close

Enter

Log in using OpenID

cellula e tessuti

embedDownload
LA CELLULA
Anche se gli organismi viventi sono molto differenti fra loro, hanno
però un modello di vita unitario: la cellula.
Le unità di base della struttura sono gli ATOMI e le MOLECOLE.
Questi si combinano, negli esseri viventi, a formare le CELLULE, che
sono le più piccole unità di vita.
Le cellule si moltiplicano e crescono per dare strutture più complicate.
Le cellule pur andando a costituire organismi molto diversi fra
loro, hanno tutte delle caratteristiche comuni.
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
1
Andando a guardare una cellula, la struttura più evidente è il NUCLEO, che contiene l’informazione genetica (caratteri ereditari).
All’esterno del nucleo troviamo il CITOPLASMA, una sostanza gelatinosa che accoglie gli organuli.. La cellula, è separata dall’ambiente esterno dalla MEMBRANA PLASMATICA.
La membrana plasmatica è quindi il punto d’incontro della cellula con l’ambiente esterno, è la porta attraverso la quale le sostanze entrano ed escono.
Il citoplasma può essere immaginato come una sostanza gelatinosa all’interno della quale si trovano vari organuli
Il nucleo è separato dal resto della cellula dall’involucro nucleare
I più importanti organuli all’interno del citoplasma sono:



RETICOLO ENDOPLASMATICO
CORPUSCOLI DEL GOLGI
MITOCONDRI
La cellula per svolgere tutte le sue funzioni ha bisogno di nutrirsi
ed emettere sostanze di rifiuto.
I mitocondri producono il nutrimento, cioè l’energia necessaria alla vita, estraendolo da ciò che noi mangiamo.
Quest’energia sarà poi utilizzata per svolgere altre funzioni.
Per quanto riguarda invece le sostanze prodotte dalla cellula, noi
possiamo immaginare la cellula come una catena di montaggio.
All’interno del nucleo si ha l’informazione per costituire i vari prodotti cellulari. Il processo continuerà poi ad es. nel reticolo endoplaAppunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
2
smatico. Una volta formatesi, le varie sostanze saranno messe in un
magazzino: nei corpuscoli del Golgi. Da qui potranno essere prese
per essere utilizzate dalla stessa cellula o emesse all’esterno per raggiungere altre parti del corpo, dove svolgeranno la loro funzione.
La Mitosi è un processo di divisione cellulare attraverso il quale le
cellule si moltiplicano. Negli organismi unicellulari la divisione della
cellula da origine a due organismi nuovi ed indipendenti. Negli organismi pluricellulari, la divisione cellulare serve invece per la crescita e
il ricambio, ad esempio per la riparazione d’eventuali danni che si sono
prodotti.
Chiaramente all’interno dello stesso organismo, la divisione cellulare avviene con velocità diverse a seconda della la zona.
Negli esseri umani, ad esempio, il tessuto epiteliale (es: la pelle)
si ricambia e rinnova piuttosto velocemente mentre ci sono altre
cellule che non si dividono mai, come ad es. le cellule nervose. Per
questo, un danno ad una cellula nervosa può avere conseguenze molto
gravi.
Abbiamo affermato che all’interno del nucleo è contenuto il magazzino genetico, quello in altre parole che dà ad ognuno di noi le sue
caratteristiche e la sua unicità.
Questo materiale è ereditario, viene cioè trasmesso sia dall’interno
dello stesso organismo, con i processi di rinnovamento cellulare, sia
da un organismo ai suoi discendenti con i processi di riproduzione.
Il nostro corpo ha due tipi fondamentali di cellule: somatiche e riproduttive.

Le cellule riproduttive sono quelle che si
trovano nei testicoli maschili e negli ovari
femminili, sono solo gli spermatozoi per il
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
3

maschio e gli ovuli per la femmina e non
l’intero apparato riproduttore.
Le cellule somatiche sono tutte le altre.
La differenza fondamentale fra questi due tipi di cellule è il numero di cromosomi contenuti in ciascuna di esse. I cromosomi, possono essere immaginati come dei bastoncini contenenti appunto
l’informazione genetica.
Ogni specie vivente ha cellule contenenti un certo numero di
cromosomi caratteristici per ogni specie.


Nella cellula somatica dell’uomo ci sono
46 cromosomi, cioè 23 coppie di cromosomi, ognuno dei due membri di ciascuna
coppia viene da un genitore diverso.
Nelle cellule riproduttive si ha invece un
solo cromosoma per ogni tipo quindi, si ha
un totale di 23 cromosomi.
I processi di divisione cellulare sono diversi nelle cellule somatiche e
nelle cellule riproduttive.
Nelle cellule somatiche la divisione cellulare è detta Mitosi, il
materiale genetico contenuto nel nucleo da prima si duplica poi viene
distribuito in due cellule figlie. Il risultato sono due cellule identiche alla
cellula madre e ognuna con 46 cromosomi.
Nelle cellule riproduttive si hanno invece solo 23 cromosomi.
Queste cellule derivano da un processo detto Meiosi nel quale si ha
un’unica moltiplicazione del materiale genetico seguito però da due
successive divisioni cellulari. Tutto ciò perché lo scopo della Meiosi è
diverso da quello della Mitosi.
Dalla Mitosi, partendo da una cellula, se ne ottengono due
dello stesso tipo con lo stesso patrimonio genetico (stesso numero
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
4
di cromosomi), ad es. le cellule dello strato basale dell’epidermide si
duplicano per mitosi, una rimane al suo posto mentre l’altra inizia il
suo processo di differenziazione salendo, mano a mano verso la sua
superficie, dalla quale alla fine verrà allontanata sottoforma di scaglietta di cheratina, intanto nello strato basale la mitosi continua e viene
rimpiazzata da una nuova.
La Meiosi deve dare i Gameti, cioè cellule riproduttive il cui
unico scopo è quello di unirsi al gamete di sesso opposto per dare luogo ad un nuovo individuo.
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
5
Visto che ogni individuo ha cellule somatiche contenenti ciascuna
46 cromosomi, l’unione di due gameti deve dare una cellula (detta zigote) che abbia, nel nostro caso, 46 cromosomi, dalla quale partire
con successive divisioni (mitotiche) fino a dare l’individuo completo, il
neonato.
Ecco perché i gameti hanno un numero cromosomico dimezzato
rispetto alle altre cellule, per potersi unire a formare una cellula con il
giusto numero di cromosomi.
I TESSUTI
Un tessuto è un insieme di cellule con forma e funzioni simili,
ogni tessuto svolge delle funzioni specifiche. I quattro tessuti fondamentali del nostro corpo sono:




Tessuto epiteliale
Tessuto connettivo ( ossa, linfa, sangue, cartilagini, grasso )
Tessuto muscolare
Tessuto nervoso
I vari tessuti fondamentali si combinano fra loro per costituire
unità funzionali d’ordine superiore denominate organi, come ad es.
il fegato, il cuore ecc..
L’insieme degli organi le cui funzioni sono più intimamente correlate costituisce un apparato.
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
6
I vari livelli d’organizzazione sono quindi:




LA CELLULA che è l’unità fondamentale della vita.
I TESSUTI costituiti da un insieme di cellule
con caratteristiche comuni che andranno a
svolgere determinate funzioni.
GLI ORGANI, formati da un insieme di tessuti organizzati per svolgere una determinata
funzione
GLI APPARATI, formati da più organi associati per svolgere una determinata attività vitale
TESSUTO EPITELIALE
Il tessuto epiteliale detto comunemente Epitelio è costituito da
cellule strettamente legate fra loro con l’interposizione di scarsissima
sostanza intercellulare.
Il tessuto epiteliale può essere monostratificato cioè formato da un
solo strato di cellule o pluristratificato cioè formato da più strati di
cellule.
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
7
L’EPITELIO può essere:



DI RIVESTIMENTO
GHIANDOLARE
SENSORIALE
EPITELIO DI RIVESTIMENTO
Ricopre la superficie esterna e le cavità interne del corpo.
EPITELIO GHIANDOLARE
E’ quello che forma le ghiandole che possono essere Esocrine o
Endocrine


Le Ghiandole Esocrine riversano il loro secreto all’esterno dello apparato circolatorio.
Le Ghiandole Endocrine riversano il loro
secreto nel sangue ed in questo caso il loro
prodotto è detto Ormone.
EPITELIO SENSORIALE
Interviene nella reazione agli stimoli, le cellule dell’epitelio sensoriale
sono in grado di ricevere gli stimoli dall’esterno e comunicarli
all’organismo.
In Anatomia
Quando si appone il suffisso “eso” significa fuori. Sta ad indicare
che la peculiarità dell’elemento cui si riferisce,che sia una azione o la posizione, è diretta verso l’esterno, si pone all’esterno del sistema di riferimento.
Quando si appone il suffisso “endo” significa dentro. Che sia riferito
ad una azione o ad una posizione, questa sarà sempre rivolta, o posizionata, verso l’interno del sistema di riferimento.
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
8
TESSUTO CONNETTIVO
Ha la funzione di connettere (unire) gli altri tessuti fra loro.
E’ formato da cellule che sono sparse entro un’abbondante sostanza
intercellulare a differenza dell’epiteliale dove invece le cellule sono
molto vicine fra loro.
La Sostanza Intercellulare si trova tra una cellula ed un’altra ed è
formata da fibre e da sostanza amorfa (senza forma). Le fibre presenti
nella sostanza intercellulare del tessuto connettivo appartengono a tre
categorie:

FIBRE COLLAGENE:
sono presenti nella cartila-
gine.


formano una rete
all’interno degli organi.
FIBRE ELASTICHE: sono presenti nelle pareti
dei vasi sanguigni e negli organi estensibili
come ad esempio lo stomaco e l’utero.
FIBRE
RETICOLARI:
Il Tessuto Connettivo è suddiviso in due sottoclassi chiamate Lasso e Denso
è il Tessuto Connettivo che presenta un’abbondante sostanza amorfa nella quale le fibre sono lassamente (debolmente) intrecciate tra loro.
LASSO
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
9
il Tessuto Connettivo che è caratterizzato da una grande
abbondanza di fibre dentro la sostanza fondamentale amorfa.
DENSO È
VARIETA’ DI TESSUTO CONNETTIVO
1.
2.
3.
4.
5.
ADIPOSO
CARTILAGINEO
OSSEO
SANGUE
LINFA
Il Tessuto Adiposo è una varietà del connettivo i cui elementi
cellulari sono rappresentati da cellule adipose, cioè cellule che contengono al loro interno ( nel loro citoplasma ) gocce lipidiche.
Questo tessuto assicura materiale energetico all’organismo ed inoltre svolge una funzione meccanica di sostegno.
Il Tessuto Cartilagineo è detto comunemente cartilagine e
svolge fondamentalmente funzione di sostegno.
La sostanza fondamentale amorfa contenuta nella cartilagine è
molto gelificata, da questo, deriva la flessibilità di questo tessuto.
Il tessuto cartilagineo manca di vasi sanguigni, linfatici e di nervi.
Il Tessuto Osseo è una varietà di tessuto connettivo con funzione di sostegno caratterizzato dal fatto che la sua sostanza intercellulare è mineralizzata perciò il tessuto stesso presenta notevole durezza
e resistenza. Il tessuto osseo costituisce le ossa.
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
10
Il tessuto osseo è in continuo rifacimento per tutta la durata
della vita. Il processo di rinnovamento del tessuto osseo ha anche il
compito di regolare la concentrazione di calcio nel sangue “calcemia”.
Le ossa sono delle strutture rigide e dure. Queste caratteristiche
sono dovute alla presenza di sali minerali che costituiscono la parte
inorganica delle ossa, mentre la parte organica è data da cellule e
fibre collagene.
Il tessuto osseo forma l’impalcatura interna del corpo, presta attacco ai muscoli e ai tendini, protegge i visceri delicati contenuti nella cavità cranica e toracica, ed accoglie il midollo osseo; rappresenta inoltre
la banca di calcio. In corrispondenza della superficie articolare delle
ossa lunghe, lo strato periferico di osso compatto è ricoperto di uno
strato di cartilagine .
Nel canale centrale dell’osso compatto e nelle lacune dell’osso spugnoso è presente il midollo osseo emopoietico, vale a dire che
produce il sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine). Anche il
midollo osseo è tessuto connettivo.
Si distinguono due tipi di tessuto osseo:
1) OSSO SPUGNOSO
2) OSSO COMPATTO
Osso Spugnoso - è formato da trabecole (parti di osso vuoto) disposte
disordinatamente a formare una
specie di rete tridimensionale. Esse delimitano spazi intercomunicanti occupati
dal midollo osseo.
tessuto osseo compatto
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
11
Osso Compatto - appare come una massa solida e continua, e soltanto con l’uso del microscopio vi si possono vedere degli spazi.
Le ossa si distinguono in:



Ossa Lunghe
Ossa Larghe o Piatte
Ossa Brevi o Corte
Le ossa lunghe (quando la lunghezza prevale sulla larghezza e sullo spessore)sono costituite da una parte intermedia detta Diafisi formata da osso compatto con un canale centrale occupato dal midollo
osseo, e da due parti terminali dette Epifisi formate da osso spugnoso
e ricoperte da osso compatto (per esempio femore).
Le ossa brevi o corte (quando lunghezza, larghezza e spessore sono equivalenti) sono formate da osso spugnoso all’interno e ricoperte da osso compatto (per esempio le vertebre, il carpo, il tarso).
Le ossa larghe o piatte (quando lunghezza e larghezza sono pressoché equivalenti) sono formate da due lamine esterne di tessuto
osseo compatto tra il quale è interposto tessuto osseo spugnoso
(esempio ossa della volta cranica e ossa iliache).
Il midollo osseo è un tessuto connettivo deputato alla formazione delle
cellule del sangue (globuli rossi, bianchi e piastrine) si trova nelle lacune
dell’osso spugnoso e nel canale midollare della diafisi delle ossa lunghe.
Il midollo spinale è formato da tessuto nervoso e si trova nel canale
formato dalla sovrapposizione delle vertebre.
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
12
Il SANGUE
Il sangue e la linfa sono anch’essi dei tessuti connettivi nei quali
però la sostanza intercellulare è liquida.
Il sangue e la linfa sono tessuti connettivi aventi la funzione essenziale di nutrizione e trasporto.
Il sangue è un tessuto che permette lo svolgersi della funzione di
nutrimento e ossigenazione del nostro organismo ed è costituito da:
55% dal Plasma (la parte liquida)
45% parte Corpuscolata (formata da cellule di vario tipo)
a)Eritrociti, b) Neutrofili, c) Eosinofili, d) Linfociti
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
13
IL PLASMA contiene:



Acqua;
Proteine (albumine, globuline, alcune delle
quali costituiscono gli anticorpi, fibrinogeno
con funzione di coagulazione del sangue);
Sostanze Organiche ed Inorganiche variabili in relazione alla alimentazione.
Il plasma privo del fibrinogeno prende il nome di siero.
LA PARTE CORPUSCOLATA sospesa



globuli rossi
nel plasma è rappresentata da:
Globuli Rossi
Globuli Bianchi
Piastrine
I Globuli Rossi o eritrociti sono presenti
in numero di circa 5 milioni (4,5 milioni nelle
donne) per millimetro cubo di sangue. Sono
cellule che nel corso della loro maturazione
hanno perso il nucleo e si presentano come dischetti biconcavi. Il loro colore è rosso per un
pigmento
respiratorio
che
contiene
l’emoglobina: proteina contenente ferro.
Grazie all’emoglobina (molecola che lega
l’ossigeno e lo trasporta alle cellule) avviene il
trasporto di gas respiratori, cioè dell’ossigeno
alle cellule, e dell’anidride carbonica delle cellule all’esterno.
emoglobina
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
14
I Globuli Bianchi o
leucociti permettono di
combattere le infezioni e
le malattie attraverso questi meccanismi:


produzione di anticorpi,
diapedesi, cioè la proprietà di attraversare i
capillari
globulo rosso, piastrina e globulo bianco
Le Piastrine o trombociti derivano dalle cellule contenute nel midollo osseo che, giunte a maturazione, si frammentano e vengono liberate nel sangue. La loro funzione è di intervenire nel complesso meccanismo della coagulazione sanguigna.
La produzione di un tipo di cellule piuttosto che di un altro è in
stretta relazione alle esigenze dell’organismo. Nel midollo osseo il produttore degli elementi del sangue è il midollo rosso presente nel tessuto osseo spugnoso. Quello così detto giallo, presente nella diafisi delle
ossa lunghe dell’adulto, a causa delle infiltrazioni di grasso non è più
in grado di svolgere questa attività.
Nell’età fetale e neo natale il midollo rosso con funzione ematopoietica è presente sia nelle ossa spugnose che nella diafisi delle ossa
lunghe in quest’ultime è sostituito da un midollo giallo che perde questa funzione.
La linfa ha la stessa composizione del plasma ma con un più
basso contenuto di proteine. Si forma a livello dei tessuti. Dai capillari
una parte di plasma trasuda attraverso la parete dei capillari stessi dando origine al liquido interstiziale dal quale le cellule prendono le sostanze utili e nel quale riversano i prodotti di rifiuto. Proprio a questo
livello originano i vasi della circolazione linfatica.
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
15
TESSUTO NERVOSO
Le cellule del tessuto nervoso sono chiamate
Neuroni e sono cellule specializzate nel ricevere
segnali dall’ambiente esterno e dall’ambiente interno e nel trasmetterli in forma di impulsi nervosi da
Neurone
una parte all’altra del corpo.
I neuroni sono le cellule del corpo con le forme più diverse e possono raggiungere lunghezze sorprendenti.
Il tessuto nervoso è diffuso in tutte le regioni dell’organismo e, mediante le sue fini ramificazioni, entra in contatto con le singole cellule
del corpo; esso mette in relazione tutte le parti dell’organismo, le une
con le altre e con l’ambiente esterno.
Ogni cellula nervosa è costituita da un corpo cellulare, detto Pirenoforo, e da lunghi prolungamenti che sono di due tipi:
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
16
Dendriti
Assone ( o Neurite o Cilindrasse)
I Dendriti sono deputati alla ricezione dell’impulso nervoso;
Il Corpo Cellulare alla rielaborazione;
L’Assone alla trasmissione.
Sia i dendriti che gli assoni sono
generalmente detti fibre nervose.
In molti casi l’assone è circondato
da particolari cellule, Cellule di
Schwann, che producono una sostanza lipidica biancastra: la Mielina.
La mielina avvolge l’assone con
una guaina, Guaina Mielinica, lasciandolo libero sono in alcuni punti, detti Nodi di Ranvier, attraverso cui si propaga l’impulso nervoso.
L’isolamento dell’assone da parte della guaina mielinica, permette una maggior velocità di conduzione dell’impulso nervoso.
I neuroni possono essere di tre tipi:



SENSORIALI
DI CONNESSIONE
MOTORI
I Neuroni Sensoriali raccolgono le informazioni dall’esterno del
corpo e le inviano al sistema nervoso centrale (Encefalo e Midollo
Spinale).
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
17
Ad esempio se accidentalmente ci bruciamo una mano,
l’informazione viene raccolta dall’epitelio sensoriale della mano che è
in contatto con un neurone sensoriale. Questo, attraverso il Dendrite
riceve l’informazione e la trasmette all’interno del corpo in direzione
del sistema nervoso centrale.
L’informazione viaggia quindi dall’esterno all’interno del corpo.
I Neuroni di Connessione trasmettono le informazioni tra i vari
neuroni. Sono cioè in contatto con altri neuroni e passano
l’informazioni a loro.
I Neuroni Motori trasmettono i segnali dal sistema nervoso centrale ai muscoli o alle ghiandole, e determinano delle azioni, ad esempio la contrazione di un muscolo o il rilascio di una sostanza da parte
di una ghiandola. Nell’esempio della mano il neurone motorio, riceve i
comandi sul da farsi dal Sistema Nervoso Centrale (cervello più midollo spinale) e determina l’immediato allontanamento della mano
dalla sorgente di calore.
L’informazione viaggia quindi dall’interno all’esterno del corpo.
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
18
L’UNITÀ FUNZIONALE del sistema nervoso costituita da Neuroni
di Senso, Neuroni di Connessione e Neuroni Motori è detta ARCO
RIFLESSO.
LA SINAPSI
I neuroni comunicano tra loro o con altre cellule facendo passare
l’impulso nervoso da una sinapsi all’altra, cioè da una cellula ad
un’altra.
Benché le cellule nervose possano raggiungere lunghezze
considerevoli, ad un certo punto anche loro finiscono e prendono
connessione con altre cellule, ad esempio con altre cellule nervose o
muscolari. Nel punto in cui finisce una cellula nervosa e, ad
esempio, ne inizia un’altra che deve continuare a mandare lo stimolo
che ha ricevuto c’è la sinapsi, cioè una particolare connessione.
Esistono due tipi di sinapsi, elettriche e chimiche, ma siccome nei
vertebrati prevalgono le seconde daremo uno sguardo solo a quelle.
Una sinapsi chimica è formata da tre elementi fondamentali:
-
Il terminale presinaptico ( o bottone sinaptico)
-
Lo spazio sinaptico
-
E la membrana post-sinaptica.
In modo molto semplificato succede questo:
L’impulso elettrico corre lungo l’assone fino ad arrivare alla sua
fine. In questo punto l’assone si slarga e prende il nome di bottone sinaptico. All’interno di questo slargamento ci sono dei mediatori chimici (sostanze chimiche) che, all’arrivo dell’impulso nervoso, vengono
liberati al di fuori dell’assone, in un piccolissimo spazio (spazio sinaptico) che c’è tra la cellula che manda l’impulso e quella che lo riceve. Questi mediatori chimici prendono contatto con la membrana
della cellula ricevente lo stimolo (membrana post-sinaptica) e lo traAppunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
19
sformano, ancora una volta, in stimolo elettrico che continua il suo
percorso.
Quindi abbiamo l’arrivo di uno stimolo elettrico che diventa stimolo chimico, che, alla fine torna ad essere uno stimolo elettrico.
TESSUTO MUSCOLARE
Il tessuto muscolare è costituito da cellule allungate e sottili, fusiformi, dette anche fibre muscolari, che presentano queste proprietà:
Contrattilità: capacità di ridurre la loro lunghezza;
Irritabilità o eccitabilità: capacità di rispondere ad uno stimolo
appropriato (chimico, nervoso, elettrico);
Elasticità: capacità di riprendere la forma originaria dopo la contrazione.
Ogni funzione dei nostri muscoli( correre, saltare, sorridere, pompare il sangue per tutto il corpo ed espellere il feto dall’utero……) è
realizzata dalla contrazione coordinata delle cellule muscolari.
Ci sono due tipi generali di tessuto muscolare:
il muscolo striato che, come dice il nome, ha un aspetto striato
il muscolo liscio, senza striature.
Il tessuto muscolare striato può essere a sua volta suddiviso in scheletrico e cardiaco
LISCIO (Involontario)
SCHELETRICO
TESSUTO MUSCOLARE
(Volontario)
STRIATO
CARDIACO
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
20
(Involontario)



