1 Maria Immacolata Fr. Bruno Korošak OFM Nei secondi Vespri

Maria Immacolata
Fr. Bruno Korošak OFM
Nei secondi Vespri della Festa dell‟Immacolata Concezione dell‟8 dicembre le
tre antifone per i Salmi sono prese da un inno mariano del IV secolo, “Tota pulchra
es Maria“. La seconda antifona suona così in latino: “et macula originalis non est in
te”, macchia cioè che nelle varie versioni viene specificata come causata dalla colpa
o dal peccato1 di solo Adamo. Per comprendere quindi meglio il senso di questa
macchia conviene brevemente spiegare i concetti di peccato originale e di santità
iniziale di Maria Santissima.
I – Peccato originale
I teologi hanno, specialmente negli ultimi 2 secoli, elaborato due spiegazioni
sul peccato delle origini: una classica, altra moderna. Tutte e due concordano in
alcuni punti, in molti altri invece discordano.
A – Spiegazione classica
La miglior presentazione classica del primo peccato e delle sue conseguenze la
possiamo trovare nel “Catechismo della dottrina cristiana” di san Pio X:
“I primi uomini furono Adamo ed Eva… Oltre la grazia, Dio aveva dato
all‟uomo l‟esenzione dalle debolezze e miserie della vita e dalla necessità di morire,
purché non avesse peccato, come purtroppo fece Adamo, il capo dell‟umanità,
gustando del frutto proibito.
Il peccato di Adamo fu un peccato grave di superbia e di
disubbidienza…spogliò lui e tutti gli uomini della grazia e d‟ogni altro dono
soprannaturale, rendendolo soggetto al peccato, al demonio, alla morte, all‟ignoranza,
alle cattive inclinazioni e ad ogni altra miseria, ed escludendoli dal paradiso.
Il peccato a cui Adamo assoggettò gli uomini con la sua colpa, si chiama
originale, perché commesso al principio dell‟umanità, si trasmette con la natura agli
uomini tutti nella loro origine… consiste nella privazione della grazia originale, che
secondo la disposizione di Dio dovremmo avere ma non abbiamo, perché il capo
dell‟umanità con la sua disubbidienza ne privò sé e noi tutti, suoi discendenti.
Il peccato originale è volontario e quindi colpa per noi, solo perché volontariamente
lo commise Adamo quale capo dell‟umanità e perciò Dio non premia col paradiso,
ma neppure castiga con tormenti chi abbia solo il peccato originale” 2.
B- Spiegazione odierna
Dopo il Concilio di Trento, specialmente nell‟ultimo secolo, tutte le scienze,
comprese quelle teologiche e bibliche, si sono enormemente sviluppate. Se oggi
1
Internet, sito Tota pulchra es, enc. Wikipedia, testo latino e la vers. inglese, che ha:“original stain of
sin”; Ufficio divino I, Padova 1974, per 8 dic.: “Tutta bella sei, o Maria, la colpa originale non ti ha
sfiorato”
2
Catechismo della dottrina cristiana, pubblicato per ordine del sommo pontefice san Pio X, Ariccia
1992, n. 66-74.
1
qualcuno volesse brevemente spiegare la dottrina sul peccato originale e le sue
conseguenze3, la potrebbe formulare così:
Secondo S. Paolo (Col 1, 17-20) Cristo è immagine di Dio invisibile, e tutto è
stato creato in Lui, per mezzo di Lui e in vista di Lui, anche il primo uomo, chiamato
in originale ebraico non adam, ma ish (Gen 1, 27); i suoi discendenti dovrebbero nei
lunghi millenni seguenti talmente sviluppare le loro facoltà psichiche e spirituali da
diventare capaci di comprendere e praticare le virtù evangeliche. Prima di tutto
dovevano imparare come “soggiogare la terra e dominare sui pesci del mare e sugli
uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra” e come procurarsi il
cibo dalle varie piante (Gen 1, 28- 30). Poi, nella cosiddetta età di pietra, tra 35000 e
10000 anni prima di Cristo, cominciò a svilupparsi anche la facoltà di spirito e la
religiosità dell‟uomo, come risulta dalle numerose pitture rupestri nelle grotte, le
quali sembra fossero state anche i primi santuari4. Da questi si potrebbero presso i
preadamiti notare le credenze in un Signore degli animali, un dio dei cacciatori; poi la
credenza in una specie di sopravvivenza dell‟uomo dopo la morte, in una specie di
sacralità della volta celeste come dimora degli eroi ed esseri o spiriti sovrumani. Si
possono riscontrare inoltre anche le credenze vane nei poteri magici, come
dimostrano lastrine di pietra o le figurine trovate nelle grotte.
