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ADAS - I quaderni di Bortolo
QUADERNO 131/3
N.131/3: La meccanizzazione degli attrezzi: idraulica e
oleodinamica
Premessa
La meccanizzazione iniziata con il trattore, unità di traino, si è estesa come abbiamo visto ai mezzi
motorizzati di raccolta e, come vedremo dalle fotografie allegate, si è trasformata anche in
centrale di comando ed azionamento di attrezzi che ne hanno ampliato grandemente l’utilizzo.
Il movimento di braccia articolate, il sollevamento e la manipolazione di prodotti hanno trovato
nei cilindri idraulici a semplice o doppio effetto con corsa delimitata e nei dispositivi accessori
(valvole, comandi, ecc) il mezzo di base operativo ideale.
La necessità di trasformare la potenza del motore in lavoro (forza per spostamento) ha
comportato anche lo studio e l’impiego di pompe oleodinamiche che mettendo in pressione con
continuità l’olio, possono azionare cilindri idraulici oppure motori oleodinamici montati su attrezzi
anch’essi corredati da dispositivi accessori, sicurezze e collegati mediante tubazioni di mandata e
ritorno. Naturalmente per l’aspetto energetico occorre considerare le perdite delle conversioni
dall’energia contenuta nel gasolio, tramite la combustione nel motore, a energia meccanica
(organi di motore e cambio di velocità), da questi tramite la pompa la conversione a energia
cinetica, agli attriti dell’olio nelle tubazioni di trasmissione, poi l’azionamento dei cilindri o del
motore oleodinamico per utilizzo previsto. La “catena” delle perdite (dei rendimenti) è lunga e
poiché ciascuna, conversione va moltiplicata per le altre della “catena”, la potenza disponibile
all’utilizzatore si riduce: anche a un decimo (1/10) di quella contenuta nel gasolio; vale a dire
all’utilizzo il 40-80% di quella che esce dalla presa di potenza (p.d.p.) del trattore: ben poco!
Robertino interviene: “Dove va a finire tutta l’energia che si perde?”
“Va in calore”: il motore scotta e dobbiamo raffreddarlo con il radiatore, la pompa dell’olio, le
tubazioni e gli utilizzatori (cilindri o motore idraulici) scottano e disperdono il calore nell’aria
direttamente o tramite uno scambiatore termico e ventilatore.
1. Idraulica ed oleodinamica applicate agli attrezzi
Gli attrezzi meccanizzati, portati o trainati, azionati dal trattore e le varie applicazioni sono
veramente innumerevoli per alcuni si riportano in fotografia alcuni esempi emblematici di
innovazioni.
Nella prima tavola (A) si vedono le figure:
1. Due “rotoloni” per l’irrigazione a lancio d’acqua in pressione a richiamo per mezzo del tubo
flessibile adduttore dell’acqua ciascuno con un irrigatore brandeggiabile montato su carrello o
slitta che irriga il terreno arretrando verso il rotolone.
L’acqua in pressione è fornita da pompa che attinge da fosso, tubaizone o da pozzo; la
rotazione di richiamo da motore;
2. Sollevatore in altezza lineare anteriore, inclinabile avanti/indietro, montato su trattore; si
notino ruote post. gemellate e ant. larghe per ridurre la pressione sul terreno e quindi la
carreggiata;
3. Trattore FIAT 766 con attrezzo Total (sperimentale) dotato di ancore fisse seguite da due
dischiere reversibili attorno ad assi verticali: per lavorazione a doppio strato. L’attrezzo è stato
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dotato successivamente di un aspo motorizzato anteriore che trancia i residui colturali e di uno
spandiconcime trasversale che ne amplia l’utilizzo;
4. Attrezzatura sperimentale portata per lo spandimento di compost secco: trasmissione
meccanica, sollevamento Cocle e distributori del compost ad azionamento idraulico.
Gli attrezzi sono oggetto di brevetti di invenzione industriale.
Nelle successive sei tavole si vedono:
TAV. B: Attrezzaggi multipli del trattore
5. Semina di erbaio: rullo anteriore millepunte sollevabile + seminatrice a righe posteriore
sollevabile;
6. Semina di mais: rullo anteriore sollevabile + seminatrice pneumatica posteriore di precisione +
spandiconcime + microgranul. diserbo sollevabili;
7. Fertilizzazione + raffinatura: spandiconcime anteriore a cassone + vibrocoltivatore posteriore
entrambi sollevabili.
