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La newsletter
N. 29
DEL 31 LUGLIO 2014
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Convenzione e servizi al palo?
Farmacieunite: serve progettualità,
sperimentazione e interlocuzione con le
Regioni.
di Franco Gariboldi Muschietti
Nella newsletter di giovedì 24
luglio scorso abbiamo svolto
una riflessione in merito allo
scenario che il patto per la
salute disegna per la farmacia
territoriale e posto una serie di
interrogativi,
secondo
noi
assolutamente legittimi, in
merito alla circostanza che la
Farmacia dei Servizi, che
sembra l’unica luce in fondo
al tunnel e di cui si parla
almeno sin dal 2009, sembri - al momento - un’idea
ancora lontana dal potersi concretizzare, senza un
progetto strutturato, frutto di uno studio contestualizzato e
moderno cui riferirsi.
Due giorni dopo sono apparse su Farmacista33 le
dichiarazioni di Franco Rossi, coordinatore della Sisac,
che, nel fare il punto sui rinnovi delle convenzioni
(assistenza primaria e farmaceutica convenzionata),
osserva come la convenzione delle farmacie sarebbe in
“alto mare”, non solo perché la trattativa con le
farmacie è legata alla chiusura degli accordi nazionali
per l'assistenza primaria che risulta in una fase di stallo,
ma anche perché, «dovrebbe cambiare la legge del
2009 sui servizi che reca una contraddizione spaventosa:
nel tavolo negoziale infatti si dovrebbero definire i prezzi
di riferimento dei nuovi servizi utilizzando i risparmi
ottenuti da quei servizi, che però sono bloccati fino a
che i prezzi non sono fissati. O si sblocca la legge o la
convenzione non si fa».
Il dibattito che si è aperto in seguito è stato vivace e
trasversale: si è pronunciata Federfarma Lazio attraverso
la newsletter F-mail, si è pronunciata Assofarm, nel corso
dell’assemblea di ieri, si è pronunciato l’esperto Avv
Quintino Lombardo su Farmacista33.
Al fine di agevolare il lettore, riportiamo di seguito i link ai
vari interventi sulla stampa che possiamo riassumere nel
SOMMARIO
Deliberazione
della
Giunta Regionale del
Veneto sulla farmacia
dei
servizi.
Farmacieunite torna a
chiedere
il
riconoscimento
del
ruolo
Convenzione e servizi
al palo? L'esperto:
niente che un buon
negoziato non possa
risolvere
Assemblea Assofarm:
"Urgente
un'interlocuzione più
alta e concreta con le
Regioni, o il 2015 sarà
l'annus horribilis della
farmacia"
Polizza
di
Responsabilità Civile
Professionale:
obbligatoria dal 15
agosto 2014
Spinte liberalizzatrici
anche in Francia
Veneto:
Interventi
regionali a favore
delle farmacie rurali
sussidiate
Veneto. In arrivo
l’assistenza
H24
nell’Azienda sanitaria
vicentina. Zaia: “E’ la
strada giusta”.
Liberalizzazioni.
Parafarmacie: "Il Tar
Catania ha rimesso a
Corte Ue la vendita della
fascia C"
L’AIFA coordina le
attività dell’industria del
farmaco per sostenere
le
donazioni
di
medicinali a favore della
popolazione indigente e
delle onlus
senso dell’imperativo di imboccare una strada virtuosa e
produttiva, attraverso una progettualità concreta e
futuribile e un’interlocuzione concreta con le Regioni.
Da F-MAIL La madre e il padre di tutte le questioni (di Antonino
Annetta)
Da Il Sole24ore sanità Farmacieunite sul Patto per la salute:
«Farmacia dei servizi modello ancora tutto da costruire»
Da F-mail La verità sul rinnovo della convenzione? O si cambia
la legge sulla "farmacia dei servizi" oppure non si fa (di Antonino
Annetta)
Da Panoramasanità
1 Deliberazione della Giunta Regionale del
Veneto sulla farmacia dei servizi. Farmacieunite
torna a chiedere il riconoscimento del ruolo
E’ stata pubblicata recentemente su BUR la deliberazione
della Giunta Regionale del Veneto riferita ai Progetti relativi
agli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale
indicati nel Piano Sanitario Nazionale ex art. 1, commi 34 e
34 bis, della Legge n. 662/96. Anno 2013.