Nel 7° millennio avanti Cristo si può notare nel vicino Oriente un passaggio
decisivo dell‟uomo verso l‟agricoltura e l‟allevamento degli animali domestici. In
questo periodo l‟ultimo redattore della Genesi colloca Adamo ed Eva (Gen 2) ed
afferma che vivevano in un “giardino verso oriente, in eden” (v. 8). I greci traducono
la parola eden con delizia, con godimento, i latini con paradiso; secondo gli aborigeni
australiani si tratterebbe di un luogo dove si vive senza proibizioni e divieti, e quindi
senza trasgressioni e peccati5.
In questo giardino Eva, nel desiderio di una posterità numerosa, si servì di un
talismano con la figura intagliata di un serpente, che fu considerato un simbolo di
vita; infatti, i faraoni d‟Egitto lo portavano designato sulla loro tiara, Mosé lo innalzò
su un‟asta di bronzo come unica medicina contro avvelenamenti mortali (Num 21, 69), ed ancor oggi è l‟emblema delle farmacie. Eva mise al mondo i suoi primogeniti
gemelli, che però presentavano alcune menomazioni corporali, ed Adamo decise che
dovevano essere soppressi. Ma secondo il sacro libro degli antichi persiani sulla
creazione Bundahis, Eva si intenerì e pur sopprimendoli li preparò sul fuoco ed
insieme con il marito se li mangiò (vero “frutto dell‟albero della vita”)6. Notiano che
presso alcune antiche tribù palestinesi fu diffuso il cannibalismo rituale (cfr. Sap 12,
3-5). Anche il capostipite degli Ebrei, Abramo voleva offrire in sacrificio suo figlio
3
Cfr. Il nuovo Catechismo olandese, Torino 1969, p. 311-324; Gérard Du Ry van Beest Holle & Co.,
Zgodovina v slikah, I, Ljubljana 1974; Mircea Eliade, Storia delle credenze e delle idee religiose, vol.
I, Firenze 1979; Johannes Feiner-Lukas Vischer, Nuovo libro della Fede, Brescia 1975, p. 286-297;
Commissione episcopale per la Dottrina della Fede, la Catechesi e la Cultura, Signore da chi
andremo? Il Catechismo degli adulti, Roma 1981, p. 65-66, 512-516; Bruno Korošak, Saggi di
teologia dogmatica, Gorizia 2007, p. 82-118, 158-171.
4
Eliade, Storia, I p. 27-29; Tony Allan, The Dawn of Civilisation. Reader's Digest illustrated History
of the World, 2004, Europe.
5
Eliade, Storia, I p. 44.
6
Bundahish or The original Creation, cap. 15; in: The sacred Books of the East, vol. 5. Delhi 1880, p.
57: “From them was born in 9 months a pair, male and female, and owing to tenderness for offspring
the mother devoured one and the father one. And afterwards Aüharmazd took tenderness for offspring
away from them, so that one may nourish a child and the child may remain”. – L‟usanza di uccidere e
di mangiare i propri bambini si trova ancora oggi presso alcuni indigeni di Sud-America; vedi Luigi
Cocco, Parima, dove la terra non accoglie i morti, Roma 1975, p. 240.
