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Bashkia Aprile 2015.pdf - Comune di San Costantino Albanese

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Bashkia
Periodico a cura dell’amministrazione Comunale di San Costantino Albanese
Anno 5, numero 1 - Aprile 2015
A Sandro, padre di molte idee
compreso il nostro giornale
di Massimo Bonci
Ho pensato a lungo prima di cominciare a scrivere. Cercavo
qualcosa, le parole più adatte per parlare senza
incensamenti, con onestà intellettuale, di Sandro
Bernardone. Non sono tra coloro che l'hanno conosciuto da
vicino e in maniera approfondita. Le occasioni d'incontro, le
cose che abbiamo condiviso, risalgono a un periodo
relativamente recente, e iniziano dopo il mio trasferimento
in San Costantino Albanese.
Di questa non lunghissima
conoscenza conservo tuttavia
alcuni ricordi nitidi, anche se è
difficile dare ordine ai vissuti
soggettivi.
Il rapporto tra me e Sandro non
si può dire che sia stato sempre
idilliaco, anzi! Le divergenze
sono state frequenti, vuoi a
causa dei nostri caratteri poco
propensi a cedere e, al contrario,
sempre tesi a sostenere il
proprio punto di vista, vuoi per
quel suo modo di fare spiccio e
sbrigativo, che sottendeva
sempre a una sola conclusione: ”
Si fa come dico io!”
Credo che questo suo lato del
carattere lo abbia reso inviso a
una parte del paese. Ma è pur
vero che il suo attivismo, la sua
presenza, a volte pervasiva, lo
faceva protagonista in tutte le
iniziative, cui partecipava con entusiasmo, tanto da renderlo
una figura imprescindibile per la nostra comunità. E questa
sua peculiarità condizionava non poco l'ambiente!
Ma i “cavalli di razza” sono fatti cosi! Non li tieni a freno,
scalpitano e vogliono tagliare il traguardo. E Sandro di
traguardi ne ha tagliati e come!
A me non interessa fare l'elenco. Dirò solo che era un
dirigente politico di lungo corso, formato alla scuola di
partito, e per questo molti tratti del suo operare ne
risentivano.
Lui, nato a Castronuovo di Sant'Andrea, amava San
Costantino Albanese e la sua comunità, che lo aveva accolto,
apprezzato, e sospinto, tanti anni fa, a guidare il
cambiamento oramai non più procrastinabile
Bashkia
dell'amministrazione comunale.
Sandro era un leader indiscusso, politico fine, sapeva, al
contrario di altri, rapportarsi con intelligenza.
Ricordo la fase in cui mi trovai candidato in una lista avversa
alla sua. Succede che, le dinamiche interpersonali in un
paese piccolo come il nostro, portino persone che fino il
giorno prima si frequentavano, a ignorarsi, a guardarsi in
cagnesco. Molta gente mi tolse il saluto, lui no. Ci
s'incontrava per strada e, guardandoci dritti negli occhi,
partiva il saluto: «Ciao
Sandro» e lui, «Ciao
Bonci!»
Con rispetto, con stima
reciproca.
Dicevo che non c'è stata tra
noi una continuità di
legami, alla di la della
specifica occasione, siamo
stati, come si usa dire
“compagni di strada”.
E la strada ci ha portato, in
una sera di Primavera del
2008, davanti ad una birra,
a parlare di politica,
d'informazione.
Sandro era reduce da una
tornata elettorale a livello
provinciale che non lo aveva
premiato.
C'era in lui l'esigenza di
capire, di indagare i motivi
dell'insuccesso. Uno
apparve subito centrale: la difficoltà di comunicazione,
l'informazione, un rapporto migliore con la gente.
Ed è sull'onda di questi ragionamenti che nasce l'idea del
giornale; ed egli, da politico navigato, colse subito
l'importanza della mia proposta di aprire un nuovo canale di
dialogo con la popolazione.
Senza la sua volontà e autorevolezza il giornale non sarebbe
mai nato. Seguirono mesi di lavoro progettuale, di studi di
fattibilità, fu una gestazione lunga e laboriosa, e infine il
numero zero di BASHKIA.
Il resto è attualità. Insieme abbiamo fondato e voluto
questa testata, noi così diversi, a volte perfino incompatibili,
per metterla al servizio della nostra comunità.
Speriamo di esserci riusciti.
copia gratuita è disponibile anche in versione online su www.lasiritide.it e www.comunesancostantinoalbanese.it
In ricordo di Sandro Berardone
«Ha sempre lottato per la giustizia sociale»
Riesce sempre più difficile accettare la
prematura scomparsa di Sandro
Berardone che lascia un vuoto
incolmabile nelle comunità tutte, nelle
istituzioni e nel mondo politico. Un
pianto condiviso da più parti per la
progettualità, Sandro non si fermava
un attimo per la sua gente; quella che
ha rappresentato in maniera esemplare
in ogni momento istituzionale e politico
della sua vita. E lo faceva avviando
interlocuzioni; ogni sua proposta
piccole comunità, sempre attento alle
problematiche della gente e con l'
impegno di una vita ha delineato una
condotta politica di pregio, che si eleva
a modello per le future classi dirigenti
di questo territorio. Con il suo vissuto,
consegna a tutti noi un patrimonio
notevole, un' operato amministrativo in
questa comunità ineguagliabile negli
anni sia in termini di crescita culturale
che di realizzazione di opere. Dotato di
una predisposizione innata, virtù di
pochi, quella di amministrare con
lungimiranza ed onestà per il bene
comune. Per noi amministratori lascia
la grande responsabilità di dare seguito
ai suoi progetti e di continuare a
credere con la sua stessa
determinazione nella crescita di questa
comunità.