Come si ricorderà, l’accordo Stato Regioni del marzo
scorso, stanziava cospicui finanziamenti per la Farmacia
dei Servizi (almeno 16 milioni di euro). Farmacieunite, fin
dalla sua costituzione, si è messa a completa disposizione
degli organi regionali, offrendo ampia collaborazione per
addivenire ad un progetto condiviso, in accordo con il
Servizio delle Cure Primarie, che veda la farmacia come
parte integrante ed integrata del Servizio sanitario
regionale.
A tal proposito, a ciascuna degli organi regionali
competenti,
nei vari incontri,
Farmacieunite
ha
rappresentato le reali potenzialità della “Farmacia dei
Servizi” presentando anche un progetto per il monitoraggio
del diabete di tipo 2 ed un documento “Primi interventi per
l’integrazione delle farmacie convenzionate nella rete dei
servizi di assistenza territoriale”, quale primo atto di un
progetto ben più ampio ed articolato di farmacia dei
servizi.
In particolare quest’ultimo documento, sul quale la
Regione stessa aveva auspicato una condivisione tra le
varie componenti sindacali, ha registrato il favore di
Assofarm e il silenzio di Federfarma Veneto.
Tornando alla recente delibera regionale, ed in particolare
all’allegato A) dell’atto che, nel contesto, si riferisce al
concetto di “filiera dell’assistenza” per rappresentare
l’articolazione di strutture che concorrono a rispondere ai
bisogni di cura, sembra ignorare completamente le
farmacie che risultano invero interessate solo per quanto
riguarda la DPC ed il Webcare con un importo assegnato
di € 10.000.000,00 (sic!).
Farmacieunite, con una nota odierna, ha rivolto agli organi
regionali la pressante richiesta di una precisa espressione
in merito alla volontà di riconoscere alle farmacie il ruolo
fondamentale e imprescindibile di punto di incontro tra il
cittadino e il servizio sanitario nazionale, riservando alle
stesse nuovi servizi di valenza socio sanitaria in osservanza
alle linee di indirizzo della Conferenza Stato Regioni.
Ddl Pa, nuove regole per
i Dg: l'esame parte al
Senato. Ecco il testo
Farmacieunite è pronta a portare avanti
«accordi
transitori, sperimentazioni, come avviene in altri campi»,
attraverso «studi e esperienze concrete»., come auspicato
dall’esperto avv. Quintino Lombardo.
Leggi la DGR
2 Convenzione e servizi al palo? L'esperto:
niente che un buon negoziato non possa
risolvere
La legge che ha previsto la farmacia dei servizi è stata
pensata e formulata perché questo modello potesse
essere sviluppato e funzionare per il bene della collettività
e certamente a livello normativo non c'è nessun elemento
che osti alla sua definizione nella convenzione. La partita
allora si gioca tra sindacato e parte pubblica e
quest'ultima ha di fatto messo in evidenza l'esigenza di
avere elementi effettivi che dimostrino efficienza e
capacità di creare risparmi del modello.
È questo il commento di Quintino Lombardo, avvocato
dello Studio Cavallaro, Duchi e Lombardo di Milano e
Roma, intervistato da Farmacista33 sulla questione
sollevata da Franco Rossi, coordinatore della Sisac, la
Struttura interregionale sanitari convenzionati, che ha
evidenziato «una contraddizione» nella legge sui servizi che
prevede di «definire i prezzi di riferimento dei nuovi servizi
utilizzando i risparmi ottenuti da quei servizi, che però sono
bloccati fino a che i prezzi non sono fissati».