TAV. C: Coltivazione di angurie (cocomeri) o meloni sotto tunnellini
8. Preparazione dei “colmini”: fertilizzaz. Ant + erpice rotante + formatore del rialzo +rullo
compattatore;
9. Attrezzo per la semina di angurie o meloni (sperimentale) pneumatico posteriore. Funzioni:
piantarchetti – porta tunnel con inserimento semiautomatico e seminatrice sui “colmini”;
attrezzo ed operatore sono sollevabili idraulicamente;
10. Stesura del tunnel: magazzino porta rullo di fogli in plastica in PLT ant + conformatore contrale
+ rincalzatore terra;
11. Irrorazione antifungina post-scopertura: botte ant + pompa liq. + telaio post. sollev. su 3 file;
TAV. D: Coltivazione del pomodoro
12. Trapianto meccanizzato delle piantine con inserimento manuale nella trapiantatrice: botte
adacquamento localizzato + telaio sollevabile triposto;
13. Attrezzo di pneumoirrorazione funghicida: botte + ventilatore + bocchette irrorazione doppia
su tre file;
14. Macchina raccoglitrice di pomodoro trainata, monofila; la cernita è manuale;
15. Carico autotreni: sollevamento e ribaltamento dei cassoni di pomodoro raccolti (foto 2);
TAV. E: Meccanizzazione vigneto ed emasculazione mais da seme
16. Cimatura chioma e spollonatura fusto: attrezzo con unità rotanti bifacciali portati;*
17. Pneumoirrorazione difesa chioma: attrezzo bifacciale portato + botte + pompa;*
18. Pulizia invernale del sottofilare + fertilizzazione + zappatura bilaterale;*
* attrezzi scavallanti sollevabili e inclinabili trasversalmente.
Gli attrezzi sono oggetto di brevetti di innovazione.
19. Mais ibriazione: trampolo motorizzato per emasculazione fiori delle file femminili (es. 8 per 1
maschile);
TAV. F: Immagini diverse
20. Nascita della soia seminata su sodo con l’aiuto dell’irrigazione a pioggia;
21. Fertilizzazione e raffinatura dei colmini per il trapianto di meloni;
22. Complicazione degli azionamenti idraulici: pompe, motori, serbatoio e raffreddamento
dell’olio montati sul retro del trattore;
23. Gli spettacolosi colori autunnali dei pàmpini nelle diverse varietà di vite (foto Aliana Guerrieri
Gonzaga).
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Cari ragazzi Vi ho presentato le fotografie di attrezzi diversi speciali ed in parte innovativi perché, insieme ad
altri più comuni potrete trovare sulle riviste specializzate (es. Informatore Agrario; MAD,…) che ha
Guglielmo, possiate renderVi conto delle possibilità offerte oggi dalla meccanizzazione.
Ora vorrei concludere con qualche notizia sui sensori di prossimità degli attrezzi alle piante e sulla guida dei
mezzi mediante laser o satellitare GPS che aprono altre strade innovative all’agricoltura es. robotizzazione.
Ci sarebbe anche da parlare dei selezionatori ottici, ad esempio nella scelta automatica (buono/scarto) dei
frutti (es. pomodori), ecc. e dell’ausilio che danno le centraline meteorologiche nella conduzione di frutteti e
vigneti: ma sono argomenti da specialisti e poi… è ormai tardi.
2. Sensori e guide operative automatiche
Si tratta di dispositivi che rendono automatiche le regolazioni degli attrezzi evitando di impegnare
l’operatore quando è occupato in manovre, oppure quando il dispositivo di lavoro non è visibile o
quando l’intervento è sistematico (es. a inizio/termine di un filare di viti).
I dispositivi “sensori” possono essere sostanzialmente: a contatto idromeccanico o meccanico
(tastatori) es. una leva a bandiera incernierata ad un’estremità che intercettando con la parte
mobile un ostacolo apre-regola-chiude la valvola di un cilindro idraulico sotto pressione che
comanda lo spostamento dell’attrezzo; senza contatto es. ottici o di massa che rilevano la
presenza di ostacoli e/o la distanza dell’attrezzo da ostacoli senza necessità di contatto.
Per il rilevamento del livello dei terreni il raggio laser rotante emesso da una stazione posta a terra
segnala o comanda l’altezza programmata della ruspa montata su un trattore dotato di ricevente.
Infine il sistema GPS che ha lo scopo di segnalare all’operatore eventuali deviazioni del mezzo dal
percorso corretto. Utilizza le segnalazioni di un satellite geostazionario “caricato” con una mappa
dell’appezzamento in cui si opera e dal programma del percorso da seguire; in prospettiva la
guida automatica del mezzo.
Sono comunque dispositivi complessi e se Vi interesserà ancora ne parleremo fra un paio d’anni
con l’aiuto di Federico.
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