Il tessuto muscolare striato scheletrico comprende i muscoli che fanno muovere le ossa ed è
anche chiamato tessuto muscolare volontario,
perché la sua contrazione dipende dalla volontà
dell’individuo.
Il tessuto muscolare striato cardiaco è uno
speciale tipo di muscolo che costituisce la parete
del cuore: esso è striato ma involontario (si contrae indipendentemente dalla nostra volontà).
Il tessuto muscolare liscio circonda le pareti
degli organi interni, come ad esempio gli organi
dell’apparato digerente e l’utero; è anche detto
involontario, dal momento che non è sotto il
controllo cosciente.
Qualunque sia il tipo di tessuto muscolare che prendiamo in considerazione, la sua contrazione dipende dall’interazione di 2 proteine,
l’actina e la miosina.
Le cellule muscolari sono cioè caratterizzate dalla presenza al loro
interno di fibrille molto sottili di proteine contrattili, che decorrono
nel senso della lunghezza attraverso le cellule e costituiscono la maggior parte del citoplasma.
Nel muscolo scheletrico e cardiaco queste molecole proteiche sono
disposte in raggruppamenti regolari, che si ripetono e costituiscono le
caratteristiche striature.
Le cellule muscolari lisce contengono anch’esse actina e miosina,
ma le molecole non sono disposte in maniera regolare e non formano
striature.
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
21
MUSCOLO SCHELETRICO. Circa il 40 % del peso corporeo di un
uomo è costituito da muscolo scheletrico; le donne ne hanno generalmente meno, circa il 20 %.
Muscolo Scheletrico
Un muscolo scheletrico è tipicamente attaccato a 2 o più ossa, sia
direttamente sia mediante strisce robuste di tessuto connettivo, dette
tendini. Alcuni di questi tendini, come quelli che collegano le ossa delle dita ai loro muscoli nell’avambraccio, possono essere molto lunghi.
Quando il muscolo si contrae, le ossa si muovono intorno ad
un’articolazione che è tenuta insieme da legamenti e in cui è presente un liquido lubrificante.
La maggior parte dei muscoli scheletrici del corpo lavorano in coppie antagoniste in cui un muscolo flette e piega l’articolazione e l’altro
lo stende, o lo raddrizza.
Inoltre due gruppi antagonisti possono contrarsi insieme per stabilizzare un’articolazione.
Tale azione muscolare consente la stazione eretta.
Un muscolo scheletrico come il bicipite, consiste in fasci di fibre
muscolari, spesso centinaia di migliaia, tenute insieme da tessuto
connettivo.
Ogni fibra è una singola cellula con molti nuclei. Queste fibre sono
spesso cellule molto grosse, lunghe anche parecchi centimetri.
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
22
CELLULA E TESSUTI -- DOMANDE
1. Le cellule:
□
sono tutte uguali
□
sono le più
piccole unità di
vita
□
□
□
□
DNA, RNA, HIV
mediante mi-
□
solo alcuni tipi
tramite meiosi
□
tramite alitosi
sono prodotti
di scarto
sono sostanze
alcaline
2. La cellula è composta da:
□
nucleo, villi
coriali e nanosomi
□
corpo stellato,
citoplasma e ribosomi
nucleo, citoplasma e membrana plasmatica
3. La cellula ricava energia:
□
no
□
attraverso i
mitocondri
□
tosi
4. Le cellule si moltiplicano:
□
tramite efflorescenze
□
tramite diapedesi
□
5. La divisione cellulare:
□
è costante per
ogni zona
□
cambia con le
condizioni climatiche
□
ha velocità
diverse a seconda
della zona
□
alterna giorno
e notte
6. I tipi fondamentali di cellule sono:
□
2
□
3
□
4
□
5
7. I le cellule riproduttive:
□
sono quelle
che si dividono
□
si trovano negli organi genitali
□
si trovano nello strato basale
□
sono le più
grosse
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
23
8. I cromosomi:
□
sono 46
nell’uomo e 47
nella donna
□
sono in ugual
numero in tutte le
specie viventi
□
sono 23 cop-
pie
9. La mitosi genera:
□
una cellula più
grande
□
due cellule
uguali
□
□
□
□
□
□
due cellule
diverse
la riduzione
dei cromosomi
10. La meiosi genera:
□
cellule con la
metà del corredo
cromosomico
□
cellule diploidi
cellule con il
doppio del corredo cromosomico
cellule A B
normi
11. I gameti:
□
danno origine
a cellule nervose
□
formano la
pelle
sono il prodotto della mitosi
sono il prodotto della meiosi
12. Il sangue arterioso:
□ porta
□ pulisce
□ porta
□ pulisce l’aria
l’ossigeno
all’organismo
l’organismo
dall’anidride carbonica
l’anidride carbonica agli alveoli
respirata
dall’ossigeno
□
□
□
□
□
13. I Tessuti:
□
sono i vari
strati del corpo
umano
sono le parti
deputate al rivestimento degli organi
sono formati
dagli organi con
forma e funzioni
simili
sono formati
da cellule con
forma e funzioni
simili
14. I tessuti fondamentali sono:
□
epiteliale,
connettivo, muscolare, nervoso
□
epiteliale,
connettivo, ricreativo, nervoso
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
24
epiteliale, adattivo, connettivo, muscolare.
connettivo,
muscolare, tendineo e nervoso
15. Combinati tra loro, i vari tessuti fondamentali costituiscono:
□
le ossa
□
gli organi
□
i sistemi
□
i bronchi
16. Gli Apparati sono:
□
insiemi di organi le cui funzioni
sono intimamente
correlate
□
insiemi di tessuti dello stesso
tipo
□
insiemi di cellule con le stesse
proprietà
□
insiemi di cellule endoplasmatiche con le stesse
funzioni
17. Il Tessuto epiteliale di rivestimento:
□
ricopre la superficie esterna e
le cavità interne
del nostro corpo
□
ricopre la pel-
le
□
□
□
□
□
□
riveste i ribosomi
non è presente nell’apparato
genitale
18. Le Ghiandole esocrine:
□
riversano il
secreto in altre
ghiandole
□
riversano il
secreto all’esterno
dell’apparato circolatorio
riversano il
secreto
nell’intestino
riversano il
secreto all’interno
dell’apparato circolatorio
19. Le Ghiandole endocrine:
□
riversano il
secreto in altre
ghiandole
□
riversano il
secreto all’esterno
dell’apparato circolatorio
riversano il
secreto
nell’intestino
riversano il
secreto all’interno
dell’apparato circolatorio
20. I vari tipi di tessuto sono tenuti insieme:
□
dai ribosomi
□
dai corpuscoli
del Golgi
□
dal tessuto
connettivo
□
dai tendini
21. La la Sostanza Intercellulare è composta da:
□
Fibre collagene, ialuroniche ed
elastiche
□
Fibre collagene, reticolari ed
elastiche
□
Fibre cartilaginee, reticolari ed
elastiche
□
Fibre collagene, linfatiche ed
elastiche
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
25
22. Il Tessuto Connettivo può essere:
□
adiposo, cartilagineo, basale,
sangue e linfa
□
adiposo, epiteliale, osseo,
sangue e linfa
□
adiposo, cartilagineo, osseo,
nervoso e linfa
23. Il tessuto cartilagineo (o Cartilagine) :
□
manca di vasi
sanguigni
□
è riccamente
innervato
□
□
□
□
fa parte del
sistema linfatico
ha la sostanza
intercellulare mineralizzata
24. Il tessuto osseo:
□
ha la sostanza
intercellulare gelificata
□
ha la sostanza
intercellulare spugnosa
ha la sostanza
intercellulare mineralizzata
non è soggetto al rinnovo delle
cellule
25. Il midollo osseo forma le cellule del sangue e si trova:
□
nelle ossa
compatte
□
nella colonna
vertebrale
□
nelle lacune
dell’osso spugnoso
26. Il midollo spinale si trova nel canale formato dalla sovrapposizione delle vertebre ed è composto da:
□
tessuto connettivo
□
tessuto nervo-
so
□
tessuto parenchimale
□
tessuto cartilagineo
27. La funzione del sangue è:
□
raffreddamen-
to
□
nutrizione e
trasporto
□
collegamento
□
□
siero e piastri-
□
emopoietica
28. Il sangue è costituito da:
□
plasma e siero
□
parte corpuscolata e siero
ne
plasma e parte corpuscolata
29. Nella sostanza intercellulare liquida del sangue troviamo:
□
acqua, proteine, sostanze organiche ed inorganiche
□
acqua, proteine, sostanze organiche
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
26
□
acqua, proteine, sostanze inorganiche
□
acqua, proteine, siero
30. La coagulazione del sangue avviene grazie:
□
al fibrinogeno
presente nel plasma
□
alle sostanze
organiche presenti
nel plasma
□
al siero
□
ai macrociti
dell’organismo
31. I globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine:
□
costituiscono
il siero
□
costituiscono
la parte corpuscolata del sangue
□
□
□
□
□
□
costituiscono
il meccanismo
emopoietico dello
organismo
sono organi
del sangue
32. I globuli rossi:
□
trasportano
solo ossigeno
□
trasportano
solo anidride carbonica
trasportano
solo emoglobina
trasportano i
gas della respirazione
33. Le piastrine o trombociti:
□
combattono le
infezioni
□
intervengono
nella coagulazione
sanguigna
trasportano
solo anidride carbonica
costituiscono
il siero
34. I globuli bianchi aumentano di numero nelle infezioni perché:
□
contengono
emoglobina
□
producono
anticorpi a difesa
□
□
□
□
□
□
le infezioni
decimano i globuli
rossi
in quelle virali
vengono sottoposti a meiosi
35. Il tessuto nervoso:
□
causa cambi di
umore
□
è diffuso solo
in alcune zone dello organismo
determina la
posizione degli
arti
riceve e trasmette segnali
36. Il neurone è formato da:
□
melanociti,
corpo cellulare e
borsone
□ osteociti, corpo cellulare e cassone
dendriti, corpo cellulare e assone
nevriti, corpo
cellulare e bastone
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
27
37. I neuroni Sensoriali:
□
trasmettono
la informazione
dallo esterno
all’interno del
corpo
□
trasmettono
la informazione da
neurone a neurone
□
trasmettono
la informazione
dal sistema nervoso centrale alle
ghiandole e ai muscoli
38. I neuroni di connessione:
□
trasmettono
la informazione
dallo esterno
all’interno del
corpo
□
trasmettono
la informazione da
neurone a neurone
□
trasmettono
la informazione
dal sistema nervoso centrale alle
ghiandole e ai muscoli
□
trasmettono
la informazione
dallo esterno
all’interno del
corpo
39. I neuroni motori:
□
trasmettono
la informazione
dallo esterno
all’interno del
corpo
□
trasmettono
la informazione da
neurone a neurone
□
trasmettono
la informazione
dal sistema nervoso centrale alle
ghiandole o ai
muscoli
40. I neuroni si scambiano informazioni tramite:
□
vibrazioni
□
le sinapsi
□
il contatto
□
le asepsi
41. Dove l’informazione da stimolo elettrico diventa chimico, per
poi tornare elettrico?:
□
lungo l’assone
□
nello spazio
tra le due cellule
nervose
□
nei dendriti
□
nel nucleo
42. Le fibre muscolari sono:
□
contrattili, eccitabili, elastiche,
granulose
□
contrattili, eccitabili, plastiche.
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
28
□
contrattili, eccitabili, ostiche,
granulose
□
contrattili, eccitabili, elastiche.
43. Il tessuto muscolare striato è:
□
volontario
□
involontario
□
autonomo
□
□
autonomo
□
involontario
solo il cardiaco
44. Il tessuto muscolare liscio è:
□
volontario
□
involontario
involontario
solo il cardiaco
45. La contrazione muscolare avviene a causa dell’interazione di
due proteine dalle quali sono formate le cellule muscolari:
□
actina e miosina
□
peptina e miosina
□
actina e arginina
□
peptina e arginina
46. Un muscolo scheletrico consiste:
□
un insieme di
altri muscoli più
piccoli
□
un fascio di
fibre muscolari
□
alcuni fasci di
fibre muscolari
□
centinaia di
migliaia di fibre
muscolari
47. I muscoli sono detti antagonisti quando
□
esercitano azioni uguali e contrarie per impedire movimenti
□
l’uno si sovrappone all’altro
nello svolgere la
stessa azione
□
□
□
□
uno piega
l’articolazione e
l’altro la raddrizza
sono posti ai
punti estremi del
corpo umano
48. La fibra muscolare è:
□
un insieme di
cellule muscolari
□
tenuta insieme dai legamenti
una sola cellula con più nuclei
tessuto connettivo
Appunti di anatomia CELLULA E TESSUTI
29
LA PELLE
Pelle d’oca, pelle accapponata, pelle d’angelo, pellaccia, in pelle
in pelle, fare la pelle, amici per la pelle, non stare più nella pelle, queste e molte altre sono le espressioni di uso comune in cui pronunciamo la parola “Pelle”. In tutte il significato attribuitole è massimo, importante. Perché la Pelle è importante. E’ il nostro vestito naturale e
la nostra interfaccia col mondo esterno, veicolo di informazioni in entrata ed in uscita. E’ l’arrossire della pelle che mostra agli altri il nostro imbarazzo così come è il suo accapponarsi (la pelle d’oca) che testimonia lo scatenarsi di una emozione, o anche di un semplice brivido
di freddo. La pelle è viva! Una pelle sana e ben curata ci fa intendere
un relativo stato di benessere generale, mentre una pelle livida, macilenta e deformata di certo è segnale di qualcosa che non va.
Un attento esame della pelle può quindi rivelarci molte cose del
soggetto che abbiamo davanti. Per questo è necessario che l’estetista
abbia una buona conoscenza di questo organo, per poterlo poi trattare
nel migliore dei modi.
La pelle (o cute) è il rivestimento esterno del nostro corpo e può
presentare un’estensione media di quasi 2 metri quadri. Ma non è un
semplice rivestimento che ci delimita e ci separa dall’ambiente circostante, bensì un vero e proprio organo che interagisce anche con
l’ambiente esterno. Essa infatti partecipa a molte funzioni, come ad
esempio:
FUNZIONI DELLA PELLE
1.
protezione: in quanto, se integra, rappresenta una vera e propria
barriera fisica contro l’attacco di eventuali patogeni o sostanze varie
che potrebbero penetrare;
Appunti di anatomia LA PELLE
30
2.
3.
4.
5.
6.
termoregolazione: cioè regolazione della temperatura corporea; in
presenza di un ambiente freddo inizialmente il sangue scorre un po’
più distante dalla superficie corporea per cercare di disperdere calore
meno possibile, se l’ambiente è caldo succede il contrario e si ha il fenomeno della sudorazione. Se l’ambiente è caldo secco questa viene
favorita, se invece è caldo umido viene ostacolata ed è per questo che
un clima del genere è meno sopportabile. Da ricordare è che comunque, in ogni momento, anche quando non ce ne accorgiamo, perdiamo
una certa quantità di acqua sia con l’espirazione sia con una costante
evaporazione di acqua attraverso la cute (prespiratio insensibilis).
percezione: grazie alla presenza di terminazioni nervose ci possiamo
rendere conto ad es. delle variazioni di temperatura, della pressione del
dolore ecc.;
regolazione: dell’equilibrio idrico – salino, con l’evaporazione;
interviene nella produzione di vitamina D e della melanina ;
escrezione: aiuta ad es. i reni a depurare l’organismo espellendo
sostanze come urea, ammoniaca e/o farmaci e sostanze tossiche.
Oltre a queste funzioni puramente fisiologiche la pelle può anche manifestare situazioni più o meno patologiche (es. pallore in caso di anemia) ed emozioni, come ad esempio impallidire dalla paura o arrossire dall’imbarazzo.
L’estetista in quanto tale , per un attento esame della pelle della cliente, ha a disposizione solo i suoi occhi e la lente di ingrandimento. E’
quindi fondamentale che con questi mezzi riesca ad identificare il tipo
di pelle che ha davanti per poter scegliere il trattamento migliore. Per
effettuare quello giusto è però necessario che, una volta individuata la
tipologia cutanea, ne conosca anche l’anatomia e fisiologia microscopica; in questo modo potrà scegliere i principi attivi più idonei al trattamento che intende effettuare.
Appunti di anatomia LA PELLE
31
ASPETTO MACROSCOPICO
Una delle cose che salta immediatamente all’occhio è il colore della
pelle.
Questo è diverso nelle varie etnie , in persone diverse e, nella stessa
persona varia da zona a zona. Il colorito cutaneo dipende dallo spessore dello strato corneo, dalla melanina, dai caroteni e dal sangue.
Uno spessore corneo rilevante può conferire un aspetto biancastro opaco, il sangue da una tonalità rossastra – bluastra, la melanina un colore bruno – marrone ed i caroteni una tonalità giallastra.

Le creste cutanee, che determinano le impronte digitali, le
troviamo sul palmo delle mani e sotto la pianta del piede.

I solchi superficiali li possiamo notare in un sottile intreccio, più o meno evidenti, sul dorso della mano o in caso di
pelle secca.

Gli orifizi dei follicoli sono poi delle piccolissime aperture
puntiformi.

Le pieghe con l’andare del tempo diventano rughe.

I peli si presentano numerosi e guardando attentamente se
ne può notare la pressoché totale diffusione sulla pelle, a parte alcune parti come ad es. la pianta del piede ed il palmo
delle mani. Questi vanno da quelli più evidenti come ad es. i
capelli, le ciglia, le sopracciglia ecc, ad una piccola peluria
che ricopre ad es. anche il volto delle donne, meglio percettibile se guardata in controluce. La barba, la stempiatura dei
capelli, i peli sternali e quelli pubici che si allungano verso lì
ombelico sono tipici del sesso maschile, mentre
un’attaccatura dei capelli più lineare ed i peli pubici a forma
di triangolo con base in alto sono tipici del sesso femminile.
I peli ascellari sono presenti invece in entrambe i sessi ed appaiono con la maturità sessuale.
Appunti di anatomia LA PELLE
32
ASPETTO MICROSCOPICO
Microscopicamente la pelle può essere divisa in una parte superficiale:
l’epidermide ed una parte sottostante, cioè il derma.
Quindi epidermide sopra e derma sotto.
L’epidermide è un tessuto epiteliale, quindi le sue cellule (dette cheratinociti) sono strettamente addossate le una alle altre per cui c’è poca sostanza intercellulare; il derma è un tipo di tessuto connettivo,
perciò le sue cellule sono abbastanza distanti e lo spazio che le separa è
riempito di abbondante sostanza intercellulare.
EPIDERMIDE
L’epidermide è formata da vari strati di cellule che nascono nello strato più profondo (per mitosi) e piano piano vanno a far parte di quelli
più superficiali, fino ad arrivare all’ultimo, dal quale si staccano essendo ormai cellule morte. La pelle così è in continuo rinnovamento,
cellule nuove arrivano dagli strati inferiori e cellule vecchie se ne
vanno dalla superficie.
Appunti di anatomia LA PELLE
33

Lo strato germinativo o basale, è lo strato più profondo (quello vicino al derma)
formato da un unico
strato di cellule in
continua riproduzione. Da qui parte il viaggio del nuovo cheratinocita attraverso gli
strati sovrastanti.
In questo strato si trovano i melanociti, cellule deputate alla produzione della melanina e le cellule di Merkel, più numerose nei
polpastrelli, associate alla sensibilità tattile. E’ l’unico
strato ad essere formato da un'unica fila di cellule, tutti
gli altri sono formati da più file sovrapposte e per questo vengono detti pluristratificati.

Lo strato spinoso sta immediatamente sopra al precedente, detto così perché i suoi cheratinociti presentano delle piccole estroflessioni simili a spine. Nella
sua parte più superficiale troviamo le cellule di Langherhans coinvolte nella risposta immunitaria.

Lo strato granuloso è il terzo strato che incontriamo
continuando il nostro cammino verso la superficie,
detto così perché il citoplasma delle sue cellule presenta
dei granuli (è cheratoialina importante per la sintesi di
cheratina e filaggrina). Qui le cellule si presentano appiattite, con un nucleo piccolo e tra loro è presente un
cemento di natura lipidica che forma una barriera impermeabile prodotto da corpuscoli intracellulari detti
corpi di Odland.
Appunti di anatomia LA PELLE
34

Lo strato lucido si trova immediatamente sopra, risulta così perché le cellule che lo formano contengono
una sostanza grassa (detta eleidina). E’ formato da
cheratinociti appiattiti e senza nucleo e non è presente
su tutte le parti del corpo, ma più che altro in quelle
sottoposte ad attrito, come il palmo delle mani e la
pianta dei piedi.

Lo strato corneo sta sopra il lucido ed è formato da
corneociti ( cioè cheratinociti appiattiti, senza nucleo e
ripieni di cheratina) tenuti insieme dal cemento intercorneocitario formato soprattutto da acidi grassi , colesterolo e ceramidi. La compattezza di questo strato,
che può essere formato anche da più di 100 piani cellulari, diminuisce salendo verso la superficie dove si intravedono delle lacune, degli spazi, che derivano dal
processo di desquamazione. In alcuni testi questa parte
del corneo viene infatti detta “desquamante”.
RIASSUMENDO
L’EPIDERMIDE È UN EPITELIO PLURISTRATIFICATO, DOVE, CONTINUAMENTE, CELLULE NUOVE SOSTITUISCONO QUELLE VECCHIE. OGNI
CELLULA DELLO STRATO BASALE PER MITOSI PRODUCE DUE CELLULE,
UNA RIMANE AL SUO POSTO E L’ALTRA INIZIA IL VIAGGIO VERSO LA
SUPERFICIE CORPOREA. DURANTE QUESTO VIAGGIO QUESTA CELLULA
VA A FAR PARTE DEI VARI STRATI EPIDERMICI E SI TRASFORMA, DIVENTA CELLULA DELLO STRATO SPINOSO, POI DEL GRANULOSO, POI DEL
LUCIDO ED INFINE DEL CORNEO, PER POI STACCARSI DAL CORPO COME
SCAGLIA DI CHERATINA. IN QUESTO MODO LA PELLE È IN CONTINUO
RINNOVAMENTO. CON L’AVANZARE DELL’ETÀ QUESTO PROCESSO
RALLENTA, PER CUI LE CELLULE TENDONO A RIMANERE PIÙ TEMPO NEI
DIFFERENTI STRATI ED IN PARTICOLARE IN QUELLO CORNEO, DOVE,
ESSENDO ORMAI CELLULE MORTE CONFERISCONO ALLA PELLE UN
COLORE PIÙ SMORTO.
Appunti di anatomia LA PELLE
35
MELANOCITA
Come abbiamo visto, nello
strato basale dell’epidermide
ci sono i melanociti, cellule
stellate in grado di produrre
melanina, cioè quel pigmento che ci protegge dall’azione
dannosa delle radiazioni
UV. Questo pigmento prodotto dal melanocita viene
racchiuso in organuli detti melanosomi che vengono trasferiti ai cheratinociti circostanti. Per questo i melanociti hanno forma stellata,
perché così, insinuando i loro prolungamenti, vengono in contatto anche con cellule che non sono loro vicine e gli possono passare i melanosomi. Si parla infatti di “unità melaninica epidermica” per intendere l’insieme di un melanocita e delle cellule con le quali prende contatto.
La MELANINA prodotta è di due tipi :
a) Eumelanina ( di color bruno scuro)
b) Feomelanina ( di color rosso – giallastro)
Il diverso colore della pelle non dipende dal numero di melanociti,
che più o meno è lo stesso, ma
dalla loro attività. Nella pelle nera i
melanosomi sono più grandi, più
numerosi, ricchi di eumelanina e
presenti in tutto lo spessore
dell’epidermide.
Nella razza bianca i melanosomi,
che contengono sia eumelanina che feomelanina, sono più piccoli e
presenti prevalentemente nello strato basale.
Appunti di anatomia LA PELLE
36
La produzione di melanina avviene grazie ad una via biosintetica che
prevede l’azione dell’enzima tirosinasi.
Un enzima è una sostanza che facilita e/o accelera determinate reazioni chimiche.
DERMA
Il derma (tessuto connettivo) è la parte su cui appoggia l’epidermide.
In particolare l’epidermide è ancorata al derma da una giunzione dermo – epidermica ( o membrana basale) che favorisce il passaggio di
nutrienti dal derma all’epidermide ed impedisce la penetrazione
dall’esterno di sostanze piuttosto voluminose.
La parte del derma immediatamente sotto l’epidermide viene detta
derma papillare perché è formato da papille che si insinuano
nell’epidermide, in questo modo la superficie di contatto tra derma ed
epidermide aumenta e migliorano gli scambi fisiologici.
Sotto il derma papillare c’è quello reticolare con funzione prevalentemente di sostegno e fibre collagene orientate per lo più parallelamente alla superficie cutanea, frammiste a fibre elastiche.
IPODERMA
Sotto il derma troviamo l’ipoderma (tessuto connettivo) ; in questo
caso però non c’è un’evidente delimitazione dal precedente, anche perché sono entrambi connettivi. Si può dire che nell’ipoderma, oltre alle
solite fibre del derma troviamo, quando c’è, il pannicolo adiposo. In
questo strato si trovano numerose fibre collagene che delimitano cavità
piene di tessuto adiposo (di adipociti).
Sia il derma che l’ipoderma sono tessuti connettivi e come tali presentano una componente extracellulare dove sono disperse cellule e
fibre.
In tutto il Derma, sia superficiale che profondo (Ipoderma), le cellule
presenti sono i fibroblasti e le cellule adipose.
Le fibre sono le elastiche e le collagene.
La sostanza extracellulare, o sostanza fondamentale, riempie tutti gli
spazi tra fibre e cellule.
Appunti di anatomia LA PELLE
37