Uomo amato dal popolo, il suo ricordo
sarà scolpito nei nostri cuori, nella
memoria storica del paese, nel percorso
politico di questo territorio che con
Orgoglio ne rivendica l'appartenenza,
mantenendo viva la sua presenza e la
sua straordinaria personalità.
Ciao Sandro!!!
perdita di un uomo che si è donato agli
altri con passione civile e senso di
responsabilità politica. E' per me una
profonda commozione parlare di
Sandro, a lui mi legava un rapporto di
affetto e di stima, guida preziosa, faro
di luce in questa mia esperienza
amministrativa; la sua assenza priva
non solo me ma l'intera comunità di un
autorevole rappresentanza nel
panorama politico lucano. Ho sempre
apprezzato in lui la singolare
perspicacia; quella di prospettare
soluzioni laddove sembrava che non c'è
ne fossero, la naturalezza nel volgere
lo sguardo oltre i “confini dell'ordinario”
e nell'allargare l'orizzonte della
discussione politica a nuove prospettive
di sviluppo, tanto lo percepivo
ascoltando i suoi discorsi quelli
affrontati nei tavoli di confronto
istituzionale e lo percepivo dai suoi
tanti progetti pensati con entusiasmo
per la crescita di un territorio che
amava profondamente. Fonte di idee e
p a s s ava s e m p r e a tt rave r s o i l
coinvolgimento dei protagonisti del
territorio dando voce in modo
democratico alle parti sociali,
associazioni, istituzioni, cittadini.
Un uomo notoriamente dotato di una
grande
capacità di dialogo e di
mediazione, nonché di un forte senso di
lealtà nell' intrattenere relazioni
istituzionali e sociali. Con i suoi valori di
coerenza, di correttezza, con le sue
battaglie per una maggiore giustizia
sociale a sostegno delle istanze delle
Il Sindaco Rosamaria Busicchio.
Bashkia
Il ricordo della rete
Sono tantissimi i messaggi arrivati da
ogni parte di Basilicata e d'Italia e
dedicati a Sandro Berardone.
Una grande commozione ha lasciato
una scia di emotività condivisa che
ancora non si spegne. Abbiamo scelto
un messaggio su tutti: quello di Piero
Di Siena, politico e giornalista. “Ho
rivisto dopo più di venti anni Sandro a
Castronuovo S. Andrea due anni fa in
un'iniziativa organizzata da Mario
Trufelli su Emilio Colombo. Ho avuto
un momento di spaesamento perché
lo ricordavo giovane dirigente del Pci
a San Costantino, uno dei più brillanti
esponenti dell'ultima generazione dei
comunisti lucani. Non avrei mai
pensato due anni fa che non
avremmo mai più avuto occasione di
rincontrarci”.
Pagina 2
In ricordo di Sandro Berardone
Il ricordo di Cantisani:“Ciao amico mio!»
di Giuseppe CANTISANI
Ho conosciuto Sandro a fine 1978 a
Portici, cercava casa per frequentare la
Facoltà di Agraria e si rivolse a me,
sapendo che ero già a buon punto con
gli studi. Per alcuni anni lo persi di vista,
lo incontrai in paese e mi disse che
aveva vinto il concorso alla C.M. di
Senise ed aveva deciso di non
proseguire l'Università. Nel 1986 si
sposò stabilendosi a San Costantino
Albanese ed iniziò la nostra amicizia, lui
giovane segretario della sezione P.C.I.,
io assessore socialista nella Giunta
Chiaffitella e lavorammo assieme alla
redazione del Regolamento degli usi
civici ed alla progettazione delle
chiudende da utilizzare nei lavori di
forestazione.
Nel 1993 Sandro si
arrabbiò con me in quanto, da
consigliere di minoranza, mi dimisi non
condividendo la dichiarazione, da parte
dell'allora maggioranza, del dissesto
finanziario, sostenendo che le
“Istituzioni ed i cittadini non si
abbandonano ma si aiutano”. Nel 1994
mi venne a trovare per convincermi ad
affiancarlo nel la competizione
elettorale, io ero molto restìo per le
condizioni precarie in cui versava il
Comune: i dipendenti che avanzavano
diversi stipendi, le tariffe che erano ai
massimi livelli, i creditori che si
lamentavano e le casse comunali
risultavano vuote. Sandro riuscì a
convincermi con argomenti crudi: non
pensi ai tuoi figli? Non devi vivere in
Paese? Iniziò a spiegarmi le sue
soluzioni per i moltissimi problemi ma
quello che mi colpì furono i sani principi
che emergevano, l'elevato senso civico
e l'entusiasmo che evidenziava.