«Un paradosso» spiega Lombardo «che vuole mettere però
in luce una esigenza ben precisa, e che tutti hanno ben
presente, della parte pubblica: la necessità di avere una
serie di esperienze e studi che dimostrino l'efficienza e
l'efficacia dei servizi in farmacia, la capacità di creare
risparmi. Si tratta a mio parere di una prudenza politica, di
un'attenzione al budget, in un momento in cui mancano le
risorse: per evitare situazioni in cui le Regioni si trovino a
dover ripianare spese in assenza di finanziamenti, magari
con un aumento dell'Irpef». La questione, continua, «è più
che altro di natura sindacale, un fatto di trattativa». Un
impasse che «un buon negoziato può sciogliere» magari
anche mediante soluzioni che passino attraverso «accordi
transitori, sperimentazioni, come avviene in altri campi»,
ma senz'altro attraverso «studi e esperienze concrete».
Leggi tutto su Farmacista33
3
Assemblea
Assofarm:
"Urgente
un'interlocuzione più alta e concreta con le
Regioni, o il 2015 sarà l'annus horribilis della
farmacia"
A mettere insieme tutte le suggestioni emerse dalla XXVII
Assemblea nazionale di Assofarm, celebrata oggi a Roma,
non si può fare altro che concludere che non è davvero
un futuro tutto rose e fiori, quello che attende la farmacia
italiana. Anzi, le criticità e gli elementi di preoccupazione alla luce del "combinato disposto" di una crisi economica
ancora pesante e dei nuovi indirizzi di governance del
settore tracciati dal Patto per la Salute - sembrano
nettamente prevalere su quelli che - come la "farmacia dei
servizi" - sembrano (o sembravano) invece aprire nuove
opportunità.
A tracciare il quadro della situazione - in una visione di
sistema fin da subito andata ben oltre i confini e le
specificità della farmacia comunale - è stato, nella sua
relazione introduttiva, il presidente di Assofarm Venanzio
Gizzi, con una puntuale ricognizione dello scenario e delle
tendenze che lo attraversano, a partire dal processo di
"territorializzazione" dell'assistenza.
Un processo che per la farmacia di comunità, il più
capillare e meglio distribuito tra i servizi di prossimità, può
certamente rappresentare una straordinaria opportunità,
se saprà inserirsi con una vera e propria strategia di
riposizionamento"nella cornice di interazione e integrazione
interprofessionale con tutti i presidi del territorio - ospedali,
medici di base, pediatri di libera scelta, nuove
aggregazioni professionali e nuove strutture di servizio - in
programmi finalizzati a migliorare i servizi e le prestazioni
sanitarie, contribuendo anche alla sostenibilità del
sistema."
"Un percorso difficile e che sarà possibile compiere soltanto
puntando sulla pharmaceutical care" ha detto ancora
Gizzi "vera chiave per dimostrare il grande contributo che
la farmacia può dare in termini quantitativi e qualitativi al
sistema sanitario, in particolare prendendo in carico le
cronicità e garantendo l'aderenza alla terapia"
Ma centrare l'obiettivo sarà tutt'altro che semplice, in
presenza di uno Stato che - in tutte le sue articolazioni e al
netto di quelli che sono i pubblici riconoscimenti su ruolo e
funzione delle farmacie, tanto frequenti quanto almeno fin
qui del tutto sterili e improduttivi di effetti - non sembra
avere l'intenzione di puntare su un vero rilancio e
un'autentica valorizzazione della rete delle farmacie.