I fibroblasti: producono la componente extracellulare e
le fibre; queste sono f.collagene e f.elastiche. le prime
conferiscono resistenza alla trazione, le seconde danno
elasticità.
Le cellule adipose (adipociti) immagazzinano e rilasciano lipidi per incamerare o fornire energia.
La sostanza fondamentale ha la consistenza di un gel
attraverso il quale passano tutte le sostanze, nutritive e
di rifiuto, che vengono scambiate tra cellule e sangue.
ANNESSI CUTANEI
Ad occhio nudo vediamo le unghie ed i peli, ingrandendo possiamo
notare dei piccoli fori che sono le aperture, sulla superficie cutanea,
delle ghiandole sudoripare e sebacee.
Peli, ghiandole sebacee, sudoripare ed unghie sono infatti annessi cutanei.
PELI
I peli sono presenti su quasi tutto il
corpo. In alcuni casi sono ben visibili, come ad es. i capelli, le ciglia e
sopracciglia, i peli ascellari e pubici, in altri meno, come ad es la sottile peluria che ricopre il volto. Sono comunque presenti su tutta la
superficie del corpo ad eccezione
del palmo delle mani, pianta dei
piedi ed alcune zone genitali.
I peli fanno parte del follicolo pilo-sebaceo formato dal pelo, il muscolo erettore del pelo e dalla ghiandola sebacea. Il pelo è inserito in modo
inclinato nelle pelle e, quando il muscolo erettore si contrae, il pelo si
“rizza” a formare quella che viene chiamata pelle d’oca. Sopra
l’inserzione di questo muscolo sboccano una o più ghiandole sebacee
che riversano il loro contenuto nel canale del follicolo pilifero.
Appunti di anatomia LA PELLE
38
I peli si sviluppano da cellule epidermiche che si sono invaginate nel
derma a formare il follicolo pilifero. Si può distinguere la parte che
fuoriesce dalla cute, detta fusto, da quella inserita al suo interno, detta radice.
La parte più profonda e grossa del follicolo pilifero è detta bulbo ed al
suo interno si trova la papilla dermica.
E ‘ proprio dalle cellule che ricoprono tale papilla che cresce il pelo.
In sezione trasversale il pelo appare formato da strati concentrici che
delimitano tre zone, la più interna, quella centrale detta midollo, quella intermedia detta corteccia (ricca di melanina) e la più esterna detta
cuticola.
I peli sono per lo più formati da cheratina e melanina come pigmento.
La loro crescita non è continua, hanno periodi in cui crescono e periodi in cui si riposano.
Le fasi di crescita del pelo sono le seguenti:



fase anagen : è la fase in cui il pelo cresce e può avere una
durata variabile, nel cuoio capelluto può durare anche anni,
con un periodo di riposo di tre mesi.
fase catagen : è la fase in cui il pelo non cresce più, la matrice è presente ma non è più attiva ed il follicolo pilifero
inizia a risalire verso la superficie,può durare 3 – 4 settimane.
fase telogen : è una fase di riposo vero e proprio dove non
c’è più nemmeno la matrice; il pelo può restare o meno nel
follicolo, fino a quando un nuovo pelo prenderà il suo posto
e lo espellerà.
Appunti di anatomia LA PELLE
39
Avere i capelli lisci o mossi dipende dalla forma del follicolo pilifero. I
capelli crespi hanno un follicolo incurvato e formano peli con sezione
piatta; i capelli lisci hanno una sezione rotonda, gli altri una sezione
più o meno ovoidale.
GHIANDOLE SEBACEE
Si trovano nel derma ad eccezione
della pianta dei piedi e del palmo delle mani, dove mancano anche i peli.
Da sole, non associate ai peli, si trovano ad es. sulle labbra e nell’areola
mammaria e mandano il loro secreto
(il sebo) direttamente sulla superficie
cutanea.
La loro forma ricorda quella di un
grappolo d’uva con i rispettivi acini e
per questo vengono dette ghiandole acinose ramificate. Le cellule che
compongono la ghiandola secernono il sebo, che fuoriesce dal dotto
escretore e finisce sulla superficie cutanea.
Dato il particolare meccanismo di secrezione il sebo risulta essere una
miscela di varie sostanze, tra queste ricordiamo lo squalene, la paraffina, i trigliceridi ed il colesterolo. Tutte sostanze che spesso ritroviamo nelle creme. Questa miscela di grassi contribuisce a formare il
film idrolipidico di superficie, ostacolando la perdita di acqua ha
un’azione idratante e, grazie alla sua acidità (pH 3 – 4 ), ha anche
un’azione antibatterica.
L’attività di queste ghiandole è abbondante alla nascita, subisce un calo successivamente, presenta un picco nella pubertà per azione degli
ormoni sessuali, nell’adulto si normalizza e con la vecchiaia diminuisce.
Appunti di anatomia LA PELLE
40
GHIANDOLE SUDORIPARE
Esistono due tipi di ghiandole che producono il sudore:
- le ghiandole sudoripare eccrine
- le ghiandole sudoripare apocrine.

Le ghiandole sudoripare
eccrine si trovano su tutta
la cute, hanno forma tubulare e riversano il loro sudore direttamente sulla superficie del corpo. Sono attive
sin dalla nascita e sono
fondamentali per il processo
di termoregolazione. Il sudore da loro prodotto è
formato per più del 90 %
da acqua dove si trovano disciolte sostanze come ad es.
cloruro di sodio, potassio e
urea. Il suo pH si aggira tra
5 e 7 ed insieme al sebo
partecipa alla costruzione
del film idrolipidico di superficie.

Le ghiandole sudoripare apocrine appartengono al
complesso pilo sebaceo, quindi sono annesse al pelo, si
originano infatti da abbozzi epiteliali della superficie
laterale del follicolo pilifero. Non sono attive sin dalla
nascita ma iniziano a funzionare dalla la pubertà per
effetto degli ormoni sessuali e si trovano in zone ben
specifiche come ad es. le ascelle ed i genitali. Hanno
forma tubulare con la parte più profonda avvolta come
un gomitolo, rispetto alle eccrine sono un po’ più grosse e producono un “sudore” più viscoso che contiene
anche carboidrati, grassi e sostanze che venendo degraAppunti di anatomia LA PELLE
41
date dai batteri presenti conferiscono il caratteristico
odore di questo sudore.
UNGHIE
Le unghie sono lamine compatte di cheratina dura. In un’unghia si
riconoscono un bordo libero anteriormente; un corpo che appoggia sul
letto ungueale ed una radice (inserita
all’interno di una piega) che poggia
sulla zona germinativa dell’unghia.
Questa piega cutanea che accoglie la
radice può estendersi un pochino sulla superficie superiore dell’unghia,
formando un sottile rivestimento
prossimale chiamato eponichio.
L’iponichio sta invece sotto l’unghia
ed i tessuti molli che la circondano
vengono detti perionichio.
FILM IDROLIPIDICO DI SUPERFICIE E FLORA CUTANEA
Sopra la nostra pelle si trova una crema naturale che la protegge e la
rende morbida, è il film idrolipidico di superficie prodotto naturalmente dall’attività della cute e dei suoi annessi.
Come dice il nome è formato da due componenti, una idrofila (affine
all’acqua) e l’altra lipofila, cioè grassa.

La prima detta anche NMF (Natural Moisturizing
Factor, cioè Fattore idratante naturale) è formata da
sostanze come gli aminoacidi (costituenti delle proteine), urea, acido lattico, elettroliti come calcio, cloro,
magnesio, potassio ecc..

La seconda è per la stragrande maggioranza prodotta
dal sebo. Questa crema naturale ha un Ph medio di
5.5, cioè debolmente acido e questo è importante ad
Appunti di anatomia LA PELLE
42
es. affinché la nostra pelle rimanga colonizzata dai suoi
microrganismi buoni e non da quelli a noi dannosi che
vi si instaurerebbero se il Ph cambiasse. Come in genere l’organismo nel suo insieme anche la nostra cute ha
una certa capacità di ristabilire il giusto Ph cutaneo se
questo viene alterato, ma fino ad un certo punto. Bisogna perciò stare attenti ad i prodotti che usiamo ed
in particolare ai detergenti.
A mantenere la normale flora batterica cutanea concorrono diversi fattori come ad es. lo stile di vita e l’igiene personale (che volendo possono essere anche modificati dall’individuo stesso), il clima e la composizione del sebo e del sudore della persona.
La presenza dei normali batteri cutanei ci porta dei vantaggi, la loro
presenza infatti impedisce che questa venga colonizzata da quelli patogeni, come dire “il posto è già occupato !”.
LA PELLE MASCHILE
Rispetto alla donna l’uomo ha uno spessore della pelle maggiore, un
sistema pilifero più sviluppato,follicoli pilo sebacei mediamente più dilatati ( e questo favorisce l’acne) ed un pH del sudore più acido. Tutto
ciò la rende generalmente più resistente di quella femminile, infatti
grazie ad un film idrolipidico più ricco e ad un maggiore spessore cutaneo mostra minor segni di invecchiamento intrinseco.
LA PELLE DEL BAMBINO
Nel neonato il fattore di idratazione naturale (NMF) è presente in
minor quantità, per questo risulta più secca ed ha quindi bisogno di
buoni prodotti idratanti. Dopo il terzo mese di vita fino alla pubertà le
ghiandole sebacee funzionano meno e questo, unito ad un pH meno
acido ed una pelle più sottile, rende la cute più suscettibile agli agenti
esterni.
Appunti di anatomia LA PELLE
43
NOTE
Appunti di anatomia LA PELLE
44
LA PELLE -- DOMANDE
49. Quale è l’estensione media della pelle?
□ 20,5 mq.
□ 2,0 mq.
□ 1,2 mq.
□ 15,0 mq.
50. Quante sono le funzioni della pelle?
□ 2.
□ 4.
□ 6
□ 8
51. Quale di questi ambienti favorisce la sudorazione?
□ caldo secco
□ caldo umido
□ afa
□ assolato
52. La funzione di termoregolazione in ambiente freddo, fa sì che
il sangue:
□ scorra più lentamente
□ scorra vicino
alla superficie
corporea
□ scorra più veloce.
□ scorra lontano
dalla superficie
corporea.
53. La parte superficiale della pelle è:
□ il derma.
□ l’ipoderma.
□ l’endoderma
□ l’epidermide
□ connettivo
□ muscolare
□ producono tutte melanina
□ sono piccole
□ connettivo
□ muscolare
54. Il Derma è un tessuto:
□ epiteliale
□ nervoso
55. Le cellule della pelle:
□ sono di due tipi
□ si rinnovano
56. L’epidermide è un tessuto:
□ epiteliale
□ nervoso
57. Quanti sono gli strati dell’epidermide?
□ 1
□ 3.
□ 5
□ 7.
Appunti di anatomia LA PELLE
45
58. Le cellule di Merkel, presenti nello strato germinativo, sono
più numerose:
□ sul cranio
□ sui glutei
□ sul naso
□ sui polpastrelli
59. Lo strato lucido è detto così perché:
□ è formato da
cheratinociti
□ le cellule non
hanno plasma
□ le cellule non
hanno nucleo
□ è presente
l’eleidina, una sostanza grassa
60. I cheratinociti nascono dallo strato:
□ Corneo
□ Granuloso
□ Basale
□ Lucido
61. I corneociti sono tipici dello strato:
□ Basale
□ Granuloso
□ Spinoso.
□ Corneo
62. Indicare l’ordine dei vari strati dell’Epidermide dalla superficie
corporea verso l’interno:
□ basale, corneo,
granuloso, spinoso,lucido.
□ corneo, lucido,
granuloso, spinoso, basale
□ granuloso, corneo, lucido, basale, spinoso
□ lucido, granuloso, corneo, spinoso, basale
63. Lo strato detto anche “Desquamante” è lo strato:
□ Basale
□ Granuloso
□ Spinoso.
□ Corneo
□ è di natura lipidica
□ contribuisce
alla fotosintesi
□ ha forma arcuata
□ ha forma allungata
64. Lo strato Corneo:
□ è il più profondo
□ è formato da
più di 100 piani
cellulari
65. Il Melanocita:
□ ha forma bilobata
□ ha forma stellata
Appunti di anatomia LA PELLE
46
66. La melanina prodotta dal Melanocita:
□ è di tre tipi
□ metabolizza i
grassi
□ protegge dal
freddo
□ protegge dai
raggi UV
67. I Melanociti stanno nello strato:
□ epiteliale
□ spinoso
□ granuloso
□ basale
68. Il Melanocita cede la Melanina alle cellule circostanti tramite:
□ i cheratinociti
□ i melanosomi
□ i ribosomi
□ i ceramidostiti
□ ci sono più melanosomi che nella
pelle bianca
□ ci sono più cellule di Merkel che
nella pelle bianca
□ uguale per tutti.
□ di colore chiaro
□ di colore blu
□ di colore rosso
bluastro
69. Nella pelle nera:
□ ci sono più melanociti che nella
bianca
□ ci sono meno
corneociti che nella pelle bianca
70. La melanina è:
□ di due tipi.
□ di tre tipi
71. L’Eumelanina è:
□ di colore bruno
scuro
□ di colore rosso
giallastro
72. Come si ancora l’epidermide al derma?
□ tramite le cellule di Langherans
□ tramite una
giunzione fosfolipidica
□ tramite i melanosomi
□ tramite la
membrana basale
73. La membrana basale favorisce il passaggio di nutrienti dal
derma all’epidermide e…:
□ facilita la sudorazione
□ impedisce il
passaggio
dall’esterno di sostanze troppo voluminose
□ ostacola
l’invecchiamento
delle cellule
□ veicola i Sali
minerali
dell’endotelio
Appunti di anatomia LA PELLE
47
74. L’Ipoderma è un tessuto:
□ connettivo
□ endocrino
□ epiteliale
□ nervoso
75. Quale parte del Derma si insinua nell’epidermide per aumentare la superficie di contatto e facilitare gli scambi fisiologici?
□ reticolare
□ alveolare
□ epiteliare
□ papillare
□ nell’ipoderma
□ nella membrana basale
76. Le cellule adipose stanno:
□ nel derma
□ nell’epidermide
77. I fibroblasti:
□ stanno nel
derma e ipoderma
□ stanno nella
epidermide
□ stanno nella
membrana basale
78. Gli spazi tra le fibre e le cellule sono riempiti :
□ dalla sostanza
fondamentale
□ dal grasso
□ dal sangue
□ dal plasma
□ le fibre
□ i blastomeri
□ danno resistenza ai tagli
□ danno resistenza agli agenti atmosferici
79. I fibroblasti producono:
□ la melanina
□ il derma reticolare
80. Le fibre di collagene:
□ danno resistenza alla trazione
□ danno resistenza alla compressione
81. Le sostanze nutritive e di rifiuto che vengono scambiate tra
cellule e sangue passano:
□ dal tessuto epiteliale
□ dalle ghiandole
endocrine
Appunti di anatomia LA PELLE
48
□ dalle fibre elastiche
□ dalla sostanza
fondamentale
82. Pelo, muscolo erettore del pelo e ghiandola sebacea formano:
□ il sistema tricotico
□ il follicolo pilo
sebaceo
□ il follicolo pilifero
□ il follicolo sebaceo
□ dal mesentere
□ dalla cuticola
83. Il pelo nasce:
□ dal bulbo
□ dalla papilla
dermica
84. Le fasi di crescita del pelo sono:
□ 1
□ 2
□ 3
□ 4
□ il pelo non cresce e dura giorni
□ il pelo è cresciuto e aspetta il
nuovo pelo
□ il pelo cresce e
dura anche anni
□ il pelo non cresce e dura 3 o 4
settimane
□ è una fase di
riposo, il pelo resta fino a che arriva un nuovo pelo
□ il pelo cresce e
dura anche anni
□ il pelo è cresciuto e aspetta il
nuovo pelo
□ è una fase di
riposo, il pelo resta fino a che arriva un nuovo pelo
85. Anagen:
□ cresce il pelo e
dura anche anni
86. Telogen
□ il pelo è cresciuto e aspetta il
nuovo pelo
87. Catagen
□ il pelo non cresce e dura 3 o 4
settimane
88. Le ghiandole sebacee si trovano:
□ nella epidermide
□ nel derma
□ nell’ipoderma
□ nella membrana basale
89. Di norma le ghiandole sebacee:
□ sono associate
ai peli
□ hanno forma
ovoidale
□ si riducono con
la dieta
□ d’estate si atrofizzano
Appunti di anatomia LA PELLE
49
90. Le ghiandole sebacee hanno un’azione idratante perché ostacolano la perdita di acqua tramite:
□ la formazione
del tessuto reticolare
□ la formazione
del film idrolipidico
□ la formazione
dell’ombrello di
Malle
□ la chiusura dei
pori
91. Le ghiandole sudoripare eccrine sono:
□ su tutta la cute
□ sulle mani
□ all’inguine
□ annesse al pelo
92. Le ghiandole sudoripare eccrine:
□ sono attive fin
dalla nascita
□ iniziano a funzionare alla pubertà
□ funzionano nei
momenti di stress
□ non funzionano
di notte
93. Le ghiandole sudoripare apocrine:
□ sono attive fin
dalla nascita
□ iniziano a funzionare alla pubertà
□ funzionano nei
momenti di stress
□ non funzionano
di notte
94. Le ghiandole sudoripare apocrine sono:
□ su tutta la cute
□ sulle mani
□ all’inguine
□ sui polpacci
□ margine libero
dell’unghia
□ sta tra l’unghia
e i tessuti molli
95. L’eponichio:
□ rivestimento
prossimale
dell’unghia lato
germinativo
□ piega ungueale
prossimale
96. Il film idrolipidico di superficie prodotto dalla cute e i suoi annessi:
□ non è presente
sul cuoio capelluto
□ protegge e rende morbida la pelle
Appunti di anatomia LA PELLE
50
□ ostacola gli
scambi tra interno
ed esterno
□ è maggiore sotto le ascelle
97. La parte grassa del Film Idrolipidico ci protegge dai microorganismi dannosi perché:
□ è leggermente
acida
□ è leggermente
basica
□ è leggermente
sottile
□ è leggermente
idrofila
□ ha meno follicoli pilo sebacei
□ è meno acida di
quella femminile
98. La pelle maschile:
□ invecchia dopo
di quella femminile
□ è più sottile di
quella femminile
99. La pelle del bambino è più sensibile perché:
□ le ghiandole
sebacee funzionano meno
□ ha ph 4
□ troppo NMF
□ si irrita con la
pipì
Appunti di anatomia LA PELLE
51
Lo scheletro
Lo scheletro è formato dall’insieme delle ossa che nel nostro corpo sono oltre 200. Insieme ai muscoli costituisce l’apparato locomotore del corpo umano.
LO SCHELETRO SVOLGE TRE FUNZIONI:
1) Funzione di sostegno: le ossa costituiscono l’impalcatura del nostro corpo;
2) Funzione di protezione: alcune
strutture ossee racchiudono organi vitali,
proteggendoli da urti e sollecitazioni. Ad esempio il cranio avvolge l’encefalo, la gabbia
toracica contiene il cuore e i polmoni, mentre la colonna vertebrale riveste il midollo
spinale;
3)
Funzione
di
movimento:
l’ancoraggio dei muscoli alle ossa consente il
movimento dello scheletro.
ARTICOLAZIONI
Per articolazioni s’intendono le strutture che collegano tra loro
ossa contigue (vicine).
Le articolazioni si distinguono in:



Appunti di anatomia LO SCHELETRO
52
Fisse
Semimobili
Mobili.
Le articolazioni fisse sono quelle in cui le ossa tra loro articolate
non hanno possibilità di movimento. Un esempio tipico è rappresentato dalle ossa del cranio che, congiungendosi, formano tra loro degli incastri dentellati, senza possibilità di movimento denominati suture.
Le articolazioni semimobili presentano tra le due ossa dei cuscinetti di tessuto fibroso con legamenti molto robusti che consentono una modesta mobilità.
Sono anfiartrosi le articolazioni tra le vertebre, tra la colonna vertebrale e il cinto pelvico
come pure quelle che legano le
costole allo sterno e alle vertebre.
Le articolazioni mobili sono
invece quelle che consentono una
buona possibilità di movimento reciproco dei capi articolari (ad esempio gomito, spalla, anca, ginocchio).
L’insieme delle ossa del nostro corpo forma lo scheletro.
LE OSSA
GLI OSSI
SONO UMANE
SONO QUELLI DEGLI ANIMALI
Nello scheletro si distinguono:



TESTA
TRONCO
ARTI
Appunti di anatomia LO SCHELETRO
53
OSSA DELLA TESTA
La testa è formata da due porzioni: il cranio, che contiene
l’encefalo (cervello e cervelletto) e la faccia.
OSSA DEL CRANIO
La superficie esterna del cranio è distinta in una parte superiore,
convessa e uniforme che è la volta cranica e in una parte inferiore
solcata da fosse e fori per il passaggio di vasi e nervi, la base cranica.
Le articolazioni delle ossa della testa sono fisse e sono dette suture;
solo nel neonato in cui la trasformazione ossea non è completa, rimangano spazi membranosi nei punti d’incontro tra le ossa, che si
chiamano FONTANELLE.
Le ossa del cranio sono:
2 PARIETALI;
2 TEMPORALI (sui lati in corrispondenza delle orecchie);
1 FRONTALE (forma la fronte);
1 OCCIPITALE (situato nella parte posteriore del cranio);
1 ETMOIDE E 1 SFENOIDE (che formano la base del cranio).
Appunti di anatomia LO SCHELETRO
54
OSSO FRONTALE
Corrisponde alla regione fronte e forma il contorno superiore delle
orbite.
Internamente al frontale si collocano:
L’etmoide, osso impari e mediano che prende parte alla costituzione della base del cranio e partecipa inoltre alla formazione delle fosse nasali e delle cavità orbitali; è un osso fragile e leggero costituito da
due lamine ossee: una verticale (che forma il naso) e una orizzontale.
La lamina orizzontale è perforata da molteplici forellini deputati al
passaggio dei filamenti del nervo olfattivo.
Lo sfenoide, un osso impari e mediano situato alla base del cranio.
E’ formato da una parte centrale che è detta corpo e da una serie di
processi pari e simmetrici: le grandi e piccole ali. Concorre alla formazione della parete laterale dell’orbita, è solcato dal nervo ottico (passa
nel mezzo) e presenta inoltre una piccola fossa: la sella turcica che accoglie l’ipofesi.
Osso occipitale
E’ un osso impari situato nella parte posteriore del cranio. Si articola con la prima vertebra cervicale, l’atlante, che presenta un foro
centrale attraverso il quale passa il midollo allungato (che connette il
midollo spinale all’encefalo).
Ossa parietali
Hanno forma quadrangolare e costituiscano i lati della scatola cranica.
Appunti di anatomia LO SCHELETRO
55
Ossa temporali
Sono situate sotto i parietali e sono costituite da tre parti:
1) Una parte espansa e laminare che presenta alla base il
foro uditivo e sulla parte esterna un prolungamento che
si riunisce con l’osso zigomatico a formare l’arcata zigomatica;
2) Una grossa apofisi (parte sporgente) posteriore, l’apofisi
mastoidea, su cui s’inseriscono i muscoli rotatori del
capo;
3) Una parte interna che accoglie l’organo dell’udito.
Le ossa temporali nella parte inferiore si articolano con la mandibola.
OSSA DELLA FACCIA
2 OSSA NASALI: formano la parte esterna del naso
2 OSSA LACRIMALI: formano la parte interna delle orbite
2 OSSA ZIGOMATICHE: formano le guance
2 OSSA PALATINE: formano il palato duro
2
superiori: vi s’inseriscono i denti
dell’arcata superiore
OSSA MASCELLARI
1 VOMERE: è un setto mediale che separa le fosse nasali
1
MASCELLARE INFERIORE O MANDIBOLE:
scono i denti dell’arcata inferiore.
Appunti di anatomia LO SCHELETRO
56
su cui si inseri-
Le ossa nasali: si
uniscono fra loro e con
il frontale formando la
parte superiore del naso.
Le ossa lacrimali:
sono due sottili lamelle
ossee che delimitano la
parte mediale delle orbite.
Le ossa zigomatiche: delimitano in parte il contorno laterale
ed inferiore delle orbite.
Il mascellare superiore: è un osso pari
di forma quadrangolare. Insieme con le ossa
zigomatiche e le ossa
palatine concorre alla
formazione delle principali regioni e cavità della faccia: la volta del palato, le fosse nasali, le
cavità orbitali ecc. Fa da base ai denti (32 compresi i denti del giudizio).
Il vomere: è una lamina ossea che costituisce la parte interna del
naso e la divide in due parti.
Il mascellare inferiore o mandibola: è l’unico osso mobile della
testa e si articola con le ossa temporali; fa da impianto ai denti
Appunti di anatomia LO SCHELETRO
57
dell’arcata inferiore. Partecipa con i suoi movimenti alla masticazione
del cibo e alla fonazione (emissione di suoni). E’ a forma di ferro di
cavallo, con una prominenza anteriore e mediana che corrisponde al
mento, con due rami diretti posteriormente ed in alto con cui si articola con l’osso temporale.
OSSA DEL TRONCO
Nel tronco sono comprese le ossa della colonna vertebrale e quelle della gabbia toracica (sterno più costole).
COLONNA VERTEBRALE
La colonna vertebrale, asse portante dell’intero scheletro, è formata
da 32/33 vertebre separate tra loro da dischi di tessuto fibrocartilagineo, detti dischi intervertebrali.
Essa è suddivisa in cinque porzioni:
1. Cervicale, che comprende le
prime 7 vertebre (vertebre
cervicali)
2. Toracica, risultante dalla unione delle successive 12 vertebre (vertebre toraciche).
3. Lombare, comprende altre 5
vertebre (vertebre lombari)
4. Sacrale, che include 5 vertebre saldate tra loro, le quali
costituiscono l’osso sacro
5. Coccigea, che è formata dalle
ultime 3 o 4 vertebre saldate
insieme a costituire il coccige,
residuo evolutivo della coda. Le vertebre coccigee sono rudimentali.
Appunti di anatomia LO SCHELETRO
58
Ogni vertebra è formata da una parte anteriore piena detta corpo
vertebrale, ed una posteriore di forma arcuata delimitante un ampio
foro denominato forame vertebrale.
Dall’arco di ciascuna vertebra si staccano tre prolungamenti ossei
chiamati apofisi:


Una mediana o apofisi spinosa e
Due laterali o apofisi traverse.
Le vertebre tra loro sovrapposte formano la colonna vertebrale.
I forami vertebrali, allineati, originano il canale vertebrale, sede del
midollo spinale (nervoso).
Le vertebre sono separate tra loro da un cuscinetto cartilagineo detto disco intervertebrale.
La colonna vertebrale ha mobilità diversa nelle varie parti.