Iniziava così una bellissima avventura
con un infaticabile uomo ed un politico “
di altri tempi”. Alla base della sua azione
amministrativa vi era lo sguardo verso
le categorie deboli: anziani, bambini e
ragazzi. Per gli anziani subito pensò al
centro di aggregazione, all'assistenza
domiciliare, al telesoccorso e di ridurre
al minimo le tariffe. Per i bambini erogò
contributi all'asilo, comprò giochi ed
aprì il centro ludico. Per i ragazzi
realizzò l'edificio scolastico nuovo, il
campetto ed il campo da calcio.
Chiedeva a noi collaboratori la presenza
Bashkia
in Comune per “sentire” le esigenze dei
cittadini e lui quasi sempre a Potenza,
Roma, Parco, Partito . . ovunque,
importante che trovava finanziamenti
pubblici e privati(terremoto). Ogni
mese andava a trovare i cittadini delle
Contrade per renderli edotti delle novità
e sapere le loro problematiche.
L'unico cruccio era la carenza di posti di
lavoro per i giovani, per non farli andare
via. Pensò all'Ufficio Turistico per
implementare tutta l'offerta: Museo,
Chiesa, Santuario, Casa Parco,
Sportello Linguistico, Laboratorio Erbe
Officinali,Progetto Elisa. Dove si spese
“piccolo è bello, ma è meglio se lo
conoscono in tanti perché saranno, un
domani, nostri alleati”. Chiedeva a tutti
noi gentilezza ed ospitalità verso tutti!
Quante battaglie, a livello provinciale e
comunale, per trovare la soluzione della
sede del Liceo di Senise: i lavori stanno
procedendo ed io, guardandoli dalla
mia aula, riesco a stare e parlare con
Sandro oppure intravedo un cinghiale e
penso le “lotte” coi cacciatori e con i
selecontrollori nei molti paesi calabresi
e lucani della Comunità Montana del
Parco: quanti viaggi, quante riunioni,
quante grida ed improperi. E' stato
di più e ne andava orgoglioso, per
l'effettiva e sicura possibilità di creare
opportunità lavorative, era la
realizzazione del Volo dell'Aquila e del
Parco Avventura.
Quello che mi
meravigliava era la sua capacità di
“sfornare” idee a getto continuo,
chiamandomi in qualsiasi momento e
rendendomi partecipe in tutto. Quante
personalità mi ha fatto conoscere ed ha
“portato” in paese, ricordo le giornate
trascorse con l'allora Prefetto Profili, il
Presidente e il Ministro dell'Istruzione
dell'Albania, il sindaco di Tirana.
Indimenticabile la giornata “Tutti a
scuola” al Quirinale con il Presidente
Napolitano ed i nostri ragazzi. Non
dimentico ministri, senatori, deputati,
presidente e assessori regionali,
funzionari, sindaci….., una moltitudine
di gente comune e subito mi vengono in
mente i giorni del Giro ciclistico di
Basilicata e di Arcobalonia. E mi diceva,
riferito a San Costantino Albanese:
“bello”…. perché ora è dinanzi e vicino
a me ed ogni volta che passo mi saluta
e mi dà il benvenuto dalla segnaletica
“arbereshe” che ha fortemente voluto
nei cinque Comuni della provincia.
Stare con lui mi ha arricchito dal punto
di vista amministrativo, sociale ma
soprattutto umano: la capacità di
immedesimarsi ai problemi della gente
e vivere le giornate come una missione.
Però la lezione che mi ha dato negli
“ultimi” mesi è qualcosa di indescrivibile
: a pensare con quale dignità li ha
affrontati senza farsi accorgere che si
stava spegnendo. Ritengo che la mia
colpa più grave è questa e non mi
capacito, ma era lui che parlava di me
invece di pensare ai suoi problemi. "Il
guaio, Sandro, è che la tua mancanza la
avverto, ogni giorno che passa, sempre
di più e chissà se saremo capaci di
portare avanti la tua grande eredità".
continua in ultima
Pagina 3
In ricordo di Sandro Berardone
Vivere non basta
Sandro non si è limitato a vivere la sua
vita, ma l'ha dedicata totalmente agli
altri, alle persone che ha incontrato
lungo il suo cammino, alle imprese e
battaglie che ha abbracciato con
coraggio, convinzione e tanta, tanta
passione, alla sua gente ed alla sua
bistrattata terra; ha speso tutta la sua
vita per una manciata di ideali,
sacrificando così sull'altare del
momento che passa, ogni risorsa di vita
ed emozione. Diceva spesso: "ciò che
facciamo ci qualifica, ci caratterizza,
dobbiamo fare in modo che resti una
traccia, un segno del nostro operato,
del nostro passaggio, nulla deve essere
sprecato, ogni minuto della nostra vita
deve essere speso per il bene della
comunità e per le giuste cause”. Il suo
modus vivendi, la sua generosità,
solidarietà, pietas, fedeltà alla sua
immagine interiore, la sua oggettiva
pulizia morale, rappresentano una
solida ed inconfutabile verità: Sandro
era quello che faceva, non c'è mai stata
alcuna contraddizione, distanza, gap
tra quello che pensava, sentiva,
affermava e ciò che faceva. Ci ha
dimostrato che morale è rimanere
immuni dalla contaminazione
cronistica, dall'ammasso mentale, dalla
stupidità di chi spinge nel vuoto le
parole per poi ritrovarle
invalide, morte. Morale è
l'amore, il rispetto per se
stessi e gli altri, anche e,
soprattutto, nelle
circostanze più difficili e
dolorose; è cedere alle
illusioni, è il dolore, il
sentirsi deboli,
abbracciare e difendere
le proprie idee, senza
calpestare quelle altrui,
credere sempre nei
propri sogni, avere
coscienza che il mondo finisca o si
dilegui, la completa inutilità del
perfetto. Credo sia questo il suo vero
insegnamento e spero sinceramente
che venga accolto, apprezzato dalle
nuove generazioni. Comunque,
qualsiasi cosa io dica o scriva, credo
non possa esprimere appieno la
bellezza e la grandezza della sua anima,
che come le nuvole, ha sempre raccolto
per VERSARE.