"Basta dare un'occhiata alle misure che il Patto per la
Salute ha previsto per il nostro settore" ha detto Gizzi "per
comprendere come si stia materializzando un habitat nel
quale sarà estremamente complicato vivere e operare:
dalla revisione del Ptn ai prezzi di riferimento per categorie
terapeutiche omogenee, fino al prevedibile incremento
degli acquisti diretti da parte delle Regioni, incentivate
anche dal ruolo crescente della Consip, è ragionevole
attendersi, purtroppo, ulteriori contrazioni dell'economia
delle farmacie, già oggi in condizioni di seria difficoltà,
come attestano le 3000 farmacie in sofferenza e le circa
600 vicine al fallimento. In questo senso, il 2015 potrebbe
davvero essere l'annushorribilis della farmacia italiana"
L'unico possibile contrasto, per Gizzi, risiede nella capacità
della farmacia - intesa come rete organica di presidi
capillarmente distribuiti sul territorio nazionale - di alzare fin
da subito il livello di interlocuzione con le Regioni,
spostandolo sul terreno della fattività per dare un senso
concreto alla prospettiva della "farmacia dei servizi", alla
quale - come è chiaramente scritto nel punto 7 dell'art. 5
del Patto per la Salute - sono chiamate a provvedere le
Regioni stesse.
Serve molta determinazione e un ferreo ottimismo della
volontà, secondo Gizzi, e serve soprattutto che il comparto
giochi questa partita con la necessaria consapevolezza e
dando prova di compattezza. "Puntiamo a una "farmacia
dei servizi" che remuneri direttamente la prestazione
consulenziale del farmacista, la sua capacità di rendere
massimamente terapeutico il trattamento farmacologico,
aumentando i benefici per la salute del cittadino e
riducendo al contempo gli sprechi per le casse pubbliche"
ha detto Gizzi, precisando - molto realisticamente - che
"visto da questo punto di vista, il nuovo Patto rischia di
rivelarsi qualcosa di molto conservativo". Secondo il
presidente Assofarm, è proprio questo scarto di visioni
l'elemento di maggior rischio, la distanza da colmare,
"senza lasciare niente di intentato."
L'analisi di Gizzi - che, alla fine, è suonata anche come un
allarme e, a un tempo, una chiamata a raccolta per un
impegno straordinario e comune di tutto il mondo della
farmacia - ha trovato conferma in alcuni passaggi
dell'intervento
di
Nello
Martini,
direttore
R&S
dell'Accademia italiana di Medicina, che oltre a spiegare
con estrema chiarezza il merito tecnico (forse non del tutto
chiaro a tutti) delle misure sulla farmaceutica contenute
nel Patto per la Salute, che di fatto ridisegnano l'intera
governance del settore, ha voluto sottolineare come quelli
in arrivo - per la farmacia territoriale - sembrano
annunciarsi più come tempi di spazi che si chiudono che
non di prospettive che si aprono.
"La farmacia dei servizi è sicuramente una grande e
condivisibile intuizione, ma esiste il rischio che resti anche
una pura astrazione" ha detto Martini "soprattutto alla luce
delle misure contenute nel Patto. Ma ci sono anche
elementi di debolezza intrinseca della farmacia che
andrebbero immediatamente rimossi, a partire dalla
necessità di un adeguamento delle conoscenze e delle
competenze in materia dei nuovi farmaci, in particolare
quelli a forte contenuto di innovazione. Senza questo,
diventa del tutto irrealistica ogni ipotesi di presa in carico
dei pazienti e la stessa aspirazione a recitare un ruolo
decisivo nella sfida cruciale dell'aderenza."
Per Martini esistono però ancora spiragli per impedire che
le farmacie scivolino alla periferia del sistema sanitario
nazionale, rassegnandosi a un ruolo di marginalità: "Il
target è sempre quello, ritagliarsi un ruolo importante nella
gestione dei pazienti, soprattutto i cronici e i più fragili, con
una presa in carico che produca risultati misurabili in
termini di appropriatezza terapeutica e di aderenza alla
terapia. Ma è un obiettivo che bisogna davvero volere e
per il quale ci si deve attrezzare. La mia preoccupazione è
che
sia
stato
già
perso
troppo
tempo."