Le vertebre cervicali, sono quelle dotate di
maggiore capacità di movimento e ciò permette
i movimenti della testa. Le prime 2, dette rispettivamente atlante la prima, ed epistrofeo la
seconda, sono vertebre particolari. L’atlante è
priva di corpo ed è in pratica un anello osseo;
l’epistrofeo presenta un prolungamento verso
l’alto, il perno su cui l’atlante svolge i suoi movimenti di rotazione.
Le vertebre dorsali, sono invece più fisse, si
articolano con le 12 paia di coste e in tal modo
proteggono cuore e polmoni, principali organi
del torace, da compressioni pericolose.
Le vertebre lombari, sono piuttosto mobili così da permettere al corpo movimenti di flessione
e di torsione.
Appunti di anatomia LO SCHELETRO
59


Le 5 vertebre sacrali, sono saldate tra loro con
le ossa del bacino.
Le vertebre della regione coccigea, corrispondenti alla coda animale, servono nell’uomo
a chiudere e sostenere le
strutture superiori.
La colonna vertebrale, tranne che
nella sua porzione sacro-coccigea, mostra da ciascun lato dei fori intervertebrali attraverso i quali fuoriescono i
nervi spinali.
La colonna vertebrale è una struttura rigida e al tempo stesso flessibile. ViVertebre Sacrali
sta lateralmente, presenta due curve
successive che le conferiscono una forma a S per migliorarne
l’elasticità e la funzione di sostegno.
GABBIA TORACICA (STERNO + COSTOLE)
La gabbia toracica, è costituita da 12 coppie d’archi ossei detti
coste che si articolano, posteriormente, alle 12 vertebre toraciche e
anteriormente allo sterno.
Lo sterno, è un osso piatto situato nella parte anteriore e mediana
del torace. Ha una forma allungata ed è costituito da 3 segmenti ossei
sovrapposti che, procedendo dall’alto verso il basso, sono:
Il manubrio, il corpo e il processo xifoideo.
Appunti di anatomia LO SCHELETRO
60
Le coste, sono unite allo sterno mediante cartilagine costale, in
modo da aumentare il diametro e il volume della gabbia toracica durante l’ispirazione.
La lunghezza delle coste cresce progressivamente dalla prima alla
settima costa, mentre diminuisce dall’ottava alla dodicesima.
Le prime 7 paia di coste sono unite allo sterno mediante cartilagine
costale. Unite direttamente allo sterno queste coste sono dette “vere”.
Le 3 coppie successive unite allo sterno indirettamente per mezzo
della cartilagine della settima coppia, costituiscono le coste “false”.
Le 2 coppie rimanenti, non unite allo sterno, sono dette libere o
fluttuanti.
Dall’unione delle 12 vertebre toraciche, le 12 paia di coste e dello sterno si forma la gabbia o cassa toracica che contiene e protegge
cuore e polmoni.
Gabbia Toracica
Appunti di anatomia LO SCHELETRO
61
OSSA DEGLI ARTI SUPERIORI
Lo scheletro dell’arto superiore comprende:




OSSA DELLA SPALLA OD OSSA DEL CINTO SCAPOLARE,
che sono rappresentate dalla clavicola anteriormente e dalla scapola posteriormente;
OSSA DEL BRACCIO: omero;
OSSA DELL’AVAMBRACCIO, che è il radio lateralmente
e l’ulna medialmente;
OSSA DELLA MANO
La clavicola è un osso lungo a forma di S che si articola lateralmente con la scapola e medialmente con lo sterno.
La scapola forma la parte posteriore della spalla ed
è unita al torace per mezzo
dei muscoli. Ha una forma
triangolare e nell’angolo laterale superiore è presente
una cavità articolare, detta
“cavità glenoidea”, che accoglie la testa dell’omero.
L’omero forma lo scheletro del braccio; ha forma cilindrica con le
due estremità più grosse. L’estremità superiore, di forma semisferica, è
la testa dell’omero che si articola con la cavità glenoidea della scapola.
L’estremità inferiore ha due superfici articolari che prendono contatto
con l’ulna e il radio.
L’ulna e il radio sono le ossa dell’avambraccio. All’estremità superiore l’ulna presenta un prolungamento detto “olecrano” che impedisce
Appunti di anatomia LO SCHELETRO
62
all’avambraccio di protrarsi indietro, oltre l’allineamento con l’omero.
L’estremità inferiore del radio, che è la parte più voluminosa dell’osso,
si articola con le ossa del polso e consente alla mano di compiere numerosi movimenti.
Il polso o carpo è formato da otto ossa brevi disposte su due file,
che si articolano con le 5 ossa lunghe del metacarpo (che forma il
palmo della mano).
Fanno seguito le ossa delle dita che sono tre ossa lunghe dette falangi. Fa eccezione il pollice che ne ha solo 2.
Appunti di anatomia LO SCHELETRO
63
OSSA DEGLI ARTI INFERIORI
Le ossa dell’arto inferiore comprendono:




OSSA DEL BACINO
OSSA DELLA COSCIA (FEMORE)
OSSA DELLA GAMBA
OSSA DEL PIEDE
BACINO
Il bacino o cintura pelvica è formato dall’osso dell’anca od osso
iliaco.
Questo risulta dalla fusione di 3 ossa: l’ileo al centro, l’ischio posteriormente e il pube anteriormente.
Nel punto di confluenza di queste 3 ossa si forma una grande cavità, detta acetabolo, la cui funzione è di accogliere la testa del femore.
Le ossa iliache si uniscono posteriormente all’osso sacro.
Anteriormente le ossa pubiche si uniscono tra loro nella sinfisi
pubica.
Il bacino risulta così avere una forma ad imbuto, con un’apertura
superiore più ampia ed un’inferiore più stretta.
Appunti di anatomia LO SCHELETRO
64
La forma del bacino è differente tra uomo e donna. Nell’uomo il
bacino è più alto e più stretto, nella donna è più largo e più basso, per
permettere lo sviluppo del feto ed il parto.
FEMORE
E’ l’unico osso della coscia ed è il più grande del corpo umano.
E’ un osso lungo che termina con due estremità allargate.
L’estremità superiore o testa del femore che s’inserisce nella cavità
acetabolare e si articola così con l’osso dell’anca, e l’estremità inferiore, che presenta due superfici articolari, una per la tibia e l’altra
per la rotula (piccolo osso che entra a far parte dell’articolazione del
ginocchio).
GAMBA.
Le ossa della gamba sono: la rotula, la tibia e il perone o fibula.
La tibia è un osso voluminoso e
lungo che si trova in posizione mediale (più interna);
il perone occupa nello scheletro
della gamba una posizione più laterale, è un osso più lungo ed esile
rispetto alla tibia. Superiormente le
due ossa si articolano tra loro ed
interiormente formano due sporgenze: il malleolo interno (formato dalla tibia) e il malleolo esterno (formato dal perone).
Appunti di anatomia LO SCHELETRO
65
La rotula o patella è un osso breve, situato davanti all’articolazione
tra femore e tibia (nel ginocchio), che impedisce alla gamba di piegarsi
in avanti e funge da scudo protettivo contro urti e cadute.
PIEDE
Il piede ha una struttura ossea simile alla mano, ma le ossa che lo
compongono sono più robuste per sostenere il peso del corpo e meno
mobili. Lo scheletro del piede è formato da: tarso, metatarso e falangi.
Il tarso è formato da 7
ossa disposte su due file.
In particolare ricordiamo le 2 ossa posteriori:
l’Astragalo, posto subito
sotto alla tibia e al perone;
il Calcagno o Tallone,
sottostante
all’astragalo,
che regge tutto il peso del
corpo quando l’uomo è in
piedi.
Al tarso seguono le 5
ossa lunghe del Metatarso.
Al metatarso seguono,
come nella mano, le 3 falangi (falange, falangina,
falangetta, dette anche
prima, seconda e terza falange).
Anche l’alluce, come il pollice della mano ne ha 2 anziché 3.
Appunti di anatomia LO SCHELETRO
66
APPARATO SCHELETRICO -- DOMANDE
100.
L’apparato scheletrico è formato da:
□
45 ossa principali, 28 secondarie e 7 complementari
101.
permettere la
riproduzione
□
□
le capsule
tendinee
□
oltre 200 ossi
□
assorbire i
raggi UVA
□
proteggere gli
organi vitali interni
□
consentire la
posizione supina
Le funzioni dell’apparato scheletrico sono:
Sostegno, Protezione e Movimento
103.
oltre 200 ossa
L’apparato scheletrico ha la funzione di:
□
102.
□
□
Sostegno, Posizione e Assorbimento
□
Movimento,
Conduzione e Riproduzione
□
Sostegno, Posizione e Movimento
Le ossa sono collegate tra loro tramite:
□
le articolazioni
□
le sinapsi
□
i ligamenti
osteoptopici
Appunti di anatomia LO SCHELETRO
67
104.
Le articolazioni fisse:
□
sono ricche di
cartilagine.
105.
□
Parietali,
Temporali, Frontale, Occipitale, Etmoide e Sfenoide
□
Testa, Tronco,
Arti
□
Parietali,
Temporali, Frontale, Occipitale, Nuca e Sfenoide
□
le ossa della
schiena e delle
braccia
le ossa della
colonna vertebrale e le costole
□
4 porzioni
ossa del collo
□
ossa della
gamba
□
ha legamenti
robusti
□
è priva di liquido sinoviale
□
Testa, Pube,
Schiena, Arti
□
Testa, Arti,
Piedi, Mani
□
Parietali,
Temporali, Orbitali, Occipitale, Etmoide e Sfenoide
□
Parietali,
Temporali, Frontale, Polipopliteo,
Etmoide e Sfenoide
□
le ossa della
colonna vertebrale e della gabbia
toracica
□
5 porzioni
□
6 porzioni
L’Ileo è:
nel piede
□
nella
gamba
Appunti di anatomia LO SCHELETRO
68
□
La colonna vertebrale è divisa in:
3 porzioni
□
sono solamente tendinee
Le ossa del Tronco sono:
□
111.
□
Le ossa del cranio sono:
□
□
collegano bacino e schiena
Le parti dello scheletro sono:
Testa, Gabbia
Toracica, Gambe
110.
ossa sinoviale
è priva di cartilagine
□
109.
□
□
ha legamenti
deboli
108.
□
L’articolazione semimobile:
□
107.
non consentono movimenti
Indicare l’articolazione fissa:
ossa del cranio
106.
□
□
parte del
bacino
□
un osso
lungo
112.
Le costole si articolano:
□ con le 12 ver-
□ con le ultime 5 □ con le 5 verte- □ con le 7 ver-
tebre dorsali
vertebre dorsali e
le prime 3 lombari
113.
□
dorsali, sacrali, cervicali, lombari, coccigee
□
lombari, coccigee, sacrali, toraciche, cervicali
□
L’Omero
116.
□
nel Tora-
ce
□
dalla Ro-
tula
118.
□
□
Clavicola,
Omero, Scapola,
Ulna e Radio,
Carpo, Metacarpo
e Falangi
Radio e
Ulna e metatarso
cervicali, lombari, dorsali, sacrali, coccigee
□
cervicali, lombari, sacrali, dorsali, coccigee
□
Scapola, Clavicola, Ulna, Omero, Radio, Carpo,
Metacarpo e Falangi
□
Scapola, Clavicola, Omero, Ulna
e Radio, Metacarpo, Carpo, e
Falangi
L’osso più grande del corpo umano è:
□
La colonna vertebrale
□
il Femore
□
La Tibia
E si trova:
□
nella Co-
scia
117.
□
Dalla spalla alla mano troviamo:
Scapola, Clavicola, Omero, Ulna
e Radio, Carpo,
Metacarpo e Falangi
115.
tebre cervicali e le
prime 5 toraciche
Le vertebre, dalle più mobili alle fisse, sono:
□
114.
bre lombari
□
negli arti
superiori
□
nella
gamba
Il peso del corpo umano viene sorretto::
□
dal Tallo-
ne
□
□
dal bacino
□
□
nei bron-
dal metatarso
Che si trova tra:
□
metatarso
e falangi
tibia e perone e metatarso
chi
Appunti di anatomia LO SCHELETRO
69
IL SISTEMA MUSCOLARE
I MUSCOLI SONO FORMAZIONI CONTRATTILI CHE RIVESTONO QUASI INTERAMENTE LO SCHELETRO, PERMETTENDO IL SUO MOVIMENTO E QUINDI QUELLO
DEL CORPO.
Sono formati da un gran numero di fibre muscolari (cellule del
tessuto muscolare polinucleate), raggruppate in fasci primari e avviluppate in una specie di guaina di tessuto connettivo, il perimisio.
Questi fasci primari si uniscono a loro volta in fasci secondari che,
raggruppati, compongono l’intero muscolo. Il muscolo, a sua volta, è
circondato da una membrana di tessuto connettivo, chiamata epimisio.


Fasci Primari sono composti da più fibre muscolari avvolte dal perimisio
Fasci Secondari sono composti da più Fasci
Primari avvolti dallo epimisio
I muscoli sono costituiti da una parte carnosa rossa, detta ventre,
che rappresenta la parte contrattile vera e propria, e dai prolungamenti
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
70
del tessuto connettivo denso, di colore bianco, che servono per
l’attacco all’osso e sono detti rispettivamente tendini, se a forma di
cordone, e aponeurosi se a forma di lamina.

Si attaccano all’osso con i Tendini (cordoni) o
Aponeurosi (lamine), formati da tessuto connettivo denso e bianco.
IN BASE ALLA LORO FORMA, I MUSCOLI SI DISTINGUONO IN:
Lunghi, quando la loro lunghezza prevale di gran lunga sulle altre
dimensioni. Questi muscoli sono spesso fusiformi, espansi cioè nella
loro parte centrale e assottigliati alle estremità. Si trovano soprattutto
negli arti (es. bicipiti e tricipiti).
Larghi (o laminari o piatti), quando hanno forma di ampie lamine
ed una o entrambe le estremità sono aponeurotiche (es.muscoli della
fronte e il cosiddetto retto dell’addome, che si trova nel ventre).
A ventaglio, come i pettorali.
Orbicolari, che hanno forma di anello e delimitano delle aperture
(es. orbicolare delle labbra, orbicolare delle palpebre).
Sfinterici, anch’essi di forma circolare, servono a chiudere i condotti (es. sfintere anale).
SONO INOLTRE DETTI:
Bicipiti, i muscoli formati da due ventri affiancati, che ad una estremità continuano con un tendine comune;
Tricipiti e quadricipiti rispettivamente quelli costituiti da tre e
quattro ventri che confluiscono ad una estremità in un unico tendine;
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
71
Per compiere un movimento il muscolo si immobilizza ad una estremità, detta origine ed esercita la sua azione sull’altra estremità,
chiamata terminazione, la quale risulta pertanto essere il punto mobile.
Quindi nelle articolazioni una estremità sarà ancorata da una parte
dell’articolazione, su un osso, e l’altra sarà ancorata dall’altra parte
dell’articolazione, sull’altro osso che prende parte all’articolazione stessa.
Se il muscolo fosse ancorato con tutte e due le sue estremità sullo stesso
osso, senza articolazioni in mezzo, non ci sarebbe movimento articolare.
I muscoli possono dividersi, in base all’azione da loro svolta, in agonisti ed antagonisti.
Per capire bene la differenza dobbiamo sempre fare riferimento a
una coppia di muscoli: le coppie agoniste sono formate da muscoli
che per effettuare un’azione compiono lo stesso tipo di lavoro (esempio
alcuni muscoli interni del braccio che si contraggono contemporaneamente per sollevare un peso). Le coppie antagoniste per effettuare
un’azione devono invece compiere lavori opposti (ad esempio uno si
contrae e l’altro si rilassa, come nel caso del bicipite e del tricipite per
piegare e stendere il braccio).
Un muscolo è adduttore quando avvicina un arto o una parte mobile del corpo all’asse mediano del corpo stesso; è abduttore quando
allontana un arto o una parte mobile del corpo dall’asse mediano del
corpo stesso.


Adduttore è il muscolo pettorale del tronco che
contraendosi avvicina il braccio al corpo.
Abduttore è il muscolo deltoide della spalla che
contraendosi allontana il braccio dal corpo.
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
72
SISTEMATICA DELLA MUSCOLATURA
Possiamo schematicamente dividere i muscoli in:





Muscoli della testa e del viso
Muscoli del collo
Muscoli del tronco
Muscoli dell’arto superiore
Muscoli dell’arto inferiore.
Verranno presi in esame solo quelli più superficiali di ciascun gruppo, maggiormente interessati dalla pratica del massaggio.
1). MUSCOLI DELLA TESTA E DEL VISO
I muscoli della testa comprendono due tipi di muscoli:


pellicciai o cutanei o mimici (che si inseriscono,
con almeno un’estremità, sulla faccia profonda della cute)
scheletrici o masticatori (che si attaccano con
ambedue le estremità allo scheletro).
Muscoli pellicciai o mimici
Sono presenti nella struttura sottocutanea e hanno una o ambedue
le estremità inserite nella superficie profonda della cute. Questi sottili
fascetti muscolari sono innervati dal nervo facciale. Qualunque minima modificazione del loro stato di contrazione permette di modificare
l’espressione del volto. Per questo sono denominati muscoli mimici.
a). MUSCOLI PELLICCIAI DELLA TESTA
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
73
Tra i muscoli della testa ricordiamo il muscolo epicranico, che ricopre l’intera volta cranica e si compone di tre parti: muscolo frontale,
galea aponeurotica e muscolo occipitale.
Il muscolo frontale, posto nella parte anteriore della testa, contraendosi provoca la formazione delle rughe della fronte. Inoltre innalza
le sopracciglia.
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
74
La galea aponeurotica è situata nella parte media del cranio ed ha
una struttura solo tendinea.
Il muscolo occipitale è situato nella parte posteriore della testa.
La contrazione alternata di questo e del muscolo frontale permette lo
spostamento in avanti e indietro del cuoio capelluto.
b). MUSCOLI PELLICCIAI DEL VISO.
Tra questi ricordiamo solo i seguenti
Muscolo orbicolare dell’occhio (o delle palpebre): appiattito,
circolare, circonda l’occhio. Quando si contrae chiude la rima (apertura, fenditura) palpebrale. Un suo cedimento concorre alla perdita di
tono delle palpebre.
Muscolo sopracciliare: posto sopra l’orbicolare, segue all’incirca la
posizione delle sopracciglia e le fa muovere.
Muscolo orbicolare della bocca: circoscrive l’apertura della bocca.
Contraendosi ne determina la chiusura. Un suo cedimento concorre
alla formazione delle rughe sopra e sottolabiali.
Muscolo piccolo zigomatico: origina dall’osso zigomatico e va ad
inserirsi nella profondità della cute del labbro superiore. Innalza il labbro superiore.
Muscolo grande zigomatico: origina dall’osso zigomatico, a lato
dell’origine del muscolo piccolo zigomatico, e termina sulla commessura labiale (=angoli della bocca).
Questo muscolo contraendosi tira in alto ed in fuori la commessura labiale. La contrazione bilaterale dà il sorriso.
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
75
Muscoli quadrati del mento: situati, uno per parte, ai lati del
fiocco del mento, provocano, contraendosi, il rovesciamento del labbro
inferiore.
Muscoli triangolari del mento: posti uno a destra e uno a sinistra delle labbra, la cui contrazione provoca l’abbassamento delle labbra.
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
76
MUSCOLI MASTICATORI O SCHELETRICI
Si inseriscono sulla mandibola. Ricordiamo:
Muscolo massetere: da sotto l’orbicolare dell’occhio si porta alla
mandibola. Solleva e abbassa la mandibola.
Muscolo temporale:dalla caratteristica forma a ventaglio, è il più
voluminoso della testa. Insieme al massetere ha la funzione di elevare
e abbassare la mandibola.
2). MUSCOLI DEL COLLO
Il collo, inclusa la sua muscolatura, rappresenta una regione del
corpo di notevole complessità. Ricordiamo i muscoli più importanti,
anche in relazione alla loro funzione estetica.
Muscolo cutaneo del collo o platisma: è un grande muscolo pellicciaio a forma di lamina quadrata, che dalla cute sottostante alla clavicola si va ad inserire sulla faccia laterale del corpo della mandibola.
Contraendosi abbassa la mandibola, stira in basso e in fuori la commessura labiale, il labbro inferiore e la guancia. Tende la pelle del collo.
Muscolo sternocleidomastoideo: è un grande e lungo muscolo
che si trova nella regione laterale del collo. Si inserisce con una estremità sul processo mastoideo del temporale e con l’altra allo sterno e
alla clavicola. Percorre lateralmente tutto il collo, permettendo i movimenti di rotazione, flessione ed estensione della testa. Può inoltre
innalzare il torace, la clavicola e la spalla.
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
77
3). MUSCOLI DEL TRONCO
I muscoli del tronco possono essere suddivisi in:
A). MUSCOLI DEL DORSO;
B). MUSCOLI DEL TORACE;
C). MUSCOLI DELL’ADDOME.
A). MUSCOLI DEL DORSO
I muscoli dorsali hanno struttura laminare e sono molto estesi.
Fra questi citiamo i più grossi e meno profondi che interessano
maggiormente l’operatore estetico: il muscolo trapezio e il grande
dorsale.
Muscolo trapezio: è il più superficiale. Ha forma triangolare con
la base che origina
dall’osso occipitale, dalle vertebre cervicali e
dalle vertebre toraciche
e i due lati obliqui convergenti verso la cintura
scapolare. La sua contrazione determina lo
abbassamento e lo innalzamento della spalla,
l’inclinazione della testa
dal proprio lato e il sollevamento del corpo
come nell’atto di arrampicarsi.
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
78
Muscolo grande dorsale:
è un muscolo largo di forma
triangolare parzialmente ricoperto in alto dal trapezio. Esso origina mediante una vasta
aponeurosi (aponeurosi lombo-dorsale) dalle ultime sei o
sette vertebre toraciche, dalle
vertebre lombari, dall’osso sacro e dalle ossa iliache. Si
porta poi in alto ed in fuori
passando al di sopra delle coste e termina con un robusto
tendine che si inserisce
sull’omero. La sua contrazione solleva e porta indietro
l’omero permettendogli una
parziale rotazione verso l’esterno, solleva il tronco durante
l’arrampicata ed innalza le coste favorendo così l’inspirazione.
B). MUSCOLI DEL TORACE
I muscoli del torace sono anch’essi molto estesi, con struttura
laminare e disposti su più strati.
Muscolo grande pettorale: è il più superficiale ed ha la forma di un grosso ventaglio.
Prende origine dalla clavicola, dallo sterno e dalle
prime sei cartilagini costali e termina in un robusto tendine che si inserisce sull’omero. Svolge
una spiccata azione adduttrice del braccio, avviAppunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
79
cinando l’omero al tronco e portandolo in
avanti. Solleva il tronco nell’arrampicata.
Sotto al grande pettorale troviamo il muscolo piccolo pettorale che con la sua
contrazione porta in avanti le spalle. Agisce inoltre da muscolo inspiratore. I muscoli piccolo e grande pettorale formano il
piano muscolare sul quale poggiano i seni. Per questo, per conservare
un bel seno è necessario mantenere tonica la muscolatura pettorale.
Muscolo dentato anteriore o grande dentato: è un muscolo appiattito che si inserisce anteriormente sulle prime dieci coste e posteriormente sulla scapola. Solleva le coste concorrendo così
all’inspirazione; contraendosi porta avanti la scapola.
Diaframma: è un muscolo impari che ha l’aspetto di un’ampia e
sottile lamina disposta trasversalmente a separare la cavità toracica da
quella addominale. Fortemente incurvato verso l’alto, esso ha la forma
di una cupola, è carnoso nella porzione periferica e aponeurotico in
quella centrale. E’ il più importante dei muscoli inspiratori: infatti,quando esso si contrae, la sua cupola si abbassa e la cavità toracica si
amplifica, permettendo l’immissione di aria nei polmoni.
C). MUSCOLI DELL’ADDOME
Muscolo retto dell’addome: è un
muscolo piatto che si estende nella parte
anteriore dell’addome per tutta la sua altezza (dallo sterno al pube). Esso origina
dalla V, VI e VII cartilagine costale, discende in basso restringendosi ed ispessendosi e termina poi con un robusto
tendine che si impianta nel pube. E’ inAppunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
80
terrotto da tre o quattro strisce tendinee trasversali, denominate inscrizioni tendinee. Tra i due muscoli controlaterali è interposta una
fascia connettivale fibrosa detta linea alba, tesa tra il processo xifoideo dello sterno e la sinfisi pubica. Il muscolo retto addominale abbassa le coste (è quindi un muscolo espiratore), permette la flessione della
colonna vertebrale in avanti e comprime i visceri addominali. Una sua
perdita di tono provoca rilassamento a livello ventrale.
Muscolo obliquo esterno dell’addome (o muscolo grande obliquo dell’addome): è un’estesa lamina muscolare i cui fasci originano dalla gabbia toracica e decorrono obliquamente in avanti ed in ba
sso, terminando in un’ampia aponeurosi. Tale aponeurosi passa davanti al muscolo retto dell’addome partecipando alla costituzione della
sua guaina (guaina del muscolo retto dell’addome) e termina nella
linea alba.
Il muscolo grande obliquo dell’addome flette il torace sul bacino,
inclina la colonna vertebrale abbassando le coste (per cui è un muscolo
espiratore) e comprime i visceri addominali, favorendo l’emissione delle feci e dell’urina e il meccanismo del parto.
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
81
N.B. I muscoli che sollevano le coste sono muscoli inspiratori.
I muscoli che abbassano le coste sono muscoli espiratori.
4). MUSCOLI DELL’ARTO SUPERIORE
I muscoli dell’arto superiore sono distinti in:
A). MUSCOLI DELLA SPALLA;
B). MUSCOLI DEL BRACCIO;
C). MUSCOLI DELL’AVAMBRACCIO;
D). MUSCOLI DELLA MANO.
A). MUSCOLI DELLA SPALLA
Si stendono dalle ossa del cinto scapolare alla parte superiore
dell’omero.
Di essi ricordiamo il più voluminoso
e superficiale: il muscolo deltoideo (o
deltoide). E’ una voluminosa massa
carnosa di forma triangolare a base superiore. Origina dalla clavicola e dalla
scapola; i suoi fasci si portano in basso
e, convergendo fra di loro, trapassano in
un robusto tendine che si inserisca sul
corpo dell’omero. Questo muscolo, che conferisce alla spalla la sua caratteristica rotondità, permette l’allontanamento del braccio dal tronco; se fa punto fisso sull’ omero, solleva il tronco come nell’atto di arrampicarsi.
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
82
B). MUSCOLI DEL BRACCIO
Sono disposti secondo la lunghezza dell’omero e sono distinti in
anteriori e posteriori.
gli anteriori, il muscolo bicipite e il muscolo brachiale; tra i posteriori, il muscolo tricipite.
Muscolo bicipite: è una grossa massa carnosa
che origina dalla scapola con due capi. Questi si
portano in basso, si riuniscono e trapassano in un
robusto tendine che va ad inserirsi sul radio. Il
muscolo bicipite del braccio flette l’avambraccio
sul braccio.
Muscolo tricipite: origina con tre capi: il capo lungo, il capo laterale e il capo mediale. Il capo lungo origina dalla
scapola, il capo laterale e mediale originano dalla
faccia posteriore del corpo dell’omero. Tali tre capi
si portano in basso, si riuniscono e trapassano in
un tendine che si inserisce sull’olecrano dell’ulna.
Il muscolo tricipite del braccio estende
l’avambraccio sul braccio.
C). MUSCOLI DELL’AVAMBRACCIO.
Sono numerosi muscoli coinvolti nei movimenti della mano.
D). MUSCOLI DELLA MANO.
Sono situati tutti nella faccia palmare. Permettono i movimenti
delle dita.
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
83
CAVITÀ ASCELLARE: è una profonda depressione che si trova alla
radice dell’arto superiore. Questa cavità è piena di tessuto adiposo in
cui troviamo i vasi ascellari, i linfonodi ascellari e terminazioni nervose.
5). MUSCOLI DELL’ARTO INFERIORE
I muscoli dell’arto inferiore sono distinti in:
A). MUSCOLI DELL’ANCA;
B). MUSCOLI DELLA COSCIA;
C). MUSCOLI DELLA GAMBA;
D). MUSCOLI DEL PIEDE.
A). MUSCOLI DELL’ANCA
Costituiscono una grossa massa muscolare, la cui tonicità contribuisce all’armonia del corpo. Ricordiamo il muscolo grande gluteo, il muscolo medio gluteo e il muscolo tensore della fascia lata.
Muscolo grande gluteo: è
una voluminosa massa carnosa
da cui è determinata gran parte
della convessità dell’anca. Prende origine dall’osso sacro, dal
coccige e dall’osso dell’anca. I
suoi fasci si portano in basso e
in fuori e trapassano in un robusto tendine che si attacca al
corpo del femore. Il muscolo
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
84
grande gluteo estende e abduce la coscia ruotandola in fuori. Esplica
un ruolo importantissimo nel mantenimento della stazione eretta, soprattutto nella deambulazione.
Muscolo medio gluteo: è una grossa massa carnosa che origina dall’osso dell’anca. I
suoi fasci carnosi si portano in basso e vanno
ad inserirsi con un breve e robusto tendine sul
femore. Il muscolo medio gluteo abduce la coscia; collabora inoltre con il grande gluteo nel
mantenimento della stazione eretta del corpo.
Muscolo tensore della fascia lata: origina dall’osso dell’anca di
fianco al grande gluteo e si dirige verso il basso con la fascia lata, robusta fascia tendinea che giunge fino alla tibia avvolgendo i muscoli
della coscia. Flette la coscia sul bacino, la abduce e la ruota verso
l’interno. Insieme ai Glutei è un importante stabilizzatore della stazione eretta.
B). MUSCOLI DELLA COSCIA.
La muscolatura della coscia è particolarmente sviluppata ed è suddivisa in una parte anteriore, una mediale ed una posteriore. Non
tratteremo i muscoli mediali.
MUSCOLI ANTERIORI DELLA COSCIA
I muscoli anteriori della coscia sono il
MUSCOLO SARTORIO, posto in superficie, e
il MUSCOLO QUADRICIPITE FEMORALE, sottostante al precedente.
Muscolo sartorio: è il muscolo più
lungo del corpo umano e ha la forma di un
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
85
lungo nastro. Origina dall’osso iliaco e si dirige diagonalmente in basso, dall’esterno verso l’interno. E’ flessore e adduttore della gamba sulla coscia. La sua azione ha grande importanza nella deambulazione.
Muscolo quadricipite femorale: è
una grande massa carnosa in cui si distinguono quattro parti:
muscolo retto del femore (o retto
anteriore della coscia);
muscolo vasto laterale (o vasto esterno);
muscolo vasto mediale (o vasto interno);
muscolo vasto intermedio.
Di questi il muscolo retto del femore forma il piano più superficiale, i muscoli vasti laterale e mediale ne costituiscono il piano di mezzo,
il muscolo vasto intermedio deforma infine il piano più profondo.
Tutti i quattro muscoli convergono inferiormente in un robusto
tendine, il tendine del muscolo quadricipite del femore; questo
giunge alla rotula (o patella), e prosegue poi verso il basso col nome di
legamento rotuleo (o legamento della patella), per inserirsi sulla tibia.
Muscolo retto del femore: è un lungo e spesso nastro carnoso che
origina dall’osso dell’anca, si porta in basso e si continua con un tendine che si unisce a quello del muscolo quadricipite del femore.
Muscolo vasto laterale: è una spessa e ampia lamina che origina
dal corpo del femore; i suoi fasci carnosi si portano in avanti ed in
basso e convergono verso il tendine del muscolo quadricipite del femore.
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
86
Muscolo vasto mediale: a forma di ampia lamina, origina dal
corpo del femore e converge verso il tendine del muscolo quadricipite
del femore.
Muscolo vasto intermedio: è una lamina carnosa che origina dal
corpo del femore e converge sul tendine del muscolo quadricipite del
femore.
Il muscolo quadricipite del femore estende la gamba sulla coscia.
Esso ha una grandissima importanza sia nella deambulazione che
nel mantenimento della stazione eretta del corpo.
MUSCOLI POSTERIORI DELLA COSCIA
I muscoli posteriori della coscia sono tre: il MUSCOLO SEMITENDINOSO, il MUSCOLO SEMIMEMBRANOSO e il MUSCOLO BICIPITE FEMORALE.
Muscolo semitendinoso: è un
muscolo lungo che origina
dall’osso dell’anca. Si porta in basso con andamento verticale e continua con un tendine che si inserisce sulla tibia. Questo muscolo
flette la gamba sulla coscia e la
ruota verso l’interno.
Muscolo semimembranoso: situato in profondità rispetto al muscolo precedente, origina dall’osso
dell’anca e termina con un tendine
sulla tibia. Questo muscolo, come il
semitendinoso, flette la gamba sulla
coscia e la ruota verso l’interno.
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
87
Muscolo bicipite femorale: è
formato da un capo lungo che origina
dall’osso dell’anca e da un capo breve
che origina dal femore. I due capi si
portano in basso e convergono in un
tendine che si inserisce sul perone.
Questo muscolo flette la gamba sulla
coscia e la ruota verso l’esterno.
TRIANGOLO FEMORALE (o triangolo di Scarpa)
E’ una fossa di forma triangolare che si trova nella parte anteriore
della radice della coscia. Nella cavità del triangolo femorale troviamo
l’arteria femorale, la vena femorale e i linfonodi inguinali profondi.
C). MUSCOLI DELLA GAMBA
Ricordiamo, nella parte anteriore della gamba, il MUSCOLO TIBIALE ANTERIORe; nella parte posteriore della gamba il MUSCOLO TRICIPITE SURALE.
Muscolo tibiale anteriore: origina dal corpo della tibia, si porta in
basso e, circa a metà dalla gamba, trapassa in un tendine che si inserisce sul
tarso e sul metatarso. Questo muscolo
flette il piede sulla gamba e lo ruota
verso l’interno.
Muscolo tricipite surale: è una
voluminosa massa carnosa che determina la sporgenza del polpaccio o
sura. E’ formato da tre capi, di cui due sono superficiali, e formano
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
88
nel complesso il muscolo gastrocnemio e l’altro è profondo e
prende il nome di muscolo soleo.Il muscolo gastrocnemio è
formato da due capi, uno mediale
e l’altro laterale, che sono denominati rispettivamente gemello
interno e gemello esterno. Questi due muscoli nascono entrambi
dalla faccia posteriore del femore,
convergono in basso e si fondono tra loro, continuandosi in un robustissimo tendine: il tendine calcaneare (o tendine d’Achille), che va
ad inserirsi sulla faccia posteriore del calcagno. Il muscolo soleo è una
lamina carnosa appiattita che origina dalla faccia posteriore di tibia e
perone. I suoi fasci carnosi si dividono in basso e trapassano in
un’aponeurosi cha va ad unirsi in profondità al tendine di Achille.
Il muscolo tricipite surale estende plantarmente il piede. Esso
svolge un’importantissima azione nella deambulazione, nel salto e
nel sollevare il corpo sulla punta dei piedi.
D).MUSCOLI DEL PIEDE
I muscoli del piede sono rappresentati dai MUSCOLI DORSALI e dai
MUSCOLI PLANTARI del piede. Permettono i movimenti del piede e delle
dita del piede.
CAVITA’ POLIPTEA
La cavità poliptea è una fossa situata posteriormente al ginocchio. Essa è occupata da tessuto adiposo entro cui si trovano i linfonodi poliptei, nervi, vena e arteria poliptea.
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
89
NOTE
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
90
SISTEMA MUSCOLARE -- DOMANDE
119.
I muscoli sono:
□
□
formazioni
contrattili
120.
□
formazioni
tendinee misiache
□
formazioni epimisiache duttili
In base alla forma i muscoli sono:
□
lunghi, larghi,
bassi, orbitali,
anali
121.
cellule epite-
liali
□
lunghi, larghi,
a ventaglio, orbitali, sfinterici
□
lunghi, larghi,
a ventaglio, orbicolari, sfinterici
□
lunghi, larghi,
dentati, orbitali,
sfinterici
I muscoli sono formati da:
□
fibre muscolari raggruppate in
fasci primari uniti
in fasci tendinei
avvolti
dall’epimisio
□
fibre muscolari raggruppate in
fasci primari uniti
in fasci secondari
avvolti dal perimisio
□
fibre muscolari e tendini avvolti dall’endomisio
in fasci striati
□
fibre muscolari raggruppate in
fasci primari uniti
in fasci secondari
avvolti
dall’epimisio
122.
Le coppie di muscoli che compiono lo stesso lavoro si
dicono:
□
□
antagoniste
123.
□
□
gli orbicolari,
gli zigomatici, del
mento, sopracciliari
125.
□
Sterno cleido
mastoideo e Tra-
□
agoniste
□
ortogoniste
Il muscolo si dice adduttore quando:
avvicina un
arto o una parte
mobile all’asse del
tronco.
124.
tegoniste
□
allontana un
arto o una parte
mobile ad un altro
arto.
□
allontana un
arto o una parte
mobile all’asse del
tronco
□
avvicina un
arto o una parte
mobile ad un altro
arto.
I muscoli pellicciai o mimici del viso sono:
□
il frontale, gli
zigomatici, del
mento, sopracciliari
□
gli orbicolari,
lo occipitale, del
mento, sopracciliari
□
gli orbicolari,
gli zigomatici,
massetere, sopracciliari
I principali muscoli del dorso sono:
□
Trapezio e
Gran dorsale
□
Deltoide e
Trapezio
□
Deltoide, Trapezio e Gran Dor-
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
91
pezio
126.
sale
Muscoli del torace:
□
Pettorali, dentato, diafisi
127.
□
□
un muscolo
del torace
129.
□
un muscolo
della gamba
130.
Poplideo, iliaco, retto
□
□
□
□
□
□
□
□
Pettorali, dentato, diaframma
Pettorali, poplideo, diaframma
La linea alba è:
fascia connettivale fibrosa dallo
sterno alla sinfisi
pubica
128.
□
□
iscrizione tendinea del retto
dell’addome
fascia tendinea dallo sterno
alla sinfisi pubica
lamina connettivale dal diaframma alla sinfisi
pubica
Il deltoide è:
□
un muscolo
del dorso
un muscolo
della spalla
un muscolo
del collo
Il Grande Gluteo è:
□
il principale
responsabile della
stazione eretta
un muscolo
adduttore
un muscolo
liscio
Il Quadricipite Femorale è:
□ un muscolo
□ nella coscia
□ antagonista del □ nella coscia
della gamba
anteriore
tricipite surale
131.
posteriore
Il Bicipite Femorale è:
□ un muscolo
□ nella coscia
□ antagonista del □ nella coscia
della gamba
anteriore
tricipite surale
132.
posteriore
14.Comunemente chiamiamo”Polpaccio”il muscolo:
□ Tibiale anterio- □ Tricipite Surale □ Gastrocnemio
□ soleo
re
133.
□ Gran Dorsale
15.Il Muscolo più lungo del corpo umano è il muscolo:
□ Bicipite Femo- □ Trapezio
rale
Appunti di anatomia L’APPARATO MUSCOLARE
92
□ Sartorio
IL SISTEMA CIRCOLATORIO
FUNZIONI FONDAMENTALI:
1. Garantire il trasporto dell’ossigeno e
delle sostanze nutritive a tutte le cellule del corpo;
2. Rimuovere le sostanze di rifiuto.
COMPONENTI:
1. Sangue: mezzo di trasporto;
2. Vasi sanguigni: rete di percorrenza;
3. Cuore: motore della circolazione;
Il nostro sistema circolatorio viene definito “doppio e completo”.

DOPPIO,
perché ci sono due circolazioni:
il Grande Circolo, che collega il cuore al resto del corpo
il Piccolo Circolo, che collega il cuore ai polmoni

COMPLETO,
perché il sangue ricco di ossigeno non si mescola con quello ricco di anidride carbonica
VASI SANGUIGNI
Il sangue percorre tutto il nostro organismo scorrendo attraverso i
vasi sanguigni, un sistema di canali che raggiungono i vari organi. Essi si distinguono in arterie, vene e capillari.
Appunti di anatomia IL SISTEMA CIRCOLATORIO
93
Le arterie trasportano il sangue dal cuore verso la periferia del corpo. Esse sono particolarmente robuste ed elastiche grazie alle fibre
muscolari presenti nelle loro pareti. Il sangue vi scorre veloce, spinto
dalle contrazioni del cuore e aiutato, soprattutto in periferia, dalle
contrazioni delle fibre muscolari delle pareti delle arterie stesse.
Le vene invece trasportano il sangue dalla periferia verso il cuore.
Le loro pareti sono povere di fibre muscolari e in esse il sangue scorre
lentamente, spinto solo dalle contrazioni del cuore ed aiutato dalle
contrazioni dei muscoli che le circondano. Per impedire il riflusso del
sangue, le pareti delle vene sono provviste di valvole che consentono il
passaggio del sangue in una sola direzione: verso il cuore, dette valvole
a nido di rondine.
I capillari sono vasi molto sottili che fanno da raccordo tra arterie
e vene.
Nel loro percorso le arterie si dividono in rami sempre più piccoli,
le arteriole; queste, suddividendosi a loro volta, danno origine ai capillari arteriosi che arrivano a contatto con tutte le cellule
dell’organismo. Qui il sangue arterioso cede l’ossigeno e le sostanze
nutritive alle cellule, si carica delle sostanze di rifiuto e diventa sangue
venoso. Il sangue venoso scorre nei capillari venosi che si riuniscono a
formare prima piccole vene, le venule, e poi le vene vere e proprie.
Appunti di anatomia IL SISTEMA CIRCOLATORIO
94
Arterie, capillari e vene costituiscono un sistema circolatorio chiuso.
Per definizione il sangue ossigenato viene definito arterioso,
mentre il sangue non ossigenato viene definito venoso. E’ da notare che nel grande circolo le arterie trasportano sangue arterioso e le
vene sangue venoso; nel piccolo circolo (polmonare) avviene invece il
contrario: cioè le arterie trasportano sangue venoso, e le vene sangue
arterioso.
IL CUORE
E’ il motore di tutto l’apparato
circolatorio, è un organo dotato di
muscolatura striata involontaria
delle dimensioni di un pugno, situato nella cavità toracica fra i due
polmoni e appoggiato con la faccia
anteriore sullo sterno e con la porzione inferiore sul diaframma.
Si trova in posizione centrale,
con circa i 2/3 della massa spostati
a sinistra. Pesa circa 250-300 g. e
contiene circa mezzo litro di sangue.
La parete del cuore è formata da tre tonache sovrapposte: la tonaca
esterna detta pericardio, la tonaca media detta miocardio e la tonaca
interna detta endocardio.
Il pericardio è un involucro che avvolge completamente il cuore
e lo protegge da attrito e sfregamento. E’ formato da una parte
esterna fibrosa, costituita da un connettivo bianco e spesso e da
una parte interna sierosa, composta da due lamine: la più esterna, detta parietale, aderisce alla parte fibrosa, la più interna, detAppunti di anatomia IL SISTEMA CIRCOLATORIO
95
ta viscerale, aderisce al cuore. Tra queste due si trova uno spazio
(spazio pericardico), riempito da un liquido lubrificante (liquido
pericardico) che permette all’organo di pulsare senza attrito. La
pericardite è appunto una malattia che comporta la diminuzione
o l’assenza del liquido che lubrifica le due lamine;
Il miocardio, tessuto muscolare cardiaco vero e proprio, è la
tonaca di gran lunga prevalente per spessore e significato funzionale;
L’endocardio è all’interno del miocardio, fodera la parte interna
del cuore e ne riveste le valvole
Il cuore è diviso in due parti, destra e sinistra, completamente separate tra loro. Tra la parte destra e quella sinistra non esiste
alcuna comunicazione, per cui non vi è alcuna possibilità di scambio
di sangue.
Nella parte destra del cuore
circola sangue venoso, ricco di
CO2 (anidride carbonica);
Nella parte sinistra del cuore
circola sangue arterioso, ricco di
O2 (ossigeno).
Ogni metà è a sua volta
formata da due cavità comunicanti: la superiore, atrio o orecchietta, che riceve il sangue dalla periferia, e la inferiore, o ventricolo, che lo spinge verso la periferia.
Ogni atrio comunica con il ventricolo sottostante per mezzo di
un’apertura regolata da una valvola (la mitrale o bicuspide a sinistra, la
Appunti di anatomia IL SISTEMA CIRCOLATORIO
96
tricuspide a destra), che permette il passaggio del sangue solo in un
verso: dall’atrio al ventricolo e mai in senso opposto.
Nell’atrio destro sboccano le due vene cave, superiore ed inferiore.
Nell’atrio sinistro invece sboccano le quattro vene polmonari.
Dal ventricolo sinistro origina l’arteria aorta che poi si divide in tre
rami,le due arterie coronarie, che irrorano le cellule del cuore e l’aorta
propriamente detta che porta il nutrimento nel resto del corpo.
Dal ventricolo destro origina l’arteria polmonare, che porta il sangue venoso dal cuore ai polmoni per depurarlo e caricarlo di O2.
Le valvole atrio-ventricolari regolano il flusso sanguigno tra atri e
ventricoli, impedendo al contempo il reflusso del sangue.
Le valvole semilunari si aprono quando il sangue esce dai ventricoli spinto dalla contrazione ventricolare. Terminata la contrazione, le
valvole si chiudono e viene impedito così il reflusso del sangue dei ventricoli.