Enza Berardone
Guida e gregario, ci ha insegnato la ‘nostalgia del mare’
Nella semplicità che spesso rischia di
essere banale della comunicazione
veicolata attraverso i social network, c’è
un principio, ripetuto più volte e in
diverse salse, che in questi ultimi mesi
più che mai mi fa ripensare al carattere
di Sandro Berardone. Il messaggio
spiega, con due sole immagini, la
differenza tra essere un ‘capo’ ed
essere un ‘leader’, un ‘trascinatore’. Il
capo impartisce gli ordini; il
trascinatore, prima di ordinare, esegue
e offre l’esempio. E così mi è venuto in
mente quello che diceva Antoine de
Sant’Exupéry: “Se vuoi costruire una
nave, non radunare uomini solo per
raccogliere il legno e distribuire i
compiti. Prima siediti e insegna loro la
nostalgia del mare lontano e
sconfinato”.
Ecco. Queste parole sono un abito su
misura del carattere di Sandro, che
eseguiva prima di raccontare; agiva
prima di chiedere. Per lui il mare
sconfinato era un orizzonte al quale
tendeva sempre, perché raramente ho
avuto modo di conoscere uomini e
amministratori così lungimiranti come
Bashkia
lui. Sandro, nella sua vita come nella
sua opera amministrativa, ha fatto
tante cose. Tante, tranne una. Sandro
non si è mai scrollato di dosso le
responsabilità, anche e soprattutto
quelle che lui non aveva. Da perfetto e
leale uomo di squadra, come pochi o
forse come nessuno, non ha mai
scaricato su altri eventuali sbagli politici
commessi negli anni, anche quando tali
sbagli erano palesemente figli di altri
padri. Leader e gregario al tempo
stesso, nella complessa e difficile corsa
in cui in ballo c’era lo sviluppo del
territorio, ha sempre
lavorato con la testa
bassa e con lo sguardo
verso quell’orizzonte
che, spesso, ha
contribuito a costruire,
illuminando un
sentiero che pareva
non tracciato anche a
chi la politica la
masticava da molti
anni prima di lui, ma
senza incidere poi più
di tanto se non nella
lunga lista di incarichi politici. Ed anche
quando il suo lavoro non è stato capito
e premiato in questa o in quella tornata
elettorale, quando le dinamiche più
privatistiche che programmatiche della
politica spicciola lo hanno ostacolato,
Sandro ha saputo conservare un
sincero ma sempre privato rammarico,
proseguendo come prima e più di
prima, per l’amore non di un campanile,
ma di un intero territorio.
Mariapaola Vergallito
Pagina 4
In ricordo di Sandro Berardone
«Il nostro Sandro»
Sandro Berardone vive nelle parole e
nei ricordi di chi lo ha conosciuto. E di
chi ha condiviso il proprio percorso di
vita con lui. Perché la sua grande forza
era quella di vivere in mezzo alle
persone, dalle quali attingeva quella
forza di idee e di bisogni, di stimoli e
istanze, che gli consentivano di
costruire i suoi programmi, la sua
politica, la sua attività istituzionale e
non solo.
Giuseppe Di Napoli di mestiere fa il
carrozziere. Appena viene contattato
per farci raccontare qualcosa su
S a n d r o, d i c e i m m e d i a t a m e n t e
“abbiamo condiviso più di 18 anni di
militanza politica”. E poi, non senza un
groppo alla gola, continua, ricordando
Sandro che passava dalla sua officina e
lo chiamava sempre “Carrò!”: “Nel
lontano 1994 ci siamo trovati insieme in
sezione e fu allora che mettemmo su la
lista che ha mantenuto una certa
continuità fino ad oggi. C’eravamo io,
Giuseppe Cantisani e Sandro. Ho
appreso tanto da lui. Ci ha insegnato
molte cose, prima di tutto l’umiltà. Per
me era più di un amico, era un fratello.
Era una persona molto altruista, faceva
Bashkia
tutto per gli altri. Si metteva intorno ad
un tavolo e qualunque cosa
programmasse insisteva nel dirci che si
doveva fare per consentire agli altri di
avere una opportunità, soprattutto per i
p i ù g i ova n i . C i s t i m o l ava . E ’
sicuramente difficile continuare ora.
Negli ultimi giorni prima che se ne
andasse, durante una cena, ci ripeteva
sempre che non dovevamo distruggere
quello che era stato costruito. Ma oggi è
davvero troppa la
mancanza”.
Nunzia Larocca è una
“artigiana” dei prodotti da
forno e la sua amicizia con
Sandro affonda le radici ai
tempi delle scuole superiori.