2
primogenito (Gen 22), e dopo di lui tutti gli Ebrei furono persuasi che devono da Dio
redimere i loro primogeniti con offerte rituali (Es 13, 1-13; Lc 2, 23).
Nel campo dell‟evoluzione della facoltà dello spirito religioso, questo poteva
elevarsi a comprendere che sopra di noi non esiste solo un Essere superiore, Signore
degli animali, ma un Dio personale, che premia il bene e castiga il male. Se prima gli
uomini non avevano saputo cosa sia il peccato e la morte spirituale, con la caduta di
Adamo ed Eva “il peccato” letteralmente “entrò nel mondo e con il peccato la morte.
Così la morte raggiunge tutti gli uomini che peccano”, afferma S. Paolo (Rom 5, 12).
Inoltre, da quel momento si poteva veramente dire che l‟idea divina della
creazione di un uomo, composto di corpo, anima e spirito (cfr, 1. Tess 5,23), si sia
finalmente realizzata.
Adamo ed Eva si pentirono della loro caduta e Dio ha perdonato loro il
peccato (Sap 10, 1). Eva si è liberata dal talismano con il serpente e dopo il parto di
Caino esclamò: “Ho acquistato un uomo dal Signore” (Gen 4, 1); similmente dopo il
parto di Set affermò: “Dio mi ha concesso un‟altra discendenza al posto di Abele,
poiché Caino l‟ha ucciso” (Gen 4, 25). Anche Caino si è potuto pentire per
l‟uccisione del suo fratello, e si rivolse a Dio per ricevere un aiuto (Gen 4, 12-15).
Ma che Caino arrivasse a tanto da uccidere per futili motivi il suo fratello
Abele, ciò fu dovuto all‟educazione paterna nell‟arte violenta della combattività e
della difesa, che Adamo ereditò dai suoi predecessori e la trasmise ai suoi
discendenti7, come ce lo attesta uno di loro Lamech, che si vantò: “Ho ucciso un
uomo per una mia scalfittura” (Gen 4, 23). Si trattava quindi di un‟abilità animalesca,
presente nell‟uomo fin dalle origini e trasmessa di generazione in generazione non
con il bagaglio genetico, ma con l‟educazione. Il celebre Mosé, venerato nella Chiesa
come santo, ha severamente comandato ai suoi connazionali di sterminare
completamente tutti gli idolatri, fossero anche i propri fratelli, la propria moglie “o
l‟amico che è come te stesso” (Deut 13, 7-10); per di più, essi dovevano sterminare
tutti gli abitanti di quelle città che fossero diventati idolatri, insieme con il loro
bestiame (v. 13-16). Il grande e santo profeta Elia ha comandato di ammazzare
pubblicamente ben 450 sacerdoti di Baal (1 Cr 18, 40), e il profeta Zacharia ha
inculcato a tutti i genitori di uccidere i propri figli sorpresi nell‟idolatria (Zc 13,3).
Gesù, che indicò le nuove direttive, come, per es., di amare i nostri nemici e pregare
per i nostri persecutori (Mt 5, 44; Lc 6, 27), per coloro che ci maltrattano; a chi ci
percuote sulla guancia, porgere anche l‟altra (v. 28-29), che ha dato la sua vita per
tutti gli increduli, non avrebbe approvato mai queste esecuzioni. Ma i suoi seguaci
preferirono spesso di seguire Mosé, come per es. i Spagnoli e Portoghesi, i quali nel
16° secolo massacrarono alcune tribù degli Indiani indigeni in America con la scusa
della loro idolatria8. Nel passato 20° secolo hanno raggiunto l‟apice della violenza i
cristiani battezzati Hitler e Stalin, che hanno entrambi fatto non solo massacrare ma
anche scientificamente torturare nei vari campi di sterminio milioni di gente
innocente: Hitler 6 milioni, Stalin 20 milioni. E che dire della nostra era, nella quale
secondo le statistiche ben 80 milioni di donne vengono annualmente violentate, e 46
milioni di embrioni abortiti anche da donne battezzate! Che dire di tanti coniugi
sposati in chiesa, dei quali spesso i mariti diventati selvatici sfogano la loro violenza
sulle loro mogli e sui propri bambini?