SISTOLE
(contrazione) e DIASTOLE (dilatazione)
Il lavoro incessante del cuore consiste in una ritmica successione di
contrazioni (sistole) e di dilatazioni (diastole), che si alternano.
Quando gli atri sono in sistole il sangue affluisce nei ventricoli che
sono in diastole. Segue la sistole ventricolare che permette il pompaggio del sangue nelle arterie.
In un uomo adulto in condizioni di riposo questo processo ritmico
si ripete circa 70 volte al minuto; in condizioni di esercizio intenso la
frequenza può più che raddoppiare.
Il cuore è un organo le cui contrazioni sono ritmiche e involontarie.
Appunti di anatomia IL SISTEMA CIRCOLATORIO
97
La stimolazione delle cellule del muscolo cardiaco ha origine infatti
nel muscolo stesso, in un’area speciale situata nell’atrio destro: il nodo
seno-atriale.
Questo “nodo” funziona da pace-maker. Da qui gli impulsi si diffondono nell’atrio destro e sinistro, determinandone la contrazione.
Raggiungono inoltre una seconda area nodale, il nodo atrioventricolare, nella parte mediale dell’atrio destro che li amplifica e li propaga
molto rapidamente ai ventricoli, tramite le due branche del fascio di
His, poste rispettivamente a destra e a sinistra del setto interventricolare, e ne determina la contrazione simultanea.
LA CIRCOLAZIONE
Nella parte destra del cuore l’atrio riceve il sangue dalla periferia carico di anidride carbonica, si contrae (sistole atriale) e pompa il sangue
nel ventricolo destro attraverso la valvola atrio-ventricolare chiamata
Tricuspide, che permette il passaggio del sangue in una unica direzione.
Il ventricolo destro,che era rilassato (diastole ventricolare), ora si
riempie di sangue e poi si contrae (sistole ventricolare - è come stringere un palloncino forato pieno d’acqua), spingendo il sangue
nell’Arteria Polmonare fino ai polmoni.
Non torna indietro nel ventricolo destro perché c’è la Valvola Semilunare che si apre quando il sangue deve uscire dal ventricolo, e
quindi il cuore è in contrazione (nello stesso tempo la Tricuspide si
chiude per non farlo tornare nell’atrio) e si chiude quando il cuore è in
dilatazione.
Adesso il sangue arriva ai polmoni e attraverso i vasi capillari passa
a lambire gli alveoli, tipo piccoli palloncini dove avviene il processo di
Appunti di anatomia IL SISTEMA CIRCOLATORIO
98
ventilazione, cedendo all’alveolo l’anidride carbonica in eccesso ed assorbendo l’ossigeno.
E’ in questo momento che il sangue venoso (quello carico di
scorie raccolte in giro per il corpo umano) diventa sangue arterioso
(sangue buono, ricco di ossigeno da portare come nutrimento a tutto
l’organismo).
Carico di ossigeno il sangue (ora arterioso) ritorna dai polmoni al
cuore attraverso le quattro vene polmonari che sboccano nell’atrio sinistro.
L’atrio si contrae (sistole atriale) e spinge il sangue nel ventricolo
sinistro attraverso la Valvola Mitrale o Bicuspide.
Dall’atrio sinistro, attraverso la Valvola Mitrale o Bicuspide, il sangue ossigenato passa nel ventricolo sinistro.
Il ventricolo sinistro, che era rilassato (diastole ventricolare), ora si
riempie di sangue e si contrae (sistole ventricolare), spingendo il sangue arterioso nella Arteria Aorta (nella GRANDE CIRCOLAZIONE il
sangue venoso va solo verso il cuore percorre le Vene, quello arterioso
va esclusivamente dal cuore alla periferia attraverso le Arterie).
L’Aorta si divide subito in tre rami, due dei quali irrorano il cuore
(le Coronarie) ed il terzo, l’Aorta vera e propria, si dirige in periferia.
Per mezzo di questa arteria il sangue viene portato in tutte le parti
del corpo dove, attraverso i capillari arteriosi, cede l’ossigeno e le sostanze nutritive alle cellule e si ricarica delle sostanze di rifiuto (respirazione interna o cellulare).
Quindi ridiventa sangue venoso che deve arrivare ai polmoni, tramite il cuore, per essere ripulito e tornare arterioso caricandosi ancora
di sostanze nutrienti da portare in tutte le parti del corpo.
E così via senza sosta, per sempre.
Appunti di anatomia IL SISTEMA CIRCOLATORIO
99
Piccolo Circolo o Circolazione Polmonare
DA NOTARE CHE IL SANGUE

Arriva nell’atrio destro con le Vene (perché va verso
il cuore), passa nel ventricolo destro e poi parte e va
ai polmoni con le Arterie (perché si allontana dal
cuore) anche se è ancora da ripulire.