“Ci siamo conosciuti nel
1979- dice- lui era 5 anni più
grande di me e ci siamo
ritrovati insieme in collegio
a San Brancato. Ricordo che
la sua passione politica
traspariva già da allora, durante le
accese discussioni delle assemblee
studentesche. Si vedeva che era un
leader e accompagnava noi più giovani
nella comprensione delle tematiche
delicate e dei nostri diritti. E’ stato
sempre un esempio di vita. Dopo
qualche anno, con grande piacere, ci
siamo ritrovati a San Costantino e
abbiamo ricominciato a seguire un
comune percorso politico, perché io
sono stata la prima donna tesserata nel
Partito Comunista. Non voglio ricordare
Sandro parlando al passato, non ci
riesco. Lui è sempre stato dieci passi
avanti agli altri e ricordo ancora quando
abbiamo sentito da lui, per la prima
volta, parlare di opportunità legate al
turismo, alla valorizzazione
d e l l a n o s t ra c u l t u ra ,
s e m p r e c o n l a
testardaggine che lo
contraddistingueva. Grazie
a lui e ad un’altra persona
cara a tutti, Beppe Scutari,
il nostro paese andò per la
prima volta alla Bit di
Milano. Fu una conquista.
E, grazie a lui, capimmo che
non eravamo secondi a
nessuno e che tutto era
possibile. Oggi mi manca la sua voce. E
mi manca il suo essere sempre felice
ma mai pago e quando un progetto
andava a buon fine diceva sempre:
“abbiamo vinto una battaglia ma la
guerra continua”.
Lina Larocca è un’insegnante e si
occupa di orienteering con i bambini.
“Sandro era molto dolce con i più
piccoli- ci racconta- li allenava e loro lo
cercavano e gli volevano bene. Ha
sempre fatto tanto per il mondo della
scuola, è sempre stato in prima linea
nelle battaglie per salvaguardare il
diritto allo studio. Ricordo quando,
qualche anno fa, fu chiusa una classe
delle scuole medie e lui, all’inizio
dell’anno scolastico, organizzò una
manifestazione mobilitando genitori,
docenti e giornalisti. Sandro è sempre
stato aperto alle cose nuove, era una
persona molto lungimirante. E’ stato lui
a credere per primo nell’orienteering,
quando ancora tutti noi non sapevamo
neanche cosa fosse. Un promotore, un
pioniere in tutto, insomma”.
Antonio Buccolo, già capitano della
squadra della Valsarmento, ci racconta
il rapporto che Sandro Berardone aveva
con lo sport, in particolare con il calcio.
“Sandro ci ha aiutato tantissimo
quando abbiamo vinto il campionatoracconta- lavorava tanto ma anche
quando gli impegni erano pressanti e
arrivava in ritardo, si metteva subito le
scarpette e correva nel campo con noi.
Metteva sempre una buona parola su
tutto e non ci risparmiava le famose
tirate d’orecchie, anche con ironia ma
sempre con l’obiettivo di farci crescere.
Da quando era diventato sindaco di
Castronuovo di Sant’Andrea si era
allontanato un po’ per via del suo
lavoro, ma era sempre viva la sua
passione per lo sport, per il calcio, che
conosceva molto bene. Con lui ho
anche condiviso la sua fede calcistica
per il Milan. Spesso entrava in campo e
giocava con noi e se vedeva che non
giocavamo bene, in maniera scherzosa
ci rimproverava dicendo: “magari
giocaste bene come mangiate e
b e v e t e ! ”. I n d i m e n t i c a b i l e e
insostituibile”.
MpVerg
Pagina 5
In ricordo di Sandro Berardone
«Per tanti anni sullo stesso fronte»
di Annibale Formica
A due mesi dalla sua scomparsa, con un
sentimento ancora segnato dal dolore
per la grave perdita di un prezioso
compagno di viaggi in Val Sarmento e
sul Pollino, voglio anch'io ricordare
Sandro Berardone.
Lo voglio fare
attraverso il richiamo ad alcuni degli
impegni più significativi, che abbiamo
sviluppato e condiviso nell'ultimo
decennio, di cui Sandro è stato
importante protagonista. Più anziano di
lui di quindici anni, io l'ho conosciuto ed
incominciato a frequentare nei primi
anni '90 in occasione di incontri
istituzionali e politici zonali. Agli inizi,
sebbene avessimo sicuramente una
reciproca considerazione e rispetto, ci
siamo in più occasioni confrontati anche
aspramente, vittime entrambi delle
militanze partitiche distinte e
contrapposte di quegli anni e degli
steccati e dei pregiudizi, che ci
c o n t ra d d i s t i n g u e va n o .
E ra n o
distinzioni, cioè, che nulla avevano a
che fare con le visioni di ciascuno sui
reali problemi degli abitanti e del
territorio del Sarmento e del Pollino e
sulle soluzioni possibili, che
condividevamo e che ci vedevano,
invece, impegnati sullo stesso fronte.
Insieme, nel 2007, abbiamo sottoscritto
un documento per un
“Nuovo
approccio politico” e l'impegno
programmatico per la definizione di un
progetto di Sviluppo Locale della Val
Sarmento. Sandro aveva volontà,
competenza ed esperienza; sapeva
assumersi la responsabilità di vera
classe dirigente, con capacità di vedere
l'insieme e il contesto di riferimento,
l'orizzonte attuale e futuro. Era dotato
di grande sensibilità verso i temi
ambientali, sociali, politici e culturali.
