaggiare in Europa
con un occhio sul calendario2. Perché il “tredici” è un numero importante per l’Europa. Il 13 settembre del 2005, la Grande sezione
della Corte di giustizia delle Comunità europee ha trovato una ragione
in più per aprire le porte del diritto penale alla politica3. Il 13 dicembre 2007, con la firma del Trattato di Lisbona da parte dei capi
di Stato e di governo, la politica ha trovato una ragione in più per
aprire le porte del diritto penale alla giurisprudenza europea. In due
soli anni, si è passati da una Costituzione per l’Europa armata di 448
articoli e 63.000 parole, a un Trattato disarmato di 55 articoli e
12.800 parole. Ma non era solo. Ai 55 articoli del Trattato dell’Unione europea sono seguiti i 358 articoli del Trattato sul Funzionamento
dell’Unione europea, 37 Protocolli, 2 Allegati, 65 Dichiarazioni per
un totale, nella versione consolidata italiana con le Tavole di corrispondenza, di 478 pagine4. Insomma, un disarmo da Guerra fredda.
ΐΐ Tra Costituzioni e Trattati, cronaca breve. La c.d. Costituzione europea è stata rigettata dai referendum francese ed olandese del 2005. Col sostegno della Commissione europea, il
comitato d’azione per la democrazia europea (Action Commit2
F. Schönherr, Recht und Sprache, ein altes Thema aber aktuell denn je, JBl
1982, 246; A. Kaufmann, Diritto e linguaggio, in Filosofia del diritto ed ermeneutica, Marino G. (a cura di), Giuffrè, 2003, 174.
3
Con la sentenza CoGCE Grande sezione 13 settembre del 2005 – causa
C-176/03, la Corte di giustizia annullava la decisione quadro del Consiglio 27
gennaio 2003 n. 2003/80/GAI per la protezione dell’ambiente attraverso il diritto penale, perché in violazione dell’art 47 TUE v.f., sostenendo che, con un atto
di cooperazione tra gli Stati, la decisione quadro invadeva la sfera di competenza
della Comunità europea. L’ambiente, infatti, costituiva un obiettivo principale
della Comunità europea e ad essa non era precluso imporre obblighi di criminalizzazione per ottenere pene «effettive, proporzionate e dissuasive» e una risposta
omogenea degli Stati di fronte a reati transnazionali costituiti da gravi violazioni
ambientali. Sul punto, una prima lettura di A. Perduca, Per assicurare il rispetto
delle norme da Bruxelles le sanzioni agli Stati, Sole 24 Ore, 01.10.2005, 99. 4 Se non diversamente indicato, i Trattati siglati a Lisbona nel 2007 verranno
abbreviati in Trattato.
I. Tredici passi
11
tee for European Democracy), tra il 2006 e 2007, rispondeva
alle difficoltà politiche mettendo a punto il progetto sfociato
nel Trattato di Lisbona. Coordinatore di questo Comitato
era Giuliano Amato, già vicepresidente della Convenzione
europea che aveva redatto il progetto di Costituzione per
l’Europa. Secondo Valerie Giscard d’Estaing, la differenza
tra il progetto di Costituzione e il Trattato è solo “cosmetica”. Forse è un opinione di parte, provenendo dal presidente
della Convenzione europea che aveva redatto il progetto di
Costituzione rigettato, ma trova conferma, con una percentuale di corrispondenza tra i due progetti pari al 96%, nel
think tank euroscettico “Openeurope”. Per la verità, anch’essa
è un’opinione di parte. Rinviando il lettore alla ricerca di
altri fonti, tra cui non mancherà sicuramente Wikipedia5,
commenti sulle proiezioni penalistiche del Trattato di Lisbona seguiranno nella prima come nella seconda parte di questo
studio, vale a dire, nella parte che, con gli strumenti di analisi offerti dalla dottrina, si protende alla lettura di norme e
giurisprudenza, per poi tornare alle riflessioni della dottrina
dopo aver letto di norme e giurisprudenza.
5
C’è chi consulta solo Wikipedia, c’è chi lo fa di nascosto, c’è chi la rifiuta
per principio. La ricerca scientifica non getta anatemi, aborre il plagio, si diletta
nella lettura delle singole voci, confrontando le versioni redatte in lingue diverse.