Quando torna dai polmoni ed è ripulito, passa comunque in una Vena (perché va verso il cuore) e poi
esce a portare il nutrimento attraverso le Arterie (perché si allontana dal cuore).
RICAPITOLANDO:
Al centro c’è il cuore.
Quando il sangue va verso il cuore passa sempre dalle Vene, sia che
sia di ritorno dalla periferia carico di CO2 sia che arrivi dai polmoni
depurato e carico di O2.
Appunti di anatomia IL SISTEMA CIRCOLATORIO
100
Quando il sangue esce dal cuore percorre esclusivamente le Arterie,
sia che vada a portare nutrimento al corpo sia che porti il sangue pieno
di CO2 ai polmoni.
Nell’atrio di destra arriva una Vena col sangue da ossigenare.
Dall’atrio di destra passa nel Ventricolo di destra.
Dal Ventricolo di destra parte una Arteria verso i polmoni per
ossigenare il sangue (che è ancora carico di CO2)
Nell’atrio di sinistra arriva una Vena col sangue bello ossigenato, carico di O2.
Dall’atrio di sinistra passa nel ventricolo di sinistra.
Dal ventricolo di sinistra parte una Arteria che porta il sangue
ossigenato a nutrire l’intero Corpo Umano.
Il sangue arriva al cuore negli atri (ds e sin) con le Vene
Il sangue esce dal cuore dai ventricoli (ds e sin) con le Arterie
Il sangue attraversa quindi due volte il cuore: il percorso “ventricolo
destro →arterie polmonari → capillari polmonari →vene polmonari →
atrio sinistro” forma la piccola circolazione o circolazione polmonare;
il percorso “ventricolo sinistro → aorta → capillari arteriosi e venosi
(organi) →vene cave →atrio destro” forma la grande circolazione. La
circolazione sanguigna dell’uomo è detta doppia e completa proprio
perché il sangue compie un doppio percorso e il sangue arterioso non
si mescola mai con il sangue venoso.
Appunti di anatomia IL SISTEMA CIRCOLATORIO
101
CONSIDERAZIONI FUNZIONALI
Il letto vascolare (cioè l’insieme dei vasi sanguigni) dell’uomo contiene 5-6 litri di sangue, ma potrebbe in realtà contenerne una quantità maggiore.
Ciò significa che il sangue non circola contemporaneamente in
tutti i vasi ma, a parte alcuni distretti che necessitano di un apporto
costante e continuo (come il sistema nervoso centrale), vi possono essere variazioni di irrorazione.
Il flusso sanguigno, e quindi il rifornimento di ossigeno e sostanze
nutritive alle varie parti del corpo, varia infatti a seconda delle attività
dell’organismo. Ad esempio, durante l’esercizio fisico viene sottratto
sangue ad altri territori, soprattutto viscerali, e la massa sanguigna
viene spostata verso i muscoli; il flusso sanguigno allo stomaco e
all’intestino aumenta durante la digestione e il flusso alla pelle aumenta col caldo e diminuisce col freddo.
Le regolazioni necessarie avvengono attraverso segnali sia nervosi
che ormonali, che determinano la vasocostrizione o la vasodilatazione
di arterie e capillari a seconda delle necessità dell’organismo.
PATOLOGIE COMUNI DELLA CIRCOLAZIONE
LE VARICI
Le vene degli arti inferiori
devono portare il sangue al cuore
contro la forza di gravità, cioè dal
basso verso l’alto. Questo è perciò
un percorso in salita, piuttosto
difficoltoso, ma che avviene
normalmente se non ci sono
Appunti di anatomia IL SISTEMA CIRCOLATORIO
102
problemi. Per favorire la risalita di sangue, all’interno di queste vene si
trovano numerose valvole che si aprono solo se il sangue arriva dal
basso verso l’alto e si chiudono se questo preme in direzione contraria.
C’è poi l’azione dei muscoli che contraendosi funzionano da debole
pompa, spremono le vene, il sangue va verso il cuore e così via.
Nell’arto inferiore il sistema venoso può essere diviso in tre grandi
componenti:
Circolo venoso superficiale: per il drenaggio
delle zone sottocutanee
(es. grande e piccola safena);
Circolo venoso profondo: che drena le parti interne degli arti;
Vene perforanti: che
mettono in comunicazione il circolo super.
Visto il cammino che il
sangue
deve
intraprendere
per
raggiungere il cuore e la nostra posizione eretta, ci possono essere dei
problemi che compromettono la buona risalita sanguigna.
LE VARICI sono dilatazioni permanenti delle vene superficiali,
che risultano molto visibili, spesso rilevate rispetto alla pelle
circostante, dilatate e tortuose.
In questi casi il sangue tende a rimanere più del dovuto nel vaso
dilatato e si può formare edema e negli stadi più avanzati la pelle si
pigmenta e possono presentarsi anche ulcere.
Appunti di anatomia IL SISTEMA CIRCOLATORIO
103
Le vene profonde solitamente non hanno questi problemi perché
sono circondate dai muscoli che si oppongono ad una loro dilatazione,
quelle superficiali invece sono sotto la cute e questa non esercita una
grande pressione sulle loro pareti.
Le cause favorenti la comparsa delle varici possono essere
molteplici, tra queste ricordiamo ad es.:
- La gravidanza
- I contraccettivi orali
- Il mantenimento prolungato della posizione eretta o seduta
- L’obesità
Una predisposizione ereditaria
Appunti di anatomia IL SISTEMA CIRCOLATORIO
104
CENNI SUL SISTEMA LINFATICO
Non tutto il liquido che esce dai capillari arteriosi rientra nel circolo sanguigno
attraverso i capillari venosi.
Infatti, nei vertebrati più complessi,
una parte di liquido si raccoglie nel sistema linfatico, un altro sistema circolatorio formato da un insieme di canali, i
vasi linfatici, all’interno dei quali circola
la linfa.
La linfa è un liquido che si forma per
filtrazione del plasma sanguigno attraverso i capillari, penetra negli spazi intercellulari e porta le sostanze nutritive anche
alle cellule più periferiche, dove neppure i
capillari potrebbero arrivare. Successivamente viene convogliata di nuovo alla
corrente sanguigna.
Il sistema linfatico è simile al sistema venoso, in quanto consiste in
una rete intrecciata di vasi progressivamente più grandi.
Una differenza importante tuttavia, riguarda il fatto che i capillari
linfatici cominciano a fondo cieco nei tessuti, come le radici delle
piante, anziché formare parte di un circuito continuo.
La linfa filtra dai tessuti nei capillari linfatici, che la versano poi
nella vena cava superiore. Nell’uomo essa circola grazie alle contrazioni dei muscoli del corpo e, come nel sistema venoso, la presenza di
valvole ne impedisce il reflusso. Inoltre, è stato dimostrato che i vasi
linfatici si contraggono ritmicamente: queste contrazioni potrebbero
essere il fattore principale di spinta della linfa.
Appunti di anatomia IL SISTEMA CIRCOLATORIO
105
I Linfonodi sono piccoli rigonfiamenti di tessuto spugnoso che si
trovano lungo tutto il sistema linfatico.
Essi hanno due funzioni: filtrano e purificano la linfa (cioè eliminano detriti cellulari e particelle estranee) prima che passi nuovamente nel sangue; inoltre, producono un particolare tipo di globuli
bianchi, i linfociti, cellule specializzate nella risposta immunitaria.
Appunti di anatomia IL SISTEMA CIRCOLATORIO
106
APPARATO CIRCOLATORIO -- DOMANDE
134.
L’apparato circolatorio è composto da:
□
□
sangue, vene
e arterie
135.
□
il sangue va
alla periferia e ritorna al cuore
il cuore ha due
ventricoli
percorre tutto
il corpo umano,
senza eccezioni
□
□
□
arrivano al
cuore
140.
□
arrivano al
cuore
□
il sangue venoso passa nelle
vene e quello arterioso passa nelle
arterie
□
ci sono il
Grande ed il Piccolo Circolo
□
il sangue arterioso non si mescola con quello
venoso
□
quando finisce
il giro del corpo va
anche ai polmoni
□
scorre dappertutto senza interruzioni
□
parte dal cuo-
re
□
è ossigenato
□
non è ossigenato
Il sangue è arterioso quando:
arriva al cuore
139.
Cuore, vene e
capillari
Il sangue è venoso quando:
arriva al cuore
138.
□
L’apparato circolatorio viene definito completo perchè:
□
137.
sangue, vasi
sanguigni e Cuore
L’apparato circolatorio viene definito doppio perchè:
□
136.
□
vene, Cuore e
arterie
□
parte dal cuo-
re
□
è ossigenato
□
non è ossigenato
I vasi sanguigni sono arterie quando:
□
partono dal
cuore
□
portano sangue arterioso
□
portano sangue venoso
I vasi sanguigni sono vene quando:
□
partono dal
cuore
□
portano sangue arterioso
□
portano sangue venoso
Appunti di anatomia IL SISTEMA CIRCOLATORIO
107
141.
Nelle vene:
□
il sangue scorre veloce
142.
□
sono più piccole
trasportano
sangue venoso
□
è un muscolo
volontario
il sangue scorre verso la periferia
□
scorre solo
sangue ossigenato
□
□
□
□
sono più
grandi
trasportano
sangue arterioso
è un organo
è una ghiandola
è tessuto ematopoietico
Il pericardio:
□
□
□
è la parte esterna dei ventricoli
145.
□
Il Cuore:
□
144.
il sangue non
torna indietro grazie alle valvole a
nido di rondine
Nel Piccolo Circolo (Circolazione polmonare) le vene:
□
143.
□
aiuta le contrazioni cardiache
è un involucro
che protegge il
cuore da attriti e
sfregamenti
□
collega tra di
loro gli atrii
Il sangue arterioso:
□ porta
□ pulisce
□ porta
□ pulisce l’aria
l’ossigeno
all’organismo
l’organismo
dall’anidride carbonica
l’anidride carbonica agli alveoli
respirata
dall’ossigeno
146.
□
Il tessuto muscolare del Cuore si chiama:
□
Pericardio
147.
□
□
è in sistole
□
□
nei ventricoli
□
nella parte destra del cuore
□
Endocardio
□
negli atrii
□
è fermo
Il Cuore si contrae:
□
è in attesa
□
Appunti di anatomia IL SISTEMA CIRCOLATORIO
108
Miocardio
Il sangue arterioso scorre:
nella parte sinistra del cuore
148.
Metacardio
è in diastole
149.
Nel Piccolo Circolo (Circ. polmonare) il sangue:
□
va dall’atrio di
destra ai polmoni
e torna nel ventricolo di sinistra
150.
□
va dall’atrio di
sinistra ai polmoni
e torna nel ventricolo di destra
□
va dal ventricolo di destra ai
polmoni e torna
nell’atrio di sinistra
□
va dal ventricolo di sinistra ai
polmoni e torna
nell’atrio di destra
Il Cuore si dilata:
□
è in sistole
151.
□
□
è in attesa
è in diastole
□
è in spinta
Il sangue esce dai ventricoli attraverso:
□ la valvola semi- □ la valvola tri-
□ la valvola luna- □ la valvola tri-
lunare
re
152.
cuspide
La parte destra e quella sinistra del Cuore:
□
□
Comunicano
attraverso il forame del Guinigi
153.
□
nell’atrio sinistro con le arterie
□
□
□
□
nel ventricolo
sinistro con le arterie
nell’atrio destro con le vene
Il Sistema Linfatico:
è simile alla
circolazione venosa
155.
ventilano il
sangue
Il sangue arriva al Cuore:
nel ventricolo
destro con le arterie
□
□
non sono in
comunicazione
□
154.
cuspide
□
è simile alla
circolazione arteriosa
è circoscritto
ai reni
è circoscritto
al tronco
La linfa:
□ porta il nutri-
□ porta il nutri-
□ porta il nutri-
□ porta il nutri-
mento ai polpastrelli
mento alle cartilagini
mento dove non
arrivano i capillari
mento
all’apparato tegumentario
Appunti di anatomia IL SISTEMA CIRCOLATORIO
109
L’APPARATO RESPIRATORIO
L’apparato respiratorio consente, coadiuvato dal sistema circolatorio, di far arrivare a tutte le cellule del corpo l’ossigeno fondamentale per le loro attività metaboliche e di eliminare l’anidride
carbonica, prodotto di rifiuto del catabolismo cellulare.
L’apparato respiratorio è costituito dalle vie aeree, che permettono
il passaggio dell’aria durante la respirazione, e dai polmoni, nei quali
le stesse vie aeree penetrano profondamente ramificandosi e in cui avvengono gli scambi gassosi tra aria e sangue.
LE VIE RESPIRATORIE
Le vie respiratorie sono formate dalle cavità nasali, dalla faringe,
dalla laringe, dalla trachea, bronchi e polmoni.
CAVITÀ NASALI
Le cavità nasali, insieme alla bocca, rappresentano le vie respiratorie
esterne, che permettono il passaggio dell’aria dentro e fuori dal nostro
corpo. Nel passaggio attraverso le cavità nasali l’aria inspirata con il
naso è costretta a compiere un percorso tortuoso e quindi a riscaldarsi.
Inoltre, i peli presenti nel naso fungono da filtri destinati a rimuovere
le particelle di polvere presenti nell’aria inspirata.
FARINGE
La faringe è un organo cavo comune all’apparato respiratorio e digerente. Collega le cavità nasali e la bocca alla laringe e all’esofago.
LARINGE
La laringe è la porzione delle vie aeree che fa seguito alla faringe. E’
situata nella regione sottoioidea del collo. Nell’adulto ha una lunghezza di circa 4 centimetri. La comunicazione tra faringe e laringe viene
chiusa durante la deglutizione dall’epiglottide, una lamina di cartilaAppunti di anatomia APPARATO RESPIRATORIO
110
gine elastica, per impedire l’eventuale passaggio del cibo nelle vie aeree. Nella laringe si trovano le corde vocali, membrane che, vibrando
al passaggio dell’aria, producono suoni che poi vengono trasformati in
parole dai movimenti della lingua e delle labbra.
TRACHEA E BRONCHI
Alla laringe fa seguito la trachea, un tubo flessibile lungo circa 12
cm situato davanti all’esofago e formato da una serie di anelli cartilaginei a forma di “C” aperti posteriormente. Le pareti interne della trachea sono rivestite da un epitelio provvisto di ciglia che servono ad allontanare, provocando un colpo di tosse, eventuali impurità o corpi
Appunti di anatomia APPARATO RESPIRATORIO
111
estranei entrati nelle vie respiratorie. All’altezza della quarta vertebra
toracica la trachea si divide nei due bronchi, che si portano ai polmoni, ramificandosi in rami sempre più piccoli, i bronchioli.
Al termine dei bronchioli troviamo gli alveoli polmonari, concamerazioni emisferiche alle quali arriva l’aria ricca di ossigeno. Gli alveoli sono cavità con pareti molto sottili, completamente avvolti da
una rete di capillari sanguigni.
FISIOLOGIA DELLA RESPIRAZIONE
L’apparato respiratorio svolge due compiti: procurare lo ossigeno necessario alle
cellule per produrre
energia ed eliminare
l’anidride carbonica e
il vapore acqueo che si
formano come prodotto di scarto. Questa duplice azione è
detta
ventilazione
polmonare
questo
scambio avviene negli alveoli polmonari. “Palloncini” con membrana
sottilissima che permettono all’emoglobina dei globuli rossi di rilasciare l’anidride carbonica e caricarsi di ossigeno.
Inspirazione: durante l’inspirazione il sangue si ossigena e quindi
l’aria arriva agli alveoli ricca di ossigeno e lo cede al sangue che lo
immagazzina tramite l’emoglobina e lo porta a nutrire tutto
l’organismo.
Appunti di anatomia APPARATO RESPIRATORIO
112
Espirazione: il sangue di ritorno, carico di anidride carbonica
(circolazione venosa) se ne libera cedendola agli alveoli che la espellono con l’aria precedentemente inspirata tramite le vie respiratorie.
I POLMONI
I polmoni, di consistenza spugnosa ed elastica, sono organi voluminosi che occupano gran parte della cavità toracica. Si appoggiano sul
diaframma, il muscolo che separa il torace dall’addome, e sono separati tra loro da uno spazio intermedio, lo spazio mediastinico, compreso
tra la colonna vertebrale e lo sterno, in cui sono contenuti gli altri visceri del torace. Sono divisi da profondi solchi in lobi, precisamente
tre nel polmone destro e due in quello sinistro.
Esternamente ogni polmone è avvolto da una membrana, la pleura, formata da due strati, uno aderente ai polmoni e l’altro alla cavità
toracica. All’interno dei due strati vi è il liquido pleurico, che permette lo scorrimento dei due strati durante i movimenti respiratori.
Appunti di anatomia APPARATO RESPIRATORIO
113
NOTE
Appunti di anatomia APPARATO RESPIRATORIO
114
APPARATO RESPIRATORIO -- DOMANDE
156.
L’apparato respiratorio è formato da:
□
□
vie aeree,
polmoni e pancreas
157.
bronchi e
polmoni
□
eliminare
l’ossigeno
□
assumere anidride carbonica
□
producono le
parole
160.
□
collegano la
faringe e la laringe.
161.
□
riscaldano
l’aria
162.
□
2
□
vie aeree e
polmoni
□
purificare i
tessuti
□
assumere ossigeno
Le vie respiratorie sono formate da:
cavità nasali e
bocca, faringe,
laringe, trachea,
bronchi e polmoni
159.
alveoli e bron-
chi
L’apparato respiratorio consente di:?
□
158.
□
□
cavità nasali,
faringe, laringe,
trachea, alveoli e
polmoni
□
□
□
□
□
□
cavità nasali,
gola, faringe, laringe, scapola,
bronchi e polmoni
gola, faringe,
laringe, trachea,
bronchi, alveoli e
polmoni
Le corde vocali:
□
sono nella faringe
producono
suoni
sono nella trachea
I bronchi:
□
collegano laringe e trachea.
collegano faringe e polmoni
collegano trachea e polmoni
I peli presenti nel naso:
□
filtrano l’aria
□
accelerano
l’aria
□
rallentano
l’aria
I bronchi sono:
□
4
□
6
□
8
Appunti di anatomia APPARATO RESPIRATORIO
115
163.
L’epitelio ciliato di cui sono rivestite le pareti interne
della trachea:
□
□
riscalda l’aria
164.
provoca la
tosse per espellere corpi estranei
entrati nelle vie
respiratorie
all’esterno
della cavità toracica
all’interno della cavità toracica
al movimento
alternato dei polmoni provocato
dal battito del
cuore
□
sotto il diaframma
nella regione
distale del diaframma
□
alla differenza
di pressione
all’interno delle
cavità orofaringee
□
al movimento
a pompa dei polmoni causato dal
diaframma
Ogni polmone è rivestito da una membrana:
toroidale espansa con inserti
cartobituminosi
asduttici iperossigenati
167.
□
□
al naso che
tira l’aria nello
apparato respiratorio
□
□
solletica
l’epiglottide provocando il vomito
per espellere corpi estranei dalle
vie respiratorie
L’inspirazione e l’espirazione sono dovute:
□
166.
□
rallenta il flusso d’aria e ne trattiene le impurità
I polmoni sono:
□
165.
□
□
cartilaginea
che riduce l’attrito
tra il polmone e le
costole durante la
respirazione
□
□
la pleura, formata da due strati
con all’interno il
liquido pleurico
connettivale
ipoallergenica con
funzioni lubrificatorie metabolizzanti
Il sangue arterioso:
□ porta
□ pulisce
□ porta
□ pulisce l’aria
l’ossigeno
all’organismo
l’organismo
dall’anidride carbonica
l’anidride carbonica agli alveoli
respirata
dall’ossigeno
168.
□
negli alveoli
La ventilazione polmonare avviene:
□
nei bronchioli
□
Appunti di anatomia APPARATO RESPIRATORIO
116
nella pleura
□
nei bronchi
APPARATO DIGERENTE
In maniera molto semplice possiamo descrivere l’apparato digerente
come un lungo tubo, che presenta diverse dilatazioni, che percorre il
nostro corpo, dalla bocca all’ano.
Il suo compito è quello di ingerire, trasformare ed assimilare le
sostanze nutritive degli alimenti, che percorrono il tubo digerente
(con direzione ano) grazie ai movimenti peristaltici della sua muscolatura.
Inizia dalla bocca, continua con la faringe, l’esofago, lo stomaco,
l’intestino tenue, l’intestino crasso (colon) e termina con l’ano.
Lungo il suo percorso
vengono riversate numerose
sostanze che servono alla digestione ed assorbimento dei
diversi nutrienti.
Quando mangiamo inseriamo gli alimenti nella bocca, dove subiscono una prima trasformazione dovuta
sia all’azione meccanica dei
denti
che
sminuzzano
l’alimento, sia alla saliva che
inizia una prima digestione
degli amidi introdotti.
Ciò che si forma dopo aver masticato il cibo viene
chiamato “bolo alimentare”, ed è questo che, deglutendo, arriva nello stomaco.
Appunti di anatomia APPARATO DIGERENTE
117
Il bolo arriva quindi nello stomaco ( a forma di sacco, con robuste
pareti muscolari), dove subisce delle trasformazioni.
Mentre viene rimescolato grazie a contrazioni della muscolatura gastrica questo bolo viene in contatto con i succhi gastrici, cioè sostanze
prodotte dallo stomaco stesso che servono a digerire gli alimenti introdotti.
Nello stomaco viene prodotto acido cloridrico ed enzimi digestivi,
quali ad es. la pepsina che divide le proteine in molecole più piccole
chiamate peptidi.
Come dice il nome l’acido cloridrico è un acido e come tale potrebbe danneggiare anche le pareti dello stomaco stesso, come del resto la
pepsina; questo, in condizioni normali, non avviene perché le cellule
dello stomaco sono rivestite da una sostanza mucosa che le protegge.
In genere nello stomaco le sostanze non vengono assorbite, ma
solamente ulteriormente sminuzzate ed impastate a formare una
massa acida detta “chimo” che passa nell’intestino.
Casi a parte sono ad es. l’acqua, il glucosio e l’alcool che, grazie alle
piccole dimensioni delle loro molecole, possono passare direttamente
nel sangue già dallo stomaco, per questo gli effetti dell’alcool possono
essere immediati.
Una volta nell’intestino il chimo continua il suo viaggio verso il
colon mentre subisce ulteriori trasformazioni e viene trasformato in
un liquido lattescente detto “chilo”, che contiene molecole talmente
piccole che possono passare nel sangue attraversando la parete intestinale
e così essere portate in tutto
l’organismo.
Appunti di anatomia APPARATO DIGERENTE
118
Questo passaggio viene detto “assorbimento”.
Per diventare Chilo il cibo viene attaccato da enzimi prodotti
dall’intestino, dal pancreas e dai Sali biliari che funzionano da emulsionanti.
I grassi introdotti sono infatti troppo ingombranti per attraversare le
pareti intestinali e devono quindi essere emulsionati con l’aiuto di emulsionanti naturali, come ad es. i sali biliari, che il fegato produce come
bile ed immagazzina nella cistifellea. In questo modo si vengono a creare piccolissime goccioline lipidiche facilitando il compito degli enzimi
digestivi.
Ciò che non viene assorbito passa nell’intestino crasso, in pratica nel colon, dotato di una robusta muscolatura che lo sospinge
pian piano verso il retto e quindi verso l’esterno (defecazione). In
quest’ultimo tratto si ha il riassorbimento dell’acqua e dei Sali minerali ancora presenti.
Se il materiale presente si sposta troppo velocemente questo assorbimento è compromesso e si può avere diarrea, al contrario, se staziona troppo a lungo nel colon si può avere stitichezza.
Appunti di anatomia APPARATO DIGERENTE
119
NOTE
Appunti di anatomia APPARATO DIGERENTE
120
APPARATO DIGERENTE -- DOMANDE
169.
L’apparato digerente va:
□
dallo stomaco
all’ano
170.
□
eliminare
l’ossigeno
bocca, faringe,
esofago, stomaco,
intestino crasso,
colon, ano
□
□
è un liquido
lattescente che
viene assorbito
dal colon.
174.
□
è il risultato
dell’ossidazione
del cibo ingerito
dalla bocca
allo stomaco
□
vie aeree e
polmoni
alimentarsi
□
purificare i
tessuti
□
assumere ossigeno
□
bocca, esofago, stomaco, intestino tenue, colon,
ano
□
□
□
□
□
□
□
□
bocca, faringe,
esofago, stomaco,
intestino tenue,
colon, ano
gola, faringe,
laringe, stomaco,
intestino crasso,
colon, ano
Il Bolo:
si forma in
bocca dopo la masticazione
173.
□
L’apparato digerente è formato, in ordine, da:
□
172.
dalla bocca
all’ano
L’apparato digerente consente di:?
□
171.
□
□
si forma nello
stomaco dopo la
deglutizione
si forma nel
colon dopo la liofilizzazione
si forma
nell’intestino tenue dopo lo assorbimento
Il Chilo:
□
è un trito di
sostanza alimentare pesante.
è un liquido
lattescente che
viene assorbito
dallo intestino tenue
produce rallentamenti nella
peristalsi
Il Chimo:
□
è una massa
acida che passa
nell’intestino
è il risultato
della scomposizione del cibo fatta dallo stomaco
è il prodotto
dell’intestino tenue che staziona
nel crasso
Appunti di anatomia APPARATO DIGERENTE
121
175.
□
stomaco
176.
□
bolo, chimo,
chilo
177.
□
Chimo
178.
□
vengono immagazzinate dal
fegato nella cistifellea
Dove avviene l’assorbimento:
□
intestino te-
nue
intestino cras-
so
□
intestino retto
Il cibo ingerito si trasforma, in ordine, in:
□
chilo, bolo,
chimo
□
bolo, chilo,
chimo
□
chimo, chilo,
bolo
Quello che viene “assorbito” è il:
□
Chilo
□
Bolo
□
Tutti e tre
Le sostanze che non vengono assorbite:
□
attraversano il
colon e vengono
espulse dall’ano
Appunti di anatomia APPARATO DIGERENTE
122
□
□
stazionano
nello intestino tenue fino a completo assorbimento
□
vengono processate dai succhi
gastrici per renderle più digeribili
ALIMENTAZIONE
Anche se gli organismi viventi sono
molto differenti fra
loro, hanno però un
modello di vita unitario: la cellula.
Come tutti gli esseri
viventi
anche
l’uomo per restare in
vita
prende
dall’ambiente materia ed energia. Tutto ciò gli serve per vivere, crescere, riprodursi e svolgere le proprie attività. Quindi dobbiamo mangiare
e respirare, cioè rifornirci di ossigeno.
Gli alimenti ingeriti vengono trasformati, assorbiti e assimilati dalle cellule dei nostri tessuti dove vengono utilizzati per costruire nuovo
materiale, sostituire quello vecchio o per fornire l’energia necessaria
alle attività vitali.
Nel loro insieme tutte le trasformazioni biochimiche ed energetiche che avvengono nel nostro organismo vengono definite METABOLISMO.
Questo, a sua volta, viene diviso in catabolismo ed anabolismo.
I processi catabolici sono quelli in cui sostanze complesse vengono
demolite in sostanze più semplici, con liberazione di energia.
I processi anabolici sono quelli di “costruzione”, dove, partendo da
sostanze più semplici vengono sintetizzate sostanze più complesse, come succede ad es. durante la crescita, nell’immagazzinamento di sostanze di riserva e nella riparazione dei tessuti.
Appunti di anatomia ALIMENTAZIONE
123
Per fare ciò l’organismo ha bisogno di energia, che è poi quella
messa a disposizione dai processi catabolici.
Spesso abbiamo sentito parlare di fabbisogno energetico, ma
cos’è ? E’ la quantità di energia di cui una persona ha bisogno per
mantenersi in salute e svolgere le proprie attività ed è dovuto a ciò che
questa persona consuma per :
-
svolgere quelle funzioni necessarie a vivere (metabolismo
basale)
svolgere le sue attività, sia professionali che ricreative
attuare la termoregolazione
trasformare ed ossidare gli alimenti (azione dinamico –
specifica degli alimenti).
Già da questo si capisce come ogni persona sia diversa dall’altra e
come, quindi, le famose tabelle “ età, sesso, altezza = peso ideale”
non vadano prese alla lettera, possono dare un’idea, ma non dobbiamo
fossilizzarci a raggiungere a tutti i costi il peso indicato, in quanto potrebbe non essere il nostro ( sia in più che in meno).
Ricordiamoci inoltre che la massa magra, in particolare i
muscoli, a parità di
volume, pesano di più
del tessuto adiposo.
Cosa vuole dire questo in parole povere ?
Ad es. che se due
gemelli identici portano la stessa taglia ma uno è più muscoloso
dell’altro, quello più muscoloso peserà di più di quello meno muscoloso.
Quindi il peso in se stesso, entro certi limiti, lascia il tempo che
trova.
Appunti di anatomia ALIMENTAZIONE
124
Vi ricordo che stiamo
sempre e comunque parlando
di persone sane, né obese, né
anoressiche, per queste ci
sono i medici.
Da quanto detto sopra sul
fabbisogno energetico deriva
il fatto che se introduciamo
con gli alimenti più di quello
che consumiamo ingrassiamo, al contrario perdiamo
peso.
Se quando “ ci mettiamo a dieta (dimagrante)” non facciamo alcuna attività fisica la nostra perdita di peso è dovuta sia alla perdita di
massa grassa che di massa magra. Il risultato è che anche diminuendo
di taglia se siamo flaccidi rimaniamo flaccidi. Oltre a questo succede
che poi, se iniziamo a mangiare come prima (sempre senza fare movimento) i chili che riacquistiamo sono formati da una percentuale di
grasso superiore a quella persa, col risultato di essere più voluminosi di
prima. Col tempo, questo modo di fare porta ad un costante aumento
di peso e di misure, anche perché il tessuto muscolare a riposo (anche
quando dormiamo) per rimanere tale consuma di più di quello adiposo.
Il cibo è rappresentato dagli alimenti, animali e vegetali, che ingeriamo e dai quali otteniamo l’energia a noi necessaria. A parte alcuni
casi specifici, i diversi cibi contengono differenti principi nutritivi ( o
principi alimentari o nutrienti) cioè monosaccaridi, aminoacidi e acidi
grassi. Contengono inoltre vitamine, acqua e Sali minerali.
Tutte queste sostanze sono necessarie, in quantità diverse, al nostro
corpo.
Appunti di anatomia ALIMENTAZIONE
125
Il corpo umano è infatti composto da:
 protidi (proteine)
 lipidi (grassi)
 glucidi (zuccheri)
  minerali
  vitamine
  e molta acqua
L’acqua è il componente maggiormente rappresentato, nei lattanti
può arrivare a circa l’80%, nell’adulto è un po’ più della metà poi, con
l’età, mano a mano diminuisce, la assumiamo sia dagli alimenti che
dalle bevande (una piccola parte la produce il nostro corpo) e la eliminiamo essenzialmente con le urine, il sudore, nell’espirazione e con le
feci.
I nutrizionisti consigliano una assunzione totale giornaliera di acqua pari a circa 45 – 50 mL per Kg al giorno.
Appunti di anatomia ALIMENTAZIONE
Oggi questa modella non è più con noi
126
I MINERALI
come ad esempio il sodio (Na), il potassio (K), il fosforo (P), il calcio (Ca), il magnesio (Mg), il cloro (Cl), il ferro (Fe) ed altri sono elementi regolatori essenziali
Una giusta quantità di sodio, insieme al cloro ed il potassio è ad
esempio fondamentale per mantenere una adeguata pressione osmotica ed il volume dei liquidi circolanti; il sodio ed il cloro gli assumiamo
normalmente anche salando i cibi ( il sale da cucina è NaCl ), il potassio lo possiamo prendere dai vegetali, legumi, banane, spinaci e patate in particolare. Il calcio, fondamentale per le ossa e per altre
funzioni vitali lo prendiamo ad
es. dal latte e derivati, uova e legumi; importante è avere vitamina D per il suo assorbimento ottimale. Insieme al calcio anche il
fosforo, contenuto un po’ dovunque, è un costituente fondamentale delle ossa, nonché di molte
molecole di vitale importanza
quali proteine, lipidi ecc.. Tra i vari elementi sopra citati finiamo col
ferro, componente essenziale dell’emoglobina, la sostanza rossa
presente nei globuli rossi responsabile del trasporto di ossigeno.
È vero che il ferro lo troviamo sia nei vegetali
che negli animali, ma lo assorbiamo diversamente,
dai vegetali ne assorbiamo al massimo il 10% nelle
carni si arriva ad un valore del 30%.
Per quanto riguarda questi elementi una alimentazione varia e sufficiente ne fornisce la giusta quantità.
Appunti di anatomia ALIMENTAZIONE
127
I GLUCIDI
I glucidi (o idrati di carbonio o zuccheri) sono sostanze ternarie,
composte cioè da tre elementi che sono carbonio, idrogeno ed ossigeno.I glucidi svolgono una funzione prevalentemente energetica e sono rappresentati per lo più da alimenti come la pasta, il pane, il riso, il glucosio, il fruttosio ed il lattosio del latte.
In natura i glucidi più diffusi sono rappresentati dall’amido e dalla
cellulosa, entrambi formati da tantissime molecole di glucosio che però, essendo legate tra loro in un modo per formare l’amido, ed in un
altro per ottenere la cellulosa, danno poi origine a strutture diverse che
il nostro organismo è capace di assorbire solo nel caso dell’amido, ma
non in quello della cellulosa che finisce perciò a far parte delle così
dette fibre, ottime per migliorare la motilità intestinale.
Qualsiasi alimento di natura glucidica si ingerisca, alla fine otteniamo glucosio, che è l’unico utilizzabile dal nostro corpo.
Quando ci facciamo le analisi del sangue la “glicemia” rappresenta proprio la concentrazione di glucosio nel sangue e, come di tutte le sostanze di cui abbiamo bisogno, ce ne deve essere la giusta quantità né troppo, né troppo poco.
Tra i glucidi possiamo
distinguere vari gruppi che
si differenziano per il numero di molecole dalle
quali sono composti, così
ad es. i monosaccaridi sono formati da una sola
molecola glucidica come il
glucosio, il fruttosio ed il
galattosio; i disaccaridi soAppunti di anatomia ALIMENTAZIONE
128
no composti da due molecole, come ad es. il lattosio, il saccarosio ed il
maltosio; ed i polisaccaridi formati da moltissime molecole come ad
es.l’amido, la cellulosa ed il glicogeno (accumulato nell’uomo in piccola quantità nel fegato e nei muscoli come riserva energetica di breve
durata).
I nutrizionisti raccomandano un introduzione giornaliera di glucidi
almeno del 50 % (sul totale delle calorie introdotte) preferendo di gran
lunga i polisaccaridi (gli amidi) agli zuccheri semplici.
I LIPIDI
Come i glucidi anche queste sostanze sono composti ternari, formati sempre dai soliti
elementi e cioè carbonio, ossigeno e idrogeno,
ma in modo e quantità diversa rispetto agli zuccheri, in modo tale da dare dei lipidi.
Possono essere di origine animale, come ad es. il burro o il grasso
della carne e vegetale, come ad es. gli oli, olio di oliva, olio di semi
ecc..
Nel nostro corpo svolgono diverse funzioni tra le quali possiamo ricordare quella di riserva energetica, di protezione, di assorbimento e
trasporto come ad es l’assorbimento delle vitamine liposolubili.
Sono molto presenti sottoforma di trigliceridi sia nel sangue, ma
soprattutto negli adipociti ed in altre forme sia come lipidi cellulari
(che fanno parte della struttura cellulare) che circolanti.
L’introduzione di queste sostanze, in una dieta equilibrata, non dovrebbe superare il 25 % delle calorie giornaliere, ma considerando che
negli alimenti ne sono sempre presenti quantità più o meno abbondanti, anche se non chiaramente visibili, e considerando che viviamo
Appunti di anatomia ALIMENTAZIONE
129
in un paese occidentale ed il cibo non manca (anzi !) non risulta così
importante andarseli a cercare.
I PROTIDI
A differenza dei precedenti questi sono composti quaternari, formati, di base, da quattro elementi e cioè il carbonio,
l’idrogeno e l’ossigeno (come i precedenti)
con l’aggiunta dell’azoto.
Le proteine sono molecole molto
grandi formate da aminoacidi, si potrebbe
dire che come con le lettere dell’alfabeto
facciamo le parole così con gli aminoacidi
(che sono una ventina circa) formiamo le
proteine.
Il nostro organismo li sa produrre tutti, in quantità sufficiente, a
parte otto che perciò devono essere introdotti con l’alimentazione
e per questo vengono detti aminoacidi essenziali.
Se assumiamo un eccesso di proteine rispetto al nostro fabbisogno
quelle in più vengono degradate, gli viene tolta la parte che contiene
l’azoto e o vengono “bruciate” per fornire energia o vengono rielaborate per formare acidi grassi. Il gruppo azotato precedentemente tolto
viene trasformato in urea ed eliminato con le urine.
Le funzioni dei protidi nel nostro organismo sono diverse, ne ricordiamo qui alcune:


funzione plastica: promozione dell’accrescimento e
del mantenimento delle strutture corporee;
funzione energetica: forniscono energia ad es durante il digiuno o se se ne introducono troppe;
Appunti di anatomia ALIMENTAZIONE
130

funzione di difesa immunitaria: per formare gli
anticorpi.
In condizioni normali, un adulto che non sia un atleta o faccia un
lavoro dove impegna il fisico, viene suggerita come sufficiente una
quantità di proteine pari a circa 1 grammo per chilo di peso corporeo.
ALIMENTAZIONE -- DOMANDE
179.
Tutte le trasformazioni biochimiche ed energetiche del
cibo che avvengono nel nostro organismo vengono definite:
□
bulimismo
180.
□
trasforma le
sostanze semplici
in sostanze com-
□
metabolismo
□
riduzionismo
□
tetrabolismo
Il processo catabolico:
□
agisce sul bolo
nel primo tratto
dell’apparato di-
□
riduce le sostanze complesse
a più semplici libe-
□
utilizza le sostanze complesse
per formarne altre
Appunti di anatomia ALIMENTAZIONE
131
plesse consumando energia
181.
trasforma le
sostanze semplici
in sostanze complesse consumando energia
una volta digerite
□
agisce sul bolo
nel primo tratto
dell’apparato digerente
□
□
riduce le sostanze complesse
a più semplici liberando energia
utilizza le sostanze complesse
per formarne altre
una volta digerite
Il Fabbisogno Energetico di una persona è:
□
l’energia consumata per muoversi durante la
giornata
183.
rando energia
Il processo anabolico:
□
182.
gerente
□
la quantità di
energia consumata per mantenersi
in forma e svolgere le proprie attività
□
□
□
□
la quantità di
energia consumata per attuare il
processo di termoregolazione
il consumo
giornaliero di carboidrati ed acidi
grassi
A parità di volume:
□
□
muscoli ed adipe hanno lo
stesso peso
l’adipe pesa
più dei muscoli
i muscoli pesano più
dell’adipe
l’adipe è più
compatto dei muscoli
184.
Sono flaccido e a dieta dimagrante durante la quale
non faccio esercizio fisico:
□
perdo peso ed
acquisisco una
configurazione
armonica
185.
□
contengono
ciascuno tutti i
principi nutritivi
□
perdo più
massa grassa che
muscolare
perdo più
massa muscolare
che massa grassa
□ perdo sia massa muscolare che
grassa e rimango
flaccido
I diversi alimenti:
□
contengono
ciascuno principi
nutritivi diversi
Appunti di anatomia ALIMENTAZIONE
132
□
□
contengono
ciascuno la razione quotidiana raccomandata di proteine e Sali minerali
□
contengono
ciascuno gli enzimi
necessari al metabolismo dei propri
principi nutritivi
186.
Il corpo umano è composto da:
□
proteine,
grassi, zuccheri,
minerali, vitamine.
□
proteine,
grassi, zuccheri,
minerali, vitamine
ed acqua.
□
proteine,
grassi, zuccheri,
vitamine ed acqua
□
proteine,
grassi, zuccheri,
peptidi, vitamine
ed acqua
187.
Nel corpo umano adulto la percentuale di acqua è
all’incirca:
□
□
l’80 %
il 60 %
□
il 45 %
□
il 70 %
188.
Il Ferro, componente essenziale dell’emoglobina, viene
assorbito meglio:
□
□
dai vegetali
dalle bistec-
□
dagli animali
□
dai carciofi
che
189.
Il calcio, fondamentale per le ossa, lo assumiamo da:
□
latte e derivati, uova e legumi
190.
□
hanno funzione plastica
□
carni bianche
□
carni rosse
□
pesce di mare
I glucidi:
□
191.
□
hanno funzione metabolica
□
hanno funzione energetica
□
hanno funzione proteolitica
I glucidi polisaccaridi sono:
lattosio e saccarosio
□
glucosio e
fruttosio
□
galattosio e
maltosio
□
amido e cellulosa
192.
I lipidi, oltre alle funzioni di protezione ed assorbimento e trasporto di sostanze vitali, svolgono anche l’importante
funzione di:
Appunti di anatomia ALIMENTAZIONE
133
□
scomposizione
metabolica
193.
□
sono formati
da aminoacidi
□
sono composti
ternari
□
sono i primi
che produciamo
□
plastica, aerobica e di difesa
immunitaria
□
□
□
collante intracellulare
supporto posturale
sono molecole
molto piccole
non si trovano
nei pesci
□
plastica, energetica e di difesa
immunitaria
□
plastica, esiziale e di difesa
immunitaria
Gli aminoacidi essenziali, sono detti così perché:
□
dobbiamo assumerli dagli alimenti
Appunti di anatomia ALIMENTAZIONE
134
□
Le proteine hanno funzione:
plastica, di accrescimento e di
difesa immunitaria
195.
riserva energetica
I protidi:
□
194.
□
□
formano le
vitamine
□
sono gli unici
presenti nel liquido spermatico
APPARATO URINARIO
L’apparato urinario è l’insieme degli organi e delle strutture deputati all’escrezione dell’urina ed altri prodotti di scarto.
In particolare è importante eliminare i rifiuti che formano composti azotati perché sono dannosissimi per la salute. Così i gruppi amminici (contenenti azoto) non più riutilizzabili dall’organismo vengono eliminati sottoforma di urea.
Nell’uomo l’apparato urinario è composto:




