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CCNL, WET LEASE E ASSURDI COMPORTAMENTI SINDACALI

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CCNL, WET LEASE E ASSURDI COMPORTAMENTI SINDACALI. E' nota la situazione in cui versa Alitalia così come è noto, che da pochi giorni una procedura di solidarietà difensiva e di cassa integrazione è stata messa in atto per consentire all’azienda di sopravvivere. In questo quadro, alcune iniziative aziendali e di una parte sindacale, richiedono, visto gli effetti che producono e che produrranno, la piena comprensione da parte delle categorie, rendendo indispensabile un'attenta ricostruzione dei fatti per tentare di ripristinare la correttezza dell’informazione e dello stato dell'arte. Tuttavia, sin da ora le nostre OO/SS dichiarano, di voler mettere in atto azioni di forte contrapposizione nei confronti dell’azienda e di avviare una campagna d’informazione per tentare di fermare una deriva davvero pericolosa. Lo scorso mese di agosto, Filt CGIL, Fit CISL, UILT ed UGL Trasporti, siglarono, con un atto definito storico, la parte normativa generale del Contratto Nazionale, da porre alla base di un progetto fondamentale per lo sviluppo dell'intero Trasporto Aereo. PERCHE’? Sussiste ancora oggi a maggior ragione, la necessità di dotare l'industria del Trasporto Aereo di uno strumento contrattuale adeguato e moderno, che, congiuntamente ad iniziative politiche di ampio respiro, definisca i livelli minimi sotto i quali nessun operatore, anche con atti di pirateria contrattuale, puo’ operare. L'obiettivo e’ ancora oggi per le nostre Organizzazioni Sindacali, arginare, se non bloccare, il diffondersi del "virus" delle normative al ribasso utilizzate da quelle aziende che prendono a riferimento le società low cost. COME? Grazie alla stesura del Contratto Collettivo Nazionale di Settore (che per la parte specifica dei naviganti fa riferimento al contratto CAI), al di sotto del quale nessuno potrà più operare. Tutto questo, congiuntamente all’attivazione di iniziative già consolidate e senza precedenti nel nostro Settore industriale, grazie all'intervento della politica nazionale, finalizzate a garantire azioni adeguate a fermare le asimmetrie competitive (attraverso la produzione di nuove leggi), ma anche con l'effettivo rispetto delle regole del sistema Trasporto Aereo garantite dai servizi ispettivi del Ministero del Lavoro. A queste iniziative, assolutamente necessarie per garantire i posti di lavoro, si sono contrapposte azioni insensate interne ed esterne che hanno caratterizzato gli eventi recenti. Appare, come prima cosa, incomprensibile la scelta di una sigla sindacale confederale, che dopo aver condiviso e firmato la parte generale del CCNL ‐ preludio della stipula della parte specifica dei Vettori ‐ ha invertito inspiegabilmente e radicalmente rotta, siglando tre contratti aziendali, (Air Italy, Small Planet e Mistral) tentando, di fatto, un'azione che ha rallentato il prosieguo dei lavori del CCNL. La gravità di tali scelte è sotto l’evidenza della cronaca: uno degli effetti immediati, prodotti dal rinnovo del CCAL Air Italy è stato nell'immediato, quello di determinare fenomeni di dumping all'interno dello stesso gruppo Meridiana, cui l’azienda appartiene, con conseguente blocco da parte delle istituzioni degli ammortizzatori sociali a favore dei 1200 lavoratori del gruppo in cassa integrazione che al momento rischiano di rimanere senza sostegno economico per i prossimi mesi. Invitiamo tutti i colleghi a voler verificare la normativa Air Italy e gli effetti devastanti che stanno subendo i colleghi Meridiana e che potremmo a breve subire tutti noi. In ambito Alitalia, i riflessi di queste scelte sono enormi. Il CCNL consente di prevedere regole comuni su cui le aziende possono costruire iniziative commerciali di legittima concorrenza, oltre che dotare il Personale Navigante di un contratto (ricordiamo almeno a livello di quello CAI), prima dell'arrivo del nuovo, auspicato, partner industriale. ALITALIA COSA FA? Sul fronte aziendale, poco dopo avere siglato al Ministero l’accordo di ammortizzatori sociali per il personale del Gruppo, ecco, a fari spenti, un accordo di WET LEASE. In questo quadro, Alitalia decide UNILATERALMENTE di cedere attività ad un'altra compagnia, la Mistral Air, e sempre in quest'azienda con una incredibile coincidenza viene sottoscritto ovvero rinnovato, dallo stesso sindacato confederale, il contratto aziendale del PNT e ci risulta essere in corso di definizione anche quello per il PNC. In tutto questo si aggiunge un “dumping fatto in casa” dove i colleghi di Cityliner si trovano fogli turni di 80 ore programmate di media a differenza di quelli CAI che non riescono a volarne neanche la metà. Dal punto di vista dei rapporti industriali, anche in questo caso non possiamo che stigmatizzare il comportamento di Alitalia CAI: il management ha ritenuto di non coinvolgere le altre OO/SS anche se il contratto Mistral, per dichiarazione aziendale, è ormai un'azienda del Gruppo CAI, rivolgendosi ancora una volta al sindacato accondiscendente e pronto a siglare tutto ciò che serve alle aziende. Quindi, non solo il becero tentativo di celare l'iniziativa del WET LEASE, ma anche la ricerca di interlocutori sindacali comodi con cui trattare. In questo penoso quadro si cala lo scenario attuale; le categorie dei lavoratori del Gruppo Alitalia CAI, hanno contribuito con enorme sacrificio al salvataggio di quest’azienda, ancora una volta vicino ad un punto di non ritorno, con una riduzione costi di oltre 90 mln di euro e l'equivalente di CIGS e SOD pari a circa 2000 lavoratori definiti in eccedenza. Riteniamo questa situazione inaccettabile; stigmatizziamo con forza e ci ribelleremo con ogni mezzo lecito e ad ogni livello per il mancato confronto preventivo con le OO/SS di categoria. Siamo certi che grazie all'avallo di una sigla sindacale, le vicende che abbiamo descritto, consegnano all'intera categoria dei naviganti una maggiore incertezza sul futuro e la possibilità di ritardare la creazione di una normativa nazionale, garantista del NOSTRO futuro e quello delle nostre famiglie. Faremo di tutto per definire le più opportune iniziative atte a fermare queste cessioni di attività da parte aziendale che, anche se ora limitate, aprono fronti sconosciuti in termini dimensionali che rischiano di svuotare il nostro serbatoio di ore di volo e di arrecare ulteriore danno ad una categoria che senza se e senza ma, ha già pagato un prezzo altissimo alla crisi. Le nostre OOSS avviano una nuova fase di contrapposizione e di massiccia presenza tra i lavoratori. RR.SS.AA. PNC FILT CGIL ‐ FIT CISL ‐ UGL TRASPORTI 12 marzo 2014 
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