La sfida, invece, è ritenere che ci sia ancora lo spazio per
fare qualcosa. Ed è una sfida che riguarda tutti, anche le
istituzioni: l'unica a essere rappresentata, all'assemblea
Assofarm, era il Parlamento con i senatori Vincenzo Gibiino
e Andrea Mandelli, quest'ultimo anche presidente della
Fofi, che certamente avranno preso buona nota di quanto
emerso dai lavori dell'assise delle farmacie comunali. Ma e il dato forse non è privo di significati - mancavano le
Regioni, ovvero coloro con cui bisogna andare a fare i
conti. Con la speranza che tornino
Leggi tutto su F-mail
4 Polizza di Responsabilità Civile Professionale:
obbligatoria dal 15 agosto 2014
Sembra ormai certo che per Ferragosto non arriverà quel
regolamento ad hoc, atteso da anni da medici e
farmacisti che avrebbe dovuto agevolare la copertura
assicurativa per le specializzazioni mediche a rischio,
circoscrivere le responsabilità degli addetti ai lavori e
limitare i costi dei risarcimenti.
Anche per i professionisti iscritti all’Albo per l’esercizio della
professione di Farmacista, così come già accaduto per
altri professionisti,
la sottoscrizione di una polizza di
Responsabilità Civile Professionale sarà quindi obbligatoria
dal 15 agosto 2014 secondo il D.P.R. 137/2012 del 7 agosto
2012, successivamente modificato con il D.L. 69 del 21
giugno 2013.
Per venire incontro agli iscritti Farmacieunite ha
predisposto, con il supporto di In Più Broker già partner in
analoghe iniziative, una convenzione che consente di
sottoscrivere una polizza di Responsabilità Civile che
soddisfi la normativa vigente ma che in più possa
comprendere anche la tutela per la copertura asscurativa
della responsabilità civile per la conduzione della farmacia
e la gestione dei collaboratori/dipendenti.
Anche questa volta la soluzione prescelta benefici del
premio più basso
tra quelle offerte sul mercato a
comprova del ruolo che Farmacieunite ha nell’interpretare
le esigenze dei propri associati ed individuare soluzioni che,
anche nel settore assicurativo, sono complete e più
competitive rispetto a quelle che ciascun associato
potrebbe autonomamente sottoscrivere od a quanto
proposto da altre associazioni.
In arrivo una circolare alle farmacie associate con I termini
della convenzione e le modalità di adesione.
5 Spinte liberalizzatrici anche in Francia
Venti di liberalizzazione anche nel sistema farmacia
francese? Forse è presto per dirlo ma di certo il rapporto
sulle "professioni regolamentate" dell'Inspection générale
des finances (Igf), istituto pubblico incaricato di svolgere
indagini economiche per conto del governo e delle
istituzioni in genere, qualche dubbio lo fa sorgere. Il
rapporto, i cui contenuti sono riassunti da un recente
articolo di Le Monde, sollecita ad aprire alla concorrenza
in materia di medicinali, siano essi di automedicazione o
etici non rimborsabili, che attualmente coprono il 9 per
cento circa del giro d'affari medio di una farmacia
francese.
Leggi tutto su Farmacista33…
6 Veneto: Interventi regionali a favore delle
farmacie rurali sussidiate
Pubblicata sul BUR n. 74 del 29/07/2014 la Deliberazione
della Giunta regionale N. 1172 del 8 luglio 2014 che
determina i criteri utili alla ripartizione e alla successiva
erogazione dei contributi per il sostegno delle farmacie
rurali nel Veneto, pari a 300 mila euro complessivi, inseriti
nel bilancio 2014 come ulteriore riconoscimento rispetto a
quanto previsto dallo Stato.
Le farmacie interessate sono quelle che si trovano ad
operare in zone disagiate e che hanno un fatturato annuo
inferiore a 387.342,67 euro.