Aveva una ottima capacità dialettica,
accompagnata dalla rapidità, con cui
sapeva inquadrare i temi ed esporli,
rendendoli facilmente accessibili alla
comprensione di qualsiasi interlocutore.
L'ho visto sempre presente, nelle sedi
che gli consentivano di rendere un utile
servizio al bisogno delle popolazioni
della Basilicata più debole, dell'area
sud, del Lagonegrese, del Pollino, del
Sarmento. Svolgeva un lavoro
i n f a t i c a b i l e d i ra c c o r d o d e l l e
Bashkia
problematiche più diverse e lontane tra
loro, della cui interazione e sintesi
intuiva il valore e l'opportunità e si
batteva per dare soluzioni.Con questo
carattere, con questa visione, con
questo spirito di servizio l'ho visto
impegnato a promuovere, a rendere
attuabili, a collaborare in modo
rilevante e decisivo nella
realizzazione di iniziative, quali
l'approvazione del Piano per il
Parco Nazionale del Pollino, il
cui parere positivo la Comunità
del Parco, da lui presieduta, ha
votato all'unanimità. Di
primaria utilità sono anche
iniziative di ordine più
operativo, svolte da Sandro,
come la costituzione di un
“Tavolo Verde” per il Parco del
Pollino, che mirava a creare le
condizioni per migliorare e
ristrutturare le aziende
agricole e di trasformazione,
per recuperare e rivitalizzare
produzioni di nicchia e
riscoprire peculiarità e valori
proprie delle aree rurali, diversificando
e integrando le attività agricole con altri
settori produttivi e realizzando sinergie
tra agricoltura, mondo rurale, turismo.
Sono obiettivi questi del Documento
c a n d i d a t o, a s u o t e m p o,
a
finanziamento regionale con i Progetti
Integrati di Filiera. Una sua personale
felicissima intuizione è stata la proposta
della “Carta di Matera”, che mi chiese di
predisporre, a conclusione degli eventi
di “NaturArte Basilicata 2013”, in un
incontro, promosso dall'Ente Parco
Nazionale del Pollino, sul tema: “Il
patrimonio naturale e culturale, i servizi
ecosistemici e il valore economico dei
parchi”. Il Documento, condiviso e
sottoscritto a Matera, il 7 settembre
2013, dai Presidenti delle aree naturali
protette della Basilicata, della Calabria e
della Puglia, esprimeva l'esigenza dei
rappresentanti istituzionali delle aree
protette di un vastissimo ambito
territoriale dell'Appennino Meridionale
di rilanciare i parchi nel loro ruolo di
protezione, tutela e valorizzazione del
patrimonio naturale e culturale e dei
beni e dei servizi ecosistemici e di
promozione socio-economica dei
territori e delle popolazioni che vi
abitano. Sandro, fin dai primi tempi in
cui l'ho conosciuto e frequentato, ha
lottato con tenacia, costanza e
coerenza per l'affermazione del Parco
Nazionale del Pollino, convinto, come
pochi, che la natura e i servizi
ecosistemici costituiscono valori
inestimabili ed irrinunciabili per la vita
umana e che il Parco svolge una
preziosa funzione di tutela e di
salvaguardia del territorio e della
qualità dell'aria, dell'acqua, del suolo,
della biodiversità. Le occasioni più
recenti, nelle quali abbiamo collaborato
per realizzare iniziative a favore delle
popolazioni e del territorio del
Sarmento e del Pollino, sono del maggio
2014, quando abbiamo definito
l'accordo di collaborazione tra l'Ente
Parco Nazionale del Pollino e l'Area
Programma Lagonegrese-Pollino per un
comune piano coordinato di interventi,
da realizzare nell'ambito dei progetti di
sistemazione del territorio e di
manutenzione del patrimonio forestale
e della sentieristica, che i due enti
stavano avviando nel l'area Parco con
l'impiego di manodopera stagionale.
Sebbene fosse duramente provato dal
male, il 13 settembre 2014, a San
Costantino, ha accettato ugualmente
di incontrarci a casa sua per fare il punto
della situazione su alcune questioni
aperte del parco.
continua in ultima
Pagina 6
In ricordo di Sandro Berardone
«Una visione lungimirante»
Più di una volta, in questi ultimi due
mesi, abbiamo avuto testimonianza da
tutto il mondo politico ed istituzionale di
come Sandro fosse stimato e del suo
impegno da sempre profuso a favore
della nostra area, perorando cause per
il bene di tutti, chiedendo sforzi ed
interventi non per interessi di pochi ma
per il bene della collettività. Sandro era
un vulcano di idee. Era convinto che lo
sviluppo del nostro paese e della nostra
area passasse attraverso l'attività
turistica i cui punti di forza sono la
natura, l'enogastronomia, la cultura, le
tradizioni e tutte le altre peculiarità
presenti nella nostra comunità di
origine albanese. Lui, che non era
arbëresh, si impegnò appena diventato
Sindaco, alla valorizzazione del nostro
patrimonio culturale di minoranza
etnico-linguistica, promuovendo
iniziative di valenza internazionale.