7
Cfr. Bruno Korošak, Teološki esej o genocidih, Nova Gorica 2006; Giuliana Parotta, Religione e
violenza, Trieste 2007; D. G. Dutton, The abusive personality. Violence and control in intimate
relationship, New York 2007; Christian Gostečnik, Relacijska paradigma in travma, Ljubljana 2008,
p. 71-188.
8
Cfr. Korošak, O genocidih, p. 12-13.
3
Da questa breve esposizione si potrebbe forse già intuire che cosa pensare
dell‟anatema comminato dai vescovi del Concilio di Trento contro tutti coloro che
osassero negare che il peccato di Adamo sia passato a tutti gli uomini, contro chiaro
insegnamento di S. Paolo nella sua lettera ai Romani 5,12. Purtroppo, i vescovi sono
stati ingannati dalla sbagliata traduzione latina del suddetto passo, che diceva che”in
lui, Adamo, tutti abbiamo peccato”9, mentre l‟originale greco affermava
semplicemente “perché tutti peccano”. Del resto, S. Paolo conosceva troppo bene la
Scrittura per attribuire a noi il peccato di Adamo, dato che Geremia 31, 29 ribadiva
agli Ebrei l‟assolutamente personale responsabilità per i peccati commessi: “Ognuno
morirà per la sua propria iniquità”. Parimenti Ezechiele 18, 20: “Colui che ha peccato
e non altri deve morire; il figlio non sconta l‟iniquità del padre”. Il Vaticano ha in
modo indiretto revocato il canone Tridentino sopracitato nel 1979, nella nuova
versione ufficiale latina, la Neovulgata, dove le ultime parole del versetto 12 del
cap.5, della lettera ai Romani non contengono più alcun accenno ad Adamo, ma
affermano semplicemente: “perché tutti hanno peccato”10. Nella pastorale non si
dovrebbe quindi insistere sull‟assoluta necessità del battesimo per i neonati per
lavarli dal peccato ereditato da Adamo. Bisognerebbe anche rivedere nostro
atteggiamento nel caso di Enoch, che fu discendente di Caino, pagano, che secondo
l‟opinione di parecchi teologi dovrebbe dopo la sua morte trovarsi nel limbo, ma che
secondo le stesse Scritture dell‟Antico e del Nuovo Testamento (Gen 1, 24; Sir 44,
18; Eb 11, 5) fu assunto nel cielo come Madonna, ma che secondo gli stessi nostri
teologi (non secondo i Mormoni!) non poteva essere considerato santo come Elia.
Come ben ci insegna S. Agostino (+430), nelle discussioni e negli scritti su
Maria, Madre di Dio, non si può mai trattare di qualche suo peccato: ciò lo esige
l‟onore dovuto al Signore suo Figlio11. Però, trattando sulle conseguenze del peccato
originale in noi, egli è stato sedotto dalla fantasiosa traduzione latina del 5. (7.)
versetto del Salmo 51 (50: Miserere): “Ecco, nella colpa sono stato generato, nel
peccato mi ha concepito mia madre”. Questo peccato, sconosciuto al re Davide,
Agostino lo intravide nell‟orgasmo12, sperimentato nell‟amplesso sessuale dai
genitori, che in questo modo avrebbero trasmesso ai propri figli le conseguenze del
peccato originale. Questa opinione durò per quasi 6 secoli nella Dogmatica e nella
Morale, fino all‟anno 1984, quando il benemerito papa Giovanni Paolo II in una sua
allocuzione proclamò atto maritale dei coniugi cattolici, diretto alla procreazione dei
figli, un vero atto liturgico13. In seguito, alcuni biblisti, tra i quali quelli della Società
biblica americana, nella loro edizione del 1999, tradussero questo stesso versetto 5:
“Ho peccato e agito male dal giorno della mia nascita”. Ma nei nostri breviari rimase
tuttora la vecchia versione.