Dai reni
Dai canali escretori (ureteri)
Dalla vescica
Dall’uretra
L’organo vero e proprio che effettua la filtrazione ed il riassorbimento di sostanze necessarie è il rene.
Dal rene l’urina scorre nell’uretere e si raccoglie nella vescica.
Dalla distensione delle pareti della vescica si scatenano una serie di
riflessi che provocano la sua contrazione (mi scappa la pipì) ed il rilasciamento dello sfintere dell’uretra e quindi l’eliminazione dell’urina.
I reni sono organi escretori formati da tante unità escretrici (nefroni) messe insieme, che non hanno solo la funzione di produrre urina
per eliminare gli scarti del metabolismo azotato (es. delle proteine), ma
ne hanno anche altre e di vitale importanza.
Appunti di anatomia APPARATO URINARIO
135
Tra l’altro i Reni:



partecipano alla regolazione dell’equilibrio
idrico ed elettrolitico dei liquidi corporei
perché capaci di regolare le concentrazioni
di ioni sodio, potassio, cloro, calcio ecc.,
glucosio,aminoacidi, acido urico e così via;
partecipano alla regolazione del Ph del sangue;
partecipano alla regolazione del volume dei
liquidi corporei.
Appunti di anatomia APPARATO URINARIO
136
APPARATO GENITALE
FEMMINILE
L’apparato genitale femminile è formato
da organi genitali interni ed
esterni.
Gli organi genitali interni sono:



le ovaie;
l’utero;
la vagina;
Gli organi genitali esterni sono:


il clitoride;
le grandi e piccole labbra.
Questo organi si sviluppano completamente con la pubertà
che porta anche ad un accrescimento scheletrico, ad un aumento della
massa muscolare,ad un accumulo più o meno accentuato del tessuto
adiposo su fianchi e glutei, allo sviluppo delle mammelle, alla crescita
di peli pubici ed ascellari e al differenziazione delle ovaie e dell’utero
che culmina con la prima mestruazione detta menarca, intorno ai 13
anni.
Le ovaie
Sono due organi a forma di mandorla piuttosto piccoli, circa 3 cm
di lunghezza ed 1,5 di larghezza, in essi maturano gli ovuli .
Appunti di anatomia APPARATO GENITALE FEMMINILE
137
L’ovidutto, o tuba uterina o tuba di Falloppio ,è quella parte
dell’apparato che riceve la cellula uovo dall’ovaio nel momento
dell’ovulazione, crea un ambiente adatto alla sua fecondazione e conduce l’ovulo fecondato nell’utero.
L’utero
ha la forma grossolana di una pera, leggermente appiattito e normalmente inclinato in avanti, è lungo circa 7 cm, con una larghezza
nel punto più ampio di 4 cm ed uno spessore di circa 2,5 cm. Ha una
spessa parete muscolare che, a livello superiore, si continua con quella
delle tube; all’interno è rivestito da una mucosa detta endometrio ricca
di ghiandole.
La vagina
è un canale fibromuscolare che collega i genitali esterni all’utero.
Il clitoride
corrisponde embriologicamente alla parte dorsale del pene maschile.
Le piccole labbra
contengono pigmento, sono prive di peli e vi si trovano numerose
ghiandole sebacee.
Le grandi labbra
sono due grosse pieghe cutanee costituite da un buono
strato di tessuto adiposo sottocutaneo; la loro superficie
esterna è ricoperta da una
quantità variabile di peli, quella interna è glabra e su entrambe le parti si aprono numerose ghiandole sudoripare e sebacee.
Appunti di anatomia APPARATO GENITALE FEMMINILE
138
CENNI SUL CICLO MESTRUALE
Durante i primi giorni delle mestruazioni, quindi quando sono ancora presenti, l’ovario produce estrogeni per preparare la mucosa uterina ad un eventuale impianto di ovulo fecondato.
Ogni mese, grazie agli estrogeni, un certo numero di follicoli ovarici crescono all’interno delle ovaie, ma solo uno giunge a maturazione
completa
.

Ovulazione
Si ha quando l’ovulo maturo e pronto ad essere fecondato si sposta nella adiacente tuba.
Il follicolo che ha espulso l’ovulo si trasforma in una struttura detta
Corpo Luteo che produce estrogeni e progesterone che alimentano la
mucosa uterina e la rendono pronta ad accogliere l’ovulo fecondato.

Mestruazione
Se l’ovulo non viene fecondato questo Corpo Luteo regredisce in
14 giorni, provocando una caduta di estrogeni e progesterone che determina l’inizio di una nuova mestruazione.
Nel frattempo riparte l’azione di produzione di estrogeni delle ovaie
per preparare le nuove mucose all’eventuale impianto di un ovulo fecondato, e così via…
Se l’ovulo viene fecondato si impianta e non ci sono le mestruazioni.
Appunti di anatomia APPARATO GENITALE FEMMINILE
139
IN CASO DI FECONDAZIONE
L’ovulo si trova nella tuba (ovulazione) pronto per essere fecondato.
Qui può vivere solo un giorno per cui la fecondazione deve avvenire
entro questo periodo di tempo.
Se c’è fecondazione l’ovulo inizia a dividersi per mitosi per dare un
nuovo individuo. Il Corpo Luteo non regredisce e rimane attivo per il
primo trimestre per sostenere la gravidanza e nutrire le mucose uterine
Appunti di anatomia APPARATO GENITALE FEMMINILE
140
facendo in modo che l’ovulo fecondato si annidi compiutamente.
Durante i primi 4 o 5 giorni dalla fecondazione l’ovulo è ancora
nella tuba e si sta dividendo fino a formare una specie di pallina di cellule.
Dopo i primi 4 o 5 giorni questa “pallina” rotola dalla tuba fino
all’utero dove trova un endometrio ricco che la sta aspettando, vi si
impianta e qui si svilupperà fino al momento del parto.
Appunti di anatomia APPARATO GENITALE FEMMINILE
141
APPARATO GENITALE MASCHILE
L’apparato genitale maschile ha esternamente il pene e lo scroto
(contenente i testicoli) ed internamente altri organi come ad esempio
vescicole seminali, epididimi, ghiandole e prostata.
Il pene
NON È
un muscolo.
Il pene è l’organo maschile deputato all’accoppiamento, è formato
da tre masse cilindriche di tessuto cavernoso, in quanto pieno di “caverne”, cioè spazi che possono riempirsi di sangue, da qui detto anche
tessuto erettile.
L’erezione è determinata dal sangue che va riempiendo i corpi cavernosi del pene provocandone la turgidità.
I testicoli, di forma ovoidale, si trovano sotto il pene in una tasca
cutanea chiamata scroto.
All’interno dei testicoli si trovano cellule che producono ormoni
sessuali maschili come il testosterone ed altre cellule che genereranno
gli spermatozoi (i gameti maschili).
I testicoli nell’embrione si formano nella stessa sede in cui, nella
femmina, si formano le ovaie, poi si portano all’esterno, nella sacca
scrotale, per rimanere ad una temperatura inferiore a quella corporea,
che comprometterebbe la formazione di spermatozoi fertili.
Appunti di anatomia APPARATO GENITALE MASCHILE
142
Nei testicoli gli spermatozoi si formano continuamente poi
passano nell’epididimo, struttura che sta proprio sopra i testicoli,
quindi, attraverso un canalino arrivano al dotto eiaculatore dove si
raccolgono e si mescolano al secreto prostatico in attesa di essere emessi.
La prostata è una piccola ghiandola posta proprio al di sotto della
vescica, secerne un liquido alcalino che serve a stimolare la motilità
degli spermatozoi.
Gli spermatozoi presenti nel dotto eiaculatore, in seguito alle contrazioni di alcuni muscoli entrano nell’uretra, percorrono il pene e
giungono all’esterno.
APPARATI URINARIO E GENITALE
FEMMINILE E MASCHILE DOMANDE
196.
L’apparato urinario è composto da:
□
reni, pancreas,
vescica, uretra
197.
□
□
dalla iperattività dei reni
fegato, reni,
vescica, uretra
□
□
□
□
reni, ureteri,
vescica, uretra
reni, milza,
ureteri, vescica
Il Rene:
filtra ed elimina i rifiuti non più
utilizzabili
198.
□
□
determina lo
stimolo alla minzione
trattiene le
sostanze corpuscolari
controlla gli
scambi di ossigeno
tra i tessuti
Lo stimolo alla minzione è determinato:
□
dalla distensione delle pareti
della vescica
□
dal rilasciamento dello sfintere dell’uretra
□
dal contenuto
di azoto dei gruppi
amminici dell’urea
Appunti di anatomia APPARATO GENITALE MASCHILE
143
199.
L’apparato genitale femminile è formato da:
□
organi genitali
ermafroditi
200.
□
ovaie, utero,
clitoride, vulva
ovaie, utero,
vagina, clitoride,
piccole labbra
□
l’ovulo non
viene fecondato
si forma il
Corpo Luteo
al decadimento del Corpo Luteo
□
□
ovaie, utero,
vagina e vulva
è un organo
□
sono formati
dallo scroto
ovaie, utero,
vagina, clitoride,
piccole e grandi
labbra
□
□
□
□
l’ovulo fecondato si stacca
è massima la
produzione di estrogeni
dopo 14 giorni
dalla precedente
mestruazione
quando
l’ovulo maturo e
pronto ad essere
fecondato
□
□
□
□
□
□
□
□
l’ovulo resta
nelle tube per i
primi tre mesi
cessa la produzione di Estrogeni
è una ghiandola
è un apparato
hanno forma
esagonale
si formano
nell’epididimo
11. I Testicoli:
secernono il
liquido prostatico
□
sono tre
producono gli
spermatozoi
Appunti di anatomia APPARATO GENITALE MASCHILE E FEMMINILE
144
□
10. Gli spermatozoi:
si formano
continuamente
□
organi genitali
luteogonadici
Il pene:
□
206.
se non avviene la fecondazione
il Corpo Luteo
non regredisce
è un muscolo
205.
□
□
l’ovulo passa
direttamente
nell’utero
□
□
In caso di fecondazione:
□
204.
organi genitali
perianali
L’ovulazione si ha:
□
203.
□
Si hanno le mestruazioni quando:
□
202.
organi genitali
interni ed esterni
L’apparato genitale femminile è formato da:
□
201.
□
sono attorno
allo scroto
SISTEMA ENDOCRINO
Il sistema endocrino è formato dall’insieme di quelle ghiandole
che liberano il loro secreto ( il prodotto della loro secrezione) nel
sangue.
Per questo sono dette ghiandole endocrine: i loro prodotti sono
chiamati ormoni. Le ghiandole esocrine invece liberano i loro prodotti
al di fuori del sangue, può essere all’esterno del corpo, come per le
ghiandole sudoripare e sebacee, ma anche all’interno delle cavità corporee come ad esempio nello stomaco e nell’intestino.
Questi ormoni essendo nel sangue, vengono trascinati in tutte le
parti del corpo e quindi hanno effetti anche lontano dalla loro zona di
Appunti di anatomia SISTEMA ENDOCRINO
145
produzione.
Sotto un certo aspetto il sistema endocrino e nervoso hanno funzioni simili come attivare i processi di comunicazione, controllare ed
integrare. Il meccanismo di azione è però diverso.
Il sistema nervoso comunica per mezzo di impulsi nervosi da una
struttura specifica ad un’altra, il sistema endocrino rilascia gli ormoni
che vagano nel sangue (quindi non in una struttura particolare) e poi
raggiungono le cellule bersaglio tipiche per quell’ormone dove
esercitano la loro azione; le risposte ad un impulso nervoso sono generalmente rapide e di breve durata, la risposta ad un ormone è generalmente più lenta ma anche più duratura.
Le ghiandole endocrine del nostro corpo sono le seguenti:







Ipofisi ( o ghiandola pituitaria) nella cavità cranica
Tiroide nel collo
Paratiroidi nel collo
Ghiandole surrenali sopra i reni
Isolotti di Langerhans nel pancreas, quindi nella cavità
addominale
Ovaie nella cavità pelvica
Testicoli scroto (lo scroto è la sacca che racchiude i testicoli)
Diamo uno sguardo ai principali ormoni prodotti da queste ghiandole
endocrine.
IPOFISI (o ghiandola pituitaria)
L’ipofisi si trova in un punto
ben protetto alla base della cavità
cranica ed è formata da due parti
Appunti di anatomia SISTEMA ENDOCRINO
146
separate: la adenoipofisi o ipofisi anteriore e la neuroipofisi o ipofisi posteriore.
ORMONI DELL’ADENOIPOFISI
L’adenoipofisi produce molti ormoni con funzioni diverse.
Produce l’ormone della crescita (detto GH o somatotropo), la
prolattina, l’ormone stimolante i melanociti e quattro ormoni tropici.
Sono detti ormoni tropici perché il loro organo bersaglio è un’altra
ghiandola endocrina, così




l’ormone tireotropo (TSH) agisce sulla tiroide stimolandola a
produrre ormoni tiroidei;
l’ormone corticotropo (ACTH) regola l’accrescimento e lo sviluppo della parte corticale dei surreni, stimola la produzione di
cortisolo ed altri ormoni;
l’ormone follicolo stimolante (FSH) agisce sul follicolo ooforo regolandone l’accrescimento e le funzioni,nella femmina stimola
le cellule del follicolo a produrre ormoni estrogeni, mentre nel
maschio agisce sullo sviluppo dei tubuli seminiferi e sulla
spermatogenesi;
l’ormone luteinizzante (LH) collabora con l’FSH e , nelle femmine stimola il corpo luteo a produrre progesterone ed estrogeni, nel maschio questo ormone viene chiamato ormone stimolante le cellule interstiziali perché stimola gli elementi interstiziali del testicolo a produrre testosterone.
Questi ormoni detti tropici agiscono su altre ghiandole endocrine regolandone il metabolismo.
Gli ormoni seguenti agiscono invece su strutture che non sono
ghiandole endocrine:
Appunti di anatomia SISTEMA ENDOCRINO
147
L’ORMONE DELLA CRESCITA
detto (GH) è detto così proprio perché promuove la crescita
dell’organismo, come ad esempio la formazione dell’osso e dei tessuti
molli. Questo ormone viene secreto soprattutto durante l’infanzia e la
gioventù, quando cioè l’organismo deve crescere, dopo i 20 anni circa
la sua sintesi diminuisce fino ad arrivare a 50 anni quasi alla metà di
quello prodotto a 20.
Se durante l’infanzia c’è una iposecrezione (secrezione inferiore alla
norma) di GH, il bambino cresce poco e questo determina il nanismo
ipofisario (cioè persone veramente piccole ma, nell’insieme , proporzionate) che è un nanismo armonico, se la carenza di tale ormone si
verifica in età adulta si ha il morbo di Simmond, dove c’è un prematuro invecchiamento dei tessuti ed una loro marcata atrofia.
Se, al contrario, abbiamo una iperproduzione di ormone della crescita, anche in questa situazione abbiamo due casi differenti a seconda
che ciò si manifesti durante il periodo dell’accrescimento o dopo di
questo. Una iperproduzione di GH da bambini e/o adolescenti provoca
il gigantismo ipofisario (anche qui le proporzioni sono regolari), se
questa eccessiva produzione di ormone si verifica in età adulta (in genere a causa di un tumore) si ha l’acromegalia, che si manifesta con
un ingrandimento delle ossa delle mani, piedi, mandibola e mascella.
Per la sua azione anabolizzante (di crescita) e di utilizzo del tessuto adiposo è stato utilizzato dai culturisti che vogliono aumentare la
propria massa muscolare; questa è una cosa molto pericolosa per svariati motivi tra cui una predisposizione indotta al diabete (perché aumenta la quantità di glucosio nel sangue) e perché una somministrazione esogena (dall’esterno) può provocare atrofia delle cellule della
adenoipofisi.
Appunti di anatomia SISTEMA ENDOCRINO
148
LA PROLATTINA
promuove lo sviluppo della ghiandola mammaria durante la gravidanza e stimola la secrezione lattea subito dopo il parto.
L’ORMONE STIMOLANTE I MELANOCITI
promuove, insieme all’ormone corticotropo, l’aumento della pigmentazione della pelle.
ORMONI DELLA NEUROIPOFISI
Questi ormoni sono due: ormone antidiuretico (ADH) o vasopressina ed ossitocina
L’ORMONE ANTIDIURETICO
come dice la parola ,diminuisce la quantità di urina prodotta, questo porta ad esempio ad un aumento della pressione arteriosa, che in
alcuni casi può essere anche utile (certo non per quelle persone che
hanno già la pressione alta) come ad esmpio in caso di emorragia, per
perdere meno liquidi possibili, è un meccanismo di compensazione.
L’OSSITOCINA
stimola la contrazione dell’utero durante il travaglio ed il parto e
provoca la contrazione delle cellule dei dotti lattiferi, in modo che il
latte si riversi dentro tali dotti, in risposta allo stimolo della poppata.
LA TIROIDE
La tiroide è una ghiandola endocrina a forma di farfalla, con un
lobo destro ed uno sinistro, che si trova alla base del collo davanti
alla trachea.
Appunti di anatomia SISTEMA ENDOCRINO
149
Gli ormoni che produce sono la tiroxina
(T4) e la triiodiotironina (T3), sostanze nelle
quali sono contenuti rispettivamente 4 atomi di
iodio (T4) e 3 atomi di
iodio (T3). I più importanti effetti fisiologici di
questi ormoni sono la regolazione del metabolismo, dei processi di accrescimento e differenziazione dei tessuti, nonché un corretto sviluppo
dell’encefalo nel feto.
Una carenza di ormoni tiroidei in età infantile può portare anche
in questo caso (come per il GH) ad una forma di nanismo che però, al
contrario di quello dovuto a carenza di GH, da luogo ad un nanismo
disarmonico, dove cioè le normali proporzioni corporee non sono rispettate. Oltre all’aspetto fisico una precoce carenza di tali ormoni
causa danni al cervello con gravi conseguenze sullo sviluppo intellettivo configurando un ritardo mentale. Se la produzione insufficiente
avviene in età adulta abbiamo un ipotiroidismo i cui disturbi, molto
vari, sono quelli sotto elencati anche se non presenti per forza contemporaneamente nella stessa persona.
Disturbi più comuni da ipotiroidismo: aumento di peso, sensazione di freddo,stitichezza, sonnolenza, depressione, caduta di capelli,
difficoltà di concentrazione, disturbi mestruali, cute secca e ruvuda e
gonfiore del viso.
Se, al contrario da adulto si verifica, per cause diverse, un aumento
anomalo della quantità di ormoni tiroidei abbiamo lo ipertiroidismo i
cui sintomi più comuni sono (non per forza presenti tutti contemporaneamente sullo stesso individuo): dimagrimento, accelerazione del
ritmo cardiaco, nervosismo, tremori,insonnia, e sudorazione eccessiva.
Appunti di anatomia SISTEMA ENDOCRINO
150
PARATIROIDI
Sono piccoli ammassi rotondeggianti in numero solitamente di
quattro che si trovano sulla parte posteriore della tiroide. L’ormone
sintetizzato da queste ghiandole è il paratormone che regola la quantità di calcio nel sangue.
GHIANDOLE SURRENALI
Queste ghiandole, come dice il nome “surreni” stanno sopra i reni, come fossero un cappuccio. Ogni surrene viene ulteriormente diviso
in una parte più esterna detta corticale ed una più
interna detta midollare anche perché gli ormoni
secreti da queste due zone hanno azioni diverse.
Dalla corticale vengono prodotti ormoni come ad esempio il cortisolo che promuove il
normale metabolismo e ci permette di resistere
in condizioni di stress; l’aldosterone che è fondamentale per il mantenimento della giusta quantità di sodio nel sangue ed infine, dalla corticale vengono anche prodotte piccole quantità di ormoni maschili e
femminili.
La midollare del surrene produce due ormoni che sono l’adrenalina
e la nor-adrenalina, anche questi favoriscono la reazione
dell’organismo alle condizioni di stress.
ISOLOTTI DI LANGHERANS
Si chiamano isolotti perché si tratta di cellule sparse, tipo isole,
nel pancreas che di per se non è una ghiandola endocrina.
Ci sono due tipi di cellule in questi isolotti, che producono due differenti ormoni, antagonisti tra loro; cioè uno ha un effetto e l’altro ha
l’effetto opposto così da compensarsi.
Appunti di anatomia SISTEMA ENDOCRINO
151
Alcune cellule producono l’insulina, altre il glucagone. L’insulina
tende ad abbassare la glicemia, trasportando il glucosio all’interno
delle cellule e togliendolo quindi dal sangue, il glucagone ha l’effetto
opposto, tende ad aumentare la concentrazione di glucosio nel sangue.
OVAIO
L’ovaio produce due tipi di ormoni femminilizzanti:
gli estrogeni ed il progesterone.
Gli effetti degli estrogeni sono molteplici, tra questi ne ricordiamo
solo alcuni come ad esempio la stimolazione all’ispessimento
dell’epitelio vaginale prima della mestruazione,una certa ritenzione idrica a livello addominale ed un intervento nello sviluppo delle mammelle.
Anche per il progesterone le azioni sono molteplici e tra queste ricordiamo ad esempio la preparazione
della mucosa dell’utero (già sensibilizzato dagli estrogeni) all’impianto
dell’ovulo fecondato e lo sviluppo delle cellule secernenti il latte (anch’esse
già preparate dagli estrogeni), affinché siano pronte alla secrezione lattea stimolata dalla prolattina, una
volta avvenuto il parto.
TESTICOLI
Nei testicoli le cellule interstiziali producono testosterone, ormone
androgeno che promuove la mascolinizzazione. Provoca lo sviluppo
degli organi sessuali secondari maschili e contribuisce alle normali
funzioni sessuali.
Appunti di anatomia SISTEMA ENDOCRINO
152
SISTEMA ENDOCRINO -- DOMANDE
207.
L’apparato endocrino è formato da ghiandole che:
□
□
secernono
all’interno del
corpo umano
208.
secernono
all’interno di cavità corporee
dalle ghiandole esocrine ed endocrine
□
dalle ghiandole esocrine
messaggi
bioelettrici che
trasmettono segnali da una cellula ad altre cellule
secernono
all’esterno del
corpo umano
□
□
□
□
dalle ghiandole sudoripare
dalle ghiandole endocrine
sostanze nutritive trasmesse
dai neuroni alle
ghiandole
sostanze nutritive trasmesse
dalle ghiandole ai
neuroni biotici
Quale di queste ghiandole non produce ormoni?
□
Ipofisi
211.
□
□
messaggeri
chimici che trasmettono segnali
da una cellula ad
altre cellule
□
□
Gli Ormoni sono:
□
210.
secernono nel
sangue
Gli Ormoni sono prodotti:
□
209.
□
Testicoli
□
Merocrine
□
Tiroide
Un ormone si dice “Tropico” perché:
il suo organo
bersaglio è un organo toracico
□
il suo organo
bersaglio è
un’altra ghiandola
endocrina
□
il suo organo
bersaglio è una
ghiandola esocrina
□
il suo organo
bersaglio non è
un’altra ghiandola
endocrina
212.
L’ormone Somatotropo o della Crescita (GH) è prodotto dalla ghiandola:
□
Surrenale
□
Testicolo
□
Ipofisi
□
Tiroide
Appunti di anatomia SISTEMA ENDOCRINO
153
213.
□
215.
progesterone
Tiroxina
□
un nanismo
disarmonico
Testosterone
□
Tireotropo
□
una anencefalia dismorfica
□
un nanismo
armonico
Le ovaie producono:
□
testosterone
Appunti di anatomia SISTEMA ENDOCRINO
154
□
La carenza di ormoni tiroidei in età infantile può porta-
alla acromega-
lia
□
□
Somatotropo
214.
re:
□
Indicare quale dei seguenti ormoni è Tropico:
□
metadone
□
nandrolone
Appunti di anatomia SISTEMA ENDOCRINO
155
Author
Document
Category
Uncategorized
Views
0
File Size
7 284 KB
Tags
1/--pages
Report inappropriate content