“Due anni di intensa attività sindacale – ricorda Federico
Conte Rappresentante Rurale i Farmacieunite - svolta con
Federfarma Veneto ha portato a questo ottimo risultato. In
quel periodo Farmacieunite era ancora parte integrante
dell' Unione Regionale. Quindi il contributo della Nostra
Associazione è innegabile al raggiungimento di tale
riconoscimento da parte della Regione”. Nel medesimo
frangente proprio Federico Conte era segretario regionale.
“Si continua a cosi a garantire ai cittadini che vivono in
aree disagiate un servizio basilare: vi sono casi dove la
farmacia è il più vicino, se non l'unico, presidio di sanità a
disposizione”.
Leggi la DGR
7 Veneto. In arrivo l’assistenza H24 nell’Azienda
sanitaria vicentina. Zaia: “E’ la strada giusta”.
Nuova organizzazione nell’Azienda unità locale socio
sanitaria dell’ovest vicentino, l’Ulss 5, dove si sta lavorando
sul servizio di assistenza territoriale fornita da medici di
medicina generale e guardia medica attivo tutti i giorni
H24.
28 LUG - “Avanti tutta: prima si realizza la nuova
organizzazione assistenziale sul territorio e prima la gente
potrà usufruire di migliori e maggiori servizi. Per tutti, anche
per i cittadini di quei Comuni i cui sindaci prospettano delle
legittime perplessità, alle quali si dovrà rispondere con i
fatti, come non dubito sarà”.
E’ questo il commento del presidente della Regione
Veneto, Luca Zaia, sull’attivazione, nella Ulss dell’ovest
vicentino, del servizio di h 24 esteso a tutti i giorni della
settimana. L’azienda sanitaria ha un ambito territoriale che
comprende 22 comuni.
“Si tratta – spiega Zaia – di uno dei cardini del nuovo Piano
sociosanitario veneto ed è molto positivo che le Ulss
venete si diano da fare per tradurlo in realtà”.
“Come tutte le novità rivoluzionarie – aggiunge il
governatore – andrà testata sul campo e tarata cammin
facendo sulle esigenze della popolazione, ma si tratta di un
grande passo avanti verso l’efficienza: per le sue necessità
il cittadino potrà trovare una risposta continua sul territorio;
per contro i Pronto soccorso verranno sgravati dai
cosiddetti accessi impropri, con un risparmio di spesa ma
anche con una maggior fluidità del lavoro sui pazienti
davvero gravi”.
Leggi tutto su
8 Liberalizzazioni. Parafarmacie: "Il Tar Catania
ha rimesso a Corte Ue la vendita della fascia C"
25 LUG - "Piaccia o non piaccia il cammino per la libertà
dell’esercizio della professione di farmacista è solo all’inizio:
il Tar Catania ha infatti oggi rimesso nuovamente alla
Corte di Giustizia Ue, per nuovi e diversi motivi, la questione
della vendita da parte di tutti i farmacisti dei medicinali a
totale carico dei pazienti". E' quanto ha dichiarato il
presidente delle Federazione nazionale parafarmacie
italiane, Davide Gullotta.
Dunque, a meno di una settimana dalla sentenza della
Corte Costituzionale che aveva giudicato "infondata"
l'ordinanza del Tar Calabria ribadendo l'esclusiva delle
farmacie per la vendita di medicinali di fascia C con
ricetta medica, oggi i giudici amministrativi siciliani riaprono
nuovamente la questione.
Leggi tutto su Ilfarmacistaonline…
Fascia C, the never ending story: un'ordinanza del Tar Catania
rimette la questione davanti alla Corte di giustizia europea
9 L’AIFA coordina le attività dell’industria del
farmaco per sostenere le donazioni di
medicinali a favore della popolazione indigente
e delle onlus
L’Agenzia italiana del Farmaco ha coordinato nei giorni
scorsi, presso la propria sede, un incontro con i
rappresentanti di Assogenerici, Assosalute, Farmindustria e
della Fondazione Banco Farmaceutico onlus (in
rappresentanza di 1500 enti assistenziali convenzionati) al
fine di definire una serie di iniziative orientate ad
aumentare la sensibilità alla donazione di farmaci alle
fasce meno abbienti della popolazione.
