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SUPERNOVA
Raed Yassin, Basma Al Sharif, Simon Lewandowski e Sarah Francis
STUDIOCUR/ART www.studiocurart.com
Inaugurazione : 23 marzo dalle ore 18.00 alle 21.00
24 marzo – 13 aprile 2015
Via Ventimiglia (angolo via Privata Bobbio), 20144 Milano Lunedì-­‐Venerdì 14:00 – 19:00 Sabato : 15.00 – 18 .00 Raed Yassin, Disco, 2010 (video still courtesy Kalfayan Galleries, Atene – Salonicco)
STUDIOCUR/ART è lieta di presentare a Milano la collettiva Supernova. La mostra è composta dalle opere di quattro artisti : Raed Yassin, Basma Al Sharif, Simon Lewandowski e Sarah Francis, a cura di Karina El Hélou. Scientificamente, dopo un’esplosione si crea un vuoto. In termini di astrofisica, il fenomeno del buco nero è spiegato dal vuoto lasciato da un’esplosione di stelle chiamate Supernova. Il senso di vuoto in cui ci imbattiamo nella vita quotidiana ha quindi un legame con il cosmo, soprattutto attraverso la misurazione del tempo. Il tempo è astratto e ha una dimensione relativa, non c’e’ alcun inizio o fine. Lo scorrere del tempo ci lascia inermi, senza la possibilità di tornare indietro o andare avanti, fatta eccezione per i nostri ricordi. Nelle nostre menti, ciò che era reale si fonde con ciò che non lo era. Ciò che è successo oppure no diventa irrilevante, poiché quello che rimane è una sensazione di assenza. La percezione del tempo è diversa per ognuno di noi: ad esempio la reminiscenza nostalgica, il vivere esistenziale o la pianificazione ossessiva del futuro sono alcuni meccanismi di difesa che sviluppiamo per compensare ogni perdita. Come possiamo riempire il vuoto lasciato da una persona, una relazione, un Paese o un amico? Immagini, video, testi e lettere alimentano la nostalgia e contribuiscono a costruire dei miti / storie che raccontiamo a noi stessi ed agli altri. Come nel video di Raed Yassin intitolato Disco, attraverso cui l’artista libanese racconta la storia del padre perduto immaginandosi una vita diversa, o come nell’opera di Basma Al Sharif The Story of Milk and Honey, in cui un migrante ricorda la famiglia che ha lasciato. Dai ricordi creiamo miti, poemi, preghiere. Proprio come i poemi nostalgici dei beduini del deserto che saranno presentati in mostra con Al WoukoufAla Al Atlal. Nel video di Sarah Francis Nawal’s Rituals, invece, il tempo presente fluttua come la coppia di persone che non vediamo ma possiamo ascoltare. Il film cattura in un’istantanea l’assenza di relazione tra un uomo e una donna, come se l’unica cosa che divisero fosse stato il tempo trascorso nell’atmosfera tranquilla ma pesante di Beirut. Il tempo viene forzato fino a diventare un perfetto fenomeno condiviso, mentre per lo spazio circostante diviene una dimensione immutabile. L’installazione di Simon Lewandowski Time Setter ha un meccanismo di un orologio che permette al tempo di tornare indietro e di andare avanti. La sua ricerca si basa sul nostro bisogno ossessivo di controllare il tempo. La necessità di misurare questa dimensione immateriale ed inafferrabile della nostra vita ci lega all’organismo dell’universo, alle sue stelle ed alle sue galassie. Forse il passato e il futuro ci sembrano migliori se osservati attraverso il prisma della nostra immaginazione. Come diceva Proust : «Gli unici paradisi esistenti sono quelli che abbiamo perduto». Raed Yassin Raed Yassin è nato a Beirut nel 1979. Si è laureato all’Institute of Fine Arts di Beirut nel 2003 specializzandosi in arte teatrale. Artista e musicista, la sua opera spesso nasce da un esame delle sue narrative personali e del loro sviluppo all’interno di una storia collettiva attraverso la lente della cultura consumistica e della produzione di massa. Ha esposto le sue opere in numerosi musei, a diversi festival ed eventi in tutta Europa, Medio Oriente, Stati Uniti e Giappone. Yassin ha vinto il Fidus Prize (2009), l’Abraaj Capital Art Prize (2012), l’AFAC grant for production (2010), lo YATF grant for production (2008 e 2012) ed il Cultural Resource Grant for Production (2008). Yassin è uno degli organizzatori del Festival IRTIJAL, ha pubblicato numerosi dischi e fondato, nel 2009, la casa di produzione Annihaya. E’ inoltre un membro fondatore di “AtfalAhdath”, un collettivo di artisti basato a Beirut. Attualmente vive e lavora a Beirut ed è rappresentato da Kalfayan Galleries (Atene-­‐Salonicco). Basma Al Sharif Nata in Kuwait ma di origini palestinesi, Basma Al Sharif si è laureata alla School of Art and Design della University of Illinois, a Chicago, specializzandosi in fotografia, film e video. Basma Al Sharif lavora con fotografia, film, video, suono, testo e linguaggio per esplorare la comunicazione visiva ad un livello intuitivo. Utilizzando il linguaggio in risposta alle immagini e le immagini in risposta all’estetica del testo, l’artista cerca di dimostrare l’inaffidabilità dei fatti, della storia, dei numeri e della statistica. L’opera di Al Sharif oscilla tra narrativa e fantasia per sperimentare con racconti non lineari la relazione tra esperienze soggettive e scenari politici. Alla nona Biennale di Shariah ha presentato il video We Began by Measuring Distance (2009) per cui è stata insignita del Biennial Prize. Le opere di Al Sharif sono state mostrate a numerosi eventi e film festival a livello internazionale come Manifesta, Kassel (2010) ed il Toronto International Film Festival (2010). Nel 2009-­‐2010 è stata uno dei vincitori del Fundación Marcelino Botín Visual Arts Grant. Simon Lewandowski Lewandowski è un artista e professore in Belle Arti alla Univesita’ di Leeds, Regno Unito. Crea oggetti e assembla dispositivi con meccanismi elettrici. ”Sa fare molte cose e se non le sa le impara, con l’aplomb e l’incrollabile fede positivista della Grande Nazione dell’Autocostruzione. Questa Nazione, solo con pochi tasti sulla tastiera, sa come trovare nella rete le istruzioni per assemblare macchine celibi e sistemi hifi con spinotti d’oro e valvole termoioniche di produzione sovietica, dirottare aerei ed, in generale, usare oggetti progettati per A per la funzione B, in attesa che qualcun altro trovi il modo per renderli utili anche per la C….”, biografia di Eugenio Alberti. Simon Lewandowski è rappresentato dalla Nowhere Gallery di Milano. Sarah Francis Sarah Francis vive e lavora a Beirut. Si è laureata all’ISEAV a Beirut nel 2005 ed il suo cortometraggio preparato per la tesi "Interferences" ha vinto il concorso studentesco per film all’European Film Festival. In questo suo primo progetto il tema della città di Beirut era già presente. Ha partecipato a numerosi workshops a livello internazionale e dal 2006 lavora come direttore freelance per diverse case di produzione. Nel 2011 ha realizzato il suo primo documentario sperimentale intitolato "Birds of September", mostrato al DOX: LAB (CPH: DOX) film festival. Ha completato "Nawal’sRituals" con "Video Works 2014" prodotto da Ashkal Alwan a Beirut. 
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