La ricerca ha solo bisogno di prendere le misure, verificare l’attendibilità e la
completezza delle fonti, dare un peso alle capacità autocorrettive delle singole
voci liberamente modificabili e censurabili dagli utenti della stessa enciclopedia,
seguendo indicatori trasparenti di completezza, secondo un modello a rete di
sviluppo della conoscenza e di controllo. Con questo spirito si inserirà nel testo
qualche nota integrale ripresa da Wikipedia. Semmai ce ne fosse bisogno, si lasci
allora che Wikipedia presenti se stessa. «Wikipedia è un’enciclopedia collaborativa
online gratuita, sostenuta dalla Wikimedia Foundation, una organizzazione non a
scopo di lucro statunitense. Etimologicamente Wikipedia significa cultura veloce, dal
termine hawaiano wiki, con l’aggiunta del suffisso-pedia (dal greco antico “formazione”). È sorta nel gennaio 2001. La caratteristica primaria di Wikipedia è il fatto
che dà la possibilità a chiunque di collaborare, utilizzando un sistema di modifica e
pubblicazione aperto. All’inizio di gennaio 2012 Wikipedia conteneva in totale più
di 20 milioni di voci e 77 milioni di pagine (modificate 1 miliardo e 200 milioni di
volte); inoltre contava 32 milioni di utenti registrati».
12
Tredici passi nel diritto penale europeo
Rimpiangendo la comodità di un “link” informatico, ecco allora
come Wikipedia raccoglie le differenze tra il progetto di trattato di
una Costituzione per l’Europa, redatto nel 2003, e il Trattato siglato
a Lisbona nel 2007.
ΐΐ «Non si è arrivati a redigere un unico trattato (come la Costituzione europea), ma sono stati riformati i vecchi trattati. Il
Trattato di riforma ha modificato quindi il Trattato sull’Unione europea (TUE) e il Trattato che istituisce la Comunità
europea (TCE). Il primo ha mantenuto il suo titolo attuale
mentre il secondo è stato denominato “Trattato sul funzionamento dell’Unione europea” (TFUE). Ad essi vanno aggiunti la
Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e il Trattato
Euratom (quest’ultimo non era stato integrato nella Costituzione europea);
ΐΐ è stato tolto ogni riferimento esplicito alla natura costituzionale
nel testo: sono stati eliminati i simboli europei e si è ritornati
alla vecchia nomenclatura per gli atti dell’UE: tornano “regolamenti” e “direttive” al posto delle “leggi europee” e “leggi quadro
europee”;
ΐΐ è stata confermata la figura del Presidente del Consiglio europeo, non più a rotazione e per un mandato semestrale, ma con
elezione a maggioranza qualificata dal Consiglio europeo per
un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile una volta;
ΐΐ il “ministro degli Esteri” europeo è stato rinominato Alto rappresentante dell’Unione per gli afffari esteri e la politica della
sicurezza, benché con i poteri rafforzati indicati nella vecchia
Costituzione: sarà anche vicepresidente della Commissione europea (Servizio europeo per l’azione esterna);
ΐΐ vengono meglio delimitate le competenze dell’UE e degli Stati
membri, esplicitando che il “travaso di sovranità” può avvenire
sia in un senso (dai Paesi all’UE, come è sempre avvenuto) che
nell’altro (dall’UE ai Paesi);
ΐΐ il nuovo metodo decisionale della “doppia maggioranza” entrerà in vigore nel 2014 e, a pieno regime, nel 2017;
ΐΐ aumentano i poteri dei Parlamenti nazionali che hanno più
tempo per esaminare i regolamenti e le direttive;
I. Tredici passi
13
ΐΐ la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è integrata nel Trattato, ma vi è un riferimento ad essa. Il Regno
Unito ha ottenuto una “clausola di esclusione” (“opt-out”) per
non applicarla sul suo territorio al fine di preservare la Common law. Lo stesso è stato concesso alla Polonia ma con l’elezione a premier di Donald Tusk quest’ultimo si è impegnato a non
far valere l’“opt-out” ottenuto. Anche la Repubblica Ceca ha
richiesto e ottenuto, poco prima della ratifica, l’opt-out;
ΐΐ il Regno Unito e l’Irlanda hanno ottenuto (per chiunque lo voglia utilizzare) un meccanismo (“opt-out”) per essere esentati da
decisioni a maggioranza nel settore “Giustizia e affari interni”;
ΐΐ viene specificato che la PESC ha un carattere specifico all’interno dell’UE e che non può pregiudicare la politica estera e la
rappresentanza presso le istituzioni internazionali degli Stati
membri.