9
Cfr. Concilium Tridentinum, sessio V, 17 Ian. 1546 (in: Henricus Denzinger –Adolfus Schönmetzer,
Enchiridion symbolorum definitionum et declarationum de rebus Fidei et Morum, Barcinone 1967, n°.
1512): “Si quis Adae praevaricationem sibi soli et non eius propagini asserit nocuisse… et poenas
corporis tantum in omne genus humanum transfudisse, non autem et peccatum, quod mors est animae,
anathema sit, cum contradicat Apostolo dicenti: „Per unum hominem peccatum intravit in mundum, et
per peccatum mors, et ita in omnes homines mors pertransiit, in quo omnes peccaverunt´ “.
10
Invece di “in quo” (Adam), la Neo-Vulgata ha in Rom 5,12: “eo quod omnes peccaverunt”, come la
Bible de Jérusalem, e come anche le Bibbie in altre lingue, da molto tempo. Se si vuole rammentare
che l‟aoristo greco dovrebbe in alcuni casi nelle lingue moderne essere tradotto con il presente, si
potrebbe correggere il testo latino così: “In omnes homines qui peccant mors (animae) transit”.
11
Augustinus, De natura et gratia, 36, 42 (Patrologia Latina 44, 267).
12
Augustinus, De nuptiis et concupiscentia, 1, 24 (Patr. Lat. 44, 429).
13
Internet, sito Giovanni Paolo II, Udienze, 4 luglio 1984; sito christofer west.com/works.
4
Parimenti, nello stesso breviario, al 9 novembre, possiamo leggere un sermone
di S. Cesario, vescovo d‟Arles, nel quale si afferma che “prima del battesimo tutti noi
eravamo… tempio del diavolo. Dopo il battesimo abbiamo meritato di diventare
tempio di Cristo”, il quale scaccia dai nostri cuori il diavolo. Ma poiché questo
sermone è stato per lunghi secoli attribuito a Sant‟Agostino, i nostri liturgisti hanno
creduto opportuno di introdurre nel rito del battesimo dei neonati anche l‟esorcismo
del diavolo. Se il vescovo S. Cesario fosse stato più attento nella recita dei Salmi,
potrebbe accorgersi che nel Salmo 22 (21), 11 sta scritto: “Al mio nascere Tu mi hai
accolto, dal grembo di mia madre sei Tu il mio Dio”, e non il diavolo. Parimenti, nel
Salmo 71, 6: “Su di Te mi appoggiai fin dal grembo materno, dal seno di mia madre
Tu sei il mio sostegno”. Potrebbe anche domandarsi, come mai S. Paolo, nella lettera
ai Galati 1, 15 osi affermare: “Colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi
chiamò”; e come mai S. Luca 1, 13 poteva assicurare Zaccaria che suo figlio
Giovanni “sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre”? Gli scienziati
moderni ci assicurano che sono proprio le madri incinte, che riescono durante i mesi
della gravidanza con i propri sentimenti e pensieri formare, in bene o in male, la
futura personalità del neonato14. E siamo certi, che S. Anna ha fatto del tutto affinché
tutte le facoltà mentali e spirituali della sua futura figlia diventassero capaci di
captare già allora le ispirazioni dello Spirito Santo.