Numerose sono state le attività
promosse per la valorizzazione e
diffusione della nostra cultura.
Iniziative importanti come il Museo
della Cultura Arbëreshe , il
contenitore museale Casa Parco con le
sue mostre, tra cui il Museo
dell'Etnobotanica, il Museo
dell'Arte Sacra, sono attualmente
presidi turistici e culturali rilevanti così
come importante è stata l'azione mirata
al definitivo completamento della
Chiesa Madre e del Santuario della
Madonna della Stella. Al fine di
promuovere la lingua, la letteratura e il
patrimonio bibliografico della nostra
comunità si è prodigato per la
pubblicazione e le ristampe di testi
legati alla nostra cultura, testi che oggi
rappresentano un patrimonio di
notevole valore scientifico e
Il Maggio
l e t t e ra r i o .
Arbëresh, la Festa
d'Autunno, Estate
Arbëresh, Natale Arbëresh
sono iniziative ideate da Sandro
per attrarre flussi turistici
durante tutto il periodo
dell'anno. Importanti sono
anche le azioni rivolte al sociale
come l'istituzione del
confrontato». «Se c'è un
modo per andare oltre
dolorosi eventi quali
quello che lo hanno interessato,è
proprio il seme delle molteplici opere
che lo renderanno sempre presente
nelle sue Castronuovo e San
Costantino, nell'area della Basilicata
dove ha operato e in tutta la Basilicata.
Ma questo non basta a fermare il
dolore di chi gli è amico.»
Gianni Pittella
"Sandro Berardone è stato
uno dei protagonisti più
intelligenti e stimati della
sinistra riformista lucana,
un grande amministratore
pubblico, un tenace e
creativo sostenitore della
giusta causa delle aree
interne e della grande
risorsa del parco del
Pollino.
Nonostante la sua giovane
I ricordi istituzionali
Nicola Valluzzi
"Non posso esimermi dal menzionare
l'incessante impegno profuso negli
anni, nella qualità di Sindaco e di
Consigliere Provinciale per lo sviluppo
dell'area del Pollino e per la
qualificazione infrastrutturale di quel
territori. Il ricordo personale va alle
tante telefonate fra noi intercorse
negli ultimi anni per la realizzazione
degli interventi di ammodernamento
della SP 63 del Rubbio e alla comune
convinzione di uno sviluppo
economico possibile per i nostri
territori d'origine, distanti ma
accomunati da una medesima
vocazione turistica ed ambientale.”.
Vito De Filippo
«Sandro Berardone vive nei progetti
che ha realizzato, nell'amore di un
territorio in cui è stato fermento, nelle
opere in favore dei tanti con cui si è
Bashkia
Centro Sociale ad Uso Plurimo, la
realizzazione di strutture sportive e le
varie iniziative rivolte alle attività dei più
piccoli nonché al mondo della scuola
che lui considerava un “bene” di
fondamentale importanza per il futuro
della comunità.
Negli ultimi anni,
sempre consapevole che il turismo è
l'unica opportunità di sviluppo per la
nostra comunità, si è adoperato
affinché si realizzassero due importanti
attrattori quali “Il Volo dell'Aquila” e
il “Parco Avventura”. Ci diceva “è più
importante realizzare opere che
portano ricchezza che infrastrutture
fine a se stesse”. Settimane, mesi
passati a pianificare i progetti e la loro
realizzazione. Come non ricordarsi delle
difficoltà che bisognava man mano
superare trattandosi di strutture
complesse e lui era sempre presente,
pronto ad aiutarci e a consigliarci in
ogni decisione. Di Sandro, oltre alla sua
incolmabile assenza, ci mancheranno le
sue idee, la sua progettualità, il suo
guardare oltre. Faremo tesoro dei suoi
consigli e cercheremo di portare avanti i
suoi progetti e i suoi ideali consapevoli
della grande perdita che la nostra
comunità e l'intera Basilicata hanno
subito.
di Renato Iannibelli
età aveva accumulato esperienza,
competenza, considerazione tra i
cittadini meridionali e in tutto il
mezzogiorno.
Per me Sandro è stato e sarà un amico
e un riferimento ideale fortissimo...la
sua perdita drammatica per tutti noi,
per i suoi affetti più cari, non attenuerà
il valore inestimabile del suo esempio
di vita".
Pagina 7
«Ciao amico mio!»
Chiudo questo articolo con uno degli ultimi
ricordi: era prima di Natale '14 e siamo
andati a Castronuovo, decidemmo di
passare sotto l'ulivo dove si riposò
Sant'Andrea e Sandro mi chiese cosa era
per me la felicità, risposi prendendo spunto
da Oscar Wilde : “La felicità non è avere
quello che si desidera, ma desiderare
quello che si ha”. Pensavo e ridevo
convinto di averlo messo in difficoltà, ma
lui con un sorriso mi fulminò con Victor
Hugo : “la suprema felicità della vita è
essere amati per quello che si è o, meglio,
di essere amati a dispetto di quello che si
è”. Per tutto il viaggio discutemmo e
ridemmo sulla felicità, sembravamo due
ragazzini.
Questa è l'immagine che
conservo gelosamente dentro di me!!!!
Ciao amico mio!