Qualche mese or sono era stato richiesto ad AIFA un
supporto per reperire farmaci da inviare ad una Missione in
Mozambico e la Direzione Generale AIFA a titolo personale
aveva coinvolto il Centro Missionario di Firenze,
convenzionato con il Banco Farmaceutico riuscendo a
fare arrivare i farmaci richiesti in tempi utili nel Paese
Africano.
In seguito a tale fruttuosa attività il Banco Farmaceutico ha
richiesto un incontro istituzionalizzato OpenAifa ed ha fatto
presente come anche in Italia ci fosse bisogno di
sensibilizzare la filiera del farmaco alla donazione.
Leggi tutto …
10 Ddl Pa, nuove regole per i Dg: l'esame parte
al Senato. Ecco il testo
Partirà al Senato (una volta assegnato) l'esame del
disegno
di
legge
1577
«Riorganizzazione
delle
Amministrazioni pubbliche», il Ddl Pa approvato assieme al
Dl Pa dal Cdm del 10 luglio scorso.
Il testo approdato a Palazzo Madama (quello del post
Cdm) conferma per il Ssn la revisione dei criteri di nomina
dei direttori generali, ma anche di quelli amministrativi e
sanitari delle aziende, la nuova governance annunciata a
suo tempo dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
Il testo prevede per gli incarichi di direttore generale,
amministrativo e sanitario delle aziende alcuni principi
fondamentali:
- selezione unica per titoli previo avviso pubblico, dei
direttori generali in possesso di specifici titoli formativi e
professionali e di comprovata esperienza dirigenziale,
effettuata, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica, da parte di una commissione nazionale
composta pariteticamente da rappresentanti dello
Stato e delle Regioni, per l'inserimento in un elenco
nazionale degli idonei istituito presso il ministero della
Salute, aggiornato con cadenza biennale, da cui le
regioni e le province autonome devono attingere per
le nomine che saranno effettuate su una rosa di
candidati individuati e previo colloquio;
- sistema di verifica e di valutazione dell'attività dei
direttori generali che tenga conto del raggiungimento
degli obiettivi sanitari, anche in relazione alla garanzia
dei livelli essenziali di assistenza e dei risultati del
programma nazionale valutazione esiti;
- decadenza dall'incarico e possibilità di reinserimento
soltanto all'esito di una nuova selezione nel caso di
mancato raggiungimento degli obiettivi, accertato
decorsi ventiquattro mesi dalla nomina, o nel caso di
gravi o comprovati motivi, o di grave disavanzo o di
manifesta violazione di leggi o regolamenti o del
principio di buon andamento e imparzialità; selezione
per titoli e colloquio, previo avviso pubblico, dei
direttori amministrativi e dei direttori sanitari in possesso
di specifici titoli professionali, scientifici e di carriera,
effettuata da parte di commissioni regionali composte
da esperti di qualificate istituzioni scientifiche, per
l'inserimento in appositi elenchi regionali degli idonei,
aggiornati con cadenza biennale, da cui i direttori
generali devono obbligatoriamente attingere per le
relative nomine;
- decadenza dall'incarico nel caso di manifesta
violazione di leggi o regolamenti o del principio di buon
andamento e imparzialità.
E c'è anche nel testo un ulteriore taglio ai ministeri, per i
quali è prevista la riduzione degli uffici di diretta
collaborazione dei ministri e dei sottosegretari, per la quale
la delega dovrà definire criteri generali per la
determinazione delle relative risorse finanziarie, in relazione
alle attribuzioni e alle dimensioni dei dicasteri, e
l'eliminazione degli uffici ministeriali le cui funzioni si
sovrappongono a quelle delle autorità indipendenti.
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