II – Immacolata Concezione
Che Maria santissima sia stata fin dal primo momento della sua vita immune
da ogni macchia d‟origine, lo ha proclamato come verità di Fede il santo Papa Pio IX
l‟8 dicembre 1854: “La dottrina, che sostiene che la beatissima Vergine Maria nel
primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio
onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, è stata
preservata da ogni macchia di colpa originale, è stata rivelata da Dio”15. Nella scelta
delle parole inconsuete “macchia” e “colpa originale” si può scorgere l‟ispirazione
dello Spirito Santo, che ci permette di poterle interpretarle nel senso, che Maria fin
dal primo istante della sua vita individuale non ha avuto o ricevuto dai propri genitori
alcuna inclinazione alla magia o all‟arte divinatoria, e tanto meno all‟aggressività,
che caratterizzano, invece, tutti le donne e gli uomini da Adamo e dai suoi antenati in
poi. Ma siccome non pochi teologi avevano in mente alcune vecchie spiegazioni
sull‟originale situazione dell‟umanità, non hanno esitato a correggere con certa
baldanza le intoccabili parole della definizione pontificia, cambiando l‟espressione
“colpa” in “peccato”, sia nelle traduzioni dell‟enciclica16 sia nei recenti Catechismi
della Chiesa cattolica17.
14
Vedi Thomas R. Verny & John Kelly, Vita segreta prima della nascita, Milano 1981; Joaquin M.
Arragó Mitjans, Psicologia religiosa e morale del bambino. Genesi e sviluppo della sua religiosità e
moralità, Torino 1970; Suor Dorothy M. Berridge, Crescere in maturità. Sviluppo morale ed
educazione cristiana, Assisi 1971.
15
Cfr. Denzinger-Schönmetzer, Enchiridion definitionum, No. 2803: “… definimus doctrinam quae
tenet Beatissimam Virginem Mariam … ab omni originalis culpae labe praeservatam immunem, esse a
Deo revelatam”; Amleto Tondini, Le encicliche mariane, Roma 1950, p. 54.
16
Per la traduzione italiana, cfr. Tondini, Le encicliche mariane, p. 55: »… è stata preservata immune
da ogni macchia di peccato originale«; per le traduzioni francese ed inglese, cfr. Korošak, Pius IX,
Kije Manito-Ineffabilis Deus. Translation in Ojibwa… by Friderik I. Baraga, followed by English
translation, suivi de la traduction française, Ljubljana 2000, p. 80 e 122.
17
Cfr. Catechismo della Chiesa cattolica, Città del Vaticano 1992, n. 491 p. 105. Lo stesso nelle
edizioni inglese, francese e slovena.
5
Dopo la definizione fu anche aggiornata un‟antica preghiera alla Madonna, la
“Tota pulchra es, Maria”, con l‟aggiunta di un versetto: “… et macula originalis non
est in te”. Ma già nell‟originale latino, e poi nelle versioni in molte altre lingue del
Breviario, nei secondi Vespri della festa di 8 dicembre si credeva di dover aggiungere
la parolina “peccati” nel citato versetto: “et macula originalis peccati non est in te”.
Per cui sorprende non poco la poetica versione nella nuova versione italiana del
Breviario di “Tota pulchra”, nella quale si afferma: “la colpa originale non ti ha
sfiorato”18.
Per concludere vediamo ancora, cosa ne pensa su questa questione la stessa
Maria santissima. Il noto professore di teologia, don René Laurentin, ha pubblicato la
documentazione originale degli interrogatori di Bernardette Soubirou, al quale
apparve la Madonna, e che il 25 marzo 1858 le disse di essere “Immaculada
Counchetsiou” – Immacolata Concezione19. Poiché i preti giudici si ricordavano
bene, che 4 anni prima il pontefice Pio IX proclamò che Maria fu “concepita” senza
alcuna macchia, non potevano capire che cosa la Madonna volesse dire di essere “la
concezione” immacolata. Quei sacerdoti non si sono ricordati che in francese (e in
molte altre lingue), la parola concezione significa anche il concetto, idea, disegno,
intento. Sembra quindi che Maria voleva comunicarci, che Lei è nell‟eterno disegno
di Dio Padre, ideale di immacolatezza, che per tutta la vita, dalla sua concezione alla
sua assunzione visse senza alcuna macchia deturpante la sua anima e il suo spirito.
18
19
Vedi nota 1.
Cfr. René Laurentin, Lourdes. Cronaca di un mistero, Milano 1996, p. 221-224.
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07/2012
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