Sullo stesso fronte
L'ho poi rivisto al suo paese natio, il 7
dicembre 2014 in occasione della
inaugurazione del Museo Internazionale
del Presepio "V. Scheiwiller", organizzata
nell'ambito delle iniziative del “MIG.
Museo Internazionale della Grafica”, la
cui realizzazione è stata fortemente
sostenuta da Sandro, sia come Sindaco
del Comune di Castronuovo sia come
Presidente della Comunità del Parco.
Ricordare e testimoniare questi fatti
vissuti e condivisi vogliono essere per me,
fuori da ogni retorica, il modo non solo più
sincero e più autentico ma anche più
tangibile di rendere omaggio a Sandro
Berardone e di portare rispetto al dolore
della sua famiglia.
BASHKIA
Registrato al registro periodici del
Tribunale di Lagonegro anno 2011
Direttore responsabile
Massimo Bonci
Redazione
Renato Iannibelli
Pasquale Scutari
Mariapaola Vergallito
Maddalena Scutari
Progetto grafico
Giuseppe Panaino
Editore
Sindaco Pro Tempore
Rosa Maria Busicchio
Stampa
Arti Grafiche Latronico
Senise PZ
Coordinamento comunicazione
Associazione AGORAUT
lettere alla redazione:
Email: [email protected]
I ricordi istituzionali
Roberto Speranza
"Esprimo profondo cordoglio per la
scomparsa di Sandro Berardone e
sentita vicinanza alla famiglia perché
affronti con forza questa grave e
prematura perdita". È il commosso
pensiero del Presidente dei deputati del
Pd Roberto Speranza che ricorda il
sindaco di Castronuovo e di San
Costantino come uomo dal rigore
istituzionale che con dedizione si
occupava quotidianamente dei suoi
concittadini. "Passione e impegno lo
hanno sempre accompagnato nelle
battaglie politiche a sostegno delle
comunità lucane".
Marcello Pittella
“Esprimo alla famiglia di Sandro
Berardone, personalmente e a nome
della Regione Basilicata, il profondo
cordoglio per la scomparsa prematura
di un bravo amministratore, che ha
mostrato le sue grandi capacità nel
corso del suo costante impegno politico
e istituzionale da primo cittadino di
Castronuovo Sant'Andrea e di San
Costantino Albanese, da consigliere
provinciale e, infine, da presidente della
Comunità del Parco Nazionale del
Pollino. Voglio anche ricordare la sua
passione politica e il suo impegno nella
s i n i s t ra l u c a n a e n e l Pa r t i t o
Democratico. Perdiamo, nel pieno degli
anni e della maturità, una importante
risorsa di idee, iniziative ed impegno al
Bashkia
servizio dell'area Sud della Basilicata.
Anche per onorare la memoria di
Sandro raccoglieremo e rilanceremo,
nella nostra azione di governo e di
impegno politico, le idee che egli aveva
elaborato e che erano alla base del suo
impegno politico per lo sviluppo per
della comunità regionale”.
Domenico Pappaterra
Quando si dice un'amicizia, leale e
sincera, che va al di là della comunione
o meno di idee e dell'essere impegnati,
insieme, nell'amministrazione di un
territorio tanto bello quanto complesso
come il Parco nazionale del Pollino.
Sandro Berardone, questo territorio, lo
amava più di se stesso e lo portava con
sé in ogni sacrosanta rivendicazione
che da sindaco del suo paese, San
Costantino Albanese, prima e di
Castronuovo Sant'Andrea, poi,
perorava con passione politica e civile
propria di chi aveva tratto dalla lunga
militanza nella sinistra uno stile di vita.»
«Non c'era riunione della Comunità del
Parco, da lui presieduta, in cui Sandro
non portasse le giuste, legittime ed
anche spesso esasperate istanze dei
cittadini della sua Basilicata ed anche
della Calabria, di quella Calabria in cui
lui si era fatto conoscere ed apprezzare
per l'immediatezza con cui era capace
di improntare le relazioni personali.»
«Con lui – prosegue Pappaterra – se ne
va un pezzo di Parco. Non c'è dubbio.
Ma anche e soprattutto un amico
con cui confrontarsi sugli incessanti
e pressanti problemi delle
popolazioni, che erano l'unico suo
riferimento.
Antonio Luongo
Sandro Berardone ha speso l'intera
sua esistenza impegnandosi per la
salvaguardia e la tutela della
montagna, in particolare del Pollino,
e per la rivitalizzazione dei piccoli
comuni. Le comunità di Castronuovo
Sant'Andrea, di San Costantino
Albanese e dell'intero Pollino
perdono un esemplare
amministratore ed un protagonista
di primo piano delle battaglie per il
riscatto ed il rilancio delle aree
montane.
Vincenzo Folino
“Con la scomparsa di Sandro
Berardone la Basilicata perde un
infaticabile amministratore
pubblico, una persona che ha speso
ogni energia per la comunità del
Pollino e per le aree interne,
difendendo orgogliosamente le
ragioni dei piccoli Comuni. Ma per
molti di noi Sandro è stato
innanzitutto un amico e un
compagno con cui abbiamo
condiviso battaglie importanti per il
futuro della Basilicata.
è disponibile anche in versione online su www.lasiritide.it e www.comunesancostantinoalbanese.it
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