ΐΐ la concorrenza non è più ritenuta un obiettivo fondamentale
dell’UE, ma viene citata in un protocollo aggiuntivo;
ΐΐ viene introdotta l’energia nella clausola di solidarietà in cui
gli Stati membri si impegnano a sostenere gli altri in caso di
necessità;
ΐΐ viene specificata la necessità di combattere i cambiamenti climatici nei provvedimenti a livello internazionale;
ΐΐ viene introdotta la possibilità di recedere dall’UE (fino ad oggi,
infatti, vi si poteva solo aderire)».
2. Definizioni e storie. Di fronte al diritto dell’Europa si sprecano
predicati. E cacofonie. Diritto fluido, morbido, duro, unionista, federalista, funzionalista. Diritto senza Stato, ma di Stati e di popoli. Diritto senza codici, dai principi variabili secondo il contesto e l’oggetto
di confronto. Diritto dei successi e degli insuccessi; delle competenze autoriproduttive; dell’attività normativa fisiologicamente instabile
foraggiata dall’induzione dei bisogni; della giurisdizione propulsiva
inversamente proporzionale alla debolezza politica. Diritto burocratico con deficit di consenso sociale compensato da consenso tecnico,
economico, giuridico con obbligazioni di risultato entro l’originario
Indice
PARTE PRIMA
DOTTRINA E FONTI
7
I. Tredici Passi 1. Numeri 2. Definizioni e storie
3. Diritto penale ed Europa
4. Trattato e Convenzione europea dei diritti dell’uomo
5. Nella forma e nella sostanza
6. Tra armonizzazione e unificazione dei reati
7. Progetti e unificazione
8. Luoghi e diritto
9. Criminalità europea e statistiche
10. Economia e politica
11. Politica e diritto
12. Democrazia e legittimità
13. L’ultimo e il primo passo
9
10
13
16
22
24
27
34
36
38
42
43
43
45
PARTE SECONDA
FONTI E DOTTRINA
49
II. Sulla politica criminale europea
1. Altri numeri
2. Bulimia degli atti normativi europei
3. Il Preambolo
51
51
53
54
300
Tredici passi nel diritto penale europeo
4. Princìpi e norme
5. Il legittimo scopo di tutela
6. Il principio dell’ultima ratio
7. Il principio di colpevolezza
8. Il principio di legalità
9. Divieto di retroattività della norma penale
10. La necessaria determinatezza
11. La necessità di una legge parlamentare
12. Il principio di sussidarietà
13. Il principio di coerenza
55
57
60
62
64
65
66
67
67
70
III. Manifesto sulla politica criminale europea
73
IV. Sul trattato di lisbona e
sulla carta dei diritti fondamentali
95
V. Trattato sull’unione europea
97
VI. Trattato sul funzionamento dell’unione europea 115
VII. Protocolli ai trattati sull’unione europea
e sul funzionamento dell’unione europea
155
VIII. Carta dei diritti fondamentali dell’unione europea 179
IX. Sulla convenzione per la salvaguardia dei diritti
dell’uomo e delle libertà fondamentali
189
X. Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo
e delle libertà fondamentali
191
XI. Sul mandato d’arresto europeo 219
XII. Mandato d’arresto europeo e procedure
di consegna tra stati membri
221
XIII. Sulla giurisprudenza e sulla giurisidizione
231
bibliografia e sitografia
ringraziamenti
285
297
Collana del Dipartimento di Scienze Giuridiche
“Collegio dei Dottori 1506”
Università di Urbino
1. Vittorio Parlato, Cattolicesimo e ortodossia alla prova. Interpretazioni dottrinali e strutture ecclesiali a confronto nella realtà sociale
odierna.
2. Maria Morello, Donna, moglie e madre prolifica. L’Onmi in cinquant’anni di storia italiana.
3. Anna Maria Giomaro, Sulla presenza delle scuole di diritto e la
formazione giuridica nel tardoantico.
4. Alberto Fabbri, Presenza istituzionale e pastorale cattolica in Europa. Lo Statuto del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa
(CCEE).
5. Michele Panzavolta, Contributo allo studio dell’invalidità derivata
nel processo penale.
6. Maria Morello, I malati di mente dalla legislazione preunitaria
alla legge Basaglia.
7. Anna Maria Giomaro, Mutuo, inadempimento e onere della prova
nel diritto commerciale romano.
8. Gabriele Marra, Verso un diritto penale sperimentale? Metodo ed
empiria del canone dell’extrema ratio.
9. Alessandro Bondi, Tredici passi nel diritto penale europeo.
Finito di stampare nel mese di novembre 2012
presso Digital Team (Fano – PU) per conto di Aras Edizioni srl
su carta Avorio Print 80 gr./mq
9 788896 378762
€ 25.00
Tredici passi nel diritto penale europeo
ISBN 978-8896378762
Alessandro Bondi è professore associato di
Diritto penale nell’Università di Urbino; dottore
di ricerca in diritto penale italiano e comparato
dell’Università di Pavia; ha studiato presso la
Ludwig-Maximilians Universität di Monaco di
Baviera e la Columbia University di New York.
Tra le sue principali pubblicazioni, i volumi
I reati aggravati dall’evento tra ieri e domani
(1999), Problematiche dell’aggiotaggio. Questioni
interpretative e necessità di riforma (2000), I
Reati contro la pubblica amministrazione (20041,
20082), Stravaganze del diritto penale (2008);
i saggi «Vuolsi così colà dove si puote ciò che si
vuole» (Contributo allo studio del reato di false
comunicazioni sociali)(2002), Philosophieverbot.
L’agonia del diritto penale moderno (2006),
Un pericoloso terrorista (2007), Il signore degli
aggiotaggi (2009), La ricchezze delle sanzioni
(2009), Le disposizioni sanzionatorie del Titolo
I Capo IV Sez. I (2010). Per l’Università di
Urbino, è responsabile dell’attività di ricerca e
coordinamento con la Commissione parlamentare
antimafia; del coordinamento della sezione
penalistica internazionale Olympus- I.S.P.E.S.L
sulla Riforma della disciplina della salute e
sicurezza dei lavoratori; della sezione penalistica
della scuola di specializzazione delle professioni
legali. È responsabile e docente di diritto penale
del Centro Studi Giuridici Europei “PaleariBrulliard” dell’Università di Urbino e del master
in Criminologia e psichiatria forense dell’Università
degli Studi della Repubblica di San Marino.
Alessandro Bondi
Questo lavoro non è un manuale, ma a un
manuale s’ispira. Cerca di offrire ricerca applicata
alla didattica. Volendo essere generosi, è un
manuale in divenire, un manuale per la lettura
di norme. Ha un desiderio: far dialogare norme,
dottrina, giurisprudenza, in maniera circolare e
integrata. L’obiettivo è ambizioso, si offre solo
un primo passo, perché i manuali italiani hanno
tradizione e anche agli studenti capita di leggerli.
L’ANVUR se ne dovrà fare una ragione.
Ma ci sono temi corsari che creano nuovi imperi
del pensiero e cambiano piani editoriali. Uno di
questi temi è il diritto penale dell’Europa, perché
se il diritto penale interno è un pachiderma,
quello europeo è una lepre; se il primo reagisce
al presente, il secondo anticipa il futuro. La
questione non è solo di nuovi contenuti, ma di
fonti, interpretazioni, metodi di analisi giuridica
e di politica criminale. Agli studenti studiosi, passi
e numeri di questo diritto.
Università degli Studi di Urbino
Dipartimento di Scienze Giuridiche
“Collegio dei Dottori 1506”
Alessandro Bondi
Tredici passi
nel diritto penale europeo
9
Author
Document
Category
Uncategorized
Views
92
File Size
897 KB
Tags
1/--pages
Report inappropriate content